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7 FEBBRAIO 2017  TRIMESTRALE N.

24 APRILE 2017  € 6,90

GLIE NE I SE COLI
UNIFORMI
I nemici di Roma,
dagli Etruschi ai Daci,

PERICOLO dai Volsci agli Unni

RUSSIA SECESSIONE
Il piano per strangolare
i sudisti del generale
Lee aveva un nome
Sped. in A. P. - D.L. 353/03 art. 1, comma 1 NE/VR

eloquente: Anaconda

MOSCA TORNA A ESSERE


IL GRANDE NEMICO,
MA QUANTO SONO
DAVVERO TEMIBILI
LA FALANGE
VLADIMIR PUTIN E LE
Come si riconoscevano
SUE FORZE ARMATE? gli opliti greci nella
mischia della battaglia
WARS SOMMARIO
Chi ha paura 6 ANTICHITÀ
A COLPI DI SCUDO
della Russia? Con gli opliti e la falange i Greci avrebbero potuto conquistare il
mondo, invece si annientarono fra loro.
Davvero dobbiamo aver paura dell’Orso
Russo? L’attivismo di Mosca è sotto gli occhi 12 APPROFONDIMENTO
ANACONDA PLAN
di tutti, così come i successi di Vladimir Ecco perché non funzionò il piano elaborato dai nordisti per
strangolare la Confederazione.
Putin, primo fra tutti l’aver conquistato
un porto al sole nella Siria di Assad. Ma
quanto è davvero forza (militare), quella del 20 PR
RIMO PIA
ANO
CHI HA PAURA DELLA RUSSIA?
Mosca torna a essere il grande nemico pubblico, ma bisogna temere
Cremlino, e quanto invece è debolezza altrui, Putin? Che cosa c’è dietro la rinnovata aggressività dell’orso russo?
Scopriamolo attraverso un’analisi dettagliata delle sue forze armate,
in particolare degli Stati Uniti e della Nato? dalla Guerra fredda a oggi.
In questo numero di WARS scopriamo fin
dove potrà arrivare questa grande potenza 26 LAILA CONFRONTO
NATO E GLLI USA
A
TRA LE FORZE
nucleare... che però sul versante economico Le cifre parlano chiaro: in armi e uomini la NATO e gli USA
investono molto più di Mosca.
ha una forza appena paragonabile all’Italia.
Jacopo Loredan  direttore 28 LA
A GUERRA
A FREDDA
A
LO SCACCHIERE MONDIALE
Così le due superpotenze si dividevano il controllo del mondo nel
1986-87.
WARS I NOSTRI ESPERTI
GIORGIO ALBERTINI 30 LEL’EATRUPPE
E E LE AR
RMATA RUSSA
RMI

Milanese, 48 anni, laureato in Finito il tempo dei residuati bellici dell’era sovietica, l’apparato
Storia medievale, illustratore militare di Putin può contare su armi e mezzi di nuova generazione.

34
professionista per case editrici e riviste 19
944
(giorgioalbertini.com). OPERAZIONE BAGRATION
GASTONE BRECCIA Lanciando i suoi T-34 nelle steppe della Bielorussia, Stalin fermò la
Livornese, 54 anni, bizantinista e corsa di Hitler.

40 ST
storico militare, ha pubblicato saggi TRATEGIE
E
sull’arte della guerra, sulla guerriglia e LA GRANDE GUERRA PATRIOTTICA
sulla missione ISAF in Afghanistan.
La risposta dell’Unione Sovietica all’aggressione di Hitler. Come fu
RAFFAELE D’AMATO sconfitta la Wehrmacht.
Piemontese, 51 anni, studioso di storia
militare romana e professore di storia e
archeologia antica e medievale alla Fatih
42 LAPRIMA
A STORIA
A
DI PUTIN
University di Istanbul. L’espansionismo russo attraverso le figure che ho hanno incarnato,
da Ivan il Terribile agli zar.
ANDREA FREDIANI
Romano, 53 anni, medievista,
ha scritto vari saggi di storia militare
48 LEI ESOLDATI
UNIFORMI

e romanzi storici di successo Dai Vareghi della Rus agli streltsý, dai druzhnik ai cosacchi.
(andreafrediani.it).

FABIO RIGGI
Romano, 43 anni, si occupa
di tematiche militari a livello
56 UNIFORMOLOGIA
I NEMICI DI ROMA
Erano tanti e bellicosi, sfidarono l’egemonia romana
professionale. Ha collaborato con per duemila anni.
riviste militari specializzate.

64 GUERRE COMMERCIALI
AL SERVIZIO DI SUA MAESTÀ
WARS RUBRICHE Li conosciamo dai libri di Salgari: i soldati della Compagnia delle
Indie sono stati per 4 secoli la mano armata del colonialismo inglese.
L’ARMA PAG. 4 EA
SOLDATINI PAG. 18 GENERAZIONE 2000
Invisibilità ai radar, supermanovrabilità, supercrociera, multiruolo,
RAID PAG. 52 ecco l’identikit dei caccia di ultima generazione.
LIVING HISTORY PAG. 54
RECENSIONI PAG. 82 76 PROTAGONISTI
IL SOGNO DI UNO STATO
Il duca di Borgogna Carlo il Temerario fu uno dei grandi
IN COPERTINA combattenti del ’400 e contribuì alla nascita degli eserciti moderni.
Vladimir Putin (Getty Images); sopra, un carro T-14 Armata sfila sulla Piazza Rossa
a Mosca, maggio 2016 (Getty Images); il caccia russo Sukhoi T-50 PAK FA (Alamy).

S 3
WARS L’ARMA

STURMGEWEHR 44
A cura di Fabio Riggi
INTERFOTO / ARCHIVI ALINARI, FIRENZE (2)

STG 44
Il progenitore dei moderni fucili d’assalto:
lo Sturmgewehr 44 (o StG 44), prodotto dalla
Germania del Terzo Reich. L’arma funzionava sia a
colpo singolo che a raffica, combinando precisione
e potenza d’impatto a distanza ravvicinata.

ella storia dell’evoluzione


delle armi da fuoco porta-
tili un posto d’onore spetta
allo Sturmgewher 44, con-
siderato come il capostipite dei moder-
ni fucili d’assalto. Il progetto destinato a
rivoluzionare l’armamento della fante-
ria partiva da uno studio fatto in Germa-
nia negli anni ’30. Analizzate le distan-
ze medie fra opposte fanterie in com-
battimento, i risultati avevano mostrato
che la cartuccia 7,92x57 – la munizio-
ne standard dei fucili tedeschi in quel
I fanti tedeschi
momento – risultava troppo potente ri- in azione con il fucile

SZ PHOTO/AGF (2)
spetto alle reali necessità. Nel 1938 ven- StG 44 durante la
ne così sviluppata una nuova cartuccia: Seconda guerra mondiale.
la 7,92x33 “Kurz Infanterie Patrone”. Era
meno capace in termini di gittata, ma
per il suo impiego poteva essere proget- stole 43 (MP 43): era un’arma di peso e za, accettabile seppur minore rispetto
tato un fucile più leggero e compatto, ingombro minori dei fucili tradiziona- ai fucili tradizionali, con l’elevato volu-
consentendo così anche al singolo sol- li, ma garantiva comunque una gittata me di fuoco derivante dal tiro automati-
dato di portare con sé un quantitativo e una potenza maggiori rispetto alle pi- co (comunemente detto “a raffica”) pro-
maggiore di munizioni. stole mitragliatrici (comunemente dette prio delle pistole mitragliatrici.
Dopo la realizzazione di alcuni proto- “mitra”), che fino a quel momento anda- L’a
armam mento sta andar rd. Gli or-
tipi, nel 1943 apparve la Maschinen Pi- vano a integrare l’armamento della fan- gani tecnici tedeschi decisero quin-
teria con la loro capacità di sparare a raf- di che il fucile chiamato in seguito
Munizione standard Nella classificazione del“muniziona- fica a distanza ravvicinata. “Sturmgewehr” 44 (la parola significa
mento”per le armi da fuoco, il primo dato numerico indica il Dal disegno decisamente innovativo, “fucile d’assalto”) o StG 44 avrebbe so-
calibro, il secondo – dopo il segno“x”– indica la lunghezza del
bossolo. Quest’ultimo contiene la carica propellente di lancio la MP 43 dimostrò subito che era in gra- stituito completamente i fucili e le pi-
e di conseguenza determina la potenza della cartuccia stessa. do di unire la capacità di tiro a distan- stole mitragliatrici, diventando così l’ar-

4
POTENZA DI TIRO
La canna era lunga 419 mm,
contro una lunghezza del fucile
di circa 93 cm; la cadenza di tiro
era di 500 colpi/minuto.

LE MUNIZIONI
Raro modello di doppia
cartucciera dello StG 44: in
cuoio di recupero e tela, poteva
contenere 6 caricatori da 30
colpi. La cartuccia era la 7,92x33
Kurz: ebbe il suo debutto sul
fronte russo. Raggiungeva una
velocità di 700 m/secondo.

mamento standard del fuci-


liere tedesco. L’arma si af-
fermò subito come uno
strumento affidabile
ed efficace, in grado di
sparare sia a colpo singolo che
a raffica grazie a un meccanismo di
funzionamento “a presa di gas”: questo è
basato sull’utilizzo dei gas di sparo, una
parte dei quali – quando ancora si trova-
no nella canna – viene deviata in un ci-
lindro parallelo alla canna stessa e da qui
convogliata verso la camera di cartuccia.
ULLSTEIN BILD VIA GETTY IMAGES

In questo modo si mettono in movimen-


to le parti meccaniche destinate a garan-
tire il caricamento, ed eventualmente lo
sparo automatico se il tiratore mantiene
la pressione sul grilletto.
Caratterizzato da un peso di 5,2 chilo-
grammi, una lunghezza di 933 millime- IN DOTAZIONE
Sopra, a Berlino nel 1957
tri e alimentato da un caricatore con 30
ufficiali della Volkspolizei
colpi, lo StG 44 era in grado di sviluppa- della Germania Est; sono
re nel tiro in automatico una cadenza di equipaggiati con il fucile
tiro di circa 500 colpi al minuto. d’assalto StG 44, come il
Lo Sturmgewehr 44 deve essere con- soldato tedesco (a destra)
sul fronte occidentale
siderato un vero spartiacque nella storia
durante la Seconda
delle armi da fuoco: da allora e fino a og- guerra mondiale.
gi il concetto di “fucile d’assalto” indica
la più importante arma individuale dei
soldati in tutto il mondo. 
ANTICHITÀ
i sono davvero pochi dubbi sul fatto che la Grecia
avrebbe potuto dominare l’Europa e l’Asia Minore al
CON N GL
LI OPLIITI E posto di Roma, se non avesse fatto harakiri. Le pòleis
possedevano, infatti, lo strumento bellico più mici-
LA FALA AN GE I GR EC I diale della storia antica, la falange, e i guerrieri più preparati, gli
opliti; e con armi simili avrebbero potuto costituire un impero
AVRREBBBERRO POTU TO se solo non le avessero rivolte verso loro stesse.
CON NQUUISSTA
AR E A iniziare le lotte intestine furono i Greci dell’età classica che,
vinti i Persiani, si affrontarono e logorarono tra di loro fino a
IL MON NDOO, IN
N V EC E sfinirsi e a lasciarsi sottomettere dai Macedoni; poi fu la volta
dei Greco-macedoni eredi di Alessandro, che se le diedero di
SI ANNIIENN TARRO N O santa ragione per decenni e per più generazioni, lasciando una
FRAA LO
OROO

A COLPI
penisola ellenica frazionata e litigiosa, facile preda dei Romani.

DI SCUDO
C. GIANNOPOULOS
L AT I N I T R AC I A
Epidammo MAC E D O N I A 422 a.C. 405 a.C. Bisanzio t
t Anfipoli t Egospotami
Cuma t t Napoli Pella t C A LC I D I C A t
Cizico t
Stagira t t 410 a.C.
Lampsaco

GRECIA
Potidea t
EPIRO 432 a.C. Lemno Asso IMPERO
La Guerra del Larissa t

MA
t
Corcira ia T E S PERSIANO
Peloponneso Lesbo

R
GNA
Sardi

EG
Arginuse
E TO L I B O t t

E
IO
MA
Messina t Smirne
De

N
Segesta
t t Locri IO AIA a
4
t
t Reggio M AR t
Cori 13 a.C.
t SICILIA
Selinunte t Catania
Atene
t Siracusa P E LO P O N N E S O
Camarina t
413 a.C. t t
Sparta Melo
M A Rodi
Atene e alleati R M E D 415 a.C.
I T E R R A N E O
Sparta e alleati
C R E TA
Stati neutrali Campagne Ateniesi Campagne Spartane Battaglie
attagli

LA LEZIONE DI DELIO
Atene affronta Tebe e i suoi
alleati nella battaglia di Delio
(424 a.C.): la falange oplitica
ateniese viene messa in rotta
più che dall’altra falange
dall’intervento della cavalleria.

7
BATTAGLIA DI DELIO: TEBE VS ATENE

SCUDI
TEBANI
A lato, queste
ricostruzioni ci
mostrano esempi
di deigmata, i
blasoni degli
scudi oplitici.
Ecco quelli dei
Tebani e dei loro
alleati Beoti a HALIARTOS TESPIAE TESPIAE
Questa città della Beozia Altra città della Beozia: Questa è una versione più
Delio nel 424 a.C. recava sull’hôplon mostrava sullo scudo rotondo tradizionale dello stesso
il tridente della divinità la luna crescente della simbolo, sempre la luna
Poseidon Orchestos. cosiddetta Afrodite Nera. dell’Afrodite Nera.

ATENIESI
E ALLEATI
Qui di fianco,
ecco gli scudi di
Atene, la città
capofila, e dei
suoi alleati nella
battaglia di Delio
contro Tebe e
le pòleis della VAVRONA ATENE ATENE
Beozia. Era una città dell’Attica: il Questo è il tradizionale scudo L’occhio apotropaico vigilava
simbolo era la luna crescente con la lettera Alpha, e proteggeva il combattente
di Artemis con il globo solare iniziale del nome della della città-Stato più
di Helios-Apollo. città di Atene. importante.

BATTAGLIA DI MANTINEA: ARGO VS SPARTA


SPARTANI
A lato, scudi di
Sparta a Mantinea
(418 a.C.). A destra,
l’hôplon in sezione:
convesso, da 1,2 m a
90 cm di diametro,
aveva un cuore di
legno e due strati di
cuoio rinforzati da
un bordo di bronzo,
impugnatura ORCOMENO SPARTA MANTINEA
centrale (porpax) e Questa città della Beozia portava Reso famoso da tanti film, ecco il Gli opliti di questa
come deigmaton (simbolo) la tradizionale scudo con la lettera città dell’Arcadia si
laterale (antilabe) spiga di grano contornata da una Lambda, iniziale di Lakedaímôn, riconoscevano dal tridente
in bronzo e corda. corona d’alloro. nome greco della città di Sparta. di Poseidon.

8
NELLA MISC CHIIA GLI OPLITI
DIST
TINGUUEVVAN NO GLI A MIC CI
DAI NEMICI GR R AZ
Z IE
E AI SEGN NI
RESSII SU
IMPR UI LORRO S C U D I
Sparta, Atene, Tebe: tutte le principali pòleis hanno avuto la
loro occasione per trovarsi a capo di una federazione che potes-
se fungere da base per costituire un impero; e tutte hanno falli-
to, per la scarsa tolleranza che, a differenza dei Romani, hanno
dimostrato nei confronti dei subalterni e per l’incapacità di ve-
nire a patti con gli oppositori. L’evento cardine di questa croni-
ca incapacità, quello che ha posto ineluttabilmente fine ai sogni
TESPIAE TEBE di gloria degli Elleni, è senza dubbio la Guerra del Peloponneso,
Ancora una variante del Era la città più grande della il trentennale conflitto che alla fine del V secolo a.C. contrap-
medesimo blasone, ma questa Beozia, a capo della Lega pose Atene a Sparta prosciugandone le risorse tanto da conia-
volta con una beotica. Sullo scudo recava re il noto detto “Se Atene piange, Sparta non ride”: tre decenni
doppia luna crescente. la clava di Eracle.
con le falangi al massimo del loro potenziale bellico, di campa-
gne mirate a devastare il territorio nemico per estinguere i suoi
canali di vettovagliamento, di scontri navali imponenti, di bat-
taglie campali tra eserciti ai quali nessuno avrebbe saputo resi-
stere, se uniti insieme. Questa guerra senza quartiere alla fine
non avvantaggiava nessuna delle città avversarie, e con un nul-
la di fatto finivano spesso anche le singole battaglie: gli scontri
tra falangi finivano per essere statici e terminavano solo con l’o-
scurità, ma senza un vero vincitore; un’ammissione di sconfit-
ta, di solito, era il reclamare una tregua per portare via i caduti.
Parola d’ordine. Due forze eguali e contrarie, dunque, si
affrontavano senza sostanziali differenze di armamento, di pia-
ni tattici, di capacità dei comandanti; tanto che per distingue-
re il compagno dal nemico nella mischia, quando anche i pochi
simboli di distinzione venivano ricoperti da polvere, sangue e
ATENE ATENE perfino feci, si usava diffondere una parola d’ordine poco pri-
Altro scudo ateniese: questo L’Eros adulto che impugna un ma dello scontro. Gli opliti duellavano con le lance, cercando
apparteneva agli opliti della fulmine alato apparteneva allo di colpire l’avversario sopra o sotto lo scudo, alla gola, all’ingui-
Marina e recava scudo personale del generale
C. GIANNOPOULOS

il simbolo del delfino. ateniese Alcibiade.


ne e alle cosce, dopo aver percorso al ritmo di 8 km l’ora gli ulti-
mi 200 metri che li separavano dalla linea nemica, con lo scudo
davanti al corpo p e la lancia in posizione d’attacco, sia sotto
L’OPLITA E IL SUO HÔPLON
ÔPLON che sopra spalla. La falange coesa e organizzata
potevva sfondare con relativa facilità un’ar-

N
ella compatta formazione a falange, l’ele-
mento distintivo del guerriero greco era mata
m dalle caratteristiche diverse, co-
proprio lo scudo, che dava il nome all’o- me quelle persiane, ma la sua poten-
plita. In un’epoca in cui l’uniforme non esisteva, za finiva per spegnersi di fronte a uno
i simboli impressi sugli scudi (deigmata) permet- schieramento quasi gemello. E allora
tevano a nemici e amici, nel corso della mischia
e durante i movimenti delle formazioni di batta-
a decidere la battaglia era la spinta: si
glia, di individuare l’appartenenza di un esercito spingeva tutti insieme e non era più
a una determinata città, demos o quartiere. una questione di abilità con le ar-
I segni. All’inizio i blasoni incisi o dipinti sugli mi, ma di forza e di coesione, di fisi-
scudi avevano un carattere puramente indivi- co e disciplina. Lo scopo era aprire
duale, usualmente disegni geometrici o mitici
animali e uccelli sacri agli dèi. Più tardi le pòleis
un varco in cui insinuarsi, cosa che
usarono questi segni per evitare errori di identi- avveniva quando qualcuno non ri-
ficazione durante le battaglie; gli opliti, infatti, usciva a conservare lo scudo o più
anche se appartenenti a diverse città, avevano opliti cadevano nello stesso setto-
solitamente un equipaggiamento simile. era come se a un un muro venisse
Spesso il blasone di una città-Stato non era altro
che la lettera iniziale del nome della pòlis: gli
sottratto un mattone. Strane batta-
esempi più clamorosi furono la lettera Alpha di glie, dunque, quelle che si combat-
Atene (A) e la lettera Lambda di Sparta roono tra Sparta e Atene, con i loro alle-
(Λ = Lakedaímōn). R. D’AmatoHÔPLON , durante la Guerra del Peloponneso: schie-

9
Cavalleria
1A FASE
418 a.C. Battaglia ateniese
1 Mantinei
di Mantinea 1 2 3 4 5
2 Arcadi
3 Argivi (epilektoi)
Agide sbarra la strada agli avversari con i lochoi (sot- 4 Alleati
5 Ateniesi
tounità) spartani al centro, affiancati dagli alleati. Ar- Cavalleria
go è allora costretta a schierarsi: gli Argivi al centro, spartana
gli Ateniesi a sinistra e i Mantinei a destra (1a Fase). 1 Sciriti
I due eserciti iniziano il tipico movimento verso de- 2 Spartani liberati,
stra, dovuto al fatto che ciascun componente della guidati da Brasida
1 2 3 4 4 4 4 4 4 5 4 3 Arcadi di Agide
falange oplitica tende a cercare la protezione dello 4 Spartani (lochoi)
scudo del compagno. Prima dello scontro, per evita- 5 Tegeati
re l’accerchiamento, Agide ordina a Sciriti e uomini
di Brasida di allargarsi a sinistra, ma la manovra non 2A FASE
riesce. Gli avversari si incuneano nello schieramento
spartano (2a Fase) e l’ala sinistra spartana cede. Al
centro e a destra, invece, la guardia di Agide e i Te- 1 2 3 4 5
geati costringono alla fuga Arcadi, Argivi e Ateniesi,
scoperti sul fianco (3a Fase). Agide, con la vittoria in
pugno, manda un drappello in soccorso alla sua sini-
stra e provoca la rotta dei nemici.
1 2 3 4 4 4 4 4 4 5 4

Cavalleria
ateniese
3 FASE
A
4 5

4
Cavalleria
spartana

5
4
1 2 3

4
4
4
4
1 2
4
3

ramenti speculari, dinamismo inesistente e movimenti ridotti


all’essenziale. Un puro scontro fisico nel quale a prevalere era-
no le armate con gli elementi più giovani e atletici.
La prima battaglia campale delle rivali Sparta e Atene di cui
abbiamo notizia ebbe luogo nel 457 (Prima guerra del Pelopon-
C. GIANNOPOULOS (2)

neso), prova generale del conflitto vero e proprio che sarebbe


scoppiato 26 anni dopo. Ebbe luogo a Tanagra, sul fiume Aso-
po (in Beozia, Grecia Centrale), ma ne sappiamo ben poco. Di
certo fu un classico scontro di fanteria pesante, soprattutto per-
L’ARGIVO ché la cavalleria tessala degli Ateniesi abbandonò subito il cam-
L’OPLITA. Epilektos di Argo del 418 a.C. po, e terminò a sera senza vincitori né vinti, o con una leggera
UNIFORME E ARMI. Indossa il tradizionale elmo corin- prevalenza spartana. Sappiamo che vi partecipò anche Pericle,
zio, proprio degli opliti che operavano nel Peloponneso, ma in un ruolo subordinato.
sormontato da un’alta cresta (lophos) di crini di cavallo,
che secondo Plutarco le donne tingevano a colori vivaci Tanag gra. Più dettagliate le notizie sul primo grande scontro
per gli uomini. Come deigmaton (fregio, simbolo) dello del conflitto principale, avvenuto nel 424 a.C. In quella circo-
scudo su sfondo bianco c’è l’Hydra di Lerna. Primi in Gre- stanza gli Ateniesi idearono una strategia a tenaglia per sottrar-
cia a ricevere questo nome, gli epilektoi (“truppe scelte”) re a Tebe l’egemonia della Beozia, fomentando ribellioni nell’a-
formarono un corpo di 1.000 combattenti d’élite a Manti- rea per sostenere la loro azione. Lo stratego Ippocrate marciò
nea, dove si distinsero per il loro coraggio. R. D’Amato
lì con un’armata di 7.000 opliti e 1.000 cavalieri, oltre a truppe

10
GLI OPLIITI DELLA FALAN
NGE GRECAA DOOVEEVANNO AVEEREE
ABBASTAANZA DEN NARO PER AC
CQUISTAR RE LA
A PA
ANOOPLLIA
AE
PARECCH HIA FORZAA PER SOSTE
ENERE
E IL PESSO DE
ELLE ARMMI
leggere; si accampò presso il santuario di Apollo Delio, a Tana- schierarono con un’ala destra molto profonda, su 25 file, pun-
gra. Dopo tre giorni trascorsi a fortificare il sito, l’ateniese ap- tando allo sfondamento dell’ala sinistra di Ippocrate, mentre
prese che il collega Demostene, per mare con la flotta, non era gli Ateniesi avanzavano contro l’ala sinistra nemica. La sinistra
più in grado di raggiungerlo, pertanto tornò in Attica. Ma nel ateniese si sfaldò sotto la superiore pressione nemica e finì in
frattempo i Tebani avevano allestito un esercito e, quando gran rotta: tra gli opliti in fuga ci fu anche Socrate. Pagonda, intan-
parte delle truppe leggere ateniesi erano già ripassate in Atti- to, mandò a supporto della propria ala sinistra un contingente
ca, il loro comandante Pagonda si lanciò all’attacco con un nu- di cavalleria, che frenò il nemico e lo costrinse alla ritirata. Gli
mero equivalente di opliti e cavalieri, supportati da 10.000 sol- Ateniesi lasciarono sul campo un migliaio di opliti, i Tebani la
dati leggeri. Ippocrate non si sottrasse alla battaglia, distaccan- metà, e poco dopo anche il contingente di cavalleria a Delio fu
do solo 300 cavalieri a guardia delle fortificazioni. I Tebani si costretto alla resa.
In questo caso, i due schieramenti adottarono un atteggia-
mento speculare, ciascuno cercando di sfondare la sinistra ne-
mica; prevalsero i Tebani perché ebbero l’accortezza di accen-
tuare la profondità della loro ala destra, aumentando quindi la
propulsione della spinta – una caratteristica che oltre mezzo
secolo dopo, durante l’egemonia tebana, Epaminonda avrebbe
portato al massimo sviluppo con il tipico “ordine obliquo” – e
perché il loro comandante utilizzò la cavalleria in funzione di-
fensiva, per arginare il ripiegamento della propria ala in crisi.
Mant tinea. Diverso fu l’andamento della grande battaglia
campale combattuta a Mantinea nell’agosto del 418. Allora Ate-
ne si fece coinvolgere nella lotta tra Argo e Sparta, mandando
nel Peloponneso un contingente di rinforzo all’esercito di Ar-
go, Elea e Mantinea, che si accingeva ad affrontare il re spartano
Agide II. Ma non ci fu combattimento e parte degli eserciti se ne
tornò a casa, mentre gli Argivi e i loro alleati residui marciava-
no contro Tegea. Agide, con meno di 6.000 uomini tra Spartani,
Tegeati e Arcadi, si attestò a Mantinea per sbarrare la strada agli
avversari, che si posizionarono su un’altura. Per spingerli a bat-
taglia, il re fece deviare il fiume che portava acqua alla città; so-
lo allora gli Argivi si schierarono, concentrando le proprie trup-
pe al centro e ponendo Ateniesi a sinistra e Mantinei a destra.
I due eserciti, come spesso accadeva negli scontri tra falangi,
produssero uno speculare spostamento verso destra in fase di
avanzata, perché ogni oplita ricercava istintivamente la prote-
zione dello scudo del compagno di destra. Agide ordinò allora
alla propria ala sinistra di spostarsi verso l’esterno per evitare
l’aggiramento, ma ciò produsse una falla tra il fianco e il centro,
nella quale si insinuò l’ala destra dei Mantinei. Tuttavia il re ri-
uscì a infilarsi a sua volta tra il centro e l’ala sinistra nemica, co-
stringendo gli Ateniesi sul fianco al ripiegamento, seppur pro-
tetto dalla loro cavalleria; poi completò l’accerchiamento della
metà destra dello schieramento avversario, investendo gli Ar-
givi. I Mantinei, ancora impegnati a sgominare l’ala sinistra ne-
mica, videro gli alleati in fuga e scapparono anch’essi, permet-
L’ATENIESE tendo agli Spartani di fregiarsi della vittoria al costo di 300 uo-
L’OPLITA. Ekdromos ateniese del 440 a.C. mini; tra i nemici, 700 furono i caduti argivi e arcadi, 200 i Man-
UNIFORME E ARMI. Nelle spedizioni contro i Traci agi- tinei e altrettanti gli Ateniesi.
vano opliti armati meno pesantemente (ekdromoi) con In questo caso, la naturale deriva a destra di entrambi gli
l’elmo (kranos) più leggero e un chiton imbottito a colori
vivaci. Le armi erano la lancia (dory), lo scudo oplitico e schieramenti aprì degli spazi al centro, il cui sfruttamento fu
la spada corta (xiphos), senza corazza (thorax) né schi- determinante per l’esito dello scontro: il più bravo ad appro-
nieri (knemides). Lo storico militare Sekunda attribuisce fittarne, ovvero il re spartano, poté accerchiare la metà di de-
a tale periodo l’inizio dell’alleggerimento complessivo stra dell’esercito nemico, secondo modalità simili a quelle che
dell’equipaggiamento oplitico, poi completato dalle ri- avrebbero consentito a Napoleone di vincere ad Austerlitz. 
forme di Ificrate. R. D’A.
Andrea Frediani

11
APPROFONDIMENTO

ECCO PERCHÉ NON FUNZIONÒ IL PIANO ELABORATO DAI

ANACONDA

12
NORDISTI PER STRANGOLARE LA CONFEDERAZIONE

PLAN
NORD VS SUD
A destra, il generale
Winfield Scott (1786-
1866), comandante
in capo dell’esercito
degli Stati Uniti (detto
unionista o nordista). Fu
lui a concepire il piano
Anaconda (nella mappa
a sinistra), l’offensiva per
stritolare in una morsa i
sudisti. Sotto, il generale
llo scoppio della Guerra di se-
Robert E. Lee (1807-1870),
comandante delle forze cessione americana il comandan-
sudiste (o confederate). te in capo dell’esercito degli Stati
Uniti, il generale Winfield Scott,
era un an nziano ed esperto combattente, ve-
terano della guerra contro l’Inghilterra del
1812, di vvarie campagne indiane e della Guer-
ra messiccana del 1848. Consapevole di non
essere più ù in grado di guidare i suoi uomini in
battaglia,, il 17 aprile del 1861 Scott offrì il co-
mando d delle truppe al colonnello Robert E.
Lee, virgiiniano come lui, “di gran lunga il mi-
glior solddato” che avesse mai conosciuto; ma
lo stesso giorno la Virginia si pronuciò per
la secessione
s e Lee, a malincuore, scelse
di restare fedele al proprio Stato d’o-
d
rigine. Il comando venne affidato
allora al generale Irvin McDowell:
ma la proposta di Scott e il rifiuto
di Lee sono rivelatori della gran-
de incertezza, dei dubbi e delle
contraddizioni di una generazio-
ne di ufficiali divisi tra il forte le-
game con la terra d’origine – dove
molti di loro avevano proprietà e in-
teressi – e la lealtà all’Unione.
Si andava prospettando una guerra tra
fratelli: per questo Scott era riluttante a pia-
nificare una lotta all’ultimo sangue, e si mise
invece all’opera per elaborare una strategia
capace di piegare la volontà dei secessionisti
GETTY IMAGES (3)

senza che fosse necessario sconfiggere le lo-


ro forze sul campo e conquistare ampie por-
zioni di territorio.

