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E. Weil, , a cura di A. Burgio, Guerini, Milano 1988, 171.
Universit degli Studi di Verona Facolt di Scienze della formazione
La sua filosofia parla ancora oggi del nostro mondo,
non soltanto , ma (E. Weil)
2
.
Per avvicinarci al senso della filosofia sistematica di Hegel opportuno confrontarci con
la genesi della sua filosofia, negli anni giovanili.
Da giovane, Hegel non vede nella filosofia un modo efficace per comprendere il proprio
tempo. Fino allet di 30 anni la considera un modo del tutto astratto di considerare le
cose: considera per lo pi la filosofia come un modo vale a dire un modo
. Questo mondo descritto dai
dotti e insegnato nelle scuole e nelle universit non per Hegel quello che viene
concretamente esperito dagli uomini che vivono questo tempo.
Ora, se la filosofia non interessata a interrogarsi sui bisogni e le trasformazioni del
proprio tempo allora non ha pi motivo di esistere.
Il mondo sta cambiando ad una velocit incredibile: Hegel un giovane studente
universitario appassionato di Rousseau, quando scoppia la Rivoluzione francese; egli
festeggia con i coetanei lavvenimento, nel collegio degli studi universitari a Tbingen,
insieme con i suoi compagni di stanza Schelling e Hlderlin . La Rivoluzione sociale e
politica che infiamma la Francia e lEuropa ha mostrato che possibile lavorare per un
mondo nuovo, che abbia al centro luguaglianza tra gli uomini e le donne di ogni
provenienza e la loro giusta aspirazione alla libert. Ma ha mostrato anche come queste
aspirazioni si scontrino con una realt ben lontana dal riconoscerle.
Hegel osserva come queste aspirazioni prendano la forma solo di : sono
imposti con violenza ad una realt che di fatto non li riconosce e reagisce in modo
violento a cui si fa portatore di questi ideali. Gli ideali diventano allora il sintomo delle
1
A cura di Paolo Giuspoli. Materiale ad uso didattico interno. Diritti riservati. Per un approfondimento dei temi
trattati si rimanda a: L. Illetterati, P. Giuspoli, G. Mendola, , Carocci, Roma 2010.
3
Cfr. , hrsg. von G. Nicolin, Meiner, Hamburg 1970, nn. 13-14; D. Henrich,
, Hegel-Studien, 3 (1965), 39-77.
BREVISSIMA INTRODUZIONE A HEGEL
1
1. Due principi guida per il presente: libert e razionalit.
formale,
intellettualistico e aprioristico di rappresentarsi il mondo
a noi di noi
ideali astratti
Hegel
Hegel in Berichten seiner Zeitgenossen
Leutwein ber Hegel. Ein Dokument zu Hegels Biographie
Hegel e lo stato
2
lacerazioni del proprio tempo, che alimentano sanguinosi scontri nazionali e
internazionali.
Il mondo contemporaneo per Hegel il dominio di una vita lacerata, in ogni ambito di
esperienza:
- si assiste alla negazione dei diritti alla libert sia in campo culturale sia in campo
politico;
- si impone una sempre maggiore distanza tra ci che il singolo sente importante e
giusto e limposizione di norme e pratiche di vita che non sono sentite e che
lasciano indifferenti;
- la appare come un miraggio rispetto ad una vita sempre pi lontana
dallarmonia e l si diffonde come di opportunit al
servizio dei poteri dominanti.
Come dare risposta a queste fratture che caratterizzano la vita e il pensiero delluomo
moderno? Come cercare di capirne lorigine, il senso, la direzione di sviluppo?
Nella sua formazione Hegel anzitutto - cosa tipica questa dellatteggiamento
giovanile - dei . Dico tipica dellatteggiamento giovanile perch caratteristico
della vita giovanile latteggiamento di rifiuto delle risposte che si trovano nellambiente
in cui si vive e la ricerca di altre risposte, pi forti e chiare, in modelli di vita e di
pensiero lontani dalla realt presente.
Tali modelli risultano spesso idealizzati e (proprio per questo risultano) irrealizzabili.
Ma la funzione principale di un modello (idealizzato) non poi quella di fornire risposte;
piuttosto serve ad evidenziare in modo netto quelli che avvertiamo come i limiti del
mondo che vogliamo cambiare.
I modelli principali in questi anni sono il e .
In questo modo la generazione di Hegel pensava al mondo antico come ad un ideale.
In particolare, per Hegel e per la sua generazione lideale di vita e pensiero incarnato
prima di tutto nel .
Quali sono gli aspetti che Hegel enfatizza del mondo greco? E quali sono, per contrasto,
quelli che a suo avviso sono aspetti di vita mancanti nel mondo a lui contemporaneo?
1) Nel mondo greco Hegel vede anzitutto un forte . Il singolo
non si percepisce anzitutto come un individuo isolato: come se fosse
originariamente solo e a lui spettasse di scegliere se appartenere o meno ad una
cerchia affettiva, culturale, socio-politica pi ampia. Luomo greco si sente
anzitutto come parte di un mondo pi ampio: figlio di una cultura, membro di un
tessuto sociale e politico che costituisce il suo stesso modo di essere.
2) Nel mondo greco Hegel vede anche un modello di
: larte e la letteratura greca sono lemblema di una razionalit che
solidale con la bellezza. Ma questa armonia tra ragione e bellezza non era il
prodotto di un progetto intellettuale: era la manifestazione spontanea di una
concezione armoniosa della vita. E questo si manifestava fin negli stili di vita e nel
modo di concepire il proprio abitare. Questo ideale di armonia non era dunque
bellezza
intelletto freddo calcolo
mondo greco Kant
senso della comunit
armonia tra razionalit e
bellezza
cerca
modelli
A.
mondo greco
3

solo unastrazione. Ci sono dei rilievi di carattere architettonico e urbanistico
molto interessanti negli scritti giovanili di Hegel:
Gi nel modo di costruire si mostra il genio diverso dei greci e dei tedeschi: quelli abitavano liberi,
in strade ampie: nelle loro case cerano cortili aperti, scoperti; nelle loro citt erano frequenti le grandi
piazze; i loro templi erano costruiti in uno stile bello e nobile, semplice come lo spirito dei greci, sublime
come il dio cui erano dedicati. Le immagini degli dei erano il supremo ideale della bellezza. [...] tutto era
presentato nella pi alta forza del suo esserci e della sua vita; nessuna immagine della putrefazione;
lorrenda larva della morte era per i greci un genio mite, il fratello del sonno
4
.
