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Rosario, ballo ecoreografi

IN

Matteo Paoletti MASCAGNI, MOCCHI, SONZOGNO La Societ Teatrale Internazionale (1908--


1931) e i suoi protagonisti Edito da Dipartimento delle Arti, Alma Mater Studiorum--Universit di
Bologna
ISBN 9788898010233
ISSN2421--0722
http://amsacta.unibo.it/4235/1/Paoletti-STIn-monografiaREV3.pdf

p. 29, nota
69
In vista della stagione invernale 1907, il rampante Charles Sguin (gi proprietario del Casino) si propone di avviare a
teatro d'opera il Coliseo in societ con Cesare Ciacchi, per evitare che la chiusura temporanea del glorioso Politeama
Argentino lasci campo libero nella scena lirica all'Opera gestita dal rivale Camillo Bonetti. Mocchi, da buon agente, piazza
i suoi artisti (tra cui anche Emma Carelli), distribuendoli in entrambe i teatri. Il sistema organizzativo un precedente
notevole per la STIA: Diremo soltanto che la Compagnia Ciacchi partir il 15 aprile e quella Bonetti il 25 dello stesso
mese: che la prima dopo Buenos Aires si recher a Rosario, Montevideo, Rio Janeiro e S. Paulo, mentre la seconda far in
agosto semplicemente le solite recite al Solis di Montevideo. L'inaugurazione di un grande teatro a Buenos Aires, in
TI, III, 15 febbraio 1907, n. 37.
p. 30

le sole solite brevi gite a Rosario e Montevideo; avranno la garanzia di una lunga tourne logicamente
organizzata.73
nota 73

In TI, III, 15 novembre 1907, n. 51. L'ottimizzazione degli spostamenti delle compagnie reso possibile, oltre che da
un'organizzazione pi moderna delle tourne, anche dallo sviluppo industriale e infrastrutturale delle nazioni
latinoamericane: nel 1910 viene inaugurata la linea ferroviaria Buenos Aires - Valparaiso, che attraverso le Ande collega
Atlantico e Pacifico.

p. 30
nota 77 A Buenos Aires la STIA controlla sette teatri: Coln, Circo Arena e Coliseo (attraverso Cesare Ciacchi), Odeon,
Avenida e Costitucin (Faustino da Rosa), oltre al teatro Victoria. In Uruguay il Coln, l'Opera e l'Olimpo di Rosario di
Santa F; in Cile il Socrates di Valparaiso e i Municipali di Concepcin, Santiago e Talca. La Drammatica di Roma ha due
contratti con il Teatro Lirico di Milano (dal 12 al 23 dicembre 1908 e dal 1 al 30 giugno 1909) e un altro con l'Impresa Da
Rosa per 90 recite in America del Sud dal 1 giugno al 31 agosto 1909 (Buenos Aires, Montevideo, Rosario), con clausola
di annullamento della scrittura con il Lirico. I contratti per 1910 e 1911 prevedono una serie di rappresentazioni al Lirico
(15 maggio - 15 giugno) e un'altra all'Alfieri di Torino (15-30 giugno). Cfr. Ivi, Allegato E.
p. 97
nota 318 La STIn si sarebbe accaparrata l'Opra per affidarla poi alla STIA: ci avrebbe aggirato il vincolo imposto da
Cano, fermamente contrario alla cessione del proprio teatro all'impresa esercente le sale a lui concorrenti. Sebbene le
trattative siano molto avanzate, tanto da stipulare una bozza di contratto (ASCA, STIn, b. 1, fasc. 12, Convenzione per la
gestione dell'Opera di Buenos Aires tra Roberto Cano ed Enrico di San Martino, Parigi, 8 dicembre 1908) tra dicembre e
gennaio una fuga di notizie fa sfumare l'affare. Secondo Augusto Carelli, proprio il mancato accordo con l'Opra a
determinare le difficolt finanziarie della STIA: In poche riunioni, l'anonima S.T.I.A. con un milione di pesos di
capitale fu costituita; e per la singolare energia dell'uomo <Mocchi>, in pochi mesi il teatro Colon, il Coliseo, i teatri di
Rosario, quelli del Brasile e del Cile vennero nelle mani della Societ. Ma cosa che appariva pi difficile ancora
Mocchi pervenne, poco tempo dopo, a convincere un gruppo di signori italiani [...] a creare una societ italiana con un
capitale di due milioni di lire, per comperare il teatro Costanzi di Roma e gestire i principali teatri italiani [...]. Rimase cos
fuori del trust italo-argentino proprio il teatro bonaerense dell'Opera, perch il consiglio d'amministrazione della STIA
contrariamente alla concezione di Walter Mocchi rifiut le pretese del proprietario di esso. Apparve subito in piena luce
l'inconveniente, anzi la contradditoriet di tale procedere. L'Opera di Buenos Aires, infatti, che con la sua subitanea
chiusura avrebbe determinato l'immediato trionfo finanziario del Colon, apr e coperse il proprio abbonamento del 1908.
Ci se da una parte fu un bene per l'arte lirica italiana, che aveva due sue grandi compagnie nella capitale argentina,
BURDELES
p. 107