13
A DISPETTO DELL’INFERIORITÀ DI MEZZI E UOMINI, L’ESERCITO
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO
CONFEDERATO RIUSCIVA COMUNQUE A RESISTERE

I SETTE GIORNI La morsa a lettale e. Scott espose le proprie affermava in pubblico, procedette con estre-
La croce del Sud svetta idee al presidente Lincoln all’inizio dell’estate ma lentezza nei preparativi, e venne poi scon-
a Glendale, durante del 1861. Il suo piano – più tardi soprannomi- fitto dall’Armata della Virginia Settentrio-
una delle “battaglie
nato Anaconda – puntava a soffocare la ribel- nale, passata agli ordini del generale Lee, in
dei sette giorni”
(1862), che i sudisti lione senza grandi battaglie, ed era basato su un una serie di scontri sanguinosi che gli stori-
di Lee combatterono presupposto fondamentale: Scott era convinto ci avrebbero ricordato come “le battaglie dei
contro le truppe di che la scelta di separarsi dall’Unione fosse da sette giorni” (25 giugno-1° luglio 1862). Que-
McClellan riuscendo a ricondurre a pochi personaggi privi di soste- ste operazioni permisero ai sudisti di salvare
guadagnare tempo.
gno popolare, e che sarebbe stato quindi suffi- Richmond e di prolungare la guerra. I cadu-
ciente esercitare una forte pressione militare, ti si contavano nell’ordine delle decine di mi-
bloccando le fonti di approvvigionamento de- gliaia, ma la resistenza dei ribelli si era fatta
gli Stati del Sud, per determinare un crollo del ancora più tenace, e attorno alle vittorie con-
morale interno, costringendo anche i secessio- quistate sul campo si stavano creando una
nisti più accesi ad ammettere l’errore politico identità e un orgoglio nazionale che avrebbero
e a intavolare trattative per un ripristino dello reso più difficile la vittoria finale dell’Unione.
status quo ante. Purtroppo Scott era in errore: L ’Anaconda sopravvive. Nel frattem-
una volta iniziate le ostilità, infatti, la gente del po la grande strategia del generale Scott non
Sud avrebbe mostrato una irriducibile dedi- era stata del tutto abbandonata. Il Piano Ana-
zione alla causa secessionista, affrontando per conda prevedeva operazioni coordinate ma
quattro
q anni sacrifici enormi in condizioni di distinte: il blocco marittimo dei porti confe-
ogggettiva inferiorità. Ma il suo Anaconda Plan derati, da affidare alla marina da guerra e a
vennee scartato per un motivo diverso: l’opinio- corpi di spedizione da far sbarcare sulle coste
ne pubbblica dell’Unione era convinta che i ri- nemiche, e la conquista del corso del Missis-
belli poteessero essere facilmente sconfitti con sippi, che avrebbe permesso di tagliare in due
una brevee campagna che puntasse senza esi- il territorio della Confederazione. Fin dal pri-
tazioni sulla
s loro capitale Richmond (Virgi- mo anno di guerra venne istituito a Washing-
nia), distante appena un centinaio di mi- ton il Blockade Strategy Board (Ufficio stra-
gliia da Washington. tegico del blocco marittimo) – con il diffici-
Risu ulta atoo: un fa alllimmento o le compito di raccogliere e coordinare l’im-
“nap p oll eonn ico
o ”. Al generale piego delle forze necessarie a isolare i porti
McDowell venne dunque ordi- nemici. All’Unione, nonostante il grande po-
nato di attaccare in direzione di tenziale delle sue industrie, mancavano le ri-
Richmond, ma le sue truppe su- sorse necessarie per mettere in atto in manie-
birono una sanguinosa battuta ra davvero efficace l’Anaconda Plan: troppo
d’arresto nella prima battaglia di estese le coste confederate, troppo numero-
Bull Run (21 luglio 1861). si i porti, troppo limitate le capacità operative
McDowell fu rimosso dal co- dei vascelli da guerra disponibili, troppo abi-
mando; il generale Scott ripropose li e audaci i blockade runners nemici. Il Board
nuovamente la strategia “di soffoca- dovette chiedere aiuto all’esercito, che ten-
mento”, ma si rese conto che le sue idee tò ripetutamente di espugnare le fortificazio-
GETTY IMAGES

continuavano a essere impopolari e il primo ni costiere ribelli: particolarmente dura, pro-


DELUDENTE novembre rassegnò le dimissioni. Al suo po- lungata e sanguinosa fu la lotta per Charle-
Il generale George sto il presidente Abramo Lincoln scelse come ston, ai cui moli attraccavano la maggior par-
McClellan (1826-1885) nuovo comandante in capo il generale George te dei vascelli capaci di forzare il blocco. Il 7
doveva essere la McClellan. Giovane, ambizioso e convinto so- aprile 1863 l’ammiraglio Samuel Du Pont ten-
risposta nordista alle
strategie di difesa
stenitore della strategia “napoleonica” (reinter- tò l’attacco contro Fort Sumter, che control-
messe in atto da pretata sulla base dei testi di teoria militare del lava l’imboccatura del porto, ma fu respin-
Lee. Si rivelò invece barone de Jomini, che all’epoca facevano scuo- to perdendo una nave; l’11 luglio successivo
molto più debole del la), lo stratega unionista si mise all’opera per vi- venne lanciata un’operazione anfibia contro
previsto. brare un colpo mortale all’avversario. Il primo Fort Wagner, all’estremità meridionale della
insuccesso venne attribuito alle scarse risorse rada di Charleston, ma i difensori confedera-
messe in campo e all’inesperienza: restava l’il- ti – comandati da un oriundo italiano, il ge-
lusione di poter spezzare la volontà del nemi- nerale William Taliaferro – fecero strage del-
co grazie a una grande offensiva, da conclude- la fanteria unionista, respingendo un secondo
re con una battaglia campale “decisiva”. e ancor più violento assalto una settimana do-
Ma non accadde nulla del genere: McClel- po. L’Anaconda di Scott sopravviveva, ma non
lan, in realtà molto meno risoluto di quel che riusciva a soffocare del tutto la preda.

15
FRA LE OPERAZIONI PIÙ BRILLANTI DELL’INTERA GUERRA
CIVILE AMERICANA, LE MANOVRE DI GRANT NEL 1863
La conquista del Mississippi venne invece vestiario e un flusso costante di munizioni – IL COLPO
portata a termine con successo nel terzo anno ovvero quanto bastava per restare efficiente DI GRAZIA
di guerra. Alla fine di aprile del 1862 le canno- sul campo di battaglia, tutto grazie ai riforni- A destra, il generale
unionista Ulysses S. Grant,
niere corazzate dell’ammiraglio David Farra- menti trasportati nelle stive dei blockade run- che diede ai sudisti la
gut forzarono le difese di New Orleans e co- ners che raggiungevano i porti di Charleston spallata decisiva a Viksburg.
strinsero la città alla resa: la flottiglia unio- e Wilmington. Sotto, il reggimento di
nista prese a risalire il corso del fiume fino Per vincere la guerra l’Unione dovette por- volontari dell’8° Wisconsin
alla grande piazzaforte di Vicksburg, chiave tare un esercito nel cuore del territorio ne- partecipa alla presa di
Viksburg portando in
dell’intero Mississippi, che venne investita già mico, devastandolo spietatamente: proprio battaglia l’aquila Old Abe,
alla fine del 1862. Il generale Ulysses S. Grant quello che la strategia
gia di Winfield Scott avreb
avreb- la
l mascotte più ù famosa
f
– che dal luglio 1862 guidava le forze unioni- be voluto evitare a ogni costo. Solo la celebre della Guerra civile,
ste nel teatro di guerra occidentale, tra i Mon- “marcia fino al maare” del generale William chiamata così in
ti Appalachi e il Mississippi – riuscì ad aggira- T. Sherman, che nel tardo autunno del 1864 onore di Abramo
(“Abe”) Linc
re le posizioni confederate sulla riva sinistra, condusse le sue truppe da Nashville al por-
tra Vicksburg e Jackson: il 4 luglio del 1863, to di Savannah, riu uscì a infliggere un colpo
dopo oltre due mesi di manovre e combatti- mortale alla Confeederazione. Ma l’Anacon-
menti che costituiscono una delle più brillan- da Plan, mai del tu utto abbandonato, era sta-
ti operazioni militari dell’intero conflitto, la to certamente deciisivo per indebolire lo sfor-
guarnigione del generale Pemberton, ormai zo militare degli Stati secessionisti, rendendo
completamente isolata, depose le armi. Con inevitabile il loro trracollo finale. 
la conquista di Vicksburg le armate dell’Unio- Gastone Breccia
ne acquisivano una libertà di manovra ecce-
zionale, mentre lo sforzo bellico sudista subi-
va un colpo tremendo: almeno una delle gran-
di campagne previste dalla strategia di Scott
aveva raggiunto il suo scopo.
Una a valu utaz zionne finale. L’Anaconda
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO

Plan può essere considerato una strategia più


moderna della guerra cui doveva essere appli-
cata. L’idea di strangolare la Confederazione
bloccando i suoi commerci con l’estero e ta-
gliando fuori una parte del suo territorio sa-
rebbe stata infatti assai più efficace nei con-
fronti di un’economia sviluppata: la società
agraria degli Stati del Sud riuscì invece a so-
pravvivere grazie alla sua stessa arretratezza,
utilizzando al meglio, in ogni area, le proprie
limitate risorse e facendo tesoro di quelle im-
portate nonostante il blocco marittimo.
Era difficile prevedere l’eccezionale resilien-
ce della Confederazione, capace di mantene-
re per più di quattro anni le proprie armate
in condizione di combattere nonostante l’e-
vidente sproporzione di forze. L’avventura
dei blockade runners costituisce un capitolo
a parte del lungo conflitto, la cui importanza
è stata spesso sottovalutata: basti pensare che
le merci introdotte dagli agili piroscafi sudisti,
spesso specificamente concepiti per sfuggire
alle navi dell’Unione, furono distribuite alle
truppe ribelli fino agli ultimi mesi di guerra:
l’Armata della Virginia Settentrionale di Lee,
trincerata a difesa di Richmond e Petersburg,
benché non contasse ormai più di 70.000 ef-
fettivi, ricevette nella fase finale del conflitto
167.000 paia di scarpe, oltre 350.000 capi di

16
S. STANLEY
GETTY IMAGES

xxxx
Armata
xxx
Corpo d’armata
xx
Divisione
x
Brigata

La conquista di Vicksburg

U
lysses S. Grant tentò inizialmen- riuscì a interporsi tra la guarnigione fortificazioni di Vicksburg, ormai com-
te di investire direttamente la di Vicksburg, agli ordini del generale pletamente isolata.
piazzaforte di Vicksburg – chia- Pemberton, e l’armata di soccorso Dopo sei settimane di assedio, e dopo
ve del medio corso del Mississippi – da guidata dal generale “Joe” Johnston, aver respinto numerosi assalti (v. la
nord-est, ma senza successo (dicem- in avvicinamento da est. mappa sopra) la guarnigione sudista
bre 1862-marzo 1863). Il generale Si prepara il disastro. Dopo aver esaurì viveri e munizioni e fu costretta
unionista decise allora di portare la respinto quest’ultimo, Grant riuscì alla resa (4 luglio 1863).
sua Armata del Tennessee, forte di cir- a sconfiggere in maniera decisiva le Agli ordini di Pemberton si conse-
ca 50.000 uomini, sulla sponda destra forze di Pemberton nella battaglia di gnarono al nemico 14 generali e circa
del fiume, aggirando la fortezza, e di Champion Hill (16 maggio 1863); al 30.000 uomini con 250 cannoni: un
qui di nuovo su quella sinistra a sud generale confederato non restò altra disastro da cui la Confederazione non
della città: manovrando abilmente scelta che ripiegare al riparo delle si sarebbe mai più risollevata.

17
WARS SOLDATINI
AGOR
RDAT
T, 27 GIIUGNO
O 1890
0
BERSAGLIERI D’AFRICA
A cura di Marco Lucchetti
el 1889 la campagna ita- to con le prime quattro compagnie
liana contro i ras etiopi- formate tra il 1836 e il 1843. Aveva
ci del Tigré stava dando combattuto alla battaglia di Goito
buoni frutti, riuscendo (30 maggio 1848), durante la Prima
a espandere la colonia italiana oltre guerra d’indipendenza, il battesimo
Massaua, fino ad Asmara e Agor- del fuoco per i bersaglieri. In segui-
dat. Ma in questa zona gli italiani si to il battaglione aveva partecipato
scontrarono con i dervisci del Mah- alla Guerra di Crimea (1853-56), al-
di, il capo militare e religioso suda- la Seconda guerra d’indipendenza
nese che aveva assediato Karthoum (1859), alla campagna del 1860 in
massacrando il generale britannico Umbria e nelle Marche e alle prime
Gordon nel 1885. Si trattava di guer- fasi della guerra contro il brigan-
rieri pericolosi, che si spingevano in taggio (1861). Dopo avere assun-
sanguinosi raid in terra eritrea mas- to il nome del fondatore del Corpo,
sacrando le popolazioni allora sotto Alessandro La Marmora, il 31 di-
la protezione del governatorato ita- cembre 1861 il 1° Battaglione era an-
liano. Il bersagliere raffigurato nel dato a costituire, insieme con il 7°
modellino è ripreso dalle truppe e il 9° Battaglione, il 1° Reggimento
che combatterono e vinsero contro bersaglieri. L’unità aveva preso par-
i dervisci nel 1890, l’anno in cui la te alla Terza guerra d’indipenden-
colonia assunse il nome di Eritrea. za (1866), alle campagne di Eritrea
Laa stor ria.. Il 1° Battaglione ber- (1885-96) e Libia (1911-12), alla Pri-
saglieri, al quale apparteneva il no- ma e alla Seconda guerra mondiale e
stro soldatino, era stato costitui- alla Guerra d’Etiopia (1935-36). 

SCHEDA TECNICA
Uniforme del 1° Battaglione bersaglieri,
battaglia di Agordat, Africa Orientale, 27 giugno 1890
Il bersagliere della 4a Compagnia, 1° Battaglione bersaglieri del corpo
speciale d’Africa (2° Battaglione misto del contingente di occupazione),
indossa l’uniforme di marcia in cotone di colore “bronzo chiaro” introdotta
IL FIGURINO DELLA DITTA
SOLDIERS È REALIZZATO IN
nel 1887, con bottonatura a un solo petto e due tasche laterali tagliate
LEGA DI STAGNO DA MARCO verticalmente, con pantaloni della stessa stoffa e colore. Sugli scarponcini
LUCCHETTI E DIPINTO CON marroni porta uose (ghette) di tela. Il casco coloniale di sughero è rivestito di
TECNICA MISTA OLIO-COLORI
ACRILICI DA ROBERTO tela caki con fregio anteriore e piumetto dei bersaglieri fissato sul lato destro.
GABRIELLI
Il bersagliere indossa le giberne mod. 1888, una per le cartucce e l’altra per
i caricatori, entrambe sostenute da un’apposita bandoliera di cuoio. Sul
petto si incrociano le cinghie della borraccia e del tascapane e, arrotolata, la
mantella di colore turchino scuro. Il fucile è il Vetterli mod. 70/87 con la corta
baionetta a sezione quadrangolare adottata dal corpo speciale per l’Africa.

Medaglie
Il 1° Reggimento Bersaglieri annovera il maggior numero di onorificenze
al valore militare di tutte le forze armate italiane (2 Croci di cavaliere
dell’Ordine militare d’Italia, 1 MOVM (Medaglia d’oro al valor militare), 2
MAVM (d’argento) e 11 MBVM (di bronzo) e la prima Medaglia d’oro al va-
lore dell’Esercito a una donna, Monica Graziana Contrafatto, nel 2012.

18
PRIMO PIANO
BISOGNA TEMERE PUTIN? MOSCA TORNA A ESSERE IL GRANDE
AGGRESSIVITÀ DELL’ORSO RUSSO? ECCO UN’ANALISI DELLE SUE

CHI HA PAURA
bbiamo smesso di aver paura dell’orso russo nei
convulsi giorni dell’estate del 1991, quando venne
sciolto il Patto di Varsavia, cambiando d’un colpo
la situazione strategica europea e mondiale. Dopo
settant’anni l’Unione Sovietica si stava disgregando sotto i no-
stri occhi: la Guerra fredda finiva con la schiacciante vittoria
del blocco occidentale guidato dagli Stati Uniti, un trionfo otte-
nuto – per buona sorte comune – senza nemmeno la concreta
minaccia di un confronto militare diretto. L’Armata Rossa, che
per quasi mezzo secolo era stata il più potente esercito terre-
stre del pianeta, doveva sgombrare i Paesi già alleati dell’URSS,
abbandonando ingenti quantitativi di materiale bellico, per ri-
schierarsi – drasticamente ridotta in termini di uomini, mez-
zi e capacità operative – all’interno dei nuovi confini russi.

AP/ANSA
ALAMY
NEMICO PUBBLICO, MA CHE COSA C’È DIETRO LA RINNOVATA
FORZE ARMATE, DALLA GUERRA FREDDA AI GIORNI NOSTRI

DELLA RUSSIA?

GETTY IMAGES
LO ZAR
VLADIMIR

N
ato a Leningrado
(oggi San Pietrobur-
go) il 7 ottobre 1952,
Vladimir Vladimirovič Putin
ha fatto carriera nei servizi
di sicurezza sovietici e russi,
diventando nel 1998 diret-
tore della FSB (sigla dei Ser-
vizi federali per la sicurezza
della Federazione russa, la
struttura che ha ereditato
il personale e i compiti del
KGB e della polizia segreta
sovietica).
Supercapo. Nel pieno della
crisi della presidenza di Bo-
ris Eltsin venne nominato
deputato e poi primo mini-
stro (1999); il 31 dicembre
dello stesso anno, quando
Eltsin rassegnò le dimis-
sioni, Putin divenne presi-
dente ad interim della Fe-
derazione russa, per essere
poi confermato nella carica
suprema dal voto popolare
del 26 marzo 2000. Da
allora, con vari espedienti,
Putin non ha più lasciato il
vertice dello Stato russo: ri-
confermato presidente nel
2004, allo scadere del se-
condo mandato ha favorito
l’elezione del suo fedelis-
simo collaboratore Dmitrij
IN CECENIA Medvedev, che lo ha subito
Soldati russi prendono nominato primo ministro; il
posizione nei pressi di 4 marzo del 2012, vincendo
Grozny con il loro APC facilmente le nuove elezio-
(veicolo trasporto truppe ni presidenziali, Putin ha
o Armoured Personnel ripreso il suo posto alla gui-
Carrier) BTR-80. La guerra da della Federazione russa
in Cecenia è andata iniziando il terzo mandato.
avanti dal 1994 al 1996, È considerato dall’auto-
e poi di nuovo dal 1999 revole rivista americana
al 2009. A sinistra, Putin Forbes l’uomo più potente
ispeziona una delle basi del mondo.
della Flotta del Nord.

21
IN AZIONE
A destra, i russi
bombardano un
villaggio ceceno
(1996); marinai
su una nave russa
a Sebastopoli, in
Crimea (luglio 2016);
il T-14 Armata,
ultimo nato e vanto
dell’esercito di Putin,
sfila a Mosca sulla
PIazza Rossa.

La cortina di ferro diventava di colpo un relitto del passato: nuo- La za ampata. Georgia, Ucraina, Crimea: l’orso difende la
ve prospettive geopolitiche si spalancavano di fronte ai vinci- sua tana. Dobbiamo davvero tornare ad aver paura della Rus-
tori, mentre alcuni politologi vagheggiavano l’ormai imminen- sia? Il solo modo per saperlo è analizzare l’impiego delle for-
te «fine della Storia». ze armate di Mosca nei conflitti degli ultimi anni. Dopo lun-
Ma la Storia non è finita. Il crollo del blocco comunista ha ghi anni di letargo, si iniziò con una brutta sorpresa per l’Occi-
aperto un’epoca di grande complessità, affollata di protagoni- dente. L’8 agosto del 2008, quando il presidente georgiano Mi-
sti le cui azioni sfuggono alle tradizionali categorie dei conflitti chail Saakashvili, alleato di Washington, decise di invadere le
tra Stati sovrani, moltiplicando i rischi; e forse abbiamo smes- regioni separatiste dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, protet-
so troppo presto persino di aver paura dell’orso russo. Supera- te da Mosca, le sue forze armate andarono incontro a una rapi-
to il contraccolpo della dissoluzione dell’Unione Sovietica, su- da disfatta. In soli cinque giorni le forze russe, appoggiate dal-
perate anche le umiliazioni della guerra in Cecenia (1994-96) le milizie locali, contrattaccarono e sconfissero i georgiani, co-
e dell’allargamento a est della NATO (Polonia, Ungheria e Re- stringendo Saakashvili a firmare un tregua umiliante già il 12
pubblica Ceca ne sono entrate a far parte nel 1999, seguite tre
anni dopo dalle repubbliche baltiche), il governo di Mosca ha
ricostituito una forza militare potente, sfruttando la stabilità
economica raggiunta nei primi anni del terzo millennio e i ric-
chi proventi delle esportazioni di petrolio e gas naturale. Sot-
to la guida politica di Vladimir Putin, e grazie alla competenza
del ministro della difesa Anatolij Serdyukov (in carica dal 2007
al 2012), la Russia ha riorganizzato e almeno parzialmente ri-
modernato le proprie forze armate, raggiungendo livelli di ef-
ficienza di tutto rispetto, benché su scala ridotta rispetto all’e-
poca della superpotenza sovietica.
Oggi le risorse militari di Mosca, pur non essendo in grado SUL CONFINE
di competere con la NATO in uno scontro globale – che con- Truppe russe in
tinua a essere inconcepibile grazie all’esistenza di arsenali nu- esercitazione a
Stavropol, ai confini
cleari capaci di annientare comunque l’avversario – sono certa- con la Cecenia (2015).
mente adatte a conseguire scopi più limitati, in un clima di ten- Il soldato imbraccia
sione internazionale crescente che presenta rischi molto diver- un fucile d’assalto
si, ma non meno gravi di quelli dell’epoca della Guerra fredda. Kalashnikov AK 74.

DIPLLOM
M AZZ IA
A, EX
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DI GAS NATTUR R ALEE E, SE
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NECCESSA
ARIO, IL CONFL LIT
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APEERTO
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CCO O LE AR MI
DELLLA RUSSIA A O G GI
22
AFP/GETTY IMAGES

agosto. La Russia inviò nei territori contesi circa 30.000 uomi-


ni, in parte per via aerea, dimostrando notevoli capacità orga-
I nuovi mezzi corazzati russi

U
nizzative e logistiche: le unità della 58a Armata impegnate sul no dei simboli della po- stema di protezione “attivo” che
tenza militare di Mosca può rilevare missili o proietti ad
campo (19a e 42a Divisione motorizzata, 76a Divisione di assal- sono sempre state le alta velocità in avvicinamento e
to aereo e 33a Brigata da montagna, oltre a elementi delle for- formazioni corazzate, i cui mezzi intercettarli prima che possano
ze speciali) operarono con grande efficienza e professionalità. ai tempi della guerra fredda colpire il carro.
Ricognizione preventiva, identificazione degli obiettivi, attac- sfilavano orgogliosamente sulla Ma l’esercito russo è intenziona-
chi con forze numericamente superiori nei punti più vulnera- Piazza Rossa mostrando al mon- to a rinnovarsi anche mettendo
do la forza dell’esercito sovieti- in servizio, oltre al T-14, una
bili del dispositivo nemico – per la verità schierato in manie- co. L’industria della difesa russa completa famiglia di nuovi mez-
ra piuttosto dilettantesca dai comandanti georgiani, convinti ha una lunga tradizione nella zi corazzati. Essa si compone di
di dover affrontare soltanto l’opposizione dei gruppi di ribelli progettazione e produzione di due modelli di veicoli cingolati
separatisti – garantirono ai russi un decisivo successo tattico. carri da battaglia; nell’ambito da trasporto e combattimento
Ma la cosa più impressionante, dal punto di vista militare, fu la degli sforzi di rinnovamento per la fanteria: il T-15, che rap-
delle forze terrestri, il 9 maggio presenta la versione “pesante”
perfetta valutazione, da parte del governo di Mosca, dei rischi 2015 è stato presentato pubbli- per questo ruolo, anch’esso desi-
e dei benefici strategici dell’operazione: una vittoria fulminea camente nella tradizionale pa- gnato come “Armata” in quanto
avrebbe privato l’Alleanza atlantica di qualsiasi possibilità di rata che celebra la vittoria nella condivide con il T-14 lo chassis,
reazione, perché di fronte al fait accompli nessun governo oc- Seconda guerra mondiale quel- e il “Kurganets-25”, più leggero
cidentale avrebbe mai convinto la propria opinione pubblica lo che dovrebbe essere il mezzo del primo. Entrambi sono dotati
destinato a equipaggiarle in della torretta KBP EPOCH, com-
a scatenare una guerra per l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia. Nel- futuro: il T-14 Armata (sopra). pletamente automatizzata, nella
le vicinanze della sua tana, l’orso russo poteva usare gli artigli. La novità. Questo carro dal quale trovano posto un cannone
Qualcosa di simile, ma su scala maggiore – e con pericoli più peso di più di 50 tonnellate, con da 30 mm, una mitragliatrice da
gravi per la sicurezza globale – è accaduto in Ucraina a parti- un motore di oltre 1.500 cavalli 7,62 mm e quattro tubi di lancio
re dal 2014. Anche in questo caso, di fronte a un cambiamento di potenza e un armamento del sistema missilistico contro-
principale costituito da un carro “Kornet-EM”; oltre a questo
geopolitico ostile ai propri confini, Mosca ha reagito con rea- cannone da 125 mm ad anima pesante armamento i veicoli
lismo, utilizzando abilmente la propria forza militare. Lo sco- liscia, caratteristiche in linea sono in grado di trasportare una
po strategico era chiaro: non perdere il controllo della Crimea, con quelle dei principali mezzi squadra di fanteria di 8/9 soldati.
con la vitale base navale di Sebastopoli, e del bacino del Don di questa categoria, presenta A completare la serie di nuovi
(Donbass), regione ricca di risorse naturali, abitata per la mag- però anche alcune soluzioni mezzi vi è poi il “Boomerang”, un
progettuali del tutto innova- altro veicolo trasporto truppe, in
gior parte da popolazione di lingua russa. Uno scontro diret- tive: tutto l’equipaggio, di tre questo caso però in configura-
to con le forze ucraine era da escludere, perché in questo caso elementi, è sistemato in una zione ruotata 8x8 e con capacità
“cellula di sopravvivenza” posta anfibia, destinato a sostituire la
nella parte anteriore dello scafo diffusissima famiglia di blindati
mentre la torretta, completa- BTR in seno all’esercito russo.
mente controllata elettronica- Questo veicolo, nella sua varian-
mente, è dotata di un sistema te più pesantemente armata,
di caricamento automatico per monta la stessa torretta EPOCH
il cannone. Inoltre il T-14 risulta del T-15 e del “Kurganets” e tra-
dotato, oltre che della tradizio- sporta un massimo di 9 fucilieri.
nale corazzatura, anche di un si- Fabio Riggi

Cannone . La maggior parte dei cannoni per carri di ultima generazione non hanno la
bocca di fuoco rigata, come generalmente tutte le armi da fuoco e le artiglierie, bensì
GETTY IMAGES (4)

“liscia”, in modo da sfruttare totalmente l’energia della carica di lancio e massimizzare la


velocità iniziale dei proietti. Di conseguenza, ne risulta incrementata anche la capacità di
penetrazione dei mezzi corazzati avversari, bersagli primari per qualsiasi carro armato.

