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UNIVERSIT DEGLI STUDI DI FOGGIA

Anatomia
Funzionale dell
ARTO SUPERIORE
CATTEDRA DI ANATOMIA UMANA
Prof.ssa Angela Bruna Maffione
Arto Superiore
Lo scheletro dellarto superiore
composto dal cingolo
scapolare e dalla cosiddetta
parte libera.
Il cingolo scapolare (clavicola
e scapola) unisce larto al
tronco: larticolazione sterno-
clavicolare connette il cingolo
scapolare al torace, mentre
larticolazione scapoloomerale
ha la funzione di collegare al
tronco lintera parte libera,
costituita da:
Braccio
Avambraccio
Mano
La meccanica articolare
dellarticolazione della spalla
molto complessa, perch essendo un
complesso articolare costituito da
pi articolazioni, possiede una
grande variet di movimenti.
MECCANICA ARTICOLARE
ARTICOLAZIONE DELLA SPALLA
Possiede tre gradi di movimento che
permettono lorientamento dellarto
superiore in rapporto ai tre piani dello
spazio grazie ai suoi tre assi principali
PIANO SAGITTALE
(o MEDIANO)
PIANO CORONALE
(o FRONTALE)
PIANO ORIZZONTALE
(o TRASVERSO)
ASSE TRASVERSALE
Contenuto sul piano frontale: permette i movimenti di
flesso-estensione eseguiti sul piano sagittale
ASSE SAGITTALE O ANTERO- POSTERIORE
Permette i movimenti di flessione ed estensione eseguiti
sul piano frontale
ASSE VERTICALE
determinato dallinserzione del piano sagittale con il
frontale: permette i movimenti di flessione ed estensione
eseguiti in un piano orizzontale, tenendo il braccio in
abduzione a 90
La spalla un complesso articolare costituito da cinque articolazioni
che cooperano nella produzione del movimento dellarto superiore
rispetto al tronco:
PRIMO GRUPPO comprende articolazioni vere in senso anatomico:
SCAPOLO-OMERALE
ACROMIO-CLAVICOLARE
STERNO-COSTO-CLAVICOLARE
SECONDO GRUPPO comprende articolazioni in senso fisiologico
(strutture assimilabili ad articolazioni pur non avendo caratteristiche
anatomiche)
SOTTO-DELTOIDEA
SCAPOLO-TORACICA
Arto superiore Arto Superiore - Spalla
Sterno-clavicolare
Scapolo-toracica
Gleno-omerale
Acromion-Clavicolare
ARTICOLAZIONE SCAPOLO-OMERALE
E la principale articolazione della spalla
E una ENARTROSI ( superfici articolari sferiche) ossia
a tre assi e tre gradi di libert
Rappresenta larticolazione pi mobile del corpo umano
I muscoli hanno una funzione non solo dinamica ma
anche contenitiva: infatti la loro paralisi pu determinare
la perdita di contatto pi o meno accentuata dei capi
articolari
Larticolazione scapolo-omerale viene solitamente
definita articolazione non portante; ci
parzialmente vero, non essendo essa sottoposta
alla forza peso (come per esempio lanca)
Tuttavia fondamentale sottolineare che le
sollecitazioni meccaniche a cui essa sottoposta
sono notevoli
E esemplificativo che, a braccio addotto a 60 -
90, a mano vuota, nella zona di contatto omero-
glenoidea agisce una forza pari a 8 volte il peso
del braccio
Articolazione Gleno-Omerale
E una enartrosi
pluriassiale che consente
movimenti su tutti gli assi:
abduzione a ed adduzione
che globalmente creano
una escursione di 80-90,
proiezione anteriore e
posteriore che creano un
movimento di circa 80 e
rotazione interna ed
esterna (80-60).
La somma di questi
movimenti eseguiti in
successione consentono la
circumduzione della spalla.
Nella abduzione oltre i 90
entra in gioco la scapola
che consente una pi
ampia abduzione
Articolazione Acromion-Claveare
E una artrodia tra lestremit
acromiale della spina della scapola
e la faccetta acromiale della
clavicola.
Spesso presenta tra i due capi
articolari ossei un disco
cartilagineo incompleto.
I mezzi di unione sono la
capsula articolare e il
leg. Coraco-clavicolare.
