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- I CLASSICI DELLA STORIA DELLA PSICOLOGIA -

I manifesti della psicologia americana fra 800 e 900

QUADRO GENERALE
In Europa, WUNDT (1832-1920) creava a Lipsia nel 1879 il primo laboratorio di
psicologia sperimentale ( considerata la data di nascita della psicologia scientifica,
come scienza autonoma). Per la nuova scienza della psiche, Wundt aveva indicato:
Oggetto il contenuto della esperienza immediata dei propri stati di
coscienza, ottenuta tramite introspezione, ma limitata a quei fenomeni che
possono essere posti in relazione e fenomeni fisici e/o fisiologici;
Metodo sperimentale introspezione controllata in laboratorio o
introspezione sperimentale;
Alcuni principi basilari elementismo (la riduzione degli stati di coscienza ai
loro elementi costituitivi ultimi, ossia la scomposizione dellesperienza
cosciente in dati psichici elementari) e associazionismo (lassociazione di tali
elementi per spiegare i processi psichici complessi).
La scuola americana di JAMES, STANLEY HALL, CATTELL, BALDWIN trova al
centro della propria ricerca psicologica lidea delluomo come organismo per
lesistenza in continua interazione con lambiente circostante (la loro anima
derivava da Darwin). Questi americani contestano la psicologia di Wundt specie per
lelementismo: non si devono analizzare i contenuti della coscienza ridotti ad
elementi semplici e nemmeno la struttura della vita psichica (da qui il termine
strutturalismo), ma bisogna studiare le funzioni della coscienza o le operazioni
mentali che lindividuo compie per adattarsi allambiente; Quindi, compito dello
psicologo di scoprire il meccanismo operativo dei processi psichici, non la loro
struttura.
Lo psicologo deve descrivere le tipiche operazioni svolte dalla coscienza alle prese con
determinate
condizioni di vita, in contrapposizione al tentativo di analizzare i contenuti, sia elementari che
complessi,
della coscienza stessa; secondo unanalogia biologica, la psicologia deve studiare non lanatomia
ma la
fisiologia della vita psichica.
1842 WILLIAM JAMES (1842-1910)
La psicologia americana nasce con William James e con la sua opera del 1890
Principi di Psicologia, unopera fondamentale che segna in modo indelebile
lintera storia della psicologia americana In essa, James considerava i processi
mentali come funzioni di adattamento e di sopravvivenza delluomo allambiente.
Egli condanna la psicologia di Wundt, che chiama psicologia microscopica in quanto condotta con
metodo sperimentale, ricorrendo a ogni passo alla introspezione.
Centrale nellopera di James il concetto di corrente del pensiero, definita come la pietra
angolare
della nuova psicologia da contrapporre alla tradizionale psicologia elementistica e
associazionistica. A
partire da tale concetto, al centro della psicologia vi deve essere la continuit del fluire della
corrente del

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pensiero, e non pi lanalisi delle sensazioni come costituenti elementari per la formazione e lo
studio degli
stati mentali complessi.
Lopera di James ebbe un ruolo essenziale sullo sviluppo della psicologia americana: Dewey e
Angell
sono considerati i primi ad aver tradotto la psicologia naturalistica di James in uno specifico
orientamento
il funzionalismo della scuola di Chicago.
Nel giro di pochi anni si differenziarono negli Stati Uniti tre programmi di ricerca:
1. Psicologia strutturale con Titchener, che evidenzia per la prima volta la necessit di
distinguere
due diversi programmi di ricerca psicologica, quello strutturale (cui aderisce lo stesso Titchener) e
quello funzionale;
2. Psicologia funzionale con Angell;
3. Psicologia comportamentista con Watson, il quale in radicale opposizione con la psicologia
strutturale e, in parte, quella funzionale.
James inizia il suo studio della mente cominciando dallinterno.
La maggior parte dei libri inizia dalle sensazioni, considerate come i fatti mentali
pi semplici, procedendo poi con il metodo della sintesi per costruire i livelli
superiori. Ma ci errato visto che nessuno di noi ha mai avuto una sensazione
semplice: la nostra coscienza un continuo pullulare di una molteplicit di oggetti e
relazioni. Quindi errato considerare le sensazioni come punto di partenza della
psicologia, ma bisogna partire dallattivit di pensiero; e nello specifico dobbiamo
partire dal dato che ogni attivit di pensiero procede (per attivit di pensiero
consideriamo tutte le possibili forme di coscienza).
Il processo di pensiero ha 5 caratteristiche:
1. Ogni pensiero tende ad essere parte di una coscienza personale;
2. In ogni coscienza personale il pensiero sempre in continuo mutamento;
3. In ogni coscienza personale il pensiero chiaramente continuo;
4. Il pensiero sembra essere sempre in relazione con oggetti indipendenti da s;
5. Il pensiero interessato ad alcune parti di quegli oggetti escludendone altre,
ne accetta alcune e ne rifiuta altre; ossia, sceglie tra di loro, costantemente.
1) IL PENSIERO TENDE AD ESSERE PARTE DI UNA COSCIENZA PERSONALE.
In questa stanza ci sono tanti pensieri, i miei e i vostri. Il mio pensiero appartiene
ad altri miei pensieri, cos come i vostri pensieri ad altri vostri pensieri. Se vi fosse
un pensiero semplice, che non fosse di nessuno, nessuno di noi potrebbe conoscerlo;
ci perch gli unici stati di coscienza con cui possiamo avere a che fare sono quelli
che si riscontrano nelle coscienze personali, nelle menti, nei s, ossia nei concreti io
e tu. Ciascuna mente tiene in s i propri pensieri e nessun pensiero pu entrare
sperimentato da unaltra persona; La legge che li regola lisolamento pi assoluto.
Quindi, il dato psichico elementare non questo pensiero o quel pensiero, ma il mio
pensiero, dal momento che ogni pensiero deve necessariamente appartenere a
qualcuno. N la contemporaneit, n la contiguit, n la somiglianza nella qualit o
nello spazio sono in grado di abbattere la barriera dellappartenenza a menti
separate.
Detto ci possiamo considerare come dato immediato della psicologia non il
pensiero, ma il s personale. Il dato psicologico universale non che esistono

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sensazioni e pensieri, ma che Io penso e che Io sento. Nessuna psicologia pu
dubitare dellesistenza di s personali.
2) IL PENSIERO IN COSTANTE MUTAMENTO.
Ci significa che, una volta trascorso, nessuno stato psichico pu ripetersi ed
essere identico a ci che era prima.
In effetti, non vi alcuna prova che noi sperimentiamo due volte la stessa
sensazione corporea, ossia ci che ci appare due volte lo stesso oggetto, non la
stessa sensazione (stesso prato verde, stesso suono del pianoforte, stesso profumo,
ecc.). Al riguardo, possiamo fare alcune considerazioni:
Noi utilizziamo le sensazioni per riconoscere la realt, ovvero, noi non
facciamo caso ai diversi modi in cui le sensazioni si presentano, in quanto ci
interessa lidentit delle cose e qualsiasi sensazione che ci confermi lidentit
verr grossolanamente considerata come identica (es. lerba la vediamo sempre
come verde sia che sia allombra che al sole, ma per un pittore sarebbe
fortemente diversa);
Ci sono prove indirette che la nostra sensibilit cambi in continuazione. Ad
esempio, percepiamo le cose in modo diverso a secondo che siamo stanchi o
riposati, se notte o giorno, vecchi o giovani, estate e inverno, ecc.
Analogamente, sperimentiamo emozioni diverse rispetto allo stesso oggetto;
Ci provabile anche da un punto di vista fisiologico. Infatti, affinch si
ripresenti una sensazione identica, essa dovrebbe presentarsi in un cervello che
non abbia subito alcun cambiamento, e ci fisiologicamente impossibile.
Ogni pensiero su un determinato oggetto unico; Quando un nuovo pensiero
considera quelloggetto, noi lo pensiamo in un modo nuovo, da una diversa
prospettiva, inserendolo in rapporti diversi da quelli in cui si presentato la volta
precedente. Il pensiero su un fatto o un oggetto un pensiero di esso in quei
rapporti, ossia un pensiero soffuso dalla coscienza di tutto il contesto indistinto
in cui esso di colloca. Ci evidente se pensiamo a quante cose ci possono
apparire eccitanti in unoccasione ed insignificanti in unaltra.
Lesperienza ci plasma in continuazione e, quindi, la nostra reazione mentale a
ogni cosa semplicemente il risultato della nostra esperienza del mondo intero
fino a quel momento. Quindi, ogni stato mentale determinato dalla intera
esperienza passata (un occhio onnisciente potrebbe leggere tutta la storia
passata del possessore di quel pensiero); quindi impossibile che un pensiero si
ripresenti nello stesso modo.
Tutto ci ci porta a dire che due idee non potranno mai essere identiche. Quindi,
da contestare Locke sulle idee semplici: conveniente formulare i fatti mentali
in termini atomistici, considerando gli stati psichici superiori come fossero
costituiti da idee semplici immutabili, ma questa una metafora: unidea
sempre identica a se stessa unentit mitica. Ad esempio, luso di queste forme
mitologiche sono tipiche nel linguaggio, dove i nomi definiscono una cosa in
modo statico (gi migliori sono le lingue agglutinanti, dove i nomi non sono pi
immodificabili, ma cambiano la forma a seconda del contesto in cui sono
impiegati).
3) IN OGNI COSCIENZA PERSONALE IL PENSIERO CONTINUO.
E laffermazione centrale della teoria psicologia di James. Per continuo,
sintende che il pensiero senza interruzioni, separazioni e divisioni.

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James fa due precisazioni:
1. Anche dopo c stato un intervallo di tempo, la coscienza si percepisce come
connessa alla coscienza precedente, come una parte dello stesso s. in una
mente individuale possono esserci delle interruzioni, ossia degli intervalli di
tempo in cui la coscienza scompare per riapparire successivamente. A parte
casi particolari (anestetizzati, epilessia, svenimenti, ecc.), il caso pi tipico
quello del sonno. Quando ci svegliamo, sappiamo di essere stati incoscienti;
ma, anche in questo caso (considerando la continuit come quella situazione
in cui le parti sono internamente connesse tra di loro e si appartengono
reciprocamente come parti di unentit comune) la coscienza rimane
evidentemente una e continua, e lunit comune data proprio dal S) (Vi
sar comunit di appartenenza fra passato e presente. Ci ci permette di
dire che, parlando di coscienza, non possiamo vederla come una sequenza
di fatti separati tra di loro, ma come una corrente; essa scorre e non appare
a s stessa frammentata Per questo motivo, parleremo di CORRENTE DEL
PENSIERO o DELLA COSCIENZA.
2. I cambiamenti tra un momento e laltro nella qualit della coscienza non
sono mai improvvisi in modo assoluto. Tutti noi sperimentiamo la sensazione
di una separazione fra i nostri stati psichici (contrasti nella qualit dei
segmenti successivi della corrente del pensiero): ad esempio, un urto
improvviso o la comparsa di un nuovo oggetto ci fanno sperimentare lidea
che la corrente della coscienza subisca uninterruzione. Ma vero ci ?
Facciamo il caso di una situazione di silenzio e dellimprovviso arrivo di un
tuono: noi possiamo sperimentare uno stato di confusione e di sorpresa tale
che non capiamo subito cosa succede. Ma anche quella confusione uno stato
mentale, ovvero uno stato mentale che ci fa passare dal pensiero di un
oggetto al pensiero di un altro. Anche questo stato mentale di transizione
parte della coscienza. Inoltre, nella consapevolezza del tuono in s, la
coscienza del precedente silenzio continua ad operare: quindi, quando
scoppia il tuono, non sentiamo il puro tuono, ma il tuono che interrompe il
silenzio e che contrasta con esso. In altri termini, la sensazione del tuono
anche la sensazione del silenzio terminato. Analogamente, se avessimo in
successione tre eventi successivi a, b, c, lo stato cerebrale relativo a c risente
anche di a e di b. Pertanto, le modifiche dello stato cerebrale non sono mai
discontinue, ma stati psichici successivi dovranno sfumare gradualmente luno
nellaltro, sebbene il ritmo del loro mutamento possa differenziarsi.
Soffermiamoci sul ritmo di cambiamento considerando la corrente del
pensiero, importante sottolineare la diversa velocit delle sue parti.
Paragonandola al volo di un uccello, avremo un alternarsi di voli e di momenti di
sosta. I punti di riposo sono solitamente occupati da immagini sensoriali la cui
peculiarit consiste nel poter essere mantenute di fronte alla mente per un periodo
di tempo e di poter essere contemplate; i punti di volo sono riempiti da pensieri di
relazione che si formano tra i fatti contemplati nei periodi di relativo riposo.
Chiamiamo i punti riposo le parti sostantive e i punti di volo le parti transitive
della corrente del pensiero. Il fine principale della nostra attivit di pensiero
sempre quello di raggiungere qualche altra parte sostantiva rispetto a quella da cui
ci siamo appena allontanati; possiamo anche dire che la funzione pi importante

