Sei sulla pagina 1di 24

Tsipras, dopo la rissa con Schuble, pare rassegnato a trovare un compromesso con la Troika: se le banche finiscono i soldi, contano

pi degli elettori

Mercoled 18 febbraio 2015 Anno 7 n 48

e 1,40 Arretrati: e 2,00

Redazione: via Valadier n 42 00193 Roma


tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)


Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

B. E RUBY, CORRUZIONE INFINITA


LEGGE ANTI-TANGENTI BLOCCATA

Perquisite le Olgettine pagate per tacere, interrogato Spinelli su nuovi bonifici e case
regalate. In Senato FI fa ostruzionismo sulla legge contro le mazzette e vota con il Pd
contro la proposta M5S-LN di raddoppiare la prescrizione
Barbacetto e Mascali pag. 6 - 7
POLITICI, GIORNALISTI E ATTORI

CENE ELEGANTI

Karima el Mahroug
(Ruby), Barbara Guerra e Giuseppe Spinelli,
cassiere di Berlusconi LaPresse / Ansa

NEL BUNKER DI ARCORE

Il Caimano fra Papi-girl


e faide forziste pensa
di cedere un po di Milan

Caso Grinzane,
Soria accusa:
25 mila euro
a Chiamparino
Lex patron del premio letterario, al processo
dappello, tira in ballo decine di Vip: Soldi in
nero e viaggi gratis. Il pi vorace era Augias, il
pi patetico Alain Elkann. Il governatore del
Piemonte nega i fuoribusta per le campagne
elettorali
Giambartolomei pag. 16 - 17

Sergio Chiamparino con Giuliano Soria LaPresse

dEsposito pag. 6

LIBIA Cos Renzi non deve pi sporcarsi le mani

Il dittatore Al-Sisi
e i libici: AllIsis
ci pensiamo noi
Il generale egiziano continua i raid.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni
Unite pronto a riunirsi, ma nellimmediato
non ci saranno interventi. Le Brigate
islamiche: A Sirte il Califfo pu usare
i civili come scudi umani. LItalia dopo
le intemerate bellicose ora punta sulla
diplomazia degli altri: Senza lOnu non
si fa nulla
Gramaglia e Marra pag. 2 - 3

Udi Arturo Varvelli

MA C PI ISIS
IN EUROPA
CHE A TRIPOLI
a presenza dello Stato islaL
mico in Libia numericamente poco rilevante. Ma nel
caos libico gli argini a queste
forze sono pochi.
pag. 4

CALCIO MARCIO

IL FILM PI VISTO

LA CATTIVERIA

Veneto Banca, prestiti


facili: perquisito
Marco De Benedetti
Indagati i vertici
dellistituto
per finanziamenti
senza garanzie
a soci potenti
Lillo e Pacelli pag. 13

y(7HC0D7*KSTKKQ( +,!z!?!#!:

Arrigo Sacchi: Troppi neri


nelle giovanili.
Ok mister, ma questo
il Camerun

www.spinoza.it

Figc, Tavecchio
si arrende a Delrio:
Ok, Lotito
lo mando via

Milly DAbbraccio
Le 50 sfumature
di grigio adesso
ve le racconto io

Tecce pag. 19

Ferrucci pag. 19

SULLA APP MIA


I migliori video
del Fattoquotidiano.it sulla manifestazione anti-Uber
e la guerra in Libia

Vogliamo la Procorruzione
di Marco Travaglio

asta, piet, fatela finita. Non ne possiamo


B
pi di sentir parlare i politici di legge anticorruzione, visto che pi che parlarne non san-

no fare. A giugno era stato il governo Renzi a


bloccare il testo, emendato infinite volte, che
compie due anni proprio in questi giorni, visto
che Piero Grasso lo present appena fu eletto in
Senato, primancora di diventarne presidente.
Quando finalmente era pronto per la votazione
in commissione Giustizia, il premier bel bello
fece sapere che bisognava fermare tutto, in attesa
di un epocale decreto ad hoc, ovviamente mai
visto. Ora, otto mesi dopo, fra promesse di Daspo per i corrotti e leggi antiprescrizione, il gioco delle parti prevede che tocchi a Forza Italia
lardellare la legge di emendamenti ostruzionistici per paralizzarla in Senato. Tutto per non
ammettere che un Parlamento con 100 fra condannati, imputati e inquisiti, senza contare chi
non stato ancora beccato, con un governo daffari tuttora ricattato da un detenuto ai servizi sociali, non pu e non potr mai permettersi una
legge anticorruzione. O, meglio: pu farne quante ne vuole, ma finte. questa la vera differenza
fra gli anni dei governi Berlusconi e quelli delle
larghe intese pi o meno dichiarate. Ai tempi di
B. passavano leggi vergogna la cui ragione sociale
era almeno dichiarata fin dal titolo: prescrizione
dimezzata, falso in bilancio depenalizzato, impunit per le alte cariche, condoni e scudi fiscali.
Ora le porcate sono pi raffinate: si scrive una
cosa per fare bella figura e strappare qualche titolo encomiastico sulla stampa al seguito, poi di
nascosto si fa in modo di ottenere leffetto contrario. stato cos per il voto di scambio politico-mafioso: in teoria, punisce chi traffica voti
con mafiosi in cambio sia di denaro sia di altre
utilit; in pratica, grazie a un codicillo in caratteri
lillipuziani (la prova delluso dichiarato di metodi intimidatori tipici delle mafie per la raccolta
dei voti), si rendono impunibili sia luno sia laltro. stato cos per la concussione per induzione
degradata a induzione indebita: non basta pi
lingiusto vantaggio per chi induce (tipo B. che
chiama in Questura per far rilasciare Ruby), ora
ci vuole anche quello per chi indotto (il funzionario Ostuni che rilascia Ruby). stato cos
per lautoriciclaggio: il reato c, ma impossibile
applicarlo a chicchessia, perch va dimostrato
che i soldi sporchi sono stati lavati non per godimento personale, ma altrui (e chi dovrebbe
godere, di grazia, se non lautoriciclatore?).
E sarebbe gi cos per i reati fiscali, se Renzi non
fosse stato sgamato la notte di Natale mentre regalava il condono a evasori e frodatori sotto il 3%
dellimponibile e altre soglie pressoch illimitate. Per il falso in bilancio, invece, si fa come per i
reati di traffico di influenze illecite e corruzione
fra privati, istituiti nel 2012 col metodo Severino:
che, come dice la parola, consiste nel fare la faccia
severa mentre si infliggono pene talmente basse
(fino a 3 anni) da garantire quanto segue: niente
carcere n prima n dopo la condanna; niente
intercettazioni n interdizione dai pubblici uffici; e prescrizione dopo appena 7 anni e mezzo
(dalla data del reato, non della sua scoperta). Il
sistema ha funzionato a perfezione: non si ricordano, dalla legge Severino a oggi, processi per
quei due reati. Cos il ministro Orlando lha subito adottato per il falso in bilancio: a che serve
sputtanarsi con le soglie di impunit? Basta fissare per il grosso delle societ la pena massima a
3 anni per non far intercettare n arrestare nessuno e assicurare la prescrizione a tutti. Ieri M5S
e Lega hanno proposto un emendamento che
raddoppiava i termini di prescrizione per tutti i
reati contro la PA: tutti gli altri, Pd compreso,
han votato contro. E cos si spera sia chiaro a tutti
a che gioco giocano. Quindi, per favore, basta
perder tempo sullAnticorruzione: rinviamola
alla prossima legislatura o al prossimo secolo. E
concentriamoci sulla Procorruzione: quella s
avr una maggioranza oceanica e passer in un
battibaleno. Cos magari al prossimo giro gli
elettori apriranno gli occhi.

MONDO

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

Pianeta terra

il Fatto Quotidiano

REGNO UNITO JIHADISTI PAZZI PER VIAGRA


Si definiscono islamici puristi ma sarebbero
malati di sesso alla costante ricerca di viagra. Lo
scrive il tabloid britannico Daily Mail, che cita un
rapporto dellassociazione Raqqa is Being Slaughtered Silently, gruppo che denuncia le violenze e i soprusi contro la popolazione dallIsis. Ansa

EGITTO LINNO DELLISIS: BOTTIGLIE PIENE DI SANGUE


Punizione, sgozzamento, bottiglie di sangue: sono alcune delle parole dellinno che accompagna gli ultimi due video in cui lIsis decapita collaborazionisti nel Sinai e 21 copti in Libia, trasmesso anche
in radio. il tempo della vendetta, intona una voce giovanile. Ansa

LIBIA DATECI LE ARMI, LISIS


LO COMBATTIAMO DA SOLI
LESERCITO SOLLECITA FORNITURE, LE BRIGATE ISLAMICHE VOGLIONO CACCIARE
I JIHADISTI DA SIRTE. LOCCIDENTE ATTENDE IL CONSIGLIO DI SICUREZZA A NEW YORK
di Giampiero

Gramaglia

u iniziativa dellEgitto, il Consiglio di Sicurezza dellOnu discute di Libia in seduta pubblica, oggi, al Palazzo
di Vetro di New York. Il ministro degli Esteri egiziano
Shukry far il punto sulla situazione nel Paese, dove, ieri,
raid aerei di segno diverso si
sono susseguiti. E, a nome del
presidente al-Sisi, chieder un
intervento internazionale.
improbabile che il Consiglio
di Sicurezza giunga a decisioni, escluso che ordini un intervento. Linviato dellOnu in
Libia, Bernardino Leon, che
ha avuto un colloquio con Federica Mogherini, lAlto Rappresentante della politica estera e di difesa europea, chiede
giorni per un negoziato che
non mai iniziato. Lui e la
Mogherini sono daccordo per
intensificare gli sforzi e,
quindi, non fare nulla subito.
Fino a ieri sera, del resto, la
Libia non aveva trasmesso
allOnu una richiesta di aiuto
internazionale contro le milizie jihadiste dello Stato islamico, che controllano pozioni
di territorio. Lesercito regolare libico sollecita forniture
di armi per combattere i
jihadisti, ma non vuole saperne di truppe straniere sul proprio territorio. A Sirte, il portavoce di una delle brigate
islamiche che si stanno concentrando attorno alla citt
per sgomberarla dalle forze
dellIsis non ha escluso che
lo Stato islamico utilizzi residenti come scudi umani.
LA RICHIESTA di aiuto la

precondizione per unazione


del Consiglio di Sicurezza.
Il ministro degli Esteri del governo che sta a Tobruk, quello
legittimo per le istanze internazionali, al Dairi, parteciper
alla riunione dei Quindici.
Legiziano Shukry gi a New
York, per preparare lincontro
con una serie di bilaterali. Il
regime del Cairo convinto
che, nellattuale contesto libico, lOnu debba assumersi le
sue responsabilit: Si pu
creare una coalizione internazionale, una forza dintervento. Ci sono bombardamenti
contro lIsis in Siria e in Iraq, li
si pu fare in Libia, un Paese in
totale fallimento LIsis in
Libia una minaccia imminente . Lambasciatore egiziano a Roma Amr Helmy in
unintervista dice: Non penso
che manderemo mai truppe di
terra e di occupazione: potrebbero esserci operazioni aeree
limitate contro obiettivi ben
definiti. Ma i bombardamenti
non bastano: potrebbero volerci una forza di peacekee-

ping, rifugi per le minoranze,


un corridoio umanitario per i
civili in fuga... una combinazione di missioni. E bisogna
porre fine al sostegno militare
ma anche finanziario ai gruppi integralisti e terroristi.
IL CALIFFATO lascia il segno

dellorrore dovunque e ogni


giorno: di ieri la notizia di 45
persone arse vive in Iraq. Mentre, in Libia, sette ondate di attacchi aerei egiziani avrebbero
fatto decine di morti fra i miliziani jihadisti, accusati dusare scudi umani a protezione
delle loro postazioni.
A Derna, stato colpito il tri-

ALTRO ORRORE
In due giorni i raid egiziani
fanno 60 vittime, colpito
a Derna il tribunale
della Sharia. In Iraq 45
prigionieri bruciati vivi
dagli sgherri del Califfo
bunale della Sharia, innescando la minaccia di una dura
ritorsione. In 48 ore, sarebbero una sessantina i miliziani
uccisi, una dozzina gli stranieri. In unazione di segno diverso, aerei delle milizie di Tripoli, islamiste, hanno bombar-

dato posizioni governative a


Zintan.
Il fronte pro intervento in Libia , per ora, limitato. LItalia
sollecita unazione diplomatica. Londra vede solo una
soluzione politica. Algeri
vuole favorire il dialogo, ma
nel rispetto della sovranit.
Hamas fa sapere dessere contrario in modo categorico a
interventi della comunit internazionale in Libia, specie da
parte di Paesi come lItalia
che adducono pretesti, come
la lotta al terrorismo: Respingiamo lintervento e lo
consideriamo una nuova crociata contro i paesi arabi e mu-

IN NOME DI ALLAH

Un cacciabombardiere egiziano pronto a partire


per colpire le postazioni
Isis in Libia Ansa

sulmani. A ipotizzare o teorizzare interventi militari, restano gli Stranamore di casa


nostra: chi progetta unoperazione di cinque anni e 80 mila
uomini, chi avverte che se si va
l ci simpantana, chi invoca il
ricorso alle forze libiche (ma
quali?). Spicca fra tante la voce
del vescovo di Tripoli, mons.
Martinelli, deciso a restare:
Mi taglino pure la testa.

NELLE MANI DI CHI?

ABDULLAH AL-THANI
IL PRESIDENTE A MET
Premier libico, 61 anni, in carica
dall11 marzo 2014, dopo che il
Congresso bocci Ali Zeidan.
punto di riferimento della comunit internazionale, anche se il
suo potere modesto. Oggi
molto vicino allEgitto.

ABD AL-FATTAH AL-SISI


IL PADRONE DEL CAIRO
Guida lEgitto dall8 giugno
2014, dopo che il suo colpo di
stato ha messo fine alla presidenza legittima di Mohammed
Morsi. Al-Sisi, 61 anni ha soffocato ogni opposizione in nome della lotta al terrorismo.

HALIFA BELQASIM HAFTAR


IL GENERALE DI GHEDDAFI
Fu comandante di Gheddafi in
Ciad, prima dellesilio negli
Usa. Haftar, 72 anni, ha nomea
sempre smentita - di uomo
della Cia. Tornato nel 2011 per
sostenere linsurrezione, fedele al governo di Al-Thani.

ABU BAKR AL BAGHDADI


IL CALIFFO SANGUINARIO
A 44 anni si autoproclamato
califfo; le sue bandiere nere
salzano dal Medio Oriente al
Mediterraneo. cresciuto con
al Qaeda, negli anni dellinvasione Usa in Iraq. Legittimit
nulla, ma grande influenza.

LA SPACCATURA

Jihad buono contro Jihad cattivo


di Andrea

Valdambrini

rima luccisione del pilota giorP


dano, ora il massacro dei 21
cristiani copti. Cos toccato

tinge del colore del sangue, ha


scioccato lEgitto. Dalluniversit
al-Azhar del Cairo subito partita
la proibizione ai fedeli di guardare o
condividere i filmati propagandistici del Califfato come anche linvito
ai media a non diffondere le immagini dei crimini dellIsis, buone
solo a nutrire lislamofobia degli occidentali. Il bando dei video mira a
evitare che il gruppo ottenga i suoi
scopi malefici, tra i quali anche
quello tutto interno al mondo islamico di terrorizzare i fedeli musulmani. Lantica universit del
Cairo ha anche chiamato ad una

alluniversit egiziana Al-Azhar,


considerata come la pi prestigiosa
delle istituzioni spirituali del mondo sunnita, quello a cui proprio
lIsis fa riferimento, condannare la
barbarie dello Stato islamico. Si
creata cos una spaccatura: da un
lato il vero jihad, quello che i buoni musulmani devono mettere in atto contro quello deviato e cattivo
del califfo al-Baghdadi, colui che ha
dato il via alla barbarie
con le scorribande fra Siria e Iraq, per poi giunVIDEO AL BANDO
gere sino sulle sponde del
Mediterraneo.
Luniversit Al-Azhar,
Domenica scorsa lIsis ha
diffuso le immagini del
vocedel mondo
brutale assassinio di 21
sunnita, appoggia la
cristiani copti egiziani
catturati a Sirte, in Libia.
guerra contro il Califfo
Il video della decapitazione, come sempre sapiene ammonisce: Non
temente montato, che
guardate i suoi massacri
termina con il mare che si

mobilitazione dellesercito egiziano


contro le basi del califfato in Libia.
Un modo per contrapporsi a quelli
che al-Azhar definisce le pratiche
barbariche e criminali di un islam
distorto, messo in pratica dallIsis,
indicando invece nella guerra contro i terroristi la strada del vero
jihad sulla via di Dio e della patria.
SE I LEADER RELIGIOSI sciiti dagli

ayatollah iraniani ai libanesi di Hezbollah non hanno fatto mai mistero della loro ostilit verso il Califfato, la condanna della massima
autorit
spirituale
sunnita non pu considerarsi scontata. Si
tratta della seconda
volta in pochi giorni.
Gi
allindomani
dellesecuzione del pilota giordano Muath
al-Kasasbeh, rinchiuso in una gabbia e
bruciato vivo, era stato il grande imam della
moschea
di
al-Azhat a farsi senti-

re per primo. Limam Ahmed al-Tayeb aveva invocato la vendetta contro lo Stato islamico (definito senza
mezzi termini satanico) chiedendo che i suoi miliziani subiscano
crocifissioni e amputazioni degli
arti. Lesecuzione di Kasasbeh aveva fatto indignato anche altri importanti religiosi sunniti. Secondo il
muft sunnita iracheno Sheik Mahdi
al-Sumaidaie il profeta Maometto
ha detto che solo Dio pu punire
con il fuoco.
Limam Minir Ahmed, leader sunnita pachistano, aveva definito quella del pilota giordano una punizione
atroce che Allah ha tenuto come
sua prerogativa, ma che nessun uomo pu mettere in atto. Pi netta la
posizione di Husein Kavazovic, guida spirituale dei musulmani di Bosnia, che aveva invitato a condannare questo crimine senza se e senza
ma.
Dopo la strage dei copti, lappello
sembra essere raccolto dalla principale autorit religiosa del mondo
sunnita: ora la divisione fra il Jihad
buono e quello cattivo.
Twitter @andreavaldambri

il Fatto Quotidiano

MONDO

ROMA TELEFONATA MATTARELLA-OBAMA


Il presidente Sergio Mattarella, ha avuto ieri un
lungo e cordiale colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. I due capi
di Stato hanno concordato che i due Paesi rimarranno in stretto coordinamento per far fronte alle
sfide comuni. Ansa

NIGERIA BOKO HARAM, ANCORA SANGUE


Quaranta morti ieri in una serie di esplosioni, probabilmente causate da Boko Haram, contro un
check-point vicino alla citt di Biu nello Stato di
Borno. In un altro assalto degli islamisti contro una
base militare in Camerun, vicino al confine con la
Nigeria, almeno 5 soldati sono rimasti uccisi. Ansa

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

Niente guerra (per ora)


ma Renzi resta in trincea
IL PREMIER DETTA UNA LINEA PRUDENTE AI SUOI MINISTRI (ESTERI, DIFESA E INTERNO):
DIPLOMAZIA AVANTI TUTTA. LAZIONE MILITARE RIMANE COMUNQUE POSSIBILE
di Wanda Marra

fatto
a mano

intervento militare
in Libia lultima
ratio: dopo tre giorni di dichiarazioni
bellicose e la frenata di Renzi luned, la linea ufficiale del governo italiano questa. Ieri, il presidente del Consiglio ha riunito
il ministro degli Esteri, Paolo
Gentiloni, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il titolare
del Viminale, Angelino Alfano
e il sottosegretario con delega ai
servizi, Marco Minniti, per
chiarire la posizione dellesecutivo. Che spinge per lintervento della diplomazia e lascia sullo
sfondo lazione militare. LItalia non esclude in futuro la possibilit di un intervento armato.
Ma solo ed esclusivamente sotto legida delle Nazioni Unite, e
se tutte le carte diplomatiche
dovessero fallire: su questa posizione Roma starebbe cercando di coalizzare anche i partner
in una girandola di telefonate
che ieri ha visto il premier chiamare anche Hollande allEliseo.
Identit di vedute con il presidente francese, ha fatto sapere
Palazzo Chigi. Tra gli interlocutori ci devono essere anche Russia e Cina, due superpotenze
non solo per il loro diritto di veto in Consiglio di sicurezza, ma
anche per gli interessi strategici
di Pechino e Mosca in Africa.
Per elaborare questa posizione,
nei corridoi di Palazzo Chigi si
dice che il presidente del Con-

siglio abbia tenuto conto delle


informazioni dei servizi segreti,
arrivate sul tavolo di Minniti.
Che hanno chiarito sia la reale
situazione della Libia, sia i pericoli insiti in unazione militare nel Paese.
LISIS infiltrata a Tripoli, con-

trolla un pezzo di Sirte, e Derna:


si tratta di trib, bande, pezzi di
bande militari, che hanno preso
come brand, come bandiera,
lIsis (non a caso Renzi ha sintetizzato davanti alla direzione
del Pd alcune milizie hanno
voluto fare dellIsis il loro punto
di riferimento, perch affascinate dalla sua comunicazione).
Tra i rischi, quello che lIsis si
incancrenisca, non solo per altro terrorismo ma anche per infiltrazione della criminalit e
della mafia. Il primo obiettivo
diplomatico avvicinare
anche con un rafforzamento
dellinviato Onu Bernardino
Leon (si parla di un affiancamento di Romano Prodi) le

IPOTESI PRODI
Il Professore potrebbe
affiancare linviato
delle Nazioni Unite
Leon, fino a questo
momento ininfluente
nella crisi libica

NON SOLO TERRORISMO SUNNITA, TEL AVIV TEME LAVANZATA DI HEZBOLLAH E DEI PASDARAN
Della Sala

l Jihad sunnita dell'Isis attira tutta latI


tenzione mediatica e distrae. Distrae
dal profilarsi del quarto conflitto a Gaza

annunciato ieri dal ministro degli Esteri


israeliano Avigdor Liberman, distrae
dallacuirsi delle tensioni tra Israele, le
forze sciite di Hezbollah e Hamas. Entrambe sostenute dallIran. Distrae anche
dallaccordo sul nucleare che gli Stati
Uniti in queste settimane stanno cercando di raggiungere con Teheran.
In un discorso tenuto durante la conferenza annuale dell'Institute for National
Security Studies di Tel Aviv, Lieberman
ha scelto di parlare di terrorismo e ha
dichiarato che Israele ha lobbligo di distruggere i terroristi come abbiamo distrutto i nazisti. Ma ha precisato che terrorista, in questo caso, anche chi appartiene allorganizzazione palestinese di
Hamas, soprattutto a quella sciita libanese pi forte dellIsis e di al Qaeda. Ha
preso spunto dalle reazioni di violenza
contro lo Stato Islamico per affermare che
un quarto conflitto con Gaza inevitabile, sottolineando che Israele deve
impegnarsi per evitare anche un quinto
conflitto. Significato: il prossimo, sempre

Postazione israeliana sul Golan Reuters

pi vicino, dovr essere quello definitivo


anche perch Israele perde la sua capacit di deterrenza quando va in guerra
con Hamas ogni due anni. Traduzione:
smette di far paura e vede diminuire la
sua credibilit militare.
IL CLIMA DI EMERGENZA sul versante

sciita segnalato da diversi movimenti


attorno a Israele. C la notizia di un accordo militare tra Hamas e Teheran, che
prevede la fornitura di armi iraniane, missili e razzi anti-aerei, alle Brigate Ezzedin
al-Qassam, il braccio militare del movimento estremista palestinese operativo a
Gaza. Ci sono i combattenti Hezbollah,
schierati con le forze lealiste di Damasco,
che dalla Siria si avvicinano ai confini di

OGGI Gentiloni riferir a Mon-

Il premier Matteo Renzi Ansa

Israele avverte: occhio agli sciiti


di Virginia

dellOnu, che finora si molto


occupata di Ucraina, trascurando la questione libica. Se mai si
arrivasse allintervento militare,
questo dovr essere graduato su
quello che si trova sul campo: ci
vogliono non meno di 50mila
uomini e un impegno decennale. Ora, lItalia in chiara difficolt, vista la contiguit territoriale (e il problema immigrazione) e gli affari dellEni: ma il rischio che una guerra in quel
Paese diventi il nostro Vietnam.

Israele. Il movimento libanese ha anche


lanciato un appello a combattere accanto
allesercito siriano contro la minaccia dei
gruppi ribelli estremisti, rispondendo al
premier libanese Saad Hariri che gli aveva
chiesto di ritirarsi dalla Siria. Con loro,
nella provincia di Qunaitra (a ridosso della Pianura del Golan occupata dalle truppe israeliane), secondo lOsservatorio nazionale per i diritti umani ci sono anche i
Pasdaran iraniani, le Guardie della rivoluzione islamica.
Sul fronte iracheno, invece, lunione sciita
e sunnita contro lIsis sembra destinata a
rimanere nella sfera della promessa con
cui il governo di Haidar al Abadi, musulmano sciita, si era insediato la scorsa
estate. Nei giorni scorsi, a Baghdad un
leader di una trib sunnita, Kassim Swidan al Janaby, stato rapito insieme a suo
figlio e ucciso da uomini armati. Il sospetto si riversato sulle milizie di volontari sciiti, gi accusate di crimini contro la popolazione sunnita in aree riconquistate recentemente dalle forze dellIsis.
Il premier e i capi di governo hanno emesso un comunicato di condanna del terrorismo da qualsiasi parte esso provenga.
Come a dire, insomma, che di parte non
ce n una sola.

due fazioni: quella del governo


di Al Thani a Tobruk, riconosciuto a livello internazionale, e
il Congresso nazionale libico,
sostenuto dalle milizie filo-islamiche a Tripoli. Convincendole
a trovare una posizione di unit
nazionale, finalizzata a combattere lIsis. Serve poi l impegno
anche dei Paesi vicini alla Libia
(Turchia, Qatar, Emirati Arabi,
Egitto). E uniniziativa forte

tecitorio, tenendo ferma la linea


dellazione diplomatica. Che
poi la soluzione verso la quale
ha spinto anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato
Vaticano, ieri, a conclusione
dellincontro bilaterale Italia-Santa Sede nella ricorrenza
dei Patti Lateranensi. La posizione diplomatica e politica
sotto legida dellOnu stata
affrontata anche nella telefonata tra il presidente americano
Barack Obama e quello italiano
Sergio Mattarella. Oggi pomeriggio (ora italiana) ci sar a
New York una riunione del
Consiglio di sicurezza Onu, da
cui ci si aspetta qualche risposta.
La posizione del governo italiano comunque complicata: Roma non vuole stare in panchina,
insieme a calma e prudenza
c lesigenza di rimanere tra i
protagonisti di una possibile
azione in un Paese cruciale.

IL MINISTRO CROCIATO

Gentiloni gladiatore
per un giorno

e il dialogo fallisce, lItalia


pronta a combattere sotto legida dellOnu. Cos parlava il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, venerd ai microfoni di Sky. Inaugurando la linea governativa alla guerra, alla guerra. Certo, sotto lombrello Onu. Ma sempre di guerra si trattava. Prima di mettere lelmetto in prima persona, Matteo Renzi lo aveva prestato per un giro al titolare
della Farnesina. Scudo umano, vittima sacrificale. Al quale prima sono arrivate le minacce
dellIsis (Ministro crociato). E poi, la pubblica
sconfessione da parte del premier. Il quale si
reso conto - strada facendo - che forse la guerra
non era proprio una buona idea ed andato
luned ai microfoni del Tg5 per invitare a non
avere reazioni isteriche. Togliendo dallagenda immediata lintervento militare. E il povero
Gentiloni crociato? Subito si affannato a correggere la linea. Luned sera al Tg1 inneggiava
alle soluzioni diplomatiche. E lo stesso far oggi
nellAula di Montecitorio

MONDO

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

HOUELLEBECQ JIHADISTI SOLO ALLINIZIO


Per me lattacco a Charlie Hebdo stato uno choc,
ma era un obiettivo dichiarato, purtroppo per ci
saranno altre ferite. Non che l'inizio, i jihadisti
non si fermeranno. Cos intervenuto Michel Houellebecq, autore di Sottomissione, intervistato ieri
da Ballar su Rai3. Ansa

Lesperto dellIspi
STRATEGIA
DI AL SISI
Gli egiziani
stanno colpendo
indiscriminatamente
i miliziani definiti
islamici, compresi
quelli che tengono
Tripoli e Misurata
di Arturo Varvelli*

e dichiarazioni su un
possibile intervento
militare in Libia hanno avuto il merito di
riportare lattenzione sulla situazione nel Paese. Una Libia
che, esattamente quattro anni
dopo lo scoppio della rivolta anti-Gheddafi, vive il peggior periodo della sua storia. Tuttavia
la gestione del caso da parte del
nostro governo sembra un caso
di comunicazione sfuggita di
mano. LItalia, per voce del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, aveva detto di essere pronta a intervenire militarmente in
un quadro di legalit internazionale senza chiarirne per i
contorni politici libici e internazionali. Questa posizione
stata poi ridimensionata dal
premier Matteo Renzi.
FACILE PENSARE che si sia

trattato di una sorta di tentativo


di far assumere al nostro Paese
un ruolo di primo piano nella
gestione della crisi dopo la scarsa considerazione nelle negoziazioni sul futuro dellUcraina,
con i nostri partner che alimentano le nostre paure di esclusione da un direttorio europeo. La
nostra diplomazia nellultimo
anno ha operato con grande co-

il Fatto Quotidiano

WASHINGTON-CAIRO NESSUN DIALOGO


Tra Egitto e Usa non c stato alcun coordinamento per i raid aerei egiziani anti-Isis in Libia. Il
governo egiziano, ha detto un funzionario della
Difesa Usa al Washington Post, non ha informato
Obama prima di lanciare i raid aerei in risposta
alla decapitazione di 21 copti egiziani. LaPresse

Osservatorio terrorismo

Ma lIsis non ha invaso la Libia


Pi che guerra serve diplomazia
raggio in Libia, unica a fare da
ponte tra i due governi di Tripoli
e di Tobruk e a lasciar viva la
speranza di un negoziato reale
tra le parti. Ma i tempi mediatici
richiesti dalle esigenze della politica per fornire rapide risposte
non coincidono con i quelli lunghi della diplomazia. Ci vuole
pazienza, c chi ne ha poca.
NONOSTANTE leffetto media-

tico causato dalluccisione degli


egiziani copti e dalla nuova
campagna mediatica, la presenza dello Stato islamico (Is) in Libia rimane a oggi numericamente poco rilevante. Il problema che nel caos libico gli argini
a queste forze sono pochi. Non
bisogna per confondere le forze islamiche di vario tipo con
Is. Nel settembre scorso, a Derna un primo nucleo di combattenti di ritorno da Siria e Iraq e
costituivano la Brigata al-Battar, circa 300 uomini, che si fusa con un gruppo di giovani
jihadisti locali (Islamic Youth Shura Council) creando una enclave
del Califfato in Libia.
Al Baghdadi ha inviato emissari
che potessero fornire visione
strategica allazione del gruppo.
Da qui una prima espansione
nella zona di Sirte. Piccoli nuclei
nel Paese si sono attivati dichiarandosi al Califfato, tuttavia il
numero complessivo potrebbe
essere di poco superiore al migliaio: paradossalmente potremmo dire che ci sono pi uomini dellIs in Europa che in Libia.
Altri gruppi islamico-radicali
come Ansar al Sharia, numeri-

camente pi cospicui e in aperta


lotta con le forze del generale
Khalifa Haftar a Bengasi, si
mantengono autonomi dal Califfato. In una situazione anarchica come lattuale questi
gruppi sono destinati a proliferare, ma una presenza straniera
sul suolo libico favorirebbe una
convergenza dei gruppi radicali
sotto il cappello dellIs. A volte
non fare nulla meglio che cercare di fare qualcosa a ogni costo, come dovrebbero insegnare
gli interventi in Iraq e in Libia.
La cosa migliore sarebbe stata
un aumento della pressione internazionale sugli attori locali
per costringerli a scendere al tavolo negoziale. Se lintento italiano era questo,
ma c da dubitarne, poteva essere
lodevole.
Le dichiarazioni
dellItalia sono gi
state
percepite
dallEgitto come un
via libera per operare e colpire in Libia, con il risultato
di
ricompattare
(contro lintromissione straniera) il
governo di Tripoli, una parte del
quale avevamo convinto di sedere al tavolo delle trattative. Il
presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi appoggia il generale
Haftar in Libia: i due appaiono
rafforzati dalla nuova propensione interventista dellItalia. Al
Sisi ha cos chiesto alla Francia
di aprire una discussione in sede
Onu. Vedremo, ma c da chiarire un punto: i nemici di al Sisi e

Haftar non sono gli stessi nostri.


