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commedia dell'arte

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Indice
Voci
Commedia dell'arte Amoroso (teatro) Battacio Dominique Biancolelli Pierre Franois Biancolelli Canovaccio Commedia ridicolosa Compagnia dei Gelosi Composition de Rthorique Giovanni Gherardi (attore) Tristano Martinelli Maschera (commedia dell'arte) Maschera teatrale Alberto Naselli Riforma del teatro Thtre de la comdie italienne Jacoma Antonia Camilla Veronese 1 21 21 22 23 24 25 30 30 31 32 34 37 39 40 41 43

Note
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Commedia dell'arte

Commedia dell'arte

Storia del Teatro Occidentale Teatro greco Tragedia greca Commedia Dramma satiresco Autori classici greci

Teatro latino Atellana Cothurnata Fescennino Praetexta Palliata Satira latina Togata Autori classici latini

Teatro medievale Sacra rappresentazione Mistero Moralit

Commedia dell'arte

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Teatro moderno Teatro rinascimentale Teatro elisabettiano Commedia dell'arte Comdie larmoyante Dramma romantico Dramma borghese Dramma politico

Teatro contemporaneo Regia teatrale Teorici del teatro Teatro epico Teatro dell'assurdo Variet

Storia della danza Storia del mimo e della pantomima Storia del circo Visita il Portale del Teatro

La commedia dell'arte nata in Italia nel XVI secolo e rimasta popolare fino alla met del XVIII secolo, anni della riforma goldoniana della commedia. Non si trattava di un genere di rappresentazione teatrale, bens di una diversa modalit di produzione degli spettacoli. Le rappresentazioni non erano basate su testi scritti ma dei canovacci detti anche scenari; i primi tempi erano tenute all'aperto con una scenografia fatta di pochi oggetti. Le compagnie erano composte da dieci persone: otto uomini e due donne. All'estero era conosciuta come "Commedia italiana". Nella loro formula spettacolare, i comici della Commedia dell'Arte introdussero un elemento nuovo di portata dirompente e rivoluzionaria: la presenza delle donne sul palcoscenico. In un contratto stipulato con un notaio di Roma, il 10 ottobre 1564, fa la sua prima apparizione una donna: la "signora Lucrezia Di Siena"[1] ingaggiata da una compagnia che si proponeva di far commedie nel periodo di carnevale, probabilmente un personaggio di elevata cultura in grado di comporre versi e di suonare strumenti. Solamente alla fine del secolo le donne avrebbero preso posto a pieno titolo nelle compagnie teatrali. La definizione di "arte", che significava "mestiere", "professione", veniva identificata anche con altri nomi: commedia all'improvviso, commedia a braccio o commedia degli Zanni.

Origine
La prima volta che s'incontra la definizione di commedia dell'arte nel 1750 nella commedia Il teatro comico di Carlo Goldoni. L'autore veneziano parla di quegli attori che recitano "le commedie dell'arte" usando delle maschere e improvvisano le loro parti, riferendosi al coinvolgimento di attori professionisti (per la prima volta nel Teatro Occidentale abbiamo compagnie di attori professionisti, non pi dunque dilettanti), ed usa la parola "arte" nell'accezione di professione, mestiere, ovvero l'insieme di quanti esercitano tale professione. Commedia dell'arte dunque come "commedia della professione" o "dei professionisti". In effetti in italiano il termine "arte" aveva due significati: quello di opera dell'ingegno ma anche quello di mestiere, lavoro, professione (le Corporazioni delle arti e mestieri). Il trapasso dalla commedia rinascimentale, umanistica ed erudita recitata da attori dilettanti a quella dell'arte avviene tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo grazie ad una serie di contingenze fortunate che si susseguono intorno a quegli anni, non ultime le condizioni politiche e sociali che sconsigliavano una produzione teatrale incentrata sui contenuti, sull'impegno politico e sulla polemica sociale.[2]

Commedia dell'arte

Nascita dei teatri a pagamento


La prima contingenza fu la nascita dei teatri privati, specialmente a Venezia dove le famiglie nobili iniziano una politica di diffusione, all'interno della citt, di nuovi spazi spettacolari dedicati alla recitazione di commedie e melodrammi a pagamento. Per la prima volta le famiglie Tron e Michiel fecero costruire due "Stanze" per le commedie nella zona di San Cassiano, da cui i teatri presero il nome, che si trovava oltre Rialto, e per la prima volta (sicuramente dopo il 1581, com' testimoniato da Francesco Compagnia dei Gelosi? (anonimo fiammingo, 1580 ca.) Sansovino, figlio dell'architetto Jacopo Sansovino[3]), i due teatri aprono anche al pubblico popolare, da sempre escluso dagli spettacoli eruditi, prodotti per i principi e le loro corti. Sulla scia dei teatri di San Cassiano anche altre nobili famiglie veneziane si cimentarono nella costituzione di questa nuova industria, cosa che d'altra parte non stupisce visto la predisposizione mercantile ed imprenditoriale della citt lagunare. Anche i Vendramin e soprattutto la famiglia Grimani (che all'inizio del Settecento aveva monopolizzato l'intera, o quasi, industria degli spazi teatrali veneziani) fecero costruire altri teatri per le rappresentazioni dei comici dell'arte come il Teatro Santi Giovanni e Paolo nel sestiere periferico di Cannaregio, ma anche del San Mois, del teatro San Luca e del Teatro Sant'Angelo costruiti sul Canal Grande, sintomo dell'importanza che i teatri a pagamento avevano acquistato all'inizio del Seicento non soltanto a Venezia. La nascita dei teatri dette nuovo impulso all'arte dell'attore che da giocoliere di strada, saltatore di corda o buffone di corte che fosse cominci a esibirsi in trame pi complesse; per questo alcuni attori di strada cominciarono a strutturarsi in compagnie girovaghe: le "Fraternal Compagnie" dell'inizio si trasformarono in vere e proprie compagnie che partecipavano ai proventi di questa nuova industria.

Dalla Commedia al Canovaccio


La recitazione assunse una nuova struttura e i testi da recitare si limitavano ad un canovaccio, dove veniva data una narrazione di massima indicativa di ci che sarebbe successo sul palco. Su questo tratto dell'improvvisazione gli storici del teatro si sono spesso divisi: non per tutti l'improvvisazione era il tratto distintivo delle commedie degli Zanni, ma su questo era stata creata una mitologia dell'attore "puro" e completamente padrone dei suoi mezzi, tanto da non aver nessun bisogno di parti recitate.

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Le fonti iconografiche
Forse il mito dell'improvvisazione proviene invece dalla scarsit di materiale e testi giunti fino a noi e dalla grande proliferazione di testimonianze iconografiche, che alle volte non sono che la testimonianza della diffusione di un'idea del comico dell'arte, piuttosto che una testimonianza dei testi recitati. Ad esempio, tutti i riferimenti nei quadri di Watteau niente hanno a che fare con i veri e propri comici della commedia italiana in Francia, sono piuttosto un colto inserimento delle maschere all'interno delle scenette arcadico-galanti dei Jacques Callot, Danza di 2 zanni soggetti dei suoi dipinti. La stessa cosa si deve dire dei Balli di Sfessania di Jacques Callot, che rappresentano piuttosto le maschere del carnevale napoletano e i suoi Zanni e Capitani niente hanno a che vedere con dei veri e propri attori dell'arte. Una delle prime testimonianze iconografiche riferibili sicuramente alla commedia dell'arte la raccolta delle incisioni Fossard. Divisa in due parti separate, una raffigura i lazzi dei contrasti comici tra Magnifico e Zanni, l'altra composta invece da incisioni riferite ad una rappresentazione teatrale con la comparsa di attori come Pantalone, Arlecchino, Zanni, il Capitano, Franceschina e gli Innamorati. Probabilmente si trattava di foglietti pubblicitari di una compagnia comica per attirare spettatori, le didascalie sono in francese e questo fa pensare ad una compagnia che alla fine del Cinquecento ha lavorato in Francia, forse quella di Zan Ganassa chiamata a Parigi nel 1571 dal re Carlo IX o la compagnia dei Gelosi, che nello stesso anno erano in Francia per il battesimo di Charles-Henry de Clermont. Ancora all'estero, nel castello di Landshut, in Bassa Baviera, un intero scalone stato affrescato dal pittore italiano Alessandro Scalzi con scene della commedia dell'arte: sempre intorno agli anni settanta del Cinquecento, abbiamo infatti carteggi molto remoti di richiesta di compagnie comiche indirizzate dall'Imperatore Massimiliano II al Duca di Mantova, Guglielmo Gonzaga. Pi di recente, sempre in area germanica, il pittore-scenografo Ludovico Antonio Burnacini ha riprodotto in acquerelli le disgrazie di Pulcinella e i travestimenti di Arlecchino per i teatri di Vienna; lo stesso soggetto dei travestimenti di Arlecchino stato dipinto su tela, nel numero di diverse decine di soggetti, dal pittore fiorentino Giovanni Domenico Ferretti. Ci sono poi numerose incisioni nei testi che riportano canovacci di commedie, come quelle arlecchinesche del Teatro di Evaristo Gherardi, ritratti di comici ed altro ancora oltre una vasta messe di raffigurazioni non ancora catalogate.

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Dai contrasti comici alla Commedia ridicolosa


Dalla strada provengono invece le forme embrionali dei soggetti comici, i cosiddetti duetti fra Magnifico e Zanni.[4] Questi soggetti erano mutuati dalla grande produzione popolare iniziato anche a livello "culto" dalla grande scuola siciliana come nel caso dei Contrasti di Cielo d'Alcamo del XIII secolo. I contrasti comici facevano parte della tradizione giullaresca ed erano diffusi sia nelle piazze e nelle fiere che nei palazzi nobili e le corti sin dal Quattrocento. Il passaggio dalla piazza al teatro avviene non senza l'influenza di certe commedie erudite del primo Cinquecento. sbagliato dire che la Karel Dujardin, Zanni, Scaramuccia e la ruffiana commedia dell'arte proviene per filiazione dalle commedie in dialetto veneto e alla villanesca di Ruzante o dalla Mandragola di Niccol Machiavelli, anche se i modelli plautini dei servi o del Miles Gloriusus hanno influenzato non poco la struttura sia della commedia rinascimentale che di quella dell'arte. Le commedie di Sforza Oddi (L'Erofilimachia ovvero il duello d'amore, et d'amicitia, Li morti vivi, e La prigione d'amore) risentono in maniera palese dei personaggi dell'arte e questa forse la linea di confine tra l'erudito e il professionista che comunque non smise di esistere con l'avvento della commedia dell'arte; molti furono gli autori che continuarono nella tradizione della commedia cortigiana come Jacopo Cicognini e Giacinto Andrea Cicognini nel Seicento e Giovan Battista Fagiuoli tra la fine del secolo e l'inizio del Settecento. Ancora nobili dilettanti furono gli autori e gli attori della Commedia ridicolosa, la versione cortigiana della commedia dell'arte che sostitu, in parte, quest'ultima dopo la partenza dei maggiori attori italiani verso nuovi lidi come Parigi, Vienna, la penisola iberica e la Moscovia mettendo in scena le maschere della commedia improvvisa.

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La struttura della commedia dell'arte


In Italia, questo tipo di spettacolo sostitu tout court la commedia erudita del quattro-cinquecento, ma non soltanto questa: anche molte tragedie e pastorali, infatti, furono invase dalla presenza delle maschere. Arlecchino e gli altri zanni si trasformavano, in queste occasioni, in servi del tiranno o pastori arcadici, portando sempre e comunque il loro spirito irriverente di buffoni di corte o quello dei poveri diavoli come gi avevano fatto i giocolieri nelle sacre rappresentazioni medievali.

Commedianti italiani e francesi

Goldoni riporta spesso nelle sue memorie alcuni lazzi, che nel Settecento ormai si erano consolidati, di zanni che agivano anche in tragedie sanguinarie come l'esempio di Belisario, dove Arlecchino, servo del generale bizantino caduto in disgrazia e accecato per gelosia dall'Imperatore Giustiniano, faceva camminare a colpi di bastone il suo padrone ormai cieco. Oppure nella tragedia Il Rinaldo, tratto molto liberamente dai personaggi del poema di Torquato Tasso, Arlecchino servo del paladino protagonista, difende il castello di Montalbano con una padella con cui respinge l'assalto dei nemici. Goldoni, di fronte a questi inserimenti comici, inorridisce e li riporta nelle sue memorie soltanto per dimostrare la decadenza del teatro italiano all'inizio della sua carriera (intorno al 1730) e sostenendo la necessit di una riforma che sostituisca la vecchia struttura del teatro mascherato con un nuovo teatro pi vicino al naturale e con personaggi senza maschere. Esemplare in tal senso il modo in cui egli racconta molti anni dopo levoluzione in "commedia di carattere" del celebre canovaccio Arlecchino Elettrizzato (Arlequin Electricien), originariamente ispirato ai primi esperimenti della macchina scotente di Luigi Galvani, e modificato sullonda dei clamori suscitati dal collaudo del parafulmine, avvenuto a Parigi nel 1752. Nonostante l'impegno teorico di Goldoni, la commedia dell'arte ancora ben viva nel cuore degli spettatori suoi contemporanei tanto in Italia, dov'era nata, che nelle principali corti europee dov'era diffusa con nome di commedia italiana e rappresentava, insieme al melodramma, la fortuna dell'arte dello spettacolo italiano.

Canovaccio dautore - fine del XVIII sec.

