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PSICOLOGIA GENERALE

Teoria ingenua: fondata sulla nostra esperienza personale, non su controlli scientifici, non si
verifica lesperimento opposto. La psicologia, concepita come insieme di teorie ingenue,
esiste da quando luomo ha iniziato a riflettere su se stesso. La psicologia,
concepita come disciplina scientifica, iniziata poco + di un secolo fa in Germania e poi si
diffusa in tutto il mondo. La disciplina scientifica si basa principalmente sul metodo
sperimentale: verifica di una relazione causa-effetto tra due variabili (var indipendente
dipendente. Es. la frequenza alle lezioni una var indipendente, cio controllata da colui che
effettua lesperimento x vedere leffetto che produce sulla variabile dipendente che in questo
caso potrebbe essere il grado di apprendimento. Un esperimento di questo tipo dovrebbe per
tenere presente anche variabili quali lo studio con uno studente che gi conosce la materia)
Gli esperimenti vengono fatti su gruppi detti GRUPPI DI CONTROLLO. In assenza dei dati del
gruppo di controllo, i dati sono ARTEFATTI. Se non c la possibilit di eseguire un esperimento
guidato, quindi non c un gruppo di controllo, bisogner limitarsi ad esperimenti naturali.
Perch un esperimento sia valido deve essere verificato anche il suo opposto. Metodi non
sperimentali sono: questionari, interviste, colloqui clinici e metodo correlazionale. Questultimo
serve x stabilire una relazione tra due variabili che per non dipendono luna dallaltra
La relazione pu essere nulla (var completamente indipendenti), positiva (var in rapporto
direttam proporzion) o negativa (var in rapporto inversam proporzion). Non stato facile
accettare lidea che luomo facesse parte della natura e che andasse studiato con approccio
scientifico. Freud stabil 3 tappe x giungere a queste conclusioni: mortificazione cosmologica
(scoperta di Copernico, la terra nn al centro delluniverso), mortif biologica (teoria di Darwin,
luomo nn diverso dagli animali ma una sua evoluzione), mortif dellio (luomo nn
consapevole di quello che accade nella propria psiche). Infatti Freud critica la teoria di
Descartes secondo cui si pu dubitare lesistenza del corpo ma nn della mente: secondo lui si
deve dubitare anche della mente o meglio di come appare alla nostra coscienza. Per questo
egli rifiuta anche il metodo introspettivo, analisi di se stessi. Il metodo introspettivo e lo
strutturalismo (che studiava la struttura della mente attraverso un esame introspettivo della
coscienza: lesperienza viene frammentata in elementi distinti) viene rifiutato anche dai
Gestaltisti (luomo osserva la globalit e non il particolare) e dai
comportamentismi (loggetto di studio deve essere il comportamento in quanto misurabile
oggettivamente, mentre i processi mentali nn si possono vedere n misurare. Tralascia tutto ci
che nn osservabile o attinente al pensiero. Tutto spiegabile attraverso la sequenza stimolorisposta. Uno dei limiti controllare e riconoscere emozioni come la paura)
PERCEZIONE: lelaborazione di una sensazione che a sua volta la risposta ad uno stimolo
dellambiente. I nostri organi nn sono in grado per di percepire tutti gli stimoli esterni, dipende
dallintensit. C cmq una SOGLIA ASSOLUTA INIZIALE al di sotto della quale lo stimolo nn
viene avvertito. Mentre al di sopra della SOGLIA ASSOLUTA TERMINALE, la sensazione si
trasforma e colpisce altri sensi. Gli stimoli recepiti sono detti sovraliminari, gli stimoli nn
avvertiti sono detti infraliminari. Per cogliere una variazione di intensit tra due stimoli bisogna
che ci sia un minimo di differenza di intensit detta SOGLIA DIFFERENZIALE. Per misurare
lintensit della soglia assoluta e per cogliere la variazione nella soglia differenziale, sono stati
messi a punto dei metodi psicofisici e attraverso esperimenti si riusciva a stabilire una scala

(es. uno stimolo doveva essere avvertito da + del 50% delle persone). Studiando le soglie ci si
accorti che la qualit delle sensazioni varia al variare degli stimoli fisici. Questo aspetto
stato studiato dalla psicofisica che stabilisce il legame tra il mondo psichico e il mondo fisico.
Weber si rese conto, facendo degli esperimenti, che la soglia differenziale una proporzione
costante dellintensit dello stimolo iniziale (legge di Weber). Pi recentemente Stevens diede
origine alla psicofisica soggettiva secondo la quale ogni individuo pu valutare lintensit di una
sensazione associandola ad un numero (es. si fa sentire uno stimolo e si dice che ha intensit
10, poi si fa sentire il successivo e lindividuo assegner un numero minore o maggiore). Nella
teoria della detenzione (rilevazione) del segnale viene considerato il criterio soggettivo di
decisione (se uno stimolo presente o no). La percezione focalizza la sua attenzione non
sullessere ma sullapparire. Ci che noi percepiamo nn necessariamente la realt fisica ma
una realt fenomenica: loggetto percepito dipenda dal soggetto che percepisce. Infatti sono 2
le fonti di informazione che possono essere utilizzate x percepire il mondo BOTTOM UP
(elaborazione guidata dai sensi) o TOP DOWN (elaborazione guidata dalla conoscenza passata
e dallesperienza). importante studiare come questi 2 processi influenzano la percezione x
valutarne la rispettiva importanza.
Le principali 5 teorie:
Teoria empiristica: proposta inizialmente da Helmotz. Lesperienza con la realt
ambientale fondamentale x la percezione degli oggetti. Attraverso lassociazione lindividuo
compie una specie di ragionamento inconsapevole e quindi corregge ed integra le sensazioni.
Scuola della Gestalt: si oppongono al principio empiristico dellesperienza passata
sostenendo che la percezione un processo primario ed immediato non dovuto al concorso di
altri fattori come lassociazione e il giudizio. Si basa su una forma globale, il risultato delle
diverse componenti di uno stimolo.
Movimento del new look: nasce negli USA. La percezione dipende anche da stimoli
interni, stati danimo, aspettative e motivazioni del soggetto percepente. (esperimento di
Bruner: i bambini con condizioni economiche disagiate percepivano + grande una moneta da
mezzo dollaro rispetto ad un disco di cartone delle medesime dimensioni).
Teoria ecologica di Gibson: respinge la tesi cognitivista secondo la quale la percezione
il risultato di unattivit di elaborazione dello stimolo. Gibson propone un approccio ecologico
della percezione: tutto ci di cui ha bisogno luomo x comprendere il mondo, gi presente nel
mondo; ci sono delle offerte di possibilit che saranno colte in base allo stato psicologico del
soggetto: es. unarancia viene percepita come qualcosa da mangiare x un affamato o un
oggetto da lanciare x un arrabbiato.
Teoria computazionale di Marr: il sogg codifica le immagini in funzione delle variazioni
di intensit luminosa. Lattivit percettiva viene distinta in 2 fasi: uno schema primario grezzo
che poi si trasforma in uno schema a 2 dimensioni e mezzo attraverso lelaborazione delle
informazioni percettive. (chiamato cos xch non vengono esaurite la totalit delle informazioni
che esistono nella distanza tra 2 superfici collocate in differenti parti del campo visivo).
Attraverso lattivit percettiva riusciamo a cogliere gli oggetti posti nello spazio. Secondo
Rubin, nel riconoscimento dimmagine, non c figura senza sfondo. La figura appare in risalto
rispetto allo sfondo. A volte per si creano delle condizioni x ottenere figure reversibili con

contorni ambigui (candelabro-volti)oppure con contorni anomali come leffetto Kanizsa che
riguarda la percezione di figure fisicamente non presenti (figure senza contorni allinterno di
altre triangolo)
Wertheimer e lorganizzazione percettiva: era un gestaltista e partendo dallunificazione
dellunit percettiva enunci 6 principi fondamentali che riguardavano il raggruppam
percettivo:
-