Gli egiziani colpiscono indiscriminatamente i miliziani definiti
islamici includendo una tipologia variegata di forze, comprese quelle che tengono Tripoli, o
le forze tuttaltro che radicali di
Misurata. Al Sisi come dichiarato in una recente intervista a
Der Spiegel identifica la Fratellanza musulmana come obiettivo prioritario rispetto a Is, dichiarandola come la fonte di
tutti i mali.
LALGERIA NON VEDE di buon

occhio linterventismo militare


egiziano che sta sollecitando
vecchie rivalit tra i due Paesi,
nonostante linteresse comune

al contenimento dei gruppi radicali. Andrebbero quindi ponderate bene tutte le contro-indicazioni della rinuncia al ruolo di
mediazione. Oltretutto pensare
a un intervento persino con il
consenso della Nazioni Unite
senza prima un cessate il fuoco
tra almeno le due maggiori parti
in causa esporrebbe la missione
militare a ritorsioni. E porterebbe a un disastroso fallimento.
Rimane lopzione di bombardamenti mirati sullIs, ma in questo caso non dovrebbero essere
lasciati in mano al solo Egitto.
Lo scorso anno uno studio di
Rand (think tank statunitense)
calcolava in 61 mila gli uomini
necessari a una azione dipea-

ce-keeping, ma allora cera un


unico governo e non cera il Califfato. E per metterla in campo
serve comunque un accordo
preliminare tra le parti, sul modello libanese. La stabilizzazione della Libia pu passare solamente da accordi tra le fazioni
locali. Il Paese rimarr instabile
per parecchio tempo. Nonostante la narrativa di Bernard
Henry Levy di quattro anni fa, la
democrazia in Libia non fiorisce
dagli interventi armati anglo-francesi. Evitiamo di compierne uno nuovo senza alcuna
visione politica e di allungare i
tempi di questa crisi.
*osservatorio terrorismo dellIspi,
Istituto studi politica internazionale

RAID SU
DERNA

Le immagini
dei bombardamenti
dellaviazione egiziana
ieri su Derna. Sopra,
Arturo
Varvelli
dellIspi Ansa

Charlie Hebdo, strage con sms e gastroenterite


LO RIVELA LE MONDE: I FRATELLI KOUACHI IN CONTATTO CON COULIBALY. UN MAL DI PANCIA DI SAID STAVA PER BLOCCARE IL PIANO
li attentati compiuti a Parigi il mese scorso
G
erano stati coordinati. Lo scrive Le Monde,
citando a conferma di quella che ormai ap-

pariva quasi come una certezza gli elementi


emersi durante linchiesta avviata in Francia e di
cui il quotidiano venuto a conoscenza: alle
10.19 del 7 gennaio, unora prima dellattacco
alla sede di Charlie Hebdo, a partire dal domicilio
di
Cherif
Kouachi
a
Gennevilliers,
Hauts-de-Seine, era stato inviato un breve sms. Il
messaggio era stato immediatamente ricevuto
da uno dei tredici numeri telefonici con cui
Amedy Coulibaly trafficava da qualche mese.
MAI FINORA si era potuta stabilire la prova di

una formale concertazione tra i responsabili degli attacchi alla sede del settimanale satirico e a quella
dellHyper Cacher della Porte
de Vincennes, il 7 e il 9 gennaio,
sottolinea il quotidiano francese. Ora per gli inquirenti ne
hanno la certezza. Il messaggio
rivelatore era partito da una linea attivata sostengono gli inquirenti al solo scopo di consentire ai tre uomini di comunicare nelle ultime 24 ore precedenti gli attacchi. Le indagini
effettuate su questa linea hanno

anche convinto gli investigatori francesi che


Cherif Kouachi e Amedy Coulibaly si siano incontrati nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, alla
vigilia degli attacchi, tra la mezzanotte e luna del
mattino, quando cio Cherif Kouachi ha detto
alla moglie che doveva uscire di casa. La mattina
del 7 gennaio, Said Kouachi, il maggiore dei due
fratelli, arrivato da Reims (Marne), dove viveva, con il Tgv delle 8:31. Per altro una gastroenterite di cui ha sofferto nelle ore precedenti
lattentato ha
messo in forse
fino allultimo
loperazione
criminale. Ma
poi Said ha de-

ciso di raggiungere comunque in metropolitana


la casa del fratello. I due si sono chiusi nel salotto.
Quindi sono usciti verso le 10. Chrif, gi vestito
di nero, ha indossato un soprabito grigio con
cappuccio, secondo quanto poi riferito dai suoi.
Unora dopo, i due si sono presentati armati fino
ai denti nella sede di Charlie Hebdo.
La colossale inchiesta della polizia sugli attentati,
ricostruisce poi Le Monde, dimostra che i fratelli
Kouachi e Amedy Coulibaly sono stati estremamente minuziosi nei preparativi dei loro attacchi. Il telefono
a partire dal quale stato inviato lsms doveva consentire
unicamente di fissare gli ultimi
dettagli delle operazioni. La linea servita solo a pochissimi
contatti: in tutto sei sms, lultimo alle 10.19 del 7 mattina.
Dal canto suo Amedy Coulibaly ha attaccato lHyper Cacher
dopo una ricerca su internet in

400 TERRORISTI
POTENZIALI

Secondo, Bernard Cazeneuve,


il ministro dellInterno
(a sinistra), la caccia di Parigi
appena allinizio Ansa

cui aveva individuato diversi esercizi commerciali tenuti da ebrei, e ne aveva verificato gli orari
di apertura.
E non finita. La Francia d la caccia a quattrocento obiettivi, individuati come potenziali
terroristi dai servizi segreti e sospettati di far parte di cellule dormienti, affiliati o collegati a organizzazioni del genere di al Qaeda, che possono
colpire come i fratelli Kouachi. Lo afferma il
ministro dellInterno transalpino, Bernard Cazeneuve, in unintervista allAssociated Press. Il
passaggio pi difficile della sorveglianza spiega
Cazeneuve capire quando un soggetto radicalizzato sta per decidere di passare allazione.
Quando ci sono terroristi che mantengono un
basso profilo per anni e allimprovviso decidono
di agire o per obbedire a un ordine di unorganizzazione terrorista pi ampia come al Qaeda
o di propria iniziativa, bisogna essere in grado di
monitorarli a lungo termine.
SISTEMI di controllo del comportamento sul

web dei soggetti a rischio possono aiutare: Il


90% di quelli che commettono atti terroristici lo
fanno dopo aver regolarmente consultato siti o
blog che incitano al terrorismo, dice il ministro,
che si recher domani negli Stati Uniti per incontrare rappresentanti delle grandi aziende del
web, come Facebook, Twitter, Apple e Google, e
chiedere il loro aiuto nella caccia agli estremisti.

il Fatto Quotidiano

MONDO

REGNO UNITO RASSEGNATEVI A PUTIN


Lex direttore del servizio segreto MI6, John Sawers, durante una lezione al Kings College ha
consigliato di imparare a convivere con Putin.
la Russia che ci ritroviamo: lipotesi del conflitto congelato in Ucraina potrebbe rappresentare
lo scenario raggiungibile meno negativo. LaPresse

DANIMARCA LEPITAFFIO DEL TERRORISTA


Omar El-Hussein, il danese con origini palestinesi, autore degli attacchi alla sinagoga di Copenaghen (due morti e cinque feriti) aveva preparato il proprio epitaffio su Facebook e aveva
giurato fedelt al califfo al-Baghdadi. Gli obbedir nellavversit e nella prosperit. Ansa

Assedio a Debaltsevo:
Qui Minsk non conta
I FILORUSSI COSTRINGONO ALLA RESA I SOLDATI DI KIEV: QUESTO TERRITORIO
NOSTRO, IL CESSATE IL FUOCO NON SI APPLICA. MERKEL, APPELLO A MOSCA
stringono d'assedio, bombardandola senza sosta e, da ieri,
combattendo anche nelle poche vie di questo luogo perso
nella neve.
LA STAMPA locale e interna-

zionale bloccata qui ad Artmyansk, a poche decine di chilometri da Debaltsevo, a nord di


Donetsk. I separatisti, a mio avviso, stanno continuando a guadagnare terreno, anche nelle
zone finora controllate dall'esercito ucraino. Ho sentito altri
colleghi che stanno ancora a
Donetsk. A sentir loro entrambe le parti continuano a bombardare nella zona dell'aeroporto e nei villaggi limitrofi. L'unica sicurezza che la guerra sta
continuando e i confini possono variare in fretta. L'altra certezza che pieno di soldati
russi con tanto di insegne sulle
divise. Li ho visti ovunque, ha
concluso la fotografa.
Quello di Debaltsevo nostro
territorio e il cessate il fuoco sta-

di Roberta Zunini

iange Alla, la mamma di un soldato


ucraino ventiduenne intrappolato con
altri 5 mila, almeno, nello snodo ferroviario di Debaltsevo.
Fino alla settimana scorsa anche lei prestava servizio di volontariato, ma come infermiera, nei territori del Donbass
controllati dall'esercito. Ora
tornata a Kiev dove vivono gli
altri due figli ancora adolescenti: ci chiede di non divulgare le
generalit del figlio per ragioni
di sicurezza, spiegando di essere riuscita a parlargli nella tarda
mattinata, prima che una tv
russa diffondesse le immagini
di un gruppo di soldati ucraini
di stanza nella cittadina - strategica per il collegamento via

Michel Wieviorka

Lartiglieria di Kiev in azione ed esplosioni attorno a Debaltsevo Reuters

treno tra Donestk e Lugansk, le


principali citt del Donbass mentre si arrendevano. Mio figlio ha detto che non si arrenderanno e non credono alle
promesse dei separatisti di risparmiare loro la cattura come
prigionieri di guerra. Mi ha anche detto che non hanno pi
munizioni n cibo. Fino a un
anno e mezzo fa il figlio di Alla
studiava economia all'Univer-

sit di Varsavia e la guerra era


lontanissima. Ora questa guerra nel cuore dell'Europa sembra
invece non dover finire pi. La
tregua non solo non regge ma
non mai iniziata davvero, dice dal suo cellulare la fotografa
Francesca Volpi, che ha cercato
pi volte, al seguito degli osservatori dell'Osce, di entrare a
Debaltsevo senza riuscirci per
l'alt intimato dai filorussi che la

LE ARMI PESANTI
Il ritiro dellarsenale non
pu essere effettuato
se continuano gli scontri:
un circolo vizioso che
le due fazioni non
vogliono interrompere

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

USA Confessa lassassino


di American Sniper
e scuse alle famiglie delle vittime, il racconto delL
la fuga, lammissione di aver fatto qualcosa di
sbagliato. C tutto questo nel video dellinterroga-

torio del 2 febbraio di Eddie Ray Routh, 27 anni, lex


marine accusato di avere ucciso lAmerican Sniper
Chris Kyle e il suo amico Chad Littlefield, ex tiratori
scelti dellesercito in Iraq. Parole senza senso sul rischio che il comunismo si
impadronisca dellAmerica, frasi sconnesse sugli
scacchi, linsonnia e gli
escrementi dei maiali. Poi,
la spiegazione del perch
Routh rivolse contro Kyle
le armi che i due avevano
Chris Kyle e Eddie
portato al poligono: Era
Ray Routh Ansa
una questione di uscire di
l. Stavo per essere il prossimo con la testa saltata...
se non prendevo la sua anima, lui avrebbe preso la
mia. I media Usa, stanno dando risalto alla vicenda,
anche alla luce del successo del film di Clint Eastwood
tratto dallautobiografia di Kyle: il video stato mostrato nel tribunale di Stephenville, in Texas.

bilito a Minsk qui non lo applichiamo, ha rivendicato Igor


Plotnitski, il leader dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk.
La cancelliera Merkel e il presidente ucraino Poroshenko
hanno fatto appello al presidente russo Putin affinch usi la sua
influenza per fermare il fuoco
dei separatisti.
Gli Stati Uniti sono gravemente preoccupati dal deterioramento della situazione a Debaltsevo e nei suoi dintorni, nell'Ucraina orientale, ha affermato
in una nota il Dipartimento di
Stato americano. Ma, per ora,
l'ipotesi di un invio di armi statunitensi a Kiev resta esclusa.
Intanto cinque militari ucraini
sono morti e altri 25 sono rimasti feriti nelle ultime 24 ore.
Inoltre tre volontari del batta-

glione pro-Kiev Donbass sono


stati uccisi dall'inizio della tregua a Shirokine, vicino a Mariupol, mentre altri nove sono rimasti feriti. Lo sostiene il comandante del battaglione Semion Semencenko, eletto deputato lo scorso ottobre, citato
dall'agenzia Unian. L'organizzazione Difesa di Mariupol aveva
denunciato prima su Facebook
la morte di cinque volontari del
battaglione ultranazionalista
Azov sempre non lontano dall'importante citt sul Mar Nero.
Il portavoce delle forze armate
ucraine , Andrii Lisenko, ha
specificato che il ritiro delle armi pesanti pu essere effettuato
solo dopo la realizzazione del
primo punto dell'intesa di Minsk: il cessate il fuoco. Un circolo vizioso che nessuno per ora
sembra in grado di rompere.

La Francia antisemita

Destra, sinistra e Islam: ebrei circondati


SENZA PIET

di Luana Di Micco

Il cimitero ebraico devastato


a Sarre-Union tre giorni fa.
Accanto, il sociologo Michel
Wieviorka Ansa

Parigi

nsulti, sputi, minacce. Per


I
circa dieci ore il giornalista
israeliano Zvika Klein si filmato camminando per le vie di
Parigi e delle sue periferie indossando la kippah e incassando commenti e sguardi di odio.
Poi ha postato il video sui social. la cronaca quotidiana di
un ebreo a Parigi. Qualche ora
prima, mentre a Copenaghen
si dava la caccia al killer che ha
sparato contro un teatro e una
sinagoga, in Francia venivano
profanate 250 tombe di un cimitero ebraico di Sarre-Union,
in Alsazia. Profanare significa
insultare tutte le religioni: ha
detto il presidente Franois
Hollande, andando sul luogo
dello scempio commesso da alcuni ragazzini.
La Francia, un paese antisemita? S, ma pure islamofobo. Si
sa che dagli attentati a Charlie
Hebdo le violenze contro i musulmani si sono moltiplicate. E

go
Michel
Wieviorka,
direttore
dellcole des

Hautes tudes
en sciences so-

ciales e specialista di antisemi-

proprio ieri stato reso noto un


rapporto del Consiglio dEuropa che denuncia lintolleranza
dilagante nel Paese. I dati,
esposti dal commissario ai Diritti umani, Nils Muiznieks, sono stati registrati a settembre:
gli atti antisemiti sono rad-

doppiati in Francia e anche


gli atti anti-musulmani che
nell80% dei casi sono contro le
donne, dice il rapporto.
La Francia un paese pi antisemita e islamofobo di altri?

La Francia un paese dimmigrazione - risponde il sociolo-

tismo - dove le popolazioni


musulmane e ebree sono pi
numerose che altrove. Ma la
questione dellimmigrazione
non tutto. In certe campagne,
dove non vivono immigrati, si
ostili verso i musulmani
ugualmente . un paese dove
esistono lIslam e il giudaismo.
Bisognerebbe intanto ripercorrere la storia della colonizzazione e magari quel che accaduto successivamente in
quei paesi, per capire lislamofobia.

E per capire lantisemitismo?

Da 20-25 anni, lodio per gli


ebrei cresce in popolazione venute del mondo arabo e musulmano che, spesso su uno sfondo di esclusione e discriminazione, si identificano con la
causa palestinese o con lIslam
in urto con lOccidente. Si diffonde anche lidea che gli ebrei
sono pi protetti, che hanno
pi diritto di altri popoli alla
compassione e questo genera
un senso di ingiustizia. E poi c
la nuova cultura di internet,
dove tutto pu essere detto.
Lodio dellebreo si incarna in
chi vuole mettere dei limiti alla
libert di opinione. Essa si sviluppa soprattutto nei paesi dove le lite sono screditate, i politici, i giornalisti, gli insegnanti. Ed il caso della Francia.
Come si alimentano i discorsi
razzisti in Francia?

Alcune fonti del discorso razzista sono politiche. Nascono


nellestrema destra soprattutto, ma anche dallestrema sinistra. Altre sono religiose, come

certi vecchi discorsi cristiani


antigiudaici che non sono
completamente scomparsi. Si
brandisce talvolta lIslam per
spiegare lodio degli ebrei. un
tessuto complicato che non si
imbarazza mai per le sue contraddizioni e incoerenze, e che
funziona a perfezione.

Muiznieks consiglia alla Francia


un piano nazionale di azione
sui diritti delluomo. Che ne
pensa?

unidea generosa, che riposa


su buoni sentimenti, ma non
sufficiente. La problematica
del razzismo in generale va ben
al di l dei diritti umani. Non
sar parlando di diritti umani
che si metter fine ai discorsi e
alla pratiche dellodio.
Che fare allora?

Non ho risposta. Ma non si trover una soluzione se prima


non si costruiscono migliori sistemi politici, con visioni per il
futuro pi solide, e protagonisti capaci di proporre programmi aperti al dibattito di
tutta la societ.

ITALIA

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

S53coperti
in Svizzera
milioni

riconducibili a Ciancio

SCOPERTI in Svizzera quasi 53 milioni di euro riconducibili al padre-padrone del quotidiano La Sicilia di Catania Mario Ciancio, ex presidente degli editori italiani (Fieg). Ciancio ha ricevuto dalla procura etnea lavviso di
conclusioni indagini, di solito lanticamera della richiesta di rinvio a giudi-

zio, per concorso esterno in associazione mafiosa. Il potente editore ed


imprenditore, che si proclama innocente, accusato di aver stretto rapporti con Cosa Nostra catanese e palermitana da 30 anni. I magistrati
spiegano, inoltre, la vicenda dei soldi
sequestrati in Svizzera. Ciancio aveva

il Fatto Quotidiano

provato a spiegarne lorigine lecita


ma, secondo laccusa, ci sono elementi che lo smentiscono. Gli accertamenti condotti con le Autorit svizzere hanno appurato - spiegano i pm lesistenza di diversi conti. In quelli per
i quali sono state sin qui ottenute le
necessarie informazioni sono risulta-

Barbara Guerra

Iris Berardi

Roberta Bonasia

Francesca Cipriani

Marysthell Garcia Polanco

Alessandra Sorcinelli

Giuseppe Spinelli

Luca Giuliante

te depositati 52.695.031 euro, non dichiarati in occasione di precedenti


scudi fiscali; la successiva indicazione
da parte dellindagato della provenienza delle somme, non documentata, ha trovato smentita negli accertamenti condotti.
A. Masc.

ARCORE, PAGHETTA CONTINUA


PER SCORDARE IL BUNGA BUNGA
PERQUISITE LE ABITAZIONI DI UNA VENTINA DI OLGETTINE E DELLEX LEGALE DI RUBY
CASE E REGALI, COS PAPI HA TENUTO BUONE LE INVITATE ALLE CENE ELEGANTI
di Gianni Barbacetto

Milano

er Silvio Berlusconi si
avvicina il processo
Ruby 3, quello in cui
sar accusato di corruzione in atti giudiziari, per
aver pagato i testimoni del processo Ruby 1. Per molti mesi
lindagine sulle ragazze, gli
ospiti e gli avvocati che avrebbero addomesticato le testimonianze rimasta a covare sotto
la cenere. stata aperta nel gennaio 2014, imposta da due sentenze di primo grado (quella di
Berlusconi e quella del trio Fede-Mora-Minetti). Dopo larrivo delle motivazioni dappello
che confermano il quadro accusatorio (e dopo lo sfilacciamento del patto del Nazareno, ma
questo solo un caso), ieri finalmente la procura di Milano ha
disposto le perquisizioni nei
confronti di una ventina di ragazze presenti alle feste di Arcore e del primo avvocato di Ruby, Luca Giuliante. Ai primi di
marzo lindagine sar chiusa.
IERI i magistrati Luca Gaglio e

Tiziana Siciliano hanno anche


interrogato per pi di sette ore,
come teste, il ragionier Giuseppe Spinelli, da sempre pagatore
delle spese di Berlusconi: anche
di quelle conseguenti alle feste
del bunga-bunga di Arcore, nel
2010. Berlusconi aveva ammesso e rivendicato di aver pagato
molte delle partecipanti alle serate, anche con una paghetta
fissa di 2.500 euro al mese. Le
ragazze hanno perso il lavoro e il
fidanzato, spiegava Silvio, a
causa delle indagini dei magistrati e degli articoli dei giornalisti. Poi, nel 2013, aveva annunciato che i risarcimenti erano
stati interrotti. Non vero, hanno scoperto i pm Gaglio e Siciliano, coordinati dal procuratore aggiunto Piero Forno: i pagamenti sono continuati. Soldi,
ma anche case. Come liquidazione. E allora ecco le perquisizioni di ieri, che hanno riguardato 22 dei 45 indagati del Ruby

3, quelli che accanto alla falsa testimonianza hanno anche laccusa di corruzione in atti giudiziari, in concorso con Silvio Berlusconi che, nellipotesi daccusa, avrebbe cercato di falsare gli
esiti processuali addomesticando le testimonianze di molti degli invitati alle feste.
Follow the money, segui i soldi: e la procura ha seguito i flussi
di denaro delle ragazze, i loro acquisti di case e di altri beni, il tenore di vita inspiegabile con le
entrate dichiarate. Silvio non
un ingrato: continua a pagare
chi lo ha difeso nei processi, testimoniando che le feste di Arcore erano solo cene eleganti,
o al massimo spettacolini di
burlesque. Del resto, quando
hai una barca, non ti devi preoc-

cupare quanto ti costa lequipaggio, aveva detto in una pausa del processo. Perquisita anche la casa a Genova di Ruby,
ovvero Karima El Maharoug, la
ragazza che da minorenne aveva
frequentato le feste di Arcore e
poi ammesso di aver ricevuto

VITA DORATA
Barbara Guerra
ha aperto la porta
solo dopo la minaccia
dei vigili del fuoco.
Abita in una villa
da un milione di euro

soldi dallex presidente del Consiglio, raccontando al telefono


(intercettata) che aveva promesso in cambio di fare la matta e di negare tutto. Sequestrati
i computer e i telefoni delle ragazze, tra cui Barbara Guerra,
Iris Berardi, Marysthell Garcia
Polanco, Lisney Barizonte, Roberta Bonasia, le gemelle Concetta ed Eleonora De Vivo, Aris
Espinosa, Barbara Faggioli, Manuela e Marianna Ferrera, Miriam Loddo, Raissa Skorkina,
Alessandra Sorcinelli, Elisa Toti, Ioana Visan. Barbara Guerra
ha aperto la porta di casa soltanto quando sono arrivati i vigili
del fuoco con lincarico di abbatterla. Abita in una villa da un
milione di euro progettata
dallarchistar Mario Botta. In-

sieme con Iris Berardi, si era costituita parte civile nel processo
a carico di Emilio Fede, Lele
Mora e Nicole Minetti, con lintenzione di chiedere i danni e
dunque di rompere il fronte
delle ragazze di Arcore. Ma aveva poi, come lamica Iris, revocato la sua costituzione ed era
uscita dal processo. A Francesca
Cipriani sono state trovate migliaia di euro in una cassetta di
sicurezza.
NESSUNA richiesta di docu-

menti a noi, dice Niccol Ghedini, riferendosi anche al collega


Piero Longo, con lui difensore di
Berlusconi. Entrambi sono indagati nellinchiesta Ruby 3. Perquisite invece labitazione e lo studio
di Luca Giuliante, oltre che la casa

di sua madre. Copiato il contenuto del computer di studio, sequestrati i telefoni e, a casa, un portatile della sua compagna. Giuliante era nel 2010 lavvocato di
Ruby, protagonista dello strano
interrogatorio avvenuto la notte del 6 ottobre 2010 e raccontato
in diretta dagli sms e dalle telefonate (intercettate) di Luca Risso, poi diventato il compagno di
Ruby e il padre di sua figlia Sofia
Aida. Alla sua fidanzata di allora,
Serena Facchineri, Risso quella
notte dice: Sono nel mezzo di un
interrogatorio allucinante. Serena: Stai attento... ricordati grano. Luca: Si son fermati un attimino perch siamo alle scene
hard con il Pr.... Grano (cio soldi), sesso e inquinamento probatorio: la saga di Ruby continua.

PSICODRAMMI

Donne, Dud, Denis: gli incubi di B.


di Fabrizio dEsposito

inverno del nostro sconL


tento perdura sopra
Arcore e Palazzo Grazioli a

Roma. La sovrapposizione tra


Silvio Berlusconi e il folle Riccardo III di Shakespeare gira
da settimane nelle conversazioni di molti parlamentari
azzurri spaesati e sbigottiti.
Oggi il berlusconismo, pi
che alla Repubblica di Sal,
assomiglia a un frastagliato
arcipelago col mare in tempesta. E ogni uomo o donna, lex
Cavaliere in testa, unisola.
Cerchio magico. Sembra di-

sfatto, unarmata in rotta, nonostante la vittoria per la rottura del patto del Nazareno.
Mariarosaria Rossi, soprannominata la Badante per via
delle cene eleganti del Bunga
Bunga, stata duramente strigliata da B. per luscita ormai
nota sul duo tragico formato dalle colombe Gianni Letta
e Denis Verdini. Il silenzio co-

me quarantena. Giovanni Toti, invece, ha persino assoldato una comunicatrice per migliorare la sua immagine.
Senza successo. Al contrario
sarebbe in netta ascesa la portavoce Deborah Bergamini,
gi
soprannominata
la
Mamma Ebe di B..
Dud e Dudina. Proprio ieri

lAidaa, associazione animalista, ha diramato un duro comunicato contro Berlusconi e


la sua fidanzata Francesca Pascale perch continuerebbe-

ro a ingozzare di pasticcini i
due barboncini di casa ignorando i rischi che gli alimenti
dolci comportano per la salute dei cani. La segnalazione
arrivata nei giorni scorsi da
persone dellentourage dellex
Cavaliere che operano nella
villa di Arcore. (Il comunicato vero, non satira, purtroppo).
Fidanzata. Ancora una volta

stato scritto che la relazione


tra Francesca Pascale, giovane
napoletana di Fuorigrotta, e

lanziano condannato sarebbe finita (la settimana scorsa


sul Corriere della Sera). A differenza del passato, linquieta
giovane non ha per telefonato alla stampa per le rituali interviste di smentita. Anche
lei, come la Badante Rossi, sarebbe stata ridotta al silenzio.
La conferma arrivata nei
giorni scorsi da una delle migliori amiche della stessa Pascale, di nome Giusy Pascarella, casertana. La donna ha
lasciato Forza Italia e ha detto
che Francesca da un paio di

A sinistra, Paolo Romani. A destra, Francesca Pascale Ansa

COME RICCARDO III


Una specie di follia
circonda questi giorni
dellex Cavaliere.
Con lo spettro
del tradimento
tra le mura domestiche

mesi ha deciso di tenersi fuori


dalle vicende di partito. Pi o
meno dalle vacanze natalizie.
Quello che certo, che la Pascale ha trascorso Capodanno
ad Arcore, ma non Natale. Lei
vive ancora con lui, ma i patti
sono cambiati.
Follia. Non solo Riccardo III

nella trasfigurazione berlusconiana. Ecco lo sfogo di


Paolo Romani, capogruppo
forzista al Senato, che ha mollato il cerchio magico in compagnia della furba Mariastella
Gelmini: Io al Quirinale con
quellestremista di Brunetta?
Ma siamo matti? Che centro
io con Brunetta?.
Mediaset e Milan. Alla vigilia

di San Valentino, lex Cavaliere ha ceduto il 7,79 per cento di Mediaset. Adesso tocca
al Milan. Al netto di smentite
e ipotesi drastiche, B. potrebbe dare via il 20 o 30 per cento
del pacchetto rossonero. Vendere un verbo insolito alla

ITALIA

il Fatto Quotidiano

R
egionali, accordo
tra Forza Italia
e Ncd quasi fatto

ALLA FINE sembra che la pace sia


tornata. Silvio Berlusconi e l'ex delfino Angelino Alfano, ieri pomeriggio, avrebbero siglato l'accordo
elettorale per le prossime regionali.
In particolare, il nodo da sciogliere
erano due regioni chiave per la prossima tornata: Veneto e Campania.

CERAVAMO TANTO AMATI


Ruby e Silvio Berlusconi LaPresse/DLm

Nella prima il candidato unitario dovr essere individuato allinterno di


una rosa, mentre in Campania, sar
ovviamente, il presidente uscente,
Stefano Caldoro. Berlusconi era determinato a trovare l'accordo arrivando, nel caso continuassero ad
esserci dei problemi, anche a sa-

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

crificare l'asse del Nord con la Lega


di Matteo Salvini. All'incontro erano
presenti per Forza Italia Deborah
Bergamini, Renato Brunetta, Altero
Matteoli, Paolo Romani, Mariarosaria Rossi, Giovanni Toti. Per Area Popolare c'erano Lorenzo Cesa, Nunzia De Girolamo, Antonio De Poli,

Gaetano Quagliariello e Renato


Schifani. Dentro Forza Italia pare
non dovrebbero esserci, anche se i
frondisti guidati da Raffaele Fitto
sabato riunir a Roma i suoi ricostruttori per dare il via ufficiale ad
un tour che lo porter in tutta Italia.

