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Italia 9,90 Greece 15,00 Spain 14,50


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Mensile di tecnica modellistica supplemento al numero di luglio 2014
Panther Commander SS 1/10
di Nino Lorenzoni - tratto da Soldatini 102
The killer Gee Bee R-1 1/32
di Cesare Pigliapoco - tratto da Sky Model 60
E-75 1/35
di Adam N.P. Wilder - tratto da Steel Art 104
Costruire modelli short run 1/72
di Andrea Vignocchi - tratto da Sky Model 39
Hellboy 54mm
di Aleksander Michelotti - tratto da Soldatini 87
Libyan Rebel 1/35
di Alessandro Bruschi ancisco - tratto da Steel Art 97
Focke Wulf Fw 189 A-1 1/48
di Alfonso Martinez Berlana - tratto da Sky Model 15
I cingoli 1/35
di Adam N.P. Wilder - tratto da Steel Art 92
Due gaglioffi nella Das Reich 1/6
di Luca Montenovesi - tratto da Steel Art 88
M48A3 1/35
di Giuseppe Ortolani - tratto da Steel Art 11
Medium Gun Combat Tank M48 STORIA
di Francesco Cortellini - tratto da Steel Art 11
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26 - 27 - 28 SETTEMBRE 2014
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DELLE PISTE
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Visto il grande favore con cui sono state accolte le edizioni precedenti
dello speciale estivo di Model Time lo abbiamo realizzato anche per il
2014 scegliendo il meglio del meglio uscito negli anni sulle altre riviste
Auriga Publishing, ovvero Sky Model e Steel Art.
Modello ricco mi ci ficco!
Ve lo dico prima... in questo editoriale mi contraddir almeno tre volte.
Non incoerenza ma che non voglio dare un "autorevole parere" (per quanto
possa essere il sottoscritto autorevole) ma dare a voi, amici modellisti, una
serie di spunti su cui riflettere perch ognuno di voi trovi la "sua" risposta nella
massima libert e autonomia.
Il tema "spinoso"... ossia quando comperiamo un modello a parte il "cuore"
seguiamo una serie di regole ed operiamo una serie di scelte.
Cosa compero? Il modello standard o la scatola "HighTech" con sei kit di upgra-
de ed accessori?
Un tempo non v'erano molte alternative, di un modello esistevano si e no un paio
di "versioni" di marche diverse. Una "popolare" ed una pi "tecnica".
Una pi economica, sbrigativa, semplificata, sovente piena di errori ed omis-
sioni ma che gratificava comunque il modellista meno esigente o pignolo.
L'altra pi cara, pi complessa, pi ricca e corretta, dedicata al modellista
"experten", ricco e/o pignolo, che ne faceva una volta terminato il modello un
motivo di orgoglio e bella mostra di se.
La prima richiedeva un weekend di lavoro la seconda anche settimane o mesi se
si voleva poi "migliorarla" con un po' di scratch (allora non c'erano aftermarket
a vagonate).
Oggi il panorama si arricchito, ci sono meno modelli popolari e pi modelli
tecnici, l'aftermarket esploso.
Francamente rimpiango un po' quei modelli popolari che avvicinavano al model-
lismo gli adepti senza stress, senza svenarsi, senza voler e dover iniziare subi-
to a confrontarsi con i "migliori". Erano quello che dovrebbero essere "dei pas-
satempi" e non dei capolavori certosini.
Oggi non pi cos, prendiamone atto e continuiamo la riflessione!
Bene, quando acquistiamo un modello noi facciamo una operazione di prela-
zione sul nostro tempo futuro, una cosa che preziosissima e non in vendita.
Per cui perdere tempo a fare un modello "scarso" ci pare e sovente tempo perso.
Non impariamo, non cresciamo, ed alla fine non saremo soddisfatti del nostro
lavoro.
D'altro canto un modello ricco e completo, accessoriato ed upgradato potrebbe
frustrarci, svuotarci il portafoglio, farci perdere dieci volte il tempo del primo
e alla fine il risultato potrebbe essere altrettanto deludente.
Che fare?
Non ho la risposta assoluta e definitiva.
Io stesso mi ritrovo una volta a fare un modello "da concorso" e perderci dietro
due mesi, altre a divertirmi una manciata di serate a fare un modello semplice,
da scatola e farlo comunque al meglio delle mie possibilit, sovente stupendomi
del risultato.
Avete individuato il punto? il "divertimento"! Fare un modello vi deve divertire
perbacco! Non siete in terapia e non state seguendo una cura, avete scelto un
hobby meraviglioso perch vi piace il farlo e vi piace il prodotto finale.
Un modello "da scatola" non un onta o un regresso, un momento di relax e
un modello "super" lo stesso ma con un diverso approccio concettuale.
Il mio tempo prezioso e allora lo voglio fare al meglio e perderci serate in pi
(e qualche Euro anche) perch alla fine mi pentir delle economie e delle ope-
razioni rapide e poco studiate, questo un ragionamento, ma se lo pago con la
perdita della serenit non ne vale la pena!
Sandro Degiani
MODEL TIME
Direttore Responsabile
Thomas Abbondi
Editore
Auriga Publishing International S.r.l.
Via Bressanone 17/1 - 16154 Genova
www.aurigapublishing.it
Capo redattore
Thomas Abbondi (T.A.)
Direttore editoriale
Alessandro Bruschi
Servizi fotografici
Alessandro Bruschi (A.B.)
Grafica
Cristina Bonanno
Consulenti e Collaboratori
Alfonso Martinez Berlana, Francesco Cortellini,
Daniele Guglielmi, Nino Lorenzoni, Aleksander
Michelotti, Luca Montenovesi, Giuseppe Ortolani,
Cesare Pigliapoco, Aurelio Gimeno Ruiz,
Andrea Vignocchi, Adam N.P. Wilder
Sped in A.P. 45% comma 20/B art 2 legge 662/96
Filiale di Genova. Pubblicazione registrata
presso il tribunale di Genova il 03/04/2001 al n 19.
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riprodotta senza l'autorizzazione scritta dell'Editore.
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Created and printed in Italy
Questo periodico associato
allUnione Stampa Periodica
Italiana
05 editoriale:05 editoriale 26-05-2014 12:55 Pagina 1
Nino Lorenzoni
06 a 17 lorenzoni:12 a 15 azeglio 26-05-2014 9:09 Pagina 6
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ono sempre stato affascinato dagli
armamenti ed equipaggiamenti tede-
schi della seconda guerra mondiale
ed era da tempo che volevo realizzare un
figurino da poter ambientare su un carro.
Appena ho visto il kit proposto da Young
Miniatures non mi sono lasciato scappare
l'occasione.
IL KIT
Il modello, che rappresenta Max Wsche,
lascia a bocca aperta per la quantit di pezzi
all'interno della scatola. Volevo aggiungere
qualcosa di pi sia alla cupola del carro sia
al figurino. Mi balenata cos l'idea di
aggiungere parte della torretta, la mitraglia-
trice MG34 (assente nel kit ma recuperabi-
le da un altro modello, anch'esso Young),
delle fronde di pioppo usate nella mimetiz-
zazione aerea dalle truppe corazzate, i clas-
sici cingoli di scorta usati dagli equipaggi
come corazza supplementare e la modifica
alla divisa del figurino, trasformando il
giaccone mimetico in tessuto italiano usato
da Wsche in una divisa da "fatica" con
mimetica a foglie di platano adattabile a
qualsiasi capocarro dell'epoca con l'aggiun-
ta della fondina della P38 e la sostituzione
del copricapo da ufficiale con il classico
berretto con visiera anch'esso da fatica.
RINGRAZIAMENTI
Grazie alla redazione di Soldatini e in par-
ticolare a Giovanni per avermi dato la pos-
sibilit di condividere con tutti voi questo
progetto. Spero di essere stato chiaro nei
passaggi e come dico sempre... affilate i
pennelli!!!
Inizio del lavoro
Vista dell'insieme dei pezzi che
compongono il kit.
Il lavoro iniziato asportando del materiale alle estremit delle maniche, con una fresa montata su
un micro trapano (la divisa di Wsche, a differenza di quella che io ho rappresentato, non aveva
un'allacciatura a polsino, per intenderci tipo camicia) e successivamente con un cutter ben affilato ho
inciso direttamente sulla resina la parte che volevo ricostruire senza aiuto di stucco, rendendo la
superficie liscia con una paglietta di ferro molto fine.
Ho sostituito il berretto da ufficiale con uno da fatica. Uso sempre il Magic Sculp per le mie modifiche; sono partito creando prima i volumi per poi pla-
smare piccole parti di stucco fino ad ottenere il risultato desiderato.
Per modellare lo stucco uso dei pennelli con punta di silicone, varie spatoline di dimensioni diverse e un piccolo cacciavite da orefice dalla punta piatta
leggermente ricurvo; non uso acqua n solventi di nessun tipo per non fare aderire gli attrezzi allo stucco, ma semplicemente della crema per mani in
cui li immergo, compreso il pennello che uso nella fase finale di lisciatura del pezzo.
YOUNG MINIATURES
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Ho quindi scolpito i fregi presenti sulla parte
anteriore (il teschio e l'aquila), poi ho aggiunto
le cuffie presenti nel kit.
Terminato il berretto sono passato alla modifica della divisa. Trattandosi di una tuta intera ho eliminato con un cutter la parte inferiore della giacca, il
doppio orlo che correva lungo la chiusura della giacca stessa e la chiusura della tasca presente sulla parte anteriore della coscia; ho poi raccordato con
dello stucco la parte inferiore del figurino, aggiunto due tasche all'altezza della vita e tutti i bottoni sul davanti e sui polsini, quindi, sempre con dello
stucco, ho scolpito la fondina (che in un secondo momento ho provveduto ad accorciare avendo sbagliato un calcolo di scala).
Dopo aver terminato il busto sono passato alla costruzione della cupola.
Usando dei disegni in scala 1/35 ho riportato le misure alla scala 1/10 e usando un foglio di pla-
sticard da 1 mm ho ritagliato la sagoma superiore della torretta; dallo stesso foglio ho ricavato le
centine inclinate che sosterranno la parte laterale, per passare poi alla chiusura di tutte le parti usan-
do dello stucco Magic per raccordare.
Servendomi di un compasso e di un foglio di
plasticard da 0,50 mm ho tagliato uno strato
pi stretto che sono poi andato a sovrapporre
sulla torretta, ottenendo l'illusione dello spesso-
re delle lastre laterali. Montando una piccola
fresa tonda sul micro trapano ho testurizzato le
piastre corazzate facendo saltellare la fresa a
bassi giri sull'area da trattare; con del diluente
nitro e un vecchio pennello ho sciolto con vari
passaggi la superficie, uniformando l'effetto.
Con uno spillone ho simulato graffi e incisioni
sulla plastica resa morbida dal diluente.
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A questo punto ho riprodotto lo Zimmerit e per
fare ci ho steso dello stucco Magic con l'aiuto
di un pezzetto di plasticard.
Con lo stesso pezzo che ho usato per stendere
lo stucco ne ho inciso un lato con una lima,
ottenendo una specie di pettine e ho inciso dal-
l'alto verso il basso la trama praticando una
pressione considerevole; l'eccesso di stucco
stato eliminato con un cutter.
Sono passato alla costruzione dei cingoli che i
Panther portavano come corazzatura aggiunti-
va.
Ho disegnato in scala e ritagliato una dima,
che ho poi sovrapposto sopra una sfoglia di
stucco Magic e ne ho asportato gli eccessi con
un bisturi.
Una volta indurito lo stucco, servendomi di un
cutter ho asportato alcune parti dello Zimmerit
per ricreare l'usura dei campi di battaglia e il
grosso della torretta risultato completato.
Con il micro trapano e frese di varie dimensioni ho plasmato il pezzo grezzo aggiungendo parti di
plasticard, creando un master da riprodurre.
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Sono passato a scolpire il fogliame partendo da una sfoglia di stucco e incidendo vari negativi di foglie.
Spennellando della crema per mani al suo interno ho steso una piccola quantit di stucco amalgamato ma gi in fase di catalizzazione e servendomi
del mio amato cacciavite da orefice ho inciso il positivo della foglia.
Aiutandomi con un pennellino imbevuto di crema per mani ho staccato la foglia, ottenendo un pezzo inciso sia nella parte inferiore sia nella parte supe-
riore.
Ho poi incollato ogni singola foglia sui dei rametti ottenuti anch'essi con dello stucco Magic.
Con dello stucco Magic, del plasticard e della
lamina di rame ho ricostruito la sacca che con-
teneva il nastro dei colpi della MG34, miglio-
rando cos anche il supporto della mitragliatrice
e aggiungendo la leva che fissava l'arma nei
trasferimenti.
Vista dell'insieme di arma e supporto.
Il lavoro di costruzione finito e possiamo ora
passare alla fase di pittura
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La colorazione del figurino iniziata con la stesura di un fondo Nero Tamiya XF 1; mi piace in modo particolare il fondo scuro, perch a mio avviso con-
ferisce ai colori successivi toni pi cupi e drammatici. Con l'uso dell'aerografo ho steso del verde NAC 13 in maniera leggera in modo da non coprire il
fondo stesso.
Aggiungendo del Carne Scuro AC10 al Verde Oliva chiaro NAC 13 ho steso le prime luci per conferire volume, essendo una divisa mimetica un pas-
saggio di luci pi che sufficiente.
Con del marrone NAC46 e usando un pennello tondo n 2 ho ricreato le prime macchie mimetiche.
Aggiungendo una piccola percentuale di colore Nero AC26 al Verde Oliva chiaro NAC26 usato in precedenza per la base ho riprodotto le seconde mac-
chie che vanno a completare la trama mimetica.
A questo punto si danno le luci alle macchie della mimetica schiarendo ogni singolo colore con del Carne Scuro AC10 sia per il marrone medio NAC 46
sia per il verde scuro.
Definita la mimetica, ho ripreso il colore di base
Verde Oliva chiaro NAC 13 aggiungendo questa
volta del Carne Chiara NAC 43 pi del Grigio Perla
NAC 22 e ho ripreso le luci nelle loro parti pi
estreme, andando a insistere su quelle parti della
divisa soggette a usura, quali cuciture e profili della
divisa. La stessa cosa stata fatta per le miscele di
color marrone e verde scuro unendo a entrambi il
Carne Chiaro NAC43 pi il Grigio Perla NAC22.
Ho poi dipinto il colletto della camicia con Grigio
medio NAC21 aggiungendo una punta di Nero
AC26 e una di Verde Militare NAC 09; con il Carne
Scuro AC 10 ho dato dei leggeri colpi di luce, pas-
sando poi a dipingere la decorazione della croce
con Nero AC 26 e Silver Mithril 61-55 Citadel, il
tutto reso lucente con un passaggio di trasparente
lucido Tamiya per 22. Sono poi passato alla pittura
del cinturone e della fondina della pistola, stenden-
do sul Nero di base del Terra di Siena Bruciato a
olio e asportando l'eccesso per conferire al pellame
una finitura semilucida. A colore non ancora asciut-
to, con del Marrone scuro NAC 48 con l'aggiunta
di Marrone Dorato NAC 37 ho insistito sulle estre-
mit di fondina e cinturone, ricreando piccoli graf-
fi caratteristici dell'usura.
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Ho ripreso l'invecchiamento di cinturone e fondina facendo un lavaggio di Terra Ombra Bruciata a olio e con del Carne Scuro AC 10 unito al Marrone
Rossiccio NAC 47 ho dato gli ultimi passaggi per accentuare graffi e usura generale; anche i guanti sono stati dipinti allo stesso modo, variando solo le
quantit dei colori.
Con del Nero AC26 mischiato a del Rosso Scuro NAC 30 ho profilato il tutto, con del Desert Yellow 72063 Game Color, mischiato via via con del Beige
NAC 42, ho creato delle macchie di sporco nella zona dei gomiti e dei polsini della divisa, con il Verde Uniforme americana AC 3 sono stati fatti i gradi
su entrambe le spalle e schiarendo lo stesso colore con del Grigio Perla NAC 22 ho dato risalto con le luci.
A questo punto la divisa quasi ultimata, man-
cando solo un leggerissimo tocco personale.
Con il Grigio Perla NAC 22 mischiato con un
punta davvero esigua di Verde Oliva chiaro
NAC 13 e con il colore molto diluito (in modo
che scorra sulla superficie), servendomi di un
pennello tondo n 0 ho cercato di ricreare la
trama della tessitura dell'uniforme da fatica,
cos da conferire un grado di usura superiore.
Archiviata la divisa sono passato alla pittura del viso, stendendo una mano di Carne Scura AC 10 ad aerografo (sempre in maniera da far trasparire
ancora il fondo Nero sottostante).
Il passaggio successivo stato quello di definire gli occhi, usando del Bianco AC 6 con del Nero AC 26 ho ricreato l'iride (passaggio questo grossolano
tanto da definire l'occhio poi i passaggi successivi correggeranno e sistemeranno tutto l'insieme).
Con del Blu oltremare 72022 Game Color ho dato colore all'iride lasciando un leggero contorno di Nero all'esterno e ricreando la pupilla.
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Con del Nero AC26 ho riprodotto una sottile linea nella parte superiore degli occhi per definire le ciglia e con
del Carne Chiaro NAC 43 ho fatto l'opposto nella parte inferiore degli occhi; una punto su entrambi gli occhi di
colore Bianco AC 6 ha conferito brillantezza. Una mano di trasparente Tamiya per 22 ha dato "vita" all'occhio,
successivamente con del Marrone Cuoio NAC 50 ho iniziato a dare volume al viso con le ombre. Dopo le ombre
ho ripreso il Carne Scuro AC 10, iniziando a dare le prime luci. Schiarendo il Carne Scuro AC 10 con del Carne
Chiaro NAC 43 ho insistito con le luci nelle parti pi estreme. Con del Rosso Scuro NAC 30 ho vivacizzato le
guance e la punta inferiore del naso, poi con una miscela di Nero AC26 Rosso Scuro NAC 30 e Carne Chiara
(molto diluita) sono andato a ricreare l'effetto barba. Riprendendo il Carne Chiaro NAC 43 ho insistito sui punti
di maggior luce (mento, estremit della bocca, pomo d'Adamo e zona occhi ), le labbra sono state dipinte con
del Rosso Scuro NAC 30 pi blu oltremare 72022 Game Color come base, l'aggiunta di Carne Scuro AC 10 ne
ha schiarito il tono per consentire il passaggio di luci e con del Marrone medio NAC 46 mischiato a del Marrone
Dorato NAC 37 ho dato la base per la tinta dei capelli. Con del Nero AC 26 mischiato a del Rosso Scuro NAC
30 molto diluito ho riprodotto varia "sporcizia" e le colate di sudore, queste ultime saranno poi riprese in un
secondo passaggio con del trasparente lucido Tamiya per 22. Schiarendo il Marrone Dorato con una punta di
Carne Chiaro NAC 43 ho schiarito le ciocche di capelli qua e l, il laringofono stato dipinto in Nero AC 26
dopodich ho fatto un "lavaggio" con del Terra Ombra Naturale a olio e a colore asciutto ho applicato delle
scrostature in Silver Mithril 61-55 Cittadel. La parte rivestita in pelle dello stesso ha subito il trattamento descrit-
to in precedenza per fondina, cinturone e guanti; schiarendo il Nero AC 26 con il Carne Scuro AC10 ho dato i
primi colpi di luce al berretto. Berretto finito; stato dato un secondo passaggio per le luci, aggiungendo alla
miscela usata in precedenza (Nero e Carne Scuro ) una piccola quantit di Grigio Perla insistendo su cuciture
ed estremit del berretto e come tocco finale usando l'aerografo ho conferito un leggero strato di polvere con il
Desert Yellow 72063 Game Color. Aggiunta dei fili che compongono il sistema audio di cuffie e laringofono,
dipinti con del Marrone scuro NAC 30 e invecchiati aggiungendo del Carne Scuro AC 10.