nota 353 Un pettegolezzo diffusosi nell'ambiente teatrale a partire da Torino accusa Bortini di aver costruito la propria
fortuna in Argentina attraverso la gestione di bordelli. Per evitare imbarazzi alla STIn, il membro della STIA si dimette.
Dietro la voce infamante pare ci siano Mocchi e Carelli, tanto che l'ex socio querela la coppia per diffamazione. Il processo,
nel quale depongono con clamore tutti i membri del consiglio di amministrazione, si chiude con l'assoluzione, sebbene
durante il dibattimento emergano con chiarezza i motivi del dissidio: Renzo Sonzogno sa che fu il Bortini dimesso dalla
sua carica perch non aveva data cauzione e sent leggere la lettera d'informazione che il conte San Martino aveva ricevuto
dal ministro degli esteri. In essa si diceva che il Bortini aveva fatte delle losche speculazioni su vini, che era stato perfino in
prigione e che a Rosario era proprietario come il famoso chinese della Chelsa. [] Bortini: Si ricorda che io ebbi lo
sgradito incarico dal Consigliodi amministrazione d'avvertire la signora Carelli di non pi andare e venire per l'Agenzia con
aria di troppa padronanza? (Il processo di Emma Carelli, in S, 10 dicembre 1909). Secondo Mocchi, Bortini sarebbe
spinto all'azione legale dall'amministratore del Regio di Torino, Carlo Krner, una volta che questi viene licenziato
dall'agente per dissidi interni all'organizzazione dell'agenzia milanese: [...] cos egli, sobillato certo da note influenze,
spinto ora il suo folle rancore a tutta quella serie di atti, che sono cominciati con i calunniosi svisamenti delle dichiarazioni
della Carelli intorno al Bortini, della cui querela il KOERNER il principale ed unico fondamento, e sono finite con il suo
diffamatorio e grottesco rapporto. (ASCA, STIn, b. 18, fasc. 2, s. fasc. 4, Relazione di Walter Mocchi ad Alberto
Marghieri, 17 aprile 1909). Le voci di relazioni tra prostituzione e agenzie europee erano all'epoca comuni nell'ambiente
argentino. Ricorda il poeta Enrique Cadcamo a proposito di Sguin e della Lombar Tour: En aquella poca funcionaba en
Buenos Aires una oscura organizacin del submundo del hampa cuyo cerebro actuaba en Marsella aparentemente como una
pacfica Agencia Internacional de negocios artsticos para Amrica Latina que no era otra cosa que una Agencia para
promover el trfico internacional de la trata de blancas. Szwarcer 2010: 25-26. Assolta Emma Carelli, Bortini cita la STIn
in una causa di dimensioni maggiori, nella quale chiede un risarcimento di L. 200mila per l'opera da lui prestata nella
costituzione e nell'amministrazione della societ. La Corte d'Appello di Roma rigetter la richiesta, condannando Bortini al
pagamento delle spese dei due gradi di giudizio. Cfr. La questione Bortini - STIN, in TI, VI, n. 10, 15-31 maggio
1910.

