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Progetto Lauree scientifiche

Settore CHIMICA

SINTESI DELL’ASPIRINA®

PREMESSA

Si effettua una reazione chimica, l’esterificazione dell’acido 2-idrossibenzoico (ac. salicilico) con anidride acetica mediante catalisi acida, per ottenere l’acido 2-acetossibenzoico (ac. acetilsalicilico) principio attivo del farmaco Aspirina®.

La reazione di esterificazione della funzione fenolica è verificata attraverso un saggio colorimetrico

mediante cloruro ferric o.

La formazione dell’acido acetilsalicilico è verificata mediante cromatografia su strato sottile (TLC)

e determinazione del punto di fusione.

acido 2-idrossibenzoico acido 2-acetossibenzoico acido acetico anidride acetica
acido 2-idrossibenzoico
acido 2-acetossibenzoico
acido acetico
anidride acetica

OBIETTIVI

Utilizzare un’apparecchiatura chimica e imparare semplici operazioni di laboratorio. Verificare, attraverso vari metodi, se una reazione è avvenuta. Riconoscere un prodotto di reazione. Calcolo della resa di una reazione.

CENNI TEORICI

Reattività degli acidi carbossilici e loro derivati.

La reazione di esterificazione.

Il chimismo del fenolo

La cromatografia su strato sottile (TLC).

Resa di una reazione.

Il punto di fusione

MATERIALE OCCORRENTE

Prodotti chimici: Acido salicilico anidro 3 g ; Anidride acetica (d= 1,08 g/ml ) 5 ml; Acido

solforico concentrato 4-5 gocce; Dotazione :

Beuta da 100 ml; Termometro ad alcol; cilindro da 100 ml; beacker o cristallizzatore di vetro (di diametro tale da contenere la beuta ); pipette a stantuffo; vetrino da orologio o navicella in plastica; pinza metallica a gambo libero, snodo metallico doppio; bottiglia in polietilene a spruzzetta da 250

ml per acqua distillata

Materiale vario: camice; guanti in lattice monouso; forbici a punte arrotondate; spatola; bacchetta di

vetro piena Apparecchiatura da vuoto: pompa da vuoto (ad acqua o a membrana), tubi di gomma, be uta da vuoto da 250 ml, Buchner da 10 mm e gucko (o altra guarnizione di gomma); carta da filtro

acqua distillata ; ghiaccio.

PROCEDIMENTO

PARTE PRIMA

In questa prima parte, attraverso una reazione di esterificazione, prepareremo l’acido acetilsalicilico.

a) Sintesi dell’acido acetilsalicilico

Si prepara un bagno ad acqua di diametro adatto a contenere la beuta da 100 ml e si riscalda con una piastra fino a raggiungere la temperatura di 40-50 o C.

Nella beuta da 100 ml si aggiungono 3 g di acido salicilico anidro, 5 ml di anidride acetica

(prelevati con un cilindro o con una pipetta a stantuffo) e infine

4–5 gocce di acido

solforico concentrato. Si agita la beuta per 1-2 minuti con movimento rotatorio in modo da completare il mescolamento.

movimento rotatorio in modo da completare il mescolamento. Si scalda la miscela in bagno ad acqua

Si scalda la miscela in bagno ad acqua a 40-50 °C e sotto lenta agitazione per 15-20 minuti.

Si lascia raffreddare a temperatura ambiente agitando di tanto in tanto.

Si addizionano poi 50 ml di acqua fredda in parte per idrolizzare l’eccesso di anidride

acetica e in parte per favorire la precipitazione del prodotto di reazione. Si raffredda in bagno di ghiaccio agitando di tanto in tanto per completare la precipitazione

del prodotto. Si monta l’apparecchiatura da vuoto come in figura collegando la beuta alla pompa in

funzione (rubinetto aperto) Si inserisce nell’imbuto bukner un disco di carta di opportune dimensioni umettato con un

po’ di acqua si filtra il solido

Si stacca con cautela il tubo di gomma dalla beuta

si lava il precipitato nell’imbuto con piccoli volumi di acqua fredda

nell’imbuto con piccoli volumi di acqua fredda Si ricollega la beuta alla pompa e si tiene

