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EDITORIALE

D opo più di tre anni lascio la direzione della «Rivista Militare». È stata una bel-
lissima esperienza e il rammarico è grande.
La cultura militare è una parte fondamentale della cultura in generale ed è bene quin-
di che, come in tutte le società, venga coltivata e diffusa affinché la società stessa
cresca. Cultura militare significa un po’ tutto: sociologia, psicologia, storia, arte mi-
litare, e tanti altri aspetti che sono intimamente connessi con la vita militare stessa e
che hanno al centro l’«Uomo» inteso come elemento assoluto e imprescindibile del
nostro Esercito. Cultura non significa però assunzione asettica ancorché copiosa di
informazioni o di tecniche specifiche ma significa soprattutto partecipazione consa-
pevole e produttiva alla vita collettiva di una Istituzione, capacità di critica costrut-
tiva, innovazione creativa del pensiero nel «pensare» la società stessa, le relazioni
tra i suoi componenti, le tecniche e le procedure da adottare e i valori di cui la stessa
deve essere sostanziata, valori che, nel caso dell’Esercito, sono anche quelli tradizio-
nali da cui mai si deve prescindere pur con uno sguardo attento e profondo alla mo-
dernità e agli sviluppi creativi. Non bisogna poi dimenticare che cultura è soprattut-
to discussione franca, libera e leale, tesa a superare tesi e antitesi consolidate in sem-
pre superiori sintesi.
«Rivista Militare» ha sempre cercato di realizzare, anche attraverso l’esplorazione
incisiva sul campo di tutti gli aspetti della vita militare e della vita civile, questo ti-
po di cultura e diffonderlo nell’Esercito e al di fuori di esso collegandosi alle più di-
sparate realtà nazionali e ad ogni ambito di attività, da quello strettamente tecnico e
tecnologico a quello più propriamente manageriale. Risalto particolare è stato dato
alle attività altamente meritorie che tutti i nostri militari, donne o uomini, svolgono
nei teatri operativi esteri e anche sul territorio nazionale, perché è necessario che le
fatiche e il lavoro, senza voler fare retorica, dei nostri militari siano valutati e ap-
prezzati da tutti e da noi stessi in primo luogo. Lavoro e attività che non sono e mai
devono essere fini a se stessi ma sempre al servizio della collettività. Lo dimostrano i
nostri soldati quando, pur in condizioni difficili, si prodigano a favore delle popola-
zioni senza peraltro mai perdere di vista l’efficacia e l’efficienza che, come militari,
devono mantenere anche quando le situazioni sul terreno impongono una condotta
forte. «Rivista Militare» è, quindi, anche un «trait d’union» tra l’Esercito e la società
civile perché esso è parte integrante e imprescindibile della società stessa.
Non è necessario fare bilanci, perché l’unico vero bilancio è nella passione e nell’in-
telligenza con le quali si affrontano le situazioni e le sfide del futuro: nei miei colla-
boratori non sono mai mancate; ho trovato un team eccezionale di militari e civili
desiderosi di condividere e di realizzare questo progetto culturale di ampio respiro.
Importante è stato altresì l’apporto sempre positivo, costruttivo e interessato, a vol-
te anche critico, dei lettori che sono anch’essi parte integrante del tessuto culturale
della nostra Rivista e che auspico possano dare anche in futuro il loro attento contri-
buto. Diffondere cultura e far partecipare è l’essenza della Rivista in modo tale che i
valori tradizionali e le opinioni mature consolidate degli anziani, la voglia di nuovo
e l’energia creatrice dei giovani, possano fondersi in un «unicum» potente in grado di
dare sempre nuova linfa vitale al nostro amato Esercito.
Al mio successore Colonnello Francesco Paolo D’Emilio, che mi onoro di avere come
amico da tantissimi anni e di cui ben conosco le altissime doti di professionalità e
cultura, auguro ogni fortuna in questa nuova sfida e al personale della Rivista, che
ringrazio con profondo affetto, di conseguire come sempre brillanti risultati.

IL DIRETTORE
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Il nostro indirizzo e-mail
è il seguente
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«Rivista Militare» ha lo scopo di estendere e


aggiornare la preparazione tecnica e professionale
del personale dell’Esercito e di far conoscere, alla Letizia Leviti
pubblica opinione, i temi della difesa e della
sicurezza. A tal fine, costituisce organo di
diffusione del pensiero militare e palestra di studio
Caraitalia
e di dibattito. «Rivista Militare» è quindi un Dalle missioni all’estero
giornale che si prefigge di informare,
comunicare e fare cultura. I nostri soldati raccontano
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Sommario n.3/2011 luglio-agosto-settembre

RIVISTA MILITARE 1 Editoriale


4 2 giugno 2011. Celebrata
68 La sicurezza percepita
dall’opinione pubblica
di Antonio Picasso
la Festa della Repubblica
76 Dalla Drôle de guerre alla
10 La Cina e il grande gioco Seconda Guerra Mondiale
di Pietro Batacchi di Tullio Vidulich

82 La Divisione di Fanteria
«Acqui» sull’isola
di Cefalonia
di Giuseppe Fernando Musillo

94 Carlo Call: soldato veterina-


rio delle bande irregolari
a cavallo dell’Amhara
di Gualtiero Stefanon

20 I presupposti storici
della NATO
di Stefano Angeloni

24 Dallo scudo spaziale


alla difesa antimissili
di Luigi Robello

Rubriche

102 Approfondimenti

in copertina

28 L’Ufficiale di collegamento
nelle operazioni fuori area
di Riccardo Caimmi

34 Etica militare e valori etici


di Ciro Forte

42 Il Servizio di Vigilanza
d’Area
di Francesco Patrone

52 Il terrorismo CBRN oggi


di Fabrizio Giardini
e Salvatore Bizzarro
L’alta qualità dell’addestramento unita alle
sempre vive e gloriose tradizioni della speciali-
58 La caserma n. 57 sede tà rendono gli Alpini un Corpo di fanteria leg-
di ITALFOR a Kabul gera tra i migliori al mondo.
di Mauro D’Ubaldi

www.esercito.difesa.it
riv.mil@tiscali.it
4 Rivista Militare

2 GIUGNO 2011
CELEBRATA LA FESTA DELLA REPUBBLICA
n. 3 - 2011 5

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO, ALLE


FORZE ARMATE IN OCCASIONE DELLA FESTA NAZIONALE DELLA REPUBBLICA
«Oggi ricorre il sessantacinquesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana.
Stamane, sul sacello del Milite Ignoto, ho rivolto il mio commosso pensiero a
tutti i militari caduti per la difesa della Patria, al servizio e per la salvaguardia
delle sue libere istituzioni.
Nell’anno in cui celebriamo il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, il 2 giugno
ci offre un’opportunità del tutto speciale per soffermarci a riflettere sulla storia
del nostro Paese e sui grandi eventi che l’hanno segnata: dalle guerre risorgi-
mentali ai due conflitti mondiali, tra i quali si collocarono gli anni bui della dit-
tatura e del bellicismo fascista; e poi, finalmente, la Liberazione, la Repubblica
e la Costituzione e, con esse, una nuova alba e la rinascita della Patria, illumi-
nata dalla riconquistata libertà e dalla ricostruzione della democrazia.
Da allora, l’Italia è cresciuta, quale stato moderno ed industrializzato, protagoni-
sta del concerto delle Nazioni, in una nuova Europa e nell’ambito delle organiz-
zazioni internazionali di cui essa è stata sempre convinta ed attiva sostenitrice.
Negli scenari complessi ed in costante trasformazione che caratterizzano il
mondo sempre più interdipendente e globalizzato in cui viviamo, il nostro Paese
svolge un ruolo fondamentale di equilibrio ed apertura, di incessante ricerca del
dialogo e della cooperazione, ma anche di fermo presidio dei valori fondamen-
tali che sono alla base della sicurezza, dello sviluppo e della pace.
Le Forze Armate sostengono una parte considerevole di questo gravoso impegno ed
hanno contribuito sostanzialmente ai risultati straordinari conseguiti in questi ulti-
mi decenni, grazie alla loro professionalità, alla loro abnegazione, al modo costrut-
tivo in cui esse interpretano i compiti che sono chiamate quotidianamente ad assol-
vere in tante regioni del mondo: compiti difficili e densi di rischi, come gli eventi di
questi giorni in Libano ed in Afghanistan purtroppo ancora una volta dimostrano.
Ai militari italiani di ogni grado, specialità e categoria vanno il plauso incondi-
zionato dei cittadini, la riconoscenza delle popolazioni presso le quali ogni gior-
no essi prestano la propria opera di protezione e di assistenza. Ad essi va egual-
mente il rispetto dei Paesi alleati che di tale opera hanno imparato ad apprez-
zare sul campo il valore e l’efficacia.
Viva le Forze Armate italiane, viva l’Italia».

Roma, 2 giugno 2011.


6 Rivista Militare

MESSAGGIO DEL MINISTRO DELLA DIFESA, ON. AVV. IGNAZIO LA RUSSA,


IN OCCAZIONE DEL 65° ANNIVERSARIO DELLA FESTA NAZIONALE DELLA REPUBBLICA
«Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Finanzieri, personale civile della Difesa,
festeggiamo oggi il 65° anniversario della proclamazione della Repubblica, una ricorrenza di fondamentale importanza per la sto-
ria del nostro Paese ma che assume un valore ancor più significativo in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Due date che concludono un percorso storico che, iniziato con i moti risorgimentali, ha trovato concreta realizzazione con
l’Unità d’Italia del 1861 e si è completato con la scelta da parte degli Italiani - per la prima volta chiamati ad esprimersi a
suffragio universale - della Repubblica, il 2 giugno del 1946.
Di questa storia nazionale le Forze Armate sono state un caposaldo insostituibile intorno al quale l’Italia si è stretta per trovare coe-
sione e superare, di volta in volta, gli ostacoli incontrati lungo il cammino che ha portato il Paese dall’Unità sino ai giorni nostri.
Le Forze Armate hanno fornito un contributo determinante nel costruire, rafforzare e consolidare il sentimento di unità nazionale.
Un sentimento, sintesi di valori quali l’amor di Patria, il senso del dovere e la generosa solidarietà, che le Forze Armate hanno
saputo custodire e rinnovare fornendo, durante l’intero secolo e mezzo di storia nazionale, prove di eroismo e abnegazione.
Dalle pendici del Carso nel primo conflitto mondiale al deserto di El Alamein nella seconda guerra mondiale ed alla batta-
glia di Montelungo durante la guerra di Liberazione, dalle montagne di Bala Murghab nell’Afghanistan occidentale fino alle
acque del Corno d’Africa ed ai cieli libici di oggi, i militari delle Forze Armate si sono distinti per coraggio e altruismo, ben
rappresentando le virtù militari e umane del popolo italiano.
Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri, Finanzieri, personale civile della Difesa,
in questo giorno solenne e ricco di significati, rivolgo a voi il mio caloroso saluto e il mio più vivo apprezzamento.
Il professionale, generoso e responsabile impegno, in Patria e all’estero, che contraddistingue il vostro quotidiano agire, è
testimonianza concreta di quel sentimento e di quegli ideali che hanno animato lo spirito di chi, dal Risorgimento fino alla
proclamazione della Repubblica, si è prodigato, spesso fino all’estremo sacrificio, per salvaguardare gli irrinunciabili valori
di libertà, giustizia e democrazia.
Rivolgiamo oggi il nostro commosso pensiero e la nostra ammirata riconoscenza a quanti hanno sacrificato il bene più pre-
zioso della vita nell’assolvimento del dovere.
Il loro sacrificio rimarrà per sempre un esempio di coraggio e attaccamento alla Patria, patrimonio unico e inestimabile degli
uomini e delle donne con le stellette.
Siate fieri del prezioso apporto fornito dalle Forze Armate al bene collettivo e orgogliosi dell’affetto e del rispetto degli Italiani,
che riconoscono in Voi i protagonisti di un silenzioso, tenace, insostituibile impegno per la sicurezza e la stabilità internazionale.

Viva le Forze Armate!


Viva la Repubblica!
Viva l’Italia!».
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8 Rivista Militare
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10 Rivista Militare

LA CINA
E IL GRANDE GIOCO

Le opinioni espresse nell’articolo


riflettono esclusivamente il pensiero
dell’autore.

I rappresentanti dei Paesi della CSTO. L’or-


ganizzazione, creata nel 2002, ha trasforma-
to il Trattato di Sicurezza Collettiva della
Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan. CSI in un’organizzazione internazionale a
Generalmente, vengono chiamati «stan countries», un modo per tutti gli effetti (Atlantic Council).
accomunare questi Paesi nella medesima trama facendo dell’Asia
Centrale un tutt’uno geopolitico e geostrategico. Qui, nel cuore del
continente eurasiatico, si sta giocando una delle partite più intrica- LA «SETE» DI IDROCARBURI
te dell’attuale sistema internazionale. Un nuovo «grande gioco» di
kiplinghiana memoria. Da quando la Cina è diventata la
Nell’Ottocento l’Impero Britannico tentava di difendere la sua colo- principale piattaforma manifatturie-
nia indiana dall’espansionismo russo, desideroso di spingersi verso ra, e la seconda economia mondiale
gli agognati mari caldi del sud. scavalcando il Giappone, il suo fab-
Oggi la competizione riguarda le risorse energetiche e la sicurezza. bisogno energetico è aumentato
Russia e Stati Uniti sono i protagonisti di questa riedizione del vertiginosamente. E così, dopo de-
canovaccio kiplinghiano, ma negli ultimi tempi anche la Cina sta cenni di autosufficienza, a partire
dicendo con voce sempre più forte la sua. dal 1994, Pechino è diventata un’im-
Pechino ha due obiettivi di fondo: soddisfare, sul piano interno, il portatrice netta di petrolio e idro-
crescente bisogno di risorse energetiche e mantenere la stabilità carburi e oggi ha superato gli Stati
della regione per evitare ripercussioni sulla movimentata regione Uniti per consumi energetici. Di
musulmana dello Xinjiang. conseguenza, l’accesso alle risorse
naturali è una priorità per la diri-
genza cinese. Ciò ha contribuito a
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orientare la politica estera cinese


sempre più verso Africa e America
Latina e, negli ultimi anni, verso
l’Asia Centrale. Le ex Repubbliche
Sovietiche di quest’ultima area, di-
fatti, sono ricche di petrolio e gas
con, rispettivamente, il 3,8% e il
3,3% delle riserve mondiali. In real-
tà, la ricchezza riguarda tre dei cin-
que Stati cioè Uzbekistan e, soprat-
tutto, Kazakistan e Turkmenistan.
Per entrare in questo gioco, Pechino
ha utilizzato il suo metodo «brevet-
tato» che gli ha dato grandi successi
in giro per il mondo, ad esempio in
Africa: basso profilo politico e forti
investimenti per la creazione di in-
frastrutture energetiche.
Un primo grande esempio è il mega
oleodotto «Kazakhstan-China oil pipe-
line» che collega il Kazakistan con la tra la China National Petroleum Cor- Consumi e produzione di petrolio della Cina
Cina, da Atyrau in Kazakistan ad poration e la KazMunayGas. Que- tra il 1991 e il 2011 (EIA).
Alashankou nello Xinjiang, dove il st’anno l’infrastruttura dovrebbe
greggio kazako viene raffinato. andare a pieno regime e garantire il
gasdotto, la cui inaugurazione è av-
venuta a Saman-Depe il 14 dicembre
del 2009, alla presenza dei Presiden-
ti turkmeno, kazaco, uzbeko e cine-
se, collegherà il giacimento di Bag-
tyyarlyk agli stabilimenti dello Xin-
jiang. La pipeline, che attraverserà
anche i territori di Kazakistan e Uz-
bekistan, taglierà fuori per la prima
volta Mosca dal controllo assoluto
sulle rotte del gas centro-asiatico e
garantirà il trasporto di 40 miliardi
di metri cubi di gas turkmeno annui,
a cui potrebbero aggiungersi in fu-
turo altri 20 miliardi di provenienza
uzbeka e kazaka. L’infrastruttura è
lunga quasi 2 000 km e quest’anno
dovrebbe essere completata la se-
conda fase dell’opera.
La costruzione del nuovo gasdotto
creerà, inoltre, sviluppo e nuovi po-
sti di lavoro nell’area. Ciò porterà a
una sensibile diminuzione della
Ecco gli «stan countries», un tutt’uno geo- trasferimento di 20 milioni di greg- pressione migratoria verso la Rus-
politico e geostrategico (Batacchi). gio l’anno. L’importanza dell’infra- sia, contribuendo così alla stabilizza-
struttura è evidente, dal momento zione dell’area, e sottrarrà il gas cen-
che si tratta del primo oleodotto che tro-asiatico ai progettati gasdotti che
L’oleodotto, costituito da diverse dall’Asia Centrale alla Cina non dall’area caspica dovrebbero far
sezioni, misura quasi 3 000 km ed è passa attraverso il territorio russo. giungere risorse energetiche diretta-
stato realizzato in più fasi, scaglio- L’altra grande infrastruttura è il mente in Europa. In sintesi, quello
nate nel tempo, da una joint venture «Central Asia-China gas pipeline». Il che sta venendo a crearsi è una sorta
12 Rivista Militare

re energetico; contenere l’influenza,


nella regione degli Stati Uniti e, in
prospettiva, dell’Europa. Altri Paesi
hanno, invece, il ruolo di «osserva-
tori», ovvero India, Iran, Pakistan e
Mongolia. Nell’ambito della mede-
sima organizzazione opera anche
un «Regional Anti-Terrorism Structu-
re» (RATS), un centro anti-terrori-
smo al quale partecipano con lo sta-
tus di «osservatori» anche Pakistan,
India, Iran e Mongolia.
L’Organizzazione si è sviluppata
generalmente all’insegna della cen-
tralità della Cina e della Russia e
del coordinamento tra le due Po-
tenze, reso possibile dalla comple-
mentarità tra presenza militare rus-
sa e interessi economici cinesi. La

Sopra.
I primi dieci importatori di petrolio nel 2010
(EIA).

A destra.
Dalla base kirghiza di Manas ogni mese
passano oltre 15 000 uomini in transito
verso l’Afghanistan (DoD).

di duopolio tra Russia e Cina riguar-


dante il gas turkmeno tanto che, se-
condo dati forniti da Gazprom, la
Russia, entro il 2012, acquisterà da
Ashgabat un quantitativo di gas
quattro volte inferiore rispetto al
2008, e Mosca perderà così lo status
di monopolista, primato detenuto
adesso con il gas dell’Uzbekistan.

LA SICUREZZA

A fronte della sua ricchezza ener- diffusione dell’Islam radicale. presenza militare USA in Asia Cen-
getica, l’Asia Centrale presenta tut- Per questo insieme di ragioni, nel trale costituisce un argine all’inte-
ta una serie di problematiche stra- 1996, è stata creata l’Organizzazione gralismo islamico e un disimpegno
tegiche che, se possibile, ne incre- per la Cooperazione di Shangai dalla regione provocherebbe gravi
mentano ulteriormente l’importan- (SCO), di cui la Cina fa parte assie- conseguenze ai fini della stabilità
za. Anche se l’Asia Centrale ex so- me a Russia, Kazakistan, Kirghizi- dell’area. E a risentirne per prime
vietica non è stata coinvolta nei stan, Tajikistan e, dal 2001, Uzbeki- sarebbero le stesse Russia e Cina.
conflitti armati del vicino Caucaso, stan. In particolare, l’Organizzazio- In generale, per la Cina il radicali-
esistono numerose fonti di conflitto ne si prefigge di incrementare la smo islamico è un problema di pri-
e instabilità di diversa natura: i cooperazione tra i Paesi membri mo piano tanto quanto lo è per Rus-
conflitti etnici, la generale instabili- nella lotta al terrorismo, al separati- sia e Stati Uniti, a causa della conti-
tà politica, come dimostrato, non smo e all’estremismo religioso; pro- guità tra l’Asia Centrale e la regione
ultima, dalla crisi kirghiza della muovere gli scambi commerciali e dello Xinjiang.
primavera 2010, e lo sviluppo e la agevolare la cooperazione nel setto- L’Islam dell’Asia Centrale, inizial-
n. 3 - 2011 13

mente improntato sulle dottrine su-


fi, basate su un’osservanza persona-
le e non rigida del Corano, cui si ag-
giungono pratiche sciamaniche e il
culto dei santi, è andato, a seguito
del crollo dell’URSS, via via radica-
lizzandosi. Già negli anni ’80, la ri-
nascita religiosa del mondo musul-
mano aveva assunto maggiore forza
con la resistenza antisovietica in Af-
ghanistan. Questo fenomeno ha poi
raggiunto l’apice con l’arrivo a Ka-
bul dei talebani e il definitivo inse-
diamento nel Paese di Al Qaeda.
Dalla metà degli anni ’90, i movi-
menti islamici radicali, sia attraverso
il regime talebano sia attraverso Al
Qaeda, si sono rafforzati anche nelle
aree circostanti l’Afghanistan: dal

La CSTO si pone come obiettivi principali il


contenimento del terrorismo e del fonda-
mentalismo islamico, la lotta al narcotraffico
e al commercio di armi, la prevenzione dei
conflitti. Nella foto un’attività addestrativa
(Military Photos).

tire dalla Rivoluzione Culturale, che


si è registrato un aumento delle ten-
sioni etniche e politiche. Da allora,
Pechino ha portato avanti un pro-
gressivo processo di «diluizione»
della popolazione musulmana dello
Xinjiang mediante l’immigrazione di
cinesi di etnia han. Ciò per alterare
gli equilibri etnici al fine di contra-
stare le spinte separatiste uighure.
A ciò bisogna aggiungere le restri-
zioni imposte alla professione della
religione islamica, un pilastro fon-
damentale dell’identità uighura, e
Pakistan, con l’insurrezione in Ka- uighura, che abita la regione occi- un sensibile peggioramento delle
shmir e poi con la deriva fondamen- dentale dello Xinjiang è di tradizio- condizioni di vita della popolazione
talista del Punjab, agli «stan coun- ne musulmana. uighura, causato dalla disponibilità
tries» dove la minaccia principale è Le tensioni etniche contrappongono di manodopera specializzata prove-
diventato ben presto l’IMU, Islamic gli uighuri, l’etnia turcofona mag- niente dal resto del Paese.
Movement of Uzbekistan, realtà oggi gioritaria nello Xinjiang, e gli han, Alle istanze separatiste, Pechino ha
fortemente radicata soprattutto nelle gruppo a cui appartiene il 91,6% sempre risposto negativamente. Co-
FATA (Federally Administered Tribal della popolazione cinese. Questa sì una parte del mondo separatista
Areas, le aree tribali a cavallo tra Pa- contrapposizione risale al XVIII se- ha rafforzato la propria adesione al
kistan e Afghanistan) e nell’Afgha- colo e alla conquista della Provincia fondamentalismo islamico, potendo
nistan settentrionale. da parte della dinastia manciuriana attingere al bacino garantito dalla
Questo processo di irradiazione dei Ching, ma è a partire dalla fon- consistente influenza regionale dei
fondamentalista non è ben visto dazione della Repubblica Popolare gruppi radicali. E proprio la taleba-
dalla Cina, poichè la popolazione (1° ottobre 1949), e più ancora a par- nizzazione di Afghanistan e Paki-
14 Rivista Militare

La mappa di oleodotti e gasdotti dell’Asia Centrale (EIA).


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con il quale nel marzo 2009 è stato


firmato un memorandum d’intesa. I
primi contatti tra il Ji e il Partito co-
munista cinese risalgono ai primi an-
ni ’80, quando i pakistani cercarono
di convincere i separatisti del Xin-
jiang a fermare l’insurrezione contro
il Governo centrale. Allora, come og-
gi, a favorire la convergenza c’era e
c’è, ovviamente, l’alleanza di ferro
che lega Pechino ad Islamabad.
La dirigenza cinese è, tuttavia, molto
preoccupata che l’attuale situazione
al confine tra Afghanistan e Pakistan
sia prossima a precipitare e che il Go-
verno di Islamabad non sia in grado
di fronteggiare la voragine di radica-
lizzazione in cui sta precipitando il
Paese. Il canale aperto con il Ji po-
trebbe essere d’aiuto per Pechino in
questo disegno di stabilizzazione, an-
che perché il partito può vantare sto-
rici contatti con diversi settori del-
Le principali fonti di approvvigionamento L’Afghanistan è di estrema impor- l’islamismo afghano, a cominciare da
petrolifero per la Cina (EIA). tanza per la Repubblica popolare Gulbuddin Hekmatyar, il cui grup-
perché è al centro di tutte le vie com- po, l’Hezb-e-Islami, costituisce una
merciali e di comunicazione con delle principali realtà dell’insurrezio-
stan ha fatto progressivamente au- l’Asia Centrale e perchè rappresenta ne. L’Hezb-e-Islami è molto radicato
mentare la percezione della minac- un potenziale snodo per il passaggio nel Paese e sta giocando un ruolo di
cia per le autorità cinesi. Il principa- di oleodotti e gasdotti. La dirigenza primo piano nel processo di riconci-
le e il più attivo tra i gruppi che del Partito comunista cinese ha sem- liazione, in corso a Kabul tra il Go-
operano nello Xinjiang è l’ETIM pre mantenuto una posizione di atte- verno di Karzai e l’insurrezione.
(East Turkestan Islamic Movement), sa sull’Afghanistan, ma una situazio- Pechino potrebbe, inoltre, sfruttare
che chiede la creazione di uno Stato ne così instabile rischia di creare un le proprie entrature presso il Go-
indipendente dalla Cina nel Turke- buco nero geopolitico, per di più sui verno pakistano per tentare di li-
stan Orientale, nell’ambito di un ca- propri confini. Se è vero che la scon- mitare la libertà di azione dei
liffato esteso all’Asia Centrale e Me- fitta di Al Qaeda e dei talebani per- membri dell’ETIM attivi in Paki-
ridionale. Dal 2002 gli Stati Uniti metterebbe agli Stati Uniti di consoli- stan, soprattutto nell’agenzia triba-
hanno inserito questo Movimento dare la loro presenza nel cuore del- le del Nord Waziristan.
nella lista delle organizzazioni ter- l’Eurasia, allo stesso tempo è vero Inoltre, fino al 2001, Pechino mante-
roristiche. Alcune cellule dell’ETIM anche che tutta la regione rischia di neva aperto un canale di dialogo
operano in Nord Waziristan, in Af- sprofondare nel caos e che tale caos con i talebani affinchè si impegnas-
ghanistan, compresa la provincia di potrebbe danneggiare Pechino. sero a non sostenere i guerriglieri
Baghdis, nel settore italiano, in Kir- Dopo l’11 settembre, Pechino si è uighuri tornati nello Xinjiang dopo
ghizistan, Uzbekistan e Kazakistan. pubblicamente impegnata a combat- il ritiro delle truppe sovietiche dal-
Anche per la Cina, dunque, lo scac- tere il terrorismo islamico con Wa- l’Afghanistan.
chiere Af-Pak è diventato fondamen- shington. Una collaborazione per Nel complesso, la Cina è consape-
tale. La Repubblica Popolare non si è larga parte indefinita che, per quanto vole che la mancata pacificazione
mai occupata apertamente del pro- riguarda la Cina, è stata declinata alle sue frontiere sud-occidentali
blema Afghanistan, ma le cose da con la posizione assunta verso le causerebbe gravi perdite in termini
tempo stanno cambiando. La guerri- istanze separatiste uighure e la lotta economici. Per la Cina, Afghanistan
glia talebana in Afghanistan e un Pa- all’ETIM. In questa politica, Pechino e Pakistan hanno una fondamentale
kistan ormai in preda a una deriva si è peraltro assicurata l’appoggio importanza. Per quanto riguarda
fondamentalista stanno mettendo in del Jamaat-i-islami (Ji), il principale l’Afghanistan, già nel novembre
pericolo gli interessi strategici cinesi. partito politico islamico pakistano, 2007 il Governo di Kabul ha conclu-
n. 3 - 2011 17

so un accordo con il China Metallur-


gical Group, una compagnia di Stato
cinese, per lo sfruttamento del giaci-
mento di rame di Aynak nella pro-
vincia centro-orientale di Lowgar,
con riserve stimate in circa 42 mi-
liardi di dollari. La società cinese, in
partnership con multinazionali bri-
tanniche e americane, si è impegna-
ta a stanziare 3,5 miliardi di dollari.
Il progetto comprende anche la rea-
lizzazione di centrali elettriche e un
collegamento ferroviario per il por-
to fluviale di Hairaton, nel nord del
Paese, al confine con l’Uzbekistan, e
in prossimità con la frontiera del
Tagikistan, e per la località di Tor-
kham, al confine con il Pakistan. In
tal modo, l’Afghanistan sarà colle-
gato alla rete ferroviaria cinese (at-
traverso il Tagikistan) e pakistana.
Inoltre, la società verserà al Gover-
no di Kabul 400 milioni di dollari
per i diritti di estrazione: è il più in- nata in grande stile a far avvertire la Per la Cina, il radicalismo islamico è un
gente investimento estero mai effet- sua presenza sullo scacchiere inter- problema di primo piano tanto quanto lo è
per Russia e Stati Uniti, a causa della conti-
tuato in Afghanistan. nazionale. Questo fenomeno ha inte- guità tra l’Asia Centrale e la regione dello
Negli ultimi anni i cinesi hanno mas- ressato soprattutto l’Asia Centrale. Xinjiang, nella mappa evidenziata in rosso
sicciamente investito anche in Paki- Mosca ha dato forza alla sua rinno- (Batacchi).
stan, soprattutto nel settore infra- vata capacità di penetrazione politi-
strutturale, finanziando opere come ca e strategia attraverso l’adozione
la Karakorum Highway, la strada che di strumenti di tipo multilaterale e zione congiunta di Ban Ki-Moon e del
collega lo Xinjiang con il Pakistan set- creando una rete di basi e infrastrut- Segretario dell’CSTO Nikolaj Bordyu-
tentrionale, o il porto di Gwadar, nel ture militari in tutta la regione. zha, ha segnato un importante punto
Beluchistan (uno dei pilastri del «filo Il pilastro della strategia russa è costi- di svolta nella storia dell’Organizza-
di perle» marittimo cinese nell’Ocea- tuito dal CSTO (Collective Security zione: le Nazioni Unite si sono, infat-
no Indiano). Gwadar (ancora in fase Treaty Organization), organizzazione ti, impegnate a una cooperazione atti-
di costruzione) sarà la tappa cruciale creata nel 2002 per trasformare il va con l’Organizzazione nell’ambito
per il trasporto dei cargo di greggio Trattato di Sicurezza Collettiva della degli obiettivi che essa si prefigge, in
provenienti dal Golfo Persico e diret- CSI (spesso citato come Trattato di primo luogo l’azione antiterroristica.
ti in Cina. Costruito grazie all’appor- Tashkent e risalente al 1992) in un’or- Si è trattato di un riconoscimento im-
to fondamentale di capitali e tecnolo- ganizzazione internazionale a tutti gli portante. Il vertice straordinario della
gia cinesi, Gwadar, che si trova a soli effetti, il cui statuto prevede la difesa CSTO, tenutosi a Mosca nel febbraio
2 500 chilometri dai confini cinesi, collettiva in caso di aggressione e vie- 2009, ha deciso l’istituzione di una
vuole essere alternativo al porto di ta ai membri l’ingresso in altre allean- forza di reazione rapida (KSOR, Col-
Shah Bahar in Iran, prezioso punto di ze di tipo militare. Formata da Rus- lective Rapid Reaction Force), che do-
appoggio per l’India. sia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, vrebbe contare fino a 16 000 uomini,
Kirghizistan, Uzbekistan e Tagiki- la gran parte dei quali russi, e ha dato
stan, l’organizzazione si pone come il via a una serie di esercitazioni con-
GLI ALTRI obiettivi principali il contenimento giunte. Sui circa 47 miliardi di dollari
del terrorismo e del fondamentalismo spesi, nel 2009, per la Difesa dai
Nel grande gioco, la Cina si trova a islamico, la lotta al narcotraffico e al membri della CSTO, più del 93% so-
dover fare i conti con due attori prin- commercio di armi, la prevenzione no stanziati da Mosca. Fin dal 2002, la
cipali: la Russia e gli USA. Dopo la dei conflitti. Alla fine del marzo 2010, Russia addestra il personale militare
grande crisi degli anni Novanta e dei pochi giorni prima dell’esplodere del- dei Paesi dell’Asia Centrale, e ha per-
primi anni Duemila, la Russia è tor- la crisi in Kirghizistan, una dichiara- messo agli Stati membri l’acquisto di
18 Rivista Militare

schiato di correre anche la base kir-


ghiza di Manas - dalla quale ogni
mese passano oltre 15 000 uomini in
transito verso l’Afghanistan - allor-
chè, nel febbraio 2009, il Presidente
Kurmanbek Bakiyev ne aveva an-
nunciato la chiusura. Nel giugno se-
guente, però, i Governi di Stati Uniti
e Kirghizistan riuscirono a raggiun-
gere un nuovo accordo: la base veni-
va mantenuta ma il suo affitto saliva
da 17 a 60 milioni di dollari e, so-
prattutto, la base diventava un sem-
plice «centro di transito».

Un elicottero «Black Hawk» viene scarica- ricca valle, diventerebbe di fatto il


to da un C-17 presso il «centro di transito» principale attore della regione. CONCLUSIONI
di Manas (DoD).
Dal canto loro, gli Stati Uniti, fino
all’11 settembre 2001, avevano evi- La penetrazione cinese in Asia Cen-
denziato un interesse alquanto limi- trale è ormai un fatto geopolitico ac-
equipaggiamento militare a prezzi di tato nei confronti dell’Asia Centrale, clarato. Pechino, sfruttando le proprie
vantaggio. interesse rivolto essenzialmente alle enormi disponibilità finanziarie, è sta-
La strategia del Cremlino include risorse energetiche e rimasto tale an- ta abile a entrare nel Grande Gioco
anche la creazione di una serie di che quando si era già evidenziato che dei giorni nostri e fare così la sua par-
installazioni militari in diversi Paesi l’area poteva costituire una valida te- tita. Resta da vedere se questo grimal-
dell’Asia Centrale, sia nell’ambito sta di ponte per il radicalismo islami- dello economico riuscirà ad aprire an-
della stessa CSTO sia nell’ambito di co. Il Crollo delle Torri, e la conse- che la cassaforte dell’influenza politi-
rapporti bilaterali con le realtà in guente guerra in Afghanistan, hanno co-strategica. Per ora, quest’obiettivo
questione. In Tagikistan, dove Mo- mutato radicalmente la politica e gli appare lontano. La Cina ha di fronte a
sca intervenne con le sue truppe di orientamenti di Washington. Per sé due attori determinati a non molla-
peacekeeping durante la guerra civile supportare l’impegno militare a Ka- re la presa dell’egemonia nell’area:
tra il ’92 e il ’97 e mantiene la 201a Di- bul, e tentare di arrestare il processo Russia e Stati Uniti. La Russia è torna-
visione motorizzata con circa 6/7 000 d’irradiazione fondamentalista pro- ta a svolgere in Asia Centrale il ruolo
uomini, 160 carri armati e 200 pezzi pagato dall’Afghanistan, gli Stati che sempre le è spettato, in quella che
d’artiglieria. Uniti hanno ricercato la cooperazione viene considerata la terza cintura del-
In Kirghizistan, la Russia dispone dei Paesi dell’Asia Centrale chieden- l’estero vicino dopo Caucaso ed Eu-
della base aerea di Kant, inaugurata do diritti di sorvolo e transito, aree ropa Orientale. Mosca sta consolidan-
il 23 ottobre 2003. Qui sono stanziati per la creazione di basi e lo sfrutta- do il suo primato nell’area stringen-
ancora circa 500 militari russi, sotto mento di infrastrutture aeroportuali. dosi sempre di più alle leadership loca-
l’egida della CSTO, e una ventina di Su queste basi, si è andata sviluppan- li. Su questa lunghezza d’onda si
caccia. Sempre in Kirghizistan, sul do l’influenza americana in una re- muove anche Washington nonostante
lago Issyk Kul, Mosca mantiene un gione dove Washington, fino ad allo- la perdita d’influenza subita con la
avamposto (il cui costo annuale è di ra, non era mai stata presente. chiusura della base K2 in Uzbekistan.
4,5 milioni di dollari) per test navali Oggi, però, il Governo degli Stati Per quanto riguarda Pechino, il suo
e subacquei e, dopo la notizia del Uniti fatica a mantenere i guadagni strumento militare, nonostante gli
mancato smantellamento della base ottenuti. Nel 2005, è stata chiusa la enormi progressi compiuti negli ulti-
americana di Manas, punta alla base uzbeka di Karshi-Khanabad do- mi 5/10 anni, necessita ancora di am-
creazione di una nuova struttura po che il regime di Islam Karimov modernamento. Per cui, laddove la
militare. Il progetto prevede la re- era stato duramente criticato da Wa- Cina è in grado di offrire a molti la
staurazione di una vecchia base so- shington in seguito a una repressio- propria garanzia economica, non può
vietica nella valle di Fergana, a po- ne violenta di una manifestazione fare altrettanto con la propria garan-
chi chilometri da Osh e se, come antigovernativa ad Andijan (maggio zia militare.
sembra, dovesse concretizzarsi, la 2005). Da allora i rapporti tra i due
Russia, oltre a riprendere definitiva- Paesi si sono irrigiditi, migliorando Pietro Batacchi
mente il controllo della strategica e solo di recente. Analoga sorte ha ri- Analista Ce.S.I.
20 Rivista Militare

I PRESUPPOSTI
STORICI
DELLA NATO
L’Alleanza atlantica è stata un grosso successo della connessione fra di-
plomazia e militari, creando una mentalità comune nel campo della dife-
sa e della sicurezza. Ha permesso agli europei di sentirsi sicuri e agli Sta-
ti Uniti di avere appoggi in Europa. Ma, soprattutto, ha consentito di
creare una comunità di difesa che altrimenti non sarebbe stata possibile.

Il periodo del secondo dopoguerra coinvolgeva, inoltre, non solo il


si caratterizza per tre aspetti essen- continente europeo ma, con guerre
ziali: la costruzione europea come di altra natura tipo quella di Co-
risposta al passato, la Guerra fred- rea, o il tentativo castrista di
da e il contrasto Est-Ovest, con tut- espansione in Venezuela, le mag-
to ciò che questo ha rappresentato, giori aree del pianeta.
ovvero, il conseguente coinvolgi- L’Europa risponde a tutto ciò con
mento di tutto il mondo schierato l’Alleanza Atlantica, e dobbiamo
da una parte o dall’altra. Il movi- ricordare alcune date che riguar-
mento dei Paesi non allineati che dano questo percorso. Nel 1947,
riteneva di non propendere per viene stipulato il Patto di Dunker-
nessuno, in alcuni casi risultava vi- que, tra la Francia e la Gran Breta-
cino a una parte. Evidente è gna, e il 17 marzo 1948 si aggiun-
l’esempio di Cuba, che si conside- gono i tre Paesi che sono quelli del
rava un Paese non allineato e inve- Benelux. Il Trattato della Unione
ce lo era. Questo sistema di balance Europea Occidentale (UEO) è,
of power mondiale aveva un terzo dunque, l’antesignano della NA-
elemento, che era quello della sicu- TO. Nel 1947-48 si riteneva che il
rezza. Questo concetto talvolta vie- pericolo dal quale ci si doveva di-
ne dimenticato, allorché si consi- fendere all’indomani della Secon-
dera «sicurezza» l’assenza di una da guerra mondiale fosse quello
minaccia, l’assenza di un pericolo, tedesco. Tuttavia, con l’inizio della
mentre andrebbe articolato in ma- Guerra fredda e i rischi che essa
niera più complessa. Esso, infatti, comporta, si giunge al Patto Atlan-
si riferisce alla capacità di uno Sta- tico nell’aprile del 1949, una data
to o di un Paese di svolgere il suo importante che è collegata a due
sviluppo interno assicurandosi la fattori: l’intervento sovietico in Ce-
sopravvivenza. coslovacchia, il cosiddetto colpo di IL PATTO ATLANTICO
Questo discorso si materializza in Praga e il blocco di Berlino, cioè
Europa nel secondo dopoguerra in due elementi che davano l’impres- Stipulato nell’aprile 1949, dopo un
funzione di quella che era ritenuta sione che l’Unione Sovietica voles- negoziato abbastanza breve, include
la minaccia di una possibile espan- se espandersi verso Occidente, la Francia, la Gran Bretagna, i tre
sione sovietica. Che ciò fosse reale prendere la Germania e controllare Paesi del Benelux, l’Italia, la Tur-
o meno è secondario. Questo peri- in maniera definitiva quello che chia, il Portogallo, la Norvegia e la
colo rendeva il sistema internazio- sarà poi il blocco sovietico o i Paesi Danimarca. Si crea, quindi, quel
nale molto instabile e insicuro, satelliti. gruppo di Paesi occidentali che due
n. 3 - 2011 21

anni dopo diventerà la NATO, con zia, sulle libertà individuali e sulla pre- Il Presidente degli Stati Uniti Harry S.
tre o quattro obiettivi. Le caratteri- minenza del diritto». L’articolo 2, poi, Truman firma il Patto di alleanza della NA-
TO nel 1949.
stiche di questa alleanza sono essen- afferma: «rafforzare le loro libere istitu-
zialmente tre, si tratta innanzitutto zioni, favorire una migliore comprensio-
di un’alleanza di valori, cioè i Paesi ne dei principi». Un’alleanza di valo-
che ne fanno parte: «si dicono deter- ri, quindi, sui quali si fondava la un’alleanza militare difensiva. Non
minati a salvaguardare le libertà dei po- Carta Atlantica della Seconda guer- a caso nell’articolo 5 si legge che l’at-
poli, il loro comune retaggio e la loro ci- ra mondiale, cioè quelli della demo- tacco armato contro uno dei Paesi
viltà, fondati sui principi della democra- crazia e della libertà. Ma è anche membri: «sarà considerato come un at-
22 Rivista Militare

tangibile impegno nel sostenere gli


alleati, gestire le eventuali crisi che
sarebbero sorte e mantenere la coe-
sione del fianco sud dell’Europa oc-
cidentale.
Con la caduta del muro di Berlino e
dell’Unione Sovietica ci si chiede
quale possa essere la nuova dottrina
strategica dell’Alleanza Atlantica e
contro chi si debba rivolgere questa
alleanza che rimane pur sempre mili-
tare. Avviene così gradualmente la
trasformazione della sua dottrina:
non più, o non solo, un’alleanza di-
fensiva, ma soprattutto un soggetto
che serva ad esportare stabilità. Il di-
battito sul da farsi può essere rias-
sunto in questi due concetti: il rischio
e la stabilità, perché è un problema
che è indipendente da un nemico im-
Il Summit della NATO a Washington nel la difesa strategica, quella nucleare, mediato. Il rischio esiste in ogni mo-
1999, anno del cinquantennale. era a carico degli USA e, altro mento. Un Paese del tutto disarmato
aspetto di enorme importanza, ha sarebbe un Paese debole, instabile e
creato una comunità di difesa euro- insicuro. È un concetto che può sem-
tacco diretto contro tutti gli altri, ma cia- pea: il fatto di avere una certa stan- brare astratto, ma in realtà è molto
scuno avrebbe poi intrapreso individual- dardizzazione degli armamenti, concreto. L’Evoluzione dell’alleanza
mente o di concerto l’azione che giudi- della dottrina militare e delle abitu- verso obiettivi che hanno l’intento di
cherà necessaria». Non, dunque, un’al- dini è un elemento di grande im- esportare la stabilità è un tentativo di
leanza militare con un intervento au- portanza proprio per la stabilità collaborazione generale per aiutare
tomatico, come era, invece, il Patto di continentale. L’Italia, in realtà, en- all’inizio i Paesi usciti dal blocco so-
Bruxelles. Terzo elemento, che non tra nell’Alleanza Atlantica un po’ vietico e col rischio di particolare in-
sta nel trattato, è quello relativo alla per caso. Più che gli USA o l’Inghil- stabilità. Nel 1994 si avvia la Partner-
collaborazione tra le Forze Armate. terra, il Paese che ha aiutato l’Italia ship for Peace, che comprende anche
Da quanto esposto si evince dunque all’epoca fu la Francia, non per gen- la Svizzera, e poi si compie un passo
la caratteristica della NATO, ossia tilezza, ma perché era condivisa dai ulteriore con accordi fra la NATO e i
quella di essere un’alleanza con due francesi come dal Presidente del singoli Paesi, cioè una collaborazione
teste, europea e americana, per la di- Consiglio De Gasperi l’idea che si militare: manovre in comune, scambi
fesa dell’Europa. I tre punti summen- dovesse avere una proiezione me- di informazioni.
zionati permettono di comprendere diterranea dell’alleanza. L’alleanza
perché l’Alleanza Atlantica esista an- è «atlantica», ma l’obiettivo dell’Ita-
cora e perché duri da oltre sessanta lia era di proiettarla nel Mediterra- CONCLUSIONI
anni, si sia estesa dalla Turchia al neo. Infatti, tre anni dopo, anche su
Portogallo e nuovi Paesi vi abbiano pressione italiana e anche per moti- È bene riflettere su un ultimo aspet-
aderito, dalla Spagna ai Baltici. vi italiani, vengono ammesse la to. Nel corso degli anni sino ad og-
Grecia e la Turchia. In poche paro- gi, si è posto un problema che è
le, il compito dell’Alleanza Atlanti- quello del disarmo e del controllo
IL RAPPORTO ATLANTICO ca diventa la sicurezza sia europea degli armamenti. Sono due concetti
che euromediterranea, questo è un diversi.
Questa impostazione ha garantito punto fondamentale. Si configura Se il disarmo cosiddetto «totale» è
all’Europa la certezza della difesa come un’azione politica, diplomati- probabilmente un’utopia, l’altro è
americana e che quella sicurezza di ca e di stabilizzazione su uno dei importante e ha una storia antica.
cui si diceva in principio fosse ga- crocevia strategici del mondo. I Consiste nel proibire certi tipi di ar-
rantita dagli USA. suoi compiti sono: scoraggiare l’av- ma, e in questo senso ha rivestito un
Ha consentito una difesa a costo venturismo sovietico, promuovere ruolo fondamentale il negoziato su
basso, cioè spendendo poco, poiché la stabilità nell’area, mostrare un quelle nucleari. Poco amata, ma in-
n. 3 - 2011 23

dubbiamente utile, l’arma nucleare del out of area, ovvero, permettere proteggendo le infrastrutture criti-
ha cambiato la strategia militare ge- alla NATO di agire fuori dall’area che, nonché le linee di comunicazio-
nerale; essa imponeva il controllo prevista dal trattato e ciò si realizza ne che consentono i traffici energeti-
degli armamenti, era importante negli anni Novanta in Jugoslavia. ci. Agisce in Libia come braccio ar-
per l’equilibrio, ma era anche neces- Non si tratta in questo caso di com- mato di una comunità di Stati che
sario controllarla in qualche manie- battere un nemico, bensì di interve- sono espressione della comunità in-
ra. Quindi una serie di accordi di nire per ragioni umanitarie, di stabi- ternazionale essendo l’azione intra-
disarmo iniziati nel 1963 che culmi- lità e di difesa dei diritti umani. presa su mandato delle Nazioni Uni-
nano nel 1987 con l’eliminazione di La NATO è ormai l’unica organizza- te. La sua azione si estende, dunque,
alcuni tipi di missili fino ai successi-
vi anni Novanta quando, nel muta-
to quadro strategico, sarà possibile
realizzare nuovi trattati. Ma duran-
te questo periodo, sul piano euro-
peo, il processo antecedente al 1989
portava anche a un controllo delle
Forze Armate, con successive tappe
che consistono in vari tentativi di
accordo fino ad un punto negli anni
Ottanta, quello del controllo e l’in-
dicazione di un tetto di armamenti
per le singole zone europee. Si com-
prende, quindi, che queste intese
atlantiche hanno dietro una serie di
accordi strategici nucleari fra le due
superpotenze, ma anche quelli di li-
mitazione e controllo delle forze
convenzionali in Europa. A questo
punto, è chiaro che le successive
Partnership for Peace, non nascono
da un terreno di contrasto e di ini-
micizia, ma da uno scenario che era
già stato preparato da una serie di
evoluzioni negli anni Settanta, quel- zione al mondo in grado di proietta- Il meeting dei Ministri della Difesa dei
le che vanno sotto il nome della Di- re, alternare e sostenere consistenti Paesi NATO a Bruxelles, 8-9 giugno 2011.
stensione. Bisogna anche aggiunge- forze multinazionali, di operare con
re che la NATO ha una struttura efficacia per estesi periodi di tempo e
molto interessante dal punto di vi- di adattarsi con grande flessibilità a ben al di là di quella che può essere
sta organizzativo. È distribuita in cambiare in corsa la missione. Con configurata come un’alleanza tra
Comandi regionali, i quali dividono l’assunzione della responsabilità del- Eserciti contro un nemico, divenen-
il fronte in vari segmenti, a ognuno la missione ISAF in Afghanistan, ha do in realtà una organizzazione della
dei quali corrisponde un Coman- incorporato definitivamente il con- sicurezza nel senso più ampio della
dante e in cui vi è però la collabora- cetto di «fuori area», cioè la possibili- parola. Il suo grande merito è stato
zione di tutti i rappresentanti dei tà di intervento in operazioni di pea- connettere azione politica e azione
vari Stati membri. cekeeping e di assistenza allo State militare e aver creato una mentalità
Se nel 1951, l’area di competenza building oltre che di combattimento comune nel campo della difesa e del-
della NATO veniva indicata dalla in Paesi lontani dai confini europei. la sicurezza. L’alleanza è utile so-
linea Sigfrido, cioè difendere l’Euro- Il Nuovo Concetto Strategico appro- prattutto oggi all’Europa per sentirsi
pa contro il nemico dell’est, con il vato durante il summit di Lisbona, ri- più sicura e sviluppare ulteriormen-
1991 si pone il problema di esporta- lancia il significato dell’articolo 5 sul- te una comunità di difesa che altri-
re la stabilità. Va benissimo fare la la difesa collettiva, estendendone la menti non sarebbe stata possibile.
Partnership for Peace, ma ci si do- portata alla minaccia missilistica,
manda dove intervenire concreta- quella del cyberwarfare e naturalmen- Stefano Angeloni
mente. Contro chi e come sul piano te quella terroristica. Svolge un ruolo Capitano, in servizio presso
militare. Si pone allora il problema anche nella sicurezza energetica, la Scuola Lingue Estere dell’Esercito
24 Rivista Militare

DALLO SCUDO
SPAZIALE
ALLA DIFESA
ANTIMISSILI
Se si ripercorre la storia degli eventi che hanno caratterizzato i tentativi
statunitensi di schierare un sistema di difesa antimissile ci si accorge che
esiste un evidente filo rosso che li collega tutti tra loro: sia nelle motiva-
zioni portate per giustificare le considerevoli risorse industriali, scienti-
fiche, manageriali e organizzative dedicate fin ora, sia negli altrettanto
enormi costi di ogni programma.