Vicinanza: si unificano gli elementi vicini

Somiglianza: si unificano gli elementi simili

legge del destino comune: si unif gli elem che hanno lo stesso tipo e direzione di
moviment
-

legge della continuit della buona direzione: elementi che hanno continuit di direzione

chiusura: sono percepiti come unit gli elementi che tendono a chiudersi tra loro

pregnanza: percepiamo gli elementi che tendono alla massima regolarit

lunit percettiva quindi non dipende dalle caratteristiche dei singoli elementi ma dalla
propriet del tutto secondo la quale il tutto + della somma delle singole parti (musica +
dellunione delle note. le costanze percettive (grandezza, forma e colore) sono processi in base
ai quali gli individui percepiscono gli oggetti e gli eventi della realt in maniera invariata e
stabile nonostante ci siano stimolazioni diverse. Es. se vediamo un oggetto in lontananza
tendiamo a percepirlo con la sua grandezza naturale. Es. in un salone le finestre frontali,
sinistre e destre, quindi di varie forme, rettangolari, trapezoidali vengono percepite tutte
rettangolari. La coscienza e lattenzione sono attivit psichiche continue e costantemente
mutevoli. La coscienza consiste nella capacit di rispondere agli stimoli provenienti
dallambiente. La coscienza esercita anche unattivit di controllo sui processi cognitivi
rendendo possibile organizzare le nostre attivit, interromperle o modificarle se necessario.
Anche se ha una funzione autonoma, si fonda su processi inconsci come afferm Freud gi alla
fine dell800 portando lesempio delliceberg la coscienza solo la punta mentre tutto il resto
rappresenta linconscio.
ATTENZIONE: la capacit di selezionare parte delle stimolazioni in arrivo, sinonimo di
concentrazione. difficile orientarsi su 2 stimoli uditivi o visivi contemporaneamente. Se
allimprovviso qualcosa si muove rapidamente o inizia a lampeggiare la nostra attenzione si
dirige verso questo stimolo che nuovo, sorprendente e forte.
Aspetti dellattenzione selettiva: integrazione (capacit di mettere in relazione diversi aspetti
dello stimolo); filtraggio (ignorare informazioni non rilevanti); ricerca (capacit di individuare un
oggetto presente nel campo visivo); effetto facilitazione o Priming (lelaborazione precedente
delle informazioni influenza lelaborazione successiva. positivo se facilita la prestazione
successiva, negativo se la peggiora).

I processi dellattenzione sono influenzati da 3 effetti:


- effetto Simon: il sogg ha di fronte 3 riquadri a sx e 3 a dx nei quali scorrono in maniera
casuale immagini di quadrati e rettangoli. Il sogg deve premere il pulsante sx se compare un
quadrato e quello dx se compare un rettangolo. Si osservato che i tempi di reazione sono
influenzati dalla posizione dello stimolo e del pulsante se coincidono o no.
- effetto Stroop: i sogg devono indicare il colore con cui scritta una parola. La velocit
rallentata quando ci sono dei conflitti (parola ROSSO scritta in verde)
- effetto Navon: ai sogg vengono presentate lettere grandi composte da lettere piccole. Si
rallenta la risposta quando c incongruenza. impossibile non leggere il globale.
Ipotesi della selezione tardiva: il sogg tende a elaborare lo stimolo in maniera completa, solo
quando deve dare la risposta interviene lattenzione selettiva.
APPRENDIMENTO: gli uomini, come tutti gli esseri viventi, ha dei comportamenti innati: in
base alle nostre esperienze possiamo fare previsioni e adattarci allambiente. Pavlov, in un
famoso esperimento con un cane, studi la relazione stimolo-risposta nel caso del riflesso, cio
una risposta automatica del sistema nervoso. Inizi con il far sentire un suono di campana ad
un cane. Poi successivamente, dopo il suono di campana, gli portava del cibo. Il cane inizi ad
associare il suono con il cibo quindi di seguito, dopo il suono della campana e prima di vedere il
cibo, il cane iniziava a salivare. Si instaura cos un condizionamento. Successivamente x
generalizzazione si tende a rispondere anche a stimoli simili e questo indica capacit di
formare delle categorie.
Il processo di categorizzazione serve xch riducendo tutto in categorie, si possono assimilare
tanti eventi simili in ununica categoria (eventi pericolosi).
Lo studioso Rosh ha evidenziato una gerarchia delle categorie da noi utilizzate:
-

livello sopraordinato (mobile)

livello di base (sedia). il + usato dagli adulti e il 1 che viene appreso dai bambini

livello subordinato (sgabello)

Skinner riprese le ricerche del condizionamento classico di Pavlov e introdusse la distinzione:


comportamento rispondente (derivati da riflessi innati, o tramite il condizionamento come
la salivazione). Si ha quindi un condizionamento rispondente: la salivaz inevitabile
comportamento operante (es. il gatto che impara a premere la leva x uscire dalla gabbia,
un riflesso non innato) qui abbiamo un condizionamento operante, cio scelto liberamente
Skinner introduce anche il modellaggio. Si possono premiare certi comportamenti in modo da
avere un apprendimento + veloce. Secondo lui attraverso il modellaggio era possibile creare
una societ ideale, dove nn erano necessarie le punizioni, ma solo un giusto dosaggio dei
premi.

Chomski, mette in luce per i limiti di questo sistema comportamentista dal punto di vista del
linguaggio. Lapprendimento del linguaggio troppo veloce x essere spiegato con una relazione
stimolo risposta. Propone quindi il modello della grammatica generativa secondo cui il
linguaggio veniva appreso quando si padroneggiavano 3 componenti:
-

dizionario finito (il lessico di una lingua)

un insieme di simboli iniziali (frasi)

un insieme finito di regole

partendo dai simboli iniziali, applicando le diverse regole ai termini del lessico si hanno le frasi
corrette di una data lingua. Egli evidenzi la creativit del linguaggio infantile, i bambini
pronunciano frasi che non hanno mai sentito. Allorigine dellacquisizione del linguaggio c un
meccanismo innato che porta allapprendimento.
MEMORIA: un processo complesso da cui si possono richiamare eventi trascorsi. Si distingue
in struttura (organizzazione fisica della memoria) e processi (attivit che si verificano
allinterno della struttura). In passato era considerata come un insieme unitario, poi Atkinson e
Shiffrin la distinsero in 3 magazzini diversi x capacit, durata e funzioni:
magazzino sensoriale: conserva le info x pochi istanti ed associato alla vista, il gusto, il
tatto, ludito, olfatto
magazzino di memoria a breve termine: ha una capacit > del primo, (mezzo minuto) ma
cmq limitato
-

magazzino di memoria a lungo termine: ha capacit anche illimitate

Il passaggio dal magazzino sensoriale a quello a breve termine avviene attraverso lattenzione.
Il passaggio da quello a breve termine a quello a lungo termine avviene attraverso la
codificazione, attraverso la ripetizione del ricordo (che una tecnica mnemonica).
Con la teoria di Baddley si dimostrato che a sua volta la memoria a breve termine nn un
sistema unitario, ma un sistema complesso (chiamato working memory) composto da:
esecutore centrale (ha capacit limitata e si utilizza nei compiti + impegnativi)
circuito fonologico (linfo conservata basata sul linguaggio e la sua capacit determinata
dalla durata temporale)
taccuino visivo-spaziale ( una codificazione paragonata ad un foglio di appunti)
TEORIA della MENTE: gi a 3 anni i bambini sanno distinguere oggetti reali da entit mentali,
ma la distinzione tra realt e immaginazione nn ancora netta. Anche se sappiamo che le
nostre immaginazioni nn sono reali, provocano emozioni come se fossero vere. Gli adulti hanno
maggiore capacit nel discriminare le false credenze xch sono in grado di costruirsi modelli di
modelli mentali altrui. (es. si scatta una foto di un vaso posto su un tavolo poi si sposta il vaso

su una finestra e si domanda ad un bambino piccolo dove sar il vaso sulla foto e lui dir
finestra xch nn ha ancora sviluppato una teoria dei contenuti delle menti altrui.
La memoria si distingue anche in
-

memoria episodica: contiene ci che relativo alle nostre esperienze (pranzo di oggi?)

