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SCOPRIRE IL PASSATO.

CAPIRE IL PRESENTE

Gli esemplari di Giotto Pittore di San Francesco

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f_MI1uLENA FERRARI
sono editi in tiratura limitata e assegnati fino a esaurimento.

ca.m edn'ce d'arte e .fonda:::ione

Questa pagina dedicata ai lettori.lnviateci le vostre opinioni, idee, proposte, critiche.


Pubblicheremo le pi interessanti. Alle altre cercheremo comunque di rispondere.
Eventuali considerazioni da parte della redazione compaiono in corsivo. Vi preghiamo
di firmarvi sempre. Scrivete a Focus Storia, via Carlo Goldoni 1, 20129 Milano
o all'e-mail redazione@focusstoria.it. Oppure mandate un sms al numero 333/2400712.

L'incisione misteriosa
Ho da anni a casa due monete
d'argento del Regno delle Due Sicilie (fQtQ), datate l'una 1835 e l'altra 1832. Su entrambe, in corrispondenza del volto di re Ferdinando (il famoso "Re Bomba"),
stata fatta un'incisione che non
riesco a capire. Potreste aiutarmi
ascoprire acosa si riferisce questa
stampigliatura?
Federico Poppelmann,
Buccinasco (Mi)

secondo Andrea Saccocci, docente di Numismatica all'Universit


di Udine e da noi interpellato, si
tratta di piastre d'argento da 120
grana di Ferdinando Il, re delle
Due Sicilie. Per quanto riguarda l'iscrizione aggiunta potrebbe
essere l'acronimo dell'incipit di
una preghiera o di un inno (Christe Filique Spiritus Sancte Deus
Miserere Mei traducibile in un
cristo, che sei anche Figlio, Spirito Santo e Dio
abbi piet di
me"). Questo
potrebbe rimandare all'ambiente delle confraternite della Santissima Trinit, diffusissime proprio
nell'Italia meridionale.
A complicare la questione, bisogna dire che il periodo cui appartengono le monete quello
della grande diffusione di societ segrete liberali e risorgimentali ma anche reazionarie e monarchiche (ancora una volta soprattutto nel Meridione). Non si
pu escludere quindi che l'acronimo nasconda, sotto un'inno-

14 lt@SrouA l

cente invocazione, un motto


sowersivo.

Cronache da Auschwitz
A proposito dei soprawissuti ad
Auschwitz (v. Focus Storia no
27, pag. g6)
vi segnalo il libro Sano stato un numero (La Giuntina, fQ.tQ) dove
ho raccolto la
testimonianza di Alberto
Sed, che nel1944 fu rinchiuso ad
Auschwitz diventando il numero
A-5491. Alberto soprawissuto a
numerose selezioni, alle torture e
agli stenti. Nel lager fu costretto
a lavori faticosi e mansioni terribili, come sistemare i bambini
che arrivavano al campo sui carretti che li portavano al crematorio. Vide anche bambini lanciati
in aria su ordine delle Ss e usati
per fare il tiro a segno.
Scamp all'ultimo appuntamento con la morte quando gli
Alleati bombardarono il campo di Dora, dove era stato trasferito. Un tenente della Marina italiana, prigioniero di guerra, lo trasse in salvo nascondendolo sotto la carcassa di un aereo
abbattuto. Alberto oggi ha ot-

Una foto di
Lenin trovata

per caso. Chi


nesadipil

Una foto pel' " -. . llltll;:;


In un recente viagio a Buda-

pest. girovagando per

"'mer-

catino. mi sono imbattuto in


una vecchia foto che ritrae \11dimir Lenin. Non sono rlsdiD
a raccogliere nessun'altra in-

tant'anni, tre figlie, sette nipoti e


tre pronipoti.
Roberto Riccardi, Roma

li latino~ Altro che morto...


il latino una lingua morta? Sembra proprio di no, almeno nella
provincia di Rimini. Qui nel2oo8
i "remigini superiori". cio coloro
che hanno cominciato una scuola
in cui si studia il latino (liceo classico e scientifico) sono stati pi
numerosi di quelli iscritti agli istituti tecnici. Inoltre un sacerdote
di Rimini, monsignor Guglielmo
zannoni, stato per 40 anni primo latinista del papa.
AMondaino (Rn) prospera da 21
anni una gara di latino, il Lati nus
Ludus. dove si sfidano ogni anno 4-500 studenti da ogni parte

d'Italia. Eancora: sempre a Rimini si tenuta, il 23 ottobre 2008.


una gara di latino (LudusHadriaticus) per 44 studenti dai 18 ai 22 anni. Presso la scuola media "Panzini", infine, hanno gareggiato 43
ragazzi di 3' media per il Ludus juvenilis. Allora: il latino morto?
Nequaquam!

..

don Romano Nicolini, Rimini

Le ultime cariche
Volevo ricordare che la carica che
awenne il 24 agosto 1942 a lsbushenskij in Ucraina (v. Focus Storia no 26, pag. 71) non fu l'ultima
della cavalleria italiana. In localit
Dolnij Poloj, attualmente in Croazia, il17 ottobre 1942 alle ore 18:JO,
i114 Reggimento cavalleggeri di
Alessandria, completamente accerchiato da ingenti forze fornite
di armi automatiche, caric superando tre ordini di sbarramento
nemici. il reggimento guidato dal
colonnello Antonio Aymone Cat
ebbe 70 caduti, numerosi feriti e
pi di 170 cavalli abbattuti.
magg. Alipio Mugnaioni, Trieste

Il riquadro era titolato "L'ultima


carica" perch vi si parlava delI'IWN.focusstoria.it

...

Farfallone

l'ultima carica del Savoia cavalleria, nonch ultima della nostra


cavalleria in Russ1a.

..

l4

Il mondo una ruota


In riferimento all'articolo Che lavoraccio! (Focus Storia rf Z7, pag.
10) volevo segnalarvi che esiste un
bassorilievo sulla tomba degli Haterii, conservata a Roma, in Vaticano, che rappresenta una ruota
calcatona con dentro gli "uominicriceto". Haterius era un grande
Imprenditore edile dell'epoca di
Domiziano (81-96 d. C). La parte
p1 Interessante del suo monumento funebre proprio la grande macchina elevatrice che Simboleggia la sua attivit.
Linda Monari

Piano con le parole


Riguardo alla rubrica "Curiosa rio"
del no26 di Focus Storia dedicata
alle bar2ellette che durante la Seconda guerra mondiale servivano a manifestare il dissenso, vorrei aggiungere che gi negli anni precedenti circolavano molte
freddure (non tutte ripet1b1li) sul
fascismo. Mussolini e gli altri ge-

rarchi. Per esempio: "Mussolini


rif la Storia, Hitler la geografia".
Quando il gerarca Ettore Muti fu
chiamato alla segreteria del Partito naz1onale fascista ci si invent
poi un suo ipotetico telegramma
di nngraziamento al Duce: "Duce,
render gli italiani come li volete
voi. Muti". Eancora, riecheggiando un discorso di Mussolini:"Tra il
burro eil cannone, Mussolim ha
scelto... il burrone. Vi consiglio il
Diario 1935-44 di Giuseppe Bottai
(Bur). fonte inesauribile di questi
"giochi di parole".
Sa brina Coglioni,
Olg1oteMolgora (Le)

Nell'articolo
Gabbie per
uomini (Focus Storia no 24, pag.
94) dite che il secondi no
di Casanova era corrotto. In realt fu casanova
stesso a passare lo strumento di metallo al monaco compagno di sventura (che poi lo us per
scavare la via di fuga per
s e Casanova) infilandolo nella rilegatura di un grosso
volume. Questo fu usato come
vassoio per un piatto stracolmo di
brodo, cheaveva il comp1to di tener impegnato l'occhio del carceriere.ll quale, dopo la fuga dei prigionien. fu rinchiuso emor in prigione. Cos narra Casanova nelle
sue memorie.
Giorgia, Modena

Nel libro Storia della mia fuga dai


piombi di Venezia Casanova non
dice che il suo carceriere, Lorenzo, ero corrotto. Ma pare quanto
meno probabile, dal momento
che Casanova aveva un tratta-

----------------~----------------~

n naufracio della aociata dei fanciulli

..

..
..

A proposito dell'articolo sulle


crociate e, in particolare, sulle crociate dei fanciulli (Focus
Storia rf Zl. pag. 36). vorret segnalarvi un episodio riportato
in un documento redatto da
Alberico, monaco dell'abbazia
cistercense delle Tre Fontane
nei pressi di Chalons-sur-Mar-

ne (Francia), che tra il 1230 e il


1.240 scrisse un Chronicon. Albenco racconta che i fanciulli
in vtagg1o verso il Santo Sepolcro, giunti in vista di Marsiglia,
si piazzarono davanti al marein
attesa di un miracolo: la spartizione delle acque che avrebbe
pennesso loro di raggiungerela
Terrasanta. Il borgomastro della citt, preoccupato di allontanare al pi
presto quella turba di ragazzini, intavol trattative con i mercanti Ugo Ferri e Guglielmo Pasqueres,
i quali alla fine si offrirono
di accompagnare i ragaz-

zi "gratuitamente". Parttrono 7
navi, ma due furono inghiottite dalle acque a sud-ovest della Sardegna nei pressi dell'isola
di san Pietro. Su quest'isola papa Gregorio IX fece erigere una
chiesa in memoria dei fanciulli.
detta infatti "dei Novelli Innocenti". Dei ragazzi giunti in Siria si sa che furono venduti comeschiavi dai due mercanti per
Bo mila monete d'oro. Essi per
non godettero di quel denaro
perch furono catturati dai crociati efatti impiccare dall'imperatore Federico Il.
Moria Pino Mosnato,
Isolo di San Pietro (Ci)

mento di favore in quel carcere duro: riusc a


tenere una corrispondenza
con il monaco vicino di
cella e inoltre la guardia non lo
perquis mai. Per questo Giacomo si era potuto portare dietro
lo "spunzone" di ferro.

La razza DelDallle
Il nome Laika attribuito al primo cane mandato nelospiiZio
frutto di un equivoco. ()aldo i cronisti occidelltali ctieJe.
ro quale fosse il nome del cane a bordo della navicella spaziale, i russi risposero~
intendendo la razza canina e
non il nome proprio del cane.
come interpretato dai pna.
listi. La razza laika mabconosciuta nell'Est et.rOpeN si
distingue in tre gruppi: Ida
rusSCH!uropea, laika della st.:
beria occidentale elaiU dela
Siberia orientale.
Anblio flllllls

Gruner+Jahr l
Mondadori S.p.A.
Corso Monforte, 54
20122 Milano

In questo numero
FALSARI

PERCORSI

Truffe da maestro
Millantatori, imbroglioni e
contraffattori: quelli che hanno fatto
dell'inganno una (dubbia) arte.

Il mondo ovale
Da noi arrivato tardi,
ma il rugby ha quasi
due secoli di storia.

CINEMA
Branca,Branca,Branca
...leon,leon,leon!
Un titolo diventato
proverbialee una sigla
tormentone. Tutti i meriti
dell'armata pi scassata'
del cinema.

GALLEGGIANTI
DI CALIGOLA.

'

PERSONAGGI
La follia al potere
Il suo nome ancora oggi ctnrn lrl'm
di pauia. Ese Caligola fosse invece
l'imperatore pi diffamato di Roma?

Rubriche
La pagina dei lettori
l ROMANI, l GALLI
E LE... MUTANDE
( PAG. ] O)

Novit&. Scoperte
Trapassati alla Storia
Quando non c'era
l'oggetto misterioso
Curiosano
Focus Storia on-line
Pittoracconti

Domande&. Risposte
Flashback
In copertina: Che Guevara in una elaborazione fotografica.

pag. 4
pag. 26
pag. 28
pag. 29
pag. 29
pag.]o
pag. 31
pag.78
pag.So
pag.So
pag. 81
pag. 82
pag.tto

Con questo numero di Focus Storia potete acquistare il dvd


del documentario Fidel castro, il sogno infranto. Un ritratto
inedito e senza retorica dellider mdxinw a so anni dalla
rivoluzione cubana.La giovent e le prime lotte, l'incontro con
Che Guevara, le promesse mantenute e le speranze tradite...
A 10,90 OLTRE AL PREZZO DELlA RIVISTA

t;\

Occhio al simbolo!

Su alcune foto troverai questa icona corre' W


data da un link con un numero a tre cifre. Inserisci
l'indirizzo nel tuo browser e potrai guardareun
video di approfondimento sull'argomento.

IN SINTESI
Lo Stato della
discordia
La nascita di Israele nel
1948 e le radici del conflitto
arabo-israeliano.

ARTE
Muri partanti
Dai preistorici ai writers,
l'antica pratica dei graffiti.

go
111111 1111111 111111 11 1111111 11111111 11111

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 9"f/~~~~" 11111111
PUBBLICIT
Mai pi senza
Le rclame pi curiose
che capitava di leggere
sui giornali italiani
di un secolo fa.

MEDIOEVO
La giudicessa
La vera storia di

ESERCITI
l guardiani
del sultano
l gianniueri, gli
schiavi-soldato
che costituirono
il primo esercito
moderno eche per
5 secoli decisero le
sorti dell'Impero
ottomano.

Eleonora d'Arbora.
l'ultima sovrana
sarda che alla fine
del '3oo difese
l'indipendenza
dell'isola.
Diventandone
l'eroina.

er i suoi maestri di scuola era


un ritardato mentale, eppure
Thomas Chatterton a soli 12 anni,
dopo un periodo passato in ospedale
per curare i suoi disturbi psichiatrici,
compil il suo primo manoscritto
spacciandolo per l'opera di Thomas
Rowley, immaginario monaco del
XV secolo.
Indietro nel tempo. Chatterton
era nato a Bristol (Inghilterra) nel
1752 immerso in una sorta di sogno
medioevale: la sua famiglia si occupava da almeno duesecoli della
sacrestia dell'antica chiesa di St.
Mary Redcliffe e considerava QUasi di sua propriet il tempio eil cimitero annesso. Thomas. aggirandosi fra
quelle tombe, impar a decifrarne le
iscrizioni: equando trov-per caso
alcuni manoscritti originaiLdimenticati inizi a copiarli ea replicarele
tecniche di scrittura e composizione
di 300 anni prima.
Da antolopa. ll primo manoscritto
apr la strada a una vasta opera in
versi fatta di cantici,lriche e poesie
di cui nessuno mise in dubbio l'au-

Il giovane Thomas
Chatterton, in pieno
'7oo, spacci i suoi scritti
per quelli di un monaco
medioevale. Ingannando
anche i critici.

el1933 Metropolitan museum


N
of art di NewYork annunci di
essere in possesso dei pi importanti

di poco conto: erano usciti dalla stessa


bottega di oreficeria eceramica attiva
a Roma nella prima met del 'goo.
manufatti di arte etrusca al mondo:
Arte di famigt~. Agestire la "fabbrica
due statue di guerrieri in terracotta
di falsi"erano due fratelli, Pio eAlfonso
alte due rnetn e mezzo, e la testa di
Riccardi, tre dei loro figli eun abilissiuna terza che avrebbe dovuto essere di mo socio, Alfredo F1oravanti.Avevano
sette. Qualche anno prima, nel1912. il
iniziato falsificando pezzi di ceramica
British museum di Londra aveva acqui- antica e, incoraggiati dal successo, si
stato una biga etrusca in bronzo che . . erano misurati con la raffinata arte
era diventata il pezzo forte della sua
etrusca. riuscendo a piazzare le loro
collezione di antichit. ln comune quei imitazioni agli avidi direttori dei musei
reperti avevano una cosa sola, ma non
stranieri. Se riuscirono a ingannare i

responsabili delle due importanti collezioni. non convinsero per alcuni critici
americani, che ch~esero una verifica.
Prova schiacciante. Nel1g61 analisi
chimiche rivelarono la presenza di
manganese ealtre sostanze mai impiegate dagli Etruschi per scopt artistici.
Alfredo Fioravanti, alla notizia della
scoperta, si present al consolato degli
Usa econfess. Con s aveva il pollice
di terracotta che mancava a uno dei
guerrieri etruschi eche era rimasto nel
cassetto dello spregiudicato scultore.

l NewYork Times lo aveva batIAnnitezzato


"il nuovo Darwin": negli
l'austriaco Paul Kamme'2 0

'

tentidt almeno fino al 1m. quando


il monaco Row1ey fu inserito in
un'antologia di autori medioevali
esu d1lui cominoarono ad addensarsi le prime nubi. Ci volle quasi
secolo affinch, nel187t, gli
stabilissero con certezza che
di Rowley era apocrifa.
Chatterton non pot ;~~~~~tprpl
all'affermazione
del suo alter ego n
alla sua caduta: non
ancora diciottenne,
si era tolto la vita con
il veleno.

rer era considerato il pi grande


biologo del mondo. Con i suoi
esperimenti voleva confutare proprio le tesi del celebre evoluzionista ma. per farlo, ricorse a qualche
aiutino non proprio ortodosso.
Anoue. L'ipotesi di Kammerer,
ispirata a quella del naturalista
francese Lamarck, era che i tratti
acquisiti da un individuo nella sua
vita venissero poi ereditati dai
discendenti. l risultati pi sorprendenti Kammerer li ottenne con il
rospo ostetnco, un anfibio che st
accoppia solo fuori dall'acqua. Lo
scienziato costrinse sei generazioni di rospi ostetrici a congiungersi
in acqua finch non produssero
sugli arti quelle stesse estrescenze
ruvide con cui altre specie..acquatiche" si agganciano al corpo della
femmina per non scivolare.! giornali diedero ampio risalto a questi
"cuscinetti nuziali" che crescevano
a ogn1 generazione, condendo la
notizia con particolari piccanti
sulla vita sessuale dei rospi.
Iniezioni. Nell'agosto del1926 il
colpo di scena: un collega che era
riuscito ad analizzare uno dei rospi
di Kammerer scopr che le protuberanze erano state ottenute
iniettando inchiostro sotto la pelle
dell'animale. Per smascherare la
truffa si scelse l'autorevolissima rivista bntannica Nature, scandalizzando l'intero mondo accademico.
Sei settimane dopo Kammerer si
suicid, senza per avere ma1 ammesso la propria responsabilit.

op1es, ma originali. Fu questa


la filosofia di Han va n Meegeren, uno dei pi grandi falsari
d'arte del Novecento, diventato
famoso per la sua imitazione dei
maestri fiamminghi del Seicento,
di cui ricopi perfettamente lo
stile ma non i soggetti.
A scuola di falso. Van Meegeren,
nato nei Paesi Bassi nel188g, tent
inizialmente di farsi un nome con i
suoi dipinti, ma fu snobbato dalla
critica che lo defin un buon imitatore dell'arte classica fiamminga,
per dallo scarso talento. Van
Meegeren accett la"sfida":
si ritir dalla scena ecominci
a studiare la tecnica, i trucchi e
persino le manie e i dettagli privati
della vita degli artisti del XVII secolo Oan Vermeer, soprattutto).
Arriv a usare materiali di 300 anni prima. raschiati da tele di poco
valore. Solo quando ritenne di aver
raggiunto una tecnica imitativa
pressoch perfetta vendette la sua
prima opera- spacciata per un
Vermeer autentico- e inizi a far
soldi a paiate.
A morte. Durante il secondo
conflitto mondialeva n Meegeren
affibbi un suo quadro anche a un
gerarca nazista. Hermann Goring,
e per questo nschi la condanna_
a morte. Dopo la guerra fu~nfatti
processato per aver venduto a
un uomo del Reich un Vermeer,
patrimonio artistico olandese.
Per scagionarsi, l'artista dovette
confessare che il quadro era stato realizzato di sua mano e. tra
l'incredulit di tutti (compresi i
critici che avevano autenticato il quadro). prov le sue affermazioni
riproducendolo in carcere. La beffa
fu che forse Goring aveva pagato il
dipinto "d la Vermeer" con banco
note fasulle.

el Medioevo la produzione di
N
documenti falsi era alle stelle: si
realizzavano per retrodatare, confermare o inventare fondazioni. diritti
di possesso su terre, privilegi fiscali,
esenzioni. Ma ancora cella prima
met del '6oo ci fu chi cre un falso
per campanilismo: in Sicilia una combriccola di falsari si invent infatti una
falsa epigrafe che doveva testimoniare la superiorit della citt di catania
su quella di Palermo.
Vittoria a ogni costo. li documento,
inventato ediffuso dal nobile cataneseOttavio D'Arcangelo, mente
dell'organizzazione assieme a Pietro
carrera, riportava l'eccezionale vittoria della citt di catania, guidata da
re Cocalo, sui libici e i loro elefanti.
L'episodio, secondo lo strampalato
reperto, risaliva addirittura al2400 a.
C. econfermava indirettamente l'an~~ ticf\it dell'origine e dei privilegi della

otta
iana. Seppurcompletamente
infondato, rimase per secoli nelle cronistoriedella citt.
carte false. Ma solo il fiore all'occhiello dell'attivit di D'Arcangelo,
che mise in giro anche le presunte
Epistole di Diodoro Siculo, storico del
l secolo a. C.: non sapendo il greco,
s'invent che il bizantino Bessarione
ne aveva fatto conoscere non
il testo originario,
ma la sua tra- )
duzione latina, f
che poi lui
aveva reso
in italiano.

....-.rocusstoou

...

'

...

...

na madre di famiglia, un ferro da


U
stiro e una montagna di panni. Sono
questi gli ingredienti di una delle prime
storie di spaccio di denaro falso in America. Nei primi decenni del7oo Mary Peck
Butterworth ebbe un'illuminazione che
avrebbe fatto la sua fortuna: mentre inamidava i vestiti dei figli lasci inawertitamente il ferro da stiro su un foglio di giornale, scoprendo poco dopo che una parte
del testo stampato appariva impressa
sulla camicetta del bambino. Quando
prov afare la stessa cosa con una delle
banconote di carta che da qualche anno
la colonia del Massachusettsemetteva,
cap che il trucco poteva funzionare.
Panni sporchi ... la donna non si lasci
scoraggiare dai primi tentativi mal riusciti
eraggiunse in breve tempo un'ottima

tecnica di falsificazione (aiutata dal fatto


che allora anche le t5anconote autentiche
venivano confezionate in modo artigianale ein effetti non c'era un biglietto
ugualeall'altro). la sua divent un'impresa a conduzione familiare che coinvolgeva anche i figli eche smerciava le
banconote alla met del valore nominale
a rivenditori econtrabbandieri che poi le
immettevano sul mercato: il commercio
si estese tanto da scombussolare l'economia di tutto il New England.
... e mani pulite. Quando le autorit
riuscirono ad arrivare alla Butterworth.
dall'asse da stiro dell'accorta casalinga
era gi sparita ogni prova della sua
attivit truffaldina. la donna non fu
mai incriminata emor nelms quasi
novantenne. Ricca sfondata.

A colpi di ferro
Mary Peck Butterworth
nel '7oo trasform la sua
casa in una "stamperia" di
denaro falso. Mettendo in m~~~~~~~
crisi l'intero New England.
_.,..il\""'_.,.;,,

v.ww.focurnoria.it

ui giornali e per la strada non si


parlava d'altro: l'apparecchio del
dottor Abrams guariva ogni malattia e stava nvoluzionando la scienza
medica. Erano gli Anni '2o del Novecento e l'apparecchio guaritore
inventato da Albert Abrams (l'Era,
acronimo d Electronic reactions of
Abrams. "Reazioni elettroniche di
Abrams1 impazzava. Ma che funzionasse era tutto da vedere.
Aspirazioni. Albert Abrams era
nato in Californianel 1863 e la sua
carriera medica fu un'escalation.
In pochi anni convinse colleghi e
pazienti, soprattutto grazie al suo
indubitabile carisma; del suo titolo
di dottore in medicina conseguito,
a suo dire. all'Universit tedesca
di Heidelberg, 1nvece. non si mai
trovata traccia. Secondo la sua tesi,
il corpo umano emette un numero
di vibrazioni magnetiche: con l'Era
si potevano facilmente individuare
(e aspirare) le vibrazioni maligne
emesse dalla malattia.
Sospetti. Abrams cominci a dare
in affitto le sue apparecchiature
in tutta America,la sua medicina
divenne un culto (specie tra i malati
immaginan, gli unici a "guarire
veramente). Al culmine del successo
arrivarono per le prime accuse di
infondatezza scientifica del metodo
Abrams. Molti pazienti si schierarono per a sua difesa: tra loro un famoso giornalista investigativo, Upton Sinclair, eArthur Conan Doyle,
il creatore di Sherlock Holmes. Ma
non bast: nel settembre del1924lo
Scientirc American scredit il medrco ciarlatano. Che era morto qualche mese prima, plurimilionario.