Persino la morte era dunque pensata come solidale con la vita. Larmonia non era
invocata o attesa per la fede in una redenzione futura: larmonia era ricercata nella vita
concreta, in ogni ambito dellesistenza quotidiana.
Accanto allideale greco, Hegel vede una guida importante anche tra i contemporanei
per comprendere il mondo del suo tempo. Questi un filosofo, e il suo tentativo di
costruire la filosofia ponendo come chiave di volta la umana
Il primo scritto organico di Hegel, (1795) risponde ad un progetto del
tutto peculiare: interpretare i vangeli come un testo laico, senza riferimento a elementi
trascendenti ( significativo che la vita di Ges si concluda con la morte)
Il punto focale diviene invece la morale. Ges viene osservato attraverso la sua vita
concreta e le sue parole, in modo da presentarlo come lincarnazione di un ideale di
moralit pura e universale, che ha al suo centro il valore assoluto di ogni uomo e donna.
In linea con questa testimonianza, il valore di ogni singolo non dipende dalla sua
appartenenza ad una istituzione o dalla sua adesione ad una religione particolare. Ogni
uomo vale per quello che , in quanto per se stesso immagine del divino. Ogni uomo ha
da scoprire e rispettare quel divino che in ogni uomo: e questo elemento divino non
una presenza estranea che gli comanda di essere e agire in un certo modo. Lelemento
divino in noi qui per Hegel (come lo era per Kant) la
E la ragione che consente alluomo di essere autonomo e di agire liberamente, senza
alcun condizionamento esterno e interno. E limperativo della ragione quello di non
obbedire a nientaltro che alla ragione stessa.
E importante evidenziare che questo tentativo di rileggere la filosofia morale di Kant,
come il punto di inizio di un nuovo modo di intendere luomo, un tratto che Hegel
condivide con altri della sua generazione. In primo luogo coloro che in questi anni egli
sente come a lui affini: i suoi ex-compagni di camera e di studio negli studi di teologia e
filosofia, Hlderlin e il pi giovane Schelling.
Sembra che siano stati proprio loro a pensare un importante progetto culturale, scritto in
questi anni, che ci d la direzione verso cui questi giovani stanno muovendo. Si tratta de:
Qual il principio fondamentale di questo progetto culturale?
4
G.W.F. Hegel, , Bd.1: , hrsg. von F. Nicolin und G. Schuler, Meiner, Hamburg 1989, 81
( , vol. I, a cura di E. Mirri, Guida, Napoli 1993, 167). In seguito citato con labbrev. .
B.
Kant,
Vita di Ges
libert della ragione .
ragione.
.
Gesammelte Werke Frhe Schriften
Scritti giovanili SG I
Il pi antico programma di sistema dellidealismo tedesco
4

la prima idea naturalmente la rappresentazione come un essere assolutamente libero
5
.
Ma va notato che questa esigenza di libert, di mettere al primo posto lesigenza che lio
ha di valutare in prima persona ci che deve fare, in modo critico e razionale, va a
scontrarsi contro ogni tipo di asservimento. Non solo quello nei confronti di dogmi e
codici di comportamento di carattere religioso, ma anche con forme di oppressione di
carattere politico.
Si legge in questo :
Dobbiamo dunque oltrepassare anche lo Stato!
Ogni Stato, infatti, non pu non trattare uomini liberi come rotelle di un meccanismo
6
.
La Rivoluzione francese aveva introdotto violentemente nella storia europea unistanza
fondamentale: promuoveva lesigenza di difendere i diritti alla libert di ogni uomo e di
concepire le istituzioni politiche come incarnazione di una pi ampia e libera
partecipazione popolare.
La Rivoluzione francese era stata letta inizialmente dai giovani intellettuali, anche da
Hegel e gli amici Schelling e Hlderlin, come lannuncio di una nuova era. In particolare
Hegel sembrava interpretare la filosofia di Kant, e specialmente la sua legittimazione del
principio di autodeterminazione pratica come una rivoluzione culturale che dava seguito
alla rivoluzione socio-politica dilagata oltre i confini della Francia.
Hegel scrive a Schelling:
Dal sistema kantiano e dal suo sommo compimento attendo in Germania una rivoluzione che partir da
principi gi esistenti, i quali, dopo una generale rielaborazione, richiedono soltanto di essere applicati a
tutto lattuale sapere. [...] Alcuni signori rimarranno certamente sbalorditi di fronte alle conseguenze che
risulteranno da tutto ci. Si proveranno le vertigini dinanzi a questa somma altezza di ogni filosofia,
mediante la quale luomo si elevato tanto in alto; ma perch mai si giunti cos tardi a elevare
maggiormente la dignit delluomo e a riconoscere questa sua facolt della libert che lo pone nello stesso
ordine di tutti gli spiriti? Credo che non ci sia miglior segno del tempo di questo, che lumanit
rappresentata come degna di stima in s stessa; una dimostrazione questa che laureola che circondava il
capo degli oppressori e degli dei della terra dilegua
7
.
Hegel inizia qui a vedere la filosofia, dunque, come una possibile via per la
rivendicazione concreta della libert delluomo. Hegel vede nella filosofia, in particolare,
la via per accedere ad una libert integrale: una libert che non solo si esprima nei diritti
sociali e politici fondamentali, ma anche una libert di carattere culturale, che riguarda
lesigenza di ridare dignit allumano come tale. Ogni uomo come tale (e non per la sua
posizione oppure per la sua adesione ad un determinato credo o gruppo di potere) deve
essere rappresentato come degno di stima in se stesso. Questo il progetto culturale di
cui solo la filosofia (in quanto sapere laico, critico e razionale) pu essere la promotrice.
Con gli anni la fiducia che la filosofia possa contribuire a questa riforma culturale
generale si rafforza anche per il venir meno della fiducia nelle riforme politiche. Hegel
5
, a cura di L. Amoroso, ETS, Pisa 2007, pag. 21.
6
Ibid.
7
, Bde. I-IV, hrsg. von J. Hoffmeister, Meiner, Hamburg 1952-1981 (trad. parziale in
G.W.F. Hegel, , voll. I-II, a cura di P. Manganaro, Napoli 1983-1988), (dora in qui I, pp. 23-24 (pp.