Accordicchi e ostruzionismo:
anti-corruzione nel pantano
FORZA ITALIA DI TRAVERSO, POI CON IL PD BOCCIA IL RADDOPPIO DELLA PRESCRIZIONE
di Antonella Mascali

Sanit in Puglia,
assolto Vendola
IL FATTO non sussiste: Nichi Vendola ieri stato assolto
dalla Corte d'appello di Bari. La procura lo accusava di abuso
dufficio per aver premuto su Lea Cosentino, all'epoca direttore generale dell'Asl di Bari - anch'ella assolta affinch
riaprisse i termini di un concorso e favorire Paolo Sardelli al
ruolo di primario nel reparto di chirurgia toracica nell'ospedale San Paolo di Bari. All'indomani dell'assoluzione in
primo grado, il settimanale Panorama pubblic una fotografia che ritraeva Vendola seduto allo stesso tavolo di Susanna de Felice, il giudice che l'aveva assolto: Quell'assoluzione commenta il leader di Sel e presidente della
Regione Puglia - stata trasformata in una condanna dai
mass media, usando strumentalmente una fotografia che
raccontava una presenza occasionale a un compleanno
molti anni prima del processo. La giudice fu accusata di non
essersi astenuta, mentre in realt aveva correttamente chiesto al capo del suo ufficio - che l'autorizz - se fosse il caso
di presiedere il processo. Non mi sono difeso mai difeso dal
processo conclude Vendola - ma solo nel processo. E ieri
arrivata l'assoluzione definitiva.

corte berlusconiana. E c da
registrare la preoccupazione
di Fedele Confalonieri, anima
dellimpero del Biscione, per
lavvicinarsi del 9 marzo,
quando lanziano condannato
torner libero dai servizi sociali: Silvio che ha in testa?
Vuole andare alla guerra per
farsi ammazzare?.
Nazareno. Denis Verdini, lo

sherpa renzusconiano del patto del Nazareno, viene descritto come depresso, oltre che
silenzioso. Eppure, ieri, la surreale scena del Brunetta solingo al Quirinale, come se tutti
avessero preso le distanze dal
capogruppo azzurro alla Camera, stata commentata cos:
Stiamo andando di nuovo
verso il patto del Nazareno.
Resta da capire con quali mediatori.
Noemi Letizia. C tutto un

mondo che ritorna in queste


ore. Non solo le olgettine. Una
volta alla settimana, se non
due, Noemi Letizia, la protagonista del primo scandalo
sessuale di B., fa visita a Palazzo Grazioli o ad Arcore.
Noemi si presenta con il marito Vittorio Romano, ram-

pollo della Napoli bene, su cui


lex Cavaliere vorrebbe investire politicamente alle Regionali in Campania. La coppia
anche in grandi rapporti con la
Pascale.
Olgettine. Che cosa capiter

con il processo Ruby ter? Lex


Cavaliere avrebbe perso il controllo militare delle ragazze del
Bunga Bunga. E quattro di loro, impaurite e bisognose, formerebbero un clan agguerrito
pronto a dare battaglia contro
il loro ex benefattore. Le quattro sono: Barbara Guerra, Iris
Berardi, Alessandra Sorcinelli,
Marysthell Polanco, Alessandra Sorcinelli. Scrive il settimanale Diva e Donna, non
smentito: C chi ha preso
carta e penna per scrivere a Ilda Boccassini, magistrato simbolo del caso Ruby, per chiedere di essere ascoltata. Cosa
succeder? Spunteranno foto e
video? alle porte unaltra bufera. C unolgettina pentita
nel Ruby ter? Se s, c un collegamento con il blitz di ieri?
Ombra. La vera ombra dellex

Cavaliere continua a essere


Niccol Ghedini, lavvocato
tuttofare.

on c ancora nessun testo sul falso


in bilancio scritto
nero su bianco. Dal
ministero di via Arenula ribadiscono che vogliono presentare un emendamento in Aula e
non in commissione Giustizia
del Senato. Non c ancora laccordo politico. Ieri cominciata la votazione in Commissione
sul disegno di legge anticorruzione, con tutta calma. Appena
cinque gli emendamenti approvati su un centinaio.
Le riforme turbo del presidente
del Consiglio Renzi sono diesel, anzi a passo duomo, con
Forza Italia che fa ostruzionismo. Salvo quando nel pomeriggio si rivisto il patto del Nazareno: la maggioranza e gli
Azzurri hanno bocciato insieme un emendamento di M5s,
votato anche dal Carroccio, che
proponeva il raddoppio dei
tempi di prescrizione per i reati
contro la Pubblica amministrazione. Chiss perch
chiede ironico il primo firmatario Maurizio Buccarella ma
lo abbiamo votato solo noi e la
Lega....
SE LANDAMENTO dei lavori

sar quello, ci vorranno settimane perch si chiuda su un


provvedimento depositato nel
marzo 2013, a firma del presidente del Senato Piero Grasso.
Ieri, il senatore di M5S, Enrico
Cappelletti, ha chiesto al presidente Nitto Palma, forzista, di
calendarizzare anche sedute

notturne, ma Palma si riservato di decidere.


Forza Italia si detta scandalizzata che il governo non presenti
in commissione il suo testo, il
presidente ha parlato di atteggiamento poco rispettoso
verso la Commissione.
Il senatore ed ex sottosegretario
alla Giustizia, Giacomo Caliendo, anche lui di Forza Italia, ha
confessato
lobiettivo
dellostruzionismo. Lo ha fatto
in un momento di stizza, quando il capogruppo del Pd, Giuseppe Lumia, lo ha accusato di
aver illustrato emendamenti
incoerenti. Caliendo, a quel
punto, a denti stretti ha ammesso che erano ostruzionistici.
Proprio Lumia, insieme al collega del Pd, Felice Casson si
battuto contro le soglie di impunit per il falso in bilancio
che gran parte del partito
avrebbe voluto presentare. Rispetto al nuovo testo che circola, ma non ufficiale, a cui ha lavorato anche il responsabile
Giustizia del Pd, David Ermini,
Lumia pensa che sia buono,
un passo avanti e sta facendo di

ALTRO CHE TURBO


Ieri approvati appena
cinque emendamenti
su un centinaio.
Di questo passo
ci vorranno ancora
settimane

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando Ansa

tutto perch ci sia laccordo definitivo Pd-Ncd. Accordo che


per ora sembra lontano. Lo testimonia anche un nulla di fatto
di una riunione ristretta Palma-Enrico Costa-Lumia con la
comparsa dello stesso ministro
Andrea Orlando. Ecco il vero
motivo per cui il governo dice
che preferisce presentare
lemendamento sul falso in bilancio in Aula. Ma Lumia vorrebbe la proposta di modifica
subito in Commissione, senza
rinviare la partita in aula. Siamo pronti a discutere di questa
norma e per questo riteniamo
che sia giusto e necessario che il
governo presenti in fretta in
Commissione lemendamento
che traduce l'accordo ritrovato. Il testo che gira da luned
sera prevede: procedibilit
dufficio, pene da 1 a 3 anni (con
prescrizione sostanzialmente
certa) per le piccole imprese
con un volume daffari inferio-

re a 600 mila euro. Per le altre,


pene da 2 a 6 se non quotate in
Borsa e da 3 a 8 anni per quelle
quotate. Negli ultimi due casi,
sono possibili le misure cautelari e le intercettazioni.
ANCHE M5S vorrebbe che il

governo presentasse lemendamento in Commissione, ma a


certe condizioni: Che lo presenti entro 48 ore ci dice il senatore Cappelletti in modo
che possiamo votare e chiudere
entro la settimana, altrimenti
meglio che lo porti in Aula, assumendosi la responsabilit di
quello che presenter. Finch
non leggiamo il testo non ci fidiamo.
In merito a Forza Italia, lo stesso Cappelletti su Twitter ha
scritto: Votare il provvedimento anti-corruzione proprio contro la loro natura.
La Commissione stata aggiornata a oggi pomeriggio.

DSK, fare unorgia e farla franca


LACCUSA: PROSCIOGLIMENTO PER LEX N. 1 DEL FMI, NIENTE PROVA DI UNA RETE DI PROSTITUZIONE
di Luana

De Micco

multa. Sin dallinizio del processo,


Strauss-Kahn si fatto scudo con il suo
libertinaggio, negando di sapere che le
ragazze con cui faceva le orgie erano remunerate.

Parigi

on c' niente in questo fascicolo, lo


N
so da tre anni e mezzo. Sembra
proprio che Dominique Strauss-Kahn

stia per lasciare Lille con la fedina penale


pi candida che mai, al termine di un
processo che continua a sgonfiarsi di
giorno in giorno. Ieri il pubblico ministero, Frdric Fvre, ha chiesto il proscioglimento dellex direttore del Fondo
Monetario Internazionale, accusato di
sfruttamento della prostituzione per un
giro di escort e festini a luci rosse tra
Parigi, Lille, New York e Washington.
N LINFORMAZIONE giudiziaria, n

l'udienza hanno permesso di dimostrare


il reato. La notoriet non pu essere un
criterio di colpevolezza, ha osservato la
pubblica accusa, che gi in un primo
tempo aveva chiesto per DSK il non luogo a procedere. Richiesta che era stata
respinta. Il punto che non ci sono prove a carico di DSK. Un incredibile colpo
di scena cera gi stato luned quando gli
avvocati di alcune prostitute hanno abbandonato le accuse per insufficienza di
prove. A Strauss-Kahn il Minotauro,

Dominique Strauss-Kahn Ansa

hanno detto gettando la spugna, resta


almeno la condanna morale. In caso di
condanna, le loro clienti chiedono solo
un euro simbolico di danni. I 14 imputati hanno gi pagato il prezzo forte.
Non si tratta di una rete mafiosa ma di
una banda di amici che agiva per soddisfare il proprio ego, le proprie ambizioni e i propri piaceri sessuali: cos
dunque che la pubblica accusa ha riassunto un fascicolo pesante di accuse, per
il quale lex uomo potente che ambiva
allEliseo rischiava fino a 10 anni di prigione e un milione e mezzo di euro di

LE RAGAZZE lo hanno accusato di essere


brutale, di trattarle come oggetti, ma con
lui non hanno mai parlato di tariffe.
Inoltre sarebbero sempre stati gli amici
devoti ad occuparsi dei pagamenti. La
via per lassoluzione libera. Lavoriamo col codice penale, non con la morale, si ripete da giorni al tribunale di
Lille. Nel 2011 anche le accuse per stupro
su Nafissiatu Diallo, una cameriera
dellhotel Sofitel di New York, si erano
chiuse nel nulla e Strauss-Kahn era uscito pulito dallintera vicenda giudiziaria.
Ma con la carriera politica in frantumi.
Al termine di questo processo-spettacolo a pagare in termini penali dovrebbe
essere soprattutto Dominique Alderweireld, detto Dodo, il proprietario di diversi bordelli in Belgio e che forniva le
ragazze per le serate, contro il quale il
procuratore ha chiesto due anni di prigione, di cui uno con la condizionale, e
19mila euro di multa. Per il procuratore
il boss lui.

POLITICA

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

IRazzi
l Di Pietro furioso:
si venduto

ma vittima sono io

RAZZI UN EMIGRANTE che si venduto lanima, la vittima sono io. Ospite di


Lei non sa chi sono io, programma di Luisella
Costamagna su Agon Channel, Antonio
Di Pietro si accalora nel rispondere sui tanti nomi sbagliati imbarcati nellItalia dei
Valori. Come facevo a conoscerli prima?
Anche Ges Cristo ne cannava uno ogni 12,

il Fatto Quotidiano

e lui era un padreterno sostiene. La Costamagna gli cita De Gregorio, ma soprattutto Razzi e Scilipoti. E lui: Faccio un mea
colpa, sul piano della responsabilit politica certamente la mia, e me lassumo
tutta. Ma alla fine lex pm si infuria: Ma la
smettiamo di offendere le persone? Con
Razzi ho preso uno che faceva da qua-

Tutti in fila da Mattarella


Ma lui ha la bocca cucita

GRILLO Il blog precipita


nella classifica dei big
ove anni fa era tra i primi dieci siti di informaN
zione pi consultati, preceduto da Cnn, Bbc e
Usa Today. Tre anni dopo,
lo presentava come
Forbes

settima web star del mondo (basandosi sui dati di traffico elaborati dalla societ di monitoraggio Alexa).
Oggi, il blog di Beppe Grillo ha fatto un enorme balzo
indietro. Beppegrillo.it non attira pi e, secondo i dati
ottenuti dagli stessi siti di monitoraggio
di qualche anno fa, la piattaforma del
leader del Movimento 5 Stelle arrivato
al 154esimo posto in Italia e al posto n.
7488 nel mondo. A diffondere per primo queste stime il settimanale Oggi:
vero che si tratta di proiezioni suscettibili di cambiamento, ma un cambiamento tale da riportare il sito ai fasti dei
primi tempi comunque inverosimile. I
numeri sono stati confermati anche da altre societ.
Secondo Traffic Estimate, il blog passato da 5 milioni di visite a giugno a 2,2 milioni. E Calcustat.com
gli assegna un ranking di fascia C. Per fare un confronto, la fascia A attribuita ai siti come quelli del
Fatto Quotidiano, di Repubblica e del Corriere della Sera.
La B per il sito de La Stampa. Sul fronte social, nella
classifica delle pagine Facebook dei politici che ottengono il maggior numero di Mi piace, Grillo resta
al comando con 1, 776 milioni di apprezzamenti. E tra
i primi undici ci sono anche i grillini Alessandro Di
Battista, Luigi Di Maio e Paola Taverna.

PRIMO GIRO DI INCONTRI DELLE OPPOSIZIONI CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


BRUNETTA E SEL CHIEDONO ASCOLTO. LUI PRENDE ATTO (ALTRO CHE NAPOLITANO)
di Luca De Carolis

al Napolitano che
interveniva
al
Mattarella
che
ascolta. Un padrone di casa di poche parole: tutte
sul metodo. In un marted
mattina simil primaverile, Sergio Mattarella inizia i colloqui
con i partiti di opposizione al
Quirinale, il primo vero passaggio politico della sua presidenza. E marca la differenza
con il predecessore. A parlare,
principalmente di riforme e Libia, sono soprattutto gli altri: il
solitario Brunetta, ricevuto alle
10, e la delegazione di Sel, entrata alle 11. Il presidente
ascolta proteste e preoccupazioni, osserva documenti e lettere. E risponde con un pugno
di frasi, promettendo attenzione per le opposizioni, rimaste
fuori dellaula alla Camera sulla riforma costituzionale. Di
pi non dice e non promette
Mattarella, che in giornata riceve la telefonata di congratulazioni di Barack Obama (un
lungo colloquio secondo la
nota del Colle).
A BREVE, quasi certamente la
prossima settimana, incontrer
lM5S e Beppe Grillo, che gli
hanno chiesto formalmente
udienza il 4 febbraio. Il presidente ha risposto luned sera, e
Grillo ha subito pubblicato sul
suo blog la lettera in cui Mattarella ringrazia per gli auguri e assicura: Sar lieto di riceverla al pi presto. Al Quirinale dovrebbe salire anche la
Lega Nord. Probabilmente
senza Matteo Salvini, che ieri su
Radio Padania ha ostentato di-

PIAZZE & PALAZZI


di Elisabetta Reguitti

alla canotta di Bossi alle


D
felpe di Salvini? Passi da
gigante. Per lo meno non si

vedono i peli sotto le ascelle.


Scherza Gilberto Oneto, storico e battagliero difensore
dellindipendentismo.
Vota Matteo Salvini?

stato bravissimo a salvare


un partito dato per morto. Sta
facendo dimenticare tutto:
dalle gabole del tesoriere Belsito alle prodezze del Trota.
Tutte storie per cui inutile
insistere con le azioni giudiziarie: dice che comunque
non si potrebbe recuperare
un centesimo e che non ha
fiducia nella magistratura.
Come dargli torto e poi, diciamoci la verit, tutti gli altri
partiti sono messi peggio in
quanto a famiglie e famigli. In
confronto quelli del cerchio
magico erano ladri di polli.

rantanni loperaio, ho pensato: Prendo un


operaio, emigrante, che rappresenta la
storia italiana degli emigranti nel mondo.
Io lo porto in Italia e si vende lanima a Berlusconi. Ma datemi solidariet . Chiosa:
Perch fanno sempre vedere quelli presi
da Di Pietro e non uno come Calearo? Perch facile prendersela con Di Pietro.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; sotto, Renato Brunetta e Nichi Vendola Ansa/LaPresse

gioranza. Noi non potevamo


che uscire dallaula. Mattarella
replica auspicando la ripresa
del dialogo, spiega che vedere
le opposizioni fuori dellaula lo
ha colpito molto. Il colloquio
dura una mezzora.

RICHIESTE
Dalle riforme alla Libia:
chi fuori dalla
maggioranza reclama
voce in capitolo.
La settimana prossima
tocca a 5 Stelle e Lega
sinteresse: Cosa devo chiedere a Mattarella? Chiedergli il
numero di telefono del parrucchiere?. Parole che hanno provocato stupore sul Colle, secondo indiscrezioni riportate
dallAgi. Anche perch lincontro lhanno chiesto i parlamentari leghisti, pochi giorni fa. La
certezza che il neo presidente
vuole incontrare tutte le opposizioni. Ieri ha iniziato con Bru-

netta. Solo soletto, il berlusconiano varca la soglia del Quirinale alle 10. Di fronte, oltre a
Mattarella, si trova il segretario
generale uscente Donato Marra e il suo successore Ugo Zampetti (la sua nomina stata ratificata dal Consiglio dei ministri ieri pomeriggio): silenti. Il
capogruppo alla Camera di Fi
presenta subito un documento
contro le riforme renziane, co-

POI LA VOLTA della delega-

me concordato con Berlusconi.


Un testo in 25 punti, in cui si
protesta contro la grave forzatura del governo, per poi sostenere: Il combinato disposto
di riforma costituzionale e legge elettorale porta a un mostro
giuridico che pregiudica i principi supremi della Costituzione. Il resto lo aggiunge in viva
voce il forzista: Presidente,
Renzi va avanti a colpi di mag-

zione di Sel, con i capigruppo


De Petris e Scotto e il presidente Nichi Vendola. Parla soprattutto lui, che conosce Mattarella dai tempi in cui erano entrambi in commissione Antimafia (anni 90). Si lamenta subito del Renzi scappato avanti
sulla Libia con dichiarazioni
improvvide. Poi gli consegna
la lettera di un artigiano romano sfrattato. Infine, gli chiede
dei segnali sulle riforme, da
garante della Costituzione.
Mattarella assicura attenzione,
fa capire che eserciter la sua
moral suasion per chiedere al go-

Oneto: viva Salvini, abbasso Maroni


Il segretario della Lega per
andato ad Arcore per labbraccio di B.

Con la differenza che stavolta


Berlusconi ad essere
nellangolo. Oggi B. pu solo
fare il junior partner della Lega. Magari tra un po gli tirer
una solenne fregatura ma al
momento siamo 0-1, per Salvini.
Vittoria fuori casa: ma Berlusconi che modulo dovrebbe
mettere in campo per ribaltare la partita?

dura: senza elettori e con


un partito cos sgangherato
pu fare poco. Potrebbe finalmente favorire lalleato
sui suoi mass-media, cosa
che non ha mai fatto, anzi.
Sul piano politico deve innanzitutto contrastare la

controriforma renziana delle


autonomie locali. Per piacere
anche a quelli del sud la Lega
ha accantonato il federalismo
ma non pu non difendere la
poca autonomia rimasta: la
sua base si rivolterebbe.

PADANIA
NOSTRA
Ha salvato un partito
dato per morto.
Ma se molla il tema
della secessione
finir per imbarcare
gente inaffidabile
e voltagabbana

Siamo sinceri, la secessione


un po anacronistica, anche
per i duri e puri di Pontida...

Un accidente: sempre di pi
la sola soluzione possibile.
Organi di stampa e commentatori stranieri dalla Gran
Bretagna agli Stati Uniti, fino
alla Russia non fanno che
pronosticare la spaccatura
dello stivale. Certo la Lega ha
buttato ventanni: i padani
non sono i catalani che le cose le fanno sul serio.
Ma Salvini non ne parla pi...

Salvini punta ai consensi al


sud su temi nazionali, ma
un gioco molto rischioso. Finir per imbarcare gente
inaffidabile che alloccasione
pi propizia cambier parrocchia. Gente in confronto
alla quale i vecchi leghisti
erano fior di statisti. Non ci
sono alternative alla via pa-

danista.

Almeno soddisfatto della


verde Lombardia del governatore Bobo Maroni?

Intanto non sta facendo nulla


di quello che aveva promesso, niente di leghista. Si sta
cacciando nei guai con
lExpo. E poi, se proprio si
vuol giocare al paradosso,
dovrebbe essere espulso dalla
Lega.
Perch?

Lo Statuto prevede lespulsione per chi si iscrive a un


altro partito. Lui in regione fa
parte del gruppo consigliare
della Lista Maroni che, non
essendo la Lega, tecnicamente un altro partito. Per
prendere la Lombardia inoltre Maroni ha rischiato di annientare la Lega. Per certo ne
ha prosciugato i risparmi.

e.reguitti@ilfattoquotidiano.it

verno maggiore condivisione.


Sul contenuto di legge elettorale e riforma della Carta non
entra, neppure di sfuggita. Si
sofferma sul metodo, sullimportanza del confronto parlamentare. Davanti ai microfoni,
sia Brunetta che Vendola manifestano soddisfazione. Secondo il forzista, Mattarella
user tutti gli strumenti previsti
dalla Costituzione per ripristinare un clima di confronto. E
Vendola: Abbiamo espresso la
preoccupazione che lumiliazione della funzione parlamentare possa diventare insopportabile quando si tratta delle riforme costituzionali. A margine, le schegge per Brunetta.
La sua ascesa al Colle ha irritato
una bella fetta di partito, fittiana e non. Come Maurizio Bianconi: Di uomini soli al comando a Forza Italia ne basta uno
solo, Silvio Berlusconi. Vediamo con disappunto che ce n
un altro, nato Brunetta, che se
ne va al Quirinale con un documento che sicuramente non
ha confrontato col gruppo che
rappresenta. Mentre i renziani
infieriscono: Siamo passati da
Forza Italia a Forza Brunetta.
Dai 5 Stelle invece continuano
ad arrivare segnali positivi a
Mattarella. Vogliamo instaurare un dialogo col nuovo Capo
dello Stato visto che col vecchio
presidente non c stato afferma la capogruppo alla Camera,
Fabiana Dadone. Che aggiunge: Al Quirinale andremo io, il
capogruppo in Senato Cioffi e
Grillo. Ma pi duno parla della possibile presenza di Casaleggio. Ipotesi da verificare, per
il Movimento che non vede
lora di salire al Colle.

ECONOMIA

il Fatto Quotidiano

Iilmmobili,
cambia
nome della tassa
ma costa lo stesso

LA CASA si conferma al primo posto tra i progetti, realizzati, delle famiglie italiane: 3 su 4
l'hanno acquistata e ci abitano. Famiglie che
per pur di vivere nellimmobile di propriet
sborsano ogni anno oltre 20 miliardi che vanno
allo Stato in imposte varie. Una cifra che negli
ultimi anni appare 'costant nonostante tutte
le acrobazie fiscali recenti ed stata (tra Imu

e Tasi) di 23,9 nel 2014. Cifra che 'pressoch


invariat rispetto a quella dellImu del 2012
(23,8 miliardi). LImu ha generato un gettito di
19,3 miliardi e la Tasi di 4,6 miliardi. Lo studio
Gli immobili in Italia realizzato dellAgenzia
delle Entrate e del Dipartimento delle finanze
del Tesoro tratta anche il tema dellevasione
del settore che potrebbe valere 4,3 miliardi nel

MILLEPROROGHE, I SOLITI
FAVORI E (TANTE) RETROMARCE

DAL RIPRISTINO DEL VECCHIO REGIME DEI MINIMI PER LE PARTITE IVA, AL BLOCCO
DI SOLI QUATTRO MESI AGLI SFRATTI. CONCESSIONI, REGALO ALLE AUTOSTRADE
di Carlo Di Foggia

a toppa pi grande
sulle partite Iva, con
la proroga del vecchio regime dei minimi (e lo stop alla crescita dei
contributi Inps). Ma c' anche il
cerotto sul blocco degli sfratti
(120 giorni solo per i casi pi
gravi) e tante piccole compensazioni attese da aziende indebitate e fornitori della Pa. Per finire ai non pochi regalini confermati, autostrade in testa. Il
decreto Milleproroghe arriva in
aula alla Camera - dove il governo ha chiesto la fiducia - con le
modifiche approvate in notturna nelle commissioni Bilancio e
Affari Costituzionali. Salvo imprevisti (M5S e Fi annunciano
battaglia) gioved verr approvato. Il testo, blindato, passer
poi in Senato. Il tempo stringe
(il testo scade il primo marzo).
ANDIAMO con ordine. Quello

sulle partite Iva un dietrofront


clamoroso, arrivato dopo le
proteste a oltranza dei freelance.
Cosa successo? Solo poche settimane fa il governo aveva abolito il vecchio regime dei minimi, quello riservato a chi ha
meno di 35 anni e guadagna fino
a 30 mila euro lordi (pu durare
5 anni e laliquota sul reddito
solo il 5%), introducendone uno
nuovo dal 2015: niente limiti di
tempo ed et, ma la soglia per
beneficiarne scende a 15 mila
euro e laliquota triplica (15%).
In questo modo, i redditi bassi
sono penalizzati e si paga di pi.
Non a caso negli ultimi due mesi
del 2014 il Tesoro ha registrato
un boom di nuove partite Iva.
Adesso, con un emendamento

Equitalia: potr farlo fino a luglio prossimo (a oggi lhanno


fatto in 2,6 milioni, per 28,4 miliardi). Al capitolo delle richieste delle imprese - nella fattispece i costruttori - va ascritto anche il ricco aumento dal 10 al
20% degli anticipi sugli appalti
che la Pa paga ai suoi fornitori.
ACCONTENTATI anche i Co-

muni. Quello di Venezia, per dire, pu festeggiare per un emendamento ad hoc: le sanzioni per
aver sforato il patto di stabilit
passano da 60 a 17 milioni (il debito si ferma cos a 52 milioni,
evitando, per ora, il default).
L'Anci, invece, ha chiesto e ottenuto di spostare al primo settembre l'obbligo di dotarsi delle
centrali uniche d'acquisto. la
pi sbandierata delle misure
della spending review - quella che
dovrebbe chiudere migliaia di
stazioni appaltanti (ognuna con
un suo prezzario), riducendo gli
sprechi - mai attuata e ora di
nuovo posticipata. Le Regioni,
invece, potranno prorogare i
contratti dei precari.

Ci sono poi i regalini. Resta infatti la norma che permette all'Aifa, lAgenzia del farmaco di
aggirare la spending review e
salvare quattro dirigenti. Cos
come il regalo nel regalo ai signori delle autostrade: si danno
altri sei mesi di tempo (fino al 30
giugno) per presentare la richiesta di integrazione fra diverse
tratte. Cio il meccanismo, previsto dallo Sblocca-Italia, che
permette di prorogare automaticamente (e senza gara) le concessioni. Un regalo da 16 miliardi, destinato ai gruppi Gavio (in
ottimi rapporti con il premier),
Benetton e Toto. Due giorni fa il
presidente dell'Autorit anticorruzione, Raffaele Cantone
ha criticato la norma, auspicando una revisione, mentre l'Ue
pronta a sanzionare l'Italia. Se
cos fosse, i concessionari per
legge potranno rivedere al rialzo
i pedaggi (gi lievitati dell'1,3%).
Resta anche lo stop alle sanzioni
(si pagher il 2%) per le Regioni
che hanno sforato il patto di stabilit per pagare i debiti ai fornitori. Norma cucita sul Lazio.

LETTERA AL COLLE

Tu, la Panda e noi senza casa


di Paola Zanca

a lettera indirizzata al
L
presidente con la Panda.
La firma Antonino Zagari, 66

anni, calabrese trapiantato a


Roma, disoccupato e sotto
sfratto. Scrive a nome dellesercito della morosit incolpevole, il primo a bussare alla porta
del presidente Sergio Mattarella. Sono quelli che hanno perso
il lavoro, e i soldi per pagare laffitto non li hanno pi. Ieri, una
proroga di 4 mesi agli sfratti, ha
dato una boccata di ossigeno.
Ma non baster. Cos, il leader
di Sel Nichi Vendola ha portato
sul tavolo del Quirinale lappello di Antonino. Il signor Zagari,
per, ci tiene a far sapere a Mattarella che non la mia disperazione che mi interessa. Da
qualche tempo ha scoperto que-

sto mondo di gente che si ritrova in mezzo a una strada. E


lo ha scoperto perch c finito
anche lui. Fino al 2009, una vita
normale: prima agente di commercio, poi titolare di societ di
recupero crediti e intermediazione finanziaria. Ufficio nel
centro di Roma, una casa al mare: Giravo in Jaguar, dice. Nel
2008 cominciano i guai: le banche chiedono di rientrare con i
fidi, le aziende vanno a rotoli e, a
60 anni, si ritrova in fila allufficio di collocamento. Di s dice
sono un lupo dellAspromonte. Vuol dire che sa adattarsi a
tutto. Fa il magazziniere, le pulizie. Quando ha compiuto 65
anni pensava di essere arrivato
almeno a un traguardo di sopravvivenza: la pensione sociale. Ma sulla carta, lui, ha due societ intestate: per avere quel

2014. A tanto ammonta infatti il tax gap, cio la


differenza tra il gettito teorico dovuto dai contribuenti (ricostruito a partire dai dati catastali) e il gettito effettivo standard, basato sui
versamenti Imu e Tasi.
In media i proprietari di prima casa hanno pagato 204 euro nel 2014 contro i 227 del
2012.

