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SER CIAPPELLETTO L'opera parla della storia di tal Ser Ciappelletto, uomo malvagio e dedito ad ogni vizio, quali

lalcool, il cibo, il gioco, la sodomia, e persino il furto e lomicidio. Essendo un tipo cos particolare viene mandato da messer Musciatto, un usuraio che aveva prestato soldi ai Borgognoni (popolo di una regione della Francia), a recuperare questi crediti. Viene ospitato da due fratelli fiorentini, devoti a Musciatto, che vivono in Borgogna. Quando ospite nella loro casa si ammala molto gravemente. Viene chiamato un prete per la confessione e mentre sta morendo, finge di essere stato un uomo puro, suscitando cos nel popolo una grande ammirazione tanto da essere considerato un santo. Alla sua tomba si recarono per chiedere addirittura delle grazie. Questa novella, cos semplice nella sua struttura e nella paradossale storia di Ciappelletto viene stesa da Boccaccio con un linguaggio estremamente ironico pieno di humor e di furbizia. Il personaggio malvagio, anche un uomo molto intelligente e furbo, capace di dialogare con il prete che lo confessa senza mai tradirsi, utilizzando una capacit retorica molto elevata. Le vicende, come quella di Ser Ciappelletto, sono comunque descritte con distaccato humor dallautore. Boccaccio cio non esprime il suo punto di vista riguardo al personaggio, n condanna n si compiace, anche quando il racconto arriva alla sua conclusione. Possiamo vedere anche una specie di morale nelle novelle, in questa che Dio si serve anche degli uomini pi malvagi per fare delle grazie e dimostrare il suo amore. Siamo, insomma tutti, buoni o cattivi, strumenti di Dio. Sceglie inoltre dei nomi particolari e divertenti per i personaggi, oltre al protagonista, Ciappelletto, messer Musciatto e il cavalier Senzaterra, dando colore a queste maschere.

ANDREUCCIO DA PERUGIA 1. Incontro con la ciciliana e perdita del denaro. Andreuccio, un giovane mercante di Perugia, si reca a Napoli, con 500 fiorini d'oro, per comprare dei cavalli. Ingenuamente, mentre al mercato, egli mostra la borsa con i fiorini per dimostrare che era intenzionato a comprare nonostante la sua indecisione sull'oggetto dell'acquisto. Vedendo questo, una giovane prostituta siciliana decide di sottrargli i fiorini. Informatasi su Andreuccio per mezzo di una vecchia serva conoscente del giovane, la donna invita lo sprovveduto a casa propria e, fingendosi abilmente sua sorella, lo intrattiene per tutta la serata. Andreuccio viene convinto a restare anche per la notte, ma giunto il momento di andare "a deporre il superfluo peso del ventre", dopo essersi spogliato per il caldo, a causa di una tavola schiodata, egli cade nella "bruttura" in un chiassetto. La donna approfitta del momento per rubare gli averi di Andreuccio che non avr pi modo di riaverli n di farsi riaprire per rientrare in casa (almeno per recuperare gli indumenti). 2. Patto con i ladri. Dopo le vicende che lo hanno visto protagonista e vittima nel quartiere di Malpertugio (il quartiere dove era situata la casa della giovane prostituta), Andreuccio si dirige verso il mare per lavarsi. Viste due figure procedere verso di lui, Andreuccio si rifugia in un casolare dove per la puzza che lo avvolgeva lo tradisce, facendolo scoprire dai due ladri (le due figure viste prima da Andreuccio). Sentita la storia della vicenda di Andreuccio, i due ladri propongono al giovane di unirsi a loro a "fare alcuna cosa la quale a fare" andavano promettendogli un guadagno (il progetto dei due ladri

era quello di spogliare la salma dell'arcivescovo Minutolo). Andreuccio accetta e si incammina con i due. Andando verso la chiesa i tre trovano un pozzo dove Andreuccio viene calato (in assenza di un secchio per prendere l'acqua) affinch si lavi. Giungono al pozzo per bere alcuni gendarmi. Il loro arrivo provoca la fuga dei due ladri. Credendo essere il secchio appeso alla corda, i gendarmi tirano su quest'ultima e, trovatisi di fronte Andreuccio, scappano. Andreuccio riesce ad uscire dal pozzo e si incammina per la strada dove incontra i due ladri che erano tornati per tirarlo fuori dal pozzo. Giunti alla chiesa maggiore, i tre scoperchiano la tomba dell'arcivescovo. Costretto e pur se dubbioso, Andreuccio entra nell'arca e finge di non trovare il prezioso anello dell'arcivescovo. Improvvisamente i due ladri, rimasti all'esterno dell'arca, scappano chiudendo Andreuccio nella tomba. 3. Furto del rubino. Lasciato chiuso nell'arca, Andreuccio si dispera e crede di non uscire mai pi. Sentendo il rumore di altre persone nella chiesa (persone venute per lo stesso motivo che aveva spinto l Andreuccio e i due ladri),la sua paura aumenta. I nuovi venuti aprono l'arca e, dopo una lunga discussione, fanno entrare all'interno della tomba un prete. Vista l'occasione di salvezza, Andreuccio afferra le gambe del prete scatenando la fuga dei ladri. Andreuccio pu cos uscire dall'arca con il "suo" anello. Il giovane mercante torna quindi all'albergo dove l'oste, sentito tutto il racconto di Andreuccio, gli consiglia di lasciare subito Napoli. Andreuccio torna cos a casa con l'anello.