117-118).
di me stesso
Programma
Il piu antico programma sistematico dellidealismo tedesco
Briefe von und an Hegel
Epistolario Ep.),
5

infatti sempre pi cauto nella valutazione degli esiti della Rivoluzione francese:
lesportazione politica degli ideali della rivoluzione prende infatti sempre pi
palesemente la forma di una politica di annessione (alla Francia).
A Hegel rimane solo questa via per la realizzazione dellideale di una libert integrale:
quello di una riforma pi paziente, interiore, di carattere formativo e culturale.
E con questo atteggiamento di nuova fiducia nelle possibilit della filosofia di
rispondere alle esigenze pi profonde dellumanit che Hegel, nellanno 1800, scrive a
Schelling per potersi avvicinare al mondo della ricerca e dellinsegnamento universitario.
Fino a quel momento vissuto di lezioni private, elargite a figli di signori benestanti. La
sventura della morte del Padre diventa per lui unoccasione di riscatto. Egli eredita infatti
un po di soldi da investire per provare ad introdursi nellambiente universitario. E la
fortuna vuole che lamico Schelling, pi giovane di lui di 5 anni, sia gi professore
universitario a Jena (a soli 25 anni).
Nella mia formazione scientifica che partita dai bisogni pi subordinati degli uomini, dovevo essere
sospinto verso la scienza
8
, e nello stesso tempo lideale degli anni giovanili doveva mutarsi in forma
riflessiva in un sistema; mi chiedo ora, mentre sono ancora occupato con questo sistema, quale punto di
riferimento da trovare per incidere sulla vita degli uomini
9
.
Dora in poi, il problema di come elaborare un sistema filosofico in grado di offrire
una comprensione razionale della realt concreta nel suo insieme diventa lobiettivo
prioritario per Hegel. In questi anni egli trova anche lambiente universitario adatto per
questo lavoro. Infatti, con lappoggio di Schelling
10
, Hegel si trasferisce a Jena e ottiene
labilitazione a tenere lezioni allUniversit, seppur da docente non di ruolo.
[Di qui si pu passare direttamente alla sezione 2]
Schelling e Hegel si presentano come due giovani che lavorano in strettissima collaborazione: organizzano seminar i
insieme, insieme curano una rivista (il - ), in cui, tra il 1802 e il
1803, escono alcuni saggi importanti di Hegel, come In questo saggio egli si confronta con le nuove filosofie
che stanno dominando il dibattito filosofico a lui contemporaneo. Hegel considera le nuove filosofie dominanti come forme di
: in esse la filosofia sembra aver smarrito la sua identit e sembra aver rinunciato a dire qualcosa sulla
, chiudendosi in una riflessione sullinevitabile forma soggettiva di ogni esperienza culturale e sociale delluomo.
In questo senso, ora Kant viene visto in modo diverso da prima. Ora visto come il promotore di una prospettiva che
intende il soggetto conoscente come un centro del tutto unilaterale di esperienza. In tale prospettiva, infatti
un soggetto pensante una ragione affetta da finitezza, e lintera filosofia consiste nel determinare luniverso per questa ragione
finita
11
.
Proprio perch il soggetto viene inteso come uno spazio chiuso di esperienza, entro cui egli elabora il senso della realt, proprio
per questo il soggetto non pu rappresentarsi come un uomo libero e autonomo nel suo sapere: egli si sa come centro chiuso in se
stesso, limitato. Il suo conoscere riesce a dare ordine ai fenomeni, ad apparenze, non alla realt delle cose. Questo appare
l inevitabile esito del criticismo kantiano.
8
Quando Hegel dice scienza qui si intende procedimento scientifico, di cui in questo momento la filosofia
sembra dover esprimere la massima consapevolezza ed espressione.
9
I, pp. 59-60 (p. 156).
10
Lettera a Schelling del 2 novembre 1800, in I, pp. 59-60 (I, pp. 155-156).
11
G.W.F. Hegel,
, in , Bd. 4: ,
hrsg. von H. Buchner und O. Pggeler, Meiner, Hamburg 1968, pp. 315-415 ( , in , a
cura di R. Bodei, Mursia, Milano 1971, pp. 121-261), qui p. 322 (p. 132).
Kritisches Journal der Philosophie Giornale critico della filosofia
.
soggettivismo realt delle
cose
Ep.
Ep.
Glauben und Wissen oder Reflexionsphilosophie der Subjektivitt, in der Vollstndigkeit ihrer
Formen, als Kantische, Jacobische, Fichtesche Philosophie Gesammelte Werke Jenaer Kritische Schriften
Fede e sapere Primi scritti critici
Fede e sapere
6
" "
14

Proprio perch il soggetto percepisce s e la sua ragione come un centro mentale limitato e unilaterale, proprio per questo
luomo kantiano cerca disperatamente nella fede o in qualcosa fuori da s un punto di appoggio per cogliere il senso
dellesperienza.
Secondo Kant il soprasensibile non pu essere conosciuto dalla ragione, l idea suprema non ha insieme anche realt;
secondo Jacobi [...] alluomo dato solo il sentimento e la coscienza della sua ignoranza del vero, solo il presentimento del
vero nella ragione, che soltanto qualcosa di universalmente soggettivo, un istinto.
Secondo Fichte [...] il sapere nulla sa se non che nulla sa, e deve trovar rifugio nella fede
12
.
E come se la precedente spinta illuministica verso lautonomia della ragione, una ragione in lotta contro ogni forma di
pregiudizio e ogni forma di autorit, si fosse non solo arrestata, ma addirittura rovesciata nel suo contrario. La ragione critica, che
con Kant sembrava essersi imposta definitivamente contro ogni forma di dogmatismo, ora sembra non sapere godere della sua
vittoria, sembra non riuscire a manifestare la sua libert.
Hegel vede che la liberazione del soggetto dal dogma una vittoria parziale. Infatti lio che si liberato da qualsiasi forma di
autorit esterna sembra essere diventato prigioniero di se stesso. Ora la ragione ci che il soggetto coltiva nel chiuso del suo io:
il suo sapere non riesce a delineare il senso del reale. In Kant, le idee della ragione sono solo degli ideali regolativi, hanno
funzione nel modo in cui noi organizziamo il sapere, ma non portano alcun contributo alla conoscenza effettiva della realt delle
cose.