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L'astuccio porta mappe stato spruzzato in modo selettivo con del Red Brown Tamiya XF64.
Riprendendo i pennelli, con del Marrone Rossiccio NAC 47 ho evidenziato i bordi, picchiettando e
sfumando il colore.
Usando del Marrone medio NAC 46 pi del Marrone Dorato ho insistito sulle parti trattate nel pas-
saggio precedente ricreando anche dei piccoli graffi; un filtro delicato di Terra Ombra Bruciata dar
un tocco semi lucido all'insieme.
Con il Marrone Dorato NAC 37 evidenziamo tutte le cuciture; la mappa stata invecchiata con un
mix di Nero AC 26 e Rosso Scuro NAC30 molto diluito. Il Silver Mithril 61-55 Cittadel sulla fibbia
stato l'ultimo tocco.
Dopo aver dato un fondo Nero Tamiya XF1 l'intera cupola stata dipinta ad aerografo con del Dark Yellow XF 60, avendo l'accortezza di non coprire
il fondo in maniera completa ma lasciandolo trasparire nei sotto squadra pi profondi.
Pesante lavaggio di Terra d'Ombra bruciata a olio senza badare agli eccessi.
Uso dell'aerografo con Dark Yellow XF 60 + Sky XF 21 per conferire le luci alla tinta di base precedente.
Aggiunta della mimetica con colori Andrea, Verde Militare NAC 09 e il Marrone Rossiccio NAC 47.
Asportazione dei colori mediante diluente per acrilici Tamiya X20A con un vecchio pennello consumato e dalle setole tagliate, per simulare graffi facen-
do riaffiorare il fondo Nero.
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Risultato del processo di scoloritura.
Con colori a olio Terra Ombra Bruciata, Terra di
Pozzuoli e Nero Avorio, mischiati tra loro o usati
singolarmente, sono andato a ricreare macchie
di ruggine e colature di pioggia, tirando il colo-
re dall'alto verso il basso con un pennello piat-
to inumidito.
Risultato delle colature. La creazione dei numeri d'identificazione
mediante mascherina e aerografo: primo passo
con il Rosso Tamiya XF 7.
Lasciando al suo posto la mascherina preceden-
te e utilizzandone un'altra con del Bianco
Tamiya XF 2 si realizzano i bordi.
Ecco il risultato finale. Il numero completato.
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A questo punto con i colori Andrea andiamo a
completare alcuni dettagli.
Con del Nero AC 26 mischiato a del Rosso Scuro
NAC 30 andiamo a scurire le parti basse della
torretta per avere contrasti pi marcati e usan-
do il colore molto diluito sfumando il colore stes-
so con un pennello pulito e umidificato con del-
l'acqua (accertarsi che il pennello a ogni pas-
saggio sia ben pulito senza tracce di colore).
Con del Rosso Scuro NAC 30 ho dipinto quelle
parti in cui lo Zimmerit e stato asportato, schia-
rendolo via via con piccole quantit di Carne
Scuro AC 10 e Grigio Medio NAC 21. Usando
del Nero AC 26 ho insistito scurendo i bordi
dello Zimmerit usurato dando profondit all'in-
sieme e infine con del Blood Red Cittadel ho
schiarito la parte alta dei numeri aggiungendo
anche una piccola quantit di Carne Scuro AC
10; stessa cosa ho fatto per i bordi bianchi usan-
do del Bianco puro AC 6.
I cingoli sono stati dipinti con una base di Nero
AC 26, successivamente sono stati trattati con
pesanti lavaggi di Terra Ombra Naturale e Terra
di Pozzuoli a olio, mischiando il Terra di
Pozzuoli al Bianco. L'ultimo passaggio stato
ormai l'abituale uso dell'aerografo spruzzando
del Desert Yellow 72063 Game Color per otte-
nere un leggero strato do polvere.
La fronda di foglie stata dipinta ad aerografo.
I rami sono in Marrone Scuro NAC 48, le foglie
in Verde Uniforme americano AC 3; un lavaggio
di Terra Ombra Naturale ha amalgamato i toni
ripresi poi a pennello schiarendo entrambi i
colori base con il Carne Scuro AC 10 per il
Marrone Scuro e il Carne Chiaro NAC 43 per il
Verde.
Con del Grigio Perla NAC 22 ho schiarito ulte-
riormente il Verde dando dei passaggi di luce.
Vista d'insieme della tor-
retta terminata e pronta
ad alloggiare il capocar-
ro.
16 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
06 a 17 lorenzoni:12 a 15 azeglio 26-05-2014 9:09 Pagina 16
L'MG34 stata dipinta con una base Nero XF1, sulla quale stata stesa una miscela a pennello
asciutto di Nero d'Avorio a olio e Azzurro Argentato metallico Testor; a colore asciutto ho dato leg-
gerissimi colpi di luce con il Silver Mithril 61-55 della Citadel.
Per il calcio in legno sono state fatte alcune velature di Marrone Scuro NAC 49, dopodich con del
Marrone Rossiccio NAC 47 ho accentuato le venature, per poi finire aggiungendo del Marrone
Dorato NAC 37al Marrone Rossiccio NAC 47 dando luce alla parte superiore.
Con del Nero AC6 aggiunto al Rosso Scuro NAC 30 ho ombreggiato la parte inferiore del calcio, per
terminarlo accentuando le venature del legno con passaggi molto sottili dello stesso colore.
Una mano leggera e molto diluita Clear Orange X26 Tamiya data ad aerografo ha conferito la bril-
lantezza della laccatura.
Il nastro dei proiettili stato dipinto con del Shining Gold 61-63 Citadel, un lavaggio di Terra
d'Ombra naturale ne ha smorzato il tono acceso e piccoli colpi di luce sono stati dati ai proiettili,
aggiungendo al Shining Gold del Silver Mithril 61-55, sempre della Citadel.
La sacca che contiene il nastro stata dipinta con del Verde Uniforme tedesca NAC 4 con una punta
di Nero AC 6 e giungendo Carne Chiara NAC 43 per le luci.
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 17
Vista dell'unione tra cupola e capocarro.
06 a 17 lorenzoni:12 a 15 azeglio 26-05-2014 9:10 Pagina 17
18 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
di
Cesare Pigliapoco
Modello WILLIAM BROSS
THE KILLER
GEE BEE R-1
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 18
Montaggio
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 19
A destra e sotto
Il lavoro ini-
zio dagli inter-
ni. Le ordinate
sono color
legno con tra-
liccio di allumi-
nio. Il sistema
3 in 1 detto
sandwich
semplice e di
sicuro effetto.
Volantino,
levette e altri
accessori com-
pletano in
modo credibile
questi interni.
Sopra
Le stampate del kit in plastica bianca:
veramente fastidiosa da lavorare.
Questo velivolo era
un monoplano ad
ala bassa in legno,
con struttura di
fusoliera in tubi
d'acciaio rivestita in
tela, compensato e
lamiera di alluminio
sulla parte anteriore.
Costruito attorno al suo grosso motore
Pratt e Whitney Wasp da 800 cv, que-
sto Gee Bee R1 aveva un aspetto
tozzo per la obbligata necessit di rac-
cordare in modo aerodinamico la cofa-
natura del motore alla fusoliera. Per
controbilanciare il peso del motore, il
pilota era seduto a ridosso della picco-
la deriva, caratteristica estetica che
non manc di meravigliare sia i tecnici
sia gli spettatori. Sembrava tutto meno
che una macchina volante, qualcosa di
mostruosamente bello che nonostante
tutto riusciva a sollevarsi da terra e a
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 19
20 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
Queste sono le condizioni dei sol-
chi presenti su tutto il modello.
Con cianoacrilato bene chiudere
tutto e lisciare.
Posizionati a dovere gli interni, si
assemblano le semifusoliere.
Tracciati i pannelli con una matita,
si tracciano con un buon cutter.
Seguendo la traccia lasciata dal
cutter, con una punta d'acciaio si
incidono le pannellature.
Fatto il primo scasso a mezzalu-
na, con dei piccoli segmenti di
plastica si crea la parte rialzata.
A sinistra
Perfettamente riallineate nella giu-
sta posizione.
Ecco come si presentano le gri-
glie a lavoro ultimato.
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 20
Montaggio
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 21
volare a 470 km/h. Costruttivamente
l'obiettivo principale di un Racer la
velocit e il Model R-1 non era da
meno. Privo per della totale visibilit a
terra, era di pilotaggio molto difficile e
pericoloso, tanto da essere sopranno-
minato The Killer. Sulla cofanatura
motore la scritta SARA non era dedi-
cata a una bella ragazza ma alla
A destra Queste mollette sono
ideali per l'assemblaggio delle ali.
Il bordo d'uscita delle ali molto
spesso va assolutamente assotti-
gliato. Stessa cosa va fatta sul
bordo d'entrata e uscita della
cofanatura motore.
Con il solito cutter usato a rove-
scio ho rimosso gli alettoni.
Il taglio risulta perfetto, non c' necessit di aggiunge-
re del plasticard.
Per un pratico assemblaggio, le parti mobili sono
state dotate di pernetti di rame.
Una mano di grigio solo sulle
zone di intervento, per vedere
meglio se tutto a posto.
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 21
22 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
Prove a secco della tiranteria. I tiranti inferiori possono essere
fissati dentro la carena delle ruote
con del cianoacrilato.
La preparazione dei tiranti con gli intramezzi pas-
santi una cosa molto certosina.
Anche il foro dell'intramezzo posteriore deve avere la
corretta inclinazione.
molto importante dare la giusta
inclinazione ai fori sia in fusoliera
sia sulle ali
A sinistra
Il kit fornisce questi due tipi di
ruote.
Quelle in gomma sono servite
da master per stamparle in resi-
na.
Ruotine di recupero e un pezzetto di resina per costruire una nuova
carenatura.
Sotto Minidrill e una piccola fresa per realizzare lo scasso del ruotino.
Con un cutter si rifinisce esternamente, dando le giuste forme e dimen-
sioni. Questo il risultato ottenuto, la differenza enorme.
Carenatura e ruotino di coda nella giusta collocazione.
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 22
Montaggio
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 23
"Springfield Air Racing Association",
cio i finanziatori della manifestazione
aerea.
L'accattivante colorazione bianca e
rossa portava disegnati in fusoliera i
due enormi dati del numero vincente
11.
Nel 1932 con questo velivolo Jimmy
Doolittle vinse il trofeo Thompson. Da
uomo intelligente che era, quella fu l'ul-
tima volta che sal su un aereo di quel
tipo!
Sopra
La stampata delle aste fuori
registro, ho dovuto sostituirle con
degli spilli.
Sopra Le componenti del motore
pronte per l'assemblaggio.
Sotto Ecco come si presenta il
motore a lavoro ultimato.
IL KIT
Composto da una cinquantina di pezzi
in maledetta plastica bianca, il modello
presenta tutti i difetti della sua venera-
bile et. Le rivettature sono state com-
pletamente ignorate, in compenso le
pannellature sono cos larghe che
somigliano pi a dei solchi. Queste
dovranno assolutamente essere chiu-
se con del cianoacrilato, per poi esse-
re rifatte a dovere. Lo stesso tratta-
L'enorme spessore della cappotti-
na e dei frames costringe al rifaci-
mento mediante termoformatura.
Fissata pi che bene su un perno,
funge da master per quelle nuove.
Sotto Il lungo perno permette
un'ottima e necessaria estensione
di stampaggio.
Sopra e a destra
Ben fatte e molto sottili, nel muc-
chio non rimane che scegliere la
pi bella.
Frames e rivettatura opportuno
rifarle con la cappottina gi.
La cappottina viene montata
assemblata a modello finito.
Sopra
I tubi di aspirazione sono stati
allungati di circa 1,5 mm.
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 23
1) Si fotocopia il disegno sulle
istruzioni e si riporta su plasti-
card. 2) Con la mascherina in pla-
sticard si ritagliano i decori su
nastro Tamiya. 3) I decori ritagliati
vanno a coprire le zone bianche
della plastica. 4) Due mani di
rosso 60 sono sufficienti per
avere una base perfettamente
coprente.
5) Con delicatezza si tolgono le
mascherine. 6) Le mascherature
vanno conservate perch potreb-
bero tornare ancora utili, non si
sa mai. 7) Mascherando con que-
sto metodo si preserva il bianco
della plastica. 8) I residui della
lisciatura del rosso per eliminare i
difetti superficiali avrebbero potu-
to macchiare il colore bianco, se
lo avessi dato per primo. 9) Con
nero lucido ad olio molto diluito
ho evidenziato tutto quello che avevo precedentemente inciso.10) L'eccesso del lavaggio si elimina con un
panno appena umido di acquaragia.
24 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
M
i
m
e
t
i
c
a

a

m
a
s
c
h
e
r
i
n
e
1
2 3 4
5 6 7
8 9 10
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 24
Montaggio
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 25
11) un lavoro semplice da fare e rende molto bene solo se il colore opaco stato lisciato perfettamente.
12) Queste mascherine rosse sono state usate...13) ... ma come si pu vedere il taglio fatto sempre uno, le
mascherine utili sono due. 14) arrivato il momento di mascherare le zone rosse. 15) Tutto il resto del deco-
ro rosso deve essere mascherato con precisione millimetrica con del nastro Tamiya. 16) Con carta e Maskol
si chiude il vano dell'abitacolo. 17) Il bianco acrilico Tamiya per mia esperienza quello che con il tempo
ingiallisce meno. 18) Steso il bianco, si tolgono con molta delicatezza le mascherine sul rosso. 19) Se si
lavorato bene qui non ci sar bisogno di fare alcun ritocco. 20) La freccia indica le striscioline nere da 4 deci-
mi che staccano il rosso dal bianco. 21) Anche se sottili, per farle curvare, stato necessario tagliarle in pi
parti. 22) Ammorbidente e pennello sono serviti moltissimo. 23-24-25) Viste in dettaglio della colorazione ter-
minata.
11 12 13
14 15 16
17 18 19
20 21 22
23 24 25
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 25
26 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
mento dovr essere riservato alle tre-
dici air scoop di fusoliera poste a
ridosso del motore. Il foglio delle istru-
zioni, ben fatto e con disegni in scala,
d le indicazioni per costruire le versio-
ni R-1 e R-2. La versione R-1 con in
fusoliera il numero 11 aveva la cofana-
tura motore con un'apertura anteriore
pi ampia e di forma diversa, per poter
contenere il motore Wasp da 800 cv.
La versione R-2, con il numero 7,
aveva una cofanatura del tutto diversa
per un motore Wasp Junior da 535 cv.
Attenzione se si vuole costruire questa
versione, perch la cofanatura pi
stretta fornita nel kit non sufficiente.
Le decal sono molto belle e sottili, ci
sono i codici e le scritte varie per le due
versioni; i decori per sono assenti.
COSTRUZIONE
Su questo modello la costruzione ini-
ziata lavorando da subito agli interni; le
due sezioni tubolari che costituiscono
le fiancate e le quattro ordinate di fuso-
liera conferiscono a questi interni un
discreto dettaglio, non cos per il
posto di pilotaggio del tutto assente.
Con delle fotoincisioni di recupero ho
realizzato il pavimento, riposizionando
a modo una pedaliera troppo arretrata,
poi vi ho aggiunto un volantino, alcune
leve con cavetti di comando, un cusci-
no per il sedile e le cinghie di ritenzio-
ne fatte con lamierino di piombo molto
sottile. Rappresentato dalla sola decal
alquanto dubbia, su base documentata
ho ricostruito il cruscotto con il sempli-
ce e sempre valido sistema del tre in
uno, detto anche sandwich. Pitturate le
componenti di tutti gli interni, ho chiuso
le semifusoliere dove con del cianoacri-
lato avevo gi provveduto a eliminare in
modo definitivo pannelli, pannellature e
air scoop che erano malfatti e non in
linea. Visto che c'ero e che erano state
completamene dimenticate, con dise-
gni alla mano ho rivettato le zone dove
questi erano presenti.
Alle ali divise in due met, dopo il loro
assemblaggio ho assottigliato il bordo
d'uscita ed effettuato i fori con la giusta
inclinazione per il posizionamento della
tiranteria. Per rendere questo soggetto
pi interessante e un pochino diverso
dagli altri, ho rimosso gli alettoni e gli
elevatori. La carenatura tutt'uno con il
ruotino di coda da buttare, con un
pezzetto di resina l'ho ricostruita men-
tre il piccolo ruotino l'ho recuperato
dalla scatola degli avanzi. Come sem-
pre la cappottina da eliminare: lisciati
via gli enormi frames, servita per ter-
moformarne una molto pi sottile. Il kit
fornisce due tipi di ruote, quelle in pla-
stica risultano piuttosto piatte, quelle in
gomma vanno bene come dimensioni
ma non mi danno fiducia, cos ho stam-
pato in resina queste ultime. Di solito in
questi kit il motore ben fatto, ma capi-
ta l'eccezione, e infatti la stampata delle
Le piccolissime luci che vanno
sui carrelli sono in sprue traspa-
rente levigato. Ecco dove vanno:
verde a destra, rossa a sinistra.
Il tubo di Pitot costruito con due
tubicini della Minimeca in metallo.
Laboriosa stata
l'applicazione dei
due piccoli segmenti
annegati nell'ala.
18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 26
Montaggio
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 27
aste dei bilancieri cos fuori registro
che impossibile porvi rimedio.
Occorre sostituirle con spilli cromati
inseriti in appositi forellini sotto e asole
sopra. I nove tubi di aspirazione sul
retro del motore sono corti, stato
necessario allungarli uno a uno. Ho
completato il motore con l'autocostru-
zione dell'anello centrale della distribu-
zione, l'applicazione dei fili delle cande-
le in nylon e l'assemblaggio dei tubi di
scarico forniti dal kit.
