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Novità su Nicola Pisano scultore nel Duomo di Siena


Author(s): Alessandro Bagnoli
Source: Prospettiva, No. 27 (Ottobre 1981), pp. 27-46
Published by: Centro Di Della Edifimi SRL
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/24426254
Accessed: 28-11-2017 16:29 UTC

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Seidel10 dedicato alla recezione dei mo- mediterraneo con la cuffia (figg. 1-4).
Novità su Nicola delli antichi, al significato iconografi- Vive espressioni del mondo sensibile
Pisano scultore co che questi assumono nei nuovi con- ed evidente prodotto di una profonda
testi e ad alcune mediazioni dall'arte cultura classica genialmente 'volgariz
nel Duomo di Siena bizantina e romanica. zata', subito e necessariamente queste
Non sono mancati inoltre fortunati 'ri- sculture mi hanno ricordato l
Alessandro Bagnoli
trovamenti'. Penso alle quattro straor- za artistica delle opere di
dinarie protomi animalesche della fon- sano. Poco meno di tre metr
te dei Canali a Piombino (1248) che alto, dove la cupola si imposta
costituiscono le più antiche opere a perimetro dodecagonale, mi s
noi note di Nicola, come dimostrano vato davanti all'apparizione,
i confronti stilistici con il pulpito pi- credibile, di centoquattro me
sano indicati dal Bucci." E soprattutto scolpite che si alternano con bl
penso alla stupenda 'Testa muliebre' marmo nero a sorreggere la
del Museo Bardini di Firenze, ricono- del tamburo. Mentre ottantad
sciuta dal Seidel12 e giustamente valu- sole hanno forma di volute, di
tata come esempio chiave della svolta vegetali ο di foglie d'acanto co
Negli ultimi decenni la letteratura su
espressiva che caratterizza 'il passag- lisce, carnose, ben ventidue raff
Nicola Pisano si è enormemente accre
gio dallo stile pisano a quello senese', teste umane ο protomi animale
sciuta senza per questo che sostan I soliti 'mostri' cari alla fantasia me
ziali novità siano venute a modificare
Lasciando ad altri l'affascinante e ter- dievale e particolarmente un picc
la figura e la posizione storica delinea
te da Giusta Nicco Fasola nell'ultima rificante compito di fondere tutte le gruPPo di animali si caratterizzano
monografìa a lui dedicata, che risalenuove acquisizioni critiche in una mo- uno sPlccato interesse naturalistic
al lontano 1941. In quell'ampio vo derna monografia, vorrei in questa se- soprattutto nel rendere il gonfio
lume la studiosa italiana, oltre ad.ac de portare un contributo alla conoscen- maSS10 di due rapaci (figg· 12,
cogliere una completa rassegna degliza di Nicola illustrando una novità J asPetto sornione di un gufo (fig. 23
studi ormai 'classici', interpretava loevidenziatasi in tutta la sua straordi- Ja sca.ra epidermide di una scimm
naria rilevanza durante i recentissimi f S· ^ e dulata criniera di
svolgimento stilistico di Nicola — dai
modi solenni, serrati, classici di Pisalavori di restauro, intrapresi per cura 9uieto eone ( ìg. 30). ^
a quelli dinamici, emotivi, gotici didella Soprintendenza per i beni am- Con straordinaria fantasia inventiva
Siena e Perugia — come una naturalebientali e architettonici,13 alla cupola altre mensole figurate accostano p
evoluzione di una forte tempra arti dei duomo senese. Seguendo la campa- na§S* Pres>f dal mondo contempor
stica culturalmente aggiornatissima, algna fotografica,14 mi è stato possibile come le à"e don?e <■*«*· 17' 37) a
la guida di un'attiva bottega e alla basalire sui ponteggi ed osservare le parti conciate aUa moda ? 1 ™ent0e,?
decorative del tamburo interno. Men- van°tto dai capelli lunghi ( ìg
se del rinnovamento dell'arte italiana.1
Fra gli argomenti affrontati nei molti tre la visione ravvicinata delle gigan- moderne interpretazioni di esemp
contributi critici successivi al libro del tesche figure dei Santi15 — modellati tlch,V la testa femminile co
la Nicco Fasola vanno almeno ricor con intenzionali sproporzioni per con- ta ad°ro (fig. 9) ο la faccia satires
sentire la correzione ottica dal basso 10)' a tlP.1 che sembr
dati la puntualizzazione cronologica
e l'attenta analisi per i rilievi della- cat
era fuorviante oltre che sinceramen- fodere alle frequenti iconografìe
tedrale lucchese (1257-'60 circa), ope te sgradevole, emozionante e carico di Ba"lstaβ* 16)'Ì,Sann ?ta(Aof1^
rate dal Salvini2 e dalla Kosegarten;3 inaspettati sviluppi è risultato invece e di indeterminabili Profeti (figg.
lo studio dello Gnudi4 sull'arca di San lo stretto contatto con le parti sculto- 261 Si susseguono differenziandos
., ... .. , , ,· incredibile varietà di caratterizzazioni
Domenico a Bologna; gli interventi delree inserite nell architettura, le quali a , ...
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Carli5 e soprattutto del Seidel6 sul pul— poco visibili da terra — non sono . a . ' , ,
, c rr · , , ι A , buffonesche, nervose ο severe. In alcu
pito senese; l'ampia trattazione sulla state finora sufficientemente valutate e . . ., , , ,, . ... ,
,. , ... . ni casi il duttile modellato ottiene la
fonte perugina ancora della Nicco Fa studiate, ... se non addirittura mai prese , , . ... ,. ,
f ., tenera carnosità dei volti: si guardi ad
sola;7 i primi seri interventi sulla com in sena considerazione. E questo il . ,. r °.c 71.
plessa attività della bottega di Nicola caso dei capitelli delle quattro trifore esemP'°
nel cantiere del battistero pisano, non poste subito al di sopra degli archi che al!re invec
ché la messa a fuoco dei rapporti dicollegano i piloni di sostegno dell'esa- bllc' forza sint
collaborazione fra Nicola e il figlio gono. In tre finestre i capitelli presen- far] vlsfpsl c
Giovanni, dovuti alla Kosegarten.8 tano modeste e secche stilizzazioni di rpliformi di un
Per quanto riguarda invece l'indaginefoglie di acanto, ma nella trifora, orien- a fiammella
su aspetti particolari dell'arte nicolia tata a nord, dalla parte del transetto m altri ancora
na e i suoi rapporti con la cultura fi sinistro, fortunatamente li sostituisco- liformi delle c
gurativa del tempo, restano fondamenno quattro impressionanti teste a gran- lano la loro n
tali gli appunti del Bologna9 che con dezza naturale.16 Colte in stato di stu- teste tengono
solida con nuove e convincenti argo pore, sembrano voler rappresentare morfologici com
mentazioni l'ipotesi della provenienza con inconsueta forza illusiva quattro vivezza credib
di Nicola dal 'mondo gotico moderno' razze umane: un negro calvo, un gio- lusa dalle sopra
di Puglia piuttosto che dall' 'arcaizzan vanotto di tipo nordico con la fascia 16, 26), dai
te antefatto capuano'. Altrettanto im fra i capelli, un uomo barbuto — come
portante è infine il recente saggio del un re mago asiatico — e un altro uomo [Saggi] 27

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1. Nicola Pisano: 'Testa di negro' (M. I). Siena, 3. Nicola Pisano: 'Testa di giovane con benda'
Duomo, cupola. (M. II). Siena. Duomo, cupola.
2. Nicola Pisano: 'Testa virile barbata' (M. III). 4. Nicola Pisano: 'Testa di uomo con cuffia'
28 [Saggi] Siena, Duomo, cupola. (M. IV). Siena, Duomo, cupola.

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5. Nicola Pisano: 'Testa di uomo con cuffia'
(M. IV), altra veduta. Siena, Duomo, cupola. [Saggi] 29

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6. Nicola Pisano: 'Testa di un re mago', particolare 8. Nicola Pisano: 'Testa virile barbata' (M. Ili),
dall' 'Adorazione dei magi'. Pisa, Battistero, pulpito. altra veduta. Siena, Duomo, cupola.
7. Nicola Pisano: 'Testa di leone' (A. 1). Siena, 9. Nicola Pisano: 'Testa femminile coronata
Duomo, cupola. d'alloro' (A. 9). Siena, Duomo, cupola.
30 [Saggi]

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10. Nicola Pisano: 'Mascherone grottesco' (A. 3). 12. Nicola Pisano: 'Falco' (C. 24). Siena, Duomo,
Siena, Duomo, cupola. cupola.
11. Nicola Pisano: 'Testa di giovane' (C. 22). 13. Nicola Pisano: 'Testa di frate', particolare
Siena, Duomo, cupola. dal 'Miracolo dei pani'. Bologna, San Domenico,
Arca di San Domenico.
[Saggi] 31

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14. Nicola Pisano: 'Testa di uomo barbato' (E. 38).


