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Universit degli Studi di Messina Facolt di Ingegneria A.A.

2006/2007

Statica e Sismica delle Costruzioni Murarie

Docente: Ing. Alessandro Palmeri

Lezione n. 9: La muratura come materiale non omogeneo ed ortotropo

La muratura come materiale non omogeneo ed anisotropo


Le principali caratteristiche della muratura dal punto di vista del comportamento meccanico sono: a) Disomogeneit b) Anisotropia c) Asimmetria, rispetto al segno delle sollecitazioni (compressione/trazione). d) Non Linearit del legame sforzi-deformazioni.
La disomogeneit dovuta al fatto che gli elementi resistenti e la malta di cui costituita la muratura possono avere caratteristiche meccaniche fortemente diverse. Inoltre, spesso non sufficiente conoscere le caratteristiche dei materiali componenti presi singolarmente per prevedere il comportamento meccanico dellinsieme, in quanto un ruolo fondamentale giocato dallinterfaccia ovvero dallunione fra i componenti, che per particolari fenomeni chimico-fisici tende a sviluppare un comportamento meccanico non necessariamente riconducibile a quello dei singoli componenti. Il comportamento meccanico macroscopico della muratura pu quindi essere considerato come il risultato dellinterazione meccanica fra gli elementi e la malta, attraverso la loro interfaccia.
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Lanisotropia dovuta alla direzionalit intrinseca della muratura, legata alla forma ed alle proporzioni degli elementi resistenti ed al modo con cui essi vengono disposti, nonch alleventuale presenza di fori e alla loro direzione. La quasi totalit delle murature moderne presentano elementi regolari disposti per corsi orizzontali, con giunti orizzontali di malta continui, laddove i giunti verticali sono invece sfalsati per legare meglio la muratura. Lasimmetria di comportamento meccanico la diretta conseguenza del fatto che sia gli elementi resistenti, sia la malta, sia linterfaccia malta-elemento presentano un comportamento asimmetrico nei riguardi della trazione e della compressione. Un particolare ruolo in questo fenomeno giocato dallinterfaccia, che in molti casi presenta una resistenza a trazione pi bassa e pi aleatoria di quella dei singoli componenti. su queste basi che la muratura viene modellata frequentemente come materiale non reagente a trazione (NRT). Infine, la non linearit, che pu essere vista in parte come un risultato di alcune delle caratteristiche sopra elencate, caratterizza in modo marcato il comportamento della muratura sia in compressione, sia in trazione, sia in stati di sollecitazione composti.

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Nelle applicazioni ingegneristiche, non sempre possibile, n necessario tenere in conto tutte le caratteristiche sopra elencate. Nella prassi progettuale si utilizzano modelli in cui il materiale viene idealizzato come un continuo omogeneo equivalente al materiale non omogeneo di riferimento, e lanisotropia viene tenuta in conto in modo estremamente semplificato, se non addirittura trascurata. In diversi casi, in funzione del tipo di applicazione e del livello di sollecitazione, pu anche essere lecito trascurare la non linearit del materiale, utilizzando i modelli dellelasticit lineare.
La principale conseguenza del carattere non omogeneo, o composito, della muratura consiste nella necessit di distinguere fra le grandezze meccaniche macroscopiche o medie o nominali, e le grandezze locali, laddove fra le grandezze di interesse si possono far rientrare in particolare gli sforzi, le deformazioni e i parametri del legame costitutivo.

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Una definizione rigorosa dal punto di vista meccanico e matematico di continuo omogeneo equivalente e della relazione fra grandezze medie o macroscopiche e grandezze locali non un problema di banale soluzione. Recenti studi hanno cercato di affrontare il problema applicando alla muratura le tecniche sviluppate per lo studio dei materiali compositi (tecniche di omogeneizzazione). Qualitativamente si pu dire che la definizione di un materiale omogeneo equivalente ha senso quando il campione di materiale ha dimensioni tali per cui in esso sono contenute parecchie eterogeneit, e la dimensione delle stesse, rapportata alle dimensioni del campione, quindi molto piccola. Nella muratura, tuttavia, la definizione di quale tra i due componenti (elementi resistenti o malta) debba essere considerato come eterogeneit abbastanza arbitraria. Si sottolineano due aspetti particolaremente importanti: Luso di grandezze macroscopiche ha senso solo quando i campioni di muratura considerati sono sufficientemente grandi in rapporto alle dimensioni degli elementi resistenti, e con gradienti di sforzo macroscopico non eccessivamente elevati. Operazioni relativamente semplici e consuete, quale linterpretazione di una prova di compressione su un prisma di muratura, si basino su una pi o meno dichiarata operazione di omogeneizzazione del materiale.

