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E vieata la produzion, anche pura, di queso volume, quale che si il mezzo impiegato: siting, flecopic, forse, oc. Lista sah penalment peregue feo ‘ell'an. 171 legge 22 aprile 1941, 633. SCoprigh 98 EDIZION ETS Piazza Terie 13612 Pisa Diseibusione PDE, Vin Tevere 4,119 Sesto Foran [Ficaze) INDICE INTRODUZIONE 1, MISURE E UNITA DI MISURA 1 Misure ed error 1.2. Unita dl misura 1.3. Analisi dimensionale 2. I VETTORI IN FISICA 21 Grandezze vettoriali Riferimenti 2.3 Vettori e loro componenti 2.4. Vottori e Pecudovettori 2.5” Indipenden Indipendenza. delle loge fiche dal sistema di coordinate (coverianza) 3. BRURMATICA: DEL PONTO! SA. Legge orariao trattoria 32 Volocta vettoiale 33 Volocth sealare 34 Accolerasione veltorale acclerazione scare % F f ie cilindriche 42. Ce legs Newton 42. Sal concatio di fores 43 frien nes 44 ta mss : 465, venta forza 45. Ceqvasione 5. DOYAMICA:DEL, 5.1 Lroscllatore armonico in una dimensione snd come equazione del moto 5.2 Posizionl di equilibrio ... cette 5.3 Lloscillatore armonico soggetto ad una forza costasite Fry a 16 v BReRRBS geese 288 wer ‘Moto in un mezzo viscoto 10. Indice 5.44 Lioscillatore armonico tridimeusionale isotropo 5.5 Campi di forza central. I momento angolare 5.6 Costanti del moto : 5.7 Orbite circolari nel moto Kepleriano 6. Terao principio e la * equaione cardinale 6.2. 113° principio per eotpi macrescopick 5.3 Sistemi isolati e consorvazione della quantita di moto 64 1 sistema di due corpi: la massa ridotta TA. Vineoli e xeazioni vincolari 7.2 Vineolilisei 78 Bilbe fant t 4. Vincoli seabri: attrito statieo 7.5 “Vincoli acabri: attrito dinamico 8.1 Premessa 82 Tl teorema delle forze vive 83 Forze conservative 84 Conservazi 1 delVenergia 8.5 Soluzione di problemi mediante le leggi di conservazione 8.6 Relazione fra potenziale ¢ forza 8.7 Posizioni di equilibrio stabile 8.8 I teorema delle forae vive generalizzato . MODS IN CAMPO CENTRALE; 941 Tl vettore di Lenz e le traiettorie nel moto kepleriano 9.2 Moto in campo centrale: il potonziale eficace ce CONSERVAZIONE DEL MOMENTO ANGOLARE ASSTALE 1D... Momenti assiali 10.2 Il pendolo sferico a7 58 oo 6 6 68 68 n 16 80 88 % 56 9 2s Indice @ mesnpor0 1. Coven! itpaoano 112 lye wooceo 119. penile sorta WA Osi ate se basa econ 15 Un emp: {pendl seco @ cavemarica pet conpo RIGID 121 Teorgo seko ‘ 122 mow dl pe sii ees ol) 123 Theanpo dae velit 124 Casi pastel ot ee 125 Mh easpo dale acearaint oo sstescetseen sine Se lnrntee nee RSRPSRORG [OS 13.2 Legge oracia 18.3 Composizione delle velocita. 13.4. La formula di Corfolis per le accelerszion . LA DINAMICA NEI RIFERIMENTI NON INERZIALT ESE RT RIC UG Tores a Ecsta ST ao @) ve EQUAZIONI DELLA DINAMICA DEI SISTEML 16.A_fteeione 152 antiiaaaeicaraaley : 153 Proprieta del momento angolare¢ del momento risultante 154 Conserasione del momento angolare 16. LA DINAMICA DEL CORPO RIGIDO 161 Ui momento angolae dt un corp rgido sescsnie cf 99 11 108 406 107 109 109 m2 us, us no 19 120 15 128 29 134 135 138 40 ua Ms Indice 15.2. Statica ¢ dinamica del corpo rigido 10.3 Forze gravitazionali su un corpo rigido 17. ENERGIA DEI SISTEMI 17 TR Re BOE NORE PE aateenk 17.2 Ii lavoro delle forze interne... .eecssesssese 173 Un paradosso? 174 Ml teorema delle forze vive per un corpo rigide 2. ur. Sistemi Conservativi: Menergia potenziale 17.6 Energia potensiale di un corpo rigido 7 18. LE LEGGI DI CONSERVAZIONE PER I SISTEMI 418.1. Soluzione di problemi mediante te lege dt conservazione 18.2 Cosa si conserva? 183. giroseopio : 18.4 Moto libero di un solide attorno al centro di massa’ 19, FORZE IMPULSIVE, 19.1 1 teorema dell'impulso ¢ dell'impulio angolare 19.2. Forze impulsive e problemi d'urto 20. Il PROBLEMA DELL’ENERGIA DAL PUNTO DI VISTA MICROSCOPICO ELEMENTI DI TERMODINAMICA INTRODUZIONE 21, SISTEM] TERMODINAMICI 211 Le vatiabili termodinamiche 21.2. La prestione 213. Significato microseapico della pressions 214 Llequazione di stato dei gas ideali temperatura 21.5 Lequazione di van der Waals 21.6 ‘Trasforinazioni termodinamiche significato microsenpico della DLT Lavoro e calore 149 156 158 159 161 161 163 164 166 169 10 15 ur 180 187 iso 190 191 192 194 106 ee ee 22, 23. m4. Todiee IL 1° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 22.1 111° principio 22.2 Lenergia interna 22.3, Lavoro sul sistema ¢ lavoro del sistema, 22.4 Lavoro delle forze di pressione 22.5. Lequazione delle adiabatiche reversibili di un gas ideale 22.6 Macchine termiche, 1 ciclo di Carnot 7 IL 2° PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA, 28.1 T12 principio 28.2. Toorema di Carnot 28.3 La diseguaglianza di Clausius a L'ENTROPIA 24a 24.2. Variaziont di entropia ‘entropia 24.3. Sistem termmicamente isolati 244 Entropia ed enorgia interna 245. Due somplicicomsoguene del 2° prindpio. vecvevrovn 246 Entropia e lavoro 247 I potensiali termodinamiet Se 248 - Potenzali termodinamici 249. Il significato microscopico dell'entropia e il teorema di Boltzmann ‘conditoni di equilitxio m5 29 me 24 25 28 230° 231 233 235 238 PREFAZIONE Questo volume ha origine dalle lezioni che da diversi anni tengo presso il Corso di Laurea in Matematica dell'Universita di Pisa. Esso b quindi principalmente dedicato ‘gli studonti di matematiea, ma probabilmente pud essere utile anche agli student’ di fisica e forse anche di altri Gorsi di Laurea, Come dice il titolo, il contenuto & quello di un normale corso universitario, ed & ben Jontano dal coprire tutti gli argomenti che normalmente vanto sotto il nome di Fisica Generale 1: sono il frutto di una scelta didattica ~ necessaria per maatenere un Corso in dimensioni ragionevoli che mi ha portalo a privilegiare i concetti di base rigpetio ‘i moti e pur important! sviluppi della meceanica e della termodinamica, AA parte la teoria della relativita, che verra trattata nel Corso di Fisica 2, le omissioai sono tante, e vanno dalla teoria dellelasticita, a quella dei fluid, allacustica, e altre ancora: lo studente che désidera o abbia la noressiva di costruire la propria cultura non soltanto in funzione del superamento dell’esame universitatio, dovrebhe ancho avere a isposizione almeno uno dei, tanti e ottimi trattati di Fisica Generale. ‘fatto che questo volume sia in prima istanza indirigzato agli studenti di matematica fon deve far pensare ad"un uso intensivo e sofisticato della matematica: al contratio, 10 eforgo & stato quello di linitarne I'usoall'indiapensabile, I concetti di velocity, acca, lerazione, lavoro, richiedono la conescenza dei concett di limite, derivata od integrale, ‘stgoruenti che peraltro fanno parte dei programuni di molte scuole superior, e di questi ho ritemuto di non poter fare a meno, ma al di la di una comprensione di questi concetti tion &richiesto molto di pi: salvo pocki casi veramente elementari, non & mal riehiesto di saper calcolare derivate o integral. Forse, nell’ambito di un Corso per studenti di fisica, il mio atteggiamento sarebbe dic verso: gi studenti di fisica devono imparare quanto prizma ad utilizeare cert strumenti tn po” sopra le righe, si pottebbe dire che non @ fuori di luogo ehe talvolte prima imparino ad utiizzare certi concetti, o sucessivamente a capirli Per gli student di ‘matematica la situazione é diversa: ad ess si richiede tun apprendimento sistematico, il pit possibile sequenziale e privo di lacune. ‘Molte sono le persone che dovrei ringraziate per la loro eollaborazione: in particolare ingrazio | prof. L.Bertanca e PParinella per le loro osservazioni e i loro prediosis. Simi consigli, gli studenti che mi hanno segnalato i numerosi errori di stampa in uaa prima stesura sotto forma di dispense, od infine uno studente molto particolare, BP. che, libero da condizionaznenti gerarchici, mi ha corvetto la grammaatica la sintassi ¢, soprattutto, ini ha segralato quei punti che potevano risultare non suflicieutements Chiari agl studenti. io una riproduzione di una incisione di Paolo Lasinio ripresa alileo, in cut ® rappresentato il giovane Galileo “nell'atin che osserva Voscllar della lampada nella Cattedrale Pisana”.Ringrazto il Prof. Roberto Vergara Calfaceli, responsabile del Centro per ta conservazione e Jo studio degli strumenti Scientiict, per avermi consigliato e fornito questa bella riproduzione. Luigi B. Picasso Pisa, ostabre 1998 iE Nasi ssi sini INTRODUZIONE Vintroduziose ad un corso di fica, anzi al primo corso di fsica universtario, & forse ~ peril docette ~ il momento pit dificle ed impegnativa: bisognerebbe spiegare cosa ® 's Gisica, qual sono i suoi obbiestivi, qual @ il ruolo che gioca Pindagine sperimentale e quale "analisteoriea, qual 'assettologico su cui si basa, ece. ecc.. Mi limiterd a poche @ scarne considerazioni, cercaudo di non farmni prendere la mano dalle tante coge che 8 potrebbero dire, perché una discussione approfondita di tutha questa problematic, ‘io’ ~ 50 vogiamo ~ del significato epistemologico della fisica, & poco efficace fintanto che queste domaade e questi problemi non vengano sentiti come una esigenza, e questa, xnasoe di norma da riflesioni “in corso d’apera”. Cercherd di non lasciarmi sfugaire le occasion’ di parlare di queste cose quando queste ceeasioni si preseateranno in termini concreti. Per ora, anche per il futuro quando, lo spero, sentireve Vesigenza di un Dosidero concludere queste sbrigative considerazioni con due parole su un aspetto della rmetodologia della fisica che incontrerote continuasnente: il problema delle sches Gome ho detto e come ben sapete, il mondo dei fenomeni (fsici) che ei circonda & estremamente complesso: oserei dire che qualsiasi ~ apparentemente semplice ~ feno- tneno fisico coinvolge in tna qualche misura tutta o quasi tutta I isica. Ponsave alla caduta di un grave dalla ‘Torre di Pisa: oltre alla gravitazione universale, a causa della presenza dell'aria entra in gioco la teoria dei fuidi, gli scambi di ealove (e quindi la termodinamica), magari l’elettrizzasione per strofinia (e quindi Velettromagnetismo, la fisica atomica, ecc.) e si potrebbe continuare, tirando in ballo senza troppo sforz0 la relativita ristretta e quella generale, e cos via. Per fortuna che Galileo non ha avuto la pretosa (aasurda) di eapire tutte queste cose ‘quando effettuava i suoi famosi esperimenti,altrimenti non avrebbe fatto molti passi avanti, Per fortuna che Bolir non ha avuto la pretesa ci spiegare le righe spettrali del- Vatomo di piombo ma molto pitt modestamente si & occupsto dell'atomo di idrogeno, altrimenti chissa se sarebbe nata Ia Meccanica quantistieal Ho detto “per fortuna che ", ma in reaita non é una questione di fortuna, & una questione di metodologia, «li cai Galileo era ben consapevole, anzi ce Ia inseynata proprio Lul: sia nella fisica, sperimentale che nel?’analisiteorica dei fenomeni bisogua cercare di minimizzare (aeg}i ‘esperimenti), trascurare (nelPanalisi teorica) tutti quegli effetti che consideriamo se- ‘condari rispetto al problema che ci interessa: pes. ridurre al massiino Velfetto della, resistenza dell'aria, a meno che non sia. proprio questa Paspette del prahlema che cb interessa. Scherzosamente si dice che il primo principio della fisica ® “meglio un eattivo numero che nessun numero" (ciae tanta volte se non sib disposti a fare delle approssi- mazioni non siriesce ad ottenere alcun risultato), al quale io perb aggiungere! il secondo principio “Se un cattivo.numero pnd essere migiiorato, deve essere migliorato”, Cosi incontrerete continuamente tante semplificazioni o “schematiazazioni" che ct con centiranno di capire e'di calcolare gli aspetti principali di un problema: il concetto, 4 punto materiale, quello di corpo rigido, quello di condizioni iniziali ben definite, il tiae 2 Introduzione trascurare questo 0 quello (attriti, resistenza dell'aria, effetti rolativistici, ecc.). Qui te obiezioni non vengono tanto dal matematici, che angi sono maestx nel riuscire ad estrarre V'essenziale dal contingente, il genorale dai taiti particolari, ma dai Blosof, che ci accusano di occuparci di un “mondo di carta”, un mondo cio# che non & quello reale, ma & quello che ci fa comodo per i nostri conti, ‘Come vedote, queste frettolose considerazioni possono portare molto lontano «... Non pretendo di rispondere si flosof, ma ad una domanda molto pit semplice che talvolta gli student (spocialments queli di matematiea, ecucati al rigor e alla gene- ralita) ci pongono: visto che ormai sappiamo che la fisica newtonians si & dimostrata Jnadeguata, ed @ stata rimpiazzata dalla teoria della Relativita ¢ dalla Meccanica quan- tistica, perehé mai dobbiamo continuate a studiarla? La rspesta 2 ovvia, me conviene ripetetla: pensate che varrebbela pena di studiare it moto dei pianeti nel sistema slare usando Ia Relativith? Tl problema diventerebbe molta pitt comple e, nl caso dela ‘Teera (v = 30/3), tutto quello che si guadagnerebbe sono correzioni dell ordine di (/c) ciob dt una. parte su 108" (di gran lunga inferior alleffeto di tant altre per- turbazion’). Questa:® lo una parte della risposta, ma orzai & tempo di indossare Ia tuta da lavoro ¢ cimbocears le maaiche 1. MISURE E UNITA DI MISURA 1.1 Misure ed errori 1a fisica non 2 una scienza descrittiva, ma quantitativa, basata su misure, Una misura presuppone la scelta di unit di misura e di strumenti. La misura di una gtandezaa Fisica & la sintesi di molti esperiment, tipicamente di motte ripetizioni della stessa mie ‘ura: ogni osservazione forse un risultato, e generalmente questi sono tutti diversi fradi loro. Esiste un grosso capitolo della fisica (sperimentale) che coinvolge concet dt ‘tcoria della probabllitae di statistica che insegna come devono essere trattati tutti quo- Sti datl sperimentali per fornire il risultato della misura ed il suo grado di attendibilitd: in definitiva ad ogni misura associata una certa indeterminazione, chiamata (impro- priamente) error: cos ps. se cereate su una tabella la masea dell'cettrone, troverete 1 risultato espresso nel modo seguente mq = (0.9109534 % 0.0000047) x 10-"g 0 anche (pitt leggibile) “mg = 0.9109534(47) x 10-2" g_(ciok le ultime tre cifre sono comprese fea 534 + 47 = S81 ¢ 534 — 47 = 487) oppure (un po’ meno accurato) .910059(6) x 10-7 ‘molto utile ¢ anche espressivo il concetto di ervore relative 0 percentuale, definito dal rapporto fra Perrore Az e il valoro 2 della grandezza misurata: cos) pes. Perrore relativo sulla misura della massa dellelettrone & Am/m = 47/0109534 = 5.2 x 10° ciob, come si dice di solite, di (cirea) 5 parti su un milion. ‘Molto spesso Ferrore non’® riportato esplicitamente: se dite che la velocith i un certo oggetto & v= 1.23 /s cid significa che w ® compresa fra 1.2254/s ¢ 1.285 m/s (errore relative 0.5/123 cio cirea il 4 per mille): fa regola in questo cas0 ® che Pultina cifra nel rigutato della misura dovrebbe essere la prima cifra incerta, ed il nutmero di cifte riportate & ei che si chiama numero dt cifre significative (tre nel caso appena citato), ¢ Verrore rentra nellerrore di arrotondamento (1.225 TSP MeLrr-* = LMT da cuisegue p+r=0, q=0, -2%=1 equindi += f(ls)v/Mp. (Nel seguito il periodo del pendolo verrd ndicato con T, ma qui non volevamo confusion: fon la grandezza *tempo"). Naturalmente Manalisi dimensionale non ci dice che f(6o) = 2x(1+3/1608 + +) Seimbra uno strumento molto potent, e in effetti qualche volta lo 2, ma fo lngcerei agi sepert:infatibisognaescerein grado di stabilirecon crtezza da quali grandezze fiche telat. al problem che stinma consideranio pnd dipendere In grandezza carcata, € soprastite da quali non pi dipendee, ec i soltorichiede gia una buona conoscenza della sia Nellesempio considerate ~ pet ovvie ragioni ~ abbiamo impliitamente ‘ecluso che r potesoedipeutere dalla veloita della luce co dalla cstante di Planck h, 0 dalla costantedi Boltzmann k ece.. ltre volte pud non eserecosi ovo, Inoltre, se nel probleme che ci interessainvervengono grandesze che pessono essere combinate a dare ‘un numero puro, i rsultato conterra& fattore una funzione incognita di detto numero puro, NelPeserpio del pendao il numero puro di rapporto fa ls (semi)iunghezza 1 LE. Picasso: Lesion! di Fisica Generale 1 49 delle oscllazioni e la lunghezza 1 del pendolo: se non conoscevamo gia il risultato Cera il 50% di probabilita di concludere che 7 = 9(@o}/s0o/9 che coincide con la precedente se 9(@s) = £(0)/VBp: quindi unica conclusione sensata che si pub trarre dalla determinazione del periodo del pendolo basata sull'analisi dimensionale ® la sua indipendenza dalla massa. ni i dh _-kmjora, diesioue nord), mentee “v= “LVETTOREIN Fisica { 2. Grandezze vettoriall 1u fica exstono grandeaze che ~ fasta i sistoma di wit di misura - sono comple- tarmonts caratteriazate da un numero: 3. la temperatura di un oggetto (all equilbro ‘Yermico), fa massa di un corpo, il suo volume, la lunghezza di un tavolo, ¢ cosi via. “Tall qrandezze sono detto scelar e vengouo rappresentate seapicemente ca na lt- fra: pac. Ia temperatura com 7, la masta con rio M, la langhezea del tavolo con L of Fa ees. Ma esistono grandes sche che sono caratierizate da un nuraero(positivo) = deta inteneita~ ana diesione od un vers: per esempo [a vlocita cl un’aatomobile he sta vinggiando a 6) ka/ora(intensita) verso Nord (direione ¢ verso): la forza, ~geritata da ora molia(lhingotao compressa}: tot newton ella dresione della retia, ‘congiungente Festrem libero della ola con quello vincolato, nel vere di detta vette “rientatao in quello oppost, a second che In molla sin allungata 0 compressa a pO- $Szione di un piccolo oggetc nll spaio (Sponto meters P") @determinata,fsato 4 pincce usa volta per tutte un punto driferimento O (ps. it centro dela ‘Tara 6 pit modestamente t panco @inconto di due dati spigot in un certo tavolo della Sana in ei i trovia), dal sigmento orienato OP. alt grandezne vengono dete tettora(esisvono anche grerdezae~ dette tensorili~ che devon essere caraterizzate {aun maggior numero dh iflormaaioni). Ease saranno indicats in diversi modi: Ps. la velocta con 7 0 v o 1. Normalmente uisreno una litera con la frescetta sopra. a lettea senza focetia virh ala pe MnteSRA (Jetta anche raodulo 0 norma ¢ ‘mich indicata con fl) dela grandenca stesa (oelPeseraio del'antomebile # = (60 60 kmn/or). Anziché la notasione # 8 molto pir utile rappresentare le grandezze vetoriat con cet segment orienta, la cui lungheaza 8 proporzionalé al ‘Vintersita © una feccetta iain verso dl sogmentoorieotatoe della corispondente ‘randezza vettoriale. Chiameremo tout-court nett {segment orintai che costal Scono in descrizione matematica delle grandezzs vettora. Anz, talvolta per brevieh Chiameremo vottore anche una grandovza fica vetToiale (ios cofonderemo Venti fsica con la sua desciione matemates). Con qualche precsasione aggiuntva dervante dal fatto che una grandezza vetoviale ha dello dimensions sche (cue ovviamento compaiono solo nell in ienbit), per Te grandeese vettorial si cfinisono le stesve operazioni che catattrizzane gf Spaci ‘atti che 3 ncontrano in materi 1. moltplicasione por un numero real: cf (od -erdine airslovante) ¢ la grandezza erttora an inesit volte quella, stinenclreion, «sens verso Yer Apposto a d a seconda che ¢ sia positivo o negativo; 1’. goltiplcazione por una grandenza scalar: pes. an (massa X velocita) oF (ve locits = tempo); si tratta di una diversa grandezze vettoriae (nel primo esempo la ~fjuatd i moto G nel seecndo uno spostamento) definita come nel case della molt- icazione pet un numero reale ¢, con unica diferenza che l'intensité del risultato ba Gimensioni diverse da quelle della grandezza di partenzay 9 1B, Picasso: Lesion di Fisica Genorale 1 2. date due grandezze vettoria omogence(p.e. due forse, op- pure due velocity oppare due spostamenti si definisce la loro soroma sezondo la ben nota regola del paralllogramma: ih ls # la grandeazafisca reppresentata dal segmento orienta ches ction trasportazloparalelamente ase stesso il gmentootien- ‘ato rappresentante uno dei dae operandi (pes. #) fino a farne coincidere il primo esteemo con il secondo estremo dello (ia aqesto caso th): il segmento orienato che unisee li etremi Ser rappreseata (por definixone) Ia ommna d+ iy (Ggura 23) 1a somima eos definita god delle steste propriet formal dela somina fra mmeri reali (commutativa, associative, eitibativa tispetto al prodotto con sealai),e quindrsulta anche dofnita la combinazione tneare dum numero arbitrari di grandezce we toriali (omogence): yi + cailz + ---Cnifn. 