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Da El Alamein al Laconia

a cura di Gian Paolo Bertelli

A mio padre uno dei ragazzi di Passo Halfaya

Il nostro impegno in Africa venne giustificato dal fascismo, con la necessita di offrire la quarta sponda allItalia fascista tesa a soddisfare i sacrosanti bisogni di una popolazione finalmente in crescita demografica. Di seguito i grafici che secondo il governo provavano le nostre giuste rivendicazioni.

E per continuare nel 1942 vennero pubblicate altre tabelle che dovevano convincere anche i piu riottosi a condividere le necessarie scelte del regime.

Le illusioni dureranno poco, ed in tre anni di guerra lItalia abbandono la quarta sponda

La seconda guerra mondiale non era ancora terminata e gia cambiavano le alleanze e si delineava un nuovo ordine mondiale, nazioni che si erano unite per lottare in difesa della democrazia contro il nazifascismo cercavano di allargare la propria zona di influenza venendo a patti con gli ex nemici. In nome della realpolitik, criminali nazisti riuscirono a fuggire a volte con il beneplacito degli angloamericani, spesso con documenti rilasciati da solerti prelati vaticani. Ufficiali delle ss si trasferirono in medio oriente per addestrare gli eserciti arabi che erano intenzionati a bloccare sul nascere lindipendenza dello stato di Israele, altri fuggirono grazie appunto ad una rete di complicita in Sud America o sotto falso nome negli Stati Uniti. Funzionari di polizia e dirigenti pubblici sia in Italia che in Germania dopo una prima epurazione di facciata vennero reintegrati nelle mansioni originali, i processi ai criminali nazifascisti finirono nella maggior parte dei casi con assoluzioni o condanne a pochi anni peraltro nemmeno scontate. Lamnistia di Togliatti dette lultimo definitivo colpo di spugna, gli omicidi che tanto avevano scosso lopinione pubblica di Amendola, Matteotti, Don Minzoni, dei fratelli Rosselli restarono impuniti; i mandanti e gli esecutori si riciclarono nel nuovo stato democratico raggiungendo a volte impieghi di responsabilita nelle aziende come la Fiat o in posti pubblici. Gli stessi resoconti delle stragi perpetrate dalle forze tedesche occupanti e dai repubblichini rimasero chiusi per anni negli armadi della vergogna e solo da poco sono state resi pubblici grazie alla tenacia di ricercatori e storici come Mimmo Franzinelli . Attraversiamo un periodo in cui si cerca di riscrivere la storia recente mistificando la realta, perdendo di vista chi era il carnefice e chi la vittima, chi ha compiuto lazione delittuosa e chi non ha accettato passivamente il sopruso e la privazione di ogni elementare diritto. Ben pochi hanno resistito alla tentazione di cavalcare londata di destra che ha colpito il paese sfornando saggi su saggi che non fanno che ripetere quanto scrissero senza troppo successo i nostalgici negli anni cinquanta e sessanta, tornano le stragi del primo dopoguerra commesse da elementi che nulla avevano a che vedere con la Resistenza, criminali comuni, ex fascisti ed avventurieri che imbracciarono le armi e si diedero a vendette personali ed a rapine. E innegabile che ci furono anche episodi delittuosi commessi da elementi della Resistenza, che in tal modo vollero farsi giustizia di torti e soprusi subiti, visto come sono andate le cose nel dopoguerra con limpunita concessa agli autori di stragi di civili innocenti; forse la vera giustizia non era quella che usciva dalle aule dei tribunali. Nella continua negazione della verita o piu propriamente nelloccultamento ed insabbiamento della stessa si collocano alcuni episodi che hanno per protagonisti i nostri militari impegnati nel secondo conflitto, come gia del resto accadde dopo il primo conflitto mondiale quando prendendo a pretesto limpresa di Fiume vennero censurati i giornali come lAvanti che per primo comicio a parlare delle fucilazioni di massa e delle violenze e vessazioni che i nostri militari impegnati al fronte subirono a causa degli ordini dissennati di Cadorna. Alla fine del seconda guerra mondiale i politici nostrani permisero, in ossequio alle direttive statunitensi , di denunciare solamente le vessazioni commesse dai sovietici ai danni dei nostri prigionieri di guerra: famosa fu la pagina pubblicata da un giornale di destra per le elezioni del 1948 in cui uno scheletro in divisa dellArmir pregava la mamma di pensare a lui e di votare DC, allora non si parlava dei criminal camp inglesi ed americani dove i non collaborazionisti venivano rinchiusi in condizioni disumane, non si parlava nemmeno delle vittime civili dei bombardamenti indiscriminati alleati che avevano raso al suolo interi quartieri privi peraltro di obbiettivi di interesse militare: Ferrara con oltre 1400 vittime civili ne e una prova lampante. Ma la nostra classe politica di allora si spinse ben oltre arrivando anche ad oscurare le stragi compiute dai tedeschi, prima alleati, poi nemici , poi ancora alleati. Di questo intreccio perverso di real politik, di convenienza politica e di mera sudditanza, ho fatto loggetto di questa mia ricerca. 1

Durante la guerra di Spagna su opposti fronti, si affrontarono truppe italiane: i volontari al fianco di Franco ed i fuoriusciti antifascisti, che erano schierati con la neonata repubblica spagnola. Le truppe italiane erano in gran parte formate da volontari che con il miraggio dello stipendio garantito dal regime, pensavano di risolvere il problema della difficile sopravvivenza in patria dove spesso mancava il lavoro. Nel campo avverso militavano le piu diverse formazioni politiche: dagli anarchici, ai repubblicani, dai socialisti , ai comunisti ed infine alle formazioni di Giustizia e Liberta di Rosselli. Dopo la disfatta subita dalle truppe fasciste a Guadalajara, fu proprio Rosselli interrogando i prigionieri a rendersi conto che lesercito avversario era formato in gran parte da poveri diavoli che si preoccupavano di guadagnarsi da vivere e di spedire quanto piu possibile del soldo a casa per aiutare la famiglia. A differenza di Rosselli, Mussolini diede ordini perentori al genero Galeazzo Ciano, responsabile della spedizione Spagnola, di passare per le armi i repubblicani italiani catturati, pronunciando la famosa massima riportata dallo stesso Ciano nei suoi diari i morti non raccontano la storia . Anche in questo il Duce sbagliava; i morti raccontano la storia, basta saperli ascoltare. Nel sacrario di El Alamein ce un silenzio assordante, come abbagliante e il marmo di migliaia di lapidi in cui e incisa la parola Ignoto. Assordante e il silenzio in fondo al mare dei 1348 prigionieri di guerra periti nel naufragio del piroscafo Laconia in mezzo allAtlantico, per chi va a visitare il campo di Mauthausen in Austria, parlano le bocche aperte dei forni crematori e lelenco potrebbe continuare allinfinito. Con questa ricerca vorrei ricordare il 65 anniversario dellaffondamento del Laconia avvenuto il 19 Settembre 1942. Dalla documentazione raccolta si evince quanto la vita umana valga poco anche per nazioni che si ergono come giudici e garanti della democrazia nel mondo. Alla fine del secondo conflitto mondiale un solo paese al mondo aveva ottenuto profitti enormi dalla guerra: gli Stati Uniti, di contro Urss, Italia, Germania, Giappone faticosamente si rimboccavano le maniche per ricostruire quanto distrutto dalla guerra . Se scorriamo i nomi impressi sul muro del Vietnam a Washington o quelli del cimitero inglese ad El Alamein possiamo vedere che in guerra negli Stati Uniti andarono di preferenza le classi meno abbienti ed in primis gli emigrati ispanici e gli afro americani, Bush e Clinton il Vietnam non lhanno fatto, il primo era nella guardia nazionale e laltro fuggito in Canada. Gli inglesi invece attingevano a man bassa nelle truppe delle colonie, i gurka indiani ed i maori andavano in prima linea, limportante che terminata la carneficina potessero sfilare le cornamuse degli inglesi doc. In Italia i gerarchi ed i figli della borghesia stettero lontani dal fronte, eccezion fatta per le solite teste calde, fra questi Italo Balbo ucciso dal fuoco doppiamente amico di un addetto alla contraerea di origine ferrarese imbarcato sulla nave San Giorgio che non a caso e il patrono di Ferrara. Qualche rampollo della nobilta si fece onore al fronte ma proprio per questo rappresenta leccezione: Paolo Caccia Dominioni che gia si era distinto nella grande guerra, anche per i giudizi sferzanti su Cadorna, combatte valorosamente ad El Alamein: passo anni in Egitto e Libia a raccogliere i resti dei nostri caduti componendoli poi nel Sacrario da lui progettato e costruito intorno a Quota 33, ultima sacca di resistenza italiana in Egitto. Per tornare al tema della sorte dei prigionieri italiani, sempre nello stesso giornale Pace e Liberta del monarchico Edgardo Sogno, tanto anticomunista da combattere a fianco delle truppe franchiste pur non aderendo al Fascismo si parla a distanza di dieci anni dalla fine della guerra dei prigionieri italiani ancora presenti in Russia, si parla di 4000 prigionieri morti di tifo nel campo 7083-2 nel Kazakistan, ma si evita accuratamente di menzionare il numero dei prigionieri italiani morti nei campi alleati in Australia, Stati Uniti, Sud Africa, India e naturalmente si evita di urtare lormai alleato tedesco chiedendogli conto delle stragi perpetrate in Italia a danno della popolazione civile e dei nostri militari 2

non cobelligeranti dopo l otto Settembre. Era questo il prezzo che i nostri governanti dovevano pagare agli Stati Uniti in cambio degli aiuti di cui il nostro paese aveva bisogno per ripartire dopo la sconfitta patita.

Copertina del periodico Pace e Liberta di Edgardo Sogno 3

Prima di parlare dellaffondamento del Laconia mi sembra utile richiamare alla memoria landamento delle operazioni belliche in Africa allinizio del conflitto. Il 10 Giugno 1940 lItalia dichiarava guerra alla Francia ed allInghilterra, quindici giorni dopo il 25 di Giugno la guerra contro i francesi in Africa era gia finita, Balbo fu fermato mentre stava entrando in Tunisia per rifornirsi di quanto gli serviva per prepararsi alla ben piu dura battaglia con gli inglesi che gia premevano al confine egiziano. Il generale Graziani forte di 70 carri medi, 340 carri leggeri e 3787 autocarri il 9 Settembre su ordine di Mussolini decise di marciare verso Sidi El- Barrani in territorio egiziano. Gli inglesi nel frattempo si erano ritirati, come da tempo previsto, nel campo trincerato di Marsha Matruh 120 km ad oriente rispetto a Sidi el Barrani. Dal 13 al 18 Settembre gli italiani persero 120 uomini ed ebbero 410 feriti, per un terzo libici, gli inglesi persero una cinquantina di uomini, numerosi gli automezzi italiani in avaria piu per la difficolta del terreno che per loffesa nemica. Mentre il generale Graziani tentennava a riprendere loffensiva non cedendo alle pressioni di Mussolini che chiedeva di marciare su Marsa Matruh entro il 15 di Ottobre, gli inglesi si stavano riorganizzando ed il 6 di Dicembre lanciarono loperazione Compass contro le linee italiane. I nuovi carri armati Matilda muniti di corazze imperforabili dalle armi anticarro italiane fecero la differenza, dopo tre ore di combattimenti il raggruppamento Maletti non esisteva piu, il comandante era morto sul campo, gli italiani ebbero 800 caduti, 1300 feriti e 2000 prigionieri, gli inglesi persero in tutto 8 ufficiali e 48 uomini tra morti, feriti e dispersi.

Il teatro delloperazione Compass 4

Dopo aver riconquistato di slancio Sidi el Barrani gli inglesi si fermarono permettendo a Graziani di spostare con una marcia forzata di 60 km percorsi in 36 ore sotto gli attacchi aerei inglesi la divisione Cirene a passo Halfaya ed ad organizzare una resistenza con il resto delle truppe sulla direttrice di Sollum.Travolte le difese italiane dopo la battaglia di Bardia e la presa di Tobruk gli inglesi si diressero verso Derna, il 31 di Gennaio entrarono in una citta vuota abbandonata dagli italiani in fuga, le nostre truppe ormai allo stremo incalzate dagli australiani si ritirarono fino a Bengasi, poi ad El Agheila, la Cirenaica era perduta, in due mesi gli inglesi erano avanzati di 800 km, perdendo fra morti , feriti, prigionieri e dispersi circa 2000 uomini, catturando 130.000 prigionieri, 23 generali, 1290 pezzi di artiglieria , il tutto senza mai utilizzare sul campo piu di due divisioni per volta. L11 Febbraio 1941 il generale Graziani tornava in Italia, finiva cosi la guerra italiana in Africa, il 12 giunse a Tripoli Rommel: iniziava la guerra italo-tedesca. Il 21 di Marzo 1941 venne annientato dagli inglesi il presidio italiano a Giarabub, ultima resistenza italiana nella prima fase della guerra. Larrivo del D.A.K (Africa Korps) fu funestato da laffondamento del convoglio Tarigo, dal nome del cacciatorpediniere capo scorta, il convoglio si componeva di quattro navi tedesche ed una nave italiana il Sabaudia, scortate da tre cacciatorpedinieri il Tarigo, il Lampo ed il Baleno. Il convoglio trasportava truppe, armi e munizioni in Tripolitania, la rotta passava al largo della Sicilia vicino alle coste tunisine , a causa del mare agitato il convoglio si trovo nelle ore notturne nei pressi delle secche di Kerkenah , avvistato dalla ricognizione britannica venne intercettato da quattro cacciatorpediniere inglesi partiti da Malta, le stesse manovrarono a lungo indisturbate per portarsi in posizione di attacco protette dalloscurita e guidate dal radar, il fuoco inizio alle 2.20 di notte, il Lampo ed il Baleno furono colpiti gravemente e finirono nelle secche, i mercantili affondarono ed il Sabaudia salto in aria: il Tarigo riusci a contrattaccare colando a picco il caccia Mohawk prima di affondare anchesso. Le unita britanniche si allontanarono velocemente senza prestare aiuto ai naufraghi delle navi dell Asse ed a quelli del caccia inglese. Il Lampo, sul quale era imbarcato e mori combattendo un congiunto ventenne dello scrivente il cannoniere Bertelli Mario, fini nelle secche e non affondo, dopo alcuni mesi la nave ospedale Epomeo recupero i poveri resti mummificati dal vento del deserto che vennero affidati al mare. Il cacciatorpediniere venne disincagliato, riparato e fu di nuovo affondato nel corso del conflitto.

Cannoniere Bertelli Mario di Umberto anni 22 di Ferrara 5

Un testimone oculare imbarcato sulla Epomeo descrive cosi il recupero dei resti dei caduti: "Il vento del deserto aveva cosparso il Lampo di sabbia, i piovaschi l'avevano battuto lavando la patina rossigna; il mare polverizzato dai frangenti ... aveva imbevuto di salmastro quei corpi di marinai aggrappati ai cannoni ed alle mitragliatrici; il sole li aveva prosciugati; l'acre salsedine della Piccola Sirte ... e l'alito del mare avevano preservato quelle membra giovani come in un sonno letargico .... Quei corpi di marinai sembravano ancora vivi quando, alle prime luci dell'alba, l'Epomeo venne ad ancorarsi pi vicino e gli sguardi si fissarono su quella nave affascinante. I cannoni erano puntati ancora verso il largo, com'erano rimasti dopo l'ultima salva; nella torretta di poppa sei cannonieri stavano ancora uniti in un gruppo serrato; sull'alto della plancia un biondo ricciuto, dal viso intatto, stringeva la canna della sua mitragliatrice; un sergente e tre siluristi erano accanto ai tubi di lancio. Sparsi dovunque i resti di corpi straziati e mutilati Una squadra d'infermieri e marinai e un ufficiale medico trasbordarono sul Lampo. Ispezionarono il ponte di coperta, le plance ed i locali interni; salutarono commossi quelle salme rimaste ai loro posti, tra le lamiere squarciate e i rottami dispersi, e iniziarono l'opera pietosa, cercando di radunare quel che rimaneva dei corpi dilaniati e confusi dalla violenza del combattimento. Poi le salme vennero rimosse ed allineate in coperta per il riconoscimento; qualcuna fece resistenza come se volesse stare ancora la suo posto; alcuni corpi aderivano sulle lamiere come se vi fossero saldati e confusi in una comunione ostinata; furono quasi staccati per forza dal ferro della nave. Tutta la giornata pass prima che l'ultimo fosse allineato sotto il cielo a fianco degli altri. Al tramonto i sacchi furono chiusi; ognuno ebbe un peso perch affondasse rapidamente e cos vennero portati al largo per la immersione con gli onori militari e con un breve rito religioso. Allora il Lampo rimase solo e deserto sulla secca di Kerkenah. Oramai non era pi che un relitto di nave. Il suo equipaggio errava nel cimitero azzurro dove tanti altri marinai riposavano gi, lontani dalle frenetiche competizioni, nella quiete profonda dove la vita si rinnova in creature meravigliose.... La pace con loro e con tutti gli altri, alleati ed avversari, di ogni stirpe e d'ogni lingua, d'ogni fede e d'ogni bandiera".

CT Lampo 1940

La guerra in mare come vedremo in seguito quando parleremo piu diffusamente dellaffaire Laconia, veniva combattuta senza esclusione di colpi da parte dei contendenti. Imbarcato sul CT Luca Tarigo un giovane ferrarese di 23 anni, Giancarlo Antolini, grazie al ritrovamento fortunoso del suo diario, da parte di Marco Pareschi, appassionato di storia locale, siamo in grado di ricostruire gli ultimi mesi di vita di questo marinaio. Nato a Cona il 18 Settembre 1917 Antolini si arruolo giovanissimo nella Regia Marina, forse per sottrarsi ad una situazione di miseria che in quegli anni affliggeva buona parte della popolazione ferrarese, il padre era anziano e paralizzato e non poteva sostenere la famiglia per cui tale compito fu assolto dai figli. Allo scoppio della guerra inizio a tenere una sorta di diario in cui appuntava le esperienze giornaliere di vita militare e raccoglieva i bollettini di guerra diramati dal ministero a volte commentandoli, a volte corredandoli di ritagli di giornale e fotografie che ritraevano navi o personaggi politici in auge. Tale diario si interrompe il 13 Marzo 1941 quando Antolini torna nella casa di via Romiti per una licenza premio di quindici giorni; la sua nave e ormeggiata a Napoli, il giorno 13 appunto scrive una specie di testamento spirituale.Queste le sue ultime parole vergate in bella calligrafia : Io parto, vado non so dove, vado sulla mia nave, sul mio Tarigo, e sono certo che non manchera di continuare la sua opera, io vado per compiere il mio dovere e lottero per una imminente vittoria, cosi il popolo italiano avra la felicita e la giustizia che merita. Io non so quando ritornero e se ritornero in ogni modo conservate gelosamente questi registri, la mia nave in legno e le belle foto del CT Tarigo. Sottocapo ts Antolini Giancarlo Appena un mese dopo il convoglio Tarigo finira in unimboscata tesa dalle navi inglesi nei pressi delle secche di Kernak, il Tarigo sara lunica nave del convoglio che riuscira a rispondere al fuoco nemico affondando anche una nave avversaria. Antolini non sara fra i pochi superstiti che scamperanno alla strage.

Alcune fotografie del CT Luca Tarigo tratte dai vecchi registri utilizzati da Antolini per scrivere il diario. 7

In queste brevi note si ha unidea di come si svolse lazione che pose fine allesistenza di tanti giovani italiani.

Dal fascicolo personale di Antolini Giancarlo, conservato nellArchivio di Stato di Ferrara, si apprende che alla famiglia del Caduto venne concessa una somma di denaro di lire cinquecento che servirono, come scritto nella nota informativa della questura , per pagare la pigione arretrata. Alla famiglia era stato sospeso il sussidio di lire 300 mensili in attesa di disposizioni da parte del ministero. La guerra aveva portato fin dai primi anni lutti e miseria nelle famiglie meno abbienti e lo stato fascista non riusciva certo con elargizioni una tantum o miseri sussidi a consolare chi aveva perso un marito od un figlio.

Lultima pagina del diario di Giancarlo Antolini di anni 23 ; morira il mese dopo al largo delle coste africane.

Alcuni ritagli di giornali che Antolini raccoglieva ed incollava sui registri. Leggendo il diario ci si fa unidea di quanto incisiva fosse la propaganda nellItalia fascista di quegli anni. Non un dubbio, non un tentennamento, la vittoria finale sembrava a molti ventenni di allora, certa ed immancabile. La morte non era vista con paura, ma era il naturale coronamento dellideale fascista delleroismo del soldato italiano erede delle virtu guerresche del legionario romano.

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Salvatore Todaro fu un comandante italiano che pur facendo fino in fondo il proprio dovere, non si lascio coinvolgere nella retorica del tempo ed anzi si distinse per lumanita dimostrata nei confronti del nemico, per questo fu soprannominato il don Chisciotte del mare . Per capire meglio lo spirito di questo combattente val la pena leggere larticolo di Augusto Benemeglio che riporto integralmente.

Salvatore Todaro Il Don Chisciotte del mare Da mesi e mesi non faccio che pensare ai miei marinai che sono onorevolmente in fondo al mare. Penso che il mio posto con loro. Cos scrisse Salvatore Todaro il 12 dicembre 1942, un giorno prima di morire, in una lettera ad un suo amico salentino, che aveva vissuto con lui le incredibili vicende a bordo del sommergibile Cappellini. Todaro aveva solo trentaquattro anni e tutta una carriera davanti a se, aveva una moglie giovane e due figlie piccolissime (la secondogenita vedr la luce, a Livorno, dove tuttora vive, proprio in quel giorno dedicato a Santo Spiridione, un pecoraio di Cipro rozzo e incolto che grazie alla fede e al coraggio divent vescovo di Trmithonte ) e non aveva nessun motivo per desiderare la morte. Todaro si trovava nel porto di La Galite, in Tunisia, a bordo del piropeschereccio Cefalo, un nome emblematico, mitico, che rievoca la leggenda del bellissimo cacciatore che uccide per errore la propria moglie e poi, pazzo di dolore, si getta in mare. Forse, chiss, anche lui riteneva di aver fatto un errore fatale nella sua ultima sanguinosa battaglia in Atlantico, una lunga e impari lotta condotta in superficie tra il suo sommergibile Cappellini e lEmaueus, una grossa nave mercantile inglese trasformata in una 11

sorta di incrociatore ausiliario, carica di truppe destinate in Africa, assai ben armata, con diversi cannoni a lunga gittata. Che cominciano a bersagliare il Cappellini su di un mare in tempesta le cui onde sono come frustate per il sommergibile italiano, lo spazzano da prora a poppa, lo sballottano come un sughero, asteria o osso di seppia. Ma alla fine Todaro, nonostante tutto, prevale e riesce ad affondare quel finto mercantile inglese carico di oltre tremila soldati. Che naufragano. Molti di essi moriranno, inghiottiti dalle onde gelide. E insieme a loro moriranno molti marinai dellequipaggio. Stavolta Todaro non li pu aiutare, non pu fare nulla per loro. Non ha a disposizione neppure una lancia di salvataggio e inoltre stanno sopraggiungendo gli aerei e le navi inglesi . Deve far presto a squagliarsela e non per nulla facile. Il sommergibile assai malandato, ci sono avarie un po da tutte le parti e naviga in superficie. E unimpresa sfuggire al tiro incrociato degli inglesi, che lo hanno ormai avvistato. Todaro opera una immersione di fortuna e cerca scampo sul fondo marino. Dopo varie peripezie riesce a salvarsi e a far ritorno a Bordeaux, dov la base dei sommergibili italiani. Ma quella battaglia denominata di Freetown segna il limite, il crinale dellascesa di Salvatore Todaro, il Don Chisciotte del mare . Quella vicenda lo aveva mutato profondamente. Qualcosa si era spento in lui, qualcosa di sacrale si era rotto dentro di lui. Sacerdote del mare Chi lo ha conosciuto bene lo ricorda come un asceta, un mistico, un sacerdote che appartiene ad una religione che ha per tempio il mare e per altare il sommergibile . Altri dicono che era come un antico spartano: sobrio, schivo, introverso, solitario, con un portamento fiero e unandatura rigida, quasi altera. In realt quellandatura era dovuta al fatto che Todaro portava il busto, a causa di una frattura alla colonna vertebrale, riportata quando volava sugli idrovolanti come osservatore aereo. Oggi diremmo che Todaro era un invalido a tutti gli effetti e forse avrebbe il diritto alla pensione di invalidit, ma lui non voleva sentirlo dire neppure per scherzo. Non accettava neppure che si accennasse alla sua menomazione, peraltro a conoscenza di tutti i medici che lo avevano sottoposto a visita sanitaria, per timore di essere relegato al servizio sedentario. Del resto la cultura del sacrificio gli era connaturata e lAccademia Navale di Livorno la svilupp oltre ogni limite. Era come scrisse un giornalista dellepoca - un soldato nel pi puro senso della parola, un soldato nel pi segreto fondo del suo spirito e lo dimostr subito dopo quellincidente applicandosi come un matto, giorno e notte, allo studio dei sommergibili e dei mezzi dassalto per diventare, in capo a pochi anni, uno dei pi grandi esperti e specialisti del settore.

La vicenda del Kabalo Allo scoppio della guerra ottiene il comando del sommergibile Cappellini, destinato in Atlantico. Todaro tra i primi ad attraversare lo stretto di Gibilterra e a raggiungere Bordeaux, dove la base del Comando dei sommergibili italiani, Betasom. Qui gli basta qualche mese per diventare famoso in tutta Europa. Per la cronaca il pomeriggio del 15 ottobre 1940, quando avvista, con il periscopio, un grosso piroscafo belga, al servizio degli inglesi, il Kabalo. Lo affonda con il cannone, poi rimorchia i ventisei naufraghi e, incredibilmente, navigando in emersione ed esponendosi a tutti i rischi possibili, li trasporta in mare per ben quattro giorni e quattro notti. Alla fine di varie peripezie e dopo che per lennesima volta si spezzato il cavo di rimorchio, Todaro decide di prendere a bordo i naufraghi. E unaltra follia, ma lui prosegue nellestremo tentativo di salvare quegli uomini e dopo aver percorso oltre 750 miglia riesce finalmente a farli approdare, in sicurezza, sulla costa delle Azzorre . Si salvano tutti. E un miracolo. Si parla di lui su tutti i giornali dEuropa: E ormai il Gentiluomo del mare, o il Don Chisciotte del Mare. 12

Neppure il buon samaritano della parabola evangelica avrebbe fatto una cosa del genere, sbotta lammiraglio tedesco Donitz, che pure lo ammira. Signori, - dice rivolgendosi ai colleghi italiani io vi prego di voler ricordare ai vostri ufficiali che questa una guerra e non una crociata missionaria. Il Signor Todaro un bravo comandante, ma non pu fare il Don Chisciotte del mare. Lonorificenza del Tu Nella vicenda del Kabalo vi erano stati molti aspetti contrastanti e anche inconvenienti di natura diplomatica, e alla fine per Todaro anzich elogi ci furono richiami allordine e moniti da parte dei superiori. Ma il Don Chisciotte del mare non ne tenne affatto conto e un mese dopo ripet pari pari loperazione Kabalo, affondando e poi salvando i naufraghi del piroscafo inglese Shakespeare, confermando la sua fama di piantagrane e di originale, anche per il modo che aveva di combattere, (in emersione e con il cannone) assolutamente fuori dagli schemi. Non era sfuggito neppure il suo strano comportamento con gli inferiori, molti dei quali gli davano addirittura del Tu. Erano tutti quelli che aveva decorato sul campo con la frase rituale: Da oggi tu mi darai del Tu. Questa onorificenza del Tu valeva pi di una medaglia doro per i suoi fedeli mar, che lo adoravano come un semidio, tale era il suo carisma. Da tutta la sua persona promanava un grande senso di sicurezza, ardore e spregiudicatezza, quasi un senso di invulnerabilit. Era un vero capo che dava costantemente lesempio per ardimento e smisurato spirito di sacrificio, era lui il primo ad esporsi ai pericoli, a soccorrere e incoraggiare i suoi uomini, ai quali riusciva a trasmettere autorevolezza e fiducia e un altissimo senso di protezione. Perci non desta alcuna meraviglia che i suoi uomini facessero carte false per imbarcare con lui, che sembrava conoscere in anticipo lesito delle battaglie e dava ordini con un tono pacato di voce, ordini che erano vaticini e profezie. E al riguardo c tutto un fiorire di aneddoti. Mago Bak Todaro era anche un uomo di profonda e originale cultura: conosceva testi antichi e rari di letteratura, astronomia, matematica, e soprattutto aveva una vera e propria passione per la psicanalisi, fino al punto di sperimentare su di s (una sorta di cavia volontaria, come lo era stato lo stato il padre della 13

psicanalisi) le teorie freudiane . Ma alla fine gli predilesse Jung, allora poco conosciuto in Italia, soffermandosi a lungo sulla teoria dellinconscio collettivo. A Bordeaux, fra una missione di guerra e laltra, passava lunghe giornate chiuso nel suo camerino a leggere, studiare, sperimentare. Si narra, a proposito di aneddoti, che una volta, per gioco, riusc ad ipnotizzare una signora con estrema facilit. E cos la sua fama di corsaro gentiluomo si color di altri aspetti, assunse toni accesi e istrioneschi. In effetti cera, in quel suo pizzetto di barba nerissima, un che di mefistofelico ed anche nel suo sguardo obliquo, magnetico, indagatore, cera un che di stregonesco. Era quello il periodo in cui Todaro sera appassionato alle teorie di Lombroso e continuava a leggere, disordinatamente, un po di tutto, dalla filosofia alla parapsicologia, ai libri sulle pratiche magiche. E cos a bordo cominciarono a chiamarlo Mago Bak. Si dice, in effetti, che avesse una sorta di preveggenza. C chi giura di averlo sentito fare delle previsioni che si sono avverate fin nei minimi particolari. Una volta lasci a terra un marinaio perch prevedeva che ci sarebbero stati pericoli solo per lui. E infatti in mare non successe nulla, per il marinaio in questione fu colto da un violento attacco di appendicite, con pericolo di peritonite, e si salv solo perch pot essere prontamente ricoverato in ospedale e trasportato in sala operatoria. La morte di Stiepovich Unaltra volta mand in licenza il suo mitragliere pi fido, che non voleva saperne di lasciare i suoi compagni. E un ordine!, gli disse con perentoriet il comandante Todaro . Poi confid ad un amico che il giovane marinaio aveva il destino segnato. Che si goda qualche giorno in famiglia prima di quel giorno. Un mese dopo il marinaio rimase ucciso, mentre si trovava alla sua mitragliera da uno scoppio di granata che frantum la torretta del sommergibile. Fu infallibile fino a quel giorno. Ma alla vigilia di Natale del 1941, mentre si accingeva a compiere lennesima missione, qualcosa lo turb. Non riusciva ad avere quella sua solita serenit, quel distacco necessario per concentrarsi. Confid ad un compagno di corso e amico, il comandante Fecia di Cossato, che improvvisamente sera fatta nebbia dentro di lui. Era incapace di vedere con la mente. Questa volta non so proprio che cosa ci capiter, disse allamico sorridendo. Poi si fece serio e disse: C qualcosa in me che non riesco a decifrare ed la prima volta che mi capita. Se non dovessi tornare, ti prego, consegna questa a mia moglie. Si sfil dallanulare la fede nuziale e la diede allamico. E lunica cosa di valore che ho e desidero che torni a chi me lha donata. Usciti in mare si scontrarono con lincrociatore inglese Eumaues. Todaro non mor in quella che sarebbe stata la drammatica battaglia di Freetown, ma morirono molti suoi marinai e il tenente Danilo Stiepovich, che aveva sostituito al pezzo un mitragliere gravemente ferito. Colpito in pieno da una granata, con una gamba maciullata e molte altre gravi ferite, ormai morente, Stiepovich giaceva riverso sulla mitragliera. Todaro gli si avvicin, se lo prese tra le braccia e gli chiese, con tutta la dolcezza possibile: Che cosa posso fare per te, Danilo? Non mi mandare in infermeria Non servirebbe a nulla Lasciami qui Voglio vedere affondare quella l, - rispose Stiepovich indicando con la mano la nave che continuava a cannoneggiare il sommergibile. Te lo prometto, disse Todaro. E pochi minuti dopo l incrociatore inglese colava a picco colpito in pieno da un siluro. Stiepovich faceva in tempo a vederlo inabissarsi, poi spirava. Todaro gli si avvicinava e gli chiudeva gli occhi per sempre. Il male la guerra E subito dopo inizia la lunga odissea del Cappellini in costante e disperata fuga, avvistato, inseguito, braccato, colpito, riporta gravi danni che sembrano irreparabili. Invece riesce a eludere il nemico acquattandosi sul fondo dellOceano per due giorni e due notti, al buio. Due giorni e due notti a 14

