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POSTE ITALIANE S.P.A. SPEDIZIONE IN A.P. L. 662/96 ART. 2, COMMA 20/B AUT.

DC/275/2001 FOGGIA PERIODICO INDIPENDENTE FONDATO NEL 1975 ANNO XXXVI N. 3 MARZO 2010 EURO 1,00
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Dopo la soppressione degli enti montani, per gestire le emergenze comprensoriali si cercano nuove strategie amministrative locali. I requisiti altimetrici
QUALI RISORSE previsti per accedere ai finanziamenti escluderebbero però quasi tutto il territorio del Promontorio ad eccezione di Monte Sant’Angelo e Rignano
PER LA CULTURA
IN CRISI? Da Comunità Montana a Unione dei Comuni?
FRANCESCO MASTROPAOLO
T utto in salita il percorso che
attende i tredici Comuni che
facevano parte della comunità
L ’analisi di Giuseppe Maratea sullo stato di
“salute” della cultura garganica non può non
essere oggetto di attenta riflessione.Anzi. A que-
montana del Gar gano (ente sop-
presso da qualche mese), per ri-
costruire nuovi rapporti di colla-
sto punto è opportuno un confronto a più voci. borazione.
Se lo sguardo lo lasciamo cadere in casa no- Difficile e complesso soprat-
stra, non si può non convenire con Maratea sul tutto perché il dato di riferimen-
fatto che i fermenti culturali vanno cercati come to è quello dell’altitudine, il cui
faceva Diogene che, in pieno giorno, girava con parametro, inderogabile, è che il
una lampada per “cercare l’uomo”. Anche se settantacinque per cento del terri-
non si può parlare di “desertificazione cultura- torio comunale deve essere al di
le”, si deve riconoscere che si fa fatica a mettere sopra dei seicento metri di quota.
insieme elementi significativi per recuperare un Una “lectio magistralis”, quella
patrimonio ideale che ci appartiene tutto; non tenuta da Antonio Nasuti, docen-
solo, ma anche indicare un nome che possa esse- te presso l’Università di Bari, nel
re accostato alle figure più rappresentative di un corso del convegno, svoltosi nella
passato che sembra lontano anni luce e, invece, è sala consiliare del municipio di
distante solo una manciata di decenni. Vico del Gar gano, organizzato la Carla D’Addetta, presidente de “Il
Cultura gar ganica alla quale non si può non locale Circolo Unione e dall’As- Gargano Nuovo”; a sinistra, Antonio
far riferimento ogni qualvolta ci immergiamo in sociazione “Il Gar gano nuovo”, Nasuti (docente Università di Bari)
quelle pagine che hanno segnato il risveglio di con il patrocinio dell’Amministra- e il presidente del “Circolo Unione”
Domenico Afferrante
tante coscienze che s’erano appiattite su sche- zione comunale, sul tema “Dalla
matismi, a volte ideologici altre di pura indif fe- soppressa Comunità montana alla
renza. unione dei comuni del Gar gano
Maratea non può non riconoscere che il “pen- Nord?”. nuove aggregazioni. Ormai alle che porterà i Municipi contigui o di responsabilità nei confronti del dei rifiuti.
siero nostalgico” quasi mai aiuta a migliorare il Sui tredici Comuni, soltanto spalle l’ente montano, non si può che si estendono nell’area dell’ex territorio e semplifica una macchi- Una prima forma di collabora-
presente. Anche se è indubbio che non si può non Monte Sant’Angelo e Rignano che guardare avanti e, soprattutto, comunità montana ad aggregarsi na onerosa costruita dai precedenti zione, a partire proprio dall’or -
partire da quelle radici per “seminare” e “colti- Garganico hanno il requisito al- stringere patti di collaborazione nell’Unione di Comuni, associa- governi regionali. ganizzazione dello smaltimento
vare” i fermenti che si auspica possano diventa- timetrico, per gli altri bisogna che potrebbero riconoscersi ap- zioni con or ganismi più snelli e Che si stia pensando di far te- dei rifiuti, un servizio i cui costi,
re piante robuste, resistenti come lo sono quelle aprirsi alla collaborazione vesten- punto nell’Unione dei Comuni. meno onerosi per le finanze pub- soro delle indicazioni dell’asses- essendo sempre più onerosi, in-
che hanno tronco e ramificazioni forti. Nelle sue do il “saio” piuttosto che indos- Come spiegò l’assessore regio- bliche, che di fatto eserciteranno sore Minervini, è un dato di fatto cidono pesantemente sui magri
conclusioni, scrive che «Le oasi felici», che pur sare il “vestito buono”, nel senso nale Guglielmo Minervini, con le stesse funzioni delle precedenti che trova la disponibilità degli bilanci dei comuni e, di ri flesso,
ci sono, tuttavia, fanno presagire, per quanto esi- che occorre mettere da parte ogni la soppressione delle comunità comunità, senza costi aggiuntivi. amministratori ad iniziare forme sulla tassazione che, come è noto,
guo, ancora un mar gine di sicurezza per la so- comportamento che potrebbe ap- montane non si impoverisce il In caso di mancata costituzione di collaborazione cosiddette “leg- è a totale carico dei cittadini. E,
pravvivenza dei tratti distintivi della «Montagna pesantire lo stesso avvio del dia- territorio della tutela di beni pae- di forme associative, nella ge- gere”, che potrebbero consistere in tempi di congiuntura, ulterio-
del Sole». Uno spiraglio di ottimismo che è più logo, che signi ficherebbe riporre saggistici ma se ne riappropriano stione subentreranno le Province nell’articolare servizi comuni, per ri aumenti non sarebbero certa-
di una «molecola», visto che le testimonianze nel cestino delle buone intenzioni i Comuni o le Province. La riorga- territorialmente competenti. E’ un esempio in materia di interventi mente accolti di buon grado dai
non sono circoscritte ma ben distribuite su tutto ulteriori passi. nizzazione degli enti dovrà met- atto che chiama quindi il sistema di riquali ficazione di aree conti- contribuenti.
il Gargano e fanno ben sperare che ci possa es- Nasuti ha chiarito che non sono tere in moto un processo virtuoso delle autonomie locali a una presa gue, di raccolta e conferimento „
sere una “rinascita culturale”. chiuse le porte ad una possibile
Da dove partire. Rimboccandoci le maniche “Unione dei Comuni”, anche in
per ritrovare, pur nelle oggettive dif ferenziazio-
ni, le ragioni dello stare insieme, riscoprendo il
assenza del requisito richiesto;
l’unico dato sul quale ri flettere è
IL SI DEI SINDACI L ’associazionismo

PER GARANTIRE SERVIZI NECESSARI


garganico, questa volta
gusto del confronto e, quindi, della valorizza- che tale forma di aggregazione grazie a due associazio-
zione delle opinioni. Su queste premesse è pos- avrebbe il suo limite nell’impos- ni storiche, il “Circolo
sibile riallacciare il filo culturale oggi segmen- sibilità di accedere ai finanzia- Unione” e “Il Gargano
tato; tanti rivoli che, evidentemente, non sono menti erogati da Stato e Regione. LUIGI DA- nuovo”, entrambe con
sufficienti a ricomporre un’identità territoriale Un gap negativo che dovrà far MIANI (Vico sede a Vico del Gargano,
alla quale hanno sempre guardato Soccio, Tan- riflettere e che, forse, potrebbe del Gar ga- si è fatto promotore della
credi, D’Addetta, Angelillis, Petrucci, il nostro spegnere, sul nascere, ogni entu- no). crescita della società ci-
Scaramuzzo del quale troppo in fretta abbiamo
dimenticato la portata culturale e gli stimoli che
ci of friva con le sue ricerche e i suoi preziosi
siasmo.
I sindaci, Carmine D’Anel-
li (Rodi Gar ganico), Domenico
E’
da ri-
tenere
assolutamen-
vile, del territorio in cui
opera e ha riunito in una
tavola rotonda i sindaci
scritti e riflessioni. Vecera (Peschici), Ersilia Nobile te positiva del Gargano Nord, per
Senza andare troppo indietro nel tempo, ma (Vieste), il vice sindaco Raf faele un’esperien- procedere ad un confronto
fermandoci a Filippo Fiorentino, non si possono Cannarozzi (Ischitella), Luigi Da- za di asso- con la partecipazione di
non rileggere le sue opere se non riconoscendo miani (Vico del Gar gano), anche ciazionismo Antonio Nasuti ad intro-
che ogni pagina è una pietra miliare, granito che se non hanno nascosto che le dif- di comuni durre e a tirare le conclu-
traccia la strada per raggiungere un comune tra- ficoltà, è prevedibile, non man- limitrofi sioni, dall’alto della sua
guardo: lavorare per pensare al Gar gano come cheranno, hanno assicurato che nell’ambito di una ristretta area territoriale esperienza in fatto di di-
ad un’unica “Città”. Un percorso che ha biso- avvieranno processi virtuosi per CARMINE D’ANELLI ERSILIA NOBILE (Vieste) al fine di garantire alle popolazioni servizi ritto pubblico, di pubblica
gno di stimoli forti, motivazioni che sorreggano garantire alle popolazioni servizi (Rodi Garganico). e Raffaele Cannarozzi in ordine ai bisogni sociali inderogabili,
L
amministrazione e di enti
un progetto culturale, un disegno che abbracci di qualità e controllo della spesa. a Regione Puglia, piut- (Ischitella, vice sìndaco). dello smaltimento dei rifiuti, delle presta-
N
locali. Nasuti ha fatto un
il territorio nella sua interezza e che stimoli le Gli amministratori, dunque, tosto che intervenire on vanno certo trascu- zioni sanitarie. ampio e articolato com-
coscienze perché siano le fondamenta di una alla ricerca di nuove strategie per per cercare di tagliare dra- rate le difficoltà, a più mento all’art. 2 comma
“Rinascita garganica”. creare le giuste sinergie al fine di sticamente i bilanci delle ripresesottolineate, di dia- 187 della finanziaria 2010,
In assenza di tali motivazioni, per la cultura ricomporre una nuova forma di Comunità Montane garan- logo tra comuni limitrofi, e,
garganica continueranno a correre “mala tem- collaborazione, resasi indispensa- tendone la sopravvivenza, però, deve prevalere la vo- DOMENICO VECERA (Peschici). che ha eliminato ogni

S iamo disponibili a dar vita ad una finanziamento dello Stato


pora”, anzi, potrebbero esserci “tempeste” tali bile in un momento in cui le risor- ha ritenuto opportuno, più lontà di continuare nella ri-
da spegnere le poche faville che, oggi, tengono se finanziarie sono sempre meno, semplicemente, procedere cerca di più ampie intese e associazione con i comuni limitrofi, alle Comunità Montane,
accesa la fiammella; ma anche gli interessanti a fronte di esigenze che crescono, alla loro soppressione. di sinergiche collaborazio- sulla base di nuovi e costruttivi rapporti. e dal conseguente prov-
“Laboratori” dove ancora si vivono momenti dilatando, così, la spesa pubblica. Gli stessi amministratori ni, che già in passato hanno In un passato recente, molte sono state vedimento della Regione
edificanti, lontano dall’orgia delle parole di una Come poter tenere il bilancio sui delle Comunità Montane dato qualche risultato. inadempienze di altri enti che operano sul Puglia di soppressione,
“noncultura” e, proprio per questo, invadente binari, evitando qualsiasi for - sono immuni da responsa- territorio, come l’Ente Parco Nazionale del tra le altre, anche della
e, per molti versi non ar ginabile, che ha come ma di deragliamento, è materia bilità, per aver gestito fondi Gargano e Comunità Montana del
unico sbocco l’asservimento delle coscienze e il di “ingegneria” finanziaria a cui statali più per mantenere il Consorzio Gargano.
vuoto assoluto. Eventualità che va assolutamen- devono far riferimento gli ammi- in vita una struttura ammi- di Bonifica La presenza dei sindaci
te scongiurata ma, nello stesso tempo, è cogente nistratori; equilibrio da ricercare nistrativa, che per favorire Montana, è la testimonianza evidente
promuovere iniziative di spessore per ritrovare anche attraverso nuove forme di le popolazioni; nel caso di alla luce di una volontà di supera-
quelle motivazioni forti che ci aiutino a superare collaborazione tra gli enti locali. quella del Gargano, poi, si della dram- re quegli steccati che in
il pressappochismo odierno. Soppressa la Comunità trattava di una struttura am- matica passato hanno caratteriz-
Se ciò accadrà, siamo certi che nel Gargano ci montana, or ganismo che con i ministrativa tanto pletorica esperienza zato le scelte dei comuni
sarà un risveglio significativo, un rifiorire di at- suoi or gani politici e struttura quanto inconcludente, pur vissuta dalla garganici, avvenute sem-
tenti interpreti delle nostre realtà capaci di ricu- tecnico-amministrativa program- senza disconoscere quanto mia cittadina pre nell’ottica di un atavi-
cire quel tessuto culturale di cui Maratea, oggi, a mava interventi sul territorio dei la Comunità Montana del con il tragico co campanilismo che non
giusta ragione, lamenta la latitanza. tredici Comuni che ne faceva- Gargano ha fatto nel corso rogo del 24 ha giovato mai a nessuno.
no parte, oggi occorre studiare degli anni. luglio 2007. Pietro Saggese

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ANNO XXXVI N. 3 MARZO 2010 PAGINA 2 Il Gargano NUOVO

Per le sue le bellezze naturali paragonato a mete come Patagonia, Minorca, Marrakesh, Bahia, Mumbai. Il giornale newyorchese rimarca la bellezza della costa con parole estasiate per le isole
Tremiti e per il Parco Nazionale. Il parco eolico off-shore appare ancora di più un non senso economico-ambientale ed ha scatenato la reazione di difensori della natura ma anche di politici

