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“LA VOSTRA PERCEZIONE SARÀ CHIARA SOLO QUANDO POTRETE GUARDARE DENTRO LA VOSTRA ANIMA”

L’ABC della
Carl Gustav Jung
MANUALE
Psicologia
COMPLETO SPECIALE
132 PAGINE!
L’ABC della

INDECISIONE FOBIE TIMIDEZZA INSODDISFAZIONE APATIA

ANSIA AGGRESSIVITÀ PAURE DIPENDENZE CONFLITTUALITÀ

STRESS PASSIVITÀ ACCESSI D’IRA DEPRESSIONE CONFUSIONE

COME BATTERE ANSIE E PAURE E MIGLIORARSI

DISTURBI ALIMENTARI FRUSTRAZIONE INCAPACITÀ AFFETTIVE IPEREMOTIVITÀ NEVROSI

PENSIERI NERI PROBLEMI SESSUALI INSICUREZZA GELOSIA SCARSA AUTOSTIMA


La più grande scoperta della mia generazione
è che gli esseri umani possono cambiare le loro vite
cambiando le abitudini mentali.
(William James, psicologo americano dell’Ottocento)
Se si è depressi, si vive nel passato.
Se si è ansiosi, si vive nel futuro.
Se si è in pace, si vive nel presente.
(Lao Tzu – antico filosofo cinese)

Ecco il grande errore di sempre:


immaginarsi che gli esseri umani pensino
ciò che dicono.
(Jacques Lacan – psichiatra e filosofo francese)

Non dobbiamo permettere alle percezioni


limitate degli altri di definire chi siamo.
(Virginia Satir – psicologa
e terapeuta familiare americana)

La psicologia non dà risposte,


solo avvertimenti.
(Alexander Lowen – psichiatra
e terapeuta americano)

Ero molto depresso, in quel periodo.


Intendevo uccidermi ma ero in analisi,
e i freudiani sono molto severi al riguardo:
ti fanno pagare le sedute che perdi.
(Woody Allen – attore, regista
e grande paziente di psicanalisti)

Un libro di psicologia non ti è di nessuna


utilità se sei in grado di capirlo!
Piperita Patty (personaggio dei Peanuts,
strisce a fumetti di Charles M. Schulz)

Saremmo veramente poveri se fossimo


solamente sani.
(Donald Winnicott – pediatra e psicanalista inglese)

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Introduzione

A CHE SERVE LA PSICOLOGIA?

La psicologia può aiutare a migliorare la qualità della vita. Si tratta solo di capire e di prendere
coscienza della propria situazione e di come si possa intervenire per renderla migliore

L
a psicologia è la scienza che studia Ma ci si può fidare? Uno psicologo può aiutare il suo
IN ARMONIA il comportamento umano e mira a paziente a superare un conflitto o un momento di dif-
CON SE STESSI comprendere e interpretare i mec- ficoltà? La risposta è piuttosto vaga: a volte sì e a vol-
Conoscersi,
ascoltarsi, trovare canismi mentali, affettivi e di rela- te no, perché – a prescindere dalla scuola da cui par-
il proprio equilibrio: zione che ne sono alla base. L’obiet- te lo psicologo – quello che porta alla guarigione è un
la conoscenza di
sé attraverso la tivo? Migliorare la qualità della vita. incontro umano in cui il paziente si fida del medico e
psicologia può lo segue lungo la strada della guarigione. Ma è neces-
aiutare a vivere
una vita migliore. sario andare per forza da uno psicologo? Certo che
no. A volte, se si hanno disturbi che rendono trop-
po complicato vivere, è meglio affidarsi a uno specia-
lista, ma se invece si tratta di un problema che rovi-
na l’umore ma non la vita, si può cercare di affrontar-
lo da soli. Come? Cercando di capire un po’ meglio
UN RAPPORTO come funziona la mente e come ci si possa liberare
IMPORTANTE dei mille ostacoli che impediscono di spiccare il volo
Indipendentemente verso la libertà.
dal problema
che ci affligge, il
rapporto umano IL DISAGIO NASCOSTO DELLA MENTE
con lo specialista
è il fattore che Secondo i dati dell’Oms, l’Organizzazione Mondia-
fa la differenza e le della Sanità, 50 milioni di occidentali manifestano
che contribuisce
moltissimo alla disturbi di natura psicologica e gli italiani non sono
guarigione. da meno. Nel nostro Paese, 10 milioni di individui
4
punto di vista psicologico, né ci sono campi della vita
che sono più importanti di altri. La tensione con il
coniuge non crea meno stress di quella con il part-
ner nello sport, e anche sul posto di lavoro si fanno
sentire i disagi causati dalla bassa autostima o dalla
presenza di sentimenti negativi riguardo al proprio
“Io”. Se la ragione tende a separare ciò che succede a
casa dalla sfera di competenza del luogo di lavoro, la
parte più profonda della nostra mente non è capa-
ce di scindersi, si percepisce e reagisce come un uni-
cum. Per questo la consapevolezza del proprio stato
psicologico è fondamentale per raggiungere obiettivi
personali, umani e lavorativi. Per conoscere se stessi,
non è necessaria una laurea in psicologia, ma si può
seguire il consiglio degli psicologi per trovare da soli
il percorso di analisi interiore più adatto. Senza avere
la pretesa della psicoterapia “fai da te”, magari auto-
prescrivendosi farmaci, ma dedicando cure, impegno
e attenzioni ai meccanismi del cuore e della mente.
Una volta raggiunta la consapevolezza, si potrà pro-
tra i 16 e i 65 anni soffrono di un malessere psicolo- cedere a migliorare in autonomia i comportamen-
gico, ma secondo un’indagine condotta da Human ITALIANI ti non positivi o capire se è il caso di chiedere aiuto a
Highway, sono ben otto italiani su dieci che soffrono SOTTO STRESS uno specialista.
Ben 10 milioni
di stress. E non basta, perché la metà di loro ha visto sono gli italiani
il proprio disturbo aggravarsi negli ultimi tre anni. Le che soffrono
di malessere
cause? Il lavoro (che non c’è, che si ha paura di per- psicologico. I
dere, che non si concilia con i figli…) nella maggior motivi sono di
varia natura,
parte dei casi (54%); poi ci sono i problemi economi- familiare,
ci legati alla crisi (46%), ma anche fattori che potreb- lavorativa, ma non
bisogna mai far
bero sembrare banali, come il traffico, o slegati dal- finta di niente, di
la sfera personale, come la confusione politica. Stres- fronte al disagio
che la nostra
sati, ansiosi, persino depressi, gli italiani tendono a mente manifesta.
nascondere il loro reale stato psicologico, come se fos-
se una debolezza che espone al giudizio negativo degli
altri. Invece si può far molto per migliorarlo e ritro-
vare la serenità perduta, a patto di accettare serena-
mente i sentimenti e le reazioni emotive, riconoscen-
UNA DISCIPLINA
dole per quello che sono: segnali di allerta inviati dal- GLOBALE
la mente in difficoltà. La psicologia si
occupa di tutte
le attività della
CONOSCERSI, NON AUTO-CURARSI mente, la memoria,
La psicologia si occupa di tutte le attività della men- l’intelligenza,
l’apprendimento,
te: la memoria, l’intelligenza, l’apprendimento, la la comunicazione,
comunicazione, le emozioni, l’affettività, la persona- le emozioni,
l’affettività, la
lità e le relazioni con gli altri. Non esiste comporta- personalità e le
mento o attività dell’uomo che sia “indifferente” dal relazioni con gli altri.

PSICOLOGO, PSICHIATRA O PSICOTERAPEUTA?


• Lo psicologo ha una laurea in psicologia • Lo psichiatra è laureato in medicina e
e ha effettuato un tirocinio di un anno per chirurgia, con specializzazione in psichia-
poter sostenere l’esame di Stato e iscri- tria, ed è l’unica figura professionale abili-
versi all’albo degli psicologi. Può occu- tata alla prescrizione di psicofarmaci per
parsi di molteplici settori (clinica, scuo- chi soffre di disturbi mentali.
la, sport, lavoro, comunità etc.) e si dedi- • Lo psicoterapeuta può essere sia uno psi-
ca a prevenzione, diagnosi, cura e riabi- cologo che uno psichiatra e aiuta le per-
litazione, per esempio facendo eseguire sone a conquistare un migliore equilibrio
test e attraverso l’ascolto e il colloquio attraverso sedute in cui guida il paziente
con i pazienti. verso la soluzione dei suoi conflitti.

5
Autoanalisi: scopri chi sei

LO SFORZO DI CONOSCERSI

Ecco come fare da soli un check up psicologico, lavorando sulla consapevolezza e imparando
ad accettare i propri difetti (per trasformarli in pregi) e i propri limiti (per superarli)

U
na delle più grandi preoccupazio- sono io?”. Un interrogativo difficile, che però apre alla
CHI SONO? ni dell’uomo contemporaneo è di vera consapevolezza e al raggiungimento di un equi-
Guardarsi dentro non essere compreso dagli altri, librio stabile. Per trovare una risposta bisogna guar-
e imparare a
conoscersi è il accettato “per ciò che è veramen- darsi dentro e iniziare una specie di check up psico-
primo passo verso te”. Ma quasi nessuno è disposto logico completo. Una forma di autoanalisi che non
il benessere, ed
è un passo che a rispondere alla domanda: “Chi ha bisogno del lettino e dello psicoterapeuta, ma non
si può compiere per questo è meno profonda e accurata. Per metter-
anche da soli.
la in pratica basta seguire alcune strategie semplici e
piacevoli, che vanno dalla scrittura di un diario inte-
riore alla risposta a test per tracciare il profilo della
personalità e la propria capacità di mettersi in rela-
zione con gli altri.

COS’È L’AUTOANALISI
L’autoanalisi è un lavoro di analisi psicologica che
ognuno può compiere su se stesso analizzando il pro-
prio vissuto e il proprio presente. In questo tipo di
CHECK UP approccio, manca la figura dello psicoterapeuta che
Si può intraprendere
una strada di dalla sua postazione di osservatore esterno invita il
autoconoscenza paziente a esprimere ad alta voce i pensieri e a tirar
attraverso alcune
strategie semplici e fuori le emozioni. Il compito di porre le domande sta
anche piacevoli. al soggetto che decide di fare un check up della pro-
6
si può dare spazio alle fantasie, ai sogni, all’immagi-
nario fantastico che anche da adulti coltiviamo, sen-
za volerlo confessare. In un diario così intimo e per-
sonale, qualsiasi forma di comunicazione scritta va
bene: si può scrivere un pensiero o farne la rappre-
sentazione grafica attraverso una fotografia, un dise-
gno o perfino un diagramma in cui a ogni parola è
associato un colore o un segno particolare. Gli esper-
ti lo chiamano “il romanzo della vita” e scriverlo è il
primo gradino per guardarsi dentro. Si può usare un
vecchio quaderno o anche un computer. L’importan-
te è ritagliarsi un momento nella giornata per mette-
re su carta, senza filtri e riserve, quello che si pensa, si
teme, si desidera, cioè quello che davvero si è. Basta-
no quindici minuti…

pria condizione mentale ed emotiva, che, di sua ini- QUINDICI


ziativa e in piena autonomia, sceglie di avventurarsi MINUTI
nelle profondità della psiche. Non si tratta della ver- È questo il
tempo minimo
sione “raffazzonata” o casalinga della psicoterapia. che è sufficiente
Persino Sigmund Freud era un grande sostenitore per stilare un
diario nel quale
del percorso di autointrospezione, che può migliora- raccogliere, a
re la qualità della vita di tutti, anche di chi non sente nostra discrezione,
momenti di vita
un particolare disagio psicologico. reale, pensieri,
emozioni, fantasie,
disegni e altro.
LA TECNICA DEL “ROMANZO DELLA VITA”
Nell’autoanalisi non c’è lo psicologo che prende
CHE EMOZIONE!
appunti sul taccuino, ma il ruolo della scrittura non è Per ognuno di
meno importante. Alla base di questo metodo, infatti, noi, scavare nel
proprio intimo
c’è il mettere nero su bianco i propri pensieri. Scrive- porta con sé una
re costringe a riflettere su ciò che si pensa (e si vive), quantità di emozioni
intense, dalla paura
siano avvenimenti piccoli o grandi, desideri e impulsi all’eccitazione, dalla
positivi o talmente oscuri da essere tenuti sotto chiave vergogna al piacere,
dalla parte razionale del cervello. È un po’ come scri- resta il fatto che
l’autoconoscenza
vere un diario, con la differenza che non c’è l’obbligo è un percorso
di annotare solo ciò che accade nella vita reale, ma entusiasmante.

LA LISTA DEI LATI DA MIGLIORARE

L’
obiettivo dell’autoanalisi è chi, al contrario, esprime-
rispondere alla domanda: “Chi rà l’esigenza di sviluppa-
sono?”. Un interrogativo tal- re una maggiore capaci-
mente grande da paralizzare, tà di impermeabilità al giu-
spezzando sul nascere que- dizio delle persone ver-
sto percorso di “esplorazione”. Per evi- so le quali mostra troppa
tarlo, si può fare un passo indietro, affron- accondiscendenza. Ognu-
tando la questione da un altro punto di no è diverso e diversa sarà
vista, entrando da una porta secondaria. la gerarchia delle qualità
Per esempio ci si può chiedere: “Quali che ritiene necessarie al
sono i lati di me che vorrei migliorare?”. proprio equilibrio. Per que-
Per rispondere servono, ancora una volta, sto, la lista è importante:
carta e penna. Si deve stilare un elenco fa emergere, in negativo,
delle proprie qualità mancanti o migliora- alcuni elementi chiave del-
bili. Non ci sono limiti o paletti da rispet- la personalità e aiuta a focalizzare i com- svelato a ognuno chi è davvero, gli indi-
tare, qualsiasi aspetto va bene. C’è chi portamenti su cui lavorare per migliora- casse anche la persona che è in grado di
indicherà la capacità di ascoltare il pros- re lo stato psicologico. In un certo senso diventare, iniziando dai piccoli atteggia-
simo e dare spazio all’opinione altrui e è come se la lista delle qualità, dopo aver menti quotidiani.

7
Autoanalisi: scopri chi sei
ACCETTARE NUOVE SFIDE
Il processo di conoscenza può risultare faticoso e
per questo bisogna cominciare per gradi, senza fret-
ta. Non ci sono grandi scoperte da fare, si tratta solo
di “ascoltarsi” giorno per giorno, cercando di indivi-
duare e capire i segnali nascosti della mente. C’è una
strategia pratica piuttosto utile. Consiste nel metter-
si alla prova in situazioni e con persone che nor-
malmente spaventano o creano disagio. Di solito,
molti evitano queste persone, senza riflettere sul-
le cause delle emozioni negative che provocano.
Chi rifiuta sempre l’invito dei colleghi a pren-
dere parte a un’uscita di gruppo può final-
mente concedersi una serata fuori con loro e
chi, per pigrizia, non fa nemmeno due ram-
pe di scale a piedi si iscriverà a una mara-
tona di corsa. L’importante non sarà esse-
re “l’anima della festa” o correre per tren-
ta chilometri, ma accettare la sfida, scoprendo
quali sono i limiti reali e quali quelli autoimposti per
paura. L’aver accettato la sfida innescherà un mecca- LA PSICOTERAPIA
nismo virtuoso, spingendo con naturalezza alla sco- FA PAURA?
perta di quante altre barriere possono essere abbat- Ne parliamo con la psicologa Luna Carpinelli

S
tute, spazzando via i pregiudizi e creando una nuo-
va immagine di sé. econdo le stati-
stiche, solo il 4%
degli italiani sce-
INSIEME AGLI glie di farsi aiutare
ALTRI
Mettersi alla prova da uno psicologo e,
in situazioni o con chi si decide, lo fa quasi sem-
persone che di
solito ci mettono pre solo dopo un trauma o
a disagio, per le un evento negativo: quando
quali ci sentiamo
inadeguati o
ormai ci si sta separando da
dalle quali ci un coniuge o quando l’ansia si
sentiamo messi in è trasformata in panico e non si vogliono assumere
discussione, può
essere un modo troppi farmaci. Ma a quel punto il percorso diventa
proficuo di superare più complesso e difficile. Chi decide di cominciare
limiti e barriere.
un percorso di aiuto, invece, ha già fatto un lavo-
ro importante su di sé: ha riconosciuto di avere un
problema, ha compreso che non ne sono respon-
IL GIOCO DEI “PRO” E I “CONTRO” sabili solo gli altri e ha deciso di lavorarci sul serio.
L’autoanalisi fa paura, soprattutto a chi teme di non Tutti passaggi che dimostrano una consapevolez-
essere all’altezza, a chi sente di non aver raggiun- za e una reale volontà di crescere.
to il livello di perfezione che gli si richiede. Niente
di più sbagliato. Ogni individuo è unico anche nel- lo stilare una scheda divisa in due parti, segnando da
le sue imperfezioni e, anzi, spesso quelli che ritiene i un lato i pregi e dall’altro i difetti che si attribuiscono
suoi difetti più grandi possono rivelarsi punti di for- al proprio carattere. L’insicurezza fa sì che nella mag-
za. Un esercizio che aiuta ad accettarsi consiste nel- gior parte dei casi il secondo elenco sia di gran lunga
più corposo. Il gioco consiste nel riportare l’equilibrio
tra “pro” e “contro”, cercando di trasformare i secon-
LA LISTA di in elementi di forza. Per esempio, il difetto di una
Compilare una lista
dei pregi e dei difetti eccessiva ruvidità nei confronti del prossimo diventa
è un ottimo spunto un pregio se lo si considera come una vocazione all’o-
per migliorarsi.
Visualizzarli e nestà. La lista dei pregi può essere trasformata in una
appropriarsi degli serie di piccoli cartelli, da visualizzare ogni giorno,
uni e lavorare per
modificare gli altri è come promemoria per l’autostima. Quella dei difet-
un lavoro che dà i ti diventa una “lista dei lavori da fare”. Ogni giorno si
suoi frutti.
può scegliere un “contro” e visualizzarlo al mattino,
per poi decidere di lavorare per migliorarlo nel corso
della giornata. Nel giro di qualche settimana potreb-
be sparire dalla lista…
8
PERDONARSI, IL SEGRETO PER VIVERE MEGLIO

Sbagliando si impara, eppure spesso gli errori sono fonte d’insicurezza, poiché alimentano
un’immagine negativa di sé. Cercare di capirli aiuta a conoscersi meglio

L
a verità fa male. Un detto anti- passato aiuta ad affrontare le novità e i cambiamenti
co quanto l’uomo con cui ognu- GLI ERRORI senza drammi, nella consapevolezza che si saprà rico-
RITORNANO
no, prima o poi, ha dovuto fare Gli errori che noscere l’innesco di un circolo vizioso prima di aver-
i conti. Chiudere gli occhi, finge- abbiamo lo imboccato. Chi per tutta la vita ha scelto relazio-
commesso nel
re di non conoscerla è più sem- passato restano ni sofferte, con persone instabili e negative, può ave-
plice, non tanto quando si par- sommersi re dei dubbi se si trova per la prima volta a imbasti-
nel nostro
la delle persone che si hanno intorno, anche quel- subconscio, ma re un rapporto con un partner che sembra la nega-
le più importanti, ma soprattutto se c’è in mezzo la non si cancellano, zione di tutto ciò che si è ritenuto attraente fino ad
anzi hanno il
propria coscienza. I rimorsi e i rimpianti sono tal- brutto vizio di allora. Magari può esitare davanti al bravo ragazzo,
mente difficili da affrontare da indurre la mente a riaffiorare alla invece di quello bello e dannato, oppure può sentir-
prima occasione.
chiuderli a chiave nel subconscio. Dove restano lon- si a disagio con la ragazza timida e tranquilla invece
tani dalla parte razionale, ma non da quella emoti-
va, provocando disagio, ansia e stress. Meglio pren- L’AMORE
dere un foglio bianco e buttare giù l’elenco degli erro- SBAGLIATO
L’incontro con
ri che sono stati commessi e le persone con cui fare il compagno o
ammenda. Una volta messi nero su bianco, faranno la compagna
sbagliata è
meno paura e potranno essere analizzati con distac- spesso frutto della
co, scoprendo che a quasi tutto c’è rimedio e che è tendenza a ripetere
lo stesso schema.
giunto il momento di fare pace con il resto, accettan- Capire e accettare
do che sbagliare è umano. gli sbagli commessi
ci aiuta a imboccare
una strada diversa,
SPEZZARE LO SCHEMA DEGLI ERRORI più felice.
Gli errori tendono a diventare uno schema, ripeten-
dosi all’infinito. Analizzare con serenità le cadute del che con la leonessa aggressiva cui era abituato e per
questo può allontanare la persona che non corrispon-
de al proprio “tipo”, lasciandosi sfuggire l’occasione di
PESCARE dare una svolta alla propria vita sentimentale. Stes-
NEL PASSATO
Per liberarsi del so discorso per la vita professionale e per le amicizie:
fardello che gli errori solo accettando i passi falsi del passato e riconoscen-
passati portano
con loro, la strada done i motivi si può abbracciare il domani convinti
migliore è cercare di di essere in grado di affrontarlo. In questa prospet-
focalizzarli, magari
scrivendoli. Metterli tiva, gli errori non sono un fardello che mina l’auto-
nero su bianco stima, ma la prova che si è andati avanti nonostante
aiuta ad esserne
consapevoli e a le difficoltà e che si è più forti proprio in virtù dell’e-
distaccarsene. sperienza di vita che quegli errori hanno regalato.
9
Autoanalisi: scopri chi sei

TEST: LA VERA ETÀ DELL’ANIMA

Ognuno ha una data di nascita segnata sui documenti, ma non sempre l’età della psiche
rispecchia quella anagrafica e invece la dice lunga sulla capacità di sentirsi giovani

I
l corpo ha un’età anagrafica e una bio- di intelligenza e reattività, è in grado di dimostra-
GIOVANI logica, la prima scandita dal passare re. Ma come invecchia, se invecchia, quell’elemento
O VECCHI? degli anni, la seconda legata alla capa- impalpabile, non fisico eppure capace di influenza-
La capacità di
sentirsi giovani cità dell’organismo di resistere alle offe- re il corpo, che va sotto il nome di anima?
o vecchi è se del tempo, mantenendo al meglio lo
determinata dalla
nostra interiorità, stato di salute. Anche per la mente si fa L’ETÀ INTERIORE
dalle mutevoli e differenza tra l’età segnata dai documenti anagrafi- Pensatori illustri e persone normali si pongono
sottili dinamiche
della nostra anima. ci e quella che il cervello, messo alla prova con test questo interrogativo da secoli, trovando risposte
diverse. La scrittrice olandese Etty Hillesum ha
scritto: «L’età dell’anima è diversa da quella regi-
IL TEMPO strata all’anagrafe. Credo che l’anima abbia una
DENTRO determinata età fin dalla nascita e che questa età
L’età anagrafica non cambi più». Una sorta di predestinazione che
non corrisponde
sempre a quella ci vede tutta la vita con gli stessi anni sul groppo-
che sentiamo ne, come quando nel linguaggio comune si dice che
interiormente, a
quella che ha il una persona è “nata vecchia” o è “giovane dentro”.
nostro cervello e Un grande della letteratura, James Joyce, sostene-
soprattutto a quella
della nostra anima. va, al contrario, che l’anima umana “ha la virtù del
camaleonte di mutar colore a ogni nuovo incon-
tro, d’esser gaia con chi è allegro e triste con chi è
depresso, così anche la sua età è mutevole come il
suo umore”. Anche la psicologia moderna ritiene
che ogni persona abbia un’immagine precisa del-
la sua età interiore, pure se non ne è consapevole,
10
La vita è bella se ti sai accontentare delle
JAMES JOYCE 4 cose semplici…
Il grande scrittore
sosteneva che a) Le cose semplici non le vedi nemmeno.
l’anima umana
“ha la virtù del
b) Non sei d’accordo, perché bisogna puntare in
camaleonte di alto.
mutar colore a ogni c) Quasi sempre è vero.
nuovo incontro,
d’esser gaia con chi d) Bisogna rimanere con i piedi per terra ed
è allegro e triste con evitare di sognare in grande.
chi è depresso, così
anche la sua età è
mutevole come il Nella vita, il denaro è importante…
suo umore”. 5 a) È vero, ma non riesci a mettere da parte
nemmeno un cent.
b) Non è vero, il denaro non dà la felicità.
c) Il denaro aiuta a essere felici e sei riuscito
anche a risparmiare qualcosa.
e che questa percezione influenzi il suo modo di d) Il denaro è importante per gli altri, che infatti
vivere e di essere e possa essere cambiata. Per que- te ne chiedono in continuazione.
sto, è importante mettere a fuoco quante candeline
spente pesano sull’equilibrio psicologico, anche se Quanto è importante il guardaroba nella
si tratta solo di compleanni immaginari.
6 tua vita?
a) È importante, perché ti fa sentire come gli
TEST altri.
b) Ti piace seguire la moda e fai di tutto per
QUAL È LA TUA ETÀ migliorare il tuo look.
INTERIORE? c) L’importante è avere il vestito giusto al
momento giusto.
d) Non ci fai troppo caso.
Quali sono i tuoi programmi preferiti
1 alla tv? Ti invitano a partecipare a una cena con
a) Ti piacciono i film. Di qualunque genere siano,
7 Robert De Niro…
li guardi tutti, anche la sera fino a tardi. a) Ti prepari un po’ di domande interessanti per
b) Non guardi la tv, perché ti annoia. Se sei solo, fare bella figura.
preferisci passare la serata chattando con gli b) Ti scatti un selfie con lui e poi lo metti sulla
amici sui social. tua pagina Facebook.
c) Attualità e tg. Ci tieni a tenerti informato, ma c) Speri che lui non si annoi troppo.
ti piace anche seguire lo sport. d) Te lo porti in disparte per parlarci, in modo
d) I programmi della mattina, perché ti fanno che nessuno possa darti fastidio.
sentire sereno e senza problemi, ma ti piacciono
anche le fiction e le telenovele. A letto ti fanno “sciogliere”…
8 a) Le parole sussurrate con tenerezza.
Ti offrono un biglietto last minute, ma b) Le scoperte “hard”.
2 devi decidere immediatamente e partire c) Le coccole e le carezze.
tra due ore… d) La complicità assoluta col partner.
a) Rispondi di sì, ma solo se c’è qualcuno che ti
accompagna. Quando c’è la salute c’è tutto. È vero?
b) Hai già i bagagli pronti.
9 a) È importante, ma ci vogliono molte altre
c) Ti ci vuole un po’ per decidere, ma poi, fai uno cose per essere felici.
sforzo di volontà e dici di sì. b) Se stai bene va tutto meglio.
d) Rispondi di no, a meno che non ti diano una c) La salute diventa importante quando viene
data più comoda. meno.
d) La salute è il bene più prezioso.
Ti invitano a una festa in un locale
3 famoso. Come la prendi?
a) Di solito preferisci locali con musica dal vivo,
10 Fai molto sport…
a) Non tanto, ma sei sempre in movimento
magari con un gruppo pop-rock. e ti sento in forma.
b) È l’opportunità giusta per stare un po’ con gli b) Sì, un po’ di corsa, un po’ di palestra e poi
amici. cerchi di stare a dieta.
c) Speri che sia previsto anche uno spazio per il c) Se non vuoi diventare un “peso massimo”, ti
karaoke. devi muovere un po’.
d) Non accetti l’invito, non ti va di far tardi per d) No, non sei riuscito a trovare uno sport che ti
una serata che sarà sicuramente noiosa. divertisse.
11
Autoanalisi: scopri chi sei
SPIRITO
RIBELLE
Nessuno può
fermarti e nessuno
può decidere per
te. Per portare
avanti le cose in
cui credi sei pronto
anche a pagare un
prezzo. Adori fare
nuove esperienze.

ETERNO
PETER PAN
Leggero, creativo,
versatile: ecco il
profilo dello spirito
giovane, di chi sa
ancora meravigliarsi
e sognare come un
bambino ed essere
Se hai raccolto più risposte A sempre spontaneo. Se hai raccolto più risposte B
NEL GIARDINO DELLE FAVOLE RIVOLUZIONE & CONTESTAZIONE
Quella dell’infanzia non è per te una terra stra- Sei come un’adolescente alla scoperta del mondo.
niera. Sei come Peter Pan, ti muovi con leggerez- LA RAGIONE Hai voglia di condividere con gli altri mille espe-
INNANZITUTTO
za in un mondo fantastico, con tanti sogni e tanti Di fronte agli rienze nuove, vuoi allargare il tuo punto di vista,
momenti che vivi serenamente nella tua immagi- imprevisti della ma allo stesso tempo hai le idee molto chiare e nes-
vita non perdi la
nazione. La creatività è presente in ogni cosa che calma e sai essere
suno è in grado di tarparti le ali. Di fronte a ingiu-
fai. La capacità di meravigliarti e la spontaneità ragionevole. Sei stizie e imposizioni scatta in te la molla della rivo-
una persona
sono il tuo punto di forza assoluto, la tua formula matura che sa ciò
luzione sempre e comunque, a costo di dover paga-
magica per non cedere al peso del tempo che pas- che vuole e come re qualche prezzo per la tua ribellione. Parola d’or-
sa. Parola d’ordine: Non è mai troppo presto per raggiungerlo. dine: Mi riposerò quando sarò morto.
pensare a divertirsi.

Se hai raccolto più risposte C


IN ACQUE CALME
Indipendentemente dalla data impressa sulla tua
carta d’identità, sei giunto a una fase dell’esisten-
za in cui l’infanzia e l’adolescenza sono ormai alle
spalle. Navighi in tutta tranquillità in acque cal-
me e anche se ogni tanto affiorano scogli impre-
visti non perdi la calma e ti affidi alla ragionevo-
lezza per ritrovare la rotta e riprendere il viaggio.
Che punta a una meta precisa, senza vagabondag-
gi. Parola d’ordine: Il tempo scorre, ma la corren-
te è a favore.
RINGIOVANIRE L’ANIMA, È POSSIBILE?
LA CALMA
CONQUISTATA Come abbiamo visto, l’età dell’anima non è scritta
Hai raggiunto nella pietra, ciascuno ha la sua, ma può variare nel
serenità e
consapevolezza,non corso dell’esistenza. Ogni fase ha i suoi lati posi-
ti lasci scuotere dalle tivi e non sempre essere più giovani o più matu-
mode passeggere.
ri rispetto all’età anagrafica è segno di mancanza
di equilibrio. Se però l’invecchiamento interiore è
IL POTERE
DELLA MENTE vissuto come un peso, esiste un modo per arrestar-
Il noto medico lo? E si può riportare indietro il tempo della psi-
ayurvedico
Deepak Chopra, che? Il dottor Deepak Chopra, medico ayurvedi-
ha dedicato gran co noto in tutto il mondo, ha dedicato gran parte
parte della sua vita
alla conoscenza
della sua vita a questo tipo di ricerca. Nel suo libro
del rapporto Mente giovane corpo intelligente, Chopra suggeri-
mente – corpo e sce da un lato di accettare la propria età cronologi-
alla capacità di
autoguarigione ca, dall’altro di rovesciare quella biologica e psico-
che ognuno di noi logica per ritornare al benessere fisico ed emozio-
possiede.
nale delle prime fasi
Se hai raccolto più risposte D della vita. «Io non ho
la macchina del tem-
SOTTO IL SOLE DEL CREPUSCOLO po – scrive Chopra
Chi lo ha detto che il viale del tramonto è triste e – ma sono convin-
popolato di ombre? Per chi, come te, sa apprezza- to che, con il potere
re le carezze degli ultimi tiepidi raggi di sole, l’idea della mente, abbina-
della maturità non fa paura, ma è una conquista, a to a una serie di abi-
prescindere dal numero di capelli bianchi in testa. tudini sane, si pos-
Porta con sé capacità di vedere l’essenziale, fuggi- sa riconquistare la
re il caos del mondo e le mode passeggere, tenen- salute fisica ed emo-
do strette solo le cose e le persone davvero impor- zionale della propria
tanti. Parola d’ordine: Il tempo è un galantuomo. giovinezza».

L’ESERCIZIO PER TORNARE INDIETRO NEL TEMPO

C
hopra suggerisce di pensare
a se stessi immaginando di
avere in media dieci-quindi-
ci anni di meno. «Chiudete gli
occhi, – consiglia – diventate
consapevoli del vostro respiro, lasciando
andare qualunque tensione possiate aver
accumulato nel corpo. Scegliete ora l’e-
tà, compresa nell’arco degli ultimi quin-
dici anni, che vorreste avere a livello bio-
logico». Una volta visualizzata l’età desi-
derata bisogna vedere e sentirsi, a livel-
lo di mente e corpo, come se la si aves-
se davvero, incarnando il Biostat, cioè
l’età biologica corrispondente. Nel tem-
po, secondo Chopra, psiche e organismo
riusciranno davvero a raggiungere il Bio-
stat desiderato, soprattutto se l’esercizio
è messo in pratica con costanza quoti-
diana, assieme ad altri precetti. Gli altri 9
suggerimenti pratici per ringiovanire l’a- 3) Usare con saggezza integratori emozionali
nima sono: alimentari 7) Coltivare la consapevolezza nella
1) Apprendere un’armoniosa 4) Aumentare l’integrazione mente- creatività
consapevolezza di sé e avere un corpo 8) Amare totalmente e con gioia
riposo tranquillo 5) Fare esercizio e praticare Yoga 9) Mantenere una mente giovane
2) Nutrire il corpo con alimenti sani 6) Eliminare le tossine fisiche ed attraverso la crescita e la flessibilità.

13
Autoanalisi: scopri chi sei

SE MANCA L’AMORE

IL PROBLEMA DI NON
VOLERSI BENE
Chi non si prende cura dei suoi sentimenti perde contatto con se stesso e scivola in una
spirale, oscillando tra vittimismo e aggressività. E allora diventa utile analizzare il problema

L’
identità di una persona è minano l’equilibrio interiore e la capacità di relazio-
NON MI AMO complessa e sfaccettata, pie- narsi con gli altri. In più, il disamore verso se stes-
La mancanza na di luci e ombre. Spesso i lati si viene misconosciuto, negato e nascosto alla parte
di amore verso
se stessi può negativi sono difficili da accet- consapevole dell’Io. Una parte fondamentale dell’au-
essere scatenato tare e scatenano un vortice di toanalisi deve partire dai cinque sintomi della man-
da tanti fattori,
veri o presunti sentimenti autodistruttivi, che canza dell’amore per sé.
tali. In tutti i casi
l’atteggiamento
L’invidia per i suc-
autopunitivo
mina l’equilibrio
1 cessi degli altri:
interiore e scatena
sentimenti
l’incapacità di condividere
autodistruttivi. con il prossimo momenti
di gioia e successi perso-
nali nasconde un senti-
mento di profonda inade-
TIGRI guatezza. Chi si prende
O CONIGLI? cura di se stesso e ama sia
Una persona
che non si ama i propri limiti che i punti
oscilla tra un di forza è in grado di capi-
atteggiamento
aggressivo re che i traguardi raggiun-
e tagliente al ti da amici, colleghi e parenti non sono “medaglie
suo contrario,
un vittimismo al contrario” che sanciscono la propria mancanza
autocommiserativo. di qualità.
14
2 La compulsione a men-
tire sulle piccole cose:
LA MISURA DELL’AMORE PER SÉ
MINI TEST PER CAPIRE
abbellire la realtà della propria
vita con piccoli grandi partico- 1) Ti hanno offerto un viaggio in Alaska e ora sei
lari totalmente inventati, al all’aeroporto pronto alla partenza. Come ti senti?
solo scopo di catturare l’inte- a) Percepisci un po’ di insicurezza, ma senti anche lo stimolo della
resse e l’approvazione delle nuova sfida. Non hai dubbi, andrà tutto benissimo.
persone della sfera familiare o b) Senti crescere la paura delle mille difficoltà che dovrai affrontare.
lavorativa. E tutto per poi pen- c) Nessuna ansia, l’Alaska è un Paese civile e ci starai benissimo.
tirsi di averlo fatto, scatenando
paura e ansia che inducono a 2) A una festa, qualcuno propone di fare il gioco della verità.
mentire ancora. Questa è la spirale di chi si vuole poco Qual è la tua reazione?
bene e cerca all’esterno (affannosamente e con truc- a) Entusiasmo. È un gioco divertente e tu non hai nulla da nascondere.
chi ingenui) l’amore che non riesce a dedicare a sé. b) Terrore, potrebbero farti domande alle quali non hai la minima voglia
di rispondere.
Uno stile di vita poco c) Serenità, hai una vita così tranquilla e serena, che non trovi alcuna
3 sano: dottori, amici e difficoltà a dire tutta la verità.
familiari consigliano di fare
esercizio fisico e di mangiare 3) Ti hanno invitato alla festa degli Oscar.
cibi seguendo una dieta equi- Come ti senti?
librata, ma chi si vuole male a) Rilassato, hai il look giusto e saprai inserirti in ogni conversazione.
non riesce a vedere in questi b) Ansioso, sarà pieno di invitati snob e presuntuosi che ti isoleranno.
comportamenti la spia di un c) Incuriosito, non sai perché abbiano scelto te, ma ormai sei in ballo…
grave malessere. “Io sono fatto
così”, si dice, ma non impor-
rebbe nemmeno al suo peg-
gior nemico il trattamento che riserva al proprio cor-
po e, di conseguenza, alla propria psiche.

L’ottimismo solo nei


4 periodi “sì”: sembrerà
banale, ma l’individuo davve-
ro risolto e in pace con se
stesso si vede innanzitutto
nei momenti di difficoltà.
Quando tutto va bene è fin
troppo facile sentirsi in sinto-
nia con il mondo e si scambia
quel benessere per una forza
interiore che è legata solo a
fattori esterni. E quando quest’ultimi volgono al
peggio, sono guai, l’ex ottimista vede tutto nero
davanti a sé. Chi si apprezza solo nelle fasi ascen-
denti non ha gli strumenti interiori per affrontare
la caduta.

La tendenza a giudi-
5 carsi continuamente: 1) SE HAI RACCOLTO DUE RISPOSTE A
chi si percepisce inadeguato, Negli anni hai imparato a trattarti bene e non permetti a nessuno di
invece di tendere a migliorar- incrinare il buon rapporto con il tuo io profondo. Attenzione che l’amor
si attraverso cambiamenti proprio non sfoci nell’arroganza!
graduali, che consolidino
l’autostima, si mette alla pro- 2) SE HAI RACCOLTO DUE RISPOSTE B
va con obiettivi irraggiungi- Hai tutte le carte in regola per stare bene nei tuoi panni, eppure non
bili e aspettative che sarebbe- perdi occasione per nasconderti agli altri. Devi spezzare il circolo vizioso
ro fuori portata anche per un del disamore prima di dimenticare chi sei.
supereroe. Quando fallisce,
cioè quasi sempre, si autopunisce con severità e 3) SE HAI RACCOLTO DUE RISPOSTE C
riduce al lumicino l’amore verso se stesso, per poi Il tuo è un amor proprio a intermittenza, un momento c’è ed è forte,
pretendere ancora di più, con un esponenziale sen- quello dopo si spegne oppure viene nascosto con il sarcasmo o
so di frustrazione. un’autoironia che sconfina nell’autolesionismo.

15
Gestione delle emozioni

CHE SONO E A CHE SERVONO?

GUIDA ALLE
EMOZIONI
Sono le stesse per tutti, ma al tempo stesso, sono uniche. Ognuno ha le sue emozioni e
deve imparare a conoscerle, accoglierle e ascoltare il loro messaggio

G
ioia, paura, tristezza, vergogna. gere la loro importante funzione. Sapere cosa sono e
EMOZIONI, Nel corso di una giornata si passa quali meccanismi le governano apre la porta a una
ISTRUZIONI
PER L’USO da un’emozione all’altra, con stati maggiore consapevolezza e aiuta a capire meglio
Le emozioni ci d’animo che spesso si sovrappon- quei comportamenti che a volte sembrano ingiusti-
aiutano a vivere,
perché sono la gono a tal punto da essere indi- ficati o irrazionali.
risposta a stimoli stinguibili. Il flusso emotivo può
interiori ed esteriori
e ci consentono travolgere la psiche e impedirle una reazione positi- PARLANO ATTRAVERSO IL CORPO
di comunicare agli va alle singole emozioni. Che esistono per un moti- Le emozioni si manifestano fin dal primo vagito del
altri il nostro stato
d’animo. vo e sono programmate per aiutare l’uomo a vivere neonato, fanno parte del bagaglio che madre natura
meglio, ma vanno riconosciute e accettate per svol- ha dato all’individuo per affrontare il mondo. Sono

CONOSCERLE
PER
CONOSCERSI
Nel caleidoscopio
emozionale di
ognuno di noi è
importante imparare
a riconoscere le
singole emozioni
per riuscire a
gestirle ed essere
più consapevoli
di noi stessi
e dei nostri
comportamenti.

16
• Far percepire all’individuo le sensazioni buone o
cattive che provocano alcuni eventi.
• Far conoscere agli altri il proprio stato emotivo.
Comunicare per condividere sia, per esempio, un
allarme che un momento di festa.
Occorre però fare una precisazione, le emozioni non
vanno confuse con i sentimenti. Questi ultimi durano
più a lungo e in qualche modo sono meno soggettivi.
Le emozioni sono intense, individuali e si consuma-
no in fretta. All’interno di un sentimento si possono
provare più emozioni, ma le emozioni possono mani-
festarsi anche in assenza di un sentimento specifico.
A chi non è capitato di provare rabbia o collera per-
sino all’interno di sentimenti “buoni” come l’amore o
di sentire scatenarsi paura o disgusto anche in con-
dizioni emotive del tutto neutre? Le emozioni, oltre-
tutto, producono una reazione, sono più o meno fun-
zionali al raggiungimento di uno scopo, ma in realtà
restano fini a se stesse. In psicologia si dice che sono
automotivate, cioè sono rilevanti solo per la funzione
che svolgono, e non hanno lo scopo di raggiungere un
certo obiettivo. Tanto per capirci, nessuno può provo-
una risposta a uno stimolo, un segnale di tipo fisio- carsi emozioni autentiche – per esempio la spinta alla
logico che la mente e il corpo inviano per mettere in UN BAGAGLIO sopravvivenza ereditata dal nostro stato primitivo di
IMPORTANTE
guardia da una minaccia o creare lo stato d’animo Il pianto del cacciatori – solo per essere più agguerrito in ufficio.
necessario ad apprezzare un evento positivo o a rag- neonato è la
risposta a uno
giungerlo. Il corpo esterna le emozioni con un lin- stimolo: fame,
guaggio che non è fatto di parole, ma di movimen- sonno, sete…
Da quel momento
ti facciali, espressioni, posture, inflessioni della voce in avanti le nostre
e, a livello profondo, cambiamenti del battito cardia- emozioni, più o
co, della respirazione o della circolazione del sangue. meno evidenti,
sono lì per
Non esistono emozioni “inutili” o dannose di per sé, comunicare a noi
ma l’impossibilità di avere il controllo su di esse fa sì stessi e anche agli
altri un bisogno,
che vengano vissute come un elemento di disturbo, una paura, un
da cui difendersi. Esse si manifestano come conse- piacere…
guenza della valutazione che ciascuno dà a un even-
to, perciò variano da persona a persona e possono
EMOZIONI
cambiare quando, nel corso della vita o persino nella “USA E GETTA”
stessa giornata, un individuo cambia il modo di per- Anche se possono
essere intense,
cepire quello che gli sta accadendo intorno. le emozioni si
consumano
NON CONFONDERE EMOZIONI E SENTIMENTI in fretta e non
vanno confuse
Le emozioni, dunque, hanno tre funzioni fonda- con i sentimenti,
mentali: che sono meno
individuali, più
•P
 reparare l’individuo all’emergenza o ad affrontare profondi e durano
le varie situazioni impreviste della vita. più a lungo.

EMOZIONI PRIMARIE E SECONDARIE

B
isogna sgomberare il campo da un tà, può essere vero il contrario: chi ha mag-
pregiudizio: le emozioni non hanno a giore contatto con le emozioni reagisce in
che vedere con l’emotività. Per emo- maniera meno disordinata, perché ne capi-
tività si intende la sensibilità alle situazio- sce chiaramente la comunicazione e sa
ni che più facilmente suscitano una rea- come usarla a proprio vantaggio. Esistono
zione a livello emotivo. Si tende a pensare due tipi di emozioni: le emozioni primarie,
che chi per natura è aperto all’ascolto del- che vengono espresse più o meno da tut-
le proprie emozioni, per cui le vive intensa- ti nello stesso modo, e le emozioni secon-
mente, sia incline a esserne in balia, diven- darie, che sono più individuali e per esse-
tando irrazionale e meno affidabile. In real- re descritte necessitano di altre emozioni.

17
Gestione delle emozioni
ESPRESSIONI
DI SÉ
Rabbia, paura,
gioia, tristezza…
In una giornata
si rincorrono
moltissime
emozioni, a volte
importanti, altre
meno: in ogni caso
vanno accettate,
capite e mai
represse, perché
fanno parte del
nostro modo
di esprimerci.

L’EMOZIONE PARASSITARIA ne per sua natura è immediata e spontanea, dura


Le emozioni in teoria sono tutte positive, perché indi- poco, esaurendosi dopo la scomparsa dello stimo-
cano a ciascuno che cosa è giusto o non è giusto per lo che l’ha prodotta. Ma quando questo non accade?
lui, ma nella vita reale alcune si dimostrano decisa- Se è normale provare un’emozione primaria di paura
mente negative, succhiando energie e forza, al pun- di fronte alla minaccia di un coltello, non lo è altret-
to da essere definite “emozioni-parassite”. L’emozio- tanto continuare a sentirsi spaventati una volta che
l’aggressione è stata sventata e si è tranquilli nel pro-
prio letto, a ore di distanza dall’evento. L’incapaci-
tà di spegnersi e la tendenza a provocare reazioni di
stress e ansia è tipica dell’emozione parassitaria. Cer-
to esistono anche emozioni positive che si protraggo-
no a lungo, per esempio la gioia provata durante la
visione di un bel film può accompagnare lo spettato-
re per molte ore dopo l’uscita dal cinema. In genera-
le però le emozioni che tornano a tormentare la psi-
che a distanza di tempo dallo stimolo che le ha origi-
nate sono un campanello d’allarme e vanno analiz-
zate con cura.

SE DURA TROPPO…
Un’emozione che dura troppo a lungo, può essere il campanello
di allarme di un malessere: è quella che viene definita “emozione-
parassita”, che necessita di un’analisi più profonda.

QUALE PARTE DEL CORPO COLPISCE OGNI EMOZIONE?

R
iconoscere le emozioni è importan- rando la gola, contraendo la zona intor- l’alto all’interno del corpo, ma anche ver-
te fin dall’infanzia e anche chi è poco no agli occhi, che si stringono e aprono so l’esterno. Si può prendere l’abitudine di
incline all’introspezione può affinare alle lacrime. annotare in quale zona del corpo si mani-
la propria consapevolezza emotiva eser- • La rabbia ci prende alla schiena, fra festano le emozioni primarie, in modo da
citandosi giorno per giorno. Le emozioni le scapole, muovendosi verso il collo e la poter intercettare le emozioni parassitarie,
sono uno stimolo fisiologico, parlano attra- mascella. Non a caso i problemi alla cervi- che sono più ambigue e difficili da gestire.
verso il corpo e ciascuna ha la sua zona cale o il bruxismo (stringere i denti duran-
corporea d’elezione. Sapere attraverso te il sonno) sono tipici di chi sof-
quali organi si esprimono le emozioni aiu- fre di rabbia repressa.
ta a individuarle. Osserviamo, ad esempio, • La gioia e la tristez-
le emozioni primarie. za partono dal petto
• La paura si origina nella pancia e si e coinvolgono viso e
irradia in tutto l’addome dal basso verso occhi (per questo può
l’alto. Per questo si dice che a una persona capitare di “piangere di
terrorizzata si è “stretto lo stomaco”. gioia”). Però, queste
• La tristezza prende la forma di un emozioni non si dif-
peso sul petto che sale verso il viso, ser- fondono solo verso

18
UN ESERCIZIO
SCACCIA NEGATIVITÀ

C
ome reagire di fronte a un’emozione negati-
va? Con una strategia di controllo e accettazio-
ne. Si analizza l’emozione per capire quale tipo
di pensiero negativo l’ha prodotta, gli si impone uno
“stop” (che va visualiz-
zato, a occhi chiusi) e si
cerca poi di rovesciare il
pensiero negativo in uno
positivo. “Fallirò come in
passato” può diventa-
re, per esempio, “Cono-
sco i miei errori e posso
evitarli”.

emotiva che produce, anzi, con l’andare del tempo la


ingigantisce e la rende incontrollabile.

LA GUERRA
COME GESTIRLE Il secondo è la guerra all’emozione. C’è un modo
E VIVERE FELICI di dire inglese che recita “what you resist persists”,
ovvero ciò a cui resisti persiste. Che vuol dire? Che

LE EMOZIONI
più si combatte un’emozione tentando di sradicar-
la, più quest’ultima risponde con una forza ugua-
le o superiore.