23
Ruggine e cannoni: la “nuova” flotta

P
er 40 anni aveva fatto la portaerei Kuznetsov a ricevere
tremare la NATO. Poi si era il battesimo del fuoco.
trasformata in un ammasso La rincorsa. Tra il 1956 e il 1985
di scafi rugginosi, che si teneva- fu l’ammiraglio Sergey Gorshkov
no a galla per scommessa. Ma a guidare la rincorsa sovietica nei
nell’ultimo anno, la flotta russa, confronti della potenza navale
rinnovata da Putin, ha iniziato americana. Pur costruendo una
a superare una serie di test di flotta d’altura che nel 1989 con-
maturità, stupendo anche gli tava 5 portaerei, 3 incrociatori da
osservatori più smaliziati. Tutto battaglia nucleari, e decine di in-
è iniziato il 7 ottobre 2015, poco crociatori, caccia e fregate, la ve-
dopo l’intervento russo in Siria, ra sfida si combatté sotto i mari.
quando alcune navi della flotti- Gorshkov fece costruire centinaia
glia del Mar Caspio, in naviga- di sommergibili, convenzionali
zione a 1.500 miglia dai bersagli, e nucleari, coi quali mirava a
hanno lanciato una salva di tagliare le linee di comunicazioni
missili cruise Kalibr, che hanno atlantiche, vitali per portare i
colpito con notevole precisione rinforzi USA in Europa in caso di
il Califfato islamico. Una prima
assoluta, per Mosca, con un ri-
invasione sovietica, e minacciava
di distruzione le città americane,
BASSTON
NE E CAARO OTA,
tardo di un quarto di secolo sulle
analoghe azioni occidentali, ma
grazie ai missili balistici a testata
atomica imbarcati. Negli anni ’70
QUEESTO
O IL METO OD O USAT TO
con una marcia in più, dato che a
lanciare i missili non sono state
e ’80 furono costruiti autentici
gioielli: come gli “Alfa”, capaci
DALLLA RUSSSIA
A COON I PAESSI
grandi unità come cacciatorpe-
diniere o incrociatori, ma piccole
di raggiungere gli 80 km/h in
immersione, con scafo in titanio,
LIM
MITROOFI, A SEC
CONDA CH HE
fregate e corvette. L’aver lanciato
l’azione da un teatro operativo
o i giganteschi sottomarini lan-
ciamissili classe “Tifone” (quelli
SIAN
NO ALLEEAT TI O MENNO
marginale come il Caspio, poi, del film Caccia a Ottobre Rosso, sarebbe stato troppo alto il rischio di un intervento della NA-
rappresenta non solo una nuova per intenderci), grandi come una
esibizione di muscoli da parte di nave da battaglia della Prima TO: un colpo di mano incruento in Crimea poteva invece riu-
una Marina fino a 15 anni fa con- guerra mondiale. Alcuni battelli scire, visto che anche nella penisola la popolazione era a favo-
siderata un ammasso di ferraglia, completati poco prima della ca- re di un’annessione alla Russia, mentre un appoggio militare
ma anche un bel biglietto da vi- duta dell’URSS (quando erano in “coperto” ai ribelli separatisti del Donbass sarebbe stato suffi-
sita per l’industria militare russa. servizio 183 unità nucleari e un ciente a congelare la situazione in attesa di tempi migliori. Og-
Nei mesi successivi gli attacchi si centinaio convenzionali), come i
sono ripetuti; e il 17 novembre a “Kilo” e gli “Akula”, erano consi- gi la Crimea è saldamente in mano russa, mentre nel bacino
lanciare missili cruise è stato per derati non troppo inferiori agli del Don il conflitto tra l’Ucraina e le auto-proclamate Repub-
la prima volta un sommergibile, standard occidentali. bliche popolari di Donetsk e Lugansk è in fase di stallo – a tut-
mentre un anno più tardi è stata Giuliano Da Frè to vantaggio di Mosca, che ha raggiunto i propri obiettivi stra-
tegici con un minimo dispendio di forze.
Siria a : il sogno deg gli z ar dive enta realltà?? La terza
L’aviazione russa fra passato e futuro mossa militare di Putin è stata la più audace, anche perché in
questo caso non ha riguardato un’area ai confini russi. Per se-

L ’ aviazione russa corona la il supersonico Tupolev Tu-160


sua riscossa attaccando l’Isis “Beliyi Lebed” (“cigno bianco”), coli gli zar di Mosca avevano coltivato un sogno: una base na-
e altri jihadisti in Siria dal 30 dalle ali a freccia variabile, come vale nelle acque calde del Mediterraneo o del Golfo Persico, per
settembre 2015. Ma il suo ritorno il Tornado, ma molto più grosso,
non restare ostaggio dell’accerchiamento dei ghiacci. La Russia
nei cieli era iniziato già il 17 ago- lungo 54 metri e pesante 260
sto 2007, quando Putin aveva tonnellate, con carico di 40 ton- è sempre stata una potenza terrestre: per giocare un ruolo glo-
ricostituito le pattuglie dei bom- nellate di ordigni, fra cui missili a bale le mancava il libero accesso ai mari del mondo. Per questo
bardieri a lungo raggio, scompar- testata nucleare. Enorme anche il motivo nel 1905 lo zar Nicola II si lasciò coinvolgere nella disa-
se dal dicembre 1991 con il crollo Tu-95, che sembra antiquato per- strosa guerra col Giappone, che diede il primo colpo al suo im-
dell’Unione Sovietica. In Siria ha ché mosso da eliche, ma in realtà
pero; esattamente 110 anni dopo, nell’ottobre 2015, Vladimir
debuttato il nuovo Sukhoi Su-34, ben armato e con raggio d’azio-
bombardiere tattico che porta ne fenomenale di 15.000 km. Il Putin ha giocato con un simile obiettivo ma con abilità mag-
12 tonnellate di bombe e missili. Tu-95 è ancora temuto dalla flot- giore le proprie carte militari in Siria, sostenendo il governo
Operativo dal 2014, oggi ce ne ta americana, che lo incontra su di Assad nella guerra civile contro i ribelli sunniti. Grazie alle
sono 100 in servizio, ma raddop- oceani lontani. L’unica portaerei missioni di attacco al suolo compiute da una ventina di caccia-
pieranno per il 2020. Caccia da russa, la Admiral Kuznetsov entra-
bombardieri, all’impiego di una brigata di artiglieria pesante e
superiorità aerea è invece il Su- ta nel Mediterraneo a novembre
35, in linea dal 2012 in 48 esem- 2016, imbarca caccia supersonici di qualche centinaio di uomini delle forze speciali, e al lancio di
plari. Operante dal 1996 è invece fra cui Mig-29K. missili da crociera dalle navi della flotta del Caspio, Mosca ha
il Su-30, intercettore consegnato I russi “spremono” progetti ere- ottenuto infatti un duplice risultato strategico: prima di tutto
in 85 unità ai russi, ma esportato ditati dall’URSS, ma ne fanno ha evitato il crollo del governo amico di Damasco, mantenen-
in 500 esemplari in molti Paesi di nuovi. Il caccia sperimentale
do così il controllo della base navale di Tartus e di quella aerea
tra cui Cina, India, Vietnam e Ma- Sukhoi PAK FA vola dal 2010 e
lesia. I bombardieri strategici so- continua i collaudi, con entrata in di Latakia, ovvero un saldo punto d’appoggio nello scacchiere
no ancora esemplari ex-sovietici servizio prevista nel 2018. del Mediterraneo; in secondo luogo, ha dimostrato (soprattut-
revisionati e aggiornati, come Mirko Molteni to all’Occidente) che le milizie dell’ISIS e delle altre organizza-
GETTY IMAGES (2)

24
AD ALEPPO
Militari russi del Genio
nelle strade devastate di
Aleppo. La foto, fornita
da fonti ufficiali, mostra
l’appoggio di Mosca alle
truppe siriane di Assad.
A sinistra, iI presidente
georgiano Saakashvili
a Tbilisi (2008).
All’epoca del conflitto
con la Georgia, i russi
difendevano le regioni
separatiste georgiane
dell’Abkhazia e
dell’Ossezia del Sud.

AP/ANSA
zioni integraliste islamiche potevano essere sconfitte sul cam- alleati sciiti, conservando intatto il proprio potenziale per di-
po, se solo si aveva la determinazione di attaccarle a fondo. Ma fendere l’integrità del territorio e la libertà di manovra politi-
questa volta “l’orso non ha scavalcato le montagne”, come si di- ca della Grande Madre Russia.
ceva ai tempi della campagna sovietica in Afghanistan: Putin è Qualle futur ro? Oggi che a Washington sta per insediar-
riuscito infatti a coniugare una notevole intraprendenza stra- si un presidente pronto a stringere accordi con Mosca, la si-
tegica con un’altrettanto chiara consapevolezza dei limiti del- tuazione può cambiare in maniera inattesa. Se Donald Trump
le forze a sua disposizione. In altre parole, lo zar del ter- ha davvero intenzione di concentrarsi sul confronto economi-
zo millennio non ha alcuna intenzione di impegnarsi co e strategico con la Cina, disimpegnandosi progressivamen-
a fondo in un conflitto mediorientale: meglio con- te dal Medio Oriente e dall’Europa, è chiaro che i motivi di at-
tinuare a combattere una proxy war, una “guerra trito con Putin si ridurranno quasi a zero. A quel punto l’orso
per procura” affidata alle forze di Damasco e agli russo potrà pensare a riconquistare alcune delle posizioni per-
dute in Asia Centrale e nello scac-
chiere baltico: non con azio-
ni militari che metterebbe-
ro immediatamente in crisi
i rapporti con gli Stati Uni-
ti, ma grazie all’uso indiret-
to della forza, “convincendo”
gli avversari a piegarsi agli in-
teressi di Mosca. Che poi è l’u-
so più intelligente, economico ed
efficace che si possa fare di avia-
zione, marina ed esercito. 
Gastone Breccia

IN RASSEGNA
Nel 2009 l’allora
presidente russo
Medvedev (a ds.) e il
ministro della Difesa
Serdyukov visitano le
truppe di una forza
di intervento rapido
creata nell’ambito
di un trattato col
Kazakhstan.

25
LE CIFRE
E PARLANO O CHIAR
RO: IN ARMI E UO
OMINI
LA NATOO E GLI USA
A INVEST
TONO O MOLTTO PIÙ
Ù DI PU
UTIN
N

Il onfronto tra le
A cura di Gi

IA
TRUPPE ATTIVE 3,48 MILIONI TRUPPE ATTIV

ESERCITO 13
230.000
1
AERONAUTICA MILITARE
148.000
SOTTOMARINI NUCLEARI
MARINA MILITARE 22
130.000 12

SOTTOMARINI D’ATTACCO
4A DIVISIONE CORAZZATA
DELLA GUARDIA RUSSA 120
La 4a Divisione corazzata è un 50
ESERCITO reparto d’élite della Guardia
1,75 MILIONI dell’esercito russo schierato
nel Distretto occidentale. Alle
NAVI DA GUERRA
dipendenze della ricostituita 1a D’ALTURA corvette, fregate,
Armata corazzata della Guardia, cacciatorpediniere e incrociatori
la divisione è basata fuori Mosca,
schiera 12.000 militari e sarà la
310
prima unità a sostituire i tank T-90 106
AERONAUTICA
MILITARE con i nuovi T-14 Armata.
692.610 VEICOLI DA
VERY HIGH READINESS COMBATTIMENTO
JOINT TASK FORCE NATO DELLA FANTERIA
Composta da 5.000 militari da 10.815
schierare in pochi giorni in aree
di crisi, elevabili fino a 15.000 (tre 5.125
MARINA brigate), la Very High Readiness
MILITARE Joint Task Force (VJTF) è stata
istituita nel 2014 come punta di
ARTIGLIERIA mortai pesanti,
598.650 obici e lanciarazzi campali
lancia della Nato Response Force,
un corpo d’armata di pronto 12.700
intervento alleato che comprende 6.000
40.000 uomini.

26
SPESE MILITARI
L’ultimo rapporto dell’istituto britannico di
ricerche IHS Maekit sulle spese militari globali
USA 622 miliardi di $
EUROPA 219 miliardi di $

forze
(calcolate in USD) evidenzia come la Russia
abbia speso nel 2016 un diciassettesimo della
Nato per le forze armate e meno della sola Gran NATO 841 miliardi di $
Bretagna (53,8 miliardi di dollari), complice
anche il calo del rublo sul dollaro. RUSSIA 48,5 miliardi di $

AEREI DA
COMBATTIMENTO
3.8911
1.2 1

TASS
EF-18E SUPER HORNET S KHOII
In attesa dei nuovi F-35, i Super Hornet della Insieme ai Su-30 e Su- titu
t is
isce
ce l ultimaa
McDonnell Douglas costituiscono il grosso delle evoluzione dei caccia Su-27 “Flanker”, in attesa
forze aeree da combattimento di Marina e Marines del velivolo di quinta generazione T-50 PAK FA.
Usa, mentre l’Aeronautica schiera F-16, F-15 e i Testato in battaglia nel conflitto siriano, il Su-35 è
AFP/GETTY IMAGES

caccia stealth F-22. Bimotore, raggiunge i 2.000 un bireattore, raggiunge i 2.500 km/h e imbarca un
km/h e dispone di un cannone e fino a 8 tonnellate cannone e 8 tonnellate di armi. Attualmente è un
di bombe e missili. serio competitor dell’F-35.
UIG VIA GETTY IMAGES

PORTAEREI PORTAEREI
CLASSE “NIMITZ” ADMIRAL KUZNETSOV
Le 10 portaerei a propulsione È la prima portaerei russa
nucleare classe “Nimitz” sono convenzionale e l’unica in
le più grandi navi militari del servizio. Ammiraglia della Flotta
mondo, protagoniste di tutti i del Nord, è stata schierata anche
conflitti degli Usa negli ultimi nel Mediterraneo in questi
40 anni: 100.000 tonnellate, 332 ultimi mesi della guerra in Siria:
metri di lunghezza, oltre 5.000 67mila tonnellate, 306 metri
uomini d’equipaggio e fino a 85 di lunghezza, imbarca 2.000
aerei ed elicotteri imbarcati uomini d’equipaggio e fino a 50
(standard 64). aerei ed elicotteri (standard 30).
Standard 64 (o 30) Equivale a dire quanti aerei vengono realmente imbarcati dalla portaerei (64 o 30), anche se poi la capacità della nave è maggiore.
RALPH ZWILLING/PICTURE-ALLIANCE/DPA/AP IMAGES

CARRO LEOPARD 2A7


Veloce su ogni terreno, è
considerato il più potente carro CARRI ARMATI
armato occidentale, ultima
evoluzione del modello tedesco 9.460
Leopard 2. Con un equipaggio di 2.600
4 uomini, pesa 67 tonnellate per
11 metri di lunghezza e dispone
di un cannone da 120 millimetri,
ll
2 mitragliatrici e corazzatura
resistente alle armi antticarro.

T-90
Protagonista delle receenti battaglie
in Siria, il carro armato
o T-90 è lungo
9,5 metri, pesa 6,5 tonnellate, ha
3 uomini d’equipaggio o, dispone
di un cannone da 125 millimetri,
2 mitragliatrici e di pro
otezioni
attive e passive contro o le armi
anticarro. Presto sarà affiancato
a dal
nuovo MBT (Main Battle Tank) T-14
AP/ANSA

Armata, fiore all’occhieello di Putin.


COSÌ LE DUE SU
UPERPOTENZE SI DIIVIDEVANO IL

Lo scacchiere
RAZIONALIZZARE I MEZZI ELICOTTERI
Gli Usa puntavano sulla qualità e avevano, rispetto all’Urss, una minore varietà di mezzi militari,
metri
che nasceva anche dall’esigenza di razionalizzare la produzione e la logistica. L’aviazione era un settore di eccellenza. VELOCITÀ D’RAGGIO TRASPORTO
AZIONE TRUPPE 0 10 20

CACCIA INTERCETTORI AEREI CACCIABOMBARDIERI AH-64“Apache”


300 km/h 240 km NO
20
metri

10 AH-1T“Sea Cobra”
0 260 km/h 340 km NO
F-106“Delta Dart” F-15“Eagle” F-16“Fighting Falcon” F-111 F-4 “Phantom II” A-7 “Corsair II” A-10 “Thunderbolt II”
VELOCITÀ: 2,0 mach 2,5 mach 2,0 mach 2,5 mach 2,0 mach 0,9 mach 0,6 mach AH-1“Huey Cobra”
STATI UNITI D’AMERICA

AUTONOMIA: 1.110 km 1.200 km 1.240 km 1.100 km 425 km 800 km 460 km 260 km/h 260 km NO

CH-46“Sea Knight”
240 km/h 190 km 24
80
DA TRASPORTO BOMBARDIERI UH-1“Iroquois”
60 200 km/h 200 km 9

CH-53“Sea Stallion”
metri

40 280 km/h 460 km 35

20 UH-60“Black Hawk”
260 km/h 300 km 13
0 CH-47“Chinook”
C-5B“Galaxy” C-141B“Starlifter” C-130“Hercules” B-52 B-1B FB-111
260 km/h 190 km 33
TRUPPE TRASPORTATE: 300 200 90 VELOCITÀ: 0,9 mach 1,25 mach 2,5 mach
AUTONOMIA: 4.200 km 3.950 km 1.850 km AUTONOMIA: 8.000 km 7.500 km 1.480 km

NAVI SOTTOMARINI MISSILI NUCLEARI


15
D’ATTACCO DA CROCIERA A MEDIO RAG
GGIO
metri

10
5
Classe SKATE propulsione nucleare 0
ALCM Tomahawk GLCM Pershing II
Classe NIMITZ PORTAEREI Dislocamento: 91.400 t (2.500 km) (2.500 km) (2.500 km) (1.800 km)
Classe SKIP JACK propulsione nucleare testate: 1 testate: 1 testate: 1 testatee: 1
30
INTERC
CONTIN
NENTALI
Classe PERMIT propulsione nucleare
20
metri

Classe IOWA NAVE DA BATTAGLIA Dislocamento: 58.000 t


10
Classe STURGEON propulsione nucleare
0
Classe LOS ANGELES propulsione nucleare Titan II Minuteman II Minuteman III Peacekeeper
Classe VIRGINIA INCROCIATORE Dislocamento: 11.000 t (12.000 km) (12.500 km) (>11.000 km) (>11.000 km)
PER MISSILI NUCLEARI BALISTICI testate: 1 testate: 1 testate: 3 testate: <10

Classe POSEIDON 16 tubi di lancio CARRI ARMATI


Classe TICONDEROGA INCROCIATORE Dislocamento: 9.600 t

Classe OHIO 24 tubi di lancio per Trident M60A1 M1A1


VELOCITÀ: 50 km/h 70 km/h
150 75 0 CALIBRO: 105 mm 120 mm
Classe ARLEIGH BURKE CACCIATORPEDINIERE Dislocamento: 8.300 t
metri
ARTIGLIERIA
10
Classe OLIVER HAZARD PERRY FREGATA Dislocamento: 3.900 t
metri

M109A2 M110A2 M198


5 Pooseidon Trident OBICE: 155 mm 203 mm 155 mm
0 100 200 300 (4.000 km) (7.400 km) GITTATA: 18,1 km 22,9 km 18,1 km
metri 0 testate: 10 testate: 8

28
CONTR
ROLLO
O DEL
L MONDO NEL 1986687

mondiale ELICOTTERI Puntare sulla massa d’urto


L’Urss ha sempre puntato sulla quantità, e aveva una grande varietà di mezzi anche perché tendeva ad affiancare le nuove linee
metri VELOCITÀ D’RAGGIO TRASPORTO di produzione a quelle già esistenti. Punti di eccellenza: carri armati e missili balistici.
30 20 10 0 AZIONE TRUPPE

Mi-28
300 km/h 240 km NO
AEREI CACCIA INTERCETTORI
20

metri
Ka-50 10
350 km/h 250 km NO 0

Mi-24 MiG-25 Su-15 Su-27 Tu-128 YaK-28 MiG-23 MiG-29 MiG-31


320 km/h 160 km 13 VELOCITÀ: 2,8 mach 2,0 mach 2,0 mach 1,5 mach 1,8 mach 2,3 mach 2,3 mach 2,4 mach
AUTONOMIA: 1.450 km 1.000 km 1.500 km 1.500 km 900 km 1.150 km 1.150 km 2.100 km
Mi-8 60

UNIONE SOVIETICA
CACCIABOMBARDIERI BOMBARDIERI
250 km/h 200 km 26 40

metri
20
Mi-6
metri

10 20
300 km/h 300 km 70
0 0
Mi-26 Su-24 MiG-27 Su-17 MiG-21 L Su-25 Tu-95 Tu-22MM Tu 160
Tu-160 M
M-44
300 km/h 370 km 85 VELOCITÀ: 2,0 mach 1,7 mach 2,1 mach 2,0 mach 0,8 mach 0,8 mach 2,0 mach 2,0 mach 0,85 mach
AUTONOMIA: 1.300 km 600 km 550 km 750 km 300 km 8.300 km 4.000 km 7.300 km 5.600 km
Ka-27
260 km/h 300 km Varianti per la 60 60 AEREI DA TRASPORTO
A
Marina BOMBARDIERI
40
metri 40 40
metri

Ka-25

metri
220 km/h 250 km Varianti per la 20 20
Marina 20
0 0 0
T 16 T 22 An-22 Il-76 An-12
VELOCITÀ: 0,85 mach 1,4 mach TRUPPE TRASPORTATE: 175 140 90
CARRI ARMATI AUTONOMIA: 3.100 km 2.900 km AUTONOMIA: 4.200 km 4.600 km 1.400 km

T-54/55 T-62 T-64 T-72 T-80


SOTTOMARINI NAVI
VELOCITÀ: 50 km/h 50 km/h 70 km/h 60 km/h 70 km/h D’ATTACCO
CALIBRO: 100 mm 115 mm 125 mm 125 mm 125 mm Classe KIEV portaerei dislocamento: 37.100 t
Classe TANGO propulsione diesel

ARTIGLIERIA Classe CHARLIE II propulsione nucleare Classe KIROV incrociatore a ppropulsione


p nucleare dislocamento: 28.000 t

2S1 2S3 2S5 M-1976 2S7 2S4 Classe VICTOR III propulsione nucleare
OBICE: 122 mm 152 mm CANNONE: 152 mm 152 mm 203 mm MORTAIO: 240 mm Classe
Cl UDALOY cacciatorpediniere
i di i di dislocamento:
l 88.000
000 t
GITTATA: 15 km 27 km GITTATA: 28,5 km 28,5 km 30 km GITTATA: 9,7 km
Classe ALFA propulsione nucleare
Classe SOVREMENNYY cacciatorpediniere dislocamento: 7.300 t
MISSILI NUCLEARI Classe OSCAR propulsione nucleare metri 200 100 0
30 A MEDIO RAGGIO INTERCONTINENTALI
ERC PER MISSILI NUCLEARI BALISTICI
0
Classe KILO propulsione diesel
20
metri

DA Classe YANKEE I e II 16 tubi di lancio per SS-N-6


10 CROCIERA Classe MIKE propulsione nucleare 12 tubi di lancio per SS-N-17
Classe DELTA I, II, III e IV 12 o 16 tubi di lancio per SS-N-8
0 Classe SIERRA propulsione nucleare 16 tubi di lancio per SS-N-18 o SS-N-23
SS-4 SS-20 AS-15 SS-11 SS-13
(2.000 km) (5.000 km) (3.000 km) (13.000 km) (9.400 km)
Classe YANKEE propulsione nucleare Classe TYPHOON 20 tubi di lancio per SS-N-20
testate: 1 testate: 3 testate: 1 testate: 1 testate: 1
metri 200 100 0 metri 200 100 0
30
15
20 LANCIATORI MOBILI 10
metri

metri

10 5
Frog-7 SS-21
0 0
SS-17 SS-18 SS-19 SS-25 SS-N-6 SS-N-8 SS-N-17 SS-N-18 SS-N-20 SS-N-23
(10.000 km) (11.000 km) (10.000 km) (10.500 km) (3.000 km) (9.000 km) (3.900 km) (6.500 km) (8.300 km) (8.300 km)
testate: 4 testate: >10 testate: 6 testate: 1 SS-1 Scud B SS-23 Scaleboard testate: 1 testate: 1 testate: 1 testate: 3-7 testate: 6-9 testate: 10
PRIMO PIANO
RUSSIA MAIN BATTLE TANK
T-72B3. Ecco il carro da battaglia
(MBT, ovvero Main Battle Tank) russo
modello T-72B3. Questa versione
modernizzata del diffuso T-72 ne ha
migliorato tutte le caratteristiche,
montando un motore più potente
e nuovi visori ottico-elettronici per
la visione e il puntamento. Inoltre,
è dotato di piastre di corazzatura
“reattiva” di nuova generazione.
La corazza reattiva (ERA, Explosive
Reactive Armour) contrasta gli effetti
dei proietti e dei sistemi missilistici
anticarro con una contro-esplosione
che deflagra verso l’esterno.
IL TIRATORE SCELTO
LO SNIPER russo è qui ripreso
con l’ottica di puntamento del suo
fucile di precisione. Indossa la cosid-
detta Ghillie suite, la combinazione
mimetica diventata uno standard
per questi soldati specializzati negli
eserciti di tutto il mondo. La capacità
di rimanere occultati senza rivelare
la loro posizione è un requisito es-
senziale per gli operatori destinati
a questo specifico compito. Le forze
armate russe vantano una lunga tra-
dizione nel tiro di precisione, infatti
durante la Seconda guerra mondiale
l’Armata Rossa annoverava tiratori
che realizzarono i migliori record di
uccisioni di tutto il conflitto.
TASS/GETTY IMAGES (2)

FINITO IL TEMPO DEI RESIDUATI BELLICI


DELL’ERA SOVIETICA, L’APPARATO
MILITARE DI PUTIN PUÒ CONTARE SU
ARMI E MEZZI DI NUOVA GENERAZIONE

L’AR ATA
RU SA
30
A cura di Fabio Riggi
TASS/GETTY IMAGES (5)

ELICOTTERO DA COMBATTIMENTO LE CONTROMISURE


L’ALLIGATOR. Un Kamov Ka-52 “Alligator” (Hokum-B in FLARES. Un elicottero da combattimento Mil Mi-28 (Ha-
codice NATO) mostra la sua potenza di fuoco. Altamente ma- voc in codice NATO) nella fase di rilascio dei “flares”, ovvero
novrabile, è la variante biposto del modello precedente, Ka- contromisure usate contro i missili con sistema di guida agli
50. Si tratta di elicotteri caratterizzati da una configurazione infrarossi (guida IR): vengono lanciate a distanza per rap-
“a rotori controrotanti”, grazie ai quali possono fare a meno presentare esche in grado di riprodurre la stessa immagine
del tradizionale rotore di coda (che ha la funzione essenziale nella lunghezza d’onda degli infrarossi emessa dal velivolo.
di compensare la rotazione del rotore principale, evitando Ingannando il sensore del missile diretto verso il bersaglio,
alla macchina di girare su se stessa). questa immagine-esca lo fa deviare dalla sua traiettoria.