Il New York Times e il Gargano ideale. Senza off-shore


Ial ldeimondo,
Gar gano è stato inserito da uno
giornali più autorevoli e diffusi
il “New York Times”, tra
Il progetto è stato presentato da
una società valdostana, S.E.V
S.r.l., compartecipata da una società
.A.
cheologiche e geologiche.
Il Sindaco di Rodi Garganico Car-
mine D’Anelli, la cui amministrazio-
le 31 destinazioni turistiche interna- anonima, Finrex S.A., domiciliata in ne ha dato parere negativo a un ana-
zionali da visitare nel 2010. Svizzera. logo progetto, «definisce apocalittico
Il mare a la sua costa sono stati Nella prima Conferenza dei Servizi lo scenario garganico nell’ipotesi che
paragonati a mete come Patagonia, che si è tenuta su questo tema, e a cui lo scellerato progetto dovesse andare
Minorca, Marrakesh, Bahia, Mum- era assente il Comune di Ischitella, il in porto».
bai e a tanti altri posti tra i più belli e numero di pale da installare è stato Franco Salcuni, segretario regio-
ambiti al mondo. ridotto a trenta. nale di Legambiente, associazio-
L’autrice dell’articolo, la giorna- La società eolica ha of ferto al Co- ne ambientalista da sempre favo-
lista Sarah Wildman, magni ficando mune di Ischitella trecentomila euro re all’eolico e che ha dato parere
la natura e la limpidezza del mare l’anno, che dovrebbero servire a ri- favorevole all’impianto of f-shore
che caratterizza tutto il Gar gano ha pagare del parere positivo che questa previsto in Molise, ribadisce che la
rimarcato la bellezza della costa uti- amministrazione ha dato al progetto. sua associazione esprimerà un valu-
lizzando parole estasiate per le isole La zona prescelta per l’installazio- tazione di merito dopo aver visiona-
Tremiti e per il Parco Nazionale del ne degli impianti eolici industriali si to il progetto. Rileva comunque che
Gargano. trova a poche miglia da Bosco Isola, «nella zona stanno spuntando troppi
Sempre il Gargano, e in particola- tra il Parco Nazionale del Gargano e progetti senza che si siano stabiliti a
re la zona di Foce Varano, è stato og- la riserva marina delle isole Tremiti monte, dei criteri di piani ficazione».
getto di un altro articolo apparso sul ed è una di quelle zone che ha esta- Il rischio serio, per Legambiente, è
sito on line del quotidiano il Corriere siato sia il giornalista italiano che la che «se non si adottano criteri rego-
della Sera. sua collega del New York Times. lativi, l’eolico in mare – da queste
La striscia di bosco che va da Foce Naturalmente la scelta dell’am- parti – vada avanti spontaneamente
Varano a Foce Capoiale (Bosco Iso- ministrazione di Ischitella, che vede e senza una visione d’insieme, con il
la) è stata individuata dal quotidiano nel sindaco Colecchia un convinto rischio di commettere degli errori».
milanese come l’inizio di un percor - sostenitore, ha suscitato immenso Enzo Cripezzi della L.I.PU.
so teso a scoprire i tesori naturali e clamore in tutto il Gar gano dove in Capitanata, l’or ganizzazione più at-
gli scenari da favola che caratteriz- tanti hanno espresso critiche al pro- tiva in Provincia di Foggia sul fronte
zano la costa garganica. getto, perché oltre a non produrre dell’eolico selvaggio e della salva-
Il servizio cita la spiaggia di Bosco alcun vantaggio economico per la guardia dell’avifauna minacciata
Isola – la più lunga del Gar gano, 15 comunità garganica, pregiudichereb- dalle pale, ribadisce la ferma oppo-
chilometri di paradiso naturalistico – be un equilibrio ambientale già pe- sizione della sua associazione a que-
perché caratterizzata da una «ingua santemente minacciato da altri tipi di sto progetto che «rischia di dare un
di sabbia finissima» e in grado di re- speculazioni e inquinamenti. liberato un no secco e chiaro. vincia di Foggia e in particolare la mare gar ganico dall’assalto degli colpo mortale alla costa gar ganica e
galare d’estate «il privilegio di una La scelta dell’Amministrazione di E d’altronde non potrebbe essere zona del Subappennino Dauno. speculatori e cercano di far luce su a tutti coloro che vivono grazie alle
splendida spiaggia tutta per sé». Ischitella è opposta a quella di tan- diversamente: perché un’ammini- In queste zone, centinaia di im- quanto denunciato da Gianni Lannes sue meraviglie».
Quello che colpisce nei due arti- te altre di altre regioni che, investite strazione comunale dovrebbe dare il pianti eolici industriali hanno pro- a proposito di navi e container affon- Mario Nino De Cristofaro, della
coli, e soprattutto in quello del quo- dello stesso problema, hanno rigetta- proprio assenso ad un progetto che, a dotto un vero e proprio paradosso date al largo del Gargano. segreteria del PD di Ischitella, af fer-
tidiano newyorkese, è il fatto che, to al mittente i progetti presentati. differenza degli impianti a terra, non definito dagli economisti «industria- Il progetto ha provocato forti criti- ma che il suo partito è «contrario al
nonostante i gravissimi incendi di Per lo stesso tipo di impianti pre- prevede nessun tipo di compensazio- lizzazione senza sviluppo». che anche in diversi esponenti politi- parco eolico nel metodo e nel meri-
questi ultimi anni e la piaga dell’abu- visti a Termoli, autorizzati dal Mini- ne economica per l’Ente Comunale? Selve di impianti eolici industriali ci garganici. Giandiego Gatta (Com- to». Nel metodo perché la decisione
sivismo edilizio, il Gargano continua stero dell’Ambiente, si è detto con- Se ai Comuni è richiesto solo un hanno devastato un intero territorio missario del Parco Nazionale del della locale Amministrazione è stata
ad essere visto come un posto dalla trario non solo il sindaco della città parere non vincolante, che senso ha e, in una logica di neocolonialismo Gargano), pur riservandosi una valu- presa «senza interessare la popola-
natura incontaminata, meta ideale molisana, ma tutti gli Enti Locali ipotecare il proprio territorio su pro- postmoderno, hanno prodotto solo tazione più compiuta dopo aver vi- zione, gli altri comuni garganici e gli
per una vacanza da sogno e addirittu- con a capo la Regione Molise. Rosa- getti che riproducono la stessa logi- enormi profitti per le società eoliche, sionato il progetto e ribadendo che il enti territoriali (Parco). Nel merito
ra messo alla pari dei posti più belli e rio Crocetta, il sindaco antima fia di ca coloniale che ha caratterizzato gli pochissima rendita per i proprietari Parco non ha competenze in merito, perché «notevole è l’impatto sia vi-
conosciuti al mondo. Gela, che vive sotto scorta, ha già an- impianti a terra? terrieri e ricadute occupazionali ri- come privato cittadino si dice contra- sivo che ecoambientale per una zona
Evidentemente bisogna attraversa- nunciato barricate contro un analogo Logica che ha fatto si che tante sibili. Gli occupati nel comparto rio al parco off-shore, così come lo è dal delicatissimo equilibrio». Inoltre,
re l’oceano per apprezzare un tesoro progetto dell’ENEL che colpirebbe amministrazioni comunali, illuse eolico, in un provincia dove sono stato per quello di Manfredonia. per il PD di Ischitella «è chiaro l’in-
che, anziché preservare e valorizza- nuovamente una zona devastata da dalla prospettive che l’eolico creasse concentrati il maggior numero di im- Analogamente Nicola Vascel- tento speculativo della società che ha
re, qualche amministrazione, vuole ciminiere e raffinerie. sviluppo e occupazione, si sono ri- pianti eolici in Italia, sono poche de- lo (Assessore provinciale al turi- proposto il progetto, che in cambio
svendere a prezzi di realizzo! In Sardegna, per il progetto of f- trovate con le casse comunali vuote cine, a dispetto di tante previsioni e smo e Commissario dell’A.P .T. di di pochi euro sarebbe autorizzata a
E’ il caso dell’Amministrazione di shore di Is Arenas, c’è stata vera e e con tanti giovani costretti a emi- promesse che ipotizzavano migliaia Foggia) rigetta l’idea af fermando saccheggiare il territorio».
Ischitella che, in un Consiglio Co- propria sollevazione popolare con a grare nonostante gli impianti eolici di occupati in questo settore. testualmente, come si legge su Fa- Non sarà facile per il Sindaco di
munale convocato in pieno solleone capo i sindaci dei paesi interessati industriali. La protesta si è dif fusa anche cebook, che «solo una mente folle Ischitella convincere tutti i contrari
(19 agosto) ha dato parere favorevole che, spalleggiati da altri trecentocin- Viste le premesse, in tanti temono su Facebook dove sono nati grup- può fare una simile scelta» e invi- al progetto sostenendo una qualche
ad un progetto per installare ottanta quantaquattro colleghi – quasi la to- che anche sulla costa gar ganica si pi che si oppongono al progetto e tando l’amministrazione di Ischitella ragione a giustificazione della scelta
impianti eolici industriali al lar go di talità rispetto ai trecentosettantasette verifichi lo stesso fenomeno che in che, come il Comitato per la tutela a puntare sul turismo, in specie con di confermare il parere positivo.
Foce Varano. comuni della Sardegna –, hanno de- questi anni ha caratterizzato la Pro- del mare del Gar gano, difendono il riferimento alle nuove scoperte ar - Pasquale Trivisonne

M io padre continuamente mi ri-


pete: «T u non hai capito un Le strutture pubbliche spostate fuori dal centro abitato spesso fanno da apripista all’edilizia speculativa mografica ed occupazionale, perdita
di habitat naturali e di biodiversità,

I CAVALLI DI TROIA
cazzo di niente. Tu non mi ascol- incessante incremento della mobilità
ti mai». Lui, che capisce, ascolta su gomma, con ef fetti di sovra con-
Minzolini. A vedermi introverso e sumo di energia, di congestione delle

TOMORROW IS YESTERDAY
silenzioso gli girano le palle. A me infrastrutture stradali e di elevato in-
i neuroni. Provo a spiegargli il nesso quinamento ambientale, impossibili-
tra qualità urbanistica e qualità della tà di fornire un adeguato servizio di
vita. Mi risponde: «T u una casa non trasporto collettivo».
l’avrai mai». Con questi prezzi! Pro- Ecco quindi i condoni edilizi, le
vo a convincere la nipotina. Irrompe strutture pubbliche costruite fuori
mia madre: « E ù pen?». [il pane è prise durante la sua missione quin- non lavoro. Azz. Però ho studiato. dal centro abitato (Scuola Alberghie-
sinonimo di lavoro]. quennale, diretta all’esplorazione di Mio padre ha ragione. Mio nonno ra, Fondazione Turati, Polivalente),
Mia mamma quando mi porta il strani, nuovi mondi, alla ricerca di era troppo comunista. Scendeva in il Centro Vacanze Pugnochiuso, la
caffè in camera si comporta da agen- altre forme di vita e di civiltà,fino ad piazza per rivendicare il lavoro: ne- legge regionale 20 gennaio 1998 n.
te 007: spia cosa leggo. Identifica- arrivare laddove nessun uomo è mai gato dai latifondisti, ladri delle terre 3, la rete idrica, la rete fognaria, i tas-
tion of tsunami deposits and lique- giunto prima». della Chiesa. Emigrò in Germania, selli della città diffusa.
faction features in the Gargano area Da quando ho scritto che sono per poi morire in circostanze miste- La presenza sul territorio di ope-
(Italy). Cerco di spiegarle il rischio troppo di sinistra, di una certa sini- riose. Sangue è sangue. re pubbliche ha creato i presupposti
tsunagenico che corrono le popola- stra ( bell’ bell’), amici e conoscenti Ritorniamo al presente. O al pas- della contiguità edilizia e ha legit-
zioni gar ganiche. E della necessità (tutti sistemati da concorsi truccati e sato. Ma anche al futuro: ma solo timato la lottizzazione dei terreni
di approntare un sistema d’allerta e per questo azzittiti) che si riconosco- con Uhura. Fate voi. adiacenti (costruzione di villaggi,
di finirla di costruire sotto il livello no nel centrosinistra (agli amici di The return of the King and the Lord alberghi, piani particolareggiati ad
del mare. Mi risponde: «Mick a qua destra, che ho già perso, ho dedicato of the villagges: in attesa del ritor - iniziativa privata).
stà in Americh. Là (Lazzaro) spust’ un altro articolo) non mi salutano più no del Re, tra silenzi e assenze (nel Esiste un disegno politico che ab-
(sposati)!». Ma il rischio tsunagemi- e mi evitano. Sono proprio fortunato. Consiglio Comunale), la Left viesta- bia mirato alla valorizzazione econo-
co rimarebbe. Giornata allucinogena. Sarà per il cognome che evoca incu- na, che di sinistra negli ultimi venti mica dei terreni di determinate per -
Vado a letto. bi locali mai del tutto rimossi. Forse, anni ha fatto ben poco, rivendica, L’osservazione diretta, lo studio e la contesto di edilizia popolare, emerge sone? Una valutazione sull’impar -
Tarzan era un personaggio di una più realisticamente, si sentono dei di fronte alla fine delle ideologie, la riflessione sono strumenti molto utili la necessità di costruire nuove case. zialità (o parzialità) è possibile solo
simpatia unica. Il battello, con il suo venduti. Lo sono. legittimità di alleanze con gli avver - per interpretare le dinamiche territo- Ma solo per i residenti. E applicando disponendo di determinate informa-
nome, ormeggiato alla Ripa, è il più Il titolo orginario di questo scritto sari ma sempre amati uomini della riali di Vieste. i principi della bioarchitettura. E’ la zioni, come ad esempio la titolarità
bel regalo che un nipote possa rice- era “Riflessioni di un assetato”. Ma, destra. Se il sistema del cemento si è Non sorprende il silenzio di molti. ristrutturazione dell’esistente il vero di certe proprietà terriere alla vigilia
vere. Complimenti a Tarzan. Altri, in periodi di privatizzazione delle impadronito della politica, la sinistra E non sorprende la momentanea ca- business, l’unico ammesso. Ma que- di importanti decisioni ammnistra-
regalano le macchine (!). acque pubbliche, ho pensato che non cementi non resta a guardare. renza di lavoro nell’edilizia alla vigi- sta è un’altra storia. tive che hanno avuto per oggetto la
L’impiegato del Comune di Vieste, fosse opportuno. Già Vendola deve «I’ve seen things you people lia delle amministrative. Il problema Oggi, vorrei invitarvi a riflettere su costruzione di opere pubbliche la
euforico, mi abbraccia e esclama: vedersela con il Cavaliere dell’Ordi- wouldn’t believe. Attack ships on fire occupazionale legittima e conferisce un disegno elaborato da menti raf fi- loro localizzazione. Per poi confron-
«Meno male che ci siete voi giova- ne al merito del Lavoro. off the shoulder of Orion. I watched valore alla speculazione edilizia. natissime. tarle all’indomani della decisione
ni». A parte il voi, io tanto giovane Poi ho pensato di intitolarlo “Ri- c-beams glitter in the dark near the E’ un copione che conosciamo tutti La dispersione urbana ha avuto pubblica. E concludere che forse al-
non sono. Lui, vecchio, stipendio in flessioni di un af famato”. Credevo Tannhäuser Gate. All those ... mo- benissimo. La speculazione edilizia un ruolo fondamentale nella tra- cune opere pubbliche non siano sorte
tasca, fa il brillante. Io, senza una che suonasse male. Non sono in ven- ments will be lost in time, like tears... crea consenso elettorale. Le specula- sformazione del territorio di Vieste. “per caso” nelle immediate vicinan-
lira, faccio la figura dello scemo. Lui dita. La disoccupazione, anticamera in rain. Time to die». zioni edilizie a Vieste hanno sempre Iniziata con l’edi ficazione abusiva ze terreni passati improvvisamente
non scrive. Io scrivo. Siamo entram- dell’emigrazione, ti permette di scri- No! Non morire Batty . C’è Vieste preceduto le elezioni amministrative di agglomerati turistici sulla fascia di mano.
bi di sinistra. vere cose che a Vieste nessuno ha show time: primavera 2011. vinte dal centro destra. costiera (poi condonati in base alle Il Centro Direzionale di Baia di
Il presidente Pepe: «V oi giovani mai scritto. Tuttavia, per molti, sto «Matrix è ovunque. È intorno a Speriamo soltanto che il piano ur - leggi statali n. 47/1985 e n. 724/94) Campi rischia di giocare un ruolo
siete il futuro». Star Trek: il futuro fissando il prezzo del mio silenzio: noi. Anche adesso, nella stanza in banistico esecutivo della zona C1 di e proseguita con il ricorso alla pia- determinante nell’ulteriore dif fusio-
ha inizio. Tomorrow is yesterday. l’intreccio tra disoccupazione, studio cui siamo. È quello che vedi quando espansione intensiva in località Scia- nificazione urbanistica uf ficiale, la ne della città dif fusa e del degrado
Lui sta sempre là. E io sulla mia En- e scrittura è destabilizzante. La com- ti affacci alla finestra, o quando ac- lara, votato all’unanimità, non pre- dispersione urbana ha cambiato il del territorio. Le recenti proposte
terprise: «Spazio, ultima frontiera. mistione tra af fari e politica è tran- cendi il televisore. L’avverti quando veda case per turisti. La costruzione modo d’uso del territorio locale (il di ospitarvi la Borsa del Turismo
Eccovi i viaggi dell’astronave Enter- quilizzante. Ma sono cinque anni che vai a lavoro, quando vai in chiesa, di case per turisti, oltre a costituire modello insediativo tradizionale ac- Religioso e il Sistema Turistico Re-
quando paghi le tasse. È il una pura follia nella piani ficazione centrato) e ha determinato la nascita gionale, rientrano nella logica di le-
mondo che ti è stato mes- turistica del territorio, è la più odiosa della città diffusa. gittimare la lottizzazione dell’intera
IL TELAIO DI CARPINO so davanti agli occhi per delle speculazioni. Il territorio non Per città dif fusa s’intende «una baia (in progress) e di tutta la costa
co p e r t e , copriletti, asciugamani nasconderti la verità». va venduto. Va gestito. L ’apertura tipologia di occupazione del territo- fino a Vieste. Gli incendi degli ultimi
tovaglie e corredi per spose Apriamo le danze: c’è di nuovi cantieri bene ficia la collet- rio periurbano connotata da alcune anni, che hanno interessato la zona,
TES S U T I P R E G I AT I I N una logica nella costruzio- tività nel breve periodo. Nuovi in- specifiche “patologie”: discontinuità costituiscono un altro tassello della
LINO, LANA E COTONE ne di strutture pubbliche vestimenti abitativi sono giusti ficati dell’urbanizzato accoppiata a cre- città diffusa. Gli incendi, a nord e a
mai completate. E’ una soltanto quando da «un’accurata ri- scente segregazione funzionale e so- sud di Vieste, tracciano le direzioni
www.iltelaiodicarpino.it logica militare d’occupa- cognizione delle unità immobilia- ciale, riduzione nell’intensità d’uso dei futuri insediamenti residenziali e
Tel. 0884 99.22.39 Fax 0884 96.71.26 zione del territorio. Sem- ri a uso abitativo già esistente e da delle risorse territoriali non giusti fi- turistici.
pre con i soldi degli altri. provate dinamiche sociali», in un cata dalle dinamiche di crescita de- Lazzaro Santoro
Il Gargano NUOVO ANNO XXXVI N. 3 M A R Z O 2010 PAGINA 3

