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Storia

SCOPRIRE IL PASSATO, CAPIRE IL PRESENTE

n°115
Antichità
Vita quotidiana a
Ur, capitale della
Mesopotamia

Africa
Il vero volto
del colonialismo
italiano
MENSILE – Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo, Spagna � 8 - Germania � 11,50 - Svizzera CHF 10,80 - Svizzera Canton Ticino CHF 10,40 - Canada CAD 11,50 - USA $ 11,50

Mode
Settant’anni
fa, il “boom”

ERRORI&ORRORI
in Vespa

DELLA
MEDICINA
MAGGIO 2016
� 4,90 in Italia INTRIGO A LONDRA DANZA IL FRONTE BALTICO
NEL 1936 EDOARDO VIII DAI RITI TRIBALI AL SVEZIA E RUSSIA IN
ABDICÒ PER AMORE O FU TWIST, L’IRRESISTIBILE GUERRA NEL ’700 PER LA
Sped. in A.P. - D.L. 353/03 art.1, comma 1, DCB Verona COSTRETTO DALLA POLITICA? FASCINO DEL BALLO SUPREMAZIA NEL NORD
Storia
CI TROVI ANCHE SU:

115
maggio 2016 focusstoria.it

F erri roventi per le ferite,


martelli da maniscalco
IN PIÙ...

per i denti guasti, col-


tellacci da macellaio per
12 UrPORTFOLIO
sulle rive
dell’Eufrate
un’ernia o un’appendicite. E poi trasfu- Ecco come si viveva
sioni di sangue di pecora, trapanazioni in Mesopotamia
4mila anni fa.
craniche alla ricerca di fantomatiche
“pietre della pazzia”, suffumigi rettali
contro le infezioni, estenuanti salassi
contro qualsiasi cosa. Il tutto, da svegli.
18 Yankee
PORTFOLIO
e paisà
Lo sbarco e l’avanzata
L’esistenza di un malato prima del XIX degli Alleati
in Italia nelle foto a
secolo, ma anche per buona parte
LESSING/CONTRASTO

Consulto pre colori degli americani.


dell’Ottocento, prima di Pasteur e
operatorio in un

24 Ballando
Koch, prima dell’anestesia e degli anti- quadro dell’800. SPETTACOLO
biotici, sembra incredibile, raccontata ballando
oggi. Ferite e malanni spalancavano la
porta di una camera degli orrori, e non E.R. D’ALTRI TEMPI Dai riti tribali alle
étoiles del balletto.
faceva molta differenza se il paziente
era un povero diavolo o una testa 32
A ogni epoca il suo medico 82 IlPERSONAGGI
concubino reale
coronata: basta leggersi, in questo nu- Nel V secolo a.C. nacque la medicina laica: una svolta che cambiò tutto. Edoardo VIII nel 1936
mero, la descrizione delle terapie alle abdicò: solo per amore?
quali lo staff dei medici di corte sotto- 36
poneva Luigi XIV. Povero Re Sole, vien
da dire, e poveri naturalmente anche
Ci curavamo così
Ammalarsi fino al ’900 voleva dire sottoporsi a dolorose terapie.
88 IlSTORIE D’ITALIA
pirata rinnegato
Nel ’600, Francesco
i suoi sudditi e tutti gli altri milioni di
uomini che si sono prestati involonta- 40
Torturati per guarire
Guicciardo diventò
corsaro a Tunisi.
riamente nei secoli a far da cavie, per
Per millenni finire sotto i ferri ha significato sottoporsi a pratiche “horror”.
salvare la vita a noi.
Jacopo Loredan
direttore 48 94 Settant’anni
COSTUME

Vespa
in
I malanni dei grandi Un fenomeno di
Mozart, Michelangelo, Hitler, Dante: anche i vip soffrivano. costume a due ruote.

RUBRICHE 54
L’ospedale modello 98 Sfida
GRANDI TEMI
4 LA PAGINA DEI LETTORI
per il Baltico
La Ca’ Granda, a Milano, nel ’400 era un luogo di cura all’avanguardia. All’inizio del ’700 Svezia

60
6 NOVITÀ & SCOPERTE e Russia in guerra.

8 TRAPASSATI
ALLA STORIA
L’arte di rifar lo naso
La chirurgia estetica non è un’invenzione dei tempi moderni. 104 Dal
RICOSTRUZIONI
Circo
di Caligola alla
9 AGENDA
10 MICROSTORIA
62
Dottori in campo
Basilica
di San Pietro
Come si è evoluta
76 PITTORACCONTI Grazie alle guerre la medicina ha fatto passi da gigante. l’area del Vaticano

68
in 2mila anni.
78 DOMANDE & RISPOSTE
80 CURIOSARIO Cose da pazzi
Come si curavano in passato le malattie mentali, vere e presunte.
106 Memorie
NOVECENTO
d’Africa
114 FLASHBACK I lati oscuri del
colonialismo italiano.
In copertina: una lezione di chirurgia nel 1880
LESSING/CONTRASTO
3
LA PAGINA DEI LETTORI
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lativo al rapporto commerciale tra comodo e igienico non trova Polemica tra “bisiachi”
Roma ed Estremo Oriente, viene estimatori? Rispondo al lettore Fulvio Maier
indicato tra i materiali ambiti dai Giorgio Vavassori, Viareggio (triestino) il quale asserisce su Fo-
cinesi “l’asbesto, minerale simile cus Storia n° 113 che Monfalcone,
all’amianto”. La diffusione del bidet è in essendo in provincia di Gorizia,
In realtà parliamo di termini sino- realtà abbastanza ampia, non è Friuli. Voglio ricordare che il
nimi e non di due minerali distinti anche se nessun Paese lo apprez- Friuli-Venezia Giulia è composto
e simili. Asbesto è infatti la tradu- za quanto l’Italia (dove è presente dal Friuli (province di Pordenone,
zione letterale che talvolta si usa nel 97 per cento delle abitazioni). Udine e Gorizia) e da ciò che rima-
dare al termine inglese asbestos, In Europa è utilizzato con percen- ne della Venezia Giulia (provincia
che appunto significa “amianto”. tuali comprese fra il 47 per cento di Trieste); dunque la Bisiacaria è
Walter Polinelli, Levanto (La Spezia) (Francia) e 90 per cento (Spagna Friuli in quanto rientra nei millenari
e Portogallo). Non più del 6 per confini (documentati fin dal XIII se-
Pregiudizi sul bidet cento di tedeschi e britannici, colo) di detta regione storico-geo-
A un passo dalla fine Ho letto con interesse l’articolo invece, ne fa uso. grafica che vanno dalla Livenza alla
Mi complimento con voi per “Le civiltà in bagno” pubblicato Di massima, i luoghi che sono foce del Timavo. Nella stessa pro-
l’ottimo dossier sulla storia dello sul n° 113 di Focus Storia. La mia stati influenzati dai Paesi di cultu- vincia di Gorizia insistono i comuni
spionaggio dall’antichità ai nostri domanda è: in quali Paesi vi è il ra neolatina (Spagna, Portogallo, di Mariano del Friuli e Capriva del
giorni (Focus Storia n° 113), e in bidet oltre a Italia e Spagna? E Italia e Francia) lo hanno adotta- Friuli: che cosa sono se non Friuli?
particolare per l’articolo su Oleg come mai un accessorio così utile to, quelli di area anglosassone o Su Wikipedia alla voce “Bisiacaria”
Gordievskij, la spia sovietica che germanica invece molto meno. questa viene ascritta come parte
salvò il mondo dalla terza guerra Il bidet ottocentesco Gli americani ne fecero del Friuli storico di cui condivide la
mondiale. della principessa invece la cono- storia. Per quanto riguarda l’alle-
Sissi, imperatrice
Pur senza sminuire l’operato di scenza durante il natore Fabio Capello è stato pochi
d’Austria.
questo agente doppio, vorrei secondo conflitto anni fa testimonial della kermesse
aggiungere che a impedire lo mondiale: sicco- “Friuli Doc”: ritengo che si senta
scoppio di un conflitto nucleare me lo vedevano friulano (anche se secondo Gianni
fra 1983 e 1984 contribuì anche la soprattutto nelle Brera no) dato che è anche nato a
gigantesca esplosione avvenuta case chiuse dove Pieris, chiaro toponimo in lingua
nell’arsenale di Severomorsk (13- incontravano le
HERITAGE IMAGES/GETTY IMAGES

friulana che vuol dire “pietre”. Invito


17 maggio 1984), base della Flotta prostitute, si con- infine il lettore a informarsi sulla
del Nord sul Mare di Barents, che solidò l’opinione storia e geografia locale prima di
causò oltre 300 morti e distrusse che si trattasse di scrivere cose insensate, che pur-
buona parte dei missili terra-aria un accessorio lega- troppo (permettetemi la critica alla
e da crociera conservati in quei to alla prostituzione. redazione) vengono pubblicate.
depositi. Questo pregiudizio ne ha limita- Un saluto da un friulano di Gorizia
Questo gravissimo incidente to la diffusione negli Stati Uniti e e mezzo “bisiac”.
impedì all’Urss di sferrare il primo nel resto del mondo. Marcello Colausig
colpo e, unitamente alla morte
dei supremi dirigenti sovietici Jurij
Andropov e Konstantin Cernenko Scovato in una bancarella
nel volgere di pochi mesi, portò Abbiamo trovato in un mercatino un
all’ascesa di Mikhail Gorbachev alla attrezzo (a destra) di cui non riusciamo a
carica di Segretario generale del capire il possibile utilizzo.
Pcus e alla dissoluzione dell’Unio- Chiediamo aiuto a voi per capire di che
ne Sovietica. cosa si tratta. Grazie.
Giovanni Antonio Nigro Margherita Valsecchi

Metallo unico Giriamo la “richiesta d’aiuto”


Volevo segnalare un’imprecisione ai nostri lettori. Vediamo se qualcuno
tecnica presente a pagina 55 del n° sarà in grado di aiutarla.
110 di Focus Storia: nel riquadro re-
4
Un coltello misterioso
Sistemando la casa di lama ha inciso da un 8.000. Dall’altro lato si come tagliacarte ma
un vecchio prozio ho lato un serpente con legge invece “SALVA mi piacerebbe sapere
trovato un coltello lun- la lingua biforcuta e in VIDA” e sotto un sal- se avesse qualche altra
go circa 30 centimetri prossimità del manico vagente con la scritta funzione particolare.
con il manico forse in un sole stilizzato con “marca registrada”. Maristella Bortoluzzi,
avorio (sotto). Sulla all’interno il numero Mio zio lo utilizzava Pordenone

Assassino di nome la medica del 1923 del carcere di Mao nel 1973, dopodiché ho poi cotti alla brace. Sono reperibili
Vorrei dare anche io un contri- Landsberg, dovrebbe far capire a pubblicato un articolo in un libro solo in loco, di solito nei banchi di
buto alle asserzioni di Marco di chiunque come la perfezione non sulla Cina [...]. ambulanti o nelle sagre di paese.
Genazzano (Roma) a proposito esista e che qualsiasi individuo Ho notato tuttavia un errore nella Gabriele Frontini
della parola “assassino” del n° 113 che proponga la “razza perfetta” pagina 100, nel quadro dedicato
di Focus Storia. Lo faccio anche sia solamente un soggetto con ai boeri e alle guerre boere. Lì Campioni di salto
perché molte forze proibizioniste qualche pericoloso progetto avete infatti scritto che la parola A pagina 56 del n° 114 di Focus
hanno marciato molto sul binomio politico o più semplicemente un boeri viene dall’olandese. È giusto, Storia, nel riquadro “Milone, il
“fumatore di hashish”=”assassino”. uomo con molti segreti torbidi. ma boeri non deriva da voor che campionissimo di Crotone”,
In realtà anni fa, in Marocco, ho Questa scoperta storica dovrebbe significa “davanti”, bensì da boer nell’immagine
scoperto che un estratto del papa- essere dedicata a tutti i diversa- che significa “contadino”. (a destra) il gio-
vero da oppio venduto nei bazar mente abili e psichici, a tutti gli Linda van der Mast, Imperia vane rappre-
veniva chiamato harshasha da cui intersessuali e a tutte le persone sentato viene
probabilmente harshashin (“man- con malformazioni genetiche che Leccornie marchigiane identificato
giatore d’oppio”). Inoltre sappiamo sono state uccise durante il regi- A proposito dell’articolo sui “cibi come un
tutti che è più logico che un delitto me nazista [...]. schifosi” (Focus Storia n° 114) vorrei “sollevatore
sia commesso da un tossicodipen- Raffaele Scirocco, Messina aggiungere alla lista le spuntature di pesi” mentre
dente per ovviare a un’astinenza e i ciarimboli, due tipici piatti si tratta di un sal-
da oppio (da cui derivano eroina Apprezzamenti olandesi poveri delle Marche, in particolare tatore in lungo. I pesi

DEA/SCALA
e morfina) piuttosto che da un’al- Sono da 30 anni in Italia ma non della provincia di Ancona. (altere) erano utilizzati infatti per
legra banda di fumatori di hashish avevo mai letto la rivista Focus Di origine contadina, si ottengo- rafforzare il salto.
che (a detta di medici e ricercatori) Storia. In edicola ho visto e com- no con parti del quinto quarto Il salto avveniva da fermi e le
non dà nessun tipo di dipendenza. prato il n° 112, perché sono molto (scarti), ossia le interiora di vitello altere, pesanti da un minimo di
Silvano Rondena, interessata all’Oriente. o di agnello (le spuntature), e le 2 kg a un massimo di 9 kg, erano
Castano Primo (Milano) Ero infatti insegnante e sono budella del maiale (i ciarimboli). fatte oscillare in avanti prima
stata membro di una delegazione Vengono lavati bene, aromatizzati dello stacco e all’indietro all’atto
Una scoperta da dedicare ufficiale olandese nella Cina di con sale, rosmarino, aglio e vino e dell’arrivo a terra. Alcuni ricercato-
Ho letto “Gli attributi di Hitler” nella ri ritengono che così si potessero
rubrica Novità e Scoperte del n° guadagnare quasi 20 centimetri.
Un gruppo
113 di Focus Storia, da cui si evince Paolo Ceruti
di coloni
che Adolf Hitler fosse affetto da olandesi in
criptorchidismo destro, cioè da posa negli anni
una malformazione testicolare. Mi I NOSTRI ERRORI
del conflitto
Focus Storia n° 113, pag. 107:
sovviene pensare come tale per- con gli inglesi, nella cronologia è stata inserita
sonaggio con tale sindrome abbia a cavallo tra l’immagine di Leone IX al posto di
potuto commettere la persecu- ’800 e ’900. quella di Felice II, il pontefice dello
zione e lo sterminio di tutti coloro “scisma acaciano” del 484-519, cui
si faceva riferimento. Focus Storia
che avevano un’anomalia fisica n° 114, pag. 11: Sigmund Freud
o un handicap. Questa scoperta emigrò in Inghilterra nel 1938 e
storica, avvenuta grazie alla cartel- non nel 1942.
AA/MONDADORI PORTFOLIO

5
novità e scoperte
Imbattibili
Una carica dei Templari
in Terrasanta nel XII
secolo, in un’illustrazione
moderna. Il loro stile di
vita li rese molto longevi.

Bersaglieri impegnati durante


la Prima guerra mondiale.
Diari, lettere e testimonianze
dell’epoca verranno digitalizzate.

BETTMANN ARCHIVE/GETTY IMAGES

Le voci della guerra


vanno in archivio Nel Medioevo, i Templari
«
U n racconto polifonico in
presa diretta dalla Grande
Guerra, a servizio di studiosi,
Centro Interuniversitario di Studi e
Ricerche Storico-Militari, che ha la
sede all’Università di Siena.
vivevano molto più a lungo
della media. Forse merito anche
studenti e semplici appassionati. Sempre accese. L’obiettivo è crea- della dieta, secondo uno studio.

LUNGA VITA
Vogliamo mettere a disposizione re un archivio digitale on-line per
di tutti le voci diverse che si riunire tutte le diverse voci italiane
potevano sentire negli anni della dell’epoca: i bollettini ufficiali come
Prima guerra mondiale». Così i diari dei militari, la propaganda

I
Alessandro Lenci dell’Università ufficiale e gli articoli di giornali, le l tesoro dei Templari? basata su una dieta simile a
di Pisa descrive il progetto “Voci lettere dal fronte e le poesie, gli atti La dieta. I celebri mona- quella mediterranea. Lo so-
della Grande Guerra”, finanziato parlamentari e i pronunciamenti ci guerrieri del Medioevo stiene uno studio di France-
dalla Presidenza del Consiglio degli intellettuali. Verranno digita- erano caratterizzati da una in- sco Franceschi, direttore del
dei Ministri nell’ambito delle lizzati materiali che finora non lo solita longevità, arrivando a reparto di Medicina d’urgenza
celebrazioni del centenario del erano, e soprattutto saranno riuniti vivere anche il doppio rispet- del Policlinico Gemelli di Ro-
conflitto del 1914-’18 e realizzato in un unico posto e consultabili to all’aspettativa di vita dell’e- ma, insieme a Roberto Berna-
in collaborazione con Accademia con nuovi strumenti di ricerca. Per- poca. Il loro segreto sarebbe bei, Giovanni Gasbarrini e Pe-
della Crusca, Istituto di Lingui- ché la loro eco non si spenga nella consistito nell’alimentazione, ter Malfertheiner, pubblicato
stica Computazionale del Cnr e memoria del futuro. (a. b.)

1 Sepoltura verticale 2 Armi in miniatura 3 Tartarughe funebri


IN PILLOLE

Scoperta una tomba di settemila anni fa, Strana scoperta in Oman: sono state Presso il fiume Tigri, in Turchia, nella tomba
unica nel suo genere: l’uomo che vi era stato rinvenute armi risalenti all’Età del bronzo. La di una donna e di un bambino di alto rango
sepolto giace infatti in posizione verticale. Le loro particolarità? Erano “modellini” di archi (500 a.C. circa), trovati i resti di 17 tartarughe
ragioni restano per ora sconosciute. lunghi appena 35 centimetri. mangiate forse durante il rito funebre.

6
Al dito della
Pulzella
U n anellino d’argento è stato
venduto all’asta a Londra per
400mila euro: a far lievitare la cifra
non è stato certamente il materiale
o la foggia del monile, bensì la
sua storia. Pare infatti che sia stato
portato al dito nientemeno che da
Giovanna d’Arco.
Leggende. In argento dorato
con la scritta “Jhesus Maria” e tre
croci cesellate, l’anello (sotto) era
stato descritto dalla stessa Pulzella
d’Orléans nel corso del processo
che la vide imputata di stregoneria
prima e di eresia poi. Dopo l’esecu-
zione sul rogo dell’eroina francese,
avvenuta a Rouen il 30 maggio
1431, l’anello era stato preso in
RAVA/LEEMAGE/MONDADORI PORTFOLIO custodia dal cardinale inglese
Henry Beaufort, che faceva parte
del tribunale ecclesiastico che
aveva condannato la donna (poi
riabilitata e dichiarata santa nel
1920). Si spiega così l’“esilio” oltre-
manica della reliquia, durato quasi

AI TEMPLARI
sei secoli. Se il fascino dell’oggetto
è indiscutibile, molti sono del
parere che l’anello non c’entri con
la Pulzella (sotto, in una statua
sulla rivista scientifica Dige- mani prima di mangiare fino previsti tre piatti di legumi al- dell’Ottocento),
stive and Liver Disease. a un dettagliato programma la settimana. L’acqua veniva e che si
La salute nel piatto. Dai di dieta, che prevedeva car- sempre addizionata con suc- tratti di una
documenti analizzati dagli ne solo due volte a settima- co d’arancia. Il vino era con- leggenda.
studiosi è emerso che nella ne. Sulla tavola abbondava- cesso, anche se razionato. E (f.-x. b.)
loro vita quotidiana i Tem- no invece pesce, frutta fre- accompagnato con polpa di
plari seguivano regole ferree sca e olio d’oliva, ma anche i aloe, pianta dalle virtù anti-
(e questo si sapeva), a par- frutti di mare, con il loro ba- settiche e fungicide. •
tire dall’obbligo di lavarsi le gaglio di omega-3. Erano poi Aldo Bacci
LEEMAGE/MONDADORI PORTFOLIO

4 Nota spese su betulla 5 Shakespeare con i rifugiati


Un team di archeologi russi ha portato alla Sarà digitalizzata l’unica copia esistente
luce una nota spese incisa su corteccia di di un manoscritto di William Shakespeare,
betulla, del XIV-XV secolo. Probabilmente era il Sir Thomas More. Il dramma esorta a
stata scritta da un servo per il suo padrone. trattare umanamente i richiedenti asilo.
novità e scoperte

IL LIBRO La nave di Vasco


Riemerso un relitto di 500 anni fa:
è l’Esmeralda di Vasco da Gama?

Q
uelli rinvenuti nell’O- Carico pesante.
ceano Indiano, al largo Finora sono emer-
dell’Oman, sarebbero i si circa 2.800 manu-
resti dell’Esmeralda, una del- fatti, di cui parte anco-
le navi della seconda spedizio- ra da esaminare.
ne in Oriente di Vasco da Ga- Tra i reperti, una
ma. Lo sostiene uno studio di campana in bronzo
recente pubblicazione, secon- siglata “1498” (an-
do cui si tratterebbe del rinve- no del varo del-
nimento del più antico relitto la nave), monete
dell’età dell’oro delle esplora- d’oro portoghe-
zioni (tra la metà del XV seco- si, 35 palle da
Civiltà lo e il XVII secolo). cannone con le
Nel 1502, al ritorno dal suo iniziali di Vicen-
rovinose

AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
viaggio, il portoghese lasciò al- te Sodré e una rarissima
cune navi a pattugliare le ac- moneta d’argento, “l’in-
L a caduta dell’Impero roma-
no, la scomparsa di Ittiti,
Micenei e Maya, la decadenza
que indiane. Al comando di
una delle ammiraglie, la Esme-
dio”, coniata nel 1499
per i commerci con l’In-
dell’Italia nel Seicento. Che ralda, c’era lo zio Vicente So- dia. •
cosa hanno in comune questi dré, che con il fratello (coman- Giuliana Lomazzi
tracolli epocali? Secondo dante della San Pedro) si die-
Mario Fabbri, studioso di de invece alla pirateria con-
scienze umane e saggista, tro i vascelli arabi nel Golfo di
sono il risultato di una Aden. Nel maggio 1503 la na- Vasco da Gama
“sindrome autodistruttiva” ve, all’ancora sull’isola Al Hal- e (a sinistra) la
delle civiltà. Una spiegazione sua Esmeralda,
laniyah, fu affondata da una
inedita, che si può leggere nel di cui si sarebbe
tempesta. Il sito del naufragio
suo nuovo libro La rovina delle individuato
fu individuato nel 1998 e nel il relitto dopo
nazioni (Rubbettino).
2013 sono iniziate le ricerche. 500 anni.

TRAPASSATI ALLA STORIA Personaggi sconosciuti che sono stati, in vita, protagonisti. A cura di
Giuliana Lomazzi

SILVESTRO BELLINI GILLIS LUNDGREN RAY TOMLINSON


scultore designer programmatore

È morto a 87 anni il padre di Cicciobello, la famosa Nel 1953 era stata la quarta persona assunta da È scomparso a 74 anni l’inventore della posta elet-
bambola parlante a grandezza naturale. Per pro- Ikea. Scomparso a 86 anni, progettò nel 1979 la li- tronica, concepita nel 1971, nonché creatore della
durre il giocattolo, venduto in milioni di esemplari breria “Billy”, la più venduta dell’azienda (41 milio- “chiocciola” usata negli indirizzi delle e-mail.
nel mondo, l’azienda Sebino aveva scelto nel 1962 ni di esemplari). Il nome sarebbe stato ispirato da Rivoluzionaria. A quell’epoca Tomlinson era in-
lo studio di un volto effettuato da Bellini all’Acca- quello di un dirigente che all’epoca si lamentava gegnere alla Bolt, Beranek & Newman, che gestiva
demia Carrara di Bergamo. dell’assenza in catalogo di scaffali per i libri. la rete Arpanet, “nonna” di Internet. La possibilità
Realistico. “Mi ispirai al viso di un bambino ber- Montaggio. Lundgren contribuì anche all’idea di di un vasto utilizzo dell’e-mail era impensabile,
gamasco”, dichiarò in un’intervista lo scultore, che vendere mobili da assemblare. L’intuizione venne dato lo scarso numero di computer esistenti. Ma
fu assunto come modellatore e supervisore per la quando Lundgren dovette smontare le gambe di non appena il Web crebbe, l’attività di Tomlinson
produzione della “sua” creatura. un tavolo per farlo entrare nel bagagliaio. ricevette riconoscimenti a livello internazionale.

8
agenda
A cura di Irene Merli

MOSTRA VENEZIA

Manuzio e la Serenissima

IL LIBRO

Il lungo regno
di Betsy
Questo libro ripercorre la prima
parte della vita della monarca in-
glese, protagonista di un’intensa
epoca della storia britannica, una
nuova “età elisabettiana”. Nel set-
tembre del 2015, infatti, l’attuale
Editore per studiosi regina del Regno Unito di Gran
Una delle opere in mostra: Vincenzo Bretagna e Irlanda del Nord ha
Catena, San Gerolamo nel suo studio; sotto, superato per numero di giorni il
l’edizione aldina della Hypnerotomachia regno della regina Vittoria, diven-
Poliphili, di Francesco Colonna. tando così il sovrano più longevo
della Corona inglese.

N
el V centenario del- anche artisti come Giovanni monial” di Manuzio: vole- Francesco De Leo, Elisabetta II
la morte di Aldo Bellini e Cima da Coneglia- va che i suoi trattati fossero regina, Aracne, 15 euro.
Manuzio,Venezia fe- no, che si rifacevano ai testi stampati a Venezia, per ave-
steggia il precursore dell’edi- greci e latini. E, come si può re la massima circolazione.
toria moderna con una mo- vedere in una sezione della In esposizione, anche l’edi-
stra che ripercorre la sua ful- mostra, anche il filosofo Era- zione aldina più celebre: la MOSTRA FIRENZE
gida stagione di permanen- smo da Rotterdam fu “testi- Hypnerotomachia Poliphili.•
za tra le sue mura. Proprio Fece di scoltura di
sfruttando la pode- legname e colori
rosa rete mercanti- La prima mostra sulla scultura di-
le della città lagu- pinta nel ’400 fiorentino, modello
nare, infatti, Ma- per i grandi artisti del tempo.
nuzio poté realiz- Fino al 28/9. Galleria degli Uffizi.
zare il programma Info: 055 2388651.
che sognava: ren-
dere disponibili a
studiosi e letterati i
classici della cultura FOTOGRAFIA PARMA
greca, latina, ebrai- Giappone segreto
ca e i testi della nuo-
140 immagini, scattate tra 1840 e
va letteratura “vol- 1910, un periodo di connubio tra
gare”. La circolazio- tecnica occidentale e maestria
ne di questo patrimo- dei pittori “coloristi” locali.
nio culturale ispirò Fino al 5/6. Palazzo del Gover­
natore. Info: 0521 218035.
Fino al 19/6. Gallerie dell’Accademia. Info e prenotazioni: 041 5200345, www.mostraaldomanuzio.org www.giapponesegreto.it

9
microstoria
A cura di Aldo Carioli, Marta Erba, Giuliana Rortondi e Daniele Venturoli

PAROLE DIMENTICATE

C E T E R A T O I O
Derivato da cetera (dal latino caetera, le “rimanenti cose”), indica chiacchiere senza fonda-
mento. “Andarsene con il ceteratoio” vuol dire essere ingannato da promesse vane.
BRIDGEMANIMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

IL MITO
Il VELLO D’ORO, tra i miti
greci più noti, era la pelle
dell’ariete Crisomallo, figlio
di Poseidone, un animale in
grado di volare e compren-
dere il linguaggio umano.
Anche il suo vello era dotato
di poteri magici (poteva per
esempio guarire le ferite), e
FOTOTECA GILARDI

per questo Giasone e i suoi


compagni, gli Argonauti, si
recarono nella Colchide a
bordo della nave Argo per
impadronirsene. LA VIGNETTA

EUROBESTIARIO
Cercatori. Questo mito
sembra legato ai primi
viaggi degli antichi Greci
alla ricerca di oro e sembra
fare riferimento al fatto che
il vello d’ariete veniva usato A ogni Paese la sua allegoria. Così, nel 1870, l’illu- Belgio, mentre la Francia di Napoleone III tenta di
come setaccio per i fanghi stratore francese Paul-Joseph Hadol, detto White respingerne l’avanzata. La Danimarca ha perso le
auriferi. Tra le sue fibre, infat- (1835-1875), vedeva il continente europeo. Hadol gambe nella regione dell’Holstein e aspetta di ria-
ti, si incastravano facilmente fu uno dei più noti vignettisti del suo tempo e in verle, mentre Norvegia e Svezia sono una pantera.
le pagliuzze di metallo. questa carta ha identificato ogni regno con un La “vecchia signora” Inghilterra scalpita di rabbia e
Quanto al significato simbo- animale o un personaggio immaginario, che ne allenta il guinzaglio dell’Irlanda, mentre la Spagna
lico, ricorda quello del Santo simboleggia le caratteristiche. E che soprattutto fuma rilassata, appoggiandosi al povero Portogal-
Graal: rappresenta la ricerca ne rappresenta l’atteggiamento nei confronti del- lo. L’Italia cerca di allontanare l’invadenza del piede
e la conquista di un tesoro, la guerra franco-prussiana, scoppiata nel luglio di tedesco, che schiaccia anche l’Austria. Nei Balcani,
materiale o spirituale. Il vello quell’anno (e nel 1871 persa dai francesi). la Turchia europea sbadiglia e si risveglia da un
richiama anche l’innocenza Francocentrica. L’Impero russo, con una gerla, lungo sonno (quella asiatica fuma indifferente il
e la purezza spirituale, l’oro è pronto a mettere le mani sugli Stati dell’Est. La narghilè). Corsica e Sardegna sono rappresentate
la verità, ma anche la gloria minacciosa Prussia ha già inglobato tutti gli Stati come Gavroche, il monello di strada del romanzo I
o la ricchezza materiale. tedeschi e tiene saldamente in pugno Olanda e miserabili di Victor Hugo, uscito nel 1862.

10
IL NUMERO

20
CHI L’HA DETTO? I metri cubi d’acqua forniti ogni
giorno, nel III secolo, alle Terme di
Caracalla a Roma, sufficienti per una
“Lontano dagli MILA moderna città di 70mila abitanti.

occhi, lontano TOP TEN


dal cuore” I PIÙ FAMOSI VELENI
Cicuta
1 Un infuso di cicuta maggiore (Conium ma-
culatum) fu fatto bere al filosofo greco Socrate
ALBUM/ORONOZ/MONDADORI PORTFOLIO

Nota per essere il verso di una procul ex oculis, procul ex mente.


canzone di Sergio Endrigo (pre- Ricordi sbiaditi. Il senso è que- (ca. 470-399 a.C.) per giustiziarlo.
sentata a Sanremo nel 1969), sto: la lontananza affievolisce gli Aconito
questa frase è in realtà la ver- affetti, poiché vengono meno i 2 L’Aconitum napellus era usato dai Greci per
sione semplificata di un’espres- ricordi che si hanno di una per- le condanne a morte, da Galli e Germani per
sione coniata dal filosofo latino sona, e con essi le emozioni che avvelenare le punte delle armi.
Lucio Anneo Seneca (I secolo): questa suscitava in noi.
Belladonna
3 Fu impiegata da Locusta per uccidere l’im-
peratore Claudio nel 54 d.C. L’atropina della
L’OGGETTO MISTERIOSO pianta era un cosmetico nel Rinascimento.
Arsenico
Si tratta di una barretta metallica lunga
4 Elemento chimico i cui composti possono
8,5 cm e larga 2, pesante appena 10 essere facilmente camuffati nei cibi e nelle
grammi. Dal corpo centrale, cilindrico, bevande. Era assai usato nell’Ottocento.
si apre a 90 gradi un’aletta laterale. Lo Ricina
usavano i professionisti della bellezza 5 Estratta dai semi della pianta Ricinus com-
del passato. Ma per fare che cosa? munis, nella Prima guerra mondiale è stata
impiegata anche come arma chimica.
Aspettiamo le vostre risposte, indicando
Zyklon B
anche la località, a: Focus Storia, via Battistotti
Sassi, 11/a - 20133 Milano oppure a
6 Derivato dall’acido cianidrico, usato come
redazione@focusstoria.it insetticida, fu impiegato nelle camere a gas di
alcuni campi di concentramento nazisti.
È stato Umberto Macaccaro di Dossobuono (Verona) il Cianuro
lettore più veloce nell’indovinare l’oggetto misterioso del 7 Molecola di carbonio e azoto, ha un effet-
numero scorso: si tratta di un attrezzo in legno usato per to immediato ed è stato usato da Heinrich
tenere in forma i cappelli, ma poteva essere impiegato Himmler (1900-1945) per suicidarsi.
anche per allargare i copricapi troppo stretti.
Stricnina
8 Usata come veleno per topi, uccise in carcere
Gaspare Pisciotta (1924-1954), tra gli autori
VOCABOLARIO: SARCOFAGO della strage di Portella della Ginestra.
Polonio 210
Parola di origine greca, composta da sarx, “carne”, e phagein,
“mangiare”. Per gli antichi era il contenitore in cui
9 250mila volte più tossico del cianuro, è ra-
il corpo del defunto era destinato a essere dioattivo. È stato usato nel 2006 per eliminare
“sbranato”. Un riferimento forse al fatto che la spia russa dissidente Aleksandr Litvinenko.
i cadaveri venivano divorati dagli animali. Curaro
C’è però anche un simbolismo: il corpo, 10 Veleno estratto da diverse piante che cre-
con la morte, sparisce dal mondo mate- scono nella foresta amazzonica. È utilizzato
riale, per ripresentarsi in altri ambiti: da dagli indigeni per intingervi punte di freccia.
qui la reincaranzione e la resurrezione.
THE ART ARCHIVE/MONDADORI PORTFOLIO

11
ANTICHITÀ

Con oltre 60mila abitanti divenne una delle prime


metropoli. Grazie agli archeologi, oggi sappiamo

UR sulle rive
come si viveva in Mesopotamia 4mila anni fa

dell’Eufrate
N
arra il libro della Genesi che La città più grande? Il centro urbano di Ma come si viveva in quella “New York”
Abramo partì con la moglie, Ur è una delle più antiche città del mon- di 4mila anni fa? Intanto bisogna chiarire
nonché sorellastra, Sara e la fa- do e anche una delle più grandi, una vera chi erano i suoi abitanti. Per la prima par-
miglia alla volta di Canaan (la metropoli. Fra il 2060 e il 500 a.C. (questo te della sua storia erano gente di Sumer, la
Palestina di oggi) dalla sua città natale: il lungo arco della sua parabola), secon- regione meridionale della Mesopotamia. I
la sumera Ur dei Caldei. Ma dov’era que- do le stime più plausibili, la popolazione Sumeri si erano fermati lì provenendo da
sta città? Secondo gli archeologi dell’Otto- di Ur oscillò fra i 30mila e i 65mila abitan- un luogo rimasto ignoto. Parlavano una
cento, nel Sud della Mesopotamia. Mol- ti. Ciò la rendeva di gran lunga la città più lingua che non appartiene a nessun cep-
ti studiosi oggi per la verità dubitano che affollata di tutto il mondo antico (anche po linguistico conosciuto, ma inventarono
si tratti davvero della città biblica. Ma un se sembra che la vicina Uruk al tempo del una forma di scrittura, i caratteri cuneifor-
grande centro chiamato Ur 4mila anni fa suo massimo splendore contasse addirit- mi, che mise il turbo alla civiltà. E fonda-
esisteva: era vicino alla foce del fiume Eu- tura 80mila residenti). E anche una delle
frate, in riva al mare, sul Golfo Persico. più potenti: al culmine della sua “carrie- M ar
Ca sp i o
Oggi però il paesaggio è cambiato, a cau- ra” ultramillenaria Ur era il centro ammi-
sa dei detriti portati dal fiume, e le sue ro- nistrativo di tutta la regione e la padrona
vine sono nell’entroterra dell’Iraq, vicino indiscussa della Mesopotamia, sottomes- Eu

Tigri
alla città di Nassiriya, a sud di Baghdad. sa dalle sue dinastie regali. ASIA

fr
eo

at
e
ran
Med Mar
iter
Culla di civiltà Kish •
ACC
AD
• Lagash
A destra, le principali città- Uruk • MER
SU
Stato mesopotamiche 4mila Ur •
anni fa. Ur fu a lungo il PENISOLA
centro egemone dell’area. ARABICA

Go rsi
Sotto, una ricostruzione

Pe
lf co
o
del porto sull’Eufrate; sullo Mar
Ro sso
sfondo, la ziqqurat.