Nel 1750 Goldoni scrisse e fece rappresentare Il teatro comico, la sua commedia-manifesto, che metteva a confronto le due tipologie di teatro, quello dell'arte e la sua commedia riformata, cercando di far accettare sia alle compagnie che agli spettatori la novit di una commedia naturalistica che reggesse il passo con le novit del resto d'Europa come Shakespeare, che nel Settecento cominci ad essere esportato anche fuori dall'Inghilterra grazie alla bravura di uno dei suoi pi eccellenti interpreti di tutti i tempi: David Garrick, o le ultime commedie di Molire che, pur figlie

Commedia dell'arte spurie della commedia italiana, cominciavano un cammino d'identit propria che si svilupp sino a Beaumarchais e alla commedia rivoluzionaria di Diderot. Ci non toglie che ambedue gli autori, sia Molire che Shakespeare, abbiano sentito forte l'influsso dei commedianti italiani. Molire, in particolare, stato allievo di Tiberio Fiorilli in arte Scaramuccia, poi diventato Scaramouche, quindi con una filiazione diretta che si sente in commedie come: Don Giovanni e nel Il borghese gentiluomo (soltanto per fare gli esempi pi famosi) e alcuni personaggi shakespeariani come: Stefano e Trinculo de La tempesta sono due zanni all'italiana dei quali usano gli stessi lazzi e battute e forse persino Falstaff rievoca la figura del Capitano vanaglorioso della commedia dell'arte. Non si sa se Shakespeare vide mai una commedia dell'arte ma ne sub comunque il fascino, dato che il suo amico-avversario Ben Jonson, altro grande autore del teatro elisabettiano, mise in scena Il Volpone la migliore versione inglese del teatro dell'arte all'italiana.

La commedia dell'arte in Francia


Le prime compagnie
La prima notizia che abbiamo di una compagnia comica italiana organizzata che ha avuto rapporti con la Francia del 1571, quando i Gelosi furono chiamati in Francia per i festeggiamenti del battesimo di Charles-Henry de Clermont. Contemporaneamente, nell'ottobre dello stesso anno la Compagnia di Zan Ganassa si trovava alla corte di Carlo IX. Nel 1572 la Compagnia del Duca di Mantova di Zan Ganassa ancora a Parigi. Nel maggio del 1576 i Gelosi vanno in Francia su richiesta del nuovo re: Enrico III.

Commedia dell'arte con Arlecchino e il Capitano

Tuttavia, a sdoganare la commedia dell'arte in Francia furono il sovrano Enrico IV di Borbone e la sua sposa, Maria de' Medici. Gi nel dicembre del 1599 Enrico richiede al Duca di Mantova la Compagnia degli Accesi e l'Arlecchino Tristano Martinelli. Dopo le nozze con la regina Maria, celebrate anche da Rubens in una serie di sue famose tele, gli attori italiani cominciarono ad avere una frequentazione assidua della corte parigina, sia come singoli che come compagnie. Nel 1603 i comici italiani prendono residenza al teatro dell'Htel de Bourgogne, gestito fino a quel momento dalla Confraternita della Passione a cui i comici pagavano l'affitto, mentre Isabella Andreini alloggiava presso la corte di Fontainebleau. Ma fino al 1614, quando la compagnia di Giovan Battista Andreini e Tristano Martinelli prende in affitto per due mesi la sala dell'Htel de Bougogne, sempre pi spesso adibito a teatro della Commedia Italiana al posto del piccolo teatro del Palais-Royal, non si pu ancora parlare di una vera e propria commedia dell'arte francese.

Commedia dell'arte

Il periodo d'oro
Nel corso del XVII e XVIII secolo l'emigrazione dei comici in Francia divenne un fatto endemico. Dal teatro degli Italiani nacquero anche dei grandi attori che illumineranno l'arte del recitare in Francia alla fine del XVIII secolo. Fra gli esempi pi importanti vi sono Madame de Clairon e Le Kain, e da questo deduciamo l'importanza che la commedia dell'arte ha avuto sul teatro francese. Che la commedia italiana fosse stata una specie di scuola teatrale testimoniata dalla carriera di Molire, che apprese l'arte del recitare dallo Scaramouche Tiberio Fiorilli: fra le commedie del francese alcune conservano la struttura e i personaggi (gli zanni del Don Giovanni e del Borghese gentiluomo). Nacquero a Parigi ed esclusivamente per il pubblico francese Pierrot, Scaramouche e Polichinelle. Ma fra tutti Arlecchino fin dagli inizi fu il personaggio preferito dai francesi; alcuni arlecchini come Biancolelli, Gherardi, Bertinazzi e Visentini lavorarono esclusivamente in Francia e inventarono nuove trame e canovacci per la Comedie Italienne, completamente sconosciuti in Italia.[5] Nacque cos un repertorio adattato alla lingua francese e molti comici italiani si francesizzarono: nacquero delle famiglie di comici dell'arte francesizzate come i Riccoboni, i Biancolelli , gli Sticotti e i Veronese. Nel 1697, durante la messinscena della commedia La fausse prude, ispirata alla figura di Madame de Maintenon moglie morganatica di Luigi XIV, il Mezzettino Angelo Costantini fece pesanti allusioni e le buffonerie dello Zanni non furono gradite dal sovrano che chiuse il Thtre de la comdie italienne e cacci i comici italiani. Questi furono costretti ad emigrare in provincia e nei teatri della Foire che si tenevano ai confini della capitale. Successivamente, nel 1716, poich il popolo, al contrario della corte, amava e continu a seguire le commedie degli Italiani, il Teatro Italiano fu ripristinato anche a Parigi.

Il ritorno dei comici a Parigi


Questa volta fu Luigi Riccoboni, in arte Lelio, a guidare la truppa del nuovo teatro parigino. Riccoboni era una figura di attore-intellettuale lontana dall'obsoleta figura dell'attore italiano buffone di corte, infatti fu tra coloro che all'inizio del secolo volevano riformare il teatro italiano per portarlo al livello della Francia, dell'Inghilterra e della Spagna, quasi un Goldoni ante-litteram. Riccoboni era amico di Scipione Maffei e mise in scena la sua tragedia Merope. Riccoboni fu sensibile anche ad un recupero della commedia rinascimentale, rimise in scena La La cacciata dei comici italiani da Parigi (1697). Incisione di Louis Jacob da un quadro di Lena di Ludovico Ariosto riscuotendo Antoine Watteau. per scarso successo di pubblico. In Francia, Riccoboni fu costretto dal pubblico, abituato agli arlecchini, a ritornare ai vecchi canovacci ed anche in questo il suo destino pare un'anticipazione di quello di Carlo Goldoni dopo il 1762. Neanche la Rivoluzione Francese scalf il successo della Commedia dell'Arte, infatti anche dopo il 1789 essa non sub cambiamenti particolari e i comici continuarono a recitare le loro commedie, che influirono sul teatro francese ancora per anni. Ma nel periodo del Terrore i giacobini proibirono i mascheramenti carnevaleschi per paura di attentati e spionaggio controrivoluzionario e anche le maschere della commedia dell'arte sparirono, anche se lo

Commedia dell'arte spirito rimase nei quadri di Watteau e nell'opera di Marivaux e Beaumarchais.

Il canovaccio
Per approfondire, vedi Canovaccio.

I testi che ci sono giunti in forma di canovacci sono numerosi e coprono l'arco di due secoli, da quelli di Flaminio Scala del Teatro delle favole rappresentative, pubblicato nel 1611 ma di qualche decennio precedente visto che la messinscena de La Pazzia d'Isabella (presente anche in Flaminio Scala) della Compagnia dei comici Gelosi testimoniata dalle cronache dei festeggiamenti del matrimonio tra Ferdinando II de' Medici e Cristina di Lorena del 1589. L'ultima opera teatrale scritta e pubblicata sotto forma di canovaccio fu L'Amore delle tre melarance di Carlo Gozzi del 1761. Il Gozzi fu acerrimo nemico della riforma di Goldoni e sostenitore della Commedia dell'Arte seicentesca (scrisse, fra le altre la commedia Turandot che tanta fortuna avr nel melodramma del secolo successivo), e lasci L'Amore delle tre melarance stampato sotto forma di canovaccio, un evidente omaggio agli attori-drammaturghi dell'Et dell'oro della Commedia dell'Arte che lo avevano preceduto.

Spazi teatrali e recitazione


Le scenografie erano molto semplici, con una piazza al centro del palcoscenico e due quinte praticabili sullo stile di quelle delle prime commedie del Cinquecento: alla met del secolo vennero costruiti dei veri e propri spazi teatrali dedicati a questo genere teatrale. Sorsero dunque, nelle principali citt italiane, i Teatri degli Zanni dei quali sono rimasti alcuni esempi non pi funzionanti come il Teatrino della Baldracca a Firenze, il Teatro di Porta Tosa a Milano e l'ancora funzionante San Carlino a Napoli. A Parigi, che ospit i comici dell'arte fin dal primo Seicento, le compagnie si esibivano all'Hotel de Bourgogne e in seguito nei Teatri della Foire. Secondo una ricostruzione di Siro Ferrone[6] le principali tappe dei maggiori circuiti teatrali italiani all'inizio del XVII secolo delle compagnie di giro erano: Ducato di Savoia: Chambry, Novalesa, Torino, Vercelli Marchesato del Monferrato: Casale Ducato di Milano: Milano, Pavia Repubblica di Venezia: Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Venezia, Chioggia Principato Vescovile di Trento: Trento Ducato di Mantova: Mantova Ducato di Parma: Parma, Piacenza Ducato di Modena: Modena, Mirandola, Reggio Emilia Ducato di Ferrara (fino al 1598): Ferrara, Francolino (oggi piccola frazione di Ferrara)
Teatro della Foire Saint Laurent

Commedia dell'arte Repubblica di Lucca: Lucca Granducato di Toscana: Livorno, Pisa, Firenze, Siena Stato Pontificio: Bologna, Bolsena, Viterbo, Roma, Ancona, Loreto Ducato di Urbino: Pesaro, Fano Regno di Napoli: Capua, Napoli, Salerno Regno di Sicilia: Palermo, Messina

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Moderna commedia
La commedia dell'arte un fenomeno a s stante nella storia del teatro e non si possono trovare delle linee di continuit fra l'arte dell'attore del Cinquecento-Settecento e quello moderno. Anche se sono stati fatti, nel corso dei secoli, esempi di recitazione improvvisata o a braccio che potrebbero ricordare i lazzi dello Zanni seicentesco (ad esempio Petrolini, Charlie Chaplin, Tot ed Eduardo De Filippo), nessuno degli esempi che sono stati fatti ha a che vedere con la reale recitazione dell'attore professionista del Seicento-Settecento. Altra questione la ri-messa in scena delle commedie: non avendo un vero e proprio repertorio di riferimento, coloro che tentano di mettere oggi in scena commedie dell'arte devono affidarsi a delle ricostruzioni filologicamente insufficienti dei canovacci che ci sono rimasti, oppure come certi registi del Novecento mettere in scena commedie di Carlo Goldoni o Molire, ma ambedue i commediografi poco avevano a che spartire con i veri testi della commedia dell'arte.
Pantalone e Tartaglia della Turandot di Carlo Gozzi, regia di Vachtangov (1922)

La fortuna della commedia dell'arte riprende nell'ambito delle avanguardie teatrali del Novecento come mito di

riferimento di una "Et dell'Oro" dell'attore. A partire dai registi russi Mejerhold e Vachtangov passando attraverso il francese Jacques Copeau e l'austriaco Max Reinhardt si arriva alla grande intuizione di Giorgio Strehler che nel 1947 ne fece una bandiera della rinascita della cultura italiana dopo la guerra con il celebre allestimento di Arlecchino Servitore di due Padroni. Altro grande riscopritore della commedia dell'arte fu Giovanni Poli, regista fondatore della compagnia e scuola di teatro a l'Avogaria di Venezia, recuper e riscrisse patiture teatrali del Cinquecento, mettendo in scena tra i tanti spettacoli, soprattutto la celebre "Commedia degli Zanni" rappresentata poi in tutto il mondo dalla stessa compagnia e per la quale Poli ottenne il prestigioso Premio per la migliore regia al Festival del Thatre des Nations a Parigi nel 1960. Negli anni sessanta Dario Fo, grazie al sodalizio con Franca Rame, figlia di una famiglia di commedianti itineranti che possedevano ancora vecchi canovacci, ebbe la fortuna di poter studiare tali documenti, di verificare la loro efficienza e di adattarli alle nuove esigenze, creando una serie di commedie e di monologhi tra cui Mistero buffo. Negli anni ottanta, a seguito del grande successo della reinvenzione del carnevale di Venezia da parte di Maurizio Scaparro, la commedia dell'arte italiana ritrov successo in tutto il mondo con la Famiglia Carrara e il Tag di Venezia diretto da Carlo Boso. Grazie alla parallela attivit di formatore, diverse compagnie di commedia dell'arte si formano in base agli insegnamenti di Carlo Boso. Tra queste vale la pena ricordare, in Italia, l'Associazione Luoghi dell'Arte di Roma, le compagnie Teatroimmagine [7] e Pantakin da Venezia, il TeatroVivo di Cotignola [8] e il

Commedia dell'arte Carro dei Comici di Pesaro [9]. La commedia dell'arte ha in qualche modo dato vita alla moderna commedia cinematografica Slapstick (vedi anche Battacio). La commedia dellarte viene rappresentata in lingua tedesca in Germania dal Teatro d'Arte Scarello di Gian Andrea Scarello ed Anita Steiner.[10] Ma in strada che il mestiere di "Dar Commedia", ritrova la sua originaria forza "prototeatrale", assumendo caratteri assolutamente innovativi, attraverso quel processo di unificazione di circo clownesco e teatro, che va sotto il nome di "Arte di Strada".

