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Alberto Alpago-NoveUo

F(!/trc> 1889 Frrmlin di 7iicblnnn 1985.


Archi/e/lo, urbmtiS/(1

Laureatosi presso il Politecnico di Milano


nel 1912, l'anno seguente si diplom :~Ila
Acc:~dcmia di Brera.l)i ritorno dalla guerra, nel 1919, apr swdio in Milano con
l'architetto Ouavio Cabiati, con il quale
lrmet-:1 tutti i suoi l:won l no alla mot1e di
quest'ultimo ( 19'56). La sua atttvit11 professionale, con Buzzi, Pomi, i\lltzto c altri,
si inscnscc 111 quella corrente delnita
architenma neoclasstca Iom bard:~", particlanneme 'tvacc fra il '25 c il .~0,
parallelamente al 1\:ovcccnto pittorico.
:':cl 19.30 fu membro, con Gto Ponti e
~ l ario Strom. del Ducttono preposto alla
IV Tncnnalc dt !\lonza.
Nel '21 fond, con Giuseppe ne Fineui e
Cabiati, il Club dcglt lJrbantstt milanesi,
nel 1927, in collabot~lzione con i due
architclli cit:1ti, con Giov:mm Muzio e
altri, onicnc ti secondo premio nel concorso nazionale pet il Piano Regolatore di
1\lilano.
<S'Il"'' "'l"""h" "' IV da ""lx-nuul

IIIH>{M'I111111
Snl<l.111 (udu.un.HJ) t: poii.IIIKI an ;IJH\'n
(1.1\oll p:r l.a

;t <AuniJti~an

""'"' tlal'uudl.a Cahwul, ~l(l'llll.ll 1?17.

TEMPORE BELLI

MDCC CCXV.

Ex l.olms "'>P<'nok-" do Alhco1o Alp:ogo-Ko,ello disegnato dalr:outooe peo k

Sll<.'

pubbli<:.11iono molil;ui del p<:oiodo di guerra. 191';.

Alberto Alpago-Novello

TlEMPO RlE IBELLl[


MCMXV - MCMXVIII

LA GUERRA VISTA DA UN UFFICIALE


BELLUNESE DEL GENIO MILITARE

Edizioni DI3S

lhqu.ttln, J'A.'""' <la

un';l)t."t'nc.1tn.l

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)CU\.'11.1

dl'll ;&u1 >t'\.' .\nnu 191X

C Cop)right Edizioni 013$, Seren del Gr:tpp:t, 1995


Tuni i diriui dell'uso anche parlbli dei testi
e delle illustrazioni sono riservati

Si ringrazi:tno per il prezioso appono ai fini della realizzazione del prcsemc volume: Enrico Acerbi, Adriano Alpago-Novcllo,
Luciano Bcrgoglio, Fabio Budel, t\lario De Biasi, Carlo Giuliana, Luca Ramacci, t\larco Rech.
Per l'allestimento della mostra si ringraziano: il Comune eli Belluno, con il Sindaco l\laurizio Fistarol c l'Assessore alla Cultura
Antonio Stragi, e il Comando della 13rigata Alpina Cadore.
Le foto della mostra sono state stampate clallc lastre originali, a cura e con l'abituale perizia dallo studio fotografico C. Dc Santi
Belluno.

Introduzione
di Luca Ramacci

l-lo appreso dell'esistenza dell'archivio


fotografico pubblicato in questo volume
mentre, in auto, in compagnia del figlio
dell'Autore mi stavo reca ndo da Belluno
a Feltre per un sopralluogo.
Stavamo p:~ssanclo per Santa Giustina
Bellunese e si discorreva sul fatto che
l'edificio oggetto di accertamenti (che
anche l'a rchitetto Al pago-Novello avrebbe dovuto effettuare quale mio consulente tecnico) pur avendo superato indenne due guerre, non aveva per resistito alle conseguenze di alcun i interventi, costosissimi ed inutili, che ne avevano
sconvolto l'originari o asseno.
Parlando di guerra e considerato il posto
in cui ci trovavamo, mi venne spontaneo
l'accenno al fatto che in quel comune, vi
era durante la Grande Guerra un ca mpo
eli aviazione ove precipit, dopo essere
stato colpito, presumibi lmente sul Grappa, l'aereo dell'asso austriaco joseph
Kiss (il p:trticolare mi rimase impresso
dopo aver visto su un libro le foto di
alcuni aviatori che mostravano i resti
dell'aereo abbattuto).
Di qui a parlare del Col eli Lana e dei
tentativi, che stavo effettuando, di identifica re i resti eli alcuni caduti austriaci
rinvenuti in quella local it, il passo fu
breve.
Venni cos a sapere, con viva sorpresa,

che il padre dell'architetto Alpago-Novello aveva combattuto, come ufficiale


del genio militare, sul Col di Lana ed in
altre localit del fronte dolomitico e che
aveva personalmente conosciuto il Tenente Caetani di Sermoneta, l'artefice
della mina fatta brillare dagli italiani sul
Col eli Lana, il Tenente Bonfioli ed altri
personaggi il cui nome ricorre spesso nei
testi che trattano le tragiche vicende eli
quanti combatterono su quella montagna.
L'interesse aument, poi, quando mi
venne eletto che il capitano AlpagoNovello conobbe anche Paolo Caccia
Dominioni, architeno ecl ufficiale del
Genio durante la guerra, i diari del quale
sono stati recentemente ristampati, con
cui condivideva la passione per la
gnomonica.
Ma la notizia che veramente mi sorprese
fu quella clelia esistenza eli numerose
fotografie scattate durante la guerra e
conservnte ancora nella villa eli famiglia
in Frontin di Trichiana.
Avvisai subito l'architetto Alpago-Novello che l'invito eli esaminare il materiale
fotografico in suo possesso, che mi stava
gentilmente rivolgendo, sarebbe stato
prontamente accolto e cos, qualche giorno dopo, ci trovammo a Frontin dove
potei finalm ente v isionare le fotografi e.

Ma non c'erano soltanto quelle. Mi vennero mostrmi, infatti, i disegni originari


di gallerie da mina e per artiglieria, i
progetti eli strade militari, i manuali distribuiti agli ufficiali del Regio Esercito,
le carte militari austriache con l'indicazione eli bersagli per l'artiglieria (preda
eli guerra), i volantini in pi:1 lingue che
venivano lanciati sulle trincee nemiche
per invitare i soldati alla resa e, addirittura, lo strumento utilizzato del Capitano
Al pago-Novello nel quotidiano lavoro eli
progettazione eli strade e gallerie, l'apparecchio fotografico usato per scattare le
fotografie, nonch una granata incendiaria eia 305 mm. eli cui l'autore parla in un
suo manoscritto riprodotto in questo
volu me c che si trova ancora nel luogo
ove venne originariamente collocata.
Il materiale fotografico, in particolare,
risultava veramente interessante non solo
per il numero delle foto, ma anche per il
loro contenuto e per le didascalie redatte
direttamente dall'Autore e riguardanti la
data, il luogo ed altre indicazioni.
La visione delle immagini riprodotte era
inoltre resa ancora pi:1 avvincente dalle
ulteriori indica;:::ioni fornitemi dall'attuale detentore dell'archivio.
Venni cos a sapere, acl esempio, che la
fotografia che ritrae lo stesso autore ed
alcuni valligiani accanto acl un focolare,

venne scattal:l geaando una manciata eli


magnesio su l fuoco che ardeva, per
oncncre cos una luce sufficiente per
impressionare la lastra c che parte delle
stupende immagini panor:tmiche erano
state riprese utilizzando una macchina
fotogralka stereoscopica.
Ma ci che veramente mi fece trasalire fu
l 'apprendere che di quelle vecchie stampe, alcune di dimensioni ridotte ed orma i ingiallite, erano state conservaLe, per
tutti questi anni, le lastre negative in
vetro originali.
Ci significava che quelle immagini potev:~ no nuovamente essere stampate e
ingrandite, inoltre potevano essere ricavati particolari cb i singoli negativi. C'era,
insomm:t, una vasta possibi l it~t eli elaborazione dei dati raccolti nella documentazione fotografica.
Le immagini, inolt re, costituivano un
vero c proprio diario fotografico, in
quanto erano state scattate dall'inizio
della guerra fino all918-l9 e documentavano, cos, anche il periodo della ricostruzione immediatamente successivo alla
conclusione del conflitto.
l l consenso prestato dall'a rchitetto Adriano Al pago-Novello alla divulgazione del
contenuto dell'archivio appare quindi
sicuramente condivisibile in quanto il
materiale in suo possesso di indubbio

TJ:MPOKI: HFII.I

1\IC~IXV- MC~IXVIII

valore storico. Le fotografie, inoltre, sono


state scauate con una estrema cura dei
particolari e con una attenta scelta delle
luci e dei soggetti; sono, insomma, immagini in cui si coglie immediatamente
l'atmosfera dei luoghi che riproducono.
Ogni lastra ha un suo fascino singolare.
Soltanto dopo un'attenta osservazione
emergono, da ciascuna fotografia, i particolari. Infatti, scorrendo pi volte il
materiale, si scoprono sempre nuovi
dettagl i che ad una precedente visione
erano magari sfuggiti.
Colpisce inoltre in modo particolare la
rappresentazione della vita quotidiana
elci soldato e, soprattutto, della popolazione civile, durante l:t guerra: le foto
non rappresentano episodi cruenti, n
testimoniano gli aspetti pi:t raccapriccianti del conflitto, eppure riescono a
rendere quasi percepibili a ch i le esamina, anche a distanza di tanti anni, le
stesse sensazioni provate dall'Autore.
Va deuo, poi, che quando ho avuto
modo di vedere alcune ristampe e qualche ingrandimento dei negativi conservati, l'impressione suscitata dall'esame
delle vecchie istantanee decisamente
aumentata: l'ottimo stato eli conservazione delle lastre consente infatti la stampa
eli foto eli qualit, cosicch le immagini
riprodotte sembrano vecchie d i pochi

giorni e non eli quasi ottanta anni.


Credo inol tre che queste immagini, o ltre
a possedere un indubbio valore storico
siano senz'a ltro utili, proprio per la loro
puntualit nel rappresentare la guerra
nei suoi aspetti quotidiani, per comprendere appieno la tragiciti"t eli quegli anni.
Esse rappresentano, dunque un materiale prezioso, da consul tare attentamente
utilizzando, per la ricerca dei particolari,
le sintetiche ma puntuali annotazioni
dell'Autore.
Va da ultimo ricordato che anche il titolo
eli questo volume opera del Cap.
Alpago-Novello. All'interno dell'a lbum
che raccoglieva le fotografie da lui scattate, stato infaui rinvenuto un foglio,
forse da applicare sulla copertina dell'album stesso, recante la scriua TEMP>RE
BELLI " MCl'vrXV- MC\IXVlll".

Prefazione
di Enrico Acerbi

Essere giovani negli anni '60, per ch i


aveva !:t ventura di vivere ai piedi d(cime
montuose, testimoni del lento c doloroso scorrere della Grande Guerra, significa,a vivere a strcuo comauo con il
ricordo degli eventi. Spesso s'usciva, con
gli amici, per bre escursioni sui campi di
bauagli:t. In particol:tre, quando si affrontavano le montagne ci si portava
sovente :tll' intcrno di trincee, ga llerie,
ricoveri, muti testimoni di un periodo
non ancora remoto, vuoi per l:t curiosit:t
di trovare quakhc residuato bellico, vuoi
per imm:tgm:w. epici e violenti scontn a
fuoco.
Vivevamo :t<:Gtnto alla Grande Guerra
senza intuire i drammi della vita quotidiana del soldato al l'rome c sembrava
quasi eli st:ll'(.' vicino acl un grande vecchio <lonnicntc che improvvisamente
poteva destarsi a raccontare ci che
aveva 'isto. E quando quella passione
giovallllc st tramut in interesse stonco,
gli stessi luoghi scmbr.trono impron isamente proporre molti pii: dettagli che un
tempo.
Non c'e rano allora so lo trincee ,
comminanwnti , buche eli granate, ma ci
colpiva no anche mulauierc c stradinc,

scalinate eli roccia , tunnels, rud eri di


baracche ed ardite postazioni difensive.
Appariva evidente, dovunque, quale
enorme lmoro era stato portato a tennine nell'intento d'organizzare le linee, sia
per l:t difesa sia per la preparazione degli
assalti.
Cos ai nostri occhi acquistava maggiore
digniti't, accanto nl fant e, al bersagliere
cd all'alpino, anche chi aveva combanuto nei servizi logistici, per o rganizzare le
comunicazioni, per i rifornimenti e per la
costruzione delle opere militari. In montagna particobnncntc colpiva l'opera
del Genio militare c soprauuuo la specialit:t dei minatori, il V Reggimento Genio.
Composto da uomini ca paci eli traforare
incredibili pareti di rocci:t per la posa eli
cannoni, per farn e ricoveri, per costruire
strade "impossibili" co me la v ia
d'arroccamento al Pasubio delta "delle
Sl gallerie", quei soldati finirono anche
per imparare a minare vcuc intere per
farle poi saltare in aria, nell'illusione che,
ferendo la montagna, si potesse dar
corso diverso ai combauimenti.
L'aver capito l'importanza di una "guerra
eli lavoratori" in rctrovia era decisivo,
soprattutto perch meno appariscente

della "guerra d'eroi" tramandata da leltcratura c storiografia. Si materializzav:tno


davanti agli occhi eroi diversi, caduti non
nell'assalto ma lavorando in galleria o
alla posa dci rcticol:tti, tuili uomini di
pari digniti't dci commilitoni dccor:ui in
bauaglia. Intere armate di operai c specialisti eran o state impiegate, mentre
progrcdiv:t il conl1iuo, per mantenere il
pa sso di un progresso tecnico
in:urestabilc.
Per certi versi, infaui, la Grande Guerra
fu un trapasso doloroso d'epoca storic:t.
In Europa si consum l'ultimo tcnt:llho
di portare a termine una guerra a misura
d'uomo. Quando per fu chiaro che gli
aspetti ro mantici della v ita militare
Ollocentesca avevano ceduto il passo
alla potenza distruuiva dei cannoni c
degli esplosivi, quella guerra :tvcva, ormai, gi:t inesorabilmente introdouo l 'Europa, cd il mondo, nella nuova era clelia
tecnologia.
Era terminato il tempo delle variopinte
cariche di cavalleria. L'eroismo dell'assa lto alla baioneua s'infrangeva contro
comuni mawssc di filo spinato, si vivevano lunghi periodi di malinconica no i:t
nel fango delle trincee afl1illi da parassiti

Il \II'OKI

11111 l

~lt:\1'\\i \11 ..\1" Ili

e eta malattie, si tremava, impotenti , sotto


le esplosioni delle granate di grosso
calibro. Non c'erano quasi pi:1 assalti alla
sciabola, ma grigie divise e mitragliatrici,
e, pi:1 avanti, macchine volanti, gas
asfissianti e gabbie semovemi armate
dette "Tanks".
Si potrebbe osserva re, per, come proprio sulle montagne si perpetuasse, in
qualche maniera, lo spirito cavalleresco
e sportivo dell'impresa audace, culminame nella scalata di una parete rocciosa . Piano piano invece, anche sulle vene,
l'eco isolata dello spa ro dei tiratori scelti
veniva sostituita dal rumore assillante
etei perforatori, dai sibili dei mortai eta
trincea; il rombo terrificante clelia valanga fin per far meno paura dello scoppio
eli quinta li eli d inamite stipati sotto la
roccia.
La Grande Guerra, con l'impiego delle
mine da roccia, aveva cos definitivamente
privato le montagne veneto-tiro lesi ciel
loro alone leggendario d'inviolabilit.
Una guerra eli montagna era stata sempre
ipotizzata, dagli Stati Maggiori austriaco
ecl italiano, in ogni ipotesi offensiva,
nonostante, cbl 1882, un patto d'alleanza
legasse le due nazioni alla Germania. La