Quando alla fine del 2000 l’Ammi- no dai media e dalla stampa specia-
nistrazione americana annunciò di lizzata. Significavano, in primo
voler intraprendere un progetto di luogo, che la prospettiva della
difesa antimissili balistici, di cui Guerra nucleare, nata nell’estate
l’antesignano è stato lo «Scudo spa- 1945 con le bombe americane su
ziale» varato dal Presidente Ronald Hiroshima e Nagasaki, era entrata
Reagan nei primi anni Ottanta, le nella parabola discendente, sia
reazioni furono molteplici e contra- perché l’arma nucleare è sempre
stanti, ma un nuovo percorso era meno un fattore di potenza esclu-
iniziato. sivo a tutto vantaggio delle super-
Nonostante il poco felice esito di ta- potenze, sia perché la Guerra nu-
luni esperimenti compiuti nel primo cleare sta cedendo gradualmente
semestre dello stesso anno, nel mag- ma continuamente terreno alla
gio 2001 il Presidente George W. Guerra spaziale. Quest’ultima è
Bush si dichiarò disposto a una con- iniziata sin dal 1942 con il lancio
sistente riduzione delle testate nu- contro l’Inghilterra dei primi razzi
cleari, del sovrabbondante arsenale V-1 e V-2 tedeschi concepiti come
accumulato durante la Guerra fred- arma di «rappresaglia» in risposta
da, in cambio dell’abrogazione di ai bombardamenti Alleati e come
comune accordo con la Federazione mezzi sostitutivi, fin da allora, di
Russa del Trattato ABM (Anti-Balli- un’aviazione strategica che la Ger-
stic Missile) del 1972 che, vietando i mania non possedeva.
sistemi antimissile, assicurava il
pieno funzionamento del meccani-
smo di dissuasione, con la mutua GLI SVILUPPI STATUNITENSI far valere appieno la loro superio-
distruzione assicurata (MAD) dai rità tecnologica e le massicce risor-
contrapposti missili intercontinenta- Superpotenza globale già con l’in- se industriali profuse. Del resto, se
li in caso di «Guerra calda». contrastato dominio del mare e si pone mente all’importanza dei
Questi avvenimenti ebbero un si- dell’aria, gli Stati Uniti intendeva- satelliti nella guerra di oggi (com-
gnificato teorico profondo, e si può no, evidentemente, fare dello spa- presa la guerra aerea) e al crescen-
dire quasi epocale, che non sem- zio un nuovo terreno di conquista te potere sostitutivo dimostrato
bra, all’inizio, sia stato colto appie- e di sfida per i loro avversari, dove dai missili tipo Cruise/Tomahawk ri-
n. 3 - 2011 25

spetto al mezzo aereo, si deve am- 1910 propose la rinuncia concorda- Il fungo atomico, frutto di un esperimento
mettere che si tratta di un’escala- ta alla guerra nell’aria da parte di nucleare.
tion praticamente inevitabile. Non tutti gli Stati: si sa come è finita.
è mai avvenuto che una tecnologia Nella fattispecie, le armi spaziali
suscettibile di impiego militare sia possono fare a meno sia delle testa- andarci piano. Da sempre un’arma
stata accantonata. Pochi ricordano te nucleari che dei mezzi aerei. Stia- moderna non cancella quelle anti-
che lo stesso Generale Giulio Dou- mo assistendo, dunque, a una rivo- che, e con esse convive per lungo
het, profeta dell’Arma aerea, nel luzione dello spazio? Qui bisogna tempo. Dominare lo spazio e con-
26 Rivista Militare

Un sistema d’arma missilistico antimissile «assoluta», decisiva. In fondo, l’at- (cosa non sempre e non interamen-
«Patriot». tuale difesa antimissili balistici, non te possibile).
è che l’ultima espressione di una li- A parte questo, si deve prendere at-
nea di tendenza inaugurata da seco- to di una realtà tecnico-militare
tenderne il dominio, non basta; bi- li dall’Inghilterra che, con forze ma- sempre più evidente: diversamente
sogna essere in grado anche di do- rittime (e poi anche aeree) costante- da quelle aeree, le tecnologie missi-
minare l’aria, il mare e la terra. Non mente dominanti sia per quantità listiche e nucleari sono sempre più
è detto che nei conflitti del futuro il che per qualità, ha inteso sostituire alla portata anche di Paesi indu-
dominio dello spazio assicuri la vit- il più possibile i grossi Eserciti e le strialmente poco sviluppati, che
toria; rappresenta, invece, solo una sanguinose battaglie terrestri. hanno parecchi motivi per essere
premessa ad essa. Già all’epoca del- ostili all’Occidente e, in particolare,
lo Scudo spaziale, poi, occorreva agli Stati Uniti. Ciononostante, il
porsi un interrogativo: vi potranno CONCLUSIONI nuovo programma americano anti-
essere o meno contromisure per balistico è stato accolto agli inizi
neutralizzarlo almeno parzialmen- Non c’è dubbio che, oggi, gli Stati con una certa freddezza dagli Al-
te? Se anche pochi missili riusciran- Uniti, così come l’intero Occidente, leati, che solo oggi ne condividono
no a superare ugualmente la barrie- tendono a sostituire le fanterie con appieno gli intenti. Ora finalmente
ra, la sua efficacia reale sarà molto le tecnologie più avanzate: quanto si può proseguire su una strada co-
ridotta; e, finora, a un’arma, anche detto sinora non è che l’ultima mune in cui l’Europa deve fare una
alle armi «assolute», si è sempre tro- espressione di una linea di tenden- cosa sola apparentemente semplice:
vato il modo di contrapporne altre za insopprimibile, perché dettata mettere insieme le risorse occorren-
in grado di attenuarne in varia mi- da esigenze politico-sociali, che im- ti per realizzare quella politica di
sura l’efficacia. pongono all’Occidente di evitare le difesa antimissile comune. Il van-
Sarebbe, dunque, un errore applica- perdite che comportano i combatti- taggio derivante dal rapporto tra si-
re a priori allo spazio assiomi dou- menti terrestri di stile classico, so- stemi di difesa contro i missili a
hetiani sull’aviazione come arma stituendo l’uomo con la macchina corto e a lungo raggio è stato ben
n. 3 - 2011 27

Il lancio di prova di un missile intercettore


«Arrow».

compreso dall’Alleanza Atlantica


nel vertice di Lisbona di quest’an-
no. Il Nuovo Concetto Strategico, la
cui preparazione è durata oltre 18
mesi, ha inteso fare il punto sulla
realtà odierna della sicurezza e sul-
le sfide future. Molto si è parlato a
proposito di difesa antimissile e
questa volta la NATO ha deciso: es-
sa diventa a tutti gli effetti missione
prioritaria dell’Alleanza, non più
solo delle forze proiettate in opera-
zioni nei confronti dei missili di
teatro con gittata fino a 3 000 km.
Ora si parla esplicitamente di difesa
antimissile del territorio e della po-
polazione degli Stati membri, con-
tro ogni tipo di missile balistico. La
prima cosa sarà dotarsi di una ca-
pacità di Comando e Controllo e di
gestione della battaglia missilistica,
successivamente si potranno acqui-
sire i sistemi d’arma antimissile,
quelli early warning e tracciamento
degli eventuali missili balistici in
arrivo. Nel frattempo la NATO
spenderà 200 milioni di euro per
aumentare la capacità C4I del siste-
ma di difesa antimissile ALTBMD
(Active Layered Theatre Ballistic Mis-
sile Defence) ormai quasi pronto, an-
che se poi si dovrà espandere
l’ACCS, il sistema integrato NATO
di difesa aerea, con le nuove capaci-
tà antimissile. Vi è, quindi, la vo-
lontà di integrare quanto sta facen-
do la NATO con quanto stanno
compiendo gli USA: così si potrà
contare su un’adeguata protezione
contro i rischi derivanti da missili a
corto, medio e lungo raggio. In que-
sto quadro, pare evidente che l’Ita-
lia, data la sua posizione geografi-
ca, è uno degli Stati più interessati a
raggiungere accettabili standard di
sicurezza anche in questo settore.

Luigi Robello
Tenente Colonnello,
in servizio presso
il 1° reggimento AVES «Antares»
28 Rivista Militare

L’UFFICIALE DI esempi sono numerosi; valga qui ri-


cordare August Bertoldí - costrutto-
re, con Eiffel, della Statua della Li-

COLLEGAMENTO
bertà - che nel 1870, durante la guer-
ra franco-prussiana, collegò la Le-
gione Garibaldina con l’Esercito

NELLE OPERAZIONI
Francese ed Erwin Rommel che, nel
grado di Colonnello, prima della Se-
conda guerra mondiale, fu Ufficiale
di collegamento tra l’Esercito Tede-

FUORI AREA sco (Reichwenr) e l’Organizzazione


giovanile hitleriana (Hitlerjungend).
Uno tra i più noti fu lo scrittore ita-
liano Curzio Malaparte, volontario
garibaldino in Francia nel 1914, poi
L’Ufficiale di collegamento è una figura di sicuro spessore professionale, Capitano degli Alpini e corrispon-
ma duttile, aspetto che ne ha reso agevole l’impiego in più settori, tanto dente di guerra nel Secondo conflit-
in Patria che all’estero, consentendo di attribuirle un’ampia gamma di to mondiale, che nel 1944-45 tenne i
compiti. Fuori area, ed in particolare nelle operazioni dell’Alleanza contatti tra il Regio Esercito e gli Al-
Atlantica, questa figura è divenuta indispensabile; si pensi ai principali leati Anglo-Americani. Dal secondo
Teatri Operativi dove vi è la necessità di collegare tra loro i settori affidati dopoguerra ai nostri giorni la figura
alle Grandi Unità multinazionali schierate sul terreno e nel contempo dell’Ufficiale di collegamento ha poi
mantenere il legame con le forze alleate operanti sotto diverso mandato, mantenuto inalterata la sua impor-
nonchè con quelle di sicurezza e governative del Paese ove si opera. tanza, tanto da risultare presente nei
più delicati momenti e contesti: dal
1959 al 1964, ad esempio, prima di
L’Ufficiale di collegamento è la per- locuzione «collegamento» esprime divenire l’uomo forte del regime in-
sona incaricata di mantenere i con- la necessità di coordinamento pro- staurato in Grecia con un «colpo di
tatti tra due organizzazioni che han- pria a tutte le organizzazioni, anche Stato» nel 1967, Georgios Papadopu-
no necessità di comunicare e coordi- civili, chiamate a sincronizzare le los fu l’Ufficiale di collegamento del
nare le attività. Per meglio inqua- proprie attività: da sempre, però, la KIP, (Servizio Nazionale d’Intelligen-
drare questa figura è opportuno pre- definizione «Ufficiale di collega- ce greco), presso la CIA. Si noti poi
cisare che il termine «Ufficiale» (dal mento» indica chi ricopre questo come ai nostri giorni il conflitto civi-
latino officium), si riferisce ad un rile- particolare ruolo come appartenente le in Libia già al suo insorgere abbia
vante servizio o dovere, mentre la ad un’organizzazione militare. Gli determinato Francia e Regno Unito
ad inviare propri Ufficiali di collega-
mento in Cirenaica, per rafforzare il
legame con le forze ostili al Colon-
nello Gheddafi. Ciò premesso, ana-
lizziamo ora la figura, il ruolo ed i
doveri di un Ufficiale di collega-
mento. Cominceremo con un accen-
no all’ambito nazionale per poi sof-
fermarci sull’impiego del Liaison Of-
ficer (LNO) in operazioni e nelle mis-
sioni addestrative a supporto dei
Governi di Paesi soggetti a fenome-
ni d’insorgenza e terrorismo.

Baghdad (Iraq), 28 aprile 2011: da sinistra,


il Vice Comandante NTM-I, Generale di
Divisione Claudio Angelelli e il Capo di
Stato Maggiore della Difesa dell’Iraq, Gene-
rale Babakir Zebari; a fianco il MoD LNO,
Colonnello Riccardo Caimmi.
n. 3 - 2011 29

L’UFFICIALE DI COLLEGAMENTO governative, richiederà al designato specificano anche il contesto lavorati-


IN PATRIA (CENNI) la conoscenza dei meccanismi che re- vo, le dipendenze gerarchiche e i do-
golano queste complesse realtà. Il veri; non solo, in esse sono indicate le
In ambito nazionale gli Ufficiali di suo impiego in senso tradizionale lo qualifiche professionali e l’esperienza
collegamento possono ricoprire que- vedrà impegnato nel coordinamento che l’Ufficiale deve possedere. Le co-
sto ruolo organicamente o essere no- delle attività operative svolte ai limiti noscenze linguistiche, in particolare,
minati in caso di necessità. Nel primo di settore o coinvolgenti le forze del risultano un fattore discriminante:
caso li troveremo presso particolari Comando del settore contermine che uno standard language profile in lingua
reparti di volo, quali la 46a Brigata lo ha distaccato, al fine di sviluppare inglese (SLP) di 3, 3, 3, 3 in scrittura
Aerea di Pisa, i cui velivoli collegano la reciproca comprensione, protegge- (writing), comprensione (reading),
la Madrepatria ai teatri operativi e ga- re le unità da possibili danni collate- ascolto (listening) e conversazione
rantiscono gli aviolanci ai paracaduti- rali e agevolare il conseguimento del- (speaking) rappresenta il minimum
sti dell’Esercito e delle altre Forze Ar-
mate. Nel secondo caso è previsto
possano essere distaccati dai Coman-
di operativi di difesa, in occasione di
pubbliche calamità, presso le Prefet-
ture, nei centri di coordinamento e
soccorso di ciascuna provincia colpi-
ta. Ufficiali di collegamento hanno
operato nel corso di tutte le maggiori
calamità naturali nazionali, ivi com-
presa la più recente: il terremoto in
Abruzzo del 2009. Anche la gestione
straordinaria di particolari eventi,
quali il contrasto dell’immigrazione
clandestina, i primi soccorsi a flussi di
profughi in fuga dal conflitto civile li-
bico e lo smaltimento-rifiuti in Cam-
pania, rende necessario che gli LNO
colleghino le Forze Armate con le al-
tre componenti istituzionali coinvolte.

L’UFFICIALE DI COLLEGAMENTO lo specifico obiettivo delle operazio- Baghdad (Iraq), 30 aprile 2011: il DCOS
NELLE OPERAZIONI ni. Se impiegato nel mantenimento OPS iracheno sGen Aboud con il Vice Co-
mandante NTM-I Generale di Divisione
dei contatti con il Governo locale o Claudio Angelelli nel corso dell’incontro or-
Le principali operazioni svolte negli nazionale e dei suoi apparati, l’azio- ganizzato dall’LNO.
ultimi due decenni fuori dal territo- ne dell’LNO perseguirà invece il fine
rio nazionale hanno comportato l’in- d’instaurare e mantenere un amiche-
serimento di assetti del nostro Eserci- vole e fruttuoso rapporto tra il Co- professional per un Ufficiale che debba
to in dispositivi multinazionali ope- mandante della coalizione/alleanza svolgere questo incarico in ambito
ranti in aree vaste: in tali situazioni, ai cui ordini opera, e i vertici di que- NATO. Qualora l’LNO debba opera-
le necessità di coordinamento assu- ste realtà; compito non agevole, dac- re a livello di vertice in realtà istitu-
mono, ovviamente, una rilevanza chè le autorità politiche locali sono zionali del Paese che ospita la missio-
particolare, tanto più che gli elementi fortemente condizionate dai senti- ne, gli sarà chiesto anche un livello
da collegare sono tanto all’interno al- menti e dalle tendenze politiche di basico di conoscenza della lingua
la coalizione/alleanza, che all’esterno popolazioni fortemente influenzabili, parlata nella Host Nation (sovente
di essa. In questi casi, la scelta di im- nelle quali la componente religiosa e l’arabo o il persiano).
piegare un Ufficiale di collegamento tribale esercita un importante ruolo. Il ciclo di studi prevede un back-
entro la componente militare privile- Da quanto detto emerge che il grado, ground coerente al grado delle re-
gerà il suo utilizzo professionale, le specifiche conoscenze e le capacità sponsabilità attribuite: un Ufficiale
mentre il suo impiego verso l’ester- di un LNO devono essere attagliate di collegamento a livello Brigata do-
no, nei rapporti con il Governo loca- al compito che è chiamato a svolgere. vrà ad esempio aver frequentato la
le, le Organizzazioni internazionali e In ambito NATO le job descriptions Scuola di Guerra, quello impiegato
30 Rivista Militare

presso un Comando sovraordinato curricula del personale selezionato questa importante figura dalla qua-
il titolo ISSMI (Senior Staff College risultano essere esattamente specu- le dipende il coordinamento del-
nazionale o NATO): entrambi do- lari al profilo tracciato nelle specifi- l’unità: al riguardo sarà il Coman-
vranno poi possedere adeguate che schede. D’altro canto il tempo dante stesso a dare le opportune in-
esperienze di staff e un’adeguata per maturare esperienza non man- dicazioni. Al contrario di quanto si
esperienza in ambito internazionale. ca, dato che in questa tipologia d’in- potrebbe pensare, in teatro operati-
Nel caso in cui l’Ufficiale sia chia- carico il periodo d’impiego varia da vo l’Ufficiale di collegamento non è
mato a fungere da liaison ai più alti un minimo di sei mesi ad un anno. una figura statica: oltre ad agire nel-
livelli governativi (Ministero della Chiariti questi aspetti, dobbiamo l’ambito della realtà presso la quale
Difesa per l’Esercito, Marina e Ae- ora collocare il Liaison Officer: di è distaccato (che non sempre coinci-
ronautica, Ministero degli Interni massima questo Ufficiale, al pari del de con il Comando del suo diretto
per i Carabinieri) sono richieste an- Political Advisor, del Public Informa- superiore), in funzione di specifiche
che spiccate doti comunicative, rela- tion Officer, del Legal Advisor e del esigenze può infatti essere chiamato
zionali e l’esperienza necessaria per resposabile del Joint Visiters Boureu a far parte di nuclei tattici mobili e
agire in qualità di Mentor/Advisor. (la presenza o meno di queste ed al- sommare altre funzioni, ad esempio
Non basta, nelle job descriptions, in tre figure nel Personal Staff varia in quella di Advisor. Nei due esempi
funzione dello specifico incarico, so- funzione del livello dell’unità e del che seguono, riferiti il primo al tea-
no anche indicate una serie di quali- tipo di missione) è organicamente tro operativo afghano ed il secondo
fiche auspicabili, che possono com- inserito nel Personal Staff del Co- a quello iracheno, cercheremo di
prendere esperienze di staff a livello mandante. Ciò in quanto l’LNO de- chiarire anche questi aspetti.
operativo (Army, Joint,...), laurea mi- ve affrontare problematiche che, in
litare o civile, un background a livel- linea di principio, è opportuno sia-
lo strategico o politico militare ed no trattate direttamente con il Co- AFGHANISTAN, PRT:
altro. Quello tracciato dalle job de- mandante, senza che le stesse deb- L’UFFICIALE DI COLLEGAMENTO
scriptions è chiaramente il profilo bano subire i processi decisionali GOVERNANCE
del candidato ideale, o meglio anco- tradizionalmente afferenti alle di-
ra «virtuale», perchè, a parte alcuni verse aree dello Stato Maggiore di Il cospicuo numero di forze multi-
imprescindibili requisiti (grado, co- un’unità. Sebbene la linea gerarchi- nazionali operanti nel teatro opera-
noscenza della lingua inglese, con- ca non lo connetta al Capo di Stato tivo afghano in ambito ISAF ha reso
creta esperienza pregressa in conte- Maggiore, l’LNO deve però conferi- necessaria la previsione di Liaison
sti internazionali,...) difficilmente i re importanza all’interazione con Officers operanti sia nel contesto mi-
n. 3 - 2011 31

A sinistra. mandante, più volte le unità che si la governance si prefigge lo scopo di


Il Vice Comandante NTM-I, Generale di sono alternate in Teatro hanno scel- seguire ed influenzare positivamen-
Divisione Claudio Angelelli, visita la Mari-
time Academy a Basrah. to quale Liaison Officer governance un te le capacità di governo a livello
Ufficiale superiore, affinché il Co- centrale e periferico. Vediamo ora
mandante del PRT disponesse di come si sviluppa, in concreto,
una figura che, oltre a svolgere le l’azione dell’LNO (gov): per prima
litare che in quello civile: in questa specifiche attribuzioni, potesse, al- cosa dove stabilire e mantenere i
parte dell’articolo noi rivolgeremo l’occorrenza, rappresentarlo. Gover- rapporti con i principali capi dipar-
la nostra attenzione a quelli operan- nance: chiariamo il significato di timento del Governo provinciale:
ti nell’ambito del Provincial Recon- questo termine. Sino a qualche anno atteso che il Woman Department è
truction Team (PRT) del Regional fa non sarebbe stato possibile parla- stato recentemente affidato all’at-
Command West (RC-W) di Herat. re di governance in ambito militare, tenzione di un team femminile del
Qui è previsto operino tre figure de- ma la recente introduzione della PRT, i settori principali devono esse-
stinate a mantenere i collegamenti dottrina USA del Comprehensive ap- re considerati giustizia, salute, pub-
con l’Afghan National Army (ANA), proach ha consentito lo sviluppo di blica istruzione, agricoltura/sviluppo
l’Afghan National Police (ANP) e il concetti precedentemente esistenti rurale ed ambiente; l’attenzione per
Governo provinciale afghano (GoI); allo stato embrionale, fornendo una il dipartimento dei pellegrinaggi,
il loro inserimento nel PRT è legato visione comprensiva ed integrata affari sociali e martiri renderà poi
al fatto che questa particolare strut- per la soluzione dei complessi pro- palese la correttezza degli italiani
tura opera a stretto contatto con la blemi afferenti i teatri operativi. In verso la peculiare realtà afghana. I
società afghana ed è ubicata nel cen-
tro della città, in posizione baricen-
trica rispetto alle sedi delle organiz-
zazioni internazionali, governative
e di sicurezza con le quali si relazio-
na. Il PRT ha infatti il compito di as-
sistere la Repubblica Islamica del-
l’Afghanistan ad estendere la sua
autorità nell’area di competenza, sì
da permettere che le riforme e la ri-
costruzione si sviluppino in un am-
biente stabile e sicuro. Di queste fi-
gure la prima, l’Ufficiale di collega-
mento con l’ANA, seppur prevista,
non è stata quasi mai attivata, in
quanto le funzioni di collegamento
tra l’Esercito afghano e RC-W sono
già egregiamente svolte dall’Opera-
tional Mentoring and Liaison Team ambito NATO, il supporto alla go- Maria Bashir, Pubblico Ministero della Pro-
(OMLT), mentre il contatto con la vernabilità dell’Afghanistan è soste- vincia di Herat, fotografata nel suo ufficio;
alla sua destra il ritratto del Presidente del-
Polizia è affidato a un Ufficiale infe- nuto, a livello provinciale dai PRT l’Afghanistan Karzay.
riore o a un Sottufficiale di adegua- dei Comandi Regionali (da RC-W
ta anzianità ed esperienza. Tra gli dipendono i PRT di Herat, Kalinow,
LNO la posizione di maggior rilievo Chacharan e Farah), e per l’intero
è quella del Liaison Officer governan- Paese dalla Divisione J9 dell’ISAF
ce, deputato a mantenere i contatti HQ di Kabul. In ambito locale un contatti dell’LNO con il dipartimen-
con i Capi dipartimento del Gover- importante contributo è fornito an- to delle miniere ed industrie e con
no provinciale, seguire la governance che dai reggimenti, che, mediante le la Camera di Commercio facilite-
del capoluogo e dei 16 distretti della shure, sviluppano le relazioni con ranno poi al J5 del Comando Regio-
provincia e porsi in relazione con i gli elders dei villaggi; se i progetti fi- nale la gestione delle delegazioni in-
rappresentanti delle Organizzazioni nanziati con i cospicui fondi dei teressate a sviluppare rapporti com-
internazionali presenti a Herat. Poi- PRT e quelli d’immediato impatto merciali, aspetto per il quale il Go-
ché la necessità di contrarre l’orga- pagati con i fondi a disposizione dei verno e gli imprenditori italiani
nico del PRT ha portato alla cancel- reparti tendono a rendere più sicura stanno dimostrando una crescente
lazione della posizione di Vice Co- e favorevole l’area di responsabilità, attenzione. Molto importante è an-
32 Rivista Militare

che il contatto con il Prosecutor De- inserirsi nel circuito dei meeting che del Comandante della missione ad-
partment, che non dipendente dal caratterizza l’ambiente internaziona- destrativa della NATO (COM NTM-
Governo provinciale, ma dal Prose- le, stringere buoni rapporti personali I), il Vice Comandante per l’Adviso-
cutor Office di Kabul: Maria Bashir, e sfruttare con intelligenza le oppor- ring & Training delle United States
Pubblico Ministero di Herat, è un tunità che gli si presentano. Le infor- Force Iraq (USF-I), un Generale di
magistrato in «prima linea» che mazioni che potrà ricavare saranno Corpo d’Armata (LTG); in realtà,
esercita il suo incarico in una realtà molto utili ad integrare o verificare i stante il fatto che per i contatti mini-
pericolosa, dove i magistrati di al- dati raccolti tramite i Capi diparti- steriali COM NTM-I utilizza l’US
cune sub-Corti distrettuali, quali mento. È consigliata poi la partecipa- staff, egli agisce alle dipendenze del
Pastun Zargun, in passato hanno zione agli eventi sociali condivisi dal- DCOM, attualmente un Generale di
dovuto spostare l’Ufficio nel capo- la popolazione, quali la giornata di Divisione italiano, che, grazie al-
luogo, per carenza delle condizioni glorificazione degli insegnanti e la l’ampio spazio di manovra attribui-
minime di sicurezza nelle loro sedi. giornata universale della madre, togli, può essere considerato l’ele-
L’Ufficiale di collegamento gover- mentre sussiste la necessità d’inco- mento propulsore della missione
nance deve dunque cercare di cono- raggiarne altri, ad esempio le riunio- stessa. Il suo Ufficiale di collega-
scere la realtà di ogni settore e co- ni delle donne candidate al Consiglio mento presso il Ministero della Dife-
municare per via gerarchica il ri- provinciale di Herat. In tali occasioni sa opera sia al fine di mantenere e
sultato delle sue verifiche in perio- all’LNO, in quanto rappresentante sviluppare le relazioni lavorative tra
dici e meticolosi rapporti sulla si- del Comandante del PRT, sarà riser- il Ministero e l’HQ di NTM-I, che di
tuazione nella municipalità e nei vato il posto degli ospiti di riguardo. assicurare coerenza tra i piani e le ri-
distretti. Verificare la situazione ol- Vivere a diretto contatto con la realtà chieste ministeriali, compito, que-
tre la cintura composta dai distretti sociale afghana è un’esperienza di vi- st’ultimo, legato all’advisoring. Que-
di Zinda Jan, Jingil, Karuk e Guza- ta in grado di rimuovere molti pre- sta funzione consiste nel conoscere,
ra, adiacenti alla municipalità di concetti ed aiutare a conoscere e ri- supportare e consigliare i key leaders
Herat non è però cosa agevole. spettare una visione della vita diver- presso i quali si opera, cercando di
L’intera provincia ha un’estensione sa dalla nostra, nella quale coesistono far sì che le scelte da essi intraprese
di 54 778 kmq (equivalente a metà ancora una dimensione spirituale e risultino coerenti alle finalità degli
dell’Italia del Nord) e per raggiun- semplici regole condivise: una riu- accordi sottoscritti dal Governo del-
gere Chest e Charif, Obe, Farsi o al- nione, ad esempio, inizierà sempre l’Iraq e dall’Alleanza Atlantica. Per
tri lontani distretti va pianificata con tutti i partecipanti in piedi, la re- l’Advisor e Ufficiale di collegamento
una vera e propria operazione mili- cita di una breve preghiera e il suono presso il Ministero della Difesa
tare terrestre, con tanto di force pro- dell’inno nazionale. La barbarie dei (MoD) si tratta dunque di agevolare
tection e assetti specialistici. Per terroristi, l’inusitata violenza della gli sforzi del COM e del DCOM nel
avere un diretto riscontro sullo sta- malavita e l’estrema povertà sono perseguire un compito strategico, in
to della giustizia e delle carceri nel mali che questo dignitoso popolo quanto altre figure operano l’adviso-
distretto di Gurian, al confine con non merita e che, con il nostro aiuto, ring a livello operativo o con funzio-
l’Iran, è stato ad esempio necessa- sta cercando di debellare. ni d’istruttore a livello tattico. Poi-
rio accorpare questa esigenza a ché a causa dello stallo politico i po-
quella del personale CIMIC, inte- teri del Ministro della Difesa del-
ressato alla verifica dello stato IRAQ, NTM-I: L’UFFICIALE DI l’Iraq sono stati assunti, ad interim,
d’avanzamento dei lavori di alcuni COLLEGAMENTO PRESSO dal Primo Ministro, l’Ufficiale di col-
progetti, e aggregarsi al dispositivo IL MINISTERO DELLA DIFESA legamento svolge le sue funzioni
che trasportava il Comandante ad presso gli stakeolders del Ministero e
un incontro con il Sub-governatore. La NATO Training Mission - Iraq, in particolare presso il Training Se-
Per aggiornare i molti dati richiesti missione che dal 2004 contribuisce cretary. È suo dovere preparare i tal-
talvolta ci si avvale, di necessità, all’addestramento delle Iraqi Security king points per i periodici incontri
del solo personale in grado di effet- Forces (ISF) e contribuisce allo svi- del Vice Comandante NTM-I con il
tuare le verifiche, in quanto già sul luppo della dottrina, ha un suo Liai- Capo di Stato Maggiore (CoS) della
posto: i carabinieri di Adraskan e le son Officer & Advisor Training presso difesa iracheno ed altri alti Ufficiali,
task forces, ma anche UNAMA, con il Ministero della Difesa dell’Iraq, quali i suoi delegati per le operazio-
il cui Civil Affairs Officier (Istitutio- una posizione nazionale che preve- ni (DCoS Ops), la logistica (DcoS
nal Development & Governance Offi- de l’impiego di un Ufficiale di rango Log), i Comandanti delle Forze Ter-
ce) è opportuno tenere i rapporti. OF5 (sigla che in ambito NATO restri, dell’Air Force, dell’Aviation e il
A questo proposito bisogna ricordare identifica un Colonnello). Tale Uffi- Segretario Generale. L’Ufficio del-
che il Liaison Officer governance deve ciale è posto alle dirette dipendenze l’Adv & LNO è presso il Training Se-
n. 3 - 2011 33

cretary, dove viene istruita la fase fi-


nale del processo volto ad avviare il
personale iracheno segnalato presso
le Scuole delle singole Nazioni NA-
TO: una volta approvata dall’appo-
sito comitato ristretto, viene infatti
inoltrata, per l’approvazione, al Pri-
mo Ministro. Nessuna delega: una
semplice incomprensione nel lungo
e burocratico processo comporta la
devoluzione del corso ad un altro
Ministero o la sua cancellazione. Per
operare in un contesto militare ara-
bo di alto profilo, il nostro Ufficiale
deve conoscere almeno i rudimenti
storici, religiosi e culturali di questo
particolare mondo, dove la citazione
dotta, la conoscenza delle tradizioni
locali e la dimensione temporale as-
sumono un rilievo diverso rispetto
al mondo occidentale. Gli incontri
seguono particolari regole: prima di
affrontare i temi dell’incontro il no- I. Un altro LNO dell’Alleanza Herat (Afghanistan), settembre 2009: l’Uf-
stro Ufficiale dovrà conversare a Atlantica (OF4) opera poi a BIAP ficiale di collegamento governance con pa-
racadutisti del 183° reggimento paracaduti-
lungo di temi vari ed essere pronto, (Baghdad International Airport) con sti «Nembo» in servizio di scorta armata a
anche nel momento cruciale, ad in- il compito di agevolare le procedu- «Camp Vianini», sede del PRT.
terruzioni dovute a telefonate o al- re d’arrivo e partenza del persona-
l’ingresso di persone che vengono a le e di supporto il JVB (Joint Visi-
salutare il Generale iracheno. Il no- tors Bureau). Quando questo artico- abbiano umilmente contribuito al
stro Ufficiale di collegamento dovrà lo sarà pubblicato, il futuro della raggiungimento degli scopi, ad
ascoltare il proprio interlocutore missione NTM-I, ad oggi scadente esempio, dell’Alleanza Atlantica,
nel momento in cui questi desidera alla fine del 2011, sarà noto: se il basti pensare a quanto essi hanno
parlare, accettando, nel contempo, Governo iracheno richiederà un al- fatto per facilitare l’inserimento dei
ch’egli possa non essere pronto ad tro periodo di supporto alla NA- Paesi dell’ex Est europeo nell’ambi-
ascoltarlo in ogni momento, non TO, assumendo a suo carico gli to della NATO. Un esempio per tut-
per mancanza di cortesia, ma per oneri oggi sostenuti dall’Alleanza, ti: l’LNO insediato nel 1999 a Kiev
abitudine culturale. Solo grazie ad questa importante missione avrà per agevolare le riforme dell’Ucrai-
una fitta trama di contatti interper- un seguito ed il suo organico, ridi- na nell’area della difesa ed agevo-
sonali, non di rado trasversali al segnato, non potrà prescindere dal larne la partecipazione alla Partner-
grado e al rango degli interlocutori, prevedere Advisors ed Ufficiali di ship for Peace. Figura come detto tra-
egli potrà creare la sua rete di rela- collegamento. dizionale, ma duttile e in continua
zioni. Ove non si tengano presenti evoluzione, l’Ufficiale di collega-
questi aspetti, quasi sicuramente gli mento non ricopre il ruolo istituzio-
sforzi del nostro Ufficiale di colle- CONCLUSIONI nale di un Addetto militare presso
gamento risulteranno poco profi- l’Ambasciata, ma può svolgere, sog-
cui. Il Liaison Officer presso il Mini- Gli Ufficiali di collegamento sono giacendo a minori vincoli, anche
stero della Difesa non è l’unico ope- delle figure che, nel corso degli ulti- territoriali, un’ampia gamma di
rante presso la NATO Training Mis- mi anni, hanno aggiunto ai propri compiti, talvolta d’elevato livello e
sion in quanto l’Ufficiale OF5 dei compiti tradizionali di contatto e co- grande delicatezza.
Carabinieri Comandante la Gendar- ordinamento, nuovi e particolari
merie Unit è stato nominato anche doveri: l’advisoring, il mentoring, la Riccardo Caimmi
Adv Tr & LNO presso il Ministero pianificazione, l’assistenza civile ed Colonnello,
dell’Interno (MoI) che è però ubica- umanitaria, il supporto alle esercita- in servizio presso
to nella pericolosa «zona rossa», in- zioni complesse, ed altri ancora. Per il Raggruppamento Unità
terdetta agli appartenenti all’NTM- comprendere quanto queste figure Addestrative dell’Esercito
34 Rivista Militare

ETICA MILITARE
E VALORI ETICI
La sempre più pressante richiesta di intervento oltremare rivolta alle poiché servire in armi il proprio
Forze Armate italiane rende oggi il dibattito etico-militare tema di forte Paese significa porsi rispetto al co-
attualità sia nel contesto organizzativo che nel più ampio ambito sociale. mune cittadino in una singolare po-
L’apprezzato contributo internazionalmente riconosciuto ai nostri solda- sizione che presuppone una forte
ti impegnati nelle varie aree di crisi nella ricostruzione delle Istituzioni motivazione interiore (2) e l’adesio-
democratiche ha rievocato, infatti, taluni valori suscitando il vivo inte- ne a un sistema di valori che sottin-
resse dell’opinione pubblica. tende, se necessario, in virtù del
giuramento prestato, anche il sacri-
ficio della propria vita.
L’ETICA MILITARE l’idea stessa di etica militare si co- L’etica militare è perciò il codice di
niuga. comportamento dei militari, un si-
L’etica (dal greco ethos che signifi- In Italia la condizione militare è pro- stema di valori che regola la condot-
ca abitudine, uso, consuetudine, pria di quei cittadini che, animati da ta pubblica e privata del militare e
costume) (1) si presenta come la ideali di solidarietà verso la colletti- ne ispira validi modelli comporta-
scienza filosofica volta all’analisi vità nazionale, si impegnano a ga- mentali.
del comportamento umano che rantire la difesa dei confini, a salva- La professione militare appare
permette di discernere gli atteggia- guardare le libere Istituzioni e a for- quindi più complessa di ogni altra
menti legittimi da quelli ritenuti nire soccorso in caso di pubbliche ca- per lo stile di vita che essa implica e
moralmente censurabili. Mutuare lamità, accettando regole e modi di nel quale si possono ravvisare due
il concetto generale di etica alla re- essere di una professione che impo- componenti portanti: un aspetto
altà militare, pervenendo alla defi- ne l’incondizionata accettazione di tecnico-professionale che, come tut-
nizione di etica militare, presuppo- un peculiare codice deontologico. te le professioni, può essere appreso
ne introdurre un’altra nozione, Il concetto di condizione militare, e un aspetto psicologico-sentimen-
quella di condizione militare a cui delinea, così, qualcosa di esclusivo, tale basato sull’adesione a uno spe-
n. 3 - 2011 35

alla sola realtà militare. Sempre ampio sistema sociale mantenendo-


più si assiste a una progressiva ne l’originale singolarità.
emulazione dei valori etici della
società militare a quelli della realtà
aziendale; per le imprese, infatti, I VALORI ETICO-MILITARI
entrate in un’epoca di grande com-
plessità economica caratterizzata Poiché la riflessione etico-militare
da mutamenti sempre più rapidi, presuppone l’esame ravvicinato dei
disporre di un sistema di valori valori della militarità, l’analisi strut-
appare vitale per affrontare i conti- turata del codice deontologico non
nui cambiamenti del mercato. Si può prescindere da un approfondi-
può quindi affermare che, oggi, mento terminologico del significato
tutte le strutture organizzative si di valore etico.
evolvono e si consolidano solo lad- Quando due o più individui delibe-
dove permeate da una convinta rano di associarsi per conseguire
adesione a taluni valori ideali. uno scopo comune, emerge un pro-
Malgrado possibili accostamenti al blema di giudizio sul comporta-
mondo economico, i valori militari mento assunto dai singoli. Ciò det-
to, sono valutati positivamente i
comportamenti in linea con l’inte-
resse collettivo e negativamente i
A sinistra. comportamenti in contrasto con il
La cerimonia del passaggio della stecca conseguimento dello scopo comune.
presso l’Accademia di Modena. Il significato conferito alle azioni
Sotto. volte al soddisfacimento dei bisogni
Un CH-47 tra le montagne dell’Afghanistan. comuni sono appunto i valori.

cifico ordinamento che prevede, tra continuano in ogni modo a distin- Nel corso della storia molti studio-
l’altro, limiti all’esercizio di taluni guersi da quelli privatistici di una si si sono imbattuti nel ricercare i
diritti fondamentali del dettato co- società fondata sul mercato. Tale di- principi caratterizzanti la condi-
stituzionale (3). versità ha permesso di evitare che zione militare, pervenendo a «cata-
La ricerca di valori a cui ispirare la l’apparato militare, parte del Siste- loghi» talvolta sovrapponibili, nei
propria azione non è riconducibile ma Paese, fosse assorbito dal più quali è possibile riconoscere in ma-
36 Rivista Militare

niera ricorrente i tre aspetti della co-culturali, presentano talune aree revole, grazie soprattutto al volume
militarità: comuni attestando l’esistenza di di eventi che hanno interessato le
• romantico: sentimento di solida- certi valori generali sui quali po- Forze Armate italiane e alla valenza
rietà verso la società; trebbe essere ipotizzata la definizio- dei risultati conseguiti all’estero e in
• socio-politico: impegno nel ga- ne di un codice deontologico uni- Patria a sostegno della pace, ovvero
rantire la difesa esterna, la salva- versale (tabella 1). a supporto di altre Istituzioni per la
guardia delle libere istituzioni In Italia, nel secondo dopoguerra si tutela e la sicurezza della collettività
ed il soccorso in caso di pubbli- è assistito ad un progressivo inde- nazionale. Oggigiorno, grazie al ri-
che calamità; bolimento delle convinzione etiche trovato vigore delle nostre Forze
• elitario: consapevole accettazio- che ha lasciato spazio ad un solco Armate, si è tornato a parlare del
ne dei vincoli della condizione sempre più esteso tra realtà militare valor patrio e di questo si è avuto ri-
militare. e società civile. prova durante le recenti celebrazio-
Anche a livello sovranazionale il ra- Il dopo guerra è stato, infatti, con- ni per il 150° anniversario dell’Unità
gionamento etico-militare ha con- traddistinto da una perdita di inte- d’Italia che hanno registrato un for-
dotto alla predisposizione di liste resse per le questioni etico-militari. te coinvolgimento emotivo e una
che, seppur differenziandosi da Al momento, però, il clima che si sincera partecipazione degli italiani,
Paese a Paese per le differenze stori- percepisce è sicuramente più favo- a conferma di un ritrovato senti-
mento di identità nazionale (4).
Tab. 1 È quindi alla professionalità dei no-
stri soldati che si deve il recupero di
un certo grado di consenso della so-
cietà verso le Forze Armate che ren-
de oggi nel Paese il dibattito etico
particolarmente attuale.

