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Punti di Lagrange

Ing. Silvano DOnofrio

Sommario
Punti di Lagrange ............................................................................................................................................... 1 I punti di Lagrange parte prima: L1 ............................................................................................................ 3 I punti di Lagrange parte seconda: L4, L5 ................................................................................................... 8

Oggi mi va di parlare dei punti di Lagrange. Mi gira cos. Ma per carit non vuole essere un insegnamento (ma forse lo , chiss). Non ho questa volont e pretesa, lo faccio per mia informazione e per colmare una mia lacuna in questa materia e per il mio cane che mi segue fedelmente. In realt ad incuriosirmi stato un articolo di Media Inaf : Urano ha il suo bel troiano. Un cucciolo dasteroide di appena 60 km di diametro, la cui fedelt gravitazionale al gigante gassoso va avanti da qualche centinaio di migliaia di anni. Era convinzione degli astronomi che a Urano fossero preclusi, vista la concorrenza di vicini dannatamente attraenti (in termini gravitazionali) del calibro di Nettuno o Giove. Stando alle simulazioni, QF99 dovrebbe tenere compagnia a Urano ancora per un milione di anni, prima di svincolarsi dal guinzaglio gravitazionale Li hanno Marte, Giove, Nettuno. Anche la nostra Terra che non vuole essere seconda a nessuno ha il suo bravo troiano. Non una parolaccia. Per troiano si intende un asteroide o gruppi di asteroidi che condividono la stessa orbita di un pianeta maggiore. Senza scontrarsi. Fantastico, penserete. Come mai? Beh la cosa facile da capire, ma difficile da spiegare. In due parole (forse anche in quattro) diciamo che un corpo (un asteroide, per esempio) viene a trovarsi in equilibrio gravitazionale in determinate posizioni nello spazio tra il pianeta ed il Sole. In questi punti nulla la risultante tra lattrazione gravitazionale complessiva esercitata da questi due corpi celesti. In realt centrano di mezzo la forza centripeta e anche la forza di Coriolis, ma di questa ultima ne riparleremo unaltra volta. Questi punti di equilibrio vengono chiamati punti di Lagrange. Sono 5: L1, L2, L3, L4, L5. Tre di essi (L1, L2, L3) giacciono sulla stessa retta dei due corpi maggiori, uno compreso tra essi (L3) e due esterni (L4,L5).

I due punti (L4, L5) sono collocati sullorbita del pianeta di massa minore (tra i due maggiori), uno in anticipo e laltro in ritardo di 60 rispetto a questi, le rette immaginarie che congiungono i pianeti formano quindi due triangoli equilateri. La figura chiarisce meglio il concetto.

Questo quello che dicono tutti e che troviamo su ogni sito che si rispetti mi osserva il mio sapientone di cane Piuttosto, se lo sai, perch non mi dici come si fa a calcolare le posizioni di tali punti di equilibrio. Non so se una provocazione, o un voler mettermi alla prova. Non ho scelta. Accetto la sfida. E cos mi metto in giro per il web in cerca di aiuto. Ma trovo solo nozioni che gi conoscevo o cose (calcoli matematici) che non sono alla portata di tutti e non possono essere raccontate su un blog. Cos decido di andare avanti da solo con qualche spunto preso qua e l e di qualche mio vecchio libro liceale. Speriamo bene. Il risultato non assicurato. Gli astrofisici, comunque, sono avvisati, possono continuare ad andare avanti tranquillamente con i loro calcoli.

I punti di Lagrange parte prima: L1


Ok. Il ragionamento parte da una semplice considerazione: mettere gi una espressione matematica che rappresenti lequilibrio gravitazionale tra le masse e la forza centrifuga. Cominciamo.

