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1. LO SCETTICISMO IN HEGEL 1.1 Introduzione 1.2 Scetticismo antico e scetticismo moderno 1.3 Caratteri dello scetticismo antico 1.

1 Introduzione Per poter introdurre degnamente un argomento tanto importante quanto poco trattato quale quello del ruolo dello scetticismo in Hegel dovremo innanzitutto tratteggiare lo sfondo storico, e soprattutto filosofico, sul quale Hegel svilupp, nel corso degli anni, il proprio pensiero. proprio la fine del XVIII secolo, infatti, uno dei periodi in cui quello che Hegel definire e come lo !scetticismo reale" agisce con pi# forza. Il criticismo $antiano da un lato e la rivoluzione francese dall%altro si erano a attute rispettivamente contro le strutture religiose e contro quelle politiche dell%epoca, spazzandole via. &no scetticismo quindi che agiva su due campi che, come vedremo, saranno fondamentali nella strutturazione del pensiero da parte del giovane Hegel, ovvero appunto quello religioso e quello politico. 'uesti due eventi, che potremmo definire epocali, portarono i maggiori pensatori del tempo ad interrogarsi su cosa avesse potuto disgregare cos( a fondo fondamenta e credenze dell%antico regime da un lato, mentre dall%altro cosa potesse ricomporre le scissioni venutesi a creare. )lla prima domanda la risposta fu pressapoco univoca* +a filosofia. Inutile spiegare il perch, in riferimento a alla dissoluzione della religione da parte della critica $antiana. Per quanto riguarda la rivoluzione francese a astanza noto come i suoi stessi protagonisti ne individuassero le cause nell% illuminismo, inteso come indagine laica e razionale della realt-, ovvero come filosofia. )lla seconda domanda le risposte furono decisamente pi# differenziate, ma quello che qui ci preme notare come per Hegel, e con esso tutta la scuola del nascente idealismo tedesco, la risposta fu anche qui la medesima* la filosofia. .ale risposta era indu iamente indice di un pensiero che non solo notava quanto insensato fosse additare la filosofia come inadatta a rimarginare quelle ferite che essa stessa aveva generato, ma che anche notava come le fratture del tempo fossero generate dal isogno di una riorganizzazione razionale del reale, dal isogno di filosofia appunto.

/i qui pro a ilmente l%attenzione che Hegel e e nei confronti del pensiero critico, distruttore delle certezze tradizionali 0in una parola lo scetticismo1, che si assumeva il diritto di smantellare la falsa positivit- del senso comune, tanto in politica quanto nella religione e nella filosofia. /i qui pro a ilmente anche il progetto di 2modernarne la potenza distruttiva e di utilizzarla per tentare una ricostruzione del mondo morale adeguata ai tempi, per fondare cio un sistema della li ert-34. 5hiunque si sia occupato di una tale tematica in maniera pi# sistematica ed approfondita 0non molti per la verit-, 6laus Vie7eg e 8assimiliano 9iscuso su tutti1, ci descrive il periodo che va dalla pu 6ant a quello della pu licazione della Critica della ragion pura di licazione della Fenomenologia dello spirito di Hegel come

un tempo in cui la discussione sullo scetticismo riveste un ruolo di prim%ordine all%interno delle dispute filosofiche. 6ant stesso ci dice che fu proprio la scetticismo humeano a ridestarlo dal torpore dogmatico, ed in parte fu proprio 6ant a dare quella spinta allo scetticismo che lo port ad essere argomento di discussione fondamentale del periodo sopra citato. Per 6ant si doveva per distinguere uno scetticismo critico, nel quale la dialettica scettica era volta a eliminare qualsiasi giudizio affrettato al fine di continuare la ricerca, da uno scetticismo dogmatico, che ne faceva invece un uso negativo escludendo una qualsiasi possi ilit- di giungere al vero. :i tratta qui della differenza fra metodo scettico e scetticismo inteso come dottrina che egli ne fa nella Critica della ragion pura. 6ant riconoscer- come positivamente utilizza ile in filosofia solo il primo, lo scetticismo critico dunque, il quale riguarder- per solo l%uso puro dell%intelletto. +%estensione per che egli ne fa della dialettica a tutta la conoscenza venne spesso interpretata come una sostanziale accettazione del fenomenismo scettico di fattura er$ele;ana<humeana, con il conseguente dilagare di quella scuola scettica moderna contro cui Hegel si scagli a pi# riprese. 6ant intu( la possi ilit- di fraintendimento insita nel suo ragionamento ed al fine di porvi rimedio, oltre alle critiche a Hume inserite nei paragrafi conclusivi dei Prolegomenoi, gi- nel 4=>4 si mise all%opera al fine di scrivere un compendio alla sua Critica della ragion pure, al fine di renderla pi# accessi ile al pu dell%epoca.
4 8. 9iscuso, Hegel, lo scetticismo antico e Sesto Empirico, +a citt- del sole, ?apoli @AAB, p. @@

lico. .uttavia ormai lo spinozismo e lo

scetticismo moderno di apprestavano ad irrompere con forza sulla scena filosofica

In un periodo dominato da un siffatto tipo di scetticismo il isogno di limitarne gli effetti e le argomentazioni scettiche possi ili assunse un ruolo primario nell%agenda filosofica di molti autori dell%epoca, che avvertivano la necessit- di poter esporre le proprie teorie come non toccate da o iezioni scettiche. 5i furono per autori che decisero di seguire una via leggermente differente, ovvero quella di ammettere lo scetticismo come parte integrante del proprio sistema. ) tal proposito ci dice Vie7eg*
+e diverse strategie di immunizzazione contro lo scetticismo C pensato come una 2malattia in divenire dell%epoca3 05.D. :tEudlin1 C meritano poi un%attenzione tutta particolare. :chegel e Hegel, pi# tardi, preferirono entram i la concezione di una !immunizzazione", per cos( dire, !attiva" C tramite la quale il sollecitatore scettico, riconosciuto come portatore di scepsi autentica, viene assunto nella propria filosofia stessa. Per mezzo di questa scepsi implicita, immanente ovvero interna, si doveva attuare una vera e propria !resistenza" contro gli attacchi dello scetticismo. @