Si ricollega la beuta alla pompa e si tiene fino a secchezza de l solido

Si stacca con cautela il tubo di gomma dalla beuta

Si chiude il rubinetto

b) Calcolo della resa

Tenendo conto delle quantità utilizzate (3 g di acido acetilsalicilico e 5 ml di anidride acetica d= 1,08 g/ml) si calcola la resa teorica della reazione dall’equazione:

COOH COOH H C OH C C H C O CH 3 O O C
COOH
COOH
H
C
OH
C
C
H
C
O
CH 3
O O
C
C
C
+
C
C
C
C
H
C
H
C
C
O
H
O
CH 3
3 C
H
C
H
H
H
Acido salicilico
C 7 H 6 O 3
anidride acetica
C 4 H 6 O 3
acido acetilsalicilico
C 9 H 8 O 4
O + C H OH 3 C acido acetico C 2 H 4 O 2
O
+
C
H
OH
3 C
acido acetico
C 2 H 4 O 2

moli ac.sal. = 3g/PM

peso an.acet. = V x d = 5 ml x 1,08 g/ml

moli an. ac. = peso an.acet /PM C 4 H 6 O 3

Uno dei due reagenti è in eccesso. Le moli di acido acetilsalicico sono uguali alle moli del reagente in difetto. moli ac.acetilsal. = moli del reagente in difetto (a)

C 7 H 6 O

3

Resa teorica = moli (a) x PM C 9 H 8 O 4

Si determina la resa reale del prodotto sintetizzato:

a) Si pone il prodotto su di un vetrino da orologio preventivamente pesato

b) si essicca all’aria (almeno un giorno) o in stufa a non più di 100 o C (per circa mezz’ora) o in essiccatore contenete un essiccante (su gel di silice)

c) si pesa il prodotto essiccato

Si calcola la resa percentuale della reazione =

resa reale resa teorica x 100

PARTE SECONDA

In questa parte verificheremo che la reazione di esterificazione della funzione fenolica sia avvenuta e che il prodotto di reazione sia l’acido acetilsalicilico.

MATERIALE OCCORRENTE

Acetone Provette Pipette Gommini Aspirina commerciale

Si preparano 3 provette contenenti 5 ml di acetone cui si aggiunge una piccola 20 mg) di:

punta di spatola (10-

° Prodotto di partenza (reagente-acido salicilico) (provetta A)

° Prodotto di reazione (provetta B)

° Aspirina ottenuta pestando una pillola del prodotto commerciale (C)

1. Controllo via TLC con un campione commerciale

Il riconoscimento del prodotto di reazione, l’acido acetilsalicilico, si può effettuare mediante una cromatografia su strato sottile(Thin Layer Chromatography) confrontando con il prodotto commerciale .

Materiale occorrente

Etere etilico Esano Capillari Righello da 25 cm Matite Cilindro da 10 ml Barattolo con coperchio Lastre di gel di silice da 0,250 mm con indicatore di fluorescenza (su supporto di alluminio , sono le più facili da tagliare e le meno costose) Lampada UV per cromatografia

Procedimento

°

Si

prepara la lastrina tracciando con una matita una linea parallela al lato minore a 2 cm dal

bordo e sulla stessa si segnano 3 punti con le rispettive sigle assegnate ai tre prodotti sopra

 

indicati

°

In

corrispondenza dei tre punti si va a caricare la lastrina con i campioni in esame prelevati

dalle tre provette mediante capillari

 
 

°

Si

fa asciugare all’aria e si introduce la lastrina in un barattolo contenente una miscela

composta di etere etilico ed esano in rapporto 6:4 v/v (eluente) (su 10 ml aggiungere 3 gocce

di

acido acetico). N.B.: l’altezza del liquido nel barattolo deve essere al di sotto della linea

di

caricamento della TLC.

°

si

chiude il barattolo (con cautela)

 
 

°

Per effetto della capillarità l’eluente sale lungo la lastrina trascinando in maniera differente i componenti della soluzione (polarità ed adsorbimento)

° Si attende qualche minuto necessario affinché l’eluente migri fino a circa 2 cm dal margine superiore della lastrina

° Si estrae la lastrina dal contenitore e con una matita si segna il margine di migrazione.

° Si lascia asciugare per qualche minuto.