Siena, Duomo, cupola. condo la quale l'architetto del Duomo Bologna,
15. Nicola Pisano: 'Redentore', particolare.
San Domenico, Arca di San Domenico.
di Siena è Nicola Pisano'19 che avreb
dalle ghiandole lacrimali profonda be assunto l'onere dei lavori già dalressano — verso il 1259-60. A questo
mente scavate (figg. 20, 27) nonché 1245.20 proposito sarà sufficiente ricordare al
dai nasi posti sempre leggermente fuo La 'scoperta' delle quattro nuove te cune precisazioni fatte da Enzo Carli23
ri asse per evitare una meccanica sim ste della trifora rafforza tale certezza e recentemente da Carla Pietramella
metria del volto. che trova fondamento non solo sulla ra24 sulla base dei rilievi architettonici
Disposte con un ordine di cui ci sfugtradizione ma anche in un lungo e da lei eseguiti e delle poche pergamene
gono le regole, si presentano — alben approfondito dibattito storiogracontenenti deliberazioni e pagamenti
pari delle prime quattro teste ricordafico inerente la collaborazione del mae per i lavori alla cattedrale. Iniziata
te e di numerose membrature archi stro 'pisano' alla ricostruzione duecen dalla zona absidale, la nuova chiesa
tettoniche circostanti — con una vi tesca del duomo. Basterà qui ricorda era già in avanzata fase di costruzione
stosa doratura eseguita nel 1482, in re i più importanti argomenti a favorequando il 28 novembre 1259 i re
occasione di una generale revisione notati dagli storici: la forma poligo sponsabili decisero l'ubicazione del
alla decorazione della cupola.18 nale del tamburo della cupola che tor coro sotto la cupola ('suptus metam
Anche per queste opere la responsa na nei pulpiti di Nicola; la presenza majorem'). E questa era sicuramente
bilità di Nicola Pisano mi è sembratadel cornicione a mensole lungo la naad una quota molto elevata se pochi
evidente e l'ampia documentazione fo vata, derivato da quello della catte mesi dopo anche le parti circostanti
tografica qui presentata per la prima drale di Ruvo; e le mensole figurate dell'abside e del transetto erano in
volta non potrà che tornare a condel tamburo, similissime a quelle de nalzate fino all'altezza delle volte. In
ferma. gli archetti pensili sulle fiancate della
fatti il 20 febbraio 1260 si deliberò
Bisogna tuttavia riconoscere che Enzo stessa cattedrale pugliese. Tutti ele costruzione di una volta 'inter duas
la
Carli nel recente volume dedicato al menti che stanno a documentare una ultimas colunnas' e poi il 31 maggio
duomo senese, con l'aiuto di alcune filtrazione di motivi propri dell'archi126025 quella di altre tre volte. La
mediocri fotografìe scattate da lontano tettura pugliese francesizzante e cioècupola doveva essere completa verso
e dall'alto, aveva individuato questo federiciana, certamente noti a Nicola.21la fine del 1263 quando si registrarono
secondo insieme scultoreo riconoscen Secondo le deduzioni documentarie i pagamenti per la palla di rame da
dovi l'officina di Nicola e deducendone possibili22 sembra giocoforza datare sistemare sulla sommità del cupolino
la conferma 'dell'antica tradizione se l'intervento di Nicola nella cupolaesterno.26
— Se ne deduce che a quella
almeno per quanto riguarda l'esecu data tanto i quattro capitelli della tri
32 [Saggi] zione delle sculture che qui ci inte
fora che le mensole del tamburo— ov

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16. Nicola Pisano: 'Testa di uomo barbato' (E. 38),


altra veduta. Siena, Duomo, cupola. [Saggi] 33

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17. Nicola Pisano: 'Testa di donna' (E. 39). Siena, 19. Nicola Pisano: 'Testa virile' (D. 31). Siena,
Duomo, cupola. Duomo, cupola.
18. Nicola Pisano: 'Aquila' (E. 41). Siena, Duomo, 20. Nicola Pisano: 'Testa di uomo calvo e

34 [Saggi] cupola. barbato' (E. 48). Siena, Duomo, cupola.

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21. Nicola Pisano: 'San Paolo', particolare. Siena, evidenza. 22. Nicola Pisano: 'Testa di uomo calvo e
Duomo, pulpito. barbato' (E. 48), altra veduta. Siena, Duomo,
Sono infatti comuni ai due insiemi cupola.
scultorei strutture forti e quadrate ma
viamente posti in loco durante la mu 'Testa di negro'
anche vibrazioni emotive, solennità
ratura — assistevano ormai da alcuni M. I, (fìg. 1)
classiche nonché accenti di modernità, foto n. 19407
anni ai lavori dell'interno, forse in ed inoltre minimi particolari formali La forte quadratura di questa testa dimo
attesa di poter stabilire, secondo un e dettagli tecnici nell'intaglio del mar stra molto bene il senso del 'tutto tondo'
programma iconografico il cui signifi mo. Per di più si può notare che i che Nicola possiede e che gli permette
cato ci è sconosciuto, un muto collo quattro volti della trifora, necessariaun'incredibile, inconsueta caratterizzazione
quio con le figure del pulpito che Nimente eseguiti per primi, potrebberodel tipo negroide. Si osservino soprattutto
la mandibola molto pronunciata, le labbra
cola sistemerà nel 1268 fra i primi star bene — immaginandoli ridotti —tumide, la fronte prominente, il naso lar
due piloni della cupola in asse con lafra i personaggi delle prime tre storiego e schiacciato e i ricciolini lanosi dei
trifora che contiene le quattro teste.27pisane ('Natività', 'Adorazione dei ma capelli ottenuti con fitti buchi di trapano.
Si dovrà dunque ammettere che Nico È nell'ambiente federiciano pugliese che
gi', 'Presentazione al tempio'), men si trovano esempi di simili capacità nell'in
la verso il cruciale biennio 1259-60 tre almeno alcune mensole del tambu dividuare le qualità etniche. Si pensi alle
alternasse la sua attività fra la rifinitu
ro meglio si accompagnano alle te due raffigurazioni di moro, rispettivamen
ra del pulpito pisano e l'esecuzioneste più libere e sciolte delle altre sto te nel capitello oggi in Palazzo Vescovile
delle teste e delle mensole senesi. D'al a Troia e nell'altro ai Cloisters di New
rie ('Crocifissione', 'Giudizio universa
York,29 dove un anonimo maestro di cul
tra parte non mi pare possibile suple'), delle figure allegoriche circostanti
tura protogotica francese sembra tradire
porre che avesse scolpito queste ule già sembrano preannunciare l'evo la conoscenza diretta di modelli possibil
time molto tempo prima in attesa della luzione espressiva che Nicola attuerà mente osservati — secondo il Bologna —
loro collocazione, alle cui delicate openell'Arca di San Domenico a Bologna nelle colonie musulmane di Lucerà in Pu
razioni di incastro nelle strutture mu glia. Altrettanto significativa in questo sen
(1264-1266) e nel pulpito di Siena so si dimostra la 'Testa di moro' del Mu
rarie non sarà certo mancata la sua (1266-1268). Ne lascio la dimostrazio seo civico di Lucerà.30
vigile presenza. Comunque è ilnecon ad alcuni accostamenti fotograficiAnche la nostra immagine di negro — che
fronto con il pulpito di Pisa28 aecon a più particolareggiati commentias'impone per forza di verità — fa pensare
. fermare la datazione proposta e nelle ad assingole schede delle opere se riscontri concreti nel reale e comunque
mi pare in perfetta sintonia con la cultura
sicurare l'autografia nicoliana alle no
nesi. indagatrice e 'sperimentale' di Federico II,
stre sculture. Nonostante la differen riassumibile nella sua massima del 'mani
za di dimensioni, la loro consangui festare ea quae sunt sicut sunt'.31
neità morfologica e stilistica con le
teste dei rilievi pisani è di immediata [Saggi] 35

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23. Nicola Pisano: 'Gufo' (F. 49). Siena, Duomo, 25. Nicola Pisano: 'Animale fantastico' (G. 55).
cupola. Siena, Duomo, cupola.
24. Nicola Pisano: 'Testa di uomo barbato' 26. Nicola Pisano: 'Testa di uomo barbato'
(H. 67). Siena, Duomo, cupola. (1.73). Siena, Duomo, cupola.

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27. Nicola Pisano: 'Testa virile con copricapo'


(1.79). Siena, Duomo, cupola. [Saggi] 37

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na interpretazione del concetto classico di - È inoltre possibile un significativo con
28. Nicola Pisano: 'Testa virile con copricapo'
(1.79), altra veduta, Siena, Duomo, cupola. maiestas. fronto della nostra scultura con le 'reali
Come nella donna coronata della menso- stiche' illustrazioni del De arte venandi
Ripetendo lo stesso tipo umano, Nicola rap la A.9, la spartitura frontale dei capelli curri avibus nel codice vaticano Pai. Lat.
presenterà ancora due negri fra il corteggio e le ciocche ondulate sembrano echeggiare 1071, databile — secondo il Bologna —
dei re magi nel pulpito senese. Più tardi modelli neoattici. Gli occhi profondamen- intorno al 1258.36 L'anonimo illustratore
a questo prototipo sembra riferirsi il mae te incavati, le labbra carnose e dal con- del trattato federiciano disegna alcuni gio
stro nicoliano che scolpisce il terzo pila torno tagliente, i grossi riccioli della bar- vani falconieri che — al di là delle este
stro del Duomo di Orvieto per una figura ba — spiraliformi come chiocciole, cura- riori somiglianze suggerite dalle acconcia
dello stesso contesto iconografico.32 tissimi nelle fini incisioni e nell'articola- ture — ricordano da vicino la nostra testa
zione ritmica — permettono puntuali ri- per le fluenti ondulazioni delle capigliatu
'Testa di giovane con benda' scontri con le sculture del pulpito pisano; re, per l'evidente senso plastico dei volti
M. II, (fig. 3) particolarmente con il vecchio Simeone e per il vigore espressivo degli sguardi,
foto n. 19409 e il San Giuseppe della 'Presentazione al
La precisione e la morbidezza del model Tempio' (cfr. E. Carli, 1971, tav. 34)34, 'Testa di leone'
lato danno risalto alle guance carnose, al con il consunto telamone drappeggiato (cfr. A. 1, (fig. 7)
lo sguardo fermo e alla bocca aperta in E. Carli, 1971, tav. 101) ο meglio ancora foto n. 19375
atteggiamento di stupore, ma soprattutto con i due re inginocchiati nell Adorazio- Sebbene sia colto nell'attimo di ruggire
rendono vitale l'immagine di questo giova ne dei magi (cfr. E. Carli, 1971, tavv. 20, come <jue leoni stilofori del pulpito pisano
ne. La sua tenera tipologia, mentre sem 24), (llg. 6). (cfr E Carlij 1971) tayv 104> 105) e la
bra rievocare la calma apparente di un testa di mastino della fonte piombin
atleta dell'antichità coronato della benda, 'Testa di uomo con cuffia' non ne possiede tuttavia la finezza scul
concorda con la vivace e moderna natu
M. IV, (fìgg. 4-5) torea.
ralezza degli esempi scultorei gotici d'ol
foto nn. 19403 e 19406 Rispetto alla testa di leone N. 99, carat
tralpe. Si pensi per esempio al giovane
La struttura stereometrica e gli elementi terizzata dallo sguardo severo e d
guerriero che interpreta la parte di 'San
morfologici provano la perfetta coinciden- mentati ciuffi della criniera, in q
Teodoro' nel portale sinistro del transetto
za stilistica fra la testa qui in esame e Pare 1 in^rvcnlo riduttivo di un
meridionale a Chartres33 ο al 'Cavaliere'
quelle
della cattedrale di Bamberg. L'aderenza ai dei primi tre rilievi del pulpito pi- stesso che modella schematicament
sano. Connotato da precise indicazioni alla sole ·41 e · -"·
canoni estetici di questi necessari antefatti
moda: la cuffia allacciata sotto la gola e ,
è talmente corrispondente alla cultura clas
sica e gotica della corte sveva che la no
i capelli lunghi sulla nuca (esattamente Mascherone grott
come per i due fanciulli che servono a Α. ~^> ("S·
stra testa potrebbe ben esemplificarne l'idea mensa nel 'Miracolo dei pani' dell'arca 'oto n· 19382
le di bellezza maschile.
bolognese), questa immagine richiama in I capelli irsuti e lo
'Testa virile barbata'
mente Nicolaus de Verdun, le cui opere, brano voler dar
basate su una vigorosa tradizione romani- grottesco le sembi
M. Ili, (figg. 2, 8) ca, venate di classici accenti e di spunti straordinaria vitalit
foto nn. 19405 e 19408
di modernità protogotica, sono da consi- gerita dalla trama
derare fra gli antefatti della cultura ni- ο scavate che alludo
Probabilmente ispirata alla tipologia di uno
Zeus, la testa offre tuttavia una moder collana.35 mobilità della pelle.