Alluomo sfugge la verit, lassoluto; tutto ci che il soggetto arriva a possedere come suo sapere gli si rivela solo come un suo
prodotto limitato. In questo senso, Hegel valuta anche la filosofia di Fichte come un essere certi di non sapere nulla di ci che la
realt in se stessa.
E da queste indagini che emerge l idea, straordinariamente innovativa, di una .
a. Lidea di una Fenomenologia
Dopo il 1803, Hegel attraversa una forte crisi personale e professionale: Schelling se ne va da Jena; lui se ne
rimane l a Jena come precario e non vede possibilit di essere assunto come professore di ruolo. Neanche lattivit
didattica va molto bene: si sparge voce che non sia un gran docente, ha scarsa comunicativa e soprattutto risulta
troppo difficile per la maggior parte degli studenti.
Hegel esce da questa crisi con la sua opera forse pi geniale, la . Egli termina la
stesura di questopera nellautunno 1806, nella notte che precede la battaglia di Jena
13
.
Qual ? La svolge una funzione per luomo.
Viene da chiedersi anzitutto: in che senso unopera filosofica pu produrre libert?
Ebbene, per Hegel non sono tanto i giornali, il denaro o i cannoni a cambiare il mondo: certo, questi hanno un
gran potere nello spostare lequilibrio dei poteri dominanti. Ma ci che produce mutamenti veri, profondi nella storia
dellumanit qualcosa di altro. Ci che veramente conta, per Hegel, sono anzitutto
. Tutto il resto viene dopo. Essenziale il nostro modo di pensare noi stessi e il mondo in cui
viviamo.
Per Hegel ci di cui si aveva pi bisogno nel proprio tempo non era tanto di forgiare nuovi , nella forma
di nuove utopie o ideologie: in una situazione internazionale tanto confusa e martoriata da rivoluzioni e
controrivoluzioni, ci di ci si ha pi bisogno di maturare una comprensione razionale della realt. Per far questo, per
maturare una comprensione razionale del reale occorre anzitutto esaminare i nostri modi di pensare all io,
allintelligenza umana, alla natura, agli assetti sociali, al mondo; un mondo che in questo periodo per la prima volta
luomo pu provare ad abbracciare tutto insieme, con tutta la sua storia, in un solo sguardo.
Ma in che consiste lenergia liberante della comprensione razionale? Principalmente consiste in due attivit .
[1] Solo unattenta comprensione razionale ci permette di liberarci da soggettive e da
indiscussi che imbrigliano il sapere negli autoritarismi, nei dogmatismi, che bloccano lautentica ricerca filosofica e
scientifica in generale. Ora, a bloccare la ricerca non tanto la presenza di credenze e presupposti: questi sono
inevitabili. A bloccare la ricerca semmai il pigro adagiarsi su credenze e presupposti, senza metterli in discussione.
Nel processo della conoscenza, il modo pi comune di ingannare s e gli altri di presupporre qualcosa
come noto e di accettarlo come tale.
12
, p. 316 (p. 124).
13
Tre giorni dopo, le truppe napoleoniche, che non incontrano molta resistenza, entrano in Jena, dove Hegel ancora si
trova. Anche la sua casa viene saccheggiata. Cfr. , p. 121 (I, p. 234).
14
G.W.F. Hegel, , 80.
Fenomenologia dello spirito
Fenomenologia dello spirito
lobiettivo fondamentale dellopera Fenomenologia liberatrice
i modi di pensare, rappresentare,
immaginare la realt
ideali
credenze presupposti
Ivi
Briefe I
Wastebook
2. La Fenomenologia dello spirito
La filosofia governale rappresentazioni e queste governano il mondo
7
La verit non affatto una moneta coniata che, cos com, sia pronta per essere spesa e incassata. un
falso tanto poco quanto c un male. Il male e il falso non hanno affatto la malvagit del diavolo, e a prenderli per
entit diaboliche si finisce col farne dei soggetti particolari
15
.

Ebbene: la anzitutto questo: una delle credenze e dei
presupposti principali, i quali tendono a fissarsi in , e come tali dominano la nostra esperienza del mondo e
di noi stessi.
[2] La ragione ci permette quindi di liberarci dalle forme pi sottili e pi diffuse di schiavit. Sono quelle date
da una naturale esigenza di nel nostro modo di rappresentarci lesperienza. Un ordine che noi
tendiamo a concepire secondo rapporti del tutto estrinseci tra le cose, entro delle classificazioni a tinte forti di cose e
situazioni utili o dannose, familiari o estranee, di forze potenti o deboli, benefiche o malvagie, di credenze vere o
false e cos via.
Ora questo modo del tutto estrinseco e dualizzante di mettere ordine allesperienza s del tutto
, ma produce una del tutto primitiva,
.
Per Hegel la anzitutto questo: [1] liberarsi da
, [2] liberarsi da modi immediati, . Questa attivit
liberatrice del sapere viene denominata da Hegel in modo peculiare, con un termine che dar luogo a molti
fraintendimenti; egli parla di . Ma non ha qui il senso di . Semmai
indica lenergia liberante del sapere, che ci permette di essere
di qualsiasi tipo nella nostra attivit di pura e semplice comprensione del reale.
In questo senso la
16
intende essere lautentica alla , ossia al
[Di qui si pu passare direttamente alla sezione 3]
b. La struttura della coscienza
La ha come protagonista la coscienza. Che cosa intende invece Hegel per
coscienza?
La coscienza il modo e di essere dello spirito umano. Consiste propriamente nellessere
consapevoli di un . La coscienza
dunque [1] si riferisce sempre ad un
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; al tempo stesso [2] considera questo oggetto come qualcosa di
, ossia gli attribuisce una consistenza propria, indipendente dai propri modi (coscienziali) di conoscere e fare
esperienza delloggetto; [3] in questo senso la realt le appare come qualcosa di .
Nel momento germinale e basilare della nostra esperienza, noi siamo quindi questa attivit proiettata allesterno,
verso oggetti che stanno fuori di noi e che consideriamo come un mondo che ci . Questo il primo livello della
nostra esperienza conoscitiva: solo in un secondo tempo diventiamo , coscienza di ci che noi stessi
siamo. Dapprima la nostra attivit rivolta dunque allesterno, verso la considerazione di ci che si presenta anzitutto
ai nostri sensi.