7 In particolaré a ~ = a+ (~1)6 i otcene trasportando B fino a faane coincidere it primo esierio con il primo estcemn di = il vettore che unsce Pestemo iber di Fcoa quello i a (figura 2:2) - In fsica si pone il problema del significata fisio di questa Operazione, La vaposta varia da caso a caso: talvolka ce laden Pesperienza ~ pe. ie su un. piccolo oggetto {punto materiale) agscono dus forze #, ¢ Fs, ama dorita ad una reac e Pate ala astrazione gravitazionale, risulta (sperimentalmente) che 'oggetto si COmporta come se fossesoggeito ad un'unica forza Fr = Fy + Fs (se peed Vogetta nom. piccolo pes die forzeugualie opposte agiscono in punt diversi del conpo, certa.rmenia non & 70 che & come se stl corpo non agise aleuna forza); talvota 8 tratta-semplicomenta di una definizione — pes. si definisce quantitd di moto totale Q di im sistema din punti material la soma di-+ d +-onds delle quanta di moto de singodt punti material Yatiita at questa deniions sara evidantenelPambito dlladinam-ica de sists a vote non ka un significatofsico Hlevante ~ ps, la somma delle veloc di due punt material; a volte i sgnificato dala somma dacende diretiamento calls defuizione degli addendi pes. l.somme di de spostament (o trasazioni) &Ie> Spestamento che Si oldie effeiteinia sucossivamente prima Pano o pol Valtro tales i sigiieato 2 tutt alo che ovvio ~ pac. consideriame la rotazione di un angole>_ di un oxgeio attorno ad un certo ass: esa pub essere rappresentata dan vetiore FE sventelovensit aria [la direnione dll assed coraione ei werso (par convenzione2) lle che rope. ad eso ln rotazione sia antioraria (reola del cavatappi). La somiman. y+ Hy at due rotazioni non @ la rotaaione che si otvioe effettuando suceessivame-n te prima Puna ¢ oi Vali rotazione (coms invece acade per le traslacioni), tanté veer oche sisal Aipende dal ordine (i questo caso talunt autor proferisono dite ch @ lp rotasion non sono rappresentate da vettari, Unvaltra questione che merita qualche parola di chiarimento ® se i wetori (cid i seg- ‘menti orientati che rappresentano le grandezze fsiche) devono essere Connsiderati vettori ‘pplicati. Per esempio, se 7 la velocita di un punto materiale P, pra@>sembrare-natu- rale considétare @ applicato al punto P (cio? il primo esteemo di i ecaixidente con P)._ 0 I vetton in Bion Lo steao dscorso per una forza che agizea sul punto materiale P, «in tant altri casi Non e alcana ragone ogiea che ci mponga di considerare i vetort come vertori ap- plieai (fatto di disepnare la velocita del punto P come un vettore applicato al punto P® solo una questione di comodo o di chiarezza grafea; die ehe una forza agisce sul Ponto P si un fatto icamente rllevate, ma non comporta che lx deserizione mate- matic si debba fare con un vette applicato al puato P);inotce in molt casi non &t nessun punto al quale risuli naturale applicae un vettore, e anaiconsiderario sppl- extoin qualche punto sazebbe contzoprodueentee posible sozgente di eron: si pensi ad exempio alla quantita di moto totale di un sistema di n punti materia, o, al caso della semuma dll fore che agit sul vari pant di doto sistema (forza risltante). In alte termini, se consierassan i vettori come vettor applica, non sempre potremmo ‘afin a somraa di due o pit vetork come un vetore applicato. Ci comportache due sogmentiorientati di uguale lunghezea, parallel e concord devono essere considera ‘cauvalenti e rappreseniano la stesse grandezza vettoriale. Tutto ad & bea defnito © ‘on ambiguo se lo spazio in cu viviamo # lo spanio euclideo *,cioé uno spazio in ex ‘algono gli astm della geometciaeucldea (ela sisposta non pub che dareala Vespe- Fenca, misurando pes, la somuta degli angolt di un triangolo, oppure veriicando se ‘ale il teorema di Pitagora),« quin in particolare & bon definito il concetio di paral- Jelismo, che abbiemo wato per definite Ia somma di due voitor: se il nostro unverso fosse pes. la supericie bidimensionale di una sera, dovremano defini in maniers non Jambigua il significato di trasporto parallelo di un vettore. ‘Yediamno ora aleune proprieth formali det vettori che seguono dalle definizioni date © eniste ed ® unico un vetor, dtto vttore nulo 6, tale che #45 = “Yettore di modulo nullo ha questi proprieta; lunicit segue da 0 + 0 Shsoe-0, ¢-7=0 ‘Dora in poi omeiteremo la freccia sul vettore nll @ ctiamiame versore, «per eso useremo la notaione Gun vettore dl modulo uguale ‘a1 (oumeropuro, cio’ adimensionato). Un vérsore quindindividoa eachsivamente tna dreione ed'un verso. Quindi abblamo sempre f= ud; vioeverea~ dato un vetiorenon null ~ il versore ad eso asociato & 6 =), @ 2 veto ayy 5 dcono tinearmenteindipendento che cottiscono un insieme ier di vets Fequationeoyth + ery ++ oy = ha come uiea Solisone r= oy =~" = oq =O, altrient i dicono (inearmente)dipendent ‘Nelio.spazio a 3 dimensioni esistono 3 e non pid di 3 vettori linearmente indipen- denti (40 pid vettori sono sempre linearmente dipendenti); questa pud essere pres come a dfnicone di dimerione elo spa, un = =o" ‘Contiuiamo con le definizioni: 3. date due grandee vettoral @ & (non necessariamente omogenes) vogliamo def- Tire fra di esse una operazione leu risultato sia una grandezza scalare: tale operazione, che indicheremo con 5 e alla quale daremo jl nome diced seaTareyeome w= sara dofinta nel modo seguente: 5 = Taio® i prodotto ‘det moduli peril coseno dell'angolo compreso fra i due vettori. Siccome pord in fsica u oo Ny ae Hell el gt YEE rier eel Bae? JE Cha till ea Sere 1h Csatiol go veal cag at al ainsi eee glen 4 de ala ald deaione vegans che sane puesto a Socio dylan propio quel ses eel Siano & o 6 due vettori omogenci) ¢ sia @= dB. I ze vettori@, 5, ¢ sono | lati di un trangolo (Rgura 2.3). I teocema di Carnot ct dice che | ae +P — Dadcosd mentre dalle tre proprieta elencate si ha )(G—H ae ae 28-5 «© quindi dal confronto si ottiene la definisiene cho sbbiamo anticipato. In altri termini, &- 2 il prodotto del modulo di a per la proiezione (can segno) di & su G, 0 viceversi, Due vettori (non nuli) sono ortogonali se e solo se & null i loo prodotto scalare. Grazie alla proprieta ii. la definizione si estende anche al caso di ‘etter! non omogenel A. Si definisce distanza fra due vettori (omogene’) Be 5 d{a,b) cob it modulo del vettore che unisce i secondi estfemi det due vettori @ e & quando si sono portati a coincidere i primi (la distanza ha lo dimensioni dei vettori a e 6); 5._ date due grandezee vettoral eB (non necessariamente omogenee), nello spazio tridimensionale® posible definite fa di xso una opocasione, detta prodato estarnoo prodotto vette, il ei vsultato questa voljad.yna graudezza vettoriale. Alls efnzione- 4i tale operazione che indicheremi con @EA8 Ys usa anche la notazione @><8) sl arciva, nel modo sequente. Due vettori de non patallel individuano una direrione (ma non tun vereo), che & qualla ortogonale ad entrambi: #5 viene quindi definito come un vottote ortogonale sia ad d che a 6. Coereatemente con quarto sopra, se 3 e B sono Paralleli si definisos\@7A 5 = OF infatti in questo caso non esiste une direzione normale ‘ad entrambi. Resta quindi dat definire il modulo ed il verso di ZA. A cid si perviene Sichiodendo le seguenti propeieth (la prima la riportiamo per complaiezaa, ma & gid ‘stata eunciata): ange i. (0a + 99) A VE+ 8H) = a7 ANE+ abTAT+ By AE+ BHEAC., Dalle proprieth elencate si ha (+DAG@+i)=0=4nb+bna > anb=~bna > anb=—faa ¢ quindi i prodotto vetore 8 anticcininiitatim A questo punto la definzione del verso di @A6 dove conformarsr& questa propriet cio’ essere tale da inverts se si ‘scambiail primo vottore cow il secondo. Esso stabilite convenzionalmente dalla regola el cavatappi: se @ viene fatto ruotare (nel piano ortogonale a @ A 5) solidalmente al we caxgtappi nel verso in cul desrive 'angolo pit piccolo fino ad avee a stessa direzione 415, il verso di GAB & quello in cui avanza il cayatappi. Per quanto riguarda il modulo, dati due vetboi omogenet (non parallel) @e 6, consideriamo slit teiangolo di Tat a6, 4. Da ZA (G5) =0 segue ZAT= EAS e quindi acliéAail = bellén dl, ciok ee ena | Dal confronto con il teorema dei seni [seadee| _ [seal ge Soe segue che, a parte un fattre 4 proporinalif che per semis (eritrariamente) prendiamo npoale ad 1, si ba HG AD] =|sonGas| => fab] = abjsen Bos} {onche por vitor non omogenl), che 3 Farea dal paralelogramma dai & eB In defnitiva ¢1n8 bil vetaore ch rappresenta Para orientata area giactaranello pasio secondo la repo del cavabappi) del parallelogram d lati deb 2. Riferimenti Ua riferinenty 2 un “laboratoxat con tanto li paeli, avo eco iin generale un aaatinque aber [nso at) ceattlto da uno opi cor ads nvaiabl argent i cori che defniscono tno aici x da qualche dfiniseono Palit, ie s sono i “moto relative. Un riferimento va peusato come esteso a tutto lo spazio (il riferimento dale sells fise skeet Ro nc oltre) ‘num rferimento possible avere un sistema di coordinate (pes. coordinate cartesiane, © Slericie ee), tia deve svete thiars che iferiiento (mole volte si die stems {& rifersmento) on # sinonino A sistema oi coordinate. Si teaita entta diverse i imnento ha ilevanzafsieae 1 fenorea: fic possono svolgers in modo diverse ej diversi riferimenti (p.es. ‘Tiferimento inerziale, riferimento rotante, ect:), 2.3 Vettori e loro componenti Ladescrizionedelle grandezze fisiche per mezzo dei vettori® importante perché consente { Tortiulazione delle lege della fisica in modo indipendente dal sistema di coordinato eal (inn cats disterna di rferimenta}: quando p.es.scriviamo Faz ma dabhiamo specificare che siamo in un riferimento inerziale, ma non & necessazis ié scegliene n& menzionare uz sistema di coordinate. Tuttavia la scelta di un sistema di coordinate. & talvolla utile. La situazione @ simile a quella della geometria: | teoremi della geometria ‘non necessitazo delle coordinate per la loro dimaostraaione tuttavia talvolta I'uso dalle evordinate-(geometviaranalitica) T2nde Ii rigoludioie det problemi pit agevole che ion ber via sintética 18 pu Sia dato.nn sistema di.ashcaresian-r; 4:2 chiamiamo i,j, #4 verso associat lle , 5 sono ortogonal fra di loro fi: Sig rk = 0, moan salar LB, Picasso: Lesoni di Fisica Generale} ae ‘pendant, quoi dividend por ha en cig? ogni vettore # pud essere espresso come combinazione lineare dei tre verso, j, Siha @2) _Leoefiienti ve, vp, ve (talvolta anche indica con vj, ty %) S010 le component del verte nel data sstenia inate, come mostra la (2.2), sono univocamenta sdeerminati da ¥¢ dala ttiat, Le commponenti di tin VersoteSoiio asl eartesiani, € son deti cosent diretiori degli angoli che il yersoxe forma con | tre Abbiamo quindi stabilito una corrispondenza (bi 28 (le terme ct numeri reali): TH+ (Yas v dalla celta del sistema di coordinate. Prendiamo un altzo sstemss ci coordinate, di versori, 3’, A Se gl asi del nuovo sistema sono parallel e eoncondi a qual dl vee- chio sistema (traslazione degli asi), allorai” = 7 cz. e quindi ancora i+ (vs, ty, altrimenti (rotazione degli ass), posto soca) fa lo spaio V del vettori e ‘Ovviamente li corrispondensa dipende i sanitanjtas® (au =i", a fon (oa =+%, om = 8-5, aay = 8-2) siha 11 Up + an9 ty ag ve rt Ue + ea Uy + aa Ue ea ra. Ue bey Uy + sn Ys che costituisee Ia legge di trasiormazione delle corponenti di un ve ttore per rotazione degli assi cartesiani, Nella tabella (matrice) R= [on on on 29) a3, a2 ay, le righe sono i coseni direttoririspetto alla tema i, j, % dei versori i, le colonne souo i coseni direttori rispetto alla verna # it, mentee G18, dei vera 4,9, 8 Consideriamo il easo particolare di una rotazione (antiorazia) di amgolo @ attorno al- Passe 2: st ha u“ 1 tit in Ben ou =, on, =cou =0) =n, avs =0, om = om(E-+0)—=H0nd, om = e086, om =, oo =0, an =0, a= squint om@-bjum@ feu = tacos + vend sient font {Sym tm ono 8) Dati de vettari eB si ha: +5, by, eveetera; Bibbs tba) = ja = oda + ad, Nella mairice (25) la somma dei quadrati dei elementi di osni rga, come pure di ‘quelli di-ogni colonna,& i prodotta scalate di un versore con se stasso.e quit fa, mente la somma dei prodotti degli ement di una riga per quell di un’aliraciga& i prodozto sealare fra dive versriortogonalie quindi fa 0, e lo sto dscorso vale per le colonne. Una matice con queste proprieta 8 detta matric ortogonale Siccome ~ per dofiniione = il prodotto scare fea duo vetori ® uno “sealare”,ciod & indipendente dal sistema di coordinate si ha Abe + py + Onby = Og be + ayy + Orbe (anche se, come risulta dalle (2.4), le coraponenti az, sistema di coordinate) ny + dyby + abs In particolare be, Oy,byy Qs: dipendono dal Se la tema x, y, 22 destrorsa si ha EAJ=h, JAR ; en da cut (yb — asby)8 + (ade — dgbs)j + (azby — aybs)® auinds (AB e = obs ~ ashy, aby ~ Oghey (2.8) (EAB)« = anby —aghs Per i calcolo di espressioni complesse (come per esempio (&A5)AZe altte) ¢conveniente Ja seguente notazione: indichiamo in questo contesto con 1, vs, Uy (aziché tc, ty, Us) le component di un vettore e con ¢,j, & tre indici clascuno dei quali pnd assumere i valoti 1,2. 8; definiamo il sirabolo di Kroneker 1s 1B, Picasso: Levon Fision Generale 1 1 wins iy = 29) =o ered co) (cost p.es. YLy disay = @4) ed il simbolo di Levi Civita { ©. se due inti wo00 uguali eye =} 1 s24,5,k valgono 1,2,3 oppure 2,3,1 oppure 31,2; (2.10) 1. se,5,8 valgono 2,1,3 oppure 1,3,2 oppure 3,2 1 Dalla definizione risulta che je 2 invariante per permutazioni cicliche degh je = sj ean, -mentre cambia segno per lo scambio di due indii: es, = ~esin- Per verifica diretta si dimostrano le seguentiidentita: Deveciin = bien — Fmd 22) GAD: = Dedabe (2.13) Da questultima e dalla invarianza per permutazioni cicliche segue che IAB t= D eyeines= End & Nea (2.14) T triple prodotto 4AB-E bi volume (con segno) del parallelepipedo di spigot, B, il segno & positivo se essi costituiscono (nelVordine dato) una terna (non necessariamente ortogouale) destrorsa ed @ nullo see solo se i tre veltori sono complanati, Lasciamo come esercizo Ia dimostrazione delle seguenti ident Gb AEs (@-Ab- 6-48 (2.16) anGaa a-5e (216) (AB Aend @nb-od (217) GAB End =@-O0-5-G-HE-, (2.18) Ed infine riuniamo in una tabella le relazioni geometriche fra vettori espresse in forma vettoriale, gid introdotte nel testo: ortogonalit: parallelismo: complanariti: 2.4 Vettori e pseudovettori Ce um punto sul quale non siamo stati molto precis: allnizio abbiamo detto che una grandeaza vetloriale & definita da unintensita, una direzione ed un verso; abbiamo introdatto i prodotto esterno fra due grandevze vettoriali, dieendo che il risultato ¢ una grandezza vettoriale, ¢ qui siamo stati imprecsi, in quanto il verso lo 16 1 vettor in Bien abbiamo dovuio definire convensionalmente: come gi detto a suo tempo, due vettori (0 grandezzo vettoriali) defniscono solo una direzione (oltre ad una intensita, che non 2 in discussions). Quindi Vento 46 non 8 un genuino vettore, ¢ la grandezzafsica che esso rappresenta non & una genuina grendezza veltoriale: al primo si da il nome «i poendovettore o vettore assiale, © alla seconda quello di grandezan psexdovettoriae Una grandeaaa peoudovettoriale & quindi una grandezza fisca che non ha wn verso efinito intrinsecamente (come una forza od una veloc), e pub essere rappresentata 0) che parte dal punto % <2 ha la dirarione del vettore d, percorsa con una legge oraria diversa dalla prececiente (accclerazione costante). In particolare, siccome agli istanti te ~¢ il punte» P occupa la stessa posisione sulla tralettoria, questa viene percorsa nei due versi: pert < Osiavvicina al punto rp, lo raggiunge allstante ¢= 0, ¢ se ne allontana paer # > 0. HO =f mee tae La traiettoriaé piana: infatti 7(t) @ uguale al vettore fisso Fy p58 una combinazione YE Cinematica del punto Iineare dei vettori th @ Ze quindl il punto P ad ogni istante si trova gel plano ppassante per il punto Py : OF) = 7, ¢ parallelo ai vettori dy e & (supponiamo che i vettori de eZ non siano parallel altrimenti es eiconduce facilmente all'esempio precedente). Per vedero che la traiettoria @ una parabola, prendiamo un sistema «i coordinate cartesiane con Vorigine uel punte di riferimento 0, 'asse y parallelo al vettore de laste x nel piano parallelo ai vettori & @ #. Se zo, yo, Z0 s0n0 ‘componenti dif, si ha 32) (@~ 20) /ve €5i sostituisee nella seconda: la 2 ag (2 ~ 20) @3) che &, appunto,equazione di ma parabola nel piano F(t) = R{f cosd(t)"+ jsendi®)) (Fe j due versori ortogonali reso un sistema di coordinate cartesiane con Vorigine nel punto di riferimento O, versori i, j, EIA, siha = Reosdit) G Ren 0(t) 4) clie sono le equation’ parametriche dun arco della cccouferenza nel piano 2 y di equazione 2! +f? = FE compreso fra il minimo ed il massimo valore di (8): 6(@) ¥Vangolo che OP forma con V'asse z allstante ¢ {gli angoli sono sempre misurati in radiant e ~ per conventioné ~erescono in. verso antioraro visti da &). (Moto Gircotare vari, pc. i! moto dun pendelo). S€ 6(t) = wi +l, il punto P nell'ntervallo di tempo At pereorre larvo-RisAt (Su >0il mots del punto P é antiorario): in questo caso la tralettoria& Vintera ‘ifconlérenna percorsa-con moto uniforme (archi uguali in tempi uguali: moto Cireotare unsforme). {i tempo che il punto impiega a percorrere (una volta) Pintera circonierenza é T= 2x). 1 moto & quindi periodico ¢ T & il periodo. Linverso del petiodo si chiams frequenzae si indica con v: v= 1/T = |ul/2x = numero di ‘ic nell unita di tempo. d @ la posizione angolare del punto P allistante t = 0 In coordinate cartesiane: { asen(ut +9) Latraiettoria® i sogmento ~a <2 J 7 / Flt + At) fig. 33 questo ci porca a definire Ia velocitaistantance come i nite (quant esso existe) dt Gal lst+ AA) quando Af tende a " of FC+ A - Fe) _ dt) or ra #8) im, tn(tst + 88) = Jim, wo la notazione 9 quella di Leibaiz, mentre #(t) & quella di Newton} La defnizione di limito di una funzione vottoriale, grazie al concetto di distanza fra ‘due vettor inirodotto nel capitolo precedente, & la Sessa cote per le normal funziont (fanzioni sealar} i im a(t) =i => inp Uke) — tll = 0. La velocita istantanea 6(¢) ha la ditezione della tangente alla traiettoria nel punto Secipato’da"Pallstante (a1 pens alla definizione geometrica elementare di tangente ‘ad una curva ia un punto). Comments {) Bowvio, ma vale Ia pena di ripeterios“la volocita non dipende dalla scelta del punto di riferimento 0. limite di #, richiede che Ia traiettoria sia una curva regolare (con unti angolesi,o cuspidi, a meno che in esse non sia # = 0, come pes, nella cicloide nella figura 3.2), percorsa in modo “regolare"> 6 & certo ‘mente vero in tutte le situazioni fsiche, anche se talvolta potra essere una comoda sChematizzaaioue naunciare alla regolarita del moto (ma avs alla comtinuitd della {raisttoria): si pousi al caso di un urto {p.es. contro una parete) schematizzato ‘ome istantanco. a questo caso parlererno di velocita immediatamente prima o immediatamente dopo l'urto (limite sinisto o limite destzo). iil) Dalla definizione (3.8) di velocta istantanea, moltiplicando per A¢ segue che per ogni t (tale che Blo) esgta) LAB, Passo: Levon’ di Psica Generale 1 Fllo + At) ~Flto) = Ha) At+ ofA) (9) dove o(A#) & una funziono di At tale che odo) moar = cio? o{2¢) non solo tende a vero quando At 0, ma tende a sero anche se viene divisa per At (p.es o(At) oc (At)? ) eid si exprime dicendo che ot) sono “termini che tendono a 0 pit rapidamente di At”, o anche “infinitesimi i ordine superiore aar’. Gid significa che la retta di equazione parametrica (parametro At) FAH) = Fo) + TIto)Ae (8.10) torno dit, dalla legge orara Ft) per termini o[As) cid (secondo Wai tangle del Corso di Analisi) @ ls retta tangente alla tralettoria nel punto FC), © aulidi ~ ancora ~ che {to) tangente alla traittoria (nel Punto F()—-) mam ‘Dal-punto di vista fsico, a legge oraria (to 2 fiso,. At .Ja.varabile) data da ¥(a) F HUGYAH'E qilla del moto retilineo uniforme che meglio approssima la legge oraria di Pin um intorno delMstante ty (moto tangente?). iv) In un sistema di evordinate cartesiane (¢ mmediste dimostrare che) sia HEE AN —Z(t) _ dae) vs(0) = im, jay ¥) Per il fsico la velocita istantanea & solo una astraaione matematica (importantis- simal): qualsiasi misura di velocita, qualuaque sia Jo strumeato di misure anche i pill sofisticato (p.es. il radar o il tachimetro dell'automobile) rrisura una velocita media, relativa magati ad un intervallo di tempo molto piccolo, ma sempre una velocit® media. Quindi nella pratica del fisico sperimentale il procesco dt imite ® un processo finito che si arresta quando al diminuire.di At significative di G+ At) non eamnbiano pit. 3.8 Velocita scalare ‘Se conosciamo la traiettoria 7 di Po perché la abbiamo determinata o perché — grazie alla presenza di vincoli -il punto P & costretto a muoversi su nna certa curva (si pensi es, ad una pertina infilata in un flo di ferr0), conoeciamo in ogni punto dela trattoria. la direzione (ma mon il verso) della velocita di P. Per conoscere completamente # ci basta quindi fornire solo informazioni sulla sua intensita © verso. Quoste sono date dalla velocita scalare v, (8). Introduciamo su 77 una ascissa carvilineu: si scelgono a Piacere sulla curva un'origine ed un verso (curva orientata), « si associa ad ogni punto 2 id urea, Ginematics del punto Py un numero rene (@0) che misca (nl stesso sistema uni sat pe 70) [tua distanea con sono (determinato dllorientamento di 7) dalforign, Jung 7. alegge ori di P 917 quind data dalla tnsione (scare 0). Deiciano Me+ 80) ~All) = a ar 2B ae a & cui o(¢) mura Ia rpidt (ed vero) con ex punto P sta peroorendo Ta Taleworia 47> 0" @ Fst ha mevendo nel ves (arbitraratente) fsa "7 thc oeera, ° Vella di eapie cle relazione cra a loca scalar ve a veloc veloc I vette pstaione## apo senso une Funione ds, della ponione di Psu @ ~quindi ® una forzione compest di # eaiite la (0). ‘Dalla della posto As =a(¢+ At) — s(t), siha FH AE) —F10 ag Het Ae) Fs) H(t + 8) ~a(0) At = aie ‘As ‘ar Fes da) — 7) «yg (13) as 9 =n, =v.