COLORAZIONE
Questo velivolo, oltre alle forme strava-
ganti aveva un decoro accattivante,
dato che il contrasto del rosso sul bian-
co con filetti neri colpisce subito l'atten-
zione. Questo gia un buon motivo per
porre attenzione durante la colorazio-
ne. Fatte alcune fotocopie del foglio
istruzioni, ho ritagliato soltanto le zone
rosse alari. Queste mascherine di carta
riportate su plasticard da mezzo milli-
metro sono servite per ritagliare con un
cutter ben affilato il nastro Tamiya; con
la mascheratura ritagliata ho coperto
poi le zone alari bianche. Per ricavare le
forme delle maschere di fusoliera e
della carenatura del carrello ci sareb-
bero voluti disegni a tutto tondo. Ho
pazientemente disegnato le linee con
una matita morbida. Completata anche
la mascheratura di fusoliera, ho iniziato
la decorazione esterna dando due
mani intervallate di rosso opaco
Humbrol 60. A questo punto lecito
chiedersi perch non ho pitturato prima
il modello con il bianco, in modo da ren-
dere necessaria una sola mascheratu-
ra? La finitura dei colori opachi molto
grezza, se non vogliamo che il nostro
modello somigli a un mattone questo
colore va lisciato con carta abrasiva
fine e acqua. In questo caso particola-
re, se avessi dato prima il bianco i resi-
dui della carteggiatura rossa l'avrebbe-
ro irrimediabilmente macchiato.
A colore ben asciutto ho carteggiato e
lisciato il rosso, rimarcando poi con un
lavaggio di nero lucido molto diluito
pannelli, pannellature e rivetti. Con la
parte contrapposta delle mascherine
gi tagliate ho mascherato il rosso per
dare il bianco opaco Tamiya sulla pla-
stica bianca. Anche questo colore
stato poi carteggiato e lisciato. Con una
mascheratura in pi ho lavorato al
meglio senza il timore di rovinare qual-
cosa, ottenendo delle superfici moto
ma molto lisce. Per non creare contra-
sto eccessivo, ho effettuato il lavaggio
sul bianco con un grigio medio lucido
Humbrol 40, sempre molto diluito in
acquaragia. Adesso arrivato il
momento pi critico di questa decora-
zione, cio quello di effettuare la filetta-
tura nera di meno di mezzo millimetro
che separa il bianco dal rosso. Dopo
alcuni tentativi falliti di ritagliare delle
sottilissime curve da fogli decal neri, ho
fatto ricorso alle strisce pretagliate della
Scale Master, che per sono dritte.
stata necessaria una grande pazienza
e molta perseveranza per portare a ter-
mine il lavoro. Sono riuscito a fissare la
curva lunga sul dorso solo dopo averla
divisa in quattro parti. Dopo 25 ore e
dosi abbondanti di ammorbidente
Gunze sono riuscito a portare a termi-
ne questa fase. Una successiva abbon-
dante passata di trasparente lucido
Gunze servita per fissare queste deli-
catissime righette nere, ottenendo allo
stesso tempo un buon fondo per la suc-
cessiva applicazione delle decal.
Queste ultime, oltre a essere molto
belle, sono le decal pi sottili che mi sia
mai capitato di vedere; ci non toglie
che sia necessario ritagliare il film in
eccesso. Alla fine ho dato una densa
passata di trasparente lucido Gunze,
l'unica soluzione per evitare l'effetto
buccia d'arancia che si sarebbe verifi-
cato se avessi dato pi mani leggere.
L'unica precauzione da prendere per
evitare che il trasparente si accumuli
quella di roteare, muovere e non lascia-
re fermo il modello fino a quando il tra-
sparente non inizia a tirare, circa 10
minuti. Vista la quantit data, dopo
alcuni secondi diventa lattiginoso: nien-
te paura, quando il prodotto si sar
completamente asciugato diventer
come per magia lucidissimo e traspa-
rente. L'applicazione della tiranteria e
l'assemblaggio finale della cappottina e
del motore hanno completato la realiz-
zazione di questo strano velivolo.
CONCLUSIONE
Quando riesci a finire uno di questi
modelli ti senti estremamente gratifica-
to. L'ottimo risultato ottenuto non lo
devi n all'aiuto di fotoincisioni n
all'uso di resine. Sapere che tutta
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18 a 27 gee bee:18 a 27 gee bee 26-05-2014 9:17 Pagina 27
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TRUMPETER
1/35
di Adam N. P. Wilder
Negli ultimi anni siamo stati inondati da modelli in plastica
sempre pi accurati. Molti soggetti sono unici, mai avremmo
sognato di vederli un giorno riprodotti. Uno dei filoni riguar-
da la comparsa in plastica dei cosiddetti Paper Panzers,
ovvero mezzi corazzati rimasti solo sulla carta.

sicuramente esaltante
poter disporre delle
scatole di montaggio di
questi soggetti, anche se tal-
volta ci sono degli svantaggi.
ovvio che, trattandosi di
progetti, il dettaglio sul
modello possa lasciare
alquanto a desiderare, visto
che non c' mai stata una
controparte reale, e anzi
questi mezzi non hanno mai
lasciato il tavolo da disegno.
Un fattore decisamente limi-
tante.
tiva ce n'erano due piutto-
sto apparenti sui disegni:
sospensioni di nuovo tipo a
dischi conici e angoli acuti
dati dall'intersezione delle
due piastre frontali.
Entrambe sono evidenti sul
modello Trumpeter. Una
volta montato l'E-75, l'ap-
parenza era alquanto scar-
na, ho quindi deciso alcuni
cambiamenti a cominciare
dallo scafo.
Modifiche e
correzioni
evidente che Trumpeter si
rifatta ai disegni dell'E-75
di H. L. Doyle. Una cosa
che non mi ha mai visto
daccordo con i disegni
l'assemblaggio con saldatu-
re delle piastre frontali e
laterali. Credo che la dispo-
sizione di queste piastre
sarebbe dovuta essere pi
simile a quella poi vista sul
Tiger II e sul Panther. Le pia-
stre inferiori sporgenti con-
sentono una saldatura pi
Ho costruito come minimo
quattro modelli della
Trumpeter e ho riscontrato
sempre un buon livello qua-
litativo. Quando ho iniziato
a lavorare sull'E-75 mi sono
accorto immediatamente
che alcune zone necessita-
vano di dettaglio extra.
L'E-75 Paper Panzer era un
possibile successore del
Tiger II. Tra le numerose
modifiche di questa alterna-
30 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
30 a 39 E75:06 a 13 matilda 26-05-2014 9:29 Pagina 30
robusta. Ritengo che lo
scafo dell'E-75 sia pi inte-
ressante in questo modo.
Ho ripreso tutti i cordoni di
saldatura, prendendo come
riferimento il kit del Tiger II
della Dragon. Il visore del
pilota stato preso dal kit
DML e montato sullo scafo
Trumpeter. Con un blocco
davanti al visore stata
ispessita la corazzatura. La
sovrastruttura completata
stata stampata in resina,
casomai decidessi di realiz-
zare altre varianti dell'E-75.
La torretta
Ho deciso di usare la parte
superiore del kit DML del
Tiger II perch il dettaglio
saldato molto pi bello.
Ho lavorato la parte inferio-
re della torretta Trumpeter
per unirla al tetto.
Poich questo E-75 era un
Paper Panzer ho deciso di
aggiungere un po' di detta-
glio preso da altri disegni
dedicati per a proposte
relative al Tiger II. Ho auto-
costruito un "Turm-Winkel
Zielfernrohr 3", ovvero un
sistema periscopico girosta-
bilizzato. Le informazioni
possono essere trovate a
pagina 147 del libro
"Germanys Tiger Tanks" di
T. L. Jentz e H. L. Doyle.
Un'altra proposta che ho
visto sui disegni dei Tiger II
era l'installazione di un can-
none 10,5cm/L68 KwK.
Questo dettaglio a mio avvi-
so rende decisamente pi
aggressivo l'aspetto del
corazzato. La giapponese
Zitader offre una bella
canna, che ho dovuto modi-
ficare solo un poco nella
scudatura per adattarla alla
torretta.
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 31
30 a 39 E75:06 a 13 matilda 26-05-2014 9:29 Pagina 31
Altre migliorie
Tre set di fotoincisioni Aber
per l'E-75/50 sono stati uti-
lizzati per dettagliare il
modello. stato aggiunto
un contenitore per il sistema
IR della Voyager. Ho ipotiz-
zato la mancanza di alcuni
rulli del treno, con il sag
risultante, per dare un po'
32 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
30 a 39 E75:06 a 13 matilda 26-05-2014 9:30 Pagina 32
Si inizia a dare una ombreggiatura con il Tamiya gloss
black. Il lucido fine e non influenza la finitura delle
successive mani di colore, necessarie per la modula-
zione. La modulazione prevede l'applicazione di diver-
si toni ad aerografo in maniera da esaltare la resa dei
volumi aggiungendo profondit e contrasto.
Ho ottenuto i migliori risultati usando gli acrilici
Tamiya. Tutte le tonalit nella foto sono state adopera-
te per creare differenti toni sulla base di questo E-75.
I cinque colori sulla sinistra sono stati per il giallo
della base. I tre sulla destra sono stati usati per schia-
rire ogni passaggio, come vedremo. Il lucido stato
aggiunto a ogni tono per dare una finitura satinata.
di carattere al modello. I
cingoli della Friulmodel
sono l'ideale per questo
tipo di effetto.
Dipingere un
Paper Panzer
Come si detto, questo
un Paper Panzer. Cos
come stato per la costru-
zione, mi sono sentito libero
di applicare uno schema
mimetico creativo. Era da
tempo che volevo applicare
uno splinter a un carro,
senza per trovare quello
adatto. Dopo qualche schiz-
zo, ho trovato uno schema
che mi sembrava accatti-
vante. Con questa idea in
testa ho iniziato a dare la
mano di fondo.
Conclusione
I Paper Panzers sono deli-
ziosi: lasciano un po' di
libert creativa sia sulla
costruzione sia durante la
colorazione. Sono sostan-
zialmente contento del risul-
tato di questa mimetica.
Molto efficace anche il
cannone 10,5cm/L68
KwK, senza il quale il carro
sarebbe stato la brutta
copia del Tiger II.
Ringraziamenti
John Osselaer per aver
risposto a tutte le mie
domande, fornendomi il
materiale necessario per
completare questo modello.
Mike Rinaldi, Mr.
Kashiwagi di Armor
Modeling e Scott Negron
per il loro aiuto nel reperire
il kit e gli accessori.
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Sopra Il modello dopo la seconda mano di giallo
scuro.
Durante l'applicazione del quarto tono chiaro ho
mascherato alcune parti per iniziare il contrasto. Se
teniamo da parte certi dettagli come la cupola,
risparmiamo tempo perch non serve mascherare.
Sopra E stato aggiunto un terzo tono sabbia. Stiamo
creando un sottile gradiente dallo scuro della parte
bassa alla luce in alto.
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Sopra e a destra
Il quinto tono praticamente bianco diluito 1:9 nel
diluente; si adopera per le prime luci. Ho dato delle
velature sulle altre parti del modello per spegnere un
poco i contrasti.
Sotto
Si aggiungono delle ombre nere nelle zone dove ver-
ranno aggiunti gli scarichi e le corazzature addizio-
nali. Si pu sempre decidere di riprendere alcune
zone con i colori usati nei passaggi precedenti. Ho
aggiunto toni marroni negli angoli per creare pi
contrasto.
A destra
Continuando con la modulazio-
ne, ho aggiunto toni chiari e
scuri a pennello. Conviene dilui-
re molto il colore per non
lasciare i segni delle pennellate.
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A sinistra e sopra
Ho tracciato la mimetica con una matita, poi ho
aggiunto il verde e il marrone. Ho creato gradienti
mascherando le diverse parti e spruzzando toni
scuri. Ho aggiunto ulteriori linee allo splinter per-
ch non ero soddisfatto del risultato.
A destra
Dopo un paio di mani di trasparente lucido
ho aggiunto gli effetti speciali con gli oli:
lavaggi, filtri, sfumature etc.
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Sopra
Il chipping stato un po' impegnativo su questo progetto. stato realizzato come al solito, vediamo tutti i
passaggi sulla medesima porzione di modello. Con gli acrilici Vallejo diluiti in acqua ho dipinto piccole scro-
stature sabbia con un pennellino. Con il marrone scuro ho creato chiazze di ruggine, ma non su tutte le scro-
stature. Il procedimento termina con un lavaggio di ruggine chiara sulla zona delle scrostature.
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Sopra Ho continuato a realizzare tonalit polvere sfumando diversi pigmenti con il diluente per smalti.
Sopra Una leggera ombra stata aggiunta dove dovevano esserci i parafanghi, usando i colori a olio. Dopo
sono state aggiunte diverse colature di ruggine.
Sopra Il primo passo per la polvere consiste in una velatura leggera data ad aerografo. Le colature di piog-
gia sono state dipinte a pennello sulla polvere con colori acrilici Tamiya diluiti in acqua.
Sotto
Il trasparente lucido stato adoperato per aggiungere l'effetto bagnato e per spezzare la monotonia della
polvere. Si tratta di cose semplici che tuttavia aggiungono un notevole tocco di realismo.
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Sopra Schizzi di fango pi consistenti si spruzzano dalle setole di un pennello, sulla parte inferiore dello scafo.
Il tono pi chiaro una miscela di acrilici Tamiya pi gesso. Il secondo tono una miscela di marrone Humbrol
e trasparente lucido. Il tocco finale dato da qualche scrostatura effettuata sugli spigoli con la grafite.
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BEN76 PAGINE DI
MODELLISMODAUTORE
76 pages of first quality modelling
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COSTRUIRE
MODELLI
SHORT RUN
Per la maggior parte, le scatole
short run comprendono interni
in resina, incisioni, trasparenti in
plastica iniettata oppure termo-
formati, preferiti dagli esperti
per la loro trasparenza.
L'evoluzione dello short run
evidente se si comparano due
soggetti: a destra un Defiant
Pavla di qualche anno fa e a sini-
stra unTempest II Special Hobby
di ultima generazione.
Lo stampo del Tempest privo
di bave, la definizione e la finez-
za dei particolari pi piccoli
quasi al livello della produzione
industriale.
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C' ancora una vali-
da ragione per lavo-
rare sodo alla rea-
lizzazione di model-
li short run quando
la qualit dellultima
generazione di kit
usciti, (per esempio
leccezionale B-26
Marauder
Hasegawa) supera
tutte le nostre pi
ardite aspettative?
La mia risposta si e per vari motivi.
Per prima cosa gioca a favore della
tecnica di stampaggio short run lori-
ginalit dei soggetti, poich questo
tipo di produzione permette di realiz-
zare aerei che ben difficilmente ripa-
gherebbero i costi di uno stampo di
grande serie.
Un altro ottimo motivo la possibilit
di aggiungere un notevole tocco per-
sonale, molti particolari sono da rea-
lizzare in scratch: il risultato che
alla fine il modello lo si sente vera-
mente come un qualcosa di proprio.
Bisogna anche dire che la qualit
della produzione short run enorme-
mente migliorata, gli ultimi modelli
messi in commercio non hanno molto
da invidiare a quelli di grande serie.
In questo articolo cercher di spiega-
re alcune tecniche per assemblare
questo particolare tipo di kit, che
offre, con un poco di pazienza e di
pratica, la possibilit di realizzare
soggetti veramente particolari e inte-
ressanti. Grazie alle immagini scatta-
te durante la costruzione di tre
modelli, Martin Baltimore MK IV,
Potez 631 e Hawker Sea Fury, vedre-
Montaggio
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 43
di
Andrea Vignocchi
Club Drive & Fly Modena
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mo come affrontare e risolvere con
successo le varie difficolt tipiche
degli short run.
Ho costruito questi modelli cercando
di ottenere il massimo possibile, ma
nulla vieta di fare realizzazioni pi
semplici, senza motori in vista e abi-
tacoli aperti, in questo caso le difficol-
t si riducono enormemente, e col
giusto impegno sar possibile
aggiungere soggetti esotici e accatti-
vanti alla nostra collezione.
SKYMODEL
Gli stampi short run non si possono usare alle alte pressioni degli stam-
pi in acciaio, di conseguenza gli alberi di stampata sono di maggiori
dimensioni. Per separare le parti occorre usare tronchesine a taglio
raso, staccando i pezzi a una certa distanza, in modo da non causare
danni.
Spesso sulla faccia interna delle semiali si trovano grossi segni di
estrattori che vanno eliminati usando una fresa montata su un minitra-
pano.
La sgrossatura si effettua con una lima; per non rischiare di rovinare il
pezzo lultima pulizia si far con carta abrasiva, prima montata su una
tavoletta, poi a mano libera.
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Per ridurre le fessure nelle zone
di contatto e pulire bene tutte le
parti, necessario usare la carta
abrasiva montata su tavoletta
anche lungo i bordi dei pezzi.
Dopo aver staccato i pezzi prin-
cipali del modello meglio fare
un montaggio a secco per indi-
viduare le zone dove lassem-
blaggio sar critico: giunzione
ala/fusoliera, inserti vari per le
torrette ecc. Una delle maggiori
difficolt dei modelli Short Run
risiede infatti nella scarsa preci-
sione degli accoppiamenti tra le
varie parti.
Generalmente si tende a stuccare le giunzioni, ma in caso di
fessure molto grandi consiglio di usare spessori in plasticard
annegati nella colla cianoacrilica e successivamente carteg-
giati, questo metodo ha il vantaggio di essere molto robusto e
di semplificare la reincisione delle linee di pannellatura. Di
solito unora sufficiente per poter carteggiare, a patto che lo
strato di colla non sia eccessivo. Nel caso si pu adoperare un
attivatore per la cianoacrilica.
La notevole differenza tra linserto della torretta e la fusoliera
del Baltimore stata completamente colmata con vari strati di
colla cianoacrilica, una lunga sessione di carteggiatura e una
accurata reincisione per ristabilire la continuit della fusoliera.
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Montaggio
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 45
Si pu usare la colla ciano direttamente come stucco, riempiendo con
pi strati le fessure o i ritiri, basta avere laccortezza di non aspettare
troppo prima di carteggiare, altrimenti la colla diventa durissima e
lisciarla richiede troppo olio di gomito.
Dopo interventi di carteggiatura
cos estesi, le pannellature delle
zone interessate spariscono,
consiglio di reincidere usando
una punta metallica da compasso
che lavora bene sulla plastica
morbida degli short run. Come
guida ottimo il nastro Dymo
tagliato in strisce sottili. Al termi-
ne segue una passata di carta
abrasiva sulle incisioni e la colla
liquida Tamiya Tappo Verde per
eliminare tutte le bave.
Esaminiamo ora un aspetto fondamentale per il risultato finale: lassottigliamento dei bordi di uscita delle
ali e delle superfici di comando (timoni ecc), dei vari portelli e delle pareti dell'abitacolo. Questo tipo di stam-
paggio non permetteva, fino a poco tempo fa, di ottenere spessori della plastica sottili in maniera accetta-
bile, (anche se un certo affinamento serve su ogni modello, specialmente nelle scale piccole); si tratta di un
lavoro lungo e noioso, ma i risultati valgono lo sforzo. Per le ali e le superfici mobili bisogna carteggiare lin-
terno su un piano, usando la tavoletta e insistendo fino a che le superfici non sembrino lame. Molto impor-
tante controllare spesso lunione delle semiali per evitare di carteggiare in modo irregolare, rendendo poi
problematico lincollaggio. A volte carteggiare dallinterno non sufficiente e dopo lunione delle semiali
bisogna assottigliare ancora dallesterno, rovinando le incisioni che dovranno essere reincise. I bordi di
uscita degli aerei sono affilati come lame, questo effetto in scala si deve vedere, una delle cose che da
maggior finezza ai nostri modelli.