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delle parti transitive quella di portarci da uno stato sostantivo allaltro.
Da un punto di vista introspettivo molto difficile considerare le parti
transitive; E per questa ragione che molte scuole filosofiche si sono basate solo
sugli stati sostantivi, trascurando gli stati transitivi. Il caso pi eclatante quello del
Sensismo: esso ha negato le sensazioni di relazione, affermando che il pensiero non
un flusso continuo, ma una serie di idee distinte, pi o meno rapide nella loro
successione e, quindi, considerando solo gli stati psichici sostantivi, separati tra di
loro. Ci errato! Come nel mondo reale, esistono gli oggetti e le relazioni fra
oggetti, analogamente esistono le sensazioni sostantive e le sensazioni che
conoscono le relazioni. Dovremmo, quindi, parlare di sensazioni di e, se, ma, da, con
la stessa immediatezza con la quale parliamo delle sensazioni di blu o di freddo.
Oltre agli stati transitivi, per James esistono anche delle sensazioni di
tendenza. Facciamo il caso della lacuna (un nome dimenticato); Se ci vengono
proposti nomi non adatti, sappiamo che essi non corrispondono al nome dimenticato;
la lacuna di una parola non somiglia alla lacuna di unaltra parola, sebbene entrambe
siano prive di contenuto E ovvio che non ci troviamo davanti allassenza di
sensazione (come spesso si dice), ma di fronte alla sensazione di unassenza, che
comunque una sensazione intensa (!!). Analogamente, vi una differenza fra
unesperienza provata per la prima volta e unesperienza riconosciuta come
familiare, anche non riusciamo a definirla, a sapere quando e dove labbiamo
provata. Abbiamo molti altri casi: limprovvisa intuizione di ci che qualcuno vuole
dirci (lo indoviniamo), lintenzione di dire qualcosa prima di averla detta, sono
tutte sensazioni di tendenza. Generalmente anche la tendenza considerata uno
zero psichico, ma invece sono oggetti della corrente del pensiero, dobbiamo
riconoscere al vago il posto che gli spetta nella nostra vita psichica.
In definitiva, le immagini ben definite rappresentano solo una piccola parte della
nostra mente. La psicologia tradizionale parla come chi dice che un fiume consiste
solo di secchi, recipienti e botti di acqua; anche quando i secchi e i recipienti fossero
effettivamente immersi nella corrente, tra di loro continuerebbe a scorrere ancora
dellacqua. E proprio lacqua della corrente della coscienza che gli psicologi
tradizionali continuano ad ignorare. Ogni immagine definita dalla mente
impregnata dellacqua libera che le fluisce intorno. Con essa va il senso delle sue
relazioni vicine e lontane, leco morente della sua provenienza, il senso nascente
della sua direzione. Il significato dellimmagine sta tutto in questo alone o penombra
che la circonda e laccompagna, anzi completamente fuso con essa.
Possiamo fare il seguente grafico (vedi pag. 82):
Ogni punto della linea orizzontale rappresenta un tratto del processo cerebrale; laltezza della
curva rappresenta
lintensit del processo. I processi prima dellapice erano pi intensi un momento fa, quelli dopo
lapice saranno pi
intensi un momento dopo. Se io dico a, b, c, nel momento in cui pronuncio b, n a n c sono fuori
dalla mia coscienza,
ma si mescolano al processo pi intenso (b).
James fa lesempio degli ipertoni musicali (ipertono suono secondario
prodotto da un corpo in vibrazione accanto al suono fondamentale): gli ipertoni non
sono uditi separatamente dallorecchio, ma si mescolano con la nota principale,
colorandola e alterandola. Analogamente accade con i processi psichici quando

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nascono e quando terminano: essi si mescolano con il processo che si trova al punto
culminante. Chiamiamo ipertono psichico o frangia linfluenza di un processo
cerebrale debole sul nostro pensiero nel momento in cui lo rende consapevole di
relazioni e di oggetti percepiti solamente in modo oscuro.
Anche quando consideriamo la funzione cognitiva di differenti stati mentali, la
differenza fra conoscenza e nozione riducibile quasi totalmente allassenza o alla
presenza di ipertoni. La conoscenza di una cosa la conoscenza delle sue relazioni,
mentre la nozione di una cosa si limita alla semplice impressione di una cosa.
Consideriamo anche il senso di affinit: esso ci permette di percepire la relazione
di armonia o di contrasto, di accordo o di disaccordo con il tema del nostro pensiero.
Possiamo fare vari esempi: a) se stiamo ascoltando un discorso in francese,
limprovvisa introduzione di una parola in inglese verrebbe percepita come
dissonante; b) analogamente, un vocabolo incongruo o un verbo con la coniugazione
errata viene percepito come dissonante; c) invece, se i vocaboli fossero congrui e la
grammatica fosse corretta potremmo anche non renderci conto che lo stesso discorso
non ha alcun significato, in quanto rispettato il senso di appartenenza dei vari
vocaboli. Paradossalmente, un discorso senza senso potrebbe apparire sensato se
grammaticalmente corretto, invece, un discorso sensato esposto in forma non
corretta potrebbe apparire come privo di senso. Ogni parola in un discorso viene
sentita come dotata di significato; questo pu essere diverso quando la parola
dinamicamente inserita in un discorso e quando, invece, considerata staticamente,
isolata da un contesto. Le parole, prese dinamicamente (in quanto pensate), sono
percepite nelle loro frange di relazione, nelle loro affinit e opposizioni, nelle loro
funzioni e significati.
Infine, la cosa pi importante in una serie di pensieri la sua conclusione:
questa che rappresenta il significato o il tema del pensiero. E ci che resta
quando tute le altre parti scompaiono dalla memoria, ed di solito una parola, una
frase, unimmagine, un atteggiamento pratico o una decisione. Le parti della
corrente che precedono queste conclusioni sostantive non sono che mezzi per
raggiungerle. Purch giungiamo alla stessa conclusione, i mezzi possono cambiare a
piacimento, dal momento che il significato della corrente del pensiero sar la stessa.
Sia A unesperienza da cui partono pi individui e Z la conclusione pratica inferibile
da essa. I vari individui potranno arrivarci in modo diverso ma, se alla fine, essi
arrivano alla stessa conclusione potremo dire che tutti i soggetti hanno avuto
sostanzialmente lo stesso pensiero.
4) IL PENSIERO UMANO SEMBRA AVERE A CHE FARE CON OGGETTI INDIPENDENTI DA
S; CONOCSE INSOMMA E SVOLGE LA FUNZIONE DI CONOSCERE.
Ci confermato dallesistenza di molti pensieri umani: se il mio pensiero ha lo
stesso oggetto del suo pensiero, posso dire che il mio pensiero conosce una realt
esterna a me.
Ma cosa intendiamo per oggetto in psicologia ?
Nelluso comune, la parola oggetto presa senza riferimento allatto di
conoscere, venendo considerata come sinonimo di soggetto individuale di esistenza.
Ossia, se si chiede a qualcuno quale sia loggetto della mente quando diciamo
Colombo ha scoperto lAmerica, le persone ci risponderanno Colombo, o
America o scoperta dellAmerica. E un errore del linguaggio quello di estrarre
un nocciolo sostantivo dal suo contenuto e di considerarlo il suo oggetto. Infatti,

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lOggetto di questo pensiero il suo intero contenuto, ossia Colombo-ha-scopertolAmerica:
mettiamo i trattini proprio per evidenziare linsieme di relazioni che si
diffondono nelloggetto. Se noi estraiamo solo Colombo, possiamo sbagliare per
eccesso o per difetto. Loggetto del pensiero , quindi, niente di pi e niente di
meno che tutto quello che il pensiero pensa, esattamente come il pensiero lo pensa.
Unaltra considerazione la seguente: per quanto complesso possa essere
loggetto, il pensiero di esso un unico stato di coscienza indiviso. La tradizionale
psicologia associazionistica suppone, al contrario, che quando loggetto complesso,
ossia contiene molti elementi, anche il pensiero costituito da un numero
corrispondente di idee, unidea per ogni elemento e tutte apparentemente fuse, ma
in realt separate. Invece, affinch vi sia un unico pensiero, la molteplicit delle
idee deve essere ridotta ad unit; una molteplicit di idee coesistenti una chimera.
Qualsiasi cosa venga pensata in relazione, viene pensata fin dallinizio in ununit, in
un unico stato mentale, sensazione o stato della mente.
Ad esempio, consideriamo il pensiero il mazzo di carte sul tavolo; non
possiamo ridurre il pensiero al solo mazzo di carte, ma dobbiamo considerare lintero
pensiero il-mazzo-di-carte--sul-tavolo (vedi grafico pagina 110). Sulla linea
orizzontale inseriamo gli istanti di tempo; Avremo che ogni parte di tempo sente
loggetto totale in modo unitario ed indiviso. Sulla linea verticale poniamo gli oggetti
del pensiero; lintero diagramma da O a O rappresenta la lunghezza finita della
corrente di pensiero. Prima di O, lintero pensiero presente nella nostra mente
nella forma dellintenzione di pronunciare quella frase; appena prima di O avremo
finito di pronunciare la frase. Le varie sezioni verticali indicano diversi modi di
sentire il significato della frase: nel punto di 2 lenfasi sar sulle carte, nel punto 4
lenfasi sul tavolo, e la corrente si fa pi alta verso la fine perch il modo finale di
sentire il contenuto pi ricco e pieno in questa fase rispetto allinizio.
Ma non bisogna credere che ogni parola, nel momento in cui viene pronunciata,
sostituisca tutto il resto del pensiero; lidea totale (oggetto o contenuto del
pensiero), invece, presente anche quando ogni parola pronunciata. Ossia, questa
idea lipertono-frangia della parola, non mai assente. Quindi, le diverse parole
(nei momenti in cui sono pronunciate) rappresentano le parti pi in rilievo
delloggetto, ma lidea sempre presente (le altre parole sono meno distinte, ma
sempre presenti).
5) LA COSCIENZA SEMPRE INTERESSATA A UNA PARTE DEL SUO OGGETTO Pi
CHE UNALTRA, E ACCOGLIE/RESPINGE, OVVERO SCEGLIE CONTINUAMENTE MENTRE
PENSA.
Esiste, quindi, una costante attivit di scelta (di cui lattenzione selettiva e la
volont deliberativa rappresentano gli esempi pi chiari). Ogni nostra percezione
caratterizzata da una attivit di scelta, in quanto costantemente noi selezioniamo
alcuni aspetti e tralasciamo altri. In effetti, noi ignoriamo la maggior parte delle
cose che sono di fronte a noi; Gli stessi nostri sensi sono degli organi di selezione,
scegliendo allinterno dellinfinito caos di movimenti che costituiscono il mondo
esterno.; successivamente lattenzione, di tutte le sensazioni che si vengono a
fermare, ne coglie solo alcune, tralasciando le altre.
Ogni cosa esterna produce in noi moltissime sensazioni, ma la mente opera anche
in questo caso una selezione, scegliendo quelle sensazioni che ci permettono di
rappresentare nel mondo pi fedele, tralasciando le altre. La selezione

