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APPLICATION NOTE: Thermo Electron Corporation in

collaborazione con SGS Italia S.p.A. Enviromental Services,


di Villafranca Padovana (PD)

Analisi degli idrocarburi nelle acque senza l’uso del freon.

Introduzione

Il freon è sempre stato considerato il solvente ideale per l’estrazione delle acque nelle quali si
voleva valutare, tramite spettrofotometria IR, la presenza di idrocarburi, in particolare per quanto
riguarda l’analisi delle acque potabili: non ha bande che interferiscano con quelle degli idrocarburi,
né un’elevata azione tossica e la sua resa nell’estrazione di grassi dall’acqua è piuttosto elevata.
Dopo il riconoscimento del suo effetto inquinante, il freon, secondo le normative internazionali,
dovrebbe essere gradualmente eliminato dai laboratori; in effetti, è ancora possibile acquistarlo,
ma la procedura burocratica è ovviamente piuttosto complessa ed il suo costo estremamente
elevato.
Esistono altri solventi alternativi per l’estrazione degli idrocarburi dall’acqua:
• Tetracloruro di carbonio: è tossico e quindi un suo uso non è consigliabile.
• Tetracloroetilene: è meno tossico come il precedente ed il metodo APAT – IRSA CNR ne
prevede l’uso.

Metodo APAT 5160 B2 Man 29 2003 per l’analisi degli idrocarburi totali presenti nelle acque
e commenti in relazione all’uso di tetracloroetilene al posto del freon:

Il metodo si basa sulla determinazione degli idrocarburi totali mediante spettrofotometria IR.
Il campione d’acqua in esame deve essere preventivamente acidificato con HCl diluito 1:1, in
modo che il ph sia ≤2, poi viene estratto con solvente. Qualora si voglia distinguere tra idrocarburi
e grassi animali, il campione dev’essere fatto percolare in una colonna di florisil o gel di silice.
Il metodo prevede che venga acquisito lo spettro del campione utilizzando una cella in quarzo
specifica per l’analisi IR, con cammino ottico di 1 o 4 cm, a seconda del limite di rilevabilità che si
vuole raggiungere.
Si è costatato però, che, utilizzando come solvente di estrazione il tetracloroetilene, che ha dei
suoi assorbimenti nella zona analitica, la cella da 4 cm crea problemi: le bande del solvente sono
troppo intense e tendono a coprire quelle degli idrocarburi e la retta di taratura non risulta lineare.
Una volta acquisito lo spettro, viene calcolata l’area nella regione compresa tra 3015 cm-1 e 2800
cm-1 per ricavare la concentrazione degli idrocarburi totali mediante confronto con una curva di
taratura ottenuta con soluzioni di riferimento
Il metodo è applicabile ad acque di scarico, superficiali e di mare per concentrazioni di idrocarburi
totali superiori a 0,05 mg/l, ma si è potuto verificare che, avendo a disposizione un FTIR avente
un'elevata sensibilità analitica, si può estendere l’analisi alle acque potabili, dove il limite analitico
da raggiungere è di 0,01 mg/l, utilizzando comunque una cella da 1 cm.

Creazione della retta di taratura: quando la natura dell’agente inquinante è nota, si consiglia di
utilizzarlo per la creazione della curva di riferimento, preparando soluzioni diluite in
tetracloroetilene. Nella maggioranza dei casi però, la natura degli idrocarburi che possono esser
contenuti nell’acqua in esame non è nota, per cui si utilizza una miscela di riferimento.
In precedenza secondo la metodica IRSA Q59/420.2/84, quest’ultima era ottenuta mescolando
esadecano (37,5%), iso-ottano (37,5%) e benzene (25%). Oggi però, data la cancerogenicità del
benzene, si preferisce non utilizzarlo, anche perché il suo contributo all’analisi è minimo in quanto
assorbe ad una frequenza maggiore rispetto al limite più alto di cm-1 previsto dal metodo (3015 cm-
1
)
Preparazione miscele di riferimento:
• Miscela di riferimento: n-esadecano (50% in volume) e iso-ottano (50% in volume). Si
prepara trasferendo 10 ml di n-esadecano e 10 ml di iso-ottano in un flacone da 25 ml, che
poi viene tappato con ghiera di alluminio e sottotappo in teflon. Tale miscela conservata a
4°C è stabile per sei mesi.
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• Per la soluzione a più alta concentrazione (1 mg/ml) si pesano 100 mg ± 1mg della miscela
di riferimento in matraccio tarato da 100 ml e si porta a volume con tetracloroetilene. La
soluzione conservata a 4°C è stabile tre mesi.
• Per la soluzione a più bassa concentrazione, si prelevano volumi della soluzione
concentrata di idrocarburi esattamente noti (esempio 0,5 ml; 1 ml; 5 ml) e si porta a volume
in matraccio tarato da 50 ml con tetracloroetilene. Va preparata giornalmente.