Alpini in addestramento (sullo sfondo è vi-


sibile un veicolo BV-206).
n. 3 - 2011 37

Tab. 2 ze Armate italiane;


• pubblicazione «1000/A/2 manua-
le del combattente», edita dallo
Stato Maggiore dell’Esercito
(1998) che enuncia il «Decalogo
del Soldato Italiano» ispirato ai
principi delle Convenzioni Inter-
nazionali oggi consacrati nel Di-
ritto umanitario internazionale
(tabella 2).
In particolare, l’assenza di una for-
male enunciazione di tali precetti ha
orientato la loro ricerca all’analisi
della formula del giuramento, atto
solenne che porta il militare a con-
sacrarsi appieno al servizio della
Patria e che connota l’obbligo di
adempiere con disciplina ed onore
tutti i doveri connessi alla condizione
militare: «Giuro di essere fedele alla
In Italia, sino al 2002, sul piano nor- Militare» e del nuovo «Regola- Repubblica Italiana di osservarne la
mativo, l’assenza di una fonte uffi- mento di Disciplina Militare» Costituzione e le leggi e di adempiere
ciale che indicasse i valori di riferi- (RDM) approvato con D.P.R. 18 con disciplina ed onore tutti i doveri
mento della condizione militare ha luglio 1986, n. 545 che in un lin- del mio stato per la difesa della Patria
indirizzato la ricerca di tali principi guaggio normativo regolano l’or- e la salvaguardia delle libere istitu-
all’esame della: dinamento militare astenendosi zioni» - art. 2 legge 11 luglio 1978, n.
• legge 11 luglio 1978, n. 382 «Nor- però dall’enunciare espressamen- 382 «Norme di Principio sulla disci-
me di Principio sulla Disciplina te i principi caratterizzanti le For- plina militare».
38 Rivista Militare

Dall’esame della formula del giura- Sopra. L’amor di Patria può quindi essere
mento si deducono, quindi, quelli che VTLM «Lince». ricondotto a un sentimento indivi-
possono essere ritenuti alcuni dei va- Sotto. duale, risultante dal modo in cui ci
lori di riferimento dell’etica militare: Il progetto Soldato Futuro. poniamo nei riguardi del nostro po-
Patria, Disciplina e Onore militare. polo e soprattutto verso il sacrificio
Sotto il profilo etimologico la parola compiuto da chi ci ha preceduto.
«Patria» deriva dal latino terram pa- partendo da ragioni etnico-geografi- Amare la Patria significa onorare
tria «la terra dei Padri». La Patria è che, provocano la naturale evoluzione coloro che su ogni fronte hanno do-
il luogo in cui sono nati e vissuti gli delle strutture sociali; la Patria riguar- nato e continuano a donare la vita
antenati ed i genitori e in cui si è na- da il territorio ma più di tutto i valori in nome della libertà e dell’indipen-
ti; nascendo in un certo luogo si sta- culturali di un popolo (5). denza del nostro Paese.
bilisce l’adesione alla comuni- Secondo la Costituzione della
tà ivi stanziata, divenendo Repubblica Italiana la difesa
partecipi del patrimonio cul- della Patria (6) non costituisce
turale lì costituitosi. solo un sacro dovere del milita-
Benché le nostre Forze Armate re ma di ogni cittadino (art. 52);
concorrano in modo determi- la particolarità per i militari è
nante a suscitare nuovo inte- che a questi è delegato l’uso le-
resse verso il sentimento na- gittimo della forza e in tale am-
zionale, è evidente che in una bito è ricompreso il rischio di sa-
società multietnica e multicul- crificare la propria vita (art. 59).
turale il valore di Patria abbia All’idea di Patria è indissolu-
un po’ smarrito il suo tradizio- bilmente associato il concetto
nale significato avendo l’at- di onore, complesso dei pregi
tuale società relegato in secon- personali su cui si fonda la
do piano la biunivocità tra ter- pubblica stima e fonte d’ispi-
ritorialità e sovranità. razione per il militare al senso
Sebbene l’idea di Patria nell’era del dovere.
della globalizzazione sia diven- L’onore militare, in particola-
tata qualcosa di difficile deter- re, oltre a prevedere rettitudi-
minazione, si può ritenere che ne di vita significa improntare
l’unità di origine, tradizione, le relazioni interpersonali in
cultura, lingua e religione sia il maniera leale dimostrando
legame che rende intuibile tale coerenza tra ciò che si dice e
concetto, sistema di valori che, ciò che si fa (7).
n. 3 - 2011 39

È quindi doveroso imporsi, in ogni Tab. 3


circostanza, comportamenti che co-
stituiscano garanzia di rettitudine
morale, esigendo quelle qualità che
per ogni soldato sono proprio ricon-
ducibili al valore dell’onore militare
e in generale alla disciplina (8). La
nozione di disciplina, complesso di
norme che regolano il comporta-
mento di un individuo, di una col-
lettività o di un Ente, è basata sulla
condivisione libera o forzata di un
modus operandi e sull’osservanza
scrupolosa e coscienziosa di tutti i
doveri per intima convinzione della
loro necessità.
In particolare la disciplina militare (9),
principale fattore di coesione ed effi-
cienza dello strumento, è riconduci-
bile al complesso di norme che rego-
lano lo status di militare e che per-
mette di mantenere l’ordine e l’ob-
bedienza nell’unità per l’adesione di
tutti i membri del gruppo agli stessi
valori. pando, in base alla funzione e al ANALISI CONCLUSIVA
In sintesi, essendo l’organizzazione grado rivestito, al processo decisio-
militare, per sua natura, una strut- nale del proprio Comandante. I valori della professione delle armi,
tura gerarchica, questa non può che Il mutamento in atto nelle Forze Ar- per molti anni addensatisi attorno al
trovare proprio nel principio della mate in risposta alla loro completa solo mondo militare, sono oggi com-
disciplina il suo riferimento vitale, professionalizzazione, ha eviden- plessivamente accettati dalla colletti-
presupposto essenziale per il buon ziato l’esigenza, mai prima avverti- vità nazionale grazie al contributo of-
andamento dello strumento (10). ta, di proporre un codice deontolo- ferto dallo strumento militare alla
Anche il concetto di disciplina mili- gico coerente con la nuova realtà. Il buona immagine del Paese, unanime-
tare si è evoluto nel tempo migrando bisogno di ufficializzare i valori ca- mente riconosciuta. Le Forze Armate
con la legge 11 luglio 1978, n. 382 da ratterizzanti la condizione militare si confermano in tal modo un insosti-
obbedienza cieca a consapevole e ha trovato seguito nel 2002 con la tuibile strumento di politica estera
partecipata; non solo abitudine a ob- Direttiva dello Stato Maggiore della ma soprattutto un «portatore sano»
bedire ai precetti ma anche osservan- Difesa «Etica Militare» che delinea i di principi etico-morali oggi condivi-
za responsabile delle norme attinenti valori caratterizzanti la militarità e si non solo dall’organizzazione mili-
alla condizione militare. Mentre il gli atteggiamenti da salvaguardare. tare ma anche nel più ampio ambito
DPR del 31 ottobre 1964 si presenta- Benché nell’attuale dibattito etico- sociale.
va come elenco dei doveri del milita- militare i mutamenti intervenuti in Ovviamente, non si tratta solo di un
re, la legge 382/1978 conferisce nuo- ordine alle missioni internazionali e codice da rispettare, ma di una cultu-
va impostazione al concetto di disci- alla professionalizzazione dello ra che va coltivata fin dalla formazio-
plina ponendo l’accento sui diritti strumento inducono a valorizzare la ne di base nell’animo di chi si consa-
del militare oltre che sui suoi doveri, componente professionale rispetto a cra allo status di militare che sottin-
sostituendo alla costante osservanza quella motivazionale, l’orientamen- tende la subordinazione degli interes-
dei precetti il senso di responsabilità to espresso dallo Stato Maggiore si individuali a quelli dell’Istituzione
e la consapevole partecipazione. della Difesa è in ogni caso quello di per concorrere, con responsabile par-
Il concetto di disciplina si impone privilegiare il secondo aspetto, cioè tecipazione e spirito di sacrificio, al-
oggi come osservanza consapevole i valori tradizionali il cui rispetto l’efficienza di quest’ultima.
delle norme, significando che il mi- evidenzia la motivazione del milita- Da qui il bisogno di apprendere i
litare assurge al ruolo di collabora- re nel segno di una adesione agli principi dell’etica militare fin dagli
tore attivo che abbandona quello di ideali più nobili della condizione inizi del proprio processo formativo.
esecutore passivo di ordini parteci- militare (tabella 3). Questa esigenza ha responsabilmen-
40 Rivista Militare

Tab. 4 l’individuo e l’organizzazione e nel nostro


contesto diviene anche fattore operativo ed
elemento di coesione e sicurezza...», dall’in-
tervento del Generale di Brigata dei Ca-
rabinieri (MOVM) Rosario Aiosa in oc-
casione della cerimonia di giuramento
di fedeltà alla Repubblica italiana degli
Allievi Ufficiali del 190° corso «Auda-
cia» presso l’Accademia Militare di Mo-
dena (13 marzo 2009).
(3) Legge 11.07.78, n. 382 «Norme di
principio sulla disciplina militare ed
istituzione della Rappresentanza Milita-
re». Art. 3 «Ai militari spettano i diritti che
la Costituzione della Repubblica riconosce ai
cittadini. Per garantire l’assolvimento dei
compiti propri delle FF.AA. la legge impone
ai militari limitazioni nell’esercizio di alcu-
ni di tali diritti, nonché l’osservanza di par-
ticolari doveri nell’ambito dei principi costi-
tuzionali. Lo Stato predispone misure effet-

te portato, alla metà degli anni 90, della lingua italiana - Vocabolario della
presso l’Accademia Militare di Mo- lingua Italiana. Etica: «Ricerca sul bene,
dena, all’inserimento nei programmi considerato in vario modo e sulle leggi che de-
di studio della disciplina «Etica mili- vono regolare il comportamento dell’uomo per
tare e arte del comando», che intende il raggiungimento di tale bene - complesso
fornire agli Allievi Ufficiali la capaci- delle convinzioni morali di un individuo o di
tà di analisi dei valori fondanti il pa- un gruppo: etica professionale: quella che gui-
trimonio etico-culturale dell’Esercito da un determinato tipo di professionisti nel-
Italiano, accrescerne motivazione, l’adempimento corretto e onesto della profes-
senso di appartenenza all’organizza- sione». L’errore ricorrente è quello di uti-
zione e capacità di applicare le cogni- lizzare in modo improprio il termine eti-
zioni teoriche per un adeguato eser- ca e morale (dal latino moralis, derivato di
cizio del comando (tabella 4). mos - moris), abitualmente ritenuti sinoni-
In un momento caratterizzato da mi e pertanto oggetto di possibili sovrap-
una instabilità generalizzata, rima- posizioni. I due termini presentano tutta-
ne essenziale per vivere in modo in- via accezioni etimologiche diverse, inten-
tegerrimo la professione militare, dendo per morale l’insieme delle consue-
l’intima coerenza alla deontologia tudini socialmente accettate, legate ad
dell’etica militare, da interpretare una certa tradizione culturale, gruppo so-
non come intimazione giuridica ma ciale ovvero individuo particolare, e per
come patrimonio spirituale avverti- etica lo studio filosofico del bene e del
to dal proprio animo e come princi- male. Mentre la morale rappresenta per-
pale fattore di efficienza. ciò l’intera gamma dei valori (oggetto) al-
la base del comportamento di un indivi-
Ciro Forte duo ovvero di una collettività, l’etica rap- tive volte a tutelare e promuovere lo svilup-
Tenente Colonnello, presenta la disciplina (scienza) che fa dei po della personalità dei militari nonché ad
in servizio presso valori morali e delle forme di condotta assicurare loro un dignitoso trattamento di
lo Stato Maggiore della Difesa dell’uomo, l’oggetto del suo studio; etica vita»; Art. 8 «I militari non possono eserci-
e morale rappresentano quindi concetti tare il diritto di sciopero, costituire associa-
tra loro indissociabili. zioni professionali a carattere sindacale,
NOTE (2) «La motivazione è la fonte che fornisce aderire ad altre associazioni sindacali.... La
l’energia per il pensiero, per l’azione, per costituzione di associazioni o circoli fra mi-
(1) De Agostini, Dizionario fondamentale l’impegno, è la connessione primaria tra litari è subordinata al preventivo assenso
n. 3 - 2011 41

del Ministro della Difesa»; Art. 12 «Per im-


prescindibili esigenze di impiego ai militari
può essere vietato o ridotto in limiti di tem-
po e di distanza l’allontanamento dalla loca-
lità di servizio. I militari che intendono re-
carsi all’estero, anche per breve tempo, devo-
no ottenere apposita autorizzazione».
(4) «Le Forze Armate sono Una Cosa Viva
che per operare ha bisogno del sostegno e
dell’amore del proprio popolo, senza questo
può anche sopravvivere ma svuotata di ogni
forza», Winston Churchill (1874-1965).
(5) Hubert Weinzierl: «la Patria non è
un fatto geografico, ma un modo d’essere
religioso».
(6) «Dulce et decorum est pro patria mori»
(Orazio, Odi, III, 2, 13). La frase signifi-

Sotto e a destra.
Elementi di una pattuglia in Afghanistan.

celebrità, la considerazione più della fa- rappresentate dalla Costituzionale della


ma, l’onore più della gloria. Fanne uno Repubblica Italiana, dalla legge di Prin-
stile di vita», Nicolas Chamfort (1741- cipio sulla Disciplina Militare, dal di-
1794). scendente Regolamento applicativo e
(8) La disciplina costituisce un costrut- dalle varie leggi dello Stato.
to tipicamente umano poiché non esi-
stente in natura. L’uomo, infatti, sebbe-
ne intelligente, presenta più un’innata BIBLIOGRAFIA
propensione all’indisciplina che al ri-
spetto della regola. Intervento del Capo di Stato Maggiore
(9) Art. 2 RDM: «La disciplina del militare della Difesa: «Riflessioni per un'Etica
è l’osservanza consapevole delle norme atti- Militare», 2010.
nenti allo stato di militare in relazione ai Generale di Corpo d'Armata (ris.) Mario
compiti istituzionali delle Forze Armate e Buscemi: «L'Onore Militare», Rivista
alle esigenze che ne derivano. Essa è regola Militare n. 4/2010.
fondamentale per i cittadini alle armi in Etica Militare - Direttiva edita dallo Sta-
quanto costituisce il principale fattore di to Maggiore della Difesa, 2002.
coesione e di efficienza. Per il conseguimen- Paul Robinson: «Ethics Training and De-
to e il mantenimento della disciplina sono velopment in the Military», 2007.
determinate le posizioni reciproche del supe- Capitano Massimo Scotti: «Etica e Motiva-
riore e dell’inferiore, le loro funzioni, i loro zione», Rivista Militare n. 2/2006.
compiti e le loro responsabilità. Da ciò di- Fabrizio Ratto Vaquer: «La Disciplina
ca: è bello e dolce morire per la Patria. scendono il principio di gerarchia e quindi il Militare tra Etica e Diritto», Rassegna
Con tale verso Orazio incita i giovani rapporto di subordinazione e il dovere del- dell'Arma dei Carabinieri, 2004.
romani ad arruolarsi nell’Esercito e ad l’obbedienza. Il militare osserva con senso di Antonio Trogu: «Etica Militare e Mestie-
imitare le virtù e l’eroismo guerriero dei responsabilità e consapevole partecipazione re delle Armi», http://www.secondori-
loro antenati. La locuzione è stata utiliz- tutte le norme attinenti alla disciplina e ai sorgimento.it/rivista/cultura/armitro-
zata anche dal poeta inglese Wilfred rapporti gerarchici. Nella disciplina tutti so- gu.htm.
Owen (1893-1918) per la sua poesia no uguali di fronte al dovere e al pericolo». «Etica Militare ed Arte del Comando» -
omonima: «Dulce Et Decorum Est». (10) Sotto il profilo giuridico le fonti sinossi in uso presso l'Accademia Mili-
(7) «Ricordati che la stima vale più della normative della disciplina militare sono tare, 1996.
42 Rivista Militare

IL SERVIZIO
DI VIGILANZA D’AREA

VIGILANZA IN MATERIA DI SICUREZZA


E SALUTE SUL LAVORO IN AMBITO ESERCITO

Nell’ambito della Forza Armata (F.A.) «Esercito» i Comandanti, a tutti i Con l’avvento e la marcata sensibi-
livelli ordinativi, hanno sempre tenuto in considerazione che la loro lizzazione delle problematiche di
azione andava ad esercitarsi su persone aventi una loro sensibilità, un natura «antinfortunistica», si è assi-
loro modo di pensare, un loro modo di rendersi conto delle cose. stito, nel tempo, alla loro «ufficializ-
In sintesi, tutte e ciascuna in possesso di una propria esperienza di vita, di zazione» mediante una copiosa e
una particolare conoscenza culturale e di una personale professionalità. dettagliata normativa di settore e,
Per questa ragione, tale azione di comando è stata sempre improntata a nel contempo, nei riguardi delle
istruire, addestrare e impiegare tutte le risorse umane (queste, in fin dei Forze Armate, a quella necessaria e
conti, sono sempre risultate le nostre risorse più preziose e la ragione del opportuna attenzione e sensibilità
nostro successo) e utilizzare ogni mezzo, materiale e attrezzatura disponi- poste a salvaguardia delle «effetti-
bile al fine di creare, in un contesto sicuro, una realtà competitiva e di qua- ve, particolari esigenze connesse al
lità, in prima linea nello sforzo di modernizzazione del Paese, nel miglio- servizio espletato o alle peculiarità
ramento della qualità della vita e nella salvaguardia dell’ambiente. organizzative».
In altri termini, cercando di seguire una linea di condotta costante fina- A proposito di queste singolari fatti-
lizzata, in ogni circostanza, più a prevenire che a reprimere ma, tuttavia, specie - proprie dell’ambiente mili-
senza mai transigere. tare e caratterizzate da ragioni di ri-
n. 3 - 2011 43

servatezza e di tutela del segreto - si proprio provvedimento ordinativo,


è andata delineando l’esigenza di il Servizio in argomento.
concretare un «Servizio», all’interno
di ogni F.A. o comparto del Ministe-
ro Difesa, avente propri organi di SCOPO
vigilanza al fine di verificare, in for-
ma esclusiva, il rispetto e l’attuazio- Il «Servizio di Vigilanza d’Area»
ne delle norme di legge presso i ri- (S.V.A.) - d’ora in poi denominato,
spettivi ambienti di lavoro. per brevità e qualora non diversa-
La suddetta «esclusività», posta in mente, «Servizio» - costituito a men-
capo al «Servizio di Vigilanza An- te di quanto disposto dalla normati-
tinfortunistico», comporta, inoltre, va «antinfortunistica» - a partire dal-
la soggezione, all’azione di tale l’ormai «noto» D.M. «626/1994»,
«servizio», anche di tutti quei sog- passando per il D. Lgs. n. 81/2008,
getti «esterni» all’Amministrazione fino al recente D.P.R. n. 90/2010 o il
della Difesa (i cosidetti «civili») ma cosiddetto «Regolamento» - ha lo
scopo di effettuare la specifica attivi-
tà ispettiva dedicata a verificare l’ap-
A sinistra. plicazione della normativa in mate-
Equipaggiamento di sicurezza. ria di prevenzione, protezione e sicu-
Sotto. rezza sui luoghi di lavoro della For-
Cuffia protettiva anti-rumore. za Armata.

Un operatore indossa: casco protettivo, cuf-


fia protettiva anti-rumore e imbragatura di
sicurezza.

sione di lavoro - caratterizzata,


quest’ultima, da un imprescindibi-
le nesso eziologico tra la prestazio-
ne lavorativa stessa e l’accadimen-
to dell’evento lesivo - suo scopo es-
senziale e cruciale risulta essere
quello di ridurre il rischio del-
l’esposizione a situazioni di perico-
lo al minimo (1).
Infatti, l’evento lesivo citato - sia
della salute (la malattia), sia della si-
curezza (l’infortunio), piuttosto che
della dignità (il «mobbing», lo «stal-
king», lo «straining»...) - può verifi-
carsi in qualsiasi momento, per il
che operano, a qualsiasi titolo, pres- Il traguardo fondamentale dell’inte- solo fatto che l’impiego espone la
so un luogo militare. ro Servizio, perciò, risulta essere «risorsa umana» - la cui esistenza
In tale contesto e per quanto di di- quello di rendere gli ambienti di la- determina il dovere di protezione -
retto interesse, il Capo di Stato voro più sicuri, più salubri e più al logorio della persona e al rischio
Maggiore dell’Esercito (Ca.SME) - produttivi, individuando e condivi- intrinseco durante qualsivoglia atti-
in qualità di Autorità di Vertice del- dendo le buone pratiche per rag- vità lavorativa.
la F.A. stessa, in forza della legge e giungere un livello effettivo di sicu- Tale rischio, come già asserito, do-
sulla base delle direttive di indiriz- rezza e di salute e promuovendo la vrà essere ridotto al minimo.
zo sulla materia antinfortunistica cultura di prevenzione dei rischi Appare, inoltre, significativo evi-
emanate dal Segretario Generale nell’intera F.A.. denziare che i sopraccitati D. Lgs. n.
della Difesa/Direttore Generale de- Poichè la tutela previdenziale ha 81/2008, D.P.R. n. 90/2010 e il siste-
gli Armamenti - ha istituito, con come suo fulcro il concetto di occa- ma prevenzionistico che da essi ha
44 Rivista Militare

ARTICOLAZIONE E FUNZIONI
Fig. 1
Ufficio per il Coordinamento
dei Servizi di Vigilanza d’Area
(U.Co.Se.V.A.)

L’U.Co.Se.V.A. è l’Unità di Coordi-


namento dei Servizi di Vigilanza
d’Area (Esercito) (2) che è posta, or-
dinativamente, alle dirette dipen-
denze del Ca.SME e che, per gli
aspetti tecnico-specialistici, mantie-
ne contatti diretti con l’Ufficio di
Coordinamento Centrale della Vigi-
lanza (U.Co.Ce.V.), istituito presso
il Segretariato Generale della Dife-
sa/Direzione Nazionale degli Ar-
mamenti (SEGREDIFESA).
Nella figura 1 è riportato un sintetico
schema riguardante l’Organizzazio-
ne della Vigilanza antinfortunistica
preso nuova forma (comprendendo, relative autorizzazioni, deroghe...), nell’ambito del Ministero della Dife-
in modo esaustivo, anche la specifi- vigilanza ispettiva «programmata» sa, concernente anche la collocazione
ca attività di vigilanza) non è un si- (mediante un calendario di «ispe- ordinativa e il livello relazionale dei
stema di divieti, bensì un’organiz- zioni» presso Enti, Distaccamenti o prefati Uffici (U.Co.Se.V.A. e
zazione di gestione di tutte le attivi-
tà lavorative. Organizzazione alla
quale, in relazione agli acclarati ri-
schi connessi con le citate attività la-
vorative, dovranno essere apportati
ben definiti «accorgimenti corretti-
vi» idonei a rimuovere i fattori di ri-
schio (così come scaturiscono dalla
relativa valutazione) o, quantome-
no, a ridurli al minimo, come più
volte affermato.

COMPITO

Il Servizio ha il compito primario


ed essenziale di tutelare la preven-
zione, la protezione, la sicurezza e
la salute nei luoghi di lavoro, po-
nendo in essere azioni idonee a ga-
rantire il rispetto e l’attuazione del-
la normativa del settore che si
estrinsecano in attività di control-
lo/vigilanza preventiva di tipo Reparti della F.A.) e vigilanza ispet- U.Co.Ce.V.).
«tecnico-amministrativa» (quali i tiva «non programmata» (in esito a L’U.Co.Se.V.A. indirizza e coordina
provvedimenti, previsti dalla nor- eventi o incidenti che, per la loro le attività ispettive dei Servizi di Vi-
mativa prevenzionale, disposti in natura, sottintendono una attività gilanza d’Area dipendenti, successi-
ragione di richieste, ricorsi, notifi- d’indagine delegata dalla magistra- vamente descritti.
che, comunicazioni, segnalazioni e tura o svolta d’iniziativa dalla Poli- In particolare:
connessi con la concessione delle zia Giudiziaria/P.G.). • comunica all’U.Co.Ce.V. l’elenco
n. 3 - 2011 45

• effettua il monitoraggio dell’atti-


PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI vità ispettiva e al termine di ogni
anno elabora una relazione di
• D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447 «Approvazione del Codice Procedura sintesi che invia al suddetto
Penale». U.Co.Ce.V.;
• D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626: «Attuazione delle direttive 89/391/CEE, • svolge l’attività di vigilanza tecni-
89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, co-amministrativa, cioè tratta quei
90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, provvedimenti «tecnico-ammini-
98/24/CE,99/38/CE, 2001/45/CE e 99/92/CE riguardanti il miglioramento strativi» (richieste, ricorsi, notifi-
della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro». che, comunicazioni e segnalazio-
• D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758: «Modificazioni alla disciplina sanzionatoria ni) che, a mente della normativa
in materia di lavoro». in vigore, vengono indirizzati agli
• D.M. 14 giugno 2000, n. 284: «Regolamento di attuazione dei decreti legislati- organi di vigilanza ordinari;
vi n. 277/1991, n. 626/1994 e n. 242/1996 in materia di sicurezza dei lavorato- • ratifica il provvedimento di so-
ri sui luoghi di lavoro nell’ambito del Ministero della Difesa». spensione di parte dell’attività
• D.M. 25 maggio 2005: «Organizzazione dei servizi di vigilanza antinfortuni- dell’impresa segnalato dal per-
stica nell’ambito del Ministero della Difesa». sonale ispettivo ed emette quel-
• D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81: «Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto lo di sospensione dell’attività
2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di la- d’impresa;
voro». • organizza/partecipa a seminari
• 7.D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106: «Disposizioni integrative e correttive del D. informativi, convegni, incontri
Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei per i Quadri Ispettivi, anche attra-
luoghi di lavoro». verso l’utilizzo di posta elettroni-
• D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90 «Testo unico delle disposizioni regolamentari in ca e forum telematici;
materia di ordinamento militare, a norma dell’art. 14 della legge 28 novembre • raccoglie ed elabora le informa-
2005, n. 246» cosiddetto «Regolamento». zioni necessarie ad accertare i ri-
• SGD-G-022 «Direttiva per l’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di sicu- schi lavorativi e lo stato di salute
rezza e salute sul lavoro nell’ambito del Ministero della Difesa», Edizione 2010. dei lavoratori;
• svolge funzioni di indirizzo, coor-
dinamento, controllo e consulenza
del personale incaricato del servi- Nella pagina a sinistra. tecnico-giuridica ai dipendenti
zio di vigilanza, quale «Ispettore», Particolare di una imbragatura di sicurezza. Servizi di Vigilanza d’Area;
a seguito di nomina avvenuta con Sotto. • approvvigiona idoneo equipag-
Decreto del Vertice d’Area; Una scarpa protettiva anti-urto. giamento, quali i dispositivi di
• mantiene aggiornato l’albo del
personale ispettivo della F.A.;
• redige e mantiene aggiornato
l’elenco dei propri Enti/Laboratori
che posseggono la capacità tecni-
co-professionale per effettuare va-
lutazioni specialistiche o rilievi di
parametri chimico-fisici afferenti la
prevenzione degli infortuni e la sa-
lubrità degli ambienti di lavoro;
• svolge funzioni di programmazio-
ne delle ispezioni da effettuare a
cura dei dipendenti Servizi di Vi-
gilanza d’Area, indicando gli am-
biti e le priorità d’intervento, in
esito alle direttive ricevute dal pre-
fato Vertice d’Area e alle indicazio-
ni fornite dall’apposita conferenza
annuale sulla vigilanza dell’Am-
ministrazione Difesa (A.D.), indet-
ta da SEGREDIFESA;
46 Rivista Militare

ne e Perfezionamento del Personale


Fig. 2
Civile della Difesa (CIVILSCUOLA-
DIFE), sulla base delle esperienze
acquisite durante l’esercizio dell’at-
tività ispettiva.
In particolare, la formazione teorica
è seguita da un periodo pratico di
affiancamento a personale ispettivo
già operante.
Risulta, inoltre, indispensabile
l’aggiornamento professionale
continuo svolto, di norma, con pe-
riodicità annuale, mediante semi-
nari, convegni....

Servizi di Vigilanza d’Area (S.V.A.)

Posti alle dirette dipendenze del-


l’U.Co.Se.V.A., i S.V.A. hanno il
compito di verificare e controllare

protezione individuale (D.P.I.), da


rendere disponibili al personale
incaricato dell’attività di vigilanza
e, ad ogni buon conto, in ragione
della specifica attività ispettiva ad
esso assegnata.
L’U.Co.Se.V.A., per l’effettuazione
dell’attività di vigilanza antinfor-
tunistica presso gli Enti/Distacca-
menti/Reparti (E/D/R) della F.A.,
si avvale di personale operante
presso l’Uffcio stesso e, come ac-
cennato, di due Servizi di Vigilan-
za d’Area (figura 2).
Tali Servizi di Vigilanza d’Area
(Nord e Sud) vedono la propria
competenza territoriale coinciden-
te, prioritariamente, con il territo-
rio d’interesse, rispettivamente,
del Comando Logistico Nord e di
quello Sud (COMLOG NORD/Pa- Fig. 3
dova e COMLOG SUD/Napoli)
(figura 3). L’U.Co.Se.V.A., infatti, Il suddetto personale risulta «for- l’applicazione della normativa di si-
può disporne l’impiego, a suo in- mato», per le finalità della vigilanza curezza e salute sul lavoro nei luo-
sindacabile giudizio, sull’intero antinfortunistica, in esito alla fre- ghi di lavoro e nelle attività espleta-
territorio nazionale. quenza di apposito iter scolastico- te dalla F.A., prioritariamente nel-
Tutto il personale dipendente dal- addestrativo, quest’ultimo delineato l’ambito del rispettivo territorio di
l’U.Co.Se.V.A. viene reperito, sele- dall’U.Co.Ce.V. di concerto con competenza, coincidente con la an-
zionato e designato secondo i requi- l’U.Co.Se.V.A., definito e predispo- zidetta ripartizione territoriale del
siti minimi imposti dal dettato nor- sto da SME DIPE Ufficio Formazio- COMLOG NORD e del COMLOG
mativo (figura 4) e sulla base delle ne e Politiche d’impiego (SME DIPE SUD (citata figura 3).
procedure tecnico-operative di SME POLIMPIEGO) e posto in essere a Risultano costituiti dal personale de-
Dipartimento Impiego del Persona- cura del Ministero della Difesa per signato dall’Organo di Vertice, trami-
le (SME DIPE). il tramite della Scuola di Formazio- te l’U.Co.Se.V.A..
n. 3 - 2011 47

In particolare, «l’unità d’impiego» Fig. 4


fondamentale è rappresentata dal
Nucleo di Vigilanza.

Nucleo di Vigilanza (Nu.V.)

Il Nu.V. ha il compito di verificare,


in concreto, l’applicazione della
normativa di sicurezza e salute sul
lavoro presso le infrastrutture della
F.A., dislocate, prioritariamente,
nell’ambito del rispettivo territorio
di competenza o, in esito al manda-
to conferito dall’U.Co.Se.V.A., su
tutto il territorio nazionale.
In particolare, ha l’incarico di con-
trollare l’effettivo stato di tutela dei
lavoratori attraverso la verifica della
conformità dei processi lavorativi,
degli ambienti di lavoro e delle at-
trezzature utilizzate, alle norme legi-
slative, regolamentari e di buona tec- Assume, nei limiti del servizio spe- me in materia di prevenzione e pro-
nica e a quelle speciali tecnico-milita- cificatamente disposto e del manda- tezione e relaziona tempestivamen-
ri per la salvaguardia della sicurezza to ricevuto, nell’ambito dell’eserci- te all’U.Co.Se.V.A. (a mezzo e-mail
e della salute nonché il rispetto degli zio delle sue attribuzioni e con rife- o fax e nel rispetto delle speciali mi-
adempimenti formali, organizzativi, rimento alla sola area di competen- sure di cautela derivanti dalla natu-
formativi e informativi previsti dalla za e alla relativa articolazione terri- ra delle informazioni) circa tutte le
normativa del settore. toriale, le funzioni di «Ufficiale di azioni poste in essere nel corso de-
Il Nu.V., in generale, risulta compo- Polizia Giudiziaria» (U.P.G.), a gli accessi eseguiti.
sto in parte da personale qualificato mente del l’art. 57 del codice di pro- Svolge la propria attività di vigilan-
«Ispettore»/U.P.G. (l’Ufficiale Ca- cedura penale (c.p.p.). za, secondo le direttive dello stesso
po Nucleo e quello Vice Ca.Nu.) e, Per quanto sopra opera nel pieno ri- U.Co.Se.V.A. e, in ipotesi di attività
nella restante parte, da altro perso- spetto della disciplina processuale delegata, secondo quelle dell’Auto-
nale non in possesso della citata penale in caso di indagini delegate rità Giudiziaria (A.G.).
qualifica (il Sottufficiale Addetto al dalla magistratura inquirente o, co- In caso di constatazione di reato,
Nucleo ed eventuale personale munque in presenza di ipotesi di deve avviare le procedure estintive
avente incarico di tipo logistico-am- reato (3), è obbligato ad avviare le previste dalla normativa, adottando
ministrativo). procedure estintive. gli eventuali provvedimenti caute-
Non può prestare, ad alcun titolo e lari di cui al c.p.p., dandone notizia
Personale avente in alcuna parte del territorio nazio- all’A.G..
qualifica di Ispettore nale, attività di consulenza, secondo Parimenti, in ipotesi di illeciti am-
quanto prescritto dall’art. 263 del ci- ministrativi, deve attivare le proce-
Il personale avente qualifica di tato D.P.R. n. 90/2010. dure estintive, dandone notizia al-
«Ispettore», nominato con Decreto Deve essere in possesso dei requisiti l’U.Co.Se.V.A..
del Vertice d’Area (Ca.di SME) è di cui all’art. 263 del sopra citato Non deve avere alcun interesse pri-
posto alle Dirette dipendenze del D.P.R. n. 90/2010 (citata figura 4). vato nei confronti dell’E/D/R o del-
Capo U.Co.Se.V.A. e assolve i com- Inoltre deve, preferibilmente, posse- le persone soggette a vigilanza. Nel
piti di Capo Nucleo Vigilanza dere un significativo «curriculum», caso in cui l’Ispettore rilevi un con-
(Ca.Nu.V.) e Vice Capo Nucleo di che consenta all’Autorità di Vertice flitto d’interessi, nel corso della pro-
Vigilanza (VCa.Nu.V.). della F.A. di trarre sicuri elementi pria azione di controllo, deve sospen-
In particolare, nell’ambito di ciascu- circa le potenzialità e le attitudini a dere l’intervento ispettivo dandone
no dei Servizi di Vigilanza d’Area svolgere il delicato incarico. comunicazione all’U.Co.Se.V.A. e, in
(Nord e Sud) il più anziano dei Ca. Obblighi. Nell’ambito dell’incarico ipotesi di attività su delega, al-
Nu.V. riveste anche l’incarico di Ca- assegnatogli, l’Ispettore effettua i l’A.G. per la quale sta svolgendo le
po Servizio di quell’Area. controlli sull’applicazione delle nor- indagini.
48 Rivista Militare

ricolosi per l’incolumità dei lavorato- nell’ambito delle quali si realizzino


ri ovvero allo scopo di conservare le violazioni in tema di sicurezza
elementi di prova necessari all’effet- sul lavoro, dandone contestuale co-
tuazione delle indagini, chiedendone municazione all’U.Co.Se.V.A., per
la convalida all’A.G.. Può inoltre di- la necessaria ratifica.
sporre, in ragione di analoghe moti-
vazioni, l’inibizione all’uso dei locali, Personale non avente
di parti d’impianto o di singole mac- qualifica di «Ispettore»
chine, ritenuti pericolosi, con l’ecce-
zione dello svolgimento di attività Questo personale, dipendente dal
necessarie per la loro messa in sicu- Ca.U.Co.Se.V.A. o dagli Ispettori, è
rezza e il ripristino. destinato a svolgere tutte quelle
In caso di contravvenzione «antin- mansioni, specie quelle prettamente
fortunistica», per la quale sia previ- d’Ufficio, che, per la loro esecuzio-
sta la pena alternativa dell’arresto o ne, non necessitano della qualifica
dell’ammenda ovvero la pena della di U.P.G..
sola ammenda - impartisce, nel- Può coadiuvare attivamente il perso-
Sopra.
Una maschera protettiva per la respirazione. l’esercizio delle sue funzioni di nale ispettivo, durante l’attività d’ele-
P.G., al trasgressore, un’apposita zione, in qualità di «ausiliario di
Sotto a destra. prescrizione, allo scopo di eliminare P.G.», previa nomina da parte degli
Un occhiale protettivo anti-urto.
la richiamata contravvenzione. stessi Ispettori, secondo il dettato
In tutti i casi di inosservanza degli ob- normativo dell’art. 348 del c.p.p. (5).

L’Ispettore è dotato di apposito tes-


serino, con foto, riportante le gene-
ralità e la qualifica.
Poteri. L’Ispettore - provvisto del
summenzionato tesserino attestante
la sua funzione nonché del docu-
mento comprovante il mandato ri-
cevuto dall’U.Co.Se.V.A. - può acce-
dere, liberamente, presso tutte le se-
di di lavoro soggette ai controlli del-
l’ispezione, ferma restando l’ado-
zione di tutte le misure necessarie
di prevenzione e di protezione.
Nell’ambito del servizio specifica-
tamente disposto, è autorizzato a
procedere a tutti gli esami, ai con-
trolli o a quelle indagini giudicate blighi puniti con sanzione pecuniaria ATTIVITÀ DI VIGILANZA
necessarie al fine di assicurare l’ef- amministrativa, ammette al paga- ANTINFORTUNISTICA
fettiva osservanza delle disposizio- mento il contravventore, al fine di
ni applicabili. estinguere l’illecito amministrativo. Attività di vigilanza
Può, inoltre, accedere a tutta la docu- L’Ispettore, infine, impartisce di- «tecnico-amministrativa»
mentazione inerente il ciclo delle la- sposizioni esecutive ai fini dell’ap-
vorazioni nonché agli atti collegabili plicazione delle norme tecniche e Nell’ambito di questa tipologia di
all’attività di prevenzione o protezio- delle buone prassi, laddove volon- attività vengono inquadrati tutti
ne; può assumere dichiarazioni, in tariamente adottate dal datore di quei provvedimenti autorizzativi di
modo rituale, da testimoni o, comun- lavoro (D.d.L.) e da questi espressa- natura «tecnico-amministrativa»,
que, da parti lese; può procedere, ai mente richiamate in sede ispettiva, previsti dalla normativa prevenzio-
sensi dell’art. n. 321 c.p.p. (4), al se- qualora ne riscontri la non corretta nale e disposti in ragione di richie-
questro preventivo di cantieri, stabili- adozione e salvo che il fatto non co- ste, ricorsi, notifiche, comunicazio-
menti, di parti di questi o di singole stituisca reato. Può, inoltre, proce- ni, segnalazioni e connessi, princi-
macchine, che, per le violazioni ri- dere a sospendere parte dell’attività palmente, con la concessione di au-
scontrate, siano immediatamente pe- d’impresa interessata dalle attività torizzazioni, deroghe che, nell’am-
n. 3 - 2011 49

bito del D. Lgs. 81/2008, vengono


Fig. 5
indirizzate agli organi di vigilanza
ordinari.
L’U.Co.Se.V.A. - previa valutazio-
ne con le S.A. della peculiare attivi-
tà operativa, secondo le procedure
in vigore e avvalendosi degli orga-
nismi tecnico - sanitari, prioritaria-
mente della F.A. o dell’A.D., per lo
svolgimento di perizie o consulen-
ze (qualora debba esprimere un pa-
rere specialistico per il quale non
possiede nell’ambito della propria
struttura personale adeguato) - in
particolare, riceve le richieste di
deroga per l’utilizzo dei locali della
F.A. chiusi, sotterranei o semisot-
terranei; riceve le notifiche relative
alla costruzione e alla realizzazione
di edifici o locali da adibire a lavo-
razioni (industriali), nonché agli
ampliamenti e alle ristrutturazioni
di quelli esistenti e richiede, even- nell’ambito della normativa in ma- gli stessi danno corso a quanto pre-
tualmente, ulteriori dati, prescrive teria, vengono finalizzate al control- visto per la specifica fattispecie
modificazioni ed effettua riscontri lo della corretta applicazione della (D.Lgs. n. 758/1994) (6) (figura 5).
e/o verifiche; riceve - dalle stazioni legislazione «antinfortunistica». In particolare, essi pongono in esse-
appaltanti della F.A. - sia le comu- L’U.Co.Se.V.A. - in esito a quanto re le azioni e le comunicazioni di ri-
nicazioni di notifica preliminare di sopra indicato - predispone un pro- to all’A.G. competente, dandone
apertura dei cantieri temporanei e gramma ispettivo annuale, autoriz- contestuale comunicazione allo
mobili sia le notifiche di inizio la- zato dall’Autorità di Vertice della U.Co.Se.V.A..
vori per i cantieri che possano com- F.A., da porre in essere presso i pro- Parimenti, in ipotesi di violazioni
portare, per i lavoratori, il rischio pri E/D/R, mediante l’impiego dei amministrative, danno corso agli at-
di esposizione ad amianto; valuta Nu.V., allo scopo di salvaguardare e ti dovuti, ivi inclusi i provvedimenti
le richieste di deroga all’uso dei di- migliorare le condizioni del posto di che consentono l’estinzione dell’ille-
spositivi di protezione individuale lavoro del personale. cito, quale l’estinzione agevolata
e al rispetto del valore limite di In particolare, conferisce l’incarico a dell’illecito a seguito di «regolariz-
esposizione; riceve - dal D.d.L. che uno o più Ispettori al fine di effettua- zazione» (art. 301-bis del D. Lgs.
operi nei luoghi di lavoro della re gli accessi e le verifiche sui predet- 81/2008) (7), dandone comunicazio-
F.A. - il piano di lavoro di demoli- ti luoghi di lavoro e sulle attività del- ne all’U.Co.Se.V.A..
zione o di rimozione dell’amianto la F.A., tenendo in considerazione i Gli Ispettori, a conclusione del loro
o di materiali contenenti amianto e rispettivi carichi di lavoro, le loro ac- specifico operato, compilano una
formula eventuali richieste di inte- quisite specializzazioni di tipo pro- relazione sull’attività ispettiva svol-
grazioni o modifiche ovvero rila- fessionale o le attitudini personali ta e la inviano all’U.Co.Se.V.A. che
scia prescrizioni operative; riceve possedute da ciascuno.... Lo stesso è tenuto alla sua conservazione per
le richieste di deroga per l’utilizzo U.Co.Se.V.A., in un contesto di otti- almeno dieci anni.
dei locali della F.A. di altezza infe- mizzazione delle risorse, può indica- Tutti gli atti relativi allo svolgimen-
riore a metri 3 e, ove esistano le re ai citati Ispettori specifici indirizzi to delle ispezioni o all’attività d’in-
condizioni di agibilità, rilascia il re- operativi, ovvero determinati «ri- dagine sono redatti mediante appo-
lativo «nulla osta». schi» sui quali indagare, anche me- sita modulistica standardizzata.
diante la fornitura agli Ispettori stes-
Attività di vigilanza ispettiva si di liste di controllo tematiche o «ad Attività di vigilanza ispettiva
«programmata» hoc» per la specifica esigenza. «non programmata»
Se, nel corso della sopra descritta at-
Nel contesto della fattispecie in tito- tività, gli Ispettori rilevano contrav- Nell’ambito di questa tipologia di
lo, si concretano quelle azioni che, venzioni alle norme prevenzionali, vigilanza rientrano quelle azioni
50 Rivista Militare

pologia di attività ispettiva viene inerenti alla sicurezza e alla salute


posta in essere in esito alla segnala- nei luoghi di lavoro, l’U.Co.Se.V.A.
zione d’infortunio o di malattia pro- valuta l’attendibilità dei fatti riportati
fessionale. e - ove ritenga che sussistano concreti
In tal caso, l’U.Co.Se.V.A. ne valuta, elementi di veridicità in relazione a
innanzi tutto, la relativa significati- pericoli a cui potrebbe essere esposto
vità in base alla gravità delle lesioni il personale - conferisce incarico cir-
e della prognosi indicata dai sanita- costanziato, ad uno o più Ispettori, di
ri, alla tipologia e alla frequenza accedere presso il suddetto E/D/R,
dell’evento e, inoltre, alla dinamica per effettuare la verifica della reale
dei fatti riportati. consistenza dei fatti, delle circostanze
Successivamente, lo stesso U.Co. e delle cause dell’evento stesso, con
Se.V.A., qualora ritenga che gli ele- l’eventuale apporto di ulteriore per-
menti descrittivi pervenuti dal- sonale tecnico, secondo i criteri pre-
l’E/D/R segnalante siano insuffi- cedentemente delineati.

Sopra.
Un operatore indossa: casco protettivo, cuf-
fia protettiva anti-rumore e occhiale protet-
tivo anti-urto.

A destra.
Equipaggiamento di protezione.

che vengono poste in essere a segui-


to del verificarsi di un fatto, evento
o incidente, in ragione del quale
vengono effettuate indagini di Poli-
zia Giudiziaria (P.G.), su delega del-
l’A.G. o d’iniziativa degli U.P.G..
Attività d’indagine su delega del- cienti a circostanziare compiuta- CONSIDERAZIONI
l’Autorità Giudiziaria. L’U.Co.Se. mente l’evento, può chiedere al CONCLUSIVE
V.A., ricevuta la richiesta di indagini medesimo E/D/R un supplemento
da parte dell’A.G., individua e desi- di istruttoria documentale prima Nell’ambiente militare, così come in
gna l’Ispettore al quale affidare l’inca- di assumere le iniziative che il caso qualsiasi altro settore della società,
rico e lo indica all’A.G. stessa, per lo richiede. si ha il diritto di lavorare in un am-
svolgimento delle relative indagini. Acquisite completamente tutte le in- biente sicuro e sano e tutto il perso-
L’Ispettore opera, secondo delega, in formazioni disponibili, l’U.Co. nale del Servizio di Vigilanza antin-
conformità a quanto previsto dal Se.V.A., qualora ritenga che sussista- fortunistica deve agire e già sta
«Codice di procedura penale» e della no elementi meritevoli d’indagine, agendo tenacemente per raggiunge-
normativa «antinfortunistica» ponen- conferisce incarico circostanziato, ad re questo obiettivo, tenendo sempre
do in essere le azioni e le comunica- uno o più Ispettori, di accedere pres- in considerazione che gli ambienti
zioni di rito, dandone contestuale in- so il suddetto E/D/R, al fine di veri- di lavoro risultano essere costante-
formazione all’U.Co.Se.V.A, che ef- ficare la reale consistenza dei fatti, mente in evoluzione, in ragione del-
fettua le relative registrazioni docu- delle circostanze e delle cause del- l’avvicendamento del personale,
mentali, fatte salve le notizie coperte l’evento segnalato, con l’eventuale dell’aggiornamento delle procedure
da segreto istruttorio a discrezione e apporto di ulteriore personale tecni- operative, del rinnovamento delle
su disposizione dell’A.G. inquirente. co, comandato allo scopo. In presen- infrastrutture, dei mezzi, delle at-
Attività d’indagine «d’iniziativa» za, invece, di «segnalazione» da par- trezzature e dei materiali e, per tali
della Polizia Giudiziaria. Questa ti- te di terzi afferente problematiche motivi, possono sorgere nuove tipo-
n. 3 - 2011 51

Un operatore simula l’imbragatura di sicu-


rezza anti-infortunistica a una impalcatura.

logie di rischio che occorre analizza-


re, trattare e risolvere mediante
nuove strategie.
Le misure, di tipo tradizionale, in
materia di sicurezza e di salute sul
lavoro, sia quelle di prevenzione sia
quelle di vigilanza, potrebbero esse-
re sostituite o integrate da approcci
olistici e pratiche innovative ma
non per questo cambierà il fine ulti-
mo del Servizio stesso: la salvaguar-
dia dell’integrità psico-fisica della
persona.
Per quanto precede, quindi, non so-
lo «gli addetti ai lavori», in questo
particolare settore, ma ciascuno di
noi dovrà dedicare sempre maggio-
re attenzione a queste tematiche allo
scopo, in primo luogo, di averne
piena consapevolezza per poi instil-
lare negli altri e incrementare in tut-
ti la cultura della sicurezza.
gli autori, compiere gli atti necessari (5) Ai sensi dell’art. 348, comma 4, del ci-
Francesco Patrone per assicurare le fonti di prova e rac- tato c.p.p.: «La Polizia Giudiziaria, quando,
Generale di Brigata, cogliere quant’altro possa servire per di propria iniziativa o a seguito di delega del
Capo Ufficio Coordinamento l’applicazione della legge penale; pubblico ministero, compie atti od operazioni
dei Servizi di Vigilanza d’Area • svolge ogni indagine e attività dispo- che richiedono specifiche competenze tecni-
sta o delegata; che, può avvalersi di persone idonee le quali
• le funzioni indicate nei commi 1 e 2 non possono rifiutare la propria opera».
NOTE sono svolte dagli Ufficiali e dagli (6) Citato D. Lgs. 758/1994, art. 20 «Pre-
agenti di P.G.. scrizione», comma 1: «Allo scopo di elimi-
(1) Citato D.M. 81/2008, art. 2 «Defini- (4) Citato c.p.p., art. 321 «Oggetto del se- nare la contravvenzione accertata, l’organo
zioni»: questro preventivo», comma 3 bis: «Nel di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di
• Rischio: «probabilità di raggiungi- corso delle indagini preliminari, quando non Polizia Giudiziaria di cui all’art. 55 del
mento del livello potenziale di danno è possibile, per la situazione di urgenza, at- c.p.p., impartisce al contravventore un’ap-
nelle condizioni di impiego o di espo- tendere il provvedimento del giudice, il se- posita prescrizione, fissando per la regola-
sizione ad un determinato fattore o questro è disposto con decreto motivato dal rizzazione un termine non eccedente il pe-
agente oppure alla loro combinazio- pubblico ministero. Negli stessi casi, prima riodo di tempo tecnicamente necessario...».
ne»; dell’intervento del pubblico ministero, al se- (7) Citato D. Lgs. 81/2008, art. 301-bis
• Pericolo: «proprietà o qualità intrinse- questro procedono Ufficiali di Polizia Giudi- «Estinzione agevolata degli illeciti am-
ca di un determinato fattore avente il ziaria, i quali, nelle quarantotto ore successi- ministrativi a seguito di regolarizzazio-
potenziale di causare danni». ve, trasmettono il verbale al pubblico mini- ne»: «In tutti i casi di inosservanza degli
(2) Omologa a quelle istituite presso le stero del luogo in cui il sequestro è stato ese- obblighi puniti con sanzione pecuniaria am-
altre «Aree» (SEGREDIFESA, Difesa, guito. Questi, se non dispone la restituzione ministrativa il trasgressore, al fine di estin-
Marina, Aeronautica e Carabinieri). delle cose sequestrate, richiede al giudice la guere l’illecito amministrativo, è ammesso
(3) Citato c.p.p., art. 55: «Funzioni della convalida e l’emissione del decreto previsto al pagamento di una somma pari alla misu-
P.G.»: dal comma 1 entro quarantotto ore dal se- ra minima prevista dalla legge qualora
• la Polizia Giudiziaria deve, anche di questro, se disposto dallo stesso pubblico mi- provveda a regolarizzare la propria posizio-
propria iniziativa, prendere notizia nistero, o dalla ricezione del verbale, se il se- ne non oltre il termine assegnato dall’orga-
dei reati, impedire che vengano por- questro è stato eseguito di iniziativa dalla no di vigilanza mediante verbale di primo
tati a conseguenze ulteriori, ricercarne Polizia Giudiziaria». accesso ispettivo».
52 Rivista Militare