memoria semantica: contiene le info relative alla nostra conoscenza (capitale Francia)

memoria esplicita: quando la prestazione richiede un ricordo consapevole delle esperienze


precedenti. sia semantica che episodica
-

memoria implicita: viene immagazzinata in maniera inconsapevole

loblio leliminazione volontaria o involontaria di info gi memorizzate. Include anche la


selezione delle info in entrata. Loblio pu essere causato dal trascorrere del tempo e da 2
interferenze: retroattiva (il nuovo materiale appreso danneggia il precedente); e proattiva (il
precedente materiale interferisce nella memorizzazione del secondo) ES. in una poesia +
difficile memorizzare la parte centrale.
Il metodo migliore x memorizzare un testo viene chiamato modello PQ4R:
-

preview: scorrere i capitoli x avere una visione degli argomenti principali

questions: porsi delle domande

read: leggere cercando di rispondere alle domande

reflecte:riflettere sulle nuove conoscenze

recite:ripetere senza guardare il testo

review: ripensare ogni capitolo nel suo insieme

PENSIERO: i meccanismi del pensiero ci guidano nei processi di decisione e soluzione dei
probl.
stato studiato che avendo uninfo iniziale ci guida in quelle successive (es. macchina x o y).
La PSEUDIAGNOSTICITA il trascurare alcune info pur di formulare unipotesi. Questo
meccanismo viene collegato ad altri fenomeni e studiati nella TEORIA DEI MODELLI
MENTALI.
generalmente ci accontentiamo in maniera inconsapevole di modelli semplificati della realt
che guidano il nostro modo di pensare. I modelli mentali sono rappresentazioni di situazioni
reali, ipotetiche o immaginarie utilizzate x fare previsioni e ragionamenti. Componente
essenziale del pensiero umano il ragionamento. Pu essere induttivo (dal particolare al
generale) o deduttivo (dal generale al particolare, e si basa sul sillogismo). Per molti secoli si

ritenuto che studiare la logica servisse x ragionare in maniera corretta. I sillogismi


(ragionamenti che permettono, date 2 premesse, di giungere ad una conclusione)sono di 2 tipi:
-

modus ponens (+ semplice se A allora B A quindi B)

modus tollens (+ diff se A allora B non B non A)

Naturalmente ci accorgiamo che + scorrevole il processo di pensiero del modus ponens che
+ esplicito, questo dipende dalla teoria delle regole formali che suppone che noi siamo dotati
dalla nascita di una logica naturale: la mente sarebbe munita di regole di inferenza (presenti
nel modus ponens) che inconsapevolmente provocano inferenze. La Teoria dei modelli mentali
ritiene, invece che le regole di inferenza dipendono dallallenamento della persona sulla logica.
Inoltre la nostra mente segue il principio della verit: poich la nostra memoria di lavoro
limitata, si scartano le informazioni false e si focalizza lattenzione su quelle vere.
Il METARAGIONAMENTO il ragionamento che ha x ogg il ragionamento altrui ed
importante nei rapporti sociali perch si pu far pensare a delle persone ci che si vuole che
pensino. La molteplicit degli schemi altrui rende a volte difficile la soluzione di problemi.
Il PROBLEM SOLVING la capacit degli esseri umani di affrontare e risolvere un problema.
Se ne sono occupati i gestaltisti e poi i cognitivisti. Non i comportamentismi xch x loro i
processi mentali nn erano osservabili. Non la psicanalisi xch riteneva i processi mentali
determinati dallinconscio.
I gestaltisti per nn erano daccordo con i cognitivisti. Koler (G) fece un esperim con scimmia
chiusa in gabbia che doveva raggiungere delle banane e aveva a disposiz solo dei bastoncini. Li
un e raggiunse lobbiettivo: attraverso unintuizione (insight) si risolto il problema. I
cognitivisti criticano linsight. X affrontare un probl bisogna, partendo da uno spazio
problemico, distinguere lo stato iniziale, lo stato obbiettivo, lo stato intermedio e lo stato finale
di risoluzione. Le strategie x ridurre il num di stati intermedi sono i metodi euristici, in
contrapposiz con i gli euristici ci sono gli algoritmi che invece prevedono lanalisi di tutti gli
stati fino a quello finale. Ci vuole + tempo ma si arriva quasi certamente alla soluzione.
Importante nella soluzione dei problemi anche la creativit, x soluzioni mai trovate (es. post-it
colla che non si asciuga mai)
LINGUAGGIO: lultima cognizione quella dei comportamenti secondo la quale esiste una
relazione tra pensiero e linguaggio. La comunicazione nasce dalla necessit di comunicare a
qualcuno il proprio pensiero, quindi un processo di trasmissione di info da unemittente ad un
ricevente attraverso un trasmettitore. Le info che dal ricevente ritornano allemittente sono
dette Feed-back che positivo se aumenta linfo in ingresso o negativo se riduce linfo.
Secondo lapproccio semiotico la comunicazione affronta un processo di significazione (la
propriet di ogni messaggio di avere un significato). Il punto di vista semiotico approfondisce i
processi di significazione facendo riferimento agli ambiti dei segni e dei codici. Il punto di vista
pragmatico (Austin) esplora i diversi modi in cui i significati sono usati nelle varie circostanze.
Distingue atto dalla forza dellatto stesso: il modo in cui un enunciato interpretato dipendono
dalla forza illocutoria (verbi, intonazione) e effetti perlocutori (comportamenti sullinterlocutore)