(0> Jit, dove abbiamo definito ! tim Het As) ~ As), Ae ae 1B una grandozza geomitrca (non cinematic) legate alla curva: strata del vettore tangente alla sraiettoria + nel punto di ascissa s (infatti per la (3.13) # © 7 sono proporzionali), di modulo unitario (peiché JAF/As|| > L quando As ~> 0) e di verso coneords con i verso isso su, Nel soguito quindi cf rifeiremo ad exso come al versore fingente alla traiettoria. Si noti che # dipende da s, ¢ quindi da ¢ solo impliditamente. ‘Da s(t) = (94, prendendo il prodotto ealare i arobo i membri con #, dato che #7 5 Lysioltiene (aus) vet} quindt ® uno sealare ¢ coincide eon aaa ‘Esempi ‘Riprendiamo gli esempi di legsi orare gid citat. LiQ=m+at (21 © con —v, a seconda che il verso concorde 6 discorde'allorientamento di 7. Her an) -H) ar quindi a(t) {costante). In questo caso non c’é bisogno di fare if limite. a r=i+tae Fit an -F) ae ae 7 Fait AD cuindi 3) |. Si oti che ey LAB, Picasso: Lesion! di Fisica Generale 1 #(t+ a0 ()+GtAt+o(At), con of 4) = Sa(ae 2. F(t) medaka ema: 2. Conan cone el sta ce loan, Pin age el ali meee 8 7 2(2) = Reoswt (Ecosut + jsenut) > { (6.16) (0) = Reenwt Per chi sa che deosist dsensst RE = —wsenat, A oc cosst (a7) 1 problema di trovare Ia velocit&immediatamento risolto, Altriment,sappiamo e-H(t)& tangente alla cieconferenea, quindi ortogonale al vettore #1). Inolte velocta sealace (Porientamento della cizconferenza & quello in cui crescono gli angot) vale vy = RwAi/At = wh (uel moto crcolare uniforme vy ® eostanta). “Qh, essendo. = oy u(0 =a i= wRonlet + (3.18) nylt) et -j =wReasut (incidentalmente, in questo modo abbiamo dimostrato le (3.17) delle quali faremo largo uso nel soguito). wo 2 detta velocitd angolare: angolo percorso Tempo impiogato Nel caso di moto circolaze vari la velocita angolare in generale non & cestante, ed ® definita come (a9) fe quindi dalla (3.4) vel?) =O Reen(t), v(t La veloc Si definisce (sia nel caso di moto circolare uniforme che di, moto eircolare vario) i yettore velocité angolare St) come quel veitore di modulo fa, ortogonale al ‘piano del mote (piano'z, 1), € verso concorde ton KS IAG 36 wilt) 3°0, altsimenti iio pacudovettore. In generale ‘verso oppasto (regcla del cavatappi): o & quin ‘coincide con i piano 2,y), verso di @ & quello rispetio A Rease(t) (3.20) isuca in 5°" (herta, Hz). angolare (Ge I plano del moto a al quale la rotazione avviene in senso antiorari, — &, che pitt correstamente dovrebbe essere scritto w, in quanto in generale non coincide con ja] ma pud differime per i segno, prende il neme di telocdd angolare sealare. Nell'uso cortente si continua a ehiawiaHlo velocita angolare'e a seivetiow. In termiai di G2) si pud esprimere ae) in moda indipendente dal sistema di ordinate (ma aon dal punto di riferimento) ny soe wacarter sions Ginomatica del punto (ao =o are (21) esprestione che sch partiolarmente ule in futuro 4s) caseaet +9) y Sfruttando la seconda delle (3.17) abblamo subito wal = avcos(ut +p) = avsen(ut + + n/2}; vy Si interpreta questo cisultato (¢ > e+ x/2 nel passaggo dalla coordinata ala. velocitd) dicendo che. nel moto armonico (come in quello circolare uniforme) 1a. YelocitA 8 in anicipo sulla passione di 1/M di petiodo,o che @sfasala di 0: Ia ‘elit (salare) raggiunge il massimo 1/4 di periado prima della peszione In questo caso & detta pulsasione. Lasciamo al lettre la discussione deglultimi du eserai 3.4 Accelerazione vettoriale e accelerazione sealare I concetto di accelerazione vettoriale non presenta dal panto di vista formale difcolt& ‘aggiuntive rispetto al concetto di velocita vettoriale: tuttavia risulta molto meno in= tuitivo © ben lungi dal’essere completamente rappresontato dall'dea che Puomo della strada (6 meglio Vautomobilista) ha di accelerazione. Cosi come la velocita inisura la rapidita di vaciazione nel tempo cel vettore posizione #, V'eceeleraaione misura la rapidita di variazione nel tempo del vettore velocita: questa perd é un vettore, e quindi ud variare sia perché varia il suo modulo sia perché varia la sua direzione (Wa genie 1alé vatiano entrambi). Lidea intuitiva di aecelerazione riguarda solo Ia variazione del modulo della velocita, ¢ quindi non ne esaurisce il concetio, Ia particolare ‘ccelerazione (vettoriale) anche quando la volocta sealare resta costante, ma i Girezione (moto uniforme su tralettoria non retilinea, p.es. moto circolace uniforme). Si deinisce scelereione a) alts an) — ve) a0) sy, HEED fo. my Jn coordinate cartesian: MO 50 2x9 s(t) SHO) (3.28) a(t) (t) = F(0), Poiché 30) = (7) sha (derivata dun prodoto) a = HOF) + QAO Si definisce accelerusione scalare a,() strada intende per arcelerazione, all's solo dal fatto che (0): questa & allineirea ci che Yuomo della ica perché a, ha un segno che dipende non [i] stia aumentando o diminuendo, ma anche dal verso fissalo % LB Peas: tot dice Geno: MP 1 7. Prendiamo in considerazione il termine v,(t}d?(t)/at: come gi notato #8 una funzione eomposta dit tranite s(t), quindi . HO) _ 400), 0) _ | oy 18) at ds de OS 4F(}/de& anch'essa ~ come # ~ una grandezza gpomettica (non cinematica) legate alla curva 7: derivanco (rispetto ad 2) Mdentita +71 si obtione ee) ds © quindi d?(s)/de 2 un vettore ortogonale a 7(3) diretto sempre (indipendentemente dalForientamento della traiettoria) nel verso della concavity. Sela triettoria 2 Plana, esso glace nel piano della traiettoria,altrimenti.nel cosiddetto giang oscilatarrD U piano al quéle tende il piano su cui giace #(s) e parallelo a 7(s'), eon aes, quando ss. (Per tna curva sghemba il piano osculatore in un punto della curva cositaisce 's migliore approssimazione pfana locale alla giacitura dell curva). Hl modulo di questo vettore ha le dimensioni dell'nverso-di una lunghesea, ¢ viene Iniieato con 1/9 #0 oe fig. 3.4 tim [2G Aed— FE] Beene? _ asso As oe = Nel caso generale 2 il raggio della virconferenza che meglio approssima la curva nel Punto considerate (ceréhio osculatore). Omettiamo la definizione precisa di questo eaestto, “Rimetiendo insieme tutti i pezzi, abbiamo 7.20, ate + Oa igre (324) ‘love abbiama indicato con A il versore uormale a 7 nel punto consleeato, glacente nal Piano oseulatore, © diretto verso il centro di curvatura. Sia? che 71 cho p dipendono da 5. ¢ quindi implicitamente da t a Llaccelerazione (vettoriale) riulta quindi decomposta in due termini: a,# avente la direzione (ma non necessarianente il verso) della tangents alla trattoria, e per questo motivo d, vien® anche detta accelerasione tangenziale 0 componente tangentiale del Vaceeloraaione; _(v?/p}i ortogonale al precedente e sempre diretto versa il centro di 26 si sues apis inematicn del punto curvatura della traiettocia:_per questo motivo -ap = v*/p)_viene detta accelerasione niripeta 0 componente centrpeta (0 normal) del’accelerazione. Quest ultimo ter- ine & presente tutte le volte che » #0 e la traiettoria.noa & (localmente)retilinea: ‘eso misura la repidith. di variacione della direrione della velocta, e non dl suo mo- dulo.. Queseardictermine: cheats ite! a aistinatont fre ions Halla otradaceciname:, dioxin: Nel Linguagglo comune ak dice che un corpo accslera oralleta quando il modulo della ua velocita aumenta o diminuisce: sono affermasioni che riguardano Vaccelerazione scalar, ma che non poasono essere lette esclusivamente in esta, difatt it ségno.di ay “iponde dal verso fseto alla traicttoria. E facile convince che ve a, € 5 hanno pegno Soncorde v aumenta, e viceversa se hanno seqno discorde. Quindi cd che conta ilsegno “Gel prodotio oy, 0 anche, @ vogiamo iberad da og tiferimento all'orientamento ‘ella traettora, di @-7 ( Z:d= ayn). Col pax esempio, se un saeo cade dalla Torco ai Pisa ha nm velit dietia verso il basso, concorde con Vacceeradione Je inf “ccelera, mentee ee i sano viene lanciato versa Valo, acelerasione (dopo la fase di lancio) 2 sempre J, ma & & diretta verso Vato, ¢ infati i sasso rallenta. (In effetti TT = dT-D/at mas Fie ecm gi Amma, =A + ae 6 M)=t4 t+ LEC sw banat alpine Pucbeadt nad oes vee staan dv? /dt). 3, Moto cireolare uniforme. Possiamo procedere in due modi: in coordinate cartesiane la velocita data dalle (8.18); gravie alle (3:28) alle (3.17) aa!) = ~PReoswt a {28 = -wPRsenwt (325) ¢ quind, dal confront con le (3.16), ay =u) (320) un rgltatoseontato: per la (3.24), secome ay = O (v8 costants) A) = 62/R Ale) = wFRAQ) = —w"HY. 826) Oppure, dalla (3.21) 3 a= FAA ona) wo nonrt ow) So moto cieclare vara, & dipende da «qin ay = OAD «yay ats = Roe aoe aH). 21 4 Moto armonico: 30) = -el (328) an LB. Picasso: Levioni di Fisica Generale 1 ‘Negli ultimi due casi (cicloide ed elica) Paccelerazione & quella del moto circolare uni- forme: 5. cicloide: posto Rp(t) a) = -w FPO; 6. elica: l'scoelerazione & sempre nel piano ortogonale all'sse del cilindxo, diretta dal punto P verso I'ssse, © modulo costante uguale a wR. 3.5. Coordinate cilindriche Quando abbamo fatto coro ad un dstera di coordinate ab- Biamo sempre nso We cooliateearastane Ela sete pia consueta, ma non I'unica: é il problema fisico che suggerisce di volta in volta qual la sata pla comoda, Qu, per ort ine timo a ntrodur le coordnate clink, o coordina pla plane (oer ditinguele da quel serich eu aremo aso ib tant), Per brevih le hiameremo sempllcmante coordinete polar sono dene come sue: data una rtta crenata {asse polar ed un plano ad essa. orogens e358 Presa su 7 uforigi O ad una semiretia w wteente da xs, ad ogai pinto P dello spatiosiasocanolecaocinale yg, + dove 2 a diana ton Sogn dal plane gla dstana dallocgine dla proeione Pai Poul plano angola che OP? forma con la semiretia u, secondo la solita convenzione che gli angoli crescono in ‘ere aloaro opti al vero d's plare. aso per cabot dvr dacdere oe O'< p< 2r° oppure se —7 0. Alloea sibanno le formule dl trsforaone (espx2 > 42) = ecm { meant (329) ele ovens (530 + 0He) { vFee arctan # (330) Nella magsior parte dei cast avremo a che fare con moti che si syolgono su un piano: se prendiamo il piano del moto come piano 2 = 0, alloza nee (8.29) ¢ (8.30) @= (OPI, 2 =0: F(t) Felt) dove #. & la posizione del centro della ruota, (3.29) A diferenza delle coordinate cartesiane, dove un unica tema di versoriindividus in ‘ogni punto 'orientamento delle finee coordinate, cioé di quelle linee su cui varia una sola inion ilar sis ib this nsivadnle iets ‘Wiens aondesee in Ginematica del puoto coordinata, nel easo delle coordinate polari abbiamo una terna di versoriortogonali per ogni punto P: essi verranno indicsti con 2, , e sono tangent alle tre linee coordinate nel punto P, oriontati nel verso in cui le coordinate crescono. 8.6 Velocita e accelerazione in coordinate cilindriche Sia # la velocita diiun punto P. Vogliamo determinate le componenti del vettore & rigpetto alla tera 6,g,R associata al panto P. Si ha La derivata del vorsore @ # In derivata di un vettore di modulo'costante (modulo 1 in questo caso), ¢ quindi @ la velocta nel moto cireolare su usia citconferenza di raggio R= Le vale {v. (3.19)] 2, in quanto G & il versore tangente alla circonierenza. Quine! B= b+ obo + UR 631 Net easo.di moto sat piano z= 0si ha Batt rds. (330) ‘Se ill moto é circolare con centro'in O Ja (3.31’) si riduce all’espressione gia stabilita, Be uoRe / A patire dalla (3.31) possiamo ora determinare le compouenti dlaccelfzione. Di nuovo rispetto al caleolo precedente o' solo il calcolo di die/dt, che poi,tion & altro che. la derivata det versore # nel moto circolare, quindi 9/dt-= —p@. Quin = (dof )0+ (9b + 26010 + 0.8. é (3.2) nel caso di moto sul piano == 0: Freie + re + 2p. (ase) Le (3.31) © (3.32') foriscono dunque la decomposizione rigpettivamente dela velocit& dell/accelerazione in un moto plano in componeati radigle e angolare. Non si confonéa Ja decomposizione (3.82") con la (3:24): nella (3.24) #,¢/f si eiferiocono alla tealettoria, Imentre# @ si iferiscono alle coordinate e quindi, adeno che il moto non sia circolare, F#E © RAF (c, sell moto d circolare, F ). Ey 4, I PRINCIPI DELLA DINAMIC_A Principia Matem astice”) (la effetti la primatlegae, detia anche principio di inercia, era gi stata formulata da Galileo) Commenti: . moto! In effetti Suesta convinaione 2 ‘ancira:ptesente.nelia mente;dell!ucing:co; Seune alin ROCOES. Ua ragione di cid ho una duplier radios. primer eel Yatto che certamente per mettere in movimento un corpo fermcsoeeorre una fore © ‘questo ce lo dice anche Newtor: per cambiare lo stato di motc> di un corpo occorre fovea: Ta confusions nasoo dlPequivoco fra “mettere in meio” e “mantenere in indo, dal fatto che nelle situazion} Guntidiane i ccm sono sogget ad wc forze non rimuovibl se non con special accorgiraents (ate di agin Tatura, ee.) per cui effetivamente per mantenere un corpo cad suo staLo di moto “{retiineo ¢ uniforme) oecorre applicare delle forze: secondg Clalileo « Newton -Gueste force sono preisamenie quelle che servono per contrcmilanciare gli atts ece...Ri proprio per questa ragione che Galileo studlb e form eid, dei gravi facendo rieorso al piano inclinato: sul piano inclinat] Wmoto del grave & ‘molto rallentato rispetto alla caduta libera,e quind 'atrto elowuto all'atia~ che 2 (cleea) proporaonsle a] quadeato della velocita ~ 8 forlamorate ridoto, 4i) Nella Lex seeunda Newton sancise il caratere vettoriale delle fora e aferma che {a *yariasione del moto" & proporzinale alla forza impress: paz “moto” Nowton ingendeva tie Gass Beit precsa, quola che oggi noi chiamlanran quantita di moto, © che @ definita come 7 mi, cok il prodotto della massa per la velocita. Allora “Te seed legge di Newton (2* principio della dinamica) si treaduee nella-ben nota ‘cjuasione: zat a (an ‘© anche (se Ia massa 8 costante) Pam (ary che in effelti sarebhe maglio serivero @ = F/m , in quanto sprime il fatto che istante per istante Paccelerasione & proporzionale alla forza: a forza ® la causa, 30 del moto... oe i ean i gt ei ag ta LG ac Hai 1 princi della dinamica YPaccelerazions V'effetto, Bssa & anche detta Uepuasione del moto del corpo, in anto ~ come vedremo ~ issate opportune condizioni permetto, nota F, di deter- “pinare il moto del eorpo. LX Guest pinto seinbrefebbe che iL1° principio (F = 0 > a= 0) sia una con- geguenza del 2: vedremo che le case non stanno,cosl, ia quanto il1* principio _petmette dl determinare que rifeimenst i ea vale i it) inchs la (4.1 sgl qualcesa, accoce defini indipendentemente cosa 8 una “forza: se dco (come talvola si trova scitl) che “una forza , per defiaizone, ei 1 causa ina ccelerazione”, rath di codere nella tautologia di considerare la {a1 come la deiniione di ere @ non @ con le defnizion che si producono dei _Boaltai. La via di useitapotrebbe eaere quella i dare una defniione operfiva fora, dit dive come si misura. Potre quind fare rcorso al dinamomeizo, che Tappunto uno strumento per misurare, cio’ confrontare, forve, ma questa scappar ““foia non @ sempre soddisfacente, pet due ragionk: “1) & poco iealistica: come faccio a misurare con i dinamometro la forza fra dve Balassie,o quella a due eltteoni? 2] in cericas il dinamometro simula Vesistenza di una forea anche quando ia indvdabile aleuna casa dela forza stessa (force apparent *ston non ci Jn solasione i questo problema in genecal, ma ci ette sulla aida: Ins ocupava di mot i pianeli, stall, cor! scagett a interazioni géa- “Htmonal ein questo contesta quando serve # = ma la coreda con Vespresione iatomatica dt F, che & la legge di graitacione. universal. Sapere come sia ati ‘ato alla formula’ F = GMfin/r?® storicamunte molto importante e anche molto interessante, ma it questo contesto 8 rrilevante: Ia cosa importante é che porta a “Hultal gust, La stesta cosa a pub dire a proposito dela legge di Coulomb che da la forza fra due cariche elettriche, o per la forza fra due nucleoni, ecc.. Quindi, “Bdotti da Newion, F a primo meitbro dele (4.1) & definita come une espressione Tmatematica nota s prior, determinate vuoi in base ad osservazion’ sperimental vuoi con argomentiteorici .... Questa & una definizione di forza acgettabile (oltre he storicamente eorreta), in quanto come disciteremo nel prossimo paragrafo— ‘Qualsiasiforea&riconduciile, almeno in linea di principio, ad un numero limieato i forea fondarentl ote. 4.2 Sul coneetto di forza Le forze hanno sempre un'origine concreta ¢ hen individuabile in quanto: derivano Aall'titerazione fra corpi: le forze gravitarionali dall'interazione fra masse, quelle clettromagnetiche dall'iterazione fra cariche elettriche, quelle nucleari dall'interazione fra mucleont (protoni e neutron), eve.. Le interazioni fondamentali che si manifestano come forze a livello macroscopico sono quelle gravitaaional, i eui effetti sono ben noti dalla cadluta det gravi al moto cei corpi celesti(forze « distanza), e quelle elettroma- gnetiche che sono responsabili, olire che delle forze che si esercitano a distanza fra ‘corp carichi, anche dl tutte Ie forze che si manifestano nel contatto fra oggetti macro- Seopici: attrito, forge esplicate dai vineoll (reaxioni vincolar), forze elastiche dovute ‘8 deformazioni di corpi vari (molle, membrane, ecc.), tensioni superficiali, ece. (forze an LAE, Picasso: Laaiont di Fisiea Conerale 1 «i contatte): suite queste forze derivano dall’nteraxione (di. natura clottromagnetica) fia gli atom ¢ fra le motecole che costituiscono i compi. Siccome queste interazionl “sono ormai ben note, o cotmunque le supponiamo tali (forze ci van der Waals. ecc), in linea di principio siamo ia grado di determinare le forze che si esercitano fra due comp alsiasi: forze di attrito reason! vincolat, forza esercitata da una mola, ccc. Che poi per motivi pratici troveremo pi semplice sostituire questeforze, che & possibile ma “complicatissimo determinare a partce dalle interazioni fondamentali, con espressioni fenomenologiche —ciot derivate dallesperienza~ (caso delle force di attrto)o in alist és considerare delle incognite (aso delle roavioni vircolai), ® un discorso sul quale fomarém e che non inicio siguifiato logico dell (4.1). ‘Vediamo quali sono le proprieta (stabilte spesimentalmente o determinate teorica- ‘nente) di cut godono fe interazion fondamentali, che quind devono valere anche per Ie loro manifestazioni a Livella miacroscopico: i) Le forze che agiscono su un piccolo corpo (diremo, schematizzando, in uno stesso punto di un corpo) cauiyalgono ad un'unica fores uguale alla somma vettoriale ele singole forge. 3) Usiamo spesso il terinine “interasione’ come sinonimo di forza, perché la forza i esrcita fra due vorpi (due comp cele, due elttroni, cue molerale, occ) "Bot Welinigioue ha un signifeato intrinseeo: essa dipende dalla distanza ft due corp talvolta anche dalla loro velocitarelativa dh (sarebbe necossara qualche “preciaixione), oltre clie dalle caratteristiche fiche dei due corpi (masse, caviche, “nome dipolo"Slettrico, ec.), sta non dipende dal sistema di rifeimente (tant vero che diciamo che la forza fa due masse 8/GAfm/r? senan speiticare in quale riferimento le oserviaro} il) La forza fra due corpi tende a zero al crescere della loro distanza r (almeno come art) 4.3 I riferimenti inerziali Tl problema che ci poniamo & se Pequazione # valida in qualsiaisiferimento, 0 -2o_ILprimo membro, cit la forza, come abbiamo gia detia, per definizione + indipen dente d ‘auto viagga ou tna strada 3 eavervais da una giastra in otesione, i wl szrive una spirale con velocita sempre ereseente, e.guindi d 0. Quindi Yequacione fondamentale della dinamica non pud exere vers in qualsiai rifecimenio, Alora in quali riferimenti vale i 2° principio? Condizione necessaria per le sua validita “~Sche valga iL principio. qui intanto il problema quello di stabiline in quah fer ‘gol un corpo mon soggetto a fore si muove di moto ettlines uniforme. La risposta cela deve dare Vesperienza: & come dire che il 1° principio individua determinati rifer “mienti, quell in eu vale. Questo discorso ha senso se siamo in grado di stabilre quand’® “Gieutcorpo non & soggetto a forze: certo non possiamo tispondere che un eorpo non & |S0g§stt4 a forze quando si muore di moto rettlineo uniforme, altrimenti ci mangiamo Tn coda. Per fortuua sappiamo che tute le forge originano dalla presenea di alti coxpi, cnibashadi | | : (Tomi ia dtanmica| _2che tendono a zero quando quest corp vengono allontanat: quind saree scat che i corpo non & soggotto a Zoze quaado sia sufcentemente lontano da tutti gals “eomi.con,{,quall pwd interagice 1 riferimont in, uj ye il 1° principio weagono dei ‘pferimenti inersialé Vesperienza ci dice che un sferimento solidale con le stelle fisse a tiferimento inerziale, Allora esiste tutta una class di iferimentiineraiali: tutti welll che si muovono di nota retilineo uniforme rspetto alle stele Asse (un riferi- santé @_mudve di tnoto setilineo unifoterispetio adn alco se ttt | suoi punt upvon9 di moto rettilieo uniforme con la stessaveocitrxpetto ad eso}, © quid ‘Biche uno rispetto alf'altro (relazione di equialewa): un oggetio In moto eetinso ‘niforme rispetto ad uno di essi& in moto retilneo unifoime (con velocita diversa) Zinche rispetto ad ogni altro riferimento della classe. Non solo, ma come vedremno.a tempo debito, se &Vaccelrazione di un punto (materiale) rispeito ad wn vferunento “K, Vaceslerasione dello stesso punto rapetio ad ogi alte sfeimento che si muove Hopotto a A’ di moto rettiineo uniforme @ ancora d Quindl, se 12° principio vale in Si riferimento questo deve essere inerzale (Ia condisionesocesazia desta sopra), e se {ale in un rforimento inerialeallora vale in tutti riferimen!Tneztll In conclusione, Pequnclato del 2° principio & Nei riferimenti inersiat: vale Voquasione. P= ma: 44 Ta massa La massa ontra per a prima volta nelle nostre equazionl nella (4.1): essa @ quindi definita da essa 2 una caretteristica di ogni corpo nel senso che m & F/a (rapparto Jie i moduli, non F/d che non & defito!), qualungue.sa la fore che-aginee eu corpo. “Bsss. quid @ ona mistira dell’inersia del corpo:. par un.date corpa.a, pari i forza Faccelerazione & inversamente proporzionale alla massa, ssa, come risulta dalfesperienza, & con ottima approssimazione una grandecza. Hulditiva: se mettiam insieme duo orp di.mases my ¢ ma, i corpo che ne tsulta ha tagsa m = mi +m. Abbiamo detto “con ottima approssimazione’”, perché P'addiiviti fon essendo né tna definizione né conseguenca di un qualche principio fondamentale Hon ef si pub aspettare che sia una propria esatta, tant’? vero che se metto insieme un protone a un neutrone a costituire il nucleo del doutero (sotepo dellrogeno) figalta che la massa di_quesultisne & inferior alla somma delle masse dei costitueth per circa FU (questo sucoede per ttt i nucle, & nota in fsiea nucleate come “cifetto «di massa” ed ® alla base della fusione mucleare) ‘Un modo per misurate le masse (12s. di atomi o di partielle subatomiche) consiste nel misurare drettarente o indirettamente laccelefazione (p63. Paécclerazione Rormale in un moto circolar» uniforme) ci wn corpo soggett ad una forza nota (spat- trometri cli massa). Per corpi macrosoopiet la fist a effettua per confronto con altre -tnasse note (pe. il campione di massa), sfruttando il fatto che in uno stesso hiogo la forza gravitazionale esercitata dalla teria sui corpi (forza peso)’ pfoporzionale alla massa (blanca) : 4.5 Le umita di forza Nel Se forze i misurano i nevton: LN = 1kg- m/s? & la forea che imprime ad una B JL. Pleaso: Laon i Pisea Generale snags di Lg Vaccelorasione di 1m/s?. Nel sistema COS Punta i misura& a dine ding = 1 g-em/s* esi ha 1N = 108 dine, Inolire, 1g, = 9 806€=35 N= 080665 dine 4.6 L'equazione F = ma come equazione del moto Per capire in che senso V'eguazione F = md determina i moto C=Ai un punto materiale £5 cosa esea significa dal punto di vista matematica, sepponiamo <=he il punto materiale ‘possa muoversisololungo Tans 2, per