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ANNO XLIII . N. 254 . SABATO 26 OTTOBRE 2013

OGGI CON ALIAS A EURO 2,50

Non successo
COSTITUZIONE

Rodot: C chi usa le riforme per la guerriglia parlamentare


Strappo allarticolo 138 approvato da una maggioranza inaffidabile perch nel Pdl c chi usa le riforme come strumento di guerriglia parlamentare. A loro dobbiamo affidare la modifica della Costituzione?. Parla il giurista Stefano Rodot: Nella manifestazione del 12 ottobre non abbiamo fatto le barricate. Avevamo chiesto ai parlamentari di non approvare la modifica del 138 con i due terzi dei s per dare subito la parola ai cittadini con il referendum. Nel Pd si attutita la sensibilit costituzionale. Ma spero che la consapevolezza cresca. Presto una nuova tappa della via maestra. S al dialogo, ma non cambino il progetto di societ contenuto nella Carta, che la forma di governo. Con il corteo del 19 differenze di metodi e agenda, ma un punto comune: i diritti
D. PREZIOSI |PAGINA 2

LE BARE PER I MORTI DELLA STRAGE DEL 4 OTTOBRE A LAMPEDUSA /REUTERS

DATAGATE

Gi rimossi i cinquecento morti di Lampedusa. A Bruxelles il vertice europeo che avrebbe dovuto dare una risposta umanitaria ai profughi delle guerre si chiuso con un nulla di fatto. 24 paesi su 28 dicono no alla riforma del diritto dasilo. Il premier italiano Letta torna a casa soddisfatto: in tasca una manciata di soldi e due aerei militari per il rafforzamento di Frontex promessi da Francia e Olanda PAGINA 6
PDL SOSPESO, TORNA FORZA ITALIA BIANI

LEuropa a bassa voce. Ma Obama in difficolt


Flebile denuncia del consiglio europeo sullo scandalo datagate. Ognuno va per s: Francia e Germania propongono discussioni bilaterali con gli Stati Uniti. La commissione Libert e affari interni del parlamento, che da settembre si occupa dello scandalo intercettazioni, ascolta gli ex analisti senior della National security agency. Che denunciano: Si pu tutelare la privacy senza sacrificare la sicurezza. Avevamo denunciato tutto in un rapporto del 2004. Se volete chiarezza cercate di ottenere quel dossier. Obama in difficolt a casa |PAGINE 8, 9

Berlusconi azzera Alfano prima della conta finale


erlusconi azzera tutte le cariche tranne la sua e sospende le attivit del Pdl in attesa della convergenza di tutti su Forza Italia. Le colombe disertano lufficio di presidenza e non riescono a raccogliere le firme necessarie a fermare lo scioglimento del partito. Tutto pronto per la sparatoria finale a base di correnti e mozioni nel consiglio nazionale dell8 dicembre. Alfano resta nel mezzo ma la scissione dei ministri (cattolici e di Cl) ormai quasi inevitabile. Il messaggio minaccioso anche per il governo e il Pd: la decadenza del Cavaliere dal senato inaccettabile. ANDREA COLOMBO |PAGINA 3

IL PD ALLA LEOPOLDA |PAGINA 4

Pazzi per il Renzi-style Imprenditori e politici, parte la corsa del leader Letta? Siamo diversi
RICCARDO CHIARI

DOMANI

LEGGE ELETTORALE | PAGINA 3

SFIDA ALLA MONARCHIA

Anche noi di Sel non abbiamo capito che a scendere in piazza il 19 era la geografia sociale della crisi. Dobbiamo analizzare perch abbiamo sbagliato
LINTERVENTO Ciccio Ferrara pagina 15

Le donne saudite tornano al volante


MICHELE GIORGIO l PAGINA 7

REPORTAGE LINFERNO DI ROSARNO

ALIAS

Il viaggio in Sicilia di Frank Zappa


LUCIANO DEL SETTE l ALLINTERNO

DallAfghanistan al terzo mondo di casa nostra. Viaggio negli accampamenti dei lavoratori immigrati, privi di acqua e luce. Lo Stato non c. Ma Emergency apre un ambulatorio nel palazzo di un boss

Non ho chiuso i giochi Napolitano corregge il tiro Porcellinum a gennaio


LAVORO | PAGINA 5

5 giorni
alla conclusione della campagna per il manifesto digitale

Electrolux, in fuga il colosso degli elettrodomestici


REPUBBLICA CECA | PAGINA 6

Mancano ancora 12.174 euro per costruire insieme il futuro di questo giornale.
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Oggi si chiudono le urne In ascesa c Babis, il cavaliere di Praga

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il manifesto

SABATO 26 OTTOBRE 2013

POLITICA

Riforme

Parla il costituzionalista della via maestra: nel Pd pochi dissensi, spero che la consapevolezza cresca. E ora la nostra battaglia entrer nel merito

Il professore Rodot: Strappo allart.138, la maggioranza si assottigliata, per pochi voti si poteva dare la parola ai cittadini. I giochini del Pdl dimostrano che le modifiche costituzionali si faranno con chi le usa come strumenti di guerriglia parlamentare

La Carta in mano agli inaffidabili


Daniela Preziosi

rofessor Rodot, partiamo dal voto al Senato sullo strappo parole sue - all'art. 138 della Carta. Per soli cinque voti al Senato sono stati superati i due terzi dei s. Non sar possibile fare il referendum. Partiamo dal dato numerico: si visto in maniera evidente che sulla modifica dellart.138 il consenso parlamentare molto modesto. La maggioranza non stata compatta. Per ragioni di convenienza politica?, per schermaglie interne al Pdl? Sta di fatto che su questo passaggio grave non si pu dire che ci sia una forte convinzione parlamentare. Bastava che pochi uscissero dallaula o si astenessero perch il risultato fosse capovolto. E chi dice che una parte del Pdl ha votato strumentalmente conferma che ogni passaggio delle riforme potr essere caratterizzato da questa strumentalit. Questa non una maggioranza cui pu essere affidata la riforma. La parte del Pd a cui voi della via maestra vi eravate rivolti, a parte rare eccezioni, non ha risposto. La strada scelta ha attutito la sensibilit costituzionale allinterno del Pd. Non voglio fare polemiche personali, ma sbaglia chi derubrica la modifica del 138 a passaggio tecnico. Non cos: un fatto senza precedenti. La riforma di Berlusconi e quella dellart.81, buone o cattive che fossero, sono state fatte rispettando la regola di garanzia. C chi obietta: una procedura sospesa solo per questa volta. unobiezione strumentale. Ci si batte per il voto segreto sulla decadenza di Berlusconi con largomento che non si cambiano le regole a partita cominciata, ma in questo caso non vale? E dire che stato rispettato lo spirito di quellarticolo non sta in piedi: se cambia la procedura si introduce una logica diversa. Si crea un precedente. Unaltra maggioranza, con intenti ancora peggiori di quella attuale, potrebbe dire: labbiamo gi fatto. Unaltra obiezione: i costituenti hanno stabilito che se lapprovazione avviene con i due terzi del parlamento il referendum non serve. I due terzi sono stati raggiunti. Chiedevate di contraddire un principio voluto dai costituenti? Qui c un difetto di informazione: le maggioranze di garanzia previste dalla Costituzione facevano riferimento ad un parlamento eletto con il proporzionale. La presenza di tanti gruppi era garanzia al fatto che nessuno effettuasse forzature. Noi siamo passati a leggi elettorali maggioritarie che hanno fatto venire meno questa garanzia, informale ma di sostanza. Ricordo che allindomani della riforma costituzionale di Berlusconi fu Oscar Luigi Scalfaro a dire: dobbiamo proporre una modifica perch quella maggioranza, in regime maggioritario, troppo bassa. Voglio aggiungere unaltra considerazione: si sostiene che bisogna riaprire canali di comunicazione fra cit-

tadini e istituzioni, e invece introduciamo modifiche costituzionali senza che i cittadini abbiano subito la possibilit di dire la loro. La senatrice Puppato, presente alla vostra manifestazione, poi ha votato s e ha detto al manifesto: i costituenti avevano pi fiducia nel parlamento dei costituzionalisti della via maestra. Appunto, la considerazione che Puppato non fa che in filigrana della Costituzione c la legge proporzionale. Oggi alla Camera con il 25 per cento si prendono 340 seggi: ma dov la garanzia? Da parte nostra verso le camere cera una forte speranza, pi che fiducia: un parlamento consapevole di come stato costituito deve lasciare ai cittadini la pos-

Abbiamo chiesto una riflessione, non fatto le barricate. Sui diritti dialogo con il corteo del 19
sibilit di intervenire. Non abbiamo fatto le barricate, ma invitato i parlamentari a riflettere. La stessa richiesta fu rivolta nel corso della modifica dellart.81, lintroduzione del pareggio di bilancio in Costituzione. E anche allora non fu ascoltata. I cittadini sono stati tagliati fuori in un passaggio che secondo alcuni altera di molto la logica costituzionale. Ci dicono che quella era una questione di sostanza, e forse avevamo ragione, ma questa di oggi invece una questione di procedura: no, la garanzia delle garanzie. Quello di mercoled stato in fondo un nuovo voto di fiducia alle larghe intese. Tant che chi ha votato no da destra, lo ha fatto per avvertire il governo Letta. Questo conferma che la riforma nelle mani di chi la adopera come strumento di guerriglia parlamentare per le faccende interne ai singoli partiti. Come si pu affidare la riforma a chi punta a salvare la maggioranza e non guarda al merito? Vi aspettavate di pi da quellarea critica del Pd che invece fatica, tranne poche eccezioni, a praticare il proprio dissenso? Questi sono affari loro. Per me chi

venuto in piazza il 12 ottobre ha dimostrato che il tentativo di mettere insieme una coalizione sociale non un partito - stato percepito anche da chi sta nei partiti, che non lha vista come unaggressione. In piazza cerano quelli molto critici con le modalit di funzionamento del Pd, che ora possono trarre forza dalla legittimazione che viene dai cittadini. Nel Pd questi parlamentari sono pochi, ma la loro presenza importante. Speriamo che fra loro questa consapevolezza cresca. Il presidente Napolitano ha detto: Per far vivere la prima parte della Costituzione bisogna far vivere la seconda. daccordo? Dipende dalle modifiche. Il rapporto fra la prima e la seconda parte della Carta una discussione aperta da tempo. La Costituzione non si pu tagliare a fette. Modificare la seconda pu avere effetti sulla prima. Se per esempio si modifica il procedimento legislativo in modo da diminuire le garanzie, o si interviene sulla magistratura intaccando la sua indipendenza, succede che la prima parte formalmente non stata toccata, ma sostanzialmente s. La stessa riforma dellart.81 agisce pesantemente sulla tutela dei diritti previsti nella prima parte. La mia domanda : in che modo modificheranno la seconda parte? Le riforme saranno materia di discussione dei prossimi mesi. Ora Luciano Violante vi ha invitato al dialogo. Accetterete? Nessuno di noi si mai chiuso al dialogo. Al contrario, abbiamo cercato di rendere la discussione aperta e libera, lasciando anche spazio adeguato anche ai cittadini. Noi, intendo noi organizzatori della manifestazione la via maestra, ora lavoriamo a individuare le questioni di merito allordine del giorno della commissione dei 42. Benvenuta la disponibilit alla discussione, mi auguro che non ci saranno pi le chiusure verificate finora. Soprattutto mi auguro che sia mantenuto il progetto di societ che sta dentro la Costituzione. Che fortemente collegato alla forma di governo. Dopo la manifestazione del 12 ottobre c stata quella del 19, sul diritto allabitare. C un collegamento fra le due piazze? Il collegamento nelle cose. C stato un tentativo di descrivere quella manifestazione solo come un rischio per lordine pubblico. Ma anche un critico molto severo come il giudice Giancarlo Caselli, in alcuni casi giustamente severo sulluso di metodi violenti, ha messo in evidenza il carattere pacifico e serio di quella manifestazione, che non stata inquinata da altro. In quella piazza stato individuato uno dei diritti fondamentali di cittadinanza, quello dellabitazione. Forse da parte dei manifestanti del 19 ottobre c una sottovalutazione dellimportanza delle garanzie costituzionali. Noi, il 12, avevamo come punto di riferimento la necessit di mantenere in piedi il quadro com-

plessivo delle garanzie democratiche: se questo viene incrinato, anche la possibilit di affermare specifici diritti finirebbe limitata. Ma non c alcuna incompatibilit fra le due manifestazioni, come qualcuno ha provato a dire. Ci sono affermazioni, scelte di metodo e di agenda che possono non coincidere. Ma il punto comune. C chi ha detto: quella del 12 ottobre era la manifestazione di chi i diritti li ha, quella del 19 di quelli che non ce lhanno. Cercherete un dialogo? Sono sempre sospettoso con letture del genere. La presenza o lassenza della Fiom non fatto che possa essere liquidato con leggerezza. La Fiom non difende solo i diritti di quelli che ce lhanno. Anzi sui luoghi di lavoro fa la battaglia per chi i diritti li ha persi. Evitiamo vecchie polemiche, o ragionamenti che rischiano di essere giochini. Oggi necessario affermare la dimensione dei diritti in tutta la sua pienezza. Quale sar la prossima tappa della via maestra? Ci stiamo lavorando. Stiamo prendendo atto delle moltissime suggestioni arrivate dalle molte partecipazioni, individuali e collettive. Ci faremo vivi nei prossimi giorni.

Giustizia/ IL CONGRESSO DELLASSOCIAZIONE MAGISTRATI

Anm, critiche ma anche autocritiche Aperture su amnistia e immigrazione


ROMA

voluto lintervento del presidente Rodolfo Sabelli, che ha aperto ieri il 31esimo congresso dellAssociazione nazionale magistrati, per far mettere momentaneamente da parte le divisioni interne tra berlusconiani, e spingerli tutti a riprendere il coro antigiudici. Eppure Sabelli ha s criticato il fatto che il dibattito sulla giustizia si sia concentrato su pochi processi celebrati nei confronti di alcuni personaggi politici, con corredo di polemiche, propaganda e denigrazioni, chiedendo di mettere fine agli scomposti attacchi alle sentenze, ma ha anche affrontato il problema dei rischi di confusione tra funzione giudiziaria e attivit politica. Criticando quei casi di esposizione mediatica che hanno provocato sconcerto nella magistratura e nellopinione pubblica, con conseguente appannamento dellimmagine di imparzialit e del decoro della giurisdizione. Niente nomi, da parte del presidente, ma gli identikit di Silvio Berlusconi da una parte e di Antonio Ingroia dallaltra possono dirsi riconoscibili. Le reazioni della cerchia del Cavaliere sono arrivate subito, e tutte hanno avuto come leit-motiv lurgenza della riforma della giustizia. Non meglio chiarita, ma alle truppe berlusconiane, lealiste o moderate che siano, non sfuggito limpegno del governo a uniniziativa di legge nel solco delle proposte del saggi nominati a marzo da Napolitano. Proposte che vanno da una limitazione del diritto di intervento pubblico dei magistrati a

un freno alle intercettazioni, da un ridimensionamento del Csm alla previsione di una sezione disciplinare esterna per i magistrati. Tutte cose che Sabelli, nella sua relazione, ha giudicato negativamente. Aggiungendo per che serve una normativa rigorosa per regolare con maggiore decisione laccesso delle toghe alle cariche elettive. Quanto alle riforme, la ministra della giustizia Cancellieri dal palco del congresso ha specificato che si tratter di proposte sul processo civile e sul processo penale, un ambito dunque pi ristretto - e pi urgente - rispetto a quello proposto dai saggi e gradito al Pdl. Sui codici di rito sono al lavoro da mesi le commissioni insediate dalla Guardasigilli. Intanto lAnm avanza la proposta di abolire il reato di immigrazione clandestina, per Sabelli palesemente inutile e dannoso. Inutile dire il centrodestra non gradisce. Interessante invece che dal consesso di magistrati non sia arrivata una netta chiusura verso lamnistia e lindulto, considerati piuttosto come strumenti di emergenza che possono essere presi in considerazione ma solo dando la precedenza ad altre misure di depenalizzazione e decarcerizzazione e con lavvertenza che la clemenza tenga in debito conto le vittime e favorisca azioni riparatorie e il reinserimento del reo. Fino a qui si spinto Sabelli. Nel dibattito opinioni divergenti, dalla netta chiusura del giudice (ex del pool Mani Pulite) Piercamillo Davigo allinvece accorato appello perch la magistratura si faccia carico del dramma del carcere dellex presidente della Corte Costituzionale Giovanni Flick.

SABATO 26 OTTOBRE 2013

il manifesto

pagina 3

POLITICA

Ritorni

Il cavaliere avvia il passaggio alla sua vecchia creatura. Scontro frontale con le colombe, che per non hanno i numeri. Conta finale l8 dicembre

TREGUA ARMATA

LEGGE ELETTORALE

Napolitano si corregge Niente giochi gi fatti Ma d 2 mesi al senato


Andrea Fabozzi

ANGELINO ALFANO Il mio contributo allunit, come hanno fatto altri, di non partecipare allufficio di presidenza. Il tempo che ci separa dal consiglio nazionale consentir a Silvio Berlusconi di lavorare per ottenere lunit

RAFFAELE FITTO Allevato alla scuola Dc, lex governatore pugliese sta gi raccogliendo le 600 firme necessarie per lo scioglimento del Pdl. Sfida gi partita in 5 regioni: Lazio, Lombardia, Puglia, Campania e Toscana.

ROBERTO FORMIGONI La separazione tra Berlusconi e Alfano dolorosa. Il Cavaliere il punto di riferimento della nostra storia, ma anche Alfano ha un ruolo importante. Temo che lufficio di presidenza sia la rivincita della fiducia al governo

FORZA ITALIA Pdl sospeso in attesa dello scontro finale. Il vicepremier perde la segreteria

Berlusconi azzera Alfano


Andrea Colombo

FOTO EMBLEMA

a battaglia finale iniziata. Salvo sorprese si concluder con una scissione del Pdl. Non detto per che tra quelli che si separeranno dal capo e fondatore ci sia anche il loro capo e massimo rappresentante, Angelino Alfano. Ieri lUfficio di presidenza (senza le colombe) ha sospeso le attivit del Pdl e azzerato le cariche. La decisione finale spetter al Consiglio nazionale, convocato per l8 dicembre, in contemporanea con le primarie del Pd. Il vicepremier, con tutta la delegazione governativa al seguito, ha cercato fino allultimo di convincere Berlusconi a rinviare la riunione dellufficio di presidenza convocata ieri per le 17 con allodg lavvio del passaggio dal Pdl a Forza Italia. I governisti intendevano raccogliere in calce a un loro documento, che Alfano avrebbe poi dovuto presentare a Berlusconi, le firme necessarie per dimostrare che al Consiglio nazionale del Pdl non ci sarebbe stata la maggioranza dei due terzi necessaria per modificare radicalmente il partito. Non ce lhanno fatta e inutili sono stati anche i tentativi di Alfano . Ho gi perso la faccia il 2 ottobre quando non avete votato la sfiducia. Non intendo farlo di nuovo, avrebbe spiegato Berlusconi. Indorando per subito dopo la pillola: Non voglio fare niente contro di te, Angelino. Promesse troppo aleatorie per chi sa di essere al primo posto nella lista nera dei falchi che, con lazzeramento delle cariche e il passaggio a Forza Italia,

prenderanno di fatto in mano le redini del partito. Quindi Alfano e i ministri hanno deciso di disertare una riunione nella quale, data la sproporzione massiccia dei numeri a favore dei falchi, i giochi erano gi fatti. il mio modo di contribuire allunit del partito, che mai ostacoler per ragioni attinenti al mio ruolo personale. Il tempo che ci separa dal Consiglio nazionale consentir a Berlusconi di lavorare per ottenere lunit del movimento. Parole molto diplomatiche e un po melliflue, in cui la minaccia peraltro esplicita. Sta al capo mettere le cose in modo tale da evitare una scissione. Berlusconi ha raccolto in minima parte linvito a non chiudere definitivamente le porte. Al termine della riunione ha confermato la fiducia in Alfano, al quale si detto legato da stima, affetto e amicizia. Ha assicurato che, nonostante il dissenso, potr ancora essere il suo

successore. Ha quasi giustificato la scelta dei senatori di votare la fiducia spiegandola con la paura di andare al voto (e perdere il posto). Ha minimizzato la defezione delle colombe dalla riunione. Per di fatto ha azzerato le cariche, togliendo la segreteria ad Alfano e assumendo tutto il potere in prima persona. Il passo che le colombe intendevano a ogni costo evitare. La scissione si profila dunque sempre pi come inevitabile, e a questo punto davvero a un soffio. La mano finale si giocher nel Consiglio nazionale, perch questo recita lo statuto del Pdl e per la prima volta, a ventanni dalla sua nascita, il partito berlusconiano deve incontrarsi, o scontrarsi, con le pratiche della politica: congressi, mozioni contrapposte, voti, lavoro per assicurarsi la maggioranza. Ma in quella sede i duri dovrebbero poter contare su una maggioranza certa (anche perch immaginare che la mag-

gior parte del consiglio si schieri contro il capo e fondatore non facile). E di arrivare a una mediazione con i nemici non hanno alcuna intenzione. Berlusconi ancora media. Per loro invece la parola dordine niente prigionieri. Nella breve riunione dellufficio di presidenza Berlusconi andato gi secco sul passaggio a Forza Italia, ma ha anche escluso colpi di mano contro il governo. La nota ufficiale, in effetti, conferma s il sostegno a Letta, per nel rispetto degli impegni programmatici assunti al momento dellinsediamento. Un giro di parole per ribadire che nuove tasse, in particolare sulla casa, comporterebbero il passaggio della nascente Forza Italia allopposizione e di conseguenza la scissione. Il passaggio pi minaccioso per quello in cui viene definita inaccettabile lespulsione di Berlusconi dal Parlamento. Se a quel voto si arriver prima dell8 dicembre, sar quello il casus belli finale. Larea di Comunione e Liberazione, che di fatto lavora da tempo a un progetto alternativo a quello di Forza Italia, ha gi ribadito, con Lupi e Formigoni, che alla decadenza non conseguir la sfiducia. I falchi, ieri, hanno assunto la linea opposta. Alfano sta in mezzo. Per ora, nonostante tutto, Berlusconi lascia le porte aperte al figliol prodigo. Ma se in quel voto si schierer contro di lui, se rester alleato dei carnefici quelle porte si chiuderanno per sempre. Di qui a quel momento, o se il voto slitter ancora di qui all8 dicembre, Alfano ha tempo per scegliere da che parte stare.

econdo il presidente della Repubblica ci sono due mesi e mezzo di tempo, non di pi. La nuova legge elettorale va approvata, almeno dal senato, entro met gennaio. Per quella data realisticamente la Corte Costituzionale dovrebbe dire la sua nel caso, ritenuto probabile, il 3 dicembre sar ammessa la questione di costituzionalit sollevata dalla Cassazione sul Porcellum. Ieri Giorgio Napolitano ha ricevuto due dei quattro gruppi di minoranza, Sel e Fratelli dItalia; Movimento 5 Stelle e Lega hanno rifiutato linvito (che pure avevano chiesto). Al termine una nota del Colle apparsa come una correzione di rotta rispetto al vertice tra maggioranza e governo che il capo dello stato aveva precedentemente ospitato al Quirinale. I colloqui di venerd avevano il medesimo carattere puramente informativo, era stata data loro la precedenza per il ruolo che hanno nella discussione in corso. Nessuna regia del Quirinale, giura Napolitano, ma solo la sollecitazione che prima delludienza della Corte Costituzionale fissata per il 3 dicembre il parlamento affermi il suo proprio ruolo, intervenendo almeno a modificare la legge vigente nelle norme su cui la Consulta ha espresso pi di una volta riserva di costituzionalit. Si tratta della ben nota que-

SENATO Lok della commissione al reato generico. Ma per i poliziotti pene fino a 18 anni

Tortura, primo s. Ma senza la convenzione Onu


Eleonora Martini

l primo passo per lintroduzione del reato di tortura anche nellordinamento italiano finalmente stato compiuto. Ieri la commissione Giustizia del Senato ha licenziato definitivamente il nuovo testo di legge messo a punto dal relatore Nino DAscola (Pdl), anche se nessuno sa dire ora quanto tempo rimarr nel cassetto prima che lAula si decida a calendarizzarne la discussione. Ma la configurazione del reato, nel ddl che ha trovato la quadra in commissione, non corrisponde affatto alla definizione della Convenzione Onu sulla tortura che parla di reato specifico compiuto da pubblico ufficiale, e non generico, os-

sia commesso da chiunque - il cui Protocollo stato ratificato dallItalia poco pi di un anno fa. Proprio per questo il senatore Pd Luigi Manconi si dice per nulla soddisfatto: Che fosse reato proprio, cio commesso da chi esercita pubblico servizio, era davvero irrinunciabile perch spiega Manconi si tratta appunto di definire la tutela di coloro che si trovano in uno stato di privazione della libert, anche per decisione legittima. Eppure, se fosse stato gi legge, il testo che ieri ha ottenuto anche il via libera dalla commissione Bilancio (pur se amputato del fondo a sostegno delle vittime), i poliziotti condannati per le violenze nella caserma Diaz, a Genova nel 2001, avrebbero rischiato fino a 18

anni di carcere. Il ddl emendato infatti prevede il carcere da tre a dieci anni per chiunque cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche ad una persona privata della libert o affidata alla sua custodia o autorit o potest o cura o assistenza; se a torturare un pubblico ufficiale la reclusione va da quattro a dodici anni. E se si causano lesioni personali, la pena aumenta: di un terzo se sono gravi, della met se gravissime. Lergastolo in caso di morte volontaria. Il terzo dei sette articoli che compongono la legge vieta il respingimento, l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato nel quale esistano seri motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura.

stione della mancanza di una soglia minima cui legare il premio di maggioranza. Su questo Pd, Pdl e Scelta civica hanno trovato unintesa: il premio alla camera resta lo stesso (340 seggi minimo), arriva anche al senato a livello nazionale (170 seggi, ma con un possibile nuovo problema di costituzionalit), la soglia al 40% dei voti. Ma nella bozza di intesa presentata venerd in prima commissione, poche ore dopo il vertice la Quirinale, resta aperta la questione su come procedere nel caso nessuna coalizione, come a febbraio, raggiunga il 40%. Il Pd, sullonda delloffensiva di Renzi con il quale Napolitano si direttamente confrontato a Firenze, spinge per un ballottaggio tra i primi due classificati. Il Pdl, da sempre ostile al doppio turno, vorrebbe un premio pi basso per chi arriva almeno al 35%. In ogni caso larchitettura della legge congegnata in modo da tutelare i primi tre partiti, e anche la Lega per la quale prevista uneccezione territoriale allo sbarramento. Persino i grillini, che non disdegnano il Porcellum, potrebbero farsi andare questa sorta di Porcellum rivisitato, al limite anche nella versione con il ballottaggio visto che la scissione nel Pdl metterebbe i 5 Stelle nella condizione di poter sfidare direttamente il Pd. Nessuna forzatura, garantisce ora il Colle, alla capogruppo di Sel Loredana De Petris che gli fa notare come la legge elettorale non possa essere affare della sola maggioranza. Per i vendoliani uno schema come quello dei relatori in commissione Lo Moro e Bruno evidentemente cupo: i collegi molto piccoli alzano artificiosamente la soglia di sbarramento, lo stesso fa il mancato recupero nazionale dei resti. Napolitano allora si spiega, e ai grillini dice che disponibile a incontrarli malgrado gli attacchi scorretti e ingiuriosi (Grillo ha curiosamente messo in mano agli avvocati la procedura - parlamentare - di impeachment). Non ci sono, dice il presidente, giochi gi fatti. Ma una conclusione obbligata quella s, in due-tre mesi al massimo.