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29. Nicola Pisano: 'Testa di orso' (M. 98) e 'Testa di giovane' un aspetto dello stile di Nicola che sarà
'Testa di leone' (N. 99). Siena, Duomo, cupola.
C. 22, (fig. 11) -rinnovato in modi ancor più sinteticamente
foto n. 19380 espressivi nelle opere giovanili di Giovan
La sintetica modellazione permette l'ac
costamento ad alcune mensole zoomorfe Caratterizzato da una curiosa, buffonesca nl> quallla ^t®13 vlrl
(A. 1; E. 41; G. 55; M. 93) piuttosto che acconciatura, questo linfatico faccione avrà zicmale di San Matteo a P
alle altre protomi umane. una replica in dimensioni ridotte nell"An- <r_ . , , . ,
11 necessario precedente di questo scultura gelo' in veste diaconale del pulpito senese. .J6™3 ^ ι 3 °
si trova nell'arguto e ridente telamone scol Il gonfiore della sclerotica, la forma re- 7" ' ' ' 0,
pito da Nicola nella base centrale del pul golare del naso, il taglio e l'apertura delle foto nn' 19379 e 19385
pito pisano (cfr. E. Carli, 1971, tav. 99). labbra permettono inoltre un puntuale con- L'intensità espressiva, l'aspetto sde
fronto con la 'Madonna' che regge il barn- selvaggio fanno di questa testa —
'Testa femminile coronata di alloro' bino dello stesso complesso, nonché con all'iconografia del Battista — l'a
A. 9 (fig. 9) alcuni paffuti fraticelli a mensa nel 'Mira- tico dell'insieme, l'esempio più p
foto n. 19378 colo dei pani' dell'arca di San Domenico allo stile emotivo del pulpito sen
a Bologna41 (fig. 13). premessa indispensabile alla dinamica e
La grave scheggiatura sul naso e l'abbon drammatica scultura di Giovanni.
'Falco' La responsabilità di Nicola appare tutta
dante doratura non impediscono di cogliere
l'umana, moderna caratterizzazione del C. 24, (fig. 12) via evidente dal confronto con il Battista
volto.38. foto n. 19388 su un angolo del pulpito pisano (cfr. E.
Diversamente da più frequenti soluzioni
che rielaborano esempi del pittoricismo Presenza nuova nel 'bestiario' nicoliano, ÇaHi 1971 tav. 82),
questa figura di falco con un serpente tra del Museo Bardm' d. F
scultoreo traianeo, come nel caso del Si
meone pisano — giustamente accostato si
dal artigli si impone per la forza espres- °re de 1 aIca dl,San D
Seidel39 alla testa di Silvano nell'arco trion siva e la realistica volontà di rappresenta- 15)' Tenendo cont
zione. Basti guardare la resa dei grandi oc- d! d>mensioni e del div
fale di Traiano a Benevento —, in questa
chi vivaci, dello scavo delle narici, del P>utezza· bastera J"/3»1 n
testa femminile Nicola sembra aver guar becco corto forte e ricurvo, nonché del ben spia senese la capigliat
dato qualche esempio neoattico dell'arte
adrianea. Si osservino la regolarità dei rifinito e gonfio piumaggio che illusiva- 1 andamento serpentin
tratti fisionomici e in particolare la rea mente coglie la naturale leggerezza del- ^he !attent0 mode lat
i) 11 ° denzia una verisimile articolazione dell osso
lizzazione dei capelli ondulati da incisioni frontale e la tensione della pelle.
e profondi solchi. Con la stessa soluzione 'Testa virile' ,. ,
sono trattate le chiome della testa M. Ili
(fig. 2) nella trifora sottostante e — sep
D. 31, (fig. 19) Testa d, donna
pur con più accentuato movimento serpen foto n. 19384 f- 39' (f'|17)
foto n. 19381
Benché vicina ad altre mensole dove il T . Λ, . , „ ,
tino — quelle della Madonna nel pulpito
pisano. È impressionante notare come modellato
in si fa più duttile e quasi turgido mmaSlna
(A. 9; C. 22; Η 67; 1.79; L 83), quella (un complica
questo caso Nicola raggiunga un risultato
analogo al 'Maestro della Visitazionein
di questione sembra eseguita con maggior antcthe que
Reims'.40 seoso astrattivo. Si notino la volumetria rattenstiche
del volto, la spigolosa arcata sopracciliare
e il tagliente profilo delle labbra. È questo [Saggi] 39

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30. Nicola Pisano: 'Testa di leone' (N. 99), altra 32. Nicola Pisano: 'Testa di grifone' (M. 90). Siena,
Nella pagina a fronte:
veduta. Siena, Duomo, cupola. Duomo, cupola. 34. Nicola Pisano: 'Scimmia' (M. 94). Siena,
31. Nicola Pisano: 'Testa di giovane con 33. Nicola Pisano: 'Testa di donna' (L. 89). Siena, Duomo, cupola.
copricapo' (L. 83). Siena, Duomo, cupola. Duomo, cupola.

