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Precessione del perielio dellorbita di

Mercurio
Alessandro Antini
Sommario
Vengono discusse le correzioni apportate dalla Relativit Generale alla descrizione delle orbite
delle particelle massive in un campo gravitazionale a simmetria sferica.

Introduzione
La meccanica Newtoniana predice con ottima precisione le orbite dei pianeti del Sistema Solare.
In questo contesto una particella massiva descrive orbite ellittiche chiuse, il che vuol dire che la
distanza della particella dal centro del campo di forze, coincidente praticamente con il Sole, oscilla
rispetto ai due valori di minimo (perielio) e massimo (afelio) in modo tale che essa sia la stessa dopo
un giro completo, ovvero una funzione periodica di periodo 2.
Questa descrizione sembra fallire nel caso dellorbita di Mercurio, che soggetta ad un evidente
effetto di precessione. Questo vuol dire che il perielio dellorbita ruota attorno al Sole, e dunque
lorbita non si chiude. A dire il vero tutti i pianeti del Sistema Solare sono soggetti a questo tipo di
effetto, principalmente a causa dellinfluenza gravitazionale degli altri pianeti, soprattuto i pi massivi, e in piccola parte anche a causa della non perfetta sfericit del Sole. La meccanica Newtoniana
riesce a tener conto di questi fattori e correggere le previsioni, ma ancora una volta questo non si
applica allorbita di Mercurio. Per molto tempo infatti gli astronomi hanno provato a giustificare
senza successo le osservazioni, ipotizzando anche lesistenza di un nuovo pianeta battezzato come
Vulcano, la cui influenza avrebbe in qualche modo giustificato le osservazioni. Questa discrepanza
stata per sfruttata da Einstein per dare credito alla sua nuova teoria della gravitazione, proponendo
come test il confronto dei dati sperimentali con le sue previsioni teoriche.

Moto in un campo gravitazionale a simmetria sferica


Per la descrizione delle orbite dei pianeti attorno al Sole possiamo certamente fare delle ovvie
semplificazioni. Prima di tutto ci riconduciamo al moto di una particella massiva (il pianeta)
allinterno del campo gravitazionale generato da un solo altro corpo (il Sole), ovviamente considerando
perfettamente trascurabile la perturbazione del campo che la particella introdurrebbe essendo essa
stessa dotata di massa. Inoltre si suppone che il Sole sia approssimabile con una distribuzione di
massa a simmetria centrale che non sia soggetta ad un moto che voli questa simmetria (ad esempio
una rotazione). In queste condizioni, lequazione di Einstein :
1
8G
G R Rg = 4 T
2
c
si riduce nel vuoto a :
R = 0

la cui soluzione fornisce la pi semplice delle variet ammesse (spazio piatto a parte). La metrica di
questa variet, detta di Schwarzschild, da origine al seguente elemento di linea :


1


2GM
2GM
2

2 2
dl = g x x = 1 2
dr2 + r2 d2 + sin2 d2
c dt + 1 2
c r
c r
che ponendo c = G = 1 e

2GM
c2

= rs , dove rs detto raggio di Schwarzschild, diventa :



rs  2 
rs 1 2
dl2 = 1
dt + 1
dr + r2 d2 + sin2 d2
r
r
dove la coordinata r definita come 2 1 volte la lunghezza della circonferenza di una sfera centrata
attorno al corpo massivo, e dunque differisce dalla distanza effettiva della particella dal centro del
campo.
Per una particella massiva risulta valida la seguente relazione :

 2

rs 1 2
rs  2 
t + 1
g x x = 1
r + r2 + sin2 2 = 1.
r
r
dove x =

dx
d ,

(1a)

tempo proprio.

Essendo il campo a simmetria sferica, certamente = 2 una soluzione, e tutte le altre possono
essere ottenute per opportune rotazioni. Dunque ci stiamo limitando a considerare il moto di una
particella sul piano equatoriale. Questo implica naturalmente = 0 e sin2 = 1, il che porta ad una
prima semplificazione della (1a) :

rs  2 
rs 1 2
r + r2 2 = 1
t + 1
1
r
r

(1b)

Possiamo sfruttare ulteriormente la simmetria del problema per poter trovare quantit conservate e
dunque ridurre i gradi di libert della particella.
Dunque consideriamo lazione, che nel nostro caso si pu scrivere come :
Z 2 q
g x x d
S=
1

Si pu mostrate che S = 0 equivalente a T ( 12 g x x ) = 0 e dunque le equazioni di


Eulero-Lagrange possono essere dedotte da :


d
T
T
= .
d x
x
Queste equazioni ci permettono immediatamente di riconoscere alcuni integrali primi. Infatti la
metrica di Schwarzschild del tutto indipendente dalla coordinata temporale t, il che si traduce
nella staticit del campo, e dallangolo . Dunque :