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il manifesto

SABATO 26 OTTOBRE 2013

POLITICA
DECRETO SCUOLA

Il bonus maturit stato ripristinato


opo essere stato cancellato il 9 settembre scorso, mentre erano in pieno svolgimento i test di accesso alle facolt di medicina in tutto il paese, la Commissione Cultura alla Camera ieri ha ripristinato il bonus maturit. Lemendamento al Decreto Istruzione (in aula alla Camera luned) stato presentato da cinque deputati Pd (Bonaf, Malpezzi, Manzi, Pes e Raciti) e reintegra per questanno un pacchetto di punti da 1 a 10 da aggiungere a quelli ottenuti ai test dingresso alle facolt a numero chiuso. Ci dar la possibilit ai 2 mila sovrannumerari esclusi dalle graduatorie di iscriversi ai corsi. Frutto degli sforzi legislativi di ben quattro ministri, il bonus era stato cancellato dal ministro dellIstruzione Carrozza a causa delle storture e anomalie che discriminano laccesso degli studenti alluniversit. Ora il partito dello stesso ministro lo ripristina per sanare uningiustizia - si apprende da un comunicato non si cambiano le regole in corsa, quando in gioco c il futuro dei nostri giovani. Una critica nemmeno troppo velata al governo, la cui decisione aveva scatenato dure polemiche. La decisione della Commissione cultura non ha soddisfatto gli studenti dellUdu che promettono un altro maxi-ricorso. Il pasticcio creato dal governo, e la successiva decisione del Pd di ripristinare il bonus, crea una discriminazione ai danni di chi non aveva il bonus e si visto decurtare il punteggio per le domande sbagliate. Un caos che lemendamento non risolve. Gli studenti di Link attaccano il governo per il taglio indiretto di 40 milioni di euro al fondo per il diritto allo studio. Entrambi torneranno in piazza il 15 novembre per chiedere labolizione del numero chiuso. Ieri Giancarlo Galan si dimesso da relatore del decreto scuola perch da liberale non accetta che sia finanziato con laumento delle tasse su birra e alcolici. ro. ci.

RICERCATORI AL CNR

S a eccellenze mentre in 1.100 rischiano il posto


Roberto Ciccarelli

MATTEO RENZI /FOTO ALEANDRO BIAGIANTI

DEMOCRACK Ieri il lancio della Leopolda 4, entusiasmo per il futuro segretario. Domani tocca a lui

Renzilandia fredda con Letta


Riccardo Chiari FIRENZE

ottimismo il sale della vita. E lo slogan Benvenuti nella terra degli entusiasti, che accompagna sul web il tam tam per la Leopolda 2013, sembra calzare a pennello per Matteo Renzi, il cui umore migliora in parallelo alle convulsioni del Pdl e alle conseguenti difficolt del governo Letta. Linizio vero e proprio della convention stato alle alle 21, subito dopo la fine del collegamento con Lilli Gruber su La7 a Ottoemezzo. Ma gi nel tardo pomeriggio cerano centinaia di persone in fila per entrare nei grandi spazi dellex

Da Farinetti a Cucinelli, il made in Italy diventa Renzi-Style. Anche Epifani parla dal palco. In quattro minuti
stazione di Porta a Prato, dove per tre giorni si cercher di Dare un nome al futuro, cos come recita lo slogan della kermesse. Il nome, va da s, quello di Renzi. Lobiettivo ufficiale della quarta Leopolda il lancio della campagna per conquistare la segreteria del partito: Cade nel mezzo del percorso congressuale del Pd - certifica Giorgio Gori - e quindi risente dellambizione di una comunit politica che deve fare un passo in avanti verso la leadership del partito, e dare concretezza alle idee che abbiamo messo insieme in questi anni. Il televisivo Gori lanno scorso gest dal palco ledizione Big Bang, e ieri sera sedeva al tavolo che si occupa di reti e di agenda digitale. Uno dei tavoli tematici che rappresentano la novit di questa edizione. Unidea mutuata dalle esperienze della legge regionale toscana sulla partecipazione. Ma

applicata in puro Renzi style. Si tratta - spiega il sindaco - di cento tavoli di lavoro con un parlamentare o un amministratore responsabile della discussione, e con un confronto/scontro sui singoli argomenti. Unoccasione per discutere vera, seria, non banale. Non ci fermiamo agli slogan, ma approfondiamo e proponiamo. Gli argomenti? I pi svariati: dallEuropa alla previdenza, dallExpo alla giustizia, dalle carceri allintegrazione, dalle tasse al lavoro. Alla fine per ciascun tavolo mezza paginetta di proposta concreta, di sintesi efficace. La curatrice di questa edizione, Maria Elena Boschi, deputata e renziana della prima ora, specifica: Sono gruppi di lavoro formati da 10-12 persone al massimo. La cosa bella che parteciperanno anche giovani italiani che vivono allestero. Chiunque pu aggregarsi, le porte sono aperte a tutti. Tra gli ospiti ci saranno anche Brunello Cucinelli, Andrea Guerra di Luxotti-

ca, Oscar Farinetti di Eataly, Guido Ghisolfi e Riccardo Bonacina, nomi nuovi per la Leopolda, che porteranno contributi interessanti. Il confronto libero e alla pari si svolge con una nutrita pattuglia di parlamentari arrivati da Roma, e con laltrettanto robusta presenza di amministratori pubblici reduci dallassemblea dellAnci. Fra questi ultimi non mancano allappuntamento il torinese Piero Fassino, il barese Michele Emiliano e il presidente ligure Claudio Burlando. Da Strasburgo arriva Davide Sassoli, mentre per la componente fashion hanno gi annunciato la presenza gli scrittori Alessandro Baricco e Edoardo Nesi, fresco ex di Scelta civica, e Antonio Campo DallOrto. Finita lesperienza di Monti dentro e fuori al parlamento - rivela il pratese Nesi, gi accreditato come futuro sindaco della citt laniera le persone con le quali mi trovo meglio sono i renziani. Se Scelta civica finisce qui, lunica possibilit di ri-

formare lItalia Renzi!. A lui il compito di presiedere il tavolo su cultura e made in Italy. Per oggi per si torna allantico. Con le relazioni sugli argomenti approfonditi ai tavoli ma soprattutto con gli interventi, di quattro minuti al massimo, dal palco. Compreso probabilmente quello di Guglielmo Epifani: Sono stato invitato ha spiegato il segretario Pd - e penso sia giusto partecipare e soprattutto ascoltare. Fra i big del partito tricolore sono attesi anche i ministri Dario Franceschini e Graziano Delrio, che appoggiano Renzi nella partita congressuale e lo ascolteranno nellintervento conclusivo di domani. Intanto telecamere e taccuini scandagliano gi gli umori dei presenti. I commenti vanno da Renzi un giovane, merita spazio, a Spero faccia una rivoluzione nel partito. E alla domanda diretta: Se vince Renzi, Letta rischia?, la risposta : Probabilmente s.

BUSSOLENO Senza territorio non c comune, in Val Susa la riflessione sul diritto di resistenza

La Costituente per i beni comuni incontra i No Tav


Ugo Mattei

ggi a Bussoleno in Val Susa la Costituente per i beni comuni - che dal 15 aprile scorso partendo dal Teatro Valle occupato passata per LAquila, Pisa, Roma e Padova incontra il movimento No Tav. Il territorio valsusino il teatro di una battaglia che in molti considerano come un laboratorio giuridico nazionale della repressione e della resistenza che necessariamente seguir allincapacit politica di articolare unuscita dalla crisi economica che pon-

ANONYMOUS

Tango Down, attaccati i siti della regione Piemonte e del Mise


Continua loperazione payback di Anonymous Italia in solidariet con il movimento No Tav. Ieri gli hacker hanno oscurato il sito del ministero dellEconomia e quello del ministero dei Trasporti e dello Sviluppo Economico. Su twitter il gruppo ha annunciato anche di avere oscurato i server del Csi, il Consorzio per il Sistema Informativo piemontese a cui sono collegati i siti web di 106 istituzioni. Inaccessibili, tra gli altri, i portali di Consiglio e Giunta della Regione Piemonte, cos come quello della Citt e della Provincia di Torino e di molte Asl. Sul blog del gruppo sono stati pubblicati gli screenshots che mostrano il tango down del sito del Ministero delle Infrastrutture, della regione Piemonte e del ministero dello Sviluppo economico. Sabato 19, durante la manifestazione a Roma, Anonymous aveva oscurato i siti della Corte dei conti e della Cassa Depositi e Prestiti. Attivisti NoTav, siamo con voi - scrive Anonymous in un post pubblicato sul blog - Respiriamo l'aria densa di repressione che vi perseguita da anni, inquinata da pennivendoli, servi in divisa, magistrati corrotti, politicanti dalle avide fauci. Onore alla vostra determinazione, al vostro coraggio, all'amore per le vostre terre, ai vostri animi combattivi.

ga fine alla macelleria sociale. Per questo, date le incertezze precedenti la giornata romana del 19 ottobre scorso, una qualche preoccupazione aveva accompagnato la preparazione dellassemblea, che ha infine trovato accoglienza nel quadro rassicurante delle prestigiose iniziative del Grande Cortile. Non a caso il tema affrontato a Bussoleno quello delle grandi opere, della partecipazione decisionale, delle comunit di riferimento nel governo dei beni comuni (chiuse o aperte? Originarie o allargate?) del loro diritto di resistenza a fronte di una repressione penale sempre pi forsennata. Il legame fra movimento No Tav e beni comuni ormai articolato da tempo. Nel luglio 2011 a Torino un lungo corteo di 25.000 persone si mosse dietro uno striscione con la scritta Il No Tav un Bene Comune. Difficile negare che un movimento cos coeso, ampio e resistente, che fa della ricerca e della contro-informazione la cifra della sua azione, interpreti in modo impeccabile la nozione ben articolata per cui il territorio costituisce il bene comune primario, che le popolazioni hanno il diritto-dovere di difendere nei confronti della micidiale tenaglia fra privato e pubblico che tende viceversa a sfruttarlo nellinteresse di pochi. Difficile anche negare che le grandi opere siano la quintessenza di questo modello istituzionale estrattivo e che il loro rifiuto motivato e attivo costituisca di

per s un un bene comune, in quanto presupposto per diversi e pi generativi utilizzi delle risorse. In parole semplici, i denari che non si gettano nelle grandi opere possono essere utilizzati per la microcura del territorio. Ora, una certa inflazione della locuzione beni comuni - soprattutto gli evidenti tentativi di svuotarne il senso politico autentico -, hanno fatto emergere diverse posizioni critiche della stessa fruibilit politica della nozione. Ne segue che la capacit di articolare seriamente in chiave giuridico-istituzionale lampio aggre-

Tra grandi opere e decisione politica, come e quando legittimo opporsi alla legalit?
gato problematico che si raccoglie intorno alla miriade di lotte dei beni comuni cruciale. La questione della soggettivit giuridica collettiva e della sua compatibilit con le strutture profonde, individualistiche e verticali, della modernit giuridica sul tappeto in Valsusa. Qual la comunit che legittimamente rappresenta i beni comuni? Quali sono le dinamiche inclusive ed esclusive che la caratterizzano? In che modo una tale comunit produce dal basso un diritto legittimo, ancorch non di rado in contrasto con la legalit formale

del potere costituito (e dunque in questo senso costituente)? noto come il diritto di resistenza non fu mai un diritto individuale della persona ma sempre una manifestazione politica di collettivit organizzate (molto spesso comuni pre-moderni) o di magistrature inferiori (come scriveva Machiavelli) capaci di resistere labuso del potere sovrano. Chi sono oggi queste magistrature inferiori? Come si resiste contro labuso del potere costituito? Quali sono i limiti della forza utilizzabile per contrastarlo efficacemente? Sono queste alcune delle domande che i giuristi impegnati in un tentativo di istituzionalizzazione dei beni comuni, non velleitario ma neppure puramente cosmetico, dovranno porre interrogando la prassi del territorio Valsusino. Dovremo poi tornare a riunirci al Teatro Valle Occupato per restituire ai territori una teoria capace di costituirsi in pars construens di lotte sociali che non possono pi permettersi di vivere senza una visione lunga. Nel giorno in cui al Colorificio Toscano la magistratura pisana assiste allo sgombero da essa stessa fondato su una lettura incolta del diritto civile e del suo rapporto con quello penale, il valore della riflessione condotta dalla Costituente per i beni comuni ancor pi evidente. Anche perch gli appelli alle forze politiche costituite affinch rispettino la Costituzione non sembrano dare i frutti sperati.

l 17 ottobre il ministro dellIstruzione, universit e ricerca Maria Chiara Carrozza ha firmato un decreto che permette agli enti di ricerca controllati dal Miur di assumere per chiamata diretta, cio senza concorso, ricercatori e tecnologi italiani e stranieri dotati di altissima qualificazione scientifica e che si sono conquistati riconoscimenti a livello internazionale. Lo stanziamento previsto di 1.613 milioni di euro e risale ad un decreto legislativo del 31 dicembre 2009 (numero 213). In un paese normale, con un sistema universitario e di ricerca pienamente funzionante e finanziato dallo Stato questa circostanza non dovrebbe destare sorpresa. In un paese come lItalia, dove listruzione ha subito un taglio di 10 miliardi di euro, invece s. Il decreto sugli eccellenti ha infatti il sapore della beffa. Solo al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), il pi grande ente di ricerca italiano, ci sono 1100 precari (tra ricercatori e tecnologi) che rischiano il licenziamento con la conversione in legge del decreto 101 che porta il nome del ministro della pubblica amministrazione Giampiero DAlia. Chi, tra loro, non ha maturato al 1 settembre unanzianit di tre anni continuativi al servizio della pubblica amministrazione non potr partecipare al concorso che il governo Letta si accinge a bandire per assumere 120 mila precari. Al Cnr, sono molti i precari che non hanno maturato lanzianit richiesta entro quella data. Eppure lavorano da anni in posizioni fondamentali e hanno superato concorsi e prove di selezione. Secondo i calcoli dei sindacati questa condizione riguarda tra i 40 e i 70 mila precari nella PA. Al Cnr, la sovrapposizione tra i due provvedimenti casuale, anche se insospettisce la fretta con la quale stato bandito il decreto e il termine del 28 ottobre, data entro la quale i direttori di istituto dovranno comunicare i nominativi dei ricercatori eccellenti. Ci che paradossale che il testo sia stato firmato dal ministro Carrozza negli stessi giorni in cui si discute della legge di stabilit che bloccher il reclutamento negli enti di ricerca, nelle universit o nella scuola fino al 2018, mentre il decreto DAlia rischia di fare una strage tra i precari. Il blocco dei contratti, quello del turn-over e il taglio del personale vengono considerati inaggirabili dal governo. Al punto da discriminare tra precari e idonei ed escludere dal ruolo che gli spetta persone che lavorano da anni e sono insostituibili. Siamo giunti al paradosso per cui lunico modo per riuscire a lavorare da ricercatore in Italia attendere provvedimenti straordinari che aggirano le norme imposte dallausterit. Unopzione che pu premiare senzaltro pochi meritevoli ma esclude migliaia di persone che sarebbero state gi assunte se non ci fossero i vincoli di bilancio. Il decreto DAlia sar approvato dal Senato entro il 30 ottobre. Gli enti di ricerca sono in rivolta da giorni e i loro precari hanno organizzato unassemblea marted 29 allIsfol a Roma.

SABATO 26 OTTOBRE 2013

il manifesto

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LAVORO
ELETTRODOMESTICI Duemila esuberi previsti in tutto il mondo. A rischio 4 fabbriche del nostro paese

Electrolux in fuga dallItalia


TUTE BLU DAVANTI A UN IMPIANTO ELECTROLUX. A DESTRA, LE MAMME AUTOGRILL A MALPENSA (I VOLTI DEI BIMBI SONO SGRANATI PER PRIVACY)

MALPENSA Chiudono 4 locali, via 78 addetti

Autogrill, una mania: ora licenzia le mamme


Antonio Sciotto

Silvia Colangeli

a crisi del bianco sta per fare altre vittime: dopo i tagli di Indesit e Bosch, il leader della produzione di elettrodomestici Electrolux potrebbe lasciare l'Italia. Ieri il ceo Keith McLoughlin ha annunciato che nei prossimi 6 mesi, il colosso svedese aprir unindagine di competivit sostenibile in tutte e 4 le fabbriche del paese, dove lavorano circa 3.900 persone. Non conta il tipo di produzione: al momento c lo stesso tasso di rischio per gli impianti di Forl, dove si fabbricano forni e piani cottura, per Solaro (vicino Milano) che produce lavastoviglie, Susegana in provincia di Treviso, specializzata nei frigoriferi e Porcia, vicino Pordenone, lo stabilimento pi grande, in funzione per le lavatrici. Proprio dallimpianto friulano sono partire ieri le prime manifestazioni contro i vertici della multinazionale. Da noi spiega Stefano Zoli, coordinatore nazionale Fiom per Electrolux sono certi 200 licenziamenti che riguarderanno il personale d'ufficio. Linvestigazione, che andr avanti fino ad aprile, valuter le condizioni di competitivit di tutte le fabbriche, da questo dipender la futura presenza del gruppo in Italia. Dopo aver svolto lindagine di competitivit sostenibile, nella maggior parte dei casi, Electrolux ha optato per la chiusu-

chino le loro vere intenzioni. Poi decideremo con quale forma di mobilitazione farci sentire. I primi tagli di organico da parte di Electrolux Italia risalgono al 2008, inizio della crisi, degli elettrodomestici ma non solo. Negli ultimi 5 anni il gruppo svedese ha messo in mobilit, licenziato accompagnato alla

pensione circa 1400 dipendenti. All'inizio di quest'anno Electrolux era diventata famosa per una particolare forma di licenzimento soft, che avrebbe dovuto riguardare 850 dipendenti. Per ognuno dei lavoratori in esubero il gruppo avrebbe stanziato 22 mila euro, nonch 15 mila euro a ogni impre-

ROMA Gli operai della metro C in sciopero


Gli operai che costruiscono la metro C di Roma entrano in sciopero: luned i cantieri saranno fermi. Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, riuniti in assemblea con i lavoratori, hanno proclamato lo stato di agitazione. Gli edili in sciopero si riuniranno fin dalle prime ore del mattino al campo base di via dei Gordiani. La causa delle proteste la mancata corresponsione delle retribuzioni, ferme al mese di agosto, e la minaccia del Consorzio Metro C del fermo permanente di tutte le attivit a causa dei mancati pagamenti previsti dallaccordo attuativo del 9 settembre scorso. Apprendiamo dalla stampa che il Ministro Lupi avrebbe sbloccato le risorse utili al proseguimento dei lavori hanno detto ieri i segretari dei tre sindacati Ci auguriamo si tratti di fatti certi e non di semplici voci di corridoio. Chiediamo al sindaco di Roma, Ignazio Marino, di convocarci immediatamente.

sa che avrebbe ricollocato un suo ex dipendente. Una prossimit di 30 chilometri fra i requisiti essenziali del nuovo posto di lavoro. In questo modo racconta il sindacalista Fiom sono state ricollocate solo poche centinaia di ex- Electrolux. La maggior parte di quelli che hanno perso il posto negli ultim 5 anni sono stati aiutati con ammortizzaotri sociali classici: dall'accompagnamento alla pensione alla cassa integrazione. E visto l'esaurimento delle risorse per questo tipo di aiuti, chiss se si trover il modo di garantire un futuro a quei dipendenti che verranno licenziati nei prossimi sei mesi. Il settore elettrodomestici, nonostante la crisi, con i suoi 130 mila operai continua a essere il secondo comparto produttivo in Italia, dopo auto e moto. Preoccupato per il futuro di Electrolux si detto ieri anche Vasco Errani, governatore dellEmila Romagna.

llAutogrill sembrano avere un po la mania dei licenziamenti: non appena si risolve una vertenza (dopo scioperi, articoli di giornale, tavoli), subito parte unaltra raffica. E cos se il sindacato ha appena concluso positivamente il nodo di 43 esuberi della sede centrale, decisi prima dellestate, adesso esplosa unaltra emergenza: e questa volta allaeroporto di Malpensa. Al terminal 1 chiuderanno 4 punti ristoro, e quattro giorni fa sono state aperte le procedure di mobilit per 78 dipendenti su 114. Il problema che il colosso della ristorazione in viaggio parecchio inquieto: non basta evidentemente lottavo posto registrato proprio in questi giorni per Edizione la holding dei Benetton, che detiene la quota di controllo nella top 20 delle societ italiane stilate da Mediobanca. Non bastano i 338 milioni di euro entrati in cassa qualche giorno fa, grazie appunto alla cessione di un 9% delle azioni di Autogrill (e, insieme, di unaltra controllata, Wdf: 80 milioni di plusvalenza complessivi). La

LA PROTESTA Uova allUnindustria di Caserta, blocchi ad Ancona. Il gruppo pronto a delocalizzare

E alla Indesit esplode la rabbia


Mario Di Vito

Il gruppo svedese apre una gara tra tutti i suoi impianti nel mondo: salver i pi competitivi
ra. Il piano di riassetto produttivo del gruppo svedese, che fino al 2006 era il leader mondiale nella produzione di elettrodomestici, prevede un taglio complessivo di duemila lavoratori, che corrisponde a circa il 3% della forza lavoro mondiale di tutto il gruppo. Per ora i primi 500 lavoratori Electrolux a risentire dei tagli saranno quelli di un impianto australiano che verr chiuso nei prossimi mesi. Ma riduzioni di personale sono previste a breve anche in Medio Oriente, Africa ed Europa: saranno licenziati in tutto il mondo 2000 dipendenti su 7500. Sarebbe il calo di vendite registrato in Europa ad aver spinto Electrolux verso la riorganizzazione produttiva e le migliaia di licenziamenti previsti in tutto il mondo. Nella pagina dell'azienda si legge: Vendita di oltre 40 milioni di prodotti ogni anno a clienti in 150 paesi. Ma i dati del terzo trimestre presentati ieri mostrano ancora un calo delle vendite europee: meno 29%, che hanno ridotto gli utili a soli 75 milioni di euro. La decisione di lasciare l'Italia sarebbe inaccettabile prosegue Stefano Zoli Il 28 fissato un incontro a Mestre coi vertici dell'azienda, che speriamo ci comuni-

a partita si gioca sui numeri, ma non solo una questione di calcolatrice. Non serve a niente salvare adesso alcuni posti dice un lavoratore di Fabriano , tanto se non ci buttano tutti oggi, succeder tra un anno, magari fra due. Luned scorso la Indesit ha illustrato al ministero dello Sviluppo il nuovo piano industriale: dai 1425 esuberi previsti a giugno la cifra scesa a quota 1030, con la possibilit di accompagnarne 330 alla pensione nel periodo coperto dagli ammortizzatori. Nei prossimi cinque anni poi ma sono solo stime prevedibile il reimpiego graduale di oltre 400 lavoratori. I 150 impiegati negli uffici sarebbero invece riassorbiti in quattro anni. A Taverola (in provincia di Caserta) per i lavoratori non lhanno presa benissimo, anche se da quelle parti, secondo i piani, a saltare adesso sarebbero in 71 a fronte dei 540 previsti prima dellestate. Nella mattinata di ieri, allora, centinaia di lavoratori sono scesi in piazza con un corteo spontaneo, durante uno sciopero di quattro ore che ha bloccato ancora una volta la produzione. Al grido di vergogna e uscite fuori, gli operai hanno bersagliato con delle uova la sede dellUnione degli industriali e il palazzo della Provincia di Caserta, dove sono anche intervenute le forze dellordine per spegnere la tensione dopo che i manifestanti si erano accalcati davanti al portone chiuso. La delocalizzazione appare come un destino, Indesit non ha mai fatto mistero delle sue intenzioni: spostare la produzione verso est (Polonia e Turchia), dove la manodopera costa meno, e lasciare in Italia la ricerca. In questo senso vanno letti i 78 milioni di investimenti promessi per il suolo patrio. In attesa di ulteriori sviluppi, ad ogni buon conto, il rinnovato piano industriale prevede di lasciare a Taverola i frigoriferi, mentre verranno spostati nei due stabilimenti delle Marche i piani gas da incasso, con lattivazione di un nuovo It Service Center 4 (supporto tecnico di ultima generazione). Cos, mentre a Roma lerede universale della famiglia pi potente delle Marche, la senatrice