B.BALOGH/ART RESOURCE/SCALA

13
I primi abitanti di Ur furono i Sumeri, inventori
della scrittura cuneiforme. Poi arrivarono gli
Accadici, di una zona mesopotamica più a nord

BM/SCALA
AKG-MONDADORI PORTFOLIO

Primatisti
Sopra, una delle tavolette sumere a caratteri
cuneiformi. A destra, il misterioso gioco da
tavolo trovato nel cimitero reale di Ur.

rono una serie di città-Stato: Ur, ma an-


che Uruk e Lagash. Poi, dopo il 2350 a.C.
circa, arrivarono i conquistatori accadi- LA FAMIGLIA SECONDO
ci. Erano una popolazione semitica calata
dalla regione di Accad, un po’ più a nord,
I MESOPOTAMICI
e guidata dal re guerriero Sargon. La casa e la famiglia erano il cuore della società mesopotamica:
Primo, mangiare. Di questi due popoli i matrimoni erano una faccenda politica, da regolare con cura.

L
conosciamo molti aspetti della vita quoti- a storia della famiglia in Mesopotamia è Monogami. La coppia mesopotamica era
diana che conducevano intorno al III mil- lo specchio delle abitudini portate nelle prevalentemente monogama. Ma un mari-
lennio a.C. «Come in tutti gli insediamenti diverse città (e a Ur in particolare) dai popo- to poteva avere una seconda moglie o una
del mondo antico, l’occupazione principa- li che abitarono quella regione migliaia di concubina per assicurare la discendenza al-
le di uomini, donne e bambini nei settori anni fa: Sumeri, Accadici, Babilonesi e, per la propria famiglia. E il matrimonio poteva
ultimi, i Persiani. In comune avevano anche essere annullato. Le nozze venivano
sociali meno elevati era quella di produrre il ruolo centrale degli uomini annotate in appositi registri e si cele-
cibo», spiega Franco D’Agostino, co-diret- nella società. Ciò nonostante, bravano alla presenza di funzionari,
tore della Missione Archeologica della Sa- per esempio in epoca sumerica, ma senza testimoni: la tutela della
pienza di Roma ad Abu Tbeirah, una cit- le donne godevano di alcuni donna, con il matrimonio, passava
tà collegata a Ur e scoperta recentemente diritti e libertà. dal padre al marito.
(v. riquadro nelle pagine successive) e col-
laboratore agli scavi e ai restauri di Ur in- PATRIARCALI
La civiltà mesopotamica
sieme al suo team di ricerca. «Oltre il 90% diede vita a una società
della popolazione era impegnato in attivi- stratificata, al vertice
tà correlate con questo aspetto fondamen- della quale c’erano il
re, i sacerdoti e gli alti
tale. E sarà così, di fatto, in tutta la sto- funzionari dello Stato.
ria umana fino alla Rivoluzione industria- Questa evoluzione,
le inglese dell’Ottocento. Ogni attività che che fu una svolta
nella storia
non fosse gestita dallo Stato (guerra, culto dell’umanità,
e amministrazione) era appannaggio del- fu resa possibile
la famiglia: la pesca, la preparazione dei dallo sviluppo
dell’agricoltura
pasti, la produzione di beni di uso quoti- stanziale.
diano, quali vestiti, canne per confeziona-
re contenitori e stuoie, la lavorazione del-
le pelli erano tutte occupazioni che si svol-
gevano all’interno del nucleo familiare.
Le uniche realtà “industriali” erano la
produzione di ceramica e la lavorazione
dei metalli. Una parte del lavoro delle fa-
miglie era gestito dalle istituzioni ammini-
14
strative del potere centrale, sotto forma di zonte, mostrando a tutti l’enor- Un gioiello in oro: faceva parte del
lavoro obbligatorio finalizzato principal- me potenza di Ur. E in fondo ricco corredo della regina Puabi e
mente alla produzione di orzo (alla base era questo che volevano i suoi co- delle sue dame di corte.
dell’alimentazione mesopotamica). Veniva struttori, se si considera che il nome
retribuito in natura, con circa un chilo di sumerico della piramide è E-temen-
orzo per ogni giornata lavorativa». ni-guru, cioè “il tempio le cui fonda-
Gradoni terrificanti. Tutta la vita pub- menta ispirano terrore reverenziale”.
blica ruotava attorno alla ziqqurat, che Nannar-Sin però non abitava nella ziqqu-
rappresentava, insieme al tempio, il luo- rat. La statua della divinità era ospitata in
go più importante in città. Si trattava di un tempio vicino, dove i sacerdoti le offri-
un’imponente piramide a gradoni costrui- vano cibo e la accudivano, persino lavan-
ta fra il 2112 e il 2004 a.C. La sua struttu- dola, come se fosse una persona viva. Se I nobili e i sacerdoti vivevano in palazzi
ra simboleggiava il centro dell’universo. Nannar-Sin fosse stato “rapito”, sarebbe e case spesso costruite su più livelli, men-
La ziqqurat era dedicata a un dio chia- stata la rovina per la città. E infatti la sta- tre il popolo aveva abitazioni molto più
mato Nannar in sumerico e Sin in accadi- tua veniva spostata soltanto per raggiun- semplici, disposte intorno agli edifici pub-
co: una divinità lunare, la principale del- gere una “divinità consorte”. blici. Ma questa divisione in classi non de-
la città. Nella ziqqurat si svolgevano tut- Monarchici. Regista di tutte queste atti- ve ingannare: la società mesopotamica era
te le cerimonie. Quando venne costruito, vità era il re, che governava in nome della molto più avanzata di quanto immaginia-
nell’assolata e piatta distesa alluviona- divinità cittadina. Attorno a lui c’era una mo. «La donna aveva i suoi diritti, sanciti
le tra Tigri ed Eufrate, l’edificio a grado- corte sfarzosa: lo sappiamo grazie ai ritro- dalla legge consuetudinaria», spiega D’A-
ni doveva stagliarsi chiaramente all’oriz- vamenti nelle “tombe reali” di Ur. gostino. «Le sue proprietà erano tutelate e

MATERNITÀ
Il ruolo di madre era
Nei palazzi del potere SOCIETÀ PIRAMIDALE
La famiglia e la
CENE DI LAVORO
Ai banchetti uffi-
centrale nella società società mesopota- ciali partecipavano
mesopotamica: 1 Ogni famiglia importante 3 Gli archeologi hanno sco- miche non erano i funzionari dello
alle donne, che si aveva una propria residenza, perto i resti di diverse abitazio- egualitarie: il re e Stato. In queste oc-
occupavano della ge- anche se solo il re risiedeva in ni private di epoca babilonese gli uomini erano al casioni si stabiliva-
stione della casa, era un vero palazzo. riccamente decorate. vertice. E le donne no accordi politici
dovuto rispetto. erano escluse dai e commerciali, resi
2 Le abitazioni del re e degli 4 La schiavitù era comune banchetti. pubblici soltanto a
giochi fatti.
PRELIBATEZZE alti funzionari erano protette in Mesopotamia. Soltanto gli
Sulla tavola dei re, da guardie: i militari godevano schiavi più fidati potevano ser-
dei sacerdoti e degli di grande prestigio. vire nella casa del padrone.
alti funzionari ab-
bondavano i prodotti

SOL90
della ricca regione,
serviti da domestici.

1 3

4
Arco millenario
L’arco più antico che si conosca, presso
la ziqqurat: ha 4mila anni.
Sotto, statuetta di donna di Ur, con
ancora tracce di pittura.

Ur visse gli ultimi fasti sotto Babilonia, nel VI


secolo a.C. Ma con i Persiani arrivò la fine
poteva ereditare beni. E ciò avveniva an- stività. «In ogni caso, la vita dei livelli più
che nelle situazioni più drammatiche: le bassi della società non prevedeva mol-
iscrizioni reali, sin dall’epoca arcaica, ri- to tempo libero», conclude l’archeologo.
cordano la difesa della vedova e dell’orfa- Tra i “tesori quotidiani” di Ur c’è awn-
no come un dovuto atto di giustizia». che una stuoia di canne intrecciate an-
BM/SCALA

Come impiegavano, gli abitanti di Ur, tica di 4.200 anni. Serviva a protegger-
il tempo lasciato libero dal lavoro e dal- si dal sole e nell’intreccio sono anco-
le cerimonie? «I testi contengono pochi ra visibili i fori dove si infilavano i pa-
accenni a giochi e divertimenti della li. Si trattava di una tenda che copriva
quotidianità mesopotamica», risponde gli spazi aperti. Sotto quella protezione
D’Agostino. «Ma sono stati trovati al- qualcuno, 4mila anni fa, ha consuma-
cuni reperti, nel cimitero reale, che to un pasto a base di pesce, i cui resti so-
sono stati interpretati come giochi no arrivati fino a noi, con scodella an-
di abilità e forse d’azzardo». Da- nessa: il vicino mare, il fiume e i cana-
gli scavi di Ur proviene infatti il più li erano infatti le “dispense” della città.
antico reperto completo di un gioco Insomma, a parte il lavoro obbligatorio, la
da tavolo, il “Gioco reale di Ur”, le cui vita a Ur non era tanto male. E andò avan-
regole, però, restano misteriose. «Lo sva- ti così fin verso il 2000 a.C., quando la cit-
go era rappresentato essenzialmente dal- tà giunse al capolinea e fu rasa al suolo.
le tante festività religiose che si succede- Lo racconta un poema, il Lamento per Ur,
vano durante l’anno». Ad Abu Tbeirah gli che rievoca la distruzione da parte degli
archeologi hanno rinvenuto un sigillo ci- Elamiti. La città rifiorì secoli dopo, sotto i
lindrico su cui è raffigurata la scena di un Babilonesi, ma non fu mai più la stessa. •
banchetto, forse un momento di queste fe- Laura Gobbo

Abu Tbeirah, la misteriosa città scoperta dagli italiani


L a Sapienza di Roma è
stata la prima università
a riprendere gli scavi in Iraq
Qar e del Consiglio di Stato
iracheno per le Antichità e il
Patrimonio Archeologico.
Città gemella. Gli archeologi
della Sapienza si sono trovati
in breve tempo di fronte a un
logi hanno riportato alla
luce una grande e misteriosa
costruzione.
dopo la seconda guerra Dopo una prima ricognizione centro di cui ancora non co- Al tempo di Sargon. «Sicura-
del Golfo del 2003. I nostri nel 2010, il team guidato da nosciamo il nome e i cui resti mente era un edificio istitu-
archeologi si sono messi al la- Franco D’Agostino e Licia risalgono all’incirca al perio- zionale», dice la co-direttrice
voro ad Abu Tbeirah, a 16 km Romano ha iniziato una do 2400-2150 a.C., lo stesso della missione, Licia Romano.
da Ur, in uno scavo nato da campagna di scavi a gennaio di Ur (sotto, il sito ripreso da «Ma è difficile capire di che
una collaborazione iniziata del 2012. Il sito è noto con il un drone). Lo scenario che ne genere. Con molta proba-
nel 2008 con le autorità ira- nome di Colline di Abramo e emerge è quello di due gran- bilità si tratta di un edificio
chene dell’Università di Dhi non era mai stato indagato. di insediamenti (Ur e Abu amministrativo specializzato
Tbeirah) politicamente e am- in differenti attività economi-
ministrativamente collegati. che. L’aspetto interessante
La città scoperta dagli italiani è però che stiamo portando
raggiunse un certo splendore alla luce testimonianze di un
e fu un satellite di Ur per una momento storico assai poco
lunga fase della sua storia: noto della città di Ur, quello
era collegata alla capitale dell’avvento di Sargon di
da alcuni canali artificiali. Accad che per la prima volta,
Durante cinque campagne attorno al 2350 a.C., unì tutta
di scavi, l’ultima delle quali la Mesopotamia sotto un’uni-
appena conclusa, gli archeo- ca dinastia».

16
SOTTO LA COLLINA DI BITUME L E DI N AS TI E D I U R
Con i suoi palazzi e templi in mattoni cotti al sole, cementati
da bitume naturale e malta, 4mila anni fa Ur appariva così. 4000 a.C.
Prime tracce dell’insedia-

I l sito archeologico di Ur,


oggi detto in arabo Tell
Muqayyar, “La Collina di Bitu-
Poi, a partire dal 1922, una
missione congiunta del Bri-
tish Museum e dell’Universi-
circondata dalle sepolture di
17 dame di corte.
Templi. Vicino alla ziqqurat
mento di Ur, sepolte in strati
alluvionali.

me”, fu scoperto nella prima tà di Pennsylvania, diretta da di Nannar sono stati invece
metà del XVIII secolo da un Leonard Woolley, lavorò a Ur ritrovati due templi, un
italiano, Pietro della Valle. per 12 anni. Furono scoperte palazzo reale e l’antica resi-
Il console britannico J.G. un totale di circa 1.850 tom- denza del sommo sacerdote 2550-2340 a.C.
Taylor, nell’800, riportò alla be, tra cui le “tombe reali”, (anche se di non tutti gli edi- Prima dinastia di Ur. In que-
luce una parte della ziqqurat scrigni di tesori inestimabili. fici si conosce la funzione). Al sto periodo sono realizzate
e sulla sua sommità alcuni La maggior parte sono del di fuori dell’area sacra sono le “tombe reali”.
cilindri di terracotta con iscri- 2600 a.C. Fra esse, intatta, la state scavate anche abitazio-
zioni in caratteri cuneiformi. tomba della regina Puabi, ni private di età babilonese.

2340 a.C.
QUARTIERI PORTO STRATEGICO ZIQQURAT Conquista da parte degli
Al di fuori del recinto Al centro di una fitta Era il cuore della Accadi del re Sargon, che
sacro c’erano le rete di canalizzazioni, città. Costruita a fonda la dinastia accadica.
abitazioni, semplici Ur era anche un porto gradoni, ha una base
edifici con una che collegava il bacino di 62 metri per 43. Il
corte interna. dell’Eufrate al Golfo “gradone” inferiore
Persico. La città infatti misurava 12 metri di
TEMPIO LUNARE sorgeva presso la foce. altezza, quello
Il tempio di Nannar 2112-2094
superiore 3.
era dedicato, come Terza dinastia, fondata da Ur-
la ziqqurat, al dio Nammu. Costruzione di mura
lunare, principale e templi e fase di splendore.
divinità di Ur.

2004 a.C.
AREA SACRA
Distruzione della città da par-
L’area sacra com-
prendeva diversi te degli Elamiti (una popola-
edifici, la cui fun- zione dell’attuale Iran).
zione non è stata
ancora chiarita dagli

B.BALOGH/ART RESOURCE/SCALA
archeologi.

VI secolo a.C.
La città viene interamente
ricostruita dal re babilonese
Nabucodonosor II.
NOVECENTO
Quel che restava dell’Italia
Un gruppo di sfollati nel giugno del 1944
ad Anzio aspetta di essere imbarcato su
una nave diretta a Napoli, già liberata
dagli Alleati nell’ottobre del 1943.
Incontro tra due mondi
Una foto di propaganda scattata nel 1944
in un villaggio dell’Appennino, Aiello del
Sabato (Avellino): l’ausiliaria americana
entra in contatto con gli usi locali.

YANKEE
Lo sguardo degli
Usa sull’Italia della

e
Liberazione: lo
sbarco e l’avanzata

PAISÀ
degli Alleati nelle
ARCHIVES AND RECORDS ADMINISTRATION/CONTRASTO

foto a colori degli


U.S. Signal Corps

A cura di Paola Panigas 19


Ring galleggiante
Soldati del 2° contingente del corpo
di spedizione brasiliano si sfidano in
un incontro di boxe tra commilitoni
mentre sono in rotta verso l’Italia.

Ozi romani
Giugno 1944, soldati e
infermiere nella piscina I Signal Corps erano
del Foro Mussolini (oggi
Foro italico), trasformato un corpo militare
in “centro benessere”
della V Armata Usa. nato nel 1863: in
origine addetto alle
comunicazioni
e all’addestramento,
si dedicò in seguito
all’intelligence e a
filmati di propaganda

20
Un po’ di svago YANKEE
e
Marlene Dietrich,
nel maggio del 1944,
tiene uno spettacolo
PAISÀ
sul fronte italiano,
per i soldati americani
e alleati feriti.

Voglia di normalità
Questa donna stende i panni
accanto a una pila di proiettili.
Qui oggi c’è il lungomare del
Lido di Camaiore, in Versilia.

Bucato barocco
Giugno 1944: un gruppo
di romane fotografato mentre lava
i panni nella Fontana di Trevi.
Oltre la Linea gotica
Un americano sull’Appennino tosco-emiliano dopo lo
sfondamento della Linea gotica: solo nell’aprile del 1945,
dopo sei mesi, gli Alleati riuscirono a passare.

I Signal Corps usarono pellicole a colori, costose e difficili da sviluppare, per


dare un’immagine di prosperità: doveva essere un anticipo di Dopoguerra
Relax dopo la Liberazione Il Bel Paese in rovina
Soldati in libera uscita, nell’estate del 1945, con Un gruppo di donne tra le macerie di Castelforte
giovani italiani incuriositi da un idrovolante (Latina). Sono sopravvissute ai bombardamenti alleati
alleato a Gardone, sul Lago di Garda. del 1944 lungo la Linea Gustav che divideva l’Italia.
YANKEE
e
PAISÀ

Vincitori e vinti
Maggio 1945: il caporale italo-
americano Filaccia davanti al
municipio di Gargnano (Bs)
con alcuni cimeli appartenuti
a Mussolini. Il quartier
generale del dittatore era
nella vicina Villa Feltrinelli.

23
SPETTACOLO

GETTY IMAGES
Danzare è un istinto conosciuto dai popoli di ogni
epoca. Dai riti tribali alle étoiles del balletto,
è anche un’arte che non si è mai interrotta

BALLANDO
BALLANDO
“C
iò che non può essere detto, le più antiche forme della danza univano non esisteva raccolto di mais senza feste
può essere cantato, ciò che il divertimento dello spettacolo a signifi- danzanti) o una buona caccia o per pre-
non può essere cantato può cati più profondi. Uno su tutti: la voglia di pararsi alla guerra. Accompagnava nasci-
essere danzato”. Questo antico proverbio socializzare e di comunicare in modo di- te, matrimoni e funerali. Nella tradizio-
francese nasconde una grande verità: la verso le emozioni, la gioia, la rabbia e il ne africana, per esempio, le danze segna-
forza espressiva della danza è tale da es- dolore. Per questo si trattò, fin dagli inizi, no ancora oggi i momenti più importan-
sere conosciuta a ogni latitudine e in ogni di un linguaggio universale, come la mu- ti della vita di un individuo, dalla nascita
tempo. Forse perché, fin dagli albori del- sica e la pittura. alla morte.
la civiltà, il corpo è stato lo “strumento” Nelle culture antiche il ballo aveva un imitazione deLLa natura. Ballare è in
ideale per esprimersi. Attraverso balli sca- ruolo sociale: scandiva infatti i momenti stretta correlazione con la natura. Del re-
tenati, nelle tribù come nelle feste e nei cruciali nella vita di una comunità. Ser- sto, anche molti uccelli, tanto per fare un
banchetti di corte, fino alle balere e alle viva (e in alcune zone del mondo serve esempio, si corteggiano con danze elabo-
discoteche del Novecento. ancora) ad allontanare gli spiriti maligni, ratissime. Lo stesso facevano, quasi cer-
Linguaggio universaLe. Con i suoi costu- a ingraziarsi le divinità per garantirsi un tamente, gli uomini preistorici. «Era la
mi speciali, le maschere o i travestimenti, buon raccolto (per gli indios d’America natura la causa prima dell’agitarsi e dello
24
THE GRANGER COLLECTION/ALINARI

Trucchi
da ballerina
La ballerina russa Anna
Pavlova (1885-1931).
Rinforzò le sue scarpette
con una striscia di cuoio.
A sinistra, un gruppo
di Maori della Nuova
Zelanda danza la Haka.
Joséphine Baker,
la prima ballerina
afroamericana Joséphine Baker
D
di successo. i origine afroameri- ne delle danze africane:
Nell’altra pagina: cana, la statunitense una novità assoluta per
Isadora Duncan Joséphine Baker (1906- il pubblico europeo. La
danza con 1975) esordì nei teatri di Baker, che spesso indos-
una sciarpa. St. Louis e fu presto no- sava solo un gonnellino,
tata per la sua versatilità: copricapi curiosi e catene
era un vero animale da al collo come fossero un
palcoscenico. Il debutto abito, colpì la fantasia
avvenne a 16 anni a di uomini e donne. Jo-
Broadway, la mecca new- séphine divenne amica di
yorchese dello show-busi- personaggi come Picasso
ness. Oltre a essere la pri- e degli scrittori Francis S.
ma star afromericana, la Fitzgerald e Hemingway,
Baker a partire dal 1925 mentre i produttori se la
conquistò Parigi come contendevano come at-
prima ballerina del teatro trice. Ottenuta la cittadi-
degli Champs-Elysées. nanza francese nel 1937,
Mix di balli. Joséphine durante la Seconda guer-
mischiava passi e suoni ra mondiale si arruolò nei
dei nascenti charleston e servizi segreti d’Oltralpe.
GETTY IMAGES (3)

jazz allo stile francese e ai E nel Dopoguerra sosten-


movimenti della tradizio- ne Martin Luther King.

Misticismi
Una danzatrice del ventre dei
primi del Novecento.
A sinistra, esibizione di
alcuni dervisci. La loro danza
roteante è un metodo per
raggiungere l’estasi mistica.

26
Marius Petipa Isadora Duncan
I l coreografo francese
Marius Petipa (1822-
1910) nacque da una
grafie di opere e spet-
tacoli tra i più famosi
dell’epoca, vere pietre
I sadora Duncan
(1877-1927) è ritenu-
ta la capostipite della
del governo sovietico.
Realizzò performance
d’avanguardia: da
famiglia di danzatori e miliari della danza danza moderna. A fine solista, vestita con una
divenne una delle per- classica, come Don Ottocento liberò infatti morbida tunica e a
sonalità più importanti Chisciotte, La Bayadère, il balletto classico dalle piedi nudi, adattava le
dell’ultimo periodo Lo schiaccianoci, La sue regole: il corpo, proprie coreografie a
del balletto romantico. bella addormentata per lei, doveva espri- celebri brani sinfonici.
Dopo una carriera nel bosco e Il lago dei mersi liberamente, Oppure interpretava
come primo ballerino cigni. Nei lunghi anni come nella natura. i movimenti degli uc-
a San Pietroburgo, in da coreografo, il mae- Caposcuola. Nata in celli, del vento o delle
Russia, nel 1869 Pe- stro creò balletti che California, l’artista onde.
tipa venne chiamato prevedevano la danza debuttò nei teatri di Vita difficile. Perse tra-
a dirigere il Balletto sulle punte (erano sta- Chicago per poi trasfe- gicamente i due figli
Imperiale della città, te da poco introdotte rirsi a New York, dove e il marito. E lei stessa
culla della scuola russa le scarpe con la parte creò presto un nuovo morì per una fatalità a
di danza che diverrà anteriore rinforzata in modo di interpretare 50 anni: era a bordo di
celebre anche grazie ai gesso), regolamentò il la danza sul palco. Agli una Bugatti scoperta
suoi capolavori. passo a due e coordinò inizi del Novecento quando fu strangolata
Famoso. Dotato di attentamente le parti fondò scuole di ballo dalla sua sciarpa, im-
un talento naturale, mimiche degli spetta- a Berlino, Parigi e a pigliatasi in una ruota
Petipa fece le coreo- coli con quelle ballate. Mosca, su richiesta dell’auto.

Nei riti tribali più antichi lo scopo era cementare


l’identità del gruppo. Ma anche evocare spiriti e
divinità naturali, imitando le movenze di animali
scatenarsi dei primi danzatori», spiega lo digiuno e danze dall’alba al tramonto. E
storico Alberto Testa nel suo saggio Storia chi non ha mai visto almeno una volta la
della danza e del balletto (Gremese Edi- danza Haka? È quella che mettono in sce-
tore). «La “coreografia” consisteva nell’i- na i giocatori della nazionale neozelande-
mitazione delle movenze di un animale o se di rugby, gli All Blacks, prima di ogni
di un evento naturale». Nei balli primitivi partita. Deriva da quella dei Maori, e ser-
erano fondamentali i salti, simbolo di fer- ve a intimorire l’avversario.
tilità: «Più l’uomo saltava in alto, più era Ballare per divertirsi. Dopo gli esor-
garantita l’abbondanza». di primitivo-animaleschi e irrazionali, la
Gli Egizi e i Cinesi, che erano ambiziosi, danza si trasformò in occasione di puro
imitavano invece il moto degli astri. E nel- divertimento. Ma non tutti la pensavano
le danze “pirriche” i più pratici Greci ri- allo stesso modo su questa svolta.
producevano, armati e accompagnati dal I primi “balli d’evasione” furono le pan-
suono di un flauto, le posizioni da assu- tomime romane, che i Greci chiamavano
mere in battaglia, quasi in una prova ge- “danze italiche” e consideravano scanda-
nerale dello scontro. lose. Questo perché per i Greci la danza
Come sappiamo tutto ciò? Grazie agli doveva essere sì una forma di espressione
antropologi. Molte danze tradizionali so- di bellezza e armonia fisica, ma con una
no molto simili a balli antichissimi, tra- funzione morale ed educativa. E lo svago
mandate di generazione in generazione. fine a se stesso, come quello che piaceva
I Chimbu della Papua Nuova Guinea, per tanto ai Romani, era inammissibile.
esempio, ancora oggi allontanano i nemi- Ad Atene spopolava infatti l’emmeleia,
ci ballando pitturati da scheletri; i Tarahu- una tragedia con parti recitate e danzate,
mara, un’antica popolazione del Messico, una sorta di musical ante litteram ma se-
GRANGER/ALINARI

danzano “chiamando” la pioggia una not- rioso. C’erano, è vero, il dramma satirico
te intera. Altri nativi americani viceversa e una specie di commedia (cordax) con
invocano il Sole con 4 giorni e 4 notti di passi simili a una tarantella. Ma il ballo,
27
GETTY IMAGES (4)

Rudolf Nureyev Marie-Anne Camargo



L a danza è tutta
la mia vita. Se mi
chiedessero quando
Pietroburgo, Nureyev
scoprì l’Occidente e le
sue libertà e nel 1961
N ata a Bruxelles da
una famiglia di ori-
gine spagnola, Marie-
Anne liberò la danza
dalle costrizioni dei
costumi: fu lei la prima
smetterò di danzare, chiese asilo politico Anne Camargo (1710- a sostituire le calzature
risponderei: quando alla Francia. 1770) fu una pioniera col tacco usate fino ad
smetterò di vivere”. In Europa affinò la sua della danza classica allora con le “balleri-
Così diceva il ballerino arte: in Danimarca accademica, agli inizi ne”. E fu lei ad accor-
più famoso del XX se- (qui incontrò Erik del Settecento ancora ciare la gonna, per una
colo. Il primo che me- Bruhn, suo idolo e poi monopolizzata da bal- maggiore libertà di
scolò danza classica e amante), a Parigi e lerini maschi. movimento.
moderna. a Londra, dove il so- Innovatrice. Cresciuta Modello. La sua rivale,
Nato su un treno di- dalizio con la grande artisticamente a Parigi, Marie Sallé, la seguì
retto a Vladivostok, il danzatrice inglese modernizzò il ballo sciogliendo i capelli e
russo Rudolf Nureyev Margot Fonteyn diede classico introducendo indossando una tunica
(1938-1993) era l’in- vita a una delle coppie piroette ed elementi alla greca. Lo stile
carnazione del detto artistiche più riuscite acrobatici, come la “Camargo” divenne
“genio e sregolatezza”. di sempre. Memorabili figura dell’entrechat così popolare in Fran-
Giramondo. Iniziò i duetti nel Lago dei quattre, il salto in cui cia che alcune ditte
a studiare danza cigni, in Giselle, e il si incrociano le gambe di scarpe e parrucche
tardi, a 15 anni: passo a due creato due volte nella fase la vollero come testi-
Dopo il debutto per loro Marguerite ed aerea: un passo ancora monial. Tra i suoi fan,
al teatro Kirov di San Armand. oggi usato. Marie- Voltaire e Casanova.

Nel Medioevo i balli popolari accompagnavano il Carnevale, mentre nelle corti si

Ritmi occidentali
Il Balletto nazionale di Spagna in una esibizione di flamenco. Questa danza risale al
Medioevo, quando la Penisola Iberica era possedimento arabo. A destra, una coppia
negli Anni ’50 balla il boogie-woogie, portato in Europa dai soldati americani.

28
Fred Astaire e Ginger Rogers
N egli anni in cui si
imposero i mezzi di
comunicazione di massa
girarono insieme dieci
film, ma il loro maggior
successo fu Cappello a
come cinema, radio e poi cilindro del 1935. Eleganti
tv, Fred e Ginger divenne- e abilissimi nei movimenti
ro sinonimo di ballo e mu- e nella tecnica, Fred e
sical. Famosi prima negli Ginger divennero famo-
Stati Uniti e poi in tutto il sissimi e influenzarono
mondo, i due artisti lavo- la storia del musical sul
rarono insieme per la pri- piccolo e grande schermo.
ma volta nel film Carioca Ancora oggi, se pensiamo
(1933), nel quale incanta- a una canzone “da basto-
rono il pubblico ballando ne e cilindro”, ci vengono
un samba impeccabile. in mente loro. L’American
Coppia perfetta. Fred Film Institute li ha inseriti
Astaire (1899-1987) era tra le star più grandi della Ginger Rogers (vero
già noto come attore e storia del cinema. Astaire, nome Virginia McMath)
ballerino a Broadway e in particolare, lavorò in-
maestro di tip tap. Ginger stancabilmente per oltre e Fred Astaire (Frederick
Rogers (1911-1995) era 60 anni e designò come Austerlitz) nel 1936.
un giovane talento in pro- suo erede morale il re del Nell’altra pagina, il
cinto di esplodere. I due pop Michael Jackson. ballerino russo Rudolf
Nureyev nel 1965.

esibivano mimi e funamboli. E la danza classica nacque nel Rinascimento


per gli Elleni, restava una faccenda seria e dieci di sera alle due del mattino», spiega ca e di intrattenimento presero strade di-
pure un po’ misteriosa. Specie se a dime- lo storico. «All’epoca, la danza senza sal- verse. Nella prima nessuno era più abi-
narsi erano le “mènadi” (chiamate “bac- ti, quella “bassa”, era la danza dei signo- le delle étoiles russe. Anche se nessu-
canti” dai Latini), donne seguaci di Dio- ri. Quella “alta”, nella quale ci si stacca- na, nei primi anni del Novecento, riuscì
niso, dio del vino e della sensualità, che va dal suolo, era riservata alle classi infe- a diventare nota quanto l’americana Isa-
danzavano sfrenate in suo onore. Secon- riori. Ma presto i nobili “si lasciarono an- dora Duncan (v. riquadro nelle pagine
do la leggenda, il loro agitarsi sfociava in dare”». Non c’è danza popolare che non precedenti).
riti orgiastici e sacrificali nei boschi. In- sia stata “contaminata” da quella accade- Sul fronte popolare, intanto, l’emigra-
somma, una faccenda sconveniente, an- mica e di corte. Così, nelle corti europee zione, il colonialismo e una maggiore
che se sacra. rinascimentali, la pavana (la danza nobi- possibilità di viaggiare aprirono nuovi
Il riscatto della pantomima latina arrivò le per eccellenza) si unì alle più popolari scenari: dal Centro e Sud America sbar-
nel Medioevo, con gli spettacoli di dan- passacaglia, carola (eseguita in cerchio), carono tango, samba, rumba e cha cha
za che si tenevano nelle corti dei castelli. minuetto, ciaccona, gagliarda e alleman- cha. Mentre da quel crogiolo di popoli e
Erano la specialità di giocolieri e funam- da (cioè tedesca), la “nonna” del valzer culture che erano gli Stati Uniti, nei rug-
boli. Il popolo, invece, per poter balla- ottocentesco. genti anni Venti, nacquero balli frenetici
re (pratica condannata dalla Chiesa, bac- Nel Seicento l’arte della coreografia fis- (e scandalosi) come il tip tap e il charle-
chettona almeno quanto i Greci) doveva sò i passi della danza classica, anche gar- ston, figli dell’età d’oro del jazz.
aspettare la vendemmia, il Carnevale e i zie a uno sponsor (e ballerino) d’eccezio- Le musiche americane, portate in Euro-
banchetti di matrimonio. ne: il re di Francia Luigi XIV. Se il Re Sole pa dai soldati statunitensi, furono la co-
Fu proprio dall’intreccio dei passi di avesse voluto fare coppia, però, si sareb- lonna sonora nel Dopoguerra e del boom
danza cortigiana con i ritmi popolari che be dovuto accontentare di un maschio: economico. Ma non soltanto questo. Chi
nacque una forma d’arte del tutto nuo- i danzatori professionisti al suo tempo si scatenava ballando il boogie woogie, il
va: il balletto, che si diffuse nelle corti erano quasi tutti uomini, che interpreta- twist, il surf, il rock’n’roll lo faceva per
italiane e francesi. Quando avvenne, l’o- vano anche parti femminili. Soltanto nel seguire la moda, ma anche per afferma-
rologio della Storia segnava già l’ora del Settecento si ebbe un’inversione di ten- re la propria identità di “giovane” (una
Rinascimento. denza, al punto che debuttarono persi- categoria sociale nata proprio allora), di
Maschi e feMMine. Pochi lo sanno, ma il no donne in ruoli maschili. Ma fu a par- donna o uomo della generazione futura.
balletto classico nacque anche grazie a un tire dall’Ottocento che la dama cominciò In un certo senso, almeno fino all’epoca
nostro connazionale. «Nel 1581 Baldas- a stringersi al cavaliere, al ritmo scanda- della disco-music, negli anni Settanta e
sarino da Belgioioso, un italiano alla cor- loso dei valzer. Ottanta, la danza era tornata alle sue ra-
te di Francia, presentò alle nozze del Du- classica o pop? Il secolo del valzer, il dici di rito tribale. •
ca di Joyeuse il primo balletto: durò dalle XIX, fu anche l’epoca in cui danza classi- Arianna Pescini

29
TESTATINA
iniziative

La Prima guerra mondiale in dvd


Un’eccezionale serie di filmati vi porterà dentro le trincee della Grande
guerra, attraverso un racconto storico emozionante come un film.