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Le maschere
Per approfondire, vedi Maschera (commedia dell'arte) e Categoria:Maschere.

L'artigianato della maschera da commedia riprende vita nel Novecento a ridosso dell'esperienza strehleriana. Amleto Sartori, scultore, re-inventa la tecnica di costruzione della maschera in cuoio su stampo di legno. La maschera, che insieme al costume caratterizza fortemente lo stile di recitazione, viene spesso ad essere sinonimo stesso di personaggio. Le maschere pi celebri della commedia dell'arte sono: Arlecchino, notissima maschera bergamasca, il servo imbroglione, perennemente affamato, per lui Carlo Goldoni scrisse Il servitore di due padroni. Balanzone, conosciuto anche come il Dottore, un personaggio serioso e presuntuoso. Beltrame, una maschera di origine milanese nata nel Cinquecento. Brighella, spesso nei panni di "primo Zanni", il servo furbo, in contrapposizione con il "secondo Zanni", Arlecchino. Il Capitano il militare spaccone e buffonesco, simile al "Miles Gloriosus" plautino fra i Capitani pi celebri ci sono Capitan Spaventa, Capitan Matamoros, Capitan Rodomonte e Capitan Cardone.
Arlecchino

Cassandro una maschera di "vecchio", come Pantalone, e ha caratteristiche simili a quest'ultimo. Colombina la servetta. Fa spesso coppia con Arlecchino, e le sue doti sono la malizia e una certa furbizia e senso pratico. Coviello, Cetrullo Cetrulli, Ciavala, Gazzo o Gardocchia, ha avuto ruoli diversi, dal servo sciocco al padre di famiglia. Francatrippa, secondo Zanni simile ad Arlecchino. Frittellino, primo Zanni di origine ferrarese. Galbusera, maschera monzese di fine Ottocento. Gioppino, raffigurato con tre gozzi, maschera di Bergamo. Gianduja, maschera popolare torinese di origini astigiane. Giangurgolo, maschera calabrese ha una maschera con un naso enorme, cosa che in parte lo accomuna agli Zanni. Meneghino la maschera 'simbolo' della citt di Milano, la sua fama dovuta in gran parte alle commedie di Carlo Maria Maggi. Mezzettino, Zanni furbo e imbroglione.

Brighella

Pantalone, o il Magnifico, una famosissima maschera veneziana. Anziano mercante, entra spesso in competizione con i giovani nel tentativo di conquistare qualche giovane donna.

Commedia dell'arte Peppe Nappa, maschera tipica Siciliana. Mangione e scaltro riesce sempre a tirarsi fuori da ogni impiccio. Pierrot, o Pedrolino, nasce come Zanni modificandosi poi nel famoso personaggio romantico grazie al mimo Jean-Gaspard Debureau. Pulcinella, in versione francese Polichinelle e in quella inglese Punch, la notissima maschera napoletana. Una delle pi famose, forse la pi famosa per riconoscibilit e per caratteristiche caratteriali e comportamentali. Servo spesso malinconico, mescola le caratteristiche del servo sciocco con una buona dose di saggezza popolare. Rosaura, figlia adorata di Pantalone, abita a Venezia in un palazzo bellissimo. La ragazza molto chiacchierona, abbastanza irascibile, gelosa, vanitosa ed innamorata di Florindo. Il suo amore, per, contrastato dal padre che vede in Florindo solo un nobile cavaliere senza denari. Spesso Rosaura, con la complicit di Colombina, invia di nascosto, all'amato, le sue lettere d'amore. Scaramuccia (Scaramouche) una maschera italiana, ma che riscosse un grande successo in Francia, ed entra nel novero dei Capitani. Scapino, maschera resa popolare da Molire, compare quasi sempre con uno strumento musicale. Stenterello, maschera fiorentina che ebbe molta fortuna in Toscana tra la fine del Settecento e tutto il secolo successivo. Tartaglia, mezzo cieco e balbuziente, entra tra il numero dei "vecchi" spesso nel ruolo del notaio. Truffaldino, secondo Zanni settecentesco. Zanni la pi antica maschera del servo, da cui si sono originati nel tempo molti altri personaggi. Nel Seicento il suo ruolo si sdoppi nel "primo Zanni", furbo e maneggione, e il "secondo Zanni", spesso pi sciocco e pasticcione, caratterizzato dai lazzi e dalle acrobazie, uno degli Zanni pi celebri fu Alberto Naselli detto Zan Ganassa. capocomico della prima compagnia del Duca di Mantova.

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Colombina

Balanzone

Gli attori e le Compagnie


Compagnia di Ser Maphio
Il primo esempio di una compagnia di comici professionisti fu quella che nel 1545 stese un contratto davanti ad un notaio di Padova, la cosiddetta Compagnia di Ser Maphio; questa era una fraternal compagnia formata da: Maffeo del Re [Ser Maphio], detto Zanin Vincenzo da Venezia Francesco de la Lira Geronimo da San Luca Giandomenico Rizzo o detto Rizzo

Pulcinella

Giovanni da Treviso Tofano de Bastian Francesco Moschini.

Commedia dell'arte

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Come si vede nessuna donna faceva parte della compagnia poich salirono alla ribalta soltanto con le grandi compagnie della fine del XVI secolo. Di questa compagnia non ci dato di sapere molto altro ma rimane la prima testimonianza conosciuta di attori che si riuniscono dandosi un regolamento e un riconoscimento anche legale.[11] In seguito anche i maggiorenti delle citt e i nobili cominciarono a chiamare queste compagnie per sollazzare le corti. Con l'andare del tempo, esse divennero gruppi di professionisti alle dipendenze dei vari principi e duchi italiani. In particolare la corte dei Gonzaga assold, fin dalla met del Cinquecento, la Compagnia comica di Zan Ganassa che divenne quella ufficiale della corte di Mantova.

Compagnia dei Gelosi


Pantalone

La compagnia pi famosa, fra quelle antiche, fu la Compagnia dei Gelosi. Gi strutturata alla fine del Cinquecento tanto da diventare il modello della compagnia dei 50 canovacci dell'arte di Flaminio Scala. Questa era formata da due vecchi: Pantalone e Graziano (antico nome del Dottore bolognese), due coppie d'innamorati, due zanni: Pedrolino (primo zanni) e Arlecchino (secondo zanni); infine c'erano le cosiddette parti mobili cio che non sempre erano indispensabili alla trama come: il Capitan Spavento, la Servetta (che poi assumer il nome di Colombina) e la ruffiana. Nei Gelosi si distinsero il capocomico Francesco Andreini in arte Capitan Spaventa dalla Valle Inferna, sua moglie Isabella, Ludovico de' Bianchi come il Dottore, l'innamorata Vittoria Piissimi e il Pantalone Giulio Pasquati.

Giangurgolo

Compagnia dei Desiosi


Certo gli attori comici come tutti i professionisti cambiavano spesso compagnia a seconda del salario o del principe che li rappresentava. Un'altra compagnia molto famosa della fine del Cinquecento fu quella di Diana Ponti dove lavor anche Alberto Naselli in arte Zan Ganassa che fu chiamata Compagnia dei Desiosi.

Compagnia degli Accesi


La Compagnia degli Accesi, una delle prime compagnie al servizio del Duca di Mantova,inizialmente era guidata dal capocomico Piermaria Cecchini in arte Frittellino, primo zanni, uno degli attori pi prolifici della commedia dell'arte. Anche la moglie Orsola Cecchini, innamorata con il nome di Flaminia era negli Accesi, insieme a Francesco Gabrielli (Scappino), Giacomo Braga (Pantalone), Girolamo Garavini (Capitan Rinoceronte), Jacopo Antonio Fidenzi (Cinzio) e per un certo periodo anche l'Arlecchino Tristano Martinelli lavor in questa compagnia e venne nominato capocomico della compagnia per volere del duca.

Commedia dell'arte

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Compagnia dei Confidenti


Nel 1612 i Medici, attraverso Don Giovanni de' Medici (1567-1621) figlio naturale del Granduca Cosimo I e Leonora degli Albizi, ebbero al loro servizio una compagnia dell'Arte, la Compagnia dei Confidenti, che tra gli altri annoverava: Flaminio Scala (Flavio) Domenico Bruni (Fulvio) Nicol Barbieri (Beltrame) Salom Antonazzoni (Valeria) Marc'Antonio Romagnesi (Pantalone) Ottavio Onorati (Mezzettino)

Compagnia dei Fedeli


Ancora al servizio del Duca di Mantova era la Compagnia dei Fedeli dove spiccava il nome di Giovan Battista Andreini figlio di Francesco e Isabella dei comici Gelosi. Ed anche: Virginia Ramponi (Florinda) Girolamo Caraffa (Gonnella) Federico Ricci (Pantalone) Silvio Fiorillo (Capitan Matamoros-Pulcinella) Giovan Battista Fiorillo (Trappolino-Scaramuccia) Virginia Rotari (Lidia)

Compagnia degli Uniti


Infine va citata fra le prime compagnie dell'arte la Compagnia degli Uniti con: Giovanni Pellesini (Pedrolino) Valentino Cortisei (Capitan Cardone) Giovan Paolo Fabri (Flaminio) Battista da Treviso (Franceschina) Girolamo Salimbeni (Piombino) Tristano Martinelli (Arlecchino).

Comici Della Comedia Italiana


Altri attori divennero famosi in seguito da quelli italiani come Pietro Cotta e Luigi Riccoboni ai comici passati in Francia fra i quali spiccarono: Dominique Biancolelli (Arlecchino) Pierre Franois Biancolelli (Trivelino e poi Arlecchino) Carlo Cant, in arte Buffetto Jacoma Antonia Camilla Veronese (Camilla) Anne-Marie Veronese (Corallina) Evaristo Gherardi (Arlecchino) Tiberio Fiorilli in arte Scaramouche Angelo Costantini (Mezzettino) Tommaso Visentini (Arlecchino) Michelangelo Fracanzani (Polichinelle)

Carlin Bertinazzi (Arlecchino) Carlo Veronese (Pantalone)

Commedia dell'arte Giuseppe Geratoni (Pierrot) Domenico Locatelli (Trivelin) Fabio Sticotti (Pantalone) Per altri attori di seconda generazione difficile poterli inserire nella drammaturgia italiana tanto si francesizzarono. Fra i comici dell'arte che lavorarono con il giovane Carlo Goldoni nella compagnia Medebach si devono citare almeno: Cesare D'Arbes (Pantalone) Antonio Sacco (Truffaldino) Attanasio Zannoni (Brighella) il capocomico Girolamo Medebach e la servetta Zanetta Casanova madre del pi celebre Giacomo.

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Gli scenari e le commedie


Ad oggi sono stati raccolti molti scenari (o canovacci) della commedia dell'arte, ma anche diverse commedie scritte per esteso, pubblicate dai pi celebri attori, evidentemente furono scritte per lasciare una, seppur parziale, testimonianza della loro drammaturgia.

Gli scenari
I 50 canovacci del Teatro delle Favole rappresentative di Flaminio Scala. Gli scenari di Basilio Locatelli, "Scenari della scena de soggetti comici et tragici". Gli scenari corsiniani, "Scenarii. Raccolta di scenari pi scelti d'istrioni in due volumi". La raccolta di 176 scenari del conte di Casamarciano. Le Opere Regie di Ciro Monarca della Biblioteca Casanatense di Napoli (gi di propriet di Benedetto Croce). Gli scenari della Biblioteca Magliabechiana di Firenze. Gli scenari di Placido Adriani: L'innamorata scaltra Li due Pulcinella simili Gli imbrogli La pietra incantata Pulcinella finto prencipe Pulcinella medico a forza

Le commedie dei comici dell'arte


Bernardino Lombardi, L'alchimista. Margherita Costa, Li buffoni. Pier Maria Cecchini, La Flaminia schiava e L'amico tradito. Nicol Barbieri, L'inavertito. Flaminio Scala, Il finto marito. Anonimo (forse Flaminio Scala), Il Postumio. Silvio Fiorillo, La Lucilla costante e Li tre capitani vanagloriosi. Giovan Battista Andreini, Lo schiavetto, Le due commedie in commedia, La Florinda, La turca e La Venetiana. Fabrizio de Fornaris, Angelica. Vincenzo Belando, Gli amorosi inganni.