( 1 g x x )
T
rs 
t = costante
= 2
= g0 x = 1
r
x0
x0
e
( 1 g x x )
T
= 2
= g3 x = r2 = costante.
x3
x3
2

Ora possiamo definire :



rs 
t
E = 1
r
e
J = r2
rispettivamente come lenergia e il momento angolare (per unit di massa).
Questi due integrali primi riducono la relazione (1b) semplicemente a :
r 2 + V (r) = E0 2
dove E02 = E 2 1 e :
V (r) =

rs

r
|{z}

Potenziale Kepleriano

J2
r2
|{z}

Potenziale centrifugo

J 2 rs
3
| r{z }

correzione relativistica

il potenziale efficace, e il suo andamento al variare di r, per diversi valori di J, mostrato


qualitativamente in Figura 1.

Figura 1: Potenziale Efficace per diversi valori del momento angolare

Esso si riconduce sostanzialmente allo stesso potenziale della meccanica Newtoniana se si trascura
lultimo termine, che in effetti molto piccolo dato che rs c12 . Si pu notare che per r molto
piccoli landamento del potenziale "corretto" molto diverso da quello del potenziale "classico" : nel
primo caso infatti V (r) , mentre nel secondo V (r) . Inoltre questo potenziale ammette
due punti stazionari :
V (r)
J2
= 0 rmin =
r
rs

r
1

3rs 2
1 2
J

rstabile

J2
=
rs

rinstabile

J2
=
rs

r
1+

3rs 2
1 2
J

r
1

3rs 2
1 2
J


2 V (r)
>0
r2


2 V (r)
<
0
r2

che si riduce solamente a rISCO = 3rs quando J 2 3rs 2 e J 2 > 3rs 2 , che corrisponde allorbita
circolare stabile pi piccola (Innermost Stable Circular Orbit).
dr
dr
Per ottenere lequazione della traiettoria r() possiamo porre r = d
= d
= r0 rJ2 e 1r = u per
ottenere dalla (1b) :

(u0 )2

rs u
E0 2
2
3
+
u

r
u
=
s
J2
J2

che derivata rispetto a fornisce :



rs 
u00 + u 2
|
{z 2J }
oscillatore armonico

3
rs u2
2
| {z }

=0

(2)

termine perturbativo

Nei primi tre termini si pu riconoscere lequazione delloscillatore armonico, che ammette come
rs
soluzione u0 = 2J
2 (1 + ecos) (dove e leccentricit dellorbita) che ci fornisce direttamente,
tramite r0 () = u1
0 , la traiettoria della particella prevista dalla meccanica Newtoniana, che come
gi anticipato risulta ellittica e chiusa. Lultimo termine si assume come una piccola perturbazione
del potenziale che la effettiva responsabile della precessione dellorbita. Dunque una soluzione
approssimata pu essere cercata nella forma u = u0 + u, che sostituita nella (2) fornisce :



rs 
3
00
2
00
u0 + u0 2 = u + u rs u0
2
|
{z 2J }
0

dunque:
3
u00 + u rs u0 2
2
3 rs3
2
00
=u + u
(1 + ecos)
8 J4

3 rs3
=u00 + u
1 + 2ecos + e2 cos2
8 J4
=0
Questa equazione pu essere vista come lequazione di uno oscillatore armonico forzato, in cui la
forzante consta di tre termini. Lunico termine che ha un effetto non trascurabile sulla correzzione
di u0 cos in quanto dotato della stessa frequenza delloscillatore. Dunque lequazione descrive
un fenomeno di risonanza e la perturbazione, per quanto piccola, cresce con . La soluzione per u
sar dunque :
4

u '

3 rs 3
esin
8 J4

da cui:
u =u0 + u
rs
2J 2
rs
= 2
2J
rs
' 2
2J
rs
= 2
2J
=

3 rs 3
(1 + ecos) +
esin
8 J4



3 rs 2
1 + e cos +
sin
4 J2

 

3 rs 2
1 + ecos 1
4 J2
(1 + ecos [ (1 )])

dove si sfruttata lassunzione che   1, con  definito dallultima uguaglianza. Dunque lorbita
descritta solo approssimativamente unellisse, ma ancora periodica, sebbene di periodo diverso
da 2 ma uguale a :
2
' 2 (1 + )
1
Questo vuol dire che se la particella si trova nella sua posizione di minima distanza dal centro
del campo, vi ritorner dopo aver compiuto una rotazione di 2(1 + ), e dunque quando in
termini intuitivi lasse dellellisse ruotato di = 2. Da qui leffetto di precessione del perielio
dellorbita. Nel caso di Mercurio, la cui orbita ha le caratteristiche opportune per rendere la
correzione apprezzabile, questo risultato predice un valore = 42.9800 /secolo, in totale accordo
00
con le osservazioni che indicano = (43.1 0.5) /secolo.