Festa per adesso il pro lema di tentare di spiegare come lo scetticismo si afferm all%interno del sistema e del pensiero hegeliani. Per fare questo tenteremo di dare, per quanto ci possi ile, una sintetica panoramica dello sviluppo del pensiero hegeliano dalle opere giovanili fino a poco prima della pu licazione della Fenomenologia dello spirito. ) tal fine seguiremo le linee di sviluppo del pensiero dello Hegel lungo due filoni d%indagine di primaria importanza per l%autore in questo periodo* quello religiosoGteologico e quello politico. /ue filoni fondamentali nello sviluppo del pensiero giovanile hegeliano che, seppur intimamente connessi fra loro, tenteremo di esaminare separatamente. 9iscuso, nel suo Hegel, lo scetticismo antico e Sesto Empirico, fa riferimento ad una lettera inviata da :chelling all%amico Hegel nel 4=HI. In questa lettera :chelling parla di una pu pu licazione di un autore ernese, J.K. Leender, sostenendo che Hegel ne sar- sicuramente a conoscenza e l%avr- certamente gi- letta, dati i suoi interessi. +a licazione porta il titolo di De notione et generibus scepticismi et hodierna praesertim ejus ratione, e ci mostra come gi- allora, periodo in cui Hegel stava lavorando alla Positivit della religione cristiana, il tema dello scetticismo fosse caro
@ 6. Vie7eg, Il pensiero della libert. Hegel e lo scetticismo pirroniano, tr. it. di Vic$i 8Mller< +MneschloN, .ommaso Pierini e Oiuseppe Varnier, J.:, Pisa @AA=, p. 4P.

al nostro autore. )ll%interno della Positivit della religione cristiana Hegel vuole dimostrare come la religione cristiana sia positiva gi- al suo nascere. ?on sar- questo argomento da discutere in questa sede, ma ci interessa per il momento definire cosa l%autore intenda col termine positivit. ?el testo essa viene definita come il contrario dell%autonomia razionale e della li ert-, li ert- che come vedremo in seguito, per Hegel, viene espressa al meglio proprio dalla figura dello scetticismo. Figuardo al significato che il nostro autore da alla positivit- il 8irri, nell%introduzione al testo in questione, ci parla di due definizioni date dallo stesso Hegel*
:e ne considerino le seguenti due definizioni* 2&na fede positiva quel sistema di principi religiosi che per noi deve avere verit- perch, ci imposto da un%autorit- a cui non possiamo ricusare di sottoporre la nostra fede3Q e in secondo luogo* carattere di una religione positiva 2di non essere postulata ad opera della ragione e di essere persino in contrasto con questa, o, se anche in accordo, di essere tale da esigere di essere creduta solo sulla ase dell%autorit-3. +a seconda definizione motiva l%avversione dello Hegel alla positivit- in nome dell%universalit- della ragione, che poi l%argomento $antiano contro la statuariet- delle chiese, la prima la motiva in nome della li ert- umanaQ il che ancora un motivo $antiano 0la positivit- eteronomia che contraddice all%autonomia1 ma che Hegel svolge fino alle sue ultime conseguenze, in ci radicalizzando 6ant* la li ert- non infatti in Hegel solo li ert- dell%uomo in generale, ma li ert- del cittadino.R

:em ra qui giusto apporre alcune notazioni al passo appena menzionato. Fisulta da esso evidente come per Hegel la positivit- sia un elemento che non pu far altro che contrastare con la li ert- e l%indipendenza della ragione. Proseguendo sulla strada che aveva gi- tracciato precedentemente con eligione popolare e cristianesimo Hegel definisce l%impossi ilit- della religione cristiana ad essere religione popolare, o statale, in quanto questa sua positivit- inevita ilmente stride con la li ertrivendicata dallo :tato stesso. )d un Hegel ancora $antiano solo la pura religione
R J. 8irri, !a positivit della religione cristiana. Introdu"ione, in O.S.D. Hegel, Hegels theologische #ugendschri$ten, hrsg. H. ?ohl, K.5.9. 8ohr, .M ingen 4HA=, tr.it. di ?.Vaccaro ed J. 8irri, Scritti teologici giovanili, Ouida, ?apoli 4H=@.

razionale, intesa come religione della li ert-, sem ra avere i requisiti per porsi come religione popolare. 'uesta riflessione, oltre a farci notare come il pensiero $antiano svolga ancora un ruolo fondamentale per il nostro autore, mette in luce il forte legame, cui facevamo cenno precedentemente, fra riflessione religiosa e riflessione politica all%interno delle tesi giovanili di Hegel. .uttavia l%andamento della riflessione del nostro autore su ir-, all%interno stesso dei frammenti che compongo !a positivit della religione cristiana, una svolta di non poco conto, portando alla maturazione del pensiero hegeliano cos( come noi tutti lo conosciamo. ?el frammento sulla Distin"ione tra la religione greca di $antasia e la religione cristiana, seppur giuntoci incompleto, Hegel tenta di spiegare e delineare il passaggio dalla religione di libert greca e romana a quella positiva cristiana. +%autore definir- le cause di tale transizione come cause essenzialmente politiche. /a notare, anche a costo di risultare ripetitivi, come ancora una volta tematiche religiose e politiche siano intimamente legate fra loro. ) tal proposito sostiene il 8irri*
)llorch, poi procede Tscil. HegelU ad esplicare questa trasformazione 2intima e silenziosa3 non sa motivarla altrimenti che con ragioni politiche* le guerre vittoriose, lVaccrescimento della ricchezza, la divisione delle classi sociali, il formarsi di un%aristocrazia del censo, il conseguente dispotismo. )llo stesso modo in cui il paganesimo greco e romano appare in questa 2/istinzione3 come la religione della li ert-, il cristianesimo TWU appare come la religione dei tempi di scissione tra dispotismo e schiavit#.P