° Si osserva alla lampada a U.V. la presenza delle macchie dei campioni esaminati

A B C
A
B
C

Interpretare il risultato

A B C
A
B
C

dopo lo sviluppo

fronte del solvente

il risultato A B C dopo lo sviluppo fronte del solvente Ogni sostanza è caratterizzata da

Ogni sostanza è caratterizzata da un parametro detto Rf o fattore di ritenzione. L’Rf è il rapporto tra la distanza percorsa dalla sostanza e la distanza percorsa dall’eluente. Il valore di Rf degli analiti è adimensionale e compreso tra 0 e 1. E’ una grandezza caratteristica di una sostanza in determinate condizioni cromatografiche e può essere utilizzato per il riconoscimento della sostanza.

s a b c X X X A B C
s
a
b
c
X
X
X
A
B
C
riconoscimento della sostanza. s a b c X X X A B C fronte del solvente

fronte del solvente

R f (A) = a s

2. Controllo via reazione con FeCl 3

R f (B) =

b s

R f (C) =

c

s

I fenoli ed i composti con un ossidrile legato ad un carbonio insaturo (enoli) danno un’ intensa colorazione (rosa, violetta o verde a seconda della struttura del fenolo o dell’ enolo) quando vengono a contatto con il cloruro ferrico. Il colore è dovuto alla formazione di un complesso di coordinazione con il ferro (III).

MATERIALE OCCORRENTE

Provette Pipette Gommini Cloruro ferrico in soluzione acquosa all’1% in p/v

Procedimento

nelle tre provette sono inseriti 1-2 ml delle soluzioni preparate all’inizio e siglate con A, B, C

in ciascuna provetta si aggiungono 5-6 gocce della soluzione di cloruro ferrico;

si agita e si osserva il colore che si sviluppa.

Interpretare il risultato

gocce della soluzione di cloruro ferrico; si agita e si osserva il colore che si sviluppa.

Qualcosa in più Ricristallizzazione del prodotto e misura del punto di fusione

Il riconoscimento del prodotto di reazione può essere effettuato con la determinazione del punto di fusione: il punto di fusione dell’acido acetilsalicilico è 134-136 °C mentre quello dell’acido salicilico è più elevato 159-160 °C. Per effettuare la determinazione del punto di fusione è necessario preparare un prodotto puro attraverso una procedura di ricristallizazione. Il punto di fusione è misurato con apparecchi adatti (nella nostra esperienza useremo un metodo semplice e accessibile). Vengono registrate due diverse temperature: la temperatura alla quale la sostanza inizia a trasformarsi in liquido e la temperatura alla quale è completamente liquida. L’ intervallo di fusione osservato può essere influenzato non solo dalla purezza del materiale ma anche dalle dimensione dei cristalli, dalla densità di impacchettamento nel capillare e dalla velocità del riscaldamento. Quando la T del bagno si avvicina al punto di fusione del campione è necessario, per ottenere buoni risultati, aumentare la T lentamente ed in modo uniforme: una velocità di 2°C/min è ottimale.

MATERIALE OCCORRENTE

Etanolo Acqua distillata Beuta da 100 ml Cilindro da 50 ml Beaker da 100 ml Beaker o cristallizzatore Apparecchiatura da vuoto (come sopra) Piastra elettrica Bagno ad olio (olio di macchina, vasellina, olio di semi) Termometro Capillari chiusi ad una estremità (si possono preparare tagliando la parte sottile della pipetta pasteur e chiudendo una estremità su fiamma) Canna da vetro cava lunga più di 70 cm Ghiaccio per raffreddare

Procedimento

Il solido grezzo si solubilizza in 15 ml di etanolo caldo contenuti in una beuta

da 100

ml e versando poi la soluzione in 40 ml di acqua calda contenuti in un beaker. Se a questo punto si separa della sostanza solida (precipitato) si riporta la miscela in soluzione riscaldandola. La soluzione limpida si lascia raffreddare lentamente a temperatura ambiente e quindi si raffredda in bagno di ghiaccio per completare la cristallizzazione.

Si filtra sotto vuoto con un imbuto di buchner come su riportato.

Si pone poi il prodotto, con tutto il filtro, su di un vetrino da orologio preventivamente pesato, si essicca in stufa a non più di 100 o C, e si conserva in essiccatore su gel di silice.