"Societ per il mantenimento della pace",


meglio conosciuta come "Triplice alleanza", non aveva pertanto escluso b possibilit che gli interessi italiani finissero
per collidere con quelli della vicina
Austria-Ungheria.
Il combattimento in quota era stato preparato con minuziose esercitazioni sia
nel Tirolo austriaco, costituendo reparti
d'alta momagna, sia tra le file italiane con
l 'ampliamento degli organici delle truppe alpine, in grado d'agire con sempre
maggiore autonomia. Con la dichiarazione di neutralit italiana, il 2 agosto 1914,
apparve sempre pi:J evidente come i due
stati confinanti rifiutavano il ruolo d'alleati avviandosi verso l'inevitabile scontro.
E il 24 maggio 1915 iniziava lo scontro
lungo i confini.
Il piano eli guerra italiano non prevedeva
attacchi in grande stile in tutti i settori del
fronte, bens una serie di impulsi offensivi, da portare avanti man mano che la
radunata delle truppe s'anelava completando, soprattutto su l confine friulano e
poi su ii'Isonzo. Le armate che si stavano
concentrando sui fronti di montagna, la
P armata dallo Stelvio alla Valsugana e

la 4a armata dalle Alpi eli Fassa, nel


Cadore e in Comelico, avevano compiti
meno marcatamente offensivi, potendo
cos avvicinarsi con pi:1 cautela e preparazione alle linee avversarie.
Purtroppo il ritardo nel completare gli
schieramenti d'artiglieria rallent in modo
eccessivo le operazioni in montagna.
Questo fauo, assieme alla scarsa conoscenza dell'effettivo potenzia le di difesa
austro-ungarico sia in uomini (pochi) sia
in mezzi ed opere fortificate (buoni),
fece s che l'avanzata verso le montagne
fosse o ltremodo lenta ed impacciata. Gli
austriaci ebbero cos la ventura di rafforzare ancor pii:J alcuni capisaldi d 'alta
quota, pur dovendo abbandonare posizioni trad izionalmente importanti quali
il massiccio del Pasubio e la conca di
Cortina d'Ampezzo.
Per effetto eli wli avvenimenti la lotta
su lle montagne si manifestava subito
estremamente impegnativa, scindendosi
in una sequenza infinita eli sanguinosi
episodi localizzati acl alcuni settori particolarmente importanti quali il monte
Nero, il Coston sull'altopiano di Folgaria,
Cima eli Bois vicino Cortina, monte Piana
sopra Misu rina ed altri luoghi eli minore

importanza str~uegica. La lotta per fu


soprattutto aspra su l Col el i Lana,
ribattezzaro Col d i Sangue e Blutberg
dagli austriaci, la cui linea, per la posizione strategica, rappresentava una minaccia contro la presunta avanzata italiana
verso nord. Il monte conteso cadeva ill7
aprile 1916 grazie alla devastazione prodotta dallo scoppio eli una grossa mina
che ne decapit la vetta. L'esplosione del
Col eli Lana fu primo esempio eli un
nuovo modo el i combanere in montagna, portato avanti da squadre eli lavoratori che s'insinuavano nel souosuolo,
scavando cunicoli fin sotto le linee nemiche, stipando infine le camere eli scoppio
eli esplosivi. Era un tipo eli guerra che
non portava risu ltati tangibili, ma che
venne utilizzato sino alla fine del conOitto, forse anche per il terribile impatto
psicologico che avevano i preparativi eli
scoppio sulle truppe avversarie. L'attesa
dei soldati in trincea sulle cime, che
udivano il ronzio sinistro delle perforazioni sotterranee, era spasmodica, trasformandosi gradua lmente in immobile
terrore nell'imminenza dell'esplosione.
La guerra eli mine coinvolse cime celebri
nei bolleuini militari del tempo: Pasubio,

monte Cimone eli Arsiero, Castelletto,


Lagazuoi, Zebio, Colbricon e molte altre.
Nel 1916 e nel 1917 b guerra sui monti
si svilupp esprimendosi anche con graneli battaglie campali. Nel maggio 1916
una violenta offensiva austriaca aggrediva gli altipiani eli Folgaria ecl Asiago, il
Pasubio e la Vallarsa. Due armate imperiali attaccarono le linee italiane nel
tentativo d'arrivare vincitrici sino alla
pianura vicentina in uno scontro di uomini e mitragliatrici con un discreto
apporto d'artiglieria. L'iniziale successo
austriaco del v iolento assalto originava
dalla pochezza della attrezzature difensive italiane ma, alla fine, l'attacco s'aren
sui monti, soprattutto grazie al valore di
chi difendeva il proprio suolo, pur disponendo di ripari improvvisati.
In giugno 1917 poi venne, per gli italiani,
il momento d'attaccare gli avversari sui
monti cleii'Ortigara. Questa battaglia fu
scontro d'artiglieria e eli masse eli soldati
gettati all'assalto contro linee difensive
ben tracciate nella roccia. L'elevato tributo in vite umane qui pagato dimostr
inequivocabilmente l'importanza tattica
dei soldati-lavoratori, responsabili della
preparazione delle trincee, dei ricoveri,

delle postazioni per mitragliatrice e cannoni. Dove c'era una linea ben organizzata e tracciata con valide difese anche
un massiccio impiego d'uomini e granate non poteva avere che scarsi risul tati
militari.
Se l 'offensiva ciel Tremino clelia primavera 1916 aveva dimostrato l'importanza
strategica dei servizi logistici, delle comunicazioni, del costruire nuove strade,
I'Ortigara rivel palesa mente che la tattica della costruzione delle fortificazioni
campali era pi efficace del modo eli
condurre la guerra d'assalto, vigente in
quegli anni.
Nell'ottobre 1917 un clr:llnmatico evento
sconvolse tutto il fronte. Nell'alto Isonzo,
nelle conche eli Plezzo e Tolmino, le
linee italiane cedettero, travolte da un
organizzato attacco austrogermanico, che
rapidamente port le truppe imperiali acl
invadere la pianura friulana. La battaglia,
nota con il nome eli Caporetto, fu un
grave disastro m ilitare che ebbe come
conseguenza importanti perdite, sia in
soldati sia in materiali bellici. Tutto il
fronte montano veneto-friulano venne
abbandonato e l'esercito italiano venne
forzato a ripiegare sino al Piave, dove,

TI'~II'OIU: BEI.I.I

MC~IXV -1\IC~IXVIII

ll

con enorme sacrificio, l'av:mz:11a :t\Tersaria venne fermata. In qu<.>l periodo,


incerto c dramm:lltCO, comparvero sui
bollettini di guerra nuo' i luoghi e nuove
montagne, alcune gi:t teatro di scontri,
altre :ti battesimo del fuoco: monte Grappa, Melette, Valbcll:t e Col dd !~osso.
Tutti questi luoghi cr:tno accomunati da
un comune d esti no: l:t scarsiti't della
preparazione logistic:t difensiva delle
nuove linee, che renclcv:t l:t lotta incerta
c faceva pavcntarc ulteriori sviluppi negativi del gi grave rovescio isontino.
L'anno dcll:t vittoria italiana, il 1918,
trascorse lent:unente, senz:t grandi batt:lglie, sino al mese di giugno. All'inizio
dell'estate, infatti, inizi<> l'ultima ghlncle
offensiva austriaca tra il Piave e gli
altipiani trentine ,in.ntini. La rinno,ata
saldezza dell'esercito italiano, organizzata cb lince logisttdH..' efficaci, c l'ormai
debole forza ol'fensi\ a imperiale determin l'insuccesso dell'impresa, l:tccndo
chiaramente intuire che la vittoria finale
era ormai prcdus:t agli austroungarici.
Cos in lt:tli:t , a novembre, con la battaglia eli Vittorio Veneto, ccss:tva il grande
conflitto moncli:tle, port:tnclo alle trattative eli p:1cc vinti e vincitori, intere nazio-

12

Tr\11'< >111" 111111

\11 \1\\' \Il \1\\ Ili

ni sfiancate da gravi perdite in soldati c


mezzi, oberate dai debiti di guerra. Gli
Stati Uniti d'America, entrati in gucrr:t
molto tarclivamente con una florida economia, divennero cos, per la prima volta
nella storia, perno della politica economica mondiale, suggerendo il nuovo
assetto delle nazioni europee. Il mondo
usciva dall'Europa c si portava a
Washington, lasciando dietro eli s desolazione, epidemie e crisi economica.
Ad ott:mt'anni da quella guerra, che
poteva essere d 'uomini ma che fu eli
tecnologie, chi s'interessa della narrazione degli eventi storici, magari tentando
di attenuare toni eli troppa celebrazione
per l'eroismo delle battaglie c cercando
eli ricordare la \'ita comune del soldato,
non pu, oggi, esimersi dal sottolin<.:m
i ser\'izi resi dai militari dei servizi logistici.
Il loro contributo, realmente dccisi,o c
poco raccontato, risalta ancor piLt leggendo sia memorialistica di guerra sia
documenti d'archivio.
Quando infine si scopre un diario di
guerra, non scritto su fogli ingialliti, ma
scandito da stupende immag ini lotOgr:tfiche com' il presente l:lvoro, il lettore
non pu che provare un sincero senso

d'entusiasmo. La scoperta assume infine


grande rile\'anza considerando poi che
ci si trova eli fronte non ad un comune
diario di guerra, come i tanti proposti in
quest'anni, bens alla testimonianza delle vita militare di un grande urlxtnista,
l'architetto A lberto Alpago-Novcllo,
progeuista e direttore eli numerose opere
militari in tempo eli guerra .
Il materiale proposto in questo libro,
oltre acl un indubbio valore storico,
possiede i caratteri dello stato d'arte
della fotografia militare, data l'elevata
qualit eli immagini, alle quali l'autore
dedicava particolare attenzione c professionaliti't. Alberto Alpago-:-.lovello,
bellunese, ci propone una lettura inedita
della "guerra elci servizi", unica di questo
genere, anche volendo cerGue un esempio simile tra b letteratura d'altri paesi.
Non ci troviamo d:l\'anti alle memorie
scritte :t mano da un alto ufficiale del
Genio militare, spesso desideroso di
giustificare lacune personali caratterizzanti opcrnioni militari meno fortunate,
111:1 vivi:tmo "in diretta" immagini reali
dell'epoca.
Qui si trovano i luoghi della guerr:1 in
montagna, dove Alpago-Novello opera-

,.a (val

~la(.,

Aho Cord<.,ol<.', val 13oite),

vi :;ono immagini clcll:1 mina elci Col eli


Lana, clelia l inea che correva sul Piave c
lotografie di opere colilnttll' in guerra.
Questt.. 111 panicolart.. t..rano state progettate pc:rch potesst..To, in futuro, ser\'irt..
anche: alla popolazron<. <t\ tic, quando rl
conllrllo fosse terminato, nonostante il
pare:re <:ont rario cl elle :1utorit:1 mi lit:1 r i,
in:;cnsibili a tali nccessit:l :;oci:tli.
In qut..sto diario \'SI\0 sr trovano poi
clocumentr, schizzr, progetti eli
fortrltct/tonc campale: c: stupende immagini clelia gente ciel tempo; non solo
soldati :ti lavoro o in posa-ricordo, ma
pur<.' civil i cd intensi ritr:ttti femm inili,
ornati dal vestire semplice: dell'epoca.
'embr:t 111 effetti dr :1\t..rt.. in mano la

zionc in altri paesi, magari corredato di


doppie didascalie in lingua ital i:llla c
ingksc.
E per me, quindi, una grande gioia
partecipare all'edit.tonc dell'opera, che:
racconta la ,ita di guerra dcll'architcllo
Alberto Al pago-No' ello, e non pos:;o
esimermi cbl ringraziare chi ha scoperto
un simile tesoro, sepolto in qu:tlch<.
cassetto o baule, e chi ne ha curato l:t
stesura con tanta professionalit.

l 'a/da,5110 21.10.9-1

Clrtdlin;t personale: dl'll'ardtitetto, con i


suoi l:l,orr, i suoi ricmdr personali, le
imm:tgini clelia sue gent<.', prT'Ziosi tesori
anche per ch i, clilellandosi di scrivere
storie, (. pi:r avvezzo a consultare carte
mgi:tlltt<. c documentr unpoherati, consunti Tak scnsaziont.. rafforza l'imprcssion<.' che questo 'olumc: mcritereblx
non solo 1:! diiTusiont.. sul t<.'tTitorio nazionale, ma anche che avrebbe il di rillo
c la dignit:t di bcncfici:ll<.' della clistribu-

Il ~II'Oill; 111111

~l< .\IX\ M< \1\1 Ili

l~

Elenco dei luoghi e delle localit


pi importanti citati) in ordine alfabetico
e per provincia di appartenenza.
Provinc ia di Belltwo
Aga i
Aiarnob (mome)
Antel:to (monte)
Becco di Cuzze
Belluno
Bosconovo
Bribano
Cablzo
Campedelle (monte)
Campolongo
Canci:t
Cas:unazzagno
Cherz
Chiesa
Chn:t Cadin
Chn:t Oodici (Crocb dei Toni)
Cima Frugnoni
Civeua (monte)
Col B:tion
Col Oadant
Cokl:ti (monte)
Col della Puina
Col di L:tna
Col di Sa l er~1
Cologn:t di Domegge
Col Vidal
Cordelle
Corclevolc (torrente)
Cordigian
Cottina d'Ampezzo
Costa
Cridob (momc)
Cristallo (monte)
Croda Nera
Crode di Cuz (monte)
Cuzza
Cuzze
O:tma

(q

'rEM I'OJIE JIEI.II ~ICMXVMC~IXVIIJ

Oavedino
Oigonera
Domegge
Oont
Oosoledo
Feltre
Fernazz~t (monte)
Fopp:t
Forcella Cibiana
Forcell:t Cuzze
Forcelb Grande
Forcella Piccola
Forcella Staul:tnza
Forno di Zoldo
Frontin
Froppa (mome)
Ga\':lZ di Goim:t
Gr:l\az
l.:t Corte (forte)
Le t\ lannarole (monte)
Longarone
llla (torrente)
lll:trmobcl:t (monte)
llli:tron (monte)
lllonzena (mome)
illonrancllo (monte)
.\lomc Pum:t
Nli\'OI:tu (mome)
Ornelb
Padob
Padon (mome)
Passo Ou r:m
Passo Feda ia
Pelmo (mome)
Peralba (mome)
Pi:l\'e (fiume)
Pieve di Cadore
Pieve di Zoldo
Pore (monte)

Punta di Copada (monte)