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Il comportamento in compressione monoassiale di un prisma di muratura intermedio tra quello del singolo mattone (elemento resistente) e quello della malta, a causa della coazione che si istaura tra i due componenti.

La muratura come materiale non omogeneo ed anisotropo 1. Compressione (normalmente ai letti di malti)
Si supponga di sottoporre un prisma di muratura ad una prova di compressione semplice, normalmente ai letti di malta, e definendo una tensione media =N/A riferita allarea lorda del provino, ed una deformazione media =h/h0 riferita allaccorciamento del provino h in direzione parallela al carico, su una lunghezza di riferimento h0, si ottiene una curva sforzo-deformazione intermedia rispetto alle curve ottenibili da prove di compressione sulla singola malta e sul singolo blocco. stato osservato (Hendry; Tassios) che in generale il comportamento in compressione determinato, in diversa misura, dai seguenti fattori: Resistenza, caratteristiche deformative e geometria degli elementi resistenti. Resistenza e caratteristiche deformative della malta. Spessore dei giunti. Capacit di assorbimento dellacqua da parte dei mattoni, e capacit di ritenzione dellacqua da parte della malta. Geometria secondo cui vengono disposti gli elementi (sistema costruttivo, o apparecchiatura) .
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Dal punto di vista fenomenologico, la crisi per compressione si presenta con lo sviluppo progressivo di fessurazioni verticali (parallele allasse di carico) negli elementi, conseguenti allo sviluppo di trazioni ortogonali a quelle di compressione. La causa di tale stato di trazione indiretta uno stato di coazione che si instaura allinterno del materiale in conseguenza del diverso comportamento deformativo della malta e degli elementi. In particolare, al crescere del carico assiale, la malta viene a trovarsi in uno stato di compressione triassiale per effetto del contenimento esercitato dagli elementi, i quali a loro volta si trovano soggetti a trazioni ortogonali allasse di carico.

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Il confinamento triassiale della malta giustifica il fatto che la muratura possa resistere a sforzi di compressione maggiori della resistenza a compressione monoassiale della malta stessa. Sulla base di queste considerazioni, una formulazione elastica pu essere formulata come segue. Con riferimento ad un prisma di mattoni e malta, soggetto ad una tensione di compressione z>0 in direzione z, e supponendo i mattoni e la malta materiali elastici lineari e isotropi, lapplicazione della legge di Hooke generalizzata permette di esprimere le deformazioni trasversali bx e by del mattone (brick) in direzione x e y, e le analoghe jx e jy del giunto (joint) di malta come:

bx = by =

1 [ + (z - by )] Eb bx b 1 [ + (z - bx )] Eb by b

jx = jy =

1 [- jx + j (z + by )] Ej 1 [- jy + j (z + by )] Ej

dove Eb ed Ej sono i moduli di Young del mattone e della malta; b ed j sono i rispettivi coefficienti di Poisson; le tensioni normali bx e by del mattone sono di trazione; le tensioni normali jx e jy del giunto di malta sono di compressione.

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Per la congruenza tra malta e giunto di malta risulta:
bx = jx by = jy

tj tb

Inoltre, per lequilibrio, la risultante degli sforzi di compressione laterali nei giunti di malta deve essere uguale alla risultante degli sforzi di trazione laterale nel mattone, da cui, nelle due direzioni x e y:
bx = jx by = jy

dove a=tj/tb il rapporto (adimensionale) tra laltezza del giunto di malta e quella del mattone.
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Combinando le equazioni di elasticit, di congruenza e di equilibrio, si trova la relazione che lega gli sforzi trasversali di trazione allo sforzo di compressione lungo z:

bx = by =

a (j - b b ) 1 + a b - (j + a b b )

dove b=Ej/Eb il rapporto (adimensionale) tra il modulo di Young del giunto di malta e quello del mattone. Se si introduce un criterio di rottura del mattone in condizioni di sforzo triassiali, e si assume che la crisi del mattone coincida con la crisi della muratura, possibile pervenire ad una formulazione della resistenza della muratura.

