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Esercizi di Fisica LB: elettrostatica-esercizi svolti

Esercitazioni di Fisica LB per ingegneri - A.A. 2003-2004

Esercizio 1
Si immagini che il nucleo di un atomo di idrogeno si possa approssimare come una sferetta uniformemente carica Q di raggio r = 1010 m allinterno della quale possa muoversi liberamente una carica puntiforme (lelettrone) di carica Q, calcolare i livelli energetici (lenergia totale dellelettrone) delle orbite circolari. Con quale velocit` ruota lelettrone quando il raggio dellorbita a vale r0 = 0.5 1010m. Quanta energia deve perdere (o eventualmente acquistare) per passare dallo stato in cui orbita con raggio r0 a quello in cui oscilla intorno al centro di massa del nucleo con ampiezza r0 ?

Soluzione
Per ipotesi il nucleo di un atomo si deve pensare essere costituito da una distribuzione sferica uniforma di cariche positive. A tale distribuzione si potr` associare una densit` di carica costante a a ed uguale a: Q = V
4 3 essendo V il volume della sfera in cui ` distribuita la carica e quindi V = 3 r0 . Un elettrone che e si muove in questa distribuzione di cariche sentir` il capo elettrico da esse generato. Per calcolare a tale campo elettrico utilizziamo il teorema di Gauss. Si consideri una supercie sferica S di raggio r < r0 concentrica con il nucleo in questione. Si scriva quindi il usso del vettore campo elettrico E che si vuole calcolare attraverso tale supercie. Per questioni di simmetria, il campo elettrico allinterno della distribuzione di cariche deve avere direzione radiale ed avr` verso diretto verso a linterno a verso lesterno (bisogna calcolarlo!). Il usso di questo campo attraverso la supercie sferica S di raggio r vale:

(E)

E n dS

in cui n ` un versore, per denizione, diretto ortogonalmente a dS e quindi, di punto in punto, e diretto in senso radiale verso lesterno della supercie S. Per le considerazione fatte in precedenza dunque E n = Er essendo Er lunica componente, diretta in senso radiale, del campo elettrico. Tale componente pu` o dipendere solamente dal raggio della sfera S in questione. Quindi ` costante nellintegrazione che e denisce (E) posso fattorizzarlo allesterno dellintegrazione. Per il teorema di Gauss, il usso del campo elettrico attraverso S, inoltre, ` uguale a QS / 0 essendo QS la carica interna ad S. Quindi: e (E) = Er
S

dS =

QS
0

dove dS = S = 4r2
S

4 QS = r3 . 3 Er 4r2 = 1 4 r3 3 0

Rimane quindi:

da cui si pu` ricarvare o Er =

r kr 3 0

che mi dice che il campo elettrico allinterno della distribuzione di cariche ` diretto dallinterno e verso lesterno ed aumenta con la distanza dal centro no ad un massimo che si ha per r = r0 . Per r r0 , ovviamente, il campo elettrico sar` descritto da una diversa funzione di r che ` la relazione a e standard: 1 Q (r>r Er 0 ) = . 4 0 r2 Esternamente alla sfera, dunque, il campo elettrico ` uguale a quello generato da una carica pune tiforme posizionata nel centro della distribuzione di cariche, con una carica uguale alla carica totale della sfera. Si noti che questa considerazione vale in generale per distribuzioni sfericamente sim metriche di carica. Per dimostrare la relazione scritta sopra, si consideri una supercie sferica S con raggio r r0 concentrica alla distribuzione di carica. Il ragionamento visto in precedenza per il usso del campo elettrico si pu` ripetere identicamente a parte il fatto che ora la carica totale o interna alla supercie scelta non dipende da r ma ` sempre costante ed uguale a Q quindi: e (E) 4r2 Er = da cui:
= Er

Q
0

1 Q 4 0 r2

come volevasi dimostrare. ` Tornando al problema iniziale; dunque ormai noto il campo elettrico nella distribuzione di cariche: E = Er n in cui n ` un versore che, di punto in punto cambia verso essendo sempre diretto in modo e radiale. La forza a cui ` soggetto lelettrone in tale campo ` Fe = Q E. A causa della sua carica e e negativa, dunque, lelettrone sente un forza cetripeta che lo pu` tenere vincolato al nucleo se la sua o velocit` non ` troppo grande da permettergli di scappare via. Lenergia dellelettrone quindi ` a e e data da unenergia cinetica ed unenergia potenziale E =T +U essendo U = U (r) = Fr dr = 1 2 kQr 2

Si noti che la forza che sente lelettrone ` proporzionale ad r ovvero ` formalmente uguale ad una e e forza di tipo elastico: leetto della distribuzione di cariche positive ` analogo alleetto di un elase tico che tiene lelettrone vincolato al centro della sfera. Lenergia potenziale ` dunque analoga a e quella di una molla.