Distanza del punto L1

Consideriamo il sistema formato dal Sole di massa M, la Terra di massa m e lasteroide (o un satellite artificiale) di massa ma. Le forze che entrano in gioco sono la legge di attrazione gravitazionale e la forza centrifuga della Terra nella sua rotazione attorno al Sole. Le due forze devono essere in equilibrio. F1 = G (Mm ) / R2 F2 = m v 2 / R Dove G la costante gravitazionale universale M = la massa del Sole m = la massa della Terra R = la loro distanza v = la velocit orbitale della Terra Quindi per lequilibrio delle forze: G (Mm )/ R2 = m v2 / R formula 1)

Fin qui ci siamo? Ok. Ora torniamo al nostro asteroide di massa ma che ruota attorno al Sole con velocit tangenziale va. La sua distanza dal Sole sar (R d) dove d la distanza Terra/asteroide. La forza F1 che lattrae verso il Sole sar diminuita della forza esercitata dalla Terra. Mentre la forza centrifuga dellasteroide risulta:

F2 = ma v2a / ( R- d ) Si ottiene cos lequilibrio G (M ma ) / (R d)2 G ( m ma ) / d2 = ma v2a / ( R- d ) formula 2

La distanza di equilibrio si ottiene risolvendo questa equazione di secondo grado rispetto a d. Gli altri valori sono noti. Basta eliminare va inserendo il suo valore. Troppo complicato, vero? Giusto, ve lo assicuro. Allora facciamo un p di alchimia matematica. Supponiamo che lasteroide percorra una traiettoria circolare di raggio (R d). Dalla cinematica la sua velocit tangenziale vale: va = (R-d) dove: = 2 / T va = 2 (R-d) / Ta (Ta il periodo orbitale dellasteroide, ovvero l tempo impiegato a compiere una intera orbita) Che possiamo anche scrivere elevando tutto al quadrato: v2a = 4 2 (R-d)2 / T2a che sostituita nelle formula 2) otteniamo GM ma / (R d)2 - Gm ma / d2 = ma v2a / ( R- d ) Con alcune semplici semplificazioni: (mettendo in comune e eliminando ma , e dividendo per (r-d), si ottiene: GM/ (R d) Gm (R-d) / d2 = v2a = 4 2 (R-d)2 / T2a Dividendo tutto per (r-d) otteniamo una cosa interessante. GM / (rd)3 Gm / d2(rd) = 42 / T2a formula 3)

Fin qui ci siete ancora? Bene per quelli che hanno resistito. Queste cose mantengono allenata la mente.

Vi ricordate la formula 1)? Con altri semplici passaggi matematici che vi risparmio (che tengono conto delle formule gi sopra elencate) diventa: GM/ R =4 2 R2 / T2 Dividiamo per r2 : GM/ R3 = 42/T2

formula 4)

Vi dice niente questa espressione? Per caso abbiamo trovato la somiglianza alla terza legge di Keplero se scambiamo i termine (T2 / R3 = K). Ora facciamo una considerazione fondamentale. Lasteroide in equilibrio con la Terra soltanto se Ta = T. ( ovvero Terra e asteroide hanno lo stesso periodo.)

La formula 3) diventa GM / (Rd)3 Gm / d2(Rd) = 42 / T2 Ovvero: GM / (Rd)3 Gm / d2(Rd) = GM/ R3 formula 5)

Se dividiamo per GM otteniamo una espressione che tiene conto esclusivamente il rapporto tra la massa del Sole e quella della Terra (m/M). Ancora un piccolo sforzo che siamo quasi vicini alla soluzione del nostro problema. Poniamo y = m/M = 3/1000000 (rapporto delle loro masse) La 5) diventa dividendo per GM e poi moltiplicando per R3: 1 / (Rd)3 y / d2(Rd) = 1 / R3 R3/(Rd)3 y R3/d2(Rd) = 1 Facciamo un altro passo avanti ponendo z = d/R Otteniamo la nostra equazione: 1/(1-z)3 y/z2(1-z) = 1

formula 6)