T
ra il 1914 e il 1918 l’Eu- la fine di un’epoca: crollaro- lettori Apocalypse. La Prima da raccontare, e dalle cifre im-
ropa fu il principale te- no l’impero asburgico, quello guerra mondiale, una colla- pressionanti: più di venti Paesi
atro della Grande guer- ottomano, la Russia degli zar na di 5 dvd. coinvolti, cinque continenti in
ra. Al fronte, milioni di giova- e fu ridimensionato il peso Scontro totale. Prodotta con aperta battaglia, 65 milioni di
ni si combatterono nelle trin- della stessa Europa nel mon- oltre 500 ore di materiale d’ar- combattenti, quasi 9 milioni di
cee fangose. Ma anche lontani do. Per ripercorrere le tappe chivio, che includono filma- caduti e 6 milioni di mutilati. •
dal fronte la natura e la porta- di quel conflitto senza prece- ti totalmente a colori e testi-
ta del conflitto determinaro- denti Focus Storia propone ai monianze dirette, la serie ci In edicola il primo dvd
no profondi mutamenti nel- racconta una pagina di storia a € 7,90 oltre al prezzo
la vita quotidiana delle per- europea con molti lati ancora della rivista.
sone. Fu un massacro senza
precedenti che segnò anche

Un soldato armato
di baionetta esce
all’assalto da una
trincea francese, sul
fronte occidentale
della Grande guerra.

PRIMA USCITA SECONDA USCITA TERZA USCITA QUARTA USCITA QUINTA USCITA
L’inizio La Battaglia L’Europa Un’ecatombe La fine
della guerra di Tannenberg in fiamme senza fine della guerra
FOTO VATTELAPESCA

14 aprile 2016 21 aprile 2016 28 aprile 2016 5 maggio 2016 12 maggio 2016
30
PRIMO PIANO
I progressi della scienza
medica sono una
conquista recente: per
secoli errori e orrori
dei dottori sono stati
la regola. Con rare
eccezioni.


PICCOLA STORIA
DELLA SALUTE
pag. 32

I RIMEDI DEL
PASSATO
pag. 36

TRUCE
CHIRURGIA
pag. 40

LE MALATTIE
DEI FAMOSI
pag. 48

IN CORSIA ALLA
CA’ GRANDA
pag. 54

RIFARSI I
CONNOTATI
pag. 60

MEDICI AL
FRONTE

MEDICINA
pag. 62

CRUDELTÀ
PER I FOLLI
pag. 68

Martello
e scalpello
Miniatura del 1345:
la “neurochirurgia”
medioevale ricorreva
a trapanazioni ed
DA PAURA
MONDADORI PORTFOLIO/ALBUM

estrazioni della
fantomatica
“pietra della follia”.

31
PRIMO PIANO

Nel V secolo a.C. nacque una medicina laica che cercava nella natura, e non più
Gli albori
della medicina
Asclepio e una serie
di strumenti chirurgici,
in un rilievo
del III-I secolo a.C.
ERICH LESSING/CONTRASTO

A OGNI
V sec a.c.
Ippocrate di Kos
Il “padre della medicina” trasfor-
ma le pratiche curative magiche

EPOCA IL
in una scienza basata sull’osser-
vazione e sulla spiegazione razio-
nale dei fenomeni, attribuendo
alla professione di dottore una
nuova etica. I suoi studi di me-
dicina clinica sono raccolti nel
Corpus Hippocraticum. Non del

SUO MEDICO
tutto certa, però, è l’attribuzione
del Giuramento di Ippocrate, che
ancora oggi i medici sono obbli-
gati a sottoscrivere prima d’intra-
prendere la professione.

32
nella religione, l’origine dei problemi di salute: fu una svolta che cambiò tutto

D
all’aspirina all’antibiotico contro in-

MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN
fluenza e infezioni, dalla diagnosi di In farmacia
una malattia alla sua cura, malati o Il quadro di Pietro
sani come pesci, oggi tendiamo a da- Longhi, ambientato in
re per scontati i benefici della medicina: ma ba- una bottega veneziana,
sterebbe dare un’occhiata al passato per capi- dà un’idea di come ci si
curasse in Italia a metà
re che tutte le conoscenze moderne sono frutto
del Settecento.
di un processo culturale, scientifico e tecnologi-
co durato decine di secoli. Come ci ha spiegato
Paolo Mazzarello, docente di Storia della Medi-
cina all’Università di Pavia.

Quando comincia la storia della medicina?


«L’arte di curare è antica quanto l’uomo. Tra-
panazione cranica, medicina magico-religiosa e
uso dei rimedi naturali sono attestati da reper-
ti giunti a noi fin dalla preistoria. Tradizional-
mente si fa risalire l’origine della medicina oc-
cidentale al medico greco Ippocrate di Kos (V-
IV secolo a.C.), al quale si deve la separazione
della medicina dalla religione, una forma di co-
noscenza ottenuta con razionalità metodologi-
ca e lo sviluppo di una professione basata sul-
la competenza. Aspetti che tuttavia si ritrovano,
prima di Ippocrate, anche nella medicina egizia,
sebbene diluiti nel tempo e fortemente intreccia-
ti alla magia».

Cos’era la malattia per gli antichi Greci e


com’è cambiato il concetto attraverso i secoli?
«Inizialmente la medicina greca era di natu-
ra religiosa e si pensava che la malattia fosse in-
viata dalla divinità. Accanto a una via sacerdo-
tale del guarire, stretta attorno ai templi del dio
Asclepio, a partire dal V secolo a.C. comparve
una medicina laica che cercava nella natura la
spiegazione delle malattie. Era basata sulla teo-
ria degli umori (che erano quattro: sangue, fleg-
ma, bile gialla e bile nera). La salute era conce-

II sec d.C. IX-X sec. 1543 1796


Galeno di Pergamo Scuola medica Andrea Vesalio e Jenner inocula il
Il medico greco Galeno elabora salernitana l’anatomia moderna primo vaccino
la teoria umorale, che vede la È la più importante istituzione Il medico fiammingo rigetta Il medico inglese Edward Jen-
cura come tentativo di bilanciare medica del Medioevo, il cui la- completamente i principi della ner inocula per la prima volta il
all’interno del corpo quattro voro non si basa solo sul sistema medicina galenica, dedicandosi vaiolo bovino in un bimbo sano.
elementi (sangue, bile gialla, degli umori, ma anche su nozio- in modo sistematico alla disse- Dopo due mesi, inietta nello
flegma e bile nera). Questa ni di fitoterapia e farmacologia zione di cadaveri umani (fino ad stesso soggetto materiale infetto
visione influenzerà la medicina provenienti dalla traduzione di allora eseguita solo su animali), proveniente da un uomo malato,
occidentale fino al Rinascimento. testi arabi ed ebraici. La novità dalla cui pratica scaturisce la ma il bambino non contrae il
Pur rifacendosi agli scritti di principale è costituita dalla cul- pubblicazione di un’opera enci- virus. Nasce così il primo vaccino,
Ippocrate, Galeno amplia tura della prevenzione, mutuata clopedica intitolata De humani frutto di un’intuizione del medi-
la dottrina medica dell’epoca dall’esperienza quotidiana nella corporis fabrica, uno dei testi ba- co inglese: aveva compreso che
introducendo lo studio sistema- cura del malato e da una serie di se dell’anatomia moderna. l’inoculazione del vaiolo bovino
tico dell’anatomia. norme igieniche raccolte nel Re- aveva provocato una malattia at-
gimen sanitatis salernitanum. tenuata nel bambino, che aveva
così sviluppato le difese immuni-
tarie per difendersi dal virus.
33
Antibiotici, vaccini, raggi X, anestesia, trapianti e insulina: ecco le principali

MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN
Dal pediatra pita come armonia degli umori, mentre la malat- cosa di simile alle facoltà di medicina: il medico
Il medico francese Georges
tia derivava dal loro squilibrio. Svolte concettua- greco-romano doveva caratterizzarsi per la pro-
Chicotot al lavoro con un li importanti si verificarono dal Settecento, con fondità delle sue conoscenze, apprese da un ma-
piccolo paziente, a cavallo la ricerca della localizzazione dei processi mor- estro riconosciuto. Vi furono tuttavia “scuole” o
tra Ottocento e Novecento, bosi negli organi alterati, successivamente nelle “sette” mediche: si ispiravano a Ippocrate e suc-
in un ospedale parigino. cellule e infine nelle molecole». cessivamente a Galeno (II secolo d.C.), le cui te-
orie rimasero influenti nel Medioevo, quando
Dove si apprendeva la medicina nell’antichi- la medicina ruotava attorno ai monasteri e agli
tà e nel Medioevo? ospizi per il ricovero di stranieri e pellegrini. Ma
«Nel mondo antico non sono mai esistiti luo- attorno al Mille, un centro di insegnamento ebbe
ghi pubblici per la formazione dei medici, qual- particolare rilievo in Occidente: la Scuola medi-

1880 1882 1895 1897


Louis Pasteur Robert Koch sconfigge Röntgen inventa La “riscoperta”
e i batteri la tubercolosi la radiografia dell’aspirina
Il chimico francese, considerato il Il batteriologo e microbiologo Il fisico tedesco Konrad Röntgen Un rimedio simile era già stato
fondatore della microbiologia, è tedesco, eterno rivale di Louis scopre per caso i raggi X mentre citato da Ippocrate nel V secolo
ricordato per i suoi studi sui mi- Pasteur, isola il cosiddetto ba- sta conducendo un esperimento a.C.: un estratto dalla corteccia di
crorganismi e sulla trasmissione cillo di Koch, l’agente patogeno nel suo laboratorio. Nei giorni salice capace di alleviare febbre
delle malattie. I suoi studi danno responsabile della tubercolosi seguenti scopre che si tratta di e dolori, che provocava, però, un
ai chirurghi l’impulso per formu- nell’uomo (Mycobacterium tuber- potenti radiazioni che permette- gran mal di stomaco. Il chimico
lare una riforma ospedaliera che culosis) e ne studia il ciclo vitale. vano di visualizzare l’interno del tedesco Felix Hoffmann, per
impone la pulizia assoluta degli Si tratta di una scoperta sensa- corpo. Nel giro di pochi mesi la curare la malattia reumatica del
strumenti e delle mani (che già zionale. A cavallo tra Ottocento tecnica si diffonde, consentendo padre, ha l’intuizione di modifi-
l’ungherese Ignac Semmelweiss, e Novecento, la “peste bianca” di perfezionare le diagnosi di carne la formula aggiungendo
nella prima metà dell’800 aveva (così si soprannominava la tu- dentisti e ortopedici. Già durante al composto un gruppo chimico
capito essere causa di infezioni bercolosi) era infatti la principale la Prima guerra mondiale gli chiamato acetile, in modo da ri-
letali) riducendo così drasti- causa di morte in Europa e negli eserciti si dotarono di un servi- durre gli effetti collaterali dell’a-
camente i casi di setticemie e Stati Uniti. zio di radiologia al seguito. cido salicilico.
decessi post-operatori.
34
scoperte che hanno rivoluzionato la medicina e che ci hanno migliorato la vita

ROGER VIOLLET/GETTY IMAGES


ca salernitana, che ispirò profondamente il suc- Ai raggi X
cessivo sviluppo dell’arte sanitaria». L’esecuzione
di una radiografia
Qual è stato il punto di svolta che ha segna- toracica all’ospedale
to il passaggio dalla medicina antica a quel- Cochin di Parigi,
la moderna? nel 1914.
«Sul piano metodologico, il superamento nel
mondo cristiano, fra Medioevo e Rinascimento,
dell’antico tabù che impediva la dissezione del
cadavere a scopo conoscitivo: un ostacolo sem-
pre presente nella storia della medicina, a ecce-
zione di un breve periodo transitorio in epoca
ellenistica. Sul piano della singola scoperta, in-
dubbiamente la dottrina della circolazione del
sangue di William Harvey (1628): permise di
unificare in una prospettiva coerente una grande
quantità di osservazioni anatomiche e funzio-
nali e diventò la base della fisiologia moderna».

Quali sono le grandi scoperte mediche del


passato che ci hanno migliorato la vita?
«Sicuramente l’introduzione delle procedure
di vaccinazione, che hanno permesso di preve-
nire molte malattie infettive ampiamente diffu-
se e devastanti; alla base dell’igiene e delle mi-
sure contro le infezioni, la dimostrazione (gra-
zie ad Agostino Bassi e successivamente a Louis
Pasteur e Robert Koch) che le malattie contagio-
se sono dovute ai microrganismi; lo sviluppo
dell’anestesia, che ha reso possibile l’esistenza
della moderna chirurgia in tutte le sue articola-
zioni; la scoperta dell’insulina, che da un gior-
no all’altro permise di salvare migliaia di diabe-
tici in tutto il mondo; l’identificazione degli anti-
biotici, lo sviluppo delle neuroscienze e, paralle-
lamente, della neuro e psicofarmacologia; infine
la medicina preventiva, sociale e del lavoro». •
Maria Leonarda Leone

1928 1932 1937 1954


La penicillina, La scoperta Il primo Il primo
primo antibiotico dei sulfamidici antistaminico trapianto
Il medico inglese Alexander Fle- Non sono solo gli antibiotici a Il biochimico di origine L’équipe medica di Joseph
ming, durante un esperimento, distruggere i batteri. svizzera Daniel Bovet, studiando Murray, dell’ospedale di Boston,
nota che una macchia di muffa A dimostrarlo è il microbiologo il meccanismo di azione antibat- esegue con successo il primo
(Penicillium notatum), depositata tedesco Gerhard Domagk, che terica dei sulfamidici, scopre il trapianto di un organo. Si tratta
su una delle sue piastre, dissolve riesce a curare sua figlia con i primo antistaminico. Si tratta di del rene sinistro estratto dal
le colonie batteriche tutt’intor- sulfamidici. Si tratta di una classe farmaci capaci di contrastare le fratello gemello di un paziente
no. L’efficacia del fungo viene di farmaci che non uccide i mi- reazioni allergiche e lo affetto da una grave insufficien-
testata su vari batteri: è in grado crorganismi, ma ha la proprietà shock anafilattico. za renale. In seguito si sviluppe-
di distruggere streptococchi, di impedirne la riproduzione, ar- Grazie a questa scoperta Bovet ranno molti studi per scoprire i
stafilococchi e i bacilli di difterite restando così in maniera efficace riceverà il premio Nobel meccanismi che determinano la
e carbonchio. Il biologo nel 1945 la diffusione e il progredire delle per la medicina, nel 1957. compatibilità degli organi in mo-
riceverà il premio Nobel per aver infezioni. do da diffondere e perfezionare
isolato la sostanza antibiotica questa tecnica.
chiamata penicillina.

35
PRIMO PIANO

CI CURAVAMO
così
Ortopedico al lavoro
A destra, da un antico trattato,
Ammalarsi o soffrire di qualche disturbo, di quelli
che oggi si risolvono facilmente, fino al ’900 voleva
dire sottoporsi a dolorose (e infruttuose) terapie.
E spesso il rimedio era peggiore del male.
A cura di Federica Ceccherini

il modo con cui gli antichi Greci


sistemavano le articolazioni fuori
posto. Per un ginocchio lussato
il paziente veniva appeso per i
piedi e poi “tirato”.

ORTOPEDIA
Lussati a
testa in giù
L a lussazione consiste
nell’uscita di un osso
dall’articolazione in se-

MONDADORI PORTFOLIO
guito a un trauma o a una
malformazione. E fu citata
già nel V secolo a.C. dal
greco Ippocrate nel suo
libro Sulle articolazioni.
Indicazioni. Fu però
un altro medico greco,
Apollonio di Cizio, che, nel
I secolo a.C., dette indica-
zioni pratiche precise. Nel
suo commentario all’o-
pera di Ippocrate si parla
infatti di come sistemare
le vertebre dislocate, della
riduzione delle fratture e
delle lussazioni. Erano tut-
te soluzioni che dovevano
ricostituire la struttura
naturale del corpo. Per la
lussazione della spalla si
poneva il paziente a testa
in giù. Oppure si faceva
mettere al malato il pu-
gno sotto l’ascella della
spalla lussata per sollevar-
la e al contempo spingere
il gomito verso il busto.

36
MASSAGGIO CARDIACO DALL’OCULISTA

La “resuscitazione” Quando non c’erano gli occhiali


T ra le tecniche odierne
di pronto soccorso
c’è il massaggio cardiaco
Riscaldamento. Fu nel
XVIII secolo che nacquero
infatti le prime tecniche
S apete perché il collirio si
chiama così? Pare il nome
derivi da quello di una so-
Nelle zone mediterranee
invece era più diffuso un
collirio sotto forma di un-
o, come lo chiamano gli di rianimazione. Nei ma- stanza collagena (un mix di guento, poiché da noi era
anglosassoni, il Cardio nuali di primo soccorso si resina di mirra e polveri mi- più facile procurarsi erbe e
Pulmonary Resuscita- consigliava di riscaldare nerali) utilizzata dagli antichi spezie. I colliri erano utiliz-
tion (Cpr). Fin dai tempi la vittima, praticare un per formare bastoncini che zati nell’antica Roma, dove
antichi si è tentato di ria- massaggio addominale e, curavano le malattie degli si contavano moltissimi
nimare persone che per dopo la scoperta dell’im- occhi (soprattutto il tracoma oculisti. Per correggere la
qualche ragione avevano portanza della ventilazio- e la congiuntivite). vista invece non esistevano
smesso di respirare. Gli ne, la respirazione bocca Collirio solido. Una volta, rimedi: gli occhiali sono
Egizi oltre 3.500 anni fa a bocca (con l’aiuto di un soprattutto nel Nord Europa, un’invenzione del Medioevo.
avevano inventato il me- fazzoletto). Successiva- i colliri erano dunque solidi, Si dice però che Nerone,
todo di “resuscitazione mente veniva prescritta appunto a forma di baston- affetto da una forte miopia,
per inversione”: il malato una fumigazione rettale, cini appuntiti ed essiccati, guardasse attraverso uno
veniva appeso per i piedi o orale, con fumo di usati per medicare gli occhi smeraldo i combattimenti
a testa in giù, poi con una tabacco e l’immancabile tenendo aperta la palpebra. dei gladiatori.
leggera pressione sul salasso. Ma furono l’elet-
torace si cercava di far ri- tricità, applicata al cuore
prendere la respirazione. nel 1850, e il massaggio
Il metodo non funziona- cardiaco, fino al 1960
va, ma venne comunque fatto a torace aperto, a
usato per molto tempo, segnare una svolta per la
fino al Settecento. rianimazione.

Gli infartuati dovevano stare a


riposo al caldo. Ma anche bere
alcolici e assumere oppio. E
per la rianimazione invece del
cuore si massaggiava l’addome

CARDIOPATIE

Malanno senza sintomi


L’ infarto non è fatale se
si interviene tempesti-
vamente. Oggi è risapu-
den classificò il dolore
al petto come angina
pectoris.
to, secoli fa no. E non era Alcol e droga. La cura
conosciuta nemmeno tuttavia rimase strava-
l’ostruzione delle coro- gante per molto tempo.
narie, tanto che in caso Si consigliavano al pa-
di morte improvvisa si ziente riposo, caldo e al-
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO

parlava genericamente colici. E l’oppio, assunto


di “apoplessia”. Per dare
un nome ai sintomi
prima di dormire, avreb-
be dovuto prevenire at-
“Ottica Roma”
preinfarto bisognò at- tacchi notturni. Almeno Bassorilievo del II secolo in cui un oculista visita un paziente.
tendere il 1768, quando però si capì che salassi e Nell’antica Roma erano numerosissimi i medici specializzati
il medico William Heber- purghe erano inutili. nell’oculistica, sparsi su tutto il territorio.

37
Le prime trasfusioni, fatte con sangue di animali e mezzi rudimentali
(budelli e aculei), nella maggior parte dei casi causavano la morte

TRASFUSIONE

LEEMAGE/MONDADORI PORTFOLIO (3)


Esperimenti
ad alto rischio
O ltre a togliere il sangue per
purificarlo con i salassi,
un’altra pratica che aveva un
certo successo una volta era
assumere sangue per bocca.
Già ai tempi degli antichi Ro-
mani i malati (per esempio gli
epilettici) bevevano il sangue
di giovani e forti gladiatori
appena deceduti. L’assunzione
per via endovenosa, come noi
oggi la conosciamo, fu invece
sperimentata nel ’600, quando
si cercò di trasfondere il sangue
con mezzi come il budello di
animali o aculei di porcospino.
Con scarsi risultati.
Trasferimenti. All’inizio si cre-
deva che la trasfusione servisse
a trasferire anche le caratteri-
stiche da un individuo all’altro:
il medico Richard Lower, nel
1667, trasfuse nelle vene del
reverendo Arthur Coga, con-
siderato pazzo, alcuni decilitri
di sangue di pecora, animale
scelto per la sua docilità. Coga
miracolosamente si riprese sen-
za nessuna reazione di rigetto.
Tuttavia, non si calmò.
Le trasfusioni di sangue animale
causavano spesso la morte e
per capire che era necessario
utilizzare sangue umano si
dovette aspettare il XIX secolo.
Nel 1818 un ostetrico inglese,
James Blundell, ricorse con
successo a una trasfusione tra
marito e moglie, per salvare la
donna da un’emorragia
post partum. Ci riprovò ancora
almeno una decina di volte,
ma la metà dei pazienti non
sopravvisse al trattamento. Sol-
tanto nel 1901 avverrà infatti la
scoperta più importante: quella
della compatibilità tra gruppi
sanguigni.

Da animale a uomo
Una donna malata di tubercolosi
riceve la trasfusione di sangue da una
capra nel 1891, in una clinica francese.

38
CALCOLI RENALI EMORROIDI

Salta che ti passa Una cura peggio dell’altra


O ggi un’ecografia e una
buona cura guariscono
i calcoli ai reni. Ai tempi di
con la testa verso il basso
e le mani dietro le gambe.
Se ancora non succedeva
I l disturbo delle emorroidi af-
fligge l’umanità dalla notte dei
tempi. Forse dal momento in cui
Giustiniano invece le cose niente l’ultima chance l’uomo ha assunto la posizione
andavano diversamente. era affidare il compito al eretta, che ha portato a un cam-
Verso l’uscita. Prima di chirurgo che, introducendo biamento nella circolazione del
tutto il paziente che soffri- un dito nell’ano, tentava sangue nel basso ventre.
va di calcolosi veniva fatto di accompagnare il calcolo Strappate o bruciate. Nel
saltare sul posto per diver- verso la vescica, mentre un Medioevo erano due i modi
se volte affinché il calcolo assistente vi premeva so- per tentare di risolvere il pro-
uscisse da solo attraverso pra la mano. Poi il medico blema. Ed entrambi fanno
la vescica. Se ciò non ac- incideva un taglio tra ano rabbrividire. Il paziente veniva
cadeva il paziente veniva e genitali e da lì il calcolo coricato bocconi, poi il medico
messo in piedi piegato veniva fatto uscire. afferrava le emorroidi e tentava
di strapparle con un movimento
brusco. Se la “terapia d’urto” non
funzionava si passava al calore:
il dottore arroventava un ferro
SALASSI con un’estremità piatta e poi
lo posizionava sulle emorroidi
tentando di bruciarle per farle Cauterizzazione anale
Fino a perdere i sensi scomparire definitivamente. in un trattato del XIV secolo.

N on sapendo bene
come curare alcune
malattie fin dall’antichità
Malignità. Dal Medio-
evo poi la cura per tutti
i mali era il salasso (con
gli uomini hanno creduto sanguisughe e ventose)
di poterlo fare “depurando”
in qualche modo l’organi-
accompagnato da purghe,
che servivano a depurare il
LA FLEBO
smo. Motivo per cui fin dai corpo dagli spiriti maligni
tempi degli Egizi per curare
si usava consigliare diete,
colpevoli di aver provo-
cato la malattia. Perché il La prima flebo endovena
sudorazione e salassi, utili
questi ultimi a eliminare le
pletore, ossia gli eccessi di
salasso funzionasse però il
paziente doveva perdere i
sensi. Solo così i barbieri-
D urante un’epidemia di
colera in Europa, nel
1830, nell’estremo tentativo
fondere nei malati sostanze
via vena.
Flebo di latte. Dopo qual-
sangue che creavano chirurghi erano certi che di arrestare la malattia due che anno un medico scoz-
squilibri nell’armonia la terapia aveva avuto medici russi somministraro- zese sperimentò una flebo
del corpo. successo. no a un paziente acqua per con una miscela più simile
via endovenosa. Era la prima a quelle utilizzate oggi: uti-
flebo della Storia. Purtroppo lizzò infatti un miscuglio di
il paziente morì poche ore acqua e sale. Anche il latte,
dopo, ma l’episodio aprì la vaccino, ovino e umano fu
strada alla flebo, utile a in- trasfuso anni più tardi.

ERNIA ADDOMINALE
Un lavoro da macellai
N el XVI secolo molti an-
davano dal “norcino”,
come venivano chiamati i
erano molto allenati perché
estraevano le viscere degli
animali e potevano mettere
castratori di maiali (i migliori a disposizione dei malati la
infatti si dice arrivassero da loro “professionalità”.
Norcia, in Umbria). I pazienti Svelti. In caso di ernia apri-
di solito erano persone con vano l’addome, tagliavano il
disturbi che richiedevano tessuto eccedente e richiu-
Salassi in un manoscritto di piccoli interventi, come devano in tempi relativa-
l’ernia addominale. I norcini mente brevi.
argomento medico del XV secolo.

39
PRIMO PIANO

La storia della chirurgia dimostra una cosa: per millenni finire sotto
i ferri ha significato sottoporsi a pratiche “horror”. E rischiare la vita

TORTURATI
PER GUARIRE
I
l paziente è legato Ferite e fratture era-
con cinghie di tela al no all’ordine del gior-
tavolo di legno. Gri- no nell’antichità. Non
da, gli occhi sbarra- è quindi un caso che il
ti dall’orrore e dal dolore, papiro Smith, uno dei
mentre un paio di energu- più famosi testi egizi
meni cercano di non far- di argomento chirurgi-
lo divincolare. Nessun bip co (datato al 1700 a.C.,
e nessun monitor, nessu- ma forse copia di un
na flebo, nessuna aneste- testo di mille anni pri-
sia, nessun camice bian- ma), descrivesse ben
co e mascherina: solo un 48 tipi di traumi, con
folto pubblico che osser- diagnosi, cure e meto-
va la scena dalle gradina- di di intervento.
te dell’anfiteatro anatomi- «La chirurgia è na-
co dell’università e tan- ta molto tempo prima
tissimo sangue ovunque, della parola greca che
che un assistente cerca la designa: il termine
SCALA

di lavar via con una spu- cheirourghìa, letteral-


gna imbevuta di acqua mente “lavoro manua-
ghiacciata.
Il terrore negli occhi le”, venne usato solo a metà del V secolo
Il chirurgo, a mani nude, con un ultimo Questa miniatura del XIII secolo a.C., dal medico greco Ippocrate», spiega
rappresenta la scena di una rudimentale
colpo di sega amputa la gamba, poi ap- nel suo libro La vita nelle mani Giorgio
amputazione. È conservata nella
poggia lo strumento sul vassoio, accanto Cosmacini, storico della medicina e do-
Biblioteca Laurenziana di Firenze.
al coltello insanguinato con cui ha comin- cente di Storia della Salute all’Universi-
ciato l’operazione, e prende il cauterio ro- tà di Milano.
vente per bruciare il moncone. Pochi gior- tecniche discutibili. A Ippocrate, pas-
ni dopo il paziente muore, di setticemia. uscivano a sopravvivere: persino tra gli sato alla storia come il “padre della me-
Medicina preistorica. Ancora all’ini- Homo sapiens di 10mila anni fa, spesso dicina”, va anche il merito di aver lai-
zio dell’Ottocento, e spesso anche più in curati con la trapanazione del cranio. È il cizzato la disciplina, fino ad allora nel-
là, era così che andavano le cose in sala caso di un uomo vissuto circa 7mila anni le mani dei sacerdoti: affermando che la
operatoria. Torture praticate a fin di be- fa, sepolto a Ensisheim, in Alsazia (Fran- malattia non ha cause ultraterrene, ma è
ne: ecco che cos’erano le operazioni, tra cia): il buco che gli era stato fatto sulla legata all’ambiente e all’organismo, tra-
la preistoria e la metà del XIX secolo. Pra- fronte era più grande di un uovo di galli- sformò la chirurgia in una “tecnica” ra-
tiche oggi impensabili a cui però molti ri- na, ma guarì. zionale che, insieme a dietetica e ginna-
40
Theodor’s Anatomy
Il chirurgo tedesco Theodor
Billroth esegue un intervento di
fronte ai suoi studenti e colleghi
LESSING/CONTRASTO

nell’ospedale di Vienna, nel 1880.

41
Dal medico a Ercolano Per secoli le ferite
Rilievo del I secolo, scoperto a Ercolano, con
l’eroe omerico Telefo curato dal chirurgo per vennero trattate con
una ferita dopo il duello con Achille.
olio bollente o sostanze
caustiche e “curate”
con un bastone rovente
stica, formava l’arte della cura. Compito
dei chirurghi era usare le mani o gli stru-
menti per “operare la riduzione di frat-
ture-lussazioni, curare le ferite, amputa-
re gli arti, cauterizzare, bendare”. Proce-
dendo per esperienza e tentativi, con tec-
niche a volte discutibili.
Come quella con cui rimettevano a po-
sto le vertebre lussate, appendendo il pa-
ziente a una scala con gambe e braccia
legate e poi shakerandolo su e giù. Eppu-
re non erano questi metodi a generare il
diffuso scetticismo dei Romani nei con-
fronti della chirurgia importata nell’Ur-
be dai professionisti greci a partire dal
III secolo a.C., ma gli interventi cruen-
ti di personaggi come Arcagato. Questo
vulnerarius, cioè uno specialista di feri-
te, emigrato a Roma dal Peloponneso nel
219 a.C., era un bravo chirurgo, che i Ro-
mani avevano però ribattezzato “carnefi-
ce”, perché “procurava lui stesso le ferite,
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tagliando con il coltello e bruciando con


il cauterio”.

Metodi
primitivi
La trapanazione

RMN/ALINARI
del cranio, nata nel
Neolitico per liberare
gli spiriti maligni
(a destra, un esempio
di quell’epoca), fu
usata in seguito
contro emicrania
e malattie mentali
(a sinistra, in
un’illustrazione
del 1593).
SCALA

42
CarnefiCi e pazienti. Il tanto temuto ba-
stone in ferro o bronzo arroventato era

SCALA
un immancabile accessorio multiuso del
chirurgo antico: poteva tagliare e, bru-
ciando le ferite, fermare la fuoriuscita di
sangue, facendo anche suppurare la pia-
ga. Un bravo “carnefice” non poteva de-
siderare di più: i medici credevano infat-
ti che la fuoriuscita del pus, il “marciu-
me”, favorisse la guarigione del paziente.
Per secoli le lesioni vennero sciacquate
con sostanze caustiche od olio bollente,
finché, nel Cinquecento, il chirurgo Am- Dal cavadenti
broise Paré, a corto d’olio, scoprì allibito
Il pittore fiammingo Theodoor
che un mix di giallo d’uovo, olio rosato e
Rombouts ha dipinto l’estrazione
trementina dava molti meno fastidi ai pa- di un dente nel Seicento.
zienti ed era ugualmente efficace.
L’olio bollente era comunque una pas-
seggiata in confronto alla litotomia (il Etruschi e Romani, antenati dei dentisti
“taglio della pietra”). Altro che moder-
ni ultrasuoni: Greci e Romani che non G li Etruschi erano
ottimi dentisti. I
reperti trovati nelle
Grazie a questa abilità
hanno creato protesi
dentarie lavorate con
sono i reperti giunti fino
a noi. Come mai? Le Leg-
gi delle XII Tavole (una
riuscivano più a far pipì finivano sedu-
sepolture hanno rivelato trafile, pinze e persino delle prime codificazioni
ti su uno sgabello con le gambe in al- infatti che producevano saldatori e trapani. di diritto romano) vie­
to e legate al collo, alla mercé del chi- ingegnose protesi den­ Nella maggior parte dei tavano la sepoltura o la
rurgo che, infilandogli due dita nell’a- tarie, raffinatissime per i casi a essere impiantati cremazione dei cadaveri
no, cercava di individuare i calcoli e tempi. La cosa non deve erano denti presi da ornati di oggetti d’oro.
di spostarli attraverso la parete intesti- stupire: i gioielli giunti uomini deceduti o da Secondo il medico
fino a noi dimostrano animali. Queste protesi romano Celso, i denti
nale fino al collo della vescica. Li tira- che erano abilissimi a la­ sono oggi esposte nei traballanti andavano
va fuori con le dita o, se troppo gran- vorare i metalli. E ancor musei di storia etrusca fissati con un filo d’oro,
di, con un uncino, incidendo la zona. di più eccellevano nella di Roma, Tarquinia e che veniva però aspor­
L’operazione era considerata talmente ri- granulazione, tecnica Volterra. tato al momento della
schiosa che nel Medioevo i chirurghi pre- usata in oreficeria che Fili d’oro. Da Marziale e morte. La carie, invece,
consisteva nel saldare Orazio sappiamo che a veniva curata con cera
ferirono affidarla ai “norcini”. Ma che co- piccole sfere auree (gra­ Roma erano diffuse era­ d’api o piombo (mallea­
sa ci facevano i macellatori di maiali con ni) su lamine seguendo no diffuse protesi in os­ bile quanto la prima, ma
un bisturi in mano? disegni prestabiliti. so o avorio. Pochi, però, tossico). (g. r.)

Arnesi
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO

da lavoro
Questo “set”
di strumenti
odontoiatrici,
conservato al Museo
dell’assistenza
pubblica di Parigi,
risale agli inizi del
XIX secolo.
Da notare come
questi strumenti
in metallo, legno
e avorio, che
avrebbero dovuto
essere di precisione,
avessero grandi
dimensioni, simili ad
arnesi da artigiano:
gli interventi erano
quasi soltanto
estrazioni.