Su unorbita circolare la forza centripeta genera unaccelerazione centripeta della forma v 2 /r. Quindi vale (dalla F = ma) v2 m = Qkr r e quindi mv 2 = Qkr2 1 2 Qkr = U (r) 2 ovvero lenergia cinetica e lenergia potenziale dellelettrone dentro al nucleo su unorbita circolare sono uguali. Ricordando che lenergia totale si conserva (il campo elettrostatico ` un campo cone servativo) si immagini ora di posizionare (fermo), ad un certo istante, lelettrone a distanza r dal centro con velocit` nulla. Visto che su di esso viene esercitata una forza centripeta, esso incoma incier` ad oscillare passando per il centro della sfera. lampiezza delloscilazione ` r. Allistante a e iniziale lelettrone ha unenergia totale pari alla sola energia potenziale U (r). Essa si conserver` a ` durante il moto. E quindi evidente che la dierenza di energia fra uno stato di moto circolare Emc ed uno stato di pura oscillazione Epo `: e T (r) = E = Emc Epo = 2U (r) U (r) = U (r). e

Esercizio 2
Su una retta sono vincolate tre cariche: due cariche positive uguali entrambe a Q distanti 2d sse, ed una terza carica positiva q libera di muoversi tra le due sse. Calcolare la posizione di equilibrio stabile di q ed il periodo delle piccole oscillazioni.

Soluzione
Fissiamo lorigine O del sistema di riferimento unidimensionale nel punto di mezzo delle due cariche Q. Vogliamo calcolare il campo elettrico da esse generato. In genere, in questi casi, ` comodo e calcolare il potenziale elettrostatico V per poi ricavare il campo elettrico derivando, ovvero tenendo presente che E(x, y, z) = V (x, y, z) Vale il principio di sovrapposizione ovvero il campo elettrico totale generato da una distribuzione di cariche ` uguale alla somma dei campi elettrici generati dalle singole cariche in assenza delle altre; e analogamente il potenziale elettrostatico totale ` dato dalla somma dei potenziali delle cariche e considerate singolarmente. Il problema ` unidimensionale: V (x) = V1 (x) + V2 (x); se V1 ` il potenziale generato dalla carica e e con ascissa negativa vale: 1 Q V1 (x) = 4 0 d + x in cui d + x ` una distanza e quindi ` un numero positivo. Per la seconda carica vale: e e V2 (x) = 1 Q . 4 0 d x 3

Il potenziale complessivamente generato lungo x nellintervallo d < x < d vale dunque V (x) = e quindi il campo elettrico lungo x vale Ex = dV dQ x = . 2 x2 )2 dx 0 (d Q 2d 4 0 (d2 x2 )

` E evidente che, visto che il denominatore ` positivo il segno del campo elettrico dipende solo da e x: il campo elettrico punta verso lorigine del sistema di riferimento scelto. La forza agente sulla carica q ` uguale a Fx = qEx e si annulla per x = 0. Dunque, lorigine ` un punto di equilibrio del e e sistema. Visto, inoltre, che il campo di forze ` diretto verso tale origine, tale punto di equilibrio ` e e stabile: spostando leggermente la carica dallequilibrio il campo di forze presente tende a riportarla in O. Studiare le piccole oscillazioni del sistema signica limitarne lo studio ad un intorno sucientemente piccolo di un punto di equilibrio stabile, tale per cui, in tale intorno la forza ` ben approssimata e da unespressione del tipo kx (in cui x ` la generica coordinata che `, di volta in volta, utilizzata e e ` per descrivere il sistema in esame), analoga alla forza elastica.. E sempre possibile farlo su intorni opportuni. Per ottenere tale espressione, ` suciente fare uno sviluppo di Taylor al primo ordine e intorno al punto di equilibrio stabile x0 dellespressione della forza F (x): F (x) F (x0 ) + Nel caso in questione x0 = 0: F (x) = dqQ x qQ x kx. 2 x2 )2 0 (d 0 d3 dF (x) dx (x x0 ) = dF (x) dx (x x0 ).

x=x0

x=x0

A questo punto il problema ` quello di un oscillatore armonico ben analizzato in sica LA; se m ` e e la massa di q vale m = kx ed il periodo di tale moto ` x e T = 2 con k= m k

qQ . 0 d3

Esercizio 3
Una particella di massa m e carica q vincolata a muoversi lungo lasse x. La particella interagisce e con una circonferenza centrata nellorigine, di carica Q e raggio R totalmente simmetrica rispetto allasse. Calcolare lenergia potenziale della particella carica e la frequenza delle piccole oscillazioni attorno alla congurazione di equilibrio stabile.

