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Venerdì 30 Giugno 2017

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(ma non mancano gli intoppi) Sironi-Bongi a pag. 25 www.italiaoggi.it QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E
www.italiaoggi.it QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO
www.italiaoggi.it
QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO
VIA AL DDL CONCORRENZA Torna il tacito rinnovo per tutte le polizze ramo danni Damiani
VIA AL DDL CONCORRENZA
Torna il tacito
rinnovo per tutte
le polizze ramo
danni
Damiani a pag. 30

Tasse locali triplicate a Milano

IMPRESA SOCIALE Dipendenti coinvolti nelle decisioni su lavoro e qualità Cirioli a pag. 31 q
IMPRESA SOCIALE
Dipendenti
coinvolti nelle
decisioni su
lavoro e qualità
Cirioli a pag. 31
q

Lo dimostra un’indagine Confcommercio per gli anni 2011-2016 su Imu, Tasi, Tari e Cosap nel capoluogo lombardo. Ma a Roma imposte ancora più care

Google non deve essere multato ma deve essere smembrato in molti pezzi Margrethe Vestager, la
Google non deve essere multato ma
deve essere smembrato in molti pezzi
Margrethe Vestager, la commis-
saria europea cui si deve la
decisione di multare per ben
2,42 mld Google, ha visto giusto
ad attaccare il colosso di
Mountain View. Ma questo non
vuol dire che la sua mossa abbia
creato problemi a Google, abbia
veramente compromesso il con-
to
economico, visto che l’utile
del
2016 è stato di circa 10 mld
di
dollari. In un certo senso
quella sanzione è stata una
carezzina. Perché la multa è per
abuso di posizione dominante,
mentre oggi Google andrebbe
sanzionata «per com’è». Quindi
non va multata, ma fatta al più
presto in dieci pezzi.
Luciano a pag. 2

DIRITTO & ROVESCIO

Per evitare il trauma che l’azienda Rai avrebbe sofferto nel caso che Fabio Fazio avesse lasciato la tv di Stato, la presidente Monica Maggioni ha investito una montagna di soldi non suoi, per evitare lo tsunami da lei stes- sa paventato. Si dice che Fazio fosse pronto a lasciare Saxa Rubra (perché, lui e i suoi agit-prop, lo avevano detto a destra e a manca, con grande abilità, bisogna riconoscerlo). Si parlava di un Cairo che lo aspettava a braccia spalancate. La notizia era inverosimi- le dato che Cairo è un imprenditore che, non solo investe soldi suoi, ma fa anche, ogni giorno, le ore piccole per

verificare dove, come e perché si spende

nelle sue aziende. Poi però si è fatto

vivo Enrico Mentana per precisare

che La7 non ha mai pensato di pren- dere Fazio. A questo punto, i milioni di abbonati Rai hanno il diritto di sapere chi era l’editore che era in trattativa con Fazio e a che livello si sia fermata la sua offerta. Solo questa informazio- ne potrà dimostrare se la Maggioni è stata accorta o sprovveduta. Ne va della sua immagine e di quella del- la Rai. La sua, Fazio, l’ha già difesa benissimo.

A A Milano le imposte sugli immobili

s sono più che triplicate negli ultimi

anni, a ma la pressione fiscale risulta

minore m rispetto a Roma. Questo il

SU WWW.ITALIAOGGI.IT Riscossione - Lo statuto della nuova Equitalia Impresa sociale - Il decreto legislativo
SU WWW.ITALIAOGGI.IT
Riscossione - Lo
statuto della nuova
Equitalia
Impresa sociale -
Il decreto legislativo
approvato dal gover-
Damiani a pag. 49
AL WESTFIELD W.T.C.
n no
Ddl Concor-
renza - Il testo
d del disegno di
le legge approvato
dalla Camera
Grande successo
della Cappella
Sistina esposta
a New York
a pag. 12

quadro che emerge da un’analisi di Confcommercio. Il report illustra la situazione dei tributi locali che gra- vano sulle imprese del terziario attive tra il 2011 e il 2016. Sotto i riflettori Imu, Tasi, tariffa rifiuti, canone di concessione dello spazio pubblico e imposta di soggiorno.

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2 Venerdì 30 Giugno 2017 I COMMENTI L’ANALISI IMPROVE YOUR ENGLISH La confluenza fra Cav
2 Venerdì 30 Giugno 2017
I COMMENTI
L’ANALISI
IMPROVE YOUR ENGLISH
La confluenza fra Cav
e Renzi è obbligata
The convergence between
Knight and Renzi is inevitable
D ove vai se i
voti non li
DI CARLO VALENTINI
In realtà c’è un passa-
to che va stretto sia al
hai? La do-
manda dovrebbero porsela i
Pd che alla Lega. Il Pd
si imbarcò nell’avventura dell’Ulivo,
per altro resuscitato nei dibattiti di
W here do you go without
votes? The two Matteo
should ask themselves
this question. Whatever
fered by the two Matteo. Actually, there
is a past that is rejected by both the
due Matteo. È probabile che qualsia-
si sarà la legge elettorale la vittoria
questi giorni, che fallì per le contrad-
will be the election law, the winner will
likely be, as it happened in recent local
arriverà, così com’è avvenuto nelle
recenti amministrative, a chi presen-
terà la coalizione più ampia, anche se
con importanti differenze tra le forze
che la compongono. Pure se si andasse
verso un premio alla lista non cambie-
rebbe la necessità di presentarsi agli
elettori come forza politica partecipe
dizioni all’interno dello schieramento
fino ad arrivare alla sua implosione e
agli strascichi che hanno poi perfino
impedito a Romano Prodi di salire
al Quirinale. La Lega di Umberto
Bossi si ritrovò invece del tutto subal-
elections, the politician who comes up
with the largest coalition, albeit with si-
gnificant differences between the forces
that compose it. Even if they agreed on
PD and the Northern League. The PD
embarked on the adventure of L’Ulivo
(it has been revived in recent debates
moreover), which failed for the contra-
dictions within the alliance, resulting
in its implosion and backwash that
even prevented Romano Prodi from
being elected president of the Republic.
a premium to the main list, it wouldn’t
change the need to present themselves
terna a Forza Italia, utilizzata nella
lotta interna tra le correnti del partito
di
un ampio e credibile schieramento
fondato dall’ex Cavaliere e si ritrovò
di
governo
Matteo Salvini può rivendicare
il suo ruolo forse deci-
sivo nel raccogliere voti
alle urne di domenica
ma se avesse corso da
solitario, senza il ruo-
al minimo storico elettorale.
Un passato che scotta sia per
il Pd che per la Lega.
Così la politica italiana
to the voters as a political force invol-
ving a broad and credible government
alliance.
Matteo Salvini may claim his
supposedly decisive role in gathering
votes in last Sunday’s
elections but if he had
Umberto Bossi’s League found itself
completely subordinate to Forza Italia,
used in the internal struggle among
the factions of the party founded by
the former Knight and fell to record
election lows.
It is a burning past for both the
PD and the League.
So Italian politics fin-
Chi protesta
Those complaining
costruisca
si ritrova in una strana
situazione: il Pd e Fi
hanno bisogno di gui-
dare grandi coalizioni
ma non sembrano es-
run alone, without
Silvio Berlusconi’s
sponsor role, how many
should build
delle alternative
alternatives
ds itself in a curious
situation: PD and FI
need to lead broad co-
lo di garante di Silvio
Berlusconi, quanti
Comuni avrebbe conquistato? Dall’al-
tra parte Matteo Renzi ha perso qua-
serci le condizioni per realizzarle, tan-
to che le liti sono all’ordine del giorno.
si ovunque dopo avere chiuso le porte
sia al centro che a sinistra.
Perciò è lecito chiedersi come
mai i due leader continuino a ipotizza-
Perché allora stupirsi se Berlusconi e
Renzi si annusano, mandando al dia-
volo Salvini e Giuliano Pisapia? C’è
da stupirsi invece che Salvini e Pisa-
municipalities would he
have conquered? On the
other hand, Matteo Renzi has lost al-
most everywhere after closing the do-
ors both on the center and on the left
wing.
Therefore, it is legitimate to
wonder why the two leaders continue
alitions but seemingly,
there are no grounds
to implement them, so much so that
quarrels are customary. So why should
we be surprised if Berlusconi and Renzi
weigh each other up, sending Salvini
and Giuliano Pisapia to hell? Inste-
ad, should we be surprised that Salvini
re strategie di sicura sconfitta: Salvini
pia gridino allo scandalo. Non vogliono
quello che definiscono un inciucio? Al-
lora polemizzino meno e lavorino per
costruire non delle armate Brancale-
one ma degli schieramenti affidabili
e con una condivisione sostanziale di
un programma di governo.
to conceive absolutely losing strategies:
pretendendo una leadership che non
gli sarà mai riconosciuta dai forzisti,
Renzi non rinunciando a bisticciare
con tutti, dentro e fuori il Pd.
Ma sarebbe ingiusto fermarsi
alla malattia del leaderismo di cui
sono sicuramente affetti i due Matteo.
and Pisapia raise a hue and cry, that
they refuse what they call an under-
the-table deal? Then they should argue
less and work to build not a disorgani-
zed team, but reliable alliances with
© Riproduzione riservata
Salvini by claiming a leadership that
will never be recognized by Forza Ita-
lia’s followers, Renzi by never giving
up quarrels with anyone, inside and
outside the PD.
However, it would be unfair to
stop to the leaderism illness surely suf-
a substantially shared government
program.
Traduzione di Silvia De Prisco
IL PUNTO
LA NOTA POLITICA
Google non va multata. Essa deve
essere smembrata in dieci pezzi
Il Cavaliere vuol fare
il solo al comando
DI SERGIO LUCIANO
Così, non intende sottostare
DI MARCO BERTONCINI
né a primarie di coalizione
M argrethe Vesta-
ger, la commissa-
ria europea cui si
deve la severa e
A Silvio Berlusconi nul-
né a trattative con chi ri-
la importa del sistema eletto-
rale, della corsa con o contro
fiuti l’egemonia berlusco-
niana. Non è questione di
sacrosanta decisione di mul-
contenuti, perché al Cav di
Ppe o Europa importa poco
tare Google per ben 2,4 mld
un certo senso, per il più dila-
gante leader globale che abbia
mai dominato il pianeta, quel-
la multa è stata una carezzi-
na. Perché l’ha multata per
abuso di posizione dominante,
mentre oggi Google andrebbe
multata «per com’è».
o punto; è questione della
di euro, è una tipa tosta, è
incorruttibile e (per usare
un’espressione dell’italiano
popolare, che certamente nel
suo danese sarebbe intraduci-
bile) «non guarda in faccia a
propria persona, cui le de-
cisioni politiche andrebbero
subordinate.
Non ha creato
un abuso.
È lei un abuso
gli alleati, delle coalizioni.
Gli stanno a cuore esclu-
sivamente: la propria per-
sona, il proprio primato, la
propria affermazione. Nulla
da dire, perché la politica si
nutre di ambizioni. Tuttavia
il subordinare tutto al pro-
prio teorico interesse porta
Non è candidabile?
Egli rimuove il tema: quel
nessuno», cioè non usa riguar-
il
Cav a errori anche gravi,
di a vantaggio di nessuno. Per
che conta è che lui sia salu-
tato, omaggiato, riconosciu-
esempio è stata lei a far salta-
Spieghiamoci meglio.
d’assicurazioni Toro, non cer-
casse di agevolarla nel vende-
re una polizza Rc auto a chi
comprava un’auto Fiat!
Ma qui è diverso, molto
diverso: Google non è «uno
dei leader» del mercato digi-
tale, com’era la Fiat nell’au-
to. Google è il monopolista
assoluto di tutti i principali
servizi web su scala plane-
taria, con l’unico limite della
Cina dove comanda Alibaba.
Quindi Google non va mul-
tata: va fatta al più presto
in dieci pezzi. Va smembrata
come accadde alla Standard
Oil e all’At&t. Dovrebbe es-
sere questa la linea dell’Eu-
ropa sul tema. Altro che una
multarella. Google sa tutto di
noi, conserva e legge come e
quando vuole tutti i dati sulle
nostre vite. Dispone di un po-
tere mostruoso. Non c’è multa
che tenga, le va tolto.
E, sia chiaro: nessuno
osi dire che così facendo si
ingabbierebbe l’innovazione.
Al contrario, smontando il su-
permonopolio la si libererebbe
dai vincoli che derivano dal-
la presenza di un giocatore
troppo forte sul campo. Forza
Marghethe.
come nel testardo rifiuto
delle preferenze, strumento
che recherebbe più voti alle
sue liste ma che egli detesta
perché vorrebbe scegliersi
lui gli eletti (capirai quanti
gli sono stati fedeli…).
to
come il capo, l’unico capo.
re la possibilità che i gestori
Dopo di che, potrebbe pure
telefonici italiani scendessero
La Vestager si è accorta che
(com’è ovvio e stra-ovvio a
essere generoso, come fu
da 4 a 3 alzando i prezzi ed è
con Bossi quando gli cedet-
sempre lei che ha fatto il cer-
te
tre presidenze regionali
bero contro gli aiuti di Stato
tutti, salvo che agli america-
ni: quelli che non sai mai se
sono tonti o fingono) che Go-
in
un colpo. Detesta Sal-
al salvataggio delle banche
venete: fallendo, ma almeno
ci ha provato.
Ebbene: la Vestager ha
visto giusto ad attaccare Go-
ogle. Ma questo non vuol dire
che la sua mossa abbia creato
Che qualcuno ipotiz-
vini perché, a differenza
appunto di Bossi, non gli
zi che la guida del partito
riconosce il predominio.
o della coalizione del Cav
Tira fuori dal cappello tutte
le ragioni per riaffermare il
proprio primato, ma intan-
to mira esclusivamente a
problemi seri al colosso stra-
potente di Mountain View o
possa essere assegnata a
un altro, lo distrugge psico-
logicamente. Il solo parlarne
gli desta disgusto. Conscio
dei problemi che si pongono
quando più votanti debbano
esprimersi, non ha mai vo-
luto essere sottoposto a voti
bensì sempre acclamato.
prender tempo, nella spe-
ranza (chissà mai) che il
gli abbia veramente compro-
malconcio Renzi si accordi
messo il conto economico, visto
che l’utile del 2016 è stato di
circa 10 miliardi di dollari. In
ogle, svolgendo contempora-
neamente tutte le parti nella
commedia del business digita-
le, sfrutta il fatto di essere il
motore di ricerca più potente,
anzi monopolista, del piane-
ta, per manipolare i risultati
delle ricerche stesse al fine di
avvantaggiare i propri altri
business, come l’e-commerce.
«Eh grazie!», verrebbe da dire.
Come se la Fiat, quando aveva
la proprietà della compagnia
di nuovo con lui per la pro-
porzionale.
© Riproduzione riservata
VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017 3 PRIMO PIANO Il ministro provoca l’Ue: una delle 25 navi
VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017
3
PRIMO PIANO
Il ministro provoca l’Ue: una delle 25 navi di soccorso in un porto non italiano. Niente Consulta per Coppi

Migranti, il paletto di Minniti

Accusato di pedofilia il n. 3 del Vaticano. Mosul liberata

DI FRANCO ADRIANO

nei confronti dell’Europa. Sen- tirsi dire: «L’Italia ha ragione». «L’Italia nella gestione della crisi migratoria sta salvando l’onore dell’Europa». «Gli stati membri devono essere solida- li». Tutto ciò non incanta più nessuno in Italia. La Commis- sione europea ha dovuto invi-

l’economia vaticana si è preso

un periodo di congedo autoriz-

zato dal papa per difendersi

dalle accuse di pedofilia che egli

ha rigettato in termini assolu-

ti nel corso di una conferenza

stampa. Pell è considerato il numero 3 della curia vatica- na ed la più alta personalità

so avrebbe dovuto lasciare

per età il suo incarico. Pell è divenuto prefetto per l’econo-

mia nel 2014 ed ha iniziato

il lavoro per la riforma della

banca vaticana, in particola-

re contro i sospetti e le accuse

che tramite le casse vaticane sia avvenuto il riciclaggio di

denaro di provenienza il- lecita. a quel punto sono iniziate le prime accuse di aver protetto in Australia dei sacerdoti pedofili, ma senza esito concreto. Nel 2016 arrivano le accuse di aver compiuto atti di pe- dofilia in prima persona ai danni di due ragazzi oggi quarantenni. Un’operazio- ne che il cardinale Pell ha sempre definito come una campagna di fango. Il di- rettore delle sala stampa vaticana, Greg Burke, ha sottolineato che Pell si è sempre battuto in prima persona contro il proble- ma della pedofilia nella Chiesa e ha fatto notare che il cardinale non viene dimesso dalla sua carica, ma che «Il Santo Padre, informato di ciò dallo stes-

so Pell, gli ha concesso un periodo di congedo per poter-

si difendere». L’uscita di Pell

dalle finanze vaticane segue

di pochi giorni l’abbandono

del revisore generale Libero Milone, fedelissimo di Pell, dimessosi senza precisare le

ragioni. Papa Francesco ha affidato in via transitoria la gestione per gli affari correnti della segreteria dell’economia

ai due attuali segretari: Alfred

Xuareb, maltese, ex segreta-

rio di Benedetto XVI e per un

breve periodo anche di Bergo- glio, e Luigi Mistò, sacerdote della diocesi di Milano, già im- pegnato nel Servizio Cei per la promozione del sostegno econo- mico e poi segretario dell’Apsa

(Amministrazione del patrimo- nio della sede apostolica).