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mezza dell'impostazione frontale, regola- 'Animale fantastico' 'Testa di giovane con copricapo'
rità dei tratti fisionomici, tentativo di ca- G. 55, (fig. 25) L. 83, (fig. 31)
ratterizzazione psicologica reso dal sorriso foto n. iy398 foto n. 19394
appena accennato. . Scolpito sommariamente come le mensole Le ciocchette fluenti
E da confrontare con ι tipi femminili pre- E 4] g M g·^ quest0 animale mostruoso, l'ampio padigl
senti nei primi tre rilievi del pulpito pi- con y corpo d; uccen0> ia coda dj rettile, sgranati, il nas
lano e — per quanto riguarda 1 acconcia- Je zampe paimate e \a testa di drago, costi- lare e ben dise
tura con la testa di donna dietro la prò- tujsce — assieme all'uccello che becca le testa è consa
fetessa Anna nella Presentazione al Tem- f lje _ un ti decorativo di derivazio- Nicola per le
pio (cfr. E. Carli, 1971, tav. 36). ne cistercense mo]to diffuso nei capitelli del (cfr. E. Carli,
duomo46. 1' 'Angelo' angolare del pulpito senese.
Aquila jjn most1O analogo a questo è scolpito
c Ά'·7ο da Nicola di Bartolomeo da Foggia nel Testa di donna
foto n. 19383 pulpito di Ravello, datato 1272.47 L. 89, (fig. 33)
Il modellato sintetico, i contorni netti e le f°t0 n· 19401
metalliche squame con la nervatura cen- 'Testa di uomo barbato' 9uest
trale molto pronunciata permettono di ri- jq 57 (bg 24) fissità inesp
conoscere la mano di uno scalpellino del- f0j0 q 19395 imputare all'in
l'équipe nicoliana attivo in almeno altre l'impostazione strutturale e il disegno del
due mensole del tamburo (G. 55; M. 93) Si tratta di una replica compendiaria della
naso regolare, delle labbra appena carnose
e nei capitelli dei piloni della cupola, in- testa-capitello M. Ili nella trifora sotto- e delle rughe della pelle attorno
dubbiamente il gruppo omogeneo e anti- stante. dichiarino la concezione di Nicola.
co.43 A questo insieme va aggiunto almeno Per 'a forte sintesi del modellato è da
un capitello della navata,44 decorato con accostare alla mensola D. 31, mentre per 'Testa di grifone'
aquile ad ali spiegate e tenenti una lepre 'a stilizzazione dei grossi riccioli della bar- jyj 99^ (flg 32)
fra gli artigli. La nostra mensola è una va- ba sembra preannunziare l'arcaizzante con- f0j0 n 19385
riante semplificata di quelle, che derivano cisione di Arnolfo: si pensi alla sua testa
a loro volta dall'aquila-leggio del pulpito del <Sa» Pietro' nelle Grotte Vaticane.48 La presenza di qu
jsano n && r r nella base del pulpito pisano (cfr. E. Carli,
1971, tav. 100) permette u
'Testa di uomo barbato' ragone con la mensola senese. In entrambe
Testa di uomo calvo e barbato 1. 73, (fig. 26) le figure corrispondono le occhiaie profonde,
E. 48, (figg. 20, 22) foto n. 19402 il becco enorme, l'aspetto torvo e il pelo
foto nn. 19396 e 19400 γ , .. . ... ,. ,, lun°o ed ondulato
La modellazione della pelle rugosa e alien- 'ungo eu onuuiaio.
Mentre la fissità dell'impostazione acco- tata, la capigliatura e la barba a ciufletti
muna questa testa con quelle della trifora, — come in molti personaggi del pulpito 'Testa di
l'insolita vivezza espressiva dello sguardo senese —, le sopracciglia aggrottate e la M. 93,
e del volto la rende l'opera più moderna tenera carnosità delle labbra rispettano i foto n. 193
di tutto il gruppo in esame. tratti stilistici nicoliani e presuppongono £ particolarme
Ancora una volta 1 confronti con le teste pertanto l'intervento diretto del maestro. e G. 55.
del pulpito pisano confermano l'autografia
di Nicola. Accennando soltanto all'affinità . , . .
di aspetto e di resa affettiva con il 'Bat- 'Testa virile con copricapo Scimmia
rista' (cfr. E. Carli, 1971, tav. 82), basterà \·^· f^gg- 27-28) _ n_nn M. 94, (figg- 34-35)
soprattutto fermare l'attenzione sull'idem foto nn· 19397 e 19399 foto nn. 19391 e 19392.
tica forma del padiglione auricolare — con Strettamente affine alle mensole E. 39 e Fra tutte le immagini del mondo animale
tutte le sue pieghe interne — nella nostra L. 83, quella in questione trova precise scolpite da Nicola, questa scimmia stupisce
mensola, nel re mago imberbe (cfr. E. corrispondenze con i protagonisti dell"A- per l'efficace caratterizzazione. Si notino il
Carli, 1971, tav. 25) e nelle due vecchie dorazione dei magi' del pulpito pisano, so- complicato intreccio degli arti, la fisiono
donne (Elisabetta e la profetessa Anna) prattutto nella disposizione ad onde dei mia antropoide e l'espressione selvatica
che assistono alla 'Presentazione al Tem- riccioli sulla fronte e nella realizzazione nonché la qualità della pelliccia credibil
pio' (cfr. E. Carli, 1971, tavv. 35-36). Per dell'orecchio (cfr. E. Carli, 1971, tav. 25). mente resa con la fitta gradinatura del
molte somiglianze morfologiche è infine II tipo asciutto, la severa caratterizzazione marmo,
possibile un preciso accostamento con il e la mossa capigliatura dall'andamento av
'San Paolo' del pulpito senese (fig. 21). volgente che scende ai lati della testa rive- 'Testa di orso'
lano questa scultura come una sorprenden- M. 98, (fig. 29)
'Gufo' te germinazione dai grandi esempi del 'clas- foto n. 19377
F· 49, (fig. 23) sicismo gotico' francese e tedesco. Mi pare G]i occhi j pad
foto n· 19382 infatti evidente la sintonia con e teste dei mugo tronc0)P,e
Si tratta di una versione più sintetica, ma faldelle'Cattedrali d'i ^eims^acTLempio folo§ici d
ugualmente efficace e veridica del gufo che y <Re> iUustrat0 da Georg Swarzenski, all''mm
artiglia un serpente scolpito da Nicola per iq?fi fi q-^ ,· puartrPf ni 'San Teo la forza
la base del palpito pisano A questa figura "e"a *""e di Pi0'"bin°"
la nostra mensola corrisponde sia per la re- dional y[ustrat0 da Paul yitry, 1929, t
sa del gonfio piumaggio che per la burbera 10.n) Spostandosi infine a Bambe
caratterizzazione. potrà riscontrare nell''Enrico ΙΙΌ nel ce- N
Sono d accordo con Enzo Carli (1971 p. leberrimo 'Cavaliere' della cattedrale
7) nell identificazione di quest uccello che dpo di bd,ezza idea]ej germanica> mol
non può essere una civetta, come si e prossimo a quello della mensola senese
seri ο in ue recen 1 s u 1 iconogra ici La perdita della pupilla nell'occhio sini
su pu pi ο pisano, ensi un gu ο cui testimonia roriginaria presenza di insert
spettano gì, occhi frontali, il forte becco rf. marmo (coJ in moltis,simi pe
adunco e 1 ciuffetti di penne erigibili sulla SQnaggi dd pulpit^ pisano) y cui val
es a. a capaci a 1 a esione a rea e 1 cromatjco e realistico non fu rispettato d
Nicola, sia nel caso pisano che in quello nsabili della quattrocentesca doratu
senese, non permette dubbi. An£he gH occhi d4dle tgste H 67> j 73 e
L. 83 sembrano eseguiti con lo stesso prò- convincente d
42 [Saggi] cedimento. pito pisano.

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35. Nicola Pisano: 'Scimmia' (M. 94), altra veduta.


Siena, Duomo, cupola.
e degli aiuti in quella abbazia per del Monte e di Lagopesole"*
36. Nicola Pisano: 'Testa di uccello mostruoso' giustificare l'esecuzione dei capitelli costabili alle sculture senesi per la
(M. 93). Siena, Duomo, cupola.
rivestiti di foglie d'acanto secondo comune assonanza con il gotico d'ol
tipologie e soluzioni formali similis- tralpe, ma solo in queste nuove opere
Riconosciuta la responsabilità di Ni sime a quelle visibili in tutte le opere l'innesto della moderna cultura bran
cola per le teste e le mensole, si trat di Nicola.54 cese e tedesca ottiene un risultato co
ta ora di definirne le conseguenze. Resta da dire che le nostre sculture, sì alto e denso di ulteri
Ad esempio per quanto riguarda la entrate di diritto nel corpus di Nicola, dimostrarsi fondame
costruzione della cupola del duomo, costituiscono un caposaldo della sua novamento dell'arte
queste sculture costituiscono un indi prima maturità, accanto e allo stesso liana,
scutibile referto che attesta — in ac livello qualitativo dei rilievi pisani.
cordo con le fonti e la storiografia di
Inoltre, mentre confermano in tutto
cui si è detto — l'implicazione di la
Nicomplessa cultura del grande mae
cola nel progetto ο quanto meno nella
stro, esaltano in particolar modo al- Appendice57
direzione dei lavori. Ma per stabilire
cuni aspetti meno evidenti nelle sue
Γ. ^ . .. t η. 1 dicembre 1262
meglio il suo concreto apporto opere
biso di carattere squisitamente sa
gnerà approfondire la ricerca concro.nuoGli spunti e i recuperi iconogra- Pagamento a fra' Melano per il salario d
ve indagini sui documenti e verificafici dall'antico vi appaiono Utilizzati dieci maestri, relativo al periodo agosto
re se la presenza di Nicola a Siena,32
con spregiudicatezza e capacità rin- dicembre, e per il prezzo di sessanta mog
novativa inimitabili, ma chiaramente ca'cl"|? (Archivio di Stato, Siena: B
prima del suo impegno per il pulpito,
, . , . ,, cherna 35 [luglio-dicembre 1262], c. 38r.).
non sia davvero dovuta alla volontà legati alla cultura gotica d avanguar
dei monaci cistercensi di San Galgano,
dia irradiata dalla corte pugliese di Item cxxxvi libras
„ . . tt ι ν . π ι. , operano opens Sancte Mane prò pretio de
responsabili della direzione della Federico
fab II. Del resto e in Puglia che cem magistrorum qui steterunt
brica senese;53 se inoltre i suoi rap
se ne riscontrano i necessari prece- dum in dicto opere eentum dece
porti con quei monaci non fossero denti
ini diretti sia in contesti ecclesiali mensibus augusti, septembris,
ziati da tempo nel cantiere di San (si pensi ad esempio alle mensole fi- yembris et dicembris, et prò a
n r χ ι h χ ferrorum dietorum magistrorum prò dicto
Galgano, centro propagatore dellegurate
for sulle fiancate esterne della cat- tempore et pro pretio *exaginta
me architettoniche cistercensi e fede tedrale di Ruvo" ) sia in molti ambien- calcine operate dicto tempore in
riciane. Infatti secondo una suggestiti cortesi, dove le teste-mensole hanno parabola et presentia predictoru
va ipotesi critica, sembra necessario un significato indubbiamente laico,
profano. Soprattutto quelle di Castel [Saggi] 43
supporre la presenza dello scultore