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In alcuni casi molto pratico luso di lime per modellismo di varie forme,
quando la forma degli abitacoli o delle varie aperture lo consentano, in altri
casi pi sicuro usare una fresa con un trapano elettrico o un bisturi a
lama piatta usato come raspa.
Terminato il lungo lavoro di prepa-
razione dei pezzi, possiamo occu-
parci degli interni, spesso in resina
di ottima qualit. A volte la dotazio-
ne degli abitacoli spartana a dir
poco! In questi casi si pu ricorrere
allautocostruzione, gli esempi
sono molto elaborati, si pu anche
lavorare in modo pi semplice,
magari limitandosi ad aggiungere
solamente cinture e qualche scatola sulle pareti del cockpit, evitando di aprire le capottine trasparenti. Per realiz-
zare abitacoli e particolari vari in scratch, occorre una buona documentazione, una serie abbastanza ampia di pro-
fili da 0.25 in su e fogli da 0,13 fino a 1 mm, chiaramente maggiore lassortimento, pi sar facile avere sempre
a portata di mano il materiale giusto. Lattrezzatura la solita, il Punch & Die spesso indispensabile, la colla
Tamiya Tappo Verde fluida in maniera eccezionale, usata con attenzione, permette incollaggi perfetti e puliti. La
gomma tipo Blu- Tac, perfetta per fissare le varie parti durante le prove a secco degli ingombri, prima di chiude-
re le semifusoliere. Una buona serie di fili di rame e stagno di vari diametri e dellalluminio adesivo in rotolo com-
pletano la dotazione. Vediamo come si realizza una paratia o un pavimento. Con un righello metallico flessibile si
ricava la misura inferiore della paratia al livello del pavimento, dopo aver tagliato un rettangolo di plasticard con
una lima, arrotondiamo un lato fino a quando combacia alla perfezione con linterno della semifusoliera. Ora basta
appoggiare il profilo che abbiamo ottenuto sul plasticard e copiarlo girandolo da entrambi i lati per avere la giu-
sta forma. Con un paio di forbici ritagliamo la nostra paratia, lasciando un poco di margine, da eliminare gradual-
mente con una lima, fino a quando il pezzo si inserisce perfettamente nella fusoliera. Numerose prove a secco
sono necessarie per avere la certezza che le semifusoliere chiudano perfettamente.
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Montaggio
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 47
A titolo di esempio ecco gli interni dei tre protagonisti di questo articolo,
prima e dopo la colorazione.
Terminato il lavoro di costruzione degli interni bisogna verificare con attenzione che le semifusoliere
chiudano perfettamente: insisto su questo perch molte volte capitato che dopo aver incollato gli
interni, i conti non tornassero pi!
I vari componenti fissati provvisoriamente con la gomma possiedono un certo margine di movimen-
to quando si accostano i due gusci della fusoliera; forzando la chiusura, tendono ad adattarsi. I pezzi
incollati non si muovono pi e possono generare fessure o disallineamenti.
Per aver un buon incollaggio meglio inserire dei pezzetti di plasticard sotto le varie pareti dell'abita-
colo e del pavimento e fissarli con abbondante colla cianoacrilica.
Nei modelli Short mancano i perni di centraggio dei pezzi, per agevolare lunione delle semifusoliere
si possono incollare delle linguette di plasticard da 0,5- 0,8 mm di spessore .
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I vani carrelli spesso sono formati
da inserti in resina, che generalmen-
te non hanno alcun riscontro per il
montaggio: fase bisogna studiare
attentamente lassemblaggio. Un
montaggio a secco riveler se le
semiali si chiudono bene, altrimenti
bisogna assottigliare linterno della
semiala superiore fino a quando la
chiusura perfetta, questo proble-
ma si incontra pi facilmente con i modelli di caccia, dato il minor spessore delle ali.
meglio aggiungere dei pezzetti di plastica fissati con colla abbondante, in modo da ottenere un incollaggio sicu-
ro. Un'altra cosa da controllare attentamente lallineamento dei vani e la perpendicolarit delle gambe del car-
rello, non difficile ritrovarsi con il modello storto sui carrelli vista la totale assenza di riscontri.
I vani dei ruotini di coda sono spesso spartani e con pessimi sistemi di fissaggio, anche in questo caso plasti-
card, colla e olio di gomito!
Dopo aver incollato la fusoliera, esaminiamo ora come fissare ali e piani di coda, solo nelle scatole recenti
si cominciano a vedere i perni per il montaggio. Il metodo migliore per un montaggio robusto a prova di sor-
prese, fissare due perni nella fusoliera o nelle semiali, che si andranno a inserire in appositi fori nella parte
opposta. Consiglio di fare i fori di diametro maggiore rispetto ai perni per avere un certo margine di aggiu-
stamento.
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Finalmente il model-
lo comincia a pren-
dere forma, dopo un
attento controllo
che ali e piani di
coda siano perfetta-
mente in squadro, si
controllano le zone
pi critiche delle giunzioni inserendo spessori
in plasticard per chiudere le fessure pi grandi,
fissandoli con molta cianoacrilica.
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Quando la colla asciutta si rifila leccesso di plastica con in paio di pinze, rifinendo il lavoro prima con una lima,
poi con carta abrasiva e panni abrasivi Micromesh, davvero ottimi!
A questo punto i modelli hanno preso la loro forma definitiva: completata la reincisione delle pennellature rovina-
te dai lavori di carteggiatura e eliminate tutte le imperfezioni, siamo quasi pronti per la colorazione.
Ora parliamo di uno dei passaggi che pi preoccupano coloro che si avvi-
cinano ai modelli short run: i tettucci termoformati.
Molte scatole di ultima produzione contengono capottine in plastica tra-
sparente, spesso di ottima qualit, questo non toglie per che molti kit
abbiano i trasparenti termoformati. Specialmente in scala 1:72 le capottine
in acetato sono preferibili sia per la finezza che per la trasparenza. Quando
la scatola fornisce le capottine in due copie si pu iniziare a tagliare senza
troppa paura di sbagliare (la prima volta). In caso contrario meglio
ristampare alcune copie in acetato, specialmente se si tratta di trasparenti
complessi tipo quelli di un bombardiere. Nel caso del Sea Fury la capotti-
na fornita in duplice copia. Con un paio di forbicine ritagliamo lacetato
in eccesso, lasciando per un margine di sicurezza. Ora riportiamo la
capottina alle dimensioni esatte con carta abrasiva grana 80 montata su
una tavoletta. La grana cos serve perch grossa lacetato difficile da car-
teggiare, e in questo modo si toglie leccesso velocemente senza applica-
re troppa pressione. Non sempre la linea di separazione ben chiara,
occorrono numerose prove a secco. Alcune parti si possono affinare utiliz-
zando le lime.
Montaggio
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Ancora una prova a secco sul
dorso della fusoliera per controlla-
re che tutto si adatti bene.
Ora con la lama nuova di un cutter
eliminiamo le bave che si sono for-
mate con la carteggiatura, per
motivi di chiarezza e anche di pra-
tica, lavoro sulla capottino senza
alcuna protezione, ma se non si ha
molta esperienza conviene
mascherare le parti che dovranno restare trasparenti con del nastro tipo Tamiya. Ora abbiamo rifinito la capot-
tina del nostro Sea Fury alla perfezione, la seconda copia rimane di scorta nel caso di problemi durante il taglio,
consiglio di fare tutte le operazioni di rifinitura prima di separare la parte fissa da quella mobile, in questo modo
il pezzo pi robusto e sopporta meglio la carteggiatura. Esistono diversi sistemi per tagliare i trasparenti ter-
moformati, tutti piuttosto impegnativi! A volte separo i pezzi direttamente con le forbici, sacrificando entrambe
le copie, da una capottina ricavo la parte fissa e da una la parte mobile, basta tagliarle lasciando un poco di
margine e carteggiando poi leccesso col metodo illustrato prima. Nel caso si disponga di una sola copia,
meglio fare il taglio creando una guida con diversi strati di nastro Tamiya sovrapposti e rifilati in strisce sottili,
consiglio di usare il seghetto Tiger con lame a rasoio, veramente eccezionale e molto preciso. Si pu anche
usare un cutter con la lama nuova, ma un metodo molto pi rischioso, facile che la lama scappi, graffiando
il pezzo. Preferisco usare il seghetto senza alcuna protezione per vedere bene dove st tagliando, ma questo
richiede molta pratica e mano ferma. Dopo aver carteggiato le due parti per rifinire le zone di taglio, si fa unul-
tima prova a secco sul modello.
50 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
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giunto il momento di fissare i tra-
sparenti usando colla cianoacrilica.
Non l'Attack, ma colle a bassa fumosi-
t tipo Citadel o Slo-Zap, questi adesi-
vi hanno anche il vantaggio di avere
un tempo di essiccazione pi lungo,
permettendo di riposizionare il pezzo
in caso di errore. Una buona regola
per non avere brutte sorprese coi fumi
di lasciare qualche minuto la colla a
svaporare su un vetrino prima di
usarla, un'altra cosa importante consiste nel toccare il meno possibile il trasparente, magari usando
guanti di lattice o di cotone, infatti il grasso lasciato dalle impronte delle dita reagisce con la colla,
facendo apparire le impronte digitali! Per prima cosa fissiamo la capottina con sottili strisce di nastro
Tamyia nella giusta posizione, poi applichiamo con un filo di rame piccole quantit di colla, questo
il segreto, poca colla per volta! In questo modo solidifichiamo gradualmente il pezzo, lasciando pas-
sare un poco di tempo tra ogni applicazione, cos non si forma mai un accumulo di colla in grado di
sviluppare fumi tali da sbiancare il trasparente. Quando il pezzo ben fissato, si infiltra un poco di
colore denso Humbrol all'interno della giunzione, ovviamente lo stesso colore della parte interna del
trasparente. Lo smalto assolve due funzioni: evita che dallinterno si intraveda il grigio chiaro dello
stucco che applicheremo in seguito e evidenzia le fessure, problema frequente con questo tipo di tra-
sparenti. Ora proteggiamo le parti vetrate col solito nastro Tamyia e iniziamo la stuccatura usando
stucco Mo-Lak diluito con la nitro fino a renderlo della viscosit di un colore a smalto. La miscela si
applica con attenzione con un pennellino solo sulle giunzioni. Ad asciugatura avvenuta, carteggiamo
delicatamente, lo stucco rimane facilmente asportabile senza esercitare troppa pressione, la mano
leggera essenziale a questo punto del lavoro. Ora passiamo una seconda mano di colore a smalto
Humbrol per evidenziare i difetti nella stuccatura e uniformare il tutto, se necessario si carteggia una
seconda volta fino a ottenere una giunzione perfetta. Dopo un ultimo controllo siamo pronti per
mascherare i trasparenti.
Se pensate che questa lavorazione sia eccessiva, soffermatevi ad una mostra a cercare l'elemento di
un modello che pi facilmente ne rovina l'estetica: quasi sicuramente saranno i trasparenti!
Terminato il montaggio delle parti vetrate possiamo applicare la solita mano di grigio di fondo, e chiu-
dere anche questo articolo, che dedicato alla costruzione dei modelli short-run, che a questo punto
si colorano come tutti gli altri!
Montaggio
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di Aleksander Michelotti
"I soldati gli diedero
un nome quella stes-
sa notte, con il senno
di poi forse non il pi
opportuno, ma
comunque un nome
che tutti finimmo
per usare.
Lo chiamammo
HELLBOY.
C
os inizia il film dedicato a questo
supereroe un po' fuori dagli schemi, il
demone Anung Un Rama evocato da
Rasputin (...consigliere occulto dei
Romanov, nel 1916, a un pranzo in suo
onore, fu avvelenato, accoltellato, bastona-
to, castrato e infine affogato, eppure noi
l'abbiamo visto qui, stanotte...) nel 1944,
durante un rituale che comprendeva scien-
za e magia nera, con lo scopo di far volgere
la fine della Seconda Guerra Mondiale a
favore degli ormai disperati nazisti.
Il film non si discosta molto dal primo volu-
me del fumetto di Mike Mignola "Hellboy
Il seme della distruzione", anzi, oltre alla
trama, stata proprio intenzione del regista
rispettare al meglio le atmosfere cupe e
cariche di contrasti e i caratteri dei perso-
naggi, in particolare i modi di fare rudi, a
volte grotteschi, sempre tra il cinico e l'iro-
nico, ma cos "umani" e capaci di senti-
menti del protagonista.
Cos come nel fumetto, anche nel film
dopo poco l'inizio si pu gi inquadrare il
personaggio con le sue caratteristiche prin-
cipali: le corna smussate periodicamente
per apparire pi umano, un amore smisura-
to per i gatti e il conflitto interno tra l'esse-
re demone e quindi appartenente alla razza
che causer la distruzione dell'umanit
(parliamo solo dell'Apocalisse...) e allo
stesso tempo sentirsi uomo, cresciuto da
uomo e impegnato nella lotta contro il
male. Quello che manca al film, per ovvie
esigenze cinematografiche, la struttura
fatta di brevi storie singole, a volte di poche
pagine e scollegate tra loro, e di miniserie
che danno vita a decine di ambientazioni
differenti, nemici sempre diversi a volte
al limite del ridicolo, altre volte realmente
inquietanti che un pezzettino alla volta
aggiungono particolari al personaggio e
rendono pi articolata la sua storia, il suo
passato e il suo futuro: la Mano Destra del
Destino... se non capite a cosa mi riferisco,
andate a comprare un po' di fumetti!
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52 a 57 michelotti:52 a 57 michelotti 26-05-2014 9:42 Pagina 52
L'EVOCAZIONE
DEL FIGURINO
Affascinato dal film ma ancor pi dal figu-
rino, sono riuscito a procurarmene uno tra-
mite un amico: si tratta di un soggetto
KillerBall (ditta spagnola di cui ignoravo
l'esistenza), che ho iniziato a lavorare appe-
na ricevuto.
Il pezzo necessita di alcuni interventi per
essere un po' meno grossolano, nonostante
rispetti le caratteristiche fondamentali del
demone rosso. La nota pi evidente riguar-
da l'incoerenza con la scala di riproduzione:
nonostante la scatola riporti la dicitura 54
mm, il figurino rientra nelle dimensioni di
un 1/35, quindi pi piccolo... peccato che
stiamo parlando di un omaccione che nella
"realt" sarebbe alto pi di due metri.
Giocando sulle dimensioni dell'ambienta-
zione, sono riuscito a mascherare questo
difetto.
La posa appariva un po' troppo statica per
quello che avevo in mente, da qui la deci-
sione di mettere mano a cutter e stucco per
ottenere qualcosa di personale.
La mia idea era quella di rappresentare HB
impegnato a eliminare uno dei mostriciat-
toli che popolano le sue avventure, ma que-
sto per lui un compito talmente semplice
che contemporaneamente pu permettersi
di spostare la sua attenzione e stringere
amicizia con un micio di passaggio, con
totale distacco dalla sua missione. Il picco-
lo demone malvagio diventer comunque
poltiglia grazie alla potenza di fuoco di Big
Baby, l'arma che Hellboy impugna nel
secondo film della serie (che per non com-
pare mai nel fumetto... ma era troppo bella
per non riprodurla!).
Dopo aver terminato il montaggio, che si
riduce all'unione e stuccatura della coda al
corpo, rinforzato la muscolatura del ventre
e ammorbidito alcune pieghe del cappotto
con Magic Sculp, ho provveduto a stampa-
re pi copie in resina del figurino intero.
Con la gomma Prochima, che riproduce
fedelmente ogni dettaglio, ho ottenuto
alcune copie da utilizzare come base per
tutti i lavori successivi, mentre con una
gomma plasmabile che nonostante una
resa del dettaglio meno fine (almeno quel-
la in mio possesso) molto comoda da
usare in quanto ha dei tempi di catalisi
minori rispetto a quella liquida e si applica
direttamente sul modello da copiare senza
bisogno di stampi, bilance e misurini ho
realizzato alcune copie della testa e delle
braccia da utilizzare come "parti di ricam-
bio" per la modifica.
Nulla mi avrebbe vietato di modificare il
figurino originale in metallo, ma la resina
molto pi comoda da lavorare con lime e
cutter e in caso di errore sufficiente stam-
pare un altra copia per ricominciare da
capo.
Il primo passo stato quello di eliminare le
parti che volevo spostare, quindi la testa e
le braccia, per poi andare ad assottigliare i
bordi con la carta abrasiva (ad esempio la
parte svolazzante del cappotto), svuotare
col dorso della lama di un cutter tutte quel-
le zone che a causa dello stampaggio (gi
nel pezzo in metallo) risultavano piene e
ricostruire in stucco le pieghe perse nel
taglio delle braccia; per questo passaggio ho
utilizzato un vecchio manico di pennello
appuntito e levigato con la carta abrasiva e
leggermente unto con olio di lino.
Prima di lavorare alle braccia ho preferito
costruire l'arma, in modo da poter dare una
forma corretta al braccio sinistro.
Sono partito da un vecchio fucile in plasti-
ca, che, opportunamente stuccato e sago-
mato con le lime, diventato l'affusto,
mentre per il corpo ho incollato alcuni ton-
dini di diametro adeguato e strisce di plasti-
card, ricorrendo allo stucco solo per la
culatta. Incollati l'affusto e il corpo con
abbondante colla cianoacrilica, ho aggiun-
to i piccoli dettagli come rivetti e fermi,
mentre il grilletto e il ponte sono stati
aggiunti solo dopo aver fatto impugnare
larma al figurino.
Tornando alle braccia, ho lavorato prima
sul braccio destro, quello teso verso il
micio, utilizzando uno dei pezzi di ricambio
copiati in precedenza, mantenendo solo la
mano e la parte che dalla spalla va al gomi-
to (opportunamente ridotto in volume con
le lime per modellare con lo stucco il cap-
potto) e rifacendo in stucco il cilindro di
pietra che caratterizza il personaggio, che
nel modello in metallo era ovalizzato.
Allo stesso modo ho posizionato il braccio
sinistro solidale all'arma, ricostruendo il
cappotto che si adatta al calcio e cercando
la corretta inclinazione del fucile.
Le ultime fasi della modifica riguardano il
posizionamento della testa, che deve guar-
dare nel punto in cui la mano si tende al
felino, l'aggiunta delle spalline del cappot-
to con sottili sfoglie di stucco e altri picco-
li dettagli come la fibbia in lamierino di sta-
gno fustellato e la croce appesa alla cintura.
Gli altri personaggi necessari alla scena
sono di natura eterogenea: il gatto viene
dalla cesta dei pezzi sciolti, acquistato
tempo addietro e in attesa di essere utilizza-
to, mentre il demone saltato fuori da uno
dei cassetti nascosti della Pegaso Model,
una piccola chicca scolpita da Andrea Jula
che non mai stata commercializzata e di
cui mi sono accaparrato in un paio di copie.