Soluzione
Incominciamo calcolando il potenziale elettrostatico lungo lasse x. La carica sulla circonferenza ` distribuita in modo uniforme, quindi ` possibile utilizzare la densit` lineare di carica = Q/c e e a che ` una quantit` costante (essendo c la misura della circonferenza c = 2R). Dividiamo tale e a circonferenza in elementi di lunghezza innitesima dl. Ciascun elemento ha una carica dQ = dl e contribuisce al potenziale totale in un punto che dista r da esso tramite: dVr = 1 dQ 4 0 r

. Interessa calcolare il potenziale sullasse: sia x la coordinata di un generico punto, avendo scelto lorigine del sistema di riferimento O coincidente con il centro della circonferenza. La distanza di tale punto da dl vale, per il teorema di Pitagora: r= R2 + x2 ;

inoltre scelto x in cui calcolare il potenziale tutti i segmenti innitesimi della circonferenza contribuiscono al potenziale totale allo stesso modo (per questioni di simmetria). Dunque: V (x) =
c

dV =
c

1 dl 1 Q = . 4 0 R2 + x2 4 0 R2 + x2

Lenergia potenziale di una carica q posta in x ` e U (x) = qV (x) e, il campo di forze a cui ` soggetta vale e Fx = dU (x) qQ x = . 2 + x2 )3/2 dx 4 0 (R

I punti di equilibrio, in questo campo di forze, si ottengono, al solito, risolvendo lequazione Fx = 0. In questo caso si trova che questa relazione ` soddisfatta quando x = 0. Siccome in tale punto di e equilibrio vale pure (dimostare!) d2 U (x) >0 dx2 x=0 allora il punto di equilibrio ` stabile. Intorno a tale punto possiamo andare a considerare lapprossimazione e delle piccole oscillazioni: sviluppiamo con Taylor al primo ordine la forza: Fx qQ x kx 4 0 R3

ed inne scriviamo la frequenza in questa approssimazione: = 1 2 k . m

Esercizio 4 - (esercizi desame)


Una sfera conduttrice di raggio r1 = (/1000) cm circondata da due gusci sferici conduttori e concentrici di raggio r2 = 2 cm e r3 = 4 cm e spessore trascurabile (vedi gura). Il guscio sferico di raggio r2 viene caricato con una carica q2 = 108 C. La sfera di raggio r1 e il guscio sferico di raggio r3 vengono poi posti a contatto con un lo conduttore passante per un piccolo forellino praticato sul guscio sferico di raggio r2, che non tocca questultimo guscio sferico. Calcolare la carica elettrica q1 indotta sulla sfera di raggio r1. (Totale 01/07/2003)

Soluzione
Inizialmente, in assenza di cariche (i conduttori sono tutti neutri) non ` ovviamente presente alcun e campo elettrico e i conduttori c1 (la sfera interna) e c3 (il guscio pi` esterno) hanno lo stesso u potenziale (altrimenti ci sarebbe passaggio di cariche attraverso il lo conduttore che li collega). Quando viene caricato il conduttore c2 esso produce, in prima istanza, un campo elettrico diretto esternamente che modica il potenziale elettrostatico di c3 via induzione elettrostatica ma non ha alcun eetto diretto su c1 . A questo istante, quindi, incominceranno a uire cariche nel lo conduttore per riportare i due conduttori c1 e c3 allo stesso potenziale. Alla ne del processo, c1 conterr` una carica q1 e c3 una carica q3 con q1 + q3 = 0. a Per calcolare q1 , allequilibrio, ` dunque suciente richiedere che la dierenza di potenziale fra i e conduttori c1 e c3 sia uguale a zero. Si noti che il campo elettrico fra c1 e c2 (E12 ) ha unespressione 6

diversa rispetto al campo elettrico fra c2 e c3 (E23 ). Entrambi i campi, per questioni di simmetria sono diretti radialmente e la loro componente radiale ` e E12 = mentre E23 = 1 q1 4 0 r2

1 q1 + q2 4 0 r2

come si dimostra facilmente applicando il teorema di Gauss (vedere il primo esercizio in cui si calcola il campo elettrico esternamente alla sfera). La dierenza di potenziale fra c1 e c3 vale
r3 r2 r3

V31 =

r1

Er dr =

r1

E12 dr

E23 dr
r2

e deve essere nulla quando le cariche smettono di muoversi. Dunque 1 4 0 che risolta d`: a q1 = q2 q1 q1 q1 + q2 q1 + q2 + r2 r1 r3 r2 r1 r3 r2 r3 r1 r3 =0

che ` negativa: sul conduttore c1 si accumula un eccesso negativo di cariche. e