Consulta, Coppi non ce l’ha

fatta neanche con l’appoggio

di Renzi e Berlusconi

L’avvocato Franco Coppi, nonostante la benedizione di Matteo Renzi e Silvio Ber- lusconi non ha messo insieme

nemmeno il numero legale ne-

cessario nella seduta congiun-

ta di Camera e Senato per la

sua elezione. Impresa ardua

in un clima festivo (a Roma

per i santi Pietro e Paolo), ma soprattutto in un’atmosfera carica di tensione all’indoma-

ni della sconfitta del Pd alle

Amministrative e del mancato

riconoscimento del ruolo guida

di Forza Italia nel centrodestra.

Così i due leader hanno dovuto constatare ancora una volta di non essere loro a muovere le truppe in questo parlamento. Nessun nome ha ottenuto il quorum richiesto, ovvero i tre

quinti dell’Assemblea. la nuo-

I l presidente della commis-

sione europea Jean-Clau-

de Junker dice che l’Ita-

lia è «eroica». Il presidente

francese Emmanuel Macron è pronto ad assumersi qualche impegno «ma solo per i rifu- giati politici». Il ministro dell’In- terno, Marco Minniti, non

si è lasciato né

commuovere

né intimorire. E, allora, «ba- sta con le pa- role» e l’Europa compia «un solo gesto concreto». Quale? «Da più parti in Europa

si dice che l’Ita-

lia ha posto un tema giusto», ha spiegato il tito- lare del Vimina-

le, «ma questa è

soltanto la metà

della risposta».

«Ai temi giu- sti», ha lanciato

la metà della risposta». «Ai temi giu- sti», ha lanciato Vignetta di Claudio Cadei tare il

Vignetta di Claudio Cadei

tare il governo a non bloccare l’accesso ai propri porti alle im-

barcazioni straniere con a bor-

do i migranti, prima di averne

discusso con gli altri stati. E, poi, ha aggiunto Bertaud il cambiamento «dovrebbe essere comunicato anche alle ong per dare loro il tempo di preparar- si». Se ne riparlerà al vertice dei ministri dell’interno in pro- gramma il 6 luglio a Tallinn, in Estonia: «Noi siamo pronti ad

aumentare il nostro sostegno all’Italia, in particolare con un ulteriore aiuto finanziario», ha aggiunto al portavoce del-

Oltretevere a subire l’accusa

di aver abusato di minori. La

Santa Sede ha espresso il pro-

prio rispetto nei confronti della giustizia australiana che si sta occupando del caso risalente a 40 anni fa, ma ha anche affer- mato tutta la sua stima verso il porporato che ha molto lavo- rato al fianco del papa proprio contro la pedofilia nella Chie- sa. L’apprezzamento del pon- tefice per il suo impegno nelle riforme di carattere economico non ha fatto che rafforzare lo scenario a tinte fosche che ha

visto Pell opporsi al flusso di

la Commissione che chiederà

denaro dal mondo di prove-

a «tutti gli stati membri di

nienza non trasparente nelle

raddoppiare i propri sforzi». Il

casse del Vaticano. «Ribadisco

presidente del Consiglio, Pao-

la

mia innocenza in merito a

lo Gentiloni, al termine del

queste accuse. Sono false. La

vertice preparatorio del G20

stessa idea di abusi sessuali è

a

Berlino ha detto di aver uti-

per me ripugnante», sono sta-

lizzato anche questa occasione.

zioni per lavorare in Libia e ne-

te

le sue parole per affermare

«Non ci siamo mai sottratti e

la

sua estraneità alle accuse

mai ci sottrarremo agli impe- gni umanitari», ha spiegato, «ma chiediamo di aiutarci in termini delle risorse a disposi-

che provengono dalla polizia dello stato di Victoria in Au- stralia, secondo cui egli negli anni ‘70 avrebbe insidiato due ragazzi nello spogliatoio

gli altri paesi e sui programmi

di

una piscina. Notizie non

di riallocazione», ha aggiunto.

È proprio su questi punti che

sono partiti i primi distinguo. «Sosteniamo l’Italia, facciamo la nostra parte garantendo umanità per i rifugiati e fer- mezza per i migranti economi- ci», ha affermato il presidente francese, Macron.

Il Vaticano fa quadrato su

Pell accusato di pedofilia

Sullo sfondo il sospetto di una vendetta per la sua ge- stione troppo trasparente della banca vaticana. George Pell,

il prefetto della segreteria per

nuove che negli ultimi due

anni hanno già tenuto Pell sulla graticola, ma non hanno

scalfito la fiducia che il papa ha nei suoi confronti. Ora il pontefice, ha spiegato l’alto porporato (supera i due metri

di altezza) «costantemente in-

formato» sulla sua situazione gli ha finalmente concesso «un congedo temporaneo per poter pulire il mio nome». Si tratta di un’opportunità «per poi tornare al mio lavoro a Roma», ha detto. ben sapendo che forse non sarà così, per- ché il porporato australiano

ha 76 anni e già l’anno scor-

la

provocazione

il

ministro, «si

risponde con i fatti, il tempo

delle parole si è consumato».

A questo punto Minniti ha ri-

cordato che nel Mediterraneo operano «25 navi, non barconi», che battono varie bandiere di vari paesi europei ed è impos- sibile non capire che gli unici porti dove vengono portate le persone salvate non possono essere solo quelli italiani. «È questo il cuore del problema che abbiamo posto all’Euro-

pa», ha detto. E su questo sente che l’Italia è unita. Quindi, ha continuato, «se solo una nave andasse in un altro porto eu- ropeo, non risolverebbe il pro- blema, ma sarebbe un segnale straordinario di solidarietà e

di vicinanza». Un piccolo gesto

concreto, ma anche una con- dizione oltre la quale l’Italia dovrebbe pensare a un vero e proprio blocco navale.

L’Ue pronta a pagare purché l’Italia non chiuda i porti

«Il nostro messaggio è chia- ro: siamo pronti ad aumentare

il sostegno all’Italia, compreso

un ulteriore aiuto finanziario», ha detto la portavoce della Commissione europea Na- tasha Bertaud, aggiungendo che «tutti gli stati membri de- vono raddoppiare gli sforzi per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, noi so-

sterremo l’Italia nella coopera- zione sugli sbarchi». In Europa forse hanno capito che questa volta è diverso e che le paro-

le non bastano. Che l’Italia è

unita al di là delle accuse sulle

responsabilità del passato dal Pd di Matteo Renzi a M5s che con Luigi Di Maio rac- comanda fermezza al governo

va seduta comune congiunta

sarà il prossimo 20 luglio.

Mosul caduta, Isis finito

Se di conquista territoriale si

trattava, con la caduta di Mo- sul lo stato islamico dell’Iraq e della Siria è finito ieri. «La riconquista della moschea

di Mosul, dove il capo dello

Stato Islamico Abu Bakr al

Baghdadi fece la sua unica apparizione pubblica, segna

la fine dello stato dei jiha-

disti», ha affermato il primo ministro iracheno Haider al Abadi. Le forze irache-

ne avevano annunciato poco

prima di aver sottratto all’Isis

il controllo del sito della mo- schea al Nouri mentre prose- guivano l’offensiva per cacciare i jihadisti dalla seconda città dell’Iraq.

 

© Riproduzione riservata

 
       
 
PILLOLE

PILLOLE

     
 

di Pierre de Nolac

Siccità, a Roma nasoni chiusi.

 

Anche per non sentire la puzza dell’immondizia.

 

*

* *

 

Consulta, altra fumata nera: parlamento senza numero legale.

Quorum ingrato.

 
 

*

* *

Mareggiata a Savona.

Stavolta Fabio Fazio con c’entra.

 

*

* *

 

Scontro a fuoco tra vigili.

 

Ma non a colpi di pistole spara multe.

 

*

* *

 

Pedofilia, Papa

Francesco concede

 

l’aspettativa al

 

cardinale Pell.

Gli interessano di più le

 

pensioni d’oro.

 
 

*

* *

 

Sabato scatta la corsa ai saldi.

Anche di deputati e senatori?

 
 

* * *

 

Trump pensa già alle presidenziali 2020.

 

Ma ancora non basta per battere Obama.

4 Venerdì 30 Giugno 2017 PRIMO PIANO A partire dalle coste libiche. Ma per realizzarlo
4 Venerdì 30 Giugno 2017
PRIMO PIANO
A partire dalle coste libiche. Ma per realizzarlo ci vuole il sostegno della Ue e dell’Onu

Ora serve un vero blocco navale

Il divieto di attracco delle navi straniere è un acconto

DI DOMENICO CACOPARDO

concretamente gli affari spor-

diga saremo sommersi. Anzi,

 

GIANNI MACHEDA’S TURNAROUND

 
   

se

non si interviene in modo

   
   

C iò che filtra dai corri-

doi di Palazzo Chigi

sul picco di immigra-

zione di questi giorni

chi di questi luridi criminali che speculano sui disgraziati che vogliono arrivare in Eu- ropa. Gli ultimi dati parlano

deciso il flusso è destinato a crescere. E occorre muoversi

Viale Mazzini tratta con Benigni per una serata natalizia su Rai1. Johnny Tacchino.

nei paesi di partenza spiegan-

 

*

* *

di

oltre 6 mila arrivi al gior-

do

e facendo spiegare che è

 
 

finita che è inutile mettersi

Papa Francesco: «Stolto far lavorare gli anziani men-

prefigura una decisione di dif- ficile adozione e di ancora più difficile attuazione:

impedire alle navi non battenti bandie- ra italiana di entra- re nei nostri porti (e, quindi, di dirigersi in quelli francesi e spagnoli, o di nazio- ni minori). L’Italia ha lasciato che la piaga incancrenisse

no, un numero inaccettabile sotto ogni profilo che travolge

in

viaggio e che si rimarrà a marcire nei campi libi- ci. La mia casa, il mio paese non possono es- sere trasformati in un sterminato deposito di gente affamata, dalla situazione sanitaria imprecisata, dalle pro- spettive uguali a zero, salvo quella di mette- re sottosopra i territo-

dalla situazione sanitaria imprecisata, dalle pro- spettive uguali a zero, salvo quella di mette- re sottosopra

tre i giovani stanno a casa». La controriforma delle pensioni.

*

* *

Batteri fecali nel ghiaccio del caffè Starbucks. Per questo ultimamente era così buono.

*

* *

Migranti, Bruxelles: «Roma ha ragione». Che, come è noto, è dei cornuti.

e

che le navi di vere

 

ri in cui sbarcano e in cui si disperdono come le cavallette della bi- blica piaga. Ora, credete pos- sibile attuare questa sorta di blocco navale al contrario, chiuden- do, con mezzi milita- ri, l’accesso ai nostri punti di attracco? Ci

o

presunte organiz-

lucra fior di milioni e specu-

lia, ma soltanto dall’Europa

zazioni umanitarie crescessero in modo esponenziale di nu- mero, intensificando le loro relazioni coi trafficanti di pove- ra gente. Talché il soccorso in mare s’è trasformato in raccolta della gente in prossimità delle

la

sui migranti (sui finan-

in

un contesto concordato con

 

le

Nazioni Unite. Ma il tempo

ziamenti, cioè, che lo Stato mette a disposizione: di essi

solo una modesta percentuale viene spesa effettivamente in vitto e in soldo quotidiano, il resto finisce in mani rapaci, altrettanto rapaci di quelle dei trafficanti). Questo il dubbio sostan- ziale sull’idea del governo.

stringe e la piena minaccia di travolgere ciò che resta di una disorganizzazione endemica, che è quella normale del Pa- ese, si tratti di terremoti, di

invasione di gente africana,

 

di

urbanistica o di controllo

 

Marco Minniti

vorrebbe una nazio-

ne coesa, una nazione nella quale maggio-

del territorio. Questa fase è l’ultimo giro disponibile per le

coste libiche.