Larticolazione entra in funzione
nei movimenti della cintura
toracica della spalla,
permette unescursione verso lalto
dellomero senza nessun
spostamento
di questo e nel movimento di
circumduzione della spalla
MOVIMENTI DI FLESSIONE ED ESTENSIONE
La flessione un movimento in direzione anteriore dell arto
superiore
Lestensione un movimento in direzione posteriore dell
arto superiore
Questi due movimenti sono eseguiti in un piano sagittale,
attorno ad un asse trasversale
a) estensione: movimento di modesta ampiezza da 45 a 50
b) flessione: movimento di grande ampiezza 180
La stessa posizione pu essere definita come abduzione a 180
(rotazione quasi longitudinale)
I TRE TEMPI
DELLA
FLESSIONE
PRIMO TEMPO DELLA FLESSIONE:
da 0 a 50-60 :
I muscoli motori interessati sono:
-Deltoide (1) (Fascio anteriore o claveare)
-Coraco-brachiale (2)
-Gran Pettorale (3) (fascio superiore o claveare)
-Due fattori limitano questa flessione della scapolo-
omerale:
-La tensione del legamento coraco-omerale
- la resistenza dei muscoli piccolo rotondo, grande
rotondo e sottospinoso.
SECONDO TEMPO DELLA FLESSIONE:
da 60 a 120 : Entra in gioco il cingolo-scapolare
-Rotazione di 60 della scapola, per un movimento a
campana che orienta la glenoide in alto ed in avanti;
-Rotazione assiale, meccanicamente collegate, nelle
articolazioni sterno-costo-claveare e acromio-claveare,
ciascuna in ragione di 30.
I muscoli motori interessati sono gli stessi dellabduzione:
Trapezio Gran dentato.
Questa flessione della scapolo-toracica limitata dalla
resistenza offerta dal grande dorsale e dal gran pettorale
(fascio inferiore)
TERZO TEMPO DELLA FLESSIONE:
da 120 a 180 :
Il movimento di flessione si arresta per la
scapolo-omerale e scapolo-toracica e allora
interviene il rachide.
Se la flessione monolaterale, possibile
terminare il movimento passando in
massima abduzione, e quindi inclinando
lateralmente il rachide.
Se la flessione bilaterale, come per
labduzione, il movimento avviene grazie
ad una iperlordosi per azione dei muscoli
lombari.
MUSCOLI DELL ESTENSIONE
Dobbiamo distinguere
ESTENSIONE NELLA SCAPOLO-OMERALE:
-Grande rotondo
- piccolo rotondo
- Fascio posteriore,spinoso, del deltoide
- Grande dorsale
ESTENSIONE DELLA SCAPOLO-TORACICA per l adduzione
della scapola:
- Romboide
- Trapezio (fascio trasversale)
- Gran dorsale
MOVIMENTO DI ADDUZIONE
Ladduzione il movimento di
avvicinamento, verso il piano sagittale del
corpo per tutte le parti degli arti, ad
eccezione del pollice delle dita delle mani.
ADDUZIONE ASSOLUTA
a) Per la spalla, e quindi larto
superiore, ladduzione sul piano
frontale (adduzione
assoluta)partendo dalla posizione
di riferimento meccanicamente
impossibile per la presenza del
tronco.
b) E possibile solo se combinata ad
una estensione, in questo caso
avremo unadduzione molto
modesta oppure ad una flessione,
in questo caso lescursione sar tra
i 30 ed i 45.
ADDUZIONE RELATIVA
Partendo da una
qualsiasi
posizione di
abduzione,
ladduzione
sempre possibile
sul piano
frontale, fino
alla posizione di
riferimento
ADDUZIONE ED ESTENSIONE
I MUSCOLI DELL ADDUZIONE
1) Grande rotondo,
2)Grande dorale,
3)Grande pettorale,
4)Romboide.
COPPIA ROMBOIDE - GRANDE
ROTONDO
L azione sinergica di questi due muscoli
indispensabile per l adduzione.
In effetti, se si contrae solo il grande
rotondo, l arto superiore offre
resistenza all adduzione, la scapola
deve ruotare verso lalto intorno al
suo asse.
La contrazione del romboide
impedisce questa rotazione,
favorendo l azione di adduzione del
grande rotondo.
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MOVIMENTO DI ABDUZIONE
Labduzione il movimento di allontanamento verso il piano
sagittale mediale del corpo per tutte le parti degli arti, con la
medesima eccezione.
Movimento che determina lallontanamento dellarto superiore dal
tronco
E eseguito su un piano frontale, attorno ad un asse antero-
posteriore.
Lampiezza delladduzione di 180, in questo modo il braccio
verticale al di sopra del tronco.