seppellire i morti, a tamponare le mille avarie, ad innalzare preghiere al cielo, sotto milioni e milioni di tonnellate dacqua marina. Infine il rientro di fortuna a Luz, un porto della Gran Canaria e, qualche giorno dopo, beffando ben cinque navi inglesi che lo attendevano al varco, fuori dal porto, riesce a raggiungere Bordeaux. Il Cappellini davvero malridotto, rimarr fuori uso per diversi mesi. E il momento buono per sbarazzarsi di Todaro che era diventato un problema per tutti, per Supermarina (il comando generale della Marina) e per gli alleati tedeschi, che pure ammirandolo molto (gli avevano conferito due croci di ferro) lo ritenevano troppo umanitario. In realt chiese lui di essere sbarcato perch sentiva di aver fallito la sua missione. Ma perch dici che hai fallito?, gli ribatteva il fraterno amico Comandante Leoni. Hai fatto limpossibile, sei riuscito, nonostante le difficolt estreme, a salvare molti marinai e a riportare il Cappellini in porto. Quello che hai fatto miracoloso e tu dici che hai fallito. Perch? Non rispose. Forse era convinto di essere venuto meno nei confronti dei suoi marinai morti, molti dei quali aveva decorato sul campo con la frase rituale: Da oggi tu mi darai del tu. O forse le ragioni erano altre. Ma non ne voleva parlare. Tu hai lanimo nitido e pulito come cristallo, - proseguiva Leoni - hai il massimo senso dellonore, la tua coscienza ti detta sempre le mosse che devi compiere... Nulla, nulla puoi rimproverarti, capisci? Di che cosa ti accusi, Tot? - concluse accorato. In realt, Todaro non sapeva dire perch si sentiva colpevole. Penso che il mio posto con i miei marinai, sul fondo del mare, accanto a loro. S, questo penso. Disse. E si tacque. Leoni scosse la testa e se ne and. Forse intu che stava cambiando lo spirito della guerra, le regole erano diverse. O forse cap, vedendo tanti naufraghi, migliaia di naufraghi, che chiedevano disperatamente aiuto, vedendo il sangue di Stiepovioch e dei suoi marinai caduti, che il male non era il nemico, ma la guerra stessa. S, il male la guerra, pens e il pensiero sal fino al cielo. In tutto luniverso gli sembrava che fosse disegnata, che campeggiasse, a caratteri infiniti, limmensa scritta IL MALE E LA GUERRA. Ed ecco allora la verit consequenziale. Tutta la sua lunga preparazione alla vita era stata un errore! Io ho passato tutto la mia vita a prepararmi per la guerra. Ma la guerra un male, un male, capisci! Sono un fallito! Un fallito! Cos pens quelluomo che sembrava ormai privo di spirito, quelluomo che aveva affondato molti piroscafi, molti incrociatori, che aveva lottato alla pari con navi molto pi armate e potenti di lui e anche contro gli aerei, sempre rischiando in prima persona . Quel comandante che spesso si metteva al cannone, che aveva la canna cos arroventata da cuocerci due uova, e ci si metteva a mani nude, mani bruciate, sanguinanti. Quel guerriero del mare che aveva sempre combattuto con grande coraggio e spirito da cavaliere antico, con lealt, generosit, magnanimit, senza mai veramente odiare il nemico. Ma ora forse avvertiva per la prima volta il peso del sentimento dellodio. Ora capiva che non si pu fare la guerra per cavalleria, perch fare la guerra significa dover uccidere e quindi odiare. E quel sentimento ignobile stava prevalendo su di lui e gli sarebbe rimasto per sempre appiccicato nellanima .Questo non lo sopportava. Gli era intollerabile. Il Comandante Todaro morto Chiese e ottenne di essere impiegato nelle operazioni pi rischiose. Prima con i Mas in Crimea, poi al comando del piropeschereccio Cefalo, in Tunisia, che appoggiava i motoscafi dassalto nelle imprese pi difficili e rischiose. E aspett la morte che inevitabilmente sarebbe arrivata. Intanto viene a conoscenza degli orrendi misfatti perpetrati ai danni dei naufraghi italiani del Laconia, a cui avevano mozzato le mani per impedir loro di salire a bordo dellimbarcazione di salvataggio . Alla fine i naufraghi italiani morti saranno ben 1350 su complessivi 1800. Tutti crudelmente abbandonati al 15

proprio destino! E lui aveva rischiato cento mille volte la vita per salvare i ventisei naufraghi belgi del Kabalo! Ma s, ho sbagliato tutto, ora lo so, ne sono certo, pensa, mentre sta effettuando lennesima missione notturna nel porto di Bona. Ma il tempo pessimo e l'azione non si pu effettuare. Ritorna nel porto di La Galite e si mette a dormire. E' il mattino del 13 dicembre 1942 e un aereo inglese, uno Spitfire scendendo a volo radente e spezzonando, mitraglia il Cefalo. La contraerea riesce a mettere in fuga laereo e subito dopo alcuni marinai italiani si precipitano a bordo del peschereccio, cercano Todaro. Lo chiamano, ma non risponde. Vanno nella sua cuccetta e lo trovano con gli occhi chiusi, sembra che dorma. In tutto quel fracasso non s neppure mosso. Ma guardandolo meglio si nota una piccola scheggia che gli ha trapassato la tempia .Gli erano gi a fianco le sirene del mare per trasportare la sua anima tra gli abissi insondabili. Il Comandante Todaro morto, grida un marinaio piangendo. E tutti sono increduli e addolorati. Piangono in silenzio. Guardano il cadavere e non credono ai loro occhi. Sembra loro impossibile che Todaro sia morto. Per chiunque lo avesse conosciuto lidea che un tal uomo potesse morire sembrava irreale. Aveva incarnato come pochi il mito delleroe buono. Ma in realt il guerriero del mare, il cavaliere azzurro, il Don Chisciotte del mare era morto molto tempo prima. Morir quando il mio spirito sar lontano da me, aveva detto pi volte. E il suo spirito si era cominciato ad allontanare da lui quel giorno della battaglia di Freetown, quel giorno in cui aveva preso coscienza del male della guerra, quel giorno in cui aveva cominciato a odiare il mestiere che faceva. Il mitico eroe Salvatore Todaro era morto in quel giorno. Quello che giaceva ora l, nella cuccetta del Cefalo, non era il comandante Todaro, ma solo il suo simulacro. Augusto Benemeglio In campo avversario le figure come quella di Todaro si trovano probabilmente in prevalenza sugli schermi cinematografici interpretati dal John Wayne di turno. Ma riprendiamo il capitolo aperto sulla guerra in Africa. Con larrivo di Rommel le strategie cambiano, i tedeschi non portano solo carri armati e mezzi allaltezza di quelli inglesi e truppe fresche ma anche e soprattutto il genio del feldmaresciallo che gia nella Grande Guerra aveva dato ampio sfoggio delle sue capacita strategiche incuneandosi nelle linee italiane a Caporetto. Il comando delle operazioni rimane teoricamente in mani italiane, ma la realta dei fatti e profondamente diversa. Questa fase del conflitto vede protagonista il 2 Reggimento Artiglieria Celere Emanuele Filiberto Testa di Ferro. Il reggimento di stanza a Ferrara si porta a Napoli ai primi di Gennaio 1941; imbarcato arriva a Tripoli il 14 dello stesso mese, per volere di Rommel nellAprile del 1941 nel corso deloffensiva dellAsse verso Tobruk, il reggimento viene posto direttamente agli ordini del comando tedesco. Dopo un trasferimento di centinaia di chilometri disturbato dal Ghibli, la tempesta di vento del deserto, il reggimento ferrarese riceve il battesimo del fuoco il giorno di Pasqua del 1941; alla fine della giornata le perdite saranno di 9 morti e 29 feriti. A supporto della divisione Ariete nella giornata del 24 Maggio al termine della fase piu acuta dei combattimenti il 2 Articelere contera ancora molti morti e feriti. 16

Dal 25 Maggio al 17 Giugno 1941 il Reggimento partecipa alla operazione Scorpione riconquistando il passo Halfaya attestandosi poi nella Ridotta Capuzzo. Il 15 Giugno si scatena la controffensiva britannica, vengono schierati i carri armati Matilda e si tenta di liberare dallassedio Tobruk; per tre giorni le batterie italiane resistono a passo Halfaya impedendo agli inglesi di raggiungere la citta assediata, lo stesso Rommel citera il maggiore Pardi che insieme al battaglione Bach tedesco hanno difeso la posizione stroncando il 15 Giugno ben tre attacchi consecutivi di soverchianti forze nemiche. Nei tre giorni il reparto ha avuto 12 morti, 42 feriti e 15 dispersi. Il periodo da Luglio a Novembre 1941 e caratterizzato da attivita di ricognizione e di risposta ai tentativi di avvicinamento ai caposaldi italiani e tedeschi da parte degli inglesi. Il 18 Novembre 1941 , anticipando le intenzioni italo- tedesche i britannici scatenano una imponente controffensiva, preannunciata da un violentissimo bombardamento del caposaldo Halfaya, fino al 22 di Novembre gli artiglieri del 2 Articelere debbono sostenere la forza durto nemica ed i continui attacchi che arrivano anche da Sollum riconquistata dagli inglesi. Le singole batterie , accerchiate ed isolate fra di loro , debbono difendersi autonomamente dagli attacchi sferrati da forze nemiche meglio equipaggiate e piu numerose. Rommel nel frattempo , grazie a questa resistenza , riesce a ritirare le truppe ed a riorganizzarle . In Dicembre laccerchiamento inglese dei capisaldi di Halfaya , Cirener e Bardia si chiude, le nostre truppe per la maggior parte frazionate in piccoli capisaldi sosterranno lurto di forze cinque volte superiori, senza cedere neppure quando, esauriti viveri ed acqua continueranno a combattere utilizzando i pochi mezzi che laviazione riusciva a volte a paracadutare sulle postazioni. Bardia cade il 2 di Gennaio 1942 e con essa il comando del 2 Artiglieria Celere , dopo lesaurimento di munizioni e viveri , la situazione dei capisaldi nel settore Sollum Halfaya diventa insostenibile, dal 4 al 16 di Gennaio 1942 la situazione sanitaria precipita, per vincere la sete gli assediati bevono la propria urina lasciata raffreddare e tenuta docchio per evitare che altri se ne impossessino: parecchi militari impazziscono per la sete e le privazioni, i feriti senza cure muoiono fra atroci sofferenze. Il 17 arriva lordine di capitolazione, dopo aver reso inutilizzabili i pezzi , aver reso gli onori militari ai caduti sepolti presso la cappella costruita dagli artiglieri, dopo 59 giorni di assedio e di bombardamenti terrestri, aerei e navali, il 2 Reggimento Artiglieria Celere cede la posizione, non vinto dalla forza dellavversario ma dalla fame, dalla sete e dalle continue privazioni. Lo Stendardo del 2 Articelere rimarra in terra dAfrica sepolto nel vallone dellUadi Garfan, insieme ai Caduti. Una ricerca effettuata dai reduci negli anni 60 si e rivelata infruttuosa, forse la bandiera estata preda di bande beduine che hanno saccheggiato la zona della battaglia ed i cimiteri di guerra: 18 artiglieri caduti sono sepolti nel sacrario di El Alamein. Fra i ferraresi che resistettero fino allultimo a passo Halfaya cera anche il padre dello scrivente, il sergente maggiore Bertelli Celso che fin in un campo di prigionia in Sud Africa da cui torno nel 1946. A lui debbo una serie di fotografie che lo ritraggono nel teatro dei combattimenti, fra queste ce anche la cappelletta costruita dai militari italiani per onorare i caduti del 2 Articelere. La croce e la campana sono state realizzate utilizzando i bossoli dei proiettili di artiglieria, i cannoni vennero alla fine puntati con alzo zero in funzione anticarro, nella fotografia che ritrae il rifugio e visibile la Madonna delle Grazie conservata nel duomo di Ferrara.

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Postazione anticarro e vedetta . Passo Halfaya

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Sopra linterno del rifugio a Passo Halfaya, sotto chiesetta costruita dagli artiglieri del 2 Articelere Emanuele Filiberto Testa di Ferro. 19

Ridotta Capuzzo

Passo Halfaya Gennaio 1942 foto ripresa da ricognitore britannico; da notare i crateri delle esplosioni causate dagli incessanti bombardamenti provenienti da cielo, terra e mare.

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La resistenza ed il sacrificio delle nostre truppe , permise a Rommel come dicevamo di riorganizzare le truppe in ritirata per la controffensiva. Il 21 di Gennaio, appena 4 giorni dopo la resa di passo Halfaya, Rommel contrattacca, cade prima Aim el Gazala , Tobruk viene presa il 21 di Giugno ed il 30 dello stesso mese le truppe corazzate arrivano in vista di El Alamein in Egitto. Qui termina il nostro resoconto in quanto durante la prima battaglia di El Alamein vengono fatti prigionieri i 1800 italiani del Laconia. La seconda battaglia si svolse fra il 30 Agosto ed il 5 di Settembre del 1942, le forze dellAsse lanciate verso Suez ebbero la strada sbarrata dai campi minati e dalle posizioni inglesi ben difese. Ad El Alamein i combattimenti continuarono fino al 23 Ottobre 1942 quando Montgomery passando alloffensiva scateno la terza battaglia di El Alamein, dopo dieci giorni di aspri combattimenti riportera la vittoria decisiva il 6 Novembre 1942. I tedeschi imposessandosi anche degli automezzi italiani, batteranno in ritirata lasciando questi ultimi al loro destino. Nel Gennaio del 1943 i superstiti raggiunsero la Tunisia, la guerra nel deserto era terminata, rimangono ad El Alamein i tre sacrari nei quali sono raccolti e custoditi i resti di pochissimi caduti, la maggior parte di essi giace ancora nel deserto. Nel sacrario italiano sono custoditi i resti di 4634 Caduti, di questi 2187 sono ignoti. Nel 1960 e stato consacrato sotto il porticato del sacrario un sacello che raccoglie le spoglie di cento operai italiani periti durante la costruzione delle dighe di Assuan, Ed fina ed Esna. La raccolta dei resti e la costruzione del sacrario venne portata a termine fra il 1949 ed il 1960 da Onorcaduti sotto la guida del Colonnello Paolo Caccia Dominioni a cui e dedicato un busto allinterno del Sacrario. Il 23 Gennaio 1943 cadeva Tripoli e la Tunisia cinque mesi dopo. Nel Dicembre 1942 il bisettimanale Le Forze Armate , sottotitolo la pace piu sicura sara allombra delle nostre spade, esce con un numero speciale per celebrare i Caduti del mese di Dicembre 1941, i dati sono i seguenti: Esercito e M.V.S.N AFRICA SETTENTRIONALE FRONTE RUSSO FRONTE GRECO-ALBANESE MARINA CADUTI 133 ; FERITI 55 ; DISPERSI 1151 AERONAUTICA CADUTI 79 ; FERITI 48 ; DISPERSI 33 CADUTI 618 ; FERITI 529 ; DISPERSI 620. CADUTI 237 ; FERITI 643 ;DISPERSI 54 CADUTI 388 ; FERITI 407

Da notare che i dispersi in Marina sono da considerarsi deceduti in quanto il recupero dei cadaveri in fondo al mare non veniva di solito effettuato e mancava quindi la prova del decesso .

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I morti ferraresi citati furono:

Esercito:Africa Settentrionale Ten. Coco Francesco di Poggio R. , Serg. Bagolini Nino di Ferrara, Cap- Magg. Finessi Edole da Massafiscaglia, Cap. Magg . Rizatti Leonardo da Migliarino, Andreasi Adelino da Pontelagoscuro, Feltrami Ivo da Codigoro, Castaldi Umberto da Quacchio, Chiodane Roberto da Bondeno, Fagiolo Alpinolo da Ferrara, Formaggi Alberto da Massafiscaglia, Minarelli Antonio da S.Agostino, Tamoni Angelo da Copparo, Trazzi Mario da Bondeno FRONTE RUSSO Boschetti Nello da Codigoro, Zarantonello Ernesto da Argenta, Sonetti Ilvano da Copparo, Benazzi Guido da Codigoro, Brunelli Ezio da Focomorto, Cazzanti Luigi da Codigoro, Cassani Ottavio da Argenta, Ciavardini Giuseppe da S. Agostino, Fogli Giuseppe da Lagosanto, Gaiba Vinicio da Argenta, Gessi Solimano da Portomaggiore, Gorli Guido da Massafiscaglia, Marchetti Delario da Migliaro, Moretti Angelino da Argenta, Mari Secondo da Massafiscaglia, Pampolini Clinio da Portomaggiore, Pesce Aligi da Bondeno, Venturosi RTomeo da Masi Torello, Veronesi Leonino da Porotto. Zanni Ulderico da Comacchio . FRONTE GRECO-ALBANESE Cap. Magg. Bonora Giovanni da Formignana, Molinari Walter da Bondeno . REGIA MARINA Farinelli Ugolino da Mesola , REGIA AERONAUTICA Maggiore Pilota Toschi Cesare da Portomaggiore, M.llo Martelli Gaspare da Migliarino.

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Per farsi unidea delle forze in campo nelle due battaglie di El Alamein basta scorrere i dati sotto riportati :

Prima battaglia di El Alamein Germania e Italia Erwin Rommel 96.000 uomini (56000 italiani) 585 carri armati meno di 500 aeroplani

1 Luglio - 31 Luglio 1942 Gran Bretagna e Commonwealth Claude Auchinleck 150.000 uomini 1.114 carri armati piu di 1.500 aeroplani

Seconda battaglia di El Alamein Germania e Italia Erwin Rommel 96.000 uomini meno di 500 carri armati

23 Ottobre - 31 Novembre 1942 Gran Bretagna e Commonwealth Bernard Montgomery 250.000 uomini piu di 1000 carri armati

Perdite
12.000 fra morti e feriti 25.000 prigionieri 450 carri armati 23.500 fra morti , feriti e dispersi 500 carri armati

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I due Laconia

Molte volte il nome di una nave ci porta alla mente la tragedia legata al suo affondamento; basti pensare al Titanic od all Andrea Doria , veri colossi del mare finiti in fondo alloceano. Nel caso del Laconia larmatore Canard di Liverpool , non si sa per quale ragione , forse cultore della civilta spartana che nella regione greca della Laconia era nata, decise di commissionare nel 1910 ai cantieri navali Swan Hunter & Wigham Richardson la costruzione di un piroscafo a vapore da impiegare nel collegamento fra Stati Uniti ed Inghilterra a cui impose quel nome. La nave varata nel Dicembre 1911, poteva trasportare 2610 passeggeri , era dotata dei migliori confort dellepoca , la prima crociera fu effettuata nel Gennaio del 1912. Le crociere durarono veramente poco perche allo scoppio della Grande Guerra il piroscafo venne militarizzato con base a Simonstown nel Sud Atlantico.Dopo essere stato impiegato in Africa Orientale e nellOceano Indiano fu riconsegnato alla compagnia Cunard che riattatolo ad uso civile lo reimpiego nel Settembre del 1916.

Il 25 Febbraio 1917 alle 22:30 la nave venne affondata 11 chilometri ad ovest nord-ovest di Fastnet al largo delle coste irlandesi , salpata da New York otto giorni prima con 75 passeggeri a bordo (34 in prima classe e 41 in seconda ) , e con un equipaggio di 217 uomini sotto il comando del capitano Irvine. Il primo siluro colpi la nave sulla sinistra appena sotto la sala macchine ma non la affond. Venti minuti pi tardi un secondo siluro esplose nella sala macchine, di nuovo sulla sinistra, e la struttura questa volta cedette. Dodici persone perirono nel naufragio,sei dellequipaggio e sei passeggeri , tra questi tre cittadini americani, madre e figlia Maria E. Hoy e Miss Elizabeth Hoy. La nave trasportava prodotti alimentari, cotone, e materiale bellico, il sottomarino tedesco U50 lancio i 2 siluri che colpirono la nave. Un giornalista americano Floyd Gibbons che era a bordo del Laconia descrivera in un memorabile articolo che verra pubblicato da tutti i quotidiani americani laffondamento della nave, dopo poche settimane gli Stati Uniti abbandoneranno lisolazionismo e parteciperanno direttamente al primo conflitto mondiale. Il primo piroscafo Laconia era affondato.

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Primo piroscafo Laconia 1912 1917

Stazza lorda: 18,099 tonnellate Lunghezza: 183m (600 piedi) Larghezza: 22m (72 piedi) Numero di canalizzazioni: 2 Numero di alberi: 2 Costruzione: Acciaio Propulsione: Twin vite Motori: Otto cilindri a quadrupla espansione motori da Wallsend Slipway Co Ltd Servizio di velocit: 17 nodi (31 Km / h) Costruttore: Swann, Hunter & Wigham Richardson, Wallsend on Tyne Passeggero alloggio: 300, 1 classe; 350 2 Class; 2,200 3 Class

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Secondo piroscafo Laconia 1921 -1942


Dopo la sfortunata avventura del primo Laconia larmatore decise di commissionare la costruzione di un secondo piroscafo a cui impose lo stesso nome, un po come si faceva a meta ottocento nelle campagne ferraresi quando veniva a mancare un figlio, caparbiamente si continuava ad imporre lo stesso nome al futuro nascituro al fine di perpetuare il nome del nonno o del padre, tale tradizione era definita il morto che chiama il vivo. Comunque digressioni a parte, il nuovo Laconia effettua la prima crociera nel Gennaio del 1923, il viaggio ha una durata di 130 giorni la nave circumnaviga il globo e tocca 22 porti. Nel Settembre del 1934 mentre incrocia nel tratto di mare fra Boston e New York entra in collisione con la Pan Royal un mercantile statunitense: gravemente danneggiata viene rimorchiata fino al porto di New York dove rimane per le necessarie riparazioni fino al 1935 anno in cui riprende le crociere. Nel Settembre 1939, evidentemente Settembre non e il mese fortunato per questa nave, viene requisita e viene trasformata in nave da guerra a tutti gli effetti, dotata di armi e batterie antiaeree e destinata al trasporto di munizioni, truppe e scorta ai convogli, partecipa attivamente alle vicende belliche fino al Settembre 1942 quando viene colpita da un sommergibile tedesco. Vale la pena ricordare che per convenzione internazionale le navi ospedale od adibite a trasporto prigionieri, debbono darne comunicazione alle organizzazioni della Croce Rossa, era prassi durante il conflitto utilizzare navi ospedale anche per rifornire di combustibile le truppe eludendo i controlli. Famosa e la confidenza fatta da Mussolini a Ciano al riguardo, il duce si vantava di aver rifornito le nostre truppe in Africa utilizzando le navi ospedale italiane. LRMS Laconia pur navigando da 20 anni sui mari con le sue 19600 tonnellate era considerata una nave robusta ed affidabile, le cabine passeggeri erano state in parte smantellate ed erano state aggiunte camere di galleggiamento per poter aumentare la capacita di carico, a differenza della precedente era dotata di un solo camino, la propulsione a vapore alimentata da carbone di pessima qualita, produsse un notevole fumo che permise alla vedetta del sommergibile tedesco di avvistare la nave in navigazione nelloceano e di preparare lagguato. Il piroscafo procedeva a luci spente e con i vetri oscurati per non essere avvistata dagli Uboat che stazionavano nella zona con lobbiettivo di colpire i rifornimenti verso lInghilterra, anche per questo motivo la nave armata venne considerata legittimamente obbiettivo bellico da parte del comandante tedesco. Era prassi comune da parte degli U Boat tedeschi dopo un siluramento di rimanere nella zona antistante il naufragio per tentare di catturare il comandante della imbarcazione nemica, in quanto Doenitz era convinto che per preparare un buon comandante servissero almeno dieci anni mentre per costruire una nuova imbarcazione ne bastasse uno, per questo motivo come vedremo piu avanti il comandante del sottomarino tedesco si accorse di aver silurato una nave che non trasportava truppe ma prigionieri di guerra italiani e civili.

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Caratteristiche tecniche del secondo Laconia

Lordo di 19,860 tonnellate di stazza Lunghezza - 183 metri (600 piedi) Larghezza - 22,5 metri (74 piedi) Numero di canalizzazioni - 1 Numero di alberi - 2 - Costruzione Acciaio Propulsione - Twin - vite Motori - turbine a vapore, diretto da Wallsend Slipway Co Ltd Servizio di velocit - 16 nodi Costruttore - Swan, Hunter & Wigham Richardson Ltd, Wallsend on Tyne Data del varo - 9 aprile 1921 Passeggeri - 1 classe 350, 2 classe 350, 1.500 classe 3

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Il giorno di Natale del 1937 , questo era il menu servito ai passeggeri a bordo del Laconia:

Una cartolina pubblicitaria distribuita a bordo del Laconia

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Meno di cinque anni dopo, nel mese di navigazione che precedette laffondamento, ai prigionieri italiani debilitati da un mese di viaggio rinchiusi o meglio stipati nella stiva della nave venivano serviti improbabili zuppe di verdura ed immangiabili intrugli mentre, ai piani superiori del piroscafo i passeggeri civili inglesi si godevano la crociera. Il comandante inglese della nave Rudolf Sharph gia sopravissuto ad un altro naufragio causato sempre dai siluri di un sottomarino tedesco avvenuto pochi mesi prima richiamo il personale militare inglese ed i carcerieri polacchi al rispetto dovuto ai prigionieri di guerra, imponendo ai civili e specie alle donne imbarcate un contegno piu consono allo stato di guerra ed al rispetto delle sofferenze e privazioni che subivano i prigionieri italiani.

Per milleottocentoquarantuno soldati italiani reduci dalle battaglie d'Egitto, di Marmarica e di Cirenaica, la guerra era davvero finita, era arrivato l'ordine di evacuazione del campo di concentramento inglese n. 310 di Suez. Caricati prima su zatteroni a Port Tewfik, vennero poi imbarcati sul grande piroscafo inglese il Laconia, una nave di quasi 20.000 tonnellate, dotata di dispositivi anti rollio, lunga 183 metri e larga 20. Quel Mercoledi 29 Luglio 1942 iniziarono le operazioni di imbarco, il Laconia aveva due piani di stive , il piu profondo sotto la linea di galleggiamento, nelle stive erano stati installati quattro gabbioni di 15 per 15 metri di lato, in 225 metri quadrati dovettero convivere 460 prigionieri, per un viaggio che duro piu di un mese. Nella stiva piu profonda non cerano oblo e laria era irrespirabile, per evitare di fare dei favoritismi si oscurarono anche quelli della stiva superiore, a parte le comprensibili esigenze belliche, il luogo di detenzione era piu simile ad un girone dellinferno che ad un locale atto ad ospitare esseri umani. Con a disposizione meno di mezzo metro quadrato a testa per sopravvivere, scoppiarono fatalmente i contrasti e le liti fra prigionieri che cercavano di conquistare un posto vicino alla bocchette dellaria, del resto unico conforto e sollievo al caldo tremendo causato dal sole africano che rendeva lo scafo incandescente. La promisquita, il buio, le sevizie subite fecero crollare in molti prigionieri i freni inibitori, il reciproco rispetto e le risse che naturalmente e fatalmente nacquero vennero sedate brutalmente dai soldati polacchi di guardia ai prigionieri. Doppiato il Capo di Buona Speranza ed entrati in Atlantico venne concesso ai prigionieri di uscire a per unora al giorno allaperto, gli stessi furono sottoposti a docce gelate che minarono ulteriormente il loro fisico gia provata dalla dura detenzione. Le 103 guardie polacche della ottava divisione formata a Teheran da ex prigionieri di guerra catturati dai russi durante la campagna polacca, erano comandate dal tenente colonnello Baldwin, si distinsero durante il servizio per le continue vessazioni a cui sottoposero i nostri connazionali. A completare il carico di passeggeri vennero imbarcati 900 fra ufficiali e soldati inglesi reduci dalla campagna contro Rommel, funzionari inglesi con le famiglie che rientravano in patria dal medio oriente, duecento prostitute di varie nazionalita imbarcate a forza in quanto sospettate di essere spie. Dopo aver fatto scalo ad Aden, il Laconia sbarco a Mombasa le 200 prostitute, oltre ad alcuni prigionieri feriti o ammalati, ci furono due scali tecnici a Durban e Capetown per imbarcare altro personale militare ed infine il piroscafo arrivo in Atlantico, a bordo si trovavano 463 tra ufficiali e uomini dellequipaggio, 286 militari inglesi delle varie armi, 80 donne e bambini oltre ai 1800 italiani ed ai 103 carcerieri polacchi, in tutto 2732 persone .

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In Atlantico il Laconia navigava utilizzando tutte le precauzioni possibili, il Capitano Sharp vecchio lupo di mare era gia stato oggetto di attenzione da parte dei sottomarini tedeschi che nel 1940 avevano colato a picco la sua nave il Lancastria nel Golfo della Manica . Le dotazioni di bordo in caso di naufragio erano composte da 32 lance e 40 zattere,del tutto insufficienti per 2732 passeggeri. Le giornate trascorrevano tranquille, sui ponti i bambini giocavano, le donne si abbronzavano e civettavano con i giovani ufficiali imbarcati in Sud Africa, dalle stive provenivano i lamenti dei prigionieri stremati dal caldo, dalle malattie, dalla scarsezza del cibo e dalla durezza dei guardiani. L11 di Settembre un messaggio dellAmmiragliato ruppe il silenzio radio, venne ordinato alla nave di modificare la rotta e di portarsi verso il centro dell Atlantico, ormai era troppo tardi. Il capitano di corvetta di 32 anni Werner Hartenstein comandante dell U 156, era allinseguimento della preda, identificata proprio dalla scia di fumo nero che lasciavano dietro di se i fumaioli del Laconia , scia causata dalla cattiva combustione del carbone di scarsa qualita che era stato fornito alla nave e che tanto aveva preoccupato il Capitano Sharp alla partenza. LU 156 varato a Brema nel 1941 era una formidabile arma di offesa, estremamente veloce poteva arrivare a 18 nodi in superfice ed a 7 in immersione, era lungo 76 metri ed aveva un equipaggio di 50 uomini. Equipaggiato con 6 lanciasiluri , completava larmamento una scorta di 16 siluri ed in coperta un cannone da 105 e due mitragliere. L U156 aveva gia affondato 96500 tonnellate di naviglio nemico e con questo nuovo bersaglio il comandante Hartenstein contava di superare il bottino degli altri due sottomarini tedeschi in agguato nella zona lU507 e lU506. Dopo un inseguimento durato 10 ore la sera del 12 Settembre 1942 il comandante Hartenstein diede il comando los per far lanciare i siluri, erano le 22:00. Il Laconia fu squassato da due tremende esplosioni, si scateno il finimondo, dai tubi spezzati fuoriuscivano nuvole di vapore bollente, la nave immediatamente sbando sulla dritta, disordinatamente i passeggeri si precipitarono verso le scialuppe e le imbarcazioni scampate allesplosione. Nella stiva squassata dalla deflagrazione centinaia di prigionieri italiani avevano trovato la morte, per gli altri era solo questione di tempo; i soldati polacchi spararono verso quegli italiani che cercavano di forzare le porte delle gabbie per sfuggire ad una morte atroce, dopo 45 minuti il Laconia si stava gia inclinando di prua, alcune zattere sovraccaricate o danneggiate dalle esplosioni si erano inabissate, nel frattempo il telegrafista di bordo aveva gia lanciato ls.o.s che in questo caso per convenzione era un s.s.s che significava che la nave era stata affondata da un sottomarino. Nel caos invano ostacolati dai polacchi, un consistente numero di prigionieri riusci a salire sul ponte ed a cercare la salvezza buttandosi in mare aggrappati a tutto cio che potesse galleggiare. Il comandante del Laconia decise di affondare con la nave per non occupare uno dei posti sulle poche lance di salvataggio rimaste integre, la posizione del relitto fu segnalata nel messaggio radio trasmesso prima dellaffondamento, a lungo si penso che la potenza impiegata dalla radio di bordo non fosse sufficiente a raggiungere le basi inglesi, ma come vedremo in seguito a poca distanza cera lisola di Ascension dove era stata installata una base statunitense ben attrezzata. La lancia numero 13 sulla quale riuscirono a salire polacchi ed italiani, finalmente accomunati dalla cattiva sorte ando alla deriva e venne recuperata dopo cinque giorni dallincrociatore francese Gloire. A molti nostri connazionali ando molto peggio: respinti spietatamente dagli inglesi che per primi riuscirono a salire sulle scialuppe, annegarono non sapendo nuotare, altri piu intraprendenti o piu disperati cercarono di aggrapparsi ai bordi delle scialuppe e si videro amputare le mani dalle accette dei soldati inglesi scomparendo fra le onde emettendo grida disumane.

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Alle 23.25 mentre si stava calando ancora lultima scialuppa, le caldaie del Laconia esplosero ,il piroscafo si inabisso di prua, sulla nave rimasero oltre a centinaia di prigionieri morti od intrappolati nelle gabbie anche il comandante Sharp ed il secondo capitano Steel. A rendere piu tragico, se possibile il bilancio del naufragio furono un branco di squali che sopraggiunsero attirati dal sangue delle vittime e nugoli di barracuda che azzannarono gli arti inferiori e le natiche dei naufraghi.. Impediti a salire a bordo delle barche o delle zattere, centinaia di italiani vennero divorati ancora vivi dagli squali, che una volta sazi sembravano trastullarsi con i cadaveri che galleggiavano. Mentre a bordo del sommergibile tedesco si brindava al buon esito della missione Eisbr orso bianco il capitano di corvetta Hartenstein ignorava che il primo siluro lanciato aveva colpito la stiva numero quattro dove erano rinchiusi in ununica gabbia di 225 metri quadrati 450 soldati italiani che rimasero quasi tutti uccisi, e lo stesso aveva fatto il secondo che aveva centrato la stiva numero due anche se causando meno vittime. Del Laconia il comandante tedesco non sapeva nulla, ne sapeva il nome in quanto era stato captato il messaggio di soccorso lanciato dalla nave prima di affondare, come da ordini ricevuti il sottomarino emerse e punto verso il luogo del naufragio per tentare la cattura del comandante Sharp, Hartenstein salito in torretta udi subito invocazioni di aiuto , pur non parlando italiano capi che qualcosa di grave era accaduto, fece ripescare alcuni naufraghi e da questi con molta fatica riusci a realizzare che sulla nave erano trasportati piu di mille prigionieri italiani. Comincio qui quello che sara in seguito denominato laffaire Laconia .

Il Comandante del Laconia R. Sharp 31

Il Comandante del U156 Hartenstein

Prigionieri italiani versoi campi di concentramento.