Anna Paola Merloni, si dimessa dalla vicepresidenza di Scelta Civica, ancora nella mattinata di ieri hanno protestato anche i lavoratori della ex Antonio Merloni di Fabriano. Un serpentone di auto ha congestionato la statale per qualche ora, alla volta di Ancona, dove un centinaio di lavoratori ha imbastito un presidio davanti alla sede di Unicredit. Lo stabilimento primogenito dellimpero marchigiano degli elettrodomestici rischia infatti la chiusura dopo che, alla fine di settembre, il tribunale ha dato ragione ad alcune banche che si erano opposte alla sua vendita a Jp Industries, la ditta di propriet dellimprenditore cerretese Giovanni Porcarelli. Il risultato: 700 lavoratori a rischio, sospesi tra una nuova propriet e il buio di una fabbrica che diventerebbe di nessuno. Gli operai si sono stretti in cordone davanti allingresso di una sede dellistituto di credito con lobiettivo di creare un danno al capofila del pool di banche creditrici dellex Antonio Merloni. I clienti non hanno potuto accedere agli sportelli, mentre gli impiegati sono rimasti per tutta la mattina barricati allinterno degli uffici. I lavoratori ha detto il segretario della Fim-Cisl Andrea Cocco sono leconomia reale, le banche solo la spe-

culazione finanziaria. La vicenda giudiziaria continua: Porcarelli e i tre commissari straordinari che procedettero con la vendita hanno depositato il ricorso in Appello contro la sentenza dal tribunale di Ancona. La nuova decisione attesa tra qualche mese, poi ci sar comunque da aspettare lultima parola della Cassazione, visto che nessuna delle parti in causa sembra intenzionata a fare un passo indietro. In primo grado, i giudici hanno ritenuto la cessione della ex Merloni illegittima poich il prezzo pagato per rilevare tutto 13 milioni sarebbe di quattro volte inferiore al valore minimo dellazienda. Alla Jp, comunque, la produzione va avanti regolarmente, per quanto possibile: lInps ha bloccato lerogazione della cassa integrazione, ma ha spiegato il direttore Francesco Ricci, sceso in strada per parlare con lavoratori e sindacalisti le pratiche per gli assegni ora sono pronte, mentre in precedenza lo stop era arrivato perch la sentenza aveva creato una situazione di incertezza.

super A in cerca di identit e diversificazione, le concessioni autostradali italiane sono in scadenza, e aumenta sempre pi linteresse per lestero. Ecco i ripetuti tagli nel Belpaese, che il sindacato tenta di tamponare pi che pu. Siamo appena riusciti a ricollocare 40 dei 43 manager dichiarati fuori prima dellestate, e per i restanti 3 abbiamo un tavolo in Regione spiega Giorgio Ortolani, Filcams Milano E adesso, dimprovviso, si apre il caso Malpensa. Come sempre i dipendenti Autogrill scelgono forme di protesta nuove e colorate: molti lavoratori dello scalo varesino sono donne, e tante di loro monoreddito. Qualche giorno fa sono andate con i loro bimbi in uno dei punti ristoro, hanno preso solo una bottiglietta dacqua ciascuna e fatto mangiare i figli con merendine portate da casa (a simboleggiare la crisi): mentre i figli giocavano, hanno aperto uno striscione, con su scritto Autogrill, guarda i volti dei figli dei tuoi esuberi. Una scena deffetto, a cui hanno assistito tanti clienti dei locali che chiuderanno entro lanno: Ciao, Spizzico, Sky Lounge e A Caf. Dei quattro locali, solo uno riaprir in futuro, lo Sky Lounge, e infatti pare che Autogrill si sia detta disponibile a ricollocare una dozzina di dipendenti. E gli altri? Noi puntiamo sul cambio di gestione spiega Pino Pizzo, segretario Filcams Cgil di Varese Sea, la societ aeroportuale che concede in concessione gli spazi, sta restaurando larea in vista di Expo 2015, e sappiamo che gi dallanno prossimo ci saranno nuovi ristoranti, probabilmente della My Chef. A questo punto chiediamo che intervengano le autorit, per indurre Sea a vigilare che il subentrante riprenda tutti i dipendenti, alle stesse condizioni, come prevede il codice civile e il contratto. E intanto devono penare anche i dipendenti di Teano Ovest, ristoro sullA1 verso Napoli. Lavori di ampliamento della stazione di servizio, che vanno avanti ormai da anni, hanno portato disagi per clienti e banconisti (costretti a lavorare in strutture container), un calo delle vendite e una apertura di mobilit per alcuni dei 18 addetti. Lazienda si detta disponibile a ricollocarli, ma in un mall che dovrebbe aprire sempre a Teano e di cui per ora non c traccia: una settimana fa il deputato Arturo Scotto, di Sel, ha presentato uninterrogazione al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

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il manifesto

SABATO 26 OTTOBRE 2013

EUROPA
Letta: Finalmente limmigazione un tema europeo. Ma Bruxelles rallenta: se ne riparler nel 2014, dopo le elezioni
Anna Maria Merlo PARIGI

MARE NOSTRUM

Pi di 800 migranti salvati dalla Marina nel Canale di Sicilia


Sono pi di 800 i migranti soccorsi nelle ultime ore nel Canale di Sicilia da unit della Marina Militare e della Guardia Costiera impegnate nell'operazione Mare Nostrum. Due unit della Marina hanno soccorso rispettivamente 99 e 219 migranti; i mezzi della Guardia Costiera hanno preso a bordo, in tre distinti interventi, rispettivamente, 95, 91 e 201 migranti. Una persona che era a bordo di un gommone in difficolt risulta dispersa e proseguono le ricerche. Il numero di immigrati in arrivo sulle nostre coste talmente alto da creare problemi per ospitarli nei centri di accoglienza, del resto gi pieni fino all'inverosimile. Il Viminale ha chiesto alla prefettura di Agrigento di verificare la disponibilit di privati di offrire strutture da poter utilizzare temporaneamente come centri di accoglienza.

STRAGE DI LAMPEDUSA

econdo Enrico Letta, il dramma del Mediterraneo diventato finalmente un tema europeo. Ma al Consiglio europeo che si concluso ieri a Bruxelles, 24 Paesi su 28 si sono opposti a una riforma del diritto dasilo a livello europeo. Se ne riparler nel giugno 2014, dopo le elezioni europee. In che termini? In tutti i Paesi c il rischio di una crescita dei partiti xenofobi. Cos, a Bruxelles continuato lo scaricabarile del fardello. Hollande del resto ha sottolineato che la Francia il secondo paese in Europa ad accogliere rifugiati: ognuno, cio, mette in avanti il proprio contributo, rifiutando implicitamente di venire in aiuto a un altro Paese. Lappello di Giusi Nicolini non ha ricevuto risposte, anche se Hollande ha citato la sindaca di Lampedusa per dire che ha ragione. Ma nessun Paese davvero disposto a ridiscutere Dublino II che stabilisce che la richiesta dasilo deve essere presentata nel Paese di primo approdo per arrivare a un Dublino III e alla "solidariet". Il Consiglio non ha deciso nulla di concreto. A parte qualche impegno per il rafforzamento di Frontex, lagenzia guardiafrontiere, che dipende per il finanziamento (che stato ridimensionato) dal buon volere dei singoli stati: per ora, gli impegni sono solo verbali (lOlanda promette di inviare un aereo di ricognizione, per esempio, c anche qualche disponibilit finlandese), ma decisioni pi precise sono rimandate al Consiglio dei ministri degli interni allinizio di dicembre, che verranno poi ridiscusse al prossimo vertice

Eritrei in sit-in a Montecitorio: Basta Bossi-Fini


ROMA

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ENRICO LETTA. A DESTRA UNO SBARCO DI IMMIGRATI

LARRIVO DI UN BARCONE DI MIGRANTI SUL MOLO DI LAMPEDUSA /FOTO REUTERS

PROFUGHI Consiglio europeo: 24 Paesi su 28 contro la riforma del regolamento Dublino II

Diritto dasilo, ciascuno per s


dei capi di stato e di governo di fine dicembre. La richiesta italiana di istituire una task force stata di fatto passata sotto silenzio. Letta per ritiene che le conclusioni siano sufficienti rispetto alle aspettative e che stato importante che il concetto di solidariet sia stato incorporato, perch non era scontato. La litania di quello che bisognerebbe fare sempre la stessa e non si scosta dallapproccio "securitario": rafforzamento di Frontex, lotta alle mafie, aiuti ai Paesi di origine dei migranti e a quelli di transito. Ma nessuno disposto a prendere impegni, a venire incontro ai Paesi del sud che sono in prima linea per laccoglienza forzata dei rifugiati. Al massimo, ci sar una manciata di soldi, sullonda dellemozione dei 500 morti nel canale di Sicilia dallinizio dellanno. In ogni Paese europeo, limmigrazione sta diventando in un contesto di crisi di nuovo un soggetto scottante e per tutti lobiettivo controllare i flussi, cio fare in modo di diminuirli. Lesempio francese significativo. Sotto la pressione dei sondaggi, che danno il Fronte nazionale primo partito di Francia alle prossime europee (con intenzioni di voto al 24%), tra il ministro degli interni, il socialista Manuel Valls, e la destra dellUmp si scatenata una corsa a chi adotta la linea pi dura. In seguito alle polemiche scatenate dal caso di Leonarda, la giovane kosovara espulsa con la famiglia, Valls ha annunciato una prossima riforma dei diritto dasilo, per accelerare i tempi della risposta dellamministrazione alle domande dei rifugiati. Dellemozione suscitata dal caso Leonarda, fermata in gita scolastica, per Valls resta solo la questione dei tempi troppo lunghi delle reazioni dellamministrazione, che favoriscono la creazione di situazioni inestricabili. LUmp ha contrattaccato rimettendo in causa lo jus soli, una richiesta da anni avanzata dal Fronte nazionale. Il segretario dellUmp, Jean-Franois Cop, vuole modificare una norma nata con la Rivoluzione del 1789, in vigore da met dell800, dopo la sospensione del periodo napoleonico, abolendo lautomaticit dellacquisizione della nazionalit francese per chi nato in Francia da genitori stranieri. Cop vuole un atto volontario, una richiesta, che potr essere rifiutata se il candidato alla cittadinanza avr, per esempio, avuto problemi con la giustizia o se la famiglia entrata clandestinamente in Francia.

REPUBBLICA CECA Ultime ore di voto per lelezione dei deputati

Praga, oggi la chiusura dei seggi Lascesa di Babis, il Berlusconi ceco


Jakub Hornacek PRAGA

i concludono oggi, sabato 26 ottobre, le operazioni di voto per lelezione della nuova Camera dei deputati della Repubblica Ceca. Dopo una campagna fulminante di un mese, dovuta alla conclusione anticipata della legislatura, il paesaggio politico ceco potrebbe cambiare radicalmente.

co a-politico, del miliardario del popolo, che non sopporta pi il casino, in cui versa lo stato e la societ, sottolinea il politologo Jaroslav Fiala. Credo che lo stato dovrebbe essere gestito come unimpresa famigliare, indica Babis la sua visione dellamministrazione delle cose pubbliche. Tuttavia Babis non lunica rappresentante del populismo im-

Il populismo imprenditoriale
Il fenomeno pi vistoso di questa tornata elettorale stata lascesa del magnate dellindustria chimica e della produzione agroalimentare Andrej Babis, che pochi mesi prima delle elezioni ha acquistato anche la casa editoriale Mafra e quindi due dei cinque pi importanti quotidiani cechi. Il movimento Ano 2011, gestito dallimprenditore, attestato dai sondaggi tra il 17% e il 20%, e dovrebbe quindi arrivare secondo dietro ai socialdemocratici della Cssd, dati tra il 25% e il 28%. Andrej Babis ha puntato tutta la sua campagna sulla contestazione dellattuale classe politica ceca. Noi non siamo dei politici, lavoriamo duro e diamo il lavoro alle persone, ama sottolineare Babis, i cui cavalli di battaglia sono la lotta alla corruzione, la de-politicizzazione dellamministrazione pubblica e la crescita economica. Andrej Babis ha puntato ad occupare lo spazio creato nel centrodestra ceco, caduto in totale discredito dopo sette anni di governo e lo scandalo Nagyova, che ha colpito lex premier Petr Necas. Babis ha creato di se stesso unimmagine del politi-

I socialdemocratici al primo posto nei sondaggi. Secondi: Ano 2011, gestito dallimprenditore
prenditoriale spuntato in questa tornata elettorale. Qualche chance di varcare la soglia del 5% ce lha anche il movimento Alba della democrazia diretta del senatore ceco-giapponese Tomio Okamura, noto per le sue attivit di tour operator. Rispetto a Babis, Okamura ha preferito puntare sul razzismo sociale, profondamente radicato nella societ ceca, proponendo la creazione di uno stato Rom, alimentando la campagna contro i cosiddetti abusi della rete di protezione sociale e ovviamente contro la corruzione dei politici.

maggioranza, la Top 09 e lOds, non dovrebbero nel loro insieme raggiungere il 20%, mentre tre anni fa superavano di slancio il 35%. La destra tradizionale sembrata in difensiva per tutta la campagna, affermando sostanzialmente di voler mantenere lo status quo sociale ed economico. Cos nellultima settimana prima delle elezioni tornato in auge il vecchio e rodato anticomunismo, la cui espressione pi spettacolare stata rappresentata dal dito medio rivolto al Castello di Praga installato da David Cerny. E un banale dito medio alzato contro quegli schifosi comunisti che stanno al Castello e al comportamento bolscevico di Zeman: il commento di Cerny alla sua opera. Inoltre la destra ha agitato la spauracchio delle ingerenze della Russia e ha puntato il dito contro il presidente Zeman, che viene visto come una manus longa di Putin e del gruppo Lukoil.

Condannati a vincere
Di fronte al collasso dei partiti di destra, il centrosinistra ceco sembra destinato a vincere. La Cssd infatti dovrebbe arrivare prima con

La scomparsa della destra


Entrambi i fenomeni di populismo imprenditoriale si sono alimentati del clima di disaffezione, che ormai prevale nella societ ceca, e nella scomparsa della destra tradizionale, spolpata dallesperienza di governo. I due partiti dellex

un risultato comunque inferiore al 30%, mentre i comunisti della Kscm dovrebbero ottenere circa il 15% dei seggi. Lentrata di scena dei nuovi movimenti e i probabili cambi dumore degli elettori allultimo minuto, potrebbe tuttavia affondare la maggioranza assoluta dei due partiti alla Camera, data per scontata soltanto alcune settimane fa. Il segretario della Cssd, Bohuslav Sobotka, che preferirebbe un governo monocolore con un appoggio esterno della Kscm, si trover con ogni probabilit a gestire una situazione assai complessa. Malvisto dal Castello di Praga e dalla parte della Cssd fedele a Zeman, Sobotka potrebbe essere scalzato dal suo contendente alla guida del partito Michal Hasek, pi vicino al presidente. Niente di nuovo sul fronte comunista. I comunisti della Kscm hanno proposto anche questanno il tradizionale mix tra nostalgia del passato e antipolitica nel presente. I comunisti sono riusciti a sopravvivere in gran forma elettorale, sia raccogliendo i consensi di coloro che ritengono che prima del 1989 si stesse meglio, sia proponendo una critica tecnocratica allattuale classe politica, giudicata inadatta a reggere le sorti del Paese. Per quanto riguarda lImposta sul reddito delle persone giuridiche, per i

profitti pi alti prevediamo un aliquota maggiorata al 25%, che vogliamo introdurre con gradualit per non mettere in difficolt le imprese, perch non siamo dei dilettanti come lex ministro della Finanze Kalousek, illustra uno dei cavalli di battaglia del partito il suo segretario Vojtech Filip. Insomma, piangano anche i ricchi ma non troppo.

Paure vecchie e nuove


La campagna elettorale ceca stata dominata dalle paure e dallastio. Sul fronte della destra stato agitato la paura del ritorno dei comunisti al potere, dellespansionismo russo e della figura del presidente Zeman. A sinistra prevalsa la paura della destra e ci si accontentati ad affermare la propria presunta superiorit nelletica e nelle competenze tecniche. Le nuove formazioni politiche sono state fucine di astio verso i politici, i socialmente deboli, i Rom e gli immigrati. Quasi del tutto assenti, temi come lintegrazione europea o la crisi economica che pure si fatta sentire in maniera significativa. Insomma, la campagna elettorale ha mostrato un Paese capace di intendere soltanto le proprie paure, vecchie e nuove, del tutto autoreferenziali e indifferenti a ci che accade in Europa e nel mondo.

ono venuti da tutta Europa per spiegare agli italiani chi sono le persone che muoiono nel nostro mare. Da Svezia, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Germania. Magari solo in pochi per ogni Paese, ma abbiamo voluto essere tutti qui, perch non possibile che accadano tragedie come quella di Lampedusa e nessuno sappia perch la nostra gente muore nel Mediterraneo, dice con calma Tekle. Come Simon, che gli siede accanto, e come molti altri eritrei anche Tekle venuto a Roma per una commemorazione davanti a Montecitorio della strage del 3 ottobre scorso. E il nostro funerale alle vittime, spiega un giovane davanti a due bare di cartone poggiate a terra, sopra una delle quali hanno incollato un foglio con il numero 369 per ricordare quante persone sono morte a Lampedusa. Alla fine sono in tanti. La maggior parte, ovviamente, dallItalia, dove in molti ormai vivono da anni. Al governo chiedono di modificare almeno le parti peggiori della Bossi-Fini e che Italia e Europa aprano un corridoio umanitario per i paesi di transito dei rifugiati. Ma anche la restituzione delle salme alle famiglie. Richieste che hanno consegnato direttamente alla presidente della Camera Laura Boldrini, alla ministra per lIntegrazione Cecile Kyenge e a rappresentante del ministero degli Esteri. Abbiamo chiesto anche che le ambasciate si attivino per trovare i familiari delle vittime, perch non si trovano solo in Eritrea, ma anche in molti paesi europei, spiega Deshele Mehari, coordinatore europeo del Consiglio nazionale eritreo per il cambiamento e la democrazia. Ma vi siete mai chiesti perch gli eritrei fuggono?, chiede Simon. Da 23 anni lEritrea una prigione, dove impossibile vivere. Una prigione comandata da Isaias Afeworki, che dopo aver combattuto contro lEtiopia a capo del Fronte popolare di liberazione eritreo, una volta ottenuta lindipendenza e nominato presidente nel 1991 ha trasformato il paese in una specie di Corea del Nord, dove agli eritrei permesso solo lavorare per lo Stato per un salario di 450 nakfa, meno di 10 euro al mese. Niente libert individuali, niente libera impresa, niente di niente. Dai 16 anni in su se non sei arruolato nellesercito viene inserito nel Servizio nazionale e lavori per il regime. Per non parlare delle persecuzioni. Secondo il coordinamento Eritrea democratica nel paese del Corno dAfrica ci sono pi di 10 mila prigionieri politici. E sempre secondo il coordinamento nessuno saprebbe quanti di loro sono ancora vivi. Impossibile vivere cos, siamo gli schiavi di Afeworki. LEritrea un Paese senza economia e senza legge, prosegue Simon. Chi pu fugge, a proprio rischio e pericolo perch alle frontiere i soldati sparano. In 23 anni di dittatura lo hanno fatto in pi di 1,5 milioni: 80 mila oggi si trovano in Etiopia, 150 mila in Sudan, 40 mila in Libia, dove non vengono certo trattati meglio che in patria. Ma la Libia importante, perch da l che possiamo arrivare in Europa, prosegue Tekle. E LEuropa, quando pu, li accoglie: 20 mila in Gran Bretagna, 10 mila in Norvegia, altrettanti in Svezia. Da noi sono non pi di 5-6 mila. Ma lItalia deve smettere di considerarci clandestini, noi siamo profughi, dice Simon. c.l.

SABATO 26 OTTOBRE 2013

il manifesto

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INTERNAZIONALE
LA PROTESTA Oggi nuova sfida alle autorit e ai religiosi wahabiti: al volante per cambiare il Paese

La guida spericolata delle donne saudite


Michele Giorgio

e donne saudite non si arrendono di fronte alle pesanti punizioni minacciate da governo e vertici religiosi. Domani (oggi) ci metteremo al volante e attueremo la campagna che abbiamo annunciato. Non ci faremo intimorire, ci assicurava ieri Reem, nome di copertura di unattivista che abbiamo raggiunto via internet. Tanti mariti e fratelli sono dalla nostra parte. Questa non una pi solo una lotta per guidare lautomobile, la lotta che dovr cambiare lArabia saudita, ha aggiunto. Oggi tutte le donne in possesso di patenti conseguite in Paesi stra-

BRUNEI Lo stato decide di adottare la sharia

Lannuncio del sultano La voce di Dio sono io


Andrea Pira

Minacce di arresto per chi aderir o sosterr in rete liniziativa. Non ci faremo intimorire
nieri sono chiamate a mettersi al volante. Sar dura, come in passato. Pi di venti anni fa alcune decine di donne, attuarono la stessa protesta. Furono fermate e arrestate dalla Muttawa, la polizia religiosa. Molte di loro persero il lavoro, alcune furono costrette a lasciare il paese. Da alcuni giorni intenso il fuoco di sbarramento delle autorit e dei religiosi wahabiti. Nelle ultime ore funzionari governativi hanno avvertito che pagheranno un duro prezzo le donne al volante e rischieranno larresto tutti coloro che attraverso la rete daranno sostegno alla protesta. Per essersi filmata mentre guidava, nel giugno 2011, e aver messo il video su Youtube, lattivista Manal El Sharif scont nove giorni di carcere. Attraverso un articolo pubblicato ieri dal quotidiano panarabo Al-Hayat, il portavoce del ministero dellinterno saudita ha ricordato che la cyber-legge in vigore nel paese sar applicata con severit - cinque anni di prigione e

UMM IBRAHIM AL VOLANTE PER LE STRADE DI RYADH DURANTE LA PROTESTA DEL 21 GIUGNO 2011/FOTO REUTERS

multe salate - contro i trasgressori e che saranno adottate altre misure punitive contro coloro che si riuniranno per sostenere la protesta delle donne. Gi mercoled scorso erano stati lanciati pesanti avvertimenti a quelli che si preparano a disturbare lordine pubblico. Circa 150 religiosi e studiosi wahabiti avevano protestato davanti al palazzo reale sostenendo sdegnati che le autorit non stavano facendo nulla per fermare le donne. I servizi di sicurezza sauditi due giorni fa hanno paralizzato il sito delliniziativa oct26driving.org. Le autorit saudite dicono che il divieto di guida per le donne sostenuto dalla maggioranza della popolazione. E con questa motivazione continuano a intimidire le attiviste, ha commentato Said Boumedouha responsabile per Amnesty International in Nordafrica e Vicino Oriente. La petizione oct26driving presentata al governo ha raccolto decine

COREE: SEUL SODDISFATTA

Pyongyang libera sei prigionieri


l regime nordcoreano di Pyongyang ha comunicato di essere pronto a rilasciare sei prigionieri sud coreani. Si tratta di una notizia che viene considerata di buon auspicio dalla comunit internazionale e da Seul; un segnale di abbassamento del livello di tensione nella penisola coreana e di potenziali aperture a nuovi incontri in grado di garantire la pace tra le due Coree. Lannuncio in realt non ha specificato chi siano i sei prigionieri sud coreani. Quasi quattro anni fa nel febbraio del 2010 Pyongyang aveva annunciato la cattura di alcune persone sud coreane responsabili di aver sconfinato, ma non ci sono altri dettagli. Secondo quanto affermato dal personale della Croce Rossa presente in Nord Corea, si tratterebbe di uomini dallet compresa tra i 25 e i 65 anni. Seul teme possa trattarsi di spie catturate, un eventualit che potrebbe modificare il significato del gesto nord coreano. Secondo quanto affermato da Seul, attraverso il Ministero per lUnificazione, la Corea del Sud si dichiarata soddisfatta di questa misura umanitaria, applicata dal Pyongyang. Prenderemo in custodia queste sei persone - ha proseguito il comunicato - e provvederemo a verificare le loro identit e i motivi del loro ingresso in Corea del Nord. Dopo le speranze di un ammorbidimento della posizione nord coreana seguita alla riapertura della zona economia di Kaesong, nella quale le due Coree operano insieme, nellultimo mese Pyongyang era tornata ad usare toni piuttosto minacciosi contro Seul: per questo la liberazione dei prigionieri sud coreani viene letta come un potenziale passo distensivo, forse nellottica di ottenere unespansione del complesso industriale di Kaesong. s. pie.

di migliaia di firme ed accompagnata da immagini di donne al volante. Se vero, scrivono le promotrici nel documento, che la proibizione di guidare una decisione sociale, allora tanto pi serve una chiara presa di posizione del governo, anche per evitare che sul tema vi siano ulteriori divisioni. E se lesecutivo, aggiungono, intende ancora mantenere il divieto, le firmatarie chiedono che offra una valida giustificazione legale, oppure dia alla stessa societ un meccanismo legale con cui esprimere la propria volont. In questi ultimi anni la monarchia Saud ha adottato alcune moderate riforme. Ha permesso alle donne di far parte del Consiglio consultivo nazionale e re Abdullah consentir alle donne di votare e di candidarsi alle elezioni comunali nel 2015. Davvero poco rispetto alle promesse fatte in passato e il divieto di guida per le donne (costrette peraltro a muoversi con un "guardiano" maschio) solo il simbolo di un sistema che, con il pretesto del rispetto delle tradizioni e dei principi religiosi, nega diritti a ogni livello, soprattutto quelli politici.