La pragmatica studia anche i rapporti che intercorrono tra testo e contesto (dire qualcosa
anche fare qualcosa). Il contesto va concepito come linsieme delle condizioni spaziali,
temporali, culturali in cui si verifica un atto comunicativo. Da un punto di vista psicologico la
comunicazione una relazione gioco tra individui: si distingue il piano della comunicazione (i
contenuti che si scambiano) dal piano della metacomunicazione (riguarda linterpretazione del
messaggio).
3 grandi filoni hanno dato una definizione alla parola significato:
- secondo la semantica logico-filosofica il rapporto tra linguaggio e realt. Il linguaggio
costituisce limmagine e la copia del mondo.
- secondo la semantica strutturale un valore distinto dal concetto di realt, nn bisogna
fare riferimento ai termini. Non sostenibile xch come si possono individuare relazioni senza
far riferimento ai termini?
- secondo la semantica cognitiva il modo in cui ci rappresentiamo mentalmente la realt.
Partendo dal processo di categorizzazione, definisce il significato come PROTOTIPO (allinterno
di ogni categoria alcuni elementi sono + rilevabili di altri). La 1 teoria dei prototipi definisce il
prototipo come il miglior esemplare della categoria. Ma poich si pu far parte di una categoria
anche senza esserne lesemplare venne formulata la 2 teoria dei prototipi. Si basa nn solo
sulle propriet essenziali ma anche su quelle tipiche: lappartenenza di un elemento ad una
certa categoria richiede la presenza di propriet essenziali, ma la sua rappresentativit
maggiore quanto maggiore il numero delle propriet tipiche possedute. Ogni comportamento
comunicativo in rapporto allintenzionalit. Distinguiamo gli atti comunicativi semplici
(quando lintenzione comunicativa dichiarata, es. saluto) e gli atti comunicativi complessi
quando lintenzione nn corrisponde con il significato letterale es. ironia. La comunicazione
accompagnata anche da gesti ed espressioni che compongono la comunicazione non
verbale. Anche nn parlare un comunicare. Il linguaggio nn verbale ha una propria autonomia
comunicativa (linguaggio sordomuti).
MOTIVAZIONE: ogni comportamento umano motivato da una serie di cause x la
soddisfazione di specifici bisogni. Lindividuo spinto sia da fattori esterni (es. incendio) che da
fattori interni (fame). La motivazione prevede la presenza di livelli complessi ordinati in
maniera gerarchica:
-

riflessi: processi genetici, innati e involontarii dellorganismo a stimoli esterni ed interni

istinti: comportamenti + articolati. Secondo Darwin assicurano agli individui di una


specie maggiori possibilit di sopravvivenza. In etologia stato elaborato il concetto
diIMPRINTING, cio la predisposizione istintiva del neonato a seguire, subito dopo la nascita,
un ogg in movimento. Il primo la madre, ma secondo Lorenz solo una questione di
tempestivit. Infatti egli dimostr con gli anatroccoli che il primo che si contatta diventa la
madre.
Nello studio delle motivazioni, listinto fu criticato xch nn in grado di giustificare la variet
motivazionale delluomo. Verso la met del 900 in psicologia furono elaborati i concetti di
-

bisogno: condizione fisiologica di necessit (fame, sete)

pulsione: dimensione psicologica del bisogno che esprime un disagio.

Il bisogno pu nn essere accompagnato dalla pulsione (esposizione ad un gas bisogno di


ossigeno ma nn pulsione) e viceversa (voglia di cibo ma non fame).
Le motivazioni quindi possono essere primarie e secondarie (potere, competizione, successo)
portano allelaborazione di desideri. Il desiderio generalmente nasce da una condizione di
carenza. Il concetto di desiderio strettamente legato a quello di valore. Il valore di un oggetto
tanto + elevato quanto + capace di soddisfare un desiderio.
Esiste anche una gerarchia dei bisogni: ai primi gradini ci sono i bisogni di carenza (fame, sete)
che scompaiono con il loro appagamento; poi ci sono i bisogni di crescita (stima e
autorealizzazione) si sviluppano mano a mano che sono soddisfatti.
Principali teorie sulla motivazione:
teoria biologica: per i processi biologici non sono suffic x spiegare le varie condotte
motivazionali dellindividuo
concezione comportamentista: la pulsione fornisce la spinta x lattivazione
dellorganismo
concezione cognitivista: le motivazioni cambiano in rapporto alla qualit e quantit
delle info provenienti dallambiente.
Punto di vista scopistico: vi uno scopo generale che si scompone in tanti sottoscopi.
Per raggiungerli lindividuo deve elaborare strategie, individuare soluzioni.
Punto di vista interazionista: le motivazioni sono suscitate e regolate dai processi
relazionali.
-

Teoria del valore di riferimento: assunzione del cibo xch c un deficit energetico

Teoria degli incentivi: contro la precedente. Noi mangiamo xch spinti anche
dallesperienza gratificante del cibo.
EMOZIONI: possono essere di varia natura e di diversa intensit. Le principali teorie:
Teoria periferica: importante studiare i processi che determinano le emozioni. I
mutamenti del corpo avvengono dietro uno stimolo e la sensazione di questi mutamenti
determina lemozione. Ci che determina le mutazioni il sistema periferico.
Teoria centrale: critica la periferica. I centri di attivazione delle emozioni sono localizzati
nella regione talamica. Altri studiosi hanno integrato questa teoria affermando che i centri di
controllo delle emozioni sono posizionati su un circuito che comprende + regioni tra cui
lipotalamo e lamigdala Sia la teoria periferica che la centrale trascurano la soggettivit: non
tutti reagiamo allo stesso modo

teorie psicoevoluzionistiche: si rifanno alla teoria evoluzionistica di Darwin, le emozioni


sono strettamente legate alla sopravvivenza della specie (fuggire x paura, accoppiarsi x
riprodursi. Esiste una stretta connessione tra emozione ed azione: le emozioni sorgono in
conseguenza di ci che accade dentro e fuori di noi e determinano le azioni. Inoltre le emozioni,
x essere riconosciute e condivise vanno manifestate secondo degli standard culturali
PSICOLOGIA DELLO SPORT
Capitolo 1:Processi motivazionali nello sport
Alla figura dellallenatore viene accostato lo psicologo dello sport: al fine di fornire agli
allenatori e allorganizzazione sportiva informazioni precise su come costruire i loro programmi
di allenamento e su come guidare gli individui in funzione dei loro bisogni. Sport Insieme di
attivit (esercizi gare) pratiche individuali o di gruppo, per divertimento o per sviluppare la
forza e lagire del corpo. Insieme di attivit fisiche e mentali compiute al fine di migliorare
lapparato psico-fisico.
Motivare allo sport
Uno degli obiettivi principali dei programmi di allenamento di sviluppare e mantenere un
livello elevato di desiderio di partecipare allo sport. Cos che allontana dallattivit sportiva?
Noia = Causata da allenamenti ripetitivi, Ridotta interazione con lallenatore e con gli altri
compagni, La mancanza di stimoli, Limpressione di non apprendere abbastanza. I motivi che
favoriscono nei giovani la persistenza nellattivit sportiva
Terrini ed Occhini = 3 livelli
> Scelta
> Decisione
> Attivazione
Alderman e Wood = Definivano 7 sistemi di motivi/incentivi che dirigono il comportamento
degli esseri umani:
1. Affiliazione = opportunit di stabilire relazioni interpersonali (appartenenza ad un gruppo)
2. Potere = opportunit dinfluenzare e controllare gli altri
3. Indipendenza = opportunit di fare le cose senza laiuto degli altri (bimbo)
4. Stress = opportunit di svolgere attivit eccitanti
5. Eccellenza = opportunit di acquisire abilit sportive per il proprio interesse o per
primeggiare su un altro
6. Successo = acquisire prestigio, approvazione sociale (vincere)

7. Aggressivit = opportunit di dominare gli altri (scaricare il negativo sugli altri)


Motivazione alla riuscita
Motivazione a evitare linsuccesso, interazione a 3 fattori:
1. A forza dellorientamente individuale al successo
2. La probabilit percepita di aver successo
3. Il valore incentivante del successo

INTERAGISCONO con gli stimoli ambientali FAVORENDO stati affettivi di orgoglio o di vergogna
dellindividuo

Orientamento al compito e orientamento al se.