SCONTI AGCOM

Frequenze tv, il Mef


salva Mediaset, ma
il governo non ci sta
SUI CANONI RENZI TIENE IN SOSPESO BERLUSCONI
E DE BENEDETTI. IL TESORO VUOLE GARANZIE

l ministero del Tesoro ha bloccato lemendamento al Milleproroghe che attribuiva allo Sviluppo Economico la poI
test sui canoni per le frequenze televisive. I dissapori erano

Il Milleproroghe arrivato alla Camera Ansa

anni), per la gioia di costruttori e


proprietari immobiliari colpiti
dal crollo dei prezzi. Secondo i
sindacati degli inquilini sarebbero a rischio 30 mila famiglie
(50 mila secondo i Comuni). Il
ministero ne ha invece stimate
solo tremila. E cos arriva una
mini-proroga di 4 mesi, solo per
consentire un passaggio da casa a casa. Resta fuori la gran
parte dei soggetti coinvolti (circa il 92%, quelli che rischiano lo
sfratto per morosit). Ieri arrivato il plauso di Confedilizia.
Piccola proroga anche per chi
vuole rateizzare il debito con

di Carlo Tecce

di Scelta civica viene prorogato


il vecchio regime per il 2015.
Bloccato - almeno per questanno (con emendamento M5S) anche il contestato aumento
dellaliquota per i contributi
previdenziali dal 27,72 al
29,72% (per la legge Fornero dovr arrivare al 33 nel 2019). Le
due misure avrebbero portato a
rincari del 380%.
Piccolo dietrofront anche sul
blocco degli sfratti. Il ministro
dei Trasporti Maurizio Lupi si
era battuto per bloccare la consueta proroga (va avanti da 31

I SALVATAGGI
Per i costruttori
anticipo aumentato
per gli appalti pubblici.
E Venezia evita
il default. Il governo
mette la fiducia

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

sussidio, dovrebbe chiuderle,


ma serve un notaio, e 4 mila euro per pagarlo. Cos campa di
proroga in proroga, nellappartamento in affitto dal 1969 tra le
vie Prenestina e Collatina. Gi
due volte si sono presentati il
fabbro, il medico e lavvocato,
ovvero il trio che presuppone il
trasloco forzato. Piange, il si-

Antonino Zagari

gnor Zagari, quando racconta


che il municipio gli ha dato il
numero verde per trovare un
posto letto per i senza casa.
Non possono fare altro, i Comuni: il Fondo di sostegno alla
locazione, ricorda la Cgil, potr essere erogato ai cittadini tra
dodici mesi. E poi, quei contributi andranno agli inquilini
con regolare contratto di affitto:
requisito che, naturalmente,
non possiede chi ha subto uno
sfratto. Il ministro Lupi sostiene che i 4 mesi di proroga sono il
segno della volont di risolvere
lemergenza. I sindaci delle
grandi citt parlano di una
bomba sociale di 70 mila
sfrattati. A cui vanno aggiunti
altri 248 mila casi: questa limpressionante cifra dei pignoramenti gi esecutivi per chi non
riesce pi a pagare il mutuo.

riportati nei retroscena con dovizia di particolari, ora sono


lampanti. Cos viene riesumato il maxisconto per il servizio
pubblico Rai e la privata Mediaset, perch la contestata delibera Agcom, votata a maggioranza (di centrodestra) col parere contrario del presidente Angelo Cardini, resta valida. E
restano validi gli effetti: in quattro anni, lo Stato avr 72,8
milioni di euro in meno da Viale Mazzini, 38,4 milioni in meno
da Cologno Monzese. In questo gioco, c chi perde e c chi
vince. A queste condizioni, perde Persidera, societ di propriet per il 70 per cento di Telecom Italia e per il 30 per cento
di Carlo De Benedetti (Gruppo Espresso). In otto anni, Persidera dovrebbe sborsare 47,7
milioni in pi. La tenzone non
finita. Perch lo Sviluppo Economico vuole riprovare a infilare un emendamento per eliminare il favore a Mediaset (e
lo sfavore a Persidera), ma sar
unimpresa garantire il gettito
al Tesoro. Gi per comera iniziata, per, sintuiva il disastro.
Per recepire una legge del governo di Mario Monti, lAutorit di Garanzia ha approvato
Pier Carlo Padoan LaPresse un testo che modifica il canone
per la concessione delle frequenze, non pi calcolato con l1 per cento del fatturato, ma sul
numero di multiplex (pacchetti di frequenze) posseduti. Nonostante una lettera della Commissione europea e due missive
del sottosegretario Antonello Giacomelli, lo scorso settembre,
lAgcom ha ratificato il nuovo impianto normativo, un enorme aiuto per Viale Mazzini e Cologno Monzese e una condanna per le emittenti locali (destinate a scomparire) e per
Persidera. Il governo intervenuto a fine dicembre con un
decreto per congelare gli atti dellAgcom. Era un modo per
decidere di non decidere, per concedersi un po di tempo, mentre Renzi teneva (e tiene) in sospeso lex Cavaliere e lIngegnere
De Benedetti: in attesa di unaltra legge, i gruppi dovevano
saldare un acconto, il 40% dellimporto versato nel 2014.
Quando s liquefatto il patto del Nazareno, i parlamentari di
Forza Italia si sono accorti che il governo stava per cancellare il
regalo a Mediaset col Milleproroghe e, ignoranti in materia,
hanno scambiato una tecnica per fare melina per una vendetta
a caldo. Poi il Tesoro ha espunto lemendamento.

SECONDO REPUBBLICA

Povero Espresso
editore emergente

volte nei giornali la gabbia della pagina


cos rigida che impone ai giornalisti tagli
drastici ai loro pezzi. A Repubblica, per esempio,
ieri hanno dovuto fare un taglio doloroso che ha
pregiudicato un po il senso del pezzo intitolato
Frequenze tv, rispunta lo sconto a Mesiaset.
Sicuramente nella versione originale dellarticolo cera scritto che tra gli operatori interessati
dalla revisione dei canoni per laffitto delle frequenze televisive, su cui il governo sta pasticciando con rinvii e guerre di emendamenti, figurava anche Persidera. Cio la societ di propriet al 70 per cento di Telecom Italia e al 30 del
Gruppo Espresso, editore tra laltro di Repubblica. Invece lo spazio tiranno ed rimasta
solo un riferimento generico a editori emergenti. E dire che Carlo De Benedetti sembrava
emerso da parecchio...

10

ITALIA

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

Jnonobsvota
Act, Ncd
il parere

sulle tutele crescenti

DA GENNAIO 2016 nascer l'Agenzia


unica per le ispezioni del lavoro che integra ministero del Lavoro, Inps e Inail.
Sede centrale a Roma e 18 sedi territoriali con la conseguente soppressione
delle Direzioni interregionali e territoriali
del lavoro: il risparmio previsto di 26,1
milioni. Il relativo decreto attuativo del

Jobs act atteso in Consiglio dei ministri


venerd. Resta per la spaccatura di governo sui temi del lavoro, infatti, la commissione Lavoro della Camera ha approvato un parere sul decreto legislativo per
il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, messo a punto dal presidente della commissione, Cesare Da-

il Fatto Quotidiano

miano (Pd), senza i voti di Area popolare


(Ncd-Udc). Segna un ritorno indietro
sui licenziamenti collettivi, un restringimento su quelli individuali e la non applicazione del Jobs Act al pubblico impiego. Una scelta contraria al testo del
governo, hanno detto i deputati di Ncd
Sergio Pizzolante e Nino Bosco.

Taxi, la rabbia sfila a Torino


ma tutta pubblicit per Uber
OLTRE 1500 TASSISTI HANNO PROTESTATO CONTRO LA APP CHE OFFRE TARIFFE AGEVOLATE
(IERI LE HA RIDOTTE DEL 20%). MOMENTI DI TENSIONE DAVANTI ALLAUTORIT DEI TRASPORTI
di Cosimo Caridi

Torino

taxi scioperano e Uber


abbassa le tariffe del 20
per cento. Ieri era la giornata dei tassisti, ma Uber
riuscita lo stesso a farsi pubblicit. Sono arrivati a Torino,
sede dellAutorit di Regolazione dei Trasporti, oltre 1500 autisti provenienti da tutta Italia.
Appuntamento in centro e poi
un lungo corteo. Meglio non
parlare di Uber. Sono degli abusivi, ci rubano il lavoro.
Gli autisti sono sul piede di
guerra. Uber, lapplicazione diventata multinazionale, sbarcata in Italia lo scorso anno e in
pochi mesi ha trasformato centinaia auto private in taxi. Le tariffe sono concorrenziali. La
stessa corsa - spiega un utente
che utilizza il servizio pi volte

alla settimana - costa dal 40 al 70


per cento in meno, pi lungo il
tragitto pi conviene. I tassisti
rispondono allunisono: Non
pagano le tasse, non hanno controlli. Se supermercati e benzinai fossero abusivi costerebbero meno. Ma voi andreste da un
medico abusivo?.
IL PROBLEMA pi sentito
quello delle licenze. Comprate
per decine di migliaia di euro,
per molti tassisti rappresentano
il mutuo da pagare o la buonuscita per la pensione. Poco importa che la compravendita delle licenze sia stata gestita per anni al limite della legalit. Lo Stato - spiega un autista romano - ci
ha fatto pagare le tasse anche su
quella, quindi era legale. Se non
fermeranno subito Uber, noi
non verseremo pi una nulla.
Immediato il coro da stadio: Se

Due momenti della protesta dei taxisti a Torino Ansa/LaPresse

lo Stato non ci caga, da domani


non si paga.
Il corteo procede pacifico, ma
per creare latmosfera viene
acceso qualche fumogeno ed
esplodono un paio di bombe
carta. La tensione cresce e a farne le spese un cronista a cui
viene strappato di mano il taccuino di mano. Tutto sotto gli
occhi compiacenti di tanti che

innalzavano i cartelli Je suis taxi legale. Arrivati davanti alla


Prefettura ,i rappresentati sindacali salgono sul camion che ha
guidato il corteo. Per primo parla Federico Rolando, portavoce
della categoria: Uber ha prezzi
pi bassi, per forza noi siamo
costretti a pagare allo Stato il 55
per cento di quello che guadagniamo. Boato della folla. Al

microfono si alternano vari


esponenti dellopposizione cittadina, la voce pi forte quella
di Maurizio Marrone, consigliere regionale di Fratelli dItalia,
che - con alle spalle un tricolore urla: Non un passo indietro davanti a una multinazionale americana che viene qui ad eludere
le nostre leggi.
ALLE 15 fissato lappuntamen-

to tra i sindacati e Andrea Camanzi, presidente dellAutorit


dei Trasporti. Questo stato il
primo incontro -spiega Camanzi - siamo dispiaciuti che alcune
sigle sindacali abbiano lasciato il

tavolo. Il colloquio si poi interrotto bruscamente quando si


appreso che lAutorit non solo non avrebbe oscurato Uber
(Cosa che non possiamo fare e
non ci compete spiega Camanzi), ma che anzi i rappresentanti
della multinazionale saranno ricevuti domani. Bloccheremo
lExpo la risposta. Un gruppetto tenta di entrare di forza
nella sede dellauthority, la polizia li ferma. Qualche uovo e un
cestino dellimmondizia divelto, poi tutti a casa perch la strada per tornare a Napoli, Roma e
Genova lunga e bisogna garantire il servizio notturno.

18 FEBBRAIO 2015

POPOLARI
A PROCESSO

il FATTO
ECONOMICO

Le nuove norme sulle


Popolari rilanceranno
il credito alle imprese,
come promesso
dal premier Renzi?

11

LA RETE
NEUTRALE

DECLINO
VENETO

Prestiti facili agli


amici, perquisiti gli
imprenditori vicini alla
banca, da Marco
De Benedetti a Stefanel

Al Congresso degli
Usa i Repubblicani
presentano la legge
per la libert della rete.
Cosa c dietro?

PATRIOTTISMO? Il Fondo strategico della Cassa depositi


e prestiti e di Bankitalia doveva aiutare le eccellenze
italiane, invece aiuta Rocco Forte. Che sta a Londra

HOTEL MISTERO,
MILIONI DI STATO
PER FINANZIARE
UN GRUPPO INGLESE
di Stefano Feltri

idea sembrava buona e aveva


entusiasmato gli albergatori:
capitali pubblici per costruire un grande polo turistico
capace di avere finalmente
quella massa critica per intercettare i flussi del turismo mondiale in arrivo
dallAsia. Si parlava di Grand Hotel Italy, di gestire le prenotazioni con un sistema accentrato
per fare concorrenza addirittura a Booking.com
mentre Federalberghi conduce una battaglia contro Tripadvisor, che ha portato a una multa da mezzo milione di euro al sito per recensioni giudicate
false (qualunque cosa significhi). Poi le cose sono
andate diversamente: i soldi pubblici sono finiti a
una holding inglese che forse far qualche investimento in Italia e pi probabilmente prender
in gestione senza gara redditizi immobili di Stato
in posizioni privilegiate per farne super-alberghi.
Mentre gli albergatori italiani soffrono la crisi e
contano perdite milionarie.
LAMMINISTRATORE DELEGATO Maurizio Ta-

magnini dovr spiegare in unaudizione in Senato


la pi strana delle operazioni del suo Fondo strategico italiano, praticamente un pezzo dello Stato
(80 per cento Cassa depositi e prestiti, 20 per cento
Banca dItalia). E, se ne avr il coraggio, prima o
poi affronter anche gli albergatori imbufaliti. Il
Fondo sta finanziando societ straniere del settore
che, pur avendo una parte degli interessi in Italia,
verosimilmente non pagano le tasse
nel nostro Paese, e questo ci mette
in grande allarme, ha detto per
esempio il vicepresidente di
Federalberghi, Marco Michielli.
In unintervista ad Affari & Finanza di Repubblica in cui ha
ripercorso la saga di famiglia,
da Frosinone al superlusso a
Londra, Rocco Forte ha detto: Non mi sento straniero,
sia per le solide radici italiane, per i legami che
ho con lItalia, sia
perch sono gi
presente con
tre alberghi. Un po
poco, per,
per meritarsi i soldi
del Fondo
strategico
che, fin dalla dichiarazione di
intenti
pubblicata
sulla home
page del sito, dovrebbe
fare questo:
Opera acquisendo
quote
principalmente di
minoranza in imprese di rilevante in-

euro di debiti verso le banche. Il Fondo strategico


non pu investire in societ in perdita, per non
diventare una nuova Gepi, cio per non trasferire
sul contribuente italiano perdite che dovrebbero
rimanere private. E quindi investe sulla holding.
Che non italiana ma almeno pi solida e user
quei soldi per un piano di sviluppo incentrato
sullItalia, si legge nel comunicato stampa
delloperazione. Ma davvero cos?
Il gruppo Rocco Forte nel suo complesso, si legge
nel bilancio inglese, ha parecchi debiti: 57,9 milioni in scadenza entro lanno (cio entro aprile
2015) e 361 milioni con scadenze pi lunghe. Lo
scorso anno ha venduto il Lowry Hotel di Manchester e un immobile in Dover Street, a Londra, e
lincasso di 47 milioni di sterline stato usato per
ripagare il debito. Nessun allarme, si legge nei bilanci, ma meglio non distribuire dividendi anche
perch a giugno 2015 scade un consistente finanziamento con Royal Bank of Scotland. E quindi
serve cassa. Secondo lanalisi di Rothschild, una
banca daffari, liniezione di liquidit del Fondo
sovrano italiano sar usata, tra laltro, per finanziare un piano di espansione che include ulteriori

teresse nazionale che siano in equilibrio economico-finanziario e abbiano adeguate prospettive


di redditivit e significative prospettive di sviluppo. Come possa essere di rilevante interesse nazionale una societ basata a Londra resta un
grande mistero. Eppure a novembre 2014 il Fondo
guidato da Tamagnini ha speso 76 milioni di euro
per rilevare il 23 per cento della Rocco Forte & Family Limited (RFF). Che una holding
DUBBI A PALAZZO CHIGI
inglese. Il Fondo non entrato
nelle societ italiane che gestiLAd di Fsi Tamagnini ha il divieto di investire
scono i vari resort, tipo lHotel
de Russie a Roma, sia perch
in societ in perdita, ma alla holding britannica
non avrebbe potuto giustifiservono soldi per gestire i debiti in scadenza.
care linvestimento in un
gruppo che, in Italia, ha solo
E gli albergatori italiani protestano
quattro hotel, sia perch non
tutti sono profittevoli. Quello
di Verdura, a Sciacca, in Sicilia, il preferito di Rocco Forte: Quando ci passo aperture di hotel in Italia e oltre ma servir anun weekend di vacanza mi passano in un lampo che a ridurre lindebitamento di RFF. Che non
tutte le preoccupazioni, ha detto a Repubblica. Ma esattamente lo scopo per cui nato il Fondo straai clienti piace meno: ha perso 11 milioni di euro tegico: risolvere problemi finanziari di gruppi prinellesercizio di bilancio 2013 e 8,5 nel 2014 (chiu- vati, per di pi stranieri, sembra un po lontano
de i bilanci a fine aprile, nella seconda met delan- dalla sua missione. E il prezzo pagato per la quota
no dovrebbe essere migliorato) e ha 131 milioni di del 23 per cento sembra un po generoso: secondo
i calcoli di Rothschild i gruppi del lusso alberghiero quotati in Borsa hanno un valore che circa
EX
12,2 volte lEbitda (il margine operativo lordo, che
BANCHIERE
misura quando sono redditizi). La cifra pagata dal
Maurizio Tamagnini,
Fondo strategico invece implica un moltiplicatore
Ad del Fondo stratedi 17.
gico italiano visto da
Emanuele Fucecchi

SEMPRE DALLANALISI ROTSCHILD, si capisce

che uno dei potenziali vantaggi per Rocco Forte


deriva dal fatto che beneficer direttamente dal
fondo immobiliare di Fsi che procurer opportunit per contratti di gestione. Questa la principale preoccupazione dei grandi gruppi italiani:
che sar soltanto Rocco Forte ad approfittare delle
possibilit offerte dal Fit, Fondo investimenti per
la valorizzazione. Questo Fit prende immobili
pubblici, li valorizza e li affida a gestori alberghieri, ci sono gi quattro operazioni a Venezia, Bergamo, Torino e Verona, 90 milioni di euro il valore totale. Se la Cassa depositi e prestiti ha una
quota in un gruppo alberghiero che cerca opportunit in Italia, perch dovrebbe consegnare ad
altri gli immobili che vuole trasformare in alberghi?, si chiedono gli italiani che sanno gi di uscire male da questa vicenda. Guido Polito, amministratore delegato di Baglioni Hotel, aveva provato a cercare le risorse del Fondo ma stato respinto perch non rispettava il requisito di 250
milioni di fatturato fissato dallo statuto, nessuna
compagnia italiana aveva quelle dimensioni, cos
hanno abbassato lasticella ma poi non ci hanno
pi chiamato, si sfogato con Panorama. E cos i
76 milioni di euro del Fondo strategico sono andati a un gruppo che, sui suoi utili, paga unimposta del 22,84 per cento, per linvidia dei colleghi
italiani. Molti dei renziani che stanno a Palazzo
Chigi sono assai perplessi per questa operazione
ma finora non hanno fiatato perch, risalendo dal
Fondo strategico alla Cassa depositi, rimanda a
Franco Bassanini. Presidente della Cdp e gran
consigliere del premier Matteo Renzi. Ma il clima
sta cambiando, lattivismo della Cassa depositi
visto con crescente diffidenza (non solo sugli hotel ma anche su Telecom).

ULTIMATUM
Perch Atene
sta gi
per capitolare
l bluff sta per finire: domani si capir se
I
la Grecia di Alexis Tsipras preferisce
tradire le sue promesse elettorali o uscire

dalleuro e dallUnione europea. Secondo


le indiscrezione che Bloomberg rilanciava
ieri sera, il governo greco sarebbe orientato a chiedere unestensione del programma imposto dalla Troika che scade il
28 febbraio. Ci saranno condizioni un po
diverse, certo, ma alla fine Angela Merkel
potr spiegare agli elettori tedeschi che i
greci rimangono sotto la tutela europea e
non vengono lasciati liberi di cancellare
tutte le riforme dellausterit di questi anni. Tsipras spiegher in Grecia che ha vinto perch la Troika non si chiamer pi
Troika, anche se i creditori (Unione europea, Fondo monetario, Bce) continueranno a vigilare sui 240 miliardi che hanno prestato alla Grecia in questi anni.
La rottura dei negoziati luned sera
allEurogruppo ha spinto tutti a riflettere
sullipotesi che davvero Atene possa essere congedata dallUnione e dalleuro:
niente riforme e niente austerit significano niente pi finanziamenti a uno Stato
che ha le casse vuote. Sempre Bloomberg
ha raccontato il clima al vertice dellEurogruppo a Bruxelles: il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble,
avrebbe perso le staffe e spiegato al suo
omologo greco Yanis Varoufakis che rimanere nelleuro una decisione interamente nelle mani della Grecia. E il premier Tsipras ha ripetuto che lausterity
morta e che non accetta compromessi.
MA LA POLITICA si ferma dove comin-

ciano le esigenze concrete della finanza.


Le banche greche stanno affrontando da
dicembre, quando sono state convocate le
elezioni anticipate, una fuga di capitali
verso lestero, almeno 7,6 miliardi di euro.
Fiumi di denaro continuano a lasciare il
Paese, come dimostra la decisione della
Bce di Mario Draghi di alzare da 60 a 65
miliardi la linea di credito di emergenza
Ela in questi giorni di tensione. E, secondo
la stampa greca, non sarebbero gi pi abbastanza. Sul Financial Times di ieri leconomista tedesco Hans-Werner Sinn sottolineava il paradosso di questa situazione: In definitiva i cittadini degli altri Paesi europei, senza che nessuno li abbia consultati, stanno fornendo credito a proprio
rischio e pericolo per consentire ai greci
benestanti di spostare i loro capitali al sicuro. I piccoli risparmiatori o i tanti ateniesi ridotti in povert dalla austerit non
hanno ingenti depositi da spostare
allestero. I ricchi spesso evasori invece
s. Hans-Werner Sinn suggerisce quindi
che ci dovrebbe essere un blocco ai movimenti di capitale, come a Cipro nel 2013
durante la crisi bancaria che port allarrivo della Troika. Una crisi bancaria spingerebbe la Grecia fuori dalleuro ma le misure che servono a evitarla certificherebbero comunque la fine della moneta unica. Per questo Tsipras non ha altra scelta
se non cedere.
Twitter @stefanofeltri

12

il FATTO ECONOMICO

18 FEBBRAIO 2015

SOTTO ACCUSA Troppi crediti e conti traballanti,


per hanno perso meno delle big. Ma le nuove norme
non daranno ossigeno alle imprese come dice Renzi

POPOLARI A PROCESSO
LA RIFORMA SERVE?
di Camilla Conti

approvazione della
riforma
auspicabile non perch lo impongano i regolatori o i
mercati internazionali:
perch lo suggerisce il
buon senso. Cos il direttore generale della
Banca d'Italia, Salvatore
Rossi, ha riassunto ieri
il pensiero di via Nazionale sulla riforma delle
banche popolari, in audizione davanti alle
commissioni Finanze e
Attivit produttive della Camera. L'economia
italiana ha sottolineato Rossi ha bisogno, e
ne avr ancor pi nella
ripresa che sta iniziando, di banche efficienti,
patrimonialmente solide, a loro agio nel mercato
internazionale.

Banche che siano in


grado di accompagnare, anzi di sollecitare, la
crescita dimensionale
delle piccole e medie
imprese dinamiche e
innovative, crescita da
cui dipende molta parte
del nostro futuro.
Sempre secondo Rossi
nelle grandi banche c'
il rischio di una deriva a
causa di una egemonia
prolungata e incontrollata di una singola figura o gruppo di potere
espressione di una minoranza. Anche per
questo, c' il rischio di
clientelismo. Le parole del direttore generale
di Bankitalia si vanno
ad aggiungere a tutto
quello che in queste settimane stato detto e
scritto, sullopportunit
del decreto varato dal
governo di Matteo Renzi. Non sempre le ana-

lisi pro o contro la riforma sono imparziali


considerando gli interessi dei vari attori coinvolti. Ecco perch abbiamo deciso di fermarci a fare una sorta di
processo virtuale al
sistema che verr coinvolto dal provvedimento. Guardando soprattutto i numeri.
Dalle Popolari pi
1.
credito delle Spa?
Vero. I dati di R&S Mediobanca dimostrano come il credito non sia mai
stato il problema delle
popolari, che anzi hanno
fatto pi prestiti delle altre banche, sia prima che
durante la crisi. Tra il
2005 e il 2013 le Popolari
hanno aumentato i prestiti di quasi il 7% all'anno
(+68% cumulato), mentre
le altre banche li hanno
mantenuti stabili (+0,6%

ABI

Sofferenze
in aumento
La crisi si fa
sentire ancora sui prestiti delle
banche:
lammontare delle
sofferenze registrate a fine 2014 sono
cresciute infatti del
17,8% rispetto allo
scorso anno, alla cifra di 183,7 miliardi
di euro, 2,5 miliardi
in pi rispetto a novembre. Mentre a
gennaio i finanziamenti a famiglie e
imprese calano su
anno dell1,8%.
quanto emerge dal
rapporto mensile
dellAbi.

all'anno). In valore assoluto, dal 2005 le popolari


hanno aumentato il credito di 162 miliardi, una
cifra tripla a quella delle
banche commerciali. La
crescita dei prestiti dovuta per oltre la met alle
popolari, nonostante queste ultime rappresentino
meno di un quarto dello
stock erogato complessivo. Anche loro hanno
sentito la crisi, riducendo
i prestiti alla clientela di
25 miliardi dal 2011. Ma
anche questa flessione
stata inferiore a quella degli istituti commerciali diversi da popolari e banche
di credito cooperativo.
Le popolari non
2.
hanno mostrato le
perdite miliardarie dei
grandi istituti commerciali.

Vero. Il sistema bancario italiano ha segnato


Infografica Pierpaolo Balani

ANAS Prima
la querela, poi
lappalto milionario
di Daniele Martini

rima lo querelano per diffamazione e calunnia nei confronti dellAnas. Poi lo premiano
con un appalto da 60 milioni. Succedono cose
strane nell'azienda pubblica delle strade guidata dall'amministratore-presidente Pietro Ciucci
che, altra stranezza, da settembre 2013 anche
un pensionato, gratificato, dicono, con una buonuscita con i fiocchi. L'imprenditore oggetto del
contraddittorio comportamento dell'Anas il
52enne beneventano di Torrecuso, Enzo Rillo.
Noto per aver tentato di accaparrarsi all'asta
lorecchino di Maradona. Un industriale noto
nell'ambiente dei lavori
stradali anche con il nomignolo di mister guard
rail, titolare di un'impresa che si chiama Car segnaletica stradale.
Qualche mese fa Ciucci
lo fulmin con una querela alla Procura di Firenze per un altro appalto sul raccordo autostradale Siena-Firenze.
Rillo venne accusato di
aver portato un ingiustificato attacco all'Anas dichiarando il falso. Ora l'Anas affida proprio a Rillo un lavoro
assai importante: la fornitura per quattro anni
delle barriere di sicurezza (guardrail) delle statali. Un appalto grosso e controverso, contestato dai concorrenti, da Turbosider a Imeva ai tedeschi di Heintzmann, i quali paventano la creazione di un nuovo monopolio delle strade favorito da un'azienda pubblica e si sono rivolti al Tar
del Lazio che sentenzier il 22 aprile. In Anas
emerge anche un'altra stranezza: gli utili fantasma. Da qualche anno Ciucci presenta bilanci
con un avanzo modesto che gli consente per di
darsi arie da risanatore e di vagheggiare la privatizzazione. Ora viene fuori che questi utili sarebbero il risultato del blocco imposto nel 2011
agli stipendi dei 6 mila dipendenti (non dei dirigenti, per), superato con la legge di Stabilit
2015 che prevede rimborsi. Preso in contropiede, Ciucci ha chiesto uninterpretazione al ministero del Tesoro.

SPORTELLI

Sede di Ubi banca. In basso il braccialetto (videoinchiesta su ilfattoquotidiano.it) Ansa

nel complesso un Roe


(indice di redditivit)
2013 ancora negativo
(-9%), avendo chiuso
con una perdita aggregata pari a 21,1 miliardi
(la maggior parte riconducibile ai tre maggiori
gruppi). La perdita aggregata ha toccato in
minima parte le popolari (circa 800 milioni).
La politica di finanziamento pi generosa si
per tradotta in un incremento pi cospicuo
dei crediti deteriorati.
Nel periodo di riferimento considerato da
R&S
Mediobanca
(2005-2013) i prestiti
dubbi sono aumentati

del
25%
all'anno
(+490% cumulato), dati
superiori di circa il doppio alla media delle
banche retail (+12%
l'anno).
In media le popolari hanno tassi di co3.
pertura del credito deteriorato pi bassi rispetto a quelli delle big.

Vero. Le prime 10 Popolari per attivo a fine


2013 avevano uno stock
di crediti per cassa netti
verso la clientela pari a
370,1 miliardi. A fronte
di questo i crediti dubbi
ammontavano a 47,4
miliardi. Di questi,
17,93 erano classificati

PIACENZA Accordo tra sindacati e Obi per il progetto pilota. Ma la Uil protesta
di Max Brod

arte dalla Toscana


la protesta del sinP
dacato UilTucs - cate-

goria Uil che si occupa


di turismo, commercio
e servizi - contro il progetto che vorrebbe mettere al braccio dei lavoratori di Obi, catena di
negozi di bricolage, un
braccialetto vibrante
che si attiva su richiesta
di clienti bisognosi di
aiuto. Lidea nata nello store di Piacenza ed
descritta in un accordo
firmato nel dicembre
2014, dalla Bbc srl (pro-

PARERI DIVERSI
La societ: Lintesa per il piano
c, per ora stata fatta
confusione col wi-fi.
I rappresentanti dei lavoratori:
Un modo per monitorare
e umiliare il personale

BRACCIALETTI
IN AZIENDA
PER I DIPENDENTI
prietaria di Obi) insieme alla Rsa del sindacato Filcams. Si tratta della dislocazione dentro il
negozio di un sistema a
chiamata: un pulsante a
disposizione dei clienti.
Una volta premuto, il
segnale attiva una vibrazione sul polso dei

dipendenti, vibrazione
che si interrompe solo
allarrivo, sul posto, di
un commesso. Marco
Conficconi, segretario
regionale UilTusc, risponde indignato: La
Bbc ha dichiarato di
avere lesigenza di ottimizzare le risorse in sala vendita in realt altro
non fa che monitorare i
lavoratori umiliandoli.
una prevaricazione
che ha il gusto della repressione. Nemmeno ai
carcerati si fanno cose
del genere. Secondo
Conficconi, dietro questa mossa ci sarebbe la
volont di aggirare la
contrattazione nazionale: Ci che molte
aziende non riescono a

far passare a livello nazionale cercano poi di


sottoporlo, in maniera
scorretta, direttamente
alle delegazioni presenti nei negozi: che ovviamente non hanno la
stessa forza di ribattere
rispetto alle organizzazioni territoriali.
E LE NOVIT introdotte

dalla riforma del lavoro,


non aiutano: Il Jobs
Act ha fatto s che molte
aziende ragionassero su
queste tecnologie, depotenziando lazione
dei sindacati e dando
nuove possibilit a chi
vuole controllare in maniera scorretta i lavoratori. Secondo il sindacato, a Piacenza sarebbe

gi in corso, in questi
giorni, linstallazione
dei supporti elettronici
necessari alla messa in
opera del progetto.
Il gruppo Obi, interpellato, spiega: stato firmato questo accordo,
vero racconta Elena
Ottaviano, responsabile
comunicazioni esterne
del gruppo ma perch
noi, essendo azienda internazionale, prima ancora di avviare qualsiasi
progetto ne parliamo
con i sindacati. Detto
questo - prosegue Ottaviano - un progetto
che non esiste, rimasto
sulla carta e non stato
mai implementato in
nessun negozio, nemmeno in quello di Piacenza.
Iin merito alle istallazioni che sarebbero gi
iniziate, Ottaviano spiega: Non hanno nulla a
che vedere col progetto:
quelle installazioni servono a dare accesso
wi-fi gratuito nei negozi.