SCHIFFNER

p. 255
Ma torniamo alla vita amministrativa della STIn. Mentre in Sud America la STIA e La
Teatral vivono una profonda rivoluzione nei propri assetti, con il determinante ingresso nel
capitale del forte milionario di Rosario di Santa F Emilio Schiffner 872, il 28 dicembre
1912 a Roma si riunisce l'assemblea generale degli azionisti della STIn. La maggioranza
saldamente in mano a Charles Sguin, con 202 azioni divise tra vari prestanome.
p. 269
Nota 872Le operazioni dell'Italo-Argentina sono piuttosto complesse e, in assenza di fonti primarie, ricostruibili soltanto
ricorrendo alle cronache giornalistiche. Nel 1912 per 2 milioni di franchi la STIA cede alla ditta Consigli e C., sostenuta da
Paradossi e Nicola Mihanovic, la propria partecipazione nell'impresa del Coln, conservando pieno diritto di esercire altri
teatri a Buenos Aires e nel Sud America. Il passaggio di quote prevede l'acquisto del materiale scenico e delle scritture, ma
non la licenza della sala, che il municipio assegna a Cesare Ciacchi, sostenuto dal garante Emilio Schiffner, finanziatore
dell'Italo-Argentina (cfr Caamao 1969: III, 77). Sconfitta nella gara d'appalto, ma forte della concessione dell'Opera e di
contratti di pregio (tra cui il compromesso per Toscanini), la ditta Consigli e C. tenta di organizzare una tourne
sudamericana in diretta concorrenza a La Teatral. La battaglia tra i tre teatri di Buenos Aires (Coln, Opera e Coliseo) in
mano alle tre societ avrebbe prodotto effetti negativi sulle casse delle imprese, ma il progetto trova l'appoggio
dell'aristocrazia portea, che vede di buon occhio il ritorno a una scena lirica d'lite. Il municipio della capitale argentina
per si oppone e rende irrealizzabile la tourne. L'impresa Consigli e C. si trova quindi costretta a vendere alla STIA
contratti e forniture, che la societ acquista per 1.100.000 franchi coperti da un prestito di Schiffner. Inoltre Consigli
Paradossi e Mihanovic si obbligano per cinque anni a non partecipare n direttamente n indirettamente in alcuna
operazione lirica per tutto il Sud America. Una grande transazione teatrale per il Sud America, in TI, VIII, n. 22, 1
dicembre 1912.
BALLO
p. 159
nota 548 Fin dall'inverno scorso ho scritto al ns Egr o Presidente, Conte di San Martino, lagnandomi che ai Membri del
Consiglio d'Amministrazione della Stin non fosse riservato il Palco N o 5 di I fila a sinistra, che dapprincipio appunto
occupavamo, od altro buon Palco in 1 a o 2a fila. Il Conte di San Martino mi assicur che avrebbe provveduto, ed io speravo
che, almeno per la stagione di Operette, i Consiglieri, che sono poi i comproprietari del Teatro, avessero a propria
disposizione un palchetto... degno di loro! Viceversa, ho saputo ch'Ella ha dato ordine di riserbare bens un Palco per noi,
ma lass, lateralissimo, in 3a Fila. Veda adunque, On. Professore, che d'ora innanzi ci venga accordata un'ospitalit un po'
meno... altolocata! ASCA, STIn, b. 1, fasc. 24, Lettera di Tullo Cantoni ad Alberto Marghieri, 3 maggio 1909. Tra le
accuse mosse da Mocchi a questa parte di azionariato, anche quella di aver fatto costruire nel retropalco del Costanzi un
ascensore, del costo di L.10.000, per evitare di dover salire le scale per raggiungere gli uffici della societ.