Nickolls (1993) ha identificato 2 orientamenti motivazionali spacifici
Orientamento al compito: (attenzione del soggetto focalizzata sulla competenza)
Il comportamento di un giovane teso a dimostrare un certo grado di competenza o di
padronanza. I soggetti che sono orientati al compito sottolineano maggiormente le ragioni
connesse alla forma fisica e allo sviluppo delle abilit sportive. Gli allievi orientati al compito
ritengono che il successo nello sport sia dovuto a fattori motivazionali e allimpegno individuale
e collettivo. Lorientamento al compito correlato negativamente al desiderio di barare e di
voler fornire unimmagine di se migliore di quella reale. Gli individui orientati al compito
traggono soddisfazioni dallo svolgimento delle loro prestazioni, che viene vissuta come un fine
valido in se stesso. Hanno maggior rilevanza le caratteristiche intrinseche dellattivit sportive (
impegno inteso a soddisfare il compito ) piuttosto che quelle estrinseche ( riconoscimenti
esterni e risutlati finali ) .
Orientamento al se : (attenzione del soggetto focalizzata al risultato)
Dimostra il suo livello di abilit in relazione agli altri e ci avviene tramite il confronto sociale. Il
livello di maestria non sufficiente allindividuo per sentirsi soddisfatto del proprio livello di
abilit. Il sentimento di riuscita si manifesta solo se per lui favorevole il confronto con gli altri
e le competizioni sportive sono loccasione giusta. I soggetti orientati al se fanno sport per
motivi connessi al desiderio di competere, di ricevere riconoscimenti positivi per ragioni
collegate allacquisizione di status sociale. Gli atleti orientati al se attribuiscono maggiore
importanza allabilit, ai fattori esterni e al vantaggio fornito dalluso di sostanze illecite. I
soggetti orientati al s vivono lattivit sportiva come un mezzo per raggiungere un fine che
di dimostrare la loro superiorit sugli avversari.
Motivazione alla competenza

Le valutazioni individuali sul proprio livello di comptenza influenzano le prestazioni. La


motivazione alla competenza era il principale elemento determinante la condotta umana. Il
sentimento di efficacia personale viene costruito attraverso continue prove delle proprie
capacit e man mano che queste si affermano e si stabilizzano. Il soggetto pone ulteriori
obiettivi che lo mettono nuovamente alla prova.
Tre livelli di successo: Elevato, Medio e Basso
Tre tipi di rinforzo verbale: Incoraggiamento, Svalutazione, Assenza di commento
I feedback forniti dagli allenatori influenzano la percezione di abilit e la prestazione sportiva,
Let rappresenta unaltra variabile che influenza come i giovani percepiscono il loro livello di
competenza. I giovani sportivi con un elevato livello di percezione di competenza sono quelli
che partecipano in maniera regolare allattivit sportiva.
Motivazione intrinseca.
Lespressione dei bisogni e dei desideri dellindividuo e stimola quei comportamenti che
permettono di sentirsi competenti nei confronti dellambiente circostante. Questo
comportamento intrinsecamente motivato alimentato dai rinforzi positivi che il soggetto
fornisce a se stesso durante lo svolgimento dellattivit.
Punti principali:
Le attivit intrinsecamente motivanti sono autonome, cio che ogni tipo di intervento esterno
tende ad incidere negativamente sulla motivazione intrinseca.
Le percezioni di competenza e leccitamento per una sfida sono fattori che sostengono la
motivazione intrinseca. La comunicazione informativa stimola la motivazione intrinseca.
Lorientamento al compito favorisce lincremento della motivazione intrinseca.
Lorientamento al s ne provoca la riduzione.
Motivazione estrinseca:
La motivazione estrinseca a noi, compiere unazione per conseguire altro. (Es : ricevere un
premio)
AUTOREALIZZASIONE
STIMA

SE STESSI
PRESTIGIO-RICONOSCIMENTO

SOCIALI

APPARTENENZA - AMORE

SICUREZZA

PROTEZIONE-CERTEZZA

PRIMARI- FISIOLOGICI

SALUTE-RIPOSO-FAME SETE

Teoria dellattribuzione:
Le ricerche sinora condotte hanno evidenziato che le attribuzioni possono giocare un ruolo
significativo nel determinare le reazioni emotive e che di grande importanza la percezione
soggettiva delle prestazioni e non solo il risultato oggettivo.
Il ruolo degli allenatori nei processi motivazionali:
Modello di Carron
FATTORI SITUAZIONALI
Soggetto al controllo

Non soggetto a controllo

Ricompense = Gratificazione

- Spettatori

Goal setting = Raggiungere gli obiettivi

- Concorrenti (avversari)

Allenamenti = Come impostare la didattica

- Clima di gruppo

Rinforzi = Positivi, negativi, punizione


Coerenza dellallenatore = Giudizio imparziale.
I FATTORI PERSONALI
Soggetto al controllo
Motivazioni incentivanti

- Ansia

Analisi del risultato

- Attenzione

Interesse intrinseco

- Motivazione al successo

Aspettative dellallenatore

-DIPENDONO DALLATLETA

Fiducia in se stessi

GOAL SETTING : Sistemi pi efficaci di migliorare la prestazione: stabilire obiettivi specifici


raggiungibili e che rappresentano una sfida. Guida limpegno dellatleta, costituisce uno
stimolo. Tutto ci che vuole realizzare un obiettivo.
OBIETTIVO: Si intende qualcosa che si vuole consapevolmente raggiungere gli obiettivi
stimolano lo sviluppo delle strategie necessarie per raggiungere la meta finale influenzando i
processi motivazionali agendo sulla direzione, la persistenza e lintensit dei comportamenti.
Obiettivi devono essere:

Misurabili (perdere peso)


Soggettivi non modificabili ( migliorare gesto tecnico)
Outcome goal
Performance goal
Caratteristiche degli obiettivi:
Difficili - ma alla portata della prestazione
Specifici mai vaghi e generici
Coinvolgenti da favorire la performance
Misurabili - facili da quantificare
Individuali / Squadra

Dieci ipotesi relative al funzionamento goal setting.


1. Obiettivi specifici
2. Obiettivi quantitativi = pi elevato lobiettivo migliore sar la prestazione
3. Obiettivi specifici e difficili miglioreranno la prestazione
4. La formazione di obiettivi a breve e a lungo termine migliora la prestazione.
5. Gli obiettivi agiscono migliorando limpegno
6. La definizione degli obiettivi efficace solo in presenza di feedback che evidenziano i
progressi compiuti.
7. Obiettivi difficili richiedono un notevole impegno che determina prestazioni migliori.
8. Limpegno puo essere ottenuto chiedendo allatleta di essere pi partecipativo,
incentivandolo con dei premi e aiutandolo alla scelta degli obiettivi
9. Il raggiungimento degli obiettivi favorito dalla determinazione di una strategia
10. La competizione migliora la prestazione.

Capitolo2

Sport e personalit
In psicologia dello sport lo studio della personalit ha avuto il compito di studiare il
comportamento degli atleti al fine di fornire delle previsioni sulla qualit delle loro performance
future. esistono 2 modelli di comportamento:
1-modello di autoefficacia: si riferisce alle percezioni di efficacia personale
2-modello di ansia:allenamento e variabile in psicologia: l'allenamento una situazione che
richiedono agli atleti di effettuare le esercitazioni in modo coscienzioso e scrupoloso e di essere
perseveranti nell'impegno e conseguentemente ci si aspetterebbe che gli atleti rispetto la
popolazione generale si differenziano sulla base di questo variabile psicologica. interazione
persona-situazione: l'azione di un soggetto deriva dall'interazione continua fra individuo e le
situazioni che incontra quindi non solo le situazioni influenzano la persona, ma nel contempo,
l'individuo seleziona attivamente le situazioni da affrontare e i processi cognitivi agiscono nel
favorire questo tipo di attivazione.
AUTOEFFICACIA:
la fiducia che una persona ripone nella propria capacit di affrontare un compito specifico.
tale modello enfatizza. Un atleta pu essere oggettivamente in grado di effettuare un
determinato esercizio, ma nel contempo se ritiene di non averne le capacit mostrer un basso
livello di autoefficacia. ogni individuo sceglier di partecipare ad attivit che gli garantiscono
buoni margini di successo rispetto ad altre che potrebbero con pi facilit sfociare in successi.
Autoefficacia:capacit di capire la propria efficacia di capire le proprie capacit e i propri limitii.
-ripetizione
-motivazione
-illusione
-immagini mentali
misurazione dell'autoefficacia: per misurare si usa una tecnica che comprende 3 aspetti
dell'autoefficacia:
1) livello: il livello di autoefficacia viene definito dalle relazione tra i compiti tra ci che il
soggetto ritiene dii essere in grado di fare.
2) forza: la forza della convinzione personale, cio di sentirsi in grado di manifestare il
comportamento derivato dalle abilit che il soggetto si riconosce.
3) generalit: la generalit dell'autoefficacia fa riferimento al numero di aree che un individuo
crede di poter affrontare con successo.
Autoefficacia e attivit fisica (fa bene al corpo e alle mente)