43
FERRI DEL MESTIERE

BRIDGEMANIMAGES
VENUTI DAL PASSATO
Pinze, sonde, aghi, seghe, trapani, cauteri, forbici,
scalpelli e coltelli: l’armamentario dei chirurghi
antichi contava un’incredibile varietà di strumenti.
Spesso simili a quelli usati ancora oggi in sala
operatoria. Nell’antica Roma se ne contavano circa
200 diversi, e molti fanno ancora venire i brividi...
CAUTERIO Chiamato in latino AGO Nella cassetta del chirurgo
ferramentum candens, è rimasto romano ce n’erano di diversi tipi.
nel “kit” chirurgico fino al 1845. I principali erano l’ago da sutura
Era costruito di solito in ferro o in (acus), più sottile, e l’ago da
bronzo, con un’estremità affilata cataratta (acus acuta), un po’ più
e l’altra appiattita o a bottone. spesso e molto appuntito.
Una volta arroventato, veniva
applicato sulle ferite per chiu- SIRINGA PER CLISTERI Colle- SEGA I chirurghi romani la chia-
derle e fermare il sangue o per gata a un otre o a una borraccia mavano serrula. Era utilizzata,
far uscire la cosiddetta materia di pelle piena di acqua salina, dopo aver inciso l’arto con lo
scalpello, per tagliare l’osso
peccans, cioè infetta. Usato dalla miele e bile di manzo, la clyster nelle amputazioni. Quella nella
parte tagliente funzionava come era usata per i lavaggi intestinali. foto è un’evoluzione dell’800.
un bisturi capace di cauterizzare Celso suggeriva di sottoporsi,
già durante il taglio. non troppo spesso, anche a
clisteri nutritivi a base di acqua,
SPECULUM RETTALE orzo, finocchio e malva.
Usato per la rettoscopia, viene lunghi fino a 26 centimetri e rea- SONDA Strumento in bronzo,
nominato per la prima volta dal LEVE PER OSSO Chiamate vec- lizzati in acciaio norico e bronzo, detto specillum, con due estre-
medico greco Ippocrate, in un tis, erano costituite da due parti in due forme diverse: uno a “S” mità di diversa forma (sferica,
trattato sulla fistola anale: “[...] speculari agganciate fra loro. per gli uomini e uno completa- oppure a spatola o a cucchiaio).
facendo sdraiare il paziente sulla Servivano a sollevare le ossa, in mente dritto per le donne. Lo specillum oricularium serviva a
schiena ed esaminando la parte caso di frattura, per riportarle al togliere cerume e corpi estranei
ulcerata dell’intestino mediante lo livello dell’osso sano, oppure per UNCINI Gli hamuli, lunghi tra i dall’orecchio.
speculum rettale [...]”. le estrazioni dentarie. 10 e i 17 centimetri e realizzati in
acciaio norico o bronzo, erano di
FORCIPE DA OSSO Il forceps vari tipi. Quelli a punta smussata
era una rudimentale pinza di venivano utilizzati nelle disse-
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precisione, lunga circa 20 cm, zioni o per sollevare e legare i


forgiata in bronzo o acciaio, con vasi sanguigni, mentre quelli a
i manici lavorati per mantenere punta acuminata servivano a
salda la presa. Veniva usata nei prelevare piccoli pezzi di tessuto
casi di frattura del cranio, per (le tonsille per esempio) o per
recuperare i frammenti d’osso allargare i bordi delle ferite.
che i chirurghi non riuscivano
a prendere con le dita. C’erano VENTOSE Le cucurbitulae erano
anche forcipi addominali e in bronzo, osso o vetro e ave-
ostetrici. vano la forma di una campana,
con una piccola apertura in alto.
TRAPANO DA OSSO Simile a Venivano applicate sulla pelle
un cavatappi, era usato soprat- del paziente, in corrispondenza
tutto sul cranio, per incidere l’os- di un organo malato. Aspirando
SCALPELLO Lo
so e rimuovere più facilmente l’aria dal buco superiore, poi SPECULUM
scalpellus è il più dall’interno parti malate, fram- tappato con della cera, creavano VAGINALE
antico strumento, menti di ossa rotte o oggetti in quel punto specifico un vuo- Realizzato in
usato per tagli e conficcati. Ne esistevano di due to. Gli antichi erano convinti che bronzo, si apriva
incisioni. In selce tipi: il terebrum aveva una punta la conseguente vasocostrizione grazie a un mec-
nella preistoria, acuminata, che si allargava ver- richiamasse sangue verso la cu- canismo a vite. È
poi in ferro, dal so l’alto; il modiolus una punta te, decongestionando l’organo. nominato per la
300 a.C. fu in “a trivella”, usata per lesioni di Le ventose più grandi venivano prima volta nel
bronzo con lama piccole dimensioni. usate per la schiena o le cosce, le II secolo d.C., dal
in acciaio della medico Sorano
Norica (Austria).
più piccole sulle braccia. di Efeso.
Dal XV secolo si CATETERI I chirurghi d’epoca
chiamò bisturi. classica utilizzavano la fistola FLEBOTOMO Lo scalpellum ad
aenea per far uscire l’urina quan- mittendum sanguinem era il pic-
do il dotto urinario era bloccato colo coltello con lama a doppio
o per sondare la vescica alla taglio, che serviva per praticare
ricerca di calcoli. Erano tubicini i salassi.

44
AA/MONDADORI PORTFOLIO (2)
Andare dal macellaio
per rimediare a una
cataratta o dal barbiere
per un salasso era
un’esperienza comune.
Da fare senza anestesia
Scannati. Facciamo un salto nel V se-
colo d.C.: con il crollo dell’Impero roma-
no, la teoria medica si andò via via sepa-
rando dalla pratica chirurgica. Si creò co-
sì una divisione netta, che avrebbe co-
minciato a ricomporsi solo dalla seconda
In sala operatoria Sopra, un medico interviene su una fistola addominale, in un’illustrazione
del XIV secolo. Sotto, sterilizzazione degli strumenti chirurgici in un manoscritto del XIII secolo.
metà del XVIII secolo, tra i physici, cioè i
medici dotti che sulla medicina filosofeg-
giavano, e il chirurgo, che sporcandosi le
mani era considerato un semplice mano-
vale, a servizio nelle corti e nelle curie.
E i bisognosi? Al volgere dell’anno Mil-
le potevano rivolgersi ai monaci barbi-
tonsores: leggendo e copiando gli antichi
trattati di medicina, questi religiosi ave-
vano infatti imparato a usare le forbici
per tagli diversi dal solito barba e capelli.
«Ma nel 1131, il Concilio di Reims vietò
ai chierici ogni pratica di tal fatta», spie-
ga ancora Cosmacini. «L’impedimento fa-
vorì il rinascere della chirurgia in un con-
testo diverso da quello cristiano e facilitò
l’emergere di figure di curanti alternati- chi di esperienza sul campo. Ma questo In questi casi, però, la cultura medica
vi, meno qualificati, che praticavano una curriculum, ne siamo sicuri, non avreb- non c’entrava: i loro metodi erano mol-
specie di chirurgia popolare». be convinto mai vostro nonno a seguir- to simili a quelli dei predecessori d’epo-
Ecco allora, presi in prestito dal mon- vi da un macellaio per farsi togliere la ca- ca classica. E in più il salasso, insieme
do artigiano, i norcini, impratichiti dal taratta da sveglio, con uno spesso ago a periodici clisteri, andava così di moda
lavoro sugli animali, e i barbieri, mem- infilato dritto nell’occhio. E neppure lo da essere prescritto, ancora nel Seicento,
bri, dal XV secolo, della corporazione dei avrebbe spinto a rivolgersi a un barbie- persino al re di Francia Luigi XIV dalla
chirurghi-barbieri. Privi di cultura medica re per un bel salasso con una decina di sua prestigiosa équipe di medici e chirur-
e ignoranti di anatomia, erano però ric- sanguisughe. ghi. Peraltro con risultati disastrosi: ridot-

Ostetricia nell’antica Roma

L a rivoluzione nella medi-


cina femminile dell’an-
tica Roma ha il volto di un
to era abbastanza frequente,
ma nessuno se ne preoccupò
finché Sorano non decise di
tumori all’utero, dalla dieta
da seguire in gravidanza alle
diverse posizioni del feto e ai
zione del forcipe ostetrico,
una grande pinza usata per
estrarre il feto, quando mo-
medico: Sorano di Efeso (II intervenire. Come? Scriven- modi per partorire, fino alle riva prima di venire alla luce.
secolo d.C.). All’epoca in cui do un trattato in 4 libri, il De pratiche abortive in caso di Descrisse inoltre la “poltrona
si trasferì da Alessandria d’E- morbis mulierum. rischio per la madre, cercò di ostetrica”, una specie di sedia
gitto all’Urbe, le donne non Manuale. Si tratta del primo dare basi scientifico-tecniche dotata di maniglie, con un
godevano di grande consi- testo completo sulle ma- a temi trattati all’epoca sol- ampio foro sulla seduta attra-
derazione, neppure durante lattie delle donne. Dal ciclo tanto in modo empirico. verso cui il neonato passava
la gravidanza: morire di par- mestruale, allo studio dei A Sorano si deve l’introdu- quando veniva partorito.

45
GETTY IMAGES (3)

Guerra al dolore
Uno dei primi utilizzi
dell’etere come anestetico,
in un’immagine del 1846.

“Danish girl”, una tragedia transgender

V oleva diventare una


donna al 100 per
cento e questo le fu fata-
di Einar Magnus Andreas
Wegener. Si affermò
in giovane età come
mozione di testicoli, pe-
ne e scroto e l’impianto
di un ovaio), eseguiti alla
le. Donna ufficialmente discreto ritrattista e con- Clinica municipale delle
lo era diventata solo volò a nozze nel 1904 Donne di Dresda.
all’età di 28 anni, nel con una collega. Ma In seguito Lili – spinta
1930, dopo una serie di nulla poteva distrarre probabilmente dal de-
pionieristiche operazioni l’artista da un pensiero siderio di dare un figlio
di cambio sesso. La fisso: essere nato donna al suo nuovo compagno
vicenda di Lili Elbe in un corpo sbagliato. Il – accettò di sottoporsi
(a sinistra), la prima don- primo passo fu ricorrere all’impianto di un utero.
na transgender, è stata al travestitismo, pratica Lili morì il 13 settembre
recentemente raccon- allora “curata” anche 1931, tre mesi dopo
tata dal film The Danish con l’internamento in l’intervento chirurgico.
Girl, premiato quest’an- manicomio. A ucciderla fu un arre-
no da un Oscar. Lili era Donna vera. La transizio- sto cardiaco, avvenuto
nata (maschio) il 28 ne verso il nuovo sesso durante la crisi di rigetto
dicembre 1882 a Vejle passò per una serie di di quell’organo tanto
(Danimarca) con il nome interventi (prima la ri- desiderato. (a. r.)
Christiaan Barnard: il pioniere superstar dei trapianti cardiaci

P er il primo trapianto di
cuore non ci fu bisogno
“solo” di una mano ferma e di
viva. Abilità e “coraggio” si
unirono insieme per la prima
volta attorno al bisturi del chi-
fu ricoverata una donna in
coma irreversibile dopo un
incidente d’auto. Dopo solo 5
diede il via a una valanga di
trapianti.
Ma se i problemi tecnici ed
una preparazione impeccabi- rurgo sudafricano Christiaan ore di sala operatoria il cuore etici sembravano risolti, non
le. Serviva uno spirito libero Barnard (1922-2001), che do- della donna era stato trapian- era superato quello delle
da vincoli etici, pronto a spin- po l’impresa passò alla Storia tato su un uomo di mezza crisi di rigetto. Solo nel 1971
gersi oltre il limite. Per poter come “il mago dei trapianti”. età con una situazione clinica Jean-François Borel, ricerca-
espiantare un cuore su un Nulla è impossibile. L’oppor- disperata. Il primo trapianto tore della Sandoz a Basilea
altro corpo bisognava infatti tunità per Barnard si presentò di cuore fu presentato dalla (Svizzera), scoprì la ciclospo-
che l’organo battesse ancora, la notte fra il 2 e il 3 dicembre stampa come un trionfo della rina, farmaco anti-rigetto che
quindi che fosse prelevato da 1967, quando nell’ospedale medicina (anche se l’uomo aumenta la sopravvivenza dei
una persona tecnicamente di Città del Capo (Sudafrica), morì 18 giorni dopo). Questo trapiantati. (a. r.)

Re di cuori
Barnard con la sua
équipe spiega,
durante una
conferenza stampa
nel 1967, come ha
eseguito il trapianto.

Dolore e infezioni, acerrimi nemici dei chirurghi, furono sconfitti a partire


da metà Ottocento grazie all’anestesia e alle scoperte di Pasteur e Koch
to al lumicino, afflitto da colite ed emor- ro e mandragora, legata davanti alla boc- il frac con cui erano usciti di casa, comin-
roidi, nel 1686 il sovrano subì per 14 vol- ca del paziente, si sostituirono i gas. L’e- ciarono a mettere il camice bianco. Altri
te le dolorose cure del cauterio, con cui i tere, il protossido di azoto (il cosiddetto iniziarono finalmente a calzare i guan-
chirurghi tentarono di chiudergli una fi- gas esilarante) e il cloroformio furono te- ti di gomma (1894), le cuffie per coprire
stola all’ano, tagliata infine con le cesoie. stati sui pazienti, non senza vittime, negli i capelli e le mascherine di garza (1896).
Eppure, in mezzo a questi e altri mal- anni Quaranta dell’Ottocento, aprendo la Abbandonati i letti operatori improv-
destri tentativi, la chirurgia aveva fatto strada alla moderna anestesia. Vent’an- visati, gli anfiteatri anatomici delle uni-
piccoli passi avanti: negli strumenti, nel- ni dopo toccò alla disinfezione, compli- versità, gli interventi a casa del pazien-
le tecniche chirurgiche e nelle conoscen- ci le scoperte di Louis Pasteur e Robert te, i “manovali del bisturi” si riscattaro-
ze anatomiche. Fino alla battaglia più im- Koch sui microbi e sui batteri portatori no finalmente dal ruolo di macellai e car-
portante. Quella contro i due più acerrimi di malattie. nefici diventando brillanti protagonisti
nemici del chirurgo: dolore e infezioni. Dagli impacchi antigermi a base di aci- della medicina. Sempre più specializza-
Evviva l’anEstEsia! Ai mix di sedati- do fenico, al vapore usato come agen- ti e sempre più moderni, tranne che nel-
vi e analgesici naturali, al blando stran- te sterilizzante, la rivoluzione antisetti- le loro regole morali, ancora oggi ispira-
golamento praticato dagli Assiri e alla, a ca passò anche dall’armadietto dei chi- te a un testo, il Giuramento di Ippocrate,
volte letale, spongia somnifera imbevu- rurghi: quelli che, sul finire dell’Ottocen- che risale a quasi 2.500 anni fa. •
ta di oppio, giusquiamo, cicuta, papave- to, operavano indossando la redingote o Maria Leonarda Leone

47
PRIMO PIANO

Mozart, Michelangelo, Hitler, Dante: tutti soffrivano


di patologie che in alcuni casi furono un impulso
per la loro arte o uno dei moventi delle loro scelte

I MALANNI
DEI GRANDI A cura di Anita Rubini

Jean-Paul Marat DERMATITE

R iverso nella vasca da bagno,


con una coltellata al petto, e
in mano una lettera che gli era
Si dice che passasse le sue gior-
nate immerso nell’acqua tiepida
per alleviare i dolori della malattia
stata portata dalla sua assassina. della pelle di cui soffrì per tutta
Così l’artista Jacques-Louis Da- la vita. Ad affliggerlo, emicranie,
vid raffigurò la morte di Jean-Paul febbre e un continuo prurito alla
Marat (1743-1793), giornalista e pelle. Forse i sintomi del linfoma
protagonista della Rivoluzione di Hodgkin o forse di una cirrosi
francese, assassinato da Charlotte biliare. La stanza da bagno diven-
Corday il 13 luglio 1793. tò lo studio di Marat, dove il poli-
In ammollo. Il quadro che ritrae tico leggeva e scriveva gli articoli
MONDADORI PORTFOLIO

la scena (sopra) è un’icona della infuocati che agitavano i francesi.


Rivoluzione francese. Ma che cosa E dopo la sua morte la tinozza
ci faceva Marat dentro alla vasca? divenne oggetto di culto laico.

48
Wolfgang A. Mozart FEBBRE MILIARE
GETTY IMAGES (2)

N el settembre del
1791 Wolfgang
Amadeus Mozart
chiamato “Liquore
di van Swieten”, che
Wolfgang assume-
si confidò con la va in abbondanza:
moglie Constanze: agendo sui reni già
qualcuno lo stava compromessi da
avvelenando (a una malformazione
sinistra, i suoi ultimi congenita (rene po-
giorni di vita in un licistico) e da un’in-
quadro dell’800). fezione cronica, il
Quando dopo tre mercurio avrebbe
mesi il compositore provocato un’insuf-
spirò, i sospetti cad- ficienza renale.
dero sul musicista Influenzato. Il
Antonio Salieri, suo certificato di morte
rivale. O, secondo parlava di “febbre
un’altra versione, miliare infiam-
sulla massoneria. matoria”, ma un’
Più plausibile è che altra ipotesi è che
fosse stata un’in- a uccidere Mozart
tossicazione (non (a 35 anni) sia stata
dolosa) da cloruro un’epidemia di
mercurico (un su- influenza che aveva
blimato corrosivo), colpito in quel
alla base di un rico- periodo la città di
stituente alla moda, Vienna.

Fëdor Dostoevskij EPILESSIA

Il primo attacco convulsivo


colpì lo scrittore russo (a de-
stra) nel luglio del 1847, all’età
scoperta solo negli Anni ’50
del ’900. Gli attacchi sono se-
guiti da depressione, allucina-
di 26 anni: era stato preceduto zioni, comportamenti bizzarri,
da stranezze nel comporta- ma anche vuoti di memoria.
mento e fu seguito da perdita Ispirato dai malanni. Seppure
di coscienza. Gli attacchi si sus- angosciato per il suo stato di
seguirono ogni tre settimane. salute, ma soprattutto per l’e-
E quando si manifestavano di venienza di essere ricoverato
giorno erano preannunciati in un ospedale psichiatrico,
da quella che, da allora, gli Dostoevskij sfruttò dunque
psichiatri chiamano “aura di la malattia come fonte di
Dostoevskij” anche definita ispirazione per i suoi romanzi
“sensazione di beatitudine o e racconti. Lo scrittore era
estasi” fino a “esperienza diret- anche affetto da tuber-
ta di Dio”. Lo scrittore ha intro- colosi polmonare
dotto quelle manifestazioni che gli procurava
premonitrici nei suoi romanzi ripetute e violente
attraverso due personaggi, il emottisi (perdita
principe Kirillov nei Demoni di sangue dalla
e Myskin nell’Idiota. Queste bocca). La morte
auree estatiche sono tipiche lo colse nel 1881
dell’epilessia temporale, la dopo cinque
varietà associata a lesioni del di questi
lobo temporale del cervello, episodi.
LEEMAGE/MONDADORI PORTFOLIO

Enrico VIII TRAUMA CRANICO

G ennaio 1536. Enrico VIII (sopra,


visto in un quadro dell’800) ca-
de da cavallo a Greenwich, duran-
pitare la seconda moglie Anna Bo-
lena e nel 1542 spedì sul patibolo
la quinta, Catherine Howard.
te un torneo cavalleresco: per due Débâcle totale. Il trauma cranico
ore non dà segni di vita, ma poi riportato, secondo recenti rico-
si riprende e l’incidente sembra struzioni, avrebbe infatti avuto
non avere conseguenze. In realtà, pesanti ripercussioni neurologi-
secondo alcuni studiosi americani, che, che si sarebbero manifestate
la caduta fu uno spartiacque nella con scatti d’ira e impulsi violenti
vita del re inglese (1491-1547), irrefrenabili, oltre che con vuoti di
che quattro mesi dopo fece deca- memoria e persino impotenza.
Frédéric Chopin TISI

I l primo medico
disse che morirò,
il secondo che forse
sua sopravvivenza,
lo curarono con sa-
lassi, sanguisughe,
morirei, il terzo che cerotti vescicatori
ero già morto”. A sul torace. Finché i
uscire con questa due amanti furono
diagnosi da tre cacciati dall’isola, il
studi medici era 12 febbraio 1839,
Frédéric Chopin per prevenire il
(a lato). Nell’inverno contagio.
del 1838, mentre Allucinato. Chopin
si trova in vacanza soffrì a lungo anche
a Palma di Majorca di “allucinazioni
con la compagna uditive”: diceva di
Aurore Dupin (in sentire l’eco delle
arte George Sand), campane che suo-
la tubercolosi navano a morte per
polmonare di cui il suo funerale (fu
soffriva si manifestò allora che compose
con un’abbondante la sonata di cui fa
pedita di sangue parte la Marcia
dalla bocca. I me- funebre). Morì a 39
dici, che non scom- anni, il 17 ottobre
mettevano sulla 1849.

Johann Sebastian Bach


LEEMAGE/MONDADORI PORTFOLIO

morì per un ictus a 65


anni nel 1750. Soffriva
di ipertensione

Adolf Hitler ENCEFALITE

GETTY IMAGES
U na caratteristica di Adolf
Hitler (a destra) era la
ripetitività ossessiva di frasi e
“neurosi di guerra” quando,
colpito dai gas asfissianti
mentre combatteva sul
concetti, che si manifestò fin fronte della Prima guerra
dai primi discorsi in pubblico: mondiale, aveva creduto di
secondo alcuni psichiatri era perdere la vista e la parola
il risultato di un’encefalite (“cecità e mutismo isteri-
virale di cui il futuro dittatore co” dicono i documen-
(1889-1945) aveva sofferto ti). E poi disturbi ga-
in gioventù e dalla quale strointestinali, insonnia
sarebbe derivato forse il par- notturna (che diede agli
kinsonismo che lo colpì negli Alleati sei ore di vantaggio
ultimi anni della vita. Quan- prima che Hitler fosse av-
do il Führer, che aveva ipno- vertito dello sbarco in Nor-
tizzato le folle, si trasformò mandia) e criptorchidismo
in breve tempo in un vecchio (la ritenzione di un testicolo).
curvo, con le mani tremanti e A posteriori, gli psichiatri gli
lo sguardo spento. diagnosticarono anche una
Disturbi vari. Nella sua car- sindrome paranoide, che si
tella clinica d’altronde erano sarebbe acutizzata dopo i
passate diverse patologie: la rovesci politici e militari.
Michelangelo Buonarroti OSTEOARTRITE
VIP E MALATI
M

DE AGOSTINI/GETTY IMAGES
ichelangelo cui Michelangelo
Buonarroti (1475- (a destra, in un ritratto
1564) ha convissuto del ’600) lamentava ERASMO DA ROTTERDAM
per un quarto di secolo difficoltà nello scrivere. Fu curato dal medico più
con una dolorosa Niente gotta. All’ori- celebre del suo tempo, Pa-
osteoartrite degenera- gine della degenera- racelso, per una patologia
tiva. Dalla quale però zione delle cartilagini ai reni con un preparato al
non si fece piegare, sarebbe stata proprio mercurio (assai tossico per
lavorando fino alla la mole di lavoro ma- l’apparato urinario). Per i
fine dei suoi giorni alla nuale come scultore, disturbi al fegato di Erasmo
Pietà Rondanini no- che implicava un uso (1466 ca-1536) invece “non
nostante le difficoltà massiccio di martello e c’era bisogno di farmaci”, se-
nel maneggiare gli scalpello. Niente gotta, condo lo stesso Paracelso.
utensili. A svelarlo, un invece, a giudicare dal-
team di studiosi che ha le mani nei suoi ritratti, SAN FRANCESCO D’ASSISI
analizzato tre ritratti che non mostrano i Soffrì di malaria e forse
dell’artista, in un’età tra segni della patologia di tubercolosi, nonché di
i 60 e i 65 anni, insieme in passato attribuita al problemi a fegato, stomaco
alla corrispondenza in Buonarroti. e milza. Non solo. Il santo
(1182-1226) aveva gravi
problemi agli occhi, per
alcuni storici forse causati
dal cosiddetto “morbo egi-
Per combattere la stanchezza ziano”, endemico nella Valle
del Nilo. Tra il 1219 e il 1220,
Francesco aveva fatto un
lo scrittore francese Honoré lungo ed estenuante viag-
gio proprio in Egitto.
de Balzac abusava di caffè. JAMES JOYCE
Ciò gli provocò una grave Gastrite, colite, diabete,
piorrea alveolare, reuma-
tismo articolare acuto,
cardiopatia che lo uccise delirium tremens, il tutto
aggravato da una dieta
nel 1850, a 51 anni esagerata e da un numero
inconfessabile di sigarette
quotidiane. Ecco la cartella
clinica dello scrittore irlan-
dese James Joyce (1882-
Toulouse-Lautrec FRAGILITÀ OSSEA 1941). A cui vanno aggiunti
una congiuntivite e un glau-
coma che gli costarono 12

A otto anni era talmente le braccia corte e le mani operazioni chirurgiche (nel
grazioso che lo chia- grossolane. Le gambe 1923 gli asportarono tutti
mavano Bébé le Joli o Petit rimasero fragili, infantili e i denti, considerati focolai
Bijou, ma poi tutto cambiò. l’andatura incerta gli rese dell’infezione oculare).
Nel corso dell’infanzia una necessario l’uso del basto-
serie di cadute accidentali ne (a sinistra). GLI ASBURGO
e di fratture alle gambe Stile di vita. Artista in La casata degli Asburgo
svelarono la malattia, mol- ascesa, affittò uno studio oltre ai troni si portava in
to grave, che avrebbe reso nel cuore di Montmartre, eredità occhi sporgenti, pel-
Henri de Toulouse-Lautrec riparo di diseredati e pro- le chiara, capelli biondi, e la
(1864-1901) deforme per stitute, tra bistrot malfama- “scucchia”, il prognatismo
tutta la vita. Secondo gli ti e bordelli. Qui contrasse mandibolare ereditato da
storici si sarebbe trattato la sifilide e si dette all’alcol, ogni membro della dinastia.
di una patologia piuttosto che lo aiutava a mitigare i
rara, l’osteopsatirosi, detta dolori alle gambe sempre CRISTOFORO COLOMBO
anche “fragilità ossea”. Più più intensi. Da lì fu una di- Nei suoi diari il navigatore
recentemente la patologia scesa agli inferi sempre più (1451-1506) spesso si la-
del pittore è stata invece rapida: tra il 1899 e il 1900 mentava della gotta. Per gli
inquadrata come una fu ricoverato in una clinica storici si trattava invece di
picnodisostosi. Il risultato per i continui attacchi di una poliartrite reumatoide,
che potrebbe avergli causa-
BETTMANN/GETTY IMAGES

fu che nel ragazzo testa delirium tremens. La morte


e torso si svilupparono arrivò il 9 settembre 1901, to un’endocardite. La malat-
normalmente, ma le dopo un nuovo e definitivo tia si manifestò con i segni
spalle erano cadenti, attacco di paralisi. di “sfinimento completo” di
cui scriveva Colombo.

52
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

Dante Alighieri NARCOLESSIA

D ante era narcolettico. Lo dice


un nuovo studio che confer­
merebbe una tesi circolata già
nell’800, Cesare Lombroso imputò
all’epilessia.
Zanzara killer. La morte del poe­
qualche anno fa. Le prove sareb­ ta sopraggiunse invece all’età di
bero presenti tra le righe della sua 56 anni, in preda a un accesso di
opera più importante, la Divina malaria nella notte tra il 13 e il 14
Commedia, dove Dante (sopra) di­ settembre 1321 a Ravenna dove
ce di cominciare il viaggio pieno di Dante viveva sotto la protezione
sonno e dove sono presenti con­ di Guido da Polenta. Questi lo
tinui riferimenti alla spossatezza aveva incaricato di una missione
fisica accompagnata da un’impel­ diplomatica presso il doge di Ve­
lente necessità di dormire, spesso nezia: strada facendo Dante
conseguenza di forti emozioni. fu punto da qualche zanzara
Cadute e visioni oniriche che, che gli trasmise la malattia.
PRIMO PIANO

L’OSPEDALE
O
ggi ci pensano il 112 e il servizio

FONDAZIONE IRCCS CA’ GRANDA OSPEDALE MAGGIORE POLICLINICO/G. GIUDICI


sanitario nazionale. Ma sei se- La Ca’ Granda, oggi sede dell’Università Statale
coli fa, in una metropoli rinasci-
mentale come Milano, amma-
larsi e finire al pronto soccorso era tutta
un’altra storia. Non sempre disastrosa co-
me si potrebbe immaginare e a volte sor-
prendente, come dimostrano i documen-
ti antichi conservati negli archivi della Ca’
Granda, una casa comune per i poveri del-
la Milano tardo-quattrocentesca, in prati-
ca un ospedale.
E.R. d’Epoca. Solo i malati acuti e i ca-
si urgenti venivano ricoverati in questa
struttura d’eccellenza, voluta dal duca
Francesco Sforza (v. riquadro nella pagi-
na successiva). I malati cronici e gli invali-
di venivano invece dirottati in altre strut-
DE AGOSTINI/GETTY IMAGES

La “casa” dei milanesi


Uno dei cortili della Ca’ Granda
progettato, come il resto dell’edificio,
dall’architetto Antonio di Pietro
Averulino, detto il Filarete. A sinistra,
ritratto di Francesco Sforza (1401-1466),
committente dell’ospedale.
MODELLO
di Milano, nel ’400 era un luogo di cura all’avanguardia. Funzionava così

55
I medici erano quattro, uno per ogni corsia, e quattro i chirurghi. C’era poi
un esperto in malattie veneree e uno specialista nella cura della tigna
ture minori dove ricevevano un’assistenza Pulizia e comfort. Per prima cosa i pa- confessione. Su questo, Gian Giacomo Gi-
prolungata, una sorta di “lunga degenza”. zienti venivano accuratamente lavati, pet- lino, primo priore dell’Ospedale Maggio-
Ma cosa accadeva, una volta che il ma- tinati, sbarbati e forniti di camicione da re, non transigeva: nessuna cura corpora-
lato varcava la soglia di questo ospedale notte e berretto. I loro vestiti, spesso infe- le veniva prestata se “in ante non receves-
modello? Innanzitutto il chirurgo o il me- stati da parassiti, dopo essere stati ripuliti sero el sacramento de la confessione et con
dico, a seconda della patologia, procede- venivano riposti nelle cassette ai piedi dei epsa fossero reconciliati al Creatore”, scri-
va all’accettazione e a una prima diagnosi. letti, che erano dotati di morbidi materas- veva nel 1508.
Più o meno è quello che accade anche si (v. illustrazione a destra), dono del du- lo staff medico. Nel periodo sforzesco
oggi. Ma per i tempi era una novità, come ca Galeazzo Maria Sforza. Accanto ai letti, l’ospedale contava quattro medici, uno
la presenza regolare dei medici e la visita una nicchia nel muro, con piano ribalta- per ogni corsia, e quattro chirurghi. Il dif-
medica. Negli ospedali medioevali, infat- bile, permetteva di mangiare comodamen- fondersi delle malattie veneree fece ag-
ti, la presenza di personale qualificato era te. Infine, e anche questa era una assolu- giungere il quinto “fisico et chirurgo, peri-
minima e i malati non venivano mai visi- ta novità, ogni due letti c’era una portici- to (esperto, ndr) de simile curatione”, scri-
tati. Erano soltanto ospizi dove i frati si li- na da cui si accedeva ai gabinetti, che era- ve, sempre il Gilino.
mitavano a fornire ai poveri cibo, letto e no quindi separati dalla corsia. Altri tre specialisti erano addetti alla cu-
cure generiche. I medici della Ca’ Granda Quando il malato era diventato presen- ra della tigna (malattia del cuoio capellu-
seguivano invece terapie specifiche, basa- tabile, per prima cosa doveva pensare al- to assai diffusa ai tempi), all’asportazio-
te sulle conoscenze del tempo. la sua anima. Era quindi il momento della ne dei calcoli e dell’ernia. Al mattino tutti
i dottori insieme visitavano i malati nelle
varie corsie. Non mancavano di osserva-
Il cantiere della Ca’ Granda re l’urina, che rifletteva, secondo le teorie
del tempo, gli umori circolanti nel corpo

F rancesco Sforza, duca


di Milano (1401-1466),
chiamò il toscano Anto-
depositi, cucine e ser-
vizi igienici. Nel piano
interrato si trovavano gli
e forniva informazioni sulla salute del pa-
ziente. Le urine gialle o rosse indicavano
una “febbre terzana” (un tipo di malaria),
nio Averulino, noto con impianti di ventilazione urine nere e dense una malattia di fegato,
il nome di Filarete (1400- e le condotte d’acqua,
1469), perché progettas- dirottata dal vicino navi- urine pallide e grigie nei pazienti affetti da
se un moderno ospedale glio. Il 12 aprile 1456 fu dissenteria indicavano che il malato era
per i poveri. L’architetto posta la prima pietra del vicino alla morte. Nel pomeriggio un me-
ideò un complesso non nuovo cantiere. Ma Fran- dico faceva un altro giro di visite e garan-
solo grandioso, ma an- cesco Sforza e il Filarete tiva il turno di assistenza di notte.
che molto funzionale, non videro conclusa la
che rappresentò un loro opera. accuditi e coccolati. Oltre a medici e
modello per tutti gli Incompiuta. Il corpo di chirurghi, altri personaggi si aggiravano
ospedali a venire. Il pro- destra, cioè un terzo del alla Ca’ Granda. Barbieri e sottobarbieri
getto consisteva in due progetto, venne inau- svolgevano una funzione di tutto rispetto.
grandi corpi quadrati, gurato nel 1473. I lavori Si occupavano infatti di chirurgia minore,
uniti da un ampio cortile continuarono nei secoli
centrale in cui si trovava e furono completati ovvero salassi e clisteri, applicazione di
la chiesa. All’interno di soltanto nel 1797. Per sanguisughe. E anche, naturalmente, del-
Archistar ogni quadrato erano tutto questo tempo le la cura di capelli e barbe. Le suore prov-
Autoritratto e firma inscritte due lunghe donazioni sostennero vedevano invece alle urgenze del malato
del Filarete sul portale crociere per le corsie dei l’attività ospedaliera, che e alla distribuzione del cibo. I serventi, in-
centrale della Basilica malati e quattro cortili. I continuò fino alla Secon-
locali infermieristici era- da guerra mondiale. La fine, alla pulizia dei letti e delle crociere.
di San Pietro, a Roma. Strettamente a contatto con i medici era
no al centro dei quadrati, Ca’ Granda divenne infi-
mentre sul perimetro ne, nel Dopoguerra, sede poi lo speziale o “aromatore”, che si occu-
erano distribuiti lavatoi, universitaria. pava delle erbe per i preparati medicinali.
Forse, però, il beniamino dei malati era
il “silcalco”, che passava da un malato
all’altro dispensando buone parole e in-
terrogandoli sul trattamento ricevuto. Il
suo compito era proprio verificare che i
pazienti fossero ben curati, serviti e nutri-
MONDADORI PORTFOLIO

ti. Attenzione però: tutta questa organiz-


zazione di medici e personale non era la
regola negli ospedali dei poveri e Milano
costituiva un’eccezione e un modello di
56
PER LAVARSI
Ogni due letti

IN CORSIA ARMADIETTO E TAVOLO


Ogni paziente dispo-
c’erano brocche e
bacili per la pulizia

ALL’OSPEDALE
neva di mezzo arma- personale. Un vero
dietto. Inoltre l’anta lusso per l’epoca.

MAGGIORE
dell’armadio serviva
come tavolino.