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

13

SOCI E CLIENTI Perquisiti Samor, Stefanel, Zoppas e la


societ di Marco De Benedetti e della giornalista Ferrari

VENETO BANCA, SOLDI


FACILI AI SOLITI AMICI
di Marco

Lillo e
Valeria Pacelli

Il dg di Banca D'Italia Salvatore Rossi Ansa

alla voce sofferenze. Il


rapporto
sofferenze
nette/crediti netti era
del 4,85%, a fronte del
4,33% medio del sistema. Le sofferenze a bilancio delle dieci Popolari maggiori valevano il 22,31% degli
80,36 miliardi di sofferenze nette a fine 2013
registrate dall'Abi nell'intero sistema creditizio. I crediti dubbi delle
Popolari maggiori pesavano in media il
12,8% del totale erogato
per cassa. Si andava dal
risultato migliore, pari
al 7,7%, dalla Popolare
di Sondrio sino al peggiore, 22,9%, scontato
dalla
Popolare
dellEtruria.
Le popolari sono
4.
uscite meglio dagli
stress test che hanno
bocciato due Spa (Mps e
Carige).

Vero ma... nessuna delle popolari al vaglio di


Francoforte,
tranne
Ubi, ai dati di fine 2013,
ha passato il doppio test
della Bce (stress test pi
asset quality review).
Tutte e sette sono state
infatti rimandate a settembre, e due hanno
sforato ancora sui tempi (Bpm, almeno, cautelandosi con una dote
di 713 milioni di capitale eccedente, la Vicenza con un cuscinetto finale limitato a 30 milio-

ni). A fine 2013 delle


dieci, otto mostravano
un total capital ratio sotto
la media dellinsieme
delle Popolari (13,3%
per le 34 ricomprese nel
data-base di R&S-Mediobanca), una - il Banco Popolare - esattamente in linea, mentre
solo Ubi poteva vantare
un parametro nettamente superiore alla
media dellintero sistema creditizio (18,9%
contro il 14% delle oltre
500 banche italiane
censite da R&S-Mediobanca). A partire dal
2014, considerato anche il buffer di conservazione del capitale, il
requisito minimo per il
total capital ratio salito dall8% al 10,5%.
Buona parte si messa
in regola o andata oltre, le due venete - Popolare di Vicenza e Veneto Banca - alla fine del
primo semestre erano
entrambe un po sotto al
minimo, col 10,2%.
La riforma delle
5.
popolari necessaria anche per far ripartire il credito alle imprese.

Falso. Per le imprese


clienti delle Popolari
nellimmediato
non
cambier nulla. E nemmeno durante i 18 mesi
in cui consentito diluire il percorso della
trasformazione in so-

UN OCCHIO AL FUTURO
Bankitalia: La riforma
degli istituti minori va fatta
subito per ridurre
il clientelismo e favorire
i matrimoni che porteranno
a gruppi pi forti
ciet per azioni abolendo il sistema del voto
capitario.
Occorrer
tempo anche per vedere
le ricadute sul sistema
del credito delle fusioni
oggi ipotizzate. Il credito non aumenta o diminuisce
significativamente per effetto di un
cambio del meccanismo di voto in assemblea. Il credito aumenter o diminuir in funzione dellandamento
economico del Paese
Italia e della voglia di
tutte le banche di accollarsi nuovi rischi, dopo
avere constatato che per
ogni 5 euro prestati in
passato, 1 euro e passa
ha scarse probabilit di
rientrare. Secondo Fabio Bolognini, fondatore della societ di consulenza finanziaria Linker, inoltre, non basta
sventolare statistiche
del credito erogato, perch ora ci sono le evidenze di come sia stato
erogato male e proprio
agli amici soci, quelli
pi influenti, delle popolari. Occorre domandarsi quanto la riforma, per ora limitata a
solo dieci banche, sia
pensata per scatenare
processi virtuosi in Borsa e di vero efficientamento di un settore che
in Europa mostra andamenti poco brillanti e
una redditivit insufficiente per i soci.

n terremoto che
ha il suo
epicentro nella finanza veneta ma che si fatto
sentire anche a Torino, nella societ di
Marco De Benedetti,
figlio delleditore di
Repubblica-Lespresso, e della moglie: la
conduttrice
Paola
Ferrari. La Procura di
Roma indaga i vertici
di una delle banche
cooperative pi importanti, coinvolta nel
provvedimento investment compact del
governo di Matteo
Renzi che porter alla
trasformazione in Societ per azioni delle
popolari. Non sar famosa in questi giorni
come la Popolare
dellEtruria, dove era
ex vicepresidente il
pap del ministro per
le Riforme Maria Elena Boschi, ma la Veneto Banca di Montebelluna, molto pi
importante. Quello
perquisito ieri dagli
uomini del Nucleo di
Polizia Valutaria della
Guardia di Finanza,
guidato dal Generale
Giuseppe Bottillo,
un colosso del credito
e un pilastro delleconomia del nord-est
con 88 mila soci e una
raccolta che sfiora i 25
miliardi di euro.
SONO INDAGATI per

ostacolo alla vigilanza


l'ex amministratore
delegato e ora direttore generale Vincenzo
Consoli e l'ex presidente Flavio Trinca.
Perquisita anche la
Modena
Capitale
Banking Partecipation
del fondatore del partito Mir, Giampiero
Samor. Le fiamme
gialle sono entrate negli uffici per prendere
la posta elettronica, i
supporti hardware e i
dati contenuti in tablet, cellulari e portatili di imprenditori
che hanno fatto la storia dellimpresa del
nord-est come Gianfranco Zoppas, consigliere di Veneto Banca, erede della storica
famiglia degli elettrodomestici ma anche
vicepresidente della
San Benedetto; o Giu-

LE ACCUSE DEI PM
I vertici dellistituto
non avrebbero segnalato
alle autorit posizioni anomale
e previsioni di perdite:
finanziamenti senza garanzie
ai soci per 157 milioni

Sindaga anche su Veneto Banca

Marco De Benedetti Ansa

Gianpiero Samori Ansa

Giuseppe Stefanel Ansa

Paola Ferrari LaPresse

seppe Stefanel, pa-

parte del procuratore


aggiunto Nello Rossi
e del sostituto procuratore Maria Francesca Loi, riprendono
in sostanza i rilievi
formulati allesito di
due ispezioni della
Banca dItalia nel
2013 sui finanziamenti concessi ai soci
e sulle mancate segnalazioni allorgano
di vigilanza di posizioni anomale. Dopo
le sanzioni amministrative
giunte
nellagosto dello scorso anno nei riguardi
di alcuni componenti
ed ex componenti del
Consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, ora arriva la magistratura.

tron
dellomonimo
gruppo che in passato
ha avuto importanti
prestiti da Veneto
Banca.
Sono stati perquisiti in
Veneto anche lo stilista delle borse Claudio
Biasia e il fratello Francesco con la Siabi Immobiliare.
La societ perquisita
dal nome pi blasonato per torinsese:
Marco De Benedetti

Consulting Srl, di propriet dellex amministratore di Telecom


Italia e attuale managing director del Carlyle Group e di sua
moglie, la conduttrice
televisiva Paola Ferrari. Entrambi detengono una quota del 49,99
per cento mentre
Massimo Segre detiene solo lo 0,02 per cento del capitale. Il rapporto con Veneto
Banca, spiegano fonti
vicine ai De Benedetti,
dovuto proprio
allingresso di Banca
Intermobiliare nella
banca veneta.
bene precisare comunque che i soggetti
perquisiti, da Marco
De Benedetti Consulting a Giuseppe Stefanel e Gianfranco Zoppas, non sono indagati.
Le accuse agli ex manager della banca da

I DUE EX amministra-

tori, Flavio Trinca e


Vincenzo Consoli, sono accusati di avere
indicato nelle segnalazioni periodiche alla
Banca dItalia un patrimonio di vigilanza
pari a 2.012.923.000 in
luogo di quello effettivo pari ad euro
1.662.948.000
(cos
come rettificato in seguito allispezione della Banca dItalia per gli
anni 2011 e 2012 che
evidenziava
uno
spread negativo di euro
345.975.000).
Questo buco di 345
milioni di euro nel pa-

trimonio di vigilanza
che come scrivono i
magistrati rappresenta il principale parametro di riferimento
per le valutazioni
dellorgano di controllo in merito alla
solidit della banca si
sarebbe determinato
secondo
lipotesi
dellaccusa mediante
la cessione di pacchetti azionari della banca
ad azionisti della capogruppo
Veneto
Banca S.C.P.A. che ottenevano in cambio
facilitazioni e lerogazione di linee di credito o finanziamenti
in assenza dei requisiti
minimi richiesti con
leffetto di determinare un livello del portafoglio azioni proprie pi elevato di
quello contabilmente
riscontrabile,
con
conseguente diminuzione del capitale
dellistituto per circa
157 milioni di euro.
In sostanza i manager
degli anni passati sono
accusati di avere prestato soldi ai soci della
propria banca, anche
se questi erano privi
dei requisiti richiesti e
di avere poi gonfiato
il bilancio di 192 milioni, come accertato
poi dagli ispettori di
Bankitalia. Leffetto,
secondo la Procura,
stato quello di una falsata rappresentazione
allesterno della situazione della banca.
Lindice core tier (che
indica la solidit del
patrimonio) sarebbe
stato aumentato dal
reale 6,3 per cento a
un livello superiore
allasticella dell8 per
cento raccomandato
dalla Banca dItalia.
I finanzieri sono entrati di prima mattina
nella sede di Montebelluna della banca
per prendere lelenco
dei soci della banca e
le delibere di affidamento concesse ai
soggetti azionisti della
banca. La Mdb Consulting di Marco De
Benedetti (presidente)
e della moglie Paola
Ferrari (vicepresidente con firma singola
sullordinaria e congiunta con il marito
per la straordinaria
amministrazione) ha
incrementato, stando
al bilancio 2013, di 4
milioni e 830 mila euro la sua partecipazione in Veneto Banca.
La societ della coppia
fattura 1 milione e 898
mila euro e ha chiuso
nel 2013 con una perdita di 412 mila euro.
Possiede partecipazioni valorizzate in bilancio per 18,7 milioni di
euro e deve fare fronte
a un debito verso le
banche di 12 milioni
di euro.

14

il FATTO ECONOMICO

18 FEBBRAIO 2015

FELIX La crescita di Renzi resister alla Libia?


di Salvatore Cannav

QUANDO Matteo Renzi

ha lanciato lanno felix


nel senso di felice e fertile, ancora non pensava
alla Libia. La drammatizzazione degli ultimi giorni, infatti, potrebbe avere
qualche effetto sui destini
delleconomia italiana per
lanno in corso. Il premier, infatti, ripete a tutti
quelli che incontra che
questanno ci sar la crescita e che quindi il governo si rafforzer. In larga parte ci spera perch

se per il secondo anno


consecutivo non dovesse
avere risultati sul piano
economico, in particolare
sulla disoccupazione, allora le cose per lui, dal
punto di vista del consenso, si metterebbero male.
Le premesse, del resto,
non sono confortanti.
Tra le previsioni di Fmi,
Banca dItalia, Commissione Ue e Ocse, quella
pi favorevole, un pi
0,6%, viene da Bruxelles.
Le altre navigano intorno
allo 0,4%. Solo Confindustria, a inizio anno, si era

di Nicola DAngelo

i come funzionano le tecnologie


poco si parla in
Italia, soprattutto
a livello politico.
Eppure si tratta di
temi che non possono essere riservati
agli addetti ai lavori, visti i riflessi che
hanno sullo sviluppo della nostra societ.
Tra essi si colloca certamente il tema
della cosiddetta net neutrality, cio del
funzionamento aperto di Internet.
sotto gli occhi di tutti quanto sia diventato importante laccesso alla rete
e alle sue immense possibilit di conoscenza e di comunicazione. Fino
ad oggi siamo stati abituati a navigare
senza ostacoli. Con una buona capacit di banda ogni parte delluniverso
del web pu essere raggiunta. Le cose
per in futuro potrebbero cambiare
se dovesse essere messo in discussione il funzionamento aperto di Internet.

spinta a pronosticare un
fantastico 2,1% ma ci ha
pensato lo stesso Renzi a
definirla troppo ottimistica dicendosi soddisfatto se si arrivasse almeno
all1%.
Il problema che le previsioni di crescita si reggono su fattori che nulla
hanno a che fare con
lItalia. Il grosso della
spinta, infatti, viene dal
cambio favorevole con il
dollaro e dal prezzo del
petrolio. Lo dimostrano i
dati diffusi ieri sullexport
italiano: la bilancia com-

merciale ha registrato un
surplus di 42,9 miliardi, il
risultato migliore dal
1993. Lexport aumentato nel 2014 del 2%
mentre limport sceso
dell1,6 per cento. A fare
da traino sono stati i Paesi della Ue, dove lexport
salito del 3,7%. vero,
come nota lIstat, che le
vendite allestero sono
aumentate sia in valore
che in volume, ma anche vero che lanno ha
chiuso con una flessione
dell1,6% sul lato dellimport, dato su cui pesa il

RACCONTANO
BALLE
ribasso dei prodotti energetici (-19,5%).
Cosa succederebbe, allora, in caso di escalation
militare improvvisa, di
acutizzazione delle tensioni con le prevedibili
sensibilit di prezzi quali
il petrolio e lo stesso dollaro?
LItalia un paese che ha
sempre avuto una vocazione allexport e dunque
ha saputo approfittare del
ribasso delleuro. Pensare, per, di scommettere
tutto su questo potrebbe
rivelarsi un autogol.

NET NEUTRALITY La legge sulla sostanziale libert della rete


divide il Congresso. In ballo c la possibilit di privilegiare
solo i servizi e i contenuti preferiti dagli operatori internet

MILIARDO
POVERT,
DESTINATO
IL GOVERNO
AGLI
FINGE DI
INCAPIENTI
NON VEDERE
NON VERO che il governo ha fatto poco
per i poveri. Sugli incapienti non abbiamo
ridotto le tasse, ma abbiamo stanziato un
miliardo di euro, ha spiegato il sottosegretario all'Economia Paola De Micheli (Pd).
Gli incapienti, per, gi non pagano tasse, e
i numeri e le cifre sono fuorvianti. In Italia i
poveri assoluti sono 6 milioni. Il governo ha
avviato la nuova social card in 12 citt (50
milioni, messi da Letta), che verr estesa a
tutta Italia (altri 590 milioni fino al 2017). Il
Sia, il sostegno allinclusione attiva, pensato dallex ministro Enrico Giovannini avrebbe invece azzerato la povert assoluta. Costo? 7,5 miliardi, lo stesso degli 80 euro di
Renzi. Che per non vanno agli incapienti.

Il sogno Usa: libero


web in libero Stato

che vietando solo pochi tipi di discriminazione del traffico si finisce per
legalizzare ogni altro tipo di discriminazione. Limitando i poteri dellFcc
infatti si impedir in futuro allAutorit di tenere conto del dispiegarsi degli sviluppi del mondo della rete.
Sar solo la legge che vieta , mentre
lFcc non potr creare nuovi obblighi
in capo ai grandi operatori di telecomunicazione. Fortunatamente, nessuna forza politica in America si sogna di andare contro la tutela dei consumatori e la correttezza della concorrenza. Quindi la grande discussione congressuale sar sulle vere motivazioni alla base della proposta dei
Repubblicani.
SOLO UN PROGETTO DI LEGGE che

IL TRAFFICO DATI POTREBBE essere

trattato in modo discriminatorio, con


priorit e maggiore velocit ai servizi
e ai contenuti scelti sulla base delle
preferenze degli operatori di rete.
Uno scenario preoccupante nel quale
anche le affascinanti idee di una libera
conoscenza e di una democrazia on
line andranno a farsi benedire.
Fortunatamente c almeno un paese
nel quale largomento arroventa le discussioni tra i cittadini e le istituzione.
Negli Stati Uniti la diffusa popolarit
nazionale dei principi di neutralit
della rete ha spinto anche il nuovo
Congresso repubblicano ad abbracciare, contrariamente a tutte le previsioni, alcuni dei suoi concetti fondamentali. Con un disegno di legge in
discussione nelle prossime settimane,
i Repubblicani hanno proposto di vietare ai fornitori di banda larga la discriminazione del traffico web.
Tutto bene dunque? Non proprio. Il
progetto di legge, che sembra far ri-

spettare i principi fondamentali della


neutralit della rete, mina in modo
esplicito lautorit legale della Federal
Communication Commission (lAutorit americana delle comunicazioni).
Nel dettaglio, la proposta vieta la limitazione dei dati, il blocco e le corsie
preferenziali su internet. In cambio
per i fornitori di banda larga non dovrebbero essere pi classificati ai sensi
del titolo II del Communications Act
(la legge fondamentale sulle telecomunicazioni) e quindi perdere la qualifica di servizi essenziali per la co-

munit. Cos la Fcc non avr pi la


competenza a regolarli, in barba anche allidea di Obama di considerare
Internet un servizio di pubblica utilit. In realt i Repubblicani ritengono
che la banda larga deve rimanere un
servizio di informazione, una denominazione che offre meno possibilit
di intervento per il regolatore. In sostanza, a chiacchiere i Repubblicani
vogliono la neutralit della rete, mentre privano Internet di possibili maggiori tutele. Alcuni commentatori
hanno addirittura ipotizzato che la
proposta di legge sia il frutto di una

scrittura dei lobbisti dellindustria


delle telecomunicazioni per far fronte
alla montante marea.
Comunque la si voglia vedere la proposta rappresenta un punto di svolta
nel dibattito. La popolarit dellargomento ha posto un problema ai Repubblicani che non possono sottrarsi
allampio sostegno che nellelettorato
trova il tema della net neutrality. La
gente infatti si sta rendendo conto che
venuto il momento di adottare misure significative e giuridicamente sostenibili per proteggere Internet cos
come lo conosciamo. Il problema

costituisce un tentativo cinico di eliminare il potere della Fcc o invece una


genuina iniziativa che introduce un
vero cambiamento nel modo di pensare la politica di settore di quel partito? Certo, il disegno di legge non si
avvicina a quello che gli attivisti di internet e i democratici chiedono. Evitando la classificazione come servizio
essenziale della banda larga e lavorando per rendere impotente lFcc, il
nuovo Congresso repubblicano sembra suggerire che non vuole veramente la neutralit della rete, ma solo agire
di facciata.
Sullo sfondo poi, il potere di veto del
presidente Obama, che molto si speso sullargomento negli ultimi mesi.
Ma anche se fosse, non sar la fine del
problema. A quel punto, i leader della
Camera e del Senato richiederanno
una rielaborazione bipartisan della
legge. E sar difficile per i Democratici resistere, perch il settore delle telecomunicazioni straordinariamente generoso con i suoi contributi alle
campagne elettorali. Secondo il Centro indipendente Responsive Politics,
AT & T, Comcast e Verizon sono infatti tra i primi dieci spender aziendali
in lobbying.

CAPITALISMO VS CLIMA Servono cambiamenti


impressionanti. Anche Naomi Klein si ispira a Tsipras

UNA RIVOLUZIONE CI SALVER


Naomi Klein
Rizzoli, 735 pag. 22

l libro di Naomi Klein pu essere utilizzato in due modi.


Come manifesto politico-ideologico, esaltando il titolo che gli
stato confezionato nell'edizione italiana. Oppure come
una sorta di manuale di sopravvivenza al tempo del cambiamento climatico (il titolo
originale This changes everything. Capitalism vs Climate
Cambia tutto, capitalismo
contro clima). La celebre giornalista, nota per aver dato ai

movimenti globali il claim no


logo, realizza un'opera monumentale per prendere di petto
il tema dei cambiamenti climatici. Non si tratta di una dissertazione ma di un lungo racconto, zeppo di dati, aneddoti, storie. Si percorrono fatti e vicende che hanno segnato il recente sviluppo dell'economia nordamericana: come il fracking
(l'energia estratta dalle rocce),
le sabbie bituminose, l'impatto
delle catastrofi ambientali, do-

po Kathrina o l'uragano Sandy.


Si leggono storie come quella
di Richard Brenson, il fondatore della Virgin che, nel 2006,
folgorato dalla crisi ambientale, annunci che avrebbe investito fino a 3 miliardi di dollari
nei biocarburanti. Nel 2014, i
soldi investiti sono solo alcune centinaia di milioni e quello
del 2006 viene definito non pi
un impegno ma un gesto.
Ci sono poi le storie di coloro
che hanno cominciato a dire

dei no: le popolazioni indigene


oggetto delle mire dell'industria estrattiva come i Nasi Forati nell'Idaho o i Cheyenne nel
Montana. Ma anche le popolazioni che hanno riconquistato diritti civici come con il referendum per la rete elettrica
pubblica ad Amburgo. Si arriva
cos alla conclusione del libro
dove analisi e visione dinsieme confluiscono. Solo i movimenti sociali di massa possono
salvarci la tesi di fondo. E per

sostenerla si richiamano le lotte per i diritti civili, il New Deal,


fio all'abolizione della schiavit.
Come in quei casi, anche oggi
servono cambiamenti impressionanti perch siamo di
fronte a un salto di civilt. E
non un caso che il volume si
chiuda con un personaggio che
sta rappresentando, per lo meno in Europa, questa speranza:
Alexis Tsipras.
s.can.

ITALIA

il Fatto Quotidiano

Enella
patite C, ritardi
distribuzione
del nuovo farmaco

ARRIVA IL NUOVO farmaco per lepatite C.


Ma gi ci sono ritardi in tutta Italia. La distribuzione lentissima e tre regioni non hanno ancora neanche indicato i centri di somministrazione del nuovo farmaco: Calabria,
Campania e Sicilia.
Il sofosbuvir, il nome del nuovo costosissimo
farmaco anti epatite inserito nel sistema sa-

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

nitario italiano ormai a gennaio, sta arrivando


con difficolt anche nelle altre regioni. Tanto
che stato istituito un tavolo di lavoro permanente dal ministro della salute Beatrice Lorenzin.
EpaC Onlus ieri ha sottolineato come le recentissime ispezioni dei NAS, finalizzate a verificare leffettiva erogazione dei nuovi farmaci

ai pazienti, hanno rilevato importanti criticit.


Calabria, Campania e Sicilia le regioni che incredibilmente non hanno ancora provveduto a
nominare i centri autorizzati alla dispensazione dei farmaci innovativi, ma anche in altre
regioni sono stati riscontrati rallentamenti
anomali di natura burocratica, a nostro avviso
decisamente poco giustificabili.

E il saluto romano
torna in Campidoglio
APOLOGIA DEL FASCISMO E BAGARRE IN AULA: UN GRUPPO DI MILITANTI
HA PROTESTATO CONTRO IL NUOVO LOGO ADOTTATO DAL COMUNE
"IL VECCHIO SIMBOLO CON SPQR RAPPRESENTA DI PI LE NOSTRE RADICI"

Oggi il video della manifestazione dei migranti su www.ilfattoquotidiano.it

Tredici rifugiati
cacciati dalla coop
di Mafia Capitale
IN COMUNE.

Due
momenti della protesta
inscenata dagli aderenti al
movimento di destra ieri
in Comune contro il nuovo
simbolo adottato dalla
giunta guidata da Ignazio
Marino Ansa
di Alessio

Schiesari

i sono presentati
allingresso
del
Campidoglio vestiti
con mimetiche e
bomber neri, hanno consegnato i documenti di identit ai vigili, hanno raccolto i
badge e, indisturbati, hanno
fatto irruzione durante una
seduta del Consiglio comunale per fare saluti romani,
distribuire volantini e gridare boia chi molla.
COS, IERI pomeriggio, un

gruppo di una quindicina di


giovani e giovanissimi, sembra anche qualche minorenne, ha inscenato una protesta
di chiara impronta filofascista in Campidoglio. Il pretesto stata la decisione del
sindaco Marino di sostituire
il logo Roma Capitale (acquistato dalla giunta Alemanno appena tre anni fa)
con
lesterofilo
Ro-

me&You. Resta il fatto che i


ragazzi, nonostante la chiara
appartenenza a un gruppo di
estrema destra nello specifico il Fronte della giovent
-, sono stati lasciati passare
dalla Polizia municipale senza controlli aggiuntivi.
AD ACCOMPAGNARE i gio-

vani neofascisti, tra cui cerano anche due ragazze, cera


lex esponente de La Destra e
del Movimento Sociale Europeo Giuliano Castellino,
fermato la sera di Capodanno con trenta bombe carta e
un etto di cocaina nello scooter ma successivamente assolto.
Il gruppo neofascista, prima
di essere fermato dalla polizia municipale, ha lanciato
volantini con la scritta Il
simbolo scudato con Spqr
rappresenta le nostre radici.
Ad agevolare il loro ingresso
sembra ci possa essere stato
linvito di qualche consiglie-

re dellopposizione. In serata
il sindaco Marino ha chiesto
che i contestatori vanno
vanno perseguiti con tutti i
mezzi che la legge ci ha mette
a disposizione. Nello specifico, non da escludere una
denuncia per apologia di fascismo.
OLTRE AL FRONTE della giovent, anche il gruppo Aurora Boreale e Generazione
identitaria hanno inscenato
una protesta contro il logo.
Tra gli striscioni esposti 'Marino go hom, 'A Marino facce Tarzan' e 'Marino Rom
and You, che riprende il
Rome and you' del logo.
Non la prima volta che il
Comune oggetto di una parata di simboli neofascisti e
saluti. Era gi accaduto nel
maggio del 2006: allora per
i militanti di estrema destra
erano saliti sul Campidoglio
per salutare lelezione del
sindaco Alemanno.

IL CENTRO NON GARANTIVA PI I SERVIZI ESSENZIALI


HANNO PROTESTATO E ORA DORMONO IN STAZIONE
di Tommaso

Rodano

afia Capitale continua a


M
produrre miserie. Tredici richiedenti asilo africani

sono stati cacciati dal centro


daccoglienza Namast di
Ponte di Nona, nella periferia est di Roma, lo scorso 12
febbraio. La struttura gestita dalla cooperativa Eriches 29 giugno, che prima
dellesplosione dellinchiesta
era uno dei centri di potere e
denaro del boss Salvatore
Buzzi. Dopo il commissariamento, nel centro hanno cominciato a scarseggiare anche i servizi essenziali. Una
situazione andata avanti per
settimane, provocando la
protesta degli ospiti. Per tutta risposta, tredici di loro sono stati mandati via. Ora sono privi di qualsiasi forma di
assistenza. Vivono e dormono in strada, allungando la
fila tremenda di uomini e
donne che la notte trovano
riparo sui marciapiede della
stazione Termini.
I TREDICI migranti sono tutti

molto giovani. Vengono da


Mali, Costa dAvorio e Sierra
Leone. Storie di sofferenze
considerate ormai quasi or-

15

dinarie, che si ripetono come


uno stillicidio sulle pagine di
cronaca: la fuga dalle guerre e
dalla povert estrema, il viaggio da incubo verso lEuropa
e, nella migliore delle ipotesi,

NESSUNA DIGNIT
I richiedenti asilo
volevano acqua calda,
dentifricio e buoni pasto.
Ne avevano diritto, ma
gli operatori li hanno fatti
portar via dalla polizia
larrivo in una struttura daccoglienza. Per questi ragazzi,
le porte del centro Namast
sono state sbarrate la sera del
12 febbraio. La struttura era
in subbuglio da una ventina
di giorni: la protesta iniziata
quando hanno smesso di venire garantiti con regolarit i
servizi essenziali. I richiedenti asilo lamentavano lassenza
di acqua calda, la mancata distribuzione dei kit di igiene
personale (spazzolino, dentifricio, asciugamani) e lero-

gazione del pocket money,


la diaria da 2,5 euro che spetta a ogni migrante sotto forma di buoni pasto, ricariche
telefoniche, biglietti dellautobus.
Sullentit della protesta le
versioni sono divergenti. I responsabili di Namast sostengono che i ribelli, il 19
gennaio, abbiano sbarrato le
porte del centro per diverse
ore, impedendo lingresso
degli operatori. Secondo
Aboubakar Sohumaoro, sindacalista dellUsb che ieri ha
guidato il sit-in dei richiedenti asilo di fronte alla Prefettura di Roma, invece non
c stata nessuna occupazione: Si trattato di una protesta legittima, pacifica, assolutamente non violenta. Una
manifestazione per il rispetto
dei diritti essenziali di tutti gli
ospiti delle strutture daccoglienza.
Di certo, gioved scorso intervenuta la polizia. Dei tredici rifugiati, sette sono stati
rilasciati subito, gli altri hanno passato una notte in commissariato. Per tutti arrivata
lespulsione dal centro, avallata dalla prefettura di Roma
sulla base della relazione
scritta dei responsabili di
Namast, che hanno denunciato violazioni gravi e
reiterate delle regole di comportamento.
IL RISULTATO che tredici

giovani africani arrivati da richiedenti asilo, con il diritto a


ricevere un trattamento dignitoso, ora sono completamente abbandonati a s stessi
(fatta eccezione per lUsb e
per la parrocchia della chiesa
di San Gabriele, che nelle prime notti ha offerto loro un
rifugio demergenza). lennesima manifestazione della
sofferenza del sistema daccoglienza di Roma, uscito devastato dallinchiesta sul
mondo di mezzo. Mafia
Capitale sospira Sohumaoro lha reso evidente a tutti:
ci sono dei mercenari dellassistenzialismo che lucrano
sulla pelle di chi scappa dalla
miseria.