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onnipotente (questo spiega anche perch, rispetto ad una stessa esperienza,
persone diverse selezioni aspetti diversi) e anche il ragionamento una forma di
selezione.
Questo vero anche nel campo dellEtica, dove la scelta regna suprema:
unazione non possiede qualit etica se non viene scelta tra parecchie Possibilit,
tutte possibili.
In definitiva, la mente in ogni istante un teatro di possibilit simultanee. La
coscienza consiste nel confronto di queste possibilit, nella selezione di alcune di
esse e nelleliminazione delle altre, mediante lazione rinforzante ed inibente
dellattenzione. E un processo a cascata, attraverso il quale i processi mentali
superiori e pi elaborati agiscono sulle azioni di selezione operati a livello a pi
basso; a partire dal caos primordiale delle sensazioni, sviluppiamo attraverso
successive attivit di selezione le nostre attivit mentali.
Per concludere, James afferma che la principale forma di scelta (proprio perch
unica) quella con cui ogni uomo divide luniverso in due parti, chiamandole me e
non me. E un fatto psicologico fondamentale, perch ognuno di noi divider
luniverso in un punto diverso, corrispondente al proprio io e al resto del mondo.
1859 JOHN DEWEY (1859-1952)
INFLUENZE: lezioni di psicologia fisiologica e sperimentale di Hall, concezione
biologica della mente di James e formazione filosofica di Hegel (idealismo).
PUBBLICAZIONI: The new Psychology (articolo), Psychology (volume 1886), Il
concetto di Arco Riflesso in psicologia (1896)
E il primo studioso ad avere introdotto la psicologia naturalistica proposta da
James in uno specifico orientamento psicologico, il c.d. funzionalismo della scuola
di Chicago.
Larticolo Il concetto di Arco Riflesso in psicologia (1896) una forte critica al
concetto di arco riflesso (sul quale si basava la comprensione del funzionamento
del sistema nervoso). Gi Cartesio aveva distinto i movimenti volontari dai
movimenti involontari e, per questi ultimi, aveva immaginato un meccanismo che
collega direttamente la stimolazione sensoriale alla risposta motoria. NellOttocento,
con la distinzione fra fibre motorie e fibre sensoriali, il concetto di riflesso si era
posto alla base dello studio del sistema nervoso.
La teoria dellarco riflesso assume che lo stimolo sensoriale e la risposta motoria
sono due fatti distinti; quindi, larco riflesso viene visto come un insieme di parti
disgiunte e non come ununit comprensiva ed organica, Infatti, gli stimoli sensoriali
e le risposte motorie non sono entit separate e complete in s, ma sono solo
semplici divisioni di compiti, elementi funzionali allinterno di ununita quindi
abbiamo un circuito (non un arco), in cui sensazione e movimento si determinano
reciprocamente nella costituzione della coordinazione senso-motoria.
Larticolo di Dewey si inquadra in una proposta psicologica: loggetto della
psicologia deve essere la funzione di adattamento dellorganismo allambiente, vista
come processo circolare, in cui non possibile dividere a priori lo stimolo dalla
risposta, poich essi trovano il loro significato solo allinterno delle coordinazione
senso-motoria in cui si trovano. E evidente lattacco alla psicologia di Wundt
(basata sullelementismo e sul riduzionismo) e a quella del suo rappresentante pi
autorevole negli Stati Uniti, ossia Titchener.
Nella psicologia tradizionale, il concetto di arco riflesso una forma di

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dualismo fra stimolo e risposta (nota bene: allo stimolo viene sempre associata la
sensazione, alla risposta viene associato il movimento, e quindi vi una ripresa
del vecchio dualismo corpo/mente). Invece di interpretare la sensazione, il pensiero
e lazione sulla base del posto e della funzione che hanno nel circuito senso-motorio,
la psicologia tradizionale si basa ancora su rigide distinzioni fra sensazioni, pensieri
ed atti. Questa visione non unitaria ed organica, ma un insieme di parti disgiunte,
un insieme di processi diversi tra di loro uniti meccanicamente. Invece, opportuno
considerare lo stimolo sensoriale, le connessioni centrali e le risposte motorie non
come entit separate e complete in s, ma come una semplice divisione di compiti,
come elementi funzionali allinterno di ununit concreta globale Infatti, non
abbiamo una sensazione seguita da unidea seguita da un movimento, ma una
coordinazione.
Prendiamo il celebre esempio di James sul bambino e la candela.
Linterpretazione tradizionale : la sensazione della luce della candela lo stimolo e il
tentativo di afferrala la risposta; la scottatura lo stimolo e il ritrarre la mano la risposta.
In realt, se consideriamo bene, tutto inizia non con uno stimolo sensoriale (la luce), ma con
una coordinazione senso-motoria oculare, e quindi il movimento ad essere primario, mentre la
sensazione solo secondaria (poich sono i movimento del corpo, i muscoli della testa e degli
occhi
a determinate la qualit di ci che viene percepito). Quindi, IL VERO INIZIO LATTO DEL
VEDERE,
non la sensazione della luce.
Ora, se latto del vedere stimola latto del tendere la mano, questo avviene perch entrambi
gli atti sono parte di una coordinazione pi ampia: quindi, dobbiamo inserirli allinterno di una
coordinazione che sar vedere per tendere la mano; vi un circuito senso-motorio, non una
semplice riposta che segue uno stimolo. Anche quando il bambino si brucia e ritrae la mano, non
siamo di fronte ad una semplice sensazione, ma anche qui siamo in presenza di una coordinazione
senso-motoria.
Va notato che per non siamo di fronte ad unesperienza completamente nuova, ma al
completamento della precedente coordinazione occhio-braccio-mano. Si ha quindi, non un risposta
allo stimolo, ma una risposta nello stimolo. La scottatura sta nel vedere originario, lesperienza
visiva ampliata e trasformata nel suo valore, non semplice vedere, ma vedere una luce che
causa dolore al contatto (i tradizionalisti, invece, sono convinti che la il risultato della risposta sia
unesperienza completamente nuova e, quindi, direbbero che alla sensazione della luce si
sostituita ora la sensazione della scottatura); Invece si tratta dello sviluppo di unesperienza
(Dewey parla di mediazione).
Riepilogando lidea dellarco riflesso limitata in quanto considera:
lo stimolo sensoriale e la risposta motoria come due esistenza psichiche
diverse (invece, essi si trovano allinterno di una coordinazione, traendo il
loro significato da essa);
la qualit dellesperienza che precede la fase motoria e quella che la segue
come due stati diversi (invece, la seconda la prima ricostituita, dal
momento che la fase motoria esiste solo per raggiungere quella mediazione).
Facciamo un'altra considerazione, partendo dalla teoria di Baldwin sulla coscienza reattiva,
in cui egli distingue tre elementi:
1. lo stimolo (un suono forte inaspettato),
2. lattenzione (lelemento che viene registrato)

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3. la reazione muscolare successiva (la fuga).
Tale elenco non completo: infatti, non considera lo stato in cui era lorganismo prima della
percezione dello stimolo; Questo stato molto importante, in quanto lesperienza sar diversa (ad
esempio, se stava camminando in un posto buio di notte o che stia tranquillo a leggere).
Abbiamo che ci che precede lo stimolo una coordinazione senso-motoria e lo stimolo nasce
da tale coordinazione, rappresenta una sua conseguenza (lattivit precedente influenza il valore
della sensazione relativa al suono). Inoltre, il suono non uno stimolo o una sensazione semplice,

invece un atto, quello di ascoltare; e, in questa attivit, vi coinvolto lapparato motorio (il
movimento della testa, i muscoli dellorecchio sono tutti necessari alla ricezione del suono) proprio
come nel successivo fuggire.
Pertanto, nello schema di Baldwin vi un errore: non abbiamo prima un suono e poi lattivit
di attenzione. La sensazione mentale del suono dipende dalla risposta motoria che gi avvenuta.
Anche latto di fuggire non un atto puramente motorio, ma senso-motorio, avendo un proprio
valore sensoriale e un meccanismo muscolare (la reazione motoria del fuggire nello stesso
suono
e non solo nel fatto di essere successivo ad esso la fuga lesperienza mediata).
Siamo, quindi, in presenza di un circuito in cui la risposta motoria determina lo stimolo,
proprio nello stesso modo in cui lo stimolo sensoriale determina il movimento; questultimo
avviene
solo per poter determinare lo stimolo, fissare il tipo di stimolo, interpretarlo in un dato modo.
Ci che preme sottolineare che la distinzione fra i termini stimolo,
sensazione, movimento risposta di natura funzionale, perch si fonda sul
loro ruolo, e non esistenziale, perch non si fonda su ci che essi sono.
Dewey contesta anche lespressione senso-motorio utilizzata in termini
descrittivi, in quanto un processo, a seconda di come lo si considera, pu essere
sensoriale o motorio, ma non senso-motorio. Infatti, possiamo considerare il processo
dal punto di vista motorio, e di questa natura sono sia lo stimolo (eccitazione della
terminazione nervosa) che la risposta motoria; e si pu considerare il processo dal
punto di vista psichico-sensoriale, e di questa natura sono sia lo stimolo che la
risposta motoria (difatti, il movimento, descritto psichicamente, sensazione quanto
lo un luce o una scottatura). Quindi, non ha senso di parlare di processo sensomotorio;
ci un residuo dellantico dualismo metafisico di Platone, per il quale la
sensazione qualcosa di ambiguo fra anima e corpo, il pensiero puramente
psichico e il movimento puramente fisico.
Per Dewey, la distinzione fra stimolo e risposta non di natura ontologica
(riguardante il loro essere), ma di natura funzionale o teleologica (riguardante la
loro funzione nel raggiungere uno scopo).
Rispetto a questo processo teleologico si debbono distinguere due diversi casi:
1. La relazione stimolo-risposta rappresenta unorganizzazione di mezzi diretta ad uno
scopo. Ci avviene, ad esempio, in tutte le abitudini, come quella del camminare al
contatto con un pavimento. Qui noi non abbiamo coscienza dello stimolo in quanto stimolo o
della risposta in quanto risposta, ma semplicemente una serie di atti in sequenza, per il
raggiungimento di uno scopo;
2. La relazione stimolo-risposta, in presenza di un problema di stimolazione e di risposta
mentale. In questo caso, possiamo distinguere lo stimolo e la risposta come due atti distinti,
aventi una loro individualit, ma tale individualit va intesa come divisione di lavoro