Da un punto di vista articolare e muscolare, data la sua
complessit pu essere diviso in tre stadi
I TRE TEMPI DELL ABDUZIONE
PRIMO TEMPO DELLABDUZIONE
da 0 a 90 :
I muscoli motori interessati sono:
-il deltoide (1),
-il sovraspinoso (2).
Essi formano la coppia degli abduttori della scapolo-omerale.
In effetti, in questa articolazione ha inizio l abduzione.
Questo primo tempo termina a 90 circa, quando la scapolo-.omerale si
arresta per il contatto tra trochite e margine superiore della glenoide.
La rotazione esterna sposta il trochite posteriormente, ritardando questo
blocco meccanico e cos pure lieve flessione.
Secondo Steindler si pu considerare che l abduzione in flessione di 30,sul
piano della scapola, l abduzione veramente fisiologica.
SECONDO TEMPO DELLABDUZIONE:
da 90 a 150 :
Larticolazione scapolo-omerale risulta ormai bloccata
e pertanto l abduzione pu continuare solo grazie alla
partecipazione del cingolo scapolare:
-Movimento a campana della scapola, rotazione in senso
antiorario (per la scapola destra) che orienta la glenoide
pi direttamente verso lalto;
noto che questo movimento ha ampiezza di 60.
-Movimento di rotazione longitudinale,legato meccanicamente, nelle articolazioni
STERNO-COSTO-CLAVEARE E ACROMIO-CLAVEARE , che concorrono ciascuna per
30.
I muscoli motori di questo secondo tempo sono:
-Trapezio (3 e 4) Grande dentato (5).
- Essi formano la coppia degli abduttori dell articolazione scapolo-toracica.
Il movimento si arresta a 150 circa (90 + 60 dampiezza del movimento a campana
della scapola) per la resistenza dei muscoli adduttori:grande dorsale e grande pettorale.
TERZO TEMPO DELLABDUZIONE
da 150 a 180 :
Per raggiungere la posizione di 180 (verticalizzazione),
il rachide deve partecipare al movimento.
Se in abduzione un solo braccio, sar sufficiente una
inclinazione laterale, per azione dei muscoli spinali del
lato opposto.
Se sono in abduzione entrambe le braccia, non possono
risultare parallele se non sono portate in massima
flessione.
Per raggiungere entrambe la posizione verticale ci vuole
anche una iperlordosi lombare, anche questa sotto
azione dei muscoli spinali.
Questa distinzione in tre tempi dell abduzione
ovviamente didattica; in realt i muscoli che vi partecipano
sono tra di loro intricati e intimamente fusi; facile
apprezzare che la scapola inizia a ruotare prima che l
arto superiore raggiunga una abduzione di 90.
A sua volta il rachide inizia ad inclinarsi prima che
abduzione raggiunga i 150.
Alla fine dell abduzione tutti i suoi muscoli motori sono in
contrazione.
MOVIMENTO DI
CIRCONDUZIONE
Questo movimento combina i
movimenti elementari attorno ai tre
assi, combinando in successione,
flessione, abduzione, estensione ed
adduzione
Durante il movimento la parte
interessata descrive un cono.
Quando la circonduzione spinta e
portata alla sua ampiezza massima, il
braccio descrive nello spazio un
cono irregolare detto cono di
circonduzione
Il cono di
circonduzione delimita
una sfera che ha per
centro la spalla ed un
raggio uguale alla
lunghezza dellarto
superiore
Un settore sferico di
accessibilit
allinterno del quale la
mano pu raggiungere
gli oggetti senza
muovere il tronco
E da sottolineare che solo tutte insieme le
articolazioni della spalla possono creare il
complesso movimento di circonduzione
E importante rilevare che la partecipazione di
ciascuna articolazione simultanea e non
successiva
Larticolazione scapolo-omerale pu contribuire
per il 60%
Le due articolazioni claveari per il 20%
La scapolo-toracica per il 20%
La circonduzione del braccio sul tronco avviene
grazie a due sistemi anatomo-funzionali:
1) sistema scapolo-omerale
2) sistema muscolo-borso-ligamentoso sotto
acromion-deltoideo (Articolazione
sottodeltoidea)
MOVIMENTO DI FLESSO-ESTENSIONE
ORIZZONTALE
Movimento dellarto superiore nel piano
orizzontale attorno ad un asse verticale, pi
esattamente attorno ad una successione di assi
verticali poich i movimenti si effettuano non
solo nella scapolo-omerale ma anche nella
scapolo-toracica
a) Posizione di riferimento.Arto