LA RUSSIA SCOMMETTE SUL CARRO T14 ARMATA, RIVOLUZIONARIO

IL TANK IN AZIONE
UN CARRO T-72B attraversa il ponte galleggiante
gettato da un reparto del Genio. Il lungo cilindro mon-
tato sulla sommità della torretta è lo snorkel, un sistema
che consente al mezzo di effettuare guadi profondi im-
mergendosi completamente. Derivato da quello più noto
usato dai sommergibili diesel-elettrici, consiste in un ci-
lindro che fuoriuscendo dalla superficie dell’acqua prov-
vede a rifornire di aria sia l’equipaggio che il motore; allo
stesso tempo consente la fuoriuscita dei gas di scarico.
CACCIA MULTIRUOLO
IL SU-27. Un caccia da superiorità
aerea Sukhoi Su-27 “Flanker” ripreso
in virata e con i postbruciatori inseri-
ti. Questo velivolo da combattimento
rappresenta uno dei maggiori succes-
si dell’industria aeronautica russa ed
è stato prodotto in diverse versioni,
compresa la variante cacciabombar-
diere multiruolo. I differenti modelli
sono esportati in molti Paesi.

IL MISSILE BALISTICO
SS-26 STONE. Un missile balistico tattico a corto
raggio Iskander-M 9M723 (SS-26 Stone in codice NATO)
viene caricato sul suo veicolo di trasporto e lancio. L’eser-
cito russo ha sempre fatto molto affidamento su questa
tipologia di sistemi missilistici, che possono essere dotati
di testate sia nucleari che di esplosivo convenzionale.

SECONDO GLI 007 DELL’OVEST

LANCIO DEL DRONE


IL MINI-UAV. Un soldato russo lancia un mini-UAV
(Unmanned aerial vehicle). Le forze armate russe si sono
dotate ormai da tempo di questo tipo di sistemi, fonda-
mentali per le attività di ricognizione, sorveglianza e ac-
quisizione obiettivi nelle moderne operazioni militari.
REUTERS/CONTRASTO

33
PRIMO PIANO
RUS
SSIA

L’ARMATA
ROSSA
NEL 1944

L’
Armata Rossa protagonista
delle offensive dell’estate
1944, con le quali sferrò un
colpo mortale alla Wehrmacht, era
molto diversa dall’esercito che nel
1941 fu colto largamente imprepa-
rato dall’invasione nazista subendo
le iniziali, devastanti, sconfitte del-
la guerra. Le dure esperienze di un
triennio di battaglie avevano fatto
maturare velocemente una nuova
generazione di comandanti che ora
erano all’altezza dei loro blasonati
avversari. Anche le unità che essi I GENERALI
guidavano erano bene addestrate, A destra, 1944: il
in grado di manovrare applicando maresciallo Žukov. In
procedimenti tattici che in molti qualità di rappresentante
casi le ponevano a un livello su- dello Stavka, ebbe
periore rispetto ai tedeschi, deter- la responsabilità
minando di fatto una situazione di sovrintendere e
diametralmente opposta a quanto coordinare l’operazione
era avvenuto tre anni prima. Bagration. Fu il generale
Arte operativa. L’Operazione Ba- più importante
gration viene considerata ancora dell’Armata Rossa nella
oggi come il trionfo della cosid- Seconda guerra mondiale
detta “arte operativa” sovietica. ed è considerato come
Con essa viene indicato il livello uno dei principali artefici
intermedio di pianificazione e con- della vittoria finale.
dotta delle operazioni, ovvero tutto
quello che sta tra la direzione stra-
tegica di un conflitto (il livello più
alto) e l’impiego tattico delle forze
sul terreno (il livello più basso). L’ef-
ficace coordinamento delle forze di
ben 4 Fronti, che operarono su una
vastissima area sferrando una serie
di offensive in rapida sequenza,
rappresenta uno degli esempi più
alti in questo campo. Il “Fronte”
era la formazione più grande nella
struttura dell’esercito sovietico ed
era equivalente al gruppo di arma-
te degli altri eserciti, con ognuno
di essi che inquadrava un numero
variabile di armate. Queste ultime
erano fondamentalmente di tre ti-
pi: armate di fanteria, d’assalto (con
un’aliquota maggiore di reparti co-
razzati in supporto) o corazzate. La
fanteria era basata su divisioni fu-
cilieri, mentre le forze mobili erano
organizzate in corpi d’armata co-
razzati e meccanizzati, a seconda di
quante unità carri li componevano.
Alle armate, divisioni o corpi che si
erano particolarmente distinti in
combattimento veniva concesso il
titolo “della Guardia”, un retaggio
del passato zarista. Tale denomina-
zione viene tutt’oggi usata per al-
cune formazioni dell’esercito della
Federazione russa.
GETTY IMAGES (3)
FRA I BOSCHI
Bielorussia, 1944: carro sovietico guada
un corso d’acqua. A sinistra, fanteria russa
mentre va all’assalto con il supporto di un
cannone anticarro M-1937 da 45 mm.

LANCIA
ANDO I SU
UOI T334 NEL
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O
B lle 5:00 del 23 giugno 1944 il fronte a est non ven-
ne illuminato del sorgere del sole, ma dal baglio-
I
tale. Nell’autunno-inverno 1943-44 le forze sovietiche avevano
ricacciato i tedeschi fino ai margini degli Stati baltici, a nord, e
re delle vampe di migliaia di pezzi di artiglieria. Il della Bielorussia, al centro, mentre a sud avevano riconquista-
primo diluvio di granate si abbatté sulle trincee te- to gran parte dell’Ucraina, superando il fiume Dnepr, fino alla
desche. A queste si aggiunsero subito dopo i sibili di altri or- vecchia linea di confine del 1941 con la Polonia Meridionale e la
digni in arrivo, scagliati dai lanciarazzi multipli Katyusha e se- Romania. Nella primavera entrambi gli schieramenti si prepa-
guiti dal fragore assordante delle esplosioni. In una sequenza ravano alla campagna estiva, quando con il disgelo il dissolver-
micidiale, all’infernale concerto si unirono i cacciabombardie- si del fango avrebbe nuovamente consentito operazioni su lar-
ri Ilyushin Il-2 Šturmovik, che sfrecciarono rombando a bassa ga scala. Ma il 6 giugno 1944 lo sbarco in Normandia e l’aper-
quota, bersagliando le linee nemiche con bombe e razzi. Die- tura di un nuovo fronte avrebbe cambiato tutto per i tedeschi.
tro la linea del fuoco, nella bruma mattutina delle pianure della Camu uffamen nto. A metà aprile Stalin programmava la nuo-
Bielorussia, c’erano centinaia di migliaia di uomini e decine di va offensiva, alla quale venne dato il nome di Operazione Ba-
migliaia di mezzi corazzati di ogni tipo, pronti a scattare all’at- gration : il settore dove dare la grande spallata era la Bielorus-
tacco e realizzare la grande vendetta delle armi sovietiche con- sia, al centro del fronte. Vista la capacità di resistenza che le
tro l’aggressione nazista di tre anni prima. truppe tedesche avevano ancora mostrato di possedere nelle
La riscossa. Una valanga di fuoco e acciaio si stava river- precedenti battaglie, era fondamentale che il nemico ignoras-
sando contro le forze tedesche nel settore centrale dell’immenso se i piani sovietici fino all’ultimo momento. Quando lo Stavka
fronte russo. Con questa imponente applicazione di uno dei più (l’abbreviativo di Stavka Verchovnogo Glavnokomandovanija,
importanti e immutabili principi dell’arte della guerra, quello ovvero “Alto comando delle forze armate dell’Unione Sovieti-
della massa, iniziò la definitiva riscossa dell’Armata Rossa nel-
la “Grande Guerra Patriottica”, la lunga campagna che doveva Operazione Zitadelle L’attacco nel luglio 1943 sferrato dalla Wehrmacht al saliente di Kursk, che
portare alla vittoria finale sulla Germania. si incuneava profondamente nelle linee tedesche. È ritenuto da molti il momento cruciale della
Dopo il fallimento dell’ Operazione Zitadelle e la sconfit- Seconda guerra mondiale.
ta nella battaglia di Kursk del luglio 1943, la Wehrmacht ave- Bagration In ricordo del principe russo Pëtr Ivanovič Bagration, uno dei comandanti dell’esercito
va perso definitivamente l’iniziativa strategica sul fronte orien- dello zar nelle campagne contro Napoleone, caduto nella battaglia di Borodino nel 1812.

35
MOSCA INGANNAVA IL NEMICO PREPARANDO UN FALSSO
NO
PIANO DI ATTACCO, COME IN UN GIOCO A RIMPIATTIN
ca”) pianificò Bagration, predispose a tale scopo un comples- nato. Per la copertura dal cielo, il Gruppo di armate C Centro po-
so piano di inganno . Questo genere di attività, che nella dot- teva contare solamente sulla 6a Luftflotte (la flotta aaerea), che
trina militare dei russi prendeva il nome di maskirovka (“ca- a sua volta disponeva di circa 830 velivoli o poco più ù in totale,
muffamento”), era volta a distogliere l’attenzione del nemico tra i quali solo una quarantina di caccia.
dai veri obiettivi. In realtà, gli alti comandi tedeschi e lo stesso Il fat ttore so orpressa. Effettivamente, uno dei ffattori che
Hitler, già nella primavera del 1944 erano convinti che l’offen- tendeva a far considerare improbabile un attacco su vasta sca-
siva sovietica si sarebbe sviluppata in Ucraina. Secondo le er- la in Bielorussia era che in questa regione, contrariam mente alle
rate valutazioni tedesche, infatti, le vaste distese pianeggian- estese pianure ucraine piatte e prive di ostacoli, vi eraano ampie
ti di questa regione favorivano operazioni offensive condotte zone con grandi foreste, corsi d’acqua e acquitrini, un n’area non
da grandi formazioni corazzate, come quelle di cui i russi di- ideale per la manovra di unità corazzate. Eppure, ffu proprio
sponevano ormai largamen- questa una delle chiaavi del pia-
te. I sovietici iniziarono così no sovietico: sceglieere un ter-

GETTY IMAGES
a mettere in atto sofisticate reno teoricamente meno m favo-
tecniche (tra le quali un fit- revole, ma idoneo a favorire la
tizio intensificarsi del traf- sorpresa. Un’altra importan-
fico radio e dell’attività ae- te serie di azioni preeliminari a
rea) volte a inscenare ingen- favore dell’offensivaa sovietica
ti concentramenti di truppe fu quella compiuta d dalle unità
nel 3° Fronte ucraino. partigiane che operaavano nel-
I pianni veri. L’Operazio- le retrovie tedeschee: a queste
ne Bagration, invece, non l’8 giugno venne datoo ordine di
prevedeva un unico colpo, riattivare le preceden nti Opera-
ma consisteva in una serie di zioni “guerra della fferrovia” i ”e
offensive strettamente coor- “concerto”, che consistevano in
Bielorussia, 1944: fotogiornalisti dell’esercito sovietico.
dinate. Il complesso di forze sistematiche azioni di sabotag-
destinato a eseguirle era for- gio delle linee di comunicazio-
midabile: quattro interi Fronti si sarebbero avventati contro le ne e delle infrastrutture logistiche tedesche, a cui si aggiunge-
unità del Gruppo di armate Centro schierato in Bielorussia; es- va anche una capillare e preziosa opera di raccolta informati-
si erano, da nord a sud: il 1° Fronte del Baltico (4a Armata d’as- va sulle unità e le posizioni difensive avversarie.
salto, 6a Armata della Guardia e 43a Armata) il 3° Fronte bie- Dal canto loro, i tedeschi avevano sfruttato la relativa tran-
lorusso (11a Armata della Guardia, 5a, 31a, 39a Armata e 5a Ar- quillità del fronte centrale nei mesi precedenti per rafforzare
mata corazzata della Guardia) il 2° Fronte bielorusso (33a, 49a le proprie opere difensive: al riguardo, un aspetto fondamen-
e 50a Armata) e il 1° Fronte bielorusso (per “fronte” si inten- tale fu l’espresso ordine di Hitler di trasformare le più impor-
de un ragguppamento di più armate, in questo caso la 3a, 28a, tanti città in piazzeforti, le cosiddette Feste Plätze (“posizio-
48a, 61a, e 65a Armata ) per un totale di 118 divisioni fucilieri, 8 ni fortificate”), da non abbandonare se non per sua espressa
corpi d’armata corazzati e meccanizzati, 6 divisioni di cavalle- autorizzazione.
ria, 13 divisioni di artiglieria e 14 di artiglieria controaerei, ap- L’ann niversar rio. La data di inizio per l’Operazione Bagra-
poggiate dall’aria da 4 armate aeree, di cui facevano parte un tion fu fissata al 19 giugno 1944, ma a causa di problemi logi-
totale di 30 divisioni aeree, che allineavano oltre 5.300 velivo- stici fu rinviata poi al giorno 23, quindi a quasi tre anni esat-
li tra aerei da caccia, cacciabombardieri tattici e bombardieri. ti dall’inizio dell’invasione nazista dell’Unione Sovietica. Do-
Di fronte al volume di fuoco che si stava abbattendo su di lo- po una prima fase di attacchi diversivi a nord e a sud e un im-
ro, il Gruppo di armate Centro, agli ordini del feldmaresciallo ponente fuoco di preparazione su tutto il fronte da parte di
Ernst Busch, poteva contrapporre 4 armate (4a, 9a, 2a e 3a Co- uno schieramento di artiglieria senza precedenti, il primo col-
razzata) con non più di 34 divisioni di fanteria, 2 divisioni da po venne sferrato contro entrambi i fianchi del saliente di Vi-
campagna della Luftwaffe , 7 divisioni di polizia (con compiti tebsk (difeso dal LIII Corpo d’armata tedesco della 3a Armata
di sicurezza delle retrovie in funzione anti-partigiana) e sola- corazzata), dal 1° Fronte del Baltico sul lato nord e dal 3° Fron-
mente 2 divisioni Panzergrenadier e una Panzerdivision; alcu- te bielorusso su quello sud. Si trattò della prima manovra di ac-
ne importanti unità corazzate tedesche erano state assegnante
al Gruppo di armate Nord Ucraina, schierato più a sud, a testi- Divisioni da campagna della Luftwaffe Questo tipo di unità vennero formate a partire dall’ottobre
monianza del fatto che la maskirovka sovietica aveva funzio- 1942, per compensare almeno in parte le pesanti perdite subite dalle divisioni di fanteria dell’eser-
cito regolare (Heer).
Inganno La terminologia militare definisce“inganno”quel complesso di misure intese a fuorviare
il nemico mediante la manipolazione, la distorsione o la falsificazione di elementi o circostanze Panzergrenadier Ovvero“granatieri corazzati”: costituite durante la guerra, queste divisioni erano
reali e a ostacolarne la corretta valutazione della situazione operativa. basate su un nucleo di due reggimenti“Panzergrenadier”, a loro volta composti da un mix variabile
di battaglioni di fanteria motorizzata (su autocarri) e corazzata (su semicingolati da trasporto).
3, 28, 48, 61, 65 Sono state riportate solo le armate del 1° Fronte bielorusso che presero effettiva- Completavano l’organico altre unità di supporto tattico divisionale (artiglieria, genio, trasmissioni
mente parte all’Operazione Bagration, in quanto le altre cinque schierate sul fianco meridionale ecc. ) e in particolare reparti di carri armati o di cannoni d’assalto/cacciacarri, comunque sempre in
parteciparono solo in un secondo momento all’Offensiva Lvov-Sandomierz. misura inferiore rispetto alle Panzerdivision standard.

36
ALAMY/IPA (2)

CANNONE
D’ASSALTO
Il tedesco Sturmgeschütz III,
ricavato dallo scafo del
Panzer III.

IL T-344 RUSSO IL TEDESCO


Il nerbo deelle formazioni corazzate IL SOLDATO. Capocarro
sovietiche fu il carro T-34. Entrato Stturmartillerie.
in servizio nel 1940, aveva pecu- UNNIFORME E ARMAMENTO.
liari caratteristiche come i larghi I mezzi corazzati più numerosi
cingoli, c gli consentivano una presenti nelle formazioni del
ottima m ilità su terreni soffici Grupppo di armate Centro tedesco
e innevati e le piastre di corazza- eranoo gli Sturmgeschütz (can-
tura inclinate, concepite per mi none d’assalto). Le unità dotate
gliorane la protezione. La ser di queesti mezzi appartenevano
T-34/76 a eva un cannone da alla Sturmartillerie (artiglieria
76 mm. Durante l’Operazione d’assaalto) nata a metà anni ’30
Bagration i reparti corazzati russ da unn’iniziativa del colonnello
erano pre alentemente dotati del Von Manstein.
M Il capocarro in-
T-34/76 M 1943, ma anche di un dossaa l’uniforme con i bordi delle
buon nu ero della nuova, più po- mostrreggiature nel color rosso
tente, variante, il T-34/85 ( p ) dell’artiglieria. Il Waffenfarbe
armato coon un cannone da 85 mm (“coloore del corpo”) è un sistema,
in usoo ancora oggi nell’esercito te-
descoo, che identifica le varie armi
IL SO IETI e specialità con diversi colori.
IL SOLDATO. Razvedc
(“esplora ore”).
UNIFOR E ARMAMEN .
Nell’Ope zione Bagration
unità Razzvedchik vennero im
piegate me avangua ia
unità sov etiche. Infiltrandosi in
profondi nelle difese tedesc ,
e cooperaando con i partigiani,
assolsero il compito di raccog ere
informazioni sulle forze nemiche.
Sono considerati gli antesignani LE ARMI VINCENTI
delle mo rne forze specia artiglieria russa contava sul lanciarazzi L’aereo. Nel ’44 la VVS (Forza aerea sovie-
(Spetsnaz) dell’esercito russo. multiplo BM-13“Katyusha”: si trattava di tica) aveva ormai la superiorità aerea e po-
soldato i dossa una tuta mimeti autocarri di diversa tipologia che monta- té impiegare i velivoli da attacco al suolo:
ca e impugna un fucile Mosin-N - vano da 16 a 48 rotaie di lancio per razzi il modello più importante fu l’Ilyushin Il-2
gant 189 30 calibro 7,62x54mm da 132 mm; usati in massa, compen- Šturmovik, monomotore pesantemente
corredatoo di ottica di puntamen- savano la relativa precisione e i lunghi corazzato, armato nella versione Il2M3
G. ALBERTINI (2)

to. Tra i R zvedchik figuravano tempi di ricarica producendo un fuoco con 2 mitragliatrici da 7,62 mm e 2 canno-
anche n ei di tiratori sce di saturazione su vaste aree. ni da 23 mm e fino a 600 kg di bombe.

37
Operazione
Bagration 1944

I
niziò il 23 giugno e venne con-
dotta con una serie di offensive
coordinate portate avanti dalle
forze di quattro Fronti (equivalenti
ai gruppi di armate) dell’Armata
Rossa contro il Gruppo di armate
Centro tedesco. La prima serie
di attacchi andò a buon fine, con
l’effetto di produrre un gigantesco
accerchiamento: il 3 luglio le unità
del 3° e del 1° Fronte bielorusso
conquistarono Minsk chiudendo in
una sacca la 4a e la 9a Armata tede-
sca, così il cerchio era chiuso.
Dopo questa prima grande vittoria,
l’esercito sovietico reiterò i suoi
sforzi con due nuove offensive:
lungo la direttrice Lvov-Sandomierz
e ancora più a sud contro il Gruppo
di armate Nord Ucraina. Il successo
ottenuto anche da queste successi-
ve operazioni consentì ai sovietici
entro il 27 luglio di entrare in Polo-
nia creando le prime teste di ponte
oltre la Vistola, spianando loro la
strada verso l’Europa Orientale e il
cuore del Terzo Reich.

cerchiamento dell’operazione, ed ebbe un rapido successo: la S. STANLEY

sera del 24 il LIII Corpo tedesco si ritrovava già isolato ed en-


tro il 26 aveva già cessato di esistere come forza combattente.
Più a sud, una delle principali direttrici dell’offensiva corri-
spondeva all’autostrada Mosca-Minsk e su di essa operavano le
altre unità del 3° Fronte bielorusso: per la difesa di questo im-
portante asse stradale, i tedeschi avevano predisposto un forte
sbarramento difeso dalla 78a Divisione Sturm. In questo settore
gli attacchi russi iniziali incontrarono non poche difficoltà, ma
SZ/AGF

ALL’ASCOLTO il giorno 25 le forze attaccanti ebbero ragione delle difese av-


Operatore radio tedesco nei
pressi di un posto comando. versarie grazie a una riuscita azione di aggiramento: passando
Indossa la casacca invernale attraverso un bosco acquitrinoso a nord della strada, aprirono
(Wintertarnuniform). La guerra un varco per consentire l’inserimento delle formazioni coraz-
sul Fronte orientale si protrasse zate, che si lanciarono in avanti sfruttando il successo.
in territorio russo dal giugno
1941 all’estate 1944, con
Il buon esito dello sfondamento venne decretato nella notte
operazioni condizionate da tra il 26 e il 27 giugno con la caduta della Feste Plätze di Orsha.
inverni durissimi.
Le armate sovietiche poterono così puntare verso il fiume Be- li: tra il 28 giungo e il 2 luglio la 5a Panzerdivision si scontrò a
resina e verso la città di Minsk. Mentre, ancora più a sud, il 2° più riprese contro i carri della 5a Armata corazzata della Guar-
Fronte bielorusso eseguiva a sua volta forti attacchi nell’area di dia (3° Fronte bielorusso) a nord-ovest di Minsk, rivendican-
Mogilev per tenere impegnate le forze nemiche nel suo settore, do la distruzione di 295 mezzi corazzati, 128 dei quali a opera
nell’area ancora più meridionale il 1° Fronte bielorusso attacca- dei carri Pzkfw VI “Tiger” I dello s.Pz.Abt. 505 Schwere Pan-
va a nord delle grandi paludi del Pripet, nell’area di Bobruisk. zerabteilung (“reparto carri pesanti”). Ma nonostante l’eroi-
Anche qui gli assalti iniziali del 23 giugno si infransero contro smo e la perizia dei carristi tedeschi, fu tutto inutile, compresa
la forte resistenza della 9a Armata tedesca posta a presidio di la sostituzione avvenuta il 29 giugno del feldmaresciallo Busch
quella zona; tuttavia il giorno 24, con una massiccia azione di con il parigrado Walter Model, che proveniva dal comando del
appoggio dell’artiglieria e dell’aviazione, pure in questo tratto Gruppo di armate Nord Ucraina.
del fronte le difese tedesche cedettero inesorabilmente. Il 29 Nel quadrante meridionale l’intervento della 20a Panzerdivi-
cadde anche Bobruisk e le unità corazzate sovietiche si lancia- sion non riuscì a puntellare il fronte della 9a Armata, e il 3 lu-
rono a nord-ovest, sempre in direzione Minsk. glio anche le formazioni del 1° Corpo corazzato della Guar-
Accerchiati. A questo punto lo schema di manovra dell’al- dia (appartenente alla 65a Armata) presero parte all’attacco
to comando sovietico era su Minsk. Quest’ultimo faceva
chiaro: mentre il 2° Fronte parte del 1° Fronte bielorusso
bielorusso teneva aggancia- proveniente da sud-est e la sua
te le forze nemiche al centro, apparizione a Minsk significa-
il 3° Fronte bielorusso a nord va che i due bracci della gigan-
e il 1° Fronte bielorusso a sud tesca tenaglia si erano chiusi
eseguivano una gigantesca alle spalle della 4a Armata te-
manovra di accerchiamen- desca e dei resti della 9a Arma-
to sulle due ali del Gruppo di ta. La città cadde dunque nello
armate Centro. stesso giorno.
Di fronte al dilagare delle Fu questo l’epilogo del-
forze russe, i tedeschi ricor- la principale manovra di ac-
sero a misure disperate, get- cerchiamento di tutta l’Ope-
tando nella fornace le poche razione Bagration. Entro il 9
riserve corazzate disponibi- luglio le principali concentra-
zioni di unità tedesche tagliate
fuori furono annientate; si ritiene che dei 15.000 uomini della
9a Armata solo 900 riuscirono a fuggire verso ovest per torna-
re entro le linee tedesche. L’intero Gruppo di armate Centro
venne virtualmente annientato da questa grande manovra re-
alizzata dall’Armata Rossa, un capolavoro simile all’accerchia-
mento dei Romani a Canne a opera di Annibale nel 216 a.C.,
ma su una scala immensamente più grande. Anche se una ci-
fra esatta sulle perdite tedesche non fu mai definita, le stime
più accreditate parlano di 350-400.000 uomini tra morti, feri-
ti e prigionieri, 55.000 dei quali furono fatti sfilare il 17 luglio a
Mosca, sulla Piazza Rossa, per celebrare la più grande vittoria
conseguita dall’Unione Sovietica fino ad allora.
Ormai Berlino era in vista. Le conseguenze strategi-
che di questo grande successo furono di vasta portata: il 13 lu-
glio i sovietici sferrarono un altro potente colpo, questa volta a
sud, contro il Gruppo di armate Nord Ucraina, portato dall’ala
meridionale del 1° Fronte bielorusso e dal grosso del 1° Fronte
ucraino in direzione del grande asse Lvov-Sandomierz, mentre
a nord le unità corazzate russe sfruttarono a fondo l’immenso
vuoto creato nel settore centrale del fronte spingendosi sem-
LA CATTURA pre più in profondità.
L’artiglieria sovietica L’effetto combinato di queste folgoranti vittorie portò le trup-
durante un’azione di pe sovietiche a entrare in Polonia: entro il 27 luglio venne sta-
fuoco. Sopra, 17 luglio
1944: circa 55.000
bilita la prima testa di ponte sulla riva ovest della Vistola, a Ma-
tedeschi catturati dai gnuszew, e il 1° agosto vennero raggiunti i sobborghi di Varsavia.
sovietici marciano nelle L’Armata Rossa si ritrovò così, in quell’estate del 1944, alle por-
strade di Mosca verso i te dell’Europa Orientale, pronta a compiere il nuovo balzo ver-
GETTY IMAGES (2)

campi di prigionia. so Berlino, il cuore del Terzo Reich. La storia dell’Europa stava
cambiando. 
Fabio Riggi

39
L’AVANZATA

LA GRANDE GUERRA OFFENSIVA DI DNEPR


ago-dic 1943
OFFENSIVA DI LENINGRADO-
NOVGOROD gen-mar 1944
OFFENSIVA DI DNEPR-
CARPAZI dic 1943-apr 1944

PATRIOTTICA Stalin lanciò l’Armata Rossa


su 850 miglia di fronte per
Si aprì con la liberazione
della città e la sconfitta del
L’Armata Rossa iniziò la
liberazione della Crimea con
A cura di Gastone Breccia controllare il granaio ucraino Gruppo armate Nord a opera i Fronti ucraini 1°-2°-3° e 4° e
e le industrie del Donbas. dei Fronti guidati da Popov. con 1° e 2° Fronte bielorusso.