 

È

difficile immaginare so-

autorità politiche di una na- zione europea di primo piano. Lo sa Minniti, lo sa Genti- loni. Di Alfano è meglio non parlare. Non ci sono più tempi sup-

Come api richiamate da

ogni politica, ogni tentativo

ranza e opposizioni dialoga-

luzioni, anche se (e lo scri- viamo da due anni) l’unica realmente efficace è il blocco

navale delle coste libiche che impedisce alle imbarcazioni

una improvvisa fioritura, così i natanti di mezzo mondo accorrono sulle coste del di-

disciplina, ogni necessità

d’ordine. Alle volte mi sembra di

di

no sull’interesse collettivo, un senso di responsabilità che dovrebbe coinvolgere un comico affarista, la miriade

sgraziato (per l’anarchia so-

scrivere per gente che non

stanziale che l’ha colpito) pa- ese africano, stimolando, essi stessi, il traffico e agevolando

sa

leggere e di parlare con i

di

nemici di Renzi, e tutto il

di

abbandonarle per il mare

plementari da giocare. www.cacopardo.it

sordi: lo si capiva da tempo che, se non si costruisce una

buonismo italiota, quello che, dietro le esigenze umanitarie,

aperto. Una misura che non può essere assunta dall’Ita-

 

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IL SINDACO PD DI BERGAMO È IL PRIMO IN ITALIA A EMULARE IL DOCUMENTO PROMOSSO DA MINNITI

   
Giorgio Gori sottoscrive il patto con l’Islam Prevede un albo degli imam e ha lo
Giorgio Gori sottoscrive il patto con l’Islam
Prevede un albo degli imam e ha lo scopo di contrastare il fanatismo religioso
DI GAETANO COSTA
circa 5 mila i residenti di fede mu-
sulmana», ha detto Gori. «Il patto
L e firme ci sono. Il sindaco pd
di Bergamo, Giorgio Gori,
ha sottoscritto un patto con
l’Islam. Il Comune s’impegna
che sigliamo, però, non è solo per
loro, ma per tutti i cittadini. Rap-
presenta un punto di partenza per
Un anno e mezzo fa, come ha
scritto il Corriere di Bergamo, l’ex
presidente del Centro islamico,
Imad El Joulani, aveva acquista-
to un immobile in città coi soldi
il
miglioramento della convivenza
della Qatar Charity Foundation.
a favorire la partecipazione alle reti
e
della sicurezza in città: tutti i
sociali, mentre le comunità musul-
firmatari s’impegnano a rispettare
mane si ripromettono di contrastare
le regole della convivenza civile,
il radicalismo e il fanatismo religioso
fornendo, tra le altre cose, un albo
degli imam. Bergamo è la prima
città d’Italia a riprodurre a livello
locale quel che il ministro dell’In-
terno, Marco Minniti, aveva pro-
posto lo scorso febbraio a Roma.
Minniti aveva presentato il
patto con l’Islam durante una
conferenza stampa al Viminale.
«Abbiamo firmato con le associazio-
ni del tavolo islamico italiano un
documento cruciale, che riguarda il
presente e il futuro dell’Italia attra-
verso il dialogo interreligioso», ave-
va spiegato il ministro. L’accordo è
stato sottoscritto da associazioni e
organizzazioni che rappresentano
il 70% dei musulmani che vivono
in Italia.
I punti salienti del patto di
Roma sono stati riprodotti nel
documento firmato a Bergamo da
quattro gruppi di fedeli islamici.
«Solo nella città di Bergamo sono
ad assicurare controllo e traspa-
renza sul proprio operato e a con-
trastare i fenomeni di radicalismo
religioso».
Anche l’albo degli imam pre-
visto dal documento
L’attuale presidente, Mohamed
Saleh, aveva denunciato il suo
predecessore accusandolo di aver
ottenuto i soldi dal Qatar sfrut-
tando il nome del Centro islamico.
Una disputa che, oltre a finire in
tribunale, aveva creato una spac-
catura tra i fedeli non ancora sa-
redatto dal Viminale è
uno dei passaggi prin-
cipali del documento
siglato a Bergamo.
«L’albo viene creato
ad hoc», ha sottoline-
ato l’assessore all’In-
novazione, Giacomo
Angeloni. «Ci sarà
un registro all’ufficio
dell’anagrafe. Gli isla-
mici, per l’accordo con
lo Stato italiano, sono
già obbligati a comuni-
care il nome degli imam
alle prefetture. Dopo la
firma di questo patto,
dovranno comunicarlo
anche al Comune».
SCOVATI NELLA RETE
nata.
Per questo, dopo che qualcuno
s’è rifiutato di firmare lo stesso fo-
glio, Gori ha dovuto sottoscrivere
quattro patti uguali per ciascuna
comunità. «Ma la sostanza del do-
cumento non cambia», ha dichia-
rato Saleh. «Quella del Comune è
stata una mossa intelligente e po-
trà avvicinarci anche ai bergama-
schi, che comunque hanno fiducia
in noi».
Non sono mancate le polemi-
che politiche. Il capogruppo della
Lega Nord, Alberto
Ribolla, ha attacca-
to la giunta Pd. «Stu-
pisce che il Comune
stringa accordi anche
con associazioni che
occupano locali in
modo abusivo», ha in-
calzato. «Mi chiedo se
il Comune non possa
occuparsi dei proble-
mi dei bergamaschi
invece di dedicare
tutti questi sforzi a
chi non ha alcun peso
a Bergamo. Mi augu-
ro che il patto venga
presentato in consi-
glio comunale».
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VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017 5 PRIMO PIANO Le indagini sul caso Consip vanno concluse al
VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017
5
PRIMO PIANO
Le indagini sul caso Consip vanno concluse al più presto per rispondere a questo dubbio

Si è tentato un colpo di stato?

Gli inquirenti, per ora, da indagatori, sono indagati

DI GIUSEPPE TURANI

Woodcock, sono noti per essere un po’ cacciatori di farfalle, sparaballe. Però il tentativo c’è. Nella stes- sa inchiesta vengono coin- volti anche il comandante dell’Arma dei carabinieri,

zione, traffico di influenze (in cui sarebbe coinvolto il padre di Renzi). Ma a oggi non è stato trovato nemme- no un euro, un piccolo as- segno, una bottiglia di vino omaggio: niente. Eppure su questa cosa, su que- sta corruzione fan- tasma, si è alimen- tata una campagna di stampa durissi- ma, con accuse quo- tidiane, che dura da sette mesi. 3- La campagna viene sorretta da continue fughe di notizie (false) da un unico posto: la procura di Napoli e lo speciale nucleo dei carabinieri di cui essa si serve, il Noe. E infatti uno dei primi provvedi- menti dei magistra-

ti romani, divenuti titolari dell’inchie- sta, è stato quello di estromettere il Noe da qua- lunque attività investigati- va. Anzi, due ufficiali dello stesso sono attualmente sotto inchiesta, indagati, da parte dei magistrati della capitale. 4- Sorte analoga è capi-

O rmai sono talmente

in tanti a spara-

re tutti i giorni, a

tutte le ore, contro

Matteo Renzi e i suoi ami-

ci,

che se al tramon-

to

non si è presa una

mattonata in testa, ci

si ritiene fortunati.

Ma conviene fermarsi

su quel che sta avve-

nendo a Napoli perché sembrano essere fatti

di una gravità senza

pari, che ci riportano

ai tempi del «Piano

Solo» e del generale

De Lorenzo.

Nell’ordine abbia-

Solo» e del generale De Lorenzo . Nell’ordine abbia- Henry John Woodcock altri altissimi ufficiali della

Henry John Woodcock

altri altissimi ufficiali della stessa e un ministro della repubblica.

2- Di questa inchiesta, che alla fine è stata tolta al magistrato napoletano e passata a Roma, si parla ormai da dicembre: corru-

mo:

1- Un ufficiale dei carabinieri che, con trascrizioni false

di un’intercettazione

telefonica, cerca di inguaiare il padre del presidente del Consi-

glio in carica. Il «fal- so» naturalmente viene su- bito passato (chissà da chi?) a un giornale, collezionista

di queste cose.

Lo scandalo non ha gli ef- fetti desiderati perché sia il

giornale in questione che il pm dell’indagine Consip,

tata al pm titolare, all’ini- zio, dell’indagine, accusato

di aver agevolato, insieme

alla fidanzata, la fuga di no- tizie, insomma di aver pas- sato le carte dell’inchiesta

al noto giornale.

La traduzione in lingua corrente, in italiano stan-

dard cioè, di questa storia

è molto semplice. A Napoli

stanza rivelatasi subito fal-

sa, ma inserita nel fascicolo

comunque, giusto per dare

un tocco di drammaticità alla storia.

A questo punto è lecita

un’osservazione. Bisogna sperare che i magistrati romani abbiano preso un granchio grande come un

grattacielo. Se invece aves-

un

pm, con la collaborazio-

sero ragione, alla fine, que-

ne

monta un’indagine, manda

dei carabinieri del Noe,

sto sarebbe semplicemente e chiaramente un tentativo

avvisi di garanzia, interroga

di

colpo di Stato contro il

indagati, in merito a vicen-

governo e Renzi, realizzato

de

non di sua competenza, e

attraverso forze della ma-

proprio fedeli e un giorna-

infatti, alla fine, l’inchiesta viene trasferita a Roma. Non ci sono, comunque, risultati apprezzabili sul

gistratura, carabinieri non

le. Non è una pretesa assur-

piano delle indagini, ma

da

quella di chiedere che si

moltissime indiscrezioni di

faccia luce su questa vicen-

stampa (sempre sullo stesso

da

fino in fondo e in fretta.

giornale). Alla fine, il pm e

Il

«Piano Solo» è del 1964,

i suoi carabinieri finisco-

no

indagati dalla procura

di

Roma. E così l’inchie-

sta Consip si trasforma in un’indagine sull’inchiesta

da allora sono passati 53

anni, durante i quali la le-

galità repubblicana (anche nei momenti di scontro po- litico aspro) è stata sempre

di

Woodcock e dei suoi ca-

rispettata.

rabinieri. Tutti accusati di

Si vuole sapere se a par-

aver addirittura inventato

tire dal dicembre scorso,

di

sana pianta un interven-

dall’inizio dell’inchiesta

to

dei servizi segreti per

Consip, essa sia stata vio-

depistare le loro indagini

lata da corpi dello Stato.

a

opera ovviamente dello

stesso Matteo Renzi. Circo-

Uomini&business – U&B

ADESSO IL PARTITO DI MIMMO PORTAS, IN PIEMONTE, FA GOLA ALL’AREA ORLANDO E AL CENTRODESTRA
ADESSO IL PARTITO DI MIMMO PORTAS, IN PIEMONTE, FA GOLA ALL’AREA ORLANDO E AL CENTRODESTRA
Dopo 10 anni insieme i Moderati rompono col Pd
Frattura totale con Renzi dopo l’esclusione dalla giunta del sindaco di Cuneo
DI FILIPPO MERLI
deputato, il Partito democratico
«non ha mai perso la cattiva abi-
circoscritta a qualche comune?», gli
D Pier Luigi Bersani
a
ha ereditato la passione
per le metafore. Il leader
tudine di trattarci come parenti di
cui vergognarsi. Il Pd, ormai, è un
partito dove non c’è più nessuno in
ha chiesto il segretario. Portas l’ha
spiazzato: «Vedi, la vera stranezza
Consensi che farebbero comodo a
chiunque. Nel frattempo, il divor-
zio dal Pd sembra cosa fatta. «L’ho
è come siamo riusciti noi Moderati
dirò al mio amico Pier Luigi», ha
a rimanere fedeli e leali verso un
e
deputato dei Moderati,
Mimmo Portas, ne ha fatto ricor-
so per annunciare la separazione
del suo partito dal Pd di Matteo
Renzi. «È come un fidanzamento
che, come tutti i fidanzamenti,
sarebbe dovuto culminare in un
matrimonio, e invece scopri che
uno dei partner è un traditore se-
riale».
Era proprio stata l’amicizia
con Pier Luigi Bersani a convin-
cere Portas ad allearsi coi dem ai
tempi di Walter Veltroni. Il tradi-
mento di cui parla il parlamentare
è avvenuto in Piemonte, lì dove i
Moderati sono maggiormente con-
centrati. Il Pd, che amministra
Cuneo col sindaco Federico Bro-
gna, riconfermato al primo turno
delle amministrative, ha lasciato
gli esponenti del partito di Portas
fuori dalla giunta. Niente incari-
chi, niente più alleanza. Dopo dieci
anni insieme, i Moderati rompono
coi dem.
«Mi dimetto da parlamenta-
re», ha spiegato Portas. «Potrei
andare nel gruppo misto, ma sono
stato eletto anche coi voti del Pd
in nome di un’alleanza. E quell’al-
leanza non esiste più». Secondo il
grado di tenere fede ai patti».
Portas ha preso la sua deci-
sione il giorno prima dei bal-
lottaggi. La batosta subita da
Renzi e il ritorno sulla scena del
centrodestra non c’entrano. È una
questione di lealtà. «Ribadisco: per
me sarebbe facile passare al gruppo
misto», ha sottolineato il fondatore
dei Moderati. «Invece ho deciso di
dimettermi da deputato
partito come il Pd».
Portas ha partecipato all’in-
contro dell’associazione di An-
drea Orlando a Roma, ma sarebbe
corteggiato anche dal centrodestra.
Secondo lo Spiffero, pare che ab-
bia già incontrato il presidente
dei senatori di Forza Italia, Paolo
Romani. I Moderati, in Piemon-
te, hanno un buon bacino di voti.
eletto nelle liste del Pd.
Così li tolgo da ogni im-
barazzo».
I rapporti con al-
leati storici come l’ex
sindaco di Torino, Piero
Fassino, e col governa-
tore del Piemonte, Ser-
gio Chiamparino, re-
stano buoni. Quel che è
accaduto a Cuneo, però,
ha convinto Portas a
staccarsi dal Pd. Pochi
giorni fa, il parlamen-
tare, insieme col capo-
gruppo dei dem, Ettore
Rosato, ha incontra-
to Renzi al Nazareno.
«Come hai fatto a tra-
sformare una formazio-
ne che si sarebbe detta
SCOVATI NELLA RETE
detto Portas in riferimento a Ber-
sani. E dire che il leader dei Mode-
rati, ai tempi della scissione e della
nascita di Mdp, era stato critico con
l’ex segretario dei dem.
Lo scorso febbraio, il ministro
dei Beni Culturali, Dario France-
schini, aveva sottolineato l’impor-
tanza dei Moderati in Piemonte.
«Per non perdere la governabilità,
l’unica strada è fare una coalizione
partendo dall’espe-
rienza: noi ovunque
governiamo con un
pezzo di sinistra e
un pezzo di centro.
Chiamparino, per
esempio, in Pie-
monte governa coi
Moderati di Portas».
Che, oggi, parla così
del Pd: «È un partito
cannibale, ha elimi-
nato tutti i suoi sto-
rici alleati, dall’Idv
a Sel, passando per
i Verdi». I Moderati,
invece, non hanno
alcuna intenzione
di sparire all’ombra
dei dem.
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6 Venerdì 30 Giugno 2017 PRIMO PIANO Il capogruppo grillino di Vercelli se ne va
6 Venerdì 30 Giugno 2017
PRIMO PIANO
Il capogruppo grillino di Vercelli se ne va accusando il parlamentare di manovre elettorali

La corrente Di Maio soffoca il M5s

Una lista civica per ripetere l’exploit di Pizzarotti

DI CARLO VALENTINI

del movimento a Vercelli e nel territorio circostante. Il Movi- mento 5 Stelle si sta riducen- do sempre più a una corrente, quasi un partito personale che viola qualsiasi regola. Di questa situazione è stata fatta denun-

cia anche ai probiviri. Questo partito personale viola qual- siasi regola del Non Statuto. Per esempio il nostro portavo-

ex grillini, «prendono decisioni senza consultare la base del movimento. Si comportano come fossero parte di un diret- tivo ristretto a porte chiuse e non fanno entrare nessuno. Del resto la guerra del deputa- to Busto al gruppo di Vercelli viene da lontano, quando alle

ultime elezioni politiche disse ai nostri candidati di rinunciare alla candidatu- ra.Adesso torna

alle grandi ma-

novre perché si

ricomincia a parlare di ele- zioni». Insomma a Vercelli vola- no gli stracci

di ele- zioni». Insomma a Vercelli vola- no gli stracci Luigi Di Maio troppo, il M5s

Luigi Di Maio

troppo, il M5s non è del tutto immune. Lo testimonia quel che è successo al nostro ex con-

formazione politica. Aggiunge il collega consigliere comunale di Vercelli (erano due i rappresen- tanti del M5s), Michelangelo Catricalà: «È inaccettabile la decisione di Brusco di passare tra le file della maggioranza a guida Pd. I cittadini vercellesi hanno votato la lista del movi- mento nel 2014, dando man- dato a due candidati di rappre- sentarli in Comune. Il voto non può essere usato a proprio pia- cimento, tradendo la fiducia dei cittadini. L’unica cosa che può fare è dimettersi». Mentre Paolo Tiramani, a capo della locale Lega, bypas- sa il feeling tra Grillo e Matteo Salvini e attacca: «Il cambio di casacca del candidato sindaco M5s che passa a sostenere il Pd dimostra i limiti politici dei pentastellati, una chiara evidenza di quanto sia vacuo e

I l M5s perde pezzi. Un esodo

che si intreccia col deluden-

te risultato alle recenti am-

ministrative. Questa volta

teatro dello scisma è Vercelli e

a capeggiare la fuga è il capo- gruppo in consiglio comunale,

Adriano Brusco, che fu pure candidato sindaco pentastellato nel 2014. Stanco delle imposizioni dall’alto, delle lot-

te interne e cadu- to nel vuoto anche

un appello a Bep-

pe Grillo, ha de- ciso di andarsene per diventare uno degli animatori di una lista civica, Cambia Vercelli, come ha fatto Fe- derico Pizzarot- ti a Parma. Ma se nella città emilia- na gli ex 5 stelle sono al governo del Comune, qui, almeno per ora, la

lista civica fa par-

te della maggioranza guidata

dalla sindaca piddina Maura Forte, che non nasconde la sod-

disfazione: la sua giunta infatti

si reggeva su un solo voto in più

rispetto alle opposizioni. Ora i voti saranno due, non è tanto

ma almeno la prima cittadina non rischia di cadere per il raf- freddore di uno dei suoi suppor- ter. Anche se Brusco sottolinea come si ritenga «svincolato da preconcetti ideologici e slega-

si ritenga «svincolato da preconcetti ideologici e slega- Vignetta di Claudio Cadei ce eletto in parlamento

Vignetta di Claudio Cadei

ce eletto in parlamento Mirko

Busto si sta ponendo da un po’

di tempo come un vero capocor-

rente. Sembra quasi sia al lavo-

ro per ottenere il secondo giro di giostra alla camera». A fianco di Di Maio ci sono il consigliere regionale Gian- paolo Andrissi e, appunto, il deputato Mirko Busto. Questi plenipotenziari, secondo le ac- cuse di Brusco e degli ormai

e

la scissione

sigliere Adriano Brusco che ha

non è che la conclusione di

lasciato il M5s per sostenere la maggioranza Pd, rendendo così

una guerriglia

evidente il senso di un passato

in atto da tem-

po. Da parte

sua Grillo non

è intervenuto.