Possiamo notare qui come per Hegel il passaggio ad una condizione politica di fratture sociali, mancanza di li ert- ed affermazione del dispotismo determini la conseguente affermazione di una religione positiva come quella cristiana. Fisulta inoltre degno di nota come in questo testo inizi ad affermarsi l%idea, successivamente sviluppata ne !o spirito del cristianesimo e il suo destino , dell% !oggetivit-" del /io cristiano, inteso come specchio di un tempo di lacerazione e schiavit#. .ale oggettivazione dell%idea di /io apre la strada al tema, hegelianamente dialettico, dell%alienazione e riappropriazione 0se ene questVultima veniva pro a ilmente
P Ivi, p. @AP.

trattata nelle pagine per noi perdute del frammento in questione1. ) tal proposito leggiamo sempre nell%introduzione del 8irri al testo in al momento in esame*
)nticipando infatti quanto verr- pi# precisamente argomentando nello 2:pirito del cristianesimo3, Hegel scrive qui decisamente che /io lo 2specchio3, ossia l%2immagine3 del tempo che lo ha creato* la rappresentazione della divinit- 2 propriamente solo una manifestazione ed una visualizzazione di questo spirito del tempo3. TWU J a questo concetto strettamente connessa anche l%altra tematica anticipatrice dello 2:pirito del cristianesimo3, quella cio dell%2oggettivit-3 del /io trascendente cristiano TWU. 5he /io sia oggetto significa che si presenta, nei confronti del soggetto umano, come la sua negazione, un non<io, una realt- e una potenza estranea separata dall%uomo e dal mondo da un a isso incolma ileQ ch, se al contrario fosse 2qualcosa di soggettivo3, come lo era nella grecit-, io prendere parte di lui ed egli sare e il mio io* quel che appunto non accade nel cristianesimo. B

'uello che ci preme qui notare, ed un fatto di primaria importanza, come un periodo che denuncia mancanza di li ert- a ia per Hegel, in tre differenti momenti dello sviluppo del pensiero dell%autore, un esito molto simile* quello della separazione, o alienazione, fra soggetto ed oggetto. I primi due momenti, coevi, sono quelli religioso e politico* nella riflessione religiosa hegeliana esso provocher- la separazione fra uomo e /io tramite l%oggettivazione dell%ideale pensato della divinit-, con quest%ultimo che, rifuggendo la realt-, 2diviene entit- metafisica3IQ nella riflessione politica invece, come vedremo poco pi# avanti, l%ideale politico hegeliano, scontrandosi con la reale situazione politica del tempo, fuggir- da essa senza affrontarla, oggettivandosi anch%esso e divenendo cos( una realt- metafisica. Il terzo invece successivo, e rappresenta pro a ilmente l%incasellamento di tale constatazione all%interno del sistema hegeliano. Jsso fa capo alla Fenomenologia dello spirito, dove, proprio da un periodo storico caratterizzato dal dispotismo, nascer- lo stoicismo, il quale affermer- con forza la propria li ert-, ma lo farestraniandosi dalla realt- circostante senza affrontarla, cosicch, come vedremo, la
B I Ivi, pp. @AP<@AB. Ivi, p. @AB.

sua li ert- sar- solo l%idea di questVultima. allora lecito domandarsi quale sar- la figura che risolver- questa situazione portando questa li ert- sul piano della realtall%interno della Fenomenologia* la figura in questione sar- proprio quella dello scetticismo. 'uanto appena discusso risulter- con maggiore chiarezza nel rifacimento de !a positivit della religione cristiana del 4>AA, l%ultima delle scritture hegeliane comprese negli Scritti teologici giovanili pu licati dal ?ohl. Prima di discuterne dovremo per parlare di un altro frammento incluso dallo stesso ?ohl ne !a positivit, il pi# tardo se non teniamo conto del rifacimento sopra menzionato. in esso infatti che Hegel rivolger- la prima effettiva critica a 6ant, accusando anch%esso e la sua !fede morale" di positivit-. In questo frammento Hegel inizialmente parla di quale sia l%essenza di una religione positiva. Per Hegel questVultima si riconosce in un sistema di verit- religiose che ci si presentano come tali in quanto imposte da un%autorit-. :i tratta quindi di verit- oggettive che devono valere di per s,. 'ueste devono tuttavia valere anche valere !per noi", ovvero devono diventare veritsoggettive. 'uesto passaggio pu avvenire, per una religione positiva, solamente tramite l%ammissione di una nostra totale sottomissione ad un /io padrone di cui noi siamo i sudditi, il quale ci impone dall%alto tali verit-. +eggiamo a riguardo*
+a soggettivizzazione dunque delle verit- oggettive 2presuppone necessariamente la perdita della li ert- e dell%autonomia della ragione3. , questo della riduzione dell%uomo ad una condizione di schiavo e della perdita dell%autonomia della ragione, il presupposto irrinuncia ile di qualunque religione strutturantesi in fede* anche l- dove il credente giunga a concedere che 2la moralit- effettivamente fine supremo e assoluto dell%umanit-3 e che 2la ragione in grado di costruire un puro sistema morale3, anche l- si nega poi che la ragione sia 2per se stessa capace di produrre il suo primato sulle inclinazioni3 e si fa perci ancora ricorso ad un essere estraneo che lo garantisca e dal quale la nostra ragione perci costretta a riconoscere la propria 2dipendenza3. =

Fisulta evidente da quanto appena citato come la critica alla positivit- si rivolga qui,
= Ivi, p. @A>.