p. 160
vincolare nel raggio d'azione di questa Societ quanto di meglio vi nella forma di estrinsecazione teatrale [...].
Noi pensiamo che l'anno venturo, affinch il funzionamento dell'organizzazione sia perfetto e completo, si
debba preparare tre nuclei di grandi spettacoli, i quali passino successivamente da Torino a Roma, da Roma a
Napoli e via dicendo, in circolazione insomma di quaranta in quaranta giorni [...]. Mentre i cartelloni dei
singoli teatri sono oggi composti di sei o sette opere al pi, ne comprenderebbero invece dodici almeno,
realizzando indirettamente il teatro a repertorio, che rappresenta il vano desiderio delle organizzazioni
teatrali, veramente perfetto, a causa della mancanza degli artisti e degli inconvenienti finanziari ed editoriali.
Ognuno dei tre teatri principali accennati, avrebbe lo stesso repertorio, il medesimo formidabile squadrone di
artisti e invece di un solo direttore di orchestra... tre! Anzi quattro direttori d'orchestra [...]. A met aprile i tre
nuclei riuniti insieme con l'orchestra, i cori, il Corpo di ballo del Costanzi scritturati per cinque anni
d'accordo col Colon salperanno come una sola Compagnia per Buenos Ayres, avendo gi tutto il repertorio
preparato.549

P. 250

Nel 1911 i ricchi cachet del Comitato avevano messo in difficolt anche la Scala, come denuncia Visconti di Modrone a
San Martino: Saprai che alla Scala esiste una Scuola di Ballo ricca di antiche tradizioni e che offre un elemento prezioso
per tutti gli spettacoli. Le allieve vi fanno un corso di dieci anni ed alla fine di questi escono col diploma di prima ballerina.
La disciplina vi sempre mantenuta ferrea e vuoi per l'ambizione dell'esame finale seguito da brillante carriera, vuoi per gli
impegni presi, e, per evitare la perdita di un deposito lasciato mensilmente sulla paga e solo restituibile cogli interessi a
quelle alunne che raggiungono la fine del corso ben raramente si avevano negli scorsi anni a deplorare delle defezioni se ne
togli qualche isolato caso dovuto la maggiore delle volte per ragioni di famiglia. Da qualche tempo le cose sono
completamente mutate e giornalmente veniamo avvertiti dalle famiglie che esse intendono ritirare la loro figlia pur
disponendosi a perdere tutti quei vantaggi che loro sarebbero dovuti rimanendo in scuola. Sai dove sono scritturare tutte le
nostre allieve? A Roma al Costanzi per la prossima grande Stagione. Voi certo che siete del Comitato non saprete l'origine
delle ballerine che vengono scritturate dagli agenti milanesi i quali trovano comodissimo di prendere senza incomodi e
fatiche ci che gi pronto ma non certo disponibile poich fra le altre cose tutte quelle ragazze che sono a Roma
scritturate oltrech abbandonare la Scuola dovranno lasciare anche il Teatro assai prima che la stagione nostra sia esaurita.
Non faccio commenti ma mi rivolgo alla buona tua amicizia affinch tale inconveniente si faccia cessare. La Scala pronta
sempre ad aiutare ed appoggiare qualunque grande manifestazione d'arte da iniziarsi negli altri grandi Teatri ma ha altres il
diritto di pretendere che a meglio favorire le riuscita di questi, essi debbano farle del danno. Ti ripeto che non dubito
assolutamente che a voi possa essere noto quanto oggi ti scrivo come non dubito che vorrai impartire ordini affinch la cosa
cessi sciogliendo possibilmente dagli impegni quelle che gi furono scritturate. AVM, AFVMIII, b. H75, fasc. 3, Lettera di
Uberto Visconti di Modrone a Enrico di San Martino, Milano, 13 febbraio 1911. La questione viene immediatamente
risolta: Come tu hai facilmente preveduto, n io n la Direzione del Costanzi eravamo informati dell'inconveniente da te
lamentato. Per fare cosa gradita a te la Direzione del Costanzi appena venuta a conoscenza della cosa aveva disposto che si
ritenessero libere da ogni impegno con noi le ballerine provenienti dalla scuola della Scala; ad ogni modo io ho confermato
quest'ordine e sono sicuro ch'esso verr mantenuto. Non ti nascondo tuttavia che tutto ci potr recare alla nostra
organizzazione in questo momento un qualche imbarazzo, e ti prego quindi, nel caso avessimo a sentirne necessit, di
volerci favorire dando disposizioni affinch la Direzione della Scala ci consigli e ci aiuti nella scelta di elementi che
avessero a mancarci. Ivi, Lettera di Enrico di San Martino a Uberto Visconti di Modrone, Roma, 20 febbraio 1911.