Il movimento per il diritto delle donne alla guida per diventato un fiume carsico. Di recente giunto anche lintervento di tre donne del consiglio consultivo della Shura, che hanno chiesto che il divieto di guida sia finalmente posto in discussione. I leader religiosi non sanno pi cosa inventare pur di giustificare la proibizione. Qualche settimana fa limam Saleh Saad elLeheidan, membro del Consiglio degli Ulema, aveva avvertito che guidare provoca danni alle ovaie e al nascituro. Affermazioni confutate dal ginecologo Mohammed Baknah, che con coraggio ha osato sfidare pubblicamente le autorit. I monarchi Saud con soldi e armi e le attivit dietro le quinte del capo dellintelligence, il principe Bandar bin Sultan, affermano di lavorare per portare la libert ai siriani abbattendo il potere di Bashar Assad. In casa per negano libert e diritti fondamentali, vietano qualsiasi attivit politica e, secondo i centri internazionali per i diritti umani, tengono chiusi in prigione migliaia di cittadini accusati di terrorismo ma che in realt sono soltanto oppositori politici.

d annunciare l'adozione nel piccolo e ricco Brunei di una forma di islam quanto pi conservatrice, stato il sultano in persona, Hassanal Bolkiah (nella foto Reuters). Non poteva che andare cos nella monarchia del Borneo su cui regna con piglio autoritario e assolutista dal 1967, salito al trono ad appena 21 anni, quando ancora il Paese era protettorato britannico. Nel presentare il nuovo codice penale basato sulla legge islamica, il sultano ha detto di stare adempiendo a un dovere verso Allah. In tutta la sua generosit ha creato la legge per noi, per fare s che la usassimo per ottenere giustizia, ha spiegato. Il Brunei opta in questo modo per una maggiore rigidit rispetto a Indonesia e Malaysia, altri Paesi del Sudest asiatico a maggioranza musulmana, dove tuttavia la sharia non applicata totalmente o lo soltanto in alcune regioni. L'introduzione della legge islamica proceder a fasi, l'entrata in vigore definitiva sar tra sei mesi. Non che le legge islamica non sia gi presente nel Paese dove gli altri credo sono controllati. Le basi di questo irrigidimento risalgono almeno al 1996, quando si inizi ad abbozzare il nuovo codice. In Brunei vige un sistema duale che alla giustizia civile affianca le corti islamiche, limitate tuttavia a dirimere questioni di eredit e al diritto di matrimoniale. Il nuovo codice varr soltanto per i musulmani, circa il 70 per cento della popolazione. Tra le pene previste ci sono la lapidazione in caso di adulterio, l'amputazione degli arti per i ladri, la fustigazione per una serie di reati che vanno dal-

CINA La fine giudiziaria e politica del principino che ha sfidato Pechino

Bo Xilai, la Corte dappello conferma la condanna: ergastolo


Simone Pieranni

Non si conoscono le identit dei prigionieri, potrebbero essere spie catturate

o Xilai, l'ex leader del Partito Comunista di Chongqing, si visto confermare in appello la sentenza di primo grado. L'alta Corte dello Shandong ha ribadito l'ergastolo per i reati di corruzione, abuso di potere e appropriazione indebita, gi stabilito un mese fa. Bo Xilai, presente in aula, ha ribadito quanto gi affermato durante il processo, accusando gli investigatori responsabili dei suoi interrogatori, di aver estorto con metodi violenti le sue presunte confessioni, senza permettergli unadeguata difesa. Si tratta della fine giudiziaria di un processo e di una vicenda che hanno tenuto in tensione il Partito per due anni, a cominciare dal momento delicato che ha visto il passaggio di consegne tra la quarta e la quinta generazione dei leader nazionali. E proprio Bo Xilai poteva essere la vera e propria stella dell'attuale leadership, se il

Partito non avesse deciso la sua eliminazione politica. Le accuse con cui il principino stato abbattuto, nascondono una volont politica tesa a eliminare un potenziale leader autonomo, in grado di maneggiare i media nazionali e internazionali e che rischiava di rompere quel tacito accordo in seno al Partito, rispetto alla guida collegiale. Un personalismo e un'ambizione che sono pesati come macigni sulla traiettoria politica di Bo Xilai, la cui vicenda si probabilmente chiusa con questa condanna. C' da capire quanto della sua proposizione politica rimarr ancora ad aleggiare come una minaccia o magari a creare nuove potenziali alleanze sull'attuale leadership. Xi Jinping - in vista del terzo Plenum del Partito che si terr a inizio novembre, in data ancora da stabilirsi - sta procedendo ad una vigorosa campagna anti corruzione che non sembra risparmiare nessuno, unitamente ad

una stretta ideologica che ai pi ricorda proprio la retorica utilizzata da Bo Xilai, accusato anche dallallora premier Wen Jiabao, di rimpiangere i tempi confusi della Rivoluzione culturale. Del resto se Bo Xilai stato sconfitto politicamente e giudiziariamente, la sua popolarit tra le gente comune tuttaltro che svanita. Nei giorni che hanno preceduto il processo dappello sedici persone ineggianti a Bo sono state arrestate, mentre sul web sono stati moltissimi i commenti in suo favore. Quella Cina eclusa del processo di crescita e dallarricchimento - rapido, massiccio e spesso basato su contatti con il mondo dei funzionari del Partito - comincia a mettere in discussione il Partito Comunista e il suo modello economico, stretta tra inflazione, prezzi delle case alle stelle, inquinamento e situazione ambientale terribile e una sempre pi evidente disparit tra i ricchi e i poveri.

l'aborto al consumo di alcolici. Per Phil Robertson di Human Rights Watch, citato dalla stampa britannica, si tratta di un passo indietro che mostra gli aspetti pi feudali del Brunei e che richiama alla memoria il modello delle monarchie assolute del 18esimo secolo, oltre a dare via libera al rischio di abusi permessi dalla legge. Se il Brunei funzionasse come una democrazia e non fosse una monarchia assoluta e autoritaria, ci sarebbero state reazioni a questo, ha aggiunto al quotidiano Guardian. Forte del riuscire a garantire ai circa 400mila cittadini-sudditi un alto tenore di vita, sfruttando le entrate delle riserve di gas e petrolio, la monarchia riuscita a consolidare il proprio potere, che dura da 600 anni, e mantenere il controllo dello stato, senza cedere a riforme politiche e e garantendo alla popolazione programmi di welfare. Una politica neo-tradizionalista, l'ha definita lo studioso Naimah Talib nel numero di marzo della Kyoto Review of South East Asia, dedicato all'analisi delle caratteristiche delle quattro monarchie della regione: Brunei, Cambogia, Malaysia e Thailandia. La storia degli ultimi sessant'anni del sultanato d esempi di questa capacit di accentramento. Nel 1962 una sollevazione armata contro l'ipotesi di unificazione con la Malaysia fu sfruttata dall'allora sultano Omar Ali Saiffudin III (che abdicher cinque anni dopo a favore del figlio Hassanal Bolkiah) per dichiarare lo stato d'emergenza. Nel 2004, a vent'anni dall'indipendenza, emendamenti alla legge fondamentale ufficialmente presentati come riforme democratiche, rafforzarono il potere del sovrano. Inoltre reintrodussero il Consiglio legislativo, un tempo almeno in parte elettivo prima della sospensione nel 1984, i cui componenti sono ora tutti di nomina reggia. L'altro pilastro della legittimazione politica del sultano, come spiega Talib, l'ideologia della Melayu Islam Beraja, ossia la monarchia islamica malay (gruppo maggioritario tra la popolazione del sultanato). Vale a dire che la casa reale riuscita a proporre se stessa come protettrice dell'islam. Il sultano non quindi soltanto una guida politica, ma anche morale. Una pretesa che secondo i critici va a sbattere contro lo stile di vita della famiglia reale, all'opposto della visione austera che sembra trasparire dal codice penale. Il sultano stesso uno degli uomini pi ricchi al mondo, sebbene pi che sul suo comportamento ci si concentri su quello del fratello, il principe Jefri, che ha nomea di playboy e gi accusato di appropriazione indebita miliardaria quando era ministro delle finanze. Per Ahmad Farouk Musa, direttore dell'Islamic Renaissance Front di Kuala Lumpur, intervenuto a ABC Radio Australia, questo inasprimento ha a che fare con le cosiddette primavere arabe e con possibili ripercussioni sulla leadership del Paese. Il sultano, spiega, si presenta quasi come voce di dio. Per molti commentatori, tuttavia, la durezza delle norme, mal si sposa con lo spirito malay.

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SABATO 26 OTTOBRE 2013

ORECCHIE DA MERCANTI

Washington

Lintercettazioni di 35 capi di Stato rendono difficile per lAmerica continuare a parlare di lotta al terrorismo

Il datagate torna a casa


Il gigantesco apparato costruito per gestire il conflitto totale si sta ritorcendo contro gli Usa. Ma per quanto in difficolt, Obama non rinuncia al ruolo di poliziotto del mondo
Luca Celada LOS ANGELES

pi grave sorvegliare 3 miliardi di persone o monitorare i telefonini di 35 capi di stato? Per Barack Obama una domanda che non ha una buona risposta. Quel che certo che lintercettazione di telefonini e mail dei pi stretti alleati, al di l del galateo e del protocollo diplomatico, infrange la pretesa di sicurezza nazionale come indiscutibile causa di forza maggiore con la quale nellera della guerra totale al terrorismo, viene giustificata ogni trasgressione e abuso di potere. infatti con una sorta di legge marziale planetaria che a Washington si razionalizzano prigioni segrete, incursioni di forze speciali in paesi sovrani, rendition, bombardamenti telecomandati e la sorveglianza nazionale e internazionale. A meno per di non iscrivere Angela Merkel o Felipe Caldern (il presidente messicano la cui posta elettronica veniva dirottata dalla Nsa direttamente sui server di Washington) negli elenchi dei sospetti terroristi, ora il teorema della forza maggiore diventa politicamente pi difficile da sostenere. Da qui limportanza strategica delle ultime rivelazione di Edward Snowden sulle intercettazioni mirate ai leader amici. Anche se concretamente la sorveglianza dei cittadini di tutti i paesi un dato ancor pi grave, lo scandalo dei telefonini eccellenti a provocare pi mal di testa a Washington. Resta da vedere se stavolta londata di scalpore porter a qualcosa di pi delle marcate proteste, a un effettivo movimento di opposizione, ad esempio, in cui gli interessi di stati sovrani e comuni cittadini convergano contro lincontrastata egemonia informatica americana. Di certo questo non un buon fine settimana per la Casa Bianca. Ieri c stata la riunione di Bruxelles in cui i servizi americani sono stati allordine del giorno per tutti i motivi sbagliati. Contemporaneamente al palazzo di vetro incombe un dibattito che Obama avrebbe preferito non vedere, quello sulluso dei droni e se limpiego delle incursioni telecomandate che avrebbero provocato oltre 4000 morti fra civili in Pakistan, Yemen e Somalia, possano costituire crimini di guerra. E oggi sul strade di Washington sfila la prima manifestazione popolare contro il programma Prism e la sorveglianza sistematica. La mobilitazione stata indetta da una dalla coalizione Stop Watching Us (smettete di sorvegliarci) a cui ci aderiscono figure come lo stesso Snowden, Glen Greenwald, Ai Wei Wei, Daniel Ellsberg, Maggie Gyllenhall, John Cusack e Oliver Stone. Questi ultimi hanno collaborato a un video che chiede limmediata fine dellingerenza del go-

verno nella privacy dei cittadini di tutto il mondo, evocando lo spettro di precedenti anomalie americane come J Edgar Hoover e Richard Nixon (che al confronto di ci che sta avvenendo oggi francamente impallidiscono). Nel quattordicesimo anno dellera della segretezza, il mastodontico apparato creato per gestire il conflitto totale comincia insomma forse a ritorcersi contro gli Stati uniti ed estrarre un reale prezzo politico. Il primo passo nella deriva covert seguito all11 settembre, fu il patriot act, la legge che ha gettato le basi per la sorveglianza interna e i nuovi poteri di polizia, poi listituzione della homeland security, il nuovo ministero della sicurezza e in seguito la giustificazione lega-

La Nsa annuncia: controlleremo 20 miliardi di comunicazioni al giorno


le della tortura; tutte misure introdotte da Bush (anche i documenti sullo spionaggio tedesco risalgono infatti al 2006) ma in seguito proseguite, e potenziate, da Barack Obama. Lattuale presidente ha adottato la guerra segreta come politica ufficiale e contemporaneamente ha dichiarato guerra aperta alla controinformazione, perseguendo non solo Bradley Manning ed Edward Snowden ma tutte le fonti non autorizzate di cui si servono i giornalisti. Una criminalizzazione sistematica dellinformazione che come sostiene Julian Assange ha di fatto legittimizzato il concetto di uno stato ombra. La politica estera di Obama ha esplicitamente ribadito e rafforzato la dottrina delleccezionalit

che ha caratterizzato il secolo americano ma si trova ora ad un punto di crisi globale. Non pu sorprendere lira dei leader alleati costretti a scoprire sul Guardian, Le Monde e Der Spiegel che lamico Obama ascoltava le loro telefonate private. La stessa spiacevole sorpresa laveva avuta un mese fa Dilma Rousseff quando ha appreso che il partner americano teneva sotto controllo il suo cellulare oltre a spiare lente petrolifero nazionale Petrobras. La presidente del Brasile si era tolta la soddisfazione di inveire contro le occulte politiche americane in un infuocato discorso allOnu, a pochi passi da un imbarazzato Barack Obama, prima di annullare clamorosamente la sua visita di stato a Washington. Rousseff aveva chiesto allora al consiglio di sicurezza di prendere le misure necessarie ad evitare che il ciberspazio venga convertito ad arma di guerra. Dichiarazioni cui ora ha fatto eco il presidente del parlamento Ue con la sua accusa di servizi fuori controllo. E laltroieri giunta notizia di un iniziativa congiunta proprio di brasiliani e tedeschi per formalizzare allOnu una risoluzione mirata ad arginare le attivit illecite degli americani. Se a New York c maretta a Bruxelles certo non tira buona aria per Obama e la lista delle capitali in cui vengono convocati gli ambasciatori americani e sbattute le porte si allunga. Come avvenuto nel 2010 con le rivelazioni Manning/Wikileaks il dipartimento di stato sta freneticamente tentando di tappare le falle e prevenire stati amici su ulteriori scomode rivelazioni. Significativa a questo riguardo per lanalisi di un ex funzionario dello state department che a Foreign Policy ha dichiarato: la dimostrazione della tossicit delle rivelazioni di Snowden, attribuendo cio il il problema non gi allo spionaggio in se, ma alla sua

MANIFESTAZIONE AMERICANA PER EDWARD SNOWDEN /REUTERS

SU TWITTER

Michael Hayden intercettato sul treno


Lintercettatore intercettato da un normale cittadino: una conversazione telefonica di Michael Hayden, ex direttore della Nsa e della Cia, stata casualmente ascoltata e pubblicata in tempo reale su Twitter. In viaggio in treno verso New York, Hayden stava commentando al telefono la tempesta datagate. Non si per accorto che dietro di lui era seduto Tom Matzzie, ex direttore per Washington di Move-On, un movimento progressista vicino a Obama, che ha cominciato a twittare: Sta facendo commenti denigratori sull'amministrazione, stava parlando con Massimo Calabresi, di Time, ne sono quasi certo.

scoperta. Cos Obama costretto a chiedere scusa ai partner mentre John Kerry fa i doppi turni in giro per il mondo promettendo di non farlo mai pi. Ma realisticamente non c ad aspettarsi molto dal presidente che dopo il caso Snowden dichiarava effettivamente necessario un dibattito sulla sorveglianza, mentre allo stesso tempo giungeva a far atterrare il presidente della Bolivia per perquisire il suo aereo alla ricerca della talpa. Pur nel mezzo dellattuale crisi questa amministrazione non d cenni di voler mettere in dubbio la fede scontata nelleccezionalit e nel ruolo dellAmerica come poliziotto del mondo. Una concezione fondamentalmente basata sullespansione globale del paradigma di guerra che converte il mondo nel campo di battaglia di un conflitto asimmetrico. Un concetto che giustifica le incursioni dei predator come umanitarie e le intercettazioni come normali e necessarie. E nel mondo post-privacy la supremazia nella sorveglianza - in cui certo pochi paesi sono semplici spettatori -, l'obiettivo di una corsa agli armamenti informatici, una gara che, col loro vasto apparato sommerso di spionaggio cibernetico, gli Usa stanno vincendo. Per quanto possano protestare le cancellerie indignate di mezza Europa, chiaro che tutti gli stati si adoperino per spiare gli uni sugli altri e tutti, chi pi chi meno, sui propri cittadini. Ma in fatto di tecnologia gli Usa sono ancora una superpotenza grazie in gran parte al sodalizio col settore privato. Due terzi delle ricerche mondiali passano dai motori Google, Facebook gestisce un traffico pari a un terzo degli utenti

planetari di internet, Microsoft produce ancora il 90% dei sistemi operativi e il traffico cloud passa pur sempre per Silicon Valley; la rete sar anche immateriale ma i server hanno pur sempre un peso specifico e internet vive in gran parte in California. Un dato che offre oggettivi vantaggi a chi quei dati li vuole controllare. La Nsa, che sta costruendo un mastodontico complesso per limmagazzinamento dati in Utah, ha annunciato di poter portare il numero di comunicazioni intercettate da 2 miliardi a 20 miliardi al giorno. Il 90% delle informazioni custodite nei computer top secret sono state raccolte solo negli ultimi due anni. Non esattamente la fotografia di un inversione di rotta: come ha dichiarato Michael Hayden, ex direttore della Nsa a Bloomberg News: Nellestrarre informazioni da archivi avversari, nessuno ci batte. Dove per avversari evidentemente si intende il resto del mondo, tutti noi compresi. Sullintelligence e sul controllo dellinformazione si decide insomma una cruciale questione di egemonia politica e commerciale. E qui datagate potrebbe avere un costo concreto se vero, come sostiene Julian Assange, che minaccia di incrinare il monopolio informatico americano decretando un progressivo esodo di clienti ad esempio da social network e servizi nuvola basati negli States, una perdita che secondo Assange potrebbe ammontare presto a un danno di 30 miliardi di dollari. Saranno significativi in questo senso anche le eventuali ripercussioni di datagate sui prossimi negoziati del trattato di libero scambio fra Usa e Europa.

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ORECCHIE DA MERCANTI

Europa

Si pu tutelare la privacy senza danneggiare la sicurezza, scrivono i dissidenti della National Security Agency ascoltati a Bruxelles

IL DOCUMENTO La testimonianza di ex specialisti dellagenzia Usa alla commissione del parlamento europeo

Avevamo gi denunciato la Nsa


Andrea Palladino e Andrea Tornago

l11 settembre 2001 il momento di svolta nella strategia di spionaggio globale della Nsa. Dopo lattacco alle Twin Towers, tutto cambia. Anzi, gi qualche giorno prima dellattentato che ha cambiato il mondo. Una strana coincidenza raccontata da tre fonti qualificate, ex analisti senior della National security agency, in una audizione davanti ai membri della commissione Libert e affari interni del parlamento europeo (commissione Libe), che da settembre si occupa a tempo pieno del datagate. C un prima 2001, quando negli uffici della pi potente agenzia dintelligence del mondo girava un software in grado di puntare lattenzione degli analisti solo sui bad guys: terroristi, criminali, target inseguiti dalle polizie del pianeta. Un sistema - chiamato ThinThread - che copriva i dati dei semplici cittadini, rispettando privacy e quarto emendamento. E c un dopo 11 settembre, quando la privacy viene messa da parte dallallora capo dellNsa Michael Hayden, passato nel 2006 a comandare la Cia. con la sua gestione che cambia la strategia di ascolto dellintelligence Usa, anticipando larrivo di Prism, il sistema al centro del datagate. Il suo nome gi nel primo scandalo sullo spionaggio della Nsa, raccontato nel 2006 da Usa Today. Il quotidiano pubblic allepoca uninchiesta sullesistenza di un database di telefonate interne negli Usa, in violazione del quarto emendamento e delle regole della privacy. Non c alcun bisogno di pescare a strascico e immagazzinare tutti i dati del mondo - scrivono i dissidenti della Nsa alla commissione Libe in un documento depositato negli uffici del parlamento europeo - e non serve trovare alcun compromesso tra la sicurezza e la privacy. William E. Binney, 36 anni di esperienza nella Nsa come direttore tecnico e veterano dellagenzia di sicurezza della Us Army, J. Kirk Wiebe, analista esperto della Nsa e Thomas A. Drake, ex dirigente della Nsa per 25 anni ai vertici dellagenzia

IL CELLULARE DI ANGELA MERKEL /REUTERS

ne sono convinti. Sono stati loro a progettare e sperimentare il programma ThinThread, che nel 1998 aveva superato a pieni voti tutti i rigorosi test della Nsa. ThinThread aveva una capacit superiore a tutti i programmi precedenti di individuare le minacce nella mole di dati in crescita costante con cui dovevano confrontarsi le intelligence di tutto il mondo. Era anche in grado di criptare rapidamente le comunicazioni e i dati sensibili per salvaguardare la privacy. Punto centrale questo per i tre analisti, in grado di tutelare la riservatezza, garantendo - nel contempo - la possibilit di seguire i possibili terroristi. In unintervista rilasciata al Baltimore

Sun, Drake rivela che ThinThread fu eliminato tre settimane prima dell11 settembre per cambi di priorit nelle intercettazioni dellintelligence americana. Motivi politici, condensati nella decisione del direttore della Nsa Michael Hayden di passare al programma Trailblazer, pi adatto allera della guerra al terrore. Anche se considerato dagli esperti molto meno efficace e abbandonato nel 2006 per inefficacia e costi eccessivi per lamministrazione americana, stimati in alcuni miliardi di dollari. Nel 2002 Drake, Binney e Wiebe denunciarono allispettore generale del Dipartimento della difesa (autorit indipendente che deve valutare i programmi e le

operazioni del dipartimento) la malagestione e lo spreco di soldi pubblici alla Nsa intorno al programma Trailblazer. E ne pagarono anche le conseguenze, con lamministrazione Bush come con quella Obama. Le loro abitazioni furono perquisite dallFbi nel 2007 e Drake si ritrov accusato di spionaggio nel 2010. Accuse poi cadute. Il risultato dellindagine dellispettore fu un rapporto del 15 dicembre 2004, declassificato poi nel 2011 in seguito al Freedom of Information Act. Un dossier che non integralmente leggibile per i tanti omissis apposti al momento della desecretazione. I tre ex agenti della Nsa hanno indicato una strada ai commissari eu-

I tre ex agenti indicano una strada: il rapporto del 2004. La copia integrale potrebbe fare luce sullo scandalo
ropei: cercate di farvi dare la copia integrale di quel rapporto, per capire esattamente come funzionano i sistemi di intercettazione, quanto costano, quale livello di privacy sono in grado di garantire. E la chiave, secondo il loro racconto, pu essere trovata in quel passaggio dalla piattaforma ThinThread al sistema voluto da Hayden. Da quella scelta sarebbe poi derivato luso di software particolarmente invasivi, come hanno dimostrato le inchieste del Guardian sul datagate. Non solo. Quel rapporto era nato da denunce su vere e proprie frodi, con rapporti tecnici manipolati o fatti sparire, come si legge nelle poche righe dellintroduzione non coperte da omissis. Dai primi di settembre la commissione Libe sta cercando di ricostruire - da un punto di vista istituzionale - il caso datagate. Non la prima volta per lEuropa. Il tema degli spioni in ascolto sulle nostre infrastrutture di comunicazione era gi stato affrontato anni fa trattando il caso Echelon, il sistema di raccolta dati gestito dagli Usa, dalla Gran Bretagna e dallAustralia. Dopo la rivelazione sulle intercettazioni illegali del cellulare della cancelliera tedesca Angela Merkel il dossier divenuto ancora pi pesante. Non sono solo le vite dei comuni cittadini europei a entrare nel sistema Prism, la piattaforma della Nsa la cui esistenza stata rivelata da Edward Snowden. Gli analisti statunitensi puntano in alto, cercando di estrarre informazioni utili dalle comunicazioni dei capi di stato. Fino a oggi la collaborazione da parte degli Stati Uniti stata minima. I commissari partiranno luned prossimo per Washington dove avranno una serie di incontri con Rand Beers, segretario di stato per la sicurezza nazionale e con Karen Donfried, responsabile per gli affari europei del National Security Council. Al momento il direttore della Nsa non ha dato risposta alla richiesta di incontro. La missione sar cruciale, dunque, per capire le reali intenzioni di collaborazione dellamministrazione Obama, su un dossier che rischia di compromettere gli stessi accordi di libero scambio Ue-Usa.