Sandrino Papantuono, a diciotto anni, non sa di dis-


MONTE SANT’ANGELO CAGNANO VARANO
sidi e d’inganni tra i popoli, di diplomazia, di guerre.
No faida day
Arco di San Michele
Non legge giornali, roba per gli “artisti”; non sa di
battaglie, di morti e flagelli collettivi. Ignora cosa sia
l’Abissinia, il Negus, i Ras; canta pure lui Faccetta
D uemila, forse anche tremila perso-
ne. Quasi tutta Monte Sant’Angelo.
Ma anche tanti cittadini degli altri paesi
Nera, ma perché in quel tempo la cantano tutti.
Meditando il rapimento di Antonietta, pensa alla scelta
del Gargano. Una partecipazione straor - di un compagno che lo aiuti nell’impresa, e lo trova
dinaria. Inattesa. Alla quale ha fatto da in Francesco Giangualano, un pastore della zona, di
cornice la presenza, tra gli altri, di don
Luigi Ciotti e Nichi Vendola. Migliaia di quattro anni più adulto di lui, nato e vissuto sempre
fiaccole per dire no alla faida. Per dare lassù, al bosco, figlio di cozz di San Giovanni, che vi-
una risposta civile alla barbarie della fai- vevano stabilmente nelle masserie, contadini e pastori
da che da oltre un trentennio insanguina

Antolapo
questo meraviglioso angolo del Gargano.
al tempo stesso, fenomeno raro nel Gargano.
E sono stati proprio il fondatore dell’as- In questo ambiente era nato e cresciuto Francisch,
sociazione «Libera», don Ciotti, e il pre- trattato come bestia da un padre-padrone animalesco
sidente della Regione Puglia, Ve ndola, a fin da quando era bambino. Al minimo errore si sfilava
segnare questa giornata di straordinaria
partecipazione. Appassionato, partico- la curreja dal pantalone ed erano cinghiate che lascia-
larmente appassionato, l’intervento di
Nichi Vendola dal palco di piazza Be-
neficenza a pochi passi dal Belvedere.
«Questo paese – ha detto – era famoso
per i pellegrinaggi. Qui si veniva con gli
Il purgatorio dei santi/ 2 vano il segno; anche ora, grande e grosso, egli non osa
ribellarsi. In quel corpo di bue gli è cresciuta un’anima
debole, imbelle, succube anche ai meno forti purché
autoritari. Aveva fatto il soldato, ma n’era tornato più
autobus. Venivano le famiglie più povere sciocco di prima, intimorito dalla disciplina militare, e
da ogni parte del Mezzogiorno d’Italia in certo era stato il tipico marmittone della compagnia. E,
devozione a San Michele».
«Ma nel corso degli anni – ha aggiunto a differenza degli altri compaesani tornati dalle armi,
– Monte Sant’Angelo è diventata famosa egli non aveva mai raccontato di donne avute e di orge
per il sangue, per la cosiddetta faida. A rimpiante. Parlava di una sola donna: la moglie del
me non piace la parola faida. È un depi- capitano, del quale era stato attendente; e diceva che si
staggio. Le faide c’erano nel dopoguerra,

IL RATTO
nascevano quando c’erano le liti talvolta tingeva la faccia e le labbra, che quando la mattina il
anche tra fratelli o tra vicini per i mu- marito usciva lo baciava davanti a lui, e che era bella,
retti che separavano gli appezzamenti di alta, carnosa. E certamente questa donna avrà spesso
proprietà terriera. Ma quando la faida di-
venta controllo del narcotraffico, quando solleticato i suoi appetiti carnali.
incrocia delle situazioni edilizie, quando Sandrino lo convinse con la promessa di cinquanta lire
incontra la speculazione e l’abusivismo e di una sampogna (armonica a bocca) rivestita di ma-
del cemento, allora comincia ad avere dreperla.
un altro signi ficato. Quando si espande
per tutto il Gargano, cerca di controllare
San Marco in Lamis, piuttosto che San
Giovanni Rotondo, scende giù dove c’è
DI ANTONIO LAPORTA
il mare a Manfredonia, ficca il naso ne-
gli affari del Contratto d’area, fiuta ogni
odore di denaro e cerca anche di girare
attorno alle pubbliche amministrazio-
ni, di mandare qualche messaggio nella
bottiglia in qualche ufficio tecnico, cerca
U n tardo pomeriggio di settem-
bre i due si appostarono sulla
via di San Giovanni, che in quel
tendere il momento alla cantina di
Romualdo; e Francisch non si fa
pregare per tracannare vino.
donne, La pett tonna!, una sboccata
canzoncina popolare, allora molto
in voga: Pett tonna mia/ m fa ji alla
dei secchi di zinco, pelli di pecora,
e altre masserizie ammucchiate in
un angolo.
la sferra dall’avta part d’ la trippa,
l’ha capit?».
– «La femmna vogghi nu poch
di condizionare le attività economiche. tempo era una piccola strada inta- Agli altri tavoli ci sono molti mupia./ Ma ch vvù la capa mia/ p’ Francesco butta degli sterpi sul- pure ji, la femmina», mugola l’altro
Ora non è più una lite tra due famiglie. gliata sul fianco del colle sul quale pescatori che giocano a carte, bat- la cistunia và mpazzia. la brace e sof fia per ravvivare la guardandolo torvamente, per nulla
È un’altra cosa. È un tessuto di crimina- sorge Cagnano, e che poi, scaval- tendo grandi pugni sul tavolo, e Ed ecco che sul poggiolo appa- fiamma. La donna è rannicchiata intimorito dal coltello. E inarcando
lità organizzata che si sta insediando sul cata la sciumara e la ferrovia, di- svuotano boccali e boccali di vino, re Antonietta! Sottovoce, ma im- in un angolo del letto, tremante per di scatto la schiena gli balza addos-
territorio e io ho molta rabbia perché le venta in pratica un sentiero che con urlano, gridano e, com’è loro con- periosamente, Sandrino ricorda al il freddo. Sandrino monta sopra un so, con un colpo sul braccio gli fa
istituzioni sono state silenti per troppo più tornanti sale sull’altopiano del suetudine, bestemmiano ogni tre compagno cosa deve fare. La gio- mucchio di sacchi, da sopra ad una saltare il coltello dalla mano; si av-
anni». Vendola ha quindi denunciato il Monte Rivolta. parole, per dare forza al discorso. vane comincia a scendere, avvolta delle quattro travi che sostengono vinghiano, cadono sul pavimento,
fatto che sia stato necessario far «scorre- A non più di un centinaio di me- Lo stanzone è saturo di fumo e di nel tradizionale pannuccio per ri- il tetto prende una grande bancono- bestemmiano, si contorcono, roto-
re troppo sangue perché ci si accor gesse tri, in un piccolo anfratto semina- parolacce; i boccali di vino corro- pararsi dal freddo, si ferma sull’ul- ta da cinquanta lire, e la por ge al lano rovesciando secchi e sgabel-
del pericolo. Abbiamo contato ad uno ad scosto da grandi fichidindia, al di- no veloci dal cantiniere ai tavoli; il timo gradone, poi si avvicina alla compagno d’avventura. Francisch li, si rialzano, cadono ancora. Ma
uno i delitti e abbiamo cercato anche di sotto della Porta di Sant’Antuono, cantiniere serve imprecando contro botte circondata dalle altre donne e la prende a volo, la dispiega tutta, quando vedono che la donna si è
interpretarli». Vendola ha puntato l’indi- avevano legato un’asina bardata i clienti che vengono tutti in una aspetta il suo turno. Nervosamente guarda ammirato le figure, palpa la alzata e corre verso la porta, come
ce sulla mafia imprenditrice, sulla ma fia con la quale avrebbero portato via volta; la moglie del cantiniere ripe- Sandrino accende la lanternetta e la carta, la carezza, infine la piega con furie le saltano addosso, l’af ferra-
che ha «bucato il Gar gano» (perché qui la giovane. Fingendo indif ferenza te che non c’è più religione a que- nasconde di nuovo nel tascapane. cura, e la ripone in un astuccio di no, la ributtano sul letto; e ripren-
«talvolta si è stuprata la natura bellissi- essi osservavano intanto l’andiri- sto mondo, e che nel buon tempo latta, che infila nella tasca del pan- dono a lottare. Alla fine il colosso
ma»), sulla mafia che controlla il narco- vieni di donne e ragazzi che da una antico… – «Mniti femmn, mniti…», sbrai- talone. Ed afferra anche il luccican- ha il sopravvento; solleva Sandrino,
traffico («circola una quantità industriale malagevole stradina scendevano Francisch russa, la testa ciondo- ta ora il vetturale, seduto su una te organetto rivestito di madreperla, con due passi raggiunge la porta, lo
di cocaina»). dal paese per recarsi a prendere ac- loni sul tavolo; Sandrino intanto stanga del carro. Il molto vino di ne prova subito il suono, gli occhi scaraventa fuori, e richiude subito
«Per volere bene alla terra nostra – qua ai pozzi. L’attesa non fu vana. offre da bere al conducente della Sandrino sta facendo il suo effetto. gli ridono. la porta, la sbarra col catenaccio.
urla – dobbiamo saper indicare il male e Dopo meno di mezz’ora ecco botte che passerà fra non molto al – «Purtat la robba vostra, profu- La donna è sempre immobile La donna si è raggomitola tra il
colpirlo senza omertà, senza reticenza». scendere Antonietta, conca appe- crocicchio del gafio; le bestemmie mata e calda. Tu-tu tu-tuuuu! Ca- sul letto, ammutolita, ma quan- camino e il letto, impotente, ma
«La verità – ha detto volgendo lo sguar - sa al braccio, in compagnia di due volano, il vino si spar ge, il canti- vda, cummari mie, cavda…». do Sandrino le toglie il pannuccio pronta a lottare. L ’uomo si appog-
do al vescovo, mons, Michele Castoro – amiche. Per Sandrino fu una visio- niere s’arrabbia, la moglie grida. Si E mentre dal gruppo si leva un dalla testa e le slega le mani, gli si gia con le spalle alla porta, sudato,
vi farà liberi dal peccato. La verità ci farà ne da batticuore. Con Francesco si fanno le dieci, ora di chiusura. E, coro di proteste per le sguaiatezze rivolta come una belva presa alla ansimante, guarda la donna sorri-
liberi dal peccato». «Io – ha continuato mosse per avvicinarsi alle tre don- forte come una campanella, squil- del vetturale, dal gafio i due con- tagliola, gridando improperi e mi- dendo…
in un crescendo emotivo – sono venu- ne. Avrebbero afferrato Antonietta la la grossa sveglia che sta sulla giurati piombano fulminei su Anto- nacce. Sandrino la ributta sul letto, Fuori, sotto la pioggia, lo spode-
to tantissimi anni fa, paese per paese, a per trascinarla fino all’anfratto, mensola, accanto ad una minuscola nietta. Sandrino, reggendo con una sorride, guardandola con sguardo stato amante si è buttato per terra,
raccontare le storie di mafia di ogni capo metterla sull’asina e fuggire verso lampada votiva, alla base del qua- mano la lanterna, strappa alla don- beffardo, di vittoria… Anche Fran- piangendo per la rabbia, dopo aver
clan. Qua». la montagna. dro di San Michele Arcangelo con na il secchiello, mentre Francesco cisch guarda la donna con sguardo vanamente tempestato di pugni la
Vendola ha ricordato in particolare di Ma apparvero improvvisamente la spada sguainata e il diavolo sotto con una gran botta le fa cadere dal- da ebete. Si fa un attimo di silen- porta per abbatterla, urlando, be-
quella volta che dal palco fece il nome due carabinieri, due maledetti sbir- i piedi. E i pescatori escono, bar - la testa il vaso che si frantuma sul zio. Si ode lo scoppiettare della le- stemmiando tutti i santi. Uggio-
di Ciccillo Liber golis, il boss dell’omo- ri, e Francesco e Sandrino corsero collanti, continuando a discutere basolato, spandendo sulla strada il gna nel fucarile, il picchiettio della lando sommessamente gli sono ac-
nima famiglia ucciso nell’ottobre scorso: via come il vento per riprendere di pesca e di contratti… sempre suo molle contenuto. Poi le stringe pioggia sul tetto. A questo punto canto i due cani. Gli occhi si sono
«Appena io ho pronunciato quel nome e l’asina e fuggire verso il bosco. bestemmiando, per non perdere forte il pannuccio intorno al capo Sandrino s’accor ge dello sguardo assuefatti all’oscurità, e si guarda
quel cognome si è fermata l’atmosfera. Missione fallita. l’abitudine. e con forza da bue, chinandosi in di Francesco puntato sulla donna e intorno cercando qualcosa. Ma si
La gente non respirava. Chi mi ascoltava A Cagnano non c‘era fognatura, Dal tascapane che porta a tracol- avanti, si carica la donna recalci- gli grida nervosamente: alza di scatto, furente, quando sente
tratteneva il fiato». «Nel giro di poche ma un servizio notturno di raccolta la, sotto il pesante mantello nero, trante sulle spalle, come fosse un – «Tu mo vattinn». rumore di masserizie rovesciate, di
settimane – ha poi aggiunto – sono sta- con una grande botte metallica ri- Sandrino tira fuori una borraccia agnello. E con Sandrino che fa luce – «Ma sta piovendo…». sgabelli, di secchi, le imprecazioni
ti ammazzati a Monte Sant’Angelo e a baltabile, montata su ruote di carro, militare e se la fa riempire di vino. con la lanterna corrono giù per la – «Che, tutt na volta tieni pau- dell’uomo, le grida della donna; e
Manfredonia i due principali e più famo- trainata da un mulo, o da un cavallo. Rimettendola a posto, controlla che stradetta che scende a valle, scom- ra dell’acqua? Le cinquanta lire poi man mano più nulla.
si capi mafia e io considero una sconfitta Ce n’erano tre; percorrevano le tre sia bene asciutta la scatola deifiam- parendo in un attimo. le hai avute, e anche la sampogna. Egli si sente impazzire, comincia
dello Stato il fatto che siano stati ammaz- grandi strade parallele del paese, il miferi, li lumin, quelli con lo zolfo, Nel parapiglia alcune donne ca- Perciò vattinn!». E si appresta ad a girare intorno alla casa, cercan-
zati, che fossero a piede libero. Perché Casale, la Strada di mezzo e il Cor- e che la candela della lanternetta a dono con i loro vasi, tutte gridano aprire la porta. do un appiglio qualsiasi per poter
per me anche la vita di Romito (Franco so, sostando ad ogni capostrada, e vento sia ben attaccata sul fondo. da indemoniate, e il conducente – «Mi vuleva asciugà nu poch», salire sul tetto e di lassù penetrare
Romito, ndr) a Manfredonia e di Liber - il conduttore suonava una trombet- L’attesa nel gafio continua. Fran- soffia nella trombetta per annun- borbotta l’altro. E continua a guar - nella tana del traditore, scannarlo.
golis a Monte Sant’Angelo era una vita ta per avvertire del suo arrivo. cisch è stanco di aspettare. ciare a suo modo l’accaduto. dare come incantato la donna ac- E poi… ma si, la scure, la scure
sacra. Andava semplicemente steriliz- Andavano questi carri, estate e – «Almeno – brontola, col suo Tirata fuori dal nascondiglio covacciata sul letto. Guarda il viso per sfondare la porta, la scure, sta
zata la potenza criminale, la potenza di inverno, bello e cattivo tempo, om- vocione – quando ero soldato e fa- l’asina, i due mettono la donna se- dalle labbra rosse, carnose, la ro- nella stalla! Entra nel basso casa-
fuoco. Avrei voluto averli vivi in carcere, bre tra le ombre, e a dif ferenza dei cevo il piantone, fumavo». duta sul basto, ma lei si lascia sci- tondità del seno… mento, al buio completo, bestem-
laddove deve stare un criminale». carri degli appestati di manzoniana – «E mo ch vulisse pure li sica- volare a terra, tenta di allontanarsi, – «T i muovi?», urla Sandrino. miando contro i cani sempre tra i
Vendola in fine ha sottolineato che «è memoria non avevano bisogno di rett?», – sbotta Sandrino. – «Ma se di togliersi il pannuccio dalla testa, Ma l’altro continua a guardare a piedi che lo fanno inciampare; va
stata scritta una pagina importante. Era sonagliere, per il gran puzzo che non fumi!». ma viene ripresa di forza e rimessa guardare la donna, che impaurita verso la pagliera, sposta l’asina,
una pagina che mancava». spandevano, e per i loro monatti la – «Si, ma quann fai la sentinel- sul basto, questa volta di traverso, si stringe ancora di più contro il cerca a tentoni sulla rastrelliera, ma
Stefano Boccardi trombetta era un diversivo. la – ribatte l’altro, chissà per quale a pancia sotto, legata alla varda muro. – «O te sbatt for ji?». la scure non c’è, non si trova, non
www.lagazzettadelmezzogiorno.it Svegliate dal suo rumoreggiare e pensiero vagabondo sulla vita mili- e i polsi stretti da una cordicella. – «Non li vogghi più li cinquanta si trova… E intanto il miserabile
dalla trombetta, le donne uscivano tare – il fumo va nel cervello e ti Le grida della donna sono sof fo- lire – si decide finalmente a parlare sta consumando il tradimento con
dalle case e, reprimendo tiene sveglio». cate dal pannuccio. E comincia il colosso –. E manch la sampo- la sua donna, la donna tanto desi-
la repulsione, si avvicina- – «Vedi di finirla – sibila Sandri- la fuga. Sandrino già pregusta il gna». derata, agognata.
vano al carro pestifero col no – Li cinquanta lire li vù?». momento del possesso… Pungo- – «E ch và truvann na curtedda- Ed eccola finalmente, la scure,
candro sulla testa ed appe- – «E pure la sampogna», precisa la continuamente l’asina per farla ta ‘ nta la trippa?». eccola! La imbraccia e corre come
si al braccio il secchiello l’altro. procedere svelta, anche perché sta – «No – e guarda di nuovo la un dannato verso la casa per sfon-
HO RIPERCORSO dell’acqua e lu scupulu – «E allora statt citt e aspetta. ricominciando a piovere, e in meno donna –. Voglio assaggiarla pure dare la porta. Ma il traditore è già
IL TUO CAMMINO per ripulirlo dopo lo svuo- Che lu vino t’ ha dat alla capa?». di mezz’ora raggiungono l’ovile. io». su quella porta che prima non si è
tamento. – «Ma che vino!… – sbraita il Sandrino fischia per farsi ricono- – «Ch vvù? – urla Sandrino –. voluta aprire. Sazio del suo tradi-
Ho ripercorso invano il tuo cammino Sandrino seppe da colosso – A me lu vin non mi fa scere dai due cani che abbaiano Sint, si non t’ spicci ad andartene ti mento, è venuto forse ad aprire per
disperso in un amore cieco e sterile; Rocchmichele, che ogni nent e più ne vevo e più…». forsennatamente. Superato e chiu- fazz accuppà la porta». cedere il posto. La sua sagoma si
il cuore suggeriva: corri e credile, tre notti Antonietta usciva – «Zitto – lo interrompe Sandri- so il cancello del recinto, la donna – «Non li vogghi chiù li cinquan- staglia nel vano della porta, contro
ma ormai è irraggiungibile il destino. di casa per compiere il sa- no – Senti». viene scaricata dall’asina e di peso ta lire, non li voggh». la poca luce dello stanzone; sullo
Quando ti penso piango e mi dispero crificio familiare. Scende- Dalla parte di Palladino, infat- portata nel casolare, la torra, e but- – «Se n’ent t n vai t fazz cinquan- sfondo s’intravede sul letto la po-
cercando una ragione accomodante, va gli alti gradoni del pog- ti, si ode il rumoreggiare cupo tata sopra un grande letto coperto ta cavut ‘nta la trippa, t fazz». vera vittima della violenza…
un’alchimia che sia corroborante giolo, recando sulla testa del carro sul basolato e lo squillo di pelli di pecora. Sandrino poggia – «Non li voggh li cinquanta Sandrino raggiunge il nemico,
un guizzo di barbaglio al buio nero. il simulacro dei diuturni della trombetta. Poi, massa scura la lanternetta sulla panca e accen- lire, e manch la sampogna». E si non gli dà tempo di aprir bocca che
Ma tu ti perdi in lunghi soliloqui travagli. Compiuto il rito nell’oscurità appena rischiarata dai de una grande lucerna ad olio in abbassa per afferrare la donna. Ma l’accetta lo colpisce alla clavicola
... di facili promesse poi negate dello svuotamento, scam- pochi fanali, s’intravede l’olezzan- una nicchia accanto al camino, lu Sandrino gli è addosso e lo spinge sinistra, e subito un altro fendente
tra incomprensioni e squallide serate biava qualche parola con te convoglio, e quando si ferma ai fucarile, nel quale c’è ancora della con forza facendolo ruzzolare ac- gli spacca la testa. L ’uomo cade
vanificate in futili colloqui. le altre officianti e risaliva crocicchi le povere donne svuota- brace sopita sotto la cenere. canto al camino, quasi sul fuoco. riverso in avanti, con la bocca sul
Sorregge i tuoi rimorsi idea balzana: i gradoni di casa. no il vaso e poi corrono in casa per Nello stanzone odorante di for - E tira fuori dalla tasca il coltello a fango. E mentre dall’interno del
Ed ecco l’appostamento sfuggire al fetore. E ad ogni sosta si maggio c’è un secondo letto, più serramanico, facendone scattare la casolare giungono le grida di terro-
chi ha rovinato il sogno è mente insana. nel gafio. Per l’impazien- ode sempre più forte lo sghignazza- piccolo, e poi una fazzatora, una lunga lama, che punta contro l’or - re della donna, i due cani leccano
(Leonardo P. Aucello) za di Sandrino, però, i due re del conducente. Ora si avvicina panca, due sedie, alcuni sgabelli, mai nemico. il sangue che scola dalla testa del
sono scesi in paese troppo al crocevia del gafio canticchiando – «Se n’n iesci subbt – gli urla, morto.
presto. Vanno perciò ad at- con voce rauca, tra le proteste delle tremando dalla collera – t’ fazz ascì (FINE)
ANNO XXXVI N. 3 MARZO 2010 PAGINA 4 Il Gargano NUOVO

