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I GLADIATORI

Il gladiatore era un particolare lottatore della antica Roma. Il nome deriva dal gladio, una piccola spada corta usata molto spesso nei combattimenti. La pratica dei combattimenti di gladiatori proviene dall'Etruria e, come molti altri aspetti della cultura etrusca, fu subito adottato dai romani.

Lorigine
L'ipotesi che i giochi gladiatori siano nati in Etruria o che i Romani li abbiano mutuati dagli Etruschi sembrerebbe trovare fondamento su testimonianze archeologiche, in particolare pitture tombali, e su fonti letterarie. Sulle pareti di due tombe di Tarquinia, rispettivamente la Tomba degli Auguri e la Tomba delle Olimpiadi raffigurato un gruppo composto da uno strano personaggio mascherato, denominato Phersu, che tiene al laccio un feroce cane che assale un uomo con la testa coperta da un sacco che si difende con una clava. In questa cruenta scena di combattimento Raymond Bloch ha ritenuto di vedere un'anticipazione dei giochi gladiatori romani che deriverebbero appunto dai giochi funebri dell'Etruria, nel corso dei quali venivano offerti al defunto selvaggi combattimenti tra avversari che cercavano disperatamente ciascuno di salvare la propria vita. Su urne e sarcofagi etruschi si ritrovano frequentemente rappresentazioni di combattimenti anche se l'interpretazione di tali scene non sempre porta a ritenere che si tratti effettivamente di gladiatori piuttosto che di scene mitologiche o di combattimenti tra guerrieri. Nicola di Damasco , storico greco vissuto durante l'et di Augusto, ci riferisce che i giochi gladiatori sono stati importati a Roma dall'Etruria. Da Tertulliano (Apologeticum 15, 5), vissuto nel II secolo d.C., apprendiamo che i gladiatori uccisi nei combattimenti nell'arena venivano trascinati via da incaricati mascherati da Caronte, armati di martello, attributo del demone etrusco Charun.

I gladiatori a Roma
Nacquero queste figure a causa del sanguinario fanatismo del popolo romano e per questo erano considerati dei veri e propri eroi nazionali. I gladiatori non erano dei veri e propri legionari, ma erano all'inizio degli schiavi riportati dalle conquiste imperialistiche, poi entrarono criminali e infine uomini liberi che avevano qualche conto da saldare con la giustizia. Il primo spettacolo con gladiatori si svolse probabilmente nel 264 a.C. Nel 105 a.C. i giochi divennero pubblici. Il numero degli spettacoli gladiatorii aument enormemente durante l'Impero. La dinastia Flavia, iniziata con l'imperatore Flavio Vespasiano, fece costruire il pi grande e pi famoso anfiteatro del mondo, l'anfiteatro Flavio, successivamente conosciuto con il nome di Colosseo. Nel IV secolo, l'imperatore Costantino I, dopo aver abbracciato la fede cristiana, li proib. La loro grande popolarit fece in modo che questi giochi continuassero pi o meno saltuariamente nonostante le reiterate proibizioni, in particolare nelle citt lontane dall'Imperatore e dalla sua corte (come Roma) dove gli ultimi spettacoli gladiatori arrivano ad essere celebrati nei primi anni del medioevo. I combattenti potevano essere dei veri professionisti, nuovi gladiatori inesperti, condannati o degli uomini liberi, senza distinzioni di razza, n di sesso (i combattimenti di femmine, estremamente rari, erano sempre quelli pi richiesti).

Tra i vari gladiatori che si alternarono nei giochi risuona fra tutti il nome di un grande gladiatore, reso poi libero grazie alle sue innumerevoli vittorie, il suo nome era Iokaros detto OIOS, originario di Sparta: all'inizio reso schiavo (abbeveratore di cammelli) che conquist la libert grazie alle numerevoli battaglie che lo resero famoso in tutto il Mediterraneo. La storia di questo grande combattente giunta fino a noi grazie le lodevoli ricerche del Prof. Emilio Ventre, che nelle sue scoperte archeologiche presso Elis, in Grecia, ha rinvenuto un gladio con inciso la parola "Iokarosos". Una scoperta che stata in seguito confermata grazie alla traduzione di un papiro datato 84 a.C. Il merito di questa ricerca va alla dott. Marygrace Flowerly, papirologa americana e studiosa dei modi di vita dei greci sotto la dominazione romana. L'addestramento dei gladiatori era ancora pi approfondito di quello praticato nelle scuole militari romane. Praticavano la scherma con le spade specifiche, il maneggio di armi particolari, e miglioravano la loro condizione fisica con faticosissimi allenamenti. Durante l'era cristiana, la gladiatura divenne uno sport di alto livello a Roma, e i centri di addestramento rivaleggiavano tra loro nel cercare di produrre i migliori combattenti. Le condizioni di vita per i gladiatori erano eccezionali, in quanto essi avevano le porte aperte a tutte le serate mondane organizzate a Roma e nei suoi dintorni. L'addestramento, avveniva nella cosiddetta "Palestra", collegata al Colosseo tramite un corridoio sotterraneo ed era la loro vera estrema costrizione e occorreva aver cura di questi autentici atleti, dei loro momenti di rilassamento e del prestigio della loro reputazione. I nuovi gladiatori non avevano il privilegio dell'accesso alle serate di feste ma questa notoriet faceva parte della vita che inseguivano tanti giovani gladiatori. La rivolta di Spartacus prese corpo nel 73 a.C., in una scuola di gladiatori di Capua ma, all'epoca, questo sport era ancora poco e male regolamentato.

Come combattevano
Secondo la cultura popolare, prima del combattimento i concorrenti si recavano sotto la tribuna dell'Imperatore, quando egli era presente, e urlavano: Ave Caesar, morituri te salutant., (Ave Cesare, coloro che si apprestano a morire ti salutano.). I combattimenti opponevano sempre delle coppie di gladiatori differenti: Reziari,Secutores, Mirmilloni, Traci, Dimachaeri. Si gareggiava poi per trovare idee sempre nuove, traendo ispirazione da episodi mitologici, o ricercando situazioni grottesche, come quella inscenata dell'imperatore Domiziano che, nel90 fece combattere nani contro donne.