NEGATIVE
Provare rabbia, ansia o paura è normale e non
L’IDENTIFICAZIONE
La terza e più insidiosa trappola è l’identificazio-
ne. Quando si prova un’emozione si ha la tendenza
a diventare tutt’uno con essa, facendone una parte
preponderante dell’identità del momento. Quando
deve paralizzare la capacità di vivere le tante altre si dice “sono arrabbiato” e non “provo un sentimen-
to di rabbia” si sta dimenticando che un individuo
emozioni del momento, imparando a godere in non è l’emozione che sta provando in quel momen-
pieno ogni giorno della propria vita

G
to. Quando afferma: “Sono arrabbiato” significa che
tra l’individuo e le sue emozioni non c’è più distac-
estire le emozioni è una compe- co e che dunque ha trasformato uno stimolo utile in
EMOZIONI
tenza che si acquisisce con il tem- ESPLOSIVE un fattore che frena tutte le altre emozioni e spesso
po, crescendo e facendo esperien- Ci sono emozioni anche il pensiero razionale.
così forti che
za. Il bambino rischia di essere in rischiano di
balìa del proprio stato emotivo prendere il LE REAZIONI DA EVITARE
sopravvento
più dell’adulto, ma anche i grandi su noi stessi e
Rifiuto, guerra e identificazione rendono l’emozione
tendono ad affrontare i loro stati emotivi in manie- che proprio non negativa così potente da indurre chi la prova a una
ra errata. Per vivere bene un’emozione che rompe l’e- riusciamo a gestire. disperata difesa, che spesso passa attraverso compor-
Almeno finché
quilibrio, che cioè è negativa, bisogna evitare le tre ce ne facciamo tamenti autodistruttivi. Per esempio, l’ansia si addol-
principali trappole emotive in cui cadono sia i bam- intrappolare. cisce bevendo alcol, fuman-
bini che gli adulti. do sigarette a mangiando-
IN DIFESA si le unghie, e la rabbia
Le tre trappole La difesa da
un’emozione
si esprime aggredendo
troppo intensa il prossimo, alzando
IL RIFIUTO può indurre anche la voce o distraendosi
a comportamenti
Il primo errore che pregiudica la buona gestione di autodistruttivi più continuamente.
un’emozione è il rifiuto. Se una situazione o una per- o meno gravi, per
sedare l’ansia o
sona provocano un’emozione negativa, la prima rea- la rabbia che non
zione istintiva è di sottrarsi. Invece bisognerebbe riusciamo a gestire:
dal fumo, all’alcol,
chiedersi: “Chi o che cosa evoca questo stato emoti- a un’aggressività
vo?”. Evitare lo stimolo però, non riduce la reazione ingiustificata…

19
Gestione delle emozioni

LA TECNICHE DI “SOPRAVVIVENZA”

Se la tensione è alle stelle e ci si sente confusi, con il cuore che corre e il fiato che manca,
allora vuol dire che è arrivato il momento di correre ai ripari. Ecco come…

S
pesso chi crede di avere maggior LA TECNICA DELLA RUOTA
IN PREDA
ALLE
EMOZIONI
controllo sulle proprie emozioni è
la prova vivente di quanto queste
possano prendere le redini della vita
1. Come primo passo, bisogna immaginare una
situazione che scatena emozioni negative e
sistemarla in un punto preciso del proprio corpo.
Se un’emozione
prende il di una persona e condurla in una La percezione fisica delle emozioni, infatti, si spo-
sopravvento
tanto da esserne direzione completamente oppo- sta nei punti sensibili di un individuo, girando come
succubi o diventare sta ai suoi bisogni. Vediamo dunque di capire qua- una ruota. Il compito di chi tenta questa tecnica è
tutt’uno con essa,
è necessario li possono essere le strategie giuste per affrontare le cercare di capire il “movimento” delle emozioni. Per
correre ai ripari per tempeste emozionali che a volte capitano nella vita esempio un moto d’ira può partire dallo stomaco e
mantenere ben
saldo in mano il
e come possiamo tamponarle, in modo da non esse- salire verso il cuore.
timone della propria
vita.
re travolti da uragani emotivi che possono solo met-
terci in difficoltà. 2. Ora, bisogna tracciare una specie di mappa
mentale del movimento dell’emozione, imma-
ginando, per esempio, una freccia rossa che indica il
IMPASSIBILE senso della rotazione.
O PARTECIPE?
Di fronte a
un’emozione,
l’atteggiamento più
3. Una volta che se ne riesce a cogliere il movimen-
to, bisogna prendere l’emozione e spostarla fuori
di sé e guardarla mentre si muove al di fuori del corpo.

4.
giusto è prenderne Visualizzando l’emozione, è possibile cambiarle
atto con serenità,
distaccandosene la direzione del movimento e il colore, sceglien-
quel tanto che do una sfumatura rilassante. Il trucco serve a stabili-
consente di essere
partecipi, ma con re un dominio su un’entità che è dentro il corpo e che
tranquillità. procura sensazioni negative.
20
tempo di visualizzare un semaforo rosso. È un modo
FUORI
E DENTRO forte, imperativo, per dire “Stop” al malessere. Poi,
DI SÉ si passa alla respirazione più profonda possibile, per
Visualizzare
un’emozione ritrovare la calma e interrogarsi, cercando di scopri-
negativa come una re che cosa ha voluto dire il proprio organismo con
ruota che gira e
spostarla fuori di sé,
quella scarica di emozioni negative.
cambiarle colore e
direzione per poi
riportarla all’interno
del corpo, è
una tecnica per
imparare a gestirla.

5. Ora che se ne ha il controllo, è possibile riporta-


re l’emozione dentro il corpo (facendola rientra-
re dalla fronte) e si può anche farla girare nella dire-
zione opposta.

6. Questo lavoro è solo una visualizzazione di un


pensiero, che permette di trasferire fuori dal cor-
po il malessere per poi riportarlo al suo interno sotto
forma di un’emozione rilassante. Come abbiamo det-
to, questa emozione entra dalla fronte e piano piano
si diffonde attraverso il collo, nel petto, nei polmoni,
fino allo stomaco, il punto da cui è partita. In queste
condizioni, il corpo tende a rilassarsi e a respingere
il malessere iniziale.
SEMAFORO
LA TECNICA DELLA FOGLIA ROSSO
Con la tecnica
Questa tecnica serve in condizioni particolari, quan- dell’autoabbraccio
si cerca di fermare
do, cioè, ci si trova in una situazione di forte stress, il malessere
con conseguenti ansia, respirazione superficiale, concentrandosi
tachicardia, sudorazione etc. E non si tratta solo di sull’emozione che
si sta vivendo e
una visualizzazione che aiuta a ritrovare la calma, visualizzando un
ma anche di un modo poetico di affrontare l’ansia. semaforo rosso.

Il soggetto deve immaginare davanti a sé un fiume


che scorre lento e calmo. Nell’acqua galleggia una COME GESTIRE L’ANSIA
foglia che viene verso di lui. A un certo punto, quan-
do si trova al punto giusto, la foglia deve rallentare
E LE EMOZIONI NEGATIVE
Ne parliamo con Silvana Cichi, psicologa e psicoterapeuta

C
ancora, in modo da consentire al soggetto di deposi-
tare su di sé i suoi pensieri di ansia. Si tratta di pren- he differenza c’è tra l’ansia e la pau-
derli e portarli fuori da sé e di affidarli alla foglia per- ra? Che la paura è uno stato d’allar-
ché, navigando lungo il fiume, li porti lontano. me dell’organismo di fronte a una
minaccia concreta e reale. L’uomo del-
le caverne aveva paura quando si sen-
tiva minacciato da un animale più grosso di lui.
Invece, l’uomo moderno non corre più tanti peri-
coli e la minaccia che percepisce non ha alcun col-
legamento con una situazione immediata. E così
la paura diventa ansia, cioè un sentimento inde-
terminato, che indica solo uno stato di disagio interiore: la previsione
di un problema che potrebbe verificarsi in futuro. Fronteggiare que-
sto problema (che al momento non c’è) richiede molta energia. Tan-
ta che l’ansioso si trova indebolito e scarico quando deve affrontare
invece i normali problemi della vita quotidiana. Ma proprio qui sta la
cura: nel rendersi conto che l’ansia (come tutte le emozioni che biso-
LA TECNICA DELL’AUTOABBRACCIO gna imparare a gestire) indica che la vita di un individuo è mal orga-
Quando ci si sente invasi dalla rabbia o dalla paura, nizzata e che, per superare il malessere, bisogna canalizzare in altro
si può ricorrere a questa tecnica che, tra tutte, è la più modo le proprie energie. Questo metodo, poi, va approfondito, con la
facile da mettere in pratica. Al momento della massi- consapevolezza che la gestione delle emozioni, quando diventa diffi-
ma tensione, infatti, basta concentrarsi sull’emozione cile da controllare, richiede la trasformazione di alcune abitudini men-
che si sta provando e tentare poi di autoabbracciar- tali e forse un cambiamento di vita.
si, cioè stringersi tra le braccia cercando nello stesso
21
Gestione delle emozioni

COME MISURARLA E COME SVILUPPARLA

Le possibilità della mente si misurano da sempre con il quoziente di intelligenza,


ma dagli anni ’90 anche con quello emotivo, che indica la capacità di riconoscere
le proprie emozioni e l’attitudine a interpretare quelle degli altri

P
er decenni il livello di intelligen- mente. Questo perché, sia agli psicologi che all’uo-
EMOZIONI, za delle persone è stato misura- mo della strada, non sfuggiva come il QI non fosse
CARTA to e classificato in base al cosid- in grado di far emergere tanti elementi fondamen-
VINCENTE detto “quoziente di intelligen-
Una buona tali tipici di una mente brillante, come la capaci-
capacità di entrare za” (QI). Dagli anni ’90 nella tà di entrare in contatto con gli altri o la creatività.
in contatto con le
emozioni proprie e
psicologia si è fatto avanti un Per intelligenza emotiva si intende la capacità di un
di chi ci è vicino è modo alternativo di giudicare le possibilità delle individuo di riconoscere, comprendere e gestire in
definita intelligenza
emotiva, e
dagli anni ’90
è diventata
una qualità
che completa
la definizione
di intelligenza
mediante il “QI”.

NON SOLO
INTELLIGENZA
Una persona
brillante non è
solo quella che
vanta una grande
intelligenza, ma
anche quella
che sa entrare in
comunicazione con
gli altri ed esprimersi
con creatività.

22
modo consapevole sia le proprie emozio- si traducono nell’attenzione di un sogget-
ni che quelle delle persone che lo circon- to ai propri sentimenti e alle proprie emo-
dano. Una facoltà che da sempre aiuta zioni e alla sua capacità di capire che cosa
l’uomo ad adattarsi al mondo esterno e ha scatenato le une e che cosa provoca gli
a reagire in modo positivo ai traumi e altri. Un alto livello di intelligenza emo-
alle difficoltà. tiva nasce anche dalla capacità di identifi-
Per la riuscita negli studi e nel mondo del care sul nascere i meccanismi alla base del-
lavoro, un alto indice di intelligenza emoti- le emozioni parassitarie, bloccando le reazio-
va è importante quanto un buon QI. Anzi, in ni irrazionali e autolesioniste. Questo permette di
un certo senso è una specie di punto di parten- accettare le emozioni come parte fondamentale di
za per far spiccare il volo alle capacità intelletti- DANIEL sé e vedere negli ostacoli eventi temporanei, provo-
ve di ciascuno. GOLEMAN cati solo da cause specifiche. Questa forma di auto-
Nel libro Intelligenza controllo si applica anche nelle relazioni interper-
emotiva. Che
SENZA EMOZIONI NON C’È EVOLUZIONE cos’è e perché sonali, aprendosi all’ascolto degli altri, evitando i
A introdurre nel mondo scientifico il concetto di può renderci felici, pregiudizi e interpretando in maniera efficace ciò
Daniel Goleman
intelligenza emotiva sono stati Peter Salovey e afferma che che il resto del mondo non dice, ma comunica con
John D. Mayer, ma a imporlo come nuovo para- autoconsapevolezza, i propri comportamenti o i propri gesti.
autocontrollo ed
digma per la valutazione delle capacità intellet- empatia sono alla
tuali è stato lo psicologo Daniel Goleman, autore base dell’intelligenza
emotiva, capacità in ALL’ASCOLTO DI SÉ
del libro Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché grado di influenzare La capacità di prestare attenzione ai propri sentimenti e alle proprie emozioni
può renderci felici. Secondo Goleman, un indivi- maggiormente la aiuta a gestire meglio la propria emotività e quindi a essere vincenti in molte
vita dell’uomo. situazioni, e migliora – e non di poco – la comunicazione con gli altri.
duo, per poter sviluppare la propria personalità
in maniera armonica, deve imparare a riconosce-
re e a dare il giusto peso a sentimenti e bisogni.
Per riuscirci, però, deve imparare, attraverso l’e-
sperienza, a conciliarli con quelli degli altri e con
il proprio modo di vivere. Chi non è in grado di
smuovere le proprie risorse emotive è destinato al
fallimento di fronte agli ostacoli e agli errori che
fanno parte della vita di ogni giorno. Allo stesso
modo, avrà grandi difficoltà chi non ha sviluppa-
to fin da piccolo la capacità di valersi del soste-
gno degli altri entrando in comunicazione con i
loro sentimenti.

I TRE PILASTRI
DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA
Per Goleman l’intelligenza emotiva si basa su tre
abilità fondamentali: autoconsapevolezza, auto-
controllo ed empatia. Competenze che in pratica

COS’È L’EMPATIA?

«M
ettiti nei miei panni». Ecco de ad altri accadesse a lui.
una delle richieste più fre- Pur essendo innata, l’empa-
quenti che una persona tia, per essere preservata, va
ascolta nel corso della vita. Chi è in grado esercitata, trasmessa, attra-
di mettersi nei panni degli altri e di capi- verso l’educazione, di padre in
re le emozioni altrui raggiunge l’empatia. figlio. Secondo uno studio dell’U-
La parola stessa, infatti, viene dal greco e niversità del Michigan, la società
vuol dire “sentire dentro”, cioè riconosce- moderna sta spegnendo le capacità
re le emozioni degli altri come se fosse- empatiche delle persone: gli under 25
ro le proprie. A rendere possibile l’empatia di oggi hanno il 40% in meno di empatia
a livello neurologico sono i neuroni-spec- dei loro coetanei di solo venti e trent’an-
chio. Questi ultimi fanno sì che, assisten- ni fa. Per correre ai ripari, in Danimarca è
do ad azioni, sensazioni ed emozioni pro- stata inserita “l’ora di empatia” tra gli inse-
vate da un individuo esterno, si accenda- gnamenti della scuola elementare. I bam- gia che si è dimostrata efficace nella pre-
no in chi osserva le stesse aree del cervello bini parlano dei loro problemi e si scambia- venzione del bullismo e ha alzato il rendi-
che si accenderebbero se quello che acca- no esperienze e punti di vista. Una strate- mento scolastico.

23
Gestione delle emozioni
L’INTELLIGENZA EMOTIVA “NOBILE” gior impatto. Empatia e compassione, quindi,
Sapersi immedesimare negli altri grazie alla non sono sinonimi, ma devono andare di pari
gestione consapevole delle emozioni non passo. Solo così, infatti, si può sviluppare un’in-
vuol dire necessariamente avere un’indole telligenza emotiva nobile e rivolta all’attenzione
buona e compassionevole. Ci sono casi estre- ma non alla frustrazione degli altri. Per esem-
mi, come il sadismo, in cui l’empatia vie- pio, la passione per la verità e la giustizia impe-
ne usata come strumento di offesa, goden- disce a un politico onesto di approfittarsi degli
do del dolore inflitto agli altri proprio per- elettori o di anteporre il proprio tornaconto a
ché lo si vive come se fosse il proprio. Senza quello comune. Il rifiuto a provocare dolore in
spingersi così lontano, può accadere che chi un altro essere umano spegne l’istinto alla vio-
ha un alto quoziente emotivo non resista alla ten- BUONI lenza fisica, anche in condizioni di stress o soffe-
& CATTIVI
tazione di usarlo per manipolare gli altri. Quan- La gestione renza. La vocazione all’onestà rende un bisogno
do si rende conto che il suo interlocutore ha biso- consapevole delle vero e proprio la resistenza alle lusinghe della cor-
emozioni consente
gno di essere rassicurato, usa i complimenti per di immedesimarsi ruzione. Si può arrivare a sentire l’onestà come un
blandirlo e ottenere un favore o un tornaconto. negli altri. A volte obbligo che scavalca qualsiasi decisione volonta-
per aiutarli, ma a
In una discussione, capisce subito come ferire volte – nei casi di
ria. Così come il rimorso può essere più forte di
emotivamente chi ha un’opinione diversa e lan- sadismo – per far ogni istinto di proteggersi, magari mentendo per
cia il suo affondo quando sa di ottenere il mag- loro del male. nascondere una cattiva azione.

TEST
QUAL È IL TUO QUOZIENTE EMOTIVO?

Quando litighi con Quando qualcuno che ti è vicino ha una


1 una persona
4 preoccupazione o un problema…
a) Le emozioni ti a) Te ne rendi conto solo dopo che è venuto a
invadono ma cerchi di non confidarsi con te.
darlo a vedere e tenti di b) Lo intuisci e ti sforzi di ascoltare le sue
chiudere subito lo scontro. esigenze.
b) Senti la rabbia e la c) Percepisci il suo stato ma sei troppo coinvolto
frustrazione e riesci a farle per aiutarlo.
emergere, esprimendo
a chi hai di fronte le tue
ragioni.
c) Ti rendi conto che sei
sommerso da emozioni
negative solo quando hai
perso il controllo.

Ti è arrivato un
2 antipatico
accertamento fiscale.
Tu…
a) Lo ignori finché è possibile, come se non ti
riguardasse. ALTO & BASSO
b) Cerchi di capire che cosa può succederti e Chi ha un
quoziente emotivo
come potrai rimediare. alto percepisce
c) L’incertezza ti provoca uno stato di paralisi e intensamente
gli stati d’animo
pensi che dovrai pagare fino all’ultimo centesimo. degli altri. Chi lo
ha basso, sente Sei stato a cena con un nuovo gruppo di
meno le emozioni 5
3 Sei stato bocciato a un esame
importante…
altrui, ma anche le
proprie.
amici. Che opinione pensi che abbiano
avuto di te?
a) Pensi che non avresti mai potuto superarlo e a) Hanno pensato che sei noioso e usciranno
che non ritenterai una seconda volta senza avere ancora con te solo se verrai con un’amico più
una raccomandazione. simpatico.
b) Analizzi le cose andate storte e cerchi di capire b) Hai raccolto opinioni diverse, qualcuno
come migliorarti. la pensa in un modo, altri in un altro, ma sei
c) Senti che puoi tentare di nuovo, ma non sai da risultato interessante.
che parte iniziare e preferisci abbandonare del c) Sei stato simpatico a tutti, perché sei riuscito a
tutto. metterti in sintonia con gli altri.
24
I PROFILI
Se hai raccolto più risposte A TI VEDO, Se hai raccolto più risposte C
TI SENTO
L’attitudine a
QUOZIENTE EMOTIVO: BASSO immedesimarsi QUOZIENTE EMOTIVO: MEDIO
nell’altro rende
Trovi grande difficoltà ad ascoltare le tue emozio- più completi i
C’è stato un tempo in cui eri in contatto con le tue
ni e non riesci a gestirle nel modo giusto, pregiu- rapporti umani, emozioni, ma è come se tu fossi vittima di un’atro-
dicando la tua salute e il tuo benessere. Devi lavo- che diventano più fia. Gli stati emotivi ti inviano segnali, così come le
ricchi, più piacevoli
rare sulle tue reazioni emotive interiori e studiare e più appaganti. persone che popolano il tuo mondo, ma li percepi-
quelle di chi ti circonda, soprattutto nei momen- sci parzialmente o reagisci prima di averli analizza-
ti difficili. Sarà un utile allenamento per esercitare ti a fondo, trovandoti a volte ad aver sbagliato stra-
la tua intelligenza emotiva. tegia. Cerca di riaprire i canali interrotti.

QUESTIONE
DI COSCIENZA
Se hai raccolto più risposte B Si può avere
un’intelligenza
emotiva elevata,
ma usarla per
QUOZIENTE EMOTIVO: ALTO i propri scopi.
Sei caratterialmente predisposto a fare buon uso Capire gli altri,
infatti, può essere
della tua intelligenza emotiva, il canale di comu- utile anche a chi
nicazione verso i tuoi stati emotivi interiori è aper- vuol perseguire
il proprio
to e sei ricettivo nei confronti delle emozioni degli tornaconto.
altri. Ma questo risultato non deve portarti a smet- Insomma, un altro
livello di empatia
tere di lavorare su autocontrollo, consapevolezza va accompagnato
ed empatia. La vita ti sottoporrà a situazioni più anche a un animo
complicate e controverse di quelle esposte nel test! compassionevole!
Autostima

COME DIVENTARE
PIÙ FORTI CHE MAI

PERCHÉ A VOLTE MANCA


L’AUTOSTIMA? Spesso il giudizio degli altri è distruttivo, perché limita la capacità di
SIAMO
TUTTI DA riconoscere, oltre alle debolezze, i propri punti di forza e scatena un
INCORNICIARE
Ognuno di noi è meccanismo di autodemolizione. Che si può invertire…

C
unico e prezioso.
Anche se non ce
ne accorgiamo, hi non crede in se stesso non può vivere bene. Su questo punto sono tutti d’accordo,
meritiamo l’affetto
e l’attenzione di sperare nel giudizio positivo del ma solo pochi riescono a lavorare in modo effica-
chi ci sta intorno. prossimo. L’autostima è fonda- ce sulla propria autostima. Spesso è proprio chi
Per conquistarli,
bisogna cominciare mentale per ricevere il sostegno non crede in se stesso il giudice più severo, e le sue
ad apprezzare noi e l’apprezzamento degli altri, ma sentenze finiscono per essere una condanna alla
stessi.
anche – più semplicemente – per frustrazione e al disagio. Perché accade? L’auto-
stima si costruisce giorno
per giorno, fin dalla nasci-
L’AUTOSTIMA
SI COLTIVA ta, ma ogni mattone che
DA BAMBINI la compone ha un’origi-
Il giudizio che
abbiamo di noi ne diversa. Il giudizio che
stessi dipende da una persona ha di se stessa
molteplici fattori,
interni ed esterni.
dipende da diversi fattori,
Ma l’autostima da inclinazioni, emozio-
si coltiva fin da ni ed esperienze persona-
piccoli. Un bambino
bersagliato da li, ma anche dalle relazioni
valutazioni negative sociali. Un bambino bersa-
o vittima di abusi,
sarà un adulto con gliato di valutazioni nega-
poca autostima, tive dagli adulti (o vittima
che dovrà lavorare
su se stesso per di abusi che lo fanno sen-
riconquistarla. tire di poco valore) diven-
ta un adulto con un basso
26
livello di autostima e più esposto a proble- L’individuo che ha un’eccessiva stima di
mi di depressione. Per fortuna, l’autosti- sé si mostra testardo, rigido, incapace di
ma perduta si può recuperare attraverso mettere in discussione le scelte fatte e di
un percorso di consapevolezza. accettare gli errori commessi e quindi
di prendere in considerazione strategie
UNO STUDIO SERIO alternative per evolvere e migliorarsi. Ma
I primi studi psicologici sull’autostima c’è di peggio. A volte queste due opposte
risalgono alla fine del XIX secolo. Fu Wil- condizioni possono essere confuse. È il caso
liam James a definirla come il rapporto tra il “sé dell’insicuro che maschera le proprie incer-
percepito” e il “sé ideale”. Il primo consiste nell’im- tezze comportandosi con arroganza e disprez-
magine che una persona ha di sé sulla base delle zo verso gli altri. La mancanza di autostima non
sue caratteristiche di carattere e di comportamen- WILLIAM va presa con leggerezza, perché può aprire la por-
to. Il secondo, invece, consiste in quello che un JAMES ta a disturbi alimentari, di personalità e dell’umo-
Lo psicologo
individuo vorrebbe essere. Secondo James, la bas- e filosofo re. Chi, dopo un’attenta autoanalisi, ritiene di sof-
sa autostima scatta nel momento in cui il modo in statunitense frire di una scarsa stima di sé deve chiedersi con
William James
cui un soggetto si vede si allontana troppo da come fu il primo a dare onestà se ha le risorse emotive necessarie per fare
vorrebbe essere considerato. Più è grande lo scar- la definizione di un percorso di riconciliazione con se stesso o se
autostima come
to, maggiore è il senso di insoddisfazione. Così, ad il rapporto tra il invece non ha bisogno della guida di un terapeuta.
ogni prova che si trova ad affrontare, quell’indivi- “sé percepito” e il
“sé ideale”, cioè
duo fallisce e trae spunto per considerarsi anco- il rapporto tra ciò
ra peggio di prima. Al contrario, se il “sé percepi- che crediamo di
essere e ciò che
to” supera quello ideale, successo e senso di potere vorremmo essere.
sono a portata di mano. Insomma, il meccanismo
dell’autostima si gioca sull’equilibrio tra obiettivi
raggiunti e aspettative. Ed entrambi questi fattori
dipendono da come vengono affrontate e supera-
te le prove della vita quotidiana.
LA GIUSTA
AUTOSTIMA, TROPPA O TROPPO POCA? MISURA
Poca autostima
In base al rapporto tra ciò che crediamo di essere produce un
e ciò che vorremmo essere, l’autostima può essere atteggiamento
tendente alla
troppa o troppo poca. Con quali conseguenze sul passività; un
comportamento? Una persona con bassa autosti- atteggiamento
aggressivo è
ma ha un comportamento riconoscibile: scarsa proprio di chi
fiducia in se stessa, tendenza a darsi obiettivi irre- ha un’autostima
alistici e a far dipendere il proprio valore dal rico- eccessiva. Una
buona capacità di
noscimento altrui, mancanza di iniziativa e impul- comunicare è indice
sività, passività e difficoltà a controllare l’ansia. di equilibrio.

IL COMPORTAMENTO ASSERTIVO

L
a passività contraddistingue la bassa
autostima. Invece, l’aggressività può
diventare il difetto di chi ha un’auto-
stima esagerata. Una volta raggiunto l’e-
quilibrio, però, si può migliorare la propria
vita attraverso quello che viene definito un
“comportamento assertivo”. Di che si trat-
ta? L’assertività è il corretto atteggiamen-
to di chi esprime se stesso e i propri pun-
ti di vista senza passare sulla testa degli
altri, ma senza nemmeno essere prevarica-
to. Il comportamento assertivo si fonda su
un’elevata capacità di comunicare, anche e
soprattutto se di fronte si ha un interlocuto-
re con cui non si va d’accordo. Non a caso perdere le staffe per affermarli e allo stes- me con chiarezza e fermezza, ma senza
si dice che la calma è la virtù dei forti. Chi so tempo è consapevole che dovrà rispet- aggressività, trova maggiore collaborazio-
ha una giusta opinione di sé e ha un quadro tare quelli degli altri se vuole raggiungere gli ne anche in chi ha di fronte, perfino se è
preciso dei propri diritti, non ha bisogno di obiettivi che ha in mente. E, poiché li espri- un avversario irriducibile.

27
Autostima
problemi da una diversa prospettiva. Avvicinarsi agli
altri aiuta a non rimanere vittime dei pensieri negati-
vi, che finiscono per diventare ossessivi, distruggen-
do l’equilibrio emotivo e mentale.

5. TEMPO
PER IL RELAX
Chi soffre per mancanza
di autostima ha bisogno di
rimettersi in sintonia con
l’ambiente che lo circonda e,
per questo, deve essere dispo-
nibile e il più possibile sere-
no. Come si fa? È semplice,
basta scegliere l’attività più
congeniale. Che sia un bagno caldo o una sessione
di yoga, ciò che importa è il risultato. Il rilassamen-
to e la condivisione di tempo ed esperienze con altre
LE REGOLE PER MIGLIORARE L’AUTOSTIMA persone aiutano a trovare il proprio posto nel mondo.
Per incidere sul livello di autostima non basta auto- POSITIVI
ANCHE CON
convincersi di essere persone migliori. A diminuire
il divario tra ciò che si sente di essere e ciò che si vor-
rebbe essere si arriva dopo molte tappe. È un percor-
GLI ALTRI
Complimentarsi
dei successi degli
6. SIAMO COME SIAMO
A questo punto diventa necessario prende-
re una decisione: evitare di mostrarsi diversi da ciò
altri, avvicinarsi ai
so da affrontare per gradi e senza fretta e seguendo loro problemi aiuta che si è e tirar fuori il coraggio per mettere in mostra
alcune regole che possono tornare utili. a distaccarsi da come si è davvero. Magari non partendo subito da
se stessi, a essere
più simpatici e ad situazioni importanti. Per esempio, basta prendere la

1.  ON SABOTARSI CON OBIETTIVI TROPPO


N aumentare il proprio parola durante una riunione scolastica o dire la pro-
senso di sicurezza.
DIFFICILI pria opinione tra amici (non proprio amici).
Meglio partire da piccoli eventi o relazioni che non
sono stati affrontati nella maniera più giusta e lavo-
rare su di essi un po’ ogni giorno. Il tutto senza evita-
re di giudicarsi, ma smettendo anche di essere seve-
7. PRODIGARSI
PER GLI ALTRI
Impegnarsi in un progetto di soli-
ri con gli altri, un atteggiamento tipico di chi non si darietà o aiutare un parente anzia-
vuole bene. no dà una mano a cogliere la pro-
pria importanza. Non è necessario

2. IMPARARE A
COMPLIMENTARSI
CON IL PROSSIMO
sentirsi dire “bravi”, ma rivolgersi
agli altri per portare il proprio sen-
timento, aiuta a esprimere la pro-
Gioire sinceramente per i pria forza e a stabilire il proprio
successi degli altri è indice ruolo nel mondo.
di sicurezza interiore e può
accrescere anche il livello di PERCHÉ PERDONARSI
autostima personale per- AIUTA L’AUTOSTIMA
ché, apprezzando gli altri, si JESSICA DALL’ACQUA, psicologa

P
apprezza anche se stessi.
erdonarsi per aver commesso un errore

3. PORTARE A TERMINE QUALCOSA


LASCIATO IN SOSPESO DA TEMPO
Non c’è bisogno di impegnarsi in grandi imprese,
è indispensabile, perché aiuta a supera-
re i conflitti e a migliorarsi. Per potersi
perdonare, però, bisogna fare un picco-
può trattarsi di una piccola azione, come riparare un lo percorso. È necessario, infatti, accet-
oggetto di casa abbandonato in un angolo da mesi o tare l’idea che tutti commettono errori e ciò che fa
fare una telefonata a una persona cara persa di vista. la differenza è solo il modo in cui li si affronta. Ed
Questo comportamento può dare però la sensazio- è qui che entra in campo l’autostima, perché ave-
ne di aver concluso qualcosa e può far sentire che si re stima di sé significa anche rendersi conto delle
sta camminando nella giusta direzione. proprie debolezze. Per questo, però, è necessario,
prima di tutto, accettare quello che si è fatto e poi evitare di inventare

4. RICORDARSI CHE ESISTONO GLI ALTRI


Questo comportamento non aiuta solo a esse-
re più simpatici agli altri (che in questa fase è poco
scuse, di trovare scappatoie, di dire che “non è vero”, e quindi assu-
mersi lucidamente la responsabilità di un errore. È importante valutare
quale lezione si può trarre dall’esperienza vissuta analizzando l’errore
importante), ma aiuta a sdrammatizzare, a guarda- in modo da uscirne rafforzati e meglio preparati per affrontare il futuro.
re con distacco le proprie mancanze e ad affrontare i
28
L’AMORE FINISCE
Quando si conclude una storia d’amore si corre il rischio di
colpevolizzarsi. E, invece, pur con sofferenza, bisogna rendersi conto che
nel tempo le necessità nostre e di chi amiamo possono essere mutate.

ti per l’altra persona, ma di avere bisogni diversi, di


cui è necessario prendere atto senza drammi (anche
se con sofferenza).

QUANDO È COMINCIATA LA SEPARAZIONE?


Anche se costa dolore (e il dolore non va soffocato)
il primo passo da fare è ripercorrere le tappe della
relazione, per capire quando è iniziata la separazio-
ne tra i percorsi di vita della coppia. L’addio probabil-
mente ha preceduto di mesi, se non di anni, la rottu-
ra reale. Tracciato un bilancio delle esperienze posi-
tive e negative fatte insieme, verrà più semplice pro-
QUALCHE CONSIGLIO UTILE vare una certa soddisfazione per le cose buone vissute
insieme e sarà anche più facile smettere di arrovellar-

RECUPERARE si sulle conflittualità che si sono vissute. Spesso, infat-


ti, non ci si lascia per i cattivi comportamenti dell’uno

L’AUTOSTIMA
o dell’altro, ma per la naturale evoluzione che porta a
desiderare esperienze diverse, (purtroppo) con part-
ner diversi, in altri momenti dell’esistenza.

DOPO LA FINE ACCETTARE IL DOLORE E GUARDARE AVANTI

DI UNA RELAZIONE
Non si cambierà prospettiva dalla sera alla mattina.
Perdere la persona amata equivale a un lutto e neces-
sita di un certo tempo di elaborazione. Così come si è
preso atto con serenità dei momenti alti e bassi della
La fine di una storia crea un lutto che va storia, bisogna mettere in conto l’attraversamento di
rielaborato per non cadere nel vittimismo e una fase di destabilizzazione emotiva, in cui si affac-
nell’autocommiserazione. Perché proprio nel ceranno la tristezza, la rabbia, il rancore, la frustrazio-
momento in cui l’amore finisce bisogna amarsi di più ne e l’ansia. L’importante è ricordare che queste emo-

A
nche le persone più equilibrate
ATTRAVERSARE
rischiano di entrare in crisi con la IL DOLORE
fine di una relazione importante. Di fronte al trauma
provocato dalla
Quando la separazione dal part- fine di un amore,
ner è vissuta come la punizione bisogna mettere in
conto un periodo
per le proprie incapacità è diffi- di elaborazione
cile non lasciarsi andare a un giudizio negativo su di della sofferenza, in
sé. Da un lato si idealizza la metà perduta del cuo- cui si affacceranno
rabbia, tristezza,
re, dall’altro ci si addossano tutte le colpe, mentre la rancore… Emozioni
realtà di una relazione, sia d’amore che di amicizia, è che poi passeranno
e lasceranno
molto diversa. Non è questione di essere inadegua- spazio a sentimenti zioni sono temporanee e, tenendo aperto il canale di
positivi. comunicazione verso l’esterno, saranno piano piano
affiancate da altri sentimenti, di natura diversa, come
l’entusiasmo, la speranza e, infine, la gioia. Il distac-
co e la ritrovata serenità permetteranno di vedere la
verità con chiarezza: nessuna storia finisce perché
qualcuno non è stato all’altezza. Chi ha chiuso dicen-
L’INIZIO do: «Non sei abbastanza per me» non era migliore,
DELLA FINE ma certamente era privo di autostima al punto di
Una storia non
finisce mai doverla cercare sminuendo chi ha amato per un cer-
dall’oggi al to periodo. E così la frase «è meglio separarsi» non è
domani, ma l’inizio
della crisi precede un’accusa, ma una constatazione e così va presa. Le
di mesi, storie d’amore finiscono, ma l’amore è una forza che
a volte anche di
anni, la rottura non si prosciuga e che si potrà riversare su se stessi
vera e propria. e, in futuro, su un nuovo partner.
29
Autostima

UN TEST PER MISURARE LA PROPRIA FORZA

L’AUTOSTIMA?
CE NE SONO TANTE!
Questo test serve a stabilire se c’è equilibrio nella gestione delle emozioni o se i meccanismi
di difesa hanno portato a una condizione in cui la mente è passiva…

L’
autostima non è innata e nes- TANTE AUTOSTIME
LA FORZA sun fattore interno (la bellezza C’è l’autostima dovuta alla sfera familiare, che deri-
SIA CON TE o l’intelligenza per esempio) o va in gran parte dalla capacità dei genitori di non
Ognuno di noi è
davvero forte in esterno (la ricchezza, l’appar- far pesare i loro giudizi sui figli, dimostrando fidu-
qualcosa. È da tenenza a una classe privilegia- cia e accettazione del loro modo di essere fin dai
lì che dobbiamo
partire per sentirci ta) possono garantirla. A dire il primi anni di vita. Fondamentale è l’autostima in
davvero bene con vero non esiste solo “una” autostima, perché in realtà ambito scolastico e professionale: sia i giovani alle
noi stessi.
ce ne sono tante. Ogni individuo ha un’autostima glo- prese con le valutazioni degli insegnanti che gli
bale che è in un certo senso la somma di tutte le auto- adulti sottoposti al giudizio dei superiori possono
stime legate a sfere particolari della sua vita. percepire una certa frattura tra il valore che viene
loro attribuito e quello che sentono di meritare. C’è
poi un’autostima legata ai rapporti con gli altri, che
ciascuno misura sulla base della propria popolari-
DA FUORI tà e c’è un’autostima, diciamo così, economica che
E DA DENTRO
L’autostima viene alimentata da un impiego ben remunerato o
dipende da fattori da un ruolo di potere. Ma ogni individuo si misura
interni ed esterni,
ma né gli uni né anche dal punto di vista fisico, osservando il modo
gli altri possono in cui il suo corpo risponde agli standard di salu-
garantirla. E,
soprattutto, te e desiderabilità (se, per esempio, è di aspetto
ogni individuo gradevole oppure no). Ma sia il mondo interiore,
ha un’autostima
globale che attraverso la valutazione dei propri stati emotivi,
dipende che il mondo esteriore (cioè l’ambiente) alimenta-
dall’immagine di
sé in settori diversi no forme secondarie di autostima. Ad esempio, c’è
della sua vita. un’autostima emotiva, che possiamo valutare sul-
30
la base della sicurezza di ciascuno sulle sue capa-
cità di incidere sulla realtà circostante: un terrori- OGNI AUTOSTIMA HA UN PESO
sta, un grande manager o un famoso personaggio

O
dello spettacolo sanno di poter fare del bene o del gni individuo ha un suo mondo interiore e di rapporti, di cui l’autosti-
male a coloro che hanno intorno. ma globale costituisce una fetta significativa. Il modo in cui le auto-
stime secondarie influenzano quella generale può variare da perso-
na a persona e subire modifiche nel corso della vita. Per qualcuno subire un
rimprovero dal capoufficio o, peggio, essere licenziato per aver commesso
un errore può in un colpo solo azzerare sia l’autostima professionale che
quella globale, portando a una sfiducia generale nella sua capacità di vivere.
Altri reagiscono con forza a situazioni del genere, ma magari possono anda-
re in crisi se viene meno il senso di approvazione del partner o dei genitori.
Per qualcuno, infine, anche mettere su qualche chilo di troppo o sbagliare
taglio di capelli si trasforma in una tragica demolizione dell’autostima non
solo fisica, ma personale ed emotiva. Per questo, ogni aspetto dell’autosti-
ma va coltivato ai fini dell’equilibrio emotivo e dell’affermazione personale.

TEST
QUAL È IL TUO QUOZIENTE EMOTIVO?
Saresti un buon capo perché… Vuoi vendere la tua auto, ma non trovi
1 a) Sai come vanno le cose della vita.
6 compratori…
b) Sai farti voler bene. a) Decidi di abbassare il prezzo.
c) Sei un grande motivatore. b) Aspetti, perché in queste cose ci vuole
pazienza.
I tuoi amici ti propongono un viaggio- c) Provi a fare pubblicità su internet.
2 avventura nel deserto…
a) Rifiuti, perché questi viaggi sono un imbroglio. Un grande regista ti chiama
b) Lì per lì, accetti, ma sai che poi ti tirerai indietro.
7 per affidarti la parte da protagonista
c) Accetti, a patto che si tratti di un’avventura vera! per il suo nuovo film.
a) Ti prepari al peggio: vedrai che si tratta di una
Hai dato il primo bacio a una persona che truffa.
3 ti piace e ora? b) Non credi che sia possibile, ma certo sarebbe
a) Ti domandi che intenzioni possa avere… bello…
b) Vai in giro per negozi per cercarle un bel regalo. c) Ci provi, nella peggiore delle ipotesi non
c) La inviti a cena a casa tua. diventerai famoso.

Se non fossi tu, chi vorresti essere? Il partner non ne vuole più sapere di te.
4 a) Nessuno, non si può cambiare il proprio
8 Come ti comporti?
destino. a) Lo lasci perdere, perché è meglio scomparire
b) Un avventuriero internazionale. che rincorrere.
c) Un grande esploratore. MI AMO? b) Ci pensi sempre, ma non farai niente.
MA QUANTO?
Sentirsi bene con c) Cerchi di riconquistarlo.
se stessi quando
5 In che cosa ti piacerebbe migliorarti?
a) In nulla. Non sei perfetto, ma fai quello che
tutto fila liscio
Un uomo presuntuoso è…
sai fare.
è facile… Ma
avere fiducia in se
9 a) Uno stupido con un difetto grande come
stessi quando le
b) In tutto, musica, sport, rapporti con gli amici… cose non girano una casa.
c) Nella realizzazione di un progetto che sogni da è questione di b) Un uomo che crede esageratamente nelle sue
autostima.
tempo. possibilità.
c) Un uomo pronto a dare il massimo.

10 Per partecipare a un concorso ippico,


il tuo circolo dà a te il cavallo migliore.
Che fai?
a) Non sai perché, ma è un’iniziativa che ti dà
fastidio.
b) Non puoi credere alla notizia.
c) Sei felice e ti prepari al meglio per fare una
bella figura.

31
Gestione delle emozioni
Autostima
ECCO I RISULTATI
Maggioranza di risposte A Maggioranza di risposte B
DIETRO LA RAGIONE C’È LA PAURA TROPPI SOGNI E POCA SOSTANZA
La mancanza di autostima ti porta un po’ di ansia. Quando la vita è avara e ti sembra che niente vada
E l’ansia la puoi tenere a bada organizzando razio- per il verso giusto, viene facile chiudersi nel pro-
nalmente lo spazio circostante. Non sei tipo che prio mondo, fatto di sogni e di fantasticherie. Solo SE MI AMO
si fa illusioni, guardi e capisci al volo come van- che i sogni finiscono spesso per impedirti di affron- MI AMI
Un buon equilibrio
no le cose. Questo disincanto, però, può trasfor- tare la vita vera. Tu temi di non esserne capace e interiore migliora
marsi in diffidenza e tarparti le ali. È difficile vola- sopravvaluti gli ostacoli (tanto poi, ci sono i sogni di sicuro i rapporti
con gli altri e
re, quando la paura ti fa sempre pensare al peg- a consolarti), ma se provi a metterti in gioco e a sfi- aumenta la
gio. Tieni da parte la logica e la prudenza e prova dare le difficoltà, vedrai che vincere davvero non è possibilità di fare
a sognare, scoprirai che essere felici non è un’im- difficile e che ti regala soddisfazioni meravigliose. incontri “giusti”.

presa impossibile!

Maggioranza di risposte C
LA TUA SPECIALITÀ?
LE SFIDE IMPOSSIBILI
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a gio-
care. Tu sei uno di quei duri, sempre pronto a lan-
ciarti in sfide impossibili. Hai uno spirito battaglie-
ro e le difficoltà non ti frenano, anzi, sono uno sti-
molo in più per combattere e… vincere. Hai un’au-
tostima salda e ogni prova che affronti serve solo
a farti sentire più forte. Occhio, però, scegli con
attenzione le sfide che vuoi affrontare. Rischi di
sprecare le tue energie per un obiettivo che meri-
terebbe meno impegno.

BRUCE
AUTOSTIMA, COME LA VALUTA BRACKEN quello che vorrebbe
IL TERAPEUTA Bruce Bracken essere, e il Basic
è il creatore del
Gli psicologi usano soprattutto due test clinici per test TMA, cioè un Se, con cui vie-
valutare il livello di autostima, il Test TMA, usa- test che serve a ne espressa l’au-
valutare il livello
to per misurare nei bambini e negli adolescenti il multidimensionale tostima di base
rapporto tra quello che un soggetto pensa di sé e dell’autostima. degli adulti. Il
Test TMA, stu-
diato per primo
da Bruce Bra-
cken negli anni
’30, viene consi-
gliato nella fascia
d’età che va dai 9 ai 19 anni. Attraverso una serie
di domande – per rispondere alle quali è suffi-
ciente un tempo di quindici minuti – si esamina-
no sei “scale dell’autostima”, che servono a stu-
diare le relazioni interpersonali, la posizione del
bambino o del ragazzo nell’ambiente che lo cir-
conda, l’emotività, il successo scolastico, la vita
familiare e l’idea che ciascuno ha del suo cor-
po (sia dal punto di vista della salute che dell’e-
stetica). Il test TMA è uno strumento molto uti-
le per capire se un giovanissimo sta vivendo una
forte esclusione sociale, se il suo rapporto con la
famiglia lo agevola o lo ostacola e se, all’interno
dell’ambiente scolastico, sta ricevendo il sostegno
e lo stimolo di cui ha bisogno.
32
bi di ansia, cioè tachicardia, respirazione accele-
rata, tensione muscolare e un desiderio di fuga
talmente impellente da offuscare qualsiasi altro
pensiero razionale. Il più delle volte lo scatenarsi
dei sintomi è fonte di imbarazzo e alimenta ulte-
riormente la disistima, aumentando il livello di
ansia sociale.

L’AUTOSTIMA “BASICA”
CHE VIENE DA DENTRO BASIC TEST
Dai diciott’anni
Chiariamolo subito, i problemi di autostima, se in poi, il test per
non vengono affrontati durante l’infanzia e l’ado- conoscere il livello
di autostima si
lescenza, si trascinano fino all’età adulta. Per capi- chiama Basic Test
re se hanno di fronte un soggetto che prova anco- e serve a misurare
l’autostima di
ra le insicurezze e la confusione della fase pre e base, che può
postpuberale, gli psicologi, a partire dai diciotto dipendere dal
anni di età, usano il test Basic Se. Il nome del test successo esteriore
come no.
deriva dal fatto che intende misurare l’autostima
di base, cioè quella che si sviluppa nei primi anni
IL DISAGIO
di vita e si stabilizza a cavallo tra la tarda adole- DI STARE
scenza e le prima fasi dell’età adulta. Essa si fon- CON GLI ALTRI
Quando la
da su una sorta di valutazione “a prescindere” che disistima verso
ognuno si dà da solo. Può essere una valutazione se stessi arriva a
livelli di guardia,
che non c’entra niente con l’immagine che viene si può generare
comunicata all’esterno. In altre parole l’autostima la cosiddetta
“fobia sociale”,
base può essere molto bassa anche in chi, appa- caratterizzata dalla
rentemente, ha tutto dalla vita, come per esem- difficoltà ad agire
pio l’aderenza ai canoni sociali ed estetici, l’af- e relazionarsi con
altre persone.
fermazione personale e ambientale. Allo stesso
modo, però, essendo ancorata alla propria imma-
gine interiore, l’autostima profonda può restare
buona anche in una persona che ha grandi incer-
STRESS DA SCARSA AUTOSTIMA
Ne parliamo con la psicologa LUNA CARPINELLI
tezze sul proprio valore, perché, per esempio, ha

I
affrontato contemporaneamente un divorzio e un l termine “stress” è ormai entrato a far parte
licenziamento. del linguaggio comune e molti utilizzano que-
sta parola come sinonimo di malessere psico-
LA FOBIA SOCIALE logico o di ansia. Più semplicemente, lo stress
Se non viene affrontato, il problema della disisti- è una reazione a una situazione logorante in
ma può peggiorare arrivando a incrinare del tut- cui le richieste dell’ambiente e della vita persona-
to la capacità di affrontare il mondo. C’è un’alta le superano le capacità di adattamento e le risor-
correlazione tra basso indice di autostima e quel- se di una persona. Potenzialmente tutti i cambia-
la che viene definita “fobia sociale”. Si tratta di un menti, anche quelli positivi come sposarsi, iniziare
tipo di fobia caratterizzata dall’ansia nei confron- a lavorare, fare un figlio, sono fonte di stress perché
ti di situazioni che presuppongono l’agire in pre- chiedono di rinunciare a qualcosa di se stessi per far fronte a maggiori
senza di altre persone o il relazionarsi con loro. responsabilità. In genere, lo stress è solo temporaneo ed è compensa-
Chi ne soffre non tollera di parlare o mostrarsi in to dalle soddisfazioni che si ricavano dalla nuova condizione. In alcu-
pubblico, perché è convinto che il giudizio altrui ne situazioni, però, l’equilibrio psicologico è messo di più alla prova e
sul proprio modo di essere e di comportarsi sarà dunque il livello di stress cresce. Non è possibile eliminare del tutto lo
negativo. Perciò, quando è costretto suo malgra- stress dalla propria vita, però si può far molto per ridurlo con inevita-
do a performance di natura sociale, manifesta una bili benefici per la salute psicofisica.
sintomatologia molto simile a quella dei distur-
33
Autostima

PERCHÉ NE HANNO MENO DEGLI UOMINI

L’AUTOSTIMA
E LE DONNE
Nei Paesi più sviluppati le donne non si vogliono bene e hanno una scarsa autostima. Però,
le italiane, per quanto riguarda look e fascino, hanno le idee piuttosto chiare…

L
e donne hanno meno autostima degli uomini in Thailandia, India e Indonesia, ma
MODELLI degli uomini. Lo ha dimostrato in nazioni come i Paesi Bassi e l’Inghilterra (consi-
INARRIVABILI
Indipendenti, una ricerca condotta dall’Univer- derate migliori per le donne) il loro livello di auto-
capaci, belle e sità della California su un cam- stima scende rispetto a quello dell’altro sesso.
brave: nonostante
questo le donne pione di oltre 985.000 uomini e
occidentali donne, di età compresa tra i 16 LE ITALIANE SI STIMANO…
soffrono di
mancanza di e i 45 anni, provenienti da 48 Paesi. Lo studio ha MA TEMONO IL FUTURO
autostima molto fatto emergere come l’autostima cresca in entram- E in Italia? In base a un sondaggio effettuato dall’I-
di più rispetto ai
coetanei dell’altro
bi i sessi con l’età, ma veda gli uomini una spanna spo su 600 donne italiane tra i 25 e i 65 anni (pro-
sesso. sopra le donne nella classifica dell’amor proprio. venienti da tutto il territorio nazionale), una con-
Un gap tra i sessi che, contrariamente a quanto si nazionale su due dichiara di avere un’altissima sti-
potrebbe pensare, è maggiore nei Paesi sviluppa- ma di sé (48% del campione). Le più convinte dei
ti che in quelli poveri o in via di sviluppo. Le don- propri mezzi sono quelle tra i 25-34 anni (93%) e
ne tendono ad avere lo stesso livello di autostima le over 55 (90%), ovvero le donne che si affacciano
PIÙ SVILUPPO, per la prima volta nel mondo del lavoro e quelle che
MENO hanno già raggiunto i principali obiettivi personali e
AUTOSTIMA professionali. A essere determinante nell’autostima
Se in Paesi come
l’India, l’Indonesia globale delle italiane è l’autostima professionale: se
o la Thailandia le il 78% delle donne dirigenti, imprenditrici o libero
donne hanno lo
stesso livello di professioniste è molto soddisfatto di sé, la percen-
autostima degli tuale delle disoccupate che si valuta positivamente
uomini, nei Paesi
più “avanzati” come scende al 34%. In tempi di crisi, con la contrazione
l’Inghilterra o i Paesi progressiva dei posti di lavoro, questo getta un’om-
Bassi, la differenza
con l’altro sesso si bra negativa sull’autostima delle nostre donne. Non
fa consistente. a caso, pur se il livello di autostima è alto, molte gio-
34
1. No ai canoni estetici della pubblicità
Cercare di piacere è giusto e normale, rovinar-
si la vita per questo obiettivo, non solo è sbaglia-
to, ma fa male.

2. Individuare i propri punti forti


Una volta valutato che cosa c’è di positivo, lo si
può valorizzare, lavorando sulla postura e la respi-
razione e aiutandosi con l’uso “tattico” di accon-
ciatura, trucco e abbigliamento.

3. Rivalutare i punti deboli


Chi, per esempio, ha le gambe storte e le
nasconde da sempre in abiti larghi e sgraziati, può
tentare di accettarle e perfino scoprirle un po’, in
modo da toccare con mano come questo difetto
non pregiudichi la capacità di sentirsi bene con
se stesse e consenta lo stesso di essere apprezzate.