Q
uando la Wehrmacht attaccò l’Unione Sovietica, il 22 giugno
1941, l’Armata Rossa era gravemente indebolita dalle pur-
ghe staliniane del 1937 – che avevano falciato gli alti gradi,
compresi elementi di grande valore come il maresciallo Tuchacevskij,
BATTAGLIE CRUCIALI
padre delle forze corazzate sovietiche – e stava attraversando una A Battaglia di Kursk 5 luglio-16 luglio 1943
fase di profonda trasformazione e modernizzazione, ben lontana B Offensiva di Belgorod-Kharkov 3-23 agosto 1943
dall’essere compiuta. Lo Stavka (l’alto comando sovietico) venne colto C Battaglia di Smolensk 7 agosto-2 ottobre 1943
di sorpresa, e nelle prime settimane l’avanzata germanica fu inar-
restabile. Per buona sorte dell’URSS, tuttavia, i tedeschi commisero D Battaglia di Kiev 3 novembre-22 dicembre 1943
alcuni errori strategici che li privarono della possibilità di ottenere E Battaglia della Narva 2 febbraio-10 agosto 1944
una vittoria decisiva prima dell’inverno: l’Operazione Barbarossa, F Battaglia di Tannenberg 25 luglio-10 agosto 1944
scattata con due mesi di ritardo a causa della Campagna balcanica, G Sacca di Curlandia- Offensiva del Baltico 14 settembre-24 novembre 1944
venne condotta lungo tre direttrici divergenti – Leningrado, Mosca,
Kiev – costringendo i vari Panzergruppen ad aprirsi a ventaglio negli H Battaglia di Belgrado 28 settembre-20 ottobre 1944
immensi spazi russi. I sovietici subirono perdite spaventose – 500.000 I Battaglia di Debrecen 6-29 ottobre 1944
tra morti e prigionieri nella sola Ucraina, in settembre – ma alla fine L Rivolta di Varsavia (fallita) 1° agosto-2 ottobre 1944 BAL
dell’estate la Wehrmacht non aveva ancora raggiunto nessuno degli
obiettivi principali. M Battaglia di Budapest 29 dicembre 1944-13 febbraio 1945
L’Armata Rossa, aiutata dal Generale Inverno, riuscì a imporre una
prima sanguinosa battuta d’arresto al nemico di fronte a Mosca nel
dicembre 1941. Stalin fu in grado di consolidare il fronte interno
DANIMARCA
chiamando il popolo alla “Grande Guerra Patriottica” (nella foto a
destra, un manifesto di propaganda dell’epoca): vennero mobilitate le
immense risorse umane dell’Unione Sovietica e fu completato lo spo-
stamento delle industrie pesanti, essenziali per lo sforzo bellico, nelle
zone sicure a est degli Urali. Hitler decise di tentare lo sfondamento a
sud nell’estate del 1942: la Wehrmacht raggiunse le vette del Caucaso
e il Volga, ma la strenua resistenza dell’Armata Rossa a Stalingrado
fu all’origine della seconda e decisiva sconfitta germanica. La resa
della 6a Armata di Von Paulus, il 2 febbraio 1943, rappresentò la svolta
dell’intera campagna: da quel momento i tedeschi tentarono dispera-
tamente di ritardare una sconfitta ormai inevitabile, spinti indietro dal
“rullo compressore” sovietico fino a Budapest, a Vienna e a Berlino.
Berlino
La guerra partigiana GERMANIA
P
rima ancora dell’inizio dell’invasione Hitler aveva chiarito ai
gerarchi nazisti e ai più alti gradi della Wehrmacht che sul fron- Praga
te orientale sarebbe stato necessario condurre una guerra di
sterminio, per la distruzione del bolscevismo. Di conseguenza le ope- L’artiglieria sovietica, CECOSLOVACC
razioni militari assunsero caratteri di ferocia inaudita e la popolazione
dell’URSS – con l’eccezione dei paesi Baltici e in parte dell’Ucraina – re-
regina delle battaglie

U
sistette tenacemente all’invasione. Imponenti formazioni partigiane si n elemento essenziale del “rullo com-
organizzarono fin dall’estate del 1941 nelle retrovie del fronte creando pressore” sovietico fu l’uso concen- Monaco Vienna
grosse difficoltà alla logistica e alle comunicazioni dell’esercito tedesco: trato di imponenti masse di artiglieria
per quanto sia sempre difficile valutare gli effetti della guerriglia, è cer- pesante campale (obici da 122 e 152 mm,
to che le bande irregolari sovietiche diedero un grande contributo alla cannoni da 122 mm). La tattica d’impiego era
vittoria dell’Armata Rossa nella Grande Guerra Patriottica. basata su due principi essenziali: un accurato
e prolungato bombardamento preliminare
sulle posizioni nemiche, seguito da un’avan- AUSTRIA
Lend-lease: gli aiuti statunitensi zata dei pezzi al seguito della fanteria e dei
corazzati, per appoggiare prima possibile col
all’Unione Sovietica tiro diretto, a vista, gli ulteriori balzi offensivi.

L
o sforzo bellico sovietico venne sostenuto dagli Stati Uniti grazie Alla forza distruttiva dell’artiglieria si somma-
all’invio di rifornimenti di ogni tipo (aerei, autocarri, benzina, va poi l’effetto demoralizzante dei Katyusha,
locomotive e vagoni ferroviari) con il programma di prestiti age- gli “organi di Stalin”, i lanciarazzi multipli BM-8
volati detto lend-lease, sulle navi che percorrevano la pericolosa rotta da 82 o BM-13 da 132 mm, poco precisi ma
dell’Artico, sfidando i sommergibili e l’aviazione tedesca. Si tratta di capaci di seminare il terrore con il loro deva-
una pagina poco nota di eroismo e sacrificio: vennero affondate de- stante “fuoco di saturazione” (che si ottiene
cine e decine di mercantili, ma i convogli alleati riuscirono comunque concentrando la massima potenza di fuoco
a scaricare nei porti sovietici materiale strategico essenziale per un disponibile su un’area delimitata, senza mira-
valore di circa 11 miliardi di dollari. È stato calcolato, per esempio, che re a obiettivi specifici).
circa un terzo dei camion utilizzati dall’Armata Rossa tra il 1942 e il
1945 fosse di produzione americana: un aiuto indispensabile alla logi-
P. GHISALBERTI

stica del più imponente esercito schierato contro la Germania nazista. ITALIA

40
OPERAZIONE BAGRATION OFFENSIVA DEL BALTICO OFFENSIVE DI JASSY-KISHI V,
giu-ago 1944 set-nov 1944 BUDAPEST E BELGRAD ago-d 4

I sovietici si aprirono la strada Un milione di sovietici Il 2° e 3° Fronte ucraino dilaga o


per Varsavia distruggendo la dispiegati su 300 miglia per attraverso la Romania per pr ndere
4a Armata e la 9a Armata del annientare il Gruppo armate le città chiavve di Budapest, Buccarest e
Gruppo di armate Centro. Nord, i più duri. Belgrado e aaprire la strada per Berlino.

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a capacità di spostare centinaia di indu-
M strie pesanti a est degli Urali, sottraendo-
le all’avanzata germanica, fu certamente
Budapest uno dei fattori decisivi della vittoria sovie-
tica. Quando le forze della Wehrmacht
UNGHERIA I si avvicinarono a Kharkov (o Ch’arkov),
nell’ottobre del 1941, il grande stabilimen-
to locale – specializzato nella produzione di
carri armati – fu smontato e trasferito a Nizmij
Tagil, sugli Urali, dove venne integrato alle
ROMANIA Officine Dzerzinskij per dar vita alla colossale
Uralvagonzavod (Fabbrica di vagoni ferroviari
H Bucarest degli Urali), la più importante fabbrica di
mezzi corazzati del mondo, da cui negli anni
successivi uscirono decine di migliaia di T-34,
Belgrado e che ancora oggi produce i nuovissimi T-14
Armata, i carri russi dell’ultima generazione.

JUGOSLAVIA BULGARIA
Sofia
PRIMO PIANO
RUS
SSIA
Occidente continua a chiedersi quale sia il segreto
del successo di Putin, come questo presidente-pa-
drone possa tenere in pugno un Paese grande quan-
L’ESPANNSIOONIISM
MO to un continente conservando intatta la sua enorme
RUSSSO ATT TRAAVE
ER S O popolarità. Forse la risposta è semplice: ai russi Putin piace. Per-
ché questo ex uomo del Kgb ha promesso loro la Grande Rus-
LE FIGURE CHE LO sia, una nazione che annette la Crimea e lambisce gli Stati bal-
tici, che minaccia l’Ucraina e fa paura all’Unione Europea, che
HAN NNOO INCA ARN
NATO, seduce i separatisti georgiani e punisce la Cecenia, che va dalla
DA IVAN N IL TE
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BILEE Transnistria alla “Novorossija”, nomi che a noi europei dicono
poco, ma che ai suoi seguaci evocano un passato glorioso e mai
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IL PRIMO ZAR
Ivan III di Mosca, detto il Grande, fu
il primo zar (o Czar, ovvero Cesare).
Alla sua sinistra, i principi lituani.
Questo monumento, il Millenario
della Russia, fu eretto a Velikij
Novgorod, seconda capitale della
Rus, nel 1862 per celebrare i mille
anni dall’arrivo di Rjurik.

42
SCALA
ano, tanto che si parla della longa manus del Cremlino dietro le
elezioni americane. Questo disegno è comunque vecchio quan-
to la Russia, da secoli lo ritroviamo infatti nelle politiche espan-
sionistiche dei predecessori di Putin. Ma esiste un dna russo?
C’è un istinto bellico comune, un’attitudine alla guerra che le-
ga gli uomini forti di questo Paese, da Ivan il Terribile a Pietro
il Grande, dai sovrani di Kiev allo zar Nicola I, prima ancora
delle strategie di Stalin e dell’attuale presidente?
Agli inizi dell ’ l’Impero russo inglobava tutta l’Asia Set-
tentrionale e una bella fetta dell’Europa Orientale. Questa va-
sta unione di terre e di popolazioni aveva avuto origine dall’in-
sediamento
di di un principe straniero, Rjurik (v. riquadro sotto),

CAPOSTIPITI
Sopra, Ivan il Terribile
(1530-1584).
Sotto, Rjurik,
capostipite della
dinastia dei Vareghi
che diede origine
alla Rus di Kiev.

Quando si chiamava Rus

L
a questione delle origini del “Pae- alle mura di Bisanzio, quando nel 941
se russo” è di vecchia data. La Cro- la sua flotta venne bruciata dal fuoco
naca dei tempi passati, redatta nel greco dei dromoni imperiali.
1110, ci racconta che il primo signore Ma quarant’anni dopo, suo nipote Vla-
di queste terre fu un principe straniero, dimir strinse con i Romani un’alleanza
Rjurik, venuto “d’oltremare”. Questo militare e politica che portò, nel 988, a
avventuriero vichingo partito dalla una conseguenza epocale: il battesimo
Svezia fondò la grande città di Velikij del popolo russo e la conversione dei
Novgorod e, nel IX secolo, impose pagani slavi e dei Rus al cristianesimo
una dinastia nordica sugli slavi che da ortodosso. Vladimir non era più solo
tempo immemore vivevano in quelle principe di un piccolo regno, ma un
terre. I Rus, gli uomini di Rjurik, erano Cesare unto dall’imperatore e bene-
dunque Vichinghi, come hanno ormai detto da Dio. Da allora i successori di
dimostrato le fonti arabe, greche, lati- Vladimir furono grandi principi di Kiev,
ne e scandinave che parlano di loro. In di Pskov e Novgorod, di Vladimir, di
cerca di ambra, oro e pellicce, questi Rjazan, di tutte le città dei Rus, a loro
Vareghi spinsero i loro veloci drakkar volta governate dai principi minori.
sui fiumi Volga, Don e Dnepr, apren- Uno di essi, Douri Joulgoroski, fondò
do la strada che dalla Scandinavia un piccolo centro destinato a ricoprire
arrivava fino al “Paese dei Greci”, cioè un grande ruolo: Mosca.
all’Impero romano. Dai porti del Mar Contro gli eredi di Gengis Khan. Nel
Nero essi salpavano alla volta di Mikla- 1240 però tutti questi principati – che
gard, la “Grande Città”, Costantinopoli, da Kiev si estendevano verso il Grande
centro del mondo allora conosciuto, Nord – furono sottomessi col ferro e
crocevia di razze, dove i valorosi nordi- col sangue dai Mongoli. L’Orda d’oro
ci potevano trovare bottino e ricchezza – così si chiamava la parte occidentale
con la guerra, o con l’arruolamento del gigantesco impero asiatico – im-
nella guardia imperiale romana. pose ai russi una schiavitù di circa
La prima, vera capitale: Kiev. Fu Oleg, due secoli, fatta di tributi e scorrerie,
successore di Rjurik, che appese il suo che solo il coraggio di principi come
scudo d’oro sulle porte di Costantino- Alexandr Nevskji seppe attenuare.
poli, dopo aver riscosso un ingente Nel 1380 Dimitri Donskoj, principe di
riscatto dai Bizantini. Oleg portò la Mosca e granduca di Vladimir, discen-
capitale da Novgorod a Kiev (oggi in dente di Rjurik, distrusse le orde dei
Ucraina). I Rus adottarono il linguag- Tartari e dei Mongoli nella battaglia
gio degli Slavi e fondarono lì il loro di Kulikovo. Nel 1475 il suo pronipote
principato. A Kiev governò poi Igor, Ivan III liberò la Russia dall’oppressione
ALAMY (2)

figlio di Rjurik, che cominciò a espan- dell’Orda d’oro e impose il principe


dere il territorio del principato verso il di Mosca come Gosudar, il sovrano di
Volga. Le sue mire si infransero davanti tutte le Russie.
NATIONAL GEOGRAPHIC

EREDITÀ ROMANA
L’aquila dei Romanov; lo stemma imperiale dei
sovrani russi attesta l’origine bizantina, e quindi
romana, degli zar (o Czar). A destra, Pietro il
Grande alla battaglia di Poltava (1709).

LO ZAR
RIFORMISTA LA STRANIERA
Pietro il Grande (1672- Seduta, la zarina Caterina
1725) con i membri della la Grande (1729-1796), di
sua corte. Il bassorilievo origine tedesca. Pietro e
fa sempre parte del Caterina fecero entrare la
Millenario di Novgorod. Russia nell’Occidente.
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e delle sue genti, che non erano né russe, né slave, ma vichin-
ghe. La vera origine dell’espansionismo russo è da ricercare pe-
rò nel tardo Medioevo.
Lo splendido Cremlino di Mosca, costruito da Ivan III il
Grande, attesta la potenza del suo granducato nel XV secolo.
Egli è considerato l’unificatore e il primo autocrate o Czar (Ce-
sare) di tutte le Russie. E con pieno diritto. Sua moglie, Sofia
Paleologina, era la figlia di Tommaso, despota di Morea e fra-
tello dell’ultimo imperatore di Costantinopoli, Costantino XI.
Da Ivan III gli Czar russi divennero unici signori e principi
delle terre russe, e l’aquila bicipite (a due teste) dell’ultima di-
nastia romana divenne il simbolo dei signori di Mosca. Con
lui iniziò l’espansionismo della Russia, a spese della Lituania e
della Polonia. Da lui venne contrastata la minaccia mongola.
Ivan il Terrib bile e la Terza Rom ma. Questa eredità fu rac-
colta da Ivan IV, il vero creatore della potenza russa. Egli più di
SCALA

ogni altro proclamò Mosca come Terza Roma, insignendosi dei


simboli esteriori dell’imperatore romano e creando una vera e
propria guardia pretoriana, gli Streltsý. Ivan il Terribile, detto
così per la sua energica personalità, stroncò con energia il pote-
re dei nobili russi, i boiardi, che avevano avvelenato sua madre e
reso amara la sua giovinezza. In politica estera annientò gli ulti-
mi avanzi dell’Orda d’oro dei Mongoli a Khazan ed estese la po-
tenza russa in Europa: arrivò infatti a stringere alleanza con Eli-
sabetta d’Inghilterra e a contendere il Baltico alla Svezia, annien-
tando l’ordine dei cavalieri di Livonia (la regione baltica intorno
a Riga) e guerreggiando contro Polonia e Lituania. La Russia di-
venne così una potenza di rilevanza europea, capace di affronta-
re Turchi e Tartari di Crimea per i porti del Mar Nero.
Nel 1582 vennero oltrepassati gli Urali e iniziò la penetrazio-
ne russa in Siberia. Le navi di Ivan, discendenti dei drakkar, le
agili imbarcazioni dei Vichinghi che avevano colonizzato l’area,
guidate dagli avventurieri Stroganov e dal tartaro Yermak, vin-
sero le truppe dei Tartari siberiani. Ondate di coloni si riversa-
rono in Asia dal territorio moscovita. La Russia era divenuta un
territorio immenso che abbracciava due continenti.
Pietrro il Grande, sovr rano o de
el Balt tico o. La zarevna
Sofia osservava divertita suo fratello, lo zarevič Pietro, gioca-
re alla guerra con i suoi compagni. Per lei quelle esercitazioni
con i bastoni erano un amusement pour enfants, giochi da bim-
bi. Era l’anno 1683: Sofia, che esercitava il potere come reggen-
te, non poteva immaginare che qualche anno dopo quei solda-
ti in miniatura avrebbero aiutato Pietro a privarla del potere e
a trasformare la Russia in una potente nazione. Tra XVI e XVII
secolo l’impero aveva superato la devastante guerra civile segui-
ta alla morte di Ivan IV. Al potere era salita la dinastia cadetta
dei Romanov, che aveva soppiantato i discendenti di Rjurik sul
trono degli Czar, e agli albori del XVIII secolo guidava una delle
nazioni più potenti del mondo, grazie al genio e alla modernità
dello zar Pietro I, meglio noto al mondo come Pietro il Grande.
Il nome di questo sovrano incarna la modernizzazione e l’oc-
cidentalizzazione della Russia: fra i suoi obiettivi c’erano il po-
ALAMY

tenziamento dell’esercito, l’allestimento di imponenti cantieri

45
Mare dei ALASKA
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LA CRESCITA DELL’IMPERO RUSSO


Territorio Russo nel 1462 Acquisizioni 1598-1619 Estensione dell’impero nel 1795 Acquisizioni 1855-1914

Acquisizioni 1462-1533 Acquisizioni 1619-1689 Acquisizioni 1796-1855 Sfera d’influenza


data di acquisizione 1881
Acquisizioni 1533-1598 Acquisizioni 1689-1795 Acquistato dagli Usa nel 1867

Nell’800 la massima espansione: il dominio dei Romanov

I
l fratello e successore di Alessandro di nuovo l’eredità di Roma e di Bisan- mità dell’Asia, ai confini del Mar del autocrate convinto, esercitando i pote-
I venne soprannominato il “gendar- zio e sognava un impero panslavo con Giappone, mentre i potentati dell’Asia ri supremi del sovrano, mentre il Paese
me d’Europa” e certamente non fu capitale Costantinopoli. Una cosa che Centrale, gli antichi khanati del Turke- affondava nei moti rivoluzionari. Sotto
popolare. Nicola I Romanov non fu le potenze europee non potevano stan, di Bukhara e di Khiva cadevano di lui, nonostante l’opposizione in-
amato in Polonia, che ridusse al rango accettare, allora come oggi. La guerra sotto i colpi dell’esercito zarista. glese, venne completata la conquista
di provincia soggetta, non fu amato in in Crimea fu persa e la fortezza di Se- Il primo marzo 1881, il sovrano fu ucci- del Turkmenistan. E fu siglata anche
Ungheria, dove aiutò a debellare la ri- bastopoli cadde, nonostante il valore so in un attentato, dovuto alla difficile la traballante alleanza dei “tre imperi”
volta contro gli Asburgo. Fu però sotto dei cosacchi. gestione della questione polacca, (Russia, Germania e Austria), nata
di lui che la Russia raggiunse lo zenit Nemico dell’umanità. La morte dello la cui nuova insurrezione era stata già azzoppata visti gli interessi con-
della sua espansione territoriale: 20 zar, nel 1855, provocò un’ondata di repressa nel sangue. La sua ultima fliggenti che tali nazioni avevano nei
milioni di chilometri quadrati. gioia all’estero, ma anche in Russia, do- grande impresa era stata la vittoriosa Balcani e sul Baltico.
Nicola si batté contro le potenze euro- ve Nicola era stato chiamato “il nemico guerra balcanica con la Turchia, nel Alessandro alla sua morte (1894)
pee occidentali – in particolar modo del genere umano”. Con suo figlio tentativo di estendere il protettorato lasciava in eredità al figlio un impero
Piemonte, Francia e Inghilterra – nella Alessandro II, che abolì la servitù della russo sulle nazioni slave ancora sog- in agonia. Nicola II Romanov, l’ultimo
Guerra di Crimea sempre per il solito gleba nel 1861, si fece sentire una ven- gette all’Impero ottomano. Le potenze “piccolo padre”, concluse i suoi giorni
vecchio motivo: guadagnare il libero tata di modernità. Non per questo lo straniere interferirono anche allora e nelle mani dei bolscevichi e la Santa
sbocco sul Mar Nero per poi affacciarsi zar trascurò la politica estera e interna. i russi dovettero rinunciare alla ricon- Madre Russia divenne comunista e
verso Costantinopoli a spese della Il suo generale Bariatinskji represse quista cristiana di Constantinopoli. sovietica. Ma sembra che l’eredità di
Turchia ottomana. A capo di uno Stato la rivolta nel Caucaso. Le propaggini L’agonia dell’impero. Il successore, Rjurik e il sogno imperiale siano oggi
cristiano ortodosso, lo zar rivendicava dell’impero si estesero fino all’estre- Alessandro III, tornò ad agire come un in mano a un moderno Czar.

46
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navali e lo spostamento della corte a San Pietroburgo. Lì Pietro le rovine delle originali città greche e romane). Corrisponden-
fece costruire dal nulla una città sul modello delle metropoli te dei più grandi filosofi francesi come Voltaire e Diderot, la za-
occidentali. E dove si affacciava la nuova capitale? Sul Baltico, rina importò nel suo Paese i germi dell’Illuminismo. Le origi-
dominio degli svedesi, che avevano già colpito duramente lo ni tedesche non le impedirono di rivaleggiare con l’eredità di
zar nella battaglia di Narva (1700). Questa volta, però, andò di- Pietro. Quando morì, nel 1796, lasciò le redini al suo unico fi-
versamente e nella campagna di Poltava (1709) Pietro annien- glio legittimo, Paolo I, presto eliminato in una congiura. Era il
tò Carlo XII di Svezia. Dunque, il piccolo principato medieva- 1801. Sul trono salì allora Alessandro I, lo zar che dovette fron-
le di Mosca era divenuto nel XVIII secolo una nazione leader, teggiare uno dei più grandi geni militari di tutti i tempi: Napo-
temutissima. Il Baltico era ormai un mare russo e l’impero de- leone Bonaparte. Vinse grazie al generale Kutuzov, conquista-
gli Czar arrivava fino alla Persia, a minacciare i vecchi nemici, tore della Bessarabia, un’altra fettina dell’Impero ottomano.
i Turchi. Dotata di una moderna flotta, che lo zar in persona Kutu uzov, qua ando la Ru ussia a si difend
de. L’esercito rus-
aveva costruito con i suoi carpentieri imparando l’arte dai ma- so-austriaco aveva subito la disfatta di Austerlitz e aveva visto
stri d’ascia olandesi, la Russia si volgeva ora al Mar Nero, per le aquile francesi raggiungere le porte di Mosca in un momen-
contendere all’Impero ottomano l’eredità di Costantinopoli. to in cui la rivolta armata divampava tra le truppe. Invaso dal-
Caterina la Grand de. Nel dna di questi condottieri dalle la Grande armée, con Mosca in fiamme, il Paese riuscì comun-
grandi ambizioni fu iniettato anche sangue tedesco: la sovrana que a sopravvivere.
più potente fu infatti straniera, moglie di un nipote di Pietro il Il “generale inverno” fece il grosso del lavoro, mentre il genio
Grande, Pietro III, detronizzato con un colpo di Stato. Venne di Kutuzov, comandante in capo delle armate zariste, rispolve-
incoronata zarina il 22 settembre 1762 sotto il nome di Cate- rò la tattica di Quinto Fabio Massimo, il Temporeggiatore. Di-
rina II e fece la Russia ancora più potente: la riformò nella sua sturbando a intermittenza l’armata francese mentre si ritirava
amministrazione, la dotò di un sistema scolastico e della impo- dal suolo della Santa Madre Russia, Kutuzov diede battaglia a
nente flotta del Mar Nero, ne allargò il territorio sempre a spe- Krasnoe, dove Napoleone perse 20.000 uomini. Lì Kutuzov ri-
se di polacchi e Ottomani. Grazie al più famoso dei suoi aman- cevette il titolo di principe di Smolensk. Il disastroso attraver-
ti, Potemkin, Caterina fece della Crimea una penisola russa, samento della Beresina completò l’opera. Così, dopo la cadu-
strappandola completamente ai Turchi, e invitò i coloni stra- ta di Bonaparte, lo zar Alessandro I sedette da protagonista al
nieri a venire e prendere la loro residenza lì, fondando nuove tavolo della Pace di Vienna, nel 1815. 
città come Sebastopoli e Odessa (o meglio ripristinandole sul- Raffaele D’Amato

ALAMY

IL MARESCIALLO
Michail Barclay de Tolly,
L’AMMIRAGLIO
Dmitrij Senjavin contrastò
feldmaresciallo russo e
IL GENERALISSIMO ministro della Guerra
IL MITO la flotta napoleonica
Aleksandr Suvorov, il Il maresciallo di campo nell’Adriatico. Nicola I lo
durante la Campagna di
generalissimo (superiore (o feldmaresciallo) mise al comando della
Russia del 1812.
a tutti gli altri generali), Michail Kutuzov fu flotta del Baltico.
comandante delle l’uomo che difese la
forze austro-russe nella Russia dall’invasione di
Campagna d’Italia (1799). Napoleone.
I. DZIS (5)

VAREGO RUS GUERRIERO DI GRANATIERE DI


IX-X SECOLO NOVGOROD PIETRO IL GRANDE
Guerriero e mercante XIV SECOLO 1709-1715
varego Rus, dell’epoca Guerriero del principato Reggimento dei granatieri
di Rjurik, IX-X secolo, di Novgorod, 1380 d.C. dell’esercito di Pietro
ricostruzione tratta da circa, probabilmente un il Grande, 1709-1715. I
una tomba della necropoli druzhnik, ovvero membro caftani militari delle nuove
di Shestovitsy. Porta un della druzhina, la guarda divise di Pietro erano
alto berretto di feltro e personale del principe. prevalentemente di colore
un kaftan (caftano) sopra La ricostruzione è stata verde scuro, le maniche
i suoi ampi pantaloni a fatta in base agli affreschi non raggiungevano le
sbuffo. di Pskov e Novogorod: si mani, attorno alle quali era
notino la corazza a scaglie visibile la camicia.
(pantsir), lo scudo (schnit)
e la mazza (chekan).