Quero
Rite (monte)
Rocchene (monte)
Sa lese i
S:tn Pietro di C~tdore
S:tnt:t Giustin:t Belhmese
Santo Stefano di C:tdorc
S:1ss di 1\l ezzod (monte)
Sasso Lungo (mome)
Sforn ioi (monte)
Sief (monte)
Sorapiss (monte)
Spiz Zttel (monte)
Tofane (monti)
Toppa (monte)
Tre Cime di L:t\'aredo
Tre Croci (passo)
Trichian:t
Tudaio (monte)
Val Boite
Val Forca
Venas di Cadore
Villagrande
Vill:tnova
Villapiccol:t
Zopp
Zovo ( mome)
Zucco (monte)
Zuel

Prouincitt tli Bolztmo


Pralongia
Sassongher
Provincia di Ttet!f.so
Asolo
Castelfranco

Castelli
Coll:llto
Conegliano
Cornuda
Coste
Crevada (torrente)
Crocen:t del 1\lontello
Gi::t\'el~l

J\laser
Nervesa
Par
Pieve di Soligo
Ponte della Priub
Ponzano
Possagno
Povegliano
S:1n 13oldo (passo)
S:mt:t Lucia d i Pia ve
Spresi:tno
Susegana
Tomba (monte)
Veuor:tzzo
Vidor
Villa Berti (localil?t)
Visnadello
Vittorio Veneto
Volp:1go del lllontello

Pro11incia di Porde none


1\lonte Cavallo
Pordenone
Roveredo in Piano

Prov incia di Udine


Colrosolo (monte)
Simone (mome)

Cimolais
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CavassoNw
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Montereal

afe.

t-1. Ca\,allo

S.Q~~
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L )a rchivio fotografico di Alberto A/pago-Novello

sulla guerra 1915-18

n materiale.
Si tratta eli una raccolta di oltre 400 foto in bianco e nero, per
lo pi lastre eli vetro formato 9xl2; una parte minore sono
pellicole piane 9x 12, scattate al fronte tra il 1915 e il 1919 con
l'apposito permesso del comando militare.
Il materia le sostanzialmente in buono stato di conservazione.
Negli ingrandimenti, eli proposito, si sono evirati ritocchi c tagli.
La raccol ta comprende anche una serie eli stampe eli piccolo
formato eli cui non si sono rintracciati i negativi.
Quasi tutte le foto hanno didascalie esplicative o un commento
pii:1 dettagliato, annotati a mano dall'Autore.
Completano la documentazione disegni originali eli tracciati
stradali, ponti, gallerie, postazioni el i difesa, progettati e diretti
dall'Autore.
Sono pure conservate cane militari italiane e austriache,
opuscoli "riservati" eli istruzione, manifesti eli propaganda,
cartoline eli guerra. Il materiale, assolutamente inedito, riguarda principalmente l'a rea delle Dolomiti Bellunesi c quella
compresa tra il i\lontcllo e il Piave.

Le didascalie .
Nella maggior parte dei casi sono tratte dalle annotazioni
origina li dell'Autore integrate, i11 corsitJO, eia alcune note elci
figlio Adriano.

16

'11 :,\11'< >IO' 111:11.1

,\IC~IX\' MUIX\'111

LA GUERRA
INVALMA
'
VALBOITE
E ALTO CORDEVOLE
1915-1917

I LUOG IIl

D:lil'osscn:llorio dcll:1 nostra ~czio nc


d i l '52 a Col D:1dant :
l'ex forte L1 Corte, le ca~c di Chcrz
( nido d i l>:lltc ric :Just ri:Kiw);
nello sfondo il S:1~~ Song<:r.

1':1sso Dur:1n
Estate ' 1'5.

e Col 13:t io n.

J{occllet tc, Col dcll:l Puin:1 .


cl:l ll:t Forccll:l St:tuhnz:l.
2'> l'cbbraio 191 7.

TI~~~- >1!111111.1

~101>.1 ,\1< ~1\1'111

l<)

Sasso Lungo c Rocchetta


da Col di Sa lcra.
28 dicembre 1916.

Col di Lana c Porc


da Col di Salcra.
28 dicembre 1916.

lO

1 1.\11'< mr 111111

"' " " ''' \1\\111

Pclmo, eia Col Grande.


Autunno 191 '5.

Dal

21.

~lontc

Ritc. Stuth d1 documel/taziollc> delteJTilorio 1915

Il \!l'lUI 111:1 U

ML\1:-.\ ,\1< .\1\\ Ili

?e/mc

Dal ti/onte /?ile. Studi di docJ!IIlelltazioJle de/territorio. 1915.

24

Tr\ll'<)l(r lll:lll

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B. Jc.' Cuzz e

CORTiNA

Sorap/ss

Il \11"111 Il! Ili

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Oo/.1/cmte /We Stlfdi di doC/fiiiC'I/tozione de/territorio. 191 ')

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'l r~II'OIU: 111'1.11

MC~IXV ~I< :MX\'111

27

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Dal t'Vfnnle !?ile. Studi di doculllentazione delterrilorio. 1915.

28

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MC~ IX\' ,\ICf\JX\'111

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Drrl.fi!r!e di Col l 'idrrl ICJ 17

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Scbizzi ed appunti dei luoghi presi a


COIIIplelllCIIIO del/a dOC/111/CIIIazione
.fotografica.
l disegni sono eseguiti a /Ila/ila SII
piccoli tacc11ini tascabili.
Le fm;ole, lllllllerateprogressitJamente
dall'A 11/ore, sono In/le prese dal Monte 'fi1daio, sede difort{flcazione italia/la.
l. Sello re nord-est: l 'alta l'Cl Ile del Piaue
co11 gli abitati di Santo Stefano di
Cadore. Ca111polongo e Sa11 Pietro e i
monti cbe JJC/11110 dal Pera/ba alla
Croda Nera.
2. Seflore 11ord l'alto Colllelico con i
p a es i
di
Padola,
Dosoledo.
Casanwzzagno. Costa e Da111a entro
u1ta cercbia di ci111e cbe 11(111110 dal
Monte Xo{JO sino o Ci111a Fmg11011i.

3 . Sei/ore 11ord oues/: la t'alle


deii"Ansiei, con i due ceniJi eli
l 'illapic:c:ola e l'tllagmnde, e le sotwaslallli CIII/e (.\follie 1liarnola, Cima
Dodici o C1vda dei Toni, le Tre Cime
e il.lfo111e CrtmJX'delle). Il disegno ba
tlll parziale> rL'iCOIIIro 11ella jolo alle
pagine> 30-3 1.
4. SellO/l! Ot'c>SI: 111W fJtiii01'Cmticcl con
al cenlro le Jllarmarole e, SII IlOsfolldo
Cima (;(l(lin, il Crisiallo, iiiOille Froppc1
e Forcella Piccola, a nord del .\fon/e
Anlelao

5. Selloresud-otesl L 'Anlelao. il.lfonle Rilc> (al/m J>Ossen/e forlificazione


ilalimw ), le Crode di Cuz e il Sass di
Jlezzod. Al centro gli abitali di
Dome,r{,ge, Calalzo e Piet'e di Cadore,
rerso il Monte /.11cco.

a;

.... .

Ancora schizz i presi dal Monte


7ildaio.

6 Selloresud alcunecimedelleDololllit i d 'oltre J>imY? come il Montane/lo.


i/ ,\Jonte Cndola e il Monte tllwro n

7 Sellore sud-est. i 111011ti Co/rOsolo e


Simone . In lontonrnzza. 1111 fJrC?flo
del Monte Cm,allo cb e dolili no lo pio
1111 rajiilllrlna .

~l

Il \Il' l Hl 111 11 1 \l< \l\\ \l< \1'(\ 111

La Pieve di Zoldo
(S. Floriano)
vista da monte.
Ottobre 19 15.

1 1 \ Il '< >IU l \l'Ili

\In IX\. \IC

\1'(\ Ili

:\'i

Forno di Zoldo.
Albergo alla Post:t
(ufficio provvisorio del Genio Militare).
2 novembre 1916.

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\1<\1'\ \h\1\\111

Il \Il, >nl l \li LI

\l<.\1'1.\ \l< \1\\ Ili

57

t >anormlltl do/ Nnl'olan .


t\'11mla11 (m. 2.571) OCCI/j>ala i/1 .~i11gno 1915. ore 1 mllimeridimle
(da carlolnw ricordo della g11erm ilalo-m!slriaca)
COli 11/ll:~ro ;;.o111 lof>OIIOIIltiSI i c be del/ ,1 utore
Ci1110

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!.<.foto so11o state sc:allale per lo pir 1e11endo f'opporeccbio i11


llltiiiO, lo/ora appoggiando lo stesso su sostegni difor/uJJa
f>ersupplire ad 1111 cm alle/lo (impossibile da portare a/segJtJIO
sulle 11/0IIIaglle). Alberto /1/pogo-.\'ol'ello {l['('t'a fissato UJ/a
l:biera jxr mJitare la maccbina su/manico del bastone da
11101/la,~l/a

!.a scelta de1 soggelli da .fotogrr~(are. 11011 stata falla per


cercare e{/lli speciali. ma seguendo 1111a logica documentariti. i: da seg11alare come l'interesse del fotogrr{{o 11011 s1a
foc:alzzalo sulle immag11 di guerra. di c:ui r{fi'uta 11c>lla
totalit/e riprese macabre o raccapriccianti.
f>iullosto dallefoto traspare la formazione dell'arcbitello. c be
"J>ede" co11 particolare a11enzio11e il territorio c011 i suoi asjxll i
F~ici pil salienti (montagne, m/li, paesi) e !aJila dig11erm di
militari e ciJJili.

, l11/nc;a ril.:a/11 m dc// ~ l11/1 ne.


,-lcq11arello SII c:ortolnlrl
r \' 1101 I'Of!fJm~alllojiltogrr!fco

a 1mcolla).

10

n"'' ua

111111

'" \1\\ "'\l\\ 111

LA GUERRA
INVALMA,
VALBOITE
E ALTO CORDEVOLE

1915-1917

LAVORI STRADALI
E DI DIFESA

Scbizzo !op o,rsrofico d 'insie111e


delle op ere di d(/esa
(/rlini. gallerie e linC'e di relicola!i)
n ell'o rea del /11/ollle Nile (1) .

'!i-acciaio di slmda
con indiuid11a1i sei/ori di liro
per la costmz ion e della linea d (/ensim
CitZZC'-Ca 1 1c ia -/l 1 1/elao.
/li/aggio 191 7.

Pro.~el/o esec.:lllil 10 p er le gallerie


e pos/oz io ni per con11o ni in cm JCnlo
L11glio 1916.
Nella.Jbto: lill(!llella lipo ";tbney",
/ISaia c/oii '/1 11/0r(', C /.J(' CO //S('/1/(!
la t'erifi'<.:a d ella pe nden z a coslallle
d el/r[f(;cialo 111edion1e la lellura
di'"' goniom elro
collegato con '"'a bolla i111ema
l rct,~llarda!Ji/e.

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l'orlic:olore della 3" posloziolle ili c:m er11o,


co11 p,alleria d 'ru.:cesso allo Spiz 7.uel.
Asst~feltle m /m'Ori Cesio/.

s.at.. / : /00.

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Prop,elto dellillllon di ti/t contf>lesso sL<>Iema di lrincee,


dollipico mtdamenlo spezza/o. con indica/i i posti di tNielfa.
di ossenazione C'le fX>slazioni per le ntilro,~liatrici
Nel nquadro ft sinislm disep,ni esplicalili di trincea
l m fil dal':llm/11(11(' per n .flcinle del Geti/O"

'1-

-... ...,.... -:
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Col d t L:tn:t Ststcm:tzionc austriaca (e poi nostr.t)


sul "Panettone". 1916.

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A

Lavoro al ponte piLI alto,


\erso Forcella Cibiana.
16 luglio 1917.

Strada di accesso allo Spiz ?uel.


Si 110ti la jJe11de11za costa11te
e l 'accuratezza dei nJai/J{/alli desti11ati,
seco11do il pro8ellisfa,
ad essere usati a11cbe per scopi ci11ili.

l ngresso l" gallcri:t a Spiz Zuel.


29 novembre 191 6.

.~~t.!;., ~~ .
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50

TI \Il~ >Ili' 111111 \1< \1\\' \ h " " Ili

Girone, c 1 tourniquct, di Villanova


(dalla strada eli Zopp).
29 marzo 1917.

Galleria su lb mubllicra
dei Becchi cl'lmposponcle.
15 ouobre 1917.

Tl:1\IPOI{I : Ul'l 1.1 ,\ICMXV-M<.MXVIII

Portatrici sullo Spiz Zucl.


18 aprile 1917.

....

..

Sl

Il \II'()HI ' 111111

\l< \1\\' MOI:\\ Ili

Sol<l:ni (richi:unati) e portatrici in arrivo a Cordigian


(lavori per l:t strada di Forcella Cibiana).
3 gennaio 1917.

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1 l ~II"Hr 111'111

\Il \l\\" \l< \l\\ 111

Portatrici,
,crso Fon:db Cil>i:ma.
Gcnnao 1917.

Spalatrici di \':tlang:t
sulla strada
Long:t rene-Zoldo.
11 gennaio 191-

Corvt'e,
con po rt:ll rici, v<.rso
Fo rcell:t Cibiana .
.1 gennaio 19 17.

';6 11'\II"KI 111111 \1< \IX\ \l< \1\\111

11\11' )1;1 liri li

\h \1\\ \l< " " 111

<;;

Officina del falegname


17 marzo 1917.

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Ca,z.

Ra8azze occupate 11e1 !m'Ori


eh costruzio11e stradale

Corridoio di glu:ttno
davanti :d baraccone di Spiz Zuel.
1'3 febbr:tio 1917.

Postazione di uno dtt


due "l '52 .\1.111n:t"
pott:lli su :t Col D:td:tnl

per l:t nm.lr:t

~tr:td:t

(sp:tr:tv:tno sul Col di l.:tn:t).

1916.

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l Dll'e!IU' 111111

\!<.~IX\ \1< \1\\'111

TI'MI'OIU. 111"1.11

,\ ICMX\'M<..\I X\'111

59

"f3lockhaus" piccolo,
copertura, a Spiz Zucl.
191 '5.

(JQ '1 1:\11'< >IU' Ili Ili

\l< .\IX\' \1\..\IX\'111

Scbizzi dei due tipi di milmglialrici (Fiale S. lienne)


per lo studio dei relaliti allogrJ,imnenli in cmoerna.

11 \II"Kr 111111

\1<.\IX\. ~~~ \IX\ Ili

61

Galleria (blindata lcggcrm enLc )


tra le piazzole a Col Baio n.
Autunno 191 ').

Fo n e di i'd . Ritc
verso I'Antelao.
Dicembre 19 1').

62

1"1"~11~>111" IIFI.U

MOIXV .\IUI XVIII

"l DII'< >IO ' 111111 ~l! ,\lXV MC.\IX\ Ili

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\Il " " \Il

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Fort tjica z i()J t i


~-~ notnu> le stf.~CJtlte
det due Ctt/11/Cmi
ili primu pimto

realizzati ili 1<~~110


per iu.~oiiiWn'
la rico.~mz.ume aerea.
25 tnap,.gio l 9 l 7

Altro " Biockhaus"


sullo Spiz Zucl.

191 5.

11 \Il~ >IU : 111111

\1< \IX\' "' \1'-\111

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Dalla feritoi:l
clelia III mitragli:uricc
eli 13osconovo:
reticolato in cos truzione.
25 sencmbrc 191 7.