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Il luogo dell affondamento 04 34 latitudine Sud , 11 25 longitudine Ovest

LAffaire Laconia
Gli inglesi come si apprese in seguito captarono il messaggio del Laconia, ma pensando ad unimboscata preferirono ignorarlo, nel frattempo mentre si cercava di aiutare i naufraghi non facendo differenze fra alleati e nemici dal sottomarino parti un messaggio diretto al comando sommergibili, affondato inglese Laconia. Purtroppo con 1500 prigionieri italiani. Sino a ora 90 salvati.chiedo ordini Hartenstein . Il vice ammiraglio Doenitz fu svegliato a Parigi, la decisione da prendere non era affatto semplice, dal punto di vista militare la scelta era semplice bisognava buttare a mare i naufraghi in quanto lo scafo non era adatto a trasportarli, ma Doenitz era prima di tutto un marinaio e decise di inviare a dar manforte all U156 altre tre unita lU506, l U507 e lU459. Il comandante dell U507 Harro Schacht quando gli arrivo lordine di Doenitz era a 750 miglia dal luogo del naufragio, per raggiungerlo alla velocita di 15 nodi allora ci avrebbe impiegato due giorni. Il comandante dell U506 era Wrdemann che era partito verso il luogo della tragedia di sua iniziativa, prima ancora di ricevere ordini dallammiragliato, il terzo lU459 era soprannominato vacca da latte, per le enormi dimensioni ed anche perche serviva per rifornire di carburante e munizioni i sommergibili direttamente in mare: questultimo mezzo era comandato da Wilamowitz-Mllendorf, un veterano della prima guerra mondiale. Entrambi i comandanti dellU506 e dellU459 periranno con il loro equipaggio nel Gennaio del 1943 il primo e nel Luglio dello stesso anno il secondo a causa delle bombe di profondita sganciate da aerei alleati. La mattina del 13 di Settembre lU156 si aggirava sul luogo del naufragio ripescando e prestando soccorso ai naufraghi senza distinzione di nazionalita in attesa che arrivassero i soccorsi, fra gi inglesi quasi nessuno desiderava essere salvato dai tedeschi, a causa delle correnti le imbarcazioni ed i relitti a cui si erano aggrappati i superstiti si allontanavano sempre piu dal luogo del disastro. Con 123 italiani e 21 inglesi a bordo scampati al naufragio, che di fatto impedivano le operazioni belliche , Hartenstein provo a formulare una richiesta veramente inconsueta in tempo di guerra: chiese di dichiarare la neutralizzazione diplomatica del luogo del naufragio. La proposta fu respinta da Doenitz dopo che si fu consultato con lo stato maggiore, nel contempo lo stesso avverti il comando dei sottomarini italiani a Bordeaux e chiese lintervento degli incrociatori della repubblica di Vichy per collaborare alle operazioni di soccorso, il sommergibile Cappellini al comando del tenente di vascello Marco Revedin, nato a Bologna nel 1911 rampollo dei marchesi Revedin di San Martino di Ferrara, parti immediatamente per soccorrere i nostri connazionali. Hartenstein aveva gia trasmesso sulla lunghezza donda usata dagli inglesi dei 25 e 60 metri un messaggio in cui dava la sua posizione e prometteva di non attaccare le navi nemiche che si fossero impegnate nel soccorso dei naufraghi; il messaggio era firmato un sottomarino tedesco. Da Berlino intanto lammiraglio Fricke, a nome di Hitler disapprovava la troppa umanita dimostrata dal comandante tedesco ed ordinava di non assumere alcun rischio ai comandanti delle unita tedesche impegnate . Doenitz lo interpreto a modo suo, ordino di continuare il soccorso e di interromperlo solamente se vi fosse pericolo reale per gli scafi tedeschi operanti. Il 14 di Settembre tre navi francesi la Gloire, la Dumont-dUrville e la Annamite insieme al Cappellini navigarono a tutta forza verso quel tratto di mare presidiato dallUboat 156 che nel frattempo aveva raccolto parecchie donne e bambini inglesi stremati dopo tre giorni in mare, in tutto i sommergibilisti tedeschi avevano assistito 400 persone distribuendole poi sulle scialuppe ancora in buono stato, rifocillandole e fornendo loro generi di conforto. 33

Il 15 di Settembre alle 11:30 arrivo lU506 che imbarco la meta dei 263 naufraghi; in quel momento presenti sullo scafo di Hartestein, chiedendo che fossero tutti italiani, verso le 15 arrivo anche lU507 che collaboro al recupero di altre imbarcazioni alla deriva, si cerco sempre di tenere separati gli italiani dai polacchi per evitare vendette e ritorsioni. Il 16 di Settembre per Hartenstein ed i suoi marinai che non dormivano ormai da quattro giorni fu una giornata decisiva. Revededin ed il Capellini avevano incontato alcune scialuppe con inglesi a bordo alla deriva e le avevano rifornite di viveri ed acqua dirigendosi poi a tutta forza verso le altre unita impegnate nelle operazioni di soccorso. Alle 11:25 apparve allorrizzonte un aereo alleato , un Liberator americano. Fu subito esposta una grande bandiera con la croce rossa sul sommergibile tedesco, peraltro impossibilitato ad immergersi per il gran numero di prigionieri che erano ospitati in coperta, nel contempo un ufficiale della RAF prigioniero trasmise dalla radio del sommergibile sulla frequenza dellaereo un messaggio che raccomandava di non attaccare in quanto a bordo si trovavano naufraghi del Laconia fra cui numerose donne e bambini. Da parte del Liberator non ci fu risposta, si allontano per ritornare poco dopo per sganciare il suo carico di bombe, fu un momento di panico generale, il sottomarino cerco di evitare le bombe facendo manovra a tutta forza, le scialuppe a traino sbalzarono in mare parte del loro carico umano, una bomba centro una lancia uccidendone gli occupanti, per ben due volte il Liberator sgancio il suo carico di bombe, mentre il sottomarino si immergeva venne ripetutamente colpito subendo gravi danni, la radio venne riparata dopo otto ore, le falle vennero rattoppate, ma i periscopi ed altre attrezzature risultarono inservibili. Hartenstein fu costretto ad evacuare i naufraghi ed a sospendere le operazioni di soccorso, informando Doenitz appena la radio fu riparata di quanto accaduto. La notizia dellattacco proditorio subito mentre si stava compiendo una operazione umanitaria di salvataggio arrivo anche alle altre unita tedesche ed italiane impegnate a rastrellare in unampio tratto di mare i naufraghi. Doenitz ordino per salvaguardare i mezzi e gli equipaggi tedeschi di abbandonare le operazioni, i superstiti italiani vennero imbarcati a bordo dei sommergibili per essere affidati alle navi francesi, mentre il resto dei naufraghi furono imbarcati sulle scialuppe di salvataggio con viveri ed acqua sufficienti. In quello stesso giorno , fatto tesoro dellesperienza, Doenitz vergo di suo pugno un ordine che a Norimberga gli costera caro, con questa serie di disposizioni da lui battezzate Triton Null ordinava in futuro di non prestare alcun soccorso ai naufraghi di navi colpite dai sommergibili tedeschi. Per tutta la giornata del 17 Settembre le navi francesi guidate via radio dai sommergibili tedeschi continuarono ad imbarcare naufraghi alla deriva, il 18 notte grazie al fortunoso avvistamento di un fuoco acceso con lultimo fiammifero a disposizione da un naufrago a bordo di una scialuppa si riusci strappare ad una fine certa altre vite. Il Gloire alla fine riusci a salvare 373 italiani, 597 inglesi , fra cui 48 donne e bambini, 70 polacchi ed un greco, in totale 1041 anime. LAnnamite ne soccorse 300, il Cappellini ne trasse in salvo 110 che poi trasbordo su di una unita francese .I Tedeschi provvidero a liberare 385 prigionieri francesi detenuti in Germania che avevano rapporti di parentela od amicizia con gli equipaggi delle navi francesi: questo era il prezzo della collaborazione prestata da parte della Francia.. A seguito del bombardamento americano due scialuppe che erano al traino dell U156 si trovarono alla deriva, dopo indicibili sofferenze 16 dei 64 naufraghi fra cui donne e bambini arrivarono il 9 di Ottobre dopo quasi un mese di navigazione sulle coste della Liberia; una donna non sopravvisse agli stenti e mori pochi giorni dopo. Il 21 di Ottobre quasi quaranta giorni dopo laffondamento fu trovato in mare il secondo canotto del Laconia: dei 51 occupanti ne erano rimasti in vita quattro, ormai sfiniti ed allo stremo delle forze. 34

I dati dellecatombe, a distanza di tanti anni sono ancora controversi, anche se non si discostano molto dai seguenti: dei 2732 imbarcati a bordo del Laconia ne sopravvissero 1111 , dei 1800 italiani prigionieri 450. Le forze alleate non riuscirono certamente a fronte alta da questo episodio, fu negato in un primo tempo come gia detto che il messaggio del Laconia fosse stato captato. Per anni , di fronte allindignazione generale, il governo degli Stati Uniti nego loperazione bellica del Liberator nonostante le testimonianze dei superstiti inglesi; solo trenta anni dopo venne detta finalmente la verita su questo episodio di pirateria, nessuno pago per questo crimine, constatato quanto sta succedendo in materia di impunita ed indulgenza verso le forze armate americane in questi tempi nulla e cambiato dopo 65 anni. Il comandante Hartenstein peri a 35 anni nellOceano Atlantico con il suo equipaggio lotto Marzo 1943 colpito dalle bombe di profondita sganciate da un aereo Catilina alleato. Di seguito alcune testimonianze raccolte dopo il disastro sul trattamento subito dai prigionieri italiani. Dal giornale di bordo del comandante Hartenstein: "00 h 7722 - SO. 3. 4. Visibilit media. Mare calmo. Cielo molto nuvoloso. Secondo le informazioni degli italiani, gli inglesi, dopo esser stati silurati, hanno chiuso le stive dove si trovavano i prigionieri. Hanno respinto con armi coloro che tentavano di raggiungere le lance di salvataggio...". Lo storico americano Clay Blair jr., che descrisse lavvenimento nel suo libro Hitlers U-Boot War, dice esplicitamente che il Laconia aveva a bordo sufficienti scialuppe di salvataggio per tutte le 2700 persone imbarcate, prigionieri compresi. Ci nonostante, le guardie polacche ricevettero lordine dagli ufficiali di sbarrare i cancelli delle stive, quindi, mentre militari ed ospiti si imbarcavano, la guardia si schier con i fucili puntati davanti alle cancellate chiuse. La scena fu descritta da alcuni sopravvissuti, le cui testimonianze sono raccolte nel libro di Antonio Trizzino, Sopra di noi loceano: Appena ebbero compreso che erano stati condannati allannegamento, i prigionieri si lanciarono contro i cancelli, mentre le guardie li respingevano a colpi di baionette o sparando a bruciapelo. A coloro che riuscirono ad arrivare alle scialuppe e ad aggrapparvisi venivano tagliate le mani. Altre testimonianze sull attacco del Liberator: I quattro sommergibili si trovavano carichi di prigionieri, sia allinterno che sul ponte di coperta; in pi trainavano molte scialuppe di salvataggio. Erano quindi nella impossibilit di immergersi. In quelle condizioni, il 16 settembre, alle ore 11,25, fu avvistato un bombardiere americano del modello B-24 Liberator. A bordo cerano il tenente pilota James D. Harden, il tenente Edgar W. Keller, lufficiale di rotta Jerome Perimar. Costoro osservarono i sommergibili con visibili a coperta, come da convenzione internazionale, i teli bianchi con la croce rossa, indicanti prigionieri a bordo. Di pi: Hartenstein chiese ad uno degli ufficiali inglesi che si trovavano sul suo U-Boot di trasmettere - in inglese - allaereo il seguente messaggio: Qui ufficiale Raf a bordo del sommergibile tedesco. Ci sono i naufraghi del Laconia, soldati, civili, donne e bambini. Il Liberator non rispose e si allontan. Il tenente pilota Harden telegraf per al punto di appoggio che si trovava sullisola di Asuncion, da dove il comandante in capo, il colonnello Robert C. Richardson III, impart lordine chiaro Sink sub. Quindi il Liberator torn alle 12, 32 per bombardare i sommergibili. Hartestein a quel punto fece tagliare le cime con le scialuppe e si immerse.

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Naufraghi a bordo del U 156 il 13 Settembre 1942

Naufraghi sul ponte del U 507

Naufraghi vengono assistiti dal U507

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Donne e bambini superstiti del naufragio imbarcate sulla Gloire

Una delle pagine degli atti del processo a Doenitz celebrato a Norimberga dove si ricostruisce il naufragio del Laconia.

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Anche Ferrara ha dato il suo contributo di sangue quel 12 Settembre 1942 al largo di Ascension Island in pieno Atlantico. Lestrapolazione dei dati relativi ai Caduti Ferraresi stata ottenuta comparando lelenco fornitomi da Onorcaduti con il fondo Prefettura relativo alle comunicazioni alle famiglie che e conservato in Archivio di Stato di Ferrara. Lelenco ottenuto e stato ulteriormente verificato tramite le anagrafi dei comuni che hanno risposto alle mie richieste di verifica, in particolare mi hanno risposto con sollecitudine le anagrafi di ferrara,Migliarino, Formignana, Copparo, Portomaggiore, Argenta, purtroppo non ho avuto alcuna risposta da Bondeno, Cento, Comacchio, Goro, Lagosanto. Ancora oggi emergono nuovi nominativi di Caduti del Laconia, i dati del Ministero della Difesa parlano di dispersi in Mediterraneo, evidentemente quando fu redatto lelenco dei passeggeri cera un po di confusione a livello geografico fra i vari uffici competenti I Caduti ferraresi fin qui verificati sono i seguenti: 1) Agnella James di Giovanni, di anni 22: nato a Migliarino il 7/10/1919, ha combattuto in Africa nel 27 Reggimento Fanteria Pavia. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 2) Anteghini Bruno fu Augusto, di anni 22: nato a Migliarino il 21/10/1919, ha combattuto in Africa nel 7 Reggimento Bersaglieri, catturato in combattimento al km 121 a Sud Ovest di Alessandria il 10/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 3) Arvieri Ariode di Olivo, di anni 22: nato a Massafiscaglia il 4/12/1919, ha combattuto in Africa nel 9 Bersaglieri, gia ferito in combattimento il 10/11/1941, disperso in combattimento a Rusveiat-El Alamein il 15/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 4) Bardella Renato di Rino, di anni 30: nato a Francolino il 29/07/1912, ha combattuto in Africa nel 27 Reggimento Fanteria Pavia. Disperso in prigionia il 12/09/1942. Il fratello Cesare classe 1919 era deceduto in combattimento a Porto Bardia (Cirenaica) il 27/12/1940. 5) Bettini Loris Flavio di Eugenio, di anni 22: nato a Formignana il 14/02/1920, ha combattuto in Africa nel 9 Reggimento Bersaglieri, catturato a Rusveiat-El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 6) Bolognesi Bruno di Gaetano, di anni 22: nato a S. M. Codifiume il 1/12/1919, ha combattuto in Africa nel 9 Reggimento Bersaglieri, catturato a Rusveiat- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 7) Bonora Willer di Lobbia, di anni 22: nato a Baura il 7/04/1920, residente a Francolino ha combattuto in Africa nel 27 Reggimento Fanteria, catturato dagli inglesi e rinchiuso nel campo n. 306 Chief pow con il numero di matricola 150103. Disperso in prigionia il 12/09/1942 8) Carli Luigi di Giuseppe, di anni 21: nato a Comacchio il 09/05/1921, ha combattuto in Africa nel 85 Reggimento Fanteria Sabrata, Catturato il 28/08/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 9) Carli Roberto di Pasquale, di anni 27: nato a Ponte Maodino (Codigoro) il 7/12/1914 ha combattuto in Africa nel 9 Bersaglieri, catturato a Rusveiat- El Alamein il 15/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 10) Cenacchi Carlo di Federico, di anni 30: nato a San Bartolomeo in Bosco il 19/04/1912, ha combattuto in Africa nel 85 Reggimento Fanteria Sabrata, catturato il giorno 11/07/1942 al Km 127 della ferrovia El Daba- El Alamein, internato nel campo 306, matricola 341737. Disperso in prigionia il 12/09/1942 11) Chersoni Rinaldo di Ciriaco, di anni 25: nato a S.M. Codifiume il 11/06/1917 ha combattuto in Africa nel 7 Reggimento Bersaglieri, catturato al km. 121 Sud Ovest di Alessandria il giorno 11/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 12) Dolfi Armando fu Perfetto, di anni 25: nato a San Giorgio (Ferrara) il 21/06/1917, ha combattuto in Africa nel 66 Reggimento Fanteria, catturato ad El Alamein il giorno 11/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942.

13) Felloni Selvino fu Antonio, di anni 29: nato a Formignana il 20/08/1913, residente a Filo dArgenta ha combattuto in Africa nell27 Reggimento Fanteria Pavia. Fatto prigioniero dagli inglesi il 15 Luglio 1942 ad El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 14) Maini Ardito fu Ulderico, di anni 26: nato a Vigarano Mainarda il 29/11/1915, Ha combattuto in Africa nel 9 Reggimento Bersaglieri, prigioniero numero 150348 nel campo 306 in Egitto, Disperso in prigionia il 12/09/1942. 15) Mandrioli Ottorino di Gennaro, di anni 28: nato a Villanova di Denore il giorno 08/05/1914, ha combattuto in Africa nel 85 Reggimento Fanteria Sabrata, disperso il giorno 11/07/1942 al km. 127 della ferrovia El Daba- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 16) Marabesi Viterbo di anni 30: nato a Casaglia (Pontelagoscuro) il 28/09/1911, ha combattuto in Africa nel 61 Reggimento Fanteria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 17) Maranini Giuseppe di anni 23: nato a Ferrara il giorno 08/10/1918, ha combattuto in Africa nel 7 Reggimento Bersaglieri, disperso il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 18) Marzola Giorgio di Filippo, di anni 27: nato a Migliarino il giorno 05/06/1915, Ha combattuto in Africa nel 9 Reggimento Bersaglieri, disperso il 15/07/1942 ad El Alamein, prigioniero n. 150248 campo 306 Egitto. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 19) Masieri Giordano di anni 21: nato a Massafiscaglia il 16/04/1920, ha combattuto in Africa nel 9 Reggimento Bersaglieri. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 20) Melloni Luigi di Pietro, di anni 27: nato a Renazzo il giorno 04/01/1915, ha combattuto in Africa nel 9 Reggimento Bersaglieri, prigioniero n. 150172 nel campo 306 in Egitto. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 21) Pacini o Paccini Giuseppe, di anni 23: nato a Berra il giorno 08/10/1918, ha combattuto in Africa nel 66 Reggimento Fanteria, fatto prigioniero il 10/03/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 22) Pandolfi Vincer di Quinto, di anni 22: nato a Codigoro il 31/07/1920, ha combattuto in Africa nel 7 Reggimento Bersaglieri, fatto prigioniero il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 23) Pavani Settimio di Gaetano, di anni 22: nato a Consandolo (Argenta) il 4/09/1920, ha combattuto in Africa nel 27 Reggimento Fanteria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 24) Ravagnani Bruno di Sirode, di anni 22: nato a Stellata (Bondeno) il 13/12/1919, ha combattuto in Africa nel 7 Reggimento Bersaglieri, fatto prigioniero il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 25) Ricchieri Umberto di anni 28: nato a Jolanda di Savoia il giorno 04/04/1914, ha combattuto in Africa nel 9 Reggimento Bersaglieri. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 26) Rossi Umberto di Armando, di anni 31: nato a Porotto il 13/09/1911, ha combattuto in Africa nel 27 Reggimento Fanteria, catturato dagli inglesi al km. 127 della ferrovia El Daba- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 27) Scalambra Guido di Lorenzo, di anni 30: nato a Francolino il 17/05/1912, ha combattuto in Africa nel 27 Reggimento Fanteria Pavia, internato nel campo 306 in Egitto, matricola 150520. Lascia una moglie ed una figlia di cinque anni. Disperso in prigionia il 12/09/1942.

28) Targa Fernando di Giovanni, di anni 30: nato a Vigarano Mainarda il 18/02/1912, ha combattuto in Africa nel 27 Reggimento Fanteria Pavia, catturato a Tobruk, internato nel campo 306 in Egitto, matricola 150796. Disperso in prigionia il 12/09/1942. Da notare che nei fondi prefettura vengono storpiati alcuni nomi di localita, Rusveiat in realt Ruweisat

Nella piantina di provenienza inglese la dislocazione delle nostre truppe ed i luoghi dove vennero fatti prigionieri i 28 militari ferraresi periti sul Laconia. Da notare lerrore di attribuzione del nome ai reggimenti di fanteria, il 20 era il Brescia ed il 27 la Pavia.

Vista da satellite della zona degli scontri: da notare El Daba dove ha combattuto l85 Fanteria ed El Ruweisat dove combatte il 9 Bersaglieri.

Una ulteriore ricerca e verifica sui trenta nominativi ferraresi della tragedia del Laconia, estata effettuata presso l Archivio di Stato di Ferrara dove ho potuto visionare, grazie alla cortesia degli operatori, le trenta buste che raccolgono i fascicoli personali di buona parte dei caduti, feriti, prigionieri e dispersi ferraresi. Non posso essere certo di avere a disposizione lelenco completo dei Caduti ferraresi del Laconia ma penso che i dati in mio possesso non si discostino dalla realta. Alle famiglie dei dispersi se bisognose, fu erogata dallo stato ununa tantum di 1000 lire: il contributo giornaliero per le mogli che avevano il marito al fronte era di circa 11 lire, di certo non cera da scialacquare.

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Copia della lettera inviata alla prefettura di Ferrara dal consolato italiano di Losanna, il 23 di Febbraio 1943, a distanza di cinque mesi dal naufragio del Laconia le famiglie dei Caduti non erano ancora state avvertite. Di seguito i reggimenti dei Caduti ferraresi del Laconia e la loro dislocazione allatto dellentrata in guerra dellItalia. 85 Reggimento Fanteria Sabrata - Jefren (Libia). 66 Reggimento Fanteria Trieste - Piacenza. 61 Reggimento Fanteria Trento - Trento. 27 Reggimento Fanteria Pavia - Libia. 9 Reggimento Bersaglieri Cremona 7 Reggimento Bersaglieri - Bolzano. 42

La guerra e finita !

Nell immagine qui sopra riprodotta e dal commento che la accompagna ci si puo fare unidea del tipo di considerazione che avessero di noi italiani gli alleati. La didascalia recita: felici di essere fuori di li, dopo El Alamein i prigionieri marciano a migliaia, non sono necessarie le guardie per evitare che scappino. La fotografia fu pubblicata sul libro Eight Army di Robert Neillands, lautore omise di ricordare il valore dei nostri reparti in Africa che seppero tenere testa a forze meglio equipaggiate, regolarmente rifornite e particolare non trascurabile ad un esercito che contava piu del doppio degli effettivi rispetto al nostro nella battaglia decisiva di El Alamein. Non diversa era nell Aprile del 1942 la politica di Roosvelt verso quegli americani che erano emigrati negli Stati Uniti: vennero schedati implacabilmente, non tenendo conto del fatto che molti di essi avessero gia combattuto nella Grande Guerra nellesercito degli States. Nella pagina sucessiva sono riprodotte le schede compilate dallufficiale dellanagrafe americana: gli immigrati ferraresi provenivano per la maggior parte dalla zona di Cento e di Renazzo, limmigrazione era iniziata nella seconda meta dellottocento, poco dopo lunita dItalia. Gli immigrati ferraresi vivevano in prevalenza fra New York e Boston sulla costa atlantica ed esercitavano professioni legate allindustria meccanica ed alla carpenteria, i nomi delle citta di provenienza venivano spesso storpiati ed accadeva anche che si indicasse il quartiere di origine, si trovera cosi un ferrarese che allingresso negli States dichiarera di provenire da San Giorgio ed un altro che dichiarera di essere nato a Penzale (Cento). 43

Schedatura da parte del governo U.S.A. di Bertelli Petronio di Ferrara e Balboni James di Cento. 44

La cosa che piu sorprende della morale alleata e che quando ad essere colpiti sono i civili inglesi od americani, si grida alla barbarie e si invocano le convenzioni internazionali, quando si tratta di bombardare citta italiane, tedesche o giapponesi si parla, quando se ne parla, di ineluttabili e dolorose scelte strategiche imposte dagli eventi e che tali atti sono necessari per proteggere lavanzata e lincolumita dei militari alleati. Tale ragionamento viene ancora largamente seguito dalle autorita americane come nel caso dei bombardamenti preventivi, che precedettero linvasione dellIraq, che causarono appunto innumerevoli vittime fra la popolazione civile. Ma per non cadere nel facile antiamericanismo odierno, vorrei tornare alla seconda guerra mondiale ed alle numerose vittime innocenti causate dai bombardamenti alleati . Per rimanere in ambito locale Ferrara disponeva nel 1943 di pubblici rifugi che potevano ospitare 5386 persone, i morti a causa dei bombardamenti ammontano secondo fonti dellAnagrafe di Ferrara a 1071 , la cifra e sicuramente imprecisa per difetto in quanto spesso non tiene conto degli sfollati ferraresi morti fuori Ferrara. E il caso ad esempio di Bertelli Enrica di 24 anni e della figlioletta Maria di appena 4 anni morte nel crollo di un palazzo ad Alberlungo di Rovereto nell Agosto 1944 centrato da una bomba sganciata da un bombardiere alleato. Il giornale dellepoca diede la notizia in un trafiletto dal titolo significativo ancora bombe, Bertelli Enrica aveva perso allinizio della guerra il fratello Mario, marinaio ventenne perito in combattimento a bordo dellincrociatore Lampo.

Bertelli Erica ed Ambrosone Maria

Corriere Padano

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Quanto fin qui detto penso dimostri come un grande paese democratico come gli Stati Uniti dAmerica, preso giustamente ad esempio come democrazia compiuta, abbia anche esso un ben strano senso della giustizia, passando sopra al genocidio degli indiani ed alle stragi compiute per esportare la democrazia in varie nazioni del mondo. Vorrei tornare ora a quello che fu il post Laconia. Sconfitto finalmente il nazifascismo le potenze vincitrici istituirono il tribunale di Norimberga, da una parte furono giustamente puniti i responsabili dellolocausto, dallaltra si volle processare chi aveva combattuto per unideale sbagliato o chi come Doenitz aveva solamente fatto il proprio dovere di militare e di marinaio, mettendo anche a repentaglio la propria incolumita scontrandosi duramente con Hitler sul comportamento da tenere nei confronti dei naufraghi del Laconia.. Il suo ordine Triton Null che di fatto gli costo una condanna a Norimberga, fu giustificato dal proditorio ed ingiustificato attacco di un Liberator U.S.A che non esito a sganciare alcune bombe sul sottomarino di Hartestein mentre era impegnato a soccorrere i naufraghi, uomini, donne e bambini perfettamente visibili allequipaggio alleato del Liberator. A nulla servi il promemoria inviato ai giudici dallammiraglio statunitense Nimitz che di fatto assolveva Doenitz in quanto le stesse disposizioni dellammiraglio tedesco, erano state impartite alle forze alleate operanti sui sommergibili. La giustizia militare dei vincitori fece passare per le armi generali ed ufficiali italiani e tedeschi che avevano ordinato di aprire il fuoco sui militari alleati che tentavano di evadere dai campi di prigionia, dimenticando in che modo si comportavano negli stessi frangenti gli ufficiali alleati. Amanti delle statistiche gli statunitensi, pubblicarono una inchiesta sul tasso di mortalita dei prigionieri nei rispettivi campi avversari; tali dati risultavano viziati in quanto prigionieri delle forze dellasse uccisi come nel caso del Laconia dalle bombe americane o dalle guardie polacche ed inglesi furono di fatto conteggiati come vittime dei tedeschi. A Norimberga, sempre tenendo fermo il giudizio sacrosanto di condanna del nazismo e dei suoi crimini, si introdusse un nuovo ordinamento di selettivit giudiziaria, che sanc il principio che il comportamento delle potenze vincitrici non poteva essere equiparato con gli stessi standard legali applicati ai loro nemici. In un libro La gioia violata di Federica Saini Fasanotti si parla di altri crimini commessi dalle forze alleate e mai puniti: Vi furono numerose violazioni del diritto umanitario nei confronti dellItalia, con attacchi contro centri abitati e mezzi della Croce Rossa. Gli inglesi ( ..i portatori della libert secondo certa vulgata corrente..) si distinsero, come gi fatto sulla Germania con la tecnica dell Area bombing, che mirava alla distruzione delle abitazioni,pi che a colpire gli obiettivi militari. In Albania ed in Africa Settentrionale gli uomini della Raf si accanirono in special modo ,contro ospedali ed edifici con il simbolo della Croce Rossa, mentre la Regia Aeronautica e la Marina adottarono sempre una condotta di guerra improntata ad un comportamento cavalleresco ed umanitario. Numerosi furono i prigionieri italiani eliminati direttamente sul campo di battaglia nel deserto libicoegiziano. I reparti di fanteria del Commonwealth britannico, soprattutto quelli provenienti dallOceania, furono autori di massacri di prigionieri appena catturati e mutilizioni di cadaveri. Durante la campagna di Tunisia, nella battaglia di Takrouna,i reparti maori del generale Freyberg uccisero a baionettate tutti i prigionieri italo-tedeschi e gettarono vivi da un dirupo anche due soldati italiani. ed ancora: Una pagina dimenticata quella degli internati italiani in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, allo scoppio delle ostilit. Con linizio della guerra le autorit britanniche arrestarono subito 4000 italiani, e non vi furono distinzioni tra fascisti ed antifascisti. La sorte dei nostri civili evacuati dallAfrica Orientale Italiana, fu ancor peggiore dei militari. Gli uomini in buono stato furono trasferiti in Kenya, Rhodesia, Uganda, Sud Africa e Tanganika, mentri le donne, i bambini i vecchi , vennero raccolti in 46

campi inospitali in AOI, nei pressi di Mandera, Berbera, Dire Daua, Harar, veri inferni per vivi. Qui i bambini italiani morivano di morbillo e di altre malattie, in tu le v tto ittime cv nei iili cmpi di c ncntramento alleati fono simate in crc dumila. a o e u r t ia e Francesi e Greci si distinsero per la sistematica violazione delle leggi umanitarie. Il rapporto del nostro Ministero della Guerra, defin brutale il comportamento verso i nostri soldati catturati, sia che fossero feriti o meno. Sorte peggiore tocc a coloro che alla conclusione della campagna africana, furono consegnati dagli alleati ai francesi di De Gaulle. Da notare che la cosiddetta Francia Libera non era riconosciuta da nessuna potenza belligerante, come governo legittimo ( De Grulle riusc alla fine della guerra nel capolavoro di far sedere la Francia, sonoramente battuta dalla Germania nel maggio del 1940, a fianco delle potenze vincitrici.., senza che i francesi avessero realmente contribuito allesito finale della guerra in Europa NdA), nemmeno dagli Alleati. Quindi i francesi non avrebbero potuto trattenere alcun prigioniero di guerra. Nonostante ci, le condizioni imposte ai nostri militari, furono tra le pi disumane ed indegne di una nazione civile. Sul fronte jugoslavo la guerra aveva oramai assunto una connotazione di ferocia estrema da ambo le parti, ma, come ricorda lautrice, le forze armate italiane furono nella maggior parte dei casi costrette a reagire a causa del comportamento barbaro dei partigiani slavi. Nel luglio del 1941, nella zona di Podgorica ( Montenegro), soldati della divisione Messina furono massacrati. Quando la zona venne riconquistata, si trovano 70 cadaveri dei nostri tagliati a pezzi e incastrati nei canali di scolo della strada. Sui cadaveri si erano avventati dei maiali. Successivamente, dopo larmistizio, le violenze si spostarono anche sui civili dellIstria e della Dalmazia.Da parte italiana non vi fu mai alcun intento di pulizia etnica e di sbalcanizzione dei territori ex jugoslavi. La Legge di guerra italiana ed il codice penale militare erano allora pienamente corrispondenti alle norme internazionali ed alle consuetudini che regolavano la condotta della guerra secondo il diritto internazionale. Gli Usa, dopo la loro entrata in guerra nel 1941, si allinearono subito al comportamento dei britannici, radendo al suolo interi abitati nelle nostre citt, mentre i piloti dellUs Air Force mitragliavano sistematicamente tutto quello che si muoveva sulle strade. In Sicilia con leccidio allaeroporto di Biscari ( Ragusa), dove furono trucidati 73 prigionieri dellAsse, si apr la tragica lista di massacri e violenze sul suolo italiano. Lo stesso Patton, arring i soldati della 45 divisione di fanteria: Ci scontreremo con il nemico..Gli porteremo la guerra in casa..Non avremo piet..Quel bastardo deve morire..Dovete avere listinto assassino.. Conserveremo la fama di assassini e gli assassini sono immortali.In Sicilia furono gli inglesi a dedicarsi con zelo allinternamento dei civili ritenuti pericolosi fascisti. Nei campi di concentramento di Siracusa, Fossa Creta vicino Catania, Messina, Pisturina e Priolo, migliaia di persone, civili, ma anche militari, rimasero per quasi un anno allaria, senza baracche, senza alcuna assistenza medica, buttati sulla nuda terra, preda della malaria. Ancora nella primavera del 1994 vi erano detenuti ben 7000 prigionieri, trattati come animali da pascolo. Le truppe coloniali francesi si macchiarono di violenze di ogni sorta su donne, uomini e bambini, in questo istigate volentieri dagli ufficiali francesi, (. Dopo la pessima figura fatta nel 1940, questi ultimi volevano forse riscattare in questo modo l onore della Francia ) R ero trisemente f mos le 24 ore di vctio legisc ncs alle bande marocne dagli alleati. imas t a e aa o ee c h i Dopo lotto settembre si registr una recrudescenza dei crimini contro i nostri soldati. Il disprezzo,tale da rasentare spesso il razzismo, da parte degli alleati, crebbe allora ancor di pi , proprio a causa del repentino voltafaccia della monarchia e di Badoglio. Le forze armate cobelligeranti furono mal viste soprattutto dai britannici ed utilizzate prevalentemente come bassa manovalanza nei porti e nei lavori di fatica. Questo daltronde il prezzo che si paga quando sinizia una guerra da una parte, cercando poi di finirla in campo avverso. 47

Altre inchieste sulle stragi commesse dai tedeschi ai danni dei militari e dei civili italiani, furono insabbiate per anni dai nostri governanti in ossequio allalleanza atlantica ed al timore di irritare i governi alleati di Germania ed Inghilterra . Fu cosi che Reader e Kappler, poterono sfuggire alla giustizia dopo aver scontato una parte minima della pena in un carcere peraltro dotato di ogni comodita. Nel 1988 i deputati Capecchi, Palmieri, Ferrandi e Picchetti chiesero ripetutamente al governo se rispondesse a verita la notizia della strage di prigionieri italiani compiuta dai nazisti a Leopoli e se fosse stata controllata una notizia di fonte polacca riguardante la soppressione di 10.000 prigionieri italiani sepolti vivi dai nazisti a Deblin, 100 km da Varsavia; di questi episodi se ne potrebbero citare parecchi altri ma per tutti vale la stessa regola, la storia viene scritta dai vincitori, a loro e lasciato il compito di perpetuare la memoria del secondo conflitto mondiale, Holywood ha fatto il resto. Solo oggi timidamente , esce qualche libro controcorrente, il pericolo sta nel dividere la giusta e sacrosanta condanna del nazifascismo, causa prima della seconda guerra mondiale, dalla verita storica che non deve giustificare crimini contro lumanita in quanto commessi dalle potenze vincitrici.

