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Bonomi Claudia 4F

Rispondi alle domande di guida all'analisi a pag. 720 del libro di testo
( sonetto T169 di Petrarca)

1_ Questo sonetto rappresenta alla perfezione la lacerazione interiore


provocata dal sentimento d'amore ( specialmente da quello non ricambiato).
Il poeta propone una descrizione completa del proprio stato d'animo
servendosi della figura retorica dell'antitesi, che gli permette di esprimere la
contraddittoriet del sentimento d'amore ( o meglio, del proprio modo di
vivere tale sentimento); Petrarca non riesce a trovare la pace ( l'emblematica
parola con la quale si chiude l'intero Canzoniere), non riesce a convivere con
il sentimento che prova nei confronti di Laura, vorrebbe modificare questa
situazione ( nonostante resti la convinzione che egli si serva di questo
sentimento travagliato per scopi letterari) ma non ha mezzi per farlo, non
potendo smettere di amare la donna ma non potendo nemmeno fare in modo
che Laura lo ricambi. Per questo motivo la donna amata ( la quale, assieme
ad Amore personificato, diventa protagonista nella seconda strofa, rendendo
Petrarca vittima), viene denominata " Tal", in modo dispregiativo: Laura non
intrappola il poeta nella prigione che impersonifica il sentimento d'amore, ma
non lo lascia nemmeno libero. Nelle terzine il pathos aumenta ulteriormente,
Petrarca convinto che l'Amore gli abbia tolto la facolt di vedere e di
gridare, eppure continua a vedere, continua a parlare,e il pianto e la risata si
confondono, cos come il desiderio della morte e della vita. Significativo,oltre
che dal punto di vista stilistico, poich rappresenta l'unica rima siciliana del
Canzoniere,per il suo significato l'ultimo verso del sonetto, nel quale la
colpa viene data esclusivamente alla donna, come in un disperato tentativo
di scrollarsi ogni tipo di responsabilit nei confronti di questo sentimento.
2_ Le antitesi, caratteristiche di tutto il sonetto, presentano delle variazioni,
poich in alcuni versi formano dei veri e propri chiasmi: pace (complemento
oggetto) non trovo (verbo) e non ho da far (verbo) guerra ( complemento
oggetto), mentre in altri casi ( e temo e spero), gli elementi sono in antitesi
nel significato ma paralleli nella sintassi.
3_ Nella prima quartina sono presenti due metafore: " volo sopra il cielo" e
"tutto il mondo abbraccio", che possono essere considerate anche delle
iperboli. Il polisindeto presente in tutto il componimento, in particolare la
congiunzione " e" in anafora nel secondo, terzo, e quarto verso della prima
strofa. "Veggio senz'occhi", " non ho lingua e grido" e " piangendo rido" sono
dei paradossi. Amore personificato nel terzo verso della seconda strofa.

L'ultimo verso della prima e della seconda terzina costituiscono una rima
siciliana ( l'unica del Canzoniere).
4_ Come in ognuno dei suoi componimenti, Petrarca sceglie di risolvere del
contenuto nella forma, rendendola perfetta. A differenza di altri
componimenti per, lo stile di questo sonetto non si pu definire limpido:
sono presenti infatti molti suoni aspri. Inoltre i versi sono spezzati a causa
della punteggiatura costante a fine verso, e questo rende il ritmo veloce ma
ansioso.
5_ Un sonetto dalle tematiche simili a questo " Era il giorno ch'al sol si
scoloraro", dove si insiste sul fatto che Laura abbia cambiato la vita del
poeta, ma in negativo: " i miei guai, nel commune dolor, si incominciaro".
Amore l'ha trovato indifeso, e ha deciso di colpirlo attraverso Laura stessa,
che infatti armata. Pur considerando che in entrambi i sonetti Petrarca
vittima del sentimento d'amore, che lo lacera come sono lacerati dalla
punteggiatura forte i versi di entrambi i sonetti, "Era il giorno ch'al sol si
scoloraro" non tocca le vette della drammaticit e dell'esasperazione del
sentimento d'amore, forse proprio perch il sentimento ancora agli inizi; in
"Pace non trovo e non ho da far guerra", Petrarca sembra ormai all'apice della
sofferenza, e il tutto viene espresso in modo molto pi artificioso.