Questo fa s che noi abbiamo limpressione di essere inizialmente una sorta di scatola vuota, che riceve
passivamente dal mondo esterno le informazioni di cui ha bisogno per poter conoscere. E in questo modo,
secondo Hegel, che si genera una delle principali , che poi ritroviamo alla base di tanta parte delle teorie
filosofiche e scientifiche.
c. Litinerario fenomenologico
Litinerario fenomenologico un itinerario tortuoso e complesso. La coscienza naturale progredisce ad
autocoscienza, poi a ragione autocosciente, quindi ad autocoscienza spirituale, religiosa e infine ad autocoscienza
scientifica (come spirito assoluto).
15
G.W.F. Hegel, , Bd. 9: , hrsg. von W. Bonsiepen und R. Heede,
Meiner, Hamburg 1980, 30.
16
Il titolo viene ad indicare l indagine scientifica sui modi in cui si
manifesta (dal greco ? a???a?, che significa apparire, mostrarsi, manifestarsi) ci che propriamente lo spirito
delluomo e dellumanit. La scienza (o sapere assoluto) per Hegel il modo in cui lo spirito si libera
massimamente dai condizionamenti ambientali e manifesta la sua intelligenza razionale.
17
Oggi si indica in genere questa funzione con il termine .
Fenomenologia critica radicale e sistematica
pre-giudizi
ordine per natura
immediato e
intuitivo, di facile applicazione nel quotidiano rappresentazione unilaterale e
settoriale della realt
comprensione razionale credenze soggettive e presupposti
indiscussi unilaterali e settoriali di rappresentarsi la realt
sapere assoluto assoluto divino-trascendente
svincolati, letteralmente slegati da (ab-soluti)
condizionamenti
Fenomenologia dello spirito introduzione scienza
sapere razionale e libero (assoluto).
Fenomenologia dello spirito
immediato basilare
mondo di oggetti che stanno davanti a noi, come qualcosa di altro da noi stessi
oggetto altro da
s
dato
dato
autocoscienza
dato
credenze
Gesammelte Werke Die Phnomenologie des Geistes
Scienza della fenomenologia dello spirito
intenzionalit
C
8
A.
I.
II.
III.
B.
C. (AA)
(BB)
(CC)
(DD)
Per ragioni di tempo, noi ci soffermiamo solo sul momento iniziale e quello conclusivo. Linizio dell itinerario
viene denominato da Hegel: La certezza sensibile. Che cosa ha in mente lautore?
Hegel qui esamina quella che abbiamo indicato come una delle principali : la certezza di essere un
.
E questo un caso tipico di una credenza che pu fissarsi in un pregiudizio ampiamente diffuso, anche nel
campo scientifico. Che cosa presuppone la certezza sensibile? Presuppone una certa immagine di s, delloggetto e
del suo rapporto con loggetto. Infatti certa
[1] che i sensi ci ridanno la del mondo esterno;
[2] che attraverso i sensi la mente (per immagini) quegli oggetti cos come essi sono in se
stessi (realmente, in verit);
[3] che la conoscenza sensibile una modalit di conoscenza che
(cosa che fanno invece le parole e i concetti, i quali trasformano lesperienza
sensibile concreta in astrazioni).
Hegel genera qui un esame del tutto peculiare di questa posizione. Lo fa nella forma di un auto-esame. Mostra
cio, passo passo, come la coscienza non riesca a dimostrare la verit di questi presupposti di cui assolutamente
certa.
Ci che la coscienza riesce a mostrare solo che qualcosa che essa . Ma tutto ci che essa asserisce di
ci che sente, inevitabilmente, non pi la puntualit del suo sentire. Di fatto i modi stessi con cui prestiamo
attenzione al nostro sentire, cercando di , cercando di , o anche solo di
sono comunque degli . Il pensare e il comunicare linguisticamente si costituiscono come dei
, ovvero come una forma di esperienza che non rid o il reale in se stesso.
Tutte le parole che utilizzo (io, ora, questo, qui) sono delle forme di , che non ridanno
direttamente l irripetibilit e unicit di ci che sentiamo. Ma lo stesso accade per le localizzazioni non verbali (come
l indicare).
Risultato che la coscienza non in grado di dimostrare che le sue certezze sono vere, ossia:
[1] che i sensi ci ridanno la conoscenza pi ricca e concreta.
Ci che possiamo attestare solo una incessante corrente di modificazioni continue dei nostri sensi. Perch si
sia in grado di pensare e comunicare dei significati stabili e comprensibili occorre ricorrere al pensiero e al linguaggio,
cio a strutture stabilizzanti e universalizzanti.
[2] che i sensi ci ridanno (senza mediazione) lo stato reale delle cose.
E infatti impossibile dimostrare la corrispondenza tra le nostre sensazioni e le cose sentite. Di fatto sempre la
coscienza a compiere una comparazione (tutta interna) tra le proprie sensazioni e le cose sentite (ossia una propria
raffigurazione delle cose).
[3] che la modalit sensoriale di conoscenza non incide sul contenuto.
Nel corso dellintera opera risulter che non si d alcuna modalit di conoscenza che ci permetta un accesso
diretto alle cose in s, alla realt cos come essa si costituisce indipendentemente da noi, cio a quello che in genere
si definisce come verit delle cose.
Hegel mostra allora che la coscienza di fatto una sorta di : cerca sempre (invano) di nutrirsi di verit,
ha bisogno di mostrare a se stessa e agli altri che vi una che non dipende da lei. Ma ogni volta che
la coscienza stessa indica la , questa . Sembra cos che la coscienza
non riesca mai ad attingere a qualcosa che sia vero in se stesso, in senso assoluto, in modo indipendente dai modi con
Coscienza
La certezza sensibile o il questo e lopinione
La percezione o la cosa e lillusione
Forza e intelletto
Autocoscienza
Ragione
Lo spirito
La religione
Il sapere assoluto
credenze
centro interiore, vuoto di contenuti, che per attraverso i sensi in grado di crearsi unimmagine fedele di come la
realt esterna in se stessa
conoscenza pi ricca e concreta
ripete direttamente
non altera, modifica, o condiziona in alcun
modo il contenuto dellesperienza
c sente
localizzarlo nello spazio e nel tempo dirlo
indicarlo atti linguistici
mediatori direttamente immediatamente
universalizzazione
immediatamente
re Mida
verit delle cose
verit si trasforma immediatamente in suo sapere
9

cui la coscienza conosce. Ogni in s, ogni presunto assoluto le si converte subito in qualcosa che cos per lei,
che relativo al suo modo di conoscere
18
.