per la prima volta, anche allo stesso 6ant. Per Hegel, adesso, qualsiasi fede, anche quella morale $antiana, deve essere tacciata di positivit-, ed, in quanto tale, sar- in contrasto con l%autonomia della ragion pratica. Jgli, come dice il 8irri, 2coinvolge cio 6ant nell%am ito della positivit- in nome di un%esigenza radicalmente $antiana3>. Il nostro autore cio riconosce che alla rivendicazione di autonomia della ragione risulta inadeguata la stessa dottrina $antiana che l%aveva postulata. Possiamo cos( passare ad esaminare il rifacimento de !a positivit della religione cristiana cui facevamo prima riferimento. Oli anni che intercorrono fra questo testo ed il frammento che a iamo appena finito di trattare sono quelli di Drancoforte, che in molti vedono come cruciali per lo sviluppo del pensiero dell%autore. In questi anni non solo matur la critica a 6ant che a iamo visto nascere precedentemente, ma si sviluppa anche il isogno di un superamento dialettico dell%opposizione fra pura religione razionale e religione positiva. ?ello scritto che stiamo passando ad esaminare si riafferma come, se ene sia certamente ello il presupposto che tutto ci che vi nell%uomo di no ile, elevato e uono sia qualcosa di divino, tale presupposto senza du io alcuno destinato a trasmutarsi in positivit- nel momento in cui speriamo la natura umana da quella divina, senza possi ilit- alcuna di mediazione, se non in quella di un%unica persona 0quella di Oes#1. +a positivit- non riguarda qui tanto i contenuti di una dottrina, quanto piuttosto la forma tramite qui si autenticano le verit- della dottrina stessa. &na positivit- insomma che, provenendo le sue verit- dall%autorit-, contrasta con l%ideale di umanit- con cui essa si rapporta. 5i che per qui cam ia rispetto a tutti gli scritti precedenti proprio questo ideale di umanit-, non pi# visto come dedotto aprioristicamente dalle esigenze della pura ragione, ma come, seguendo ancora una volta il 8irri, la molteplicit- del finito, la determinatezza del positivo. +a natura umana non viene quindi pi# intesa come un qualcosa di statico e rinchiuso in un concetto rigido, ma si esplica piuttosto in questa variet- infinita di determinatezze. +eggiamo ancora a proposito di queste determinatezze*
'ui esse sono il molteplice esplicarsi dialettico del concetto concreto di religione, necessario e non provvisorio, non gi- risultato di un compromesso ma momento reale del reale processo storico della
> Ibidem.

religione. TWU Il concetto di positivit- si svela insomma, ora, per un concetto storicoQ anzi, pi# che storico 0e ci da notarsi1, si svela per un concetto dialettico. Positivo non pi#, come era stato a 9erna, ci che, in quanto molteplice e vario, contrasta con l%unit- e l%unicit- della pura religione razionale astrattamente predeterminata, ens( ci che, in s, espressione molteplice e storicamente determinata dell%uno, pretende di porsi esso stesso come l%uno, pretende insomma all%assolutezza. H

?on possiamo qui fare a meno di notare l%assonanza fra queste ultime parole ed il ruolo che lo Hegel riconosceva allo scetticismo antico, ovvero quello di demolitore delle molteplici determinatezze che il senso comune eleva con la pretesa di assolutezza.

Ivi, pp. @4I<@4=.

1.2 Scetticismo antico e scetticismo moderno In questo primo capitolo analizzeremo cosa , o cosa stato, storicamente lo scetticismo per Hegel. 'uando il nostro autore scriveva, a cavallo fra il XVIII ed il XIX secolo, prendeva piede uno scetticismo contro cui egli si scagli a pi# riprese con forza. :i trattava di uno scetticismo che veniva espresso da quel fenomenismo riallacciantesi in qualche modo allVempirismo humiano. Il motivo che scatenava la vena critica di Hegel contro questa scuola di pensiero da individuare nel fatto che essa altro non faceva se non limitarsi a dare valore ed autenticare tutte quelle certezze appartenenti al senso comune. /ifferente era invece lo scetticismo antico, che come proposito aveva proprio quello di dimostrare l%assoluta inconsistenza di suddette certezze. ) tal proposito cos( si esprime l% H;ppolite*
?el suo articolo Xenese Hegel aveva appunto insistito sulla differenza fra lo scetticismo antico, che si allaccia alla tradizione di Pirrone, e lo scetticismo moderno. 'uestVultimo la negazione di ogni metafisicaQ vuol mostrare lVimpossi ilit- dVoltrepassare lVesperienza e si limita ad autenticare le 2certezze incrolla ili3 del senso comune. /al momento che non possiamo conoscere le cose in s,, do iamo coltivare il nostro giardino e opporci solo ai tentativi che, vuoi per raggiungere delle veritin s,, vuoi per fondare lVesperienza 0in veste e col pretesto di una filosofia critica1, pretendere ero di oltrepassare lVesperienza del senso comune. )llVopposto, lo scetticismo antico era rivolto contro tali certezze incrolla ili del senso comune. I massimi metafisici greci C per esempio

Platone C han potuto esser considerati degli scettici perch, mostravano il nulla delle determinazione sensi ili quali vengono prese di solito. 4A