4. Circondarsi di persone positive


Capita spesso di vedere donne che non per-
dono occasione per sminuire le loro amiche,
IL LAVORO costruendo sulla disistima altrui il proprio valo-
vani e meno giovani vivono nell’ansia di non poter AUMENTA re. Persone simili vanno allontanate. Un’amica che
LA STIMA
preservare nel futuro la posizione e il valore che Secondo un fa notare quanto si è ingrassate (che sia così o no)
hanno tanto lottato per ottenere. sondaggio Ispo, non è una vera amica…
per le nostre
connazionali, il livello

5.
SEI REGOLE PER L’AUTOSTIMA DEL CORPO di autostima è più Scegliere un partner che manifesta stima
elevato per quelle
In più, sia per le ragazze che per le over 45 anche le che hanno raggiunto e rispetto
relazioni interpersonali e il difficile rapporto con il una posizione e per È il primo passo per una vita emotiva e sentimen-
le giovani sotto i 34
proprio corpo costituiscono una minaccia per l’au- anni. L’incertezza del tale appagante. Un uomo che demolisce una donna
tostima. «La società – ha dichiarato Daniela Farne- futuro o la mancanza criticandola continuamente non manifesta atten-
di occupazione
se, tra gli autori della ricerca – impone modelli fisi- minano la stima zione o affetto, cerca solo di controllarla mante-
ci ideali e irraggiungibili. Così, le donne sono bersa- di sé. nendola passiva.
gliate da messaggi che le invitano a essere belle, in
salute e perfettamente curate». Raggiungere questo
standard è impossibile per molte e non è nemmeno
salutare. Eppure tante donne soffrono perché ciò le
6. Concentrarsi sulla
bellezza interiore
Affinando le proprie
fa sentire inadeguate, soprattutto in momenti di fra- capacità empatiche e di
gilità, come dopo la fine di una relazione sentimen- comunicazione si può
tale o una crisi domestica. In più, amici e parenti le conquistare un fasci-
giudicano negativamente, perché si angosciano per no ben più “micidiale”
problemi “frivoli”. Attenzione, però, questi non sono perché va oltre l’aspet-
affatto problemi “frivoli”, perché l’autostima corpo- to estetico e colpisce gli
rea è importante. Però, se viene meno, può essere altri sotto il profilo emo-
recuperata seguendo sei regole d’oro. zionale.

RAZIONALITÀ E INCONSCIO

I
media impongono un modello femmi- è ben altro e la frustra-
nile giovane a ogni costo, ma che cosa zione di non essere tut-
ne pensano le donne reali? Un son- te modelle giovanissi-
daggio dell’Istituto Piepoli su 1500 ita- me colpisce non solo le
liane dai 20 ai 50 anni rivela che più del- adolescenti, ma anche
la metà giudica irreale e riduttiva l’im- donne in età più matura
magine ispirata alla perfezione e alla gio- che sono continuamen-
vinezza proposta da tv, giornali e cine- te chiamate a fare i conti
ma. Ma, se il convincimento razionale è con il tempo che ne spe-
quello, ciò che agisce a livello inconscio gne il fascino.

35
Scopri come migliorare la tua vita

CHE COS’È IL CHANGING?

Per aumentare la propria autostima, c’è un trucco imbattibile: cambiare sul serio la vita.
È una rivoluzione possibile, che passa attraverso gesti piccoli e grandi…

C
apita a tutti di sentirsi insoddi-
UN SALTO sfatti della propria vita, ma que-
NEL VUOTO? sta emozione spesso viene vis-
Operare dei
cambiamenti suta con frustrazione e senso di
nella propria vita
può sembrare
colpa, come se il “non sapersi
un’incognita accontentare” di quel che si ha
troppo grande, sia indice di immaturità o egoismo. Al contrario,
ma spesso
è un fattore nell’uomo la spinta a migliorarsi è innata. Quando
fondamentale per viene ignorata troppo a lungo produce un senso di
raggiungere
la felicità. inadeguatezza che è come una sveglia per l’Io pro-
fondo. È il momento di una onesta analisi interio-
re e di un’apertura al mondo esterno, per far incon-
trare i bisogni con le possibilità. Perché cambiare
CHI SI la propria vita è una rivoluzione possibile, che pas-
ACCONTENTA sa attraverso gesti piccoli e grandi.
NON SI
MIGLIORA
La spinta al UN POPOLO DI SCONTENTI
miglioramento è
innata nell’uomo Gli italiani hanno fama di essere un popolo alle-
ed è fondamentale gro, capace di trovare sempre il lato positivo del-
per vivere più felici.
Se la nostra vita ci le cose. Questo atteggiamento porta alla felicità,
va stretta, cambiare perché davvero “chi si accontenta gode”? La real-
si può, attraverso
piccoli e grandi tà è ben diversa. Secondo il rapporto Eurostat sul-
gesti. la qualità della vita del 2016, gli italiani hanno un
36
UNA NUOVA VITA
ITALIANI
INSODDISFATTI Ma che cosa può spingere a cambiare? Esiste una
Rispetto agli altri molla universale che spinge a rompere con i vecchi
Paesi della UE,
gli italiani sono schemi? Secondo uno studio commissionato dal
più insoddisfatti Nescafé Changing Lab, non c’è una regola valida in
e critici rispetto
alla situazione assoluto, ogni individuo è più sensibile a determi-
finanziaria, nati stimoli e meno ad altri. Il 41% degli intervista-
ambientale, ma
anche per la
ti che nel corso della vita hanno fatto un cambia-
qualità dei rapporti mento importante ha preso una decisione azzardata
interpersonali. spinto da un “pizzico di follia”. Il 37%, al contrario,
ha dovuto ponderare a lungo per arrivare a mettere
in discussione radicalmente la propria vita. Il 29%,
invece, ha dichiarato di aver fatto cambiamenti forti
per puro spirito di provocazione. Più realista il 23%
che ha scelto di cambiare per affrontare i tempi dif-
indice di soddisfazione generale nei confronti del- ficili della crisi, oppure il 12% che voleva di più di
la loro vita più basso degli altri cittadini europei, il ciò che aveva. Attenzione alle percentuali che non
6,7 contro il 7,1. A produrre uno scollamento tra la riportano al 100%, perché nel questionario era data
vita ideale e quella reale degli abitanti dello Stivale la possibilità di dare più risposte alle domande.
sono la situazione finanziaria (5,7, su una media Ue
di 6), l’ambiente di vita (6 contro 7,3) e la disponi-
bilità di spazi verdi e ricreativi (6,1 contro 7,1). Ma PER
anche sul piano delle relazioni interpersonali non PROVOCAZIONE
O PER
c’è tanto da stare allegri. Nella maggior parte dei NECESSITÀ
Paesi europei, sono le relazioni personali a far sali- I motivi che
spingono un
re il grado di soddisfazione, fino al record di Irlan- individuo ad
da, Danimarca e Austria dove l’indice di gradimen- affrontare un
cambiamento
to per il rapporto con gli altri supera l’8,5. In Italia, sono i più diversi,
dove l’amore per la compagnia e la voglia di stare dal gusto di
provocare a
insieme sono proverbiali, il rapporto con gli altri, un’insoddisfazione
le relazioni di conoscenza e amicizia causano meno profonda, dalla
necessità di
insoddisfazione rispetto alla situazione lavorativa affrontare la crisi al
ed economica, ma certo non producono lo stesso desiderio di avere
una vita migliore.
benessere registrato negli altri Paesi UE.

CAMBIARE BINARIO
Le ragioni di questo stallo emotivo sono da ricerca-
re non soltanto nella crisi economica-sociale che ha
investito l’Italia e il mondo, ma in una resistenza al COME ELIMINARE LO STRESS
cambiamento che fa parte della cultura del Belpa-
ese. Tradizione, coerenza con il passato e rispetto
DA CAMBIAMENTO
Ne parliamo con la psicologa LUNA CARPINELLI

U
dei valori tramandati dalle generazioni precedenti
sono nell’immaginario nazionale valori positivi, ma na soluzione valida per uscire da una
il mondo di oggi richiede versatilità e disponibili- condizione di stress cronico è quel-
tà a rivedere il proprio modo di affrontare la real- la di modificare, nei limiti del possibi-
tà. In una parola, la società moderna impone uno le, il proprio stile di vita impegnandosi
stile di vita improntato al changing, ovvero aperto in azioni positive come:
alle sperimentazioni e libero dalla paura del nuovo. • elencare tutte le fonti di stress presenti nella
Secondo il 79% degli esperti, il changing è la scelta nostra vita;
giusta per vivere meglio e combattere la crisi. Que- • cercare di eliminare il più possibile le attività che
sto perché aiuta a scoprire se stessi e a mantenere rubano tempo ed energie e non sono stretta-
allenato il cervello, aumenta il livello di autostima mente necessarie;
e trasmette senso di fiducia e positività. Quali sono • stabilire le priorità, decidendo ogni giorno che cosa fare con urgenza,
gli aspetti della vita su cui il changing può agire in che cosa fare se rimane il tempo e che cosa invece può aspettare.
maniera più significativa? Gli psicologi non han- • imparare a porsi un limite, perché non è possibile soddisfare i pro-
no dubbi: per 4 esperti su 10 (42%) cambiare cit- pri bisogni e quelli degli altri nello stesso tempo senza essere obbli-
tà rappresenta la scelta più influente nella vita di gati a far aspettare qualcosa sentendosi poi in colpa.
un uomo, per il 34% è decisivo anche il cambia- Ovviamente, queste scelte richiedono tempo e impegno ma i risultati
mento del partner, e hanno un ruolo da non sot- non tarderanno ad arrivare, soprattutto se si resta concentrati sul fine
tovalutare anche il cambiamento del look (23%) e ultimo, ossia il benessere psicofisico.
del lavoro (17%).
37
Scopri come migliorare la tua vita

IL TEST PER MISURARE L’INDICE DI SODDISFAZIONE

Sapere ciò che davvero si desidera è il primo passo per sintonizzare il proprio io con il
mondo esterno. A partire dalle sensazioni che dà l’esistenza quotidiana…

Una persona cara compie gli anni e devi Hai passato una serata con un amico a
ROMPERE 1 farle un regalo. Come ti comporti?
2 parlare dei vecchi tempi. Come ti senti
GLI SCHEMI a) Passi la giornata in giro, ma senza trovare niente quando torni a casa?
Avere il coraggio
di affrontare dei di adatto a lei. a) Meglio, è bello rimpiangere il passato tra amici.
cambiamenti è
importante per
b) Prendi il primo regalo che ti capita a tiro, tanto b) Sei stato bene, i ricordi inteneriscono il cuore.
avere una qualità quello che conta è il pensiero. c) Ti sei annoiato, perché il passato è passato e non
della vita migliore c) Fai un giro per il centro e trovi subito quello che torna indietro.
e più adatta alle
proprie esigenze. cerchi: conosci il tipo e sai quello che le piace.
Le persone che ti circondano ti capiscono?
3 a) Non proprio, hai l’impressione che a
nessuno importi davvero dei tuoi problemi.
b) Non quanto vorresti. Solo i membri della
famiglia mostrano interesse per ciò che vivi e fai.
c) Sì, hai una rete di relazioni che ti sostiene e
capisce al volo le tue emozioni e i tuoi punti di vista.
MILLE
PERSONE, Diceva uno scrittore: «Se una cosa può andar
MILLE
PROGETTI
4 male lo farà». Secondo te aveva ragione?
Tante personalità a) Ci sono giorni in cui ti sembra che il mondo ce
corrispondono a
tanti modi diversi l’abbia con te.
di modificare la b) La vita è faticosa, ma c’è sempre un raggio di sole
propria vita per
realizzare i propri che ti aiuta a vivere.
progetti. c) Se le cose vanno male, le faccio andare bene io!
38
GLI ALTRI E ORA VEDIAMO QUANTO
SIAMO NOI
La capacità di SEI SODDISFATTO…
essere in rapporto
con gli altri è una
dimostrazione di Se hai raccolto più risposte A
equilibrio. Sapersi
modificare per
migliorare lo CAMBIAMENTO URGENTE
scambio con
l’esterno è un
Hai passato lunghi mesi a lamentarti senza far nul-
importante fattore la, ma non deve essere una scusa per gettare ancora
di serenità. la spugna. Hai bisogno come non mai di un cam-
biamento radicale, devi solo accettarlo e iniziare a
Che fai quando hai un po’ di tempo libero? rimboccarti le maniche. Tutte le buone idee che hai
5 a) Nulla, altrimenti che libertà sarebbe? Ti lasciato cadere possono trasformarsi in una nuova
servono solo divano e televisione. realtà e la fatica iniziale sarà ripagata. “Vorrei ma
b) Ti dedichi alla casa e alla famiglia, non posso” non è più una scusa accettabile.
cercando di passare con i tuoi cari
qualche ora lieta.
c) Trascorri più tempo che puoi
Se hai raccolto più risposte B
fuori a divertirti, per compensare
le ore di prigionia dovute ai tuoi UN NUOVO LIVELLO
impegni. Anche se la tua vita ha molti aspetti positivi, avver-
ti il desiderio di passare a un nuovo livello e di fare
I nostri ragazzi possono crescere rigogliose le radici salde che hai svilup-
6 aspettarsi un futuro peggiore di come pato fino a questo momento. Non c’è bisogno di
viviamo oggi. LA PIGRIZIA un cambiamento sconvolgente e forse questo è un
a) Prima di tutto bisogna arrivarci al futuro! È UN NEMICO limite, perché manca la spinta di chi parte da zero.
Apatia,
b) Se le cose non cambiano, finiremo male. indifferenza, Hai tante piccole cose su cui lavorare, ma non tra-
disamore verso
c) Di difficoltà ce ne sono molte, ma ci sono le persone e le
scurarle, perché saranno la chiave per raggiungere
anche molte speranze… cose che amiamo grandi soddisfazioni e traguardi che non hai nem-
sono il segnale del
bisogno urgente di
meno tentato di raggiungere.
Gli attori famosi, i campioni e i vip che
7 finiscono sui giornali sono solo narcisisti
un cambiamento.

molto fortunati. Se hai raccolto più risposte C


a) È vero.
b) È vero, ma hanno anche qualità straordinarie. SEMPRE IN MOVIMENTO
c) Non è vero: sono persone speciali e migliori Non hai bisogno di una svolta, perché sei svelto
degli altri. a cambiare e hai lavorato con molto impegno per
UN PERCORSO conquistare la vita che hai sempre sognato. Forse
PER TUTTI
I tuoi vicini di casa hanno comprato non avrai raggiunto tutti i tuoi obiettivi, ma sei sul-
8 un’auto di lusso. Che cosa pensi?
Ci sono momenti in
cui dare un segnale la strada giusta. Continua così e non avere paura di
di cambiamento
a) Si saranno rovinati facendo rate per tutta la vita. importante diventa dimostrare la tua sicurezza in ogni ambito. Comu-
b) Vorresti anche tu un’auto di lusso, ma chi se la fondamentale per nica al prossimo con chiarezza che, se ti senti al
migliorare la qualità
può permettere? della vita, altri top, è perché te lo sei meritato e sei pronto a cam-
c) All’auto nuova del tuo vicino non ci fai nei quali è meno biare tutte le volte che lo ritieni necessario.
impellente.
nemmeno caso.

Sei contento della tua vita sessuale?


9 a) Sei in coppia, ma è come se non lo fossi.
b) Con il partner va tutto bene, ma quanto al
sesso ti sei dimenticato come si fa.
c) Ti diverti molto, con il partner e – se non ce
l’hai – con qualche amicizia “interessante”.

10 Passi davanti a una vetrina e ti trovi


davanti il tuo riflesso…
a) Fai fatica a riconoscerti e distogli subito lo
sguardo.
b) Non vai tanto male, solo qualche difetto da
migliorare in palestra.
c) Ti piace guardarti e magari proveresti
anche qualche vestito di quella vetrina.
39
Scopri come migliorare la tua vita

3. Sentirsi apatici e intontiti


L’incapacità di provare emozioni, sia positive
che negative, e la tendenza a lasciarsi scorrere addos-
so le cose sono il frutto della presa di distanza dai
desideri e dalle aspirazioni e tendono a peggiorare
fino a indurre a uno stato di torpore. Solo un cam-
biamento netto può ridestare la passione per la vita.

4. Mentire a sé e agli altri


Le bugie hanno le gambe corte, eppure capita
spesso di iniziare a dipingere la realtà non per ciò che
è ma per come si vorrebbe che fosse, tralasciando di
pensare alle conseguenze. E invece, mentire, anche
senza essere scoperti, provoca disagio, ansia e senso
di colpa. Sentimenti che solo un cambiamento one-
sto e vero può spazzare via.

5. Avere relazioni superficiali


L’incapacità di stabilire con gli altri un legame
profondo, sia d’amicizia che d’amore, così come la
I SEI SEGNALI CHE INDICANO IL BISOGNO DI tendenza a trascinare relazioni ormai finite è tipico
CAMBIAMENTO UN FIORE di chi ha paura di lasciarsi alle spalle il vecchio per il
Il mondo impone di cambiare, ma bisogna scegliere NELL’ASFALTO nuovo. Salutare un amore che non dona più emozio-
A volte trovare
una novità che porti davvero una rivoluzione positi- il coraggio di ni o un amico insincero è il solo modo per aprirsi a
rompere una
va. Invece di aspettare che il mondo faccia il suo cor- situazione sterile
un sentimento profondo. E nuovo.
so, si può imparare a captare le richieste di evoluzio- è una svolta

6.
ne che il nostro inconscio invia sotto forma di com- importante che dà Pensare in modo cinico
risultati insperati,
portamenti che sembrano privi di conseguenze, ma proprio come un Nel momento in cui la propria vita diventa una
che in realtà ci dicono molto sui nostri bisogni inte- fiore nell’asfalto. terra straniera e non si somiglia più alla persona di
riori. Ecco gli indizi che non bisogna farsi sfuggire. un tempo, è facile maturare frustrazione, disillusio-
ne e astio. Si finisce così per aspettarsi il peggio da
tutti perché non si ha fiducia nemmeno in se stes-
si, né nella propria capacità di migliorare. Cambia-
re aria, compagnia, lavoro aiuta a ricordare che al
mondo ci sono altre persone e diversi punti di vista,
che possono spingere a giudicarsi e a valutare gli
altri con occhi nuovi.

L’APATIA
È UN SEGNALE
Il divano diventa
il posto dove
passare molte ore
della giornata?
Serve di sicuro un
cambiamento che
porti entusiasmo

1. Pensare spesso: “ai vecchi tempi sì che…”


Indipendentemente dall’età, chi pensa che ieri
sia sempre meglio di oggi, sta idealizzando il passa-
to, perché ha paura di affrontare il futuro. E invece
il meglio è ancora di là da venire e, per raggiunger- UNA STRADA
lo, bisogna aver il coraggio di cambiare prospettiva, VERSO
spostare lo sguardo oltre il momento in cui si vive. LA FELICITÀ
Di sicuro chi
percorre un

2. Lasciarsi scappare nuove opportunità terreno per lui


inesplorato prova,
Concentrarsi eccessivamente su ciò che non dopo un primo
funziona nella vita attuale impedisce di notare i momento di
comprensibile
cambiamenti in atto e quindi di cogliere ciò che il smarrimento,
mondo offre. Quando questo accade, si entra in una un senso di
soddisfazione e
palude dove l’entusiasmo stagna e l’autostima preci- la crescita della
pita pericolosamente. propria autostima.

40
PASSIONI ANTICHE, FELICITÀ ATTUALE
Si può riacciuffare la felicità tornando a vecchie passioni
abbandonate per mancanza di tempo o di opportunità.
E di passioni ce ne sono tante…

to buono solo a posteriori, quando è passato e viene


rimpianto. Il segreto di una vita piena, cioè di quella
che comunemente si definisce felicità, sta nella con-
sapevolezza di essere felici. Il che non implica l’as-
senza di ostacoli, difficoltà e momenti di tristezza.
Quella è l’immagine della felicità idealizzata che si
coltiva da bambini, che va messa da parte per non
cadere in un’inutile ricerca di una vita perfetta, che
non esiste per nessuno.

PASSIONE, SPONTANEITÀ E CONDIVISIONE


Nella biografia di ciascuno è contenuta la mappa
CHE COS’È LA FELICITÀ? verso la felicità. Il primo passo per vivere una vita
piena di emozioni e di momenti belli è scoprire

IL SEGRETO
quali attività mettono in moto l’entusiasmo e inne-
scano l’ispirazione. Ognuno ha una passione, che
ha coltivato nella giovinezza e poi ha accantonato,
credendo che rinunciarvi fosse necessario per cre-

PER STARE BENE scere e diventare adulti. E invece tornare indietro


nel tempo e ritrovare uno sport, un hobby, un pas-

È UNA VITA PIENA


satempo o qualsivoglia attività che riempiva il cuo-
re e la mente può colmare il vuoto di un’esistenza
non appagante. Non si tratta però, di un esercizio
una tantum: una volta riacciuffata la passione di
Un’esistenza appagante è l’obiettivo di tutti, ma un tempo, occorre dedicarle tempo, coltivarla, pos-
spesso si sogna una vita meravigliosa senza ombre sibilmente condividerla con chi si ha intorno. Sen-
né difficoltà, che invece pregiudica la capacità di za eleggerla, allo stesso tempo, a unica ragione di
godere delle cose buone di ogni giorno vita. La passione ritrovata deve essere la molla per

A
continuare la ricerca e non è l’obiettivo finale. Il
ccontentarsi del minimo sinda-
cale non è una buona scelta di LA FELICITÀ
È PER TUTTI
vita, ma come si fa a capire se C’è una felicità
la propria esistenza è davvero per ognuno, fatta
di passioni, di
appagante? Non esiste una for- scambi, di attività
mula matematica da applica- che accendono
l’entusiasmo
re, la soglia è sempre soggettiva, ma alcune buone e aumentano
pratiche aiutano a riconoscere una fase positiva nel l’ispirazione.
Basta cercarli.
momento in cui la si sta vivendo. Spesso, infatti, si
tende a riconoscere che un momento della vita è sta-

COGLI suo vero scopo è ridestare la curiosità, che da sem-


L’ATTIMO pre porta l’uomo a uscire dal proprio orticello, per
Ci sono momenti
della vita in cui scoprire altre realtà e aprirsi alle novità. A patto di
siamo felici, ma saper agire con spontaneità, accettando di trovar-
spesso ce ne
accorgiamo solo si in situazioni impreviste e di incontrare persone
quando sono che non fanno parte della propria cerchia. Perso-
passati. Imparare
a essere ne che hanno passioni diverse, assorbendo le qua-
consapevoli della li si innesca un meccanismo di condivisione che fa
felicità che si sta
vivendo crescere le risorse interiori e porta nuove risorse
è importante. emotive e intellettive.
41
Gestione
Autostima
Scopri come
delle
migliorare
emozioni la tua vita

LE TAPPE IMPORTANTI

Il cambiamento è un’onda emotiva, ma cavalcarla richiede volontà e una certa apertura,


perché la ragione non basta ad affrontare le incognite del futuro

L
a voglia di cambiamento è come FAR FINTA DI NIENTE NON SERVE
LA uno tsunami, si può resistere alle La risposta non c’è e in un certo senso è la doman-
LEGGEREZZA prime piccole onde di avverti- da a essere sbagliata. Non è necessario andare
DEL
CAMBIAMENTO mento, ma alla fine la sua poten- altrove o trasformarsi in un’altra persona, per-
Cambiare vita za travolge ogni aspetto della ché il mutamento che è partito dall’interno ed è
è possibile, ma
il cambiamento vita. Il motivo scatenante non già maturato, va solo accolto. Non sempre è faci-
deve avvenire per è poi così importante: a un certo punto qualcosa le, soprattutto quando in ballo ci sono relazio-
gradi e non a colpi
di machete. nella situazione sentimentale, privata o professio- ni d’amore o di amicizia che vanno troncate per-
Anzi, volteggiando nale si rompe. Ciò che prima rendeva felici e sod- ché impediscono al nuovo io di emergere piena-
sui problemi con
la leggerezza disfatti provoca apatia, ansia, insofferenza e infi- mente. Accade di temporeggiare a lungo, speran-
di una farfalla. ne un insopprimibile desiderio di fuga. Si vorreb- do che l’onda si allontani da sola, vivendo quasi in
be un’altra vita ma quale, esattamente? apnea, resistendo agli impulsi, chiudendo la por-
ta alle emozioni. Quando però lo tsunami arriva, è
IN FUGA DAI
ancora peggio, perché le reazioni si fanno impul-
PROBLEMI sive, a volte sconsiderate e lasciano sulla loro stra-
Qualcosa si è rotto. da macerie difficili da ricostruire.
In amore, a casa
o al lavoro, non
importa: la voglia di LIBERARSI DEL SENSO DI COLPA
cambiare ci travolge
come uno tsunami Cambiare vuol dire non essere in sintonia con per-
e noi vorremmo sone un tempo vicine, che non hanno saputo o
soltanto volare via
lontano. voluto prendere parte all’evoluzione. Presuppo-
ne una forma di tradimento che scatena senso di
colpa, vergogna per l’abbandono e paura di essere
abbandonati. Un meccanismo perverso che spinge
a rifiutare il mutamento, restando in una vita inap-
pagante e colpevolizzando, senza rendersene con-
to, proprio chi si ha paura di ferire. Per il bene di
tutti occorre ricordare a se stessi che cambiare non
42
la dell’ascolto interiore. Bisogna dedicare energie
COLPE
INUTILI e tempo all’introspezione, visualizzando nei parti-
Desiderare di colari i cambiamenti che si percepiscono necessa-
cambiare può farci
sentire in colpa ri per riuscire, senza fretta, a trasformarli in real-
verso chi non è tà. È un passaggio delicato, dove si è più sensibili
più sulla nostra
lunghezza d’onda. alle pressioni di amici, colleghi e familiari e ai giu-
Ma è sbagliato dizi di chi non accetta il mutamento. Occorre iso-
rinunciare per
questo. La
lare il rumore di fondo delle opinioni altrui e raf-
chiarezza non può forzare il dialogo con se stessi.
fare che bene.

NON CEDERE ALLA FRETTA


è una colpa, mentre fingere di essere ciò che non Il cambiamento induce alla fretta, richiama decisio-
si è più equivale a mentire a se stessi e agli altri. In ni definitive, irrevocabili. Ma tagliarsi tutti i ponti
più, questa scelta “timida” spinge a emozioni nega- alle spalle non è l’unica via. Forse è solo la più faci-
tive, come rabbia e insofferenza, che producono
comportamenti che nel futuro verranno rimpianti
TESTA
amaramente. Meglio spezzare subito il circolo del- E CUORE
la disonestà. E anche chi non è coinvolto dal cam- Il vero
cambiamento
biamento finirà per trarne giovamento. non sempre porta
con sé decisioni
irrevocabili,
NON FARE PROGETTI PREMATURI ma parte da
L’onda del cambiamento, dopo una prima fase di un’osservazione
attenta degli
confusione, produce una sorta di esaltazione: si ha eventi. Che va
la tendenza a voler parlare con chiunque del nuo- fatta con la testa,
ma anche con il
vo momento che si sta vivendo e a mettere “il car- cuore.
ro davanti ai buoi”, ovvero a scegliere obiettivi trop-
po ambiziosi pretendendo che situazioni e relazio- le, perché scambia la mancanza di alternative con
ni inedite funzionino subito alla perfezione. Invece, la voglia di costruire una nuova strada. Un’evoluzio-
la fase operativa non deve mettere in ombra quel- ne costruttiva, invece, non parte dal dover sceglie-
re per forza situazioni nuove, ma dall’osservazio-
PAROLE ne attenta e calma delle emozioni che si affacciano
PAROLE giorno per giorno e che non devono tradursi neces-
Nell’urgenza di
cambiare, bisogna sariamente in una decisione immediata. Ragione e
evitare di parlare saggezza non sempre vanno di pari passo, ci vuole
troppo di ciò che
ci succede e dare tempo perché il processo di cambiamento si metta
tempo anche in moto, partendo da scelte che possono non sem-
all’autoascolto e
all’introspezione. brare significative al momento, ma che alla lunga
rivelano la loro vera portata. Desiderare il cambia-
mento non sempre equivale a raggiungerlo, perché
in realtà va sentito anche con il cuore e non solo per-
seguito con la volontà e la razionalità.

LE BUONE ABITUDINI PER CAMBIARE

U
n cambiamento radicale si a mantenersi in contatto con i propri
costruisce attraverso nuove abi- obiettivi.
tudini che rompono col passa- 3. Fare tre pasti sani
to, ma che non sono necessa- Mangiare, seduti a tavola e senza pen-
riamente epocali. Ecco cinque consi- sare al lavoro, aiuta a staccare la spina e
gli che possono aiutare in un momen- rigenera mente e corpo.
to delicato… 4. Correre trenta minuti al giorno
1. Puntare la sveglia un’ora prima È un trucco che aumenta il livello di
Svegliarsi presto serve a dedicare del benessere, migliora l’umore e dà forza.
tempo all’ascolto e alla meditazione o per 5. Leggere per mezz’ora prima di
tenere un diario dei cambiamenti in atto. coricarsi
È un ottimo allenamento al cambiamento. Questa pratica distende, combatte l’an-
2. Fare tre cose importanti prima di sia e aiuta il cervello a restare dinamico,
mezzogiorno un requisito importante per ogni muta-
Sembra una regola curiosa, ma serve mento di vita.

43
Scopri come migliorare la tua vita

SE IL NIDO PROTEGGE
MA TARPA LE ALI

Come si deve comportare una famiglia di fronte alle necessità e le richieste di un figlio che
cresce e che chiede la sua indipendenza? Ecco qualche idea che può funzionare

C
ambiare vita espone al giudi- ste che si ricevono dagli altri e in questo intervie-
zio degli altri e soprattutto dei PRIGIONIERI ne sempre la famiglia, perché i comportamenti
familiari, che possono diventa- DEL GRUPPO dei singoli membri si modellano in gran parte sul-
Se il nucleo
re i più spietati critici di un nuo- familiare diventa
vo corso in campo sentimenta- oppressivo, quello
che dovrebbe
le o lavorativo. Succede con i essere un
figli, che i genitori a volte soffocano con la scu- sostegno e un
appoggio diventa
sa di proteggerli, o tra coniugi, quando l’affetto e un ostacolo
il rispetto lasciano il posto al reciproco sabotag- alla crescita e
allo sviluppo
gio dell’autostima. Ma la famiglia è (o dovrebbe equilibrato
essere) un luogo in cui si lavora sia sul benesse- dell’individuo.
re di ciascuno che su quello del nucleo domestico
nel suo insieme. Purtroppo, non sempre va così.
Entriamo dunque nelle dinamiche familiari, a
cominciare dalla costruzione dell’autostima che,
come abbiamo visto, è alla base dei grandi cam-
biamenti di ciascuno. L’IMPORTANZA
DEI RUOLI
In una famiglia in
FAR CRESCERE LA SICUREZZA cui i ruoli siano
ben definiti, i figli
L’autostima è un’esperienza personale, ma si hanno maggior
costruisce attraverso un mosaico di rapporti con probabilità di
crescere con un
la famiglia e con il mondo circostante. L’idea che buon livello di
ciascuno ha di sé prende forma in base alle rispo- autostima.

44
le relazioni che si creano al suo interno. Il figlio
più piccolo, per esempio, può essere il più viziato GENITORI-FIGLI:
e ricevere conferme che non sono state date ai fra- UN RAPPORTO DA CHIARIRE
Ne parliamo con MILENA JEDLOWSKI, psicoterapeuta familiare
telli più grandi, favorendo così una crescita di auto-

C
stima e una maggior disponibilità al cambiamen-
to. Ma che cosa possono fare i genitori per far cre- ome conciliare istinto di protezio-
scere nei figli la sicurezza di sé? ne dei genitori e aspirazione all’indi-
pendenza dei figli? Il rapporto geni-
COME UN FIUME tori-figli può essere riassunto con un
I genitori possono immaginare la personalità del paradosso. Il padre e la madre dicono:
figlio come se fosse un ruscello che parte dal- “Sto con te perché tu possa essere libero di fare a
la fonte: prima è un rivolo, man mano acquista meno di me”. In un certo senso, il compito princi-
energia e poi si allarga fino ad aver bisogno di pale della famiglia è un compito doppio, cioè man-
argini che lo contengano, consentendogli di scor- tenere la coesione del gruppo e promuovere nel-
rere senza straripare. Il contenimento di questi lo stesso tempo l’autonomia dei singoli membri.
argini riguarda il compito dei genitori e dev’esse- Forse il modo migliore di conciliare istanze così contrapposte è quel-
re forte, concreto ma anche flessibile. È un lavoro lo di evitare un modo di vedere “dentro o fuori”, cioè un’alternativa
difficile, perché, come fa notare Milena Jedlowski, forte e dolorosa. Si può invece risolvere il nodo dicendo che è possi-
psicoterapeuta familiare, ci sono diversi tipi di bile avere tutte e due le cose: si può essere protetti e indipendenti. Si
famiglie. Una famiglia in cui i ruoli siano ben defi- può stare insieme e, nello stesso tempo, essere separati.
niti (con genitori autorevoli e motivati) ha buone

I RAPPORTI CON IL RESTO DEL MONDO


SICUREZZA Di recente, i giornali hanno riportato un caso mol-
ED ELASTICITÀ
Il compito dei to particolare. Un padre ha rivendicato di non aver
genitori è quello fatto fare al figlio i compiti estivi e ha scritto una
di offrire sicurezza
senza opprimere e lettera agli insegnanti per spiegare il perché. In
minare l’autostima. quelle sue giustificazioni si leggeva un forte distac-
co dal lavoro generale della scuola. L’uomo spiega-
va di aver fatto scelte diverse, perché – in sostanza
– la pensa diversamente dagli altri. Giusto o sba-
gliato, questo atteggiamento può creare confusio-
ne nella mente del bambino che, da una parte si
NON CREARE sente grande e potente e, spalleggiato dal padre,
CONFUSIONE è addirittura in grado di non rispettare la scuo-
Il rispetto e
l’integrazione la, ma dall’altra si pone fuori dal suo ambiente e
con il resto del quindi diventa una specie di scheggia impazzita,
mondo da parte
della famiglia sicura e insicura nello stesso momento. Il rappor-
sono importanti to dei genitori con la scuola, invece, dovrebbe esse-
per favorire
una crescita re un’alleanza che inserisce il figlio nello scorrere
equilibrata. sereno di una quotidianità che aiuta a crescere.

probabilità di favorire la crescita di una autosti-


ma adeguata e nei figli. Certo, nell’ambito dome-
stico, se c’è un conflitto dev’essere aperto e chiaro.
Ci si deve rispettare, ci si deve capire e ci dev’es-
sere una certa flessibilità nell’affrontare le richie-
ste dei vari componenti. Nel caso invece di una
famiglia “difficile”, la situazione appare più com-
plessa. Spesso, i figli si trovano in situazioni che
ostacolano il loro sviluppo, in cui la comunica-
zione è ambigua e giungono loro giudizi negati-
vi che minano alla base la loro autostima. Si trat-
ta di famiglie nelle quali i conflitti sono evitati e
taciuti e senza soluzioni e in cui ci sono gerarchie
che non funzionano, per esempio, nei casi in cui
è il figlio a prendere le decisioni. In ambienti così
aggrovigliati, per un bambino e poi per un ragaz-
zo, è difficile mantenere una giusta idea di sé. E
diventa difficile anche entrare in rapporti sereni
con il resto del mondo…
45
Tu e l’amore

I SEGNALI DA INTERPRETARE

L’amore è la capacità di riconoscere in un’altra persona qualcosa di sé. È un sentimento


che che va assecondato, ma che dev’essere anche tenuto sotto controllo…

L’
amore è il legame più forte che quella in cui i partner sono più affiatati e rispettosi
SE L’AMORE si può avere con un’altra perso- l’uno dell’autonomia dell’altro, non sempre è facile
È UNA GABBIA na, permette di esprimere alla raggiungere (e mantenere) l’equilibrio tra vicinanza,
L’amore è il
sentimento più massima potenza la propria fisica e mentale, e indipendenza. E se questo equi-
forte che esista,
ma a volte può
personalità e allo stesso tempo librio viene meno, si sprofonda, quasi senza ren-
trasformarsi in può trasformarsi in una gab- dersene conto, in una storia d’amore problematica
una gabbia, bia che impedisce di vivere liberamente per paura dove uno o entrambi i membri della coppia tirano
specialmente
se ciò che muove di perdere chi si ama. In qualsiasi relazione, anche fuori dal cilindro comportamenti negativi già speri-
le nostre azioni mentati in passato. La consapevolezza di vivere un
è la paura di
perdere l’altro. amore “sbagliato” arriva soltanto quando il rappor-
to è ormai logorato e anche a quel punto è difficile
spezzare quello che non è più un legame sentimen-
tale, ma una vera e propria dipendenza.
QUALCOSA
SI È ROTTO I SEGNALI DI UNA COPPIA CHE FUNZIONA
Una relazione sana
è fatta di equilibrio Per fortuna ci sono tanti campanelli d’allarme per
tra vicinanza e capire se una coppia è problematica e altrettanti
indipendenza. Se
questo viene meno, parametri che contraddistinguono una storia d’a-
la relazione diventa more che funziona e arricchisce il bagaglio interio-
problematica e
possono affiorare re di chi la vive. Segnali che si manifestano fin dalle
comportamenti prime fasi della relazione. Per esempio, l’apertura al
negativi, già
sperimentati partner e la vicinanza si devono creare per gradi, con
in passato. naturalezza e senza forzare le tappe. L’annullamen-
46
VIVERE UNA RELAZIONE
DISFUNZIONALE

U
na relazione si definisce disfunzionale se a
tenere insieme i partner non sono sentimenti
costruttivi e positivi, ma aspetti insoddisfacenti
per entrambi, che paradossalmente vengono percepiti
come indispensabili al rapporto. Questo succede per-
ché certi schemi di comportamento hanno già caratte-
rizzato le relazioni precedenti e lui e lei inconsapevol-
mente li ripropon-
gono, perché il loro
inconscio li ricono-
sce come familia-
ri e rassicuranti. Le
to totale l’uno nell’altro, proprio di certi colpi di ful- relazioni disfunzio-
mine, alla lunga non paga. Meglio conoscersi negli NATURALEZZA nali possono esse-
E GRADUALITÀ
aspetti positivi e negativi un po’ alla volta, lasciando Annullarsi per re pericolose e sfo-
il tempo al partner di metabolizzare le emozioni e amore è uno ciano a volte in vere
sbaglio che si fa
di reagire in modo più meditato. Trascorrere troppo spesso. Invece in e proprie forme di
tempo insieme impedisce il distacco necessario per una coppia che abuso e violen-
funzioni bisogna
questa operazione e porta a manifestazioni di affet- conoscersi za domestica. Chi
to non coerenti al grado di maturità della relazione. passo passo ha vissuto una pri-
e rispettarsi anche
per le reciproche ma relazione con un
L’INTIMITÀ VA COSTRUITA diversità. partner opprimente o aggressivo, specie se in età gio-
Due individui che si lasciano spazio a vicenda per vanile, tende a relazionarsi con quel tipo di compagno
analizzare i sentimenti e riflettono su come manife- in maniera quasi compulsiva. È, insomma, un ciclo
starli, mettendosi d’accordo sui tempi e i luoghi per LONTANI che tende a ripetersi, ma che si può spezzare accet-
COL CORPO tando il trauma del passato e smettendo di riviverlo a
E COL CUORE
La distanza che ogni nuovo amore.
si crea con il
tempo è figlia di
un’intimità creata
bruciando i tempi, si percepissero estranei. Quando la passione cala,
che si manifesta
con il corpo ma
questa estraneità si manifesta in maniera inequi-
non con la mente vocabile ed è come se, da un giorno all’altro, non
e con il cuore.
La conoscenza
ci fosse più attrazione. In realtà, i presupposti per
invece deve l’attrazione sono mancati fin da subito. La scoper-
avvenire per gradi, ta consapevole, attraverso un percorso di conoscen-
riconoscendo
anche le eventuali za, della sfera erotica e sessuale del partner, garan-
conflittualità. tisce un’intesa duratura.

CHE COS’È L’AMORE?


Ne parliamo con GLORIA FILIPPETTI, psicologa
le dimostrazioni d’amore, danno vita a un meccani-

L’
smo positivo dove non è il sentimento in sé a essere
amore è il risultato dell’incontro di
importante, ma la capacità di entrare in relazione
tre componenti: intimità, passione e
con l’altro. Non a caso molte persone che ferisco-
impegno.
no il partner verbalmente o fisicamente dicono di
• L’intimità rappresenta la tendenza
farlo “per amore”, dando per scontato che l’amore
a prendersi cura dell’altro, a mostrare
sia ciò che fa bene a loro e mantiene in piedi la sto-
all’altro i propri sentimenti, a considerare il rap-
ria a ogni costo. Invece il conflitto, se messo in atto
porto con l’altro speciale.
con serenità, rafforza la dinamica relazionale e per-
• La passione riguarda gli aspetti più impulsivi
mette all’amore di evolversi insieme alle personali-
di una storia d’amore: attrazione fisica, desiderio
tà individuali della coppia. Due partner che hanno
sessuale, ma anche desiderio di appartenenza, di
smesso di confrontarsi probabilmente non hanno
dominio o di sottomissione.
più stimoli a stare insieme. La lontananza tra loro
• L’impegno consiste nel decidere di amare qualcuno e di mantene-
può essere emotiva, intellettiva o puramente fisi-
re nel tempo la relazione.
ca. Spesso si crea un’intimità immediata e forzata,
Questi tre “ingredienti” caratterizzano l’amore, quello che tutti sogna-
che non è sostenuta da un rispecchiamento emoti-
no. Un sentimento difficile da vivere, ma non impossibile…
vo. In altre parole, i corpi sono vicini, ma è come se
47
Tu e l’amore

AMORE SIGNIFICA ESSERE VICINI NEI MOMENTI NERI

A una coppia non si può chiedere l’amore ideale, però si può chiedere di reagire in due
ai guai della vita senza che stare insieme significhi mancanza di libertà

“E
vissero per sempre felici tà della vita si dimostra ben lontana dall’ideale del-
INSIEME e contenti”: ogni bam- le favole, si prova un misto di inadeguatezza e di
SENZA bino cresce con questa delusione. Anche i più cinici non riescono a liberar-
SOFFOCARSI
Una coppia descrizione dell’amo- si dell’idea di aver mancato l’appuntamento con il
che funziona sa re ideale, dove non c’è grande amore, destinato a pochi fortunati o meri-
condividere le
cose importanti, posto per le emozioni tevoli. Ovviamente, l’amore eterno e perfetto non
ma sa anche negative e, se il sentimento è sincero, allora supere- esiste per nessuno e piuttosto che inseguirlo biso-
quando prendere
del tempo rà l’ostacolo del tempo che passa. Quando la real- gna accettare due grandi verità: la fine di una rela-
per fare cose zione non è sempre un fatto negativo e la presenza
separatamente.
di momenti di crisi in una coppia non è necessaria-
mente il segno che un amore è destinato a finire. La
capacità di affrontare le avversità in due è l’obietti-
vo su cui lavorare per un vero lieto fine.
HAPPY END
Un finale da favola REAGIRE IN DUE
è in fondo quello
che tutti, uomini e La capacità di una persona di reagire positivamen-
donne, sogniamo te anche alle peggiori avversità, traendo forza da
per il nostro amore.
Ma se non accade, eventi traumatici o stressanti si chiama “resilien-
non è un dramma. za”. Quando due persone condividono una relazio-
Piuttosto impariamo
a impegnarci ne sana ed equilibrata, sviluppano una “resilienza di
perché la nostra coppia”, cioè riescono a mettere in campo strategie
coppia duri e
resista serena alle comuni con cui affrontare cambiamenti importan-
avversità. ti come per esempio il trasferimento in un’altra cit-
48
da seguire in pubblico e in privato. Questa rigidità
DUE È MEGLIO
DI UNO porta inevitabilmente uno dei partner a infrangere
La “resilienza” qualcuna delle leggi di coppia, provocando una rea-
è la capacità
di resistere alle zione esagerata, come se ci fosse stato un grave tra-
avversità. In una dimento, anche se si tratta di una questione banale
coppia sana ed
equilibrata si come uscire con gli amici una volta alla settimana.
riesce a sostenersi
a vicenda di fronte
ai cambiamenti
LIBERI E UNITI
importanti della Nella coppia resiliente (cioè che resiste insieme alle
vita. vicissitudini della vita) i membri non si sentono
chiusi in una relazione totalizzante, ma traggono
forza dall’idea di essere indipendenti e liberi. Se il
grido di battaglia di una coppia male assortita è «Tu
tà, la perdita del lavoro o della casa. Può accadere sei tutto per me», in una coppia che funziona bene ci
che una persona che da sola sia poco resiliente (cioè sono sfere individuali e sfere comuni e ciascuno ha
poco reattiva), trovi con l’aiuto del partner, la giusta un ruolo specifico. Questo ruolo, però, non è sem-
spinta per raggiungere un alto livello di resistenza pre lo stesso e, a seconda dei momenti della vita, può
ai mutamenti della vita. Ma quali sono le caratteri- cambiare o evolversi. Per esempio, la gestione del-
stiche di una coppia resiliente? la casa e dei figli o la responsabilità di tenere viva
la passione non sono fardelli che ricadono su uno
o sull’altro membro, ma sono compiti cui lui e lei
VALORI
COMUNI rispondono contemporaneamente. Ovviamente le
Una coppia differenze individuali portano a una “divisione dei
resiliente ha valori
comuni di base, compiti” naturale, ma una comunicazione franca e
su cui si fonda un aperta fa sì che ognuno si renda conto di quando è
equilibrio che non
richiede controllo il momento di sostenere il partner senza soffocarlo.
da parte dei
partner. Liberi,
ma tesi verso un
LA PASSIONE
fine comune. Il vero segreto della coppia resiliente è la passione,
che non si misura solo tra le lenzuola, ma è l’entu-
NIENTE CONTROLLO siasmo con cui si sceglie di portare avanti una vita
Innanzitutto per resistere agli urti della vita una UN RUOLO PER in due ogni giorno. Così, se il percorso comune fini-
coppia deve condividere gli stessi valori di base. CIASCUNO sce, ci si può salutare contenti del viaggio fatto insie-
Che non vuol dire avere le stesse opinioni su tutto, Dividersi i me, nella consapevolezza che un grande amore non
compiti è un
ma concordare sulla priorità da assegnare all’amo- atteggiamento deve necessariamente durare in eterno.
re, all’amicizia, al sesso, al denaro, alla famiglia e giusto, ma anche
saper scambiarseli
all’impegno verso il prossimo. Questa condivisione e sostenersi
permette di affrontare con serenità e senza aggres- a vicenda, a
seconda delle
sività anche le differenze di opinioni, che non sono situazioni.
vissute come minacce alla solidità del rapporto. Per Comunicare,
vivere con
questa ragione nelle coppie resilienti difficilmente passione
si instaurano dinamiche di controllo, dove ognuno rispettando gli
spazi di ognuno
vigila sull’indipendenza del partner e si stabilisce è il segreto di una
un immutabile sistema di regole di comportamento coppia forte.

COME SALVARE UNA COPPIA IN 120 SECONDI

L
a costanza richiesta dalla resilienza grandi gesti, le piccole azioni quotidiane
di coppia, fatta di un lavoro di intro- sono in grado di influenzare positivamente
spezione e comunicazione appro- le decisioni del partner lasciandogli liber-
fondito e continuo, può sembrare tà di scelta e indipendenza. Un pungolo
inconciliabile con i mille impegni della vita. impegna una persona per soli 120 secon-
Heidi Poelman (nella foto), esperta di dina- di e può fare la differenza tra una coppia
miche familiari, moglie e madre di quattro che scoppia e una coppia felice. Nel suo
figli, ha trovato una risposta a questa pau- libro la Poelman fa un elenco dei pungoli
ra con il libro Come salvare un matrimo- più efficaci, come per esempio dedicare 2
nio in due minuti. Il segreto della coppia minuti ai baci appassionati, a dire “grazie”
felice e duratura, secondo la Poelman, è il al partner e alla condivisione del ritorno a
nudge, ovvero il “pungolo”. Non servono casa dopo una giornata di lavoro.