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rispetto al raggiungimento di uno scopo. Ma si tratta sempre di un atto (una coordinazione
senso-motoria) a stimolare la risposta (anchessa senso-motoria), mentre non possibile
parlare semplicisticamente si una sensazione che stimola un movimento.
Quel che Dewey vuole dire che n la semplice sensazione, n il semplice
movimento possono essere considerati stimolo o risposta, ma solo un atto (una
coordinazione senso-motoria) pu essere stimolo o risposta. Dewey fa lesempio di
un bimbo che, nel toccare una luce brillante, abbia fatto talvolta unesperienza
piacevole talvolta unesperienza spiacevole. In questo caso, avremo che sia lo
stimolo che la risposta saranno incerti. Ci ci fa capire che la sensazione come
stimolo non ha nessuna sua specifica esistenza psichica. Essa indica semplicemente
una funzione, cambiando di significato a seconda dellattivit specifica da fare.
Analogamente, anche il movimento come riposta ha un valore funzionale.
In definitiva, la distinzione fra sensazione e movimento come stimolo e risposta
non pu essere considerata come descrittiva di eventi psichici esistenti in s, ma
vanno visti sempre allinterno di una coordinazione organizzata.
Lo stimolo-sensazione e la risposta-movimento hanno una specifica genesi
(motivazione) e uno scopo particolare (funzione).
La teoria dellarco riflesso, ignorando questa genesi e questa funzione, ci lascia
nelle mani semplicemente un arco, invece dellintero circuito.
Il circuito va inteso come coordinazione in cui:
lo stimolo quella fase della coordinazione in fase di costituzione che
rappresenta le condizioni che debbono essere soddisfatte per portarla ad un
esisto efficace;
la risposta quella fase della stessa coordinazione in via di costituzione che
ci d la chiave per soddisfare quelle condizioni.
Stimolo e risposta sono strettamente correlati e contemporanei.
Inoltre, lo stimolo qualcosa che deve essere scoperto e decifrato; la risposta
motoria che ci aiuta a scoprire e costituire lo stimolo, che gli conferisce significato.
1867 EDWARD BRADFORD TITCHENER (1867-1927)
INFLUENZE: Wundt (elementismo e riduzionismo), entra in contatto con Kulpe,
Meumann, Scripture e Angell.
PUBBLICAZIONI: An Outliner of Psychology (suo 1 volume, 1896, in cui bandisce
la ricerca sugli animali, sui bambini e sulla psicologia clinica applicata), i postulati
della psicologia sperimentale (articolo 1898).
Studia ad Oxford filosofia e fisiologia); successivamente rimane affascinato dalla
lettura di Fondamenti di psicologia di Wundt, si trasferisce quindi a Lipsia, nel
laboratorio dello stesso Wundt. Nel 1892 si trasferisce negli U.S.A. (Cornell
University) e diventa cos il rappresentante negli Stati Uniti della psicologia
sperimentale tedesca (traduce in inglese le opere di Wundt).
Nel 1898 esce I postulati della psicologia strutturale nel quale egli distingue
due modi molto diversi di intendere la psicologia: la psicologia strutturale e la
psicologia funzionale. La psicologia moderna concepita da Titchener in analogia
con la biologia: come in biologia si distinguono morfologia e fisiologia, anche in
psicologia possibile identificare una psicologia strutturale (sperimentale) e una
psicologia funzionale (descrittiva Dewey, James, Brentano). La psicologia
funzionale non potr mai portare a risultati scientificamente validi, in quanto essa
ancora ancorata alla metafisica.

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Per Titchener, il metodo tipico da utilizzare nella psicologia lintrospezione;
rispetto alla teoria di Wundt, Titchener ne accentua il carattere elementista e lo
estende anche ai processi mentali superiori.
Lesperienza riducibile a sensazioni, immagini e stati affettivi: questi sono i
contenuti elementari della vita psichica/coscienza (non ulteriormente suddivisibili)
e, quindi, rappresentano loggetto di studio della psicologia strutturale. Rispetto a
questi contenuti elementari della coscienza, lo psicologo deve fare uno studio
strutturale, non funzionale egli deve domandarsi cosa sono e in quale quantit,
non perch esistono (vivisezione che abbia risultati strutturali).
Larticolo di Titchener provoc varie reazioni, fra cui quella di William Caldwell che pubblic
la nota A proposito de I postulati della psicologia strutturale. Caldwell rimprovera a Titchener
alcune contraddizioni:
Titchener considera sensazioni, immagini e stati affettivi come elementi, ma in realt essi
sono dei processi (lo stesso Titchener utilizzava varie volte il termine processo a questo
proposito);
Titchener ammette che gli elementi degli strutturalisti sono artefatti, astrazioni, ma
finisce per considerarli come fossero cose reali. Caldwell si domanda Come pu un
artefatto essere una cosa ultima della mente ? Una cosa ultima della mente dovrebbe essere
la connessione fra questi elementi, non il singolo elemento in quanto artefatto.
Unaltra reazione allarticolo di Titchener si ha con Mary Whiton Calkins, con la pubblicazione
di un articolo una riconciliazione tra psicologia strutturale e funzionale, spesso dimenticato
dalla storia della psicologia.
La psicologia moderna concepita da Titchener in analogia con la biologia la
scienza della vita e degli organismi viventi, la quale pu studiare:
la struttura di un organismo, mediante lanalisi delle sue parti componenti
(scienza morfologica);
la funzione delle varie strutture evidenziate con lanalisi (scienza fisiologica);
i cambiamenti di forma di funzione che accompagnano la vita dellorganismo
nel tempo (scienza ontogenetica);
Accanto a queste, abbiamo le scienze che considerano non la vita di un
organismo, ma la vita della specie, la vita collettiva: la tassonomia, ossia la scienza
della classificazione (es. lecologia che studia le funzioni della specie e la
filogenesi che studia levoluzione).
Usando lo stesso principio classificatorio possiamo distinguere vari tipi di
psicologia:
Psicologia STRUTTURALE (analoga alla morfologia). Lobiettivo dello
psicologo strumentale quello di analizzare la struttura della mente,
individuando i contenuti elementari della coscienza; E una sorta di
vivisezione, nella quale lo psicologo interessato ai risultati strutturali,
non funzionali, ossia diretta a scoprire, rispetto ai contenuti elementari
della coscienza, cosa sono e in quale quantit, non perch esistono.
Psicologia FUNZIONALE (analoga alla fisiologia). In questo tipo di
psicologia vi una maggiore attenzione sui processi funzionali. La psicologia
funzionale principalmente descrittiva. Essa interessata alle funzioni: la
memoria, la volont, lattenzione, ecc., vengono viste come funzioni
dellorganismo; accidentale che i loro processi sottostanti siano di
carattere psichico, esse stanno allo stesso piano della digestione, della

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locomozione, ecc. per, giustamente, queste funzioni sono incluse nella
scienza psicologica, visto che considerano il funzionamento della mente
umana. Per Titchener, la psicologia funzionale non ha per portato a
risultati di utilit scientifica, in quanto essa ancora ancorata alla
metafisica (ritorniamo nel campo della filosofia); E invece inevitabile,
affinch la psicologia diventi una scienza, che la formulazione dei propri
problemi avvenga in termini statici piuttosto che dinamici, strutturali
piuttosto che funzionali. Solo cos la psicologia sar una scienza e non una
branca della metafisica.
Accanto a queste due Titchener indica altre quattro psicologie meno
rilevanti nella sua opera, come la psicologia ontogenetica (che si occupa
dello sviluppo dellindividuo), la psicologia tassonomica, la psicologia
funzionale della mente collettiva, la psicologia filogenetica.
Nella seconda parte dellarticolo, Titchener si pone lobiettivo di stabilire lo
stato dellattuale discussione sugli elementi strutturali della mente, sul loro numero
e sulla loro natura. Egli parte della critica per cui la morfologia della mente
ancora un campo di battaglia per opinioni diverse Questo accade anche perch si
considerano strutturali definizioni che non lo sono. Un esempio dato dal concetto
di giudizio dato da Brentano, cui Ebbinghaus ha dato uninterpretazione
strutturale; Ci non vero, perch Brentano si riferisce ai contenuti (quando parla di
giudizio, parla di qualcosa che viene accettato o rifiutato, quando parla di amore si
riferisce ad un oggetto che viene amato, ecc.). Perci questo un linguaggio che fa
riferimento alle funzioni, non alle strutture. Invece, gli elementi mentali degli
strutturalisti sono astrazioni neutre rispetto a qualsiasi riferimento oggettivo.
Per una valutazione, partiamo da un assunto su cui vi accordo generale: tutti
ammettano che le sensazioni sono processi mentali elementari. Analogamente,
anche gli stati affettivi sono considerati elementari da molti studiosi. Questo vero,
anche se i vari studiosi sono ancora divisi sulle definizioni. Sembra corretto
affermare, quindi, che i processi ultimi siano solo due: sensazioni (con la
sottocategoria di sensazioni e di idee) e affetti. Per quale motivo possiamo
considerarli come processi ultimi?
Tramite lintrospezione, si nota come la sensazione e laffetto non sono
riducibili luna allaltro, esse si sentono diversamente;
Tramite la fisiologia: poich la struttura della mente condizionata
dallorganizzazione fisica, si pu differenziare sensazione ed affetto facendo
riferimento al loro substrato fisico;
Si pu ricercare una formula descrittiva che riassumi le caratteristiche essenziali
dei due processi. E quello che intende Wundt quando scrive che le qualit della
sensazione sono comprese fra i massimi di differenza, mentre le qualit di
affetto sono comprese fra i massimi di opposizione.
Consideriamo ora gli attributi; Anche qui abbiamo accordo generale sul fatto che
esistono due attributi essenziali in ogni elemento psichico, ossia la qualit
specifica ed individuale (ad esempio, ci che mi permette di dire che una
sensazione piacevole o spiacevole) e lintensit, un attributo generale comune a
tutte le modalit di sensazione e di affetto. Ma sorge subito una situazione di
disaccordo, cos alcuni psicologi considerano i due attributi come coordinati, altri li
considerano separatamente qualit e intensit (considerando questultima come