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Nel 1995 si torna a parlare di Leopoli:

Giuseppe Rasolo

Utile il confronto con gli storici sovietici, che sono i primi a parlare dei numerosi decessi di italiani nei campi di prigionia tedeschi, nello stesso periodo scoppia anche il caso Leopoli. Secondo il libro del polacco Jacek Wilzcur ("Le tombe dell'Armir"), migliaia di soldati italiani furono trucidati dai tedeschi nel corso della ritirata. Tali affermazioni , unitamente a un rinnovato interesse dellopinione pubblica, indussero il Ministero della Difesa ad aprire un'inchiesta ed a nominare una commissione d'indagine. Dopo affrettate ricerche furono giudicate come improbabili le rivelazioni dell'autore polacco, anche sulla base del fatto che parecchi dei nomi citati o non esistevano oppure appartenevano a persone ancora in vita in Italia. Ulteriori rivelazioni confermarono invece l'ecatombe di militari italiani e sulla base di quelle dichiarazioni il governo italiano il 23 aprile 1991, firm un accordo con il governo della Unione Sovietica per il recupero delle salme e per ulteriori ricerche da compiersi in territorio sovietico I primi dati portarono all'identificazione di ottomila dispersi e consenti agli storici italiani di concludere che , nel lager di Tambow si ebbe il pi alto numero di decessi di italiani a causa di una epidemia di tifo petecchiale. Il Commissariato generale di Onorcaduti ha svolto in questi ultimi due anni un paziente lavoro di ricerca per l'identificazione dei resti di 64.400 soldati italiani, schedati dai russi. Un lavoro che consentir di avere notizie precise su ogni singolo soldato italiano caduto in Russia. Ad oltre cinquant'anni da quei luttuosi avvenimenti, esiste quindi la concreta possibilit di conoscere nel dettaglio tutta la verit sulla tragica campagna di Russia e dare forse finalmente degna sepoltura ai 74.800 caduti italiani.

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La guerra era appena finita, i reduci tornavano, la guerra fredda era alle porte, arrivavano gli aiuti americani con il piano Marshall, De Gasperi era andato negli U.S.A. ed era tornato con i soldi e le promesse di aiuto, in cambio aveva lasciato la promessa di rimanere da questa parte della cortina di ferro e di contrastare con ogni mezzo i comunisti italiani.I partigiani che avevano combattuto i nazifascisti , deponevano le armi e lasciavano i gangli di controllo della vita pubblica, polizia e governo. Ritornavano al loro posto gli ex epurati fascisti; lordine era quello di tacere sui fatti e misfatti commessi dagli ex alleati tedeschi e dai nuovi alleati della NATO. Il Laconia con le altri stragi di italiani fu dimenticata, nei primi anni 50 Antonio Trizzino ex ufficiale dellaeronautica, ex collaboratore del Giornale della Razza, rivista razzista a cui aveva collaborato anche Giorgio Almirante, scrisse un primo libro Generali e poltrone a cui fecero seguito Sopra di noi loceano e Settembre nero; testi editi da Longanesi che riscossero un discreto successo di pubblico specie fra chi quegli episodi li aveva vissuti in prima persona ed era stanco di vedere le mistificazioni e le falsita dei film americani sullargomento.Denunciato per vilipendio delle forze armate per aver raccontato le malefatte e limpreparazione di alcuni alti papaveri della marina, Trizzino venne prima condannato e poi assolto con formula piena. Negli anni 60, la Domenica del Corriere torno sullargomento pubblicando alcune pagine sullaffondamento del Laconia ed illustrandone le fasi piu tragiche con i disegni che hanno reso famoso prima Beltrame e poi Walter Molino. L opinione pubblica, negli anni del boom economico non era molto attenta a questi episodi; la guerra sembrava molto lontana anche se erano passati nemmeno tre lustri dalla conclusione della stessa, le priorita allora erano la vespa e la televisione che, da qualche anno, era entrata nelle case degli italiani anche se per poche ore al giorno e con un solo canale che cominciava le trasmissioni verso le 17:30 con la tv dei ragazzi . Allestero gli inglesi, consci di avere la coscienza sporca riguardo al trattamento dei nostri prigionieri se costretti a parlare del periodo storico non li menzionavano nemmeno, preferendo esecrare il comportamento tedesco che non rispettava i piroscafi civili, dimenticando il comportamento dei sommergibili inglesi impegnati nelle stesse operazioni in Mediterraneo. Allestero anche la Germania non amava parlare di quanto successo, dopo la condanna a 10 anni di carcere a Spandau di Doenitz e la fucilazione del comandante di un sottomarino tedesco, del suo secondo e del medico di bordo, per aver sparato sui naufraghi di un cargo greco, schiacciati anche dalle colpe dellolocausto non presero mai posizione in proposito. Il libro piu completo sullargomento fu scritto da Leonce Peillard , Affaire Laconia, il testo originale in francese inizia con la visita dellautore nella casa di Doenitz ad Amburgo e termina con la discussa condanna a 10 anni di reclusione nel carciere di Spandau dellammiraglio tedesco; la condanna ebbe piu il sapore di una vendetta da parte degli alleati che di unatto di giustizia, Doenitz aveva sviluppato unarma micidiale, gli U Boat che aveva causato incalcolabili danni alle forze alleate in tutti i mari del mondo. Il libro di Peillard fu tradotto in tedesco e pubblicato a Monaco nel 1965, in Italia, a parte i libri di Trizzino, e uscito nel 2002 prigionieri delloceano di Donatello Bellomo, una versione romanzata della storia con annessa love story platonica fra un membro dellequipaggio del Capellini ed una giovane superstite inglese. Poi piu niente, la triste fine di quasi 1400 italiani sembra , a distanza di anni non interessare nessuno, la BBC ha recentemente messo in onda un programma che rievoca laffondamento; dei nostri connazionali non se ne parla, come sostiene Peillard la coscienza sporca degli inglesi, non puo essere lavata in pubblico.. Il Comandante del Capellini, Todaro, prima di affondare il Kabalo piroscafo belga al servizio degli inglesi, avverti i marinai dello stesso della sua presenza sparando alcuni colpi di avvertimento, atteso che le scialuppe fossero calate e che tutti i passeggeri e lequipaggio fossero in salvo, solo allora 50

affondo la nave che procedeva a luci spente in Atlantico, lepisodio dette il pretesto alla dichiarazione di guerra da parte del governo in esilio belga nei confronti dellItalia, solo a guerra finita si riconobbe la leggitimita del comportamento di Todaro in quanto il Kabalo trasportava, per conto degli inglesi , materiale bellico in Inghilterra. Come gia detto il Cappellini traino prima ed imbarco poi i naufraghi sbarcandoli in un porto sicuro dopo giorni di navigazione, rischiando la perdita dello scafo e dellequipaggio in quanto costretto a navigare in emersione , facile preda degli aerei nemici. Gli inglesi il 16\08\1942 silurarono in Mediterraneo, nei pressi dellisola Sapienza davanti a Navarino, una nave italiana la Nino Bixio che trasportava prigionieri inglesi provenienti dal fronte africano; questi ultimi in maggioranza indiani, cercarono anche di ribellarsi alle guardie italiane che comunque riuscirono a ristabilire lordine senza ricorrere alluso delle armi; gli unici prigionieri deceduti furono quelli coinvolti nellesplosione dei siluri, 200 su 2000. Ben diversa fu la sorte dei nostri connazionali del Laconia che, in quei giorni partivano da Suez diretti verso lInghilterra. Il 2\07\1940 alle 6:15 il transatlantico Arandora Star, che stava trasportando verso gli USA 1600 prigionieri italiani e tedeschi, molto probabilmente anche civili che si trovavano in Inghilterra allo scoppio delle ostilita , venne silurato ad un centinaio di chilometri di distanza dallIrlanda settentrionale da un sommergibile tedesco, le cinture e le lance di salvataggio furono come di consueto ad appannaggio di guardie ed equipaggio, i soldati di guardia aprirono il fuoco sulla massa di prigionieri che si riversavano in coperta tentando di salvarsi. Alcuni inglesi rimasero travolti ed alla fine, nella lotta per la vita con le armi recuperate, anche i prigionieri combatterono fra di loro per guadagnare la salvezza;al termine dei combattimenti 968 prigionieri su 1600 periranno, 20 guardie su 140 e 51 uomini di equipaggio su 150, il capitano della nave E.W.Moulton scomparve in mare dopo aver ceduto il suo salvagente ad un italiano che non sapeva nuotare, la classica eccezione.che conferma la regola. Uno dei pochi superstiti del Laconia, il caporale Dino Monti , cosi narra gli ultimi momenti della nave: Non ci hanno voluto far uscire dalle gabbie nemmeno quando il piroscafo cominciava a sbandare. Quegli infami polacchi sparavano dentro le stive, infilzavano con le baionette i nostri compagni che si avvicinavano alle grate. Quelli che erano piu vicini, appena i morti e i feriti stramazzavano a terra ne prendevano subito il posto.La grata si torceva ,si piegava sotto la pressione.E intanto ridevano come i pazzi.Urlavano, gridavano e bestemmiavano.Io mi sono addossato alla parete cercando di non vedere e non sentire.Molti tentavano di uccidersi battendo la testa contro le pareti. Alla fine i nostri sforzi centuplicati dal terrore, dallesasperazione , dalla follia collettiva ebbero ragione della grata.Calpestando i caduti ci lanciammo verso le scale.Nel buio completo urtavamo contro portelli chiusi, porte bloccate o cosi deformate dallesplosione che era impossibile aprirle. Qualche scala cedette per il sovraccarico.Alcuni erano cosi affamati che invece di pensare a salvarsi si aggiravano per la nave in cerca di cibo. Fui letteralmente trasportato da quella massa sempre piu folle.Ci precipitammo verso le scialuppe, ma fummo respinti a colpi di calcio di fucile.Allora mi tolsi le scarpe e mi tuffai. Alla domanda di come mai galleggiassero tanti corpi senza mani la risposta sempre tratta dal dossier di Antonino Trizzino, e la seguente: Quando i superstiti si aggrappavano alle scialuppe quei maledetti gli recidevano i polsi perche non potessero piu arrampicarsi. Urlavano come bestie sgozzate mentre scivolavano in acqua senza piu le mani. Un gran numero di cadaveri si addenso intorno al Capellini che attendeva la nave francese di soccorso proveniente da Dakar. Al processo di Norimberga , laffondamento del Laconia sara poi condensato in cifre: Morti: 1350 italiani su 1800 e 11 inglesi su 811. 51

Questi due libri, insieme a Generali e Poltrone scritti dallex ufficiale dellaeronautica Antonino Trizzino, rappresentano le uniche voci di denuncia nel primo dopoguerra delle atrocita commesse anche dagli alleati nei confronti dei prigionieri di guerra. Figura controversa del panorama italiano dei primi anni cinquanta, il Trizzino gia collaboratore di riviste razziste quali la ben nota La difesa della razza di Telesio Interlandi, si scontro con le alte gerarchie militari, dopo alterne vicende che lo videro condannare e poi assolvere dallaccusa di vilipendio delle forze armate, ebbe il merito di alzare il velo che copriva alcuni episodi sconcertanti della seconda guerra mondiale. A lui fu anche attribuito un saggio sullOvra scritto con lo pseudonimo di Sicanus in cui si trattavano argomenti scottanti che riguardavano lattivita della polizia segreta fascista.

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Nel numero del periodico La difesa della Razza di cui qui sotto e riprodotta lintestazione, si trovano articoli a sfondo antiebraico e razzista di Giorgio Almirante e Antonino Trizzino, il primo scegliera la carriera politica nelle file del Movimento Sociale, laltro si dara alla carriera letteraria.

Curzio Malaparte in un articolo intitolatoNavi di ferro e teste di legno difendera a spada tratta Trizzino. Il titolo trae spunto dallepigrafe che si puo leggere sul monumento allammiraglio austriaco Tegetoff il vincitore di Lissa, lepigrafe dice: A Lissa navi di legno e teste di ferro vinsero navi di ferro e teste di legno, lallusione allammiraglio Persano, processato ad Ancona nel 1866 e fin troppo evidente. Malaparte termina con una amara considerazione: Il fatto di avere una testa di legno non e un disonore: in certi casi puo essere un vantaggio. Quando le navi di ferro vanno a fondo le teste di legno rimangono a galla. Purtroppo non ce nessun tribunale al mondo che possa far rimanere a galla le navi di ferro, e mandare a fondo le teste di legno.

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Lasso di Bastoni Nel primo dopoguerra alcuni giornalisti provenienti dalle file repubblichine come Trizzino di cui abbiamo gia parlato e Pietro Caporilli, insinuarono o per meglio dire accusarono apertamente su libri e giornali parte dei vertici della Regia Marina di aver fornito, nel corso del conflitto, informazioni relative alle rotte dei nostri convogli e dei nostri sottomarini agli alleati. La notizia sembro a molti ex combattenti plausibile in quanto il piu delle volte le nostre unita navali si trovarono ad attenderle al varco sommergibili ed unita alleate. I pochi convogli che si salvarono, sempre a detta di Trizzino e Caporilli, furono quelli i cui comandanti seguirono rotte diverse da quelle fornite da Supermarina. Di sicuro non servi a chiarire la situazione la medaglia conferita dagli alleati ad un alto ufficiale italiano della marina per meriti non meglio specificati, acquisiti durante il conflitto. I famigliari dei caduti , disertarono le cerimonie commemorative a cui presenziavano alcuni ufficiali chiaccherati e lassoluzione da parte del Tribunale dei giornalisti, nella causa intentata per villipendio e diffamazione delle forze armate dalle autorita militari , non fugo certamente i dubbi dei famigliari delle migliaia di marinai italiani che avevano perso la vita nel fiore della gioventu forse a causa del tradimento di alti ufficiali. Il giornale Asso di Bastoni promosse una dura campagna di stampa e fu piu volte sequestrato. Caporilli venne poi allontanato dalla direzione del giornale quando si mise contro la nomenclatura del Movimento Sociale, che in quegli anni cercava di ricostruirsi una verginita politica.

La testata del giornale con lindicazione del direttore politico , Pietro Camporilli.

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Alcune pagine dedicate nei primi anni 50 alle accuse di intelligenza con il nemico e tradimento rivolte ad alti ufficiali della marina.

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Lettere e trafiletti tratte da lAsso di bastoni

La campagna denigratoria diede sicuramente i suoi frutti, Camporilli nel libro a sinistra, narro la fine misteriosa di alcune unita navali e sottomarine italiane , su alcune di esse il giornalista fu imbarcato come corrispondente di guerra. Lo sdegno fu unanime ed a nulla valse la difesa non troppo convinta ad onor del vero delle autorita .

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Nel Novembre del 1950 , il governo egiziano cedette al governo italiano la concessione di un terreno che circonda Quota 33 per la durata di 99 anni; su tale terreno grazie a Paolo Caccia Dominioni ed Onorcaduti sorgera il nucleo del Sacrario Italiano di El Alamein. La Domenica del Corriere dedic una copertina allavvenimento.In questi giorni il governo egiziano ha donato in maniera perpetua tale terreno allItalia.

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Pagina dedicata dalla Domenica del Corriere ad Aurelio Zamboni di Ferrara. 58

I ferraresi e la guerra. Lepisodio descritto nella tavola di Beltrame si riferisce alla Medaglia dOro al valor militare Bersagliere Aurelio Zamboni di Giuseppe nato a Berra, in forza al 9 Bersaglieri; sotto riprodotto larticolo del Corriere Padano che annuncia il conferimento dellalta decorazione alla memoria del Caduto.

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Bersagliere Aurelio Zamboni di Cologna

La figura del Bersagliere Aurelio Zamboni e emblematica per come la retorica di regime, tendesse a mitizzare il sacrificio del singolo ed a nascondere le migliaia di morti anonime di quanti, pur facendo fino alla fine il proprio dovere, non esalassero lultimo respiro inneggiando al duce ed alla patria. La stessa Domenica del Corriere dedico a Zamboni una copertina promuovendolo a sergente, senza citarne il nome. In quel 1942 che segnava la sconfitta dellAsse ad El Alamein, si consumavano in Russia ed in Africa, in Mediterraneo ed in Atlantico, autentiche carneficine di militari italiani; il regime continuava ad ignorarle, le uniche notizie che riportavano i giornali erano solamente gli episodi singoli di eroismo da parte dei nostri militari . Il duce ricompensava le famiglie dei militari deceduti con una elargizione in denaro: si andava dalle mille alle duemila lire per i Caduti anonimi fino alle venticinquemila per quei militari che erano morti in maniera eroica o si erano distinti particolarmente nel corso dellazione che li aveva visti perire. Ad Aurelio Zamboni, Ferrara dedichera una via, seguendo lesempio di Cologna che gli aveva dato i natali.

Copia del telegramma che annuncia alla famiglia la morte di Zamboni Aurelio di anni 21

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Di seguito alcuni documenti che testimoniano linteresse del regime di sfruttare a fini propagandistici la tragica morte del bersagliere Zamboni.

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Anche un ufficiale che peraltro non comandava il 28 Battaglione del 9 Bersaglieri in Africa invio un contributo con preghiera di pubblicazione al segretario politico del fascio di Cologna.

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Nessuno potra mai dire se le cose andarono esattamente cosi; di sicuro quel ragazzo partito appena ventenne da Cologna per essere catapultato a migliaia di chilometri di distanza, a combattere una guerra che con il senno di poi sarebbe stata definita ingiusta, ha avuto almeno leffimero onore di essere tramandato ai posteri con laureola delleroe. Migliaia e migliaia di altri non ebbero la stessa fortuna in quanto non sempre si ha un Mario De Micco vicino, attento cronista di quei tragici avvenimenti. Di seguito , copia del messaggio inviato al Ministero della guerra dal padre di Zamboni

Mi sento profondamente commosso per la superba motivazione dedicata al mio Aurelio. Ringrazio voi per tutto ci che avete fatto e vorrete fare per onorare la memoria del mio caro.........sono fieramente orgoglioso che sia caduto da eroe:avrei avuto il cuore straziato se lavessi saputo un vile.Viva il Re.rgoglioso che egli sia caduto da eroe: avrei invece il cuore straziato se l'avessi saputo un vile. Viva il re e fatto e vorrete fare per onorare la memoria del mio caro.........sono fieramente orgoglioso che egli InIn quegli anni anche la vita di un figlio poteva essere donata alla patria, dopo appena tre anni dalla morte di Zamboni, tutto sarebbe stato rimesso in discussione, ed i valori per cui aveva dato la vita sarebbero stati dimenticati in fretta. Con la caduta del fascismo tutti gli atti di eroismo dei nostri militari furono dimenticati, solo dopo sessantanni un presidente della repubblica avrebbe onorato i caduti di El Alamein.ia caduto da eroe: avrei invece il cuore straziato se l'avessi saputo un vile. Viva il re 66

Lestensore della rievocazione della morte di Zamboni fu il Maggiore Mario De Micco, anche se risulta che il comandante del battaglione di cui era effettivo Zamboni era il Maggiore Luigi Togna, forse meno portato alla scrittura. Il De Micco, in seguito promosso tenente colonnello, fu sicuramente un valoroso combattente, ma dopo la campagna dAfrica magari per la sua propensione a colorire episodi tragici che coinvolgevano i nostri militari, fini la sua carriera in un Ufficio Propaganda della repubblica sociale. La data della morte fa pensare che il decesso non sia avvenuto per cause naturali. Ten. Colonnello De Micco Mario nato il 25\08\1897 in Chianciano, morto il 28\04\1945 Vercelli. Bersagliere nella Grande Guerra fu promosso tenente nel 1918, volontario nella campagna di Etiopia nel 1935, combatte nella Divisione Corazzata Trieste in Nord Africa dal 1941 al 1943 passo al comando di truppe libiche alla fine della campagna dAfrica. Rimpatriato fu aggregato prima alla Divisione Piave a Roma fino all otto Settembre, aderi alla repubblica di Salo . A Vercelli diresse lUfficio Propaganda della CCGU (Centro Costituzione Grandi Unita) fino al Marzo 1944, promosso in seguito Capo dellUfficio di Stato Maggiore del CCGU fino allAprile 1945.

Decorazioni: Medaglia dargento e Medaglia di bronzo (1915-1918 ); Commenda dell' Ordine Coloniale (1939); Croce di ferro tedesca 2nd Class (14 Febbraio 1943); Ordine Coloniale Stella d' Italia (10 Maggio 1943). Lo sfortunato Zamboni era nato a Berra Ferrarese nel 1919, da famiglia contadina (Bracciante) venne arruolato nel 1940 e assegnato al 28 Btg del 9 Reggimento bersaglieri. Fu sulle alpi francesi per il breve periodo del conflitto poi dal settembre 1941 in Africa Settentrionale con il grado di caporale inquadrato nella divisione motorizzara Trieste. Motivazione della medaglia:

Tiratore di mitragliatrice, durante un attacco nemico e sotto violento fuoco di artiglieria, bench gravemente ferito al capo da una pallottola, non abbandonava larma e rifiutando ogni cura continuava imperterrito a sparare. Ferito una seconda volta da una granata che gli squarciava una gamba e laddome, con ammirabile stoicismo si faceva amputare, sul posto e con mezzi di fortuna, un braccio quasi stroncato. Visti i compagni contrassaltare lavversario con lancio di bombe a mano, in un supremo sforzo raccoglieva larto amputato e lo scagliava contro il nemico gridando: Non ho pi bombe, ma eccovi la mia carne e che vi possa arrecare danno. Spirava poco dopo per dissanguamento. Esempio di fulgido eroismo. Sidi el Breghis, Quota 211, 12/15 dicembre 1941.

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Mentre il Laconia stava affondando, i quotidiani italiani ignoravano la notizia; in quei giorni il Corriere Padano usciva con la prima pagina dedicata alle imprese del sommergibile Barbarigo. Questa unita al comando di Grossi, fu al centro di aspre polemiche in quanto sembra che lequipaggio ed il comandante fossero vittime di unallucinazione collettiva in quanto si convinsero di aver affondato una nave americana, mentre invece la stessa passo indenne fra i siluri, il bollettino di guerra redatto sembra anche con la supervisione del duce fu poi smentito dagli alleati. Sul Barbarigo perse la vita Egidio Ricci di Tresigallo di 21 anni, il 16 Giugno 1943 in Atlantico.La fine del sommergibile e ancora avvolta nel mistero in quanto non si riusci ad appurare se avesse urtato una mina o fosse caduto vittima di un attacco aereo alleato , o semplicemente se fosse affondato a causa di una avaria .Il Corriere Padano , pochi mesi prima della morte, aveva dedicato unarticolo al Ricci.

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NellAutunno del 1942 tutti i giornali del regime erano intenti ad esaltarele nostre vittorie in Russia ed Africa con dovizia di particolari la propaganda denunciava gli attacchi alleati alle navi ospedale e le sevizie subite dai i nostri prigionieri. La nave ospedale Arno fu attaccata mentre procedeva con le insegne della Croce Rossa ed a luci accese in Mediterraneo. Non si puo negare di contro che lo stesso Mussolini si vanto, un giorno con Ciano, di aver fatto trasportare sulle navi ospedali munizioni e rifornimenti per le nostre truppe in Africa, forse lintelligence alleato lo era venuto a sapere..

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Per quanto riguarda la sorte dei nostri prigionieri, il Corriere nostrano lasci la parola alle testimonianze dei lettori; la tragedia del Laconia non poteva essere divulgata in quanto, della stessa erano responsabili sia pure involontari i nostri alleati tedeschi. In Africa , le nostre truppe stavano abbandonando lEgitto incalzate dagli alleati, lattenzione dei giornali veniva quindi spostata sul fronte russo dove le forze dellAsse sembravano raccogliere successi. Stalingrado e la disfatta dellArmir , di l a pochi mesi smentira la stampa di regime; il 25 Luglio era ormai vicino e con lotto Settembre lesercito italiano verra lasciato al suo destino da Badoglio e dal re che con poche armi e molti bagagli scapperanno al Sud.

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Altri titoli del Corriere Padano sul finire del secondo anno di Guerra

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Dopo un lungo oblio, finalmente la Domenica del Corriere il 26 Maggio 1963 dedic alcune pagine interne allAffare Laconia, riprendendo quanto scritto da Trizzino; il giornalista Luca Barbara riassunse i fatti in tre pagine interne, i disegni realizzati da Biffignandi, Walter Molino firmera la copertina dedicata alla fiera di Torino e lultima pagina il toro dal barbiere un classico delle copertine della Domenica. Nello stesso numero verra dedicato ampio spazio a Cooper, lastronauta americano che finalmente crede in Dio dopo un viaggio nel cosmo e ci sara anche una pagina dedicata al nascente Lido di Spina. Eravamo nel 1963, lanno di Kennedy , del papa buono, di Martin Luther King , di Kruscev etc.

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Le immagini erano eloquenti ma, lopinione pubblica era occupata a godersi il boom economico. Dopo lo scampato pericolo, corso dal mondo nellOttobre del 1962, a causa della crisi dei missili a Cuba, i politici italiani non vollero creare problemi agli alleati, si era in piena guerra fredda. Sempre negli anni 60, alcune riviste francesi dedicate agli appassionati di storia, spesero ampie pagine sullAffaire Laconia; le fotografie e gli articoli furono tratti da un libro scritto da Lonce Peillard 73

lAffaire du Laconia, unopera completa di oltre 300 pagine, supportata da documenti originali; alla fine del libro verra pubblicato il resoconto del processo di Norimberga contro Doenitz. Lautore dedichera lopera ai due marinai Werner Hartenstein e Rudolf Sharp, entrambi direttamente od indirettamente vittime della tragedia del Laconia. Il testo verra stampato anche in Germania, sia pure con alcuni tagli nel 1965. In Italia, Garzanti ne curera unedizione completa che uscira nel Marzo 1963. In Inghilterra, il libro di Peillard uscira molto piu tardi e non avra un grosso successo. Anche in Polonia uscira un libercolo per ricordare la dozzina di carcerieri polacchi periti nel naufragio o negli scontri con i prigionieri italiani.

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Da quegli avvenimenti sono trascorsi 65 anni, molti dei protagonisti sono deceduti. Questa ricerca si conclude con la pubblicazione dellelenco ufficiale dei Dispersi; tale elenco mi e stato fornito dal Ministero della Difesa che desidero ringraziare per la sensibilita dimostrata. Questi Caduti meriterebbero, per le crudeli circostanze della morte, non dovute che in parte alla sfortuna, ma soprattutto per il senso del dovere dimostrato nella prima battaglia di El Alamein, di essere ricordati degnamente nellanniversario del naufragio del Laconia; in questo modo si onorerebbero anche le decine di migliaia di Caduti italiani i cui corpi giacciono ancora in fondo al mare o dimenticati nelle sabbie del deserto od in qualche fossa comune. Ci sono alcune lapidi nel Sacrario di El Alamein che mi sembra valga la pena riprodurre alla fine di questa ricerca.

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Nel 1992 , in occasione del 50 anniversario del Laconia, alcuni paesi ex belligeranti ricordarono il tragico evento; fra questi non cera lItalia.

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Considerazioni sulla documentazione disponibile sul Laconia. Ho cercato, prima di iniziare questa ricerca, notizie sul naufragio del Laconia, prima di tutto in internet poi sui giornali dellepoca , ed infine mi sono procurato gli scritti di Trizzino, Peillard e Bellomo che hanno trattato in maniera diversa largomento. Di Trizzino e Bellomo ho gia parlato, di Peillard sono riuscito a trovare su Ebay le edizioni originali italiana , tedesca, francese ed inglese e a parte qualche dettaglio non ce molta differenza fra le stesse: la vicenda del Laconia venne ricostruita basandosi su testimonianze raccolte dai sopravissuti e grazie alla documentazione fornita da tedeschi, inglesi ed italiani. Gli americani furono reticenti per quel che riguarda il bombardamento aereo portato a termine dal Liberator, con le tragiche conseguenze che conosciamo. Il Peillard, francese di nascita, studio in Inghilterra e verso questa nazione sembra provare una sorta di amore odio piuttosto comune oltralpe, in particolare in alcune occasioni lo scrittore sposa in maniera acritica le tesi dei britannici salvo contraddirsi nel proseguo del racconto, a parte i soliti luoghi comuni sugli italiani spesso chiamati latini ed a parte qualche episodio poco credibile, ad esempio quando i prigionieri imbarcati, muniti dellimmancabile mandolino, rivolgono apprezzamenti ad una passeggera inglese durante una sosta, particolare abbastanza improbabile se si pensa che i 1800 prigionieri erano stati chiusi come animali nelle stive con gli oblo oscurati, mantiene una correttezza storica nellesporre la cronologia dei fatti. Ben piu gravi sono alcune affermazione fatte da Peillard riguardanti gli attimi immediatamente successivi al naufragio, i britannici negarono che le guardie polacche avessero aperto il fuoco sugli italiani che cervano di sfuggire alla morte chiusi come erano nelle gabbie mentre la nave affondava, giungendo a sostenere che le guardie fossero prive di munizioni, senza tenere conto di quanto sostenuto dagli italiani, non si capisce come parecchi di essi presentassero ferite da arma da fuoco quando furono soccorsi dai tedeschi dellU156, sempre per rincarare la dose il Peillard racconta come il comandante Hartestein fosse infastidito dal racconto troppo vivace e dal gesticolare dei prigionieri italiani, definiti dallo scrittore troppo esagerati nellesporre i propri sentimenti sia nella buona che nella cattiva sorte. Gli italiani, a detta di Peillard non dimostrarono il sangue freddo degli inglesi durante laffondamento, lasciandosi andare a manifestazioni di disperazione, bestemmiando, pregando, invocando la mamma o la sposa; forse tale atteggiamento era dovuto al fatto che i carcerieri ebbero lordine di non aprire le gabbie per permettere anche ai prigionieri di salvarsi. Il primo siluro ne uccise 400 colpendo in pieno una gabbia nella stiva, il secondo completo lopera distruggendone una seconda, a questo punto , ad ondate successive con la forza della disperazione , i nostri connazionali sfidando gli spari ele baionette degli aguzzini riuscirono con la forza della disperazione, a piegare le sbarre delle gabbie e ad avere ragione dei militari polacchi, questa e la realta dei fatti. Mentre anche gli inglesi lottavano fra di loro per salire sulle scialuppe di salvataggio, gli italiani combattevano per accapparrarsi un salvagente . Anche per quel che riguarda il vitto, lo scrittore francese non si lascia sfuggire loccasione di fare qualche battuta sui prigionieri schizzinosi che, sognando lasagne ed altre leccornoie, non gradivano la brodaglia ipocalorica dispensata dagli inglesi, giustificando cosi il fatto che, a differenza dei ben pasciuti inglesi, i nostri si presentassero ai soccorritori come vere larve umane, seminudi o con i resti delle divise coloniali ridotte a brandelli. I comandanti dei sottomarini annotarono diligentemente quello che videro ed i resoconti sono illuminanti per chi vuole leggere gli accadimenti senza pregudizi. Gli italiani piu fortunati che riuscirono a trovare posto sulle scialuppe di salvataggio furono trattati come subumani dai britannici; in unoccasione racconta Peillard, senza peraltro commentare 77

laccaduto, una lancia sovraccarica di naufraghi stava imbarcando troppa acqua, a segni gli italiani furono invitati a salire su un galleggiante a traino, stremati i nostri ubbidirono, erano in sette, la mattina seguente ne era rimasto vivo solo uno; gli altri erano stati inghiottiti dalle onde, il superstite mori il giorno seguente. Quando il Cappellini del comandante Revedin riusci a raggiungere gli scampati alcuni giorni dopo il disastro, si trovo a navigare in mezzo ad una massa gelatinosa di cadaveri dilaniati dagli squali. Il Cappellini come era giusto, dette la precedenza nelle operazioni di soccorso ai nostri connazionali, raccogliendo nel contempo testimonianze sulle efferatezze commesse dai carcerieri britannici e polacchi. Stupisce come Peillard per alcuni versi cronista fedele, non abbia stigmatizzato il fatto che mentre nelle stive si soffriva la fame ed il freddo, nei ponti superiori del Laconia si davano feste e ci si godeva la crociera. Vale la pena ricordare alcuni commenti di Andrea David Quinzi riguardanti la tragedia: Questa prima fase della tragedia, la pi orribile, non solo non stata mai approfondita, ma ancora oggi viene taciuta come dimostra un esempio emblematico. Il Dipartimento Storico della BBC, gloriosa e meritoria istituzione culturale , autrice di documentari televisivi di grande valore, in una recentissima produzione dedicata alla Guerra dellAtlantico, trasmessa domenica 21 luglio 2002 alle nove di sera, ha ricordato laffondamento della Laconia senza menzionare o ricordare le migliaia di caduti italiani. Il tutto il documentario si fa cenno agli italiani in due soli commenti: quando si parla dei passeggeri, The liner Laconia was homebound from Cape Town with two thousand seven hundred people onboard. Eighteen hundred of them Italian prisoners of war. [La nave Laconia si era allontanata da Cape Town con 2700 persone a bordo: 1800 di esse italiani prigionieri di guerra]; e in un breve passaggio dedicato ai naufraghi: Hundreds of men, most of them Italian prisoners, were struggling in the sea. They were desperate for a place in a lifeboat. [Centinaia di uomini, in gran parte prigionieri italiani, erano sparsi nel mare. Essi erano alla ricerca disperata di un posto nelle scialuppe]. Lanalisi di queste parole conferma implicitamente che tra le acque vi erano soprattutto italiani cui, evidentemente, non era stato dato posto sulle scialuppe occupate dai soli civili e militari inglesi. La parte del documentario dedicata al Laconia , ha proposto le testimonianze di due sopravvissuti inglesi: un marinaio addetto alle cucine, Frank Holding; ed una donna che nella sciagura perse la figlia, Janet Walker. La vicenda viene di fatto incentrata soprattutto sulla pietosa vicenda della donna che vide per lultima volta la figlioletta tra le mani di un ufficiale inglese. Solo nella testimonianza del marinaio c un preciso riferimento alla crudelt verso gli italiani: one fellow in the boat says, If any of them are on - hanging onto the side, he said, Call out and Ill give you the hatchet, chop their fingers off [..uno sulla barca dice, Se qualcuno di loro cerca di aggrapparsi egli disse gridate ed io vi dar laccetta per tagliargli le dita].