cui a sualegue craria dat mead una sla funzione (t) (moto su traiettoria prestabilita). La for2d cho agisce au di exsu Bin generale una funzione della poszione cella paticlla ed eventualmeste della s —wa veleitay Fla, 3) Pabirione¢ velocta “virtual” della paricela perce ia legge di fo va (cod Peopressione ‘matematica della Torza) prescinde dal fatto contingente che esta== passi o meno peril ote con velocita 2: p.es. la legge iterazione fra Ia Tert =m: ed il Sole @ sempre GM]? qualunque sia r, anche se nel stig midto “‘reale” (opp=eosto a *virtuale”) la “Terra 'sta sempre ad una distanza di 1.5 x 10" kin dal Sole. In altr 3% termini, prima viene ‘Ta Tee di forza, dopo viene Vequazione votioriale F = mi siriduoe nel nostro caso ad una sca equazioue mi = F(a, 2) (42) per comodita abbiamo posto P= F. (quindi aul F oon ¢ iL modulo di incognita nella (42) # la lege oraria 2(), cod una funzione: Mia (1.2) stabilise una relazione fra la funcione ineognita ele ave derivate fino alla der vata 2, € per questa ragione viene detta equazione differenzialé del 2° ondine. Trovam—e una sohwione della (4.2) significa trovare una funzione 2(¢) tale che V'eguaglianza. ma(t) = F(e(®, 20) as) sia soddisfatta per ogni #: ad, ogni istante la{assalper YRC SSgioid della particella owe essere uguale alla forza ealcolata peri valori delle varlal=—ii x © # ugual alla Posizione¢ alia velocita della particella in quellstante. Per esempio, supponiamo che F non dipenda dalla velocita del paricella (@ il aso Pitt comune) e sia data da F(z) = —ke, dove k# una certa costae positive. Alora la (42) in questo caso a serive mi = -ks (aa) dil problema & quello di rovare quellao quelle fanzion’ tal che [ax low derivata Seconda ia proporzionale alla funsione stessa, con coofficente di propor =iofalit ~k/m. Fac-” ‘Gaiio ui altro esempio, ancora pil semplice: suponlatse dhe lax — fowa F'sia cosaT, ‘ive non dipenda dalla posizione della particella mi ~ F. (45) In questo caso il problema ® quello di trovare quella o quelle fia. awzioni Ia cui derivaia seconrla 8 costante e vale F/m: certamente wna solurione & LF 2m ‘ma a questa possiamo aggiungere qualsasi funaione la cui derit=—ata second sia iden ticamente nulla, cio® una funzione lineare at +b con a ¢ b arbits ati. In questo modo abbiamo trovato uutte le soluzioni della (4.5): att a4 I principi della dinamica LF m 20 atsb (ae bcostanti arbitraie), (0) Quindi ee sono togate (qui in modo semplice) alla posizone e alla velocitaallistante 0,0 a qualunque altro istante fo, cit alle codirionsiniziat det maT giusto che _ _sis coal porch Ia (4.5) deve poter determina tte i possibil ege rare dum panto “aterile soggetio ad una forza data, € queste possos die sia por In poszione al "punta ad un cert istante(“posiaioneiniiale), sia per la “yelocit lnizile”. Qullo ce abbimo tori a proposito delle soluzini dlls (45) ha carattere generale: “or dle eauncon eiferenstal cf nsgna ce, sata oppor potest ela “FEA he et noste ea saranno (quai) sempre sodifte, I ass dle soleus a Saco general) ti a bquacione dileczaae i ordinen conten costa arb “aie, cod una partieolreslurine pub experedetermingtasssegnando valor a aust “i partite pr elempio,appunto, richiedendo che la fusion incognita 6 se prime — 1 derivate abbiano determinati valori ad un determinato istante. Nel nostto r= deta concsesnes delle condizioni iniziali determina univocamente la, Sohuziane. “Queso sultato tutto sommato » abbastane intutvo: se noi con ‘ay = t(0) dalla (£2) Ticaviamo 2(0) e derivandola via via otteniamo tut EER) pet = 0: pon sg F = Fe) (cin por supe supponiam on dipena ta 3) @x() _ dF (a) dats) ee a cos via, e & presumibile che sla funzione&suficientemente buona (si dice analiza), Ja conoscenza di tutte le sue derivate in un panto permetia di determinare la funzione stessa, almeno in un opportuna interno del punto. ‘Occupiamoci ora della (4.4); la sua particolarta & quella di egere un'equaaione fineare_ Eomogenea: id significa che se 2(¢) & uma soluzione, anche cz(t) lo &, ese 14) € 222) sono soluzioni, anche z(t) = 21(t) + 22(¢) @ solusione (la verifica & immediata), qiindl anche 20) = F'(zo}e0 et) San) Fez (48) ‘con oy © ey dw cotati aritrarie, per cui, c y(t) © 2a(0) gon. sono proporsional_ ‘Ta (48) Costituisce la soluziotie generale delta (4:4): Tirisieme. delle soluzioni diun'e- ‘quaxion diferenaialelieare omogenea di, ordine n costituisce uno spado vettoriae di Alora per trovare la solusione generale della (.4) ci basta trovare due soluziont indiges enti nello studio del moto circolare wniforme [v. (3.16) e (8.17)] abbiamo incontrato ave funzioni la cul derivata seconda ® proportionale alls funzione sleasa, con cee cionte di proporzionalita negativo: la derivata seconda di cosw ® ~w* cost, e’guella 35 L.B, Picasso: Lesioni di Fisica Generale 1 Ai senut & -wsenut: basta sostituce w con EFA © sbbinmo Ia solusione generale deta (4): 2) =acowttosmut v= Vim>0. ua) Dalla (4.9) 28) = 2) = ~cweenut + eweoewt (4.10) ds oui 20) 2415, 10) sew (a) che fornisce il legame fra le Costanti cy, cz eo condizioni iniziali. La solueione generale pu anche essere scrtta in modi diversi dalla (4.9): 28) = 4000 (ut) asen (vt +¥) (4.12) (413) qui le eostanti arbitrarie sono rispettivamente (a, ¢) ¢ (a, ¥). Ovviamente le tre espressioni (4.9), (4.12) e (4.19) sono equivalenti. Abbandoniamo ora la restriione che la particella possa movers solo Tungo. ese 2: © iamo fl problema nello spazio tridimensionale, ¢ vediamo come si modifi le nostre. conclusion Presa una terns cartesiana, fe equazioni del moto si scrivono, alowe) (iY 2s) (2.y.25---) Si fratta di un sistema di tre equacioni differonsiali del, 2° ordine in cui le incognite sono a(¢), pl), a(t). La Struttura dalle (4.14) & (44) sete pit complessa della (42), mai eometti di base sono gli stessi luizioné- general 3x 2=6 costanti arbitrarie, che possono etrare in tutte ¢ tre le funzionis (cy 2), 2(b 61+» ¢9); le 6 conde ioni.iniziali x(0),y(0), 210); ve(0),y(0),0.(0) determinano i valori delle 6 costanti arbitrarie e quindi deterrainano univocamente la legge oraxia, A titolo di esempio, riprendiamo in considerazione il cago della particella soggetta ad ta forza castante, ma senza Pipotesi che la particela sia vincolata.all’ssse-. Prendiamo Passe.z in.direzione della forza.costante F. Le equazioni del moto sono / (4.5) In effetti questo ¢ un caso molto semplice in cai le tre equazioni (4.15) sono indipendenti fra di loro (e quindi in ceslta non si tratta di un vero e proprio sistema): la solusione generale & i (416) 36 nore ee espa 1 princi della dinamica ‘anche, i forma vettoriale, GAO =r rms ee (426) in cui le costantiarbitrarie sono F> = (ea, ¢4,c4) @ Ho = (er, 6s, ¢5) Non avremo bisogno di risolvere complicate equazioni del moto, cio’ complicati sisters <4; equazioni differenziali, ma di avere chiaro I loro siguificato sia matematico che fisio, x(k) ew) ~WAcoyusrs ~WA wswt BeenwT ARs Lt OH » F) A= X cos 5 Youn, mix ic) QomoMel orbrinou x, we ot aT —~PNel primo caso dalle (4.9) ¢ (4.11) 5. DINAMICA DEL PUNTO MATERIALE NON VINCOLATO 5.1 L’oscillatore armonico in una La legge di forza che abbiamo usato nellesem- pio (44) & quella-esercitata dH obtima a indieata eon ly, che auando non esercitaia dalla moll weISD Is Poslzlone di ripoeo 6, pico set Za, propotzionale allallungamento o alla compression della molla: love & & Vaseissa. ispetto alla posizione dell'estrem® libero della mola in Lisspréssione F,= —ix non dipende dallorientamento dellasse x, Ta costante k @ detta la costante elastics della molla, ha le dimensioni di una forza diviso una lunghezza, e quindi nel SU si misura in N/m. Basa rappresenta il “grado. di durezea® della molla: p.es. una molla con & = 10#N/m si allunga di circa 10-ema quando ad essa viene appesa una masta di 1kg, cio’ ad espa viene applicata una forza, di Lkgp, se invece & = 10 N/ra la molla si allunga di un solo centimetro, 1a legge oraria del moto di un corpo di massa m attaceato allestremo libero della rmolla @ data da una qualunque delle espressioni (4.9), (4.12) o (4.18), con le coseanti arbitrarie determinate dalle condizionInizal ‘Tipiche condizioni iniziali sono: 9) il compo parte (allistante t = 0) dallorigine (cioé con la molla nella posizione di riposo) con una data velocita uy = ts oppure 4%) il corpo parte con velocita nulla dalla posiaione 2 = tiene a()=Beenet, — 2(0) =0 (0) =o (6) « Vampiezza del moto in questo caso & |tp|/, € el secondo He x)= accut, (0) =a »40) 62) [a] 8 Pampiezza del moto, ; Tn generale ~ vedi le (4.9), (4.11) ~ si ha 20) = ra coswt + eonust 63) eVampieza dV 4 WofaF. Q 9 Dinamica det punto materiale non vincolaco 5.2, Posizioni di equilibrio Dalla (6.1) si vede che se y = 0, 2(¢) =0 cioé In massa non si muove: si dice che (08 una posisione dt eiiibria. In generale, qualunque sia la legge di forza, una “pos di equirio un puso P fp tale che un pouto materiale posto in con velocita nulla vi parmane indefinitamente: per una data logge di forza punti di ‘Bauilbrio sono i punti in out Fee, 8=0)=0 4) infatti_ #0) = #» (costants) ® solusione del’equazione del moto m# = Fi, 3) (=O), sodaista le condizons iniziali #(0) = Fp, (0) =0, e quindl & Lunica soluzione con le date condizion nia (unit della olution). Una poszione di equlibrios dice stbie se per piecoli spostamenti del punto materiale lia psizione di oquilibrio il punto rimane nelle vieinarae ci detta posizine “na dfniione “alla buota®” sulla quale ritorneremo quando introdusremo la funzione coergi tenia. Sen nacre sone di spacia Fe, sllora og panto 4 detta regione & un punto di equilibrio, Pequbbeo si dicevidfforenteAltrrmenti “Vequibrio si dice stabil, Per esempio, nel caso deldsilatore armonieo, 2 = 0 & posaione di eqlibrio stable “perché per 2 > 0 Fy <0. per z <0 F; > 0, cid la forza b di richiamo verso deta iricne, mente invece se la legge i forva foose F, = +kz, = 0 saiebbé posione AF equilib tastabile 5.8 Loscillatore armonico soggetto ad una forza costante ‘Una massa ra & soggetta alla forza elastica di una molla e ad una forza costanic Fy “aitiitela direzione della molla (asse 2). Si tratta per esempio di una massa attaccata ad “ana molla appesa al soffitto, oppure di una massa appoggiata sopra una mola disposta, Terticalmente, Prendiano il verso dellasse « a piacere ¢ Vorigine nell'estremo libero ‘Beliatpolla a Fiposo, L'equazione del moto per la massa msi scrive mé=-keth” (=F? 0) 65) che & ancore un'equazione lineare, ma non omogenea. Se.z1(t) e:2(t) sono due soluziont (Wistinee) dela (6.9, la loro eiferenza 20) = 1, (2) — zy(t) @ una solutione dell uacione (4.4), cok di. quella.che.si chiama Meruacione emagenca associate. Quindi ‘ogi soluzione della (5.5) @ la somma di una (qualsivogiia) soluzione della (6.5)"e dt _une scluzione della (4.4): in altri termini In soluzione generale della (5.5) si ottione sommanco una qualsasi soluzione particolare della (55) alla soluzione renerale dell Qiatione omogenen aseociata. Questo & ua isultato generale che 3i applica a tutte le ‘equazion lieaci non omogenee: lo spazio delle soluzioni quindi aoa & pit uno spasio vetzoriale (c(t) + 22(0) non & una soluzione),@ il “traslato” di uno spaaio vettoriale, ‘omé un piano in 2° non passante per Vorigine, si chiama ““aricta lineare affine” Siccome la soluzione generale della (44) la conosciamo, resta solo da trovare una s- luzione particolare della (5.5). Possiamo vedere se ne troviamo wna. particolarmente semplice, per esempio costante: 2(¢) = B, ciob 1s pesione di equlbsio. Eifetiver teate il secondo membro della (55) si anoulla per 3 = Fa/f. 39 LB, Picasso: Lezioni di Fisica Gaverale 1 Allora la soluzione generale & a(t) = 2 + acos{t +) Jen. Tsignificato @ semaplice: Ia posizione di equilibrio 8 ora nel punto di asc a questa posizione la massa comple dsélllgiont armonich dell'oscillatore senza la forea Fp, ‘quello di cambiare Ta, Tighezza a ripaso della molla da loa % = lo ¥ [xl se We seal apna ‘soffit. BZaaDe cegrossiecr ten Stowe or neb main cielo nulla, durante il moto la molla oscilla fra la lungherza inizialé la @ lp ~ 21 Un altro modo di risolvere 'equazione (5.5) consiste nel'efettuare un cambiamento di variabile (anche questa ® una tecnica che si usa in diversi casi): riseriviamo la (5.5) mi = —K(z — Fo/k) © poniamo é — Fok =2-3 «7 in (55) &equivalente a -K 3) Tae soluxione & £8) = acostet +9) 69) che grade alls (6.7) coincide con la (6.0). Si noti che € & Vascssa della massa rispetto alla nuova posizione di equilibro, la variabile naturale da utlizare.in segui alapplicazione dela forza Fy. 5.4. L’oscillatore armonico tridimensionale isotropo Lescillatore armonico sia unidimensionale che tridimensionale 6 un sistomafisico molto 0 per 2 ta) Quindi, se [x ~ zo] & opportunamente piccolo, poste Vequazione del moto si pub approssimare con = 9 € dato che 0 Dinamica del punto materiale wou vineolato Fede) at) La (G:11)@detia equasione delle piceoleosillacfont attorno alla posiaione di eqiibrio yo. teri o(@) tiascurat itreducono delle correion! al mot, che sono detté —oiteaionl anormoniche: a tempo debito ck occuperemo delle correziont anarmoniche “Alle piccole oscillazioni del pendolo. (Si noti che la (5.8) 8 un caso particolare della 1) Discorso analogo si pud fare in tre dimensioni per cui, p.es. , gi atomi (0 ali oni) “che costituiscono un eristalloosellano, a causa dellagitazione Lermica o per efetto di perturbagion tio martsllate o vibraziont acustcke, con moto in prima approssina- ione armonio itor alle loco posirioni di eqilirio che, proprio porches tatta di “Gh ctstllo enon di an liquid o di un amorfo, sono ben determinate alnterno dl ctistllo (modell di Binatein a'scillator’indipendent). im Se eratlo he smite, ue poet ake trope si dala dicesione In quosto avo la legge di forza (ow oan “GTR che determina it moto un aiomo (0 YE > 0), dove = 2 il vettore posizione rispetto alla posizione di equilibrio. ‘ora Pequazione “del moto 2 mit (6.2) che in coordinate cartesian, HIATURGUE Hil oi SALAnIGUS Welt Ses origine in # = 0) “isctive mi = ke {os = ky (5.13) mE = —kz ‘Sono tre equazioni identiche, ela soluzione generale - pes. nella forma (4.13) ~ ® posto ‘al solito w = V/E/m, : a(t) = a; sen(ut + os) wit) =p senlut +2) (6.14) 2(0) = ansen(ut + p2) Dalla (5.14) perd non & molto trasparento come é fatta la traiettoria, per cui conviene ~ procedere in un altro’imedo: supponiamo date le condizioni iniziali 7(0) = Fo, #10) = ~ iy, © prendiamo il piano zy, ancora passante per # = 0, parallelo a f € ib, per cui }) = 0 e quind: z(t) = 0 (unicita della colutione), cio’ il moto si svolge no zy (se pol fh € Mp sono paralleli il moto si svolge su una retta come per Voseillatore in una dimensione), Le soluzione & {sisamt3, zo=Asene, te Aweosy Buco (5:19) Beenwut +9); yo= Been, toy Di moto descritto dalle (5.15) & periodico con periodo T = 2nfw = Inyinje © aquindi la taieitona.@ una eurva chiusa ed inokre, siocome dopd-mezo, period® le coordinate cambiano segng, ® simmetrica rispetts all origine: le (5.15) sono le eqiaaioni e Lf, Picasso: Lesioni di Fisica, Genorale 2 parametriche di una ellie, con gli assi in generale non paralleli agli assi coordina. ‘Vallis si via Aeos(ut +9) Asenlut +9) ‘peteotsa.con inoto unlforme in verso antorario 0 in verso orario a second che y == BE 4/2. Le condiaion inaili che garantiscono dela trottoria & creole sono HL, mor Sea qpr 5 (a7) relisse degenera in un segmento se 9 & Felli. (5.28) 5.5 Campi di forza centrali. I momento angolare . Nel caso delosilatoretrdimensionaleisotcapo la forea gode d SeRIBEE difetta verso uno stess0 punto (il punto che abbiamud reso come of coordinate) dotto Gentro di forsarg ci ulo dipendente sola dalla distanan da 0 pin wha TOR, iWeipendnte td che goda delle proprieta suddette 8 detts vine Yorza centrale, o meglio, un compo di forza central. Il termine “campo di forza”, aualogo al termine canipo elettrico 0 campo magnetico, vuol dite che ad ogni UA ai-R~ 6 af uni regione di R? ~ 8 ascociata una forea:. P= F(A). Un campo di {ora éenttale ha quindi Tespressione G0= iD «in dove, naturaimente, Fe ne rispetto al oetitro di forza. Esempi di forze_centrali sono, oltre alVoseillatore isotropo: F = —kr#, la fora gravitasiondle esercitata da una masa fsa su un punto matevale di massa m: (6.20) ©, analogamente, la forza che una caricaelettrica fissa Q eaereita su una catica q Sicconie Te Forze cst siino'paralele ad 7, (6.21) avondo definito Ho il momento dela forza sapetto al centro di forza: in generale s deinisce momento d a punto 2, detio pala sino paeudosetiore ortogondlasla sd_# che aE, tale che rspetto ad Mie. # punta asian della : P (la soitaregola del cavatapni nella. a 3.2 Neca dal Foti), ef i modulo ugual ala Tungtierza del segment AP peril modulo dela compo- nente F di F ortogonale,ad. fF (figura 52a), 0 anche « Lande (figura 5.2) ad F per la distanza OP’ di O dalla retta © Pee per P paralléla a P (detta braccio della forza). —~ fig. 52a fig. 6.20 eae @ nani el punto matte 200 vincoato 1 termine momento” peoviene dlltalian ercalco,esigufca(v. Zingarell) Smpar- tanva”, "peso", tilevanza qundl stiamo parlando dela “levanca dll fora rispeti. al punts 2". Dalla (4.1) si ha Hip =P (6.23) se .2un punto fisso (Un = 0), dtYP/dt = dOP/dt = 8, per cui essendo Td, a Aap Ag 524 HOP aa) 629) 80 defniamo momento angolare 0 anche momento della quantita di moto del punto materiale rispetto al polo (isso) Ma ig 2 OP Ag (6.25) 4a (6.28) pub essere isrita dla _ x = {pelo Bisse) 5.26) T= Ma {polo fase) 6.26) {poiche fl polo lo stesso ai due membri della (5.26) ed & arbitrario, pud anche exsere mess), : Vediamo innanai tatto il significato di Lp: ® uno pseudovettore la cui drezione & ortogonale al piano paralloio ai vettori TIP e (se ess sono paalleli E = 0), il verso ® tale che rispetto ad Fil vettore fP si sta muovendo in verso antiorari modulo (analogamente a Aig) & dato della lungherea del segmento-QP-pet iL modulo-deia, P ‘nuper la distanaa di dalla sotta per P pavallela ai (braeci). Z in generale dipeude dal tempo perché ne dipendono Sia TF che d: se ls drerione di L resta fissa ci significa che TTP resta sempre sullo ‘seo piano, il piano per 9 ortogonale ad £, quindi lo trattoria ® una curva pians; “Viceversa se Ia traiettoria & pian& e 1 @ sul piano della traiettoria, allora la direzione {i Z rota fas, Del verso abbiamo gia detto; per quanto riguarda il modulo, eso lia une interpretasone interessante nel cao di tralettoria piano, sil polo oul piano della teaiewtoria: prendiamo coordinate polari con Yorigine in 9 e z= 0 il piano della tfaiettoria. Allora dalla (3.31’) si ha (7A = 0): Lamp. 7 (627) La quantita $+? & la velocitd areolare: se A(é) ® Parea “spazzata” dal vltore TIP dallistante # = 0 (o da qualanque altro istante) fino 7 allistante tla veloita areoare 8 dfinita come in At Ad — AW) Bw te « coincide con r*/2;infatt, se Py e Fy sono le poszion oceupate dal pinta P rispecsivamente agi istanti be t+ Ate Ape Tangolo 6 53 fia i vttort TP, © OP, si ha (Bgura 6.3) Alt 0) - AW = ty + weadi PPP: o LAB. Pieasso: Lesion di Fisica Generale 1 sa area di P,P{P, ® di ordine ry Ar & mpAt -FAt, quindi o(Aé), da eu L A= = (5.28) Come conseguenza della proprieta delle forze contrali espresta dalla (6.21), dalla (6.26) con il polo in O abbiamo ab : Fao Se mADAT) =mnvw (5.29) ares ot il momento angolare resta costante durante il moto: ei si esprime dicendo che il ‘momento angolare 8 una eastante del moto. 5.6 Costanti del moto In mole alte ciccostanze (nel caso appena discusso la circostanza & il fatto che le forze sono centralt) incontreremo costanti del moto (Uenergia, la quantita di moto ...), cot funzioni della posizione e della velocita F(, 9) che calcolale sulla legge oraria del moto #(), G{¢)_risultano indipendenti dal tempo per tuite'le soluzioni dell equazioné del ‘moto (cio® qualangue siano le condizioni iniziali), © quindi hanno sempre (durante il ‘mato} Io steeo valore, che pud essere calcolato per t = 0 (0 per qualsias altro valore Fr @ ieeia waa? inal aaa pe oe Vediamo qual informazio’ si icavano quando £ % una costante de soto: 9) slecome ta direzione di Z non via, allor ls trattoria ® pana (non necesara- rite chiusi, egiave nel pao ortogonale nd, coe tel piano indiduato dal Shntzo dh forea O eda fe 4) siccome il verso di £ uon si inverts i moto 2 sempre in verso antioraro rispetto clr i traettoria 8 percorea in un verso solo ‘fi) la volocita areolare & costante: il raggio vettore spazza arce uguall in. tempi uguali. Quindi nei punti della traiettoria pit vicini ad O la particella si muove pit rapi- damente che nei punti pitt lontani: i piareti al periclio viaggiano pit veloct che alfaflio,Pibpretsamente, dalla (5.28) segue che ®inversamente proporsonale ‘Tutte ¢ tre quesie propricta possono essere verficate esplicitamente nel caso dell'cacit- latore isotropo. Lesistenza in un dato problema di costanti del moto ® un fatto molto importante sia. dal punto ‘di vista fisico che matematico: il easo appene discusso della conservasione del manieits aagolare chiaisce molto bene cid che siiamo per aire: Une logge di consevadione FF, a) a (5.1) tw 2 una conseguenza delle equaaioni del moto (difati, come gid dett, In (6.31) 8 eoddi- ‘sfatha se F(0) & soluzione doll'equazione F = md: il vieoversa in generale non & vero: la 75.29) soddisfatta dalla legge orara di un qualunque moto in un qualtngi® eaimpo “Pealrai},e quindi porta con af aleune delle informazioni in esse contenute, che pertanto Soto disponibili senza bisogno di rsolverle. Queste informazioni sono nella forma di reladioni fta le coordinate e la velocta (F(F,) = costanta), quindi rappresentano un passaggio dale equacioni del moto che sono equazioni differenziali del secondo ordine, ‘ad equasioni del primo ordine (non contengono pitt Maccelerazione ma contengono la velocita), © pertanto costituiscono un primo passo nella soluzione delle equazioni del moto. E'per questa ragione che in matematica le costanti del moto vengono chiamate {integra primi det moto, Divawnica del punto materiale non vincolato 5.7 Orbite circolari nel moto kepleriano