Nella Ca’ Granda, nel XV


secolo, erano usati standard
igienici avanzati. Che però oggi
farebbero storcere il naso.
GIORGIO ALBERTINI

TOILETTE PER DUE LETTO PULITO


Era presente un Il ricoverato si
bagno ogni 2 poteva portare
letti. La tubatura un proprio telo da FELINI DA CORSIA
raccoglieva l’acqua mettere sopra il Per dare la caccia
piovana e ventila- materasso. ai topi venivano
va l’aria. fatti circolare gatti.

eccellenza, ammirato in Italia e all’estero. lana, che erano “lorde e sporche”. Nel 1710 to ammorba e nuoce ai sani”. Sembra un
Un modello che in seguito entrò in crisi. si proibì di tenere le galline in corsia. Nel grido di allarme generalizzato. Ma non si
Galline tra i letti. Con il passare dei se- 1745 si prescrisse al lavandaio di tenere deve pensare che altri ospedali navigasse-
coli, man mano che aumentavano i degen- separate le lenzuola di scabbiosi, scorbu- ro in acque migliori: questi problemi era-
ti, le condizioni igienico-sanitarie peggio- tici e tisici. Nel 1779 si raccomandò mag- no comuni a tutti.
rarono. A leggere i registri ospedalieri si giore pulizia tra i letti. risse in reparto. Anche il comporta-
nota infatti un preoccupante crescendo di Anche i modernissimi bagni progettati mento dei malati lasciava spesso a desi-
problemi. Nel Seicento e Settecento i ma- dal Filarete ora perdevano colpi ed emana- derare: a metà del ’600 il priore dell’epo-
lati erano spesso in due per letto. Nel 1683 vano un “lezzo e fetor tale che oltre ai dolo- ca tuonava che non sarebbe stata tollera-
si provvide a uno “spurgo” delle coperte di ri di testa che producono ai malati, cotan- ta alcuna “biastema o parola dishonesta,

La migliore medicina? Un bicchiere di vino!


Nel ricchissimo archivio della Ca’ Granda è conservato un trattato del XV secolo sulla preparazione
di “vini medicinali”, utili per tutti i tipi di malattia. Eccone alcuni.

VINO ALL’ORO VINO FENICOLATO VINO GRANATO VINO MIRABILE VINO


SPENTO Usato soprattutto A base di melograno, Utile contro la malin- ROSMARINATO
Depura il sangue, dagli anziani quando contro colera e febbri conia, le malattie del Per febbre, cancro e
guarisce gli epilettici, hanno una diminu- pestilenziali. Aiuta fegato e gli attacchi tisi; aiuta l’appetito e
e conforta i lebbrosi. zione della vista. braccia e gambe. di collera. il concepimento.

57
Indulgenza
plenaria
I milanesi, popolani
e nobili, arrivano
alla Ca’ Granda il 25

FOTOTECA GILARDI
marzo per la Festa
del Perdono.

Nell’ospedale della Ca’ Granda c’era un’elevata richiesta di vipere, insieme


a scorpioni e polvere di crani umani: servivano per preparare i medicinali
né giuochi da dadi, o sia carte”. I reparti “alli soldati Alemanni”, ignaro che fosse- mava molte, oltre a scorpioni e polvere di
diventavano spesso bische. E nel 1676 si ro portatori del flagello. Fu ricoverato al- crani umani. La vipera era impiegata, in-
dovette intervenire di nuovo per proibire la Ca’ Granda con una febbre fortissima e sieme all’oppio e ad altre decine di ingre-
di “toccar rissa” e di portare armi all’inter- intorno a lui i ricoverati cominciarono a dienti, nella composizione della “teriaca”,
no dell’ospedale. Insomma, un ambien- morire come mosche. Quando anche lui un toccasana per tutti i mali, dal vaiolo al-
tino non facile, per non dire pericoloso, spirò, il suo letto, con tutti i suoi averi, fu la peste, al morso dei serpenti. Venezia ne
sicuramente specchio dei tempi. Del re- bruciato. Ma ormai il contagio si era dif- era grande produttrice e forse la Serenissi-
sto, erano tempi bui, funestati dalla peste fuso in città. ma riforniva anche la Ca’ Granda. Di suo,
“manzoniana”. VIpere per guarIre. Contro i morbi più l’ospedale preparava i “trocisci” di vipera,
Il prImo appestato. Le erbe mediche, diffusi non si usavano soltanto erbe me- una compressa composta appunto da par-
molto utilizzate, non furono sufficienti a diche, più o meno efficaci. Nell’archivio ti di rettile bollito, unito a eccipienti, fat-
salvare il primo appestato, Antonio Lova- dell’ospedale è conservata una cassetta in to seccare e conservato in vasi. Venivano
to. Era il 1630 e la malattia era ormai al- legno e vetro del XVII secolo, che custodi- cucinati anche saporiti brodi di vipera, nu-
le porte di Milano. Il poveretto comprò va vipere vive. Servivano per preparare ri- trienti e, pare, afrodisiaci.
(o più probabilmente rubò) molti vestiti medi miracolosi. La Ca’ Granda ne consu- FIlm horror. Certo, il rischio per i ma-
lati era di trasformarsi in cavie. Nell’esta-
Il testamento più originale te del 1784 Giovan Battista Palletta, medi-
co e chirurgo che godeva di grande repu-
tazione, fece ingerire a una donna mala-

C ome tutti gli ospedali


antichi (e molti di
quelli moderni), anche la
testamento. Ma come?
Era sordo, muto e anal-
fabeta. Allora gli venne
Il Riva tracciò una decina
di schizzi dei vari eredi
con la somma che deside-
ta probabilmente di cancro 120 lucertole
grosse, ancora vive. Seguiva la teoria di
un certo dottor Flores, praticata in Gua-
Ca’ Granda aveva bisogno un’idea: indicare le sue rava donare. Alla moglie
di donazioni per mante- ultime volontà con dei Laura restituì la dote, ag- temala. La sventurata, ovviamente, morì.
nersi. Tra i testamenti dei disegni. Ma un testamen- giungendo anche 4mila “Se riuscirono infruttuose le lucertole con-
benefattori conservati to a “vignette” non si era lire, a 6 fanciulle povere tro i cancheri”, scrisse l’illustre Palletta,
nell’archivio dell’ospedale mai visto e occorreva un lasciò una dote di 100 lire “mi è paruto invece che questi rettili ab-
meneghino ce n’è uno permesso speciale. a testa. Dispose lasciti vari
biano di molto contribuito alla guarigione
particolare. Il pittore Luca A fumetti. Grazie all’in- a monasteri, chiese e alla
Riva (1591-1624) a 33 an- teressamento di qualche Ca’ Granda, la maggiore di alcune ulcere scrofolose”. Bastava pre-
ni si ammalò gravemente potente, arrivò l’autoriz- beneficiaria. Il testamento parare un olio, anche nella cucina di casa,
di “febbre maligna”. Ren- zazione di Filippo IV d’Au- venne compilato il 9 set- farvi cuocere qualche ramarro o lucertola
dendosi conto di essere stria, re di Spagna e duca tembre 1624, nella came- fino a farlo sciogliere e poi applicarlo sul-
in fin di vita, decise di fare di Milano. Era fatta. ra da letto dell’ammalato.
le piaghe. Da provare. •
Silvia Büchi

58
ALL’INIZIO DI TUTTO, ti che qualcuno si ammalasse
durante l’impegnativo cammi-
nell’hospitale peregrinorum).
L’intento religioso dei primi

OSPIZI PER PELLEGRINI no verso la Terrasanta, o ver-


so Roma o Santiago de Com-
ospizi, nati dal IV secolo, so-
pravvisse per molti secoli. So-
Gli ospedali sono nati nell’Alto Medioevo come postela. Nelle abbazie nacque lo i progressi della medicina
così l’infirmarium (infermeria) e della chirurgia ne cambiaro-
luoghi di accoglienza per malati e indigenti e un locale per clisteri e salassi e no lo spirito. Non più un rico-
luoghi di ristoro per i pellegrini in viaggio. con un armadietto dei farma- vero per pellegrini, ma un luo-
ci (preparazioni curative che i go di cura per i malati. Dove i

C
ome suggerisce la parola Ostello per i poveri. Ma fu frati ottenevano dalle erbe). Si metodi, almeno nelle intenzio-
stessa gli “ospedali” (dal nell’Alto Medioevo, con il cri- diceva che un convento senza ni, erano più scientifici. Nel XV
latino hospitalia, “ospizi stianesimo, che in Europa co- farmaci era come un castello secolo la Ca’ Granda a Milano e
per i pellegrini”) erano luoghi minciarono a prendere piede le senza armi. Santa Maria della Scala a Siena
per “ospitare”. Nell’antica Ro- prime forme di ospedale. Acco- In questi proto-ospedali natu- (nell’affresco sotto) furono tra i
ma i malati in cerca di rimedi si gliere i bisognosi era infatti un ralmente si curava anche l’ani- primi ospedali laici d’Europa.
recavano del resto nelle taber- dovere per i cristiani e i mona- ma: nella medicina monastica, L’ispirazione caritatevole è co-
nae, locande dove si mangiava, steri divennero grandi luoghi corpo e spirito erano un tutt’u- munque arrivata fino agli Anni
si beveva, si faceva sesso e si d’accoglienza. Vi si ospitava- no. E i pellegrini non erano di- ’60 del ’900 quando alle suore
praticava la medicina. Nell’an- no poveri e pellegrini di ogni visi tra malati e sani ma tra erano ancora affidati reparti e
nesso herbarium si preparava- genere, tra cui anche infermi e poveri e non (i primi nell’ho- formazione delle infermiere. •
no ricette con erbe curative. malati. Non era difficile infat- spitale pauperum e i secondi Federica Ceccherini

PELLEGRINIERE DIRETTORE SANITARIO CHIRURGO CORSIE E REPARTI BACILI E BROCCHE


Probabilmente era In evidenza il rettore, Gio- Meno stimato del medico, Gli ospedali del ’400 era- Bacile in rame e brocca in
un sovrintendente vanni di Francesco Buzzi- il chirurgo incideva e ricu- no organizzati in reparti vetro per l’igiene perso-
generale alle attività chelli. Dietro di lui, alcuni civa con coltelli e aghi e e corsie. E i letti erano nale. Non era presente in
dell’ospedale. studenti tirocinanti. cauterizzava con il fuoco. addossati lungo i muri. tutti gli ospedali.

ALINARI

PRONTO SOCCORSO ARRIVANO I FERITI STRUMENTI DEL MESTIERE CURATORE DI ANIME CANI E GATTI
I malati erano accolti dai Lavato da alcuni frati In una mano il chirurgo Per guarire il corpo biso- Gli amici a quattro zampe
frati e venivano prima infermieri questo uomo tiene una pinza e nell’al- gnava curare anche l’ani- erano presenze abbastan-
lavati poi ricevevano una ferito aspetta di passare tra pillole per combattere ma. Per questo era impor- za fisse negli ospedali:
camicia e un berretto. nelle mani del chirurgo. gli “umori maligni”. tante la confessione. meglio loro dei topi.
PRIMO PIANO

La chirurgia estetica non è un’invenzione dei tempi moderni.

“P
er il bene dell’umanità, bisognerebbe proibire la
chirurgia cosmetica e considerare il lifting un cri-
mine contro l’umanità”. Così un pensatore ame-
ricano poco compiacente commentò le nuove tec-
niche di chirurgia plastica che nel Novecento hanno fatto strage
di nasi, zigomi e labbra. Eppure, fatte le dovute distinzioni, l’arte
del rimodellarsi il corpo è antica quanto l’uomo. O quasi. Il pri-
mo trattato che ne parlò ufficialmente risale al 600 a.C.
Legge deL tagLione. Il manuale in questione era indiano e di-
spensava consigli su come rifare labbra leporine, ma soprattut-
to ricostruire nasi e orecchie. Non a caso: a quei tempi il proble-
ma più urgente per molti era ovviare alle severissime pene previ-
ste dalla legge del taglione che ordinava a cuor leggero l’ampu-
tazione di parti del viso. Orecchio per orecchio, dente per dente.
Il “chirurgo estetico” più famoso dell’India si chiamava Sushru-
ta. Nella sua carriera rifece centinaia di orecchie. Per tutti usò un
metodo che entrò nei manuali di altri Paesi: prelevava un lem-
bo di guancia, lo sterilizzava con acqua calda e farina di riso fer-
mentata e poi lo impiantava nella zona danneggiata usando mie-
le, burro e polvere di argilla cotta. Coprendo il tutto con vari stra-
ti di lino e cotone. A lui si deve quel primo trattato, che influen-
zò il sapere di Ippocrate in Grecia e quello di Galeno a Roma.
Del resto, nell’antichità, richiesta di chirurgia plastica ce n’era.
Specie a Roma: qui i clienti erano i legionari che tornavano in cit-
tà malmessi, ma soprattutto i gladiatori che seminavano nasi nel-
le arene durante i loro combattimenti. La scuola per ricostruirli
SCALA (2)

era sempre quella orientale, e lo rimase per secoli.


Il business sopravvisse anche alla crisi dell’impero. A quel pun-
to però la Chiesa iniziò ad alzare il sopracciglio. «Nel Medioevo
l’atteggiamento delle alte sfere ecclesiastiche verso la pratica chi-
rurgica in generale era negativo e quello verso specialità simili
era di totale chiusura e diffidenza. Anche per questo i chirurghi-
barbieri che vi si dedicavano lo facevano per lo più di nascosto
senza lasciar traccia scritta delle loro tecniche», precisa la stori-
ca Rossella Ghigi nel suo Per piacere (Il Mulino). Perché il muro
del silenzio si rompesse fu necessario attendere un barbiere-chi-
rurgo del ’500: Gaspare Tagliacozzi, bolognese, autore del primo
trattato occidentale di chirurgia “plastica” (1597). Dove espose
la sua rivoluzionaria tecnica di rinoplastica. O come diceva lui,
“l’arte di rifar li nasi”.
Se bella vuoi
apparire...

L’ARTE
Il ritratto di Battista Sforza,
di Piero della Francesca
(1472). A destra, un altro
profilo rinascimentale,
del Pisanello. Per ottenere
una fronte alta e bombata,
ideale di bellezza, si

DI RIFAR
usavano calce e arsenico.
Già gli antichi si facevano “ritoccare”, ma per altre ragioni
Per prima cosa, spiegava, occorreva partire dal braccio. Pren-
dere un lembo di pelle incisa, trattarla adeguatamente e cucir-
la sul naso mancante. Il paziente si trovava così per alcune deci-
ne di giorni il braccio incollato al volto. Solo dopo la cicatrizza-
zione era possibile tagliare il quarto lato del lembo e rimodellare
definitivamente il naso.
L’arte del ritocco si diffuse a macchia d’olio. A richiedere l’in-
tervento erano cavalieri sfigurati in battaglia o nei tornei, ma so-
prattutto uomini sifilitici. La malattia deturpa il naso e rifarselo
era un modo per tener nascosto ai più il segno indelebile del pro-
prio “peccatuccio” e la malattia stessa.
Al femminile. E le donne? Anche per loro c’erano trucchetti
per non restare come mamma le aveva fatte. «Nell’Ottocento la
chirurgia occidentale iniziò a sperimentare tecniche di ingrandi-
mento del seno attraverso l’inserimento di grasso autologo (cioè
ricavato da altri punti del corpo della paziente)», precisa Rossel-
la Ghigi. Prima di allora però i metodi erano rocamboleschi. Un
medico romano, Quinto Sereno Sammonico (III secolo), consi-
gliava di strofinarsi il petto con foglie di edera. Ma non disde-
gnava nemmeno bagni nel succo di fragole e lamponi, estratti
di placenta, iris, melissa rosa, mirto, oliva e mandorla. Nel Me-
dioevo invece l’alchimilla (una pianta) e l’argilla erano ritenu-
te capaci di restituire bellezza ai seni avvizziti. Mentre il midol-
lo della zampa di montone e la coratella di lepre saranno usati
pochi anni dopo, nel Rinascimento, dalle dame che volevano ri-
durre il volume del loro petto. In quegli stessi anni nei salotti e
nelle corti si diffuse la moda della fronte alta e bombata. Come
ottenerla? I manuali consigliavano di applicare sul cuoio capel-
luto calce viva e solfuro naturale di arsenico, in modo da otte-
nere l’attaccatura voluta.
Ancora non si conoscevano le magie del vero lifting. Il pri-
mo risale infatti al 1906, anno in cui il medico americano Erich
Lexer “tirò” la pelle del viso a un’attrice: si giustificò dicendo
che la donna da tempo la tirava già con l’aiuto dei cerotti, men-
tre dormiva. Il secolo della chirurgia estetica era cominciato e
una nuova morale, più libera e individualista, prendeva il po-
sto di quella vittoriana e bacchettona. Ai chirurghi plastici, ol-
tre agli interventi ricostruttivi per malattie e traumi, si aprivano
sconfinati territori di conquista. •
Giuliana Rotondi

LO NASO 61
PRIMO PIANO

Assistenza secolare
Una crocerossina americana
da un manifesto della
Prima guerra mondiale.
L’organizzazione internazionale
nacque in Francia nel 1863.

DOTTORI
La medicina ha fatto passi da
gigante sui campi di battaglia,
dal medicus dei Romani
alla Croce Rossa, passando
per i chirurghi delle armate
napoleoniche e quelli
della Grande guerra

62
L
a battaglia si è conclusa da po- Fin dall’antichità, guerrieri e soldati Pioniere. È il caso dei risultati delle ope-
co: sul campo restano il sangue, hanno potuto contare sulla presenza di razioni di Ambroise Paré. Il chirurgo, al
i morti e i feriti che gemono in- medici sul campo. Legionari colpiti da gia- seguito delle truppe francesi, si era gua-
vocando aiuto. Un medico, af- vellotti o feriti dalle spade, fanti col cra- dagnato una certa fama durante l’assedio
fiancato da un paio di assistenti, li soccor- nio fracassato da mazze ferrate, cavalieri di Boulogne (1544), nella guerra contro gli
re come può: a uno è costretto ad ampu- schiacciati dai cavalli, gambe maciullate inglesi di Enrico VIII, estraendo con una
tare un braccio, a un altro fascia la gamba, da palle di archibugio, corpi trafitti da ala- tenaglia da fabbro la punta di una lancia
colpita superficialmente, un terzo spira fra barde: fino al XX secolo, la guerra è stata conficcata nell’orbita oculare del nobile
le sua mani. L’antica Roma, le crociate, le anche un inquietante “laboratorio scien- Francesco di Lorena. Anche se la sua spe-
guerre napoleoniche: la scena potrebbe tifico” per i grandi chirurghi del passa- cialità erano le ferite da archibugio e da
ripetersi, simile a se stessa, in ogni guer- to. L’idea può non piacere ma, per quanto “altri bastoni da fuoco”, fu in occasione
ra e in ogni epoca. Perché, proprio come non esista niente di peggio, gli scontri ar- di un’amputazione, una gamba tagliata a
la morte e i feriti, anche la medicina è da mati hanno avuto un pregio: hanno acce- uno dei cavalieri francesi assediati a Metz
sempre strettamente connessa alla sto- lerato scoperte mediche e scientifiche uti- (1552) dalle truppe dell’imperatore Carlo

CAMPO
ria bellica. li poi anche nella cura dei civili. V, che fece una grande scoperta.

IN

GETTY IMAGES (2)

Primo soccorso
Militari dei reparti sanitari
soccorrono un tedesco ferito
sul fronte orientale nella
Prima guerra mondiale.

63
Unità mobile
Il medico francese
Dominique-Jean
Larrey (1766-1842)
presta soccorso con
la sua unità mobile
durante le campagne
napoleoniche.
MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN

I progressi della sanità militare ne anticiparono alcuni della medicina civile.


Tra i conflitti più “innovativi”, quelli napoleonici e la Guerra di Secessione
Credendolo spacciato, volle evitare al fe- Il taglio degli arti era del resto frequen- diede il via a studi più approfonditi per la
rito un’ulteriore agonia: non cauterizzò il tissimo negli ospedali militari, tanto che cura del cosiddetto “disturbo post-trauma-
moncone con ferri roventi o, come si usa- l’incredibile numero di questi interven- tico da stress”, la sindrome shell shock che
va allora, con olio di sambuco bollente. Si ti durante la Grande guerra (1914-1918) nel primo conflitto mondiale aveva abban-
limitò a legare i vasi sanguigni, come fa- spinse i medici ad applicarsi nel campo donato a se stessi tanti “scemi di guerra”.
ceva per fermare le emorragie. Con sua della chirurgia plastica e delle protesi per Guerra ai Germi. Un altro male invisibile
meraviglia, il militare sopravvisse e Paré i mutilati (450mila soltanto tra gli italia- serpeggiava pericolosissimo tra le brandi-
cominciò ad applicare con successo quel ni). E dopo aver provveduto alle peggio- ne degli ospedali militari: i batteri. Dietro
metodo (poi usato da tutti i suoi colleghi) ri ferite del corpo, i medici cominciaro- le trincee, le infezioni dei tessuti più pro-
ai margini del campo di battaglia, subito no a porre attenzione anche a quelle della fondi, là dove i comuni antisettici non ri-
dopo le amputazioni. mente: la guerra in Vietnam (1960-1975) uscivano ad avere la meglio contro il bru-

Le armi
MONDADORI PORTFOLIO/BRIDGEMAN

del medico

1167
Un’epidemia di colera (o
La cassetta di
un medico della
guerra civile
americana (1865):
forse di peste) costrinse in quel conflitto
l’esercito di Federico Barba- debuttarono molte
rossa a ritirarsi dall’Italia. innovazioni della
L’imperatore dovette inter-
medicina militare.
rompere la sua conquista
della Penisola.

64
1270
La crociata di Luigi IX “il
Santo”, re di Francia, fu
interrotta sul nascere dalla
peste che colpì l’esercito
sbarcato a Tunisi e
che uccise anche
il sovrano.

Pionieri dell’emergenza
Sopra, il dettaglio della Colonna Traiana in
cui si vede, indicato dalla freccia, un capsarius
che cura un legionario. A destra, il pioniere
Ambroise Paré (1510-1590) al lavoro.

licare dei germi e della sporcizia, faceva-


no più morti delle bombe. E proprio da un
biologo che aveva militato come ufficiale
nei Royal Army Medical Corps dell’eserci-
to inglese, Alexander Fleming, arrivò l’in-
put che avrebbe spianato la strada della
lotta alle infezioni: la scoperta, nel 1928,
della penicillina.

LEEMAGE
Oltre alle ferite, anche le precarie condi-
zioni igieniche e la mancanza di cibo, so-
prattutto ma non solo in epoca medioe-
vale, favorivano terribili epidemie. Sug- fezioni o dissanguamento. Fu grazie a Ja- ne dell’imperatore Augusto, dal chirurgo
gerimenti medici come quello di seppelli- mes Lind, un medico di bordo della mari- Antonio Musa. Tecnologia a parte, queste
re i cadaveri invece che abbandonarli sui na inglese, che questa piaga venne debel- strutture non erano tanto diverse dai mo-
campi di battaglia servirono, ma non sem- lata nel 1747: la soluzione era semplice, derni Mash, acronimo di Mobile army sur-
pre bastarono a frenare la diffusione tra gli un rimedio a base di succo di limone. Ep- gical hospital, gli ospedali militari da cam-
eserciti di peste e colera. pure nessuna scoperta e nessun medico po con posti letto, camere per le operazio-
A bordo. Per mare le cose non andavano sarebbe stato davvero utile in battaglia se ni chirurgiche, servizi di radiologia e di te-
meglio: sulle navi (da guerra e non solo) non fosse stato per l’organizzazione che rapia intensiva, allestiti per la prima volta
era facilissimo ammalarsi di scorbuto, una gli antichi Romani diedero agli interventi durante la guerra combattuta dagli statu-
malattia dovuta alla carenza di vitamina sanitari in tempo di guerra. nitensi in Corea (1950-1953).
C. Non potendo mangiare frutta e verdura “MAsh” per legionAri. Primi nella storia, Su ogni infermeria comandava il medi-
fresca, che non si conservavano durante i a partire dall’età imperiale dotarono ogni cus castrensis, assistito da specialisti con
lunghi viaggi per mare, i naviganti comin- accampamento di un valetudinarium, cioè numerosi “benefit”: questo lavoro, infatti,
ciavano a soffrire di emorragie gengivali, di un “ospedale delle legioni” (dal lati- era considerato talmente importante che
perdevano i denti e poi morivano per in- no valetudo, “salute”), istituito, per ordi- chi lo faceva diventava un immunes, era

Florence Nightingale in Crimea MONDADORI PORTFOLIO/AKG

N ell’autunno 1853 i giornali inglesi ri-


portarono notizie allarmanti circa le
condizioni in cui venivano curati i feriti
La signora della lampada. A inizio no-
vembre, con 38 colleghe, la Nightingale
raggiunse l’ospedale militare di Scutari
nella guerra in corso in Crimea, suscitan- (oggi quartiere di Istanbul) dove mi-
do l’interesse di una giovane infermiera gliaia di feriti versavano in condizioni
già celebre per la volontà di migliorare penose. Come prima cosa fece pulire a
l’organizzazione infermieristica, in un’e- fondo la struttura e tutti gli strumenti,
poca in cui le infermiere al seguito degli imponendo l’uso di acqua pulita e una
eserciti si occupavano di compiti spesso buona illuminazione. Ogni notte Floren-
“non sanitari”, dalla cuoca alla prostituta. ce passava tra le corsie dell’ospedale in
Il suo nome era Florence Nightingale. cerca di soldati da confortare (a destra).
GETTY IMAGES (3)

Tecnologie
a confronto
A sinistra, un alpino
italiano trasferito
con la teleferica
durante la Prima
guerra mondiale.
A destra, un
intervento in un
ospedale da campo
americano durante
la Seconda guerra
mondiale.

1405
Tamerlano, sedicente erede
di Gengis Khan, morì per
Dopo la Prima guerra mondiale accelerarono una polmonite proprio
mentre valicava i monti
dell’Asia Centrale
i progressi sulle protesi e nella cura dei disturbi per sottomettere
la Cina.
mentali provocati dallo stress da combattimento
cioè esentato dal servizio militare, e rice-
veva una paga doppia rispetto a quella dei
soldati. Il pronto soccorso sul campo, in-
vece, era assicurato dai capsarii, infermieri
ante litteram il cui nome veniva dalla cas-
setta (capsa) in cui trasportavano le bende
e gli strumenti di primo intervento.
L’efficienza romana fu superata soltanto
diciotto secoli dopo, con le campagne na-
poleoniche, che segnarono il debutto della
sanità militare “moderna”. “Mi resi conto Smistamento
del problema dei nostri ospedali militari.
A sinistra, la stazione
[…] i feriti venivano lasciati sul campo fin- di smistamento
ché lo scontro era terminato; […] la mag- per i feriti messa a
gior parte delle vittime in genere moriva punto per l’esercito
prima dell’arrivo dell’ambulanza”, scris- francese dalla Croce
se nelle sue Mémoires de chirurgie militai- Rossa, nel 1914-18.
re Dominique-Jean Larrey, capo dei servi-
zi sanitari della Grande Armée.
Fu così che, con il collega Pierre P ronto intervento . Dall’altra parte Crimea (1853-1856), non era però la pri-
François Percy de Gray, inventò il sistema dell’oceano, durante la guerra civile ame- ma donna a curare soldati. Durante la ter-
delle “ambulanze volanti”, posti mobili ricana (1861-1865), i feriti non viaggia- za crociata in Terrasanta (1189-1192), con
di pronto soccorso pensati appositamen- vano verso gli ospedali militari su ruote, l’Ordine dei Cavalieri Ospitalieri (fonda-
te per il trasporto dei feriti. Furono in fun- ma su rotaia: il nuovo mezzo di trasporto, to per difendere i pellegrini durante il loro
zione durante tutte le campagne napole- unito al telegrafo che rendeva più tempe- lungo viaggio) c’erano donne, vestite da
oniche dal 1797, ma non dovete immagi- stivi gli interventi, fece crollare il numero guerriere, che si dedicavano alla cura dei
narle come le nostre moderne ambulanze: delle vittime. Complice anche l’instancabi- soldati. La differenza stava nella prepara-
erano carri a due o a quattro ruote, trainati le lavoro delle infermiere. In Europa la pri- zione specifica, nell’attenzione ai princi-
da cavalli ed equipaggiati con medicinali, ma moderna nurse, laica, era stata l’ingle- pi igienici e nell’organizzazione di questi
bende, strumenti e barelle, seguite, su un se Florence Nightingale (v. riquadro nella nuovi angeli degli ospedali.
altro carro chiamato “wurst”, da 8 chirur- pagina precedente). Diventata famosa per Più emancipata delle sue colleghe ingle-
ghi e altrettanti infermieri. l’assistenza ai malati durante la Guerra di si, l’americana Clara Barton, infermiera al-
66
1792
I francesi sconfissero a
Valmy le truppe prussiane
del duca di Brunswick,
evitando il fallimento della
rivoluzione, grazie alla
dissenteria che neutralizzò
i nemici.

Batteri come armi

F in dalla notte dei tempi gli eser-


citi sono stati il veicolo di ma-
lattie d’ogni sorta, spesso capaci
di influenzare i destini dei conflitti
(alcuni esempi nei tondi che po-
tete leggere in questo articolo). In
qualche caso, però, si usarono le
malattie in modo consapevole, per
stroncare il nemico.
Fantasia macabra. Sul finire del II
millennio a.C. gli Ittiti gettavano tra
i nemici i cadaveri degli appestati.
In epoca medioevale, durante
l’assedio alla colonia genovese di
Caffa, sul Mar Nero (1346-47), li
imitarono i Mongoli: i corpi degli
lo scoppio della Guerra di secessione con tari delle associazioni impegnate in que-
appestati furono catapultati oltre
altre 2mila donne, mise in piedi la prima sto tipo di lavoro: come la parigina Méde- le mura. Nel ’500 e soprattutto
Associazione americana della Croce Ros- cins sans frontières, che dal 1971 si dedica nel ’600 gli europei fecero strage
sa (1881). Si era ispirata al movimento in- (al pari dell’italiana Emergency, nata nel di indios in America propagando
ternazionale della Croce Rossa, nato me- 1994) al soccorso sanitario delle popola- malattie contro le quali questi ul-
timi non avevano anticorpi, come
no di vent’anni prima in Svizzera, grazie zioni che non hanno accesso a cure medi-
il morbillo e il vaiolo. E il vaiolo fu
al filantropo Henry Dunant. I volontari fu- che. Lo fa senza discriminazioni politiche, protagonista della cinica aggres-
rono i primi medici civili a entrare in un razziali o religiose e anche per questo, nel sione batteriologica avvenuta nel
teatro di guerra: a difenderli, solo il sim- 1999, il suo lavoro è stato premiato con il 1763 in Nord America, quando
bolo della croce rossa su fondo bianco e Nobel per la pace. A dimostrazione che la nella “guerra di Pontiac” gli inglesi
piegarono i nativi offrendo loro
la loro condizione giuridica di “neutralità”. guerra può tirare fuori il peggio ma anche
coperte infette.
Lo stesso diritto che dovrebbe proteg- il meglio dell’uomo. •
gere ancora oggi tutti gli operatori sani- Achille Prudenzi

67
PRIMO PIANO

Come si curavano le malattie mentali, vere e presunte,


prima della rivoluzione di Basaglia e della psichiatria
moderna? Con metodi al limite del sadismo

COSE DA
PAZZI Senza catene
Lo psichiatra francese
Philippe Pinel libera
i malati mentali dalle
catene all’Ospedale di
Bicêtre a Parigi nel 1793.
Fu lui a promuovere
la nascita di strutture
apposite, i manicomi.

LA PIETRA DELLA FOLLIA


SCALA

N el Medioevo si
pensava che la
causa della malattia
Hieronymus Bosch,
databile verso la fi-
ne del ’400 e oggi al
“chirurgo”, dal
copricapo a forma
di imbuto, tenta di
mentale fosse una Museo del Prado di estrarre un fiorellino
pietra all’interno Madrid, è ispirato a che spunta dalla
del cranio. Per que- questa credenza. fronte del paziente.
sto alcuni ciarlatani Bizzarrie. Nel qua- Assistono senza
si improvvisavano dro, un “malato” si intervenire due per-
chirurghi e la sottopone all’inci- sonaggi altrettanto
rimuovevano. Il sione del cranio per bizzarri: un monaco
dipinto l’Estrazione la ricerca del corpo con un boccale in
della pietra della estraneo, ovvia- mano e una suora
follia (a sinistra), del mente inesistente. con un libro sulla
pittore olandese Mentre uno strano testa.


P
sichiatri, attenti: la vostra psichiatrico come luogo di istituzionalizza- Londra si scontrarono due generazioni
unica superiorità rispetto ai zione. Certo, allora nessuno dei presenti di psichiatri dalla visione diametralmen-
pazienti è la forza”. Lo aveva poteva immaginare che quel carismatico te opposta», spiega Giuseppe Armocida,
detto un gruppo di surrealisti quarantenne di nome Franco Basaglia, da psichiatra e storico della medicina all’U-
francesi nel 1925 e lo ribadiva, nel 1964, poco direttore dell’ospedale psichiatrico niversità dell’Insubria. «I più anziani,
un giovane psichiatra veneziano durante di Gorizia, sarebbe stato l’autore di una eredi del positivismo, erano convinti che
il primo convegno di psichiatria sociale di delle più grandi rivoluzioni della psichia- la malattia mentale fosse un problema
Londra. Parole che suonavano provoca- tria: l’abolizione dei manicomi. biologico; i più giovani, influenzati dal-
torie, così come il lavoro che presentava Il congresso avveniva in un momen- la filosofia esistenzialista, ritenevano che
al convegno: La distruzione dell’ospedale to chiave della storia della disciplina. «A affondasse le sue radici nella società».
68
BRIDGEMAN/MONDADORI PORTFOLIO
COMA PILOTATO
LA CURA DEL SONNO
G ià nell’antica Grecia
si usava “il sogno da
Narcosi. Nel 1899 lo
psichiatra scozzese Neil
diverse volte al giorno.
Con l’avvento dei barbi-
D opo la
scoperta
dell’insulina,
Ai malati ogni
giorno veniva
somministrata
incubazione”: i malati, Macleod cominciò a cu- turici la terapia fu perfe- nel 1922, il neu- una dose di
adagiati su un divano rare i pazienti con la nar- zionata dallo psichiatra rologo ucraino ormone sem-
(la kline), potevano ad- cosi profonda indotta da svizzero Jakob Klaesi Manfred Sakel pre maggiore,
dormentarsi, sognare, e bromuro: faceva dormire (1883-1980), i cui pazienti cominciò a trat- fino a che, a
in questo modo guarire. i suoi pazienti giorno e dormivano dalle 12 alle tare con piccole causa del calo
In epoca più moderna, notte per un periodo che 16 ore al giorno, con dosi dell’or- di zuccheri,
grazie all’uso sempre più variava da 5 a 9 giorni, intervalli in cui – in uno mone i sempre entravano in
disinvolto dei farmaci svegliandoli ogni sei ore stato di estrema sonno- più numerosi uno stato di
sedativi, la cura del sonno per espletare i bisogni e lenza – potevano alzarsi ricoverati per sopore e quindi
tornò in auge. somministrando loro latte per mangiare e bere. dipendenza di coma. Dopo
da morfina. 20 minuti i pa-
Si accorse che zienti venivano
talvolta i pa- risvegliati con
zienti finivano una soluzione
Nosocomi per maNiaci. Ma facciamo un li a un “trattamento morale”. Erano così in coma e, una zuccherina.
passo indietro. Nel 1793 lo psichiatra fran- nati i manicomi, edifici ben separati dagli volta tornati Secondo lo stu-
cese Philippe Pinel era stato il primo a far ospedali, che avevano finalità più di cu- coscienti, non dio che Sakel
desideravano pubblicò, il 70
emergere la “pazzia” dal clima di super- stodia che terapeutiche: i ricoverati, infat- più la droga. per cento dei
stizione che l’avvolgeva, riconoscendo lo ti, vi venivano rinchiusi e spesso non ne Liberati. Nel malati, dopo
status di malati a persone che fino ad al- uscivano più. 1933 Sakel pro- una ventina di
lora erano incatenate nelle carceri. Fu lui Con il progresso scientifico, erano ar- vò a usare l’in- comi indotti in
a sostenere l’utilità di isolare chi soffriva rivate le prime cure. Gli psichiatri – che sulina per trat- questo modo,
tare i pazienti si rimetteva
di schizofrenia o di forme gravi di depres- nel 1875 pretesero di chiamarsi “frenia- schizofrenici. completamente.
sione in apposite strutture, per sottopor- tri” (da frenòs, mente) per prendere le
69
TUTTA SALUTE CON L’ELETTROSQUASSO
D ivenuto direttore
della clinica
neuropsichiatrica
presto nota come
“elettroshock”: con-
sisteva nel sommi-
della Sapienza di nistrare una scarica
Roma, Ugo Cerletti elettrica alla testa
cercava un sistema del paziente, provo-
alternativo ai far- cando convulsioni.
maci per provocare Migliorato. Gli ef-
nei pazienti la “crisi fetti collaterali erano
epilettica salutare” consistenti: perdita
(v. riquadro nelle di memoria, fratture
pagine successive). di arti e denti (a de-
L’ispirazione venne stra, nel 1946 infer-
dalle scariche elettri- miere proteggono la
che con cui venivano bocca del paziente).
calmati i maiali al Nel 1963 la tecnica
macello. Con il col- fu perfezionata
lega Lucio Bini, l’11 dall’anestesia. Con
aprile 1938 usò per la progressiva intro-
la prima volta su duzione degli psico-
uno schizofrenico di farmaci, per l’elettro-
40 anni una tecnica shock cominciò un
che battezzò “elet- lento declino. Oggi è
trosquasso” (i codici utilizzato nella cura
fascisti dell’epoca delle depressioni
imponevano termini gravi, che appunto

GETTY IMAGES
rigorosamente itali- non rispondono ai
ci), ma che divenne farmaci.