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Era proprio quello che faceva al caso mio,
un demonietto piccolo, brutto e al limite
del grottesco, ma scolpito alla grande!
AMBIENTAZIONE
Nel fumetto quasi tutte le avventure si
svolgono in luoghi ameni: cimiteri, castelli,
chiese abbandonate e con atmosfere cupe,
scure e inquietanti... quello che ho cerca-
to di riprodurre tramite l'ambientazione e la
pittura.
Il muro principale della chiesa una refe-
renza MiniArt in vacuform in scala 1/35,
piccola per un soggetto storico in 54 mm
ma adatta al personaggio in questione. Ho
avuto modo di vedere molti prodotti di
questa ditta e li ho trovati davvero accurati
e dettagliati, sia usati da scatola sia modifi-
cati per adattarsi alla scena come in questo
caso. vero che ho dovuto comprare
un'ambientazione intera per utilizzarne solo
un pezzo, ma il rimanente mi torner di
sicuro utile in futuro. altrettanto vero che
un risultato simile l'avrei ugualmente rag-
giunto con un po' di impegno, plastica e
gesso, ma sono dell'idea che quando il mer-
cato offre un prodotto valido, gi pronto e
a un prezzo abbordabile, sia pi fruttuoso
impegnare il tempo che si risparmia nel
dettaglio e nella pittura. Ho tagliato il
pezzo di muro che mi serviva a creare una
quinta adatta al personaggio e alla base e su
questo ho cominciato a costruire l'ambien-
tazione.
La vetrata realizzata su un foglio di aceta-
to sul quale ho incollato dei piccoli spezzo-
ni di filo d'argento di 0,3 millimetri di dia-
metro, sagomati in modo da "disegnare" i
profili del disegno (come se fossero il telaio
in piombo delle vetrate vere) in cui ho let-
teralmente colato delle abbondanti quan-
tit di colori trasparenti Tamiya a simulare
il vetro colorato; una volta asciugato alla
perfezione il colore, l'ho inserita a mo di
sandwich tra il muro in plastica e il pezzo di
plasticard che chiude il retro dell'ambienta-
zione, ricoperta con un liquido mascheran-
te. Ho poi potuto dedicarmi all'aggiunta dei
dettagli quali inferriata divelta, realizzata
in tondino d'ottone (molto malleabile, ma
pi resistente del filo del rame), le travi
rotte del soffitto ottenute da alcuni profila-
ti per navimodellismo e lo spessore dei mat-
toni del muro crollato.
La pavimentazione irregolare composta
Sopra Il pezzo originale in metallo bianco stato utilizzato come master per essere replicato in resi-
na. Il figurino richiede qualche piccolo intervento per rimedeiare a finiture un po approssimative; la
postura stata vivacizzata per sottolineare la potenza di Hellboy.
La scatola riporta la dicitura di 54 mm, ma a conti fatti il soggetto in scala 1/35. Per ovviare a
questa imprecisione si pu lavorare alle dimensioni dellambientazione.
Sotto La micidiale Big Baby stata autocostruita partendo da un fucile in plastica, tagliato, lima-
to e rifinito per diventare laffusto. Il grosso dellarma stato invece ottenuto con tondini plastici
particolari creati ad hoc. Il ponte e il grilletto sono stati aggiunti solo dopo aver perfezionato lac-
coppiamento fra larma e la mano del soggetto.
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da tanti pezzi di gesso sagomati singolar-
mente e resi irregolari in maniera ricercata
ma apparentemente casuale, incollati diret-
tamente alla basetta in legno con colla
vinilica.
Per raccordare la base al muro, oltre a una
copiosa dose di cianoacrilato e due perni
d'acciaio nella base nel muro, ho creato un
accumulo di polvere e macerie, utilizzando
i residui della lavorazione dei mattoncini di
gesso, mentre la lapide uno scudo di
un'armata Games Workshop incollato su
due rettangoli di plasticard.
Per la colorazione sono partito da un tono
grigio molto scuro; sulla parte inferiore ho
insistito molto con dei lavaggi di nero,
mentre sulla parte superiore ho leggermen-
te schiarito il colore con dei drybrush leg-
geri con grigi leggermente pi chiari. Prima
di profilare i dettagli, ho trattato tutto il
muro con dei lavaggi di marrone e verde
per muovere leggermente la cromia.
Asciugati i lavaggi, con un grigio chiaro
diluito in modo da tracciare delle linee
nette ho evidenziato la parte superiore dei
mattoni e le piccole crepe e irregolarit,
schiarendo ulteriormente il colore (quasi ad
arrivare al bianco) man mano che mi avvi-
cinavo alla sommit del muro.
Come nel figurino, dove necessario ho cer-
cato di non utilizzare tinte metalliche, ma
di riprodurre il riflesso dei metalli usando
colori classici.
Nella parte a contatto con la basetta ho
riprodotto un effetto "fiammante", come se
sotto il pavimento stessero bruciando le
fiamme degli inferi: ho passato prima una
velatura di un rosso molto acceso su tutta la
parte da trattare, insistendo sempre di pi
sulle parti dove l'effetto doveva essere pi
evidente, per poi applicare dei tocchi di
arancio e giallo, sempre molto brillanti,
nelle parti pi sporgenti.
PITTURA
Mike Mignola nelle sue tavole usa dei con-
trasti molto forti utilizzando perlopi due
colori: quello dell'oggetto che sta disegnan-
do e il nero delle ombre. Usa tratti molto
Sopra La postura scelta per Hellboy ha lobietti-
vo di sottolinearne la forza: sebbene sia impe-
gnato a sbarazzarsi di uno dei mostriciattoli che
popolano le sue avventure, la sua attenzione
rivolta ad un bellissimo micio! Rispetto al figuri-
no originale, sono state modificate principal-
mente le braccia e la testa.
Sotto I due personaggi di contorno: il micio e il mostriciattolo. Il primo proviene dalla banca dei
pezzi, il secondo una vecchia scultura di Andrea Jula.
marcati che bene si adattano alle due
dimensioni, ma che in una trasposizione
tridimensionale sarebbero fuori luogo. Ho
quindi optato per la colorazione "cinemato-
grafica", pur mantenendo un gran contrasto
che va dal nero al bianco passando per il
colore di base, lavorando con velature suc-
cessive di colore acrilico. Prendendo ad
esempio il rosso del corpo di Hellboy, si pu
dire che ho lavorato in questa maniera: ho
steso un rosso brillante su tutto il corpo,
non mescolato con nessun altro colore per
mantenerne la saturazione (che si andr a
perdere coi passaggi successivi); ho quindi
realizzato una prima ombreggiatura aggiun-
gendo una punta di nero al colore prece-
dente e poi ho lavorato esclusivamente con
lavaggi molto diluiti di nero che andassero
a creare le ombre vere e proprie per traspa-
renza in molti passaggi, marcando per ulti-
mi i dettagli col nero meno diluito. Per le
luci ho lavorato esclusivamente col bianco,
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52 a 57 michelotti:52 a 57 michelotti 26-05-2014 9:42 Pagina 55
In questa pagina Lambientazione stata otte-
nuta partendo da una referenza MiniArt in
1/35, mentre la vetrata stata realizzata con
una base di acetato, su cui sono stati incollati
spezzoni di filo di argento (a simulare i telai in
piombo delle vetrate vere), colando poi abbon-
danti quantit di colori traslucidi Tamiya.
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estremamente diluito, e diminuendo sem-
pre pi le campiture fino ad arrivare a un
risultato soddisfacente che nella maggior
parte dei casi si riduce a un punto bianco
molto sfumato nelle zone maggiormente
illuminate. un processo abbastanza sem-
plice, non richiede di scervellarsi con cro-
mie particolari, ma va eseguito con accura-
tezza e molta pazienza, attendendo l'asciu-
gatura di ogni velatura e prestando atten-
zione a mettere il colore solo nei punti desi-
derati.
Nella stessa maniera ho dipinto il cappotto
e i pantaloni, partendo da una base di mar-
rone verdastro (terra d'ombra bruciata +
giallo di Napoli) per il cappotto e da un gri-
gio scuro per i pantaloni.
Per l'arma ho scelto la colorazione metallo-
non-metallo, partendo da un tono grigio
freddo (nero, una punta di azzurro e bian-
co), lavaggi di nero per le ombre, velature e
profilature col bianco molto diluito. Per
ottenere un buon effetto di metallo-non-
metallo molto importante cercare di posi-
zionare correttamente luci e ombre, che si
comportano in maniera molto differente
rispetto a tessuti e incarnati: il mio consi-
glio quello di tenere a portata di mano
alcuni oggetti metallici, osservare come la
luce si posa su di essi e tentare di riprodur-
re questi effetti sul modello.
Mi sono divertito a realizzare alcuni parti-
colari a mano libera, come le cuciture sui
pantaloni e la faccia del bambino col sigaro
in bocca sul calcio del fucile. Gli accorgi-
menti in questo caso sono pi o meno i soli-
ti: un buon pennello con una punta perfet-
ta e il colore diluito in modo da tracciare
linee pulite e coprenti (effettuate prima dei
tentativi su un foglio di carta).
Il demone appollaiato sulla trave l'ho
dipinto con colori abbastanza vivi, in modo
che si notasse nel grigio dell'ambientazio-
ne, mentre il micio ispirato all'ultimo
gatto che arrivato a casa mia, che qui rin-
grazio per avermi fatto da modello (anche
se non stato semplicissimo convincerlo).
Il figurino stato posizionato su una baset-
ta nera con alcune screpolature rosse realiz-
zata dall'amico Oliverio "Victor" Vaqueiro,
che si adatta benissimo al soggetto. Su que-
sta ho riprodotto con i colori a olio le ini-
ziali "HB". Come al solito mi sono diverti-
to: a prescindere che il soggetto piaccia o
meno, stata una realizzazione intrigante e
ho familiarizzato un po di pi con la modi-
fica dei figurini... e ora ho Hellboy nella
mia vetrinetta!
KILLERBALL
54 mm
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52 a 57 michelotti:52 a 57 michelotti 26-05-2014 9:42 Pagina 57
Luscita del modello della cinese Meng
ha avuto una pubblicit indiretta e invo-
lontaria su tutti i telegiornali mondiali
grazie alla rivoluzione libica.
S
i tratta di un Toyota cinese... la chiamo cos perch sulle ruote c
scrittoDunlgpeper scrivereToyotanellaconfezionetroveretetutto
lalfabeto in bianco e nero su fogli decals... Nessun modellista
immaginosarrimastoindifferentealletantevariazioni chei ribelli sono
riusciti adabbinareai Pick-Up: vari tipi di armaleggeraenonsonostati
installati sul pianaledi tali mezzi. Ogni magazzinoconquistatoerafonte
di idee, a volte persino azzardate. Limmagine che mi ha lasciato pi
colpito stata quella di un fuoristrada civile dotato di un UB-16-
M57-UMP. Si tratta un pod subalare sovietico
dalla silhouette aerodinami-
ca che
si vede spesso sui Mil 24! Si trattato di amore a prima vista.
Dato che il tempo tiranno, ho deciso di coinvolgere un
amico in questa avventura. Una chiacchierata con Luciano
Brach lo ha convinto a realizzare questo lanciarazzi in scala
1/35. Mentre Luciano lavorava al master, ho deciso di rea-
lizzare il modello da scatola usando la ZPU-1 antiaerea a
canna singola in dotazione, per poi sostituirla con i pezzi in
resina una volta arrivati. Il modello, lo dico senza troppi giri
di parole, mi ha lasciato un po disorientato viste le contrad-
dizioni. La qualit dello stampo di ultima generazione, ma
le scelte di alcune soluzioni da parte del produttore non sono
del tutto condivisibili. Le portiere sono in un sol pezzo con
la carrozzeria... in stile Bburago! Anche
i vetri sono a campana,
cio in
MENG
1/35
di Alessandro Bruschi
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 58
un pezzo unico da inserire sotto il tetto. Gli pneumatici sono
in gommama almeno lo sterzo funziona. La parte pi intri-
gante quella che non si vede, il telaio con tutti i partico-
lari. Se sarete in grado di decriptare i disegni 3D
delle istruzioni un po' fuorvianti, questa la parte
pi complessa e bella da realizzare. Lo ammetto:
viene quasi voglia di mettere il mezzo su un fianco.
Gli incastri sono perfetti e la plastica di ottima qua-
lit. Ci sono anche alcune fotoincisioni, un foglio indi-
spensabile per la mitragliatrice e uno superfluo per la
macchina. Il modello stato montato tutto con colla Tamiya
tappo verde, i vetri invece sono stati fissati con trasparente
lucido acrilico per non segnarli. Il modello stato dipinto
di bianco per poi applicare la sabbia a mo di mimetica. Il
bello di questi soggetti che ci sono centinaia di spunti e che
ognuno di essi unico!
Vi lascio allarticolo didascalico, visto che le prossime pagi-
ne sono di foto passo passo. Buon divertimento.
Le parti in plastica prin-
cipali del modello cine-
se. Questo soggetto si
monta bene e pur essen-
do abbastanza essenzia-
le offre spunti interes-
santi.
La mitragliatrice offerta
nel kit ha una qualit
superiore alle altre
parti ed molto detta-
gliata e finemente lavo-
rata. Le parti sono sottili
al limite della tenuta meccanica.
Alcune parti fotoincise danno maggior
prestigio a questo pezzo veramente
interessante. Il produttore poteva
aggiungere una manciata di proiettili o
qualche cassetta di munizioni aggiunti-
ve peccato! Per ci sono due tipi
di canna: una labbiamo messa
come riserva sul sedile, visto
che si deformano con faci-
lit se si inesperti e si
spara troppo a raffica...
59
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 59
Per prima cosa tracciamo i volumi della
posizione dei vetri con un ago.
Con una fresa eliminiamo la parte di trasparente che
riguarda i vetri delle portiere. Li rifaremo con dellace-
tato seguendo la tracciatura eseguita con lago.
Tutte le parti in
plastica nera del-
labitacolo sono
state dipinte con
il nuovo set
Black Lifecolor.
Il grigio violetto un colore Gunze per aerei steso
ad aeropenna. Il cruscotto una decal, sigillata con
una mano di satinato trasparente. Per accentua-
re i volumi dellabitacolo sono stati successi-
vamente effettuati alcuni lavaggi con Wash
marrone e AK Interactive color terra
diluiti con acquaragia.
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 60
Le ammaccature sono state
realizzate con un cutter.
Una carteggiata ha reso il
lavoro pi credibile.
La vasca stata dipinta
con il Guns and Weapons
Color set Lifecolor per
ottenere un effetto di
metallo usurato ma non
ossidato.
Una volta asciutto il colore miscelato
con lagente metallizzato si sfrega la
parte con un pennello.
A questo punto stendiamo lo
Heavy Chipping AK Interactive
che funziona come la lacca per
capelli forte, ma si spruzza ad aerografo.
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 61
Finalmente venuto il momento di spruzzare la carrozzeria.
Stendiamo uno strato di Fine Primer Tamiya bianco a bomboletta per
avere un aggrappaggio molto forte.
A colore asciutto bagniamo la vasca posteriore con acqua e
sfreghiamo con il pennello, in modo da eliminare parte del bianco
che si staccher grazie alla patina sottostante di prodotto AK
Interactive. Fatto questo spruzziamo una mano di satinato traspa-
rente Gunze su tutta la carrozzeria ma non sulla vasca, dato che
vogliamo mantenerla opaca.
Il lavaggio si realizza con del nero a olio miscelato a Winter
Streaking Grime AK, che ha un tono di sporcizia molto realistico.
Il tutto ovviamente diluito con acquaragia. Leccesso intorno
agli interstizi si toglie con facilit grazie a uno straccetto
per pulire gli occhiali.
Le targhe sono state realizzate con un
programma di fotoritocco, quindi stampa-
te su carta semplice visto che molte sono
in bianco e nero... potevano anche met-
terle nella scatola, che dite?!?
Le gomme non sono state dipinte ma solo
invecchiate con lavaggi a tempera e pig-
mento a secco. Occorre fare attenzione
con le ruote in gomma: se dipinte o lava-
te con acquaragia si possono screpolare
o sciogliere in superficie. Fate sempre
delle prove prima di procedere.
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 62
Per fare le parti in gomma
usiamo uno dei neri Lifecolor
del set Black.
I cerchioni invece sono stati
spruzzati con del comune
spray acrilico color
cromo argento.
La bandiera sul cofano stata
realizzata con alcune masche-
rine. Quelle per la luna e la
stella sono scarti di mascheri-
ne Eduard rimaneggiate. Dopo
averle posizionate sul bianco
stato spruzzato il rosso, poi il
verde e infine il nero. Per
simulare una verniciatura fatta
molto alla buona, alcuni punti
sul cofano sono stati prece-
dentemente mascherati con
del Maskol.
colori trasparenti Tamiya si usano poco nel campo militare ma senza di
loro sarebbe molto difficile riprodurre il tono esatto delle plastiche della
fanaleria come in questo caso: meglio avere sempre nel cassetto almeno il
rosso, larancione e il blu.
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I paraurti sono stati dipinti con il Burned Black del set Black Lifecolor. Per
incollare i fanali precedentemente dipinti di Silver, nella parte interna
stato usato del colore trasparente lucido Tamiya X22. Mai usare colla cia-
noacrilica in questi casi!
Assieme a tutta la zona inferiore del vei-
colo, il telaio stato dipinto in Deep
Cockpit UA703 Lifecolor. Su questa base
stato fatto un lavaggio con un altro
acrilico color sabbia. Per non avere
bordi troppo definiti, il colore stato
diluito con acqua e con un poco di ritar-
dante per colori acrilici reperito in un
negozio di belle arti. Il sistema funziona
bene ed evita di indebolire la struttura
con i soliti lavaggi a base acquaragia che
possono rovinare i punti di incollaggio e
la plastica stessa per via della lenta eva-
porazione negli anfratti.
Qui sopra potete
osservare come si pre-
senta il pick-up a que-
sto punto del lavoro.
64 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 64
Con una mescola di nero e color terra a smalto
spruzzata ad aerografo realizziamo una leggera
zona di sporco che accentua il contra-
sto intorno alle giunzioni del model-
lo. Nel nostro caso questo effetto
sar quasi invisibile, ma se non
farete la mimetica come la
nostra questa tecnica cal-
damente consigliata.
Sono stati realizzati vari
tappeti e bandiere con lo
stucco bicomponente
Tamiya per addobbare il
mezzo a lavoro finito.
Per farli stata sfruttata
la tecnica illustrata in
Materiali e Metodi di Model Time.
La scritta Libia Libera stata realizza-
ta con un pennarello indelebile. Le
colate possono trarre in
inganno facendo-
la sembrare
pittura
stesa a pen-
nello.