Commedia dell'arte

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Repertori e Zibaldoni
Carlo Cant, Cicalamento in canzonette ridicolose, o vero Trattato di matrimonio tra Buffetto, e Colombina comici. In Fiorenza: nella Stamperia d'Amador Massi, 1646. Tristano Martinelli, Composition de Rthorique, Lione, 1601. Nicol Barbieri, La supplica: discorso famigliare di Nicol Barbieri detto Beltrame diretta quelli che scriudo, parlando trattano de Comici trascurando i meriti delle azioni uirtuose. Lettura per qu galanthuomini che non sono in tutto critici, ne affatto balordi. - in Venezia, per Marco Ginammi, l'anno 1634. Pier Maria Cecchini, Frutti delle moderne comedie, et avisi a chi le recita, Padova, Guareschi, 1628 Pier Maria Cecchini, Lettere facete e morali di Pier Maria Cecchini nobile ferrarese, tra comici detto Frittellino; et alcuni breui discorsi intorno le comedie, comedianti, e spettatori dell'istesso; Con doi tauole, l'vna delle materie, l'altra de motti, argutie, e concetti gratiosi tra queste sparsi. - Di nouo reuiste, corrette, ampliate e ristampate. In Venetia, appresso Antonio Pinelli, 1622

Stefano della Bella, Ritratto di Carlo Cant in arte Buffetto

Atanasio Zannoni, Generici brighelleschi consistenti in sortite di scena, discorsi di bravura, motti satirici, proverbi, sentenze, dialoghi, alfabeti estratti da varj comici autori particolarmente dal rinomato Atanasio Zanone per uso della commedia italiana, Carrara, [s.d.] Andrea Perrucci, Dell'arte rappresentativa premeditata, ed all'improvviso parti due : giovevole non solo chi si diletta di rappresentare; ma a' predicatori, oratori, accademici e curiosi. - In Napoli, nella nuova stampa di Michele Luigi Mutio, 1699 Aniello Soldano, Fantastiche, et ridicolose etimologie recitate in Comedia da Aniello Soldano detto Spacca Strummolo napolitano, &c. - In Bologna, per Vittorio Benacci, 1610 Atanasio Zannoni, Raccolta di vari motti arguti, allegorici e satirici ad uso del teatro / di Atanasio Zannoni comico. - In Padova, presso Gio: Antonio Conzatti, 1789 Gian Domenico Ottonelli, Della christiana moderatione del theatro. Libro quarto detto L'ammonitioni a' recitanti, per avvisare ogni christiano a moderarsi da gli eccessi nel recitare, Firenze, Bonardi, 1652 Isabella Andreini, Lettere / d'Isabella Andreini padouana, comica Gelosa et Academica Intenta nominata l'Accesa. - In Venetia, appresso Marc'Antonio Zaltieri; ad instantia di Gieronimo Bordon, 1607 Francesco Andreini, Le brauure del Capitano Spauento di Francesco Andreini da Pistoia Comico Geloso diuise in molti ragionamenti in forma di dialogo. - In Venetia, appresso Giacomo Antonio Somasco, 1607 Giovan Battista Andreini, La ferza: ragionamento secondo contra l'accuse date alla commedia. - [Parigi], per Nicolao Callemont, 1625 Francesco Andreini, Ragionamenti fantastici posti in forma di dialoghi rappresentativi. Venezia, Somasco, 1612 Luigi Riccoboni, Histoire du thatre italien Forni, stampa 1969 - Rist. anastatica dell'edizione Parigi, 1728

Commedia dell'arte

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Altre opere
Anton Francesco Grazzini detto il Lasca, Rime zannesche Giulio Cesare Croce, Cavalcata di varij lenguazi Sogno del Zani Dispute fra Cola et Arlechino Vanto ridicoloso del Trematerra La gran vittoria di Pedrolino contra il Dottor Gratiano Scatolone

Biografie di comici
Francesco Saverio Bartoli, Notizie Istoriche de' comici italiani che fiorirono intorno all'anno MDC fino ai giorni presenti, Padova Conzatti, 1782, 2 voll. Luigi Rasi, I comici italiani. Biografia, bibliografia, iconografia, Firenze, Bocca, 1897 - 2 voll.

Note
[1] Bernardi C. - Susa C. (a cura di), Storia essenziale del Teatro, Vita e Pensiero, Milano 2005, p. 151 [2] Universo, De Agostini, Novara, 1964, Vol.IV, pag.11-15 [3] Francesco Sansovino, Venetia, citt nobilissima et singolare, Venezia 1581 [4] Mario Apollonio, Il duetto di Magnifico e Zanni alle origini dell'Arte in Studi sul teatro veneto fra Rinascimento ed et barocca a c. di M.T. Muraro, Firenze, Olschki,1971 [5] Recueil de plusieurs fragments des premires comdies italiennes qui ont est reprsentes en France sous le rgne de Henry III : recueil dit de Fossard conserv au Muse National de Stockholm, prsent par Agne Beijer. Suivi de, Compositions de Rhtorique de Arlequin, prsentes par P. L. Duchartre. - Paris, 1928 [6] Siro Ferrone, Attori mercanti corsari. La commedia dell'arte in Europa tra cinque e seicento, Einaudi, Torino 1993, immagine 2 [7] http:/ / www. teatroimmagine. com [8] http:/ / www. teatrovivo. eu [9] http:/ / www. carrodeicomici. it [10] Vedi kulturland.rlp.de (http:/ / www. kulturland. rlp. de/ OrganizerDetails/ 1633), Teatro dell'arte Scarello (http:/ / www. kulturnetzwerk-augsburg. org/ lange-kunstnacht-zu-ehren-der-fugger-und-ihrer-zeit/ ) in augsburg.org, e in wiesbadener-kurier.de (http:/ / www. wiesbadener-kurier. de/ region/ kultur/ theater/ 9727250. htm); Scarello realizza anche quadri in stile barocco ispirati alla commedia dellarte (vd. martinaartgallery.com (https:/ / www. martinaartgallery. com/ _it_/ opere_copie_elenco. asp?periodo=3) ). [11] Ester Cocco, Una compagnia comica della prima met del secolo XVI, in Giornale Storico della Letteratura Italiana, 1915, LXV: 55 e seguenti.

Bibliografia
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Commedia dell'arte Pietro Spezzani, L'Arte Rappresentativa di Andrea Perrucci e la lingua.. della commedia dell'Arte, in A.A.V.V., Lingua e strutture del teatro italiano del Rinascimento, Padova, Liviana, 1970, n. 27, pp. 357-438 Ferdinando Taviani L'ingresso della commedia dell'Arte nella cultura del Cinquecento, in Il teatro italiano nel Rinascimento, a c. di Fabrizio Cruciani e Daniele Seragnoli, Bologna, Il Mulino, 1987, pp. 319-45 La commedia dell'arte e la societ barocca: la fascinazione del teatro , Roma, Bulzoni, ristampa 1991 voce Cecchini Pier Maria in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, 1979, vol. XXIII pp.274-80. La composizione del dramma nella commedia dell'Arte, in Quaderni di Teatro., a. VI, n. 15, febbraio 1982, pp. 151-171 Un vivo contrasto. Seminario su attrici e attori della Commedia dell'Arte, in Teatro e Storia, a. I, l. ottobre 1986 Ferdinando Taviani-Mirella Schino, Il segreto della commedia dell'Arte. La memoria delle compagnie italiane del XVI, XVII e XVIII secolo, Firenze, La Casa Usher, 1982 Roberto Tessari La Maschera e l'Ombra, Milano, Mursia, 1984, La commedia dell'arte nel seicento: Industria e arte giocosa della civilt barocca, Firenze, Leo S. Olschki, 1969 Francesco Andreini e la maschera del Capitano. Una strategia del sogno ad occhi aperti, in Francesco Andreini, Le Bravure del capitano Spavento, Pisa, Giardini ed., 1987 Anna Maria Testaverde I canovacci della Commedia dell'Arte. A cura di Anna Maria Testaverde. Trascrizione dei testi e note di Anna Evangelista. Prefazione di Roberto De Simone, Torino, Einaudi, 2007 Stefanella Ughi Di Lodovico de' Bianchi e dei Comici Gelosi, in Biblioteca Teatrale, 10/11, 1974 Ludovico Zorzi Intorno alla commedia dell'Arte, in Forum Italicum, vol. XIV. n. 3, University of Wisconsin, Winter 1980, pp. 426-53. L'attore, la commedia, il drammaturgo, Torino, Einaudi, 1990.

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Voci correlate
Guitto Maschera teatrale

Altri progetti
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Commedia dell'arte

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Collegamenti esterni
La commedia dell'arte spiegata da TeatroVivo (http://www.teatrovivo.eu/it/commedia1.php) Giuseppe Petrai, Lo spirito delle maschere (storia e aneddoti) (http://www.archive.org/details/ lospiritodellema00petruoft), Torino, Roux e Viarengo Editori, 1901 Commedia dell'arte (http://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=13424) in Tesauro del Nuovo Soggettario (http://thes.bncf.firenze.sbn.it/), BNCF, marzo 2013. Pratica della Commedia dell'arte (http://www.commediadellarteschool.wordpress.com)
Portale Letteratura Portale Teatro

Amoroso (teatro)
L'Amoroso e la controparte femminile Amorosa sono, nel teatro comico, uno dei ruoli classici. Corrisponde ad una continuazione del ruolo dellinnamorato della commedia classica e poi della commedia dellarte e goldoniana: primo amoroso, prima amorosa, parti che sopravvivono nel teatro dialettale, mentre nella commedia normale si sono trasformate in quelle di primo attore giovane e prima attrice giovane. Portale Teatro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di teatro

Battacio
Il battacio o batacchio (veneto batocio, da cui proviene la battuta "mi son Arlechin Batocio /Orbo de na recia e sordo da un ocio") uno strumento usato nella Commedia dell'Arte, composto di due assi di legno, simile ad una mazza, che, quando sbattuto, produce un rumore molto forte con poca forza. Lo strumento d, quindi, la possibilit agli attori di colpirsi ripetutamente, non ferendosi n riportando contusioni, ma provocando un effetto scenico e sonoro notevole. Tra le maschere che ne fanno uso, ci sono Arlecchino e lo Zanni, anche se l'uso del battacio in questi due personaggi molto vario, ad esempio viene usato, sia come coltello di legno che come cucchiaio a causa della forma particolare concavo dalla parte interna, naturalmente l'uso pi classico quello di minaccia e offesa nelle risse tra servi, le celebri "piattonate" cio con la lama usata di piatto. Si tratta di una delle prime rudimentali forme di effetto speciale. In Inghilterra, il battacio era noto come slap stick, e diede per questo il nome al filone cinematografico Slapstick, che riprende la grande importanza della gestualit dal teatro di quest'epoca.

Arlecchino e il suo batocio

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Dominique Biancolelli

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Dominique Biancolelli
Domenico Giuseppe Biancolelli, detto Dominique (Bologna, 1636 Parigi, 1688), stato un attore italiano che recitava come Arlecchino. Nato a Bologna da Francesco Biancolelli e Isabella Franchini in arte Colombina, fu iniziato al ruolo di secondo Zanni dal padrino Carlo Cant (in arte Buffetto), recit dal 1662 con la troupe della Comdie-Italienne a Parigi installata nel teatro del Palais-Royal. Fu forse l'Arlecchino pi famoso di questa compagnia e di tutto il periodo francese della commedia dell'arte. Fu ammirato nei suoi lazzi che erano di sovente acrobatici. Nel 1663, spos Orsola Cortesi e ambedue furono naturalizzati francesi nel 1680. Diventato capocomico fu colui che francesizz la Comdie-Italienne. Fino alla sua morte avvenuta nel 1688 rester il comico favorito di Luigi XIV. Dell'opera di Biancolelli ci sono rimasti uno zibaldone che contiene ben 79 canovacci delle sue commedie, anche se in realt ne compose in tutto 163, essenziale per la conoscenza del fenomeno della commedia dell'arte in Francia.

Bibliografia
Delia Gambelli "Quasi un recamo di concertate pezzette": le composizioni sul comico dell'Arlecchino Biancolelli, in Biblioteca Teatrale., 1, 1971, pp. 47-95. Arlecchino a Parigi: dall'inferno alla corte del Re Sole - Roma, Bulzoni, 1993. Thomas Heck, Book Review: Arlecchino a Parigi: Lo Scenario di Domenico Biancolelli in Theatre Journal Volume 50, 4, dicembre 1998, pp. 545-546 Sergio Monaldini, Arlecchino figlio di Pulcinella e Colombina. Note sulla famiglia Biancolelli, tra Bologna e Parigi in L'Archiginnasio - XCI, 1996, pp. 83-161
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Pierre Franois Biancolelli

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Pierre Franois Biancolelli


Pierre-Franois Biancolelli (Parigi, 20 settembre 1680 Parigi, 18 aprile 1734) stato un attore teatrale e commediografo italiano della Comdie-Italienne. Figlio di Dominique (fu chiamato anche lui Dominique o Dominique fils) anche lui recit nel ruolo dell'Arlecchino come il padre. Inizi la sua carriera con il personaggio di Trivelino (Trivelin in francese), una sorta di secondo zanni con il quale affin gl'insegnamenti del padre. Pierre Franois fu fra gli attori che subirono la vendetta di Luigi XIV, nel 1697, contro certe critiche sollevate durante uno spettacolo dell'arte verso la corte francese e furono allontanati da Parigi. Dominique fils pass in provincia con la compagnia di Pasquariello con la quale recit a Tolosa (dove inizi la sua carriera con il costume di Arlecchino), Montpellier e Lione in seguito recit nei teatri della foire per i quali compose commedie come Arlequin gentil-homme par hazard (per la Foire Saint-Laurent 1708) e Arlequin Atys (per la Foire Saint-Germain 1710). morto a Parigi nel 1734.
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Trivelino, il personaggio con il quale Biancolelli inaugur la sua carriera

Canovaccio

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Canovaccio
In ambito teatrale e letterario con il termine canovaccio si indicano gli elementi di base della trama di un'opera, che ne determina in maniera generica lo svolgimento senza entrare eccessivamente nel dettaglio delle singole scene. In modo particolare nella commedia dell'arte il canovaccio o scenario forniva la traccia sulla quale si sviluppava l'improvvisazione teatrale degli attori. Ampie raccolte di canovacci della commedia dell'arte sono giunte fino a noi, pubblicate nel corso del '600 e del '700. Nella pi estesa e attuale bibliografia sulla Commedia dell'Arte, compilata da T. F. Heck, Commedia dell'Arte. A Guide to the Primary and Secondary Literature, Garland Publishing, New York - London 1988, sono attualmente censiti 820 titoli di scenari [1]. Della stessa opera potevano esistere canovacci diversi, ognuno dei quali indicava la trama da seguire ed i punti essenziali a seconda del pubblico davanti al quale si recitava. La trama del canovaccio descriveva infatti in maniera molto sintetica la successione delle scene e l'intreccio delle vicende, con la sequenza delle entrate e delle uscite dei personaggi, fornendo una sorta di promemoria per il lavoro d'improvvisazione degli attori [2] I comici dell'arte erano soliti possedere un vasto bagaglio di canovacci, adatti alle loro potenzialit, da sfruttare al momento della rappresentazione scenica. Nel corso della rappresentazione, gli attori interpolavano nella trama del canovaccio i lazzi, dialoghi e scenette comiche ben collaudate che facevano parte del loro personale repertorio. Con la definitiva affermazione del dramma scritto, tuttavia, il canovaccio non scomparso: generi spettacolari che hanno caratteristiche autonome rispetto alla drammatizzazione scritta hanno mantenuto tale particolarit: basti pensare al variet, dove l'improvvisazione ha una parte fondamentale nell'esecuzione della rappresentazione o, in misura minore, al one-man show.