Sembra allora che il modo in cui la coscienza fa esperienza della scienza sia solo negativo. Sembra cio che il
cammino non conduca alla scienza, ma alla negazione di qualsiasi forma di credenza nella verit oggettiva. Sembra
cio che lesperienza operi come una sorta di relativizzazione del a
. Ma il risultato non solo questo.
Vi una progressione, che consiste nella consapevolezza che il lettore via via acquisisce dell importanza dei
che stanno alla base di ogni esperienza conoscitiva. Ci si rende conto che nellesperienza
conoscitiva gli oggetti e i loro significati prendono forma anzitutto grazie al pensiero e alle strutture linguistiche in
cui il pensiero si veicola.
Si raggiunto il livello del sapere assoluto o scienza pura, cio dellautentica ,
quando si dimostrato [a] che non c modo di rinvenire un mondo , ovvero una verit che sta oltre e prima
del pensiero e del linguaggio; [b] che il pensiero e il suo veicolo linguistico la dimensione fondamentale
di ogni esperienza conoscitiva; [c] che la consapevolezza di partecipare della dimensione mediativa del pensiero e del
linguaggio il modo che la coscienza ha per liberarsi da credenze, presupposti indimostrati, considerazioni unilaterali.
Con questo, secondo Hegel, siamo sicuramente pronti per affrontare il vero e proprio sistema della scienza.
Hegel presenta la filosofia come un ampio sistema multidisciplinare, che egli chiama
(ne pubblica tre edizioni, nel 1817, nel 1827 e nel 1830).
LEnciclopedia di Hegel strutturata in 3 parti tra loro strettamente connesse.
1) Scienza della logica: il momento della considerazione logico-linguistica dei fondamenti del sapere.
Qui Hegel mette a punto la sua peculiare concezione del metodo scientifico, in quanto procedimento
puramente [a] A dispetto delle apparenze, Hegel propone una concezione
della razionalit: la razionalit in senso stretto non consiste in una coerenza astratta, formale, ma
nella piena aderenza alla struttura peculiare dei contenuti via via considerati. Tale aderenza possibile solo se
la scienza in grado di render conto dei contenuti con i che li hanno
. In particolare, la scienza tale solo se in grado di mostrare in modo
, nella Razionalit non quindi per Hegel
formalismo di tipo simbolico-matematico, ma semmai sinonimo di
19
E questo significa [b] che la non espressione di un ordine inerte e asettico di enti isolati, ma un
ordine : vale a dire esprime la comprensione dell dei contenuti che
considera, con i loro , le loro fatte cio di e di
, fino a delineare tutta la di ci che via via considera.
2) Filosofia della natura: il momento della considerazione filosofica dei concetti e dei procedimenti
fondamentali della matematica, della fisica e della biologia.
3) Filosofia dello spirito: il momento della considerazione filosofica dei concetti e dei procedimenti
fondamentali delle scienze che si occupano dell intero spettro dello sviluppo delluomo e dellumanit in
ogni suo aspetto. Si procede dalla formazione psichico-intellettuale del soggetto (Antropologia,
Fenomenologia, Psicologia); si passa poi a considerare la sedimentazione oggettiva dellintelligenza umana
(diritto, morale, economia politica, politica istituzionale, politica internazionale, storia dellumanit); infine
si esaminano quelle attivit che Hegel considera la massima espressione spirituale dellumanit: la
creazione artistica, lesperienza religiosa, lindagine scientifica (filosofica).
Larte, la religione, la scienza esprimono per Hegel la libert assoluta dello spirito. comunque nella
teorizzazione della sedimentazione e generazione di interi mondi socio-culturali (quindi nel diritto, nella
18
Per questo la viene definita da Hegel anche come il cammino del dubbio e della disperazione: la coscienza, e
con lei le teorie che si affidano alle credenze coscienziali, non solo dubita ma giunge infine a disperare di poter trovare una in
s, non relativa a lei e alle sue modalit di conoscenza.
19
Concreto nel significato etimologico (dal latino cum-cresco), in quanto il sapere deve tenere assieme sistematicamente le varie
componenti, funzioni, dinamiche, che compongono i contesti che consideriamo.
dato oggettivo contenuto dellesperienza
coscienziale
mediatori logico-concettuali
comprensione razionale
dato
mediativa
Enciclopedia delle scienze
filosofiche
concettuale-razionale. non
formalistica
insieme procedimenti logico-concettuali
generati sistematico come si generano
i propri contenuti nel loro insieme loro concreta complessit.
sapere concreto dellintero.
razionalit
dialettico e dinamico intero ambito
processi generativi interne trame relazionali, scambi
opposizioni complessit
oggettiva
Fenomenologia
verit
3. La filosofia come scienza
a. LEnciclopedia delle scienze filosofiche
b) Diritto, morale ed etica: la razionalit dei sistemi di vita socio-politica
10

morale, nei sistemi socio-economici, nelle istituzioni politiche) che si creano le condizioni storiche concrete per lo
sviluppo della massima libert dell intelligenza e dello spirito umano.
In questo ambito Hegel propone una importante distinzione. Afferma che un come tale
esprime dei vincoli basilari per la costituzione di un tessuto civile. Ma al tempo stesso esprime solo delle regole del
tutto estrinseche e generali: esprimono solo ci che in determinate circostanze non dobbiamo fare, non ci dicono nulla
della nostra vita.
Alla base di ogni forma di convivenza sociale razionale, Hegel pone invece il riconoscimento della assoluta
libert del volere del singolo soggetto. Ora, i soggetti sono anzitutto interiormente certi di essere liberi ed esigono di
venir riconosciuti come tali, prima ancora di essere tutelati giuridicamente in ci.
soprattutto questa libert o ci che si chiama libert nel senso europeo del termine
20
.
Questo propriamente il tema della , intesa come scienza filosofica: non il giudizio (dottrinale) su
ci che va considerato morale o immorale, ma la teorizzazione dellagire del singolo come manifestazione del suo
libero volere.
