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TANTO GENTIL E TANTO ONESTA PARE Tanto gentil e tanto onesta pare la donna mia quand'ella altrui saluta,

ch'ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l'ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d'umilta' vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare. Mostrasi si' piacente a chi la mira, che da' per li occhi una dolcezza al core, che 'ntender non la puo' chi no la prova; e par che de la sua labbia si mova uno spirito soave pien d'amore, che va dicendo a l'anima: Sospira. (Dante Alighieri dalla Vita Nova) "S'I' FOSSE FOCO, ARDEREI 'L MONDO" S'i' fosse foco, arderei 'l mondo; s'i' fosse fosse vento, lo tempesterei; s'i' fosse fosse acqua, l'annegherei; s'i' fosse Dio, mandereil' en profondo; s'i' fosse papa, sare' allor giocondo, ch tutti cristani imbrigarei; s'i' fosse imperator, sa' che farei? A tutti mozzerei lo capo a tondo. S'i' fosse morte, andrei ami' padre; s'i' fosse vita, fuggirei da lui: similmente faria da mi' madre. S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui, terrei le donne giovani e leggiadre: e vecchie e laide lasserei altrui.

Voi che per li occhi mi passaste 'l core e destaste la mente che dormia, guardate a l'angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. vn tagliando di s gran valore, che' deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vert d'amor che m'ha disfatto da' vostr'occhi gentil'presta si mosse: un dardo mi gitt dentro dal fianco. S giunse ritto 'l colpo al primo tratto che l'anima tremando si riscosse veggendo morto 'l cor nel lato manco.

Tu m'hai s piena di dolor la mente, che l'anima si briga di partire, e li sospir che manda 'l core dolente mostrano agli occhi che non pu soffrire. Amor, che lo tuo grande valor sente, dice: "E' mi duol che ti convien morire per questa fiera donna, che niente par che pietate di te voglia udire". I' vo come colui ch' fuor di vita, che pare, a chi lo sguarda, ch'omo sia fatto di rame o di pietra o di legno, che si conduca sol per maestria e porti ne lo core una ferita che sia, com'egli morto, aperto segno. Parafrasi Tu mi hai riempito la mente di tanto dolore, che l'anima si d da fare per partire e i sospiri che emette il cuore dolente, rivelano alla vista che questo non pu pi sopportare oltre. /Amore che sente la tua grande forza dice: mi dispiace che tu debba morire per questa donna crudele che sembra non volere avere piet di te (non voglia neppure sentire parlare di te)./ Io vado come chi sia privo di vita e che, a guardarlo sembra che l'uomo sia fatto di rame o di pietra o di legno, che si muova solo per l'ingegno di chi lo ha costruito e porti nel cuore una ferita, che il segno evidente che egli morto.

Livello metrico Il sonetto costituito da due quartine a rime alternate (che seguono la forma pi antica), e due terzine a tre rime, secondo lo schema ABAB-ABAB; CDE-DCE. Livello tematico Il sonetto, come si accennato, pu essere diviso in diversi momenti, che costituiscono altrettanti quadri dellesperienza amorosa. Lapostrofe La prima quartina contiene unapostrofe diretta alla donna, che viene designata dal tu per sottolineare la mancanza di distanza tra luomo e la causa della sua sofferenza. Cavalcanti abbandona qui il classico voi, pi adatto a evidenziare il senso di estatica soggezione che genera un essere il quale col solo incedere nobilita luomo, per rivolgersi direttamente a colei che rappresenta la felicit irraggiungibile, cio leterno dolore. In realt non si tratta di una donna in carne ed ossa, bens di un phantasma che ha colmato la mente, cio limmaginazione, del poeta, al punto che lanima sensitiva (della quale, come gi sappiamo, la mente fa parte) ha fretta di allontanarsi da lui. Il verbo partire indica lallontanamento delle facolt vitali, proprie appunto dellanima sensitiva. Attraverso un quasi-anagramma la descrizione passa quindi agli effetti che il phantasma provoca nel cor dolente (dopo avere, come sappiamo da Voi che per li occhi mi passaste l core , destato la mente attraverso gli occhi). Gli occhi, in questo caso, non sono il semplice mezzo che permette allimmagine di arrivare alla mente; stavolta essi stessi sono personificati e, per mezzo delle lacrime, esprimono la sofferenza, conseguenza della battaglia che si sta compiendo tra lAmore e gli spiriti di cui costituita lessenza dellamante. La morte Nella seconda quartina la parola data ad Amore che, percependo la grande potenza (valore) con cui il phantasma della donna sconvolge lanimo dellamante, ne prevede, in un discorso diretto, linevitabile e doloroso destino. Amore si duole che luomo debba morire, sebbene si tratti di una morte metaforica, la morte del cuore innamorato a causa di una donna crudele, che sembra mostrare totale indifferenza nei confronti del poeta (il tema anticipa la durezza della donna Pietra dantesca e per alcuni versi anche quella della Laura di Petrarca). Non si deve cercare di identificare tale personaggio in una donna reale, n chiedersi perch sia cos spietato: il suo atteggiamento appare assolutamente plausibile se si pensa che siamo di fronte ad una proiezione del tutto immaginaria della figura femminile, che si colloca esclusivamente della mente delluomo. Non possibile che tale donna, ineffabile phantasma, possa interagire con il poeta.

LAutoma Nelle terzine si riprende la descrizione degli effetti della passione amorosa. In maniera simmetrica rispetto al tu della prima quartina, la prima terzina si apre con io. La scena ora si sposta sulluomo e sulle conseguenze che la fissazione sul phantasma della donna ha provocato. Luomo si vede andare: situazione paradossale, perch il poeta stesso che descrive il suo incedere, il suo atteggiamento, osservandosi da una posizione straniata rispetto al corpo. I movimenti non sono quelli di un essere vivente; ci troviamo di fronte a un vero e proprio automa.