Tuttavia anche questa equazione in funzione di z di difficile risoluzione. Per semplificare ulteriormente le cose sono andato a spolverare e scomodare vecchie regole sulle approssimazioni (Teoremi Binomiali). Non commettiamo, quindi, un grande errore se facciamo queste approssimazioni. 1/(1-z)3 = 1 + 3z e y/z2 (1-z) = y/z2 (1+z) Quindi sostituendo nella formula 6) 1 + 3z y/z2 (1+z) = 1 3z = y/z2 (1+z) 3z3 = y(1+z) Trascuriamo ulteriormente il piccolo valore di (1+z) Si ottiene 3z3 = y Ma sappiamo che y = m/M = 3/1000000 Ed eccoci FINALMENTE arrivati alla conclusione. 3z3 = m/M = 3/1.000.000 z3 = 1/1.000.000 Estraendo la radice cubica z = 1/100 = 0,01 z = d/R = 0,01 La distanza di L1 dalla Terra di circa un centesimo (1/100) della distanza del Sole. Ovvero approssimativamente a 15000 km di distanza dalla Terra. Fine prima parte Spero che il mio cane sia soddisfatto di questa dimostrazione.

Ora se qualcuno ha voglia di passare un po di tempo pu ritornare alla equazione 3z3 = y(1+z) e sostituire z con il valore trovato e ricavare y = m/M. L2 La risoluzione dellaltra distanza lagrangiana L2 dal lato opposto alla Terra simile e la lascio ai volenterosi. Lascio ai volenterosi anche il calcolo di L3. Risparmiatemi altre faticacce. La prossima puntata sar dedicata al calcolo di L4 e L5. Ma come dice un mia ex lettrice: non costringo nessuno a seguirmi. Tranne il mio cane.

I punti di Lagrange parte seconda: L4, L5


I punti lagrangiani L1, L2, L3, giacciono sulla stessa retta che unisce la Terra al Sole. Uno di essi, L3, si trova sulla linea Terra-Sole, ma dallaltra parte del Sole, pi o meno alla stessa distanza dalla Terra. Gli altri due punti lagrangiani, L4 e L5, giacciono sullorbita della Terra. L4 precede il nostro pianeta di un angolo di sessanta gradi mentre L5 lo segue dalla stessa distanza. Nei primi punti lequilibrio instabile. Cosa vuol dire? Che basta una spintarella ed ecco che gli eventuali asteroidi o satelliti posizionati in quella orbita se ne vanno per i fatti loro. Per fare un esempio basti pensare ad una automobile ferma su un dosso. Basta una spintarella e se ne va gi per la discesa. Mentre se lautomobile in fondo alla cunetta anche se la spingi a mano poi ritorna a fondo cunetta, che la posizione di equilibrio. E quello che succede ai punti L4, L5 che sono punti di equilibrio stabile. Nella prima parte abbiamo calcolato il punto di equilibrio di L1. Il calcolo dei punti lagrangiani L4, L5 molto pi complicato del previsto. Mannaggia a me che ho accettato la provocazione del mio cane. E cos ora non mi posso tirare indietro.

Anche in questo caso ci sono spiegazioni teoriche che sono assolutamente improponibili. Cos decido di fare da me. Come ho detto, il problema complicato (ma non per qesto impossibile). Il fatto che precedentemente avevamo a che fare con le sole distanze. Ora, basta guardare la figura in basso: ci sono di mezzo gli angoli. Bel problema per spiegarlo a coloro che hanno dimenticato la geometria dei triangoli o non hanno familiarit con angoli, seni, coseni, radianti, con la trigonometria per dirla con chiarezza. Cercher di rendere la cosa pi semplice possibile (se ci riesco) a coloro che hanno il bel coraggio di seguirmi. Il mio cane lo fa per vedere cosa tiro fuori, quindi costretto. Ok. Anche il sistema Terra-Luna ha i suoi punti L4 e L5. Essi sono punti di interesse per possibili punti di stazionamento di navicelle o colonie spaziali permanenti in orbita. E cos con il permesso del mio cane prendo in considerazione il sistema Terra-LunaNavicella (che sostituisce il nostro asteroide per evidenti motivi di maggiore interesse). Cominciamo. Come prima cosa facciamoci un quadro preciso della situazione.