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Di fatto il documentario della BBC non fa alcun riferimento alla tragica decisione che condann gli italiani, concludendo lo spazio dedicato allaffondamento della Laconia con un generico commento che trasforma la vicenda in una delle tante tragedie del mare: One thousand, six hundred people were lost with the Laconia. [1600 persone perirono con la Laconia], senza alcun riferimento al fatto che dei 1600 morti indicati ben 1400 erano italiani ! Ci non significa che la storiografia anglo-americana ignori come andarono realmente i fatti. Fra le poche voci non reticenti vale la pena ricordare quella dello storico americano Clay Blair jr. (19251998), sommergibilista durante la guerra ed autore di numerosi saggi di storia. Ecco come Blair ha ricordato la strage degli italiani: The Poles who were assigned to guard the POWs refused to unbolt the doors on the pens and consequently hundreds of Italians who survived the torpedoes went down with the ship. Several hundred or more broke out of one pen and scrambled topside, but they were refused places in lifeboats at gun and bayonet point. [I polacchi cui era assegnata la guardia dei prigionieri di guerra rifiutarono di aprire i cancelli e di conseguenza centinaia di Italiani che erano sopravvissuti ai siluri colarono a picco con la nave. Diverse centinaia sfondarono uno dei cancelli e si riversarono sul ponte, ma a loro vennero negati i posti sulle scialuppe a colpi di fucile e di baionetta].

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Per quel che riguarda lattacco del Liberator da Inform giornale On Line dell11\09\2007 riporto fedelmente : I quattro sommergibili si trovavano carichi di prigionieri, sia allinterno che sul ponte di coperta; in pi trainavano molte scialuppe di salvataggio. Erano quindi nella impossibilit di immergersi. In quelle condizioni, il 16 settembre, alle ore 11,25, fu avvistato un bombardiere americano del modello B-24 Liberator. A bordo cerano il tenente pilota James D. Harden, il tenente Edgar W. Keller, lufficiale di rotta Jerome Perimar. Costoro osservarono i sommergibili con visibili a coperta, come da convenzione internazionale, i teli bianchi con la croce rossa, indicanti prigionieri a bordo. Di pi , Hartenstein chiese ad un ufficiale inglese prigioniero, di trasmettere - in inglese - allaereo il seguente messaggio: Qui ufficiale Raf a bordo del sommergibile tedesco. Ci sono i naufraghi del Laconia, soldati, civili, donne e bambini. Il Liberator non rispose e si allontan. Il tenente pilota Harden telegraf per al punto di appoggio che si trovava sullisola di Asuncion da dove il comandante in capo, il colonnello Robert C. Richardson III, impart lordine chiaro Sink sub. Quindi il Liberator torn alle 12, 32 per bombardare i sommergibili. Hartestein a quel punto fece tagliare le cime con le scialuppe e si immerse. Secondo Peillard il pilota del Liberator non conosceva il codice morse non essendo della marina, affermazione azzardata in quanto , le trasmissioni telegrafiche , erano largamente utilizzate presso tutte le armi e specie sugli aerei , a causa dei disturbi presenti in fonia ed assenti in telegrafia , dove i segnali erano piu inteleggibili anche in presenza di rumori di fondo elevati .Risulta che il Liberator a corto di carburante non attese lautorizzazione dalla base di Ascension e decise di tentare laffondamento del sommergibile in quanto la preda era troppo appetibile. Come si puo vedere anche oggi le giustificazioni quando a commettere crimini di guerra sono i vincitori si possono trovare facilmente. I passeggeri civili donne e bambini del Laconia sopravissuti al naufragio furono trattati con umanita dai tedeschi e dagli italiani, a bordo dei sommergibili gli ufficiali cedettero le proprie brande alle donne colmandole di premure , una di esse tenne un diario che poi cedette a Peillard in cui viene annotato giorno per giorno quanto successe .

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Il rifiuto, da parte degli inglesi di permettere agli italiani di usufruire delle scialuppe di salvataggio, ricorda una situazione analoga occorsa durante il naufragio del Titanic, quando ai passeggeri di terza classe, fra questi parecchi italiani, fu riservato lo stesso trattamento, i naufraghi si videro costretti a gettarsi nelle acque gelide dellAtlantico dove perirono in gran numero per le basse temperature che paralizzarono anche chi sapeva nuotare. Sempre scorrendo il libro di Peillard si puo leggere come, il 16 Settembre 1942 verso le 17, il sommergibile Cappellini comandato da Revedin arriv nella zona in cui erano segnalate alcune imbarcazioni con a bordo naufraghi italiani. La scena che si present ai marinai fu quanto di piu macabro si potesse immaginare: quattro imbarcazioni di cui due semisommerse circondate da centinaia di punti neri, relitti, corpi gonfi come vesciche piene daria che galleggiavano, un centinaio di naufraghi sopravvivevano ancora, e fra questi molti italiani che una volta a bordo raccontarono finalmente al comandante come andarono le cose a bordo del Laconia, le angherie subite durante la prigionia ed al momento del naufragio. Il comandante Revedin annot quanto ascoltato sul libro di bordo, nonostante la voglia di lasciare al loro destino i polacchi e gli inglesi offr loro laiuto necessario, li prese a bordo ma li sistem alla bene meglio sul ponte, avvertendoli che in caso di attacco si sarebbe immerso senza tanti complimenti . Allinterno del Cappellini furono medicati i pochi sopravissuti italiani, alcuni ebbero i polpacci od altre parti del corpo dilaniate dai pescecani; altri morirono nonostante le cure, i loro corpi rinchiusi in sacchi furono sepolti in mare come vuole la tradizione. Alla fine del libro Peillard dedichera un capitolo allordine Triton Null dato da Doenitz a tutte le unita combattenti , di non prestare alcun soccorso ai naufraghi, tale ordine fu oggetto al processo di Norimberga di analisi accurate e discussioni su cosa intendesse Doenitz ottenere con questo ordine; ci fu chi lo volle interpretare come un invito a distruggere navi ed equipaggi, magari mitragliando i naufraghi ed i sopravvissuti, come fece il comandante Eck che dopo aver affondato una nave da trasporto alleata fece fuoco sui sopravvissuti affinche non rivelassero ai soccorritori la presenza di un sommergibile tedesco in zona. Tale preoccupazione fu confermata dalla vulnerabilita dei sommergibili tedeschi di fronte allaviazione alleata , la segnalazione da parte dei sopravissuti della presenza di sommergibili in zona, anche con la trasmissione nelle prime fasi del naufragio del segnale SSS che indica appunto il siluramento dellunita da parte di un U boat, scatenava una caccia spietata allo stesso da parte degli aerei alleati dotati di dispositivi antisommergibile e di bombe di profondita. Lelevato numero di Uboat affondati nellultimo periodo della guerra ne e la conferma. Il comandante Eck venne fucilato dagli alleati dopo la cattura. Le navi francesi che parteciparono alle operazioni di soccorso si presero fino in fondo il rischio di essere attaccate dalle forze alleate in quanto non era previsto dallarmistizio firmato con le forze dellAsse una collaborazione con loccupante; pertanto una nave da guerra francese che fosse stata avvistata mentre prestava soccorso ad un sommergibile italiano o tedesco, sarebbe stata immediatamente attaccata . Una di queste unita , la Gloire avvisto una lancia a motore perfettamente in ordine, con viveri ed acqua, munita anche di una radio di bordo che conteneva lo stato maggiore del Laconia meno il comandante affondato con la nave. Questi eroi si erano allontanati per primi dalla nave che affondava ed a bordo di una delle poche imbarcazioni in ordine si erano diretti utilizzando la strumentazione adeguata verso la costa piu vicina: un bellesempio di coraggio.In tutto 52 inglesi, fra questi una donna, uno degli occupanti si lamento di aver dimenticato a bordo della lancia un barilotto di Whisky; da quel che ci riporta Peillard sembra che questi naufraghi fossero trattati in 81

maniera piuttosto fredda dallequipaggio e dagli ufficiali del Gloire che come uomini di mare, non approvavano il contegno degli ufficiali inglesi che avevano pensato prima di tutto a salvare la propria pelle ed a non farsi mancare niente, mentre migliaia di uomini donne e bambini erano deceduti in maniera cosi tragica ed avrebbero potuto essere salvati con un po piu di coraggio e di umanita. Tutti i naufraghi , escluso quelli imbarcati sul Capellini furono sbarcati dai francesi a Dakar, gli inglesi rimasero prigionieri dei tedeschi per pochi mesi, per gli italiani di nuovo catturati dagli alleati si riapri il doloroso capitolo della prigionia. Sedici naufraghi inglesi riuscirono a raggiungere fortunosamente le coste della Liberia e vennero rimpatriati. Dei 2732 membri dellequipaggio e passeggeri del Laconia se ne salveranno 1111, dei 1800 italiani ne sopravviveranno 400 circa ; di questi molti moriranno nei giorni successivi al naufragio; dei 103 polacchi se ne salveranno 73 . Interessante e il capitolo dedicato al processo di Norimberga contro Doenitz : nonostante lordine Triton Null rispettasse la convenzione di Ginevra del 1904 che prevedeva laiuto ai naufraghi solo in caso di non pericolo per lunita combattente, e tenendo conto che solo il Comandante Eck sparo, peraltro non prendendo a giustificazione lordine di Doenitz, sui sopravissuti al siluramento , la corte decise di condannare lammiraglio Doenitz ritendolo colpevole di delitti contro la pace e di delitti di guerra. Lo assolse per delitti di piano concertato o complotto.; il 1 Ottobre 1946 lo condanno a 10 anni di carcere. Uscito dal carcere Doenitz si ritiro a vita privata, volle solo affidare a Peillard alcune pagine di un memoriale in cui sostenne linfondatezza delle accuse mossegli a Norimberga e difendendo nel contempo lordine dato dopo il caso Laconia di non soccorrere piu i naufraghi, portando come giustificazione i due attacchi subiti dai sommergibili tedeschi da parte americana durante le operazioni di soccorso.

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Dopo due anni dalla pubblicazione di questa ricerca il 12 Settembre 2009 la Nuova Ferrara pubblica un articolo di Graziano Gruppioni per ricordare questa tragedia. A distanza di 67 anni discendenti o semplici conoscenti dei protagonisti e delle vittime di una delle tante tragedie della guerra, hanno contattato la Nuova Ferrara, lAutore dellarticolo e lo scrivente. Un ringraziamento particolare va al Sig. Agide Vandini di Filo di Argenta che mi ha permesso di inserire a pieno titolo Selvino Felloni di Filo fra i Caduti ferraresi del Laconia, purtroppo il suo fascicolo non e rintracciabile nel Fondo Prefettura dellArchivio di Stato di Ferrara e pur essendo presente il nominativo nellelenco dei Caduti del Laconia redatto da Onorcaduti non era stato possibile determinare la citta di provenienza di Selvino Felloni al momento della prima stesura della ricerca. Questanno visitando Londra mi sono imbattuto in uno dei tanti monumenti che ricordano la vittoria alleata nel secondo conflitto mondiale. Sulle sponde del Tamigi dietro la Torre di Londra una serie di targhe di bronzo ricordano i marinai periti nel conflitto, fra le navi menzionate ce anche il Laconia, nella lapide vengono elencati i componenti dellequipaggio ed i passeggeri inglesi che hanno perso la vita a seguito dellaffondamento ma nemmeno una riga ricorda i prigionieri inermi lasciati morire senza soccorso, decisamente una mancanza di fair play o semplicemente il desiderio di dimenticare o di non far conoscere allopinione pubblica una pagina nera della storia della marina inglese.

Larticolo a firma di Graziano Gruppioni che descrive la Tragedia del Laconia

Gurdia al Fontiera Fl ni Selno,nato a F dA a l r a eo v i il rgenta,decedu in A ntico o to tl a il1 2 Settembe 1 b r 9 o 4 2 a rdo delLconia. a

Felloni Selvino naque il 20/08/1913 a Filo dArgenta, effettivo del XXVII settore copertura a Fiume. Per esigenze belliche le Guardie alla Frontiera vennero impiegate anche al di fuori degli originari settori di copertura, da questo corpo infatti nacque nel Febbraio 1942 a Castel Benito in Africa il 350 Fanteria A.S. Reparti di Guardie alla Frontiera seguirono i reparti vittoriosi dell Asse nellavanzata travolgente verso Il Cairo, lillusione si infranse ad El Alamein, presumibilmente come gli altri prigionieri del Laconia anche Felloni venne catturato nellEstate del 1942, dopo una breve permanenza in un campo di prigionia in Egitto trovo la morte in Atlantico. Grazie al Sig. Agide Vandini di Filo d Argenta si e potuto ricordare uno dei tanti ferraresi morti in una delle tante guerre che hanno insanguinato lItalia. Cui prodest si chiedevano i latini, a questo quesito si potrebbero dare numerose risposte, tutte a scapito di chi in quella guerra ha lasciato la giovinezza e spesso la vita.

A Londra si ricordano solo i pochi inglesi deceduti sul Laconia, nemmeno una riga per ricordare i prigionieri italiani annegati, divorati dagli squali, uccisi dai carcerieri polacchi o morti dissanguati dopo essersi visti mozzare le mani dalle accette degli inglesi che impedivano loro di issarsi sulle scialuppe di salvataggio.

Qualora ci fossero ulteriori aggiornamenti o rettifiche mi riprometto di implementare questo PDF. Gian Paolo Bertelli Email g.p.bertelli@alice.it

Elenco dei Caduti italiani del Laconia


12 Settembre 1942

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Grado
Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Caporale Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
ABBATE FRANCESCO ACAMPORA GIUSEPPE ACCIARRI GUERRINO ACHILLI COSTANTINO ACHILLI LUIGI AGLIARDI GIOVANNI AGNELLA JAMES AGNELLI PIETRO AGOSTINO GIUSEPPE ALFIERI MARINO ALIMENTI CLEMENTE ALMANGANO OSVALDO ALOIA OSCAR ALTOBELLI VINCENZO AMANDOLA ALESSANDRO AMBROSIO UMBERTO AMODEO GIUSEPPE AMOROSO SALVATORE ANTEGHINI BRUNO ANTONELLI COSIMO ANTONIELLI CARLO ANTONINI ANTONIO ANTONINI EGIDIO COST. ANTONINO NICOLANGELO ANTONUCCI EZIO ANTONUCCI GENNARO ARCADI AUGUSTO ARDIZZONE CARMELO ARGHIRO NICOLA ARIERI LUIGI FERDINANDO ARNONE GIUSEPPE ARRICHIELLO GIUSEPPE ASCARI GILBERTO ASSONI GIULIO ASTI GIOVANNI AVANZI RENZO BACCI EGIDIO BAGNI REMO BAIOCCO DINO FORTUNATO BAIOCCO GIUSEPPE BALAGNA ALBERTO BALDI GINO BALDINI ATTILIO

Unita
85 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 65 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. CELERE ART. 10 RGT. ART. DIV. FANT. 20 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 40 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 85 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 85 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 2 RGT ART. DIV. FANT. 7 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 66 RGT. FTR. 2 RGT. FTR. 83 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 1 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 08/11/1919 23 Disperso in Prigionia 03/11/1918 24 Disperso in Prigionia 15/06/1915 27 Disperso in Prigionia 09/10/1918 24 Disperso in Prigionia 16/05/1919 23 Disperso in Prigionia 15/01/1916 27 Disperso in Prigionia 07/10/1919 23 Disperso in Prigionia 17/10/1919 23 Disperso in Prigionia 19/01/1921 22 Disperso in Prigionia 12/05/1919 23 Disperso in Prigionia 18/08/1917 25 Disperso in Prigionia 18/05/1917 25 Disperso in Prigionia 26/06/1920 22 Disperso in Prigionia 09/09/1921 21 Disperso in Prigionia 14/01/1920 23 Disperso in Prigionia 11/06/1920 22 Disperso in Prigionia 08/02/1915 28 Disperso in Prigionia 13/01/1916 27 Disperso in Prigionia 21/10/1919 23 Disperso in Prigionia 03/03/1922 21 Disperso in Prigionia 03/09/1920 22 Disperso in Prigionia 29/04/1920 22 Disperso in Prigionia 13/04/1913 29 Disperso in Prigionia 19/05/1914 28 Disperso in Prigionia 18/08/1921 21 Disperso in Prigionia 07/05/1920 22 Disperso in Prigionia 30/01/1919 24 Disperso in Prigionia 21/03/1920 22 Disperso in Prigionia 21/05/1921 21 Disperso in Prigionia 26/08/1918 24 Disperso in Prigionia 07/06/1912 30 Disperso in Prigionia 01/01/1920 23 Disperso in Prigionia 05/09/1920 22 Disperso in Prigionia 15/11/1919 23 Disperso in Prigionia 30/01/1918 25 Disperso in Prigionia 28/04/1915 27 Disperso in Prigionia 15/03/1920 23 Disperso in Prigionia 14/03/1915 28 Disperso in Prigionia 11/10/1919 23 Disperso in Prigionia 18/08/1916 26 Disperso in Prigionia 09/11/1919 23 Morto in Prigionia 15/05/1920 22

Disperso in Prigionia 22/06/1912 30

Grado
C.le Magg. Soldato Sergente Soldato Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Caporale Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Caporale Sergente Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente

Cognome Nome
BALESTRINI GUIDO BALZANO ANTONIO BANDINI DANTE BANDINI SPARTACO BARATTI FRANCESCO BARBAGALLO SALVATORE BARBAROSSA RENATO BARBIERI ROSOLO BARBOLINI ARMANDO BARDELLA RENATO BARDI ILIO BARDUCCO GINO BARICCHI ISELLO BARILA GREGORIO BARTEZZAGHI PASQUALE BARTOLINI ITALINO BARTOLINI TURIDDU BASCHIERI RINO BASSANI GIACINTO BASSO GUERRINO BASTIA GINO BATTISTI CESARE BATTISTI GREGORIO BATTISTINI ALDO BEDOSTI ALDO BELLESE GIOVANNI BELLINI PAOLO BELLINTANI ARTURO BELLO GIOVANNI BELLONI CARLO BELLUZZI VINCENZO BELTRAMO FELINTO BELTRANI EMILIO BENASSI FORESTO BENELLI ERMANNO BENNATI FRANCESCO BERGAMINI GINO BERGONZI CESARE BERNO FRANCESCO BERTI VITTORIO BERTONA PIETRO BERTUCCIO NATALE BETTI PIETRO

Unita
3 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. CELERE ART. 66 RGT. FTR. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 52 GR. ART. 7 RGT. BERS. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 7 RGT. BERS. 66 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 85 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 134 BTR. ART. 27 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 86 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 20 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 28 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 3 RGT. ART. ALPINA 9 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 65 RGT. FTR. 9 RGT. BERS.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 13/09/1916 26 Disperso in Prigionia 13/06/1921 21 Disperso in Prigionia 21/02/1913 30 Disperso in Prigionia 19/10/1919 23 Disperso in Prigionia 25/06/1913 29 Disperso in Prigionia 06/11/1918 24 Disperso in Prigionia 27/10/1912 30 Disperso in Prigionia 23/07/1920 22 Disperso in Prigionia 06/03/1916 27 Disperso in Prigionia 29/07/1912 30 Disperso in Prigionia 19/05/1916 26 Disperso in Prigionia 02/06/1914 28 Disperso in Prigionia 11/04/1921 21 Disperso in Prigionia 07/10/1920 22 Disperso in Prigionia 05/01/1914 29 Disperso in Prigionia 24/12/1919 23 Disperso in Prigionia 06/09/1921 21 Disperso in Prigionia 09/09/1920 22 Disperso in Prigionia 09/06/1920 22 Disperso in Prigionia 01/07/1916 26 Disperso in Prigionia 04/06/1920 22 Disperso in Prigionia 21/11/1920 22 Disperso in Prigionia 02/08/1921 21 Disperso in Prigionia 10/03/1914 29 Disperso in Prigionia 27/12/1912 30 Disperso in Prigionia 15/06/1918 24 Disperso in Prigionia 04/05/1914 28 Disperso in Prigionia 16/04/1913 29 Disperso in Prigionia 05/08/1920 22 Disperso in Prigionia 21/09/1913 29 Disperso in Prigionia 18/03/1915 28 Morto in Prigionia 29/07/1910 32

Disperso in Prigionia 09/04/1916 26 Disperso in Prigionia 01/01/1920 23 Disperso in Prigionia 17/12/1920 22 Disperso in Prigionia 20/05/1921 21 Disperso in Prigionia 28/07/1919 23 Disperso in Prigionia 12/09/1920 22 Disperso in Prigionia 29/07/1914 28 Disperso in Prigionia 05/08/1915 27 Disperso in Prigionia 27/03/1911 31 Disperso in Prigionia 02/05/1917 25 Disperso in Prigionia 01/09/1918 24

Grado
Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Caporale Soldato Soldato C.le Magg. C.le Magg. Serg. Magg. Serg. Magg. Soldato Soldato Serg. Magg. C.le Magg. Caporale Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente C.le Magg. Soldato Soldato

Cognome Nome
BETTINI LORIS BIANCHI GUGLIELMO BIANCULLI GIUSEPPE BIASIOLO RINO BIBBIANO GIUSEPPE BICORGNA LUIGI BIGIO ORLANDO BIGNOTTI BRUNO FRANCESCO BISAGNI CARLO BISELLI CELESTE BISORI ALDO BIVI GIOVANNI BOLDI ALDINO BOLLETTIN PIETRO BOLOGNESI BRUNO BOMBARDA GIOVANNI BOMBELLI DOMENICO FRANCESCO BOMBELLI PIETRO FRANCESCO BONELLO FRANCESCO BONETTI GIUSEPPE BONIFAZI PRIMO BONINI ILARIO

Unita
9 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 39 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 61 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 85 RGT. FTR. 65 BTG. GENIO 7 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 85 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 52 GR. ART. 3 RGT. CELERE ART.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 14/02/1920 23 Disperso in Prigionia 19/05/1916 26 Disperso in Prigionia 05/05/1920 22 Disperso in Prigionia 07/04/1914 28 Disperso in Prigionia 14/04/1920 22 Disperso in Prigionia 23/05/1916 26 Disperso in Prigionia 10/04/1920 22 Disperso in Prigionia 21/06/1921 21 Disperso in Prigionia 04/09/1919 23 Disperso in Prigionia 24/05/1921 21 Disperso in Prigionia 04/04/1921 21 Disperso in Prigionia 07/02/1917 26 Disperso in Prigionia 30/08/1920 22 Disperso in Prigionia 15/04/1917 25 Disperso in Prigionia 01/12/1919 23 Disperso in Prigionia 28/09/1919 23 Disperso in Prigionia 07/11/1920 22

Disperso in Prigionia 11/02/1920 23 Disperso in Prigionia 14/11/1919 23 Disperso in Prigionia 23/11/1919 23 Disperso in Prigionia 08/08/1921 21 Disperso in Prigionia 01/09/1920 22 Disperso in Prigionia 07/04/1920 22 Disperso in Prigionia 25/02/1921 22 Disperso in Prigionia 19/04/1917 25 Disperso in Prigionia 26/12/1915 27 Disperso in Prigionia 24/01/1914 29 Disperso in Prigionia 13/01/1916 27 Disperso in Prigionia 22/03/1911 31 Disperso in Prigionia 19/04/1920 22 Disperso in Prigionia 23/12/1916 26 Disperso in Prigionia 21/09/1920 22 Disperso in Prigionia 09/05/1920 22 Disperso in Prigionia 22/04/1921 21 Disperso in Prigionia 21/04/1913 29 Disperso in Prigionia 30/04/1921 21 Disperso in Prigionia 13/11/1920 22 Disperso in Prigionia 30/08/1920 22 Disperso in Prigionia 15/06/1919 23 Disperso in Prigionia 17/08/1917 25 Disperso in Prigionia 04/07/1915 27 Disperso in Prigionia 20/01/1917 26 Disperso in Prigionia 06/08/1914 28

BONORA WILLIERS ALESSANDRO 27 RGT. FTR. BONVICINI MARIO BONVINI FRANCESCO BORCIANI STEFANO BORGHI ARMANDO BORGONOVO ENRICO BORIONI GINO BORTOLETTI DAVIDE BORTOLOZZO RENZO BOSCARIN LUIGI BOSCHI ADOLFO BOSCHIROLI ANNUNZIO BOSSIO PAOLINO BOTTAMEDI CIRO BOTTAZZI GINO BOZZON REMIGIO BRACCHI GIOVANNI BRACCINI DARIO BRESCIANI TRENTO BRUNELLI GIOVANNI BRUNETTI MARIO 66 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 1 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 85 RGT. FTR. 2 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 4 RGT. ARMATA ART. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART.

Grado
Soldato Caporale Soldato Sergente Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
BRUNI PIETRO BRUNO PASQUALE BRUSCO GABRIELE BUCCIERI FRANCESCO LIBERO BUFFAGNI SANTE BUIA RENZO BULGARELLI LEO BUOLI IVO BUONCOMPAGNI ALFREDO BUONOPANE ALFONSO BUSARELLO ATTILIO BUSU EUGENIO BUTTI NATALE CACACE BRUNO CACIARI PIER LUGI CAFASSO RUGGERO CAIFA FORTUNATO CAL ALBINO CALANDRIELLO MICHELE CALARESE LUIGI CALVARESI GIOVANNI CAMMARERE GIUSEPPE CAMORANI UGO CAMPAGNOLO GIOVANNI CAMPESTRIN RINO CAMUSI FRANCESCO CANESCHI GIOVANNI CANGIOLI UGO CANIATI GIUSEPPE CANTINI RENATO CANTON ANTONIO CANTONI ENNIO CAPELLETTI GIOVANNI CAPITELLI MARIO CAPOGROSSO GIOVANNI CAPPELLO VENUTO CAPPONI GIORGIO CARAMORI ELVIO CARBONE VINCENZO CARDELLINO LUIGI CARDILLO CLAUDIO CARDO FRANCESCO CARDO SALAVATORE

Unita
3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 1 RGT. CELERE ART. 65 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 40 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 32 BTG. PRES. FTR. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 61 RGT. FTR. 62 RGT. FTR. 50 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 62 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 65 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 5 RGT. C.D.A. ART. 20 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 40 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 11/08/1920 22 Disperso in Prigionia 01/06/1920 22 Disperso in Prigionia 24/11/1921 21 Disperso in Prigionia 03/01/1920 23 Disperso in Prigionia 23/10/1921 21 Disperso in Prigionia 03/01/1916 27 Disperso in Prigionia 07/12/1921 21 Disperso in Prigionia 04/11/1919 23 Disperso in Prigionia 10/01/1918 25 Disperso in Prigionia 12/08/1914 28 Disperso in Prigionia 07/09/1921 21 Disperso in Prigionia 03/12/1920 22 Disperso in Prigionia 25/12/1917 25 Disperso in Prigionia 21/05/1918 24 Disperso in Prigionia 29/04/1919 23 Disperso in Prigionia 27/02/1921 22 Disperso in Prigionia 05/07/1920 22 Disperso in Prigionia 14/11/1921 21 Disperso in Prigionia 10/04/1921 21 Disperso in Prigionia 13/11/1920 22 Disperso in Prigionia 23/05/1915 27 Disperso in Prigionia 11/06/1912 30 Disperso in Prigionia 24/01/1920 23 Disperso in Prigionia 22/11/1921 21 Disperso in Prigionia 21/08/1921 21 Disperso in Prigionia 13/08/1921 21 Disperso in Prigionia 23/06/1920 22 Disperso in Prigionia 28/12/1914 28 Disperso in Prigionia 26/04/1922 20 Disperso in Prigionia 06/02/1917 26 Disperso in Prigionia 05/03/1916 27 Disperso in Prigionia 03/05/1920 22 Disperso in Prigionia 15/02/1914 29 Disperso in Prigionia 03/01/1921 22 Disperso in Prigionia 12/10/1918 24 Disperso in Prigionia 21/12/1921 21 Disperso in Prigionia 23/02/1916 27 Disperso in Prigionia 03/05/1919 23 Disperso in Prigionia 18/09/1913 29 Disperso in Prigionia 21/01/1921 22 Disperso in Prigionia 28/06/1920 22 Disperso in Prigionia 03/10/1914 28 Disperso in Prigionia 15/01/1914 29

Grado
Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. C.le Magg. Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato C.le Magg. Soldato C.le Magg. Serg. Magg. Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato

Cognome Nome
CARETTA MARCELLO CARLI LUIGI CARLI ROBERTO L. CARPENTIERI STEFANO CARPIGNANO VITTORIO CARRAI VITTORIO CARRARO ALESSANDRO CARTANESE MARIO CARUGATI ANTONIO CASAGRANDE SANTINO CASANICA LUIGI CASAROTTO GIOVANNI CASELLA GIUSEPPE CASELLA LIBERANTE CASELLI GIUSEPPE CASILLO GIUSEPPE CASILLO RAFFAELE CASPANI OTTAVIO CASSOLI CARLO CASTAGNA VITO CASTELLI VINCENZO CATANESE DEMETRIO CATTINI GINO CAVAGNERA NATALE CAVALIERI GIUSEPPE CAVALLUZZO MICHELE CAZZULANI ANGELO CECCHIN GUERRINO CELONI APOLLONIO CENACCHI CARLO CERASOLI UMBERTO CERESA RICCARDO CERISOLI RODOLFO CERON PAOLO CERULLI DONATO CERVELLA ERNESTO CHERSONI RINALDO CHERUBINI GIUSEPPE CHETTA ROSARIO CHIARI ANTONIO CHIARO ANTONIO CHIESA MIRO CHIOCCIOLI MARIO

Unita
3 RGT. CELERE ART. 85 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 132 RGT.ART.DIV.CORAZZ. 66 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 61 RGT. FTR. 24 RGT. C.D.A. ART. 12 RGT. ART.DIV.FANT. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 14 RGT. ART. DIV. FANT. 85 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 1 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 85 RGT. FTR. Q. G. DIVISIONE 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 61 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 115 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 16/01/1912 31 Disperso in Prigionia 09/05/1921 21 Disperso in Prigionia 07/12/1914 28 Disperso in Prigionia 02/04/1921 21 Disperso in Prigionia 17/05/1920 22 Disperso in Prigionia 10/04/1919 23 Disperso in Prigionia 06/09/1917 25 Disperso in Prigionia 16/07/1921 21 Disperso in Prigionia 30/08/1917 25 Disperso in Prigionia 24/03/1921 21 Disperso in Prigionia 22/01/1921 22 Disperso in Prigionia 29/03/1920 22 Disperso in Prigionia 28/06/1920 22 Disperso in Prigionia 01/07/1921 21 Disperso in Prigionia 28/02/1916 27 Disperso in Prigionia 21/10/1921 21 Disperso in Prigionia 02/08/1912 30 Disperso in Prigionia 30/04/1920 22 Disperso in Prigionia 29/01/1917 26 Disperso in Prigionia 06/02/1916 27 Disperso in Prigionia 29/05/1920 22 Disperso in Prigionia 07/08/1922 20 Disperso in Prigionia 11/01/1915 28 Disperso in Prigionia 15/12/1917 25 Disperso in Prigionia 24/10/1921 21 Disperso in Prigionia 08/10/1912 30 Disperso in Prigionia 29/05/1917 25 Disperso in Prigionia 07/12/1915 27 Disperso in Prigionia 30/09/1917 25 Disperso in Prigionia 19/04/1912 30 Disperso in Prigionia 16/03/1909 34 Disperso in Prigionia 31/10/1915 27 Disperso in Prigionia 22/09/1919 23 Disperso in Prigionia 01/12/1919 23 Disperso in Prigionia 29/06/1921 21 Disperso in Prigionia 19/09/1919 23 Disperso in Prigionia 11/06/1917 25 Disperso in Prigionia 25/11/1920 22 Disperso in Prigionia 29/04/1921 21 Disperso in Prigionia 13/01/1920 23 Disperso in Prigionia 03/10/1921 21 Disperso in Prigionia 22/03/1921 21 Disperso in Prigionia 15/08/1913 29

Grado
Caporale Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Caporale Soldato Caporale Sergente Soldato

Cognome Nome
CHIODINI ANGELO CHIRCO GAETANO CIBIN ANTONIO CIGHETTI SECONDO CIMINI ARMIDO CIRCELLI MICHELE CIRELLI BATTISTA CIRIELLO BENIAMINO CIRIELLO VINCENZO CIRIESI BRUNO CISOTTO ALBANO CITRO BONAVENTURA CLAUSI MARIO CLERICI FERDINANDO COCOZZA GIUSEPPE CODAZZI GIUSEPPE F. COGNO UMBERTO COLAIZZI EMIDIO COLANTONI FELICE COLNAGHI SERAFINO COLOCUCCI ARMANDO COLOMBI ADOLFO COMI DOMENICO COMOLLI FILIPPO CONDELLO IMMACOLATO V. CONSOLINI SEVERINO CONTINI GIOVANNI CONZATTI CARLO COPPOLA PASQUALE COPPOLA VINCENZO CORBO NUNZIO G. CORRADO CALOGERO CORRADO FRANCESCO CORRADO GIUSEPPE CORZANI MARIO COSMO ARCANGELO COSTA ENRICO COSTANTINO SANTO CREA CARMELO CREMA UMBERTO CREPALDI AMEDEO CRICRI FRANCESCO CRIVELLARO ANGELO

Unita
26 RGT. ART. DIV. FANT. 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 65 BTG. GENIO 39 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 85 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 37 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 9 RGT. BERS.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 15/11/1910 32 Disperso in Prigionia 22/02/1921 22 Disperso in Prigionia 23/06/1919 23 Disperso in Prigionia 13/09/1915 27 Disperso in Prigionia 11/05/1919 23 Disperso in Prigionia 27/01/1921 22 Disperso in Prigionia 14/10/1915 27 Disperso in Prigionia 31/05/1922 20 Disperso in Prigionia 21/10/1920 22 Disperso in Prigionia 14/06/1919 23 Disperso in Prigionia 29/03/1918 24 Disperso in Prigionia 18/04/1916 26 Disperso in Prigionia 15/08/1921 21 Disperso in Prigionia 22/04/1912 30 Disperso in Prigionia 18/10/1919 23 Disperso in Prigionia 10/01/1921 22 Disperso in Prigionia 04/04/1917 25 Disperso in Prigionia 28/10/1920 22 Disperso in Prigionia 28/12/1916 26 Disperso in Prigionia 06/02/1916 27 Disperso in Prigionia 18/12/1914 28 Disperso in Prigionia 24/07/1920 22 Disperso in Prigionia 01/01/1916 27 Disperso in Prigionia 23/07/1915 27 Disperso in Prigionia 10/02/1921 22 Disperso in Prigionia 01/03/1920 23 Disperso in Prigionia 15/02/1918 25 Disperso in Prigionia 29/01/1920 23 Disperso in Prigionia 29/01/1917 26 Disperso in Prigionia 17/01/1921 22 Disperso in Prigionia 25/03/1912 30 Disperso in Prigionia 08/11/1919 23 Disperso in Prigionia 13/09/1918 24 Disperso in Prigionia 29/10/1921 21 Disperso in Prigionia 01/02/1920 23 Disperso in Prigionia 06/02/1920 23 Disperso in Prigionia 04/11/1914 28 Disperso in Prigionia 26/10/1920 22 Disperso in Prigionia 15/10/1913 29 Disperso in Prigionia 01/07/1920 22 Disperso in Prigionia 01/05/1916 26 Disperso in Prigionia 14/02/1910 33 Disperso in Prigionia 20/02/1920 23

Grado
Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato C.le Magg.