Medioevo
pi
redditizi fu trafficare con le reliquie, che dapprima furooo oggetto di
devozione epoi diventarono "moneta"
di scambio per acquisire indulgenze. A
~~ c-,_., . fiutare l'affare furono in molti, e quelli
pi spregiudicati non si limitarono a
profanare le tombe dei santi, ma trafugarono efalsificarono resti di ogni
tipo (cos per esempio due monasteri
irlandesi vantavano entrambi il corpo
di-sant'Abbone).
Tour nYcabro. Grande traffiCante
di reliquie fu nel IX secolo Deusdona,
diacono della Chiesa di Roma, che con
l'aiuto dei suoi due fratelli controllava un esteso mercato di corpi fatti
passare per quelli di martiri. Grande
conoscitore delle catacombe romane,

speEializznel commercio
citt, molto richiesti nell'Alto Medioevo. Dopo aver raccattato dozzine
di braccia, piedi, cran1emascelle, Deusdona organizzava ogni primavera
una carovana che attraversava le Alpi
per fare il giro delle fiere monastiche.
Da collezione. la clientelapi
bramosa di collezionare reliquie era
quella della ristretta lite di vescovi,
abati ere. Cos all'epoca della Riforma
Iuterana (XVI secolo) Fedenco di Sassonia poteva vantare una collezione
di smila reliquie, che corrispondevano
ad almeno 128 m1la ann1 di indulgenza. El'arcivescovo elettore Alberto di
Brandeburgo aveva raccolto 8.933
pezzi, pari alla remissione di pene per
un milione di anni.

m possibile definire in due parole un'accozzaglia di persone male organizzate e dai propositi un po' strampalati?
Non da quando entrata nel linguaggio comune l'espressione "armata Brancaleone", presa a prestito dal titolo del film di
Mario Monicelli girato nel1g66. L il regista
present la sua tragicomica visione del Medioevo. Protagonisti il secolo XI e il "cavaliera
sanza denaro" Brancaleone da Norcia, accom~ato da Aquilante, cavallo dal pelo giallo
dall'indole fifona. Nel raccontare le gesta
di Brancaleone, Monicelli aveva due obiettivi in mente: divertire il pubblico e demolire
la retorica ereditata dalle cosiddette chansons
francesi, poemi epici medioevali che
~ti.z:l2vcmo la nobilt e il coraggio cavaliereUn bel po' di quella tradizione, infatti,
msconde fra i fotogrammi del film.
PovEao CAVALlERO. L'avventura di Bran(che ha il volto di Vittorio Cassman)
quando un gruppo di poveracci gli dona una pergamena che lo designa feudatario
di Aurocastro, nelle Puglie. Brancaleone accetta in cambio di una percentuale sulle future ricchezze, ma non sa che il documento
stato rubato a un altro cavaliere. La combriccola si mette in cammino verso una lunga serie di peripezie: il duello col cavaliere bizan-

tino Teofilatto dei Leonzi, la fuga da una citt appestata, l'incontro con il monaco Zenone (diretto in Terrasanta per liberare "lo Santo
Sepolcro") , lo scontro con i pirati saraceni...
Dal film esce il ritratto di un Medioevo cupo,
feroce e incivile. Ai momenti comici si alternano infatti sequenze "pulp" degne del regista americano Quentin Tarantino: nei primi
tre minuti si vedono uno stupro, il brutale taglio di un bracdo e un uomo che divora pulcini ancora vivi. Anche il movente religioso degli antichi cavalieri non fa una bella figura:
solo per puro opportunismo che Brancaleone
alla fme si mette in cammino al seguito di Zenone, che gli promette: "Da ogni male guarir
chi in Terrasanta meco verr".
CITA.Z IONI . Se l'idea dell'Armata Brancaleone venne a Monicelli dalla visione di Donne e
soldati, pellicola a tema storico e a basso co-

sto girata da Luigi Malerba e Antonio Marchi


nel 1955, un'importante fonte d'ispirazione
fu l'opera del regista giapponese Akira Kurosawa, in particolare i suoi film sui guerrieri samurai. L'acconciatura orientaleggiante
di Brancaleone e il vestito che ricorda un kimono, pi che la moda medioevale riflettono
proprio questa influenza.
Cinema a parte, il regista toscano si ispir alla tradizione dei pupi siciliani (che nar- ~

Il romanzo cavalleresco mitizz il Medioevo. Ela


dissacrazione inizi nel '6oo con DonChisciotte
rava in modo semplice le trame delle chansons de geste) e non manc di rileggersi capolavori letterari come l'Orlando furioso di Ludo-

"Sai tu qual sia la risultanza di ogni sforzo esacrifizio umano? Calci, nel deretano", fu infatti un immediato successo di pubblico (che ne apprezvico Ariosto (1532) e il Don Chisciotte (1615) di z l'ambientazione popolare e la comicit) e di
Miguel de Cervantes. Quest'ultimo, come critica (che ne colse l'ironia).
D IETRO LA STORIA. Oltre alle citazioni letil film, metteva alla berlina la moda dei romanzi letterari, ormai alla frutta nel Seicen- terarie, non mancano nell'Armata Brancaleoto. Il nome Aquilante ricorda infatti quello ne i riferimenti a eventi storici realmente acdi Ronzinante, il destriero magro e malatic- caduti. Innanzitutto alle crociate: l'invocazione che ripete continuamente il monaco
cio del cavaliere della Mancia.
Alla sceneggiatura definitiva lavorarono Zenone ("Dio lo vuole'~ la stessa che divent
Agenore Incrocci e Furio Scarpelli, coppia ar- la parola d'ordine dei seguaci di papa Urbatistica che ha fattC' la storia della "commedia no II quando, nel1095, fu indetta a Clermont
all'italiana" negli Anni 'so e 'Go, meglio no- la prima crociata. Lo spauracchio dei Mori (i
ti come Age &. Scarpelli. Il risultato? Un Me- rnusulmani) rappresentati in questo caso dai
dioevo mai visto prima sul grande schermo. pirati saraceni (le cui scorribande seminaroNiente pi eroi come Wilfred di Ivanhoe, va- no davvero, nel Sud Italia, il terrore) inveloroso protagonista del romanzo ottocentesco ce ben condensato nella definizione, pi volIvanhoe di Walter Scott, o Robin Hood, l'eroe te ripetuta, '1o nero periglio che vien dal mare".
popolare inglese che rubava ai ricchi per da- Persino l'incubo dei "secoli bui", la peste ,
re ai poveri. nfilm popolato piuttosto da an- sdrarnrnatizzato in una scena in cui Brancatieroi, disgraziati privi di senso morale e ossessionati dalla farne e dalla morte. Lo stesso
Brancaleone non che un goffo cavaliere che
si alterna tra imprese fallimentari e bassi appetiti sessuali, trovandosi persino coinvolto in
un rapporto "sadornaso" con una nobildonna.
ncolpo agli stereotipi del Medioevo idealizzato
e cortese non poteva essere pi forte .
STIL N ovo. Per raggiungere meglio il loro
scopo, i due sceneggiatori pensarono di creare anche un linguaggio ad hoc da far parlare ai
protagonisti, ideando di sana pianta una sor- Campa cavallo
ta di "latino maccheronico" condito con paroL'armata guidata da
le dialettali. Ne usc una lingua storicamente Brancaleone in groppa al
inesistente ma assai verosimile, che contribu suo Aquilante. Altrettanto
non poco alla fortuna della pellicola. Branca- improbabili erano il
leone che declama "Sequitemi miei pugnaci, do- cavaliere Don Chisciotte
vete sequire et pugnare" era infatti pi plausi- e il suo scudiero Sancio
bile di tanti altri eroi di celluloide, per i qua- Panza (sopra).
li si era sempre utilizzato un linguaggio aulico moderno, preso a prestito dal teatro di
Shakespeare o da quello ottocentesco.
All'inizio la scelta di questa "nuova lingua" spavent anche il produttore del
film , Mario Cecchi Cori, che minacci
di tirarsi indietro. A sistemare tutto fu
proprio Monicelli, sobbarcandosi una
parte dei costi di lavorazione. Vinse
la sua scommessa: quel Medioevo disperato, che ribaltava il mito delle gesta cavalleresche a colpi di frasi come

....

leone "conquista" una citt semidesena per nei dizionari del cinema diventata la priil morbo. Non mancano riferimenti alla dif- ma commedia italiana in costume, fu concefidenza medioevale verso gli ebrei (il vecchio pita dai suoi autori anche per insegnare qualAbacuc, l'unico ebreo tra i seguaci di Branca- cosa. Funzion, cos come funziona ancora il
leone, viene battezzato a forza) e al mito del motivetto musicale della sigla, che accompaduello cavalleresco. E c' spazio anche per la gna tutto il film. Alzi la mano chi, sentendo
cucina, come quando a Brancaleone viene of- intonare: "Branca, Branca, Branca ... " sa resistefeno del vino "alla fiamma espezie", vera pre- re dal rispondere: "...leon, leon, leon!".

libatezza medioevale. In fondo, quella che


MatteoLiberti

....

111111111111111111 PERCORSI

Da noi arrivato tardi, ma il rugby ha quasi

II~. ~ON~O
'

uno degli spon pi antichi


del mondo. Gi nel Medioevo, nelle campagne del Regno d'Inghilterra, i contadini si sfidavano con una palla ottenuta
da vesciche di animali (spesso ovali).
Giudicato troppo violento, il folk football fu messo fuori legge verso la fme
del '700. Rispunt nei college a inizio
'8oo, dove serviva a educare l'aristocrazia inglese nello spirito del motto
latino mens sana in corpore sano.
Snu aiUTISH. Ogni college aveva regole proprie. Anche quello di Rugby,
nel Warwickshire, frequentato da William Webb Ellis: secondo la leggenda

fu lui a correre per primo verso la linea


di meta con il pallone in mano, invece
di calciarlo come si usava. Era i11823.
Il rugby a 15 (quello "classico", ma c'
anche a 13, a 10, a 7) nel1871 si diede
il primo regolamento, diffondendosi rapidamente nelle colonie
britanniche. In alcune di queste
rimase lo spon nazionale anche dopo l'indipendenza. Oggi
l'International rugby board
(lrb, la federazione mondiale) riunisce 95 squadre nazionali: qui sotto trovate i
simboli delle pi forti.
Aldo Carioli

L'emblema nazionale, il
trifoglio, anche simbolo
del"15" irlandese.

Il simbolo il giaguaro. ma
i fortissimi argentini sono
~~=~ detti (per errore) "puma.

1"galli" sono storicamente


fra le 10 squadre pi forti
del mondo.

Il cardo delle Highlands


un simbolo scozzese
~:!;!.:.J fin dal Medioevo.

L'alloro il simbolo degli


aznmi, all'n posto nella
classifica dell'lrb.

~ il lupo l'emblema dei


lusitani, tra gli ultimi Paesi
a introdurre il rugby.

Meta

globale
Nel disegno. la
diffusione del
rugby a partire
dall'Inghilterra,
dove nacque
nel 1l23.

cap

Introdotto con il baseball,


il rugby nipponico
simboleggiato dal ciliegio.

sa
La felce dell'ex colonia
inglese da anni in vetta
alle classifiche mondiali.

Il rugby l'hanno imparato


dai sudafricani. adottando
l'aquila come simbolo.

Anche i canguri" sono


stabilmente nella top ten
del rugby internazionale.

La costellazione della Croce


del Sud guida i samoani
{uesimi al mondo).

T "' a

Come altre squadre


dell'Oceania, le "colombe" di
longa sono temutissime.

Fi
Indipendente dal1910,
nel rugby ha adottato la
gazzella e il fiore di protea.

La palma polinesiana
l'emblema della squadra
oggi al1o posto al mondo.

egiddio, incesto, torture e sevizie,


sacrilegio. Sono le imputazioni degli storici antichi contro il terzo imperatore romano, Caio Giulio Cesare Germanico, detto Caligola. Ascatename la
violenza, stando ai racconti di Seneca, Svetonio e Cassio Dione (vissuti fra il I e il III secolo), una pazzia progressiva. La prova? Eccessi e stranezze come la nomina a senatore del
proprio cavallo. L'uomo che per 4 anni, fra la

primavera del37 e l'inizio del41 d. C., domin


Roma con i suoi capricci divenne cos il prototipo del tiranno folle e degenerato. Ma forse
Caligola avrebbe potuto rubare la battuta a ]essica Rabbit, la fatalona del cartone animato:
"Io non sono cattivo, che mi disegnano cos".
FAZIOSI. ccGi nell'Ottocento si potuto stabilire che le fonti antiche relative a questo
imperatore non sono affidabili come vogliono sembrare afferma Aloys Winterling, do-

Una sorella di Caligola, Agrippina, congiur contro di lui. Spos


Cara
mamma
Agrippina Maggiore,
madre di Caligola, in
un busto scoperto a
Pergamo (Turchia).

cente di Antropologia storica all'Universit di


Friburgo (Germania) e autore di una controversa biografia che riabilita in pane caligola.
<<La notizia per cui avrebbe avuto rapporti incestuosi con le tre sorelle, per esempio, falsa
e si trova formulata per la prima volta in Svetonio un secolo dopo la mone dell'imperatoren
sostiene Winterling. <<Seneca e Filone d'Alessandria, avversi all'imperatore,
non si sarebbero ceno lasciati sfuggire una
notizia del genere,
ma non ne fanno
parola>1.
Caligola , secondo lo studioso, sarebbe insomma uno dei
personaggi pi
diffamati della
Storia. Ma basta
il silenzio di due
fonti per scagionarlo? <<Molti episodi attribuiti
a Caligola sono probabilmente verin dice Giuseppe Antonelli, studioso di storia
romana e autore di una
ricerca sulle figure "ma-

ledette" dell'antica Roma ma vanno interpretati alla luce del personaggio: un sovrano inadeguato, in un momento difficile11,

PICCOLO P RINCIPE. Almeno sulla data di


nascita tutti concordano: 31agosto del u d. C.
Gi sul luogo le ipotesi divergono: Tivoli (improbabile}, Anzio (la pi probabile, visto che
la famiglia ci passava le vacanze), un accampamento militare in Germania (leggendaria;
in Germania arriv a due anni). Certa anche la provenienza da una famiglia che contava. n nonno e il padre di Caligola erano generali che si erano guadagnati fama e rispetto
con spedizioni punitive contro i Germani. Perci furono chiamati Gennanico, attributo passato al piccolo Caio Giulio Cesare. n quale da
pane di mamma era imparentato con la famiglia di Ottaviano Augusto, fondatore dell'impero nel27 a. C. e saldamente sul trono quando lui venne al mondo. Allevato nelle basi militari della lontana Gennania, divenne la mascotte delle truppe e prese l'abitudine (pare su
suggerimento materno) di vestirsi "alla legionaria" con tanto di caligae, i calzari militari,
ai piedi. Fu allora che gli affibbiarono il nomignolo Caligola.
Nel14 d. C. il posto di Augusto fu preso da Tiberlo. Dodici anni dopo, ormai vecchio, l'imperatore si ritir a vivere nella sua favolosa villa di Capri. Dove, nel 31, arriv il18enne figlio
di Germanico. Caligola, adottato da Tiberio
nonostante ne avesse appena fatto sterminare dai pretoriani (la guardia imperiale) la potente famiglia, vi scoprll'ane, la cultura e il
teatro. Se ne innamor al punto che da imperatore coprir di onori il mimo Mnestre e l'attore Apelle negli stessi banchetti in cui trattava a pes in faccia patrizi e senatori. Oltre al
vino, per, a Capri scorreva il sangue. Secon-

'
..

poi il successore Claudio e fu la madre di Nerone


....

do Svetonio, Caligola "assistevacon immenso piacere alle torture ealle esecuzioni dei condannati edi
notte, truccato con una parrucca eun lungo mantello, correva alle dissolutezze". Sull'isola il figlio di
Germanico conobbe Macrone, capo dei pretoriani, e la moglie di lui, Ennia, di cui forse fu
l'amante. Il16 marzo del37 il triangolo si rivel letale perTiberio. C' chi dice che fu ucdso da Macrone. Per altri, lo stesso Caligola lo
avrebbe avvelenato e poi strangolato. uComunque siano andate le cose>> spiega Winterling ui
racconti confermano l'idea che i contemporanei avevano dell'ambiente dove Caligola pass sei lunghi anni: un luogo dove si rischiava
la vita ogni momento. Cresduto in costante
pericolo di mone, non stupisce che con gli anni mostrasse un'autentica paranoia.
lMBR.UrriTo. Acclamato dalla folla come
upulcino" e "bimbetto" e festeggiato con il sacrificio di 160 mila animali, il nuovo imperatore
entr a Roma ad aprile: coi suoi 24 anni era il
pi giovane imperatore che Roma avesse mai
avuto. Giovane, ma non beUo. Almeno stando
al ritratto "in nero" che ne fece Seneca: "Tanto
era ripugnante il suo pallore, sintomo di pazzia, tanto erano torvi i suoi occhi, infossa ti sotto una fronte
Ricostruzione
di una caliga,
il calzare dei
legionari usato
anche dal

da vecchia, tanto era brutta la sua testa, spelata e


Mosaici romani
spruzzata di un po' di capelli; aggiungi il collo irsuto
del lll secolo
di ispidi peli, e le gambe sottili eipiedi enormi". Svecon spettacoli di
tonio aggiunse che "rendeva ad arte ancora pi
gladiatori: Caligola
brutto il suo viso, che era gi orrendo e repellente per
li adorava e ne
natura, studiando davanti allo specchio espressioni
organizz un gran
numero. Per questo
che ispirassero terrore e paura". Sembrano pi cafu molto amato dal
ricarure che ritratti fedeli: per la retorica del
popolo di Roma.
tempo, un cattivo sovrano doveva essere ne~
cessariamente anche brutto e malaticcio.

Alcuni attribuirono l'aggravarsi della sua pazzia al


In effetti, la cartella clinica di Caligola era
poco rassicurante. Era sul trono da appena otto mesi quando fu colpito da una misteriosa
malattia (forse epilessia) che quasi lo uccise.
Scatt allora la prima di una serie di congiure
contro di lui, guidata da Macrone e smascherata in tempo. Tiberio Gemello, nipote di Tiberlo, che avrebbe dovuto prendere il posto di
Caligola, fu costretto a uccidersi. Un centurione dovette spiegargli come d si trafigge con la
spada. Macrone, pi esperto, fece da s. ARoma era ormai chiaro chi comandava.
ASSOLUTISTA. Guarito nel fisico, Caligola
non miglior nel carattere. Afranio Potito, un
adulatore che aveva fatto voto di uccidersi se la
malattia avesse risparmiato l'imperatore, fu
costretto a tener fede al proprio giuramento.
Un altro, Atanio Secondo, fu spedito a mantenere la sua promessa di scendere nell'arena come gladiatore. Per gli storici antichi erano chiari segni di pazzia: nessuno si era mai
sognato di prendere sul serio simili promesse. Per quelli moderni la prova che l'impera-

tore aveva deciso di governare da assolutista.


uL'idea di potere che aveva Caligola si potrebbe riassumere nel motto "Faccio fare a chi voglio ci che voglio"n dice Antonelli.
La carriera imperiale fu un crescendo di eccessi. Nei banchetti trangugiava perle disciolte nell'aceto; in un anno sperper in spettacoli gladiatori e gare di bighe il "tesoretto" miliardario lasciato da Tiberio; giunto fino alla
Manica per conquistare la Britannia mand i
soldati sulla spiaggia a raccogliere conchiglie
da mostrare come bottino (probabilmente dovette rinundare per un ammutinamento). Di
ritorno dalla spedizione, fece costruire un fastoso ponte di barche lungo s k.m nel Golfo di
Baia (Napoli) forse per sbeffeggiare la vecchia
profezia di un astrologo di Tiberio ("Caligola
ha tante possibilit di diventare imperatore quante
di attraversare a cavallo il Golfo di Baia'1. E ancora: si nascondeva sotto il letto durame i temporali, parlava alla luna, sfidava Giove ad alta voce, era seguace dei culti egizi e si faceva
adorare. Colpe gravi per i tradizionalisti. In

dolore per la morte dell'amatissima sorella Drusilla


pi, pare facesse cassa tenensuo cavallo preferito. Si nardo un bordello nel suo palaz- SAPERNE DI PI
ra che Caligola gli avesse fatto
zo. Tutte queste voci nei ma- Caligola. Dietro la follia,
costruire una stalla di marmo,
nuali medici dell'Soo diven- f'JCY-{s Winterhng (Laterza).
che lo facesse servire con vasellame d'oro e che avesse innero altrettanti sintomi della la biografia che riabilita
"follia cesarea": una megalo- la figura dell'imperatore.
tenzione di nominarlo consomania senza freni aggravata
le. n messaggio per i senatori
Il libro nero di Roma antica,
dalla mania di persecuzione.
era chiaro: il mio cavallo vale
G1useppe Antonelh (Newton
CAVALLI E SENATORI. Ma
Compton). Tutti imaledetti" pi di tutti voi. Gli storici neperch gli scrittori antichi ce della storia romana.
mici dell'assolutismo potrebl'avevano cos tanto con un sobero essersi vendicati facendo
vrano che regn cos poco, senza cambiare il di Caligola un demente e un debosciato.
corso della Storia n lasciare segni particolaLa fine dell'imperatore fu violenta quanto il
ri, a parte un grande ippodromo dalle parti del suo breve regno. La mente della congiura fu
Vaticano? La risposta nel braccio di ferro fra l'aristocrazia che voleva sul trono il pi mite
Senato e potere imperiale. ccMentre Augusto Claudio. n braccio, i soliti pretoriani. Caligoe Tiberio avevano cercato di mediare con i se- la fu trafitto dalla spada del tribuno del pretonatori, Caligola tent di imporsi come sovra- rio Cherea e forse decapitato. Secondo Svetono assoluto)) spiega Antonelli. ccAveva ridico- nio, le sue ultime parole furono "Sono ancora
lizzato l'aristocrazia e i senatori spingendo- vivo!". Con lui, il24 gennaio del41 d. C., furoli alla pi penosa autoumiliazionen sintetiz- no trucidate la quarta moglie Cesonia e l'uniza Winterling. Lo proverebbe l'episodio pi ca figlia, Drusilla, di appena tre anni.

famoso, la nomina a senatore di Incitatus, il


Aldo Cario!i

H118ft0 di Zeus
Sggri. frammento

dela mano con la


saetta e Wzng) monete
del Vsecolo a. C.
attestanti la continuit
del atlto di zeus
monte Lykaion.

VIDEOGIOCHI:::::::::::::::::::::::::::::::::::

Quattro secoli sul trono,


ma solo per gioco
uropa Universalis Ili la raccolta, in
un'unica confezione, del videogioco
E
originario edelle due successive espansioni:

:
~

:
~

:
:

"Napoleon'sAmbition" e"In Nomine". Cos, in


un colpo solo. potete ritrovarvi avestire i panni
di un sovrano europeo nell'arco di tempo che
va dal1399 al182o. una manna digitale per gli
strateghi pi incalliti, che possono scegliere
tra circa 280 nazioni e quasi 2 mila territori,
fra mari e terre, da conquistare. Anche senza
ricorrere alla guerra.
Diplomazia. La strategia diplomatica del
gioco consente infatti di stringere alleanze ed
dato grande spazio anche all'influenza delle
religioni e dei commerci. Ricorrere alle armi,
per, qualche volta inevitabile. La grafica
chiara e ideale per elaborare le proprie strategie sulle dettagliate mappe storiche.
(r. m.)

126 i;@SnJuA l

www.focusstona.tt

A caccia
di Dna in
biblioteca

L'

et ela s~o~a dei


manoscntt1 medioevali? Ce la dicono le
pecore. Cos si possono
sintetizzare i risultati
a cui sono giunti gli
scienziati della North
Carolina State university (Usa) che hanno
sviluppato un metodo
per stabilire da dove
vengono le pergamene
diffuse in Europa. Fatte
con la pelle delle pecore,
erano largamente impiegate nel Medioevo e
in epoche successive per
documenti di particolare importanza. Determinarne la provenienza
ela datazione per
sempre stato un problema potendosi basare
solo sulla grafia esulle
strutture linguistiche
dei documenti.
Genetica. Timothy
Stinson e il suo team invece estraggono eanaliuano il Dna da frammenti di pergamena di
cui si conosce l'origine e
l'epoca. con l'obiettivo
di creare un archivio i
cui dati vengano poi
confrontati con quelli ricavati da manoscritti di
provenienza edatazione
ignota. Maggiore la
somiglianza genetica
tra gli animali usati per
le pergamene. pi vicina
sar la data dei manoscritti confrontati. (m. f.)

WMY.fOOISStona.lt

Trapassati alla Storia

Ritrovata
La corazzata

.....,..,

Personaggi sconosciuti che


sono stati, in vita, protagonisti.

OGnton, ~ondata

llllttoSiato

VINCENT FORD paro/1ere

loalizzato.

t una delle pi famose


canzoni di Bob Marley
ma a scriverla fu forse
qualcun altro: l'intestata rio dei diritti di !iQ
woman,mdel1974
infatti Vincent Ford,
morto in Giamaica lo
scorso 28 dicembre 2008
all'et di 68 anni.
In pace. L'uomo, soprannominato Tata, era
amico di Marley e dirigeva una mensa per i poveri nelghetto di Kingston
(Giamaica) dove Marley
era cresciuto. Secondo

Progettano un gasdotto, trovano un relitto

Colpo grosso negli


abissi
di Sardegna
...

sonar ha registrato strani segnali. Che, elaborati al comgliando i fondali della Sarde- puter, hanno restituito la sagna per la posa di un gasdot- goma di una nave poi idento sono incappati nel relitto tificata come la Da nton . <<Si
della corazzata francese Dan- sapeva del relitto, ma si penton, silurata dai tedeschi nel- sava fosse a 3-4 miglia da dove
la Prima guerra mondiale. La stato scopeno, a mille mescoperta, del gennaio 2oo8, tri di profondit>~ spiega Pietro Faggioli, esploratore di restata resa nota solo ora.
Indagini. I tecnici della so- litti ed espeno di storia della
ciet inglese Fugro stavano marina. Si tratta della pi
mappando il fondale circa 20 grande nave da guerra (quasi
miglia a sud-ovest delle co- 20 mila tonnellate di dislocaste sarde per conto dell'ita- mento e 147 metri di lunghezliana Calsi , impegnata nella za) mai affondata da un somrealizzazione di un gasdotto mergibile in quel conflitto)).
Intatta. La Danton fu colpifra Italia e Algeria, quando il
ta il19 marzo 1917 da due siluri di un U64 tedesco (a sua
volta affondato nel1918). And a fondo in meno di un'ora
e morirono 296 membri dell'equipaggio (su 923). <l relitto poggia sulla chiglia: le
torrette dei cannoni rimaste
alloro posto provano che la
nave si inabiss senza capovolgersi, come accade invece
in questi casi. Forse perch le
due falle fecero penetrare l'acqua in modo uniforme)>.
stato un clamoroso col-

Epo di fortuna: scanda-

Aldo Carioli

molti, in realt, la canzone sarebbe stata scritta


dallo stesso Marley, che
decise per di assicurare
un futuro all'uomo e
alla sua mensa coi diritti
d'autore della canzone.