Note
[1] Anna Maria Testaverde: Introduzione a I canovacci della Commedia dell'Arte, trascrizioni e note di Anna Evangelista, prefazione di Roberto De Simone. Torino, Einaudi, 2007. [2] Andrea Perrucci: Dell'arte rappresentativa premeditata ed all'improvviso. Parti due, giovevoli non solo a chi si diletta di rappresentare, ma ai predicatori, oratori, accademici e curiosi. M. L. Mutio, Napoli 1699 (ed. moderna a cura di Anton Giulio Bragaglia, Firenze : Sansoni antiquariato, 1961).

Bibliografia
Pierre-Louis Duchartre, La Comdie Italienne: l'improvisation, les canevas, vies, caractres, portraits, masques des illustres personnages de la Commedia dell'Arte. Paris : Librairie de France, 1924 Anton Giulio Bragaglia (a cura di): Commedia dell'arte : canovacci della gloriosa commedia dell'arte italiana raccolti e presentati da Anton Giulio Bragaglia. Torino : Il Dramma-SET, 1943

Collegamenti esterni
Introduzione a I canovacci della Commedia dell'Arte (http://www.drammaturgia.it/saggi/saggio. php?id=3422) di Anna Maria Testaverde, da drammaturgia.it
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Commedia ridicolosa

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Commedia ridicolosa
La Commedia Ridicolosa fu un genere teatrale diffuso in Italia dall'inizio del XVII secolo, nacque dalla diaspora dei comici dell'arte verso le corti europee e continu fino alla fine del Settecento.

Origine e storia
La cosiddetta commedia ridicolosa nasce all'inizio del XVII secolo in area romana, ma presto si diffonder in tutta Italia. La Ridicolosa parente stretta della Commedia dell'arte con la quale condivide i personaggi e la letteratura dialettale. Gi fin dalla met del secolo precedente la commedia aveva scoperto la comicit dell'inserimento dei dialetti sulle scene, due nomi per tutti: Ruzante e Andrea Calmo inseriscono il dialetto veneto popolare nelle loro opere. Ma colui che pi di ogni altro s'avvicin a Scena di Pulcinellata questo tipo di commedia fu il perugino Sforza Oddi. Questo commediografo fu il primo ad usare personaggi della Commedia dell'arte inserendoli come comprimari nelle sue commedie, ma gi siamo intorno al 1590 e la commedia degli Zanni ha ormai da tempo soppiantato la commedia erudita del Teatro rinascimentale. La differenza tra le due tipologie di commedia la continuit della Ridicolosa sul solco tracciato dalle commedie del primo Cinquecento, che a loro volta avevano usato la struttura del teatro romano di Plauto e Terenzio. La Commedia dell'arte, al contrario aveva puntato sulla bravura dell'attore, sull'improvvisazione, e sui canovacci, non tenendo conto delle "regole" teatrali tramandateci dai grandi teorici dell'antichit come Aristotele e Orazio. Infatti una delle grosse differenze fra la Commedia Ridicolosa e quella dell'Arte la presenza, nel primo caso, di autori e attori dilettanti, come nell'erudita e la loro rappresentazione in teatri accademici, fuori dalle rotte delle compagnie degli attori professionisti. Giulio Caprin, uno fra i primi che isol il genere della Commedia ridicolosa, ci spiega bene nel suo articolo, La Commedia "ridicolosa" nel secolo XVII come:
...erano i letterati che, per influenza dell'ambiente, venivano incontro ai comici [dell'arte] pi che i comici non pretendessero imporsi ai letterati (Rivista Teatrale italiana, 1907)

Commedia ridicolosa

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Dalla Commedia erudita alla Commedia dell'arte


Gi alcuni comici dell'arte avevano messo su carta alcuni loro soggetti, fra questi ricordiamo: Pier Maria Cecchini, in arte Frittellino, Niccol Barbieri, in arte Beltrame, Flaminio Scala, in arte Flavio, Fabrizio de Fornaris, in arte il Capitan Coccodrillo e il pi celebre Giovan Battista Andreini. Ma la percentuale pi alta dei soggetti della Commedia dell'arte sono giunti fino a noi sotto forma di canovaccio e non di commedia regolare. Nei primi anni del Seicento s'affermano alcuni autori (in maggioranza romani) che daranno alle stampe un gran numero di commedie ridicolose. Fra questi i pi prolifici sono stati: Giovanni Briccio, Vergilio Verucci, Paolo Veraldo e Francesco Guerrini. Con la lenta emigrazione delle compagnie comiche verso Francia, Spagna e Germania, gli autori della commedia ridicolosa si trovarono unici, o quasi, possessori della commedia delle maschere in Italia e la loro fama si sparse, soprattutto dopo la pubblicazione delle loro commedie. La presenza di stamperie nello Stato Pontificio contribu alla loro diffusione. La maggior parte delle ridicolose furono stampate in Umbria, nelle Marche e nel Viterbese. Forse una delle prime commedie Ridicolose fu I Difettosi di Giovanni Briccio, stampata a Viterbo nel 1605. In questa commedia sono presenti i due vecchi, gli innnamorati, gli Zanni e il Capitan Rodiferro. Come si vede anche i personaggi sono tratti da quelli della Commedia dell'arte, anche se con nomi diversi dai classici Pantalone, Arlecchino e Pulcinella. In seguito anche questi entrarono a far parte dei testi delle pi importanti ridicolose. Alcuni di questi compaiono anche nel titolo come il Pantalone imbertonao (sempre del Briccio) e La Colombina del Verucci.

Il trionfo della Commedia ridicolosa


Tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, la diffusione della Commedia ridicolosa raggiunse il suo apice, e il massimo della diffusione. Tutto grazie alla numerosa costituzione delle Accademie, praticamente quasi tutte le citt italiane avevano la propria. Con le Accademie sorsero gli spazi teatrali da loro gestiti. In questo periodo due autori in particolare: Tommaso Mondini, veneziano e Basilio Locatelli, romano, si possono considerare come la "seconda generazione" degli autori pi Carro carnascialesco di una pulcinellata romana importanti di questo genere. Con il primo si vede come la ridicolosa sia uscita dall'ambiente romano per approdare anche in Veneto, mentre il Locatelli ci ha lasciato un manoscritto, in due parti, contenente ben 103 soggetti di commedie ridicolose, ovvero per i teatri accademici, ancora sotto forma di canovaccio come nella Commedia dell'arte. Sintomo di come, alla fine del XVII secolo, anche le compagnie degli attori professionisti rimaste in Italia, attingessero dalla Ridicolosa per rinnovare i propri repertori. Il teatro di Mondini, che spesso stampava le sue commedie sotto lo pseudonimo di Simon Tomadoni, ebbero tale fortuna che lo stesso Carlo Goldoni ne approfitt come ispirazione per le sue prime commedie. Goldoni cit spesso Mondini, sia nelle prefazioni delle sue commedie che nei Mmoires. Il Mondini era gi famoso come poeta dialettale, viene infatti citato nel volume Poeti antichi del dialetto veneziano, come traduttore, in dialetto veneto della Gerusalemme del Tasso con il titolo: Il Tasso alla barcaruola [1].

Commedia ridicolosa La sua prima commedia, pubblicata con lo pseudonimo di Tomadoni nel 1689, sin dal titolo ci offre uno spaccato esemplare della presenza delle maschere della commedia dell'arte nelle commedie dei dilettanti: Le scioccherie di Gradellino, accresciute dalle astuzie di Fenocchio sturbatore de' matrimoni. Si tratta ovviamente di un Mariazo, sullo stile dei veneti del Cinquecento, con la presenza dei due Zanni, quello sciocco e quello furbo, ispirati alle maschere della commedia dei professionisti. L'Arlecchino della commedia del Mondini il servo sciocco Gradellino. Simile a Brighella lo zanni furbo Fenocchio, gli stessi due Zanni che compariranno ancora nelle commedie riformate di Goldoni. L'uso degli pseudonimi molto diffuso fra gli autori della ridicolosa, oltre al Mondini lo ritroviamo anche nel romano Alessandro Benetti, che pubblic gran parte delle sue commedie sotto il nome di Alessandro Lassari. Ovviamente molti di questi autori, considerando la ridicolosa un genere minore fra le proprie opere, prefer camuffarsi. Nel territorio milanese non mancarono autori di commedie ridicolose, uno fra gli altri fu Francesco Gattici, forse il pi prolifico, la sua commedia Le disgratie di Buratino (1623) viene da lui stesso definita: Ridiculosa, e buffonesca. Dalla Lombardia veniva anche uno dei pi famosi commediografi della ridicolosa: Francesco Righelli mantovano, anche se la sua attivit si svolse prevalentemente a Roma. Anche compagnie professionali di grido come le ultime rimaste in Italia dopo la diaspora dei maggiori comici; tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, s'appoggiarono sempre pi spesso alla ridicolosa. Fra questi vanno citati Pietro Cotta e la compagnia comica dell'Argante. La diffusione del teatro dialettale influenz anche importanti autori del teatro cortigiano del settecento come Giovan Battista Fagiuoli e Carlo Maria Maggi che possono essere definiti come eredi degli autori della ridicolosa. Anche dopo la scomparsa della Commedia ridicolosa, le maschere continuarono comunque ad esibirsi nei teatri locali, sia pubblici che accademici, come per le Stenterellate fiorentine e le Pulcinellate napoletane e romane, per la presesnza di attori importanti come lo Stenterello Luigi del Buono e il Pulcinella Antonio Petito, almeno per tutto il XVIII e XIX secolo.

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Le Commedie Ridicolose
Giovanni Briccio La Tartarea I difettosi (1605) La dispettosa moglie (1606) Ersilia (1616) La ventura di Zanne e Pascariello (1619) La zingara sdegnosa (1620) La zingara ladra (1620) La bella Negromantessa (1621) La nascita d'Himeneo (1623) La morte di Togno villano (1623) Pantalone imbertonao (1626) Li strapazzati (1627) L'hospedale de falliti La Rosmira (1676) La Tartaruca (1677)

Virgilio Verucci Li diversi linguaggi (1609) Li stroppiati (1610) La Portia (1611) Il dispettoso marito (1612)

Commedia ridicolosa La spada fatale (1618) Il vecchio innamorato (1619) Il servo astuto (1621) La moglie superba (1621) La vendetta amorosa (1625) Il matrimonio per accidente Ersilia La Colombina ovvero Pulcinella amante di Colombina (1628) Le schiave (1629) Lo schiavo

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Francesco Guerrini Li cinque carcerati (1634) La legge d'amore (1641) Il trionfo d'amore L'ingiusto castigo (1637) Gl'innocenti querelati (1628) Li tre finti villani (1632)

Alessandro Benetti Gli amori disturbati (1660) Lo scherno di Giove (1636) Li torti vendicati (1654) Melchiorre Bossi La zingara frustata (1622) La Gnaccara (1665) L'insolenze di Pascariello Citrolo (1635) La Pedrina (1675)

Raffaello Riccioli Il vecchio geloso (1605) Giulio Nini dalla Fara La Carfagna (1606) Francesco Righelli Il Pantalone impazzito (1609) La serva astuta (1611) La Flavia tradita (1614) Giovanni De Nobili La Cleria (1608) Amaranta (1618) Marco Antonio Raimondi L'Erotodynastia ovvero Potenza d'amore (1615) Il parto finto (1618) La fede costante (1620) Il finto bandito (1628)

Andrea Fiamma Il Tartaglia (1616)

Commedia ridicolosa Orfeo Buselli Il disperato amante (1623) Francesco Torretti Li schiavi gemelli (1623) La pazzia di Clorinda (1625) Francesco Gattici Le disgratie di Buratino (1623) Le pazzie giovenili (1624) Gli pensieri fallaci (1624) La bizzarria di Pantaleone (1624)

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Tommaso Mondini Le scioccherie di Gradellino (1689) Le nuove pazzie del dottore (1689) Gl'amori sfortunati di Pantalone Pantalone marcante fallito (1693)

Note
[1] Poeti antichi del dialetto veneziano, a cura di Bartolomeo Gamba, Dedicatoria, 1817

Bibliografia
Luciano Mariti, Le collocazioni del teatro nella societ barocca: dilettanti e professionisti, in Alle origini del teatro moderno. La commedia dell'Arte, Atti del Convegno di Pontedera, 28-30 maggio1976, a c. di L. Mariti, Roma, Bulzoni, 1980, pp. 62-79. Commedia ridicolosa: comici di professione, dilettanti, editoria teatrale nel Seicento: storia e testi - Roma, Bulzoni, 1978 Anton Giulio Bragaglia, Storia del teatro popolare romano, Colombo, 1958 Benedetto Croce, Saggi sulla letteratura italiana del Seicento, Laterza, 1948 Portale Teatro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di teatro

Compagnia dei Gelosi

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Compagnia dei Gelosi


I Gelosi, detti anche Comici Gelosi o pi comunemente Compagnia dei Gelosi, furono una delle pi celebri compagnie teatrali italiane durante il periodo detto della Commedia dell'Arte. L'attivit della compagnia inizi nel 1568 e si protrasse fino al 1604. Isabella Andreini (all'anagrafe Isabella Canali) e il marito ex soldato Francesco Andreini ne furono gli attori pi celebri ed in seguito anche a capo, fino allo scioglimento succeduto alla morte di Isabella. La loro fama era altissima, perfino Torquato Tasso dedic a Isabella un suo scritto dal titolo Quando v'ordiva il prezioso velo.
La compagnia dei Gelosi in un dipinto di anonimo fiammingo, 1580 circa

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Composition de Rthorique
Composition de Rthorique[1] un libro stampato a Lione nel 1601 dall'attore Tristano Martinelli, il primo Arlecchino della Commedia dell'arte. Il libro singolare, in quanto contiene quasi soltanto pagine bianche e alcune incisioni di personaggi della commedia dell'arte, un vero e proprio scherzo "arlecchinesco" dedicato a Enrico IV re di Francia e alla regina sua sposa Maria de' Medici.