BRUXELLES Francia e Germania per lavvio di discussioni bilaterali

Spionaggio, lUe invoca chiarezza. Ma a bassa voce, lalleato in ascolto


Anna Maria Merlo PARIGI

ENRICO LETTA Penso che non sia unattivit utile e positiva, anzi crea molti problemi e non ha gli effetti positivi di trasparenza che lui si prefigge, il giudizio del premier italiano sulle rivelazioni di Edward Snowden, la talpa del datagate. Letta spiato?: Non lo so, rimando a ulteriori chiarimenti, risponde

MARIANO RAJOY Il premier spagnolo ha dato istruzioni di convocare lambasciatore degli Stati Uniti in Spagna, James Costos, perch dia spiegazioni sullo spionaggio da parte della Nsa statunitense delle comunicazioni del governo iberico. El Pas ieri ci ha fatto il titolo di copertina, ma Rajoy resta cauto

o scandalo dello spionaggio stato al centro del Consiglio europeo, anche se queste questioni non sono comunitarie, ma dipendono dalle relazioni bilaterali dei diversi stati con il principale imputato, gli Stati uniti (con cui del resto hanno collaborato, in varia misura, numerosi paesi europei, anche uno a scapito dellaltro). Per questo, a Bruxelles andato in onda un nuovo episodio della frammentazione europea, camuffata da qualche bel discorso che finge lunit. Tutti indignati, in una corsa a chi mostrava maggiore irritazione verso lo scandalo. Dopo la Francia e la Germania, anche la Spagna, che si anchessa scoperta spiata fin dai temi di Zapatero, ha convocato lambasciatore statunitense a Madrid. Ma, in sostanza, non stata presa nessuna decisione forte: non ci sar nessun blocco dei negoziati sul Ttip, la Nato del commercio, che deve stabilire norme comuni tra le due sponde dellAtlantico, mentre lo spionaggio non solo politico, ma anche - e soprattutto - industriale. Francia e Germania hanno sottoposto ai partner una dichiarazione comune, letta dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, dove si invita a ristabilire la fiducia tra paesi amici, ma vengono evitate critiche esplicite a Washin-

gton. Infine, anche per la protezione dei dati personali dei cittadini Ue allinterno dellEuropa, si dovr aspettare il 2015 per la revisione della direttiva sulle telecom. Francia e Germania hanno parlato di instaurare un codice di buona condotta nellintelligence, perch, come ha detto Merkel, non si intercetta qualcuno incontrato a un vertice internazionale. Ma Merkel, in campagna elettorale, aveva messo la sordina sulle critiche dellopposizione, rispetto alla questione dello spionaggio Usa e adesso questa stessa opposizione Spd, che si prepara a fare un governo con la cancelliera, ad abbassare i toni. Hollande ha protestato, ha accennato al cyberattacco che avrebbe subito la Francia nel maggio 2012, tra i due turni della presidenziale, ha spiegato che sono seguite varie piste, ma da Parigi il primo ministro Jean-Marc Ayrault ha assicurato che il paese non ha corso nessun rischio. Nella dichiarazione di Bruxelles viene citata lintenzione di Francia e Germania di intraprendere discussioni bilaterali con gli Usa con lo scopo di trovare entro fine anno un accordo sulle relazioni reciproche in questo campo. I capi di stato e di governo affermano di essere informati dei recenti sviluppi dello scandalo, capiscono la profonda preoccupazione dei cittadini, ma si premurano di ribadire che la relazione stretta con gli Usa e che la collaborazione

deve continuare, certo fondata sul rispetto e la fiducia. Gli europei si limitano a mettere in guardia Washington: la mancanza di fiducia reciproca potrebbe portare pregiudizio alla necessaria cooperazione di raccolta informazioni nella lotta al terrorismo. allopera, del resto, un gruppo di lavoro Ue-Usa sulla protezione dei dati. La dichiarazione non ha entusiasmato polacchi e britannici. La Germania, invece, fa la voce grossa. AllOnu ha stabilito unalleanza con il Brasile, altro paese spiato, per chiedere delle spiegazioni. Merkel ha espresso unemozione probabilmente non simulata, viste le analogie che possono essere stabilite con il comportamento della Germania est: Abbiamo sotterrato assieme i nostri soldati in Afghanistan - ha detto - non possibile che adesso dobbiamo preoccuparci di essere spiati da alleati. Enrico Letta ha chiesto tutta la verit agli Usa. Ma poi, anche gli italiani fanno come gli altri, e diventano molto meno chiari quando devono precisare cosa davvero successo, cosa ha subito lItalia o a cosa ha partecipato. Perch, come ha ammesso Jean-Claude Juncker, caduto in Lussemburgo proprio a causa di uno scandalo dei servizi, probabilmente anche i nostri non adottano sempre i comportamenti migliori. Alla faccia del codice di buona condotta che adesso Parigi e Berlino andranno a discutere con Washington.

DAVID CAMERON Quello che fanno Snowden e i giornali che lo aiutano, insegna alla gente che ci vuole colpire come fare per evitare la nostra intelligence, la sorveglianza e le altre tecniche e questo non rende il mondo pi sicuro, ma pi pericoloso: ci significa aiutare i nostri nemici, laccusa del premier britannico

ANGELA MERKEL Abbiamo detto che ogni paese individualmente si metta in contatto con gli Stati uniti per accordarsi su un quadro di futura cooperazione in materia di intelligence. Cos la cancelliera tedesca chiedendo un accordo con gli Usa chiaro e in linea con lo spirito da alleati

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SABATO 26 OTTOBRE 2013

CULTURE

STORIA PUBBLICA
Claudio Vercelli

e si osserva la discussione e, soprattutto, il processo decisionale che sta accompagnando lipotesi, in s non inedita, di introdurre anche in Italia il reato di negazionismo, pi che la fretta a costituire una cattiva consigliera parrebbe oggi essere una sorta di pessima coscienza che, nelle infinite e tortuose mene dellagire parlamentare rischia, pur rinviando a intenzioni morali sottoscrivibili, di produrre uneterogenesi dei fini. Detto in altre parole, potrebbe indirettamente legittimare quello che invece vorrebbe reprimere legalmente ed una volta per sempre. Entriamo nello specifico, poich ci troviamo dinanzi ad un campo minato ed quindi bene mettere dei solidi paletti: da un lato abbiamo a che fare non con delle opinioni, per quanto estreme, bens con un fenomeno rivoltante e abietto. Ribadiamolo, quindi. Se si parla di negazionismo si rinvia alla squallida menzogna di chi, ammantandosi dietro il diritto alla libert di ricerca e di coscienza, nonch ad un ricorso allopinione che diventa prima licenza di stravaganza e poi, in immediato riflesso, di insulto, uccide la memoria delle vittime dei genocidi, dichiarano che i secondi non sono mai accaduti e che le prime, quindi, non possono essere mai esistite.

La proposta di introdurre il reato di negazionismo vuol recidere la possibilit di affermare che non c stato lo sterminio degli ebrei. Ma, cos facendo, trasforma gli epigoni del nazismo e del fascismo in paladini della libert di espressione

Assassinio della memoria


Al centro di questo filone, che con la storiografia non ha nulla da condividere, vi lo sterminio delle comunit ebraiche per mano nazista e fascista. Non di meno, la sua eco pubblica a distanza di molti decenni. Ma il campo di estensione, a ben guardare, assai pi corposo, chiamando in causa, di volta in volta, anche altre vicende e fatti. La qual cosa, detto da subito, imbroglia enormemente la matassa della discussione. Cosa va ritenuto delitto contro lumanit, nonch genocidio, al di l della definizione giuridica, a tratti molto nominalistica, nelle nostre societ? Chi chiamato a sanzionare luno e laltro rispetto al dibattito pubblico? Pu essere un giudice a perseguire chi ne nega lesistenza? Quando si in presenza di una deliberata negazione e quanto, nonch come, ci pu costituire una lesione dellaltrui dignit e dei suoi fondamentali diritti? Quesiti che si intrecciano, nella loro complessit, con il bisogno, sollevato da pi parti, di reprimere quanto vissuto come un assassinio della memoria, oltraggio deliberato e inaccettabile. Se quindi, da un lato, vi questo groviglio di fatti e pulsioni, dallaltro si dato il rinnovato impegno del legislatore nel volere sanzionare le condotte di negazione. In tal senso gi si era mosso nel 2007, primo dei promotori lallora ministro di Giustizia Clemente Mastella. Di fatto non se ne fece nulla, dopo per un fuoco di fila polemico nel quale si distinsero gli storici contemporaneisti che si espressero, per il tramite della Sissco, contro tale ipotesi. Allora, quattro erano i punti critici messi in rilievo dagli oppositori: la sostituzione, alla battaglia culturale, della minaccia del ricorso alla legge; la possibilit di offrire ai negazionisti limproprio ruolo di difensori di una libert di opinione, per quanto basata sulla propalazione di deliberate falsit; il sospetto, indotto in parte della pubblica opinione, che ci che il legislatore intendesse sancire fosse una verit di Stato, come tale inconfutabile (e in ragione di ci ancora di pi dubitabile); laccentuazione dellidea che lunicit della Shoah, nonch la sua memoria, divenendo la metonimia del male assoluto, non potessero in alcun modo essere fatte oggetto di considerazioni critiche. Attualmente, in sede di discussione parlamentare, peraltro gi

tercorre tra idea, pur nella sua radicalit e inverosimiglianza, e mistificazione. Tale risultato, peraltro, in una costante perversione dei ruoli, si incontrerebbe e asseconderebbe linfelice concezione tribunalizia che da tempo lopinione pubblica va conferendo alloperato dello storico, con notevoli pressioni e tentativi di influenzarne gli esiti del lavoro di ricerca, come se la ricostruzione del passato dovesse ridursi ad una attribuzione di colpe e di torti, magari assolvendo il presente da qualsiasi altra presa di posizione in termini di coscienza critica. Il successo pubblicistico di Gianpaolo Pansa, ad esempio, si inscrive in questa logica corrente, incentivando una piegatura scandalistica, tra le altre, del rapporto con il passato. Non di meno, dietro alla volont di sanzionare il reato pare non esserci per parte del legislatore la consapevolezza del senso e della dimensione del vero problema, che non rinvia in immediato al negazionismo ideologico (per intenderci quello che si rif al nazismo, al fascismo e ai vari fondamentalismi politici e identitari variamente assortiti), gi perseguibile con gli strumenti che il legislatore ha a disposizione, bens alla sua traslazione sul web, nella cybersfera, allinterno di un circuito virale che , per sua natura, incomprimibile, nelle forme come nei contenuti. Poich il negazionismo, oggi pi che mai, questione che rimanda alla dichiarata dimensione pubblica, volutamente scandalosa e quindi seduttiva, del suo esasperato controfattualismo.

Armamentari antisemiti
Tutti gli armamentari del complottismo, del vecchio antisemitismo se si parla di Shoah come del conflitto israelo-palestinese, anelli dai pi saldati in ununica, insalubre relazione ma anche uno scetticismo programmatico, che induce a ritenere che la narrazione storica sia di per s sempre strumento di potere, e quindi di occultamento, sono in questo caso interagenti. Si tratta di un vero e proprio campo di significati, falsi e mistificanti, che tuttavia inducono coloro che li fanno propri, proni ad una lettura nel medesimo tempo ingenua, ingessata, pregiudiziosa e semplificatoria dei processi storici cos come della realt quotidiana, a credere di avere finalmente trovato una chiave di comprensione e, quindi, di emancipazione dai poteri forti. La recente, stucchevole vicenda in cui incorso Piergiogio Odifreddi, il matematico impertinente e facile opinionista, ne la cartina di tornasole. Una disposizione penale volta a reprimere questi atteggiamenti mentali, di per s comunque molto problematici, va quindi incontro a un duplice scacco: da una parte la convinzione di potere svuotare loceano con il proverbiale cucchiaino e, dallaltra, il rischio, ancora pi concreto, di indurre il convincimento che ci sia una versione pubblica del passato che non pu essere sottoposta a nessuna riconsiderazione critica. Da qui al creare dei martiri a buon mercato il passo decisamente corto. Si tratta esattamente di ci che i negazionisti di ogni risma vanno cercando di fare, essendo personaggi allesasperata ricerca di un proscenio pubblico, anche quando si tratta di un tribunale (come, tra le altre, le vicende dei processi contro Zndel e Lipstadt rivelano), nel quale recitare il loro sacrificio. Con laggravante, va ribadito, che la percezione che una parte del pubblico maturerebbe quella che il condannato tale non per torto bens per uninconfessabile ragione, ossia, come i pi amano dire, che la storia la scrivono i vincitori, ed essa a costituire per davvero una menzogna. Mi pare quindi che si sia molto distanti da una soluzione accettabile.

Labiezione a norma di legge


avanzata, lemendamento proposto allarticolo 414 del codice penale, secondo i suoi estensori e sottoscrittori, estenderebbe la sanzione del carcere, con una pena variabile tra luno e i cinque anni, oggi gi prevista per chi commette apologia di reato o istigazione al crimine, anche a chi dovesse negare lesistenza di crimini di genocidio o contro lumanit. Se cos fosse, i nostri codici recepirebbero e introdurrebbero quindi la fattispecie di negazionismo come peculiare delitto da perseguire. care la lotta contro il negazionismo soprattutto sul piano didattico e culturale. Posizione nobile, questultima, quindi sottoscrivibile in linea di principio, ma anchessa inficiata da molti limiti. Se fosse altrimenti, difficilmente ci incontreremmo con un problema di proporzioni cos lievitanti. Di Shoah se ne infatti parlato molto. Qualcuno, come Georges Bensoussan, pensa che possa innescarsi addirittura un fenomeno inflattivo, dove alla ripetizione di chi racconta e afferma segue la dissociazione di chi ascolta (e poi rimuove, negando). Cosa pensare, quindi, del quadro che va delineandosi? Siamo dinanzi al confrontarsi di due unanimit fragili:
SOPRA, LA RISIERA DI SAN SABA. QUI ACCANTO, IMMAGINE TRATTA DAL VOLUME ALBUM AUSCHWITZ (EINAUDI)

da una parte gli storici, per buona parte contrari; dallaltra i politici, perlopi tartufescamente favorevoli, a partire da quelli della sinistra. Una prima obiezione di merito rinvia ad un dato concreto, ossia allapplicabilit di una norma che emenda un articolo del codice penale. Non solo materia per giuristi.

A colpi di scandali
La formulazione delloggetto infatti - ambigua, lasciando un margine di ampia discrezionalit al giudice e conferendo ai tribunali, nel qual caso, unimpropria funzione, quella di stabilire una qualche forma di verit storica, fosse anche solo in un gioco di riflessi capovolti. Quanto meno per sottrazione, dal momento in cui il primo e i secondi sarebbero chiamati in giudizio a decidere cosa invece storia non , trattandosi soltanto di bieca falsificazione e quindi di reato. Saremmo, nel qual caso, non in uno spazio di diritto ma in un ambito di discrezionalit assoluta, delegata al magistrato. Ed qui che la vera opinione rischierebbe di essere per davvero colpita, non essendo invece la negazione da ritenersi tale. Il punto, infatti, non rinvia tanto a ci che non giusto dire bens agli strumenti con i quali corretto sanzionare non lerrore ma lorrore, cos come soprattutto allidentit di colui al quale demandata lidentificazione della assai labile differenza che spesso in-

Un affare non solo giuridico


Fin qui, se ci si rif alla lettera della fredda norma, da obiettare vi sarebbe soprattutto il fatto che essa si esprime in forma frammentata e residuale, ovvero come semplice modifica di un articolo del codice e non allinterno di un pi ampio e articolato dispositivo giuridico per la lotta contro lesaltazione delle brutalit e la perversione del passato. Non di meno vi chi ricorda come tale disposizione rinvii alla decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia, assunta dal Consiglio dellUnione europea nelle due sessioni del 19-20 aprile 2007 e del 28 novembre 2008, alla cui attuazione lItalia tenuta in quanto Stato membro. Non poi meno vero, inoltre, che le prese di posizione che si stanno susseguendo contro lapprovazione della norma, si accompagnano spesso alla perorazione della necessit di intensifi-

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CULTURE

oltre
tutto

UNA NOTTE AL MUSEO la giornata di apertura straordinaria (dalle 20 alle 24) dei principali musei statali italiani. Inoltre, chi si unir agli oltre settantamila visitatori che hanno finora premiato con la loro partecipazione il progetto, potr contribuire alla tutela del

patrimonio culturale italiano: il Mibact lancia infatti la consultazione online L'Arte Aiuta l'Arte. Gli utenti con un semplice click potranno scegliere di restaurare l'opera d'arte preferita, selezionandola tra una rosa di otto conservate a Firenze, Napoli, Roma e Venezia. Il restauro sar finanziato

dalla Direzione generale per la valorizzazione, che destiner i proventi dei biglietti di ingresso delle precedenti edizioni di Una notte al museo. Con questa consultazione online spiega il direttore generale per la Valorizzazione, Anna Maria Buzzi - gli utenti della rete diventeranno protagonisti.

fornisce numerosi esempi. Come gi accaduto in altri momenti storici e in altri luoghi del mondo, la volont che la filosofia agisca in nome proprio esprime un desiderio di libert, politica in ultima istanza, tramite il quale solo se tutta la vita impegnata si genera il gesto filosofico, raro ma universale, dellinvenzione del concetto come cammino di cui non si conosce il punto darrivo.

Quando la vodka scorre nelle vene


Arianna Di Genova

Un debole assioma
Le proposte enunciate dal momento francese, per, indicano spesso vie troppo vaghe o troppo astratte, com il caso, pur nelle differenze, di Rancire e Badiou. Se si tratta di evitare sia il Partito al di sopra del movimento sia unimmanenza movimentista vitale, mi pare difficile uscirne col maestro ignorante o con laristocrazia proletaria. Democrazia dal basso con annesso spontaneismo delle masse e progressiva inclusione della parte dei senza parte, e avanguardia organizzativa con annesso sapere specialistico di pochi, sembrano lambire, talvolta molto da vicino, ci che bisognerebbe abbandonare. Rancire e Badiou, inoltre, condividono lassioma che luguaglianza una dichiarazione e non un processo. Politicamente questo ha una valenza forte e, in alcuni contesti, potenzialmente rivoluzionaria, ma conoscitivamente debole, a meno di non prescindere dal principio di realt. nel confronto con essa che i saperi si dispongono su scale, mutevoli ma gerarchiche, di validit, efficacia e universalit. La sopravvalutazione del performativo come pura capacit inventiva del linguaggio, che plasma il mondo solo per il fatto di pronunciarsi porta s allaumento dellinformazione ma anche alla diminuzione della comunicazione. Se dichiararsi uguali esserlo, perch, come dice Franoise Proust, cominciare un atto dichiarativo non si ricade in una concezione idealistica del soggetto come libert assoluta? Oppure, se il soggetto il punto in cui transita la fedelt a una procedura di verit innescata da un evento che rompe lordine dellapparire, non si ricade in una concezione forte dellideologia? Per uscirne senza disperdere leredit del momento francese, bisognerebbe ripartire dai suoi limiti, implicitamente mostrati dal testo di Badiou, riproblematizzandone innanzitutto le coordinate teoriche e politiche.

MICHAEL FOUCAULT, GILLES DELEUZE E JEAN-PAUL SARTRE

SAGGI Lavventura della filosofia francese di Alain Badiou

La scommessa aperta di un sapere critico


Fabio Raimondi

ibro non facile ma utile, Lavventura della filosofia francese. Dagli anni Sessanta (DeriveApprodi, pp. 200, euro 17) di Alain Badiou, perch consente di riaprire il discorso sul rapporto tra filosofia, scienze, politica e educazione. Non so con quale criterio siano stati ordinati i testi (rispettivamente su: Deleuze, Kojve, Canguilhem, Ricoeur, Sartre, Althusser, Lyotard, F. Proust, Nancy, Cassin, Jambet-Lardreau, Rancire), ma nellultimo, il pi recente, che si trovano le coordinate politiche e teoriche per inquadrare il pensiero dellautore e la sua Prefazione. In essa, infatti, ci che altrimenti sarebbe una raccolta di scritti sparsi, composti in un ampio arco temporale (1967-2006), sistematizzato come momento filosofico francese, modestamente comparato tanto al momento greco classico quanto a quello dellidealismo tedesco, cos da scivolare, suo malgrado, nel nazionalismo filosofico, alla pari di altri brand dagli improbabili nomi quali French Theory o, visto il nostro provincialismo, Italian Theory.

saggio da una sorta dideologia filosofica dominante basata sul paradigma dellassolutezza dei saperi scientifici e una serie di fenomeni politico-ideologici i quali, al contrario, fanno maturare il convincimento che il legame tra sapere e autorit sia una costruzione politica oppressiva, che deve essere abolita, se necessario, con la forza. Il momento francese tutto qui, e non poco, perch si tratta di un problema complicato: come sciogliere, abolire le figure esistenti di relazione tra il sapere e lautorit, tra il sapere e il potere e, di conseguenza, come concepire una trasmissione del sapere e dellesperienza, anche rivoluzionaria che non sia imposizione? Il passaggio attualissimo e irrisolto. La Francia e le sue colonie (ex e

smo hanno avuto la loro importanza), ma, daltro canto, non si pu misconoscerne la rilevanza nel ridimensionamento del positivismo e dello scientismo. Tralasciando la prima questione, troppo ampia e di cui il testo non tratta, indubbio che il momento francese abbia permesso di mettere in crisi i confini di molte discipline, soprattutto nellambito delle scienze umane e sociali; abbia supportato lesplosione della creativit personale e collettiva in ogni campo; abbia messo in discussione il principio di autorit, inserendosi a pieno titolo nella modernit; abbia, in sostanza, aperto la vita a una grande libert di pensiero e di azione. Molti sono i modi in cui tutto questo stato filosoficamente declinato e questo libro ne

no squillo di cellulare in piena notte. E un chirurgo viene catapultato dentro la vita, anzi la fine della vita di un ragazzo. Alex stato trovato a terra, vicino al motorino, in piena emorragia interna: il suo problema il fegato e non c operazione che tenga. Difficile ricucire un organo cos compromesso che sta mandando allaltro mondo quelladolescente dal pallore spettrale. C una decisione agghiacciante da prendere: togliere il fegato, permettere qualche ora di sopravvivenza ad Alex e sperare follemente che arrivi un donatore. I genitori, prostrati dallangoscia, danno il consenso. Luigi il medico in prima linea - non si arrende e procede. Le ore passano, lo stress e il dolore si accumula, ma Alex trover il suo angelo e avr un fegato nuovo. Inizia cos, con un ritmo adrenalinico, il racconto in prima persona di Luigi Rainero Fassati (medico sul serio e direttore del dipartimento Chirurgia e Trapianti del Policlinico) che in Mal dalcol (Salani, pp.182, euro 12) cerca di scoraggiare labuso di drink, con due storie verissime alla mano. E con la scia di disperazione che lasciano. Alex, infatti, non ha solo avuto un brutto incidente; caduto perch guidava in stato di ebbrezza, dipendente dallalcol. E non lunico ad avere questo problema. Secondo i dati dellIstituto Superiore di Sanit, il 22,4% dei maschi e il 13% delle femmine, tra gli 11 e i 17 anni, a rischio e crescendo con let, le percentuali aumentano esponenzial-

mente. In Italia, la principale causa di morte in et giovanile proprio lalcol, connesso alle insidie della strada. Di fronte alle statistiche snocciolate con competenza e sullonda dello spavento, Alex fa le promesse di rito. Sar sobrio per sempre, ma poi affider di nuovo le sue emozioni alla bottiglia, avviandosi verso il suo tragico epilogo esistenziale. Poi c Viola, bella, bellissima. Torna dal medico-salvatore Luigi con il figlio di cinque anni: vuole che sia lui il padrino al battesimo. Il bambino porta il suo stesso nome. madre, ha una voragine dentro che la rende diversa dalle altre ragazze, ma molto cambiata da quei giorni in cui se ne stava inchiodata a un lettino della terapia intensiva, lottando fra la terra e laldil. Overdose da alcol, vodka. Bevuta tutta dun fiato. Diciotto anni e la morte nel corpo. Viola, buona famiglia alle spalle, un desiderio spasmodico di essere amata per quello che e non per quello che i genitori vorrebbero che fosse, non ce lha fatta ad affrontare la sua adolescenza senza farsi male. Per adeguarsi a un fidanzato violento, ha cominciato a bere e a vivere pericolosamente. Tanto da compiere uno scellerato rito di passaggio per essere ammessa nella gang, come donna del boss. troppo per lei, e per chiunque. Ci vorranno diversi arresti cardiaci e ore intensissime in rianimazione perch Viola ritorni in s. E questa volta sar per sempre.