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caratteristica equivalente di tutti gli elementi mentali)
Vi anche molta divergenza rispetto agli attribuiti di durata ed estensione (in
senso spaziale).
Ad esempio, Wundt considera questi due attributi tipici delle unioni di elementi, non dei singoli
elementi presi singolarmente; altri sostengono il contrario. Per Wundt: la sensazione
caratterizzata anche dagli attributi di durata e (talvolta) di estensione, lo stato affettivo
caratterizzato dallattributo di durata.
Un altro attributo su cui si discute quello della chiarezza (ad esempio, Wundt non lo
considera un attributo dei contenuti elementari).
In conclusione, per Titchener:
Lo stato affettivo caratterizzato dagli attributi di qualit, intensit e durata
La sensazione (sensazione o idea) caratterizzata dagli attributi di qualit,
intensit, durata, chiarezza e (talvolta) estensione.
La qualit intrinseca ed individuale. Lintensit e la chiarezza sono
caratteristiche relative. La durata e lestensione sono traduzioni estrinseche in
strutture dei termini inferiori di una serie funzionale.
Il corollario che gli elementi sono artefatti, astrazioni, isolati a puro scopo
scientifico, ma che non possono essere trovati nellesperienza se non nella loro
interconnessione
Titchener conclude affermando che, mentre vi un ragionevole accordo sui
postulati della psicologia strutturale, vi invece un disaccordo nel campo della
psicologia funzionale; Comunque, Titchener afferma di credere che la psicologia
fisiologica abbia davanti a se un grande futuro, apprezzando anche la sottigliezza
critica del lavoro dei funzionalisti, ma conclude dicendo di credere molto
fermamente che la migliore speranza per la psicologia stia nel continuare lanalisi
strutturale e che lo studio della funzione non dar frutti fino a quando non verr
controllata dal metodo sperimentale, soprattutto nella forma di sperimentazione di
laboratorio.
William CALDWELL scrive alcune considerazioni sullarticolo di Titchener.
In primo luogo, Caldwell evidenzia come larticolo abbia espresso il punto di vista
epistemologico di Titchener, poich questo ha indicato nella prima parte del suo
articolo lo scopo e le divisioni della psicologia, e nella seconda parte la natura
e il numero degli elementi strutturali della mente.
Dallarticolo di Titchener possibile ricavare:
Titchener ha distinto sei tipi di psicologia, quali la psicologia strutturale o
morfologica, la psicologia funzionale o descrittiva, la psicologia ontogenetica,
la psicologia tassonomica, la psicologia sociale e la psicologia filogenetica.
Gran parte della psicologia sperimentale rappresentata dalla psicologia
strutturale, che una vivisezione che porta a risultati strutturali, non
funzionali ed diretta alla scoperta, rispetto ai contenuti della mente, di
cosa sono e in quale quantit, non perch esistono;
Titchener afferma che la psicologia strutturale non ancora arrivata ad un
accordo generale, se si esclude la psicologia della sensazione. Invece, per
quanto riguarda la psicologia dello stato affettivo, riconosce che essa si trovi
in uno stato meno definito. Infine, per quanto concerne lanatomia dei
complessi funzionali (cio lo studio strutturale dei processi mentali superiori,
quali le percezioni e le emozioni, si ancora ad un semplice piano di

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sistemazione;
Titchener riconosce che gli elementi mentali degli strutturalisti sono degli
artefatti, delle astrazioni isolate a scopo scientifico, che non si possono
trovare nellesperienza.
Tutto ci spinge Caldwell ad alcune critiche:
Titchener dice alcune cose molto discutibili sulla psicologia funzionale. Ad esempio, egli afferma
che la psicologia funzionale non ha laccuratezza scientifica della psicologia strutturale, arrivando
a sostenere che i metodi della psicologia descrittiva possano portare a risultati di utilit scientifica.
Ma questo un giudizio semplicemente dal suo punto di vista.
Lo psicologo strutturalista dovrebbe attenersi strettamente al suo punto di vista strutturale
almeno allinterno della sua attivit osservativa, ma Titchener non lo fa! Infatti, parla di attributi
degli elementi (qualit, intensit, ecc.), ma questi attributi non sono elementi, ma categorie o
caratteristiche. Inoltre, Titchener, parla di sensazione e di affetto, ma questi non sono elementi,
ma processi o fasi di processi (lo stesso Titchener utilizza spesso il temine processo). Ed
evidente che i processi siano fatti di sequenza, non fatti di struttura!
A parte questi problemi terminologici, Titchener non coerente nella sua trattazione quando
ammette che gli elementi degli strutturalisti sono artefatti, astrazioni. Lerrore di Titchener,
quindi, di trattare questi elementi come se fossero cose reali, ossia considerandoli in modo
dogmatico ed ontologico. Ora, si domanda Caldwell, come possibile considerare un artefatto
una cosa ultima della mente? La cosa ultima dovrebbe essere la connessione che esiste fra tali
elementi, ma non lelemento in quanto artefatto.
Caldwell trova nellarticolo di Titchener un doppio punto di vista sulla psicologia strutturale,
ovvero la psicologia strutturale considera i processi mentali sotto il punto di vista delle categorie
di qualit, intensit, durata, ecc. la psicologia strutturale ha come oggetto di studio gli
elementi mentali ultimi, ossia non ulteriormente riducibili. Per Caldwell, il 2 punto di vista
destinato a fallire; pertanto, la psicologia strutturale si distinguer dalle altre psicologie non per il
suo oggetto di studio, ma per il suo punto di vista, ossia le categorie.
MARY WHITON 1863 CALKINS (1863-1930)
Si laurea nel 1885, lavora a Lipsia con Wundt nel 1886, poi studia ad Harvard,
dove conosce James, il quale le rifiuta il dottorato, perch donna.
Nel 1905 la prima donna ad essere eletta alla presidenza della American
Psychological Association; in questa occasione pronuncia il discorso A proposito di
una riconciliazione fra psicologia strutturale e funzionale(dibattito dominante in
quegli anni negli USA). La Calkins pensava che la validit della procedura funzionale
(con la sua attenzione alladattamento dellorganismo allambiente) non inficiava la
validit del modo di procedere strutturale (con la sua scomposizione analitica dei
fenomeni in elementi)
A fronte del dibattito fra strutturalisti e funzionalisti, la Calkins ammette una
conciliazione fra le due piscologie. Lelemento di accordo rappresentato dal s
psichico, il quale non analizzabile solo in elementi, ma va anche inteso come
complesso di relazioni con il suo ambiente, sociale e fisico (in questo, la Calkins
erede del pensiero di James, il quale aveva dichiarato che lunica cosa che la
psicologia ha il diritto di ammettere come postulato il pensiero; e il primo
carattere del pensiero che esso tende ad una forma personale). Quindi per la
Calkins, il s psichico poteva essere inteso:
da una parte, come la base delle esperienze coscienti presenti, cio
percezioni, idee, emozioni o, pi esattamente, atti di percepire, pensare

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ed emozionarsi;
dallaltra, visto come un s in relazione.
Quindi, entrambi i tipi di analisi, sia la strutturale che la funzionale, diventano
essenziali per una completa psicologia del s: Ogni esperienza di coscienza un
complesso di elementi strutturali e un s in relazione con lambiente.
Per la sua analisi, la Calkins parte da Darwin, il quale aveva affermato che il
biologo studia lanimale nelle sue relazioni con lambiente circostante (mentre il
fisico studia la struttura delle parti ultime della materia). Esistono, quindi, due
diversi modi di procedere della scienza: da una parte lo studio di un oggetto
scientifico visto come complesso di elementi (strutturale), dallaltra, lo studio di un
oggetto scientifico nelle sue relazioni con lambiente (funzionale). Per, lo stesso
Darwin, afferma anche che possibile una conciliazione fra questi due modi di
procedere della scienza, qualsiasi ambito della scienza (latomo, le comunit, ecc.)
soggetto alla legge della selezione naturale. Tutto ci porta ad affermare che
tutti i fenomeni sono fondamentalmente connessi con lambiente e debbono, quindi,
essere studiati dal punto di vista delle relazioni. Ma, nel contempo, questa
estensione della procedura funzionale ad ogni ambito della scienza, non interferisce
con la validit dellanalisi strutturale, ossia nella sua analisi dei fenomeni in
elementi. La conclusione che il biologo non ha alcun diritto di esclusivit rispetto
al metodo funzionale, ed analogamente il fisico al metodo strutturale.
La Calkins estende questo discorso alla psicologia: troppo spesso le due psicologie
sono viste come contrapposte, fino ad escludersi. Lo psicologo strutturale spesso
incline ad ignorare le relazione funzionali; lo psicologo funzionale condanna la
psicologia strutturale come un resoconto astratto ed inadeguato alla coscienza.
Invece, per la Calkins, le due psicologie sono conciliabili, e tale conciliazione
possibile se poniamo come dato fondamentale della psicologia il s psichico. Infatti,
il s psichico non analizzabile solo in elementi, ma va anche inteso come
complesso di relazioni con il suo ambiente, sociale e fisico.
Ma cosa il s psichico?
Con s psichico intendo proprio ci che luomo comune intende con s,
escludendo quindi lidea che il corpo ne faccia parte; Pertanto, il s psichico :
da una parte, visto come la base delle esperienze coscienti presenti, cio
percezioni, idee, emozioni o, pi esattamente, atti di percepire, pensare
ed emozionarsi;
dallaltra, visto come un s in relazione con il proprio ambiente, sociale e
fisico.
Questa teoria del s psichico come dato fondamentale della psicologia deve
essere difesa dalla teoria opposta, la c.d. psicologia delle idee, la quale considera
come dato fondamentale della psicologia levento psichico, tale che il s psichico
viene ridotto da questa teoria ad una serie di eventi psichici (definiti in modo
diverso, Locke idea, Hume percezione, Spencer sensazione, Titchener
processo mentale). Quindi, il dato fondamentale della psicologia il s, non
lidea, e ci dimostrabile in due modi:
1. lidea unastrazione che implica necessariamente un s;
2. la descrizione della coscienza tramite lanalisi delle idee non un resoconto
esaustivo dellesperienza della coscienza stessa.
Pertanto, la psicologia delle idee inadeguata a porsi come oggetto

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fondamentale della psicologia.
La Calkins preme anche su un altro punto la psicologia deve essere tenuta distinta alla
filosofia, della biologia e dalla sociologia:
La psicologia non deve considerare lorganismo psicofisico (ossia il corpo unitariamente alla
coscienza) come suo oggetto, visto che esso rappresenta loggetto della biologia. Invece, la
psicologia deve essere una scienza della coscienza;
Il s della psicologia diverso dal s della filosofia, in quanto la psicologia non si occupa
della natura ultima del s, ma lo d per scontato, in quanto oggetto immediato di
osservazione;
La psicologia considera il s individuale, dellindividuo (anche se non trascura le sue
relazioni sociali); invece, la sociologia considera lorganismo sociale, ossia i diversi gruppi
sociali.
La Calkins per dimostrare che il s psichico permette una conciliazione fra la
psicologia strutturale e funzionale, passa per tre tappe:
1. Gli strutturalisti e parte dei funzionalisti non hanno idee ben chiare sul dato
fondamentale della psicologia;
2. Entrambi, per, hanno ragione a proposito delle loro dottrine sullanalisi
psicologica; lanalisi degli uni completa quella degli altri;
3. Entrambi i tipi di analisi (sia strutturale che funzionale) sono essenziali per
una completa psicologia del s.
Iniziamo dalla psicologia strutturale.
C un pregiudizio comune per cui questa psicologia abbia come oggetto di studio
levento psichico/idea (il che la ridurrebbe ad una psicologia delle idee). In realt,
nella psicologia strutturale, lidea non il dato psichico immediatamente osservato;
invece, centrale in tale psicologia, la procedura analitica, attraverso la quale
vengono analizzate le esperienze tipiche riducendole ai loro elementi primi, per poi
classificare tutte le possibili esperienze complesse secondo i diversi elementi
individuati. Essa, quindi, si compone di analisi e classificazione. Pertanto, tale
analisi in elementi strutturali non coincide con lanalisi di unidea.
Ora, questo approccio pu essere utile alla psicologia del s, in quanto essa
interessata a individuare gli elementi che compongono lesperienza cosciente
(difatti, ogni esperienza della coscienza va intesa sia come una relazione del s con
lambiente, sia come un complesso di differenti esperienze elementari, sensoriali,
affettive, ecc.) . In questo modo abbiamo dimostrato che la psicologia del s include
la parte essenziale della psicologia strutturale.
Consideriamo ora la psicologia funzionale.
Secondo la psicologia funzionale, loggetto della psicologia lo studio del s
psicofisico (il corpo cosciente) con lambente. Ma questa, come si detto
precedentemente, una concezione di tipo biologico ! Per non tutti i funzionalisti
la pensano in questo modo; ad esempio Angell sostiene la legittimit della
separazione fra corpo e mente, privilegiando lanalisi dei fatti mentali. La psicologia
funzionale si basa su due concezioni:
1. La concezione di coscienza in relazione con lambiente;
2. La concezione di coscienza in termini del significato o valore di quelle
relazioni.
La Calkins intende dimostrare che la psicologia funzionale, vista sotto il primo
aspetto, pu coincidere con una psicologia del s; vista sotto il secondo aspetto pu