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η. 2 24 gennaio 1263 (stile comune) In Nomine Domini Amen. Anno Eiusdem c. 33r. [novembre]
Fra' Melano operaio ed altri prendono in millesimo CCLXII, indictione Vita, die VII Item χ libras Rubeo p
prestito duecento settanta lire da Jacomo Kalendas Februarii. Ego Ventura quondam mete Beate Marie Virgi
di Martino per comprare piombo occorrente Orlandi clericus et canonicus Ecclesie Sanc c. 34v.
a coprire la cupola del duomo (Archivio di ti Stephani de Senis procurator et factor do Item xv libras Rubeo padellarlo prò rame
Stato, Siena: Diplomatico, Opera Metropo- mini magistri Laurentii Archidiaconi Senen
mele mete operis Sancte Marie p. et p.p.
litana, 24 gennaio 1263). sis, nomine ipsius et prò eo, confiteor tibi
_ . . . . τ· * ι fratri Melano operano operis sive fabrice c. 36r.
In nomine Domini Amen. Anno Eiusdem Sancte Marje de Senis me Item a te xvhabuisse et padellarlo pretio ramis
libras Rubeo
Millesimo CCEXII.mdictione Vita d,e nono isse et habui in veritate mile queet recepi>
poni debet in meta operis Sancte
Kalendas Februarii Ego frater Melanus con. CCCCCLXXVIII libras et Marie
XIII soldos
p. et p.p.et ΙΙΙΙ
versus Monastero Sancti Galgani Cistercen- denarios denariorum Senensium, quos mihi
sis Ordims operanus operis sive fabrice . domjno istr0 Laurentio
c. 36v. causa
Maions Ecclesie Senensis, operano nomine mutui darg debebas et · Item
habueras in mu_
xxiiii libras et χ soldos Rubeo padella
prò ipso opere, et prò me ipso personaliter tu0 a me ad perfiCiendumrio prò complimento
opus plumbei mequadraginta novem li
brasetetaχdieta
obligando, et nos Ventura quondam Pacis {e Maiorjs Ecclesje Senensis; soldossum
prò residuo pretii ramis
mele operis
de populo Sancti Vigili, et Ventura quon- ma quingentarum sextuaginta (sic] Sancte
octo liMarie que poni debet
dam Buonaççi de populo Sancti Petn de so,dos e{ denarios te et super metam diete operis p. et p.p.
Ovili prò ipso opere et ipso operano pre- tUQS successores et dictum opus Sancte c.Ma.48r. [dicembre]
seì1.tf et mandante, et quilibet nostrum, in rje jjber0 et absolvo, et pactum, finem et libras et χ soldos fratri Melano
Item ccl
solidum facimus et costituirne nos pnnci- ceneralem [sicl refutationem de ulterius non
operario operis Sancte Marie prò compli
palei\ deb.tores et pagatores t.bi Jacobo d inde aliquid tibi facio sub pena
mento sume trigentarum librarum quas ha
quondam Martini d.ct. Bocchecti, in ducen- ? mius ater?us tibi vel dict0
bere debebat a Comuni Senarum secundum
sexaginta l.br.s honorum denariorum Se- ri pCtereturaut exigeretur, quam tibi ope et stantiamentum Consilii Campa
formam
nensium m.nutorum, quos a te recepì et ^ nQmine reci fenti dab^ et dare
ne Comunis Senarum et populi Senarum prò
e8° dictus pnnc.pahs in mutuo de mi promittens affermans libi ius dicti
vero et puro capitali bene numeratos non domini istri Laurentii nulli alii esse da_melam prò ponendo in sumitate mete
fìendo
cno τι ι ti t vo niimûvntmnip· ût û/-\c c/λΙτπ ût doni s-1
spe future numerationis; et eos solvi et dedi operis Sancte Marie p. et p.p.
tum, mandatum vel obligatum in totum vel
in emendo plumbum ad coper.endum
n. 6 me- in tem sub dup
tam eiusdem operis, et dictas ducentas sexa- Pagamenti
que contrafactum apparere
a fra' Melano per il salario di
gin hhr/s' omnt exceptione .uns etdieci facti ^ dare
maestri, relativo al mese diitt ^ soiu
agosto, per
remota dare et solvere e pagare promicti- seryare
affilatura ^ centoventicin
degli attrezzi e per ibug ^mni
mus tib, in proximis Kalendis Apnlis que moggisub yandis
di calcina maiori
(Archivio di Stato, Sie
pena dupli diete quant.tatis; et omnia na: damp-
Biccherna 37 dict0 domi®0
[luglio-dicembre 1263], L
na expensas et interesse, que et quas inde c.tum
24r.). ma istrum Laurenti
vel ideo aut ipsorum occasione dixeris te fe- dbi ■ 6ori £t ga bong inte
esse vel sustmuisse in cuna vel extra, sim-Item xxii libras quos habuit
cons^it5uo frater Melanus
possidere) ren
plici verbo tantum sine alns probatiombus, nj
operarius operis non
Sancte Marie rec
per (sic) cunje
χ
tibi spondemus pemtus reficere et rexarcire;magistris
nefido ecclesiastjco
qui laboraverunt et on[
in dicto opere
prò quibus omnibus et singulis observandis perauxilio;
xxii dies de mense agusti pa. et p.p.
preterea eg0 not
obligamus nos et nostros heredes et bona precepi dict0 Vgnture yol
nostra presentia et futura tibi pignon, que predicta per sacramentu
bona elapso dicto termino possis vendere, quatenus hunc contractUm
alienare, distrahere, et eorum possessionem
Item la secundum
xx soldos constitutu
quos solvimus apontatura
mirare, inrequisitis omnibus mdice et cuna Actum
et tractatura ferrorum Senis> a d Eccl
pichonum dictorum
tua adontate quando tibi placuent, ut de magistrorum
camera pa. Domini
et p.p. Rana,dj c
Item xxxi
predictis omnibus tibi piene et integre sali- libras et xvii
Rube0 soldos et vi denarios
puondam Barto
sfiat, et ea bona internm nos tuo precarioquos
tendi etfrater
habuit dictus BenÌntende
Melanus prò cxxv Ran
nomine constituimus possidere, renumptian-modiis
dam calcine quam emit prò
Martini dicto opere
dicti Bocchec
tes exceptioni non habite et non recepte pa.tibug
et p.p. et r0„atis
pecunie in mutuo, et non converse in utili- E Paimerius quondam
tate dicti operis, ut dictum est, omni fon eteclericus predictus omn
privilegio,
Adriani, nove
ecclesiastico constitutions,
beneficio, et omnis ìu- e r r ep.stule Divi . subsFcri i et pub
1) Giusta Nicco Fasola, Nicola Pisano. Orienta
ris et legum auxilio; preterea ego Palmerius . r,_ .„,7 . ,η menti sulla formazione del gusto italiano, Roma
quondam Iohannis notarius predictis debi- "· 4 . [1/ ™r/<? 1941,1263 (st'le pecedente;
con bibliografia comune)] per quella suc
toribus volentibus et predicta confitentibus Pagamenti a fra cessiva
Melano perMartin
si vedano il piombo
Weinberger, oc Nicola
corrente alla cupola, per la messa in in
Pisano, opera
Enciclopedia Universale dell'Arte, voi.
precepi per sacramentum et guarentigiam
e per il salario di dieci maestri
quatenus hunc contractum observent secun- , . . , ,, . . . , . . ,. relativo
IX, Venezia-Roma al 1963, colonne 922-29, e le
voci citate nelle note seguenti.
dum constitutum Senensem et dictos dena- blme'!re gennaio-febbraio (Archivio di Sta
2) Roberto Salvini, Nicola Pisano a Lucca, in
rios solvat dicto creditori in termino supe- to, Siena: Biccherna 36 Jean
[gennaio-giugno
Alazard, Souvenirs et Mélanges, Paris 1963,
rius assegnato. 1263], c. 48v.). pp. 219-32; ristampato in 'Antichità Viva', VI,
n. 4, luglio-agosto
Actum Senis, coram fratribus Hugone et Item cl libras fratri Melano operarlo 1967,operis pp. 15-26.
3) Antje
Henrico monacis Monasterii Sancti Galgani, Sancte Marie prò plumbo et Kosegarten,
actationeNicolaope Pisano a Lucca, in
'Antichità Viva', VI, n. 3, maggio-giugno 1967,
Lulglo quondam Benentendi et Stephano ris et mete Sancte Marie, et eas solvit die
pp. 19-32.
Iordanis magistris dicti operis, testibus pre- sabbati in medio mense martii parab. et p.p.
4) Cesare Gnudi, Nicola Arnolfo Lapo. L'Arca
sentibus ad hec vocatis et rogatis. predictorum. di San Domenico in Bologna, Firenze 1948. È un
Ego Palmerius quondam Iohannis notarius Item xlvi libras dicto fratri Melano
po' difficile prò
seguire χ nelle 'chirurgiche'
l'autore
et clericus predictus omnibus interfui et ea magistris qui laborantspartizioni
in dicto intese ad individuare
opere prò la mano di Ni
cola e di ben quattro aiuti: Arnolfo, Lapo, Gu
rogavi, subscripsi et publicavi. eorum paga et pretio duorum mensium
glielmo e un 'Quintosive
maestro'.
januarii et februarii, et eos solvit 5)parabol.
Enzo Carli, Il pulpito di Siena, Bergamo 1943;
n. 3 26 gennaio 1263 (stile comune) et die dicta. ld., Il duomo di Siena, Genova 1979, pp. 31-44.
Ventura di Orlando dichiara di ricevere da 6) Max Seidel, Die Verkiindigungsgruppe der
fra' Melano la somma prestata — tramite n. 5 novembre-dicembre 1263 Sieneser Domkanzel, in 'Munchner Jahrbuch der
suo — da Lorenzo arcidiacono, la quale era Pagamenti a Rosso padellalo e bildenden Kunst', XXI, 1970, pp. 18-72. All'au
a fra' Melano
tore si deve il riconoscimento delF'Angelo an
servita per il completamento della copertura per la 'mela' della cupola del duomo (Archi
nunziarne' già sul pulpito senese ed oggi nei
di piombo alla cupola del duomo (Archivio vio di Stato, Siena: Biccherna 37 [lugliodepositi dello Staatliche Museen a Berlino (D D R).
di Stato, Siena: Diplomatico, Opera Metro- dicembre 1263], cc. 33r., 34v., 36r„ 36v.,
7) G. Nicco Fasola, La Fontana di Perugia, Roma
politana, 26 gennaio 1263). 48r.). 1951.