Si introduce una piccola quantità del materiale finemente polverizzato in un tubo capillare dalle pareti sottili e saldato ad un’estremità (1 mm x 100 mm). Per riempire il tubicino

1. si preme leggermente la sua estremità aperta nel campione polverizzato della massa cristallina.

2. per trasferire il materiale all'estremità saldata, si fa cadere il capillare (con l'estremità saldata verso il basso) lungo la canna di vetro messa in verticale sul

banco. Quando il capillare urta la superficie del banco, il materiale di solito cade sull'estremità inferiore

3. si ripete 1)-2) fino a che la quantità di solido fatta entrare nel capillare sia ad un'altezza di 1-2 mm.

Il tubicino capillare è quindi fissato ad un termometro e posto in un bagno ad olio come in figura. Si riscalda mediante una piastra elettrica ruotando lentamente la manopola di riscaldamento (un riscaldamento troppo rapido può determinare una lettura del punto di fusione a temperature più elevate) osservando il campione, (eventualmente con una lente di ingrandimento). La temperatura di fusione è letta sul termometro.

Bagno ad olio Piastra riscaldante
Bagno ad olio
Piastra
riscaldante

SPUNTI DIDATTICI

Che reazione è avvenuta nella prima parte dell’esperienza?

Che cos’è la cromatografia strato sottile?

Perché si hanno comportamenti diversi nella reazione con cloruro ferrico?

SCHEDA DI SICUREZZA ACIDO SALICILICO

Reattivo

C 6 H 4 (OH)COOH:

Peso molecolare

138,12 u.m.a.

Solido bianco inodore

Identificazione dei pericoli

Nocivo per ingestione. Irritante per gli occhi.

Irritabilità primaria

Irrita la pelle e le mucose

Irritante per gli occhi

Non si conoscono effetti sensibilizzanti

Il prodotto è genericamente classificato come irritante

Mezzi protettivi individuali

Guanti protettivi

Occhiali protettivi a tenuta

Misure di protezione ambientale

Impedire l’entrata del prodotto nelle fognature

Diluire con acqua dopo aver raccolto il prodotto

Impedire infiltrazioni nelle acque superficiali e/o freatiche

Intervento di primo soccorso

In caso di contatto con la pelle lavare immediatamente con acqua e sapone sciacquando accuratamente In caso di inalazione portare in luogo ben aerato In caso di contatto con gli occhi lavare con acqua corrente per diversi minuti tenendo le palpebre ben aperte In caso di ingestione non provocare il vomito e chiamare il medico

di ingestione non provocare il vomito e chiamare il medico Smaltimento Non immettere il prodotto nelle
di ingestione non provocare il vomito e chiamare il medico Smaltimento Non immettere il prodotto nelle
di ingestione non provocare il vomito e chiamare il medico Smaltimento Non immettere il prodotto nelle

Smaltimento

non provocare il vomito e chiamare il medico Smaltimento Non immettere il prodotto nelle fognature Riciclare

Non immettere il prodotto nelle fognature Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata

medico Smaltimento Non immettere il prodotto nelle fognature Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata

SCHEDA DI SICUREZZA ANIDRIDE ACETICA

Reattivo: C 4 H 6 O 3

Peso molecolare

102,09 u.m.a.

Liquido incolore di odore pungente

Identificazione dei pericoli

Infiammabile

Nocivo per inalazione e ingestione

Provoca ustioni

Irritabilità primaria

Evitare assolutamente il contatto con gli occhi e con la pelle. Non

respirare i vapori. Tenere a disposizione una doccia di emergenza.

Mezzi protettivi individuali Guanti protettivi Occhiali protettivi a tenuta Tenere lontano da cibi e bevande

Misure di protezione ambientale

Impedire l’entrata del prodotto nelle fognature

Raccogliere con materiali assorbenti (ad es. sabbia)

Impedire infiltrazioni nelle acque superficiali e/o freatiche

Intervento di primo soccorso

In caso di inalazione portare in zona ben aerata

In caso di contatto con gli occhi lavare bene con acqua corrente per alcuni

minuti tenendo le palpebre ben aperte In caso di ingestione non provocare il vomito e chiamare un medico

Smaltimento

Non immettere il prodotto nelle fognature

Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata

Non smaltire il prodotto insieme ai rifiuti domestici

SCHEDA DI SICUREZZA ACIDO SOLFORICO

Reattivo: H 2 SO 4

Peso molecolare

98,08 u.m.a.