Note
[1] Il suo titolo completo Compositions de rhtorique de m. don Arlequin, comicorum de civitatis Novalensis, corrigidor de la bonna langua francese et latina, condutier de comediens, connestabile de messieurs le badaux de Paris, et capital ennemi de tut les laquais inventeurs desrobber chapiaux. Edgar Degas, Arlecchino e Colombina

Collegamenti esterni
MARTINELLI, Tristano (http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/ default/BancaDati/Dizionario_Biografico_degli_Italiani/VOL71/ DIZIONARIO_BIOGRAFICO_DEGLI_ITALIANI_VOL71_027554.xml), in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, Roma (on-line) (FR) Composition de Rthorique (http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b2200080c.r=Tristano+Martinelli. langEN), da Gallica della Bibliothque nationale de France Portale Teatro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di teatro

Giovanni Gherardi (attore)

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Giovanni Gherardi (attore)


Giovanni Gherardi (Spoleto, prima met del 1600 Parigi, 23 marzo 1683) stato un attore e musicista italiano. Si trasfer in Francia nella seconda met del '600 e debutt intorno al 1675 a Parigi dove ebbe grande successo riproponendo la tradizione degli Zanni musici. Era conosciuto con il nome d'arte di Flautino per la sua bravura nel riprodurre, accompagnandosi con la chitarra, il suono di var strumenti a fiato. Nulla si sa della sua giovent e della sua attivit artistica prima del 1675, periodo in cui debutt sulle scene del Thtre-Italien, unendosi ad una compagnia di attori italiani che recitava stabilmente a Parigi dal 1660 e che annoverava nel suo organico nomi di prestigio quali Tiberio Fiorilli (o Fiorillo) e Giuseppe Domenico Biancolelli detto Dominique. Spos Leonarda Galli, anche lei attrice, dalla quale nel 1663 ebbe un figlio, Evaristo, destinato a diventare uno dei pi prestigiosi Arlecchini di Francia, famoso anche per la pubblicazione[1] [2] del repertorio della compagnia italiana che recitava all'Htel de Bourgogne a Parigi, di cui lui stesso faceva parte.
Flautin. Incisione di Nicolas Bonnart

Gherardi sapeva anche suonare bene la chitarra, come evidenziato dai quattro versi sottostanti il ritratto dell'attore eseguito da Nicolas Bonnart [3]:
Avec sa guittare touche, / plus en matre qu'en colier, / il semble qu'il tienne cache / une flute dans son gosier

Un altro ritratto dell'attore conservato a Roma nella Biblioteca e museo teatrale del Burcardo.[4] Da queste incisioni si vede che il costume e la maschera di Flautino sono simili a quelli di Brighella: pantaloni, cappello e mantello bianchi bordati di passamaneria rossa, maschera bruna con baffi neri. Il personaggio stesso un discendente diretto di Brighella, lo Zanni furbo e intrigante, scaltro inventore di trucchi e stratagemmi, ma sempre senza cattiveria. Secondo alcune fonti[5] [6] fece proprie le sregolatezze dello Zanni e fu condotto alla rovina dalla sua vita depravata, fu imprigionato e successivamente espulso dalla Francia. In realt, come risulta dall'atto seguente, Gherardi mor nella sua casa di Parigi:
Le mardy 23e jr de mars 1683 fut inhum dans le cimetierre de St. Andr des Arcs Jean Gherardi, comdien italien de la trouppe du Roy, natif de Spolette en Italie, dioceze de Spolette, de l'Estat ecclesiastique, dcd le jour prcdent en sa maison, rue St. Andr, prsents Dominique Biancollelj et Ange Lollj, tous deux comdiens de la trouppe royale italienne soussignez: Dominico Biancolelli, Ange Lolly
[7]

Giovanni Gherardi (attore)

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Bibliografia
Luigi Rasi, I comici italiani, I, 2, Firenze 1897, pp. 1006-1008 Oskar Klinger, Die Comdie italienne in Paris nach der Sammlung von Gherardi, Strassbourg 1902, p. 121 Renzo Guardenti, Gli italiani a Parigi. La Comdie italienne (1660-1697). Storia, pratica scenica, iconografia, Roma 1990, I, pp. 19, 119 s.; II, p. 177 Anna Migliori, Contributo alla storia dell'Ancien Thtre-Italien, in Biblioteca teatrale, VIII (1973), pp. 97, 101, 105 s.

Note
[1] Le theatre italien de Gherardi, ou le recueil general de toutes les comedies et scnes franoises joues par les comediens italiens du roi, pendant tout le temps qu'ils ont t au service, Biblioteca pubblica di Lione, 1741 [2] Testo: Le theatre italien de Gherardi (http:/ / books. google. it/ books?id=0JGKdB95-wgC& printsec=frontcover& hl=it& source=gbs_ge_summary_r& cad=0#v=onepage& q& f=false) [3] Nicolas Bonnart, Flautino, incisione su rame, mm 235 x 178, Parigi, Bibliothque nationale de France, Dpartement des estampes [4] Anonimo, Flautino, mm 65 x 44 [5] Enciclopedia dello Spettacolo fondata da Silvio D'Amico, UNEDI-Unione Editoriale Roma, Casa Editrice SADEA - Le Maschere, 1954 (ristampa del 1975) [6] Treccani - Giovanni Gherardi (http:/ / www. treccani. it/ enciclopedia/ giovanni-gherardi_res-ce9df6d1-87ed-11dc-8e9d-0016357eee51_(Dizionario-Biografico))/ [7] Auguste Jal, Dictionnaire critique de biographie et d'histoire. Errata et supplement pour tous les dictionnaires historiques d'aprs des documents authentiques indits, Paris 1872, pp. 640, 793, 1242

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Tristano Martinelli
Tristano Martinelli (Marcaria, 7 aprile 1557 Mantova, 1 marzo 1630) stato un attore teatrale ed acrobata italiano, cui attribuita la creazione della maschera di Arlecchino.

Biografia
Tristano Martinelli trascorse la giovinezza al seguito del fratello Drusiano alternando parti di acrobata e di attore nelle parti comiche, in giro per le piazze europee. Con il fratello e la cognata, Angelica, dette vita alla fine del XVI secolo ad una compagnia teatrale che ottenne da parte, del duca di Mantova Vincenzo I Gonzaga riconoscimenti e protezione.

Tristano Martinelli

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Nel 1584 - 85 recit in Francia, forse per la prima volta, nelle vesti di Arlecchino. Fino a quel momento gli zanni erano stati i protagonisti prevalenti della Commedia dell'Arte. Nel carnevale del 1584 Tristano scelse un nome proveniente dalle antiche favole popolari francesi adattando il suo personaggio al gusto del pubblico parigino e all'originaria casacca grigia dello zanni, sostitu una veste aderente a cui aggiunse qua e l pezze di colori sul tipo dei giullari medioevali. Una ulteriore modifica alla figura dello zanni bergamasco fu l'uso del Arlecchino e il mulino di Bigarello - Museo della Citt, Palazzo di San Sebastiano dialetto mantovano, (una sorta di miscuglio a Mantova tra veneto, emiliano e lombardo), arricchito con parole latine, francesi, spagnole, imparate lungo la strada. Con questo personaggio nel carnevale del 1584 verr promosso Re dei Diavoli. Era nato Arlecchino. Si sposa con la veronese Cassandra Guantari, da cui ebbe sette figli. Rientrato alla corte dei Gonzaga fu nominato massaro dei comici, artisti e venditori ambulanti con il compito di riscuotere le tasse sugli spettacoli. Tra il 1600 e il 1601 fu nominato capocomico in occasione delle nozze di Maria de' Medici ed Enrico IV di Francia, e pubblic un volume intitolato Composition de Rthorique, un vero scherzo arlecchinesco con pagine bianche e qualche incisione dedicato ai due sovrani francesi. Partecip in questo frangente alla Compagnia degli Accesi, guidata in un primo tempo dallo Zanni chiamato Frittellino. Entrato in competizione con il capocomico, questi scrisse al Duca di Mantova esprimendo il suo disappunto per la condotta, sempre pi autonoma del Martinelli. Contrariamente alle aspettative di Frittellino, il duca, nomin il Martinelli nuovo capocomico dato che il suo personaggio, a met fra l'attore e il buffone di corte, aveva superato, nel cuore dei francesi, in quanto a celebrit, tutti gli altri comici della compagnia. Nel 1614 - 15 fu a Parigi in Francia. Il 4 gennaio 1618 compr un mulino da Alessandro Gonzaga di Novellara situato nel comune di Bigarello su cui appose una lapide descrittiva della sua arte che oggi conservata nel Museo della Citt, Palazzo di San Sebastiano a Mantova. Nel 1620-21 ritorn in Francia per una tourne alla corte di Luigi XIII. Visse a Mantova, prima nel quartiere di Pradella e successivamente nella contrada del Mastino (oggi quartiere di San Leonardo) dove mor nel 1630.

Bibliografia
Siro Ferrone, Arlecchino. Vita e avventure di Tristano Martinelli attore, Laterza, Bari, 2006 Delia Gambelli, Arlecchino a Parigi. DallInferno alla corte del Re Sole, 2 voll., Bulzoni, Roma, 1993

Approfondimenti
MARTINELLI, Tristano [1], in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, Roma (on-line)
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Tristano Martinelli

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Note
[1] http:/ / www. treccani. it/ enciclopedia/ tristano-martinelli_(Dizionario_Biografico)/

Maschera (commedia dell'arte)


Maschera, nella commedia dell'arte, sta a indicare i personaggi stilizzati che indossano, appunto, maschere, insieme a costumi caratteristici e che si esprimono con gesti codificati. Le maschere della Commedia dell'Arte provengono da una stilizzazione della maschera del volto del demonio, questo per quanto riguarda le maschere degli Zanni, in altri casi, come ad esempio per Pantalone o Pulcinella soltanto una grottesca caricatura del tipo teatrale rappresentato. Il rapporto tra la maschera del demonio (nel caso delle sacre rappresentazioni) o il volto animalesco del demonio nell'iconografia del '400-'500, palese anche se la maschera dello Zanni perde le caratteristiche corna del diavolo anche se un resto di un cornetto sempre presente nelle maschere zannesche come in quella di Arlecchino. Alcuni personaggi femminili, come Colombina, rientrano nella categoria delle 'maschere' pur non indossandone una: in questo caso l'elemento caratterizzante sono le stilizzazioni di movimento e di recitazione, che rendono il personaggio molto diverso dai personaggi ordinari (per esempio, le coppie classiche di 'amorosi').

Maschera di Demone Medievale - Cattedrale di

Finisterre (Bretagna) Nei teatri veneziani del '700, gli inservienti teatrali portavano anch'essi una maschera ed un tricorno. Da questo, si indica comunemente col termine 'maschera' anche l'inserviente teatrale che si occupa dell'accompagnamento e sistemazione del pubblico in sala.

I pi noti personaggi della commedia dell'arte


Le 'maschere' pi celebri della commedia dell'arte sono:

Maschera (commedia dell'arte)

35 Il Capitano il militare spaccone e buffonesco, simile al "Miles Gloriosus" plautino fra i Capitani pi celebri ci sono Capitan Spaventa, Capitan Matamoros, Capitan Rodomonte e Capitan Cardone. Zanni la pi antica maschera del servo, da cui si sono originati nel tempo molti altri personaggi. Nel Seicento il suo ruolo si sdoppi nel "primo Zanni", furbo e maneggione, e il "secondo Zanni", spesso pi sciocco e pasticcione, caratterizzato dai lazzi e dalle acrobazie, uno degli Zanni pi celebri fu Alberto Naselli detto Zan Ganassa capocomico della prima compagnia del Duca di Mantova. Arlecchino, notissima maschera bergamasca, il servo imbroglione, perennemente affamato, per lui Carlo Goldoni scrisse Il servitore di due padroni.