Feste e Riti d’Italia. Sud 1


29 SAGGI DI 5 REGIONI
BASILICATA. Madonna del Sacro Monte, Viggiano (Barbara Terenzi);
Santissimo Crocifisso, Brienza (Francesco Floccia e Barbara Terenzi);
Madonna del Pollino, San Severino Lucano (Barbara Terenzi); Madonna
della Bruna, Matera (Pasqua Izzo); Madonna dei Carmine, Avigliano
(Francesco Floccia e Barbara Terenzi); San Rocco, Tolve (Barbara
Terenzi); Madonna dei Carmelo, Pedali di Viggianello (Francesco Floccia
e Barbara Terenzi).
CALABRIA. I “Battenti” rossi, Verbicaro (Franco Ferlaino); San Rocco,
Gioiosa Jonica (Cosimo Trimboli); Madonna di Polsi o della Montagna,
Polsi di San Luca (Franco Ferlaino); Santi Cosma e Damiano, Riace (Bar-
bara Terenzi e Cosimo Trimboli).
CAMPANIA. Maria Santissima del Carmine detta delle Galline, Pagani
(Giorgio Mancini); Madonna dell’Arco, Sant’Anastasia (Giorgio Man-
cini); San Michele Arcangelo, Sala Consilina (Antonio Tortorella); San
Michele Arcangelo, Rutino (Annamaria Giunta e Antonio Tortorella); San
Michele Arcangelo, Padula (Antonio Tortorella); Gigli per la festa di San
Paolino, Noia (Carmen Peluso); Santa Maria della Neve, Ponticelli (Gior-
Un elegante volume
gio Mancini); San Silvestro, Sessa Aurunca (Alfonso Luca De Simone). della Collana sui
MOLISE. Carnevale, il Diavolo, Tufara (Emilia De Simoni); Madonna
Incoronata, Santa Croce di Magliano (Emilia De Simoni); Carrese per Beni Immateriali
la festa di San Leo, San Martino in Pensilis (Emilia De Simoni); Mája, dell’Umanità pubbli-
Acquaviva Collecroce (Emilia De Simoni); Corpus Domini, Misteri,
Campobasso (Liberato e Giovanni Teberino); Volo dell’Angelo per la festa
della Madonna delle Grazie, Vastogirardi (Mauro Gioielli).
cato dal Ministero dei
PUGLIA. Maria Santissima Addolorata, Molfetta (Francesco Stanzione); Beni Culturali a cura
Settimana Santa, Ruvo (Cleto Bucci); Settimana Santa, Taranto (Luca
Catucci); San Michele Arcangelo, Monte Sant’Angelo (Teresa Maria di Stefania Massari
Rauzino).
[Feste e Riti d’Italia. Sud 1, a cura di Stefania Massari, De Luca Editori
d’Arte, Roma 2009, pp. 431, Cartonato 25x30, euro 60,00]

L a presente pubblicazione sui riti,


feste e cerimonie dei Meridione
dà avvio alla collana editoriale dedi-
ad altri il compito di stabilire i valori
sui quali essa stessa si fonda, perché
ha perso la capacità di creare nuovi
10.000.000 di italiani, non si tratta
dunque di un’Italia residuale, ma di
una larga parte dei nostro Paese con-
rali che trovano la loro espressione
nel rito, nella festa, nelle cerimonie.
Queste testimoniano la persistenza
zioni come testimonia il mito della
genuinità e dei prodotti artigianali, o
la rinascita delle sagre e di feste già
di euro con un movimento di più di
4milioni di turisti, un turismo nato
per rispondere essenzialmente ad un
cata al patrimonio immateriale ita- saperi, di innovare, di distinguersi, notata ancora da una forte identità. delle tradizioni intese come alterna- estinte, la reinvenzione e riproposta bisogno di socialità da interpretare
liano. L’operazione si inserisce in un di avere una visione propositiva dei L’Istituto è divenuto dunque un tiva alla moderna “cultura di massa” di altre, fatta rivivere come momento come occasione di arricchimento
disegno vasto ed articolato che inclu- futuro. Infine bisogna sottolineare il centro di documentazione polifun- ben consapevoli che «tradizionale è di aggregazione comunitaria da parte culturale, di promozione e di valo-
de il censimento dei beni immateriali fatto che il patrimonio immateriale zionale nel quale la fase espositiva ciò che tuttora persiste ma proprio di molti emigranti. I dati presentati rizzazione del territorio.
del paese e nel contempo documen- è custodito in massima parte nelle degli oggetti non è che una singola perché progressivamente disor gani- alla Borsa internazionale del turismo Il censimento, il progetto pilota sui
ta l’attività e i risultati raggiunti dal piccole realtà, in particolare in quei parte rispetto ai vari servizi che svol- co rispetto al proprio contesto si av- BIT (Milano, 2008) sottolineano il beni immateriali del Molise e la pre-
nuovo Istituto Centrale per la Demo- piccoli comuni ad alto rischio di ge primo tra tutti quello della ricerca via con il tempo a scomparire». successo delle feste popolari reli- sente pubblicazione dedicata al me-
etnoantropologia (IDEA) costituito spopolamento. In Italia, infatti, ci sistematica sul patrimonio immate- Si registra infatti in molte comu- giose che hanno registrato in Italia ridione rappresentano tre interventi
nel 2008. sono circa 5.750 comuni con meno riale volta ad analizzare la speci fica nità una tendenza alla maggiore co- un incremento del venti per cento e iniziali dalle strategia operativa che
Il patrimonio culturale, sia esso di 5.000 abitanti, in cui vivono circa “identità” delle diverse forme cultu- noscenza delle culture e delle tradi- un giro di af fari di oltre tre miliardi IDEA intende portare avanti. Obiet-
materiale che immateriale, in quanto tivo finale di questo speci fico lavoro
elemento di continuità e di stabili- sarà la valorizzazione di un patri-
tà è il risultato dell’azione creativa monio “tradizionale”, in tutte le sue
dell’uomo nel suo ambiente e nella Nella sezione pugliese il saggio di Teresa Maria Rauzino forme, tra i più interessanti, collega-
sua società e può servire allo svilup- sul culto di San Michele Arcangelo to con il passato e riproposto, ancor
po sostenibile solo se inteso nella sua oggi, in modo creativo con il contri-

IL PRINCIPE DELLE
complessità, con tutte quelle manife- buto delle giovani generazioni.
stazioni che esprimono l’appartenen- La ricerca si è svolta in varie fasi
za alle varie comunità locali (canti, dedicate all’analisi dei contesti e del-