figura 1)

Nel caso del punto L1, come abbiamo visto, lequilibrio si otteneva in corrispondenza del punto E, che non era altro che il centro di massa o baricentro delle forze e giaceva sulla retta congiungente Terra Sole. Le cose sono andate avanti pi o meno bene cavandocela con le normali regole della fisica classica. Ora il fatto che il punto C stia ai vertici di un triangolo complica le cose. Ma tranquilli, ce la caveremo. Intanto ci calcoliamo le coordinate del baricentro delle forze (attorno al quale ruota il nostro sistema) con una regoletta facile facile (momento statico delle forze). I conti li faccio io per voi: poniamo k = M/m AE = d = L m / (m+M) = L m / (m + M) = L/(1+k) BE = c = L M /(m+M) = L M / (m + M) = L / (1+m/M) = L/(1+1/k) = Lk/(1+k) L = distanza Luna Terra M = massa della Terra m = massa della Luna ma = massa dellastronave FORZE IN CAMPO Vediamo quali sono le forze in campo. FT = forza gravitazionale della Terra FL = forza gravitazionale della Luna FT = forza centrifuga della Terra FL = forza centrifuga della Luna Fa = forza centrifuga della astronave Ora il problema sta nel dimostrare che le lunghezze a, b, c+d (L) sono uguali, che equivale a dire che il triangolo equilatero e di conseguenza gli angoli in A,B,C sono effettivamente di 60 (ricordiamo che la somma degli angoli interni di 180). Prima osservazione: Se lastronave in C in equilibrio con il sistema, tutti e tre i corpi avranno lo stesso periodo orbitale T attorno al centro di massa. FORZE AGENTI SULLA ASTRONAVE FT = G Mma /a2 (esercitata dalla Terra) FL = G mma / b2 (esercitata dalla Luna)

formula 1) formula 2)

FORZE DI MUTUA ATTRAZIONE TERRA LUNA FTL = G Mm /L2 formula 3)

FORZA CENTRIFUGA DELLA TERRA (attorno al punto E, centro di rotazione) FT = MaT = M V2 /d= M (2d/T)2 /d = M42d/T2 = M42 /T2 d FT = M42 /T2*L/(1+k) formula 4) Dove V la sua velocit radiale con periodo T. aT = 42 /T2*L/(1+k) formula 5) Ma anche: FT = M aT Da cui aT = FT / M = (G Mm/L2)/ M = Gm/L2 aT = Gm/L2 uguagliando la 5) e 6) Gm/L2 = = 42 /T2*L/(1+k) 42 /T2 = (Gm/L3 ) (1+k)

formula 6)

formula 7)

FORZA CENTRIFUGA DELLA LUNA (attorno al punto E, centro di rotazione) FL = m v2 /c = m (2c/T)2 /c = m42 /T2 c FL = m42 /T2*kL/(1+k) Dove v la sua velocit radiale con periodo T. Ma anche FL = m aL aL = 42 /T2*kL/(1+k) FORZA CENTRIFUGA DELLASTRONAVE (attorno al punto E, centro di rotazione) Fa = ma va2/R Fa = ma (2R/T)2 /R = ma 42 R/T2 Dove va la sua velocit radiale con periodo T. Ma anche Fa = ma aa = ma (42/T2) R Che sostituendo la 7) Fa = G m ma (1+k)R / L3 formula 8)

formula 9)

FORZE RISULTANTI SULLASTRONAVE FT = G Mma /a2 FL = G mma / b2 Fa = G m ma (1+k)R / L3 Seconda osservazione. Affinch lastronave risulti in equilibrio necessario che la risultante della forza F T della Terra verso lastronave e la forza FL della Luna verso lastronave devono essere equilibrate nel punto C. In linguaggio matematico le loro proiezioni lungo il segmento che unisce il centro di massa E allastronave C devono essere uguali. Inoltre anche nel punto E le forze radiali della Terra e della Luna devono equilibrarsi. Come tradurre in formule tutto questo? Ci vengono in aiuto nuovamente le leggi gravitazionali, la cinematica e infine la matematica sugli angoli. Ricordiamo alcune relazioni tra angoli e lati in un triangolo