49
Tu e l’amore

I SEGNALI
DELLA PASSIONE

È amore o no? A questa domanda si può rispondere osservando i messaggi che il corpo
trasmette con atteggiamenti e “sintomi” chiari. A saperli leggere, si capisce tutto…

D
ue sono le tappe importan- COME CAPIRE
CONOSCENZA ti delle storie d’amore: quan- SE SI È INNAMORATI?
PROFONDA E do una relazione comincia e Quando si è innamorati ci sono
CONDIVISIONE
Siete fatti l’uno quando quella stessa relazione alcune “spie”, sia nel corpo che
per l’altra? La finisce. In mezzo, ci sono mille negli atteggiamenti, che indi-
risposta è sì se
vi conoscete momenti importanti, cui scrit- cano la volontà di un contatto
davvero e tori e psicologi hanno dato il massimo dell’attenzio- maggiore. Si tratta soprattutto
condividete una
scala di valori ne. Ma in questo breve sillabario dedicato alla men- di segnali non verbali:
simile. te umana, cominceremo dall’inizio (e dalla fine). • Battito del cuore accelerato.
Con l’aiuto di una psicologa, Gloria Filippetti. Da sempre, il cuore è il simbo-
lo dell’amore e non si tratta di un caso. Sicuramen-
te sarà capitato a ognuno di sentire il cuore batte-
re forte, il cosiddetto “batticuore”, stando vicino a
qualcuno che desta il suo interesse. Il cuore pulsa a
L’AMORE
È FATTO un ritmo più elevato, perché così gli dice il cervel-
DI PRIORITÀ lo: è un modo con cui la mente comunica al corpo
Avere un modo di di “darsi da fare”, di attivarsi, di muoversi per avvi-
vedere la vita simile
è una buona base cinarsi alla persona che lo attrae.
di partenza per una • Le mani che sudano. Quello che nel nostro cer-
relazione felice. Il
che non vuol dire vello provoca l’aumento del battito cardiaco è anche
essere due cuori responsabile, allo stesso tempo, della maggior sudo-
e un cervello, ma
dare importanza alle razione delle mani, soprattutto negli uomini, più
stesse cose. sensibili delle donne agli stimoli visivi.
50
• Tono di voce. Alcuni studi dimostrano che gli ri, il tipo di educazione e che essenzialmente l’u-
uomini, durante la fase del corteggiamento, tendo- LE SPIE nica cosa che si ha in comune è la consapevolezza
DELL’AMORE
no a parlare con una voce più profonda, mentre le Quando si è di quanto il partner sia diverso. Il punto in comu-
donne con un tono più acuto, risultando più melo- innamorati ci ne dove si manifestano queste differenze è il tempo
sono alcune
diose e incantatrici (come le sirene di Ulisse). “spie”, sia nel che ciascun partner è disposto a destinare alla vita
• Dilatare narici e socchiudere le labbra. Si tratta corpo che negli intima nel rapporto.
atteggiamenti, che
di movimenti difficilmente controllabili, ma l’aper- indicano la volontà • Distanza emotiva. «Di colpo l’ho sentito distante,
tura delle labbra e delle narici, è un segnale di aper- di un contatto come se fosse andato via!». Ci si accorge che il part-
maggiore. Si
tura relazionale e di disponibilità. tratta sopratt utto ner non è più presente quando si tenta di chiacchie-
• Movimenti del corpo. Ci sono alcuni movimen- di segnali non rare con lui e non si ottiene risposta o se ne riceve
verbali.
ti del corpo che denotano interesse: inclinare il una del tutto negativa, quando si fa sesso senza che
busto verso l’altra persona, questo riesca più a unire e qualsiasi forma di comu-
per esempio, oppure passar- nicazione subisce un’interruzione.
si la mano tra i capelli, arric- • Noia. «Con te le giornate sono tutte uguali!». Un
ciarli, sistemarsi le ciocche altro modo per capire che la propria relazione sta
o ravvivarli, giocherellare finendo è svegliarsi spesso depressi, fuori fase e di
con la cravatta, copiare invo- malumore. 
In questi casi, è la vitalità della relazione
lontariamente i movimenti che è svanita. L’eccitazione non c’è più, l’entusiasmo
dell’altro (come l’inclinazio- si è spento, non succede mai nulla di nuovo, non si
ne della testa). è più “innamorati” e non ci sono abbastanza scopi
comuni che forniscano sufficiente sostanza per ali-
AMORE, QUANDO mentare il rapporto.
CAPIRE CHE È FINITA… • Avventure. «Non l’ho fatto intenzionalmente,
• Litigi. «Ormai non facciamo altro che litigare!». BRUTTI ma adesso capisco che è andata proprio così!». Le
Uno dei principali segnali che indica un rischio SEGNALI avventure sono il sintomo classico che nella rela-
Anche quando
di separazione è quando un rapporto, fino a quel l’amore scricchiola,
zione c’è qualcosa che non va, perché così si elimi-
momento sereno, si trasforma in un vero e proprio ci sono alcuni na dal rapporto uno degli elementi che lo rendono
campo di battaglia. Ci possono naturalmente esse- segnali che spesso unico ed esclusivo. Il sesso costituisce, infatti, uno
sfuggono ai due
re brevi intervalli in cui si vivono insieme un even- partner in crisi, ma dei legami più importanti di qualunque rapporto,
to sociale, una vacanza o un rapporto sessuale, ma che invece parlano distinguendo una storia d’amore da un’amicizia o
chiaro e mettono in
la maggior parte dei contatti si svolge tra continue evidenza le difficoltà da un romantico flirt. A livello inconscio, questa è
schermaglie. Quando i litigi sono il sintomo del- di un rapporto. una delle ragioni per cui, quando si cerca di por-
la fine di una storia, essi sono sostanzialmente la re fine a un rap-
replica della stessa scena: anziché sentirsi più vici- porto ma non si sa
ni, i partner diventano via via due estranei alle pre- come fare, spesso
se con una situazione senza uscita. La speranza che si ricorre a un’av-
l’ultima lite sortisca un qualche risultato aiuta a tol- ventura affinché
lerare condizioni di questo tipo, tuttavia se nessuno sia questa a tra-
dei due modifica le proprie posizioni, se nessuno fa smettere le proprie
un passo in avanti verso l’altro, allora significa che intenzioni, inten-
probabilmente il litigio è soltanto uno dei modi per zioni che maga-
evitare la fine del rapporto. ri risultano ancora
• Differenze inconciliabili. «Che ti è successo? poco chiare o che si
Non ti riconosco più!». Da una frase del genere si ha paura di comu-
potrebbe dedurre ad esempio che, oltre alle occupa- nicare in maniera
zioni, sono differenti le abitudini, gli amici, i valo- più diretta.

IL COLPO DI FULMINE IN 45 MINUTI

D
ue perfetti estranei, incontratisi nali, per terminare l’incontro passando 4
per puro caso, possono innamo- minuti in silenzio guardandosi negli occhi.
rarsi in meno di un’ora? Nel 1997 Alla fine dell’esperimento, raccontavano di
lo psicologo Arthur Aron (nella aver provato un legame forte, di amicizia e
foto) ha cercato di rispondere a questa in alcuni casi di amore, con il non più sco-
domanda con un esperimento di “intimità nosciuto interlocutore. I primi due sogget-
personale”. Due individui che non si era- ti dell’esperimento di Aron si sono sposa-
no mai visti venivano fatti sedere l’uno di ti sei mesi dopo il loro incontro e tutto lo
fronte all’altro rispondendo a 36 domande, staff della ricerca, volontari compresi, ha
prima più generiche, poi via via più perso- preso parte alle nozze.

51
Tu e l’amore

SAI FAR FUNZIONARE LA COPPIA?


UN TEST PER LUI E PER LEI SE ARRIVA LA CRISI
Quando la coppia scoppia, lui e lei perdono
Lo psicologo John Gottman ha passato qua- il controllo, cominciano a farsi critiche, a disprezzarsi
rant’anni di carriera ad ascoltare i proble- con sarcasmo e alla fine erigono un muro tra di loro
che impedisce ogni comunicazione.
mi delle coppie. Grazie a questo osserva-
torio privilegiato sulla vita a due, ha iden-
tificato quattro comportamenti a rischio ra delle loro capacità e tendono a reagire
separazione. E sono questi: male, sentendosi subito punti sul vivo. A
• Criticare il partner sistematicamente. meno che il partner non chieda esplicita-
• Disprezzarlo con sarcasmo. mente il tuo aiuto, lascia la stanza in modo
• Rifiutarsi di ammettere i propri errori. che abbia la possibilità di portare a termine
• Erigere un muro immaginario con il part- la missione senza la pressione del tuo sguar-
ner, rifiutando l’interazione, negando la do ed evita ogni tipo di commento o di critica,
comunicazione e impedendo l’empatia. anche scherzosa, sulle sue abilità manuali.
Ovviamente non sempre le persone sono consape-
voli di cadere in queste trappole, anzi ritengono di
JOHN
reagire nel modo più adeguato ai comportamen- GOTTMAN
ti “sbagliati” dell’altra metà. Ecco una simulazione Lo psicologo
John Gottman
pratica per capire se è davvero così. Di seguito ven- è colui che ha
gono proposte due situazioni tipo, una pensata per stigmatizzato quali
comportamenti di
lei e una per lui. Dopo averle lette, bisogna descri- una coppia sono
vere la reazione che si avrebbe se accadessero nel i più a rischio di
portare ad una
quotidiano della propria coppia e infine confrontar- separazione.
la con la reazione suggerita dagli esperti.

PER LEI: IL TEST DELL’IKEA


• Avete comprato una libreria in un grande
magazzino che vende mobili in kit. Una volta
giunti a casa, lui si offre di montarla, ma fin da
subito mostra difficoltà a raccapezzarsi tra viti, SEI UN
INCAPACE!
bulloni e istruzioni. Tu che cosa fai? Lui è in panne e
Le donne non riescono a trattenersi dal dispensa- non è un campione
del fai-da-te? Niente
re consigli e suggerimenti al prossimo e soprattutto critiche e commenti
al partner, sia per sostenerlo che per criticarne vela- sarcastici, meglio
defilarsi e lasciare
tamente l’operato. D’altro canto, gli uomini vivono che se la cavi in
i consigli e le offerte di aiuto come una stroncatu- pace da solo.

52
SE HAI “FALLITO” IL TEST…
Prova l’esercizio per il benessere di coppia
La tua risposta è stata molto diversa da quella otti-
male? Hai bisogno di entrare meglio in sintonia con
il tuo lui o la tua lei. Per esempio, con l’esercizio per
il benessere di coppia di Robert Epstein (celebre
scrittore e Senior Research Psychologist all’AIBRT
di Vista, in California): guardarsi negli occhi per
almeno 2 minuti al giorno, accettando di mostrare,
attraverso l’avvicinamento delle iridi, la propria fra-
gilità ed entrando in comunicazione diretta con l’io
dell’altro. Un esercizio facile e piacevole per aumen-
tare l’intimità e rafforzare il legame emotivo.

PER LUI: IL TEST DEL CAPO-UFFICIO


PARLA E
• La tua partner rientra a fine giornata di pessimo CHIARISCI!
umore e racconta di aver litigato furiosamente con Lei torna a casa
con problemi di
un superiore che la prevarica spesso sul posto di lavoro? Ben lungi
lavoro. Come interagisci con lei? da voler soluzioni
preconfezionate e
Gli uomini, anche quando si tratta di sentimenti, sbrigative, forse
vanno subito sul pratico. Quando la loro compagna ha solo bisogno
di venir ascoltata
esprime verbalmente sofferenza tendono a reagi- e compresa.
re dicendo: «Che posso fare per te?», ascoltandola
giusto il tempo necessario per ideare una soluzio-
ne e proporgliela. In questo caso una reazione tipi-
ca prevede frasi come: «Cambia lavoro» o «Parlane
col tuo capo», se non addirittura: «Vuoi che gli dia
A ME GLI
una lezione?». In realtà la partner, che ha la capa- OCCHI!
cità di affrontare da sola i problemi, ha più bisogno Secondo l’esperto
Robert Epstein,
di ascolto che di aiuto. Meglio ascoltare in silenzio guardarsi negli
tutto ciò che sente il bisogno di dire, ma con rea- occhi per due
le partecipazione, ed esprimere comprensione per minuti al giorno
rafforza il legame e
la difficile giornata che ha passato in ufficio senza mette i partner
altri commenti. in sintonia.

SETTE MODI DIVERSI DI DIRE AMORE

S
econdo lo psicologo Robert Ster- del solo impegno ad amare, tipico delle
ner, l’amore poggia su 3 pilastri, coppie in crisi che rimangono insie-
ovvero intimità, passione e impe- me per senso di colpa o per “il bene
gno nel portare a termine una dei figli”.
relazione. È la cosiddetta «teoria triango- 4) AMORE ROMANTICO: nasce
lare dell’amore» e da questi tre elementi dalla combinazione di intimità e pas-
“primari” crea sette combinazioni diver- sione e tende a crescere nel tempo.
se di ciò che comunemente chiamiamo 5) AMORE-AMICIZIA: è proprio del
amore. È un’altra interpretazione dell’a- rapporto che poggia su intimità e impe-
more che vale la pena di approfondire: gno, ovvero delle coppie di lungo corso
1) SIMPATIA: si ha quando c’è solo inti- che hanno perso il desiderio dei primi
mità, ma in realtà manca l’attrazione fisi- anni insieme.
ca, per esempio negli “amici di letto”. 6) AMORE FATUO: un mix di passione
2) INFATUAZIONE: c’è solo la passio- e impegno, che infiamma i cuori di chi si
ne, spesso dovuta a una idealizzazione sposa senza conoscere il partner o intra-
dell’altro, che non sopravvive al tempo e prende una relazione senza riflettere sui za di tutti e tre gli elementi primari, ori-
a una conoscenza più profonda. propri sentimenti. gina un rapporto completo che tende a
3) AMORE VUOTO: è il sentimento figlio 7) AMORE VISSUTO: vede la presen- durare nel tempo.

53
Tu e l’amore

TORNARE AD AMARE

La fine di una storia mette a dura prova, ma si può venire fuori da questa esperienza più
forti di prima, imparando a convivere con gli errori commessi

L’
amore finisce e, anche quan- con cui si ha un rapporto gratificante, che porta-
do la separazione è “civile” QUANDO no affetto e apprezzamento e non cercano solo di
e concordata da entrambe FINISCE esprimere giudizi. Con le persone giuste si posso-
UN AMORE
le parti, ha uno strascico di Nessuna fine no tirare fuori i sentimenti negativi, come il ran-
dolore e sofferenza. Appa- può fare a meno core e la frustrazione, e, una volta proiettati all’e-
di sofferenza, e
rentemente gli uomini e le dolore. Eppure sterno, affrontarli con il giusto distacco e incana-
donne hanno un modo diverso di affrontare la fine bisogna imparare larli in maniera costruttiva. Ma, per venire fuo-
ad attraversare il
di un amore. La donna vive la separazione come tunnel, per trovarsi ri da una delusione, occorre attraversare 5 fasi,
se si trattasse della dipartita di una persona amata al di là in un futuro individuate dalla psichiatra Elizabeth Kübler-
nuovo e che ci
e l’uomo tende a percepire la morte della propria somiglia di più. Ross. Eccole…
capacità di amare di nuovo. In realtà per entrambi
i sessi dirsi addio apre all’elaborazione di un lutto.
INSIEME
È MEGLIO
CON LA GIUSTA COMPAGNIA Condividere con
Quando la ferita è appena aperta il dolore può gli altri il proprio
dolore è un modo
sembrare incontenibile, soprattutto se viene rie- per oggettivarlo
laborato in solitudine. Nei momenti di crisi le e provare a
distaccarsene.
relazioni con gli altri offrono sostegno e permet- Non bisogna
tono, attraverso l’antidolorifico della condivisio- stordirsi sempre
e comunque con
ne, di metabolizzare la sofferenza. Non rinchiu- una qualsivoglia
dersi in casa da soli fa bene, dunque, ma non biso- compagnia,
ma scegliere le
gna ricercare la compagnia a ogni costo. A svolge- persone più in
re una funzione positiva sono gli amici o i parenti sintonia con noi.

54
1. Si inizia con la negazione
La prima fase è quella della negazione:
non si riesce ad accettare che tutto ciò che
ne. Ma è solo un modo
per ritardare l’inevi-
tabile: il passato sta
si è costruito in giorni, mesi e anni passa- perdendo il potere di
ti insieme sia crollato improvvisamente e tormentare e il futu-
senza speranza. Si vagheggia la possibilità ro è più vicino, anche
di tornare di nuovo con la persona amata, se l’orizzonte appare
ma in realtà dietro a questo bisogno non c’è nero.
una reale volontà di impegnarsi da capo nel
rapporto, ma solo l’estremo tentativo di pro-
teggersi dal dolore. 5. La guarigione
Quando si arriva all’intui-
zione che il dolore non svanirà domani, si è pronti

2. Rabbia
«Non merito quello che mi sta accadendo»
è il sentire tipico di chi entra nella seconda fase,
a veder sorgere un nuovo giorno e si giunge final-
mente alla quinta fase, la guarigione.

quella della rabbia. La rabbia è a tutto tondo, vie-


ne diretta contro se stessi, contro il partner e con-
tro tutti coloro che stanno intorno all’individuo
sofferente e che sembrano colpevoli di non capi-
re fino in fondo il dolore scatena- ACCETTARE
LA PROPRIA
to dalla separazione. È CONDIZIONE
un momento in cui Una pacata
accettazione della
c’è poca lucidità e si propria condizione
ha difficoltà a man- di sofferenza è
la fase in cui si è
tenere il controllo pronti a liberarsi
degli stati emoti- dal passato e ad
aprire la porta al
vi. Può essere d’a- futuro.
iuto tenere un dia-
rio, mettendo nero
su bianco ciò che si
prova nel momento
stesso in cui affiora.

3. Il patteggiamento
Servirà a restare lucidi durante la fase tre,
quella del patteggiamento e della colpevoliz-
zazione, in cui si viene tormentati dai “se”. «Se COME SUPERARE LA FINE
solo ti avessi detto le parole giuste al momen- DI UNA RELAZIONE
to giusto saresti anco- Ne parliamo con GLORIA FILIPPETTI, psicologa
ra mio», cantava Tra-
cy Chapman, ma nes- • Chiodo scaccia chiodo non funziona.
suna storia finisce per Quando la storia “di sostituzione” finisce, il dolo-
colpa di una sola del- re peggiora e la mancanza dell’ex si sente anco-
le persone coinvolte. ra più forte. Bisogna accettare il dolore, viver-
Scendere a patti con la lo e non tentare di sostituire l’amore perso con
realtà, però, signi- un’avventura.
fica anche inte- • Il ruolo della vittima abbandonata non
riorizzare que- risolve il conflitto interiore. Quando una rela-
sta verità. zione termina, entrambe le parti ne hanno la
responsabilità. La cosa più utile è analizzare qua-

4. La depressione li sono stati i propri errori per tentare di non commetterli in futuro.
Da questo punto in poi si entra nella quarta, • Più tardi si accetta il cambiamento, più tempo ci vorrà per
delicatissima fase, quella della depressione, conse- superare il dolore. Assumere atteggiamenti del tipo: “Non è succes-
guente all’emergere del dolore trattenuto e repres- so niente” o vivere nell’illusione di una possibile riconciliazione è una
so. Di solito, questa fase coincide con la presa di forma di auto-tortura psicologica.
coscienza che il lutto dovuto alla separazione sta • «Non incontrerò mai più una persona come lui/lei». Probabil-
durando più del previsto, come se non tornare mente è così, non esistono al mondo due persone identiche, ma que-
subito alla normalità fosse il segno dell’impossibi- sto non vuol dire che non si incontrerà un’altra persona, diversa, ma
lità di riempire nel futuro il vuoto che si prova. Si che si arriverà ad amare con la stessa intensità, forse anche proprio
evita di pensare all’ex, si stracciano foto insieme e perché diversa.
filmini delle vacanze, si evitano gli amici in comu-
55
Tu e l’eros

CAPIRSI A LETTO

L’intesa sessuale è fondamentale per una relazione felice ma, per entrare nella sfera
erotica di un’altra persona, bisogna prima conoscere i propri desideri

L
a compatibilità sessuale è fonda- uomini e il 31% delle donne sono convinti che «ave-
FELICITÀ mentale per un rapporto d’amo- re rapporti sessuali migliori l’autostima» e oltre
SOTTO LE re appagante. Eppure, otto ita- l’80% del campione, sia maschile che femminile,
LENZUOLA
Un rapporto liani su dieci non sono soddisfat- ritiene il sesso «determinante per far durare matri-
d’amore felice non ti della loro vita sessuale anche se moni e relazioni». Ma, per arrivare a una buona
può prescindere
dall’intesa – secondo l’Ansa – il 38% degli intesa sessuale con il partner, bisogna avere consa-
sessuale, che pevolezza del proprio corpo e dei bisogni erotici del-
dev’essere
completa e la mente, sfruttando la cosiddetta intelligenza emo-
appagante. tiva. Senza la quale nemmeno la più sfrenata vita
sessuale regala vero piacere individuale e di coppia.

FARE L’AMORE SPESSO O BENE?


FAR BENE I numeri lo dimostrano. Non è importante quante
L’AMORE volte si fa l’amore ma come lo si fa. In base a un’in-
Una vita sessuale dagine Doxa, gli italiani lo fanno 108 volte all’anno,
completa implica
la conoscenza sono cioè 5 punti oltre la quota mondiale (103 rap-
dei propri bisogni porti annui), con una media di 9 rapporti al mese,
fisici e mentali.
L’autoconoscenza uno ogni tre giorni. Una frequenza che non è da but-
e la capacità di tare via, ma che non tiene conto di un fattore impor-
comunicare al
partner i propri tante: per 4 milioni di coppie, un rapporto non dura
bisogni e le proprie più di due minuti. Impossibile, soprattutto per le
fantasie rende il
rapporto sessuale donne, raggiungere la piena soddisfazione in tem-
migliore. pi così brevi e perciò accade che il 50% delle donne
56
FANTASIE SESSUALI,
A CHE SERVONO?

T
utti (uomini e donne) hanno fantasie sessuali,
ma molti le vivono con un misto di vergogna e
senso di colpa, soprattutto se sono fantasie con
pratiche erotiche “non convenzionali”. Bisogna ricor-
dare che le fantasie erotiche non vanno prese alla let-
tera. Chi sogna di fare l’amore con una persona scono-
sciuta non sta davvero esprimendo la volontà di salta-
re addosso a chiun-
que si troverà sul-
la sua strada. Sem-
plicemente, proiet-
tando nella men-
fantastichi su un altro partner e una su 5 metta in te un piccolo “film
pratica la fantasia con una storia di sesso clandesti- QUANTE autoprodotto”, sta
VOLTE?
na dopo solo un anno di matrimonio. Si calcola che Secondo mettendo in moto
800 mila coppie siano a rischio separazione a cau- un’indagine Doxa, il desiderio sessua-
gli italiani fanno
sa di cattive dinamiche tra le lenzuola. sesso con una le, attraverso quel-
media di 108 volte la che gli psicologi
l’anno. Ma spesso
INTELLIGENZA EMOTIVA E PIACERE è un’esperienza chiamano “autoero-
La scarsa durata di un rapporto non è dovuta mordi e fuggi, che tizzazione mentale”.
lascia inappagate
solo a disfunzioni o blocchi emotivi del partner soprattutto le In pratica, per risve-
maschio. Spesso è il risultato di una mancanza di donne. Non gliare l’eros, sta esplorando territori nuovi, che non
comunicazione, dell’incapacità di capire i deside- basta farlo tanto,
bisogna farlo vuole necessariamente visitare nella realtà.
ri dell’altro e di ascoltare il suo corpo, ma c’è anche bene.
un altro ostacolo: l’incapacità di lui o di lei di espri-
mere le proprie fantasie. Per questo, gli indivi- 3. Comunicare col partner.
dui con un alto indice di intelligenza emotiva rag- 4. Metterci fantasia e variare le dinamiche del rap-
giungono i più alti livelli di soddisfazione sessuale porto, magari con l’utilizzo di sex toys, oppure
nella coppia. Come ha dimostrato una ricerca del facendo giochi di ruolo o guardando insieme un
King’s College di Londra, per esempio, le video porno.
donne che hanno consapevolezza del- 5. Lavorare sulla relazione di coppia ogni giorno,
le loro emozioni non hanno paura prima di finire sotto le lenzuola.
di chiedere al compagno di let-
to pratiche erotiche che le fan-
no sentire bene e raggiungo-
no più orgasmi rispetto alle UOMINI E DONNE:
altre. Il rapporto virtuoso tra CHE COSA SOGNANO?
intelligenza emotiva e soddi-

U
sfazione sessuale vale anche omini e donne hanno sicuramente fantasie ero-
per gli uomini, che sviluppan- tiche diverse.
do il loro quoziente emotivo • Le fantasie sessuali più ricorrenti nelle donne
riescono ad avere performance sono: fare e ricevere sesso orale, fare l’amore con un
migliori e a soddisfare meglio la partner diverso, in luoghi romantici, esotici o pubblici,
compagna. fare qualcosa di proibito ed essere dominate.
• Le fantasie sessuali più ricorrenti negli uomini riguar-
5 SEGRETI PER UNA VITA SESSUALE FELICE dano in modo predo-
Se si riesce a trovare una buona intesa sessuale, DAVID
FREDERICK minante il sesso ora-
come si può preservarla nel tempo, proteggendo- L’attenzione le. In ordine, ci sono:
la dalla noia della routine? Per capirlo, David Fre- all’atmosfera, la
fantasia applicata fare sesso con più
derick, della Chapman University, ha condotto una al rapporto donne, essere domi-
ricerca sulle abitudini sessuali di 37.847 persone sono alcuni dei
segreti della nanti, avere un rap-
sposate o conviventi da almeno 3 anni. Il risultato? felicità di coppia. porto da sottomessi,
I segreti di una vita sessuale di coppia felice e dura- Almeno secondo
un’indagine guardare altre perso-
tura sono almeno 5. Eccoli… compiuta su ne che fanno l’amore
1. Ricevere molto sesso orale. un campione di
coppie sposate e sperimentare nuo-
2. Dedicare tempo alla giusta atmosfera (con una dallo psicologo ve posizioni sessuali.
bella canzone o una candela profumata). David Frederick.

57
Tu e l’eros

TUTTI I MITI DA SFATARE

IL SESSO
E LE DONNE
Sulle donne e la passione se ne dicono tante, ma poche sono vere. Ecco alcuni dei miti
più resistenti ed ecco le verità “vere” certificate dalla scienza…

L
e donne danno più importan- e universo femminile, alcune vere, altre verosimili,
IL MISTERO za al romanticismo che all’e- alcune del tutto fuori dalla realtà. Conoscere la veri-
DELLE DONNE ros, hanno bisogno di un tem- tà sull’eros in “rosa” aiuta a eliminare pregiudizi e
La verità sul
rapporto delle po maggiore per “accendersi” e tabù e ad avere una sessualità serena e consapevo-
donne con il sesso
non è chiara
il loro piacere nasce più a livello le. Ecco i cinque miti da sfatare sul sesso e le donne.
neanche a loro. di mente che di corpo. Sono tan-
Tra tabù culturali, te le leggende che circolano sul rapporto tra sesso
affermazioni
per sentito dire
e pregiudizi,
non è facile fare
chiarezza.

CHE NOIA!
Il sesso è
importante per le
donne come per gli
uomini, ma senza
coinvolgimento
mentale diventa
noioso e ripetitivo.

58
1. Per le donne il sesso non è importante
Se è vero che l’uomo raggiunge l’eccitazione
sessuale molto più in fretta e altrettanto rapida-
sia la scienza che il buon senso indicano che la per-
centuale è sottostimata. Quasi tutte lo fanno, ma
molte, per paura di essere giudicate male, non lo
mente tocca il picco del piacere, non per questo la dicono. Da sfatare anche il mito della passione per il
donna, nella quale la molla del desiderio si accen- SESSO = AMORE sesso orale. Se è vero che la maggioranza delle don-
de in maniera meno impulsiva, prova meno deside- La convinzione ne lo apprezza, esiste una percentuale significativa
rio rispetto all’uomo. L’eros femminile si alimenta che per le donne (il 45%) che ne è infastidita. L’importante è capi-
non possa esistere
come e più di quello maschile con il coinvolgimen- il sesso senza re se queste nemiche del sesso orale sono spinte da
to mentale, ma ciò non vuol dire che per una moglie sentimento è un’attitudine personale o dall’idea che sia sconve-
un retaggio del
o una fidanzata ciò che avviene in camera da let- passato. Una niente. Dietro questa percezione, infatti, si cela un
to non sia importante. La donna che si convince di donna consapevole cattivo rapporto con il proprio corpo e con le zone
sa distinguere tra
questo cerca di ignorare i problemi della propria attrazione fisica erogene in particolare.
relazione, che probabilmente non investono solo la e coinvolgimento

4.
emotivo.
sfera sessuale. Per le donne non c’è sesso senza amore
Le ragazze vengono cresciute nell’idea che il
romanticismo è positivo e l’eros, se non all’interno
di una relazione stabile o del matrimonio, è indice
di scarsa moralità e di incapacità di resistere alle
pulsioni “animalesche”. Per questo, in pubblico e
persino a se stesse raccontano che “non potrebbe-
ro mai fare sesso con qualcuno per cui non pro-
vano sentimenti”. Una donna consapevole della
sua sessualità e che vive il desiderio senza vergo-
gna sa perfettamente distinguere l’attrazione fisi-
ca dal coinvolgimento emotivo e non deve vergo-
gnarsi ad ammetterlo.

2. Le donne parlano di sesso più degli uomini


Purtroppo spesso è vero il contrario. Molte gio-
vani donne provano imbarazzo ad affrontare una
EROS IN ROSA
L’erotismo
femminile ha le sue
conversazione sulla loro sessualità persino con le particolarità ed è

5.
amiche più strette e questo pregiudica il loro benes- intenso quanto Il punto G non esiste
quello maschile,
sere sessuale e le loro relazioni d’amore. Le donne solamente ha Si sente dire spesso, ma le donne non devono
più mature condividono spesso con persone fida- modalità di darsi per vinte, il famoso e mitologico “interrutto-
espressione
te i dettagli della loro vita sessuale, per cui la diffe- diverse. re del piacere femminile” esiste davvero, solo non
renza tra uomini e donne nel discorso erotico è più funziona in maniera meccanica come racconta chi
qualitativa che quantitativa. Gli uomini parlano tra non lo conosce. La scienza e la sessuologia lo han-
loro di sesso in maniera generica, della serie “quan- no individuato con precisione, si trova sulla parete
te volte e con chi”, le donne invece si concentrano anteriore della vagina, dietro l’osso pubico. Atten-
sui particolari piccanti. zione però, trovarlo non basta, c’è bisogno che il
partner dedichi cura e attenzione a stimolare questa

3. Le donne non amano l’autoerotismo ma il


sesso orale sì
La masturbazione femminile è ancora un tabù in
zona che, va detto, non è sensibile allo stesso modo
in tutte le donne. Per alcune ci vogliono un po’ di
preliminari prima che l’interruttore passi da “off ”
quasi tutte le culture, anche in quelle che si defini- a “on”, perciò non si deve avere fretta e non sentir-
scono libere e moderne come la nostra. Solo il 60% si da meno delle altre se non regala subito emozio-
delle donne rivela di praticare l’autoerotismo, ma ni fuori dall’ordinario.
59
Tu e l’eros
TEST PER LEI
SCOPRI IL TUO “QUOZIENTE DI EROTISMO”
Eri stanca, avevi mal di testa (sul serio),
6 ma lui ha insistito e avete fatto l’amore…
a) Per te non è un problema, tu sei meno
“bollente” di lui.
b) Con il tuo lui, tu sei sempre disponibile.
c) Vi capita raramente. Qualche volta tu
accontenti lui e qualche volta lui accontenta te.

C’è un tipo che ti piace da conquistare.


7 Come pensi di “attaccare”?
a) Punti sul sorriso: è l’arma giusta per addolcire
un uomo.
b) Punti sui centimetri di pelle scoperti: una
bella scollatura ti mette sempre al centro
dell’attenzione.
c) Punti sugli occhi: basta uno sguardo per far
Conosci bene i tuoi desideri erotici e sai capire a un uomo quello che vuoi.
1 chiedere al tuo lui di soddisfarli? GUIDARE
a) Per niente, non hai ancora capito che cosa ti IL PARTNER Quando il partner ti coinvolge in giochi
piace e che cosa no.
Conoscere il
proprio modo
8 erotici ti senti forzata.
b) In teoria, sì, ma in pratica non riesci a di raggiungere a) Ogni volta, fosse per te fareste solo “sesso alla
il piacere e
condividerli col partner. comunicarlo al vaniglia”.
c) Perfettamente e infatti sei soddisfatta della tua partner, aiuta b) Qualche volta, ma non dici nulla per non
la complicità e
vita sessuale. l’affiatamento sembrare inibita.
sessuale c) Mai, c’è sempre totale complicità e spontaneità
della coppia.
Fare il primo passo per te è… da parte di entrambi.
2 a) Praticamente impossibile, piuttosto sei
disposta ad attendere che l’altro prenda l’iniziativa. Avete litigato e avete fatto pace sotto le
b) Difficile, cerchi di non essere troppo esplicita e di
9 lenzuola.
spingere lui a “fare la sua parte”. a) Sì, ma serve solo a scaricare la tensione: i
c) Naturale ma non obbligatorio, senza scambio di problemi non si risolvono così.
ruoli, con lui il divertimento si dimezza. b) È una cosa carina, per recuperare l’intimità.
c) Piace a tutti e due e c’è il sospetto che litighiate
Tu e il tuo partner siete in vacanza e vi solo per fare l’amore.
3 godete una notte da fuochi artificiali. Al
mattino a che pensi?
a) Che la notte devi aver preso freddo.
LITIGARE 10 …Vi siete appena conosciuti e lui ti
propone tre giorni a Parigi. Tu…
E FARE PACE
b) Che almeno in vacanza ci si può ritrovare. Spesso capita a) Ti aspetti una passeggiata romantica lungo la
che, dopo una
c) Che è stata una bella serata… come tante altre. lite, una coppia
Senna.
faccia pace sotto b) Ti aspetti tanta passione e qualche visita a un
le lenzuola. E, a
Hai qualche fantasia segreta che non hai museo.
4 mai rivelato al tuo partner?
volte, è un buon
modo per ritrovare c) Ti aspetti sesso spinto e guardarsi negli occhi
a) No, tu dici sempre tutto. Altrimenti che relazione l’intimità perduta. intensamente.
sarebbe?
b) Sì… certe cose si dicono solo al momento
opportuno.
c) Le fantasie nascono insieme e si mettono subito
in pratica.

Che ne pensi delle pratiche erotiche


5 “atipiche”?
a) Non giudichi chi vive da libertino, ma tu non
faresti mai certe cose.
b) Non hai problemi, nel sesso consenziente non
esistono pratiche amorali.
c) Ognuno è libero nel suo letto, a patto che ci sia
rispetto per il partner.
60
PROFILI COME CAPIRE
LE INTENZIONI
Se hai raccolto DI UN UOMO
più risposte A
PASSIONE IN SALITA
Per te il sesso è una strada tutta
in salita, la tua intelligenza emo-
tiva è in “via di sviluppo”, non sei
in contatto con le tue emozioni
e tendi a rimuovere i segnali e le
pulsioni che il corpo ti invia. Il pia-
cere ti provoca senso di colpa, cer-
ca di aumentare progressivamente il
livello di confidenza con il partner e spe-
rimenta sul tuo corpo cosa ti piace, per poi
parlarne con lui.

Se hai raccolto
più risposte B
RIVELA I TUOI SEGRETI
Il tuo problema non è la poca con-

S
sapevolezza. Tu sai benissimo che
cosa ti piace e che cosa no, ma i incontra un uomo carino
ti autoconvinci che il piacere del e interessante, che affasci-
partner venga prima del tuo e cer- na la mente e accende i sen-
chi di compiacerlo in silenzio. Così si. Si vorrebbe mandare un
facendo non aiuti né te stessa né segnale di seduzione, ma il dub-
lui. Inizia rivelando i piccoli segreti bio rimane: e se non fosse attrat-
del tuo piacere e non potrai farne più a to? Per capire se c’è la scintilla fisi-
meno. La passione ringrazierà. ca, bisogna mettere per un momen-
to in secondo piano la comunicazio-
ne verbale. Le parole, infatti, posso-
no ingannare o venire male inter-
pretate, il corpo, invece, per chi lo
sa leggere, è una miniera di infor-
Se hai raccolto mazioni, tutte assolutamente veri-
più risposte C tiere. Se mentre una donna par-
AL TOP DELLA la l’uomo ha la testa rivolta verso
COMUNICAZIONE di lei, ma il corpo orientato in dire-
Conosci te stessa e sai zione opposta, a cominciare dalle
prendere ciò che vuoi dal punte dei piedi, meglio lasciar per-
rapporto di coppia, sia a dere. Anche se lui trova lei interes-
livello emotivo che fisico. sante dal punto di vista mentale o
Continua su questa strada, emotivo, il corpo non è stato col-
tirando subito fuori quello che pito. Attenzione al viso: testa incli-
non ti piace o mette a rischio il nata, sopracciglio sollevato e narici
tuo piacere. Allo stesso tempo dilatate sono segnali di interesse. Se
resta in contatto con il partner poi lui si morde il labbro superiore
per portare entrambi al mas- sta comunicando che la sua atten-
simo livello di comunicazione zione sessuale è stata risvegliata.
erotica di coppia. Però, anche se i segnali sono positi-
vi, meglio approfondire la conoscen-
za, spesso lui è interessato, ma anco-
ra non lo sa. Meglio lasciare che l’at-
trazione sia più chiara per aumenta-
re il livello di complicità.

61
Tu e l’eros

IL FALSO PROBLEMA DEL CHIODO FISSO

GLI UOMINI
E IL SESSO
IL SESSO
Per gli uomini, vivere serenamente i propri desideri sessuali significa una buona
INNANZITUTTO! intesa fisica con la partner, ma per questo bisogna saperne un po’ di più

A
Infedeli e
sciupafemmine
per tradizione, lzi la mano chi non ha senti- Fisher, docente alla Facoltà di Psicologia e Sessuo-
i maschi sono
davvero così to dire almeno una volta nella logia della Ohio State University di Mansfield, ogni
presi dal sesso? vita: gli uomini pensano sem- uomo pensa in media al sesso 19 volte al giorno con-
Al di là delle
reali differenze pre al sesso. Ma è davvero così? tro le 10 di una donna. La ricerca ha dimostrato che
fisiche con la E, in ogni caso, gli uomini pen- per un terzo degli uomini il sesso è il primo pensiero
donna, bisogna
fare chiarezza sano al sesso più o meno del- al risveglio. Il motivo? Non è nella sfera genitale, ma
districandosi tra le donne? Secondo uno studio della psicologa Terri nel cervello. Nell’uomo, la parte della materia grigia
luoghi comuni e
condizionamenti
culturali.

QUESTIONE
DI CERVELLO
Nell’uomo la
materia grigia del
cervello preposta
a rispondere allo
stimolo sessuale
è due volte e
mezza quella della
donna. Questo
per assicurare la
pronta risposta
durante il periodo
fertile femminile
e garantire la
conservazione della
specie.

62
che è preposta a rispondere allo
stimolo sessuale è due volte e SE LA MATTINA LEI
mezza quella della donna. A NON VUOL SAPERNE
questo, si aggiunge che l’uomo

P
produce da dieci a venti volte er effetto del testosterone, gli uomini sono parti-
in più della donna l’ormone colarmente attivi sessualmente nelle prime ore
responsabile dell’impulso ses- della mattina, ovvero subito dopo il risveglio. La
suale, il testosterone. La sfera loro delusione è grande quando ricevono un brusco
erotica maschile, dunque, si atti- rifiuto dalla partner, ma non c’è niente di personale,
va in fretta e questo secondo un non è una questione di scarso sex appeal o di man-
preciso volere di madre natura, per canza di desiderio della propria compagna. Semplice-
fare in modo che quando la donna rag- mente le donne rag-
giunge il periodo fertile l’uomo sia “subito pronto” giungono il picco di
a garantire la conservazione della specie. Insomma, PHILIPPE attività erotica nelle
pensare al sesso per un uomo è naturale e non deve BRENOT
Psichiatra e ore serali, cioè nel
essere vissuto come un problema o una fissazione. antropologo momento opposto
francese, Brenot,
nella sua ricerca “Gli della giornata. Piut-
ROMANTICI MA NON LO DICONO uomini, il sesso e tosto che intestar-
Molti sono prigionieri dell’immagine che la socie- l’amore”, ha dato
un duro colpo alla dirsi a chiedere un
tà ha “dell’uomo che non deve chiedere mai” o del falsa credenza che incontro hot al mat-
“maschio cacciatore” ed è quasi come se per loro gli uomini siano
disinteressati ai
tino, meglio rica-
dare spazio alle emozioni associate all’eros fos- legami familiari varsi un momen-
se sinonimo di debolezza o poca virilità. In realtà, e agli impegni to nel pomeriggio,
sentimentali.
lontano da occhi e orecchie indiscreti, gli uomini magari dopo il lavo-
si aprono al loro lato più femminile, ovvero pensa- ro, incontrandosi a
no all’amore e al sesso non diversamente dalle loro metà strada e sperimentando il grande potere anti-
mogli e compagne. Per averne la prova basta legge- stress del sesso.

ra dell’eros maschile. Soprattutto i più giovani han-


UNA no maturato un’idea distorta di cosa sia una perfor-
QUESTIONE mance sessuale soddisfacente e nella pratica quoti-
CULTURALE
Secondo i sociologi, diana dell’eros finiscono per inseguire un modello
la troppa diffusione irrealistico. Questo produce disistima e ansia, ali-
della pornografia ha
portato gli uomini mentando un’insicurezza che alla fine si ripercuote
a inseguire un negativamente sul desiderio. Il consiglio? Non gio-
modello irrealistico,
che oltretutto care a fare Rocco Siffredi, ma magari, se proprio se
alimenta ansia e ne sente il bisogno, condividere un video hard con
disistima e non
piace la propria compagna, per vedere se davvero aiuta
alle donne. ad aumentare il tasso di erotismo e quali sono gli
“esempi” da sperimentare insieme e quali lasciare
stare del tutto.

re la ricerca Gli uomini, il sesso e l’amore fatta dal-


lo psichiatra e antropologo francese Philippe Bre- QUANTO CONTA IL SESSO
not. Brenot ha intervistato oltre duemila uomini
che vivono in coppia: il 92% ha dichiarato di essere
NELLA VITA DI COPPIA?
Ne parliamo con GLORIA FILIPPETTI, psicologa
innamorato della propria donna e più della metà (il

V
52%) ha spiegato di non riuscire a scindere tra amo- ivere armoniosamente la sessualità
re e sesso. Il 54%, inoltre, indica come “valore più significa godere di un sesso intenso e
importante della vita” la coppia, seguita da fami- coinvolgente, non limitato all’incontro
glia, lavoro e passioni personali, ribaltando comple- tra i corpi, ma vissuto in fusione con il
tamente l’ideale mascolino allergico ai legami fami- partner in un’atmosfera di gioco, passione, liber-
liari e in perenne fuga dagli impegni sentimentali. tà e coinvolgimento. Quando la sessualità incon-
tra qualche ostacolo, il rapporto di coppia ne risen-
COME ROCCO SIFFREDI te: ecco perché è indispensabile prendere le giu-
Allora perché gli uomini si comportano a letto come ste contromisure. Se il problema a letto è legato a
se fossero i protagonisti di un film hard, spesso disfunzioni della sfera sessuale, bisogna rivolgersi
creando incomprensione e insofferenza nelle loro a un sessuologo. Se invece è la routine a togliere colore al rapporto,
partner? Secondo i sociologi, la diffusione massic- è necessario ascoltarsi di più, riscoprire piccoli giochi di seduzione o
cia della pornografia a portata di tutti (su internet, provare varianti coinvolgenti.
per esempio) ha avuto un effetto negativo sulla sfe-
63
Tu e l’eros
TEST PER LUI
SCOPRI CHE AMANTE SEI
b) Rubi un fiore da un vaso e glielo porgi con un
LUI & LEI magnifico sorriso.
Anche per
un uomo il c) Ti avvicini e le parli (anche per vedere se, oltre
raggiungimento che bella, è anche simpatica).
dell’appagamento
sessuale
profondo non Il rapporto ideale deve essere?
può prescindere
dall’integrazione
6 a) Selvaggio.
con la compagna. b) Tenero.
c) Come viene.

Quante posizioni provi in un rapporto?


7 a) Almeno tre, perché la fantasia è il sale
del sesso e della vita.
PREPARATIVI b) Una sola per volta, per te basta e avanza per
IMPORTANTI essere soddisfatto.
Per un incontro c) Non ti poni limiti, il numero dipende
sexy, sei il tipo
che bada al sodo dall’ispirazione del momento.
oppure curi ogni
particolare con
Quando baci una donna per la prima
perfezione?
8 volta?
Quanto sono importanti per te i a) Al primo appuntamento (se non ci sta, peggio
1 preliminari? per lei).
a) Sono importanti, ma senza esagerare. b) Prima di arrivare al bacio bisogna costruire
b) Molto, sono fondamentali per portare lei al top un’intimità.
del piacere. c) Il primo incontro è per conoscersi, il secondo
c) Non li trascuri ma nemmeno li porti avanti in per amarsi.
eterno.
La tua partner si dice disposta a fare
9
2 Tu e la tua partner siete abbracciati
sul divano e guardate un film in tv.
qualche follia. Che cosa le proponi?
a) Un servizio fotografico senza veli da
Cosa fai? riguardare insieme nelle lunghe notti
a) Dopo un po’ cominci ad allungare le invernali.
mani… b) Fare l’amore su un letto coperto di petali
b) Passi il tempo ad accarezzarla e, alla fine di rose.
del film, le offri un prosecco. c) Una vacanza a luci rosse in una spa di
c) Se senti che l’atmosfera si scalda, parti lusso.
all’attacco.
10 Mai fare sesso con…
3 Tu e la tua partner guardate
insieme un film porno. Che cosa
a) Con una donna che ha dimenticato
il deodorante.
pensi? b) Con una donna che ci sta al primo incontro.
a) Che devi provare una posizione che non c) Con una donna che non ti piace.
conoscevi.
b) Ti domandi se possa dar fastidio alla tua partner.
c) Non ti piacciono tanto, ma creano un’atmosfera
trasgressiva…

Subito dopo l’amore le tue prime parole


4 per lei sono…
a) Come sono andato?
b) Ti amo!
c) Sei felice? A TU PER TU
Sesso atletico,
tenero o
5 Ati guarda.
una festa vedi una donna bellissima che
Come ti comporti?
selvaggio? Ogni
coppia ha il suo
equilibrio, non c’è
a) Prima verifichi con chi sta e poi cominci a una regola fissa
guardarla fisso. per essere migliori!

64
PROFILI SE IL SESSO DIVENTA
Se hai raccolto più risposte A UNA DIPENDENZA

L
a nostra cultura associa l’essere uomo a una esuberante attivi-
FORZATO DEL SESSO
tà sessuale. L’idea che il sesso possa essere “troppo” per un “vero
Vivi la sfera erotica come un terreno di gioco, dove
maschio” provoca meraviglia. Invece sono molti gli uomini a soffri-
sei chiamato a dimostrare a ogni costo quanto vali
re da dipendenza dal sesso o, come si dice in termini scientifici, sindro-
e la tua capacità sessuale da record. Il risultato è
me di ipersessualizzazione. Un problema che secondo l’Istituto italiano
che sei troppo concentrato su te stesso e alla fine
per lo studio delle psicoterapie riguarda il 6% degli uomini italiani tra i 20
bruci le tappe, con un “punteggio” deludente sia a
e i 45 anni. In che cosa consiste la dipendenza da sesso? È la condizio-
livello di piacere percepito che dato. Pensa di meno
ne di chi fa del sesso l’unica priorità, al punto da trascurare tutti gli altri
a quanto vuoi mostrarti sexy e concentrati di più
aspetti della vita, come lavoro, salute, vita sentimentale e sociale. Perse-
sulle sensazioni che il tuo corpo e quello della part-
guito ossessivamente, il sesso diventa una sorta di strumento di auto-
ner si trasmettono a vicenda.
distruzione, ancora più pericoloso perché non è percepito come tale. Il
sex addicted (cioè, il drogato del sesso) finisce per perdere il control-
Se hai raccolto più risposte B lo del proprio eros e non prova nel sesso nemmeno più piacere fisico.

TENERO A OGNI COSTO


Per natura sei una persona attenta ai bisogni altrui,
delicata e amante della tenerezza. Nel tempo però
è come se avessi iniziato a vivere questo tuo ruo-
lo come una maschera. I preliminari servono ad
accendere la passione non a ritardare la presta-
zione per paura. Devi avere maggiore fiducia nel-
le tue capacità erotiche e metterle alla prova con
decisione e spontaneità. Anche il tenero coccolo-
ne può osare quando si tratta di passione & piace-
re di coppia.

I SINTOMI DELLA DIPENDENZA


SESSUALE

P
er capire se si ha un problema da
dipendenza sessuale, bisogna presta-
re attenzione ad alcuni campanelli di
allarme:
1) Il sesso non dà piacere a meno che non
contempli “numeri da cinema porno”, pra-
tiche inusuali o tempi da record.
2) C’è il bisogno di una o più relazioni extra,
oltre a quella con la partner, che hanno il
solo scopo di gratificare sessualmente.
Se hai raccolto più risposte C 3) Si passa gran parte della giornata a
procurarsi o a visionare materiale ero-
AMANTE EQUILIBRATO tico o pornografico, a scapito della con-
Tra le lenzuola trovi il giusto mix tra amante appas- centrazione e delle relazioni.
sionato e tenero coccolone. La meta per te è rag- 4) Viene meno il controllo per le pra-
giungere il tuo piacere, ma anche quello della tua tiche sessuali in pubblico o in situa-
partner e riesci a centrare l’obiettivo mantenendo zioni che possono portare a con-
alto il livello di complicità, desiderio ed eccitazio- seguenze legali, perché il biso-
ne. Sai dominare, ma anche lasciarti guidare e que- gno è superiore alla paura di
sto fa di te un partner davvero ideale. essere scoperti o puniti.

65
Liberarsi da paure, fobie,
dipendenze e cattive abitudini

PERICOLOSE OSSESSIONI

LE DIPENDENZE,
UNA CATENA INVISIBILE
Droghe e alcol possono distruggere la volontà di chiunque, ma a volte, anche dietro
abitudini che sembrano innocenti, si nascondono segnali di disagio

Q
uando si parla di dipenden- blemi a rinunciare a un bicchiere di troppo si sen-
IL TUNNEL ze, la mente va subito all’alcol, te immune dalla ricerca ossessiva di un piacere che
DELLA alla droga o al gioco d’azzar- diventa una ragione di vita e alla lunga porta gra-
DIPENDENZA
Le dipendenze do, comportamenti patologici vi danni. Si tratta, però, di un meccanismo di fuga.
patologiche si che è facile individuare come Nelle abitudini di ogni giorno si celano piccole e
nascondono
anche dietro tali. Chi non ha mai avuto pro- grandi dipendenze, che appesantiscono le relazio-
abitudini che ni sociali e impediscono di vivere pienamente. Gli
sembrano del
tutto innocue, esempi sono diversi…
anzi, addirittura
virtuose.
CAPIRSI PER LIBERARSI
C’è chi deve per forza mantenere altissimi standard
di lavoro e senza la gratificazione professionale si
IN GABBIA sente a disagio. Per qualcuno mangiare in maniera
Qualsiasi
comportamento, sana e corretta è questione di vita o di morte, così
ripetuto come mantenere la casa e la propria persona sempre
ossessivamente
è indice di una in perfetto ordine. Ci sono i forzati dello shopping e
patologia. Si può della sigaretta e quelli che senza stabilire un vincolo
essere forzati del
lavoro, dell’ordine, d’amore assoluto con un partner si sentono andare
dell’efficienza alla deriva. Per tutti, la persona, l’oggetto o l’abitu-
fisica… Succede
quando un’abitudine dine che crea dipendenza all’inizio è un salvagente,
piacevole diventa che permette di stare a galla nelle acque agitate del-
una gabbia dalla
quale non si riesce la vita, ma alla fine si stringe tanto da trasformarsi
a uscire. in una catena, che fa affondare inesorabilmente in
66
EFFICIENTE E SOFFERENTE
Non riuscire a lasciare il posto di lavoro, fare le ore piccole, portarsi
carte e documentazione a casa, lavorare nei festivi o nei periodi
di ferie: quando il lavoro diventa l’unico motivo di vita, qualcosa
non va.

senso di vuoto. Anche cercare compulsivamente il


cellulare più aggiornato è un comportamento che
indica dipendenza emotiva. Si chiama invece Sin-
drome da cellulare acceso (SCA) la condizione di
chi vive con terrore l’ipotesi che il proprio cellulare
si spenga, lasciandolo al buio. Una paura che rac-
conta un trauma da abbandono, ma che parados-
salmente spinge a perdere sempre di più il contatto
con le persone reali.

un mare di paure e insoddisfazioni. Liberarsi dalle


FOTO, VIDEO
abitudini ossessive richiede impegno e tempo, ma E SMS
porta sempre a una rinascita. Il primo passo è allo Il tablet e lo
smartphone
stesso tempo semplice e impegnativo: bisogna capi- ci inseguono
re dietro quali piaceri e comportamenti ricorrenti si ovunque, a tavola,
nascondono i ceppi invisibili della dipendenza. Ecco in bagno, a
letto? Mandiamo
le dipendenze travestite da normalità cui bisogna messaggi a
prestare attenzione. ripetizione e siamo
su Facebook 24
ore al giorno?
LA DIPENDENZA DA LAVORO Bisogna cercare
di capire quale
Gli americani la chiamano workaholism ovvero vuoto tentiamo
“alcolismo dal lavoro”. Questa dipendenza, che si di colmare
con il nostro
nasconde dietro a il valore positivo dell’efficienza, piccolo terminale
avvicina il “dipendente” dal lavoro a chi è dipen- elettronico.
dente dall’alcol. In chi ne soffre la sfera professio-
nale assorbe tutte le altre, portando a trascurare i
bisogni personali e relazionali e inducendo all’iso-
lamento. Il workaholist non vuole lavorare notte e
giorno, semplicemente non può farne a meno e, se
è costretto a farlo, vive una vera e propria “crisi di L’OSSESSIONE
astinenza”, manifestando, come un drogato senza la PER ORDINE E PULIZIA
sua dose, ansia, depressione, aggressività e malesse- Ne parliamo con SILVANA CICHI psicologa e psicoterapeuta

A
re fisico. Per questo si sottopone a lunghe ore in uffi-
cio senza lamentarsi mai, si offre di sostituire i col- vere cura della propria casa, vivere in
leghi e cerca sempre motivi per allungare l’orario o un luogo ordinato e pulito sono segni
portare una pratica “urgentissima” a casa. Di soli- di una personalità equilibrata che si
to le persone intorno a lui non ne percepiscono lo ama e cerca di garantirsi un ambiente
stato di sofferenza, anzi in ufficio il comportamento adeguato. In alcuni casi questa spinta a migliora-
viene apprezzato e incoraggiato dai superiori. Prima re e a migliorarsi diventa ossessione per una per-
o poi, però, avviene il crollo. Perché il superlavoro fezione irraggiungibile, producendo frustrazione
è un modo per chiudere le emozioni negative in un e imponendo rigidi rituali di pulizia che trasforma-
cassetto, che non riuscirà a contenerle per sempre. no la casa in una prigione. Fare pulizie tutti i gior-
ni, anche quando non ce n’è bisogno, sistemare gli
I DROGATI DEL CELLULARE oggetti sempre nello stesso punto, reagire con rabbia se c’è un gra-
Anche lo smartphone può essere utilizzato in modo nello di polvere o una macchiolina microscopica sul divano, possono
compulsivo e può trasformarsi in una droga. C’è, essere gli indicatori di una forma di dipendenza emotiva dalle faccen-
per esempio, chi non sopporta di rimanere lonta- de domestiche. Che, invece di essere il mezzo per un’esistenza pia-
no dal proprio telefono neanche un minuto, man- cevole, diventano un fine, il motivo per cui si vive. Tutto il resto non
da sms mentre guida o attraversa senza guarda- ha importanza: si trascura il lavoro, si litiga con conviventi e familia-
re ciò che succede in strada. Esistono varie forme ri, accusati di portare contaminazione e confusione nella casa perfet-
di dipendenza dal cellulare. C’è quella legata a sms ta che in realtà ha il compito di arginare l’ansia. Come nel caso del-
e chat, che lega la stima di sé e il proprio benesse- la dipendenza dal lavoro, non bisogna sottovalutare il problema, che
re al numero di messaggi ricevuti. Chi ne soffre può può trasformare in un inferno la vita interiore e familiare, e chiedere
arrivare a mandare messaggi a persone che sono in subito l’aiuto di un terapeuta per capire cosa c’è dietro la paura del-
un’altra stanza o perfino a se stesso, per colmare il lo sporco e del disordine.