le ricerche hanno evidenziato che l'autoefficacia nella popolazione normale sedentaria


costituisce un mediatore significativo nella scelta di praticare con regolarit l'attivit fisica e
che uno stile di vita attivo, migliora lo stato psicofisico.
ANSIA: uno degli stati psicologici degli individui per evidenziare una condizione di agitazione
indiiviiduale caratterizzata da timore, nervosismo, preoccupazione e panico.
L'ansia stato correlato al concetto di stress
DISTRESS- concetto di ansia
STRESSOR- sono stress specifici che possono essere di natura fisica psicologica o sociale.
Esistono 2 tipi di Ansia:
1 ansia di tratto: un soggetto percepisce come minaccia pi situazioni (carattere ansioso)
sii divide in 3 aspetti competitivi
- valutazione oggettiva
- valutazione soggettiva
- reazioni
2 ansia di stato: un soggetto percepisce come minaccia solo determinate situazioni
si divide in 2 aspetti competitivi
-cognitivo
-somatico
VALUTAZIONE- svolge un ruolo decisivo, lo stesso stimolo potr essere vissuto in modo
minaccioso da un individuo, per un altro costituir una sfida, per un altro sar rilevante
ANSIA di STATO
si manifestano con un certo grado d'intensit in relazione a specifici stimoli.
i sintomi lievi: timore- tensione- preoccupazione- nervosismo
sintomi fisiologici: aumento frequenza cardiaca, respirazione accelerata, fasi di apnea, aumento
sudorazione, aumento tensione muscolare etc.
ANSIA di STATO COMPETITIVO:
1)Dimensione cognitiva- una condizione di ansia dominata da aspettative negative riguardanti:
la situazione, se stessi e le conseguenze.

nello sport, tale stato si pu manifestare in termini di aspettative negative rispetto alla propria
prestazione e al risultato della gara.
2) Dimensione somatica- riguarda le modificazioni fisiologiche e affettive determinate
dall'approssimarsi dell'evento sportivo.
ANSIA di TRATTO: si manifesta in presenza di stimoli e sono frequenti
ANSIA di TRATTO COMPETITIVO:
1)Valutazione oggettiva: relativa alla competizione: difficolt del compito, caratteristiche degli
avversari, condizioni di gara.
2) Valutazione soggettiva: pone l'accento su come l'atleta percepisce, accetta e valuta la
situazione oggettiva di gara.
tale aspetto risulta mediato dall'insieme delle caratteristiche psicologiche individuali
3) Reazioni individuali- possono essere di 3 tipi:
-reazioni comportamentali
-reazioni fisiologiche
-reazioni psicologiche
4) Conseguenze
-positive, in caso di vittoria
-negative, in caso di sconfitta.

Capitolo 3
PROCESSI di AUTOREGOLAZIONE E LIVELLI di ATTENZIONE.
Attivazione difficile racchiudere in una definizione. sono state proposte alcune definizioni:
1- come sinonimo di motivazione
2- come sinonimo di ansia-intensit di emozioni
3- come processi di recupero alternati a uno stato di prontezza
Molte sono le teorie che sono state proposte per spiegare l'interazione tra livelli di attivazione
individuale e processi di autoregolazione messi in atto dai soggetti per ottimizzare le
prestazioni:

Teoria della pulsione-drive theory


Secondo questo modello la prestazione una funzione della pulsione per la forza dellabitudine.
La pulsione consiste nellattivazione fisiologica che guida lindividuo al soddisfacimento dei
bisogni generali e labitudine si riferisce alla prevalenza delle risposte corrette o di quelle
scorrette.
Teoria o modello della U capovolta
Identica una relazione curvilineare tra prestazione e attivazione. L'attivazione (o stato
motivazionale) raggiunge un apice o punto ottimale oltre il quale si assiste a un progressivo
decadimento.
Punto ottimale
IPO ATTIVAZIONE IPER
La prestazione sportiva era ottimizzata in corrispondenza di un livello di attivazione medio, al di
sotto e al di sopra, la prestazione diviene progressivamente scadente.
Teoria o modello delle zone di funzionamento ottimale
Questo modello pu essere considerato come un'estensione della teoria della U capovolta. Al
posto di un singolo Punto ottimale(rendimento massimo), vi sarebbe un banda, una zona, la cui
ampiezza dipende da ciascun atleta. Per ogni sportivo esiste una banda di livello, di ansia
progressivamente superiore o inferiore condurrebbero a una proporzionale riduzione delle
prestazioni. Permane l'andamento a U rovescitata, ma con l'aggiunta che il livello ottimale varia
da atleta ad atleta a seconda della a seconda della misura dell'ansia di tratto.
Questo modello consente di valorizzare il vissuto psicologo ed emotivo degli atleti. Infatti
favorisce una o condizione di autoconsapevolezza da parte degli atleti, che li porta a scegliere
automaticamente quale sia la condizione psicologica pre-gara che essi ritengono pi
opportuna. In tal senso, il lavoro dello psicologo quello di affiancare l'atleta in questo
processo d'intentifcazione della zona individuale di funzionamento ottimale e monitonale in
modo accurato i parametri psicologici individualizzati.
La regolazione dell'attivazione
Regolare il proprio livello di attivazione uno dei fattori decisivi della prestazione. Molte
strategie di attivazione o di disattivazione sono state utilizzate da allenatori, atleti e psicologi
dello sport. Alcune di queste sono:
-Tecniche somatiche come: 1 rilassamento neuromuscolare progressivo. 2 controllo del
respiro.
-Tecniche cognitive come: 1 esercizi di ripetizione mentale. 2 dialogo interno.