Lrequazione del moto di una piceola massa m (pinneta) nel campo gravitazionale di luna grossa massa Mf supposta fssa Sole) & (6.32) (G = 6.07 x 10-" Nin? /kg? & la eostante i grastazione universal). “Dilla conser adiciie Ua iomento angolare sappiaimo che le traittorie sono piane: in BEL B noto (1 legee di Keplero) che le orbite chiuse sono elissi (esistono anche Lraiettorie non chiuse che cono ipecboli) in cui il Sole (che & il centro di forza) occupa “iio dei fuvehi,e ~ sempre dalla conservazione di £~ sappiamo che la velcita areolare ® costante(2* legge di Keplero). La determinasione dalle possbil lpg orari,e quind “lle possibilitraiottore, a partite dlls (6.32), non & un problema banale: pit avanti iletermineremo le traiettorie proprio grazie al fatto che riuscirerno ad individuare alere costanti del moto, di cui una & Fenergia. Per ora i limitiamo a dimestraro che sono possibill orbite cireolari ea determinate su di esse Ia legge oraria. Se orbita &cirolare deve esere percorsa di moto uniforme: questo segue dalla conservazione di Z che nel toto cireolare (qualsiasi) ¢ dato da‘ = mr8d, oppure dal fatio che essendo la forza centrale, anche Vaccelerazione 2 sempre dleetea verso il centro della ciréanfeFehza, ¢ Guind: |v. (8.24)] Paccelerazione tangenziale & nulla. Allora, per le orbite circolai (se esistono) la (5.32) diventa 6.33) da cai 2r_3ft 5.38) van : Vicovorsa 8 immediato verfcare che quelle che abbiaino trovato HQ =r (costantey, 00) = YM 4a, 21) =0 (5.35) sono soluzion! della (5.82). Quindi le orbite cizcolari sono possibili, @ su di esse a velocita & inversamente proporzionale alla radice della distanza dal Sole, o equivalen- ye LE, Picasa: Letioni di Psion Generale 1 ‘ements quate de petiodo &proporsionae al eubo del rags (3 eee Kepler Dit orbite creo) 5.8 Moto in un mezzo viseoso Per studiare il moto di un corpo in un meszo visooso in quite, come l'aria 0 Pacqua, dobbiamo innanzi tutto domandarci qual ® la legge di forza: questo & uno di quei casi citati nella discussione generale sul concetto di foran in cui, sebbene ia linea di principio sarebbe possibile determinarla partire dalle interazioni fondamentali, conviene di gran lunga non porsi un obbiettivo coal ambizioso e laborioso, moa fare ricorso ad wea, ‘espressione fenomenologica. Intanto & chiaro che Ia forza che il mnezzo viseoso esercita, sul corpo {forza viscosa} deve dipendere solo dalla velocit& del compo: essa 8 diversa'da ‘er0 slo sl soxpo sl move, i mero #amogeneo non dipend dalla m8 possi Quindi # = F(a). Incitre essa ha la dizezione del moto, elob di, © verso opposto, ed Pula se =D. Quindi F=-f0)5 flv) >0. (6.36) Liesperienza (¢ la teoria dei fuidi) dice che una buona approssimezione, aimeno nel caso in cui il mezzo @ un gas e per velocita non troppo grandi_(cioé piccole rispetto ad una certa velocitA v- del mezzo, al di sopra della quale iF micto del mezzo sarebbe vorticoso) e che vatiano lentamente nel tempo, consiste nel prenidere Sle) = +40 s (5.37) pero, siceome Ia risoluzione delle equasioni dal moto eon Pespressione (5.37) pssbile ‘ma abbastanza complicata, ci accontenteremo di prendere il primo termine, approssima- zione abbastanze realistica solo per piccole velocta. In ogni modo la nostra trattazione ® sulffciente per illustrare gli aspetti generali del moto. La costarite 7 dipende oltre che dalle caratteristiche del mezzo, espresse da. um coefliciente di visexsita n, dalla forma dalle dimensioni del corpo, ‘Liequazione del moto che dobbismo risclvee convene seriverla come uniequazione per % (b= MT). : (5.38) B una equazione (vettoriale) lineare omogenea del 1° ordine, quindi la soluzione & determinata dalla sola condizione iniziale (0) = iy. Data la @, possiamo prendere ees, V'asse x nella direzione e verso di f, € quladi, poiché toy ) abbiamo w(=0, v0) =0 (6.29) fe Fequazione che dobbiamo risolvere & Siccome & un’equasione lineare omogenea del 1° ordine Je soluzoni.costituiseeno uno spazio vettoriale unidimensionale, e quindi ~ se 9°(2) @ una qualangue soluzione (oon nulla!) ~ sono tutte della forma v(t) = ex) con ¢ Punica costante arbitearia, Una 6 Dinamica del punto materiale non vincolato solusione della (5.40) 3 »9(t) = e~¥/: eid sequé dal fatto che Pesponenaiale e* & 'u- nica funzione cite uguale alla propria desivata. Quindi, tennto coato della condizione initiate v(0) = op, st ha wet / oan Quind! it moto risulta esponenciaimente smorzato: dopo un tempo t= r la velocita si ridotta di un fattore e = 2.72 = 3 ¢ dopo un tempo t = 3r v & solo pochi centesimi della velocita iniziale. Poiché x, a parita di forma e dimensioai, ¢ proporzionale alla ‘masta del corpo, i vedeche il tempo di smorzamento 7 @ pit lunge per corn dk grande massa che por corpi leggeri, come 'esperienza quotidiana conferma, val Ta lege orci s elermina dalPequazione 7 B= mye. f (5.42) B immediato “erificare che, posto 29 = (0), la soluzione &/” a(t) = x9 + tor(1 - e-!/") (5.43) quindi/ € coxpe percorre (in un tempo infinito} un trétto pari a vr prima di fermarsi Gn effetti abbiama visto che il corpo @ praticamenté fermo dopo ur. tempo di alcuni 7). “Yaa legge rai, none sabe alt i, tstavia we rive lo (5.40) oa ote eee Strue +2) / 5.44) Some talno Si é scopramo che rus +2 & una costae del moto, quind etree; 05 Fe(0) +2(0) (6.48) 0 esponensiaimente da valori posi tivi se vo > o,atrimenti da valor} negaivi. Tutto questo vale anche pe un corpo che eade nell’, ‘tuttavia se il corpo non @ troppo piccolo ¢ leggero,, + pui vale anche parecch'seconl, exe e if moto nels fase intial, cot per ¢ O04 69) 9 font di Fisica Gonerale 1 G= ME te mahal MEE = Mi en Abbiamo cos i - 1° Teorema del centro di massa: la quantita di moto totale: di yn sistema di punti “material uguale alla quantita di moto che avrobbe un punto materiale massa gu ti massa totale Me Welocita uguale a quella del CM del sisterna. ‘Tomniamo alla (6.2). A secondo memabro, grazie alla (6.7), ab biamo la massa totale per V'scceleraziono d del CM, mentre a primo membro la somunna di tutte le forze che agiscono su tutti i punsi Py, cio’ quello che si chiama i rvultarate dele force. Su ogai nto Py agiscono sia le Forze Fag dovate allinterazione con ogni altro punto Py del corpo (si pensiad un solido: queste sono proprio le forze che lo bengono insieme), sia le force dovuteallinterazione con Vesterno, ci con alte corpl (61 pons alla forza pes): Je prime, Fa ¥ 2,9 le chiamlamo forse interne, « le altse fore esterme. I terzo principio della meccanica alferma che per ogni coppia di pint! materiali , € Pa la forea Bag che Py esorcite su Pb uguale ed opposta alla forza Fyq che Pa esercita su Py, ed inlire queste due forze haan Ta ditezione del segment Pes (di questo secondo aspetto non Faremo uso adesso} Fug + Boa =O (terz0 principio). os) Alloa 8 chiaro che por ogni sistema ci punt material (ci per ogni corpo) la some dt ‘tutte le forze interne uguale a zero (Fy2+ Fay + Fig + Pay ++-- +Fog-+ Pap +++ = 0): TM risultante delle forse interne mull. Di conseguenza, a primo membro della (6:2) sopravvive solo 1 ri esterue FF tante delle Forne (6.9) La (6.9) @ nota come la 1 equazione cardinale dei sistemi: La derivata della quantita di moto totale di tun sistema é uguale al risultante delle sole forze esterne. Essa pud anche essere emmciata come 2° Teorema del centro di massa: I! CM di un sistema di punti material si muove come un punto materiale di massa M soggetto alla forea F. Quindi, quando consideriamo un corpo esteso o un sistema di prunti material, il moto, dei singoli punti materiali determinato da tutte le forge interne ed esterne che agiscono sn di esc, © pub emore anche molto complieato; tuttavia il moto del OM & determinato, ‘fal risultante delle sole forze esterne. Cosi in defnitiva il concesto di punto materiale aacquista un significato pitt preciso: esso pub essere un oggetto di piceole dimension, ‘ma pud essere anche un corpo esteso, ¢ in entrambi i casi di esso ci interessa sola il Dinamica del centeo di massa del sstomi potrebbo anche non appartnere al corpo), engppure la forza che i eeritorbbe sm ‘unto materiale di massa Mf posto nel CM: F dipeade dalle posiion di ttt i punts PP, ln eft non dove esere ponsata come una forza agente nn partenace punto, Per coempio, ee abbiamo due masse uguali ry nel campo gravitasionale di una massa ‘mo, allineate con i cento di forza e rispettivamente a distanze ye rs da es, la forza Saultante ch i percta sl sistema dele dug,massem 8 oman) enon “20mm se pore fn po zone del CM a distanza (ry +12)/2, rotiamo il sistema la forza rsultante & ancora diverse dala precedente Tnveoe, © questo 8 un caso particolare ma molto importante, nel caso della forza di gravitd si ha _ of Fav mi= (6.10) cob 3° Teorema det centro di’massa: Il risultante delle forze di gravita che agiscono su un sistema é uguale alla forza di gravita che agirebbe si un punto materiale di massa vuguale alla massa totale Mf. . 6.2 11 8° principio per cozpi macroscopici Abbiamo definito un corpo esteso come un sistema di punti materiali con un significato ‘molto ampio: un corpe esteso pud ariche essere costituito da pits corps, come due palle ‘da biliardo, oppure la Terra ed il Sole, 0 una galassia, ecc.. In tutti questi casi, come si vede facilmente dalla definizione (6.5), il centro di massa del'intero sistema di n corpi ‘stesi si caleola come se ogni corpo ‘esteso fosse un punto materiale di massa uguale a ‘quella del corpo, e posizione uguale a quella del suo centro di massa: fo= PD Maha, (ea) ¢ analogamente 62S G.=¥ Mess, (6.12) 115° principio della dinarica & stato formulato per due punti materili, ovvero per i costituenti (atoms, ...} di un corpo esteso, Vediamo ora se esso si applica anche a due cori macroscopic. Sino Ae B duo corpi, Fan ¢ Boa rispettivamente i risultante delle foren che cecercita su Ae che A osercita su B. Consideriamo il sistema AUB costituito da cntrambi i corpi: il visultante delle forze interne a questo sistem & aullo, ma esto & dato dal risultante delle forze interne ad 4, che ® nullo, pi il rsultante delle forze suas moto del suo CM, equindi non dove sono applicate le forze,néla.sua sruttura interna, interne « B, che 2 anch'esso null, pit Fag + Fig, che quindi dove fare ero. In néla dinamica delle parti di cui & composto. S| conciusione 4 seanso di equivor, i moti che in generale # non & la forza che aise sul CM (che Fan = —Fon (613) 30 5 5 LAB. Pleassa: Lesioni di Fisica Generale 2 ‘Vodiamo ora di capire come va usato il 3° principio, aaiepenngiyradue cals psge Esempi 1. Un corpo di massa 3 ferto su un tavoloorizzonile. Qual la fora che i corpo ssercta sul trate?’ U ssultto $ seontato: vediamo qual 8 il modo coretto di ragionare. Per i 3° principio essa ® opposta alla forza H che il tavolo esercita sul corpo. Quant'é B? Poiche il corpo #in quite i sisultnte delle forse (esterne) che ngecono sds ose 2 mull: sccome lo unihe fore ester che agiscono sol corpo sono i sratante ‘gj delle forza distanza che Ia Terra eetcita su dex ela fore di conan ceercitata dal iavolo, queste devouo essere oppose, quid ~ come ci aspettevamo Ta forma ce corpo seria oul tvolo 8 mg 2, Sal piatto di una bilancig & fissata una molla disposta verticalmente, ¢ all'estremo libero della molta é fissata una massa m. La masea si muove di moto armonico lungo ta vertiesle). Cosa segna la bilancia? Una bilancia misura la forza che viene ‘esercitata su di essa, quindi — come prima - dobbiamo trovare la forza B che il Piatto della bilancia esercita sul sistema molla + massa: unica altza forza che ‘agisce sul sistema & la forza peso Mg (M @ la massa totale det sistoma moll + massa) ed il risultante di questo due deve - per Ia 1° equagione cardinale — eguagliare Méq. Quindi ls forza cercata@ = Mg ~ Mig. Siccome il CM del sistema non @ in quiote (0 in moto rettlineo uniforme) ma oscilla, la forza cercata nnon ® costante, quindi V'ago della bilancia si muove: ® noto che per misurare il proptio peso bisogna stare fermi sulla bilancia. parte qustutima conclisione, questo problema ea ‘un po! meno ovo det pre- cedente: molt aglonament! scoretiavrebbero portais al stato giscto mal peeve problema, ma difctiente arebbero portato al ultato conete nel ooo Vediamo ora un cattivo uso del 3° principio. 2. Un woo tr na fan sale ere della quale Baacate in gel Se eo ea ile [J fine una fren F qual la fore cha fone oe a Giteea cava? Ragionamento shegliato: peril ° principio il ear 61 ello esercita sull'uomo, tramite la fune, una forza uguale e opposta alla forza J she "uome,tamitela fine, excita sul alle, qin ia fone eect ee Tafocua Sbagino: wom non orca sia fore sul canals ne ehoeens fine cavalo ton etre alma re alluomo, mae ol ech ae ermese “scroatce" eg ntemedat? non pasate saa ara eon pieciiac dce che “Vintorwedaio™ etl fuse debi eaomcarae sat, tora le fore all womo a neal Raglonamento gusto. prnep die ch ae Dlaloren ches fine wert sul cal, “El SE forza che il carrello esercita sulla fune: Fe —F*, che Sg. 6.2 agicons entre all une now so ual el ppc, pre la loco Somme 82 Dinamaica del coatro di massa dei sistemi ‘eguagia lo maose della fune pee Pacclerasone del suo OM: * = F — ma. Spite fae alo mos muri spne ema oa mot aie, allora é vero che = F, ma questo grazie al 2” principio, i 3° non entra nulla 6.3 Sistemi isolati e conservasione della quantita di moto ideriamo un sistema (di punt, di corpt macroscopici: 8 ndiferente). Diciamo Shel toma us ss dene umn agetane nse ere cont rie 8 cos Inendlann conierare come sista os cme eterno, dato ce 4 dato corpo © iasieme di corpi agiscono forge esterne, potrommo in linea dl principio obare nel sto stema ache ttt quel cop tesponsabil delle fore extern sistoma originario. Di solito si considera come ‘esterno” tutto ci il cal stato di moto (@ di quiete) pud considerarsinoto, in quanto non viene apprezzabilmente modificato dall'interarione con il sistema: per esempio, un grave di massa risente dellsforea di attrazione da pact dliaTerra, tanto che per effet di questa cde con un'acelerazione 3m/s", mentee la Terra per elfetto dell'attrasione da parte del grave “cade” verso di esso con un'aceelerazione pari a m/M volte quella del grave. Se teniamo preseute che My = 6 * 10% ig, si capisce che in questo caso la Terex fa parte delleterno Se perd invece el moto del grave vogliamo studiare il moto della Luna, git ordini di srandezza sono ben diversi, difati Mi, = 7 x 10°?kg, ed in questo caso il moto delta ‘Tera dipende (anche se non tanto) da quello della Lana, ed i sistema sar costtaito és entrambi (non & un sistema isolato perché su oi essiagisco la forza gravitazionale al Sole. Se un sistema }isolato, per deinicione ad a .« quindi dalla (6.9) (6.14) quindi era sea nlato la quantita i moto totale 2 una costante del roto Se il sistema non ® islato pub comungue aceadare cho F® = 0, ed ovviamente anche in questo casola quantita di moto si couserva: quesLo si veriica, per exempio, quando sul corpo si esaritana due forge uguall ed opposte in punti divers (una *coppia” di forze). ‘ad una corta dtezioue © ad wa certo piano; in questi casi una o pit emponenti di F ® nulla, ela (01k) corrspondente componente di Q si conserva: (6.15) Vediarna sy alsuni eserpi quali informazion’ si ricavana da questa legge di conserva: ‘ione che, vist la (6.7), equivale alla conservazione del moto del centro di massa. 1, Urto di due particello di masco my e mz ¢ volocita % @. Supponiamo G duindi prina del?urto (6.18) Le modalita del urto dipendono da molti fattari: Ye partcelle pessono rimbalzare “clasticartente” (urto elastico), oppure restare incollate I'una allaltra (urto to- 53 LE, Pieasso: Lesion’ di Fisica Generale 1 talmente anelastico), Iurto pu essere frontale (centrale), oppure obliquo. Tutti {questi fattori determinano sia i moduli delle velocita dopo Turto, sia le loro dire- oni: Ja conservazione della quantita di moto ci dice che dopo P’urto mui + mai! = 0 (6.17) io’ che le due particallo viagsiano in versi opposti con velocita inversamente proporzionali alle masse. Questo esempio sari ripreso quando saremo in grado, speciticando le modal dell'urto, di ottenetre ulterior’ informazion! sullo stato finale del sistetua. Usto anelastico fra due paticell. La situazione inizale ® quella di prima, salvo che ora non supponiamo che = 0. Lipotesi & che in seguito alPurto le due Particelle resting incollate, formando ua unico oggetio di massa m= i+ m3. € volocita #. Allora dalla conservazione di @ si ha ja mah + mb, mF (6.8) In questo caso le informazioni date sono suffcienti a determinate To steto fate de sistema Decadimento di una particalla. Un ogyetto di massa Af in moto con velocita 7 si rompe in due pezci di masse my ema. Anche in questo caso diversi fattori determinano le velocita final ele loro direzioni: im ogni caso MV = mdi + mab (6.19) «wind in particalaze pec le component delle velocita ortogonali a Psi ha mir + mains = (6.20) Un blocchetto di massa m partendo da fermo scivola Jungo la superfce tncinata din euneo di masa AT a che a sua volta pub seorrere su un pisno orizzontale Vogliamo sapere, quando il blocchetto ® arzivato in fondo, di quanto si 2 spostato il cumeo. Il sistema & costituito dalle due masse, ¢ le forze (esterne) che agl- scono su dl esso sono i) forze a distanza: la gravitas fig. 6 forze di contatto: la forza che il piano orizzontale esercita sul cuneo. Facciamo ipotesi che questultims sia ortogonale al piano: come dixemo pid avanti questo significa assenza di ttrito fra il euneo ed il piano. Tavece non facciame aleuna ‘potest sulle forze fra il blocchetto ed il cuneo: queste sono forze interne e non ci serve conoscerle. Alora tutte le forze esterne sono verticali, quizdi le componenti i @ parallele al piano sono costanti del moto. Siccome all'inizio tutto il sistema & fermo, cid significa che T'ascissa del centro di massa naa si sposta, mentee i Dlocehetto si sposta lungo Vasse orizzontale (assez, orientalo verso destra) di wn tratto 1 rispetto al cuneo (J @ la lunghezza della base del cuneo). Detti Az e AX ali spostamenti (con sogao} orizzontali del blocehesto e del cunea, si ha mOe+MAX=0, Az-AX Mm 2 (6.21) Dinamica del centro di masse dal sistemi Se poi volessimo sapere con quali velocita si muovono alla fine le due parti del sistema, allora sarebbe necessario conoscere anche le forze interne, perché anc esse sono forza esterne rispetto alle singole parti del sistema. 6.4 Il sistema di due corpi: la massa ridotta Sia dato un sistema itolato cestituito da due corpi in interazione fra di loro. Per ‘esempio, l Sole e la ‘Terra (ignorando gii altri pianeti), o due masse attaccate agli ttremi di una molla di massa trascurabile rispetto a quelle dei due corpi. Seeiviamo la prima equazione cardinale per ciascuno di ess: {mh sommandole membro a membiro si ottiene Ea (02) fat Fin =0 (6.23) questa equazione era prevediile, perché esprime la couservagioue della quantita di moto totale per it sistema isolato; sottraendo le (6.22) dopo averle moltiplicate rispet- fivamente per ms e pet my sia, posto yi + mais = (mi +m) ihe (624) amis fa (625) imma ciod, definita la massa ridoita » come = myme/(my + m2) (6.26) w= Fa (627) che & identica alPequazione del moto di un punto materiale di massa nel campo di forea Fp, Vinerasione fai due cor. Quindi Te due equazion dt partonan (6.22) sono state trasfrmate nelle (6.28) ¢ (6:2), che sono due equazioa’ indipendenti, come aes riferisseroa due divers punt! material ls prima (quell relativa al centro di massa) ad un punto materiale di mossa M non soggetto a forze; la second, quella che riguarda il moto relative, lob la variable 7 — fad um punto materiale di massa uguale alla massa ridota del cistema. Si not da Sek > nem, nem 628) od inoue, se una dele due masse & molto maggiore delat, pas. mmm allo (ox) Dalle due equazioni myfi tmh { = mie (6.0) 85 LLB, Picasso: Levion! di Fisica Generale 1 si ticava (6.31) ios {due corpi sh mantengono alineti con i centeo di masse, © a distatse da esto inversunentaproporioal alle mame cco perc i pecbma del mato dll Terra del Sole si pud trattare come se il Sole fosse fisso, @ identificare la massa ridotta del ‘sistema con la massa della Terra (Mz/Ms ~ 3 x 10-*), e stesso disco: sr il moto. ‘di satelliti intorno alla Terra. z ) eee Prima di conchdete questo argomento, vale a pena notare che la Urarormasione delle (6:22) in due equazion indipendent pud feta anche nel cao in eu i sistema ton soato, maid corps sgt a form extern coat proporonal alle Higpettive masse, come par esempio nel caso della gravita (e, vedremo, di particolari forze apparenti): {me Fu +mmg. Keen! Tn questo caso cami solo euazione pe centro di musa Mita = Ag mentee restainalterta quella peril moto rdativo. (6.33) 56 7, VINCOLI TA Vincoli e reazioni vineolari Jn molti casi il moto di wn corpo non pud svolgersi liberamente nello spazio, ma & vincolato dalla presensa di corpi macroscopici fermi o in moto prestabilto, 0 anche ~ talvolta ~ facenti parte del sistema stesso. Questi corpi sono detsi vincol Beompi 1, T sistema una perlina inflata sx un filo di ferro di forma e posizione assegnate T filo di ferro bl vincolo,e le poriziout possibili per la perlins sono solo quelle che ‘obbediscono alle equazioni della eurva coincidente con il ilo di ferro: per esempio, se Il Blo di ferro ha le forma di una circonferenza, scelte opportunamente le coor- dinate cariesiane, le posiziont permesse per la perlia obbetiscono alle equasioni PayeRe re 2, Un corpo si pid muovere in modo che il suo centro di massa sia forzato a restaro ‘50 un piso fisso, o pill in generale su una superficie assegnata (p.es. sferica), che costituisce il vincolo. Se S(z,y,2) = 0 ® Pequazione del vincolo (pes. = = 0, oppure 2! +y?-+2?—R? =U), essa banche Vequazione che dite posizioni permesse per il CM del corpo. 3. Unasbarrs rigidaé incernierata ad un. assefisso atiomo al quale pud ruotare (per dol fisico). I sistema @ costituito dalla sbarraed It vincolo & 'asse di sospensione che costringe ogni punto della sbarra a muoversi-su una circonferenza, 4. La superficie della Terra & un vincolo che impedisce ai corpi di muoversi al di sotto di essa: le posiaioni permesse cono quelle a distanza dal centro della Terra rmaggiore del raggio terrostre: > Rr. Analogamente, se il corpo si pud muovere ‘su di un piana, o al di sopra di esso, le posizioni del corpo abbediseono ad una disequazione, pes. az + by +ez +420. 