HANS BECK mventore d1 g1ocattoli


Lo scorso 30 gennaio
morto Hans Beck. il "pap" dei Playmobil. Nato
nel1929 in Germania, invent ifamosi pupazzet-

c:

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....
c:
<(
IV

'Q

~
v

:l

ti snodabili, alti poco pi


di 7cm, quando l'azienda
per cui lavorava lo incaric di progettare un gioco
da collezionare.
Miniatura. L'1dea di
idearne uno che stesse
nel palmo della mano di
un bambino - ISpirata
dalla passione per il
modellismo -decoll
nel1974, quando la crisi
petrolifera aveva reso
troppo cara la plastica.

Mark Felt considerato


lari degli abusi di potere
la fonte pi anonima
compiuti da Richard
delle cronache americaNixon fra il1972 e il1974,
ne: solo nel 2oos rivel
costringendo il presidendiessere stato lui, nel
te Usa a dimettersi.
1974 numero 2deii'Fbi, a
Il nome in codice gola
farscopp1are
- - - - - profonda",
con le sue
usato per
rivelazioni
proteggere la
lo scandalo
fonte, divenne
Watergate.
proverbiale
Soffiate. Felt
sinonimo di
rifer ai re"informatore".
porter del
Felt morto
Washington
a 95 anni il 18
Post i particodicembre 2008.

<( L - - - -- - L

w.v.v.focusstona.ll

La carta d'identit
... si viaggiava con una lastra di bronzo con
l'immagine del proprio volto. Ma a qualcuno
toccava anche di essere marchiato a fuoco.
li Psilli, antichi abitanti
dell'odierna Libia, immuni al veleno dei serpenti, facevano mordere i loro
neonati da un rettile. Se sopravvivevano, erano considerati figli legittimi. Se si eccettuano queste "pratiche di
identificazione" riportate dagli scrittori antichi Erodoto,
Plinio e Lucano, il primo caso di carta d'identit risale
all'et ellenistica (III-l secolo a. C. ) quando i cittadini liberi di alcune citt-Stato portavano con s una lastra di
bronzo con incisa l'immagine del proprio viso.
L'abito fa il monaco. In
epoca medioevale si smise di
identificare i singoli. L'abito, per, qualificava l'appartenenza a un gruppo sociale. Il vestito rosso con cui
di solito raffigurato Dante,
per esempio, rivelava l'appartenenza alla corporazione degli speziali. Alla fine
del Medioevo, l'aumento de-

gli scambi commerciali in Europa origin molta corrispondenza scritta, spesso recapitata da messi, di cui bisognava
accertare l'identit. I mercanti potevano recarsi senza
documenti fino ai cosiddetti "porti di mare", mentre per
viaggiare di citt in citt dovevano munirsi di documenti che talvolta li descrivevano
fisicamente.
Sin dal XV secolo i messaggeri svizzeri e francesi vestivano casacche che li rendevano riconoscibili, o portavano
emblemi che ne denotavano
la provenienza. La necessit di riconoscere i soldati assenti per qualche motivo dalla guarnigione, poi, port all'emissione di cdules. Per i
pellegrini, infine, c'erano le
"lettere di raccomandazione"
redatte da un curato, con informazioni sul portatore.
Marchiati. Anche criminali e schiavi andavano identificati: un iris (non un giglio,

Timbrati
~.

in una stampa del


la marchiatura di
un prigioniero. A.latQ,
un dagherrotipo del1845
con la mano "bollata di
)onathan W. Walker.
'700,

come si crede) impresso a fuoco sulla pelle indicava i condannati dai re di Francia, e un
monogramma del proprietario marchiava gli schiavi neri
in America. Nel1844 un certo Jonathan W. Walker, fervente abolizionista, fu marchiato con una doppia S (slave
stealer, "ladro di schiavi") per

aver tentato di aiutare alcuni


neri a scappare.
Fotografati. Bisogn aspettare il XX secolo perch le legislazioni europee introducessero documenti simili a quelli
di oggi, con tanto di fotografia . In Italia, la prima carta
d'identit risale al1931.

misterioso
...

Cl
~

:;:;

~
u

Vi proponiamo. anche
in questo numero di
Focus Storia,la foto
di un oggetto di uso
comune ... ma solo fino
a qualche tempo fa!
Provate a scoprire di che
si tratta e a cosa serviva.
Aspettiamo le vostre
risposte. per posta o per
e-mail: Focus Storia,
via Carlo Goldoni 1,
20129 Milano;
redazione@focusstoria.it

L'oggetto costituito
da una coppia di ferri
semicurvi, a forma di
mezzaluna. Ognuno pesa 1,8 kg e misura 41 cm di
lunghezza e20 di larghezza: ha 6 punte acuminate
rivolte verso l'interno aun'estremit della mezzaluna
edue all'altra. Alla base di ciascuno dei due ferri
c' una cinghia in cuoio. Di che cosa si tratta?

~ L-------------------------------------------------------~~~~
wwwfocusstona n

Filippo Nieddu

Un Manzoni
da panico!
" ( os fatto questo guazzabuglio del cuore umano"
scrisse Alessandro Manzoni nei
Promessi sposi. Forse a ispirarlo
fu il suo temperamento: nevrotico, malinconico, soggetto a
frequenti attacchi di panico nelle
occasioni pubbliche. Poco incline
al luogo comune "genio e sregolatezza, la cosa pi trasgressiva
che faceva nei momenti di stress
era camminare, percorrendo fino
a40 chilometri al giorno.
Pollice verde. Per cercare serenit si dedicava anche alla botanica. Gran parte del suo tempo
libero, soprattutto tra il1811 e
il 1818. lo trascorse nella villa di
Brusuglio (vicino a Milano) nel
giardino che sua madre eredit
dal conte lmbonati:
qui trapiantava
ortensie, cedri,
vitigni rari e
rododendri

Un'anima leggera come una piuma


er stabilire se un defunto
aveva condotto in vita un'esistenza retta, gli antichi Egizi
avevano un'unit di misura infallibile: la piuma. Maat, dea della

Il peso del cuore. Su uno dei


due piatti, si credeva, la dea poneva la piuma. sull'altro il cuore
del morto (sede dell'anima):
se questo era puro, la bilancia
restava in
equilibrio e
l'anima poteva accedere ai giardini
dei defunti
(una sorta
di "paradiso"):
se invece era
pi pesante,
essa restava
nell'oltretomba.
La bilancia
simboleggiava
l'ordine cosmico
che la dea
Maatera
incaricata di
mantenere.

Quando i Romani promuovevano la scuola pubblica


a scuola pubblica ha origini
L
remote. Nell'antica Roma. il
primo a promuoverla fu Vespa-

ftn,~~~~...J

giustizia, era infatti una divinit


raffigurata talvolta come alata.
In pi, nell'iconografia classica
dell'Egitto antico era associata
all'immagine della bilancia.

siano, che dal6g al79 fu a capo


dell'impero. Lo scrittore Svetonio
racconta, nelle Vite dei Cesari,
che l'imperatore stanzi una
somma annua di 100 mila sesterzi prelevata dalle casse dello

Stato da destinare unicamente


all'insegnamento della retorica
greca e latina.
Finanziamento pubblico. Le
cattedre riguardavano esclusivamente lacitt di Roma,
ma furono le prime a essere
finanziate con soldi pubblici. E
non c'da stupirsi del fatto che

l'investimento riguardasse solo


la retorica e non altre discipline
a carattere pi tecnico e scientifico: per Vespasiano, come per
tutta la civilt antica, l'istruzione
era infatti sinonimo di formazione alla vita pubblica. campo in
cui la retorica (l'arte di convincere il prossimo) era decisiva.

Sii p millenari e "briglie da culo"


otto le tuniche i Romani usavano i "panni da gamba". Ma
non sempre, e spesso con scarso
entusiasmo, anche perch li
consideravano un'abitudine dei
popoli che giudicavano barbari,
come i Galli. Si sbagliavano.
L'intimo (per uomo e per donna)
aveva gi allora origini antichissi me enobili: il primo slip triangola re, rinvenuto nel guardaroba
del faraone Tutankhamon, risale
infatti a3.300 anni fa. Da allora,
stato un susseguirsi di mode.
Sipario dell'amore. Nel Medicevo quasi tutti ne facevano
tranquillamente a meno, mentre nel Rinascimento le "briglie

.8
;;_
~

.!!!

3
0
~

da culo"- cos erano chiamate


-erano prerogativa delle
classi sociali pi elevate (e
delle cortigiane), che le
utilizzavano soprattutto
per cavalcare. Madame
de Pompadour, nel Settecento, le defin "scrigno
delle chiappe. EAnita
Garibaldi, nell'Ottocento, "sipario dell'amore. La muta nda in
stile Tutankhamon ricomparve
all'inizio del 'goo. Ma il boom si
ebbe in America nel1935, quando un modello triangolare fu
esposto in una vetrina di Chicago. In pochi giorni and a ruba:
era nato lo sii p.

..

.
-..
.
La Stor1a e a scatti
Ogni anno si assegna I"'Oscar" alla pi bella foto di cronaca.
Ora on-line oltre so anni del World press photo award.
no sceriffo, pistola alU
la mano, che ispeziona
una casa americana dopo

:.5
::1

;
c
<
=o
~
~

il
pignoramento per un mutuo
non pagato: questo il soggetto della migliore immagine del 54 World press photo award, il pi importante
premio internazionale di fotogiomalismo. Dal1955 una
giuria di esperti sceglie la foto pi bella e rappresentativa dell'anno, tra le migliaia
inviate da tutto il mondo da
reporter, agenzie, quotidiani e riviste.
Storiche. Nel nostro sito
.
trovate una selez10ne
de l le
immagini vincitrici del premio. Non sono solo scatti

Quattro dei 51 scatti


vincitori del World
press photo award. In
tre occasioni il premio
non fu assegnato.

sensazionali, ma anche documenti che consentono di


rivivere gli eventi cruciali

della storia recente.

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Tutti al cinema
Scopri nel blog la vera
storia di Claus Schenk
von Stauffenberg,
interpretato da Tom
Cruise in Operazione
Valchiria.

Se ne parla
Nel forum infuria il
dibattito sui Templari:
cavalieri al servizio della
religione, ma dawero
giusti? Anche tu puoi
dire la tua!

The winner is..


La pi bella copertina di
Focus Storia del 2008?

Secondo i lettori
on-line quella del
n 22, dedicata a due
sensuali Adamo ed Eva.
WWN focusstona ot

t;M~

311

112 gennaio 1959 i flitJ.a~r..mA~IIAI

Era l'ultimo atto di una strana rivoluzione: eccone i retroscena

tAVI

DEIB
Trionfi e
celebrazioni
Sopra. rivoluzionari
entrano a Santa Clara
accolti dalla folla,
nel gennaio 1959. A.
sinistra, un album di
figurine degli Anni
'6o celebra Castro.

Presa
di potere
Il capo rivoluzionario
Ca milo Cienfuegos
si appresta a
entrare all'Avana,
il 2 gennaio 1959:
nella capitale entr
anche Che Guevara,
mentre castro prese
Santiago. Cienfuegos
morir nell'ottobre
dello stesso anno, in
un incidente aereo.

All'inizio la rivoluzione fu vista con


sospetto dai comunisti cubani: non era
+ C + C =2C. Algebricamente parconsiderata
lando, l'equazione sbagliata. E
storicamente
sembra un'ovviet:
"ortodossa"

Alla macchia
Fidel (con il piatto) e Raul
Castro con alcuni membri
del Movimiento 26 de
julio nella Sierra Maestra.
durante i mesi di guerriglia.

le prime due Csono i fratelli Castro


(Fide! e RaUI), la terza Che Guevara; quanto al2C del risultato, la Cuba Contemporanea, di cui i tre personaggi furono i fondatori. Ma davvero un'ovviet? Pi che altro
un errore, perch la Cuba d'oggi non nacque
da tre C, ma almeno da cinque; alle iniziali dei Castro e del Che vanno infatti aggiunte quelle di Camilo Cienfuegos, un personaggio ignorato all'estero, ma popolarissimo in
patria. Insomma,quella che nel1959 consegn Cuba ai barbudos del Movimiento 26 de
julio, il partito armato castrista, fu una strana rivoluzione.
S ENZA IDEOLOCIA. Prima stranezza: la revoJuci6n era diretta contro i latifondisti e il loro
referente politico, il dittatore Fulgendo Batista (v. riquadro a destra); eppure Fide! era nato
in una famiglia di possidenti terrieri. Secon-

da stranezza: il Movimiento aveva foni connotati nazionalisti; ma il suo vicecapo era lo


straniero Guevara (v. articolo a pag. 54). Terza stranezza: si parla sempre di "rivoluzione
castrista", ma in realt a conquistare L'Avana furono il Che e Cienfuegos. La stranezza
maggiore, per, la quana: Fide!, destinato
a diventare l'ultimo (o quasi) leader comunista del mondo, in origine non si ispirava affatto a Marx e Lenin. ccPrima del1959 Castro
non aveva alcuna ideologia)) ha scritto l'inglese Hugh Thomas, il pi noto studioso europeo di storia cubana e consulente del Foreign Office, il ministero degli Esteri inglese.
ceSia lui sia i leader del "26 de julio" avevano
alcune idee generali di nazionalismo e riforme sociali, ma non c'erano programmi espliciti~,. Una conferma di questa analisi si ha rileggendo alcune vecchie dichiarazioni dei diretti interessati. "Sapevo che Fide! non era comunista" raccont nel1964 il Che. "Ma sapevo che

4'

''

'
'\

....
...

'

'
)

lo sarebbe diventato. Non posso dire che si trattasse di una consapevolezza chiara edecisa: era un'in-

tuizione". Ma era soprattutto la scopena dell'acqua calda, perch nel1962 Castro stesso
in uno dei suoi interminabili discorsi aveva

l
.J

gi "confessato": "Ora io credo senza riserve nel


marxismo. Ma ci credevo il 1 gennaio 1959?Lo capivo come oggi? No!".

CORTILE DECLI USA, Che cosa fu , dunque ,


la revoluci6n? E perch divent una rivoluzione comunista? Per rispondere occorre fare
un lungo passo indietro, fino al1951, quando a Mosca regnava ancora Stalin, in Asia divampava la guerra di Corea e in Italia nasceva il Festival di Sanremo. All'epoca Cuba era
di fatto una colonia degli Stati Uniti, una miniera a buon mercato di zucchero e nichel;
ma anche un "cortile di casa" riservato a servizi sgraditi in salotto: un po' casin, un po'
bordello, un po' vivaio di gangster. "n miglior
posto per ubriacarsi" la defin l'attore americano Errol Flynn.
Allora Fidel Castro aveva 26 anni ed era un
avvocato fresco di laurea. Ma soprattutto era
un militante del Partido ortodoxo, formazione radicaleggiante ma anticomunista, fondata da Eddy Chibas, un Antonio Di Pietro
alla cubana, che conduceva accese quanto
inefficaci campagne contro la corruzione dilagante. Ils agosto Chibas prese parte a una
trasmissione radio e lanci un accorato appello che finiva cos: "Popolo di Cuba, svegliati!
!. l'ultima volta che busso alla tua porta!". Quindi si uccise in diretta con un colpo di pistola.
Il gesto disperato di Chibas provoc un'enorme impressione e il suo partito si present in pole position alle elezioni presidenziali del1952. Ma alla vigilia del voto, il1o marzo, un golpe port al potere il futuro grande

nemico di Fidel: Fulgencio Batista, appassionato di canasta


e di film dell'orrore, che sciolse
i partiti, sospese il parlamento
e chiuse l'universit. Una settimana dopo, il governo golpista
fu riconosciuto dagli Stati Uniti. L'Urss invece ruppe ogni rapporto diplomatico con L'Avana.
ASSALTO. Fu allora che Castro e altri radicali scelsero la
via delle armi. E all'alba del26luglio 1953 (da
cui il nome del futuro Movimiento) scesero in
campo con un atto di guerra: l'assalto a due
caserme, fra cui il Cuartel Moncada di Santiago, dove circa mille soldati sbronzi smaltivano gli effetti del "carnevale" locale, festeggiato la notte prima. L'episodio, poi mitizzato come prologo della revoluci6n, in real- ~

SQQ@. caduti nel fallito

attacco alla Moncada


del1953.~.

Castro interrogato
dopo l'arresto.

Fulgencio Batista, il generale-gangster


hiera il generale BatiC
sta, l'ultimo dei leader
autoritari che governarono
Cuba prima della rivoluzione castrista? La sua carriera
inizi con il "colpo di Stato
dei sergenti"che nel1933
rovesci il governo prowisorio di carlos Manuelde
Cspedes, subentrato a
quello repressivo eautoritario di Gerardo Machado.
Uilitare. Nato nel1901,
spirito combattivo. fece
carriera nell'esercito diventando un leader influente.
Tanto che il golpe del1933,
che mise sulla poltrona di
presidente Ram6n Grau
San Martin,lovide esercita-

re il potere nell'ombra, come capo di Stato maggiore.


Solo nel1940 fu proclamato
presidente. Proprio la
costituzione che aveva
promulgato gliimpedl di
ricandidarsialle elezionidel
1944: scelse cos l'esilio in
Florida. Grazie all'appoggio
americano, Batista torn
per al potere con un altro
colpo di Stato militare nel
marzo del1952.
Dittatore. Batista impose
da subito metodi autoritari,
che gli valsero l'iniziale sostegno popolare. Le aspettative di una lotta alla corruzione dilagante e alla crisi
economica cronica furono

per disattese: il generale


stabifi un ferreo controllo
suisindacati e sull'esercito,
reprimendo ogniforma
diopposizione. Quando
all'inizio del1958 gli americani decisero di sospendere
le forniture all'esercito
cubano. ibarbudos erano
ormaiin ascesa e trovavano
sempre pi cubanidisposti
a unirsia loro. Mentre i
rivoluzionari entravano
all'Avana lui fuggiva nella
Repubblica Dominicana.
Non rivedr mai pi Cuba: si
rifugi prima in Portogallo
e poi nella Spagna del dittatore Francisco Franco, dove
mor il6 asosto 1973. (g. r.)

Il termine barbudos per indicare i


guerriglieri fu coniato perch non
t fu un disastro: alcuni ribelli sbagliarono
avevano di che strada,
altri spararono troppo presto, allerle
sentinelle; l'auto di Fidel fln su un
tando
farsi la barba marciapiedi
e un'altra for prima di arriva-

L'Avana in fiamme
Tafferugli davanti a un
locale dell'Avana gestito
dalla mafia, nel gennaio
del 1959, durante la caccia
agli anticastristi.

l barbudos secondo la rivista


cubana Bohemia del febbraio 1959.

A conti fatti, per, di anni Castro ne scont meno di tre, perch nell'aprile del1955 il
governo, in cerca di consensi, flrm un'amnistia per tutti i prigionieri politici. Secondo
re sull'obiettivo. Quel cruento scherzo di car- Hugh Thomas fu il pi grande errore di vanevale cost ai soldati del presidio 19 morti. lutazione compiuto da Batista. Infatti Fide!
Sull'altro fronte, su 157 ribelli, 9 caddero in pan con Ralll per il Messico, in esilio volonbattaglia, 68 furono trucidati dopo la resa, tario. E l riprese a congiurare, contattando
48 tornarono a casa in autobus alla spiccio- altri fuoriusciti cubani. Una di loro, Teresa
lata o si mimetizzarono in un ospedale fm- Casuso, scrittrice di teatro, lo ricorder cosi:
gendosi malati, e gli altri 32 furono arrestati "Dava l'impressione di essere nobile, sicuro, deciso,
e processati. Nell'ultimo gruppo c'era anche come un grande terranova".
Fide!, condannato a 15 anni. "Non importa, la
INCO NTRI IMPORTANTI. Fu in Messico che
Storia mi assolver!" comment lui. Ma allora il "terranova" Castro conobbe le altre "C" delnon l'assolsero neppure i comunisti cubani, l'equazione rivoluzionaria: Ernesto Guevache bollarono gli aventuristas di Santiago con ra Lynch (26 anni, cittadino argentino, medico neolaureato con lavoro precario, da poco
parole durissime.
padre di una bimba di nome Hidita) e Carnilo Cienfuegos (24 anni, cubano di padre spagnolo, scultore disoccupato, nato in una famiglia di sindacalisti).
Di comunisti, nel nascente Movimiento,
non ce n'era ancora mezzo. Guevara masticava idee genericamente terzomondiste (in sintesi: la povert del Terzo mondo tutta colpa del colonialismo occidentale). Cienfuegos
aveva assorbito dal padre un retroterra culturale anarchico. Quanto a Castro, nel1956
parlando con Justo Carrillo, ex banchiere cubano, lo rassicurava cos: "I comunisti non saranno nUii la maggioranza, anche se in questa lotta
la loro (or20 crescer". Con tali premesse, la lotta
inizi ufficialmente il25 novembre dello stesso anno, quando Fide! e i suoi ripartirono per Cuba su un vecchio yacht di
nome Granma ("Nonnina").
La spedizione contava sulla
complicit di un gruppo di rivoluzionari gi sull'isola, che doveva organizzare moti a Santiago,
per distrarre l'attemione dei militari e facilitare lo sbarco. Ma sul

..
...

Gran ma, nato a misura di u uomini, salirono in


82 (c'era anche un italiano, v. riquadro a pag. so)

....

pi armi e munizioni. Morale: lo yacht arriv


con 48 ore di ritardo il2 dicembre, a moti finiti. E quando gett l'ancora sulla spiaggia cubana di Belle (v. cartina a pag. 52) fu accolto da mitragliamenti aerei: "Non fu uno sbarco, ma un
naufragio" ammise poi Guevara . Sembrava
un bis dell'attacco alla caserma Moncada:
poche ore dopo Castro aveva gi perso un
quarto dei suoi; ma in qualche modo riusc
a guadagnare la Sierra Maestra, una catena
coperta di foreste a ridosso di Santiago.
Lass i reduci del Granma rimasero due anni, organizzando la guerriglia e crescendo pian
piano di numero: a fme 1958 erano circa 3 mila e controllavano quasi tutto l'Est dell'isola.
L'epilogo arriv all'alba del1959: la notte di capodanno Batista fugg. Due giorni dopo Castro
entr a Santiago, Cienfuegos e il Che all'Avana. La revoluci6n aveva vinto, ma era ancora
tutta da fare: ~ttaccheremo l'analfabetismo, la corruzione, il vizio,
(continWl apag.42)

PARADOSSI

come il Che. Ma Cuba piena di paradossi simili. Basti


dire che il giornale pi diffuso dell'isola, organo del Partito comunista, si chiama
Gran (~Nonnina" in inglehe una rivoluzione
se), nome assai meno epico
vinca la propria cau- ~veva un'innnittl fede nei valo- del russo Pravda (''Verit");
sa a suon di cioccola- ri morali e nella coscienza degli o che la storia militare del
to, non capita di frequente. A uomini".
Paese celebrata da un parBaracoa, cittadina de.lla CUba
Tutto si spiega. Pu far co-zoo (Cayo Saetia); o infiorientale, accadde il1" apri- sorridere l'abbinamento di ne che Baracoa l'unica citle 1963, quando il Che, allora beni effimeri come il ciocco- t comunista dove una croce
ministro dell'Industria, inau- lato ai "valori morali" e so- stata distrutta non per ateigur una Fabrica de Chocolate prattutto alla spanana figu- smo, ma per eccesso di fede .
che tuttora d lavoro a uo fra ra di un hroe revolucionario Ma tutto ha una ragione.
Granma era il nome dello
Una rara foto dello
yacht (acquistato da un amesbarco di Castro,
ricano) che nel 1956 riporGuevara e gli altri
t Castro a Cuba dal Messiesuli cubani dal
co. Il parco-zoo di Cayo Saetia
Gronmo, neh gs6.
fu creato negli Anni '70 con
animali donati da Paesi che
l'esercito terzomondista di Fidel aveva aiutato: zebre angolane, bufali vietnamiti,
antilopi dell'Africa orientale. Quanto alla croce,la pian-

...

Mercenari'...
anticastristi nel
1g6o. La guerriglia
controrivoluzionaria
fu armata dagli Usa.

Nnne e cioccolata per la rivoluzione

Duesimboli della
rivoluzione: unbattello
americanoela fabbrica
di cioccolato del Che.