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Si assuma, ad esempio, per il dominio di resistenza del mattone una relazione lineare fra le tensioni di trazione nel mattone t=bx=by e la tensione di compressione z, di equazione:
t
z + t =1 f lf bc bc

fbt

fbc

dove l= fbt/fbc, essendo fbc ed fbt, rispettivamente, la resistenza a compressione ed a trazione del mattone. Sostituendo, si trova la seguente espressione per la resistenza a compressione della muratura: 1 f = f u bc a (j - b b ) 1+ l [1 + a b - (j + a b b )]

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Questa formulazione presenta una serie di limitazioni che non ne permettono luso diretto nelle applicazioni. In particolare: Si basa sullipotesi di comportamento lineare elastico dei materiali fino a rottura: tale ipotesi risulta poco accettabile, specialmente quando la malta molto debole. Presuppone una conoscenza quantitativa delle costanti elastiche dei materiali: le metodologie per una misura sperimentale diretta di tali grandezze presentano notevoli difficolt e sono a tuttoggi oggetto di verifiche e calibrazioni. Lalternativa alla misura diretta luso di formule empiriche, i cui risultati solitamente sono soggetti a forte incertezza. Tuttavia, il valore concettuale dellapproccio descritto di dare una descrizione, ancorch approssimata, della rottura per compressione come risultato di uno stato di coazione fra i materiali componenti il prisma. Tra laltro, stato verificato mediante confronti sperimentali che lespressione ricavata sembra descrivere in maniera abbastanza soddisfacente l'influenza dello spessore del giunto di malta sulla resistenza a compressione della muratura. Si nota cio che, mantenendo costanti gli altri parametri meccanici e geometrici, la resistenza a compressione di un prisma di muratura diminuisce rapidamente all'aumentare dello spessore del giunto. 13

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La formulazione appena descritta stata migliorata da Hilsdorf (1969). In primo luogo, ha introdotto un coefficiente di disuniformit U>1, definito come rapporto tra il massimo sforzo normale di compressione z osservato e lo sforzo medio z,m=N/A. Il coefficiente U varia con il livello dello sforzo normale di compressione e con la resistenza della malta.

Dipendenza dallo sforzo medio di compressione z,m=N/A

Dipendenza dal tipo di malta [1 psi (pound/inch2) = 0,0703 kgf/cm2]

La dipendenza dalla lavorabilit della malta, anche se rilevante, non quantificabile.

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La prima variazione introdotta da Hilsdorf, dunque, quella di addebitare alle concentrazioni di sforzo la causa principale della rottura dei mattoni: per cui questa avr luogo quando lo sforzo efficace z=U z,m supera la resistenza a compressione del mattone. La seconda variazione lipotesi che la rottura della muratura avvenga quando alla crisi dei mattoni, soggetti a compressione-trazione, si accompagni la contestuale crisi della malta, soggetta a compressione triassiale.
In figura, la linea A rappresenta la combinazione dello sforzo di compressione z=U z,m e di trazione x=y che provoca la fessurazione del mattone. La linea C indica il minimo sforzo laterale nel mattone sufficiente a contenere la malta.

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Le equazioni che governano le due linee sono, ordinatamente:

z + t =1 f lf bc bc z = fj + 4,1 jx

t = l (f - z ) bc

Imponendo lequilibrio tra la risultante degli sforzi laterali di trazione t agenti sul mattone di altezza tb e la risultante degli sforzi laterali di compressione jx=jy sul giunto di malta di spessore tj, si ha:

t tb = jx tj

jx =

tb 1 t = t tj a

Sostituendo, si trova la tensione verticale z in condizioni di rottura:

z = fj +

4,1 l t = fj + (f - z ) a a bc

z =

a fj + l f bc a + l
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dove a= a/4,1= (tj/ tb)/4,1.