Cavalli eli frisia


per gli sbarramenti
(linea di Cuzzc)
23 SCttClllbrc 1917.

Reticolato a Parcella Cuzze.


23 sellembre 1917.

66

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paletti a
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Disegni tecnici di caualli di jiisia,


inuiati dal comando ai reparti del G'enio
con 1111a singolare nota cbe inuita a limitame
"/'impiego ai casi di assol11ta necessit"-

68

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C~V~ J..LO

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di

porto

di : pal~ib a

coda
per reticole~ filo .Sj)inoso

con eiQr))enti

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Cdvattu d/ i'lt'sta
t' (0/llf'IP/t>

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1: IO

OGGETTO: Cava lli eli Frisia


Il i\.linistcro della Guen~1 ha test segnalato che il rifornimemo del
ferro omogeneo va divenendo sempre pii1 cliff cilc in segui to :11le
dctciemi disponibilit di "billetes" dolci occorrenti alla sua produzione e raccomanda di limitare il SliO impiego ai casi di assoluta neccssi1:1.
Presso le varie armate si ri sente di questa mancanza in specie per la
costruzione dei cavalli d i Frisi:1, pei quali si adoperava spesso il ferro
angolare e piatto. Rappresemanclo essi una delle principali difese
accessorie, come l'esperienza ha dimostrato fno ad ora che difficilmente si pl1 rinunziare alloro impiego, si raccomanda sostituir) i con
paleui eli legno, o con paletti di ferro di quelli tipo tedesco (a coda

di porco) per mezzo dei quali ultimi si oltiene 1':1cilmemc un onimo


c resistente cavallo di Frisia.
La costruzione di esso apparisce dall'unito schizzo, dal quale come
si vede, risulta composto eli un paletto lungo c quattro co11i (due per
estremit11). il paleno lungo v:1 tssaro ai coni da una parte con la
spirale, clall'allra con la punta all'anello cemmlc dci corti , cd infine
tullo il sistema tenuto c rinforzato con tlo spinoso.
Il. Mll({;l( lHE <:I''I'U,\1 r lliiU' ITO I!I:
l tu 1\ LI)(h'-11;1

' Il:.\ li'! >1!1' 111'111

o\ICMXV MC.\IX\'111

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l"rl'c:.,nr-;d<-~ /(.teref..tt.' 11 Ct)nu t~dr:t~ da-/.lff/:t'wur. 9&-t u..koh-o ecu ~
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tut./, t t/fU~e a..~ u/(.()(7/.dr.p /~u 447U~ e/ ~"
,u/la- tn.ea a~t ?o.

ftua.

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Jn,cmo J<) 1(,-' 17 (Juw d';tprik'!l


:Ilio Sp1z Zud.
Per necessJtit di SjJostonJc>IJ!i
l/Ili... be> l .~<'II<'I'i

si lllf)ltJt't'ismmto sc:iatort

Valanga sulla s tr:td:t Longarone-Zoldo al Km. 1.1,)


(dall 'altra ri,a del 1\lat).
Il gennaio 191 7 .

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71.

Il \Il, >~l 111111

\h \1\\ ,\IL\1\\'111

....

LA GUERRA
INVALMA,
VALBOITE
E ALTO CORDEVOLE

1915-1917

MOMENTI
DI VITA
MILITARE

H \ll'<llll 111111

\IUIX\' ~lt' \1\\'111

7.">

"C:tssaronc" dell'I JITic io pro,visorio Ccnio !\ lil it:tr<.'


:tl b vigil i:t di p:tg:t quin<licin:tle oper:ti.

19 17.
l !ffi'c: i{l/e resjJOIIS{I h i le .'){1/t '{lfore M m 1lo t '{/ 11 i

71

'l DII'< >IU: 111'1 11

~IQIX\' ,\IC~ IX\'111

Il "Franz .Josephs K:tlender"


nl'll:1 mi:l baracdll'lt:l
allo Sp1z Zul'l.
18 :1prile 1917.
'~ Hurale " nella bartndwlfrl
C:OII/(111(/()

\'i

fa

1/()( i 1/()

CUIVI/{{ 111/fJ<'I'i({/('

ric:ruata do lfllfl grana/ti


e, tra i con1.

ft l

S({.f{O 111O

di tnt aereoplannw
a 11s1rio co.

Gen. 1\lasoc('o, Col. Andreis,


1\lagg. Tc..nt1, S. Ten. Giaconwlh
in consultazione della carta
a Becco di Cuzzc.
l~ giugno 1<) 17.

(Scendendo da Becco di Cuzzd.


l) giugno 1917.

(;ruppo..... "spcttros('opi('o"
del (;c..n. 1\l:lsocco, Col. Andreis
e ~ 1 agg. Tenti, S. Ten. Bonomi

e portatori.
Faulasllli di llllerm
ji-111/o di so11rapposizioue dijto

76

ll.lllc liU 111"111 - MDIX\ ,\1( MX\'111

TDII 'OIU' 111'11.1

,\IUIX\'.,\IC.\IX\'111

77

Reticolato sulla linea eli Cuzze


e Cap. Rosazza.
17 settembre 1917.
Si noti la profonda d(ff"erenza
fra l 'alfeggiamenro de/1'11/Jiciale
e la posa celebrafitJa
della jro di g ruppo aji-onre.

Di JIIC'sla.flo, I'C'r/(!re a pagina 183


le uo1e ((cnicb(! di ripresa

78

"11:.\11'< )(U" 111"1 Il

.\I<.~IX\" M!:.\IX\"111

n \Il' >RI: liri Il .\11.\1\\' \l< \l \VIli 79

!Imito:
ritraflo ''glorioso"
di 1111 1({/ciale superiore.

la realt.
f11111Wgi11i jJii ~'l'a miliari"
di uj}ciali a cm,allo d 'asino.

8() H\11\ >1!1 111111

\h \1\\ 'l< \1\\ 111

Scb izzo preparatorio


e gustosa caricatura
del Capitano llmaud
oislo dal p,iOtJ{IJfe Tenente
Il /berlo Il. -N

Fra tr111te im111agini

di ()i/C/ 111ilitare
111ta parentesi poetica:
ti/W rosso ciliegia
appesa ad tllzjlo,
succulenta esca.ftogra.fco
per ti/t ajfamato
qurlltto ingenuo uccellitzo.

Sl

TDII'<llu un 11

MC.\IX\ .\ILMXnn

Il j05 che da Pralo ngia sparava


su l settore Col di Lana-Oigonera.
(Foto abbandonala - a Belluno dagli austriaci in ritirata,
dopo Viuorio Veneto).

Una gran a w in esplosa dello stesso


j11 portata a Fronlin.
Vedi testo a pag. 106

-s'

Verso Natale del 1916 (20.12.)


con "guerrieri c montan:tri"
all'albergo alla Posta :t forno eli Zoldo.

8 l

Il \II"HI' 111111

\1< \1\\ \1< \1\\'111

Ragaaa al focol:trc.
Gavaz di G oima.
1917.

t\ Il >ergo :ti la Pos1:1.

l:orno eli Zo ldo .


.W cl iccmlm.' 19 16.

su

tl\u-.ta """ "' ""

\t< " ' \ ut

Il \Il'< lKI liri li

\Il \IX\ \Il \IX\ Ili

87

\RTOLINA POSTALE

Postale ' Italie

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Foto di gmppo
i/ Cmle '' /'ijJO/i"
e 1111110 "ig11oto"0

COli

Malato di tifo
Febbraio-Aprile 1916

da bere - ero astemio, allora - non


sempre alla buona fontanella del villaggio come gli avevo prescriuo, ma, ogn i
tanto, anche dal piLJ vicino Cordevole ...
ed io non avevo avuto l'iniezione
antitifica. Tuuavia mc la cavai.
Era il periodo della grossa, lunga battaglia di Verdun (epico scontro sulla M osa

tra gli eserciti.francesee tedesco, illiziata


il 2l.febbraio e protrai!asi si110 ad aprile,
n .cl.r.)e noi fissavamo con puntine sulle
zoccolaturc di legno della camerata ufficiali (un'ex prigione) le pagine del "Corriere" che io divoravo.
Un giorno ebbi anche la fortuna d'una
visitina d i mio padre (il doli . Luigi, al

tempo Primario all'ospedale di Feltre,


n.d.r.) concessagli dal Colonnello eli

Il Teu. Al/x>ltoAipago NOI 'C'Ilo, ue/1916, a 27 m1111.

( ... )fila prima che la nostra mina (quella

del Col di Lana, a cui si staua lauorcmdo,


n.d.r.)t'osse arrivata a termine io mi presi
il tifo.
L'attendente, un ragazzouo genovese,
ccmcmista, quando mi vide ricoverato
nell'ospedale eli Digonera si dichiar
molto pentilo el i averm i raccolto l'acqua

Belluno, e col Capitano medico, arrivato


da Roma con la truppa, discussero sulla
dieta.
Pap~1 sarebbe stato un po' rcstriuivo, il
capitano avrebbe largheggiato: al Policl inico di Roma - d iceva - avevano
sperimentato le due diete in due camera te diverse e la monaliti'l era risu ltata
identica.
TI Cappellano dell'ospedaletto, un pezzo
d i giovanotto in divisa d'ufficiale, era eli
nome Giuseppe Ricciotti e seppi, poi,
che divent autore di vari ed importanti
libri el i rel igione. Nel reparto, accanto a

me, c'era un tenente dei volontari, con


cui il cappellano discorreva. Questi era
malato di polmonite, poi di pleurite e
infine, mentre per il proprio onomastico
il capellano era stato mandato in licenza
a Roma, anche di piemia (grc11;e il(/'ez ione del sangue) che lo l'cee morire.
lo mi salvai e fui trasferito all'ospedale eli
Alleghe e successivamente a quello di
Crocetta del Mo11tello dove ebbi una
licenza per conva lescenza. Il C:1pirano
medico proponeva un mese; il Genera le
mi domand se sarei ritornato volentieri
a Digonera. Risposi eli s ... e la licenza fu
eli tre settimane; ma al termine eli queste
ero di nuovo "in gamba".
Frauamo, il 17 aprile, era scoppiata - a
perfezione, senza eccesso eli esplosivola mina eli Caetani e Bonl'ioli sul Col eli
La11a. Due altri ufficial i del Genio, el i
sede a Daveclino, stavano nel contempo
eseguendo il trauo eli strada fra Col
Dacia n t e Davedino; cos io fui rimandato
nello Zolclano a realizzare altre strade e
postazioni ( .. .).

JU~ft0LA.W . DP,.l.

N. 451-B del Gat.ll.

$JSRVftJ0 3MJITAI\Jit

(Pdrl< I I - 16)

(R. 191.4)

Ospedale militare ... &k:......'::::h~---Ctf:Cl..:..

"
BIGLIETTO
D 'USCITA

Registro~=- ..

SCGaoartlm:eato Il

l'":::=: 1---:-:-~-G;-T-;1--P-~'--~-~-~-;.-S-E-C0- 11

..~~ .,;..r;_~_f;_ 4?...:. ~-~~~,~j.. ...

Riparto_(~i:~
:~
Malattia

bJt

. ..

.. ___

%L
et~o-~:-!
..

ma&m!IO

JUIII

.Jfo,tr::'~~:~~~.,,*'

A'(::Iug-'-oi.
Berrett.o di ft.tiea.
ller-~no d.- seudl8ria.

Succsllione t~orbol!&

g;..

' : ( -t --

. '" L\?,., A~ ~-- 1


(2)

tff-w~~~ #.~

Uorraccl" con coreggl.


Boru di pulida eompln&a.
Cam.!ele.

Cappo&Lo, mAttlelllna o
putrano.
Cbepi, eappello, clmo o
colbacco corop!eto.
Cordoni dl pa.ut.a.

Cuv-.tW!.
Cuechho.
Dtlj;Ona.
F~tn\!U".

l''auoletU.

Gaetu.
Gln~hlelll.
(Hnbbll di piUUHI~

Gmbb.,. di te.l1.

(huultt {pAJt~).

Libret.io penonale.
Mttt.Mde.

PAncloHo.
PMla.loni diipa.n,..o.
Ptt~nlalonl dl ttJt.
P4>zauolo da piodj (pela).

s;::::r.~.r!~ .!::.: gli


Soeebelll per galloll.
l'cArpe (p41a),
Stivallol (pala),
Seato1a f'l" lue1do.

s,..u:ola. ,
Speroni (palt).

Tuea da

pt~ne-.

'l'an" di lun.
Telt dA t~d.
di ~' (p'-lo.)
7...olnn.

l n terno clelia baracchetta allo Spiz Zuel


15 febbraio 1917.
Sul/et destra /'illseparal.Jile
maccbina fotograjca dell'A 11tore.

u...,

.(. 1'11141 JU11to. (l)

...........-. ........... ........


---.......... ,.. .......,...... ...
~

eoc-...

(1)
o-m. p.t. dell'.tiloo.- (t) Oorpo o_,.~,._ tqUA6r ~ "'-'!itc'la. :- (3) l"et tU la4hlcf"l ~~ rlooetu-o ._:11
~~ !WftlAI tll \fOY'MO lA lJ~M. llo4JM1trfl U ,.C:d.JO ' " h& .... l tl.,.l:lJYio f'OII!f'. . .la.. - ( 4) Ca&otlttlfO 1-a ~IOitu.r ""- rffwfbCJ
t ...,.., - (6) 111141ea.r. .. _.,_...,.., - .oa propoata fl Il- 41 -~_.,..._. 11110 1o ~ clontl - lat..w t'I\O'todlt.ll.t~ dto.t~~~:~ato t. Hp.lte
,......,., ~~ - t n -.. tfi ooe.-..a .. da a a l t ....t. tt,.,..,ato lll ~ ~ 44 rt!MJW!o. - (-) G_..tf ,.n~Ja 4l
"lotn..ll rtl,..f,Md "" butnrta, - (7) QIHt ~n-.. t ..,...,. l qf*t:tto aolou tJ (l'O) llllloOh oo.-. la M a-f\J"''~.M a'l -

e-a f'"!are~~oe ~ al.u- d.a . .,~"Phl1oftiU " ' ~N,...tt .-

90

TDII'< >IU: 111'111

~H ,\IX\ ~l< .,\IX\.111

(t) Kl - . . oh ~ M"1tl -.1tra~ a n...,.uJ ~"'

Biglie/lo d 'uscita
dall'ospedale da Campo di Digo11em
dopo /'infeziolle di 1!/o.
17 aprile 1916.

La mia baracchena allo Spiz Zuel


sommersa d alla neve.
1'5 febbraio 19 17.

'IDII'<>IU Ili Hl

,\ I<.~L\\' \l< '\ I X\'111

91

Ritratto caricatura
di 1111 collega 1!/jciafe.
Tra i /Ja ri apfJIIIII i so/Jrappost i
si ueda il "Tefe./011are Boisio 11
era questo il 110111e jtt izio
di Bmno 801(/ofi, irredelllistatreutino,
collaboratore di Caetani
per fa 111i11a lef Col di La11a,
combattente audacissimo cbe ebbe
due medaglie di argento al uafore.
Alberto Alpago-Noueffo e Bo1ljoli
(gi stude111i al politecnico di Milano)
emuo legati da speciali 1"CifJfJOrli
di stima e di amicizia.

92

TDII'01tl ' 111:1.11 MC~1X\'.,\1t:MXV111

Cariccllum eli alto 1([{iciale i11 posa.