Liquido trasparente e incolore di odore caratteristico

Identificazione dei pericoli

Infiammabile

Nocivo per inalazione e ingestione

Provoca ustioni

Irritabilità primaria

Evitare assolutamente il contatto con gli occhi e con la pelle. Non

respirare i vapori. Tenere a disposizione una doccia di emergenza.

Mezzi protettivi individuali Guanti protettivi Occhiali protettivi a tenuta Tenere lontano da cibi e bevande

Misure di protezione ambientale

Impedire l’entrata del prodotto nelle fognature

Raccogliere con materiali assorbenti (ad es. sabbia)

Impedire infiltrazioni nelle acque superficiali e/o freatiche

Intervento di primo soccorso

In caso di inalazione portare in zona ben aerata

In caso di contatto con gli occhi lavare bene con acqua corrente per alcuni

minuti tenendo le palpebre ben aperte In caso di ingestione non provocare il vomito e chiamare un medico

Smaltimento

Non immettere il prodotto nelle fognature

Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata

Non smaltire il prodotto insieme ai rifiuti domestici

Reattivo: C 2 H 5 OC 2 H 5

SCHEDA DI SICUREZZA ETERE ETILICO

Peso molecolare

74,12 u.m.a.

Liquido trasparente e incolore di odore caratteristico

Identificazione dei pericoli

Infiammabile

Nocivo per inalazione e ingestione

Irritabilità primaria Irrita la pelle e le mucose Irritante per gli occhi Non si conoscono effetti sensibilizzanti

Mezzi protettivi individuali Guanti protettivi Occhiali protettivi a tenuta Tenere lontano da cibi e bevande

Misure di protezione ambientale

Impedire l’entrata del prodotto nelle fognature

Diluire con acqua dopo aver raccolto il prodotto

Impedire infiltrazioni nelle acque superficiali e/o freatiche

Intervento di primo soccorso

In caso di inalazione portare in zona ben aerata

In caso di contatto con gli occhi lavare bene con acqua corrente per alcuni

minuti tenendo le palpebre ben aperte In caso di ingestione non provocare il vomito e chiamare un medico

Smaltimento

Non immettere il prodotto nelle fognature

Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata

Non smaltire il prodotto insieme ai rifiuti domestici

SCHEDA DI SICUREZZA ACETONE

Reattivo : CH 3 COCH 3

Peso molecolare

58,08 u.m.a.

Liquido trasparente e incolore di odore caratteristico

Identificazione dei pericoli

Infiammabile

Nocivo per inalazione e ingestione

Irritabilità primaria Irrita la pelle e le mucose Irritante per gli occhi Non si conoscono effetti sensibilizzanti

Mezzi protettivi individuali Guanti protettivi Occhiali protettivi a tenuta Tenere lontano da cibi e bevande

Misure di protezione ambientale

Impedire l’entrata del prodotto nelle fognature

Diluire con acqua dopo aver raccolto il prodotto

Impedire infiltrazioni nelle acque superficiali e/o freatiche

Intervento di primo soccorso

In caso di inalazione portare in zona ben aerata

In caso di contatto con gli occhi lavare bene con acqua corrente per alcuni

minuti tenendo le palpebre ben aperte In caso di ingestione non provocare il vomito e chiamare un medico

Smaltimento

Non immettere il prodotto nelle fognature

Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata

Non smaltire il prodotto insieme ai rifiuti domestici

SCHEDA DI SICUREZZA ETANOLO

Reattivo : CH 3 CH 2 OH

Peso molecolare

46,07 u.m.a.

Liquido trasparente e incolore di odore caratteristico

Identificazione dei pericoli

Infiammabile

Nocivo per inalazione e ingestione

Irritabilità primaria Irrita la pelle e le mucose Irritante per gli occhi Non si conoscono effetti sensibilizzanti

Mezzi protettivi individuali Guanti protettivi Occhiali protettivi a tenuta Tenere lontano da cibi e bevande

Misure di protezione ambientale

Impedire l’entrata del prodotto nelle fognature

Diluire con acqua dopo aver raccolto il prodotto

Impedire infiltrazioni nelle acque superficiali e/o freatiche

Intervento di primo soccorso

In caso di inalazione portare in zona ben aerata

In caso di contatto con gli occhi lavare bene con acqua corrente per alcuni

minuti tenendo le palpebre ben aperte In caso di ingestione non provocare il vomito e chiamare un medico

Smaltimento

Non immettere il prodotto nelle fognature

Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata

Non smaltire il prodotto insieme ai rifiuti domestici

SCHEDA DI SICUREZZA CLORURO FERRICO

Reattivo:

FeCl 3

Peso molecolare

162,5 u.m.a.