p. 298
Anche a Milano l'accordo artistico scatena diversi malumori, tanto che mentre la compagnia
si trova ancora in Sud America, Visconti compie alcune mosse che sembrano dimostrare
l'intenzione di ricalibrare alcuni aspetti dell'accordo con Mocchi. Non sappiamo se per un
ripensamento oppure per gli impegni al fronte, Visconti temporeggia e la definizione del
programmazione per la stagione di Carnevale subisce una battuta d'arresto. A denunciare la
stagnazione proprio il socio di Mocchi, Carlo D'Ormeville, che dalle colonne della
Gazzetta dei Teatri sollecita Visconti affinch non manchi ai propri impegni. Con una
lettera aperta al presidente, pubblicata in prima pagina il 7 ottobre, il direttore del periodico
inaugura una campagna stampa dietro alla quale difficile non vedere la mano di Mocchi.
Mentre lei se ne sta sul fronte, sopportando i disagi e sfidando i pericoli della guerra,
nobilissima prova ed esempio di quel patriottismo, che fu sempre una delle pi spiccate

caratteristiche ereditarie della sua famiglia, qui a Milano, il piccolo ma rumoroso mondo
teatrale fu fino ad oggi agitato e preoccupato, non certo senza ragione, per le sorti della Scala.
Il sacro tempio dell'arte da vari mesi ermeticamente chiuso, come quelle botteghe austrotedesche, che vennero devastate dalla furia popolare il personale addetto ai lavori estivi di
preparazione brilla per la sua assenza al gajetto sciame della allieve della Scuola di ballo
inesorabilmente vietato l'ingresso la barbetta brizzolata del Direttore Mingardi era
scomparsa, poich fra lui e lo stambugio direttoriale c'era di mezzo il mare [] in una parola
da cima a fondo del vasto edificio tutto silenzio di tomba e desolazione di abbandono. [] I
pi pessimisti gridavano ai quattro venti: - La Scala rimarr chiusa! [] Per mio conto io non
ho mai dubitato e a chi mi interrogava rispondevo sempre: - Il Duca Visconti sa troppo bene
quali sono gli obblighi da lui assunti e non uomo da mancare ai propri impegni,
specialmente ora che la classe artistica versa in cos critiche condizioni.963

p. 398

Tra l'estate del 1926 e l'inaugurazione del Teatro Reale dell'Opera (27
febbraio 1928), il Governatorato di Roma persegue una politica di
profonda riforma organizzativa e produttiva del Costanzi: mentre
l'amministrazione attraverso prestiti di favore alla STIn finanzia la
ristrutturazione dell'immobile, essa avvia la costituzione di tutte le
istituzioni complementari che
debbono col tempo assicurare la maggiore autonomia e la maggiore
organizzazione delle stagioni
liriche.
Nota 1275 La prima a nascere, all'inizio del 1928, su sollecitazione del
consigliere Tommaso Bencivenga, la Scuola di Ballo guidata da Ileana
Leonidoff e Dimitri Rostoff, che in pochissimi mesi ha dato risultati assai
soddisfacenti; s da poter fornire il Corpo di Ballo anche per questa prima
Stagione, il che sembrava insperabile.1276 Inoltre, pochi mesi dopo, il
Consiglio segnala che in via di organizzazione la sartoria, del Teatro, e
poi lo sar la scenografia, la scuola di canto la
scuola di movimenti per le masse ecc.
P. 402

Il Teatro Reale dell'Opera inaugurato alle ore 20.45 di luned 27 febbraio 1928 con il
Nerone di Arrigo Boito diretto da Gino Marinuzzi. Sotto l'epigrafe celebrativa del rinnovato
arco di proscenio1278 e di fronte ai sovrani (ma in assenza di Mussolini 1279), il direttore sale
sul podio alla guida di un'orchestra di cento elementi e di un coro notevolmente rinforzato
rispetto alla gestione di Emma Carelli. Sul palcoscenico, i 48 danzatori del neonato Corpo
di Ballo della Scuola di Teatro, i costumi della Casa del Teatro e le scenografie di
Camillo Parravicini su bozzetti di Duilio Cambellotti, oltre a un cast guidato da Giacomo
Lauri Volpi e diretto scenicamente da Pericle Ansaldo.
p. 451