IL TERRORISMO Stati, per divenire una sfida alla si-


curezza globale, non si può immagi-
nare di agire da soli al di fuori di

CBRN OGGI
strutture multinazionali.
L’organizzazione e il coordinamen-
to costituiscono degli elementi chia-
ve nel campo della lotta al terrori-
smo e la NATO, con la sua struttura
IL CONTRIBUTO DELLA NATO multinazionale, non può sottrarsi a
questa lotta, che la vede direttamen-
ALLA HOMELAND SECURITY te coinvolta.
In un sistema sinergico e globale i
Paesi occidentali sono costretti a
Il panorama geopolitico internazionale è caratterizzato da una minaccia confrontarsi con molteplici minacce,
terroristica, in cui si inserisce il pericolo derivante da un attacco CBRN per lo più di carattere militare, la
(Chimico, Biologico, Radiologico, Nucleare). Per fronteggiare ciò occorre cui individuazione e il cui contrasto
uno sforzo sinergico che coinvolga anche le massime organizzazioni in- non rappresentano problemi di faci-
ternazionali e, in primis, la NATO. le risoluzione.
L’attuale scenario geopolitico, carat-
terizzato da sfide asimmetriche, im-
La storia è continua evoluzione e della sicurezza, le cui fasi di muta- pone una strategia globale che non
continuo cambiamento ma non mento sono spesso scandite da può prescindere da un sistema si-
sempre i processi storici si susse- eventi di elevata drammaticità. nergico in cui le organizzazioni in-
guono con gradualità e moderazio- L’11 settembre rappresenta uno di ternazionali, e in primis la NATO, ri-
ne. Talvolta, infatti, l’evoluzione av- quegli eventi in grado di modificare vestono un ruolo fondamentale.
viene così rapidamente da suscitare il corso della storia e con essa i con-
l’idea di una vera e propria rivolu- cetti di sicurezza. In un mondo in
zione. Un riscontro effettivo del- cui la minaccia del terrorismo ha LE ARMI
l’impatto provocato dal «ciclone- imposto una nuova nozione di sicu- NON CONVENZIONALI
storia» si può rinvenire nel campo rezza che travalica i confini degli E IL TERRORISMO
INTERNAZIONALE

Il terrorismo è una delle più impor-


tanti cause di instabilità nell’attuale
contesto di sicurezza. Esso continua
ad essere una delle principali sfide
alla pace, alla stabilità e al potere
statale, in particolar modo attraver-
so la sua capacità di utilizzare meto-
di di lotta sempre nuovi per aggira-
re i sistemi di sicurezza e di difesa
tradizionali.
Non è possibile pensare al terrori-
smo come a un male frutto di uno
Stato, di un gruppo o di una singola
religione. I tragici esempi degli ulti-
mi anni ci insegnano che esso coin-
volge tutto il globo, da nord a sud,
da est a ovest, e che nessuno può
sentirsi immune e al sicuro.
In tale contesto, «il possesso e l’impiego

Il Presidente statunitense Obama al Nucle-


ar Security Summit Aprile 2010.
n. 3 - 2011 53

di armi nucleari, chimiche e biologiche da scenze necessarie per l’impiego di camorra (4), abbiano smaltito im-
parte di gruppi terroristici costituisce armi di distruzione di massa. propriamente sorgenti a impatto
una grave minaccia per il mondo intero e Il concetto di arma NBC (Nucleare- potenzialmente elevato, che potreb-
tale pericolo sta diventando sempre meno Biologica-Chimica) è stato oggi co- bero trovarsi in questo momento
remoto» (1). munemente esteso a quello di armi nelle mani di terroristi o, ancora
Inevitabilmente l’attentato dell’11 CBRN, includendo dapprima la R, a peggio, già pronte ad essere impie-
settembre 2001 ha risvegliato un indicare il rischio derivante dall’im- gate per il prossimo attacco.
senso di paura e di debolezza. La piego di materiale radioattivo, e poi Non bisogna, inoltre, dimenticare i
teoria a lungo sostenuta secondo la CBRNE, dove la lettera E (Explosive) rischi di origine industriale dovuti
quale scopo di un’azione terroristi-
ca non è tanto l’uccisione di persone
quanto l’enfasi dell’evento in sé è
stata drammaticamente smentita
quella mattina in un crescendo di
morte e distruzione.
L’aforisma di Brian Jenkins (2): «I
terroristi vogliono che le persone guardi-
no e ascoltino, non che muoiano», è sta-
to per lungo tempo l’affermazione
più abusata nella letteratura sul ter-
rorismo. Tale affermazione ha aiuta-
to, per lungo tempo, gli studiosi a
spiegare perché «i terroristi non hanno
commesso tutte quelle cose, terribili e di-
struttive, che sono in grado di fare, come
avvelenare gli acquedotti delle città, im-
piegare armi chimiche o biologiche che
potrebbero causare migliaia di morti».
Dopo l’11 settembre non sussiste più
alcun dubbio circa l’interesse dei ter- sta a indicare la minaccia derivante Una esercitazione di decontaminazione chi-
roristi a uccidere migliaia di persone dall’impiego congiunto di esplosivo mica del personale (www.nato.int).
ma alcuni interrogativi continuano a con materiale chimico/biologico ov-
tormentare molti analisti. In partico- vero sostanze radioattive («dirty
lare la domanda che frequentemente bomb»). Una delle maggiori minacce al rilascio accidentale (Release Other
ricorre è: quanto fondato è il rischio individuate durante la conferenza Than Attack - ROTA) o deliberato
di un attacco CBRN? Gli attentati di dell’IAEA (International Atomic Ener- (azioni di sabotaggio e/o esplosioni
New York, Londra, Madrid e Mosca gy Agency), tenutasi nel 2005 a Lon- a industrie/stabilimenti, laboratori
hanno rinnovato di volta in volta la dra (3), è rappresentata dall’impiego biologici/farmacologici, ecc.) di so-
paura e la preoccupazione per un di RDD (radiological dispersal device - stanze tossiche e nocive.
probabile impiego di armi non con- ordigno per la dispersione radioatti- A queste minacce si affiancano ri-
venzionali al fine di mietere migliaia va), vale a dire di ordigni convenzio- schi mai tramontati, come l’impiego
di vittime. Il recente interesse per la nali uniti a materiale radioattivo di di armi chimiche, che rimangono
nuova minaccia è arrivato a livelli ta- diversa provenienza. Ne è derivato tutt’oggi il maggior pericolo, e delle
li da far considerare la lotta contro un serio dibattito sul traffico delle armi biologiche. L’impiego di queste
l’impiego di armi non convenzionali sorgenti radioattive, impiegate per ultime rappresenterebbe sicuramen-
come un pilastro delle strategie per scopi leciti (stabilimenti per la ricer- te lo scenario più difficile da affron-
la sicurezza nazionale di molti Paesi, ca, istituzioni mediche, strutture in- tare. Al contrario delle emergenze
Stati Uniti in testa. dustriali e depositi militari) nell’am- chimiche e nucleari, che comportano
In seguito agli attacchi terroristici bito della comunità internazionale al un allarme immediato, le emergenze
del nuovo millennio l’impiego di ar- fine di regolarne il traffico. correlate al deliberato rilascio di
mi non convenzionali è diventato Una particolare attenzione deve es- agenti biologici sono destinate a ve-
uno dei possibili scenari da fronteg- sere, quindi, posta al controllo dei rificarsi nella grande maggioranza
giare, anche in considerazione del traffici di materiali radioattivi. Or- dei casi in maniera occulta.
continuo interesse da parte di grup- mai è a tutti noto come per anni le L’impatto clinico provocato dalla
pi terroristici ad acquisire le cono- organizzazioni criminali, in primis la disseminazione ambientale di un
54 Rivista Militare

agente biologico è ritardato a causa l’Alleanza. La NATO ha compreso La difesa contro il terrorismo ha im-
del periodo di incubazione e in al- quel giorno che la sua tradizionale posto l’attuazione di una serie di
cuni casi i sintomi iniziali della ma- missione di difesa territoriale era misure per rafforzare le capacità mi-
lattia, prodotta dalla maggior parte parzialmente tramontata e che da litari dell’Alleanza al fine di fron-
dei patogeni impiegabili, sono indi- quel momento la lotta al terrorismo teggiare il terrorismo in generale e
stinguibili dalle più comuni sindro- sarebbe divenuta una nuova sfida quello CBRN in particolare.
mi infettive. Queste caratteristiche con cui confrontarsi. Un battaglione per la difesa CBRN
proprie dell’arma biologica, associa- Il Consiglio Nord Atlantico ha sta- della NATO è stato creato per ri-
te con quelle dell’epoca in cui vivia- bilito che l’Alleanza deve essere spondere e gestire le conseguenze
mo, caratterizzata da spostamenti preparata a reagire ad attacchi ter- dell’uso di armi di distruzione di
sempre più rapidi da un continente roristici diretti dall’esterno garan- massa, non solo allo scopo di difen-
all’altro, non permetterebbero a tendo alle autorità nazionali un aiu- dere le forze dispiegate sul terreno
nessun individuo di sentirsi sicuro e to concreto nel fronteggiare le con- ma anche per contribuire alla sicu-
a nessun Paese di poter nutrire l’il- seguenze di tali attacchi (anche di rezza di eventi di grande rilievo co-
lusione di rimanere un’isola felice tipo CBRN). me è avvenuto per i Giochi olimpici
in seguito a un attacco condotto con L’attacco all’antrace negli Stati Uniti di Atene. La preoccupazione di un
agenti patogeni da parte di un ha dimostrato, in tutto il suo poten- possibile impiego di agenti chimici,
gruppo terroristico. ziale, le caratteristiche dell’arma biologici, nucleari o radioattivi nella
Gli attacchi in America con le lettere biologica. Il mondo si confronta condotta di attacchi, potenzialmente
all’antrace hanno riproposto in tutta ogni giorno con il rischio di prolife- catastrofici, contro le popolazioni ci-
la sua drammaticità il rischio di un razione di WMD (weapon of mass de- vili ha indotto gli alleati e i partners
attacco biologico. Solo in seguito a struction) e tale rischio non può es- a una maggiore collaborazione nel
quell’evento la comunità internazio- sere più ricondotto ai soli Paesi ma tentativo di migliorare la prepara-
nale ha compreso che un esiguo nu- anche ad attori non-Stato. Tale sfida zione civile contro possibili attacchi
mero di individui è capace di entra- è resa ancora più ardua dall’impie- terroristici. Proprio tale eventualità
re in possesso di un aggressivo bio- go per scopi non leciti di materiali ha spinto la NATO a dotarsi di
logico e, attraverso un semplice ed destinati ad attività di ricerca o al- strutture idonee che potessero ren-
economico sistema di disseminazio- l’industria (dual-use). Allo sviluppo derla capace di sostenere un ruolo
ne, quale il servizio postale, può es- di misure per prevenire l’utilizzo di sempre più attivo nella difesa delle
sere in grado di uccidere 5 persone, tecnologie dual-use (controlli delle popolazioni.
di costringere migliaia di persone a esportazioni, licenze finalizzate al- La NATO, fin dalla sua creazione,
terapie antibiotiche, di terrorizzare l’impiego) per scopi impropri si so- nell’aprile del 1949, ha costante-
un’intera Nazione, di provocare an- no affiancate una serie di attività di mente aggiornato la sua missione e
goscia in tutto il mondo e di arreca- disarmo (collaborazione NATO- la sua organizzazione allo scopo di
re danni per milioni di dollari. Russia per la distruzione/riduzione essere quanto più aderente possibile
degli arsenali di WMD e, più recen- ai mutevoli scenari globali.
temente, la firma del trattato bilate- Essa è stata creata per la difesa collet-
LA POLICY DELLA NATO rale USA-Russia), di controllo e di tiva con un chiaro riferimento all’arti-
E IL SUO CONTRIBUTO politica di non proliferazione. colo 51 della carta delle Nazioni Uni-
ALLA HOMELAND SECURITY Proprio la lotta alla proliferazione te, «nessuna disposizione del presente
delle WMD, insieme alla minaccia statuto pregiudica il diritto naturale di
Le forme con cui possono concretiz- del terrorismo internazionale, rap- autotutela individuale o collettiva nel ca-
zarsi le minacce contro la comunità presenta una delle sfide più impor- so abbia luogo un attacco armato» (5).
internazionale sono molteplici e tanti per la comunità internazionale La difesa della popolazione viene
complesse: dal terrorismo suicida a nel nuovo scenario unipolare. considerata per la prima volta uno
quello di matrice interna, dagli at- In tali sfide la NATO deve avere un degli scopi della forza militare con
tacchi alle truppe all’impiego delle ruolo principale e, per recitarlo, ha la cosiddetta strategia della «Massi-
armi di distruzione di massa. In se- cercato di indirizzare la propria po- ve Retaliation», «gli obiettivi di queste
guito all’attacco dei dirottatori con- litica verso quelle attività che hanno azioni, che includono una campagna
tro il World Trade Center di New a che fare con il terrorismo, dedi- strategica nucleare, dovrebbero essere
York, gli alleati della NATO hanno cando particolare attenzione al con- la difesa della popolazione, dei territori,
fatto ricorso all’articolo 5, la clauso- troterrorismo, alla cooperazione e delle aree vitali e della capacità di rea-
la di difesa collettiva del Trattato di alla gestione delle conseguenze di zione della NATO» (6).
Washington, e hanno lanciato la pri- un attacco sia terroristico che tradi- Verso la fine della Guerra Fredda la
ma operazione antiterrorismo del- zionale. strategia «Flexible Response» della
n. 3 - 2011 55

NATO individua proprio nella pro-


tezione della popolazione durante i
conflitti armati uno degli obiettivi
fondamentali per l’Alleanza.
Ed è proprio la fine della Guerra
Fredda ad imporre grandi cambia-
menti nelle strategie della NATO e
delle Nazioni Unite. Nel 1999 si
giunge alla definizione del nuovo
concetto strategico dell’Alleanza e
per la prima volta vengono prese
in considerazione le minacce poste
nei confronti della popolazione
dalla proliferazione di armi non
convenzionali e dal loro possibile
impiego anche da parte di attori
non-Stato (7).
Da questo momento in poi l’approc-
cio dell’Alleanza Atlantica al tema
della protezione della popolazione
civile è cambiato notevolmente. Do-
po la caduta del muro di Berlino na-
scono diverse iniziative al fine di nella protezione e nella difesa dei Controllo chimico di un mezzo con un CAM
garantire la stabilità della regione singoli Paesi dall’impatto provocato prima dell’invio alla stazione di bonifica.
Euro-Atlantica: il «Partnership for da un attacco CBRN, a somiglianza
Peace Programme» e il «North Atlan- di un incidente tecnologico di di-
tic Cooperation Council» quest’ultimo mensioni tali da non poter essere loro che forniscono loro copertura. Se
rinominato «Euro-Atlantic Partner- gestito da una singola Nazione. richieste, le forze militari forniranno
ship Council» (EACP). Proprio Come conseguenza dei drammatici anche assistenza alle autorità nazio-
l’EACP con il «Civil Emergency Plan- eventi del settembre 2001, l’Alleanza nali nell’affrontare le conseguenze
ning Directorate» riveste un ruolo affidò all’EACP il delicato compito degli attacchi terroristici, specie nel
fondamentale per lo sviluppo di di coordinare, su richiesta della na- caso in cui tali attacchi includessero
programmi per la protezione delle zione colpita, le attività di assisten- armi chimiche, biologiche, radioatti-
popolazioni civili in seguito ad at- za messe in atto dai Paesi membri e ve e/o nucleari (CBRN).
tacchi CBRN. Partner della NATO per far fronte a Per assolvere questi nuovi compiti è
I disastri di Chernobyl e Fukushima un attacco terroristico sia pure del stato raggiunto a Praga l’accordo
hanno dimostrato a tutto il mondo tipo CBRN, con le stesse modalità sulla creazione di una Forza di ri-
che anche un Paese dalle grandi ri- con cui finora aveva fronteggiato i sposta della NATO e, in particolare,
sorse logistiche e umane non è in disastri naturali e tecnologici. dall’analisi della sempre crescente
grado di fronteggiare da solo un di- Il Summit di Praga, tenutosi nel no- minaccia CBRN sono stati fissati gli
sastro di tipo CBRN. vembre del 2002, rappresenta una obiettivi per dotare l’Alleanza di
Allo stesso tempo tali incidenti han- delle tappe fondamentali nella tra- maggiori capacità nel settore.
no avvalorato la tesi che eventi sformazione della NATO e in parti- Questi obiettivi sono: un Prototipo
CBRN, siano essi nucleari o biologi- colare per la formulazione di un nuo- di laboratorio dispiegabile per le
ci, spesso non hanno confini. vo concetto militare nel quale la dife- analisi NBC, un Prototipo di squa-
L’11 settembre impose prepotente- sa contro il terrorismo è divenuta dra per reagire a un evento NBC,
mente alla NATO un cambiamento, una parte integrante della NATO. Il un Centro di eccellenza virtuale per
sottolineato dalle numerose eserci- Consiglio Nord Atlantico potrà im- la difesa dalle armi NBC, uno
tazioni condotte, a partire dal 2001, piegare le sue forze al fine di dissua- «stockpile» NATO di antidoti per la
al fine di prepararsi a fronteggiare dere, difendere, impedire e protegge- difesa biologica e chimica e un Si-
disastri sia naturali sia umani. re dagli attacchi terroristici o dalle stema di sorveglianza epidemiolo-
Il disastro di Chernobyl e i tragici minacce di attacchi, diretti dall’ester- gica. Un punto cruciale delle inizia-
eventi di New York hanno costretto no, le popolazioni, il territorio, le in- tive di Praga è rappresentato dal
la NATO a prendere coscienza del- frastrutture e le forze, prevedendo piano d’azione per la pianificazione
l’importanza del proprio intervento pure l’azione contro i terroristi e co- civile di emergenza (Civil Emergency
56 Rivista Militare

uno strumento di gestione delle


conseguenze in caso di attacchi
con armi di distruzione di massa.
Come compito secondario, infatti,
l’unità può essere utilizzata per
fornire assistenza alle autorità civi-
li dei Paesi alleati, come è avvenu-
to durante i Giochi olimpici e pa-
raolimpici del 2004, in cui alcuni
reparti del battaglione CBRN (tra
cui alcuni plotoni del 7° reggimen-
to Difesa NBC «Cremona») sono
stati dispiegati ad Halkida (Grecia)
nell’ambito dell’assistenza al Go-
verno locale.
L’impiego operativo del battaglione
multinazionale per la difesa CBRN
si basa sul concetto della rotazione
dei Comandi. Ciò significa che, pro-
prio come la Forza di risposta della
NATO, il battaglione è composto da
differenti unità e sub-unità prove-
Personale del 7° reggimento Difesa NBC Nei summit successivi di Istanbul nienti dai Paesi alleati, ciascuna del-
«Cremona» durante un’attività addestrativa (2004) e Riga (2006) i membri del- le quali presta servizio per un deter-
di decontaminazione.
l’Alleanza hanno continuato a soste- minato periodo sotto il comando di
nere come le emergenze civili, sia una Nazione guida.
naturali che indotte dall’uomo, rap- Anche l’Italia, con il 7° Reggimento
Planning) per assistere le autorità presentino un’area in cui civili e mi- Difesa NBC «Cremona», ha assunto
nazionali nella reazione a un evento litari possono cooperare. la responsabilità di Nazione guida
catastrofico e, in particolare, ad at- Tale cooperazione tra attori civili e del battaglione per la difesa CBRN
tacchi di tipo CBRN. Lo scopo prin- militari è vitale e la NATO può, con dal 1° gennaio al 31 dicembre 2007.
cipale del CEP è quello di raccoglie- le proprie capacità, svolgere un ruo- Negli ultimi anni le Forze Armate
re, analizzare e condividere le infor- lo fondamentale in operazioni di hanno tradotto le esperienze matu-
mazioni sulla pianificazione delle supporto in caso di disastri. rate durante le esercitazioni in vere
attività a livello nazionale per assi- Una delle conseguenze delle Inizia- e proprie operazioni. I numerosi
curare l’impiego ottimale di tali ri- tive di Praga è stata la creazione di eventi internazionali e nazionali
sorse da parte dell’Alleanza, al fine una Forza di Risposta della NATO (denominati dalla NATO «High Vi-
di fronteggiare situazioni di emer- (NRF - NATO Response Force). Con sibility Events» - HVE) quali i Sum-
genza nazionali o internazionali. l’NRF la NATO ha introdotto «una mit internazionali, le Olimpiadi del
L’attenzione del CEP è particolarmen- forza multinazionale tecnologicamente 2006, i funerali di Giovanni Paolo II,
te concentrata su 5 aree ben definite: avanzata, flessibile, rapidamente dispie- l’incontro dei giovani con Benedetto
• il supporto civile per le operazio- gabile e interoperabile, con componenti XVI a Loreto e il G8 in Abruzzo, per
ni «articolo 5» (difesa collettiva) terrestri, navali e aeree» (8). fare degli esempi, hanno richiesto
dell’Alleanza; Il battaglione multinazionale della l’impiego interforze di unità militari
• il supporto per le operazioni «non NATO per la difesa chimica, biolo- per la creazione di cornici di sicu-
articolo 5» (risposta alla crisi); gica, radioattiva e nucleare (CBRN) rezza adeguate.
• il supporto a favore delle autorità costituisce uno degli elementi più L’aumento della minaccia terroristi-
nazionali per emergenze civili; importanti della trasformazione ca negli ultimi anni ha imposto alle
• il supporto a favore delle autorità dell’Alleanza. Nazioni dell’Alleanza Atlantica la
nazionali per la protezione delle Questa unità multinazionale ad al- necessità di rivisitare la propria pre-
popolazioni contro gli effetti di ta capacità di reazione non solo parazione a una risposta a questi
armi di distruzione di massa; aumenta la credibilità della NATO eventi. In particolare, si è passati da
• la cooperazione con i partners di fronte alla crescente minaccia una policy improntata su un concet-
nella preparazione e gestione dei costituita dalle armi di distruzione to di consequence management ad una
disastri. di massa ma rappresenta anche più attiva di prepardness.
n. 3 - 2011 57

Una delle principali conseguenze di particolari emergenze ed è questo il vocando conseguenze drammati-
questo stato di minaccia continua è caso delle unità CBRN. che e suscitando timore e allarme
stata quella di una sempre più fre- Sebbene l’impiego delle armi non nella società.
quente richiesta da parte degli Stati convenzionali presenti grandi diffi- L’11 settembre 2001 i terroristi han-
alleati o partner di essere supportati coltà, i gruppi terroristici sembrano no dimostrato l’enorme impatto
nella gestione di eventi nazionali ad sempre più interessati agli effetti strategico che un singolo e tragico
alta visibilità (HVE). psicologici che siffatte armi sono in evento può avere ma non ne hanno
Sebbene la NATO sia intervenuta grado di produrre, indipendente- determinato definitivamente il si-
sin dagli anni ’50 in attività di soc- mente dalle dimensioni degli attac- gnificato, che sarà pienamente rap-
corso in caso di calamità, un ruolo chi, e alla loro capacità di diffonde- presentato da come il mondo reagi-
di così alto profilo è senz’altro in- re una sensazione di timore e di rà a quella e alle successive provo-
consueto. Non sono, infatti, mancati vulnerabilità. cazioni. Solo una maggiore atten-
analisti che hanno dubitato della zione alle nuove sfide e, in partico-
idoneità e della capacità della NA- lare, a quelle poste dalle armi
TO di svolgere una simile attività. CBRN potrà rendere il futuro più
In particolare, alcuni ritengono che le sicuro.
operazioni di soccorso in situazioni
di calamità possano essere svolte Fabrizio Giardini
adeguatamente e, con un minore di- Tenente Colonnello,
spendio di risorse e di energie, da in servizio presso l’Ufficio Storico dello
protagonisti civili, quali autorità na- Stato Maggiore dell’Esercito e già
zionali, organizzazioni internazionali Comandante del I battaglione
o organizzazioni non governative. del 7° reggimento Difesa NBC «Cremona»
Non si tratta, però, di un concetto va-
lido in assoluto perché spesso il disa- Salvatore Bizzarro
stro assume dimensioni tali che l’in- Capitano, in servizio presso
tervento delle autorità locali non ri- il 7° reggimento Difesa NBC «Cremona»
sulta più sufficiente ad assicurare una
adeguata risposta. È in questi casi che
le forze militari possono e dovrebbe- NOTE
ro essere coinvolte. Infatti, aiutare le
autorità nazionali a reagire alle cala- (1) William J. Perry, «Preparing for the
mità naturali o industriali costituisce next attack», Foreign Affairs, (November-
una missione fondamentale delle Dicember 2001), pag. 32.
Forze Armate nella maggior parte dei (2) Brian M. Jenkins, International Terro-
Paesi NATO (e non NATO). rism: A New Mode of Conflict, in David
Le calamità negli Stati Uniti, in Pa- Carlton and Carolo Schaerf, eds., «Inter-
kistan ad Haiti e recentemente in national Terrorism and World Securi-
Giappone hanno messo in luce ty», London: Croom Helm, 1975, pag. 15.
quanto possono essere utili certe ca- Primi soccorsi dopo l’attacco alla metropoli- (3) «Nuclear security: Global Directions
pacità militari in determinate situa- tana di Tokyo con aggressivo nervino di pri- for the future», Londra 16-18 Marzo
ma generazione «Sarin».
zioni catastrofiche. 2005.
Il contributo militare può rappresen- (4) R. Saviano, «Gomorra», Mondadori,
tare in alcuni casi solo uno strumento 2006, pp. 167-169.
per il raggiungimento di una stabilità Non a caso l’obiettivo principale (5) «Charter of the United Nations» (capi-
e di una base per future operazioni delle azioni terroristiche, effettuate tolo 7 art. 51), http://www.un.org/abou-
umanitarie condotte da organizza- con armi di distruzione di massa, è tun/charter/chapter7.htm.
zioni civili. In altri casi si può fare a quello di scardinare la fiducia dei (6) http://www.nato.int/docu/strat-
meno di operazioni militari vere e cittadini nella capacità delle autori- doc/eng/a491201a.pdf.
proprie e si può impiegare la capaci- tà e dei governanti di prevenire si- (7) NATO, «The Alliance Strategic
tà logistica dello strumento militare a mili attacchi. Ne consegue che Concept», http://www.nato.int/do-
supporto di operazioni civili. In altri qualsiasi attentato, anche di dimen- cu/pr/1999/p99-065.htm.
casi ancora si rende necessario l’im- sioni limitate, realizzato con armi (8) Office of Information and Press NATO,
piego di particolari capacità speciali- non convenzionali è in grado di «NATO After Prague, New Members,
stiche militari al fine di far fronte a minare situazioni di stabilità, pro- New Capabilities, New Relations».
58 Rivista Militare

LA CASERMA N. 57
SEDE DI ITALFOR A KABUL
La storia della «Caserma 57», un’installazione militare costruita dai sovie- Nel 1979, però, il «Grande Gioco» si
tici a 10 km a nordest di Kabul, testimone attiva degli ultimi trent’anni di era ormai profondamente modifica-
storia afgana, ospitando truppe di occupazione russe, truppe irregolari af- to. In un contesto di piena «Guerra
gane inquadrate nell’Alleanza del Nord e reparti dei contingenti italiani, Fredda» che incideva in uno scena-
greci e norvegesi, nonchè personale ungherese, turco, romeno, belga e di rio politico internazionale connotato
altri Paesi, nell’ambito della missione ISAF. dal bipolarismo USA-URSS, la Gran
Bretagna non sedeva da tempo al
tavolo dei protagonisti. All’inizio di
Questa storia parte dal 1979, «l’anno trollo del Medio Oriente e dell’Asia gennaio, a coronamento della cosid-
del bambino», secondo la proclama- centrale. Al centro del «Grande Gio- detta strategia del «Ping Pong», la
zione dell’ONU. Ma potremmo farla co», o, per dirla alla russa del «Tor- Cina e gli Stati Uniti riallacciavano
tornare indietro di anni. Molti anni. neo delle Ombre», troviamo già a le loro relazioni diplomatiche, so-
Fin da quando, nel XIX secolo, i pro- quell’epoca l’Afghanistan; per gli in- prattutto in funzione antisovietica.
tagonisti del cosiddetto «Grande glesi l’ideale cuscinetto da frapporre Anche il contesto regionale centro-
Gioco» (1) diedero vita allo striscian- tra Russia e India, evitando alla pri- asiatico era al centro di grandi scon-
te conflitto mai esploso e caratteriz- ma una pericolosa espansione verso volgimenti politici. In Iran, a segui-
zato soprattutto da azioni spionisti- sud, promessa di nuovi mercati e di to dell’abbandono del Paese da par-
che e da alleanze strategiche, tra un eventuale sbocco marittimo di- te dello Shah Mohammad Reza Pa-
Gran Bretagna e Russia, per il con- retto sull’Oceano Indiano. hlavi, assumeva il potere l’ayatollah
n. 3 - 2011 59

Ruhollah Khomeini. Margaret That- e invisa alla stessa popolazione af- Difesa afgano alla fine del 1985 e
cher veniva eletta Primo Ministro gana, fu rimossa a sua volta in se- che fu amministrato e utilizzato dai
inglese e Saddam Hussein diveniva guito all’invasione dell’Armata sovietici per molti anni.
il Presidente della Repubblica del- Rossa e sostituita con il Governo Il 1985 appunto, l’anno in cui, nel-
l’Iraq. Nel marzo dello stesso anno, filosovietico di B. Karmal. Le rifor- l’URSS, salì al potere Michail Gor-
la firma degli accordi di pace tra me del nuovo regime, volte alla baciov.
Israele ed Egitto (2) aveva creato ol- «sovietizzazione» e alla laicizza- Lo stesso anno, il nuovo Capo del
tre cortina la netta sensazione che zione del Paese, alimentarono il Cremlino iniziò, dapprima silenzio-
gli Stati Uniti stessero sensibilmente malcontento di larghi strati della samente e poi sempre più manifesta-
avvantaggiandosi sullo scacchiere popolazione, legati piuttosto ad mente, una nuova politica estera che,
strategico mediorientale. Qualche una concezione teologica, semifeu- in piena maturazione, sebbene con
mese più tardi, a corollario della fir- dale e tribale dello Stato, e fu pro- non pochi contrasti, portò al ritiro
ma del Trattato SALT II con gli Stati prio in tale epoca che iniziò ed unilaterale dei soldati sovietici dal-
Uniti, sulla limitazione delle armi esplose completamente la resisten- l’Afghanistan. Un’operazione che si
nucleari offensive, l’Unione Sovieti- za islamica, che già aveva iniziato concluse il 15 febbraio 1989 (6), allor-
ca - forse anticipando la necessità di ad organizzarsi a partire dal prece- ché l’ultimo soldato dell’Armata
una base operativa avanzata vicina dente Governo di Amin. Rossa attraversò il ponte dell’amici-
al centro della capitale afgana - ne-
goziò ed ottenne il placet per la co-
struzione di un’infrastruttura mili-
tare in un’area semidesertica posta
circa 10 chilometri a nord est di Ka-
bul (3). Qualche mese dopo, e più
precisamente il 27 dicembre del
1979 (4), la 103a Divisione Aviotra-
sportata delle Guardie, comandata
dal Colonnello Rabchenko, aveva
occupato l’aeroporto di Kabul con il
grosso delle sue forze e quello di
Bagram con un reggimento e, verso
l’imbrunire, gli uomini della 103a
controllavano tutte le installazioni
chiave della città di Kabul e le aree
circostanti tra cui centri amministra-
tivi e governativi, stazioni radio e
televisive.
L’anno precedente, in questo ora-
mai inquieto Paese asiatico, aveva
avuto inizio la «Rivoluzione di I Sovietici intanto, forti di un’in- zia sul fiume Amu Darya, abbando-
aprile», con l’uccisione del Presi- fluenza sempre crescente nei con- nando l’Afghanistan al proprio de-
dente Daoud: colui che nel 1973 fronti del neo insediato Governo af- stino.
aveva detronizzato il Re Zahir gano al quale erano stati promessi La «Caserma 57» è dunque un luo-
Shah. A seguito di tali avvenimen- aiuti materiali per quaranta milioni go storico, a suo modo testimone di
ti, il filosovietico Partito Democra- di rubli, edificarono quella che fino un importante periodo della moder-
tico del Popolo Afgano (PDPA), al 2003 si sarebbe chiamata (in osse- na storia dell’Afghanistan.
aveva proclamato la nascita della quio alla tradizione sovietica di nu- Come detto, fin dal 1985 l’Esercito
Repubblica Democratica dell’Af- merare le proprie basi militari) «Ca- afgano aveva iniziato a sfruttare ta-
ghanistan (DRA). Al potere era sa- serma 57». le infrastruttura in maniera sempre
lito Mohammad Taraki, Ufficiale All’interno di questo comprensorio, più intensiva. Anzitutto, completan-
filo-marxista, assassinato nei mesi iniziò nel 1980 la quinquennale ope- do la costruzione di un ulteriore Po-
precedenti all’invasione sovietica ra di costruzione di un centro adde- ligono, quello di Budkhak-Kamadi,
da Amin, suo Primo Ministro. Tale strativo, arricchito dalla vicinanza - a sud est dell’infrastruttura, desti-
figura politica, scomoda ai vertici a nord - del Poligono di Pul-e-Char- nato allo svolgimento delle esercita-
politico-militari russi in quanto so- khi (5) che era stato consegnato in zioni in bianco e a fuoco per arti-
spettata di connivenze con la CIA piena efficienza al Ministero della glieria, carri armati e mitragliatrici
60 Rivista Militare

pesanti. L’infrastruttura trovò anche contemplasse il riavvicinamento bul ammetteva infatti che l’80%
impiego per attività aviolancistiche. delle fazioni in lotta, i 7 maggiori delle campagne e il 40% delle città
L’importanza di quest’area adde- partiti della guerriglia antigoverna- erano, de facto, al di fuori del pro-
strativa è sottolineata dal fatto che, tiva afgana, il cosiddetto «Peshwar prio controllo.
apparentemente, essa rappresentò 7» (7), avevano avviato un dialogo Due anni più tardi, nel 1989, com-
il primo poligono di tiro in tutta comune rivolto alla condotta di pletato il ritiro delle forze sovieti-
l’Asia centrale ad essere assistito un’opposizione armata contro il co- che, i mujaheddin si erano ormai tra-
da apparecchiature elettroniche di mune invasore sovietico fino al rag- sformati progressivamente in una
controllo. giungimento della vittoria finale. In sorta di Esercito regolare, organiz-
Di esso facevano parte quattro pa- tal senso, i mujaheddin costituivano zato e ben equipaggiato, al coman-
lazzine per l’alloggiamento delle il braccio armato esecutivo delle vo- do di ex-Ufficiali della Repubblica
truppe e di un centro di Comando e lontà politiche espresse dal Peshwar dell’Afghanistan.
Controllo per la direzione delle 7, che aveva la sua base centrale Nel frattempo, sulla scena politica,
esercitazioni. nell’omonimo capoluogo pakistano. il leader dell’epoca, il Presidente
Tale struttura di C2 venne in segui- Particolarmente rilevante fu il ruolo Mohammad Najibullah, succeduto
to replicata anche per il Poligono di svolto in quegli anni dagli Stati Uni- a Karmal nel 1987, tentò con alterne
Pul-e Charkhi, ove venivano invece ti che avevano iniziato a fornire, tra- fortune di consolidare la propria
svolte attività a fuoco di fanteria mite i potenti servizi di intelligence stabilità, attraverso un complicato
leggera, tiri con armi individuali e pakistani (ISI), cospicui fondi, mate- disegno di alleanze. Un disegno che
sarebbe definitivamente fallito e de-
generato nella guerra civile. In tale
situazione di fluida instabilità si
giunse all’aprile del 1992. Da quat-
tro mesi il mondo aveva assistito al-
la dissoluzione dell’Unione Sovieti-
ca. In Afghanistan i mujaheddin, che,
ormai privi di un coordinamento
centralizzato, combattevano per il
controllo di Kabul, costituirono al-
l’interno della «Caserma 57» una
delle loro principali basi, dalla qua-
le gestire le operazioni che portaro-
no, dopo giorni di confusi e sangui-
nosi scontri intestini alle forze ribel-
li, alla conquista della capitale, del
potere e alla costituzione di un Go-
verno di coalizione sotto la guida di
Burhanuddin Rabbani.
In quel Governo entrarono i rappre-
sentanti dei 7 partiti della guerri-
lancio di bombe a mano, nonché at- riale logistico e d’armamento tra cui glia. Tra loro c’era il «Leone del
tività di addestramento alla guida i micidiali missili «Stinger». Panshir»: il leggendario Comandan-
di mezzi ruotati e corazzati. Mentre, negli anni tra il 1985 ed il te tagiko Ahmad Shah Massoud,
La «Caserma 57», nel frattempo, non 1992, la «Caserma 57» continuò a che assunse l’incarico di Ministro
mutò il proprio compito. Il centro di svolgere in modo regolare la sua della Difesa.
addestramento per truppe corazzate funzione addestrativa per le forze Kabul nel frattempo si manteneva
aveva il compito di addestrare non dell’Esercito Nazionale Afgano teatro di scontri non inferiori a quelli
meno di 3 000 specialisti l’anno, che (ANA), la situazione del Paese andò che avvenivano nel resto del Paese
entravano nelle file dell’Esercito af- sempre più deteriorandosi, prima a tra i vari signori della guerra, rappre-
gano. Parte del corpo istruttori era causa dell’escalation del conflitto sentanti delle diverse fazioni dei mu-
arricchito dalla rilevante presenza di russo-afgano, successivamente per jaheddin e delle diverse etnie. Scontri
consiglieri militari sovietici. lo stato permanente di guerra civile con gli uomini di Gulbuddin Hekma-
Nel contempo, parallelamente alle in cui il Paese fu lasciato in seguito tyar, o del Generale uzbeko Abdul
aperture fatte dal Cremlino per una al ritiro dei sovietici dal teatro. Rashid Dostum, (questi ultimi un
soluzione politica del conflitto, che Nell’87 il Governo centrale di Ka- tempo acerrimi nemici ed in seguito
n. 3 - 2011 61

I CIMELI STORICI RITROVATI («L 35» E «RO-37»)

Muovendosi in pattuglia alla periferia ovest di Kabul, un


mattino del mese di aprile 2002, uomini di ITALFOR 1
notarono all’esterno di una caserma afgana un carro ar-
mato dalle sembianze familiari. Un rapido accertamento
consentì di verificare che si trattava di un mezzo corazza-
to italiano degli anni ’30: un carro armato «L 35» delle Of-
ficine Ansaldo di Genova (anno di costruzione 1939). Lo
«L 35» era la versione migliorata del noto carro «L 3»,
passato alla storia come la «Scatoletta di sardine».
Ulteriori accertamenti consentivano il rinvenimento di al-
tri mezzi analoghi, posti all’esterno di altre caserme. Ulte-
riori 4 «L 35» venivano rinvenuti accantonati in un grande deposito di mezzi corazza-
ti russi fuori uso dislocato all’estrema periferia est della Capitale, a pochi chilometri
da un’altra base di ISAF. Attraverso i loro «buoni Uffici» con i responsabili militari lo-
cali, gli uomini di ITALFOR I riuscirono a recuperare il mezzo meno deteriorato e,
dopo averlo risistemato, lo dislocarono all’ingresso della propria base, dinanzi alla
Palazzina intitolata alla memoria del Colonnello M.O.V.M. Carmine Calò.
L’Italia, unitamente alla Germania, negli anni ’30 aveva fornito all’Esercito afgano di-
versi materiali bellici, tra cui 13 carri «L 35» in funzione anti-inglese. Lo «L 35» era un
carro leggero, armato con due mitragliatrici binate da 8 mm Fiat 14/35 in casamatta e
una mitragliatrice Breda da 8 mm in torretta.
Alcuni anni più tardi, un’area attigua al citato deposito di mezzi corazzati russi avrebbe
restituito un’ulteriore evidenza dei dimenticati contatti commerciali tra il nostro Paese e
il lontano Afghanistan: nel corso di una pattuglia effettuata da uomini del 132° reggimento di artiglieria «Ariete» (ITALFOR
XII), venivano rinvenute 9 carcasse di RO-37, un biplano italiano da ri-
cognizione acquistato nel 1938 in 27 esemplari dalla Reale Aeronautica
Afgana. Tale evento ebbe curiosi ed interessanti strascichi, dovuti prin-
cipalmente al fatto che il velivolo fosse considerato oramai definitiva-
mente scomparso nel mondo, ragion per cui, al termine di un’efficace
sinergia interforze e diplomatica, l’Aeronautica Militare Italiana poté
provvedere al rimpatrio di un esemplare del velivolo, il quale, in attesa
del definitivo restauro, fa buona mostra di sé presso il Museo dell’A.M.
di Vigna di Valle. Un breve racconto dell’attività è rintracciabile nel
web a cura del noto giornalista esperto di aeronautica militare, David
Cenciotti (https://cencio4.wordpress.com/tag/imam-ro-37/).

alleati) e che provocarono negli anni quella dei mujaheddin, in un Paese fatto ripiombare l’Afghanistan in
decine di migliaia di morti. oppresso dalla guerra civile e mar- una sorta di moderno Medioevo.
Di questi scontri la «Caserma 57» toriato da lotte senza quartiere non La loro offensiva era partita dal sud
porta ancora i segni. Al suo interno aveva certo bisogno di poligoni per e si era progressivamente allargata
e nell’area immediatamente adia- addestrarsi a sparare. attraverso una serie ininterrotta di
cente, quella attraversata dalla «Jala- Si giunse così al 1996, l’anno della conquiste territoriali: Lashkargarh e
labad Road», una delle arterie più definitiva affermazione dei Taleba- Helmand, quindi Kandahar per
importanti del Paese, si svolsero ni. Gli «studenti di Dio» si erano ri- giungere fino a Wardak, a sole 25
combattimenti durissimi che - negli tagliati un ruolo militare e politico, miglia a sud di Kabul.
anni - portarono alla distruzione di in opposizione al Presidente Rabba- Il 20 marzo 1995 la Shura dei Tale-
parte dell’infrastruttura originale. I ni, già da un paio d’anni, costituen- bani aveva invitato al Jihad contro il
poligoni, un tempo fiore all’occhiel- do un gruppo armato caratterizzato Presidente Rabbani e il Maulvi Mo-
lo dell’organizzazione addestrativa da un fanatico estremismo religioso hammad Omar era stato nominato
incentrata sulla base, andarono pre- e da un oscurantista programma «Condottiero dei Taliban». Gulbud-
sto in disuso: una milizia come politico che avrebbe, di lì a poco, din Hekmatiar era divenuto nel frat-
62 Rivista Militare

tempo Primo Ministro del Governo I Talebani la utilizzarono più o me- Questo fu l’anno della distruzione
Rabbani che, in tal modo, sperava di no come avevano fatto i loro prede- dei Budda di Bamiyan (8). L’anno
legittimare il proprio potere agli oc- cessori. In più, sebbene non ripor- in cui Massoud venne ricevuto a
chi delle tribù di etnia pashtun. tato nelle scarse documentazioni Strasburgo. Quello in cui si rag-
Parallelamente, il Pakistan, aveva ufficiali disponibili, numerose te- giunse il picco più terribile del re-
riconosciuto ufficialmente i Taleba- stimonianze locali raccontano che gime Talebano.
ni, fornendo loro quel supporto po- sovente transitarono dalla «Caser- Poi, il 9 settembre, iniziò proprio da
litico indispensabile per affermare ma 57» rappresentanti e adepti di queste parti una catena di eventi de-
definitivamente il loro ruolo. organizzazioni terroristiche nell’or- stinata a cambiare il mondo: Mas-
Le milizie degli studenti coranici bita di quella rete terroristica inter- soud venne ucciso proditoriamente
avanzavano oramai senza incontra- nazionale che oggi conosciamo co- da due finti reporter. Due giorni do-
re credibili resistenze, eccezion fatta me «Al Qaeda». Di tale realtà è po Al Qaeda attaccò le Torri Gemel-
per i veterani tagiki del Generale piuttosto semplice trovare riscon- le e si scatenò l’offensiva americana
Massoud, che come all’epoca del tro nelle targhe e nelle scritte che contro il terrorismo.
conflitto russo-afgano, aveva posto ancora oggi campeggiano su alcuni Già in ottobre, l’area della «Caser-
la sua roccaforte operativa nell’im- muri delle palazzine della caserma. ma 57» fu interessata da pesanti
prendibile valle del Panshir. Scritte che riportano tradizionali bombardamenti americani, che in-
Il 24 ottobre 1996 Mohammad Omar versetti del Corano e nomi di noti flissero gravi danni alle officine e
dichiarava, in un’atmosfera da «tutti personaggi appartenenti a partiti ai posti manutenzione per armi e
contro tutti»: «... combatteremo fino al- fondamentalisti. mezzi corazzati, che erano situati
la morte e daremo l’ultima goccia di Il 2001 fu - come ben noto - un an- all’interno della base, in prossimità
sangue per Kabul». Seguendo la sorte no cruciale, apertosi con una terri- del poligono.
di Baghram, Gulbahar e Mazar-i- bile ondata di freddo che provocò L’Alleanza del Nord (9), sfruttando
Sharif, anche Kabul cadde nelle ma- un gravissimo disastro umanitario: l’appoggio americano, pervenne al
ni dei Talebani e, con la capitale, centinaia, soprattutto vecchi e controllo dell’area della guarnigio-
cambiò padrone anche la grande ca- bambini, furono i morti assiderati ne per alcuni mesi fino a quando,
serma gialla sulla Jalalabad Road. nei campi. nel gennaio 2002 - in attuazione
n. 3 - 2011 63

dell’accordo con il Governo provvi- In seguito, si provvide alla rimozio- mune: aule briefing, sale riunioni e
sorio afgano per lo schieramento ne del fragile muro di cinta costitui- altri servizi generali.
della Forza Internazionale di Assi- to da semplici blocchi di cemento Tali opere di miglioramento proce-
stenza e Sicurezza: l’ISAF - la «Ca- che, dopo un interim rappresentato dettero incessantemente e senza so-
serma 57» venne consegnata a dalla temporanea posa di una pro- luzione di continuità. I contingenti
ITALFOR I, il primo contingente tezione in concertina, venne sosti- susseguitisi nell’infrastruttura, ri-
italiano a Kabul. tuito da strutture in calcestruzzo e battezzata dapprima «Camp Invic-
Il Colonnello Giorgio Battisti, che gabbioni di protezione (il cosiddetto tia» e, successivamente (12), «Camp
sarebbe divenuto il primo Coman- «Hescobastion») (11). Invicta», continuarono a provvedere
dante italiano a Kabul, aveva effet- Si passò dunque alla ristrutturazio- al miglioramento delle condizioni
tuato una silenziosa ricognizione a ne dei servizi igienici e delle docce, infrastrutturali, perseguendo, paral-
metà del mese di dicembre 2001. alla realizzazione di una palestra lelamente alla sicurezza delle opere,
Entrando nel campo che sarebbe di- nei pressi della Palazzina «Calò» e anche il miglioramento delle condi-
venuto la sede del suo contingente - ai lavori per l’officina media del zioni di vita di uomini e donne im-
la cui ultima destinazione era stata contingente. pegnati in ITALFOR.
quella di luogo di prigionia dei Il 2003 fu l’anno che vide la conti- All’interno del compound italiano si
combattenti talebani arresisi all’Al- nuazione di tutto quanto già prece- è alternata la presenza contempora-
leanza del Nord - lo aveva trovato dentemente avviato e la realizzazio- nea di numerosi altri contingenti.
in condizioni disastrose. ne di una serie di opere volte alla ri- Tra gli altri, quello greco come parte
Una volta insediatosi, dispose im- soluzione dei problemi di infiltra- integrante del Multinational Engineer
mediatamente di elaborare un pia- zioni dai tetti, al miglioramento del- Group, quello norvegese, la cui pre-
no per il recupero delle infrastruttu- la sicurezza fisica delle Palazzine e senza si è interrotta nel gennaio
re, indicando come priorità imme- alla realizzazione di locali di uso co- 2006, quando le tre palazzine da es-
diate la realizzazione di un fossato
perimetrale, il rifacimento e la ri-
strutturazione di una palazzina, ol-
tre allo scavo di un pozzo al quale
attingere per assicurare le basiche
necessità di acqua corrente per i
suoi uomini.
A giugno 2002 l’incessante opera
degli italiani aveva già risolto le
principali problematiche relative ai
bisogni immediati di alloggiamento
e minima sicurezza del personale.
Si passò successivamente a miglio-
rare l’abitabilità delle strutture esi-
stenti e la funzionalità di quelle di
supporto.
Entro la fine del 2002 vennero svolti
lavori per il rifacimento dei servizi
igienici, degli impianti elettrici e di
riscaldamento della palazzina
«Rugge» e «Calò» e, nel contempo,
prese corpo anche la struttura di
supporto con la copertura per la
mensa, il forno e il deposito carbu-
ranti, nonché la realizzazione di im-
pianti di illuminazione e infissi.
Facile capire come questo rivestisse
un’importanza fondamentale per
poter affrontare il rigido inverno dei
1 800 metri di altitudine della capita-
le afgana, caratterizzato da punte vi-
cine ai 30 gradi sotto lo zero (10).
64 Rivista Militare

