Sei sulla pagina 1di 81

PIEDE

SUDDIVISIONE
ANATOMO DESCRITTIVA – TOPOGRAFICA
Il piede può essere suddiviso in 3
regioni anatomiche:
• il RETROPIEDE:
– astragalo (2)
– calcagno (1)
• il MESOPIEDE:
– scafoide (4)
– 1°(7), 2°(6), 3°(5) cuneiforme
– cuboide (3)
• l’AVAMPIEDE:
metatarsi (I,II,III,IV,V)
falangi

• Definiamo articolazione di LISFRANC


quella fra meso ed avampiede
• Le articolazioni fra mesopiede e retro
prendono il nome di articolazione di
CHOPART
SUDDIVISIONE
ANATOMO FUNZIONALE

Il piede in carico viene diviso in:


• PIEDE ASTRAGALICO o mediale:
– astragalo
– scafoide
– cuneiforme
– ossa metatarsali I, II, III

• PIEDE CALCANEALE o laterale:


– calcagno
– cuboide
– ossa metatrsali IV, V

Piede astragalico(a) e piede calcaneale(b)


sono tra correlati al “complesso articolare
assiale” che corre distalmente tra III e IV
raggio e fa capo prossimalmente all’art.
sotto astragalica
• Il profilo del piede comprende:
• un arco longitudinale interno o
mediale:dato dalla testa del primo
metatarso, dal primo cuneiforme, dallo
scafoide, dall'astragalo e dal calcagno
• un arco longitudinale esterno o laterale:
LA VOLTA PLANTARE costituito dalla testa del quinto metatarso,
dal cuboide e dal calcagno
• un arco trasverso o anteriore: l'arco
trasverso dato dalla testa dei cinque
metatarsi

• La volta è mantenuta dal legamento


calcaneo-cuboideo che è teso
plantarmente tra il calcagno, il cuboide e
la base delle ultime quattro ossa
metatarsali, ed è resa elastica dalla
presenza di quei muscoli che si trovano
nella faccia plantare del piede

• Gli archi sono uniti tra loro da un fitto


intreccio legamentoso che ancora la cute
alle parti scheletriche
CAVIGLIA
ARCHITTETURA OSSEA:

La caviglia è costituita dalle articolazioni:

1. L’ART. TIBIO TARSICA vera e propria tra


la porzione distale della TIBIA (tetto
tibiale) e del PERONE e l’ASTRAGALO.
Il MALLEOLO MEDIALE e il MALLEOLO
LATERALE (più lungo) hanno la funzione
di aumentare la stabilità
dell’articolazione. I movimenti di
quest’articolazione. sono la supinazione
e la pronazione.
2. L’ART. SOTTO ASTRAGALICA tra le
faccette articolari dell’ ASTRAGALO e
CALCAGNO. All’interno
dell’articolazione è presente il legamento
interosseo astragalo-calcaneale, che
prende il nome di LEGAMENTO A
“SIEPE” DEL SENO DEL TARSO:
controlla gli scivolamenti dell'astragalo
sul calcagno e del calcagno sotto
l'astragalo.
• L’ART. TIBIO-PERONEALE:
• tibia e perone sono collegati dai
LEGAMENTI INTEROSSEI DISTALI
(legamento tibio peroneale,
anteriore, posteriore e inferiore) e
dalla MEMBRANA INTEROSSEA, che
formano insieme la SINDESMOSI
TIBIO PERONEALE

• Le porzioni distali della tibia e del


perone (malleoli) formano la
cosiddetta “PINZA MALLEOLARE”
all’interno della quale si inserisce
l’ASTRAGALO

• Le superfici articolari scorrono


grazie alla presenza di cartilagine
jalina di rivestimento dei capi ossei
che vengono a contatto.
• Le strutture legamentose della caviglia si dividono in:
– MEDIALI: il supporto mediale è dato dal
• LEG. DELTOIDEO: è composto da quattro
legamenti, parte dal malleolo mediale e si
espande a ventaglio sull’astragalo e sullo
scafoide:
– LEG. TIBIO ASTRAGALICO
POSTERIORE
– LEG. TIBIO CALCANEALE
– LEG. TIBIO ASTRAGALICO
ANTERIORE,
– LEG. TIBIO SCAFOIDEO
• E’ molto robusto e per questo meno
frequentemente interessato nei traumi