"

Sull'altro
fronte

operai e impiegati, producendo ogni minuto 70-Bo tavolette con un marchio anglosassone: Peters. All'entrata dello stabilimento, sotto un ritratto del fondatore Guevara,
oggi c' una grande scritta:

ma

t Colombo nel1492: era alta


due metri, ma si ridotta a 64
centimetri perch nell'euforia della rewluci6n i cubani ne
presero migliaia di schegge
a mo' di reliquia. Castro, per
non urtare i suoi cattolicissimi contadini,lasci fare.
Svolte. Anche la fabbrica
del Che nacque per ragioni
politiche (oltre che economiche). A Baracoan racconta
Jos Luis Rodriguez, direttore commerciale dell'azienda
11il cacao si coltiva da sempre , ma qui fmo agli Armi 'so
il cioccolato era sconosciuto:
il dolce tipico era il cucurucho,
un impasto di ananas, cocco
e limone , avvolto in foglie di
palma. Infatti il cacao grezzo veniva tutto esportato a
prezzo da saldo't lavorato altrove. Decidere di completare qui il ciclo produttivo permise di tenere a Cuba tutto
il valore aggiunto. E fu una
svolta storica)).

Santa Clara

-:-

..

.,

Nel dicembre del1958


Fidel manda Cienfuegos
a conquistare la cittadina
di Vaguajay (v. cartina
in bass_o), da qui
raggiunger Guevara per
l'attacco a"Santa Clara,
citt strategica sulla via
dell'Avana, presidiata da
circa J.soo soldati.

ll29 dicembre, alle

s di mattina, un miglfaio

Dopo tre giorni di


battaglia, ill0 gennaio
1959, le forze regolari
si arrendono
a Che Guevara.
Intanto, Fidel e Raul
Castro hanno preso
Santiago.

di guerriglieri con le armi


catturate lanciano l'attacco
alla citt, appostando
cecchini sui tetti degli edifici
e usando i bazooka contro
i carri armati.

Guerra fredda
Due guerrigliere di guardia
all'Avana nel 1g61. Con
gli Anni '6o Cuba entr nella
sfera d'influenza sovietica.

Nella rivoluzione si intrecciarono la


lotta anticolonialista e le aspirazioni
il gioco ele malattie" dichiar Fidel, parlando a
alla giustizia
Matanzas il6 gennaio. Belle parole, che per
erano
solo un'utopia: per un piano di intersociale
venti cos vasto accorrevano risorse. Ele risorAmico americano
Castro con Hemingway.
lo scrittore americano
possedeva una villa a Cuba
e fu un sostenitore
della rivoluzione.

se di Cuba dipendevano tutte dagli Stati Uniti, grande sponsor di Batista e presto in rotta
di collisione con Fidel.
VERSO L' URSS. All'inizio Washington non
decret un vero embargo (scattato solo nel
1961, v. articolo a pag. 68), ma quasi subito limit le importazioni di zucchero cubano. Che
fare? L'isola rischiava di morire per iperglicemia, cio di affogare in un mare di zucchero invenduto. La sfida tra L'Avana e Washington, che evocava il mito
di Davide e Golia, guadagn a Cuba simpatie nel mondo, soprattutto in Africa,
Europa e Sud America. Persino negli Usa
ci fu chi prese apertamente la parti di Castro:
per esempio lo scrittore
Ernest Hemingway,
che a Cuba possedeva una villa. Ma Hemingway era vicino alla mor-

te (avvenuta il2luglio 1961). E comunque di


simpatie non si campa: il problema di trovare
compratori per lo zucchero restava.
Ed ecco spuntare, come da un cappello a
cilindro, un nuovo partner commerciale:
l' Urss, che dopo aver riallacciato i rapporti
diplomatici interrotti ai tempi di Batista, si
offri di assorbire tutti i prodotti rifiutati dagli
Stati Uniti. Fin che nel1g6o Cuba vendette
2,5 milioni di tonnellate di zucchero ai Paesi del blocco comunista, contro solo 2 milioni spediti negli Usa. Era un terremoto: per la
prima volta nella sua storia L'Avana si trovava ad avere due clienti invece di uno solo. E,

Appoggio popolare
Una delle prime manifestazioni
di piazza a favore dei rivoluzionari
all'Avana: i cartelli attaccano le
ritorsioni economiche degli Usa.

per strano paradosso, scopriva i vantaggi della


libera concorrenza grazie alla patria del comunismo. l rapporti coi sovietici si estesero subito ad altri senori merceologici: poich Mosca
non pagava in moneta ma in petrolio, Castro
intim alle raffinerie dell'isola (gestite in parte dall'americana Te.xa.co) di lavorare il greggio
made in Urss, interrompendo le imponazioni
da altri Paesi. E siccome le raffinerie si rifiutarono, furono subito nazionalizzate. Cosl, inevitabilmente, l'isola scivol rapidamente da
una dipendenza economica a un'altra: avviati al declino i rapporti con gli Usa, trov nell'Urss un partner sempre pi necessario.

F INE 0 1 UN'ERA. Il resto venne a ruota: l'influenza di Mosca dilag in campo politico e
militare. Cosl Fidel, nato ortodoxo e detestato
dai comunisti "storici", nel1965 sciolse il suo
Movimiento nel Partido comunista de Cuba,
di cui diventer il !(der maximo. Nello stesso
anno Guevara lasci L'Avana per andare prima in Congo e poi in Bolivia, dove fu ucciso
nel1967. Cienfuegos era scomparso prima,
in un misterioso incidente aereo alla fme del
1959. Cos la formula della rivoluzione cambi in C x 2 =2C. Ovvero: Castro per 2 {Fidel e
R.aw) uguale CUba Comunista .

NinoGorio

Che cosa c' dietro al mito


di Fidel Castro?Che fine ha
fatto la rivoluzione di Che
Guevara?Risponde il Dvd
in vendita in edicola e sullo
sto re on-line. Guarda il trailer
su \WIW.focusstoria.it e
acquistalo all'indiriuo:
\WIW.focus.it/store.

Da Colombo ai pirati, dagli schiavi alle lotte per l'indipendenza.

...

Cinquecento anni a Cuba


n principio fu Bariay, dicono: cio una
baia senza case, a nord della citt di
Holguin, nell'oriente di Cuba. Lass,
su un prato vista mare, sfano candide colonne greche, alternate a idoli precolombiani color ocra. L'improbabile complesso si chiama Parque monumento nacional:
a idearlo, nel1992, fu un archeologo cubano
oggi scomparso, }os Manuel Guarch, che voleva rappresentare cos l'incontro fra le due
culture in cui l'isola riconosce di avere radici:
l'europea (le colonne) e l'india (gli idoli).
Il luogo e la data di inaugurazione del parque non furono casuali; a Bariay, soo anni
prima, il28 ottobre 1492, Cristoforo Colombo
aveva guidato il primo sbarco europeo a Cuba: "t. l'isola pi bella che occhio abbia visto" aveva annotato sul suo diario. E aveva descritto
il villaggio indio che l'aveva accolto. Guarch
era grato sia per il complimento che per le
notizie, che l'avevano aiutato a trovare conferme dello sbarco. A Bariay erano spuntate infatti tracce del "villaggio di Colombo":
un'ascia, un idolo, una discarica di gusci di
ostriche. Bella idea, il Parque di Bariay. Che

per un falso, perch l'incontro fra le due


culture non ci fu mai: piuttosto, la prima
spazz via la seconda.
PuLIZIA ETNICA. Fu un genocidio totale: il
vero "monumento" che lo ricorda la citt di
Matanzas ("massacri", in spagnolo) che evoca
nel nome il destino che i conquistadores riservarono a Siboneys e Tainos, le due etnie che~

Svolta epocale
Sopra, indios cubani
accolgono Cristoforo
Colombo nel 1492.
~.la coloniale
Plaza de Armas, a
t:Avana, in una stampa
francese del 1830.

"Cuba" deriva forse da Cubao: "Dove abbonda la


Assedio inglese

L'indio che
prefer l'inferno

La flotta spagnola
sconfitta dagli inglesi
davanti all'Avana nel
17fjz, in un quadro
dell'Ottocento.

atuey, il cacicco (capo)


H
indio che a Cuba resistette agli spagnoli, a sentire le
cronache dei tempi, nel1512
fin all'Inferno per sua scelta.
Infatti, quando era gi legato
al palo del rogo, fu awicinato
da un frate, Juan de Tesin, che
tent di convertirlo in extremis; ma lui nfiut.
Parole sante. Aggiunse (Il
frate, ndr) che se avesse IIOiuto credere a quello che gli diceva sarebbe andato in cielo,
dov' gloria ed eterno riposo;
ma che se non l'avesse fotto
gli sarebbe toccato di andare
all'inferno a patire eterni
tormenti esupplizi. Qutl
signore, dopa avere un poco
pensato, domand al frate se
in cielo andavano anche i cristiani. Il francescano gli disse che si, certo, quelli buoni
vi andavano. Rispose subito
il cacicco, senza pi esitare,
ch'egli non 110leva andarci,
che preferiva andare all'inferno piuttosto che ritrovarsi
con coloro t vedere ancora
gente tanto trista t crudele.
L'autore del racconto? ~ una
fonte autorevole: Bartolom
de Las Casas (1484-1566), vescovo domenicano testimone
dei fatti e tra i primi difensori
degli indios.
....,....-..~ ... 1

La conversione rifiutata
dal capo indio Hatuey,
gi sul rogo, nel 151z.

fiNE DI UN' EllA . Dimentichiamo gli idopopolavano l'isola, allora detta Juana. Il regista del macello si chiamava Diego Velazquez, li indigeni di Bariay, dunque. La vera storia
il capo taino che tent di resistergli Hatuey di Juana inizi col loro tramonto, in due date diverse: nel1511, quan(v. riquadro a sinistra). n prido Velazquez fond la primo entr in azione alla fine
ma citt euro-cubana (che
del 1511, il secondo fu brucianon era L'Avana, ma Bato vivo nel1su.
racca, v. cartina a pag. 51); e
Risultato di quell'antica
nel1517, quando sull'isola
pulizia emica: gli indios, che
giunsero i primi 12 schiaall'arrivo degli spagnoli eravi neri. Entro il1515 le citt
no 100 mila, nel 1550 erano
dei conquistadores divennero
ridotti a 20 volte meno. Oggi
sette, sei delle quali dedicanon ce ne sono pi: secondo
te a santi. Ed entro la fine
le statistiche della Cia, che
dell'8oo, quando lo schiasu Cuba informatissima,
vismo fin , i neri importagli abitanti attuali dell'isola
ti a forza, secondo dati delsono per il 37%bianchi, per
l'Associazione nazionale di
l'n %neri, per il 51%mulatUn indio con il tabacco (1565).
amicizia Italia-cuba, toccati e per l'l%cinesi. Aricordarono quota 925.868.
re Hatuey non restano eredi,
Il miglior "libro" che racconta la storia bisolo i malinconici versi di un poeta popolare,
Cristobai Napoles Fajardo: "Con una gran pipa colore di quella comunit bianca e nera, anin bocca l un indio da una rupe l guardava il cielo tenata della Cuba di oggi, la musica, fatta
di generi diversi, ma invariabilmente ibridi:
cubano, /la notte, il monte eil piano...".

terra fertile" nella lingua degli indios tafnos, gli abitanti originari
\

t.

la rumba, il mambo e soprattutto il son, prototipo di tutti i ritmi afro-latini, che ha il suo
"santuario" a Santiago, citt mulatta per eccellenza. Gli africani portarono sull'isola i
loro strumenti a percussione, che furono abbinati ad altri strumenti a corde pizzicate, di
origine spagnola. Il son nacque cos osserva ]orge G6mez, direttore del Moncada, noto
complesso cubano.
TRADIZI O NI IN FUMO. "Libri" di storia COloniale sono anche i famosi sigari cubani:
Montecristo, Romeo y Julieta, Cohiba (i preferiti da Fidel Castro) e altri. A differenza del
son, per, los cigarros ebbero una storia non
"bi" ma tricolore. A inventarli furono infatti
i pellerossa. I bianchi e i neri pensarono a valorizzarli, con ruoli distinti: i primi li fumavano, i secondi li producevano, come braccianti nei campi (se maschi) o come operaie
nei sigarifici (se donne). Tuttora si dice che i
sigari acquistino il loro aroma solo se arrotolati sulla coscia di una mulatta.
Un terzo "libro" in cui bianchi e neri hanno scritto la loro storia il rhum, liquore ri-

cavato dalla canna da zucchero, che proprio a


Cuba ebbe la sua versione-capolavoro: il Bacardi. Oggi per sull'isola il "re dei rhum"
non c' pi, o meglio ha mutato etichetta. Infatti dopo la revoluci6n castrista del1959 i proprietari del marchio traslocarono la ditta a Portorico. L'ex Bacardi si produce ancora, sulle stesse terre e nelle stesse distillerie di
un tempo; ma si chiama Habana Club.
L'unica differenza che costa meno dellamet.
ZUCCHERO E FUMO. Pu StUpire, ma i
tre "libri" di cui si diceva furono scritti Il dolce...
molto tardi. Infatti ai Caraibi la can- Raccolta di canna da
na da zucchero un prodotto impor- zucchero all'Avana, in un
tato, che ebbe il suo boom solo dal quadro dell'Ottocento. La
'700 in poi (il catalano Facundo Ba- coltivazione fu introdotta
cardi, creatore dell'omonimo "re dei dai conquistadores.
rhum", arriv a Cuba nel1830 e inizi
l'attivit nel1844). Il tabacco esisteva da
::::oJ~~lliiJl't:, ma la sua coltivazione divent legasolo nel1614: prima di allora era seminato
unicamente di nascosto. Quanto al son, prese
piede a Ottocento avanzato. E prima?
Prima, Cuba si dedicava a tutt'altro che all'agricoltura, quindi il fabbisogno di braccia era limitato e i neri importati furono pochi (solo 700 nel XVI secolo, 60-64 mila entro
la met del XVIII). Allora il biglietto da visita dell' "isola pi bella che occhio abbia visto" (poi
detta in breve Isla Bonita) non era ancora il
...e l'amaro
binomio rhum e sigari: nei primi 250 anni
Schiavi cubani puniti con
dopo l'arrivo degli europei, pi che di caria y
la frusta nell'illustrazione
tabaco Cuba camp e si arricch sull'oro. Che
di una rivista Usa del t868.
per sull'isola non c', n c' mai stato in
ACuba la schiavit rimase
quantit apprezzabili. Come fu possibile? t-?
in vigore fino al1886.

La bandiera cubana fu adottata ufficialmente nel1902. Era stata


disegnata nel1849 per il movimento di liberazione dalla Spagna

Le

--

IsoLA coNTESA. Per capire il paradosso ocTERREMOTO ALL'INCLESE. Tanto spiegacorre fare una premessa. Juana conobbe tre mento di forze non era esagerato: allora L'Avafasi di storia coloniale: a dominarla furono na era la terza citt d'America, dopo Citt del
prima la Spagna (1492-1762), quindi la Gran Messico e Lima, ed era dotata di fonificazioni
Bretagna (1762-1763), poi di nuovo la Spagna formidabili. Per conquistarla, infatti, gli in(1763-1898). Nella prima fase, L'Avana diven- glesi persero 6.754 uomini: un'enormit. Di
t il punto di raccolta di tutto l'oro che i ga- quella guerra, i cubani ricordano un loro eroe,
leoni diretti a Siviglia caricavano nei Paesi }os Antonio G6mez detto "Pepe" Antonio,
del Centro e Sud America: il suo pono era la che affront gli invasori armato di machete
"pista di lancio" per la traversata atlantica, e cadde sul campo. Ma pi di "Pepe" cont la
che le navi affrontavano in convoglio per di- diarrea: dei caduti britannici, solo 746 morirofendersi dai frequenti arrembaggi dei corsari no in combattimento; gli oltre 6 mila restanti
(v. riquadro a destra). Nel156o i convogli furo- furono stroncati dalla dissenteria.
no resi obbligatori dal re Filippo ll: i galeoni,
Il dominio di quei coloni dagli intestini sen
partiti dalla Spagna in estate, dopo aver cari- sibili dur solo u mesi. Poi un trattato (quelcato in America le loro merci preziose doveva- lo di Parigi, dopo la guerra dei Sette anni) reno svernare all'Avana (che dal1607 divenne stitu L'Avana agli spagnoli. Ma l'anno scarcapoluogo amministrativo al posto di Santia- so in cui Cuba parl inglese fu un terremogo) e ripartire insieme, sotto scotta, amar- to: la coltivazione della canna fu incentivata
zo. Ovvio che per tutto l'inverno la presenza
di tanti marinai e di tanto oro in transito alimentava una fiorente economia da angiporCuba agli yankees
to: il '6oo, che in Spagna chiamato siglo de
Gli americani sbarcano a
oro
(secolo d'oro), fu tale anche per la lsla BoCuba (1898) in appoggio
nita, sia pure solo di riflesso.
agli insorti cubani.
Un abate-scrittore francese, CuillaumeThomas Raynal, che visit L'Avana alla fine
del primo periodo spagnolo, la defin "boulevard del Nuovo Mondo". Ma era un boulevard
ben strano HZeppo di avanzi di galera, disertori , schiavi fuggiaschi, giocatori d'azzardo, truffatori alla macchia, marinai in cerca di imbarco, prostitute in cerca di marinai
e frati senza precisa destinazione>>ha scritto
Hugh Thomas, storico inglese e tra le massime autorit sulla storia cubana. Neppure
la vicina Tonuga, roccafone di pirati, vantava una fauna altrettanto colorita.
Il siglo de oro fu tale anche per i corsari,
che battevano un'unica bandiera nera ma
agivano per conto di potenze diverse: so- Sacrifici
estremi
prattutto Francia e Inghilterra, accomunate dall'odio ami-spagnolo. Poi, nel Volontari americani
1697, gli Stati europei si accordarono per combattono con la
bandiera cubana
mettere al bando la guerra di corsa. Ma
per l'indipendenza
il sospiro di sollievo di Cuba fu breve: dell'isola dalla
Londra aveva solo deciso di usare altri Spagna, nel 18g8.
Sotto controllo metodi. Infatti nel1762 una flotta regolare di "Padre della patria"
Vigilanza spagnola sulle 62 navi, al comando di George Keppel, conte il poeta jos
coste cubane, in un di Albemarle, part da Portsmouth, punt di- Marti (iQQ@),
morto in battaglia.
giornale francese del18g8. ritto sull'Avana, la assedi e la espugn.

'
l

Corsari neri
e pirati veri
ei molti corsari che
D
infestarono i Caraibi,
nessuno fece base a Cuba.
al massimo {lo dice il nome stesso del rhum,
che di origine anglosassone) e parallelamente la tratta degli schiavi decuplic. Cos, quando la Spagna torn padrona del campo, trov
un'isola diversa, awiata a un destino inarrestabile, fatto di campi dal verde pi tenero e di
abitanti dalla pelle pi scura.
S ECOLO CH I AVE . il seguito della cafla
story scandito da cinque date. In meno
di un secolo CUba divenne la prima produttrice di zucchero al mondo (1830), dopo

che gli abitanti neri avevano superato numericamente i bianchi (1827). Allora la tratta di
esseri umani era gi stata vietata {1821), ma
ci non imped a tale Juan de Zululeta di aprire il pi grande zuccherificio dell'isola (1845)
dove lavoravano Goo schiavi: legalmente,
perch la riforma aveva abolito la tratta ma
non la schiavit dei neri presenti sull'isola, che sopravvisse fino
al1886. L'Ottocento non vide solo la liberazione degli ~

Molti per furono quelli che


calarono sull'l sia Bonita per
fare il pieno di ogni ben di
Dio. Uno di loro, il gallese
Henry Morgan, citato nei
libri di Emilio Salgari come
vice dell'immaginario Corsaro Nero. Il vero Morgan
era invece un governatore
della Giamaica, che di tanto
in tanto partiva per fare il
pirata part-time: nel1668
non si limit a incursioni. ma
si inoltr sulla terraferma
cubana. Prima di lui,altri
avevano fatto lo stesso.
Imprese. li primo era stato
un francese. )acques de Sores: nel1554 aveva saccheggiato Santiago e l'impresa
gli era piaciuta tanto che nel
1555 aveva fatto il bis all'Avana. Dopo de Sores era stata
la volta dell'olandese Pieter
Hayn (Matanzas, nel16z8) e
del francese )ean-David Nau
(costa sud. nel1666) pure lui
citato da Salgari. Base dei
corsari francesi era Tortuga.
un'i soletta a est di Cuba, oggi dipendenza di Haiti, dove
fra '500 e '6oo si cre una
comunit autogovernata:
i Fratelli della Costa. detti
anche "bucanieri"perch si
nutrivano di carne affumicata (da boucan, lo strumento
per affumicare).

Il pirata Henry Morgan in


un'illustrazione del1847.
wtrW.focusstooa 1t

l@jSrauA

491

Cuba,l'isola
degli italiani
Cuba Antonio Meucci
A
invent il telefono, ltalo
calvino emise il primo vagito
e un ex partigiano fece la
rivoluzione. Sono molti gli
italiani le cui vicende si sono
intrecciate con quelle della
lsia Bonita. Meucci c'era arrivato in fuga dai moti rivoluzionari nostrani del1831, a cui
aveva preso parte: nel1835 fu
ingaggiato come macchinista
dal teatro Tac6n dell'Avana. E
proprio fl, nel1848, invent il
primo "telegrafo parlante". Ci
fu una stretta collaborazione
tra i figli del Risorgimento
italiano e i cubani che combattevano per l'indipendenza spiega Francesco Vespoli,
esperto della storia di Cuba.
Anche Garibaldi spos la
causa di Cuba libera, bench
non ci siano prove di un suo
sbarco sull1sola.
Combattenti. ltalo calvino,
nato nel1923 a 5antiago de
Las Vegas, visse fino ai 3anni
a Cuba, che gli rimase sempre
nel cuore: nel1964 vi spos
l'argentina Chichita ecome
antifascista us il nome di
battaglia santiago.
ACuba ci and invece per
combattere l'ex partigiano
veneziano Gino Don Paro,
scomparso lo scorso anno.
Nel1956 fu l'unico europeo
tra gli 82 guerriglieri stipati
sul Gronmo, 11mbarcazione
che dal Messico port Fidel
castro eil Che a scatenare la
rivoluzione cubana.
(a. r.)

L'ex guerrigliero
Gino Don Paro in
un'intervista del::too8.

Il primo presidente della Repubblica di Cuba,


Tomas Estrada Palma, fu eletto nel1go2. Era
uomo di fiducia degli Usa, di cui era cittadino
schiavi, ma anche quella di Cuba dal dominio coloniale, che per part pi tardi e pass attraverso tre guerre. Il conflitto pi lungo
(1868-1878) fu il primo, che ebbe per protagonista uno strano possidente terriero di Bayamo,
Carlos Manuel de Cspedes. Il quale un giorno liber i suoi schiavi e li arruol in un'armata dilettante, che part alla conquista di Cuba
auto-incitandosi con un canto diventato poi
l'inno nazionale: "No temtiis una muerte gloriosa l que morir por la patria es viv[r!". Infatti vissero
(cio morirono) quasi tutti: compreso il capo,
che prima per riusc a farsi nominare presidente della Repubblica e a controllare per anni il settore orientale dell'isola.
INDIPENDENZA A MET. Molto meno resiStettero i protagonisti della seconda guerra di
indipendenza, che a CUba detta chica (''piccolina") perch dur pochi mesi, nel1879. Vincente fu invece il terzo conflitto (1895-1898),
che vide morire ]os Mani, poeta e giornalista combattente, autore fra l'altro delle parole di una canzone destinata a conquistare fama mondiale: Guantanamera (tradotto,
"La ragazza di Guantanamo"). Cuba divent indipendente nel1899. Ma era
una ben strana indipendenza,
perch a ricevere le consegne
dall'amministrazione coloniale non furono i mamb[
(i guerriglieri locali) bens John Brooke, generale degli Stati Uniti,

che verso la fine della guerra erano intervenuti in aiuto degli insorti in nome di uno slogan
coniato 76 anni prima dal presidente James
Monroe: "L'America agli americani!". Il primo effetto di quella strana indipendenza si not nei
bar, dove fu lanciato il Cuba Libre ("Cuba libera "). cocktail di rhum e Coca-Cola.
DALLA PADELLA ALLA BRACE. Poi ci furono altri effetti, meno gradevoli di quel rhum
corretto: da allora la Casa Bianca mise il becco in tutte le scelte dell'isola, appoggiando
con umore mutevole ora governi democratici, ora dittatori come Gerardo Machado (19251933) e Fulgencio Batista (1952-1958). In un caso (1906) gli Usa intervennero direttamente,
mandando all'Avana 2 mila soldati. Insomma, Cuba si era riciclata da colonia spagnola
in una dipendenza di Washingron. ]os Marti temeva questo epilogo: vi si era opposto,
ma era mono troppo presto.
D'altra pane, negli Usa c'era chi non aveva
mai fatto mistero degli intenti nascosti dietro lo slogan di Monroe. Esempio estremo, il
giornale New Orleans Delta , che nel1855 aveva scritto testualmente dei cubani: "Il bastardo parlare latino di quel popolo non potr soprawivere a lungo contro il potere soggiogante della forte ecoraggiosa lingua inglese. nloro sentimentalismo politico ele loro tendenze anarchiche faranno
presto la fine della lingua". Non and proprio cos, ma il Cuba Libre rimase per sempre: an
che nell'Avana di Castro.
NinoCorio

PERCH LA LANA SUL CORPO DELLE PECORE


NON SI RESTRINGE?

'

~ell'estate del 176z gli inglesi assediano


l'Avana con 62 navi e truppe di
fanteria leggera e occupano l'Isola.
Cuba sar riassegnata agli spagnoli
da un trattato dopo n mesi.