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8) A. Kosegarten, Die Skulpturen der Pisani am alta 22 cm., mentre la 'Testa virile barbata' 25 cm.conda, di lobi tondi e vigorosi secondo il gusto
Bapiisterium von Pisa, in 'Jahrbuch der Berliner Le quattro sculture sono sempre sfuggite ad ognidel maestro'. Un confronto fotografico della lan
Museen', X, 1968, pp. 14-100; A. Middeldorf attenzione critica. Nel recente libretto di Carla terna con la minuscola architettura circolare sor
Kosegarten, Nicola und Giovanni Pisano 1268 Pietramellara (Il Duomo di Siena. Evoluzione retta dall'"Allegoria della Chiesa' nella 'Croce
1278, in 'Jahrbuch der Berliner Museen', XI, 1969, della forma dalle origini alla fine del Trecento, fissione' del pulpito senese (op. cit., figg. 9 e 12),
pp. 36-80. Della stessa studiosa si veda inoltre:Firenze 1980) la didascalia alla foto della trifora sembrerebbe dar ragione alla studiosa; tuttavia
Identifizierung eines Grabmals von Nicola Pisacon i quattro capitelli antropomorfi — scattata l'attuale lanterna non è da imputare alla costru
no. Zur Crenese des Reliefsarkophags in der To evidentemente da grande distanza — dà solo una zione duecentesca ma ad un rifacimento del
skana, in 'Mitteilungen des Kunsthistorischen In informazione sull'ubicazione. 1667, che si qualifica come un intelligente esem
stitutes in Florenz', XXII, 1978, heft 2, pp. pio di revival. Il Faluschi (op. cit., 1784, p. 21)
119-44.
17) Contrassegnando con le lettere dell'alfabeto, afferma infatti che 'la pergamena ο lanterna che
in senso orario, i dodici lati su cui si imposta posala sopra la cupola e che ha sopra di sé il
9) Ferdinando Bologna, I pittori alla corte an cupola, ho numerato tutte le mensole per cupolino indi fu rifatta nel 1667 con molta spesa
gioina di Napoli, 1266-1414. E un riesame del viduare facilmente quelle figurate. Per comodità a cui contribuì assai la magnanimità di Ales
l'arte nell'età jridericiana, Roma 1969; si vedano le mensole che stanno in posizione angolare sono sandro VII'.
nel cap. I le pp. 24-36. indicate con la lettera relativa al primo lato.Sulla forma originaria della lanterna fortunata
Per altre indagini e puntualizzazioni sulla cultura18) Per la doratura e i lavori decorativi dell'in mente restano chiare testimonianze in molti di
federiciana in Puglia, che approfondiscono la co terno della cupola negli anni 1482-94 si vedano pintii senesi che raffigurano il duomo. Dagli esem
noscenza sul mondo d'origine di Nicola, si riman molti referti documentari ricordati da V. Lusini, pi più chiari (Ambrogio Lorenzetti: 'Effetti del
da ai due saggi di Maria Stella Calò Mariani, op. cit.. 1939, pp. 141-47. La doratura eseguita Buongoverno', Siena, Palazzo Pubblico; France
Aspetti della scultura sveva in Puglia e in Lu con l'applicazione di foglie d'oro, non sempre sco per Vanni: 'Pianta prospettica di Siena', incisio
cania, in 'Archivio storico pugliese', XXVI, 1973, fettamente combacianti l'un l'altra, è la causa delle
ne del 1595; e l'affresco con il 'Beato Ambrogio
fase. IH-1V, pp. 441-74; Ancora sulla scultura fastidiose macchie visibili su molte mensole. Sansedoni che sostiene il modellino della città
sveva in Puglia e in Lucania, in Atti delle terze di Siena' — per me attribuibile a Crecenzio
giornate federiciane, Oria, 26-27 ottobre 1974, 19) E. Carli, Il Duomo... cit., 1979, pp. 16-18;Gambarelli,
le noto dal 1591 al 1622 —, Siena,
pp. 155-95; e ancora ad alcuni contributi in tavv. XX-XXI corrispondono alle mensole A.3,
Palazzo Pubblico, Sala del Mappamondo) si ri
Federico li e l'arte del Duecento italiano. Atti A.9, C.22, E.38, E.39, E.48, H.67, 1.73, 1.79,
cava che il coronamento della cupola era costi
della III settimana di studi di storia dell'arteL.83, L.89, N.98, N.99. tuito da una bassa lanterna cilindrica sorretta
medievale dell'Università di Roma, 15-20 maggio In precedenza non sono mancate marginali cita da colonnine; al di sopra si ergeva un grosso glo
1978, a cura di Angiola Maria Romanini, 2 voli.,zioni di queste mensole. Giovacchino Faluschi bo in muratura coronato a sua volta da una più
Galatina 1980. (Breve relazione delle cose notabili della città di
piccola palla, ο mela. Si trattava dunque di una
Siena, Siena 1784, p. 21) ricorda che la cupola
soluzione molto simile a quella già esperita per
10) M. Seidel, Studien zur Antikenrezeption Ni 'è ornata riccamente di grosse teste messe a oro'.
cola Pisanos, in 'Mitteilungen des Kunsthistori la cupola del duomo di Pisa.
Il Lusini (Il Duomo di Siena, parte prima, Siena
La struttura architettonica della cupola e della
schen Institutes in Florenz', XIX, 1975, heft 3,
1911, pp. 32-33) si limita a descrivere il corni
lanterna rimase invariata fino al 1667; tuttavia
pp. 307-92. cione 'sorretto da mensolette a foglie di varia di
fog
innumerevoli lavori di manutenzione e di par
11) Ivan Tognarini-Mario Bucci, Piombino. Città gia, a teste umane e di animali'. La Middeldorf ziali rifacimenti, eseguiti tra il 1358 e il 1437,
e Stato dell'Italia moderna nella storia e nell'arte, Kosegarten in un ampio saggio dedicato alla cu
dà notizia l'ampio spoglio documentario pubbli
Piombino 1978, pp. 134-41, tavv. 1, 4, 91-99, pola del duomo (Zu Bedeutung der Sieneser Dom cato dal Lusini, op. cit., 1911, pp. 311-12, nota 3.
103. Si tratta di tre teste canine e di quella di kuppel, in 'Miinchner Jahrbuch der bildenden Sulla cosiddetta 'mela' restano le registrazioni di
un cavallo inserite nella fonte prospiciente il porto Kunst', XX, 1970, pp. 73-98), esponendo i pagamento
vari emesse in favore di Rosso padellalo.
piombinese come bocche per l'acqua. I confronti argomenti che inducono a supporre la correspon Questi documenti sono stati pubblicati da Gae
con un cavallo ed un mostro infernale del pul sabilità di Nicola nella costruzione della cupola,
tano Milanesi (Documenti per storia dell'arte se
pito pisano di Nicola non lasciano spazio a cre cita le nostre mensole figurate fra gli indizi anese,
fa I, Siena 1854, p. 145 nota), il quale tra
dubili dubbi. vore (cfr. p. 91). Infine la Pietramellara (op. scrive
cit., il testo con alcune imprecisioni e sbaglia
L'importante acquisizione nicoliana non ha avuto p. 52, nota 80) ne fa un nebuloso accenno, affersulla data che non è Ί264' ma 'novembre-di
finora grande eco, forse anche per la sede inat mando che 'le piccole teste antropomorfe e cembrezoo 1263'. Si vedano la nota 26 e i documenti
tesa dove è stata esposta. Che io sappia l'ha ac mode che ornano il basamento della loggettaripubblicati
in in Appendice (n. 5).
colta soltanto Giovanni Previtali in sede di pre terna nella cupola e le trifore sembrano essere
sentazione del volume di Tognarini e Bucci; se di scuola Pisana' (sic). 22) I pochi atti deliberativi, talvolta difficili da
ne veda la relazione pubblicata in 'Notiziario interpretare, sono pubblicati dal Milanesi, op. cit.,
20) Questa indicazione cronologica è data dallo