cialmente anche un seggio elettorale


nazionale.
A Camp Invicta, più che in altri luo-
ghi, si è rinnovato il giuramento di
fedeltà alla Patria di migliaia di sol-
dati italiani e ha trovato compimen-
to il sentimento di vicinanza del
Paese ai suoi uomini in operazioni.
Di qui, infatti, con differenti stati
d’animo, sono passati per decine di
volte Ministri della Repubblica, de-
putati, ambasciatori, leaders militari
e civili, autorevoli firme del giorna-
lismo italiano e numerosissime altre
autorità.
Soprattutto, in essa hanno riposato -
prima del definitivo rientro in Patria -
le spoglie dei molti caduti italiani a
so occupate furono definitivamente na assiste al continuo e inesorabile Kabul: eventi susseguitisi in quasi
restituite agli italiani che vi hanno cambiamento del Paese. cento mesi dall’entrata del «Colonnel-
alloggiato, per quasi tre ulteriori an- Con tale continua presenza, nel rin- lo» Battisti nella Caserma 57, che han-
ni, il loro Battle Group. Ungheresi, novato impegno della comunità in- no consacrato in maniera incancella-
turchi, romeni, belgi solo per citare ternazionale per il cammino dell’Af- bile questo luogo così lontano dalla
alcune delle presenze di commilito- ghanistan verso un futuro di libertà, Patria in uno dei baluardi più genui-
ni provenienti da Paesi alleati che l’Esercito Italiano ha dunque rice- namente italiani dell’intera Asia.
hanno reso ancor più varia e inte- vuto e mantenuto la gestione di un
ressante la vita del compound. importante baluardo della storia af- Mauro D’Ubaldi
Negli anni è stato necessario reagire gana, che costituisce ormai patrimo- Colonnello,
all’evoluzione della minaccia ester- nio comune delle migliaia di nostri Capo Ufficio Coordinamento
na, con lo spostamento dell’entrata militari che hanno considerato «ca- Logistico dello SME
principale (Main Gate) dalla posizio- sa» questo posto così lontano dalla
ne originaria (13) ad un’altra posta madrepatria. In occasione degli
sul lato ovest del compound, molto scorsi appuntamenti elettorali, a NOTE
meno esposta a possibili azioni of- partire dal 2006, i militari di ITAL-
fensive. E quindi alle condizioni FOR hanno esercitato il proprio di- (1) Il «Grande Gioco», espressione conia-
ambientali (14), che hanno portato ritto di voto all’interno di «Camp In- ta da Arthur Conolly, si protrasse per
alla ripavimentazione delle vie in- victa», che è dunque divenuto uffi- tutto il XIX secolo e vide, con fasi alter-
terne. Finanziata dall’Ispettorato
delle Infrastrutture e grazie all’ope-
ra di un’attenta direzione dei lavori
espletata dai genieri della «Design
cell» di ITALFOR, quest’ultima im-
portante realizzazione, iniziata a
novembre 2005, fu conclusa nel feb-
braio 2006. Tali interventi sono ulte-
riormente continuati negli anni, con
realizzazioni e accomodamenti in-
frastrutturali che rappresentano or-
mai una vera e propria contamina-
zione cultural-architettonica, che
potrebbe raccontare i costumi di
tutte le numerose nazionalità che
hanno alternato la loro presenza nel
campo al centro del quale, da ora-
mai quasi 9 anni, la bandiera italia-
n. 3 - 2011 65

ne, l’azione dell’Impero russo rivolta al- nel quale, lo scorso 2005, ha avuto luogo lista dei Patrimoni mondiali dell’umani-
l’espansione della propria egemonia ver- una cruenta ribellione. In tale centro cor- tà dell’UNESCO, che si è impegnata, in-
so i territori dell’Asia centrale e dell’Af- rezionale, nel 1987, sarebbe stato recluso sieme ad altre Nazioni, per la ricostru-
ghanistan in particolare, con lo scopo ul- per qualche mese il noto giornalista ita- zione delle due statue, distrutte nel 2001
timo di ottenere quell’indispensabile liano Fausto Biloslavo (cfr. «Prigioniero dai Talebani.
sbocco sull’Oceano indiano fondamenta- in Afghanistan» di F. Biloslavo). (9) Il Fronte Islamico Unito per la Sal-
le in termini commerciali ed economici, (6) In realtà l’URSS decise il ritiro del vezza dell’Afghanistan (dari: Jabha-yi
anche in considerazione dell’ingente proprio contingente il 7 aprile 1988. Muttahid-i Islami-yi Milli bara-yi Nijat-i
quantità di materie prime prodotte nella L’operazione sarebbe stata condotta in Afghanistan), conosciuto in Occidente
parte asiatica della Russia. Tali mire due distinte fasi successive. La prima fa- anche come Alleanza del Nord, fu
espansionistiche furono costantemente se sarebbe stata attuata dal 15 maggio al un’organizzazione politico-militare
osteggiate, direttamente e indirettamen- 16 agosto 1988 dimezzando gli effettivi fondata dallo Stato islamico dell’Af-
te, dall’azione della potenza egemone presenti in Afghanistan. In seguito il ri- ghanistan nel 1996.
dell’epoca, la Gran Bretagna, decisa a tiro sarebbe stato completato dal 15 no- Si tratta dell’unione di diversi gruppi
sopprimere sul nascere la concorrenza vembre al 15 febbraio 1989. combattenti afgani, in precedenza belli-
commerciale russa. L’apice di questa po- (7) Il «Peshwar 7» era una sorta di Co- geranti tra loro, con lo scopo di com-
litica fu raggiunto in corrispondenza di
una serie inconcludente di campagne
militari (1839-42; 1878-81; 1919) rivolte
all’occupazione dei territori afgani da
parte degli inglesi. Per maggiori infor-
mazioni sull’argomento cfr. P. Hopkirk,
«Il grande gioco, i servizi segreti in Asia
centrale», Edizioni Adelphi, 2004.
(2) Il «Trattato di pace israelo-egiziano»
del 1979 fu figlio degli accordi, passati
alla storia come gli «accordi di Camp
David», firmati dal Presidente egiziano
Anwar al-Sadat e dal Primo Ministro
israeliano Menachem Begin il 17 settem-
bre 1978, dopo dodici giorni di negozia-
ti segreti. La fondamentale svolta politi-
ca, raggiunta con la supervisione degli
USA, guidati da J. Carter, costituisce,
ancora oggi, la pietra angolare delle re-
lazioni diplomatiche mediorientali. In
tal senso, recentemente, anche lo stesso
Governo militare di transizione egizia- mitato politico in esilio composto dalle battere i Talebani. Alla fine del 2001,
no ha confermato la validità e il rispetto principali organizzazioni politiche e re- grazie anche all’intervento statuniten-
del citato Trattato di pace. ligiose afgane tra le quali ricordiamo: il se, il Fronte è riuscito a riconquistare il
(3) Protocollo d’intesa n. 8452811 firma- «Partito Islamico» (HIH), la «Società controllo dell’Afghanistan.
to nel 1979 che prevedeva ingenti aiuti Islamica» (JIA), il «Partito Islamico Kha- (10) Punte di temperatura: 2003 (-23° C);
sovietici nell’Afghanistan. In tal senso lis» (HIK) e l’«Unione Islamica per la Li- 2004 (-25° C); 2005 (-27° C); gennaio
era già chiaro l’intendimento sovietico berazione dell’Afghanistan» (IUA). 2006 (-30° C).
di assicurarsi, a livello infrastrutturale, (8) I Buddha di Bamiyan erano due (11) Cesti in feltro di varie dimensioni
una base d’appoggio nell’area di Kabul enormi statue del Buddha scolpite da con intelaiatura in rete metallica, riempiti
per le successive operazioni militari. una setta buddista nelle pareti di roccia di materiale inerte come sabbia o terra.
(4) L’invasione sovietica dell’Afghani- della valle di Bamiyan, in Afghanistan, (12) Legandolo alla tradizione della ce-
stan iniziò, il 24 dicembre 1979, con l’at- a circa 230 chilometri dalla capitale Ka- lebre e mai sconfitta Legione «Invicta»
traversamento del fiume Amu Darya da bul e a un’altezza di circa 2 500 metri; dell’Esercito Romano.
parte di un battaglione motorizzato ap- una delle due statue era alta 38 metri e (13) Affacciata sulla Jalalabad Road, e con-
partenente a uno dei reggimenti della risaliva a 1 800 anni fa, l’altra era alta siderata non più sufficientemente sicura.
108a Divisione. 53 metri e aveva 1 500 anni. (14) Connotate dalla costante presenza
(5) Il nome è lo stesso del noto carcere Nel 2003 vennero inseriti, insieme all’in- di elevatissime quantità di fastidiosa
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68 Rivista Militare

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za nutrita dal singolo individuo e to a quello di pericolo percepito e
dalla società civile del nostro Paese. vissuto dalla cittadinanza. Allo stes-
Il concetto di sicurezza fa riferimento so tempo, è dovere di ogni cittadino
a una condizione sociale, politica, partecipare alla preservazione della
economica e culturale che ogni citta- sicurezza entro i confini del proprio
dino vive secondo un metro di misu- Paese e nei contesti di crisi interna-
razione personale. La sicurezza è uno zionale. Il passaggio del testo costi-
status di vita micro e macro sociologi- tuzionale appena citato fa riferimen-
co. È un livello di stabilità psicologica to proprio alla responsabilità, che è
(individuo) e di massa (collettività). Il propria degli individui, di mantene- dallo Stato, è obbligatorio per cia-
suo significato è legato ad ambiti dif- re elevato il livello di sicurezza per scuno partecipare alle spese di que-
ferenti e ad approcci che comprendo- se stessi e per la propria collettività. sta garanzia, attraverso un adeguato
no quello governativo, tecnologico, Questo è possibile unicamente attra- versamento fiscale.
criminologico e, last but not least, verso due strade. In prima istanza, il Fin dalla definizione storica dello
quello giuridico. singolo deve assumere e conservare Stato moderno, il rapporto fra citta-
Possiamo aggiungere che quello del- un comportamento che sia consono dino e istituzioni governative si è
la sicurezza è un problema a doppio al proprio status di membro di una impostato su un contratto sociale ta-
senso di marcia. È diritto di ogni realtà sociale. Qualsiasi atteggia- le per cui il primo si dichiara dispo-
singolo cittadino vivere in un conte- mento - dalla semplice trasgressione sto a partecipare al pagamento delle
sto di tranquillità, per se stesso e per ai reati maggiori - che comprometta tasse, in cambio di una sua rappre-
la sua famiglia. La sicurezza, quindi, la libertà e i diritti del prossimo rap- sentanza presso gli organi di gover-
è un servizio che lo Stato deve ga- presenta una messa in discussione no e di una serie di servizi messi a
rantire a tutta la popolazione pre- della sicurezza. In secondo luogo, sua disposizione da questi ultimi. In
sente sul territorio nazionale (resi- trattandosi di un servizio fornito tale condizione di do ut des, le Forze
n. 3 - 2011 69

di sicurezza - composte dai membri mo raggruppamento può essere col- sidera un ambiente sicuro dove vivere e
di una Nazione e finanziate dai con- legato ai fenomeni di micro e macro riprodursi».
tribuenti - costituiscono appunto sicurezza. Nella sua quotidianità, il Recentemente, l’Associazione italia-
quel servizio che lo Stato deve esse- desiderio del cittadino medio è vi- na di psicologia e criminologia ha
re in grado di garantire. vere le proprie giornate in tranquil- eseguito un’indagine sulla percezio-
lità, per sé e per la sua famiglia. Egli ne della sicurezza e della criminali-
vuole uscire dalla propria abitazio- tà urbana. Lo studio ha preso Roma
VIVERE UNA VITA ne e tornarvi senza che sia accaduto come città campione ed è stato con-
TRANQUILLA nulla di male a sé o ai suoi cari. dotto somministrando un questio-
Vuole sentirsi al sicuro nelle pareti nario a 432 unità (46,8% uomini e
Osservando la realtà di tutti i gior- domestiche, ritenute una valida 53,2% donne). La ricerca è stata con-
ni, abbiamo di fronte una gamma protezione da qualunque pericolo dotta nei 20 municipi della capitale.
molto vasta di variazioni del concet- esterno. Marco Lombardi, docente Il risultato ha messo in evidenza
to di sicurezza; difficile quindi farne di sociologia all’Università Cattolica che, per quanto riguarda il livello di
una classificazione. Tuttavia, un pri- di Milano dice: «Il cittadino medio de- criminalità, il III e il V municipio so-
70 Rivista Militare

no classificati come abbastanza pe- mentre il 45% circa ha subito reati


ricolosi. Il IV e l’XI municipio sono quali vandalismo, furti in casa e
soggetti a un basso livello di crimi- molestie. Di questi, il 52% ha ricor-
nalità, mentre nel XII, secondo dato di aver sporto denuncia, men-
l’88% degli intervistati, non esiste- tre il 27% non l’ha fatto. A sua volta,
rebbe criminalità. Un trend altret- il 13,7% di coloro che non si sono
tanto positivo è stato rilevato nel I presentati alle forze dell’ordine ha
municipio. Tra le fonti di pericolo dichiarato di non nutrire abbastan-
più rilevanti, il 10,6% è costituito za fiducia nelle istituzioni.
dai furti di veicoli, seguiti dallo A giudizio del cittadino medio, che
scippo nell’12,1% dei casi e dal 7,4% è elettore e al contempo contribuen-
che raggruppa il tentato furto, la te, sono innumerevoli le categorie
violazione di domicilio e le mole- di incidenti e pericoli nei quali si
stie. Secondo il sondaggio, inoltre, i può imbattere ogni giorno. La tipo-
cittadini romani ritengono che le fi- logia varia dal cornicione, che può
gure maggiormente pericolose sia- crollare dal tetto di un palazzo, al-
no: i nomadi, gli immigrati e i van- l’aggressione.
dali, secondo l’85% degli intervista- Superando i casi di micro criminali-
ti. Il 58% del campione teme i tossi- tà, si giunge alle situazioni di macro
codipendenti. Tuttavia alla doman- sicurezza. Un attentato terroristico,
da relativa a quanti siano caduti vit- per esempio, compromette la stabi-
tima di un episodio di violenza, il lità di un intero Paese. Le sue riper-
35% ha preferito non rispondere, il cussioni psicologiche ed emotive,
20% dei casi ha dichiarato di non però, sono percepite all’interno del-
avere avuto nessuna esperienza le case di tutti i cittadini, siano essi
personale di violenza o aggressione, vittime o meri spettatori dei fatti.
n. 3 - 2011 71

IL PERICOLO ON LINE
(Intervista a Luca Bolognini, Presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy)
Dottor Bolognini, nel pacchetto sicurezza varato dal Governo, quanto peso è stato dato alla privacy dei
cittadini?
A parole, perché ancora non ho potuto visionare il testo approvato quest’anno, la privacy dei cittadini resta in una posizio-
ne per così dire «minore», rispetto ad altri interessi. Infatti, parrebbe che all’identificazione con documento di identità di
chi vuole navigare si vada affiancando, o sostituendo, un’identificazione mediante sim card del telefono cellulare. Inoltre,
si estende di fatto la possibilità di raccolta, conservazione, utilizzo, per finalità di pubblica sicurezza e processuali penali,
delle riprese video durante le partite.

Secondo Lei, la privacy è un elemento per cui l’opinione pubblica italiana ritiene di sentirsi protetta, op-
pure no?

Direi proprio di no. Attenzione, non ho mai interpretato la mia materia in modo «integralista», quindi non credo debba es-
sere il fine di tutto e nemmeno prevalere necessariamente su altri diritti o interessi, come la sicurezza. Cionondimeno, è
evidente che siamo monitorati per mille ragioni in ogni frangente della nostra vita. Navigando on line, le aziende ci profi-
lano i loro prodotti per scopi commerciali. Le intercettazioni penali sembrano oltremodo diffuse. Spargiamo i nostri dati
personali (cioè pezzi della nostra identità), in innumerevoli rivoli e spesso ne perdiamo il controllo. Il paradosso è che siamo
dotati, in Italia come in UE, di una buona normativa: ma il correre dei tempi globali e delle tecnologie l’ha già resa in parte
obsoleta, in parte inefficace. Privacy vuol dire due cose: tutela dei dati personali e, se necessario, loro riservatezza. Un cor-
retto trattamento delle informazioni non è nemico ma alleato della sicurezza e della trasparenza.

Nel pacchetto si parla di liberalizzazione del wi-fi, a Suo giudizio quali possono essere le conseguenze di
questa decisione. Viene messa in discussione la sicurezza dei dati on line? C’è il rischio di terrorismo sul
web? Maggiori pericoli di virus?
Come dicevo prima: se ne parla, ma per il momento non ho trovato nulla di scritto da leggere. Da quanto trapela, parrebbe
non trattarsi di una liberalizzazione senza regole degli accessi ai wi-fi negli esercizi pubblici, bensì della eliminazione del-
l’obbligo burocratico di licenza e della nuova forma di autenticazione mediante sms/sim telefonica. Dunque, fanno un po’
sorridere i wishfulthinking di certa stampa che ha esultato per il «liberi tutti», non credo proprio si tratterà di questo. E
non mi piace l’idea di un accesso del tutto anonimo e incontrollato alle reti wireless. Come Istituto Italiano per la Privacy
abbiamo scritto una bozza di proposta di legge sul wi-fi, che non mira ad abrogare tout court l’Articolo 7 del Decreto Pi-
sanu, ma lo trasforma: togliendo inutili burocrazie e imponendo la dotazione di misure di sicurezza tecnologiche (pas-
sword per protezione dall’accesso abusivo, antivirus e firewall) ai gestori dei punti d’accesso. Non ci convince l’autentica-
zione mediante sim telefonica, perché significa agevolare solo chi sia dotato di cellulare con operatore mobile (e presumibil-
mente soltanto nazionale) e costringere i gestori a dotarsi di apparecchiature per questa interfaccia. Il problema dell’identi-
ficazione di chi commette cosa on line è tuttavia reale: il terrorismo e la pedopornografia, così come le frodi e i furti di iden-
tità sono diffusi, dolorosi e orribili. Non convince la carta d’identità elettronica contenuta nel pacchetto sicurezza, a tale
proposito: la soluzione va invece ricercata a livello europeo e internazionale, rivedendo le direttive e-privacy ed e-signatu-
re e arrivando ad un sistema di «identità digitale» riconosciuto su internet ovunque e anche dalle PA dei diversi Paesi. Un
siffatto sistema consentirebbe l’anonimato protetto: l’utente naviga sotto pseudonimo, ma se commette illeciti la magistra-
tura può smascherarlo con certezza. La carta d’identità elettronica, invece, sembra ancora appartenere ad un mondo digita-
le, sì, ma ancora troppo off line.

C’è il rischio di essere «spiati»?

Il rischio c’è. È fondamentale limitare allo stretto indispensabile le intercettazioni, nel rispetto del vigente Codice di Proce-
dura Penale ed eventualmente con inasprimenti sanzionatori per chi viola le regole e «pesca a strascico»: l’intercettazione è
mezzo di ricerca della prova per reati gravi, non mezzo di ricerca della notizia di reato. Poi bisogna proteggere le reti wire-
less, anche quelle private, con misure e accorgimenti di sicurezza, per evitare wardriving (cioè sfruttamento e captazione
dei dati veicolati attraverso connessioni senza fili non protette), da parte di sconosciuti o di aziende che fanno passare le lo-
ro auto per «profilarci». Però teniamo a mente una cosa, prima di esaltare le Nazioni straniere che non controllano affatto
l’identità di chi accede a internet tramite wi-fi pubbliche: spesso sono proprio quegli Stati nei quali, è vero, non ci chiedono
il documento prima di navigare, ma poi filtrano e analizzano i contenuti delle nostre comunicazioni con grande facilità,
magari senza ordine del magistrato o con ordini generali e indeterminati, che consentono al potere esecutivo di sapere tutto
di noi. A volte, questo accade persino con alleanze tra Governi e aziende. Meglio identificarsi prima ma non essere spiati
poi, piuttosto che il contrario.
(a cura di) Antonio Picasso
72 Rivista Militare

risponde alla richiesta di ogni cittadi-


no di «vivere una vita tranquilla». Da
qui la conclusione per cui i fenomeni
di micro e macro sicurezza sono co-
munque intrecciati. L’individuo vuo-
le sentirsi sia protetto dall’aggressio-
ne dello scippatore, sia immune dal
rischio attentati.
Detto questo, le tecnologie sempre
più avanzate alle quali affidiamo la
nostra sicurezza sono un’ulteriore
fonte di complessità. Aumentano la
possibilità che all’interno del siste-
ma si manifestino catene di effetti
negativi, senza contare come le stes-
se tecnologie possano essere perce-
pite dai cittadini come una forma di
controllo invasiva o persino alla
stregua di nuovi pericoli.
La percezione del rischio, quindi, è
oggetto di un incessante mutamento
L’11 settembre 2001, osservando il Per fare solo un esempio, l’Azienda che ridefinisce dinamicamente i con-
World Trade Center di New York che Tranviaria milanese (ATM), negli ul- fini delle nostre paure e le risorse
crollava sotto gli attacchi di al-Qae- timi tre anni, ha investito 10 milioni necessarie ad affrontarle, determi-
da, tutti noi ci siamo sentiti, in un di euro per l’installazione e la manu- nando quali siano i livelli di accetta-
certo senso, in pericolo. A un livello tenzione di circa 3mila telecamere di- bilità di nuove tecnologie e procedu-
psicologico, individuale, non si può stribuite in tutta la rete metropolitana re d’intervento. È, dunque, illusorio
nascondere l’insinuarsi di un senso del capoluogo lombardo. Questo in- pensare che la proliferazione di tec-
di vulnerabilità prima poco familia- tervento, simile a tanti altri realizzati nologie, senza un’adeguata analisi
re al mondo occidentale. Con l’av- in Italia e all’estero, è finalizzato alla delle modalità in cui esse sono ac-
vento del terrorismo jihadista in prevenzione di eventuali attività ter- colte e fatte proprie dagli abitanti
Occidente, la società civile è stata roristiche. D’altra parte, costituisce delle città, possa liberarci dal rischio
investita da un sentimento di fragi- un servizio utile per il controllo di e garantirci una sicurezza illimitata.
lità. È stata assunta la consapevo- tutte le devianze criminogene. Di Nel primo semestre dello scorso an-
lezza di una minaccia possibile. Noi conseguenza, possiamo dire che cor- no - secondo le prime elaborazioni
sappiamo che questa, nella persona
dello shahid (martire), è pronta al-
l’estremo sacrificio, pur di raggiun-
gere il proprio obiettivo. L’organiz-
zazione guidata da Osama bin La-
den è riuscita a condizionare la
quotidianità delle masse e dei sin-
goli. In ambito economico, sono
crollati i settori del turismo e dei
trasporti; in particolare aerei, treni e
servizi di comunicazione urbana.
Da allora le grandi città di tutto il
mondo hanno cercato di apportare
gli adeguati miglioramenti ai siste-
mi di controllo e di difesa della po-
polazione. Questi interventi hanno
richiesto un ulteriore dispiegamen-
to di risorse monetarie, umane e
tecnologiche dopo gli attentati di
Madrid (2004) e Londra (2005).
n. 3 - 2011 73

SICUREZZA: TRA PERCEZIONE E REALTÀ


I valori universali rappresentano l’orizzonte certo rispetto ad una società in continua evoluzione

Nella società globalizzata e interculturale, l’evoluzione delle relazioni pare dipanarsi con un andamento non li-
neare ma a cerchi concentrici intersecanti.
In tale complesso scenario, sempre più numerosi sono i fattori che determinano sia la natura che l’esito delle re-
lazioni stesse: cultura, religioni, andamento economico-finanziario, eventi catastrofici naturali, eventi collegati
ad atti terroristici, internet e mezzi di comunicazione sociale virtuale sempre più veloci e interattivi (da facebook
a youtube, da twitter ai vari forum per fare alcuni esempi).
La comunicazione e l’informazione diventano, quindi, le leve vincenti del secolo da muoversi, in mano ai centri
di potere (corporate, corpi sociali intermedi, lobbies) così come al singolo individuo.
Tutti possono conoscere tutto in poco tempo; certo si pone la questione che ruota attorno al senso dell’obiettivi-
tà, della chiarezza e dell’oggettività verificata delle informazioni divulgate.
In tale scenario, frammentato e sempre più, purtroppo, relativistico, gli elementi fondanti la società, come la sfe-
ra dei valori universali e di quelli legati all’uomo, subiscono contraccolpi da più parti, facendo diventare dila-
gante il senso di incertezza e paura.
La profonda crisi economica, che ha colpito il mondo recentemente a più ondate, le cui cause ed effetti non sono
ancora oggi chiari e definiti, ha posto con evidenza il tema della paura, della perdita di ogni riferimento certo,
mettendo a dura prova i vari sistemi sociali mondiali.
Da qui la lettura che viene data ad ogni accadimento può essere influenzata da tutti i fattori che entrano in gio-
co nelle stesse relazioni sociali contemporanee e dagli strumenti utilizzabili in esse (compreso Internet).
Uno degli aspetti «più sentito» dalla popolazione, non solo europea, è quello collegato alla sicurezza personale.
Gli atti di terrorismo, specialmente dopo l’11 settembre, pare abbiano diffuso una sorta di dicotomia tra realtà
ed immaginazione della stessa o, meglio, di percezione di questa sotto il profilo della sicurezza.
Eventi di microcriminalità, quando in regressione in taluni territori, paiono essere invece in aumento, percepen-
do in modo distorto l’entità e la sua diffusione; altri, invece, collegati alla macrocriminalità, quando episodici,
paiono invece essere percepiti come costanti e sempre più diffusi, quasi a sottostimare la forza di prevenzione e
repressione delle competenti autorità, che stanno dando sempre più esiti positivi su ogni fronte, soprattutto alla
lotta contro la criminalità organizzata interna ed internazionale.
L’immaginario individuale, talune volte, fa percepire quindi in modo differente la realtà, operando sul soggetto
una visione distorta rispetto all’effettivo «hic et nunc».
Mai, come oggi, sono richieste a gran voce dai cittadini figure come «il poliziotto di quartiere», la presenza di
Forze dell’Ordine e Forze Armate in certi territori a tutela dell’incolumità dei residenti o in talune zone impian-
tistiche, produttive o aree strategiche per il Paese.
La precarietà del lavoro, dell’economia, delle «tradizionali» certezze del passato, hanno superato i confini della
percezione «pura e semplice» per tramutarsi in paura nel futuro: poche speranze e un approccio subìto e non
vissuto del mondo che ci circonda.
Questo può ingenerare nell’individuo una certa indecisione sulle scelte da intraprendere per sè e per gli atri,
alimentando ancora di più il senso di precarietà e paura.
Per contrastare questo fenomeno possono essere utili modelli comportamentali e scuole di pensiero che anima-
no, per esempio, gli operatori della sicurezza, della protezione civile, delle stesse Forze Armate o ancora, del
volontariato, che si fondano su un forte e consolidato radicamento a valori ben definiti, tramandati da genera-
zione in generazione.
In periodi di forte dinamismo e passaggi epocali, l’aver un orizzonte personale di sicuro riferimento, fa perse-
guire all’individuo un cammino certo e poco soggetto a incertezze, nonostante difficoltà e prove.
Non si tratta solo di una tensione valoriale, morale ed escatologica, ma di un modo differente di percepire e vi-
vere la realtà, oggettivamente, «fotografando» gli eventi e non teorizzandoli.
Abnegazione, sacrificio, senso della Patria, altruismo, solidarietà, solo per fare alcuni esempi, se vissuti e non
solo pensati, sono «buoni» veicoli per superare paure e timori nei confronti di uno scenario che è sì in evoluzio-
ne, ma non incerto.
Ovviamente tutto ciò non rappresenta la panacea di ogni male, ma un patrimonio individuale che fa la differen-
za in questi periodi di cambiamenti repentini.
Non solo: l’individuo, soprattutto oggi, si sente solo di fronte allo svolgersi del reale; il senso di comunità, la
partecipazione attiva ad ogni sfera del quotidiano, mettendosi direttamente in gioco, fortificano, invece, il senso
di appartenenza, facendo venir meno ogni immaginario e percezione collegata all’isolamento e, quindi, all’in-
certezza possibile rispetto al futuro.
Si tratta, quindi, di recuperare in ogni ambito educativo, formativo e addestrativo quell’insieme di valori uni-
versali che fanno parte dello stesso individuo e che contribuiscono a definire, rispetto a ognuno e alle singole
potenzialità, la propria mission nella vita come nel lavoro.
Ciò non toglie il senso di precarietà di fronte a eventi drammatici o nei confronti di un immaginario teso all’in-
certezza dovuta a un concatenarsi particolare di taluni eventi che scuotono interiormente l’individuo, ma certa-
mente ne indirizzano l’azione verso il reale, in modo più determinato e concreto possibile.
Fabrizio Pizzamiglio
Giornalista
74 Rivista Militare

fornite dal Ministero dell’Interno - si il mantenimento della propria integrità soggetti, dall’individuo ai massimi
sono registrati in totale un milione e territoriale, della propria indipendenza vertici istituzionali.
297mila reati, con una riduzione di e della sua stessa sopravvivenza». A
oltre il 6% rispetto all’anno preceden- questo proposito, bisogna sottoli- LA SICUREZZA
te. Dall’altro lato gli arresti sono saliti neare il concetto di «cultura della si- NELLA SOCIETÀ CIVILE
di quasi il 5 per cento. Un processo di curezza», citata dal Sottosegretario
contrazione peraltro iniziato già nel alla Presidenza del Consiglio dei È ancora il Professor Lombardi a
2008 - all’epoca del precedente Ese- Ministri, Gianni Letta. «La nozione di spiegare le necessità espresse dal
cutivo - quando il complesso dei de- sistema costituisce la chiave interpreta- singolo cittadino. «Abbiamo parlato
litti era calato dell’8% dopo aver su- tiva per l’attuazione della nuova disci- del desiderio di ognuno di vivere sere-
perato il milione e mezzo nel 2007. plina (Legge 3 agosto 2007, n. 124, “Si- namente in una condizione di sicurez-
Nell’ultimo documento sulla Natio- stema di informazione per la sicurezza za, per sé e per il proprio nucleo fami-
nal Strategy for Homeland Security, della Repubblica e nuova disciplina del liare». Superando questa esigenza
redatto dal Dipartimento per l’Ho- segreto”, ndr): fare sistema significa, in primaria, la dimensione economica
meland Security degli Stati Uniti, si questo caso, saper diminuire la separa- costituisce il secondo step di sicu-
legge che «la sicurezza nazionale è tezza tra i diversi apparati, coordinan- rezza che deve essere mantenuto
uno sforzo concertato per prevenire at- done il funzionamento senza pregiudi- solido e, soprattutto, dev’essere di-
tacchi terroristici, ridurre la vulnerabi- care la riservatezza che è condizione ir- feso. La preservazione del patrimo-
lità statunitense nei confronti del terro- rinunciabile di successo». A giudizio nio è prioritaria per qualsiasi padre
rismo, minimizzare i danni e favorire la dell’On. Letta, un accettabile livello di famiglia.
ripresa in caso di eventuali attacchi». di sicurezza nasce come risultato «Quello della protezione e dell’auto
Recentemente anche la Corte Costi- della sinergia tra tutte le componen- protezione costituisce un nodo cruciale
tuzionale italiana ha fatto appello al ti che costituiscono lo Stato come nel rapporto fra le Istituzioni e il citta-
«supremo interesse della sicurezza del istituzione, ma anche come soggetto dino», spiega Lombardi. Nel caso in
Paese, nella sua personalità internazio- collettivo. Fare «cultura della sicu- cui le prime non siano in grado di
nale e in qualità di Stato-comunità, per rezza» significa coinvolgere tutti i garantire un servizio collettivo di si-
n. 3 - 2011 75

curezza, il cittadino è portato ad fronte a una situazione a macchia di individuare quattro soggetti che
adottare iniziative autonome per la leopardo, non è possibile definire hanno una sensibile capacità di pe-
difesa dei propri spazi vitali. I casi una politica di pronto intervento netrazione nel cuore dell’opinione
estremi sono quelli in cui gli indivi- che sia multitasking e adattabile a pubblica e quindi dei singoli citta-
dui ricorrono a una giustizia e a mi- tutte le realtà del Paese. Inoltre, ai dini. Le Forze dell’Ordine, le Forze
sure di sicurezza indipendenti da casi di sicurezza ordinaria, bisogna Armate, la Chiesa cattolica e la
quelle delle Istituzioni statali. aggiungere quelli di emergenza. Protezione Civile sono riuscite a
«Tuttavia, per quanto riguarda l’Italia Andando a ritroso, in questi ultimi trasmettere sicurezza nella società
non si può fare un ragionamento con- due anni, l’Italia è stata soggetta ad italiana, ciascuna con modalità e in
centrato unicamente sulla sicurezza nel- una serie di alluvioni, smottamenti contesti sempre differenti. Le pri-
le strade, piuttosto che di carattere me- e terremoti, che hanno devastato, in me due a livello istituzionale e
ramente politico. Il nostro Paese deve af- modo più o meno grave, alcune concentrate nell’ambito della giu-
frontare criticità di ogni genere: da quel- specifiche regioni. Le conseguenze e stizia e della difesa. La terza sulla
le ambientali ad altre di stampo pretta- le modalità di intervento sono state base di una tradizione morale che
mente criminale». A questo bisogna diverse. Inoltre, l’opinione pubblica lo Stato unitario le ha riconosciuto,
sommare fenomeni tangenziali alla ha reagito in modo altrettanto diso- in continuità con i precedenti stori-
questione della sicurezza, per esem- mogeneo. L’evento «Terremoto ci. La quarta, infine, può essere
pio i flussi migratori, che però costi- Abruzzo 2009» è apparso esemplifi- considerata una new entry e oggi
tuiscono potenziali elementi di squi- cativo per come la macchina dello rappresenta la dimostrazione con-
librio in seno alla società. «A prima Stato sia intervenuta in modo siste- creta della predisposizione colletti-
vista, data l’eterogeneità dei problemi, matico, cercando di rispondere alla va alle attività di volontariato da
sembra quasi impossibile progettare una crisi nel più breve tempo possibile. parte della cittadinanza italiana.
strategia di lungo periodo per quanto ri- «Gli organi che fanno riferimento ai Questi quattro soggetti si muovo-
guarda la sicurezza nazionale». Ministeri dell’Interno e della Difesa so- no all’insegna della solidarietà e
Basti pensare alla morfologia del no riusciti anche in questa impresa», sono presenti in modo capillare in
territorio per cogliere immediata- commenta Lombardi. tutto il territorio.
mente le innumerevoli problemati- Una caratteristica peculiare delle Isti- «Dobbiamo tener presente che solo 10
che che possono interessarci. Il Friu- tuzioni rappresentative della sicurez- comuni italiani superano i 500 mila
li presenta una serie di criticità com- za in Italia è la solidarietà. «Coloro che abitanti», aggiunge il professore del-
pletamente diverse da quelle della forniscono protezione mostrano un atteg- la Cattolica. «In questa categoria rien-
Sardegna. Le esigenze di sicurezza giamento di condivisione delle vicissitu- trano anche le aree metropolitane. Qui
nutrite dai cittadini di queste due dini, quindi di sostegno morale e fisico le esigenze e la sicurezza della popola-
regioni, prese unicamente a titolo di nei confronti della cittadinanza». zione sono di responsabilità di autorità
esempio, sono lontane fra loro. Di Nel contesto nazionale, possiamo dotate di poteri di grande portata».
Diverso è il caso dei Paesi di dimen-
sioni ridotte. Nella fattispecie, la
presenza dei soggetti sopra citati ri-
sulta essere positiva e sufficiente.
Il cittadino si sente sicuro per la ca-
pillare presenza delle Forze dell’Or-
dine e delle Forze Armate dispiegate
in supporto. Sa che può rivolgersi al-
la parrocchia in caso versasse in diffi-
coltà economiche e morali. È sicuro
che la cittadinanza interverrebbe a
suo sostegno, attraverso il Municipio
e la Protezione Civile. Tanto più se
egli stesso presta servizio volontario
in questa ultima Istituzione. Questo è
un esempio positivo di «cultura della
sicurezza».

Antonio Picasso
Giornalista,
Esperto di Relazioni Internazionali
76 Rivista Militare

DALLA DRÔLE DE GUERRE


ALLA SECONDA GUERRA
MONDIALE
1° SETTEMBRE 1939 - 10 GIUGNO 1940
PRECEDENTI E SVILUPPI A CARATTERE POLITICO–DIPLOMATICO E MILITARE

Lungo il confine franco-tedesco, c’è quista di una parte della Polonia, 1° settembre 1939. Soldati tedeschi mentre
un periodo della Seconda Guerra iniziata il 1° settembre 1939, per ot- rimuovono una sbarra di confine con la Po-
lonia.
Mondiale, a cavallo fra il settembre to mesi i due schieramenti terrestri
1939 e il maggio 1940, che sembra in guerra si scambiarono solo qual-
essere caduto nell’oblio, travolto dai che colpo di cannone e qualche
tragici, devastanti avvenimenti che duello aereo fra aerei da caccia. mitata e atipica fase delle operazioni
ne seguirono. Fra i belligeranti non vi fu una vera sul Fronte occidentale vissuta da due
Nonostante la guerra dichiarata da guerra ma una «Drôle de guerre» o Eserciti che non volevano impegnarsi
Francia e Gran Bretagna contro la «Guerra buffa» come è passata alla con le armi. Prima di ricordare quel
Germania dopo l’invasione e la con- storia. Essa ha rappresentato una li- periodo particolare della Seconda
n. 3 - 2011 77

Guerra Mondiale ritengo opportuno


esporre, in stretta sintesi, gli sviluppi
di carattere politico-diplomatico, eco-
nomico e militare che portarono alla
fase della «Drôle de guerre».
Il Trattato di Versailles del 28 giu-
gno 1919 impose alla Germania una
serie estesa di cessioni a carattere
territoriale, onerosi risarcimenti
economico-finanziari e stretti vinco-
li nella sfera politico-diplomatica,
nonché pesanti limitazioni nel setto-
re industriale-militare. I governi al-
leati vincitori, in particolare Francia
e Gran Bretagna, non concordarono
completamente, sia in fase prelimi-
nare, sia in quella attuativa, sull’ap-
plicazione assoluta e integrale delle
norme del Trattato negli anni che
seguirono la pace europea.
La Francia, memore degli immensi Conferenza di Monaco (29-30 settembre orientale, lo «spazio vitale» (Leben-
sacrifici umani sostenuti, delle de- 1938). Il Primo Ministro di Gran Bretagna sraum), che era stato tolto alla Ger-
Chamberlain, il Primo Ministro francese Da-
vastazioni subite, dilaniata interna- ladier, Hitler, Mussolini e Ciano. mania a favore dei popoli slavi: il
mente da crisi e dissensi politici e riarmo e il ricongiungimento delle
civili, pretendeva l’applicazione dei genti tedesche al Terzo Reich.
vincoli del Trattato senza alcuna ec- Per avere mano libera a realizzare il
cezione e attenuazione, ossessionata caduta anche come potenza colo- suo «programma di rigenerazione»,
dalle esigenze di sicurezza naziona- niale, alle prese con sollevazioni in- Hitler, nell’ottobre del 1933, ritirò la
le sui suoi confini orientali. terne e governi che si succedevano Germania dalla Società delle Nazio-
La Gran Bretagna, grande potenza a ritmi inaccettabili, sotto il profilo ni provocando un’ulteriore tensione
coloniale, non vedeva invece di istituzionale, era alla ricerca affan- internazionale. Con tale clamorosa
buon occhio l’indebolimento ecces- nosa di una nuova identità, comun- decisione aprì la strada al riarmo e
sivo, sul piano economico e finan- que sempre nel solco delle tradizio- fu il primo grave rifiuto tedesco al-
ziario, della Germania perché, tra ni che l’avevano vista primeggiare l’assetto stabilito dal Trattato di Ver-
l’altro, era preoccupata del manteni- e affermarsi come potenza conti- sailles che aveva previsto una Ger-
mento dei suoi primati commerciali nentale. Il popolo tedesco, profon- mania dotata di una forza militare
e marittimi, in particolare, per damente deluso e oppresso dalle molto ridotta. Per avere frontiere si-
quanto riguardava le esportazioni e condizioni e limitazioni imposte cure a est, il 26 gennaio 1934, Hitler
la movimentazioni delle merci; una dal Trattato, pur insofferente al firmò un trattato di non aggressione
Germania ridimensionata indu- traumatico avvicendarsi dei vari con la Polonia e un anno dopo un
strialmente non poteva infatti sod- governi della Repubblica di Wei- patto navale con l’Inghilterra. Vale
disfare appieno le sue primarie esi- mar, si inaspriva e covava nel pro- la pena di ricordare che, quando nel
genze nazionali. fondo il sentimento della rivincita. gennaio del 1933 Adolf Hitler assun-
In questo quadro di estrema insta- se la carica di Cancelliere, si trovò a
bilità e insicurezza interna fece la disposizione le Forze Armate più
L’AVVENTO AL POTERE sua apparizione Hitler che, dopo moderne, più organizzate e più ad-
DI HITLER alterne vicissitudini anche cruente destrate di quei tempi. L’artefice di
e tentativi frustati, prese il potere questa straordinaria opera fu il Feld-
La Germania, vinta ma non sconfit- nel gennaio 1933. maresciallo Hans von Seeckt che for-
ta, secondo il pensiero di alcuni Con l’avvento al potere di Hitler la giò uno strumento operativo - la
storici, non si rassegnò al nuovo politica estera della Germania subì «Reichswehr» - una potente e flessibi-
«status». Umiliata, per la perdita una svolta pericolosa in quanto il re- le Forza Armata, dotata di concezio-
dei territori orientali, un tempo te- gime nazista si era prefissato di con- ni strategiche e tattiche all’avanguar-
deschi, a favore dei nuovi Stati del- seguire due obiettivi prima di realiz- dia rispetto a tutti gli Eserciti euro-
la Polonia e Cecoslovacchia, e de- zare, a spese dei popoli dell’Europa pei allora esistenti.
78 Rivista Militare