Dopo oltre due anni di


guerriglia, il z gennaio
1959 i leader rivoluzionari
Che Guevara e camilo
Cienfuegos entrano
all'Avana, mentre Fidel
Castro prende Santiago de
Cuba. Il dittatore Batista
fugge alla volta della
Repubblica Dominicana.

..

Il 10 mano 195-2 il generale


filoamericano Fulgencio Batista
riprende il potere con un colpo di
Stato e instaura la dittatura. Era
stato gi presidente dal1940 al 1944.

Santa C(ara

Cie~eos
...,.....__~.;:.

..
Il 19 aprile 1g61 un
gruppo di esuli cubani
anticastristi sbarca
alla Bai~ dei porci c.n
l'appoggio della Cia.
L'intento rovesciare
~governo co muniva
Ma le forze cubane-respingono l'attacco.

:Il

~~...~
()o

"bo-'

ll z dicembre 1956 Fidel Castro,


Che Guevara e altri 8o esuli cubani
salpati dal Messico sbarcano a
Beli c dallo yacht Granma. Inizia
la rivoluzione dei barbudos.

Dove sbarc Colombo? Edove cominci la


rivoluzione? Tutte le risposte in una cartina

,La .cromomap)Pa

Grande un terzo dell'Italia, l'isola di Cubi 1ta vissuto


vicende quasi altrettanto tormentate. Ecc3 il riassunto
illustrato di fatti e personaggi raccontati in questo numero.

j/

..

All'alba del z9
c1 CE'm
;B
inizia la battaglia
di Santa Clara
fra i rivoluzionari
comandati da Che
Guevara e l'esercito
regolare cubano.
Questa vittoria
decisiva aprir la
strada per l'Avana
ai barbudos.

..

ll z8 ottobre 1492
Cristoforo Colombo
sbarca a Cuba, forse
presso la Baia di
Bariay. Awiene il
primo incontro con gli
indigeni tainos, ben
presto sterminati
dagli spagnoli.

Nel 1517 vengono


condotti a Cuba i
primi 12 schiavi tlfricani.
l neri departati
prenderanno il pos~
degli indipni nelll
piantagioni di

canna da zucchero.
ll 1o ottobre 1868 il
proprietario terriero
Car1os Emanuel de
Cspedes libera i suoi
schiavi e dichiara
l'indipendenza dalla
Spagna, awiando la
guerra di liberazione.

Il conquistador
spagnolo Diego
Velazquez de Cullar
fonda nel 1511 il
primo insediameRto
spagnolo, a ~racaa.

Il

/
.

19U F1del
Castro e altri 156"ribelli
assaltano la caserma
Moncada a Santiago.
~ un fallimento e
castro, incarcerato e
poi amnistiato, si
rifuger in Messico.
2 6 .._.

SantfajJo

tU Cuba

l gm

Con l'appoggio di volontari statunitensi


i cubani ottengono l'indipendenza dalla Spagna
nel i98. L'isola diventa un protettorato usa.

,~

il poeta e patriota
indipendentista Jos
Marti muore nella
battaglia
di Dos Rios contro
gli spagnoli .

Il .zo ,.,agio 1901 Cuba


ottiene la piena indipendenza.
Gli Stati Uniti mantengono
per la sovranit sui 6o kmdella
base militare di Guantanamo.

Ernesto "Che" Guevara: come un uomo dalla


vita awenturosa divenne per alcuni l'idealista
modello, per altri un guerrigliero spietato

So nando
ZIOli
o uccisero, polsi legati e spalle al
muro, nella penombra della piccola scuola di un paesino chiamato La
Higuera, tra le montagne boliviane nella regione di Vallegrande, il 9 ottobre
1967 poco dopo le 13. Fu un'esecuzione: una
prima raffica alle gambe e la seconda al petto, con un colpo, quello mortale, che gli attravers cuore e polmone. Lo fecero fotografare come un trofeo, per mostrare a tutti che
il guerrillero heroico era morto, poi gli tagliarono le mani, perch dalle impronte digitali
si capisse che era veramente lui. Quindi nascosero il corpo.
Ernesto "Che" Guevara mor cos, a 39 anni, catturato in un'imboscata. Ma i ranger
boliviani che tanto si erano dati da fare per
eliminarlo non riuscirono del tutto nel loro intento: infatti senza saperlo diedero vita
a un mito che dura ancora oggi. "Pensavo di
star fotografando il Cristo" dichiar anni dopo
Freddy Alborta, l'autore dei famosi TI scatti
che ritraggono il cadavere del Comandante,
scarmigliato e con gli occhi sbarrati, sul tavolo della lavanderia nell'ospedale di Vallegrande. Pensarono la stessa cosa anche i contadini boliviani, che tuttora per i miracoli sirivolgono a San Ernesto de La Higuera, altrimenti
noto come il "Che"sucristo de Valiegrande.
ERoE o ASSASSINO? Nel resto del mondo il
guerrigliero argentino resta un simbolo, seppure controverso: per alcuni solo la facda di
un assassino stampata su una maglietta, la
foto del "macellaio della Cabana" (la caser-

ma dell'Avana dove Guevara ordin l'esecuzione di quasi duecento militari dell'eserdto dell'ex dittatore Batista); per altri un'icona della rivoluzione, della libert e della lotta alle ingiustizie sociali. Un mito reso tale
non solo dalla morte tragica, ma soprattutto
dalla sua vita romantica da Robin Hood sudamericano. uGuevara divent un simbolo perch a un certo punto aveva rifiutato la carriera politica e gli onori. Appariva una sorta di
comunista eretico, un personaggio fuori dagli schemi che non ebbe il tempo di trasformarsi in un burocrate e di invecchiare. Il suo
ruolo resta infatti legato ai primi dieci anni
della rivoluzione: quelli della vittoria e delle
speranze sostiene Aldo Garzia, autore di una
biografia sul Che. 11Per la generazione del '68
e delle rivolte studentesche divent subito un
punto di riferimento>>.
MARnRE DA P RIMA PACINA. 11Messa in soffitta la rivoluzione, la sua immagine sirivel abbastanza sexy da poter essere depoliticizzata e merdficata: un potente simbolo
della ribellione divent qualcosa di innocuo,.
aggiunge Mario Pemiola, docente di Estetica all'Universit Tor Vergata di Roma. La
sua morte lo rese un martire: non meraviglia perd che venga anche associato, nonostante sia stato un guerrigliero, al paciflSmo.
Ma la sua immagine di oggi ha poco a che Ca
re con la realt storica. Cos, a volte senza
apparente motivo, il viso del Che campeggia
nei luoghi pi disparati: allo stadio ua i tifosi, tra i tatuaggi degli estimatori, neDema-t+

La sua formazione politica si complet con Hilda Gadea, dirigente

Il futuro Che sul Rio delle


Alnazzoninel1gs~,durante

il suo giro del Sud America.

nifestazioni per la pace. Quella foto, che tu t- n troppo corti che spuntano dal basco con la
ti hanno visto almeno una volta, fu scattata stella rossa. Prima di diventare un combatall'Avana da Albeno Korda il 5 marzo 1960, tente, il Che era stato un ragazzo con le pasdurante i funerali per le vittime dell'esplosio- sioni di un ventenne qualunque: la motocine della nave La Coubre nel pono della capita- cletta, i viaggi, la lettura. cci genitori erano lile cubana (secondo alcuni un attentato del- berali, democratici e anticlericali: ospitarono
la Cia). Il Che era dietro Fide!: Korda se lo ri- esuli della guerra civile spagnola e nel1939
trov per caso nell'obiettivo della sua Leica e fondarono un gruppo di solidariet contro il
scatt. Sette anni dopo regal quell'immagi- nazismo)) racconta Garzia. Ma, nonostante
ne all'editore milanese Giangiacomo Feltri- l'ambiente famigliare "impegnato", almenelli, che ne fece un poster, la copertina per no fino ai 25 anni Guevara non fu mai inteDiario in Bolivia {il resoconto dell'ultima av- ressato alla politica. Lo divent invece grazie
ventura del guerrigliero) e una delle imma- ai suoi viaggi. Secondo il padre "Ernesto sentiva la necessit di conoscere a fondo i bisogni della
gini pi duplicate di sempre.
DI BUONA FAMICLIA. Eppure Ernesto Gue- gente povera esapeva che, per riuscirvi, doveva [...l
vara non fu solo quell'uomo tutto d'un pez- immergersi nella miseria umana ecapire le cause di
zo con lo sguardo che brilla di rabbia e di for- quella miseria, [ ... l anche per tentare di alleviare il
za, la barba incolta, i capelli n troppo lunghi pi possibile il dolore umano".

rivoluzionaria peruviana in esilio. Che poi spos


In questa sua "missione", galeotta fu la
motocicletta. Il viaggio di 10 mila chilometri che a 23 anni lo pon attraverso l'America Latina in sella alla Poderosa II, la moto
dell'amico Alberto Granado, fin per influire moltissimo sulle sue successive decisioninspiega Garzia. Fu una sorta di educazione sentimentale: scopri i lebbrosari, lo sfruttamento degli operai cileni, le condizioni di
lavoro nelle minieren. Sconvolto e indignato
da ci che vide, Ernesto decise che doveva fare qualcosa per aiutare quella gente.
MEDICO SENZA FRONTIERE, Prima di tutto
fin gli esami e si laure in medicina. Poi part di nuovo, per il viaggio che lo avrebbe reso
il comandante Che Guevara. <Arriv in Guatemala nel1954 con l'entusiasmo del giovane medico, ma si trov a essere l'osservatore

di un tentativo di governo riformista spazzato via in poco tempo da un colpo di Stato appoggiato dagli Stati Uniti. Cominci allora
a trasformarsi in un comunista rivoluzionario)) spiega Antonio Moscato, docente di Storia contemporanea all'Universit di Lecce. La
metamorfosi si complet pochi mesi dopo in
Messico, quando conobbe Castro e il gruppo
di cubani che preparava la rivoluzione. Gli bast parlare una notte con Fidel: 'all'alba ero diventato il medico della futura spedizione che avrebbe fatto ritorno a Cuba" scriver Guevara. Anche se poi fu pi utile da combattente: pare
che i compagni scherzassero dicendo che era
meglio morire in battaglia che farsi suturare
una ferita da lui. Per tutti divent el Che, un
soprannome che i cubani gli appiccicarono a
forza di sentirgli ripetere il tipico intercalare t-7

Giovent
borghese
Guevara posa
con i colleghi del
corso di anatomia
all'Universit di
Buenos Aires.
SQnQ,con un
gruppo di amiche
argentine nel1948.