mensile di informazione aziendale' edito dalla « Ac 1854, pp. 139-45, e dal Lusini, op. cit., 1911,
storico senese Orlando Malavolti (Dell'historia
ciaierie di Piombino », Vili, nn. 1-2, febbraio 1978, passim. Per quanto riguarda le registrazioni di
di Siena, Venezia 1599, libro I, p. 62b; e anche
pp. 12-18 (14), con ftgg. Antonio Natali invece, libro III, p. 51a) secondo il quale 'i Sanesi pagamento inerenti attrezzature, materiali e men
recensendo il volume in questione (cfr. 'Anti fnel 1245] volendo accrescer la loro Chiesa silità
ca eper le manovalanze, restano i libri di en
chità Viva', XVI, 6, novembre-dicembre 1977, trata uscita del Comune di Siena: le cosiddette
tedrale... con disegno di Niccola architettore pi
pp. 68-71), forse con troppa sufficienza rifiuta Biccherne.
sano, dieron principio a quella chiesa, che e'aldo Per gli anni 1226-1259 i passi relativi
l'ipotesi attributiva del Bucci proponendo di ri mandano il Duomo; e si comprese in quella fab duomo sono sintetizzati dalla Pietramellara, op.
conoscere in maestro Dorgodorio lo scultore dellebrica la chiesa catedrale eh' v'era prima'. Dal cit., 1980, pp. 65-65, la quale evidentemente at
protomi e in Cambio operaio il responsabile 'for Malavolti discende l'analoga notizia contenuta tinge, senza citarle, alle pubblicazioni di questi
se ingegnere interessato alla parte idraulica del preziosi codici, che sono ferme all'anno 1259.
in Giugurta Tommasi, Dell'historie di Siena, par Visto che l'autrice trae importanti conclusioni
l'opera'. L'iscrizione inserita nella struttura mu te seconda, Venezia 1626, p. 108. Stando a quan
raria della fonte che ricorda tali nomi (Hoc sui lavori edili dalle diverse quantità di mate
to si afferma in una guida ottocentesca ( [Otta
opus ... d factum tempore dlomi]ni Ugolini As riali acquistati e dalle ore lavorate (cfr. pp. 22
vio Fratini-Alessandro Branil, Descrizione del Duo
sopardi Capitanei Plu [m] bini Ilbe et Port'Bara mo di Siena per comodo dei Sigg. forestieri fatta23), stupisce che lo spoglio non sia continuato
toii. An[nli d[omilni MCC.XLVIII. indictione sui registri inediti relativi agli anni successivi.
stampare dai custodi del medesimo, Siena 1821,
quinta, et magistri Dorgodorii et Cambi op[er]a Questa indagine archivistica avrebbe dato utilis
p. 1), il Malavolti avrebbe tratto 'questa memoriasime informazioni. Per esempio nella Biccherna
rii. Hinc fons iam piene sit aque nu[n]c et dal cronista Angelo di Tura del Grasso; ma tale
semper amene), non consente la divisione dei indicazione — come ha già osservato la Middel del semestre luglio-dicembre 1262 (Archivio di Sta
compiti supposta dal Natali. Cambio fu il 'so to, Siena: Biccherna 35, c. 38r.) si trova il paga
dorf Kosegarten (Zu Bedeutung... cit., 1970, pp.
printendente' ai lavori non un esecutore mate mento a fra' Melano per il salario di dieci maestri,
90, 97 nota 136) — non risulta, almeno dalla
relativo al periodo agosto-dicembre, e per il prezzo
riale; l'antico valore semantico del termine 'ope copia manoscritta delle Croniche di Agnolo con
raio' è questo: si pensi per esempio agli 'operai' servata nella Biblioteca Comunale di Siena (A. di sessanta moggi di calcina. E ancora nella Bic
del duomo di Siena. Restituito quindi a Dorgo cherna del semestre luglio-dicembre 1263 (Archivio
Ili, 24). Bisogna ricordare infine che anche per
dorio il ruolo di 'ingegnere idraulico', l'analisi Giorgio Vasari (Le Vite de' più eccellenti pittori di Stato, Siena: Biccherna 37) sono contenuti vari
stilistica delle teste permette in questo caso di pagamenti all'Operaio fra' Melano (cfr. cc. 24r.,
scultori e architetti. Firenze 1568. ed. cons. Novara
riconoscerne l'autore in Nicola. Il suo nome è
1967, vol I. p. 246) 'si trovò Nicola alla prima 32r., 34v., 54r. e v.); fra questi si riscontra
taciuto nell'iscrizione forse perché egli fu im fondazione del duomo di Siena'. l'ingente acquisto di 125 moggi di calcina (c. 24r.);
plicato nell'opera solo per il marginale interven indizio dell'intensificato procedere dei lavori di
to di scultura delle bocchette. 21) Impossibile riassumere qui la complessa que costruzione, probabilmente delle navate (si veda
stione inerente la probabile corresponsabilità di la nota 26 e l'Appendice: docc. nn. 1 e 6).
12) M. Seidel, Una nuova opera di Nicola Pi Nicola nella costruzione del duomo senese. Le
sano, in 'Paragone', 343, settembre 1978, pp. 3 23) E. Carli, Il Duomo... cit., 1979, pp. 15-16.
tappe fondamentali ne sono state gli studi di
15, ftgg. 1-5. Walter Paatz, Werden und Wesen der Trecento24) Il volume della Pietramellara, op. cit., 1980,
Architektur in Toskana, Burg bei Magdeburg 1937,
13) I lavori sono stati eseguiti nell'estate del 1980. pur mancando di un'approfondita indagine storica
Sono grato alla Soprintendente Marisa Forlani Con p. 30; di G. Nicco Fasola, Induzioni su Nicola e di un'accurata conoscenza della bibliogafia re
ti per avermi permesso di pubblicare questi primi Pisano architetto, in 'L'Arte', XLI, ottobre 1938,
lativa, costituisce un contributo importante per
risultati. Sulla documentazione raccolta durante i pp. 315-43 (331-33); di Wolfgang Krònig, Toskana la pubblicazione dei rilievi, delle planimetrie e
restauri la stessa Forlani darà notizia in un contri und Apulien. Beitrdge zum Problemkreis der Her delle sezioni dell'edificio nonché per alcune pre
buto che sarà prossimamente pubblicato nel volu kunft des Nicola Pisano, in 'Zeitschrift fiir Kunst
cisazioni sulla sequenza della costruzione. L'au
me in memoria di Piero Sanpaolesi. geschichte', XVI. 1953, heft 2, pp. 101-44; di trice dimostra che questa iniziò dalla zona absi
14) L'ottima serie di fotografie qui presentata siRenate Rieger, Siena und Ruvo. Ein Beitrag zur dale per estendersi alla cupola ed in seguito alle
deve a Cesare Barellini, fotografo della Soprin Baugeschichte der beiden Dome, in 'Festschrift navate inglobando la vecchia chiesa demolita du
tendenza per i beni artistici e storici delle pro Prof. Dr. J. Anselm Weissenhofer', Wien 1954; rante i lavori.
vince di Siena e Grosseto. e di A. Middeldorf Kosegarten, Zu Bedeutung...
cit., 1970. Per una recente rassegna sul poblema 25) Si vedano i documenti in G. Milanesi, op.
15) Mi riferisco alle sei statue dei Santi Ansano,
si veda inoltre E. Carli, Il Duomo... cit., 1979, cit., 1854, pp. 141-44, nn. 3, 5-6.
Savino, Crescenzio, Caterina, Bernardino e Vit pp. 16-18.
tore che poggiano sui semipilastri angolari del 26) Diversamente dalla Pietramellara, op. cit., p.
La Nicco Fasola nel suo contributo al riguardo 29, non mi pare che esista ragionevole motivo
l'esagono. Sono documentate al 1488; cfr. Vit ricorda la forma architettonica della lanterna del
torio Lusini, Il Duomo di Siena, parte seconda, per spostare fino al 1268 (anno di compimento
la cupola fra gli argomenti a favore del possi
Siena 1939, p. 143. bile intervento di Nicola. Qui vi sarebbe 'un'im
16) Ad esempio la 'Testa di uomo con cuffia' è pronta nicoliana nell'arcatura trilobata che la cir [Saggi] 45