Per preparare il bianco di riferimento, da utilizzarsi per l’acquisizione del background, si utilizza del
solvente puro.
Si è potuto costatare che la curva di taratura può essere unica, e vale da 20 μg/l a 5000 μg/l e dà
ottimi risultati sia per le acque potabili, sia per quelle di scarico o di mare.

Standard
Schema di preparazione delle soluzioni standard (n-esano)

Soluzione STD Concentrato Soluzione STD Diluito Soluzione STD Diluito


"A" "B" "C"

1 ml"STD M" ---------> 100 ml 1 ml STD"A" ---------> 50 ml 2 ml STD"B" --------> 50 ml

Concentraz.: 6600 mg/l Concentraz.: 132 mg/l Concentraz.: 5.28mg/l

Standard di lavoro

ml Std Conc. finale


Sigla ml finali
diluito ( mg/l )

STD 0 4.0 "C" 25 0,84

STD 1 8.0 "C" 25 1,7

STD C / / / 5,3

STD 2 4.0 "B" 25 21,1

STD 3 10.0 "B" 25 52,8

STD B / / / 132

STD 4 1.0 "A" 25 264

Dove: “STD M” = n-esano d = 0,66 Kg/l


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Spettri degli standard:

0,8

0,7

0,6

0,5
Absorbance

0,4

0,3

0,2

0,1

0,0
3100 3000 2900 2800
Wavenumbers (cm-1)

Metodo quantitativo e retta di taratura:


Si considera l’area della regione 3015-2800 cm-1 utilizzando una linea di base passante per gli
stessi punti. La retta che si ottiene ha un coefficiente di correlazione di 1,000 ed un RMSEC di
0,13; tramite il software è possibile effettuare una validazione del metodo ed il risultato viene
rappresentato graficamente nel seguente modo:
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Dove nel grafico di sinistra vengono rappresentati i valori inseriti di concentrazione, rispetto alle
concentrazioni calcolate: se coincidono i punti, che rappresentano gli standard, sono sulla
bisettrice del quadrato, altrimenti se ne discostano tanto più, tanto maggiore è l’errore. Nella figura
di destra sono rappresentate tali differenze rispetto alla differenza zero tra valore reale e valore
calcolato.

Studio del limite di rilevabilità del metodo


Per limite di rilevabilità del metodo, o MDL, si considera la più bassa concentrazione che può
essere rilevata per ciascun analita, con il 99 % di probabilità che la concentrazione dell’analita sia
diversa da zero.
MDL IDROCARBURI TOTALI (come n-esano):
Partendo dallo standard “B” della curva di taratura espressa come n-esano in tetracloroetilene,
concentrazione 132 mg/L, si prepara una soluzione 13,2 mg/L.
Da questa, si prelevano 3 ml che sono introdotti in un imbuto separatore contenente 2000 ml
d’acqua milliQ acidificata con HCl a pH < 2.
Si sottopongono a doppia estrazione con tetracloroetilene i due litri d’acqua addizionati dello spike,
20 + 20 ml, facendo percolare l’estratto attraverso una colonnina di vetro contenente florisil. Si
porta a volume finale di 50 ml lavando la colonnina stessa con solvente.
La concentrazione è:
μg/l = (3*13.2/50) *50000/2000 = 19.80

Si eseguono sette repliche che sono quindi lette all’infrarosso. Di seguito sono riportati i valori di
concentrazione ottenuti.