A.dcSIJ, il primo viaggio di


Guevara nel pnnlio 1950. Aveva .
montato un motore sulla bici. -~---

El fuser ("Il furibondo') era il nomignolo che usava


argentino, simile al "d" dei veneti e al "po- dieci metri da lui, dal momento che la mattina, per lavarsi, si limitava a bagnare le dita" di bergamaschi e bresciani.
AsMA CRONICA. Ma che cosa spinse un me- ta in una tazza piena d'acqua e a passarsele
dico, per giunta non cubano, a yanecipare a sugli occhi borbottando "Non esagerare, Che,
quella rivoluzione armata? Forse la volont non eSCJgerare".
FAVOLE. Fiero, scontroso e con uno humour
di seguire fino in fondo il sogno giovanile di
un'America Latina senza confmi, unita con- tagliente, odiava essere adulato. Si considetro lo sfruttamento. Forse il desiderio di met- rava infatti un uomo normale, "dai polmoni
tersi alla prova ancora una volta, nonostante stanchi" e "dalle gambe molli" , come scrisse in
~~~~"' i problemi di salute. Per tutta la vita, una lettera ai suoi genitori. Legatissimo al~
infatti, ovunque fosse non pot mai se- la madre, cerc di essere un padre affettuopararsi dai farmaci contro l'asma cro- so, bench spesso assente. Per i suoi cinque
nica che lo torturava. Ma che non fosse figli, avuti nei due matrimoni con Hilda Caun supereroe lo dimostra anche il fat- dea e Aleida Marcb, scrisse tantissime leneto che ponava due paia di calze dentro re. E la famiglia conserva 1 nastri di alcune
gli anfibi, perch aveva la pelle delica- registrazioni in cui il Che, lontano, legge le
ta. Un altro punto debole? La pulizia. fiabe che si era inventato per i suoi bambini
Si racconta che durante la guerriglia rivela Garzia. ~bravo pap, non perdeva ocnessuno potesse dormire a meno di casione per spinprli a studiare e a essere i mi-

Annati fino ai denti


Cuba, 1957: Fide! castro (a destra) e i suoi
guerriglieri cubani, tra cui Che Guevara
(a sinistra) e Raul castro (in basso).

quando giocava a rugby


gliori a scuola, dato che, essendo colto, considerava l'istruzione importante. Lettore vorace e onnivoro, adorava il cileno Pablo Neruda:
gliel'aveva fatto amare sua nonna Carmen,
ne conosceva a memoria le poesie d'amore e
di lotta e, nelle notti della rivoluzione cubana sulla Sierra Maestra, leggeva ai suoi guerriglieri passi del Canto generai, che considerava uellibro mds alto deAmrica". Nel1g61 rius
persino a incontrare il suo idolo, accogliendolo in uniforme, stivali e pistola alla cintura anche se era in ufficio. uEra bruno, lento nel
parlre, con indubbio accento argentino. Era un uomo con cui corwmare piJJno, nella pampa" scrisse

poi Neruda. Si incontrarono all'una di notte,


ma gli appuntamenti fuori orario erano una
costante per Guevara.
MINISTRo onuro. Riusciva a tenere insieme grandi ore di studio e grandi ore di la-~

In azione
Il Che alla trasmittente durante la
guerriglia a Cuba: fu lui rartefice di
molte brillanti azioni militari.

l pi critici sostengono
Prima
dell'addio
Che Guevara
(con la maglietta
occidente") e Raul
Castro giocano a
baseball all'Avana
nel 1964. l:anno
dopo Guevara
lascer Cuba.

voro. Quando fu nominato ministro dell'Industria non masticava molto di economia e


quindi, alla fine di ogni gtomata, dedicava
due o tre ore alle materie pi ostiche, aiutato da alcuni consiglieri. E per non addormentarsi si sedeva a gambe incrociate sul pavimento dice Carzia. Il riposo d'altronde era
l'ultimo dei suoi pensieri: la domenica, da
operaio o contadino, andava a tagliare canna da zucchero nei campi o a tirar su muri di
mattoni di case e fabbriche. c<ll Che era convinto che il dirigente poteva capire molto di
pi confrontandosi con i problemi concreti
del lavoro e che gli operai avrebbero accettato meglio i sacrifici se condivisi con lo stesso ministro spiega Moscato. c<l capi sovietici in visita rimanevano sbalorditi incontrando il loro omologo cubano sporco di grasso alla guida di un trattore,, .
Ma soprattutto Guevara amava molto scrivere : nonostante i suoi numerosi impegni
trov il tempo di riempire con la sua grafia
fitta e frettolosa pagine e pagine di poesie,
lettere, appunti, riflessioni politiche ed economiche (in pane ancora inedite). ecCome
ministro dell'Industria era convinto si do-....ve:sse accelerare l'industrializzazione dell'isoper renderla autosufficiente dice Carzia.

che se ne and da Cuba deluso dal castrismo


Anche se poi ammise pubblicamente che Ll
Coca-Cola prodotta a Cuba sapeva "di sciroppo per la tosse".
LINCUA LUNCA. La sua abitudine di dire
sempre quello che pensava non gli giov: come quando, durante un seminario economico internazionale ad Algeri, dichiar a un'intera platea che i Paesi socialisti non facevano
il loro dovere per aiutare in maniera disinteressata lo sviluppo del Terzo mondo. La sua
sensazione era che Cuba stesse passando dal
dominio politico-economico degli Usa al dominio politico-economico dell'Urss, ed era
convinto di potere salvare l'isola solo estendendo Lllotta di liberazione a tutta l'America
Latina, l'Asia e l'Africa continua Carzia.

Queste convinzioni, unite all'astio sovietico che si era guadagnato con le proprie critiche, lo spinsero a partire, rinunciando a tutte le cariche ricevute a Cuba. Cos, volente o
nolente, nel1965 and in Congo (Africa). La
missione si rivel un'amara sconfitta politica e militare, che un anno dopo ripon il Che
in SUd America per l'ultimo tentativo rivoluzionario in Bolivia" conclude Carzia. <Ma qui
si trov di fronte a una situazione inaspettata: il panito comunista boliviano si era diviso, il gruppo di guerriglieri non ebbe gli aiuti sperati e la missione and in furno11. Robin
Hood se Ll sarebbe cavata. Ma il Che era solo
un uomo.

Maria LeoiUirda Leone

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l palazzi del centro dell'Avana parlano spagnolo. E dal1g82


sono diventati patrimonio dell'umanit per I'Unesco

Cuore coloniale

Eredit urbane
1 Una via dell'Avana: l'architettura dei
palazzi (molti in rovina e rimaneggiati)
riassume tre secoli di stile coloniale.

2 Castelletto coloniale sullo sfondo di


un condominio Anni '70. Molti edifici
privati antichi sono oggi uffici statali.

3 Una caratteristica dell'architettura


coloniale spagnola il patio, il loggiato
interno delle abitazioni.

651

L'Avana fu fondata
nel1515 con il nome
di San Crist6bal
de la Habana, presso
l'attuale Bataban6,
e "trasferita" dove
ora nel1519

Sotto il cielo dei Caraibi


1 Facciate di una via del centro. Anche
se non si vedono (sono illegali) molte
case hanno antenne paraboliche.

2 Auto degli Anni 'so. del periodo


prerivoluzionario, davanti a un palazzo
in stile dco di inizio Novecento.

3 l colori sgargianti dei palazzi del


centro storico: il fascino della citt
dato anche dal suo aspetto decadente.

4 Facciata ottocentesca sul Malec6n,


la via del lungomare terminata
all'inizio del secolo scorso, nel1926.

'A

A un passo
dall'apocalisse
a crisi dei missili cubani
L
scoppi quando presidente
degli Usa era John Fltzgerald
Kennedy e al Cremlino sedeva
Nikita Krusciov. Era il15 ottobre
1962 e per tredici 1nterminab11i
giorni il mondo rimase con il
fiato sospeso.
Missili e palme. Tutto cominci con l'invasione statunitense
della Baia dei porci (v. articolo). Cuba, sentendosi minacciata, si rivolse a Mosca ottenendo llnstallazione di missili
nucleari sul propno territorio:
aerei spia americani scoprirono
per ilavori diapprontamento
e gli Usa bloccarono l'accesso
all'isola dal mare, mentre navi
da guerra sovietiche facevano
rotta verso iCaraibi. Il rischio
che il braccio di ferro degenerasse in una guerra nucleare
fu elevatissimo. Dopo giorni
di tensione, Krusciov, VIsta la
fermezza di Washington, opt
per una via diplomatica: accett di ritirare i missili in cambio
di garanzie sull'Indipendenza
dell'isola. Gli americam da parte loro promisero di smantellare le basi m1Ss11istiche
-

- ,_ 1n Turchia. Cuba da

allora divenne lo
Stato satellite deiI'Urss p1 prossimo agli Usa. (g. r.)

qui no se rinde nadie". Sulle


spiagge di Varadero questo slogan non echeggia mai; ma alle Playas
de l'Este, presso l'Avana, dove vanno soprattutto i cubani, file di cartelli piantati sul bagnasciuga lo ripetono ossessivamente. Eppure i destinatari del messaggio non potranno mai leggerlo,
perch stanno oltremare, in Florida: a Cuba
li chiamano yanquis, altrove yankees. ! a loro che l'isola di Castro ripete da mezzo secolo
che "aqu{ no se rinde nadie", "qui non si arrende nessuno". Ma "no se rinde" a cosa? Al durissimo embargo con cui Washington dal 1961
ha tentato di strangolare CUba. Ancora oggi
alle ditte Usa vietato vendere merci all'Avana, ai turisti yanquis proibito visitare l'isola, agli aerei della Cubana de Aviaci6n negato di atterrare negli States.
BLOCCATI, Peggio che ai turisti, comunque, l'embargo (el
bloqueo in spagnolo) ha fatto
all'economia cubana. Un rapporto dell'Avana, presentato all'Onu nel 2006, quantific i danni in 8.po8 miliardi di
dollari, di cui 4.108 nel 2005.
Un'esagerazione propagandistica? Forse, ma non troppo:
non facile far marciare le
industrie se i macchinari, in
gran pane made in Usa, non ricevono pezzi di ricambio. Inutilmente dal1992 al2007 ben
15 risoluzioni dell'Onu hanno chiesto la fine del bloqueo:
Washington ha sempre risposto picche.
Per capire il perch di tanta durezza si pu
panire da un dato geografico: dalle Playas
de l'Este alle prime isole della Florida corrono solo 85 miglia marine, meno di quanto disti Olbia da Civitavecchia. Per gli yanquis avere un governo ostile a due passi da casa pu
costituire un problema: in teoria, un missi-

le anche rudimentale piazzato all'Avana pu


colpire il territorio Usa. Oggi l'idea che Cuba possa attaccare gli Stati Uniti fa sorridere.
Eppure ci fu un tempo in cui si rischi la terza guerra mondiale proprio per una storia di
missili "cubani" e paure statunitensi.
CUERRA FREDDA. Accadde nel1962. La vicenda passata alla storia come "crisi di cuba" (v. riquadro a sinistra). Si era in piena guerra fredda, col mondo diviso in due blocchi,
pronti a scatenare l'apocalisse nucleare. Per
fonuna non avvenne. Ma alla minaccia atomica subentr una "mini guerra fredda" lo
cale, che ancora prosegue. Del resto era prevedibile, perch l'impari confronto Usa-Cuba
era iniziato prima del1g62: i missili non ne
erano stati la causa, ma un effetto.
Epensare che quando la revoluci6n aveva preso il potere, Washington non si era mostrata
ostile: anzi, aveva riconosciuto subito il nuovo governo. Ma i rapporti si erano guastati in breve. Data del
divorzio: 17 maggio 1959, quando Castro aveva nazionalizzato
le propriet agrarie sopra i 400
ettari, risarcendo i proprietari in base al reddito (risibile) dichiarato al fisco. Il decreto colpiva i latifondisti locali, ma soprattutto la United Fruit, potentissima multinazionale agricola
yanqui oggi nota come Chiquita Brands. Le ritorsioni non si
erano fatte attendere: dopo una
"guerra dello zucchero" (v. articolo apag.]o) Cuba era stata scossa da attentati. Il pi sanguinoso (So morti) si era registrato il
4 marzo 1960, quando all'Avana esplose una nave belga (La Coubre) intenta
a scaricare armi per le forze cubane. Poi, nel
1g61, la situazione era precipitata: alla Bahia
de los cochinos (la Baia dei porci) era sbarcata
un'armata di esuli cubani addestrati dalla Cia.
L'invasione era fallita, ma scaten come reazione la crisi missilistica del1g62.

..

Sono TIRO. Dopo la grande paura del '62


non ci furono pi invasioni, ma attentati s.
Molti miravano a uccidere Castro (il quotidiano inglese The Cuardian in un'inchiesta
del2oo6 ne ha contati ben 638). Gli esecutori
erano spesso esuli cubani, ma che i mandanti fossero a Washington lo confermano fonti Usa: uno dei primi attentati fu autorizzato da Roben Kennedy, fratello di John e ministro della Giustizia. Dopo gli Anni 'Go, per,
la guerra fredda si fatta soprattutto con pressioni economiche e armi mediatiche. Col tempo l'embargo (il pi lungo della Storia) inve-

..

Assalto respinto

La nave Houston affondata


dai cubani davanti alla Baia dei
porci durante il tentativo di
sbarco degli esuli anticastristi
appoggiati dagli Usa, nel1g61.

ce di attenuarsi si indurito. Le uniche merd


escluse dal bloqueo sono medicinali e cibi; tra
questi ultimi, a sorpresa, la Coca-Cola, classificata "genere alimentare". Quanto alla sfida
mediatica, culmin nel2ooo col caso di Elian
Gonzilez, un bimbo cubano di 6 anni. La madre l'aveva portato con s in Florida fuggendo dall'Avana; ma il padre, rimasto sull'isola,
lo rivoleva. Ne nacque una soap-opera che infiamm l'etere e un altro braccio di ferro, stile
crisi dei missili. Alla fine Elian ritorn, accolto da fe di cartelli: "Aquino se rinde nadie".
NinoGorio

Piovono bombe
!:aeroporto di Santi ago di Cuba
bombardato dagli Usa prima
dello sbarco alla Baia dei porci.

igliaal
. i ~lone all'Avana.
~ ~\.ma

rscritta sul muro

f dell'abitazione,
inneggiante
a Castro.

Il grande fratello
Castro e il leader sovietico
Nikita Krusciov si
abbracciano all'Assemblea
generale deii'Onu, nel 1g6o.

u vera gloria? Il celebre interrogativo di Alessandro Manzoni si ripropone oggi, riguardando mezzo secolo di castrismo. Mito per certa estrema sinistra d'epoca, tiranno per l'ex presidente americano George W. Bush, in realt
Fidel non del tutto n l'uno n l'altro. Infatti, bench per mezzo secolo lfder maximo
di un governo senz'altro autoritario, fin dai
primi anni ha saputo abbinare il suo potere
assoluto a una vitale salsa caraibica, lontana
dal grigiore dell'Est Europa. Ci gli ha permesso di guadagnare nel mondo molte simpatie e di farsi perdonare in patria altrettanti insuccessi.
0RCOCLIO R INATO. Cos, rileggere
oggi la storia del castrismo come
bere un mojito, il tipico cocktail
cubano, che abbina note dolci
e aspre. ccll merito maggiore
di Fidel stato quello di dare ai cubani un'identit e un
orgoglio nazionale, togliendoli dallo stato di colonian
commenta Giorgio Oldrini,
corrisiJIOncleQ:te de L

lo due). Quando dico "stato di colonia" intendo un atteggiamento mentale e culturale


prima che un dato politico o economiconprecisa Oldrini.
Certo che, almeno in economia, per uscire da quello stato Cuba pag un prezzo caro:
nei primi anni dopo la revoluci6n il passaggio dai latifondi privati alle granjas del pueblo
(cooperative agricole) fu condotto con grande entusiasmo ma anche con altrettanta improvvisazione. Fin che sull'isola c'erano pochi badili, troppi trattori e niente carburante
per farli marciare. Il quadro non mut gran
ch neanche con l'arrivo dei consulenti sovietici: l'economia pianificata in stile Urss
mal si adattava al Dna caraibico, fantasie
so e anarchico.
CO NTA DINI IN CAMP O. L'esempio limite di questa "via cubana all'economia
(s)pianificata" si ebbe nel 1970, dichiarato
"Anno dei 10 milioni di tonnellate", ovviamente di zucchero. Perch la produzione arrivasse a quel record, durante la Zll(ra (la raccolta della canna) le campagne furono tappezzate con slogan
voro; furoe, incluse

toria it

...

...

..

-Eppure i cubani avevano risposto con entusiasmo all'appello del governo: dalle piantagioni dell'isola era uscita tanta canna quanta
probabilmente non se n 'era mai vista prima.
Il problema era a valle : gli ingenios, cio gli
zuccherifici che costituivano l'ultimo anello della catena produttiva (vecchi e in parte
malandati per la carenza di ricambi dovuta
all'embargo Usa), non erano in grado di assorbire e lavorare tutto il raccolto. I pianificatori che avevano dedicato tanta attenzione
alle campagne si erano scordati del "dettaglio" industriale.
SATELLITE, Nonostante scivoloni di questo
tipo, fino a tutti gli Anni 'So Cuba riusc comunque a cavarsela grazie al supporto dell'Urss, che comprava lo zucchero a prezzo di
favore e provvedeva a massicce forniture di
energia. ((Un quarto di secolo fa)) ricorda 01drini ((nel porto dell'Avana attraccava una petroliera sovietica ogni 54 ore)). La crisi arriv
dopo il crollo del blocco comunista, nei primi Anni 'go: priva di aiuti, l'economia precipit a livelli catastrofici. E migliaia di cubani si gettarono in mare, cercando s:.:c~.._.....,.
oJn Floridi..

L::;;:;:::.--=-----rW,

detto

...
neladas. Dopo il1990, invece, la migrazione
dilag: il culmine fu nell'estate 1994, quando una folla di disperati assal un battello nel
pone dell'Avana per andarsene, come in quei
mesi avevano gi fano in 30 mila. Sembrava
l'inizio della fme, ma Castro and al peno di
persona, affront i ribelli e risolse a suo favore la situazione.
Poi, alla fine dell'anno, i conti cominciarono a migliorare, sia pure lentamente. Asalvare Cuba fu il turismo, nuova risorsa su cui
L'Avana ha investito molto a partire dagli Anni 'Bo: un'attivit destinata a prendere, almeno in prospettiva, il posto dello zucchero.
Nel 2006, secondo dichiarazioni al giornale
Gran ma del ministro del settore, Manuel Marrero, i visitatori di Cuba sono stati 2 milioni e
220 mila: un record. Nello stesso anno le mariposas ("farfalle", nomignolo irridente usato
per indicare i fuoriusciti) calavano a 2.800.
POVERI M A SANI. Ma pi che dal numero di
turisti e mariposas, il bilancio di mezzo secolo
di castrismo, con le sue luci e le sue ombre,
pu essere riassunto in altre cifre chiave, che
per essere capite vanno lene insieme a quelle degli Stati caraibici vicini (Haiti, Giamaiwww.focusstona.il

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LAvana, 1983:
prove per
una parata
di una scuola
elementare.
le divise sono
ispirate a quelle
delle scuole

..

..'
.
..

l.

.'
...

ca e Repubblica Dominicana). Paniamo dalle


ombre: il reddito medio annuo di un cubano
(4.100 dollari) supera solo quello della pove
rissima Haiti (1.8oo). E se il distacco rispetto
alla Giamaica (4.8oo) piccolo, incolmabile
quello che separa Cuba dalla Repubblica Do
minicana (8-400).
Eppure, nonostante i risultati economici
modesti, la Isla Bonita ha raggiunto anche
traguardi sorprendenti. Nel campo della salute, per esempio: oggi Cuba ha la mortali
t infantile pi bassa (meno del Gper mille)
e la speranza di vita pi alta (77 anni, come
gli Usa) della regione. In Giamaica la percentuale dei bimbi che non arrivano alla puber
t quasi triplica (1G per mille), nella ricca Re
pubblica Dominicana pi che quadrupla (28
per mille), a Haiti decuplica (G4 per mille). I
vicini vanno peggio anche per l'aspettativa di
vita: i dominicani e i giamaicani superano di
poco i 73 anni, gli haitiani i 57.
Se Cuba ha raggiunto questi traguardi, non
stato solo per i suoi proverbiali ospedali modello, capad di attirare anche vi p stranieri (tra
i casi pi recenti Maradona, grande amico di
Fidel), ma soprattutto per la distribuzione dei
w.vw focusstooa 11

medici sul territorio: dagli Anni 'Go in poi,


ogni neolaureato in medicina ha dovuto pas
sare due anni in villaggi rurali. Quel tirocinio
forzato ha garantito assistenza ai contadini
e ha creato medici di base preparatissirni, ri
chiesti anche in altri Paesi: un tempo in Etio
pia, Angola e Nicaragua, oggi soprattutto nel
Venezuela, che ne ha arruolati 20 mila.
0BJETriVO CENTRATO. Un altro fronte SU
cui Cuba ha fatto centro la scolarizzazione.
"El nino que no estudia no es un buen revolucionario"

predicava negli Anni 'Go Che Guevara. Non


era solo uno slogan: presto la scuola dell'obbligo tocc una durata da record (4-18 anni di
et) e assorb oltre il9%del Pil. Risultato: oggi a Cuba gli alfabetizzati sono i199,8%del totale, contro 1'87,9%della Giamaica, 1'87%della Repubblica Dominicana e il 52,9%di Haiti.
Di pi: in questo campo Cuba non batte solo i
suoi vidni, ma anche Spagna (97,9%), Italia (98,4%) e Stati Uniti (99%).
Guardando le cifre riportate qui sopra (le pi recenti disponibili) pu nascere illegittimo dubbio che siano
frutto di una propaganda di regime.
Invece sono tutte ricavate da una fon-

te non sospettabile di simpatie filocastriste: il


World Factbook, pubblicazione ufficiale on line della Cia, il servizio segreto statunitense.
E una conferma del livello di scolarizzazione
dei cubani viene da un curioso dato: L'Avana
una delle poche citt al mondo dove diffuso
un reato insolito, il funo di libri.
DJRITI'l NECATJ. Meno lusinghieri sono i
dati di un'altra voce del bilancio: il rispetto
dei diritti civili. Un rapporto di Amnesty Intemational riferisce che negli ultimi mesi del
2007 nelle prigioni cubane c'erano 69 detenuti "di coscienza", cio per reati di mera opinione. La stima si limita ai casi noti, quindi forse prudente. Anni prima i dissidenti in carcere erano certamente di pi:
ci almeno dal 2003, quando entr in vigore una legge (la Ley 88) varata ufficial-/
mente per colpire le attivit eversive e d/
spionaggio.
/
Ma davvero si pu qualificare eversione il dissenso? La posizione cubana
che la Ley 88 nacque per neutrJiizzare
una legge Usa (detta uHelms-Burton")
che alla fine degli Anni 'go stanzi
due milioni di dollari per fin,anziare attivit anti-castriste a Cuba.
Di qui l'asserita necessit di colpire non solo gli "att.i ever-

sivi" ma anche le "condotte che li favoriscono".


Nel2003, mentre scattava la Ley 88, Castro
incass la solidariet di 160 intellettuali, fra
cui due premi Nobel, Gabriel Garda Marquez
e Rigoberta Menchu.
Nessuna solidariet, invece, ricevette
Castro nel1989, quando all'Avana aveva fatto fucilare il generale Arnaldo Ochoa, rivoluzionario della prima ora, che aveva partecipato negli Anni 'so alla guerriglia sulla Sierra
Maestra e poi a tre spedizioni militari in Africa. Di punto in bianco quell'eroe nazionale,
controfigura vincente di Che Guevara, era
stato declassato a reo di corruzione e traffico di droga. L'accusa parve cos inverosimile che sulla vicenda si scatenarono mille fantasie. Si disse che Ochoa
avesse tentato di allacciare rapporti privilegiati con Mosca scavalcando
Fide!. Di qui la condanna del tribunale, anzi la ritorsione dell(der max.imo
contro il generale. Vero o falso? Ai posteri l'ardua sentenza. Certo che, dopo il caso Ochoa, la ricetta del mojito cambi sapore: ormai aveva qualche nota aspra

NinoGorio

In cerca di libert
Cubani prendono il largo
verso gli Usa con una

zattera nel1994. Sono


detti bGI~ros ("zatterieri1 o
mDripostiS ("farfalle1.

...

...

..
...

"'

.'

SAPERNE DI PI

Dagli indios a Fidel


Esploratori e indigeni, invasori e combattenti, pirati
erivoluzionari: la plurisecolare storia di Cuba.
Storia di Cuba
RichardW. Gott
(Mondadori)
Uno dei massimi esperti
di America Latina ripercorre la storia di Cuba
dall'epoca precolombiana a oggi: il passato
remoto dell'isola e le sue
tradizioni, lo schiavismo
e le rivolte degli afroamericani, lo sterminio degli indigeni,
l'epoca coloniale e la rivoluzione
castrista.

Che. Una vita


rivoluzionaria
)o n Lee Anderson
(Baldi ni Castoldi Dala i)
Una monumentale
biografia, secondo
molti la pi completa,
che ripercorre nei suoi
aspetti la vita
rosa di Che
Guevara, dalla nascita
fino alla misteriosa morte in
Bolivia nel 1967.

lo e il Che
Fidel Castro
(Mondadori)
Una selezione
di scrit.t1, intervisteediscorsi di r
Fidel castro, alcuni inediti in Italia, che
costituisce una bio-..-,; .
grafia del Che attraverso
aneddoti e rievocazioni: un libro
che delinea i contorni del guerrigliero, seppure da un punto di
vista parziale.

Senza perdere la tenerezza


Storia di
Cuba, l'isola
dei ribelli
C. l. Funcia
e F. Vespoli
go)
la storia di
Cuba narrata in modo dettagliato (anche con cartine) e illustrata attraverso una raccolta
di vecchie figurine in bianco e
nero, popolarissime tra i cubani,
che rievocano i principali awenimenti della storia dell'isola.

Paco lgnacio Il Taibo


(Il Saggiatore)
Una biografia diventata un
best-seller, il cui titolo ispirato
a una celebre frase del Che
("bisogna essere duri senza
mai perdere la tenerezza). Lo
scrittore messicano racconta
Che Guevara attraverso lettere
private e pubbliche, testimonianze, diari e documenti in
parte inediti da cui emerge il
profilo dell'uomo oltre a quello,
pi noto, del guerrigliero.

Che Guevara
da tasca
AldoGarzia
(Ponte alleGrazie)
Una sintesi della vita edel pensiero del Che scritto da uno dei
massimi esperti italiani di Cuba.
Una riflessione chevuole andare oltre il ritratto un po' agiografico del rivoluzionario e che
propone una riflessione critica
sull'uomo e sul suo pensiero, a
partire dal tentativo (fallito) di
evitare la dipendenza daii'Urss.

Mi Cuba
Gordiano Lupi
(Medianeedizioni)
Il volto di Cuba attraverso i racconti di scrittori cubani in esilio
e le foto graffianti di Stefano
Pacini. Un viaggio nella cultura
cubana (musica, culti, abitudini. ..) e uno sguardo critico su
so anni di castrismo.

www.desduuba.com/
9eneraciony
Il blog della giovane cubana
Yoani sanchez: le difficolt di
tutti i giorni a Cuba e i fallimenti
della rivoluzione.Tradotto anche in italiano.

' .. h l:ica- .:,

Dtlt01\2lCCOOtR
:..ti(l!~~- Tra i materiali in
vendita ci sono anche
curiosi oggetti, forse
in cera, proposti ai
clienti della spe.zieria
come u-voto
propiziatori di una
pronta guarigione.

Nel regno
dello speziale
Come si viveva secoli fa? Per scopri rio,
si possono interpretare gli indizi seminati
dagli artisti del passato nelle loro opere.

el Medioevo la bottega dello speziale (o speziere), l'antenato del


farmacista, era un'oasi di intensi
profumi emanati da erbe officinali e
spezie. Le cronache la descrivono come un luogo pulito e ordinato, tanto
che i notai la usavano per incontrarsi e discutere con i clienti. Lo speziale preparava medicamenti seguendo
le prescrizioni dei "fisid" (i medici)
o affidandosi alle ricette contenute
negli "antidotari" , prontuari approvati dai vertici della corporazione,
cui bisognava attenersi con estremo
scrupolo. Ci non impediva a molti speziali di rifilare ai clienti intrugli di dubbia efficacia (quando non
dannosi).
Mestiere d'lite. L'importanza degli speziali tra Medioevo e Rinascimento testimoniata dalla presenza
di questo mestiere tra quelli scelti per
illustrare, negli ultimi anni del '400,
il mondo dei commerci negli affreschi del castello di Issogne, in Valle d'Aosta (a destra). Una scelta che
avrebbe dovuto evidenziare il buon
gusto del suo proprietario, Giorgio
di Challant, influente e ricco uomo
di Chiesa appartenente a uno dei pi
importanti casati valdostani.
Gli affari degli speziali non si limitavano comunque ai medicinali:
comprendevano categorie merceologiche vicine a quelle delle nostre profumerie , cartolerie, drogherie oppure dei colorifici. Nei laboratori del retrobottega di queste farmacie-empori
c'era anche chi, accanto a unguenti, linimenti, decotti, pillole e clisteri, preparava addirittura dolci. Molto speziati , naturalmente .

Edoardo Monti

le spugne marine
(usate per medicazioni e
inalazioni pi che per farsi
il bagno) si vendevano
insieme a sapone, colla,
inchiostro e carta.

Lo speziale sta compilando


un rtgJStrO. Forse sta

facendo i conti, oppure sta


annotando la posologia
per una preparazione
ordinata da un cliente.
Ertle officinali e polveri
minerali da utilizzare nei
medicamenti non erano
il solo contenuto dei
grandi vasi. C'erano anche
profumi, essenze e colori
per la tintura dei tessuti
e da vendere ai pittori.

..

Mazzi di unclele e
torce di cera erano
tra i prodotti pi
venduti. Sovente
'
le spezierie erano
attrezzate anche
____..,.,. . . . per la loro

Lo stemrm dei savoia campeggia


al centro del locale, insieme
a due emblemi della famiglia
Challant. feudataria del ducato
sabaudo al quale la Valle d'Aosta
apparteneva. Questo genere
di insegne conferiva prestigio

~~~~~t~ab;oo~~aw
~oo~e~.~~1ii~~~~~e~uffi;;da=l~~~a~l~e~~
~e~ri;e~~~~~

...

1vasi di ceramica,

di vetro e di coccio,
insieme a grandi
contenitori di legno,
rappresentavano
la dotazione
prin?~le di ogni
speztena.

Parole erdute .
Tre parole che
non si usano pi,
ma che sono
ancora nel nostro
vocabolario.

L:awerbio ante .
usato anche come
preposizione e prefisso.
preso dal latino e
significa "prima. Oggi
si riferisce pi spesso al
tempo. ma indica anche
un luogo ("davanti").

o,

l,
Sinonimo di tentennare,
il verbo dringolare significa
esitare. essere indecisi.
La sua origine dubbia,
ma forse viene dall'ant ico
t edesco scranchelon o
scangolon.

'

''

R,

T,

E,

...

o,
T

Oggi l'olio lo versiamo


dall'oliera , ma un tempo si
usava l'utello. Il sostantivo
indicava un va setto di
t erracot ta, impiegato
ant icamente anche per
l'aceto e altri condimenti.

'------0

'
..,
\

...

''

intesi della difficolt del

Sn ostro Paese a trovare


un'identit comune, questa
frase sarebbe stata pronunciata da Massimo d'Azeglio
(1798-1866}all'indomani della proclamazione del regno
unitario italiano (1861).
Contesa. Nei Ricordi dello
scrittore e politico italiano in
effetti si legge: "S' fatta 11talia, ma non si fanno gl'italiani".
Da questa frase sarebbe nato il motto in questione (tramandato in varie versioni).
Motto che per alcuni storici
attribuiscono al senatore del
Regno Ferdinando Martini ,
il quale l'avrebbe coniato intorno al1886 proprio per spiegare la frase di d'Azeglio. Una
frase che esprimeva un dubbio condiviso persino dal "padre della patria" Cavour.
WMY.fOCIJSStoria.it

......

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...

...

...

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..,
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....

\
l

na mattina dell'anno del Signore


U
582 gli abitanti di Parigi si svegliarono scoprendo con orrore che il mon-

..
.....
...

do stava per flnire. Quel giorno dal cielo cadeva infatti una fltta pioggia rossa.
Sangue, che altro poteva essere?
La fine dei tempi. Per la mentalit del tempo era certamente un (pessimo) segno divino. "Pentitevir gridavano predicatori improvvisati agli angoli
delle strade.ln preda all'isteria generaWMYJOMStonaJt

le, i pi suggestionabili si infliggevano penitenze per espiare i propri peccati. Un vecchio, scavato in volto, cominci a flagellarsi con violenza. Un ragazzo di diciassette anni si trafisse la carne
con un chiodo. Un altro, gettatosi nella Senna per ripulirsi dalla pioggia maledetta, non sapendo nuotare affog. A
raccontarlo uno storico contemporaneo dei fatti : Ceorges Florent Crgoire,
vescovo della citt francese di Tours.

Sciroccati. Eventi del genere, tuttavia, non sono affatto rari. Di solito, la
pioggia rossa conseguenza dello scirocco, un vento che talvolta soffia dal Sahara fm sull'Europa, sollevando la polvere rossastra del deserto. In casi pi rari,
come accaduto nel Kerala (India) nel
2001, il vento pu trasportare spore di
alghe (in quel caso rosse) che danno alla
pioggia l'inquietante colorazione.
Massimo Polidoro

l!ttfi~ 811

Queste pagrne sono aperte a soddisfare le curiosit dei lettori,


purch iquesitisiano di interesse generale. Non si forniscono risposte
private. Scrivete a Focus Storia, via Carlo Goldoni 1, 20129 Milano o
all'e-mail redazione@focusstoria.it. Oppure via sms al 333/2400712.

Che cosa fu il tumulto dei ciompi?


Fu una rivolta di sala- zione, la partecipazione alla
riati impiegati nella vita pubblica e la costituzione
lavorazione della lana (detti di una corporazione autonociompi) che infiamm Firen- ma. La protesta culmin il24
ze nell'estate del1378. A origi- giugno 1378, quando fu occunaria furono la crisi economi- pato il Palazzo dei Priori.
Falliti. I lavoratori elesseca (v. Focus Storia no28) e la svalutazione della moneta di ra- ro gonfaloniere di giustizia
me con cui erano pagati i gi (la pi alta carica esecutiva
magri salari. I ciompi riven- della repubblica fiorentina)
dicavano il diritto di associa- il loro leader Michele di Lando e ottennero la creazione
di tre nuove "arti" (cio corporazioni): i ciompi, appunto, i farsettai (sarti) e i tinto~.,u.__5. ~ ' ~~ ri. I problemi emersero per
per l'incapacit di governa~-== ~
re di Michele di Lando e per
. ~
.
'
l'impopolarit dei suoi prov""
-~
vedimenti contro le violenze
che si scatenarono nelle settimane successive: in agosto
gli artigiani e l'oligarchia dei
Lavoranti di un
'...,.t
mercanti ripresero il potere.
lanificio in un
P ~ ~
Esdudendo i ciompi da ogni
quadro del 'soo. ~~f
rappresentanza politica.

~- j . ~

... ..
. r,

~tt J~ ,,

Che origini hanno le parlate italiane?

FOCUS DI.R n'18

L'encidoped~ delle curiositl

Perch i pulcini sono gialli?


Perch a Vene2ia viene
l'acqua alta? Chi pagher i
debiti dell'Al italia? Quanto
grande un buco nero?
!n.Jilil: le "grandi domande"
su uomo, vita e scienza.

Domanda posta da Claudio Savigni, Calderara di Reno (Bo).


settentrionale invece un'eredil dialetti italiani derivano dal latino. Ma prima della do- t delle parlate celtiche. Le vocaminazione romana i popoli itali- li aperte diSicilia, Calabria e Saci parlavano altri idiomi (celtico, lento (Puglia) si devono in parte
all'influenza delgreco: il lessico
etrusco, osco-umbro, venetie la toponomastico...). Adottando il latino (e poi
ca della Lombarle lingue "volgari" antenate delI)
l'italiano moderno) hanno man- dia sono ricchi di
parole longobartenuto la cadenza dei loro linde (v. Focus Stoguaggi precedenti.
ria n 19): quelli
Esempi. Cos, la caratteristica
della Sicilia risengorgia"toscana (la c aspirata
tono della domitra due vocali) potrebbe risalire
nazione araba. Parlate pi
alla pronuncia etrusca. L'assenisolate, come il sardo, si sono
za delle vocali finali nell'Italia

...

mantenute pi vicine allatino.


mentre alcune inflessioni sono
fenomeni recenti. Come la caduta delle doppie in romanesco,
sconosciuta prima dell'Sco.

'.
..

Lapide a Trilussa (1871-1950),


con i suoi versi romaneschi.
WHN [OMStona.ll

Che fine ha fatto la granduchessa Anastasia Romanov?

'..

..
-~

....
.....

....

Ormai non ci sono pi


dubbi. La figlia dell'ultimo zar di Russia, Nicola li,
fu uccisa il17luglio 1918 darivoluzionari bolscevichi, con
il resto della famiglia Romanov. nmancato ritrovamento
del suo cadavere (e di quello
del fratello Alekseij, erede al
trono) aveva alimentato per
anni vod di una sua possibile fuga . Ma nel2007, nelle vicinanze del luogo dell'eccidio
a Ekaterinburg, negli Urali, i
corpi di Alekseij e Anastasia
(al tempo di 14 e 17 anni) sono
wwwJocusstonall

stati ritrovati e poi identificati con l'analisi del Dna.


Mitomane. Fra le varie pretese "Anastasie" la pi nota si
faceva chiamare Anna Anderson. Salvata nel1920 mentre
tentava di gettarsi in un fiume a Berlino, in stato confusionale e senza denaro n
documenti, afferm di essere la granduchessa sfuggita
all'esecuzione. La fone somiglianza, un neo simile a
quello di Anastasia, un'uguale imperfezione alla falange
di una mano e racconti detta-

gliati dei fatti del1918 le diedero credito. La donna mor


nel1984 sostenendo fino all'ultimo la sua verit. n Dna,
10 anni dopo, rivel che Anna
non era affatto imparentata con i Romanov: il suo
vero nome era Franziska Schanzkowski ed
era una malata di
mente di origine
polacca fuggita da un ospedale psichiatrico berlinese
nel1919 .