5. Un oggett li piccoledimensioni (punto materiale) & appeso ad un filo un estremo del quale 8 attaccato ad un supporto (pendolo semplice). 1! punto materiale & Vincolato al filo, che a seconds dei casi pud fare parte del sistema (per esempio se ha tua masta non trascurabile) oppure no. Le poszioni permesse per Poggetion sono quelle @ distanza dal supporto minore © uguale alla langherza lo del filo FSb 1 viuvoli dei pri tse ep I causiam Bilateria quanto in og punto ~ impo discono Ht moto in entrambi i vers di nna data diresione, cio? le position possbili per i corpo cono capresse da equazioni (dima curva, dium piano, di una sfera...); quelli degli ulkitai due esempi sono detti unilater, in quanto impediscono il moto in un solo ‘ers, cio le posiion! posi peril corpo sono expresse da disequazion Imamaginiamo di avere un corpo, delle forze esterne agenti su di esso, @ dei viocoli che ne Uimitano le posizioni: per esempio, un blocchetlo di massa m soggetto alla forza J, che pud rauoversi su un piano inclinato, Se non ci fosse il vincolo, il corpo, st la perlina, come riullato delle iteration fea glaconi del fark-o > quall dalle pesto bea 5 deitiva a coaueta i visas come corte nea LE, Picasso: Lezioni dl Fisica Generale 1 lasciato libero con veloc iniinle nulla, eadrebbe in vertcalLe con la nota legge di cduia dei gravi. La presenza del piano ineinato lo costringe a un moto diveiso, € questo # possbile solo se il vincoloeserita sul corpo delle fore. Jn generale, un vincolo modifica it moto di un corpo esercitand © su di esso delle forze, force che vengono chiamate reaztoni rneolari¢ i salitoindicatse con Fi ‘A suo tempo abbiamo detto che per detorminace il moto di un czorpo occorte conoscere 1a logge dalle forse che agiscono su di esso. Sombrerebbe quineti che per determanare i moto di un corpo in presonca di vincol sia neeesario conoscese a priori la legge che 0; il segno di eguaglianza si ha «quando il corpo non @ a contatto con il piano, oppure sta staccandosi da ess. Se il vincoo lisio & bilatero, non c restrizione sul verso di A: se paralletamente al piano dellesempio precedente ce n't un secondo ed il corpo & fra di essi, Re > 0 signiica che la reazione &esplicata dal piano inferior, mentre se < 0 la reaione & cexplicata da quello superiore (in effet fra i corpo ei due piani c™ sempre un (aeppur ‘minimo) ginoeo: il eorpo ® sempre a contatto can uno solo di ess). Eeempi 1, Moto di un corpo su un piano inclinato Iiscio, : Sie a Vangolo che il piano inclinato forma con un piano orizzontale. L'equazione dal moto nd=mjsit (72) Prendmo Taste = palo a piano lng inn di assim podem vere basso eYasse y ortogouale al plano. Supponiamo che allinzio it corpo sta ferro «© prendiamo le componeati della (7.2) lungo questi dve ass it Laren ea dcr silo cna cna, ma inlina Spinco sos trun fo as tr sp ana col am lem ess faw et peal pow, senha sel doe torsos ipa ie ty = OVE tunis cto emp se oo ole serato wos Bane : mgsene mmgeosa+ Ry. (ra) y=04 f=0 4 Ry=mgcosa > 0; iP sen a: (ray Se inv i ao inant a wu ero punto cambiase pendena, a! > a> solto buonusenio ei inviterobbie a fare:Vipatesi che j-compo, sinnto nel punto dove Cambie a pendensay si entacea dal vincolo;¢ idee momento 1 Pol =O. Alsolit,rsoloil problema oecorre verieae se Vpotesi che il corpo non sia a contatto con il vincolo @ soddistata e, come i st aspetta, si scoprirebbe che Jo ® solo per un certo tempo, cick fintanto che la traiettoria paraboica del corpo ‘non incontra di nuovo il vincolo (problema del salto dello sciatore). fig. 71 ‘Una molla verticale ha wa eatremo ficato al pavimento e allaltro esiremo 2 saldato un supporto di massa Mf sul quale ® appoggiata tuna pallina di massa m. La molla, precedentemente compressa, viene sbloccata e si vuole determinare la posizione della pallina nel momento in eui si distacca dal supporto. : Prendiamo Vasse z verso Palto, con Vorigine nella posizione di riposo dalla molla (senza Ye due masse). 1 vincola per la pallina _ il supporto, ed # un vincolo unilatero, quindi X, > 0 (in effetti im questo problema ‘on ® necessario che il supporto sia lscio, qui la reazione pud solo essere normale): seriviamo le equazioni per le due masse m eM 59 LLB, Picasso: Lesioni di Fisica Generale 1 mg: ME Rp-Mg-ke 3° Re he (78) me ‘quindi la soluzione @ accettabile solo per 2 <0; per ddiverso, quello nel quale la pallina 2 agganciata al supporto (vincolo bilatero): per = <0 il supporto “spinge” la pallina, mentre per 2 > 0 il gancio trattiene la pallina, 3. Riprendiamo in considerazione il moto della peclina inflata nel filo di ferzo, sup- posto privo di attrito. In effetti quella che faremo pitt che un esempio sar una trattazione generale del moto di un punto materiale sa traiettoria prestabilita priva di attrito. In ogni punto detia traieitoria orientate (una curva regolare) & definito il vernore tangente 7 ed il versore normale A. Proiettiamolequazionedel moto F+- ff = mit nelle direzioni di 7, di ve nella direzioue b ortogonale ad entrambe, la cosidetta Vinormole, ¢ ricordiamo che 4 #: oo Fat Ba (76) Ft Re U moto 2 completamente determinato dalla prima equazione in quanto in esa in- tervengono solo le forze attive (la loro componente tangenciale, ment le altre doe una volta datrinato s(t) © quind v(t), peraettono dt detrninare la rea Per eserpio, la tralettoria sia una citconferenza di raggio R in un piano verticale: {a forea attiva 8 mag, e la sua componente tangendiale & ~mg sen, avenda preso Votigine deg angolnel punto pi basso dllacirconferenea; il moto & deverminato dallunica equacione 2 sent (7 che & Vequazione di un pendalo, 73 File funi Converra utilizzare il termine “filo” quando la sua massa possa essere considerata, trascurabile, ed il termine “fune” quando ha una massa non trascurabile, Filie funi Saranuo sempre supposti sottili e inestensibili (altrimenti sarebbero degli elastici). In comune hanno la proprieta di essere vincoli unilateri: un filo o una fune pud “tirare", ‘ma non “spingoro”, cio’ possono explicate une forsa solo quasido cou lai. Ore, Ankanto che non sano dle difrenze da meter in evidence, pcterro wupponiamo di avere un filo teso, ton necossariamente Celtic trom seamen 40. UUneo in quanto potrebbe appoggiarsi tutto o in parte ad una oN superficie, e neppure necessatiamente fermo: siano Ae B isuoi \ ‘estremi ed O un punto intermedio. Le forza #40 che il tratto “AO esercita sul tratto OB ha la dicezione della tangente al filo bee in O (fa parte della definizione di filo) ed il verso secondo V'orientainento BOA (il flo 60 0 Ry =e la pallina si distecca dal supporto. La soluxione per z > 0 (Rz < 0) risolve un problema Vino “tica”, non spinge) 2, per i 3" principio, la forza Fao4 che il tratto BO esercita sul tratto OA ha la stesea direzione e verso opposto (figura 7.2). Ti modulo comune di que- ste due forze viene indicato con + ed & detto tensione del filo (o della fune) nel punto : fssato a piacere un orientamento sul flo, e quindi dato in ogni punto il wersore tangente f, la forza che la parte a vale" di un punto O esercita sulla parte “a monte” 2 Feri (20) (ra) qualunque sia Torientamento scelto. Questo discorso vale anche se il punto O & an estremo del filo (eventualmente attaccato a qualeke cosa: un corpo, un supporto fisso ): i filo eserita sulla parte del sistema in contatto con esso ad un estremo tna forza 4i modulo r diretta come la tangente al filo nel suo estremo, verso illo. Veniamo ora ad evidenziate le dlferenze fra fi e foni. Abbiamo gid avuto occasione di discutere (a proposito del cattivo uso del 2” principio) il fatto che se abbiamo una fune tesa e vettlinea, con un'accelerazione , essa non trasmette inalterata la forca da uun estremo allaltro, quindi in questo caso la tensione non @ la stessa in tutti i punti della fune: se Pe @ sono due punti della fune che ha un’accelerazione d nel verso da, QaP,siba 1(P)—7(Q) = Mp9 (a) dove mya ® ls massa del perzo di fune fra i punti P ¢ Q. Invece, nel caso di un fil tesoe rettilineo accelerato ono, la tensioner &lasiessa in butt i punti. Lo stesso risultato vale anche seit fil teso non 8 rettilineo (perché poggia tutto © in parte su ana superficie) purehé la superficie sia priva diattrite. Questo risultato lo dimosteeremo a tempo debito utilizzando Ia 2* equazione cardinale. Brompi 1. Ai capi di un filo sono attaccate due masse my e mg (my < mia) ed il filo &sostenuto da un cilindroliscio sul quale pu scorroreliberamente Vogliamo determinare il moto delle due masse. shagliato,(uno;deistants): Ia massa mnz & soggetti alla, forza di gravita mag verso il basso, la massa m, lo tira su con una forza pati a7mg, quindi la forza risultanve su mp & (rreg~n) g verso i basso, por cui sconde con accelerazione g(ma — m)/me. Per ragionate correttamente occorre sempre individuare le forze (a istanza e di comtatto) che agiscono sulle varie parti de sistema: su oguuna delle due macse agisee la forza di gravita (forza a distanza) ¢ la tenstone del filo (forza i contatto). Prendiamo Passe 2 diretzo verso Palto e seriviamo Ie equazioni del moto per le due masse: Poiche il lo ® ingstensibile Antz fig. 22 -mg+r (710) mag +7. sta -, cra) « sotiraendo le due equaaioni (7.10), grazie alle (7.11) si ottiene 61 LE. Pleasso: Lezioni di Fisica Generale 1 ma—m «. mbm (voto uniformemente acelerato). Dalle (710) ofa possiama <> ricavare 1: 2mm i: ny bmg Gas) A questo punto sarebbe anche istruttivo cacolarela tension filo durante il moto resta teso Ia traiettoria del punto P ® ana circonferenza,¢ condizione necessaria perché cid avvengn @ "che fg. 7.4 la velocita inizale sia (parallela alla) tangente ad essa in P: Sup: poniamo che cosi sia, e ceil flo resti teso: poi dovremo vewsifiare se la soluzione lrovata soddisfa.o no Vipatesi fatta. ~ Indichiamo con 7 la forza che i filo esercta sulla massa m: 7* Fa Ja direzione del filo ed il verso deve essere da P ad O ed i modulo & la tensione de! filo. L'equazione del moto » Soi le m= mi+7, (raay Gon Je ipotesi fatte si tratta di un moto su traiettoria prest:zahilita con reazione 7 normale alla traicitoria, quindi siamo nella stessa situazione che ci hn portato alle (7): proiettando la (7.14) nella direzione della tangente ela crconferenza (nel ‘verso degli angoli erescenti}, e nella direzione del filo (verso il punto O) s ottione {2 = -mgsen6 ~mgcos! stead 74 ~mgcost Laprima determina il moto, ma non sirisolve con tecniche 2 ementar (la diseute- remo nel'approssimazione delle picenle oscilazion), mentees second determina ta =m + mgcosd (7.16) ¢ permette di stsilire se Vipotes che i flo rest: kes0 (in. == 0) & soddistatta: i pendolo pwd compiereoscilazion’o gir competi in ent come sia v? he cosd diminuiscono con Taltezia 9 sufficientessscutarsi che > 0 nel pull I TANS ates Tagg. NUT primo caso, se Oy & I'rayoiozan angolare delle szillziont, quando @(l) = £6y i! moto si invere, quind) iva detti punt» = 0, Pertanto, afiaché 75 > 0, deve essere cosy > 0, quind il p>endolo pu assillare solo con ampiezza angolare Oy < 7/2. Sempre dalla (7.16) si ha che il secondo ens (gir competi) si realiza solo se 62 ‘ sai cb i Vincoli (0 = 2) 2 vain = Vio (rat) +3. Pendolo conic ‘stesso sistema dell'esempio precedente, ma ora, hiediamo quale deve essere la vlocita angolare del punto P affinché OP descriva un cono di (semi)-apertura a (figura 7.5). Lequazione del moto ® sempre la (714), ma ora voglamo che a moto a vega su trattoria cicolare in un pao orezontal: peso Case = verticale, visto che in questo caso p= Zsena, le (76) d danno [tne =n namo. La pra segue dal fatto ce sa msn # sono otogonal lla traetoria ed ese segue cho wt eastant; aor, se flo ® in tensioner. = renba T4'= T=enc and, esvanda dala corn me (29) he pub ese soda solos a < 4/2; sattuend + nea second i ha Vie (7.20) I sistema che abbiamo diseusso& ientico a quello di un punto materiale allinterno cdi una superficie sfrica priva di attrito. TA. Vincoli seabri: attrita statiea 1 vineolitisci sono una schematizzasione, una situazione limite in euil'attrito ~ in realt sempre prasente ~é stato cos ridotto da poter essere trascurato. Le tecniche per ridurr= autrito sono diverse: vanno da un opportuno trattamento delle superfci a contatto, alla loro lubrificazione,al’interpoaizione fra le euperici di un cuscinetto d’aria.o di altso gas. Su di un piano orizzontale privo di attrito una forza orizzontale comunque piccola, in grado dl mettere in moto un blocco di massa comuique grande: @ esperienaa di tutti i giorni che sulle superfici reali questo non succede, infatti Gntanto che la forza, ‘on raggiunge un certo valore il blacso noa si sposta. Questo significa che anche sa un corpo fermo soggetto ad wna forea attiva il piano scabro esercita una forza che ha, oltre alla componente ortogonale al piano, una componente parallela al piano (componente: tangenziale), il cul valore e verso dipende dalla forza applicata: nellesempio appena fatto questa componente tangenziale deve equilibrare la forza applicata, e quindi & Variabile con essa, fino a che il bloceo resta fermo, Questa. componente tangenziale fi che una supericie scabra esercita su un corpo fermo rispetto alla superficie (Ia quale potrebbe essere in movimento), e pit! in generale su un corpo, anche in moto, ma cul Dunti contatto con Ia Superfciesiano (istantaneamenta) fermi tispetto alla superficie, 2 deta forze di attrita slate: si ha altrito statico su. un blocco posto su di un piano inclinato, fintanto che Ia pendenza non ® suficiente a far si che il compo si metta in ‘movimento; si ha attrito statico fra la strada e le nostre scarpe quando camminiamo; sia ancora attrito static fra una superficie ¢ una ruota che rotola senza strisclare su 63 1.B. Picasso: Lesion di Fisica Generale 1 di essa: si dice che una mota, una palla, un cono ,.. “rotola senza strisciare” quando i untidella ruota, eve, istantaneamente a contatto con la superficie hanno velocita nal; al passare del tempo auovi punt con velocita nulla vengono a sostituire quelli veechi, ‘orraai non pli istantaneamente ferin (questo concetto di “moto dt puro rotolamento”™ 10 abbiamo gid introdotto nell'esempio 5 del capitolo 3: si veda il grafico della ciloide nella figura 3.2 corrispondente a Rp = R). Si noti che anche la forza di attrito statico, ciob Re, 2 tna incognita del problema inamnico, in quanto @ la forza che il vincolo deve esplicare per mantenere fermo i corpo, 0 quanto meno i punti del corpo a contatto con esto (caso della euota), ¢ quindt dipende dalle forze agenti sul sistema. Una nuova incognite? Si, perd compensate, dall'informazione che il corpo é fetmo, oppure che sono ferrai i punt di contatto con la superficie scabra, quindi il conto delle equazioni ¢ delle incognite torna. ‘Ma questa incognita non pud gssumere qualsiasl valore: sappiamo che se, nel’esempio citato all'inizio, aumentiamo la forza applicata al blocco, questo ad un certo punto comineia a muoversi, la steses, cosa succede al blocce sul piano inclinato se aumentiamo la pendenza. Cid significa che [Ra] won pud superara un certo valore, che l'esperiensa, dice essere proporzionale alla Span aaa ‘oranale in reazione vincolare (pit il bloceo “pesa", maggjore 2 la-forza richiesta per melterlo in moto): il coeficente di Proporzionalita jz & detto coefficfente di attrito statico ¢ dipende dalla natura delle superfici a contatto: Vial jf nel prio age q £280, 0 > dian bel secon blocco comincia 2 movers: Pema Slee p,R, il corpo partirebbe in verso opposto alla forza che lo mette in roto (e quindl sl plano ineinato partirebbe verso ato) In eff, tanto per dame una idea, ag & O.3jt5 + 0.9 py. Notiame, ancora uta volta, ce nel cag del ottrit dinamico la relarione fra Ri € Re 3 una equasione (sia esa la (7.28) 0 unfatra mighore), meat nel caso dl'atrito station In relaione (721) fre Re Ry fomisce slo un lite superior pet Re. Tn conclusions: quando pent del sistema a cntatto con i vncolo feabro sono in santo rspeto al vineolo on velo repette a eo), vino exerita ul sistema tna rearone ft [acu comment tangente al vino ha verso opposto a 7 e modulo ato dalla (723) Esempio 1 sistema @ quella deseitto nen feuea 6.8, ciod um hlocebette di masea me che saivola sul piano inclinato di ua cuneo di massa M appoggiato su un piano orizzon- tale liscio. Ora vogliame studiare il moto di tutto il sistema, nelipotesi di asvenza i attrito anche fra il blscchetto ed il euneo. Diclamo subito che ci sono slmexo altri due modi di affoncare il problems, oltre a quello che ora preventeremo, per ceui lo riprenderemo in sguito, Con riferimento alla figara 6.3, prendiamo I'asse 2 otlzzontale e verso destra, € Bf LLB, Pieasso: Lesion’ di Fisica Generale 2 Uasse y verso Valo. Useremo lettre minuscole per le granderze relative al bloc- ‘chetto, e lettere maiuscole per quelle relative al cuneo. Scriviamo la 1* equazione candinae sia peril blocchetta che peril caneo, dopo aver individuato ebe uae forze (estene) agenti sul bloecheto sono la gravite la reazione ft esercitata $a di esso dal piano inclinato del cuneo, che & at eso ortogonale, metre le fore che agiscono sul cuneo sono la gravits, —F (2 principio) © la reazione A eseritata Gal plano orizzontale,ad ess ortaganale;teniamo anche presente che il CM del ‘emo si sposta solo in dicenione ortzantals iby = Re MAL = —Re + {og 5 mg (aay Ry Ry- Ma (ay, Incltre abbiaino le seguertidisoguagianae cho esprimong i fatto che i ineli sou milter R20, Ry>O, RL 20, (7.25) Come si vede, abbiamo 6 incognite (as 04, Ae; Re Ry ,R}) € solo equazions: In sfleti non abbiaino ancora imposto che Xt sia ortogonate alla superise del cuneo, «che i bloceheto si muowa su di esa (si trata dicondizion di tipo geometsico} [La prim condisione express dillequazione Re Ry tes (7-26) mentre fa seconda, detta 2 Vascissa det (CM del) blocehetto, y la sua ordinata & 'ascissa del yertie in basso a destra del cuneo, & y=(X~2)tana (27) ‘da ent, poiché Pascisea del OM del cuneo diflerisce da X' per una costante, oe (7.28) tana A questo punto il numero di equazioni e quello delle incognite & lo stesso, quindi per determinare la soluzione bisogna solo avere la pagienza di portare a termine i caleoll. Si ottiene Mgsenaccsar m+M “= Temata! Tey tana, A= — Toy (7.29) _ mMgsencacosce mMgcosta M(t Mg (o Be remota! "ir ementa’ irene: 7%) Si noti che i) Te reazioni hanno il verso che devono avere, i) 51 moto dal blocchetto ¢ uniformemente accelerato con accelerazione: 1? sen con? oaenafi + > gsena (7.31) (i+ msec? a? inclinata rispetto allorizzontale di un angolo a! tale che 66 Vico ana! = Mol. BEM ay (7.92) : ty a 48) Rs (M-+m)g tc sagna una bilencin sulla quale sia sito appogziat i exneo,e ce ; 3s) nel limite M00 (cioé M 3m) la soluzione si rduce a quella del moto su ‘un piano inclinato fsso. or 8 ENERGIA 8.1 Promessa A parttire da questo capitoto faremo uso del concatto di integrale: cid di cui sostauzial= mente avromo bisogno é tiassunto nelle seen dae formule (b sottointeso che tutte lo fanzioni sono supposte derivabili,oltraché integrabili) [foes te) - 50) 1) f “sfote ative = [Pree 8.2 Il teorema dalle forze vive a(t), 22 = x(t). (8.2) Sia dato un punto materiale, ¢ sla F il risultante di tutte le forze, sia attive che vincolari, agent! su dest. Mottplichimo sealarmente ambo i embr delequacione F = mt per la velocta 7 del pusto materiale Fong ta by MED 8 hays a 2 dt at\2 (83) Deft ene ctl prt ce &. = ym (8.4) Ta (8.3) pud essere riscritta Fa. (85) ita la quantita a secondo membro +d come potenza deila forsa, la (8.5) pud ‘essere enunciata come segue: Teorema delle forse vive o dell'energia cinetica (1° forma): la detivata dell’s erga cintica dun punto material uguale ala potenca dela forza rsutanteageate ‘Si moti cle ambo i membri della (8.5) sono funziont del tempo in quanto ealcolati sulla legge oraria: J = v(t), F = F(F(), (2); se ora integriamo la (8.5) fra ti @ tp € legge oars = 0 (F(0,0(4)); se ora integriamo la (8.5) fra ti © ty Bella) Belts) = fF va Liespressione a secondo membro della (8.6) prende il nome di lavoro delta forza F tra aii istanti t, © #2 e viene indicato con £: Fodat. 86) 67) 68 es oe Boergia La (86) costituisee it Teorema delle forze vive o delt’energia cinetica (2 forma): la variazione dell’ nergia cinetica di un punto materiale fra Vistante t, ed istante ty & uguale al lavoro della forza rsultanto agente su di asso: AB = 6. (86) Ea (8.6) non 3 in questa forma ~ molto utile, ia quanto legs la variaaione dellenergia, cinetica ad una quantita, i! lavoro, cho per essere caleolate rchiede in generale la cono- scnaza della lgge orazia, Se perd F dipende solo dalla posizione del punto materiale e non dalla sua velocita (forza posizionale), possiamo trasformare ia (86) in una forma the aon presypoe la conoscnga deli legge ovarian solo deli ritiora: sayfa traletiora(otentata)pereors dal punto maverale fn gt stant fs © fn © tangente ad ese, Sia i og punto dt . (8.8) dove F& a proieione ie alla taitorp nel punto consierato,¢ pends (sols) dalla posizione s del punto su di ena, Stodl che Fd = Fi non ‘ipendsdalfedentacrnto i. = Sostituiamo ora la (8.8) nel secondo membro della (8.6) ¢ iutilizaiamo la (8.2): Bt) = Bat) = [Ao 9) 1 secondo menbro delta (8.9), cid i lavoro, pud ora essere caleolato a partire dalla sola conoscenza della traettoria, otreché natdalmente della forza ed in questa easa possiamo quizdi parla di lavoro della foraa lango la triettoria_ fa lo posiaioni F, @ Ps occupate dal punto materiale ag stant tye t Fi(s}ads. La (8.9) costituisce la 3* forma de Teorema delle forze viveo dell’energia cinetica (3° forma): sel punto materiale @ soggetto ad una forza risultante indipendente dalla velocita, la variasione della sua energia cinetica fra un punto Fi ed un punto P della traiettoria & uguale af lavoro Iungo ta eraiettoria della forza agente su di esso: AB.