La scrittura di una ballerina di fila al Teatro Costanzi1329


Colla presente bench privata scrittura fatta in triplo originale, che avr forza e valore di pubblico istrumento
per consenso delle infrascritte parti, in questa e in qualunque altra citt d'Italia e dell'estero si stabilisce quanto
segue da eseguirsi inviolabilmente: 1.- L'Impresa suddetta <STIN-direzione Costanzi> assume al suo servisio
la signorina Ines Colombo nella sua qualit di seconda ballerina di fila la quale si obbliga di prestare l'opera

propria (agire in tutti i balli, divertimenti danzanti, operaballo, prestarsi per qualunque marcia nelle opere, far
voli, tingersi, vestire (le donne) abito virile nelle parti o ballabili assegnati, uniformandosi a quanto esiger il
carattere di ogni spettacolo, pattinare, ecc.) nella sopraindicata sua qualit, (per cui, si dichiara capace ed
idonea), in tutti gli spettacoli e parti che ordiner l'Impresa, o chi per essa, nella stagione di carnevalequaresima e precisamente dal 16 Dicembre al 13 Aprile 1909 circa, e ci per la complessiva somma di Lire It.
Centoottanta (180) mensili, pagabili per diecine anticipate meno l'ultima posticipata, oppure a quartali uguali
stabiliti, il 1 all'arrivo
ASCA, STIn, b.2, fasc. 8, s. fasc. 3, Contratto tra la Nuova Agenzia Teatrale Coreografica
Internazionale di Arturo Rago e la STIn
per Ines Colombo (seconda ballerina di fila), Milano, 10 novembre 1908.
1329

p. 465

Un colloquio con Walter Mocchi sul programma della Societ teatrale


Internazionale, intervista di Giuseppe Cassone in La Stampa, 20
febbraio 1909
[] Ella vede che un solo materiale scenico di gran lusso, la cui spesa ricadr e sui teatri italiani e su quelli
americani, si potr ottenere un risultato tale di soddisfare le esigenze del pubblico pi arcigno.
- E per il Sud-America?
- Volevo appunto parlargliene. A met aprile i tre nuclei riuniti insieme con l'orchestra, i cori, il Corpo di ballo
del Costanzi scritturati per cinque anni d'accordo col Colon salperanno come una sola Compagnia per
Buenos Ayres, avendo gi tutto il repertorio preparato.
- A mio avviso c' per una difficolt: trovare gli artisti degni.
- Ma a realizzare il nostro progetto stiamo gi trattando con gli artisti, che saranno scritturati con contratti
triennali o
quinquennali.
L'occasione ora buona per accennare appunto alle discussioni

p. 93. Si parla della stagione 1909 al Costanzi


nota 298

A Giorgio Polacco, che nella stagione precedente era stato il direttore principale del San Carlo di Lisbona, viene affiancato
Teofilo De Angelis e dai maestri sostituti Nicola Bosisio (anche maestro di banda), Alfredo Martino, (?) Bernabini e
Giuseppe Longo. Completano la compagine della stagione lirica di Carnevale Giobattista Zorzato (maestro del coro),
Vincenzo Dell'Agostino (coreografo e direttore di scena), Carlo Cordova (sostituto coreografo), Luigi Bellabarba
(suggeritore) e Attilio Polidori (direttore dei macchinisti).