Negli Anni ’60, contro i manicomi, sorse il movimento dell’antipsichiatria.


Film e libri cominciarono a descriverli come talora erano: gironi infernali
distanze dalla psicologia considerata trop- gli internati erano un milione in Europa, to dell’antipsichiatria, che voleva chiu-
po astratta – misero a punto svariati trat- 110mila in Italia. dere i manicomi. Capofila erano, tra gli
tamenti (spesso inutili o dannosi, come TuTTi a casa! Ma qualcosa stava cam- psichiatri, lo scozzese Ronald Laing, il
quelli spiegati nei riquadri di questo arti- biando. Nel clima di rivolta degli Anni sudafricano David Cooper e l’unghere-
colo) e classificarono i disturbi. Erano gli ’60, che avrebbe portato alle contestazio- se Thomas Szasz, influenzati dal filoso-
anni in cui si formava Basaglia, quando ni del ’68, si era affermato il movimen- fo francese Michel Foucault e dal socio-
logo canadese Erving Goffman. La malat-
tia mentale, sostenevano, non esiste: è un
mito, un’invenzione dei sistemi di potere.
E la psichiatria è una forma illegittima di
controllo sociale. Rinchiudere i cosiddet-
ti “malati” era criminale: i loro problemi
andavano risolti nelle famiglie e nel con-
testo sociale dove si erano manifestati.
A dare manforte alle loro teorie fu un
film del 1949 con Olivia de Havilland, La
fossa dei serpenti (che guadagnò anche la
copertina del Time), in cui il manicomio
veniva rappresentato come un inferno
dantesco, brulicante di creature sporche
e malvestite e risonante di grida, gemiti
Legge chiave e risate disumane. Altrettanto inquietan-
Franco Basaglia nel 1980. te era l’ambiente descritto in un romanzo
Due anni prima la sua di grande successo, Qualcuno volò sul ni-
FERDINANDO ROSSI/CONTRASTO

legge aveva disposto la do del cuculo, pubblicato nel 1962 da un


chiusura dei manicomi. ex inserviente di un ospedale psichiatrico
MALARIA LOOK MANICOMIALE
ANTI-PAZZIA
N el 1770 sarebbe
stato un tappez-
N el 1917 lo psichia-
tra austriaco Julius
Wagner-Jauregg notò
ziere francese, tale
Guilleret, a mettere a
punto per i ricoverati
che in un paziente af- all’ospedale psichia-
fetto da neurosifilide trico di Bicêtre uno
i sintomi mentali era- speciale indumento
no regrediti dopo che che stringeva le
questi aveva contrat- braccia all’altezza del
to l’erisipela, un’in- petto e delle ascelle.
fezione della pelle Le maniche erano
indotta dallo strep- bloccate in modo da
tococco. Ne dedusse immobilizzare gli arti
che la febbre causata superiori; una cinghia
dall’infezione fosse all’altezza del cavallo
una cura efficace. impediva inoltre
Febbre che cura. Ma al malato partico-
quale febbre sce- larmente esagitato
gliere? Lo psichiatra di strapparselo via
decise di provocare tirandolo. Si trattava
l’auspicato aumento della prima “camicia
di temperatura iniet- di forza” (a sinistra, in
tando nei malati il una foto del 1938).
sangue di un soldato Umana. Lo scopo di
macedone che aveva questo strumento di
contratto la malaria. contenzione era evi-
Dopo alcune speri- tare che i malati du-
mentazioni, decise rante le loro crisi vio-
che il microbo più lente danneggiassero
“curativo” fosse il pla- oggetti e persone, ma
smodio responsabile soprattutto limitare i
THE LIFE PICTURE COLLECTION/GETTY IMAGES

della malaria terzana comportamenti auto-


(caratterizzata da lesionisti. Era quindi
accessi febbrili ogni uno strumento tutto
tre giorni). Per la sua sommato più umano
“piretoterapia” (o di quelli fino ad allora
“malarioterapia”), utilizzati per immobi-
oggi ritenuta priva di lizzare i malati: cate-
basi scientifiche, Wa- ne, lacci, letti e sedie
gner-Jauregg ottenne di contenzione.
il premio Nobel per la
medicina nel 1927.

ORACOLI PAZZERELLI
SEDATIVI D’ALTRI TEMPI
N ell’antica Grecia
i folli non erano
con il mondo degli
spiriti e degli dèi. Rap-
M olte sono state
le sostanze ad
azione tranquillante
cento “per inibire
comportamenti quali
lo sbattere la testa, lo
la scrittrice Virginia
Wolf. Il cloralio fu
poi sostituito dal più
considerati malati. An-
zi, secondo gli storici e
presentavano il lato
irrazionale del mondo,
gli antropologi di oggi, quello meno umano e
utilizzate fin dall’an- strofinarsi e strappar- economico bromuro l’antichità, specie nelle perciò più vicino alla
tichità per calmare le si i capelli”. di potassio, e soprat- epoche più arcaiche, sfera divina. Anche per
crisi psicotiche. Per Sonniferi. Popo- tutto dai barbiturici teneva in grande con- questo, forse, i pazzi
esempio il giusquia- lare nei romanzi (così chiamati per siderazione chi aveva nel mondo greco non
mo (Hyoscyamus ni- ottocenteschi era il rendere omaggio a strane manie. venivano reclusi, ma
ger), un’erba in realtà cloralio idrato (una Barbara, la fidanzata Sacre follie. Profeti circolavano libera-
molto tossica che delle prime “dro- del chimico Adolf e oracoli erano forse mente nella società.
veniva somministra- ghe da stupro”, dal von Baeyer, il pri- persone affette da Un’eredità di questo
ta contro il delirio momento che era mo a sintetizzarli), disturbi della per- atteggiamento visse
maniacale. Principio utilizzata anche per usati per “tranquil- sonalità (o, secondo fino all’800 nella tra-
attivo è la ioscina (o attentare alla virtù lizzare i maniacali” alcuni, epilettici), che dizione slava dei “folli
scopolamina), usata delle fanciulle), di e “per far dormire i riuscivano ad avere vi- in Cristo”, le cui parole
fino a inizio Nove- cui faceva uso anche malinconici”. sioni e “sentire le voci” erano considerate ispi-
e quindi in contatto rate da Dio. (a. c.)

71
UNA PURGA CONVULSIONI BENEFICHE
CATARTICA
A inizio ’900 si affermò
la teoria (poi rivela-

F in dal Medioevo
si riteneva che
alla base della
tasi errata) che psicosi ed
epilessia (a sinistra, un
trattamento per la cura di
malattia mentale questa malattia nel 1963)
ci fossero alcune fossero incompatibili
tossine provenienti e antagoniste: se c’era
dal colon. Che l’una, non c’era l’altra. Si
quindi andavano diffusero così terapie che
eliminate. Questa consistevano nel provo-
convinzione sta care artificialmente crisi
alla base di alcune epilettiche. Pioniere del
terapie utilizzate settore fu un trentotten-
fino all’inizio del ne psichiatra di Budapest,
Novecento per in- Ladislas von Meduna,
durre una “diarrea che il 23 gennaio 1934
terapeutica”. somministrò della canfo-
Purgati. Tra i lassa- ra a L. Z., ricoverato con
tivi più depurativi la convinzione delirante
per la mente, ri- che la gente continuasse
tenuti in grado di a salutarlo con la mano.
curare o abbreviare Miracolo! Dopo due
una crisi psicotica, settimane e sei iniezioni,
c’era l’olio di cro- fu riferito, l’uomo si alzò
tontiglio, caratteriz- dal letto vivace, chiese
zato da un’energica da mangiare, parlò
azione purgativa affabilmente e chiese
anche a bassissime da quanto tempo fosse
dosi. Molto usati ricoverato, stupendosi di
fin dall’antichità trovarsi lì da 4 anni.
anche l’elleboro e il La “shockterapia” si dif-
veratro verde, due fuse, con l’impiego di di-
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sostanze vegetali versi medicinali capaci di


che rallentano il indurre crisi epilettiche,
battito cardiaco e in Europa e negli Usa.
inducono il vomito.

A disporre la chiusura dei manicomi in Italia fu, nel 1978, la Legge Basaglia.
(Ken Kesey), da cui nel 1975 il regista Mi- a un uomo viene tolto tutto, è inevitabile occasione d’oro. Perché la sua non re-
los Forman trasse un celeberrimo film. che perda anche se stesso”. stasse un’iniziativa isolata, Basaglia si
«Gli antipsichiatri non ce l’avevano solo Per Basaglia i malati non erano oggetti impegnò in politica e nel 1973 fondò la
con i manicomi fatiscenti, il cui livello di da controllare, ma soggetti con cui intera- Società di psichiatria democratica. L’oc-
inciviltà era sotto gli occhi di tutti», preci- gire. Cominciò quindi a eliminare i mezzi casione per il cambiamento decisivo ven-
sa l’esperto. «Se la prendevano soprattut- di contenzione, a riqualificare il persona- ne nel 1978, un anno “rivoluzionario”
to con le strutture più “umane” e ben te- le, a restituire ai malati i loro oggetti per- per l’Italia (lo stesso della legge per l’in-
nute, che apparentemente rispettavano la sonali, ma soprattutto ad “aprire le por- terruzione di gravidanza e di quella, me-
dignità dei malati, ma in realtà induceva- te”. Con la moglie Franca Ongaro costi- no memorabile, che introduceva l’equo
no uno stato di indifferenza e di apatia». tuì la prima comunità terapeutica, in cui canone). I radicali avevano proposto un
Un enorme letamaio. Tanto principesco i malati avevano voce in capitolo sulla referendum per abolire la legge del 1904
non era certamente l’ospedale psichiatri- loro terapia. Quando nel 1971 fu chiama- che istituiva i manicomi: si rischiava di
co di Gorizia, di cui nel 1961 Franco Ba- to all’ospedale di Trieste, proseguì la sua creare un vuoto istituzionale, che avreb-
saglia fu nominato direttore. Scioccato da opera di risanamento: istituì laboratori di be potuto lasciare migliaia di ricoverati
quell’“enorme letamaio” in cui si aggira- pittura e teatro, fondò una cooperativa di senza un posto dove stare. Il 13 maggio
vano esseri in abiti rozzi e informi che lavoro (retribuito), sostituì gradualmen- 1978 il Parlamento approvò in tutta fret-
gli ricordavano gli internati di un lager, te il manicomio con una rete territoria- ta la legge 180, chiamata “Accertamenti
gestiti da un personale privo di esperien- le collegata all’ospedale. E, per avvicina- e trattamenti sanitari volontari e obbliga-
za tecnica e umana, sentenziò: “Nessun re i malati ai cittadini, li fece sfilare per le tori”, che divenne subito nota come Leg-
trattamento può giovare a persone tenute strade con Marco Cavallo, un gigantesco ge Basaglia per il ruolo svolto dallo psi-
in condizioni di sudditanza e cattività. Se equino di cartapesta, simbolo di libertà. chiatra veneziano.
72
VAI COL BISTURI
N ata negli anni Trenta,
la “psicochirurgia”
ebbe vita breve ma suffi-
ciente a far guadagnare
nel 1949 il premio Nobel
al suo esponente di
punta: il portoghese Egas
Moniz, l’inventore della
lobotomia (a sinistra, un
intervento nel 1946). La
tecnica consisteva nel
trapanare il cranio a livel-
lo della fronte per inserir-
vi il leucotomo, un bisturi
che veniva fatto girare
per tagliare le fibre ner-
vose attraverso cui, teo-
rizzava Moniz, passano le
idee ossessive, i pensieri
deliranti e le allucinazioni
paranoiche.
Proseliti. Negli anni
successivi un americano,
Walter Freeman, e un ita-
liano, Adamo Fiamberti,
perfezionarono la tecnica
rendendola più semplice
e veloce: passavano at-
traverso i dotti lacrimali
ed entravano nel cervello
attraverso le orbite ocu-
lari. I due si vantavano
di operare 10 pazienti in
un’ora, senza necessità

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di anestesia (bastava un
blando tranquillante).

È tuttora in vigore nonostante le discussioni e qualche tentativo di revisione


La norma prevedeva la chiusura dei
manicomi e vietava di aprirne di nuovi; Orrore
al loro posto doveva essere creata una re- Malati in un
te di centri ambulatoriali, mentre negli manicomio nel
ospedali venivano istituiti piccoli servi- 1946. Le condizioni
zi psichiatrici con un massimo di 15 let- di queste strutture
erano spesso
ti e con degenze brevi. «In realtà Basaglia
fatiscenti.
non era del tutto contento della legge:
temeva che i reparti ospedalieri fossero
luoghi di reclusione e che l’emarginazio-
ne dei malati restasse immutata», ricor-
da Armocida. Ma non ebbe tempo per al-
tre battaglie: nella primavera del 1980 si
manifestarono i primi sintomi di un tu-
more al cervello, che il 29 agosto lo por-
tò alla morte.
THE LIFE IMAGES COLLECTION/GETTY IMAGES

Oggi, a distanza di quasi 40 anni, ben-


ché sia stata più volte oggetto di discus-
sione e di tentativi di revisione, la legge
Basaglia è ancora in vigore. •
Marta Erba
PRIMO PIANO

saperne di più

BRIDGEMAN
MEDICI E CHIRURGHI
La storia della medicina e della chirurgia,
dai tempi del barbiere-cerusico e degli
interventi dei norcini, fino al ’900.
L’arte lunga Per piacere. Storia culturale
Giorgio Cosmacini della chirurgia estetica
(Laterza) Rossella Ghighi
Dal massimo storico (Il Mulino) Un oculista dell’XI
della medicina Gli interventi di chirurgia plastica, secolo. Gli oculisti
italiano l’evoluzione nati per ovviare a traumi e malattie erano diffusi fin
dei metodi di cura, deturpanti, si sono evoluti in dai tempi dei
dall’antichità greco-romana al quella che oggi chiamiamo Romani, ma per
Novecento. Il volume esplora chirurgia estetica. Seguendo gli occhiali si
le teorie mediche, le tecniche, i questa evoluzione l’autrice ci dovette aspettare
sistemi sanitari, le istituzioni e le accompagna attraverso le diverse il Medioevo.
scuole che hanno messo la cura motivazioni e tecniche che, già
dell’uomo al centro di tutto. nel Medioevo, hanno indotto i “storia materiale” ricostruisce le Il libro mette in luce aspetti
Dalla storia della medicina, poi, il medici a usare il bisturi per “rifarci tappe di questa lotta di medici, poco noti della salute, attraverso
libro allarga lo sguardo alle paure i connotati”. Con motivazioni e scienziati e amministratori grandi figure di medici militari e
e alle diverse concezioni della tecniche molto diverse (e a volte contro virus, batteri e altri “nemici ripercorrendo punti di svolta come
malattia. sorprendenti) a seconda delle invisibili”. l’avvento della Croce Rossa.
epoche.
La vita nelle mani. Guerra e medicina I grandi della
Storia della Miasmi e umori Giorgio Cosmacini medicina
chirurgia Carlo M. Cipolla (Laterza) Luciano Sterpellone
Giorgio Cosmacini (Il Mulino) I conflitti sono (Donzelli)
(Laterza) Fra la peste del 1348 stati in molti casi Gli uomini e le
C’è un aspetto e il Settecento, l’Italia un’occasione epoche dietro alle
cruento della dovette affrontare di progresso scoperte che ci
salute, che questo volume grandi sfide a causa per la medicina. La chirurgia, hanno migliorato la vita. Una
indaga attraverso l’evoluzione delle continue per esempio, si è sviluppata serie di conquiste, dai tempi
di una forma d’arte, la epidemie. Sfide spesso vinte, soprattutto per porre rimedio alle di Ippocrate alla penicillina di
chirurgia, sviluppatasi a partire grazie ai progressi nei settori della ferite in battaglia. E questo fin dal Fleming, dai vaccini ai raggi X, nate
dall’esercitazione anatomica e per salute pubblica, degli ospedali e tempo dei Romani, dove il medicus dal desiderio di rendere meno
finire a operare i vivi. dell’igiene. Questo classico della era sempre al seguito dei legionari. atroci malattie e cure.

La Storia raccontata in queste


pagine rivive anche in tv

A nche questo mese History,


il canale di Sky dedicato
alla Storia, affronta il tema in
primo piano su Focus Storia.
Le due serie di documentari
che vi proponiamo inserisco-
intuizioni che hanno fatto la
Storia. Spesso le grandi
invenzioni e scoperte, anche
C’ERA UNA VOLTA
IL FUTURO
Come hanno fatto gli uomini
no la storia della scientifiche e nel campo del passato a dare forma
medicina e le della salute, per esempio nel al mondo come lo conoscia-
scoperte che ne caso di Pasteur (a lato) e della mo? Soprattutto lavorando
hanno segnato il microbiologia, o di Fleming e sulla base di chi è venuto
corso nel contesto della penicillina, sono il prima di loro. Lo dimostra
del progresso tec- frutto di anni di tentativi ed questa serie che, dall’ingegne-
nico e scientifico errori, o del caso. ria alla medicina, ripercorre
dell’umanità. Questi documentari vi raccon- le grandi conquiste dell’uma-
tano alcune vicende tra le più nità mettendole in relazione
LAMPI DI GENIO clamorose. tra loro.
Si tratta di una Dal 18 al 27 aprile, dal lunedì al Dal 18 al 22 aprile, dal lunedì al
serie dedicata alle venerdì, ore 6:55 venerdì, ore 6:00

74
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LE ORIGINI DI MOBY DICK
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Venezia: la
stanza dei bottoni
Nella sala del Maggior Consiglio di
Palazzo Ducale, a Venezia, dove i
patrizi del Seicento sceglievano il doge.

O gni domenica, richiamati dalle campane di San Marco, i


membri del Maggior Consiglio della Repubblica di Venezia
raggiungevano il primo piano di Palazzo Ducale per prendere po-
sto nell’enorme sala dedicata alle riunioni della principale istitu-
zione dello Stato veneziano.
Dal 1297 erano tutti nobili: in quell’anno infatti la cosiddetta
“Serrata del Maggior Consiglio” aveva posto fine al carattere elet-
tivo dell’assemblea, allontanando progressivamente dalla gestio-
ne del potere i non aristocratici.
Luogo esclusivo. La partecipazione al nuovo Maggior Con-
siglio divenne diritto ereditario delle sole famiglie patrizie. Una
delle più importanti funzioni dell’assemblea era, attraverso una
complicatissima procedura, l’elezione del Doge e di tutte le altre 1
magistrature; anche le leggi e gli atti politici dovevano ricevere
qui l’approvazione definitiva. Ed è questo il momento immorta-
lato da Joseph Heintz il Giovane (1600-1678).
La sala era il luogo dove si presero le decisioni che hanno fatto
grande Venezia, ma anche il posto degli intrighi e delle lotte tra
fazioni contrapposte, tra i nobili che disponevano di grandi ric-
chezze e quelli decaduti che non avevano più il patrimonio ma
continuavano a conservare il diritto al seggio. Almeno fino al 12
maggio 1797, quando proprio il Maggior Consiglio, con Napole-
one alle porte, decretò la fine della Serenissima. •
Edoardo Monti

1 Nella sala di Palazzo Duca- 3 All’interno di Palazzo Duca-


2 3
le, una delle più grandi d’Euro- le e nell’area di piazza San Mar-
pa, lunga 53 metri, larga 25 e al- co i patrizi veneziani dovevano
ta quasi 12, si riunivano gli ari- indossare la sola toga nera, per
stocratici per votare. La sa- limitare l’esibizione del lusso da
la fu ricostruita dopo l’incendio parte delle famiglie più ricche.
del palazzo, nel 1577. Nella sala erano vietate le armi.

2 Giovani inservienti, detti “bal- in due urne accanto al “Tribuna-


lottini”, passavano tra le file por- le”. Brogli e compravendita di vo- 4 La parete alle spalle del “Tri- 5 Pareti e soffitto sono deco-
gendo ai votanti urne portati- ti erano molto diffusi. Per preser- bunale” ospita ancora l’enorme rati con stucchi in legno dorato
li: con due bossoli detti “ballot- vare la segretezza delle consulta- tela (1588-94) di Jacopo Tintoret- e scene della storia veneziana.
te” (per il sì e per il no) in caso di zioni, dal 1492 furono introdotte to e del figlio Domenico, raffigu- Dell’affresco con L’incoronazio-
elezioni e con tre bossoli (sì, no, speciali urne chiuse che impedi- rante il Paradiso. Alla gerarchia ne della Vergine, realizzato dal
astensione) per le proposte di leg- vano di vedere in quale bossolo il celeste corrispondeva quella ter- pittore Guariento tra il 1365 e il
ge. Le ballotte venivano riversate votante lasciava cadere la ballotta. rena del governo veneziano. 1368, restano oggi alcune tracce.

76
9

6 Il doge sedeva al centro del 7 Il numero dei membri dell’as- 8 Nel salone non era prevista 9 Dopo l’incendio del 1577 la
“Tribunale” tra i suoi sei consi- semblea era variabile: dalla fine alcuna forma di illuminazione sala fu decorata da artisti co-
glieri (in rosso) e altri magistra- del XV secolo si attestò tra 1.500 artificiale. Non si potevano ac- me Veronese, Jacopo Tintoretto
ti, come i capi del Consiglio dei e 2.000. Per accoglierli il salone cendere neppure le candele e e Palma il Giovane. Il fregio del
Dieci che si occupavano della si- era dotato di nove file di doppi per questo motivo l’assemblea soffitto contiene i ritratti (imma-
curezza dello Stato e delle que- seggi al centro e di una o due fi- doveva sempre sciogliersi al più ginari) dei primi 76 dogi della
stioni legate all’ordine pubblico. le di panche vicino alle pareti. tardi al tramonto. Serenissima Repubblica.

77
domande & risposte
Perché i
Domanda posta da Carlo Guidi.
Queste pagine sono aperte a soddisfare le curiosità dei lettori, purché
i quesiti siano di interesse generale. Non si forniscono risposte private.

I
Scrivete a Focus Storia, via Battistotti Sassi 11/a, 20133 Milano l saluto, introdotto da
o all’e-mail redazione@focusstoria.it Adolf Hitler tra i mem-
bri del Partito nazista
nel 1926, era un modo per
riconoscersi e dimostrare
Perché si dice “lapalissiano”? la propria fede politica. Il
Domanda posta da Marta Grassi. gesto era ispirato dall’anti-
co saluto romano, adottato

L’ aggettivo deriva da un motivet-


to cantato dai soldati francesi
in onore del loro comandante
taglia di Pavia del 1525, che vide la
sconfitta francese contro tedeschi
e spagnoli.
per la loro ovvietà: “Se non fosse
morto sarebbe ancora in vita”.
Invidiosi? Secondo alcuni si trat-
Jacques de Chabannes signore di Per celebrarne il coraggio i suoi uo- terebbe di un errore ortografico,
La Palice. La Palice morì nella Bat- mini crearono questi versi, famosi che trasformò la f originaria (il
ferait encore envie, “farebbe
ancora invidia”) con la s (il

DE AGOSTINI/GETTY IMAGES (2)


serait encore en vie, “sarebbe
ancora in vita”). Ma c’è di
più: alla fine del XVII secolo
l’accademico francese Ber-
nard de la Monnoye scoprì
il necrologio del maresciallo
Jacques de La Palice, che re-
citava: “un quarto d’ora prima
di morire era ancora in vita”.
La frase rese il maresciallo
famoso nei secoli diven-
tando addirittura un modo
dire, sinonimo di qualcosa
di ovvio ed evidente a tutti.
Lapalissiano. (m. l.)

La Battaglia di Pavia
(1525) nella quale morì
il maresciallo francese
Jacques de Chabannes
de La Palice.

Quando fu istituita la figura del faraone Akhenaton adora il disco


solare in un bassorilievo.
d’Egitto e chi fu il primo?
Domanda posta da Jessica Angeli.

I n senso tecnico, il primo “vero”


faraone d’Egitto fu Akhenaton,
sul trono dal 1350 al 1330 a.C. È
In questa fase il termine “faraone”
cominciò a essere usato, in modo
reverenziale, per indicare il sovra-
3000 a.C. Fu lui a unificare l’alto
e il basso corso del Nilo ed è lui il
primo re documentato: ma pur
a lui che le fonti scritte ricono- no. In precedenza, invece, esso essendo il primo faraone, non si
scono, per la prima volta, questo era impiegato affiancato ai molti chiamava così. All’epoca il termi-
titolo. L’epoca è la XVIII dinastia altri titoli regali che precedevano ne “faraone”, infatti, non indicava
(1539-1292 a.C.) che coincide con il nome del sovrano. il sovrano, bensì il palazzo reale
l’inizio del Nuovo Regno, periodo Re senza titolo. Detto questo, in cui viveva. La parola deriva
che segnerà l’apice della potenza il primo regnante d’Egitto resta dall’egiziano antico per-aa, che
egizia. Narmer (o Menes), vissuto nel significava “grande casa”. (g. z.)

78
nazisti salutavano con il braccio teso?
dai fascisti italiani qualche ra per “dimostrare” che il ge- to prima del saluto fascista, ci. In una direttiva del parti-
anno prima. sto era stato usato in origine rendevamo omaggio ai nostri to si legge infatti: “Tutti colo-
Bufala storica. Per i nazi- dai Germani nelle adunate in leader alzando il braccio de- ro che vogliono evitare sospetti
sti, però, era difficile accetta- cui festeggiavano i nuovi re. stro teso”. di comportamenti ostruzioni-
re che il loro saluto non fos- Grazie a questa invenzione Nel 1933, dopo l’ascesa al stici intenzionali devono ne-
se di discendenza germanica, un gerarca della prima ora co- potere di Hitler, in Germania cessariamente utilizzare il sa-
ma latina. Così alcuni stori- me Rudolf Hess poté scrivere, il saluto divenne obbligatorio luto nazista”. •
ci tedeschi si misero all’ope- in un articolo del 1928: “Mol- per tutti i dipendenti pubbli- Daniele Venturoli

La folla saluta una


parata durante il
congresso del Partito

GETTY IMAGES
nazionalsocialista
del 1937.

Che cos’è la Stanza delle lacrime in Vaticano?


Domanda posta da Mara Verri.

S i chiama così la sacrestia della


Cappella Sistina, un piccolo
locale spoglio situato sulla sinistra
gnato solo dal cardinale Camerlen-
go e dal Maestro di cerimonie dopo
l’accettazione dell’incarico e la scel-
ci passano un po’ di tempo lascian-
dosi alle spalle la tensione accumu-
lata e riflettendo sulle responsabili-
dell’altare, con la volta a crociera. ta del nome, per la vestizione. Ven- tà del nuovo incarico, motivo per
Sulle pareti tracce di antichi affre- gono infatti portati qui i paramen- cui è considerato un luogo di pas-
schi e pochi arredi: una dormeuse ti bianchi e rossi e gli altri indumen- saggio e di raccoglimento. Dopo
di velluto rosso sotto una piccola ti per il nuovo pontefice. La stanza questa pausa simbolica il papa at-
finestra, un pastorale-crocifisso e non viene usata nel caso in cui l’e- traversa la sala del Conclave e rag-
una statuetta della Madonna con letto non sia un cardinale del Con- giunge la Loggia delle benedizioni
il Bambino. clave. Il nome “Stanza delle lacrime” di San Pietro, per presentarsi infine
Neoeletti. In questa stanza si re- o “Camera lacrimatoria” è dovuto al ai fedeli dalla finestra che si affaccia La Stanza delle lacrime con i vestiti
(di 3 misure) per i nuovi papi.
ANSA

ca il papa, appena eletto, accompa- fatto che in questa stanza i pontefi- sul sagrato. (g. l.)

79
curiosario
A cura di Paola Panigas

Un pastificio
per Leonardo
L’
intuizione di aprire un pastificio era già venuta a quel
geniaccio di Leonardo da Vinci, tra l’invenzione di una
macchina volante e un dipinto in chiaroscuro. Nel suo
Codice Atlantico aveva progettato un gigantesco apparato per fab-
bricare proprio uno “spago mangiabile”! In pratica si trattava di
un’antesignana della macchina per la pasta casalinga. Nel cosid-
detto Codex Romanoff, un manoscritto redatto in italiano che par-
la di cibo, la cui attribuzione a Leonardo è però contestata, l’in-
ventore racconta di aver portato questo prezioso arnese anche
in Francia, alla corte di Francesco I, ma di non averlo mai
mostrato al sovrano, nonostante le insistenti richieste.
Forse temeva che i francesi si appropriassero della
paternità degli spaghetti, piatto nazionale italiano?
La passione di Leonardo per la cucina è provata
anche dalla sua lettera di presentazione indirizza-
ta nel 1482 a Ludovico il Moro: “Io non ho riva-
li nel costruire ponti, fortificazioni e catapulte; e
anche altri segreti arnesi che non ardisco descrive-
re su questa pagina. La mia pittura e la mia scul-
tura reggono il confronto con quelle di qualunque
altro artista. [...] E faccio delle torte che non han-
no uguali”. Nei trent’anni in cui ricoprì la carica di
Gran Maestro di feste e banchetti alla corte degli
Sforza, infatti, costruì arnesi da cucina di ogni
V.SIRIANNI

genere: il predecessore del cavatappi, del trita


aglio, dell’affettatrice e studiò un frullatore a ma-
novella per preparare più facilmente il patè.

La nuda verità su Kafka Bici: un’idea “vulcanica”


L o scrittore boemo Franz
Kafka (1883-1924) si ver-
gognava del proprio fisico
Kafka divenne fanatico delle
diete che si faceva prescrive-
re da medici ciarlatani pron-
C he cosa ci ha lasciato in
eredità l’eruzione più
violenta della storia moder-
re tutto il bestiame, compresi
i cavalli, rendendo difficili gli
spostamenti in carri e carroz-
emaciato e dei muscoli flacci- ti ad assecondare la sua ipo- na, quella del vulcano Tam- ze. Fu così che nel 1818 Karl
di. Per questo si sottoponeva condria. Nonostante la timi- bora (Indonesia) che scon- Drais ebbe finalmente l’occa-
a estenuanti sessioni di gin- dezza e l’avversione per il suo volse il mondo a partire dal sione di brevettare la draisina,
nastica con un guru dell’eser- corpo, però, si unì a un movi- 1815? Anche se può sembra- un’antenata della bicicletta.
cizio fisico di origine danese mento nudista che frequenta- re incredibile, portò all’inven- L’inventore tedesco aveva il
che, sostenendo la superiorità va un albergo termale chia- zione della bicicletta. La care- progetto in cantiere da un bel
del corpo nordico, lo umiliava mato “La fontana della gio- stia del 1816, che seguì a un po’ di tempo, ma fino a quel
in continuazione, alimentan- vinezza”, dove lo scrittore, anno senza estate dovuto al- momento era stato snobbato
done i complessi. Nella spe- paradossalmente, non solo ri- la cappa di cenere che avvolse e deriso dai suoi contempora-
ranza di risollevare la pessi- fiutava di spogliarsi, ma era il nostro pianeta, portò la po- nei, che prediligevano la co-
ma opinione che aveva di sé, infastidito dalla nudità altrui. polazione europea a macella- modità di carrozze e cavalli.
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PERSONAGGI

Volitivo e ribelle, Edoardo


VIII d’Inghilterra nel 1936
abdicò pur di sposare
l’americana Wallis
Simpson. Ma anche per
non piegarsi al governo

IL CONCUBINO
REALE
F
u sovrano del Regno Unito per Libertino. Nato il 23 giugno 1894, pri-
meno di un anno, eppure è an- mogenito dei Windsor, il futuro Edoardo
cora oggi una figura controver- VIII per parenti e amici all’epoca era sol-
sa. Il brevissimo regno di Edo- tanto “David”. In quella famiglia algida,
ardo fu il contrario di quello di Elisa- nelle cui vene scorreva sangue tedesco,
betta II, sua nipote, che nel 2015 ha era considerato uno scapestrato. Invece
battuto il record della regina Vittoria con suo padre, Giorgio V, la casa reale ave-
(63 anni e 7 mesi di regno). Edoar- va conservato quella sacralità tipica dell’e-
do VIII, che salì al trono il 20 genna- tà vittoriana. Il padre di David non tolle-
io 1936, fece molto discutere all’epoca rava alcuna concessione alla modernità:
per la sua relazione amorosa con Wal- detestava i cocktail, le unghie smaltate, le
lis Simpson, un’americana borghese donne che fumavano in pubblico, il jazz,
pluridivorziata. E per poterla sposa- l’usanza dei weekend fuori porta. Tutto
re rinunciò allo scettro l’11 dicembre quello che invece suo figlio, frequentato-
dello stesso anno, in favore del fra- re di night club, invece amava. Un giorno
tello minore Albert, incoronato come Giorgio, gli mostrò incollerito lo scandalo-
GETTY IMAGES

Giorgio VI (v. riquadro nelle pagine so titolo di un articolo che parlava di lui:
successive). “Il principe rincasa con il lattivendolo”.
RDA/MONDADORI PORTFOLIO (2)
Addio al trono
Edoardo VIII l’11 dicembre
del 1936 annuncia alla
radio l’abdicazione al trono
d’Inghilterra in favore del
fratello minore, Albert. Nella
foto a sinistra, Wallis Simpson,
la donna per la quale
Edoardo rinunciò al trono.