67
Liberarsi da paure, fobie, dipendenze e cattive abitudini
LA SHOPPING-MANIA
ACQUISTI
ANTI-ANSIA Farsi un regalo ogni tanto, specie quando ci si sente
Se compriamo di giù è un meccanismo comune a tutti ed è solitamen-
tutto e lo facciamo
in continuazione, te innocuo. Alcuni, però, cercano costantemente di
riempiendo la casa sconfiggere ansia e depressione acquistando ogget-
di cose inutili e
spendendo una ti di ogni genere, di cui non hanno bisogno. Soffro-
fortuna, siamo no di quello che viene definito “shopping compul-
sicuramente degli
shopping-victim.
sivo” e finiscono per ritrovarsi sul lastrico e incrina-
re amicizie e relazioni a colpi di pacchi e pacchet-
ti. Ma come si distingue un amore normale per lo
shopping da uno patologico? Ci sono 5 campanel-
li d’allarme:
1) Si spende di più di quanto si guadagna.
2) G li acquisti vengono fatti più di tre volte alla set-
timana.
3) Viene meno la ragione d’uso degli oggetti. Si
compra il set di kimono da collezione o il cappot-
tino per il cane che non si possiede.
4) Se si rinuncia a compra-
re qualcosa, si prova
un’ansia inconte-
nibile.
5) L’abitudine a
comprare tutti i
giorni non faceva
parte delle abi-
tudini del pas-
sato.

ARMADI
STRAPIENI
La mania
dell’acquisto può
ridurre una casa
in un bazar dove
si stipano cose
anche inutili e che
spesso vengono
abbandonate in
armadi e ripostigli.

I CIBI CHE CREANO DIPENDENZA

L
a dipendenza da cibo è molto peri- • Cioccolato
colosa. Si manifesta come la tenden- • Patatine
za a pensare a ciò che si vuole man- • Biscotti
giare (o non si deve) in ogni momento della • Gelati
giornata finendo per abbuffarsi, perché non Il loro potere soggiogante si annida negli
si distingue più tra fame e sazietà. Secon- ingredienti, ovvero grassi aggiunti e carboi-
do una ricerca americana, questa condi- drati raffinati. La top five dei cibi che crea-
zione è aggravata dal consumo di deter- no meno dipendenza, invece, compren-
minati cibi che innescano in chi li mangia il de, in ordine dal più sicuro al meno sicuro:
bisogno spasmodico di assumerne ancora • Cetrioli
e ancora. Secondo gli studi più recenti gli • Carote
alimenti che creano maggiore dipendenza • Fagioli
sono cinque. Eccoli: • Mele
• Pizza • Riso integrale

68
MI AMI? MA QUANTO MI AMI?
Chi ha bisogno di approvazione continua e di sostegno da parte
degli altri, del partner in particolare, finisce per sbilanciare il rapporto
e soffocare l’altro.

totalmente nelle mani del prossimo la loro autostima


e finiscono per idealizzare chi hanno di fronte, tra-
sformandosi in donatori di amore a senso unico ver-
so un partner che non vuole o non può ricambiare.

SOFFOCARE D’AMORE
Per capire che cos’è una relazione di dipendenza
emotiva bisogna fare un passo indietro e tracciare il
profilo di chi la vive. L’emotivo-dipendente ha sem-
pre la sensazione di non essere in grado di affrontare
la vita, di prendere decisioni e raggiungere obiettivi
senza qualcuno che lo sostenga e si prenda cura di lui.
AMORE A SENSO UNICO Per questo, quando stringe un legame, vive nel terro-
re che venga spezzato e se la relazione, per qualsiasi

LA DIPENDENZA motivo, si conclude, il trauma e il senso di abbando-


no diventano insostenibili.

EMOTIVA
Dipendere dall’approvazione e dal sostegno affettivo
RECIPROCITÀ ZERO
Un comportamento tipico è di investire il partner
con un carico di aspettative e di emozioni che rende
la coppia del tutto sbilanciata. Da un lato c’è il sog-
getto dipendente, che riversa amore totale, dall’altro
c’è il soggetto che tiene in mano il suo mondo, ma
degli altri può creare problemi importanti. E può non vuole o non può ricambiare alla stessa maniera.
diventare pericoloso per l’autostima e per la serenità Insomma, nella relazione caratterizzata da dipenden-
del rapporto di coppia

E
za emotiva non c’è reciprocità, perché, nella coppia,
uno dei due tende a sottomettersi e a far passare in
ssere emotivamente connessi con
gli altri è del tutto normale. Non TRAVOLTI
c’è persona al mondo che non D’AMORE
Un legame
senta il bisogno di approvazione, patologico, con
ammirazione ed empatia da par- uno dei due che
ricopre il partner di
te di chi le sta intorno. Attenzio- attenzioni e l’altro
ne, però, tra questo obiettivo (che è giusto e umano) e che ne è travolto,
è squilibrato
la dipendenza patologica da persone con cui si intrat- e genera
tengono legami affettivi non c’è tanta differenza come insoddisfazione in
ambedue
si potrebbe pensare. Molti individui, infatti, mettono i componenti
della coppia.

secondo piano i propri bisogni rispetto a quelli del-


la persona che ama. Un sacrificio che porta insoddi-
sfazione e malessere e innesca una risposta sbaglia-
NON POSSO ta. Infatti, non ricevendo lo stesso livello di amore che
VIVERE SENZA si dà, il soggetto dipendente si convince di non esse-
DI TE re all’altezza, di non amare a sufficienza, di non esse-
Quando si genera
la dipendenza re abbastanza accomodante o gentile con il partner.
emotiva tra due Il risultato è che aumenta ancora il livello di amo-
partner, il soggetto
dipendente ha re donato, rinunciando ogni giorno a un pezzettino
la sensazione di della propria autostima. Il rapporto di coppia, alla
non riuscire ad
affrontare la vita fine, diventa distruttivo sia per chi ne è dipendente
e ha bisogno che per l’altro elemento della relazione, che subisce
dell’altro come
un’àncora di la richiesta continua di provare il suo amore e finisce
salvezza. per esserne soffocato.
69
Liberarsi da paure, fobie, dipendenze e cattive abitudini

LA ROUTINE NASCONDE UN BISOGNO

SCONFIGGERE
LE ABITUDINI NEGATIVE
Ognuno ha le sue piccole, grandi manie e le vive con indulgenza, al punto che a volte non
sa distinguere quelle dannose. Che si vincono facendo chiarezza dentro di sé

O
gnuno ha una piccola mania: di colpa. Per difendersi dai quali giura di non far-
il modo di scendere dal letto, A COME lo “mai più”. Salvo poi a ricadere subito dopo nel-
la colazione al solito bar prima ABITUDINE lo stesso comportamento e alimentare così il ciclo
Ci sono le
del lavoro, la vetrina da guar- consuetudini all’infinito. Vale lo stesso per la sigaretta di troppo
piacevoli e i
dare a ogni costo e il vizio di gesti ripetuti
o per quei cioccolatini dopo cena che sono diventa-
mangiucchiarsi le unghie. Che all’ossessione, ti un piccolo rituale. Piuttosto che ammettere che
accade se queste routine quotidiane sfuggono al senza i quali non questi piccoli piaceri sono diventati obbligatori, si
si può vivere. Ma
controllo e diventano abitudini dannose? Cedere guardando bene tende a sottovalutarne l’importanza, a nasconde-
alle abitudini negative può avere effetto sull’auto- non è difficile re le conseguenze negative che producono. Un po’
scoprire quali
stima. Chi ha giurato di non prosciugare mai più il sono. come quando un alcolista racconta a sé e agli altri
conto corrente con spese inutili e si ritrova fuori dal che non ha una dipendenza, perché “può smettere
negozio, con le mani piene di acquisti, non può fare quando vuole”. Capire se questo è vero è fondamen-
a meno di rimproverarsi, in preda ad ansia e senso tale per distinguere quali abitudini sono innocue e
quali hanno reso difficile la vita che avrebbero dovu-
L’AUTOSTIMA to allietare. Basta fare un piccolo test, che vale per
SCENDE ogni forma di abitudine distruttiva.
Cedere alle
abitudini negative
fa sentire deboli QUATTRO DOMANDE PER CAPIRE
e intacca
sensibilmente il SE C’È UN PROBLEMA
livello di autostima. Rispondere con sincerità alle seguenti quattro
domande sulle abitudini di vita offre un’indicazio-
ne sul proprio stato di salute emotivo e sulla even-
tuale necessità di chiedere un sostegno.
1) Hai sviluppato un’abitudine che nel tuo cuore per-
cepisci come nociva perché, subito dopo aver cedu- IMPARARE A STACCARE
to a essa, senti ansia o malessere? LA SPINA
2) Questa abitudine ha cambiato in peggio i tuoi

T
rapporti in famiglia e sul posto di lavoro? ablet, smartphone e pc sono diventati un’appendice. Sono sempre
3) Cerchi di nasconderla alle persone che fanno par- accesi e connessi attraverso i social network e inducono al biso-
te del tuo mondo? gno di controllarli in conti-
4) Ne sei “schiavo” da più di sei mesi? nuazione. Per spezzare questa rou-
La risposta positiva ad almeno tre domande su tine tecnologica, bisogna imporsi
quattro indica l’esistenza di un comportamento una disciplina: spegnere il cellulare
compulsivo, cioè che non si può fare a meno di ave- durante la notte e stabilire un ora-
re. Gli effetti sulla vita emotiva e relazionale non rio oltre il quale non passare tem-
sono da sottovalutare. La routine distruttiva abbassa po su Twitter, Facebook, Instagram
il livello di autostima, perché chi non riesce a rinun- o sulle chat di Whatsapp. Ed è pre-
ciare alle vecchie abitudini si sente inadeguato e pri- feribile prediligere le comunicazio-
vo di volontà. Questo comportamento, inoltre, crea ni faccia a faccia a quelle virtua-
sfiducia nel futuro, perché porta con sé l’idea che li, anche a costo di doverle riman-
cambiare e migliorare sia impossibile, e rende diffi- dare al giorno dopo. Le prima volte
sarà difficile, poi subentrerà la consapevolezza che quelle che sembrava-
no emergenze, da dover comunicare subito, si possono affrontare meglio
con un rapporto diretto nel mondo reale. Insomma, la libertà di parlare
con chiunque, dovunque in qualsiasi momento è l’altra faccia della schia-
vitù del non poter mai stare in pace con se stessi.

bisogno con una gratificazione meno immediata ma


UN SEGRETO più duratura. Riempiendo la vita di novità e rappor-
PESANTE
Quando ti, chi si sente solo non si ritroverà più a mangiare
un’abitudine per coprire il rumore del silenzio.
diventa un
comportamento
compulsivo, AIUTARSI CON LA RESPIRAZIONE
non possiamo
cili i rapporti con gli altri, che sono gravati dal segre- più farne a Allo stesso modo chi non può fare a meno di pre-
to di questo “vizio” inconfessabile. meno, anche se sentarsi in ufficio ogni giorno con un abito nuovo
nascondiamo le
nostre azioni agli di zecca sta chiaramente trovando una scappatoia
IL VUOTO DIETRO ALLA ROUTINE altri e spesso dalla paura di non essere all’altezza. Piuttosto che
anche a noi stessi.
Una volta individuata la negatività di un compor- saccheggiare i negozi a caccia di abiti che facciano
tamento abituale, occorre un po’ di autoanalisi per apparire più affidabili dei colleghi, dovrà iniziare a
capire quali sono le situazioni e le persone che indu- svolgere una quotidiana attività di training prima
di affrontare gli impegni professionali. La ricetta è
IL RUMORE semplice: basta prendersi quindici minuti per con-
DEL SILENZIO vogliare le energie e rilassare i muscoli del corpo. Si
Svuotare il
frigorifero a deve respirare a fondo e concentrarsi sugli aspet-
mezzanotte è ti positivi della propria personalità e sugli obiettivi
un’abitudine
dannosa anche già raggiunti sul lavoro.
per la salute,
che però spesso
nasconde
l’esigenza di
riempire un vuoto
relazionale.

cono ad averne bisogno. Per esempio, chi da qualche


mese ha preso l’abitudine di ingozzarsi di cibo-spaz-
zatura ogni sera, in qualche modo si rende conto di
avere un problema alimentare. Ma, per risolverlo,
deve chiedersi quale vuoto, oltre a quello dello sto-
maco, sta cercando di riempire. Forse, se a casa non RESPIRA
c’è nessuno ad attenderlo e le ore da passare fino al CHE TI PASSA
giorno dopo sembrano lunghe e solitarie, gratificar- Imparare a
respirare, facendo
si con uno snack serve a coprire il bisogno di contat- del training, può
to umano. Prendere l’abitudine di fare una passeg- aiutare a rilassarsi
e a prendere più
giata, andare a trovare un amico o solo fare quattro consapevolezza di
chiacchiere con qualcuno al bar, può rispondere al se stessi.

71
Liberarsi da paure, fobie, dipendenze e cattive abitudini

TIMORI O FOBIE?

Se lo stato d’ansia o di panico si manifesta in assenza di una minaccia diventa una fobia,
cioè un terrore irrazionale che paralizza e impedisce di avere relazioni serene

L
a paura è antica quanto l’uo- crocio. In un certo senso, la paura educa ai perico-
mo, anzi si può dire che è gra- CHE PAURA! li e a come evitarli, ma se perde l’ancoraggio con la
zie ad essa che il genere uma- La paura è la realtà diventa un problema.
risposta a una
no è sopravvissuto al lungo e minaccia concreta.
faticoso percorso dell’evoluzio- La fobia, invece, è
la paura irrazionale
ne. La paura, infatti, è il mecca- per qualcosa
nismo di protezione con cui madre natura fa corri- che potrebbe
accadere,
spondere a una minaccia reale, un’immediata rispo- ma non è detto
sta psichica e fisica che permette di evitare un peri- che accada.
colo. Anche chi non ha mai visto un serpente, scat-
ta immediatamente sull’attenti quando ne incro-
cia uno, perché nel suo DNA è inserito un allarme
legato all’eventualità che sia velenoso o pericolo-
so. Quando si è al volante dell’auto e si è costretti a
una manovra improvvisa per evitare un incidente, UNA DIFESA
anche dopo essere scampati a uno scontro, si sen- NATURALE
te il battito accelerato del cuore e una forte sudora- La paura serve
per preservarci
zione. Questo perché il corpo ha lanciato un allar- dai pericoli ed è
me rosso per fare in modo che l’attenzione perduta una reazione del
tutto naturale che
venga subito concentrata sulla minaccia per supera- mettiamo in essere
re l’emergenza. E l’emozione dev’essere forte, perché di fronte a un
evento che mette
deve servire d’insegnamento e perché la prossima a rischio la nostra
volta l’imprudente faccia più attenzione a quell’in- incolumità.

72
PRIGIONIERI
DI UN
I SEGNALI DELLA FOBIA
RICORDO

I
Nel caso delle fobie,
la paura si scatena
ndipendentemente da
per un pericolo ciò che la scatena, la
immaginario. A fobia segue uno sche-
volte può essere
così intensa da ma universale e si mani-
impedire di vivere festa attraverso sinto-
serenamente.
mi precisi: tachicardia,
nausea, vertigini, tremo-
ri, paura di svenire, mori-
re o perdere il controllo,
panico, senso di costrizio-
ne al petto, incontrollabile
desiderio di fuga di fronte
all’oggetto temuto.

paura dei ragni, di sottoporsi a un esperimento che


prevedeva di entrare in contatto con i temutissimi
insetti a più zampe un poco alla volta. Riuscendo a
DALLA PAURA ALLA FOBIA stare vicino al fattore scatenante della fobia, ovvero
«Le nostre paure sono molto più numerose dei peri- il ragno, anche solo per pochi secondi, i soggetti del-
coli concreti che corriamo. Soffriamo molto di più la ricerca riuscivano a bilanciare la memoria nega-
IMPARARE
per la nostra immaginazione che per la realtà». Così A VINCERE tiva con nuove memorie meno traumatiche. La vol-
scriveva tanti secoli fa il filosofo latino Seneca ed è La fobia si può ta successiva, rassicurati da quell’esperienza, pote-
sconfiggere,
una verità valida anche oggi. Quando le reazioni di anche nei casi più vano resistere anche un minuto, poi svariati minu-
paura non svolgono più la funzione di difesa contro gravi, imparando ti e così via fino a non notare nemmeno la presen-
a poco a poco a
un pericolo, si va incontro alle fobie, ovvero a timori convivere con ciò za dell’aracnide nella stessa stanza. Nella loro men-
irrazionali, che possono rendere davvero difficile la che ci spaventa, te, il segnale d’allarme legato ai ragni veniva spen-
accumulando
vita. Per esempio, un individuo che da bambino ha esperienze positive to dall’accumularsi di esperienze positive che dimo-
rischiato di morire annegato, può avere paura non che “cancellano” stravano in modo tangibile all’inconscio che non c’e-
il ricordo negativo.
solo di prendere un traghetto o di fare il bagno in ra niente da temere.
mare, ma persino di uscire di casa sotto la pioggia.
O ancora, a nessuno fa piacere avere contatto con
gli insetti, ma da questa reazione normale all’im-
possibilità di prendere sonno perché, da qualche
parte nella stanza, potrebbe esserci un ragno o uno
scarafaggio, c’è molta differenza. A volte, come nel
caso della fobia per l’acqua, è possibile risalire all’e-
vento scatenante della sensazione di paura. Altre,
invece, come nell’esempio degli insetti, è più diffi-
cile. In ogni caso, il primo passo per superare una
fobia è ammettere di esserne diventati prigionieri.
Una fobia, infatti, non può essere controllata e ha
effetti sulla vita lavorativa e relazionale, impedendo
di uscire o venire in contatto con persone e cose di
uso comune. C’è chi sviene alla vista di un telefono
e chi non tollera i piedi nudi. Alcuni si paralizzano
LE DIECI FOBIE PIÙ STRANE
davanti a un clown o non possono vedere un posti-
no nemmeno da lontano. Le fobie sono migliaia e 1. Nomofobia: paura di essere lontani dal cellulare.
potenzialmente possono essere scatenate da qua- 2. Turophobia: paura del formaggio.
lunque evento, ma non sono invincibili. 3. Fobofobia: paura di avere paura.
4. Uranophobia: paura irrazionale del cielo.
SUPERARE LA PAURA 5. Xanthophobia: paura del colore giallo.
CON LA “MEMORIA POSITIVA” 6. Koumpounophobia: terrore inspiegabile per i
Una strategia molto efficace consiste nel demolire pulsanti.
la “memoria negativa” che ha prodotto la fobia. Un 7. Ergofobia: paura del lavoro.
gruppo di ricercatori svedesi ha spiegato in concre- 8. Ablutophobia: paura inconscia della pulizia.
to come raggiungere questo obiettivo. Hanno chie- 9. Kenophobia: orrore per gli spazi vuoti.
sto ad alcuni volontari affetti da aracnofobia, cioè la 10. Afefobia: paura di essere toccati.

73
Liberarsi da paure, fobie, dipendenze e cattive abitudini

IL TEST DELLA FOBIA LATENTE

Spesso si reagisce con paura a eventi insignificanti, senza chiedersene la ragione. E invece,
dietro alle piccole paure-schermo, si celano timori profondi e nodi irrisolti

U
n soggetto fobico spesso è per- far scattare la molla della fobia sono spesso paure di
COSA C’È fettamente consapevole di copertura, che sembrano superficiali ma che invece
DIETRO provare una paura assurda raccontano un disagio profondo.
LA PAURA? o immotivata, ma non riesce
Piccole paure
possono ugualmente a controllarla e a QUATTRO CATEGORIE DI FOBIE
nascondere controllarsi. Come forma di Esistono quattro tipi di fobie.
problemi irrisolti
più o meno autoprotezione cerca di elimi- • Cominciamo con le fobie generalizzate come l’ago-
profondi, dei quali nare totalmente dalla sua vita gli elementi che pro- rafobia, ovvero la paura degli spazi aperti;
con il tempo si è
negata l’esistenza vocano la fobia semplicemente negandone l’esisten- • Ci sono poi quelle più specifiche, che sono corre-
e persa l’origine. za. A quel punto, la paura di aver paura è talmen- late a un elemento preciso, per esempio a un solo
te forte da impedire alla parte razionale della men- tipo di animali (il gatto, nella ailurofobia) o a un
te persino di ricordare l’origine del terrore. Così, a ambiente naturale circoscritto (come l’acrofobia,
ovvero la paura delle altezze);
• Ci sono le fobie situazionali (ad esempio la paura
di volare, cioè l’aviofobia);
• Da ultime ci sono quelle “di altro tipo”, come l’ipo-
condria, cioè il timore di contrarre una malattia.
Cerchiamo di capire ora – attraverso questo test –
i punti deboli di ciascuno e dove si colloca il nodo
di una possibile fobia.

UN PROBLEMA PIÙ PROFONDO


Chi soffre di fobie cerca di eliminare le situazioni o i soggetti che
scatenano la paura dalla sua vita. A quel punto è difficile ricordare
che cosa ha scatenato il terrore. Spesso, però, emergono paure
superficiali che nascondono un problema più profondo.
TEST
DI CHE HAI PAURA?
Ti hanno offerto un nuovo lavoro, ma In un film del terrore quale personaggio
1 tu rifiuti, perché…
6 vorresti interpretare?
a) Non hai voglia di cambiamenti complicati. a) La prima vittima, sfigurata dagli insetti.
b) Non ti va di entrare in contatto con gente b) Il genio che risolve tutto grazie a un’intuizione
che non conosci. scientifica.
c) Dovresti affrontare i nuovi capi e dimostrare c) Il cattivo che vive in un antro oscuro.
che non si sono sbagliati a sceglierti.
PAURA
Ti propongono di farti fare
SENZA VOLTO
La paura non è
7
2 Una nuova conoscenza ti mette in
imbarazzo perché…
uguale per tutti,
l’oroscopo da un astrologo
che non sbaglia mai…
è importante
a) Indossa abiti fatti apposta per farsi guardare. capire di che tipo a) Rifiuti, perché il futuro non ti
è la propria.
b) Non ti piacciono le persone che ti stanno troppo interessa (conta il presente).
addosso. b) Ci stai, ma poi non leggi le previsioni
c) Ti dà l’idea di essere superficiale nei rapporti di (certe cose è meglio non saperle).
amicizia. c) Accetti, ma spieghi bene che cosa
SOLO NEL vuoi sapere e che cosa no.
DESERTO…
3 Se la paura fosse una musica, che musica
sarebbe? Preferisci
Ognuno è nato per fare un certo lavoro.
a) Una musica tribale.
scappare,
combattere o
8 Qual è il tuo?
trovare chi sappia
b) Una musica jazz. indicarti la strada
a) Il generale dell’esercito.
c) Una musica tranquilla e stridente. maestra? b) Il geometra.
c) Il guardiano del faro.
Ti hanno abbandonato nel deserto, ma il
4 genio della lampada ti offre qualcosa (o Un amico ti ha dato un appuntamento, ma
qualcuno) che potrebbe salvarti…
9 non si presenta. Tu…
a) Un cammello con cui fuggire. a) Lo chiami in continuazione per scoprire che
b) Una scimitarra con cui affrontare il nemico. fine ha fatto.
c) Una guida che possa indicarti la strada. b) Temi che possa essergli capitato qualcosa di
male e ti preoccupi.
Trovi un buono per comprare un’auto. c) Te ne vai e intanto pensi alla vendetta.
5 Che modello scegli?
a) Una bella auto storica.
b) Una di quelle auto super tecnologiche che si
10 Se fossi un supereroe come Superman…
a) Ti piacerebbe volare.
guida da sola. b) Vorresti diventare ultra forte.
c) Un’utilitaria comoda e razionale. c) Vorresti diventare invisibile.

PROFILI
Maggioranza di risposte A e la tua paura di copertura è generalizzata (luo-
ghi affollati o spazi aperti) e situazionale (parla-
UN MONDO IN BIANCO E NERO re in pubblico, fare una presentazione) al tempo
Hai paura degli istinti primordiali e delle passioni stesso. La timidezza non basta a spiegare il siste-
ambigue. Vorresti un mondo tutto in bianco e nero matico sfuggire dagli altri: è ora di affrontare ciò
e, quando i contorni si sfumano, provi disagio perché che ti spaventa.
senti di aver perso il controllo. La tua paura di coper-
tura è verso gli insetti e i piccoli animali, che per il tuo Maggioranza di risposte C
inconscio richiamano le parti irrazionali e profonde
di te, che vorrebbero emergere e vengono ricacciate TERRENI CONOSCIUTI
negli angoli, per paura di non saperle gestire. Hai paura delle novità e delle contaminazioni. Ti pia-
ce restare su terreni conosciuti, dove puoi muover-
Maggioranza di risposte B ti senza bisogno di adattare comportamenti e punti
di vista. Ciò che non conosci diventa una minaccia e
IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI per questa ragione la tua paura di copertura è verso il
Hai paura del giudizio degli altri. Cerchi di sot- cibo esotico o gli strumenti molto tecnologici. Cerca
trarti all’attenzione e ti muovi con circospezione, di superare il blocco sperimentando il modo di man-
sperando che nessuno si accorga di te. A scuo- giare di altre culture, o provando ritrovati high-tech
la, in famiglia, sul lavoro sei sempre sullo sfondo con l’aiuto di una persona che ti rassicura.
75
Combatti l’insoddisfazione
e fai un passo avanti

ADDIO AL SENSO DI VUOTO

L’insoddisfazione arriva quando c’è distanza tra ciò che si prova e ciò che si vorrebbe
provare. È una voragine dove le emozioni si spengono e l’energia viene meno

N
on si può avere tutto dalla vita, qualsiasi luogo. Promessa che poi non sempre vie-
UN BUCO dicevano un tempo le nonne. ne mantenuta. È così che si crea un senso di perenne
NERO
La perenne Oggi la società impone un insoddisfazione, che riguarda la sfera intima, lavo-
insoddisfazione modello di consumo basato rativa e di relazione. È insoddisfatto il manager che
mina la capacità
di vivere sulla promessa di avere ogni non riesce ad avere ogni cosa sotto controllo, ma
serenamente, cosa desiderata, subito e in anche il teenager che non può soddisfare le aspetta-
di essere attivi,
di affrontare la tive dei genitori. Piangono i bambini cresciuti senza
vita con spirito mai ricevere un “no” e gli adulti che non sono riusci-
propositivo. È un
buco nero che
ti a costruire la vita che avrebbero voluto…
divora la felicità.
L’ASSENZA DI PIACERE
L’insoddisfazione è la sensazione che nasce quan-
TUTTO
E SUBITO do non si realizzano i sogni e quando anche i propri
La cultura bisogni vengono frustrati. In questa situazione, si
consumistica che
spinge ad avere scava nell’animo un vuoto che impedisce all’indivi-
tutto e subito duo insoddisfatto di provare un vero piacere di vive-
crea frustrazione
e incapacità di
re. L’insoddisfazione è una sensazione sottovalutata,
sopportare le attese che non sempre viene considerata con attenzione e
e le sconfitte. Da che invece ha il potere di togliere il sonno e il buo-
bambini e poi da
grandi si è incapaci numore, avvelenando ciò che di buono può capita-
di contemplare che re. Nonostante l’impegno e i risultati ottenuti, non
le cose nella vita
non vadano come si è mai contenti di se stessi, non si trovano stimo-
avremmo voluto. li né dentro di sé, né nelle persone intorno. Persi-
76
IMPERMEABILI
AGLI STIMOLI IMPARARE
Quando si è
perennemente
DAI BAMBINI
insoddisfatti non

L’
si riesce a provare insoddisfazione mina la capacità di immagina-
piacere e a trovare
stimoli, né fuori re un domani migliore. Passare del tempo con
né dentro di sé. i bambini, condividendone i giochi e aderendo
Così anche amare
e sentirsi amati senza riserve al loro mondo di fantasia è un’ottima
diventa difficile. terapia per sconfiggerla. I più piccoli, infatti, non sono
vittime, come i grandi, di un approccio “cervellotico”
alla vita. Sanno cogliere il momento, godere del pia-
cere della meraviglia e, dal momento che ritengono
che nulla sia impossibile, possono trasformare, a col-
pi di immaginazione, una realtà grigia in un’avventu-
ra da sogno, che dona la forza per affrontare i proble-
no sentirsi amati diventa difficile, perché anche sui mi a “occhi aperti”.
sentimenti si stende un velo di negatività e di fru-
strazione. Sono tanti i fattori che possono rende-
re patologica l’insoddisfazione. Per esempio, una
famiglia chiusa e che non offre opportunità di cre-
scita e autoaffermazione. Genitori oppressivi o dif-
fidenti possono rendere insoddisfatti i propri figli,
che poi, se si trovano in un posto di lavoro troppo
competitivo o, al contrario, eccessivamente permis-
sivo, diventano adulti alla continua ricerca di un “di
più” irraggiungibile.

IL MALE
DI VIVERE
L’insoddisfazione
cronica può
portare a disturbi
psicosomatici. I volezza del proprio corpo, per poi arrivare ad accet-
più comuni sono
mal di testa,
tarlo con le sue imperfezioni. Perché, solo accettan-
bruciori e dolori di do il proprio corpo, si può trovare la serenità giusta
stomaco, dermatiti, per accogliere in maniera costruttiva tanto i succes-
coliti, ma anche
manifestazioni più si che i fallimenti della vita. I terapeuti consigliano
severe. Bisogna la cosiddetta mind&body therapy (terapia “mente-
ascoltare il
messaggio del corpo”), che prevede esercizi di respirazione in cui
proprio corpo che si cerca di visualizzare il peso di ogni parte del pro-
può dare uno spunto
per capirsi di più. prio fisico e cercando di rilassarsi.

CHI HA INVENTATO
IL CORPO NON DIMENTICA L’INSODDISFAZIONE?
Una delle caratteristiche di chi soffre di insoddisfa- Ne parliamo con SILVANA CICHI psicologa e psicoterapeuta

L’
zione cronica è l’incapacità di scandagliare le pro-
prie emozioni per capire che cosa produce dentro di insoddisfazione può apparire un sen-
sé quel doloroso senso di vuoto. Ignorati e censurati, timento inutile e dannoso. In realtà è il
però, gli stimoli emotivi non scompaiono nel nulla, prezzo che bisogna pagare per essere
ma spesso vengono a galla attraverso disturbi psi- soddisfatti, cioè felici. Un paradosso che
cosomatici, cioè problemi di salute che non nasco- si può spiegare in questo modo: l’insoddisfazione,
no da virus o da batteri, ma da un vero e proprio come la fame, è uno stimolo a riempire un vuoto,
disagio psicologico. Si tratta di malanni fastidiosi al pari dello stomaco con il cibo. Quando il vuoto
come mal di testa, gastriti, bruciori di stomaco, sfo- diventa pieno, si ha un sollievo solo temporaneo
ghi cutanei, coliti, ma a volte anche di problemi più che fa pensare a una crudele condanna imposta
gravi. Se non ne viene identificata la causa, questi all’uomo dagli dei, come il supplizio del personag-
malanni possono diventare cronici minando grave- gio mitologico Tantalo, costretto a morire di fame e di sete a un pas-
mente la salute. In questi casi, dove si è al confine so da acqua fresca e pietanze prelibate. Ma così come la fame, ripre-
con la depressione, si parla di insoddisfazione gra- sentandosi ogni giorno, obbliga ad alimentarsi ed è indispensabile alla
ve, di uno stato di buio assoluto che fiacca l’organi- sopravvivenza, così l’insoddisfazione fa scattare la ricerca del piace-
smo. Per superarlo, bisogna ripartire dalla consape- re di costruire, pensare, progettare, fare l’amore, in una parola, vivere.

77
Combatti l’insoddisfazione e fai un passo avanti

L’IMPORTANZA DELLA PASSIONE PER STARE BENE

L’apatia è una situazione di immobilità che impedisce di impegnarsi per programmare e


realizzare il proprio destino. Per sconfiggerla bisogna puntare sulla creatività

I
taliani, popolo di divanisti, votati alla dizione in cui non si riesce a provare entusiasmo e
noia e alla poca reattività. Una questio- SENZA vivere diventa un’intollerabile sequenza di azioni
ENTUSIASMO
ne di pigrizia collettiva? Non sempre. La mancanza e situazioni sempre uguali. La parola apatia viene
Secondo una recente ricerca (condot- di passioni, dal greco antico, dove pathos vuol dire passione, e
l’incapacità di
ta dal Centro Nazionale di Epidemio- provare entusiasmo indica per l’appunto uno stato di assoluta immobi-
logia e Promozione della Salute) alme- per qualsiasi cosa lità che coinvolge mente e corpo. L’apatico non tro-
riducendosi ad una
no sei italiani su cento soffrono di apatia, una con- vita sempre uguale: va motivi per impegnarsi in alcunché ed è convinto
questa è l’apatia. che nessun reale cambiamento sia possibile. La sua
creatività è completamente spenta e la personalità
regredisce al livello di un “quasi-robot”.

FIGLIA DELLA DELUSIONE


Che cosa induce all’apatia? I fattori esterni possono
essere molteplici e di sicuro la profonda crisi econo-
mica che ha colpito l’Occidente, privando ampi stra-
ti della popolazione del lavoro e della sicurezza eco-
NULLA nomica, è una forte spinta verso la passività assolu-
CAMBIA
L’apatico non ta. Ma l’assenza di passioni è in un certo senso scol-
trova motivi per lata da motivi tangibili. A produrla, invece, è una
impegnarsi in
niente e ha la chiusura dell’io. Essere apatici, in fondo, altro non
convinzione che è che il tentativo di difendersi dalle emozioni smet-
nessun reale
cambiamento sia tendo di provarle. Un distacco che nasce spesso da
possibile. una forte delusione o dalla perdita di una persona
to, segnato dall’incertezza sulla propria identità e
dalla difficoltà di capire che cosa si vuole davvero.
Così, se l’ambiente intorno offre una grande quan-
tità di stimoli, ma non dà indicazioni su quali siano
i più adatti, il teenager finisce per perdersi, rinun-
ciando a trovare da sé ciò che è meglio per lui. Come
evitarlo? Non eliminando gli ostacoli della vita, ma
offrendo ai ragazzi gli strumenti e l’occasione per
mettersi alla prova in maniera autonoma. Falliran-
no e dagli errori impareranno che cosa li stimola
e che cosa no, acqui-
sendo man mano
sicurezza e voglia
di fare. Altrimen-
ti si corre il rischio
cara. Per bloccare il dolore che si prova, si è costret- di trascinare l’apa-
ti a vietare l’accesso a tutti i sentimenti, sia positivi UNA DIFESA tia fino all’età adul-
che negativi. Si erge un muro dietro al quale resta- DAL DOLORE ta, andando a ingrossa-
L’apatia è
no imprigionati anche il desiderio, la curiosità, la scatenata da re le fila dei Neet, termi-
voglia di conoscere cose nuove e di farsi conosce- sofferenze di ne inglese con cui si indica
vario tipo: una
re dagli altri. È possibile, però, cercare di liberar- grande delusione, giovani “not (engaged) in
si, almeno in parte, di questa sensazione di distac- la perdita di una education, employment
persona cara…
co dal mondo, seguendo sei regole molto semplici… Per proteggersi dal or training”, ovvero che
dolore si chiude la hanno smesso di studia-
porta ai sentimenti,
sia positivi re ma anche di cercare
che negativi. un’occupazione perché
nel loro cuore è morta la
CREATIVI speranza per il futuro.
COME
BAMBINI
Sconfiggere l’apatia
si può, seguendo
delle semplici ADOLESCENZA,
regole, dandosi CHE FATICA!
degli obiettivi da In un momento di cambiamento
perseguire da soli, così difficile, pieno di stimoli
usando la creatività eterogenei, è facile lasciarsi andare
e non lasciandosi e rinunciare a trovare cosa è
sconfiggere dalla davvero importante. Una guida di
routine. una persona adulta può fare molto.

DALL’APATIA
ALLA DEBOLEZZA
Ce ne parla ELEONORA DI MARCO, psicologa

C
LE SEI REGOLE ANTI-APATIA on Eleonora Di Marco, affrontiamo un
1) F
 issare degli obiettivi che hanno rilevanza per sé argomento collaterale, nel senso che la
ed impegnarsi in maniera attiva per raggiungerli. debolezza rappresenta – come l’apatia
2) Guardare al mondo con gli occhi dell’immagina- – una tendenza a bloccare le emozioni,
zione, trovando soluzioni creative anche alle pro- soprattutto quelle ritenute socialmente inaccetta-
blematiche più piatte e noiose. bili, immature o poco virili, facendo crescere una
3) Stimolare la mente tenendola allenata attraverso distanza tra noi e il nostro “sentirci vivere”.
hobby o attività da svolgere insieme agli altri o in “Dovremmo ricordare – ci dice – che ogni essere
aiuto del prossimo. umano possiede un proprio corredo emotivo ed
4) Non appiattirsi sullo standard dell’ambiente in è capace sin dall’infanzia di esprimere le emozio-
cui si vive, conservando e valorizzando la pro- ni nel modo più istintivo possibile. Solo in seguito, quando si diventa
pria personalità. più maturi, è possibile interpretare le nostre emozioni e proporle a noi
5) Non essere pedanti con se stessi e con gli altri. stessi e al mondo in modo chiaro e netto. La verità è che caratteristi-
6) Non aspettarsi che sia il mondo a cambiare, che come l’empatia, la capacità di prendere il punto di vista dell’altro e
impegnandosi in prima persona per la sua evo- l’attitudine a comprendere i propri sentimenti, sono risorse fondamen-
luzione. tali e non sono sinonimi di debolezza. Anche se la difficoltà di affronta-
re il giudizio degli altri può innescare la voglia di fare un passo indietro.
S.O.S. ADOLESCENZA, L’ETÀ DELL’APATIA Invece, ascoltarci e comprenderci ci aiuta ad orientare le nostre azioni
L’adolescenza è una delle fasi della vita in cui si è e individuare i nostri punti deboli ci consente di agire per migliorarci”.
più inclini all’apatia. È un momento di cambiamen-
79
Combatti l’insoddisfazione e fai un passo avanti

NON È UN DRAMMA,
MA GLI ASSOMIGLIA…

L’INIZIO
Quando il mondo impone un cambiamento, l’immagine di se stessi si
DELLA CRISI modifica al punto da smarrire l’identità e con essa la voglia di vivere e di fare.
I motivi che

P
scatenano una crisi
esistenziale sono i
più diversi; di fronte
a certe situazioni rima o poi, nel corso della li, che dipendono dai ruoli che si interpretano nel-
può capitare di vita, è inevitabile trovarsi ad la società. Nessuna identità è meno importante del-
smarrire la propria
immagine e non affrontare un periodo negati- le altre e se anche solo una di queste sfaccettature
riconoscersi più. Da vo, dove eventi dolorosi por- dell’identità individuale viene colpita da una crisi
lì prende l’avvio una
crisi più profonda.
tano a chiedersi che direzione profonda, allora questo stato di incertezza si river-
ha preso l’esistenza e se vivere bera a livello generale mettendo in discussione l’in-
abbia ancora un senso. La crisi esistenziale non fa tera immagine di sé.
distinzione di sesso, età e ceto sociale e a produrla
è un conflitto interiore che nasce dalla perdita della NASCE DA UNA CRISI DI IDENTITÀ
propria identità. Ogni individuo è l’unione di varie Una crisi esistenziale viene solitamente associata
TANTE identità: ci sono le identità affettive, che si costitu- a fatti traumatici, come lutti, fallimenti, insuccessi
IDENTITÀ iscono intorno ai legami d’amore stretti, quelli tra scolastici, ma in realtà tutti i cambiamenti di vita,
Ognuno di noi è
un insieme di varie
figli, fratelli, padri e madri; e ci sono quelle socia- se non metabolizzati, possono stravolgere l’imma-
identità: affettive gine che un individuo ha di se stesso e mandarlo in
e sociali. Tutte confusione per un lungo periodo di tempo. Spesso
hanno importanza
e quando non non ci si riflette abbastanza, ma i passaggi crucia-
ci riconosciamo li dell’esistenza, che normalmente sono visti come
più anche solo
in una di queste positivi, come la laurea, il matrimonio, il primo lavo-
sfaccettature, ro, la nascita di un figlio, il pensionamento, impon-
l’intera identità
della persona va gono una rivoluzione dell’identità. Chi li affronta
in crisi e con essa spesso si sente smarrito, ma non può ammetterlo a
l’immagine che
ognuno di noi se stesso e agli altri, perché teme di essere giudica-
ha di sé. to immaturo o debole. Ovviamente, si tratta di una
80
battaglia di cui il mondo esterno non sa nulla”, reci-
ta un detto, ma piuttosto che chiudersi nell’idea che
si sta vivendo un dramma unico, frutto della propria
incapacità e che nessuno può capire, si deve cam-
biare prospettiva. Ci si deve immaginare, invece,
come persone capaci di costruire un nuovo futuro e
non più vittime di ciò che è stato. Pensare a se stessi,
ma allo stesso tempo aprirsi alle necessità degli altri.

LE RISORSE PER RINASCERE


La crisi, dunque, è un evento che dipende da come
ci si sente, ma può innescare un circolo vizioso. Chi
vive un trauma che comporta un forte impatto psi-
cologico rischia spesso di ingigantirne l’importan-
za. Questo porta ad aumentare ancora di più il livel-
lo emotivo, rendendo difficile ragionare con lucidi-
percezione soggettiva. Non esiste un evento di per tà e quindi quasi impossibile affrontare il problema
sé più o meno stressante, ma la sua rilevanza come CAMBIARE, e risolverlo. Allora, per venirne fuori, è necessario
fattore scatenante di una crisi dipende da quan- CHE FATICA! guardare ai fatti che hanno scatenato il trauma con
Ogni
to è importante per chi lo ha vissuto. Se si affronta cambiamento, un po’ di distacco, come se fosse capitato a un altro.
una crisi, la prima cosa da fare è liberarsi del giu- non solo negativo, È difficile, ma solo così si può giudicare con onestà
che comporti
dizio di chi ritiene che non sia niente di importan- una rivoluzione se le proprie reazioni sono state giuste o esagerate.
te. I commenti di amici e parenti sono sempre gli importante Nove volte su dieci si scoprirà da soli che il dolore
dell’immagine di
stessi: “C’è di peggio”, “Se ti lamenti di questo, allo- se stessi può dare ha offuscato la ragione e che, una volta ritrovata un
ra…” e “Passerà da sola”, ma in realtà sono suggeri- origine a una crisi po’ di chiarezza, sarà possibile scoprire nuove solu-
esistenziale.
menti controproducenti, che inducono a chiudere zioni. Si tratta di riporta-
gli occhi piuttosto che a impegnarsi per venire fuo- re l’equilibrio tra il peso
ri da un momento “no”. degli eventi esterni
e la propria forza
NO AI PARAGONI interiore.
Ogni crisi esistenziale è diversa, ma le sensazioni
che provoca sono comuni a tutti. In chi la
vive predominano il senso di tristezza e il
desiderio di isolarsi dal resto del mon-
do, la convinzione che la propria vita
IL GIUSTO
non abbia un significato e uno scopo, DISTACCO
il rimpianto continuo per un passa- Il coinvolgimento
porta a ingigantire
to che non si riesce a dimenticare e i propri problemi,
il pensiero ossessivo della morte. Un mentre invece
per uscire da una
errore molto comune, che peggiora crisi esistenziale
la situazione, è di vivere in perenne è necessario
confronto con gli altri, che sembrano guardare il proprio
dramma con
sempre “avere di più” o “fare meglio”. distacco, quasi
Bisogna invece uscire dall’ottica del come fosse
qualcosa che
paragone, che fa sviluppare il senso riguarda un’altra
della sconfitta. “Ognuno conduce una persona.

I SINTOMI DELLA CRISI ESISTENZIALE


1) Perdita di senso e di significato della pro- eventi dolorosi.
pria vita e della vita in generale. 5) Apatia interiore e indifferenza esterio-
2) Senso di vuoto accompagnato da stan- re, tendenza a trascurarsi e a lasciar-
chezza fisica e psichica. si andare.
3) Assenza di motivazioni e di interesse a 6) Perdita del senso di appartenenza alla
svolgere il lavoro o ad assolvere gli obbli- famiglia e alla società.
ghi familiari. 7) Ricerca di stordimento nell’alcol o nelle
4) Incapacità di affrontare di petto gli impre- droghe, sviluppo di dipendenze (sesso,
visti della vita, le novità importanti e gli gioco d’azzardo etc.).

81
Combatti l’insoddisfazione e fai un passo avanti

MANUALE IN 5 PASSI PER VENIRE FUORI DALLA CRISI

PASSO 1 PASSO 4
USCIRNE?
Ripetere a se stessi: SI PUÒ Smetterla di rimuginare
«Una crisi esistenziale In fondo anche le
crisi esistenziali La lotta contro la crisi non deve far dimenticare le
può capitare a chiunque» hanno un loro
motivo e fanno cose belle della vita, anzi, un individuo può utiliz-
L’uomo convive con questo problema da sempre e ci parte di un zarle per trarre nuova forza per “guarire”. Mai chiu-
percorso, al
si deve liberare la mente dall’idea di essere gli uni- termine del quale dersi dentro casa, dunque, ma aprirsi a nuove espe-
ci a non riuscire ad affrontare come si deve il mon- ci si può trovare rienze, tenendosi impegnati con sport, hobby e pas-
rinnovati e migliori
do esterno. Pensatori, scrittori e artisti hanno dedi- di prima. satempi che sgombrino la mente e offrano distrazio-
cato opere meravigliose al sentimento della perdi- ni appaganti. All’inizio sarà quasi una forzatura, ma
ta di identità, si può trarre spunto dalle loro espe- col passare del tempo queste attività diventeranno
rienze per trovare una soluzione individuale. Anche un piacere e magari una di esse si dimostrerà la nuo-
parlarne con persone di fiducia può aiutare, a pat- va grande passione in cui ritrovare se stessi.
to che siano in grado di ascoltare senza esprimere
giudizi affrettati. PASSO 5
IN CAMMINO
VERSO
Portare gioia nel mondo
PASSO 2
LA LUCE
Smettere di confrontarsi Passo dopo passo,
con i pensieri
Lamentarsi di tutto è facile, saper trovare il bello
nelle situazioni difficili o nelle piccole cose richiede
con gli altri giusti, cercando
soddisfazione e impegno e volontà, ma ha un effetto rivitalizzante
L’unico termine di paragone deve essere il proprio appagamento in sulla propria situazione psicologica e rischiara l’am-
nuove attività e
io, il solo autorizzato a esprimere un giudizio su sforzandosi di non biente circostante e le relazioni con gli altri. Si può
quanto sia soddisfacente la vita che si conduce e su tagliare i ponti con iniziare reagendo con un sorriso ai contrattempi che
l’esterno, la crisi
quanto assomigli a quella che un individuo deside- può diventare di solito portano malumore o ricambiando la catti-
ra. Può sembrare un paradosso, ma dalla soggetti- un ricordo veria di qualcuno con la gentilezza. Del resto una
del passato.
vità assoluta, piano piano, nasce la capacità di guar- nuova identità porta con sé nuove soluzioni.
dare agli eventi e alle cose in maniera oggettiva, sia
quando fanno parte della propria realtà che di quel-
la degli altri.