Scberzosa poesiola
saitta dura n te lilla fice11za
a Mari11a di Pisa.
4 agosto 1918.

4;,#~~;r4C~
Pff~r/1~,
/~AAP/4- ~~ L~
.tfzr:/j/tf

Salv:llon.: t\ lamovani Orsctti,


ulfici:tlc "pag:llorc" elc i reparto

e foto con dedica all'Autore.

"II"MI'O IIt: 111"111

Mt:MX\'-~IUIXVIII

9.'\

G'mppo di ci l'ili ili l 'o/ di /.o/do


i111pegnoti nei lmvri
di fori !ficoz ione 111 il ila re.

l lr<' f:tbhri "gig:tnti" eli Cordelle.


28 m: rzo l<) 17.

t) l

Il \ll't 1~1 IH Ili

\lt \1\\ \h \"\111

Durante t l:noti in \'al di Zoldo,


civili t miltLilt :tll'ost<.>ria del p:tcsc.

11\m>NIIIIIII

~1<~1\\ .\ldl\\111

<)')

L'immancabile foto eli gruppo acl un matrimonio di "guerra"

96

'l DII'<> l(! ' 111"111

~1!..\IX\' ~1<..\IX\'111

l 'o/ di /:o/do.
l?i!rrtflo.

Tl'~ll'< >Hl" 111"111

~IUIXV-MUIXVIII 97

\la/ di Zoldo.
Rilmllo di m1zimw
COli

98

l DII'< liU I l i Ili

~Il \IX\' \l< .\1\\'111

ift;estito dellafsta.

"Tipvno zold:tno".

'Il \II'Oilr 111111

\Il \l\1 \1< \1\1111

1)9

l 'al di /.o/do .
Rilrallo

)Q() 'Il .\11"Hrlll'lll

,\l< \1),\' \Il \1\\ Ili

l 'al di 7.oldo
/?il milo di rtt,t{tiZZtt
' noti l elobomto

costntzionejJto,qmfc:o
/"occasiona/e modella
posa tlil'tm 1111 ./(mdale 111 dmnosco
.fiJrtt/o in corrL'ifJOIIdenza dell"otole

dt'lla ricco com ice i11top,fioto.

11\ll"liHI 111111

~1<.\1\\ \14.\1\\'111

101

lmmagin<.' di \ ita quotidian:r


in Val di Zoldo.
l n primo prano,
un ragazzo gioc1 con un cerchio,
forse di una piccola bolle.

102

11\ti.,NI lUI li

\1<\1'\\ \lt \IX\'tll

LAMINA
DEL
COL DI
LANA

C:t rtin:t (1:1 : l.ut'i:lllO \'i :II.Zi, (.JI fil l.rllra 111<111/C' di _fitoco, 1915-191 7, t\ lursi:l editore, 198).

Il \11\lNI 111111

\IL\1:1.\ )Il .\l\\ 111

105

'

Su Cm:1 !.:111:1 (dopo l:l m in a)

10 1 .11\II~>IU 111111

\11\1\\\11\1\\111

..

Il Col di Lana
Ottobre 1915- Aprile 1916

Il gmppo del Col di La11a per la sua


posizione di "cerniera" tra le Dolomiti
cadori11eequelle trentine e, nelcolltempo,
di dominio dell'alta Val Cordeuole jit
ritenuto di vitale importanza strategica
da entrarnbi gli schieramenti.
LesltependicUitmno,perquasidtteanni
e mezzo, teatro di una lotta tra le pit
cruente, con gesti di eroismo e di abnegaz ione cbe giustamente meritano le molte
pubblicazioni di cuijit poi oggeffoquesto
particolare seffore di guerra delle Dolomi/i.
Alberto Alpago-Noue/lo ui giu11se come
Soffotenente nel genuaio del 1916, ma
gi precedenteme11te atXJtJa segu ilo, a di-.
stm1za, i duelli di artiglieria ingaggiati
dalle truppe italia11e cbe mirauano alla
conquista del gmppo.
Nel suoarcbiuio, tra lepri mepagine della
raccoltafotograjlca, ci lasci un miltuzioso resocouto per immagini, co11 precise a nnotnzion i, dello spcweu toso scenario cbe o.fjiiuano la cima e gli scoscesi
costo11i del Col di Laua poco tempo dopo
lo scoppio de/la miua di Caetani, Bonjoli
e Grimaldi cbe permise l 'occupazione
italialta del monte.
Oltre allefoto, nell'arcbiuiojitrono rinue11 utea ncbe alcuue pngiue di 1icordi legati al Col di Lana cbe ue11gono qui
ripropost i, uella jmta esse11ziale di semplici nppu11ti, per renderepit completala

l 06

TEMI'Oill: 111:11.1 M<:~IXVMCMX\'111

testimonianza ed introdurre il lettore alle


immagini cbe seguono.
( ...)Grande era l'interesse, anzi la passione, dell'irredento ing. Bruno Bonfioli
(mio condiscepolo, volontario nel nostro esercito) e mia per la imporrante e
molto contesa posizione del Col eli Lana.
Gi il 21 ottobre del 1915, dal confine
zolclano, dove ci trovavamo, si arriv al
Coldai e poi al Fernazza a vedere, col
binocolo prestato a me dal nostro capitano Arnaud, il duello delle artiglierie
preparatorio dell'assalto italiano al Col eli
Lana.
Poi rientrammo al Comando di Venas,
per Forcella Cibiana, ma Bonfioli ottenne il passaggio alle truppe operanti sul
Col eli Lana dove gi si trovava il
sottoteneme del Genio (minatori) Gelasio
Ca etani.
lo ero, nell'ultima decade eli genna io, in
licenza a Feltre quando il capitano Arnaucl
me la tronc, dandomi appuntamento
per la mattina seguente alla stazione di
Bribano "per una gita su quel Monte.., Ci
trovammo, infani, lassi: il 25 e 26 gennaio 1916.
Il capitano era venuto in possesso eli un
compressore che Caetani, il proponente
della mina, non aveva ancora; ma la
specializzazione m ineraria d i lui e la gi
avviata colbborazione con Bonfioli per-

suasero il capitano Arnaucl a dare a me


un diverso incarico: strade (ne avevo
aperta qualcuna nello Zolclano).
Il Comando del Corpo d 'Armata ne desiderava una per poter collocare una sezione di medio ca libro sul Col Dadant:
buona ed elevata posizione per sparare
sul Col di Lana.
Cos io mi fermai a Digonera, e con una
scelta squadra d i operai cadorini, diretta
da Bianchi eli Cibiana, cominciammo
con una buona baracca in Digonera e
poi con la strada, quasi tuua al 100/o, di
salita al Col Dadant: oltre alla postazione
per i due pezzi (cannoni da marina da
152 mm.) e all'osservatorio.
Da l bosco accanto a lla baracca in
Digonera - appena oltre il Corclevole potei recuperare una granata (incendiaria) inesplosa (fabbricata a Monaco, eliceva il canel lino) "regalataci" dai
germanici, non ancora nemici utTiciali,
che poi in una giornata eli venerd- nella
quale mio padre era solito arrivare a
Belluno - potei su di un camion che
scendeva per rifornimenti, scaricargliela
e tornare in sede.
Ci capit poi un anno d 'invasione (novembre 1917- 1918) ma la granata rimasta a rrontin, mentre tutto il resto contenuto nella villa spariva!. ....... Cos vanno,
curiosamente, le cose.
Altro ricordo simpatico a Digonera: la

E cos imparammo a conoscere la linea


del fronte.

Seguono a/eu ne a n11otazion i cbeA!berto


A!pago-Novellofece n e/1980 (aveua allora 91 an n t) sui contenuti de/libro appena pubblicato di Anton Bossi Fedrigolti,
(''Col di Lana, Kaluarienberg dreier
Heere", Schi/d-Verlag, Miincben, 1979)
che narra dal punto di vista austriaco la
guerra sul Col di Lana.
Gli appunti riportano (qui in corsivo)
piccoli brani del libro, a volte con il
1"ijrimento della pagina, i11tegmli da
umie note di spec(j"ica o di pu ntualizzazione: /estimonianze di cbi aueua
in parte vissuto quei giomi o cbeerastato
dire/lo C01?/idenle dei pro/agonisti.
Scrive Bossi Feclrigoui:
Prima o./JellSitJa (italiana).
passeggiata per rivedermi la Marmolada
che avevo, con il maltempo, salita nel
1913 - tempi eli malfida pace - con una
carovana turistica eli mio zio Yalduga e
Spartaco Zugni.
Salire da Digonera al Passo Feclaia era
una simpatica passeggiata, tutta verde,
senza strade n case: e dalla cresta,
certamente una bellissima vista verso la
1\larmolacla.
In quel tratto non esisteva un fronte
presidiato. Vi sa limmo in tre: nell'ordine
gerarchico, io, un sergente e ..... un cane.

Ma quando fummo a pochi metri dalla


cresta finale, non ancora affacciati verso
la Marmolacla, vedemmo a non grande
distanza, a destra, il roccioso Monte
Paclon - che sapevamo posseduto dagli
Austriaci - il quale ci invi, una dopo
l'altra, due granatine da 30 mm.
Parte della brigatella dovette buttarsi a
terra ed arretrare; io che volevo fotografare la Marmolacla arrivai a carponi fino
al ciglio e scattai una foto (male riuscita,
in rea lt). Molti rouami di proiettili giacevano in una conca pii: a sinistra.

(. ..)Il 13 ollobre 1915, il 3 2 e 4 2 Reggime/l/Odi Kaismjigerperdono l'aiulo della occupazione prussiana del se/Iom del
Col di Lcma-Sief, durata llilla l'estate del
1915. Rimane per la Compagnia 209,
Baoarese, dei mitraglieri da montag11a,
col tenente Schneide1: ril?frzata il 17
ouobr-ecla tre mitragliatrici della Sezione
202. Sono cos cinque le milragliatrici
germaniche aggiunte alla nuoua occupazione da parte dei liro/esi. Ed altri
rinjrzi (. .. .).
(. .. .) Ma si preuede 1111 nuOIJO attacco

ilaliano, anche in segui/o alle decisioni


del 111/0tJO Comando della IV Armata (il
Gen . Di Robilam, succeduto al Gen.
Nava) contro il "catenaccio" del Col di

/..an a .
(. . .)Gi la sera del19offobre f'mtiglieria
italiana prepara 1111 affacco, che uiene
respinto.
( .. .) Il 2 1 oflobre (giorno dell'escursione
el i Bonfioli e mia sul Monte Fernazza)

avoiene il consueto prologo di tuffi i canJtoni atmersari. Anche di noffe e anche


tllffO il 22.
(. . .) Cra n de assalto ilalia no il26, e a ncora "il~fernali" il 27 e il 28.
A pagina 65, il Bossi F. scrive che "il27
ottobre 11 n reparto mtstriaco respinse tre
offaccbi almaffillo e tre nel pomeriggio.
1128oftobregli ita/ianijtticosissimamente
conquistano 11el pomeriggio (dopo ii "Paneffone'') ancbe ii "Cappello di Napoleone".
Nella Jl0ftedel 28 si sente gridare "Ailanti
Srwoia", ma ir(ji'nile sono le perdite.
Al maffino del 29 la battaglia ji11ila;
resta 110 a noi ii "Pc111effone" e ii "Cappello
di Napoleone".
A questa offensiva si riferiva il Buzzi
Langhi, tenente colo nnello del genio
:lllorch, nel L9 18, mi raccontava d 'essere stato presente all'Osservato rio da cui
i Capi segu ivano coi binocoli la penosissim:l :1vanz:11a dci nostri repa rti sotto le

t 08

'I'I:MI'OKE 111'11.1

MCMXVMCMXVIII

numerose mitragliatrici austriache: "Cosa


fanno quegli sciocchi che si fermano
proprio in un punto tanto pericoloso?
....... " (Ma lui aveva capito: erano Lutti
morri) . .
Il 5 novembre 1915 violenta ricognizione degli austriaci, che devono per ritirarsi presto, con perdite.

(. . .)"Percontraccambio, quasi cbe lapit


alta vigilanza dei Kaiserjiger auesse a un to
b11on naso, il jitoco concentrico delle
batterie italiane conferm presto la preparazione di 11n n11ovo assalto. (. ....)
Non pass molto tempo cbe gli mfiglieri
italiani speravano SII t11lfe le nuoue
postaz ion i austriache.
(. .... ) Q11indi il 7nouembre, alle me 11 e
30 11n m essaggio lascia sbalmditigli uj:
ji:ciali del posto di comando del capitano
Valentini (austriaco).
!lpostod'occupazionediKaisetjigernell'ala sinistra d 'accesso al Monte Sia_{ segnala eccitato: "Italiani sulla cima!".
Deu'essere 1111 errore. Valentini stessos'atlacca al riceuito1-e: "Cosa dici? Sulla cima
o daua11ti alla cima?"(. . .).
"Sulla cima, sigllorcapilalfolf/ nemico
cbiaramenle riconoscibile nella posizio1/e della ci111a!n
(. .. .)Artiglierie austriacbe d 'og11i grosso
calibro, in numero di cinqua n/a, uengono COII cenlmte sulla posizione 2.162 presa dagli ilalic111 i. (. .. .)Sol/o l'in /ensitc dei

colpi gli ilalian i uengonofalli sgombera-

m.
li giorno 8 novembre viene riportato il
bollettino iw liano della "conquista" del
Col eli Lana e, poi, a pagina 75, l'elenco
delle rispettive perdite, con la conuniserazione dei "tucleri" per il nostro insuccesso.
(. . .) Gli italiani per si installa11o (1'11
novembre) a circa 80 m etri sol/o la trincea austriaca (. . .).
28 nouembre: piccolo lentalitJO italiano,
falli/o. Poi: (. . .)duro intJerno.
A pagina 78: polem iche sui Bollettini
italiani cd austriaci circa 1::1 conquista
della cima.
Quindi a pagina 80: "(. . .)L'assai/o del16
dicembr-e .fllisce, nonostante che ufficiali ita/iani(clice Bossi Feclrigotti)auessero pe1ji'no sparato su i so/dal i per mandarli atJa Jzli (1!). Le perdite sono eli 39
morti, 142 feriti e l l dispersi.
L' J l gennaio 1916 anche una teleferica
tra la Cima Lana a il Sicf. Assa lti austriaci
ai nostri zappatori c riuscita sorpresa eli
27 austriaci ::11 "Montucolo", con cattura
eli 22 italiani (?) e morte eli un nostro
tenente. Ancora nostri piccoli assalti.
Il l:S gennaio, il Comandante della 18"
Divisione, insieme a Caeta ni , perlustra la
nostra posizione eli Cima Lana per considerare l'eventuale operazio ne-mina, c
perci la neccssit;l eli installarvi, in arre-

tralO, un motore. Caetani afferma che


egli avrebbe pi:1 presto potuto, con esso,
br saltare la cima. E pochi giorni dopo
ottiene il permesso. (. ..) "Cii ilaliani

calcolm,ano obieffi/Jmnenle di tfller perdillO lass, do/l'inizio, 6.902./i'a morii,


ferili, dispersi (. .. . )" quindi si repu ta
necessaria la min:1.
Il 25 c 26 gennaio, sopraluogo del capitano Arnaud c mio.
Nel frattempo, gli austriaci notano discariche eli roccia scura e, il 12 febbraio,
fanno una ricognizione nella quale cade
un loro A lriere che non riescono a portarsi via, c si ritirano dopo una feroce
lotta notturna. L'Alfiere verr:l recuperalo
l 'indomani dai soldati italiani c sepolto
con gli onori militari.
Il 2 febbraio segue una grossa nevicata e
poi una slavina.
Il 6 febbraio, a mezzod, una grossa
gran:ua da 2 1 cm. infila in pieno la
"trincea rossa" austriaca su l Col di Lana.
~luoiono 14 Kaiscrj ~igc r , 2 sono i feriti
gravi e 16 quelli leggeri. Le riparazion i
durano sino alle 6 della sera. Poi quel
reparto viene trasferi to. .
certamente, direi, quel colpo eia 210,
impressionanLe, che potei seguire proprio
minuziosamente clall'osse1v:Horio di Col
Daclant, con il binocolo elci capitano
Arnaud, e veniva, forse, dalla sezione
obici eli Ornclla, del capitano Galcazzi (?).

