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LASSIUOLO GIOVANNI PASCOLI

ANALISI METRICA
Questa poesia fa parte della raccolta Myricae
pubblicata nel 1897. E un componimento formato da
tre strofe, ciascuna delle quali a sua volta formata da
sette novenari piani ad eccezione del sesto verso che
tronco e rima con lottavo monosillabico chi. Lo
schema metrico usato a rima alternata (AB AB, CD
CD) ed presente al v.11 una rima interna: cullare
del mare. Frequenti,secondo la tecnica del
fonosimbolismo a cui spesso ricorre Pascoli,sono le
figure di suono. In primo luogo le allitterazioni: nei
primi quattro versi viene ripetuta la lettera l; al v.12 la
lettera f e ai vv. 18-20 la s. Per quanto riguarda la
figura dellonomatopea,essa,oltre ad essere presente
in ciascun verso alla fine di ogni strofa (chi
onomatopeico), viene usata nel v.12 (fru fru), nel v.19 (
squassavano) e infine nel v.21 (tintinni). Soffermandosi
sui suoni chi e fru, si pu notare che
entrambi,contenendo la lettera u,suono cupo e
lugubre,evidenziano lo stato danimo inquieto del
poeta che pervade tutta la lirica.

ANALISI RETORICA
Per quanto riguarda le figure retoriche dellordine delle
parole,lanafora ai vv. 11-13 che vede il ripetersi della
voce verbale sentivo, sottolinea la presenza dellio
lirico e conferma il fatto che limmagine di tutti gli
elementi del paesaggio filtrata attraverso locchio e
quindi la percezione del poeta e conferisce dunque
soggettivit al componimento. Il climax voce dai
campi,sonava lontano il singulto,pianto di morte,
accresce progressivamente lo stato di attesa e
inquietudine chiarendo il significato del verso
dellassiuolo (chi),simbolo di morte. Le altre figure
retoriche presenti nel componimento sono figure
retoriche di significato; varie metafore e sinestesie.
Due delle metafore richiamano un imprecisato colore
bianco del cielo: alba di perla e nebbia di latte,mentre
nellaccostamento tra lo squassare delle cavallette e il
suono dei sistri, questi ultimi costituiscono una
metafora poich rappresenterebbero infatti le ali delle
cavallette. E presente poi una sinestesia al v.5: soffi di
lampi,che accosta le due sfere sensoriali delludito
(soffi) e della vista (lampi). La metafora al v.18,sospiro
di vento,racchiude in s unaltra sinestesia.

SINTESI
Il componimento le descrizione di un paesaggio
notturno filtrato,come detto prima,attraverso la
spiccata sensibilit del poeta. Nella prima delle tre
strofe il poeta si chiede dove sia la luna,che nascosta
ma certamente presente poich diffonde nel cielo un
chiarore perlaceo e sembra persino che il mandorlo e il
melo si ergano per tentare di raggiungerla. Altri
fenomeni poi contribuiscono a caratterizzare
latmosfera misteriosamente: da luoghi imprecisati
infatti provengono lampi brevi e fugaci (soffi di lampi)
che annunciano il temporale imminente (nero di nubi)
e dalla campagna proviene il triste lamento
dellassiuolo(veniva una voce dai campi: chi). Nella

seconda strofa rilevata la presenza delle


stelle,sebbene rare poich velate dallalone di luce
della luna. Si fa tuttavia pi intensa la percezione dei
suoni da parte dellio lirico,contrassegnato dallanafora
sentivo. Il poeta percepisce il suono delle onde del
mare,quello di animali nascosti nella vegetazione( fru
fru tra le fratte) e di nuovo il verso dellassiuolo
lontano ma insistente e premonitore di morte. Qui
probabilmente Pascoli rievoca lutti personali che hanno
inciso profondamente il suo

animo pur non citandoli esplicitamente (vv. 13-14:


comeco dun grido che fu). La terza strofa
caratterizzata anchessa dalla descrizione di elementi
del paesaggio,ovvero cime di alberi,vette,illuminati
dalla luce della luna e sulle quali soffia un vento
leggero. La sensazione uditiva del poeta questa volta
il rumore delle cavallette emesso dallo sbattere delle
loro ali che vengono paragonate ai sistri. Questo suono
cessa davanti a invisibili porte,quelle dellaldil che il
poeta non crede si apriranno; non crede cio in una
vita ultraterrena dopo la morte. Tuttavia il forse indica
una possibilit remota di speranza sebbene il verso
dellassiuolo diventi sempre pi angosciante e simbolo
della morte imminente.

COMMENTI PERSONALI
Penso che il poeta sia riuscito e trasmettere
efficacemente il suo stato danimo e le sue sensazioni
soprattutto grazie alluso di onomatopee a altre figure
di suono. Oltretutto il tema principale della morte non
n semplice n banale e,con questa poesia,ritengo
che Pascoli non labbia sminuito anzi,ha saputo
trattarlo in modo particolare per mezzo della
descrizione del paesaggio notturno che lo circondava.