Scritti in momenti diversi, i testi riuniti nel volume restituiscono un percorso di ricerca ancora in corso
non) sono state, nella seconda met del XX secolo e accanto ad altri momenti magari meno visibili, una delle scene pi importanti nel campo di battaglia della filosofia contemporanea. Il loro contributo principale limpostazione della questione del soggetto come elemento comune che consente di non contrapporre concetto ed esistenza, consentendo cos alla filosofia di uscire dallaccademia e collocarsi direttamente sulla scena politica grazie a uno stile di espressione tale da rivaleggiare con la letteratura. Il processo di soggettivazione, infatti, mostra che la scienza ben pi vasta e profonda rispetto alla semplice questione della conoscenza, perch unattivit produttiva che mobilita qualcosa di pi oscuro, di pi legato alla vita, al corpo e che, come evidenzia il saggio su Sartre, concentra in s forze pi vaste. Ci si trova cos a un crocevia importante e delicato, perch da un lato si apre la questione di come tale pratica sia stata sussunta, in modo indebito forse, certamente becero, ma reale, dal mercato e dal capitalismo globale (e le sliding doors tra ex maoisti e ideologi del capitali-

SCAFFALE Tutti in classe. Un maestro di scuola racconta di Alex Corlazzoli, per Einaudi

I bambini non vogliono la minestrina riscaldata


Mauro Trotta

Conoscenza potere
La data dinizio della raccolta non casuale. Il 1966-67, infatti, il momento in cui la Rivoluzione culturale cinese indica un orientamento contrario alle correnti allora dominanti, tra cui lo strutturalismo, nel quale si inserirono col loro neo-scientismo basato sulla formalizzazione sia Althusser (su di lui il saggio del 67) sia Lacan. Il momento francese comincia qui il suo percorso, poi amplificato dal Maggio 68: rivolta anti-autoritaria che mira al rovesciamento delle gerarchie fondate sulla detenzione di un sapere e contro lorganizzazione verticale della sua trasmissione: lidea che la sperimentazione operaia diretta abbia unimportanza per lo meno altrettanto grande di quella fondata sul sapere tecnico-scientifico degli ingegneri e dei capi. Non scadendo nella formula volgare: ogni sapere un potere, abbasso lautorit del sapere! in cui molti sono incappati e incappano ma come camminare sul ciglio di un burrone, scivolare verso il basso fa parte della natura del luogo tale idea segna il pas-

hi non impara nulla dai bambini, certamente non imparer nulla dai grandi. Questa frase di Ernst von Wildenbruch riportata subito, allinizio di Tutti in classe. Un maestro di scuola racconta di Alex Corlazzoli (Einaudi, Torino, pp. 134, euro 12), un libro interessante soprattutto per lo sguardo libero da inibizioni e pregiudizi che lautore riserva ai ragazzi, facendo scoprire al lettore non solo sentimenti, modi di vita, pensieri dei suoi piccoli studenti, ma delineando un quadro vivo e accurato delle trasformazioni che hanno attreversato e attraversano luniverso infantile e, di conseguenza, lintero spettro della societ attuale. Alex Corlazzoli, blogger, giornalista, scrittore ma, innanzi tutto, maestro elementare, non si limita a parlare dei problemi strutturali della scuola, ma raccontando con estrema empatia la vita tra i banchi, e non solo, dei suoi protagonisti, offre una chiave di lettura efficace per comprendere i cambiamenti, le mutazioni che investono anche violentemente lintera

societ. E, cercando di capire e di far capire, lancia proposte, propone soluzioni, svela anacronismi e delinea i contorni, intessuti di sogni, curiosit, speranze, delle ultime generazioni. Da sempre, del resto, artisti, letterati, cineasti hanno utilizzato luniverso infantile per comprendere e mostrare i tratti fondamentali della societ in cui si trovavano a vivere. Lelenco sarebbe inter-

Sguardi dal basso. Come i piccoli imparano ad amare, leggere, usare le varie tecnologie
minabile. Basti pensare a film come Zero in condotta di Jean Vigo oppure Gli anni in tasca o Il ragazzo selvaggio di FranoisTruffaut o ancora Germania anno zero di Roberto Rossellini. O a libri come Pinocchio di Carlo Collodi, Il piccolo principe di Antoine de SaintExupry, il Tom Sawyer di Mark Twain. Opere dove sogni, poesia, ribellione, leggerezza, dramma si

intrecciano in maniera quasi indissolubile. Oggi, invece, risulta difficile che qualcuno si avvicini a tali tematiche. Come denuncia lucidamente e amaramente lautore allinizio del suo libro: Qualcuno, laggi, non si accorge che ci siamo. Non si preoccupa di come i bambini imparano ad amare, a leggere, a usare la tecnologia. Non si chiede pi che scuola abbiamo, che posti di lavoro stiamo preparando per loro. Subito dopo questa constatazione, inizia il viaggio, ed un viaggio appassionante e veritiero dove possibile scoprire cosa realmente pensano i bambini dei propri genitori o che rapporto hanno con laffettivit, lamore e il sesso. Si tocca con mano che peso ha nella loro vita la tecnologia, si vede cosa significa essere nati con Internet e il computer, che rapporto hanno i piccoli con la storia, cosa conoscono del passato e cosa no, come sia grande e appassionata la loro voglia di comprendere, sapere, scoprire. Si mettono in evidenza incongruenze, mancanze, vere e proprie stupidaggini che la scuola impone loro. Cose che non capisco-

no e che, in verit, nessuno potrebbe capire. Come lobbligo di mettersi in fila come fossero un gregge di pecore o il divieto di correre, urlare, divertirsi anche se suonata la ricreazione. Oppure il fatto di concepire lo studio come sforzo, sacrificio dove non tanto importante quello che impari ma semplicemente i voti sulla pagella. O perch i piatti che trovano alla mensa siano tristissimi: minestrine stile casa di riposo (...), paste alla ricotta dove la ricotta era pi che altro un ricordo, creme di legumi con riso che ricordavano i giorni mesti in cui si ammalati sotto le coperte, pere e mele spezzettate, servite nelle bacinelle di plastica azzurra che le nonne usavano per i panni. Il tutto raccontato con una scrittura piana, efficace, discorsiva come se lautore stesse parlando direttamente al lettore. E con la consapevolezza, sottesa lungo tutto il testo, di trovarsi come in un viaggio spaziale che non si sa dove ci porter, sapendo per che alla guida della navicella spaziale ci sono i bambini, che hanno intuito il loro compito: trasportarci in una nuova era.

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VISIONI

A teatro Per la retrospettiva di Romaeuropa le due opere simbolo di Jan Fabre;


il Carso mitologico di Paolo Rossi; la strage milanese del 1969 in un lavoro di Sieni

Il potere vitale del palcoscenico


Spettacoli che appartengono al loro tempo ma riescono ancora a parlare allo spettatore contemporaneo
Gianni Manzella ROMA

a ricordiamo bene quella notte di trentanni fa, quando Jan Fabre fece irruzione al festival di Polverigi. E subito ne fummo conquistati. Questo teatro come ci si poteva aspettare e prevedere, diceva il titolo presuntuosamente assertivo. Il venticinquenne artista di Anversa aveva destato qualche brivido pubblico con le sue solitarie performance di stampo duchampiano (in Money bruciava le banconote raccolte fra coloro che vi assistevano) ma era praticamente sconosciuto alla scena teatrale. Sul piccolo palco nudo, chiuso sul fondo da un telo bianco da proiezione, sotto una selva di ganci da macelleria, inquietanti anche se usati per appendervi e fare dondolare le seggioline che costituivano lunico provvisorio arredo della scena, otto attori reclutati tramite unaudizione mettevano in atto una serie di azioni ripetitive, dilatate fino allo sfinimento degli interpreti. Un agghiacciante spogliarello innestato su un dialogo di quotidiana banalit. Una coppia impegnata in una corsa a perdifiato. Unaltra in un frenetico e sempre pi scomposto spogliarsi e rivestirsi, a tratti immobilizzato dallirrompere in scena degli altri performer Quando lanno successivo debutta alla Biennale di Venezia con il nuovo spettacolo dal titolo altrettanto imperativo, Il potere della follia teatrale, Fabre gi un artista di culto per una generazione cresciuta allinsegna del nuovo (sbaglia o semplicemente non cera e non sa chi parla di scandalo o di provocazione, termini

DUE SCENE DEGLI SPETTACOLI DI JAN FABRE ; SOTTO UN ANNO DOPO /FOTO GIUSEPPE DI STEFANO

del resto per lo pi usati a sproposito). E questaltro lavoro, con una compagnia pi numerosa e un pi ricco apparato visivo, che non a caso per molti tratti richiamava liconografia barocca, poteva apparire una traduzione del primo per un pubblico pi largo. Non lo diceva proprio quel lussureggiante apparato iconografico, da Michelangelo ai fratelli Le Nain, al posto dei pochi frames proiettati in loop di filmini in super 8

che riprendevano lartefice con un sacchetto calato sul volto o una pistola alla tempia; o lesplodere danzato di un Crepuscolo wagneriano a contrappunto del dolce e seriale minimalismo delle musiche di Wim Mertens, laddove nellaltro cera solo duro silenzio intorno al corpo dei performer? Rivederli ora, a tanta distanza di tempo, sul palcoscenico borghese del teatro Eliseo dove li ha voluti il fe-

stival Romaeuropa (ma lomaggio a Jan Fabre si allarga anche a una mostra al Maxxi a cura di Germano Celant, di cui il manifesto ha gi dato conto, mentre di prossima uscita per Cronopios il diario notturno di quei suoi anni giovanili), riallestiti per un gruppo di interpreti ovviamente nuovo ma cos uguali a come stanno fissati nel ricordo, pu provocare qualche stordimento e parecchie domande per lormai sparuto

spettatore di allora. A cominciare, non pu essere che cos, dal senso che assume il riprendere oggi quegli spettacoli, in un clima sociale e culturale tanto diverso. Non vi dubbio infatti che essi appartengono al loro tempo, e tuttavia ci non toglie che possano parlare a uno spettatore contemporaneo, come fanno Las meninas o Les demoiselles dAvignon. Pu capitare cos che proprio Il potere della follia teatrale, pi insidioso nel dissimulare sotto il velo spettacolare un nucleo incandescente, pu riservare inattese emozioni. Ecco lattrice che in fila con gli altri, ma a differenza degli altri rivolta verso la sala, apre la camicia e si prende il seno con la mano, replicando ambiguamente il gesto del dipinto di genere proiettato sul fondale. Ma ecco anche, di seguito, pochi versi della Pentesilea di Kleist a dirci il resto di quel gesto. Baci e morsi che si confondono, per lamazzone che in una sorta di furore erotico ha dilaniato il nemico amato. E torneranno pi volte, quei versi cantati in una sorta di refrain, mentre si moltiplicano baci collettivi e nel ricordo dei fratelli Grimm quei baci tentano di tramutare in principi delle rane e i principi ballano nudi nello specchio che li raddoppia. Basta soltanto connettere, come insegnano i maestri. Per che commozione in quel prolungato finale in cui i baci non riescono pi a risvegliare chi continua a morire e fugge da un abbraccio che ormai stringe il vuoto. Het is theater, questo teatro, come dargli torto (ma perch tradurre in inglese, sui programmi, due titoli olandesi?). Con il suo tempo, che alla fine trascorso consapevolmente. Per entrarci bisogna accettarne la chiave. Come lattrice spinta a forza gi dal palco, finch non risponde a quel 1876? che le viene chiesto in tutte le lingue. I Nibelunghi, Richard Wagner, Bayreuth. Il punto di partenza di una storia lunga pi di un secolo che Fabre assume per intero, a proposito di presunte parentele o derivazioni, moltiplicando e mischiando date luoghi artisti e titoli che da quel lontano teatro totale portano al suo.

Vie dei festival/UN TESTO DI TONY LAUDADIO

IN SCENA Lamore un cane blu, racconto in prima persona di Paolo Rossi

Un anno dopo, cronaca nera di un insostenibile quotidianit


ROMA

La malinconica tragedia del Nordest


Gianfranco Capitta ROMA

a inaugurato come anteprima Le vie dei festival 2013, ma uno spettacolo destinato a una lunga vita autonoma. Un anno dopo (al Teatro Due, ancora stasera e domani) un percorso nella memoria del rapporto tra due uomini, impiegati nello stesso ufficio, per trentanni. E trenta rapidi flash, uno per ogni anno appunto, costituiscono il cammino della narrazione. Piccole cose, sentimenti, insofferenze, banalit e ponderose riflessioni, che permettono al pubblico di conoscerli, nella loro diversit, ma soprattutto consentono di conoscersi ai due, che pure allinizio sembrato destinati a una rigida incomunicabilit. Enrico Ianniello il nuovo arrivato, goffo e gaffeur nellinvadere il territorio dellaltro. Tony Laudadio (oltre che interprete anche autore del testo e regista), laltro impiegato, che sembra non gradire affatto linvasione e si trincera dietro le sue scartoffie. Poi gradualmente, nel corso

dei trenta momenti annuali, le cose cambieranno: mentre il secondo continua a rimanere barricato nella sua privacy, dando solo alla fine limpressione di qualche smottamento, laltro non manca di rovesciargli addosso la sua moderata vita mondana (per quanto la dimensione della provincia porti a farli sentire tutti in gabbia), e anche quella privata, i suoi innamoramenti,il matrimonio, la paternit e il divorzio. Una vita normale quindi, ma che rispetto allaltro ha la portata rovinosa di un fiume in piena. Con molta attenzione alle piccole cose, viste anche con occhio spietato, i due danno un ritratto veritiero (e ovviamente comico) di tante vite bloccate, di tanti rapporti umani conservati quasi nel freezer di una anonima esistenza, che sembra prender colore solo grazie al vago accento marchigiano della loro parlata. Una amarezza appena lenta dallinvolontariet dei paradossi: una fotografia attendibile della nostra umanit, anche se scattata da una certa distanza. Che forse solo quella della memoria. g. cap.

ambia registro Paolo Rossi, attore di fama e di successo, nel suo ultimo spettacolo, che potr perfino sorprendere i suoi seguaci pi affezionati. Lamore un cane blu (al Vittoria, fino al 3 novembre) infatti un racconto in prima persona, che segue le tracce biografiche dellartista, almeno quelle della infanzia vissuta nellestremo Nordest ( nato a Monfalcone) rivisitato come terra insieme promessa e delusa. La definizione del titolo infatti la metafora che dovrebbe rivelare un uomo innamorato, attraverso le sue visioni; la meta di questo attraversamento del Carso come fosse il West della mitologia americana; lhappy end di una vita che cerca perfino la propria normalit. Invece, come si sa, il Carso strutturalmente caratterizzato da caverne improvvise e da sotterranei corsi dacqua, che rendono imprevedibile il suo attraversamento. Come la vita appunto. Per-

ch Rossi confessa di essere partito proprio dalle proprie esperienze, sentimentali come politiche, per questa sorta di ricerca di se stesso. Senza poter rinunciare, chiaro, al proprio spirito irrefrenabile, alla sua cinica lucidit, e alla sua simpatia incontenibile. Con un risultato che pu perfino disorientare, o deludere, chi si abituato alle sue sferzate politiche. Che ci sono certo anche qui, ma quasi incidentali, tanto per collocare nella storia e nella societ italiana sentimenti pi privati, dolori ed emozioni essenzialmente propri. Cui fa da binario sicuro la

musica dei Virtuosi del Carso, una band tanto disponibile e fracassona quanto impeccabile nelle esecuzioni, guidata da Emanuele DellAquila (che denuncia ben presto le sue ascendenze pugliesi), in grado di spaziare dalle colonne sonore famose a quelle composte per questa occasione, fino alle belle canzoni che ogni tanto si ritagliano la loro attenzione. La confusione, finta ma ben artefatta, comincia dalla scenografia, occupata fino allinverosimile da uno sterminato bric brac di trovarobato, in cui molte cose trovano prima o poi una funzione, ma molte di pi ne ri-

mangono prive, utili solo a denunciare e dipingere uno stato danimo, una situazione esistenziale, oppure il set di un impossibile film. Quello appunto che Rossi tenta di raccontare e montare, ogni momento diverso, soverchiato per dalla sua stessa simpatia, e dal disincanto di un occhio che dietro le apparenze, e le memorie di una infanzia avventurosa, sollecitano vivaci risate e anche una sorta di comunione empatica col pubblico. Insomma, pur nella sua apparente mancanza di compiutezza ( scritto sul palco e pi volte ripetuto dallattore questa solo una prova), lo spettacolo ci fa conoscere un Paolo Rossi pi maturo e sofferto del solito. La sua padronanza tecnica (quasi una eredit di commedia dellarte) e il suo gusto della battuta, la sua impertinenza a volte espressa solo con unocchiata, garantiscono il divertimento. Ma ci fanno intravedere, in quella inesausta ricerca del cane blu, anche un certo sapore di sofferta malinconia.

SABATO 26 OTTOBRE 2013

il manifesto

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VISIONI
ERMANNA MONTANARI la vincitrice per ledizione 2013 del premio teatrale Eleonora Duse. La premiazione si svolger il prossimo luned al Piccolo Teatro Grassi di Milano. Ideato nell86, il premio Duse lunico premio italiano riservato allattrice di teatro che si distinta nel corso della stagione di prosa in uno o pi spettacoli in Italia o allestero. La giuria, composta da Anna Bandettini (presidente), Magda Poli, Maria Grazia Gregori, Renato Palazzi e Carlo Maria Pensa, ha scelto per la stagione teatrale 2012/2013, l attrice e fondatrice insieme a Marco Martinelli del Teatro delle Albe, una delle realt teatrali pi vitali della nostra scena. Nella suo ricchissimo itinerario di ricerca, tra scena, didattica, scrittura, scoperta di giovani talenti, Ermanna Montanari ha firmato, nel 2011, ledizione del festival intrenazionale del teatro di Santarcangelo. Tra gli spettacoli pi recenti, troviamo Poco lontano da qui, realizzato con Chiara Guidi della Societas Raffaello Sanzio, e Pantani, scritto insieme allo stesso Martinelli.

UN MOMENTO DA DI FRONTE AGLI OCCHI DEGLI ALTRI, DI VIRGILIO SIENI

SUL SET

ADDIO A ZUZZURRO, IL COMMISSARIO NONSENSE

Roman Polanski il nuovo film racconter lAffare Dreyfuss


Roman Polanski, di cui presto vedremo il magnifico Venere in pelliccia, in concorso allultimo festival di Cannes, (luscita in sala prevista per il 14 novembre), rilettura del romanzo di Von Sacher Masoch in chiave di duetto, corpo a corpo emozionale tra Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric, sta lavorando a un nuovo film. Il punto di partenza lAffare Dreyfuss, la storia dellufficiale francese ebreo accusato a torto di spionaggio a favore dei tedeschi, allindomani della guerra franco prussiana, nel 1894. Il caso fu uno scandalo politico che segn profondamente la vita della Terza repubblica francese, spaccando la societ dellepoca tra chi era convinto della colpevolezza e chi dellinnocenza del capitano di origine alsaziana il quale, dopo una durissima campagna, venne infine riabilitato. C un aspetto che mi interessa particolarmente in questa vicenda - ha dichiarato Polanski - Ed laccanimento mediatico, che lesercito o qualsiasi istituzione dello stato, ha messo in atto contro quelluomo pur di non riconoscere il proprio errore. E ha aggiunto: So per esperienza che molto spesso quando un quotidiano o una rivista hanno scritto cose sbagliate sul mio conto, o peggio ancora hanno affermato menzogne, se reagisco vogliono comunque avere lultima parola. Non ammetteranno mai di essere in torto, come accaduto in quegli anni con lesercito. Il riferimento, abbastanza chiaro, alla propria vicenda giudiziaria, laccusa di violenza sessuale, nel 77, in California, quando Polanski aveva 43 anni, per i presunti rapporti con la tredicenne Samantha Geimer. Liberato su cauzione dopo 42 giorni di prigione, il regista, riconosciuto colpevole di rapporti sessuali illegali, era fuggito dagli Stati uniti dopo la sentenza. La questione si riaperta nel 2009, quando Polanski stato arrestato in Svizzera con un mandato internazionale americano, e in seguito messo agli arresti domiciliari prima di essere infine liberato dalle stesse autorit svizzere (dopo mesi di polemiche e interventi a suo favore in tutto il mondo).

Quel ragazzo arruffato con seria leggerezza


Antonello Catacchio

DANZA Virgilio Sieni ricorda in un focus la strage di piazza Fontana

Gli occhi degli altri, la condivisione del dolore


Francesca Pedroni MILANO

arlo Arnoldi, Federica Dendena, Matteo Dendena, Paolo Dendena, Claudia Pinelli, Paolo Silva. Basta scriverli, questi nomi, per percepire, mentre le dita scelgono automaticamente i tasti delle lettere sul computer, il dolore della memoria, la presenza di una storia che non ha pace. Quella di un lontano 12 dicembre, e dei giorni successivi, lanno era il 1969, la citt Milano, il luogo, Piazza Fontana. La strage pi tragicamente famosa di quegli anni di piombo, strage che i parenti delle vittime non possono dimenticare, non possono archiviare. Virgilio Sieni, coreografo protagonista di un meritatissimo focus del festival MilanOltre, concluso nelle settimane scorse al teatro Elfo Puccini, ha scelto di riservare uno degli appuntamenti a lui dedicati dalla rassegna milanese alla memoria di Piazza Fontana. Una sera speciale, che ha riempito la sala di una commozione si-

tutti parenti delle vittime la cui morte si lega a doppio filo a quel 12 dicembre e a ci che stato dopo. Eccoli tutti e sei seduti al lato destro della scena, uno accanto allaltro, Paolo Dendena e i suoi figli, Arnoldi, Silva, Claudia, figlia di Giuseppe Pinelli. Sono l con la motivazione della storia loro e di noi tutti, composti, silenziosi. In scena c anche una giovane violoncellista, Naomi Berrill, e lo stesso Sieni. Il coreografo danza e invita uno per uno o a piccoli gruppi gli ospiti a ballare. Sono incontri semplici, piccoli movimenti che

si ripetono, quasi a specchio, tra Sieni e gli altri. Nessun danzatore tra gli ospiti, ma la verit l ed cura, rispetto del gesto come del sentimento. Fa impressione sentire come il teatro, a volte, pu rivelare la vita pur muovendosi tra finzione e realt. Le mani che si toccano, i movimenti di braccia che si moltiplicano nel copiarsi come in un gioco di bambini, lintreccio con la danza. E si travolti dalla forza comunicativa del gesto, un gesto che figlio del dolore, che non moto disperato, ma che, nella sua astrazione, come un miracolo, condivisione.

LUTTI Piero Mazzarella, il re della scena milanese


morto ieri nella sua casa milanese a 85 anni, lattore Piero Mazzarella, labitazione da cui rischiava di uscire a breve per via dello sfratto esecutivo. finito un po arrabbiato - dice la direttrice del Teatro Franco Parenti Andre Ruth Shammah - il nostro teatro ha cercato di fargli avere la Bacchelli perch aveva molto bisogno. Proprio per necessit economiche e proprio al Parenti Mazzarella era tornato a recitare, e per l'ultima volta, lo scorso anno, in cinque serate in cui aveva riproposto il suo personaggio Tecoppa. Era nato a Caresana, in provincia di Vercelli, il 2 marzo del 1928, figlio a sua volta di attori, e aveva debuttato in un ruolo femminile a soli 10 anni come Cosetta dei Miserabili. Nei 60 conosce Strehler, unamicizia durata 40 anni, e lo stesso regista lo dirige in El nost Milan di Carlo Bertolazzi. Una carriera lunghissima composta da oltre 250 titoli, in dialetto e non solo, commedie dai grandi incassi come Viv con duu ghej di Rino Silveri, Ca de ringhera di Jacopo Rodi, e allestimenti de La locandiera di Carlo Goldoni, Luomo, la bestia e la virt di Luigi Pirandello. La sua maschera il Tecoppa: vetturino milanese, un po truffatore e ladruncolo, spesso violento con i poveri e accondiscendente con i potenti. In tv protagonista di storici sceneggiati: Il mulino del P (1963) e Eleonora (1973) con Giulietta Masina. La camera ardente sar allestita oggi a Milano al Piccolo teatro.