ATTIVAZIONE ECCESSIVA/ ATTIVAZIONE RIDOTTA


La maggior parte degli allenatori e degli sono consapevoli dell'importanza che ha per la
prestazione il trovarsi in una condizione di attivazione ottimale. La diffusione di preparazione
psicologica per gli atleti di alto livello, realizzati allo scopo d'incrementare sempre pi la loro
capacit di affrontare in modo efficace gli eventi sportivi. In relazione al rapporto tra
prestazione e attivazione, necessario conoscere quali sono le cause e i segnali di attivazione
eccessiva o troppo ridotta:
SINTOMI di ATTIVAZIONE ECCESSIVA- possono essere distinti in:
Sintomi fisici
-includono uno stato di tensione muscolare
-difficolt di respirazione
-difficolt o eccesso di sudorazione
-disturbi allo stomaco
-sensazione di fatica
-riduzione della coordinazione motoria
Sintomi comportamentali
-comprendono stati di agitazione
-aumento di azioni irrazionali
-superstizione
Sintomi psicologici
-comprendono un dialogo interno negativo
-pensieri irrazionali
-riduzione della motivazione (questi sono detti anke sintomi ansiosi)
-stati d'animo negativi
CAUSE DELL'ATTIVAZIONE ECCESSIVA:
-Mancanza di fiducia dell'atleta
-Fattori ambientali:1-luogo della competizione,2-condizioni metereologiche estreme
SINTOMI di RIDOTTA ATTIVAZIONE:

possono essere distinti in:


Sintomi fisici
-comprendono bassi livelli di frequenza cardiaca
-bassi livelli di respirazione
-bassi livelli di adrenalina
-ridotta energia psicofisica
Sintomi comportamentali
- le azioni sono lente
- preparazione alla gara pu essere condotta in modo svogliato e impreciso
- l'atleta pu apparire sonnolento e facilmente distraibile
Sintomi psicologici
-scarsa motivazione a gareggiare
-difficolt nella concentrazione
CAUSE DELLA RIDOTTA ATTIVAZIONE:
-eccessiva sicurezza da parte dell'atleta(troppo sicuri di vincere)
-eccessiva fatica
-gli infortuni
-problemi di nutrizione
TECNICHE PER LA RIDUZIONE DELL'ATTIVAZIONE
Numerose sono le tecniche psicologiche che consentono di ridurre livelli eccessivi di
attivazione:
1CONTROLLO DEL RESPIRO- tecnica semplice, per indurre uno stato di rilassamento in grado
di eliminare una condizione dii attivazione eccessiva. il controllo del respiro favorisce il
rilassamento e aumenta la qualit di ossigeno utilizzabile. Per raggiungere questo obiettivo, la
semplice effettuazione di alcuni respiri profondi.
2RILASSAMENTO PROGRESSIVO NEOROMUSCOLARE- tecnica di rilassamento muscolare allo
stato di rilassamento puro. Si propone di educare l'atleta alla riduzione volontaria del tono
muscolare e d'indurre cos uno stato di maggiore calma mentale. ci avviene attraverso

esercizi di graduale contrazione-distenzione di specifici distretti muscolari. Gli esercizi devono


essere svolti tutti i giorni e coinvolgono la maggior parte dei muscoli. In questa prima fase gli
esercizi sono svolti in posizione supina e l'obiettivo da raggiungere di ottenere il rilassamento
generale di tutto il corpo. La seconda fase viene fatta stando seduti su di una poltrona e
tramite lo stesso tipo di esercizi consentir al soggetto di rilassarsi. la terza fase il soggetto
prende coscienza della tensione che avverte durante la sua attivit quotidiana in occasione di
situazione che modificano il suo stato d'animo in modo spiacevole e s'impegna a ridurre al
minimo questi disturbi.
3TRAINING AUTOGENO- si basa sull'apprendimento di esercizi di difficolt crescente che
gradualmente determina il rilassamento globale del soggetto. Consiste nel far ripetere
mentalmente al soggetto delle frasi affermative, che determinano questo condizione di calma.
4MEDIAZIONE- determina un abbasamento del consumo di ossigeno, della frequenza cardiaca,
respiratoria.
5IMAGERY- il ricorso all'uso di immagini mentali per ripetere.
6BLOFEEDBACK- consente il controllo delle funzioni dell'organismo tramite l'uso di un
apparecchio a cui il soggetto viene collegato. stato utilizzato per ridurre stati di ansia pregara e per accelerare le fasi di recupero dell'energia fisica e psicologica.
TECNICHE PER L'INCREMENTO DELL'ATTIVAZIONE
Esistono diverse tecniche:
1)controllo dell'attenzione
2)tecniche di immagini mentali
3)stretching- costituiscono un ottimo sistema di attivazione un solo organico, ma anche
mentali.
4)musica e videocassette- sono utilizzate come strumento per mobilitare l'energia
5)stabilire obiettivi che siano raggiungibili, ma che rappresentano una sfida- gli atleti sono cos
pi motivati a prescindere dagli avversari.
IMMAGINI MENTALI-IMAGERY
immagini mentali- si riferisce alla capacit individuale di provare le sensazioni e di avere la
percezione tipiche dell'azione reale, attuandole attraverso un processo mentale.
Ripetizione- favorisce l'apprendimento
L'USO:Maggiormente in relazione alla gara, piuttosto che in allenamento incrementa la
prestazione. Immaginazione di se stessi che vincono per confermare il ruolo motivazionale
(sopratutto le persone a livello amatoriali)

Ripetizione mentale- favorisce l'apprendimento. Maggiore il livello di abilit degli atleti , pi


frequente l'uso delle immagini mentali sia in allenamento che in gara.
TEORIA PSICONEUROMUSCOLARE
Secondo cui la ripetizione mentale determina un moderato innalzamento del livello di
attivazione del livello di attivazione dei muscoli. Un immagine mentale produce un attivit
muscolare simile a quella riscontrabile durante l'esecuzione dello stesso momento, ma di
ampiezza inferiore.

Cap 4
Attenzione: dalla teoria allapplicazione
Lattenzione, in ambito sportivo, una delle aree di ricerca pi studiate, in quanto
considerata una componente fondamentale della prestazione e dellapprendimento delle abilit
motorie e sportive .
I psicologi sportivi hanno sviluppato dei programmi di preparazione psicologica, ke
comprendono tecniche x migliorare la prestazione dellatleta.
Attenzione attivazione
La capacit attentiva disponibile in un dato momento dipende dal livello di attenzione. Risultati
efficienti si hanno in presenza di un livello di attivazione in cui il soggetto restringe il focus
attentivo solo agli elementi pertinenti x quel compito. Al contrario se il livello di attenzione
continua a crescere, lattenzione diventa troppo ristretta e la prestazione subisce un
peggioramento. Pertanto, livelli troppo elevati di ansia e di attivazione producono un eccessivo
restringimento del numero di segnali ke possono essere captati.
Caratteristiche fisiologiche dellimpegno mentale
Frequenza cardiaca leggermente rallentata durante l impegno mentale.
Costruzione di programmi di sviluppo
La necessit dei programmi di preparazione psicologica e di sviluppo delle abilit mentali,
derivano dallesigenza degli atleti di sostenere livelli elevati di tensione o di stress psico-fisico,
mantenendo inalterata la qualit delle loro prestazioni sportive. Gli psicologi sportivi hanno
proposto diverse metodiche:
Routine pre-performance
Dialoghi interni
Immagini mentali

Lallenamento dellattenzione
Lo scopo delle tecniche per migliorare la capacit di focalizzazione , di eliminare tensioni
fisiche eccessive, e di orientare il focus attentivo solo su ci ke importante in quel momento;
per eseguire al massimo delle proprie capacit la propria prestazione. Routine preperformance. Strategie di concentrazione: un insieme di pensieri, azioni, e immagini ke si
attivano prima della prestazione. Queste routine sono utili in quanto consentono di spostare
lattenzione da stimoli irrilevanti, di evitare di pensare alla prestazione da eseguire, e di
stabilire un adeguato livello di attivazione mentale e fisica.
Dialogo interno
Spesso gli atleti attuano un intenso dialogo con se stessi. Generalmente viene considerato ke
parole, frasi o immagini mentali positive possano svolgere una funzione determinante sulla
prestazione di efficacia ke latleta ha di se stesso in una determinata situazione sportiva. Brevi
frasi positive con cui latleta si incoraggia, stimola la fiducia, e pu costituire una forma di
controllo attentivo. pertanto possibile ke affermazioni positive siano efficaci per incrementare
la prestazione; mentre affermazioni negati ve e di sfiducia svolgono la funzione contraria.