Hegel riconosceva allo scetticismo genuino lVimportanza e la necessit- propria di una tappa necessaria verso lVintesa della filosofia come Fagione speculativa. :i tratta di una tappa in cui, come dice ?icolao 8er$er, 2secondo il criterio generale seguito da Hegel nella valutazione dei sistemi filosofici storici precedenti lVidealismo oggettivo, questVultimo sare e gi- implicito e solo non ancora consapevolmente enucleato3. 44 :ostenendo quindi che nello scetticismo antico troviamo gi- un% implicita, seppur inconsapevole, enucleazione dell% idealismo oggettivo, Hegel intende riconoscerne a tutti gli effetti lo statuto di filosofia, o comunque una certa importanza filosofica di fondo. 'uesto il motivo per cui la scepsi antica si pone irrimedia ilmente al di sopra dello scetticismo moderno, almeno nella visione hegeliana, dal momento che questVultimo, per Hegel, non gode affatto di questo riconoscimento. Polemizzando contro questa scuola filosofica in una lettera a 8ehmel, del I agosto 4>A4, in cui annunciava di volerla attaccare apertamente e denunciarne la posizione equivoca 0pro a ilmente Hegel aveva gi- iniziato la stesura dellVarticolo cui a iamo gi- fatto pi# volte riferimento, o lVavre e cominciata di l( a poco 1, il nostro autore ne evidenzier- il carattere assolutamente soggettivo e superficiale, seppur mascherato, ma solo mascherato appunto, da filosofia. ) tal proposito Hegel stesso, in una lettera a 8ehmel, si esprime cos(*
+a forma principale che 9outTer7e$U utilizza fin troppo ene il suo metodo scetticoQ quindi ho cercato di mostrare che questo era una scappatoia per compensare la mancanza di filosofia che regna nella filosofia speculativa. Feinhold, 9outer7e$, 6rug, ecc, sono tutti gente di un unico taglioQ ognuno di loro qualifica di originalit- la propria forma di ragionamento insignificante e particolarmente casuale, e si comporta come se fosse realmente un filosofoQ il perno attorno al quale do iamo
4A K. H;ppolite, %en&se et structure de la ' Ph(nom(nologie de l) Esprit * de Hegel, Yditions 8ontaigne, Paris 4HPI, tr. it. di O.). /e .oni, %enesi e struttura della ' Fenomenologia dello spirito * di Hegel, +a ?uova Italia, Direnze 4H=@, pp. @@B<@@I. /%ora in poi H+pp. 44 ?. 8er$er, Introdu"ione, in O. S. D. Hegel, ,erh-ltniss des S.epti"ismus "ur Philosophie, Darstellung seiner verschiedenen /odi$i.ationen und ,ergleichung des neusten mit dem alten, in 2 6ritisches Kournal der Philosophie 3, .M ingen 4>A@, vol. I, n. @, tr. it. di ?. 8er$er, apporto dello scetticismo con la $iloso$ia, +aterza 9ari, 4H=A, p. 4R. /%ora in poi ,ehr.

senza du

io ruotare l%affermazione che questi signori non hanno

filosofia alcuna.4@

:econdo questo scetticismo moderno, ed in particolar modo secondo :chulze, autore del saggio cui lVarticolo Xenese hegeliano rappresenta una risposta critica, lo scetticismo antico non avre e du itato tanto della rappresentazione sensi ile intesa come fatto di coscienza, quanto della cosa in s, celata dietro di essa. .ale giudizio si rivela errato, se si tiene conto di come il pirronismo, e con esso tutta la scepsi antica, si scagliasse contro qualsiasi certezza, fosse essa ottenuta mediante i sensi o anche tramite lVintelletto. ) tal proposito 9iscuso afferma che*
+a scepsi antica mostra insomma una radicalit- cui la moderna non giunge, perch, nega sia la certezza soggettiva che oggettiva* non solo il pirronismo afferma la differenza fra lVoggetto quale e quale appare, non solo nega 2i fatti di coscienza3, ma nega anche che 2nellVintelletto siano dati principi necessari e universali3.4R

ro!ondire la di!!erenza !ra scetticismo antico e moderno tramite le

Lezioni di storia della !iloso!ia e tramite l"articolo #enese


1.3 Caratteri dello scetticismo antico /opo aver approfondito la differenza fra lo scetticismo antico e quello moderno, ci sem ra ora doveroso entrare nel merito e soffermarci solo sul primo, e sullVinterpretazione che di esso ne d- lo Hegel maturo, anche in rapporto al proprio sistema. ?elle prime righe del paragrafo sullo scetticismo delle !e"ioni di storia della $iloso$ia leggiamo*
Jsso Tscil. lo scetticismoU lVarte di dissolvere tutto ci che determinato
4@ O. S. D. Hegel, 0II. /ehmel. #ena, 12. 3ugust 4564, in 7eitr-ge "ur Hegel$orschung, +asson, 9erlin 4HAHQ tr. it. di Paolo 8anganaro e Vittorio :pada, 0II. 3 /ehmel. #ena, 12 agosto 4564, in !ettere, +aterza, 9ari 4H=@, p. P=. 4R 8. 9iscuso, Hegel, lo scetticismo antico e Sesto Empirico, cit., pp. B=<B>.

mostrandolo nella sua nullit-. :uo risultato senzValtro il negativo, la soppressione di tutto ci che determinato, di tutto ci che vero, di qualsiasi contenuto. TWU Pi# precisamente, il rapporto dello scetticismo con la filosofia sta nella circostanza che esso esprime la dialettica di tutto ci che determinatoQ4P

?ella Fenomenologia dello spirito possiamo leggere ancora*


+o Scetticismo la realizzazione di ci di cui lo :toicismo soltanto il concetto* lVesperienza reale di ci che la li ert- del pensiero. J poich, la li ert- del pensiero in s( il negativo, in questa forma che essa deve dunque presentarsi necessariamente. TWU Il pensiero diviene adesso pensiero compiuto che annienta lVessere del mondo nella molteplicit delle sue determinate""e, e la negativit- dellVautocoscienza li era, in e verso questa variegata configurazione vivente, diviene negativit- reale. 4B