Cognome Nome
CRIVELLOTTO GUERRINO CURATOLO VINCENZO CURELLO SAVERIO CURINA FEDERICO CURIONI GIUSEPPE CURTI EUGENIO CURZOLA BAODINO PASQUINO DAGUI GIUSEPPE DALESSANDRO SALVATORE DALESSIO VINCENZO DANGELO GIOVANNI DASCANIO ANTONIO DASCOLA GIUSEPPE DELIA GIUSEPPE DINTINO CESARE DITRIA ANTONIO DONOFRIO LEANDRO DAGNINO ONORATO DAL CIN EUGENIO DALLA CIA ILARIO DALLAGO GIUSEPPE DANELON REMIGIO DANESE ALBERTO DARDANI VINCENZO DAVOLI LAMBERTO DE BERNARDIS GIUSEPPE DE BIASIO GIOVANNI DE GENNARO PASQUALE DE GRAZIA SALVATORE DE GREGORIO CARMINE DE LELLIS LIBERATO DE LUCA GINO DE MARTINO GIUSEPPE DE PALMA LUIGI DE SANTIS GIUSEPPE DE SIMONE ANTONIO DE VELLIS SALVATORE DE VILOS FABIO DE VINCENTIIS DONATO DEL TORO ALFONSO DELLANDRINO CELESTINO DESE PIETRO DESTE LEUCO

Unita
9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 1 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 113^ CP. MARCONISTI 20 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 1 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 135 BTG. M.V.S.N. 66 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 66 RGT. FTR. 9 RGT. BERS.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 12/03/1917 26 Disperso in Prigionia 16/11/1916 26 Disperso in Prigionia 25/10/1914 28 Disperso in Prigionia 22/08/1920 22 Disperso in Prigionia 07/09/1917 25 Disperso in Prigionia 27/07/1912 30 Disperso in Prigionia 21/10/1919 23 Disperso in Prigionia 02/04/1913 29 Disperso in Prigionia 24/07/1920 22 Disperso in Prigionia 14/03/1919 24 Disperso in Prigionia 29/10/1920 22 Disperso in Prigionia 13/12/1919 23 Disperso in Prigionia 22/11/1918 24 Disperso in Prigionia 10/02/1915 28 Disperso in Prigionia 04/03/1920 23 Disperso in Prigionia 11/12/1913 29 Disperso in Prigionia 08/09/1912 30 Disperso in Prigionia 10/08/1919 23 Disperso in Prigionia 11/01/1920 23 Disperso in Prigionia 21/04/1921 21 Disperso in Prigionia 17/11/1920 22 Disperso in Prigionia 22/09/1917 25 Disperso in Prigionia 11/04/1915 27 Disperso in Prigionia 05/06/1913 29 Disperso in Prigionia 20/04/1921 21 Disperso in Prigionia 19/03/1921 21 Disperso in Prigionia 09/01/1917 26 Disperso in Prigionia 06/08/1917 25 Disperso in Prigionia 20/03/1917 25 Disperso in Prigionia 06/04/1921 21 Disperso in Prigionia 15/08/1921 21 Disperso in Prigionia 28/05/1922 20 Disperso in Prigionia 03/01/1922 21 Disperso in Prigionia 29/04/1916 26 Disperso in Prigionia 07/02/1918 25 Disperso in Prigionia 04/01/1915 28 Disperso in Prigionia 14/08/1920 22 Disperso in Prigionia 24/10/1920 22 Disperso in Prigionia 07/06/1912 30 Disperso in Prigionia 21/03/1918 24 Disperso in Prigionia 31/05/1916 26 Disperso in Prigionia 28/04/1922 20 Disperso in Prigionia 11/02/1918 25

Grado
Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato V. Capo Sq. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Sergente Cam. Nera Sergente

Cognome Nome
DI BRINO VELCINIO DI CREDICO MARIO DI FEBO SANTE DI FRUSCIA CARMINE DI LAVORE CALOGERO DI LELLA NICOLA DI LUCIANO ANTONINO DI MATTEO SALVATORE DI NATOLO PAOLO DI NUZZO LUIGI DI ODOARDO SABATINO DI PAOLA BENETTO DI PELINO DOMENICO DI PIETRO LODOVICO DI SANTO TINDARO DI STASI COSTANTINO DI STASO PASQUALE DI TERESA GIOVANNI DI TRANI RICCARDO DI TROCCHIO LUIGI DI VINCENZO DOMENICO DOLFI ARMANDO DOMENICONI GUERRINO DONATI AURELIO DONDE ENRICO DONGELLINI RENATO DONINA VALENTINO DONNANGELO ANTONIO DUGULIN MILANO ECCEL LUIGI ELIA ANGELO ELIGIBILE FRANCESCO EMILIANI ANTONIO ERCOLI GIOVANNI ERRANTE ANTONIO ERRICO VINCENZO ESAUDITO CARLO ESPOSITO ANTONIO EUFEMI IVO FABBRI ERMINIO FABBRI GIUSEPPE FABIANO FRANCESCO FABIANO GIUSEPPE

Unita
24 RGT. C.D.A. ART. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 61 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 201^ SQD. PAN. WEISS 40 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 205 RGT. ART. DIV. FANT. 140 BTG. M.V.S.N. 27 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 51 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 61 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 7 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 52 GR. ART. 85 RGT. FTR. 10 RGT. ART. DIV. FANT. 7 RGT. BERS. 24 RGT. C.D.A. ART. 70 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 174 BTG. M.V.S.N. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 20 RGT. FTR. 318 BTG. MITR. 27 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 270 LEGIONE M.V.S.N. 20 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 11/12/1921 21 Disperso in Prigionia 07/10/1920 22 Disperso in Prigionia 16/03/1915 28 Disperso in Prigionia 26/09/1916 26 Disperso in Prigionia 13/04/1921 21 Disperso in Prigionia 06/03/1920 23 Disperso in Prigionia 16/12/1920 22 Disperso in Prigionia 20/09/1913 29 Disperso in Prigionia 27/11/1922 20 Disperso in Prigionia 09/08/1921 21 Disperso in Prigionia 01/01/1921 22 Disperso in Prigionia 31/05/1912 30 Disperso in Prigionia 22/08/1907 35 Disperso in Prigionia 10/11/1921 21 Disperso in Prigionia 28/09/1921 21 Disperso in Prigionia 14/09/1919 23 Disperso in Prigionia 29/03/1921 21 Disperso in Prigionia 12/08/1919 23 Disperso in Prigionia 10/09/1921 21 Disperso in Prigionia 03/01/1920 23 Disperso in Prigionia 04/12/1921 21 Disperso in Prigionia 21/06/1917 25 Disperso in Prigionia 17/01/1912 31 Disperso in Prigionia 01/04/1914 28 Disperso in Prigionia 08/12/1915 27 Disperso in Prigionia 06/03/1920 23 Disperso in Prigionia 09/02/1915 28 Disperso in Prigionia 21/05/1915 27 Disperso in Prigionia 25/05/1920 22 Disperso in Prigionia 24/11/1915 27 Disperso in Prigionia 13/12/1921 21 Disperso in Prigionia 03/01/1920 23 Disperso in Prigionia 19/10/1910 32 Disperso in Prigionia 04/09/1921 21 Disperso in Prigionia 28/06/1903 39 Disperso in Prigionia 20/11/1914 28 Disperso in Prigionia 26/01/1915 28 Disperso in Prigionia 30/08/1916 26 Disperso in Prigionia 02/09/1922 20 Disperso in Prigionia 07/05/1918 24 Disperso in Prigionia 22/08/1913 29 Disperso in Prigionia 26/03/1915 27 Disperso in Prigionia 19/08/1913 29

Grado
Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Serg. Magg. Cam. Nera Soldato Soldato Caporale C.le Magg.

Cognome Nome
FABIO SALVATORE FAGIOLI OSVALDO FAGIOLINI ALBERTO FAILLA SALVATORE FALCIATORE ANTONIO FALCO GIUSEPPE FALDUTO NATALE FARINA PASQUALE FAROLFI LUIGI FASCIONI REMO FAVALE ANTONIO FAZIO ANTONIO FEBBRARO CARMELO FEDI FORESTO FELICINI ENRICO FELLONI SELVINO FERLA MICHELANGELO FERRAGUTO GIUSEPPE FERRARI AGOSTINO FERRARI CESARE FERRARI ROBERTO FERRARI ROMEO FERRARINI MARINO FERRARO ENRICO MARIO FERRARONI GIOVANNI FERRETTI FERNANDO FERRETTI GIAN PIERO FERRETTI GIUSEPPE FERRI GIOVANNI FERRINI TELESFORO FIACCHI VINCENZO FICHI GIUSEPPE FILIGHERA SECONDO FILIPPI ARMANDO FINO GIUSEPPE FINOCCHIARO MARIO FIOCCHI GUIDO FIORANI GERARDO FIORE DANTE FIORETTI GIUSEPPE FIORI UMBERTO FIORINI LUIGI FIUMICELLI ERBESTO

Unita
27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 251 BTR. ART. 66 RGT. FTR. 65 RGT. FTR. 150 BTG. M.V.S.N. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 86 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 19 RGT. FTR. 20 CENTRO AUTO. 52 GR. ART.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 18/02/1919 24 Disperso in Prigionia 28/06/1920 22 Disperso in Prigionia 06/06/1918 24 Disperso in Prigionia 10/03/1920 23 Disperso in Prigionia 12/01/1918 25 Disperso in Prigionia 15/03/1903 40 Disperso in Prigionia 16/07/1914 28 Disperso in Prigionia 02/02/1912 31 Disperso in Prigionia 01/03/1913 30 Disperso in Prigionia 31/01/1921 22 Disperso in Prigionia 18/06/1921 21 Disperso in Prigionia 17/04/1912 30 Disperso in Prigionia 14/01/1913 30 Disperso in Prigionia 16/10/1916 26 Disperso in Prigionia 07/04/1913 29

XXVII SETTORE COPERTURA G.A.F. Disperso in Prigionia 20/08/1913 29 7 RGT. BERS. 19 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 61 RGT. FTR. 141 RGT.(541) FTR. 3 RGT. CELERE ART. 31 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 28 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 204 RGT.ART. DIV. CC.NN. 28 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 141 RGT.(541) FTR. 157 RGT. FTR. 142 RGT. FTR. Disperso in Prigionia 01/05/1919 23 Disperso in Prigionia 19/03/1920 22 Disperso in Prigionia 11/07/1922 20 Disperso in Prigionia 19/05/1920 22 Disperso in Prigionia 28/11/1920 22 Disperso in Prigionia 18/07/1914 28 Disperso in Prigionia 14/08/1919 23 Disperso in Prigionia 17/06/1915 27 Disperso in Prigionia 19/04/1917 25 Disperso in Prigionia 02/12/1919 23 Disperso in Prigionia 14/10/1916 26 Disperso in Prigionia 25/09/1922 20 Disperso in Prigionia 10/12/1921 21 Disperso in Prigionia 06/03/1914 29 Disperso in Prigionia 19/05/1909 33 Disperso in Prigionia 26/10/1912 30 Disperso in Prigionia 17/08/1917 25 Disperso in Prigionia 06/03/1913 30 Disperso in Prigionia 28/12/1919 23 Disperso in Prigionia 06/07/1909 33

BTG.CONTROCARRO E SEMOVENTI Disperso in Prigionia ART. 10/05/1913 29 9 RGT. BERS. 148 BTG. M.V.S.N. 85 RGT. FTR. 21 RGT. C.D.A. ART. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. Disperso in Prigionia 18/06/1920 22 Disperso in Prigionia 26/02/1911 32 Disperso in Prigionia 18/12/1910 32 Disperso in Prigionia 10/12/1920 22 Disperso in Prigionia 17/07/1920 22 Disperso in Prigionia 11/05/1917 25

Grado
Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale

Cognome Nome
FOCARILE MICHELE FODALE GIOVANNI FODERA MATTEO FOGLIAZZA ERNESTO FONTANA FRANCESCO FONTANA VINCENZO FORCELLO MICHELE FORESTI RAFFAELE FORGETTA ARMANDO FORGETTA PASQUALE FORGIA MARIO FORINO NUNZIO FORLANTE ANTONIO FORMIGONI NETTUNO FORTINI SILVERIO FORTUGNO GIUSEPPE FOTI GIORGIO FRAGASSI LUIGI FRANCESCUTTI MARIO FRANCHETTO LUIGI FRANCHINI MARIO FRANCICA DOMENICO FRANCO FRANCESCO FRANCONE ANTONIO FRATI ALFREDO FRATTIN GIOVANNI FRATTINI DIONISIO FRESI ANTONIO FRICCHIONE GIOVANNI FRISINA ARCANGELO FRONTERA GIUSEPPE FRUSCIANTE SEVERINO FUOCO DOMENICO FUSCO COSTANZO GABRIELLI ARMANDO GAETA ANTONIO GAETA FIORENTINO GAETA GAETANO GAGLIANO MICHELE GAGLIARDE LORENZO GALAFASSI ANTONIO GALANTINO LORENZO GALELLA GERARDO

Unita
85 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 12 RGT. ART.DIV.FANT. 40 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 12 RGT. ART.DIV.FANT. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 34 CP. SAN. 3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 66 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 4^ CP. LANCIAFIAMME GENIO 66 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 64 BTG. DI CPL. FTR. 20 RGT. FTR. 132 RGT.ART.DIV.CORAZZ. 9 CENTRO AUTO. 116 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 16/10/1914 28 Disperso in Prigionia 10/01/1917 26 Disperso in Prigionia 20/11/1918 24 Disperso in Prigionia 11/02/1912 31 Disperso in Prigionia 16/07/1918 24 Disperso in Prigionia 26/01/1920 23 Disperso in Prigionia 06/05/1921 21 Disperso in Prigionia 11/12/1920 22 Disperso in Prigionia 07/01/1921 22 Disperso in Prigionia 23/08/1915 27 Disperso in Prigionia 18/09/1920 22 Disperso in Prigionia 15/09/1921 21 Disperso in Prigionia 22/09/1920 22 Disperso in Prigionia 12/09/1917 25 Disperso in Prigionia 11/11/1913 29 Disperso in Prigionia 22/11/1912 30 Disperso in Prigionia 17/03/1920 23 Disperso in Prigionia 02/05/1916 26 Disperso in Prigionia 30/06/1920 22 Disperso in Prigionia 09/10/1922 20 Disperso in Prigionia 24/11/1914 28 Disperso in Prigionia 17/04/1912 30 Disperso in Prigionia 29/03/1914 28 Disperso in Prigionia 10/06/1921 21 Disperso in Prigionia 26/10/1920 22 Disperso in Prigionia 03/03/1918 25 Disperso in Prigionia 27/06/1911 31 Disperso in Prigionia 26/03/1920 22 Disperso in Prigionia 25/10/1916 26 Disperso in Prigionia 20/02/1914 29 Disperso in Prigionia 24/09/1921 21 Disperso in Prigionia 26/04/1914 28 Disperso in Prigionia 28/01/1911 32 Disperso in Prigionia 06/11/1921 21 Disperso in Prigionia 04/01/1920 23 Disperso in Prigionia 12/06/1919 23 Disperso in Prigionia 11/02/1922 21 Disperso in Prigionia 09/11/1922 20 Disperso in Prigionia 10/12/1915 27 Disperso in Prigionia 29/12/1920 22 Disperso in Prigionia 13/12/1919 23 Disperso in Prigionia 16/01/1913 30 Disperso in Prigionia 08/10/1918 24

10

Grado
C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Serg. Magg. Cam. Nera Soldato Sergente Caporale Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Sergente Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
GALETTO GIOVANNI GALLETTI OTELLO GALLI ARMANDO GALLI ARTURO GALLI GENESIO GALLI RAFFAELLO GALLICCHIO FRANCESCO GALLINA LIBERATO GALLO LORENZO GALLO MICHELE GAMBA MALVINO GAMBICCHIA BIAGIO GANASSI ZOELLO GAROFANO GIOCONDINO GASPARETTO GIOCONDO GASPARINI CORRADO GATTABRIA VITO GATTELLARO SANTO GATTI GIOVANNI BATTISTA GATTI GIUSEPPE GAVA UMBERTO GAVIOLI ROBERTO GAZZANIGA PRIMO GENOVESE LAMOTTA IERASIMO GENTILE FEDELE GENTILE VINCENZO GERMANI GIUSEPPE GERVASI FAUSTINO GESTI GIUSEPPE GHEDA ENRICO GHENO CESARE GHERARDELLI ALFREDO GHEZZI AMBROGIO GHIDINI SANTO GHINELLI LUIGI GHIZZI VIRGILIO GIACALONE GAETANO GIACHIN ANTONIO GIACOMETTI DOMENICO GIACOMETTI LORENZO GIACOPINI GAETANO GIAFFREDA LUIGI GIALLO GIUSEPPE

Unita
3 RGT. CELERE ART. 28 RGT. FTR. 52 GR. ART. 28 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 7 RGT. GENIO 21 CP. COMM. 7 RGT. BERS. 11 CENTRO AUTO. 10 RGT. ART. DIV. FANT. 9 RGT. BERS. 174 BTG. M.V.S.N. 28 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 202 RGT.ART. DIV. CC.NN. 86 RGT. FTR. 69 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 1 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 203 CP. CC.NN. MITRAGLIERI M.V.S.N. 150 BTG. M.V.S.N. AUTOGRUPPI AUTO. 8 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 8^ CP. IDRICI GENIO 52 GR. ART. 3 RGT. CELERE ART. 6 RGT. C.D.A. ART. 9 RGT. BERS. V BTG. CARRI CARR. 155 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. IV GR. SQD. BLINDO NIZZA 20 RGT. FTR. 65 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 17/07/1922 20 Disperso in Prigionia 25/11/1919 23 Disperso in Prigionia 24/07/1921 21 Disperso in Prigionia 17/10/1915 27 Disperso in Prigionia 25/04/1920 22 Disperso in Prigionia 03/12/1919 23 Disperso in Prigionia 04/05/1920 22 Disperso in Prigionia 17/11/1921 21 Disperso in Prigionia 03/09/1915 27 Disperso in Prigionia 24/03/1918 24 Disperso in Prigionia 22/07/1917 25 Disperso in Prigionia 01/06/1913 29 Disperso in Prigionia 04/10/1919 23 Disperso in Prigionia 12/12/1921 21 Disperso in Prigionia 08/09/1919 23 Disperso in Prigionia 04/03/1921 22 Disperso in Prigionia 04/11/1913 29 Disperso in Prigionia 18/06/1916 26 Disperso in Prigionia 02/08/1921 21 Disperso in Prigionia 16/12/1912 30 Disperso in Prigionia 11/08/1915 27 Disperso in Prigionia 07/06/1913 29 Disperso in Prigionia 13/03/1920 23 Disperso in Prigionia 20/02/1913 30

Disperso in Prigionia 20/07/1910 32 Disperso in Prigionia 08/12/1920 22 Disperso in Prigionia 31/07/1914 28 Disperso in Prigionia 15/12/1918 24 Disperso in Prigionia 03/06/1915 27 Disperso in Prigionia 01/10/1919 23 Disperso in Prigionia 24/09/1914 28 Disperso in Prigionia 10/04/1914 28 Disperso in Prigionia 27/03/1918 24 Disperso in Prigionia 08/08/1917 25 Disperso in Prigionia 05/01/1912 31 Disperso in Prigionia 06/11/1920 22 Disperso in Prigionia 30/11/1921 21 Disperso in Prigionia 12/08/1920 22 Disperso in Prigionia 20/04/1913 29 Disperso in Prigionia 03/03/1913 30 Disperso in Prigionia 06/11/1917 25 Disperso in Prigionia 11/12/1921 21 Disperso in Prigionia 09/07/1918 24

11

Grado
Soldato Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Sergente Cam. Nera Serg. Magg. Sergente Soldato Soldato Soldato Caporale Caporale Soldato C.le Magg. Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
GIANNASCHI CARMINE GIANNETTI LARINO GIANNO GIACOMO GIBERTI CARLO GIOIETTI MARIO GIORDANI LUIGI GIORDANO PASQUALE GIORGI GINO GIOVANNINI QUINTO GIOVE LEONARDO GIUBERTI BRUNO GIUFFRIDA PANZONE GAETANO GIULITTI VINCENZO GIUNTA VITTORIO GIUSTILIANO GIUSEPPE GNUDI ANELLO GOBBI PIETRO GOLINELLI ILDEGERDE GOTTI GIACOMO GRAMIS LUIGI GRANDI GIUSEPPE GRANDI MIRO GRANERI DOMENICO GRAZI VITTORIO GRAZZINI OTELLO GRECO ALESSANDRO GRECO ANIELLO GRECO LEONARDO GRECO ORONZO GRECO RAFFAELE GRIECO CIRIACO GRIFONI FLORINDO GRILLINI ALFREDO GRILLINI MARIO GRILLO RICCIOTTI BRUNO GRILLO VINCENZO EDGARDO GRIMALDI MICHELE GRISOLIA FRANCESCO GRISPINO FRANCESCO GROSSO LUIGI GUAGNETTI LUIGI GUALDAMBRINI ANTONIO GUALTIERI PRIMO

Unita
27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 141 RGT.(541) FTR. 3 RGT. CELERE ART. 40 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 40 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 65 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 55 BTG. MITR. 9 RGT. BERS. 134 BTG. M.V.S.N. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 4 GR. ART. 40 RGT. FTR. 155 RGT. ART. DIV. FANT. 1 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 40 RGT. FTR. 32 BTG. CARRI CARR. 203 RGT. ART. DIV. FANT. 12 RGT. ART.DIV.FANT. 40 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 24 RGT. C.D.A. ART. Q. G. DIVISIONE 40 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 18 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 21 BTG. COLL. GENIO 126 CP. GENIO 40 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 21 RGT. GENIO 66 RGT. FTR. 85 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 01/09/1922 20 Disperso in Prigionia 24/01/1915 28 Disperso in Prigionia 07/04/1914 28 Disperso in Prigionia 19/10/1920 22 Disperso in Prigionia 23/12/1921 21 Disperso in Prigionia 31/10/1920 22 Morto in Prigionia 10/08/1919 23

Disperso in Prigionia 16/06/1916 26 Disperso in Prigionia 09/05/1919 23 Disperso in Prigionia 07/01/1919 24 Disperso in Prigionia 19/03/1916 27 Disperso in Prigionia 07/01/1920 23 Disperso in Prigionia 13/10/1919 23 Disperso in Prigionia 05/11/1918 24 Disperso in Prigionia 18/07/1903 39 Disperso in Prigionia 26/02/1910 33 Disperso in Prigionia 05/10/1914 28 Disperso in Prigionia 03/02/1921 22 Disperso in Prigionia 19/08/1920 22 Disperso in Prigionia 23/02/1916 27 Disperso in Prigionia 26/02/1915 28 Disperso in Prigionia 09/06/1917 25 Disperso in Prigionia 03/11/1921 21 Disperso in Prigionia 28/06/1917 25 Disperso in Prigionia 08/06/1920 22 Disperso in Prigionia 14/07/1913 29 Disperso in Prigionia 26/03/1912 30 Disperso in Prigionia 16/10/1921 21 Disperso in Prigionia 04/04/1921 21 Disperso in Prigionia 24/05/1916 26 Disperso in Prigionia 08/09/1921 21 Disperso in Prigionia 13/08/1921 21 Disperso in Prigionia 15/06/1915 27 Disperso in Prigionia 13/12/1912 30 Disperso in Prigionia 03/12/1916 26 Disperso in Prigionia 14/03/1920 23 Disperso in Prigionia 20/03/1914 29 Disperso in Prigionia 03/04/1919 23 Disperso in Prigionia 02/01/1921 22 Disperso in Prigionia 13/07/1911 31 Disperso in Prigionia 21/08/1916 26 Disperso in Prigionia 07/01/1918 25 Disperso in Prigionia 25/05/1920 22

12

Grado
Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato C.le Magg. Caporale Soldato C.le Magg. C.le Magg. Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato

Cognome Nome
GUANA GIOVANNI BATTISTA GUARANO ANTONINO GUBIANI GIUSEPPE GUERCI FRANCESCO GUERRA ANGELO GUERRA GIULIO GUERRERA PASQUALE GUERRINI CRISTOFORO GUERRINI GIULIO GUERRINI PIETRO GUGNALI ALFREDO GUIDA DOMENICO GUIDA GIOVANNI GUIDAZZI QUNTO GUIDETTI PIETRO GUIDONI LORENZO GUIDUCCI GENEROSO GULLI SANTE GUZZO ANTONIO IABICHELLA GIUSEPPE IACIOFANO ANGELO IACOBONE VINCENZO IACOPETTA SALVATORE IACOVELLI ROCCO IAFRATE SANTE IAMONTE CARMELO IANNACE ATTILIO IANNONE LUIGI IANNUCCI REMO IANNUNZIO GIOVANNI IARETTI LORENZO IEPPI GIUSEPPE IIRITI LEONE INIC SAVA INTERLANDI EMANUELE IONATELLI ANTONIO IOPPOLO GIUSEPPE IUDICA DOMENICO IZZO COSIMO JENKO ANTONIO KOMAR EUGENIO LA MOGLIE GIUSEPPE LA ROCCA AMEDEO

Unita
9 RGT. GENIO 270 LEGIONE M.V.S.N. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 141 RGT.(541) FTR. 3 RGT. CELERE ART. 28 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 150 RGT. FTR. 3 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. AUTO. 20 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 61 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 39 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 26 RGT. C.D.A. ART. 61 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 142 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 7 RGT. BERS.

Stato
Morto in Prigionia

Nascita Eta
10/05/1916 26

Disperso in Prigionia 13/06/1913 29 Disperso in Prigionia 01/12/1921 21 Disperso in Prigionia 11/11/1922 20 Disperso in Prigionia 20/02/1921 22 Disperso in Prigionia 06/02/1909 34 Disperso in Prigionia 18/10/1914 28 Disperso in Prigionia 05/02/1913 30 Disperso in Prigionia 13/09/1915 27 Disperso in Prigionia 05/09/1919 23 Disperso in Prigionia 12/02/1911 32 Disperso in Prigionia 25/12/1919 23 Disperso in Prigionia 06/02/1910 33 Disperso in Prigionia 13/10/1916 26 Disperso in Prigionia 08/08/1914 28 Disperso in Prigionia 02/08/1913 29 Disperso in Prigionia 22/11/1912 30 Disperso in Prigionia 25/11/1921 21 Disperso in Prigionia 10/08/1921 21 Disperso in Prigionia 11/10/1917 25 Disperso in Prigionia 26/09/1921 21 Disperso in Prigionia 05/02/1921 22 Disperso in Prigionia 27/02/1913 30 Disperso in Prigionia 06/06/1921 21 Disperso in Prigionia 03/02/1921 22 Disperso in Prigionia 22/03/1911 31 Disperso in Prigionia 02/03/1914 29 Disperso in Prigionia 01/01/1912 31 Disperso in Prigionia 03/11/1921 21 Disperso in Prigionia 14/03/1921 22 Disperso in Prigionia 22/02/1910 33 Disperso in Prigionia 31/08/1921 21 Disperso in Prigionia 21/11/1913 29 Disperso in Prigionia 04/12/1910 32 Disperso in Prigionia 22/10/1915 27 Disperso in Prigionia 14/08/1922 20 Disperso in Prigionia 09/07/1921 21 Disperso in Prigionia 03/10/1916 26 Disperso in Prigionia 20/10/1921 21 Disperso in Prigionia 01/08/1911 31 Disperso in Prigionia 20/07/1920 22 Disperso in Prigionia 12/06/1918 24 Disperso in Prigionia 10/11/1917 25

13

Grado
Soldato Soldato Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Carabiniere Soldato Soldato Soldato Carabiniere Caporale Caporale Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Caporale Cam. Nera Soldato

Cognome Nome
LABADINI ERMINIO LAGANA SALVATORE LAMELZA GIUSEPPE

Unita
65 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 11/06/1920 22 Disperso in Prigionia 06/12/1914 28 Disperso in Prigionia 24/05/1920 22 Disperso in Prigionia 20/02/1913 30 Disperso in Prigionia 29/12/1921 21 Disperso in Prigionia 15/10/1914 28 Disperso in Prigionia 10/11/1919 23 Disperso in Prigionia 28/07/1919 23 Disperso in Prigionia 01/09/1920 22 Disperso in Prigionia 09/04/1920 22 Disperso in Prigionia 07/11/1919 23 Disperso in Prigionia 28/04/1921 21 Disperso in Prigionia 01/02/1913 30 Disperso in Prigionia 07/04/1905 37 Disperso in Prigionia 10/10/1921 21 Disperso in Prigionia 16/08/1920 22 Disperso in Prigionia 06/10/1908 34 Disperso in Prigionia 18/03/1918 25 Disperso in Prigionia 11/11/1918 24 Disperso in Prigionia 30/03/1909 33 Disperso in Prigionia 28/01/1921 22 Disperso in Prigionia 30/03/1920 22 Disperso in Prigionia 12/04/1919 23 Disperso in Prigionia 16/03/1912 31 Disperso in Prigionia 17/10/1916 26 Disperso in Prigionia 25/08/1920 22 Disperso in Prigionia 07/02/1919 24 Disperso in Prigionia 17/01/1916 27

LAMOTTA GENOVESE JERASIMO 203 RGT. ART. DIV. FANT. LAMPASONA SEBASTIANO LAMPUGNANI ALBERTO LANDI VITTORIO LANDO ANTONIO LANNUTTI DOMENICO LANZO FRANCESCO LANZUISE VINCENZO LAPIETRA PRIMIANO LARDI ALFREDO LARESE CAPO TITO LATTANZIO LUIGI LAVAGNINI ANGELO LAVIERI ANTONIO LECCA LUIGI LEDDA PASQUALE LENARCIC CARLO LEO GIUSEPPE LEONE GIUSEPPE LEONE GIUSEPPE LEONELLI LIVIO LEONTI GAETANO LEPORE SAVERIO LETIZIA LUCIANO LI VECCHI ANTONINO LIBERATORE ANGELO NICOLA LICASTRO GAETANO LICINI DANTE LIGUORI RAFFAELE LINCETTO ORIONE LINTAS ANTONIO LIONELLO GOTTARDO LIONELLO VINCENZO LIPARI VINCENZO LIPPARINI AUGUSTO LO MONACO ALFIO LO PREIATO ANTONINO LOCONSOLO MAURO LOLLI ALBINO LOLLI SECONDO 1 RGT. AUTO. 52 GR. ART. 86 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 1338^ SEZ. MISTA CC. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 707^ SEZ. MISTA CC. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 156 BTG. M.V.S.N. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 65 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 39 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 31 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 141 RGT.(541) FTR. 27 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 61 RGT. FTR. 6 CENTRO AUTO. 1 RGT. CELERE ART. 174 LEGIONE M.V.S.N. 28 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. LXXXI BTG. M.V.S.N. 3 RGT. CELERE ART.