superiore in abduzione di 90 nel
piano frontale
b) FLESSIONE ORIZZONTALE
(movimento che combina la
flessione e labduzione di 140 di
ampiezza)
c) ESTENSIONE ORIZZONTALE
(movimento che combina
lestensione e labduzione di
ampiezza di 30)
Ampiezza totale dei movimenti di flesso-estensione orizzontale 180
MOVIMENTI DEL MONCONE DELLA SPALLA
SUL PIANO ORIZZONTALE
a)Posizione di riferimento
b) Anteposizione
Gran pettorale
Piccolo pettorale
Gran dentato
c) Retroposizione
Romboide
Trapezio (fasci trasversali)
Gran dorsale
Muscoli dellArto Superiore
m. Spinoappendicolari (si inseriscono sul rachide):
m. Trapezio
m. Grande Dorsale
m. Elevatore della Scapola
muscolatura ESTRINSECA
Muscoli di unione alla parte prossimale dello scheletro
m. Toracoappendicolari (si inseriscono sul torace):
m. Piccolo Pettorale
m. Grande Pettorale
m. Succlavio
m. Dentato Anteriore
Muscoli dellArto Superiore
M. della Spalla
M. del Braccio
M. dellAvambraccio
M. della Mano
muscolatura INTRINSECA
Muscoli che hanno la loro inserzione su elementi scheletrici dellarto stesso
Arto Superiore Braccio - Avambraccio
Articolazione del Gomito
Omero-Radiale
Radio-Ulnare prossimale
Omero-Ulnare
Radio-Ulnare distale
Radio-Carpica
Articolazione del Gomito
Ecomposta da 3 articolazioni:
Omero-Ulnare (ginglimo angolare),
Omero Radiale (condilo artrosi),
Radio-Ulnare prossimale (ginglimo laterale).
Possiede una capsula articolare che avvolge i
capi articolari e tra i fasci capsulari e la
sinovia presente tessuto adiposo con
funzione ammortizzatrice.
E rafforzata da due ligamenti collaterali uno
ulnare e uno radiale;
larticolazione possiede una capacit di
movimento di tipo flesso estensorio.
Consente movimenti dellavambracccio sul
braccio (omero-ulnare e omeroradiale) e
movimenti del radio sullulna
Legamento collaterale radiale
Leg. anulare radio
Leg. collaterale ulnare
Membrana interossea (tra radio e ulna)
IL GOMITO :FLESSO-ESTENSIONE
Anatomicamente il gomito costituito da una sola articolazione: in effetti
ha solo una cavit articolare.
Fisiologicamente per si distinguono due funzioni separate:
- La prono-supinazione,che interessa l articolazione radio-ulnare
superiore
- La flesso-estensione, che interessa le due articolazioni:
1) l articolazione omero-ulnare,
2) l articolazione omero-radiale.
In questo capitolo verr trattata solo la flesso-estensione.
LE LIMITAZIONI DELLA FLESSO-ESTENSIONE
L
A
L
I
La limitazione dell estensione (fig. 29) dovuta a tre fattori:
-La salienza del becco dell olecrano nel fondo della fossetta olecranica;
- la tensione della parte anteriore della capsula articolare;
- la resistenza offerta dai muscoli flessori (bicipite,brachiale anteriore e lungo
supinatore).
Se lestensione si protrae,uno di questi freni si romper:
-Frattura dellolecrano (1) (fig. 30) con conseguente lacerazione capsulare (2);
- lolecrano (1) resiste (fig. 31) ma la capsula (2) e i legamenti si rompono e si
determina una lussazione posteriore (3) del gomito.
Generalmente i muscoli restano intatti. L arteria omerale al contrario pu rompersi.
La limitazione della flessione si verifica
in maniera diversa qualora la flessione
sia attiva o passiva.
Se la flessione attiva (fig 32):
- il primo fattore limitante il
contatto delle masse muscolari (1)
del piano anteriore del braccio e
dellavambraccio, induriti per la
contrazione.
Questo meccanismo spiega come
la flessione attiva non possa
superare i 145, in particolare
nei soggetti molto muscolosi;
- gli altri fattori, salienza ossea
(2) e tensione capsulare (3), in
pratica non intervengono.
Se la flessione passiva (fig.33),
sotto lazione di una forza (freccia nera)
applicata sull articolazione:
- le masse muscolari non contratte(1)
possono collabire le uno contro le altre e la
flessione supera i 145;
allora che si presentano gli altri fattori di
limitazione:
- salienza della testa radiale (contro) la
fossette sovra condiloidea e della coronoide
(contro) la fossetta sovra trocleare(2);
- tensione della parete posteriore della
capsula(3);
- tensione passiva del tricipite brachiale (4).