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essere un supplemento della psicologia del s.
La centralit che la psicologia funzionale riconosce alla relazione con lambiente permette di
ricondurre tale psicologia alla psicologia del s (interessata allo studio delle esperienze di
coscienza nelle sue relazioni con lambiente). Quindi, la concezione cardine della psicologia
funzionale, la coscienza nella sua relazione con lambiente, un elemento centrale della
psicologia del s.
Ma la psicologia funzionale include anche la concezione secondo cui la coscienza vada
considerata anche in termini di significato, ossia come funzione che ha significato e valore, ossia
in riferimento al raggiungimento o al mantenimento di uno scopo.
Si badi, per, che anche questo punto pu ricollegarsi alla psicologia del s. Infatti, non certo
il semplice organismo fisico, ma il s che pensa, che sente e che agisce ad avere relazioni con
lambiente improntate allo scopo. Quindi, tutte le esperienze (anche se le consideriamo in termini
di valore) tendono allo sviluppo del s psichico.
Riepilogando, sia per la concezione 1 (relazione del s con lambiente) che per la
2 (utilit ed efficacia di tale relazione), la psicologia funzionale una forma di
psicologia del s, pertanto, la psicologia del s (dottrina secondo cui il s cosciente
il dato fondamentale della psicologia) sintetizza in modo armonico le idee centrali
sia della psicologia strutturale sia della psicologia strutturale. Su questa base, la
coscienza, che implica sempre un s psichico, un complesso sistema di elementi
strutturali e di relazioni del s con lambiente.
Nella terza parte del suo articolo, la Calkins intende giustificare le sue
conclusioni analizzando concrete esperienze mentali, ponendosi tre obiettivi:
1. Dimostrare che queste esperienze concrete non possono essere descritte in
modo adeguato semplicemente enumerandone gli elementi strutturali;
2. Dimostrare che concepire queste esperienze come relazioni del s con
lambiente comprende tutte le conclusioni essenziali della psicologia
funzionale.
3. Dimostrare come la psicologia del s aggiunga un principio di descrizione e
classificazione che completamente assente nella psicologia strutturale ma
che pure fondamentale per le distinzioni operate dalla psicologia funzionale.
Le concrete esperienze mentali (forme di coscienza) che la Calkins esamina sono
tre:
Limmaginazione. Dal punto di vista strutturale, limmaginazione e la
percezione sono un insieme di elementi sensoriali; fra le due non vi nessuna
differenza psicologica (solo fisiologica, dato che la percezione data
dalleccitazione di un organo sensoriale periferico).
Invece, la psicologia del s distingue fra percezione ed immaginazione (nella
percezione io sono consapevole di me stesso in quanto condivido questa
esperienza con altri s, mentre nellimmaginazione questa coscienza non vi ).
Questa descrizione in termini di relazione con lambiente va ovviamente
integrata da unanalisi strutturale (limmaginazione non ha un alto grado di
stabilit, vividezza e durata);
Lemozione. La psicologia strutturale descrive lemozione come un insieme di
elementi affettivi e sensoriali. Ma questa descrizione limitativa !; infatti,
lemozione comprende anche la relazione personale di un s con se stesso, con
altri s o con un oggetto. Questa osservazione importante anche perch, se le
emozioni fossero viste solo nei termini strutturalisti, sarebbe difficile

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distinguere, ad esempio, lorgoglio e la gioia, entrambe piacevoli, che possono
essere distinte solo quando le consideriamo nellaspetto relazionale con altri
s.
La volont. La Calkins afferma che ci che distingue la volont dalle altre
esperienze psichiche la sua attivit. Nel percepire, nellimmaginazione, nelle
emozioni, la Calkins riconosce esperienze principalmente passive; invece, la
volont caratterizzata da attivit. Questa distinzione fra attivit e passivit,
ovviamente, non potrebbe essere valutata dalla psicologia strutturale. Invece,
questa concezione della volont si adatta agli insegnamenti della psicologia
funzionale (descritta in termini di relazione con lambiente, e sottolineandone
la direzione verso uno scopo).
In definitiva, possibile dimostrare che ogni esperienza di coscienza un
complesso di elementi strutturali e un s in relazione con lambiente: la psicologia
la scienza dei s strutturalmente analizzabili e socialmente in relazione.
1 JAMES ANGELL (1869 869-1949)
INFLUENZE: Dewey (A. suo allievo e collaboratore), Tufts, James.
PUBBLICAZIONI: An Introductory Study of the Structure and Function of Human
Counsciousness (1904, suo primo volume), larea della psicologia Funzionale
(discorso).
Si laurea nel 1890 allUniversit del Michigan con Dewey; rimane molto
affascinato da James, tanto da andare a studiare con lui ad Harvard. Girovaga tra
America e Germania e nel 1904 pubblica Uno studio introduttivo della struttura e
delle funzioni della coscienza umana, che costituisce il primo abbozzo esplicito del
programma funzionalista Angell intende rivolgersi al lato funzionale della
psicologia, a come cio la mente si sviluppa e funziona.
La psicologia funzionale fondata da Angell assume un punto di vista biologico
(come per James) che si basa sulle seguenti affermazioni:
A. Lessere umano un organismo psicofisico e la sua parte mentale non pu
essere compresa completamente o correttamente senza un riferimento alla
parte fisiologica (funzionamento del SN e del cervello);
B. La coscienza deve essere studiata nella sua relazione con gli oggetti o con gl
eventi che costituiscono il suo ambiente.
Nel 1906, Angell eletto presidente della American Psychological Association,
e in questa occasione pronuncia il discorso Larea della psicologia funzionale che
diventa il manifesto ufficiale della psicologia funzionalista. A suo parere, il
funzionalismo era stato fino ad allora inteso in tre modi, che sono parti integranti di
un unico programma comune:
1. Come la psicologia delle operazioni mentali (in opposizione alla psicologia degli
elementi mentali) ossia come psicologia del come e del perch della scienza,
(in opposizione alla psicologia del cosa della coscienza);
2. Come la psicologia che considera la mente come lelemento primario di
mediazione fra lambiente e i bisogni dellorganismo, e che si occupa in tal
modo dellutilit della coscienza;
3. Come la psicologia psicofisica, attenta alla relazione mente-corpo per
comprendere appieno la vita mentale.
Uno degli elementi centrali dellimpostazione di Angell era la difesa della
ricchezza e validit della vita mentale il funzionalista considera fenomeni mentali

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nel loro insieme per mostrarli chiaramente nella loro reale utilit vitale.
1A CONCEZIONE: il funzionalismo inteso come la psicologia delle operazioni
mentali in opposizione alla psicologia strutturale, ovvero degli elementi mentali la
psicologia del come e del perch della coscienza, in opposizione alla psicologia del
cosa della coscienza. La psicologia funzionale ha lo scopo di distinguere e di
descrivere le operazioni della coscienza nelle reali condizioni di vita, in contrasto
con lobiettivo strutturalista di analizzare e di descrivere i contenuti elementari e
complessi della coscienza (elementi irriducibili della coscienza e i loro modi di
combinazione).
La psicologia funzionale sempre stata presente nellindagine psicologica. Basti pensare alla
divisione di Aristotele delle attivit mentali in intelletto e volont, o quella moderna in cognizione,
sentimento e volont. Esse sono tre diversi modi dellazione mentale. Spesso questa
classificazione
ha comportato lidea che a queste forme di azione mentale corrispondessero degli elementi
mentali; ma per quanto ci riguarda, questo assolutamente irrilevante. E vero, per, che ogni
evento mentale pu essere considerato sia dal punto di vista strutturale che funzionale.
La principale polemica del funzionalista rispetto allo strutturalista riguarda la possibilit di
capire un processo mentale per come esso nelle condizioni di esperienza attuale, invece
per come appare a unanalisi fatta post-mortem qui lo psicologo tralascia la cosa pi
importante per un fenomeno vitale, ossia il considerarlo nel suo modus operandi.
Se consideriamo la distinzione fra struttura e funzione, appare evidente che nel caso
specifico della psiche che ci troviamo in una situazione differente rispetto agli altri campi
dellanatomia. Infatti, a) quando non abbiamo esperienza di una sensazione di unidea,
questa in realt non esiste; b) non abbiamo nessuna garanzia che quando parliamo di una
stessa idea o sensazione, in realt ci troviamo di fronte allidea o alla sensazione
originaria.
Date queste premesse, unindagine strutturale ha poco senso. Invece, le funzioni si
mantengono intatte: non potremo mai duplicare esattamente la stessa idea nella sua struttura,
ma
invece possiamo duplicare la stessa funzione (contenuti di coscienza che significano la stessa
cosa).
La psicologia funzionale consapevole che, ogni qual volta si tenti di analizzare
uno stato di coscienza, si trover che gli elementi mentali individuabili dipendono
dalle particolari esigenze e condizioni che li suscitano (umore, obiettivi, circostanze
oggettive e soggettive); Quindi, la specifica qualit sensoriale funzionalmente
determinata dalle esigenze della situazione concreta che incontra ogni vera ed
autentica descrizione in s funzionale; ha poco senso, quindi, ridurre i complessi
sensoriali ai loro componenti elementari prescindendo da questa considerazione.
2A CONCEZIONE: il funzionalismo che tratta il problema della mente come
elemento primario di mediazione fra lambiente ed i bisogni dellorganismo la
psicologia che so occupa dellutilit della coscienza.
Questa concezione si ricollega allidea centrale dellevoluzionismo, secondo cui la
maggior parte delle strutture e funzioni organiche possiedono la loro efficienza in
virt dellefficienza con cui si adattano allambiente circostante la mente ha un
ruolo centrale nelladattamento ambientale.
Esempi della maggiore attenzione dedicata alla coscienza come attivit di
adattamento dato dallo sviluppo della psicologia animale e della psicologia