Prima di realizzare la mimetica home made,
proteggiamo alcune parti del modello con del
Maskol per simulare il calpestio dellequipaggio
che ha rovinato la mimetica. Con uno stecchino scriviamo,
sempre col Maskol, qualcosa sul tetto... cosa di preciso non
lo so! Poi si parte con limpasto e il pennello piatto.
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 65
Limpasto della mimetica stato realizzato con pasta Texture
Tamiya, poco colore acrilico e tanto pigmento. stato pre-
ferito un pigmento a grana grossa e i tre componenti usati
hanno diversi toni color sabbia per avere zone discontinue
di colore. Dalle foto si evince che la sabbia del deserto libi-
co tende al color senape.
Sul parabrezza precedentemente mascherato stato spruz-
zato del color sabbia molto diluito per simulare la polvere
del deserto.
Alcuni vetri degli sportelli realizzati in acetato sono stati
tagliati a mezza altezza e inseriti in posizione semiaperta.
Il tappeto stato colorato con colori Citadel per ottenere
una certa brillantezza. Alla fine stato impolverato con pig-
menti color sabbia per adattarsi alla scena.
I lanciarazzi in resina Brach
Model sono stati adattati al
rollbar con facilit.
Una foto sul web mostra questo bazooka artigianale com-
posto da un tubo di metallo, un innesto elettrico e un mani-
co in legno: ovviamente non poteva mancare sul nostro fuo-
ristrada.
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 66
I cavi servono per il coman-
do a distanza dei lanciaraz-
zi, che nella realt compo-
sto da una scatola di legno
con pulsanti ricavati da un
impianto elettrico casalin-
go! I proiettili sparsi
per la vasca sono di un
fucile d'assalto
Kalashnikov.
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 67
58 a 67 jeep ale:58 a 67 jeep ale 26-05-2014 9:44 Pagina 67
FOCKE WULF
Fw 189 A-1
di
Alfonso Martinez Berlana
foto dellautore e di
Aurelio Gimeno Ruiz (E)
MODELLO MPM
IL GUFO DELLEST
Il Focke Wulf Fw
189 nato da una
specifica della
Luftwaffe per un
apparecchio da
ricognizione tattica.
Il prototipo Fw 189,
matricola D-OPVN,
vol nel luglio del
1938. Gli altri con-
correnti erano il
Blohm und Voss Bv
141, eterodosso
aereo asimmetrico
e lArado Ar 198,
strano monomotore
ad ala altra con la
pancia trasparente.
Alla fine il Focke
Wulf dimostr le
sue qualit supe-
rando di poco il
Blohm und Voss.
Il Fw 189 B fu il primo ad entrare in
produzione, come apparecchio a
doppi comandi da addestramento.
La serie A da ricognizione fu pro-
dotto a partire dalla primavera del
1940, venendo consegnata ai reparti
operativi della Luftwaffe nellautun-
no. Durante il 1941 laereo, disponi-
bile in quantit crescenti, fu impiega-
to soprattutto sul fronte dellEst.
Divenne subito popolare presso gli
equipaggi, che lo battezzarono con il
nome di Uhu (gufo). Soprannome
successivamente dato anche al cac-
cia notturno Heinkel He 219. Fu
anche conosciuto come Occhio
volante a causa della sua sempiter-
na presenza nei cieli dellUnione
Sovietica. LUhu fu anche impiegato
68 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
68 a 75 berlana:68 a 75 berlana 26-05-2014 9:50 Pagina 68
Montaggio
nella lotta contro i partigiani ed i
guerriglieri che combattevano per
loro conto nelle retrovie dellesercito
tedesco. Dallaltro lato dello stesso
esercito, altri Fw 189 volteggiavano,
spiavano, vigilavano...
La sua apparenza delicata e fragile
era ingannevole, di fatto si rivel un
apparecchio manovriero, di costru-
zione robusta e dotato di buon arma-
mento difensivo; gli Uhu non erano
una preda facile! Per farsene unidea
basti pensare che gli artiglieri unghe-
resi del 3/1, equipaggiati con i Fw
189 A, durante il mese di settembre
1943 abbatterono con i propri velivo-
li due Yak 9 y e altri due La 5 che,
Sopra
Per rinforzare adeguatamente le varie parti di fusoliera e ali, sono stati
inseriti dei pezzi di plasticard.
A destra
Questo kit in short run presenta
parti in plastica, fotoincisione e
resina. Per problemi di compatibi-
lit tra la resina e la plastica
stato necessario scartare
alcune fotoincisioni.
invano, tentavano di dare la caccia
agli Uhu! Lo stesso reparto riport
che nel periodo da maggio a dicem-
bre 1943 (fronte di Kursk) su pi di
1100 missioni di guerra, le proprie
perdite consistettero di tre morti, due
dispersi ed un ferito. Non furono
persi apparecchi in combattimento
contro altri aerei. lUhu fu usato
occasionalmente in compiti di bom-
bardamento leggero.
Le altre versioni del Fw 189 furono la
C con blindatura aggiuntiva per
attacco al suolo, una gondola cen-
trale pi piccola e due membri de-
quipaggio; la D con galleggianti; la
E con motori Gnome-Rhon; la G
pi potente. Nessuna di queste
divenne operativa, tranne lultima
con i motori Argus As 411 da 580 Hp
della quale alcuni esemplari entraro-
no in servizio con la denominazione
F-1. Ricordiamo anche la modifica
della versione A in caccia notturno
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68 a 75 berlana:68 a 75 berlana 26-05-2014 9:50 Pagina 69
per contrastare gli aerei che volava-
no lenti ed a bassa quota, utilizzata
solo sul fronte dellEst. Era dotata di
radar ed un solitario cannone da
20mm che sparava obliquamente.
In Germania furono realizzati 197
apparecchi, altri 337 in
Cecoslovacchia, mentre 293 ulteriori
furono prodotti in Francia a
Bordeaux-Merignac.
I FW 189 entrarono in servizio con le
aviazioni di Ungheria, Slovacchia,
Bulgaria e Romania.
COSTRUZIONE E
MONTAGGIO
Si tratta di un modello short run,
ovvero, un modello difficile e caro,
soprattutto in termini di tempo. Nelle
istruzioni c scritto che si tratta di un
modello per esperti (expert series).
Secondo me, chiunque abbia voglia
di darsi un poco da fare e seguire
attentamente le istruzioni, pu venir-
ne a capo decorosamente!
Il modello comprende anche parti in
resina e lastre fotoincise.
Sfortunatamente molti elementi in
resina della mia scatola sono
danneggiati, altri sembrano
piuttosto fuori scala e non sono
stati utilizzati. Le fotoincisioni
sono belle ma di limitato utiliz-
zo poich gran parte deve
essere adoperata assieme alle
Sopra I trasparenti sono legger-
mente spessi, un difetto che non
rovina comunque leffetto di reali-
smo che trasmette il modello una
volta terminato.
Sopra e sotto Gli interni sono ben dettagliati, luso delle fotoincisioni e
delle resine presenti nella scatola consente di raggiungere un notevole
livello di dettaglio.
70 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
68 a 75 berlana:68 a 75 berlana 26-05-2014 9:50 Pagina 70
Montaggio
resine.
Le parti in plastica presentano nume-
rose bave, mancano alcune pannel-
lature e vi sono piccole mancanze
qua e la. Alcune parti destre non
sono simmetriche a quelle sinistre,
elementi a sezione circolare, sono in
realt ovali etc. Insomma occorre un
sacco di lavoro di preparazione
prima di potersi dedicare al montag-
gio vero e proprio. Sar anche
necessario dotarsi di una buona
bibliografia, soprattutto per riprodur-
re le pannellature.
I piloni portabombe sembrano sovra-
dimensionati e sono stati scartati. I
motori in resina sono molti belli, ma
per adattarli alle relative confanature,
occorre assottigliarle come carta da
sigaretta Alcuni montanti dei tra-
sparenti sono pi grandi del normale
A destra Gli interni ricchi di pannellature ed
accessori meritano una certa cura durante la
colorazione.
Una volta spruzzato ad aerografo il grigio di
fondo occorre schiarire leggermente il centro dei
pannelli ed effettuare un lavaggio con del nero ad
olio negli interstizi: i molti particolari verniciati a
pennello consenturanno di diversificare cromati-
camente le diverse parti. Questo aspetto risulta
molto importante vista la fattura del tettuccio del
Fw 189. Essa infatti non lascia zone nascoste o
possibilit di omettere dettagli.
Sotto La cellula centrale quasi
totalmente trasparente. E molto
importante provare gli incastri
prima di verniciare gli interni, in
modo da provvedere preventiva-
mente ad eventuali aggiustamenti
strutturali.
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 71
68 a 75 berlana:68 a 75 berlana 26-05-2014 9:50 Pagina 71
a causa dellunione tra diversi ele-
menti, un male probabilmente, inso-
lubile.
Il carrello datterraggio richiede
parecchia attenzione oltre al rifaci-
mento di alcuni elementi.
Una cosa buona consiste nella scel-
ta tra parti trasparenti in acetato e in
plastica, un dettaglio non da poco in
un aereo con ampie vetrature.
Poich lacetato presenta notevoli
difficolt di adattamento, la scelta
caduta sulla plastica, molto pi facil-
mente lavorabile.
Le decalcomanie sono eccellenti.
Possiamo scegliere tra tre diverse
decorazioni: Germania, Slovacchia e
Ungheria.
In conclusione sarebbe stato molto
meglio se il produttore avesse posto
un poco pi di attenzione alla realiz-
zazione degli stampi ed alla verifica
della corrispondenza delle parti in
resina, in questo modo questo
modello originale ed affascinante
sarebbe stato accolto molto meglio
dagli appassionati.
LA VERSIONE
La prima volta che ho visto questo
aereo stato molti anni fa, su un libro
della celebre casa editrice spagnola
Editorial San Martn. A quellepoca,
alla fine degli anni sessanta, ero un
ragazzino fanatico di aerei militari e
rimiravo i libri di San Martin come
fonte dinformazione per compare i
modelli Airfix e Revell. A quel tempo
cera il FW in 1/72 dellAirfix, ma non
sono mai riuscito a procurarmelo; nel
frattempo ho costruito dellaltro con
eguale entusiasmo. Quello che pi
mi affascinava di questo raro appa-
recchio, era la strana livrea mimetica
con la quale operava nellarea del
Mar Bianco, a nord del circolo polare
artico, dove si trovava il porto strate-
gico di Murmansk. Senza dubbio si
trattava della versione estiva della
mimetica, poich in quelle remote
regioni era tutto bianco durante la
maggior parte dellanno.
Dopo molto tempo ho incontrato
nuovamente la stessa versione del-
laereo, stavolta per su un libro
giapponese della serie Model Art.
Larticolo comprendeva anche una
foto per dar fede dellesistenza di
questa mimetica. Lincontro casuale
con questo libro, molto pi moderno,
mi ha fatto ricordare i vecchi tempi e
mi ha fatto venire una voglia terribile
di costruire il Fw 189 per colorarlo
come sullimmagine dellEditorial
San Martn. Con il modello MPM in
mio possesso mi accingevo quindi a
realizzare un vecchio sogno.
Il nostro velivolo era basato verosi-
milmente sullaerodromo di
Pontsalenjoki nella Finlandia del
Nord, nellottobre del 1942. Prestava
servizio presso la Luftflotte 5,
Aufklrunggeschwader 1/32 (H).
La sua mimetica era quella tipica di
fabbrica con i due verdi RLM 70 e 71
e le superfici inferiori in azzurro RLM
65. Sopra di questa sono state appli-
cate in forma non ufficiale e sicura-
mente in terra finlandese una serie di
linee ondulate molto cospicue che
stavano diventando di moda nella
Sopra Occorre fare molta attenzione durante lincollaggio della struttura delle ali e della doppia fusoliera, even-
tuali svergolamenti comprometterebbero la buona riuscita del montaggio.
A sinistra
I pannelli modificati sono stati
segnati con un pennarello.
Sotto
Dopo aver mascherato il tettuccio
occorre spruzzare il colore degli
interni.
72 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
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Montaggio
COLORAZIONE
1
2
3
4
5
6
7 8
1-2-3 - Dopo aver spruzzato sulla parte inferiore il RLM65, stato
applicato un lavaggio ad olio.
4 - Il primo colore della mimetica stato applicato a mano libera, 5
- per applicare il secondo ci siamo serviti di mascherine fatte col
nastro Tamiya. 6 - con sfumature di colore e lavaggi, le varie super-
fici sono state contrastate adeguatamente. 7-8 - Alcune insegne
sono state realizzate con delle mascherine realizzate con pellicola
trasparente.
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68 a 75 berlana:68 a 75 berlana 26-05-2014 9:50 Pagina 73
Luftwaffe e che a
quellepoca risul-
tavano molto
utili quando si
usavano reti
mimetiche per camuffare gli appa-
recchi di aerodromi isolati e poco
difesi. Il colore di queste linee varia-
va a seconda del clima e della geo-
grafia. Le foto in bianco e nero
lasciano molti dubbi. Alcuni autori
asseriscono che erano dello stesso
colore delle superfici inferiori, ovvero
RLM 76 (azzurro celeste molto chia-
ro, tendente al grigio), altri dicono
che erano bianche, altri ancora non
si esprimono. In sostanza: un altro
colore controverso della Luftwaffe.
Tenendo conto del paesaggio delle
rive del Mar Bianco in ottobre, il
colore bianco lavabile, adoperato in
molte circostanze sembra essere
stato il pi probabile. Se applichiamo
del bianco molto diluito sopra i verdi
70 e 71, otteniamo un effetto simile
allRLM 76 a causa della leggera tra-
sparenza. Questo effetto si verifica
anche in scala reale, traendo in
inganno pi di un acuto osservatore.
Tutti gli interni della gondola centra-
le, i pozzetti ed il carrello sono stati
colorati a pennello con acrilici
Vallejo, dando alcuni tocchi ad aero-
grafo alla fine del processo.
Una volta protetti i trasparenti ed i
pozzetti con nastro adesivo, pezzi di
fazzoletto e Maskol, possiamo inizia-
re la colorazione ad aerografo.
Si comincia dal basso con lazzurro
chiaro RLM 65, riprendiamo le pan-
nellature con grigio intermedio
e correggiamo leccessivo con-
trasto con lo stesso azzurro chiaro
molto diluito, in modo da dare volu-
me con le diverse tonalit.
Per le superfici superiori iniziamo
con il verde scuro RLM 71 e conti-
nuiamo con lancor pi scuro RLM
70. Per separare i due colori, ricor-
diamoci che la livrea di fondo era
quella denominata splinter, utiliz-
ziamo del nastro adesivo Tamiya
seguendo lo schema delle istruzioni,
che, se non lo abbiamo detto prima,
sono eccellenti. Riprendiamo le pan-
nellature sopra i verdi con del grigio
chiaro, aiutandoci con nastro adesi-
vo. Possiamo poi correggere gli
eccessivi contrasti con gli stessi
verdi di base molto diluiti, creando
nel contempo zone sbiadite e quindi
differenti tonalit, sempre per dare
volume.
Prepariamoci quindi per aerografare
le famose linee ondulate, conosciute
nella letteratura anglosassone come
Wave Mirror ed in tedesco come
Wellenmuster.
Per facilitarci il compito mettiamo il
modello nella posizione pi comoda
e meno sforzata possibile. Useremo
a mano libera laerografo caricato
con un bianco oppure un grigio chia-
ro molto diluiti. Come diluente ado-
periamo dellalcool Isopropilico, ma
solo con gli acrilici della Tamiya. Il
compressore deve essere regolato
molto basso, attorno ad 1 Bar. La
distanza dalla quale spruzzeremo
sar meno di mezzo centimetro.
Lago dellaerografo deve essere
pulito perfettamente e costantemen-
te, ad intervalli regolari. Spruzzeremo
a mano libera facendo in modo che
le linee abbiano tutte la stessa lar-
ghezza. Se commettiamo qualche
errore, non perdiamo la pazienza,
effettueremo successivamente ritoc-
chi con il colore di fondo molto dilui-
to: non si vedranno quasi! Le insegne
sulla fusoliera si realizzano mediante
mascherature preparate in prece-
denza. Questo aereo non presentava
le caratteristiche zone gialle del fron-
SCHEMA DELLA
COLORAZIONE
Interni della cabina di pilotag-
gio: acrilici Vallejo; (RLM 66) 994
gris oscuro, 940 marrn, 989
gris cielo, 976 amarillo caqui,
981 marrn naranja, 856 ocre
marrn, verde 823, negro 950.
Tamiya argento X-11.
Pozzetti e carrello: acrilici
Vallejo; (RLM 02) 886 gris ver-
doso, 862 gris negro, 950
negro. Tamiya; argento X-11.
Superfici inferiori: acrilici
Tamiya; (RLM 65) XF-23 azzurro
chiaro, per la pannellatura XF-
24 grigio scuro.
Superfici superiori: acrilici
Tamiya; (RLM 70) e (RLM 71),
per il Wellenmuster XF-2+XF-55
al 50%, per le pannellature XF-
55.
Lavaggio: leo Titn n82 nero
diluito in acquaragia.
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Montaggio
te Est, comuni sui velivoli della
Luftwaffe.
Dopo il martirio del Wellenmuster ,
verniciamo lintero modello con il
Micro Gloss. Questa vernice traspa-
rente si asciuga molto rapidamente,
possiamo quindi passare ai lavaggi
ad olio, in questo caso, nero, lungo
le pannellature ed i recessi. Grazie
alla vernice lucida di fondo, possia-
mo rimuovere leccesso di lavaggio
con una pezzuola inumidita di
acquaragia.
Per finire applichiamo le decal. Sono
buone, ma talmente fini che tendono
a rompersi, vanno quindi posizionate
con cura, prima di farle scivolare gi
dal supporto. Non necessario rifila-
re il film trasparente dei bordi.
Per finire, diamo una mano di verni-
ce trasparente opaca, in questo caso
Marab, leviamo le mascherature dai
trasparenti, aggiungiamo le mitra-
gliatrici ed il tubo di Pitot ed il model-
lo pronto per la vetrina. SKYMODEL
Bibliografia
Bombarderos 1939-45. Editorial San
Martn 1969. Por Kenneth Munson
Focke Wulf Fw 189 in action.
Squadron/signal publications n142,
1993. Por George Punka.
Camouflage & Markings of the
Luftwaffe Aircraft Vol.2 n356, 1990.
MM WW.
Focke Wulf Fw 189. MBI, 1996. Por
Pavel Kucera, Dnes Bernrd y
Stefan Androvic.
Fw 189 UHU. Avia press 1994. Por
Zbigniew Luranc.
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 75
68 a 75 berlana:68 a 75 berlana 26-05-2014 9:50 Pagina 75
Credo che i cingoli rappresentino il particolare chiave di un
modello. Assieme al treno di rotolamento possono arrivare
a occupare unarea piuttosto vasta, per cui essenziale
dedicare loro il tempo e le attenzioni che meritano, in
modo da renderli quanto pi interessanti possibile.
C
ingoli poco curati possono ridurre notevolmente
lappeal di un modello finito: sono proprio i cingo-
li che normalmente analizzo da subito per valutare
il livello generale di realismo e di abilit con cui un model-
lo stato portato a termine.