Immagini mentali
La ripetizione mentale favorisce:
Processi attentivi dellatleta
Aiuta lapprendimento
Contrasta i pensieri negativi

Capitolo 5
Dinamiche di gruppo
Lo studio delle dinamiche di gruppo che consentono questo risultato di squadra non solo
dinteresse pratico per lallenatore, che deve creare un gruppo unito e coeso, ma rappresenta
un tema di base della psicologia sociale. Tipi di gruppo:
Gruppi primari- Gruppi a cui appartiene senza obblighi (es. di fatto-famiglia)
Gruppi secondari- Imposti con esterna- contrattuali (es. Gruppi militari)
Gruppi sociali- Tipi di gruppi che condividono alcune caratteristiche
Squadra sportiva- Gruppo primario volontario con connotazione secondaria e psicologia

Caratteristiche di squadra
La composizione del gruppo pu essere definita come relazione tra le caratteristiche degli
individui e del gruppo.

Individuale
complementarit tra gli uomini
esistenza di uno scopo comune
capacit di problem-solving
capacit decisionali
Per caratteristiche dei membri sintende le caratteristiche fisiche, psicologiche e mentali. Le
competenze specifiche e altre caratteristiche sociali, quali, let, gli studi compiti, il genere, la
razza, letnia, il livello culturale, etc.

Gruppo
visione comune
complessi basati sui successi di squadra (premi)
capacit leadership
Caratteristiche che influenzano i processi dinterazione tra i membri di una squadra. Capacit
dei membri del gruppo di formare un gruppo coeso. Alla base di questo approccio vi lidea
che si stabiliscono tra i membri sono di fondamentale importanza per migliorano le abilit
individuali. Il lavoro dellallenatore sar di realizzare un programma di allenamento che
consenta lemergere di un gioco di squadra in cui ogni educatore trova la migliore utilizzare.
STADI di CREAZIONE DELLA SQUADRA
Le reazioni tra i membri di un gruppo sono soggetti, con il trascorrere del tempo, a variazioni
dipendenti da fattori situazionali e personali, dagli in ambito sportivo sono stati formulati 2
modelli situazionali:
Lapproccio lineare
Approccio del pendolo

TEORIA LINEARE
I 5 stadi sono sequenziali.
Il gruppo passa alla fase successiva solo quando stata completata quella precedente.
1FORMING= Formazione- i membri del gruppo cominciano a conoscersi e a identificare i
compiti del gruppo
2STORMING= Forti conflitti- Disaccordo tra i membri del gruppo o disaccordo ai metodi
dellallenatore per raggiungere gli obiettivi
3NORMING= Normativa- risolti i conflitti, si stabilizzano i ruoli di ogni uno
4PERFONMING= Massima performance del gruppo, fase della cooperazione, massima unit del
gruppo
5AUJOURNING= Raggiungimento- Gli obiettivi sono stati raggiunti, gli impegni sono stati
portati a termine, si riduce il contatto tra i membri.

TEORIA DEL PENDOLO


Secondo questa teoria, non possibile che i gruppi seguano un andamento lineare; le squadre
oscillano continuamente tra periodi di forte coesione e periodi di scarsa coesione.
VANTAGGI: Per lallenatore uno dei principali benefici derivati dalla conoscenza delle vari fasi di
sviluppo dei gruppi. Consiste nel farsi trovare preparato ad affrontare improvvisi cambiamenti.
Un ulteriore vantaggio riguarda la possibilit di modulare il suo intervento in relazione alla fase
di sviluppo in cui si trova il gruppo, cos da enfatizzare i comportamenti pi efficaci per quel
momento.

LA COESIONE DEL GRUPPO


un processo dinamico che riflette la forza che agisce sui membri per farli restare in gruppo.
COESIONE TRA GLI ATLETI: possibile individuare caratteristiche del gruppo sportivo che
rendono coesa la squadra:
A)dimensione del gruppo ed eventuali sottogruppi
B)vicinanza fisica con maggiori rapporti interpersonali
C)informazioni

A)Dimensione del gruppo- in psicologia una delle aree pi indagate stata quella relativa
allindividuazione delle dimensioni ideali di un gruppo, allo scopo di identificare quale sia il
numero ottimale di componenti di un gruppo che evidenzia un livello elevato di produttivit. I
piccoli gruppi sono ottimali per proseguire obiettivi centrali sul compito, su cui si pu riversare
il consenso e limpegno. I gruppi moderatamente pi numerosi favoriscono la coesione sociale,
attraverso lo sviluppo di forti relazioni sociali e di amicizia. I gruppi troppo numerosi tendono a
favorire relazioni allinterno di sottogruppi, piuttosto che nella totalit del gruppo. I gruppi
troppo piccoli mostrano una scarsa coesione sociale perch sono troppo impegnati a
gareggiare o per il numero limitato di persone interessate con cui interagire.
B) Vicinanza fisica Le iterazioni si stabiliscono fra i membri con caratteristiche simili :
Fisiche psicologiche e motorie, et, razza, etnia, ect. Maggiore lomogeneit di queste
caratteristiche, migliore sar la capacit dei membri del gruppo di formare un gruppo coeso.
C) Informazioni I processi di comunicazione migliorano ulteriormente le attitudini, le
credenze, e le conoscenze del gruppo.
Fattori disgreganti:
Competizione interna Tra i membri della stessa squadra, Aggressioni verbali e/o fisiche Il
gruppo deve disgregarsi, Disorganizzazione Relativo Allallenatore, Mancanza di senso
dappartenenza Manca il noi
Obiettivi
FUNZIONE compiti
ALLENATORE Responsabilit
un formatore
LEADER diverso da LEADERSHIP
1) Obiettivi = Dopo aver analizzato le risorse lallenatore pone gli obiettivi generali e specifici,
nel breve-medio- lungo periodo, individuali e di squadra.
2) Compiti = Assegnazione dei compiti, da parte dellallenatore per migliorare le competenza
sportive.
3) Responsabilit = Conferire, insegnare latleta ad essere indipendente, cio unatleta
maturo quando trasforma le nozioni apprese e le usa in campo.
LEADER lallenatore in quanto:
Trasmette e sviluppa le competenza sportive
Costruisce ed organizza la squadra

Compone le norme cio regole e disciplina


LEADERSHIP Si deve intendere il processo di guida degli individui o dei gruppi nel
raggiungimento di obiettivi.
(meglio se la figura del leader coincide con la leadership) . La leadership una personalit
carismatica.
Efficacia del leader: Proprio ruolo servire, Tutti sono importanti, Dare direttive chiare, Criticare
latleta in privato e lodarlo in pubblico, Enfatizzare il gruppo, Accettare le critiche
Stili decisionali
Prendere una decisione una componente del leader.
Esistono 5 stili decisionali che variano in funzione del grado di partecipazione dei membri del
gruppo:
Stile autocratico 1 : Il leader prende personalmente le decisioni basandosi sulle informazioni
ottenibili.
Stile autocratico 2 : Il leader ottiene le informazioni necessarie dai membri e decide da solo .
Stile consultivo 1 : Il leader condivide i problemi con i membri pi influenti del gruppo,
consultandoli individualmente tiene in considerazione le loro idee e prende da solo le decisioni.
Stile consultivo 2: Il leader condivide i problemi con tutti i membri riuniti, tiene in
considerazione le loro idee e prende da solo le decisioni.
Stile di gruppo : Il leader condivide i problemi con il gruppo giunge ad una soluzione
consensuale. Il ruolo del leader