+o scetticismo ha, per il nostro autore, il merito, ma anche il limite, di rappresentare, anzi di essere esso stesso, la dialettica nella sua forza negativa. Jsso, rispetto alla precedente figura dello stoicismo, 2diviene negativit- reale34I. Per meglio capire queste affermazioni, che verranno discusse nei capitoli successivi, analizzeremo prima lVanalisi storico<filosofica che Hegel compie sullo scetticismo antico allVinterno delle !e"ioni sulla storia della $iloso$ia e del suo articolo Xenese dal titolo apporto dello scetticismo con la $iloso$ia. ?elle !e"ioni sulla storia della $iloso$ia il nostro autore ci fa notare come se ene la storia dello scetticismo si faccia cominciare con Pirrone, gli stessi scettici sostengono che esso in realt- sia ancora pi#V antico. :esto Jmpirico ad esempio cita lo stesso Zmero come scettico, in quanto questi 2discorre della medesima cosa in modi opposti34=. /Valtronde, ci dice lo stesso Hegel, 2lVaspetto negativo delle cose il
4P O. S. D. Hegel, ,orlesungen 8ber die %eschichte der Philosophie, hrsg. von Pierre Oarniron und Salter Kaesch$e, Deli[ 8einer Verlag, Ham urg 4H>I<4HHI, tr. it. di F. 9ordoli, !e"ioni sulla storia della $iloso$ia, +aterza 9ari @AAH, pp. RBA<RB4. /%ora in poi ,%Ph. 4B Id., %esammelte 9er.e, 9and H* Ph-nomenologie des %eistes, hrsg. von S. 9onsiepen und F. Heede, Ham urg 4H>A, tr. it. di V. 5icero, Fenomenologia dello Spirito, 9ompiani, 8ilano @AAI, p. @AB. /%ora in poi Ph%. 4I Ibidem. 4= ,%Ph, p. RB@.

principio dello scetticismo, ed assai antico34>.


In reve, tutti coloro che /iogene menziona Tcome scetticiU avevano

compreso che una vera filosofia ha necessariamente essa stessa anche un lato negativo, il quale rivolto contro ogni limitatezza, e quindi contro la folla dei fatti della coscienza e la loro innega ile certezza TWU. 4H

'uindi, come detto gi- in precedenza, viene riconosciuto allo scetticismo non gi- il carattere di anti<filosofia, ma piuttosto unVimportante valenza filosofica di fondo, e non solo. 5i dice peroV Hegel che lo scetticismo pirroniano non era ancora indirizzato verso la filosofia, se non soltanto implicitamente. Jsso doveva ancora essere sviluppato in maniera filosofica. proprio questo ci che faranno Jnesidemo e :esto Jmpirico. 'uest%ultimo, secondo Hegel, ne definir- meglio campo e metodo*
Per :esto Jmpirico lo scetticismo si definisce meglio come la forza capace di porre in antitesi, in una qualche maniera, ci che viene percepito e ci che viene pensato 0in termini epicurei, in termini stoici* coscienza immediata e coscienza pensante1. TWU In generale, a tutto ci che determinato, affermato e pensato, viene opposto il suo altro. Jssi hanno ela orato certe forme per queste antitesi. T...U Oli scettici parlano di tropi, argomenti, mediante i quali si realizza la sospensione del giudizio. :i tratta di forme applicate a tutto ci che pensato e percepito, atte a mostrare che nulla esiste in s,.@A

I tropi in questione sono in tutto quindici* dieci antichi e cinque moderni. I primi, da ricondurre a Pirrone, si riferiscono principalmente al sensi ile, e, ci dice Hegel, 2sono propri dVun pensare poco sviluppato3.@4 Jssi vanno contro la credenza comune nella verit- delle cose sensi ili, contro tutto ci che frutto della certezza immediata, mostrando senza ulteriori commenti il grande errore di interpretazione dello scetticismo antico da parte di quello moderno di cui si gi- discusso in precedenza.
4> 4H @A @4 Ibidem. ,ehr, pp. ==<=>. ,%Ph, pp. RBI<RB=. Ivi, p. RB=.

Per quanto riguarda gli altri cinque, sono le parole stesse che utilizza Hegel quando ne discute a farci capire la valenza filosofica che rivestivano per il nostro autore*
Oli altri cinque tropi dello scetticismo attengono al pensare, alla dialettica del concettoQ essi si riferiscono ad un altro punto di vista, pi# sviluppato, proprio del pensare che riflette, ed in essi si mostra un concetto pi# determinato. :esto Jmpirico li espone e fa vedere che le indagini scettiche sVidentificano con essiQ@@

:ono questi i tropi che garantiscono, per Hegel, lo statuto di filosofia alla scepsi antica. ?e valga come esempio la critica alla matematica ela orata da :esto Jmpirico e riportata dallo stesso Hegel nel testo in questione. ) tal proposito :esto sostiene che per essa, ed in ase ad essa, esistono nozioni, quali quelle di punto, spazio, linea, che vengono considerate come indipendenti. 5os(, ad esempio, il punto viene considerato come qualcosa di semplice nello spazio, esso eV 2lVuno spaziale3. .uttavia questVultimo non ha nessuna dimensione, ed in quanto tale pu essere considerato a< spaziale. :esto Jmpirico prosegue dicendo per che se la nozione di punto ha un qualche senso, essa deve essere per forza di cose una nozione spaziale, ed in quanto tale deve avere una dimensione, venendo per cos( meno alla definizione stessa di punto. 'uesta per Hegel 2la negazione dello spazio in quanto il limite assoluto dello spazioQ come tale concerne lo spazioQ questa negazione ha perci qualcosa in comune con lo spazio* essa stessa spaziale, essa in se stessa qualcosa di nullo, ma anche per ci stesso qualcosa di dialettico3@R. 5on questo esempio Hegel mostra l%importanza dello scetticismo, facendo notare come quest%ultimo non sia affatto estraneo alla trattazione di concetti ed idee prettamente speculativi.
+a messa in evidenza della contraddizione in ci che che finito un aspetto essenziale del metodo filosofico speculativoQ tuttavia, quanto allVidea speculativa in se stessa, non unilateralmente qualcosa di finito e contiene allVinterno di se stessa il negativo, lVidealit-. @P

@@ Ivi, p. RBH. @R Ivi, p. RI@. @P Ibidem.