CELESTI MILIZIE
musiche, danze, costumi, pratiche le principali caratteristiche sociali,
sociali e religiose, feste, saperi tecni- simboliche e degli eventi strettamen-
che,…) e con le iniziative connesse te collegati alle varie comunità locali
alla trasmissione di usi, saperi e abi- e percepiti dalle stesse come fattori
lità, consapevoli che le risorse cultu- identitari. Non sono state prese in
rali sono incastonate nel territorio. considerazione le feste sporadiche
Nel 2005 in tal senso è stato avviato, o i fenomeni caratterizzati dall’ini-
in collaborazione con la Direzione ziativa di soggetti non rappresen-
Regionale per i Beni Culturali e Pa- tativi delle varie comunità. L ’ap-
esaggistici dei Molise, il progetto “Il
patrimonio immateriale dei Molise”,
il primo progetto pilota sui beni et-
Igistrato
l Gar gano, già all’epoca della
colonizzazione greca, aveva re-
la dif fusione, grazie alla
perché, nei primi secoli dei cri-
stianesimo, presso i bizantini, era
considerato il medico celeste che
chaelis Clusini (XI secolo). Tra le
grotte micaeliche pugliesi vanno
ricordate quelle di Orsara, Gravina,
hanno incarnato una spiritualità
singolare, non assimilabile ad altre
espressioni di fede.
proccio è stato di tipo operativo e
meno teorico, basato essenzialmente
sull’analisi delle varie esperienze
noantropologici, incentrato sulla do- particolare morfologia dei luoghi guariva le infermità degli uomini. Minervino Murge, Cagnano Varano Scriveva Emile Bertaux: «Per il che si venivano concretizzando. Si
cumentazione fotografica e filmica al selvaggi, boscosi e ricchi di diru- I Longobardi invece preferirono e Mottola. contadino il pellegrinaggio non è è passati quindi alla documentazio-
fine di promuovere la conoscenza e pi, di miti e riti diversi, legati alla l’immagine dei Santo come capo Durante il Medioevo, pellegrini uno straordinario dovere di pietà, ne fotogra fica delle principali feste
la valorizzazione di questo patrimo- presenza dell’acqua terapeutica e delle milizie celesti, guerriero e pa- provenienti da ogni parte d’Italia, ma un atto periodico della vita... tradizionali come parte essenziale
nio intangibile legato alla tradizione. alla pratica dell’incubatio, ossia dei trono dei combattenti. ma anche longobardi, ispanici, fran- Come i mesi estivi sono i mesi del di una strategia locale che in seguito
Il progetto ha visto il censimento di dormire nei pressi di un luogo sacro Nella devozione popolare, San chi, inglesi e sassoni, continuarono a raccolto, il mese di maggio è quello comprenderà il territorio, i siti arche-
20.000 fotografie, 100 ore di riprese per ricevere al mattino le rivelazio- Michele è considerato il patrono percorrere le vie impervie e i tratturi dei pellegrinaggi». ologici o storico-artistici di interesse,
video e sonore relative a 60 tradizio- ni della divinità. Prima che luogo di degli spadaccini, di tutti i maestri dei Gargano. Dietro la spinta della Dalla fine dell’Ottocento, il pel- ipotizzando la creazione di un siste-
ni festive della regione e un docu- culto dell’Angelo, la grotta fu sede d’arme, dei forbitori, dei doratori internazionalizzazione dei pellegri- legrinaggio assunse una vera di- ma integrato che promuova la va-
mentario che racconta, in 37 minuti, di riti pagani, collegati con divinità (di solito è rappresentato con coraz- naggio, il modello gar ganico gra- mensione di massa: gruppi di devoti lorizzazione dell’intero patrimonio
le feste. Alla base è la concezione di di matrice orientale (Giove, Mitra, za dorata), dei commercianti (come dualmente si diffuse in altre regioni partivano da tutta Italia per raggiun- culturale con i suoi beni immateriali
un “museo immateriale” dif fuso sul Diomede, Calcante, Podalirio). Di Mercurio presso i pagani) e di tutti dell’Italia e fu esportato nell’Europa gere Monte Sant’Angelo, a piedi o e materiali, naturali e ambientali, le
territorio, volto a promuovere lo svi- questi riti si avverte un’eco nel cul- quei professionisti e artigiani che centrosettentrionale. Lo conferma- a bordo di caratteristici carretti. I sue imprese locali, il suo artigianato,
luppo dell’intera regione utilizzando to micaelico. utilizzano la bilancia (farmacisti, no l’insediamento in altura (culto pellegrini salivano alla montagna il suo patrimonio enogastronomico,
le risorse locali umane, materiali e Michele fu considerato dagli pasticceri, droghieri, merciai, pesa- aereo) o in grotta in un ambiente na- sacra l’8 maggio e il 29 settembre, ecc. Infatti le tradizioni assieme alle
culturali, intese quali fondamentali Ebrei il principe degli angeli, pro- tori di grano, fabbricanti di tinozze). turale suggestivo a stretto contatto riuniti nelle “Cumpagnie” dei Sam- raccolte e ai Musei di Enti locali o
fattori di attrattività e di sviluppo in tettore dei popolo eletto, simbolo L’Arcangelo è visto come difensore con il divino; la festa dell’8 maggio, michelari. Salivano a piedi o su car- alle zone di interesse storico-artisti-
linea con l’art. 15 della Convenzione della protezione divina nei confron- dei bene contro il male e della le- affermatosi sul Gar gano accanto al ri, scandendo il cammino con canti, co con figurano nel complesso una
Unesco sul patrimonio immateriale ti di Israele. Il suo nome ebraico Vi- galità contro l’illegalità, ma anche 29 settembre; la rappresentazio- preghiere e riti penitenziali, ferman- sorta di “museo diffuso” che sarebbe
relativo al coinvolgimento delle va- ka-El significa “Chi è come Dio?”. come giudice imparziale. ne dell’episodio del toro, simbolo dosi a dormire nei conventi lungo la auspicabile poter or ganizzare in un
rie comunità. Questa formula, che ha Nel Nuovo Testamento è presenta- Insediamenti che ripropongono della leggenda garganica. Agli inizi Via Sacra dei Longobardi: San Leo- sistema operativo unitario, articolato
impegnato al massimo la flessibilità to come l’avversario del demonio, la tipologia garganica, molto nume- dell’VIII secolo, nel 708 d.C., sulla nardo di Siponto, San Matteo, Santa e articolabile, per ambiti regionali e
creativa e gestionale delle due Di- vincitore dell’ultima battaglia con- rosi in Campania, sono attestati nel costa occidentale francese, in cima Maria di Stignano. subregionali.
rezioni, ha avuto il grande pregio di tro Lucifero e gli angeli ribelli. Per Lazio (sul monte Tancia e a Sutri), a un promontorio proteso tra la Bre- Nel 1938 Giovanni Tancredi de- Ogni Regione è un luogo di inte-
realizzare, in concreto e a costo zero, i cristiani, l’Arcangelo San Michele in Abruzzo, nel Molise, nell’area tagna e la Normandia, fu consacrato scrisse così i pellegrini che salivano razione complessa tra cultura e am-
un progetto strategico con il coin- è il più potente difensore dei popolo spoletina, in Toscana, Emilia Ro- all’Arcangelo un santuario denomi- gli impervi tornanti della montagna: biente, tra emer genze antropologi-
volgimento dell’intera popolazione di Dio. La tradizione gli attribuisce magna. Più di duecento sono i luo- nato “Mont Saint-Michel au péril de «Chi vuol avere la sensazione della che ed artistiche in grado di creare
locale per il rilevamento dei dati. Il il compito di pesare le anime dei ghi di culto consacrati a San Miche- la mer”, per il fenomeno dell’alta e vera fede, venga quassù ed osservi valore. E’ fondamentale or ganizzare
progetto è stato pensato secondo una morti. Ecco perché in alcune rap- le nell’antica Langobardia minor: bassa marea che rendeva pericoloso le strade carrozzabili, gli impervi azioni innovative di promozione del-
successione logica di feste e rituali presentazioni iconogra fiche, oltre santuari, ma soprattutto chiese, il luogo. Innumerevoli chiese e san- sentieri, le coste dei monti dove le risorse offerte dai beni immateriali
concettualmente affini o consequen- alla spada, l’Arcangelo porta in cappelle, monasteri, oratori, situati tuari furono dedicati all’Arcangelo giovani e vecchi, uomini e donne locali. In particolare è indispensa-
ziali scanditi da ricorrenze che ne mano una bilancia. In Frigia, centro su alture o in grotte. Alla fine dei X anche in Germania, Belgio, Paesi con grossi involti sul capo, con le bile la creazione di una banca dati
hanno determinato l’evoluzione nel dei culto degli angeli, era venerato secolo, sul monte Pirchiano, in Val- Bassi e Inghilterra. Tra VIII e IX se- scarpe e le uose in mano, sgranan- interattiva che raccolga, or ganizzi,
tempo. come guaritore. Si narra che fece le di Susa in Piemonte, a quasi 1000 colo, il culto micaelico si consolidò do il rosario, salgono in lunghe file fornisca informazioni sui variegati
Riteniamo fondamentale adottare scaturire una sor gente medicinale metri sul livello dei mare, fu consa- in Spagna (San Michele de Cuxa). serpeggianti, oppure dispersi per le contesti regionali e permetta l’avvio
un modello di sviluppo sostenibile a Chairotopa, vicino alla città di crato un santuario, poi denominato Elementi che collegano la tradizio- diverse scorciatoie come branchi di a forme di gestioni nuove. Per que-
che tenga conto della cultura iden- Colosso (l’odierna Khonas) dove Sacra, dal 1994 monumento sim- ne catalana a quella gar ganica sono pecore pascenti, cantando intermi- sto motivo il materiale raccolto verrà
titaria delle varie comunità oltre che tutti i malati che si bagnavano in- bolo del Piemonte. A mezza strada stati riscontrati nei proverbi e modi nabili litanie». interamente digitalizzato e successi-
dei capitale umano e sociale. Quando vocandolo venivano guariti. Ancora tra il Gargano e Mont Saint-Michel, di dire legati al mondo rurale e alla vamente sarà creato un database con
i valori e i saperi si formano all’ester- più famose le sor genti che, sempre esso si poneva in continuità ideale transumanza. [Da “San Michele Arcangelo”, di le feste censite che saranno trasferite
no della comunità, vuoi dire che que- a Colosso, San Michele avrebbe con i due santuari, come testimonia Le “Compagnie” dei Sammiche- Teresa Maria Rauzino. Fototeca sul sito dell’istituto.
sta ha perso la sua capacità creativa e fatto zampillare dalla roccia. Ecco la Cronica monasterii sancti Mi- lari che si arrimpicavano a Monte Arcangelo Palumbo] Barbara Terenzi
la sua autonomia, perché ha delegato Estratto della Prefazione

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F resco di stampa è già nelle librerie


il bel volume di Salvo Bordonaro
e Bruno Pizzolante dal titolo Binari
in terra dauna. Le ferrovie Foggia-
Lucera e Foggia-Manfredonia. Gli
Autori con quest’ultimo lavoro ri-
prendono una tematica fondamenta-
le per la terra dauna, quella dei tra-
sporti su strada ferrata che diventano
indispensabili per le utenze di ogni
genere.
Dalle Ferrovie del Gargano a quel-
le di Foggia-Lucera, inaugurata il 14
luglio 2009 con una percorrenza di
19,600 Km, e Foggia-Manfredonia,
attivata il 12 luglio 1885 con una
percorrenza di Km. 35,681, il rac-
conto pone in evidenza, attraverso
lo scorrere del tempo, le dif ficol-
tà af frontate da chi si è impegnato
in prima persona per raggiungere i
migliori risultati oggi con fluiti nella
realizzazione del progetto di attua-
zione delle linee oggetto dello stu- Dopo il primo volume dedicato
dio; la narrazione racchiude pagine alla ferrovia garganica, gli autori
pregnanti di emozioni vissute dai
protagonisti delle storie. bordonaro e Pizzolante proseguo-
Così, ad esempio, a Giacomo De no nella rievocazione del ruolo
Rinaldis, Capostazione Titolare che i trasporti ebbero per lo svi-
Principale della Stazione di Foggia luppo della Capitanata
dal 1943 al 1955, viene dedicata una
pagina di memoria tracciata dalla fi-
glia Annunziata, che descrive in un
commosso ricordo il vissuto quoti-
diano del padre. Questo lavoro, dice
la sig.ra Annunziata, permetteva alla
famiglia una certa agiatezza econo-

Treno che passione... la storia continua...


mica consentendole il godimento
delle agevolazioni che le Ferrovie
dello Stato concedevano ai dipen-
denti, come l’usufrutto della casa,
situata nelle immediate vicinanze
della stazione, bella, spaziosa vicina
al posto di lavoro del padre. Tra i ri-
cordi non possono mancare la classi-
ca divisa indossata da suo padre, di
colore grigio antracite con il berretto dio di vita vissuta da un personaggio iniziale si concretizzasse nella rea- basso: «I rotabili per il rilancio del cio, qui gli Autori si pongono quesiti tecnico-garfici costituiti dalla pla-
rosso e un fregio dorato e, a corredo che, tra i tanti protagonisti legati alle lizzazione delle due ferrovie oggetto servizio locale Foggia-Lucera e per i ai quali prontamente forniscono dati nimetria-profilo delle linee Foggia-
ovviamente, il fischietto e la paletta. vicende delle ferrovie daune, assume dello studio. treni veloci dalla Puglia verso Roma e risposte. Lucera e Foggia-Manfredonia.
Uno spazio è dedicato anche ai ricor- una con figurazione precisa e pre- Suddiviso in tre parti il testo rac- (La concessione alle Ferrovie del Nella terza ed ultima parte del te- In de finitiva, è senz’altro questo
di bellici, relativi al secondo con flit- ponderante nel corollario storico del conta nella prima la realizzazione Gargano ed il futuro della linea)»; sto viene af frontato un ar gomento un testo che completa il ciclo tema-
to mondiale, quando, sempre grazie trasporto su rotaie. E’questo il segno della ferrovia Foggia-Lucera, l’ori- «La nuova Foggia-Lucera in sinte- interessante che riguarda la città di tico sulle ferrovie daune che va ad
all’Ente, la famiglia poteva godere tangibile della memoria che, tradotta gine del tracciato ferroviario sud- si»; «Gli impianti di segnalamento e Foggia e la ferrovia; Foggia rappre- aggiungersi alla produzione biblio-
del servizio mensa che sopperiva in racconto, si concretizza nel testo diviso in quattro schede: «I rotabili sicurezza»; «Dal servizio sostitutivo senta un nodo ferroviario di primaria grafica sull’ar gomento quale segno
alle dif ficoltà di reperire le derrate lasciando trapelare tutto l’entusia- della Rete Adriatica sulla Foggia- al “TrenoBus”»; «La ristrutturazione importanza dove un posto precipuo è distintivo di un impegno di anni di
alimentari; mentre nel dopoguerra smo degli Autori, un entusiasmo Lucera»; «Il quadro geomorfologico della Stanga-TIBB E108 ed E106»; occupato dal deposito delle Ferrovie ricerche af frontato dagli Autori con
ai ferrovieri fu concesso il godimen- legato all’amore per la scienza e la e l’andamento del tracciato»; «Una «Nel Neolitico della pianura dauna». del Gargano a Foggia. serietà e con l’or goglio di aver reso
to dei biglietti di viaggio gratuiti in tecnica, senza tuttavia prescindere ferrovia da Lucera a San Severo?»; Un progetto auspicabile, che si spera Ricco l’apparato iconogra fico con la pubblica opinione partecipe del
seconda classe o a costo ridotto per dal rigore della ricerca archivistica e «Una ferrovia da Benevento per San possa concretizzarsi quanto prima testimonianze documentarie, foto progresso della nostra bella terra, a
la prima, tale agevolazione era riser- non solo. Bartolomeo in Galdo e Lucera». La seconda parte del volume parla, d’epoca e immagini che evidenzia- testimonianza del sacri ficio e della
vata al dipendente e ai famigliari. A La doviziosa documentazione con- L’esercizio della Foggia-Lucera in due schede – «La “Valigia delle In- no il progredire delle ferrovie con la volontà dei pochi che con coraggio
ciò si deve aggiungere anche che era tenuta nel volume, infatti, testimonia fino alla cessazione del servizio pas- die” a Manfredonia?» e «La Foggia- presenza delle ultime generazioni di rischiano ogni giorno la vita.
loro concesso l’ingresso gratuito nei l’impegno concreto degli Autori che, seggeri con tutte le vicende connesse Manfredonia negli scatti degli ultimi treni che, provvisti di ogni confort, Lucia Lopriore
cinema e in altre occasioni ricreati- non nuovi all’argomento, affrontano è descritto nella scheda «I rotabili trent’anni» –, della realizzazione fanno sì che il viaggiatore decida di [Salvo Bordonaro e Bruno Pizzo-
ve presso il Dopolavoro Ferroviario, lo studio dalle origini, senza mai tra- delle Ferrovie dello Stato». della ferrovia Foggia-Manfredonia. avvalersi dei trasporti su rotaie pre- lante, Binari in terra dauna. Le
ubicato nella strada parallela al Viale scurare gli eventi legati alla volontà Sette schede sono dedicate al ri- Così, dagli albori della storia delle ferendoli per sicurezza e tecnologia ferrovie Foggia-Lucera e Foggia-
XXIV Maggio. delle forze dirigenziali e politiche lancio del progetto della Direttissima ferrovie nella penisola italiana si va agli altri. Manfredonia, pp.208, ill. b/n e colori,
Questo solo per citare un episo- che hanno fatto sì che il progetto Foggia-Roma via Lucera e Campo- verso le future prospettive di rilan- Il volume è corredato degli allegati Foggia 2009, € 34,00]

L’attività letteraria e gli interventi giornalistici e saggistici della scrittrice pugliese Il bello e il buono che ci circonda, la sacralità dell’esistenza nella poesia di Costantina Di Lella

Maria Marcone e la critica Un fiore Una parola


E’ stato pubblicato di recente
il quinto volume della criti-
ca della scrittrice pugliese Maria
Rennes (Francia), Liegi (Belgio),
Amsterdam (Olanda), Bari, Pe-
scara e Foggia. Il volume della
ricavare dei film dai romanzi della
Marcone.
Mentre il regista Mimmo Mon-
U n fiore Una parola … la poesia
diffonde i sentimenti come il fiore
il suo odore… è una raccolta poetica
giorni nostri”, II parte, con esaustiva
presentazione a firma di don Armando
Aufiero, nonché illustrazione della per-
to” e me lo dai dandomi la “V ita”».
A questo punto, chiunque conosce
personalmente la Di Lella non potrebbe
Marcone, a cura del professor An- critica riproduce pure alcune foto gelli si sta accingendo a girare un di Costantina Di Lella, giunta alla sua sonalità dell’autrice, consacrata nella esimersi da una introspezione e autoa-
tonio Ricci. Il testo, intitolato Ma- dell’autrice sia a colore che in film-documentario sull’uccisione quarta esperienza letteraria, in segui- comunità dei Silenziosi Operai della nalisi per scoprire la propria piccolez-
ria Marcone e la critica, raccoglie bianco e nero. del fratello dell’autrice, Franco, to alla partecipazione dell’edizione di Croce, collaboratrice attiva di anima- za, quando non ci si riesce a guardarsi
l’attività letteraria e gli interventi Il curatore nell’introduzione ucciso a Foggia nel 1995, inte- poesie con la collana Phaéton-Poeti zione parrocchiale, diocesana e nazio- intorno, ammirare e scoprire anche
giornalistici e saggistici sulla stes- spiega l’impostazione genera- gerrimo direttore dell’Uf ficio del del Gargano e due concorsi a carattere nale con il Centro Volontari della Sof- nelle piccole cose quanto di bello e di
sa degli ultimi cinque anni (2005- le del testo in cui, tra l’altro, ci Registro di Foggia. nazionale. ferenza e della comunità dei S.O.d.C. buono ci circonda; quando non si rie-
2010). sono molti capitoli che riguarda- Sia la critica che gli esperti ci- Strutturato in due parti, il lavoro Variegate le tematiche, spaziano nei sce a guardarsi dentro per comprendere
Nella sua narrativa l’autrice ha no incontri con le scolaresche, il nematografici, oltre agli stessi let- comprende brani poetici “Dall’adole- contenuti: dalla descrizione della natura la sacralità dell’esistenza, la preziosità
all’attivo trenta romanzi pubbli- carteggio oltre a una diecine di tori, concordano unanimemente scenza al 1976”, I parte; “Dal 1977 ai nei caratteri stagionali e temporali alla della salute, nonché della libera scelta
cati, alcuni dei quali tradotti in inediti. nel riconoscere la validità di molti dedica di persone care, sconosciute di ogni azione.
Svezia, Francia, Inghilterra, Ser - Si tratta di un volume piuttosto romanzi della Marconi, dai quali e ignote; dalla ricorrenza di alcuni Il volume Un fiore Una parola, ca-
bia, Cina, Cile, Spagna, Slovenia. corposo di quasi trecento pagine si può ricavare una trama per dei avvenimenti alla manifestazione del ratterizzato dalla semplicità, sponta-
Il mondo culturale dell’autrice è che si fa leggere con piacere per film, specialmente per i contenuti proprio sentire, fino alla “Preghiera”. neità e chiarezza descrittiva, sprona il
imperniato sui rapporti interper - la varietà delle notizie e per gli e lo stile discorsivo del linguaggio Tanti i brani poetici intensi: “Dedi- lettore a partecipare nella costruzione
sonali, soprattutto nell’ambiente aggiornamenti sui romanzi pub- ben adatto alla sceneggiatura di cata alla mamma”, “L’amicizia”, “La di una civiltà dell’amore: «Quando
familiare, ma anche di problema- blicati o ancora inediti e per alcu- qualsiasi pellicola a sfondo cultu- vita”, “Han bussato”, Solitudine”, “A tutti la man si darà,/ l’amor nei cuori
tiche della donna e di scrittura per ni interventi abbastanza originali, rale e letterario. te, o Maria”… che insegnano e can- rinascerà,/ anche il mondo più bello
ragazzi. tra cui Miscellanea, Il rapporto di Ci auguriamo che, seppure tano l’amore alle creature, al creato, sarà/ la vita a tutti sorriderà». Un ideale
Dei suoi romanzi, lar gamente Maria Marcone con la scrittura, I l’autrice quasi prossima agli ot- al sommo Creatore. E la poesia di- questo possibile a concretizzarsi se si
diffusi anche all’estero, pubblicati libri che parlano di Maria Marco- tant’anni, possa non solo mandare viene un canto sommesso, accorato, accetta nel cuore la fede, mediante la
in Italia da Feltrinelli e da Mursia ne, La casa delle donne. i n stampe altre opere di pregevole pregno di gratitudine all’Alto: «Tutto quale si scopre negli altri il volto di
di Milano, sono stati acquistati Si prevede pure che un presti- valore, ma che scaturiscano nuove io vedo/ e Ti ringrazio, o Signore./ Ti Cristo: «Poi un giorno,/ un bel giorno,/
dalla Rai-TV per la realizzazione gioso produttore di Lecce che e ulteriori iniziative di lettura e in- ringrazio, o Signore,/ dell’udito che Tu o Signore Ti mostrasti/ ed io Ti ri-
di due sceneggiati. Nel 2003 è sta- vive a Roma abbia intenzione di terpretazione dei testi della Mar - m’hai donato…». conobbi./ Il Tuo, non era un volto di-
to proiettato nelle sale cinemato- ricavare un film dagli ultimi due cone e che vada in porto la realiz- L’autrice pare dimenticare la pro- verso dagli altri,/ ma uguale agli altri,
grafiche il film La casa delle don- romanzi intitolati E venne il set- zazione dei suddetti romanzi nella pria vissuta costante sof ferenza quo- / perché Tu sei gli altri». Pregnante e
ne tratto dall’omonimo romanzo timo giorno, Edizioni Besa di trasposizione cinematografica. tidiana, che già da lungo tempo le sconvolgente rivelazione.
della Marcone. Lecce e Habel nell’età della luna Leonardo P. Aucello HELEN ROBERTS, Dipinto del Carisma fa insistentemente compagnia, per Natina Mascolo-Vaira
Sulla scrittrice sono state di- persa, Edizioni Adda di Bari. Nella tela è rappresentato un movimento scoprire l’essenza della “V ita”: «T i
[Maria Marcone e la critica, a cura di circolare che simboleggia l’integrità e l’amore di ringrazio “Vita” mia/ per tutto quello [Costantina Di Lella, Un fiore Una parola …
scusse ben dodici tesi di laurea Anche il regista Lucio Giordano Antonio Ricci, quinto volume,Levante Dio che tutto abbraccia. la poesia diffonde i sentimenti come il fiore il
presso le Università di Grenoble, di Conversano è intenzionato a Editori, Bari] che mi dai,/ solo tu puoi darmi tut- suo odore…, Gioiosa Editrice, 2009]