Appalti e curricula falsi, benvenuti a Pavia


ARRESTATO LUCA MARIA FILIPPI PER CORRUZIONE, FIGLIO DELLEX VICESINDACO E CONSIGLIERE DELLOSPEDALE, GI IN MANETTE
di Davide

Vecchi

ar, Consiglio di Stato, Procura di


T
Perugia e ora quella di Pavia. La
vicenda del primario del policlinico

San Matteo, Gian Luigi Marseglia,


non sembra trovare fine. Nel 2012 il
professore avrebbe dovuto lasciare il
suo incarico: aveva, in estrema sintesi, falsificato il proprio curriculum.
Cos aveva stabilito il tribunale amministrativo, certificando il dolo finalizzato a rendere informazioni imprecise e tendenziose, pronuncia
poi confermata dal Consiglio di Stato. Arriv anche una lettera di diffida
ai vertici dell'ateneo e dell'azienda
ospedaliera per rimuovere Marseglia
perch aveva un incarico pur essendo privo di qualifica e competenze
adatte. Ma lui non s' mosso. E la
Procura di Perugia, pur riconoscendo una doppia e conforme condotta
illecita, nel luglio 2014 ha rilevato

che i reati sono stati estinti per prescrizione trasferendo l'indagine per
competenza ai magistrati di Pavia.
Il caso di Marseglia non lunico ad
aver coinvolto la sanit nella citt
lombarda. Due giorni fa stato arrestato Luca Maria Filippi Filippi.
Secondo laccusa, da presidente della
multiutility Asm, ha abusato della
carta di credito aziendale per oltre 50

GLI SCANDALI
La vicenda del
primario del San
Matteo, Marseglia,
e ora quella che tocca
la potente famiglia
della sanit cittadina

mila euro e ha gonfiato le assunzioni


pretendendo una percentuale sugli
stipendi. Il manager pubblico figlio
di Ettore Filippi, ex vicesindaco di
centrodestra di Pavia, finito in manette per corruzione il 13 marzo
2014. Filippi senior nel consiglio di
amministrazione del San Matteo.
E dopo laccusa di corruzione, lo
scorso novembre finito ai domi-

Policlinico San Matteo

ciliari su richiesta della Procura di


Messina per aver pilotato alcuni appalti. Il filone che lo riguarda legato
a Giacomo Giordano, ex amministratore della Meridional Service Srl,
la cooperativa che gestisce le pulizie
del policlinico. Anche Filippi, come
Marseglia, ha resistito al suo posto.
Fino al 13 febbraio scorso quando ha
consegnato nelle mani del sindaco
Massimo Depaoli la lettera di dimissioni dal board dellospedale. Si chiude cos una posizione di potere che
Filippi ha tentato di difendere in ogni
modo. Dopo il secondo arresto, ha
tentato la carta dellautosospensione,
ha ricevuto la revoca, linterdizione
da parte dei magistrati e dopo tre mesi di braccio di ferro pochi giorni fa
ha rinunciato allincarico che ricopriva dal 1988, prima come rappresentante della giunta Capitelli e poi
di Cattaneo.
Il sindaco Depaoli, accogliendo le di-

missioni di Filippi, ne ha riconosciuto latto di correttezza: ha interpretato lo spirito del cambio di amministrazione e questo permetter al
Comune di essere rappresentato appieno nel cda del San Matteo. Per me
vale la competenza e non lappartenenza politica come dimostrato in
Asm. Societ in cui lavorava il giovane Filippi, arrestato tre giorni fa.

mancato Livio Liuzzi ,


giornalista, gi direttore
de La Nuova Sardegna,
padre del nostro Emiliano.
A lui e a tutti i familiari
le condoglianze pi sentite
della direzione, della
redazione e della societ
del Fatto Quotidiano

16

ITALIA

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

Ldella
issner, ex direttore
Scala, non sa
le arie pi famose

IL TEST in poltrona su cui cadono spesso


tutti quelli che le poltrone le occupano. E cos
capita che il direttore dorchestra dellOpera di
Parigi, ex direttore della Scala di Milano, non
riconosca i grandi classici della musica lirica.
Ancor peggio se non riconosce proprio quelli
dei compositori italiani. Stphane Lissner
stato ospite della trasmissione televisiva fran-

il Fatto Quotidiano

cese Qui tes-vous? della rete tv Bfm, condotta


da Edwige Chevrillon. Nel corso del programma stato organizzato il solito quiz: indovinare
cinque arie tratte dai grandi successi, interpretati da Maria Callas. Nulla di pi facile per il
maestro con pluriennale esperienza. E invece,
no. Da La Wally di Catalani a La forza del
destino di Giuseppe Verdi, Lissner non ri-

conosce arie e brani. Indovina La Carmen di


Georges Bizet, ma si perde su Vissi d'arte da
La Tosca di Giacomo Puccini e glissa su Un bel
d vedremo tratta da Madama Butterfly. Alla
fine, dopo minuti di mani nei capelli e sguardo
perso, si stretto nelle spalle e si giustificato:
Non ascolto i grandi classici, solo le opere
minori.

LEX PATRON DEL GRINZANE:


REGALI E SOLDI IN NERO AI VIP

VIAGGI AL PATETICO ELKANN E FESTA DI COMPLEANNO PER MERCEDES BRESSO


di Andrea

Giambartolomei

a aspettato anni
prima di parlare, ma poi ha
fatto nomi importanti. Alcuni su tutti, pi
importanti, sono quelli di
Mercedes Bresso e Sergio
Chiamparino, e poi personaggi di spicco della cultura
come Corrado Augias e Alain
Elkann.
Giuliano Soria, il patron del
premio Grinzane Cavour
condannato in primo grado
a 14 anni e sei mesi di reclusione per molestie sessuali, maltrattamenti, truffa aggravata, tentata truffa e uso
illecito di fondi pubblici, ha
deciso di parlare solo ieri
mattina nel processo dappello. Ha nominato i personaggi famosi che ruotavano
intorno al suo mondo: i politici foraggiati, i funzionari
del ministero dei Beni culturali e i letterati che scroccavano viaggi e cene, gli attori che si facevano pagare in
nero. Tutti insieme come in
una grande cena di Trimalcione. Ne ha per tutti, cos
come ha scuse per i suoi ex
dipendenti, in particolare il
suo domestico che nel 2008
lo aveva denunciato per le
molestie sessuali: Provo dispiacere per il dolore che ho
dato a Nitish. Ho trascinato i
miei collaboratori per perseguire le mie finalit e il mio
narcisismo.
dispiaciuto pure per la fine
del premio a cui ha dedicato
28 anni della sua vita, capace
di anticipare per 15 volte i
vincitori del Nobel della letteratura, con una struttura
organizzativa in grado di da-

re da mangiare a tanti. In
particolare, di fronte ai giudici della Corte dappello di
Torino e assistito dai legali
Aldo Mirate e Luca Gastini,
Soria ha parlato dellex governatrice Bresso e del compleanno che le ha organizzato allHermitage di San
Pietroburgo in concomitanza con un evento del Grinzane. Al marito, invece,
avrebbe anche regalato
stampe antiche per 6 mila
euro. Il vero attore di questi
contributi regionali era Moisio (Roberto, ex capo di gabinetto della Bresso, ndr) e gli
accordi venivano presi tra
me, Bresso e Moisio. Se Bresso era chiamata la zarina,

IL PROCESSO
Giuliano Soria, inventore
del premio letterario, che
affronta lAppello, in aula
svela i favori: Augias era
vorace e Francesco Giro
lo portammo in Messico
Moisio era il suo Richelieu,
ha aggiunto per discolpare il
fratello Angelo, ex dirigente
condannato a sette anni per
falso e peculato: Le decisioni venivano prese sopra la
sua testa. Poi cerano altri
eletti. Abbiamo aiutato economicamente in nero lassessore Leo, cio Giampiero
Leo (Ncd), in carica dal 1994
al 2005. Soldi pure Fiorenzo
Alfieri, ex assessore comunale nella Torino retta Chiam-

parino, che per Soria sarebbe


il destinatario di due sostegni. Cera anche lattuale
consigliere regionale del Pd
Gianni Oliva, ex assessore alla Cultura della giunta Bresso: Ha viaggiato con la moglie a spese del Grinzane Cavour era appassionato di
tartufi.

avrebbe preteso 30 mila euro


per partecipare a un evento
nella Grande Mela nel 2007.
A tutti questi casi dovevamo
far fronte con fondi in nero.
Una colpa collettiva, ha
detto per difendersi mentre
Bresso, Moisio e Chiamparino respingono le sue accuse.

IL PROCURATORE generale

ALLA FINE PER il pg Corsi

Vittorio Corsi, nella sua requisitoria, ha ricordato come


lui e la zarina fossero tra i
difensori di Soria: Oggi capiamo perch. A partecipare agli eventi cerano alti dirigenti del Mibac, ambasciatori e attori. Soria ha ricordato il viaggio in Messico
dellex sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro e
del direttore Maurizio Fallace
con la moglie, quelli dellex
dirigente del settore Cinema
Gaetano Blandini e la presenza dellex direttore regionale
ai Beni culturali Mario Turetta.
Gli ambasciatori italiani a
Parigi partecipavano ai buffet nella sua casa di Parigi, da
poco venduta per pagare arretrati agli ex dipendenti. Le
star del cinema (Soria ha citato Giancarlo Giannini, Michele Placido, Stefania Sandrelli, Eleonora Giorgi, Isabella Ferrari, Charlotte Rampling) o i loro agenti preferivano cachet in nero per
partecipare agli eventi. Infine
gli scrittori: Il pi vorace era
Corrado Augias, ha dichiarato ai giudici della prima sezione. Alain Elkann stato
definito patetico: Ha preteso di venire a New York
con la moglie, un viaggio da
13 mila euro. Philip Roth

ha chiesto una condanna leggermente pi bassa per via


delle prescrizione di alcuni
reati: 11 anni, 9 mesi e 15
giorni di carcere per il patron; 6 anni e 8 mesi per il
fratello Angelo; 2 anni e 10
mesi per il cuoco Bruno Libralon.
TUTTI GLI ACCUSATI CHE FREQUENTAVANO O SOSTENEVANO IL GRINZANE CAVOUR

GAETANO BLANDINI Lex dirigente dei Beni Culturali avrebbe usufruito di viaggi per gli
eventi organizzati dal Grinzane.

CORRADO AUGIAS Scrittore,


conduttore tv e opinionista di Repubblica, per Soria era il pi assillante per i pagamenti in nero.

MERCEDES BRESSO Avrebbe


ottenuto regali e privilegi, come
la festa di compleanno allHermitage di San Pietroburgo.

GIANCARLO GIANNINI Assieme ad altri attori (Eleonora Giorgi e Charlotte Rampling) avrebbero ottenuto cachet in nero.

MICHELE PLACIDO Lattore e


regista - come Stefania Sandrealli
- avrebbe ricevuto un pagamento
in nero per un evento.

FRANCESCO GIRO Avrebbe


partecipato a un viaggio a Guadalajara in Messico per una manifestazione culturale.

BENI CULTURALI

Mibact, Franceschini e il tormento nomine


di Carlo

Tecce

l ministro Dario Franceschini ha sofferto


I
per un paio di mesi, poi la Corte dei Conti ha
concesso il nullaosta per le nomine di nove

direttori generali ai Beni Culturali. Ora pu


vantare la riforma definita Mibact, nuove etichette e nuove spartizioni. Ma la vittoria
monca. E non soltanto perch incombono i
ricorsi al Tar di due dirigenti di prima fascia
lasciati a spasso. I due mesi trascorsi - a ridosso
di Natale si tenne il Consiglio dei ministri sul
Mibact hanno segnato la gestione di Franceschini.
IL PASSAGGIO in Corte dei Conti s rivelato

pi faticoso del previsto. Le osservazioni contro


il concorso interno di Franceschini (in particolare sulla legittimit dei criteri di nomina)
restano uno strumento da sfruttare davanti al
Tar. Al ministero temevano la bocciatura completa. Era persino fallita la missione di un gruppo di emissari, capitanati dal capo di gabinetto
Giampaolo DAndrea, spediti in Corte dei Con-

ti per strappare un compromesso. Anzi, pareva e mai aggiornata, pu ricevere incarichi in deche i controllori fossero infastiditi. Con lieto roga. E per la Corte dei Conti, senza che ci sia
stupore, ieri mattina, in via del Collegio Ro- un conflitto d'interessi, si occupa di quattro mimano hanno appreso che la Corte dei Conti nisteri: Istruzione, Sanit, Lavoro e, appunto,
aveva vidimato la pratica. E che il Mibact, di- Beni culturali. Il marchigiano ha collaborato
segnato da Franceschini, era salvo. Il documen- con pi ministri, soprattutto durante i governi
to l'ha firmato Franco Massi, cinquantanni di di Silvio Berlusconi, e fu convocato in CamRecanati, ex responsabile della sezione di po- pidoglio dal sindaco Gianni Alemanno per conlizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso trollare le assunzioni dopo gli innumerevoli
la Procura di Roma, magistrato in Corte dei scandali nelle societ comunali. Massi ha apConti dal 97. Massi ha una fulgida carriera, stracolma di
compiti prestigiosi. Il pi rePARTITA APERTA
cente lha ottenuto a dicembre
su proposta del ministro RoLa Corte dei Conti
berta Pinotti, deliberato dal
governo di Matteo Renzi e
sblocca la riforma , ma ci
promulgato dal Quirinale,
sono ancora due ricorsi
cera Giorgio Napolitano al
Colle: vicesegretario generale
al Tar. Il magistrato
civile al dicastero della Difesa.
Massi diventato un magistraMassi, vicesegretario
to fuori ruolo ma, grazie a una
alla Difesa, d il nullaosta
Dario Franceschini Ansa
norma vecchia di mezzo secolo

provato il bando di gara di Franceschini, ma


non ha risparmiato appunti critici che potranno
riemergere al Tar che, per adesso, non sono stati
ancora divulgati.
FRANCESCO PROSPERETTI stato il primo a

rivolgersi al Tribunale Amministrativo, sempre


due mesi fa, al principio di questa vicenda. Candidato per la direzione Arte e Architettura contemporanea, Prosperetti racconta che fu avvisato dellimminente promozione dagli uffici del
ministero: reclamavano i documenti di rito. Poi
hanno scelto Federica Galloni. Anche Anna
Maria Buzzi, che gareggiava per i Musei, ha
mandato una lettera al Tar. In quei giorni, siamo a dicembre, il cognome Buzzi era ricorrente:
il fratello Salvatore stato arrestato per linchiesta Mafia Capitale. Nei faldoni dellindagine cerano intercettazioni che riguardavano
una raccomandazione per la figlia di Anna Maria. Ma Buzzi rivendica un posto. Come Luigi
Malnati, archeologo, scalzato da Gino Famiglietti. Per il momento, Malnati ha chiesto laccesso agli atti, di solito preambolo al Tar.

il Fatto Quotidiano

ITALIA

PUBBLICIT INGANNEVOLE
MULTA MILIONARIA AI BIG DELLE PATATINE
Non bastano Carlo Cracco e nemmeno Rocco
Siffredi per evitare di finire nella padella dellAntitrust. Quattro big delle patatine fritte, tra le
quali alcune possono vantare questi due testimonial deccezione, incappano nella pubblicit
ingannevole e lAutorit le sanziona con una mul-

ta complessiva pari a un milione di euro. A finire


nel mirino dellAutorit di garanzua sono la San
Carlo, di cui stato testimonial linflessibile giudice di Masterchef Carlo Cracco, con una multa
di 350mila euro; Amica Chips, il cui spot pieno di
doppi sensi a sfondo sessuale con la pornostar
Rocco Siffredi passato alla storia e che stata
sanzionata per 300mila euro; Pata, marchio mol-

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

17

to diffuso soprattutto al Nord Italia, cui stata


inflitta una multa di 250mila euro; Ica Foods, che
ha tra i suoi prodotti di punta le Crik Crok e le
Puff e che viene sanzionata per 150mila euro.
Dopo aver spero tanto per la pubblicit (ingannevole) su cartellonista e televisioni, adesso i big
della Patatina devo pagare delle multe davvero
molto salate. Forse pi delle stesse patatine.

Giuliano Soria

La confessione

Cos ho dato 20.000 euro


in un bar a Chiamparino

distanze.

Torino

Non mi hanno mai voltato le


spalle veramente. Avevano interesse che io rimanessi buono.
Hanno offerto favori, ma non li
ho accettati. Alcuni sono venuti
a trovarmi in carcere. Ho avuto
stipendi pignorati, momenti
economici difficili, ma ho accettato aiuti solo dagli amici.

a voglia di dire chi


e cosa cera nel sistema del premio
Grinzane Cavour,
che per anni ha dominato il
mondo culturale a Torino. Era
un mondo in cui i politici andavano da lui a chiedere soldi
per le campagne elettorali e per
un po di visibilit. Per ora resta
cauto, fa solo alcuni nomi, precisa delle circostanze e aspetta la
sentenza a fine marzo per parlare ancora. Nellappartamento
di via Montebello, ai piedi della
Mole Antonelliana, Giuliano
Soria racconta una parte della
sua versione e precisa: Voglio
che si sappia che sono dispiaciuto per come ho trattato gli
ultimi. stata una lunga riflessione interiore. arrivata dopo una malattia, una pesante
condanna penale, una condanna della Corte dei conti a risarcire 6,3 milioni di euro e allinizio del processo dappello.

Dopo le sue dichiarazioni in aula


gi chi minaccia querele. Non le
teme?

Se dico questo per amor del


vero. Sono disposto ad affrontarle.
Perch non ha parlato prima coi
magistrati?

Finora ho parlato solo al giudice


in carcere, sotto una pressione
psicologica tremenda. Ci sono
stato tre mesi e ne sono uscito in
cattive condizioni. Durante il
primo processo non ero in grado di sostenere il peso per motivi di salute e perch cera un
linciaggio mediatico. In questi
anni ho maturato una presa di
distacco dai miei errori. Ora il
momento opportuno.

Professor Soria, cosa intendeva


in tribunale parlando dei due sostegni a Chiamparino?

SERGIO CHIAMPARINO Il patron del premio avrebbe sostenuto economicamente due volte il presidente della Regione.

ALAIN ELKANN Definito il


patetico, avrebbe ottenuto un
viaggio a New York per 13mila
euro in occasione di un evento.

Intendevo i soldi per la campagna elettorale. Nel 2006 ho dato


25mila euro. I primi 20mila euro direttamente a lui in un bar in
Piazza Vittorio Veneto, la seconda volta a casa di Fiorenzo
Alfieri.
Ne certo? Se lo ricorda bene?

Certo, e se lo ricorder anche


lui. Io avevo sempre un testimone con me.
In aula ha detto di aver dato
aiuti economici in nero ai politici. Cosa intendeva?

PHILIP ROTH Lo scrittore


avrebbe ricevuto 30.000 euro
per un evento a New York del
2007.

GIAMPIERO LEO Politico Ncd


vicino a Cl, il padrino politico
di Soria, da cui avrebbe ottenuto aiuti economici in nero.

Era sempre denaro per la campagna elettorale. Nessun magistrato me lo ha mai chiesto prima e parler di pi dopo la sentenza.
Ha detto anche che le decisioni
le prendeva con Mercedes Bresso e Roberto Moisio. Conferma?

Decidevano con me. Non men-

LE TAPPE DELLO SCANDALO

Dalla denuncia del maggiordomo


ai 6,2 milioni di euro di condanna
LINCHIESTA sul premio Granzeane inizia nel sette anni

fa, nel 2008, ora siamo alludienza per lAppello.


La denuncia. Nel 2008 Dabeedin Hemrajsing, 28enne delle
Isole Mauritius e domestico di Giuliano Soria, denuncia i
maltrattamenti subiti. Racconta le vessazioni e gli insulti
(anche razzisti), ma anche luso privato dei soldi dellassociazione Premio Grinzane Cavour.
Le reazioni. Nel febbraio 2009 esce la notizia dellindagine
della Guardia di finanza. Tre pm lavorano allinchiesta valutando tutti i fronti. Lallora presidente del Piemonte Mercedes Bresso e lassessore alla cultura Gianni Oliva difendono Soria, ma scoppiano le polemiche sui fondi pubblici.
Larresto. Il 12 marzo 2009 Soria viene arrestato dalle Fiamme gialle. Il professore si dimette dallassociazione.
La condanna penale. Il 22 marzo 2013 Giuliano Soria viene
condannato a 14 anni e 6 mesi di reclusione per uso illecito
di finanziamenti pubblici e maltrattamenti. La condanna
del fratello Angelo, ex dirigente regionale, di 7 anni mentre
per il cuoco Bruno Libralon sono 2 anni e 10 mesi.
La condanna contabile - Il 16 gennaio 2015 la Corte dei
conti del Piemonte condanna i tre imputati a risarcire un
danno erariale. Il patron deve allo Stato 6 milioni e 200 mila
euro.
A.Giamb.

Quando diventato cos potente?

Giuliano Soria, al balcone della sua abitazione nel 2009 Ansa

to. Perch mai dovrei inventare


cose. Ho i testimoni per quello
che dico.
Ha dato sostegno pure alla
Bresso?

S, tramite Moisio, ma meno.

E lex assessore Giampiero Leo?

Anche a lui, e tanto. Mandava i


suoi ragazzi, davo 10mila euro e
poi tornavano a chiederne.

Tutti questi soldi li prendeva


dalla sua valigetta del nero
dellassociazione?

No, anche dal mio portafoglio.


Dopo questi favori e dopo il suo
arresto i politici hanno preso le

PALAZZO PIEMONTE Lascia


il direttore del grattacielo
alto 209 metri ed

costato 260 milioni


di euro, non ancora finito ed gi interessato
da una indagine della
Procura di Torino. Il
grattacielo che a maggio
dovr ospitare gli uffici
della regione Piemonte
al centro di unindagine
per turbativa dasta sulla
regolarit delle procedure attraverso cui la Regione ha aggiudicato la gara e ha successivamente approvato una variante migliorativa del
progetto originario. Ieri, secondo il sito
di Repubblica, la questione approdata
in consiglio comunale con la relazione
del vicepresidente della giunta Chiamparino, Aldo Reschigna e con le dimissioni del direttore dei lavori. Secondo
Reschigna, lo studio di Massimiliano

BREVI
MANU
Nel 2006 gli ho donato
25.000 euro. La prima
rata direttamente a lui in
un caff di Piazza Vittorio
Veneto. Gli altri 5 mila
a casa dellex assessore
Fiorenzo Alfieri

Fuksas avrebbe in un
primo tempo acconsentito alle varianti proposte per il grattacielo salvo poi ritrattare ad agosto 2013, sempre secondo Reschigna, senza apparenti ragioni. Intanto
il direttore dei lavori
Carlo Savasta ha rassegnato le dimissioni perch non riteneva di poter garantire la giusta serenit - ha riferito al
Consiglio regionale - in
un cantiere sottoposto a
indagine. Lincarico
stato assegnato al docente del Politecnico
di Torino, Paolo Napoli, gi commissario
straordinario del Mose. Al vaglio delle
Fiamme Gialle ci sono anche le procedure
di conferimento di subappalti adottate nel
corso dellesecuzione dellopera. Fra gli indagati, i funzionari regionali, i responsabili del consorzio di imprese che si aggiudicata la commessa e quelli di alcune
ditte della catena dei subappalti.

Il passaggio stato alla fine degli


anni Ottanta, quando con lassociazione Premio Grinzane
Cavour siglammo una convenzione con la Regione, avevamo
accordi col ministero, mentre le
banche e le fondazioni ci finanziavano.
Come si reggeva il sistema?

Ci reggevamo perch cero io


con il mio prestigio, altrimenti
avremmo dovuto passare la vita
a fare lelemosina. Avevo un
mix di qualit accademiche, internazionali e organizzative.
Ora nella cultura a Torino ci sono solo quelli scartati dalla politica e dalla Fiat.
Nessuno si mai opposto a lei?

S, pi crescevo pi trovavo oppositori. Eravamo in 22 paesi e


avevano molti mezzi economici. Ci ha suscitato parecchie
invidie e, da persona che arriva
da fuori Torino, ho trovato resistenze nella borghesia cittadina.
Per i politici erano tutti contenti, fino a quando le hanno girato
le spalle.

S, quasi tutti. la differenza tra


lealt e vilt. Avevano tutti molta paura. Solo negli ambienti internazionali e accademici non
lo hanno fatto: i nemici sono rimasti nemici, gli amici sono rimasti amici.
Come hanno reagito i suoi studenti allUniversit Roma Tre?

La prima volta che sono tornato


una quindicina di studenti mi
hanno espresso solidariet.
Non penso che i suoi ex dipendenti abbiano fatto lo stesso.
Avranno ragione di essere arrabbiati.

S, e sono dispiaciuto. Ci voleva


poco per andare daccordo,
avrei dovuto avere meno nevrosi e meno isteria, ma ero stressato. Averli insultati stata una
stupidaggine. Si pu rovinare la
vita di una persona con una battuta.
Twitter @AGiambartolomei

18

il Fatto Quotidiano

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

GAFFE DI SACCHI, LINEKER ATTACCA:


TROPPI RAZZISTI IN ITALIA

Ci sono troppi razzisti nel calcio italiano.


Cos twitta Gary Lineker, ex stella della
Nazionale inglese allindomani della gaffe di
Sacchi sui troppi nerinelle giovanili italiane

CAOS PARMA, PIGNORATI AUTOMEZZI


LEONARDI: IN ARRIVO I BONIFICI

MILAN, BEE TAECHAUBOL: NESSUN


ACCORDO, MA NON NEGO LINTERESSE

Sequestrati al Parma unauto e pignorati


i furgoni: la procedura sarebbe stata avviata
da Equitalia per un debito. Il dg Leonardi
assicura: Il bonifico c e sta arrivando

SECONDO

Comunicato del broker thailandese: Non ho


rilasciato interviste nel mio paese, ma non
nego linteresse per uneventuale acquisizione
di quote in una squadra cos prestigiosa

TEMPO

SPETTACOLI.SPORT.IDEE

Caccia alle ossa di Cervantes


FA DISCUTERE IN SPAGNA IL LAVORO DI UNEQUIPE CHE RITIENE DI AVER INDIVIDUATO I RESTI DELLAUTORE DEL DON CHISCIOTTE

NEL 2016 400 ANNI


DALLA MORTE

di Elisabetta Ambrosi

eticismo delle reliquie, ossessione per lo show business ma,


anche, esaltazione di unefficienza detectivesca fine a se
stessa. Scrittori e accademici
spagnoli bollano senza mezzi
termini loperazione che da
qualche mese tiene con il fiato
sospeso la Spagna: la ricerca e
lidentificazione delle ossa di
Miguel de Cervantes. Lobiettivo quello di ritrovare la
tomba dello scrittore, e padre
della lingua spagnola, per
aprirla al pubblico in occasione dei quattrocento anni dalla
morte, il 23 aprile 2016, e farne
una grande attrazione turistica, come la tomba di William
Shakespeare
a
Stratford-Upon-Avon, in Inghilterra. Ma c anche lintento di
avere almeno i resti di un illustre personaggio del siglo de
oro spagnolo, visto che anche
di Diego Velasquez, Calderon
de la Barca e Lope de Vega non
mai stata ritrovata alcuna
traccia.
Nella Spagna della crisi economica, in effetti, le forze messe
in campo per la missione, a cui
partecipano il Municipio di
Madrid e lAccademia reale
spagnola, sono imponenti: al
lavoro c unequipe composta
da una trentina di persone, tra
scavatori, investigatori, antropologi, medici forensi, ricercatori, storici, geofisici e archeologi che da nove mesi conducono lindagine sui resti di Miguel de Cervantes nella cripta
della Chiesa delle Trinitarie
scalze a Madrid. La ricerca
stata segnata fin dallinizio da
grandi difficolt, a causa delle
ristrutturazioni, saccheggi e
guerre avvenute nei secoli.
MA PROPRIO di recente il pic-

colo plotone che sta lavorando


alacremente al ritrovamento
ha fatto unemozionante scoperta: grazie al georadar e alla
microcamera, che hanno consentito rispettivamente di realizzare una mappa geofisica,
termografica e a infrarossi
dellantica cripta della chiesa e
unispezione delle cavit risultanti dalla mappa destinate alle
sepolture, stato possibile

A fianco, lequipe al lavoro


sui presunti resti di Cervantes (1547-1616) LaPresse

partendo dalla convinzione


che limmortalit di uno scrittore sia soprattutto nelle opere:
Onorare uno scrittore leggerlo, meglio riflettere su San
Paolo che venerare le sue ossa,
dice la prof. Rosa Navarro Durn. E poi tutta questa esperienza scientifica sembra finalizzata a sfoggiare la nostra identit di detective,
ma a nessuno
importa davvero
che nasca un entusiasmo collettivo associato a
un fatto culturale. Comunque,
se almeno uno di
quelli che visiter la sua tomba,
spero discreta e
senza
orpelli,

COME UN GIALLO
Il ritrovamento, ritenuto
probabile, nella Chiesa
delle Trinitarie scalze
a Madrid. Gli intellettuali
si ribellano: Operazione
commerciale
estrarre, dopo labbattimento
di uno dei muri perimetrali
della cripta, una serie di casse
di legno: una di queste era segnata con le iniziali M.C.
Troppo presto, per, per cantare vittoria, visto che i resti sono in pessime condizioni, e anzi sembrano essere mischiati,
oltre a sabbia e detriti, anche a
quelli di altri corpi.
I ricercatori, tuttavia, hanno
alcuni indizi. Si cercano le ossa
di un uomo di 69 anni, con soli
sei denti, la mano sinistra atrofizzata, resti di piombo da archibugio nello sterno (e magari i segni dellartrosi che deform la sua colonna vertebrale in
maniera definitiva). Cervantes
perse infatti la mano sinistra
durante la battaglia di Lepanto
contro i turchi, cui partecip
con ardore, mentre la notizie
della sua cattiva dentatura si ritrova direttamente nel prologo
delle sue Novelle esemplari. I resti potrebbero poi contenere

tracce di un saio con cui il cadavere dello scrittore, secondo


una cronaca dellepoca, fu avvolto, insieme a una croce di
legno.
MA SCRITTORI e intellettuali

spagnoli, appunto come riporta il quotidiano El Pais criticano lintera operazione.


Sembra la ricerca del Santo
Graal fatta dal Terzo Reich attacca lo scrittore Andrs Trapiello, che sostiene, anche, che
il suo paese non merita le ossa
di Cervantes: Non vorrei che
questo spettacolo sui resti, aggiunge, serva a lavare limmagine di un paese che non ha
avuto cura dei suoi geni come
si meritavano, visto che il padre di Don Chisciotte mor povero e disdegnato dai suoi colleghi. Potremmo ricostruire
lintero cadavere e imbalsamarlo in Piazza di Spagna (a
Madrid) come Lenin nella
Piazza Rossa, in modo che tutti
possano sfilare per vederlo,
ironizza un altro scrittore, Antonio Orejudo. Io mi sento
fuori da queste ricostruzioni
feticiste, lomaggio che si fa a
uno scrittore passa per altre
vie: spiegare la sua opera, aggiornarla, insegnarla ai bambini, altrimenti tutto finisce nella
ricostruzione del dinosauro,
per quanto fenomenale in questo caso.
Anche buona parte degli accademici si schierata contro,

leggesse la sua opera sarebbe


gi un risultato.
Ancora pi duro il professore
ed esperto di Cervantes Francisco Rico: Il cadavere
lescremento di una vita, i libri
sono invece frutti e fiori che si
mantengono sempre freschi.
Eppure tra la gente comune,
che prende la parola sul web a
commento degli interventi degli scrittori, non tutti sono
daccordo. Smettiamola di essere ipocriti, lessere umano
seppellisce i suoi morti e venera le sue tombe da quando
ha luso della ragione. Il minimo che dobbiamo a questo
scrittore creare un luogo dove la gente possa deporre una
rosa o semplicemente fermarsi
a contemplare, scrive un
commentatore. E un altro aggiunge: Mi chiedo se tutti
questi snob che criticano il tentativo di dare dignit ai resti di
un genio abbiano perso il giudizio. Io vorrei solo portare a
lui, o ci che ne resta, un ramo
di fiori: cos difficile da capire?.