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La resistenza della muratura si ricava dividendo tensione verticale z per il coefficiente di disuniformit: f = u f a fj + f 1 a fj + l f bc bt = bc U a - l U a f + f bc bt

Hilsdorf ha confrontato i risultati sperimentali con i valori di resistenza ottenuti dal modello teorico nellipotesi che la resistenza biassiale a trazione nei mattoni potesse essere assunta pari a quella monoassiale. I principali ostacoli nell'utilizzazione del modello derivano dalla valutazione di fbt e di U. Esistono altre incertezze dovute al fatto che la resistenza del giunto di malta diversa dalla resistenza cubica dello stesso materiale. Secondo Hilsdorf, il coefficiente U dipende dalla posa in opera, dal tipo e dalla resistenza della malta, dal tipo di mattoni e dalla distribuzione dei fori, nonch dal reticolo murario. Prove di Hilsdorf indicano per il coefficiente U valori compresi tra 1.1 e 2.5, decrescenti al crescere della resistenza della malta.
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Sahlin (1971) ha confrontato le curve teoriche di resistenza di Hilsdorf con risultati sperimentali.

Resistenza a compressione fu della muratura vs resistenza a compressione fbc dei mattoni: confronto tra valori teorici e risultati sperimentali, dispersi nella zona ombreggiata 18

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fu vs tj: confronto tra valori teorici e risultati sperimentali

fu vs fj: confronto tra valori teorici e risultati sperimentali 19

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L'approccio di Hilsdorf stato successivamente sviluppato da altri autori mediante un affinamento dei criteri di resistenza triassiali dei mattoni e della malta. Raccogliendo le indicazioni ottenute dalla sperimentazione e dalle formulazioni razionali finora proposte si nota che: La resistenza della muratura aumenta al crescere della resistenza dei componenti, ma in modo non direttamente proporzionale. Un aumento della resistenza dei mattoni porta ad un rapido incremento della resistenza della muratura quando la malta di qualit molto buona; viceversa, se la qualit della malta scarsa, la resistenza della muratura cresce pi lentamente al crescere della resistenza dei blocchi. La resistenza della muratura non aumenta in modo direttamente proporzionale allaumentare della resistenza della malta, bens pi lentamente. Un aumento dello spessore dei giunti fa diminuire la resistenza della muratura, in misura tanto maggiore quanto pi la malta di scarsa qualit. Esiste inoltre una serie di altri fattori che possono influenzare la resistenza della muratura in compressione, quali: Presenza dei giunti verticali e del tipo di connessione o orditura dei mattoni. Fattori di esecuzione quali la composizione e miscelazione della malta, o lesecuzione difettosa dei giunti di malta.

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Formulazioni empiriche sono state proposte per compendiare linfluenza dei fattori principali che concorrono a determinare la resistenza a compressione della muratura. Tali formulazioni sono finalizzate alla progettazione e alla verifica delle costruzioni. In tale ambito la valutazione della resistenza deve tenere conto della dispersione di tale grandezza per introdurre valori cautelativi in metodi di verifica basati su principi probabilistici. I procedimenti di calcolo utilizzano, infatti, un frattile inferiore della sua distribuzione (valore caratteristico). Ad esempio, la formulazione adottata in Europa nell'ambito dellEurocodice 6 si basa sulla seguente espressione:
f = K fa fb k b m

in cui la resistenza caratteristica a compressione della muratura, fk, espressa in funzione della resistenza media a compressione dei mattoni, fb, e della malta, fm; K un coefficiente dipendente dal tipo di elementi. Si ipotizza che fk cresca approssimativamente con la radice terza dei mattoni (a=0,65) e con la radice quarta della resistenza della malta (b=0,25).
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Il comportamento deformativo in compressione semplice di un prisma di muratura ha un andamento non lineare, che nel tratto ascendente pu essere approssimato in modo abbastanza soddisfacente con una relazione - di tipo parabolico:

= 2 - f 0 0 u
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Prove sperimentali eseguite su murature di mattoni mostrano come 0.8 questa relazione possa valere anche per una porzione del ramo decrescente s 0.6 della curva. f u 0.4 Tuttavia, fermo restando il fatto che il ramo decrescente dipende 0.2 sensibilmente dalle dimensioni del e provino e dal metodo di prova, il 0 e0 comportamento post-picco pu 0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2 differire in modo significativo per diversi tipi di murature, mostrando in alcuni casi comportamenti marcatamente fragili ( il caso ad esempio di alcune murature in laterizio forato o in blocchi di calcestruzzo). 22