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DA RICORDARE

Antonio Ciuffreda e Michele Coco Michele


Coco

Inità,lperpreside NUME TUTELARE N


LA MENTE
Antonio Ciuf freda, elle sue ultime due esperien-
immensa cultura, per uma- ze elettorali per il rinnovo del
per una poliedrica attività, è consiglio comunale di San Marco
da annoverare tra gli uomini più in Lamis negli anni Ottanta, il pre-
illustri di Monte Sant’Angelo e
del Gargano, e merita un dovuto
riconoscimento: l’intitolazione di
una strada nel suo e in altri paesi
E GUIDA side Michele Coco che era candida-
to in entrambi i consessi mi chiese
espressamente di votarlo. Allora ero
un giovanotto laureato da poco che
E IL CUORE
garganici. incominciava a fare i primi passi
Nato a Monte Sant’Angelo della Democrazia Cristiana, con- vedova del Nostro, Nunzia Fi- nell’ambito scolastico, mentre lui non hai vinto un regolare concorso bato manifestazioni, cerimonie, in-
nel 1916, studiò al liceo di Trie- tribuendo, con le sue doti, ad un schetti. era già un preside af fermato, oltre che ti dà l’accesso al ruolo? Dove sta contri artistici, politici, sociali e re-
ste, città di con fine, e, sospesi gli civile confronto dialettico tra le Autore di saggi, recensioni e che intellettuale di una certa levatu- allora l’inghippo? Appena il Provve- ligiosi, pubblicazioni o quant’altro,
studi universitari, partecipò come varie posizioni scritti pregevoli sulla figura di ra. E, devo confermare, che sia nella ditore ti consegna la nomina, accetta che alcuni cittadini (soprattutto gio-
ufficiale dell’Esercito Italiano alle Pubblicò recensioni, discorsi, Gian Tommaso Giordani, su Mon- prima che nella seconda occasione senza pensarci e raggiungi la sede». vani) davano alle stampe. Ha sem-
operazioni in Africa settentrionale saggi critici (signi ficativi, fra i te Sant’Angelo e la sua illustre gli dissi apertamente che non l’avrei Circa una settimana dopo, rincuo- pre offerto liberamente un aiuto, un
durante la seconda guerra mondia- tanti, quello sul romanzo politico storia, sia per l’aspetto artistico- votato poiché, purtroppo, ma non era rato e sollecitato dal preside, entrai consiglio, una parola di conforto o di
le, cui seguirono quattro anni di La Storia di Elsa Morante, o la architettonico sia per quello pro- vero, avevo già promesso ad altri il da docente nel mio liceo cittadino. sollecitazione ad andare avanti.
prigionia nei campi di concentra- presentazione di libri di poesie, sopografico, con approfondimenti mio voto. Perché non lo feci non lo Ci sono rimasto per quasi un quindi- Pertanto il suo impegno in prima
mento inglesi a Bombay in India come quello di Domenico Ri- critici relativi a celebrifigure quali so dire: forse per differenza di vedu- cennio, fino al 2005, dopodichè sono persona in politica, nelle associazio-
(dal 1942 al 1946), anni gravosi, gnanese, sulla fatica e il dolore Leone Garganico, il conte Enrico te o chissà per altre ragioni. andato via per sopraggiunti motivi. ni, nei gruppi sociali e teatrali, per
che da un lato comportarono feb- dell’emigrante, o di Matteo Ri- da Monte, e così via. Riguardo al Dopo alcuni anni trascorsi come Di questi anni, ben dieci sono stati lui non signi ficava mettersi in mo-
bri malariche che si trascinarono cucci e di Michele De Padova). Gargano e la sua terra diceva che docente incaricato, vinsi il concorso quelli con la presidenza di Michele stra o di accumulare potere perché
per anni, anche dopo il rientro in Quando all’inizio degli anni «non finisce mai di crearmi uno ordinario a cattedre. Nel periodo di Coco, fino alle sue dimissioni dal non aveva bisogno di alcun tipo di
Italia, con conseguente indeboli- sessanta del secolo scorso, capitò stato di greve turbamento» nella preruolo avevo insegnato in alcuni servizio. Devo confessare, lo dico alibi o pretesto. Il suo era solo un vo-
mento fisico e spirituale, come si a Monte Sant’Angelo, dove sog- «contemplazione dei suoi varianti licei della Capitanata. Mentre nel senza falsità o piaggeria, che sono ler of frire un valido contributo alla
evince dal carteggio con il fratello giornò per alcuni anni, il pittore scenari». Il suo interesse per la mio paese non mi era mai successo. stati tutti positivi, in ogni senso. sfaccettata realtà urbana e sociale.
Filippo, in quegli anni in Belgio, tedesco Herbert Voss, il preside salvaguardia dell’antico, sem- Capitò proprio che, tra le cattedre a Questo grazie soprattutto alla sua Infatti, Coco è stato uno dei po-
dall’altro lo resero esperto lettore Ciuffreda lo appoggiò, allestendo plice e razionale, non in fiacchito disposizione, ce ne era una nel liceo presenza e al rapporto che aveva chissimi che ha promosso iniziative
e traduttore dall’inglese, dal fran- una mostra memorabile dei dipin- dal desiderio di consumo di beni classico di San Marco dove, appun- instaurato con me: Michele Coco culturali senza distinzione di sorta:
cese e dal tedesco, con quella cu- ti di quello presso il Liceo Ginna- fittizi, incontrava talora l’indif fe- to, il preside era Coco. Quella catte- aveva il pregio di capire cosa signi- chiunque lo invitasse a presentare, a
riosità intellettuale che sempre lo sio. Se ne fece anche mecenate, renza degli amministratori locali, dra toccava proprio a me. Giuro che ficasse essere a capo di un istituto. leggere, a giudicare e a sostenere un
connotò. garbatamente sostenendolo, col di cui rilevava la scarsa sensibilità stetti male per tutto il periodo: l’idea Non trattava mai male i docenti, ma libro fresco di stampa, lui non si ti-
Rientrato in Italia, riprese gli contributo anche economico, suo per le pietre, che pure egli guar - che sarei tornato per insegnare nello si confrontava e chiariva; ascoltava rava indietro perché concepiva come
studi universitari portati a termi- e di molti altri. dava «commosso e pensoso»: il stesso istituto che mi aveva ospitato gli alunni e cercava di capire i loro un dovere quello di mettere la sua
ne in breve tempo, conseguendo Dopo aver lasciato la scuola mondo dello Junno, povero di come alunno, non mi allettava per bisogni; non si assentava quasi mai. cultura e il suo bagaglio di esperien-
brillantemente la laurea in Lette- nel 1977, nel 1982 Ciuffreda la- beni ma ricco di calda umanità, niente. Tra l’altro, molti dei docenti Teneva la presidenza aperta a tutti, ze a disposizione degli altri. E sapeva
re e Filoso fia presso l’Università sciò il paese d’origine e si stabi- ben rappresentava uno stimolo a in servizio erano stati miei insegnan- non solo al personale interno, ma di possedere ciò che questi non era-
di Napoli, discutendo la tesi su lì a Manfredonia, dove si dedicò non trascurare la memoria e l’im- ti. Francamente non ci volevo anda- anche alle famiglie, e, oserei dire, no in grado di avere da soli. Non c’è
Alessandro Manzoni e Charles alla raccolta scrupolosa di docu- maginazione: se ciò accadesse le re a motivo di un evidente imbaraz- senza limiti di orario. stato ente pubblico e privato che gli
Dickens. Svolse la sua carriera menti e testimonianze della storia società andrebbero incontro a una zo personale. Però presi il coraggio a Era alla mano e cordiale con tutti, abbia mai pagato un suo intervento
scolastica nel Liceo Ginnasio di della sua terra, il che condusse disumanizzazione. quattro mani e mi presentai a scuola: anche con chi non lo meritava. Era e contributo. Il tutto avveniva senza
Monte Sant’Angelo, di cui di- alla pubblicazione di un volume Ebbene il preside Antonio Ciuf- trovai Michele Coco seduto sulla contento di partecipare insieme a guardare al colore politico, al livello
venne preside successivamente. apprezzatissimo da tutti, esperti freda fu “nume tutelare e guida”, solita poltrona con i braccioli, sulla professori e alunni sia ai viaggi di sociale o al proprio tornaconto.
Coltivò con grande passione gli storici e appassionati del settore, in un cammino volto ad un ade- quale, prima di lui, era stata seduta istruzione che ai pranzi di fine anno, Per la mia esperienza di giorna-
studi classici, considerati da lui Uomini e fatti della montagna guato sviluppo demogra fico, ci- per tanto tempo la preside Roma- senza indossare mai la pomposa ve- lista-pubblicista degli avvenimenti
un humus con cui fecondare altri dell’Angelo (1989), una narra- vile, sociale ed economico, che gnoli di Foggia. ste della riverenza. Egli si dimostra- locali, posso affermare che gli unici
semi, spaziando con altri interessi zione avvincente e monumentale non rinnegasse la tradizione, anzi Appena mi vide comparire sulla va solo un professionista rispettoso professionisti che, obiettivamente
anche verso autori stranieri che (circa 600 pagine) ma condotta la valorizzasse nella sua bellezza soglia della presidenza, Coco escla- delle regole e delle leggi che lo po- si sono veramente impegnati a pro-
potevano costituire punti di riferi- con grande rigore scienti fico, che formale e sostanziale. Se è vero mò: «Benvenuto al nuovo arriva- nevano in quel contesto scolastico muovere e a sostenere opere sociali
mento per la letteratura europea. si svolge nell’arco di quindici se- che il tempo travolge le cose e il to nella nostra famiglia scolastica: non in un atteggiamento spocchioso, e intellettuali di vario genere, sono
Diresse per un ventennio il coli, coinvolgendo tanta parte del fluire del progresso è inesorabi- avevamo bisogno di gente fresca ma solo un primus inter pares. Non stati, oltre a Coco, il preside Raffaele
Liceo Ginnasio Gian Tommaso Gargano e soprattutto di Siponto e le, occorre tuttavia rapportarsi a tra il corpo insegnante. Vedrai che aveva bisogno di atteggiamenti al- Cera e l’ex direttore della biblioteca
Giordani (L’intitolazione a Gior - Manfredonia. stabili pilastri, a punti fermi che ti troverai bene. Abbiamo appena tezzosi per farsi notare: lui sapeva comunale Matteo Ciavarella. Sono
dani fu fortemente da lui voluta e Partecipò con vari contributi ai fungano da icone esemplari: il ricevuto dal Provveditorato di Fog- bene, ma anche le nuove e vecchie stati loro, più di ogni altro, che han-
perorata) di Monte Sant’Angelo, quaderni della rivista “Il Gar ga- preside Ciuffreda fu uomo di cul- gia l’elenco delle cattedre e quello generazioni ne erano convinte, che no accettato di promuovere pubbli-
e per i primi due anni la sezione di no”, collaborò con il Centro Studi tura, un galantuomo innamorato della graduatoria di merito: abbiamo era stato, prima di diventare preside, cazioni anche persone sconosciute:
quel liceo istituita a Manfredonia, Garganici per la rivista “Gargano- del passato e proteso al contem- constatato che tocca a te». Si alzò uno dei migliori docenti di materie quasi sempre voci nuove.
che poi divenne istituto autonomo studi”; tradusse saggi dall’inglese po verso il futuro, rappresentato dalla poltrona, si avvicinò a me e mi umanistiche nel liceo e nel paese. Questi tre, a partire da Miche-
nel 1972. Credeva nella scuola e dal tedesco, curò la voce Monte prima dai suoi alunni, dai giova- baciò in segno di augurio. Io rimasi Aveva una cultura profondissima: le Coco per continuare con Cera e
e nel nobile compito af fidatogli, Sant’Angelo per l’ultima edizione ni del Liceo Ginnasio di Monte francamente confuso e fortemente lui e il sapere erano due facce della Ciavarella, spesso ci hanno messo la
nella forza rigeneratrice e civiliz- dell’Enciclopedia Britannica. Ne- Sant’Angelo, da lui diretto per stupito: non sapevo da dove inizia- stessa medaglia. Entrambi erano lo faccia e hanno cercato in ogni libro
zatrice della cultura, di affinamen- gli ultimi anni non mancò di offri- vent’anni, e poi da tutti gli abi- re. Mi feci coraggio e dissi: «Vedete, specchio di se stessi: ognuno riflette- o manifestazione di immaginare e
to dei costumi e di ingentilimento re il suo contributo a varie mani- tanti del suo paese natio. Uomo preside, a dir la verità io sono venuto va l’altro, automaticamente... vedere positivamente il bicchiere
degli animi. festazioni culturali, collaborando, integerrimo, profondo studioso e per dirvi che non me la sento pro- Pertanto, la sua bontà non era de- mezzo pieno.
Impegnato nella politica e tra l’altro, con l’ “Università della capace docente di Lettere, con la prio di accettare qui. Semmai scelgo bolezza, ma totale convinzione che Un letterato e diplomatico ingle-
nell’amministrazione locale, come Terza età”, fondata da Domenico parola e l’esempio, con l’habitus San Giovanni Rotondo, forse lì po- occorre capire e confrontarsi sempre se del Settecento, Philip Chester -
assessore al bilancio del Comune Ciavarella, associazione anco- morale che lo contraddistingueva, trei sentirmi più a mio agio. Tornare con gli altri. La sua umiltà e la sua flield, in un suo volume sulla natura
di Monte Sant’Angelo, fu esempio ra oggi molto attiva e vivace dal onesto e attaccato al dovere, visse nella mia scuola di studente non me umanità non erano cedimento o timi- dell’uomo politico così suggeriva:
di oculatezza e responsabilità, di punto di vista culturale. l’avventura della vita come mis- la sento!». dezza, ma solo la certezza umana e «Sii più saggio degli altri, se puoi,
coerenza e di moderazione, alieno Morì a Manfredonia nel 1995. sione esemplare, avente per fine Subito obiettò, anche lui tra il me- intellettuale che chi più ha più deve ma non farglielo sapere mai».
da spirito di parte e dai facili com- La sezione Lions Club quello di dare un fattivo contribu- ravigliato e il deluso: «Non starai dare. Vale a dire, evangelicamente, Così era la natura e il carattere di
promessi, nella convinzione che il Manfredonia Host ancora oggi, to al miglioramento della società, parlando sul serio? Se tu rifiuti, pensi gratis avete ricevuto e gratis date. Michele Coco. A lui, spero che in
servizio alla cittadinanza dovesse annualmente, mette a disposizio- per poi consegnarla, rigenerata e che chi accetterà sarà più degno di te Ecco perché aveva rispetto di ognu- futuro altre iniziative come le attua-
improntarsi a trasparenza e senso ne a suo nome una borsa di studio arricchita, a quelli che sarebbero di istruire i nostri alunni? Siete tutti no e non sottovalutava nessuno: li gli siano tributate, non solo a San
del “generale”, non del particu- per gli alunni più meritevoli dei venuti dopo di lui. giovani professori con il desiderio di tanto è vero che è stato l’unico, fra Marco ma anche fuori.
lare. Guidò la sezione comunale Licei classici di Monte Sant’An- Rosa ottenere un posto stabile e de finiti- i tanti intellettuali e professionisti Leonardo P.
del partito, allora di maggioranza, gelo e Manfredonia, grazie alla Angelillis vo. E poi, per avere questa cattedra, sammarchesi, che non ha mai snob- Aucello