E nemmeno

Davide Casa- leggio ha preso

posizione. Contro il grillino che ha

sbattuto la porta si sono schie- rati (ovviamente) quelli del

fronte opposto, a cominciare dall’onorevole Busto (a livello nazionale è tra i proponenti la legge per obbligare i macelli a installare al loro interno teleca- mere per verificare in che modo vengono trattati gli animali):

«Dalle bassezze umane, pur-

di

silenzi, assenze strategiche

rapidamente biodegradabile il

in

consiglio e comportamenti

voto espresso dai cittadini per

autoreferenziali e dannosi per

questo movimento politico».

il nostro bel movimento. Ma per

Lui non si scompone, è

fortuna il M5s è ben altro. Biso-

gna diffidare di chi si autopro- fessa attivista senza essersi de- dicato ad altro che a polemiche

sicuro che alle elezioni comu- nali porterà al successo la lista civica e i grillini rimasti conte- ranno le briciole, proprio come

personali, di chi si inventa finte

a

Parma. «Non sono cambiato

sedi simil-partitiche per offrire favori, di chi tenta di riciclare

io», conclude, «è mutato il movi- mento, si fomentano divisioni, si

se

stesso e il proprio passato

costituiscono cordate e correnti,

politico fallimentare saltando

nuovi meetup e gruppi Facebo-

si

organizzano incontri chiusi,

sul carro del M5s e inventando

parlando di temi che dovreb- bero invece essere condivisi

ok

che non hanno fondamenta

con tutti gli attivisti. No, non

origini». Twitter: @cavalent

reali». Beh, non male tra appar- tenenti (fino a ieri) alla stessa

era questo il movimento delle

to

da ogni logica prettamente

di

maggioranza». La sua lista

comunque sosterrà la giunta e

quindi lo spettro del commis-

sario si allontana. La curiosi-

tà è che da esponente 5stelle

un anno fa egli promosse una

raccolta di firme per chiedere

la dimissioni della sindaca: dai

banchetti è passato ai banchi della maggioranza. Brusco ha 40 anni, laurea in economia, lavora all’Arpa, l’agenzia per la protezione am- bientale del Piemonte. Dice:

«L’esperienza tra le file del M5s

è stata densa di soddisfazioni e

di successi a livello personale,

ma anche di incomprensioni con il gruppo dirigente con cui non sono riuscito a intavolare

un dialogo democratico».

Sotto accusa è, in partico- lare, Luigi Di Maio il quale avrebbe, secondo i fuoriusciti, creato in Piemonte una pro- pria corrente che ha finito per prendere il sopravvento e gui- dare autoritariamente a livello regionale e locale il movimento.

Così l’annuncio di una sua visi-

ta pastorale (poi saltata per un

malore del parlamentare) è sta-

to

l’avvio della turbolenza che

ha

portato infine all’addio. Bru-

sco e il meetup (così si chiama-

no le sezioni del M5s) scrissero

a Beppe Grillo: «Caro Beppe, chiediamo a te personalmen-

te di controllare la situazione

MENTRE IL NORDOVEST (PIEMONTE PER INTENDERCI) ARRANCA ANCORA Il Nordest dell’Italia ha ripreso a correre
MENTRE IL NORDOVEST (PIEMONTE PER INTENDERCI) ARRANCA ANCORA
Il Nordest dell’Italia ha ripreso a correre
DI GIUSEPPE TURANI
mutevole come quello odierno fa fatica
a muoversi. Invece si riafferma la su-
periorità del modello Nordest, area di
più recente industrializzazione e patria
del Quarto Capitalismo, cioè di aziende
medio-grandi, ma molto flessibili e molto
orientate verso le esportazioni.
Sarà utile, allora, ricordare che il
Quarto Capitalismo del Nordest si è
fatto le ossa, e è diventato importante,
grazie a due elementi (oltre alla creati-
vità degli imprenditori locali): moltissi-
mo lavoro nero (i carabinieri scovavano
almeno un laboratorio clandestino al
giorno), soprattutto nelle fasi iniziali.
M olti avevano dato il Nordest
italiano, protagonista di un
miracolo economico negli
anni scorsi, per spacciato.
E, secondo elemento, una grandissima
tolleranza dei sindacati, che facevano
finta di non vedere che si lavorava anche
di
domenica e di notte. Da questa specie
Aziende in crisi e declino, come il resto
di
Far West imprenditoriale è spunta-
del paese. Invece dai dati sulla crescita
to
però un sistema che poi ha prodotto
regionale diffusi dall’Istat risulta che
quella zona del paese è tornata a farsi
alcuni autentici gioielli. Qualche mese
fa mi è capitato di andare a visitare la
sentire. In base ai dati relativi al 2016
la crescita del Nordest è stata la più
alta del paese, ben distanziata da tut-
to il resto: 1,2% contro una
media nazionale dell’1%.
Nello stesso periodo, cioè
l’anno scorso, il Nord Ovest
ha conosciuto un aumento
del Pil di appena lo 0,8%.
Sorprendente anche il Sud,
che sale dello 0,9%.
Sono numeri modesti,
ma interessanti. Soprat-
tutto colpisce la differente
crescita del Nordest nei
SCOVATI NELLA RETE
confronti del Nordovest. E
esiste una sola spiegazione
per questo fenomeno. Il Nor-
dovest, tradizionale luogo di
insediamento della prima
industrializzazione italia-
na, segna un po’ il passo.
In un mondo complicato e
Pedrollo (pompe idrauliche), a Verona, e
sembra di non essere nemmeno in Ita-
lia, un ordine perfetto e buone relazioni
con i lavoratori.
Ma non basta, questa è
anche brava gente.Ales-
sandra Pedrollo, figlia del
fondatore e amministrato-
re delegato dell’azienda,
l’anno scorso ha fatto otto
mila chilometri per anda-
re a consegnare un intero
container pieno di giocat-
toli, quaderni e generi di
conforto ai bambini di uno
sperduto villaggio in Tan-
zania, dove opera un mis-
sionario italiano. Nel Nord
est sanno che cosa significa
essere poveri, e se ne ricor-
dano tutti gli anni.
Quotidiano
Nazionale
VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017 7 PRIMO PIANO Il forsennato cambio di casacca non capita solo
VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017
7
PRIMO PIANO
Il forsennato cambio di casacca non capita solo in Parlamento ma anche negli enti locali

Saltabeccando fra i vari simboli

Un trasformismo così non c’è neanche nel circo di Pechino

DI CESARE MAFFI nato trionfalmente a capo di una lista civica. Si era parlato Purtroppo
DI CESARE MAFFI
nato trionfalmente a capo di
una lista civica. Si era parlato
Purtroppo non c’è più un sindacato dei lavoratori
F acile cambiar bandiera
di un suo accordo col Pd, che
in Parlamento. I muta-
invece gli è arrivato contro nel
ballottaggio.
DI DOMENICO CACOPARDO
menti di casacca sono
all’ordine del giorno,
A Cuneo Federico Bor-
per la verità da più legislature,
gna aveva vinto il precedente
P io Galli e Luciano Lama, due
leader sindaca-
ministero del lavoro, in via Mario Paga-
no: «Chiudiamo.» E si firmò.
Oggi Maurizio Landini, segretario
della medesima Fiom con
e proseguiranno per i consueti
assestamenti nell’ultima fase
della legislatura con l’obiet-
tivo di farsi rieleggere, come
segnalato da ItaliaOggi («Cin-
quecento cambi di casacca», 27
giugno). Bisogna però notare
che pure negli enti locali la
turno con alcune etichette di
centro, Udc compresa, contro
li comunisti (che
più comunisti non
il Pd. Si è ripresentato come
si può), «facevano» gli ac-
portacolori del centrosinistra,
cordi con Federmeccanica
Pd su tutti, affermandosi al
primo turno.
e Confindustria, magari
con la mediazione del go-
A Verona il sindaco
uscente, Flavio Tosi, ab-
verno. Nell’agosto 1983, la
tensione era al massimo,
continuità, nell’appartenenza
bandonata la Lega si è costi-
a una formazione, patisce ec-
cezioni. Le ultime comunali lo
dimostrano in abbondanza.
tuita una propria formazione,
partita con ambizioni presto
ridimensionate: ha vana-
A Palermo, nel preceden-
mente tentato di riprendersi
ma dopo quattro giorni di
trattative (senza interru-
zioni, giorno e notte, con
documenti che venivano di
continuo aggiornati) pro-
Maurizio Landini
te turno soltanto Idv e Verdi
più post comunisti si schiera-
rono con Leoluca Orlando
Cascio; contro di lui il Pd
il comune per interposta se-
prio Pio Galli, il segreta-
natrice convivente. Il Pd, pur
preferendola al candidato di
rio della Fiom, disse agli
altri, riuniti tutti nell’apposita sala del
la vocazione alla rottu-
ra, dichiara: «Ci vuole un
partito dei lavoratori». Ha
ragione. Poiché non c’è più
un sindacato dei lavorato-
ri, ma solo un sindacato
dei pensionati (a propo-
sito qualcuno avvisi Papa
Francesco), serve un
partito dei lavoratori. Per
renderli partecipi dei pro-
blemi del Paese e, se possi-
bile, protagonisti - insieme
agli altri - della loro solu-
zione concreta.
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Fi, Lega e Fd’It, non è riuscito
mise in campo Fabrizio Fer-
randelli, già Idv. Quest’anno
Orlando ha trovato ben sei
liste civiche, più una a mez-
zadria fra Pd e alfaniani ma
senza chiari simboli di partito.
Il suo rivale è stato di nuovo
Ferrandelli, stavolta, però,
appoggiato da Fi, Udc e liste
varie.
a spingere i propri elettori a
votare per la portabandiera
con la propria lista e altre
di Tosi, che è stata così scon-
fitta in un insolito duello fra
d’appoggio, in contrapposizio-
ne a Fi, arrivando in testa al
ex destra e centrodestra.
primo turno, mentre secondo
Il caso di Trapani diffi-
cilmente troverà imitazioni.
Nel 2001 e nel 2007 aveva
trionfato Girolamo Fazio,
sostenuto dal centro-destra,
A Parma il portabandie-
ra del M5s nel precedente
turno, Federico Pizzarotti,
espulso dal movimento, è tor-
cui era succeduto, nel 2012,
Vito Damiano, con l’apporto
è giunto il candidato del Pd
(la sinistra a Trapani non ha
mai avuto grandi tradizioni).
Fuori gioco, il centro-destra.
Dopo di che, Fazio non ha
depositato i documenti per
il ballottaggio, provocando il
di
Pdl e lista Fazio. Quest’an-
commissariamento del comu-
(centro, centrosinistra, centro-
centrosinistra…). In Francia
le etichette sono ufficiali.
Adesso, invece, le sovrabbon-
danti liste civiche sono inse-
rite in qualche blocco soltanto
da istituti di ricerca. Diventa
quindi complicato ricostruire
tutti i cambiamenti di fronte,
almeno quando si sostanzia-
no tramite inserimenti in li-
ste locali.
no
Fazio si è ripresentato, ma
ne, perché a votare è andato
un quarto degli elettori, in
luogo della metà necessaria
essendo rimasto in lizza un
solo candidato.
Un tempo il ministero
dell’Interno, tramite pre-
fetture e carabinieri, etichet-
tava tutte le liste civiche, di
coalizione, eterogenee, indi-
pendenti, compresi perfino i
singoli candidati, così da ri-
comprenderli in filoni vicini
ai partiti o di schieramento
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IN CONTROLUCE
Le toghe romane, oltre a indagare sui magistrati partenopei, cosa già
spaventosa, indagano anche sulle loro fidanzate, cioè sulla Sciarelli
Woodcock (Intoccabile, sia chiaro,
DI DIEGO GABUTTI
non nel senso dei potenti al di là del-
su istruzioni di Woodcock (intercet-
tazioni oltretutto truccate al proba-
a negare ogni addebito fossero dei
politici, onesti solo finché non ven-
la legge ma nel senso di Kevin Ko-
gono beccati a delinquere, secondo
C ome l’Ispettore Rock dei
vecchi Caroselli, che aveva
commesso l’errore di non
usare la Brillantina Linetti
stner nella parte del fascinoso agen-
bile scopo d’incastrare Babbo Ren-
zi). Lei nega; nega (immagino) anche
la definizione del magistrato di cas-
te del Tesoro Eliot Ness nel film di
Brian Di Palma The Untouchables,
un blockbuster di trent’anni fa). Se
e perciò, sotto il cappello, non ave-
cane non mangia cane, se tra colleghi
va più un capello, anche le Procu-
re possono sbagliare, col rischio di
scalpare a zero dei poveri, innocenti
magistrati rivali dopo averli legati al
palo della tortura, tipo i fumetti di
ci
si copre sempre
Woodcock. Negano, insomma, tutti
gli accusati: persone di rango, gior-
nalisti e magistrati infallibili. Nega
persino Marco Lillo, del Fatto quo-
tidiano, benché
le
spalle, e se per-
sino i ladri non
Renzi non ha contro
si
derubano tra
Tex Willer.
Se a dirlo è il Fatto quotidia-
no, praticamente una comunità di
santi che ha per bandiera il dogma
dell’infallibilità dei magistrati, sarà
senz’altro vero. Come le regole, del
resto, anche i dogmi hanno delle
eccezioni: eccezioni, beninteso, che
confermano il dogma. Sbaglia infatti
loro, volete che
una mano non
lavi l’altra anche
tra magistrati?
Non fosse che per
rispettare questo
codice d’onore la
Procura di Roma
capitale avrebbe
soltanto la Ditta e The
Untouchables. Gli hanno
dichiarato guerra anche
due gatte morte come Wal-
ter Veltroni e Dario Fran-
ceschini, e una terza gatta
morta è in agguato: Paolo
Gentiloni. Anche il Papa
argentino potrebbe presto
non risulti inda-
gato. Ma bisogna
capirlo. Lillo, il
gazzettiere che
ha pubblicato le
intercettazioni, i
è impaziente di
ricevere un av-
viso di garanzia.
Anela alla parte
dell’eroe della
sazione Piercamillo Davigo. Ma
qui parliamo d’Intoccabili (sempre
nel senso di Eliot Ness) e non è
ammissibile che si dubiti della loro
parola soltanto perché le loro inter-
cettazioni sono risultate indebite e
tarocche (che sarà mai un aiutino
alla giustizia, via).
Ma il Rottamatore si rassegni:
la guerra contro di lui è destinata a
durare. Continuerebbe, senza esclu-
sione di colpi, anche se Lillo, Scia-
relli, Woodcock, Travaglio eccetera
finissero tutti dietro la lavagna con
disinformazio-
dovuto evitare
ne… pardon,
la Procura della capitale a indagare
di mettere sotto
proclamare una crociata
contro il Boyscout
dell’informazio-
sulla Procura di Napoli, che invece
non sbaglia a indagare sull’entou-
accusa i colleghi
del capoluogo
ne. Passeggia
un berretto d’asino in testa. Specie
adesso che la sua stella è al tramon-
to, Renzi è un bersaglio perfetto per
ogni possibile palla di stracci. Un
po’ se lo merita, naturalmente. Del
maleducato di talento d’una volta
nervosamente
è rimasta soltanto la maleducazio-
rage dell’ex presidente del consiglio
(amici, ministri, familiari, occasio-
nali compagni di selfie). Sacrosanto
pubblicare e persino taroccare (à la
guerre come à la guerre) le inter-
cettazioni ordinate dalla Procura
napoletana ai danni del tiranno ri-
formista e rottamatore. Ma non si
può seriamente indagare su un vero
campano.
Ma c’è di peggio, purtroppo: purtroppo: le le
nei corridoi del
Palazzo Palazzo di di giustizia, giustizi bussa a tutte
toghe romane, oltre a indagare sui
magistrati partenopei, cosa già abba-
stanza spaventosa, indagano anche
le porte, telefona, lancia appelli, ma
sulle loro fidanzate, in questo caso
nessuno gli dà retta (non fosse che
per fargli dispetto - il personaggio è
poco simpatico - i magistrati roma-
su
Federica Sciarelli, conduttrice
ni potrebbero non convocarlo mai).
ne («Romano, fatti più in là») e di
talento non c’è più traccia. Non ha
contro soltanto la Ditta e The Untou-
chables. Gli hanno dichiarato guerra
anche due gatte morte come Walter
Veltroni e Dario Franceschini, e
una terza gatta morta è in agguato:
di
Chi l’ha visto? e compagna del
Kevin Kostner dei Campi Flegrei.
e proprio Intoccabile come il super-
magistrato partenopeo Henry John
Sciarelli è accusata d’aver girato le
intercettazioni al Fatto quotidiano
Morale: tutti innocenti.
Allora perché l’inchiesta non
è stata ancora insabbiata… par-
don, chiusa? Ancora si capirebbe se
Paolo Gentiloni. Anche il Papa ar-
gentino potrebbe presto proclamare
una crociata contro il Boyscout.
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8 Venerdì 30 Giugno 2017 PRIMO PIANO Lo dimostra il fatto che, dal 2001 a
8 Venerdì 30 Giugno 2017
PRIMO PIANO
Lo dimostra il fatto che, dal 2001 a oggi, il debito pubblico è cresciuto di mille miliardi di euro