Attiva l'artiglieria italiana. E una galleria


viene iniziata verso il Montucolo, chiamato dagli austriaci "Posizione verde" e
ritenut:l un ricovero, c dagli italiani "Ridoua Ca labria".
A pagina 92, f eclrigotti cita "(. .) la maledella balleria nemica di 01nel/a" la
quale era comandata da un ufficiale
caclorino, il capitano Galeazzi, con obici
da 210. Questa intervenne spesso, invocata dai nostri reparti, per controbattere
le batterie austriache. Anche senza chiedere il permesso alle superiori autorit,
in caso d 'urgenza ...... Ammonito da queste, Ga lcazzi rispose che gli addebitassero i colpi sparati senza permesso, ma non
cess eli sparare quando ne veniva pregato dalle nostre truppe. E tulla la conca
del Corclevole lo sapeva e ne godeva!. ....
Fcclrigoui puntualizza : "(. ...)eraspeciale
per rompere i catJi telefonici.
Anche gli austriaci pensarono eli scavare
un tunnel per far saltare la posizione
italiana. Ino ltre gli ufficiali austriaci ritenevano molto probabile una mina italiana. A riprova eli ci, a pagina 93, si
riferisce di una conversazione del 15
marzo al Comando Austriaco: "Signor
Capitano, non IJ' d 11bbio: si sta sccwan -

senlono due minatori al !aiJoro". Ma il


capitano aggi11nge: ''Finch piccbiano
non c ' d'a/ler paura.... ". Poi, COl t 1111
t(Uciale ingegnere, concorda nell'a/ler
capilo . "Per bisogna fare 1111a
conlromina!u E la iniziano.
Quindi, attingendo a testi italiani, il Bossi
Feclrigotti conclude: "Cii italiani capi-

scono ascolfando in silenzio (. .. .)u


Il 5 aprile esplode la contro mina austria-

"inlrappola ndo 11 n 11jJiciale coll 4


minatori che polerono,.feriti solo leggermenle, essere es traiti dalle macerie".

Cl

I n realt l'ufficiale (che era T3onfioli) e i


4 compagni si liberarono eta soli, ma
scesi giC1 verso il proprio repa rto rischiarono eli essere male accoiL .....
Da pane austriaca, owiamcme, non si
pot sapere l 'esito, ma si sper che
l'intervento avesse interouo b mina italiana.
Dodici g iorni dopo, il 17 apri le 19 16, alle
ore 2335, scoppi la nostra che dalla
controm ina non aveva avuto danni, e ili

cima al Col di Lcma ji1 l'infem o.


(Cos i soldati ifaliani occuparono il Col
di Lana e slrenuamenle lo difeserojlloal
ripiegamenlo, dopo Caporeffo, del no/Jembre 1917. N.d.r.).

do solto di noii"
li capi!ano finge di essere sceff ico, ma fa

sospendere ogni !atJOro rumoroso.


Due esperti ascolfa11o e r({eriscono: "Si

TI:M I'<liU: 111:1.1.1 MCMXVMCMXVII I

109

l ngresso (d: dia trincea inferiore)

:tlla g:llk'ri:t della mina


sul Col <h I.:tn:t.

l lO

"11.\ll'lliU " 1111.11

.\IL\1\\ ~~~ \1\\ Ili

Il "Vallone della Morte"


(fra "Pa neuone", a sinistra ,
c "Cappello di Napoleone" a destra).
25 gennaio 1916.

Costone d'Agai (a sinistra).


"Vallone della Morte"
dall'alto del "Panettone".
25 gennaio 1916.

Tl".\11'01!1: 111:111

~IC~IXV ~I! :MXVIII

JJ l

Il trinrcronl' :tustriaco
o;u] "P:mtllonl'".

(Cim:t l ~tn:t nl'llo sfondo).

'i('<:ondo c:unmin:tnH:nto (sud)


sul "Cappello <h N:tpokonc"
nrso "k Hoccic"
c Cima l.an:t (l' c 2")

'

"li'\ II Jr\UI

ili l l l

\U.\1\'\' \h \1\'\ ' JJJ

l .t

Col di Lana: Costone d'Agai


(crivellato dalle cannonate)
e Vallone della l\lorte.

Cima Lana
(sconvolta dalla mina)
vista cb Ila nostra trincea.

11 1 "ll \11\ >IU . I\1111

\l< \l\\ \l< \1\1 111

TDII~lllr liri Il

MOIXV ~l< ~IX\' Ili

I l')

116

11 \Il' liti 111111

\1< \1'\ \I< .\IX\"111

nostri accamp:tnH:Illi
sul Co!->ton<: d'i\gat.

Nel cratere della mina.

Il \II'Oill 111111

\lt'\IX\ \l< \1'\\'111

117

Ripiegamento a Cornuda
Novembre 1917

La "rol!a di Caporetto", iniziata il 24


ollobre 1917 con 1111 iJ(j'emafe bombardamento sul trcttto dijionteji'Cl Pfezzo e
Tolmino sull'afta ualfe defl'lsonzo, coglieua di sorpresa l'iutero schieramento
italiano arroccato sulle Dolomiti.
Anche il Tenente Alpago-Novello.fu colto
dagli e(Jenti a Digonera doue i/6 nouembre lo raggiu llSe un .fonogramma per un
immediatoripiegam.elllo, cheauvenne ili
bicicletta, verso la linea del Piaue.
L 'episodio j1 successivcunenle ricordato
in alcuni appunti cbe 1iporliamo nella
loro scama essenzialit.
Alcuni repmti austro-germanici piombarono sulla uctlle del Piave scaualcando
le Prealpi Gamiche. Uno di questi era
comandato dall'allora giouane Tenente
Erwin Rommel "(. ..) la cui rapidissima
incursione subito dopo Caporetto, fino a
Longarone (che io scansai con discreto
margine) passando per la via romana, o
forse preromana, el i Cologna caclorina
caus molte miglia ia eli prigionieri alle
division i 268a c 368a del XII Corpo
d'Armata delle Prealpi Gamiche non abbastanza svelte a ritirarsi".

Desl inc1zione del ripiega mento era


Com11da, anello di congiunzione tra la
linea d!jnsi11a del Grappa e quella del
medio e basso Piaue.
"V'ero arrivato, via Vidor, il mattino

118

Tl:t\ II'Oill: 111:1.1.1 M<:.\IXV-MC MX\'111

clell'8 novembre 1917, partito da Venas il


mauino del 6.
Qui ebbi la sensazione che sulla Piave il
d isastro si fosse fermato: provvidenziale
risult la "linea Caclorna", sul Grappa e
adiacenze, con strada, acquedotto, ecc.
Tuttavia ci .furono episodi eli panico; Ira
questi la fuga degli operai militarizz:lti
dalla piazza di Cornuda dopo g li
Shrapnells (proiettili d'artiglieria) e dal
Capitano Ramazza con la nostra
sezione .... a Castelfranco!!
Quindi suo ritorno la sera stessa sotto il
mio "interim", con la casa che ardeva e
l'alloggio saccheggiato.
Poi il trasferimcmo eli tutti i nostri del
Genio Militare nel baraccone all'inizio
clelia salita al monte Tomba (costruzione
eli Dal Fabbro)".

La.figura del Capitano Ramazza ,icordata anche con alcune spiritose rime.
"Il Capiran Ramazza
ch' nostro duce e guida
coi centurion s'incazza
coi subalterni grida:
- bim, bum, bon al rombo del cannon.
Ma se il cannone romba,
il capitano tace;
se attaccano su l Tomba

ei lascia l'altri in pace:


- bim, bum, bon -.
Con l'elmo rovesciato,
le brache a mandorlino,
nascosto e defilato
confortasi col vino;
- bim, bum, bon -."
"l n cambio- proseguono le note- ottimo
e assai cornggioso il Maggiore Tezzer,
agord ino, e con lu i ispeziono la stesa dei
reticolati e il fortino nella stazione ferroviaria".

Arriuanoanche leprillle i11CIIrsi01ti aeree


che l'Autore si preoccupa di documentareconl'inseparabile 11/accbinafotogra.fica.
Questi appunti si co11cludono con una
riflessione: "(. ..) Per non sapevo eli
fronteggiare a Cornuda la tremenda Armata germanica eli Caporetto, che evidentemente si era alquanto stancata c
stava per anela rsene".

;;ERVIZIO

TELEFO~'JCO

- MILJTARE

Dopo la disf/la di Caporello.


Fo11ograntnw cbe autorizza l'autore
per la ritirata uerso la linea del Pial'e.
6 1101 e m lJ re 1917.

Riceottta di consegna della biciclel/a


seroita per la ritirata da Digonem a Comuda,
dal6 al9 IIOIJellibre 1917.
La riceuula.fit rilasciata a Pordeno11e
l'JJ aprile del1919.

DA CAPORETTO
AL PIAVE
1917-1918
... . o
Tramonti<

aie.

Sequ

n \ll'oJuunJJ . \JUJXVML\JX\'111

Ili

Cartoli11e postali di guerra


ill.francbigia
per i militari al.fi"onre.

R I PROOUZIONf
eVEN OITA
P U NITE

ART. 28& E. 270 C.P.

R .ESERCITO
Corrispondenza
' Cittadini e soldati
iate un esercito solo.,
V Em a nuele 111.

122

T l '.\11'010' 111:11.1

,\ICMX\' MC.\IXVIII

9'wv. Ji- _ _ _ __
1

Ricevuta eli un vaglia


spedito al Ten. Alpago-Novello
dalla madre eli un Caduto
affinch fossero corrisposte 5 .t..
al compagno del figlio
che ne aveva curato la sepoltura.
Padova, 16 giugno 1916.

Cartolilw disep,nata da ,\lario Borgoni


perpmnuun'l.re il Preslllo ,\azionale
per sostenere le ingc>nti sjwse di guerra.

l..!l

Il .\II'.,IU' 111111

\h \1\\ \lt\1\\ Ili

!Jol/t <'III<'SSi
per mc.co.~lienjiJitdi
da parte dei Ccnllilati
d t /IS.'i/S(('I/ Zfl Cit'ife.
In .~rande.
il bozzello dtseg11ato
da ,-l/berlo ,-l ,\'.
fJ<'r il Comitato
di Feltr e.
111 piccolo il bollo
<~f/ll i t o11/C'JJ/e ed ilo
dal ComiWto
di 13efftlll0 ne/1916

A.
r -~~~~

::

: pr~9t7:

l
~

COMITATO
DI
: AJjifreN~A CIVILr : ?

~
/""o..,~

Il \Il' >Ili' 111 Ili

,\1< \IX\ \1< ~1\\111

U'i

Cornuda (j m:nzo 19 18).


Il f':11noso qu:tdrivio
(col "portico del c:tpit:mo")

126 Il \l" >111' 111'1 Il

\Il \1\\' \l< \1\\ Ili

..=ollaho.
ren. Visconti l' lk i):nlllllOS
ti bncx-o/o pcnscopKo dL IJ.Inccs.
~8 gLnn:no 19lH

Abbazia di N t n cs:L
Vista abstdak
(dalb parte dd nemico).
l l SCltl'llll>tt 1918.

Al campo d 'aviazione
di "Casoni".
Fcbbr:t io 1918.

l.l8

Il MI'<>IU 111111

M< \1\\ .\1< M\\111

...

lj0 'I'I'~II'Oitl'

IWIII

~1<.,\l'\\' ~IC,\IX\'111

l.'aereopbno :1ustriaco
:tbb:lllulo sopra Asolo.
Estate 1918.

.\lasclll'r:tmemo Slrada
Zuel Collina cl'AmJX'zzo
Est:lll' 1917.

fJalfollc>.fh>llafo (Dmcl.!ell)
usato per f'ossenazione rwrea

Il \Il'< >IU: 111111

.\1<..\1\\ Mc \1:0.1 Ili

Ul

Nostra autoblind:na colpita (presso Rmcrcdo m Piano). :-Jo,cmbrc 1918.

t:\.l

IIMI'IIIU"IIIIII

MI.\IX\' .\11 ,\J:>.\111

"11 \11, lH1 111111

\1< \1'\\" \1< \IX\"111

I;H

Traino di un J '5'5 long francese


("Unkle S:11n").
Osteria del Veronese.
(Il dicembre 1917 - Asolo).

Un .~0'5, obice (707' Batl. i\ss.)


che da Ciavcr:1 tira su Pieve di Soligo.
2.9 OllObfl' 1918.

"l.c grand-pC:rc" l '55 long francese


con cnnoulbgc (c Tcn. Giacomelli).
16 diccmbn. 191 7.

15 l

Il \II"RII\1111

\11 \1\\ \li \l\\ 111

pezzi austriaci di medio ca libro cauurati.


S. l.uci:l d i Pia v<:, l Q nove mbr<: 19 18.

' Il \II.,HI 111111

\1< .\1\\ \1< \1\\ Ili

l;~')

156

l DII'< HU: Ili] Il

M<.~ IX\' ,\l< .MX\'111

Vt"du t<: :t<:r<.'<.'


di lklluno
(j l ago:ao 1918),

Feltre
(.' 'i'IIdll:tll:l

(IO agosto 1918)


prese cb ri<:ognitori

naii:tni Ansaldo
S\',\ l.

1 1 \Il'<>Ili' 1!1111

\1< \1,\' \l< \1\\111

1~7

\'isil:t dd lk v dell:t principlss:t Jol:tnd:t


:tl l'osserv:ttorio "T:tzzer"
sopr:t Coll:tlto (C:tn:tl dl'i \ 'in) .
.!. 1 m :t rzo 191 R

1.~'{

Il \II'OI~l I U Ili

\h \l\\ \h \1\\ Ili

Il \11'<>111 111111

\1<.\1\\ \1< .\1\\ Ili

l :W

Pordlnorw in rh:t. ..al bgo. rcbbr:tio 1919.


(A seguno dell':tll:tgamcnto prcxlotto d:tgli austriaci in ritirata per rallentare l'inseguimento dl'lle truppe italiane).
l IO 'Il \Il >KI 111111

\l< \1\\ .\11 \1\\111

Interruzione ferroviaria all:t stazione eli C-onegliano.

3 novembre 19 18.

l 12

l l \li' >Hl 111111

\l< \IX\ \l( \1\\111

Pontll'ri inglesi (strada Coste-i\laser).


i\larzo 1918.