STRELTSÝ DI
IVAN IL TERRIBILE
1545-1555
Erano le guardie personali

I soldati
degli Czar, create da Ivan
il Terribile e rimaste in
servizio fino al 1720. Corpo
di archibugieri ideati sul
modello dei giannizzeri,
gli streltsý (parola

degli zar
che significa tiratori)
erano equipaggiati con
achibugio o moschetto,
sciabola e ascia (berdische).
Indossavano il kaftan
russo e il cappello di pelo
(shapka).

48
G ALBERTINI (3)
USSARO NERO DI COSACCO DEL FANTE RUSSO
CATERINA LA GRANDE KUBAN PRIMA GUERRA
1766 XX SECOLO MONDIALE
Luogotenente degli Ussari L’armata dei Cosacchi La lunga camicia a collo
Neri dell’armata di Caterina del Kuban combatté al alto (gymnastiorka)
II, 1766. Si noti il peculiare fianco dei Bianchi contro derivava dagli abiti civili
fodero della sciabola, in i bolscevichi, alleanza e divenne uniforme
cuoio coperto di velluto. Era che dopo la fine della standard dell’esercito
sospeso da tre cinghie sul lato Grande guerra pagò con dal 1912. Arrotolato a
sinistro e decorato con un la repressione. L’uomo bandoliera sulla spalla il
monogramma. veste il lungo soprabito fante porta il cappotto,
caucasico (cherkesska) con che serviva anche da
cartuccere ornamentali, il coperta. Sul berretto c’è
colbacco ed è armato della la coccarda con i colori
sciabola cosacca (shashka). imperiali.

GRANATIERE DI
NICOLA I
1825
Granatiere della Guardia
dell’esercito dello zar
Nicola I, 1825. Reclutate dal
LE UNIFFOR
R MI RISSEN TO
ON O
granduca Mikhail Pavlovic,
fratello dell’imperatore,
PRIM
M A DELLL’IINFFLUENZA
A
queste guardie del corpo
personali dello zar dovevano
AVA E BIZA
SLA ANTIINA,
essere tutte alte, di
bell’aspetto, gentiluomini
POII PRE
END
D ON NO FOGG GE
ed avere un’altezza
non inferiore a 184 cm.
TIPICAMMENN TE RUSSSE
OD OCC CID
DENN TAALI
A cura di Giorgio Albertini e Raffaele D’Amato

49
BATTAGLIE, CONDOTTIERI,
TATTICHE E ARMAMENTI.
Rivivi le emozioni delle grandi battaglie della storia
attraverso foto e illustrazioni spettacolari, ricostruzioni
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WARS RAID

OPERAZIONE NIMROD
A cura di Fabio Riggi

lle 11:25 del 30 aprile 1980 re un reparto ad hoc, il compito era sta-
la routine londinese ven- to affidato al 22nd Special Air Service Re- Aprile 1980, sei uomini
ne bruscamente interrotta giment, noto con l’acronimo SAS, corpo prendono in ostaggio 26
da un commando di sei mi- che deteneva un immenso patrimonio di persone nell’ambasciata
litanti del Fronte di liberazione dell’A- esperienza e aveva dimostrato la sua ef- iraniana a Londra.
rabistan, un gruppo separatista che si ficacia in azione. Già allora questa uni-
batteva per la secessione del Khuzestan tà era considerata la capostipite di tutte
Ambasciata iraniana a Prince’s Gate
(Iran). Il gruppo fece irruzione nell’am- le forze speciali del mondo: al suo inter-
basciata iraniana a Prince’s Gate, nel no nel 1973 era stata costituita la cellu-
quartiere di South Kensington, seque- la CRW (Counter Revolutionary War-
strando 26 persone. Iniziò così un dram- fare) per mettere a punto tattiche e pro-
matico assedio. Dopo serrate trattative, cedure da usare negli interventi di anti-
nei successivi 4 giorni si riuscì a ottene- terrorismo. Ognuno dei quattro Sabre
re il rilascio di 5 ostaggi. Ma i terroristi Squadron, che ancora oggi compongono
richiedevano la liberazione di 91 prigio- il SAS, era stato addestrato allo scopo,
nieri arabi detenuti nelle prigioni irania- pronto a intervenire con minimo pre-
ne, minacciando di far saltare in aria lo avviso. Lo squadrone in allerta assume-
stabile con tutti i suoi occupanti. Lunedì va la denominazione di Special Projects
5 maggio gli eventi subirono una dram- Team: quella primavera aveva appena
matica evoluzione: l’ostaggio Abbas La- iniziato il suo turno lo Squadrone B.
vasani, addetto stampa dell’ambasciata, Apppesi alle e coordde.. I cercapersone
venne trucidato a sangue freddo e, poco del SAS presero a suonare alle 11:48 del
dopo le 18:20, il suo corpo gettato fuori 30 aprile, a 23 minuti dall’inizio dell’e-
dall’edificio. La vicenda era giunta a un mergenza. Lo Special Projects Team ar- LONDRA
punto di non ritorno: era il momento di rivò in Prince’s Gate nelle prime ore del
far intervenire le forze speciali. 1° maggio e diede avvio alle attività pre- Margaret Thatcher, il piano era pronto
SA
AS in azione.. Rispetto ad altri Pa- liminari. L’Operazione Nimrod era ini- e definito nei minimi dettagli: organiz-
esi, nel Regno Unito era stato adottato ziata. Quando giunse l’ordine di entra- zati in due gruppi d’assalto, i membri del
un approccio diverso per fronteggiare la re in azione, espressamente autorizza- SAS avrebbero fatto simultaneamente
minaccia del terrorismo: invece di crea- to dall’allora primo ministro britannico irruzione nei diversi piani dell’edificio.
Il primo gruppo, denominato Red Team,
Membri del SAS
ricostruiscono in
era sua volta suddiviso in due squadre
un documentario di 4 elementi ciascuna: la prima sareb-
l’assedio be entrata nel terzo e quarto piano, pe-
all’ambasciata netrando nella tromba delle scale da un
GETTY IMAGES

iraniana. lucernario, mentre la seconda si sareb-


be calata con una discesa in corda lun-
go la facciata posteriore entrando dalle
finestre del secondo piano. Più in bas-
so, tre squadre del Blue Team avrebbero
fatto irruzione al piano terra e al primo
piano passando dai balconi di un edifi-
cio adiacente.
Il blitzz. Alle 19:23 del 5 maggio nei
ricevitori radio degli operatori risuonò
la parola in codice: “Hyde Park”. Era il

Discesa in corda Si tratta di una tecnica utilizzata per effettuare


una discesa controllata da una posizione sopraelevata, grazie
all’azione di frenaggio, regolata dall’operatore, ottenuta tramite
il passaggio di una fune attraverso i due anelli di uno strumento
metallico a forma di otto, chiamato“discensore”.
Il lato frontale
dell’ambasciata,
con il fuoco che
fuoriesce dalle
finestre. A destra,
un inglese che
era all’ambasciata
per un visto viene
fatto uscire dal
balcone da un
operatore SAS.
Sotto, la polizia
in attesa.

GETTY IMAGES (3)


segnale per il Red Team di agganciarsi sto bloccato –, i membri dei due team scale, cercò di far esplodere una bomba a
alle corde, seguito subito dopo dall’ese- sul retro della facciata entrarono ugual- mano. Un operatore del SAS, non poten-
cutivo “London Bridge”, l’ordine di ini- mente mandando in frantumi i cristalli do sparare per timore di colpire gli ostag-
ziare la discesa e lanciare l’azione. delle finestre con le mazze. Poi lanciaro- gi, prima lo abbatté a terra sferrandogli
L’assalto iniziò con la detonazione di no all’interno granate stordenti e cande- un colpo con il calcio dell’arma e poi lo
una carica esplosiva in un altro lucerna- lotti di gas lacrimogeno. Contempora- eliminò con una raffica. Un secondo ter-
rio del terzo piano, che doveva fungere neamente, anche i membri del Blue Te- rorista cercò di approfittare della con-
da diversivo. Subito dopo tutte le squa- am entravano in azione ai piani inferiori. fusione mescolandosi con i prigionieri
dre partirono per l’intervento. Il fuoc co. Le granate stordenti fla- quando questi furono evacuati all’ester-
Quello che sarebbe diventato uno dei shbang innescarono un incendio tale no, ma venne identificato e arrestato su-
più famosi blitz nella storia delle forze che le fiamme fuoriuscirono dalla fine- bito dopo. Fu comunque l’unico militan-
speciali britanniche visse momenti di stra ustionando il soldato ancora impi- te del commando a sopravvivere.
alta drammaticità, soprattutto quando gliato; l’uomo venne però liberato dai Ge e sti cora agg giosi. Tra gli eroi di
i superaddestrati soldati del SAS anda- suoi colleghi, che tagliarono la fune. Pre- quella giornata vi fu anche uno degli
rono incontro a un incidente: durante cipitato nel balcone sottostante, questi si ostaggi stessi, il poliziotto Trevor Lock,
la sua discesa in corda, il comandante rialzò continuando l’azione all’interno. che al momento dell’irruzione del SAS si
del Red Team restò impigliato nella fu- I terroristi reagirono uccidendo uno lanciò contro il capo dei terroristi, elimi-
ne, bloccato davanti a una finestra. Nel degli ostaggi, ma quattro di loro venne- nato poi dagli operatori.
tentativo di liberarlo, uno dei suoi uo- ro eliminati dai colpi precisi delle pisto- Alle 19:40, dopo 17 minuti esatti dall’i-
mini infranse involontariamente i ve- le mitragliatrici Heckler & Koch MP5 e nizio dell’assalto, tutte le restanti 19 per-
tri, rischiando di vanificare l’effetto sor- delle pistole Browning HP in dotazione sone tenute prigioniere erano state por-
presa. Ma grazie al loro sangue freddo, al SAS. I membri dei due Team “ripu- tare in salvo e 5 dei 6 terroristi giacevano
i militari del SAS cambiarono repenti- lirono” metodicamente tutte le stanze a terra, mentre uno di loro era agli arre-
namente parte del piano: rinunciando a dell’ambasciata, mettendo in sicurezza sti. L’Operazione Nimrod era stata por-
usare le cariche esplosive per infrange- gli altri ostaggi. tata a termine con successo. Il leggen-
re i vetri antiproiettile delle finestre – e Uno dei militanti si mischiò con i pri- dario Special Air Service guadagnava le
questo per non ferire l’operatore rima- gionieri e, mentre questi imboccavano le prime pagine dei giornali. 

53
WARS LIVING HISTORY

19172017 LA RITIRATA
A cura di Camillo Balossini

uel colore che dà il nome mo luogo i resti bellici sul Monte Co- ha segnato la Storia italiana, tanto più in
al gruppo di rievocazione sich e tra Ronchi dei Legionari e Dober- vista del centenario del 1917: questo fu
storica I Grigioverdi del dò del Lago. Siamo sui luoghi del Parco l’ultimo anno di guerra sul fronte dell’I-
Carso fu la vera innova- tematico della Grande guerra, gli stessi sonzo, con le aspre fasi vissute dal no-
zione uniformologica del Regio Eserci- delle Dodici battaglie dell’Isonzo di cui stro esercito prima dello spostamento
to durante la Grande guerra. Prima del fa parte Caporetto, nome che per l’Ita- sul fronte del Piave.
conflitto le divise dei soldati italiani era- lia evoca l’onta della sconfitta ma anche I Grigioverdi del Carso si sono impe-
no blu scuro, una tinta che risultava as- la forza di reagire fino alla vittoria. Qui gnati dunque a far rivivere i giorni di Ca-
sai più appariscente nelle trincee. il gruppo storico lavora da anni alla si- poretto, anche se per questioni logisti-
Il grup ppo. Dal 2005 i membri dei stemazione di una trincea sicuramente che il servizio fotografico è stato realiz-
Grigioverdi si occupano di rievocare occupata dalle truppe italiane nel 1917. zato sul Monte Cosich (che fu la zona
le fasi salienti delle battaglie che han- Le foto di questo servizio sono scatu- d’azione della 3a Armata italiana). Ciò ha
no martoriato il Carso, curando in pri- rite dall’idea di ricordare un evento che portato alla decisione di non ambientare

ELMETTO RINFORZATO
Il gruppo Grigioverdi del Carso rievoca i giorni
di Caporetto: qui c’è la sentinella austriaca in
trincea, che indossa un elmetto Mod.16 prodotto
dall’alleato tedesco. Dopo l’11a battaglia dell’Isonzo
la Germania mandò infatti uomini e mezzi in
soccorso agli austriaci stremati. L’elmo ha una placca
di rinforzo fornita solo alle sentinelle perché troppo
pesante da usare negli assalti. 
FOTO DI CAMILLO BALOSSINI

54
DI CAPORETTO
la rievocazione in un luogo e in un mo- bi i fronti. E con cura filologica sono stati mo ha visto l’allestimento di un piccolo
mento preciso del fronte, ma si è prefe- scelti materiali e uniformi per rappre- posto di comando italiano in una vec-
rito dare un’idea generale dei possibi- sentare l’ottobre del 1917. chia stalla, diventata per l’occasione luo-
li avvenimenti in un arco temporale più Il set. Una seconda parte del lavoro go di interrogatorio dei disertori e dei
lungo, comprendente i mesi preceden- è stata svolta, invece, lontano dalle trin- prigionieri. Il paese di Medea ha fatto
ti l’offensiva austro-tedesca, subito do- cee, nei paesi di Staranzano e Medea, poi da sfondo alle scene posteriori allo
po l’Undicesima battaglia dell’Isonzo. Al entrambi in provincia di Gorizia. Il pri- sfondamento del fronte della 2a Armata
centro della scena sono stati messi i la- davanti a Caporetto. I Grigioverdi han-
t t
vori di sistemazione della trincea dopo WEB no rievocato la ritirata dei soldati italia-
gli ultimi scontri, l’attesa delle sentinel- www.facebook.com/Gruppo- ni stanchi e atterriti, assistiti dai civili,
storico-culturale-I-Grigioverdi-
le e le ispezioni lungo il fronte degli au- del-Carso-122117457866465 quella stessa gente del Friuli che avreb-
stro-tedeschi in preparazione all’attac- http://igrigioverdi.blogspot.it be poi seguito le truppe italiane verso il
co, oltre alla vita quotidiana su entram- www.igrigioverdidelcarso.it Piave, durante l’avanzata austriaca. 
t t

UOMINI IN GRIGIOVERDE
In alto, soldati italiani rinforzano le trincee con sacchi
di sabbia e trovano ristoro tra la popolazione.
Indossano l’uniforme grigioverde, derivazione del
feldgrau austriaco, e l’elmetto Adrian fornito dai
francesi. A sinistra, austriaci in marcia verso il fronte.
Sopra, l’interrogatorio di un disertore austriaco.

55
,

UNIFORMOLOGIA

ER
R ANO TANTTI, ERAN
NO BELLLIC
COSSI E
SFIDARO
ONO L’EGGEMON NIA ROMM A NA
PER OLTR
RE DUEMMIL A ANNNI

I NEMICI
DI ROMA ella sua bimillenaria storia la
Res Publica romana dovet-
riente. La penisola spagnola, nonostante la
fiera resistenza degli Iberici, divenne parte
te affrontare nemici agguer- integrante del dominio di Roma, così co-
riti, che resero la sua ascesa e me accadde alla Numidia e al Nord Africa.
la conquista del mondo allora conosciuto Con Giulio Cesare l’Urbe conquistò le
impressionanti. Pur considerando solo il Gallie; poi, sotto l’impero di Claudio, este-
periodo antico della storia di Roma (753 se con le armi la sua civiltà fino alla lonta-
a.C.-476 d.C.), vediamo come l’Urbe nac- na Britannia. Combattendo contro i fie-
que in mezzo alle insidie dei popoli latini, ri Germani, gli Illiri, i Traci e i Daci fissò
subendo per un certo periodo la pressio- a nord-ovest e a est i suoi confini, lungo i
ne della Lega etrusca. Acquisì il dominio fiumi Reno e Danubio.
sul Centro Italia attraverso guerre senza Nel Ponto (in Asia Minore) l’Impero ro-
sosta contro i bellicosi Equi e Volsci, men- mano si oppose con successo ai Sarmati,
tre rimaneva sempre aperto il fronte con mentre in Oriente le province conquistate
l’Etruria. Nello stesso anno in cui le armi furono aspramente contese al grande im-
di Furio Camillo presero Veio, intorno al pero rivale, quella Persia prima governata
396 a.C., i Romani conobbero la ferocia e dai Parti arsacidi e poi dalla dinastia na-
la brutalità dei Celti Senoni, che arrivaro- zionale dei Sassanidi.
no a saccheggiare l’Urbe. Questo non fer- La conquista della Dacia fu l’ultima im-
mò le mire di Roma: le vittoriose guerre presa espansionistica. Dal III secolo, or-
con i Sanniti, confederazione di popoli de- de di Goti, Franchi e Alamanni riuscirono
tentori di una rigida casta militare, porta- più volte a penetrare i confini dell’impero.
rono Roma anche alla conquista del Sud e L’ordine ristabilito da Diocleziano e Co-
a misurarsi con i Greci italioti; questi, pe- stantino vide il dominio dell’Urbe consoli-
rò, elessero a loro campione Pirro d’Epiro dato contro i nemici persiani e germanici.
e costrinsero le legioni a confrontarsi con La cadu uta dell’Urb be. La crisi del V
le tattiche ereditate da Alessandro Magno. secolo, che vide la fine dell’Impero d’Occi-
La nemica Cart tha ago. La lotta per la dente e la sua frammentazione in potenta-
Sicilia e per il Mediterraneo Occidenta- ti germanici, fu aggravata dalla devastan-
le fu teatro di tre devastanti guerre con la te invasione degli Unni, che, pur se senza
fenicia Cartagine: il confronto sanguino- successo, lasciò un ricordo indelebile di
so, che mise Roma spesso in ginocchio, si indicibili barbarie.
concluse alla fine con la distruzione del- Dalle ceneri dell’Occidente sarebbero
la potente rivale. Da quel momento l’Ur- sorte le nazioni europee: in Oriente lo Sta-
be controllò il Mediterraneo: le legioni to romano sarebbe continuato tra alterne 500-400 a.C.
annientarono nel giro di due secoli i più vicende fino alla caduta di Costantinopo- ARCIERE CAERITANUS
grandi eserciti ellenistici del mondo allora li e Trebisonda, nel 1461, dopo 2.214 anni Questo etrusco, copiato dalle placche
dipinte di Caere, brandisce un arco
conosciuto, in particolare la Macedonia, di bellicosa esistenza. 
composito (arcus sinuosus).
la Siria e il Ponto, impadronendosi dell’O- Raffaele D’Amato. Illustrazioni Giorgio Albertini

56
495 a.C. 321 a.C. 280 a.C.
GUERRIERO VOLSCIO EQUES CAMPANO UFFICIALE EPIROTA
Porta una maschera metallica come il Sannita coperto da un cardiophylax Un elmo (kranos) in ferro
principe di Capestrano effigiato in una metallico composto da tre dischi, a argentato, uno scudo (aspis) di
statua. Ha il pettorale e una xiphos greca, la protezione di petto e schiena, con elmo bronzo e una corazza muscolare
spada delle fanterie elleniche. calcidico sormontato da un lophos (cresta). (statos) in ferro distinguono
questo ufficiale dei Chalkaspides
reali (soldati scelti della falange).

57
205 a.C. 190 a.C.
CAVALIERE IBERICO FALANGITA
DELLA COORTE SELEUCIDE
SEDETANA L’elmo, di tipo tracio,
Membro della classe di si accompagna a un
élite degli equites, con una aspis di bronzo e a una
corazza a scaglie e un elmo armatura di cotone e
in bronzo di stile celtico. lana imbottita (kasas).

202 a.C.
UFFICIALE DELLA
BANDA SACRA
L’impressionante pelle
di leone, in onore di
Eracle Melqart (nume
tutelare della città
fenicia di Tiro), copre il
capo di questo ufficiale
cartaginese, difeso
da una corazza di lino
(linothorax) policroma.

58
118 a.C.
GUARDIA REALE
NON FU U UNA A STORIA
L’equipaggiamento di questo
numida risente dell’influenza
T TO
DI VIT ORIE E IN
NFIN
NIT
TE,
punica (nell’elmo), romana (per
il thorax alusidotos in maglia di
TUTT’ALTRO, M A
ferro) ed ellenistica (lo scudo
con dragone).
RO
OM A SA APEV VA
PERRDE
EREE E IN
NCASSSARE,,
POI RISSPO
ONDEV VA E
ALLLA FIN
NE DO OMINAVA

83 a.C.
ARCIERE DEL
PONTO EUSINO
L’equipaggiamento di questo
ellenista non era dissimile da
quello degli arcieri cretesi, ma
la spada alla coscia mostra una
chiara influenza sarmata.

59
CO
ON L A NAASCIITA
DE
ELL’IM
MPE
ERO I NEMMIC C I SI
MO
OLTIIPL
LIC
C A RO N O
DALL’ESST AL
LL’OOVEST T

53 a.C.
EQUES DEGLI ALVERNI
Cavaliere di Vercingetorige
coperto dalla pesante gallica (cotta di
maglia) e da una variante dell’elmo di tipo
Agen-Port.

63 a.C. 53 a.C.
PIRATA CILICIO ARCIERE PARTICO ASBARAN  
Levantino della Cilicia, ricostruito sulla base dei Questo cavaliere iraniano è armato non solo del suo
reperti archeologici dell’area di Tarsus. Si noti la arco composito (xamān) ma anche di una forma iniziale
spada di tipo partico. di martelletto da cavalleria (čakōč).

60
9 d.C.
GUERRIERO DEI BRUCTERI
Il Germano dell’esercito di Ermanamer (Arminio),
coperto di pelli, è armato da una rudimentale
mazza e da due giavellotti, secondo il costume
germanico.

19 d.C.
48 a.C. NOBILE GETO-DACIO
Coperto da un elmo con frontalino, secondo la
CHILIARCA TOLEMAICO
tradizione nord-italica, questo guerriero è armato di
L’ufficiale dell’esercito di Tolomeo XIII porta un
un’hasta e di una corta sica (la spada curva in vita). Da
thorax statos rafforzato da una piastra pettorale, ed è
sotto lo scudo spunta appena la lunga spatha celtica.
armato con una kopis (spada monofilare) ricurva.

61
73 d.C.
ZELOTA,
MASADA
Una corazza a scaglie
(squama) protegge il corpo
di questo arciere, mentre la
sua arma principale è l’arco
composito fatto di corno di
stambecco.

III sec. d.C.


SAVARAN, PERSIA
Questo nobile sassanide porta un
berretto di feltro a punta (bashlyk)
sopra il suo elmo e un’armatura
lamellare corredata di guanti
corazzati (bazpan).

62
circa 300 d.C.
NOBILE ALANO-SARMATA
Il capo coperto da una
spangenhelm di origine romana
(elmo di Kichpek), questo principe
delle steppe eurasiatiche protegge
il suo corpo con una squama.

III sec. d.C.


GUERRIERO GOTO
BOSFORANO circa 450 d.C.
Scudo, framea (asta con una NOBILE UNNO
corta punta di ferro) e spada I corredi delle tombe
con impugnatura d’aquila, a unne del periodo ci
imitazione di quelle romane, mostrano guerrieri
formano la panoplia di coperti di monili e
questo predatore diademi in oro, muniti
del Mar Nero. di cotte di maglia e di
armi di origine bizantina
decorate con oro
QUAND O e con la pietra preziosa
almandino.
I BAA R BA R I
IN
NVASERO
L’IIMPER RO S I
SC
CONT T R A RO N O
CO ON ALTRI
BARBA ARI
EN TR ATI
NEELLL’O
O RG A N I C O
DELLLE E LEGIO ON I
63
ESERCITI PRIVATI

LI CON
NOSCIAMMO DAI LIBRII DI EM
MILLIO
O SALGARRI: I SOLD
DATII
DELLA COMPAGGNIA DE
ELLE INDIE E SO
ONO STTATI PER 4 SEC
COLLI
LA M ANO ARMATA DEL COLO ONIAALISMOO BRITAN NNIC
CO

AL SERVIZIO DI
LE TRUPPE
L’Army Madras di fine 800 di
questa illustrazione deriva
direttamente da uno dei 3
eserciti che componevano le
forze armate della East India
Company. A sinistra,
lo stemma della
Compagnia (1730).
BRIDGEMANART

Una S.p.a. in battaglia


La East India Company era una dalle autorità locali, come l’Impe-
società per azioni, composta da ro moghul in India (sopra, mappa
investitori che compravano quo- dell’India nel XVIII secolo).
te di spedizioni commerciali per Incentivi. Allo scopo di fondare
fare profitto. Le merci più am- filiali commerciali e battere sugli
bite erano le spezie, seguite da stessi mercati la concorrenza
BRIDGEMANART/MONDADORIPORTFOLIO

stoffe, sete e preziosi. Per potere delle altre compagnie europee,


commerciare con profitto in ter- i rappresentanti di queste im-
re lontane, straniere e potenzial- prese dovevano continuamente
mente ostili non era sufficiente corteggiare i governanti locali
una “patente” del sovrano, ma per migliorare la loro posizione
servivano alleati e “soci” oltre- coprendoli di regali, promesse,
mare, nonché permessi rilasciati favori e mazzette.