Con questo breve articolo vi illustrer le tecniche che ho
affinato nel corso degli anni, grazie alle quali riesco a rifi-
nire in maniera efficace i cingoli di un modello in scala.
Noterete che si tratta di espedienti semplici che comporta-
no lutilizzo di prodotti economici e sono divertenti da rea-
lizzare. Tenete sempre a mente che le tonalit terrose
variano a seconda dellambientazione che scegliete.
Vi consiglio di studiare attentamente lambiente in cui
avete deciso di sistemare la vostra replica, in modo da
simulare fedelmente il terreno, umido o asciutto che sia.
Quando possibile utilizzo cingoli Friul in metallo, che se
da un lato hanno un costo dacquisto un po elevato, dal-
laltro sono ragionevolmente semplici da assemblare e,
essendo in metallo, sono abbastanza solidi da poter esse-
re strapazzati in fase di invecchiamento. Inoltre restano
mobili, per cui possono essere lavorati separatamente
rispetto al modello e sistemati sul treno di rotolamento alla
fine.
Il punto di inizio consiste in un tono terroso di base.
Conclusioni
La trama opaca dei toni terrosi osservata sui cingoli e sul
treno di rotolamento contrasta in maniera efficace con la
1/35
di Adam Wilder
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76 a 81 cingoli:76 a 81 cingoli 26-05-2014 10:05 Pagina 76
I CINGOLI
1 - Gli smalti Tamiya
(di difficile reperibilit
in Italia) sono ottimi per
invecchiare i cingoli:
asciugano in fretta e
hanno unottima finitura
opaca. Ricordate di lavo-
rare sempre in ambienti
ben areati quando lavo-
rate con gli smalti.
Ho iniziato da un fondo
opaco di tonalit terro-
sa, spruzzando il colore
su entrambi i lati dei
cingoli, assicurandomi
di coprire perfettamente
tutte le superfici.
1
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2
4 5 6
7 8
3
2 - 5 - Per il secondo step ho pre-
parato un composto piuttosto
denso color terra asciutta, che ho
realizzato con acrilici Tamiya e un
poco di stucco. A questa miscela
ho anche aggiunto qualche pig-
mento (di tipo economico); la cor-
retta applicazione di questo prepa-
rato forse il passaggio cruciale di tutto il pro-
cesso. 6 - 8 Il prossimo ingrediente la sabbia,
che ho setacciato eliminando i granelli pi grandi.
Con questa aggiunta, il composto diventa ancora
pi denso e difficile da applicare, per cui andr
diluito con un poco di acqua del rubinetto, con-
trollando la densit del composto.
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9 10
14
11 12
13
9 - 11 - Stendete il composto sulla parte
esterna dei cingoli, cos come mostrato
nella foto 9, utilizzando un pennellac-
cio. Il composto va applicato anche nei
punti evidenziati nella foto 10.
12 - 14 - Diluendo ancora un poco il
composto si possono riprodurre gli
schizzi, sempre con un vecchio pen-
nello. Terminata questa fase si potran-
no carteggiare le parti da mantenere
lucide.
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15 16
17 18
15 - 18 - Ovviamente il terreno sui cingoli assume una vasta gamma di sfumature e trame; ampliare la gamma
cromatica quindi un ottimo sistema per imitare la realt e aggiungere punti di interesse. Ho approntato una
mescola di smalti Humbrol, pigmenti e trasparente lucido. Sempre con un vecchio pennello ho applicato que-
sto composto sulla parte centrale del cingolo, sfumandolo sul tono terroso iniziale con un po di solvente.
19 20
21
19 - 20 - Ho applicato ulteriori chiazze con la mesco-
la bagnata, utilizzando il trasparente lucido attinto
direttamente dal boccettino, per ottenere un aspetto
ancora pi satinato. A questo punto ci saranno parti
opache, altre satinate e altre ancora lucide, che coe-
sistono in maniera molto realistica.
21 - 25 - Aggiungere parti lucide sul lato interno dei
cingoli richiede un approccio diverso: ho adoperato
una matita con cui sono intervenuto come si nota
nella foto 21. Con laiuto di una porzione di carta
assorbente ho applicato altra polvere di grafite sul
bordo delle guide. La foto 25 ritrae una sezione di
cingolo dopo i trattamenti con la grafite.
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finitura satinata della parte superiore dello scafo e con la
torretta. Notate come varie finiture lungo lo sviluppo del
cingolo elevino il livello di realismo generale.
Vi suggerisco di provare qualcuna di queste tecniche sul
vostro prossimo modello: le troverete semplici e redditizie!
22
25 26
23 24
26 - Dopo aver sistemato i cingoli sul modello si
pu lavorare ad altri effetti. Anche aggiungere zone
secche intervallate ad altre umide pu favorire i
contrasti.
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La "Das Reich" prese parte a diverse campagne nel corso della Seconda Guerra
Mondiale, fra cui linvasione dei Paesi Bassi, assicurandosi nell'avanzata il controllo di
molti importanti canali e contribuendo alla cattura di Rotterdam.
AUTOCOSTRUITI
1/6
di Luca Montenovesi
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I
n seguito, insieme ad altre divisioni, fu impegnata contro le
forze francesi nella zona della Zelanda (Paesi Bassi) oltre
che in operazioni di rastrellamento delle piccole sacche
rimaste tagliate fuori dalla fulminea avanzata tedesca. Nel
marzo del 1941 venne trasferita in Romania per partecipare
all'invasione della Jugoslavia e della Grecia: il 13 aprile un
piccolo reparto di truppe d'assalto, comandato da Fritz
Klingenberg, cattur la capitale iugoslava. Con una lancia a
motore Klingenberg e i suoi uomini riuscirono a scivolare attra-
verso le difese della citt e a costringere il disorientato sinda-
co alla resa. Dopo il successo in queste operazioni, la "Das
Reich" venne trasferita in Polonia per prepararsi
all'imminente invasione della Russia.
Accenno alla scala 1/6
Grazie alla possibilit di aprire un piccolo varco nella pati-
nata corazzatura di Steel Art, approfitter per fare un breve
accenno alle Action Figures militari, con la speranza di atti-
rare qualcuno dei suoi lettori.
Sfruttando la loro statura (circa 30 cm di altezza), si pu
riprodurre ogni componente con grande dovizia, renden-
dolo ancor pi godibile grazie allutilizzo di materiali molto
simili alla realt, come il legno, il metallo, la stoffa o la
pelle. Lestrema mobilit di cui godono (garantita dagli
innumerevoli punti di articolazione presenti in tutto il corpo)
consente il posizionamento in maniera naturale e convin-
cente.
Mi occupo di questa branca del modellismo da una decina
danni, nel corso dei quali ho maturato la specializzazione
di customizzatore (dallinglese custom, personalizzare
con lapporto di modifiche sostanziali un soggetto da sca-
tola, al fine di aumentarne la veridicit o, in alternativa,
creandolo da zero), incentrate prevalentemente sulla
Seconda Guerra Mondiale (ma sul mercato disponibile
materiale riguardante ogni epoca).
Le materie prime necessarie a questa attivit (le cosiddette
loose part o parti sciolte, che includono corpi, uniformi ed
equipaggiamenti, di fattura sia industriale sia artigianale)
provengono esclusivamente dai negozi online italiani ed
In questa pagina La grande scala permette di lavora-
re su particolari dal livello di dettaglio a dir poco
sbalorditivo, tanto che persino gli elementi di con-
torno ad una scena si ritrovano ad avere un ruolo
primario. Inoltre si possono usare materiali diversi
anzich affidarsi unicamente alla colorazione per
simulare la consistenza delle superfici.
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esteri. Per chi volesse saperne di pi, consiglio di visitare il
Forum italiano Action Soldier, allindirizzo
www.actionsoldier.it/forum, oppure il mio sito allindirizzo
www.vettius64.com. Sar lieto di rispondere alle vostre
domande!
Della perduta giovent
Realizzato diversi anni orsono per il volume 1/6th
Masterpieces (una selezione di opere provenienti dal
mondo delle AF), il diorama oggetto di questo articolo rap-
presenta due membri dequipaggio di un Pz.Kpfw. Panther
della SS-Panzer-Division Das Reich, alla vigilia delloffensi-
va tedesca del dicembre 1944 nelle Ardenne. Pi precisa-
mente, le figure sono quelle di un SS-Hauptsturmfhrer
(capitano) e di un SS-Unterscharfhrer (sergente).
Allepoca della pubblicazione si trattava di un buon lavoro
(almeno per il mio standard), ma riguardandolo oggi, scor-
go parecchie approssimazioni che mi fanno storcere il
naso. Sia chiaro, non voglio dissociarmi da me stesso per
aver scelto di pubblicare questa specifica opera: semplice-
mente trovo naturale guardare ai propri trascorsi con occhio
critico, affinato dallesperienza.
Quindi, se siete daccordo, coglierei loccasione per fare
unaccurata disamina di questo reperto della perduta gio-
vent, dando cos il via a un esperimento mai tentato prima:
lauto-sputtanamento ragionato, eseguito in forma indiretta.
Piano sequenza
Nuvoloni grevi e opprimenti avvolgono la cima degli abeti.
La pioggia mista a neve che da giorni imbeve ogni cosa
sembra voler concedere una pausa. Un gesto di cortesia fra
Elementi, affinch la temperatura possa calare quel poco
che basta per una nevicata come si deve.
Tra la brulicante umanit in Feldgrau che popola la foresta,
due gaglioffi sghignazzanti sorseggiano una tazza di cio-
feca, beandosi della propria iniquit. Alle loro spalle, mate-
riale di un certo peso attende di essere caricato sul carro.
Come se non bastasse, un mare di fango sprofonda uomi-
ni e cose in uno scenario miserrimo, dalle tinte Pasoliniane.
Al centro di questo quadro desolante, i due continuano a
ostentare unarcana spensieratezza. Tutto ci pone un inter-
rogativo: ma questi ci fanno o lo sono davvero?
Analisi clinica
Scelte compositive e scherzi a parte, a dispetto del
tempo questo diorama un merito lha mantenuto: rappre-
senta un abbecedario della customizzazione, dove sono
riportati gli interventi basilari di
questa pratica. Infatti tutto
Le uniformi sembrano leggermente
abbondanti rispetto alla taglia dei
soggettie in effetti lo sono: dato che
le uniformi invernali venivano indossate
sopra alle divise di ordinanza, i due
soggetti sono stati modificati
nellanatomia per suggerire questo
dettaglio. Come nel modellismo pi
tradizionale, le teste sono aftermarket.
82 a 85 luca:82 a 85 luca 26-05-2014 10:07 Pagina 84
ci che contiene il risultato dellamalgama tra componen-
ti di fabbrica (opportunamente modificati), artigianali
(modificati a loro volta, perch non sia mai che vadano
bene cos come sono!) e autocostruiti.
Iniziamo ad analizzare nel dettaglio la scena, partendo dai
loschi figuri che la dominano. Vestono dalla testa ai piedi
abiti e accessori di fattura prevalentemente artigianale, pro-
venienti da vari angoli del mondo. Lo Schirmutze delluffi-
ciale, ad esempio, di origine inglese (One Sixth Unique),
al quale ho rifatto la visiera e afflosciato la calotta. Il
Panzerwrap di pelle (al quale ho aggiunto le spalline auto-
costruite), i pantaloni mimetici Oakleaf, il cinturone e la
borsa portadocumenti sono commercializzati dalla statuni-
tense Battle Gear Toys (ma prodotti quasi certamente da
sapienti manine cinesi). Gli scarponcini e la fondina per la
Walther PPK sono New Line Miniatures (statunitense pure
lei, ma con la stessa logica di cui sopra). Ho sottoposto il
tutto a invecchiamento tramite varie tonalit di pigmenti ter-
rosi e leggere passate di carta abrasiva a grana 800.
Lo Schiffchen e il Panzerwrap del caposquadra sono
entrambi BGT, mentre i pantaloni reversibili (in origine bian-
chi) costituiscono lunico elemento di produzione industria-
le e sono marchiati Dragon Model. Marching boots, cinta
e fondina per Walther P38 sono NLM. Naturalmente anche
questo corredo ha ricevuto lo stesso weathering riservato al
collega.
I nudi (Dragon Model) meritano un discorso a parte, poi-
ch, in tutto linsieme, sono
quelli che hanno subito
le modifiche pi
sostanziose.
Ho iniziato sosti-
tuendo le teste originali con un paio in resina, facenti parte
della prima produzione di Tony Burton (e si vede; fortuna-
tamente in quella successiva ha affinato parecchio la tecni-
ca): un artista poliedrico specializzato in articoli per l1/6.
Sono entrambe dipinte con acrilici e pastelli Maimeri pol-
verizzati, sfumati a secco e poi sigillati con fissativo semilu-
cido ad aerografo.
Nelle foto depoca che ritraggono soldati tedeschi in abbi-
gliamento mimetico invernale, avrete certamente notato la
sovrabbondanza di questi capi, rispetto alle loro taglie
effettive (e non avrebbe potuto essere altrimenti, poich
dovevano essere indossati sopra luniforme dordinanza).
Volendo riprodurre questo effetto sulle mie figure, ho dovu-
to ridurne sia laltezza (asportando piccole sezioni dal
busto e dagli arti) sia i volumi, con lausilio di un Dremel.
Gran parte del materiale presente nella catasta stato auto-
costruito e, insieme agli altri accessori, invecchiato e spor-
cato con colori Tamiya e lavaggi a olio.
Il terreno fangoso ottenuto con il Das, cosparso di terric-
cio setacciato e dipinto prima ad acrilici e poi sottoposto a
lavaggi di terra bruciata a olio. Leffetto acquitrinoso
dovuto alla resina Prochima Effetto acqua.
Ringraziamenti
Un sentito ringraziamento va a Giampaolo e Chiara Pirozzi
per lamicizia e il sostegno che mi donano ogni giorno e
naturalmente a tutti i lettori che stanno leggendo questulti-
ma riga.
82 a 85 luca:82 a 85 luca 26-05-2014 10:07 Pagina 85
L'M48, particolarmente nella versione A3, ha costituito
la spina dorsale delle unit corazzate statunitensi in
Vietnam. Il suo pezzo da 90 mm era in grado di mettere
fuori combattimento qualsiasi veicolo avversario e la sua
ottima corazzatura era efficace contro la maggior parte
delle armi anticarro nemiche.
M48A3
PATTON
Disastro nel fa
86 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
86 a 93 m-48 :86 a 93 m-48 26-05-2014 10:09 Pagina 86
di GIUSEPPE ORTOLANI
1/35
Modello Tamiya
Materiali: plastica ad iniezione, fotoincisioni e
stucco epossidico
Accessori: Eduard, Aber, Verlinden
e AFV Club
I
l maggior impiego dell'M48 ad opera delle forze armate
statunitensi stato indubbiamente la Guerra del Vietnam;
tale teatro era per decisamene sfavorevole ai mezzi
corazzati, ed a quelli pi pesanti in modo particolare, a
causa della singolare natura del territorio, coperto per la
maggior parte da giungla, aree montagnose e zone allaga-
te. Questo diorama rappresenta una situazione piuttosto
usuale, dato che il peso rilevante di questi carri li portava a
sprofondare nei terreni pi soffici.
Il kit
Nonostante i suoi anni, lM48 Tamiya rappresenta una
buona base di partenza, che consente, con qualche piccolo
sforzo, di realizzare un ottimo modello. I due principali difet-
ti consistono nell'altezza della torretta, inferiore di 1,8 mm
alle dimensioni corrette, e l'altezza eccessiva dello scafo
rispetto al terreno; sfortunatamente mi sono accorto troppo
tardi del problema della torretta, che avevo nel frattempo gi
incollato e stuccato. La seconda inesattezza stata trala-
sciata, poich sin dall'inizio avevo intenzione di immergere
il carro nel fango. Entrambi gli inconvenienti possono per
esser facilmente risolti, aggiungendo uno spessore in plasti-
card nel primo caso ed accorciando i bracci delle sospen-
sioni di 2,5 mm nel secondo.
Per i dettagli pi fini ho utilizzato il set di fotoincisioni
Eduard; la mitragliatrice Browning da 12,7 mm, prelevata
dall'M113 ACAV Tamiya, stata migliorata con fotoincisio-
ni Aber.
Assemblaggio e modifiche
Numerose foto risalenti alla Guerra del Vietnam mostrano
veicoli con parafanghi notevolmente ammaccati o, addirittu-
ra, assenti, per cui ho deciso di riprodurre sul modello que-
sto genere di danni. Ho iniziato dai parafanghi posteriori,
uno dei quali stato asportato, assottigliando dall'interno la
parte rimasta, nella quale ho quindi praticato i fori corri-
spondenti ai bulloni di fissaggio. Laltro parafango stato
Disastro nel fango
Alfa Model Club
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 87
86 a 93 m-48 :86 a 93 m-48 26-05-2014 10:09 Pagina 87
La mitragliatrice
Browning da 12,7 mm
proviene dall'M113
ACAV della Tamiya ed
stata dettagliata
con fotoincisioni Aber
e tubetti Evergreen.
I cavi di traino sono stati realizzati
intrecciando del filo metallico con
un minitrapano elettrico.
Il montante artigianale per
l'affusto della Browning stato
autocostruito con plasticard e
lamierino d'ottone.
Le protezioni della fanaleria
ed i supporti dei parafanghi
sono stati autocostruiti in
lamierino d'ottone.
I vari dettagli in fotoincisione
provengono dall'apposito set
Eduard.
88 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
86 a 93 m-48 :86 a 93 m-48 26-05-2014 10:09 Pagina 88
assottigliato e quindi scaldato al calore di una piccola fiam-
ma per poterlo deformare. Lo stesso lavoro stato effettuato
sui parafanghi anteriori usando del lamierino per ricostruir-
ne i supporti; anche le protezioni dei fari sono state rico-
struite con il lamierino. La copertura del riflettore stata
riprodotta con una sfoglia di stucco bicomponente Duro
mentre, per ricreare il telo che ricopre lo scudo del cannone,
ho usato il Milliput. I cavi di traino sono statti realizzati
intrecciando del filo metallico con un trapanino elettrico,
fatto girare a bassa velocit.
Il telo di protezione del riflettore
stato riprodotto con stucco
bicomponente Duro, mentre
il soffietto del cannone in Milliput.
Il parafango posteriore destro stato
asportato ed i relativi fori di fissaggio
sono stati riprodotti sulla parte rimanente.
Il carro pronto per la colorazione,
i cingoli a maglie singole sono
di produzione AFV Club.
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 89
86 a 93 m-48 :86 a 93 m-48 26-05-2014 10:09 Pagina 89
La variet cromatica stata
ottenuta grazie a filtri effettuati
con diversi colori ad olio.
Le impronte degli
scarponi
dell'equipaggio
sono state
riprodotte con
timbro in silicone
e pigmenti in
polvere.
90 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
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La mitragliatrice ultimata;
i perni di bloccaggio dell'affusto
sono stati dotati di catenelle
in fotoincisione.