PROVA mg/l print out FTIR μg/l (°)


MDL 1 0,68 17,00
MDL 2 0,73 18,25
MDL 3 0,82 20,50
MDL 4 0,74 18,50
MDL 5 0,78 19,50
MDL 6 0,75 18,75
MDL 7 0,86 21,50

 (°) μg /l = mg/l print out FTIR * 50000 / 2000


MDL = deviazione standard x 3,143 = 5 μg/l

Metodo Consigliato per l’analisi dei campioni

Un campione di almeno 2 litri di acqua viene estratto con tetracloroetilene, si consiglia l’uso di
tetracloroetilene Ultra Resi Backer, poiché si è verificato che non richiede alcuna purificazione
preventiva. La quantità totale di solvente da utilizzarsi è di 50 ml, suddivisa in due estrazioni da 20
ml più 10 ml per l’eventuale lavaggio della colonna e per portare a volume.
Nel caso in cui il campione di acqua a disposizione sia inferiore a 2 litri, si consiglia di utilizzare
una quantità di solvente di estrazione proporzionale al volume da estrarre.
Prima dell’acquisizione dello spettro del campione, deve essere acquisito quello del bianco o
background. Come bianco di riferimento si considera un campione di acqua pura milliQ, sottoposta
allo stesso trattamento del campione (Method Blank)
Come primo punto della curva si consiglia di utilizzare 0,8 mg/l, che corrisponde a 20 μg/l,
maggiore del limite minimo previsto di 10 μg/l, che viene però raggiunto attraverso lo studio
dell’MDL. Si consiglia di non utilizzare 10 μg/l come primo punto reale della curva, perché il suo
effetto sul coefficiente di correlazione della retta di taratura è negativo. Per conferma del risultato di
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campioni aventi una concentrazione minima di idrocarburi, si consiglia di abbinare il calcolo


matematico dell’area al confronto grafico tra lo spettro in esame ed uno di riferimento a
concentrazione simile, oppure il primo standard della curva per i campioni a bassa concentrazione
o inferiori al limite di rilevabilità.

Calcoli
La zona analitica dovrebbe essere quella dello spettro tra 3015 e 2800 cm-1, ma, utilizzando il
tetracloroetilene al posto del freon, a volte può succedere di vedere un picco negativo, dovuto al
solvente stesso, tra 2910 e 2885 cm-1. Per annullare tale interferenza, l’area degli spettri da
utilizzarsi per l’analisi viene suddivisa in due zone: 3015-2910 e 2885-2800 cm-1, avendo come
linea di base di riferimento quella passante per 3015 e 2800 cm-1.
La retta di taratura si ottiene tramite l’utilizzo di un apposito software di analisi quantitativa per IR,
che effettua il calcolo della regressione lineare, con le quantità in mg delle soluzioni di taratura in
ascissa e le unità di area corrispondenti in ordinata. Secondo il metodo trattato, la regressione può
essere considerata accettabile ai fini analitici se la deviazione standard della retta stimata è
inferiore al 5%.
La concentrazione di sostanze oleose totali è ricavata dalla seguente formula:

A•f
C=
V

dove:
C = concentrazione (mg/l) di sostanze oleose totali;
A = quantità (mg) ricavata utilizzando l’equazione della retta di regressione;
f = fattore di diluizione (eventuale) dell’estratto;
V = volume (l) di campione.

Grazie al confronto grafico tra lo spettro del campione ed uno di riferimento a concentrazione nota,
simile a quella del campione stesso, si può verificare la linea di base dello spettro incognito. Nel
caso questa non presenti un andamento simile a quello dello standard, si consiglia di ripetere
l’analisi. Sempre grazie al confronto tra spettri, si può verificare anche la presenza di sostanze
aromatiche nel campione in esame, nel caso in cui compaiano bande sopra i 3000 cm-1 ed
eventualmente procedere ad analisi gascromatografica per un’analisi più specifica.

Esempi di analisi di campioni reali


Spettri:
0,030 Campione 6
Campione 1
0,028 Campione 2
Campione 5
0,026 Campione 7
Campione 4
0,024 Campione 3

0,022

0,020

0,018
Absorbance

0,016

0,014

0,012

0,010

0,008

0,006

0,004

0,002
0,000
3100 3000 2900 2800
Wavenumbers (cm-1)
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Concentrazioni calcolate:

Volume
Volume
finale mg/l letti
Campione campione μg/L (*)
estratto da FTIR
(ml)
(ml)

1 2000 50 9,01 225


2 1995 50 7,00 175
<10
3 1990 50 0,21
(MDL)
<10
4 1995 50 0,06
(MDL)
5 2000 50 0,76 19
6 2000 50 0,73 18
7 2100 50 0,52 12

(*) μg/l = mg/l letti x vol. finale x1000 : vol. campione

Ringraziamenti
Si ringrazia il Dr. Tremolada, la Dr.ssa Toffanello ed il Sig. Badan dell’SGS Italia S.p.A.
Enviromental Services, di Villafranca Padovana (PD) per la collaborazione.