p. 94

Come pianificato da Morichini, il 1 settembre Donna Juanita di Supp inaugura la stagione


trimestrale di operetta della Compagnia Citt di Milano. Diretta da Francesco Ambrosoli,
con la direzione artistica di Luigi Sapelli e la direzione tecnica di Eduardo Favi, la
compagnia rappresenta un'eccellenza nel panorama operettistico: se innegabile che nel
regno dell'operetta e delle feries non si combatte ormai che a colpi di... scenari e di costumi
luccicanti, abbaglianti, armonizzati in diverse tonalit di colore e nelle foggie pi proprie ed
eleganti .
304, i costumi di Caramba, le scene dipinte dagli scaligeri Rovescalli e Invernizzi, le
coreografie di Belardinelli, un cast di alto livello305
La compagnia stabile Citt di Milano si presentata con un insieme meraviglioso: scenari, vestiti, voci,
tutto esce dall'ordinario in fatto di operette. In Donna Juanita noi abbiamo ammirato un paesaggio
spagnolo dai balconi fioriti, dalla vita rumorosa di piazza: Caramba un grande scenografo: egli mette un po'
della sua anima materiata di poesia, in quanto disegna e dipinge. C'era molta attesa per Emma Vecla, l'artista di

fama mondiale: non fummo delusi... Il fascino della sua voce eguaglia solo il fascino della sua bellezza; gli
applausi che la salutano sono clamorosi. Ella spagnola e riesce la spagnola ideale, quella che le nostre
fantasie innamorate nno chiss quante volte sognato [].

, nonch la disponibilit degli spartiti pi alla moda, fanno della compagnia uno dei fiori
all'occhiello della Suvini e Zerboni.
p. 97

Sull'effettiva capacit degli artisti di operetta di confrontarsi con l'opera comica, scrive
l'Avanti!: La Stabile Milanese di opere comiche ha voluto iersera lasciare le scene fantasmagoriche, le
grandiosit coreografiche, lo sfarzo moltiplicato delle masse canore e danzanti, tutto quel complesso di
ricchezza smagliante che veste la troppo frequente povert musicale nelle operette moderne, trasformate quasi
in cinematografo, vivo di colori e scialbo di idee. Iersera si pass, si torn ad un capolavoro intrecciato di perle
melodiose []. Nella semplicit del Don Pasquale, Donizetti ha saputo innestare uno spirito comico ed una
dolcezza idilliaca che son divenuti merce ahime! troppo rara! A favore dell'esecuzione ordierna al Costanzi
stanno: la misurata e sperimentata comicit di truccatura, di dizione e di azione del protagonista [], la
bellezza artistica, prospettica delle scene [], la concertazione accurata, e per lo pi delicata, del maestro
Lanzini, che dirige un'ottima orchestra. Eppure... eppure la squisita linea del pensiero musicale donizettiano
esige qualche cosa di pi. Qui ci troviamo di fronte ad una Compagnia che dispone di grandi mezzi, non ad una
povera impresa di provincia: ed perci che il pubblico [] potrebbe chieder di meglio. Non sempre era
perfetta l'intonazione [].317

P. 136
Nota 448 Le opere resteranno le stesse. Signore: Maria Baccarini, Olga Bagagiolo, Matilde Blanco, Camilla Bonino, Adele
Cousin, , Tina Desana, Margot Kaftal, Hilda Lucchi Segura, Margherita Manfredi, Irma Mauroner, Guglielmina Marchi,
Marcella Revilla, Giannina Russ (ma solo per le recite straordinarie di Norma), Ancilla Tassinari, Bice Vanzetti. Signori:
Benedetto Challis, Lodovico Contini, Ignazio Digas, Plinio Gabardo, Pietro Giacomello, Attilio Maurini, Carlo Mariani,
Luigi Nicoletti Kormann, Giuseppe Segura Tallien. Maestro direttore concertatore: Ettore Panizza; maestri sostituti:
Riccardo Dellera e Mario Ferrarese; direttore del Coro: Enrico Romeo. Completano la compagnia: Achille Cerati (maestro
rammendatore), Ernesto De Marinis (maestro direttore della banda), Giacomo Razzetto (coreografo), Vincenzo Giacomelli
(direttore di scena), Romeo Cellini (sostituto).
p. 200
662 Elenco