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La deformazione al picco di resistenza 0 vale comunemente: 2,5 3,5 10-3 per murature di mattoni 1,5 2,0 10-3 per murature in blocchi di calcestruzzo ed ha ampie variazioni per le murature in pietrame. In molte applicazioni pu rendersi necessaria la definizione di un modulo elastico della muratura Em, il cui significato solitamente quello di modulo tangentesecante alla curva - per valori di compressione non superiori a 0,35 0,40 fu. Le relazioni empiriche pi frequentemente usate per la definizione del modulo elastico in assenza di misurazione sperimentale diretta riconducono Em alla resistenza a compressione della muratura:
Em = 500 1000 f u
Criteri per la determinazione del modulo elastico della muratura a partire dalle propriet elastiche dei componenti sono stati proposti da diversi autori. Si osserva comunque che in generale risulta pi problematica la misurazione sperimentale della deformabilit della malta e dei mattoni singolarmente, che non di un campione di muratura, e quindi tali formulazioni analitiche spesso possono dare errori paragonabili a quelli delle formulazioni empiriche. 23

La muratura come materiale non omogeneo ed anisotropo 2. Trazione (normalmente ai letti di malta)
Il comportamento in trazione della muratura generalmente caratterizzato dalla rottura del giunto di malta, che pu avvenire per: Decoesione allintefaccia mattone-malta. Frattura allinterno del giunto di malta, normalmente alla direzione di trazione, qualora ladesione della malta allelemento sia molto buona. In generale, la resistenza a trazione del giunto fjt pu quindi variare da un massimo, prossimo alla resistenza a trazione della malta fmt, ad un minimo che pu arrivare a qualche percento di fmt nel caso di decoesione allinterfaccia. Pi raramente, quando la qualit del legante molto elevata oppure la resistenza degli elementi molto scarsa, pu aversi la frattura nellelemento. La resistenza a trazione caratterizzata da una estrema aleatoriet: per questo motivo viene spesso trascurata nelle applicazioni. Tuttavia, essa pu avere particolare rilievo per la resistenza a flessione delle pareti per azioni fuori dal piano. Un ruolo fondamentale giocato dallassorbimento dellacqua di impasto da parte degli elementi. Un elevato assorbimento tende a privare la malta dellacqua necessaria per lidratazione del legante cementizio, consentendo quindi solo una parziale idratazione e conferendo cos al materiale una resistenza minore in prossimit dellinterfaccia.

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La muratura come materiale non omogeneo ed anisotropo 3. Stati tensionali complessi


A causa dell'anisotropia, nell'analisi del comportamento della muratura soggetta a stati tensionali complessi necessario fare riferimento, oltre alle componenti del tensore degli sforzi macroscopici, anche al loro orientamento rispetto agli assi di ortotropia del materiale. Nel caso di stati tensionali le cui risultanti siano contenute nel piano medio della parete, possibile fare ricorso al modello di stato di sforzo piano. In tal caso sono necessari tre parametri per descrivere compiutamente lo stato tensionale macroscopico. Una possibilit di utilizzare le tensioni principali s1 e s2 unitamente allangolo q formato da una delle tensioni principali con la direzione dei letti di malta.

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Alternativamente, possibile utilizzare le tre componenti del tensore degli sforzi nel sistema di riferimento del materiale, ovvero con gli assi coincidenti con le normali alla giacitura dei letti di malta e dei giunti di testa, comunemente indicate con sn (normale ai letti di malta), sp (parallela ai letti di malta). I primi studi sperimentali per l'individuazione di domini di resistenza per stati di sforzo biassiali risalgono alla fine degli anni Settanta e ai primi anni Ottanta, con ricerche svolte su muratura di mattoni in laterizio presso lUniversit di Newcastle in Australia (Page) e lUniversit di Edimburgo nel Regno Unito (Hendry). Il comportamento ortotropo della muratura risulta particolarmente evidente quando la malta ha caratteristiche di resistenza nettamente inferiori a quelle degli elementi.
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Modalit di rottura di pannelli in muratura al variare dello stato tensionale biassiale.