IL CAMERUNENSE

Etoo non teme i fantasmi


Occhi su villa Vacca Agusta
on deve avere troppa
N
paura dei fantasmi Samuel Etoo, n di quello di Lord

Carnavon, scopritore della


tomba del faraone Tutankhamon, n di quello assai pi
recente della contessa Francesca Vacca Agusta. Lattaccante della Sampdoria, arrivato a Genova il mese scorso dopo essersi svincolato dallEverton, avrebbe puntato gli occhi
sugli oltre 30 mila metri quadri
di Villa Altachiara, nei pressi di
Portofino. Una costruzione
edificata nel XIX secolo che gode di una spettacolare vista sulla riviera ligure. Secondo alcuni Etoo avrebbe espresso soltanto un apprezzamento per
laristocratica dimora, secondo
altri invece laffare sarebbe gi
stato concluso per la modica
cifra di 25 milioni di euro. Ipotesi, questa, da scartare, poich
la villa sar messa allasta il
prossimo 31 marzo.
E fino ad allora probabile che
qualcuno racconti al giocatore
la storia piena di incubi di quella abitazione da sogno. A cominciare da Lord Carnavon, il
primo che la abit dal 1874, che

Lattaccante
Samuel Etoo.
A destra, Villa
Altachiara Ansa

mor per una puntura di insetto poco dopo la scoperta della


mummia del faraone. I suoi nipoti ereditarono la dimora, ma
una di loro scivol di notte,
lungo la scalinata che ne costeggia un lato, e mor anchella. Secondo la superstizione
popolare le loro morti furono
la vendetta dello spirito
dellimperatore risvegliato dal
sonno eterno.
Nel 2001, invece, tutta Italia
partecip mediaticamente
alle ricerche della contessa
Vacca Agusta, scomparsa misteriosamente la notte tra l8 e il
9 gennaio nel parco della villa e
ritrovata cadavere tre settima-

ne dopo in mare nei pressi di


Saint Tropez. In realt il giorno
precedente la contessa si era
imbottita di alcol e tranquillanti, e questo bast a spiegare
la caduta gi dalla scogliera.
A PORTOFINO le scommesse

sono aperte. Lattaccante, infatti, potrebbe orientarsi anche


su villa La Puddinga, che appartiene alla famiglia Garrone-Mondini. Anche in questo
caso si tratta di una dimora da
sogno (e senza incubi). A differenza di Villa Altachiara, tra
laltro, questultimo gioiello
della costiera non necessita di
importanti lavori di restauro

SECONDO TEMPO

il Fatto Quotidiano

Lultimo patriarca

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

19

Carlin Petrini

Ferrero ha insegnato
anche a Slow Food
di Silvia

Truzzi

con una formidabile capacit


dintuizione: il disastro per il
nostro Paese che sia scomparso giovane. Per attenzione: la famiglia Ferrero non
mai caduta nel tranello della
finanziarizzazione.

iove, allinizio della

Malora di Fenoglio,

su un padre che se
n appena andato.
E piove anche oggi, sulla folla
che in silenzio rende omaggio
a Michele Ferrero. In coda ci
sono i lavoratori, gli ex dipendenti e i loro familiari con gli
ombrelli aperti: tutti i suoi figli
aspettano che la camera ardente apra. Era un uomo
schivo, per niente mondano.
Io conoscevo Pietro, che purtroppo scomparso. Michele
non faceva vita sociale, non ci
siamo mai incrociati: per andava ai ritrovi dei pensionati
Ferrero, spiega Carlo Petrini,
patron di Slow Food. E chiss,
aggiungiamo noi, se il patriarca che non ha mai rilasciato
interviste avrebbe apprezzato
la visita del premier di Pontassieve ai suoi funerali (oggi
alle 11, ad Alba) o la diretta del
telegiornale regionale.
Colpisce che lalfiere del cibo etico, il compagno Carlin,
esprima apprezzamento

I cittadini di Alba in coda per rendere omaggio a Michele Ferrero Ansa

per il capitalismo dolce


dellovetto Kinder. Guardi
che c molto peggio. Intendo
dire che la qualit della Nutella e dei prodotti Ferrero
apprezzata dai maestri cioccolatai. C unattenzione alla
materia prima che riconosciuta da molti esperti del settore.
OLTRE il Pocket Coffee o la

Fiesta per c la terra: da dove tutto inizia e dove tutto


finisce e che tutto (e tutti)
tiene insieme. Michele
Ferrero ha permesso per
tanti anni agli operai di

GENTE
DI LANGA

Carlo Petrini
nato a Bra (Cn)
nel 1949 LaPresse

La pornostar

di Alessandro Ferrucci

mantenere il fondo, ha lasciato


loro il tempo di vendemmiare,
di lavorare la terra, di mietere
il grano. Questo ha consentito
a molti di loro di mantenere la
propriet della terra, ai loro figli di diventare produttori di
vino. Non voglio fare apologie
fuori luogo, ma stato un uomo importante per la nostra
economia. Ha fatto molta beneficenza, in Africa e in India,
non se ne sapeva nulla perch
lui non ne dava pubblicit. In
un Paese dove lesibizione un
imperativo allordine del giorno. Laltro iato la politica,
ma anche su questa distanza
Guareschi ugualmente
attaccato alla terra, ad altre latitudini avrebbe
molto da dire. Essere
di sinistra non vuol mica dire essere contro le
persone perbene. Ci sono
molte, moltissime realt
industriali peggio della
Ferrero.
Michele
Ferrero non era
Adriano Olivetti, che
stato un imprenditore
visionario,

SPIEGA Petrini che con la


morte di Ferrero finisce
lepoca dei grandi patriarchi
in Langa. Siano esse grandi
imprenditori, contadini, piccoli artigiani. Una generazione
che ha vissuto la guerra e il
dopoguerra e che ha permesso
a questo territorio di riscattarsi dalla miseria. Penso a persone come Mascarello, per il
Barolo, che io conservo nel
mio cuore perch li ho conosciuti. Un pregio era la loro diversit, per carattere, ideali,
convinzioni: tipi diversi, ma
avevano rispetto per il lavoro.
Che ne sar domani della Nutella? Non credo che il baricentro si sposter da Alba,
lazienda lha detto chiaramente, dal punto di vista produttivo e organizzativo.
I Ferrero hanno fatto investimenti, anche lungimiranti,
allestero, ma non hanno mai
perso le radici. E attenzione, le
radici sono plurali. La forza
delle radici che si allargano e
che sono tante. La gente parla
di radici come esclusione, come una scelta di unidentit
che rinuncia ad altre scelte. Invece io penso alle radici come
inclusione. Giro il mondo, ma
so che poi torno qui. E alla fine
di tutto, qui che star. Un
paese ci vuole, per andarsene e
tornare. Pavese, ne I mari del
Sud, la poesia che apre Lavorare
stanca, lo dice anche semplicemente cos: Le Langhe non
si perdono.

Impressionata, da cosa?

Quando siamo uscite dal cinema le ho detto: Ora


sono cacchi tuoi, ora ti faccio provare qualcosina
di nuovo...

quasi sempre cos, chi vive


a certi livelli ha bisogno di alzare il tiro, cerca ladrenali-

le sue dimissioni da consigliere della Figc, immediatamente


si innervosito e al Fatto che lo
ha contattato, ha risposto solo:
Non posso parlare e ha attaccato il telefono. Eppure
questa la possibilit che si prospetta dopo lincontro di ieri a
Palazzo Chigi tra il presidente
della Figc Carlo Tavecchio, il
sottosegretario con delega allo
sport Graziano Delrio, e il numero uno del Coni, Giovanni
Malag.
QUANDO si trovato a dover

scegliere tra lui e il suo amico,


Tavecchio non ha esitato e subito gli ha tolto la delega alle
riforme, assicurando al governo anche di chiedere nei prossimi giorni le dimissioni del
padron della Lazio. Che poi lo
faccia o meno da vedere. Intanto il numero uno della Figc
prova a salvarsi lui, nonostante
la vicenda quantomeno imbarazzante dei libri scritti da lui e
acquistati dalla Figc mentre
era presidente. Infatti il primo
intervento di Delrio cera stato
quando Il Fatto ha pubblicato la
notizia della Federcalcio che
autorizzava lacquisto del libro
Ti racconto... il calcio scritto da
Tavecchio. A difenderlo, Lotito il quale spieg che quei libri
erano acquistati senza che Tavecchio guadagnasse un euro e

Quindi li ha conosciuti o frequentati...

Alla fine degli Anni Novanta, a Milano, si presentato un riccone e mi ha chiesto di andare con
lui. Ho rifiutato. Dopo qualche giorno tornato
con una valigetta piena di soldi, lha aperta, ha
rivoltato il contenuto sul pavimento, e mi ha detto: Voglio che li raccogli con la fica. Se lo fai sono
tutti tuoi.
Roba da contorsionista...

Unidiozia, voleva dominarmi, il suo obiettivo era

Da molti anni sono


una dominatrice, sono
unesperta, ma per
praticarlo ci vuole molta
psicologia, bisogna
conoscere i limiti,
altrimenti pericoloso

la finalit era didattica. Ieri per quando si trattato di fare lo


stesso secondo indiscrezioni
Tavecchio avrebbe esitato.
Infatti anche se la linea di Lotito ha vinto solo due giorni fa
in Lega Pro quando stato
eletto a maggioranza Arpaia
del Vigor Lamezia, uomo della
sua cordata come nuovo consigliere federale in Figc resta
per il presidente della Lazio il
problema delle telefonate registrate dal dg dellIschia al quale
aveva detto chiaramente che il
Carpi in A una una rovina,
e che Beretta che conta zero,
perch nel calcio a contare sono i soldi dei diritti tv.
Le telefonate sono state pubblicate, provocando di nuovo
lira del sottosegretario Graziano Delrio. Un segnale di allontanamento da parte di Tavecchio era stato percepito
quando, pubblicate le telefonate con il dg dellIschia, il presidente della Figc aveva commentato con un coraggioso
Toni e contenuto della telefonata sono da censurare, cos
come le modalit con cui stata realizzata. ieri sembra esser
andato oltre. E forse nei prossimi giorni chieder le dimissioni di Lotito da consigliere
della Figc, intanto gli ha tolto la
delega alle riforme. Presidente ma se dovessero chiederle di
lasciare la Federcalcio?. La risposta. Tuu, tuu, tuu.
Valeria Pacelli e Carlo Tecce

di puntarci.

Assolutamente, e poi gli uomini vogliono essere


dominati, anche perch all80 per cento hanno
fantasie o tendenze omosessuali, anche se non lo
sanno.
Una percentuale altissima.

Lo so, ma cos. E parlo per esperienza diretta,


ovvio. Quasi tutti i maschi con i quali sono stata,
hanno apprezzato, e molto, certi giochini.
La prima volta che ha scoperto il bondage?

A Hollywood a met anni Novanta: entro in una


villa di un produttore e vedo appese al muro le
immagini di alcune sue serate. Cose pesantissime! Quel tizio amava farsi infilare gli spilloni nel
petto e altre situazioni che non le racconto perch
non potrebbe mai riportarle sul giornale. Anche
se la mia prima volta molto pi in l nel tempo...

(Milly DAbbraccio, classe 1964, ha nel curriculum una umiliarmi, cos lho mandato affanculo. Io colunga carriera nellhard. Da qualche tempo ha spostato mando, non consento a nessuno di sottometterla sua attivit nel mondo dellescort, escort di estremo mi.
lusso viste le tariffe. 50 sfumature di grigio la pel- Ma proprio a nessuno?
licola del momento, primo al
Milly DAbbraccio, 50 anni
botteghino, racconta le esperienze sessuali di uomo-dominatore e della sua donna-sottoSADOMASO
messa).
Lei conosce bene quel tipo di
E DINTORNI
realt?

Nel film il protagonista un


manager molto facoltoso.

ppena il presidente della


A
Lazio, Claudio Lotito, ha
sentito che avrebbero chiesto

Cinquanta sfumature di grigio?


Quelle vere ve le racconto io
na. Ma non sempre vogliono dominare, la maggior parte ambisce al ruolo di sottomesso.

Claudio Lotito Ansa

Capolinea Lotito
La Figc lo scarica

Milly DAbbraccio

uonasera signora Milly DAbbraccio, vorremmo invitarla al cinema per guardare con
occhi esperti 50 sfumature di grigio. Ma io lho gi
visto, ci sono stata con la mia fidanzata. Bene, le
piaciuto? Non male, ma ovviamente limpressione varia a seconda del grado di confidenza che
si ha con il sesso estremo, a me non ha impressionato, alla mia compagna un po di pi....

Da molti anni, io sono una


dominatrice, sono unesperta, ma per praticarlo ci vuole
molta psicologia, bisogna
conoscere i limiti, altrimenti
pericoloso.

ROTTO IL PATTO CON TAVECCHIO

Siamo pronti al racconto...

A quattordici anni
avevo una baby sitter
molto
particolare,
scherzava, stuzzicava,
provocava. Alla fine,
gioco su gioco, lho legata al letto e non mi
sono fermata. Da quel
giorno ho capito molto di me, delle mie attitudini.
Lei oggi pratica il sadomasochismo?

Per lavoro no, ma sto


riflettendo se il caso

Come mai?

Non ha idea di quanto pagano, migliaia di euro e


non devi neanche praticare il sesso. Chi viene lo fa
solo per giocare con la frusta, i lacci e altre amenit. Per devo strutturarmi, nel caso devo anche
insonorizzare una stanza.
Per tornare al film, in molti si sono lamentati perch poco esplicito nelle scene.

E ci mancherebbe! Se avessero realmente girato la


realt, altro che vietato ai minori di 14 anni, sarebbe stato vietato ai minori di 50...
A proposito di 50enni, il suo collega Siffredi
allIsola dei famosi.
Rocco non normale (e scoppia in una risata).
Sotto quale profilo?

Lui realmente pensa solo al sesso, quando lho


conosciuto pi di ventanni fa, lo infilava ovunque. Sempre. Senza limiti. La sua una forma patologica.
Ora in astinenza...

Sa solo scopare, non sa niente di altro, non legge


un libro, non si informa, non dialoga.
Dovevano portare Milly sullIsola...

Esatto, gli avrei cambiato il programma, io so parlare di sesso, so creare anche certe situazioni.
Un esempio?

Tempo fa mi hanno invitata su uno yacht a Ibiza,


tutti milanesi con il soldo, dopo unora gli ho organizzato un set finto-porno, tu abbracci lei, tu le
stai dietro, tu gli metti una mano in mezzo. Non
sa quanto ci sono stati e divertiti. Gli ho spezzato
un tab.
Quel tab che porta migliaia di persone al cinema...

Curiosit, voglia di sapere, di vedere almeno sullo


schermo un qualcosa che si sogna. Ah, ci stato
anche mio figlio con la fidanzata. Speriamo bene.
Perch?

Lui mi assomiglia.

Twitter: @A_Ferrucci

20

SECONDO TEMPO

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

il Fatto Quotidiano

COMEDIANS
Milano, Teatro
Elfo Puccini, fino
al 22 febbraio

TEATRO

Marina Alessi

Trentanni dopo
Comedians donna
IL TEATRO ELFO RIPROPONE LA STORICA PICE
DI SALVATORES CHE LANCI BISIO E PAOLO ROSSI
di Camilla

Tagliabue

erch lo humour
deve essere sempre
nero? Anche la comicit rivendica le
sue quote rosa. Cos, in ritardo di 30 anni, la famosa pice
Comedians ha finalmente una
versione tutta al femminile,
dopo quella storica firmata da
Gabriele Salvatores nell85,

che fu fucina di talenti e volano dal cabaret allOscar. Allora, sul palco del vecchio Elfo, sfilavano Paolo Rossi,
Claudio Bisio, Antonio Catania, Silvio Orlando, Renato
Sarti, Bebo Storti, Gigio Alberti, Gianni Palladino, Luca
Toracca, Roberto Vezzosi.
Ora, sul palco del nuovo Elfo
(fino a domenica, poi in tourne), si esibiscono Margherita

FUMETTO

di Stefrano

Feltri

Sherlock Holmes
allamatriciana
MERCURIO LOI
di Alessandro Bilotta e Matteo Mosca,
Sergio Bonelli editore, 114 pagg., 3,80 euro
CI SONO POCHI AUTORI ITALIANI che raccontano l'Italia. O meglio, ce ne sono tanti che
amano parlare di se stessi e fare fumetti sulla
propria vita (spesso non ricchissima di eventi
significativi), ma sono una ristretta minoranza
quelli che attingono all'immaginario e alla storia
patria per farne la base delle proprie avventure.
Alessandro Bilotta una gradita eccezione. Sul
numero 28 della mai abbastanza celebrata collana Bonelli Le storie (ogni mese un racconto autoconclusivo,
con personaggi e temi sempre diversi) torna in coppia con l'ottimo
disegnatore Matteo Mosca per raccontare le gesta di Mercurio
Loi. L'ispirazione chiara fin da subito: Mercurio Loi Sherlock
Holmes e il giovane Tarcisio che lo assiste chiaramente Watson.
Ma, per una volta, non si tratta del solito citazionismo bonelliano
o (fenomeno raro ma non rarissimo) di un mero saccheggio. Bilotta prende un format collaudato e familiare al lettore e lo trasporta lontano dalle nebbie di Londra e Baker Street. Perch la
cosa interessante di Mercurio Loi soprattutto lambientazione:

Antonelli, Alessandra Faiella,


Rita Pelusio, Claudia Penoni,
Nicoletta Ramorino e Rossana Mola, dirette dallex comedian Sarti, che ha curato
ladattamento con le quattro
protagoniste, gi riuscito cast
di Stasera non escort: qui Antonelli una cassiera godereccia, Faiella una industriosa e
rifatta brianzola, Pelusio una
lesbica impertinente e Penoni
una sulfurea badante ucraina.
NELLIMPLACABILE

gioco
metateatrale, tutte aspirano a
diventare comiche professioniste: vanno a lezione dallaustera maestra DellAcqua (Ramorino) e si preparano per un
saggio-provino in cui saranno
esaminate, ed eventualmente
ingaggiate, da una rampante
talent scout televisiva (Mola).
La trama apparentemente li-

neare, tuttavia questo spettacolo si pu fare solo con un


gruppo affiatato e di spiccato
istinto comico, chiosa il regista. In queste attrici ho ritrovato lo stesso spirito della
vecchia compagnia: abbiamo
lavorato insieme alla riscrittura per volgerlo al femminile e
attualizzarlo. stato un percorso faticosamente naturale.
Il testo di Trevor Griffiths del

ARTE

di Laura

1975, la prima traduzione italiana fu di Ettore Capriolo (il


traduttore dei Versi satanici di
Rushdie, che gli costarono una
violenta aggressione) e lallestimento di Salvatores vantava
persino la collaborazione di
Gino & Michele, alla loro prima vera esperienza di scrittura
per la scena che ha in parte
segnato il nostro cammino artistico. Lo show fu un suc-

Cherubini

Le antiche rovine
del fotografo ceco
Josef Koudelka
Vestiges 1991-2014
IL FORTE di Bard presenta la mostra Vestiges 1991-2014 del grande fotografo ceco Josef Koudelka nato nel 1938 in Moravia. Koudelka studia ingegneria aeronautica a Praga
dove si laurea nel 61. Dal 67 lascia lattivit
ingegneristica per dedicarsi del tutto alla fotografia. Inizia a fotografare gruppi nomadi in
Slovacchia e poi in Romania: da l che torna
a Praga nellagosto 68, 2 giorni prima dellinvasione sovietica. Scende in strada per fotografare le truppe del patto di Varsavia che
schiacciano i sogni della Primavera di Praga e
delle speranze riformiste. I negativi di quella
tragedia arrivano di contrabbando allagenzia Magnum e vengono pubblicati anonimi
per timore di rappresaglie. Nel 69 il fotografo ceco anonimo vince il Robert Capa Prize per leccezionale coraggio. Nel 70 riesce a
fuggire in Inghilterra dove resta un decennio.

PATRIMONIO ALLITALIANA

Entra alla Magnum e lavora a progetti come


Gypsies (1975) e Exiles (1988). Dall86 lavora con una macchina panoramica che utilizzer per il libro Chaos (1999-2000), primo
di una lunga serie. Prende parte alla missione
che documenta il paesaggio francese degli
anni 80 e dall87 diventa cittadino francese..
Con il suo lavoro, che intende documentare il
paesaggio europeo, vince premi prestigiosi
ed espone nei maggiori musei del mondo. Da
ragazzo fotografava la famiglia e i dintorni di
casa, poi riprende soprattutto la disperazione e la resistenza alla fatica delluomo, fino a
passare a ritrarre il paesaggio, deserto della
presenza umana. Questa, a cura di Gabriele
Accornero e Andrea Holzerr, la prima mostra in Italia del progetto Vestiges che lo impegna da oltre 20 anni: dal 91 infatti inizia la
documentazione dei pi bei siti di testimonianze archeologiche greche e romane, attraverso 20 paesi del Mediterraneo. Sceglie
rovine antiche, per riappropriarsi di un mon-

di Manlio

do che rischiamo di perdere. Al Forte sono


esposte 60 foto, 22 grandi panoramiche, in
un allestimento minimalista, con foto montate su strutture geometriche a terra, che restituisce la sensazione di passeggiare tra le
rovine.

Lilli

Il museo restaurato e mai aperto


una Roma pre-unitaria, del 1825, nelle cui strade si respira il fermento rivoluzionario dei carbonari. Urbe ma non ancora metropoli contemporanea, Roma ospita trame, complotti (ovviamente
amori) ma anche fantasmi di una storia che sempre incombente
e oppressiva, nella sedicente citt eterna. Bilotta ci risparmia la
solita piatta presentazione dei personaggi tipica di tanti fumetti
popolari e ci porta subito nellazione, scopriamo pagina dopo pagina i tic, le fobie e le genialit di Loi (che cita la saggezza popolare
romana). E il mistero dei morti di Castel SantAngelo viene svelato
perch ci deve sempre essere una soluzione a ogni giallo, meglio
se razionale ma il fascino di quella fortezza posta nel centro di
Roma, cos raggiungibile eppure compatta e inespugnabile, resta
tutto. I disegni di Matteo Mosca, che gi aveva illustrato Bilotta su
Le Storie con Il lato oscuro della Luna, sono perfetti: ricchi di
dettagli nelle sequenze che devono raccontare la citt, essenziali,
evocativi e dinamici quando invece al centro dellattenzione ci
devono stare i personaggi. Si ride anche ma, come certifica il finale, a Roma il confine tra comicit e tragedia molto sottile.

cesso di pubblico e critica; sul


Corriere Enzo Siciliano scrisse:
Applausi a questo piccolo
Chorus Line della comicit nostrana. Addirittura il regista
vi attinse per girare il suo secondo film, Kamikazen, ultima
notte a Milano, scritturando il
cast teatrale oltre ad altri semisconosciuti di lusso (Abatantuono, Aldo e Giovanni
non ancora in trio, Staffelli,
Mara Venier...). Oggi, invece,
le interpreti non sono n esordienti n anonime, avendo lavorato anche in noti show come Zelig e Colorado Caf. La
distinzione tra risata impegnata e di evasione, precisa
Sarti, uno dei temi di Comedians: bench ora il confine
sia molto labile, vorremmo ridare dignit e lustro alla comicit, che spesso, purtroppo,
considerata unarte di serie b,
e invece unarma pacifica e
irriverente contro il potere.
Comicit non per forza sinonimo di tormentone, battuta volgare o sketch televisivo.
In effetti, come dice la cassiera,
ci vuole un gran senso
dellumorismo per alzarsi
tutte le mattine alle sei e mezza
e guadagnare 800 euro al mese.

Museo Archeologico di Badia


Licata (Agrigento)
SUL PROBLEMA della mancata
riapertura del museo della Badia, a
quasi sette anni dalla chiusura per
lavori di riallestimento, il commissario straordinario ha confermato
il suo impegno affinch, in breve
tempo, ne venga assicurata la riapertura e si impegnato a proporre allamministrazione comunale
di inserirlo al centro di un programma di riqualificazione e valorizzazione del centro storico e di
incremento del turismo culturale.
A diramare la nota il Comune di
Licata, pochi giorni fa. Dopo un
succedersi di promesse mancate.

In un alternarsi di amministrazioni
comunali e Soprintendenti. La storia, quella del Museo archeologico
Regionale della Badia. La sede museale dal 1995 ospitata al piano
terra del cinquecentesco conven-

to di S. Maria del Soccorso, noto


come Badia, e nel chiostro, aggiunto nel Seicento. Uno spazio
espositivo nel quale sono confluite
le collezioni provenienti dalle indagini archeologiche condotte negli
ultimi decenni dalla Soprintendenza di Agrigento. Materiali diversi, dallet preistorica a quella
bizantina, oltre alle statue medievali provenienti dal convento
dellAnnunziata e la quattrocentesca Madonna del Soccorso di Domenico Gagini. Fino al 2008,
quando se ne decisa la chiusura
per un ampliamento degli spazi
espositivi e un riallestimento. Il finanziamento di 500 mila euro, assicurato
dai
POR
Sicilia

2000-2006, sembrava aver risolto il problema delle risorse necessarie. Non stato cos. Eppure nel
gennaio 2012 il Soprintendente
Mei dichiarava che entro il mese
di settembre il museo sar pronto
e fruibile al pubblico. Niente da
fare. Cos nel novembre 2014 la
nuova Soprintendente, Caterina
Greco, annunciava che La riapertura non molto distante. Gi
perch, come ha riportato anche il
Giornale di Sicilia agli inizi di febbraio, i lavori sono stati ultimati da
tempo e di recente nelle sale al
piano terra della Badia sono state
sistemate le teche per i reperti. Ma
intanto rimane chiuso. Per un centro che ha puntato sul turismo, implementando strutture e infrastrutture ricettive lungo la riviera
di ponente e di levante, la prolungata impossibilit ad offrire la visita del Museo archeologico, un
passaggio a vuoto. Una irragionevole privazione.

SECONDO TEMPO

il Fatto Quotidiano

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

21

VITTORIA PUCCINI

Lattrice interpreta
la Fallaci nella miniserie di Rai1 LOriana Ansa

ONDA SU ONDA

IL PEGGIO DELLA DIRETTA

La riforma della Rai


e gli amici di B. allAgcom
di Loris Mazzetti

opo la paralisi dovuta a


Sanremo, linformazione
D
torna a parlare di corruzione, mafie,

politica. Renzi ha annunciato che da


marzo metter mano alla riforma
della Rai che inevitabilmente modificher la legge Gasparri che tanto
comodo ha fatto e sta facendo a Mediaset. Per lex Cavaliere, una Rai libera dai partiti e un mercato aperto
alla vera concorrenza, significherebbe, in un momento di contingenza
delle sue reti (scarsi gli ascolti, calo
della pubblicit, minimi gli investimenti, sparito linteresse di Telecom
nei confronti di Mediaset Premium),
dover intervenire sulle strategie non
solo editoriali ma soprattutto industriali. Contemporaneamente il ministro Franceschini e il viceministro
Giacomelli, con il sostegno dellassociazioni degli autori e produttori, sono concentrati a trovare la chiave per
aumentare la percentuale a favore
delle opere di produzione italiane,
che lart. 44 del Testo Unico dei Media Audiovisivi e Radiofonici determina nel 10% degli introiti netti delle
tv private (Rai 20%). Per Berlusconi
la rottura del patto con Renzi rappresenta una iattura per i suoi affari,
ma lex Cavaliere ha tante risorse,
una di queste Antonio Martusciello
(braccio destro di DellUtri a Publitalia, forzista della prima ora, ex par-

lamentare, ex sottosegretario, ex
viceministro) che da anni il
suo uomo di fiducia in Agcom
(lAutorit garante per le telecomunicazioni), dove, grazie ad una
certa disattenzione del centrosinistra (Forza Italia ha 2 consiglieri su 4,
1 Udc e 1 Pd), fa e disfa: la rivoluzione
di novembre (nomine dei dirigenti
del settore che si occupa delle tv)
porta la sua firma.
IL FEDELE Martusciello, con la scusa

di uniformare lattivit televisiva (regolamentata) con Internet (non regolamentato), ha ideato alcune delibere che vanno in senso contrario
al lavoro di Franceschini e Giacomelli, con lobiettivo di slegare le
emittenti, quindi anche Mediaset,
dal vincolo e soprattutto dai relativi
oneri derivanti dalla legge per liberare il palinsesto da prodotti che in
alcuni casi possono non essere coerenti rispetto alla linea editoriale.
Per raggiungere lobiettivo necessario abolire il Registro programmi che lobbligo delle emittenti di
informare su ci che va in onda e per
Agcom il dovere di controllare. Esiste gi un precedente: a settembre
lAutorit ha derogato agli obblighi
dinvestimento la Disney Italia per i
cartoni animati. Grazie a Martusciello: un aiutino a B., ai produttori
americani, e per i nostri lavoratori
del settore meno occupazione.

LOriana edulcorata, persino


la sigaretta da fotoromanzo
di Nanni Delbecchi

on si capisce come la fiction di


N
Raiuno, specializzata in santini, rosari e scapolari, si sia buttata su Oriana

Fallaci, sulla carta il pi geniale, tempestoso, altero, provocatorio e politicamente scorretto personaggio che possa
darsi. Sulla carta, per. In video unaltra cosa, si saranno detti, cos ecco approdare LOriana versione miniserie. In
video non c cosa che non si possa appianare, addolcire, normalizzare. Non
potendo mettere una parrucca mora e
un paio di occhialoni Brionvega a Carlo
Conti, a Raifiction si sono dovuti accontentare di laccare le unghie rosso giungla
a Vittoria Puccini, nonch di rifornirla
di un paio di stecche di sigarette a puntata; cos lo spettatore portato a chiedersi in quale profumeria di Saigon
lOriana trovasse quello smalto, o se abbia passato un solo istante della vita senza avere la sigaretta tra le dita, e questo
prima ancora di domandarsi la cosa pi
evidente. Perch mai sia stata chiamata a
interpretare la Fallaci unattrice angelicata, misurata, fotoromanzata, alta circa
il doppio, con nulla in comune con il suo

modello tolta la c aspirata del parlar


fiorentino (che perci lei accentua in
modo sospetto).
E SE FOSSE proprio per questo? Forse
dobbiamo chiederci non perch sia stato
affidato alla Puccini il personaggio della
Fallaci, ma piuttosto perch a lei,
allOriana, sia stata assegnata la Vittoria.
La risposta arriva quasi subito mentre la
serie procede a balzelloni, senza nemmeno quel comodo flash back unico e iniziale a cui ci hanno abituati da anni; qui si
salta dallinfanzia alladolescenza, dal
Chianti al Vietnam, dal Taj Mahal alla
Piazza delle tre Culture di Citt Messico;
anche se solo per pochi istanti, tipo spot.
Senza un vero capo n una vera coda, ci
sarebbero da seguire le imprese giornalistiche di Oriana, il reportage sulla condizione femminile nel mondo, le interviste ai divi di Hollywood, i reportage dal
Vietnam. Tra una boccata di fumo e laltra arriva qualche battuta rubata alloracolo di Delfi, come Le guerre servono a
rivelarci a noi stessi. Ma poi tutto resta
sullo sfondo, come se questo girovagare
nascondesse dellaltro, un rovello nemmeno cos segreto. Lamore infelice.