64
Sandokan facevano un baffo. Il pirata della Male- London trading with the East Indies il monopolio del commer-
sia inventato da Emilio Salgari li abbatteva come cio con tutte le terre a est del capo di Buona Speranza e a ovest
birilli, quei soldatini ridicoli in giubba rossa e pie- dello Stretto di Magellano. Sir James Lancaster guidò nel 1601
di scalzi. Eppure di risibile l’esercito della East In- il primo viaggio delle navi della Compagnia, chiamata ben pre-
dia Company aveva ben poco. Oggi potrebbero avvicinarsi alla sto East India Company o informalmente John Company, alla
figura dei contractors, ieri erano il mezzo con cui il Regno Uni- volta delle coste del subcontinente indiano e di Sumatra, dove
to dominava il mondo. a Bantam fu aperta la prima base commerciale.
Un pe ezzo di storiia inglese. La Compagnia delle In- Nel 1618, dopo tre anni di assidui abboccamenti, sir Thomas
die Orientali, la più grande impresa commerciale che l’Impe- Roe, ambasciatore in India e funzionario della Compagnia, ot-
ro britannico abbia mai avuto, fu istituita dalla regina Elisabet- tenne dall’imperatore moghul Jahangir il permesso di commer-
ta I per decreto reale il 31 dicembre 1600: con tale documento ciare nel subcontinente indiano. Per tutto il XVII secolo, grazie
la sovrana, come a breve avrebbero fatto Francia, Spagna, Por- alle basi di Bastra, nel Golfo persico, di Bombay, nel Malabar, e
togallo, Olanda e Danimarca, conferiva a un gruppo di com- di Madras, nel Coromandel, la Compagnia delle Indie Orientali
mercianti riunitisi nel Governor and Company of Merchants of crebbe fino a diventare una delle società più redditizie e stabili
del Regno Unito. Calcutta, che sarebbe diventata la sede prin-
cipale, fu fondata nel 1690 in un sito acquitrinoso lungo il fiu-
me Hooghly, a circa 150 km dal Golfo del Bengala.
Conc correnz z a arm m ata a . Non furono sempre anni faci-
li, perché la competizione fra le Compagnie sfociava spesso in
scontri armati, sia navali che terrestri. I funzionari furono per-
ciò costretti fin dall’inizio a reclutare mercenari per protegge-
re le basi commerciali e fornire di cannoni i propri vascelli. Le
truppe erano reclutate fra europei, indipendentemente dalla lo-
Cronologia A CALCUTTA
Campagne combattute dalle truppe della Robert Clive,
Compagnia Inglese delle Indie Orientali comandante
dell’esercito
1746-48 Prima guerra del Karnataka britannico, batte
1748-54 Seconda guerra del Karnataka il nababbo del
Bengala e i suoi
1756-63 Terza guerra del Karnataka sodali francesi e
1757 Battaglia di Plassey riconquista Calcutta
1766-69 Prima guerra anglo-mysore nella battaglia di
Plassey (1757); qui
1775-82 Prima guerra anglo-maratta
è con il suo alleato
1780-84 Seconda guerra anglo-mysore indiano Mir Jaffa.
1789-92 Terza guerra anglo-mysore Clive fu il primo a
1799 Quarta guerra anglo-mysore organizzare i sepoys
del Bengala in
1803-5 Seconda guerra anglo-maratta battaglioni.
1806 Ammutinamento di Vellore

ALAMY
1814-16 Guerra anglo-nepalese
1817-18 Terza guerra anglo-maratta
1823-26 Prima guerra anglo-birmana
1839-42 Prima guerra anglo-afghana
1839-43 Prima guerra dell’oppio
1845-46 Prima guerra anglo-sikh
1848-49 Seconda guerra anglo-sikh
1852-53 Seconda guerra anglo-birmana
1856-60 Seconda guerra dell’oppio
1856-57 Guerra anglo-persiana
1857-58 Il grande ammutinamento
1867-68 Spedizione britannica in
Abissinia

HAVILDAR IL DUCA DI WELLING GTON


IL SOLDATO. Havildar della CO
ONSE EGUÌÌ I PRIMMI SU
UCCCESSSI
Compagnia delle Indie, 1780-84
(Seconda guerra anglo-m mysore).. NELLLE GU
UERRE E CON
N TRO
O
LA STORIA. Tra le truppe
native, havildar era il graddo IL MYSOORE E E I MAR
R ATT
TI
corrispondente al sergennte negli
eserciti europei. Il soldatoo, di ro nazionalità, ed eurasiani. La prima vittoria militare della
etnia karnataka o maratta, ap- John Company è datata addirittura novembre 1612, quando
partiene all’esercito di Maadras e
indossa il tradizionale turbante al largo di Suvali, lungo la costa del Gujarat, quattro galeoni in-
di stoffa da cui penzola laa nap- glesi sconfissero una piccola flottiglia portoghese.
pina argentata simbolo del d suo Tre eserciti. Le cose cambiarono alla fine del ’600 quan-
grado. L’uniforme copia quella
q do, contemporaneamente all’incremento dei traffici commer-
della fanteria inglese, conn tanto ciali in India, l’Inghilterra e la Francia diedero inizio a una se-
di risvolti, colletto e polsini gialli.
Al posto dei tradizionali ppanta- rie di guerre che le avrebbe viste rivali sino alla fine di giugno
loni lunghi (jodphurs o pijijamas) del 1815. Gli scontri tra le due potenze, oltre che in Europa e
sono indossati i jangheass, panta- sui mari, si allargarono alle colonie americane e caraibiche e ai
loncini corti decorati. possedimenti commerciali delle rispettive Compagnie in Afri-
ca, India e Asia, il che costrinse la John Company a incrementa-
G. ALBERTINI

re il numero dei propri soldati fino a costituire un esercito per-


manente. In realtà si trattava di tre eserciti, quello del Bengala,

66
1757 PLASSEY
AL MERITO
Medaglia d’argento
conquistata a Plassey.
Clive fu l’uomo chiave
della Compagnia in
India nel XVIII secolo;
anche a lui si deve
al creazione del
British Raj, l’impero
anglo-indiano, cioè
l’insieme dei domini e
protettorati indiani del

BRIDGEMANART/MONDADORIPORTFOLIO
Regno Unito.

La tigre italiana

T
ra la fine del ’700 e, alla fine delle Guerre
e la prima metà napoleoniche, assoldato
dell’800 numerosi dallo Shah di Persia per
ufficiali europei, soprat- fare pagare le tasse ai
tutto al termine delle curdi, prima di finire alla
Guerre napoleoniche, of- corte di Ranjit Singh, il
frirono i loro servigi come fondatore dell’Impero
istruttori e comandanti sikh, che lo nominò go-
presso i regni orientali. vernatore della turbolen-
Tra loro vi era Paolo Avita- ta città di Peshawar.
bile, ufficiale napoletano, Lo spauracchio. Conosciu-
ex-cannoniere, prima con to come Abu Tabela, una
Murat, poi con i Borbone traslitterazione del suo
nome, divenne una figura
leggendaria anche per
gli inglesi, i quali soste-
nevano che: “Gli afghani
guardano Avitabile con la
paura e la reverenza con
cui gli sciacalli guardano
la tigre”. Ancora oggi,
per frenare i figli troppo
irrequieti, le madri di
Peshawar minacciano di
chiamare Abu Tabela.

di Madras e di Bombay, che pur operando separatamente ob- nel 1742 Bombay oltre a una flotta disponeva di 1.593 uomini
bedivano tutti al governatore generale, comandante in capo e di cui solo 346 europei. Nel 1763 l’esercito di Madras contava
rappresentante della Compagnia insediato a Calcutta. Furono 9.000 uomini, saliti a 48.000 nel 1782 e a 64.000 nel 1805, quel-
arruolati anche nativi, che presero il nome di sepoys. Le autorità lo del Bengala 6.680 (52.400 nel 1782 e 64.000 nel 1805) e quel-
britanniche, a causa degli alti costi di queste guerre, non pote- lo di Bombay 2.550, arrivati nel 1805 a 26.500: cosa aveva porta-
vano permettersi di mantenere truppe in India e ricorsero così to a un tale incremento di truppe in quel breve lasso di tempo?
alle truppe della Compagnia e dei suoi alleati locali. Le baattaglie e. Era successo che le guerre combattute con-
L’org ganizzazione milit tare e. I soldati indù e musulmani tro i francesi e i loro alleati locali in India avevano portato la
furono organizzati inizialmente in compagnie, equipaggiate e Compagnia ad acquisire nuovi territori, mercati che andava-
guidate da ufficiali britannici alla maniera delle truppe europee. no tutelati con l’impiego di forze militari sempre più numero-
Gli ufficiali, seppur dipendenti della Compagnia, indossavano se. Nel 1748 il maggiore Stringer Lawrence, ritenuto da molti
le stesse uniformi dei colleghi dell’esercito di Sua Maestà, segui- il padre dell’esercito indiano (Indian Army), costituì a Madras
vano la medesima carriera, ma, oltre a ricevere uno stipendio il primo reggimento di nativi e nel 1757 Robert Clive, coman-
inferiore, non potevano essere trasferiti presso reparti britan- dante dell’esercito inglese alla battaglia di Plassey, fu il primo a
nici. Nel 1721 a Madras vi erano tre compagnie per un totale di organizzare i sepoys del Bengala in battaglioni. Lo scontro tra
345 uomini, di cui 245 europei ed eurasiani: i primi proveniva- i 3.000 soldati di Clive e i 58.000 uomini del nababbo del Ben-
no dalle isole britanniche, in maggioranza irlandesi e scozzesi, gala Siraj-ud-daulah vide la vittoria degli inglesi e decise il de-
ma vi erano anche francesi, olandesi e portoghesi. Gli altri era- stino di un impero. Si usa dire che dopo questa vittoria l’India
no invece i discendenti di bianchi che avevano sposato donne cadde nelle mani della Gran Bretagna, ma in realtà il subconti-
indiane. Nel Bengala le truppe della Compagnia erano costitu- nente era ancora lungi dall’essere conquistato: ci sarebbero vo-
ite solo da 150 soldati, per lo più olandesi ed eurasiani, mentre luti altri 90 anni perché la Compagnia controllasse direttamen-

67
IL
L PRIMO
BRIDGEMANART/MONDADORIPORTFOLIO

te o attraverso i rajah e i nababbi alleati tutto il territorio. Ma al


tramonto del 23 giugno 1757, Clive aveva ribadito il control-
REGG GIMEN TO lo inglese sul ricco Bengala. Entro il 1765 cancellò la presenza
L AN
NCIE ER I DEL delle altre Compagnie europee e ottennne dall’imperatore mo-
ghul il dewanato (il possesso) di Bengala, Karnataka, Behar e
B E N GA L A Odisha: John Company si affermava per la prima volta come po-
tenza militare e di governo su territori appartenenti ai moghul.
PRENDE La Gran Bretagna, appoggiando ormai ufficialmente la Com-
ORIG GINE DA pagnia, aveva iniziato quel processo che avrebbe trasformato i
suoi possedimenti coloniali e mercantili in un vasto impero ter-
JAM
MES SK K I N N ER , ritoriale con il baricentro spostato dall’Atlantico al subcontinen-
te indiano. Fu per questo motivo che a Plassey, per la prima vol-
UOMO DE ELLLA ta, un reggimento reale, il 39th Infantry Regiment, combatté al
COOMMP PA
AGGNIA A fianco di qquelli della Compagnia. Da quel momento tutte le cam-
pagne miliitari condotte nel subcontinente videro l’impiego con-
temporaneeo di reparti regolari dell’esercito britannico e di quelli
della John Company: armate comandate da generali
della Corona che prendevano ordini dal governato-
rre generale dell’India, massimo esponente della Com-
pagniia. Le due realtà andavano identificandosi e la società
1799 SERINGAPATAM diventavva sempre più il braccio armato della Gran Bretagna:
NEL MYSORE questa sfru uttava un gran numero di soldati che non era costret-
La medaglia d’oro mostra ta a pagaree, limitandosi a impiegare pochi reggimenti propri co-
“il vittorioso leone di dio”, me garanzzia di questa strana alleanza.
ovvero il leone britannico che
Un’a armmata. Lo sviluppo di questo esercito privato fu conti-
trionfa sulla tigre del sultano
Fateh Ali Tipu, governatore nuo per tu utta la prima metà del XIX secolo fino a farlo diventa-
del regno di Mysore, ucciso re il più nu
umeroso e potente di tutta l’Asia e addirittura di mol-
in azione durante l’assedio di te nazioni europee. I battaglioni della Compagnia furono rior-
Seringapatam (1799). ganizzati in i reggimenti, che mantenevano la denominazione
della Presiidenza di appartenenza (Bengala, Madras e Bombay).
Ognuno d dei tre eserciti possedeva tre reggimenti composti da
europei e numerosi da sepoys (l’armata del Bengala arrivò ad
avere addirittura 74 reggimenti di fanteria di nativi!). Tali reggi-
menti eran no equipaggiati e organizzati come quelli britannici:
indossavan no la giubba scarlatta con risvolti, colletti e polsini dei
colori distiintivi, imbracciavano i fucili inglesi Brown Bess (anche
se ormai erano fabbricati insieme alle munizioni in India pres-
so l’arsenale di Dum Dum, nei sobborghi di Calcutta) e portava-
no in battaaglia la bandiera reale e quella reggimentale su cui era-
no cuciti gli stessi onori concessi ai reggimenti regolari inglesi.
Anche le decorazioni e le medaglie erano le stesse dei solda-
IL SEPOY ti della Corona.
C A partire da fine ’700 agli ufficiali britannici
erano affiancati anche nativi. I reggimenti di fanteria erano,
IL SOLDATO. Naik (caporale) del come quellli inglesi, composti da 10 compagnie, 8 di fucilieri e 2
40th Madras Native Infantry, 1839
(Prima guerra dell’oppio). di granatieeri per i nativi, 8 compagnie di fucilieri, una di grana-
LA STORIA. Il naik è vestito tieri e una di fanti leggeri per quelli europei. I reggimenti nativi
all’inglese, con pantaloni blu di Madrass e di Bombay erano misti e non tenevano conto della
scuro al posto di quelli bianchi religione nné delle caste, perché “le religioni erano riposte nello
indossati durante la stagione zaino quan ndo le bandiere garrivano in battaglia” (What life was
calda. Il turbante che imitava lo
shako europeo risultava talmen- like in the jewel
j in the Crown: British India, Ad 1600-1905, Ti-
te scomodo e impopolare tra le me-Life Books). L’esercito del Bengala, invece, reclutava i suoi
truppe che veniva indossato solo sepoys soloo tra le caste superiori delle “razze marziali” e divide-
in parate e cerimonie: nelle altre va i reggim
menti o le compagnie in funzione del credo religioso, di
occasioni veniva sostituito con il cui assecondava riti e festività. La Compagnia possedeva anche
più pratico forage cap. Le truppe
native calzavano sandali locali artiglieria da campagna, a cavallo e d’assedio oltre a reparti del
al posto delle scarpe chiuse. L’e- genio, un’importante flotta militare (i cui vascelli erano sopran-
quipaggiamento è lo stesso della nominati IIndiamen) e una forza di marina con base a Bombay.
fanteria britannica, con il fucile I tre eserrciti erano inizialmente impiegati nelle zone limitro-
G. ALBERTINI

East Indian Pattern Brown Bess. fe alla propria Presidenza, ma in seguito affiancarono i reggi-
menti realii dove fosse necessario, anche oltre i confini nazionali.

68
Fino agli inizi del XIX secolo le unità della Compagnia erano ta da noi, fu sedata nel sangue dopo una lunga serie di battaglie
quasi tutte di fanteria e artiglieria, ma le masse di cavalleria im- e assedi. Gli inglesi inviarono in India numerosi reggimenti re-
piegate dagli eserciti indiani nemici convinsero gli inglesi a or- ali che affiancati dalle truppe della Compagnia rimaste fedeli (i
ganizzare numerosi reparti montati. Il primo reggimento irre- sikh, i reggimenti europei del Bengala e quelli del Punjab) ripri-
golare di cavalleria che entrò a far parte dell’esercito del Benga- stinarono la situazione.
la fu, nel 1803, lo Skinner’s Horse, dal nome dal suo fondatore, Ma la posizione della Compagnia, che ormai era una organiz-
il colonnello James Skinner, figlio di un capitano scozzese e di zazione obsoleta in cui imperava una sfrenata corruzione, era
una principessa rajput. Ne seguirono tanti altri, diventati famo- compromessa: si decise per il suo scioglimento già al termine del
si come Lancieri del Bengala. Soldati della John Company e “re- Grande ammutinamento (i moti indiani del 1857, v. sotto) con la
ali” combatterono insieme dal 1757 al 1858 nelle guerre contro il Corona britannica che assumeva da quel momento il control-
regno di Mysore, i Maratti, i Sikh, gli Afghani e i Birmani, contri- lo diretto dei territori appartenuti alla Compagnia e dei suoi tre
buendo alla conquista e al controllo di tutto il territorio indiano. eserciti: al posto del Governatore Generale veniva nominato in
Dalla rivolt ta dei sepoyys alllo sciiogllime ento o. Agli ini- India un Viceré. Il 1° gennaio 1874 la Compagnia inglese delle
zi del 1857 l’armata indiana era composta da reggimenti di fan- Indie Orientali cessava ufficialmente di esistere.
teria, cavalleria, artiglieria, genio, polizia militare e forze locali I reggimenti europei della John Company entrarono a far par-
per un totale di 351.500 uomini di cui 38.000 erano britannici! te ufficialmente dell’esercito britannico, rinumerati dal 101 al
I sepoys, a parte qualche piccolo episodio di ammutinamento, 109, mentre quelli nativi andarono a comporre il nucleo del fu-
rimasero sostanzialmente fedeli finché, sempre nel 1857, l’am- turo Indian Army, che combatté per l’Impero britannico fino
mutinamento di numerosi reggimenti nativi sconvolse l’eserci- al termine della Seconda guerra mondiale. 
to della Compagnia. La Rivolta dei sepoys, come è più conosciu- Marco Lucchetti

L’ESECUZIONE
1857, i sepoys in rivolta
vengono giustiziati
in maniera crudele e
spettacolare, legati alla
bocca del cannone e fatti
saltare in aria.
GETTYIMAGES

Chi erano i sepoys

I
l grosso dell’esercito della Com- teneva conto delle complesse pre- Afghanistan, Birmania e Cina. mani si sarebbero contaminati con
pagnia delle Indie Orientali era scrizioni e usanze legate al sistema Indian mutiny, i moti indiani. Nel cibi loro vietati. Probabilmente fu
costituito da militari indigeni, delle caste indiane. I sepoys erano maggio del 1857 gli uomini del 3° solo una diceria, ma la voce si spar-
chiamati sepoys, dal persiano arruolati anche tra i sikh, i gurka e Cavalleria del Bengala si rivolta- se e la rivolta si allargò a quasi tutti
sephai (soldato). La maggior parte gli indiani di religione musulmana. rono a Meerut contro gli ufficiali i reggimenti indigeni dell’esercito
di queste truppe proveniva dalle Al momento dell’arruolamento inglesi, con la scusa che le cartucce del Bengala della Compagnia In-
caste più elevate della società ed i sepoys prestavano giuramento dei loro fucili erano ingrassate con glese delle Indie Orientali. I pochi
era quindi gelosa dei propri privile- di fedeltà alla Compagnia delle grasso di bue e di maiale. Poiché inglesi, aiutati dai sikh, che rimase-
gi e delle proprie usanze religiose, Indie e si impegnavano a combat- i sepoys dovevano morsicare la ro loro fedeli, riuscirono a resistere;
tanto che l’esercito, pur guidato tere non solo a difesa dei confini cartuccia per versare la polvere da grazie all’arrivo dei rinforzi, doma-
da ufficiali britannici, era dotato dell’India e contro altri eserciti in- sparo nella canna, sia i soldati di rono poi la rivolta, soffocata nel
comunque di un regolamento che diani, ma anche all’estero, come in religione indù che quelli musul- sangue entro la fine del 1858.
GUERRA AEREA
L’EVOLUZ
ZIONE DEI CA
ACC
CIA
A IV
V

INVISIBILIITÀ AI R ADAR
R , SUP
PERM
M ANOV VRABBILITTÀ,
SUPPERCROCCIERA. NELL’UULTIMO VEN N TEN
NNIOO SI SOON O
AFFERM
M ATI GLI AEREI DA CAC CCIA PIÙÙ SO
OFISTTICA
ATI E COST TOSII,
DI SEMPRE, DAI RAFFALE AGLI EUR ROFFIGHTER,, AI SU300
70
IL FRANCESE
Aerei Rafale sui
cieli francesi. I
caccia sono partiti
dalla base di Istres,
vicino a Marsiglia.
Sotto a sinistra:
nonostante siano
stati soppiantati
dai Rafale, ci sono
ancora in circolazione
molti Mirage, come
questo che si sta
rifornendo in volo
da un’aerocisterna.
Sotto: un Rafale sul
ponte della portaerei
Foch, nave da guerra
francese della classe
Clemenceau.

isale al 28 marzo 2007 il debutto in un teatro di guer- tore o da cacciabombardiere, svolgere missioni di ricognizio-
ra dell’aereo francese Dassault Rafale, erede dei Mi- ne, attaccare al suolo. Ecco perché i conflitti degli ultimi anni
rage: la prima missione del nuovo caccia multiruo- hanno visto l’aviazione intervenire contro forze di terra, anche
lo prodotto Oltralpe consistette nel bombardare semplici guerriglieri e terroristi, senza i duelli aerei del passato.
con ordigni a guida laser GBU-12 le milizie di talebani che as- Missione Libia. Lo stesso copione si ripeté in Libia nelle
sediavano i soldati olandesi della forza multinazionale ISAF. operazioni contro Muhammar Gheddafi: un Rafale francese
L’aereo era uno dei tre Rafale in carico all’Aeronautica fran- bombardò per primo, il 19 marzo 2011, un convoglio di truppe
cese, l’Armée de l’air, dislocati nella base di Dushanbe, nel vi- governative libiche in marcia a Bengasi, avviando l’Operazio-
cino Tagikistan, affiancati da altri Rafale della Marine Natio- ne Harmattan. Con questa, il presidente Nicolas Sarkozy chiu-
nale, imbarcati sulla portaerei Charles De Gaulle nell’Oceano se i conti col dittatore di Tripoli, imitato dal presidente ameri-
Indiano. In seguito, dal 2009 al 2011, i Rafale dell’Aeronautica cano Barack Obama e dagli altri alleati della NATO, aprendo
vennero spostati nell’aeroporto afghano di Kandahar. però il vaso di Pandora dell’instabilità nel Paese africano. Per
Mult tiruolo. Il Rafale è solo un esempio della generazione la guerra in Libia, l’Armée de l’air mobilitò 19 Rafale sulla ba-
più recente, comparsa negli ultimi 25 anni e destinata, dati gli se di Istres, in Provenza; dal 24 marzo si aggiunse poi la mari-
enormi costi, a restare in servizio oltre il 2030. Caccia che ri- na con la portaerei Charles De Gaulle, che giunta in zona ini-
specchiano la tendenza odierna: dall’iniziale vocazione al com- ziò a catapultare i suoi Rafale. Nei cieli libici c’era anche l’Ae-
battimento aereo, questi velivoli si sono convertiti al prevalente ronautica militare italiana, che dal 29 marzo inviò di pattuglia
attacco di obiettivi terrestri divenendo “multiruolo”, ovvero ca- i suoi Eurofighter Typhoon, per far rispettare la Zona di Non
paci di effettuare differenti tipi di missioni, come supplire alla Volo decretata dall’ONU contro l’aviazione libica, che infatti
scomparsa del “bombardiere puro”, fungere da caccia intercet- rimase inchiodata a terra dalla minaccia dei caccia occidentali.

71
PROPULSIONE
Un pilota sul suo caccia EUROFIGHTER TYPHOON
multiruolo Rafale. Il
velivolo dispone di Produttore Quota massima operativa
due motori turbofan e Eurofighter Company, 16.765 metri
di radar multimodale, consorzio di aziende che fanno
capo a Germania, Gran Bretagna, Velocità max
capace di ingaggiare 2.470 km/h (Mach 2)
Spagna e Italia
fino a 8 bersagli
contemporaneamente. Primo volo Velocità di crociera
27 marzo 1994 1.050 km/h

In servizio dal 2003 Raggio di combattimento


1.389 km
Equipaggio
q p gg 1
I motorii
Peso vuoto Due turboventole Eurojet 200 conn
11 tonnellate 9.072 kg di spinta ciascuno
Massimo peso al decollo
23,55 tonnellate
ton

MISSILI aria-aria
a corto e medio raggio

Il caccia dell’Unione europea


opra Tripoli, all’epoca volavano quindi due aerei fratel-
li: il Rafale e l’Eurofighter. Erano frutto, infatti, di un ac-
cordo sottoscritto a partire dal 1983 da Italia, Germa-
nia, Francia, Gran Bretagna e Spagna: il programma Europe- BOMBE a guida laser
an Fighter Aircraft, volto a realizzare un caccia europeo per
gli anni Duemila, all’insegna della supermanovrabilità. Già si
pensava a un’ala a delta arricchita da alette “canard” nel muso.
Nel 1985 i francesi scelsero di fare da soli, dando vita al Das-
sault Rafale. Fecero volare dal 4 luglio 1986 il dimostratore
tecnologico Rafale A, seguito da prototipi culminati con i pri-
mi esemplari di serie nel 1999, destinati alla portaerei Charles
De Gaulle. Fu infatti la Marina francese la prima a dichiarare
operativo il Rafale nel 2001, seguita dall’Aeronautica nel 2006. IL RADAR
Il consorzio europeo produceva intanto, nel 1986, l’aereo La risposta europea al
sperimentale EAP, che già anticipava le forme definitive. Que- caccia americano F-16
sta la ripartizione del lavoro fra le aziende capofila: 33 % alla Falcon e ai russi MIG-29
Fulcrum e SU-27 Flanker
tedesca DASA, 33 % all’inglese British Aerospace, 21 % alla no-
cela nel muso un radar
stra Aeritalia-Alenia e 13 % alla spagnola CASA. Captor. Pur avendo una
Il vero prototipo dell’Eurofighter Typhoon volò il 27 mar- bassa RCS (superficie
zo 1994 in Germania, ai comandi del pilota collaudatore Peter riflettente al radar), non
Weger. L’entrata in servizio vera e propria risale invece al 2003, è un caccia di ultima
generazione, cioè
prima in Germania, poi in Spagna, Italia e Gran Bretagna.
uno stealth.
Sullo o spazio aereo o di casa nosstr ra. Gli Eurofighter ita-
liani hanno iniziato a operare per proteggere il nostro spazio
aereo nel 2005, con il 4° Stormo di base a Grosseto, poi con il
36° Stormo di Gioia del Colle e il 37° Stormo di Trapani.
Typhoon e Rafale denunciano la medesima origine nella so-
miglianza: entrambi con le alette “canard” progettate instabi- BOMBE a frammentazione
li per massimizzare l’agilità, tanto che un computer di bordo
aiuta il pilota con micro-correzioni dell’assetto. I costi risulta-
no simili, sopra 100 milioni di euro a esemplare, a dimostrazio-
ne che progettare un aereo sofisticato in consorzi multinazio-
nali non sempre fa risparmiare. Se all’inizio si guadagna ripar-
tendo gli investimenti, poi si perde tempo nel metter d’accor-
do più soggetti. In piccolo, la Svezia ottenne un risultato simile
alla Francia col suo SAAB JAS-39 Gripen, anch’esso agilissimo LE ARMI
Il Typhoon può caricare combinazioni multiple di armamenti:
delta canard autostabilizzato dal computer. Nati nel 1988, già
missili a corto raggio (ASRAAM) e missili aria-aria a lungo
nel 1997 i primi Gripen erano in linea nello stormo Skaraborga raggio (AMRAAM), bombe a guida laser Enhanced Paveway
dell’Aviazione svedese, arrivando nel gennaio 2013 a una pun- II (EPW II) e quasi 5 tonnellate di bombe a frammentazione.
ta di 134 esemplari operativi. Ha in dotazione anche un cannone Mauser da 1.06 pollici.

72
DIMENSIONI

5,28 m
LA PROPULSIONE
Il Typhoon ha capacità 15,96 m
15
bisoniche, raggiunge cioè
due volte la velocità del Superfi
ficie
suono, montando alare 52 mq
2 motori turbofan
EJ200. Può volare in
supercrociera (ossia
a regime supersonico
senza l’utilizzo dei

m
postbruciatori) sempre

,95
IL CARBURANTE

10
che non trasporti Ha tre serbatoi nella fusoliera

re
le proprie armi

ala
e 4 nelle ali. Può inoltre
esternamente.

ra
portare un serbatoio esterno

rtu
in aggiunta. Il sistema di

e
Ap
controllo è full-digital.

LA CONFIGURAZIONE
Ala a delta canard, presa
d’aria squadrata ventrale
suddivisa in due sezioni,
timone singolo verticale.

LA BOMBA JDAM

N
ell’ultimo ventennio, l’arma Memorizzando le coordinate del in Afghanistan dal 2001 e in Iraq
più interessante impiegata bersaglio e correggendo la caduta dal 2003. A differenza delle armi
dai caccia è stata la bomba balistica in base al GPS, la JDAM ha a guida laser o televisiva, la JDAM
planante guidata JDAM, da Joint margini d’errore fra i 7 e i 13 metri. non risente di nebbia, pioggia o
Direct Attack Munition. Più che Poco, trattandosi di potenti ordigni fumo. La Boeing ha poi sviluppato
un’arma in sé, è un kit applicabile che pesano da 227 a 907 kg. Il kit dal 2005 una bomba planante più
alle bombe “stupide” per render- JDAM si può montare su tutta la piccola e precisa, la GBU-39 da 110
le “intelligenti”. Prodotto dalla gamma di bombe dell’US Air Force kg, che apre ali come un aliante e,
Boeing, è un computer con naviga- e delle aviazioni alleate. Un caccia sempre a guida GPS, ha margini Un Su-30
tore inerziale collegato alla rete sa- da alta quota può rilasciarla da d’errore fra i 5 e gli 8 metri. È stata sgancia le
tellitare GPS che muove gli alettoni una distanza massima di 28 km. Ha usata in Afghanistan dal 2006 e an- sue bombe
di coda per direzionare la bomba. debuttato in Kosovo nel 1999, poi che contro l’Isis in Iraq dal 2014. sulla Siria.