Le mani che si toccano, i gesti dei sei parenti delle vittime di quel 12 dicembre che si prendono la scena
lenziosa, partecipe, senza retorica. Di fronte agli occhi degli altri il titolo che accomuna pi spettacoli ideati da Sieni dal 2012 a oggi. Un progetto che nasce dalincontro con persone e comunit: il primo nacque su invito del Museo della Memoria di Bologna come denuncia e ricordo della tragedia di Ustica, poi ci sono stati i terremotati di Gibellina, i partigiani di Modena e Sarzana. Uomini e donne che salgono in palcoscenico, coinvolti in piccole danze, in gesti, in dettagli, un incontro con la danza spinto da una motivazione alta. Cos allElfo, dopo aver gustato di Sieni la bellezza di una danza adolescenziale, profondamente contemporanea nel segno inafferrabile e potente dei giovanissimi coinvolti per Cerbiatti del nostro futuro e Butterfly corner, ci siamo trovati, noi spettatori, di fronte al dolore degli altri, giocando rispettosamente con il titolo del lavoro su Piazza Fontana. Carlo Arnoldi, Federica Dendena, Matteo Dendena, Paolo Dendena, Claudia Pinelli, Paolo Silva:

ndrea Brambilla se n andato. Per me, prima ancora del commissario Zuzzurro era un amico. Lho conosciuto in unaltra vita, quando lui e Nino Formicola, famoso come Gaspare, hanno cominciato a frequentare il palcoscenico del Ciak di Milano. Era il 1979, mio suocero Leo Wachter gestiva quel teatro divenuto negli anni un punto di riferimento cittadino, arrivarono Zuzzurro e Gaspare e... non fecero furore. Leo per credeva in loro. Il tempo dette ragione allintuito di Leo e al talento di Andrea e Nino. A quel debutto dimenticabile seguirono stagioni indimenticabili di successi e bisogna dire che sia Nino che Andrea sono stati gli artisti che pi di tutti hanno voluto dare merito a Leo per avere creduto incondizionatamente in loro. In breve tempo Nino e Andrea divennero una coppia dal successo travolgente, complice la tv che amplifica tutto. La loro comicit stata surreale. A partire da quel nome, Zuzzurro, ereditato da unintuizione di Zavattini per il film Il giudizio universale di De Sica, dove si racconta che dio convoca lintera umanit per il suddetto giudizio e solo uno se la ride perch si chiama Zuzzurellone, e il giudizio seguir lordine alfabetico. Il dizionario per zuzzurellone recita: persona adulta che nel comportamento denota uninfantile e spensierata leggerezza. Sul palcoscenico era esattamente cos. In rete possibile rivedere uno sketch di Non stop del 1979, il commissario Zuzzurro racconta, lassistente Gaspare chiosa, un racconto di fraintese tende canadesi che si trasforma in una partita a tennis con la palettina cacciamosche, puro irresistibile nonsense. In tv hanno conosciuto la fama dei grandi numeri con Drive in, hanno anche creato uno show raffinato come Emilio, e per molti anni sono stati una presenza forte del teleschermo. Ma non si sono fermati l, neppure si sono fermati allassemblaggio di sketch riproposti dal vivo, hanno fatto teatro, quello vero, brillante certo, ma teatro. Il loro Andy e Norman aveva ottenuto anche il plauso di Neil Simon, sacro autore della commedia. Col passare degli anni la tv si imbarbarita e loro hanno trovato sempre meno spazio, ma hanno continuato a macinare spettacolo e a far divertire il pubblico con proposte originali come Sete o con riletture di Rumori fuori scena, Quello che sapeva il maggiordomo, La cena dei cretini. E avrebbero dovuto essere di nuovo in scena in questi giorni se la malattia incurabile di Andrea non avesse fatto precipitare la situazione. In tutti questi anni ci si visti e frequentati con maggiore o minore intensit a seconda dei momenti. Personalmente devo a Andrea la passione per il whisky, di puro malto, naturalmente invecchiato, meglio ancora se a piena gradazione. Il bello di Andrea era proprio la sua persona, sempre circondato dagli amici, quelli di sempre, nei momenti alti e in quelli meno brillanti, amici veri, quindi cene, bevute, partite a carte, ma anche seriet perch il Brambilla faceva ridere ma era serio come professionista. Un professionista che preferiva tornare a casa dopo lo spettacolo per ritrovare Pamela e i figli macinando quantit industriali di chilometri, e una volta ha rischiato di non farcela a causa di uno spaventoso incidente. Da cui si rialzato, ha sollevato il sopracciglio, ha arruffato ancora i capelli, ha ripristinato la zeppola del commissario per ripartire di nuovo. Andrea non era un personaggio arrendevole, non aveva accettato neppure limpietosa diagnosi dei medici, voleva dimostrare di essere pi forte del male, di cui era a conoscenza. Non ce lha fatta, per ora, ma se mai ci sar un giudizio universale Andrea con il suo alter ego sar l a sghignazzare e a farci ridere, anche se al momento siamo tutti avvolti in una profonda tristezza.

Gli esordi insieme a Gaspare al Ciak, la fama di Drive in, la passione per la commedia

LIVE Tra suoni e letteratura il filo comune del 37esimo Roma Jazz Festival allAuditorium

Il Futbol di Soriano, tripudio di sax e flauti


Luigi Onori ROMA

imile ad un graffito che urla su un muro Speech lo slogan del 37mo Roma Jazz Festival (18 ottobre 2 novembre). Il direttore artistico (Mario Ciamp) sta proponendo concerti che indagano il rapporto tra jazz e letteratura, tema non pretestuoso che guarda al legame tra suoni e narrazione in una musica come quella afroamericana che molto ha a che vedere con lo storytelling e loralit. Dopo il recital di Joshua Redman (letture di Paolo Rossi da George Sanders), il 21 stato ripresentato un progetto a suo tempo documentato da un cd dei materiali musicali de il manifesto: Futbol. I brani si ispirano ai racconti di Osvaldo Soriano a lungo collaboratore del nostro giornale ed alla sua visione tra mito, realt e realismo magico del calcio, sogno-riscatto degli umili.

Il piano e le tastiere di Natalio Mangalavite, il sax sorano ed il baritono pi i flauti andini di Javier Girotto e la voce-corpo che canta e recita di Peppe Servillo hanno avvolto il pubblico in un denso, ironico, brillante fluire di lettura, musica, canto. Tra Don Salvatore, Diego Armando, il mediano Varela, Trapattoni, il Maracan e la Patagonia il recital stato torrido e intenso, unendo i sud del mondo grazie alla scrittura unica di Soriano e al vigore ritmico-melodico di Mangalavite e Girotto. Pi flebile il rapporto tra jazz e letteratura , con il trio del pianista indoamericano Vijay Iyer e i Ritratti in Jazz di Haruki Murakami. Il legame con la musica afroamericana importante e manifesto nel narratore giapponese, che ha anche gestito un jazz club, ma nei brani letti da Iaia Forte emergeva unidea mitica e classica, con eroi quali Stan Getz, Charles Mingus e Billie Holiday. Mu-

rakami piega e forgia la parola per esprimere la sua idea e il suo amore autentico, profondo con il jazz ma la musica suonata dal trio di Iyer figlia di unepoca posteriore e contemporanea. Intanto la formazione un autentico melting pot dato che allorigine indiana del leader si sommano quelle euroamericane del contrabbassista Stephan Crump (madre parigina, padre di Memphis) ed afroamericane del batterista Marcus Gilmore. Il repertorio spazia da complesse composizioni di Julius Hemphill (Dogon A.D.) e Steve Coleman a brani originali del pianista. Senza perdere mai il senso della forma, il trio genera una musica fortemente poliritmica e dinamica che si muove come unonda, crea i propri climax alternando tensione e distensione con grande energia. Per quanto complessa la poetica di Vijay Iyer prevede momenti altamente melodici, di puro canto a tratti ripetuto in

modo ossessivo. La trio extension della Human Nature portata al successo da Michael Jackson ben sintetizza la prassi esecutiva del gruppo che evoca, destruttura, reinventa, rallenta, dilata o addensa il materiale sonoro di partenza. Postmoderno o no Iyer rifugge dalla stilizzazione del passato, ben conoscendolo. Un tripudio di colori e combinazioni timbriche, di ritmi e voci strumentali lethiojazz di Mulatu Astatke, vulcanico leader vibrafonista, pianista e percussionista; il concerto stato introdotto da letture di Gaia Riposati da Regina di fiori e di perle della narratrice italoetiope Gabriella Ghermandi) in un applaudito concerto con il suo settetto. Il settantenne musicista ha forgiato da decenni uno stile che connette la musica etiope con il jazz e i ritmi latinoamericani, documentato dalle decine di album Ethiopiques che hanno affascinato il regista Jim Jarmush come i dirigenti delletichetta Jazz Village/Harmonia Mundi. Mulatu, diplomato alla Berlklee quanto profondo conoscitore del folklore etiope, ha dimostrato anche al pubblico romano quanto bene funzioni a livello sonoro lasse New York Addis Abeba London, come recita il titolo di una sua antologia.

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il manifesto

SABATO 26 OTTOBRE 2013

COMMUNITY

EMILIA ROMAGNA
Sabato 26 ottobre, ore 17 ARCHITETTURA DEL DESIDERIO Presentazione del libro Architetture del Desiderio a cura di Bianca Bottero, Anna Di Salvo, Ida Far. Il volume raccoglie gli scritti preparatori e il ricco dibattito svoltosi in occasione del convegno Microarchitetture del quotidiano. Sapere femminile e cura della citt, Milano, marzo 2008.Sar presente la curatrice Anna di Salvo che ne discuter con Simonetta Patan, Alessandra Casarini e Luna Mortini. Libreria delle Donne di Bologna via S.Felice 16/A, Bologna

Maria Luisa Pesante

politologi intendono per legge elettorale manipolatoria una legge che, attraverso vari vincoli, in grado di orientare in misura significativa le scelte dellelettorato indipendentemente dalle preferenze di questultimo. Se poi gli esiti elettorali siano quelli che il legislatore si attendeva unaltra questione. Il legislatore ignorante si trova spesso deluso. La legge elettorale della terza posizione tra semipresidenzialisti e parlamentaristi, quella che rappresenterebbe un punto di convergenza, ha eminentemente questo carattere. Poich essa viene venduta sul mercato dellinformazione con un messaggio che di pubblicit ingannevole, necessario guardare accuratamente al processo che essa metterebbe in atto. Trovare un punto di convergenza sembrato necessario alla Commissione perch la partita politica pi importante in un progetto di riforma ispirato a esigenze poco costituzionali si gioca proprio sulla legge elettorale, e su questa i dissensi sono pi netti. Da un lato i sostenitori del semipresidenzialismo sarebbero favorevoli allintero pacchetto gollista, quindi a un doppio turno di collegio, a cui ufficialmente favorevole anche larea del centrosinistra. Ma non sono disposti a concedere questo sistema elettorale senza tutto limpianto gollista, perch esso non garantirebbe a sufficienza una maggioranza in un parlamento non necessariamente bipolare in assenza dellunit politica garantita dal presidente eletto direttamente. Anche in questo caso i sostenitori di un sistema parlamentare, razionalizzato sintende, non hanno proposto un sistema elettorale specifico, limitandosi a notare che diversi tipi di legge elettorale sarebbero compatibili con i tre obiettivi riconosciuti di ridurre la frammentazione partitica, consentire la formazione di una maggioranza di governo e ricostruire una rapporto di fiducia e responsabilit tra elettori ed eletti. La via maestra sembra dunque la terza, la cui formulazione attribuita a Luciano Violante. Questa proposta prevede un primo turno di votazione in cui liste di partito o di coalizioni di partiti concorrono collegio per collegio per una spartizione proporzionale dei seggi, con la possibilit di un voto di preferenza, o due se differenziati per genere, e con una soglia del 5%. Al partito o coalizione che raggiunga il 40 o 45% dei voti viene attribuito un premio di maggioranza che porta i suoi seggi al 55% dellassemblea. Nel calcolo del raggiungimento della soglia necessaria non sono considerati i voti ottenuti da partiti che, anche se stanno dentro una coalizione, non hanno ottenuto almeno il 5% dei voti. Se nessun partito o coalizione raggiunge la soglia, si passa al secondo turno in cui i due soggetti che hanno raggiunto il miglior risultato, riuniti ciascuno attorno a ununica proposta politica e ad una sola candidatura, si contendono, in quello che di fatto un collegio unico nazionale, il premio di maggioranza. A questo punto sar possibile distribuire i seggi con criterio proporzionale secondo i risultati del primo turno entro il vincolo che al vincitore va il 55% dei seggi, mentre tutti gli altri si spartiscono il 45%. () Larticolo completo su www.sbilanciamoci.info

LAZIO
Sabato 26 ottobre, ore 11 LETTERE DAL CONFINE Presentazine di Se potessi scriverti ogni giorno Lettere 1927-1943. Dal carcere e dal confino fascista un carteggio damore lungo diciassette anni di Emma e Giulio Turchi. Discuteranno del libro: Guido Crainz, Gianfranco Porta e Gioia Turchi Coordina Simonetta Fiori. Ingresso libero. Sala Aldo Moro, Camera dei Deputati, Roma Luned 28 ottobre, ore 13 IFORMA FORNERO Un incontro/tavola rotonda sullattuale stato della riforma del mercato del lavoro, con particolare riguardo alle problematiche sorte in materia processuale ed applicativa del nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; presenti alla convention, ed il cui contributo sar essenziale, il sen. Maurizio Sacconi, il Presidente Fabio Massimo Gallo, il prof. Antonio Vallebona, oltre ad altri docenti ed esperti nella materia. Verranno toccate, quindi, tutte le questioni pi critiche della Riforma Fornero. Universit e-Campus, via del Tritone 169, Roma

le lettere

Sbilanciamoci.info Semipresidenzialismo o sistema gollista? Una legge elettorale manipolatoria

INVIATE I VOSTRI COMMENTI SU: www.ilmanifesto.it lettere@ilmanifesto.it

Il costo della protesta


Il viaggio, in treno o in macchina; un paio di caff, un panino. E la fatica: la fatica del cammino, la fatica di urlare la tua rabbia col freddo, col caldo, o sotto la pioggia. Questa fatica a Raffaele costata la vita: spirito guerriero, intelligenza ironica, si spento lontano da casa, dopo due giorni passati davanti al Ministero dellEconomia. Aveva organizzato meticolosamente la sua trasferta: chi ha partecipato al raduno dei malati di SLA che si tenuto a Caserta nello scorso luglio sa quanto fosse capace. Ma Raffaele Pennacchio non morto semplicemente per garantire ai malati e ai disabili gravissimi una vita dignitosa. La proposta dellOrganizzazione di cui faceva parte, il Comitato 16 Novembre (che la data del primo presidio romano, tenutosi nel 2010) punta sul ridimensionamento drastico delle Rsa, luoghi dove la vita resa impossibile dalla promiscuit, dai livelli igienici spesso dubbi e, soprattutto, dalla mancanza degli affetti familiari. N possibile demandare la cura di malati e disabili gravissimi solo ai familiari, attualmente caricati di responsabilit, spese e di pura fatica fisica al limite del sopportabile. Lattuale sistema prevede un impiego massiccio di personale delle cooperative, spesso tali solo di nome: di fatto, un sistema per sfruttare personale poco pagato, con poche (o nulle) garanzie per il malato. La proposta del Comitato comporta, in sintesi, un ridimensionamento del personale delle Rsa: i fondi risparmiati verrebbero girati alle famiglie, che potrebbero cos scegliere il personale, gi formato, con

LOMBARDIA
Gioved 31 ottobre, ore 17.30 UN MONDO PLURALE Parole e idee per un Mondo plurale: Un lessico interculturale, il titolo di un progettto in collaborazione con le universit milanesi, Radio Popolare e con il Patrocinio del Comune di Milano. Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, via Gian Domenico Romagnosi 3, Milano

PIEMONTE
Marted 29 ottobre IL SISTEMA DEL VELO Il 29 e 30 ottobre, due giornate di convegno sul tema Il sistema del velo.Trasparenze e opacit nell'arte. Moderna e contemporanea. Un progetto di Massimo Leone (Universit di Torino), Victor L. Stoichita (Universit di Fribourg) e Henri de Riedmatten (Istituto svizzero di Roma). Info: 011 6702750 Universit di Torino - Sala Principi d'Acaja, Palazzo del Rettorato, Torino

il vantaggio di garantire un rapporto continuativo tra il malato e il care-giver. Lambiente familiare non solo meno contaminato di quello ospedaliero: lunico che garantisca a chi per vari motivi ha perduto lautosufficienza condizioni di vita dignitosa. Perch molti vogliono vivere, anche attaccati giorno e notte ad un respiratore, ma a casa loro. Il modello non solo teorico: viene gi applicato della regione Sardegna, anche grazie allimpegno generoso di un altro malato di Sla, Salvatore Usala, con risparmi considerevoli. Per questo morto Raffaele Pennacchio: non per chiedere fondi, non per esibire il suo corpo malato ai media, ma perch quello che c, anche poco, non vada speso inutilmente. morto perch lo Stato, nelle persone degli eletti dai cittadini, attui il diritto, sancito dalla Costituzione, alla dignit della persona. Quanto pu costare una giornata di protesta? Lidia Massari

per lui ed i suoi compagni di sventura ma per tutti noi. Lui malato ha messo il suo corpo e la sua vita in gioco per noi ancora apparentemente in salute. E pensare che domani sar gi dimenticato mi mette una tristezza immensa. Grazie Raffaele, mi sarei augurato che non servisse un altro Coscioni per svegliare le nostre intorpidite coscienze ed invece la sanit, questa s malata, ha avuto bisogno di unaltra immolazione. Marco Bernardi

Grillo sbaglia ma gli altri?


Caro Manifesto, fai bene a pubblicare le lettere dei critici e super critici dei grillini (chiamiamoli cos), daltra parte hai avuto il coraggio di pubblicare lintervista a Dario Fo e quindi.. Prima di proseguire dico che Grillo ed il suo movimento sono la cosa pi lontana che mi appartiene, proprio una distanza siderale. Per... per, quello che non mi convince sono i lettori del giornale critici e che nulla scrivono del fatto che i grillini dicono queste cose da alcuni anni e sono, allopposizione, in questo miserabile governo da alcuni mesi, mentre non leggo critiche a chi ci governa da 30 anni a questa parte. I Cie, ad esempio, sarebbe utile ricordare che li ha voluti la Turco e Napolitano e sono stati votati anche da Vendola, perch non dirlo? I Cie sono mantenuti dai governi Berlusconi e Prodi, Letta ecc. Il giornale, come tutto il resto, non fa nulla per mantenere la Memoria, tutto quotidiano, dopo le 24 ore non ci si ricorda di nulla. Nessun futuro possibile senza memoria del passato, figuriamoci del recente passato. Auguri per la sottoscrizione... Francesco Giordano

lintroduzione del pareggio di bilancio che di fatto vanifica lo spirito e la lettera dei principi fondamentali. Alla faccia della tanto decantata e retorica oltrech strumentale sua ipocrita difesa solo quando si deve fare un po di propaganda in funzione di contesa di potere anti Berlusconi ed alla faccia della altrettanto strumentale retorica della partecipazione dei cittadini alla vita politica ed alle scelte conseguenti. Per questo motivo, anche, non c da stupirsi che alla manifestazione in difesa della Costituzione non abbia aderito il Pd, giustificandosi con argomentazioni strumentali e artificiose, poich, come dimostra, non ha nulla da difendere. Centro destra e centro sinistra si dividono sulla decadenza di Berlusconi ma si uniscono nelle scelte di fondo della azione di governo (politica economico-sociale e politica estera). Omero Fontana Firenze

Rettifica
Con riferimento allintervista pubblicata sul manifesto di ieri al sindaco di Lamezia Terme, dobbiamo una doverosa precisazione: il primo cittadino Gianni Speranza non iscritto al Pd come erroneamente scritto nel richiamo in prima pagina e nell'occhiello di pag. 7, ma autorevole esponente di Sinistra ecologia e libert di cui segretario regionale in Calabria. Tante scuse a Speranza e ai lettori.

Raffaele non sar ricordato


Apprendere che un nostro cittadino affetto dalla micidiale Sla sia morto durante una manifestazione per i diritti dei malati mi ha sinceramente colpito. Penso a quel ministro dellEconomia che magari informato del sit-in davanti al suo ministero sgattaiola vigliaccamente da una uscita posteriore per non dover sostenere un contatto diretto. Penso a questo indebitato paese che non trova i soldi per mantenere almeno decentemente questi cittadini malati ma che trova fior di miliardi di euro per cacciabombardieri tanto inutili quanto esageratamente dispendiosi. Penso che quando uno stato mostra questo volto impietoso assillato solo dal far quadrare i conti con loste di Bruxelles di turno sia uno stato incivile per non dire criminale. Quando malati cronici si devono attivare di persona per far comprendere le loro esigenze mettendo a repentaglio la loro stessa tragica esistenza vuol dire che il livello di inumanit ha raggiunto livelli di guardia ingiustificabili. Perch Raffaele lottava non solo

TOSCANA
Sabato 26 ottobre, ore 21 WHY NOT Al via la terza stagione del Why Not, la festa lgbtqi organizzata da Arcigay Arezzo, in collaborazione con Associazione Karemaski. L'ingresso alla serata riservato ai soci con tessera Arci o Arcigay. Sar possibile effettuare il tesseramento all'ingresso. Karemaski, via Edison, 37, Arezzo Sabato 26 ottobre, ore 21 LOCCHIO DEL LUPO Il Funaro Centro Culturale presenta, in prima nazionale, Locchio del lupo, dal testo di Daniel Pennac e con la regia di Clara Bauer. Il libro del 1984 ed fra i pi amati dallo stesso Daniel Pennac, che sar presente al debutto e incontrer, con la Compagnia MIA, il pubblico. Teatro Manzoni, via del Funaro, 16, Pistoia Tutti gli appuntamenti: eventiweb@ilmanifesto.it

Il Pd e la Costituzione
Con una maggioranza bipartizan passata in Senato la revisione dellart. 138 della Costituzione che annulla la possibilit di ricorrere al referendum in caso di riforme costituzionali. Eccola l, unita alla destra, la cosiddetta sinistra moderata nellulteriore attacco alla Costituzione dopo

Cera una volta, Questi sono gli indirizzi dove aderire e sottoscrivere lappello contro la chiusura della trasmissione Cera una volta pubblicata ieri sulle pagine del nostro quotidiano: https://www.change.org/it /petizioni/c-era-una-volta-l a-voce-degli-ultimi-il-raccon to-delle-verita-scomode-non -deve-sparire-dal-palinsesto -della-rai http://carlinhoutopia.wix.c om/ceraunavolta https://www.facebook.com /SalviamoCeraunavolta

VERIT NASCOSTE

In Antigone la questione della sepoltura di Polinice si risolve su due piani: lesistenza dei vivi non deve essere contaminata dalla presenza dei morti; il nemico incluso nel legame fraterno, non ne estraneo (il che in feconda contraddizione con il fondamento dellagire politico sulla differenza tra amico e nemico). Qui, come sempre, il discorso tragico converge con quello psicoanalitico: il fratello costitutivamente un amico/nemico e il legame con lui il prototipo di ogni relazione successiva di amicizia e di inimicizia. Se la vita e la morte devono essere nettamente distinte (per evitare linquinamento) la prima non deve concedere nulla alla seconda: i vivi devono riprendersi tutto ci che appartiene loro di buon diritto e i morti ri-

Priebke non Polinice


Sarantis Thanopulos
schiano di portare via con s. Lelaborazione del lutto proprio questo: mantenere viva e duratura lesperienza della relazione con le persone perdute sia ospitandola nella vita del proprio mondo interno sia rinnovandola fuori di s in forme nuove e pi ampie. Cos la morte diventa il concime della vita e la storia vivente di ogni singolo soggetto si trasforma in materia viva dellumanit. Dal momento che le relazioni non sono vive se non sono libere e la libert comporta incomprensioni, conflitti e cocenti delusioni, lamore non dissociabile dallodio e ogni pretesa di una loro netta separazione (simile a quella tra amico e nemico) crea soltanto fragili finzioni (tanto diffuse quanto le strade dellinferno lastricate di buoni propositi). Lodio rende solido lamore e eliminarlo non proprio possibile. Ci pu comportare luccisione dellaltro allinterno di un conflitto in modo concreto (in guerra quando la nostra sopravvivenza materiale diventa incompatibile con quella dellavversario) o metaforico (quando si costretti di sciogliere un legame damore o di amicizia). Luccisione dellaltro un fatto enorme, una minaccia terribile per la nostra condizione umana, che fondata sul sentimento di fraternit, e richiede una piena assunzione di responsabilit. Il nemico ucciso deve sopravvivere come oggetto interno e sia le potenzialit sia le reali esperienze di un legame di desiderio che abbiamo entrambi tradito devono trovare in noi uccisori il loro depositario e garante pi convinto e solido. Altrimenti abbiamo ucciso invano e la morte ci infetta. Perfino quando muore una persona molto cara lodio presente sulla scena e ha un ruolo indispensabile. Con la sua partenza il morto rinnova le delusioni che durante la sua vita ci ha dato, attirando il nostro odio, e attiva il desiderio inconscio di morte che abbiamo nei confronti di coloro che amiamo (sia perch rifuggono il nostro possesso sia perch minacciano la nostra libert). Uccidere il nostro morto (al posto di essere uccisi dalla sua assenza) una condizione necessaria dellelaborazione della sua perdita, la premessa della re-

sponsabilit nei suoi confronti che ci consente di farlo rivivere. La morte di Priebke, al contrario di quella di Polinice, non passibile di lutto e di elaborazione perch al di fuori della scena tragica. Nello spazio tragico la morte non pu coesistere con la morte e i nazisti erano gi morti mentre erano vivi (avendo ucciso lessere umano dentro di s). Inoltre, Priebke non ha ucciso il fratello nemico in battaglia ma il legame fraterno in se stesso nel deserto della sua anima. Il solo posto per lui nel suolo pubblico una fossa (perch non ci contamini da cadavere come ha fatto da essere vivente) che deve restare anonima perch un uomo col suo nome non mai esistito.