11',\ll"liU : 111111

\1< \IX\",\1< .\l\\!11

IB

Scbizzo de/nodo
st radale-j?n-otlia rio
al Ponte della Priula
con ponti di barcbe
sul Piaue.

Age11d111a
COli
c,.,
IO

OITOBRE

1918

";?'

T,:t ML !

Lune di

2I ~~-~J
':t~...r..t.....

Luntdl

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28

T...,.. Id!.
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22

Mtrcoltdl

23 ~~~--Clovedl'

OITOBRE

a 11110/aZOI/ i

re/aliti(>
ai giomi cmciali

del passag~io
del Pi m e.
rerso la t ittona
di l 'rttorio l 'eneto.

-.(;.. ..;,.

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24 l r;,_,
.... .~.

Vtnerdl

~ t.,:,.:{(;.

Sobato

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26

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Domtnlca

~~MAA -K...

27

(. 4.

_G

Il

25

..

....

Il primo ponte,
ro11o, :t '\Jern~sa.
2.9 oltobre 1918.
j l'l

'Il .\Il~ >IU 1111 Il .Il< ~lXI \Il .\1\1111

P:1s':1ggio dd P1:1\ l';

Il' prillll' CIITl'lll' p:!ss:tno il ponte di \ ilb lkni .


.\ll>:t dd .~0 OIIOI>Il' 11)10.

Riparazione eli passerelle


per il passaggio del Piave (a Volpago).
10 ouobrc 19 18.
li8

'l D ll'<lHI' 111'1.1.1

,\1<,,\ IX \ ' .\ IC~IX\'111

Un l t9 \ , bttlleria inglese,

dJt' (d:tii.J str:~cla .~)


spara :nt\anwntt su Collalto.
r ottobre 19 18.

'll ,\11 '<>ltl ' 111111

\IC .\1\\' Mc \1\\ Ili

l 19

Carta 111ilitan
della li11ea del Piml('
ilt dotazicme
al/ 'esen t tu a11st raco
"!Jolli/1() 11 d ,~ 1/(1 /Tfl
(particolare dell'mt'ft tra
Q11em e V)lt'stmw)

ISO

'Il \II,>HI llrlll

\l< .\1\\ \h W\\111

----

l '\l

Il \ll'<llll' 111111

~l< \IX\' .\1< ~l:\\'111

Manovra per abbassare


la volaLa del ~0'5.
Giavera, 29 ottobre 1918.

Le munizion i sistemate presso al :~05 austriaco di Par.


2 no,cmbrc 1918.

n:,, IP< >Hl 11n 11

~l< ~IX\' ~lt:.\IX\ 111

1S:$

L'affu sto del 305 austriaco di Par (presso il Crevada) abbandonato in corso eli smontaggio.
2 novembre J 918.

t)

l L\II'<>IU' 111111

~l< \1\1 \l< \IX\'111

La volata del :30'5 el i Par (ecl altri pezzi austriaci) abbandonati a Vittorio Veneto.
28 novembre 19 18.

.11.\11'< >111' 111111

~l< .\IX\. \l<

\1\\ Ili

l';)

Riparazione d1.:ll'inl<.'rruzione stradale


del Crc,acb (Suseg.tna Conegliano)
(primi 1:1\ on)
l no' e m br<.' l<) l S.

Ripa razione 1111<.'1 ruzrone Cre\'ada.


\'aro della l' tr:l\ at;t dr ponte a tr:tliccio
in ta,ole, upo t.ontr \'cechi.
.3 110\'embre l<) l H.

l)(>

Il \Il' liU 111111

\1< \1\\' \Il \IX\ Ili

Cra/ere di 11 n a l!,I"CII!Oia
a11slriaca aJNrlo sul sagra/o
delle111pio di Canooa
a Possagno.
17 marzo 1918.

'l DII'< liti: Ili Ili

~1( ..\IX\ MI..\IX\'111

l S7

Colonna eli prigionieri austriaci sul ponte ciel Crcvacla.


:>novembre 1918.

l ')l)

"11:\11'( ll(l" 111111

,\l< .\1\\ MUI:\\"111

RIPRISTINO
DEI DANNI
BELLICI
1918

T I:.\ li'<>l< E l u-I Il

,\1<.,\ I X\' ~lt.MX\'11 1

l')<)

l "tourniquets" eli S. Bolclo.


') 110\Tlll bre 1\)IK

Friuli ru.:onquistato .\'ot'<'lllbre 1918


Per m-gt1wre le detastaztol/1 dei ltostri "ardllt" in cerca dt materwli combustibi/t st abba/le 1111 grande platano
cbe nei.Jimtgente blocca I'Oiutamente iltmnsito di a/c tnt i alti tt./}ciali.
l '~~nu;idente"proc:l!rer, in tempi breti, la 1/ec:essariajntitllm di legna da ardere.

'1 1 .\I I'<>IU 111111 o\ILo\IX\'MI .\1\\111

161

Pordenone.
Dicembre 1918.
Abbanimento cas:t pericolante.

thl

Il \11~1111. 111111 . "'\l\\" \l< \1:\\111

Longarone.
\'aro ddb pnma 1rav:11a
(r/COS/r//Z/011<' delfXJJIIe SIIIIOITC'IIIC' .1/a al/a C.:OIIjlll(!llZG COli

i/ Puue)

18 noHmbn: 1918.

Il \ll'l~l' 111111

\l< \l'W \l< \1"'111

l U.~

Stada Maser-Canal del Vin. Il muraglione al "tourniquet" Frisia.


l S marzo 1918

164

n :,\ II'<UU ; 111"111

~101X\' MCMX\'111

IL
RITORNO

1919

Il \!l'ORI" Hl Ili

~H ~J:\ \ \lt.\1:\ \ Ili

l():;

Reduci:
'Tutti 1 salmi lmscono in Gloria"

Il \II,.IU 111111

\l< \1'\ .\Il \IX\ 111

1()7

Incontro di e.\' combtlllenti de/luogo difronte alla uilla Alpago-NoiX!l!o di Front in.
Si noti l 'rm:o di m mi d'abete solitamente ere/lo solo in occasione di gmndifeste.
NOtl('lllbre 1920

1(>8

11\II"MIIIIIII

\l< \1\\ \1< \1\\111

Dopo la g uf!rm la Ili la riprende... ... .

l l
F
l )

"ll'MI'OIU ._H tttl


---

MOIXV-,\ I<.MXVIII

169

170 TI:MI'<>IlE 111:1.1.1 MCMXVM<~MXVIII

RETORICA E
ANTIRETORICA
NEL DOPOGUERRA

11\II'OIU. IUIII

).J< ,\1:\\ ~IL\I~\111

1..,1

l I'IOSlAI 8ALOI

A~ Pt NI

... u

~lS A L T O

IJN AUDACE .JU.L


Oli N OJT~I 8 1\LOI 4LPJ N l
l f>ROO t C. I

OEt NOS TRI 8 ALOI


At..P N l

)
17 2

'I'DII'OHE 111:0 Il MOIXI' ,\IC,\ IX\'111

D isegno Imito da
"La guerra bella nw scon1oda "
di M onelli e No1'ello;
p 11bblicaz ione anlirelorica
uol111a da ex colllbartenli,
edila da 'li"eues, J\ll ilano 1937.

( /11 lj/(('S/({ pap,tll(l e 11('1/({ SC'l{IIC'I/IC')


Pose "ntonumentali"
ispirate dai/.IIIIOH'
f>er ircntizzan' sullo retonca

delle ;mme celebmzion i posi lx'llidiC'.

11 \II~UH 111 UJ

\1\\1\\ ,\l< \IX\111

17~

Un altro disegllo satirico


contro certi 1110di di tK!dere la guerra
appella lmscorsa.
Dt~~egllo tmffo da "Cosa dir la gellte?
CelliO disegni di NOtK!IIo",
di Notello, ! I mo/do Molle/odori.
Mila110 19:)7.

COME SI VA ALL'ASSALTO, SECONDO CERTI MONUMENTI

Il \II.,KI' 111111

\Il""' \H \t:\\'111

l i)

Da "L{I .ro~uerra bC'IItt 11w scomoda"


di .Hone/li e .\'ore/lo

E Cadorna manda a dire


che si trova sui confini
e ha bisogno degli alpini
per potersi avanzar.

Idea del! >tutore fJr 11110 stele coiiiiii<'III<JJYJt il a


di 1111 CCJIII/)(Ip,IIO dormi caduto (li te/l /)e Toni)
Il dise.~II<J cos essc11zwle i' tiYtllo da 1111 taccui11o di g11erra.

.'

Il \Il' >Ili 111 Ili

\Il \1\\ \11. \1\\'111

l 77

"1: i nostri morHrllK'nl i son

J:r nei c irn itc ri


innrili :r i piedi delle crode. O lo so bene
cile :tclcsso li clistnrggono per andarl i :1
rif:trc :litro\'<', nostruzion i freclclc, o rTipil:tnt i oss:nii, hil)lioteche di teschi, tu tti
con i loro :rccessorrii eli tibie c di omeri,
frcdcl:t c lugubre cos:r in od io :li sole c
:rlr:rmorc elci superstiti. Ad uno aduno i
ci rnit cri nostri sono scons:tcr:rti; c :rvc\:t
r:rgione cl c Hi\':1elle d iCC\':t: "Crcd i tu cile
:lil':ril ro mondo ci l:rsccr:rnno tr:rnqu illi1
Ci s:r r:rn sempre degli uiTici:li i prop:rg:md:t , v dei furieri, L'dci prce<.'lli , c degli
:li l:rrnli inrpt'O\'\'i:>i, l ' delle l>:rsse eli p:rss: tggou.
Or: r i tl iligl'nli l'uriLrr ,oglion riorclin:m.:

J-S

l 1\II'<>HI 111'111

\h \1\\ \1< \1\\ Ili

i registri, tu Ile le s:rlme in fi l:r c sott'occh io,

le port:rn \'i:t cb l luogo del loro mani rio,


le all ine:rno in nuovi e pom posi c im iteri,
in fredda c am ipatic:t orclin:tnz:l. E ci
dev'essere d ella gente cl,le pensa che p i:r
sontuoso il luogo, e pi:r son robo:t nl i le
l:rpidi, c pi:r son cult i i pr:ll icel li e
arzigogol:rtc le aiuole, c pi:r si rende
onore :ti morti. i\ mc non JXue; c :!Imeno
i nostri morti di monl:tg n:r li l:rsci:rsscro
in pace l:rss:r presso le rocce, sotto i
gi:rioni, dove muore il pascolo, dO\T gli
ultimi muglli c i ginepri n:rni st risci:tno
presso le to mbe segn:llc d:rllc croci eli
kgno. Cimiteri solit :rrii c tristi, m:t non
lugubri; clo\'C :tncllc c:tnt:trc non si:t

pecc:tto, quando si viene :t ric'orcb re i


compagni, c si inton:tno in loro onore le
canzoni el i allor:t.
E pc ns:tr cile ci l'urono quei m:tnigokli
d el quinto cill' :rncl:trono un:t notte :1
ruh: trsi i mort i cl:li cimitero elci tcrritori:rli
per riport:trseli su nel loro crmpos:tnto :1
monte; cos:r cile :t\T<:nne :r prezzo eli
:tpposl:tmenti , di p:rlluglic , eli tc rritori:tli
ui) ri:tcrti, di ctr:rbinicri ing:tnnal i, eli superiori men:rt i per i l n:tso; come s:rrebbc
troppo lungo d:t r:rcconl:ll'<: ".

/)i.,<:f.!.l/0 <' C0/11/JI('J//o :\OliO ll'fllli t/11 "/.11 glft'/Tfl C'

/J('/Ifl 1//fl i SCtJIIWdfl", di .1/oll<'llt <' .\'111 'C'!Io.

NOTE
SULLE
TECNICHE
FOTOGRAFICHE

1DII'< JIU; 111"1 Il

\lUI X\ ,\le MX\'111

179

l. 'illseparabile maccbtllafolograjca a las/re (9x 12) co11 obiellil'o Goerz Dagorf 135m m,
apertura 1.6.8 e f><JSStbtltlr di "basculaK~m". usata dallilutore fX'r la maggior parte delle sue jtogmje

180

Il \11'01(1 111111

~l< .\1\\' M< M\\ Ili

di 1\lfario D e Hia.-.; i

CWANDO -!!.NI O 8" ARJ.!ATA


DIREZI ONI!. LAVOiii III ~ONA

============

Si permette al Capi tano

AL~AGO

NOV1LLO Si g. Albert o,

Comandante la. 209" Compagn ia. Ze.ppatori, di usare la. macchina fo=
Dol>l>i:uno l'S:><.'I'<.' gr:lli :il c1pi1:111o t\lber
lo Alp:tgo-No,dlo per le su<. splendide
lllllll:lgin i ddl:t gucrr:t 191 "). l H. Sono
fotogr:lfit si r:tord in:tric, che dcxunH.'llt:t
no in mcxlo IIIIIX'<'ctbill' i luoghi dme :-.i
.,, olseto 1 moltq>lii :t\Ycnimenti bellici:
str:tde. ponti , tr incee, g:tlleric <.'
forti lk: tzioni . i\l:t non si tr:nt:t so lt:tnto di
freddi dontm <.nti di un ulfici:tlc del
Ccnio, perch( :li >honcl:tno k fi gure cd i
ritr:llli dd l:t \':t ri:t um:tnit:l che gr:l\'it:tv:l
:tttorno :tiJv /Olll' dO\'C p:ISS C SOSti'> 1:1
m:tcdtin:l ddl:1gucrr:t: i sold:Hi, k donne, i nxchi ed i h:unhini. E fortun:tl:l mcntc non c'l. in s:-.c tr:Kci:t di imm:1gini
m:lc:ll>n.. t' r:I<'Cipricci:tnti, qu:tli quelle
che purtroppo .,i:uno oggi :tbllu:lli :1
,.L'<il-re q uot id i:tn:umntc sugli sd ll'rlll i
tekTisi,i o :-.logl i:tmlo i giorn:tli t k
miste d ':tllu:tlit:t.
Tu tte le J'o togr:t l'il' sono di un:t sl>:tlordi
ti\':t rs: t tvcnict, ol ti m:unentl' incise c
nom:lliC:llll<:ntc pnfe ll<:, sempre sorrc ttL' d:t ben studi:tt<.c suggesti\c inqu:tdr:ttur<:, nono:-.t:tntc 1:1 modcst:t :lltrezz:nu r:t
del tempo (l:t m:tggior p:tne furono sc:llt:llc con un:t m:tcchin:t :t l:tstrc 9x I l.
munit:t di un ol>itni,o (;ocrz D:tgor l 1 .~")
mm, con :tpcrtur:t l :(>,8). Sorprendcntemente l>dk cd interess:mt i sono in
p:trt icol:1 rt k fotogr:t l'i c sc:tll:llc in interni, qu:tl i c tsc, trincee e g:tlk'ric, se si
tiene presente d t<. :tllor:t non csistc\':tno
i l:tmpi l'lcnronici l 'non c'cr:t l:t possibil it:t di utiliz.z.:tr<. rilknori. Seml>r:t qu:tsi

tografi oa. per r i levare lavori e costruzioni di carattere

milit~

re fatti dalle truppe del Genio.