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l giannizzeri, gli schiavi-soldato che costituirono il primo esercito

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Truppe
(in)fedeli
Mahmud Il, sultano
ottomano dal 1808
al 1839. Nel 1826
abol il corpo dei
giannizzeri, ormai
troppo potenti.
A destra, sfilata di
giannizzeri del 1583.

moderno e che per s secoli decisero le sorti dell'Impero ottomano


ensate a un esercito come lo intendiamo oggi, con uniformi,
stipendi regolari e reparti. Ora
collocatelo storicamente. Fatto? Se vi siete spinti al massimo fino all'Ottocento delle guerre napoleoniche,
preparatevi a una sorpresa: i pionieri
della moderna arte della guerra arrivarono in pieno Medioevo. E, con buona pace
dei crociati, furono anche"infedeli", ovvero musulmani. Agli albori degli eserciti moderni ci furono infatti i giannizze-

ri, la fanteria d'lite dei sultani, a lungo spauracchio ma anche modello di efficienza per le armate d'Europa.
La loro data di nascita si colloca intorno alla met del Trecento: gli Ottomani
- che un secolo pi tardi diventeranno
un impero divorandosi i resti dell'antica
Bisanzio - erano allora una piccola potenza in lotta con altri emirati dell'Anatolia, alle prese con guerre di frontiera
affidate ai clan nomadi locali. Le cose
cambiarono con un sultano ambizioso e

visionario, Murad I, che avvi una politica di espansione verso l'Europa, a partire dai Balcani. Ebraccio armato di questa strategia furono proprio gli yeni eri ,
in turco "nuove truppen.
RECLUTATI A FORZA. Aingrossare l'organico della neonata milizia ci pens
l'istituto della devshirme o "leva dei bambini-tributon, una tassa da pagare in esseri umani cui dovevano sottostare tutte le popolazioni cristiane dei territori assoggettati. Squadre di reclutatori 1-7

Gli arcieri mancini entravano nella guardia personale del sultano.


ottomani "requisivano" circa un quinto dei bambini dai 6-7 anni in su: i meno prestanti erano destinati alla servit di corte, i pi robusti ad anni di durissimo addestramento militare nelle
caserme ottomane. c<ln genere,, spiega Michele Bemardini, docente di Storia dell'Impero ottomano all'Universit
L'Orientale di Napoli ccsi evitava di prelevare i futuri giannizzeri da classi sodali considerate "geneticamente" meno adatte alla guerra: i figli dei conta-

Sfilate
secolari
S,Qm, una

rievocazione
in Turchia a
inizio 'goo.
~: un

giannizzero
del1813, altri
del '6oo e un
ufficiale del
'7oo.

dini, per esempio, erano di gran lunga


preferiti a quelli degli artigianh,. Dal
periodo di formazione, pesante e severo ai limiti del disumano, i migliori - o
forse semplicemente i superstiti- uscivano trasformati in giannizzeri: coraggiosi e resistenti, reparto di punta dell'esercito, ma soprattutto guardia personale di un sultano che per tutti era
"l'ombra di Dio in terra", e per loro un
padre-padrone cui immolare se necessario anche la vita.
FEDELISSIMI . Non meno assoluta
doveva essere la fedelt all'islam,
a cui praticamente tutti i futuri giannizzeri si convertivano pi o meno forzosamente. c<L'emia pi rappresentata tra i giannizzeri era quella
slava: bosniaci, ser-

bi, bulgari in prevalenza,, precisa Bernardini. ccMa c'erano anche albanesi e,


in misura minore, greci. All'inizio erano pochi, circa 2 mila e per giunta malvisti, in particolare dall'altezzosa cavalleria turcomanna che disdegnava quei
semplici fantaccini~,, Ma questa opinione non tard a cambiare grazie al
curriculum bellico delle "nuove uuppe":
la battaglia di Nicopoli del1396, sonora batosta inflitta all'anacronistica cavalleria francese alleata del re d'Ungheria; la presa di Costantinopoli, che nel
1453 diede il colpo di grazia all'Impero
romano d'Oriente; lo scontro del1514 a
aldiran, dove gli avversari persiani pagarono a caro prezzo l'aristocratico disprezzo per le armi da fuoco. Sono solo alcune delle imprese militari cui nei
due secoli seguenti i giannizzeri diedero un fondamentale contributo.

.
'

..
...

Erano i pi precisi
Esperti nel corpo a
corpo con sciabole e pugnali, rivelarono subito anche un talento di arcieri,
ma soprattutto si specializzarono precocemente nelle armi da fuoco: gli artisti ottomani li raffigurarono spesso
con l'arma prediletta, l'archibugio. La
maestria con la polvere da sparo non fu
l'unica anticipazione del soldato moderno. ((Anzitutto i giannizzeri indossavano una divisa, che rest sostanzialmente immutata per secoli, il cui
elemento pi caratteristico era un alto
berretto bianco, il bork, ornato di piume d'airone11spiega Bernardini. ((Avevano poi una loro marcia militare, il
mehter, che in Turchia sopravvive ancora oggi come musica per banda. Loro
capo era un aga, cio un generale. I loro
battaglioni, detti orta, erano contraddistinti da stendardi e simboli che spesso
AVANCUARDIA.

L'albanese che rovesci il sultano


a palma del giannizzero pi ribelle fra 1
L
ribelli spetta all'albanese
Patrona Khalil, vissuto nel
'7oo. Arruolato nei giannizzeri gi adulto, dopo
aver servito su una nave
da guerra ottomana, disert e si rifugi a lstanbul
dove incontr Musu Bese,
ex giannizzero divenuto
mercante di legumi. Con
lui e altri soldati ribelli
diede inizio nelmo a
un'insurrezione popolare
che rovesci ilsultano

Ahmed Ili. Per un paio


disett1mane i rivoltosi
divennero i padronidell'Impero ottomano, tanto
che anche l'investitura del
nuovo sovrano Mahmud l
awenne sotto l'occhio vigile di Khalil, responsabile
di una ridda di epurazioni
e nuove nomine tra le poltrone che contavano.
Rappresaglia. Ma il
gioco gli prese la mano:
un macellaio greco che
aveva finanziato la rivolta
fu addirittura nominato

i giannizzeri si tatuavano sul corpo, ed


erano suddivisi in reparti specializzati:
dai tii(eki, cio i moschettieri, ai genieri che si occupavano di minare le fortificazioni. Tuttavia la principale novit
ratiPrE!Seilt.l!ta dall'avveniristica tat

governatore della Moldavia. Un susseguirsi di


scelte deliranti indussero
il governo a reagire e il
passato torn a bussare
alla porta di Khalil:contro
di lui si mosse l'aga, il "numero uno dei giannizzeri.
Invitato a corte con un
pretesto, l'i ntraprendente
albanese venne ammazzato alla presenza del sultano: fu il preludio di una
"purga che 1n pochi giorni
condusse alla morte circa
7 mila suoisostenitori.

tica militare: non si schieravano in ranghi compatti come gli avversari, ma andavano all'assalto formando una sorta
di serpente umano che procedeva a zigzatpfovocando sgomento e confusione
nel nemico. Altro elemento di moderni- ~

t era il loro pagamento: i giannizzeri


venivano retribuiti regolarmente anche
in tempo di pace, quando si limitavano
a fare i tutori dell'ordine e i pompieri
nelle citt.. Con il tempo ottennero anche concessioni territoriali, l'esenzione
dalle tasse e persino la possibilit di ritirarsi con una pensione quando diventavano anziani o invalidi,,.
SERVI. Queste
particolarit di
trattamento alimentarono tra i
giannizzeri uno spirito di corpo quasi monastico; se aggiungiamo
l'iniziale obbligo del celi- \
bato, quello di

lasciare i propri beni in eredit al reggimento e la comune devozione a un patrono, il mistico iraniano Hai Bektash,
l'accostamento tra i giannizzeri e i grandi ordini militari dell'Occidente cristiano come i Templari pu apparire verosimile. Ma le somiglianze si fermano qui.
Sebbene di lusso, la loro fu una condizione servile, almeno all'inizio. Tanti dettagli lo sottolineano: dall'obbligo di lasdarsi crescere solo i baffi e non la barba completa, fino ai tanti riferimenti
che legano gerarchia e tradizioni degli
yeni eri al mondo, militarmente gregario, delle cudne. Il comandante di ogni
orta era chiamato ciorbac, "colui che
serve la zuppa", e gli ufficiali aga bas,
"capocuochi". Il pentolame stesso giocava un ruolo importante: rituale gioco di abilit dei giannizzeri era uru. sorta di "bandiera" in cui la truppa doveva
precipitarsi a recuperare
nel pi breve tempo possibile la propria gavetta
in mezzo alle altre. Soprattutto, per, tegami
e scodelle rovesciati
nei refettori delle caserme davano ai militi un segnale preciso, e nel tempo
sempre pi frequente: quello
della rivolta.

Un "capocuoco dei giannizzeri nel '700. Gli


ufficiali si chiamavano cos per sottolineare
l'origine servile del corpo militare.

Apartire dal XVI secolo, infatti, l'inossidabile rigore dei tempi d'oro inizi ad
appannarsi. Avidi di soldi e privilegi, i
giannizzeri divennero l ago della bilancia nelle lotte di successione. Nei frequenti conflitti fratricidi commissionati
dall'erede designato di turno per sbarazzarsi di scomodi antagonisti, gli yeni eri giocarono un ruolo insostituibile,, dice Bernardini. ecUloro appoggio decideva
sempre pi spesso il destino di un sovrano. Un esempio per tutti: nel Seicento il
fratello del sultano Murad IV, Ibrahim,
pass vent'anni di prigione dorata nel
serraglio (l'harem imperiale), recluso
Servitori tra belle donne e cibi raffinati, per eviarmati tare di essere ucciso dal monarca in carica. Furono proprio i giannizzeri a libeUn giannizzero alla
corte di lstanbul rarlo dopo aver rovesdato Murad, e a ...
nel '7oo. l cristiani liberarsene dopo averne dichiarato l'inconvertiti all'islam stabilit mentale,,. Il declino della miliproseguiva: nel tardo Seicen-

li facevano sposare: in tal caso, erano esentati dal servizio militare


avere doppi e tripli lavori (molti erano
mercanti), ma soprattutto fare carriera a suon di nepotismo e raccomandazioni. La fine del celibato e la devshirme ormai accantonata lo resero infatti
un mestiere tramandato di padre in figlio, e talvolta un parcheggio sicuro per
i rampolli di famiglie turche. Risultato:
i giannizzeri smisero di essere una risorsa e iniziarono a diventare un problema,
se non una minaccia. Edivennero a tut-

'
L.

-..
......

ti gli effetti una casta, tanto irrequieta


quanto costosa e inutile, perch con la
disciplina inflessibile e l'addestramento
durissimo se ne era andata anche l'efficienza militare.
LJQ.UIDATI. A dimostrarlo fu una serie
di cocenti sconfitte come quella del 1683
alle porte di Vienna, che oltre a fermare
per sempre l'espansione ottomana in Europa rivel tutta l'inadeguatezza dei turchi rispetto agli eserciti europei, che nel
frattempo avevano recuperato abbondantemente lo svantaggio tattico e tecnologico. L'Impero ottomano, che nel suo
massimo fulgore si era spinto fin quasi alla Polonia, era ora in fase di stalle e
i giannizzeri, un tempo al "top" nel mestiere delle armi, rappresentavano solo un ingombrante anacronismo militare>> spiega Bernardini. <<Non a caso a sopprimere gli yeni eri fu Mahmud II, primo
sultano dell'Ottocento e grande modernizzatore: la sua priorit era riformare l'esercito e cap che il principale ostacolo era rappresentato proprio dai suoi
"pretoriani")) .
La fme , tramandata dalle cronache come "il felice evento", arriv nel1826 con
una vera e propria mattanza: come reazione all'ennesima rivolta, almeno 4 mila giarmizzeri furono uccisi nelle caserme di Istanbul, distrutte a suon di cannonate. Seguirono esecuzioni, esili e una

Le memorie di una "talpa" cristiana


iannizzero "dissidente", Konstantin
Michailovic di Ostroviza
nacque in Serbia intorno
al1430. Rapito dai turchi
intorno ai vent'anni e inquadrato tra gli yeni eri,
per lunghi anni continu
a professare in segreto
la sua fede cristiana
ortodossa vivendo, da
acerrimo nemico dei
musulmani, come un
dramma personale le
travolgenti operazioni
militari di Maometto Il
alla conquista dei Balcani
e la caduta di Costanti-

nopoli, culla della civilt


bizantina.
Nero su bianco. Di qui
la decisione discrivere
tutto quanto vedeva: le
tattiche militari, il sistema giuridico islamico
della shari'a, icostumi,le
usanze, i puntidi forza e
didebolezza degliottomani. In questo modo,
forse involontariamente,
sugger ai capi cristiani,
contro iquali suo malgrado era costretto a
combattere. il modo per
vincere la guerra contro
l'aggressore.

Testimone. Il suo libro


Cronaca t urca, owero
memorie di un giannizzero a oltre mezzo mil-

lennio di distanza resta


una formidabile miniera
di notizie su quella civilt. Con un paradosso:
nonostante il malcelato
e invincibiledisprezzo
per i musulmani,le
pagine di Konstantin
abbondano di implicite
lodi all'efficienza dell'establishment turco. E
di parallele critiche alla
miopia degli europei,
incapaci di coalizzarsi.

distribuzione dei superstiti in reparti


dell'esercito senza fama e soprattutto
senza pretese. L'epopea degli ex "cani da
guardia del sultano" tramont nel sangue; l'ormai agonizzante impero della
mezzaluna li avrebbe raggiunti nei libri
di storia neanche un secolo pi tardi.
Adriano Monti .Buzzetti Colella

Da tamio
e da fUoco
Un giannizzero
all'inizio deii'Soo.
SCiabola e fucile
erano le armi
tipiche di questo
corpo fin dal'400.

Prima di colorare i muri


grigi delle metropoli,
l'uomo ha dipinto le
pareti delle grotte.
Ecco come si evoluta
~-tcl arte del graffito

...

....'

a Cappella Sistina? Una fredda sala bianca. Le grotte di Lascaux? Antri umidi e con poca
luce. Le ville romane di Pompei? Tristi stanzoni grigi. Cos apparirebbero questi luoghi, dai moderni considerati capolavori assoluti, se qualcuno non avesse ricoperto le loro pareti e i
loro soffitti di immagini e simboli. Che
fossero cacciatori preistorici, raffinati
Romani o cristiani perseguitati, artisti
medioevali, rinascimentali snob o rivoluzionari tutti d'un pezzo, molti antichi
si comportavano come quelli che oggi
qualcuno considera teppisti: "imbratta-

.....

vano" muri, spesso anche scrivendo frasi e messaggi giunti fino a noi. Che la
Storia si possa scrivere sui muri lo ha dimostrato nei decenni scorsi Berlino, dove il cemento che ha diviso per trent'anni le due Germanie stato trasformato
(dal lato occidentale) in una tela.
CRAFFITARI PRE ISTORICI. Eppure i
muraies suscitano da sempre grandi polemiche. Oggi molti vorrebbero spedire
in cella chi dipinge i muri grigi delle citt italiane. Ma se qualcuno avesse vietato ai preistorici di decorare le grotte
di Lascaux (Francia) o di Altamira (Spagna) non sapremmo nulla di quegli uomini e donne che fra 15 e 32 mila anni
fa vollero raccontare qualcosa del loro
mondo. Non erano certo dei Giotto. Eppure disegnarono animali, simboli sessuali e scene di caccia con colori caldi,
giallo, marrone, rosso, nero e a volte
bianco, usando tutto ci che la natura
offriva: argilla, terre colorate, cenere ,
carbone, sostanze vegetali e minerali
come ossidi di ferro e manganese. I pi
estrosi mettevano la tintura in bocca come un collutorio e la sputavano fuori attraverso un cono cilindro in osso per dipingere a spruzzo, come si fa con le moderne bombolette .
Ma perch i preistorici colorarono i
muri delle grotte di oltre 350 localit
in tutta Europa? 11Non solo a scopo decorativo, dal momento che spesso i disegni furono eseguiti in luoghi quasi

inaccessibili>> spiega Fabio Negrino, archeologo e ricercatore dell'Universit di


Pisa. ''Probabilmente quelle pitture rupestri avevano una valenza magica orituale a noi sconosciuta: non si giustificherebbe altrimenti il grande impegno
messo, per esempio, nella decorazione
della grotta di Lascaux, dove vennero
costruite addirittura delle impalcature
per raggiungere le pareti pi alte>~. Tra
gli studiosi c' chi convinto che dipingere quelle scene fosse una specie di rito scaramantico dei cacciatori preistorici, per assicurarsi una caccia fortunata. Altri sostengono che i disegni servissero a identificare i luoghi della grotta
con l'acustica migliore, usati come location per riti a suon di musica (v. Focus
Storia n 23, pag. 24). Alcuni archeologi ritengono anche che l'arte rupestre fosse
una primissima forma di lingua scritta,
in parte ancora da decifrare.
l'ECHNICOLOR. Di certo sappiamo che,
nonostante la diffusione della ceramica
dipinta dopo la fine della preistoria, i
pittori non si stancarono di usare le pareti di casa, propria o di qualcun altro,
e la pittura murale non pass di moda.
Anche tra Egizi, Micenei, Greci, Etruschi e Romani. 11Per i Romani le pareti
erano una "pinacoteca d'intonaco" che
riusciva a coinvolgere l'osservatore grazie alle fantasiose architetture simili ai
nostri trompe-l'oeil spiega Daniela Scagliarini, docente di Archeologia e storia~

iiM~ 9t l

Sui muri dell'antica Roma si graffivano anche messaggi


elettorali. Esi invitava la cittadinanza agli incontri sportivi
dell'atte romana all'Universit di Bologna. Le pitture ad affresco invadevano
le pareti e i soffitti all'interno e a volte
anche all'esterno degli edifici. Persino
i mobili si facevano bassi o a muro, per
non sovrapporsi alle superfici dipinte.
Insensibili alle teorie oggi di moda sui
colori pi adatti a rendere un ambiente rilassante, i Romani preferivano le
tinte fotti : il nero e il blu "egizio" (il colore caeruleus inventato ad Alessandria
d'Egitto), il costoso rosso ottenuto dal
cinabro (proveniente dal monte Amiata}
o il pi economico "rosso pompeiano",
ricavato dalla polvere di ematite e spesso abbinato al giallo. Anche tra i Romani la pittura murale non era solo decorazione. ccLe pitture all'esterno degli edi-

fid erano il suppono migliore per rivolgersi a tutta la citt. L'effetto decorativo
era subordinato e finalizzato al messaggio che si voleva dare: una bella pittura
comunicava la ricchezza, il ruolo sociale, la cultura del committente. E per far
questo si utilizzavano temi molto vari ,
che spaziavano dalla mitologia alla storia, dai fatti quotidiani agli oggetti di
tutti i giomin prosegue Scagliarini.
Spesso i Romani copiavano celebri
opere greche, modificandole e adattandole ai nuovi spazi. ccTutti conoscevano
le storie della mitologia greca e la vivevano come una metafora della realt.
Il riferimento ai miti veniva usato per
trasferire la vita quotidiana in un mondo parallelo e divino, ma anche per fa-

....
..

Particolare del ciclo di murales


in cui Diego Rivera, negli Anni '30,
illustr la storia messicana.

...

...

re propaganda politica: per lodare o biasimare qualcuno, infatti, bastava paragonarlo all'eroico Ercole o, viceversa, al
mostruoso Polifemon dice l'esperto.
I Romani furono anche tra i primi a
usare i muri per scriverd le loro idee e i
loro pensieri. Molte di quelle frasi si sono conservate a Pompei. Ci sono i graffiti dei lupanari, grazie ai quali possiamo
conoscere le gesta erotiche della prostituta Euplea ("che sa ben navigare") oppure le vanterie di qualche lati n lover ("Qui
ho fottuto molte ragazze") ; ma anche gli
slogan elettorali del tempo ("Votate edile
Caio GiulioPolibio. Offrepane buono").
CATACOMBE E PALAZZI. Anche i primi cristiani usarono i muri (e a volte i
soggetti della mitologia) per illustrare
W'MY.fOCUSstona il

le storie della loro religione, dipingendole su sottili strati di intonaco applicati alle pareti di roccia delle catacombe
dove si nascondevano dalle persecuzioni, intorno allll secolo. Allo stesso modo, tra il lX e il XV secolo, molti fedeli
di Puglia, Basilicata, Campania e Calabria decorarono i propri luoghi di culto
scavati nella pietra: a Mottola (Taranto)
gli abitanti affrescarono le piccole chiese ricavate nella roccia con le immagini dei santi.
Questi primi rustici pittori di campagna non potevano ceno competere con
gli artisti che reali.z.zarono in seguito ettari di capolavori affrescando chiese e
palazzi dal Trecento in poi. Giotto, che
tra i11303 e il1305 decor la Cappella degli Scrovegni a Padova come una "Bibbia da guardare", era in buona compagnia: Masaccio, Simone Manini, i Lorenzetti, Mantegna, Piero della Francesca, Michelangelo, Beato Angelico,
Raffaello, Correggio, Tiepolo sono solo
alcuni dei tanti "imbrattamuri" italiani
vissuti fra Medioevo e Rinascimento.
La pittura su muro andava cosl di moda che, poco dopo la met del Cinquecento, l'architetto e pittore Giorgio Vasari - uno che di arte se ne intendeva
- afferm che "di tutti gl'altri modi che i
pittori faccino, il dipignere in muro pi maestrevole ebello". Ne erano convinti anche
i ricconi dell'epoca. La famiglia de' Medici commission affreschi per tappezzare palazzi e cappelle a Firenze. Con
quei "murales" di lusso voleva comunicare le proprie idee, come gli antichi che
tanto piacevano alla eone fiorentina.

Ma la pittura murale aveva anche altri scopi. Intanto, decorando i soffitti,

gli ambienti sembravano pi ampi: grazie alla tecnica della prospettiva si poteva creare l'illusione di una veduta sulle
colline toscane, o realizzare un giardino immaginario nel chiuso di un palazzo. E poi c'era la politica. A Siena, nel
Trecento, Ambrogio e Pietro Lorenzetti
rappresentarono le allegorie e gli effetti del buono e cattivo governo in citt e
in campagnan spiega Marco Milanese,
docente di Archeologia medioevale all'Universit di Sassari. <(Non era un tema scelto a caso, visto che affrescava la
sala del Consiglio all'interno del palazzo comunale.
CRONACHE PASSATE. Senza saperlo,
sui muri dei loro committenti gli artisti del passato hanno lasciato indizi preziosi. Gli archeologi e gli storici moderni, infatti, studiando quelle opere conoscono meglio le epoche in cui vennero realizzate. <<Gli affreschi medioevali
sono una fonte preziosa per la storia del
paesaggio: ci offrono straordinarie fotografie della distribuzione delle case
in campagna o nelle citt, dei villaggi,
della vegetazione, del tipo di coltivazioni, dei materiali da costruzione continua Milanese. <<Inoltre riproducono fedelmente gli oggetti che si usavano a tavola, il cibo, la moda del tempo e persino le merci in vendita nelle bottegheu .
Spesso, sui muri, si scoprono le dediche
lasciate da ospiti e visitatori
illustti e non, preziose te\.
stimonianze dello.-....r..~
rotempo.

Scrivilo
sui muri
Affreschi, in
prevalenza a
sfondo politico,
dipinti sui muri
di Orgosolo, in
Sardegna: i primi
furono realizzati
nel 1969 da un
gruppo anarchico
milanese che s~
firm "Dioniso".

Il poeta Byron, nel1790, incise il proprio


nome sul tempio greco di Capo Sunion.
Con quello di decine di altri viaggiatori
A COLPI DI SLOCAN. Ben altre tracce
hanno lasciato le frasi dipinte sui muri
d'Italia durante il Ventennio fascista.
Gli slogan del duce, scritti in nero, a lettere maiuscole e talvolta siglati con una
UM" (proprio come se Mussolini in persona li avesse spennellati sull'intonaco bianco) troneggiavano in citt e nelle campagne , sugli edifici posti lungo
strade e linee ferroviarie, oppure sulle
facciate di casali e stalle. uSolo Iddio pu
piegare la volont fascista, gli uomini ele cose mai", nella versione "contadina" suonava cos: "Voglio soprattutto che voi abbiate l'orgoglio di essere rurali". Le parole
d'ordine della propaganda raggiungevano cos tutta la popolazione, soprattutto i molti che non avevano facile accesso alla stampa.
Lo stesso uso upedagogico" dei muri era stato fatto un decennio prima e

a migliaia di chilometri di distanza,


quando alcuni noti artisti avevano cominciato a dipingere Citt del Messico.
1.a pittura murale la forma pi alta, logica, pura e forte di pittura eanche la pi disinteressata, perch non pu essere convertita in
oggetto di lucro personale n nascosta a beneficio di alcuni privilegiati. Essa per il popolo, per tutti" predicava }os Clemente
Orozco, uno dei maggiori esponenti del
muralismo messicano.
ARTE DA STRADA. ((Artisti come Orozco,
Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros
sono stati i padri anche della moderna
street art. Con loro nacque l'idea dell'espressione artistica urbana spiegano
il sociologo Alessandro Dal Lago e la storica dell'arte Serena Giordano, docente
di Arti visive all'Universit di Genova e
autori del saggio Fuori cornice. L'arte oltre
l'arte (Einaudi). Ma mentre i muralisti

dellano l'alfabeto e
giocano con le lettere
per farne una forma
d'arte.
Firme. Cominoarono gh afroamencani,
nelquartiere malfamato del Bronx a
NewYork. Erano gli
Anni 'So e il tag (che
in gergo la scntta)
che disegnavano sui
muri era la 'firma

messicani erano artisti affermati che


decisero di abbandonare atelier e cavalletto per esprimersi sui muri degli edifici, quelli di oggi nascono senza alcuno
status artistico e non vogliono necessariamente attenerlo)).
Le parole di Orozco vennero recepite anche dai d leni, che usarono i murales per parlare al popolo di politica e rivoluzione. Cos, dopo il colpo di Stato
di Augusto Pinochet, nel1973 il muralismo spari dai muri del Cile per sbarcare
insieme agli esuli cileni in Francia e in
Italia. Ma gi nel1g68la sardegna aveva

con cw "marcavano"
il proprioterritorio.
Successivamente i
writers raggiunsero
anche zone residenziali, centri commerciali, metropolitane
e treni. Ma qualcosa
del genere si faceva
anche nell'antichit.
Writers veri e propn
non ne esistevano,
ma i Romani scnve-

vano su1 muri. Molte


delle loro frasi si sono
conservate: sono
famosiigraffitidei
lupanari d1Pompei,
spesso dicontenuto
erotico (v. articolo).
ma cisono anche
le epigrafi scoperte
nelle necropoli, che
recavano incisi nella
pietra "ritratti a parole" deidefunti.

Fo..ssl

ioNi
FERENTI
M E~

....