Per concludere*
+a coscienza scettica, il metodo scettico sono di grande rilevanza* essi mostrano, di tutto ci che viene assunto immediatamente e che finito, che non nulla di sta ile, di saldo, dVassoluto, di veroQ gli scettici fanno vedere che le percezioni si contraddicono. :esto Jmpirico ed altri si sono assunti lVonere dVesaminare tutte le particolari determinazioni delle singole scienze, e di mostrare che non costituiscono niente di solido o di veroQ essi ne mettono in evidenza il rovescio della medaglia. @B

proprio questo il ruolo che, come a iamo visto allVinizio di questo paragrafo, verrriconosciuto allo scetticismo allVinterno della !Denomenologia dello :pirito".

ro!ondire la discussione ri$uardo i tro i% con articolare attenzione ai i' moderni% ed arricc(ire la discussione mediante $li a orti

cin&ue

dell"articolo #enese.

2.

LO SCETTICISMO E LA )ENOMENOLOGIA *ELLO S+I,ITO 2.1 L"autocoscienza dallo stoicismo allo scetticismo

+a seconda sezione della !Denomenologia dello :pirito", che nella stesura definitiva di questVultima assume il titolo di !)utocoscienza", aveva nel progetto originario di Hegel un titolo differente, ovvero quello di !+a verit- della certezza di se stesso" @I e, non a caso, lV H;ppolite, parlando proprio della figura dello scetticismo ci dice che

@B Ivi, p. RI4. @I Per ulteriori approfondimenti a riguardo cfr. D. 5hiereghin, !a :Fenomenologia dello Spirito;. Introdu"ione alla lettura, 5arocci, &r ino @AAP, p. >R.

con essa 2lVautocoscienza giunge alla certezza assoluta di s,3@=. +o :cetticismo rappresenta sicuramente una delle figure fondamentali, in rapporto alla struttura dellVopera, del momento dellV )utocoscienza, ma vale qui la pena, prima di esaminarne le peculiarit- nel dettaglio, soffermarci sul momento stesso dellV)utocoscienza e su una delle figure strettamente connessa con quella dello :cetticismo stesso* lo :toicismo. 5itiamo qui il 5hiereghin, che ci dice che*
+a dialettica della !coscienza" ha mostrato come il dileguare delle sue determinazioni costitutive non dia per risultato il nulla, ma offra invece uno degli esempi migliori di negazione determinata, in quanto la relazione dialettica che si comporta negativamente verso la !coscienza" dissolvendola quella medesima che struttura positivamente il sorgere dellV"autocoscienza".@>

?el momento precedente, quello della 5oscienza, allVinterno della !Denomenologia dello :pirito" 0da adesso solo !Denomenologia"1, si era visto ogni tentativo da parte di questVultima di esprimere lVessenza dellVoggetto risolversi in un 2universale vuoto che invano essa cerca di articolare con differenze che scompaiono come tali, in quanto ineriscono del tutto accidentalmente allVoggetto3@H. Jppure proprio lVinsieme di queste esperienze che permette finalmente, con lVautocoscienza, di parlare di quella verit-, cui si era fatto cenno in apertura, in senso proprio. Infatti, ci dice sempre il 5hiereghin, 2ci da cui lVautocoscienza proviene e da cui costituita una totalit-* essa sorge dallV"intero" delle esperienze della coscienza e il vero appunto, hegelianamente, lVintero3RA. +Vautocoscienza per, per giungere a questa verit-, o meglio, alla sua verit-, dovr- prima passare dal riconoscimento di unValtra autocoscienza vivente come lei.
I tre momenti, quello delle due autocoscienze poste nellVelemento dellVesteriorit- e quello di questo stesso elemento, dellVesserci della vita, danno luogo a una dialettica che dalla lotta per il riconoscimento conduce
@= @> @H RA H+pp, p. @@=. D. 5hiereghin, !a :Fenomenologia dello Spirito;. cit. p. >R. Ibidem. Ibidem.

allVopposizione tra signore e servo e di qui alla li ert-. Infatti, secondo uno schema sempre ricorrente nella Fenomenologia, la dialettica producentesi nellVesteriorit- si traspone allVinterno dellVautocoscienza stessa. TWU +Vindipendenza del signore e la severa educazione del servo divengono la padronanza<di<s, dello stoico C sempre li ero quali che siano le circostanze o i casi della sorte C o lVespressione della li ertassoluta dello scettico, il quale dissolve ogni posizione diversa da quella dellVio stesso. J infine la verit- di tale li ert- stoica o scettica si esprime nella coscienza infelice, sempre divisa in se stessa, che ad un tempo coscienza dellVassoluta certezza di s, e insieme del nulla di questa certezza.R4

'uesto lVottimo riassunto che del momento dellV)utocoscienza ne da lVH;ppolite.

Trattare dell"a

etito - )enomenolo$ia ed H.

olite/

2?el fondo di tale appetire lVautocoscienza cerca se stessa e si cerca nellValtro3 R@, ma proprio questo incontro con lValtro porter- ad una 2contesa per il riconoscimento3 RR. 'uesta contesa sfocer- nella dialettica fra :ignoria e :ervit#. :enza dilungarci a trattare uno dei passi pi# famosi della !Denomenologia", ci limiteremo qui a dire molto sinteticamente, con lVH;ppolite, che essa
5onsiste essenzialmente nel mostrare come nella sua verit- il padrone si riveli il servo del servo, e il servo padrone del padrone. Per tale via si supera la diseguaglianza presente in questa forma unilaterale di riconoscimento e si rista ilisce lVeguaglianza. +Vautocoscienza riconosciuta, legittimata tanto in s, C nellVelemento della vita C quanto per s,Q diviene la coscienza stoica della li ert-. RP

Oiungiamo cos( alla figura dello stoicismo.

R4 R@ RR RP

H+pp, p. 4H4. Ivi, p. 4HI. Ivi, p. @AI. Ivi, p. @4A.