83
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO

Oppositore
Edoardo VIII passa in rassegna
le truppe. A destra, il ministro
delle Finanze e futuro premier
Chamberlain, oppositore del re.

Un’istantanea ritraeva il nuovo re Edoardo VIII che camminava da solo sotto


Sovrano moderno. Tuttavia, alla morte si comportare come un uomo qualunque. convinto che fosse suo dovere compiere
del padre, il 20 gennaio 1936, fu proprio il Per di più quell’uomo “qualunque” era qualunque sforzo per evitare che inglesi
principe-dandy a diventare re. Si ripromi- scapolo, un fatto increscioso per un Wind- e tedeschi potessero fronteggiarsi un’altra
se di portare un po’ di aria fresca nell’at- sor. Il principe di Galles si era sempre ri- volta sui campi di battaglia. Dall’altra par-
mosfera ingessata e polverosa di Bucking- fiutato di metter su famiglia come chiede- te il Primo ministro conservatore, Stanley
ham Palace. Scelse per sé il nome di Edo- vano i genitori, preoccupati per il futuro Baldwin, insieme a gran parte dell’esta-
ardo VIII e volle dare da subito segni di della dinastia. blishment britannico, riteneva inevitabile
discontinuità con il passato. Voleva intro- A questo comportamento disdicevole si uno scontro con Hitler e non voleva che il
durre, in uno dei luoghi più tradizionali- aggiungeva la sua simpatia per i regimi re fosse un ostacolo.
sti del mondo, un nuovo stile, a metà tra autoritari, specialmente per Hitler. Circo- Il principe fin da giovane si era preoc-
quello di un re scandinavo e quello di un stanza che preoccupava non poco il gover- cupato per le condizioni degli inglesi più
presidente americano. no inglese. Edoardo VIII infatti pretende- poveri e faceva pressioni sul governo af-
Edoardo continuò a vivere nella sua resi- va di occuparsi in prima persona della po- finché realizzasse un vasto piano di edili-
denza londinese, snobbando Buckingham litica estera, di solito riservata al governo, zia residenziale per le famiglie di lavora-
Palace. E anche se preferiva andare a piedi e si adoperò molto per allentare la tensio- tori. Il futuro re, per i conservatori, si sta-
come un normale cittadino, dovette accet- ne internazionale sorta dopo l’avventura va avvicinando un po’ troppo al popolo,
tare la Daimler d’ordinanza. Fece scanda- in Etiopia di Mussolini. Il sospetto era che mettendo in risalto i fallimenti del gover-
lo la pubblicazione di una foto che lo ritra- con David sul trono la Gran Bretagna non no nell’ambito sociale.
eva mentre attraversava la strada, con un avrebbe mai combattuto Hitler. L’erede al trono si mostrava di continuo
ombrello in un giorno di pioggia. Un’istan- Anche per motivi personali – aveva par- mentre parlava con gli operai, visitando i
tanea che raccontava molto del suo voler- tecipato alla Prima guerra mondiale – era distretti minerari e industriali. Cosa che gli
84
GAMMA/GETTY IMAGES

Sostenitore
Il futuro primo ministro Churchill con
il principe di Galles (poi Edoardo VIII)
nel 1919. Churchill fu uno dei pochi
GETTY IMAGES

sostenitori di Edoardo.

la pioggia con un ombrello. La foto fece grande scandalo a corte e nel Paese

GAMMA/GETTY IMAGES
Bertie, un insicuro sul trono
A lbert, secondo figlio
di re Giorgio V, era
considerato il fratello più
Contrastato. Anche lui,
come David, ebbe i suoi
“guai matrimoniali”. A 25
debole, da tutti i punti di anni si innamorò di Eliza-
vista. Minore di un solo beth Bowes-Lyon, nobile
anno e mezzo rispetto al di basso rango e per que-
primogenito David, a dif- sto poco adatta a un Win-
ferenza di questi – ribelle dsor. Si sposarono comun-
e determinato – “Bertie” que, ma fu un matrimonio
era timido e insicuro. E considerato di rottura
cagionevole di salute: con la tradizione. Quando
soffriva di mal di stomaco, il fratello, divenuto nel
aveva una piccola malfor- frattempo Edoardo VIII,
mazione alle ginocchia e nel 1936 abdicò in suo fa-
per di più era balbuziente. vore, Bertie era riluttante
Da ragazzo entrò come e preoccupato per l’onta
cadetto nella Royal Navy, che aveva travolto la fami-
ma partecipò per poco glia. Eppure regnò per 15
alle azioni della Prima anni e migliorò persino la
guerra mondiale perché si parlantina, grazie al logo- 12 maggio 1937: la famiglia reale
ammalò di ulcera. pedista Lionel Logue. (f. c.) (al centro la futura Elisabetta II)
dopo l’incoronazione di Giorgio VI.

85
Accuse di
tradimento
Soldati inglesi sulla
Linea Maginot in Belgio.
Forse David rivelò
segreti militari ai nazisti.
APIC/GETTY IMAGES

Sotto, i duchi di Windsor


nel 1937 durante un
viaggio nel Terzo Reich.

Edoardo ancora oggi


è una figura molto
controversa, specie
per la sua simpatia e
amicizia con Hitler
fece guadagnare una notevole popolarità
(a scapito di quella degli uomini di gover-
no). Per tutti questi motivi, ora che era di-
ventato re, era necessario metterlo nelle
condizioni di rinunciare al trono. In altre
parole, trovare un pretesto costituzionale
per costringerlo all’abdicazione.

POPPERFOTO/GETTY IMAGES
Amore poco reAle. Alla testa di quel-
lo che a tutti gli effetti fu un complot-
to contro Edoardo, un fatto senza prece-
denti in Gran Bretagna, c’era il capo del
governo Baldwin. Il pretesto si trovò in
fretta. Edoardo VIII, era deciso a sposare
Wallis Warfield Simpson, una borghese In molti si schierarono contro Edoardo, Tuttavia l’appoggio di Churchill non ba-
americana, due volte divorziata. In mol- ma uno dei più tenaci artefici della sua ab- stò e quando il sovrano fu messo di fron-
ti pensavano che il re, succubo di quella dicazione fu Neville Chamberlain, futuro te a una scelta (o il matrimonio o il regno)
donna, fosse incoraggiato da lei a tresca- Primo ministro e all’epoca ministro delle scelse il primo, abdicando l’11 dicembre
re con Hitler. Dal capo di governo ingle- Finanze. Questa posizione emerge dalle 1936 in favore del fratello Albert (“Ber-
se furono sollevate obiezioni giuridiche lettere che il politico conservatore inviò al- tie”) che prese il nome di Giorgio VI.
e religiose. Edoardo non poteva unirsi a le sorelle, lettere nelle quali descrive Wal- In un drammatico discorso radiofonico,
una donna che, seppur divorziata, per la lis Simpson come una donna “totalmen- Edoardo rese nota ai sudditi la decisione,
Chiesa anglicana era ancora sposata. Del te egoista e un’avventuriera senza cuore”. dichiarandosi incapace di adempiere ai
primo matrimonio, celebrato con rito re- Le lettere rivelano il tipo di pressione che suoi doveri senza avere al fianco la don-
ligioso, infatti non c’era stato l’annulla- Chamberlain esercitò sul re per costringer- na che amava. David e Wallis si sposaro-
mento, quindi restava valido. E poiché il lo a rinunciare al trono. Se si fosse sposato no in Francia, nel castello di Condé, vici-
primo marito di Wallis era ancora vivo, con Wallis gli avrebbe tagliato l’appannag- no a Tours, il 3 giugno 1937. Da quel mo-
Edoardo era da considerarsi un “concu- gio reale, cioè i “rubinetti” delle finanze. mento si aggiunsero per loro altre amarez-
bino”. Condizione inammissibile per un A schierarsi, a sorpresa, a favore di Edo- ze: furono di fatto ripudiati dalla famiglia
sovrano che è anche il capo della Comu- ardo fu invece un altro esponente conser- reale. Benché avessero ricevuto il titolo di
nione anglicana. vatore: Winston Churchill. duchi di Windsor, fu loro impedito di ri-
86
AKG-IMAGES/MONDADORI PORTFOLIO
MONDADORI PORTFOLIO

Elegantone
A sinistra, David e Wallis il giorno delle
nozze, il 3 giugno del 1937. L’ex re
lanciò la moda dei pantaloni a gamba
larga (all’americana), dello smoking
blu, delle giacche a doppio petto e dei
calzini a colori pastello (a destra).

siedere nell’omonimo castello e dovette- Non era infatti un mistero che Hitler, in no lontanissimi dall’Europa, nelle Baha-
ro rassegnarsi a una vita di “quasi esilio”. caso di sconfitta della Gran Bretagna nel- mas (dominio inglese, in America Cen-
Amicizie pericolose. Nell’ottobre del la Seconda guerra mondiale, avrebbe vo- trale), dove l’ex re divenne governatore.
1937 la coppia visitò la Germania, do- luto rovesciare Giorgio VI e riportare sul La coppia rientrò in Europa nel Dopo-
ve fu accolta festosamente da Hitler e dai trono Edoardo VIII. guerra, stabilendosi a vivere a Parigi. Sol-
gerarchi nazisti. David fu accompagna- La documentazione politica sul sovra- tanto in rare occasioni, e per brevi perio-
to a visitare fabbriche modello, come le no che fece il “gran rifiuto” è ancora oggi di, fu loro concesso di tornare sul suolo
Officine Krupp di Essen e i campi di ad- secretata, conservata sotto sigilli da sua britannico. Edoardo morì nella capitale
destramento delle Ss. E fu ospite di Her- nipote, Elisabetta II, nel castello di Win- francese il 28 maggio 1972. Sua moglie,
mann Göring nella sua tenuta di Karin- dsor. E il sospetto di tradimento grava an- che gli rimase sempre al fianco, si spense
hall. Il 22 ottobre i duchi furono ricevu- cora sull’ex monarca, che potrebbe aver il 24 aprile 1986. Della loro storia resta-
ti dal Führer a Berchtesgaden, il suo ri- passato al nemico informazioni sui pun- no la tomba comune nella cappella reale
fugio sulle Alpi bavaresi. Dopo quella ti deboli della Linea Maginot, sui piani di del castello di Windsor e i gioielli di Wal-
visita, Hitler commentò, a proposito di difesa del Belgio e su altri aspetti di vul- lis. Una ventina di questi sono stati bat-
Wallis: “Sarebbe stata una buona regi- nerabilità degli Alleati. Proprio per que- tuti all’asta nel 2010, da Sotheby’s, per la
na”. Il viaggio consacrò l’amicizia e un sta pericolosa vicinanza a Hitler, i duchi notevole cifra di 12,5 milioni di dollari. •
patto segreto tra l’ex re e il Terzo Reich. di Windsor vennero confinati dal gover- Roberto Festorazzi

87
STORIE D’ITALIA
FERRARA
Nel Seicento, Francesco
Guicciardo si convertì
all’islam e diventò corsaro
del pascià a Tunisi.
Torturato dall’Inquisizione,
non volle cedere

IL PIRATA
RINNEGATO
REALYEASYSTAR


M
i si tagli la testa, mi si hanno catturato in mare le galere spagno-
faccia a pezzi, non rinne- le della flotta di Sicilia. Parla in perfet-
gherò la mia fede! Que- to turco, dice di chiamarsi Alì Reis, di es-
sti preti mi tengono rin- sere nato sul Mar Nero e di essere capita-
chiuso tra quattro mura e vogliono che io no corsaro al servizio del pascià di Tunisi,
sia ad ogni costo cristiano, ma Dio mi ha vassallo del Sultano di Istanbul. Nel por-
fatto turco, ottimo turco, e se mi facessero to però molti sussurrano che in realtà sia
a pezzi, se mi mettessero al rogo con le ma- un rinnegato, cioè uno dei tanti occiden-
ni e i piedi legati, non direi nient’altro che tali che in quel Mediterraneo conteso tra
questo: sono turco e turco voglio morire!”. È cristianità e islam lasciano la croce per la
Inflessibile
il gennaio del 1625 e sono ormai otto me- mezzaluna. Francesco Guicciardo, alias
Alì Reis, durante il processo a
si che quest’uomo indomabile è rinchiuso ApostAtA. Ribelli o disperati, i più si con-
Palermo. Non si sa quale sia
nel carcere dell’Inquisizione spagnola a Pa- vertivano dopo essere stati catturati dai
stata la sentenza. Ma l’italiano,
lermo. Ma chi è veramente? Perché i giudi- pirati saraceni e molti diventavano a loro che si era convertito all’islam
ci non riescono a svelare i suoi segreti né volta predoni contro gli ex compatrioti. Il e aveva fatto fortuna come
con le buone né con le cattive? punto è proprio questo. Se l’uomo è mu- pirata, non volle cedere.
A. MOLINO

Ormai sulla quarantina, è arrivato a Pa- sulmano di nascita può essere scambia- A sinistra, Finale Emilia, suo
lermo in catene nell’estate del 1624. Lo to come prigioniero o messo al remo sul- luogo natale, nel Cinquecento.

88
REALYEASYSTAR (3)

I “rinnegati” erano
cristiani che, rapiti o per
scelta, si convertivano
all’islam. Alcuni fecero
carriera da comandanti
le galere cristiane. Se invece è un europeo TesTimoni scomodi. Chiedendo a uomini due interpreti e un compagno di cella, poi
convertito all’islam deve essere processa- di mare ed ex schiavi, gli inquisitori trova- mandano a cercare ben sei testimoni tur-
to per apostasia, massima colpa nell’Eu- no una ventina di testimoni che giurano chi da lui indicati. Quando tenta lo scio-
ropa della Controriforma. che Alì è un rinnegato italiano: non han- pero della fame gli mettono a disposizio-
Ossessionati dalla purezza della fede, i no dimenticato la lingua con cui li chiama- ne un cuoco per preparargli cibo “alla mo-
tribunali dell’Inquisizione cercano il pec- va “cani rabbiosi”. Chi lo accusa lo cono- resca”, senza maiale. C’è persino un medi-
cato in fondo al cuore di ogni fedele. E, sce: è stato schiavo sulle galere che Alì l’i- co che sospende gli interrogatori quando è
una volta ammessa la colpa, l’imputato taliano comandava. Dicono che li trattava malato. L’obiettivo non è farlo soffrire, ma
deve confessarla e pentirsi, unica via per a insulti e frustate. Qualcuno giura di aver- farlo confessare: la deposizione di un pez-
essere accettato di nuovo nel gregge. Ma lo visto strappare a morsi venti orecchie di zo grosso come lui sarebbe un bel colpo.
Alì non è mai stato pecora e per vincerne cristiani e mangiarsene una. Racconti esa- La prova. Il quadro accusatorio è or-
l’ostinazione i giudici di Palermo mettono gerati, certo. Ma Alì non è certo un santo. mai chiaro, ma la prova schiacciante arri-
allora in piedi un processo che coinvolge Il processo si trascina per mesi. L’In- va con la testimonianza del capitano De-
l’intero Mediterraneo. quisizione lo tratta bene: gli forniscono fendi Massarolo, ricco mercante milanese

Il clan dei ferraresi a Tunisi


N ei porti corsari della Tunisia di inizio
Seicento imperversava la “mafia”
dei rinnegati ferraresi, in grado di con-
servizio del Massarolo come Francesco
Guicciardo. A Tunisi si era convertito
all’islam ed era diventato ricco e poten-
Preso dalla nostalgia, un giorno invitò a
trovarlo la sua anziana madre. La donna
si imbarcò e tornò dopo qualche mese
dizionare anche la politica. Uno dei boss te, era il consigliere del pascià e traffica- carica di regali e da allora ad Ariano
era Mami, nato ad Ariano nel Polesine, va con mercanti e corsari. tutti la chiamarono con rispetto “Lucia
povero villaggio di pescatori sul Delta Legami profondi. Come tutti i rinnega- la mora”. Coetaneo e amico di Alì, Mami
del Po oggi in provincia di Rovigo. Della ti, Mami teneva stretti rapporti con la finì ucciso da un sicario nel 1637, il cui
sua infanzia cristiana si sa solo che ven- famiglia d’origine, anche grazie a lettere mandante era Osta Morat, rinnegato
ne catturato dai pirati saraceni mentre recapitate dalle tante navi che anda- genovese e suo rivale, appena eletto
era per mare come mozzo, anche lui al vano e venivano per il Mediterraneo. nuovo pascià di Tunisi.

90
Conflitti
Lo scontro fra una nave
turca e alcune galee
genovesi. Nel Mediterraneo
del Seicento gli attacchi
corsari (da entrambe le
parti) erano frequenti.
A sinistra, la sede
dell’Inquisizione a Palermo,
in una foto di inizio
Novecento. A destra, Tunisi
nel Seicento.

S+
mica”, con due mogli e mol­ APERNE se davvero quell’uomo ormai
DI PIÙ
tissimi figli, prova definitiva si sente più Alì che France­
d’integrazione. sco. Di fronte alla sua man­
In terra musulmana prega in cata confessione, i giudici
moschea, fa l’elemosina e si I cristiani di Allah, non possono far altro che ce­
lava ogni giorno, vizio scanda­ Bartolomé e Lucile derlo al braccio secolare per
loso in un’Europa che conside­ Bennassar (Rizzoli). metterlo al rogo: una sconfit­
rava il bagno fonte di malattie. Ossessione turca. ta per tutti.
Rimane devoto a modo suo a Giovanni Ricci (Il Dalla Suprema Inquisizio­
tavola: da buon italiano, non Mulino). L’ossessione ne a Madrid arriva in extre­
per i “turchi”
rinuncia al vino. attraverso vicende mis l’ordine di tentare la via
stabilitosi in Sicilia per trafficare col Ma­ Ai suoi banchetti invita rin­ ferraresi fra XV e XVIII della tortura, ma nemmeno
ghreb. Massarolo riconosce l’imputato. negati di ogni nazione, in par­ secolo. il boia riesce a farlo penti­
L’ha incontrato più volte in Tunisia e l’ha ticolare i ferraresi di Tunisi (v. re: “Non sono figlio di turchi
visto crescere ad Ariano, villaggio di pe­ riquadro a sinistra). Tutti mantengono e non sono figlio di cristiani”, grida dopo
scatori sprofondato nel Delta del Po, ter­ stabili legami con le famiglie di origine due giorni di supplizi. “Se volete, bruciate-
ra di nessuno tra il papa e il doge. Ora gli e Francesco stesso lascerà un’eredità al­ mi!”. Dopo 3 anni di processo i giudici so­
inquisitori sanno dove cercare il certifica­ la sorella, con un atto formale islamico. no in scacco. Il prigioniero è colpevole e
to di battesimo del corsaro di Allah. Dopo La nostalgia per la terra d’infanzia è forte non può essere liberato, ma neppure uc­
pochi mesi hanno già in mano le carte e e una sera in cella a Palermo gli scapperà ciso. Si scatenerebbe la rappresaglia sara­
le confessioni di amici e parenti. detto: “La mia patria? Bisogna andare fino cena. Non resta che la galera perpetua, in
la vera idenTiTà. L’uomo che dice di all’acqua dolce” (cioè sul Delta). cella o al remo. Ma se del processo sappia­
chiamarsi Alì del Mar Nero è in realtà TorTuraTelo! L’imputato è ormai inca­ mo quasi tutto, la sentenza resta avvolta
Francesco Guicciardo, nato nel 1584 a Fi­ strato. Ma non cede, sperando di essere nel mistero, come l’anima di Francesco. •
nale Emilia da Battista Guicciardo e Lui­ rispedito in Tunisia. Tattica a parte, for­ Giorgio Zerbinati
sa Ballini, battelliere e casalinga. L’infan­
zia che si è lasciato alle spalle è stata tur­
bolenta e dolorosa. Perde prima la madre
e poi il padre, dopodiché Francesco si im­ “Per dispetto mi faccio turco”
barca come mozzo sulla nave del capita­
no Massarolo. I Saraceni lo catturano in T ra ’500 e ’600 non erano pochi i gio-
vani occidentali che si convertivano
all’islam se catturati dai pirati saraceni,
nobiltà di nascita. E poi c’era maggiore
libertà che nell’Europa della Controri-
forma: poligamia, rapporti extrama-
mare quando ha solo 14 anni. Con niente
ma alcuni anche spontaneamente. trimoniali, divorzio e omosessualità
alle spalle, indossa il turbante e una nuo­ Mentre l’Europa era in crisi per le guer- erano ammessi. Nell’Algeri corsara di
va identità senza rimorsi. re di religione, l’Impero ottomano era inizio ’600 vivevano 6mila rinnegati,
Già esperto marinaio, fra i corsari tuni­ alla sua massima potenza e dava mag- molti dei quali pirati. Lo stesso Gran
sini Francesco fa presto carriera. Diven­ giori possibilità di carriera: a Istanbul e Ammiraglio, Uluc Alì, era un contadino
ta ricco: accumula palazzi, mulini, campi nei porti corsari del Maghreb si badava calabrese rapito da ragazzo dai pirati
più alle capacità individuali che alla del Barbarossa, un altro rinnegato.
coltivati e schiavi. Insieme al successo ar­
riva anche l’amore, naturalmente “all’isla­
91
*prezzo rivista esclusa

UN’OPERA IMMENS

dvd e 7,90*
*Dalla 1a alla 5a uscita ogni DVD w 7,90

UNA PRODUZIONE ECCEZIONALE


• un imponente lavoro di selezione e di restauro
da 500 ore di filmati d’epoca di cui molti inediti
• 47 settimane di rielaborazione delle immagini
con i colori originali
• 30 mesi di realizzazione
Opera composta da 5 uscite. La natura dell’opera si presta ad essere oggetto di nuov
A, LA FORZA DELLA GRANDE STORIA.
Dopo il successo della serie sulla Seconda Guerra
Mondiale, seguita da più di 100 milioni di spettatori
nel mondo, ecco un altro progetto spettacolare di
ricostruzione storica. La Prima Guerra Mondiale
ripercorsa attraverso la testimonianza dei suoi
protagonisti. I soldati in trincea. I potenti e le loro
strategie politiche. E gli sfollati in fuga. Un’esperienza
coinvolgente e toccante. Una narrazione autentica,
come le pagine della Storia.

DA L 1 4 Ap r i L e
OGNi SeTTiMANA iN eDiCOLA CON

e serie che, se realizzate dall’editore, saranno comunicate nel rispetto del D. LGS 146/2007
COSTUME

Fama planetaria

1953
Gregory Peck e Audrey Hepburn nel
film Vacanze romane di William Wyler
(1953), a bordo di una Vespa. Lo
La Piaggio produce scooter stava diventando il simbolo di
il cinquecentomillesimo libertà e boom economico.
esemplare. Nel giugno 1956
si toccha il milione.

94
Compagna di viaggio di milioni di italiani, subito dopo la guerra
sostituì l’auto, troppo cara. E divenne un fenomeno di costume

SETTANT’ANNI
IN

U
na principessa in incogni- ne Enrico Piaggio, uno dei figli del fonda-
to e un giornalista america- tore, ebbe l’intuizione di puntare su una
no scorrazzano per Roma su moto a basso costo, destinata a tutti: la
uno scooter. È la scena cult gente all’epoca aveva pochi soldi ma vo-
di Vacanze romane, film del 1953 in cui leva spostarsi liberamente. Così incaricò
Audrey Hepburn e Gregory Peck in sel- un suo geniale ingegnere, Corradino d’A-
la a una Vespa portano la due ruote sim- scanio, di progettarlo. D’Ascanio, che non
bolo del Dopoguerra alla fama planeta- amava le motociclette e non se ne era mai
ria. Ma il primo scooter italiano, un’ico- occupato, si identificò con chi non era mai
na del nostro design esposto persino al salito su una due ruote: immaginò un vei-
MoMa di New York, nel 1953 era stato colo facile da manovrare, leggero, su cui
lanciato da 7 anni: la Vespa, infatti, ha stare comodamente anche in due, con la GENTILE CONC
ESSIONE PIAGG
IO
la bellezza di settant’anni. carrozzeria che copriva parti meccaniche
Dagli aerei allo scooter. La Piaggio, e motore, per evitare a guidatore e compa- Non solo uomini
nata nel 1894, fin da prima della Seconda gni di viaggio di sporcarsi. A trovare il no-
In alto, gara organizzata
MONDADORI PORTFOLIO (2)

guerra mondiale era tra i maggiori produt- me fu proprio Enrico Piaggio, che quando dal Vespa Club il 14
tori di aerei: le fabbriche di Genova, Fina- vide il prototipo esclamò: “Sembra una ve- giugno 1953. Dagli Anni
le Ligure e Pontedera furono distrutte dai spa!”. E Vespa fu. ’50 la Piaggio propose
bombardamenti alleati, in quanto siti stra- esorDio. Il debutto in società avvenne lo scooter anche a
tegici. Proprio per riconvertire la produzio- al Circolo del Golf di Roma. Gli italiani signore e signorine.

95
invece avrebbe-
ro visto la Vespa Differenza di status
nella primavera L’autista inglese di una lussuosa
del 1946 sulle ri- auto osserva una “vespista”.
viste di settore e, Sotto, Mods a Hasting: si
in settembre, al- contrapponevano ai Rockers, che
la Fiera Campio- usavano motociclette.
naria di Milano.
Il modello “base”
costava 55mila li-
re (circa 1.600 eu-
ro attuali). Da lì in
avanti, la produ-
GENTILE CONC
ESSIONE PIAGG
IO
zione decollò. Al-
la Giornata italiana

GETTY IMAGES (3)


della Vespa del 1951 accorsero 20mila ve-
spisti. Il nuovo scooter era ormai un fe-
nomeno di costume, destinato a segna-

1968
re un’epoca: al cinema e nelle imma-
gini pubblicitarie la Vespa è appar-
sa infinite volte tra i simboli di una Da mezzo per andare al lavoro
società in rapida evoluzione. Nel-
le fotografie e sui set cinematografi-
Esce la campagna pubblicitaria la Vespa divenne sinonimo di
più famosa: “Chi Vespa
ci è stata compagna di viaggio di Ra-
quel Welch, Ursula Andress, Virna Li-
mangia le mele.
Chi non Vespa no”.
libertà, viaggi e spensieratezza
si, Marcello Mastroianni, Charlton He-
ston, John Wayne, Henry Fonda, Gary
Cooper, Anthony Perkins, Jean-Paul Bel-
mondo, Sting e del nostro Nanni Moretti,
in Caro diario (1993).
E se negli anni del lancio la strategia
della Piaggio puntava sull’alternativa
all’auto, nei più ricchi Anni ’60 lo scoo-
ter diventò un veicolo per il tempo libe-
ro, l’oggetto del desiderio di una clientela
sempre più ampia. Così, dai primi duemi-
la pezzi del 1946, si è arrivati ai 18 milio-
ni di oggi. Con una grande varietà di mo-
delli. Inclusa una Vespa anfibia che nel
1952 partecipò alla gara Parigi-Londra,
con tanto di traversata della Manica. •
Achille Prudenzi

L’EVOLUZIONE DELLA
GENTILE CONCESSIONE PIAGGIO (10)

VESPA 98 CC (1946) VESPA SEI GIORNI (1951) VESPA 150 GS (1955) VESPA 125 (1958) VESPA 50 (1964)
È il primo modello. Con un Prodotta in 300 esemplari La più apprezzata e imitata: Aveva un sellino unico, die- È la prima Vespa da 50 cc:
motore da 98 cc, tocca per le gare. Con ruota di cambio a 4 marce, sella lun- tro il quale era possibile ag- motore nuovo, grande affi-
i 60 km/h di velocità. scorta, toccava i 95 km/h. ga, velocità di 100 km/h. giungere il secondo posto. dabilità e versatilità.

96
Via dalla pazza folla
Due ragazzi in vacanza in Francia, alla fine
degli anni Cinquanta, con tende e bagagli.
2005 Lambretta,
la rivale
N
La Vespa è stata usata più volte per lunghi Si raggiungono i el 1947 arrivò sul mercato
viaggi, anche intorno al mondo. 16 milioni di esemplari la Lambretta, prodotta
prodotti, in 130 dalla Innocenti, una fabbrica di
modelli diversi. tubi d’acciaio anch’essa in cor-
so di riconversione post bellica.
Le somiglianze con la storia
della Vespa sono molte. La pro-
gettazione dello scooter era
di due ingegneri aeronautici:
Cesare Pallavicino, ex direttore
tecnico della Caproni, e Pier
Luigi Torre, che aveva creato i
motori dell’idrovolante con cui
Italo Balbo aveva compiuto la
trasvolata atlantica. Il nome
Lambretta fu ideato dall’artista
Daniele Oppi: lo scooter si pro-
duceva a Lambrate (Milano),
proprio vicino al fiume Lam-
bro. Il successo fu notevole,
sia in termini di vendita che di
immagine. Un esempio? Sulla
copertina del disco di Giorgio
Gaber La ballata del Cerutti
(1960) c’era una Lambretta.
Diverse. La rivalità con la Ve-
spa, nata un anno prima, andò
avanti per decenni e spaccò
l’Italia in due, come in altri
casi (i ciclisti Coppi e Bartali, le
soprano Callas e Tebaldi). La
Vespa appariva più sbarazzina
e giovanile e la Lambretta era
più cara (costava 156mila lire,
oltre il doppio della rivale). Ri-
sultato: la Lambretta piaceva a
una cerchia di appassionati, la
Vespa al grande pubblico, per-
ché più curata esteticamente.
Ma dal 1971 l’Innocenti chiuse
la produzione. Una società
indiana comprò la catena di
montaggio della Lambretta,
continuando fino al 1998. (i. m.)

VESPA 90 SS (1966) VESPA PRIMAVERA ET3 (1976) VESPA 125 PX (1977) VESPA ET4 125 (1996) VESPA SPRINT 125 (2016)
SS stava per “Super Sport”: Con questo modello debuttò Con una carrozzeria ridise- La prima con motore L’ultima nata celebra i 70
adatta ai viaggi, aveva un un nuovo e fortunato gnata, anticipò la rivoluzio- a 4 tempi, è il modello di anni di produzione, fonden-
bauletto anteriore. motore da 125 cc. ne estetica degli Anni ’80. “nuova generazione”. do tradizione e innovazione.

97
I GRANDI TEMI

SFIDA
LA GRANDE GUERRA DEL NORD

PER IL BALTICO
All’inizio del Settecento Svezia e Russia si fronteggiarono per ventun anni
con l’obiettivo di ottenere il controllo delle rotte del Nord Europa.

D
imenticate la Svezia di oggi: neutrale, ecologista e nate campagne militari durante e dopo la guerra dei Trent’anni
paladina dei diritti umani. Quattro secoli fa il Paese (1618-1648), i sovrani svedesi erano riusciti a raggiungere il lo-
scandinavo era una grande potenza militare e i suoi ro maggiore obbiettivo: strappare alla Danimarca il controllo del
soldati, degni eredi degli antichi Vichinghi, erano i mar Baltico e dei suoi maggiori porti.
più temuti d’Europa. Di loro un testimone dell’epoca glorificava Polo nordico. Per noi mediterranei, abituati a considerare il Ma-
la disciplina, il coraggio e, soprattutto, la sovrumana resistenza: re Nostrum come l’ombelico del mondo, è forse difficile compren-
“Il mondo intero è testimone del fatto di come sia impossibile tro- dere l’importanza strategica ricoperta dall’area baltica. Basti sape-
vare altrove soldati in grado di sopportare con tale facilità il caldo re, però, che l’Europa Centro-settentrionale dipendeva per i propri
e il freddo, la fatica e la fame, di eseguire gli ordini con maggiore approvvigionamenti alimentari e di legname dalle terre orientali
ardore, andare in battaglia più prontamente e altrettanto pronti del nostro continente. Da queste zone giungevano grano, segale,
a morire”. Grazie a questi “superuomini” e a una serie di fortu- legname da costruzione, aringhe salate e affumicate, miele, cuoio,
INTANTO NEL MONDO

SVEZIA E RUSSIA ALTRI PAESI CULTURA

1648-1660 1648
Apice dell’espansione Pace di Vestfalia e fi­
svedese nel Baltico. ne della Guerra dei
Trent’anni.

1687
Newton descrive il
principio di gravita­

HERITAGE IMAGES/GETTY IMAGES (3)


1689 zione universale.
Pietro I diventa zar di
Russia.

1697
Carlo XII diventa re di
Svezia.

pellicce. E soprattutto la pece con cui impermeabilizzare il rivesti- 1700 1700 1700
mento esterno dello scafo delle navi. Inizia la Grande Guer­ Muore Carlo II, ultimo Stradivari inizia a Cre­
ra del Nord. Gli svede­ Asburgo di Spagna. mona la sua attività di
La via di transito privilegiata di questo ben di Dio era il Baltico. si sconfiggono i russi liutaio.
Controllarlo significava metter le mani sulle forniture migliori e in- a Narva.
cassare i dazi previsti per l’attracco delle navi nei porti. In più, c’e-
ra la riscossione del “pedaggio” per il passaggio attraverso l’Öre- 1701 1701 1701
sund, lo stretto canale che divide Danimarca e Svezia e che con- Gli svedesi invadono La Prussia diventa re­ In Inghilterra viene
la Polonia. gno. Inizia la guer­ costruita la prima se­
duce al mare del Nord. ra di successione minatrice meccanica.
Pietro il Grande vs Carlo Xii. L’egemonia svedese era però 1702 spagnola.
contrastata. A opporsi c’erano la Polonia, la Danimarca e i prin- Gli svedesi occupano
cipati della Germania Settentrionale. A questi avversari storici, Varsavia.

1703 1703
Vittoria svedese sui Inizia la costruzione
Attacco a Noteburg russi a Pultusk in di San Pietroburgo.
La conquista della fortezza Polonia.
svedese presidiata dai soldati
di Carlo XII (in alto a sinistra), 1706
da parte delle truppe di Pietro Vittoria svedese a
Fraustadt e capitola­
il Grande (in alto a destra), aprì
zione della Polonia.
un passaggio ai russi verso il 1707
fiume Neva e il Baltico. Inghilterra e Scozia
si uniscono nel re­
gno di Gran Bretagna.
In India inizia la de­
cadenza dell’impero
Moghul.

1708 1708
Carlo XII avvia l’inva­ Muore Carlo Ferdi­
sione della Russia. nando Gonzaga e fi­
nisce l’indipenden­
1709 za del ducato di 1709
I russi sconfiggono gli Mantova. Abraham Darby rea­
svedesi nella batta­ lizza in Inghilterra il
glia di Poltava. primo altoforno a
carbone.
1709-1714
Carlo XII rima­
ne nell’Impero
ottomano.

1710 1710-1711
Danimarca e Sassonia Guerra tra Russia e
attaccano la Svezia. Impero ottomano. I
russi perdono Azov
sul Caspio.

99
I GRANDI TEMI
LA GRANDE GUERRA DEL NORD
Città
strategica
Nel 1710 l’esercito
di Pietro il Grande
occupò Riga
(Lettonia), strappata
agli svedesi.