Il profilo argomentativo proposto da Hegel il seguente: in unazione propriamente detta, il soggetto vuole
realizzare nelloggettivit un contenuto , elaborato riflessivamente in lui stesso (come proponimento,
intenzione o come ideale). E tuttavia nella realizzazione dellazione il singolo modifica lesistente, e questa
modificazione viene definita un . Ma
. Il fatto risulta da un processo ben pi complesso, che concerne non solo ci che il singolo
sa e vuole ottenere con il suo agire, ma , nel quale il singolo agisce. Da questa pi
ampia prospettiva, lagire del singolo viene a fondersi entro una rete magmatica di condizioni e azioni, che solo
inizialmente sono ben distinte, e che contribuiscono a generare delle linee di fuga instabili, tanto che risulta ben arduo
stabilire la direzione del del mondo, non solo nel lungo periodo, ma anche nel futuro pi prossimo.
Si capisce allora perch per Hegel la
: quello che pertiene i propositi, le intenzioni, gli ideali
perseguiti dal soggetto, indipendentemente dalle conseguenze delle sue azioni.
Se miriamo ad una comprensione dellagire umano nella sua , allora non
possiamo limitare lo sguardo agli aspetti morali-soggettivi dellagire.
Parlando in termini morali, pensare solo a s la stessa cosa che non pensarci affatto, perch il fiore assoluto
dell individuo non dentro di lui; nellumanit intera.
Pensare in termini individualistici la vita sociale neintaltro che
unastrazione (lat. Ab-trahere, letteralmente uno strappar via da- e
considerare isolatamente), cio un de-contestualizzare.
(una sorta di atomismo sociale) tende ad occultare sono quegli
aspetti che si stanno affermando in modo potente e irreversibile nel proprio
tempo: la della vita in sistemi socio-politici complessi, i cui
membri non vivono isolati, ma sono essenzialmente .
Per presentare la necessit ad una comprensione razionale integrale di una
tale societ complessa, Hegel conia il termine di .
Hegel generalmente considerato il primo filosofo ad avere integrato nellambito
della filosofia politica la considerazione sistematica, in prospettiva politico-
economica, della societ civile.
La non intesa da Hegel come risultato di una somma di
istituzioni o forme private di aggregazione, n, contrattualisticamente, come il
frutto di un accordo stretto tra individui che intendono fondare una rete comune
di protezione e di servizi, cedendo a questo scopo una parte delle loro risorse e
della loro libert. La societ civile per Hegel anzitutto un ,
.
20
G.W.F. Hegel, , Bd. 20: , hrsg.
von W. Bonsiepen und H.-C. Lucas, Meiner, Hamburg 1992 ( , con le Aggiunte,
3 voll., a cura di V. Verra e A. Bosi, Utet, Torino 1981-2002), parte III, 503 ann.
(I) sistema di leggi
(II)
(III) Eticit
soggettiva morale
proprio
fatto il fatto non solo la trasposizione oggettiva del proponimento o
dellintenzione del singolo
anche il tortuoso corso del mondo
corso
morale non possa essere una scienza autonoma. Essa va invece
considerata come lesame di un lato particolare dellagire
razionale concreta complessit
Lastratto
individualismo
razionalizzazione
interdipendenti
societ civile
sistema storico in cui
la vita e il benessere del singolo intessuta con la vita e il benessere degli altri
Gesammelte Werke Enzyklopdie der philosophischen Wissenschaften im Grundrisse (1830)
Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio
moralit
11

La peculiarit di un sistema razionale che si costituisce
attraverso il bilanciamento di principi:
1) La Lattivit dei singoli infatti il
motore di un sistema sociale; ma il singolo tende naturalmente ad
avere se stesso come fine.
Secondo questo primo principio, ciascuno si percepisce naturalmente
come una totalit di bisogni da soddisfare. Nella trama economica della societ,
essenziale garantire al singolo la possibilit di orientare il proprio sapere e fare
secondo una direzione che egli tende spontaneamente a tracciare, in vista della
propria libera realizzazione sulla base di esigenze e convinzioni personali.
Dal punto di vista dell'economia politica si trovato che la propriet in mano ai
proprietari privati viene coltivata meglio di quella che uno coltiva soltanto per una universalit e
per la quale non ha lo [stesso] interesse che ha per la sua propria libera propriet
21
.
Lattivit della persona privata tende naturalmente a darsi libero corso
da tutti i lati, sia dal lato dei bisogni, sia da quello dellarbitrio, sia da quello
della libido soggettiva
22
. E questo naturalmente pone il problema di come possa
sopravvivere un sistema sociale se esso ridotto ad un aggregato di atomi
automoventesi, volti alla soddisfazione di ogni bisogno e impulso soggettivo.
Per questo, la societ civile si costituisce regolandosi anche su un secondo
principio:
2) Il principio della Ciascuna persona
si appaga tramite laltra, per non estrinsecamente, solo secondo un principio
di scambio, ma in modo tale per cui lattivit di ogni singola persona in pari
tempo semplicemente come dalla forma dell
23
.
Abbiamo quindi a che fare con il costituirsi di un sistema del tutto peculiare,
in quanto fondato su un duplice principio. Il problema principale che Hegel pone
nel proseguimento di questa teorizzazione proprio quello di considerare gli
sviluppi del rapporto tra questi due principi: (1) lagire del singolo, fondato e
orientato alla soddisfazione personale, e (2) lattivit di mediazione dellintero
sistema sociale.
Il problema che si pone quindi il seguente: in assenza di una
regolamentazione esterna, lattivit dei suoi membri naturalmente volta al
perseguimento di interessi particolari. Compito essenziale per una scienza
filosofica della societ, allora, comprendere come un sistema di convivenza
mosso da forze centrifughe, ossia animato da singolarit che perseguono in modo
anche conflittuale i propri interessi, e che si sviluppano in condizioni locali e
21
G.W.F. Hegel,
. , hrsg. von C. Becker, W. Bonsiepen, A. Gethmann-Siefert, F. Hogemann, W.
Jaeschke, Ch. Jamme, H.-Ch. Lucas, K.R. Meist, H. Schneider, mit einer Einleitung von O. Pggeler, Hamburg 1983 (
, a cura di P. Becchi, Istituto Benincasa, Napoli
1993), abbrev. , 83 ann.
22
G.W.F. Hegel, , in , Bd. 14/1, hrsg. von E. Weisser-Lohmann und
K. Grotsch, Meiner, Hamburg 2009 ( , a cura di G. Marini, Laterza, Roma-Bari 1990
2
), abbrev. ,
185-186.