La spending review non funziona

Il modello Usa è inutilizzabile perché è da common law

DI FABRIZIO PEZZANI*

L e recenti dichiarazioni

degli ultimi addetti alla

spending review (Carlo

Cottarelli e Goran Gu-

tgeld) denunciano la difficoltà

si tratta posti che non sono oc-

cupati). Quanto di tutti questi tagli passa veramente per cas- sa forse rispetto all’enormità del debito pubblico, è solo ar- gent de poche. Vediamo i fatti e il modo

di

combattere per la riduzione

in cui abbiamo creato il mo-

della spesa corrente che, a loro

stro culturale della burocrazia

giudizio, sembra essere un’idra dalle mille teste, più ne tagli più ne crescono. Hanno fatto

manageriale; il debito pubblico dal 2001 ad oggi è cresciuto di mille miliardi di euro, di fatto

di

tutto ma i risultati sono de-

per la spesa corrente, non per

te

è stata funzionale a compe-

ludenti e sembra addirittura contro producenti se il mostro

investimenti. La spesa corren-

della spesa corrente aumenta

rare il consenso in una logica

sempre.

di

breve o brevissimo tempo di

La colpa viene sempre addossata agli operatori pub-

una politica debole e priva di idee. L’aumento, se consideria-

blici e qui, in parte hanno si-

mo i tassi di interesse figurati-

curamente ragione ma dimen-

vi

che avremmo dovuto pagare

ticano di farsi una domanda

in

un contesto finanziario non

fondamentale: il loro modello culturale autisticamente rei- terato è coerente o no con il fine proposto? È possibile che

manipolato sarebbe il dop- pio del debito del 2001; una débâcle culturale che ci siamo costruiti nel tempo perché ab-

il

modello dipenda dalla sua

biamo copiato e riprodotto in

inadeguatezza culturale ? Qui sta il problema perché, nei fatti, sembra che quelle competenze

Italia dei modelli culturali che non ci appartengono. L’errore di fondo l’ab-

non consentano di capire come funziona il sistema della con- tabilità pubblica che opera per cassa e per decreti amministra- tivi, totalmente diversa dai si- stemi contabili delle imprese e

biamo fatto noi aziendalisti italiani che, a partire dagli anni 80, abbiamo preso come verità sacrale e in modo acri- tico i modelli di management americano che nascono in un

già non capire la differenza tra

contesto culturale totalmen-

pubblico, l’impresa e l’istituto che non ha finalità di lucro (non profit). Gli istituti collaborano tra di loro in una logica di siste- ma scambiandosi fattori pro- duttivi (materie prime, lavoro, risparmio) in questo modo, ogni istituto delle varie classi svolge un’attività economica che Ma- sini definisce «azienda», mezzo che è funzionale al persegui- mento dei fini di istituto che ri- mane il fine a cui le persone afferiscono; in questo modo

il concetto di bene comune «trova senso come elemento

aggregante e riflette la sto- ria millenaria e familistica del nostro paese. Il modello di manage-

ment americano definisce le

aziende come fine perché l’isti- tuto per loro è il «mercato» che, secondo una logica darwiniana, seleziona le migliori. In questo contesto non trova spazio il concetto di bene comune ma quello della massimizzazione del reddito. Inoltre il contesto giuridico in cui si forma e opera quel modello è di common law in cui si lascia libero il mana- gement aziendale di trovare e ottimizzare le migliori combi- nazioni dei fattori produttivi perché alla fine è il risultato che va valutato non i singoli

Novello:“Il signore di buona famiglia”-Mondadori 1934
Novello:“Il signore di buona famiglia”-Mondadori 1934

assoluta e certa. Gli effetti de- vastanti sono l’impossibilità di scegliere liberamente l’ottimo delle combinazioni produttive perché le indicazioni operati-

ve sono a canna d’organo e in

modo disgiunto fra di esse per cui si opera per singole voci di spesa e si perde di vista che

esse devono essere interpretate

fare lavare la fascia tricolore gli viene detto che deve fare una gara per evitare quegli sprechi che la norma invece gli impone di fare; molti la-

vori potrebbero essere fatti da consorzi locali al fine di generare lavoro, consumi ed entrate fiscali. Se continuiamo su questa

il

concetto di «costo» e quello

te

diverso dalla nostra storia.

processi ed il giudizio avviene ex-post. Noi prendiamo tutto il «pacco» anglosassone e lo mettiamo in un sistema di civil law in cui il diritto am- ministrativo opera ex-ante, individuando, per ogni singola operazione, i fatti e le azioni formali per la realizzazione di un risultato considerato verità

in

una logica di sistema e non

strada abbiamo perso in par-

di

«spesa» rende sterile l’ap-

L’Economia aziendale italiana che ha in Carlo Masini il pa- dre scientifico e morale, parte dall’evidenza che le persone, per realizzare i loro fini per- sonali, tendono a riunirsi in forme aggregative che Masini definisce «istituti» e in modo sintetico ne individua quattro archetipi: la famiglia, l’istituto

in

tenza e comunque perderemo sempre se non saremo in grado anche di riportare una finanza

proccio. A sentire degli sforzi fatti almeno, secondo Gutgeld, 30 mld euro, sarebbero stati tagliati e può essere così ma questi tagli sono spesso fatti sulla carta ed anche fittizi (se taglio l’organico di un settore che non è completo è un taglio figurativo e non reale visto che

modo unitario. La seconda drammatica

svista è il ragionare sui tetti

di

spesa cioè solo sugli input e

totalmente priva di controllo e senza basi scientifiche al ruo-

non sugli output, quindi non

si

ragiona per costi–benefici

lo, non di fine, ma di mezzo per l’economia reale. *ordinario di program- mazione e controllo

ma solo sulle voci di spesa generando costi sommersi in- comprimibili. Se un sindaco dell’hinterland milanese deve

 

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MEN CHE MENO SI BACIAVANO MUSSOLINI E HITLER ANCHE QUANDO TRESCAVANO FRA DI LORO ALLA
MEN CHE MENO SI BACIAVANO MUSSOLINI E HITLER ANCHE QUANDO TRESCAVANO FRA DI LORO ALLA GRANDE
Ai vertici europei tutti si baciano appassionatamente. Non ho mai visto
un’immagine di Churchill mentre baciava qualche capo di Stato
DI SERENA GANA CAVALLO
P er l’esposizione di Parigi del
1861 si radunarono tutti i
capi di Stato (re e imperato-
ri), sotto il motto «L’Impero
è la pace», corredato dall’ottimistico
auspicio «Le arti e l’industria siano
ormai il campo di battaglia delle Na-
zioni». In una bella incisione d’epoca
son raffigurati e indicati, a semicer-
chio da sinistra a destra, Alessan-
dro II Imperatore di tutte le Russie,
Isabella seconda, Regina di Spagna,
Vittoria prima, Regina d’Inghilter-
ra, Napoleone terzo, Imperatore
dei Francesi, Francesco Giusep-
pe, Imperatore d’Austria, Vittorio
Emanuele secondo, Re d’Italia e
Guglielmo primo, Re di Prussia.
Un’immagine ante litteram di una
presunta Europa unita, pur essendo
l’auspicio vano e i personaggi tutti
più o meno pronti a scannarsi vicen-
devolmente.
Quando questi capi di Stato
regnanti si incon-
travano, usavano
salutarsi con l’ap-
pellativo di «Caro
cugino», in quanto
tutti, più o meno,
contortamente im-
parentati, bacian-
dosi l’un l’altro af-
fettuosamente.
Non so se è
una metafora
simbolica della
interpretazione
del proprio ruolo
ai nostri giorni
(comunque al di
sopra dei comuni
mortali) o un vez-
zo manierista, ma
però si gira a salutare (con la
mano) un altro viandante, la-
sciando il povero presidente
con l’umido labbro a baciare il
vuoto.
Ho invano cercato imma-
gini in cui Churchill bacias-
se, che so! Roosvelt, Lebrun
(presidente della Francia nel
1940) o altri eventuali omolo-
ghi alleati. Men che meno si
baciarono Mussolini ed Hit-
ler, mentre il bacio andava
molto (doveva esser triplice)
nell’Unione Sovietica, ma era
proprio un rituale codificato.
Men che meno si baciano cine-
si o giapponesi. E quindi, sarà
indubbiamente una curiosi-
tà marginale rispetto a tutto
ogni volta che in
quel di Bruxelles o
Vignetta di Claudio Cadei
altrove, si incontrano gli attuali capi
no alla lontanissima «cugini». Resta
di
Stato, capi di Consiglio, presiden-
alle cronache una fantastica sequen-
ti
di Parlamento europeo e affini, si
sbaciucchiano con una commovente
calorosità, pur non essendo nemme-
za, passata più volte in televisione,
con Junker che protende le labbra
a ventosa in direzione di Renzi, che
quello che quotidianamente
(e tristemente) si analizza e si
discute in merito alla scompigliata
Europa, ma vorrei solo due cose: per-
ché diamine si bacino, e, soprattutto,
perché non la smettono.
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VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017 9 PRIMO PIANO I drastici tagli di spesa pubblica proposti dal
VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017
9
PRIMO PIANO
I drastici tagli di spesa pubblica proposti dal governo Trump rischiano di non passare

Neanche negli Usa tornano i conti

Maggioranza risicata e alcuni repubblicani dissentono

da Washington

ALBERTO PASOLINI ZANELLI

D onald Trump non è

solo impegnato nelle

crescenti difficoltà e

sempre più difficili

scelte in politica estera: deve preoccuparsi anche della finan-

za, del bilancio di cui ridurre il deficit, della riforma della sani-

tà pubblica. In questi campi di

battaglia gli scontri non sono meno ardui che negli scambi fra le Cancellerie. E il tempo stringe anche di più. Nelle ul-

time ore si è deciso di rinviare un’altra volta la presentazione del piano di riforma del sistema sanitario e questo non solo per

i difetti che del progetto sono

sempre più evidenti, ma anche per le conseguenze finanziarie ma soprattutto politiche che tale riforma, o controriforma, perché essa mira a cancellare

o ridurre le innovazioni portate

da Obama durante i suoi otto anni di Casa Bianca. A differenza delle deci- sioni in politica estera e so-

prattutto militari, l’ospite del-

la Casa Bianca non è tenuto a

presentarle in prima persona.

A questo pensano le gerarchie

del Partito Repubblicano, che, in

teoria, dispone di una maggio- ranza ristretta ma sufficiente, ma, in realtà, è tormentato in questi due settori da crescenti

defezioni, che gli hanno fatto finora mancare le maggioranze necessarie e hanno indotto i suoi leader, di fronte alla possibilità

di una sconfitta al Senato o alla

Camera o in entrambi i rami del Congresso, a preferire il male minore, cioè una serie di rinvii

che permettano ai leader, com-

preso ma non solo il presidente,

di trovare un compromesso, ri-

nunciando ad alcuni obiettivi, i più impopolari. La prima decisione do- vrebbe, o almeno potrebbe, venire proprio sul sistema sa- nitario. Il bilancio federale pro-

posto include infatti un taglio di 800 miliardi di dollari, sia pure

in dieci anni, del Medic Aid, che

nell’attuale formula obamiana dovrebbe provvedere a diminu- ire i costi per gli strati più pove-

ri della società americana. Per

esempio il programma di assicu- razione per la salute dei bambini richiederebbe tagli immediati di oltre 3 miliardi.Tutto questo per

diminuire il disavanzo federale, che continua a crescere a un rit- mo solo marginalmente ridotto.

