Sei sulla pagina 1di 1

Confronto fra Dante e Petrarca in base ai sonetti Tanto gentile e tanto onesta pare (Vita nuova) e Erano i capei

doro a laura sparsi (Canzoniere) Analogie fra i due testi: In entrambi i testi presente una descrizione fisica della donna; molto marginale in Dante, prevalente in Petrarca. Dante descrive lo sguardo, landatura e il saluto di Beatrice, Petrarca attacca con una descrizione dei capelli di Laura e prosegue descrivendone la luce degli occhi e rilevando come con il tempo essa stia diminuendo, le espressioni del viso che sembrano dimostrare attenzione per ci che il poeta prova. Nelle due terzine Petrarca descrive lincedere e la voce di Laura come fenomeni celestiali, e non terreni, e sembra quindi avvicinarsi alla corrente dello Stil Novo a cui appartiene Dante distaccandovisi poi con gli ultimi due versi nei quali, ribadendo lazione del tempo sulla bellezza di Laura, si conferma per lintensit dellamore nei suoi confronti: il poeta parla addirittura di una ferita, quindi di un aspetto fisico, riguardante il corpo, che non si rimargina. In Dante, invece, vediamo che gli aggettivi che egli attribuisce allamata sono perlopi riferiti alla spiritualit di Beatrice: gentile e onesta (v. 1), benignamente dumilt vestuta (v. 6), piacente (v. 9), spirito soave pien damore (v. 13). Questa componente spirituale esplicitamente sottolineata dal poeta quando nei versi 7 e 8 scrive: e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare.. Dante, a differenza di Petrarca che descrive gli effetti che Laura produce su di lui, rileva gli effetti che Beatrice produce sulle persone che incontra o che saluta: chogne lingua deven tremando muta, e li occhi no lardiscon di guardare (vv. 3 e 4), sentendosi laudare (v. 5), una lode che in lei non produce superbia, poich umile. I testi sono entrambi sonetti, composti quindi da due quartine e due terzine di versi endecasillabi. Le rime sono incrociate (ABBA) nelle quartine mentre differiscono nellultima terzina. Differenze fra i due testi: Unaltra differenza oltre a quelle gi evidenziate, riguarda luso del tempo. Dante usa infatti il presente, rilevando una visione atemporale, mentre Petrarca fa uso sia del presente che del passato: questo sta a significare che per Petrarca il tempo ha un valore e che egli si accorge dei mutamenti della realt in relazione al tempo. Petrarca inoltre descrive i sentimenti provati nel corso del tempo, mentre Dante registra linadeguatezza delle parole a descrivere leccezionalit della presenza di Beatrice e degli effetti che produce: Mostrasi s piacente a chi la mira, che d per li occhi una dolcezza al core, che ntender no la pu chi non la prova (vv. 9, 10 e 11).

Contestualizzazione: Le differenze riscontrate fra i due testi sono dovute alla forte appartenenza di Dante, nato nel 1265 e morto nel 1321, al Medioevo e allo stilnovismo, per cui vi era radicata in lui la convinzione che ogni verit fosse assoluta, indipendente dallo spazio e dal tempo. Dante infatti era fortemente ancorato ai valori religiosi, questo si vede dal fatto che considera Beatrice una creatura angelica, il cui amore lo porter allelevazione spirituale. Petrarca, nato nel 1304 e morto nel 1374, invece considerato uno dei precursori dellUmanesimo, insieme a Boccaccio. Egli il poeta del contrasto: eternamente combattuto fra il dare importanza al lato fisico, al desiderio che lui prova nei confronti di Laura e dei vari aspetti della vita terrena laria, loro, lalloro, ricordati dal nome Laura - e il seguire lesempio di Dante, nel ricercare esclusivamente la propria elevazione spirituale, in accezione strettamente religiosa.

Potrebbero piacerti anche