23
, 182.
sociale
due
singola persona concreta.
mediazione sociale.
mediata universalit
Vorlesungen ber Naturrecht und Staatswissenschaft. Heidelberg 1817-18 mit Nachtrgen aus der Vorlesung
1818-19 Nachgeschrieben von P. Wannenmann
Lezioni di
filosofia del diritto. Secondo il manoscritto di Wannenmann. Heidelberg 1817/1818
LD 1817-18
Grundlinien der Philosophie des Rechts Gesammelte Werke
Lineamenti di filosofia del diritto FD
FD
12

internazionali contingenti, secondo eventi per lo pi non prevedibili, si
costituisca di fatto come un sistema relativamente stabile, capace di
autoregolazione.
Questo dipende, secondo Hegel, fondamentalmente dalla peculiarit di quello
strumento di soddisfacimento dei bisogni che il , dove il singolo, per
soddisfare i propri bisogni, va incontro anche ai bisogni degli altri:
lavorando per gli altri si lavora per se stessi; ognuno si procura [il soddisfacimento de]i suoi
bisogni per mezzo degli altri
24
.
Se il sistema sociale media lattivit particolaristica dei privati, questo
avviene proprio perch, in una societ industriale moderna, il lavoro retribuito
unattivit che pu essere conseguita efficacemente soltanto se il singolo
determina in modo universale il proprio sapere, volere e fare e si rende cos
un della catena di un contesto socio-economico complesso,
internamente connesso e interdipendente. Ci che appare al singolo come un
per il raggiungimento di un fine personale costituisce, al tempo stesso, un
processo attraverso cui il sistema arriva a dare respiro universale (principalmente
in termini di competenze intellettuali, autolimitazione e disciplina) allagire dei
singoli.
In questa dipendenza e reciprocit del lavoro e dellappagamento dei bisogni, l
si rovescia nel , - nella
mediazione del particolare ad opera delluniversale come movimento dialettico, cos che,
mentre ciascuno guadagna, produce e gode per s, egli appunto con ci produce e guadagna per
il godimento di altri
25
.
Ma lattenzione di Hegel soprattutto rivolta allinterna connessione tra
mutamenti sociali e trasformazioni economiche. Nel sistema sociale moderno,
secondo Hegel, ci che permette ai singoli membri di partecipare attivamente ai
processi produttivi non solo la combinazione tra e
possibilit di accesso al , ma anche unadeguata . E nei tempi
recenti questultima ha acquisito una sempre maggior importanza, per lesigenza
di educarsi ad una nuova , caratterizzata da rapidit e duttilit di
pensiero, abitudine allutilizzo di linguaggi simbolici e segnici, spiccato senso
critico e autocritico, elevate capacit di generalizzazione e di comprensione di
sistemi complessi di relazioni
26
.
Lo stato deve tutelare la libert sociale, come la libert propria di un sistema
che si autoregola, curandosi quindi principalmente della preservazione della
libert di iniziativa del singolo, ci che tuttavia lo stato deve anche garantire la
possibilit di accesso al capitale e ad una adeguata formazione
27
.
Lo stato deve per evitare di intervenire come un potere esterno, livellatore
delle ineguaglianze sociali, le quali sono inevitabilmente presenti in un tale
sistema sociale, mosso principalmente dalla libera competizione per
24
, 93 An.
25
, 199.
26
Cfr. , 197.
27
Cfr. , 98 An.
lavoro
anello
mezzo
egoismo
soggettivo contributo allappagamento dei bisogni di tutti gli altri
attitudine personale
capitale formazione
forma mentis
LD 1817-18
FD
FD
LD 1817-18
13

larricchimento per mezzo del lavoro. Se non pu e non deve prevenire le
ineguaglianze, lo stato deve invece prevenire e tutelare, a fianco delliniziativa
privata (di singoli, istituti religiosi e fondazioni), gli effetti nocivi
dellineguaglianza sociale e dalle situazioni contingenti di impoverimento.
Compito della scienza principalmente comprendere come dietro il caos
apparente degli eventi sociali si dia una , una trama che consente la
creazione di organizzazioni storiche stabili e un vero e proprio . Hegel
conia lespressione del tutto peculiare di astuzia della ragione per dire che nella
storia si d ragione, vale a dire un senso e una direzione di sviluppo che per
generalmente non sono comprese, spesso anche dagli stessi protagonisti
(apparenti) di un sistema storico.
Questo risulta particolarmente evidente, secondo Hegel, nella considerazione
generale della storia dellumanit. Hegel enfatizza la necessit di separare le
aspettative di singoli o gruppi, da quello che appare essere il corso necessario
degli eventi mondiali. , sostiene Hegel: e
questo vale per dominatori e dominati, vincitori e sconfitti.
i periodi di felicit, per la storia, sono infatti pagine vuote, dal momento che loggetto della
storia , nella pi blanda delle accezioni, la trasformazione. Nella storia universale la
soddisfazione non pu essere chiamata anche felicit, giacch si tratta del soddisfacimento di
fini universali, che vanno al di l della sfera in cui si lasciano soddisfare le consuete preferenze
particolari. Loggetto della storia universale sono i fini che hanno in essa significato, che
vengono portati a termine con energia e volere astratto e spesso si indirizzano contro la felicit
dei protagonisti stessi e di altri individui
28
Egli sembra limitarsi a constatare che gli attori principali della storia
spingono verso trasformazioni che di fatto si realizzano attraverso processi
conflittuali e non necessariamente promuovono benessere. E se viene realizzato
qualcosa di decisivo per la storia dellumanit, questo risulta da una
considerazione razionale successiva, che spesso viene compresa dai posteri,
molto tempo dopo, e questo solo sul piano complessivo dei processi storico-
mondiali, e non sul piano dellorizzonte limitato di visione e comprensione dei
soggetti implicati in queste trasformazioni e dei fini contingenti da loro perseguiti.
28
G.W.F. Hegel, , Bd. 12,
, hrsg. von K.H. Ilting, K. Brehmer e H. N. Seelmann, Meiner, Hamburg 1996, 64 (
.
, a cura di K.H. Ilting, K. Brehmer e H. N. Seelmann, introd. di S. Della Valle, Einaudi, Torino 2001, 61).
c) Ragione e storia
logica
progresso
La storia non la sfera della felicit
Vorlesungen. Ausgewhlte Nachschriften und Manuskripte Vorlesungen ber die Philosophie der
Weltgeschichte Filosofia della storia universale.
Secondo il corso tenuto nel semestre invernale 1822-23 Sulla base degli appunti di K.G.J. von Griesheim, H.G. Hotho e F.C.H.V.
von Kehler