I rimedi avanzati offrono all’op-

posizione democratica agevoli motivi per opporsi, non solo nel settore medico ma sull’imposta- zione generale del budget. Ad esempio per quanto ri- guarda le tasse sull’edilizia, che dovrebbero venire ridotte sensi- bilmente in una formula in gran

parte consigliata se non dettata dal potere della lobby edilizia. Un altro capitolo riguarda la di- minuzione delle tasse statali e locali, che attualmente favorisce

ACCUSATO DI PEDOFILIA SI SOSPENDE E VA IN GIUDIZIO IN AUSTRALIA CONTANDO SULLE SUE FORZE
ACCUSATO DI PEDOFILIA SI SOSPENDE E VA IN GIUDIZIO IN AUSTRALIA CONTANDO SULLE SUE FORZE
Il Papa lascia solo il cardinal Pell
Non c’è più la protezione che fu accordata a Marcinkus, Ior
DI ANTONINO D’ANNA
È un pedofilo e ha coperto dei pedo-
fili? Questo lo dovrà decidere la
magistratura australiana, attesa
la sua presunzione d’innocenza:
ma George Pell, cardinale di Santa Ro-
mana Chiesa, dal 29 giugno scorso è or-
mai, anche se temporaneamente, congela-
to. Il potente ministro delle finanze papali
dovrà essere in Australia il 18 luglio per
rispondere al tribunale di Melbourne di
presunti abusi sessuali commessi negli
anni 70 e la presunta copertura di preti
pedofili nei due decenni successivi. Le ac-
cuse sono state lanciate dalla polizia della
provincia del Victoria. Pell ha protestato
ancora una volta la sua innocenza e di
essere stato aggredito dai media.
Papa Francesco, in tutto questo,
attua la politica del passo indietro di cui
avevamo parlato su ItaliaOggi il 7 maggio
2016. Nei fatti, il suo ministro delle finan-
ze, che lascia con un congedo la guida del-
la Prefettura per l’economia della Santa
Sede, deve farcela da solo. Va in Australia
accompagnato dal sostegno di Jorge Mario
Bergoglio, ma è chiaro: se verrà assolto,
potrà tornare a Roma e riprendere il suo
posto alla Prefettura, malgrado i problemi
sofferti con la giustizia; se verrà condan-
nato, Francesco non potrà che prenderne
atto (come ha detto in passato) e si «rego-
lerà di conseguenza».
Pensate al cambio di atteggiamen-
to: quando si parla del crac del Banco
Ambrosiano di Roberto Calvi, anno di
scarsa grazia 1982, se qualcuno tira in
ballo monsignor Paul Marcinkus, oggi
defunto e allora vivo e vegeto presidente
dello Ior, l’istituto per le opere di religione,
la risposta ufficiale è sempre del tono: è
inutile prendersela con Marcinkus, ormai
è defunto, i fatti sono noti. Punto, amen.
Qui invece la cosa è diversa: sì, d’ac-
cordo, il Papa testimonia la sua vicinan-
za e fiducia ma Pell intanto non è per il
momento alla guida della Prefettura. Già:
Marcinkus restò allo Ior anche quando i
giudici italiani lo indagavano e volevano
interrogarlo, andando a sbattere contro il
Concordato (lo Ior era uno degli enti cen-
trali della Santa Sede su cui lo Stato non
poteva né può mettere naso). Invece Pell
per adesso ottiene un periodo di conge-
do e non apparirà più nelle celebrazioni
religiose ufficiale, cominciando da quella
per San Pietro e Paolo del 29 giugno. Non
c’è, non si vede. «Si è autosospeso», viene
spiegato.
Una scelta tutto sommato molto
rispettosa e rispettabile: invece Mar-
cinkus restò serenamente pensionato in
Vaticano dopo il 1990 (allora il suo posto
allo Ior venne preso da Angelo Caloia),
fino al trasferimento negli States dove
è morto nel 2006. Intanto la Melbourne
University Press ritirerà il libro di Louise
Milligan The rise and fall of George Pell
dalle librerie della provincia australiana
del Victoria. Motivo: potrebbe influenzare
il giudizio del tribunale.

in effetti i settori democratici dell’elettorato. I repubblicani invece vorrebbero eliminare il totale di queste contribuzioni,

il che andrebbe a favore dei ceti

più abbienti e contribuire così alla concentrazione di ricchezza tipica degli Stati Uniti. Anche questa proposta incontra mol-

te difficoltà, forse insuperabili. Se ne è reso conto anche Paul Ryan, che rappresenta più coe- rentemente l’anima conservatri-

ce del Partito repubblicano e che

per questo presiede la maggio-

ranza del Senato e che ha pronto un progetto bis, che comprende però l’abbassamento delle tasse sulle imprese al fine di scorag- giare l’esportazione all’estero di capitali e imprese. Anche questa formula, agli

occhi dei democratici, avvan- taggerebbe gli strati più ricchi,

«prendendo nel mirino i poveri», «portando le diseguaglianze di reddito a un livello estremo». Uno dei parlamentari ha trova-

to addirittura una formula più radicale. Nel progetto di Trump

e di Ryan manca una cosa: il

cuore. Non solo, ma ci sono an- che dei repubblicani che condi- vidono, sia pure in modo meno drastico, queste riserve e agisco- no in modo da impedire finora

addirittura la presentazione in Congresso di queste innovazioni.

Il Senato di Washington, come

è noto, ha una maggioranza

repubblicana ma ristretta: 52 seggi contro 48 dei democratici. Basterebbe dunque il passaggio

al «fronte del no» di tre di que-

sti parlamentari per bocciare l’intera proposta. Per evitare il

rischio di uno scontro frontale,

il leader repubblicano in Sena-

to, McConnell ha annunciato il rinvio del voto al 4 luglio. Non è

molto, ma può passare per un ge- sto di buona volontà. Non è però agevole effettuare in pochi gior- ni dei tagli perché ci sono anche

altri parlamentari repubblicani, almeno tre, che minacciano un

voto negativo se il programma sarà «troppo moderato». Ma se sarà bocciata la riforma sanita- ria, ciò ridurrà le aree in cui la riduzione delle tasse sarebbe ac- cettabile e ferirebbe gravemente

l’intero progetto. Negli ambienti parlamentari e nella stampa si comincia ad esprimere rimpian- to e nostalgia per le idee e i ri- sultati dell’«era Obama». Pasolini.zanelli@gmail.com

CARTA CANTA Continua a perdere soldi la flotta aerea di Berlusconi DI ANDREA GIACOBINO C
CARTA CANTA
Continua a perdere soldi
la flotta aerea di Berlusconi
DI ANDREA GIACOBINO
C ontinua a volare in rosso la flotta ae-
rea di Silvio Berlusconi che si disfa
di un jet ma sta per comprarne uno
con un acconto da quasi 30 milioni
da 1.656 a 1.744, di cui solo 338 afferenti a so-
cietà del gruppo Fininvest, essendo cresciuta
invece la componente di imprese clienti terze,
che rappresentano ormai il 65% delle ore ven-
dute e il 75% di ricavi.
di dollari. La notizia è contenuta nel bilancio
Raddoppia gli utili
2016 di Alba Servizi Aerotrasporti controllata
il Grande fratello
da Fininvest che raggruppa il parco aeromobili
dell’ex premier, chiuso con l’ennesima perdita
pari a 5,5 milioni di euro ripianata con versa-
menti in conto capitale, dopo il passivo di 10,8
milioni del precedente esercizio.
A fine 2016 gli aerei di proprietà erano
tre: un Gulfstream 450 comprato nel 2015 in
Il Grande fratello raddoppia gli utili. Nel-
le scorse settimane, infatti, l’assemblea di
Endemol Shine Italy che produce il famoso
partecipazione con la famiglia Gavio e costato
26,3 milioni, un Hawker 4000 rilevato sempre
assieme alla famiglia alessandrina e costato
14,2 milioni (oggetto lo scorso anno di una ri-
negoziazione del contratto) e un Hawker 750
format, presieduta dal riconfermato Paolo
Bassetti, ha riportato a nuovo l’utile di oltre
2,4 milioni di euro registrato nel 2016 dopo
che l’esercizio precedente s’era chiuso in pro-
fitto per 1,1 milioni. Il bilancio presenta un
significativo miglioramento dei ricavi anno su
anno del 32%, passati da 85,6 a 112,8 milioni
costato 10,1 milioni. Nel 2016 è stato venduto
l’Hawker 800 XP così come sono stati ceduti
due posti auto presso il parcheggio del Centro
e un ebit progredito da 5,4 a 7 milioni. L’eser-
cizio in esame è stato contraddistinto dalla
prima realizzazione di Masterchef e da quatto
Direzionale di Milano Due, con plusvalenze
complessive per oltre mezzo milione. La rela-
zione sulla gestione firmata dall’ad Augusto
Barbieri spiega che «la società è in procinto di
potenziare la propria flotta mediante la sosti-
tuzione di un aeromobile con un nuovo veicolo
long range», per il quale è previsto un acconto
nuovi titoli (Piccoli giganti e Little big show
per Mediaset, Big music quiz e Prodigi per la
Rai) oltre a proseguire la produzione del citato
Grande fratello, Tale e quale, I migliori anni,
Stasera tutto è possibile e Che tempo che fa.
Significativa anche la produzione nel settore
delle fiction, con cinque realizzazioni di cui
di
29,5 milioni di dollari. I servizi di traspor-
quattro originali; mentre quest’anno continua
to
aereo hanno registrato anno su anno una
diminuzione del valore da 12,1 milioni a 11,8
milioni, anche se le ore volate sono aumentate
la produzione delle strisce quotidiane di La
prova del cuoco, Detto fatto, Avanti una altro
e
Caduta libera.
10 Venerdì 30 Giugno 2017 PRIMO PIANO L’erotismo della prima metà del 500 in due
10 Venerdì 30 Giugno 2017
PRIMO PIANO
L’erotismo della prima metà del 500 in due grandi sedi: Palazzo Venezia e Castel S. Angelo

Viaggio nel labirinto dell’amore

Un percorso stimolante tra arte, letteratura e musica

DI GIANFRANCO MORRA

M ostra di pittura? Certo. E di altis- sima qualità. Ma non solo: è la ri-

costruzione di una delle più straordinarie epoche della nostra storia, quella prima metà del Cinquecento in cui l’Italia perdeva la sua libertà, ma si affermava dovunque come una mecca

delle arti. Si intitola «Labi- rinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma» (sino

al 17 settembre). Si svolge

a Roma in due sedi pre-

stigiose. Palazzo Venezia (8,30-19,30; lun. chiuso) non poteva mancare. Vo- luto dal veneziano Pietro Barbo, cardinale e papa Paolo II, fu poi abitato e arricchito dal card. Dome- nico Grimani, forse il più

grande intenditore d’arte dell’epoca. E poi Castel Sant’Angelo (9-19,30), di-

venuto uno dei monumenti italiani più visitati dai turi- sti (2.250.000 ogni anno). Ma perché «labirinti»? Perché l’amore non è facile

e il cammino che vi conduce

nel momento in cui Luigi XII

di

Francia era Duca di Mila-

no

(1510 circa).

Un’opera piena di sim- boli misteriosi: l’abito del gentiluomo mostra sul cuore un grande labirinto, circon-

na si è scelto il labirinto del

cuore. Evocato dai circa 150

oggetti esposti (pitture, scul- ture, manoscritti, libri, stam- pe disegni). Nella prima sede prevale il tema dell’amore, esemplificato dal Doppio ri- tratto del Giorgione, che testimonia come il pittore veneto avesse appreso la novità del suo maestro Bellini. Il ritratto è un genere pittorico che na- sce con la società borghe- se, sostituendo alle icone dei santi le «fotografie», psico- logicamente scavate e definite, dei ricchi committenti. Giorgione era un pittore allego- rico e il vero signi- ficato di alcuni suoi quadri (si pensi alla Tempesta e ai Tre filosofi) è ancora in- certo e discusso. In questo doppio

ritratto egli simbo- leggia chi ama già e

chi ancora non ama:

nel primo giovane tra- sognato e malinconico l’innamoramento, indi- cato dal frutto che tiene

nerotomachia Polyphili del Colonna, il Cortegiano di Castiglione e gli Asolani di Bembo. È un amore iperura-

ma rispettosissime mogli, che esaltano con le loro for- me l’amore coniugale. Qua- dri custoditi nella camera

nico, che non esclude il sesso,

degli sposi perché il sesso

ma

lo sublima nel desiderio

accentuava il desiderio e,

di

immortalità attraver-

proprio perciò, rendeva

so

la generazione. Come la

più intenso e produttivo il

bellezza è il tralucere dello

rapporto.

spirituale nel corporeo, così Eros, sempre rappresentato

Del resto la mostra dedica gran parte del-

con le ali, fa rinascere quel-

le opere esposte proprio

le dell’anima di ogni amante

(Fedro, 250 b)

alla famiglia: ecco le due Famiglie di Bernardino Licinio e Ludovico Carracci; eccole, del Bronzino, le due ma- dri felici col figlio, Ele- onora di Toledo e Bianca Cappello (da Dallas); ecco la coppia In giardino (da Norfolk) di Tamagni e i Coniugi con mela cotogna dell’Anguissola; ecco la commovente Donna che regge il ritratto del mari- to (assente o morto?) del Licinio. Pittura e letteratura, dunque, strettamen- te congiunte. Ma anche musica. In mostra sono presenti quadri che raf- figurano uomini e anche donne con strumenti mu- sicali.

figurano uomini e anche donne con strumenti mu- sicali. Gentiluomo di Bartolomeo Veneto dato da una

Gentiluomo di Bartolomeo Veneto

dato da una corona di nodi

di Salomone, sintesi di tre

archetipi dell’esoterismo:

croce, svastica e labirinto. Sul berretto nero ornato di

penne porta un medaglione

Sul berretto nero ornato di penne porta un medaglione Ritratto di donna che mostra il petto

Ritratto di donna che mostra il petto di Tintoretto

lungo e arduo. È un labirinto «del cuore», come quello che ricamato di smalto, che
lungo e arduo.
È un labirinto «del cuore»,
come quello che ricamato
di smalto, che raffigura una
nave in balia delle onde,
senza che il navigatore per-
sulla veste porta il Genti-
luomo, nel ritratto esposto di
Bartolomeo Veneto, forse
da la speranza: «Esperance
me guide». Sullo sfondo un
paesaggio con un centauro
Una delle sezioni della
mostra si intitola «Seduzio-
ni». Siamo forse nel porno?
Sappiamo, del resto,
dal Vasari che Giorgione era
un esperto suonatore di liuto.
L’audioguida accompagna la
In nessun modo. Neppure
nelle raffigurazioni più spin-
spiegazione delle opere con
un accompagnamento di
la chiave per leggere la mo-
stra. Si tratta di una pittura
conservata a Cambridge, da
fuggente.
Il labirinto, raffigurato
te che troviamo a Castel S.
dove è giunta, ma dipinta a
Milano. Probabilmente raffi-
gura un condottiero francese,
in tutte le civiltà, è l’emble-
ma della vita: occorre percor-
rerlo, ma molti non arrivano
in mano, il melangolo
che è insieme dolce a ama-
ro; nel secondo giovane con
lo sguardo vivace e il sorri-
so misterioso l’indifferenza
all’amore.
Ma di quale amore si
trattava? Il ricco corre-
do della mostra ce lo dice,
mostrandoci tanti testi di
erotica, come le Rime di Pe-
Angelo, come la Donna che
mostra il petto e quella «che
apre la veste» di Tintoretto,
o la Donna che scopre il seno
musiche dell’epoca. Davvero
una mostra interdisciplinare.
Forse un po’ sofisticata, ma
in qualche modo tutti posso-
no comprenderla e gustarla.
al centro. Nella mostra roma-
trarca, la diffusissima Hyp-
di Licinio. Non sono escort,
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FILO DI NOTA
Mi piace starmene nell’acqua trasparente a fare il morto, inerte,
completamente abbandonata; gli occhi chiusi volti al cielo e al sole
DI MARINA CORRADI
S ono le ore tredici, il mez-
stento alleviato da questo vento dal
mare, gentile. Mi piace, in quest’ora
esatta del solstizio, starmene nell’ac-
qua trasparente a fare il morto, inerte,
zogiorno dell’ora solare, su
questa spiaggia del sud della
completamente abbandonata; gli occhi
chiusi volti al cielo e al sole. Che pure
attraverso le mie palpebre serra-
nella pelle e nelle ossa, le rinvigorisce
e le sana.
Nel mare, ancora, e quasi vorrei
bermi l’acqua cristallina e fresca. Mi
piace, sulle labbra, il sapore del sale.
E l’odore del mirto, dai cespugli in
fondo alla spiaggia, che nel caldo
esalano come un’anima segreta il
loro aroma. E quei fiori dietro le
cancellate dei giardini - le bougan-
villee esplosive, gli oleandri folli di
rosa, e questi altri di cui non so mai
Corsica, e il 21 di giugno, il
il nome, corolle a campana di
giorno del solstizio, l’ora in cui il sole
raggiunge il punto più alto nel cielo
dell’emisfero boreale. Una mattina
te filtra, in un rossore di fuoco. E
SCOVATI NELLA RETE
se per un istante apro gli occhi e
fisso il sole e subito li richiudo,
bollente, non un’ombra di nuvola in
un cielo infinito. Sul fondale di rena
chiara del mare, l’acqua riflette quel
cielo in sfumature acquamarina,
cangianti al moto lieve di piccole
onde. Abbaglianti, quando un raggio
ne sfiora la superficie e, non stanco
del suo lunghissimo viaggio, ancora
si riverbera nei tuoi occhi.
La sabbia brucia sotto ai piedi,
bianca. Che luce immensa: è un gio-
ioso sabba della luce, il mezzogiorno
del solstizio. E l’estate che arriva dal
cielo e incede sovrana, allargandosi
in un’onda di calore. Poi si ferma, im-
mobile, a contemplare la vastità del
suo dominio. Torrido è il suo fiato, a
mi appare come fotografato sulla
retina in una macchia violetta,
iridescente. «Scotoma irideo», si
chiama, me lo diceva mia madre,
questo fantasma purpureo, a oc-
chi chiusi.
Ma bisogna che il sole
sia ben forte, per lasciare la
sua impronta. Penso a quello
morente di gennaio a Milano,
un incredibile sfumatura tra il
blu e il viola?
È un mondo impazzito
di colori e profumi il mez-
zogiorno di questa fine giu-
gno, bruciante, sgargiante,
ardente di vita. È un elisir
da centellinare fino in fondo.
Vorrei poterlo mettere via e
conservarlo, come si fa con i
frutti più dolci - chiuderlo in
barattoli di vetro ben serrati,
imprigionarlo. Ma sfugge via:
al suo pallido inabissarsi sotto
e già domani il sole sarà sceso
l’orizzonte alle quattro del pome-
di
un frammento di grado dal-
riggio. Questo è un altro sole, un
imperatore trionfante, un carro
trainato da cavalli d’oro al galop-
lo
zenit. Già starà scivolando
lentamente, inavvertitamente,
per la dolce inesorabile china
po
nel firmamento. Questo sole
del suo annuo declino. Tempi
mi
sembra vita pura, che entra
Venerdì 30 Giugno 2017 11 ESTERO - LE NOTIZIE MAI LETTE IN ITALIA Inaugurato ieri
Venerdì 30 Giugno 2017
11
ESTERO - LE NOTIZIE MAI LETTE IN ITALIA
Inaugurato ieri Station F, il campus da 250 mln voluto dal magnate delle tlc Niel