SABATO 26 OTTOBRE 2013

il manifesto

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COMMUNITY
MOVIMENTO NO TAV/LA POLEMICA

Sciagurata laccusa di eversione Una risposta al giudice Caselli


vradimensionamento dei fatti contestati) e del Tribunale di Torino (11 luglio 2012, ulle pagine del Fatto (22 ottobre) il in punto impropria dilatazione delle ipoteprocuratore della Repubblica di Torisi di concorso di persone nel reato). no, Gian Carlo Caselli, se la prende Secondo. Il procuratore continua ricorcon il Movimento No Tav e con i politici, dando la catena di attentati/sabotaggi, amministratori, intellettuali e opinionisti con danni assai gravi, contro i mezzi di lanon allineati con il suo modo di gestire alvoro delle ditte che sono impegnate nel cuni procedimenti relativi a vicende valsucantiere e lordigno esplosivo inviato a un sine. Il movimento, nella sua globalit, acgiornalista. Prova granitica chiosa della cusato addirittura di eversione: perseguta deriva violenta del movimento. Il pre-giuda alcuni in modo diretto, da altri la pardizio colpevolista qui particolarmente te buona (sic!) mediante condotte omisevidente: in forza di quali elementi quegli sive; gli intellettuali, a loro volta, sono indiattentati vengono attribuiti, con apodittica cati come irresponsabili autori di attacchi certezza, ai No Tav? I principali siti del moscomposti contro il doveroso accertamenvimento hanno respinto tale attribuzione; to delle responsabilit penali. Loggetto le prevaricazioni mafiose sono in valle una della reprimenda la (asserita) mancata o realt risalente; incendi e danneggiamenti insufficiente presa di distanza da episodi di toccano da anni presdi No Tav e auto o beviolenza verificatisi in valle. ni di attivisti; la storia del paese ci ha abiIl procuratore parla dei propri processi, tuati a una moltitudine di attentati simulaanche se sottolinea di astenersi dallesame ti; i gesti sconsiderati di chi interessato a delle responsabilit individuali (come se la pescare nel torbido o di schegge impazzite ricostruzione della materialit obiettiva di diversa estrazione non sono una novit. dei fatti accaduti e la relativa interpretazioOgni ricostruzione possibile. Ma, prone non fosse parte delle indagini!), ed queprio per questo, non sarebbe opportuno sto improprio "processo a mezzo stampa" soprattutto da parte di chi ha responsabiliche rende larticolo illuminante, aldil delt di indagine tacere in attesa di riscontri lapprossimazione con cui vengono liquidae indagare in tutte le direzioni...? te lesperienza e la storia del movimento Terzo. Infine il procuratore evoca, a divalsusino. mostrazione di un diseAnnoverandomi tra i crigno che pu serenamenUn assetto sociale tici chiamati in causa devo te definirsi eversivo, la e istituzionale una risposta: lho, dovero"Libera repubblica della pi giusto samente, proposta al giorMaddalena", denominanale su cui larticolo comzione attribuita dal movisi costruisce parso, ma ho ricevuto dal mento al territorio circodirettore un cortese rifiuto con la partecipazione stante larea presidiata daa prescindere, cio senza Ma quali sono invece gli attivisti No Tav, fino alleggere il testo... Ritorno lo sgombero del giugno gli atteggiamenti dunque, astenendomi da 2011, per opporsi al cantieche anzich commenti e interpretaziore. Le parole hanno (doni di tale rifiuto, a casa. vrebbero avere) un senso. combattere Non intendo polemizzare Eversione , secondo i la violenza con il procuratore di Toridizionari della lingua italiala incentivano? no su quella che lui definina, labbattimento o il sce sottovalutazione della sovvertimento dellordine violenza o peggio. In cinquantanni di vicostituito e delle istituzioni che ne sono ta pubblica lho detto e scritto infinite vollespressione, compiuto mediante atti rivote: le dure lezioni del Secolo breve hanno luzionari o terroristici (Devoto-Oli) e, sedimostrato che un assetto sociale e istitucondo la giurisprudenza di legittimit, eszionale pi giusto e rispettoso dei diritti delsa non pu essere limitata al solo concetle persone si costruisce con la partecipazioto di "azione politica violenta", ma deve ne, linclusione, il confronto e non con la necessariamente identificarsi nel sovvertiprevaricazione e la violenza. Da parte di tutmento dell'assetto costituzionale esistente ti: cittadini e istituzioni. Ma, qui e ora, il ovvero nell'uso di ogni mezzo di lotta polipunto centrale, che deve interessare chi ha tica che tenda a rovesciare il sistema demoa cuore la sorte della societ e delle persocratico previsto dalla Costituzione (Cass. ne (e che il procuratore di Torino continua - sez. 2, n. 39504 del 17 settembre 2008). a ignorare), un altro: come si affronta e si Difficile comprendere come l"occupaziosupera la violenza? e quali sono, invece, gli ne" di una minuscola area della Maddaleatteggiamenti che la provocano o la incentina possa essere considerata segno di evervano? Sul punto sono disponibile a ogni sione. A maggior ragione in un paese in confronto pubblico, pur se dubito che anacui ministri e presidenti di regione espresloga disponibilit vi sia nel mio contradditsi da un partito che predica la secessione tore... (con tanto di "parlamento padano" ed evoVengo, dunque, ai passaggi dello scritto cazione di fucili e proiettili) stigmatizzano pubblicato sul Fatto maggiormente indicalassalto allo Stato dei No Tav e plaudono tivi di quel pre-giudizio colpevolista da me allintransigenza della Procura di Torino... criticato e che non giova alla serenit delle Nessuno chiede impunit a prescindeindagini. Primo. Il procuratore ricorda i re. I reati commessi vanno perseguiti. Ma pesanti attacchi contro il cantiere di Chiola precisione delle contestazioni e il senso monte e alcuni episodi connessi per arridelle proporzioni sono parte integrante di vare alla conclusione tranchant che a opeun diritto coerente con la Costituzione. rare sono squadre organizzate secondo Non solo per ragioni formali ma anche perschemi paramilitari [...]affluite nella Valle ch come ha scritto Francesco Palazzo, ilda varie citt italiane ed europee per sperilustre penalista di scuola liberale un dimentare metodi di lotta incompatibili con ritto penale che vede nemici ogni dove riil sistema democratico. Pu darsi che sia schia di accreditare l'immagine di una socos, ma sarebbe prudente non scambiare ciet percorsa da una generalizzata guerra le ipotesi accusatorie con le sentenze deficivile, contribuendo cos a fomentare una nitive e citare, almeno per completezza, a conflittualit, anzi uno spirito sociale d'inifianco dei passaggi confermativi del Tribumicizia, che del tutto contrario alla sua nale della libert, le smentite della Corte di vera missione di stabilizzazione e pacificacassazione (10 maggio 2012, in punto sozione della societ.
Livio Pepino

Sel: Invisibili anche ai nostri occhi


oglio dirlo subito, nel modo pi chiaro: sulla natura e sullo svolgimento della manifestazione del 19 ottobre abbiamo sbagliato analisi. Non poco per una forza politica che si propone il cambiamento a partire dai processi reali che toccano la societ nei suoi snodi pi dolenti, pi conflittuali, pi esposti al rimescolamento sociale prodotto dalla crisi. Se c una cosa che ho imparato nella mia esperienza che quando si sbaglia nellanalisi si finisce per sbagliare anche nel comportamento politico. E inevitabile, si sconta un ritardo, si marca una distanza, e non si mette bene a fuoco il merito della questione. Proprio per questo sento il bisogno di tornarci sopra. Senza strumentalismi, n indulgenze, bens per un esercizio che avverto utile prima di tutto per me, per noi, per le responsabilit che ho e che abbiamo nella fatica e nellimpegno di contribuire a costruire una sinistra capace di assolvere una funzione in Italia ed in Europa. Ci muoviamo dentro il complicato scenario di una politica messa allangolo, costretta a percorrere strade tutte in salita e gli errori sono parte del gioco. Ma tacerli, o rimuoverli, non spiana la nostra strada. Penso che ci siamo accostati a quella manifestazione, al popolo che essa rappresenta, alle istanze che solleva e ci indica, incorrendo in due errori diversi tra loro e insieme per speculari. Il primo riguarda la comunicazione. Ed un risvolto tuttaltro che secondario, dal momento che sempre di pi essa finisce per dare della politica che racconta una rappresentazione capace di formare immediatamente opinione, senso comune, decidendone spesso il percorso, se non il destino. Tolte allora rare eccezioni che hanno saputo e voluto entrare nel vivo dei contenuti e dellorganizzazione di un appuntamento cos carico di risvolti, gran parte del sistema mediatico ha viceversa fornito, sin dallinizio, una lettura a senso unico, viziata dallesclusivo punto di vista dellordine pubblico e della sicurezza. Abbiamo seguito tutti il crescendo di notizie e di informazioni tese ad accreditare lidea che i manifestanti sarebbero stati pochi e per violenti. Livello di pericolo 8 su 10, dicevano le previsioni della cosiddetta intelligence trasmesse alle forze dellordi-

*Ciccio Ferrara
ne, lasciando immaginare t che i diversi governi italiagiornate cariche di tensione ni hanno applicato in questi e di scontri in una citt asseanni, sotto dettatura eurodiata e messa in ginocchio. I pea, senza vera soluzione di manifestanti sono alla fine ricontinuit. Dalla colpevole sultati dieci volte tanto le stinegazione della crisi di Berlume preventivate (o auspicasconi e Tremonti, alla tecnite?) dai quei media che dettaca smantellatrice di diritti e no la linea e chi si era aggredi welfare di Monti e Fornegato con lintenzione di usaro, sino al paludoso galleggiare la violenza come forma di mento delle larghe intese di lotta e di protesta stato oggi di Letta e Alfano. Certo prontamente isolato dagli orognuno col proprio differenganizzatori. Questo un fatte stile, ma con esito identito, ed un fatto cos pesante co, se stiamo ai risultati. Deche impone una riflessione e poste le lenti deformanti che un ripensamento, prima di ci fornivano immagini di una tutto a chi ha la responsabilipartita urbana giocata tra rit di produrre informazione. voltosi e forze dellordine, si Ma anche a noi, alla politica dischiusa davanti a noi la che finisce per subire troppo natura vera di quella manifespesso il condistazione. Essa zionamento di Abbiamo sbagliato, ha posto con un sistema che radicalit, con non abbiamo fabbrica opiintelligenza, nioni, e opiniocon pratiche e capito che il 19 ni precostituite linguaggi inediottobre scesa in ti, innanzitutto e di parte, pi di quanto non campo la geografia una domanda. renda conto Cos diventasociale della crisi to oggi il diritdella realt per come essa acto del singolo, cade. Ed appunto su quecome il diritto di una comusto preciso snodo critico che nit? Rispetto allabitare una si colloca laltro nostro errocasa, al risiedere e al decidere, quello di non aver saputo re nel proprio territorio, allo cogliere la vera natura della studiare e formarsi, rispetto manifestazione, la carica soal lavoro sottopagato, precaciale che esprimeva, la dorio, cos e dov il diritto di manda di cambiamento che un licenziato dalloggi al doponeva e che continuer a mani. Dentro quella domanporre dentro il tunnel della da confluiscono e si saldano crisi. diversi soggetti e diventano Come in un caleidoscopio corpi vivi della parte ormai che rifrange le diverse figure socialmente maggioritaria sociali, e umane, della crisi, del nostro paese. Famiglie la manifestazione ha messo dove il lavoro si perde e lo insieme la molteplicit dei sfratto incombe, famiglie alle soggetti indeboliti e mortifiprese con i servizi meno efficati dalle politiche di austericienti e le bollette e i ticket sa-

nitari pi cari dEuropa, giovani cui viene negato il diritto minimo alla formazione, pensionati impoveriti dagli effetti di quel che il lessico governativo chiama ancora con il beffardo nome di "riforma", migranti che producono ricchezza e in cambio ricevono inaccoglienza, comitati di territorio posti a difesa del valore dei beni comuni e del riuso sociale di beni e di edifici sottratti al patrimonio pubblico e svenduti ai privati attraverso il mercato immobiliare e speculativo. Quella che emerge la geografia sociale e territoriale che va da nord a sud dellItalia, da una generazione allaltra, dal ceto medio agli strati pi popolari. E la storia politica di questa fallimentare risposta alla crisi costruita sulle ricette dellausterit di marca finanziaria ed economica europea e di subalternit politica dei governi. Come possiamo pensare, come possiamo costruire lalternativa se siamo distanti da quella domanda? Lo chiedo prima di tutto per la mia parte, lo chiedo a noi stessi alle prese con un congresso che su questo dovr interrogarsi a fondo. Non si tratta di dare rappresentanza politica a un movimento variegato, di inglobarlo o blandirlo. Sarebbe un altro errore, che ci riporterebbe indietro nel tempo. Si tratta per noi di stare dentro quella domanda, dentro la sua natura sociale e conflittuale con la risposta fin qui data alla crisi, perch l gran parte del nostro terreno di costruzione di una politica di alternativa. Se la nostra aspirazione ad essere quella sinistra che coniuga lalternativa con il governo del paese ha il senso e lurgenza che noi pensiamo, fuori da ogni minoritarismo, allora con quelle istanze ci dobbiamo misurare concretamente, a partire dalle reciproche autonomie. Mi chiedo se lo stesso interrogativo non riguardi anche il partito democratico e fino a che punto esso pu eluderlo galleggiando nel vuoto delle larghe intese. Come senzaltro riguarda il sindacato, la sua determinazione oggi cos debole, cos incerta, nellincanalare protesta e dolore sociale verso un conflitto democratico nel nome dellestensione dei diritti sempre pi negati. Quella manifestazione serve a dirci che esiste una potenzialit. Non possiamo girare lo sguardo altrove. Coordinatore nazionale di Sinistra Ecologia Libert.

il manifesto
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chiuso in redazione ore 21.30

tiratura prevista 41.380

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il manifesto

SABATO 26 OTTOBRE 2013

LULTIMA

storie
Vittorio Agnoletto DI RITORNO DA TBILISI

e guerre perse con lAbkhazia e con lOssezia del sud, costituiscono delle ferite tuttora aperte e rappresentano un ricordo vivo nella memoria collettiva. I rifugiati sono ancora oltre 270.000, poco meno dell8% dellintera popolazione. Oggi non vivono pi nei campi, sono sistemati gratuitamente in case di propriet pubblica, scuole e alberghi o in palazzi di propriet di privati; chi sceglie di vivere da amici e parenti riceve un sostegno economico dallo Stato. Nonostante gli sf orzi e i progetti speciali la disoccupazione tra costoro resta alta, attorno al 60%. Tre anni fa la decisione di spostare gli sfollati in regioni periferiche lontano da Tbilisi ha provo-

La Georgia

PU SCEGLIERE

Un paese che ancora si lecca le ferite delle guerre perse con Abkhazia e Ossezia del Sud
cato momenti di forte tensione, chi rifiutava il trasferimento forzato perdeva lo status di rifugiato con i benefici ad esso collegati. Gli spostamenti coatti ora sono stati sospesi, ma la quasi totalit dei trasferimenti stata gi realizzata. La Georgia ha firmato la Convenzione internazionale per la tutela dei diritti dei rifugiati, sono arrivati fondi dallUe, dalle grandi ong internazionali e dagli Usa.

Tra la Russia e lOccidente


Limpegno economico statunitense per gli sfollati aumentato per precise ragioni politiche: quando l8 agosto 2008 il presidente Saakaashvili ordin di bombardare Tskhinvali, la capitale dellOssezia del Sud, contava sulleffetto sorpresa (i capi di governo di quasi tutto il mondo, compreso Putin, erano in Cina per linaugurazione delle Olimpiadi) ed era certo di poter contare sul sostegno degli Usa, appoggio che, sul terreno militare, non si invece realizzato. In pochi giorni lattacco georgiano fu respinto dallOssezia del Sud e dalle armate russe che arrivarono a poche decine di chilometri da Tbilisi. La determinazione di Mosca nel difendere lautoproclamata indipendenza di Tskhinvali era anche una risposta NELLE STRADE indiretta agli Usa e ai diversi paesi euDI TBILISI, ropei che avevano riconosciuto lindiUN MANIFESTO pendenza del Kosovo dalla Serbia in INVITA forte contrasto con Mosca, da sempre A VOTARE alleata di Belgrado. PER NINO La sconfitta del 2008 ha sviluppato BURJANADZE, un ulteriore sentimento critico verso LA PRINCIPALE Mosca, ma altrettanto vero che la GeSFIDANTE orgia e la Russia hanno in comune la DI GHEORGHIJ medesima religione, il cristianesimo, MARGVELAVILI elemento tuttaltro che secondario in (SOTTO), una regione dominata dallIslam e in IL CANDIDATO un paese dove circa 1/8 della popolaAPPOGGIATO zione costituito da islamici. DAL PREMIER Non c dubbio che i governi georUSCENTE/FOTO giani oggi guardino verso occidente, REUTERS ma gli eventi del 2008 hanno prodotto una crisi di fiducia verso gli Usa. Inoltre Tbilisi non pu ignorare la forte opposizione di Mosca alleventuale adesione alla Nato, auspicata da non pochi leader politici, anche perch molti georgiani lavorano in Russia; vi sono interi villaggi costituiti quasi solo da donne e bambini, il cui bilancio dipende dalle rimesse di chi lavora nel potente paese confinante. Daltra parte la Georgia attraversata dalloleodotto che prosegue verso la Turchia e quindi i paesi europei, tagliando fuori la Russia. Per un piccolo paese collocato in una zona strategica del globo, stretto tra gli interessi delle grandi potenze, sempre pi difficile riuscire a mantenere una propria indipendenza non solo formale. Nella scuole sinsegnano sia il russo che, sempre di pi, linglese; il russo la lingua ufficiale per il mezzo milione di azeri, per gli armeni e per gli oltre 100 mila russi che vivono nel paese; un terzo di chi oggi risiede in Georgia non di origine georgiana. Ma nonostante tutti lo capiscano vietato parlare il russo in televisione e perfino i film vengono sottotitolati in georgiano. Resta sullo sfondo,con un ricordo ancora forte negli anziani, la figura di Stalin, il georgiano che arriv alla guida dellUnione Sovietica: motivo di grande orgoglio nazionale e di forte legame con la vittoria dellUrss staliniana contro il nazismo. Lamministrazio-

Domani si vota per eleggere il successore di Saakaashvili. C pi pluralismo, ma anche molta pi povert. E il futuro tutto da inventare, Russia permettendo
Il parlamento stato spostato, per decisione del presidente, in unaltra citt, Kutaisi, a quattro ore di distanza dalla capitale; ma tale costosa scelta non ha certo facilitato il rapporto tra le istituzioni. La Costituzione presidenzialista, ma il potere del capo del governo fortemente cresciuto nellultimo anno ed probabile che presto verr modificata in senso parlamentare.

so), costituito da giornalisti indipendenti azeri, armeni, georgiani ma anche dellOssezia del Sud, dellAbkhazia e del Nagorno Karabaki che lavorano per superare il nazionalismo di gran parte della stampa. Obiettivo difficilissimo: per incontrarsi devono riunirsi in Turchia a causa della non concessione reciproca dei visti dentrata nei vari Paesi della regione. Fino a un anno fa tutti e quattro i canali televisivi dipendevano dal Presidente, ora uno controllato dal primo ministro ed uno dovrebbe mantenersi neutrale.

Servizi sociali al palo


Lo stato sociale anche qui sotto tiro: gli asili e la scuola pubblica di ogni grado continuano ad essere gratuiti, ma si moltiplicano le scuole private e le universit prevedono tasse discrizione decisamente elitarie. Lassistenza sanitaria gratuita per i bambini e per gli ultrasessantacinquenni ma solo per le cure di base e la qualit dei servizi resta problematica; tutti gli altri, tranne le fasce di popolazione in situazione di grave povert, devono pagarsi farmaci e assistenza con il conseguente moltiplicarsi delle assicurazioni private. Gli anni post-sovietici hanno portato maggior libert despressione e pluralismo politico, ma hanno prodotto una grande divaricazione sociale e la perdita di un sistema di garanzia statale nel welfare, nel lavoro e nelle politiche abitativa; oggi quasi met della popolazione vive in condizioni di povert, molti sono coloro che chiedono lelemosina per strada, mentre il 10% raccoglie nelle sue mani una ricchezza spropositata e in continuo aumento. La consapevolezza di questa contraddizione tra libert e povert, tra il mondo di ieri e quello di oggi ampiamente diffusa e la speranza verso il futuro delle giovani generazioni tutte proiettate a occidente, si scontra con il rimpianto del passato che molto spesso alberga in coloro che hanno avuto esperienza diretta dellepoca che fu. * board internazionale di Flare (Freedom Legality and Rights in Europe)

ne di Gori, la citt natale di Stalin, ha deciso di ricollocare la statua del suo concittadino, rimossa dal governo nazionale nel 2010. A Tbilisi invece ampiamente pubblicizzata una mostra sulloccupazione sovietica della Georgia. Impostazioni differenti, che riflettono modi diversi di raccontare il proprio passato.

Un voto non scontato


Domani, 27 ottobre, i georgiani sceglieranno il nuovo presidente della repubblica. Saakaashvilli non ha potuto ripresentarsi avendo gi svolto due mandati, non si candidato nemmeno il primo ministro Bidzina Ivanishvili, il miliardario rientrato da Mosca pochi anni fa con lintento di contribuire al rilancio del proprio Paese. Nelle elezioni parlamentari del 2012 la coalizione di Ivanishvili ha sconfitto lo schieramento del presidente ottenendo il 54%. Lo scontro si sta riproducendo nella campagna elettorale alla quale ambedue partecipano per interposta persona. Il risultato delle elezioni presidenziali non scontato e non semplice cogliere in cosa differiscano i programmi: tutti promettono pi lavoro e pi stato sociale, ma, alla luce degli eventi di questi ultimi anni, simili promesse hanno perso ogni credibilit. Differenze pi evidenti emergono sulla collocazione internazionale: se

dovesse vincere Gheorghij Margvelavili, il candidato della coalizione guidata da Ivanishvili, si potrebbe assistere a un miglioramento delle relazioni con la Russia. La sua avversaria pi agguerrita sembra essere l ex presidente georgiana ad interim Nino Burdanadze. Le settimane elettorali sono state vivaci; domenica 29 settembre abbiamo incrociato a Tbilisi, tre manifestazioni: una davanti allex Parlamento organizzata dai Patrioti e dai Veterani di guerra per chiedere che il presidente sia sottoposto a un processo per gli episodi di repressione verificatisi negli ultimi anni; la seconda, animata anche da alcuni preti della Chiesa Ortodossa, era in difesa della privacy contro linserimento sul documento didentit di una chip con i dati personali; la terza raccoglieva centinaia di persone davanti al ministero di Giustizia.

Una corruzione di classe


I pubblici ministeri sono sotto controllo politico mentre i magistrati giudicanti sono indipendenti; questa situazione genera nella popolazione una forte sfiducia verso la magistratura. La diminuzione della corruzione tra i pubblici dipendenti, nel mondo universitario e in parte anche nella polizia ha contribuito alliniziale successo di Saakaashvili, dovuto anche alla capacit di guidare la ricostruzione del Paese devastato dalle guerre degli anni 90. Ma cresce invece la corruzione nel mondo politico ed economico che circonda il presidente, dove sembra regnare limpunit. Ed questa, oltre al grave errore della guerra del 2008, una delle principali ragioni dellattuale perdita di consenso da parte di Saakaashvili. Le strutture organizzate della societ civile sono ancora fragili: le ong si moltiplicano ma spesso sono gestite da ex parlamentari vicini al presidente e sostenuti da finanziamenti statunitensi. evidente lassenza di un giornalismo di tipo investigativo, capace di indagare gli scandali del potere. Fa eccezione il GoGroup Media (partner in Italia dellOsservatorio Balcani e Cauca-

Una politica molto movimentata


Da un anno la politica istituzionale appare molto movimentata: mentre fino al 2012 tutto era controllato da Saakaashvili, oggi fra il presidente e il primo ministro gli scontri sono quotidiani. Tale situazione valutata positivamente da diversi esponenti della societ civile: Prima non cerano alternative, ora ogni decisione una scelta e se ne pu discutere.