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Il Gargano NUOVO ANNO XXXVI N. 3 M A R Z O 2010 PAGINA 7

MONTE SANT’ANGELO PUGLIESI PER L’ITALIA, UNITA E REPUBBLICANA/3 Oblò


LA MEMORIA PERDUTA SIGISMONDO DI CASTROMEDIANO
a cura di
ANGELA PICCA

E’ da alcuni anni che la Città di Monte Sant’Angelo sta perdendo la sua


memoria storica, trascurando del tutto il suo ricco patrimonio cultu-
rale, fra cui i Palazzi signorili, legati, da una parte alla civiltà medievale e I popoli non pervengono che a non fossero ancora maturi.
moderna, e dall’altra alla storia di uomini che hanno contribuito a diffonde- forza alla loro indipendenza. A Torno resta fino al 1865. Il le-
re nel mondo la storia e la cultura della città di Monte Sant’Angelo. Uomini (BARTOLOMEO DE RINALDIS, Si- game affettivo con la giovane baro-
che hanno lasciato le proprie testimonianze nel suo ricco patrimonio edili- gismondo Castromediano ed i nessa Adele Savio non sfociò mai in
zio, vuoi quello legato alla cultura contadina, fra cui le case a schiera, vuoi sessantasei condannati politici nozze, forse per la grande dif feren-
quello legato alla cultura borghese, con i suoi Palazzi baronali e signorili. deportati in America, Napoli za di età o forse, ed è più probabile,
Questi ultimi, da anni, sono lasciati in uno stato di progressivo degrado 1863) perché, con l’abolizione del mag-
architettonico e ambientale, dovuto in massima parte ai singoli proprietari, giorascato la famiglia Castrome-
che, per incuria o per poco senso civico, hanno lasciato nel più completo
squallore le loro proprietà. E mi riferisco a Palazzo Grimaldi, Palazzo Ami-
carelli, Palazzo Ciampoli, Palazzo Gambadoro, Palazzo Vischi, Palazzo
N el complesso panorama degli
anni precedenti l’uni ficazio-
ne, se era di estrazione bor ghese la
diano, dilaniata dalle divisioni ere-
ditarie, non possedeva più sostanze
sufficienti al rango.
Roberti, Palazzo De Angelis, con i loro eleganti e maestosi portali, simboli maggioranza di coloro che aspira- Il duca torna così a Cavallino
della feudalità garganica. Tutti Palazzi fatiscenti, dove l’incuria più comple- vano ad una nuova Italia, non man- dove vivrà in dignitosa indigenza,
ta regna sovrana, con evidente degrado architettonico oltre che strutturale. carono alcuni aristocratici, grandi sì nell’avito Palazzo cinquecentesco
Nè i proprietari intervengono per mettere in sicurezza le parti ormai degra- proprietari terrieri, almeno quelli ma ospite del nipote, figlio della so-
date e fatiscenti, causa di frequenti cadute di cornicioni e di tegole. più attenti alle condizioni di vita dei rella Costanza, Eduardo Casetti cui
Se si fa una passeggiata lungo il Corso principale della città, da Corso loro contadini che dopo l’abolizione lascerà il titolo. Qui, visitato da illu-
Garibaldi a Corso Vittorio Emanuele, assistiamo ad un evidente squallore dei feudi si trovarono all’improvviso stri letterati, attenderà alla revisione
ambientale, con facciate dei palazzi grigie e decrepite, dove le in filtrazioni orfani della secolare “protezione”. dei suoi ricordi e agli studi umani-
di acqua piovana determinano il rigon fiamento delle facciate e la pericolo- Fra .gli esponenti di questa nobil- stici che sempre lo avevano appas-
sità delle strutture architettoniche. E’ uno squallore generale che denota un tà, Sigismondo di Castromediano sionato. Quando nel 1868 la Provin-
senso di disamore verso la città e la sua storia millenaria. (Cavallino, Lecce 1811-1895), duca cia di Lecce istituì la Commissione
E’ il momento che l’Amministrazione Comunale intervenga per obbli- di Morciano e marchese di Cavalli- Conservatrice dei Monumenti e di
gare i singoli proprietari a restaurare i loro Palazzi, a ripulirli del degrado no, erede di uno dei più antichi casa- Belle Arti di Terra d’Otranto en-
ambientale e denunciare la loro incuria e l’abbandono totale di questi beni ti leccesi le cui origini leggendarie trerà nel Consiglio Direttivo e su
che hanno oltre che un valore architettonico, un valore storico-ambientale. si fanno risalire al cavaliere tedesco sua istanza verrà allestito il Museo
L’Amministrazione Comunale si faccia promotrice di un Progetto di riqua- Chiliano barone di Limbur g sceso Archeologico di Lecce – il più an-
lificazione ambientale della Città, imponendo, con delibere comunali ed in Puglia nel XII secolo durante la tico della Puglia e il più ricco di
eventualmente con incentivi, il restauro di tutte le facciate dei Palazzi lungo seconda dominazione normanna e testimonianze messapiche – «per
il Corso, dando così alla Città un aspetto più consono alla sua storia e alla investito di feudi da re Guglielmo la tutela, raccolta, conservazione ed
sua tradizione. I d’Altavilla “il Malo”. I Castrome- esposizione di reperti, oggetti rari,
Il grado di civiltà di una città o di una nazione si basa sulla consapevolez- diano, sempre schierati per la cau- preziosi e interessanti». Il Museo
za e sulla responsabilità di preservare le proprie memorie storico-ambien- sa imperiale, avevano preso parte fu intitolato al suo nome ma, con
tali, che stanno alla base della propria identità culturale, che è la capacità agli avvenimenti determinanti della la consueta modestia, egli avrebbe
di riconoscersi e di essere uguali sempre a se stessi. Identità è ciò che noi storia del meridione, dalla difesa di detto: «Io non sono un archeolo-
siamo e che nel tempo ha acquistato una sua dimensione culturale, fatta di Otranto (1480) e la Dis fida di Bar- go, amo solamente che le glorie di
sentimenti e di oggetti che appartengono ad un luogo o a una dimensione letta (1503) alla Battaglia di Lepan- questa provincia siano conosciute e
spaziale e temporale, acquisita attraverso generazioni di uomini, espressioni to (1571) e avrebbero avuto da Car- che i suoi monumenti non vadano
di civiltà e di cultura. lo V d’Asburgo e dai suoi successori dispersi».
Giuseppe Piemontese altre baronie e privilegi. L’Inchiesta Franchetti-Sonnino
Presidente Associazione Culturale “Pro Monte” Scoppiati i moti in più luoghi del (1876) sulle condizioni del Sud e la
Regno di Napoli per la revoca della e molto più risplendente dell’avite Sigismondo è tra questi, dopo Lon- Legge Coppino (1877) che prevede-
Costituzione (maggio 1848), inviato baronali». dra e Parigi giunge a Torino dove, va l’istruzione elementare obbliga-
MONTE SANT’ANGELO nella provincia di Lecce il generale Ma gli eventi incalzano: la parte- compiutasi l’uni ficazione, viene toria e gratuita per la lotta all’anal-
Palazzo Grimaldi Marcantonio Colonna a reprimere i cipazione del Piemonte alla Guerra eletto al Primo Parlamento; deputa- fabetismo erano ormai necessità per
rivoltosi; fra i primi arrestati, accu- di Crimea (1853-56) e la presenza di to del Collegio di Campi Salentina l’organizzazione del nuovo Stato.
sati di cospirazione antiborbonica, il Cavour al tavolo delle trattative nel e membro della Commissione del- Il Castromediano, Delegato per la
duca Sigismondo, allevato nel cul- Congresso di Parigi spinsero Ferdi- le Opere Pubbliche, sempre attento Pubblica istruzione, si adoperò per
to delle idee liberali, in quel tempo nando II di Borbone, accerchiato da allo sviluppo della propria terra, assegnare sussidi agli studenti bi-
segretario del Circolo Patriottico generale ostilità, a non tenere pri- sollecita l’integrazione del tronco sognosi e meritevoli e incrementò
Salentino e simpatizzante, anche se gioniero un così scomodo testimone ferroviario Taranto-Brindisi e del biblioteche ed istituti scolastici. Te-
per pochi giorni, di Mazzini e della come l’alto aristocratico la cui fami- Lecce-Gallipoli. stamento spirituale e modello per le
“Giovane Italia”. Venti mesi recluso glia era imparentata con i Caraccio- Singolare uomo di alte virtù. Nel nuove generazioni restano le Lette-
a Lecce, poi a Napoli. lo, gli Spinelli, i Sanseverino e gli 1864, emanato dal governo il Decre- re, le Memorie e, ora esposte nel suo
Figura di spicco nel Risor gimen- Acquaviva d’Aragona, tutti membri to a favore dei danneggiati per cau- Museo, le catene che lo ferirono nei
to meridionale, il duca condivise il della corte. se politiche, egli rifiuterà l’assegno bui sotterranei napoletani.
destino dei ribelli napoletani, com- Ripetutamente sottoposto a tortu- di 24.000 lire per non gravare sulle Per l’unità aveva speso l’esisten-
pagno di cella di Cesare Braico in re fisiche e psicologiche, ri fiutò di spese dello Stato... Quanti nostri at- za, la repubblica sarebbe giunta più
quelle galere borboniche che, come chiedere la grazia se non concessa tuali amministratori, tesi soltanto al tardi. Nel 1893, già morti i maggiori
si è visto, suscitarono l’indignazione anche ai suoi compagni. Quel ri fiu- “proprio particulare” di guicciardi- protagonisti di quel momento irri-
europea e che rimasero a futura testi- to ora è scolpito a perenne memo- niana memoria, farebbero altrettan- petibile, il duca, malato ma ancora
monianza nelle sue pagine: «Carceri ria sul basamento del marmo che lo to? Si ripresenterà per la seconda di «statura dritta e gigantesca», la
nelle cui corsie non s’osservavano raffigura nell’omonima Piazza di legislatura con un programma bre- celebre candida chioma, alla con-
che of fese al pudore, alla decenza, Lecce: Ai compagni fedele / Sdegnò vissimo: «Io mi reputo onesto, se a segna del vessillo tricolore della
alla morale, alla legge, a Dio ...». privilegi / Pari ne volle la sorte. voi paia il medesimo, la mia onestà Società Ginnica Giovanile af fidò il
(S. Castromediano, Memorie. Car- La liberazione degli esuli destina- non sarà mai per mancare». Ma non suo viatico: «Giovani, la generazio-
ceri e galere politiche, Lecce 1893). ti in America e l’approdo in Irlanda verrà rieletto per la sua posizione di ne che soffrì per il trionfo di questa
Incatenato a delinquenti comuni, (1859) è storia già narrata: i compa- conservatore o meglio di esponente bandiera già scompare dalla vita;
il duca «non mutò d’animo», anzi, gni si dividono, alcuni continuano la della realpolitick, fautore della solu- questa bandiera io consegno a voi,
considerò quei ferri «un’altra deco- lotta armata e vanno con Garibaldi, zione monarchica, consapevole che o giovani, a patto che la serbiate
razione che fregiava la sua famiglia altri seguono la via della legalità. i tempi mazziniani della repubblica incontaminata».

F agocitata dalla sete di curiosità que trasparenti, tanto da chiedersi se Secoli di storia parlano da soli. L’antica Ragusa ferma il tempo nel suo splendore
Le meraviglie di una Fenice: Dubrovnik
dei turisti che arrivano da ogni quello che si vede sia paradiso o terra
parte, risplende magni fica sulla vera. E allora è veritiera la citazione,
sua roccia Dubrovnik. Come una più volte osannata in molti articoli,
superba signora che ha messo a po- dello scrittore irlandese G.B. Shaw
sto le sue cicatrici, si mostra al mon- secondo cui questa è «paradiso in
do senza segni.Approdando qua, nei terra». In ef fetti, pare quasi scolpita queste parti, sarebbe impareggiabile imponenti si mostrano al cielo: dal-
mesi estivi, c’è da credere che il suo nella sua pietra d’adria, e le sue stra- trovare una casetta con af faccio sul la sua altura si assiste ad un impa-
passato recente sia stato dimenticato. de tortuose invitano a sognare amori mare, da prendere in af fitto perché reggiabile panorama. Un sistema di
Traccia indelebile rimasta nell’anima senza fine, da vivere e coronare in costa poco ed è in genere tenuta be- torri, bastioni e forti che visto dal
della sua storia come in quella della un posto che nulla ha meno di altri nissimo, anche se, da fuori, potrebbe cielo evidenzia la dif ferenza tra le
sua gente: uomini e donne con un molto più famosi. I secoli di storia sembrare una bicocca. Vale la pena di abitazioni ricostruite e quelle fortu-
innato senso dell’ospitalità e cordia- passata parlano da soli senza l’ausi- fare la spesa al mercato e girare per natamente non cadute.
lità. D’altronde, la cosa non dovreb- lio di una voce umana, perché la città le sue strade, dove i croati si rende- Il suo mare è cristallino. La spiag-
be sorprenderci! Questo è un popolo vecchia o Stari Grad rifulge grazie al ranno sicuramente utili per suggerire gia non è, però, alla portata di tutti,
che ha convissuto con altri di diverse biancore dei suoi marmi, alle chiese, nuove pietanza da gustare. A volte, soprattutto bambini. Non perché
etnie e diversi credi, a dispetto di una manca completamente l’arenile, ma
guerra che nessuno di loro avrebbe perché, essendo una piccola striscia
voluto, né si sarebbe aspettata. I can- Un patrimonio Scolpita nella sua pietra a sud, d’estate è superaffollata. Inve-
tieri, le gru, le impalcature le hanno dell’umanità in cui d’adria, le sue strade ce, di fronte a Dubrovnik c’è l’Isola
ridato il suo volto, e come un bel l’arte si fonde con il tortuose invitano a di Lokrum, dove chi non sa nuotare
lifting hanno voluto cancellare ogni suo ambiente creando sognare amori da vivere e ha la possibilità di farsi un bagno. E’
cosa, ma di più le impronte di sangue facilmente raggiungibile con delle
rimaste per recuperare una identità quell’atmosfera di coronare in un posto che barchette dal porticciolo e là si gode
smarrita. La ricostruzione non è che magia atavica che nulla ha meno di altri, non solo un territorio incontaminato,
sia stata vista di buon occhio da tutti! ammalia e rapisce anche più famosi. con acque azzurre e terse, ma anche
Chi ha sofferto era contrario. Avreb- un giardino botanico da visitare.
be voluto che restassero i segni di E’ facile amare la terra di Croazia,
quell’assedio e dei sanguinosi scon- ai palazzi, e alle viuzze incantevoli e i cibi, per il sapore, ricordano certi dopo aver ammirato il paesaggio da
tri del novantuno, come prova per far ripide, come del resto allo “stradun”, nostri prodotti tipici, come ad esem- fiaba che offre questa mirabile citta-
ricordare e non reiterare gli stessi er- la strada principale lastricata e resa pio il pecorino duro che si lascia dina, perla che abbiamo temuto di
rori. Vicinissima alla nostra Italia, si lucida dal calpestio della gente che stagionare in olio d’oliva. Infatti, il perdere per le contraddizioni degli
può raggiungere celermente in aereo, passa. Su questa via si incontrano suo gusto ci riporta immediatamente uomini, immemori di secoli di storia,
come anche per via mare, in traghet- turisti di ogni parte di mondo, atto- a casa nostra, se siamo italiani e di quando la convivenza tra minoranze
to da Ancona o da Bari, oppure da ri hollywoodiani del calibro di Tom certe zone dove c’è il culto di questo la contraddistingueva. Un patrimo-
porti minori come quelli di Vieste e Cruise e Michael Douglas, e ogni formaggio! Non dimentichiamo, poi, nio dell’umanità in cui l’arte si fonde
Rodi garganico, quest’ultimo distan- amante della vita che nasce di notte. le colture di arance e limoni, tanto con l’ambiente creando quell’atmo-
te meno di tutti gli altri. Sbarcando, Dubrovnik non è facile da visita- care al nostro Promontorio. Attratti- sfera di magia atavica che ammalia e
si assiste ad una visione immateria- re in macchina se si va d’estate, ma si può servire del mezzo magari per pad, dove i prezzi calano ma la bon- va che colpisce chiunque, e da cui, rapisce, e al cui fascino nessuno può
le e paradisiaca, con le rocce che si d’altro canto vivere questa terra si- raggiungere un ristorante a minor tà del pescato fresco resta superba. di certo non potremmo non essere restare indenne.
duplicano sulla super ficie delle ac- gnifica camminare sul suo suolo. Ci prezzo fuori città, nella zona di La- Se si dovesse decidere di venire da rapiti, sono le mura della città, che Rosanna Maria Santoro