Gli ascolti
di luned

L'ORIANA
Spettatori 4,4 mln Share 15,9%
L'ISOLA DEI FAMOSI 10
Spettatori 4,9 mln Share 23%

Povera Oriana, mi rimarr zitella, pensa


tra s la madre. Eppure, dopo il caposervizio provolone dellEuropeo e il fotoreporter truzzo che vuol sapere se davvero
le donne indiane conoscono 174 posizioni, ecco palesarsi a Saigon il principe azzurro, nei panni di un collega francese.
Non parrebbe il luogo pi adatto al romanticismo, sulla carta. Ma il video fa
miracoli, ci scappa perfino una passeggiata in piroga sul delta del Mekong:
Sembra lalba del mondo. Forse cera
questa luce, prima che tutto cominciasse. Io, tu, le rose e lagente arancio. Gi
che c, lOriana scopre che le mancano
anche i figli e pensa di adottare una bambina, ma alla fine non se ne far nulla.
Di suo, la miniserie talmente scombinata e Oriana Fallaci talmente asfaltata
nel contrario di ci che fu una donna
orgogliosa del proprio talento, della propria alterit e della propria solitudine da
farne la sola ragione di vita, fino allossessione e alla sgradevolezza che la Puccini non nemmeno giudicabile. Speriamo che alla diretta interessata, celebre
per le sue sfuriate, sia sfuggita questa premire di Raifiction. Altrimenti chi la sente, su nei Campi elisi.

BOSS IN INCOGNITO
Spettatori 2,1 mln Share 7,9%
QUINTA COLONNA
Spettatori 1,4 mln Share 6,3%

22

SECONDO TEMPO

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

il Fatto Quotidiano

IL BADANTE

IL PONTEFICE

Isis, Francesco,
ce lo aveva detto
di Marco

Politi

ra che la guerra, al
di l delle giravolte
twitteresche del
governo italiano,
sta diventando un tema tremendamente attuale, bisogna
riconoscere che lunico leader
internazionale ad avere inquadrato con precisione il
problema a livello geopolitico
stato papa Francesco.
Ad agosto, tornando dalla Corea del Sud, parl di Terza
guerra mondiale a pezzetti.
Al sacrario di Redipuglia
qualche giorno dopo, il 25
agosto, ripet il concetto: Si
pu parlare di una terza guerra combattuta a pezzi, con
crimini, massacri, distruzioni.
NON UNO SLOGAN, la fo-

tografia dellesistente. Basta


guardare la mappa pubblicata
ieri dal Fatto Quotidiano per
comprendere che non si possono considerare i vari teatri
di guerra dei gruppi jihadisti
come crisi regionali, ma urgente affrontarli nellinsieme:
esattamente come durante la
Seconda guerra mondiale, dove il fronte del Pacifico non
era slegato da quello Occidentale e la battaglia di Leningrado non era scollegata dai combattimenti in Africa del Nord.
In altre parole non si pu
partire per la Libia senza
avere una politica globale nei
confronti di tutti gli scacchieri, in cui avanzano il Califfato
e i suoi imitatori.
Le parole di Francesco al cor-

LA PREVISIONE
La terza guerra mondiale
a frammenti, gli interessi
dietro il traffico di armi
e la tratta degli schiavi,
labisso tra i ricchi
e le masse dei poveri
po diplomatico il gennaio
scorso aiutano a capire chi abbiamo di fronte. Non un soggetto, che rappresenti lIslam.
C un terrorismo di matrice
fondamentalista... (che) perpetrando orrendi massacri, rifiuta Dio stesso relegandolo a
un mero pretesto ideologico.
Un politologo non potrebbe
dire meglio. Questo nuovo
soggetto (strutturalmente diverso da al Qaeda) un partito
violento e totalitario un nazismo jihadista si potrebbe
qualificarlo che si sta costruendo domini territoriali in
varie zone tra Asia e Africa.
Sono i territori, i califfati, gli
emirati, la grande novit. E
da questo punto di vista non
ha senso intervenire nelluno
o nellaltro separatamente
senza avere una visione globale. Boko Haram in Nigeria e
nel Mali, i jihadisti in Libia, il
Califfato in Siria e Iraq, i jihadisti del Corno dAfrica sono

Papa Francesco Ansa

elementi di una stessa partita.


Partita mondiale, sottolinea il
pontefice, che pu essere giocata solo dalle Nazioni Unite,
nel ruolo di autorit mondiale.
Perch lecito fermare laggressore ingiusto.
Partita non disgiunta da una
seria analisi del traffico internazionale di armi. Perch ci
sono imprenditori di morte,
ha ricordato il papa argentino
alla messa di ieri, che vendono
armi a tutti i contendenti. Qui
il discorso del pontefice si ferma. E la parola passa ai leader
internazionali, ai quali toccherebbe preparare una risposta
con una visione globale. In
fondo i membri permanenti
del Consiglio di Sicurezza
Onu Stati Uniti, Russia, Cina, Europa (Francia e Gran
Bretagna) hanno tutti interessi, anche particolari, per
combattere insieme la formazione di stati jihadisti, ispiratori del terrorismo nelle rispettive aree. Bisogner vedere se ne saranno capaci.
Ma ci sono anche alcuni altri
duri interrogativi da affrontare.
Se il regime autoritario di Al
Sisi accettato dallOccidente
in nome della lotta contro i
Fratelli musulmani, ha senso
considerare nemico mortale il
regime autoritario laico di Assad in Siria, sapendo che il collasso dello stato laico siriano
favorir i jihadisti e non porter miracolosamente a una
democrazia di tipo europeo?
Qualcuno ha gi deciso che
deve nascere uno Stato Kurdo,
spaccando Iraq, Siria e Turchia?
Chi sono gli interlocutori politici, anche tribali o di fazioni,
con cui negoziare se si interviene in Libia contro i jihadisti?
Si pu lasciare sola la Nigeria,
palesemente incapace di sradicare Boko Haram?
E si pu fingere di non sapere
che loccupazione continuata
delle terre palestinesi da parte
del governo israeliano costituisce oltre che una ferita al
diritto internazionale uninfezione permanente nel Me-

dio Oriente, destinata ad alimentare schiere di fanatici


jihadisti?
QUESTO PONTEFICE, cos intenso quando parla da discepolo di Cristo, al tempo stesso estremamente laico quando
indica i problemi del mondo:
la terza guerra mondiale a
frammenti, gli interessi che
sorreggono il traffico di armi e
la tratta dei moderni schiavi,
labisso insostenibile tra pochi
ricchi e le masse planetarie di
poveri.
Chi chiude gli occhi, non potr dire di non essere stato avvertito.

Siamo un popolo
di fifoni e menefreghisti
di Oliviero Beha

IN ATTESA che qualcuno


finalmente ci spieghi con chiarezza chi e che cosa sono gli
italiani, possiamo appiccicarci le decalcomanie di fifoni e
menefreghisti. Fifoni se rivolti
a ci che succede fuori dai nostri confini, menefreghisti per
gli sviluppi della nostra vita
politico-istituzionale. Sto parlando del pericolo Isis: dove ti
giri, dal colto allinclita, dal bar
al salotto senti parlare con timore di quelli che vengono e
ti tagliano la testa, dal momento che sono gi a sud di
Roma. come una scossa in
corpaccioni intorpiditi, la febbre improvvisa del mondo
complesso che va oltre le abitudini quotidiane, la paura che
essenziale sgomina linessenziale. Nessuno tra le falangi di
fifoni sa davvero nulla, n si interroga su come sia potuto accadere, questo fattaccio del
califfato alle porte. Ancora nel
2009 cera Gheddafi con le
amazzoni nella tenda beduina
a Villa Pamphili sub specie
berlusconiana, e sembrava
andare tutto bene o quasi, fatti
salvi alcuni dirittucci civili violati dal rais. E adesso si evacua
la Libia e i prossimi saremmo
noi, che paura alle frontiere,
come se lesercito islamico
fosse una reminiscenza di Annibale e i suoi elefanti. Cos nei
commenti figli del terrore ci si
divide tra interventisti immediati e guardiani della cautela,
in attesa dellOnu e magari pi
ragionevolmente e pi in fretta
della Nato, pi o meno come
accade al governo e in Parlamento. Ogni tanto si leva una
voce sensata, come quella della Bonino che condiziona qualunque decisione bellica o parabellica al prefigurare che con

sa accadr dopo, esattamente


il contrario di ci che successo a proposito di Gheddafi e
della rivoluzione libica tra un
pozzo di petrolio e laltro. Oppure quella di un ex generale
con i controfiocchi come Tricarico, che da un pezzo segnala il pericolo Libia nel disinteresse governativo. Nellattesa,
il popolo pusillanime che siamo d il meglio di s nellindifferenza quasi sovrumana che
mostra per le nostre vicende
interne. Di quello che sta accadendo in una Repubblica
extra-parlamentare come la
definisce Ilvo Diamanti, per
rendere lidea che un uomo solo fa e disfa riformando istituzioni e leggi elettorali mentre
le
opposizioni
salgono
sullAventino di un giorno o di

COME GLI STRUZZI


Temiamo i terroristi ma
non ci chiediamo cosa
accaduto in Libia dopo
Gheddafi. E fingiamo
di non vedere i tagliatori
di Costituzione

una notte, gli italiani non discutono: se ne fregano. Sono


troppo preoccupati dal califfato per interrogarsi e interrogare su che cosa stia davvero capitando a un Parlamento che
non era cos fragile e scipito
dai tempi memorabili in cui
Berlusconi lo paragonava con
schiettezza a unazienda, della
quale lui avrebbe volentieri incontrato solo il consiglio
dAmministrazione, per non
perdere tempo inutilmente
ADESSO si sega il tronco
della Costituzione senza alcuna preoccupazione che lalbero intiero caschi, e non sia pi
possibile rimetterlo dritto. La
metafora boscaiola non
chiara? Renzi sta ponendo
mano a una riforma palesemente irreversibile, e nessuno
se ne prende la responsabilit
piena, politica, mediatica e civica, nessuno naturalmente
eccetto lui e i suoi bravi e
brave. S, irreversibile: se tu
modifichi il Senato, non pi
elettivo ma composto da tutti
consiglieri regionali pi undici
sindaci, ovvio che per esempio nessuno di loro vorr che
so votare a favore dellabolizione delle Regioni. E dunque
se vero che modificare la Costituzione possibile a certe
condizioni
democratiche,
compresa quella che sia possibile modificarne la modifica,
ecco il buco nero che ingoia la
situazione. E questa tra le altre
la deriva democratica in senso
autoritario di cui si parla, ma
poco, troppo poco, e nellapatia del popolo bue, favorito in
questo dal solito meraviglioso
sistema mediatico. Hanno
paura dellIsis, e va bene: ma
vogliamo dare unocchiata anche ai tagliatori costituzionali?
n

PIOVONO PIETRE

La politica a colpi di tweet


Purtoppo fuori c la realt
di Alessandro Robecchi

a narrazione, la narrativa, le storie. Se


Lsietecercate
un tormentone governativo
nel posto giusto e la parole di moda

sono quelle l, ripetute e reiterate, sottolineate, rilanciate via Twitter, nei discorsi,
nelle riunioni e in ogni occasione possibile. In una parola: fiction. La nostra narrativa, il nostro racconto agli italiani basato su atti concreti, deve essere per un
futuro visto come luogo di speranza e opportunit, ha detto Matteo Renzi alla direzione Pd dellaltro ieri. Insomma, ottimismo. Le cose vanno bene, il futuro un
luogo che ci aspetta per far festa, e del resto
luso ossessivo della parola gufi rivolto
esattamente a chi non accetta questa narrativa. Attenzione: non una cosa nuova,
ed anzi un classico di chi governa.
Si pensi ai corposi precedenti di Silvio
Berlusconi buonanima, quello col sole in
tasca, quello che va tutto bene, la crisi non
c, i ristoranti sono pieni, eccetera eccetera. un approccio classico, insomma,
niente di nuovo sotto il sole: chi governa
dice che le cose vanno benino e chiunque
faccia notare il contrario diventa nemico.
Semmai, unica novit, Renzi e i renziani
amano spingere sul versante generazionale, e cos la loro narrativa viene infarcita
di citazioni pop, riferimenti culturali da
fiction televisiva, film di moda, cantanti

famosi (compreso Jim


ottimismo dellera BerLA NARRAZIONE
lusconi (cieli azzurri,
Morrison, il frontman
dei Doors, presentato dal
Mediaset style) a un pi
I riferimenti culturali
sottosegretario Bressa
aggiornato mainstream
come uno dei grandi
del renzismo sono fiction culturale, carino, moderpensatori del secolo
no, che piace alla gente
televisiva e film di moda.
scorso, salvo poi attriche piace.
buirgli parole di un alBaster? Difficile dire,
Ah, perfino Jim Morrison, ma quel che certo che
tro, e vabb). Coniugare
insomma una narrativa
la narrativa, per quansalvo poi attribuirgli
positiva, ottimista, le
to aggiornata e gradevole
parole di un altro. Vabb
sorti luminose e pronon pu essere totalgressive con un immamente altra cosa rispetto
ginario da consumatori
alla realt. Quando
di fiction tiv, di buone o cattive canzoni, uninchiesta televisiva, per esempio, ha
di cultura pop. Si dovranno studiare an- mostrato la non proprio entusiasmante
che le serie televisive, disse il premier nel (eufemismo) situazione della scuola
maggio scorso parlando della gloriosa (pubblica) italiana, la narrativa goverscuola di partito delle Frattocchie e della nativa si limitata a un bombardamento
formazione della nuova classe dirigente di tweet di propaganda. Bella narrazione,
del Pd. E non solo. Prendendosela con i per carit, ma chiunque ha figli a scuola e
talk show (quelli che si ostinano a non pie- conosce la realt direttamente ha pensato
garsi alla sua narrativa) twittava qualche a una modesta fiction. Che sia in atto un
settimana fa: Dobbiamo cambiare modo impoverimento del paese, che avremo
di raccontare l'Italia e la politica.
(anche relativamente presto) un probleAlla fine, dichiarazione dopo dichiarazio- ma di pensioni miserrime, che milioni di
ne, dimostrazione dopo dimostrazione (e italiani siano pur avendo un lavoro
le slide, e il gelato, e i secchi dacqua ghiac- sulla soglia della povert, sono fatti che
ciata, e House of Cards, e i cantanti, e le serie nessuna narrativa pu negare, a meno di
tiv alla moda) la famosa narrativa ri- non ricorrere alla fantascienza. Bello per
schia di apparire per quello che : un sem- carit, House of Cards, e impareggiabile taplice cambio di palinsesto. Dal rassicu- lento Jim Morrison. Purtroppo poi esci da
rante, burbanzoso, benestante, plasticoso quel tweet e c la vita reale.

SECONDO TEMPO

il Fatto Quotidiano

23

MERCOLED 18 FEBBRAIO 2015

A DOMANDA RISPONDO
Furio Colombo

Mi ricordo ancora
le telefonate di Lotito

Me le ricordo bene le telefonate tra Lotito e lex


dirigente della Nazionale
Mazzini e le telefonate tra
questultimo e Moggi.
Simpatiche chiacchierate
nelle quali questi galantuomini decidevano chi
doveva vincere le partite e
chi no (per gli increduli
guardare il docufilm
Operazione Offside).
In queste telefonate, Lotito, dopo aver avuto garanzia dai suddetti sulla
vittoria della sua squadra
in alcune partite, fu poi
maltrattato e sbeffeggiato
quando chiese di non perdere con la Juve (a tutto
c un limite). Per questi
fatti fu condannato anche
lui assieme a tutti i gentiluomini che pilotavano il
campionato a seconda dei
loro interessi, che niente
hanno mai avuto a che fare con lo sport.

riali senza rispetto dei diritti umani ve ne sono parecchi e con molti di questi intratteniamo rapporti
amichevoli e spesso gli
vendiamo pure le armi.
Come risultato anche la
Libia che prima aveva una
situazione pi controllata
adesso in preda a una
guerra civile e produce
anchessa una grande
quantit di migranti.

molto, fatta salva una certa danza tanto cara a Berlusconi. Adesso questi, a
furia di ribaltoni, si sono
arrabbiati. E il ministro
Gentiloni dice di voler andare in Libia sotto lombrellino Onu. Qualcuno
pu ricordare al Ministro
che secondo lart.11 della
nostra costituzione, lItalia, in guerra, non ci pu
andare?

Mario Rossi

Maurizio Scialdone

La guerra, larticolo 11
e la nostra Costituzione

Libert di stampa,
lItalia messa male

Noi occidentali siamo fatti cos. A noi piace andare


a rovesciare governi, apparentemente sovrani,
con la scusa delle armi
chimiche. Per poi scoprire che in Iraq di armi chi-

Grida allarme lo stato della libert di stampa del


nostro paese. Si sa che le
pi importanti testate
giornalistiche italiane sono di societ in mano ai
pi importanti imprendi-

Il mistero
del giudice
argentino
CARO COLOMBO, le notizie sulla uccisione o suicidio del giudice argentino
Alberto Nisman diventano sempre pi
ambigue. Due storie si incrociano in cui
tutti i fatti cambiano senso e tutti i protagonisti cambiano ruolo. Restano un
grande atto di terrorismo inspiegato
(gli oltre 100 ebrei argentini morti
nellesplosione e distruzione del loro
centro culturale a Buenos Aires) e il mistero sui colpevoli: destra argentina, siriani, iraniani, prime prove di terrorismo
islamico nel mondo?
Letizia

SAPPIAMO con certezza solo tre cose


della vicenda argentina di cui stiamo
parlando. La prima che unesplosione
nel centro di Buenos Aires ha distrutto il
centro culturale ebraico e ucciso 89 persone il 18 giugno 1994. La seconda che il
giudice Alberto Nisman, che da anni investigava sul misterioso evento (tuttora
non ci sono colpevoli, bench si sia trattato di unesplosione altamente professionale che ha distrutto un intero isolato e
lasciato un cratere immenso) stato trovato morto nella sua casa (lussuosa casa dicono stranamente certi giornalisti
argentini) per suicidio (prima versione,
avallata dalla presidente argentina Kirchner) poi per omicidio (seconda versione, sostenuta anchessa dalla presidente
argentina Kirchner, che in due giorni, e
dopo vigorose smentite giornalistiche
soprattutto il quotidiano Clarin , ha
cambiato idea). Se il giudice fosse ancora
in vita non si sarebbe meravigliato. La

la vignetta

Paolo Sanna

I risultati delle guerre


spacciate per missioni

Bene, ci mancava anche la


promessa di un intervento militare. Secondo Renzi e Gentiloni noi saremmo pronti. A fare cosa? La
guerra? Lhanno chiesto
agli italiani? Si rendono
conto che lo stato pi vicino alla Libia lItalia e
quindi saremo soggetti
per primi ad eventuali
bombardamenti? La nostra Costituzione, che
stanno cercando di smantellare, non cita allart. 11
che lItalia ripudia la
guerra? Credo che di interventi militari, chiamandoli magari missioni
di pace, ne abbiamo gi
fatti abbastanza con i risultati che sono sotto gli
occhi di tutti e cio un aumento delle aggressivit e
una radicalizzazione delle
posizioni che fino a qualche anno fa non esistevano. Oppure pensano che
le popolazioni si lascino
bombardare volentieri e
senza reagire? Gheddafi
stato ucciso, non si sa ancora bene per ordine di
chi, con la scusa che era un
dittatore, il che era vero,
ma non era mica lunico al
mondo. Di stati dittato-

miche non cera neanche


lombra. Si trattava solo,
ovviamente, di concessioni petrolifere. Per poi
scoprire che la Francia di
Hollande armava i cosiddetti rivoluzionari siriani in una guerra civile
che avrebbe dovuto non
riguardare nessun paese
europeo, se non per spedizioni umanitarie di primo aiuto. Per non parlare
dellAfghanistan dopo il
tristissimo 11 settembre.
Lo stesso hanno fatto con
Gheddafi. Sempre concessioni petrolifere, ma la
scusa stavolta era che il
Rais era un tantino burbero e a noi non ci piaceva

tori delleconomia italiana (a partire da Berlusconi che con Mediaset ha


fatto il bello e il cattivo
tempo), ma questo non
pu togliere il diritto di
cronaca. Invece, secondo una classifica fatta da
Reporter Senza Frontiere la libert di stampa italiana retrocede dal 49 al
73 posto e mette in serio
piccolo l'articolo 21 della
nostra costituzione repubblicana. Per la cronaca appunto, nella lista
compaiono, ai primi posti
per libert di espressione i
paesi scandinavi: Finlandia, Svezia e Norvegia.
Rolando Marchi

Chi calpesta la poltrona


non degno di occuparla

Avendo avuto lonore e il


privilegio di essere stato
seduto su quei banchi
(una ventina di anni fa)
mi hanno molto ferito le
immagini della rissa a
Montecitorio nella notte
del 13 febbraio, quando
dei deputati sono saliti
con le scarpe sui banchi e
sulle poltrone per aggredire altri colleghi. Sar un
riflesso condizionato ma i
miei genitori, poveri e con
un basso livello di istruzione, fin da piccolo mi
hanno insegnato a rispettare, oltre le persone, anche le cose (di chiunque) e

il Fatto Quotidiano

Direttore responsabile
Marco Travaglio
Direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez
Vicedirettori Ettore Boffano, Stefano Feltri
Caporedattore centrale Edoardo Novella
Art director Paolo Residori

Redazione
00193 Roma , Via Valadier n 42
tel. +39 06 32818.1, fax +39 06 32818.230
mail: segreteria@ilfattoquotidiano.it - sito: www.ilfattoquotidiano.it

Editoriale il Fatto S.p.A.

presidentessa si era molto occupata delle


indagini sul violentissimo e inspiegato attentato contro gli ebrei di Buenos Aires.
Prima di lei un altro presidente argentino
aveva messo le mani nelle indagini, rendendole impossibili attraverso un continuo depistaggio. Carlos Menem era di
origine siriana e il suo impegno era di
escludere il terrorismo siriano dalla lista
dei presunti o possibili colpevoli. Quando
toccato alla Kirchner il potere di interferire, pare che abbia usato i servizi segreti per scombinare il lavoro che la polizia
stava facendo per il giudice. Questa volta
bisognava escludere gli iraniani dalla lista dei sospettati, a cui la polizia forse era
giunta vicinissima. Le ragioni? Qualcuno
ha detto il petrolio, ma non risulta che
lArgentina sia un grande compratore di
petrolio iraniano. Resta levidenza di un
legame inspiegabile e forte fra Kirchner e
Teheran, che ha funzionato. Nisman se
ne andato, in un modo o nellaltro (la
Kirchner li ammette entrambi). Ma in
piena stagione di terrorismo islamico, per
la strage di 89 ebrei e 200 feriti in un
quartiere buono e tranquillo di Buenos
Aires, non ci sono n colpevoli n prove.
Tranne una: i militari argentini sostengono con forza la signora presidente e
provvedono anchessi con successo a impedire le indagini. Perch i militari argentini, se i responsabili sono siriani o
iraniani?
Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano
00193 Roma, via Valadier n. 42
lettere@ilfattoquotidiano.it

soprattutto a non mettere


mai le scarpe laddove ci si
siede. Questa regola a
maggior ragione dovrebbe essere rispettata da chi
per lart. 54 della Costituzione avrebbe il dovere di
adempiere alle funzioni
pubbliche con dignit ed
onore. Chi calpesta materialmente i banchi e le sedie del Parlamento calpesta il Paese perch il Parlamento il luogo sacro
della democrazia. Chi si
comporta cos non degno di sedere su quegli
scranni. Mi auguro almeno severe sanzioni nei loro confronti. Non moralismo spicciolo. In politi-

ca la forma sostanza e la
pedagogia dei gesti, fondamentale .
Riccardo Canesi

DIRITTO DI REPLICA

Il Fatto Quotidiano,
nelledizione del 10 febbraio, in un articolo a firma di Lucio Musolino,
qualifica come soggetti
connessi alla ndrangheta
il signor Lico e la Ligeam
identificando questultima come destinataria di
misura interdittiva antimafia. Si precisa che: 1)
Unaltra societ, di cui il
Lico stato amministratore e socio (diversa dalla
Ligeam) stata destinata-

Lucia Calvosa, Luca DAprile,


Peter Gomez, Layla Pavone,
Marco Tar, Marco Travaglio

Avv. Sergio Di Nola

I NOSTRI ERRORI

Nella rubrica tv di domenica scorsa ho scritto che


Crozza nel paese delle
meraviglie (La7) ha una
media share del 5,7%, perch sono state conteggiate
anche le strisce serali in replica. Il dato corretto, relativo alla prima serata,
6,7%. Me ne scuso con i
lettori e i diretti interessati.
C. Te.
Il Fatto Quotidiano
00193 Roma, via Valadier n. 42
lettere@ilfattoquotidiano.it

Abbonamenti
FORME DI ABBONAMENTO

COME ABBONARSI

Abbonamento postale annuale (Italia)


Prezzo 220,00 e
5 giorni (dal luned al venerd)
Abbonamento postale semestrale (Italia)
5 giorni (dal luned al venerd)
Prezzo 135,00 e
Modalit Coupon annuale * (Italia)
Prezzo 370,00 e
Prezzo 320,00 e

7 giorni
6 giorni

Modalit Coupon semestrale * (Italia)


Prezzo 190,00 e
Prezzo 180,00 e

7 giorni
6 giorni

ABBONAMENTO DIGITALE
Mia - Il Fatto Quotidiano (su tablet e smartphone)
Abbonamento settimanale
5,49 e
Abbonamento mensile
17,99 e
Abbonamento semestrale
94,99 e
Abbonamento annuale
179,99 e

possibile sottoscrivere labbonamento su:


https://shop.ilfattoquotidiano.it/abbonamenti/

il Fatto Quotidiano - Pdf (su Pc)


Abbonamento settimanale
Abbonamento mensile
Abbonamento semestrale
Abbonamento annuale

Servizio clienti
assistenza@ilfattoquotidiano.it

4,00 e
15,00 e
80,00 e
150,00 e

Abbonamento in edicola annuale (Italia)


Prezzo 290,00 e
6 giorni (dal luned al sabato)
Abbonamento in edicola semestrale (Italia)
Prezzo 170,00 e
6 giorni (dal luned al sabato)

* attenzione accertarsi prima che la zona sia raggiunta


dalla distribuzione de Il Fatto Quotidiano

sede legale: 00193 Roma , Via Valadier n 42


Presidente: Antonio Padellaro
Amministratore delegato: Cinzia Monteverdi
Consiglio di Amministrazione:

ria non di interdittiva o informativa antimafia, bens di una cosiddetta informativa atipica (provvedimento oggi abrogato) in
relazione alla presenza, in
un cantiere calabrese, nei
ranghi di alcune ditte fornitrici (n.2 ditte) di alcuni
dipendenti (con qualifica
di manovali o simili) con
rapporti di parentela e/o
con precedenti penali
probabilmente connessi a
elementi della criminalit
organizzata locale. Entrambe le ditte sono state
scagionate da tale addebito, una dalla procura, l'altra con sentenza passata
in giudicato; 2) In un passato remoto, il Lico stato
indagato (non dalla Dda)
per un'ipotesi di falsa testimonianza che, allo stato, non stata accertata essendo stato il procedimento penale dichiarato
prescritto (non certo per
volont del sig. Lico); 3) Il
sig. Lico stato coinvolto
nella vicenda rifiuti che,
di fatto, attiene non alla
gestione di rifiuti ma al
mero sostaggio di terreno
di scavo relitto per la realizzazione di una condotta
per conto di una Pubblica
Amministrazione e che
pertanto, proveniente da
scavi di cantiere veniva
solo temporaneamente
stoccato nell'area recintata del cantiere stesso. Si
precisa, pertanto, che il sig
Lico e la Ligeam non sono
mai stato oggetto di misure interdittive antimafia e
mai sono stati sottoposti a
indagini relative alla criminalit organizzata.

Centri stampa: Litosud, 00156 Roma, via Carlo Pesenti n130,


20060 Milano, Pessano con Bornago, via Aldo Moro n 4;
Centro Stampa Unione Sarda S. p. A., 09034 Elmas (Ca), via Omodeo;
Societ Tipografica Siciliana S. p. A., 95030 Catania, strada 5 n 35
Concessionaria per la pubblicit per lItalia e per lestero:
Publishare Italia S.r.l., 20124 Milano, Via Melchiorre Gioia n 45,
tel. +39 02 49528450-52, fax +39 02 49528478,
mail: natalina.maffezzoni@publishare.it, sito: www.publishare.it

Distribuzione Italia: m-dis Distribuzione Media S.p.A.,


Sede: 20132 Milano, Via Cazzaniga n 1,
tel. + 39 02 25821, fax + 39 02 25825203, mail: info@m-dis.it
Resp.le del trattamento dei dati (d. Les. 196/2003):
Antonio Padellaro
Chiusura in redazione: ore 22.00
Certificato ADS n 7877 del 09/02/2015
Iscr. al Registro degli Operatori di Comunicazione al numero 18599

Oppure rivolgendosi allufficio abbonati


tel. +39 0521 1687687, fax +39 06 92912167
o allindirizzo mail:
abbonamenti@ilfattoquotidiano.it

MODALIT DI PAGAMENTO
Bonifico bancario intestato a:
Editoriale Il Fatto S.p.A.,
BCC Banca di Credito Cooperativo
Ag. 105, 00187 Roma, Via Sardegna n 129
Iban IT 94J0832703239000000001739
Versamento su c. c. postale:
97092209 intestato a Editoriale Il Fatto S.p.A.
00193 Roma , Via Valadier n 42,
Dopo aver fatto il versamento inviare un fax al
numero +39 06 92912167, con ricevuta
di pagamento, nome, cognome, indirizzo,
telefono e tipo di abbonamento scelto
Pagamento direttamente online
con carta di credito e PayPal.