Si può ritenere che la strategia e le etiopica, il 7 marzo 1936, occupava dei Sudeti (popolazione di etnia te-
tattiche adottate nel corso delle militarmente tutta la Renania, zona desca), che venne immediatamente
campagne del 1939 - 1940 - specie che doveva rimanere smilitarizzata annesso alla Germania nell’ottobre
quelle relative alla stretta coopera- come previsto dal Trattato di Ver- del 1938. Alcuni mesi dopo, nel
zione tra formazioni corazzate spin- sailles e, successivamente, dal Patto marzo del 1939, il Terzo Reich occu-
te in profondità ed aerei - derivaro- di Locarno. pava la Cecoslovacchia e proclama-
no in larga misura da quelle elabo- Dinanzi alla cecità delle Nazioni e va il Protettorato di Boemia e Mora-
rate dal Truppenamt (Stato Maggio- all’atteggiamento benevolo, quasi di via. Questi nefasti avvenimenti di-
re tedesco) durante gli anni Venti accomodamento dei governi demo- mostrarono l’incapacità dell’Inghil-
(impiego massiccio di forze coraz- cratici, Hitler, senza incontrare op- terra e della Francia di reagire alla
zate e di fanterie motorizzate ap- posizione, l’11 marzo 1938, effettua- violenza nazista e il completo falli-
poggiate da vicino da forze aeree, va l’Anschluss e si annetteva così mento della politica di «Appease-
impiego di reparti paracadutisti ol- l’Austria. Inghilterra e Francia pro- ment» degli anglo-francesi. Incapa-
tre le linee nemiche, largo impiego testarono ma rimasero inerti di cità politica e diplomatica che Hitler
seppe sfruttare abilmente occupan-
do prima la Cecoslovacchia e poi la
Polonia (1° settembre 1939).
Hitler, dopo aver riportato la Ger-
mania su una posizione importante
sulla scena mondiale, si mosse per
conseguire il suo obiettivo finale: il
24 ottobre 1938, il Ministro degli
esteri von Ribbentrop chiedeva al-
l’Ambasciatore polacco a Berlino
che la Polonia consentisse la «rian-
nessione di Danzica al Reich» e
l’autorizzazione a costruire una
strada e una linea ferroviaria attra-
verso il «corridoio polacco» per
collegarsi con la Prussia. Il 21 mar-
zo 1939 i polacchi respingevano le
richieste del governo tedesco, po-
chi giorni dopo Hitler dava ordini
al Comando Supremo di elaborare
Seconda Guerra Mondiale - Fronte occiden- fronte alle mire di espansione del un piano per l’invasione della Po-
tale. Genieri italiani rafforzano la strada al dittatore nazista. lonia e il 23 marzo, per dimostrare
Colle della Maddalena.
le sue intenzioni, le truppe tede-
sche occupavano il porto di Memel
LA CONFERENZA DI MONACO in territorio lituano, sito al confine
di apparati radio, telescriventi, ae- con la Polonia.
rei da collegamento). Dopo l’annessione dell’Austria, per In presenza di ulteriori atteggia-
La Francia, preoccupata dalle inizia- frenare i venti di guerra e per tratta- menti aggressivi della Germania,
tive bellicose di Hitler, per rafforza- re con Berlino, che aveva dato inizio la Gran Bretagna, il 27 marzo 1939,
re la sua sicurezza concluse alleanze a un’offensiva diplomatica contro la stipulava con la Polonia un accor-
con il Belgio, la Polonia e la Russia. Cecoslovacchia, su iniziativa di do segreto di assistenza ove si pre-
Fu una sfida aperta alla Germania Mussolini, d’intesa con Francia e In- cisava che se la Polonia fosse stata
che mise in serio pericolo il sistema ghilterra, fu organizzata una Confe- attaccata dai tedeschi la Gran Bre-
di sicurezza europeo già molto fra- renza a Monaco. La Conferenza di tagna avrebbe «impiegato tutte le
gile a causa di un’Europa disunita e Monaco (29-30 settembre 1938), che sue forze e risorse per fornire assisten-
incerta sui provvedimenti da pren- si tenne fra i Capi di governo di za». L’accordo fu reso pubblico il
dere nei confronti della Germania Gran Bretagna, Francia, Germania e 31 marzo. Oltre alla Polonia, la
nazista che diventava ogni giorno Italia, si concluse con l’Accordo di Gran Bretagna accordava la sua as-
più forte. In questo clima, Hitler, Monaco che portò all’annessione di sistenza alla Romania e alla Grecia
approfittando della debolezza delle una porzione di territorio cecoslo- (13 aprile) e alla Turchia (12 mag-
potenze democratiche e della crisi vacco allo Stato tedesco, il territorio gio) specificando che avrebbe ono-
n. 3 - 2011 79

rato i suoi impegni. Mentre avve- 1° SETTEMBRE 1939: e Inghilterra dichiaravano la mobili-
nivano quegli avvenimenti, il 3 SCOPPIA LA SECONDA tazione generale, mentre Olanda,
aprile, Hitler ordinava al Generale GUERRA MONDIALE Belgio e Svizzera dichiaravano la lo-
Keitel, Capo di Stato Maggiore ro neutralità. Dopo aver invano invi-
della Wehrmacht, di preparare il Le conseguenze del patto Germa- tato a ritirare le forze tedesche di in-
«Piano Bianco» per l’invasione del- nia-URSS furono devastanti. Rassi- vasione, domenica 3 settembre, per
la Polonia a partire dal 1° settem- curate a oriente dal patto di intesa mantenere fede all’impegno contrat-
bre 1939. con la Russia e, quindi, libere dal to in precedenza con la Polonia,
L’Italia, dopo una serie di incontri pericolo di una guerra su due fronti, Francia e Inghilterra dichiaravano
con i tedeschi, il 22 maggio 1939, fir- occidentale e orientale, come era ro- guerra alla Germania ma non alla
mava a Berlino un Trattato di alle- vinosamente avvenuto per la Ger- Russia che era alleata della Germa-
anza militare, il Patto d’Acciaio, for- mania nel Primo conflitto mondiale, nia, e che si spartirà con i tedeschi la
malmente dal contenuto spiccata- il 1° settembre 1939 le truppe tede- Polonia come previsto dagli accordi
mente offensivo, con il quale Mus- sche, senza dichiarare guerra, attra- del 23 agosto. Iniziava così un’altra
solini si schierava a fianco della
Germania, patto che segnò il princi-
pio della fine di entrambe le due
dittature.
Durante la lunga estate del 1939 vi
furono intense trattative: i Capi di
governo e i diplomatici non fecero
altro che bluffare, in particolare Hi-
tler, blandire, minacciare, consultar-
si e contrattare; la posta in gioco era
altissima, la tensione enorme. Poi si
verificò lo «Shock» diplomatico che
paralizzò gli Stati occidentali: la de-
cisione della Russia sovietica di ac-
cordarsi con la Germania nazista
pose in essere uno dei più clamorosi
rovesciamenti di alleanze.
Dopo la decisione della Gran Breta-
gna di assistere la Polonia, anche i
francesi assicuravano il proprio so-
stegno militare al popolo polacco in Seconda Guerra Mondiale - Fronte occiden- guerra europea che dopo pochi mesi
caso di aggressione tedesca. tale. Salmerie italiane in marcia verso il sarebbe diventata mondiale. Il 7 set-
confine italo-francese.
Deciso a evitare la guerra su due tembre l’Inghilterra decideva di dare
fronti, Hitler, dopo intense trattati- inizio al blocco economico totale ver-
ve segrete con la Russia, il 23 agosto so la Germania.
1939, stipulava a Mosca un patto se- versavano la frontiera polacca e in- Il mattino del 9 settembre 1939, du-
greto di «alleanza e di non aggressio- vadevano, con una violenza inaudi- rante l’invasione della Polonia, Hi-
ne» tra Germania e URSS che decre- ta, la Polonia. Con questo atto ini- tler diramava una dichiarazione spe-
tava l’atto di morte anticipato del- ziava la guerra tedesca-polacca che cificando che «la Polonia non doveva
l’indipendenza polacca e la defini- nel giro di pochi giorni diventava essere ricostruita, e che la Germania de-
zione con l’alleato sovietico di zone una guerra europea: Germania con- siderava la pace e non aveva nessuna ri-
di interesse delle rispettive Nazioni tro Inghilterra, Francia e Polonia. vendicazione nei confronti della Francia
in Europa orientale. Due Armate germaniche (62 Divisio- e Inghilterra». Spettava al Primo Mi-
Il 25 agosto, Mussolini, venuto a co- ni, delle quali 6 corazzate e 10 moto- nistro Neville Chamberlain decidere
noscenza del patto di alleanza fir- rizzate appoggiate da 1 300 caccia- se continuare la guerra o giungere a
mato tra Russia e Germania, infor- bombardieri) aggredivano, mediante un accordo. In Gran Bretagna le pro-
mava Hitler che l’Italia, pur rispet- una battaglia di accerchiamento, le poste di pace di Hitler erano inaccet-
tando il Patto di Acciaio sottoscritto deboli forze polacche, prive di Divi- tabili e vennero respinte.
a Berlino nel maggio 1939, non era sioni corazzate e male equipaggiate, Il Primo Ministro francese Édouard
pronta, per il momento, a prendere che nel giro di pochi giorni vennero Daladier rispondeva a Hitler che
parte ad operazioni belliche. semidistrutte. Il 1° settembre Francia «noi abbiamo le armi contro l’aggressio-
80 Rivista Militare

ne e le deporremo solo quando avremo la lezze venute alla luce sul campo di re francese non aveva aggiornato i
garanzia di una sicurezza che non sia battaglia e per verificare dal vivo le procedimenti strategici e tattici esi-
messa in questione ogni sei mesi». A nuove tattiche di combattimento. stenti nel 1918 e continuava a ritene-
metà settembre, il governo inglese, re, specie negli alti gradi, molto
inviava in Francia un primo contin- avanti negli anni, che la difesa fosse
gente del Corpo di Spedizione forte LA DRÔLE DE GUERRE intrinsecamente superiore all’attac-
di 160 000 uomini pronto a interve- co. La «Drôle de guerre» («la guerra
nire in caso di un attacco tedesco. Durante questo travagliato periodo buffa» così chiamata dai francesi),
Il 17 settembre, alle 6 di mattina, la politica della Francia e della Gran «la guerra seduta» (la Sitzkrieg chia-
l’Armata Rossa attraversava il confi- Bretagna fu contraddistinta dal cli- mata dai tedeschi), in Italia chiamata
ne orientale e attaccava la Polonia ma «dell’Appeasement» (di accordo o «guerra fittizia», mentre per i polac-
già stremata dalla guerra lampo dei riappacificazione) e condizionata chi era la «Dziwna wojna» (la guerra
tedeschi. I resti dell’Esercito polacco, dalla esiziale debolezza dello stru- strana), è da inquadrare nel contesto
che erano riusciti a ripiegare verso mento militare che vincolava i due sopra delineato.
est, per sfuggire alla pressione tede- alleati a intraprendere offensive ter- A ovest, i francesi e gli inglesi, dopo
sca, si trovarono a dover combattere restri. In Francia, alle prese con pro- aver mobilitato, non avevano inten-
contro i russi. L’Armata Rossa in- blemi interni di carattere politico zione di muovere contro la linea
contrò scarsa resistenza e, in pochi (antimilitarismo e scandali) e civile «Siegfried». Essi rimasero nelle loro
giorni di lotta, fu occupato tutto il (scontri tra opposte fazioni, solleva- trincee, spettatori della sconfitta del
territorio previsto dagli accordi sti- zioni e proliferazione di scioperi), la loro alleato polacco che chiedeva di-
pulati a Mosca il 23 agosto. In que- gerarchia militare era profondamen- speratamente di muovere in suo
aiuto.
L’opinione pubblica francese e in-
glese erano molto contrarie a inizia-
re un’altra guerra essendo ancora
vivo il ricordo del Primo conflitto
mondiale.
All’inizio delle ostilità, dietro alla li-
nea «Maginot» erano schierate circa
70 Divisioni francesi cui si aggiunse,
verso la fine di settembre, un Corpo
di Spedizione Britannico (B.E.F.),
forte di oltre 160 000 uomini, invia-
to a presidiare la frontiera franco-
belga (nei primi mesi del 1940 rag-
giungerà la forza di quasi 400 000
soldati). Lungo la linea «Siegfried»,
contrapposta in parte alla «Magi-
not», ancora carente sotto il profilo
sto scenario di violenza brutale, ri- Seconda Guerra Mondiale - Fronte occiden- dell’efficienza e dell’azione di arre-
cordo che Stalin fu il responsabile tale. Un reparto di fanti italiani rimuove i sto, la difesa era garantita da un nu-
detriti di una frana di terra sulla strada del
diretto dei gravissimi massacri com- Piccolo San Bernardo. mero limitato di grandi unità di 2a
piuti nei confronti di 21 857 fra Uffi- linea non ancora adeguatamente
ciali e civili polacchi (eccidio di Ka- addestrate e senza la disponibilità
tyn) uccisi nella foresta di Katyn di riserve ai vari livelli. Per com-
(Polonia) fra il 3 aprile e la fine di te influenzata dalle ormai superate prendere come era lo scenario di al-
maggio del 1940. Dopo il crollo della concezioni operative della vittoriosa lora riporto quanto espresso dallo
Polonia, il 30 settembre, il governo conclusione del Primo conflitto mon- storico inglese Arthur Koestler:
polacco si rifugiava in Inghilterra di- diale e ancorata a criteri e concetti «parlammo con molti soldati. Erano
retto dal Presidente Wladyslaw difensivi. Tale concezione si poggia- nauseati dalla guerra ancora prima che
Raczkiewicz, con il Generale Sikor- va sulla realizzazione della linea for- avesse avuto inizio ... volevano tornare
ski, Capo di Stato Maggiore. Per tificata «Maginot» - una corazzata a casa e non si curavano minimamente
l’Esercito tedesco la campagna di sulla terraferma come era definita a di Danzica e del corridoio.... Provavano
Polonia fu un test fondamentale per quei tempi - peraltro incompleta tra affetto per la Francia, ma non vero
porre rimedio ad alcune manchevo- Longwy e il mare. Il pensiero milita- amore; provavano risentimenti per Hi-
n. 3 - 2011 81

tler a causa di tutto lo scompiglio che


aveva creato, ma non vero odio. L’unica
cosa che realmente odiavano era l’idea
della guerra».
Il Comandante dell’Esercito france-
se, Generale Maurice Gamelin, pur
avendo una buona superiorità di
forze, ma preoccupato della reazio-
ne tedesca e convinto sostenitore di
una strategia difensiva da attuare
sulla linea fortificata «Maginot», si
limitò a effettuare delle azioni di ca-
rattere locale che portarono ad oc-
cupare qualche villaggio nel territo-
rio tedesco della Saar.
Dopo il crollo della Polonia, inglesi
e francesi, non erano più nelle con-
dizioni di effettuare un’efficace of- Seconda Guerra Mondiale - Fronte occiden- nico), vennero stroncate in poco più
fensiva contro la linea «Siegfried», tale. Una compagnia mortai italiana in mar- di due settimane; ma questo straor-
cia oltre il confine nella zona di Lanslebourg
ora presidiata dal grosso dell’Eser- (Savoia). dinario e inaspettato epilogo rap-
cito tedesco recuperato dal fronte presenta un altro capitolo del più
orientale. Infatti, a metà di ottobre, ampio evento che fu la Seconda
dopo aver concentrato le Armate Guerra Mondiale.
sul Fronte occidentale, la Germania terra, mentre l’aviazione tedesca
si riprese quelle modeste posizioni lanciava sui paesi e sulle città mi- Tullio Vidulich
perdute mentre l’Esercito francese gliaia di manifestini per spiegare ai Generale di Brigata (ris.)
si ritirava nottetempo dietro alla li- francesi che la Germania non voleva
nea «Maginot» (una robusta linea la guerra con la Francia.
fortificata in cemento armato, lunga Sino al 10 maggio 1940, i due con- BIBLIOGRAFIA
centinaia di chilometri, costruita tra tendenti, in quella fascia di territo-
gli anni 1928-1935), senza contrasta- rio, si limitarono a effettuare delle Guido Gigli, «La Seconda Guerra Mon-
re l’avversario. Dopo aver ceduto ai schermaglie locali alle quali voluta- diale», Bari, Editori Laterza, 1964;
tedeschi quei piccoli tratti di territo- mente - per opposte ragioni e con- Shirer William, «Storia del Terzo
rio in precedenza conquistati, sul vinzioni - non si rispondeva. Anche Reich», Milano, Einaudi, 1962;
confine franco-tedesco, la «guerra l’aviazione si astenne da operazioni Ciano Galeazzo, «Diario (1937-1943)»,
buffa» o «strana guerra», come la importanti: solo qualche combatti- Milano, Rizzoli, 1980;
denominavano i francesi, si limitava mento fra caccia, ma per evitare rea- Geoffrey P. Megargee, «Il Comando Su-
a qualche timida incursione e a spa- zioni avversarie, da parte dei fran- premo di Hitler», Gorizia, Libreria Edi-
rare qualche sporadico colpo di can- co-inglesi, non venne effettuata al- trice Goriziana, 2005;
none; i Comandi dei reparti aveva- cuna azione di bombardamento sul Gen. L. M. Chassin, «Storia Militare del-
no ricevuto l’ordine di non sparare territorio nemico. la Seconda Guerra Mondiale», Firenze,
per non provocare il nemico. In Francia, sul fronte franco-tede- Sansoni Editore, 1964;
Infuriava, invece, la guerra di pro- sco, nell’autunno del 1939, non si B. H. Liddell Hart, «Storia Militare della
paganda e psicologica, alimentata combatté una vera guerra ma bensì Seconda Guerra Mondiale», Milano, Ar-
dal dottor Goebbels e dai suoi esper- una guerra finta quasi tacitamente noldo Mondadori Editore, febbraio 1996;
ti. Sulla sponda tedesca del Reno, i concordata: ogni contendente cercò Indro Montanelli, Mario Cervi, «Storia
soldati tedeschi esponevano cartel- di equilibrare, con un costante fuo- d’Italia 1936 - 1943», Volume VIII, Mila-
loni con scritti in lingua francese del co di sbarramento «di parole», la no, RCS Libri S.p.A., Edizione speciale
seguente tenore: «Noi non vogliamo mancanza di proiettili che sparava per il Corriere della Sera, 2003;
fare la guerra ai francesi». Questo tipo contro l’altro. Piero Melograni, «La Seconda Guerra
di propaganda continuò per alcuni Il 10 maggio, alle ore 05.35, scattava Mondiale - Le cause della guerra»,
mesi. La radio tedesca svolgeva una il piano «Sichelschnitt» (in codice DVD, Rai - Trade, Cinecittà Luce, 2010;
sistematica propaganda attraverso «Colpo di falcetto») e le Forze Ar- Piero Melograni, «La Seconda Guerra
slogan che avevano lo scopo di crea- mate francesi, con il rinforzo del Mondiale - L’inizio del conflitto», DVD,
re dei contrasti tra Francia e Inghil- B.E.F. (Corpo di Spedizione Britan- Rai - Trade, Cinecittà Luce, 2010.
82 Rivista Militare

LA DIVISIONE
DI FANTERIA «ACQUI»
SULL’ISOLA DI CEFALONIA

Cosa avvenne a Cefalonia nel settembre del 1943? Una lotta pazzesca e delle coste sul versante occidentale:
inutile, così la definirono, tra l’altro, il Maresciallo Alexander e l’Ammi- basse, corrono con lunghe strisce
raglio Cunningham, inglesi. Undicimila Italiani contro duemila Tede- lungo il mare; l’attracco con mezzi
schi. Novemila morti. «A Cefalonia - scrive don Luigi Ghilardini, un te- da sbarco è facile, essendo favorito
stimone - nessuno scelse la morte per la morte. Sulla bilancia la decisione, tra l’altro da una discreta rete stra-
da una parte fu messo il ragionamento, dall’altra il peso dell’Onore. E dale che s’irradia verso l’interno.
questo fu troppo grande perché si decidesse altrimenti». Centri abitati degni di rilievo: Argo-
stoli e Luxuri, l’uno di fronte all’al-
tro sulle opposte estremità della
Cefalonia: 760 Kmq di superficie, aspetto presentano le coste orientali, grande baia di Argostoli.
280 Kmq di sviluppo costiero. L’iso- che scendono quasi a picco sul ma- Questa è l’antica «Kefallenia», che
la è percorsa in senso longitudinale re, ad eccezione di un tratto centra- significa appunto «isola elevata».
da catene montuose di natura carsi- le, dove il defluire montagnoso Cantata e maledetta, si erge nel
ca. Il terreno è aspro, brullo, rotto s’addolcisce nell’ampio bacino di mezzo del mitico mare di Ulisse,
da rapidi avvallamenti. Stesso Sami. Più confortevole è la vista circondata da isole cariche di leg-
n. 3 - 2011 83

genda e di storia: Santa Maura, Zan- «De sury», dai nomi dei diversi Co-
te, Itaca, l’arcipelago delle Echinadi. mandanti. Nel 1774 assume il nome
In quelle acque girovagò Telemaco di «reggimento del Chiablese», dal
in cerca del padre; vi sospirò, dal- Duca di Chiablese, fratello del Re
l’alto del monte Ermeo che domina Vittorio Amedeo III: è in questa cir-
Itaca, Penelope in angosciosa attesa costanza che nella Bandiera del reg-
dello sposo; si diedero battaglia i gimento viene introdotto lo stemma
Turchi e i Cristiani nella memorabi- del Chiablese, che diventerà poi
le battaglia di Lepanto. Cefalonia è quello della «Acqui». Nel 1796 il reg-
la più grande delle Isole jonie e con gimento passa alla Francia, accresce
queste essa fa da antemurale al con- il numero dei suoi effettivi, che re-
tinente greco, di cui praticamente cluta prevalentemente nella provin-
comanda l’accesso. Le chiavi di Co- cia di Alessandria. Di qui il suo no-
rinto - si diceva - sono a Cefalonia. me di «Brigata di Alessandria». Nel
Praticamente le chiavi della Grecia, 1821 la «Brigata di Alessandria» è
per l’ingresso da Occidente. Per sciolta in seguito ai moti rivoluzio-
questa sua funzione antemurale nari. Si scopre che alcuni Ufficiali
della Grecia, nel corso della storia, erano implicati. L’unità rivela già il
Cefalonia non fu dimenticata da suo caratterino, non è la solita Briga-
nessuno. Non la dimenticheranno ta sorniona; già manifesta nelle sue
gli Ateniesi e i Romani: il Console Sopra. arterie le prime tracce di quel «ma-
Marco Fulvio vi arrivò verso il 180 Benedetto di Savoia, Duca di Chiablese. le» nobile, che un giorno la sublime-
a.C. (verso la fine della guerra etoli- A destra.
ca) e impose alle quattro città che al- Il Generale di Divisione Antonio Gandin.
lora vi fiorivano di arrendersi senza
A sinistra.
condizioni. Tutte capitolarono, me- Le isole di Cefalonia e Itaca.
no una: Sami. Dopo un assedio di
quattro mesi, fu espugnata; la città
rasa al suolo, i suoi abitanti portati a
Roma e venduti come schiavi. Non dopo essere stata prelevata dal fron-
dimenticarono Cefalonia i Macedo- te occidentale dove aveva combat-
ni, i Bizantini, i Normanni, i Vene- tuto contro i Francesi in Val di Stu-
ziani, i Turchi. In tempi più recenti ra, tra il Colle della Maddalena,
vi furono anche Francesi e Inglesi. l’Argentera e i Bagni di Vinadio.
Infine, nel giugno 1941 vi giunsero Era la seconda volta che questa uni-
gli Italiani. Dallo Stato Maggiore tà piemontese, fondata da un Co-
italiano l’isola era considerata una lonnello dal cognome francese,
potente avanstruttura difensiva del combatteva contro i Francesi. La
lembo sud occidentale della peniso- prima volta fu nel settembre 1706,
la balcanica. dopo un brusco cambiamento di
La Divisione di fanteria «Acqui» fronte che ha inquietanti analogie
giunse a Cefalonia il 18 gennaio con quello di 237 anni dopo.
1943, proveniente da Corfù, dove La «Acqui» nacque nel 1703 come
aveva stazionato un anno e mezzo a Reggimento di Fanteria «Des Por-
curarsi le ferite contratte sul fronte tes», dal nome del Colonnello Gio-
greco, che erano gravi. I reggimenti vanni Ludovico Des Portes che lo rà e la perderà: un’accentuata pres-
fanteria 17° e 18° erano dissanguati. fondò. Era un reparto di formazione, sione patriottica. Verso la fine del
Il salasso era avvenuto nei settori di allestito in fretta e furia per tampo- 1821 l’unità è ricostituita per ordine
Dhermi-Vunoij-Himara e in quello nare l’emorragia dell’Esercito pie- di Carlo Felice e assume il nome di
di Telepeni. Situazione drammatica: montese, preso tra due fuochi: ispa- Brigata «Acqui». Anzianità: 4 dicem-
si trattava di arrestare l’offensiva no-francese da una parte, inglese- bre 1821. Nel 1832 l’«Acqui» riceve
greca che stava per dilagare lungo prussiano-olandese dall’altra. Suc- la bandiera: croce bianca su fondo
la linea del litorale sino a raggiun- cessivamente il reggimento passa at- rosso; i reggimenti che la compongo-
gere Valona. La Divisione vi era sta- traverso diverse denominazioni: reg- no sono il 17° e il 18°. Come tale essa
ta scaraventata per arginare la falla, gimento «Audibert», «Monfort», partecipa alla Prima Guerra d’Indi-
84 Rivista Militare

tezza, su due battaglioni (909° e


910°), e la 202a Sturmbatterie su sei
pezzi da 75 e tre pezzi da 105. In to-
tale circa 2 000 uomini, fra cui 25
Ufficiali.
Il Generale di Divisione Antonio
Gandin assume il comando militare
di Cefalonia nel giugno del 1943.
Alle spalle, la campagna di Russia;
sul petto, una Croce di Ferro di 1a
classe tedesca. Conosciuto e apprez-
zato dallo Stato Maggiore della We-
hrmacht, apparentemente egli ripete
la tipica figura del Generale tradi-

pendenza. Il 21, 22, 23 marzo 1849 si Sopra.


copre di gloria a Novara: sullo sten- Soldati tedeschi si arrendono agli italiani.
dardo del 17° viene appuntata la pri- A destra.
ma Medaglia d’Argento al Valor Mi- Il Generale Gherzi.
litare. 1885: campagna di Crimea. La
«Acqui» vi è rappresentata da alcu-
ne compagnie: decimate dal piombo L’8 settembre del 1943 trova la Divi-
e dal colera. 1859: la «Acqui» è al sione «Acqui» schierata quasi al
completo sul Colle San Martino. Dal completo sull’isola di Cefalonia.
1861 al 1864, dislocata nell’Italia me- Fanno eccezione il 18° reggimento
ridionale per la repressione del bri- fanteria, il 111° gruppo del 33° arti-
gantaggio. Nel 1896 è sugli altipiani glieria dislocato nell’isola di Santa
eritrei nella prima sfortunata Guerra Maura. A Cefalonia sono il Coman-
d’Africa. Partecipa alla campagna li- do di Divisione, il Comando di fan-
bica nel 1911. Prima guerra mondia- teria divisionale, il Comando reggi-
le: lanciata sul settore di Vermeglia- mentale del 33° artiglieria, un batta-
no-Cave di Selz nel luglio 1915, sa- glione del genio divisionale, i servi-
crificata sul Monte Sei Busi nell’ago- zi sanitari (tra cui tre ospedali da zionale italiano: signorilità e corret-
sto, inchiodata sull’altipiano di Asia- campo e un nucleo chirurgico). Alle tezza nei modi, un certo rigore for-
go nel giugno 1916, scaraventata nel dirette dipendenze della «Acqui» è male nei tratti coi collaboratori, pro-
settore di Monfalcone nel novembre pure il Comando Marina di Argo- fonda cultura umanistica di base. Di
1916, gettata nella fornace delle bat- stoli. Sono inoltre stati aggregati al- diverso porta una nuova concezione
taglie dell’Isonzo nella primavera la Divisione, come mezzi di rinfor- nei rapporti con la truppa. Esige il
1917. È a Caporetto, sul Piave, sul zo, due compagnie di mitraglieri di contatto diretto con i soldati, ama
Grappa. Il 3 novembre 1918 entra a Corpo d’Armata, tre gruppi artiglie- discendere in mezzo a loro, interro-
Rovereto. La vittoria la restituisce al- ria di Corpo d’Armata (il 7°, il 94° e garli e ascoltarli alla buona. È da
la caserma esangue, ma con i labari il 188°), un gruppo contraereo, due quattro mesi al comando della «Ac-
dei suoi reggimenti decoratissimi, compagnie lavoratori, una compa- qui»: il tempo sufficiente per farsi
con 15 Medaglie d’Oro a Ufficiali e gnia autieri, una sezione fotoelettri- conoscere dai suoi Ufficiali e benvo-
soldati, 475 Medaglie d’Argento, 708 ca, sezioni minori di cannoni da lere dai soldati. Dicono di lui: «È un
di Bronzo. Nel 1939, in seguito al 70/15 e di mitragliere contraeree da papà». Il Generale Gandin ha una
riordinamento dell’Esercito, le viene 20 mm. Un imponente complesso peculiarità: quella di rendere la «na-
aggiunto un reggimento di artiglie- che si aggira sugli 11 000 uomini di ja» sopportabile. Si sforza di vedere
ria, il 33° e diventa Divisione di Fan- truppa e 525 Ufficiali. dietro ogni soldato il viso di una
teria «Acqui». Durante l’ultima fase Tra il 5 e il 10 agosto 1943, a raffor- madre o di una sposa. Parlando con
della campagna di Grecia, è immes- zare il presidio italiano, sbarca un i suoi collaboratori, non dice: «i miei
so nella «Acqui» un nuovo reggi- contingente tedesco. Si tratta del soldati»; dice: «questi figli di mamma».
mento di fanteria, il 317°. 966° reggimento granatieri di for- L’espressione è sua. Tale visione
n. 3 - 2011 85

umana gli semplifica il problema


del comando ma gli lacera la co-
scienza. I «figli di mamma» non so-
no fatti per essere sacrificati inutil-
mente, in un gesto spettacolare e ro-
mantico. Il soldato deve ubbidire,
marciare, combattere, e, se necessa-
rio, morire: ma soltanto quando è
necessario. La guerra è una cosa se-
ria; ma anche la vita, con le stellette
o senza, è una cosa seria. In quanto
all’onore militare, non ci sono dubbi
per lui: l’onore è anche prudenza, è
anche intelligenza, è anche buon-
senso. Ad ogni modo, esso comincia
sempre da un punto: dall’ubbidien-
za; questa è la sua «dottrina». Ma
tra l’ordine freddo e l’ubbidienza
cieca, il Generale Gandin introduce
un terzo incomodo: la coscienza.
Egli è tutto qui: nella sua grandezza
e nella sua tragica solitudine. dei primi momenti, per ognuno l’ar- Una postazione controaerea italiana con mi-
L’8 settembre 1943, alle venti, anche mistizio ha un suo significato. Per tragliera Breda da 20/65 mod. 35.
ad Argostoli arriva la comunicazio- gli Italiani esso significa la fine della
ne ufficiale: «Il Governo italiano, rico- guerra, la fine dei lunghi mesi di
nosciuta l’impossibilità di continuare guarnigione, il ritorno a casa, dalla Tedeschi? Stessa domanda dall’altra
l’impari lotta contro la soverchiante po- madre, dalla moglie, dai figli. Per i parte: che faranno gli Italiani? Si at-
tenza avversaria, nell’intento di rispar- civili greci, l’armistizio è la fine del- tende qualcosa. Un radiogramma,
miare ulteriori e più gravi sciagure alla l’occupazione, la vittoria, la libertà. lanciato nell’intento di chiarire le
Nazione, ha chiesto l’armistizio al Gene- E per i Tedeschi? Quelli di stanza ad idee, a destinazione giunge per con-
rale Eisenhower, Comandante in capo Argostoli sono per la maggior parte fonderle. Qualcosa arriva, infatti, du-
delle forze alleate anglo-americane. La Austriaci di classi anziane, richiama- rante la notte. È una comunicazione
richiesta è stata accettata. Conseguente- ti, strappati ai loro villaggi e gettati in in codice dal Comando dell’XI Arma-
mente, ogni atto di ostilità contro le for- quest’isola, accanto a mitragliatrici e ta, da cui dipende la «Acqui».
ze anglo-americane deve cessare da par- a pezzi semoventi, a guardare il mare Dice: «0225006 - Seguito conclusione
te delle forze italiane in ogni luogo. Esse e a... bere con l’occasione boccali di armistizio truppe italiane XI Armata
però reagiranno ad eventuali attacchi da vino. E da buoni Austriaci, gran bevi- seguiranno seguente linea condotta. Se
qualsiasi altra provenienza». tori fuori servizio, quella sera alzano Tedeschi non faranno atti violenza ar-
La notizia dell’armistizio corre da volentieri il gomito, si ubriacano, mata, Italiani non, dico non, rivolge-
un capo all’altro dell’isola, investe i cantano: e per un momento, le loro ranno armi contro di loro, non, dico
presidi, passa attraverso i Comandi, nenie melanconiche si intrecciano non, faranno causa comune coi ribelli
raggiunge i più lontani distacca- con i cori dei Fanti e degli Artiglieri né con truppe anglo-americane che
menti; nel breve volgere di un’ora è italiani. Un’ora di allegria generale. sbarcassero nell’isola. Reagiranno con
sulla bocca di tutti, l’isola sembra Ore ventuno. Prima doccia fredda. la forza a ogni violenza armata. Ognu-
travolta da un’ondata di euforia; da Ordine del Comando Divisione ita- no rimanga suo posto con i compiti at-
un capo all’altro è tutto un suonare liano: le truppe restano consegnate in tuali. Sia mantenuta ogni mezzo disci-
a distesa di campane. Scrive padre caserma, coprifuoco per la popola- plina esemplare. Firmato: Generale
Fortunato Formato, Cappellano mi- zione civile, disciplina. L’ordine vale Vecchiarelli... - Finisce - Comando te-
litare: «Si udirono a lungo - in segno per tutti: Italiani e Tedeschi. Ore ven- desco informato quanto precede. Siano
di allegria - colpi di moschetto, di pi- tuno e trenta: i primi pattuglioni mi- immediatamente impartiti ordini cui
stole, di bombe a mano; si videro soldati sti - Italiani e Tedeschi - si affacciano sopra a reparti dipendenti. Assicurare».
italiani fraternizzare e cantare, a brac- nelle strade, perlustrano i Paesi. Un Verso le 23, con comunicazione ur-
cetto, coi soldati tedeschi; la gente si ab- silenzio improvviso, pesante, carico gente, il Comando Divisione ordina
bracciava per le vie...». Lì per lì, nessu- di attesa e di angoscia, cala sull’isola. il trasferimento della riserva divi-
no sta a ragionare molto. Nel delirio E ora che succederà? Che faranno i sionale in Argostoli per controllarne
86 Rivista Militare

fusi in mezzo alle truppe. «Liberate- Perviene dal Comando dell’VIII


vi dai Tedeschi come vi siete liberati Corpo d’Armata. Dice testualmente:
dai fascisti», affermava. Invito aper- «Seguito mio ordine 0225006 dell’8
to all’insurrezione. «L’Italia e la Gre- corrente. Presidi costieri devono rima-
cia - si legge tra l’altro sui volantini - nere attuali posizioni fino al cambio con
sono le due Nazioni più civili del mon- reparti Tedeschi non oltre ore 10 del
do e non possono essere schiave della giorno 10. In aderenza clausole armisti-
barbara Germania. I fratelli greci sta- zio truppe italiane non oppongano da
ranno accanto ai fratelli italiani nella questa ora resistenza ad eventuali azio-
sacra lotta per la libertà e la civiltà». ni forze anglo-americane. Reagiscano
Le truppe danno segni di nervosi- invece eventuali azioni forze ribelli.
smo. Voci catastrofiche, spesso con- Truppe italiane rientreranno al più pre-
traddittorie, sono abilmente fatte sto in Italia. Una volta sostituite, Gran-
circolare tra i soldati. Si dice che i di Unità si concentreranno in zone che
Tedeschi si siano impadroniti con la mi riservo fissare unitamente modalità

Sopra.
Il Capitano di Fregata Mario Mastrangelo.

A destra.
Fanteria tedesca prende terra.

la baia e l’abitato. Il trasferimento


avviene tra mezzanotte e l’alba del
9 settembre. Si concentrano in Ar-
gostoli il II battaglione del 17° fante-
ria, la I, la III e la V batteria del 33°
reggimento artiglieria.
Durante quella notte tace il Coman-
do di Corpo d’Armata, tace il Co-
mando d’Armata, tace Roma. In
compenso, loquace è l’ammiragliato
britannico. Dalla radio continuano a forza del Comando dell’XI Armata, trasferimento. Siano portate al seguito
giungere con ritmo ossessivo gli or- conflitti armati sarebbero in corso armi individuali Ufficiali e truppa con
dini di Londra: la Flotta italiana la- tra Tedeschi e Italiani sul vicino relativo munizionamento in misura
sci i porti italiani e si metta sotto la continente greco, soprusi e violenze adeguata a eventuali esigenze belliche
protezione degli Alleati. La flotta commessi da parte dei Tedeschi. Le contro ribelli. Consegneranno parimen-
ubbidisce. Ubbidisce anche la flotti- voci si accavallano, si confondono, ti armi collettive tutti altri reparti delle
glia M.A.S. e dragamine all’ancora si contraddicono. Un’ondata di psi- Forze Armate italiane conservando solo
nei porti di Cefalonia. Partiti anche i cosi insurrezionale investe i presidi, armamento individuale. Consegna armi
due idrovolanti da ricognizione che qualcuno comincia a gridare, ad ur- collettive per tutte le Forze Armate ita-
stazionavano nelle acque della baia. lare contro i Tedeschi. Invano i Co- liane in Grecia avrà inizio a richiesta
La «Acqui» è sola a Cefalonia. Un- mandanti di reparto ordinano di Comandi Tedeschi a partire da ore 12 di
dicimila soldati italiani contro due- placare gli animi, di invitare alla oggi. Generale Vecchiarelli».
mila Tedeschi. calma, di smascherare gli aizzatori. Il radiogramma, oltre a sollevare al-
La propaganda greca fino allora at- La discordia, l’agitazione e l’efferve- cuni interrogativi (come cedere le ar-
tivissima ma clandestina tra le trup- scenza regnano anche tra gli Uffi- mi ai Tedeschi?), pone il Generale
pe (pare facesse capo a un cosiddet- ciali. La giornata del 9 settembre sta Gandin e la Divisione tutta in un tra-
to «Comitato comunista per la libe- volgendo al termine in questa con- gico dilemma. Il testo, infatti, modifi-
ra Grecia»), esplode ora alla luce del fusione, quando ad accrescerla cando il primo radiogramma, con-
sole. Migliaia di volantini sono dif- giunge un secondo radiogramma. traddice formalmente il proclama
n. 3 - 2011 87

del Governo. A chi ubbidire? Poiché


è chiaro che ubbidendo al Coman-
dante d’Armata si disubbidisce al
Governo e viceversa. Che fare? Una
via c’è. Quella di respingere il mes-
saggio in quanto non decifrabile,
guadagnare tempo e attendere ordi-
ni. C’erano del resto ragionevoli mo-
tivi per ritenere il radiogramma apo-
crifo. Non poteva essere che i cifrari
d’Armata e di Corpo d’Armata fos-
sero caduti in mano ai Tedeschi?
10 settembre. Verso le 10 il Tenente
Colonnello Barge, accompagnato
dal Tenente Fauth, si presenta al

po in ambito Divisione, vuol tastare Un obice italiano Skoda da 75/13.


il polso ai suoi uomini. Convoca a
rapporto il Generale Gherzi, il Co-
lonnello Ernesto Cessari, Coman- lascia ai Tedeschi la strada aperta
dante il 17° reggimento fanteria; il per Argostoli; ma, ciò che è più peri-
Colonnello Ezio Ricci per il 317°; il coloso, abbandona diverse batterie
Colonnello Mario Romagnoli per il italiane in mezzo allo schieramento
33° artiglieria; il Maggiore Filippini, tedesco. La decisione è grave. E gli
Comandante del battaglione genio; effetti non tardano a farsi sentire. Le
il Capitano di Fregata Mario Ma- truppe vedono nel ripiegamento il
strangelo del Comando Marina. Il preludio alla consegna delle armi,
Generale Gandin fa il punto sulla si- gli Artiglieri delle batterie di San
tuazione. Chiede, quindi, che ognu- Giorgio e di Kavriata hanno l’im-
no esprima liberamente la propria pressione di essere consegnati ai Te-
opinione. Il Generale Gherzi, il Co- deschi e quindi traditi; il latente sen-
lonnello Ricci, il Tenente Colonnello timento antitedesco delle truppe
Cessari e il Maggiore Filippini si viene abilmente fomentato e mani-
Comando di Divisione. A nome del pronunciano per la cessione delle ar- polato da agitatori greci. L’incendio
Comando tedesco i due Ufficiali mi. Il Capitano di Fregata Mastran- comincia a divampare nei cuori. A
chiedono la cessione completa delle gelo e il Colonnello Romagnoli si di- bruciare per primi sono i giovani
armi, comprese quelle individuali. chiarano invece contrari. Il parere Ufficiali di artiglieria. Essi si stringo-
Termine ultimo: ore 10 dell’11 set- che prevale è, dunque, quello di ce- no attorno ai loro Comandanti. Sono
tembre. Località di consegna: la dere le armi. Il Generale Gandin il Capitano Pampaloni e Apollonio.
piazza principale di Argostoli. Il prende atto delle decisioni prese da Tra i due gruppi si stabilisce un col-
Generale Gandin decide di prende- questa specie di Consiglio di guerra legamento. La parola d’ordine:
re tempo. Fa presente di essere pra- - che tale in effetti è - e ne tira le pri- giammai i pezzi ai Tedeschi. E la
ticamente senza ordini da parte del me conseguenze. Dispone il ritiro fanteria? Un gruppo di Ufficiali del
Comando italiano, di avere sì rice- del III battaglione del 317° fanteria III battaglione del 317° reggimento
vuto un radiogramma ma di essere dal nodo di Kardacata. Il trasferi- si rivolge al Capitano Pampaloni: si
stato costretto a respingerlo in mento ha luogo nella stessa mattina- vuole sapere quale atteggiamento
quanto parzialmente indecifrabile; ta. Il battaglione va a disporsi dietro prenderà con i suoi Artiglieri nel ca-
chiede una dilazione dei termini, il cimitero di Argostoli. Kardacata è so in cui la situazione precipitasse.
propone l’eventuale consegna delle un nodo importante. Esso controlla «Gli Artiglieri moriranno piuttosto che
sole armi collettive, suggerisce infi- la rotabile Liguri-Argostoli, domina cedere le armi. Coi pezzi o sui pezzi».
ne di scartare la piazza di Argostoli. la baia di Kiriaki, è in pratica la chia- La frase sarà destinata a fare il giro
Frattanto il Generale non perde tem- ve dell’isola. Il ritiro del battaglione dell’isola e a comandare la lotta ar-
88 Rivista Militare

mandanti di Corpo ho sentito il polso


degli Ufficiali; ora tramite voi mi occor-
re sentire il polso della truppa. Vi leggo
intanto il testo dell’ultimatum tede-
sco». Il Generale lo legge e passa al-
l’esame punto per punto. Continua-
re la lotta a fianco dei Tedeschi.
Tutto ciò è onorevole? Sarebbe one-
sto? È soprattutto degno di un sol-
dato? «Noi siamo legati a un giura-
mento di fedeltà alla Maestà del Re Im-
peratore e non sarò io a ricordare a dei
sacerdoti che il giuramento è un atto
mata contro i Tedeschi. Il Capitano Sopra. sacro col quale chiamiamo Iddio a testi-
Apollonio, che con il Capitano Pam- La «casetta rossa». monianza di quanto affermiamo. Il Re
paloni e il Tenente Ambrosiani, for- A destra.
ma il trio della resistenza antitede- Il Tenente Colonnello Johannes Barge.
sca, prende contatto anche con le
batterie costiere della Marina. L’ac-
cordo è totale: nel caso in cui l’arti- belle maniere, ha il tono brutale di
glieria iniziasse le ostilità contro i un ultimatum. Prima di prendere
Tedeschi, la Marina si affianchereb- una decisione, il Generale Gandin
be decisamente nella lotta. Anche i interroga la sua coscienza ed essa
partigiani greci nell’isola comincia- gli risponde di sentire anche quella
no a muoversi. Alcuni Ufficiali del- degli altri. Convoca per la seconda
l’E.L.A.S. (Esercito Popolare Greco volta il Consiglio di guerra. La mag-
di Liberazione Nazionale) si presen- gioranza dei Comandanti di Corpo
tano ai Comandi italiani, offrono la resta sostanzialmente sul punto di
loro collaborazione, chiedono armi. vista precedentemente espresso: ce-
Un’altra giornata sta per finire. Le dere le armi. Il Generale vuol senti-
parti affilano le armi. C’è da aspet- re anche la voce dei sette Cappella-
tarsi la tragedia da un momento al- ni militari. La riunione avviene nel
l’altro. Per l’intera notte le finestre tardo pomeriggio, a un’ora dalla
della palazzina del Comando Divi- scadenza dell’ultimatum. Il discor-
sione sono illuminate. Nella notte so, riportato da uno dei Cappellani,
tra il 10 e l’11 settembre, continuano Padre Romualdo Formato, merita di
le trattative tra il Generale italiano e essere analizzato: «Questo momento è ha firmato un armistizio con l’antico
il Tenente Colonnello Barge. I due quanto mai tragico per me e per la Di- nemico. Dobbiamo ubbidire».
Ufficiali si lasciano verso l’alba con visione. Ho sulla mia coscienza la re- Secondo punto: combattere contro i
un accordo di massima: Barge ac- sponsabilità della vita di diecimila figli Tedeschi. «Come possiamo rivolgere le
consente alla sola cessione delle arti- di mamma. So che la vita di questi po- armi, rivolgere le armi, dico, contro un
glierie e delle armi collettive. veri ragazzi dipenderà dalle decisioni popolo che ci è stato a fianco come allea-
11 settembre. Il Tenente Colonnello che sto per prendere. Ho sentito anche i to per tre anni, combattendo la nostra
Barge chiede di essere nuovamente Comandanti di Corpo, mi sono consul- stessa guerra, condividendo i nostri
ricevuto dal Generale Gandin. Ci tato con i miei collaboratori più vicini, stessi sacrifici, agognando alla nostra
sono novità. Per ordine del Coman- ma purtroppo a decidere dovrò essere da stessa vittoria. Con quale animo compi-
do tedesco, sottopone all’attenzione solo. Non attendo da voi un parere di remmo un gesto del genere? Come è
del Generale la scelta tra i seguenti indole militare. Ciò che attendo da voi è possibile rivolgere la punta della spada,
punti: «primo: con i Tedeschi; secondo: una specie di verdetto morale che sia, oggi contro un fratello che fino a ieri si
contro i Tedeschi; terzo: cedere le ar- da una parte, come la voce leale della è battuto con noi e per noi, fianco a
mi». Il Comando italiano dovrà de- vostra coscienza di sacerdoti, e, dall’al- fianco, per una causa comune? Vi pre-
finire chiaramente il suo atteggia- tra, la conclusione a cui giunge la vo- go di considerare che non è detto che in
mento su uno di questi punti. Ter- stra conoscenza intima dei soldati nei conseguenza dell’armistizio tra il no-
mine per la risposta: ore 19.00, stes- risvolti delle cui anime solo voi, più di stro Governo e gli Anglo-americani, noi
so giorno. Ma tutto ciò, sia pure con me, siete soliti guardare. Tramite i Co- diventiamo automaticamente nemici dei
n. 3 - 2011 89

Tedeschi. Noi sospendiamo soltanto


ogni ostilità. Deponiamo le armi. Ci ri-
tiriamo dal campo di battaglia. Non
combattiamo più. Ecco. Non abbiamo,
mi pare, nessun diritto di attaccare per
primi i nostri antichi alleati, e non ab-
biamo nemmeno, per ora, bisogno di
dirlo, obiettivi motivi sufficienti per far-
lo. È vero, ci sono stati degli incidenti,
che in parte però sono stati composti,
con un po’ di buona volontà. È anche
chiaro però che ci difenderemo energica-
mente da qualunque violenza, e non
sopporteremo che qualcuno attenti alla
nostra dignità di soldati». Il Generale
Gandin passa infine all’esame del
terzo punto: cedere pacificamente le
armi. «Mi hanno assicurato che si trat-
terebbe soltanto delle armi pesanti, e
cioè dei pezzi di artiglieria di grosso ca-
libro, le quali, d’altronde, ci sono state
fornite dall’Esercito tedesco, essendo
materiale di preda bellica francese e
olandese. Ma anche in queste condizio-
ni, l’atto non viola forse lo spirito del-
l’armistizio e non mette forse in discus- i bombardamenti aerei? Ricordate che Una formazione di bombardieri in picchiata
sione l’onore militare? Come vedete noi non disponiamo di alcun velivolo». Junkers Ju-87 B «Stuka».
nessuno dei tre punti proposti dal Co- Il Generale Gandin non si faceva il-
mando germanico è accettabile dal pun- lusioni. Quei giovani che tanto gri-
to di vista dell’onore militare. E tutta- davano, che tanto sbraitavano con- pellani redigono insieme la seguen-
via io devo decidermi su uno di questi, e tro i Tedeschi, avrebbero poi vera- te lettera: «Per evitare una lotta cruen-
entro il termine di un’ora: sono le sei, il mente resistito sotto il bombarda- ta, impari e fatale contro l’alleato di ie-
Comando tedesco aspetta la risposta per mento degli «Stukas»? Lui, gli «Stu- ri, per tenere fede al giuramento di fe-
le sette». kas», li aveva visti all’opera in Rus- deltà al Re Imperatore - giuramento
Prima che i sette Cappellani diano sia. Il Generale era incerto sullo spi- che, come voi ci avete ricordato, è atto
una risposta, il Generale desidera rito delle truppe. Chiesto in separa- sacro, col quale si chiama Iddio stesso a
sottoporre alla loro attenzione alcu- ta sede ai Comandanti dei battaglio- testimonianza della parola data - e infi-
ne considerazioni di carattere mili- ni di fanteria se potevano garantire ne, e soprattutto, per evitare un inutile
tare: «Cefalonia è un’isola, e come tale della saldezza delle loro truppe in spargimento di sangue fraterno, Signor
circondata da ogni parte dal mare, è be- caso di attacco tedesco, aveva avuto Generale, altra via non c’è ... non resta
ne non illudersi troppo sugli aiuti dal- delle riserve. In quanto agli Inglesi, che cedere pacificamente le armi! Di-
l’esterno, gli Anglo-americani non intuiva il loro calcolo, intuiva so- nanzi al tenore dell’ultimatum germa-
muoveranno un dito; sì, è vero, gli Ita- prattutto il loro disinteresse. Un nico, voi, Signor Generale, isolato da
liani a Cefalonia sono undicimila con- conto era ciò che diceva radio Lon- tutti, impossibilitato di mettervi in co-
tro sì e no duemila Tedeschi; in caso di dra, un conto ciò che avrebbe dispo- municazione con i superiori Comandi
conflitto armato i reparti della “Acqui” sto il Comando Anglo-americano. d’Italia e di Grecia e di riceverne ordini
avrebbero il sopravvento: ma poi? Non Una risposta orale i Cappellani la precisi, vi trovate nella ineluttabile ne-
si dimentichi che sul continente greco danno subito. Tutti, meno uno, sono cessità di dover cedere a una dura im-
sono concentrati trecentomila Tedeschi, per il terzo punto. Il Generale, dopo posizione, per evitare l’inutile supremo
che presto o tardi essi accorrerebbero in averli ringraziati, li congeda. «Con- sacrificio dei vostri Ufficiali e dei vostri
aiuto dei camerati, e potrebbero scara- fermatemelo per iscritto». soldati. Siamo profondamente compresi
ventare sull’isola squadriglie di “Stu- Ritiratisi nel vicino Istituto delle della gravissima responsabilità che, in
kas”. E infine, la truppa fino a che Suore italiane, dopo un breve mo- questo tragico momento, pesa sul vostro
punto è decisa a combattere e, soprat- mento di raccoglimento davanti al- nobilissimo animo. Ora, più che mai i
tutto fino a che punto resisterebbe sotto l’altare del Santissimo, i sette Cap- vostri cappellani si sentono strettamen-
90 Rivista Militare

notte, esasperano gli animi. Ci pote-


vano essere ancora dei dubbi sulle
intenzioni reali dei Tedeschi? Basta-
va d’altra parte guardarsi attorno:
nella zona di Liguri era tutto un an-
dirivieni di colonne germaniche; ri-
fornimenti venivano paracadutati ai
presidi isolati. Sbarchi erano segna-
lati sulle coste. Intanto il Capitano
Pampaloni ha già stabilito contatti
con i partigiani greci dell’isola.
Si arriva così al pomeriggio del 12. Il
Generale Comandante tiene un nuo-
vo Consiglio di guerra. Esamina la
situazione drammatica che si è venu-
ta a creare nelle ultime ore, sempre

Sopra.
Una mitragliatrice leggera Breda mod. 30.
A destra.
L’area della periferia di Argostoli dove furo-
no dislocate la III e la V batteria del 33° reg-
gimento artiglieria tra il 9 e il 15 settembre.

