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NAZIONALISMO E IMPERIALISMO DI FINE ‘800

Premessa:

Questi brevi cenni sono tratti dall’ultimo cap.( pag.568 ss.) del libro utilizzato in quarta
DIALOGO CON LA STORIA E L’ATTUALITA’vol. II e servono come collegamento al primo
argomento del programma di quinta.

Col termine Nazionalismo si intende l’ ideologia politica che esalta la forza e il primato
della propria nazione rispetto alle altre.

Tale concetto è considerato infatti una degenerazione del concetto romantico o “principio
di nazionalità” ottocentesco, poiché mentre quest’ ultimo valorizza l’identità storica di un
popolo ed il suo diritto alla libertà politica (importantissima in Italia fu la lezione di
Manzoni), ponendosi in una prospettiva liberale e di fratellanza tra nazioni indipendenti, lo
spirito nazionalista è aggressivo e non esita a sacrificare la libertà di altri popoli e, anzi,
è caratterizzato da una politica estera estremamente aggressiva e guerrafondaia.

E’evidente come tale ideologia esasperi e stravolga il senso di attaccamento alla propria
nazione, producendo sul piano interno politiche autoritarie e illiberali e in politica estera
una forte aggressività che mira all’espansione coloniale.

La conquista coloniale è sostenuta anche da un’ideologia razzista: si fa strada la


convinzione che nel mondo esistano razze “superiori” che abbiano il diritto e il dovere di
governare razze “inferiori” per portarle sulla strada di un limitato progresso.

Accanto a tali motivazioni ideologiche a fine Ottocento entrano in gioco significativi fattori
di natura economica: l’aumento di produzione e le altre trasformazioni legate alla
seconda rivoluzione industriale, unite a una profonda crisi (la “lunga depressione”del 1873-
96), spingono le potenze europee a cercare fuori dal continente sia materie prime a basso
costo per le proprie industrie sia nuovi mercati per le proprie merci. Nasce la corsa
all’accaparramento dei territori d’oltremare e nel giro di trent’anni gli stati europei
completano la spartizione dell’Asia e dell’Africa.

Questo fenomeno viene indicato dai contemporanei col nome di “imperialismo”, in


quanto i paesi europei mirano a costruire dei veri e propri imperi. Se il colonialismo, infatti,
corrispose ad una volontà di penetrazione economica, nell’imperialismo questo aspetto si
accompagna ad una dominazione politica.

Riepilogando:

I MOTIVI ECONOMICI DELL’ESPANSIONE COLONIALE SONO:

-l’aumento dell’attività industriale


-la maggior richiesta di materie prime

-i bassi costi di reperimento, nei territori d’oltremare, delle materie prime (fibre
tessili naturali,prodotti alimentari,metalli preziosi,caucciù e in seguito, sempre più,
petrolio) che l’Europa non produce in misura sufficiente al proprio fabbisogno.

LE CONSEGUENZE DELL’IMPERIALISMO

Per i paesi che divengono preda delle conquiste coloniali europee, le conseguenze di
questa fase storica sono dirompenti.

I rapporti fra colonizzati e colonizzatori sono infatti improntati a un forte


sfruttamento economico: le colonie sono depauperate delle loro risorse e materie prime
e le loro eventuali produzioni orientate secondo gli interessi dei dominatori. In molti casi
ciò ha l’effetto di stravolgere i sistemi di sussistenza locali, creando ulteriore dipendenza e
miseria. Altrettanto devastanti sono le conseguenze da un punto di vista culturale e
politico: da un lato, vi è lo stravolgimento delle antiche civiltà e delle loro strutture sociali;
dall’altro, i colonizzatori organizzano i territori senza preoccuparsi delle tradizionali
suddivisioni locali e anzi in certi casi approfittano o alimentano le rivalità tra i
gruppi e le popolazioni locali per governare più agevolmente.