Disperso in Prigionia 29/11/1919 23 Disperso in Prigionia 08/09/1916 26 Disperso in Prigionia 23/09/1910 32 Disperso in Prigionia 05/10/1921 21 Disperso in Prigionia 24/03/1917 25 Disperso in Prigionia 26/01/1920 23 Disperso in Prigionia 04/05/1913 29 Disperso in Prigionia 13/05/1921 21 Disperso in Prigionia 26/06/1908 34 Disperso in Prigionia 20/10/1913 29 Disperso in Prigionia 20/09/1916 26 Disperso in Prigionia 01/02/1913 30 Disperso in Prigionia 08/11/1921 21 Disperso in Prigionia 10/10/1910 32 Disperso in Prigionia 17/04/1911 31

14

Grado
Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Serg. Magg. Sergente Soldato Soldato Caporale Serg. Magg. Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
LOMBARDO FILIPPO LOMOLINO GIOVANNI LOPARDO DONATO LOPRESTI ROCCO LORENZETTI GIUSEPPE LORENZI PIETRO LORENZINI FULVIO LUBATTI GIOVANNI LUCCHESI ANGELO LUCIA DOMENICO LUCIANI VINCENZO LUCOTTI PARIDE LUDOVICO DOMENICO LUGLI IVO LUISI ORESTE LUORDO GIUSEPPE LUPERTI SALVATORE LUPI BATTISTA LUPI GUERRINO LUPPI FRANCESCO MACCARIELLO PIETRO MACHEDA PASQUALE MAESTRI PASQUALE MAFFI CARLO MAFFIA ALBERICO MAGGI GIACOMO MAGGIO STEFANO MAGHINI GIOVANNI MAGNANI LIVIO MAGURNO GIUSEPPE MAINI ARDITO MAIOLI WALTER MAIOLO DOMENICO MAIONE UMBERTO MALACHIN OTTAVIO MALAGO RICCARDO MALASPINA LEOPOLDO MAMELI LUIGI MAMMANA MICHELE MANACHINO ANTONIO MANAI ANTONIO MANCA ANTONIO MANCUSO FRANCESCO

Unita
26 RGT. ART. DIV. FANT. 150 BTG. M.V.S.N. 20 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 8 BTG. GENIO 340 RGT. ART. 86 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. C.DI ED ENTI VARI ART. 86 RGT. FTR. 32 CP. GENIO 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 28 RGT. FTR. 6 RGT. ART. DIV. FANT. 20 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 141 RGT.(541) FTR. 22 RGT. C.D.A. ART. 86 RGT. FTR. 22 RGPT. C.D.A. ART. 85 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 19 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 66 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 66 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 66 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 1 RGT. CELERE ART.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 01/01/1918 25 Disperso in Prigionia 30/11/1911 31 Disperso in Prigionia 03/02/1920 23 Disperso in Prigionia 27/10/1914 28 Disperso in Prigionia 23/12/1905 37 Disperso in Prigionia 18/04/1913 29 Disperso in Prigionia 19/05/1912 30 Disperso in Prigionia 22/05/1912 30 Disperso in Prigionia 25/04/1909 33 Disperso in Prigionia 14/04/1912 30 Disperso in Prigionia 22/09/1908 34 Disperso in Prigionia 13/01/1920 23 Disperso in Prigionia 10/11/1916 26 Disperso in Prigionia 25/11/1921 21 Disperso in Prigionia 02/05/1911 31 Disperso in Prigionia 26/07/1921 21 Disperso in Prigionia 13/01/1914 29 Disperso in Prigionia 07/04/1918 24 Disperso in Prigionia 22/06/1917 25 Disperso in Prigionia 24/08/1910 32 Disperso in Prigionia 19/07/1911 31 Disperso in Prigionia 26/02/1915 28 Disperso in Prigionia 16/03/1913 30 Disperso in Prigionia 29/03/1914 28 Disperso in Prigionia 26/03/1920 22 Disperso in Prigionia 12/08/1920 22 Disperso in Prigionia 08/02/1916 27 Disperso in Prigionia 12/10/1921 21 Disperso in Prigionia 06/01/1920 23 Disperso in Prigionia 13/10/1920 22 Disperso in Prigionia 29/11/1915 27 Disperso in Prigionia 27/05/1914 28 Disperso in Prigionia 10/07/1914 28 Disperso in Prigionia 03/05/1916 26 Disperso in Prigionia 21/05/1918 24 Disperso in Prigionia 19/01/1917 26 Disperso in Prigionia 05/01/1921 22 Disperso in Prigionia 09/05/1916 26 Disperso in Prigionia 06/01/1920 23 Disperso in Prigionia 27/09/1916 26 Disperso in Prigionia 14/03/1920 23 Disperso in Prigionia 11/06/1921 21 Disperso in Prigionia 21/01/1920 23

15

Grado
Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato Caporale Caporale Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente C.le Magg. Caporale Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
MANCUSO GIUSEPPE MANDELLI ALDO MANDINI LODEO MANDRIOLI OTTORINO MANESTRINA BERNARDO MANFRE GIUSEPPE MANFREDA DOMENICO MANFREDINI DOMENICO MANGANARO GIOVANNI MANICONE ANTONIO MANIERO ANTONIO MANNELLO PIETRO MANTOVANI DERVILLE MANZO PASQUALE MARABESI VITERBO MARANGI ANTONIO MARANGONI ALDO MARANI WILLIAM MARANINI GIUSEPPE MARAVIGLIA UMBERTO MARCANTUONO DOMENICO MARCHESIN FRANCESCO MARCHETTI CALVINO MARCHETTO FORTUNATO MARCHIANO SALVATORE MARCHIO GIUSEPPE MARCHIO RAFFAELE MARCON GIACOMO MARCONI PIETRO MARGANI LEONARDO MARGINI GINO MARGUERETTAZ ABELE MARI UGO MARIANI MARIO MARIANI PIETRO MARINELLI DOMENICO MARINELLI DUILIO MARINELLI PASQUALINO MARINELLI SECONDO MARINELLO GIOVANNI MARINO FERDINANDO MARINOTTI BRUNO MARINZOLI GIOVANNI

Unita
20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 85 RGT. FTR. 141 RGT.(541) FTR. 204^ AUTOSEZIONE MISTA 207 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 47^ SQD. PAN. WEISS 86 RGT. FTR. 142 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 24 RGPT. C.D.A. ART. 28 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 24 RGPT. G.A.F. ART. 20 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 5 RGT. LANCIERI DI NOVARA 26 RGT. ART. DIV. FANT. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 52 GR. ART. 3 RGT. CELERE ART. 95 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 63 BTG. TERR. MOBILE FTR. 32 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F. 27 RGT. FTR. 7 RGT. BERS.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 18/11/1914 28 Disperso in Prigionia 26/06/1916 26 Disperso in Prigionia 19/12/1921 21 Disperso in Prigionia 08/05/1914 28 Disperso in Prigionia 20/04/1914 28 Disperso in Prigionia 04/11/1906 36 Disperso in Prigionia 12/08/1914 28 Disperso in Prigionia 07/04/1920 22 Disperso in Prigionia 24/06/1921 21 Disperso in Prigionia 23/03/1920 22 Disperso in Prigionia 11/01/1920 23 Disperso in Prigionia 19/02/1917 26 Disperso in Prigionia 18/06/1920 22 Disperso in Prigionia 23/08/1914 28 Disperso in Prigionia 28/09/1911 31 Disperso in Prigionia 13/04/1921 21 Disperso in Prigionia 16/03/1922 21 Disperso in Prigionia 10/04/1920 22 Disperso in Prigionia 08/10/1918 24 Disperso in Prigionia 28/08/1919 23 Disperso in Prigionia 17/05/1920 22 Disperso in Prigionia 27/09/1919 23 Disperso in Prigionia 07/09/1919 23 Disperso in Prigionia 28/12/1915 27 Disperso in Prigionia 04/02/1920 23 Disperso in Prigionia 17/03/1920 23 Disperso in Prigionia 06/05/1913 29 Disperso in Prigionia 13/02/1918 25 Disperso in Prigionia 16/05/1919 23 Disperso in Prigionia 16/03/1918 25 Disperso in Prigionia 16/10/1917 25 Disperso in Prigionia 07/07/1910 32 Disperso in Prigionia 03/02/1919 24 Disperso in Prigionia 26/10/1913 29 Disperso in Prigionia 11/02/1921 22 Disperso in Prigionia 16/05/1914 28 Disperso in Prigionia 03/12/1910 32 Disperso in Prigionia 08/04/1920 22 Disperso in Prigionia 18/06/1920 22 Disperso in Prigionia 14/09/1917 25 Disperso in Prigionia 09/07/1919 23

Disperso in Prigionia 01/01/1921 22 Disperso in Prigionia 11/05/1915 27

16

Grado
Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Serg. Magg. Soldato Sergente Caporale Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale C.le Magg. Soldato Caporale Sergente Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato

Cognome Nome
MARMIROLI ONELIO MARONESE GIOVANNI MARONGIU EFISIO MAROTTA VINCENZO MARRAZZO FORTUNATO MARRAZZO PASQUALE MARTINELLI GIUSEPPE MARTINELLI PAOLINO MARTINENGO GIOVANNI MARTINI CARLO MARTINI ELIO MARTINI GIOVANNI MARTINO ANTONIO MARTIRADONNA VITO MARTORELLI AMERICO MARTUCCI GIOVANNI MARZINOTTO ANTIMO MARZO MICHELE MARZOCCHI NARCISO MARZOLA GIORGIO MASCARIN ERNESTO MASCARO GIUSEPPE MASERA MICHELE MASETTI ETTORE MASIERI GIORDANO MASOTTI REMO MASSELLI VITRUVIO MASSERDONI GIOVANNI BATTISTA MASSIMI UMBERTO MASTROIANNI LUIGI MASTROLEO VITO MASTROPIETRO ANTONIO MASTROSIMONE SALVATORE MATTIA GIAMBATTISTA MATTIELLO SETTIMIO MATTONAI OTTAVIO MAZZANTI BERTO MAZZI GINO MEDAU ANTONIO MEGHI CIRILLO MEINARDI GIOVANNI MELE GAETANO MELE MICHELE

Unita
27 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 85 RGT. FTR. 7 RGT. C.D.A. ART. 29^ SQD. PAN. WEISS 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 204 BTG. MITR. 16 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 13 RGT. ART. DIV. FANT. 85 RGT. FTR. 8 RGT. BERS. C.DI ED ENTI VARI GENIO 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 4 RGT. ARMATA ART. 203 BTG. MITR. 47^ SQD. PAN. WEISS 61 RGT. FTR. 52 GR. ART. RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 5 RGT. ARMATA ART. 27 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 06/06/1922 20 Disperso in Prigionia 01/02/1916 27 Disperso in Prigionia 14/09/1920 22 Disperso in Prigionia 15/10/1915 27 Disperso in Prigionia 10/09/1915 27 Disperso in Prigionia 03/12/1922 20 Disperso in Prigionia 11/12/1920 22 Disperso in Prigionia 08/08/1918 24 Disperso in Prigionia 21/10/1920 22 Disperso in Prigionia 14/10/1919 23 Disperso in Prigionia 19/04/1916 26 Disperso in Prigionia 20/10/1914 28 Disperso in Prigionia 06/08/1915 27 Disperso in Prigionia 19/04/1920 22 Disperso in Prigionia 10/08/1911 31 Disperso in Prigionia 29/04/1920 22 Disperso in Prigionia 17/02/1920 23 Disperso in Prigionia 18/09/1920 22 Disperso in Prigionia 10/03/1912 31 Disperso in Prigionia 05/06/1915 27 Disperso in Prigionia 19/08/1920 22 Disperso in Prigionia 25/09/1920 22 Disperso in Prigionia 20/01/1916 27 Disperso in Prigionia 08/08/1918 24 Disperso in Prigionia 16/04/1920 22 Disperso in Prigionia 26/08/1920 22 Disperso in Prigionia 04/04/1920 22 Disperso in Prigionia 23/06/1913 29

Disperso in Prigionia 25/12/1919 23 Disperso in Prigionia 07/03/1917 26 Disperso in Prigionia 25/01/1918 25 Disperso in Prigionia 02/01/1921 22 Disperso in Prigionia 24/04/1912 30 Disperso in Prigionia 17/08/1920 22 Disperso in Prigionia 01/05/1913 29 Disperso in Prigionia 09/04/1915 27 Disperso in Prigionia 13/03/1913 30 Disperso in Prigionia 23/10/1919 23 Morto in Prigionia 31/08/1918 24

Disperso in Prigionia 23/11/1919 23 Disperso in Prigionia 09/02/1914 29 Disperso in Prigionia 03/01/1926 17 Disperso in Prigionia 21/05/1920 22

17

Grado
Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Caporale Caporale Caporale Soldato Soldato C.le Magg. Caporale Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Caporale Soldato Caporale Soldato Serg. Magg. Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. C.le Magg. Soldato Soldato

Cognome Nome
MELILLO DONATO MELILLO FRANCESCO MELILLO SAVINO MELIS ANTONIO MELLONE VITO MELLONI BRUNO MELLONI LUIGI MENABUE DARIO MENCARINI BRUNO MENCARONI LORENZO MENEGHESSO NARCISO MENGOZZI NINO MERCALLI PIETRO MERCURI GIUSEPPE MERCURI MICHELANGELO MERLO MARIO MEROLA ANIELLO MEROLA FRANCESCO MESSINA SANTO MICCIO ANTONINO MICELI MICHELE MICELI PASQUALE MICHIELON VITTORIO MIGLIORI MEDARDO MIGNARDI ANTONIO MILAN SILVIO MILONE SAUL MILUTIN ETTORE MINARINI ANGELO MINASI SAVERIO MINERVINO ARMANDO MINOCCHI ORESTE MODENA SANTE MODICA GIORGIO MOLINARO ANTONIO MOLINARO FELICE MOLINO G.MARIA MONACELLI DONATO MONACO ATTILIO MONDONI ETTORE MONDUCCI MARIO MONOMI ANGELO MONTANARI GALLIANO

Unita
28 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F. 85 RGT. FTR. 14 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 32 RGT. FTR. 2 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 2 RGT. CELERE ART. 43 RGT. ART. DIV. FANT. 85 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 1 RGT. CELERE ART. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 20 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 8 RGT. BERS. 66 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 32 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F. 20 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 86 RGT. FTR. 52 GR. ART. 5 RGT. C.D.A. ART. OSPEDALI SAN. 9 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. C.DI ED ENTI VARI ART. 204 RGT.ART. DIV. CC.NN. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 28 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 135 RGT. FTR. 203 BTG. MITR. 66 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 133 RGT.ART.DIV.CORAZZ. 3 RGT. CELERE ART.

Stato
Disperso in Prigionia

Nascita Eta
17/11/1919 23

Disperso in Prigionia 02/04/1920 22 Disperso in Prigionia 08/11/1913 29 Disperso in Prigionia 20/02/1920 23 Disperso in Prigionia 01/03/1915 28 Disperso in Prigionia 30/11/1914 28 Disperso in Prigionia 04/01/1915 28 Disperso in Prigionia 20/01/1916 27 Disperso in Prigionia 08/09/1917 25 Disperso in Prigionia 12/06/1920 22 Disperso in Prigionia 28/05/1916 26 Disperso in Prigionia 15/07/1918 24 Disperso in Prigionia 26/03/1910 32 Disperso in Prigionia 22/04/1918 24 Disperso in Prigionia 08/05/1920 22 Disperso in Prigionia 17/04/1919 23 Disperso in Prigionia 06/10/1920 22 Disperso in Prigionia 25/11/1921 21 Disperso in Prigionia 29/08/1917 25 Disperso in Prigionia 28/04/1914 28 Disperso in Prigionia 30/05/1916 26

Disperso in Prigionia 03/02/1914 29 Disperso in Prigionia 02/12/1922 20 Disperso in Prigionia 14/09/1920 22 Disperso in Prigionia 18/06/1921 21 Disperso in Prigionia 27/10/1913 29 Disperso in Prigionia 27/08/1918 24 Disperso in Prigionia 05/04/1919 23 Disperso in Prigionia 26/04/1914 28 Disperso in Prigionia 24/02/1920 23 Disperso in Prigionia 30/07/1920 22 Disperso in Prigionia 24/08/1918 24 Disperso in Prigionia 01/04/1920 22 Disperso in Prigionia 10/07/1918 24 Disperso in Prigionia 27/01/1920 23 Disperso in Prigionia 21/01/1921 22 Disperso in Prigionia 16/05/1919 23 Disperso in Prigionia 28/09/1919 23 Disperso in Prigionia 04/08/1920 22 Disperso in Prigionia 16/09/1917 25 Disperso in Prigionia 05/05/1915 27 Disperso in Prigionia 27/08/1915 27 Disperso in Prigionia 06/09/1915 27

18

Grado
Soldato Soldato Soldato Sergente Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Serg. Magg. Mar. Ord. V. Capo Sq. Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato C.le Magg. Soldato C.le Magg. Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Caporale Soldato Sergente C.le Magg. Soldato Soldato

Cognome Nome
MONTEBUGLIO VINCENZO MONTEFUSCO SILVERIO MONTEVECCHI UMBERTO MONTI MARIO MONTI OSVALDO MORANDI LUIGI MORANDO ALDO MORANO NICOLA MORELLI VINCENZO MORETTI GABRIELE MORICONI OTELLO MORIGGI MARIO MORINI MAGLIO GIUSEPPE MORO SILVIO MORONI BALILLA MORRA SALVATORE MORUZZI RENATO MOSCA ANTONIO MOSCATELLI GIUSEPPE MOSCONI LUIGI MOSSUTO ANTONIO MUCCI REMIGIO MURATORE GIROLAMO MURESU PIETRO MUSCOLO GIUSEPPE NADALINI BRUNO NAIMO VINCENZO NANETTI AMALFI NANI GIOVANNI NANIA GIUSEPPE NANNETTI GIUSEPPE NANNI GUIDO NANNINI GUIDO NAPOLITANO RAFFAELE NAPPI PIETRO NARDECCHIA NATALE NARDELLI DOMENICO NARDINI RINALDO NARDUZZO TULLIO NASSIMBENI ELIO NASTRINO DOMENICO NATALE GIUSEPPE NAVOLIO DONATO

Unita
86 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 22 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. ART. C.D.A. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 702^ SEZ. MISTA CC. 170 LEGIONE M.V.S.N. 27 RGT. ART. DIV. FANT. 39 RGT. FTR. 203 RGT. ART. DIV. FANT. 7 RGT. BERS. 70 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 6 RGT. ART. DIV. FANT. 21 RGT. GENIO 21 RGT. GENIO 86 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 39 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 1 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 57 RGT. FTR. 203 RGT. ART. DIV. FANT. 65 OSPEDALE DA CAMPO SAN. 10 CENTRO AUTO. 7 RGT. BERS. 85 RGT. FTR. 50 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 40 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 21^ CP. CHIMICA GENIO

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 19/11/1914 28 Disperso in Prigionia 12/02/1914 29 Disperso in Prigionia 04/01/1913 30 Disperso in Prigionia 13/03/1916 27 Disperso in Prigionia 11/02/1913 30 Disperso in Prigionia 27/12/1915 27 Disperso in Prigionia 04/10/1920 22 Morto in Prigionia 03/05/1914 28

Disperso in Prigionia 25/04/1911 31 Disperso in Prigionia 22/09/1903 39 Disperso in Prigionia 18/10/1906 36 Disperso in Prigionia 08/10/1920 22 Disperso in Prigionia 18/07/1920 22 Disperso in Prigionia 12/02/1920 23 Disperso in Prigionia 24/01/1921 22 Disperso in Prigionia 13/07/1917 25 Disperso in Prigionia 11/01/1916 27 Disperso in Prigionia 01/01/1915 28 Disperso in Prigionia 30/09/1919 23 Disperso in Prigionia 12/03/1916 27 Disperso in Prigionia 01/01/1917 26 Disperso in Prigionia 07/05/1913 29 Disperso in Prigionia 27/09/1922 20 Disperso in Prigionia 15/04/1919 23 Disperso in Prigionia 24/02/1921 22 Disperso in Prigionia 09/08/1921 21 Disperso in Prigionia 20/02/1911 32 Disperso in Prigionia 07/06/1920 22 Disperso in Prigionia 24/04/1918 24 Disperso in Prigionia 16/08/1913 29 Disperso in Prigionia 18/10/1912 30 Disperso in Prigionia 10/03/1910 33 Disperso in Prigionia 22/02/1916 27 Disperso in Prigionia 05/01/1913 30 Disperso in Prigionia 26/12/1913 29 Disperso in Prigionia 23/12/1918 24 Disperso in Prigionia 31/08/1911 31 Disperso in Prigionia 16/10/1917 25 Disperso in Prigionia 27/11/1919 23 Disperso in Prigionia 12/01/1913 30 Disperso in Prigionia 03/09/1911 31 Disperso in Prigionia 06/03/1921 22 Disperso in Prigionia 12/07/1920 22

19

Grado
Soldato Caporale C.le Magg. Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Caporale Carabiniere Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale C.le Magg. Soldato Soldato Caporale Soldato Serg. Magg. Soldato

Cognome Nome
NAZIONALE UMBERTO NEGRI ANGIOLINO NEGRI GINO NEGRI MICHELE NEGRI ORESTE NEGRO ERNESTO NEGRO OSCAR NERI ERMELINDO NERI PRIMO NEVOLO DOMENICO NICCOLINI GUIDO NICHELE BRUNO NICOLIS NICOLA NICOLOSI SALVATORE NICOSIA MARIO NIGRO GIUSEPPE NOBILI FERNANDO NOBIS SANTE NOCETTI CELSO NOGARA GIOVANNI NORBIATO BRUNO NOTA FRANCESCO NUZZI ORAZIO NUZZO GIUSEPPE NUZZO RAFFAELE OLIVA ANGELO OLIVA ANIELLO OLIVA REALINO OLIVIERI AURELIO OMBELLINI LUIGI ONELLI MARIO ONOFRILLO PASQUALE ORIBELLI PRIMO ORLANDI FRANCESCO ORLANDI RENATO ORLANDO UMBERTO ORNAGHI MARIO ORSINI EDOARDO ORTICA ANGELO ORTIS GIACOMO ORTOLANI SETTIMIO OSCURELLI PALMIRO OSTERBAURER MARIO

Unita
27 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 65 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 202 RGT.ART. DIV. CC.NN. 86 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 85 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 105^ SEZ. MISTA CC. 66 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 53 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. C.DI ED ENTI VARI GENIO 9 RGT. BERS. 85 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 39 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 30 RGT. ART. DIV. FANT. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 15 AUTOREP. AUTO. 3 RGT. CELERE ART. 1 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 204 RGT.ART. DIV. CC.NN. 3 RGT. CELERE ART. 61 RGT. FTR. 157 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 1 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 01/12/1915 27 Disperso in Prigionia 05/08/1915 27 Disperso in Prigionia 20/03/1916 26 Disperso in Prigionia 13/09/1919 23 Disperso in Prigionia 05/04/1920 22 Disperso in Prigionia 17/02/1921 22 Disperso in Prigionia 25/09/1919 23 Disperso in Prigionia 13/01/1920 23 Disperso in Prigionia 10/06/1920 22 Disperso in Prigionia 01/06/1914 28 Disperso in Prigionia 08/05/1920 22 Disperso in Prigionia 20/09/1912 30 Disperso in Prigionia 22/04/1921 21 Disperso in Prigionia 01/01/1917 26 Disperso in Prigionia 07/01/1921 22 Disperso in Prigionia 10/09/1921 21 Disperso in Prigionia 19/02/1918 25 Disperso in Prigionia 01/11/1918 24 Disperso in Prigionia 25/10/1919 23 Disperso in Prigionia 01/09/1906 36 Disperso in Prigionia 04/11/1915 27 Disperso in Prigionia 29/01/1921 22 Disperso in Prigionia 10/10/1918 24 Disperso in Prigionia 07/01/1920 23 Disperso in Prigionia 28/02/1921 22 Disperso in Prigionia 09/08/1920 22 Disperso in Prigionia 10/10/1920 22 Disperso in Prigionia 27/01/1920 23 Disperso in Prigionia 27/09/1910 32 Disperso in Prigionia 05/09/1917 25 Disperso in Prigionia 22/12/1916 26 Disperso in Prigionia 06/02/1916 27 Disperso in Prigionia 25/02/1919 24 Disperso in Prigionia 01/10/1914 28 Disperso in Prigionia 15/08/1921 21 Disperso in Prigionia 01/08/1910 32 Disperso in Prigionia 11/06/1917 25 Disperso in Prigionia 08/08/1921 21 Disperso in Prigionia 19/07/1917 25 Disperso in Prigionia 28/02/1920 23 Disperso in Prigionia 17/11/1919 23 Disperso in Prigionia 31/03/1912 30 Disperso in Prigionia 30/01/1918 25

20

Grado
Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Cam. Nera V. Capo Sq. Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato C.le Magg. Serg. Magg.

Cognome Nome
OSTI GIORGIO OVIDI ANTONIO OZZANO LUIGI PACELLI DOMENICO PACINI EFISIO PACINI GIUSEPPE PADULI IVONE PAGLIAZZO GIUSEPPE PAGLIUCA DONATO PAGLIUCA LUIGI PALA ELIO PALAZZESI AMATO PALAZZOLO PAOLO PALAZZOLO SALVATORE PALDINO GIUSEPPE PALERMO ANTONIO PALESTRA PAOLO PALETTA LUIGI PALLOTTA MASSIMO PALMIGIANI FEDERICO PANACCIO GIUSEPPE PANARIELLO CIRO PANCIROLI GINO PANDOLFI VINCER PANIGATI GIUSEPPE PANTANINO FRANCESCO PAOLILLO MATTEO PAOLINI ARMANDO PAOLINI GIOVANNI PAPAGNI DOMENICO PAPARELLA GIUSEPPE PAPERINI GINO PAPPALARDO VENERO PAPPATERRA FRANCESCO PARASCANDOLO MICHELE PARIGI SESTILIO PARIMBELLI MARIO PARISELLA FIORINO PARISI GIAMBATTISTA PARODI GIACOMO PARRELLA PELLEGRINO PARRILLO GIUSEPPE PASANISI TOMMASO

Unita
62 RGT. FTR. 7 CENTRO AUTO. 27 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 3 RGT. CELERE ART. 66 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 142 RGT. FTR. 16 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 33 RGT. FANT.CARR. CARR. 27 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 66 RGT. FTR. 24 RGPT. C.D.A. ART. 20 RGT. GENIO 132 BTG. M.V.S.N. 150 BTG. M.V.S.N. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 142 RGT. FTR. 16 RGT. FTR. 96 OSPEDALE DA CAMPO SAN. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. GRUPPI LAVORATORI GENIO 3 RGT. CELERE ART. 40 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 30/07/1918 24 Disperso in Prigionia 15/12/1912 30 Disperso in Prigionia 03/03/1922 21 Disperso in Prigionia 05/02/1921 22 Disperso in Prigionia 10/02/1921 22 Disperso in Prigionia 08/10/1918 24 Disperso in Prigionia 02/04/1916 26 Disperso in Prigionia 18/02/1914 29 Disperso in Prigionia 07/03/1911 32 Disperso in Prigionia 16/08/1920 22 Disperso in Prigionia 03/04/1915 27 Disperso in Prigionia 18/01/1914 29 Disperso in Prigionia 02/08/1920 22 Disperso in Prigionia 04/03/1920 23 Disperso in Prigionia 23/03/1916 26 Disperso in Prigionia 06/10/1913 29 Disperso in Prigionia 29/10/1915 27 Disperso in Prigionia 24/05/1911 31 Disperso in Prigionia 27/06/1918 24 Disperso in Prigionia 19/11/1920 22 Disperso in Prigionia 27/03/1914 28 Disperso in Prigionia 04/02/1914 29 Disperso in Prigionia 02/10/1992 50 Disperso in Prigionia 31/07/1920 22 Disperso in Prigionia 15/12/1919 23 Disperso in Prigionia 14/04/1919 23 Disperso in Prigionia 10/05/1921 21 Disperso in Prigionia 06/12/1921 21 Disperso in Prigionia 18/10/1910 32 Disperso in Prigionia 01/05/1913 29 Disperso in Prigionia 08/01/1912 31 Disperso in Prigionia 29/10/1920 22 Disperso in Prigionia 08/11/1912 30 Disperso in Prigionia 26/05/1920 22 Disperso in Prigionia 19/04/1912 30 Disperso in Prigionia 24/09/1919 23 Disperso in Prigionia 27/03/1916 26 Disperso in Prigionia 30/08/1921 21 Disperso in Prigionia 02/02/1903 40 Disperso in Prigionia 04/01/1917 26 Disperso in Prigionia 29/07/1920 22 Disperso in Prigionia 16/12/1920 22 Disperso in Prigionia 09/03/1916 27

21

Grado
Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Caporale Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Sergente C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
PASCALE SABATO PASCARELLA GENNARO PASCIUTO MATTEO PASI GIULIO PASINI FELICE PASQUALE DOMENICO PASQUALI CORRADO PASQUALI UMBERTO PASQUINI UMBERTO PASSANTI EMILIO PASSARIELLO VINCENZO PASSINI BIAGIO PASTORINO MARIO PATANE GIOVANNI PATRIA UMBERTO PATTUGLIA MARIO PAUZIN VITTORIO PAVAN ANTONIO PAVAN PRIMO PAVANELLO GIUSEPPE PAVANI SETTIMIO PAVESE SALVATORE PAVOLUCCI LUIGI PAVONE ANTONINO PEDRAZZOLI ARONNE PEDRETTI ATTILIO PEGORARO SERENO PEGORIN ANTONIO PEGORIN OTTORINO PELLEGRINO COSIMO PELLERITO GIOVANNI PELOSI SERGIO PENTA PASQUALE PERI FRANCESCO PERON GIACCHINO PERRECA LUIGI PERRI ANGELO PERRI GIUSEPPE PERRONE VINCENZO PERRONI GIULIO PERROTTA VINCENZO PESARESI ADAMO PESCI GIUSEPPE

Unita
27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 17 SZ. SAN. 28 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 204 RGT.ART. DIV. CC.NN. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 39 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 66 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 5 GR. ART. 455 OSPEDALE DA CAMPO SAN. 7 RGT. BERS. 66 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 21 BTG. COLL. GENIO 7 RGT. BERS. 1 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 80 AUTOREP. AUTO. 27 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 1 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 21 RGT. GENIO 28 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 61 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 15/08/1922 20 Disperso in Prigionia 02/09/1921 21 Disperso in Prigionia 31/01/1916 27 Disperso in Prigionia 15/02/1912 31 Disperso in Prigionia 31/01/1916 27 Disperso in Prigionia 29/03/1920 22 Disperso in Prigionia 31/10/1915 27 Disperso in Prigionia 26/11/1919 23 Disperso in Prigionia 11/03/1915 28 Disperso in Prigionia 01/04/1914 28 Disperso in Prigionia 11/07/1913 29 Disperso in Prigionia 31/01/1919 24 Disperso in Prigionia 28/07/1918 24 Disperso in Prigionia 02/02/1919 24 Disperso in Prigionia 10/07/1918 24 Disperso in Prigionia 30/05/1919 23 Disperso in Prigionia 19/05/1919 23 Disperso in Prigionia 28/03/1917 25 Disperso in Prigionia 20/07/1920 22 Disperso in Prigionia 16/01/1916 27 Disperso in Prigionia 04/09/1920 22 Disperso in Prigionia 31/03/1914 28 Disperso in Prigionia 09/12/1914 28 Disperso in Prigionia 23/04/1917 25 Disperso in Prigionia 05/05/1920 22 Disperso in Prigionia 13/12/1916 26 Disperso in Prigionia 28/03/1920 22 Disperso in Prigionia 31/05/1918 24 Disperso in Prigionia 11/12/1918 24 Disperso in Prigionia 16/12/1914 28 Disperso in Prigionia 17/01/1920 23 Disperso in Prigionia 27/03/1920 22 Disperso in Prigionia 17/10/1921 21 Disperso in Prigionia 28/07/1918 24 Disperso in Prigionia 15/01/1919 24 Disperso in Prigionia 11/08/1917 25 Disperso in Prigionia 14/08/1915 27 Disperso in Prigionia 06/01/1916 27 Disperso in Prigionia 01/12/1920 22 Disperso in Prigionia 02/01/1912 31 Disperso in Prigionia 15/12/1920 22 Disperso in Prigionia 04/06/1914 28 Disperso in Prigionia 31/01/1920 23

22

Grado
Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Caporale Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale C.le Magg. Soldato Caporale C.le Magg. Soldato Sergente Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Serg. Magg. Soldato

Cognome Nome
PETRILLI FRANCESCO PETRUOLO FRANCESCO PETTA EMILIO PETTINARI LUIGI PETTINELLA ALFREDO PEVIANI LUIGI PEZZETTI FRANCESCO PIANTADOSI PIETRO PICCHIOTTI RENATO PICCICUTO SALVATORE PICCININI RENZO PICCIRILLO DAVIDE PICCIRILLO GENEROSO PICCO ERNESTO PICCOLI ALDO PICCOLILLO ARMANDO PICOLLO MARIO PIEGARI VINCENZO PIEMONTE GIUSEPPE PIERI GUERRADO PIERMARINI GIUSEPPE PIETRANTONIO DOMENICO PIETROBONO SISTO PIETROVITO GIUSEPPE PIFFERI LUIGI PIFFERI PIETRO PIGNATARO GIUSEPPE PIGNATTI ALBINO PINNA ALDO PINNA FEDERICO PINTO PIETRO PINTUS FRANCESCO PIOVAN GUGLIELMO PIOVANELLI BATTISTA PIPITONE VINCENZO PIPOLA PASQUALE PIRAINO ANTONIO PIRANI ARDUINO PIRAZZINI FERDINANDO PIRONI ALFREDO

Unita
27 RGT. FTR. 12 RGT. ART.DIV.FANT. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 12 RGT. FTR. 21 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 85 RGT. FTR. GRUPPI LAVORATORI GENIO 21 RGT. GENIO 34 SZ. SAN. 21 RGT. ART. DIV. FANT. III GR. ART. CA 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 65 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 6 GR. ART. 6 GR. ART. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 21 RGT. GENIO 85 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 141 RGT.(541) FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 07/02/1921 22 Disperso in Prigionia 15/08/1918 24 Disperso in Prigionia 10/09/1916 26 Disperso in Prigionia 04/01/1918 25 Disperso in Prigionia 28/01/1920 23 Disperso in Prigionia 15/05/1916 26 Disperso in Prigionia 01/12/1918 24 Disperso in Prigionia 25/06/1922 20 Disperso in Prigionia 30/10/1914 28 Disperso in Prigionia 28/02/1919 24 Disperso in Prigionia 09/08/1913 29 Disperso in Prigionia 13/05/1920 22 Disperso in Prigionia 24/11/1920 22 Disperso in Prigionia 04/12/1918 24 Disperso in Prigionia 25/07/1916 26 Disperso in Prigionia 29/02/1920 23 Disperso in Prigionia 08/09/1921 21 Disperso in Prigionia 24/07/1920 22 Disperso in Prigionia 24/10/1917 25 Disperso in Prigionia 02/10/1916 26 Disperso in Prigionia 19/03/1919 24 Disperso in Prigionia 31/03/1916 26 Disperso in Prigionia 15/12/1912 30 Disperso in Prigionia 20/09/1921 21 Disperso in Prigionia 10/08/1919 23 Disperso in Prigionia 26/11/1916 26 Disperso in Prigionia 28/03/1915 27 Disperso in Prigionia 04/05/1920 22 Disperso in Prigionia 12/05/1915 27 Disperso in Prigionia 21/02/1921 22 Disperso in Prigionia 22/09/1917 25 Disperso in Prigionia 25/10/1919 23 Disperso in Prigionia 28/11/1920 22 Disperso in Prigionia 20/08/1912 30 Disperso in Prigionia 28/05/1918 24 Disperso in Prigionia 01/01/1921 22 Disperso in Prigionia 17/04/1914 28 Disperso in Prigionia 10/04/1917 25 Disperso in Prigionia 28/07/1915 27 Disperso in Prigionia 29/05/1910 32 Disperso in Prigionia 31/03/1920 22 Disperso in Prigionia 30/06/1917 25 Disperso in Prigionia 03/07/1920 22

PISCIONERI GIOVANNI BATTISTA 3 RGT. CELERE ART. PISTONE GIUSEPPE PISTONE MARIO 86 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT.