te uniti a voi. Da Dio invochiamo luce


al vostro intelletto.... Egli vi protegga
sempre e vi benedica, Signor Generale,
e benedica, con voi, la vostra famiglia e
la vostra amatissima Divisione». Se-
guono le firme dei sette Cappellani:
p. Romualdo Formato del 33° reggi-
mento artiglieria; d. Biagio Pellizza-
ri del 317° reggimento fanteria; d. urlano, accusano, recriminano. Una allo scopo di trovare un compromes-
Angelo Bagnoli del 17° reggimento vera e propria insubordinazione sta so qualunque, pur di portar fuori i
fanteria; d. Mario Di Trapani della covando sotto le ceneri. Si mormora suoi undicimila «figli di mamma» da
Regia Marina; p. Duilio Capozzi che il Generale voglia «vigliaccamen- una tragedia di cui già calcola tutte
della 44 a Sezione Sanità; p. Luigi te» disarmare l’intera Divisione per le conseguenze. Una notizia cade sul
Ghirlandini del 37° Ospedale da consegnarla a «uno sparuto gruppo di tavolo del Generale col fragore di
campo; p. Angelo Cavagnini del Tedeschi». Lo si taccia nientedimeno una bomba: i Tedeschi hanno rotto
527° Ospedale da campo. che di «tedescofilo». Verso le 18, ap- gli indugi, gettato la maschera, sono
Nel giro di poche ore, l’amatissima pena dopo il rapporto ai Cappella- passati all’azione e, tanto per comin-
Divisione era ormai irriconoscibile. ni, scoppi di bombe e colpi di mo- ciare, hanno circondato le batterie di
I reparti sono traumatizzati; le co- schetto si odono nell’abitato di Ar- San Giorgio e di Kavraiata: disarma-
scienze disorientate; i legami che gostoli. Fuggi fuggi generale. Le te, intimato quindi ai soldati di con-
annodavano nella disciplina i solda- strade diventano cupamente silen- segnare le armi. S.O.S. disperato de-
ti agli Ufficiali, gli Ufficiali ai Co- ziose. Intanto sta per scadere l’ulti- gli Ufficiali. La risposta del Coman-
mandanti di Corpo, i Comandanti matum. Il Tenente Colonnello Barge do è burocraticamente semplice: «Di
di Corpo al Generale di Divisione e il Tenente Fauth si recano al Co- fronte a forze preponderanti, cedere». E
sembra che stiano per sciogliersi. Lo mando Divisione. «Sta bene - rispon- le batterie cedono. L’affronto è gra-
shock dell’8 settembre è stato violen- de il Generale - accordo di massima a ve. Umiliante. Soprattutto sospetto.
to. La ribellione serpeggia. La pro- cedere le armi collettive». Si sospettano infatti complicità peno-
paganda dei patrioti greci attizza il All’alba del 12 settembre la situazio- se, impossibili, di cui non si vorrebbe
fuoco di tutti i risentimenti e i ran- ne precipita improvvisamente. No- nemmeno sentir parlare, ma di cui
cori. I soldati sono agitati, gridano, tizie allarmanti, diffuse durante la intanto si mormora. Comincia a ser-
n. 3 - 2011 91

Una raffigurazione artistica di una batte-


ria italiana in combattimento e sotto attac-
co aereo.

peggiare per la prima volta la parola


tradimento. La propaganda greca fa
di tutto per eccitare gli animi, per
mettere i soldati contro gli Ufficiali,
gli Ufficiali inferiori contro gli Uffi-
ciali superiori, per caricare gli animi
dei soldati di risentimento contro i
Tedeschi, per creare malintesi, pro-
vocare incidenti. Ancora incidenti
nel pomeriggio. Mentre si reca al Co-
mando di artiglieria dove ha convo-
cato un nuovo Consiglio di guerra, il
Generale Gandin è oggetto di un at-
tentato prima e di insulti poi. Una
bomba è lanciata contro la sua mac-
china, fortunatamente senza conse-
guenze. Il Generale Gandin voleva
soltanto portare a casa, indenne, la
Divisione che la Patria gli aveva affi-
dato, assieme a tutti i «figli di mam-
ma» che la componevano. Egli è for-
se il solo uomo degli undicimila del-
la «Acqui» che vede chiaramente la
situazione. «I Tedeschi ci schiacceranno
con i loro “Stukas”», dice nel corso di
un rapporto ad alcuni Ufficiali di ar-
tiglieria che avevano chiesto di esse-
re ricevuti. Il Generale cerca di far
capire le gravità della situazione.
Quale? Essa è in una sola parola, e
dice: «Isolamento. Siamo isolati». Ma le
menti sono sconvolte, l’ubbidienza
distrutta. «Generale - esclama il Capi-
tano Apollonio - non vi chiediamo che
di lasciarci morire accanto ai nostri can- fase preagonica. schi rispondono al fuoco, ma perdo-
noni». Fuori è tumulto, l’insubordi- Spunta l’alba del 13 settembre. Non no due natanti, pezzi e uomini. Men-
nazione è ormai scatenata. Gli Arti- sono ancora le sette che alcuni Uffi- tre l’azione sta estinguendosi, il Capi-
glieri, credendo che i loro Ufficiali ciali tedeschi si presentano al Coman- tano Apollonio racimola un gruppo
siano stati arrestati, puntano i pezzi do italiano per definire le modalità di di volontari, li porta davanti alla sede
delle batterie contro il Comando di- consegna delle artiglierie. Ma il desti- del genio Marina tedesco e lo prende
visione. Qualcuno parla di arrestare no tragico dell’isola è già segnato in d’assalto. Cattura dodici prigionieri e
nientedimeno che il Generale. Uffi- cielo. Un furioso cannoneggiamento una stazione radio. La temperatura
ciali e truppa, aizzati dai Greci, gri- scuote la baia. Grossi pontoni da della Divisione sale. Né serve a farla
dano che il Generale è un traditore. sbarco tedeschi, corazzati e carichi di calare un Capitano dell’Aeronautica
Ad incendiare ancora di più gli ani- truppa e di artiglieria, sono avvistati italiana, accompagnato da un Ufficia-
mi è la notizia che in serata perviene mentre doppiano Capo San Teodoro. le tedesco, che arriva a bordo di un
da Corfù: l’isola - si dice - sta resi- Le batterie del 33°, agli ordini del Ca- idrovolante. Il Capitano dichiara di
stendo vittoriosamente ai Tedeschi. pitano Apollonio, senza attendere or- essere sorpreso della resistenza della
In realtà l’isola, dopo alcune ore di dini, aprono il fuoco. Le seguono le «Acqui» a Cefalonia, quando tutte le
autoesaltazione, stava entrando in batterie costiere della Marina. I Tede- forze italiane in Grecia hanno già ca-
92 Rivista Militare

sposta definitiva entro le ore 09.00 di


domani 15 settembre».
La notte trascorre tranquilla. La
«Acqui» sembra aver ritrovato la
sua unità. Alle prime ore del 15 set-
tembre, il Comando tedesco «sup-
plica» il Generale di dilazionare il
termine per la risposta al suo ulti-
matum fino alle ore 14.00 dello stes-
so giorno. Concesso.
Nel frattempo i Tedeschi non per-
dono tempo. Fanno affluire rinforzi
a ritmo serrato. Il Generale Gandin
intima di sospenderli, in caso con-
trario sarà costretto a far aprire il
fuoco. Un grosso idrovolante tede-

Sopra.
Il cortile della «casetta rossa».
A destra.
Un pozzo, in località Troianata, all’interno
del quale furono rinvenuti i resti di circa
400 Fanti del II battaglione del 17° fanteria.

pitolato. L’aereo riparte per Atene


con un nulla di fatto. Intanto il canno-
neggiamento continua.
Dal Comando Supremo arriva final-
mente un radiogramma. Porta la fir-
ma del Generale Rossi: I reparti si at-
tengano alle istruzioni del proclama
dell’8 settembre e si oppongano ma- «Acqui» è chiamata alle urne. Il pro- sco, mentre sta tentando di sbarcare
nu armata alle richieste tedesche. cedimento è singolare, ma anche i uomini e materiale nella baia di Li-
Tutto sembra ormai chiaro. Anche e tempi sono singolari. Pare che il cen- guri, è centrato in pieno dalle batte-
soprattutto per il Generale, d’ora in to per cento dei soldati abbiano vota- rie costiere. Affonda con il suo cari-
avanti non c’è che una via da seguire: to «contro i Tedeschi». Come scrive co. Le ostilità sono virtualmente
quella dell’obbedienza. Ma il Genera- lo storico Attilio Tamaro, il fatto sem- aperte. Un’ora dopo il cielo dell’iso-
le Gandin vuole prima sincerarsi del- bra strano, «non solo perché non si sa la è ricoperto da squadriglie di
lo spirito combattivo dei suoi uomi- quale fosse la procedura a crearlo, ma «Stukas». Sono circa una trentina.
ni. Sicuro dell’artiglieria, egli ha perché c’erano alti Ufficiali che volevano Con un’audace manovra si gettano
qualche dubbio sul mordente delle passare dalla parte dei Tedeschi e sembra in picchiata sulle batterie schierate
fanterie. Prima di prendere una deci- impossibile non avessero seguaci». lungo il costone Faraò-Spilia-Chel-
sione dalla quale dipenderà forse la Ma nel bene e nel male, a Cefalonia mata, rovesciandovi sopra il loro ca-
vita di tanti uomini, fa un ultimo ten- tutto ormai avviene sotto il segno rico di bombe. Tutte le postazioni
tativo. Verso le due antimeridiane dell’intimidazione. La mattina del vomitano fuoco. La terra trema.
del 14 settembre, invia fonogrammi 14 settembre gira una notizia: il Ge- Dappertutto boati, scoppi, incendi,
urgenti ai Comandi di reparto, che nerale Gandin ha fatto pervenire ai fischi. È un inferno. Sono le ore
sono invitati a sollecitare dalle trup- Tedeschi la risposta che tutti s’at- 14.00 del 15 settembre.
pe un parere: contro i Tedeschi - coi tendevano: «Per ordine del Comando La battaglia di Cefalonia tra la Divi-
Tedeschi - cessione delle armi. All’al- Supremo italiano e per volontà degli sione «Acqui» e l’Esercito tedesco è
ba del 15 settembre ogni Comandan- Ufficiali e dei soldati, la Divisione “Ac- incominciata.
te raduna i propri uomini e, dopo qui” non cede le armi. Il Comando su- Anzi è cominciato il massacro. Nella
aver commentato la situazione, chie- periore tedesco, sulla base di questa de- prima giornata fu facile eliminare i
de loro di esprimersi. La Divisione cisione, è pregato di presentare una ri- pochi Tedeschi nella penisola di Ar-
n. 3 - 2011 93

Il vallone di S. Barbara, dove furono trovate


le salme di circa 40 Ufficiali del 17° e del
317° fanteria.

gostoli. Ma il peggio doveva venire.


Dai vicini campi di Prevesa, di Agri-
nion e di Patrasso, squadriglie di
«Stukas» si gettano sulle batterie ita-
liane, sui battaglioni di fanteria:
bombardano, spezzonano, mitraglia-
no senza pietà. Se ne vanno. Ritorna-
no. Carosello infernale. Il 16 settem-
bre Argostoli è completamente di-
strutta. Il 17 settembre gli «Stukas»
dopo aver praticamente messo a ta-
cere la maggior parte delle batterie,
si gettano in una forsennata caccia ai
reparti di fanteria, che inseguono,
mitragliano, decimano. Il Generale
Gandin chiede soccorsi a Brindisi. Il
Comando supremo radiotelegrafa
elogi. L’Ammiraglio Galati al co-
mando di una Torpediniera carica di
medicinali, viveri e munizioni, pren-
de il mare e naviga al soccorso di Ce- non esiste più. Alcuni reparti del sto è necrologio. Il resto è sacrario.
falonia. Intercettata dagli Alleati, è 317° sono aggirati, circondati e an- Della bella Divisione «Acqui» non
costretta a invertire la rotta. Il divieto nientati. Il Generale Gherzi tenta di restano che poche migliaia di uomi-
degli Alleati è tassativo. Perché? Si ricostruire un’ultima linea difensi- ni. Quando li trasporteranno in
dice che l’ordine rientri in un crudele va schierando ciò che resta dei bat- continente, due navi salteranno sul-
piano strategico consistente nel per- taglioni del 17°. Disfatta. I supersti- le mine. Altri tremila perderanno la
mettere la distruzione delle Forze ti passati per le armi. Il 22 settem- vita. Con la «Acqui» il destino è
Armate italiane in quello scacchiere bre il Generale Gandin offre la resa. stato crudele.
da parte dei Tedeschi. È più probabi- Concessa, senza condizioni. Nel Nel dicembre 1944 la «Psychological
le, invece, che gli Alleati non si fidi- frattempo le colonne tedesche vitto- Warfare Branch», una branca dei ser-
no di sguinzagliare per i mari unità riose scendono a valle e passano vizi segreti Anglo-americani addetti
della Flotta italiana nella tema che per le armi tutti i superstiti che tro- alla propaganda, scriveva nel suo
siano catturate dai Tedeschi ... o pas- vano sul loro cammino. Sterminio bollettino: «Il comportamento degli Uf-
sino ai Tedeschi. Il morale delle trup- completo. Il 24 settembre, in una lo- ficiali italiani alla triste «casetta rossa»
pe è a terra. Tra un’azione e l’altra, i calità detta «casa rossa», sulla peni- di Cefalonia non appartiene alla storia
Tedeschi lanciano manifestini: «Per- sola di Argostoli, presso San Teo- ma al mito. Ad uno ad uno, nobilissimi
ché combattere contro i Tedeschi? Voi doro, sono radunati gli Ufficiali su- cavalieri del Dovere e dell’Onore, essi
siete stati traditi dai vostri Capi. Non perstiti. Sono quasi tutti d’artiglie- salirono con sublime serenità il calvario
volete ritornare nel vostro Paese per sta- ria. Sospinti a quattro, a otto, a do- che ancora li separava dalla gloria».
re vicini alle vostre famiglie? ... Depone- dici per volta davanti a tre plotoni Il 13 settembre 1945, l’Ufficio Stampa
te le armi. La via della Patria vi sarà di esecuzione, sono passati per le della Presidenza del Consiglio dira-
aperta dai camerati tedeschi». armi, sacrificati, come dice uno sto- ma ai giornali la notizia della trage-
Il 18 settembre, le truppe del 317° rico, «alla divina vendetta». Ogni dia. È un lungo comunicato. Termi-
fanteria sono portate all’attacco di plotone uccide quattro vittime per na: «Si addita la Divisione “Acqui” con i
Kardacata, chiave strategica del- ogni scarica. Due fucili puntati con- suoi 9 000 caduti e con i suoi gloriosi su-
l’isola. L’esito è disastroso. L’attac- tro ogni condannato: uno mira al perstiti alla riconoscenza della Nazione».
co è ripetuto il 21 settembre. Il 317° petto, l’altro alla testa. Ogni ucciso
ne esce distrutto. Gli «Stukas» do- riceve il regolamentare colpo di Giuseppe Fernando Musillo
minano incontrastati il cielo, semi- grazia. Carneficina scientificamente Tenente Colonnello,
nando morte e terrore. L’artiglieria programmata. Dura ore e ore. Il re- Capo Redattore di «Rivista Militare»
94 Rivista Militare

CARLO CALL
SOLDATO VETERINARIO DELLE BANDE
IRREGOLARI A CAVALLO DELL’AMHARA

Soldato veterinario del gruppo Bande Amhara, comandato dal mitico Te-
nente Guillet, seppe distinguersi come esempio di dedizione al dovere e
spirito di sacrificio, rendendo valido altresì l’assioma secondo cui nes-
sun Comandante è veramente tale se i suoi gregari non sono validi e ca-
paci. Ed è cattivo Comandante quello che non si impegna a renderli tali.
Ricordare Carlo Call dimostra anche che tutti concorrono al risultato di
un‘azione militare ed il ruolo giocato da ciascuno, sia pure la più piccola
pedina, merita il giusto riconoscimento e accresce il risultato finale.

regolari», provenienti da tutte le et- paci anche di comandarli con l’esem-


nie di cui era ed è ricca l’Africa cen- pio, perché loro «superiori» in tutto.
tro orientale. Uomini che conosceva- Tra questi Quadri ve n’era uno tutto
no solo una legge, quella dettata dal particolare, soldato semplice ma dot-
loro Comandante, che al tempo stes- tore in veterinaria, uomo chiave in
so era la loro fede e la loro Bandiera. reparti a cavallo, già esperto del-
Gli avevano dato un nome: Cummun- l’Africa e dei suoi ambienti, che per
dar -as- Shaitan, Comandante Diavo- non lasciare le Bande, impegnate nel-
lo. Inquadrarli, guidarli e comandarli le prime operazioni di guerra, aveva
era compito affidato ad Ufficiali e rinunciato alla frequenza del Corso
Sottufficiali «nazionali», delle più va- Allievi Ufficiali, cui la laurea conse-
rie e diverse provenienze, ma tutti guita ed il proprio curriculum pro-
uomini di grande tempra, capaci non
solo di guidare guerrieri primitivi,
Sopra.
usi a vivere con un pugno di riso ed Il maso Josh, casa natale di Carlo Call.
una tazza di tè ed in grado di restare
in sella per più di 50 km entrando di- Sotto.
rettamente in combattimento, ma ca- La famiglia di Carlo Call negli anni ‘20.

Amedeo Guillet - 1931.

IL PROTAGONISTA

Tutti conoscono Amedeo Guillet, Te-


nente di Cavalleria del Regio Esercito
Italiano negli anni della 2a Guerra
Mondiale, poi Generale ed Amba-
sciatore, e le vicende delle Bande Ir-
regolari a Cavallo dell’Amhara, da
lui comandate. Carlo Call era uno dei
pochi «nazionali», Ufficiali e Sottuffi-
ciali, che inquadravano le Bande,
composte da mercenari volontari «ir-
n. 3 - 2011 95

fessionale gli imponevano l’obbligo. cile e faticosa vita montanara, ferma giovani ed adulti, si impegnavano
Carlo Call era nato il 5 novembre nelle usanze ataviche e nel caratte- nell’addestramento al tiro ed in pe-
1911 a San Vigilio di Marebbe, in re, determinata nella fede verso Dio riodi di istruzione effettuati da Uffi-
provincia di Bolzano, allora territo- e nel rispetto per la Chiesa, nell’at- ciali dell’Esercito Regolare.
rio dell’Impero Austro Ungarico. Il taccamento e nell’amore per la Fa- Carlo Call cresce in questo ambiente,
padre, Francesco, era guardia cac- miglia, nell’obbedienza ai voleri e ne assorbe i principi e l’etica che ne
cia, funzione di pubblico ufficiale della Patria e agli ordini dell’impe- formeranno il carattere. Durante gli
anni della 1a Guerra Mondiale vede
il padre, Sergente degli Schützen,
parteciparvi attivamente sino alla fi-
ne. La sua infanzia non ne è scossa,
forse solo rafforzata. Frequenta la
scuola elementare in San Vigilio, se-
guita dal Ginnasio e dal Liceo Classi-
co, parte a Brunico e parte a Bressa-
none. Nel 1933 consegue la maturità,
viene esonerato dal servizio di leva
nel Regio Esercito perché già diversi
suoi fratelli sono alle armi, e si iscri-
ve alla facoltà di Medicina Veterina-
ria dell’Università di Milano. Nel
1937 si laurea con 110 e lode. Lavora
come veterinario prima a Marebbe e
nell’Alta Val Badia. Poi, causa le leg-
gi allora vigenti, deve scegliere tra
esercitare la professione nelle regioni
del Centro-Sud o fare concorso per le
La Compagnia Standschutzen di Mareb- ratore. Militarmente gli uomini ed i Colonie. Sceglie il concorso, lo vince
be - 1915. ragazzi erano inquadrati in Compa- e a 28 anni, nel 1939, viene destinato
gnie di Standschützen, nome traduci- all’Asmara, Istituto Siero Vaccinoge-
bile in «tiratori stanziali», e di Jun- no quale Vice-Direttore.
di grande importanza e responsabi- gschützen, «giovani tiratori». Ogni Un nuovo mondo, un nuovo ciclo
lità nell’economia agricolo-pastora- comunità dava vita ad una di que- professionale, una nuova realtà a
le tipica, in quei tempi, del Tirolo ste compagnie, riunite poi in batta- migliaia di chilometri dalla Patria.
meridionale. San Vigilio di Mareb- glioni circondariali. Gli Schützen, L’affronta con la serietà e l’impegno
be, situato su un altipiano chiuso
tra le pendici del Monte Plan de
Corones che lo separa dall’abitato
di Brunico e dalla Val Pusteria, ed
alcune propaggini delle Alpi di Fa-
nes che lo dividono dalla Alta Val
Badia, è oggi stazione turistica e
sciistica di fama nazionale ed inter-
nazionale.
Quando vi nacque Carlo Call, sesto
di otto fratelli, era un borgo alpino
di non più di un migliaio di abitan-
ti, che vivevano nei tipici masi tiro-
lesi di cui oggi si è perso anche il ri-
cordo. La società che vi abitava era
frugale, semplice, abituata alla diffi-

Il padre di Carlo Call, Sergente degli Stan-


dschützen, con la famiglia - 1916.
96 Rivista Militare

LA GUERRA Dopo una serie di azioni offensive


che lo avevano inutilmente portato
Le operazioni militari condotte nel- ad occupare la Somalia Britannica
l’Africa Orientale Italiana contro gli ed altre località minori fuori dal
Inglesi avevano, tra le altre, una ca- confine occidentale dell’Impero, tra
ratteristica: contrapponevano trup- le quali la zona di Cassala nel Su-
pe a piedi, le italiane, ad altre moto- dan Anglo-Egiziano, il Comando
rizzate, meccanizzate, parzialmente Italiano dell’A.O., nei primi giorni
corazzate, le inglesi. Sugli estesi del l941, aveva deciso di far ripiega-
spazi africani, poveri di strade, la re tutte le nostre forze dislocate ol-
fanteria italiana poteva percorrere 5 tre frontiera per accentrarle in un

Asmara. Istituto Siero Vaccinogeno - 1939.

che tutti gli riconoscono ed apprez-


zano.
Nel 1940, allo scoppio della 2 a
Guerra Mondiale, ha 29 anni ed è
chiamato alle armi, destinato come
veterinario al Gruppo Bande Am-
hara a Cavallo, comandato dal
Ten. Amedeo Guillet, e assegnato km all’ora. Quella inglese, trenta. Il Sopra.
alla Banda del Ten. Renato Togni. che dice quali fossero le nostre pos- Bande irregolari dell'Amhara: in testa, sul
saluto, Amedeo Guillet - 1938.
Di Guillet abbiamo già dato qualche sibilità di attuare una difesa mano-
cenno. A sua volta Togni è uomo vrata.
Sotto.
particolare. Figlio di un Generale, Nel settore ove ha operato il Grup- Carlo Call, soldato veterinario (primo a de-
non ha voluto frequentare l’Acca- po Bande a Cavallo dell’Amhara, lo stra) - 1940.
demia perché era comandata in Scacchiere Nord, gli Inglesi impie-
quel periodo dal padre. Divenuto garono due Divisioni Aglo-Indiane,
Ufficiale di complemento si è fatto la 4a e la 5a, ed una Divisione An-
destinare in Colonia ove, ben co- glo-Sudanese, la 1a. Circa 25 mila
nosciuto da Guillet, di cui è amico uomini, con obiettivo il raggiungi-
e che lo stima, è stato assegnato al- mento e l’occupazione di Asmara,
le Bande a Cavallo con le quali capitale e centro politico-ammini-
partecipa alle operazioni condotte, strativo della Somalia, e di Massa-
prima della guerra, per contrastare ua, grande ed importante porto sul
sommosse e ribellioni nei territori Mar Rosso.
dell’Impero da poco conquistati. A tali forze si contrapponevano cir-
Transitato in servizio permanente, ca 15 mila soldati italiani, su tre Di-
il 10 giugno 1940, è il vice di Guil- visioni Coloniali, la 1a, la 2a e la 4a ,
let e comanda la II Banda del della quale ultima faceva parte il
Gruppo. Gruppo Bande del Ten. Guillet.
n. 3 - 2011 97

diverso schema difensivo.


La 4a Divisione Coloniale italiana, il
cui comando, affidato al Gen. Luigi
Frusci, era nel forte di Cherù, iniziò il
ripiegamento da Cassala, a piedi, il
17 gennaio. Il 19 gli Inglesi le lancia-
rono alle calcagna, sulla direttrice
Asmara - Massaua, la 4a Divisione
Anglo-Indiana, preceduta da un’uni-
tà esplorante moto-corazzata, deno-
minata Mobile Gazelle Force. Cominciò
una gara di velocità che le unità ita-
liane non potevano che perdere. Il 21
gennaio le punte avanzate della «Ga-
zelle» erano già a contatto con le dife-
se di Cherù e ormai in grado di supe-
rare le unità italiane in ripiegamento
e di predisporne l’accerchiamento e
la cattura.
Per opporvisi, il Gen. Frusci non
aveva a disposizione altro che le
Bande a Cavallo dell’Amhara, ar-
mate solo di armi leggere ma mobi-
lissime, capaci di manovrare con
aderenza in ogni situazione, veloci,
determinate, idonee all’azione di
sorpresa. E a loro toccava il compi-
to: fermare, almeno per un giorno,
l’avanzata degli Inglesi. L’azione, sul fianco dei reparti inglesi in fase Difesa dell’Africa Orientale Italiana - Lo
iniziata all’alba del 21 gennaio, si di approntamento, sparando, scia- Scacchiere Nord - 1940-1941.
sviluppò su tre fasi successive. bolando e lanciando bombe a mano.
Nella prima due Bande, la I e la II, Poi si riunirono al Gruppo, pronto a
lanciavano di sorpresa una carica ripetere l’attacco. rese conto che tre carri inglesi stava-
La seconda azione fu condotta dalla no puntando sul fianco del Gruppo,
II Banda, Ten. Togni. Questi, d’un che stava riorganizzandosi per lan-
La «Gazelle Force» - 1941. tratto, dalla posizione che occupa, si ciare una nuova carica. Se avessero
continuato nella loro azione sarebbe-
ro caduti alle spalle del Gruppo stes-
so e lo avrebbero attaccato prima che
Guillet avesse potuto opporsi a loro.
Ciò che accadde è descritto in mo-
do ammirevole ed inimitabile da
Vittorio Dan Segre, politologo,
giornalista, professore ad Haifa ed
a Stanford, nel suo «La Guerra Pri-
vata del Tenente Guillet». Lascio a lui
la parola.
«Togni si rese conto della gravità della
situazione. Dalla sua posizione poteva
vedere gli Inglesi avanzare verso uno
“uadi” (letto di un torrente non peren-
ne in zone desertiche, n.d.r.), a poco
meno di un chilometro. Col fuoco della
Banda appiedata che aveva con sé non
poteva fermare quei mastodonti d’accia-
98 Rivista Militare

Il Tenente Renato Togni, Medaglia d'Oro al


V.M. alla memoria - 1940.

Togni spiegò ai graduati indigeni ciò che


intendeva fare: la Banda appiedata dove-
va ripiegare di corsa e raggiungere il
Gruppo; anche la Banda a cavallo, al ga-
loppo, doveva seguirla. A lui occorrevano
solo trenta volontari con cui caricare gli
Inglesi quando fossero stati più vicini. Se
qualcuno non voleva seguirlo, era libero
di farlo. Nessuno si mosse. Togni allora
indicò il plotone con cui avrebbe attacca-
to, montò in sella, si calcò in testa il ber-
retto e spiegò agli uomini che avrebbero
sorpreso i carri mentre stavano scivolan-
do nel letto del primo “uadi” con il can-
none e la mitragliatrice inclinati verso il
basso. Inutile usare i moschetti. Le bombe
a mano avrebbero avuto migliore effetto.
Quando i carri si affacciarono allo “ua-
di”, Togni lanciò la carica e gli Inglesi
si videro piombare sul fianco una massa
indistinta di uomini e di cavalli che ur-
lavano e lanciavano bombe a mano.
“The most gallant affair until now in
this war”, (l’azione più valorosa sino ad
ora in questa guerra) avrebbero scritto
gli Inglesi nella storia ufficiale della

io; con la Banda a cavallo non avrebbe Tese il foglietto al veterinario e gli dis-
potuto fare di meglio. Poteva però sor- se: “Galoppa dal Comandante. Avverti-
prendere il nemico con un’azione inat- lo che dei carri gli stanno arrivando alle
tesa, spericolata, cercare di distrarlo per spalle. Digli che tenterò di arrestarli per
rallentare la sua marcia, avere il tempo dargli tempo di rischierare le Bande.
per avvertire Guillet e permettergli di Portagli questo biglietto e vedi di non
cambiare lo schieramento del Gruppo. farti prendere per strada”. Il veterinario Il matrimonio del dottor Carlo Call - 1954.
Chiamò a sé con un cenno il soldato vete- ebbe qualche momento di esitazione e
rinario dottor Call. A lui meglio che ad borbottò qualcosa, come “preferirei ri-
altri riteneva di poter affidare il messag- manere con Lei”. campagna d’Etiopia.
gio per Guillet, da cui poteva così dipen- “Corri Call! Corri!” gli urlò, quasi, To- Solo l’attendente di Togni sarebbe usci-
dere la salvezza del Gruppo. Trasse di ta- gni. “Da te dipende la salvezza del Grup- to vivo dalla carica. Gravemente ferito,
sca un blocchetto di carta, si appoggiò al- po! Dì al Comandante che noi faremo il riuscì a tornare al Gruppo ed a raccon-
la sella e scrisse all’amico che avrebbe nostro dovere”. Call saltò in sella, spronò tare a Guillet come avesse visto Togni
“caricato con trenta dei suoi marescialli”. il cavallo e si allontanò al galoppo. stramazzare, assieme al cavallo, su di
n. 3 - 2011 99

Motivazione della Medaglia d'Argento:


"soldato veterinario del gruppo Bande Amhara a caval-
lo, rifiutava di essere ammesso al corso allievi ufficiali
per non abbandonare il reparto in azioni di guerra.
Durante un violento combattimento in cui il reparto si
scontrava con un avversario superiore per mezzi e per
uomini, si prodigava nel cooperare col medico per il re-
cupero dei feriti. Colpito a morte il comandante di una
banda a cavallo, con felice spirito di iniziativa assume-
va il comando e caricava ripetutamente alla testa del re-
parto guidandolo con intrepido valore.
Bella figura di soldato e eroico combattente".
A.O., 21 gennaio 1941.

Motivazione della Medaglia d'Argento al cora Dan Segre che narra. «Il soldato sul Gruppo”. Poi tese a Guillet il mes-
V.M. conferita al Soldato Carlo Call. dottor Call arrivò al galoppo fin vicino saggio di Togni. In quella si udirono
a Guillet. Sceso di sella si mise a parla- esplosioni di bombe, crepitio intenso di
un carro. Gli Inglesi ne avevano raccol- re ansimando, a frasi brevi, congiunte armi leggere, cannonate, poi ancora
to il corpo e lo avevano deposto, con da qualche “sì” ed “ja” tedesco: “cam- bombe, poi silenzio.
qualche cura, su di una camionetta». biare schieramento, Comandante, e su- Guillet chiamò gli Ufficiali a rapporto.
Verrà decorato di Medaglia d’Oro bito. Carri inglesi pesanti alla destra Si portò con loro ad osservare il nemico
al V.M. «alla memoria». delle Bande. Tre o quattro, sì, con fan- e vide, nella piana, la fanteria indiana
La terza azione dei Gruppo Bande teria e artiglieria. Il Tenente crede op- protetta sui fianchi da camionette arma-
venne compiuta subito dopo. È an- portuno spostare immediatamente lo te di mitragliatrici e da mezzi blindati:
schieramento del Gruppo. Può essere un grosso reparto, che si stava spiegan-
aggirato. Lui adesso attacca sì, per dar- do su di una larga fronte.
La carica del Gruppo Bande a Cavallo - Le tempo di cambiare fronte. Con un E Guillet diede gli ordini per l’azione:
1941. solo plotone. Il resto sta ora ripiegando “scopo è penetrare nelle linee inglesi,
provocare la maggiore confusione possi-
bile, tornarcene indietro dando ai carri
l’impressione di poter essere presi alle
spalle. Se potremo ripeteremo l’attacco”.
In quella, si accorse che l’andamento del
terreno aveva costretto carri e camionet-
te a rallentare e stringere, sulla sinistra,
la fanteria indiana. Anche l’artiglieria
spostava lo schieramento. Capì d’intuito
che era il momento giusto per lanciare la
carica sul centro nemico: mitragliatrici
dei carri e delle camionette da un lato e
cannoni dall’altro non avrebbero potuto
sparare sui suoi cavalieri senza colpire
la loro fanteria che stava nel mezzo.
Girò il cavallo, si sollevò sulle staffe e
“Caricat!” urlò con quanto fiato aveva
100 Rivista Militare

Traduzione: niero e lo chiusero in un campo di


IL leone Conquistatore/Vincitore della Tri- concentramento, prima nel Sudan,
bù di Giuda Hailè Selassiè I-Eletto di Dio- poi in Sud Africa. Call rimase sei
Imperatore d'Etiopia. anni dietro ai reticolati, dove venne
Salute a tutti coloro che ci leggono.
L'Ordine della Stella d'Onore del Nostro addetto all’infermeria ed insegnò il
Impero viene concessa al Dott. Call Carlo il tedesco agli altri prigionieri.
quale ne beneficerà con tutti i diritti Rientra in Italia solo nel 1947 e, per
inerenti in considerazione dei suoi meriti. un anno, torna a lavorare in Val
Al Dott. Call Carlo viene quindi concessa Badia. Ma, nel 1949, il richiamo
l'Onoreficenza di Commendatore della
Stella d'Onore d'Etiopia questo giorno set- dell’Africa e delle passate esperien-
te di Guenbot del 1957 del Calendario Etio- ze professionali lo fece ritornare al
pico, 35mo anno del Nostro Regno. suo Istituto dell’Asmara, ove si de-
Rilasciato dal Palazzo del Governo di Ad- dicò alla batteriologia. Nello stesso
dis Abeba. anno gli venne conferita la Meda-
Firmato: Aklilou
glia d’Argento al V.M. concessagli
«sul campo» per l’attaccamento al
nei polmoni, lanciando l’animale nella so Capitano, diede corso alla guerri- dovere ed il valore dimostrati in
carica. Dietro di lui seicento cavalieri che glia contro gli Inglesi, conosciuta guerra.
urlavano “Savoia!” sparando, gettando come la sua «guerra privata». Ma Nel 1954 sposò una giovane inse-
bombe a mano e sciabolando i soldati in- questa è un’altra storia. gnante trentina, Luciana Wergles,
diani. Questi aprirono due varchi nel lo- che gli sarà compagna nella lunga
ro centro ripiegando sui lati in disordine vita africana e gli darà tre figli. Nella
e cercando l’appoggio dei carri, che non DOPO LA GUERRA professione si applicò con il rigore,
potevano sparare per timore di colpirli. la serietà e l’impegno che ne aveva-
Trasportate dallo slancio le Bande Sciolte le Bande, il dottor Carlo Call no caratterizzato l’agire come sol-
avevano però superato la linea delle si presentò, con la massima indiffe- dato. Darà vita ad un complesso di
fanterie avversarie e vennero prese renza, all’Istituto Siero Vaccinogeno studi e di lavori scientifici, tanto che,
sotto il fuoco delle artiglierie e dei dell’Asmara, ove riprese servizio nel 1959, divenne Direttore dell’Isti-
blindo-corazzati che causarono morti tuto Siero Vaccinogeno dell’Asmara
e feriti». e dei Servizi Veterinari del Governa-
Fu solo al calar del sole che il Grup- torato Generale dell’Eritrea, nel qua-
po Bande ricevette l’ordine di di- le collaborò anche con il Servizio
simpegnarsi dal nemico. Rientrò a Veterinario dell’Esercito degli Stati
Cherù dopo aver lasciato sul terre- Uniti. La personalità, il rigore e la
no degli scontri 176 caduti e 100 ca- serietà professionali, la capacità di
valli morti; i feriti riportati indietro operare e colloquiare spontanea-
furono 260. Il nuovo ordine che ri- mente con tutti, gli guadagnarono
cevette fu: «proteggere il ripiegamento stima e credito presso le genti e le
della guarnigione dal forte». Autorità etiopiche, tanto che, nel
Nella terza ed ultima azione il dot- 1965, l’Imperatore Hailè Selassiè gli
tor Carlo Call assunse, d’iniziativa, conferì la «Stella d’Onore d’Etio-
il comando dei plotoni superstiti pia», massima onorificenza per la
della II Banda e ne condusse gli uo- quale lo stesso Sovrano si congratu-
mini nelle cariche e nelle azioni suc- lerà con lui.
cessive. Compì, così, ancora una Le congratulazioni dell'Imperatore d'Etio- Nel 1967 l’U.S. Army gli conferì
volta, più del proprio dovere. pia - 1965. «The Honorary U.S. Army Security
Il Gruppo Bande si battè nuova- Agency for Veterinary Services, for
mente ad Agordat ed a Cheren e, cooperation and assistance in furthe-
nella notte sul 10 aprile, ruppe, con come fosse di ritorno da un periodo ring the cause of freedom and peace».
pochi superstiti, l’accerchiamento di ferie. Venne altresì insignito, nel 1973,
inglese ad Al Teclesan, raggiungen- Gli Inglesi, che stavano occupando dell’onorificenza di Cavaliere Uffi-
do Asmara, ove la sua vicenda belli- la città, non sono d’accordo con lui: ciale della Repubblica Italiana e, nel
ca ebbe fine. era uno degli uomini di Guillet che 1979, dall’ex Re Umberto II del tito-
Con un centinaio dei suoi «irregola- stava conducendo la guerriglia con- lo di Commendatore della Corona
ri», tutti volontari, Guillet, promos- tro di loro. Quindi lo fecero prigio- d’Italia. La sua vita continuò, nel-
n. 3 - 2011 101

l’impegno professionale costante e Ten. c. Renato Togni


produttivo, con intervalli di vacan- Nato a Frascati (RM) il 21 gennaio 1913
ze e soggiorni in Italia, nella sua ter- Medaglia d'Oro al V.M.
ra Alto Atesina, sino a quando, nel
giugno 1973, rimpatriò definitiva- Cavaliere eroico, più volte decorato al valo-
mente con la famiglia e si ritirò in
re, comandante un'ala di gruppo di bande
impegnate in azione ritardatrice contro un
pensione. Si spense a Roma, il 17 avversario soverchiante, con audace perizia
febbraio 1991, ad 80 anni. caricava il nemico infliggendogli perdite e
provocando disordine e scompiglio.
Accortosi che una formazione di carri ar-
PERCHÉ mati avversari stava per aggirare il gruppo
bande, ne avvertiva il comandante infor-
La domanda viene spontanea: per-
mandolo che, per dargli il tempo di sventare la minaccia, avrebbe
attaccato a qualunque costo il nemico.
ché un articolo sulla Rivista Militare Manovrò con fredda intelligenza finchè, messosi alla testa di par-
per narrare la vicenda e gli eventi te dei suoi cavalieri, caricava l'avversario con la certezza di anda-
accaduti ad un uomo tra i tanti, il re incontro alla morte e con la coscienza che il suo sacrificio
cui gesto non fu certo tale da avere avrebbe salvato il gruppo.
un peso determinante né sul corso Piombato sui carri avversari li aggrediva con bombe a mano. Col-
delle operazioni cui ha partecipato pito prima al petto, poi alla fronte da raffiche di mitragliatrici,
né, tanto meno, sulle sorti della
trovava ancora la forza di lanciare una bomba e si abbatteva mor-
to con il proprio cavallo su un carro nemico. Il nemico, colpito da
guerra? tanto fulgido eroismo, rendeva alla salma gli onori militari.
Nella società odierna televisione, ci- Cherù (A.O.I.) 21 gennaio 1941.
nema, giornali, riviste, libri dedica-
no gran parte del proprio messaggio
alla debolezza e alla fragilità umane. È un messaggio che dà la sensazione conseguirono lo scopo che si propo-
che l’uomo, e la società cui esso dà nevano perché le guidavano uomini
vita, stia perdendo il controllo di se di valore, e perché ogni singolo ca-
Al termine della vita professionale -1973. stesso, come non avesse più punti di valleggero sapeva come compiere il
riferimento a cui ancorarsi. proprio dovere, voleva compierlo,
Per opporsi a tale tendenza sembra si impegnava singolarmente nel
valido ricordare qui un esempio di conseguire il successo sfidandone
dedizione al dovere, di cosciente coscientemente il pericolo ed il ri-
accettazione del rischio e del sacri- schio.
ficio dato da uno dei tanti cittadini Guillet, Togni, Call e tutti gli altri,
che hanno partecipato, con onore, «nazionali» ed «irregolari» a cavallo,
alla 2a Guerra Mondiale, dando va- erano ciascuno una pur piccola ma
lido motivo di orgoglio ai giovani indispensabile ed insostituibile parte
di oggi per l’operato dei loro «vec- dello strumento cui davano vita. Ri-
chi» e valido spunto di meditazio- cordare il ruolo giocato da uno di lo-
ne, insegnamento, esempio e matu- ro è giusto riconoscimento del valore
razione. profuso, ed accresce anche il signifi-
Il secondo motivo è più tipicamente cato dell’azione di tutti. Evidenziare
militare. Non occorre riandare ai tutto questo agli occhi dei giovani
maestri dell’arte della guerra, né ai soldati di oggi è il secondo obiettivo
grandi condottieri, per concordare perseguito da questo articolo.
su di un assioma intuitivo, secondo Ogni buon soldato è anche ottimo
il quale nessun comandante è vera- cittadino. Ed il soldato Veterinario
mente tale se i suoi gregari non so- Carlo Call, delle Bande Irregolari a
no validi e capaci. Ed è cattivo co- Cavallo dell’Amhara, lo ha ampia-
mandante quello che non si impe- mente dimostrato. Dobbiamo impa-
gna a prepararli ed a renderli tali, rare da lui.
quale che sia il livello gerarchico di
ciascuno di loro.
Carlo Call ne è stato il tipico esem- Gualtiero Stefanon
pio. Le cariche delle Bande a cavallo Generale di Corpo D’Armata (ris.)
102 Rivista Militare

LO SVILUPPO protezione alle ambulanze e agli


ospedali militari, al personale delle
equipe sanitarie e al materiale utilizza-

DEL DIRITTO
to. La protezione viene estesa anche
alla popolazione civile che si adoperi
per i soccorsi ai feriti.