PASSO 3
Creare le proprie regole
del gioco
La crisi è figlia della perdita di elementi di riferi-
mento o dell’impossibilità di ancorarsi ai punti sal-
di che un tempo offrivano sicurezza e ora non più,
perché c’è stato un cambiamento esteriore e inte-
riore. Per superare la confusione, si deve formulare
una specie di regolamento basato sulla propria per-
sonalità, ricordando che l’assenza di qualcuno che
dica cosa fare apre alla scoperta di ciò che si vuole
fare davvero.
82
LA CRISI DEI QUARANT’ANNI SENTIRSI
Si sente spesso dire che “la vita comincia a qua- INADEGUATI
rant’anni”, soprattutto oggi che le soddisfazioni lavo- Il rapporto con i
figli adolescenti
rative e familiari arrivano più tardi che in passato e o al contrario
l’orologio biologico rallenta, allontanando la mezza la mancanza
di figli che può
età. Vero è che i 40 sono per tutti un rito di passag- scatenare una
gio che porta a fare un bilancio della vita che, se non crisi con l’arrivo
degli “anta”, come
è positivo, può far nascere una crisi. Perciò sia gli pure un lavoro
esperti che la gente comune si chiedono se la fami- inadeguato per
compenso o per
gerata “crisi dei quarant’anni” esista davvero. Secon- qualità alla propria
do una ricerca condotta dall’università di Melbou- preparazione.
rne, in Australia, è una realtà dimostrata dall’anda-
mento della felicità nella vita umana. Quest’ultima
QUARANTA
segue un percorso a “U”: arriva al massimo livello È BELLO
La soglia dei
quaranta è un
nodo cruciale
dell’esistenza, un
passaggio che non
per tutti è indolore,
soprattutto se non
si sono centrati
obiettivi importanti.

a vent’anni e poi scende, toccando il minimo ai 40,


per poi risalire e stabilizzarsi negli anni successivi.

SITUAZIONI DIFFICILI
La crisi del quarantesimo anno, non è inevitabile e
non colpisce tutti allo stesso modo. I più esposti al
rischio, secondo gli psicologi australiani, hanno pre-
cise caratteristiche. Si ritrovano a 40 anni alle pre-
se con figli adolescenti che non riescono a gestire
o, al contrario, hanno raggiunto la maturità senza
prole, cosa che produce inadeguatezza nei confron-
ti dei coetanei. Fanno parte di coppie di lungo cor-
so, segnate dalla mancanza di entusiasmo o hanno
un lavoro che non li soddisfa, iniziato alla soglia dei
30 anni, inadeguato al loro titolo di studio o poco
remunerativo. Si tratta insomma di una situazione
complessa, che può portare ansia e depressione, ma
che – con i 5 passi di cui abbiamo parlato qui sopra
– si può affrontare senza sentirne troppo il peso.

CRISI ESISTENZIALI E VITA DI COPPIA

P
rendere coscienza di una cri- si deve saper distinguere tra ciò che va
si esistenziale è fondamentale bene nella sua vita sentimentale e ciò
per evitare che si rifletta sul rap- che va male e deve poi prepararsi a tira-
porto con gli altri e in particola- re le somme, cioè a vedere se valga la
re sulla vita di coppia. Chi non si ricono- pena o no di dirsi addio. Dall’altro lato,
sce e non trova più senso nello stare al chi si trova a subirla con il proprio part-
mondo non è in grado di aprirsi all’amo- ner deve fare appello alla propria razio-
re per gli altri. La crisi esistenziale pro- nalità ricordando che la crisi non ha nul-
voca apatia, passività che viene inter- la a che vedere con mancanze persona-
pretata dal partner come perdita di inte- li, come non essere abbastanza attraenti
resse e di passione e finisce per porta- o affettuosi. La crisi esistenziale, insom-
re a problemi che altrimenti sarebbero ma, va affrontata da soli, ma quando si
evitabili. Da un lato chi attraversa la cri- è in coppia, va superata in due.

83
Combatti l’insoddisfazione e fai un passo avanti

LA VOGLIA DI VIVERE DIPENDE ANCHE DAL CIBO

Scegliere un cibo piuttosto che un altro non è indifferente, rivela carattere, bisogni e
personalità. Perciò, mangiando ciò che davvero si desidera, si scopre la propria identità

M
ente e corpo sono una stato di crisi esistenziale portano a perdere il piace-
SIAMO cosa sola. Non a caso il re per la nutrizione, che diventa meccanica e forza-
QUELLO CHE malessere psicologico si ta. Ci si lascia andare e questo si vede al momento
MANGIAMO
Le abitudini esprime anche attraverso di servire il cibo in tavola, che è un atto di cura nei
alimentari, i malanni che coinvolgo- confronti di sé e degli altri. Invece, il cibo può essere
malesseri collegati
al cibo sono lo no l’organismo. E spesso uno strumento terapeutico, attraverso il quale con-
specchio del nostro sono malanni che riguardano la sfera dell’alimen- vogliare energie positive al fisico e alla psiche, a pat-
modo di essere e
rivelano molto di tazione, come gastriti, nausea, rifiuto del cibo, fame to che venga rispettata una verità di fondo: ognuno
noi stessi. nervosa che spesso sono la manifestazione di stress ha il cibo che fa per sé.
o disturbi d’ansia. Insoddisfazione cronica, apatia e
CAMBIARE CARATTERE MANGIANDO
Succede continuamente: la dieta che ha fatto ritro-
vare la forma fisica a una persona molto vicina non
ha alcun effetto positivo su un’altra e, anzi, è perfi-
no controproducente. Il nuovo “cibo miracoloso”,
osannato dai nutrizionisti come chiave per man-
tenersi giovani e in salute, risulta indigesto, persi-
no allergizzante. Un regime alimentare, per essere
ben tollerato e garantire i nutrienti necessari, deve
essere come un abito di sartoria, ovvero “tagliato su
misura”, in base alle esigenze e ai gusti individuali e,

MI CURO MANGIANDO
Il malessere psicologico si esprime anche con il corpo, con malanni che
spesso riguardano la sfera dell’alimentazione. Per questo il cibo può
essere anche uno strumento terapeutico.

84
LA DIETA DELLA PERSONALITÀ

S
econdo il neuroscienziato Daniel Amen
(nella foto), si possono raggiungere traguar-
di sorprendenti se le diete considerano la
personalità di chi si appresta a seguire il nuovo
regime alimentare. Nel libro Cambia il tuo cervel-
soprattutto, alla personalità. Nel libro Dimmi come lo, cambia la tua vita, Amen ha tracciato 5 profi-
mangi e ti dirò chi sei, l’esperta di alimentazione li di personalità con cattivo rapporto con il cibo:
Noriko Kuriyama sostiene che i cibi che una persona • i mangiatori compulsivi
tende a prediligere possono fornire indicazioni sul • i mangiatori impulsivi
suo carattere e che, cambiando l’alimentazione di un • quelli compulsivi-impulsivi
individuo, si può modificare il suo modo di sentire e • i mangiatori tristi o emotivi
di essere. La Kuriyama ha ereditato questo approc- • i mangiatori ansiosi.
cio dal padre Kiichi, che ha vissuto in perfetta salute Per ognuno ha individuato i cibi “sì” e i cibi “no”,
fino a novantasei anni, curando i disturbi (alimen- per ritrovare la forma fisica e il benessere menta-
tari e non) di centinaia di pazienti nel suo centro di le. I compulsivi devono prediligere i carboidrati alle
ricerca in Giappone. Kiichi e Noriko Kuriyama han- proteine, per gli impulsivi meglio pollo e avena, cibi
no stabilito una corrispondenza tra ogni alimento ricchi di omega-3 per gli emotivi, niente caffè e alcol
e il carattere di chi lo mangia o ama mangiarlo. e via libera a lenticchie e broccoli per gli ansiosi.

L’IDENTIKIT ATTRAVERSO IL CIBO


CIOCCOLATO SPAGHETTI
Chi ha la tavoletta come cibo- L’amante della pasta lun-
feticcio ha un animo mite ga (vale per lo spaghet-
e affabile, ma spesso si to, ma anche la taglia-
rivela troppo ingenuo e tella o il vermicello) è
portato a cambiare idea coraggioso e pieno di
con facilità, cosa che pre- vita, ma spesso per-
giudica il raggiungimen- de le staffe per cause
to degli obiettivi di vita. È di indole generosa, si impegna banali. Nonostante que-
molto, ma ha un grande limite: le attività manuali non sto difetto trova facilmente
sono il suo forte. soci e alleati, perché grazie a spiri-
to d’iniziativa ed efficienza, non sbaglia un colpo nel cam-
CAFFÈ po del lavoro.
Il moka-dipendente è sempre alla ricer-
ca dell’occasione per una tazzina di caffè PATATE
e, infatti, ama avere ospiti e stare in Anche se il suo alimento d’elezione può appa-
compagnia. Il suo difetto principa- rire semplice e modesto, mai sottovaluta-
le è la tendenza a volere sempre più re il mangiatore di patate! Ha una
di ciò che ha, con conseguenti alti e grande attitudine al comando
bassi in campo economico e delusio- e una tenacia che non conosce
ni sul terreno delle relazioni d’amici- ostacoli, qualità che gli fanno
zia e di amore. guadagnare il rispetto e la fidu-
cia del prossimo, portandolo al
PEPERONCINO ROSSO successo professionale e personale.
Come il suo alimento simbolo, l’aficionado del peperoncino
è appassionato e caldo, ma anche irruento, scostante e ira- ARANCE
scibile. Intollerante alla noia e alla routine, non si concilia Chi predilige le arance ha tante buone caratteristi-
bene con le attività che obbligano a uno sforzo di concen- che, tra cui la modestia, la solerzia, la capa-
trazione prolungato. cità di trovare obiettivi chiari e perse-
guirli senza distrazioni o passi falsi.
Eppure gli manca la voglia di emer-
gere, per cui spesso il suo valore gli
viene riconosciuto con ritardo, rac-
cogliendo i frutti per cui ha lavo-
rato nella seconda parte della vita.

85
Impara a farti ascoltare

COME FUNZIONA
LA COMUNICAZIONE

Il mondo intero comunica a gran velocità su internet, tramite chat e sms, ma tanta
immediatezza, invece di portare a una comunicazione profonda, aumenta le distanze

I
l bisogno di comunicare con i suoi mente sono causati da un’incapacità di comunicare
VIRTUALE MA simili è presente nell’animo dell’uomo ciò che si è. Questa difficoltà porta, inevitabilmen-
NON REALE fin dall’età della pietra. Oggi, l’apertu- te, frustrazione, disistima e scarsa fiducia nel pros-
La comunicazione
attraverso i ra di nuovi canali di espressione grazie simo. Saturo di messaggi, videochat, post sui social
canali virtuali è
globale, rapida
alla tecnologia fa sì che la comunica- network, l’individuo deve riscoprire il piacere di tra-
ed efficiente. Ma zione continua sia un obbligo più che smettere emozioni attraverso la voce e il corpo, ria-
siccome l’individuo una scelta e paradossalmente rende più difficile farsi prendo i canali che ha chiuso per lasciare spazio al
si esprime anche
attraverso il corpo, capire e interpretare nel modo giusto i segnali degli flusso continuo di informazioni virtuali.
la comunicazione altri. Molti degli stati di disagio che coinvolgono la
vera è sempre più
difficile. LE PAROLE? RUMORE DI FONDO…
Per capire come rivolgersi agli altri in modo adegua-
to, bisogna prima di tutto rendersi conto di come
funziona la comunicazione, che ha leggi precise,
che non si possono eludere. Innanzi tutto, va chia-
rito che un discorso tra due individui non avviene
IL PIACERE solo a parole, ma che ci sono anche altre componen-
DI ESSERCI ti, addirittura più importanti. Quando si parla con
Per esprimere se
stesso, ognuno un’altra persona, infatti, le parole costituiscono solo
di noi ha bisogno il 5% della comunicazione globale. Ben più rilevanti
di comunicare
attraverso le sono tono e timbro della voce, responsabili al 40%
espressioni, i gesti e dell’invio del messaggio all’interlocutore, mentre
gli sguardi. Pena un
inevitabile senso di la parte del leone è svolta dal corpo che, attraver-
frustrazione. so gesti, postura e mimica facciale, si fa carico del
86
detto di relazione, che offre informazioni sul tipo
di rapporto che si vuole instaurare con l’individuo
cui si sta dicendo quel qualcosa. “Chiudi la porta
e vieni da me” è una frase che trasmette cose ben
diverse a seconda che a pronunciarla sia un part-
ner con la voce suadente o un genitore particolar-
mente nervoso.

3. Ogni comunicazione va interpretata in base


alla sequenza di azioni che contiene. Cosa
vuol dire? Per capirlo basta prendere a esempio una
situazione conosciuta da tutti. In una coppia c’è un
marito che non comunica e si chiude nel mutismo
di fronte al “brontolio” della moglie. La sequenza,
cioè l’ordine di apparizione di queste comunicazioni
cambia il significato dello scambio. L’uomo sostiene
di aver scelto il mutismo perché la moglie bronto-
lava. Per la consorte il brontolio è stato l’effetto del
muro di mutismo. Insomma ciò che è stato comu-
55% della comunicazione. Eppure, nelle comuni- nicato “prima” e “dopo” fa una grande differenza e
cazioni di ogni giorno, si presta orecchio solo a ciò LE PAROLE racconta due storie diverse di vita matrimoniale.
che viene detto, non al corpo che si esprime sotto il NON CONTANO
Nello scambio
“rumore di fondo” della voce. In più, le parole sono
espressione della razionalità e quindi si piegano alla
volontà e agli obiettivi di chi le pronuncia. Non ser-
tra due persone,
le parole
costituiscono
soltanto il 5% della
4. Esistono 2 tipi di comunicazione: analogica
e digitale. La comunicazione analogica si basa
sulla somiglianza (analogia) tra la comunicazione e
vono solo a “dire qualcosa”, ma vengono utilizzate comunicazione l’oggetto della comunicazione. Ne è un esempio l’u-
globale.
per convincere gli altri e per spingerli a fare ciò che so di un’immagine per esprimere un concetto o di
chiede il loro interlocutore. un gesto per impartire un comando. La comunica-
zione digitale si basa sull’uso di segni arbitrari, come
LE 5 LEGGI DELLA le parole, che vengono scelte in base a una conven-
COMUNICAZIONE zione per indicare le cose del mondo.
Su questo tema, molti studiosi
di psicologia e sociologia han-
no scritto importanti manua-
li, ma quello che più di tutti è
5. Le interazioni possono essere simmetriche
o complementari. Nel primo caso gli inter-
locutori si considerano sullo stesso piano: nessu-
riuscito a rendere comprensi- no dei due vuole prevalere sull’altro, come succe-
bile l’affascinante e misterioso de tra amici o compagni di scuola. Nel secondo c’è
mondo della comunicazione è sempre qualcuno in una posizione superiore che
stato Paul Watzlawick. Watzla- comunica a un subordinato, come quando a parlar-
wick è famoso in tutto il mondo si sono un genitore e un figlio o un datore di lavo-
per il libro Istruzioni per rendersi ro e un impiegato.
infelici, che insegna, con molta ironia,
a raggiungere la serenità liberandosi dei falsi
miti, anche sulla comunicazione. Però, nei suoi stu- PAUL
WATZLAWICK
di più impegnativi, ha tracciato l’esistenza di cinque Nei suoi studi, Paul
leggi fondamentali della comunicazione. Watzlawick ha
tracciato l’esistenza
delle cinque leggi

1. Non si può non comunicare. Non esistono


comportamenti “neutri”, che non esprimano
una comunicazione. Dal momento che l’uomo non
fondamentali
che governano
il mondo della
comunicazione.
può fare a meno di avere comportamenti (anche
stare perfettamente immobili e in silenzio è un
modo di dire qualcosa), allora è evidente che non NEL MARE
può fare a meno di comunicare, anche suo malgra- DEI SEGNALI
Decrittare
do. Persino la scelta del taglio di capelli o degli abi- veramente una
ti indossati sono modi per raccontare qualcosa di comunicazione tra
persone è tutt’altro
sé agli altri. che semplice:
vanno capiti toni,
modi, luoghi, stati

2. Ogni comunicazione ha 2 livelli. C’è il pri-


mo livello, quello del contenuto, che indica
che cosa si sta comunicando, seguito dal secondo,
d’animo ma anche
la differenza di ruolo
tra gli interlocutori.

87
Impara a farti ascoltare

DOVE COMUNICARE E COME lo, le interazioni risentono fortemente dei pregiu-


Quali fattori possono fare la differenza tra una buo- dizi. Il top manager che chiacchiera con il garzone BUONA
na e una cattiva comunicazione? Tutto dipende da del bar stabilisce inconsciamente una comunicazio- O CATTIVA
Sono molte le
una serie di variabili sia ambientali che individuali, ne complementare, dove il secondo è in una posi- variabili ambientali
e individuali
ovvero da chi comunica con chi e in quale situazio- zione subordinata e, anche se in apparenza ascolta che possono far
ne. Per prima cosa, non tutti gli ambienti sono adat- ciò che dice, non presta attenzione né al contenu- diventare una
ti alle interazioni verbali e non verbali. Parlarsi sen- to delle parole né alla mimica con cui vengono pro- comunicazione
buona o cattiva.
za gridare o sbracciarsi è quasi impossibile in una nunciate. Così accade anche che il grande lumina-
stanza affollata, in un locale pubblico o durante una re della medicina sottovaluti i
partita di calcio che riscalda gli animi dei presenti. racconti del paziente che ha di
Eppure c’è chi sembra scegliere proprio queste occa- fronte, dando per scontato che
sioni per rilasciare una comunicazione importante. “ne sa meno di lui”, incorrendo
Ovviamente si tratta di un meccanismo di protezio- in un errore nella diagnosi.
ne: si è divisi in due tra la voglia di comunicare e la
paura che farlo possa alterare un equilibrio conso-
lidato o portare a uno scontro. Ma così facendo si PARLARE
creano i presupposti per un fallimento comunicati- PER NON COMUNICARE
vo. È come se ci si parlasse “a mezza bocca” e, non Fare una comunicazione importante in
un luogo affollato è un tentativo di fuga
capendosi bene, diventa più facile litigare. In secon- per evitare di dire qualcosa che possa
do luogo, anche se nessuno ha piacere ad ammetter- alterare un equilibrio esistente.

MI SPEZZO MA NON MI SPIEGO

U
n altro ostacolo che frena una no, esprimono qualcosa e poi la rielabo-
comunicazione soddisfacente rano in base alla risposta dell’altro, ma
si nasconde nella parte profon- un soggetto che, pur essendo in compa-
da della psiche e si chiama ego. gnia, sta portando avanti un soliloquio.
L’egoismo porta a prevaricare l’interlo- Quando la comunicazione fallisce, l’e-
cutore, che “deve” ascoltare quello che goista non si chiede “mi sarò spiegato?”
si ha da dire, perché è più importante o ma redarguisce chi ha davanti dicen-
urgente o espresso meglio. L’assenza di do “Non hai capito”. Ma come avrebbe
uno scambio tra pari impedisce il dialo- potuto dal momento che l’ego parla solo
go. Non ci sono due persone che, a tur- a se stesso?
88
ASCOLTARE PRIMA DI PARLARE
Mettersi nei panni dell’interlocutore, sapere chi è, cosa pensa e saperlo
ascoltare è un buon modo per entrare in sintonia e, successivamente,
per ottenere la sua attenzione.

1. Aprire le orecchie, ma anche la mente


Anche la conversazione più banale può esse-
re una fonte di arricchimento e di crescita, ma per
saperne cogliere l’importanza, è necessario liberarsi
dei pregiudizi e dei preconcetti. Solo una mente aper-
ta e sgombra può accogliere una nuova informazione.

2. Imparare a domandare
Succede continuamente: una conversazione che
sembrava interessante e proficua diventa noiosa, al
punto da far venire voglia di essere altrove, se non
ASCOLTARE PER COMUNICARE con il corpo, almeno con la testa. Ma la colpa non
è solo di chi sta parlando. Basta una domanda fatta
al momento giusto o la richiesta di una spiegazione

QUATTRO TRUCCHI più precisa su un particolare, per ristabilire una buo-


na interazione.

PER ENTRARE 3. Sospendere il giudizio

IN SINTONIA
L’ascolto è impossibile se si parte dal presuppo-
sto di aver capito dove l’interlocutore “vuole andare a
parare”, prima ancora che abbia avuto modo di spie-
garsi. È un po’ come un giudice che condanni l’im-

CON L’INTERLOCUTORE putato che si è appena presentato al banco per essere


interrogato. Quando si sente di aver fretta di liquida-
re una conversazione, meglio prendere un respiro ed
La capacità di ascoltare si può coltivare e migliorare evitare di esprimere una sentenza senza aver ascol-
con la pratica quotidiana e seguendo alcune semplici tato le parti in causa.
linee-guida che spesso vengono trascurate

F
are uno sforzo per mettersi nei
panni degli altri: anche in que- NULLA
È SCONTATO
sto risiede una buona comunica- Anche la fretta
zione. Saper ascoltare non viene di liquidare una
conversazione
dopo il saper parlare in pubblico, è un modo per
al contrario. Chi dà attenzione e non ascoltare
davvero chi ci è
importanza alla persona con cui vuole comunicare, di fronte. Se non
cercando di scoprire chi è, come ragiona, che cosa la ci si sente ben
disposti, meglio
interessa e che cosa no, è già un passo avanti nell’ot- sospendere
tenere la sua attenzione e, nel caso voglia persuader- il giudizio per
evitare di essere
la di qualcosa, la sua approvazione. Per stabilire un superficiali.
rapporto di fiducia occorre concentrarsi su quattro
tappe fondamentali della comunicazione.

4. Ascoltare tutti
Solo la pratica rende perfetti. Per mettere a frut-
to i tre “trucchi” precedenti bisogna esercitarsi quoti-
VIA I
PREGIUDIZI dianamente all’ascolto. Ogni occasione va bene, dal-
Tenere le la riunione sul lavoro alla passeggiata al parco con il
orecchie ben
aperte significa cane. Ma è dall’ascolto delle persone che di solito si
sgombrare evitano che si impara di più, perciò, almeno una vol-
la mente da
pregiudizi e saper ta al giorno, si deve prestare orecchio a chi, normal-
ascoltare tutti. mente, non si ascolta mai veramente.
89
Impara a farti ascoltare

NON SEMPRE È FACILE PARLARE

COMUNICARE
Si può imparare a parlare in modo che gli altri capiscano bene ciò che si vuol
È UN’ARTE dire, si può comunicare con forza e si possono perfino esprimere i propri
Imparare a
comunicare sentimenti. Seguendo, però, qualche preziosa regola d’oro

C
richiede la
conoscenza di
alcune regole omunicare è un’arte che non bili. Ecco dunque pochi consigli per migliorare le
base, che tengano
conto di se stessi, coinvolge solo gli argomenti di proprie capacità di comunicazione.
dell’interlocutore cui si vuole parlare, ma che inve-
e di cosa si vuole
comunicare. ce riguarda per intero la persona COMUNICARE IN MODO EFFICACE
che vuole comunicare. Per que- Per farsi capire bene, ci sono alcune scelte prelimi-
sto, a volte, parlare in pubblico nari che non vanno dimenticate.
o in circostanze di tensione risulta difficile. E non
solo per i contenuti di quello che si vuol dire, ma
perché la mancanza di fiducia in se stessi o la scar-
sa abitudine, si trasformano in ostacoli insupera-
1. Scegliere il momento giusto per parlare
Se l’interlocutore è impegnato, è stanco o ha
fretta, non presterà abbastanza attenzione.

IMPARARE A
FARSI CAPIRE
La disabitudine,
la poca fiducia
in se stessi, oltre
l’eventuale difficoltà
ad esprimere alcuni
contenuti, rendono
a volte difficile la
comunicazione.

90
Questa strategia di comunicazione non si impara in
due minuti. Bisogna allenarsi e prepararsi, per cui,
è necessario considerare un certo periodo “di scuo-
la” prima di fare qualche tentativo.

ESPRIMERE I PROPRI SENTIMENTI


È una forma di comunicazione più complicata, per-
ché obbliga ad aprirsi, a uscire allo scoperto davanti
agli altri, ma è anche la più urgente, perché “tenersi

2. Scegliere il luogo giusto


Se, per esempio, è necessaria una comunica-
zione intima, si dovranno evitare luoghi affollati o
DA ME A TE
Per farsi capire
tutto dentro” fa male. A volte porta a stati d’ansia, a
un’insoddisfazione generale e a momenti d’ira e di
rifiuto del mondo. Per questo, vale la pena sforzarsi,
esistono poche
rumorosi, in modo che ciò che si ha da dire possa ma precise regole seguendo qualche piccola, saggia regola.

1.
fondamentali che
essere recepito senza difficoltà. è importante non
Conoscere i propri sentimenti

3. Prepararsi in modo adeguato


«Rem tene, verba sequentur» dicevano gli
antichi Romani, cioè “Padroneggia bene quello che
dimenticare. Prima di tutto bisogna conoscere i propri senti-
menti (ne abbiamo parlato all’inizio di questo fasci-
colo). Una buona autoanalisi aiuta ad avere le idee
devi dire e le parole verranno fuori facilmente”. Que- chiare su ciò che si prova, ma soprattutto aiuta ad
sto consiglio vale ancora oggi. Per fare un discorso accettarli e a considerare che non c’è niente di male
articolato, bisogna averci pensato ed esserselo orga- a provarli.
nizzato nella mente.

4. Cominciare il discorso senza perdere tempo


È consigliabile cominciare con una dichiara-
2. Affrontare un dialogo con se stessi
I sentimenti vanno interpretati e riconosciu-
ti e per questo è necessario affrontarli con se stessi,
zione che spieghi subito dove si vuole andare a para- magari spiegandoseli nel modo più chiaro. Quando
re, in modo che l’interlocutore capisca fin dagli esor- questa pratica diventa troppo intensa e si accendono
di il tono della conversazione. le emozioni, è il caso di sfogarsi con un po’ di attività
fisica “tranquillizzante”. Oppure, ci si può offrire un
COMUNICARE IN MANIERA ASSERTIVA piccolo regalo: un gelato, una visita a un amico, un
È possibile anche comunicare in modo da lascia- po’ di shopping, che hanno il compito di far smal-
re il minimo spazio possibile alle obiezioni degli tire il peso di una faticosa relazione con se stessi.
interlocutori. Questa forma di comunicazione vie-
ne definita assertiva. È, cioè, l’espressione delle pro-
prie idee in modo fermo, senza però prevaricare gli
3. Parlare con gli altri
Raccontare quello che si sente dentro è sem-
pre un passo “pericoloso”, perché si ignora come
altri. La comunicazione assertiva si basa su 10 rego- gli altri possano interpretare una simile iniziativa.
le di base. Eccole… Come prima cosa, quindi, vanno scelti con attenzio-
1. Si dice “Io”, perché riferirsi all’altro con il “Tu” ne gli interlocutori. Poi, dopo una prima spiegazione
(cioè inserirlo nel discorso) toglie autorevolezza. del proprio stato d’animo, occorre ascoltare il pare-
2. Guardare l’altro negli occhi (non sempre, perché re degli altri. E ascoltarlo con la massima attenzio-
si tratta di un dialogo e non di una sfida). ne. Questo serve per avere un altro punto di vista su
3. Mantenere una postura del corpo dritta. È un problemi importanti e che, proprio per questo, non
atteggiamento di comando e una forma di comuni- sono sempre ben chiari a chi si trova in difficoltà.
cazione non verbale che esprime forza. Alla fine di un dialogo impegnativo, ci si sentirà for-
4. Mantenere una mimica facciale non aggressiva, se più confusi, ma più leggeri. Ma si sarà di certo fie-
per esempio con qualche sorriso, per evitare che l’in- ri di sé per avere avuto la forza di esprimere la pro-
terlocutore si senta minacciato. pria interiorità, che solo in pochi hanno il coraggio
5. Esprimersi senza incertezze, perché è indispen- di tirar fuori.
sabile farsi comprendere bene.
6. Interrompere di tanto in tanto il discorso rima-
nendo in silenzio per un po’. È il modo giusto per-
ché l’ascoltatore rielabori i concetti che ha appe-
na sentito.
7. Utilizzare un linguaggio adeguato (insomma,
niente volgarità o scorciatoie). DA DENTRO
A FUORI
8. Mantenere la calma. Evitare di farsi prendere Esprimere i propri
dall’emozione. Se capita, basta fare un bel respiro e sentimenti è
forse la forma di
prendersi un secondo di pausa. comunicazione
9. Non cercare l’approvazione di chi ascolta. Quan- più difficile, perché
richiede di venire
do si parla in modo assertivo, non serve che gli altri a contatto con le
siano d’accordo oppure no. proprie emozioni
e accettare di
10. Ma soprattutto, bisogna avere qualcosa di esporle al giudizio
importante da dire. degli altri.
Combatti
Impara a farti
l’insoddisfazione
ascoltare e fai un passo avanti

MARTE CONTRO VENERE

UOMINI E DONNE PARLANO


LINGUE DIVERSE?
Quando si trova davanti a un uomo, una donna funziona normalmente, ma l’uomo – di fronte
a una donna – rallenta e funziona peggio. Ecco perché c’è tanta differenza tra i sessi…

C’
è chi dice che gli uomini ven- LA CAUSA NEL CERVELLO
PIANETI gono da Marte e le donne da Un team di psichiatri dell’Università di Bochum, in
DIVERSI Venere, ed è per questo che Germania, ha dimostrato che uomini e donne han-
Tra uomini
e donne la sono così diversi gli uni dagli no differenti modi di comunicare a causa di una dif-
comunicazione
scorre su piani
altri. Spesso, infatti, è come ferenza neurologica, cioè il loro cervello funziona in
diversi, come se parlassero lingue stranie- maniera diversa. Tutto dipende dalla velocità di rea-
se davvero gli re. L’incomprensione tra persone di sesso diverso, zione dell’amigdala, l’area cerebrale che favorisce il
uni venissero da
Marte e le altre da non solo nella relazione di coppia, ma anche nei rap- meccanismo che regola l’accensione delle emozio-
Venere… porti di amicizia e in quelli di lavoro, fa parte dell’e- ni. Nella donna, l’amigdala reagisce alla stessa velo-
sperienza quotidiana di tutti. Ma perché maschi e cità sia quando l’interlocutore è maschio sia quan-
femmine non hanno lo stesso modo di comunicare? do è femmina. Questo permette ai neuroni di inter-
pretare bene i segnali verbali e non verbali. Invece,
CANALI quando un uomo comunica con una donna, il suo
DIVERSI cervello ha reazioni fisiologiche più lente e ciò porta
Quante volte ci a una maggiore difficoltà nel comprendere la mimi-
siamo imbattuti
nella difficoltà di ca facciale e i gesti che accompagnano le parole. Per
farsi intendere da superare il problema occorre una comunicazione tra
persone di sesso
diverso? E non solo i sessi onesta e schietta.
con il partner, ma
anche con amici o
colleghi. MASCHI VS FEMMINE: CHE VUOL DIRE?
Il primo scoglio che si frappone tra uomini e don-
ne riguarda i livelli della comunicazione. Gli uomi-
ni si fermano quasi sempre al primo livello, quello
92
LE PAROLE E LE DONNE
CERVELLI
DIVERSI Per le donne le parole sono alla base di ogni rela-
La difficoltà della zione profonda, sia d’amore che di affetto: lunghe
comunicazione
tra i sessi risiede conversazioni telefoniche, pomeriggi spesi a scam-
in una differenza biarsi segreti intorno a una tazza di tè e serate casa-
neurologica a
causa della quale linghe a base di chiacchiere e confidenze sono il
il cervello maschile cemento delle amicizie femminili. Anche gli uomi-
ha reazioni
fisiologiche più
ni sanno stringere rapporti profondi e duraturi tra
lente se il suo di loro, ma più che gli scambi verbali ad avvicinarli
interlocutore è una sono le esperienze fatte insieme, le avventure condi-
donna.
vise. Gli uomini, se vogliono chiedere qualcosa, usa-
no una comunicazione diretta, a volte perfino bruta-
le, impartiscono ordini e direttive. Invece, se le don-
ne vogliono che qualcuno faccia qualcosa, esprimo-
no una richiesta e questo crea un fraintendimen-
to: stanno dicendo “vuoi?”, ma intendono “devi”. In
altre parole, non prendono in considerazione l’ipo-
tesi che la risposta possa essere un “no”.
del contenuto. Quando dicono qualcosa, alludono al
suo significato letterale. Per le donne, invece, ogni
A ME
conversazione basa il suo significato sul tipo di rela- GLI OCCHI
zione che ha con il suo interlocutore. Se una ragazza In un dialogo, le
donne tendono
dice al suo fidanzato: «Andiamo a mangiare qual- a guardare
cosa fuori? Non lo facciamo mai…», non vuole dire negli occhi, gli
uomini invece si
che ha fame e non sta facendo riferimento al nume- affiancano, dando
ro reale di pasti fuori di casa. Piuttosto sta espri- più importanza
mendo la sua voglia di passare un momento insie- a una complicità
fisica e meno a
me. Può però accadere che lui, prendendo tutto alla quella emotiva.
lettera risponda: «Ma se siamo andati a mangiare
una pizza mercoledì scorso», facendosi sfuggire del
tutto il significato “nascosto” della richiesta. UOMINI CHE NON GUARDANO NEGLI OCCHI
Un’altra fonte di ambiguità nasce da come gli uomi-
ni e le donne interpretano il linguaggio del corpo.
DIRETTI Le donne amano mantenere un contatto visivo con
E INDIRETTE la persona con cui parlano e questo perché cercano
Le parole sono per
gli uomini un modo uno scambio non solo di parole, ma di sentimenti.
per comunicare Sono più attente alle proprie emozioni e prestano
direttamente un
contenuto, mentre attenzione a come vengono espresse quelle altrui.
per le donne Basta osservare una conversazione tra due uomini
raramente hanno
il solo significato per notare che non sono mai occhi negli occhi, uno
letterale. di fronte all’altro, ma affiancati, come a rispecchiar-
si attraverso i gesti, per esprimere vicinanza e com-
plicità. Quando, invece, c’è un incontro tra un uomo
e una donna, può accadere che quest’ultima inter-
preti il fatto che lui non la guardi come una presa
di distanza o una mancanza di interesse, soprattutto
se si tratta del partner in una relazione d’amore.

L’EQUIVOCO DEL SILENZIO

Q
uando sta raccontando a un’altra troncare la conversazione per la noia. Al
persona un avvenimento signi- contrario, una donna che si confida ha biso-
ficativo o sta esprimendo una gno di ricevere spesso un feedback, una
comunicazione importante, l’uo- comunicazione di ritorno, anche piccola,
mo si aspetta dall’interlocutore un assolu- che provi che c’è qualcuno che l’ascolta.
to silenzio, indice di attenzione e coinvol- Una funzione svolta egregiamente da cen-
gimento. Se dall’altra parte vengono inter- ni del capo oppure da espressioni parteci-
venti continui o interruzioni, questo atteg- pi, magari generiche, che hanno il solo sco-
giamento viene letto come il desiderio di po di incoraggiare chi parla.
Impara a farti ascoltare

AVERE UN LINGUAGGIO PERSONALE

Ognuno ha il suo modo di comunicare: c’è chi usa gli occhi, chi usa le orecchie e chi parla
più con le mani che con la bocca. L’importante, comunque, è sapersi sempre valorizzare

I
caratteri taciturni non sono ben visti. ri e convincenti. L’effetto spesso è disastroso: non
CON GLI Anche se tutti ripetono il proverbio solo non si sa che cosa si sta dicendo, ma si ignora
OCCHI, CON “il silenzio è d’oro”, chi non esprime anche come lo si sta dicendo, per cui l’obiettivo pri-
LE ORECCHIE,
CON I GESTI spesso il suo parere e non dice la sua mario, che sarebbe quello di farsi capire e trasmet-
Ognuno di noi ha su argomenti importanti viene con- tere un’immagine positiva, è completamente man-
un modo diverso
di comunicare. siderato introverso, se non inade- cato. La regola numero uno, perciò, è di parlare una
Non ce n’è uno guato o poco intelligente. Così, soprattutto in pub- lingua in cui è possibile riconoscersi, che passi sia
meglio dell’altro,
l’importante è blico, che si tratti della riunione di condominio o di attraverso le parole che i segnali del corpo.
non scimmiottare un incontro tra amici, si tende a parlare “tanto per
quello degli altri,
ma imparare ad parlare”, spesso scimmiottando il modo di comu- TRE GRUPPI DI COMUNICATORI
affinare il proprio. nicare degli individui che ci sembrano più sicu- Lo stile comunicativo è personale, ognuno ha il suo.
Per esempio nei casi di rapimento in cui alla vittima
viene fatto pronunciare un messaggio alla famiglia,
i parenti del sequestrato si accorgono subito che c’è
qualcosa che non torna, che il modo di parlare e i
termini usati non corrispondono alla sua persona-
lità, sono stati scritti da altri, per uno scopo preciso.
Così, durante un litigio con il partner, può capitare
di chiedere: «Sei tu a parlare o è tua madre?», quan-
do alcuni modi di esprimersi appaiono espressioni

ESSERE SE STESSI
Essere troppo taciturni, oppure tentare di emulare qualcuno che
ci sembra abbia un buon impatto sugli altri, non è un buon modo
per acquistare autorevolezza, soprattutto se dal nostro colloquio
dipende qualcosa di importante

94
della suocera. Alcuni si esprimo- te, potrà trasformare i concetti che ha in mente in
no per immagini, anche quan- immagini, dimostrando così nel migliore dei modi
do parlano al telefono, e altri che ha assimilato la lezione. L’avvocato cinestetico
sono particolarmente atten- che ha a disposizione poche argomentazioni a favo-
ti agli stimoli olfattivi, che re del proprio cliente punterà sulla comunicazione
diventano il centro delle loro non verbale per riuscire a convincere il giudice del-
memorie e dei racconti. Secon- la sua innocenza. E così lo scrittore con un talento
do l’esperto di comunicazione per l’espressione uditiva, saprà trasformare la piat-
Lair Ribeiro, il genere umano si ta descrizione di una scena di campagna di notte
può dividere in tre grandi gruppi, in un concerto di fili d’erba mossi dal vento e cori
in base a come comunicano: di grilli, capace di incantare il lettore. Ovviamente

1. I visivi, che veicolano ogni messaggio


attraverso la vista. Il loro motto potrebbe esse-
re «È come se lo avessi davanti agli occhi». LAIR RIBEIRO
cercare di avere dimestichezza anche con altri stili
di comunicazione aiuta a “tarare” il modo di espri-
mersi in base alle caratteristiche di chi ascolta, per

2.
Secondo l’esperto
Gli uditivi, che sono predisposti a raccogliere di comunicazione
informazioni soprattutto attraverso le orecchie. brasiliano Lair

3.
Ribeiro, il genere
I cinestetici, che fanno precedere alle parole umano si divide
gesti e movimenti del corpo. in tre gruppi, a
seconda del modo
di comunicare.
TROVARE IL PROPRIO STILE
Non ha senso cercare di forzare il proprio stile
comunicativo, piuttosto bisogna puntare sui pro-
pri elementi di forza. Uno studente che fa parte del
primo gruppo (i visivi), se vuole fare una bella figu- UNO STILE
PERSONALE
ra durante un’interrogazione, piuttosto che cerca- Trovare il
re di imparare a memoria le parole dell’insegnan- proprio stile è
fondamentale,
ma anche capire
cosa può recepire
meglio chi ci sta
ascoltando.

GUARDARSI
NEGLI OCCHI
Un buon modo di cui senza stravolgere il proprio modo di essere si
entrare in sintonia
con il nostro può avere qualche freccia in più al proprio arco.
interlocutore è Per esempio, dovendo entrare in comunicazione
guardarlo negli
occhi, per non
con i bambini di una scuola materna, anche chi è
sembrare sfuggenti per natura un uditivo, può puntare sul potere delle
e inaffidabili. immagini e la forza espressiva dei gesti.

COME PRESENTARSI BENE AL PRIMO INCONTRO

C
he si tratti del primo appuntamen- 2) Occhi negli occhi: può sembrare una
to d’amore o del colloquio che banalità, ma chi non guarda l’altro negli
può regalare il lavoro dei sogni, occhi, crea un po’ di diffidenza, per cui è
tutti sanno quant’è difficile fare necessario tenersi sempre a portata di
bella impressione subito e comunicare al sguardo.
meglio chi si è e quanto si vale. Per colpire 3) Un bel sorriso. Un sorriso sereno e
positivamente l’interlocutore, occorre inte- tranquillo è utile, perché rassicura l’inter-
riorizzare 4 mosse: locutore che inconsciamente ricambia e
si addolcisce.
1) Aprire il corpo: Il primo passo per una 4) Essere il proprio “biglietto da visita”:
comunicazione efficace prevede un atteg- a un colloquio formale, è consigliabile dire
giamento pacato e tranquillo. Bisogna quin- subito e con tranquillità, nome, cognome e
di respirare e rilassare i muscoli, allargare dare le informazioni su di sé che si pensa
(per esempio) un po’ le braccia sui braccioli siano necessarie. È anche un buon modo
di una sedia, in modo da trasmettere la pro- per “sbloccarsi” e per aprire un canale di
pria sicurezza di sé. comunicazione con chi ci si trova davanti.

95
Essere felici è facile
(se sai come farlo)

UNA SCELTA DI TUTTI I GIORNI

NON È
Essere felici non è un sogno che non si realizza mai, è una scelta quotidiana che
UN SOGNO si può fare a partire da un gesto piccolo e potente, come quello di fare un sorriso
Non è un sogno

“S
irrealizzabile, è
una condizione,
quella di essere orridi alla vita e la vita ri cerebrali. Il cervello ha una guida per interpre-
felici, che si ti sorriderà”. Una frase tare i messaggi che gli arrivano dall’organismo. Se,
costruisce anche
giorno per giorno. fatta o un precetto per per esempio, i pugni si stringono, il battito del cuo-
Basta crederci vivere bene? La rispo- re accelera e la pressione sanguigna va alle stelle,
e disporsi nella
maniera giusta per sta è scritta nella fisiolo- il messaggio corporeo viene letto come un segna-
raggiungerla. gia del cervello umano. le di allerta, legato a collera o a una situazione di
Massa grigia e corpo sono legati tra loro, al punto paura. Allo stesso modo, per quei piccoli interpreti
che persino i movimenti più semplici, anche la sola che si trovano nei neuroni, se gli angoli della boc-
postura che si tiene quando ci si siede su una sedia, ca si sollevano verso l’alto, l’indicazione è che è in
influenzano i pensieri che si formano negli emisfe- atto un sorriso, il che mette in moto la trasmissione
di sensazioni positive o di gioia. Il cervello non ha
FELICE modo di sapere se quel sorriso è meccanico oppu-
DI ESSERE re spontaneo, in entrambi i casi reagirà allo stesso
FELICE
Si può imparare ad modo. E, di fronte a una postura del volto perenne-
essere felici, perché mente imbronciata, non potrà che rispondere con
il nostro cervello
decritta i segnali l’emissione di emozioni tristi e depressive. Perciò
che il corpo gli invia, non è una metafora: letteralmente sorridere aiuta
e se impariamo
a sorridere alla a essere felici, mentre il pessimismo innesca una
vita, atteggiando catena di malumore.
il nostro volto e il
nostro corpo in una
postura di felicità, UNIVERSALE EPPURE UNICA
il nostro cervello
interpreterà quei Ma che cosa è, davvero, la felicità? Sembra un inter-
segnali come reali. rogativo da filosofi, ma ha appassionato anche mol-
96
zione del tutto personale che si ha di essi. Per fare un
esempio, questo tipo di felicità nasce quando si assi-
ste a un tramonto meraviglioso o quando si prende
parte a una bella cena con tanti amici e tante buo-
ne cose da mangiare.

2. Felicità morale. È la sensazione di “esse-


re a posto”, di aver fatto ciò che si deve fare
da un punto di vista morale, per trovarsi in pace
con il mondo. Occorre però essere tipi che si fan-
no domande “alte”, perché un individuo che non
si pone il problema di ciò che è giusto o sbagliato,
non trae nessun appagamento dal seguire un codi-
ce di comportamento. Se una persona conduce una
vita perbene ed è consapevole del significato mora-
le delle proprie azioni, di quanto contribuiscono
alla felicità del mondo, può trarre da esse una feli-
ti esperti del funzionamento della mente umana cità duratura.
per l’impatto che ha sulla vita pratica dei pazienti FELICITÀ

3.
che affrontano una cura psicologica. La felicità è UNICA Felicità legata al giudizio. Si tratta dell’appa-
Non c’è una
un sentimento universale, a partire dal sorriso fino felicità che vada gamento legato “a qualcuno” o “per qualcosa”,
bene per tutti,
ad arrivare alle pieghe intorno agli occhi, chiun- ma ognuno
ovvero prodotto dal giudizio che ogni persona espri-
que, in qualsiasi parte del mondo, sa riconoscerne può trovare la me sul mondo, individuando fonti di sensazioni
i segni sul viso di una persona. Eppure, essere feli- propria strada per potenzialmente piacevoli, passate, presenti o futu-
raggiungerla.
ci in un villaggio di pescatori polinesiano può non re. La felicità di chi non vede l’ora di uscire dall’uf-
avere lo stesso significato dell’esserlo nel cuore del ficio e concedersi la corsa quotidiana nel parco o la
quartiere finanziario dei New York. La felicità, soddisfazione per l’arrivo in famiglia di un nuovo
pur manifestandosi in maniera quasi univo- bebè che l’io ha giudicato come un evento posi-
ca in tutti gli individui, viene influenzata da tivo sulla base delle sue esperienze passate.
inclinazioni personali e fattori ambienta-
li. Ogni individuo trova la propria stra-
da per la felicità, intesa come soddisfa-
zione per gli aspetti fondamentali del-
la propria vita.

TANTE FELICITÀ IN UNA


La felicità, dunque, potrebbe essere rap-
presentata da un quadro che rappresenta il
mondo interiore e dei rapporti di una perso-
na con colori accesi e caldi, con immagini posi-
tive e rassicuranti, che ispirano sentimenti “buo-
ni” già a un primo sguardo d’insieme. Osservando DANIEL
questo quadro più da vicino, però, si noterebbero GILBERT
Lo psicologo
una serie di particolari che rappresentano le aree Daniel Gilbert
specifiche in cui la felicità si manifesta. Sono aree ha classificato la
felicità in tre tipi-
come la vita sentimentale, il lavoro, il tempo libe- base: la felicità
ro, i rapporti sociali, la salute e così via. Tutte que- morale, la felicità
emotiva e la felicità
ste “aree di felicità” possono essere raggruppate, legata al giudizio.
a loro volta, in tre classi di felicità, studiate dallo
psicologo Daniel Gilbert, ricercatore dell’Univer-
sità di Harvard e tra i più grandi esperti su questo
sentimento umano.

TRE TIPI DI FELICITÀ DI BASE


Secondo Daniel Gilbert esistono tre tipi-base di APERTI
felicità. AL MONDO

1. Felicità emotiva. È una sensazione, uno stato Provare un


sentimento di
emotivo del tutto soggettivo e che può rivelarsi gioia fa sì che
anche passeggero e circoscritto nel tempo. A libe- l’atteggiamento
corporeo sia di
rare questo tipo di felicità, non sono i fatti che suc- apertura verso
cedono nel mondo intimo di ciascuno, ma la perce- il mondo.
Essere felici è facile (se sai come farlo)

UNA SERIE DI INTERRUTTORI • Il corpo si apre al mondo. La testa e il collo


La felicità è il prodotto di una serie di interruttori tendono verso l’alto, le spalle si rilassano comple- INTERRUTTORE
che si accendono nel cervello e nel sistema nervo- tamente e assumono una postura dritta, il tron- ACCESO
Quando siamo
so e mandano indicazioni all’organismo, che a sua co si solleva e gli arti superiore si allargano ver- felici il nostro
cervello e il nostro
volta risponde manifestando una serie di reazioni so l’esterno. sistema nervoso
che sono comuni a tutti coloro che si sentono feli- • L’organismo è più attivo. I movimenti si fanno riconoscono che
ci, a prescindere dal motivo per cui lo sono. Ecco le decisi e rapidi, c’è un’accelerazione della frequen- l’interruttore della
felicità è acceso
reazioni tipiche dell’organismo quando l’interrut- za cardiaca, un aumento del tono muscolare e del- e mandano
tore della felicità è puntato su “acceso”: la respirazione. indicazioni a tutto
l’organismo.
• Cambia la percezione del mondo circostante,
che viene visto in termini più significativi e vivi-
di. Da qui l’espressione “vedere tutto a colori”.

STRAVOLGERE
I PENSIERI NEGATIVI
Ce ne parla la psicologa JESSICA DALL’ACQUA

“N
on va mai bene niente”, “Nessu-
• Si ha la tendenza a sorridere di più: gli ango- no mi capisce”, “È tutto inutile”.
li della bocca non vogliono saperne di restare ver- I pensieri negativi sono spesso
so il basso e anche le guance si sollevano in l’alto, estremi e catastrofici e fanno star
generando intorno agli occhi le cosiddette “zam- male chi li fa. In alcuni momenti difficili della vita,
pe di gallina”. Spesso la bocca si schiude lascian- averli può essere normale, ma per molti, i pensie-
do scoperti i denti. Quando la felicità è reale e il ri negativi arrivano anche in situazioni tranquille
sorriso sentito e sincero, il movimento coinvolge e portano ansia e depressione. È possibile, però,
tutto il volto. Si sorride con la sola parte inferio- trasformare un pensiero negativo in uno positivo.
re del viso quando si vuole mostrare una felicità Basta appuntarsi le idee nere che vengono in men-
che non si prova. Gli esperti lo chiamano “il sorri- te e valutare se sono giuste o se non sono esagerate. Ad esempio, un
so sociale”, sfoderato per rassicurare gli altri o per pensiero alternativo alla frase “Oggi va tutto storto”, potrebbe essere:
“Oggi alcune cose non sono andate come avrei voluto, ma altre sì”. Tut-
pura educazione.
to ciò genera un senso di sollievo e di leggerezza. Non sembra molto,
• Lo sguardo si fa luminoso e aperto. Non per
ma è così che si favorisce il buonumore, si riduce l’ansia e si miglio-
niente, nel linguaggio comune si dice che a una
rano i rapporti con gli altri.
persona felice “brillano gli occhi”.
98
IMPARIAMO A RIDERE
Fa bene al corpo, fa bene allo spirito, ha un potere terapeutico:
una risata di cuore aiuta a star meglio e accelera anche la guarigione
dalle malattie.

lia, da qualche tempo, è usuale la presenza di clown


in ospedale per allietare il ricovero dei bambini e dei
pazienti più giovani. Ma dove risiede il potere gua-
ritore del riso?

TERAPIA CONTRO IL DOLORE


Ancora una volta è il funzionamento del cervel-
lo umano a svelare il mistero. La risata stimola la
produzione delle endorfine da parte del cervello
e del cortisolo da parte delle ghiandole surrena-
SI DIVENTA FELICI li. Due sostanze in grado di irradiare una sensazio-
ne di benessere e di ridurre il dolore, proprio come
SORRIDENDO un farmaco analgesico. In più, stimolando il sistema
circolatorio, quello muscolare e quello immunitario,

RIDERE
aumenta il numero e la forza dei linfociti che proteg-
gono l’organismo dalle aggressioni esterne.