Liquido bruno di odore pungente

Identificazione dei pericoli

La pericolosità del prodotto è dovuta alla sua funzione acida.

Gli effetti tossici sono dovuti principalmente alle proprietà corrosive

Irritabilità primaria Irrita la pelle e le mucose Irritante per gli occhi Non si conoscono effetti sensibilizzanti

Mezzi protettivi individuali Guanti protettivi Occhiali protettivi a tenuta Tenere lontano da cibi e bevande

Misure di protezione ambientale

Impedire l’entrata del prodotto nelle fognature

Diluire con acqua dopo aver raccolto il prodotto

Impedire infiltrazioni nelle acque superficiali e/o freatiche

Intervento di primo soccorso

In caso di inalazione portare in zona ben aerata

In caso di contatto con gli occhi lavare bene con acqua corrente per alcuni

minuti tenendo le palpebre ben aperte In caso di ingestione non provocare il vomito e chiamare un medico

Smaltimento

Non immettere il prodotto nelle fognature

Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata

Non smaltire il prodotto insieme ai rifiuti domestici

SCHEDA DI SICUREZZA n - ESANO

Reattivo : C 6 H 14 Peso molecolare 86 g/mol Liquido incolore Odore gradevole Identificazione dei pericoli Facilmente infiammabile Nocivo, può causare danni ai polmoni per ingestione Pericoloso per l’ambiente Possibile rischio di ridotta fertilità Irritante per la pelle Tossico per gli organismi acquatici

L’inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini Irritabilità primaria Non particolarmente irritante per gli occhi Non ha effetti irritanti sulla pelle Non si conoscono effetti sensibilizzanti Mezzi protettivi individuali Tenere lontano da cibi e bevande Lavare accuratamente le mani a lavoro terminato Maschera protettiva non indispensabile Guanti protettivi in gomma Intervento di primo soccorso In caso di inalazione portare in luogo ben aerato

In caso di contatto con gli occhi lavare con acqua corrente per diversi minuti tenendo le palpebre ben aperte

Generalmente il prodotto non è irritante per la pelle In caso di ingestione, se persistono sintomi di malessere consultare il medico Misure di protezione ambientale Impedire l’entrata del prodotto nelle fognature Diluire con acqua dopo aver raccolto il prodotto

Impedire infiltrazioni nelle acque superficiali e/o freatiche

Smaltimento Non immettere il prodotto nelle fognature Riciclare se possibile o rivolgersi ad azienda specializzata Non smaltire il prodotto insieme ai rifiuti domestici

SCHEDA DI SICUREZZA Lampada UV per cromatografia

Le radiazioni ultraviolette sono onde e lettromagnetiche, come la luce visibile, da cui

si differenziano per la minore lunghezza d'onda e la maggiore energia trasportata da

ciascun fotone.

RISCHI CONNESSI ALLE RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE

Il rischio principale connesso alla presenza di sorgenti di radiazioni ultraviolette è

l’esposizione; gli organi bersaglio per le radiazioni ultraviolette sono gli occhi e la

pelle.

I principali effetti dannosi a breve termine, relativamente agli occhi, sono la

fotocongiuntivite e la fotocheratite; gli effetti dannosi a lungo termine, sempre

relativamente agli occhi, sono la formazione di cellule cancerose e la formazione di

cataratte.

Il principale effetto dannoso a breve termine, relativamente alla pelle, è l’eritema,

mentre quello dannoso a lungo termine può essere l’induzione di tumori.

MISURE DI PROTEZIONE

Per la pelle il modo più efficace per proteggerla dalle radiazioni UV è quella di

coprirla mediante camici, manicotti, guanti e maschere per il viso.

Per gli occhi il modo più efficace per proteggerla dalle radiazioni UV è quello di

indossare occhiali e/o maschere.