23

Grado
Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Sergente C.le Magg. Soldato Caporale Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Sergente Soldato Soldato Caporale Caporale Soldato Serg. Magg. Soldato C.le Magg. C.le Magg. Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
PISTONI NUNZIO PIZZAGALLI GIUSEPPE PIZZINI GIUSEPPE PIZZIOLI DORANDO BRUNO PIZZIRANI ERIO PIZZOLI GINO PLEBANI GIUSEPPE PLUTINO SEBASTIANO POLI ANGELO POLI GIACOMO POLITO VALENTINO POLIZZOTTO FRANCESCO POLLES ARMANDO POLONIO ANGELO POMPEI CORRADO PONTE DOMENICO PONTI AUGUSTO PONTILLO RAFFAELE PONTRELLI ANTONIO PORRU LUIGI POTA GIOVANNI POZZETTO VIRGILIO PRATICO ANTONIO PREARO RODOLFO PREMI OTELLO PREVITERA SEBASTIANO PRIETTI NINO PRIMI ORFEO

Unita
7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 61 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 204 BTG. GENIO 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 85 RGT. FTR. 22 RGPT. C.D.A. ART. 9 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 66 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 8 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 86 RGT. FTR. 203 RGT. ART. DIV. FANT.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 23/10/1912 30 Disperso in Prigionia 19/08/1918 24 Disperso in Prigionia 05/12/1920 22 Disperso in Prigionia 15/12/1916 26 Disperso in Prigionia 04/09/1921 21 Disperso in Prigionia 07/11/1913 29 Disperso in Prigionia 05/08/1916 26 Disperso in Prigionia 29/09/1917 25 Disperso in Prigionia 24/10/1921 21 Disperso in Prigionia 12/05/1919 23 Disperso in Prigionia 06/12/1920 22 Disperso in Prigionia 19/08/1916 26 Disperso in Prigionia 07/03/1918 25 Disperso in Prigionia 19/08/1920 22 Disperso in Prigionia 08/08/1920 22 Disperso in Prigionia 13/03/1910 33 Disperso in Prigionia 12/08/1917 25 Disperso in Prigionia 14/11/1921 21 Disperso in Prigionia 16/10/1918 24 Disperso in Prigionia 05/01/1920 23 Disperso in Prigionia 25/01/1921 22 Disperso in Prigionia 26/05/1915 27 Disperso in Prigionia 28/11/1913 29 Disperso in Prigionia 19/05/1915 27 Disperso in Prigionia 16/04/1911 31 Disperso in Prigionia 03/04/1918 24 Disperso in Prigionia 25/12/1914 28 Disperso in Prigionia 27/08/1920 22 Disperso in Prigionia 09/12/1914 28 Disperso in Prigionia 20/07/1914 28 Disperso in Prigionia 21/01/1918 25 Disperso in Prigionia 06/05/1915 27 Disperso in Prigionia 15/10/1922 20 Disperso in Prigionia 24/07/1917 25 Disperso in Prigionia 29/02/1916 27 Disperso in Prigionia 10/01/1915 28 Disperso in Prigionia 07/06/1917 25 Disperso in Prigionia 16/03/1921 22 Disperso in Prigionia 14/08/1915 27 Disperso in Prigionia 17/06/1918 24 Disperso in Prigionia 01/02/1914 29 Disperso in Prigionia 15/04/1922 20 Disperso in Prigionia 25/10/1915 27

PRIORIELLO PASQUALE CARMINE 3 RGT. CELERE ART. PRODI RENATO PROIA ALDO PROIETTI ARDUINO PROTA SAVERIO PROTANI RENATO PROTOPAPA GIORGIO PROVVEDI UBALDO PRUSSI RENATO PUCCETTI ETTORE PUCCI ILDO PUGGIONI FILIBERTO PUGLIESE GIROLAMO PULEIO PASQUALE PUNGITORE GIUSEPPE 20 RGT. FTR. 204 SZ. SAN. 52 GR. ART. 27 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 66 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 33 RGT. FANT.CARR. CARR. 43 RGT. ART. DIV. FANT. 20 RGT. FTR. 22 RGT. FTR. 20 RGT. FTR.

24

Grado
Caporale Soldato C.le Magg. Caporale Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Caporale Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
PURICELLI AMBROGIO PUTANO BISTI ALFIERO PUZZO VINCENZO QUAINI PIETRO QUARANTA BATTISTA QUARNETI GIUSEPPE QUATTROMANI GIUSEPPE QUINTE FRANCESCO QUINZANINI GIUSEPPE RABAZZI ROBUSTO RABITTI ALFREDO RABUANO GIOVANNI RACHIELE RAFFAELE RACITI ANTONINO RADICCHI GUALTIERO RAGAZZINI DECIO RAGAZZINI GUALTIERO RAGGI PAOLO RAIMONDI GIACOMO RAIMONDI ONOFRIO RAIMONDO ANTONIO RAMBELLI GIUSEPPE RAMPIN GINO RANALDI AUGUSTO RANALLETTA ARTURO RASPAVOLO TOMMASO RATTO SALVATORE RAVAGNANI BRUNO RAZZOLI CLEMENTINO RE PIETRO REBESCHI SERGIO RECCHIUTI LUIGI REDA ROBERTO REGGIANI ARNALDO REGGIMENTI ALBERINO REMIGI CARLO RENDA SAVERIO REPETTI CARLO RESCIGNO GIUSEPPE RESTANTE FILIPPO RESTI ANGIOLO RIBONI ETTORE RICCHIERI UMBERTO

Unita
3 RGT. CELERE ART. 66 RGT. FTR. 207 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 61 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 60 BTG. GENIO 9 RGT. BERS. 66 RGT. FTR. 4 GR. ART. 86 RGT. FTR. 12 RGT. ART.DIV.FANT. 20 RGT. FTR. 10 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 86 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 9 RGT. C.D.A. ART. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 114 BTG. M.V.S.N. 76 AUTOREP. AUTO. 3 BTG. TERR. MOBILE FTR. 90 SZ. SAN. 7 RGT. BERS. 2 RGT ART. DIV. FANT. 66 RGT. FTR. 3 NUCLEO CHIRURGICO SAN. 8 SZ. SAN. 3 BTG. TERR. MOBILE FTR. 7 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 3 RGT. CELERE ART. 174 BTG. M.V.S.N. 65 OSPEDALE DA CAMPO SAN. 42 RGT. GENIO 27 RGT. FTR. 1 RGT. CELERE ART. 7 RGT. BERS. 9 RGT. BERS.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 23/03/1916 26 Disperso in Prigionia 24/01/1918 25 Disperso in Prigionia 29/01/1920 23 Disperso in Prigionia 15/03/1919 24 Disperso in Prigionia 21/08/1919 23 Disperso in Prigionia 17/10/1912 30 Disperso in Prigionia 08/07/1920 22 Disperso in Prigionia 01/03/1918 25 Disperso in Prigionia 16/03/1920 23 Disperso in Prigionia 24/04/1920 22 Disperso in Prigionia 01/03/1920 23 Disperso in Prigionia 11/03/1917 26 Disperso in Prigionia 04/02/1912 31 Disperso in Prigionia 28/06/1920 22 Disperso in Prigionia 24/05/1914 28 Disperso in Prigionia 24/02/1912 31 Disperso in Prigionia 27/05/1915 27 Disperso in Prigionia 15/06/1918 24 Disperso in Prigionia 19/04/1920 22 Disperso in Prigionia 28/01/1913 30 Disperso in Prigionia 24/08/1918 24 Disperso in Prigionia 05/12/1919 23 Disperso in Prigionia 10/09/1916 26 Disperso in Prigionia 09/01/1906 37 Disperso in Prigionia 28/09/1921 21 Disperso in Prigionia 24/04/1914 28 Disperso in Prigionia 26/09/1916 26 Disperso in Prigionia 13/12/1919 23 Disperso in Prigionia 15/06/1918 24 Disperso in Prigionia 20/02/1919 24 Disperso in Prigionia 02/02/1917 26 Disperso in Prigionia 09/04/1917 25 Disperso in Prigionia 07/06/1916 26 Disperso in Prigionia 29/05/1913 29 Disperso in Prigionia 28/09/1918 24 Disperso in Prigionia 18/05/1913 29 Disperso in Prigionia 04/09/1902 40 Disperso in Prigionia 10/09/1912 30 Disperso in Prigionia 03/10/1912 30 Disperso in Prigionia 20/01/1921 22 Disperso in Prigionia 19/10/1912 30 Disperso in Prigionia 19/01/1914 29 Disperso in Prigionia 04/04/1914 28

25

Grado
Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Sergente Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Sergente C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
RICCHIUTO MARTINO RICCI ENRICO RICCI FRANCESCO RICCIARDI PIETRO RICCIO ALFONSO RICCO GIUSEPPE RICHIUSA EMILIO RIFICI CARMELO RIGHI LUIGI RISELLI MARCELLINO RIVA BATTISTA RIVA FRANCESCO RIVA SALVATORE RIVELLI ARCANGELO RIZZO ANTONIO RIZZO GIUSEPPE RIZZO LORENZO ROBERTI ARISTIDE ROCCO ISIDORO ROLFINI RENATO ROMAGNOLO ROSARIO ROMANI VINCENZO ROMANO GIOVAMBATTISTA ROMBI PASQUALINO ROMEO CLEMENTE ROMERSI OTTAVIO RONCUCCI NELLO RONDELLO GIOVANNI RONDINI BALDASSARE RONTINI ALBERTO ROSANELLI LINO ROSINI UMBERTO ROSSI ADRIANO ROSSI FRANCESCO ROSSI GIOCONDO ROSSI GUIDO ROSSI LUIGI ROSSI UMBERTO ROVIELLO RAFFAELE RUBANO VINCENZO RUBERTO PIETRO RUGGERI ANTONIO RUGGERI MARIO

Unita
27 SZ. SAN. 61 RGT. FTR. 118 LEGIONE M.V.S.N. 3 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 85 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. 85 RGT. FTR. XI BTG. CARRI CARR. 132 RGT. FANT.CARR. CARR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. CELERE ART. 61 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 24 RGPT. C.D.A. ART.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 02/05/1915 27 Disperso in Prigionia 05/03/1912 31 Disperso in Prigionia 04/10/1910 32 Disperso in Prigionia 24/09/1918 24 Disperso in Prigionia 22/09/1922 20 Disperso in Prigionia 18/10/1921 21 Disperso in Prigionia 07/11/1916 26 Disperso in Prigionia 26/03/1921 21 Disperso in Prigionia 03/01/1914 29 Disperso in Prigionia 20/03/1921 21 Disperso in Prigionia 19/09/1919 23 Disperso in Prigionia 18/05/1920 22 Disperso in Prigionia 20/05/1920 22 Disperso in Prigionia 07/04/1920 22 Disperso in Prigionia 27/02/1919 24 Disperso in Prigionia 06/05/1921 21

28 RGT. FTR. Disperso in Prigionia 10/12/1921 21 BTG.CONTROCARRO E SEMOVENTI Disperso in Prigionia ART. 30/11/1914 28 12 RGT. ART.DIV.FANT. 85 RGT. FTR. 36 CP. COMM. 6 RGT. ARMATA ART. 205 RGT. ART. DIV. FANT. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. CELERE ART. 2 RGT ART. DIV. FANT. 85 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 63 BTG. GENIO 28 RGT. FTR. 66 RGT. FTR. 15 RGT.(515) FTR. 7 RGT. BERS. 9 RGT. BERS. 40 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 85 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 31 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. Disperso in Prigionia 22/08/1914 28 Disperso in Prigionia 27/01/1920 23 Disperso in Prigionia 01/04/1916 26 Disperso in Prigionia 27/01/1911 32 Disperso in Prigionia 07/12/1919 23 Disperso in Prigionia 01/04/1918 24 Disperso in Prigionia 22/12/1913 29 Disperso in Prigionia 23/09/1918 24 Disperso in Prigionia 13/05/1919 23 Disperso in Prigionia 18/10/1916 26 Disperso in Prigionia 25/02/1910 33 Disperso in Prigionia 01/08/1914 28 Disperso in Prigionia 31/12/1919 23 Disperso in Prigionia 16/10/1916 26 Disperso in Prigionia 31/01/1921 22 Disperso in Prigionia 30/08/1918 24 Disperso in Prigionia 10/08/1920 22 Disperso in Prigionia 07/07/1917 25 Disperso in Prigionia 06/09/1920 22 Disperso in Prigionia 13/09/1911 31 Disperso in Prigionia 14/01/1921 22 Disperso in Prigionia 15/05/1913 29 Disperso in Prigionia 29/05/1921 21 Disperso in Prigionia 26/07/1916 26 Disperso in Prigionia 05/12/1920 22

26

Grado
Cam. Nera Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Capo Sq. Soldato Soldato Soldato Caporale Caporale Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato C.le Magg. Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato V. Capo Sq. Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Sergente Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Cam. Nera

Cognome Nome
RUGGIERI CARLO RUGGIERI DOMENICANT. RUGGIERI LELIO RUGGIERO NICOLA RUGGIERO VINCENZO RUSSI DOMENICO RUSSO ANGIOLINO RUSSO BIAGIO RUSSO FRANCESCO RUSSO GERARDO RUSSO LUIGI RUSSO MARIO RUSSO ORAZIO RUSSO SALVATORE RUSSOLO PIETRO SACCENTE MARCO SACCHETTI GINO SACCO GIOVANNI SACCOMAN ORFEO SAGGIOMO MARIO SALERNO DOMENICO SALETTI LUIGI SALFO PASQUALE SALIERNO ANGELO SALUTINI ANTONIO SALVADORI GIOVANNI SALVAGGIO FRANCESCO SALVATORE GUERRINO SALVATORE LIBERO SALZERI DOMENICO SAMMARITANO DIEGO SAMPAOLO GUIDO SANNA VINCENZO SANSONE ANGELO SANTARELLA SILVIO SANTILLI DOMENICO SANTONASTASO FRANCESCO SANTONASTASO MICHELE SAPIGNI GIOVANNI SARCINA ANGELO ANTONIO SARCINA GIUSEPPE SAUSA SALVATORE SAUSTO VINCENZO

Unita
129 LEGIONE M.V.S.N. 4 RGT. FTR. 7 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 960 OSPEDALE DA CAMPO SAN. 233 LEGIONE M.V.S.N. 65 RGT. FTR. 201 BTG. GENIO 479 OSPEDALE DA CAMPO SAN. 3 RGT. CELERE ART. 66 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. CELERE ART. 9 RGT. BERS. 20 RGT. GENIO 28 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 17 RGT. ART. DIV. FANT. 40 RGT. FTR. 142 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 3 RGT. CELERE ART. 27^ SQD. PAN. WEISS 142 RGT. FTR. 203 RGT. ART. DIV. FANT. 174 BTG. M.V.S.N. 3 RGT. CELERE ART. 3 RGT. CELERE ART. 4 RGT. FANT.CARR. CARR. 174 BTG. M.V.S.N. 203 RGT. ART. DIV. FANT. IV BTG. ARTIERI 9 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 42 RGT. ART. DIV. FANT. 205 RGT. ART. DIV. FANT. 39 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 233 LEGIONE M.V.S.N. 31 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F. 156 BTG. M.V.S.N.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 31/08/1910 32 Disperso in Prigionia 26/08/1920 22 Disperso in Prigionia 05/06/1918 24 Disperso in Prigionia 03/03/1911 32 Disperso in Prigionia 30/08/1917 25 Disperso in Prigionia 12/10/1906 36 Disperso in Prigionia 08/02/1918 25 Disperso in Prigionia 12/05/1919 23 Disperso in Prigionia 16/01/1912 31 Disperso in Prigionia 16/02/1914 29 Disperso in Prigionia 04/03/1917 26 Disperso in Prigionia 11/12/1921 21 Disperso in Prigionia 30/11/1915 27 Disperso in Prigionia 14/03/1914 29 Disperso in Prigionia 14/09/1916 26 Disperso in Prigionia 12/10/1916 26 Disperso in Prigionia 12/06/1920 22 Disperso in Prigionia 08/10/1921 21 Disperso in Prigionia 31/03/1916 26 Disperso in Prigionia 18/12/1919 23 Disperso in Prigionia 20/09/1912 30 Disperso in Prigionia 30/05/1920 22 Disperso in Prigionia 20/10/1921 21 Disperso in Prigionia 22/11/1914 28 Disperso in Prigionia 12/06/1919 23 Disperso in Prigionia 09/09/1916 26 Disperso in Prigionia 14/09/1906 36 Disperso in Prigionia 15/11/1916 26 Disperso in Prigionia 02/07/1921 21 Disperso in Prigionia 04/06/1920 22 Disperso in Prigionia 08/11/1910 32 Disperso in Prigionia 28/03/1920 22 Disperso in Prigionia 09/10/1904 38 Disperso in Prigionia 10/10/1918 24 Disperso in Prigionia 27/04/1922 20 Disperso in Prigionia 27/05/1920 22 Disperso in Prigionia 01/10/1920 22 Disperso in Prigionia 02/10/1918 24 Disperso in Prigionia 19/03/1916 27 Disperso in Prigionia 22/06/1921 21 Disperso in Prigionia 28/01/1911 32 Disperso in Prigionia 06/04/1916 26

Disperso in Prigionia 11/07/1913 29

27

Grado
Soldato C.le Magg. C.le Magg. Soldato Caporale Soldato Sergente Soldato Soldato V. Capo Sq. Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Caporale Soldato C.le Magg. Soldato Soldato C.le Magg. C.le Magg. Soldato Soldato C.le Magg. Sergente Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
SAVINELLI GIUSEPPE SBORDONI ANGELO SCAGLIOTTI GIUSEPPE SCALAMBRA GUIDO SCALISE DOMENICO SCALISE GIOVANNI SCARAMUZZINO GIUSEPPE SCARDELLATO VITTORIO SCAVONE ANTONIO SCHIAVO DOMENICO SCHIAVONE LUIGI SCILIMATI MICHELE SCIROCCO LUIGI SCOTESE ARMANDO SCOTTI GIOVANNI BATTISTA SCOTTO DI TELLA VINCENZO SCUTELLA ANTONINO SEREGNI SECONDO SERRA ANTONIO SERRATORE DOMENICO SERVIDIO GUIDO SESSA AMEDEO SESSO CIRO SETTEMBRE SABATO SETTIMIO GUERRINO SEVEGNANI CARLO SEVERINI ANGIOLINO SGAMBA FEDERICO SGANGA FILIPPO SGRILLI GINO SICILIANO FILIPPO SIGNORATO NATALE SILVESTRI PIETRO SILVESTRI SAVINO SILVESTRI TRENTO SILVESTRO ANDREA SIRONI MOSE SISTO CIRO SORBO ANTIMO SORGATO ALDO SORICHILLO VINCENZO SORRENTINO GAETANO SORRENTINO ROCCO

Unita
40 RGT. FTR. 1 RGT. CELERE ART. 4 RGT. C.D.A. ART. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 115 RGT. FTR. 116 RGT. FTR. 174 LEGIONE M.V.S.N. 28 RGT. FTR. 150 BTG. M.V.S.N. 7 RGT. BERS. 10 RGT. ART. DIV. FANT. 52 GR. ART. 8 RGT. GENIO 20 RGT. FTR. 203 RGT. ART. DIV. FANT. 20 RGT. FTR. 40 RGT. FTR. 3 RGT. ART. DIV. FANT. 3 RGT. CELERE ART. 10 RGT. GENIO AUTOGRUPPI AUTO. 805 SZ. SAN. 62 RGT. FTR. 204 BTG. GENIO 16 RGT. FTR. RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 204 RGT.ART. DIV. CC.NN. 21 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR. 27 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. AUTOGRUPPI AUTO. 39 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 31 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 12/12/1912 30 Disperso in Prigionia 06/08/1918 24 Disperso in Prigionia 17/09/1914 28 Disperso in Prigionia 17/05/1912 30 Disperso in Prigionia 12/04/1914 28 Disperso in Prigionia 25/06/1917 25 Disperso in Prigionia 09/03/1918 25 Disperso in Prigionia 05/08/1916 26 Disperso in Prigionia 30/03/1916 26 Disperso in Prigionia 06/10/1911 31 Disperso in Prigionia 11/04/1919 23 Disperso in Prigionia 13/08/1902 40 Disperso in Prigionia 14/10/1918 24 Disperso in Prigionia 16/04/1915 27 Disperso in Prigionia 11/03/1919 24 Disperso in Prigionia 04/05/1913 29 Disperso in Prigionia 15/03/1913 30 Disperso in Prigionia 29/03/1918 24 Disperso in Prigionia 12/04/1920 22 Disperso in Prigionia 28/10/1922 20 Disperso in Prigionia 01/01/1920 23 Disperso in Prigionia 07/09/1918 24 Disperso in Prigionia 25/07/1920 22 Disperso in Prigionia 13/08/1920 22 Disperso in Prigionia 03/07/1913 29 Disperso in Prigionia 17/09/1921 21 Disperso in Prigionia 21/10/1918 24 Disperso in Prigionia 14/06/1920 22 Disperso in Prigionia 08/01/1916 27 Disperso in Prigionia 28/04/1915 27 Disperso in Prigionia 09/05/1913 29 Disperso in Prigionia 19/03/1909 34 Disperso in Prigionia 23/12/1919 23 Disperso in Prigionia 12/01/1920 23 Disperso in Prigionia 11/09/1916 26 Disperso in Prigionia 05/06/1919 23 Disperso in Prigionia 03/05/1918 24 Disperso in Prigionia 12/02/1916 27 Disperso in Prigionia 26/08/1920 22 Disperso in Prigionia 25/08/1921 21 Disperso in Prigionia 14/09/1921 21 Disperso in Prigionia 23/04/1921 21 Disperso in Prigionia 09/04/1916 26

28

Grado
Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato V. Capo Sq. V. Capo Sq. Soldato Soldato Soldato Sergente Cam. Nera Serg. Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Cam. Nera C.le Magg. Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
SPAGGIARI LAERTE SPANO VITO SPATARO SALVATORE SPATUZZI GIOVANNI SPECCHIA LUIGI SPECIALE MICHELE SPINOSA ENRICO SPROVIERO MICHELE STABILE FRANCESCO STAFFA PIETRO STANNARDI GUERRINO STANZANI CARLO STELLA MARCO STRINGANO RICCARDO SUCCI ATTILIO SUGAMELE FRANCESCO SURACE GIUSEPPE TAMMARO UMBERTO TARGA FERNANDO TASCHINI URBANO TASSI ELISEO TAURISANO ANTONIO TAVERNITI ANGELO TESAURO GIUSEPPE TESTA GENNARO TIBALDI LUIGI TOMASELLI ANDREA TONEGUZZO MARIO TONNI ADOLFO TORCHIA GIUSEPPE TOSATO ANGELO TOSETTO GINO TOSI ORESTE TRADII GINO TRAPASSO ROSARIO TRENCHI ARNALDO TRIDENTI SALVATORE TRINCHESE SALVATORE TROBBIANI NAZZARENO TROVATO FRANCESCO TUCCIA FAUSTO TARQUINIO TUL GIUSEPPE URSIDA VINCENZO

Unita
28 RGT. FTR. 201 RGT. ART. MOTORIZZATO 17 CP. GENIO 14 RGT. G.A.F. ART. LXIII BTG. MITR. 62 RGT. FTR. 145 AUTOREP. AUTO. 150 BTG. M.V.S.N. 174 BTG. M.V.S.N. 3 RGT. CELERE ART. 27 RGT. FTR. 86 RGT. FTR. 12 RGT. ART.DIV.FANT. 250 LEGIONE M.V.S.N. 27^ SQD. PAN. WEISS 61 RGT. FTR. XXVI BTG. MITR. C.DA. 4 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 203 RGT. ART. DIV. FANT. 11^ SEZ. SUSS. 20 RGT. FTR. 39 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. CL BTG. M.V.S.N. 9 RGT. BERS. 62 RGT. FTR. 19 RGT. FTR. 9 RGT. ALP. 61 RGT. FTR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 28 RGT. FTR. 20 RGT. C.D.A. ART. 22 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. 20 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 23/01/1921 22 Disperso in Prigionia 10/01/1920 23 Disperso in Prigionia 12/05/1909 33 Disperso in Prigionia 06/11/1921 21 Disperso in Prigionia 01/02/1913 30 Disperso in Prigionia 14/12/1919 23 Disperso in Prigionia 29/01/1920 23 Disperso in Prigionia 21/06/1903 39 Disperso in Prigionia 29/06/1909 33 Disperso in Prigionia 13/09/1915 27 Disperso in Prigionia 25/03/1920 22 Disperso in Prigionia 12/08/1919 23 Disperso in Prigionia 06/03/1921 22 Disperso in Prigionia 26/04/1905 37 Disperso in Prigionia 14/09/1913 29 Disperso in Prigionia 04/01/1919 24 Disperso in Prigionia 05/06/1912 30 Disperso in Prigionia 31/01/1920 23 Disperso in Prigionia 18/02/1912 31 Disperso in Prigionia 26/08/1918 24 Disperso in Prigionia 22/09/1919 23 Disperso in Prigionia 21/11/1918 24 Disperso in Prigionia 27/11/1912 30 Disperso in Prigionia 16/01/1920 23 Disperso in Prigionia 31/10/1920 22 Disperso in Prigionia 31/05/1921 21 Disperso in Prigionia 26/12/1912 30 Disperso in Prigionia 09/09/1916 26 Disperso in Prigionia 30/03/1911 31 Disperso in Prigionia 16/01/1914 29 Disperso in Prigionia 28/03/1918 24 Disperso in Prigionia 11/01/1920 23 Disperso in Prigionia 22/09/1911 31 Disperso in Prigionia 23/03/1911 31 Disperso in Prigionia 16/11/1920 22 Disperso in Prigionia 17/09/1913 29 Disperso in Prigionia 13/05/1920 22 Disperso in Prigionia 13/06/1920 22 Disperso in Prigionia 19/02/1915 28 Disperso in Prigionia 11/01/1915 28 Disperso in Prigionia 27/10/1922 20 Disperso in Prigionia 22/08/1911 31 Disperso in Prigionia 20/02/1916 27

29

Grado
Soldato Caporale Soldato Soldato Cam. Nera Soldato Soldato Soldato Cam. Nera Caporale Soldato Serg. Magg. Soldato Caporale Soldato Caporale Cam. Nera C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato V. Capo Sq. C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato Soldato Soldato Cam. Nera C.le Magg. Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Caporale Soldato Soldato

Cognome Nome
USAI FRANCESCO VAIA UGO VAILATI AMEDEO VALENTE CIRO VALENTI GIUSEPPE VALENTINI RAUL VALENTINO VIRGINIO VANGI CATALDO VANINI GIORGIO VANNINI BRUNO VARIO GAETANO VAROTTO MARCELLO VARRUCCIU GIOVANNI VATORE PASQUALE VECCHIATTINI GIUSEPPE VECCHIONI DANTE VELELLA VINCENZO VELLONE BRUNO VELTRI PASQUALE VENDRAMIN OTTORINO VENTRICE PASQUALE VENTURI DOMENICO VENTUROSI ANGELO VERNOCCHI TERZO VERSACE GREGORIO VESCIO SALVATORE VESPA GIUSEPPE VETRI SANTO VIDOLETTI BENVENUTO VIGNOLA VINCENZO VIGNONI ANDREA VILLANOVA GIOVANNI VITOLO FELICE VITTA GIUSEPPE VITTOR ELIO VOCATURO ALBERTO VOLPE GIORGIO VOLPI CARLO ZAMA GIUSEPPE ZANARDINI ANTONIO ZANI MARIO ZANOLA PIETRO ZARA VINCENZO

Unita
65 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 202 RGT.ART. DIV. CC.NN. 50 RGT. FTR. 270 BTG. M.V.S.N. 13 RGT. ART. DIV. FANT. 27 RGT. FTR. 201 BTG. FTR. XI BTG. M.V.S.N. 8 RGT. GENIO 61 RGT. FTR. 9 RGT. BERS. 27 RGT. FTR. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 12 RGT. ART.DIV.FANT. 140 BTG. M.V.S.N. 19 RGT. FTR. 10 CENTRO AUTO. 9 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. 13 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F. LXXXI BTG. M.V.S.N. AUTOGRUPPI AUTO. 27 RGT. FTR. 27 BTG. DI CPL. FTR. 99^ SEZ. SUSS. 1 RGT. FANT.CARR. CARR. 27 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 28 RGT. FTR. 115 RGT. FTR. 270 LEGIONE M.V.S.N. 9 RGT. BERS. 20 RGT. FTR. 39 RGT. FTR. 26 RGT. C.D.A. ART. 28 RGT. FTR. 61 RGT. FTR. 141 RGT.(541) FTR. 21 RGT. GENIO 27 RGT. FTR.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 04/03/1917 26 Disperso in Prigionia 11/12/1921 21 Disperso in Prigionia 22/06/1920 22 Disperso in Prigionia 17/07/1920 22 Disperso in Prigionia 11/07/1913 29 Disperso in Prigionia 28/10/1920 22 Disperso in Prigionia 25/07/1922 20 Disperso in Prigionia 07/02/1920 23 Disperso in Prigionia 31/08/1924 18 Disperso in Prigionia 22/09/1918 24 Disperso in Prigionia 21/04/1921 21 Disperso in Prigionia 18/09/1916 26 Disperso in Prigionia 23/02/1921 22 Disperso in Prigionia 02/10/1919 23 Disperso in Prigionia 04/03/1911 32 Disperso in Prigionia 24/11/1920 22 Disperso in Prigionia 05/02/1911 32 Disperso in Prigionia 22/07/1914 28 Disperso in Prigionia 14/02/1917 26 Disperso in Prigionia 29/08/1918 24 Disperso in Prigionia 09/03/1917 26 Disperso in Prigionia 02/11/1913 29 Disperso in Prigionia 16/05/1912 30

Disperso in Prigionia 18/01/1914 29 Disperso in Prigionia 01/01/1916 27 Disperso in Prigionia 14/06/1922 20 Disperso in Prigionia 02/07/1913 29 Disperso in Prigionia 29/09/1917 25 Disperso in Prigionia 09/10/1916 26 Disperso in Prigionia 20/06/1921 21 Disperso in Prigionia 13/12/1921 21 Disperso in Prigionia 17/03/1919 24 Disperso in Prigionia 03/09/1916 26 Disperso in Prigionia 10/05/1920 22 Disperso in Prigionia 16/03/1917 26 Disperso in Prigionia 17/08/1917 25 Disperso in Prigionia 05/09/1921 21 Disperso in Prigionia 21/11/1918 24 Disperso in Prigionia 04/02/1920 23 Disperso in Prigionia 14/07/1921 21 Disperso in Prigionia 05/10/1920 22 Disperso in Prigionia 23/02/1916 27 Disperso in Prigionia 03/10/1919 23

30

Grado
Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato Soldato

Cognome Nome
ZARAMELLA VITTORIO ZARRELLI PASQUALE ZIMBALARDI ROCCO ZINNO NICOLA ZITO GIUSEPPE ZOSO GUERRINO

Unita
132 RGT. FANT.CARR. CARR. 26 RGT. ART. DIV. FANT. 20 RGT. FTR. 65 RGT. FTR. 27 RGT. FTR. C.DI ED ENTI VARI AUTO.

Stato

Nascita Eta

Disperso in Prigionia 24/10/1919 23 Disperso in Prigionia 22/05/1920 22 Disperso in Prigionia 24/12/1918 24 Disperso in Prigionia 21/01/1919 24 Disperso in Prigionia 02/06/1921 21 Disperso in Prigionia 02/05/1919 23

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Bibliografia
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Finito di stampare Maggio 2008