INTERNAZIONALE
La croce rossa su sfondo bianco vie-
ne adottata quale simbolo di prote-
zione e neutralità riconosciuto a li-

UMANITARIO
vello internazionale. L’emblema,
privo di significato religioso e tutto-
ra ancora boicottato da quanti ne in-
travedono un mero significato di ta-
le propaganda al punto da volerlo
Dalla Convenzione di Ginevra alla nascita sostituire con un simbolo neutro, è
scelto invertendo i colori federali
della Croce Rossa - La normativa esistente della bandiera svizzera, in omaggio
e la sua reale applicazione al Paese ospitante.
Viene stabilito, inoltre, il seguente
dettato fondamentale: «... i militari
feriti o malati saranno raccolti e curati,
La quasi totalità degli Atenei che of- corso deve, quindi, avvenire me- a qualunque Nazione appartengano...».
frono proposte formative, quali i diante la conclusione di un trattato La prima Convenzione di Ginevra
Corsi di Laurea in Scienze Politiche, internazionale. del 1864, dettando norme atte, per
presentano un programma di studio Il Governo svizzero offre il proprio quanto possibile, a rendere meno
che tratta il Diritto Internazionale appoggio all’iniziativa convocando, cruenti i conflitti riconoscendo la di-
Umanitario. l’8 agosto 1864, una conferenza di- gnità della persona umana e la neu-
Dossier, articoli, reportage, seminari plomatica alla quale partecipano i tralità del ferito di guerra, costituisce
di studio e dibattiti pongono al cen- rappresentanti di 12 Governi, com- un passo decisivo nella storia del Di-
tro dell’attenzione la tutela e cura presi gli Stati Uniti, unica potenza ritto Internazionale Umanitario.
dei feriti e la loro evacuazione, nella non europea rappresentata. Nel periodo successivo all’adozione
maggior parte dei casi a seguito di La Conferenza si conclude il 22 ago- della Convenzione del 1864 e man
incidenti nei vari Teatri d’operazio- sto 1864 con l’adozione della Prima mano che gli Stati ne ratificano il te-
ne delle Forze Armate: ci si pone Convenzione di Ginevra per il mi- sto, vengono create numerose Socie-
l’interrogativo sul rispetto o il totale glioramento della sorte dei feriti in tà Nazionali della Croce Rossa, an-
ignoro di quanto sancito dalla Con- campagna. Il documento, strutturato che in Paesi non appartenenti al-
venzione di Ginevra e dal Diritto su 10 articoli, garantisce neutralità e l’area culturale europea. La collabo-
Internazionale Umanitario.
Ma cos’è la Convenzione di Ginevra?
Com’è nata? Analizziamone insieme
alcuni dettagli.
Il conflitto che scoppia, nel febbraio
1864, tra la Prussia e la Danimarca, in
occasione del quale operano per la
prima volta le nascenti Società Na-
zionali di Soccorso, evidenzia le diffi-
coltà frapposte dai Governi al loro
operare, ostacoli che possono essere
superati solo attraverso l’assunzione
di un serio impegno da parte degli
Stati circa la protezione da assicurare
al personale e alle strutture destinate
alla cura dei feriti.
Il riconoscimento ufficiale dell’atti-
vità delle Società Nazionali di Soc-
n. 3 - 2011 103

razione fra le diverse Società Nazio- ternazionale concernente le leggi e gli ti disumani o degradanti, la cattura di
nali viene agevolata dall’organizza- usi della guerra», ripresi poi nei testi ostaggi, gli stermini, la tortura, le ese-
zione di conferenze periodiche non dell’Aja del 29 luglio 1899, nei quali cuzioni sommarie, il saccheggio, gli
istituzionalizzate alle quali prendo- viene adottata, tra l’altro, una con- atti di violenza e la distruzione indi-
no parte, insieme ai delegati delle venzione per l’adattamento alla guer- scriminata dei beni privati.
Società Nazionali e del Comitato, i ra marittima dei principi sottoscritti I Delegati del Comitato Internaziona-
rappresentanti delle potenze parti nel 1864. le della Croce Rossa vengono auto-
alla Convenzione di Ginevra. Una serie di Convenzioni relative ai rizzati a visitare i campi di prigionie-
La prima Conferenza si tiene a Parigi conflitti armati tra cui guerra terre- ri di guerra, gli internati e a intratte-
nel 1867 e ad essa ne seguono altre, stre, marittima e neutralità vengono nersi con i detenuti senza testimoni.
ma a intervalli non regolari a causa adottate all’Aja il 18 ottobre 1907. Il 4 maggio del 1954 viene adottata
delle ricorrenti crisi belliche. La Prima guerra mondiale evidenzia all’Aja una «Convenzione per la pro-
Il conflitto tra Austria e Prussia del le lacune delle norme fino ad allora tezione dei beni culturali in caso di
1866, e ancor più la guerra del 1870 formulate e nel 1929 vengono adotta- conflitto armato».
tra Francia e Prussia, mostrano i pri- te due ulteriori Convenzioni: una per Il 10 dicembre 1976 le Nazioni Unite
mi risultati positivi. In occasione del il trattamento dei prigionieri di guer- adottano una «Convenzione sul di-
conflitto franco-prussiano, per la pri- ra, l’altra per migliorare la protezione vieto di utilizzare tecniche di modi-
ma volta nella storia militare, entra in dei feriti e dei malati sulla base della fica dell’ambiente naturale per sco-
funzione un organismo internaziona- passata esperienza. pi militari o per qualsiasi altro sco-
le che si occupa di comunicare con le Durante la Seconda guerra mondiale po ostile».
famiglie dei soldati feriti o caduti in la sorte delle persone coinvolte nelle Nel 1977, una nuova Conferenza
battaglia, per il tramite di delegati ostilità, e in particolare della popola- Diplomatica adotta due «Protocolli
che il Comitato Internazionale può zione civile, è tragica. aggiuntivi alle Convenzioni di Gi-
inviare nei campi, sebbene questa at- Alla fine del conflitto si avverte forte- nevra del 1949» destinati appunto a
tività non sia ancora ufficialmente tra mente l’esigenza di rivedere le Con- completare le norme di protezione
le sue prerogative. venzioni vigenti e nel 1946, convoca- previste dalle quattro Convenzioni
È, infatti, in occasione della IX Confe- ta dal Consiglio Federale Svizzero, si di Ginevra:
renza Internazionale di Washington riunisce a Ginevra una Conferenza • il I Protocollo ne estende il campo
del 1912, che il Comitato Internazio- diplomatica che, il 12 agosto 1949, di applicazione e di controllo, iden-
nale viene incaricato di assicurare i adotta quattro Convenzioni. tificando meglio il personale e il
soccorsi ai prigionieri di guerra me- Regole precise proteggono gli inter- materiale sanitario e assicurando la
diante l’intermediazione di delegati nati civili, i diritti e i doveri di una protezione della popolazione civile
neutrali accreditati presso i Governi Potenza occupante sono chiaramente dagli effetti delle ostilità nei conflitti
interessati. stabiliti, sono vietate le rappresaglie e armati internazionali;
Con la Convenzione di Ginevra si le deportazioni. • il II Protocollo si preoccupa della
fanno spazio, nel Diritto Internazio- • I Convenzione di Ginevra per il mi- protezione delle vittime dei con-
nale Umanitario, quei principi uma- glioramento della sorte dei feriti e flitti armati non internazionali
nitari che si affermeranno a livello in- dei malati delle Forze Armate in mediante una serie di disposizio-
ternazionale molto velocemente. campagna; ni destinate ad assicurare la tute-
Da questo momento verranno garan- • II Convenzione di Ginevra per il la dei feriti, dei malati e della po-
tite le attività delle Società Nazionali miglioramento della sorte dei feriti, polazione civile in generale e, in
di Soccorso che, sotto l’emblema del- dei malati e dei naufraghi delle particolare, dei civili privati del-
la croce rossa, saranno destinate ad Forze Armate su mare; la libertà.
agire come servizio ausiliario della • III Convenzione di Ginevra relativa Il 10 ottobre del 1980 viene adottata a
sanità delle Forze Armate. al trattamento dei prigionieri di Ginevra una «Convenzione sul divie-
Se è vero, da un lato, che il Diritto In- guerra; to e la limitazione dell’impiego di ta-
ternazionale Umanitario ha subito • IV Convenzione di Ginevra relati- lune armi classiche» che possono es-
grandi sviluppi da quella prima con- va alla protezione delle persone ci- sere ritenute capaci di causare effetti
venzione, è anche vero che questi vili in tempo di guerra. traumatici eccessivi o di colpire in
non sono altro che l’aggiornamento e Con queste, gli Stati firmatari si impe- modo indiscriminato.
l’ampliamento dei principi universali gnano a curare amici e nemici senza
essenziali stabiliti dalla stessa. alcuna distinzione, a rispettare l’esse- Francesco Sgobba
I principi della Convenzione di Gine- re umano, la dignità della donna, i di- Maresciallo Allievo,
vra del 1864 sono, infatti, riconferma- ritti della famiglia, i costumi, le con- in servizio presso il Reparto Corsi
ti e ampliati dalla «Dichiarazione In- vinzioni religiose; a vietare trattamen- della Scuola Sottufficiali dell’Esercito
104 Rivista Militare

LA DIMENSIONE EUROPEA
DELLE PROBLEMATICHE
GIOVANILI ITALIANE
La questione giovanile risulta essere sione europea» rappresenta un con- giovani, di difficoltà che impedisco-
oggi tema centrale di vari soggetti cetto ricco, collegato a una strategia no una migliore integrazione socia-
istituzionali e sono tante le iniziati- d’intervento in favore delle future le, miglioramento del sistema scola-
ve e le attività in questo settore an- generazioni al fine di rendere con- stico e, più in generale, di una signi-
che se compiute spesso in maniera creta la possibilità d’identificazione ficativa difficoltà a individuare
non organica e omogenea con risul- dei giovani provenienti da differen- quelle misure che possano favorire
tati poco strategici e di breve dura- ti Paesi, sul fondamento costituito e realizzare nel concreto una parte-
ta. L’obiettivo di valutare i risultati dai valori comuni e che, nonostante cipazione attiva dei giovani, in par-
delle azioni messe in campo per le le differenze culturali, risulti una ticolare quelli più svantaggiati e
future generazioni combacia con ricchezza la particolare condizione marginalizzati. Al fine di compren-
l’esigenza di riportare al centro del- di provenienza. È necessario pure dere a fondo i giovani occorre rece-
l’attenzione la questione legata ai stimolare nei giovani una riflessione pire il senso dei messaggi che lan-
cittadini del domani, tanto che il 22 sulle caratteristiche essenziali della ciano e individuare la direzione
settembre 2008 la Commissione Eu- società per poi renderla di più am- verso cui indirizzare l’impiego delle
ropea lanciò online una pubblica pio respiro con una dimensione eu- risorse disponibili, un’azione che
consultazione diretta ai diversi sta- ropea e, soprattutto, incoraggiarli deve essere inserita in quell’indefi-
keholder (organizzazioni, autorità ad assumere ruoli attivi nelle pro- nito universo dei «giovani» e che sia
pubbliche, individui) di tutti gli Sta- prie comunità, affinché si possano in grado di intercettare problemi,
ti dei Paesi Membri. Occorre che i sentire cittadini consapevoli, anche speranze, bisogni nonché idee, pro-
giovani italiani, su modello del- attraverso la conoscenza del ruolo getti, iniziative in maniera trasver-
l’Unione Europea, si esprimano sul- determinante che hanno nella co- sale rispetto a condizioni socio-ana-
le priorità e le sfide da intraprende- struzione del mondo che verrà. Bi- grafiche, culturali e di partecipazio-
re per il proprio futuro, specie in sogna quindi sottolineare come l’at- ne attiva. Dare, quindi, la parola ai
campo di tematiche fondamentali tiva partecipazione dei giovani sia il giovani significa inevitabilmente
quali ad esempio l’istruzione, la for- fine di qualsivoglia azione in favore coinvolgerli e farli sentire tali, non
mazione e il lavoro, e quindi anche degli stessi, affinché si possano in- limitandosi a raffigurarli in rappre-
tematiche più sociali quali il diritto coraggiare ad essere cittadini attivi sentazioni sociologiche e in terza
di vivere il proprio status di cittadi- e consapevoli e attuare quei principi persona, né allo stesso tempo far lo-
no e la conoscenza delle misure che e regolamenti nazionali e comunita- ro oggetto di proiezione per una ri-
i propri amministratori locali metto- ri che, in materia di partecipazione stretta rappresentanza di «addetti ai
no in campo per la pianificazione e informazione dei giovani, preve- lavori». Come sottolineato nel quin-
del proprio futuro. La campagna di dono fra le altre cose: l’incoraggia- to rapporto IARD sulla condizione
sensibilizzazione dei giovani, incen- mento per una compartecipazione giovanile in Italia, particolare atten-
trata sull’essere consapevoli della alla vita civile della propria comu- zione deve essere posta sui processi
propria cittadinanza europea, è tra nità; lo sviluppo e l’aumento del- di transizione verso l’acquisizione
le maggiori priorità del progetto di l’interesse alla partecipazione dei di ruoli adulti; l’età giovanile può,
azioni che devono caratterizzare le giovani agli apparati della demo- infatti, essere considerata una con-
Amministrazioni locali, con l’obiet- crazia partecipativa; l’esigenza di dizione transitoria che si caratteriz-
tivo di incentivare la riflessione su un maggiore sostegno alle varie za per l’abbandono di ruoli e com-
temi di rilevanza locale, nazionale strutture destinate all’educazione e petenze tipiche dell’adolescenza e la
ed europea e di attirarli in un atten- alla partecipazione. Parliamo quin- contemporanea assunzione di fun-
to dibattito sulla realizzazione del di di temi come la disoccupazione e zioni e di responsabilità del mondo
proprio domani. Il termine «dimen- le scarse possibilità di carriera per i adulto. «I tempi e i modi con i quali
n. 3 - 2011 105

questo passaggio si realizza appaiono la definizione di politiche condivise promozione della solidarietà e del
fortemente influenzati da contingenze per i giovani vedendoli finalmente dialogo interculturale. Il Libro Bian-
storiche, economiche e culturali; infatti, detentori di un ruolo chiave e che co sulle politiche giovanili per
la transizione nelle società moderne è quindi non possono essere esclusi l’Unione Europea (2001) ha come
scandita dal superamento di soglie, ov- dal processo evolutivo dello Stato. prerogativa quella di considerare i
vero da tappe di passaggio, indispensa- Al contrario è da ritenersi indispen- giovani come una risorsa prioritaria
bili per poter ricoprire stabilmente quel- sabile instaurare un dialogo diretto del nostro futuro: risorsa intesa in-
le posizioni sociali che contraddistin- tra giovani governati e governanti, nanzitutto in senso umano e poi in
guono l’individuo adulto e lo differen- le cui decisioni (a livello locale, re- senso economico; infatti, evidenzia
ziano dall’adolescente». Importante ri- gionale, nazionale, europeo) sono l’importanza e l’urgenza di «consi-
sulta poi l’approfondimento del te- destinate a incidere profondamente derare la gioventù come una forza e
ma dell’integrazione fra i popoli e sulla vita dei giovani stessi, rivol- non come un problema da gestire»,
l’importanza di far maturare questo gendo maggiore attenzione alle po- proponendo di «inserire la dimensio-
concetto nelle nuove generazioni e, litiche giovanili e favorendo un ul- ne gioventù nell’insieme delle politi-
quindi, nei giovani che vivono con- teriore coinvolgimento dei giovani che» permettendo di mettere così in
testualmente la globalizzazione co- nei processi decisionali e nella pro- atto delle azioni politiche trasversali
me «fusione» delle popolazioni. In grammazione delle politiche per lo e integrate finalizzate ad accrescere
questo senso, un programma di sviluppo. Il rapporto di Brundtland, l’adesione e la compartecipazione
ascolto mirato, anche mediante la definisce lo sviluppo sostenibile co- attiva dei giovani in tutti i processi
programmazione d’incontri e dibat- me «uno sviluppo che consente di sod- decisionali, in modo che diventino
titi, associato ad un corretto utilizzo disfare i bisogni delle generazioni at- protagonisti. Il Testo, quindi, prean-
dei social network, può aiutare ad al- tuali pensando alle generazioni future» nuncia il concetto della sostenibilità
largare il target di riferimento e ri- (CMED, 1988), e pone le basi su tre unito alle politiche giovanili, crean-
volgersi anche a quei giovani non fondamenti: il sociale, l’economico e do così Paesi in cui la qualità della
direttamente coinvolti nelle prati- l’ecologico, conseguendo un ruolo vita presenti un sistema dove la so-
che quotidiane di partecipazione at- stimolante e determinante nelle di- stenibilità economica è al passo con
tiva che possano contribuire al pro- namiche della programmazione la sostenibilità sociale, ecologica e
cesso decisionale. Tale si dimostra delle iniziative per lo sviluppo a li- culturale, proponendo delle parole
una prospettiva che non è di sem- vello locale, nazionale e comunita- chiave quali: la comunicazione, l’in-
plice realizzazione, ma che può es- rio. Ma è facilmente rilevabile che formazione, la responsabilità, la
sere considerata come l’unica possi- l’idea strategica dello sviluppo so- compartecipazione, la sussidiarietà,
bile per chi realmente punta a dare stenibile, nella maniera nella quale è l’affidabilità, la coerenza e l’effica-
la «parola ai giovani». In Italia l’as- stata definita, di fatto, esclude cia. In particolare i temi dell’istru-
sociazionismo si è sempre contrad- l’aspetto culturale come motore di zione e dell’inserimento professio-
distinto per ricoprire un ruolo rile- sviluppo: fondamento non presente, nale dei giovani costituiscono gran-
vante nella vita sociale della popo- ma ineludibile per favorire più inci- di sfide e per questo l’iter d’integra-
lazione; in particolar modo in pre- sivamente i giovani in una prospet- zione socio-professionale dei giova-
senza di piccole realtà locali, la pos- tiva durevole; dunque i giovani so- ni procede attraverso un investi-
sibilità di far parte di un’organizza- no percepiti primariamente come ri- mento considerevole soprattutto
zione giovanile è vista come un ri- sorsa umana, in grado di sviluppare nello studio e nella formazione, in
medio alla mancanza indiscussa di in maniera autonoma le loro poten- un’opportuna unione dei giovani
opportunità che magari si possono zialità, ottimizzare le risorse e avva- alla vita civile e in disposizioni per
trovare maggiormente nelle città lorare la loro identità culturale in avvantaggiare la transizione fra l’in-
più popolate, che poi con l’hinter- un’ottica interculturale. L’assenza segnamento e il mondo del lavoro.
land costituiscono le cosiddette città di questo quarto fondamento non Tuttavia è palese l’attuale esigenza,
metropolitane, dove il polo univer- permette di manifestare in maniera sia sul piano nazionale che su quel-
sitario, punti di ritrovo, manifesta- chiara la dimensione culturale dello lo locale, di implementare e curare
zioni ed eventi per le attività artisti- sviluppo e, come conseguenza al nuove tattiche al riguardo, di stam-
che sono o dovrebbero essere mag- rapporto causa effetto, non produce po cross-settoriali poste fra le strut-
giormente frequenti. La volontà da risposte adeguate alle richieste di ture dedicate all’educazione, alla
parte delle istituzioni locali di coin- rinnovamento e innovazione, di formazione, ai servizi per l’impiego
volgere i giovani mediante, per rappresentanza e creatività sociale e all’inclusione sociale.
esempio, un dialogo strutturato, è complessivamente intese, alle sva-
oramai nota. Infatti, la comunicazio- riate tipologie di espressività di na- Michele Karaboue
ne costituisce un passo incisivo nel- tura etica, linguistica e culturale, Esperto di politiche giovanili
106 Rivista Militare

1968: L’ALLUVIONE
DI VALLE MOSSO
Abbiamo trovato fra i ricordi di vecchi cassetti sgangherati del nostro cuore un episodio rimasto indelebile per
più di quarant’anni: i soccorsi nell’alluvione di Valle Mosso e di tutto il Biellese e Vercellese nel novembre
del 1968, sotto le insegne del 131° reggimento artiglieria corazzata «Centauro». Il fatto ricordato in questo arti-
colo ebbe poi risvolti pratici inaspettati: fu il primo vero episodio di protezione civile organizzato «dentro» la
calamità, fu uno schema ripetuto e collaudato anni dopo da molti dei protagonisti di Valle Mosso (trasferiti al
132° «Ariete», in Friuli) nel terremoto del 1976, fu lo schema operativo dal quale, attraverso Zamberletti, nac-
que poi la Protezione Civile in Italia con integrazione fra civili e militari.

Il 12 novembre 1968 vi fu un’allu- danni che portarono a distruzione


vione devastante in tutta la Valle i reparti più strategici dei lanifici,
Strona ed, in particolare, nel paese affollati di tessuti e macchinari
di Valle Mosso, oggi in provincia pregiati.
di Biella, ma all’epoca in quella di Insieme alla Valle Strona anche
Vercelli. La vallata ospitava ed tutto il percorso del fiume Sesia fu
ospita tuttora numerosi lanifici invaso da straripamenti inconteni-
prestigiosi che avevano avuto ori- bili. Ed anche la città di Vercelli,
gine da emigranti tornati al paese alla cui periferia si trovava la Ca-
dopo esperienze negli stabilimenti serma «Scalise», sede allora del
tessili dell’Inghilterra, proprio al- 131° reggimento di artiglieria co-
l’alba della successiva ed immi- razzata «Centauro», si trovò im-
nente «rivoluzione industriale». mersa nell’alluvione. La caserma
Dai primi piccoli insediamenti, po- rimase isolata alla mercé delle ac-
co più che artigianali, si passò ai que che provenivano sia dal cielo
primi del 1900 a veri e propri sta- sotto forma di «quasi diluvio uni-
bilimenti industriali, che, per por- versale» sia dagli argini del Sesia
tare a termine il lavoro di tessitura, Lo stemma del 131° reggimento artiglieria ormai straripato. Unica possibilità
necessitavano di abbondanza di corazzata «Centauro». per gli artiglieri del 131° era tenta-
acqua. Tanto che molti stabilimenti re una «sortita» a bordo dei loro
furono costruiti proprio sopra il mezzi cingolati per mettere in sal-
pelo d’acqua del torrente Strona, abbondanti ed improvvise. vo uomini e mezzi sulle alture cir-
quasi fossero ponti a più piani in Nella Valle Strona l’intera popola- costanti, verso Gattinara.
cui il reparto «finissaggio» (quello zione scendeva quotidianamente Fu così che quella notte del 2 no-
che tesse e lava fili e tessuti) veni- verso le fabbriche dai paesini in vembre 1968 si scatenò l’inferno
va posto a contatto con gli argini quota. Facile, inoltre, comprendere (come direbbero nei film) per le
del fiume…. come fossero migliaia gli operai al- popolazioni e per gli artiglieri del
Da una parte lo scorrere vorticoso la mercé dei capricci di un torrente 131°. Un po’ per caso, un po’ per
dell’acqua, come nei mulini a ruota, bizzarro e violento… ma fortuna- incoscienza, un po’ per eroismo,
forniva la forza per attivare i telai tamente (si fa per dire) quella not- alcune decine di artiglieri, che si
(quando ancora non c’era l’energia te del 2 novembre 1968 cadeva di stavano ponendo in salvo, diven-
elettrica), dall’altra consentiva il ri- sabato e nelle fabbriche non c’era nero invece «soccorritori» essi stes-
sciacquo e la preparazione delle fi- quasi nessuno. Fu così che, un po’ si con uno slancio di gioventù che
bre da tessere, principalmente di la- per l’ora tarda, un po’ per la gior- fu forse il primo atto reale e codifi-
na. Ma proprio questa vicinanza a nata prefestiva, i morti in quella cato di «pronto intervento di Pro-
fiumi o torrenti costituiva da sem- zona furono «soltanto» (si fa per tezione Civile», laddove l’ordine
pre un grave rischio in caso di piene dire) 57. Ingentissimi, invece, i di muovere a soccorso della Valle
n. 3 - 2011 107

Il 51° corso AUC sfila durante la cerimonia ne Civile in Italia, come molti de- volgenti nella loro semplicità sono
del giuramento nel 1968. gli Ufficiali e Sottufficiali che par- tratti da un fascicolo contenente il
teciparono nel 1968 ai soccorsi di racconto di un Sergente AUC del
Valle Mosso sotto le insegne del 51° corso AUC, il discorso di com-
Strona non partì dalle «superiori 131° «Centauro», si trovarono suc- memorazione del Sindaco di Valle
gerarchie» (come accaduto fino ad cessivamente per avvicendamenti Mosso fatto il 2 novembre 2008, il
allora) ma più banalmente dalla vari ad essere nel 1976 sotto le in- racconto di un Ufficiale dello Squa-
calamità stessa, cioè dal buon sen- segne del gemello 132° «Ariete», drone di Cavalleria Lodi, l’intervi-
so spicciolo di chi si è trovato som- quando scattarono, con altrettanta sta al radioamatore che lanciò le pri-
merso dagli avvenimenti (in que- immediatezza, i soccorsi dei mezzi me richieste di soccorso. Il fascicolo,
sto caso il vocabolo «sommerso» corazzati nel famigerato «Terre- sintetizzato di seguito, è conservato
appare il più azzeccato!!!) e ha per- moto del Friuli», partendo dalla nell’Archivio dell’Ufficio Storico
cepito le richieste di aiuto dalle zo- Caserma «Trieste» di Casarsa della dell’Esercito nel fondo L - Studi
ne circostanti. Delizia verso l’epicentro di Gemo- Particolari.
Senza avere né conoscenze precise na, adottando lo stesso efficace
del territorio, né notizie certe in meccanismo di primo soccorso che
merito, né viveri al seguito, né at- già avevano sperimentato a Ver- IL RACCONTO DELL’IMMEDIA-
trezzature particolari, se non i loro celli qualche anno prima…il TO SOCCORSO, SECONDO
cuori generosi, quegli artiglieri si «Drowsy Dog». VALTER BAY, ALLORA SERG.
diressero, a bordo dei loro M113, AUC DEL 51° CORSO AUC
verso il centro del disastro: Valle
Mosso! LE NOTIZIE STORICHE …(Omissis)…La Caserma «Scalise» di
Corre l’obbligo ricordare, avendo Vercelli era in realtà costituita nel suo
accennato al «primo e codificato» Gli avvenimenti di cui si parla nel insieme da due caserme adiacenti su un
immediato intervento di Protezio- presente articolo per quanto scon- terreno che digradava da una quota
108 Rivista Militare

maggiore ad una quota inferiore. Po- od il terzo) mentre gli altri due gruppi marcianti sull’anello infuocato della
tremmo dire che era un enorme quartie- da campagna erano a Novara. Dunque Caserma «Romano».
re militare formato da casermette per fra «Scalise» e «Biliemme» gli uomini Dunque nulla di nuovo sotto il sole ...
gli uomini ed hangar per i carri e mezzi si contavano intorno al migliaio. anzi ... meglio!!! ... dovrei dire sotto la
ruotati.... Il mese di ottobre era ormai trascorso in pioggia… ed ora vedremo il perché.
...Quella superiore si chiamava «Scali- addestramento ed affiatamento.... Si av- La sera del 31 ottobre 1968 mi tocca il
se» , quella adiacente ma su un terreno vicinava il ponte di Ognissanti dal ve- turno di Sergente d’Ispezione a suppor-
a livello sottostante era il «Biliemme», nerdì 1 al martedì 5 novembre 1968, to dell’Ufficiale di Picchetto. Piove a di-
deposito carri. Il tutto ospitava il 131° con una bella domenica nel mezzo. rotto…. Quasi quasi non invidio i miei
reggimento di artiglieria corazzata Tutti cercavamo di farci dare qualche li- colleghi che erano riusciti a «scappare
«Centauro». Il reggimento di artiglieria cenza o permesso per andare a fare una per il ponte»! Alle ore 22 monto d’ispe-

51° corso AUC, semoventi M-7 in movi- visitina a parenti o fidanzate. Io non zione e nel prendere le consegne ripenso
mento. avevo particolari esigenze, dunque non al fatto che ho accettato di coprire il
era la prima volta che davo disponibilità turno di Sergente di Giornata al IV
a qualche mio collega per sostituirlo Gruppo che sarebbe toccato a De Simo-
corazzata era organizzato su tre livelli eventualmente nei servizi e consentirgli ne, il compagno di corso partito per il
(Campagna, Pesante Campale, Pesan- di «fare il ponte». ponte. D’altra parte ciò era anche abba-
te), ciò significando che era dotato di C’era anche da considerare che il 4 no- stanza logico visto che De Simone era
«pezzi» con gittate diverse: breve gitta- vembre (giorno festivo) era dedicato alle sposato ed aveva già un figlio piccolissi-
ta, se si trattava di un supporto vicino Forze Armate ed alle parate di uomini e mo. In fin dei conti niente di ecceziona-
al campo di battaglia (campagna), me- mezzi. le; al massimo avrei forse perso qualche
dia gittata (15 Km) se si trattava di un Anche a Vercelli tutto era pronto per la ora di sonno!
supporto più distante (pesante campa- parata. La città pronta a preparare pal- «Speriamo che mi porti almeno un paio
le), lunga gittata (pesante - 30 Km) se chi e percorsi, la Caserma «Scalise» di bottiglie di quello buono» pensavo!!!
si trattava di un supporto ancor più pronta a lucidare mezzi e divise. Stavo montando alle ore 22 e sarei
ampio e distante.… Tutto doveva essere scintillante come smontato alle ore 10 del giorno 1° no-
…. La «Scalise» ospitava il gruppo Pe- non mai. Sapevamo come fare, non era vembre, giusto in tempo per «trasfor-
sante, al comando del Col. Lanzara, il la prima volta che sfilavamo in parata. marmi» in Sergente di Giornata pro-
gruppo Pesante Campale ed un gruppo Alla scuola di Bracciano era un costan- prio alla stessa ora delle 10 del mattino
da Campagna (non ricordo se il primo te sfilare di carri e ranghi di uomini fino alle 22 della sera, sempre del giorno
n. 3 - 2011 109

1 novembre 1968. Pioveva molto forte, la caserma ed oltre alla luce saltano an- diluvio scrosciante resto sull’attenti,
ma francamente nulla faceva presagire che i telefoni. Siamo praticamente isola- ma basìto. Non riesco a credere a quel
quel che sarebbe successo di lì a poco. ti, io, l’Ufficiale di Picchetto ed i quasi che dice il Ten. Col…… «forse sarà fra-
Pioveva ormai da due giorni e gli scro- ottocento uomini che sono in caserma. stornato dalla pioggia torrenziale» pen-
sci d’acqua ed i fulmini facevano pensa- La faccenda si fa pesante e comincio ad so tra me e me, ma ho la forza di bofon-
re più ad un diluvio universale inci- avere sensazioni di paura. È l’intuito chiare a voce alta rivolgendomi a lui:
piente che ad una pioggia passeggera. adesso che comincia a prendere il so- «sig. Colonnello, se continua così pen-
Anche gli ufficiali avevano preferito pravvento. Comincio a capire chiara- so che non ci sarà né un 4 novembre né
«fare il ponte», dunque nessuna visiti- mente che siamo nel mezzo di una allu- la Caserma «Scalise»…. Frattanto il
na improvvisata da parte di nessuno. vione di imponenti proporzioni. Ancora Tenente ed il Caporale predispongono
Sotto il profilo militare tutto pareva nulla di grave, ma comincia ad affac- per organizzare una eventuale pattu-
tranquillo e senza nulla da segnalare. ciarsi nella mia mente l’esigenza di sal- glia di esplorazione, per capire cosa stia
Vado ad appisolarmi sulla solita seggio- vare eventualmente la pelle mia e di succedendo ed escono con un CL (Ca-
la/panca del posto di guardia e vedo che tutti gli altri. mioncino Leggero).
l’Ufficiale di Picchetto si allontana per Il tempo scorre e si arriva alle 8 del Io, lemme lemme, smonto da Serg. di
un giro d’ispezione. Resto solo con le mattino, sempre del 1° novembre, ve- Ispezione e divento Serg. di Giornata al
guardie, ma tranquillo sulle procedure e nerdì. L’Ufficiale di Picchetto è rientra- IV gruppo. Sono le ore 10 del 1° no-
sul da farsi. Mi appisolo. Verso le due to e compare anche un Tenente Colon- vembre 1968. È quasi sabato…poi do-
di notte (è ormai il 1° novembre) fulmi- nello con un Caporale ed un Tenente. menica…c’è il ponte, piove come Dio la
ni tuoni e schianti mi svegliano di so- «Che cavolo ci fa qui quel 113??! » - di- manda… di altri Ufficiali neppure
prassalto. Chiedo alla guardia cosa stia ce il Ten. Col. - «Perché non è nell’ han- l’ombra. La pioggia si fa sempre più in-
succedendo. Guardo e non vedo nulla. gar con gli altri?? Perché è così luri- tensa. Nel tardo pomeriggio decido di
L’Ufficiale di Picchetto sembra sparito do?» predisporre il mio gruppo per una even-
nell’ispezione. La corrente è andata via «L’ho fatto uscire io, sig. Colonnello, tuale evacuazione della caserma con uo-
e non ci sono generatori. In mezzo ai per trascinare quel platano laggiù che mini e mezzi. Ho un grado troppo basso
fulmini intravedo sulla strada principa- sbarrava il passo. Poi l’ho lasciato pron- per poter prendere una simile iniziativa
le della Caserma un platano secolare ab- to nel caso cadesse ancora qualche altro e cerco in ogni modo di mettermi in
battuto. Mi copro alla meglio con la ce- albero!!»- Rispondo io facendomi avanti contatto con l’esterno e con qualche Uf-
rata e vado a veder per capire. e mettendomi sull’attenti. ficiale del gruppo. Niente. Allora in tar-
Un albero immenso, secolare, alto come «Quei mezzi erano preparati e lucidati da serata poco prima di smontare da
una palazzo di tre piani era rovinato a per la sfilata del 4 novembre!!» - digri- Sergente di Giornata faccio chiamare
terra col tronco tranciato e si era messo gna lui con piglio aggressivo e aggiun- una adunata e chiedo se vi siano arti-
di traverso proprio sulla strada princi- ge - «tre giorni di sala!!» Per capire glieri disponibili per formare un Pic-
pale della Caserma «Scalise». Penso al meglio, la «sala» è una punizione che chetto Armato Straordinario (senza ar-
pericolo sia per le persone, sia per i equivale agli «arresti domiciliari» per mi, ma in tenuta di marcia). Spiego la
mezzi, sia all’ostacolo che si è formato un Sottufficiale. Allora, nel pieno di un grave situazione e chiedo 100 volontari;
per un eventuale transito di carri. Fac-
cio chiamare un mio pilota di fiducia e
faccio accendere un M113 al «Biliem-
me». Il pilota arriva nel piazzale con
cavo di traino al seguito. Faccio ag-
ganciare il tronco abbattuto e lo faccio
spostare in senso longitudinale, in
modo da liberare il passo della strada.
Poi faccio parcheggiare l’M113 vicino
al posto di guardia e aspetto gli eventi.
La situazione, anziché migliorare, peg-
giora… se si può peggiorare in una si-
tuazione così compromessa!
Nel frattempo la pioggia caduta comin-
cia a ristagnare nell’ampio piazzale del-

Carabine «Winchester» e zainetti al cam-


po, 1968.
110 Rivista Militare

se ne offrono almeno 180. Faccio prepa- gendoci verso Gattinara sulle prime al- «infilarci» nell’asilo infantile di Valle
rare i cento che ho scelto e li faccio sta- ture che incontriamo. Dell’alluvione e Mosso. L’asilo è su una piccola altura
zionare nella palestra pronti a partire della Valle Strona non sappiamo ancora all’asciutto (si fa per dire!!), ma è cir-
con preavviso di cinque minuti. nulla. Abbiamo al seguito (come da ma- condato di recinzione con tanto di can-
Nel frattempo smonto da Sergente di nuale) due razioni «K» a testa ed una cello e porte e portoni chiusi.
Giornata al IV gruppo, e penso di an- cucina da campo. Nessuna attrezzatura Il Col. Lanzara assicura che il custode
darmi finalmente a riposare un po’ da alluvione… solo equipaggiamento da dell’asilo ci stava attendendo (chissà do-
con la coda fra le gambe per i tre gior- sopravvivenza di guerra. Siamo ormai ve avrà preso questa notizia…): saran-
ni di sala. Ma proprio in quel momen- alla sera del sabato 2 novembre. Strada no ormai quasi le due di notte. Gli uo-
to dal «Biliemme» mi avvisano che facendo si aggrega anche il Col. Lanza- mini mostrano insofferenza. Noi stessi
uno dei nostri Sergenti che doveva ra del V gruppo che prende il comando siamo stremati. Si decide di andare a
montare di guardia alla carraia non è della colonna. Da dove diavolo sia salta- vedere come entrare nell’asilo… ma il
rientrato. Occorre un altro Sergente to fuori non mi è chiaro ancora adesso. nostro M113 galleggia su qualcosa che
che lo sostituisca. Decido di sostituirlo Nel frattempo, sapremo poi, la Valle non si capisce, nel buio, se sia strada,
io stesso e rimonto di servizio alle ore Strona è stata devastata da una valanga prato o fiume… solo fango intorno a
22 del 1° novembre al «Biliemme». È di acqua e pietre. noi… pare di essere in una di quelle pa-
il giorno dei Santi del Paradiso…ma Proprio in quei momenti della serata ludi coi coccodrilli e le sabbie mobili dei
pare che questa volta ce l’abbiano pro- del 2 novembre un radioamatore, I1 film di Indiana Jones. La notte fonda, il
prio con noi!!! AMA Tallia Tito Galoppo, di Strona, freddo e la paura impediscono di ragio-
L’acqua, la paura, il freddo, il sonno co- lancia il primo segnale con richiesta di nare al meglio. La fame e la sete poi si
minciano a farsi sentire. L’acqua sale soccorso. Il segnale viene probabilmente fanno sentire alla grande.
anche nella nostra caserma intorno agli captato nel Vercellese e nel Novarese e Avevamo mangiato solo un panino che
hangar; dunque faccio chiamare i piloti qualcuno comincia a pensare di muove- ci eravamo portati via frettolosamente
del mio gruppo e faccio accendere i mo- re a soccorso. Ma un conto è pensare, al momento in cui avevamo abbandona-
tori…. Non si sa mai!!!! Frattanto spe- un conto fare. Le strade e le comunica- to la Caserma «Scalise». Così (pensava-
ro che qualcuno venga a darmi il cam- zioni sono bloccate. Apprenderemo suc- no il Cap. De Michelis ed il Col. Lanza-
bio perché sto per scoppiare e soprattut- cessivamente che anche lo Squadrone ra), avremmo risparmiato le razioni K
to spero che qualche Ufficiale si faccia Lodi (sempre della «Centauro») che sta- per eventuali successive emergenze. Io
vivo. Apprendo che quel Tenente e quel ziona a Lenta, tenta di muoversi in soc- intanto pensavo «Più emergenza di co-
Caporale che al mattino erano usciti in corso verso un treno (deragliato nella sì…». Forse non mi ero ancora reso ben
esplorazione col CL non danno più se- notte del 1° novembre) e verso Valle conto della situazione che ci aspettava.
gno della loro posizione; apprendo che Mosso; manda una AR ed un CL con Frattanto il tempo passava ed ogni mi-
sono ore che se ne sono perse le tracce… una pattuglia in esplorazione verso nuto sembrava una eternità. Eravamo
speriamo bene!!! Siamo ormai al 1° no- Masserano, ma per poco uomini e mezzi ora fermi davanti al cancello dell’asilo
vembre notte. È il terzo giorno che non non vengono travolti dall’acqua torren- infantile mentre galleggiavamo su qual-
dormo e non mangio, salvo qualche ora ziale. Verranno salvati a stento il gior- cosa…che non si capiva cosa fosse; nel
qua e là e salvo qualche boccone al volo. no dopo (cfr. storia del «Lodi»). Il no- senso che era sicuramente fango, ma
La tensione e la paura cominciano a far- stro Col. Lanzara, arrivando alla nostra non si capiva se sotto ci fosse terreno
si sentire. Non oso prendere iniziative, colonna, porta notizie di una tragica al- sodo oppure qualche voragine. L’im-
anche per la punizione pendente di ore luvione a Valle Mosso, di due pattuglie
prima. Finalmente a tarda notte o forse disperse e segnala l’urgenza di portare
in prima mattina (dipende dai punti di soccorso. Evidentemente la richiesta di
vista) riesce a rientrare in caserma il I1 AMA Tito Tallia è riuscita a filtrare
Cap. De Michelis. Come diavolo abbia fino alla radio militare di Lanzara. Era-
fatto non si riesce a capire. Osserva la vamo forse da soccorrere noi, ma non ci
situazione con me al fianco, vede il pla- pensiamo un attimo e dirigiamo l’M
tano, vede i carri pronti a muovere. 113 e tutta la colonna verso Cossato e
«Bisogna organizzare un po’ di uomini Valle Mosso. Nella notte siamo a Valle
più i piloti per evacuare il IV gruppo» Mosso.
dice. «I mezzi sono pronti, i piloti an- Non sappiamo dove andare a dormire,
che, ho già cento uomini in tenuta di ma arriva una incerta indicazione di
marcia nella palestra» ribatto io. Passa-
no forse sì e no 5 minuti e siamo fuori
tutti a bordo dei cingolati. Seguiamo il Il Capitano Valter Bay, già Sergente AUC
piano di battaglia «Drowsy Dog», diri- del 51° corso.
n. 3 - 2011 111

131° REGGIMENTO ARTIGLIERIA CORAZZATA «CENTAURO»


«Fulmineo fuoco di fulminea mole»
Il 131° reggimento artiglieria corazzata «Centauro» viene costituito in Cremona il 20 aprile 1939. Nello stesso
anno, inquadrato nella Divisione corazzata «Centauro», è mobilitato e trasferito in Albania. Il 28 ottobre 1940
riceve il battesimo del fuoco sul fronte greco-albanese. In particolare prende parte ai combattimenti di: Dolja-
na, Kani, Delvinachi, Zaraplana, Zervat, S. Dimitrio, Arinista, Tepleni. Nel giugno 1941 rientra in Italia e si
disloca nella zona di Spilimbergo, ove si riorganizza assumendo - con l’assegnazione del smv. da 75/18 - la
fisionomia più spiccatamente corazzata. Nel novembre 1942, a seguito di nuovi adeguamenti organici, si di-
sloca in Sicilia in previsione dell’impiego in Africa Settentrionale. Qui, in Cirenaica e Tripolitania, partecipa
ai combattimenti di El Agheila, Marada, Buerat e Beni Ulid. A causa delle forti perdite subite viene sciolto
nell’aprile del 1943, ad eccezione del II/131° che continuerà i combattimenti assieme ad unità tedesche nella
zona di Enfidaville e Takrouna, in Tunisia. Il reggimento si ricostituisce a Bracciano nel maggio 1951 e nel no-
vembre dello stesso anno si ricongiunge a Verona con le altre unità della Divisione «Centauro». Nel novem-
bre del 1955 si trasferisce definitivamente a Vercelli. A seguito dei provvedimenti della ristrutturazione del-
l’ottobre 1975, il 131° si scioglie. La bandiera viene ereditata dal 131° gruppo artiglieria pesante campale
«Vercelli» che si costituisce nella Caserma «Medaglia d’Oro Aldo Maria Scalise» il 21 ottobre 1975. Con la
soppressione della Divisione «Centauro», il gruppo, il 1° novembre 1986, passa alle dipendenze del Coman-
do artiglieria del 3° Corpo d’Armata e quindi, il 16 febbraio 1991, viene inquadrato nel reggimento artiglieria
a cavallo. Il 30 luglio 1992 si costituisce nuovamente assumendo la denominazione di 131° reggimento arti-
glieria da campagna semovente che torna a far parte della Brigata «Centauro». Il 10 ottobre 1995, a seguito
del riordino della Forza Armata, previsto dal nuovo modello di Difesa, il 131° si trasferisce da Vercelli a Bar-
letta dove sostituisce il soppresso 2° «Potenza» e passa alle dipendenze della «Pinerolo». Il 20 maggio 1996 si
trasferisce a Foggia.
Nella stessa sede viene sciolto nel marzo 2001 e sostituito dal 21° «Trieste».
La Bandiera di Guerra del reggimento è decorata di una Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Fronte Greco -
Albania - Jugoslavia. 28 ottobre 1940 -23 aprile 1941) ed una Medaglia di Bronzo al Merito Civile (2 novembre
- 20 dicembre 1968 provincia di Vercelli - D.P.R. 1-12-1970).
Motivazione della Medaglia di Bronzo al Merito Civile: «In occasione di una violenta alluvione si prodigavano gene-
rosamente, con uomini e mezzi, in difficili ed estenuanti interventi di soccorso alle popolazioni colpite, contribuendo valida-
mente a contenere e ridurre i disastrosi effetti della calamità».

(Fonte: sito dell’Esercito Italiano).

pressione era di trovarci su una sorta di stenerli. Io, nel mezzo delle due «corda- corazzato… siamo una barca che sta at-
«sabbie mobili» che potevano inghiot- te» umane, mi sarei calato verso il fan- traccando ad un molo invisibile. Gli uo-
tirci da un momento al’altro. Il Col. go sperando di trovare qualche superfi- mini cominciano a saltare passando
Lanzara chiede «un volontario» che si cie solida. «Se cado di sotto e vengo sull’alettone. E salgono poi verso l’asi-
«tuffi» in esplorazione…. ma non trova sommerso dal fango, avrò solo un atti- lo. Io nel frattempo cerco un varco per
molto entusiasmo: il rischio è troppo al- mo per fare un guizzo e riemergere di entrare, ma trovo il portone chiuso e
to! Il tempo (pochissimo per la verità… poco con le braccia in alto» - farfugliavo tutte le porte varie chiuse anch’esse. Il
ma sembravano secoli) passa e non suc- verso gli altri, sperando che un po’ la Col. Lanzara ordina che si vada a cerca-
cede nulla. La sosta si allunga e nessu- buona sorte un po’ la prontezza dei col- re il custode con le chiavi… ma l’agita-
no prende una decisione. Allora mi fac- leghi avrebbero risolto il problema. zione di tutti e la pazienza erano ormai
cio avanti io con una idea «brillante». Il punto viene illuminato con le torce. al limite. Decido di sfondare la prima
Mi ricordavo di aver visto qualche film Il Cap. De Michelis coordina l’opera- porta che mi pare più fragile e urlo «qui
in cui chi restava intrappolato cadendo zione stando in piedi sull’M113. Ecco c’è una porta aperta!» e comincio a far
nelle sabbie mobili riusciva per un atti- ... mi aggrappo al fianco del mezzo, e entrare gli uomini. Quando passa il
mo a riemergere prima di sprofondare salto giù! Cap. De Michelis guarda tutto (ed an-
definitivamente. Provo ad arzigogolare Cado dentro fino al petto…ma sotto che la porta), poi si rivolge a me: «Sei
un piano sommario. Accetto di essere io sento il fondo e comincio a camminare sicuro che era “già” aperta??» - do-
il «volontario» che si sarebbe «tuffato» fino al cancello, riemergendo ulterior- manda ironicamente. Rispondo: «Sicu-
dall’M113, ma chiedo che quattro colle- mente. Ora sono immerso fino alle gi- rissimo!!». E la questione finisce lì.
ghi si sdraino sulla parte superiore del nocchia. È finita! La paura è finita! Ora Abbiamo il tempo di stendere i materas-
mezzo. Due dovevano sporgersi col bu- sappiamo come fare. L’M113 comincia sini e metterci a riposare. Mangiare e
sto fuori dal mezzo e con le braccia pro- a manovrare per offrire l’alettone di gal- bere… «nisba»!
tese verso il basso. Altri due più indie- leggiamento posteriore verso il cancello: Fradici per l’acqua dal cielo ed il fango
tro a bloccare le gambe dei primi per so- praticamente non siamo più un mezzo per terra, con solo gli anfibi (anfibi…si
112 Rivista Militare

fa per dire) da combattimento, siamo vembre alle ore 18.00 in paese sono subito il mio drammatico QTC, dissi:
tutti bagnati come pulcini, ma final- transitate parecchie persone a piedi, «Fin che posso trasmettere divulga
mente all’asciutto. Saremmo sicura- equipaggiate con gli stivali, perché le queste notizie: abbiamo morti, frane,
mente da soccorrere noi stessi, invece ci strade qui sotto e anche in altri posti siamo isolati senza luce e telefono, vedi
prepariamo a soccorrere gli altri… Ol- erano in parte già franate, erano fradi- di far intervenire con urgenza i Vigili
tretutto dei materassini gonfiabili in ci d’acqua. Verso le ore 19.00 tre don- del Fuoco, vedi di avvisare la Prefettu-
dotazione due su tre sono bucati. Prati- ne che tornavano dal lavoro a piedi so- ra, le autorità indicando inoltre che gli
camente ci sdraiamo per terra. no state travolte da una frana; due so- aiuti possono raggiungerci solo a pie-
L’alba della domenica 3 novembre arri- no salve mentre la terza è dispersa; a di»….
va presto e siamo al lavoro per soccorre- Boero è caduta una frana dietro alla
re la gente. casa di Morani Romolo, il pilastro di Poi cosa hai fatto Tito?
Non abbiamo mangiato, non abbiamo dor- cemento ha ceduto ed ha colpito il pro-
mito da tre giorni, siamo stanchi e fradici prietario. Il figlio nel tentativo di sal- Alle prime luci dell’alba con gli ammi-
come pulcini, ma… «tasi e tira» dicevano nistratori Comunali ed altri siamo sce-
i nostri veci, cominciamo a lavorare per ERANO IN FORZA AI REPARTI si a Campore: il torrente Strona aveva
fare il possibile. Tutto il resto non conta.... CHE PRESTARONO SOCCORSO una portata d’acqua mai vista; sotto il
TRA IL NOVEMBRE ED IL fango ho visto il corpo riverso di un
DICEMBRE 1968
uomo anziano e la cosa mi colpì parti-
ALCUNI PASSI DEL DISCORSO Elenco dei Sergenti AUC del 51° colarmente; poco più avanti ho incon-
DEL SINDACO TALLIA DI VAL- corso AUC assegnati al 131° Cen- trato il Dott. Franco Bozzo impegnato
tauro nel novembre 1968
LE MOSSO NEL 40° ANNIVER- nella sua attività di medico, sai Franco
SARIO - 2 NOVEMBRE 2008 Bay Valter era un medico molto altruista e sempre
Ceriani Enrico disponibile ad aiutare tutti, in quel pe-
Cherubini Valter
Buongiorno e benvenuti a tutti in questa Delucchi Massimo riodo non era ancora un radioamato-
mattinata che vogliamo dedicare a ricorda- Fasce Giampaolo re… Il nostro era un pellegrinare in
re i quarant’anni che ci separano dall’allu- Felice Fausto mezzo a distruzione, morti, desolazio-
Fonseca Giancarlo
vione che ci ha colpiti nella serata del 2 no- Montoneri Giovanni ne, gente che piangeva perché aveva
vembre 1968…All’alba di domenica 3 no- Pagliara Bruno perso tutto. Avevamo un taccuino e ci
vembre, passata la tragica nottata, giunge Pianca Aldo segnavamo i nomi delle persone morte
Pirisinu Giacomo
a Valle Mosso la colonna dei primi soldati Schivardi Ercole e disperse.
della «Centauro». La ricordo ancora quella Villotta Gianni Concludiamo qui il racconto e la
lunga colonna di soldati in fila indiana, che Zanoletti Giovanni breve «carrellata» di testimonianze.
attraversano il centro del paese, eravamo Abbiamo voluto ricordare gli avve-
ancora immersi nel buio, la mamma ci ave- nimenti di allora in piena sintonia
va svegliati, «venite alla finestra a vedere... vare il padre ha le gambe bloccate sot- con quanto fatto dal sindaco di Val-
stanno arrivando i soldati per aiutarci»!.... to il pilastro. le Mosso dr. Tallia nelle celebrazio-
Più di 60 i morti, oltre 100 i feriti, 250 case ni del 40ennale del 2008 soprattutto
distrutte, 300 famiglie senza tetto, più di Quindi, Tito, eravate completa- per segnalare che quella che pareva
100 le aziende coperte dal fango, 13.000 i mente bloccati perché le strade era- essere una «normale» azione di soc-
dipendenti senza lavoro, danni calcolati in- no franate e perché non avevate corso ebbe poi risvolti inattesi, pia-
torno ai 30 miliardi di allora; questi i freddi nessun mezzo di comunicazione cevoli per un verso deludenti per al-
numeri della tragedia.... attivo? tri versi.
Fu piacevole ricordare, essendo ri-
Sì effettivamente era così: le strade cambiati, l’affetto e l’abnegazione
BRANI DELL’ INTERVISTA DEL erano impraticabili per frane presenti che avemmo per le popolazioni
RADIOAMATORE I1 VXA A TITO dappertutto, l’acqua continuava a ca- della Valle Strona (un affetto ed un
TALLIA GALOPPO I1 AMA - DEL- dere in modo incessante e il telefono ricordo che ci accompagnò vivido
LA SEZIONE RADIOAMATORI ormai non funzionava più da tempo.... per tutta la vita); fu deludente ac-
DI TRIVERO - CLASSE 1930 (L’apparato) aveva ancora le pile inse- corgersi che dalle memorie «uffi-
rite, lo collegai all’antenna, sai in quel ciali» sparì ogni segno della pre-
Tito come hai vissuto quei terribili periodo avevo le 4 x 11 elementi Fra- senza dei «baschi neri» della «Cen-
giorni del lontano novembre 1968? carro. Ricordo che quella sera c’era un tauro»!
contest, iniziai a chiamare e subito mi
Vedi Alberto, erano già diversi giorni rispose un OM del Lago di Garda. Valter Bay
che pioveva parecchio. Sabato 2 no- Non ricordo più il nominativo. Iniziai Capitano in congedo