=L, uorgia cinetica e lavoro hanno le stesse dimension: [Bj= IC] = ML*T~? = [forza] x lunghezzal e uel SI si misurano in Joule (J): LJ =1N-m, mentee nel sistema CGS si misurano Ly (8.10) 39) inerg: 1erg=1dine-cm, esi ba 1) = LO" erg. La potenza W 42 Fa ha le dimonsioni di un lavoro diviso un tempo (W] = [lavoro}/ftempe] = MAT? nel SI-si misora in watt (W): 1W=1J-s7!, mentee nel sistema OGS si misuta in exgis: 1W = 10" erg/s {in effetti la potenza bil lavoro fatto dalla forza n IPunita di tempor dalta (8.7) eo 1.8, Picasso: Lesion’ di Fisica Generale 1 Ltt ay “ (a1) Una unit di lavoro di uso commerciale il chitowatt-ora (kwh): Liwh = 3,6x10°5, Commenti we Fee Je 4) Una stessa traiettoria 7 fra i punti P, e F, pud essere percorsa con lege! ararie diverse, per cui la (8.9) non comporta di fatto la conoscenza della legge rari, eppute implicitamente: p.es. la traiettoria pud essere determinata dai vineoht {moto sa traiettoria prestabilita; o anche, il moto di un grave fra due panti lungo fa verticale pad avolgersi con velocita diverse, perché diverse sono le condiziont inital; ii) Se F =F, +H +---Fy, il lavoro fatto dal risullante Fe u lavori fatti dalle forze Fy, Fs... Fy: CELA Lely (e12) Per cui ha senso parlare del lavoro fatto da tuna singola forza lungo una certa traiot= ‘oria, anche se a doterminare la traiettoria intervengouo altre forze; naturalinente Ja variazione dell’energia cinetica& if risultato del lavoro fatto da tutte le forze che agiscono sul corpo. Per esempio, sollevo un corpo di massa Af dal pavimento ad un tevolo: Ia varia- tone dell’energia cinetica & nulla, quindi nulla la somma del lavoro fatto dalla {forea peso e di quello fatto dalla forza che ho esercitato sul corpo per sollevarlo: a forea peso ha fatto lavoro negativo (“lavoro resistenta"), mentre la forza muscolare ha fatto Lavoro positivo (“lavoro motore”). $i dice anche che quest‘ultima ha fatto lavoro contro la forza di gravita. ale alla somma dei ii) Se una forza F (eventualmente una della tante che agiscono sul corps, inden dente dalla velocia, fa un lavoro £ fra i punti P,e Py lunge la trattoria la ses forza fa un lavoro ~£ se la trattoria viene percorsa in sengoinverso, cob dla Py a Fi, indipendentemente dalla legge oratia nel moto da Py a. Ph ip senerale, se Q @ un punto sulla traiettoria {compreso oo frat punti Py & Ps), LIP 3 Pa) = (RSQ) +619 3 2), (3.13) 4s) Abbiamo ricavato la (8.9) nelPipotest che la forza non dipendosse dalla veloitd: questa non @ une grossa limitazione, perché i eas pi elevanti di forte dipendent dalla velocita sono fa forza che un campo magnetico esercita su una particella cariea (forza di Lorentz) e la forza di Coriolis (una forza “apparente”),entrambe ‘orcogonali alla velocia, le forze di attrito dinamioo (0 viscoso), Ine dipencenza dalla velocita sha solo nel fatto che la coraponente tangenzale di sempre op. posta alla velocita del corpo rispetto al vineole, Le prime, grazie alla (8.7), nom fanno lavoro, ¢ quindi non creano alcun problema Gono dette “forze deviarici”, in quanto uon rodifcano [il ma solo la sua dh Tezione); il lavoro delle forze d’attrito nermalmente non richiede la conoscenra completa dela Jegge orara, a meno che questa non sla necessaria per conoscere Re tramite Req (v. (7-6) © (7.28). Siccome perd le forge dattrito non sono forge por Sizional, non & pit vero che il lavoro cambia segno se la trattoria viene percorsa @ Hea De Renee: Energia in senso inverso. Se il vincolo seabro & isso le forze datrito fanno sempre lavoro rnegativo sul corpo: sono anche dette forze dissipetive. Esompi : Molti problemi che possono essere risolti attraverso la conoscenza della legge oraria, ppossono ora piil agevolmente cssore rsolti grazie al toorema delle forze vive: data perd Ta struttura di questo teorema, si tratta di problemi in cui non ® richiesta la determinazione di interval temporali 1. Determinare Valiezza raggiunta da un grave laaciato verso Palto con velocita ini Zale w. ‘ Raggiunta la massima quote l'energia cinetica del grave @ nulla, quindi, orientata la traiettoria verso.Valto, 98 = — Jong L (-mg)dz = —mg{ss~ 21) 3 lena (6.14) Vioevers, se il gine parte con weocita nulla dalla quota 2, quando ragginge Js quota % ha velocita v = gla = 21). Se ci chiediamo quant’ il tempo per andare da 2, a 2, 0 viceversa, noa ce lo dice Ul teorema delle forve vive 2. Stesso problema di prima, ma questa volta i grave ha una velocita iniiale # = (sy 24) ; d Occorterebbe primi determinacelatreietora (che una parabola,» poi ealcolare 3 Iavoro della forza di grata tra ln posisione isa ei vertice della parabola: ‘gacniiFfiolto.wedremo che quests dun problema babiale;aR'Grs, se non vogliamo endere complicato un problema che tramite la conoscenza dalla legge oraria & ilo sontncaamas tena Gbeaabsonaonass ease msc cores (rez me (635 € se applichiamo lo stesso procetimento che ci ha portato al teorema delle forze vive solo alla prims equazione (Saseiteiial tratta di ua iprocsdiaienty matematico), otteramo Sra) — brmel(t) = —molse — 2 8:16) Lrtlta)— towi(e) = -maler—a1) é : «questo risolveil problema come prima, perché nel punto di massima quota v. (oe #09) 3. Un corpo (punto materiale) scende sul solito piano inclinatoliscio di hunghesza L, pong stam pny eral abr accented te dni {rail corpo ed il plano scabro & 4. Quale distanza D percorre il corpo sul piano ‘arontale? : Siccome il corpo parte da fermo e alla fine &feemo, i lavoro fatto dalle force agent durante la discesae poi sul piano orizzontale #nullo: durante la discesa sul piano a LB, Picasso: Lezioni di Fisica Generale 1 inclinato la reazione non f lavoro perché (piano lscio)&oxtogonale alla velocita; 3 lavoro fatto dalla forza di gravta mg ® Cy = Lmgsonay quando il corpo trova sul piano orizontale la gravta ela componente normale Re, della contons 2 Si fanno equiitso (in ogni modo nessuna dle due fa lavoro sl coro poche ortogonal alla veloct8), la componente della ceezione fa lavoro Cy = RD “ S mento general cho Hproprtemo in wemunamics per denice («SS enegi internae Penola < 1 = 2 sano Py « Pde punti arias 9, €-m due presi (orbiter) da Pn Po, Ly il lavoro ato dal tos el i campo da P, a Py lungo 71 ed Cz quello da Py a Py lungo: fig. 8.1 “7 (ligura 8.1) "4 Bicigia, Per ipotesi il lavoro lungo il percorso chiuso che va da Pr a Ps lungo @ da Pp a Py percorrendo all'inverso 7p, ® nullo, ma il lavoro lungo 7p allinverso & ~L2 & ‘quind: Gt(-O)=0 3 L=Le cot il lavoro da P, a P, non dipende dal percorso caguito. 2 > 3 Sia O un punto fiss0 © P un generico panto. Il lavoro da O a P, essendo indipendente dal percorso ed essendo O fiasa, # una funzione (soltanto) di P: 1(P) ¥ -C(0 + P) = (P40) Per ipotes £(P, > Py) = £(P, + 05 Ps) = £(F, 3 0) + LO Pa) = U(R) - U(P,). Siccome il punto fissc'O ® arbiteatio, ogni seta di O determina una diverse funzione U: se O's£.0 si ha 0") ~C(9' P) = -C(0 + P)-Z{0' +0) UP) +0, Uy =-C(0’ +0) £(P, > Ph) = (A) - UP), T punto fisso&1 punto inex soeghiame di pore 3 LP 4-4 P)=U(P)-UIP) = CConsideriamo un sistema unidimensional, cfob un punto materiale vincolato a muoversi su una traiettoria prestabits 7 ¢ sla s Tasca curvilincs su di esse, Supponiamo ‘he 7 sia una curva non chiuse € seiza iiGoa, dot Tapplicazione ¢ + P (P = prnto sulla trattoria) sia inettiva. Con questa ipotes gi-unic percora chins! su son cestituti da uno sesso segmentodi-traicttoria percoreo nei due vers, per oui se le forse aitve ce agiscono sul punto 0, intanto ci dice che il moto energeticamente possibile ‘= solo dove @ soddisfatta Ia diseguaglianza Cos 2 1- FB SPS Gy y= arecoslh—vf/208). (8.45) Dalla (7.16) si ottiene la condizione che il lo sia in tensione: v(0) > ~gleose (3.7) ® sestituendo per 1*(6) espressione data dalla (8.45) si ottiene che deve essere 224-8 ome 3 gh (ss) Se L- 0/29l > 0, ciod fot < x/2, se & soddisftta la (8-46) allora & soddisfntta tnche la (8.48) (cio nella regione energeticamente permessa i filo & in tension) © quindl, come gia sapevamo, se Fampiezza delle oailazioni minore di n/2 non 51 ha mat il distacco; se invece 1 ~ uj /2gl < 0, cio |6| > x/2, la (88) = (8.48) © quindi si ha it distacco prima di caggiungere la massima quota permessa dalla conservazione dell'energia, cio’ quando @ = 6° dato da 8 sii completi Unfaltrainformazione che otteniao dalla conservazioe del energia& che il moto del pendolo (con sbarretta rigida al posto del filo}, qualunque sia l'ampiczza del moto o anche se compie gir complet, periodico, ad eccenione del caso ty = 2v{9, La dimo- strazione cui ora accesnererno si applica 2 molt sistem conservtiv, particolarmente unidimensional, ma non soo. Lequazione del pensolo ¢ Ia prima delle (7.15): se l pendolo compie slmeno un giro completo, ripassa dlls posiione inziale con velit che pee la (8-45) uguale quella iniiale e quindi, per Punieta della soluzione dell (7.15), 1 moto si ripete identio, Sei pendolo noa eompie gti complet, Ia (8.46) dice che 6() assume durante il moto tutti (e soli) i valori compresi fra £@0, con Gp — l'ampiezza di oscillazione ~ dato dalla (8.40); infait i mao si pub invertre solo per 6 =p perché questi sono gli uni punt! in cu Ia volocita sf annulla, B eseluse che il pendolo, ragglunto un punto di inversione £89 si fermi (o impieghi an tempo infinito a raggiungerlo), perché nei prnti di inversione 8 #0, a meno che 6p non sia un punto i equilibria, cosa che aczade.solo se Op = x cid ve wy = 2V/p. A partir dagl itanti in cui 9 = G moto del pendolo si ipete con la sent legge ora perché le condizion inital sono sempre Ye stesso. L periodo cresce con l'ampiezza, ¢ tende all’infinito quando @y + 7: un punto ma- teriale non pud arcivare con velocita nulla in un punta di equllbro Fy ad un istante (Ginito) 7, altrimenti le condizioni iniziali all’istante ? (*(7 fo HF} = 0) compe terebbero che la legge oraria#(:) = Fp sa a sluzione del problema uon solo pet ¢ rma anche pert < (aneita dela soluzione). Questo argomento non si applica in presenza di atrlo diuamico, ifsti in tal caso il corpo pu fermars in un tempo fatto la ragione sta nel faito che Ri, dipende in ma- niera non continua dalla velocita¢ (¢ proporsionale a 9 = /s),e quindi vengono meno le condiconi di regolarita che gacautisono Puaicta della solurione delle equazioni del ‘moto. Argomenti che fanno appello all'unicita della soluzione vanno quindi utilizzati con grande cautela in presenza di atrito 3. Velocita di fuga dalla Terra di un grave, Un corpo di massa m viene Ianciato dalla superficie della Tarra verticalmente verso V'alto con volocita iniziale wy. Voghamo dletarminare Valtezza caggiunta. L’energia potencials della massa nel campo eravle tarionale della Terra @ data dalla (8.31), quindi, indicata con f la massima altezaa raggiunta rispetto alla superficie terrestre (o(A) = 0), si ha. mM Re eh 2 aa Bt, 9 Vie [ee sn) 0 Abo! (8.50) [Lt Picasso: Lesion di Fisica Generale 2 Energia 9 definito nella (8.51) & Vacceteracione di gravita sulla superficie della Terra Dalla (8.51) si impara che 1) se w 20,5 V25RT © I kem/s non esiste un punto Ia cui v corpo si allontana indefinitamente, e per questa ragione oy ® dettaveloetd di fuga (si notiche non dipende dalla masa del corpo, ma solo dalla massa ¢ dal aggio del pianeta). Dimostreremo nel prossimio paragrafo che sel corpo non ag parte in diesione vertical la velocita di fuga & ancora quella trovata sopra, W) se 20 m he48/2g, ciod lo stesso risultato che si ottine trascurando la dlipendenza dela gravta con Valteza (campo di gravita costante), "8 Valteszaraglunta, tnendo conto dla dninuzion dla grat co albenza 2, Riprendiamo Vesempio 1 a pag. 61 (due masse appese ad un flo ...)- I sistema, sia che consideriarno come sistema le due masse + il flo, oppure solo le due masso, ® conservativo: in entrambi | casi cla forza di gravith che ® comservativa, nel primo caso ¢’s la reazione del eilindro sut filo che pero & in ogni punto ortogonale alla velocita del punto del filo su cui agisce (clindro liscio); nel secondo caso st ‘ogni massa agisce la tensione del fil, che compie lavori opposti sulle due masse (filo inestensibile). Quindi il sistema & couservativo. Scriviamo la conservazione del? energia: 1 costante (6.58) 2 hind madi + Smad} + mgs + «© deriviamo (rispetto al terapo) ambo i membri tnii8y + mataks + gin + moe = 0 (857) ricordiamo che per Vinestensibilita del filo (v. (7.11)]si ha #2 © quindi la (8.57) divents da (ms +12) — (ma ~m)g] = 0. (6.59) ‘Quosta equazione ha due colusioni: la prima, % = 0” (tutto fermo),® Ia soluzione cdi qualsiasi altro problema in cul il sistema & lo stesso, ma per una ragione 0 per un'altra & bloceato (p.es. & stato inchiodato, oppure lattrito statico fra elindro «filo impedisce il movimento ...). Infatti la (8.56) esprime Ia conservazione del- Fenergia per il sistema che stiamo considerando, e quindi 2 giusto che contempli tutti feast in cui Venergia per motivi diversi & consorvata. La seconda # quella che ei interessa: (eu +a) — (ma = mag ced 8 Pequazione de! moto per fe due masse, identica alla (7-12). has hea s bye) € quindi si ha una deviagione minore dell"1% (riapetto all’approssimazione di ravita costante) solo se up < 0.1 vy ~ Lkm/s (velocit& paragonabile « quella «di un proietile di artighieria), 8.5 Solusione di problemi mediante le leggi di conservazione In questo paragrafo vogtiamo mostrar seuss! 0 di portata pit generale, I'l “Wipwoblewi sopratuito quando 1, La velocita di fuga trovata nell ultimo exempio del pacagrafo precedente non di- i £5 BARES dalpates: hel corpo pertain drerione verticals sia la velocth ink ‘Ea, lesas coripopesetannetcallauperie omens Seto raaare 1. distarza F-dal centro dela Tatra’ aiecound Wel punts Ur esl 0, £9 ortogonale alla cougiungente i eentio della Teta ton i grave conserva energa el nomena angolare (mola camo Liaspetio interessante dell'esempio appena discusso sta nel fatto che siamo riuscti ad arrivare direttamente all'equazione del moto sentza menzionace le reazioni vincolari (pes. la tensione dello): questa ® una eireastanza comune a tut i sistem conserva tie, li (in questo contesto ckfaamiamo "uni mensional a WT cin Vag gmift 1p oar Taso rina, “item ; : ; drmag — cM oye gi : erinolog, Silber, nom solo i sistent eompoat ard — ORE = met OE (359) dau punto rateile su a triottnia ota, sum ui que items compos pt L=mughty = mr. L sn bari, come qual appena dues, I a legge ori in st dll conduon iii Vincoll, & completamente detorminata da una sola funsione del tempo: nel e350 appena discusso. z(t). Cosi 6 unidimensionale i! bloceo che seivola sul piano inclinato fisso; il sistema & *hidimensionale” ve il cuneo su cul scivala il blaceo nom 2 iso) E comprensibile che sia cosi: per un sistema unidimensionale @ suficiente wna sola nwacione per determinace il ole TREMORTE real), equavions che di soMGS pW ‘esa xin conan Ais easton inela elinand questa et pes it pasaggi dale (710) ale {7IE}] Ora la cottons delfenenya 6 _Brntiosata-mnacione-cousgeueran delle equacion el to, fae AON ComTHINO le reasioni vincolari perché, per un sistema Conservative, sono forze a lavoro mull. Quindi, per un sistema unidimensionale, reonosciuto che Ie Teadioai @obalmente nom Dalla (6.54) si ha che w = L/m, quindi se ¥ + oo (cerchiamo la velocita di fuga), = v4 0 ela (8.53) {per 7 + 00) si riduce a E Lag gible gm? ~ G7 =0 (3.55) 3 © quindi Ia velocita di fuga 2 sempre = Yah Sulla Lona (Mi = 7.4.x 10kg, Ay = 1.73% 10" m) la velocta di aga & civea 5 volte minore che sulla Terra; sul Sole (Ms = 2 10°9 kg, Ry = 7 x 108m) & circa 50 volte maggiore che sulla Tecra. y< 80 8 1B. Pleasso: Levioni di Fisica Generale 1 fanno lavoro (¢ per questo in pratica basta assicurarsi che non ei siano atttiti o che ci siano solo attriti stati’), & suffciente scrivere la conservaione dell'energia e procedere come nell'eserpio precedente. Tl prossimo esempio chiarisce molto bene I vantage; di ‘questo procedimento,. 3. Si consideri il sistema rappresentato in figura: un flo ‘staccato in basso alla massa M, girando intorno alle carrucole fisate alla parote di destra, torna verso la | ay ‘massa M, gira intorao ad una carrucols solidale con ‘sta, e sospende una massa m, che seivolando per gra- vita Tungo la parete di destra della massa M, meite fg. 83 in moto if sistema costituito dalle due masse. I moti delle due masse non sono inipendenti: se m si sposta in verticale (verso il basso) di Az, Msi spasta in ‘orizzontale (verso destra) di AX = Az/2, quindi il sistema é unidimensionale. Supponiamo che non ci sia attrito né fra Of @ m, né-fra, M o il pavimento, Preso Vasse 2 verso destra, V'asse 2 verso il basso, indichiatna’ton Fi la reazione che M ‘sercita su m e scriviano le equazioni del moto per ciaseuna delle dive masse: MA, =2r— Ry {rm =R (8.60) mg — + le condizioni cinematiche Oe= Ay; 0 = 2A, (01) (5 equazioni e 5 incognite). Risolvendo si ottiene _ 2g SS im (8.02) Risolviamo lo staso problema mediante la conservazione deltenerga: BMVE + Zinta + 0) ~ mgs = costante (662) effettuiamo le scsttuziont weve; v=, (sv) (@ euazioui e 8 incognite) e otteniamo FM + 5m)V2 — mgs = costante (8.64) busicché derivando, scartata la soluzions Vz = 0, si ritrova la (8.62), La stessa teenica pud essere utilizzata anche per i sistemi bidimensionali, purché, ol- tre alla conservazione dell'energia, sia disponibile un'alera legge di conservazions. Il prossimo esempio illustra questa situazione. 4. sistema a due gradi di libert& 2 quello costituito dal blocehetto di massa m che scivola senza attrito sul piano inclinato del cunco di massa Mf appogsiato ad un Piao orizzontale liscio, problema che abbiamno gia risolto in termini di equazioni 82 Energia 4 moto lv. (7.24) + (7.2) 5 conserva energia © la componente s della quantti di motor (8.65) inoltre abbiamo la condizione (cinematica) che i] blocchetta sia sempre sulla au- perfcie del cuneo [v. (7.27) e (7.28)] = (Ve ~v) tama, (8.68) Usilzzando quest’ultima ¢la conservazione della quantita di moto posslamo expr rere Vv in termini div tae ae Lt. fe = Fetes =~ ce sostituire nell’equazione che espri passaggio otteniamo: eMC meent a)» + gy =costante. (8.68) jmtet +e gue + mgy = costante; mvp + MVp tana. (8.67) els conservazione dell’energia. Dopo qualche Derivando e ancora sostituendo %y con la sua espressione in termini di te €scartata, la solita soluzione corrispondente al sistema bloccato, si riottengono le (7.29). A questo punto, so fossimo interessati alle reazioni vincolari, basterebbe sostituire Ja soluzione trovata nelle (7.24) e risolverlerispetto alle reazioni. 8.6 Relazione fra potensiale ¢ forza Sia Fie,y,=) un campo di forze conservativo e U(2,y,2) la corrispondente funaione potenviale (0 pit semplicemente: il potensiale). Sia Fp un punto di coordinate 20,7, © P il punto di coordinate x, 9,2 (Fy e P diffeiscono solo per la coordinata 2). Si ha ~e a P) =~ fa a2) = U(6,5,.2) -U(ea.F.2) (8.69) (a ee nal 831 Ue P of ua la ail: y= soo fissate|, Dalla (8.1) si ricava che EID neg am «form tlh ee ort eas ton 20 2p La date rept 24nd ea one pt vrai, ue alta en fe ele din eaten aponn stn) ne sre ase nea on il simbolo 4 al posto della d. Quindi il risultato espresso dalls (8.70) ¢ le analoghe BU(e, 9.2) Be ute, 2) Dy _aU(2\ 9.2) o (a7) LE. Pleasso: Lesioni di Fisiea Gonerale 2 Per exempio, la funzione potensiale di un otillatore anisotropo & data dalla (8.21), ¢ Alerivandola rispett alla varabile 2 (y e = fsse), repotto od y (x ¢ = fase), rinpetto a 2 si ottengono ~ parte il segno —le component FF, F, della forza, ied le (8 18). Le (8-71) si eceivouo in modo pil compatto: Fe, y.2) =~ grad U2, ,2) ar) dove i simbolo grad (gradiente) & delle Funzioni definite in R® a quello delle funsioni vettoriali (cainpi) Si definiscono superfici emuipotenziatt le superfici su cui il potenziale U(z,y,z) assume valore costante: Uley.2) =e, (872) Le superfici equipotenzill sono anche dette supericidlivetlo dela funzione U(e, v2) ‘¢) nel caso bidimensionale (U = U(z,y)), curve di tvello: le eurvo di livello ‘delle carte geograiche sono proprio le curve su cui, lla superficie della Terra, il potenciale sravitazionale mge 8 costante Al variare dic nella (8.72) si ottone la famiglia delle superct oquipotensiali, Per fesempio, nel caso delle {orze canirali il potensiale & funzione solo di r [v. (8:23), indi le superfici equipotenzali sono le sfere con contro nel contro di fren; el caso dal oscilatore anisotropo sono elssoidi, che sono di rotazione se due delle costa ‘lastiche coincdono (pues. by = hy). Nel casa delle forze central e anche in quello delle fore cotta in eui le supedii equipotenaial soo pian [v. (8.21) o anche la (8.30), & evdente che la forza in ogni punto & octogonale alla superficie equipotensile che pasca per quel pum Jn generale ed & conseguenea de fatto che il lavoro fra dve punt qualgas i na tesa supertcie equipotenzale & nllo (AU = 0). Infati se in um punto F avesto una com. ponete tangente alla superficie equipotentiale passante per quel punto, aon serebbe nulloil lavoro fatto da F per un piccolo spescamento su devia superisiesquipotenziaie nella dzezione della componente tangenzale di F Dalle (6.71) segue che verso dela forea® quello in eu il potenzale decree Sia E il valore che ha energia di una particella in moto in un campo di forza il cul potenvziale & U(2,y, 2): “squipotenzials). il simbolo di una applicazione (Lineare) dallo spazio lorazione 8 slo. Sogonale alla superticio. | ‘Cousideriamo ad esempio un oscillatore tridinensionale isoteopo; se E > 0 @ Venergia dalla particalla, la regione permessa al moto @ la regione interna alla sfera di equazione jes (8.75) Le traictoreelittiche non possono caggiungreil bordo della regione permessa perché in nessun punto delllisse la veloicA# nulla; sinvece lise degencra in iysegmento Ja traietoria® proprio un intro dametro dela sera, A Consideriamso oral seguente evempio unidimersionale: la paticella(vingdlatbgullasse 22) & soggetta ad una forza F(a) il cui potenaiale & / 5 b> 0. 