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evolutiva. In tutti questi campi presente uno spirito funzionalista.
In particolare, possibile affermare che la coscienza adattamento al nuovo:
nessun tipo di adattamento al nuovo sarebbe possibile senza un coinvolgimento della
coscienza. La variazione selettiva di risposta agli stimoli rappresenta un segno
evidente di azione mentale.
Questa una visione strettamente correlata alla biologia; spesso la psicologia
funzionale stata accusata di essere troppo vicina alla scienza naturale e alla
biologia, perdendo cos la propria individualit. In effetti, il contrario: la
psicologia non vuole rinunciare alla sua individualit, ha solo preso in prestito dalla
biologia la sua bussola. Questa connotazione biologica della psicologia ci permette
di studiare i contributi della coscienza alla funzione di adattamento. Si noti che tale
contributo non di un solo tipo, ma assume varie forme, corrispondenti alla variet
dei processi mentali.
Anche sotto questo aspetto, il funzionalismo migliore rispetto allo
strutturalismo. Infatti, questultimo ha la tendenza a differenziare i diversi processi,
ossia punta pi alle differenza che alle somiglianze, spezzettando la vita mentale in
tante parti; quando poi essa viene rimessa insieme, questa ha perso qualcosa della
sua vivacit e vitalit. Le mancher lo spirito vitale. Invece, il funzionalismo
considera i fenomeni psichici nel loro insieme per mostrarli chiaramente nella loro
utilit vitale.
In ultima analisi, tutti i contributi della coscienza possono essere ricondotti
alladattamento selettivo.
Nel trattare la classificazione delle funzioni, possiamo rifarci allesperienza della biologia. Il
significato di funzione come criterio di classificazione biologica varia enormemente a seconda
del tipo di organismo; per gli organismi animali complessi la funzione un criterio precario di
classificazione, visto che strutture diverse possono svolgere funzioni diverse; ma nello studio degli
organismi inferiori, le relazioni funzionali sono della massima utilit nella classificazione. Sulla
base dellanalogia fra coscienza e protoplasma, ossia nella misura in cui la coscienza instabile e
variabile, evidente che una classificazione di tipo funzionale sar pi valida di qualsiasi analisi
strutturale, poich le funzioni hanno un carattere relativamente fisso. Abbiamo due gruppi di
categorie di funzioni:
1. di tipo fisiologico. Raggruppa tutte le funzioni vitali sotto le quattro voci di assimilazione (ad
esempio, digestione, circolazione, respirazione), riproduzione, moto e sensibilit;
2. la seconda considera funzioni quali selezione, adattamento, variazione, eredit, ecc. Si
tratta di categorie tipicamente funzionali, poich si applicano ai modi del
comportamento; in questo senso possiamo dire che il comportamento la categoria pi
inclusiva.
E evidente che categorie generali come selezione, eredit e adattamento hanno una perfetta
applicazione al processo mentale.
Per quanto possano essere numerose le analogie fra i due tipi di funzioni
(fisiologiche e mentali), non siamo ancora nella condizione di trarre vantaggio da tali
analogie). Se esaminiamo le classificazioni storicamente rilevanti del processo
mentale fatte da psicologi scopriamo che queste indicano concezioni di tipo
funzionale.
3A CONCEZIONE: funzionalismo inteso come psicologia psicofisica, la quale insiste
sulla relazione mente-corpo per comprendere appieno la vita mentale.
Si afferma spesso che la psicologia funzionale sia una forma di psicofisica; a dire

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il vero i suoi scopi ed obiettivi non sono cos tanto quantitativi come nella
psicofisica, visto che la psicologia funzionale ha soprattutto interesse nel
determinare le relazioni reciproche fra aspetti fisici e mentali dellorganismo. Per
vero, comunque, che nel funzionalismo vi sia attenzione ai processi fisiologici che
accompagnano o condizionano la vita mentale, con un costante riferimento alla
biologia.
Ad esempio, la psicologia della volont un ottimo esempio della necessit di ricorrere a
considerazioni fisiologiche o biologiche per poter descrivere accuratamente il processo mentale. Se
si analizza la volont come unattivit ideativa di carattere deliberatorio o anticipatorio che serve
per iniziare certi movimenti espressivi significativi, importante soffermarsi anche su tali
movimenti affinch la coscienza non venga considerata un semplice epifenomeno; analogamente,
considerando gli atti di volont, lattenzione pu cadere anche su dati intrinsecamente fisiologici
quali i riflessi, gli atti istintivi, ecc. Quindi, uno studio della volont, sia nella sua origine che nei
suoi effetti, non pu prescindere dallo studi dei suoi fattori fisiologici.
Questa concezione di psicologia funzionale conciliabile anche con la psicologia del s
presentata dalla Calkins, la quale per rifiuta di ammettere che il s abbia un corpo, relegando
questultimo a mero ornamento biologico.
Un problema che si pone come considerare la relazione mente-corpo che, senza
cadere in posizioni metafisiche, pu essere affrontata in vari modi, generalmente
riconoscendo la natura strumentale di tale relazione. Comunque, la psicologia deve
considerare tale relazione, ipotizzare una psicologia pura sarebbe come un giardino
pensile babilonese, meraviglioso ma inaccessibile.
Abbiamo, quindi, evidenziato 3 diverse concezioni della psicologia funzionale.
Notiamo, innanzitutto, che la 2a e la 3a sono strettamente connesse tra di loro
(infatti, ogni descrizione delle circostanze reali in cui la mente coinvolta nelle attivit di
adattamento dellorganismo sarebbe incompleta se non considerassimo il modo in cui i processi
mentali terminano in fenomeni motori dellorganismo fisiologico). Infatti, latto manifesto
delladattamento sempre, prima o poi, un movimento muscolare.
La 2a concezione strettamente connessa con la teorie che evidenziano la
dimensione sociale della mente. Infatti, le attivit di adattamento della mente sono in
gran parte chiaramente di tipo sociale. Ma ci non nega valore ai rapporti esistenti fra la 2 e la
3 concezione (aspetti psicofisici).
Apparentemente, la 1a concezione pu essere considerata la pi importante, o
comunque propedeutica rispetto alle altre due.
In realt, tutte e tre le concezioni possono essere considerate parti integranti di
un programma comune.
Per il funzionalista, la coscienza innanzitutto un processo di controllo Proprio
come il comportamento pu essere visto come la pi elementare e fondamentale
categoria della biologia nella sua parte funzionale, cos il controllo pu essere
considerato come la pi importante categoria della psicologia funzionale; le diverse
forme che assume la coscienza sono semplicemente fasi specifiche del processo
generale di controllo. Difatti, se prendiamo il punto di vista vitalistico (la vita in tutta la sua
ampiezza e profondit, considerando il proprio contributo nei pi interessanti aspetti della vita,
quali ad esempio letica), allora evidente che la pi importante categoria psicologica il
controllo.
A questo proposito, Angell evidenzia come il funzionalismo sia lunico metodo
psicologico che dia un resoconto dellorigine della coscienza riflessiva e della sua

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rilevanza, cos come viene affermata dalla filosofia. Ad esempio, nel funzionalismo,
logica, etica, estetica non sono elementi separati , trovando collocazione con tutta
lorganizzazione dellorganismo nel sistema generale del controllo. In particolare, nel
momento in cui il buono, il bello e il vero hanno relazione con lefficacia dellattivit di
adattamento che i problemi delle scienze filosofiche normative diventano davvero rilevanti.
Vi , quindi, un contatto fra psicologia funzionale e filosofia pratica; questo
dovrebbe rassicurare tutti quelli che hanno paura che la psicologia, venendo troppo
in contato con la biologia, si allontani troppo dalla filosofia. Invece, la filosofia avr
sempre importanza in qualit di interprete dei risultati dello psicologo funzionalista,
perdendo anzi anche quellinconcludenza che qualcuno le rimprovera.
C nella psicologia funzionalista un maggiore interesse per le altre scienze, con
lo scopo di studiare la mente concretamente impegnata nelladempiere le sue
funzioni vitali.
JOHN WATSON 1878 (1878-1958)
INFLUENZE: Moore (suo docente di psicologia e filosofia), Dewey (filosofia), Loeb
(biologia), Angell (ricerca psicologica il laboratorio), Donaldson (neurologia).
PUBBLICAZIONI: animal education (tesi di laurea), la Psicologia come la intende il
Comportamentista (discorso che diventa latto d nascita della disciplina).
Impost un progetto di ricerca per verificare il rapporto fra apprendimento e
processo di mielinizzazione delle fibre nervose dei ratti, misurando sia le variabili
comportamentali che fisiologiche: uno dei primi esempi di ricerca psicofisiologica
negli Usa.
Nel 1913 pubblica La psicologia come la intende il comportamentista, che
rappresenta latto di nascita della psicologia comportamentista. Tale movimento si
pone in netta alternativa sia alla psicologia strutturale sia (in parte) alla psicologia
funzionale, e soppianta in America la psicologia introspezionista di ogni tipo.
La psicologia comportamentista una branca sperimentale puramente oggettiva
della scienza naturale. Il suo obiettivo teorico la previsione ed il controllo del
comportamento; Il comportamentista nega ogni linea di divisione fra luomo e
lanimale: il comportamento umano, pur se pi complesso, solo una parte dello
schema complessivo di ricerca del comportamento. Oggetto di studio diventano i
comportamenti oggettivamente osservabili, descrivibili e misurabili, riducendoli
quindi a meccanismi semplici di stimolo-risposta (S-R).
Watson aveva passato vari anni a fare ricerche sperimentali sul comportamento
degli animali. Egli condanna la psicologia vigente che si interessa al comportamento
degli animali solo se esso pu risultare utile allo studio della coscienza umana.
Questo tentativo di ragionare per analogia dai processi mentali degli animali a
quelli umani (facendo della coscienza umana il centro di tutto il comportamento) ci
pone in una situazione simile a quella esistente nella biologia ai tempi di Darwin (il
valore del materiale raccolto veniva valutato sulla sola utilit che esso aveva per
sviluppare il concetto dellevoluzione delluomo). Questa impostazione oggi
superata (il biologico studia una data pianta o un dato animale per scoprire le leggi
di ereditariet valide per quel tipo particolare di essere vivente), ma in psicologia la
centralit delluomo e della sua coscienza rimane essa non sa che farsene dei
fatti osservati se questi non hanno un valore sullo studio della coscienza.
Watson vuole dimostrare la necessit di uniformit nella procedura sperimentale
e nel modo di presentazione dei risultati nella ricerca sulluomo e quella

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sullanimale.
Ad esempio consideriamo un animale in un ambiente dove vi sono due luci monocromatiche,
dandogli cibo quando risponde ad una e punendolo quando risponde allaltra. Dopo poco tempo,
lanimale imparer a rivolgersi alla luce cui associato il cibo. A questo punto, la psicologia
tradizionale si chiede lanimale vede due luci come me? O vede solo due grigi, essendo incapace
di vedere i colori ? Invece, il comportamentista si chiede Lanimale risponde alla differenza di
intensit fra gli stimoli o alla differenza di lunghezza donda?, verificando quale lelemento
principale delladattamento.
Lobiettivo della psicologia comportamentista la previsione e il controllo del
comportamento spostamento dellattenzione dalla coscienza al comportamento.
La psicologia comportamentista parte dal fatto osservabile che tutti gli organismi
(uomini ed animali) si adattano allambiente tramite ci che hanno ereditato ed
acquisito nelle abitudini.
La psicologia comportamentista assume che un certo stimolo induce lorganismo
ad agire in un determinato modo. Quindi, data una reazione, tramite questa
psicologia si pu prevedere lo stimolo; analogamente, dato uno stimolo si pu
prevedere la reazione (risposta) S-R.
Lintrospezione non un metodo del comportamentismo.
Ci non significa che Watson neghi i fenomeni psichici di cui abbiamo
consapevolezza tramite lintrospezione: per, dato che questa non pu darci alcuna
conoscenza oggettiva, tali fenomeni sono scientificamente inconoscibili (la mente ci
si presenta come una scatola nera che non possiamo aprire)
E arrivato il momento di sbarazzarsi di tutti i riferimenti alla coscienza, di
smetterla con lillusione di pensare che loggetto di studio siano gli stati mentali.
La psicologia della coscienza (nella duplice forma della psicologia strutturale e
funzionale) in 50 anni di ricerca non riuscita ad affermarsi come scienza naturale
oggettiva ( ancora soggettiva, legata alle preferenze individuali dei diversi
psicologi). Perci ogni residuo di introspezionismo e di analisi dei fatti della
coscienza deve essere eliminato.
Campo di indagine della psicologia debbono essere i comportamenti
oggettivamente osservabili, descrivibili e misurabili in questo modo la psicologia
diventa scienza del comportamento ed acquistare la qualit di scientifica. Gli
elementi di coscienza (che Titchener aveva identificato nelle sensazioni, immagini e
stati affettivi) debbono essere rifiutati in quanto non presentano il carattere di dati
oggettivamente controllabili.
Studiare il comportamento significa ridurlo a meccanismi semplici di stimolorisposta
quindi oggetto di indagine sono i rapporti S-R (ovvero rapporti tra
fenomeni fisici).
In precedenza, la psicologia si interessata solo ai fenomeni della coscienza (Il
suo oggetto di studio si limitato allanalisi dei processi mentali complessi nei suoi
contenuti elementari e alla costruzione dei processi mentali a partire dai suoi
contenuti elementari). In questa ottica, gli oggetti fisici (gli stimoli, ovvero ci che
pu eccitare lattivit di un recettore) erano visti solo come un mezzo per
raggiungere un fine, ossia la produzione degli stati mentali da studiare, grazie al
metodo dellintrospezione; quindi i dati comportamentali non avevano valore per s,
ma acquistavano un significato solo se potevano essere utili per lo studio degli stati
mentali. Watson condanna per queste ragioni sia la psicologia strutturale che quella