Carlo XII salì al trono di Svezia a soli 15 anni. Non si rivelò uno sprovveduto,
alla fine del Seicento, si aggiunse un rivale nuovo ma ben più te­ stava affrontando un nemico più temibile di quanto potesse pen­
mibile: la Russia di Pietro il Grande. Lo zar voleva trasformare il sare. Lungi dall’essere uno sprovveduto, il “re fanciullo” di Sve­
suo Paese in una grande potenza europea. L’unica possibilità per zia dimostrò di essere ancora più votato alla guerra dello stes­
farlo era entrare nel grande gioco del Baltico. so Pietro e persino più sobrio nei gusti e indifferente ai disagi».
L’occasione per Pietro si presentò all’alba del Settecento. Nel Carlo era un personaggio glaciale, impenetrabile, educato fin da
1697 era salito sul trono svedese Carlo XII, di appena 15 anni. bambino al governo e, soprattutto, alla guerra. Amava trascorre­
Come si usava all’epoca venne dichiarato maggiorenne d’ufficio. re il tempo in mezzo ai Karoliner, i suoi soldati, e nelle corti eu­
I nemici della Svezia pensarono di approfittare dell’inesperien­ ropee si ironizzava su questa passione del re per i commilitoni,
za del nuovo sovrano e nacque così, nel 1700, una lega tra Polo­ anche perché non si sposò mai. Pettegolezzi a parte, come spie­
nia, Danimarca e Russia. Ufficialmente, avrebbe dovuto “riporta- ga Hughes, «il grande amore di Carlo, alcuni direbbero la sua os­
re la tranquillità nel Nord”. In realtà il fine era strappare agli sve­ sessione, fu il suo esercito». Questa ossessione lo portò a cerca­
desi il Baltico. re sempre la guerra
Chi pensava di liquidare in fretta il giovane Carlo XII, però, si All’AttAcco. Il conflitto, chiamato la Grande Guerra del Nord,
sarebbe dovuto ricredere. Lo spiega bene la storica inglese Lind­ fu inevitabile e si protrasse fino al 1721. Le prime fasi furono pro­
sey Hughes nella sua biografia di Pietro il Grande: «Lo zar russo pizie al bellicoso re svedese. I russi furono sbaragliati, nel 1700

I soldati svedesi? “Vichinghi” ben organizzati


N el corso del Seicento
l’esercito svedese diven-
ne il più potente d’Europa.
contava circa 10mila uomini e
costituiva il 20 % delle forze
militari svedesi. Il resto dell’e-
reclutare un soldato e a for-
nirlo di tutto il necessario. In
pace questi uomini lavorava-
Nel 1618 venne introdotta sercito era formato da merce- no e vivevano nella fattoria,
la coscrizione obbligatoria nari che erano sottoposti alla in caso di guerra potevano
che riguardava un uomo su medesima disciplina militare essere richiamati rapida-
dieci tra i 18 e i 40 anni. Gli degli svedesi ma rappresen- mente. Ufficiali e sottufficiali
altri 9 erano tenuti a pagargli tavano un peso enorme per le non ricevettero più il salario
equipaggiamento e armi. In casse del regno. ma venivano ricompensati
questo modo l’esercito era Risparmiosi. Per questa con terre di proprietà della
formato da un solido nucleo ragione, dopo il 1660, venne Corona. Con questo metodo
di soldati nazionali, fedeli al adottato il cosiddetto “me- la Svezia arrivò a disporre
re e ferventi protestanti. In to- todo di ripartizione”: ogni di 40mila-50mila soldati
tale questo nucleo nazionale fattoria doveva provvedere a nazionali.
INTANTO NEL MONDO
Stratega 1711 1711
Il conte Boris L’Afghanistan diven- Joseph Addison pub-
Šeremetev, generale ta indipendente dal- blica a Londra il gior-
dell’esercito russo: la Persia. nale The Spectator.
ebbe un ruolo
decisivo nella 1712
Battaglia di Narva. I francesi occupano il
Madagascar.

1713-1714 1713
Sconfitte svedesi in Finisce la guerra di
Germania e Polonia. successione spagno-
la. La Gran Bretagna
1714 ottiene il monopo- 1714
I russi invadono i ter- lio della tratta degli Il filosofo Leibniz pub-
ritori svedesi della schiavi. blica la Monadologia.
Finlandia. Fahrenheit fabbrica il
primo termometro a
mercurio.

1715-1716 1715
HERITAGE IMAGES/GETTY IMAGES (2)

La Prussia dichiara Muore Luigi XIV di


guerra alla Svezia. Gli Francia.
svedesi perdono i lo-
ro avamposti nel Bal-
tico Meridionale.

1716
Gli svedesi inva-
dono la Norvegia 1717 1717
ma un condottiero freddo e spietato Meridionale. In Cina l’impera- A Londra sorge la
tore revoca l’edit- “Grande Loggia” del-
a Narva (presso Riga, oggi in Lettonia). Negli anni successivi fu to di tolleranza per il la Massoneria. Ini-
cattolicesimo. zia a Torino la costru-
piegata la Polonia e il suo sovrano, Augusto II, fu rimpiazzato zione della Basilica di
da un re fantoccio degli svedesi. E il resto dell’Europa? Assisteva 1716-1718 Superga.
preoccupato ai trionfi di Carlo, ma le potenze continentali ave- Guerra tra Impero
vano pensieri più importanti. In quegli stessi anni, infatti, infu- asburgico e Impero
riava la Guerra di successione spagnola, un conflitto tra Francia ottomano. Gli Asbur-
go estendono i loro
e Spagna dei Borbone da una parte e Inghilterra con i suoi allea- domini.
ti dall’altra, che si prolungò fino al 1713.
Sconfitta la Polonia, il sovrano di Svezia maturò la convinzione 11 dicembre 1718 1718
che non ci dovessero essere mezze misure con la Russia e soprat- Carlo XII muore du- I francesi fondano
tutto con Pietro il Grande. Lo zar, infatti, nonostante la sconfitta rante la campagna di New Orleans.
Norvegia.
iniziale, non era rimasto con le mani in mano. Aveva continuato
a modernizzare il suo esercito e, soprattutto, aveva attaccato gli 1719 1719 1719
avamposti svedesi sul Baltico. In particolare i russi avevano con- Gli svedesi si ritirano Il Tibet diventa pro- L’inglese Daniel De
quistato nel 1703 la fortezza di Nyenkans, sul golfo di Finlandia, dalla Norvegia. tettorato cinese. Foe dà alle stampe il
romanzo d’avventure
1720 Robinson Crusoe.
La Spagna occupa il
Texas. I Savoia diven-
tano re di Sardegna.
L’esercito svedese metteva a pietra focaia leggeri, che si
in campo gli ufficiali giovani potevano imbracciare (fino
mentre i più anziani operava- ad allora, era stato necessario 10 settembre 1721 1721
no nelle retrovie, nei campi ricorrere a una forcella ap- La pace di Nystad po- Montesquieu pubbli-
di addestramento, nella logi- poggiata al terreno). I fanti ne fine alla Grande ca le Lettere persiane.
stica e nei rifornimenti. Solo erano addestrati al tiro, cosa Guerra del Nord.
le mogli dei soldati erano inusuale a quei tempi. E an-
ammesse in caserma. che l’artiglieria era di grande
Bene armati. Fabbri e ar- qualità, più leggera di quella
maioli erano esentati dalle diffusa all’epoca. Grazie allo
tasse ma operavano sotto lo sfruttamento delle sue mi- 1725
stretto controllo dei funzio- niere di ferro, nel Seicento la Muore Pietro il
nari regi. La fanteria svedese Svezia fondeva il 30-40% di Grande.
fu la prima a dotarsi di fucili tutti i cannoni europei.

101
I GRANDI TEMI
L’invasione della
LA GRANDE GUERRA DEL NORD
Supremazia
Russia si rivelò un La Battaglia di Gangut,
con la quale nel 1714

disastro: l’esercito Pietro impose la Russia


come potenza navale.

svedese arrivò
sfinito dal freddo alla
battaglia decisiva
di Poltava e Carlo fu
costretto a rifugiarsi

HERITAGE IMAGES/GETTY IMAGES (2)


dai turchi. Che lo
tennero in ostaggio

e qui Pietro aveva dato il via alla costruzione di una nuova cit-
tà: San Pietroburgo (v. riquadro a destra). San Pietroburgo, una finestra sull’Europa
Urgeva una lezione che lo zar non dimenticasse tanto facil-
mente. Così, nel 1708 gli svedesi invasero la Russia. L’eserci-
to scandinavo poteva contare su 45mila uomini ben addestrati,
L a città di San Pietroburgo
fu la materializzazione dei
sogni di Pietro il Grande. Lo
servì a mostrare l’egemonia
russa sui mari del Nord. Lo
zar, inoltre, le diede in origine
ma si ritrovò a dover fare i conti con i tradizionali alleati della zar voleva che la Russia guar- il nome olandese di Sankt
Russia: le enormi distanze e, soprattutto, il “generale inverno”. dasse a Occidente, si aprisse Piter burkh per sottolineare la
Disastro a Poltava. Come sarebbe accaduto un secolo dopo all’Europa e diventasse la più vicinanza ideale con l’Olanda,
alle armate di Napoleone e più tardi ancora a quelle di Hitler, grande potenza del Nord. uno dei regni più moderni
La città, fondata nel 1703 dell’epoca. Infine la trasformò
gli svedesi avanzarono in un territorio sterminato, in cui colle- alla foce del fiume Neva, in capitale in modo da segna-
gamenti e approvvigionamenti erano difficili. Per di più, i russi simboleggiava tutto questo. re un distacco da Mosca, città
usavano la strategia della “terra bruciata”. Lo zar era stato chia- Edificata sul Baltico, su una considerata in Europa slava e
ro: “Chi fornirà cibo o denaro al nemico verrà impiccato. Coloro terra strappata agli svedesi, asiatica, insomma estranea.
che ne sono al corrente ma tacciono verranno giustiziati. Anche
i villaggi da dove proviene questo cibo saranno bruciati”. Alla fa-
me si aggiunse il freddo. L’inverno del 1709 fu così duro che un
pastore luterano al seguito delle truppe scrisse: “Lo sputo degli
uomini si trasformava in ghiaccio prima di toccare il suolo, pas-
seri congelati cadevano dai tetti. Si vedevano uomini privi di ma-
ni, altri senza mani né piedi, alcuni persero le dita, i visi, le orec-
chie e i nasi, altri strisciavano carponi”.
In quell’inferno di ghiaccio Carlo XII perse metà del suo eser-
cito. I superstiti giunsero sfiduciati allo scontro di Poltava (oggi
in Ucraina), il 9 luglio 1709. Gli appena 20mila svedesi ebbero
comunque la forza di attaccare, ma i soldati furono falciati come
erba dall’artiglieria di Pietro. Carlo XII contò circa 7mila morti
e 3mila prigionieri tra le sue file e fu costretto a rifugiarsi a sud,
nell’Impero ottomano, per non essere catturato.
tramonto sveDese. Per Carlo XII fu come passare dalla padel-
la nella brace. I turchi consideravano l’ingombrante ospite un
ostaggio: il re svedese rimase di fatto prigionero per cinque an-
ni. Anni durante i quali i nemici, antichi e anche nuovi, come
la Prussia, alzarono la testa e si lanciarono alla conquista dei
possedimenti svedesi.
Nel 1714 Carlo poté finalmente ripartire e si lanciò in una fol-
le cavalcata attraverso l’Europa, vestito da semplice ufficiale. In
due settimane raggiunse le sue truppe in Danimarca e organiz-
zò il rientro in patria.
102
Qui trovò un regno esausto per le guerre e desideroso solo
di pace. Carlo, però, non la pensava allo stesso modo e cercò
un’impossibile rivincita attaccando la Norvegia. Fu il suo ulti-
mo azzardo. L’11 dicembre 1718, mentre ispezionava le trincee
attorno alla fortezza norvegese di Fredriksten, un proiettile gli
trapassò la testa, ponendo fine alla sua esistenza e alla spedizio-
ne svedese. A Stoccolma non furono in pochi a rallegrarsi. Anzi,
non è mai stato chiarito fino in fondo se a uccidere il re sia sta-
to un proiettile nemico o un sicario del suo seguito.
Fatto sta che la Svezia si affrettò ad avviare trattative di pace
che si protrassero fino al 1721 e che sgretolarono il dominio sve-
dese. La Russia ottenne le province svedesi del Baltico e anche
la Finlandia Meridionale.
Il pendolo della Storia si era definitivamente spostato da Stoc- Dal nulla

LEEMAGE/MONDADORI PORTFOLIO
colma a San Pietroburgo e il Baltico era saldamente in mano Pietro il Grande
russa. Come ha scritto il grande storico svedese Peter Englund, (a destra) mentre
“il popolo di un’intera nazione aveva lasciato il palcoscenico e supervisiona i lavori
preso posto a sedere tra gli spettatori”. • per la sua città,
Roberto Roveda creata ex novo.

Paludosa. Tutto iniziò con migliaia morirono per le du- cittadina a cui è collegata, spansione. Sempre sotto
una fortezza. Poi, dopo la rissime condizioni di lavoro e ai santi Pietro e Paolo. La Pietro iniziò la costruzione
vittoria di Poltava, Pietro avviò l’insalubrità della zona. cattedrale divenne il mau- della Prospettiva Nevskij, la
giganteschi lavori di bonifica Corte prestigiosa. Lo zar soleo degli zar. celebre strada di 4 km che
delle paludi della zona e nel coinvolse nella costruzio- Ma un ruolo simbolico attraversa la città. In segui-
1712 obbligò nobili, mercanti ne degli edifici della “città ancora più importante to, sotto lo zar Pietro II la
e funzionari di corte a lasciare santa di Pietro” architetti di ebbe per i russi il mona- capitale tornò a Mosca e la
Mosca per costruire le loro ca- tutta Europa e le migliori stero che ospita le spoglie città conobbe una tempo-
se nella nuova capitale. Anche maestranze. L’italiano Do- di Aleksandr Nevskij, il ranea decadenza. Ritornò
decine di migliaia di contadini menico Trezzini disegnò condottiero che sconfisse centro della vita culturale e
furono costretti a trasferirsi la fortezza della città de- gli svedesi nel 1240 presso politica russa con la zarina
nella zona per popolarla e a dicata, come la cattedrale la Neva, bloccandone l’e- Caterina II, dal 1762.

Umile dimora
Veduta del Palazzo
d’Estate di San
Pietroburgo nel
Settecento.
ALTAIR4 MULTIMEDIA

LA BASILICA DI OGGI IL RITORNO DELL’OBELISCO

104
Completata nel 1590 da Giacomo Fu papa Sisto V, nel 1586,
della Porta. La facciata fu realizzata a far collocare in piazza San
da Carlo Maderno nel 1607-1614: è Pietro l’obelisco originaria-
larga circa 115 metri e alta 45. mente nel circo di Caligola.

A cura di Aldo Carioli


RICOSTRUZIONI

XVI-XVII SEC.
LA BASILICA ATTUALE
Nel 1506 papa Giulio II decise di
abbattere la basilica di Costantino e
costruirne una nuova. Il progetto fu
affidato a Donato Bramante, che morì nel IL COLONNATO
1514. L’opera fu proseguita da Antonio da Piazza San Pietro fu disegna-
Sangallo e infine affidata a Michelangelo, ta, dopo vari ripensamenti,
da Lorenzo Bernini nel 1657.
che progettò la grande cupola, ma morì Il colonnato ha 284 colonne.
nel 1564 prima di vederla finita.

LA CAPPELLA
degli imperatori alle grandi chiese della cristianità.

DI S. ANDREA
L’area del Vaticano da duemila anni è uno scrigno di

Accanto alla cap- LA PRIMA PIETRA


edifici monumentali: ecco come si è evoluta, dal tempo

pella di Petronilla L’edificazione iniziò nel 318, in-


un secondo mau- terrando la necropoli. La basili-
soleo fu dedicato ca comprendeva un campanile
a sant’Andrea. e un atrio con una fontana.

318-333 RICICLO
LA BASILICA DI COSTANTINO Per la costruzione
della basilica di Co-
Fu voluta dall’imperatore Costantino,
stantino si usarono
che nel 313 ammise il cristianesimo materiali recupera-
fra i culti dell’impero. L’edificazione ti dal circo.
Dal Circo di Caligola alla

iniziò nel 318 ma, quando fu


completata, la capitale imperiale
era già Costantinopoli.
LE TOMBE
Dal II secolo il circo fu abban-
donato e il terreno dato in
concessione a ricchi plebei,
che qui eressero le loro tombe.
I resti della necropoli sono oggi
nelle Grotte Vaticane.

II-III SEC.
LA GRANDE NECROPOLI
Per alcuni secoli l’area vaticana fu
utilizzata come necropoli e vi furono
eretti mausolei per imperatori
e notabili del tardo impero, poi
DA ONORIO A PETRONILLA
inglobati nella successiva basilica.
Il mausoleo dell’imperatore
Onorio (morto nel 423), dal
757 ospitò le reliquie di santa
Petronilla, martire del I secolo.

LA SEPOLTURA DI PIETRO
Nella necropoli sarebbe stato sepolto
l’apostolo Pietro, ucciso nel circo duran-
te le persecuzioni di Nerone. In seguito
i cristiani identificarono la sua tomba,
di cui oggi resta una parte di muro,
al di sotto della basilica attuale.

41 D.C.
IL CIRCO DI CALIGOLA
La costruzione fu iniziata
dall’imperatore Caligola e
completata da Nerone. Nerone
Basilica di San Pietro

durante il suo regno (54-68)


ordinò la prima persecuzione dei GIGANTESCO
DALL’EGITTO AL CUPOLONE La lunghezza dell’e-
cristiani, fatti uccidere qui per la L’obelisco al centro del circo fu fat- dificio era di circa 500
vicinanza di una necropoli. to portare qui da Eliopoli, in Egitto, metri, per 100 di lar-
per volere di Caligola. Oggi svetta ghezza. Ospitava circa
in piazza San Pietro.

105
20mila persone.
NOVECENTO

MEMORIE
Il mito della conquista
Uno scontro tra forze militari
italiane e turchi sotto le mura
di Tripoli in un’illustrazione
pubblicata nel 1911 sulla rivista
francese Le Petit Journal.
SCALA

Ottant’anni fa Mussolini proclamava la


nascita dell’impero italiano. Una nuova
testimonianza fa emergere i lati oscuri
dell’esperienza coloniale in Libia e in Etiopia

Così la Libia
divenne italiana
C ome nacque il progetto di con-
quistare la Libia, definita una
“terra promessa” dai nazionalisti
italiani? Con le armi. Nel 1911 infatti
il governo Giolitti dichiarò guerra
all’Impero ottomano, che controllava
quella parte del Nord Africa. Non
sembrava un conflitto impegnativo.
Invece ci vollero vent’anni per avere
ragione prima delle forze turche, Anni di consenso
poi dei ribelli. Gli italiani usarono Mussolini in parata a Tobruk,
subito il pugno di ferro contro questi in Libia, durante la sua visita
ultimi, con esecuzioni di massa e del marzo 1937. La Libia
deportazioni. tornò indipendente dopo la
Conquista. Dopo la vittoria sulla Seconda guerra mondiale.
Turchia (1912) il controllo italiano
si limitava alla costa: Tripolitania e
Cirenaica. Il tentativo d’invasione del
Fezzan, nell’interno, scatenò la rea-
zione e gli italiani furono ricacciati
sulla costa. Nel 1919, dopo la fine
della Prima guerra mondiale, l’Italia
MONDADORI PORTFOLIO

dotò di uno statuto la Cirenaica e


parte della Tripolitania e del Fezzan,
riunendoli in un unico possedimento
chiamato Libia, di cui nel 1923 il fa-
scismo prese il controllo. (p. p.)

106
D’AFRICA
S
ono passati ottant’anni da quel
fatidico 9 maggio 1936 in cui
Mussolini s’affacciò al balcone
di palazzo Venezia per annun-
ciare che l’Italia aveva “finalmente il
suo impero”. L’Africa orientale italiana
– unione di Eritrea, Somalia italiana e
Abissinia (o Etiopia che dir si voglia) –
si aggiungeva ai possedimenti libici (v.
riquadro a sinistra), avverando un so-
gno. La conquista di un “posto al sole”
tra le potenze coloniali non fu, però, la
trionfale passeggiata, né la missione di
civiltà, che la propaganda fascista ten-
tò di accreditare. Al contrario: mostrò il
volto più feroce e razzista del regime.
CronaChe afriCane. Stragi, uso di armi
proibite, segregazioni, repressioni, una
politica di apartheid. Il mito degli “italia-
ni brava gente” non regge più: si è infran-
to, negli ultimi decenni, sotto i colpi di
testimonianze dirette e documenti d’ar-
chivio. Tra le prove che fanno riemerge-
re queste verità c’è anche il memoriale di

107
A sinistra, il primo
treno italiano in
un’oasi del deserto
libico, nel 1911.
A destra, il duca
d’Aosta ad Addis
Abeba accolto
dall’imperatore

GETTY IMAGES
etiope Hailé
Selassié, nel 1930.
SCALA

Gli italiani dotarono di infrastrutture le colonie africane.


Ma il prezzo fu alto: per realizzare la sola strada tra
Dabat e Debarech, in Etiopia, 300 operai persero la vita
Filippo Salerno, avvocato pugliese scomparso gurazioni di infrastrutture “moderniste” e scavi
nel 1991, che ricoprì, prima in Etiopia e poi in archeologici che rispolveravano la romanità in
Libia, il ruolo di capo ufficio stampa della Mi- chiave nazionalista divennero continua occasio-
lizia, vale a dire del corpo di volontari fascisti, ne per le parate delle autorità, dal duce in giù.
le famose Camicie nere, che affiancava l’eser- Fanno amaramente sorridere le pagine in cui
cito. La sua testimonianza rac- Salerno racconta di quando gli
colta dal giornalista Rai Angelo toccava organizzare safari per
ARCHIVIO GBB / CONTRASTO

Angelastro, che ne ha tratto un gerarchi e industriali con mogli


libro, è perciò particolarmente al seguito. Sognavano di tornare
significativa. a casa dall’Etiopia con una zan-
Erano gli anni del consen- na d’elefante o un leone impa-
so più forte attorno a Mussoli- gliato. Ma dei pachidermi e dei
ni. Salerno, come tanti altri ita- grandi felini non c’era più trac-
liani, anche non fascisti, ade- CURZIO cia: erano tutti scappati verso il
rì inizialmente con entusiasmo MALAPARTE Sudan per il gran fragore delle
all’avventura coloniale. Sal- Nel 1939 lo scrittore bombe e lo sconquasso causato
vo accorgersi di lati ora grotte- attraversò l’Etiopia per dalle armi chimiche. L’uso, anzi
schi ora tragici dell’imperiali- il Corriere della Sera allo l’abuso, di gas tossici resta in-
smo tricolore. scopo di documentare fatti una delle vergogne del co-
l’“impero bianco” in un
È risaputo che gli italiani si lonialismo italiano. Già in Li-
“Paese nero”. Fu più
dettero molto da fare per do- bia, tra il 1923 e il 1931, i nostri
affascinato dall’Africa
tare di infrastrutture i possedi- che dal colonialismo. avevano fatto ampio ricorso alle
menti africani. «Costruimmo più bombe al fosgene e all’iprite; in
carrozzabili nel Tigré di quan- Abissinia vollero strafare (v. ri-
te l’intera Etiopia avesse mai avuto fino ad al- quadro nelle pagine successive). Finanzieri nel deserto
lora», rivendica per esempio Salerno. Ma ricor- RepRessione bRutale. Viceré dell’Etiopia, e poi Un gruppo di ufficiali della
da anche che, cosa che pochi sanno, molti dei governatore in Libia, Rodolfo Graziani incarnò Guardia di Finanza cavalca
nostri operai persero la vita proprio per portare più di tutti il lato brutale dell’imperialismo no- nel deserto libico nell’oasi
a termine questi grandi progetti. In Libia, inau- strano. Dopo aver subìto, durante una cerimo- di Zuara, nel 1935.

C RONOLOG IA
1923-1932 1934 1935 1935
Nascita e fine Riconquista italiana
della Cirenaica e oc-
Proclamazione del
governatorato gene-
Il 2 ottobre Mussolini
annuncia la guerra
A novembre la Società
delle nazioni impone
di un impero cupazione della Libia. rale della Libia. contro l’Abissinia. sanzioni all’Italia.

108
SCALA
A sinistra, nel
1938 una colonna
di mezzi militari
presso il villaggio
libico chiamato
D’Annunzio.
A destra, Tripoli
nel 1926, con
la Moschea dei
Caramanli.

MONDADORI PORTFOLIO
SCALA

1936 1936 1941 1941 1941


Il 2 maggio l’impe- Il 5 maggio le truppe L’esercito britannico Il 5 maggio il negus Il 28 novembre
ratore etiope Hailé italiane entrano in riesce a conquistare Hailé Salassié rientra l’impero italiano
Selassié va in esilio. Addis Abeba. l’Abissinia. ad Addis Abeba. cessa di esistere.

109
A segnare la fine del colonialismo italiano in Africa fu la
CONTRASTO

nia pubblica, il 19 febbraio 1937 ad Addis Abe- fidò il compito al generale Pietro Maletti, che in
ba, un attentato dinamitardo al quale scampò due settimane del maggio 1937 incendiò 115mi-
per un soffio, Graziani ordinò una durissima la capanne, tre chiese e un convento e fucilò cir-
rappresaglia. ca 3mila tra monaci e ribelli. Il “gran finale” ar-
ENNIO FLAIANO Per tre giorni gli occupanti massacrarono uo- rivò nella città di Debra Libanos. Convinti, sul-
Ufficiale di mini, donne, vecchi e bambini. Fecero tra i 4mi- la base di fragili indizi, che gli abitanti della cit-
complemento in la e i 6mila morti. Migliaia di capanne furono tà-monastero fossero complici degli attentatori
Abissinia, dalla sua date alle fiamme, i fuggiaschi falciati a colpi di di Addis Abeba, gli uomini di Maletti fucilarono
esperienza africana
bombe. Il “pogrom” fu l’inizio di una sistemati- l’intera comunità, oltre 2mila persone. In totale,
trasse un romanzo,
ca campagna di sterminio dell’intera nobiltà di la rappresaglia di Graziani fece 30mila vittime.
Tempo di uccidere, da
cui emerge un giudizio etnia amhara e degli intellettuali etiopi. TesTimone del massacro. Altri eccidi si con-
molto critico sul nostro Con il pretesto di prendere i cospiratori e im- sumarono a Mai Lahla e Zeret. Nel primo ca-
colonialismo. pedire futuri complotti, Graziani fece passare so (febbraio 1936) fu una rappresaglia per un
per le armi centinaia di cadetti militari, sospet- cantiere della Gondrand assalito di notte da un
ti ribelli. E persino indovini, cantastorie, strego- commando abissino, che violentò le donne e
Lascito d’asfalto ni ed eremiti, colpevoli a suo dire di diffondere trucidò gli occupanti. La vendetta fu spaven-
Italo Balbo, governatore della notizie false sulla dominazione italiana. Si de- tosa. Racconta Salerno, testimone di quei fatti:
Libia, a Tripoli nel 1934. Farà dicò poi a far piazza pulita del clero copto. Af- «Incaricarono della missione gli spahis, le trup-
realizzare i 1.822 km della Via
Balbia che collega, attraverso
la Libia, Egitto e Tunisia.
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Gli italiani e Gheddafi: una storia travagliata


D opo aver preso il potere con
un colpo di Stato militare il
1° settembre 1969, il 21 luglio
calcola che almeno 12 mila siano
rientrati in patria nei due mesi
seguenti. Il 7 ottobre (in Libia
e l’ascesa di Gheddafi (Baldini
Castoldi Dalai), ha svelato che
nel 1971 i nostri servizi segreti
tato di amicizia e cooperazione
siglato con il governo italiano nel
2008 lo quantificò in 5 miliardi
del 1970 Muhammar Gheddafi “giornata della Vendetta”) fu contribuirono a sventare un di dollari in investimenti per
stabilì “il ritorno al popolo libico emanato il decreto di espulsione. golpe contro Gheddafi. Il ditta- infrastrutture e lotta all’immi-
di tutte le proprietà immobiliari Ambiguità. Eppure, le relazioni tore libico continuò comunque grazione. La caduta del regime
degli italiani”. Dei 20mila nostri italo-libiche proseguirono. a chiedere un risarcimento per e l’uccisione del dittatore, nel
connazionali residenti in Libia, si Andrea Varvelli, nel libro L’Italia l’occupazione italiana. E il Trat- 2011, sospesero l’accordo. (a. c.)

110
dura sconfitta subita al fianco dei tedeschi nel 1942-43

CONTRASTO
pe coloniali libiche, che ci aiutavano nell’inva- Certo non sarebbe corretto ricordare solo bru-
sione dell’Etiopia spostandosi a cavallo. Aveva- talità e abusi: qualcosa di buono fu fatto e an-
no la fama di combattenti spietati. E i nostri co- cora rimane. Si potrebbe tuttavia insinuare ma-
mandi riconoscevano loro il diritto di commet- liziosamente, come fa Salerno nella sua testimo-
tere, ovunque andassero, le più feroci razzie». nianza, che agli italiani non convenisse, in fon- INDRO
Nel villaggio di Enda Selassie fu uno scempio: do, pacificare quei domini. La fine dello stato di MONTANELLI
«Presero donne e bambini, li stiparono in una belligeranza avrebbe infatti significato la perdi- Arruolatosi nel 1935,
chiesa e appiccarono il fuoco», ricorda Salerno. ta di promozioni sul campo, medaglie e, soprat- rimase in Africa fino al
1936. Negò in seguito
Nel 1939 partì invece una massiccia campagna tutto, di indennità di guerra. «Non si trattava di
l’uso dei gas tossici,
di rastrellamenti nella regione dell’Alto Scioa, cifre irrisorie. Ogni mese, 900 lire di paga mag-
sostenendo che il
che culminò con l’uso delle armi chimiche. A giorata», ha ricordato Salerno. Un conto era la nostro colonialismo
Zeret un folto gruppo di civili, tra cui feriti e pa- retorica di regime; un altro gli interessi persona- fu “il più umano, o il
renti di guerriglieri, s’era rifugiato in una grotta. li di tanti italiani. • meno disumano”.
Furono bombardati con l’iprite, fucilati o infoi- Dario Biagi
bati: le vittime furono oltre 1.500. L’eliminazio-
ne dell’aristocrazia e dell’intellighentia locali fu
completata con la deportazione di 400 notabili
in Italia e la segregazione nei lager di Nocra, in Una vittoria a colpi di armi chimiche
Eritrea, e Danane, in Somalia.
Il genocIdIo deI SenuSSItI. Nel capitolo geno-
cidi, il crimine peggiore fu commesso in Libia
C on la conquista di Addis Abeba, il
5 maggio 1936, la partita abissina
non finì. La pace non era ristabilita,
ne di baionette contro 90mila soldati
addestrati, 450 aerei contro 8, 1.100
cannoni contro 200), non esitarono
ai danni della comunità senussita, rea di ap- come proclamato invece da Mussoli- a scaricare sulla popolazione locale
poggiare il capo della guerriglia locale, Omar al- ni quattro giorni prima. La resistenza tonnellate di bombe vietate dal
Mukhtar. L’intero altopiano della Cirenaica (Ge- degli arbegnuoc, gli abissini che Protocollo di Ginevra sottoscritto nel
mantenevano il controllo di vaste e 1928. Bombe all’arsina (asfissianti)
bel e Marmarica) venne evacuato nel 1930 per impervie zone del territorio etiope, e soprattutto all’iprite (vescicanti),
ordine di Graziani. Metà della popolazione della segnò il passaggio alla guerriglia. le micidiali C.500.T: ordigni da 500
Cirenaica, 100mila libici, furono deportati in va- La guerra dei gas. L’Italia, che du- chilogrammi, di cui 212 di sola iprite,
ri lager, dove il 40% degli internati non soprav- rante la geurra aveva brandito l’alibi un gas che provoca piaghe deva-
visse. Esecuzioni pubbliche e fosse comuni era- della liberazione di 400mila abissini stanti. In tre mesi, tra la fine del ’35 e
dalla schiavitù inglese, fece in fin il marzo del ’36, la nostra aviazione
no all’ordine del giorno. dei conti di peggio: 760mila vittime, sganciò 991 di questi ordigni. Sul
Non contento, in Libia Graziani fece alzare un secondo i calcoli del Negus, Hailé fronte meridionale dell’Abissinia il
reticolato di 270 km per sigillare la frontiera con Selassié. L’invasore non lesinò truppe viceré Graziani continuò a bombar-
l’Egitto. Spesa: 20 milioni di lire dell’epoca (ol- e armamenti: la campagna abissina dare anche dopo. In totale scaricò su
tre 15 milioni di euro attuali). E l’ennesima pro- fu la più imponente di tutta la storia resistenti e civili 30.500 chilogrammi
coloniale. Malgrado la schiacciante di bombe all’iprite e 13.300 di bombe
va che il nostro colonialismo, in quanto a sti- supremazia numerica (mezzo milio- al fosgene.
le di governo, era in linea con le altre potenze e
non cercò mai la via del dialogo.
Soldati italiani
Fino al 1935 eritrei, somali e libici non godet-
tra il 1935 e il
tero di diritti. E nell’epoca del governatore Ita- 1936, durante la
lo Balbo (1934-1940), quando in Libia vennero guerra in Etiopia,
chiusi i lager, i nomadi furono cacciati e le loro dove si usarono
terre furono assegnate ai coloni italiani, per fa- largamente i gas.
vorirne l’incremento demografico. «Un colossale
furto, uno dei più palesi e odiosi che siano mai
stati compiuti in Africa», ha sentenziato lo sto-
rico Angelo Del Boca. Senza contare le razzie in
Cirenaica: 95% degli ovini e 80% di dromedari
e cavalli confiscati o uccisi.

S+
Il bel tempo di La guerra
APERNE Tripoli, Angelo d’Etiopia,
DI PIÙ Angelastro (e/o). Angelo del Boca
L’esperienza di (Longanesi). Il
GETTY IMAGES

Filippo Salerno conflitto e


in Libia e in i crimini in
Etiopia. Abissinia.

111
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IN EDICOLA dal 17 maggio
neI prossimI numerI con tante altre storie e personaggi

PERSONAGGI ARTE

Buffalo Bill in tournée Madonne nei secoli


Il Wild West Show portò la frontiera americana in tutto il mondo. Persino Dalle icone all’Ottocento, passando per i capolavori del
in Italia, dove Buffalo Bill fu accolto come un eroe nel 1890 e nel 1906. Rinascimento, come è cambiata la raffigurazione di Maria.

SEICENTO SPORT

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La rivoluzione della scienza Il Giro della speranza


Tra la fine del Cinquecento e il Seicento gli studiosi europei Il Giro d’Italia del 1946 fu poi chiamato “della Rinascita”: all’indomani della
cominciarono a vedere il mondo con gli occhi della scienza. guerra, era il simbolo delle speranze della nascente Repubblica.
flashback
ROGER VIOLLET/ALINARI

Francia, 1893. Un neonato immobilizzato dalle fasce, con la cuffietta in testa. All’epoca il primo anno di vita dei bebè
era una tortura: venivano strettamente avvolti in strati di lino o di cotone, dalla testa ai piedi, con lo scopo di tenere
caldi i corpicini e prevenire o correggere le malformazioni scheletriche. Via via che il bambino cresceva gli venivano
sfasciate prima le braccia, poi il tronco, infine le gambe. Non era certo più semplice la vita delle mamme e, soprattut-
to, nelle famiglie benestanti, di balie e cameriere: il corredino andava cambiato e lavato ogni giorno.
114
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