....

avuto il suo Orozco: Pinucdo Sdola, autore del primo murale a San Sperate (Cagliari}. Il suo intento era artistico: l'arte doveva essere di tutti e non chiusa all'interno dei musei, delle mostre e delle pinacoteche.
Uno spirito diverso mosse invece altri muralisti sardi. A Orgosolo (Nuoro},
nello stile ispirato a Picasso che diventato il simbolo di questo paesino sperso tra le montagne, a partire dagli Anni '70 sui muri delle case inizi a scor-

rere tutta la Storia degli ultimi decenni : l'isolamento geografico dell'isola,


il movimento di emancipazione femminile, il terrorismo nero di piazza Fontana, le contestazioni contro la guerra in
Vietnam, la disoccupazione, l'emigrazione, i morti di piazza Tiananrnen (Cina), la guerra del Golfo e quella nella ex
Iugoslavia, tangentopoli .. .
AL MUSEO. La verve polemica dei sardi continua a farsi sentire. L'intento

che anim Pinuccio Sciola non andato perso. La funzione dei moderni murales operare in uno spazio apeno stabilendo un rappono senza mediazioni
fra artista e pubblico sostiene Dal Lago. <<Questo significa, spesso, trasgredire. E infatti in molte metropoli il graffito o il murale sono un atto illegale.
Ogni carica trasgressiva scompare per
nel momento in cui il graffista viene
consacrato dal mondo dell'arre: accaduto per primo all'americano Keith Haring (1958-1990) negli Anni 'So. Se fosse
nato un paio di decenni prima, o fosse
vissuto in un Paese diverso dagli Usa, i
suoi omini colorati gli sarebbero costati

la galera.
Maria I.eonarda leone

Tutto in un muro
Il murales intitolato

Tuttomondo che Keith


Haring realizz nel 1t89
nella citt di Pisa..

11111111 IIIIII PUBBLICIT

MACCHINA PER TAGliARE IL PANE


a quadrup lo movimento

aottilissime

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Le rclame pi originali e curiose


che capitava di leggere sui
giornali italiani di un secolo fa

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QUALE DEl DUE

on chiamatele pubblicit: queste sono rclame (in


francese "richiamo"). Dalla fine dell'Soo in poi
comparvero sui giornali dei nostri nonni, che non
smisero mai di chiamarle con questa parola che
evocava Parigi, la citt da cui allora arrivavano tutte le novit.
Le prime riviste a pubblicarle con regolarit furono La Domenica del Corriere e L'Illustrazione Italiana. Apromuoverle ci pensava la prima concessionaria pubblicitaria milanese, fondata da
Attilio Manzoni, ex farmacista bresciano. Essendo per l'Italia
un Paese ancora in gran pane analfabeta, le pubblicit di fine
'Boo usavano un linguaggio semplice, con verbi imperativi come: "Bevete..." o "Chiedete al vostro (armacistJJ ...".
PER SICNORE . Nei primi decenni del '900 i messaggi si raffinarono nella grafica e nel linguaggio. Afare da traino al cambiamento fu la diffusione di riviste femminili come Gioia (fondata nel1937), Grazia (1938), Eva e Annabella (negli Anni '40).
L'affennazione sul mercato di prodot confezionati, per esempio il riso in precedenza venduto sfuso, acceler la rivoluzione. Il mondo del commercio cap che la pubblicit poteva favorire la vendita di ogni tipo di oggetto (anche i pi improbabili) e che, come intu ben presto il giornalista e scrittore Ennio Flaiano, doveva "unire sempre l'inutile al dilettevole".

L 'IliO del ..,..__ G Bellec - . D .al di capo ~ da


pol..w O ia puclie ..... , . aaha ~ le eddlli, l -cu.uire ia pDdl1 ...... l aall ;.t. ~ .......... . . , _
stomaco e le JDalelde d'~ . .S.O. . . . _ e c1ect1 a.-ial.
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- Quale del due prende l1 Carbone dl


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- Non dubitate neppure un fa tante.
quel aignore a deatr&; con quella bella
cera1 lui non aoftre dl mal dl atomaco,
e le aue dl~&-donl aono eccellenti. Men
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senza bisogno di
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venduti oltre mezzo milione in 114
d'anno. Dietro rimessa di 2 lire
(anche con francobolli italiani) la
ai riceve franca di porto e dogana.
Tre pezzi costano L. S. - 6 pezzi
L. 8. - 12 ~zzi L. 1e. - Non si
fanno apeduioni verso assegno.
Si ''-edisee da
M. Feath,Viennan, Taboritr.tl/B.

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A Sinistra.
flzabandiera
Israeliano aii'Onu,
NewYork, nel
1949-AJI.ellia..
rappresentanti
Onu con arabi e
israeliani lavorano
atl'armistizio.

12 novembre 1917 il ministro degli Esteri


britannico, Arthur James Balfour, scrisse a lord Rothschild, esponente inglese
del sionismo, il movimento per la nascita di uno Stato ebraico. Riassunto della
missiva: "Il governo di Sua Maest vede con favo-

re la creazione di una 'casa nazionale' per gli ebrei


in Palestina, purch non si mettano a rischio i diritti
delle comunit non ebraiche". Quel giorno si get-

EGITTO

Stat9

ebraco
Stato

arabo

Uno Stato per due


Il piano di suddivisione del
territorio della Palestina
previsto dalla risoluzione
deii'Onu del 1947.

tarono le fondamenta dello Stato d'Israele.


TERRA PROMESSA. ll popolo ebraico considera da sempre come sua patria il territorio
palestinese: n era nata la loro religione e sebbene da nmolti ebrei fossero fuggiti alimentando una diaspora plurisecolare, quel luogo fu sempre visto come la "terra promessa".
L'idea di costituirvi uno Stato "su misura" nacque per alla fme dell'Ottocento, quando per
sfuggire ai massacri contro le comunit ebraiche (pogrom) della Russia zarista, migliaia di
ebrei emigrarono in Palestina.
L'area, a lungo sottoposta al dominio ottomano e abitata prevalentemente da arabi,
era intanto entrata anche nelle mire dell'Impero britannico, che si mostr favorevole alla
causa ebraica. In questo contesto il29 agosto
18971'ebreo ungherese 1heodor Herzl, aprendo il primo congresso del movimento sionista
(da Sion, il colle di Gerusalemme) a Basilea,
in Svizzera, teorizz la creazione di uno Stato

ebraico in Palestina che ponesse fine alla diaspora. Nel1922 il movimento accolse con entusiasmo la decisione della Soet delle Nazioni
(antenata dell'Onu) di affidare agli inglesi un
mandato per amministrare la zona.
CoLONI. L'immigrazione ebraica in terra
palestinese acceler, provocando lo scontento
della popolazione araba. Gli scontri divennero
frequenti e nel1929 culminarono nel massacro
di oltre Go ebrei presso la citt di Hebron. La
situazione peggior negli Anni '30 a causa di
nuovi flussi migratori provenienti dalla Germania nazista e, nel 1939, la Gran Bretagna
present un "libro bianco" con cui si ponevano alcuni paletti all'immigrazione: il proposito inglese era creare un unico Stato all'interno del quale far convivere la comunit araba e
quella ebraica. Ma
le tensioni tra le

....

L_

Libert armata
....

Coppia di combattenti
israeliani durante
la guerra araboisraeliana del 1948.

due popolazioni erano irrisolvibili, anche a causa dell'attivit di gruppi terroristici ebraici come l'Irgun e la Banda Stern,
che nel1946 organizzarono un sanguinoso attentato all'hotel King David di Gerusalemme.
Negli Anni '20 era sorto anche un terzo gruppo armato, l'Haganah, che nel1948 confluir nell'esercito israeliano. Nel1947 gli inglesi, ormai incapaci di gestire la situazione, decisero di rimettere il mandato nelle mani delle Nazioni Unite.
NEONATO. ll 29 novembre 1947, dopo la fine della Seconda guerra mondiale e la scoperta dei campi di sterminio nazisti, l'Assemblea generale dell'Onu approv, con il voto determinante
dell'Urss, la risoluzione 181 che
prevedeva la divisione della Palestina in tre zone: una araba, una ebraica e una, comprendente Gerusalemme, sotto l'amministrazione diretta
delle Nazioni Unite (v. cartina). La creazione di uno Stato
ebraico fu vista come un'inaccettabile ingerenza straniera
dagli arabi. Due mesi prima il
segretario generale della Lega
araba (organizzazione internazionale dei Paesi arabi) ave-

va riassunto cos il concetto: "Per le popolazioni


arabe, voi ebrei siete solo un fenomeno temporaneo".
Quando la Gran Bretagna annund che avrebbe ritirato le proprie forze entro la mezzanotte del15 maggio 1948, il leader sionista David
Ben-Gurion (che nel1937 aveva detto "dobbiamo espellere gli arabi eprenderei i loro posti") colse
la palla al balzo e il14 maggio proclam l'indipendenza di Israele, dichiarandolo "aperto agli
ebrei di tutto il mondo".
GUERRA PERMANENTE. Il giorno dopo
gli eserciti di Egitto, Siria, Libano, Iraq e
Transgiordania (attuale Giordania) attaccarono il nuovo Stato, ma l'offensiva venne respinta con successo dalle forze
israeliane: era la prima guerra arabo-israeliana. Dopo l'armistizio firmato a Rodi (1949)
gli israeliani si ritrovarono con
un territorio pi vasto di quello previsto dalla risoluzione
181. nmondo arabo dovette invece fare i conti con una sconfitta indigesta, un milione di
profughi e un ultimo smacco:
contravvenendo alla decisione
dell'Onu, il governo israeliano
fece di Gerusalemme la capitale del nuovo Stato.

Matteo Liberti

Sbarco di
ebrei nel
neonato Stato
israeliano, nel
1941. sotto
lo sguardo
dei soldati in
attesa sulla
banchil\a.

111111111111111111 MEDIOEVO

La vera storia di Eleonora d'

l giudicati nacquero prima del Mille,


quando i 4luogotenenti bizantini si
dichiararono indipendenti e "Judices"
ardegna, annodelSignore1383.
Eleonora Bas Serra, indomita
e bellissima nobildonna, galoppa, avvolta in un mantello di velluto cremisi, tra le campagne
dell'isola in preda all'anarchia sbaragliando a colpi di spada i nemici stranieri. Punta verso Oristano, la capitale, per rivendicare il regno, il Giudicato d'Arbora. Riconquistato il
trono, lavora alacremente per unificare la Sardegna sotto un unico
Stato e scrive leggi che governeranno per secoli l'isola.
Fin qui il mito di Eleonora d'Arbora, ultima "giudicessa" (ovvero sovrana) dell'isola. Un mito nato nell'Boa ma ancora vivo
in Sardegna, dove le sono dedicati circoli culturali, aule universitarie, piazze e scuole. Un
mito che nel film La leggenda
di Eleonora d'Arbora, girato nel 2006 ma non ancora
uscito nelle sale, ha il volto della cagliaritana Caterina Murino, Bond-girl in
Casin Royale. Ma al di l
della figura leggendaria, che cosa sappiamo

di questa nobildonna di 6 secoli fa?


TEMPI DURI . Intanto, che non venne
al mondo in Sardegna, ma in Spagna.
Nacque probabilmente a Molins Rey,
vicino a Barcellona, intorno al1340, da
Mariano IV, giudice (cio sovrano) del
regno di Arbora, e dalla nobile catalana Timbora di Roccaben. Pass per
fa sua infanzia tra Oristano e il castello di Goceano, nel territorio del giudicato. La futura giudicessa crebbe nel
Medioevo sardo della cosiddetta et giudicale. Un periodo molto complesso e di
cui sono rimasti pochi documenti)) spiega Barbara Fois, gi docente di Antichit e istituzioni medioevali all'Universit di Cagliari. 11Dei quattro giudicati, gli
Stati in cui fu divisa l'isola dopo il dominio bizantino e di cui abbiamo documentazione dall'XI al XIV secolo, quello occidentale d'Arbora era l'unico ancora indipendente. Durante il XIII secolo la repubblica marinara di Pisa aveva
infatti preso il controllo, a vario titolo e
in vari modi, di gran parte dei territori dei giudicati di Torres , di Gallura e di
Cagliari)). Ugone Il, nonno di Eleonora,
grazie all'alleanza con gli Aragonesi,
pur diventando un vassallo dei sovrani catalani mantenne diritti dinastici e
possedimenti, assicurandosi anche un protettore contro gli odiati pisani. Ma la pace fin proprio
con il pap di Eleonora,
Mariano IV.
Mariano cap che gli
Aragonesi miravano a
conquistare l'isola per
farne una testa di ponte
per il controllo dei commerci e dei traffici verso
l'Italia meridionale. Inizi cos una guerra lunga
e cruenta: da una parte i
regnanti di Arbora che lottavano per la
loro indipendenza e dall'altra gli Aragonesi che volevano espandere i loro territori. Quando Mariano IV mor (forse di

peste) nel1376, suo figlio Ugone lli prosegu la lotta. Ma a differenza del padre
pare fosse poco diplomatico, autoritario
e politicamente incapace.
FORMAZIONE. Durante gli anni di
guerra, mentre padre e fratello si battevano per l'autonomia del giudicato,
Eleonora sent forse parlare di politica
in famiglia. Forse impar a combattere
osservando i cavalieri che si preparavano alle battaglie. Forse tra le mura del
castello studi lingue e antichi codici di
leggi. O forse si limit, insieme alla sorella Beatrice, a ricamare e cucire vesti
nelle stanze del maniere.
11Sappiamo per certo che dopo i11370
Eleonora fu data in sposa a Brancaleone
Doria, figlio illegittimo poi riconosciuto del nobile ligure Brancaleone Doria e
di una certa Giacomina'' racconta Fois.
Pare che Eleonora avesse gi 37 anni al
momento del matrimonio, un'et molto avanzata per l'epoca. Non si sa nulla
dei sentimenti di questa donna matura
wv.w.fOCU5Stona.n

Ai confini del regno


Asinistra, i ruderi del castello di Las
Plassas, confine settentrionale del
Regno d' Arbora. ~. le mura di
quello di Sanluri, conquistato dagli
Aragonesi dopo la battaglia del1409.

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nei confronti di Brancaleone, dal quaTRADIMENTO. La svolta venne


le ebbe due figli (Federico e Mariano), quando il fratello Ugone lll fu ucma quel che sembra pi probabile che ciso insieme alla figlia Benedetil matrimonio fu organizzato per crea- ta, probabilmente in una congiure un'alleanza tra i signori di Arbora ra di palazzo. Era il 1383. Eleonora,
e la repubblica genovese, che possede- che in quel periodo si trovava aGeva gi territori in Sardegna, contro gli nova, si precipit in Sardegna per
Aragonesit1.
raggiungere Oristano e prenEleonora visse con il marito e la fami- dere il controllo del giudiglia a Castelgenovese (attuale Castel- cato prima che gli Aragosardo, in provincia di Sassari). A causa nesi approfittassero del
delle lunghe assenze del marito dovet- vuoto di potere. Fu quelte amministrare gli interessi di fami- lo il momento in cui la
glia: lo fece ponendo le basi di allean- giudicessa entr nella
ze fruttuose. per esempio documen- storia della Sardegna.
tato un patto stipulato tra la nobildonna e il doge di Genova, Nicol Guarco: Radici profonde
lei gli prest 4 mila fiorini da restituiLa statua ottocentesca di
re in 10 anni. Se alla scadenza il dena- Eleonora a Oristano e lo
ro non fosse stato reso, il doge non so- stemma col simbolo del
lo avrebbe dovuto ridargliene il doppio, Regno d'Arbora, l'albero
ma avrebbe anche dovuto dare in sposa eradicato. Il nome forse
la figlia Bianchina a Federico, primoge- indica che, anticamente,
nito di Eleonora.
la zona era ricca di alberi.
www.focusstona.lt

Oggi si chiama
Arbora un comune
del Campidano (Or).
Fu fondato nel1g28
da Mussolini in
un'area bonificata
A cavallo - racconta lei stessa in una
lettera a Pietro IV d'Aragona- attravers l'isola per rivendicare la sovranit della sua famiglia. Per alcuni
studiosi Eleonora fu solo una reggente che govern prima in nome
del figlio Federico, troppo giova:
ne per diventare giudice, e poi,
quando il primogenito mor prematuramente, in nome del secondo figlio Mariano>> spiega
Fois. <<Per altri fu invece una regnante a pieno diritto>>. Di fatto, Eleonora fu riconosciuta
come sovrana dalla Corona de
logu, l'assemblea del regno
(logu in sardo) d 'Arbora, e
nel1383 inizi a governare.
Purtroppo nella peggiore
delle condizioni: il marito Brancaleone, che era a
Barcellona, fu tenuto in
ostaggio dal re d'Aragona Pietro IV "il Cerimonioso". In cambio del

suo rilascio il sovrano pretendeva l'assoggettamento del regno d'Arbora. La


giudicessa inizi a trattare. Dopo 5 anni
di negoziati, durante i quali Brancaleone
rimase rinchiuso in una fortezza di Cagliari, il trattato di pace, una pergamena
lunga u metri, fu firmato nel1388.
COMPROMESSO, <<Di fatto fu un accordo svantaggioso perch Eleonora, pur di
interrompere il conflitto, dovette cedere i territori conquistati dal padre e dal
fratellm> spiega la studiosa. <<Non poteva fare diversamente. Non aveva pi un
esercito in grado di fronteggiare il nemico perch moltissimi soldati erano morti nei precedenti anni di guerra. I campi erano trascurati e non pi redditizi, la
malnurrizione favoriva la diffusione di
malattie e la peste era sempre in agguato. Eleonora doveva dare alla Sardegna e
alla sua gente il tempo di riprendersh>.
Ma non ce ne fu abbastanza.
<<L'opera di Eleonora, di qualunque
portata sia stata, fin con la peste che la
uccise, probabilmente nel1402>> prosegue Antonello Mattone, docente di Storia delle istituzioni politiche all'Universit di Sassari. Il regno di Arbora torn in guerra con gli Aragona, e la sconfitta nella battaglia di Sanluri (1409) ne
segn la fine. <<Verr venduto, nel142o,
dall'ultimo giudice alla corona aragonese per 100 mila fiorini d'oro. Il Giudicato d'Arbora e la giudicessa scom-

parvero dalle scene fino all'Soo, quando il Romanticismo e i romanzi storici


trasformarono le azioni in gesta e i fatti in leggenda>>.
EROINA. Per gli storici ottocenteschi
Eleonora divenne un'eroina, una legislatrice (v. riquadro a pag. 104), una condottiera capace di unificare la Sardegna, una
regina energica e magnanima. Anche
il suo volto, di cui non si sa nulla, prese forma. Nel1859 fu trovato in una bancarella di Cagliari un ritratto femminile
che fu attribuito alla giudicessa. In realt si trattava della regina d'Aragona e Castiglia Giovanna la Pazza (1479-1555), dipinta nel XVII secolo dal pittore Bartolomeo Castagnola. Anche un bassorilievo
nella chiesa di San Gavino a San Gavino
Monreale stato pi recentemente attribuito a Eleonora: ha una guancia sfregiata, ma non possibile dire se anche la
regina avesse davvero il volto sfigurato.
Il clima romantico dell'Ottocento e il
desiderio dei sardi di far rivivere il proprio passato e rivendicare la propria indipendenza fecero capolino persino nel
mondo scientifico. Nel 1836 fu scoperto
un falco di una specie sino ad allora sconosciuta. Fu chiamato Falcoeleonoraein
onore della giudicessa. Nella Carta de
logu (v. riquadro a pag. 104) c'era un articolo in cui si vietava la cattura di falchi
adulti e il prelievo dei piccoli, probabilmente per garantire il monopolio sulwww.focU5stona.it

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Imma~ ini & Dise ni


J.u~: a =alto; b =b<mo; c =ctntnr, d =dtstra; 5 =sinistra.

:...

la pratica della falconeria, allora molto diffusa. Dando per scontato chetale nonna fosse stata scritta dalla lungimirante sovrana, fu subito chiaro quale
nome dovesse avere il rapace.
FALSI STORICI . ((Anche le "Carte d'Arbora", una serie di documenti venuti alla luce tra il184s e i1186s che esaltavano il Medioevo sardo, contribuirono a
ingigantire il mito di Eleonora spiega
Mattone.
regina vi veniva
descritta come saggia
e guerriera, a capo di una corte raffinata. Il
problema che
queste carte, come si
scoperto in seguito, erano fal
se, create ad arte da intellettuali sardi per dar lustro alla storia dell'isola.
Biografie romanzate come quella di Camillo Bellieni del1929 (da cui liberamente tratto il film del2oo6), testi teatrali dedicati alla sovrana (come quello di
Giuseppe Dess del1964) e la fantasia popolare fecero il resto.

Fra cielo
e terra
~.in rosso, il
Giudicato d'Arbora.
Sotto, ilfalco che
porta il nome
di Eleonora.

((La

...

Presa di
possesso
Sigillo aragonese
(e nastro coi colori
catalani) su un atto
conservato
.....o~~~~~~ll:i'll'ld Alghero.

COPERTINA: {c) Getty lmages/l Ronchi,


Mary EvansfAhnari, elab. fotografica C.
Buccolieri; (s dall'alto) dis. A. Molino, Farabolafoto, BridgemanfAlinari.
LA PAGINA DEl lETTORI: pa~. 4 archivio; pag. 5 (acl TopFoto{Aiinan, (ad, bs)
archrvio. (bd dall'alto) lnterFoto/Aiinari.
archivio.
SOMMARIO: pag. 6{ac) Scala, (c) Corbis,
{bs) dis. B. Pisapia, (bd) Gallery Stock; pag.
7(s) Magnum/Contrasto, (ac) AlamyfGranataimages, {cd) Keystone/Eyedea/Contrasto, (es) Fototeca Storica Gilardi, {be)
Bridgemanf Alinari.
TRUFFE DA MAESTRO: da pag. 8a pag.
u dis. L Paesani eF. Busticcht
BRANCA, BRANCA, BRANCA- : pag.14
(as) De Agostini/Scala. (ad) AFE, {b) Farabolafoto; pag. 15 {as) AFE, (ad) Photomovie;
pag. 16 (ad) P. SettannifContrasto, {cd)
Scala; pag. 16-17 {b) Farabolafoto; pag. 17
{as) RMNIAiinari, {ad) Photoi110Vle, (bd)
Alinari, elab. fotografica P. GhisalbertJ.
IL MONDO OVALE: pag. 1B-19 disegno
G.Pomella.
LA FOlliA AL POTERE: pag. 20 {s e d)
Corbis, (c) archivio, {bs) Mary Evans/Alinari; pag. 2o-21 Bridgeman/Aiinari; pag.
22 (a) Scala, {b) The Art Archive; pag. 23 (a)
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Mount Lykaion excavation and survey
project, (ad) Lippsisches Landesmuseum
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Galsi/Fugro {2), {d) archivio (3).
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salberti.
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(a. bd) Magnum/Contrasto. (bs) Scala;
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Contrasto, {b) Magnum/Contrasto; pag.
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Abrii/Content XP (2); pag. 42 (as) Publifl>to{Oiycom, (bs) MagnumfContrasto; pag.
42-43 R. Viollet/Alinari.
ALLA CON~ADELLA ISLA BONITA:
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Violiet/Alinari, (bd) MagnumfContrasto;
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PAROLE PERDUTE: pag. Bo D. Vittimberga.
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DOMANDE t RISPOSTE: pag. 82 (es)
Scala, (bd) archivio; ~.. 82-83 (a) Bridgeman/Aiinari; pag. B3 (bd) Corbis.
l GUARDIANI DEL SULTANO: da pag.
84 a pag. 8g iStock photography; pag. 84
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Alinari; pag. 86-87 {b) Bridgeman/Aiinari;
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Bridgeman/Aiinan (2); pag. 8g {es) arcnivio,
(d) Bridgeman/ Alinari.
MURI PARLANTl: da pag. 90 a pag. 95
Getty lmages/ L. Ronchi (sfondo); pag.
90-91Res/Realy Easy Star; pag. 91 (a) M.
Edward Smith/ Realy Easy Star; pag. 92
{bs) Scala; pag. 92-93 (a) Res/Realy Easy
Star; pag. 93 {ad) Alinan; pag. 94 (as) Getty
lmages/L Ronchi, {bs) F. lorio/Realy Easy
Star; pag. 94-95~) M. Marchetti/Realy
Easy Star; pag. 95 ) Alamy/Granataimages, elab~ fotogra 1ca P. Ghisalberti.
MAl PIU SENZA: da pag. 96 a pag. 99
Fototeca Storica Gilardi (19).
LO STATO DELLA DISCORDIA: pag.
100 (as, ad) Keystone/Eyedea/Contrasto,
(bd) cartina v.Avogadro; pag. 1oo-101 {b)
Magnum/Contrasto; pag. 101 {a) Keystone/Eyedea/Contrasto. {be) Magnum/Contrasto.
LA GIUDICESSA: pag. 102 (s) iStock
photography; pa&. 102-103 dis. G. Rava;
pas. 104 (bs) archiVio; pag. 104-105 (a) A.
MaiSto/Realy Easy Star, (c) iStock photl>graphy; pag_. 105 (ad) A. Ma.JSto/Realy Easy
Star,{be, bd) Res/Realy Easy Star. pag. 1o6
{b) A. Maisto/ Realy Easy Star; pag. 1o6-107
(a) E. Car1i/Realy Easy Star; pag. 107 (ac) T.
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Flashback

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::: La goofy bike f bici goffa") inventata da Charles Steinlauf e immortalata con altre trovate
... nel 1939 dal quotidiano americano Chicago DailyTribune. A condurre lo strano mezzo

per le strade di Chicago erano lo stesso Charles e la sua famiglia: la moglie cuciva
a macchina, la figlia era seduta sul sedile anteriore egli uomini di casa pedalavano.

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