TERAPIA CONTRO L’INFELICITÀ


È UNA MEDICINA? «Quando ridi, cambi. Quando tu cambi, il mondo
intorno a te cambia». Questa frase di Madan Kata-
La ricerca conferma ciò che la tradizione popolare ria, l’inventore del metodo della risata autoindotta
per affrontare i problemi della vita, indica una strada,
ha sempre saputo: ridere aiuta a stare bene, a non per cambiare il mondo, ma per cambiare il “pro-
combattere le malattie ma, secondo molti studiosi, prio” mondo. E il punto è qui. I bambini si sbellica-
favorisce anche la ricerca della felicità no dalle risate e gli adulti al massimo sorridono. Che
cosa significa questa differenza? Che l’uomo nasce

L
per essere felice, ma che le “distorsioni” della vita (i
e nonne dicevano: “Buon riso fa problemi, i malesseri, le ansie, i fallimenti) gli tol-
buon sangue”. Un detto che sem- gono questo dono meraviglioso. Per rimettere a
bra trovare ogni giorno più posto le cose, si può tentare di ridere lo stesso,
conferme scientifiche. Tut- anche se si avrebbe una gran voglia di rima-
ti hanno sperimentato l’ef- nere seri. Bastano 5 minuti al giorno e un
fetto positivo di una bella po’ di costanza. L’idea è di fare una gran-
risata, sia sull’umore che sul corpo. Esiste de, lunga risata, a crepapelle, che – anche
però anche una branca della scienza, detta se all’inizio sembrerà forzata – con un po’
gelotologia (dalla parola greca ghelos, che di costanza otterrà la sua naturalezza e
vuol dire riso), che studia l’effetto terapeu- comincerà a sistemare il mondo interiore
tico della risata, ossia la sua capacità di gua- di ciascuno. Non sarà la soluzione dei mali
rire le malattie. In Sud Africa, la terapia del- della vita, ma cambierà l’atteggiamento di
la risata viene utilizzata comunemente per alle- chi li deve affrontare, regalando forza e positi-
viare il dolore dei malati di cancro e anche in Ita- vità. Provare per credere…

RIDERE FA BENE MADAN KATARIA


La risata stimola la produzione delle endorfine da parte del cervello e Il medico indiano Madan Kataria è l’inventore della risata autoindotta. Imparare a farsi una
del cortisolo da parte delle ghiandole surrenali, sostanze in grado di sana risata per cinque minuti al giorno, secondo il terapeuta, aiuta a cambiare in positivo
aumentare il benessere e di ridurre il dolore. l’atteggiamento verso la vita.

99
Essere felici è facile (se sai come farlo)

UN TEST PER SCOPRIRSI

C’è chi è capace di trovare il lato positivo in ogni situazione e c’è chi pensa
UNA GIOSTRA
CHE GIRA sempre al peggio. Ma come si fa a rendersi conto delle proprie specifiche
La vita riserva
opportunità e qualità? Per esempio rispondendo alle domande qui sotto…
dispiaceri, ma
la disposizione
d’animo di ognuno
di noi possiamo
TEST
cambiarla
lavorandoci su.
SORRIDI AL MONDO O GLI METTI IL MUSO?
Hai trovato in soffitta i giocattoli di quando Quale tra queste frasi potrebbe essere il
1 eri un bambino. Che effetto ti hanno fatto?
2 tuo motto?
a) Ti è venuta una bella crisi di nostalgia. È stata a) “Solo chi è vivo può morire”.
l’epoca più felice della tua vita. b) “C’è sempre qualcosa di meglio”.
b) Ti sono venuti in mente tanti bei ricordi. c) “Non c’è rosa senza spine”.
c) Hai notato che erano un po’ rovinati e ti ha dato
fastidio vederli così… Se un mago potesse vedere nel tuo destino,
3 come pensi che descriverebbe la tua
vecchiaia?
a) Una persona che ha lottato contro un destino
avverso (e che ha vinto troppo poco).
b) Una persona cui nessuno ha regalato nulla.
OTTIMISTA O c) Una persona fortunata che ha avuto tanto dalla
PESSIMISTA? vita.
Di fronte a situazioni
analoghe, c’è
chi reagisce Ti affidano per qualche tempo un animale
valorizzando gli 4 che ti piace. Quale scegli?
aspetti positivi e chi
si butta giù. a) Un cane
100
b) Un gatto
c) Un cavallo
PROFILI
Se hai raccolto maggioranza
5 Dai le disposizioni di risposte A
per la tua festa di
compleanno. Che cosa LABBRA ALL’INGIÙ
chiedi? È come se la vita si mettesse d’impegno per lasciar-
a) Una grande tavolata con ti sempre senza soddisfazione. Tu insegui in ogni
piatti cucinati da uno chef momento la felicità, ma quando la raggiungi, è
famoso. solo per poco tempo, poi scatta la sensazione di
b) Nessun ospite, solo tu e il vuoto, la mancanza di un “qualcosa” che, se ci fos-
tuo amore. se, renderebbe tutto perfetto. Devi capire che que-
c) Un volo per le Maldive con il partner e qualche sto “qualcosa” non si può comprare o guadagnare,
amico. GATTO semplicemente perché non esiste. La felicità non
O CANE? è data da un solo traguardo, non è un montepremi
Preferire un
Come pensi ti giudichino gli altri al favoloso e irraggiungibile per la lotteria della vita,
6 primo incontro?
animale piuttosto
che un altro è ma un insieme di piccole vincite che hanno un ele-
sintomo di un
a) Gentile e simpatico. atteggiamento più mento in comune: per averle, devi metterti in gio-
b) Interessante e, magari, da incontrare ancora. o meno ottimista co e giocare, col sorriso sulle labbra.
nei confronti della
c) Una personalità attraente. vita.

Hai fatto una brutta figura e ora ti ritrovi


7 a casa a pensarci su.
a) Stai a mollo nell’imbarazzo, finché non inizia a
sfumare da solo.
b) Ti consoli facendoti un piccolo regalo, che ti
aiuti a dimenticare il problema.
c) Pensi a riorganizzarti e a prenderti la rivincita.

8 Hai un appuntamento, ma la tua auto Se hai raccolto maggioranza


non parte. Che cosa pensi? di risposte B
a) «Uffa, questo non ci voleva proprio,
dovrò cambiare programma». SORRISO A TEMPO
b) «Che darei per prendermi Per natura sei capace di lasciarti andare al buo-
una bella vacanza!». numore, ma la tua capacità di trovare la felicità
c) “Per fortuna si è rotta: non dipende troppo da fattori esterni, su cui non hai, né
avevo nessuna voglia di andare a cerchi di avere, il controllo. Saper sorridere quando
quell’appuntamento». si è innamorati e ricambiati, gli amici sono tanti e
disponibili, la squadra del cuore non sbaglia mai
La cosa che preferisci è un gol, va bene, è segno di vitalità. Però, la capaci-
9 passare un po’ di tempo tà di essere felici si vede alla prova degli imprevisti
a guardare nel vuoto e a e delle difficoltà, nelle quali il tuo sorriso si spegne
fantasticare. all’improvviso, proprio quando ce ne sarebbe più
a) Ti piace fare castelli in bisogno per reagire in maniera positiva. Quando
aria. le cose vanno male, ricorda che cosa ti rende felice
b) Quando organizzi un e fai in modo di mantenere in “esercizio” il sorriso.
viaggio, ti piace fermarti a
pensare a come sarà davvero Se hai raccolto maggioranza
quello che stai preparando. di risposte C
c) Altro che fantasia,
contano i fatti! LABBRA ALL’INSÙ
Nella vita hai fatto tante esperienze, brutte e buo-
10 Ti invitano a cena con un
famoso personaggio della tv che ti piace SOGNI
ne, e così hai imparato che per essere per sem-
pre lieti e contenti bisogna saper ridere sotto l’u-
tanto. Che cosa pensi? E FANTASIE ragano e prendersi un po’ in giro quando si fan-
Sei un tipo che fa
a) Sei contento, ma sai che non diventerete mai castelli in aria o no degli errori. Perché nessuno è perfetto e quel-
non puoi resistere
amici. a buttarti nella
lo che non si è raggiunto oggi potrà sempre arri-
b) Pensi che incontrato questo, dovresti mischia dandoti da vare domani, dal momento che la felicità è il pre-
incontrare anche qualcun altro. fare praticamente? mio che viene assegnato a chi è in cima alla clas-
c) Sei pronto a passare due ore con una persona sifica punti finale, non la medaglia al termine di
sicuramente interessante. ogni singola gara.
101
Essere felici è facile (se sai come farlo)

IL SEGRETO DELLA SEROTONINA

L’ormone della felicità, cioè la serotonina, viene prodotto per la maggior parte nell’intestino.
Per questa e molte altre ragioni ciò che si mangia influisce sull’umore

L’
appetito vien mangiando e re dalla nonna. Ci sono poi veri e propri cibi-rifugio,
ALIMENTI lo stesso può accadere con il vedi il cioccolato, che, nei momenti di difficoltà, fan-
E COCCOLE buonumore. Ci sono cibi che, no le veci di un terapista. Ma non si tratta solo di un
Il gusto personale
influisce non poco, una volta assunti, provoca- effetto placebo legato al gusto personale: alcuni ali-
in fatto di felicità
a tavola, ma
no malessere, gonfiore, picco- menti hanno caratteristiche organolettiche e nutri-
mangiare bene e li disturbi che rovinano lo sta- tive che li rendono perfetti per combattere l’apatia,
in modo completo to emotivo. Allo stesso modo esistono alimenti che, l’ansia e la depressione, in pratica, per ritrovare la
fa di noi delle
persone più allegre solo a vederli serviti a tavola, hanno un effetto rasse- felicità, con forchetta e coltello.
ed equilibrate. renante, come un brodino caldo preparato con amo-
LA DIETA DELLA SERENITÀ
Per essere felici, in una dieta non possono manca-
re cibi ricchi di antiossidanti, come la vitamina E
e la vitamina C. Se quest’ultima viene a mancare,
il corpo percepisce subito una maggiore stanchez-
za e l’umore peggiora. Per fortuna, per reintegrarla,
basta consumare regolarmente agrumi come aran-
ce, pompelmi e mandarini, ma anche kiwi e papa-
COMFORT ia. Fondamentali anche gli omega-3, contenuti nel
FOOD pesce, nei semi di lino e nelle noci, che favorisco-
Ci sono alimenti
che hanno, anche no il rinnovamento cellulare e il benessere genera-
solo visivamente, un le. Ci sono poi i polifenoli vegetali e le vitamine del
effetto rasserenante
e agiscono gruppo B, che sono “specializzate” ognuna in un set-
sul buonumore. tore del benessere mentale. La B1 si trova nel lievi-
102
to di birra, nel frumento, nel latte e nelle verdure, e
UNA DIETA
COMPLETA rende positivo l’atteggiamento psichico; la B6, che
La dieta che rende si trova in frumento, latticini, fegato, cavolo e uova,
felici è quella in
cui non manca e cura la manutenzione del sistema nervoso e, infi-
nessun elemento ne, c’è la vitamina B12 che mantiene alti i livelli di
fondamentale,
come le vitamine e energia. Non possono mancare, infine, gli alimenti
i sali minerali. fonte di magnesio, come gli spinaci, perché tale ele-
mento svolge un ruolo importante nella produzione
da parte dell’organismo della serotonina e dopami-
na, i neurotrasmettitori che permettono di provare
felicità o benessere.

ALIMENTI DEL BUONUMORE, LA TOP FIVE

A
vere una dieta ricca e varia, dove non man- SEGUIRE
cano frutta e verdura di stagione e non si L’ISTINTO
È importante non
abusa di alimenti che contengono gras- fare abbuffate, ma
si, zuccheri raffinati e carboidrati è fonda- anche imparare a
non penalizzarsi
mentale per mantenere una mens sana in corpore troppo e lasciare,
sano, intendendo per mente tutta la sfera intellet- una volta ogni
tanto, che un
tuale ed emotiva di una persona. Ma se si vuole por- alimento
tare al top il livello di benessere e serenità, occor- che ci piace
ci renda felici.
re inserire nel proprio regime alimentare i 5 alimen-
ti che danno maggiore felicità. A patto, ovviamente,
che non se ne abusi.

1 colare di acidi grassi. Si chiamano “trigliceridi a


Il cioccolato catena media” e, quanto a energia sprigionata
nell’organismo, battono persino i carboidra-
Nelle civiltà precolombiane veniva con- ti. L’abitudine di inserire scaglie, polpa o latte
siderato un alimento magico e sacro, di cocco nella colazione mattutina aiuta a ini-
degno degli dei. Nella nostra è l’ali- ziare la giornata con un atteggiamento positi-
mento scaccia-crisi per eccellenza e vo e con tanta voglia di fare.
non solo per il buon sapore. È un con-
centrato di sostanze psico-attive, tra 4
le quali la serotonina, conosciuta come L’uovo
“ormone della felicità” e la feniletilamina,
sostanza che il cervello produce al momento Sarà anche ad alto contenuto di colestero-
dell’innamoramento. Sarà per questo che ci si abbuf- lo, ma l’uovo va consumato almeno un paio
fa di cioccolato dopo la fine di una storia d’amore? di volte alla settimana, perché possiede un
numero di “nutrienti della felicità” quasi da
2 record: tutte le vitamine del gruppo B, gli
Il pomodoro acidi grassi omega-3, lo zinco e la vitamina D,
che stimola la serotonina e dove manca, come nei
Rosso, succoso, rotondo e lucente, nutre l’ani- Paesi nordici in cui c’è poco sole (il corpo la assor-
ma con gli occhi, ma soprattutto protegge il be tramite la luce solare), provoca una depressione
corpo dai radicali liberi e, grazie all’alta con- a livello epidemico.
centrazione di licopene, combatte le infiam-
mazioni e protegge il cervello. Crudo o cot- 5
to, non fa differenza, a patto di ricordare che Lo yogurt
gran parte del suo super potere è nella buccia
e che il suo migliore alleato è l’olio di oliva che Forse non tutti sanno che il buonumore passa per la
ne aumenta l’assimilazione. pancia, o meglio per l’intestino, dove viene prodot-
ta la maggior parte della serotonina. Per que-
3 sta ragione, lo yogurt e tutti i cibi fermenta-
La noce di cocco ti (compreso il kefir) hanno un ruolo molto
importante nel regolare l’umore mantenen-
Forse non tutti sanno che, oltre a essere esotico, do in salute l’apparato digerente e fornendo
gustoso e “scenografico” sulla tavola, questo frutto il calcio che fa funzionare al meglio il siste-
aumenta il livello di felicità attraverso un tipo parti- ma nervoso.
103
Essere felici è facile (se sai come farlo)

PIÙ LONGEVI CON LA GINNASTICA QUOTIDIANA

Chi è felice, dice la scienza, combatte stress e malattie e vive più a lungo degli altri. La
felicità, però, va tenuta in allenamento con esercizi che fanno lavorare il corpo e la mente

N
on esiste un “muscolo del- più stabile, forte e agguerrito il sistema immunitario
UNA VITA la felicità”, ma è pur vero che umano, che mostra maggiore capacità di resisten-
PIÙ LUNGA la felicità è un sentimento za anche di fronte a malattie gravi, come il cancro.
Essere felici non
solo fa vivere che va allenato proprio come Che cosa significa, nella pratica quotidiana, eserci-
meglio, ma allunga se fosse un muscolo e con tarsi a essere felici?
la vita, perché chi
è felice combatte la stessa cura che si riserva
meglio stress all’attività sportiva. Una ricerca condotta dall’U- SUPERARE IL BISOGNO DEL PIACERE
e malattie.
niversità dell’Illinois, negli Usa, ha dimostrato che Christian Boiron ha dedicato anni di studi a rispon-
essere felici allunga la vita. Il buonumore e la positi- dere a questo interrogativo. Boiron non è uno psico-
vità, infatti, sbarrano la strada alla produzione degli logo, ma la sua vita e il suo lavoro lo hanno portato a
ormoni associati allo stress e, così facendo, rendono conoscere molto bene il funzionamento della mente
umana. Omeopata, medico, imprenditore e fonda-
tore del gruppo che porta il suo nome (Laboratoires
Boiron, marchio specializzato in prodotti omeopati-
ci), è stato anche sindaco della città di Lione e auto-
re di due libri dedicati al tema della felicità. In quel-
lo più recente, Siamo fatti per essere felici, Boiron
distingue tra piacere e felicità e spiega i fondamen-
ti di una ginnastica per raggiungere quest’ultima.
Per Boiron, il piacere è instabile e aleatorio, dipen-

CI VUOLE ALLENAMENTO
Anche se non è un muscolo, la felicità è un sentimento che richiede
allenamento per essere conquistata e mantenuta, proprio come si fa
con l’attività sportiva.

104
de da azioni che possono agire negativamen- senso di colpa? Non si deve fare concorren-
te sulla vita degli altri, mette al centro l’ego za ai filosofi, basta pensarci su e annota-
ed espone a insoddisfazione e senso di fal- re le riflessioni su un taccuino tascabile.
limento quando non viene raggiunto. La
felicità, invece, è tutt’altra cosa, ovvero è
«lo stato radioso di chi riesce a esprimere
il proprio essere profondo, a vivere il pro-
3. Circondarsi delle persone giuste
Spesso si cerca affannosamente la
compagnia degli altri. Ma le persone che
prio destino personale e a dare un senso alla fanno parte del proprio mondo vanno
propria vita e a divenire l’eroe di se stesso». scelte sulla base dell’affinità, non della pau-
Il metodo Boiron unisce fondamenti della pra- ra di restare soli. Meglio pochi amici e paren-
tica yoga, del training autogeno, del rilassamento ti che condividono il progetto di vita che si ha
muscolare e della respirazione, realizzando un mix in mente che tante presenze che lo guardano sen-
di esercizi alla portata di tutti, che possono essere CHRISTIAN za comprenderlo.
svolti in soli trenta minuti giornalieri, con un effet- BOIRON
L’omeopata padre
to immediato sulla consapevolezza, l’autostima e la
percezione positiva di sé e del mondo circostante.
dell’omonima
ditta farmaceutica
(Laboratoires
Boiron) si occupa
4. Accettare le emozioni
Le emozioni, soprattutto quelle negative, ven-
gono imbavagliate e nascoste sotto il tappeto dell’in-
IL METODO BOIRON: da anni della conscio, trasformandosi in un tormento. Meglio
felicità umana, che
30 MINUTI PER UNA VITA HAPPY non va confusa accettarle e confessarle, per non diventarne schiavi.
Il metodo Boiron per essere felici comprende die- con il piacere, e ha

5.
creato un metodo,
ci attività quotidiane, ma per iniziare il percorso costituito da un Trovare uno spazio di ozio
meglio concentrarsi sui suoi cinque esercizi fonda- mix di esercizi alla La produttività è l’ossessione della società in
portata di tutti.
mentali per essere happy. cui viviamo, tutti devono essere impegnati o darne
l’impressione, anche se in realtà stanno girando a

1. Meditazione “mordi e fuggi”


Non c’è bisogno del tappetino, del completo
da yoga e della sala zen. Basta fermarsi in un luo-
YOGA & CO.
Gli esercizi proposti
dal metodo del
vuoto. Così molti si danno un gran da fare per con-
vincersi che sono al lavoro per conquistarsi la loro
fetta di felicità. Questo costante movimento, però,
dottor Boiron
go tranquillo per cinque minuti, allungare e rilas- sono mutuati da impedisce loro di tirare il fiato e di godersi i momen-
sare i muscoli con un po’ di stretching, chiudendo varie discipline, ti belli. Occorre, invece, imporsi almeno una pausa
come lo yoga, il
gli occhi e facendo scorrere il respiro in tutto il cor- training autogeno, ogni quattro ore, dieci minuti da dedicare al dolce
po, senza pensare a nulla in particolare. il rilassamento far nulla, lasciando una pagina bianca che col tem-
muscolare e
la meditazione.
po verrà riempita di ricordi felici.

2. Ragionare sui concetti chiave


La vita impone continuamente di affrontare
grandi questioni etiche, ma come si fa senza aver
ragionato a fondo su temi importanti, riflettendo
su che cosa sono generosità, altruismo, coraggio o

LA GIORNATA
DELLA FELICITÀ

D
al 2012 l’Organizzazione delle Nazioni Unite
ha instituito la “Giornata mondiale della feli-
cità” che viene celebrata ogni anno il 20 di
marzo con iniziative per sensibilizzare l’opi-
nione pubblica sul valore della felicità personale e col-
lettiva. Dall’anno d’istituzione dell’happiness day vie-
ne anche stilato un rapporto sulla felicità nel mondo.
Dall’ultima edizione del report sul podio dei Paesi più
felici salgono Danimarca, Finlandia e Norvegia, men-
tre l’Italia si piazza al ventottesimo posto.

105
Come si combattono ansia e stress

GUARDARLI “IN POSITIVO”

CHE ANSIA!
Ansia e stress sono tra i peggiori nemici della serenità quotidiana, ma trasformandoli
CHE STRESS! in “mostri”, si perde di vista la loro funzione e diventa più difficile superarli
Ansia e stress

A
sono tra le parole
più menzionate nei
discorsi colti qua scoltando le conversazioni di a un malessere psichico legato all’eccesso di impe-
e là tra le persone ogni giorno, osservando chi fa gni e di pressione, alle aspettative troppo alte o alla
in autobus,
alla posta, al la fila dal medico o alla ferma- paura di sbagliare. Ansia e stress, dunque, sono la
supermercato… ta dell’autobus, non si può fare cifra dominante della vita moderna, i due mali più
Gran parte dei
disturbi che a meno di notare che “ansia” e grandi della nostra società. Ma è davvero così? Se
colpiscono la “stress” sono i due termini più non c’è dubbio che livelli elevati di stress abbassa-
popolazione adulta
sono determinati ricorrenti, sia che si parli di lavoro che di vita pri- no di molto la qualità dell’esistenza, non bisogna
dall’incapacità vata. Anche gran parte dei disturbi che colpisco- dimenticare che questo stimolo, esattamente come
di fronteggiarli.
no l’intera popolazione adulta vengono attribuiti l’ansia e la paura, è inserito nei geni dell’uomo per
una buona ragione. Riflettendo a fondo sulle situa-
zioni che vengono definite ansiogene o stressanti,
si arriva facilmente a capire che, a renderle tali, è
SOTTO stata una cattiva scelta. Lo stress è, ancora una vol-
PRESSIONE ta, un campanello d’allarme che mette in guardia
La paura di
sbagliare, le l’individuo da un errore che sta commettendo e che
aspettative troppo probabilmente ha scelto una strada che lo allonta-
elevate creano
un malessere na dal suo io e dai suoi bisogni primari.
psichico spesso
difficile da gestire.
Ma lo stress è solo CHI HA INVENTATO LO STRESS?
un campanello La parola stress deriva da un termine latino, stric-
d’allarme che serve
a farci capire che
tus, che letteralmente vuol dire “serrato”, “com-
stiamo sbagliando presso”. La lingua italiana ha però ereditato questo
strada.
sostantivo da quella inglese, dove fino al diciottesi-
106
mo secolo era sinonimo di difficoltà. A intro- piuttosto che seguire, un’esperienza negativa.
durlo nel linguaggio della medicina, del- Pur avendo maggiore intensità dello stress,
la neurologia e della psicologia, è stato lo viene anche consumata più in fretta. Uno
studioso austriaco Hans Selye, che lo ha studente può provare molta ansia il gior-
definito come una “reazione non speci- no prima dell’esame, ma poi, dopo averlo
fica a uno stimolo negativo”. Insomma, sostenuto, indipendentemente dal risul-
lo stress esiste per far capire che qual- tato, ritorna a uno stato emotivo norma-
cosa, all’interno o all’esterno della per- le. L’ansia lo avrà persino aiutato a impe-
sona, non sta andando nel verso giusto. gnarsi nello studio. Se, invece, non riesce
Non è quindi un male di per sé, tanto che a recuperare la tranquillità e quella sensa-
Selye è stato il primo a individuare una dif- zione di allarme lo accompagna a casa, non
ferenza tra lo stress negativo e quello positivo, solo in vista degli esami futuri, ma anche del-
che permette all’uomo di adattarsi ai cambiamen- lo studio che li precederà, della paura di non far-
ti del mondo esterno. Purtroppo però, lo stress è cela e di deludere i genitori, la questione cambia.
difficile da interpretare o anche solo da riconosce- Quando, insomma, il segnale di allarme nella sua
re. Spesso, infatti, chi è sotto stress non ne è nem- HANS SELYE testa continua a suonare senza fermarsi, come se
Lo studioso
meno consapevole. austriaco Hans ci fosse un esame al minuto, la sua ansia ha lascia-
Selye ha introdotto to il posto a uno stress prolungato.
in medicina la
LA DIFFERENZA TRA ANSIA E STRESS definizione di
Ansia e stress si manifestano più o meno con la stress come una
“reazione non
stessa sintomatologia: mal di testa, tachicardia, specifica
sudorazione eccessiva, agitazione, stanchezza, a uno stimolo
negativo”.
incapacità di prendere sonno, calo del desiderio e
disturbi della sfera sessuale. Ciononostante, non
sono sovrapponibili o interscambiabili. Lo stress
racchiude in sé varie reazioni di allarme provoca-
te da agenti esterni come emozioni, avvenimen-
ti, incontri o traumi e può fare da pungolo positi-
vo, aumentando la capacità di reazione dell’indivi-
duo che lo prova, o da fattore paralizzante, quando
diventa talmente forte da produrre una sensazio-
ne di angoscia. Anche l’ansia è una sensazione di
allarme. Si differenzia dalla paura perché precede, SIMILI MA
NON UGUALI
Anche se i disturbi
ad essi collegati
sono simili –
come mal di
testa, tachicardia,
ipersudorazione,
stanchezza,
agitazione e così
via – l’ansia e lo
stress sono due
fenomeni diversi.

DI COSA PARLIAMO
QUANDO PARLIAMO DI ANSIA?
La spiegazione di LUNA CARPINELLI, psicologa

L’
ansia è un’esperienza comune, diffici-
le da descrivere perché ha diversi gra-
di di intensità. L’ansia fa star male per
un qualcosa che ancora deve avvenire
e fa immaginare un futuro catastrofico, perden-
do di vista tutto ciò che accade nel presente. Uti-
lizzo la parola “immaginare”, perché in realtà l’an-
sia anticipa, soprattutto in modo “visivo”, even-
ti che si teme possano realizzarsi. Arriva quan-
do non ci si sente all’altezza di affrontare un pro-
blema o un rapporto personale. In tali situazioni, ecco che compaio-
no i cosiddetti “stati d’allarme”, quali emicrania, palpitazioni, vertigini
e insonnia, difficoltà a concentrarsi, tensione muscolare, irrequietez-
za e disturbi del sonno.

107
Come si combattono ansia e stress
te a quando e a come si è verificata quell’esperien-
A COLPI DI
OSSITOCINA za. Quando quelle situazioni si ripetono, la memo-
Quando capita ria suona l’allarme, scatenando ansia e stress nel
qualcosa che
fa star molto tentativo di non far ripetere l’esperienza trauma-
bene o molto tica o, nel caso dell’amore, per far capire che si è in
male, l’ossitocina
permette al cervello presenza di un potenziale partner. Quando si dice
di registrare che si hanno “le farfalle nello stomaco”, si sta indi-
quell’esperienza
e di reagire in
cando, non a caso, una manifestazione di ansia, in
maniera adeguata. questo caso del tutto positiva.

STRESS BUONO O CATTIVO?


La psicologa JESSICA DALL’ACQUA spiega la differenza

L
o stress consiste in un insieme di reazio-
ni di tipo fisiologico e psicologico messe in
atto dal nostro organismo per rispondere a
determinate situazioni. Nel linguaggio quoti-
diano, essere stressati significa sentirsi sotto pres-
ANSIA E STRESS? sione, affaticati e scarichi. Ma è importante sape-
COLPA DELL’ORMONE DELL’AMORE re che lo stress non è sempre un male, ad esem-
L’amore, si pensa, guarisce da ogni male ed è un pio nelle situazioni di pericolo ed emergenza, esso
ansiolitico naturale e a costo zero. In realtà, la interviene salvandoci la vita. In psicologia si parla
scienza ha scoperto che lo stesso ormone che per- infatti di stress positivo (o eustress) e stress negati-
mette di avere storie d’amore durature e rela- vo (o distress). Lo stress buono è quello che aiuta ad affrontare e supe-
zioni sociali o anche solo sessuali soddisfacen- rare tutte le sfide che la vita propone. Ad esempio, durante un colloquio
ti, ovvero l’ossitocina, ha anche un “lato oscuro”. di lavoro, è possibile sfruttare una certa quantità di stress fisiologico, per
Ovvero, provoca anche sentimenti negativi, come essere molto più attenti e per trarre vantaggio dalla situazione. Questo
ansia e stress. Il motivo, secondo una ricerca del- “stress buono” spinge a pensare più velocemente e ad esprimere il pro-
la Northwestern University, sta nella capacità prio pensiero nel modo migliore. Non produce tossine o grossi scompen-
dell’ossitocina di rinforzare la cosiddetta memo- si psico-emotivi, ma piuttosto sensazioni di benessere e una maggiore
ria sociale delle esperienze dell’uomo. In pratica, grinta. Il distress, invece, si presenta ad esempio di fronte a un licenzia-
quando un individuo vive qualcosa che lo fa sta- mento o a un incidente e coincide con la concezione comune della paro-
re molto bene (come nel caso dell’amore) o molto la stress. È quello che si prova quando si sente di non riuscire a control-
male (per esempio quando subisce un’aggressio- lare la situazione e questo causa maggiori difficoltà, ansie e disturbi fisi-
ne fisica), è lo stesso ormone a far sì che il cervello ci ed è più difficile da superare in breve tempo.
registri il maggior numero di informazioni lega-
FERMARE
LA PAURA DELL’IGNOTO

SE L’ANSIA
DIVENTA UN’ONDA ANOMALA
L’ansia è più forte se si teme il futuro o se si vuole raggiungere un obiettivo al punto da
essere terrorizzati all’idea di mancarlo. Per arginarla servono impegno e autostima

G
li psicologi dicono che l’ansia è re i loro gusti o qualcosa che ha in comune con loro.
un meccanismo di difesa: l’orga- UN NODO Insomma, familiarizzarsi con le incognite equivale a
nismo viene messo in allerta in CHE STRINGE navigare sull’onda dell’ansia, per planare sani e salvi
L’ansia è una
vista di un avvenimento minac- difesa, ma se su una spiaggia sicura.
diventa esagerata
cioso o eccitante. L’uomo, in teo- ci sovrasta e
ria, è programmato per provare impedisce di
questa sensazione solo per un breve periodo, per il affrontare le
normali attività
tempo necessario ad affrontare le sue sfide quotidia- della vita.
ne. Succede però che l’ansia si trasformi in uno stato
perenne di stress, creando fastidiosi scompensi. Per
capire l’impatto dell’ansia cronica e generalizzata si
può immaginare l’effetto che ha sul sistema nervo- IN ALLARME
Ci sono fattori
so l’allarme di una casa che suona in continuazione, che moltiplicano
anche se non c’è nessun ladro o intruso di sorta. In l’ansia, come la
paura del futuro,
breve tempo è impossibile portare a termine qualsia- la poca autostima,
si attività perché l’onda d’urto dell’allarme copre ogni la mancanza di
conoscenza, oppure
pensiero razionale. il desiderio di fare una
buona impressione.
I MOLTIPLICATORI DI ANSIA
L’ansia arriva a ondate, perciò per neutralizzarla
occorre intercettarla prima che si gonfi, diventando SOS ANSIA,
uno tsunami. Ci sono fattori che moltiplicano la for- SOLUZIONI PRATICHE
Ne parliamo con la psicologa LUNA CARPINELLI
za dell’ansia, come per esempio la mancanza di auto-

Q
stima e la paura del futuro. Chi non ha fiducia nelle
proprie capacità vede ostacoli dappertutto e teme di uando si è in uno stato di ansia cronica,
non superarli, soprattutto perché ancora non li cono- il consiglio migliore è sempre di contat-
sce. Infatti, anche la mancanza di conoscenza è alle- tare uno specialista. Ma per chi è in pre-
ata dell’ansia. Per esempio, chi ha paura di contrarre da all’ansia, c’è anche un suggerimento
qualche malattia, può tranquillizzarsi se viene a sape- pratico: mettere in atto subito tecniche di respi-
re che la possibilità di venirne contagiato è remota. razione, per “sedare” la sensazione di affanno e di
Paradossalmente, un altro detonatore di ansia è il soffocamento, e individuare il problema vero. Inol-
desiderio di fare bene e raggiungere un obiettivo. La tre, viene utile concentrarsi sul “qui e ora”, ossia
futura sposa che vuole a tutti i costi fare bella figu- sul momento che si sta vivendo. Si tratta di trova-
ra al primo incontro con i suoceri, rischia di appari- re idee, anche più d’una, che consentano di affron-
re incerta o distaccata, mentre è solo travolta dall’a- tare le eventuali cause che scatenano l’ansia. Devono essere, però,
gitazione. Per prevenire il problema, può raccogliere soluzioni pratiche e realizzabili, da valutare con quel minimo di atten-
informazioni sui futuri membri della famiglia, scopri- zione che permette una situazione ansiogena.

109
Come si combattono ansia e stress

EVVIVA IL SOLITO TRAN TRAN!

Abitudini di vita frenetiche e sregolate mandano all’aria il ritmo interno di mente e organismo,
ma è un meccanismo che si può spezzare grazie a una routine positiva

I
l corpo umano ha un orologio interio- altri impegni corporei rilevanti si concentrano tra le
OROLOGIO re che scandisce la giornata sulla base quattro e le sei del pomeriggio. Così, in quella fine-
BIOLOGICO dei bisogni, ricordando all’organismo stra temporale, ci si sente più svegli e attivi che in
Il corpo umano
ha un orologio quando è il momento di mangiare, di qualunque altro momento della giornata. Più si ade-
interiore che dormire o di riposare. Niente è lascia- risce alle scadenze di questo bioritmo interiore, più
scandisce la
giornata sulla to al caso: il picco minore di attività se ne trae beneficio, in termini di salute e resisten-
base delle del corpo cade durante le ore piccole della notte e za ad ansia e stress.
sue necessità,
ricordando
così l’uomo è programmato per sentirsi molto stan-
all’organismo co tra le due e le sei del mattino. Il metabolismo e I TEMPI DEL CORPO UMANO
quando è il
momento di
Quando un individuo non rispetta più il suo ritmo
mangiare, di interiore, finisce per mandarlo in tilt. Quando que-
dormire o di sto accade è come se un rumore di fondo impedisse
riposare.
all’organismo di prestare orecchio al ticchettio del
bioritmo e ai suoi segnali. Lo stress e l’ansia costi-
LA NOTTE tuiscono appunto quel rumore. Che cosa succede in
È FATTA questo caso? Che si scompaginano i tempi interni.
PER DORMIRE Spieghiamo meglio: i tempi interni sono un insie-
Il picco minore di
attività del corpo me di calibrate simmetrie legate alle funzioni bio-
cade durante le logiche. Si dividono in due grandi gruppi. Ci sono i
ore piccole della
notte, perciò l’uomo tempi endogeni, legati alle funzioni vitali del corpo
è programmato e indipendenti dal controllo della mente raziona-
per sentirsi molto
stanco tra le due e le, che hanno a che fare con la circolazione sangui-
le sei del mattino. gna, il battito del cuore, la pressione, la produzio-
110
TRUCCHI PER “RIPROGRAMMARE”
IL BIORITMO
1) Il primo trucco per ritrovare il bioritmo natura-
le riguarda l’esposizione alla luce. Il cervello si basa
sull’alternanza tra la notte e il giorno per indicare
al corpo, attraverso il sistema nervoso, i segnali di
“sonno” e “veglia”. Oggi, non solo l’ambiente ester-
no è illuminato 24 ore su 24, ma anche in camera
da letto, ci sono luci che raramente vengono spente:
su tutte, quelle di tv, pc, smartphone e tablet. Quan-
do si va a dormire, invece, è obbligatorio creare un
ambiente favorevole al sonno, staccando i dispositi-
vi elettronici e rilassandosi un po’, leggendo un libro
ne di ormoni. E ci sono i tempi esogeni, cioè quelli o bevendo una tisana calda.
che l’uomo può controllare, come l’alternanza tra il FUORI RITMO 2) Si devono stabilire un orario per andare a dormi-
Non rispettando più
sonno e la veglia e la scadenza dei pasti. Ma anche i nostri ritmi interiori,
re e uno per svegliarsi che possano essere rispettati
questi ultimi si rivelano insidiosi da irreggimenta- l’organismo va in durante tutta la settimana e possibilmente non ven-
re quando la vita si fa frenetica, per cui si resta sve- tilt. Se si perde la gano stravolti nei giorni di festa. Anche il numero di
sincronia tra i ritmi
gli quando si avrebbe bisogno di dormire e si fini- naturali e quelli che ore di sonno è importante: per svegliarsi bene occor-
sce per mangiare indipendentemente dallo stimo- ci imponiamo, si re dormire non meno e non più di otto ore.
finisce per provare
lo della fame. una continua
sensazione
di stress.
QUANDO SI PERDE LA SINCRONIA
Allo stesso modo, in una specie di circolo vizioso, la
mancata sincronia tra i ritmi che l’organismo chie-
de di seguire e quelli che gli vengono imposti pro- VIVA LA
NATURA!
duce una sensazione di stress continua. Quando si Luce naturale, ritmi
va a dormire ogni sera a un orario diverso, si salta- adeguati di sonno-
veglia e soprattutto
no i pasti o si alternano lunghi periodi di digiuno a regolarità: così si
improvvise abbuffate, il corpo non sa che cosa aspet- riprendono abitudini
e tempi più adatti
tarsi e diventa “ansioso”. Incapace di regolare i suoi all’organismo.
orologi, emette un allarme generalizzato sotto for-
ma di sintomo da stress. Per spezzare questa cate- 3) Stessa cadenza per i pasti, che vanno consuma-
na negativa, si deve raggiungere una routine di vita ti sempre allo stesso momento della giornata e a
costruttiva e rasserenante. Non c’è bisogno di anda- intervalli regolari, anche durante l’orario di lavoro.
re a letto con le galline e guardare sorgere il sole ogni 4) Le attività extra vanno programmate in modo da
giorno, ma bastano alcuni accorgimenti. Eccoli… non concentrarsi solo in alcuni giorni e lo sport non
deve essere praticato oltre le diciannove della sera,
VITA rendendo difficile il riposo notturno.
SPERICOLATA 5) È l’ambiente esterno, infine, a offrire la guida al
Succede più corpo con il variare della luce e delle temperature,
spesso quando
si è giovani: si perciò evitare di stare rintanati in ambienti chiusi,
va a dormire ad con luce artificiale, notte e giorno aiuta a entrare in
orari sempre
diversi, si saltano sintonia con se stessi e con l’ambiente, eliminando
i pasti oppure ci lo stress da adattamento.
si abbuffa senza
misura. A quel
punto il corpo va
in sofferenza.

SE L’ANSIA DIVENTA UNA MALATTIA

L’
ansia è un’esperienza comune che finisce per sfiancarlo, togliendo le
a tutti, mentre la condizione di forze e provocando emicranie e inson-
chi prova un’ansia cronica, che nia. Il disturbo da ansia generalizzata
persiste nel tempo, permeando colpisce un individuo su cinquanta ed
ogni aspetto della vita, è un vero e pro- è più diffuso tra le donne. Spesso vie-
prio disturbo clinico, che viene defini- ne sottovalutato, ma è molto pericolo-
to di “ansia generalizzata”. Chi ne sof- so, perché può portare chi lo vive a per-
fre ha il terrore di qualcosa cui non sa dere ogni interesse per la vita, spingen-
dare forma, nome e confini, una paura dolo al suicidio.

111
Come si combattono ansia e stress

UNO STATO DI ANSIA COSTANTE

Lo stress parte come un segnale di allarme, poi mette l’individuo a dura prova e
MALANNI
EMOTIVI infine porta all’esaurimento delle risorse fisiche ed emotive. E tu, a che fase sei?

L
E FISICI
Nella fase
acuta, i soggetti
stressati arrivano
o stress ha un andamento tipico, • Allarme. Nella prima fase si attiva un segnale di
all’esaurimento: che lo fa somigliare a un’onda, che allarme, che scatta quando la psiche si rende conto
mente e corpo cresce, raggiunge un picco e poi si che c’è un eccesso di incombenze e aspettative e fa
crollano,
manifestando un infrange sulle coste della perso- tutto ciò che è in suo potere per soddisfarle.
preoccupante nalità creando danni e problemi. • Resistenza. Nella seconda fase, il soggetto sot-
malessere
attraverso disturbi All’interno di questo ciclo si pos- to stress mette in campo tutta la sua resistenza e la
emotivi e fisici. sono individuare tre fasi distinte. sua capacità di adattarsi a un nuovo pesante cari-
co di doveri. È una lotta tra il “ce la faccio” e il “non
ne posso più”.
• Esaurimento. Nella terza fase, si arriva alla resa
dei conti, quella dell’esaurimento, che vede men-
te e corpo crollare sotto il peso dello sforzo, mani-
festando il malessere attraverso disturbi emotivi e
veri e propri malanni fisici. Lo stress si definisce
“acuto”, quando si manifesta una volta sola e in un
tempo limitato, “intermittente”, quando si presenta
a intervalli più o meno regolari, e “cronico”, quan-
do perdura nel tempo investendo ogni aspetto del-
la vita di una persona.

COME UN’ONDA
Lo stress ha un andamento tipico, che lo fa somigliare a un’onda,
che cresce, raggiunge un picco e poi si infrange sulle coste della
personalità creando danni e problemi.

112
SINTOMI DA TENSIONE

L
o stress può avere riflessi impe- • Senso di vertigine.
gnativi, sia a livello psicologico • Disturbi allo stomaco: nausea, brucio-
che fisico. Infatti, in condizioni re, stipsi o diarrea.
di tensione cronica, l’organismo • S enso di costrizione al petto e/o
manifesta sintomi riconoscibili: tachicardia. •R  onzio nelle orecchie.
• Spossatezza e la sensazione di avere • Maggiore esposizione alle infezioni e •B  occa secca e gola che fa male nel
“gli occhi stanchi”. febbricola costante. deglutire.
• Mal di testa che dura anche dopo che • Raffreddamento delle estremità (pie- • Bruxismo, cioè la tendenza a digri-
l’evento stressante è passato. di e mani). gnare i denti, soprattutto nel sonno.

TEST
SEI SOTTO STRESS?
Sei stato a cena con gli amici e hai Sul lavoro, ti hanno affidato un
1 bevuto un po’ troppo…
6 progetto importante, che non
a) Ti dispiace perché domani sarai intontito puoi sbagliare. Come ti organizzi?
e lavorerai peggio. a) Preferisci fare tutto da solo.
b) Qualche volta può capitare. L’importante b) Chiami i collaboratori di cui ti fidi
è non esagerare. di più e crei una squadra affidabile.
c) Doccia fredda e subito a letto per farti c) Deleghi a collaboratori bravi, ma
passare i postumi di una serata troppo non ti fidi e controlli continuamente.
alcolica.
Il tuo sabato sera d’ordinanza negli ultimi
7
2 Che cosa preferisci guardare in tv?
a) Niente, vai di telecomando come
sei mesi è…
a) Plaid e playstation o in alternativa popcorn e
una mitragliatrice e ti fermi solo raramente. programmi tv.
b) Un bel film che ti prende e ti porta via. b) Un’uscita con gli amici più cari, anche solo per
c) Un po’ guardi la tv e un po’ guardi lo una passeggiata serale.
smartphone. Però, un film o un programma di c) Dipende da quello che ti propongono, esci solo
IL BICCHIERE
politica riesci a seguirli senza problemi. DI TROPPO nelle occasioni speciali.
Uno stravizio può
capitare a tutti,
3 Anche tu, come Vasco Rossi, “odi i lunedì”?
a) In questo periodo come non mai, fai fatica
ma se siamo
sotto stress ce ne
8 Se tu fossi un personaggio di fantasia
(uomo o donna non importa) saresti…
a sopportare gli impegni di lavoro, anzi ogni tipo di preoccupiamo in a) Arlecchino, che combina guai a raffica perché ha
modo eccessivo.
impegno. sempre fame.
b) No, ti piace l’eccitazione che accompagna l’avvio b) Cenerentola, che è piena di grazia anche a piedi
della settimana e l’idea di impegnarti nel tuo nudi e con la scopa in mano.
lavoro. c) L’Uomo Ragno che col costume è una bomba e
c) Qualche volta, ma solo se il venerdì precedente senza un tenero imbranato.
hai lasciato qualcosa di grosso in sospeso in ufficio.
Hai rovesciato il caffè sul tuo completo
9
4 Al risveglio ti guardi allo specchio e vedi un
viso… L’AMORE È…
preferito. La reazione è…
a) Orrore, rabbia e urla furiose, questi contrattempi
Quando si è
a) Stanco e gonfio sotto gli occhi, con la pelle secca stressati anche ti mandano in bestia.
e spenta. il momento b) Subito in lavanderia, dove con un colpo di
dell’amore può
b) Stropicciato dalla notte, ma sano e fresco… per essere vissuto smacchiatore e un giro in asciugatrice tornerà come
la sua età! in maniera nuovo.
poco rilassata.
c) Con qualche chiazza rossa di troppo che provoca c) Dipende da quanta fretta hai e dal motivo per
prurito. cui l’avevi indossato. Se hai un appuntamento
dopo 5 minuti, è panico.
Decidi di passare un weekend di relax.
5 Dove vai?
a) In città, ma senza fare niente (se ci riesci).
10 Per te fare l’amore è…
a) L’esperienza più bella del mondo (se
b) Alle terme, con bagni caldi, massaggi e un po’ di avessi un po’ di tranquillità).
sano divertimento. b) Un apostrofo rosa tra le parole ti amo.
c) In una baita di montagna, dove stacchi il c) Un momento di grazia in un mare in
telefono e passi il tempo a guardare l’orizzonte. tempesta.
113
Come si combattono ansia e stress

PROFILI
Maggioranza di risposte A TANTI LIVELLI cui hanno bisogno. Continua a innaffiare con pen-
DI STRESS sieri positivi e consapevolezza il tuo spazio segre-
Abbiamo riassunto
ALLARME ROSSO nel test tre to di serenità, trovando il modo di proiettare all’e-
Il tuo stressometro è già alle stelle e segna rosso in categorie di disagio: sterno, nel rapporto con gli altri, la tua capacità di
una situazione
ogni momento della giornata. Basta anche un piccolo acuta, una media
non cedere alle persone e alle situazioni che pro-
contrattempo a mandarti in uno stato di confusione e e un livello di ducono reazioni e sentimenti negativi.
a un passo dall’esplosione, soprattutto nell’ambiente tensione ridotto.

di lavoro, dove le aspetta-


tive si fanno più pressanti.
Maggioranza
Ignorare il problema non di risposte C
farà che peggiorarlo e così
nemmeno i successi otte- ALLERTA DA
nuti e i traguardi supera- FUTURO INCERTO
ti riusciranno a riportare Alterni momenti di sere-
un po’ di serenità. Ma non nità a picchi ansiogeni
devi buttarti giù, piuttosto in cui ti sembra di non
ti conviene iniziare a con- valere nulla e di trovar-
centrare l’attenzione su ti totalmente in balia
ciò che ottieni più che su del capriccio del desti-
quello che ti senti in dove- no e della volontà altrui.
re di raggiungere. Prova a ragionare sul-
le situazioni che fan-
no scattare la tua “sire-
Maggioranza na dello stress” e cerca
di capire se davvero non
di risposte B sei in grado di affrontar-
le o hai solo paura di ave-
UNA GIOSTRA ZEN re paura di loro. Quando
Là fuori c’è un mondo stai bene usa ogni trucco
difficile e una vita inten- a disposizione per allar-
sa ed entrambi corrono a gare la portata della sere-
tutta velocità, come una nità. C’è un cambiamen-
giostra impazzita. Per to in vista? Preparati con
fortuna nel tuo petto sboccia un vero e proprio calma, parlando e chiedendo consiglio a chi lo ha
giardino zen, dove la mente e il cuore riposano sen- già attraversato, così staccherai la spina all’allarme
za sentirsi in obbligo di dire e fare se non quello di da “futuro incerto”.

STRESS: COME STRESS: COME REAGISCE


REAGISCONO LE EMOZIONI LA MENTE

L o stress ha i suoi stati emotivi ricorrenti e tipici, per


esempio:
• Tendenza a piangere sen-
G li psicologi hanno individuato anche i cosiddetti “sin-
tomi cognitivi” dello stress, cioè le conseguenze che
provoca sul modo di ragionare di un individuo:
za motivo. • Incapacità di pensare con chiarezza.
• S entirsi sempre sotto • Perdere la concentrazione, dimenticare le cose.
pressione. • Difficoltà a formulare decisioni e a esprimere opinioni
• Provare rabbia costante proprie.
tanto da temere di esplo- • Caduta del pen-
dere da un momento siero creativo e
all’altro. scarsità di idee
• N on avere fiducia nelle nuove.
proprie capacità, percepir- • M a n c a n z a d i
si come impotenti. i r o n i a e p e r-
• Desiderio di allontanarsi dagli altri dita del senso
e rifugiarsi nella solitudine. dell’umorismo.

114
SANI E SERENI
Si può resistere allo stress con un regime di vita rilassato in cui anche
l’alimentazione ha una parte importante. In caso di stress, bisogna
seguire una dieta leggera ed equilibrata.

la scarsa concentrazione e la tendenza a dimentica-


re. Fa benissimo per arginare la paura di aver paura
anche un elemento che compare sulla tavola di ogni
famiglia, ma spesso viene visto con sospetto, cioè il
vino rosso.

I RIMEDI CASALINGHI

CONTRO LO STRESS
LATTE, VINO UN AIUTO NATURALE
Gli italiani sono tra i più raffinati conoscitori di vino

E CURCUMA
al mondo, ma sono stati gli scienziati spagnoli dell’U-
niversità di Madrid a dimostrare che, non solo un bic-
chiere di vino tinto al giorno fa bene all’organismo,
ma tiene alla larga depressione, ansia cronica e stress
continuato grazie all’azione positiva di resveratrolo,
Si può aiutare l’organismo ad affrontare ansie polifenoli e bioflavonoidi. Costituisce un ansiolitico
e paure grazie a tre alimenti semplici, buoni e naturale anche un alimento che non fa parte della
tradizione alimentare italiana, ma che è diventato di
colorati con cui integrare la propria dieta. uso comune anche in Italia, e che si trova in vendita
I risultati sono davvero sorprendenti perfino nei supermercati, la curcuma.