Arlecchino

Pulcinella, in versione francese Polichinelle e in quella inglese Punch, la notissima maschera napoletana. Una delle pi famose, forse la pi famosa per riconoscibilit e per caratteristiche caratteriali e comportamentali. Servo spesso malinconico, mescola le caratteristiche del servo sciocco con una buona dose di saggezza popolare. Abbattazzu Balanzone, conosciuto anche come il Dottore, un personaggio serioso e presuntuoso. Beltrame, una maschera di origine milanese nata nel Cinquecento. Brighella, spesso nei panni di "primo Zanni", il servo furbo, in contrapposizione con il "secondo Zanni", Arlecchino. Cagnera, maschera di Pesaro. Cassandro una maschera di "vecchio", come Pantalone, e ha caratteristiche simili a quest'ultimo. Colombina la servetta. Fa spesso coppia con Arlecchino, e le sue doti sono la malizia e una certa furbizia e senso pratico. Coviello, Cetrullo Cetrulli, Ciavala, Gazzo o Gardocchia, ha avuto ruoli diversi, dal servo sciocco al padre di famiglia. Dosseno Farinella Francatrippa, secondo Zanni simile ad Arlecchino. Frittellino, primo Zanni di origine ferrarese. Galbusera, maschera monzese di fine Ottocento. Gioppino, raffigurato con tre gozzi, maschera di Bergamo. Gianduja, maschera popolare torinese di origini astigiane. Giangurgolo, maschera calabrese ha una maschera con un naso enorme, cosa che in parte lo accomuna agli Zanni. Macco Meneghino la maschera 'simbolo' della citt di Milano, la sua fama dovuta in gran parte alle commedie di Carlo Maria Maggi. Mezzettino, Zanni furbo e imbroglione.

Brighella

Colombina

Nannu Nappa Pantalone, o il Magnifico, una famosissima maschera veneziana. Anziano mercante, entra spesso in competizione con i giovani nel tentativo di conquistare qualche giovane donna.

Maschera (commedia dell'arte) Peppe Nappa, maschera tipica Siciliana. Mangione e scaltro riesce sempre a tirarsi fuori da ogni impiccio. Pierrot, o Pedrolino, nasce come Zanni modificandosi poi nel famoso personaggio romantico grazie al mimo Jean-Gaspard Debureau. Rosaura, figlia adorata di Pantalone, abita a Venezia in un palazzo bellissimo. La ragazza molto chiacchierona, abbastanza irascibile, gelosa, vanitosa ed innamorata di Florindo. Il suo amore, per, contrastato dal padre che vede in Florindo solo un nobile cavaliere senza denari. Spesso Rosaura, con la complicit di Colombina, invia di nascosto, all'amato, le sue lettere d'amore. Scaramuccia (Scaramouche) una maschera italiana, ma che riscosse un grande successo in Francia, ed entra nel novero dei Capitani. Scapino, maschera resa popolare da Molire, compare quasi sempre con uno strumento musicale. Stenterello, maschera fiorentina che ebbe molta fortuna in Toscana tra la fine del Settecento e tutto il secolo successivo. Tartaglia, mezzo cieco e balbuziente, entra tra il numero dei "vecchi" spesso nel ruolo del notaio. Truffaldino, secondo Zanni settecentesco. Portale Teatro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di teatro
Balanzone

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Pulcinella

Pantalone

Maschera (commedia dell'arte)

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Giangurgolo

Maschera teatrale
Tutto ci che profondo ama la maschera (Friedrich Nietzsche)

Una maschera teatrale un oggetto che riproduce generalmente le fattezze di un volto (umano, animale o soprannaturale) e che viene indossato sul volto per rappresentazioni teatrali o folcloristiche. Le maschere sono usate in molte tradizioni teatrali diverse come il teatro N giapponese e il teatro classico greco e latino. In Europa l'uso della maschera ebbe grande successo con la commedia dell'arte italiana del Cinquecento, successo che prosegu fino al XVIII secolo, quando Carlo Goldoni, allo scopo di riformare il teatro, obblig gli attori Le due maschere, tragica e comica, del teatro latino. Mosaico del I secolo a.C. a riferirsi a un testo scritto, invece che a un (Musei Capitolini) canovaccio improvvisato, elimin gradualmente le maschere e confer ai personaggi un'individualit sempre pi marcata, trasformando la commedia dell'arte in commedia di carattere. L'artigianato della maschera da commedia riprese vita nel '900 a ridosso dell'esperienza strehleriana. Amleto Sartori, scultore, re-invent la tecnica di costruzione della maschera in cuoio su stampo di legno. Ad oggi le maschere vengono realizzate con i

Maschera teatrale

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pi moderni materiali che abbiamo a disposizione tra i quali: silicone, gomme poliuretaniche, vetroresina e gomma lattice. Nelle diverse fasi: modellato in creta, calco in gesso (negativo) e prodotto finito (positivo), si possono realizzare ogni sorta di maschere a seconda delle esigenze attraverso le quali l'attore pu calarsi totalmente nel personaggio.

Maschera teatrale in gomma lattice opera "Arlecchino servitore di due padroni"

Zoomorfia
L'uso della maschera fu inizialmente zoomorfo, e si fa risalire alla preistoria. Sulle pareti della grotta dei deux frres, sui Pirenei francesi, un dipinto del Cenozoico rappresenta un cacciatore mascherato da capra, durante la caccia. La tradizione di travestirsi con pelli e maschere di animali e di imitarne le movenze presente in tutte le culture umane. Nel teatro greco, che le us sistematicamente sin dalle origini, le maschere avevano la doppia funzione di caratterizzare il personaggio e da fungere da cassa di risonanza sonora per amplificare la voce e rendere pi udibili i dialoghi. Tra le pi antiche maschere italiane vi sono i mamuthones sardi, con pelli di capra e campanacci che risuonano ad ogni suo movimento. Ancora oggi queste maschere sono utilizzate durante feste rituali nel centro-nord della Sardegna, accompagnata da altre maschere raffiguranti animali. Anche nella Commedia dell'arte si sono elaborate le maschere dei personaggi a partire da animali. La maschera di Arlecchino stata spesso modellata sul muso di un scimmia o nella versione pi conosciuta di gatto, con la quale l'attore che la calza assume anche le movenze feline, a scatti e salti. Il Capitan Spaventa deriva da una maschera canina, Pantalone da un volatile, Brighella mezzo cane e mezzo gatto, il Dottore si ispira al maiale.
Una maschera del teatro giapponese N

Maschera teatrale

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Bibliografia
Dario Fo, Manuale minimo dell'attore, Einaudi 1987

Voci correlate
Maschera (commedia dell'arte)

Altri progetti
Commons [1] contiene immagini o altri file su Maschera teatrale [2]

Collegamenti esterni
Cronistoria delle maschere nel teatro greco e latino [3] Portale Teatro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di teatro

Note
[1] http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Pagina_principale?uselang=it [2] http:/ / commons. wikimedia. org/ wiki/ Category:Theatre_masks?uselang=it [3] http:/ / www. arlymasks. com/ Greek%20and%20Roman%20Mask%20Time%20Line7. jpg

Alberto Naselli
Alberto Naselli noto anche come Alberto Gavazzi[1][2][3][4][5] o con il nome d'arte di Zan Ganassa (Bergamo, 1540 1584) stato un attore teatrale e commediografo italiano. Il suo contributo fu molto rilevante nello sviluppo della commedia dell'arte italiana. Naselli (o Gavazzi) organizz alcune tra le pi rilevanti compagnie di artisti viandanti, inclusa la prima ad aver girovagato per la Francia e la Spagna[6]: in quest'ultima sappiamo fu con certezza nel 1574, nella citt di Madrid. [7] anche la prima persona, di cui si abbia notizia, che abbia interpretato il personaggio di Arlecchino, sviluppando per primo la moderna versione teatrale, da tutti conosciuta, della suddetta maschera. La confusione tra i due cognomi probabilmente dovuta alla sovrapposizione del presunto cognome Naselli al nome del personaggio del "Ganassa" da lui inventato e rappresentato, nome che al tempo poteva subire, in quell'area della Provincia di Bergamo, diverse desinenze e modifiche come Ganassa, Gavassa, Ganassi, Gavassi e Gavazzi[8], diventando poi, a tutti gli effetti, il vero e proprio cognome.

Note
[1] Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi (http:/ / www. rodoni. ch/ busoni/ opere/ arlecchino/ aaarlecchino. html) [2] C. Goldoni, C Pedretti, ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI, Ed. Rizzoli (http:/ / books. google. it/ books?ei=jzguTb68AdGgOsz5qYUK& ct=result& id=QHsbAQAAIAAJ& dq=gavazzi+ arlecchino& q=gavazzi) [3] G. Gentile, C. Tumminelli, Ist. Treccani Roma, ENCICLOPEDIA ITALIANA DI SCIENZE LETTERE ED ARTI Volume 4, Istituto Treccani (http:/ / books. google. it/ books?ei=jzguTb68AdGgOsz5qYUK& ct=result& id=8zQPAQAAMAAJ& dq=gavazzi+ arlecchino& q=gavazzi) [4] L. Russo, BELFAGOR, Ed. Leo. S. Olschki., 1952 (http:/ / books. google. it/ books?id=vwQJAQAAIAAJ& q=gavazzi+ arlecchino& dq=gavazzi+ arlecchino& hl=it& ei=jzguTb68AdGgOsz5qYUK& sa=X& oi=book_result& ct=result& resnum=7& ved=0CEIQ6AEwBg) [5] S. D'amico, ENCICLOPEDIA DELLO SPETTACOLO, Unedi-Unione editoriale, 1975 (http:/ / books. google. it/ books?id=HlgNAQAAMAAJ& q=gavazzi+ arlecchino& dq=gavazzi+ arlecchino& hl=it& ei=jzguTb68AdGgOsz5qYUK& sa=X& oi=book_result& ct=result& resnum=8& ved=0CEYQ6AEwBw) [6] Enciclopedia Britannica (http:/ / www. britannica. com/ EBchecked/ topic/ 225147/ Zan-Ganassa)

Alberto Naselli
[7] Claudio Bernardi. Storia essenziale del teatro (http:/ / books. google. it/ books?id=Fv0s7mUjWrsC& pg=PA189& lpg=PA189& dq=zan+ ganassa& source=bl& ots=BLOLAbCXhi& sig=CPj2eN2jPrzPokVU-b5h_oRlHdI& hl=it& ei=eEZbTMrZHp6TOP2r6N8N& sa=X& oi=book_result& ct=result& resnum=8& ved=0CDoQ6AEwBzgK#v=onepage& q=zan ganassa& f=false), Vita e Pensiero, Milano 2005, p. 189. [8] Giornale dell'Archivio Storico (http:/ / www. archive. org/ stream/ giornalestoricod06toriuoft/ giornalestoricod06toriuoft_djvu. txt)

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Bibliografia
Mara del Valle Ojeda, Stefanelo Botarga e Zan Ganassa: scenari e zibaldoni di comici italiani nella Spagna del Cinquecento, Bulzoni, 2007. ISBN8878702285.
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Riforma del teatro


Intorno alla met del XVI secolo si svilupp in Italia un nuovo tipo di spettacolo teatrale, la commedia dellarte, destinata ad ottenere un successo strepitoso e a dilagare nel secolo successivo in tutta Europa, per poi esaurirsi verso la fine del XVIII secolo. Una compagnia di comici era formata da sei o sette elementi: tranne gli innamorati e pochi altri personaggi, tutti gli altri indossavano vistose maschere che li rendevano immediatamente riconoscibili agli occhi del pubblico. Nella commedia dellarte esistevano le maschere, perch i personaggi avevano dei caratteri fissi: Pantalone era il vecchio brontolone e avaro; Arlecchino o il servo sciocco o astuto come Brighella. La commedia dellarte piaceva molto. Le compagnie italiane, molto brave, venivano chiamate a recitare anche allestero, alle corti dEuropa; sebbene antiletteraria, la commedia dell'arte influenz drammaturghi come Shakespeare e Molire e poi lo stesso Goldoni, che con la sua riforma del teatro elimin il cattivo gusto della commedia dellarte, abol gradualmente luso delle maschere e sostitu il canovaccio con un copione. Ma la ragione della riforma si posava sull'impianto stesso della commedia dell'arte e sulla visione del reale che proponeva. Il bisogno di una riforma nasce gi nello spirito del razionalismo Arlecchino arcadico che aspirava alla semplicit, all'ordine razionale, al buon gusto. Gi in ambito arcadico erano nati tentativi di riforma da parte di alcuni autori toscani (Giovan Battista Fagiuoli, Iacopo Angelo Nelli, Girolamo Gigli) ma i loro tentativi erano solo letterari e confinati nel chiuso delle Accademie. Goldoni per non era un letterato, ma un uomo di teatro che lavorava a diretto contatto con il pubblico, di cui conosceva i gusti e le preferenze. Goldoni obblig gli attori a riferirsi a un testo scritto, rinunci alle facili buffonerie, elimin gradualmente le maschere, conferendo loro un'individualit sempre pi marcata, trasformando la commedia dell'arte in "commedia di carattere" e inser l'azione nel concreto tessuto sociale della classe borghese mercantile, mentre il tradizionalista Carlo Gozzi ricorse ad argomenti fiabeschi ed esotici con note patetiche e satirici riferimenti a personaggi e costumi

Riforma del teatro contemporanei. La risposta negativa da parte di attori e pubblico fu ovvia: gli attori si vedevano tolte le loro abitudini e il pubblico assisteva non pi a commedie dove si rideva di gusto, bens dove si "sorrideva" per la sottigliezza di alcune battute. Inoltre la fama degli attori era minore, la bravura stava nello scrittore dell'opera, molto meno nell'esposizione del personaggio. Altra novit di Goldoni la sua esigenza moralizzatrice: la commedia deve insegnare il buon senso borghese, senza moralismi, anzi con grande fiducia nella natura umana: non per caso Goldoni appartiene al 700 illuminista, animato da ideali di tolleranza e pacifica convivenza tra gli uomini. Cos Goldoni cambia le ambientazioni, cambia i personaggi rappresentati. Non si tratta pi del ricco col servo povero, ma si parla di una simpatica e furba locandiera, come Mirandolina, o di un attento "caffettiere", come Ridolfo; con tali personaggi che Goldoni dice "stop" all'idealizzazione. Portale Teatro: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di teatro

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Thtre de la comdie italienne


Ci fu a pi riprese un Thtre Italien (teatro italiano) a Parigi. A seconda delle epoche, il Thtre-Italien di Parigi proponeva delle pice senza musica o delle opere. Si distinguono cos la comdie italienne ancienne, il thtre lyrique italien (questo, sotto nomi differenti), e la comdie italienne moderne.