La nuova Silicon Valley è a Parigi

Dove c’era lo scalo merci sorge un maxi-incubatore di startup

da Parigi

GIUSEPPE CORSENTINO

I l record si ripete. Quasi un

secolo fa, negli anni 20, la

Halle Freyssinet (dal nome

del suo progettista, l’inge-

gner Eugène Freyssinet, l’inventore del cemento armato precompresso) era il più grande scalo merci d’Europa, collegata alla vicina Gare d’Austerlitz, di

proprietà della compagnia fer- roviaria Paris-Orléans.

Un secolo dopo, la Halle Freyssinet, rifatta di sana pianta (con un investimento da 250 milioni di euro) e ribat- tezzata Station F, 34 mila mq, centinaia di uffici tutti perfet- tamente attrezzati e connessi con il mondo intero, è diventata «le plus grand campus de start- up au monde», il più grande in- cubatore d’aziende del pianeta, come titola con soddisfazione il quotidiano Le Monde il giorno dell’inaugurazione, ieri giovedì 29 giugno, alla presenza della sindaca Anne Hidalgo (che ha ereditato il progetto del suo predecessore, Bertrand Delanoë) e del neopresidente Emmanuel Macron. Il giova- ne enarca diventato capo dello stato ha colto l’occasione per ricordare, sotto gli occhi ricono- scenti del proprietario di Sta- tion F, Xavier Niel, magnate delle telecomunicazioni (Iliad

F , Xavier Niel , magnate delle telecomunicazioni (Iliad La Halle Freyssinet, rifatta di sana pianta

La Halle Freyssinet, rifatta di sana pianta e ribattezzata Station F, ospiterà, su 34 mila mq, centinaia di uffici tutti perfettamente attrezzati e connessi

e Free) e dell’editoria (azioni-

sta di riferimento del gruppo Le Monde: da qui l’entusiasmo del giornale), il suo progetto, tanto sbandierato in campagna elettorale, di un fondo d’investi-

mento pubblico-privato da 10 miliardi (capperi!) per finanzia-

re le startup francesi.

cui, tanto per far capire chi comanda, l’ingegner Quentin Sannié, patron di Devialet,

una start-up specializzata in acustica di proprietà del me- desimo Niel). D’altra parte essere ammes-

si a Station F è come avere un

«marchio di qualità», entrare

a diventare «liocorni»: così si

chiamano, nel linguaggio delle startup, le aziende di successo,

imprese leggendarie (come il liocorno, l’animale mitologico) con fatturati superiori al mi- liardo di euro.

Poche, pochissime start-

studente di fisica che la sera

di Natale del 2006 voleva ri-

entrare a casa, in Vandea, da

Fontainebleau dove frequen-

tava l’Insead, ma non riusci-

va a trovare né un’auto né un treno.

A Station F, in ogni caso,

le startup non solo si muovo-

no e interagiscono in un eco-

sistema ideale, ma hanno a disposizione le strutture, le competenze, l’esperienza di colossi come Facebook e Mi-

crosoft (per citare solo gli ame- ricani, ma ci sono anche Bnp Paribas con la sua Plug&Pay, Thales, Unisoft e perfino Hec,

la Bocconi francese) che han-

no aperto maxi-uffici nel gi-

gantesco campus immaginato una decina d’anni fa da Niel e

su cui il tycoon parigino (uno

che ha fatto i primi soldi con

le chat erotiche una trentina

d’anni fa, tanto per dire il tipo) ha investito 250 milioni (70 solo per rilevare l’ex im- pianto ferroviario dalla Sncf)

 

in

un ecosistema che promet-

up diventano liocorni. Attual-

con l’intenzione di restarci -

Le migliori troveranno

te,

come ha spiegato ieri la re-

mente in Francia ce ne solo

cioè di mantenere l’attività -

posto, ovviamente, a Station

sponsabile del sito, Roxanne

due, la Ovh, il più grande

per i prossimi 12 anni, fino al

F che può fare spazio, con tut-

Varza, una trentenne ameri-

hosting server d’Europa con

2030. Poi si vedrà.

te

le strutture necessarie al

cana di origine iraniana che

250 mila server in 17 paesi,

Anche perché, visto il sog-

loro sviluppo (a questo serve,

ha

affascinato Niel quando l’ha

insomma una Aruba dieci vol-

getto come si diceva prima,

appunto, un incubatore), a più

scoperta alla London School of

te

più grande (nato dall’idea

se

alla Station F nascerà un

di

mille startup selezionate da

Economics e se l’è portata a

di

uno studente di ingegneria

licorn, un colosso da un miliar-

uno speciale jury internaziona-

Parigi, di «détecter les licornes»,

di

Lille) e Blablacar, una so-

do

di euro, Niel di certo non se

le

di cui fanno parte economisti

di

individuare, già alle prime

cietà di car-pooling, di auto in

lo

lascerà sfuggire.

ed esperti di innovazione (tra

battute, le aziende destinate

affitto, nata dall’idea di uno

@pippocorsentino

L’ARTISTA, QUASI OTTANTENNE, È DIVENTATO FAMOSO CON LE SUE PISCINE SURREALI Il meglio di David
L’ARTISTA, QUASI OTTANTENNE, È DIVENTATO FAMOSO CON LE SUE PISCINE SURREALI
Il meglio di David Hockney al Centre Pompidou: a Parigi
imponente retrospettiva del più amato dei pittori britannici
Si tinge i capelli di biondo platino,
DI ANDREA BRENTA
porta la frangetta e gli occhiali ton-
D opo la Tate Britain e prima
del Metropolitan di New
York, tocca quest’estate al
Centre Pompidou di Parigi
di tipici della Swinging London. Ma
dietro la calcolata disinvoltura del
personaggio c’è un lavoratore avido
rendere omaggio al più amato dei pit-
tori britannici: David Hockney. Oltre
160 tra dipinti, fotografie, disegni, vi-
deoinstallazioni sono esposti fino al 23
ottobre in quella che è considerata una
retrospettiva didattica, che abbraccia
tutti i grandi periodi dell’artista.
Con all’attivo ben 60 anni di carrie-
ra, Hockney all’inaugurazione della
mostra parigina ha fatto gli onori di
casa al presidente della repubblica
Macron.
Nato nel 1937 a Bradford, centro in-
dustriale nello Yorkshire, l’artista tra-
scorse l’infanzia in questo paesaggio
urbano, dominato dal grigio della piog-
gia, dall’uniformità delle case operaie e
dai colori smorti dell’inverno inglese.
Poi ci sono gli anni londinesi, al Ro-
yal College of Art, che liberano la sua
natura e affermano la sua omosessua-
lità. Le opere di questo periodo sono
crude, gli sfondi sono nero temporale e
protagonista è il furore di vivere.
Nel 1961 il giovane inglese fa il suo
primo soggiorno a New York, dove
comprende subito la legge dell’im-
magine veicolata da Andy Warhol.
di sforzi e scoperte.
Nel dicembre 1961 Hockney com-
pie il primo viaggio in Italia, passan-
do dalle Alpi per raggiungere Firenze
e i tesori degli Uffizi.
«Ho cominciato a utilizzare una
nuova tecnica per la pittura acrilica
di cui si servivano già numerosi pit-
tori americani, come Helen Fran-
kenthaler, Morris Luis e Kenneth
Noland», racconta Hockney. «Si dilu-
isce l’acrilico con l’acqua e si mette un
po’ di detergente nella pittura prece-
dentemente diluita. Poi si dipinge su
una tela di cotone non trattata».
L’artista vola poi in California. Qui
acquista una Polaroid. La pratica co-
stante della fotografia lo aiuta a stu-
diare la rappresentazione dell’acqua
e della sua trasparenza, protagonista
delle Piscine che faranno la sua gloria
immediata e durevole. La diffrazione
della luce crea dei nastri galleggianti
che l’artista riproduce in modi diver-
si. «La macchina fotografica», spiega
Hockney, «è un mezzo. (… ) Non è né
un’arte né una tecnica, né artigianato
Portrait of an artist (Pool with two figures), 1972
Tra il 2006 e il 2007 Hockney fa ri-
torno nel paese natale. Lasciatosi alle
spalle la California e il Grand Canyon,
riscopre la bellezza delle stagioni e la
né hobby. È uno strumento, uno stra-
gli consacra la mostra «David Hock-
ney: A Bigger Picture», in cui il grande
pubblico viene conquistato dalle sue
grandi tele, divenute oggi tesoro di
musei e collezionisti.
ordinario strumento di disegno».
sacralità della primavera.
Nel 2012 la Royal Academy of Arts
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12 Venerdì 30 Giugno 2017 ESTERO - LE NOTIZIE MAI LETTE IN ITALIA In Germania.
12 Venerdì 30 Giugno 2017
ESTERO - LE NOTIZIE MAI LETTE IN ITALIA
In Germania. Non solo quelli dei Tir ma anche quelli dei furgoni per le consegne in città

Camionisti cercati come l’oro

Se hai la patente trovi il lavoro nel giro di un’ora

da Berlino

ROBERTO GIARDINA

giro di un’ora da Berlino R O B E R T O G IARDINA In Germania

In Germania i posti vacanti nel settore dell’autotrasporto sono aumentati del 44% negli ultimi cinque anni

ordini di clienti che in estate vogliono organizzare una fe- sta in giardino». Settimane fa ha perso un altro dipenden-

te, ha messo un annuncio, si sono presentati in cinque, e

quattro hanno rinunciato su- bito, quando hanno conosciu-

trasportatori, «e i camionisti

su lunghe o brevi distanze di-

ventano sempre più anziani, i due terzi andranno in pensio-

ne entro i prossimi quindici anni». In Germania sono un milione e seicentomila, un milione ha più di 45 anni, e

L’Arbeitsamt, l’uffi cio del la-

voro, è tempestato di richieste disperate di ditte di trasporti, oggi il 60% delle ricerche di personale riguarda proprio gli autisti. I posti vacanti sono aumentati del 44% ne- gli ultimi cinque anni, a 16 mila, mentre i candidati sono diminuiti del 30%.

In passato, l’esercito addestrava 15 mila reclu- te all’anno, finito il servizio

militare avevano la patente per sedersi al volante di un camion, ma la situazione è cambiata dopo l’abolizione del

V olete un posto sicuro in Germania? Se ave- te una patente che vi abilita a guidare un

camion, lo trovate in un’ora. Mancano i camionisti, soprat-

tutto per i trasporti brevi, anche cittadini. Guidare un autotreno per centinaia o mi- gliaia di chilometri, magari dal Mare del Nord all’Adria- tico, o da Varsavia a Napoli,

è un lavoro duro. I camionisti

sono i protagonisti di diversi film, erano considerati i cow-

boy del nostro tempo, ma oggi hanno perso il loro fascino. Sono mal pagati, fanno una vita dura, mangiano male, dormono peggio, e rischia- no la pelle. Però a Berlino

o a Monaco cercano autisti

disposti a compiere percor-

si brevi, come i taxisti, per

qualche ora al giorno, e non

li

trovano, scrive lo Spiegel

to l’orario: «Dovevano essere

quest’attività è logorante, si

online.

disponibili a partire dalle sei

va in pensione a 60 anni. Il

 

Il settimanale cita il

del mattino», si lamenta il turco Huseyin, «ma i giovani

calcolo è presto fatto. Non ci sono giovani disposti a met-

caso di Huseyin Bozkut,

tedeschi non sono disposti ad

tersi al volante, non di un

il

proprietario di una società

alzarsi presto».

mastodontico autotreno, ma

di

catering nella capitale: ha

di

un semplice camioncino, di

dieci camioncini per le con- segne e appena otto autisti. «Sono costretto a rifiutare gli

«Mancano le nuove leve», conferma Dirk Engelhardt, capo della Federazione dei

un van capace di trasportare un carico modesto, e mancano giovani con la patente adatta.

servizio militare obbligatorio. Oggi pochi si iscrivono a una scuola guida per ottenere una patente professionale, anche

a causa dei costi.

Una conseguenza delle paghe, che non sono allet- tanti. Ma le ditte non riesco- no a pagare di più a causa della concorrenza dai paesi dell’Est. Ormai sulle lunghe distanze la maggioranza dei camionisti è straniera, le so- cietà polacche, o ungheresi,

offrono di meno, e impongono ritmi di lavoro che gli occiden- tali non vogliono accettare. Di conseguenza mancano anche gli autisti a ditte come quelle

di Huseyin. Un circolo vizioso.

Molti dei giovani che vengono

a cercare un lavoro a casa di

Frau Angela sognano di di- ventare artisti, e finiscono a fare i lavapiatti, perché pure per fare i camerieri occorre

sapere qualche parola di te- desco. Per trasportare wür- stel e birra per Huseyn basta saper usare un navigatore e districarsi nel traffico berli- nese. Ci si alza presto, ma a

mezzogiorno si è liberi. Anche

lo scrittore Scott Fitzgerald

da giovane lavorò come camio-

nista, ma per breve tempo.