degli artisti. Signore: Elsa Bland, Emma Carelli, Marta Curellich, Maria Farneti, Luisa Garibaldi, Rina Giachetti,
Maria
Antonietta Isaia, Felicia Kaschowska, Maria Pozzi, Giannina Russ, Maria Avezza, Elvira Lucca. Signori: Amedeo Bassi,
Oreste Benedetti, Luigi Bolis, Sebastiano Cirotto, Giuseppe De Luca, Ignazio Digas, Edoardo Garbin, Rinaldo Grassi,
Nunzio Rapisardi, Carlo Rousselire, Jos Torres De Luna, Domenico Viglione-Borghese, Carlo Walter, Giuseppe Gironi,
Pompilio Malatesta, Virgilio Mentasti, Salvatore Sabatano, Ettore Trucchi Dorini. Maestro concertatore e direttore
d'orchestra: Pietro Mascagni. Altri Maestri: Tullio Serafin (per la Festa del Grano) e Teofilo De Angelis. Maestri sostituti:
Alfredo Martino, Attico Bernabidi, Domenico Alaleona. Maestro del Coro: Giovanni Battista Zorzato. Completano la
compagnia Luigi Bellabarba (suggeritore), Romeo Francioli (coreografo), Oreste Bornisacci (direttore del macchinario di
scena) e gli elettricisti Antonio Beretter e Alessandro Sambucetti. Il coro composto da 50 cantanti uomini e 18 donne
della Societ Corale Romana, cui si aggiungono 18 donne forestiere scritturate dall'agenzia della STIA con una
provvigione del 3%. Cfr. ASCA, STIn, b. 4, fasc. 15, Stagione lirica 1909-10. Foglio di appunti n 1.
p. 255
[si parla credo del 1911-12]

Sotto la bacchetta di Gino Marinuzzi e con il supporto di buona parte del cast scritturato per
il Costanzi839 Ma torniamo alla stagione 1911-12 del Costanzi. Come da convenzione, il
cartellone presentato da Mocchi e Carelli prevede non meno di 8 titoli, in un programma
scelto con criteri eclettici [che] , la compagnia sar protagonista di un intenso ciclo di
rappresentazioni tra le piazze di Cile, Argentina, Uruguay e Brasile.

Dopo essersi esibiti al Costanzi, a fine stagione s'imbarcano per il Sud America: Ersilde Cervi-Caroli, Rosina Storchio,
Maria Marek, Gilda Flory, Elena Rakowska, Luigi Marini, Renzo Minolfi, Gualtiero Favi, Giuseppe Taccani, Cesare
Spadoni, Ettore Trucchi-Dorini, Paolo Argentini, Giulio Cirino, Giorgio Schottler. A questi si aggiungono il coreografo del
Costanzi Romeo Francioli (accreditato nei teatri sudamericani come regisseur-coreografo) e il maestro del coro Paride
Soffritti.
839

p. 296

Il primo scambio della combinazione architettata da Mocchi si realizza a favore dei teatri
sudamericani: il 22 aprile 1915 la Gazzetta dei Teatri annuncia a tutta prima pagina il
cartellone della Grande stagione lirica ufficiale 1915 del Teatro Coln di Buenos Aires,
realizzata in collaborazione artistica colla SCALA di Milano 955. Nel programma spiccano
i nomi dei tre divi forse pi acclamati dell'epoca Enrico Caruso, Titta Ruffo e Mario
Sammarco necessari all'impresa per stimolare la campagna di abbonamenti su cui si
basava l'organizzazione delle stagioni in Sud America956 Ma pi che l'alto livello della
compagnia, in questa sede mi preme sottolineare gli elementi che realizzano la
collaborazione artistica tra i due teatri. Innanzitutto le tre principali figure direttoriali
appartengono alla Scala: direttore d'orchestra Gino Marinuzzi, Regisseur Generale il
direttore artistico scaligero Vittorio Mingardi, Maestro del Coro Enrico Romeo, mentre dal
Costanzi arrivano il direttore di scena Romeo Francioli e il coreografo Augusto Francioli.
Gran parte degli artisti provengono inoltre dall'Agenzia Teatrale Italo-Sud-Americana o sono
comunque habitu delle stagioni interoceaniche di Mocchi e Carelli (su tutti: Bernardo De
Muro, Hipolito Lazaro, Ernestina Poli Randaccio, Rosa Raisa, Gilda Dalla Rizza .