h=b senA h=a senB b senA = a senB =c senC senA/a = senB/b = senC/c Um! lo sapevo, qualcuno di voi ha storto il naso. Niente paura. Intanto si leggono seno di A, seno di B, seno di C. Dove A,B,C, sono gli angoli al vertice del triangolo. Pi in basso parleremo anche di coseno di un angolo. Quelle cosine che vi spaventano non sono altro che un modo per ridurre le misure (grandezze). Una specie di percentuale in forma decimale. Insomma un numero che varia da 0 a 1.

A cosa servono? A mettere in relazione tra loro i lati di un triangolo in funzione degli angoli. Guardiamo la figura 2)

figura 2)

E nelluso matematico chiamare gli angoli con simboli greci. Quindi leggeremo seno di alfa , seno di beta , seno di theta . Per lequilibrio delle forze tangenziali a Fa nel punto C lungo lasse di rotazione: FT sen = FL sen Inoltre sen/b=sen/c sen/d=sen/a da cui sen=sen c/b sen=sen d/a formula 10)

che sostituite nella 10) FT sen d/a = FL sen c/b FT d/a = FL c/b GMma /a2 (d/a) = Gmma /b2 (c/d) M d /a3 = m c /b3

Sostituendo le distanze del centro di massa M/a3 * L/(1+k) = m/b3 * Lk/1+k) Semplificando e sostituendo K=M/m 1/a3 = 1/b3 Quindi a=b Il triangolo ABC dunque un triangolo isoscele con due lati (a,b) e angoli alla base uguali. Ok a tutti quelli che sono arrivati fin qui.

Ora per dimostrare che il triangolo ABC equilatero, langolo al vertice deve essere uguale agli angoli di base (Ovvero di 60). E la stessa cosa dimostrare che i tre lati sono uguali. Seguiremo questa strada. Dimostriamo questa seconda parte, e per farlo imponiamo lequilibrio radiale.

FTa cos = FLa cos=Fa = ma v2/R = G m ma (1+k)R / L3 FTa cos = FLa cos=Fa = G m ma (1+k)R / L3

formula 12)

Dove: FTa .= GMma/a2 FLa = Gmma/a2 K = M/m GMma/a2 cos M/a2cos = m/a2 cos = m(1+k)R/L3 k/a2cos = 1/a2 cos = (1+k)R/L3 v la velocit radiale della astronave. Ma sappiamo anche L/2 = a cos cos= L/2a Dalle regole sui triangoli: d2 = a2 + R2 2aRcos c2 = a2 + R2 2aRcos R2 = (a2 + d2)k / (1+k)2 EQUILIBRIO RADIALE FTa cos + FLa cos = Fa GMma/a2 cos + Gmma/a2 cos = G m ma (1+k)R / L3 M/a2 cos + m/a2 cos = m(1+k)R / L3 km/a2 cos + m/a2 cos = m(1+k)R / L3 k/a2 cos + 1/a2 cos = (1+k)R / L3 k/a2 cos + 1/a2 cos - (1+k)R / L3 = 0 Siamo praticamente alla fine, tirate un sospiro di sollievo. Sostituiamo nella formula 13) i valori del cos e cos e R dalle espressioni I) II) e III) (vi risparmio i calcoli troppo lunghi, complessi e noiosi, fidatevi). Si arriva ad una espressione uguagliando a zero lequazione: [(1+k)2 a2 kL2)(a3-L3)] = 0 Questa espressione uguale a zero solo se: a3 L3 =0 formula 13) espressione I) espressione II) espressione III)

ovvero a=L I tre lati del triangolo sono uguali Gli angoli sono pertanto di 60. FINE Questa dimostrazione far storcere il naso agli astrofisici, ma sicuramente pi intuitiva e alla portata di un semplice lettore piuttosto dei calcoli matriciali