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camio- nista, ma per breve tempo. © Riproduzione riservata L’ENSEMBLE ZOHRA È FORMATO DA GIOVANI TRA
L’ENSEMBLE ZOHRA È FORMATO DA GIOVANI TRA I 12 E I 21 ANNI Un’orchestra tutta
L’ENSEMBLE ZOHRA È FORMATO DA GIOVANI TRA I 12 E I 21 ANNI
Un’orchestra tutta al femminile
in Afghanistan, il paese dei talebani
La Cappella Sistina
è esposta a New York
L’Orchestra Zohra si è esibita anche al Forum di Davos
H anno tra i 12 e i 21 anni, sono tut-
te ragazze e si esibiscono in tutto il
mondo. Nulla di strano, se non fosse
che suonano nell’Orchestra Zohra,
nata nel paese dei talebani, l’Afghanistan. La
scuola di musica afghana, fondata nel 1974,
più ricchi del mondo, grazie all’influenza sia
dell’Oriente sia dell’Occidente. L’insegnamento
alle donne, a lungo vietato, sta timidamente
riprendendo. Attualmente la scuola conta 250
allievi, di cui 75 ragazze. Queste ultime si sono
organizzate per suonare insieme e hanno co-
è
stata chiusa nel 1988, durante la guerra e
stituito l’Orchestra Zohra, il primo ensemble
il
governo dei talebani, che avevano proibito
afghano costituito esclusivamente da donne.
la
musica, e considerata fuori legge. L’istituto
ha ripreso la sua attività sotto gli auspici di
Hamid Karzaï, l’ex presidente dell’Afghani-
stan. Nel 2008 Ahmad Naser Sarmast ha
assunto la guida del progetto «Ricostruzione
della musica afghana», sovvenzionato dalla
Banca mondiale. La scuola propone corsi di
formazione alla musica classica occidentale
L’orchestra ha cominciato la sua attività nel
2014 (il primo concerto si è tenuto presso l’am-
basciata canadese a Kabul) e si è esibita in
numerose occasioni all’estero, per esempio al
forum di Davos, in Svizzera. «Uno dei nostri
successi è di poter mostrare al mondo un’im-
magine positiva dell’Afghanistan», spiega uno
dei docenti. La metà dei circa 400 candidati
e orientale, con strumenti come il violino, il
pianoforte, la chitarra, la tromba, il flauto. Ma
anche il robab, il ghichak, il tamburo, il tabla,
che ogni anno si presentano al concorso per
entrare nella scuola viene dalla strada o dagli
orfanotrofi del paese. Il riscatto passa anche
il qashqarcha, il tar sorod e il delroba: il pa-
attraverso la musica.
trimonio musicale dell’Afghanistan è uno dei
© Riproduzione riservata
New York rende omaggio alla Cappella Sistina con
la mostra «Up Close: Michelangelo’s Sistine Chapel»
in corso fino al prossimo 23 luglio all’Oculus del
Westfield World Trade Center. Esposte 34 riprodu-
zioni a grandezza reale del capolavoro michelangio-
lesco, inclusi La creazione di Adamo e Il giudizio
universale.
VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017 13 PRIMO PIANO COMMENTI PERISCOPIO Il Papa: «Stolto far lavorare così
VenerdìVenerdì 3030 GiugnoGiugn 2017
13
PRIMO PIANO
COMMENTI
PERISCOPIO
Il Papa: «Stolto far lavorare così a lungo gli anziani». Ci
provi lui, a pensionare Bersani e D’Alema.
Filippo Merli
DI PAOLO SIEPI
Fazio resta in Rai. Soddisfazione a Mediaset e La7.
Claudio Cadei
Oggi alle 21 sciopero contro il terremoto.
Marcello Marchesi.
La Waterloo dei grandi media americani
Hanno detto che lei era brutta come il pecca-
to. E il peccato li ha querelati. Milton Berle.
bene e di male è per i comunisti molto diverso
che per gli altri; ecc.». E concluse: «Gli antichi
partigiani sono pronti a dare una mano alle
Forze dell’ordine per mantenere la Patria e la
libertà». Così, era spaccato il Paese in quegli
anni. Giancarlo Perna, Storia d’Italia in
un’ora. Edizioni Clichy, 2017.
Ho letto con amarezza il fondo di Pierluigi Magnaschi, su
Sarà stato anche il miglior
Il mio processo di scrittura è
ItaliaOggi di ieri, sulla Waterloo dei media statunitensi (e,
amante a del mondo, ma che cosa
m misterioso perché non so come
in parte, anche di quelli italiani). Un pezzo che, purtroppo, è
potevo p fare con lui nelle altre
fi finirò, né che cosa scriverò il gior-
acuto e ineccepibile. Tanta più è, la mia amarezza, se penso
ventidue ve ore della giornata? Zsa
n no dopo, altrimenti mi annoierei.
a quanto, nel passato, la stampa ha fatto per difendere la
Zsa Z Gabor.
A All’inizio ho solo una immagine,
verità e smascherare le menzogne. Ma verità e menzogna
non sono oggi più né distinte, né separate, viviamo in un
continuum di verità false e di falsità vendute come vere.
Luigi dell’Agata
so so di di che che cosa cosa voglio v parlare. Il resto avviene
Lei Lei mi mi dice: dice: «Allora, caro segretario
Mi
scrivendo scrivendo. Di Di solito so il testo finale va già bene, al
chiami pure futuro premier, bando alle cian-
ce, bando all’umiltà». Matteo Salvini a Un
giorno da pecora, Radio Rai1.
La sanità di tipo caucasico c’è anche da noi
Adoro Tremonti, incluso il suo intelligente snobismo, ma si
potrebbe fargli sapere (vedi articolo di ieri di Sergio Luciano
sulla flat tax di tipo caucasico) che anche in Italia se vai in
ospedale ti chiedono di portarti le tue medicine? La sanità è
allo sfascio e al collasso più completo. Per fare un esempio:
Vorrei dedicare una mattina di questa mia
vecchiezza a sperimentare i giochi che non
massimo cambio qualche parola. Lo faccio leg-
gere a delle persone del paese, lettori normali,
per farmi un’idea. Se il risultato è buono, allo-
ra lo pubblico. Susanna Tamaro, scrittrice.
(Eleonora Barbieri). Il Giornale.
giocai da ragazzo: far volare un aquilone, sof-
Sono un ragazzo gay di 29 anni e da un anno
fiare bolle di sapone da una finestra
Gesual-
e mezzo ho chiuso una storia durata 3 anni
do Bufalino, Il malpensante. Bompiani,
con un mio coetaneo. È stata la più lunga e
1987.
io posso permettermi di fare, in clinica convenzionata e in
importante per entrambi. Un amore corrispo-
sto appieno, quasi una convivenza. Gli ho dato
tempi relativamente brevi, un intervento di cataratta, ma
solo perché prima ho fatto almeno tre/quattro visite private
Gianni Crivello, il candidato
sindaco di sinistra sconfitto a
Genova dovrà vedersela con chi
t tutto quello che avevo, ma a lui, tra le altre cose,
o oltre che un compagno serviva una madre e io
col medico che mi opererà, nonché una serie di esami nel suo
n non potevo certo esserlo. Lettera a Natalia
sontuoso studio privato, spendendo non meno di 600/800 euro
(meglio se di più). Chi non può, prenota un appuntamento per
visita (solo dopo ti prescriveranno l’intervento), sempre per
fare un esempio: te lo fissano a distanza di un anno. Ovvia-
mente perché le prestazioni dei chirurghi sono a metà tempo.
Come mi ha detto un infermiere, nel pomeriggio «vanno a
lavorare», nel loro studio privato. E così si chiude il cerchio.
lo ha scelto: Claudio Burlando,
A Aspesi, scrittrice. ilvenerdì.
che fa ancora il motore immobile
di
un Pd clientelare, e il ministro
Orlando che, a Sestri, nella piazza storica storica della della
sinistra, non ha radunato più di 70 persone.
La Meloni ne ha radunati 300, anche se «dice-
vano “mortacci tua”». Francesco Merlo. la
Repubblica.
Ho fatto pochi film perché il ci-
n nema non dipende da te, mentre
Carla Rossi
con il teatro ci si organizza, c’è
autonomia; sono due anni che ho
girato il film con Zalone, successo-
ne vero, e da allora non mi ha più
chiamato nessuno. Il cinema è misterioso. isterioso. Un Un
No, non è la Bbc, ma mamma Rai
po’ è colpa mia: sono chiuso, non telefono, non
Massimo Giletti, bravo professionista piemontese, seguito
chiedo, non mi propongo. Maurizio Micheli,
attore. (Alessandro Ferrucci). il Fatto.
da moltissimi telespettatori, gettato fuori dalla Rai. La sua
colpa? È solo l’ex fidanzato di una bella ex europarlamenta-
re del Pd. Al suo posto, hanno imbarcato l’attuale moglie di
un sindaco Pd. Costui è stato, per molti anni, dipendente,
come sua moglie, di nonno Berlusconi, alleato dell’azionista,
politico, di riferimento del direttore generale, pro-tempore,
della azienda radiotelevisiva pubblica. No, non è la Bbc,
questa è mamma (non con tutti) Rai. Pietro Mancini
All’università di Roma mi iscrissi a Scienze
politiche. Fu allora che cominciai a leggere Il
Mondo di Mario Pannunzio. Per molto tempo
ho conservato l’intera collezione e mi dispiace
averla buttata. Fu uno degli esiti insulsi del
Sessantotto. Credevo che quella roba avesse
fatto il suo tempo e per impulso me ne liberai,
scioccamente. Ernesto Galli della Loggia,
storico. (Antonio Gnoli). la Repubblica.
Raramente la vita del cronista è colore, emo-
zione, dramma. Gran parte di essa è squallore,
è noia, è routine: è l’astanteria, il commissaria-
to di P.S., l’anticamera dell’assessore alla net-
tezza urbana. Ha più probabilità, durante la
sua carriera, di descrivere un pedone stritolato
Se mi sento scaricato da Renzi? Per essere
scaricati bisogna essere prima stati «caricati».
Cosa che a me non è mai successa. Renzi è
L’Iva modello campa cavallo
ancora l’unica speranza per questo Paese. Bi-
sogna aiutarlo a non rintanarsi nel suo Pd e
dal tram che un industriale preso a rivolverate
da una contessa. A volte non solo deve andare a
vedere una mostra di canarini ma deve anche
farci su un pezzo di spirito. Mino Monicelli,
Il giornalista. Vallecchi, 1964.
Nell’elenco delle partecipate, soggette a split payment
a sinistra. Per il bene del Paese. A me non ne
(cioè al mancato pagamento dell’Iva ai propri fornitori),
reso noto ieri, ci sono anche tanti soggetti in liquidazio-
ne. Spiccano, tra questi, anche la Banca Popolare di Vi-
cenza e la Veneto Banca. I buoni dovevano essere quelli
viene niente. E poi forse andrebbe pure salvato
Con la mia band, il gruppo Distretto 51, an-
da qualche renziano. Denis Verdini. (Teresa
Meli). Corsera.
diamo a La Morra in provincia di Cuneo in gita
sociale a cercare tartufi e Barolo. Poi tappa ad
Alba dove c’è un grande negozio di strumenti
di cui l’Erario avrebbe dovuto fidarsi e cioè le Pubbliche
Di recente Federico Palmaroli ha costruito
amministrazioni nonché, dal prossimo 1° luglio, anche le
società dalle stesse controllate e quelle quotate in borsa.
Ma l’elenco contiene nomi a sorpresa che così «buoni» non
sembrano. La ripartizione operata con questo provvedi-
mento la dice lunga sul cinismo del Governo ed offende la
moltitudine delle piccole e medie imprese e dei professioni-
un fotomontaggio sul web in cui compare un
Renzi, prepotentello, che con la mano gli mette
fretta a Gentiloni: «Mo’ aria, eh!». E il premier
musicali, per finire in Liguria a giocare a biglie
sulla spiaggia. Il tutto in pulmino che a volte
guido io. Roberto Maroni, presidente della
Regione Lombardia. (Andrea Radic). Il
al telefono: «Damme giusto quarche giorno pe’
Giornale.
trovamme un lavoretto». Curzio Maltese. il-
venerdì.
sti che non incasseranno più l’Iva in fattura ma dovranno
aspettare i tempi lunghissimi dei rimborsi.
La libertà di legittima difesa è
Sapevo boxare, ma non volevo prendere caz-
zotti, per questo ho smesso. Avevo paura, ma
non lo considero un difetto. Tullio Pironti,
Francesco Zuech
l’u l’unica compatibile con la filoso-
editore in Napoli. (Giuliano Malatesta).
fi fia liberale del contratto sociale,
ilvenerdì.
Una strana vicenda quella di Pell
d dove l’esercizio dei diritti natura-
li li è devoluto allo Stato in modo
Il cardinale australiano George Pell, Prefetto della Se-
non non irreversibil irreversibile, ma a condizione che lo Stato
greteria per l’Economia e membro del C9 dei cardinali
che collaborano con il Papa per la riforma della Curia e il
governo della Chiesa universale, è stato incriminato per
abusi sessuali su minori. Notizia eclatante, si dirà. Peccato
che il reato di cui è accusato risale agli anni 70 (non cade
sia sia adempiente adempiente alle proprie obbligazioni. Car-
lo Nordio già magistrato, in L’inferno di
Ponte di Nanto, di Paolo Citran. Mazzanti
libri.
Durante la ritirata di Russia la sera del 18
gennaio la Tridentina (montanari lombardi)
aveva lasciato la propria zona radunata a Pod-
gornoie. Appena più a sud s’era messa in mar-
cia su un itinerario in qualche modo parallelo,
la Cuneense (montanari piemontesi) e, più a
sud ancora, l’altra divisione del corpo d’armata
in prescrizione, certo, però siamo nel 2017
)
e si parli da
De Gasperi. seccato che il Pci si appropriasse
alpino, la provatissima Julia (montanari veneti
anni di questa accusa di pedofilia nei confronti del prelato.
la Resistenza come fosse stato il solo a farla,
E peccato anche che il «burbero» papa Francesco abbia
decise un cambio di rotta. I comunisti, allora
lasciato continuare fare il superministro dell’economia, dal
come oggi, dominavano l’Anpi, l’associazione
e gli sparuti resti degli abruzzesi). Eugenio
Corti, Il cavallo rosso. Ares, 1983, 33.ma
edizione.
2014 a oggi, proprio un pedofilo, lui, il Papa, che i pedofili
li appenderebbe a testa in giù
Insomma, strana vicenda,
partigiana. Rossi erano i dirigenti, le cerimo-
nie, i canti. Mattei fu incaricato di spaccare
Un tizio esce dal casinò in canottiera e mu-
questa di Pell, no?
il movimento. Nacque, così, la Federazione
Giovanni Buttafuoco
dei Volontari della Libertà che riuniva i par-
tigiani cattolici e quelli militari. Poi, fece un
passo ulteriore. Mise la Federazione contro i
socialcomunisti che cercavano continuamente
tande. «Voilà! Andata male eh?!». «Si, ma per
fortuna ho saputo fermarmi in tempo». Gino
Bramieri, 400 barzellette. De Vecchi edi-
Meno male che Orlando piace a Palermo
to tore, 1977.
Spiace che un sindaco modesto come Leoluca Orlando pas-
di innescare la rivolta sociale guardando a Mo-
La nostra politica è muffa
si per indispensabile nel capoluogo siciliano. Consola, però,
sca. In un convegno a Roma dettò un decalogo:
m mantecata di velleità. Roberto
che sopportandolo Palermo, ne siamo risparmiati noi.
Gianni Pontecorvi
«Ostacolare la scalata comunista ai posti di co-
mando; abituarsi a pensare che il concetto di
Gervaso. G il Messaggero.
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26 GIUGNO / 2 LUGLIO 2017 MILANO UNA settimana D I INCONTRI, SCOPERTE, CONFERENZE E

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