LISABETTA DA MESSINA A Messina vivevano, insieme alla sorella, Lisabetta, bella ma non ancora sposata, tre ricchi fratelli mercanti (effettivamente nel Due-Trecento, in questa citt vivevano diverse colonie di mercanti provenienti da San Gimignano, tra Certaldo e Siena, che aveva una fiorentissima Arte della lana, e si ha notizia che gli Ardinghelli, mercanti sangimignanesi, alla met del Duecento si trasferirono da Messina a Napoli, come i fratelli di Lisabetta), per i quali lavorava Lorenzo, un giovane gentile e di bellaspetto. Lorenzo e Lisabetta si innamorarono, ma una notte, mentre la giovane furtivamente andava da lui, uno dei fratelli li scopr.Lindomani raccont tutto agli altri fratelli, con i quali concord di agire per salvare lonore della famiglia.Condotto Lorenzo in un luogo isolato, lo uccisero e lo seppellirono.Preoccupata per l'assenza dell'innamorato, Lisabetta chiese notizie ai fratelli, che le risposero che Lorenzo era assente per una commissione.Tardando il suo ritorno, Lisabetta piangeva afflitta, ma una notte Lorenzo le and in sogno (tanto posto ebbero nella letteratura medievale, ed in Boccaccio, i sogni rivelatori!), e le rivel di essere stato ucciso, indicando il luogo in cui giaceva il suo cadavere. Lindomani, col pretesto di dover uscire con un' amica, la giovane si rec sul luogo indicatole in sogno, scav e scopr il cadavere dell'innamorato. Allora, con un coltello stacc dal corpo la testa, di nascosto la port a casa e la sotterr in un vaso di basilico, che di continuo bagnava con le sue lacrime, tanto che, rigoglioso, vi crebbe lodoroso aroma.Ma i suoi fratelli, appreso dai vicini che la loro sorella trascorreva intere giornate a curare il basilico, consumando la propria bellezza, glielo sottrassero e, svuotatolo, riconobbero il capo

putrefatto di Lorenzo. Nel timore che il loro reato potesse essere scoperto, si trasferirono a Napoli. Lisabetta, privata della preziosa reliquia, mor di dolore.

FEDERIGO DEGLI ALBERIGHI Federigo degli Alberighi, forse lincarnazione pi compiuta degli ideali cavallereschi di Boccaccio: le sue azioni hanno del meraviglioso e del sorprendente. Innamorato di una gentildonna fiorentina (Giovanna), spende oltre misura del suo per apparire agli occhi dellamata dotato di quelle virt che distinguono uno spirito eletto: cortesia, prodezza, liberalit; si riduce cos in povert e, senza lamentarsi, si ritira dalla citt in un suo poderetto, dove unica distrazione sua la caccia con un falcone che gli rimasto e a cui si lega con affettuosa consuetudine. In quella modesta casa viene un giorno a trovarlo (per la prima volta dopo tanti anni) la donna amata, rimasta vedova con un solo figlioletto, sospinta dalle preghiere del figlio ammalato desideroso di avere il falcone del vicino. Federigo vorrebbe onorarla degnamente, ma non avendo altro per imbandire il pranzo, uccide il diletto falcone, ignorando il vero motivo della visita. La scoperta del suo sacrificio, il suo dolore di non poter soddisfare lamata commuovono la donna la quale, qualche tempo dopo la morte del bambino, si decide a sposare Federigo, luomo che per lei cos a lungo ha sofferto e che mai non venuto meno nella sua devozione di innamorato cortese. La novelletta e narrata da Fiammetta, mostra un contrasto con Nastagio degli onesti. La conclusione delle due novelle pressoch identica, ma c una netta differenza nel modo in cui viene raggiunto lo scopo finale; nella novella di Nastagio, il protagonista usa la furbizia per far assistere alla giovinetta linquietante scena del cavaliere che strappa il cuore della ragazza, al fine di conquistare il suo amore, quindi una cosa che Nastagio fa volontariamente. Federigo invece non immagina che il suo gesto di generosit porter la bella Giovanna a decidere di sposarlo, quindi il lieto fine una conseguenza involontaria del suo gesto.

IL RE E LO STALLIERE Questa novella, narrata da Pampinea ambientata all'epoca del re longobardo Agilulfo e della regina Teodolinda. Il protagonista uno stalliere, uomo di umili origini, ma di bell'aspetto e di grandi qualit interiori. Era al servizio della regina e di essa si innamor perdutamente ma da uomo saggio non le rivel in nessun modo i suoi sentimenti.con il passare del tempo nascondere il desiderio nei confronti della donna amata era diventato per lui insostenibile al punto di desiderare la morte. Voleva per un tipo di morte che rendesse esplicito l'amore che provava per la regina e concluse che la sua morte poteva essere tale da permettergli di soddisfare il suo desiderio. Cos una notte, egli gi bello e imponente nell'aspetto fisico quanto il re, imitandolo nel vestire e negli atteggiamenti, entr nella camera della regina e consumato il suo desiderio amoroso, torn al suo alloggio. Quando la stessa notte il re facendo visita alla moglie, la trov stupita di rivederlo realizz che era stata ingannata. Per evitare lo scandalo non disse niente ma and a cercare direttamente l'impostare e identificatolo dalle pulsazionicardiache accelerate, non fece altro che tagliargli i capelli da una parte per poterlo riconoscere la mattina seguente. Lo stalliere astutamente,

accortosi del piano, fece altrettanto a tutta la servit. L'indomani il re non pot fare a meno di riconoscere l'ingegno del ragazzo avendogli impedito in questo modo di punirlo.