Il cesto della torretta stato arricchito con
cassette di munizioni, taniche, teli e casse;
questi sono statti dipinti in colori diversi
per arricchire cromaticamente il modello.
Il casco del carrista stato dettagliato
con il microfono ad asta e con il cavo
di collegamento all'impianto
interfonico di bordo.
L'aspetto umido del fango stato ottenuto
con vernice trasparente lucida.
Il cavo di alimentazione del proiettore IR,
assente nel kit, stato realizzato con filo
metallico; i teli di protezione sono stati
dipinti a pennello con gli acrilici Andrea.
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3
I cingoli in vinile forniti nella confezione sono stati sostituiti
con quelli della AFV Club a maglie singole; sfortunatamen-
te, dopo aver immerso il carro nel fango, poco rimasto visi-
bile. La mitragliatrice da 12,7 mm stata riposizionata su un
affusto improvvisato, fissato alla sommit della cupola; per
effettuare questa modifica mi sono ispirato ad una bella foto
che mostra un Patton dei Marine che presenta appunto tale
alterazione.
Colorazione
Dopo aver lavato il modello con acqua e sapone e dopo
averlo lasciato ad asciugare naturalmente, ho applicato ad
aerografo il colore di base, costituito da Olive Drab XF-62
Tamiya, cui ho aggiunto qualche goccia di X-22 Clear; il
tutto stato diluito con alcool isopropilico. Successivamente
ho schiarito alcune aree con J.A. Green XF-13 e quindi con
una miscela di Dark Yellow XF-60 e Field Grey XF-65. Le
zone d'ombra ed i particolari sono stati invece evidenziati
con una miscela di Flat Brown XF-10 e Flat Black XF-1.
Dopo aver applicato le varie insegne, provenienti da un
foglio di trasferibili Verlinden, ho invecchiato il modello,
incrementando ulteriormente la variet cromatica, con filtri
effettuati con diversi colori ad olio. Per questa operazione ho
irrorato interamente il modello con acquaragia, quindi ho
applicato diversi colori ad olio, in piccole macchioline non
diluite, che ho sfumato e fuso fra loro, con un pennello inu-
midito nel diluente; le tinte utilizzate sono: verde vescica,
terra dombra bruciata, giallo ocra e bianco.
In questa fase bisogna lavorare su piccole zone, progreden-
do lentamente e mantenendo umido il resto del modello;
l'acquaragia previene infatti le antiestetiche e poco realisti-
che macchie che vengono a formarsi ai bordi delle zone
trattate.
I dettagli sono stati sottoposti ad un lavaggio selettivo
di terra dombra bruciata a olio e nero a smalto, in
modo da mettere in risalto rivetti, cerniere e maniglie.
Per le scrostature ho impiegato gli smalti Humbrol,
dapprima un verde scuro composto da Matt Black
Green 91 e Matt Black 33 e poi un verde chiaro
ottenuto con Matt Black Green 91, Matt Olive Drab
155 e Matt White 34. Per le scrostature ossidate ho
usato una miscela di Matt Chocolate 98 + Matt Black
33, con qualche tocco di Matt Leather 62 e terra di
Siena bruciata ad olio. Per far risaltare ulteriormente i
piccoli particolari, come rivetti e maniglie, ho effettuato
dei leggeri drybrush con Matt Olive Drab 155 e con
French Artillery Green 179.
Le coperture in tela del riflettore e dello scudo del cannone
sono stati dipinti con i colori acrilici della gamma Andrea; i
toni di base sono stati creati miscelando Uniforme Ingles +
Verde Aviacion + Gris Confederado, variando leggermente
la percentuale di verde tra i due teli; le luci e le ombre sono
state applicate scurendo e schiarendo il tono di base, come
se stessi lavorando su un figurino. Con i colori ad olio ho
riprodotto le macchie sul ponte motore ed intorno ai tappi
del carburante, mentre per i depositi dei fumi di scarico ho
usato il pigmento nero della MIG Productions.
Il modello stato impolverato con il pigmento Vietnam Earth,
steso a secco, con l'aiuto di un pennello; a questo punto,
sulle aree trattate in tal modo, ho passato un pennello inu-
midito nell'acquaragia e, ad essiccazione completa, ho
applicato nuovamente la polvere. Le impronte sono state
riprodotte con uno stampino in silicone che riproduce la
suola di uno scarponcino da giungla. Tutti gli accessori ed il
figurino sono della Verlinden, dipinti con gli acrilici Andrea
e Vallejo. I cavi di traino hanno ricevuto un lavaggio con il
terra di Siena bruciata ad olio e successivamente ripassati
con la grafite. La Browning stata dipinta con una miscela
di nero e argento acrilici, dopo di che ha subito un drybru-
sh di terra dombra bruciata e argento a olio; una volta
asciugato ho fatto delle velature con lacrilico blu della
Vallejo e una profilatura con nero acrilico.
L'ambientazione
Per la base ho utilizzato un materiale isolante usato nelledi-
lizia, commercialmente noto come Spifterite o Polifoam; una
volta tagliato stato sagomato con una lama e carta abra-
92 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
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M
4
8
A
3
siva. Ho realizzato due strati dalla sagoma identica, sovrap-
ponendoli dopo aver praticato un foro nello strato superiore
in cui collocare il carro. Una volta incollati i due pezzi ho
preparato il fango, composto da scagliola, acqua, colla vini-
lica ed i seguenti colori Tamiya: Flat Earth XF-55, Flat Brown
XF-10 e Flat Black XF-1. Una volta ottenuto un composto
omogeneo, ne ho versato un po' nel foro e vi ho immerso il
modello, aiutandomi con una piccola spatola e un vecchio
pennello.
Prendendo spunto da una foto che mostra un M48 in tali
condizioni, ho cominciato a riempire il foro, plasmando il
fango, fino a coprire l'intera base. Dopo due o tre giorni ho
ritoccato il fango utilizzando gli smalti Humbrol e della ver-
nice trasparente lucida. Lerba stata riprodotta con ciuffet-
ti di canapa da idraulico, fissata con colla vinilica e dipinta
a pennello con gli smalti.
93
86 a 93 m-48 :86 a 93 m-48 26-05-2014 10:09 Pagina 93
di FRANCESCO CORTELLINI
Medium Gun
Combat Tank M48
Concepito in base all'esperienza della Guerra di
Corea, l'M48 sostitu il mediocre M47, introdotto in ser-
vizio solamente come misura temporanea in attesa di
un carro dalle prestazioni superiori.
L
'M48 rappresenta il primo
carro statunitense di proget-
tazione interamente poste-
riore alla Seconda Guerra
Mondiale; seppur basato sulla
precedente serie
M26/M46/M47, costituisce
infatti la risposta all'inadegua-
tezza mostrata durante la guer-
ra di Corea dal parco carri
americano. Losviluppodi questo
mezzo ha avuto inizio nel 1950
presso la Chrysler
Corporation di Detroit, sotto
la denominazione di T48.
Il progetto era basato sul
motore e sulla trasmissione
degli M46/M47, ormai lar-
gamente collaudati, ma con
un pi ampio anello di torret-
ta mutuato dal prototipo del
T43 Experimental Heavy
Tank. La torretta di nuova
concezione presentava un
profilo leggermente inclinato
verso l'interno, risultante in
una accresciuta resistenza
balistica, rispetto ai modelli
precedenti. In un primo
tempo l'armamento prescelto
fu il cannone T39 da 90 mm
utilizzato sugli M47; sugli
esemplari di produzione fu
invece installato lM41 da
90/48. L'armamento secon-
dario comprendeva invece
una mitragliatrice coassiale
M73 da 7,62 mm ed una
M2HB da 12,7 mm, fissata
alla cupola del capocarro.
Tra le innovazioni maggiori
nella configurazione del
carro troviamo l'eliminazio-
ne del quinto membro dell'e-
quipaggio, il marconista
mitragliere di scafo, ed il
conseguente spostamento
della postazione di guida
94 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
94 a 98 M48 storia:14 a 19 M48 storia 26-05-2014 10:14 Pagina 94
750 HP a 2.400 giri, decisa-
mente pi affidabile e poten-
te rispetto ai due predecesso-
ri; a questo fu abbinata la
trasmissione CD-850-6A2.
Grazie al cambiamento di
motorizzazione e a serbatoi
di capacit maggiore, l'auto-
nomia fu portata a 460 km
alla velocit massima di 48
km/h. Altra importante
miglioria di questa versione
riguarda l'aggiunta di due
iposcopi alla cupola del
capocarro, onde migliorarne
la visibilit. L'ultima versione
prodotta per le forze armate
statunitensi, l'M48A5, intro-
dotta nel 1975, era armata
dell'ottimo cannone britanni-
co L107 da 105 mm ed
annoverava numerosi altri
miglioramenti, in particolare
riguardo al sistema di con-
trollo del tiro.
L'impiego in Vietnam
Durante l'impiego in Vietnam
gli M48A3 subirono numero-
se modifiche campali, delle
quali la pi comune fu il ripo-
sizionamento, all'esterno
della cupola, della mitraglia-
trice da 12,7mm; tale espe-
diente si rese necessario a
causa delle anguste dimen-
sioni della minuscola contro-
torretta, che rendevano diffi-
coltoso l'impiego efficace
dell'arma stessa. Solitamente
un nuovo affusto veniva fissa-
to alla parte superiore della
A destra
Un M48 dell'11th
Armored Cavalry
Regiment in pattuglia
sulla Highway 19.
Questo esemplare,
ritratto nel 1970
equipaggiato con il
sistema di sminamen-
to ENSURE 202, un
apparato sperimentale
concepito per eserci-
tare pressioni elevate
senza danneggiare
strade e ponti. (Foto
U.S. Army)
nella parte centrale del muso.
Per ridurre l'affaticamento
dei piloti e per semplificarne
l'addestramento fu installato,
per la prima volta, uno sterzo
con comando a volante, di
realizzazione e manutenzio-
ne pi complessa, ma dalle
prestazioni superiori, rispetto
ai comandi a leva dei carri
precedenti.
Sfortunatamente, il veicolo
era dotato di un propulsore a
benzina, potenzialmente
pericoloso a causa del
rischio di incendio e dotato
di un'autonomia limitata a
soli 117 km. La fretta posta
nello sviluppo e nella produ-
zione dei primi veicoli, usciti
dalle officine Chrysler nel
1952, caus numerosi pro-
blemi alla trasmissione, al
motore, alle sospensioni e
perfino ai cingoli; questi
inconvenienti diedero inizio
ad una lunga serie di miglio-
rie. Con la versione A1 la
cupola del capocarro con
armamento esterno fu sosti-
tuita da una controtorretta
chiusa, che consentiva di
impiegare la mitragliatrice
da 12,7 mm senza esporsi al
tiro nemico. La versione A2
fu dotata di un motore
migliore, che richiese un
ponte posteriore dal differen-
te disegno. Con l'M48A3 fu
introdotto il nuovo motore
diesel AVSD-1790-2A da
Sotto La cupola del capocarro di questo M48A3 dell'U.S. Marine Corps
stata dotata di un affusto esterno per la mitragliatrice da 12,7 mm; que-
sta era una pratica comune, sebbene le modalit di fissaggio potessero
cambiare da unit ad unit e, addirittura, tra un carro e l'altro. (Foto
U.S.M.C.)
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94 a 98 M48 storia:14 a 19 M48 storia 26-05-2014 10:14 Pagina 95
cupola stessa. Durante il con-
flitto nel Sudest Asiatico fu
impiegato con successo
anche l'M67A2, la versione
lanciafiamme dell'M48A3,
esternamente distinguibile
solo per la presenza dell'u-
gello del lanciafiamme, che
sporge dal freno di bocca del
falso cannone, peraltro pi
corto e spesso rispetto al
pezzo da 90 mm. Data la
scarsit di mezzi corazzati a
disposizione dell'Esercito
Nordvietnamita gli scontri fra
carri armati furono piuttosto
limitati; il terreno inadatto
all'impiego massiccio di tali
mezzi ed il loro scarso utiliz-
zo da parte dell'Esercito
Nordvietnamita hanno quin-
di dato origine a nuove
metodologie d'impiego dei
reparti corazzati che, nel
caso degli Stati Uniti, erano
completamente impreparati
ad operazioni di tipo antin-
surrezionale.
I carri erano raramente
impiegati nel ruolo di appog-
gio alla fanteria, solitamente
durante missioni tipo Search
and Destroy (cerca e distrug-
gi), oppure Clear and Hold
(ripulisci ed occupa). Nel
primo caso venivano schiera-
ti davanti alla fanteria e uti-
lizzati per aprire sentieri
nella densa vegetazione
della giungla, facendo inoltre
detonare, al loro passaggio,
le mine antiuomo eventual-
mente presenti. Nel secondo
caso la protezione e la
potenza di fuoco dei carri
era sfruttata per spezzare le
difese nemiche e costituire un
primo caposaldo in attesa
Scontro fra carri
Uno dei pochi scontri coraz-
zati avvenuti nel corso della
guerra del Vietnam ebbe
luogo durante la notte fra il 3
e 4 marzo 1969, presso il
campo delle Special Forces
di Ben Het, nella regione
degli Altopiani Centrali,
attaccato da una forza mista
di carri e fanteria nordvietna-
mita. L'intelligence aveva
previsto un massiccio attacco
da parte delle truppe comu-
niste ed erano state quindi
rafforzate le difese della
base; tra i rinforzi si trovava
la B Company, 1st Battalion,
69th Armor, comandata dal
Capitano John Stovall. Il
reparto era acquartierato nei
pressi della vicina base
aerea di Dak To, con il com-
pito di contribuire alla difesa
di Ben Het e di mantenere
aperta la Highway 512, l'u-
nica via di comunicazione
terrestre fra il campo e la
base di Dak To. Una forza
dell'entit di un plotone e
quattro carri, era permanen-
temente stazionata in posi-
zioni trincerate lungo il peri-
metro del campo, mentre il
resto della compagnia era
dislocato presso vari punti di
controllo lungo la strada o
raggruppato a Dak To come
forza di reazione rapida. La
sera dell'attacco il 1
st
Platoon
della B Company era di turno
al campo. Il comando era
stato temporaneamente
assunto dallo stesso Capitano
Stovall, dato che il coman-
dante di plotone era stato
evacuato dopo essere stato
ferito. Durante la serata
erano stati avvertiti rumori di
motori, ma non era stato pos-
Un M67, versione lan-
ciafiamme dell'M48.
La sigla U.S.M.C. su
ci che rimane del
parafango anteriore
sinistro lo identifica
come un esemplare
dei Marine; anche in
questo caso si nota
una mitragliatrice fis-
sata esternamente alla
cupola del capocarro.
(Foto U.S.M.C.)
A sinistra M48A3 del
3
rd
MarineTank
Battalion si preparano
a sbarcare sulle spiag-
ge del Vietnam del
Sud nel Marzo 1965.
delle truppe a piedi. In
entrambe le situazioni i vei-
coli corazzati si trovarono in
antitesi alle dottrine tattiche
fino a quel momento seguite.
Era invece frequente lo schie-
ramento dei carri in compiti
di security, dalla difesa fissa
e dal pattugliamento dei
perimetri delle basi, alla sicu-
rezza della rete stradale, alla
protezione dei convogli. In
quest'ultimo impiego i carri
potevano muoversi con i
convogli stessi (Convoy
Excort), oppure costituire
punti di controllo lungo il
percorso (Convoy Security);
spesso la tattica pi efficace
era una combinazione delle
due, con parte dell'unit
corazzata dispersa lungo la
strada e parte in movimento
a protezione della colonna.
96 MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014
94 a 98 M48 storia:14 a 19 M48 storia 26-05-2014 10:14 Pagina 96
A destra Un M48A3
insolitamente addob-
bato; ripararsi dal
sole con un poncho
legato alle antenne
era pratica comune,
un po' meno traspor-
tare sedie sdraio
vistosamente colorate
sui lati della torretta.
Questo esemplare era
in carico all'U.S.
Army.
Sotto Un M48A4 in appoggio ad un'unit di Marine durante l'offensiva
del Tet, nel febbraio del 1968.
sibile identificarne con cer-
tezza la provenienza; alle
21:00 ebbe inizio un intenso
bombardamento ed intorno
alle 22:00 venne nuovamen-
te udito il suono dei motori,
accompagnato, questa volta,
da quello caratteristico dei
cingoli. La detonazione di
alcune mine antiuomo lungo
il perimetro difensivo esterno
illumin tre carri ed un veico-
lo trasporto truppa.
Immediatamente i carristi sta-
tunitensi aprirono il fuoco
contro i mezzi nemici, utiliz-
zando munizionamento
HEAT (High Explosive Anti
Tank).
Un quarto carro nemico fu
avvistato mentre si avvicina-
va al fianco sinistro del
campo, mentre una pattuglia
di CIDG (Civilian Irregular
Defence Groups) aveva
comunicato la presenza di
una quindicina di mezzi
corazzati in avvicinamento
dal confine cambogiano. A
questo punto due dei tre carri
ed il trasporto truppa erano
stati centrati da diversi colpi
ed erano ormai in fiamme. Il
Capitano Stovall aveva rag-
giunto uno degli M48, nel
momento in cui un colpo spa-
rato dal restante carro nemi-
co era esploso contro la pia-
stra frontale dello scafo.
L'impatto scaravent il capi-
tano ed il capocarro ad oltre
tre metri di distanza dal vei-
colo ed uccise il pilota ed il
Sotto Un M48A5 di stanza in Corea del Sud negli anni '80.
MODEL TIME SPECIALE ESTATE 2014 97
94 a 98 M48 storia:14 a 19 M48 storia 26-05-2014 10:14 Pagina 97
Il porgitore di un M48 dell'11
th
ACR; si notano le dimensioni
anguste del portello.
A destra
Un M48A3 dei Marine
entra a Hue nel
febbraio 1968;
la strada invasa dai
profughi in fuga
dall'antica capitale
imperiale vietnamita.
Sotto I parafanghi contorti e la notevole quantit di
frammenti di vegetazione indicano che questo carro
ha recentemente attraversato un'area di vegetazione
piuttosto densa. Notare la quantit di materiale, tra
cui due casse di C-Ration (razioni alimentari da com-
battimento), stivata
nel cesto di torretta.
porgitore che stavano ser-
vendo una mitragliatrice
montata all'esterno di que-
sto. Il carro aveva ricevuto un
colpo diretto da uno dei
mezzi nemici: ci nonostan-
te, altri carristi presero il
posto dei morti e dei feriti ed
il Patton riprese a combatte-
re.
L'intensit del fuoco nemico
cominci a diminuire,
lasciando intuire che il nemi-
co stesse ripiegando e che il
grosso dei suoi mezzi coraz-
zati non sarebbe stato lan-
ciato nello scontro. Il mattino
seguente sul campo di batta-
glia furono trovati i rottami di
due carri anfibi PT76 e del
trasporto truppa. Le perdite
totali della B Company
ammontavano a due morti e
due feriti, senza danni signi-
ficativi all'M48 colpito.
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