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funzionale. Watson afferma che ha molta confusione sulla reale differenza fra questi
due tipi di psicologia. Termini come sensazione, percezione, affezione, emozione,
ecc. vengono usati da entrambe; il funzionalista aggiunge ad essi la parola
processo, ma questo significa solo rimuovere il cadavere del contenuto e
sostituirlo con la funzione. Ossia, i funzionalisti criticano gli strutturalisti ma ne
usano gli stessi termini e concetti ( significativo come nessuno psicologo
funzionalista abbia distinto tra come viene intesa la percezione fra gli strutturalisti
e il processo percettivo fra i funzionalisti).
Bisogna, quindi, usare termini diversi. Il comportamentista non user mai termini
come coscienza, stati mentali, verifica introspettiva, immaginazione, ecc., ma
termini come stimolo, risposta, formazione di abitudini, integrazione di abitudini,
ecc. I classici problemi della percezione, pensiero, emozione, ecc. sono affrontati in
termini comportamentali (quindi S-R), mentre da evitare ogni concetto
mentalistico.
Watson evidenzia come le informazioni ottenute tramite la psicologia
introspezionistica non siano di nessuna utilit allinterno degli altri campi (non
possono essere applicate). Questo vero soprattutto se si considerano altre forme di
psicologia che si stanno formando: la psicofarmacologia, la psicologia della
pubblicit, la psicologia legale, la psicologia dei test. Queste vengono erroneamente
indicate come psicologia applicata: ci errato, perch si tratta comunque di
settori della psicologia fortemente scientifici, in cui si cerca di trovare informazioni
utili al controllo del comportamento umano. E questo ci che interessa a queste
psicologie, non lapplicazione pratica delle informazioni ricavate (la quale spetter
allinsegnante, al giudice, agli individui, ecc.). Queste discipline vengono snobbate
dagli psicologi introspezionisti ed un loro limite: a) non ne capiscono lo scopo
scientifico; b) evidenziano come essi non siano interessati ad una psicologia che si
occupi della vita umana concreta.
L A PROPOSITO DI LA A PSICOLOGIA COME LA INTENDE IL
COMPORTAMENTISTA (1914)
Al lavoro di Watson, risponde Titchener con una nota del 1914, in cui egli
riassume prima i punti essenziali della concezione di Watsoniana, poi ne sottolinea i
due aspetti pi deboli:
1. Larticolo di Watson privo di dimensione storica, in quanto egli non tiene
conto delle critiche gi rivolte negli ultimi anni alla psicologia e al suo metodo
introspettivo (va, comunque, evidenziato che lo stesso Titchener non riesce a
cogliere laspetto innovativo del metodo comparativo e sperimentale del
comportamentismo);
2. Il comportamentismo produce argomenti logicamente irrilevanti per la
psicologia come viene comunemente intesa il programma di Watson non
una scienza, ma una tecnologia che rivolta essenzialmente a scopi pratici (la
scienza procede senza preoccuparsi degli interessi umani ed senza alcun fine pratico,
invece la tecnologia caratterizzata dal segno contraddistintivo del fine pratico); Per
questo motivo, il comportamentismo non potr mai sostituire la psicologia,
perch i punti di partenza e di arrivo delle due discipline sono diversi. Il
comportamentismo una tecnologia che si occupa solo dei comportamenti e si
propone di spiegarli sulla base degli stimoli; invece, la psicologia, che una
scienza, aspira alla conoscenza di tutto un campo fenomenico. Lunico ruolo

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che il comportamentismo pu avere quello di versante biologico d una
psicobiologia.
Ma Titchener si sbagliava.
Wundt aveva iniziato il cammino della psicologia scientifica escludendo la
possibilit di indagare i processi superiori della mente e limitando lo studio ai soli
fenomeni elementari della percezione. Ora Watson eliminava dal campo
dellindagine tutti i processi psichici (sia complessi che semplici), limitando loggetto
della psicologia al comportamento. Pertanto, il progetto di una psicologia
scientifica, aveva portato a questa conseguenza: lesigenza di rendere scientifico
lo studio della psiche, attraverso metodi sempre pi oggettivi, aveva portato ad una
forte limitazione dei fenomeni da indagare, al punto di espellere gli stessi processi
psichici.
Nellarco di pochi anni, il comportamentismo diventa lunico valido programma
di ricerca in cui si riconosce la nuova generazione di psicologi americani.
Il comportamentismo di Watson ha due aspetti, uno positivo e uno negativo:
Dal lato positivo, Watson chiede alla psicologia di cambiare il suo punto di
vista individuale per abbracciare quello universale, ossia deve diventare una
branca puramente oggettiva della scienza naturale, nello stesso senso della
fisica o della chimica. Essa deve occuparsi esclusivamente dei cambiamenti
causati nei muscoli e nelle ghiandola dalla stimolazione degli organi ricettivi e
del sistema nervoso. Essa si concentra sullo studio delladattamento
allambiente e le sue categorie sono stimolo, risposta, eredit ed abitudini. Il
suo scopo lelaborazione di metodi per il controllo del comportamento. La
differenziazione fra psicologia e le altre scienze naturali non deve essere intesa
come separazione, in quanto non vi alcuna barriera tra di loro.
Dal lato negativo, Watson chiede che la psicologia ignori (pur non negandoli) i
modi dellesperienza di cui si occupa la psicologia ordinaria, rifiutando
soprattutto il metodo dellintrospezione. Watson ignora la coscienza e i suoi
contenuti, affermando che ci non porter ad alcuna reale perdita, visto che i
contenuti della psicologia introspettiva possono diventare oggetto di studio del
comportamentismo, riformulati per essere risolti con i metodi di questultima
disciplina.
Titchener muove due critiche:
1. lanalisi di Watson manca di ogni carattere storico. Questo perch tale analisi
non fa alcun accenno ad altre critiche fatte in passato alla psicologia. Basti
pensare allattacco di Comte contro il metodo dellintrospezione o allanalogo
attacco di Cournot. Ci ci dice che il comportamentismo non cos nuovo e
rivoluzionario come si pensa, visto che la psicologia odierna ha gi dovuto
subire in passato le stesse critiche.
2. lanalisi di Watson di irrilevanza logica per la psicologia cos come viene
comunemente intesa. Titchener rivendica il diritto a continuare la propria
ricerca sullintrospezione. Infatti, ogni oggetto di studio ha lo stesso diritto a
reclamare considerazione scientifica. Il comportamentista, se lo vuole, pu
ignorare la coscienza, ma gli altri psicologi hanno tutto il diritto ad indagare
ci che il comportamentista ignora. Da un punto di vista logico, il
comportamentismo irrilevante per la psicologia introspettiva, mentre da un
punto di vista materiale potrebbe risultare anche utile per avere maggiori

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conoscenze sui meccanismi corporei, ma, in nessun caso, il
comportamentismo pu sostituire la psicologia.
Watson afferma che la psicologia sperimentale ha fallito in quanto non ha
raggiunto lo status di scienza naturale negli ultimi 50 anni di esistenza; per lui,
leliminazione dellintrospezione porter a un notevole vantaggio, permettendo alla
psicologia di ritornare in contatto con i problemi che interessano in modo vitale gli
uomini.
Titchener contesta:
Innanzitutto il riferimento ai 50 anni, visto che i primi tentativi di studiare in
modo sperimentale oggetti quali le immagini, il giudizio, il ragionamento,
risalgono ai primi anni del 900.
Contesta anche le valutazioni fatte da Watson sulle varie discipline (es.
pedagogia sperimentale, psicologia giuridica, psicologia dei test) che si sono
separate dalla loro genitrice, la psicologia. A parte il fatto che molti degli
studiosi di queste discipline sono tipicamente introspettivi, bisogna ricordare
che essi considerano il loro lavoro non come una negazione della propria
formazione psicologica, ma come una sua diretta estensione e realizzazione.
Watson chiede una psicologia che si occupi della vita umana, affermando che il
suo fine pratico deve essere il controllo del comportamento. Questa considerazione
ci permette di affermare che la sua psicologia non una scienza, ma una
tecnologia. Infatti, la scienza procede senza occupasi degli interessi umani e senza
alcun fine pratico, mentre lidea del fine pratico tipico della tecnologia. Quindi,
Watson ci chiede di scambiare una scienza con una tecnologia: ecco perch il
comportamentismo non potr mai sostituire la psicologia, perch non si pu
sostituire una scienza con una tecnologia !
Ma cosa il comportamentismo per Titchener?
Egli usa un parallelo, prova interesse per la psicofisiologia, in quanto cerca di
correlare psicologico e fisiologico, alla ricerca di una descrizione completa dello
psicofisico. Allo stesso modo possiamo parlare di psicobiologia e il
comportamentismo appartiene al versante biologico della psicobiologia. Infatti, il
comportamentista studia certi fenomeni dellorganismo vivente. In teoria, egli pu
studiarli in due modi: 1) come semplici fenomeni, fatti ultimi, cose dare, fenomeni
descritti in s e per s (e in questo caso, egli sta facendo della biologia); 2)
considerare tali fenomeni come espressione di qualcosa di diverso da s (e in questo
caso abbiamo qualcosa di differente dalla biologia). Ma cosa questo qualcosa di
diverso da s? E ovviamente il comportamento. Tale risposta sembrerebbe
soddisfacente, ma dobbiamo ricordarci che i fenomeni per ipotesi sono
comportamenti materiali e che, quindi, un fenomeno non pu essere allo stesso
tempo una cosa e sintomo di quella stessa cosa.
Pertanto, o il comportamentista un biologo (e quindi non ha una stretta
relazione di vicinanza alla psicologia), o egli vede unespressione laddove un biologo
vede fatti ultimi (e , in questo caso, pu essere correttamente definito uno
psicobiologo. Ma da ci deriva che il comportamentismo strettamente correlato
alla psicologia nel senso usuale del termine. Quindi davvero riduttivo affermare
che la psicologia comincia dove finisce il comportamentismo.

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