La flessione pu cosi raggiungere i 160.
Muscoli dellAvambraccio - I
I muscoli dellavambraccio sono suddivisi in
anteriori e posteriori, separati tra loro dalla membrana
interossea.
Il gruppo degli anteriori o flessori costituito da 8
muscoli disposti in strati sovrapposti (sup. e prof.)
Pronatore rotondo
m. Flessore radiale del carpo
m. Flessore ulnare del carpo
m. Flessore superficiale delle dita
m. Palmare lungo
m. Brachio Radiale
Flessore profondo delle dita
Flessore lungo del pollice
Pronatore quadrato
Breve
Lungo
Estensori Breve e Lungo del Pollice
Origina dal terzo distale del radio ed il suo
tendine si inserisce sulla base della falange
prossimale del I dito.
Estende ed abduce il I dito.
E innervato dal n.radiale.
Origina dalla terzo distale dellulna e
il tendine distale si inserisce alla base
della falange distale del I dito.
Estende il I dito.
E innervato dal n. Radiale
Articolazione Radio Carpale
Larticolazione si verifica tra radio e ossa
carpali; Lulna vi partecipa solo
indirettamente mediante linterposizione del
complesso della fibrocartilagine triangolare.
E una condiloartrosi dove il condilo dato
dallo Scafoide, dal Semilunare e dal
Piramidale. Semilunare e piramidale entrano
in rapporto con la CFCT (complesso della
fibrocartilagine triangolare). Larticolazione
rinforzata da vari legamenti, tra cui gli
interossei, il radiocarpicopalmare, Il leg
dorsale e i collaterali radiale ed ulnare. A
livello del polso si compiono movimenti di
abduzione radiale ed ulnare, flessione
estensione e rotazione.
La flessione limitata dal leg. Radiocarpale
dorsale, lestensione dal radio-carpale e
ulno-carpale palmare.
Ossa Carpali
Le ossa del carpo sono in tutto 8; sono disposte su due filiere, dette archi carpali.
Il primo, che prende rapporto direttamente con radio e indirettamente con lulna (CFCT)
composta medio lateralmente da Scafoide (S) Semilunare (SL) e Piramidale (P),
sulla faccia volare del quale si apprezza il Pisiforme (Pi).
Il secondo arco composto invece da Trapezio (Tm), Trapezoide (Td),
Capitato (C) e Uncinato (H), cos chiamato per la presenza di un processo
Uncinato (*) visibile sulla faccia volare dellosso.
Le ossa del carpo formano un insieme con concavit volare, che sovrastato da un
fascio fibroso trasversale, che crea cos un canale osteofibroso detto canale carpale.
DORSALE
VOLARE
Articolazioni Carpali
Le articolazioni interossee o intercarpali,
si costituiscono tra tutte le ossa di uno
stesso arco, sono tutte rinforzate da piccoli
legamenti detti leg interossei, che permettono
buoni gradi di movimento alle ossa,
senza per scomporre la geometria di base
delle due filiere.
La filiera prossimale ha gradi di motilit
maggiore rispetto alla distale.
Il primo arco carpale, composto da
Scafoide, lunato e piramidale, contrae
rapporti diretti con il radio (S e L)
mentre il piramidale si articola
indirettamente con lulna grazie alla
interposizione del CFCT.
Linsieme delle articolazioni suddette
forma larticolazione radiocarpica
Articolazioni Carpali
Larticolazione mediocarpale
posta tra i due archi carpali.
Larticolazione carpo metacarpale
interessa tutte le ossa della filiera
distale del carpo.
Il trapezio si articola con la base
del I met, il trapezoide con il II,
il capitato con il III, e luncinato
con il IV e il V.
Articolazione Carpo metacarpali
Si verificano tra le ossa della fila
distale del carpo e la base delle
cinque ossa metacarpali.
Quella del 1 dito una
articolazione cosiddetta a
sella, le altre sono artrodie.
Presentano dei legamenti molto
robusti, dorsali e ventrali;
Tra le articolazioni, la prima
pi mobile e permette
movomenti di ab-adduzione,
opposizione, e retroposizione.
Le altre permettono movimenti
di flessione e parziale lateralit
Articolazione Carpo metacarpali
Articolazione Interfalangee
Le articolazioni interfalangee
sono tutte troclee , e
permettono flesso estensione e
lateralit. Questi ultimi sono
massimi in corrispondenza del
2 dito e decrescono in
ampiezza verso il 5.
Lampiezza della flessione
cresce invece
progressivamente dal 2 al 5
dito