D
a bambini si viene mandati a
letto con un bel bicchiere di lat- I BENEFICI
DELLA
te caldo, per rasserenare l’ani- CURCUMA
mo e allontanare i cattivi pen- Grazie a una
sostanza che
sieri, preparandosi a fare “sogni prende il nome
d’oro”. Una pratica che ha un di curcumina, la
curcuma agisce
fondamento scientifico. Il latte non è solo l’alimen- positivamente
to materno per eccellenza, ma ha un forte potere sulla zona
dell’ippocampo,
anti-stress. Lo ha confermato uno studio pubblicato l’area del cervello
dall’autorevole «British Food Journal»: il latte vacci- dove nasce la
risposta allo stress.
no contiene i grassi, detti fosfolipidi, che migliorano il LA CURCUMA
tono dell’umore e rendono più efficace la risposta del La curcuma è una spezia dal colore giallo-arancia-
cervello e del sistema nervoso agli eventi ansiogeni. to che insaporisce i piatti e ha molte virtù nascoste.
Un consumo moderato e continuo nel tempo, inol- Grazie a una sostanza che prende il nome di curcumi-
tre, combatte i due segnali tipici dello stress, come na, riesce ad agire direttamente sulla zona dell’ippo-
campo, l’area del cervello dove nasce la risposta allo
stress. Nei periodi in cui si devono affrontare sfor-
FOSFOLIPIDI zi straordinari o si sente venire meno il livello delle
NEL LATTE risorse fisiche e intellettive, aggiungere questo par-
Il latte vaccino ticolare “curry giallo” ai piatti abituali, per esempio
contiene i grassi,
detti fosfolipidi, che il tradizionalissimo risotto alla milanese o il pollo in
migliorano l’umore casseruola, può aiutare molto. Spesso, più dei farmaci
e rendono più
efficace la risposta antistress. La dose consigliata è di due cucchiaini da
del cervello e caffè al giorno, da inserire nelle ricette che si preferi-
del sistema
nervoso agli eventi scono, oppure da versare direttamente nelle bevan-
ansiogeni. de o nello yogurt.
115
Impara a fare progetti
(e a credere nel futuro)

STRATEGIE PER CAMBIARE VITA

Saper sognare in grande e non aver paura a partire dalle piccole cose. È questo il segreto per
crescere giorno dopo giorno e raggiungere gli obiettivi più ambiziosi

A
nche il più cinico degli indi- sembrano fantascienza ma che poi si realizzano
FAR VIVERE vidui coltiva nel profondo del brillantemente è una caratteristica degli uomini
UN SOGNO
È nella natura cuore grandi speranze per una di successo che hanno cambiato il mondo, parten-
umana coltivare vita migliore e sogni senza limi- do da Leonardo da Vinci per arrivare a Steve Jobs,
nel profondo
del cuore grandi ti per il futuro. Non sempre si il fondatore della Apple. I sogni aiutano a vivere
speranze per tratta di obiettivi irrealistici e calati nella realtà, senza di essi il quotidiano si tra-
una vita migliore.
Non sempre irrealizzabili, che non hanno attinenza con la vita sforma in una sequela arida di incombenze, rego-
queste speranze di ogni giorno. Anzi, avere visioni straordinarie, le e sacrifici quasi privi di scopo. Chi osa fare gran-
si avverano, ma
quello che conta
saper immaginare scenari inediti che agli altri di progetti si espone al fallimento e alla delusione,
è far vivere un ma fa della propria esistenza un’avventura degna
sogno.
di essere vissuta.

COME FARE UN PROGETTO DI VITA


SPERANZE C’è una bella differenza tra prospettarsi un miglio-
CREDIBILI ramento o un cambiamento importante e poi non
I sogni degli fare nulla per trasformarlo in realtà. Progetta-
uomini non sono
sempre irrealistici re una nuova vita richiede impegno, adattabili-
e irrealizzabili. tà e tenacia, ma anche tutte queste qualità messe
Anzi, avere visioni
straordinarie è una insieme si rivelano inutili senza il giusto metodo.
caratteristica degli Per questo, esiste una regola ferrea che va seguita
uomini di successo
che hanno con scrupolo. Si parte, infatti, dal mettere nero su
cambiato bianco l’idea di base, per capire quali sfere andrà
il mondo.
a riguardare. Un progetto di vita in fondo si ridu-
116
un corpo sano, mantenersi in forma o avere soldi
UNA NUOVA
VITA abbastanza per mangiare, vestirsi e divertirsi un
Per progettare po’. Attenzione, anche i bisogni fisici non devono
una nuova vita,
ci vuole il giusto per forza essere di natura egoistica. Anche l’aspira-
metodo. Si tratta zione a poter vivere in un ambiente libero dall’in-
di mettere nero
su bianco l’idea di quinamento e consumare cibo di buona qualità
base, per capire può rientrare nel novero dei bisogni fisici primari.
come fare e quali
sfere dell’esistenza
comprenderà.
F ASE DUE
Capire su che cosa puntare
Il secondo elenco da tracciare è quello dei propri
punti di forza. Non esistono settori più rilevanti di
altri, l’importante è essere onesti nel fare una valu-
ce a una descrizione dettagliata di decisioni, inten- tazione delle caratteristiche positive che si possie-
zioni, speranze e sogni per il futuro che una perso- dono. Per chi è ancora alle prese con lo studio, per
na immagina. Questo insieme di idee riguarda così esempio, la missione è facile, basta individuare la
ogni aspetto del vivere: lo studio, il lavoro, il tempo materia in cui si eccelle e nella quale si ottengono
SI PARTE
libero, le relazioni d’amicizia e quelle sentimenta- DAI BISOGNI i risultati più gratificanti. La questione, però, si fa
li, l’educazione dei figli e il modo in cui trascorre- Si comincia più complessa quando si arriva al piano lavorativo,
stilando una lista
re gli anni della vecchiaia. Più un progetto è minu- dei propri bisogni, dove non va considerata solo la bravura a svolgere
zioso e scende nei particolari, più aiuta ad affron- valutando quelli la propria mansione, ma anche la capacità di col-
“immateriali”
tare con chiarezza e sicurezza le scelte da compie- che riguardano il
laborare con i colleghi, comunicare con i superio-
re e gli ostacoli che via via si potranno presentare proprio ruolo nel ri, risolvere i problemi e relazionarsi con gli even-
lungo il cammino. mondo, e quelli tuali clienti. Quando poi si parla di impegni fami-
“fisici, come la
salute o il denaro. liari, l’obiettività diventa difficile. Spesso ci si illu-

F ASE UNO
I bisogni spirituali e fisici
Perché il progetto imbocchi subi-
de di riuscire a interpretare al meglio ogni ruolo (di
figli, genitori, fratelli, suoceri etc.) ma le dinami-
che negative che fanno parte dei rapporti tra con-
to la direzione giusta, non biso- sanguinei dimostrano che non è così. Nell’elenco
gna mettere il proverbiale carro vanno inseriti solo gli elementi su cui si può pun-
davanti ai buoi. Prima di decide- tare a occhi chiusi, sugli altri si avrà modo di lavo-
re che fare, infatti, si deve avere rare in un secondo momento.
un quadro realistico e particola-
reggiato dei propri bisogni. Per-
ciò la prima fase consisterà nel
tracciare un elenco in due parti,
dove nella colonna di sinistra ver-
ranno inseriti i bisogni “immate-
riali” e in quella di destra i biso-
gni “fisici”. Nel primo gruppo rientrano le neces-
sità legate alla sfera intellettuale ed emotiva, dal I PUNTI
desiderio di affermare la propria indipendenza in DI FORZA
Oltre a quella
ambito familiare all’obiettivo di trovare un ruolo e dei bisogni, va
una funzione nel gruppo di cui si fa parte. Possono preparata una lista
dei propri punti
essere contemplate in questo gruppo anche le esi- di forza: quelli
genze spirituali che per una fetta della popolazio- professionali, quelli
familiari e quelli
ne sono di grande importanza per raggiungere sta- che riguardano
bilità e serenità. I bisogni fisici, invece, riguardano il mondo dei
la sfera del corpo e dell’individualità, come avere rapporti personali.

TROVARE UN PENSIERO FELICE

P
er Peter Pan era il segreto per sformare attraverso un nuovo progetto,
volare, restando sempre un po’ c’è sempre una situazione che riempie
bambini, ma un pensiero felice di gioia. Curare i figli o allevare un cane,
brilla davvero, anche nel cuore impegnarsi nel volontariato o scrivere
più spento. Se pure la vita vera sembra racconti, ognuno deve trovare il pro-
piatta e scialba, al punto da volerla tra- prio X factor della felicità.

117
Impara a fare progetti (e a credere nel futuro)
ne a calcoli complessi, apre alla possibilità di con-
centrare gli sforzi nel settore finanziario, studian-
do il mercato azionario e cercando di intrapren-
dere una carriera da analista.
Anche se questa fase richiede concretezza e prag-
matismo, il suo obiettivo è una programmazione
ad ampio raggio, che arrivi il più lontano possibi-
le. Nell’esempio del bisogno di ritrovare la forma,
ciò può consistere nello stabilire come traguardo
la partecipazione a una competizione importan-
te, anche se di là da venire. In quello della ricer-
ca di una stabilità finanziaria, si può ampliare lo
sguardo iniziando a buttare giù strategie per inve-
stimenti di lunga durata.

F ASE QUATTRO
I dettagli contano
A questo punto, il progetto di vita ha iniziato a
prendere forma ed è giunto il momento di revi-
sionarlo da cima a fondo, cercando di approfon-
dire il più possibile l’analisi. Bisogna verificare se
sono stati presi in considerazione tutti gli aspetti
della vita, per capire se qualche bisogno, che era
apparso secondario, non è stato inserito nell’elen-
co. Anche la sezione dei punti di forza va riletta
con occhio critico, magari a distanza di qualche
giorno, chiedendosi se gli elementi indicati sono

F ASE TRE
Obiettivi a portata di mano e lungimiranza
È arrivato il momento di collegare l’elenco dei
UN QUADRO
COMPLETO
Per avere un
bisogni a quello dei punti di forza per stilare un quadro completo
programma di obiettivi di vita che siano davvero del progetto,
bisogna collegare
realizzabili. Se nel primo elenco compare il biso- l’elenco dei
gno di un fisico più sano e allenato e nel secondo bisogni a quello
dei punti di forza
la capacità di prendere impegni e rispettarli, si può in modo da avere
procedere alla creazione di una agenda giornalie- un programma
credibile dei propri
ra di allenamenti sportivi. L’aspirazione a un teno- obiettivi.
re di vita più elevato, incrociata con la propensio-

L’UNICA
DIFFICOLTÀ
Si può preparare
una lista di ciò
che si vuole, e di
quanto si è disposti
a impegnarsi, ma
poi l’ostacolo più
complicato arriva
quando si mette in
pratica il progetto.

davvero quelli giusti, se si è peccato di sopravvalu-


tazione o si è sottostimata una qualità importan-
te. Una volta sicuri di avere un quadro completo,
UN’AGENDA si può approfondire la sezione degli obiettivi, indi-
SPORTIVA
Se si sogna un cando con esattezza quale allenamento fare, quan-
fisico allenato e te volte e dove, oppure individuando un’università
si considera un
proprio punto di o un istituto vicino a casa propria ed esaminando
forza la capacità la loro offerta formativa. Insomma, dopo un impe-
di rispettare gli
impegni, si può gnativo lavoro di organizzazione, il progetto di vita
organizzare può essere considerato pronto. Ma a questo pun-
un’agenda di
allenamenti sportivi. to, arrivano le difficoltà, perché bisogna passare
alla pratica!
118
LA CAPACITÀ IMMAGINATIVA
Sognare a occhi aperti fa bene. Gli psicologi la chiamano
“capacità immaginativa” e aiuta a ricaricare il cervello, rilassare i
nervi e a ridurre i conflitti con gli altri.

Nello spazio sicuro dell’immaginazione, si può viag-


giare in una realtà alternativa, tirando un sospiro di
sollievo e in un certo senso riscoprendo e valorizzan-
do le cose buone della propria vita. Gli innamora-
ti separati da una distanza fisica si pensano l’un l’al-
tro e, immaginandosi insieme, creano i presupposti
per un incontro reale carico di coinvolgimento e di
passione. L’impiegato oppresso dalla stanca routine
dell’ufficio, si vede protagonista di una nuova atti-
vità, perché riconosce in se stesso potenzialità forti,
che in un futuro, neanche troppo lontano, potranno
dare i loro frutti. Nel frattempo, animato dal sogno,
lavora con più lena. Per questo, è importante che i
sogni che si fanno da svegli siano tanti, almeno quan-
ti sono gli aspetti rilevanti della vita di un individuo,
e che, nello stesso tempo, non siano campati in aria,
ma realizzabili.

UN SOLO SOGNO? È UN ERRORE


Nel corso dell’esistenza si attraversano tante fasi e si
evolve continuamente e anche sogni ed aspirazioni
devono sapere mutare e diversificarsi. Al contrario
IL SEGRETO PER AGIRE di quanto suggeri-

IA OCCHI
SOGNI
UN SOLO sce il senso comune,
SOGNO? MAI! coltivare un unico
Al contrario di
quanto dice il grande, immutabile
senso comune, sogno nella vita non
coltivare un unico
sogno nella vita è segno di coerenza

APERTI non è segno di


coerenza. Anzi,
indica l’incapacità di
vedere se stessi per
e realismo. Piutto-
sto indica un’incapa-
cità di vedere se stes-
Il sogno fatto da svegli non riduce la ciò che si è.
si per ciò che si è e
capacità di agire sulla realtà, anzi ricarica accettare le novità.
il cervello e aiuta i nervi a rilassarsi. A patto Chi fin da bambino
anela a diventare un
che non diventi un modo per fuggire romanziere famo-

S
so e a questa osses-
ognare fa bene alla psiche ed è sione (portata avan-
un’attività importantissima, non ti col discorso per la
solo di notte. Gli psicologi la chia- vincita del Nobel per la letteratura sempre in tasca
mano “capacità immaginativa” e e un look da intellettuale a ogni costo) sacrifica ogni
ha il potere di ricaricare il cervel- altro progetto, rischierà di non pubblicare nemmeno
lo, rilassare i nervi, allenare la il suo primo manoscritto. E nel frattempo avrà per-
memoria e la creatività, migliorando la pro- so tanti altri sogni alla sua portata, come diven-
duttività e riducendo il rischio di conflitti nei tare un creativo pubblicitario, insegnare ai gio-
rapporti con gli altri. Il sognatore, dunque, è vani ad amare i libri, lavorare come cronista
tutt’altro che l’individuo perennemente con in un giornale. Il sogno a occhi aperti è uno
la testa tra le nuvole e non è nemmeno un stimolo, ma non deve essere una via di fuga
individuo incapace di fare qualcosa di con- dalla realtà, deve proteggere dalle frustra-
creto. Anzi… zioni, non alimentarle perché non si riesce a
soddisfarlo.
VALVOLA DI SFOGO
Il sogno a occhi aperti è una valvola di sfogo, una
ciambella di salvataggio che la mente profonda lan- LA TESTA TRA LE NUVOLE
Per la tradizione popolare il sognatore ha la testa tra le nuvole. Ma
cia all’io razionale, quando percepisce che sta anne- è un errore, perché saper sognare significa anche saper inventare
gando in un mare di difficoltà, obblighi e fatiche. strategie utili per la propria vita.

119
Impara a fare progetti (e a credere nel futuro)

COME FUNZIONA L’INTUITO

Capire la realtà con uno sguardo e prendere decisioni sulla base di “quello” sguardo non è
un azzardo, è solo l’inconscio che percepisce ciò che la mente razionale non vede…

P
er qualcuno, l’intuizione è un invece, è un’indicazione precisa, che sale dalla pan-
CHE COS’È IL mistero, che riporta all’indeci- cia e arriva al cervello e che arriva quando si deve
SESTO SENSO? frabile “sesto senso”. In realtà, fare una scelta importante tra due strade. Il sen-
Per qualcuno,
l’intuizione è un è solo la capacità di anticipare so comune la definisce una prerogativa femmini-
mistero, ma per gli
studiosi è solo una
senza sbagliare eventi esterni e le, vicina all’emotività e all’irrazionalità, e la scien-
capacità “emotiva” comportamenti altrui. Per altri, za l’ha trascurata a lungo, prima di riconoscere la
di anticipare sua rilevanza nella vita psichica dell’uo-
senza sbagliare
eventi esterni e i mo. Oggi, sull’intuizione, sul modo in
comportamenti cui nasce e sui meccanismi neurologici
degli altri.
che a essa si associano, vengono com-
piuti studi seri e approfonditi. Que-
sta capacità, che aiuta a capire il mon-
do e a servirsi delle informazioni che se
UNA QUALITÀ
DELLE ne ottengono, è utilizzata da molti psi-
DONNE? cologi come ponte di comunicazione
Si credeva che
l’intuito fosse una con l’inconscio e come strumento per
dote femminile, aumentare la stima in se stessi e pren-
ma oggi è
utilizzato dagli
dere le decisioni che contano.
psicologi come
uno strumento
per aumentare
UN RAGIONAMENTO INCONSCIO
l’autostima e L’intuizione, dunque, è una sorta di
prendere decisioni ragionamento inconscio, che si affaccia
importanti.
nella mente con forza, ma in maniera
120
COME USARE L’INTUITO
FORTE
E FUGACE Un modo per trarre frutto da un’intuizione è metter-
L’intuizione è la nero su bianco su un foglio di carta nel momen-
una sorta di
ragionamento to stesso in cui si presenta. Il segreto per capire se è
inconscio, che si figlia di sensazioni momentanee, che possono dimo-
affaccia nella mente
con forza, ma in strarsi passeggere, o se invece porta un messag-
maniera fugace, in gio dell’io, è metterla da parte per un po’ e torna-
momenti particolari,
per esempio
re a rileggerla dopo qualche ora, o addirittura dopo
quando si è qualche giorno. Si scoprirà così se appare ancora
in difficoltà. sensata o se può avere un senso nascosto che non
era apparso subito evidente. Quando si prova l’im-
pulso improvviso di comprare un biglietto aereo per
una destinazione lontana, l’intuizione può non avere
NERO a che fare con il bisogno di raggiungere un luogo in
SU BIANCO particolare, anche se si è manifestata come impul-
Quando si ha
un’intuizione,
so irrefrenabile a prenotare un volo per il Messico
bisogna metterla invece del solito abbonamento ferroviario metro-
nero su bianco e politano. Piuttosto il ragionamento inconscio che
poi riguardarla dopo
qualche giorno. Si l’ha provocata potrebbe essere che si ha bisogno di
scoprirà così se aprire spazi di relax nella vita quotidiana, di trova-
appare sensata o
fugace, soprattutto nei momenti di crisi. Per esem- se ha un significato re momenti di evasione anche nel tran tran quoti-
pio, mentre si sta decidendo se comprare o no una nascosto. diano, di fare un viaggio sì, ma del tutto interiore.
casa, accettare o rifiutare un nuovo lavoro o usci-
re a cena con un potenziale partner, all’improvvi-
so un pensiero invita con insistenza a lasciare per-
dere, perché c’è qualcosa che non va, un fattore
X che si rivelerà negativo o dannoso. Nella mag-
gior parte dei casi, questo pensiero viene rispedi-
to da dove è venuto, liquidato come un impulso
figlio della paura del cambiamento o della diffi-
denza. A posteriori, però, si scopre, quando ormai
il danno è stato fatto, che l’intuizione era “giusta”,
per esempio quando la casa si rivela una truffa o il
potenziale partner che era apparso tanto piacevo-
le può offrire solo una relazione triste e faticosa. A
volte, le intuizioni possono anche rivelarsi errate,
troppo legate alla prima impressione che la mente
si fa di persone e situazioni. Ma, prima di gettar-
la nel cestino, è sempre meglio cercare di acciuf-
farla e valutarla con attenzione, soprattutto quan-
do si presenta in maniera ricorrente. In quel caso,
infatti, la psiche profonda sta cercando di inviare,
attraverso l’intuito, un segnale di allerta importan-
te, che non va ignorato.

5 RAGIONI PER CUI GLI INTUITIVI SONO PIÙ FORTI

1. Sono in contatto con i loro


sogni
nella mente di chi ha fiducia nei propri
mezzi emotivi e intellettuali.
il proprio organismo, che parla attraver-
so stimoli fisici, e con il cassetto dei desi-
Che li facciano tra le coperte o a occhi
aperti, danno grande importanza ai 3. Possiedono empatia
In fondo l’intuito nasce dalla capa-
deri e dei bisogni. Sono loro, a esprimersi
attraverso l’intuizione.
prodotti della loro capacità immagina-
tiva e li coltivano con entusiasmo, fino
a trasformarli in realtà.
cità di entrare in connessione profonda
con gli altri, di cogliere i segnali inviati
dal loro corpo e di capire il significato
5. Sono creativi
L’intuizione è la strada nuova che
si manifesta là dove nessuno l’aveva

2. Non sono schiavi dei


sentimenti negativi
Depressione e disistima sono nemiche
nascosto delle parole che pronunciano.

4. Sono consapevoli
Per seguire l’intuito serve un cana-
immaginata e tracciata, incarna un modo
diverso di pensare ed è propria degli arti-
sti, ma anche degli scienziati che con le
dell’intuizione, che fiorisce e prospera le di comunicazione sempre aperto con loro idee cambiano il mondo.

121
Impara a fare progetti (e a credere nel futuro)

TEST:
USARE IL SESTO SENSO

La sensibilità ci aiuta nei momenti di crisi e quando bisogna agire in fretta


LA
CONOSCENZA e non c’è tempo per valutare i pro e i contro. Guai a sottovalutarla, perché
NASCOSTA
è un modo (alternativo) per decifrare la realtà

C
L’intelligenza
intuitiva è la
capacità di arrivare
a una conoscenza
he cos’è l’intelligenza intuitiva? È
la capacità di attingere a una sor-
TEST
nascosta nella
mente profonda,
che a volte
ta di conoscenza nascosta nella SAI ASCOLTARE
emerge per
suggerire che
mente profonda, che viene fuori
per suggerire che dire e che fare
IL TUO INTUITO?
dire e che fare in situazioni confuse e comples-
in situazioni
se. Grazie all’intelligenza intuitiva, è possibile rea- Una persona cara ti presenta un amico
complesse.
gire a una situazione inedita, sulla quale non si han-
1 tessendone le lodi. Tu…
UN TESORO no informazioni di sorta, o prendere una decisio- a) Ti affidi al giudizio positivo anche se non ti
IN SOFFITTA ne importante in poco tempo, senza valutare razio- manda le giuste vibrazioni.
Nella mente
conserviamo nalmente i “pro” e i “contro”. Insomma, questa for- b) Cerchi di farti un’idea del suo carattere dal modo
– come in una ma di “osservazione del mondo”, basata sulla perce- in cui si esprime.
soffitta – un tesoro
importante: una
zione inconscia della realtà, è legata alla personali- c) Tieni a mente la prima sensazione che ti
conoscenza del tà individuale e, di conseguenza, ciascuno ha il suo trasmette e la “archivi” in memoria.
mondo basata modo di “intuire”, ma in pochi lo lasciano agire “allo
sulla percezione
scoperto”. Capire se si sta sottovalutando il proprio Ti viene proposto un investimento
inconscia (ma
precisa) della intuito aiuta a usarlo al meglio, mettendolo al ser-
2 redditizio ma con qualche rischio.
realtà.
vizio della parte razionale dell’io. Come ti comporti?
a) Rinunci perché tutti
consigliano di stare
alla larga dal mercato
finanziario.
b) Telefoni a un amico
esperto per affidarti al
suo giudizio in merito.
c) Ascolti la proposta e ti
affidi al tuo infallibile “fiuto
per gli affari”.
Per caso ti ritrovi in un negozio di c) “Quasi quasi mollo tutto e vado a vedere se
3 abbigliamento e t’innamori di un vestito l’agente immobiliare me la fa esaminare da vicino”.
che costa una follia…
a) Non lo provi nemmeno, altrimenti non ti saprai Hai avuto un malessere passeggero e non ti
trattenere.
9 senti ancora pienamente in te. Per
b) Lo provi a lungo, chiedi il parere dei commessi, precauzione…
ma rimandi l’acquisto. A CACCIA a) Telefoni al medico e gli chiedi se è il caso di
DEL
c) Se fa per te non ti lasci sfuggire l’occasione, è per DOCUMENTO preoccuparsi o meno.
questo che hanno inventato le carte di credito. Hai perso un b) Cerchi i sintomi su Google per capire di che cosa
documento
importante. Per puoi soffrire.
Il capo ti affida un compito spiegando per c) Ti metti in macchina e vai al pronto soccorso più
4 filo e per segno come devi svolgerlo. Ci
ritrovarlo segui
l’istinto o fai
vicino.
una ricerca
riesci? “a tappeto”?
a) Alla lettera, senza cambiare il progetto di una
sola virgola.
10 Non trovi più un documento importante.
Come lo cerchi?
b) Parti seguendo il tracciato stabilito e, se pensi a) Smonti casa, perché per trovare
che qualcosa si possa migliorare, prima ne parli qualcosa bisogna cercare con metodo.
con lui. b) Chiami tutti i tuoi amici e ti fai
c) Rispetti gli ordini, ma se ti accorgi che puoi aiutare.
raggiungere il risultato in un modo migliore, c) Ti metti serenamente a pensare dove
procedi a tutta birra. puoi averlo messo e prima o poi ti viene
l’idea giusta.
Sei ospite a cena e ti viene servito un piatto
5 che per odore o sapore non ti convince…
a) Non c’è alternativa, per educazione stringi i
PROFILI
denti (e il naso) e mandi tutto giù con un sorriso.
b) Osservi gli altri commensali per capire se anche
MACCHINA
NUOVA Maggioranza di risposte A
loro hanno notato qualcosa di strano in quel piatto. Scegli una
nuova macchina
c) Chiami in disparte i padroni di casa per capire se lasciandoti
SESTO SENSO IMBAVAGLIATO
qualcosa è inacidito e può far male a tutti. consigliare oppure Non dai al tuo intuito la possibilità di esprimersi, il
preferisci scegliere
basandoti sul tuo
tuo motto è: “La ragione prima di tutto”. Ma anche le
Devi comprare una macchina nuova, scelte razionali si rivelano sbagliate. Impara ad ascol-
6 per sostituire la vecchia,
giudizio?
tare la voce interiore.
improvvisamente rotta.
a) Fai una ricerca di mercato e confronti prezzi e Maggioranza di risposte B
caratteristiche di ogni modello in vendita.
b) Chiedi consiglio a un amico più IL SORDO PEGGIORE
esperto di te e ti fai accompagnare L’inconscio riesce a sussurrare al tuo orecchio bisogni
a provare qualche mezzo. e deduzioni, tu senti, ma poi non presti ascolto, deci-
c) Vai dal concessionario e di che è meglio affidarti al giudizio di altri. Ma chi ti
chiedi di fare una prova su conosce meglio del tuo vero io?
strada della macchina che ti
piace di più. Maggioranza di risposte C
Al primo appuntamento va tutto storto, IL TERZO OCCHIO
7 ma lui o lei ti chiede di uscire ancora. L’intuito è sempre in modalità attiva e non prendi
Accetti? nessuna decisione senza aver guardato la situazione
a) Sì, chi non si accontenta rischia di passare la con il tuo speciale radar interiore. Ma ricorda, segui-
vecchiaia in solitudine… re l’istinto non vuol dire essere avventati!
b) Solo se uscite in compagnia di una coppia di
amici. Non si sa mai.
c) No, certe cose si capiscono a pelle, meglio restare
soltanto amici. MISURA
LA VISTA
Durante un viaggio, visiti una cittadina Con il nostro
8 vicino alla tua e trovi la casa dei tuoi
test valutiamo
come ciascuno
sogni. Il primo pensiero è… percepisce ciò che
vede e comunica il
a) “Sarebbe la casa perfetta, ma meglio restare con proprio inconscio.
i piedi per terra, anzi nel mio monolocale”. Alcuni intuiscono
al volo, altri si
b) “Farò un esame delle offerte immobiliari della lasciano sfuggire i
zona per capire se è il posto adatto a me”. messaggi in arrivo.

123
Impara a fare progetti (e a credere nel futuro)

LE REGOLE PER UN FUTURO


“SU MISURA”

UNA
Fare progetti significa evolversi e crescere. Ma non sempre è facile, perché si
FARFALLA devono affrontare molte resistenze, a partire da quelle che vengono da se stessi…

S
SPICCA
IL VOLO
Cambiare vita i pensa spesso che la vita vada pre- sogno di un’esistenza felice che ci si era fatti all’ini-
si può, anche
se qualcuno è sa così com’è e che non si possa zio dove va a finire? La verità è che non è mai tardi
pessimista, ma cambiare. Anzi, l’idea di cambiar- per provare a cambiare, ma che, in una prima fase,
per farlo bisogna
credere nel futuro la, a qualcuno – forse ai più pigri bisogna eliminare gli ostacoli alla trasformazione
e, come una – non viene nemmeno in mente. E che vengono direttamente dalla persona. Poi, in una
farfalla che spicca
il volo, si può ci si adagia comodamente sul fatto seconda fase, si può mettere in moto la macchina e
far nascere un che “la vita è così e che non c’è niente da fare”. E il partire verso nuovi orizzonti.
progetto.

IL PRIMO PASSO: VIA GLI OSTACOLI

1. Scoprire che cosa non funziona


Si parte come sempre da un’autoanalisi, per sco-
prire che cosa impedisce un sereno progresso verso
CHE CI VUOLE? i propri obiettivi. Un’introspezione sincera serve a
Il primo passo
per organizzare capire per cambiare.

2.
un progetto di Cambiare quello che non va
vita realizzabile
è crederci. Ma, Ci sono comportamenti che, invece di aiuta-
per questo, re a crescere, rendono la vita tranquilla, ma piatta.
è necessario
rimuovere molti Occhio, perché proprio qui (nelle vecchie abitudini)
ostacoli che si nascondono le resistenze a uno scatto in avanti.
vengono da
se stessi.
3. Prendere nota dei propri stati d’animo
Sentirsi ansiosi o insoddisfatti ha motivazioni
interiori che vanno riconosciute e annotate. Ma
non contano solo questi sentimenti “neri”, biso-
124
tempo a correggere la rotta e si arriva comunque
PIANTINE CHE
CRESCONO senza il fiatone.
Lavorare a un
progetto di vita
significa soprattutto
lavorare alla propria
3. Autodisciplina
Per seguire la propria strada, ci si devono dare
obiettivi intermedi che, una volta stabilito il pro-
crescita personale,
come una piantina gramma, devono essere rispettati con serietà.
che negli anni
diventerà un grande
albero.
4. Tirare le somme
A prescindere da come vanno i progetti che si
intraprendono, è bene valutare ciò che si è fatto e
attribuirsi un voto: non come a scuola (promosso o
bocciato), ma con l’intenzione di capire che cosa si
è imparato lungo la strada e come si potranno evi-
tare errori già commessi.
gna capire il perché si manifestano. In questo modo
si approfondisce un rapporto con se stessi e ci si libe-
ra dei pesi negativi.
5. Autogratificazione
Quando si fa un passo avanti, non va messo nel
dimenticatoio, ma al contrario va ricordato. «Sono

4. Mai fare confronti


Se si fanno paragoni, si cerca spesso il pun-
to forte degli altri rispetto al proprio punto debole.
riuscito a ottenere un buon risultato!». È come dar-
si una pacca sulle spalle e farsi i complimenti. L’au-
togratificazione aiuta a riconoscere la propria forza
In questo modo, l’autostima cala e la voglia di cam- e a conquistare autostima.
biare svanisce.

5. Accettare i propri difetti


Nessuno è perfetto, ma molti sanno “indossa-
re” i propri difetti con tranquillità, senza che que-
sto pregiudichi la loro capacità di agire. Voler fare
“le cose fatte bene” aiuta solo a fallire.

6. Dire “No”
Se la gentilezza non parte dal cuore, ma è un
modo per crearsi intorno un’atmosfera accogliente,
diventa un ostacolo alla crescita personale. Bisogna
imparare a dire “no” quando serve, anche se può cre-
are malcontento negli altri.

7. Non rimandare
Per levarsi di dosso il peso di ostacoli che hanno
influenzato la propria vita, bisogna affrontare i pro-
blemi qui e ora e smettere di cercare scuse per non
affrontare una situazione difficile. Si deve immagi- CONSIGLI PER STARE MEGLIO
nare una strategia e poi si deve partire all’attacco DIVERTIRSI Non è detto che chi vuol cambiare vita deve solo
COME
senza perdere tempo. BAMBINI lavorare e soffrire. Si vuol cambiare vita per stare
Non è detto che chi meglio, non per stare male. Per questo, insieme ai
vuol fare qualcosa
IL SECONDO PASSO: VERSO IL FUTURO di importante
mille impegni, ci devono essere anche momenti di

1. Conta solo il risultato


È la strategia delle squadre vincenti: conta il
debba solo soffrire:
può anche scegliere
le occasioni giuste
relax e distensione. Ci si deve riconoscere il dirit-
to di:
risultato. Per questo, quando si decide di fare qual-
cosa, occorre concentrarsi solo sull’obiettivo. È il
punto di partenza per un percorso vincente.
per divertirsi e ridere
come un bambino. 1. Fare le cose che piacciono, andare a cena con
gli amici, uscire con il partner, quando possibi-
le prendere un aereo e volar via per una bella vacan-

2. Piano piano
Non c’è bisogno di ottenere tutto e subito.
za, guardare la tv o giocare ai videogiochi. Insomma,
bisogna combattere, ma bisogna anche sorridere.
Muovendosi a piccoli passi, se c’è un errore, si fa in
2. Muoversi e fare un po’ di sport. Non serve ai
muscoli, serve all’umore. L’attività fisica libe-
ra endorfine nell’organismo e fa sentire più allegri
VERSO
IL FUTURO e soddisfatti.
Il futuro si conquista
a piccoli passi,
con un po’ di
autodisciplina e
3. Dedicare il proprio tempo alle persone ama-
te, i genitori, i figli, gli amici e i parenti. Non
perché sono loro ad avere bisogno, ma perché chi
con un’attenzione affronta un cambiamento importante ha bisogno di
feroce ai propri
obiettivi, ma anche avere intorno qualcuno che lo capisca.

4.
godendosi qualche Tenere da parte i pensieri negativi. I dubbi
bel successo.
pesano sull’anima e stressano. Non si può fare
a meno di averli, ma si può evitare di viverci fianco
a fianco 24 ore al giorno.
125
Rafforzare il proprio carattere

STRATEGIE PER UNA VITA DURA

Spesso, chi sente di non avere una gran tempra perde la stima in sé e rinuncia a combattere
per ottenere ciò che vuole. Ma bastano solo poche regole per costruirsi un carattere di ferro

L
a vita è dura e molti pensano ni e permette a tutti di vivere in modo più sereno.
MUSCOLI che, per affrontare e vincere le Ma quelli che si sentono deboli e fragili sono con-
D’ACCIAIO difficoltà quotidiane, bisogna dannati all’infelicità? Certamente no, anche per-
Per affrontare la
vita ci vogliono essere altrettanto duri e resi- ché il carattere può essere rafforzato, seguendo un
muscoli d’acciaio, stenti. Secondo molti, la forza percorso di formazione che parte da alcune rego-
ma chi non ce li
ha è condannato di carattere è il segreto per con- le non solamente psicologiche, ma anche morali.
all’infelicità? quistare tutto ciò che si vuole… perfino la felicità. Cerchiamo di capire meglio…
Certo che no, ma
deve cominciare È vero? Forse non del tutto, però la forza interiore
un percorso di aiuta ad affrontare i momenti difficili e le delusio- LE DIECI LEGGI DA SEGUIRE
rafforzamento.
Rafforzare il proprio carattere significa lavorare su
se stessi per “strappare” al mondo un proprio ruo-
UN lo e un proprio spazio. Seguire i consigli qui sotto,
ALLENAMENTO significa avvicinarsi a una scuola morale che aiuti
DELL’ANIMA a crescere e a liberarsi
I momenti
difficili della dai vincoli della pau-
vita richiedono ra e delle incertezze.
molta forza, ma
per questo, è
necessario un
allenamento
1. La solidarietà
Bisogna sfor-
zarsi di accrescere i
morale e
psicologico propri sentimenti di
che consenta
di accrescere solidarietà, soprat-
la propria forza tutto nei confronti
interiore.
di chi è più debo-
126
OBIETTIVO:
IL PROPRIO
RUOLO
10. La forza
Mancanza di autosti-
ma, incertezze, dubbi, sono tut-
A che serve un
carattere forte? ti ostacoli lungo il cammino ver-
Solo a difendersi so l’evoluzione della propria per-
dai mali della vita?
Certo che no.
sonalità. Per questo, il vero sfor-
In realtà, serve zo è “estrarre” da se stessi tut-
a conquistare te le qualità che si richiedono per
la propria
consapevolezza e prendere in mano la propria vita.
un ruolo
nel mondo.
UN CARATTERE DA LEADER
Per gli studiosi, il carattere di un individuo è in
realtà “una struttura di personalità caratterizzata
le. La solidarietà non si dimostra a parole, ma da buone strategie adattative”. Ce lo spiega la psi-
con i fatti. cologa Eleonora Di Marco, secondo la quale un

2. La razionalità
Ci si rafforza il carattere lottando per man-
tenere una visione razionale della realtà. Farsi
carattere forte reagisce meglio agli eventi negativi
e si dimostra in grado di affrontare sfide e difficol-
tà. Ma quali caratteristiche deve avere una perso-
influenzare da sentimenti e impulsi irraziona- nalità adattativa? «Senza dubbio – spiega Eleonora
li è facile, ma resistere a questa tentazione fa Di Marco – deve avere la capacità di comprende-
crescere la propria forza interiore. re il punto di vista dell’altro (empatia), deve essere

3. La soddisfazione
Chi vive guardando l’erba del vicino
sarà infelice per tutta la vita. Un
flessibile, deve saper trovare le giuste soluzioni ai
problemi e deve agire in linea con le proprie atti-
tudini e aspirazioni». In poche parole, deve avere
carattere forte è soddisfatto di apertura mentale, ottimismo e capacità di coman-
ciò che ha, dei suoi valori e dei suoi do. Insomma, dev’essere un leader, che non vuol
successi. dire un capo carismatico, ma semplicemente un

4. Il coraggio
Se non si può evitare uno scontro, biso-
gna affrontarlo, ma senza gettarsi nella mischia a
individuo in grado di dire la sua.

corpo morto. Un carattere forte ha il coraggio per DIVENTARE


combattere, ma anche l’intelligenza per valutare LEONI
Rafforzare il
che cosa conviene e che cosa no. proprio carattere

5. La decisione significa avere


apertura mentale,
Chi è sicuro delle proprie scelte deve evitare di ottimismo e
rimetterle in discussione, ascoltando le opinioni e capacità di
comando. Non
i pareri degli altri. Una volta presa una decisione, per diventare
si deve andare avanti senza timori. leader, ma per
conquistare la

6. La calma
Chi mantiene la calma e la concentrazione
in situazioni difficili, riesce a fare le scelte giuste
forza di essere
se stessi.

anche in situazioni di grande emotività.


CHE VUOL DIRE
7. La responsabilità
Ogni individuo costruisce da sé il proprio
destino. Per questo, non bisogna cadere nel fatali-
ESSERE FORTI?
Ce ne parla ELEONORA DI MARCO, psicologa

U
smo. Chi crede che il destino sia immutabile rinun-
na volta incontrai una ex paziente dopo
cia a impegnarsi e invece bisogna lavorare per la
qualche mese dalla fine della terapia.
propria felicità senza delegare questo compito ad
Mi mostrò una collana con un ciondolo,
altri. Tantomeno al destino.
dove aveva fatto incidere una frase che
8. La pazienza
Di fronte a un ostacolo, chi ha un carattere
forte non si arrende, ma combatte fino a che non
diceva: “Fai ogni giorno una cosa di cui hai pau-
ra”. La donna mi ricordò come spesso avessimo
insistito sui suoi tentativi di evitare alcune situazio-
lo ha superato. In questa battaglia si deve eserci-
ni, che poi avevano finito per limitarla e per allon-
tare la virtù della pazienza, perché si ottengono
tanarla da se stessa, e mi fece notare come oggi,
risultati importanti anche costruendo nel tempo
invece, sfoggiasse con orgoglio la sua libertà. Forse
la strategia giusta.
la debolezza consiste nel vedere il mondo con un paio di lenti sbaglia-
9. L’onestà
La scelta dell’onestà è un segno di rispet-
to per se stessi. Chi è disonesto, lo è prima di tut-
te. Spesso capita di dire a priori: “Non ce la faccio”, di sentirsi schiac-
ciati e sopraffatti dagli eventi e di tirare i remi in barca, ponendosi in
una posizione di passività. E invece bisogna sforzarsi di uscire dall’area
to nei suoi confronti e sminuisce così la propria
“protetta” che ci si è creati intorno e provare semplicemente a vivere.
immagine.
127
Riconoscere quando si ha bisogno
di uno psicologo

QUANDO CHIEDERE AIUTO?

SE FARE DA SOLI
NON BASTA
Quando il malessere diventa un compagno di vita, ci si può rivolgere a uno psicoterapeuta, che
aiuti a capire che cosa non funziona e come risolvere il problema

T
utti hanno attraversato un SITUAZIONE SENZA USCITA
periodo “no”, ma se stati d’ani- Si chiede aiuto, quando si sente che la situazione è
mo come disperazione, angoscia ormai senza uscita e, di solito, è lo stesso paziente a
o ansia diventano compagni di rendersene conto. Ma ci sono alcuni indizi che pos-
vita abituali allora bisogna pen- sono essere presi in esame per stabilire che è arri-
sare che si tratta di sintomi che vato il momento di muoversi. Eccoli.
indicano un malessere più profondo. Capire la dif-
ferenza tra una crisi passeggera e un disturbo cro- 1. Quando il disturbo è così impegnativo da peg-
giorare la qualità della vita.
nico non è sempre facile, perché in ballo ci sono
emozioni, paure e desideri inconsci e spesso incon-
fessabili. Chi sta male cerca di ignorare il proble-
2. Quando l’intervento di medici, amici e paren-
ti non è servito a migliorare le proprie con-
dizioni.
ma o lo affronta in solitudine, provando vergogna
a condividere il problema, e finendo per peggiorare 3. Quando si è preoccupati e si ha la sensazione
di essere senza vie d’uscita.
le cose. Uno psicoterapeuta può fornire un punto
di vista esterno, aiutando a fronteggiare il males-
sere con il giusto distacco.
IL GIUSTO
DISTACCO
Di solito, chi
sta male ignora
4. Quando si hanno comportamenti (o anche
pensieri) che non si riescono né a controlla-
re né a capire.

5.
i problemi o
Ma quali segnali indicano una situazione psicolo- li affronta in
Quando il disagio si riflette anche sull’organi-
gica che necessita di uno specialista? solitudine, finendo smo, causando insonnia, mal di testa, senso di
per peggiorare oppressione etc.
le cose. Uno
psicoterapeuta
può aiutare a
fronteggiare il
6. Quando si ha bisogno di bere o di prendere
droghe per sentirsi un po’ meglio.
disagio con il
giusto distacco. 7. Quando si tende a pensare al suicidio in
maniera ricorrente.

UNA BRUTTA COMPAGNIA


Se stati d’animo come disperazione, angoscia o ansia diventano
compagni di vita abituali allora si tratta di sintomi che indicano un
malessere più profondo.

128
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27 tedì
sottoscrizione del presente modulo deve intendersi quale presa visione, nel colophon della rivista, dell’Informativa completa ex art.
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13 d.lgs. 196/03, nonché consenso espresso al trattamento ex art. 23 d.lgs. 196/03 in favore dell’Azienda.
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Riconoscere quando si ha bisogno di uno psicologo
con cui si hanno dei punti in comune. «È naturale
ANDARE
DA UN – spiega Luna Carpinelli – che pazienti diversi si
TERAPEUTA adattino a professionisti diversi. Oltretutto, trovar-
Si chiede aiuto,
quando si sente si bene con il proprio psicoterapeuta è necessario
che la propria per costruire quella che viene definita un’“alleanza
situazione è ormai
senza uscita o
terapeutica”, cioè un sodalizio tra medico e pazien-
quando il disturbo te basato su fiducia e rispetto, che deve aiutare a
è così impegnativo guarire chi sta male».
da peggiorare la
qualità della vita.
COME SCEGLIERE IL TERAPEUTA GIUSTO?
Come si fa a scegliere, in un campo dove non si ha
esperienza? Generalmente, i modi per trovare uno
psicoterapeuta sono due: o si chiede consiglio a un
amico “che sa” o che può indicare il professionista
giusto oppure ci si rivolge al sito dell’Ordine degli
Psicologi della propria regione. In entrambi i casi,
il criterio più importante da valutare è la sensazio-
IL “MECCANICO” DELL’ANIMA ne che si prova in sua presenza. Se i primi incon-
Approfondiamo questi segnali d’allarme con la tri sembrano convincenti e se il terapeuta ispira
nostra psicologa e psicoterapeuta Luna Carpinel- fiducia e fa sentire a proprio agio, allora tutto pro-
li. «L’inconscio – ci spiega – non si esprime con le cede. Al contrario, se dalla
parole, ma lancia segnali d’allarme come la spia prima seduta non ci si sen-
della benzina che si accende quando l’auto è a sec- te accolti o, addirittura, non
co. Quando la nostra macchina si ferma, viene ci si sente liberi di esprime-
automatico portarla da un meccanico. Allo stesso re ciò che si prova, vuol dire
modo, può accadere di avere momenti in cui ci si che c’è qualcosa che non fun-
sente angosciati o in difficoltà. Ecco, proprio que- ziona nel rapporto medico-
ste sensazioni sono i “campanelli d’allarme” dell’in- paziente. Certo, ci vuole tem-
conscio, che ci dicono che c’è qualcosa che non sta po per fidarsi e ci vuole tem-
“funzionando” bene». po anche per capirsi, perché
si tratta comunque di due
esseri umani che si incontrano e che si devono met-
COME tere in comunicazione. Il tempo limite oltre il quale
ANDARE DAL decidere se il rapporto va bene o va male, sono cir-
MECCANICO
Spesso, la ca quattro o cinque sedute. Se da quel momento in
psicoterapia viene poi, il disagio della relazione non si attenua, allora
considerata con
avversione, quasi si deve cambiare terapeuta. Anche questa decisio-
con vergogna, ne non va presa come un fallimento, al contrario,
anche se cercare
un aiuto quando si bisogna avere chiaro come si sta andando avanti, se
sta male, è come ci sono miglioramenti o se si resta al palo. Perché
andare da un
meccanico per il il percorso di guarigione comincia proprio dalla
guasto di un’auto. consapevolezza del lavoro che si sta intraprenden-
do e della lunga strada che bisogna percorrere.

UN’ALLEANZA PER DUE


Come ci spiega Luna Carpinelli, l’aiuto di un tera-
peuta va cercato quando si attraversa un periodo
di sofferenza psicologica che col tempo non pas-
sa e che anzi crea blocchi e limitazioni nella vita di
ogni giorno. Spesso, però, il passo decisivo arriva
tardi, perché ci sono ancora pregiudizi nei confron- CAMBIARE
ti delle terapie di carattere psicologico. «Andare da TERAPEUTA
uno psicoterapeuta – ci spiega la nostra Carpinel- Anche
interrompere una
li – è una decisione spesso presa con avversione, terapia perché
quasi con vergogna, anche se cercare un aiuto psi- non c’è intesa
con l’analista può
cologico non è poi tanto diverso dal rivolgersi a un essere un segnale
meccanico per il guasto di un’auto». Tanto più che positivo, perché
la guarigione
non sempre si crea una sintonia con lo psicotera- comincia
peuta e si interrompe il percorso dopo una seduta proprio dalla
consapevolezza
o due. Per questa ragione è importante non affidar- del lavoro
si al primo venuto, ma chiedere aiuto a qualcuno intrapreso.

130
Se si è depressi, si vive nel passato.
Se si è ansiosi, si vive nel futuro.
Se si è in pace, si vive nel presente.
(Lao Tzu – antico filosofo cinese)

Ecco il grande errore di sempre:


immaginarsi che gli esseri umani pensino
ciò che dicono.
(Jacques Lacan – psichiatra e filosofo francese)

Non dobbiamo permettere alle percezioni


limitate degli altri di definire chi siamo.
(Virginia Satir – psicologa
e terapeuta familiare americana)

La psicologia non dà risposte,


solo avvertimenti.
(Alexander Lowen – psichiatra
e terapeuta americano)

Ero molto depresso, in quel periodo.


Intendevo uccidermi ma ero in analisi,
e i freudiani sono molto severi al riguardo:
ti fanno pagare le sedute che perdi.
(Woody Allen – attore, regista
e grande paziente di psicanalisti)

Un libro di psicologia non ti è di nessuna


utilità se sei in grado di capirlo!
Piperita Patty (personaggio dei Peanuts,
strisce a fumetti di Charles M. Schulz)

Saremmo veramente poveri se fossimo


solamente sani.
(Donald Winnicott – pediatra e psicanalista inglese)

Coordinamento: Copyright Sprea S.p.A.


Gabriella Re (Foreign Rights) international@sprea.it, Ambra Palermi (Segrete- La Sprea S.p.A. è titolare esclusiva della testata Psicologia Donna e di tutti i diritti di
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ISSN: 2038-6923
ne (anche non della Sprea S.p.A.), in qualsiasi canale di vendita e Paese del mondo.
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“I DOLORI, ANCHE I PIÙ PENOSI, SCOMPAIONO NEL MOMENTO IN CUI NON CI FACCIAMO PIÙ CASO”
Sigmund Freud

PSICOLOGIA L’ABC della


IL MODO GIUSTO
PER STARE MEGLIO
Per affrontare i problemi, le
delusioni, le avversità che capitano
ogni giorno, ci vogliono forza
e saggezza e questo piccolo
manuale propone le soluzioni più
equilibrate per guardarsi dentro, IL PRIMO PASSO: PIÙ SERENI
per non rimanere schiacciati L’AUTOANALISI IN AMORE
Come capire la propria personalità Come avere una storia felice
dalle emozioni, per conquistare
un’autostima di ferro e per fare i
conti con l’amore e l’eros in piena
serenità, anche nei momenti più
difficili. Insomma, tra queste
pagine, abbiamo messo le ricette
giuste per superare paure e fobie, LA GESTIONE AMARSI
per combattere l’insoddisfazione, DELLE EMOZIONI SOTTO LE LENZUOLA
Per essere lucidi Vivere l’eros liberamente
per affrontare l’ansia e lo stress e quando serve davvero e con allegria
per cercare di rosicchiare alla vita
qualche minuto di felicità.

IMPARARE
A CREDERE IMPARARE
IN SE STESSI A FARSI ASCOLTARE
Le regole d’oro Come conquistare
per accrescere l’autostima l’attenzione degli altri

UNA VITA COMBATTERE


TUTTA DA VIVERE ANSIA E STRESS
Migliorare i rapporti La via giusta
con il mondo per riconquistare il benessere

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