70) Tle) = Se Unin < E <0 (Umin permesse (figura 8.4), ed il moto pud svolgers all” ‘una di esse; gli estromi delle regioni pormesse (riportate éon traito pit spesso nella figura) sono deti punti di inversion, in quanto sono punti in cui il mota della partiolla si inverte (=). Al erescore di Z aumentano le dimentioni delle due regioni peemesse, le quali si saldano in un'unica regione per © 0. Tdue punti di minimo del potenziale sono punti di ‘quilibrio stabile in quanta ia €&ai F, = 0. intarno ad ess la, forza & di rickiamo (negativa a destra, positive a sinistra, 84 ‘Llegempio appena discusso schematizza tutte ie situazioni in cui due posizioni di equi Uibrio sono separate da una bartiera di potenziale, impenetrabile fintanto che V'energia ‘non supera un corto valore (enorgia di soglia). Casi di questo tipo si presentano per diverse molecole, per eseipio gli sterenisomeri. Si tratta di molecole congruenti ma non sovrapponibili, come la mano destra e quella Sistra, Un caso interessante & quello della molecola ¢i ammoniaca NHs: questa molecola ha | forma di un tetraedro, e il piano dei tre Hrogeni ® un piano di simmetria per i = bmw? + Utes 73) 4g] potesine da,easi prodotto, per cui le posi pesisionl di equllbrodel'ator di eae itetidaty 6n) oe azato sono simmmettiche rispetto a questo piano ed esse sono separate da una barriera Poiché Penergia cinetica non & mai negativa, Bl di potenziale. Quindi in natura dovremmo trovare foe di a specalari. ae caso, invec li ti quantistici sou molto rilevanti: I’atomo di azoto non U(e,y,2) U(F)). Fo & una posizione di equilbsio per il punto materiale: infatti se esto viene ww LLB, Picasso: Lesion’ di Fisica Generale 1 Posto in Pp con velocta nulla la sus energia ® E = U(F,) e la regione permessa & costituitadall'unico punto Fy. Fp @ una posisione di equilibrio stabil: non possiame dare una dmostrasionerigorosa Ai questa aflermazione che richiderebbe la toria delle funzioni di pit tarabil, quind tn quanto segue faremo un certo appelloall’ntuiaione, Se il punto materiale viene Posto (con velocita nulla) in un punto P 7 Fp it suo moto si svolge nella regione in cot UG.u,2) ¢ UP) siccome le superici equipotenciali U(z,y,2) = «per e > UE) Sniscono per costtuire intorni di 7 di diametro che tendo a ‘ero, i punto materi durante il sio moto si mantiene a distanaaarbitrariamentepiccola da Fo, purché Ps Sulicentemente prossimo a Py 8.8 Il teorema delle forze vive generalizzato Supponiamo che il punto materiale sia soggetto a forve conservative, il cui risultante ® F ed i potenziale U(F), o, in aggiunta a questa, ad altre force, tipicamente non concervative (anche se non necessatiamente), il euirisltante indichiamo eon P(e pensi ad esempio ad un sistoma conservativo, come un osillatore armonico 0 un grave, in presenaa di attriti, p.es. dll’atrita viscoso dovuto all ara). Chiaaniamo “esterne” Ie forze F, avendo in maente situazioni analoghe in cui invece del Punto materiale avremo un sistema complesso in cui le forxe F sono proprio le forze interne al sistema. Nell'attuale contesto possiamo intendere le forze /* come esterne al sistema costituito dal punto materiale dal campo di forze conservative F. L’equazione del moto del punto materiale ® +8 em Lrenergia totale definita come 1 B= jm? +00) (678) non @ in questo caso una castante del moto, a causa delle forae “esiemne” F. Infatth, ratie alla (6.5) abbiamo (sia Z che UV dipendono dal tempo tramite la logge oraria) dE ab. a 12 aa te HP as (819) Dalla (8.11) ela (8.20) si ha (U() = 0 (FQ)) fom pm LGUAD LUO =UIE4 Fee jpn, AS» gn, OTE wen un ae ¢ ean sade ap=c. a) Le (881) ¢ (8.82) costituiscono Vannunciato Teorema delle forse vive yeneralizzato o delUenergia totale: a derivata del- energia totale di un punto materiale é uguale alla potenza delle force “esterne” agent ‘su di eso; la variasione dell/energia totale & uguale al lavoro delle force “stems” 86 MOTO IN CAMPO CENTRALE 9.1 Tl vettore di Lenz e le traiettorie nel moto kepleriano Nel caso del moto di una partcella in un campo di forza di tipo newtoniano (cioé Inversamente proporzionale al quadrato della distanza),esiste, oltre all’energia ed al ‘momento angolare, un’altra costante del moto vettoriale N, detta vetore di Lens. Per 0.e>0), La (9.6) & Vequatione della traietoria in coordinate polari: si riconosce che se @ <1 r(p} si mantiene limitato e la traiettoria & chiusa, mentre o> hla cian aperta (r > 0 => cosy > —1/e) eon asintatl per cosy = -L/e Quindi la forma della traietioria @ determinata dal valore di e che, per la (9.6) & proporzionale ad N. Dalla (9.4) si ha tneiahanic 22Qrsee porsioets LE. Picasso: Levion di Fisica Goaerato 1 WH at? + 62g? — POM = Gta? 4 et (lime GMM) _ pay a, 2B? = GPa? + (ene? ~ SE) = cin? 4 EE (9.7) (per definizione N’ @ parallelo e concorde all'asse z), e quindi i+ | (08) ‘Nel caso newioniano, siccome il potenziale non & fimitato inferiormente, Venergia, 1 Gem gr - (0.9) ud assumere tutti i valori da —co a +00, e quindi dalla (9.8) si vode che sono possibili sia Ie traiettorie chiuse eof © < 1 cortispondenti a valori negativi dell’energia (si noti che la costante arbitratia # fissata da U(co) = (), che quelle aperte con e = 1 (E = 0) ede > 1 (E> 0): abbiamo-rtrovato, in particolae, il risultato che la velocth di Raga di un grave (la minima velocita perché la traiettoria sia aperta) & quella per cui E — 0, indipendentemente dal valore di L, ciob dallinclinazione con cui il grave viene sparato, Si noti che siecome NV? > 0, se E <0 dalla (9.7) si ricava che (9.0) 0 non ci sono limitagioni eu L. 7 La (9.6) 8 Pequazione in coordinate polari di una coniea, con um fuoco nellorigine: poiché z =r cas, dalla (96) si ha ree e quadrando (=e by? + Rope 2 1 un ramo di iperbole, € se ¢ = (20 > es ple) (1) parabola. La condizione 2 < p/e non & automaticamente soddisfata Solo nel cago @> Le selesionail rao dellipetbole coneato nel verso delle = negative. Riscriviamo fa (9.12) nel modo seguente: Gees Bayete (023) Dalla (0.18) si icovano i semiasi che nel caso di traittoriaeittica sono dati da j ea dovi-a| (1) da cui si vede che © & leccentricta, In termini det'energia © dol momento angolare, the essendo costanti del moto sono determinati dalle concizion! intial, dalle (0.6) ¢ dalla (9.8) si ha 7 88 ‘Moo in campo centrale (2 °Y ane GMm 2B) \ (0.15) InlE| 1 semiasse maggiore & determinato esclusivamente dallenergia, mente il semiasse mi- nore, fissata 'energia, # proporzionale al momento angolare: questa la ragione della diseguaglianza (9.10) che equivale a 6 < a (‘il semiasse minore nou pud superare il semiasse maggiore"); il massimo valore pertneswo per £, dato dalla (9.10), cortisponde ade= cio’ all orbita cireolare di energia E. Owiamente dalla sola concscenza delle costasti del moto non & possibile rieavare la legge oraria de! moto, tuttavia nel caso deli orbite elittiche, grazie alla costanz della velocita areolare Z/2m, & immediato caleolare il periodo del moto: siccome Varea dellellisse & rab, dalle (9.15) si ha fk nab = 204 (@16) che bla 3° lege i Keplero, che avevamo gia tcovato net caxo particolare delle orbite ‘auwolar [8 (6.58)) Questa discussione si aplica anche allineravione coulombiaia fra due cariche di segno Copposto, quindi, in un modello cassico, anche al moto di un elettrone nel campo di una earica positiva (pe. un protone) [Nel caso delV'interazione fra cariche deli stesn segno (pes uguali) la forza ® repusiva dalla (9.3) si ba ‘ Naanleg (ain) Vequacione della traiettoria & ease 1 (0.18) ps In questo caso il potencale 2 r b positivo quindi sono posibil slo energie postive: ai congoguenza ¢ > 1 ¢ le traieitore sono ami di iperbole. La condizioue cosy > 1/e questa volta seleiona il ramo dellperbole eon > 0: essendo la forza repulsiva i contr di forza ® nel Fuoeo del'aliro rammo. 9.2 Moto in campo centrale: il potensisle efficace Tn un campo di forza centrale sono costanti del moto sia Venergia che il momento angolare: Vsistenza di queste costanti del moto permette non solo di semplificare notevolmente il problema della determinazione dlla lege orava (che resta comungue un problema assai complesso), ma sopratutto di reavare, caso per caso, informedioni sul tipo di oto (traettoriechiuse, traiettorie apete, ..). Caleolamno 'energiacinetica: daa (8.31) (Passe polare&ortogonaleal piano del moto) © dalla (5.27) (o.19) ate gn gt 2 LAB, Picasso: Lesion di Fisica Generale 1 Sostituendo Vesprossione trovata nella equazione che esprime la conservazione delbe- norgia si ha 1 2 4 2 : pet satu ek (9:20) Bre? in cui L* & costante ed il suo valore # detarminata dalle condizioniinisiali. Derivando| 4a (9.20) rispeito al tempo e seartata la soluvione F = 0 (sistema vincolato), sia determinano completamente, nel piano del moto, la logge orania:infatti la (9.21) ® una ‘equazione per la sola funzione r(é) che, supposto di averla determinata, inserita nella (9.22) permette di determinare g(t} mediante integrazione. Quindi qualsiasi problema in campo centrale, grazie alle due loggi di conservazione, si riduce ~ per ogni valore di 1 ~ ad un problema unidimensionale, cioé al problema di una particella vincolata a, 7 snuoversi sulla semiretta r 2 0 soggotia ad una forea f(r) + [2/mr? (“moto rediale"), La (0.20) esprime la conservazione dell’energia per detto problema unidimensionale ‘equivalente, in cui la funzione potenziale & data da 1 Cael) 5 yy + U(r) (9.24) La funcione Ver(r) & delta potensiale effieace per la particella in campo eestrale, ed termine £#/2nr*, che altro non 2 che il cantsibuto allenergia cinetica dovuto alla componente angolare (o trasversa) della velocita, preade il nome di Barrera centrifuga, © anche di potenaiale centrifugo a momento angolare costante Questa torminologia ("barriera centrifuga") espeime il flue fatto che in tutti i caslin cui £ > 0, causa del suo anda- mento divergente come 1/r* per r + 0 (con eoeficiente Positive), risuléa impossibile alla particella, qualunque sia la sua energia, di avvicinarsi al centro di forza pit di tun corto Taig > O (ad eccezione del caso non realistico in cui U(r) diverga almeno come ~1/r? per r + 0): ta barriera centrifuga traduce in termini quautitativi Videa intuitive che, siccome il momento angolare & costante, se la particella si avvicina al centro di forza la sua velo. ‘iti deve aumentare, ma Vaumento della volocita limi- tato dalla conservazione dell’energia, ¢ di conseguenca la Particella non pud avvicinarsi pid che tanto al centro di ig. 8 forza. A titolo di esempio riprendiamo in considerazions il caso di campo newtoniano, met- tendo in evidenza nella discussione che segue gli apetti che hanno catattere generale per L = 0 (moto puramente radiale) la bavtiera centrifuga ® assente ad il potenciale 20 (21) 3 (9.23) 3 ‘Moto in campo centrale ‘efficace coincide con il potenaiale newtoniano; se Z:> 0 il potensiale centrfugo prevale su quelo newloniano a piccole distanze, quindi Usa(r) > +00, per r ~¥ 0, mentre a ‘grandi distanze prevale i potenziale newtoniano, per eui Usg(r) -> 0 da valori negativi per r+ 00. Quindi 2 GiMm @ (9.25) Tale) =, - (025) deve (per > 0) necessariamente prosentare in minimo nagatvo, che dipende da L: Kata (0.26) Ua Sit (926) Nolla figura 9.1 2 siportato Use(r) per due divers valor i Zs L =O ed Ly >0. Date le condizion inizali, e quindi fisati E'od L, dalle (9.20) e (9.24) si ba dine? = B Ven (927 2 « quindi le regioni permesse er it moto radiele della partcella, definite dalla disegua- lianas #2 > 0, sono quelle par ext E > Vee(r) (928) (in pastcolare B > Ug": al caso newhoniano, in cu ULG? & dato dalla (9.28), questa disepruagtianza equivale alla (9.10)). Se E = Ulg" la regione permessa peril moto radiate si riduce ad un punto: questo sigan ce durante il moto r esta costante, efo® iI moto ® cirolaree, eraie alla (9.23), uniform. Se B > Uzq il moto radiale si swolge nella regione tin St < faa, GOVE Tain & ax (Inne & 09) sono le asia dei punt i intersexione dolla rota di ardinata B con Uae): 3€ Fras < 00,70) 2 (come nel caso del pendolo discuss nel paragrafo 8.4) wa futaione perodiea che assume tutti j valor compres fr tye @ max (4 HeN0 che I'un0 ‘oV'altro di questi punti sia un punto di massimo per Ue). quindi la traiettoria della partella al svoige in una regione fini ed & compresa fra due circonforene (ne piano dol moro) di 29535 ria € Fae [a questi punt (ei estremi del tratto spessonola figura 92) # =, quindi la wlocith d della particella® ortogorale ad # ‘Se in un periodo del moto radiale la funsione y(?) (che per la 0.28) una funzione sempre erescente) vara un multipiorazionale m/n di 2x, dapo n period del moto radiale la traiettona st rchude. Buidentemente questo — \ aceade nel caso newtoniano con m/n = Le nel caso del- Foscillatore isotropo eon m/n = 1/2, e questi sono gli luniet due casi in cul si hanno traiettoriechiuse Ne Nel caso rappresentato nella figura 9.1 (caso newtoniano) Tax < 00 See Solo se E < 0: rela figura 9.28 rapprese tata la traiottoria fra le due eirconferenze di rage Fin © fig. 92 9 LE, Picasso: Lesion di Fisica Conerale 1 Quando tac = 00 la particella Gnisce per allontanarsi indefinitamente: Ja trafettoria. ® aperta, "Nel caso newtoniano cid si verifiea per E > 0 (Ggura 9.1), mentre non si verifca mai nel caso dellcscllatore isotropo, in cui fl potenziale effieace (figura 9.3). diverge sia per r 0 che per r + co: ae Unute) = ay + 5 (o.29) Yet 92 10. CONSERVAZIONE DEI, MOMENTO ANGOLARE ASSIALE 10.1 Momenti assiali Snppiamo che nel caso delle forze central si conserva il momento angolare Z, ice, teatiandosi di na legge di conservasione vettoriale, qualsiasi componente i di [8 ‘na costante del moto. Ta molte situaziont(forze non central} si ba Ia conservasione di una sola componente del momento angolare (napetto ad wn polo 2), diiamo della componente humgo Ta dirorione individeata da un versoe fi: Dy = fa Vodiamo quali ono questo situazioni: dalla (5.26) si ha che in = 0 se e solo se Mo-fi = 0. Notiano che sa Ly che My non carbiano 99 la posiziono del polo vio spostata parallelamente al versore dalle deiizion’ (5.22) e (5.28), s€ f+ A, THF | A, cambiano solo lo componenti di Ee ci A ortgonali ad 2 Quindi Ene Ma non’ dipendono dalla posizione det polo, purché sulla retta per paralela ad, che chiameremo “asse A": per questa ragione Ly Ma vengono chiamati tspettivamente momento angolae arate © momento assale dela force. Quind’ per ‘aleolart non ® necessatio fare riferimento ad un polo sullasse A, ma & sufcente la periaione delesse: supponiamo di volerealcolare My sia P il punto materiale ou cui tafe la fora se Pa proezione dh P sul ase grazie alla cilicit del prodotto triple sib Mn (10.1) Detia da lungheaza del segntento PP © Fi, tx componeate di F nella direione del settore A.A PP (cheb ortagoral al piano contenent aso A ei segment P'P), st ba Mya aPe (wa) LL segno di My @ il segno di FP; positivo se #, PP e #, (che costituiscono una terna ‘ortogonale)formmano una tera destrorsa. {Lo stosan diseorso per L, sostituendo F con mi. Vediasno quindi dalla (10.2) che My = 0 quando od = 0 (P & sull'aese #), oppure cuando F ha solo componeati parallel a A e/o a P*P, clot quando la retta per P parallda ad F'incontea 'asve A oppure’ paraliela a detto asse. Questo sono le stuarions incul fy 6 una eastante del mato. Per esempio, s° F ® costants (come In forza di gravith mg), si conserva il momento angolare rspetes ad un qualuaque asse parallela ad F; se Fb una forza armonica (in tre dimension) con due costanti elastiche uguali, p.es. hy = ko = k # a [v, (8.18)), si conserva Ly: infatti la reite per P parallela ad F ineontra seimpre Vasse =, 0 pith semplicemente o (19.3) Non prendiamo in eonsiderazione il caso in cui si abbia ta conservazione di due com- onenti del momento angolare, in quanto questa é una situazione che non si vérifca, ‘almeno per sistemi conservativi non vincolat 93 LLB, Picasso: Lesion’ di Baca Generale 1 10.2. Il pendolo sferico ‘Un punto materiale P si muove sulla superficie di una sfera Iiscia di raggio I (pendolo © sterico). Le forze che agiscono sul punto materiale souo la forza di gravita mg ¢ la reazione el vincolo, che essendo normale alla superficie dela sera ha momento nullo rispetie al suo centro: entrambe sono quindi a memento nullorispetto all’asse vertieale passante’ per il centro deta sfera, che prendiaano come asse = (cietto verso il basco). Quindi Ly ® una costante del moto. L'equazione del moto & ma= mg + 8. 04) Tuttavia, siccome fl sistema & conservativo, ha due gradi di lberta (il punto materiale.” si muove su una superficie) e conosciamo due costanti del uoto (Uenergia ¢ L.), non conviene partire dalla (10.4), che contiene la reazione (incognita), ma dalle lege! i conservazione: : Jnt—mge= (osama fy m(zvy~y3) = cosiante (10.5) (abbiamo preso Vasse > dizetto verso il basso). Siccome il punto materiale si muove su una Supericle sferica, conviene usaze coordinate ‘adatte @ questo problema (coordinate sferiche): ae O @ il centro della sfera © P la posiaione del punto materiale, chiamiamo @ Vangolo fra. OP @ Vasse 2, e ye 'angolo che 31 piano comtenente I'asse = ed il punto P forma con il piano y =O. Allora sen8 cose sendsmp = OS0S a; OS p< On (108) 088 aa cui 4, = Weos0 cosy ~ lyorend sen yp vy = WensAsen ip + lpsend eos p (ao) ~tsend Dalle (10.7) e shade «© quindi le (10.5) si serivono P(@? + g? sen? 6) (208) Bo fut ee -matast; teemPpaa. 4) Procedendo come nel caso dei campi centrali fv. (9.20)) si ha Lege gm + eg — mateosd (10.10) € quindi anche in questo caso possiamo dafinire il potenziale effcace Li Ven) = sr = mgt cass (10.12) 94 Conservasione de! momento angolare asslale Nella figura 10.1 & riportato i potensiale eficace per un dato valore di be #0 (Le =0 Bil eat del pencil piano}: er ogni valore di # maggiore del minima di Usg la regione pennesn pr Vago 8 dsnta de E> Ue, 2 ula ‘compress tA dain © Ques Prt in ea a Fetta di ordinata B incontra Ug, percia la traietoria del punto materiale sulla sfera 8 compresa fra i due parallel di “latitudine” fin © Bmax- Quindi P si muove di moto oscilatorio fea Guin © Bina € ne contempo gira attorao all ase 2 (9 #0): In traiettoria assomiglia ad una larga sinusoide che 8 svolge sulla sfera nella traci fra i du angoli Limite, Salvo casi ft cccerional la trattoria non si richiude (in un periodo di (2) Ap # 2nm/n), anal ‘eneralments riempie densameate tutta Ia srisea compresa Ea i due parallel entro cui si svelge il mot. : Tealcoo dei ue angot limite in generale non é banale parché Pequazions Uye(6) = E 0 allora 8 = Bin, altsimenti. 8 Le trsietioriecireolari (pendolo conico: equsziosi (7.18) + (7.20)) si hanno nel caso in cui B= Use: dalla (10.11) i riconosce che il minimo-di Uay(@) si ha sempre pet # < 1/2, come avevamo gi stabilito [v. (7.20) E interessante studiare il caso delle traiettorie quasi circolar, cio il aso in eu Bin © Dogg diferiscono di poco: questo si verifca quando Venergia F & appena superiote 4 Usq » quindi la regione permessa per Vangolo # & una piecola regione attorno alla posizione 8 per cui Usq(@) minino (che ® una posiaione ci equilibrio per 8). In que- Sto caso il problema pud essere afrontato studiando le piccole osilazioni dell'angolo 8 attomo af. Ltapprossimarione delle plecle oscilazions consiste nel linearizzare Vequaatione del ‘moto (10.12) in un interno di (1. ennzion’ (5.10) « (5.11): posta 2 088 FG) = Eee mgsent (20.33) siha ne (2 r0--3 (Sa _ HE Lb 200 (00.14) ma LE, Picasso: Lesioni di Fisica Generale 1 siccomo FG 0 (posizione di equilibrio), dalla (10.13) si ha Hy nb jen" Sos per cui fa (10.14) diventa PG = ng toms Alors, posto «= @—3, Vequasione delle poole csclasoni 2 m= F@a Questa 8 idonticaalfoquasione (4.4) dll'exllatore armonico uniimensionae (apart il nome della furzione incognita che A era 2(¢) € qui &la(t)), e quindt il periodo Ty 2. oy, ot _- ‘Ty = 2s His scot (10.18); Lequazione del moto (approssimata) per 'angolo y siottiene dalla seconda delle (10.9) 4 ponendo 6(t) = Ld Tal seat © uliligzando la (10.15) [& «roan uindi y(@) varia di 2 nel tempo (10.19) cost Tp aan (10.2) ‘in accordo con la (7.20). 4 Quindi nih=Vivsee? 3 ener, (102) fe ci si avvicina al limite inferiore Tyr 27) quando ill moto si svolge in prossimita del fondo della sfera: in questo caso la proiesione dolla traiettoria sul piano zy ha alice: Vaspetto riportato nella Sgura 10.2. fit / fig. 02 96 11. TL PENDOLO 1141 Correzioni allisocroniomo isriviamo Yequazione del moto del pendolo, ci la prima dele (7.15) G=-vjsmd, ov = Vark ay Questa equazione non si risolve con metodi elementari, e neppure si riesce a serivere la soluzione in forma esplicita. Siccome perd 9 = 0 & wna posizione di equllibrio stabile, possiamo studiare le piccole oscllasioui attorno a questa posizione; siccome > send =0 + 0(9) (ia) Poiché tra poco studieremo le correzioni al periodo del pendolo dovute ai termini anar- ‘monici, dobbiamo determinate anche il verrine sucressivo nella sviluppo di sen 0. Sic- come send @ una funzione dispaci di @ (seu(—2) = —sen9), il termine corcato properzionale a 0": send = 6+ 08! + (aay © siccome dsen8/d = —sen9, derivando due volte In (11.3) e conirontando il risultato con la (11.2) si ricava a= -1/8. Quindi send = 0 268 + (6. aay Lapprossimazione dele picecle osllaziontconsiste nelapprossimare sen 9 con @ ate torn alla posicione di equlibrio @ 6 = whe. (4.8) Questa 2 identicaallequazione (4.4) delVoscilatore armenita ela solurione genecale pub escereespressain una qualsias dalle forme (4.9), (4.12) 0 (1.19): con una opportana ‘scelta dell’origine dei tempi possiamo per esémpio (scegliendo t = 0 quando @ = 0) sempre parte Mt) = yscnst qs) dove @p 2 Pampiezza angolare del moto. Quindi, in questa approssimazione, la coor dinata angolare 0(t) dol pondoloefletius un moto armonico con pulsazione up = a7 « periods T= 28Vif an indipendente dal'ampiezza, couve pes Vaulllasare axmtonico (iseroniemo del pendoo) Vapprossimazione delle piccole ascllazioni, come dice il termine, vale 9e Op < 1, 0 pit precisamente, vista la (11.4), 9 1 les for tep<1 aus) Questa approssimaziono pud non essere adoguata se uno vuole progettate un discreto rologio a pendolo: cox un‘ampiezza di oscllazione dell’ordine di 6° = 0.1 radiant, ci si 7

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