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di Leonardo AUTOMAZIONI
Canestrale 71018 VICO DEL GARGANO (FG)
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ANNO XXXVI N. 3 MARZO 2010 PAGINA 8 Il Gargano NUOVO

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CENTRO CULTURALE “ANDREA SACCO” PREMIO ANTONIO CIUFFREDA FATTI NON PAROLE
PALAZZO BARONALE DI CARPINO RICERCA-ARTICOLI-RACCONTI-POESIA LA DANZA A VICO GRAZIE A DUE MAESTRE

A ll’inaugurazione del restaurato Palazzo baronale di Carpino sembrava di es-


sere in una grande famiglia, quella garganica, meglio di Capitanata dato che
c’erano: il primo cittadino del paese, l’assessore alla cultura, il vice presidente
L ’Associazione Culturale “Pro Monte”, bandisce la
Prima edizione del Premio Antonio Ciuffreda “Citta’
Di Monte Sant’angelo” per le seguenti sezioni:
C ome tutti sappiamo l’a.s.d. Danza e Movimento (associazione sportiva
dilettantistica, per chi non lo sapesse) è nata dal sudore , dalla passione di due
splendide maestre, Luisa Laudaddio e Stefania Damiani per far si che il nostro
della provincia, il presidente dell’Unesco di Foggia, il commissario dell’APT di Miglior volume di ricerca storica su: Il Gargano e la Pu- piccolo paesino di Vico del Gargano venisse riconosciutto in positivo da gran parte
Foggia, il presidente del Carpino Folk festival, il presidente della Pro Loco del glia fra Oriente ed Occidente, edito fra il 2000 e il 2010. d’Italia e soprattutto nei palazzetti di Giovinazzo,Andria, Bari, Foligno qualche anno
paese, il direttore della biblioteca “La Magna Capitana”, lo scrittore e giornalista Saggio storico su: La città di Monte Sant’Angelo e il cul- fa, Taranto, Castelnuovo della Daunia etc... classi ficandoci sempre primi o secondi.
Carmine De Leo, il musicista e scrittore Enrico Noviello, il moderatore Michele to micaelico come fenomeno di fede e di cultura. Sono tantissime le soddisfazioni che le nostre due splendide maestre ci trasmettono
De Finis, i cittadini del Gargano. Articolo su: Religiosità e turismo in un mondo globaliz- ogni giorno a lezione. Ricordiamo al popolo che ci è stato riconosciuto il premio
Il personaggio che più ha emozionato per la sua presenza, semplicità, giovialità zato. di cittadinanza; è il giusto riconoscimento alle splendide e colorate coreogra fie
e modestia, è stato l’infaticabile novantaquattrenne cantore di carpino Antonio Racconto di vita vissuta su: Identità e Cultura. La perdita apprezzate non solo dal popolo ma anche dalla giuria tecnica nello scorso 29 maggio
Piccininno. Altre due anime, colonne portanti dei cantori che non sono più con della memoria. nel Festival del Gargano. Ribadiamo che le nostre diligenti maestre nonfiniscono mai
noi, però alitavano nei locali del palazzo: Andrea Sacco e Antonio Maccarone. Poesia su: Alla ricerca del tempo perduto fra immigrazio- di imparare perché la danza è un continuo evolversi e di trasmettere a noi nel miglior
«Quando il sindaco Rocco Manzo mi ha of ferto la delega alla cultura, la “Ce- ne e solidarietà. modo possibile le loro conoscenze. Ricordiamo che la danza le nostre maestre non
nerentola” degli assessorati – ha precisato Rocco Ruo – ho pensato anzitutto che Le opere, minimo sei copie di ogni sezione, dovranno la imparano dalla pubblicità e dai dvd ma ogni anno girano l’Italia per aggiornarsi
bisognava superare gli steccati e riavvicinare i gruppi associativi, ho perciò vo- giungere presso la Sede dell’Associazione Culturale “Pro e per continuare ad imparare. Nonostante alcuni allievi molto testardi pensando di
luto intorno a me Michele Simone, presidente della Pro Loco, Michele Ortore, Monte”, Via Giordani n. 17, 71037 Monte Sant’Angelo, non riuscire ad arrivare a soddisfarle, continuano ad incoraggiarli e sostenerli con
presidente del Carpino Folk Festival, i Cantori di Carpino». entro e non oltre le ore 12 del 30 Giugno 2010. pazienza e a far si che loro si convincano di riuscirci e di raggiungere ottimi risultati.
Si è avuta la sensazione di essere tasselli di un unico mosaico: insieme per L’Associazione Culturale “Pro Monte” si riserva la facol- Per noi non conta solo l’esibizione afine anno, ma l’impegno in tutto l’arco dell’anno
coniugare cultura materiale, attraverso l’inaugurazione del palazzo restaurato, e tà della pubblicazione delle opere inedite.Alle opere deve perché noi ci teniamo che loro allafine siano Orgogliose e Fiere di noi allievi. Questo
immateriale, intestandolo ad Andrea Sacco, che ha fatto del canto la ragione della essere allegato un foglio recante il nome e il cognome articolo va a loro per tutto il bene che ci vogliono e per tutto l’impegno che mettono
sua vita. È stata quindi scelta la serata del 17 marzo, giorno dell’anniversario della del concorrente, il luogo e la data di nascita, il domicilio, nel loro lavoro.
sua morte. il numero telefonico e il titolo dell’opera e la firma. Gli Grazie!!... è con questo il popolo ha commentato!!
Il palazzo, già sede dei Brancaccio, gli ultimi baroni, quindi Casa del Fascio, elaborati inviati, anche se non premiati, non saranno resti- Ilaria Vergura, Elena Ronzullo
fu sede dell’O.N.M.I. e centrale della S.I.P . , si af faccia su una delle strade che tuiti. La cerimonia di premiazione avverrà entro il mese di Nicola Fania, Elisa Damiani
confluiscono sulla piazza principale del paese, teatro della vita contadina che si è Agosto del 2010 in Monte Sant’Angelo.
dispiegata sino ai nostri giorni in questo piccolo centro del Gargano nord. Restau- Giuseppe Piemontese
rato con i fondi P.O.R.- P.I.S garganici, per un impegno di spesa di circa di 685 Presidente Associazione Culturale “Pro Monte”
mila euro, ha visto all’opera i progettisti del restauro, A. Maccarone ingegnere e
M. Di Perna architetto, nonché la ditta CO.GE.MAR.
L’edificio consta di un seminterrato e di tre piani elevati. Il seminterrato, adibi-
to a sala mostra, presenta le archi rivestiti di tu fi e volta a crociera con vele. Nel LUTTO
locale fanno bella mostra di sé le chitarre battenti di Giuseppe Draicchio; il telaio
della tradizione con due tele tramate con vivaci colori dalle abili tessitrici sorelle
Di Brina a destra; un plastico del castello di Carpino, la miniatura della grotta di
San Michele di Cagnano e la statua di San Pio – simbolo della religiosità gar ga-
nica, eseguiti da Giorgio Gerratana –, le sagome molto verosimili dei tre Cantori
(Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone) realizzate in terracotta
dallo scultore Eduardo.
Una scalinata esterna consente di accedere al primo piano del palazzo, che ri-
porta in facciata il simbolo del Fascio. Le pareti sono rivestite di rovere – come
quelle del secondo e terzo piano – e sulla parete di fronte alla porta d’ingresso è
il bassorilievo, opera della scultrice Aurora Russi, che ritrae Andrea Sacco che
canta e suona.
Alla cerimonia sono intervenuti il figlio di Andrea che ha scoperto il bassori-
lievo e il parroco che ha dato la benedizione. E’ stata commemorata la figura del
cantore e sono state ripercorse le vicissitudini del palazzo e i progetti di restauro,
che hanno richiesto circa dieci anni per giungere al termine. D’ora in poi sarà
destinato a centro di animazione culturale dei gar ganici. I locali ospiteranno una
biblioteca, una raccolta di canti popolari, musiche e filmati per chi vorrà alimen-
tare l’interesse per la cultura immateriale.
Sullo spessore antropologico e umano del personaggio di Andrea Sacco ha in-
dugiato lo scrittore e musicista Enrico Noviello, rievocando le esperienze di vita GIUSEPPE LAGANELLA/ PILLOLE D’ARCHIVIO
vissuta con il cantore, ex contadino, ex pastore, ex migrante. Personaggio non MANICONE NON ERA IN VITA DOPO IL 1810
tempestivamente apprezzato da chi ha visto nel folk di Carpino un genere arre-
trato, espressione di gente rozza, dimentico del fatto che anche il canto popolare,
essendo in grado di fare vibrare le corde dell’animo umano, è capace di poesia
tout court.
Iritiene
n merito alla risposta di Loris Castriota Skanderbegh sulla data di morte di Mi-
chelangelo Manicone, apparsa di recente sul quotidiano “l’Attacco”, il sottoscritto
fare una precisazione.
«Vogliamo fare di questo palazzo un luogo di amicizia, di ri flessione, di ap- Il mio intento non era quello di prendermi il merito di aver scovata la notizia certa
profondimento, di ricostruzione della nostra identità, di incontro di persone e di della data di morte di Manicone, poiché quando passai a Castriota gli estremi del
culture, come voleva Andrea Sacco - partecipa il presidente della Pro Loco».
«L’intestazione del palazzo baronale ad Andrea Sacco, un personaggio del po-
polo, ci inorgoglisce – ha aggiunto il presidente del carpino Folk Festival – facen-
M i risuona ancora nelle orecchie la voce dolce e
gentile di Maria di Monte al telefono, quasi a
scusarsi dell’assenza del figlio, rassicurandomi che
necrologio da questo si evinceva che la notizia si conosceva già dal 1951 e se lo
stesso avesse letto il mio articolo pubblicato nel Luglio del 2005, e non in agosto
come riportato, si sarebbe reso conto di come io fossi a conoscenza di tutte le di-
do presente che l’opera è stata realizzata grazie al concorso di diverse forze. avrebbe puntualmente riferito al suo rientro. squisizioni dei vari scrittori sull’incertezza della data di quella morte. Se ho qualche
Serata interessante, in cui non sono mancati l’elogio della cultura, nuove propo- Moglie e madre premurosa e af fettuosa, infatti, merito, è solo quello di aver pubblicizzato per primo l’esistenza del documento da
ste, alcune criticità, l’auspicio che la cultura si spogli delle vesti di Cenerentola, ella ha dedicato la sua esistenza al marito, Marcello cui si evince la notizia. Ritengo che ci sia una profonda dif ferenza tra una notizia e
che la Regione legiferi in merito ai beni immateriali in modo che la tradizione de Ciocchis, e al figlio Francescopaolo, che ha ri- il documento originale del necrologio. Ho ritenuto di mettere in risalto un fatto, e
continui, che il progetto “Auditorium” diventi una realtà. cambiato con filiale amore, fino ad accoglierla tra le questa è una mia opinione personale, ossia che un documento stilato in un convento
Carpino negli ultimi decenni ha fatto indubitabili passi in avanti. «Resta, però, sue braccia nel momento estremo del trapasso, av- di frati minori sia molto più attendibile di altre pubblicazioni di vari autori tra l’altro
da spiegare – ha commentato il commissario dell’APT Nicola Vascello – come venuto improvvisamente e serenamente la sera del diversificate tra di loro. Se tutto ciò non bastasse, aggiungo che gli unici documenti
mai questo centro del Gar gano Nord, che vanta tante risorse (i cantori, la fava, 18 febbraio 2010, all’età di 90 anni (era nata a Vico da cui si possono ricavare notizie certe sull’esistenza o meno in vita del Manicone
il telaio, l’olio) registri il reddito procapite più basso della provincia. E se il pro- del Gargano il 1° giugno 1919). dopo il 17 marzo 1810, data del necrologio, secondo me veritiera, sono gli Stati delle
blema non riguarda l’evasione fiscale, è il caso di interrogarsi su come utilizzare Il suo fisico minuto nascondeva la tempra fortis- anime del 1813 e 1824 conservati presso l’archivio della Parrocchia di Santa Maria
meglio le risorse». Problema che non riguarda solo la comunità di Carpino. sima e la forza d’animo proprie delle donne gar ga- Maggiore. In entrambi sono elencati con nome e cognome tutti i frati del Convento
Leonarda Crisetti niche. Quella tempra e quella forza d’animo che, di San Francesco, mentre non risulta Michelangelo Manicone. Se fosse stato ancora
anche dopo la morte del marito, avvenuta 33 anni in vita, come vogliono le “fantasie” di alcuni scrittori locali, perché il suo nome non
fa, le hanno consentito di andare avanti con corag- dovrebbe figurare nell’elenco?
gio e con fermezza e di tenersi sempre in attività
fino a poco prima della sua scomparsa, che lascia L’OSPEDALE A VICO DEL GARGANO
un vuoto incolmabile nel figlio e in quanti l’hanno
conosciuta. MEDICINA GENERALE E LUNGODEGENZA
Pietro Saggese
La Direzione e la Redazione del nostro giornale
sono vicini a Francescopaolo de Ciocchis, già no-
stro valido collaboratore, in questo particolare mo-
L ’ospedale a Vico? Finalmente si farà. Previsti due plessi, uno di medicina gene-
rale da 20 posti, l’altro da 24 posti per la lungodegenza. Dopo anni di attese (e di
promesse) deluse il progetto sembra possa andare in porto.
mento. . La conferma dell’ospedale di territorio è arrivata dal responsabile regionale della
sanità, l’assessore Tommaso Fiore, nel corso dell’incontro nella sala consiliare del
municipio di Vico del Gargano. Struttura con due moduli: uno di medicina generale
con venti posti letto; il secondo, di lungodegenza, di ventiquattro posti letto. L ’as-
ERRATA CORRIGE sessore Fiore si è soffermato sul piano della salute approvato dal consiglio regionale
PADRE REMIGIO DE CRISTOFARO che contiene elementi innovativi rispetto ai passati piani sanitari. La dif ferenza non
è lessicale, bensì sostanziale in quanto parte da una dif ferente visione in materia di

N el numero
di gennaio
2010 abbiamo
politica sanitaria.
«Oggi – ha spiegato l’assessore – è indispensabile un ripensamento complessivo
sulla politica sanitaria e, più in generale, sui servizi da garantire sul territorio. E ciò
chiamato il comporta una programmazione in grado di assicurare qualità e, nello stesso tempo,
compositore e utilizzo al meglio delle risorsefinanziarie». Una diversa e più razionale organizzazio-
etnomusicolo- ne delle strutture sanitarie che devono guardare ai nuovi “bisogni” delle popolazioni,
go ischitellano che derivano da stili di vita, molto differenti dal passato, essendo cambiato il quadro
Padre Ciro De clinico, nel senso che non si può più guardare al solo ospedale come unico punto di
Cristofaro. riferimento, bensì devono essere presenti sul territorio servizi che tengano conto che
Il suo nome è in crescita il numero degli anziani e, contestualmente, sono aumentate patologie
è Padre che una volta erano appena conosciute».
Remigio. A parere di Fiore, il Subappennino e il Gar gano, per orogra fia e popolazione
Ci scusiamo distribuita a macchia di leopardo e rappresentando delle criticità, richiedono una
per l’errore. programmazione dei servizi in grado di garantire strutture sanitarie «leggere ma ef-
ficienti».
f.m.

Lsm LUCIANO IlIl Gargano


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