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avibus di Federico II ed è citato dal Bologna, attende ancora più approfondito trattazioni; in
del pulpito di Nicola) il termine ante guem rela
tivo alla definitiva chiusura della cupola. Gli op. cit., pp. 36-41 al quale si rimanda anche tanto resta fermo che, almeno per i rapporti con
Bamberg, il tramite può essere stato Federico 11
espliciti pagamenti al Rosso padellato, emessi nelper l'analisi degli interessi scientifici e natura
novembre-dicembre 1263, per il rame della 'mela'listici dell'imperatore. Su questo stesso argomentostesso, finanziatore della ricostruzione della cat
sembrano indicare come imminente la fine del si vedano infine M. S. Calò Mariani, Federico li tedrale tedesca (cfr. M. S, Calò Mariani, op. cit.,
lavoro. Ma c'è addirittura un termine di poco e le « Artes Mechanicae »; Antonio Thiery, Fe 1980, e inoltre Otto Von Simson, Nuovi temi dellu
derico II e le scienze. Problemi di metodo per scultura monumentale nell'età di Federico II di
più stretto e più sicuro che dichiara compiuta Hohestaufen, in Federico II..., atti cit., 1980, vol.
la costruzione della cupola. Mi riferisco ad un inela lettura dell'arte federiciana, entrambi in Fede
rico II..., atti cit., 1980, vol. 11, pp. 259-99. I, pp. 391-401).
dito pagamento, del 17 marzo 1263, in favore di
fra' Melano, per il piombo occorrente alla cupola 32) Se ne veda la riproduzione in E. Carli, Le 50) Si vedano le tavv. 98-99 e 101 in M. Bucci,
e per la relativa messa in opera (cfr. Appendice, sculture del Duomo di Orvieto, Bergamo 1947, op. cit., 1977.
doc. n. 4), e ai due documenti del 24 e 26 gennaiotav. 26. 51) Cfr. M. Seidel, op. cit., 1975, pp. 354-358.
1262 (= 1263), finora mai pubblicati ma noti attra
verso un erroneo regesto del Lusini (op. cit., 1911,33) Si veda riprodotto in Paul Vitry, Die Gotische
52) Finora implicitamente si ammetteva almeno
Plastik Frankreichs. 1226-1270, Miinchen-Firenze
la presenza dell'équipe di Nicola prima del 1262
pp. 61, 141 nota 3). Secondo lo storico senese i due1929, tav. 10.
atti notarili conterrebbero rispettivamente il rinnovo per l'esecuzione dei capitelli; ma si veda la no
ta 26.
34) Si rimanda al volume di E. Carli, Il pulpito
di un debito 'per comprare piombo da coprirne
Resta inoltre da ricordare che nell'aprile del 1259
del Battistero di Pisa, Milano 1971, dove l'ampio
la fabbrica del duomo' e la restituzione di una
somma di denaro 'occorso per terminare la coe particolareggiato corredo illustrativo di unquel
'magister Nichole de Opere Sancte Marie' fu
pagato sei soldi per aver prestato — così si direbbe
pertura di piombo dei tetti della chiesa magcomplesso offre puntuali confronti per le nostre
giore'. Invece nelle pergamene è esplicitamenteteste. — la propria consulenza, assieme ad altre persone,
dichiarato che il piombo servì a coprire la cu in merito a non meglio indentificabili lavori di ca
35) Spetta allo Gnudi l'aver messo in luce il filo nalizzazione ('ad facendum fieri fossos'). Il docu
pola. Mi pare dunque il caso di pubblicare in diretto che lega Nicolaus de Verdun e l'arte
tegralmente i due documenti in Appendice. Se si mosana dell'inizio del Duecento al Nicola del pulmento contenuto nella Biccherna 29, pubblicata a
considera che il 1262 (ma in realtà 1263, se cura di Sonia Fineschi, Roma 1969, p. 59, è stato
pito di Pisa (Introduction a Relation between rilevato dalla Kosegarten, Zu Bedeutung... cit., pp.
condo il computo moderno), in base all'indica French and Italian Sculpture of the Gothic pe 97-98, nota 139, la quale ha opportunamente fatto
zione del l.usini, è stato creduto il termine ul riod, in Acts of the twentieth international
timo per 'la fine dell'opera costruttiva del tem congress oj the history of art, Princeton 1963,notare la mancanza di appoggi per identificare Nico
pio' risulta chiara l'importanza di questa preci vol. I, pp. 165-66; Considerazioni sul gotico franla Pisano in quel maestro. Tuttavia, alla luce delle
sazione, soprattutto per la datazione delle navate. cese, l'arte imperiale e la formazione di Nicolanuove acquisizioni qui proposte, si potrà tenere in
Già la Pietramellara, op. cit., pp. 36-37, pur elu Pisano, in Federico II..., atti cit., 1980, vol. I, maggior considerazione anche tale referto.
dendo la discussione sui due documenti, aveva Un vero e precoce segno nicoliano in terra senese
pp. 13-14).
espresso la necessità di spostare la datazione del è visibile nei quattro rilievi del Museo dell'Ope
la parte anteriore del duomo 'verso gli anni 1260 36) F. Bologna, op. cit., 1969, pp. 3-5-41 e inra ('Annunciazione', 'Nascita di Gesù', 'Cavalca
1270', notando una progressiva evoluzione stili particolare le tavv. 1-15. ta dei magi', 'Adorazione dei magi': foto Alinari
stica nei capitelli: da quelli più arcaici dei pi 37) Si veda M. Bucci, op. cit., 1978, tav. 94. n. 897la) dovuti ad un riproduttore di Nicola
loni della cupola a quelli più evoluti delle na attivo prima dell'esecuzione del pulpito senese,
vate. Questi ultimi, considerati dal Carli (op. cit., 38) La nostra testa è stata coperta a lungo da visto che le sue opere costituiscono una grade
1979, p. 18) come 'la prova più evidente dell'inun grande altorilievo eseguito nel 1704 da Giovole riduzione naïve dello stile e delle soluzioni
tervento di Nicola nel Duomo', e adesso sgan vanni Antonio Mazzuoli (cfr. G. Faluschi, op. iconografiche del pergamo pisano del maestro.
cit., 1784, p. 21), il quale vi aveva modellato, Ciò è già stato notato da Annarosa Garzelli
ciati dall'impossibile termine ante quem del 1263,
potranno trovare più giusta collocazione fra l'orse
i in stucco, una 'Assunta fra angeli'. Lo te (Sculture toscane nel Dugento e nel Trecento,
lavori contemporanei ο addirittura successivistimoniaal una vecchissima foto dell'interno del Firenze 1969, pp. 69-70), la quale peraltro manca
l'impegno dell'équipe nicoliana per il pulpitoduomo di cui si conserva una copia nel Museo di citare l'antica provenienza delle sculture dalla
(1266-1268): non per niente dipendono dallo dell'Opera. Abbattuta L'Assunta' del Mazzuolipieve di San Giovanni a Sovicille — accertata
stile di quel complesso. durante un 'ripristino' purista — probabilmente su basi documentarie dal Lusini (op. cit., 1911,
Sui capitelli manca uno studio specifico. I ten alla fine dell'Ottocento — la scultura nicoliana pp. 70-73, 144 e 146, note 33 e 46) — dove
tativi di individuarvi la mano di Arnolfo (E. fu appesantita da una nuova doratura che ne otprobabilmente servivano per un pulpito ο un
Carli, La giovinezza di Arnolfo di Cambio, in tunde il modellato. recinto presbiteriale, piuttosto che per un archi
'Bollettino Storico Pisano', V, 1936, pp. 175-222; 39) M. Seidel, Studien..., cit., 1975, pp. 330-31 trave come suggerisce la Garzelli.
Id., Il Duomo... cit., 1979, pp. 18-19) e quella e figg. 14-15. 53) Nel 1258 è fra' Vernacelo ad assumere la
di Giovanni (Gian Lorenzo Mellini, Giovanni Pi
sano, Milano 1971, pp. 20-21 e 247; C. Pietra 40) A questo proposito si confronti la mensola carica di Operaio; seguono poi fra' Melano 1260
1263, fra' Bernardo 1264, di nuovo fra' Melano
mellara, op. cit., 1979, pp. 40-43), che sembrecon la 'Vergine' della cattedrale francese nella 1264-1275, e altri frati conversi ancora: cfr. V.
rebbero trovare un'implicita conferma dallo slit foto pubblicata da Georg Swarzenski, Nicolò Pi
Lusini, op. cit., 1911, p. 353.
tamento cronologico ora accertato, andranno co sano, Frankfurt am Main 1926, fig. a p. 26.
munque rivisti, anche tenendo in maggior con41) Si veda C. Gnudi, op. cit., 1948, tav. 69. 54) È stato Camille Enlart (Origines françaises
siderazione la presenza di quegli aiuti di Nicola de l'architecture gothique en Italie, Paris 1894,
42) Si veda pubblicata nella più recente mono
(Lapo, Donato e Goro) che il 23 marzo 1272 grafia a lui dedicata da E. Carli, Giovanni Pi p. 55) a notare per primo i rapporti fra i capitelli
di San Galgano e quelli di Nicola: 'Les chapi
ottennero la cittadinanza senese. Il loro impegno
sano, Pisa 1977, fig. 1. teaux du choeur [di San Galgano] et du transept
per la cattedrale ('ad faciendum intallias et alias
opera subtilia prò opere beata Marie Virginis': 43) Cfr. C. Pietramellara, op. cit., p. 40, figg. rappellent complètement par le style, l'execution
cfr. G. Milanesi, op. cit., p. 154, doc. η. 11), 33-39. Per i capitelli del duomo senese si rimanda et les motifs, ceux de la célèbre chaire de la
attestato dall'Operaio fra' Melano nel documentoalla nota 26, alle osservazioni e alla rassegna cathédrale de Sienne, exécutée de 1265 à 1267
inerente la concessione della cittadinanza, non bibliografica fatte dalla Nicco Fasola, op. cit., par Nicolas de Pise, sous la direction de fra Me
può essersi limitato ai rilievi del recinto presbi1941, pp. 170-71, 250 nota 295. lano, convers de San Galgano et maître de l'oeu
teriale (Siena, Museo dell'Opera; Londra, Vic44) Si vedano le figg. 65-68 in C. Pietramellara, vre'. Più recentemente la Garzelli (op. cit., p. 60)
toria and Albert Muséum) che il Carli ha loro ha espresso l'ipotesi che le parti decorative di San
'congetturalmente' attribuito (E. Carli, Lapo, Do
op. cit. Galgano possano essere riferite a Nicola ο 'a
nato e Goro, in 'La critica d'arte', Vili, 1949 45) Maria Laura Cristiani Testi, Nicola Pisano e qualcuno dell'immediato suo seguito', forse Arnol
la committenza dell'arcivescovo Federico Viscon fo. La studiosa si riferiva in questo ad una vec
50, pp. 177-89, fìgg. 134-39; Id., Il Duomo... cit.,
1979, pp. 42-44, tav. LXIV). ti, in 'Critica d'arte', 140, marzo-aprile 1975, pp. chia supposizione del Carli (La giovinezza di
27) Sull'originaria ubicazione del pulpito si ri 17-34 (28); Franco Renzo Pesenti, Il XII sermone Arnolfo... cit., 1936) — ampiamente controbat
dell'arcivescovo Federico Visconti e il pulpito del tuta dalla Nicco Fasola (op. cit., 1941, pp. 121,
manda a quanto ultimamente ha esposto il Carli, Battistero di Pisa, in 'Commentari', luglio-dicem 170-71) e oggi abbandonata dallo stesso Carli (Il
Il Duomo... cit., 1979, pp. 33-34.
bre 1975, pp. 259-65 (263). Su questi e altri di Duomo... cit., 1979, pp. 18-19) — secondo la
28) Come è noto la data 1260 che accompagna scutibili interventi intesi a decifrare il program quale sarebbe spettata ad Arnolfo e non al mae
la firma di Nicola su questo complesso, indicata ma iconografico del pulpito pisano, anche in stro Nicola l'introduzione di elementi decorativi
secondo il calendario pisano ab incarnatione, connessione con le prediche dell'arcivescovo Fe di gusto cistercense nei capitelli della cattedrale
equivale al periodo 25 marzo 1259-24 marzo 1260derico Visconti, si vedano le osservazioni di M. senese. Ultimamente Paola Puglisi (Componenti
e sigilla l'inaugurazione dell'opera. L'effettiva ese
Seidel, op. cit., 1978, pp. 8-13, che sono piena federiciane in San Galgano, in Federico II..., atti
cuzione deve per forza di cose risalire addietro mente da condividere. cit., 1980, vol. I, pp. 379-89) si dimostra addi
di alcuni anni. rittura convinta della responsabilità manuale di
29) I due capitelli, anteriori al 1229, sono stati 46) Si vedano quelli riprodotti alle figg. 37 e Nicola e della sua bottega 'nell'esecuzione della
39 in C. Pietramellara, op. cit. plastica dell'abbazia'. II contributo della Puglisi
pubblicati rispettivamente da Hans Wentzel (Ein
Gotisches Kapitell in Troia, in 'Zeitschrift 47)fur
Si veda il particolare illustrato in Stefano offre anche alcune osservazioni utili sulla matrice
Kunstgeschichte', XVII, 1954, pp. 185-88)Bottari. e da Saggi su Nicola Pisano, Bologna 1969, meridionale-federiciana dei capitelli nicoliani non
Vera K. Ostoia (« To represent what is as it is»,
tav. IXa. ché sulle evidenti consonanze con le decorazioni
in 'The Metropolitan Muséum of Art Bulletin', architettoniche delle cattedrali di Bamberg e di
june 1965, pp. 367-72). Ma si veda soprattutto 48) Si vedano le figg. 210-212 in A. M. Romanini, Reims.
l'acuta trattazione in F. Bologna, op. cit., 1969, Arnolfo di Cambio e lo stil novo del gotico 55) ita
Cfr. W. Kronig, op. cit., 1953, p. 110, figg.
pp. 25-28, che tenta suggestivamente di identifi liano, Milano 1969. 9-10.
carne l'autore in Bartolomeo da Foggia. 49) Sui rapporti di Nicola con la cultura gotica
30) Se ne veda l'illustrazione in M. S. Calò Ma d'oltralpe si vedano alcuni spunti della Nicco56) Si rimanda allo storico saggio di Émile Ber
taux, L'art dans l'Italie méridionale, Paris 1904,
riani, Ancora... cit., 1974, p. 186, fig. 3. L'autriceFasola, op. cit., 1941, pp. 110-12; di Robert Dantomo II, cap. V; ai citati contributi della Calò
ricorda opportunamente che la presenza di mori Wallace, L'influence de la France Gothique surMariani e a quello di Marina Righetti Tosti-Croce
e di negri alla corte di Federico II è documendeux des précurseurs de la Renaissance italienne:(La scultura del castello di Lagopesole, in Federico
tata (cfr. pp. 186-88 e nota 118). Nicola et Giovanni Pisano, Genève 1953; dello II... atti cit., 1980, vol. I, pp. 273-52) per le men
31) Il passo è tratto dal De arte venandi cum Gnudi, op. cit., 1963, e 1980, pp. 1-17; della Calòsole del castello imperiale di Lagopesole.
Mariani, op. cit., 1973 e 1980; e di Joachim Poesh
ke, Die Sieneser Domkanzel des Nicola Pisano,57) La trascrizione dei documenti è opera di Ste
46 [Saggi] Berlin-New York 1973, pp. 67-72. L'argomento fano Moscadelli che qui vivamente ringrazio.

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