– LATERALI:
• LEG. COLLATERALE LATERALE:
– LEG. PERONEO ASTRAGALICO
ANTERIORE: dall’ estremità del perone
al collo dell’astragalo. E’ il più debole
delle tre branche.
– LEG. PERONEO ASTRAGALICO
POSTERIORE: che scorre
posteriormente dal perone
all’astragalo.
– LEG. PERONEO CALACANEALE: è
l’unico extracapsulare, passa a ponte
tra l’art. della caviglia e la sotto
astragalica
TENDINE D’ACHILLE
• E’ il robusto tendine che si
inserisce sul calcagno
originando dall’ inserzione dei
tre ventri dei muscoli della loggia
posteriore della gamba
(terminazione del TRICIPITE
SURALE: gastrocnemio + soleo)
• Esistono, come nel caso della
cuffia dei rotatori, delle strutture
che si interpongono tra osso e
tendine per diminuire l’attrito
durante il movimento chiamate
BORSE
• La rottura del tendine impedisce
tutti i movimenti che prevedono
la spinta sulle dita (camminare,
saltare, correre e stare sulla
punta dei piedi).
LE SUPERFICI ARTICOLARI DI TIBIO-TARSICA E TIBIO-PERONEALE

Proiezioni radiografiche in antero-posteriore intra-ruotata di 15 gradi (A) e proiezione


laterale (B). Nei due radiogrammi sono valutabili l’articolazione tibio-tarsica e soprattutto
la rima articolare; quindi ci dà informazioni indirette (per esempio, riduzione dello
spessore della rima articolare) sulla cartilagine articolare.
PROIEZIONE L-L
LE SUPERFICI ARTICOLARI DI TIBIO-TARSICA

La cartilagine articolare tibio-astragalica appare come una sottile stria curvilinea


che segue e riveste l’andamento delle superfici articolari con caratteristiche di
basso segnale in SE T1 e omogeneamente iperintensa nella sequenza a
soppressione di grasso.
L’ARTICOLAZIONE TIBIO-PERONEALE DISTALE

Piano di scansione passante a livello dell’articolazione tibio-peroneale distale. A


tale livello è possibile evidenziare i rispettivi rapporti articolari tra la superficie
articolare concava della tibia e la corrispondente regione articolare del perone.
LA SOTTOASTRAGALICA

Paziente supino con piede ad


angolo retto sulla gamba, gamba
e piede intra-ruotati di 45°

Proiezione di Broden: in questa proiezione radiografica è possibile osservare


l’articolazione sottoastragalica posteriore
LA SOTTOASTRAGALICA

Preparato osseo a secco del complesso articolare periastragalico


l
a Sag SE T1
s
o
t
t
o
a
s
t
r
a Sag GE T2 fat sat
g
a
l
i
c
a

La cartilagine articolare appare come una sottile linea a basso segnale tra le superfici articolari in SE
T1 e iperintensa nella sequenza a soppressione di grasso.
LEGAMENTI DELLA SINDESMOSI TIBIO-PERONEALE DISTALE

Sono ben evidenti i legamenti tibio-peronali anteriore in A e posteriore in


B. Queste strutture legamentose appaiono come sottili strie ipointense.
LE FORMAZIONI TENDINEE

RM coronale obliqua SE T1 w

1 = tendine peroneo breve; 2 = tendine peroneo lungo; 3 = flessore


lungo nell’alluce; 4 = tendine flessore lungo delle dita; 5 = tendine
tibiale posteriore; 6 = tendine tibiale anteriore; 7 = tendine estensore
lungo dell’alluce; 8 = tendine estensore lungo delle dita.
TENDINE D’ACHILLE
L’APONEUROSI PLANTARE