Trattare sinteticamente la !i$ura dello stoicismo


2.2 La !i$ura dello scetticismo

In apertura del suo paragrafo sullo scetticismo, il gi- pi# volte citato H;ppolite dice*
Dra lVautocoscienza stoica e la coscienza scettica corre lo stesso rapporto che fra il signore e il servo. Il signore era solo il concetto dellVautocoscienza indipendente, il servo ne era lVattuazione effettiva. Parimenti lo stoico innalza lVautocoscienza al pensiero, alla forma universale che forma di ogni contenuto determinatoQ ma tale porsi dellVio come volont- pensante una posizione astratta che infine giunge solo a una separazione. /a un lato cV la forma del pensiero, dallValtro le determinazione della vita e dellVesperienza. TWU lo scetticismo penetra in tutte le determinazioni dellVesperienza e della vita, ne mostra il nulla, le dissolve nellVautocoscienza. Il fatto che nello scetticismo la forma non pi# la semplice positivit assoluta del pensiero ma la negativit onnipotente.RB

5ome a iamo gi- visto lo stoicismo, nel tentativo di sottrarsi alle forze di cui rimane ancora vittima la dialettica fra servo e padrone, quelle di appetito e timore, innalza lVautocoscienza allVessenza semplice del pensiero. 5i permette a questVultima di rimanere li era, qualsiasi sia la sua !condizione esteriore". .uttavia 2questa li ertnel pensiero anche soltanto il pensiero della li ert-, non certo la sua realt- n, il suo effettuale godimento* !la pura forma nella quale niente si determina", perch, del tutto !indi$$erente verso lVesistenza naturale"3RI. +Vatteggiamento dello stoico davanti a qualsiasi forma di esteriorit- quello di un ritrarsi in una li ert- che puramente formale. +o scettico, di contro, riesce a portare tale li ert- sul piano reale. Jgli affronta le cose nella molteplicit- del loro essere determinato, ne dimostra lVinconsistenza, le dissolve nellVautocoscienza stessa. 2+a coscienza scettica lVesperienza stessa del movimento dialettico3, lVaffermazione che 2nulla sussiste allVinfuori dellVautocertezza assoluta3R=.
RB H+pp, pp. @@P<@@B. RI D. 5hiereghin, !a :Fenomenologia dello Spirito;. cit. p. HR. R= H+pp, pp. @@=<@@>.

8entre nella !coscienza" semplicemente !accade che, senza saper come, le si dilegui ci che essa ha di vero e di reale", nel dialettismo dellVautocoscienza scettica presente la negazione consapevole di ogni determinazione o differenza, le quali pretendano unVesistenza priva di rapporto a ci che, in quanto determinate, escludono da s,. 5ome scetticismo, lV"autocoscienza" fa effettivamente esperienza della propria li ert-, dal momento che il dissolversi di ogni determinazione non qualcosa che si produca a sua insaputa e contro le sue intenzioni, ma un suo operare, allVinterno del quale essa consapevolmente si mantiene. R>

2Il pensiero diviene adesso pensiero compiuto che annienta lVessere del mondo nella molteplicit delle sue determinatezze,, e la negativit- dellVautocoscienza li era, in e verso questa variegata configurazione vivente, diviene negativit- reale.3RH.

ro!ondire la discussione
In effetti, per, questa coscienza solo una confusione in tutto e per tutto accidentale TWU Jssa ne fa confessione esplicita, confessa cio di essere una coscienza del tutto accidentale e singolare* una coscienza empirica che si volge e o edisce a ci che non ha alcuna realt- n, essenza TWU. rutale, come confessa il proprio valore di /Valtra parte, come attri uisce a se stessa il valore dVuna vita singolare, accidentale e, di fatto, autocoscienza smarrita, cos( essa si eleva, per converso, anche allV universalit e allVuguaglian"a con se stessa* TWU una volta, conosce la propria li ert- come innalzamento al di sopra di ogni confusione e accidentalit- dellVesistenza, mentre, la volta successiva, confessa di essere ricaduta nellVinessen"ialit e di essere impegnata con essa.PA

*iscutere la citazione di cui so ra arri0ando alla coscienza in!elice.

ro!ondire il ara$ra!o anc(e tramite letteratura critica -H.

olite%

R> D. 5hiereghin, !a :Fenomenologia dello Spirito;, cit. p. HR. RH Ph%, p. @AB. PA Ivi, p. @A=.

1iscuso% C(iere$(in/

2.3

La scissione dell"autocoscienza scettica e coscienza in!elice

+ara$ra!o a arte o da includere nel ara$ra!o recedente2

SCETTICISMO
3.1

NASCITA

*ELLA

*IALETTICA

Scetticismo come dialettica del so$$etti0o

)are ri!erimento allo scetticismo come ro edeutico alla !iloso!ia Mostrare come lo scetticismo sia la ne$ati0it3 o erante della dialettica Mostrare i limiti della dialettica scettica. )are cenno alla lettera di Sc(ellin$ citata da 1iscuso del 1456 Testi7 )enomenolo$ia% Enciclo edia% Lezioni% articolo #enese% 1iscuso H. olite

3.2

+ositi0it3 della reli$ione cristiana e dialettica

Il ro8lema della ositi0it3 della reli$ione cristiana Il ro8lema della li8ert3 Seconda redazione della ositi0it3 della reli$ione cristiana e dottrina 9antiana come dottrina ositi0a :nico modo er su erare il ro8lema ; annullare la se arazione !ra *io e uomo

Testi7 Mirri introduzione +ositi0it3% 1iscuso% +ositi0it3% 3.3 *alla ositi0it3 della reli$ione cristiana a Lo s irito del Cristianesimo e il

suo destino tramite lo scetticismo Lo scetticismo come arma contro la ositi0it3. -!are ri!erimento a !enomenolo$ia dello s irito Scetticismo ro edeutico alla ra$ione s eculati0a -c(e annulla la se arazione !ra *io ed uomo ,i!erimenti al 1iscuso Testi7 )enomenolo$ia% 1iscuso% Mirri% articolo #enese%