IL COLONNELLO DI~TTORE
A . Bue.zi La.nghi

.lutorizzazwut n/asctata all'rlutot'(' prrle ripnscfotogmjichc dtoJ/t

irKredibile che, utilizz:tndo semplicemente della poln:rc di m:tgncsio, Alberto 1\lpago-Novcllo si: t riu scito :rd oucnerc immagini cos plastiche ed :trtisticamcntc v:ll ide, che v:mno ben oltre 1:1
i'rcdd:r clocumentnione. t\ cl irnostrnionc della cura e rneticolosit: con cui
sc:llt:rva le fotografie, istruui,o e divertente leggere alcune p:rginc di un suo
libreuo fiuo di preziosi appunti sulla
esecuzione delle singole immagini, che
riportano l:t data , il tipo di l:tstr:t usato
("Cappelli o rto", "C:tppclli ross:t", "KO<bk
ono", "Cappelli , erclc") c le rei:Hi,c scnsih ilit\ il titolo del soggcno c le condizion i :llmosfericltc ("interno eli bosco
con poco sole", "v:K chc :t ll:t fon tan:t con
c illo coperto", "prcp:tr:tzionc l'ilospin:Ho
in controluce"), l ':tpcrtur:t elci di:tfr:rrnm:t

nwlt~::a~ioui

1//tltltm

cd i rel:lli\'1 ttmpi di IX>S:t, c, :tll:t fine, il


giudizio sui risu lt:ll i: "scrrs:t", "l ropp:t!!!!!",
":tbbond:tntl"', "giust:t ( leggero il ho
sco)", "buon:t", "bellissirn:t".
Non c'l dubbio che poss i:uno :tnnovcr:tre 1\II Krto 1\lp:tgo-Novt'llo 1r:t i gr:tndi
della fo togr:t fi:t cl i gucrr:r, :rssit'llll' :1
Robcrt Fcrton , :tuto re delle ccll'l>ri imm:tgini che dO<umcnt:rno l:r guerr:1 di
Crime:t del 18")"), :t .\I:Hhc"' B. Br:1dy ed
i suoi coll:tbor:uori p er qudl:t di
seccssionc :tmcri ctna del 18(> 1-6"), :t
Robc rt C:tp:t IK'r i conlliui di Sp:tgn:t ~
Inclocin:t, dove trov l:1 mo rte c:tlpest:tn
do un:t mina , :t l ) :l\' id Dougl:ts Dunc tn ,
:tutore del comnHIO\'L'nte libro "Tilis is
w:tr" con i tr:tgici volti dci m:trincs rw ll:t
gucrr:t dd P:Kilko.

11\ll'tHUiillll

\lt\J,\\Ic\f\\111

lHI

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Consegna per .. ........... -. . . . . . - ... . .. .


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182

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T D II'O il l: 111:111

. ........... .

MC~IX\' ,\I<.MXVUI

Uua b11s1a per il rilomo


degli suil11ppi.
Molte dellejtojin-ono suiluppate
dallo s/esso autore,
altre illt'(?cejitt-oltO couseguate
a dei laboralori specializza/i
da cu i I'Autorejce lrarre
aucbe delle simpaticbe
carloliue poslali.

f)/Il' pa,l.!,/11(' de/ ffiCCIIiiiO SII CIIi f: \1/{0rl', COli SGTIIJX>fosa Cllrtl, {11/1/0fma i dati refa/il'i (lf/(' SIIC'j(JIO
.ld esempto, si legl.!,mto le mlltottr::iont per lafoto di pagina 78, cottfrassegllate cotr 1111 asterisco
Oata l.., seuemhre, ore 1-; al tr:unonto (sole debolissimo); sog,geffo Reticolato a Cuzze e Capii. Rosazza;

dwjiWII/1/fl ' (>; 1<'111/X> di <'S/X>SiZiOII(' l 25; 1'/SIIffa/O: (piuiiOStO SC:trs:t).

Il \II"HI 111111

\ldiX\ \l< \1\\.111

185

--r
t'OSS& SGO!'&

~ASTRE A &ELATiftA BROMURO D'AR&EftTO

~~~IOCROM~r~nt: k-

<f ~~~:.~.t.~l
Voo Flull, 31 -

l .N2

MILANO 1

Mllm 1901

~
' --t"(J)C

Dozz. 9-12

~ GRANO~ PRIX ~ Tnul911

"ND

.... lf1.4 ..

VIa Flull, 31

adopora\>111 11l&

laoe r<oss& seara

a BELDTIKD BROMURO D' AR6EftTo]


ORTOCROMATICME

: LDSTRE

i';~/::.~~.~~~~~~.
t'(fY
W

>Il

MILANO- VIa Friuli, 81

."1\~

M:~~o 9

181

Misura

10-LS

GRAND PRIX 9

' l 1:.\II'OIU: 111'111 ~1\ ..\IX\'.,\ 1( \1)(\'111

T~~:~o

Alcuni tipi di lastre usa/e per le.foto.


Gran parte di queste delicate lastre di t!(!/ l'O
sono lufl 'oggi consemate ili pe1j11o stato
come risulta dalle i111111ag i11i d i questo libro cbe
s0110 state l rafie diret1ame111e dai 11ega1iui origi11ali.

STATO

DI
SERVIZIO

Il \Il'< >111 : liri Il

,\1< \1\\ \1< .\1\1 Ili

lH'i

Stato di serviz io di A/pago-Novello Alberto


(classe 1889)

- Nom in:uo Sottotenente di Complemento per Servizi Tecnici nel Gen io il 18


marzo 19 1"5.
- lni;.i:uo servizio il l <~ :tprile 1915: i 15
giorni di l" nomin:t, presso i l J0 Alpini :
qu ind i a!:iscgn:no :di'UITicio Autonomo
delle Fortificnioni d i Belluno (sezione
di Veni'ts: :tddctto :1 lavori d ifensiv i in Val
Boite, qu ind i in V:li Ma).
- J'vlobilit:llo in d etto Ufricio il 23 maggio
191).
- Su propria richiesta, dal 2'i gennaio
1916 pass:Ho nel l'Alto Corclcvolc alla
dipendenza tccnic:t d el Comando Genio
IX Corpo ci 'A rm:n:t (:t Cima l.:tn:t c quind i
:ti tr:tcci:nnento c costruzione clelia strad:t Digonera-Col D:tcl:mt-i\1. Toppa).
- Il l" ttl:lrzo 1916 entr:no con tifo :t iI'Ospccl:tle somcggi:no 122 (Digonera);
il 2:S m:t rzo tr:tsfcrito aii'Osped:dc eia
c:nltpo O'i l (1\lkghc); ricntr:uo :ti l:tvori
Digoncr:t-Topp:t il 18 m:tggio. (Malatti:t
cliclti:lr:lt:t per c: tus:t di servizio).
- Nominato T enente nel maggio 191 G,
con :tnzi:tnit:t 16 dicembre 191"5.
- Hicili:tnu to dalrUITicio Fortificazioni il
22. luglio 19 16 c messo :tllc d ipendenze
del Com:tnclo Ccnio Fortczz:t C:tdo re-

l S6

'l UI l'< mr

111:11 1

,\l U I:\\' .\IU I:\\' 111

ivl:t mobilitato, per lavori st radal i c


difensivi in Val !VIa (ca mionabile DontChiesa-Du ra n; Forno el i Zolclo-Col Baion;
Forno-Forcelh Cibi:tn:t; c:l\erne per :trtigl icri:t allo Spiz Zuel e :t 1\l. Punt:t, .. .).

- Dal 29 setteml)l'e 19 l R al Coma nel o


clelia 209" Comp:tgni:t Z:tpp:nori (79Q
B:tuaglione, 2" Genio) (str:tcl:t L:r:t Gr:tnde-J>:tl Ne,il k; t\ lon tello; ponte eli Villa
13ert i :1 Ncrve~a).

- Il 7 maggio 1917 JXlSS:llo :ll l:t D irezione


l'Zo na (C:tpo deii'Ufricio Lavori Genio
eli S. Vito: costruzione li ne:t difensiva
Cuzzc-Canci:t-Antclao e sbarramenti Forcella Grande e Forcell:t Piccola; strada :1
Tre Croci-Va l Forca).

- (Cessato lo st:llo eli gucrr:t il !f novembre).

- Dopo la ritir:lla cl:tl C:1clore (7-9 novembre 1917) passa :ti 29 Ufficio d ella D irezione l a Zona (linee difensive eli Cornuda,
di Vettorazzi, di C:tstelli).
-Da l 25 novem bre 191 7 all:t 3a Sezione
e chi 21 gen n:tio 1918 :lil:t P Sezion<?
del la l a Souod irezione l a Zona (l inee cl e i
coll i asolani, ossetY:ttorio Colla lto, ccc.).
-Dal Gaprile 1918 :ti 27 maggio 1918 al
Com:mdo Gen io 2a Armata.
- Dal 27 maggio 1918 al 22 agosto 1918
all:t 3a Se7.ione (Povegliano-Ponzano1\lontello-Visnadello: difese e strade) della
Direzione l.:tvori ,.~a Zona; quind i alla
D irezione stessa.
- Nominato C:tpitano nel lugl io 19 18
(Bollet tino 28.7 1918, clisp. !fS, pag. !f082).

- L' l l :tp rile 1 9 1 9t r:t~ f'c rito all:t Direzione


Lavori 18" Zona (Belluno).
- Ccss:t el i prcs t:tre servizio negli Alpini
(!l') cd trasferito :ti 'i" Genio (Bol lettino

l" agosto 1919, disp. (>:S).


- l l 20 agosto 1919 invi:no a l Deposito ) 9
Genio per esservi congecl:no (ordine del
giorno l (> :tgosto 19 19 elci !:t Di rezione
18" 7.on:t; ordi ne del i\ l inistcro Guerra,
D irez. Pers. lJJfici:tl i, fog lio l !f087-19;)0:S).
- l n conged o cl:tl

Gsc11c mbre 19 19 (dopo

lt anni c !f mesi d i servizio).

FOGLIO di LICENZA ILLIMITATA

Il Ml'<>ltl: 111111

M(\1\\ ,\ Il M\\'111

187

Indice dei nomi

1\lp:tgo-Novello Luigi, 89
i\nclrci:; (col.), 7(>
t\ rn:tucl (ctp.), 8 1, 10(>, 109
Bi:11Kil i, eli Cihi:tn:t, IO(>
Bonl'iol i Bruno, 7, 89, 92, 106, 108, 109
Bonom i (swn.), 7(>
Borgoni t\ l:trio, 12'1
Bosio (\'tcl i Bonliol i )
Bossi Fc<lrigoui 1\nton, 107, 108, 109
Br:tnd i B. 1\ l :llhcw, 18 1
Buzzi l.:tnghi (len. ol.), 108, 18 1
C:tcci:t-Dominioni P:tolo, 7
C:tdorn:t (gcn.), 118
C:tct:llli Cl'l:tsio, 7, 89, 92, 106, 108
C:tp:t Robcrt, 18 1
C:tppclli , 18 1
C:ts:tgr:t nel c, 88
D:t C:ts, 88
D:d Fabbro, 11 8
D:tl F:trr:t , 88
O:t Honco, 88
l k Domino:;, 127
De 1\l :trtin 1\l:tssim o, 88
Dc Riv:t , 178
Dc S:th':tclor, 88
Dc Toni ( tcn .), 177
Di l~ob il :tnt (ge n.), l 08
Dougl:t:; Dunc tn l hvid, 18 1
Fc non Ro l>c n , 18 1
Fu o l i, 88

l 88

H \II'OIU

111111

\Il \1\\' \Il \1\\ Ili

G:tleazzi (cap.), 109


Gesiot, 'ilt, 88
G iacomelli (s. ten.), 76, l _.stj
G rimaldi Rodolfo (tcn.), 106
j ol:tncl:t (principessa), l :S8
I<iss joseplt, 7
t. l:tglieu:t (magg.), 69
1\ l:tntovani Orsett i S:tl v:no rc, 7), 9:S
l\ lasocco (gen.), 76
Monelli, 172, 176, 178
Nava (gcn.), 108
Novello, 172, 174, 176, 178
Piccin, 88
Perotto, 88
Tenti ( magg.), 76
R:unazza (cap.), 11 8
Renor G., 88
Ricciotti don Giuseppe, 89
Rommel Er\\'in (ten.), 11 8
Rosazz:t (cap. ), 78, 18:S
Schneicler (ten.), 107
Sor:t\'ia, 88
T ezzer ( magg.), l 18
Tison Vi ttorio, 88
"'l'ripoli" (cane), 88
Turrin Vittorio, 88
Valclug:t, 107
V:tlentini (cap.), l 08
Visconti (Len.), 127
Vitto rio Em:tnuclc Ili , l :S8
Zugni Spartaco, 107

INDICE

"Il \Il'< >Ili 111111

~1(.,\1\\ )Il \1\\ Ili

IR?

190 TEMI'OHE 111;1.1.1

MCMXVM<-:MXVIII

P:tg.

INTI{ODUZIONE
di Luet I{amacci

P:tg.

PREFAZIONE
eli Enrico Acerbi

P: tg.

IS

L'arca intcrcss:na dagli eventi

P:tg.

16

L'ARCI II VIO FOTOGRAFICO 1)1 GUERRA DI A.A.-N.


Note

P:tg.

I7

LA GUERRA IN VAL ,\ IA, \ 'Al. BOITE E ALTO COROE\'OLE- I91S 1917


I luoght

P: tg.

i l

LA GUEH I{A IN VAL i\IA, VAL BOITE E ALTO COIWEVOLE- l 9 1S/1917


Lavori str:td:tli e el i cl if'csa

P: tg.

75

LA GUERRA IN VAL \LA, VAL BOITE E AD'O COHDEVOLE- I91S 1917


.\lomcntt <h 'ila miliwre

P:tg.

H9

t\Ialato di ttlo :t Digonera - 19 16

P:tg.

IO:~

LA i\IINA DEL COL 0 1 LANA - 19 16

P:tg.

118

Ripieg:tllK'nto

P: tg.

12 I

DA CAPORI:TI'O AL PIA\'E-

P:tg.

IS9

RIPRISTI NO DEI DANNI BELLICI - 19 18

P: tg.

17 [

RETOHIC\ E ANTIRETOH!Ct\ NEL DOPOGUERRA

P:tg.

179

1'\0TE Sl l.l.E TEC:-.!! CilE FOTOGRAFICI lE


di i\lano Dt lktsi

J>ag.

l 8S

STATO DI SEIWIZIO DELL'UFFICIALE ALPAGO-NOVEI.LO

P: tg.

188

Indice dei nomi

:t

Cornuda - l 9 l 7
I91~/ 1918

ll\11'< >IU : 111111

,\l< \1\\ Ml \l\\ Ili

(<))

Ex hbtis ddb blibliotcct d'anc c di ardtit~uu t;t di Albcno Alpago-Non..'llo.

19l

11\ti"Mil\llll

\1< ' " ' \1< \IX\111

ruuhJ lh ...umpan..
nd tnt.'-'c." t h lll:ll/u IC)II)~ d.t1b

Tipolitog1~1fi:t

DBS

dd

IU.l

S.t,'l\'11

l'uluhlu

t ;f:lpJU (

nrr<.>Zl:'\C<,

\'in.1v:

Tl:.\11'< liti' 111"111

M<..\ ! XV ~IOIX\'111

193

194

.n :M I'ClKI: 111"111

,\lc.\I~V MCMX\' 111

n \Il~ Kt: 1\l l JJ

.\1< "\1\\ .\1< \1\\.111

l')'i