In A è ben rappresentata l’aponeurosi plantare nella sua


componente interna che ricopre l’adduttore dell’alluce, intermedia
(punta di freccia), che ricopre il flessore breve plantare e laterale (
* ), che ricopre l’abduttore del quinto dito. In B, sul piano sagittale è
possibile rappresentare la quasi totalità dell’aponeurosi
LA CONDROPATIA DELLA TIBIO-TARSICA E DELLA SOTTOASTRAGALICA

Si apprezza riduzione dell’interlinea articolare tibio-astragalica con


irregolarità del profilo osseo e iniziale sclerosi ossea.
SINDROME DA IMPINGEMENT ANTERIORE DI NATURA OSSEA

In A si osserva la presenza di formazione esostosica a livello del


collo astragalico con associata irregolarità del margine anteriore
della tibia. In B si osserva la presenza di esostosi localizzata a
livello del margine tibiale anteriore
SINDROME DA IMPINGEMENT FIBROSO SINOVIALE ANTERIORE metaplasia
ossea calcifica

Il radiogramma mostra, in corrispondenza della regione anteriore


dell’articolazione tibio-tarsica, la presenza di grossolano quadro di
metaplasia ossicalcifica
SINDROME DA IMPINGEMENT FIBROSO SINOVIALE ANTERIORE

Sinovite reattiva con distensione del recesso capsulare,


dove assume aspetto pseudocistico, con settatura nel
suo contesto.
TENDINOSI E PERITENDINITE DEL TENDINE D’ACHILLE
TENDINOSI E PERITENDINITE DEL TENDINE D’ACHILLE
ROTTURA DEL TENDINE D’ACHILLE
LA MALATTIA DI CIVININI-MORTON

Nella classica forma è riscontrabile intra-operatoriamente una neoformazione


rotondeggiante che avvolge il tronco nervoso del digitale comune immediatamente
prima della sua suddivisione nei rami digitali terminali. La neoformazione,
erroneamente definita neuroma, non ha le caratteristiche istologiche di quest’ultimo,
in quanto formata da un fibroma perineurale.
LA MALATTIA DI CIVININI-MORTON
SPINA CALCANEARE
CISTI ANEURISMATICA CALCANEARE
OSSO ACCESSORIO
ALLUCE VALGO
• E’ una deformita’ in valgo
dell'articolazione metatarso-
falangea

• E’ caratterizzata:
– dalla deviazione laterale
della colonna falangica
– dalla deviazione mediale del I
metatarso
– dalla rotazione
(PRONAZIONE) dell’alluce
con conseguente
“lussazione” dei sesamoidi

• E’ la deformita’ piu’ frequente


del piede

• Esiste anche un alluce valgo


interfalangico: il valgismo è dato
deviazione della seconda sulla
prima falange
• Per la correttezza
del radiogramma deve
essere ben visibile
l’interlinea articolare
tra M1- C1 (I metatarso-
i cuneiforme)

• Indispensabile nello
studio dell’ alluce valgo
per valutare l’entità
della deviazione del 1°
metatarso e dell’alluce
OSTEOCONDROSI

Alterazioni di tipo necrotico degenerativo ad


eziologia incerta che colpiscono uno dei
vari nuclei epifisari o apofisari durante il
periodo della maggiore attività
osteogenetica (accrescimento); forse
dovuta ad un minore apporto ematico.
OSTEOCONDROSI DELLO SCAFOIDE DEL TARSO(Malattia di Kohler)

Lo scafoide appare all’rx addensato ed


appiattito.

Clinicamente si ha dolore alla


deambulazione.
OSTEOCONDROSI DELL’EPIFISI DISTALE DEL II O III METATARSO

Si manifesta con dolore sotto carico e


claudicazione.

Rx: appiattimento della testa del II o III


metatarso, la cui estremità appare
addensata e frammentata.
OSTEOCONDROSI DELL’APOFISI POSTERIORE DEL CALCAGNO
(Malattia di Sever-Blenke)

Si manifesta con dolori saltuari in sede


calcaneare e dopo affaticamento e con
dolore alla palpazione.
Rx: il nucleo di ossificazione della grossa
tuberosità può apparire frammentato e
addensato.
CASO
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna
STM Bologna