Origini: La comdie italienne ancienne


La comdie italienne storica, nei secoli XVII e XVIII, era sotto la protezione del re, e presentava al pubblico francofono lavori teatrali con attori di professione italiani. Recitando in un primo tempo in spettacoli La cacciata dei comici italiani da Parigi (1697). Incisione di Louis Jacob da un quadro di Antoine Watteau. della commedia dell'arte nella loro lingua materna, gli attori italiani lavorarono in seguito con i pi grandi drammaturghi francesi dell'epoca (da Molire a Marivaux). La Comdie-Italienne era ospitata a volte al Thtre du Petit-Bourbon o all'Htel de Bourgogne, fino al 1697. Quando vennero annunciate le rappresentazioni de La fausse prude (La Falsa pudibonda), una pice che mirava direttamente a Madame de Maintenon, moglie segreta di Luigi XIV, questi decise di cacciare gli attori impudenti che furono obbligati a chiudere il teatro il 4 maggio. Da quel momento, la compagnia si disperse ai quattro venti e guadagn la provincia. Gli attori italiani ritornarono a Parigi nel 1716, poi si unirono all'Opra-Comique nel 1762, che prender ugualmente il nome di Comdie-Italienne sino al 1780.

Thtre de la comdie italienne

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Il Thtre-Lyrique italien o Opra-Italien


Le prime opere rappresentate a Parigi furono italiane, ma ben presto si impose la nuova opera francese, come testimonia la creazione dell'Acadmie royale de musique. Nel corso del XVIII secolo, tuttavia, alcune compagnie liriche italiane furono attive a Parigi. In particolare, nel 1752, le rappresentazioni de La serva padrona diedero luogo alla Querelle des Bouffons. Nel 1787, una compagnia musicale italiana avendo conosciuto un grande successo, ebbe l'idea di fondare un teatro permanente dove recitare l'opera buffa. Questa iniziativa si concretizz nel gennaio del 1789 con l'apertura di un teatro, che subito si pose sotto la protezione del conte di Provenza, fratello del re, da cui il nome di Thtre de Monsieur. In un primo tempo le rappresentazioni si tennero nel teatro delle Tuileries, per passare in seguito al Thtre Feydeau. Tuttavia nel 1792 questo teatro chiuse con la partenza della compagnia. Il Thtre-Italien di Parigi fu ricostruito nel 1801, questa volta per rappresentare tanto l'opera seria che l'opera buffa, sempre in lingua italiana. Una nuova compagnia si insedi dunque alla sala Favart poi alla sala Louvois. Nel 1808, i cantanti italiani si trasferirono al Thtre de l'Odon, allora chiamato Thtre de l'Impratrice. Vi rimasero fino al 1815. Al momento della Restaurazione, Luigi XVIII volle affidare la direzione alla cantante lirica Angelica Catalani. Era quasi tutto pronto per questo trasferimento, al momento del ritorno di Napoleone per i Cento Giorni. Gli attori rimasero ancora nel Thtre de l'Impratrice, ma all'inizio della Seconda Restaurazione, il progetto iniziale fu ripreso e Angelica Catalani riebbe la compagnia dall'ottobre del 1815. Dal 1815 al 1818 il Thtre royal italien ritrov dunque la sua indipendenza. Tuttavia Angelica Catalani part per una tourne in Europa, lasciando la gestione del teatro a Ferdinando Paer. Nel 1818, il privilegio della Catalani fu revocato e il teatro chiuse. Allora fu deciso di affidare l'amministrazione del Thtre royal italien all'Acadmie royale de musique, ma mantenendo ognuno la propria autonomia. Questo ordinamento dur sino al 1827, data in cui il teatro ricuper nuovamente la sua indipendenza, affidato a un direttore imprenditore. Nel 1828 e 1830, il Thtre-Italien fu associato a un teatro inglese facendo conoscere particolarmente Shakespeare. Il Thtre-Italien present opere di Paer, Mozart e Cimarosa, ma soprattutto accolse quelle di Rossini, arrivato a Parigi nel 1823 e che fu direttore del teatro, di Bellini, che per il teatro compose espressamente I puritani, Donizetti, Meyerbeer e Verdi. Il decreto del 1864, ristabilendo la libert dei teatri, caus la perdita del Thtre lyrique italien, costretto a chiudere nel 1878. Questa chiusura non imped la rappresentazione di opere italiane, tanto al Thtre de la Gat, al Thtre du Chtelet e, soprattutto, all'Opra national de Paris.

La Comdie-Italienne odierna
La comdie italienne attuale situata in rue de la Gat. Fu fondata nel 1980 dal regista Attilio Maggiulli e dall'attrice Hlne Lestrade dopo la chiusura del loro Teatrino Italiano creato nel 1975 in avenue du Maine). La Comdie-Italienne resta il solo teatro italiano di Francia e programma esclusivamente pice di autori italiani, classiche e contemporanee (da Goldoni a Iago Migatti Lulli), recitate in francese.

Bibliografia
Antoine d'Origny, Annales du Thtre italien, Paris, Veuve Duchesne, 1788, 3 vol. Rimpression Genve, Slatkine, 1970. Castil-Blaze, L'Opra italien de 1645 1855, Paris, Castil-Blaze, 1856. mile Campardon, Les Comdiens du roi de la troupe italienne, Paris, Berger-Levrault, 1880, 2 vol. Albert Soubis, Le Thtre italien de 1801 1913, Paris, Fischbacher, 1913. Micheline Boudet, La Comdie Italienne, Marivaux et Silvia, Paris, Albin Michel, 2001. Alessandro di Profio, L'Opra italien au thtre de Monsieur, 1789-1792, Paris, ditions du CNRS, 2003.

Thtre de la comdie italienne

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Voci correlate
Thtre national de l'Opra-Comique Opra National de Paris

Collegamenti esterni
La Comdie-Italienne attuale [1] Le thtre italien a Parigi [2] Tutte le rappresentazioni della Comdie-Italienne dal 1783 al 1800 [3] sul sito CSAR [4]
Portale Parigi Portale Teatro

Note
[1] [2] [3] [4] http:/ / www. comedie-italienne. fr http:/ / www. italieaparis. net/ theatre-italien. php http:/ / cesar. org. uk/ cesar2/ places/ places. php?fct=edit& location_UOID=200627 http:/ / cesar. org. uk

Jacoma Antonia Camilla Veronese


Jacoma Antonia Camilla Veronese, detta Camilla (1735 20 luglio 1768), stata un'attrice italiana, esponente della commedia dell'arte. Figlia del commediografo ed attore, Carlo Veronese, e cortigiana, debutt come danzatrice il 21 maggio 1744. Negli anni seguenti ottenne svariati ruoli da attrice, anche nelle opere drammaturgiche del padre, con rappresentazioni giornaliere ed un grande successo di pubblico. Visse molti anni assieme al Conte d'Egreville, fu amante anche del Conte di Melfort, mor nelle braccia dellultimo amico Jules D. Cromot, Barone di Bourg.

Fonti e riferimenti
"Parfaict Dictionnaire" (1767) "Bilderlexikon der Erotik" (1928-1931) del "Wiener Institut fr Sexualforschung"

Bibliografia
Giovanna Sparacello, "Les savoirs des acteurs italiens [1]", IRPMF, 2006
Portale Biografie Portale Teatro

Note
[1] http:/ / www. irpmf. cnrs. fr/ Savoirsitaliens/ Carlo%20Antonio%20Veronese. pdf

Fonti e autori delle voci

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Fonti e autori delle voci


Commedia dell'arte Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=63452325 Autori: .mau., Adriano, Aedo89, AlbertoMatthew, Amarvudol, Anitadue, AnjaManix, ArmandoEdera, Arres, B1b2b3, Basilicofresco, Buggia, Calabash, Cesalpino, Chrysochloa, Ciro07, Civv, Codice1000, EdBe, Elcairo, Estel, Formica rufa, Framo, Frassionsistematiche, GJo, Gacio, Goemon, Guidomac, Hanyell29, Ignisdelavega, Joe123, Klaudio, Lavegliadellamorte, Leoman3000, Lucretius, MaEr, Malako, Marcok, Mau db, Melos, Memedesimo, Mess, Micione, Niccolo05, Nino Barbieri, No2, Peter Benjamin, Phantomas, Pra, Rago, Retaggio, Rifrodo, Rustythejester, Rutja76, Senpai, Snowdog, SolePensoso, SoloTitano, Taueres, Teatrovivo, Tominni, Torredibabele, Torsolo, Treisijs, Tresoldi, Vermondo, Vipera, Vituzzu, 151 Modifiche anonime Amoroso (teatro) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=63034606 Autori: AlessioMela, Lycaone, Battacio Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=60810340 Autori: AKappa, Ares, Cruccone, Dani4P, Framo, Larry Yuma, Marcel Bergeret, Marcok, PaneBiancoLiscio, Shaka, Snowdog, 4 Modifiche anonime Dominique Biancolelli Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=61774575 Autori: AttoRenato, B1b2b3, Centrifuga, Dark, Framo, Lak3d, Mau db, Plasm Pierre Franois Biancolelli Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=60227291 Autori: Centrifuga, Framo, Mau db, Moloch981 Canovaccio Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=56885283 Autori: Dani4P, F.D.D., Guidomac, Leszek Jaczuk, Marcok, Mau db, Mtiovinelli, No2, Nubifer, Tenebroso, 10 Modifiche anonime Commedia ridicolosa Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=61153473 Autori: Cotton, Framo, Pracchia-78, Rago Compagnia dei Gelosi Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=56451010 Autori: Andyfriedrich, Cloj, Eleefecosta, Larry Yuma, Mau db, Midnight bird, 3 Modifiche anonime Composition de Rthorique Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=62413155 Autori: Adigama, Baruneju, Crypto, Framo, Mauro742, Moloch981, Peter Benjamin, Schickaneder, Twice25, WinstonSmith, 3 Modifiche anonime Giovanni Gherardi (attore) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=62626011 Autori: Eumolpo, L736E, Manuelarosi, 1 Modifiche anonime Tristano Martinelli Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=59702478 Autori: AttoRenato, Centrifuga, Eumolpo, Framo, Franzk, Liberatiarts, Maria.martelli, Memedesimo, Mizardellorsa, Moloch981, NicoleC1986, 9 Modifiche anonime Maschera (commedia dell'arte) Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=55075477 Autori: CABAR, Dani4P, Framo, Larry Yuma, Marcuscalabresus, Maurus Flavus, Phyrexian, 6 Modifiche anonime Maschera teatrale Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=62511968 Autori: Ares, Centrifuga, Cesalpino, Ciro07, Conteolaf, Curtain, DanGarb, Dome, Gliu, Larry Yuma, Matzuyagi, Mau db, Mtt, No2, Nrykko, Pracchia-78, Rago, Robertatraversa, Sesquipedale, Soprano71, Ticket 2010081310004741, Trikke, Twice25, 12 Modifiche anonime Alberto Naselli Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=61786742 Autori: Gianfranco, Larry Yuma, LucaG83, Luckyz, Malberto76, Mau db, Nase, Pil56, Sandr0, Shivanarayana, Sparlan, Taueres, 4 Modifiche anonime Riforma del teatro Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=51344403 Autori: Avesan, Ayane, Bultro, Centrifuga, Eumolpo, Fabio.gastone, Gce, Larry Yuma, Littoria, Luisa, Mickey83, Moongateclimber, Olando, Phantomas, R i z e r, Salvatore Ingala, 13 Modifiche anonime Thtre de la comdie italienne Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=63245208 Autori: Adriano, Aedo89, Al Pereira, Ary29, AttoRenato, Framo, Giovanna47, Grard Janot, Joana, Mau db, Phantomas, Pil56, Sailko, Tener, 8 Modifiche anonime Jacoma Antonia Camilla Veronese Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=59901843 Autori: Andrea.gf, Boombaster, Centrifuga, GiB., KS, Lucas, Medan, Nino Barbieri, Phyrexian, 2 Modifiche anonime

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