73
F35, UNA SOAP OPERA Il fighter americano
li Stati Uniti hanno sempre avuto spalle abbastanza

I
l discusso Lockheed Martin F-35, destinata alla portaerei Cavour.
studiato come caccia “invisibile” Nel 2012, l’ordine fu tagliato a 90. larghe per sviluppare da soli aerei molto costosi. Ne-
(ma non molto) condiviso fra Nella base di Cameri, in Piemonte, gli anni hanno messo anche loro in cantiere un caccia
USA e alleati, lamenta costi in si faranno assemblaggio e manu- di nuova generazione, ma con una sfida in più, renderlo “ste-
continuo aumento. Nel 1994 l’US tenzione degli F-35 europei. Lì ha
alth”, ovvero invisibile ai radar, grazie a forme e materiali spe-
Air Force varò il programma Joint volato il 7 settembre 2015 il primo
Strike Fighter, concretizzato nel F-35 assemblato in Italia. ciali, nonché accorgimenti come portare tutte le armi in stive
2000 in due prototipi concorrenti, I difetti. I primi velivoli “pronti al interne, anziché sfoggiare missili appesi sotto le ali. Fra i requi-
il Boeing X-32 e il Lockheed Martin combattimento” sono, dal 2 ago- siti, la cosiddetta “supercrociera”, la capacità di volare per lun-
X-35. Fu scelto il secondo, da cui sto 2016, la dozzina del 34° Fighter ghi periodi a velocità supersonica senza accendere i postbru-
sarebbe derivato il vero F-35 di Squadron dell’USAF, di base nello
ciatori dei motori. Gli americani hanno avviato nel 1983 il pro-
preserie; questo volò il 15 dicem- Utah. Ma gli americani ammetto-
bre 2006. Da allora gli esemplari no che solo nel 2017 il sofisticato gramma ATF, Advanced Tactical Fighter, per un caccia tattico
costruiti sono stati 180, su una aereo sarà davvero pronto. Vanno avveniristico. Da questo sono scaturiti due prototipi concor-
previsione totale di 2.443 per gli sistemati il software di bordo che renti, il Northrop YF-23 e il Lockheed YF-22, che hanno com-
USA, più 724 per 11 Paesi alleati, permette il data link sui bersagli piuto i primi voli a distanza di un mese, rispettivamente il 27
fra cui l’Italia. (cioè la trasmissione di dati in tem-
agosto e il 29 settembre 1990. Il caccia YF-23, con la strana ala
Il nostro governo stabilì nel 2009 po reale grazie alla connessione
di comprarne 131, fra Aeronautica web), ma anche altre complicanze, romboidale, era più “invisibile” e anche più veloce nella super-
e Marina, dato che la versione dal casco “intelligente” del pilota crociera, con 1.700 km/h contro i 1.600 del rivale. Ma il mo-
F-35B ad atterraggio verticale è alle minicamere panoramiche. dello YF-22 era più agile, grazie agli scarichi angolabili dei tur-
bogetti, detti “a spinta vettoriale”. Per questo il 23 aprile 1991
ha vinto la gara. All’inizio si prevedeva una produzione da 750
LA GEOMETRIA DELLE ALI esemplari, per un totale di 26 miliardi di dollari, ma la scompar-
sa del nemico sovietico, l’aumento dei costi e altri fattori hanno
COME GLI ANGOLI A 120° portato a ritardi e tagli. Il primo esemplare di serie, siglato F-22
Raptor, ha debuttato il 7 settembre 1997 entrando in servizio
È FONDAMENTALE PER nell’USAF a fine 2005, perfezionato con una supercrociera di
NASCONDERE I CACCIA AI 1.900 km/h e una velocità massima di 2.400 km/h. La produzio-
ne dell’F-22 si è fermata nel dicembre 2011 a 187 aerei. Il costo
SISTEMI DI RILEVAMENTO totale del velivolo s’è gonfiato fino a un totale di 62 miliardi di
dollari, fra sviluppo e produzione, pari a 330 milioni di dollari a
esemplare. Gli americani hanno posto un veto sulla sua espor-
L’ULTIMO RUSSO: T50 PAK FA tazione, infatti non verrà mai venduto nemmeno a Paesi alleati.
Missiili. L’armamento tipico del Raptor è di 6 missili aria-

P
ur ancora sperimentale, Kompleks Frontovoy Aviatsii, aria a lungo raggio AIM-120 AMRAAM, più due AIM-9 Si-
l’ultimissimo caccia russo, traducibile con “sistema aereo
dewinder a breve raggio in tre stive interne, oltre a un canno-
il Sukhoi T-50 PAK FA si pre- futuro per l’aviazione tattica”.
para a dar filo da torcere ai rivali. Primo aereo russo progettato fin ne da 20 mm la cui bocca da fuoco è occultata da uno sportel-
Il primo prototipo ha volato il 29 dall’origine con sagoma stealth, lino. Ma può portare anche ordigni per l’attacco al suolo, spe-
gennaio 2010 ed è stato seguito ricorda il caccia F-22 americano. cie le bombe JDAM a guida GPS. È stato proprio nell’attacco
da altri cinque esemplari di pro- Come il Raptor, ha stive interne a terra che il caccia F-22 ha
va, di cui il più recente s’è stac- per l’armamento, 4 missili aria-
conosciuto il combattimen-
cato dalla pista il 27 aprile 2016 aria a lungo raggio e 2 a corto
(nella foto, il quarto prototipo). raggio, oltre a un cannone da 30 to, lasciando per ora inuti-
Finiti i test, il velivolo entrerà in mm. Gli si accredita una super- lizzate le sue doti nel duello
produzione nel 2017, con un or- crociera di 1.700 km/h. aria-aria, fra cui la precisione e il
dine iniziale di 60 esemplari. I russi pensano di condividerne, grande raggio d’azione del suo radar
Il nome. PAK FA è la sigla russa almeno in parte, la tecnolo-
AN/APG-77, che può scoprire bersagli
per Perspektivny Aviatsionny gia con l’India.
volanti fino a distanze di ben 400 km. La notte
del 22 settembre 2014 alcuni F-22 decollati dalla
base americana di Al Dhafra, negli Emirati Ara-
bi Uniti, hanno partecipato a una delle prime in-
cursioni contro il califfato dell’Isis, gettando bombe
JDAM nella regione siriana della diga di Tishrin. L’im-
piego del Raptor è stato però limitato. Solo il 23 giu-
gno 2015 due F-22 hanno compiuto la loro prima mis-
sione di supporto aereo ravvicinato, intervenendo per
distruggere batterie di artiglieria dell’Isis su esplicita
richiesta radio delle truppe governative irachene. Al lu-
glio 2015, in dieci mesi, avevano compiuto solo 204 missioni
belliche, sganciando 270 bombe, anche perché ogni ora di vo-
lo di questo “gingillo” costa 21.500 dollari.

74
STEALTH, INVISIBILE AL RADAR

I
primi aerei stealth (“furtivi”), e smussato, un “tutt’ala” simile Come funziona. Per ridurre la imitati da altri. Ma l’invisibilità
cioè invisibili ai radar, nacquero a una manta. Il caccia F-117 fu traccia radar è importante sia la non è mai totale: se le armi vengo-
negli Usa; non erano caccia, poi cancellato perché la forma forma del velivolo, sia il materiale no portate internamente per non
bensì bombardieri. Segreti fino al lo faceva volare male, ma anche di rivestimento RAM ( “materiale spezzare la sagoma sfuggente,
1988, erano il piccolo Lockheed perché nel 1999, nella Guerra del radar assorbente”). Le onde radar ci si rende però visibili quando
F-117, spigoloso come un prisma Kosovo, si rivelò vulnerabile alla in parte sono assorbite, in parte si aprono i portelli per lanciarle;
per infrangere in mille direzioni contraerea serba. Il B-2, invece, è riflesse dalla geometria dall’aereo. lo stesso accade accendendo i
l’eco radar, e il grosso Northrop operativo nell’US Air Force fin dal Con l’F-22 gli americani hanno postbruciatori, che lasciano la “fir-
B-2 Spirit, al contrario sinuoso 1993 e tutt’oggi usato. trasferito la tecnologia sui caccia, ma” infrarossa del calore.

SU-27 J-20 T-50 PAK FA F-22A

Fra questi caccia l’unico non stealth è il il Su-27, le cui ali riflettono le onde radar, che tornando indietro segnalano la posizione del velivolo.

L’epopea dei Sukhoi


n Siria, nella campagna aerea contro l’Isis e altre formazio- EFFICIENZA
Un Sukhoi Su-30,
ni islamiste come Al Nusra, hanno iniziato a operare dal secondo molti
30 settembre 2015 anche i russi, sfoderando caccia Sukhoi esperti ancora
Su-30 e aerei d’attacco Su-34 dislocati sulla base di Hmeimim, oggi, a trent’anni
vicino a Latakia. La Russia ha sviluppato dal 1992 al 2010 una dalla sua entrata
serie di caccia supermanovrabili derivandoli dal primordiale in servizio, uno dei
migliori caccia in
Su-27 degli anni Ottanta. Uno di essi, il Su-34, è diventato un circolazione.
bombardiere veloce biposto, gli altri sono rimasti caccia inter-
cettori ad alta maneggevolezza, in alcune versioni dotati an-
che di alette canard nel muso, seppur più piccole di quelle del
Rafale e dell’Eurofighter.
La vasta famiglia dei Sukhoi comprende anche il Su-33, ver-
sione “navalizzata”, imbarcata sulla portaerei Admiral Kuz-
netsov, che è arrivata nelle acque siriane pochi mesi fa. I Su-33
decollanti dalla nave russa hanno iniziato a bombardare i jiha-
disti siriani dal 15 novembre 2016.
Dalla Russia a ai veelivo oli cinesi.. Dai Sukhoi russi, i ci-
nesi hanno derivato una loro copia, chiamata Shenynag J-15,
per l’impiego a bordo della portaerei Liaoning. La Cina si è inol-
tre lanciata come gli Usa nei caccia con velleità stealth, il grosso
Chengdu J-20, primo volo nel 2011, che assomiglia al dimentica-
to prototipo russo Mig-1.44, e il più snello Shenyang J-31, che ha
debuttato nel 2012 e ricorda un po’ il caccia F-22, ma più leggero.
Pechino vuole così tenersi al passo con gli americani e spe-
ra già nel 2018 di avere 36 J-20 operativi. È però presto per di-
re se l’enfasi sull’invisibilità radar, anche a scapito delle quali-
tà di volo, sia azzeccata nelle strategie future, dato che causa
un aumento ulteriore di costi, già altissimi nello sviluppo de-
gli attuali aerei militari.
Non è escluso che in futuro le aviazioni migliori si rivelino
quelle in cui potranno operare fianco a fianco un piccolo nu-
mero di caccia sofisticati e costosi, insieme a un gran numero
di velivoli più semplici ed economici, che facciano un po’ da
“fanteria” del cielo. 
Mirko Molteni
PROTAGONISTI

IL DUCA DI BORGOGNA, CHE


DA VASSALLO AMBIVA A
FARSI RE, FU UNO DEI GRANDI
COMBATTENTI DEL ’400
E CONTRIBUÌ ALLA NASCITA
DEGLI ESERCITI MODERNI
RMN/ALINARI

CARLO IL TEMERARIO

IL SOGNO
DI UNO STATO
76
DE AGOSTINI/GETTY IMAGES

ilippo l’Ardito, Giovanni Senza Paura, Carlo il Te-


merario: i soprannomi con cui sono passati alla Sto-
ria i duchi di Borgogna la dicono lunga sulla volon-
tà di questa casata di costituire nel cuore dell’Euro-
pa un potentato pari a quelli che lo circondavano. All’inizio
era solo un vassallo l’uomo che nel 1467 ereditò il ducato: il L’ASSEDIANTE
trentaquattrenne Carlo il Temerario, in effetti, era sogget- Carlo I di Borgona
to al re di Francia per i suoi territori settentrionali (le Fian- (1433-1477),
dre e i Paesi Bassi) e all’imperatore Federico III d’Asburgo il Temerario, ereditò
il ducato dal padre
per quelli meridionali (la Borgogna propriamente detta, la Filippo III il Buono.
Franca Contea e il ducato di Lorena). All’epoca questi due A sinistra, il duca
sovrani se le davano di santa ragione, ma un nemico comu- all’assedio di
ne avrebbe cambiato le cose. Beauvais, nel 1472.
I CRONISSTI LO DESSCRIVONO CO
OME UOMMO DI VA
ASTAA CUL
LTUR
R A,
AUSTEROO, ARDITOO E CON UNO SPICC
CATO
O SENSOO DEL
LL’ON
NORE
E
Ambiizioso. Carlo aveva mostrato di avere le idee chiare prandogli per 50.000 fiorini territori in parte contesi dall’im-
prima ancora di subentrare al padre alla guida del ducato di- pero alla temibile confederazione svizzera. Non contento, an-
sputando al suo signore francese, il re Luigi XI, l’area lungo la dò a cercar guai anche contro la corona francese, cui tentò nel
Somme e la Mosa, cui puntava per rendere più omogenei i pos- 1472 di soffiare la Normandia; ma le sue forze si arenarono da-
sedimenti di famiglia. Spinto dalle sue mire espansionistiche, vanti alle mura di Beauvais.
fin dopo l’ascesa al trono ducale intraprese una guerra dietro La repentina espansione del ducato guadagnò a Carlo un’o-
l’altra, ma alla fine ottenne solo l’effetto contrario: la scompar- stilità pressoché universale: il re di Francia sfruttò subito l’oc-
sa del ducato dalla mappa d’Europa. casione per mettere d’accordo gli eterni rivali, la famiglia
Ma non precorriamo i tempi. Già nel 1469 il giovane e corag- Asburgo e i cantoni svizzeri, in funzione antiborgognona; agli
gioso condottiero si era fatto ingolosire dal duca d’Austria Si- elvetici si unì la Basse Ligue, una lega nata nel 1473 tra le cit-
gismondo d’Asburgo, figlio dell’imperatore Federico III, com- tà renane, da Basilea a Strasburgo, vessate dai balivi di Carlo,

PICCHE A MORAT
L’esercito di Carlo nella
battaglia di Morat (1476)
contava 23.000 uomini;
le truppe confederate
arrivavano a 27.000,
per lo più armate di
picche, alabarde e asce
da combattimento.
La fanteria svizzera si
trovava di fronte a una
formazione moderna,
equipaggiata di artiglieria,
archibugi e arcieri, con
migliaia di cavalieri armati
pesantemente.
La svolta. Un’avanguardia
di svizzeri portò un attacco
inaspettato aggirando
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO (2)

l’artiglieria borgognona.
La spinta delle picche
svizzere fu articolata in
una manovra a scaglioni
(echelon) rimasta negli
annali della tattica militare.

I NEMICI
Carlo il Temerario
e (alla sua sinistra)
Guillaume d’Affry,
il condottiero
che comandò il
distaccamento
di Friburgo nella
difesa di Morat dalle
truppe borgognone.
GETTY IMAGES
La compagnia d’ordinanza e la lancia
A
ppassionato di storia militare e assiduo letto- dall’ingaggio al congedo, dall’addestramento alle dell’equipaggiamento in tempo di guerra e addirit-
re dei classici romani e greci, Carlo il Temera- ispezioni, dal salario alla disciplina, dalle procedure tura la morte, se si era in territorio nemico. Le licen-
rio riformò le forze armate borgognone per per l’acquartieramento alle insegne. ze erano sottoposte a una serie di vincoli e a una
farne uno degli eserciti più efficienti d’Europa. Ma La composizione. La lancia, nella Borgogna di Carlo rigida approvazione in linea gerarchica, le ispezioni
ebbe la sfortuna di scontrarsi con quello che, allora, il Temerario, doveva essere composta di un uomo trimestrali. I salari venivano corrisposti spesso in
era effettivamente il miglior esercito del continente, d’arme con un paggio a cavallo e un cavaliere ritardo di qualche mese, per scongiurare tentativi di
quello svizzero, e non poté raccogliere nulla di ciò dotato di spada (coustillier), tre arcieri a cavallo, un diserzione dopo aver riscosso la paga.
che aveva seminato. Eppure, creando un abbozzo di pétardier, ovvero un archibugiere ante litteram, un Non era permessa la presenza di più di una tren-
esercito permanente, le sue ordinanze – sulla scorta balestriere, un picchiere. Ne scaturiva un totale di tina di donne per compagnia, che si trattasse di
dell’esempio dato da Carlo VII di Francia – fecero 10.000 effettivi, suddivisi in dodici compagnie, nelle prostitute o di mogli, ed era proibito il linguaggio
scuola e influenzarono profondamente le formazio- quali le varie classi di cavalleria erano di fatto aboli- scurrile. Il bottino veniva suddiviso in rigide percen-
ni militari europee nel secolo successivo. te, per confluire nell’uomo d’arme. tuali, a seconda del grado. Assolutamente unici per
Dotato di forze limitate, Carlo fece sempre molto Ciascuna delle dodici compagnie era affidata a un il Medioevo, infine, erano gli ordini di battaglia del
affidamento sui mercenari, in particolare italiani. conducteur, un condottiero, e vi erano aggregati duca. Secondo l’ordinanza di Losanna, del maggio
Tuttavia puntò sempre alla costituzione di un anche un ufficiale per l’acquartieramento, un trom- 1476 – poco prima di Morat –, la sua armata andava
esercito permanente, almeno a partire dal 1471, bettiere e un chirurgo. schierata su otto “battaglie” (ovvero, schiere); cia-
quando emise un bando per formare 1.250 lance, A ogni squillo di tromba corrispondeva un succes- scuna di esse era praticamente un corpo d’armata,
che fece seguire da una serie di ordinanze, in modo sivo atto delle truppe. I ranghi dovevano sempre con la cavalleria sulle ali, e unità alternate di arcieri
da regolarizzare pressoché tutti gli aspetti dell’ap- essere mantenuti durante la marcia, pena la decur- e fanti, questi ultimi disposti su tre linee successive
parato militare, dalle uniformi all’equipaggiamento, tazione della paga in tempo di pace, la sottrazione di archibugieri, balestrieri e picchieri.

UOMO D’ARME

COUSTILLIER 2° ARCIERE A CAVALLO


1° ARCIERE A CAVALLO
PAGGIO 3° ARCIERE A CAVALLO

BALESTRIERE

PÉTARDIER
PICCHIERE

G. ALBERTINI

79
CARL
LO FU SCHIAC
CCIA
ATO DA ALLL’AZ IONE
E
CONG GIUNTA DEL
L RE DI FR
R ANNCIA E
DE
ELL’IM
MPERATO
OREE, CHE VEDDEVVANO O
MINAACC
CIAT
TI I LOR
RO DO OMINI
che si ribellarono riconsegnandosi a Sigismondo d’Asburgo.
Del tutto isolato, come Federico II di Prussia tre secoli do-
po, Carlo scelse l’offensiva, ponendo l’assedio alla città impe-
riale di Neuss (Germania), che martellò con 229 cannoni; ma
i difensori tennero duro ancorando il duca davanti alle mu-
ra della città per un anno, finché non arrivò in loro soccorso
l’imperatore, che nel maggio 1475 si accordò con l’assediante.
Nel frattempo, gli svizzeri avevano inflitto una sconfitta do-
po l’altra alle armate borgognone, erodendo i territori del du-
cato; ma Carlo riuscì a capovolgere la situazione guadagnan-
dosi l’appoggio di Sforza, Savoia e Ginevra, uniti nella Lega di
Moncalieri, e soprattutto stipulando la pace con Luigi XI, gra-
zie alla quale isolò gli elvetici.
Con le spalle coperte, il duca poté ripartire all’offensiva in Lo-
rena, occupandone la capitale, Nancy, il 30 novembre. Quindi
si spostò a sud per recuperare il Vaud, espugnando nel febbra-
io del 1476 il castello di Grandson, sul lago di Neuchâtel, dove
impiccò l’intera guarnigione svizzera. Il suo esercito di 11.000
effettivi incombeva su Berna e la minaccia indusse la confede-
razione a radunare un’armata di 20.000 uomini, che il 2 mar-
zo sconfisse le forze di Carlo nei pressi del castel-
lo: il duca perse solo 300 uomini ma, quel che era
più grave, ci rimise le salmerie, l’artiglieria e il te-
soro per pagare i mercenari.
Tuttavia Carlo non si scompose; dichiarava
di non poter “vivere con la disgrazia di esse-

LA FINE
La tenda del duca
borgognone durante
l’assedio di Nancy: qui
Carlo fu sconfitto dalla
schiacciante superiorità
della coalizione
elvetico-lorenese e dal
tradimento di uno dei
suoi, il napoletano Nicola
di Montfort, conte di
Campobasso.
SCALA
IL RICONOSCIMENTO
Ritrovamento del corpo di
Carlo Il Temerario dopo la
battaglia di Nancy (1477).
Il cadavere fu rinvenuto tre
giorni dopo, già preda dei
lupi, il cranio spaccato fino ai
denti da un colpo di alabarda.

re stato sconfitto da quella gente bestiale”


e, dopo aver fatto arrivare 8.000 rinforzi
dalla Borgogna, in maggio ripartì all’at-
tacco puntando sulla roccaforte di Morat
(Murten in tedesco, nel cantone svizzero
di Friburgo) per assicurarsi le retrovie in
vista dell’assalto a Berna. Ma il caposaldo
resisté proprio grazie ai cannoni sottrat-

RMN/ALINARI
ti ai borgognoni a Grandson, dando così
tempo ai confederati di allestire un eser-
cito di soccorso, forte di quasi 27.000 uo-
mini, 4.000 in più di quelli di cui disponeva il duca. girato il lago da settentrione per chiudere la strada al nemico
Scon nfitto da agli svvizzeeri. In previsione del loro arrivo, completarono l’accerchiamento che non era riuscito a Gran-
Carlo aveva predisposto trincee e fortificazioni, ciononostan- dson. In due ore 10.000 borgognoni furono spazzati via e l’in-
te si fece sorprendere con metà del suo esercito distribuito in- tero parco artiglieria cadde in mano svizzera.
torno alla città. Nella tarda mattinata del 22 giugno 1476, sotto Il disastro compromise irreparabilmente la reputazione del
una fitta pioggia, il nemico uscì infatti dalla foresta di Birchen duca, ma non la sua temerarietà. In ottobre, infatti, lo ritro-
e si spostò a meno di un chilometro dalle sue linee a nord-est. viamo di nuovo in pista, impegnato a riprendersi Nancy, che
Prima che l’avanguardia svizzera, costituita da 5.000 tra ar- nel frattempo era tornata nelle mani del duca di Lorena, Rena-
chibugieri e balestrieri, piombasse addosso ai borgognoni, so- to. Dopo aver perso il suo tesoro a Morat, Carlo non poté in-
lo 300 dei cavalieri a disposizione di Carlo ebbero il tempo di gaggiare più di 12.000 uomini, con i quali ripartì alla volta del
montare a cavallo e ben pochi furono i cannoni messi in bat- ducato lorenese, ponendo l’assedio alla capitale il 22 del me-
teria. Le magre forze schierate furono massacrate all’istante, se. Ma ancora una volta i difensori lo tennero impegnato fi-
quelle che giunsero in loro sostegno alla spicciolata non res- no all’arrivo dell’esercito di soccorso, composto da 20.000 uo-
sero l’urto della falange svizzera, e il lago di Murten alle spalle mini tra lorenesi, alsaziani e 8.000 mercenari della confedera-
impedì ogni via di fuga agli uomini in rotta. La guarnigione di zione. Lo scontro ebbe luogo il 5 gennaio 1477 nei dintorni di
Morat, uscita per una sortita, e un contingente che aveva ag- Nancy, sotto una tormenta di neve, con i borgognoni strema-
ti dal freddo e dagli stenti dell’assedio.
UNO DEI RIVALI La diisfatta di Nan ncy. I confederati aggredirono le trup-
L’armatura di Federico pe di Carlo con una manovra a tenaglia, di fronte e sul fianco,
III d’Asburgo, che provocando il rapido sfaldamento dell’ala borgognona, men-
incamerò la Borgogna tre al centro Carlo resistette con tenacia. Decisivo fu l’inter-
tra i possedimenti vento della guarnigione da Nancy, che costrinse i borgognoni
imperiali tramite il
matrimonio di suo figlio a combattere anche da tergo provocandone infine la rotta. Il
Massimiliano d’Austria duca fu ferito da un colpo di alabarda alla testa mentre fuggi-
con Maria, figlia di Carlo va col resto dell’esercito e, caduto a terra, venne finito a colpi
il Temerario. di picca. Il suo corpo fu ritrovato qualche giorno dopo in uno
stagno ghiacciato, sbranato dai lupi. I parenti più stret-
ti lo riconobbero solo grazie alle unghie, che usa-
va portare molto lunghe, e ai denti mancanti.
Stavolta era finita davvero per il ducato: le sue
terre, dopo una disputa risolta sul campo di bat-
taglia con il re francese, toccarono all’erede al
trono imperiale Massimiliano, che di Carlo ave-
va sposato la figlia Maria.
Un altro effetto avevano avuto le vittorie sul
Temerario, quello di rendere gli svizzeri con-
sapevoli, ora più che mai, della loro abilità di
guerrieri, inducendo molti di loro a rinuncia-
re alle tradizionali attività di boscaioli e pasto-
AFP/GETTY IMAGES

ri per darsi al mestiere delle armi. 


Andrea Frediani

81
WARS RECENSIONI

VISTI E LETTI Mondadori Scienza S.p.A.


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Le guerre REDAZIONE
dell’Impero Federica Ceccherini, Irene Merli (caposervizio),
Paola Panigas, Anita Rubini
romano d’Oriente
PHOTO EDITOR
di Gastone Breccia Rossana Caccini
Nelle parole del nostro REDAZIONE GRAFICA
esperto uno sguardo rivela- Katia Belli, Mariangela Corrias (vicecaporedattore),
tore di un conflitto durato Barbara Larese, Vittorio Sacchi (caposervizio)
oltre mille anni, per lo più di-
menticato, che permise all’Occidente medievale SEGRETARIA DI REDAZIONE
Marzia Vertua
di vivere al riparo delle vittorie dell’Impero roma- Viking
no d’Oriente. Il susseguirsi di campagne e batta- HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO
La nascita della Russia, l’epopea dei Vareghi e
glie, l’evoluzione dell’organizzazione dell’esercito, Giorgio Albertini, Camillo Balossini, Gastone Breccia,
la conversione di Vladimir all’Ortodossia sono il Raffaele D’Amato, Giuliano Da Frè,
delle tattiche, di equipaggiamenti e armamenti soggetto dell’ultimo film di Andrei Kravchuk, re- Andrea Frediani, Marco Lucchetti, Fernando Mazzoldi,
sono accuratamente descritti e opportunamente gista russo già noto per il suo Admiral. Un affresco Mirko Molteni, Fabio Riggi
evidenziati in un’opera di grande interesse. epico, pieno di azione, dove le imprese dei prin-
Laterza, € 25 cipi della dinastia di Rjurik (v. articolo a pag. 42) si
susseguono in un vorticoso turbinio di battaglie
Le Grandi e passioni. La vicenda, tratta con qualche libertà
dalla Cronaca degli anni passati – resoconto di
battaglie cronisti medievali che narrarono le origini della
delle Crociate Russia – è ben nota. Vladimir, figlio di Svjatoslav, Focus Storia Wars: Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di
di Enzo Valentini dopo avere eliminato i suoi fratelli e assunto il Milano, n. 753 del 3/11/2004. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica
potere a Kiev si destreggia fra Peceneghi e Roma- sono riservati. Il materiale ricevuto e non richiesto (testi e fotografie),
Un’agile e ben documentata anche se non pubblicato, non sarà restituito.
storia militare delle Crocia- ni. L’alleanza con Bisanzio farà entrare la Russia
Direzione, redazione, amministrazione: via Battistotti Sassi 11/a,
te, con l’analisi e la descri- nell’orbita romana e cambierà il destino delle 20133 Milano. Tel. 02/762101; e-mail: redazione@focusstoria.it; e-mail
zione delle principali batta- nazioni slave. Ciò che però affascina di più, nel amministrazione: servizio.gujm@fisspa.it
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Crociati e regni cristiani d’Oriente i costumi e le ambientazioni: dalla fangosa Kiev Distribuzione: Press-Di Distribuzione stampa & Multimedia s.r.l.,
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