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Domini di rottura biassiali ottenuti sperimentalmente su muratura di mattoni.

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Domini di rottura biassiali ottenuti sperimentalmente su muratura di mattoni.

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La muratura come materiale non omogeneo ed anisotropo 4. Criterio di sicurezza di Mohr-Coulomb


Si vuole far vedere che i domini di rottura ricavati sperimentalmente per la muratura di mattoni sono riconducibili al criterio di sicurezza di Mohr-Coulomb, il quale, nellipotesi semplificativa di materiale omogeneo ed isotropo, si pu enunciare nella seguente forma: Il collasso del materiale viene raggiunto quando in un punto qualsiasi il valore assoluto dello sforzo di taglio t su un piano comunque inclinato passante per quel punto uguaglia il valore limite, dato dalla somma di una costante, c, detta coesione, e di un termine proporzionale allo sforzo normale s su quello stesso piano secondo un coefficiente, che pari alla tangente di un angolo f detto angolo di attrito interno del materiale. Cio, assumendo come positivi gli sforzi di compressione, si ha collasso quando: t c + s tan( f)

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Dal punto di vista geometrico, il collasso avviene quando lo stato di sforzo piano {s,t} tangente alla coppia di rette di equazione |t| = c + s tan(f).

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Il criterio di sicurezza di Mohr-Coulomb si riscrive in termini di tensioni principali nella seguente forma:

s - s3 s1 + s 3 c sin( f) 1 + 2 tan( f) 2
da cui, indicate rispettivamente con smax e smin le tensioni normali massima e minima, positive se di compressione:

s max tan2

p f p f + s min + 2c tan + 4 2 4 2

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Siccome le tensioni principali s1, s2 e s3 possono coincidere, ciascuna a turno, con smax o con smin, si hanno sei condizioni di rottura, che nello spazio {s1,s2,s3} delimitano un dominio a forma di piramide.

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Quando lo stato di sforzo piano, cio, ad esempio, s2=0, il dominio di rottura rappresentato da una sezione di questa piramide ortogonale allasse s2. Posto n=tan2(p/4+f/2), le sei condizioni di rottura diventano:
1) s1 0 = s2 s3
(4)

s1 = n s 3 + 2c n s 3 = n s1 + 2c n s1 = 2c n s 3 = 2c n s1 = -2c / n s 3 = -2c / n

2) s3 0 = s2 s1

3) s1 s3 0 = s2 4) s3 s1 0 = s2
(2) (3)

5) 0 = s2 s3 s1

6) 0 = s2 s1 s3

Valori indicativi per coesione ed attrito sono c= 2 kgf/cm2 e f= 30.


(5) (6) (1) 34

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Il criterio di rottura cos formulato, a svantaggio di sicurezza, sopravvaluta la resistenza a trazione del materiale. Indicata con t<0 la resistenza a trazione della muratura, occorre considerare le due disuguaglianze:
5') s1 t
(4)

6') s3 t

(2)

(3)

Un parametro caratteristico per t la resistenza a trazione della malta, il cui valore assoluto indicativamente varia tra 1.5 e 5 kgf/cm2.

(5) (6) (1) 35

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Il criterio di Mohr-Coulomb pu essere applicato anche nel caso di materiale omogeneo ed ortotropo. In questo caso, tuttavia, la formulazione matematica diviene eccessivamente pesante. Qui si propongono solo i domini di sicurezza teorici che si ottengono al variare dellangolo q, confrontati con quelli sperimentali.

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Il criterio di Mohr-Coulomb pu essere applicato anche nel caso di materiale omogeneo ed ortotropo. In questo caso, tuttavia, la formulazione matematica diviene eccessivamente pesante. Qui si propongono solo i domini di sicurezza teorici che si ottengono al variare dellangolo q, confrontati con quelli sperimentali.

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Il criterio di Mohr-Coulomb pu essere applicato anche nel caso di materiale omogeneo ed ortotropo. In questo caso, tuttavia, la formulazione matematica diviene eccessivamente pesante. Qui si propongono solo i domini di sicurezza teorici che si ottengono al variare dellangolo q, confrontati con quelli sperimentali.

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Il criterio di Mohr-Coulomb pu essere applicato anche nel caso di materiale omogeneo ed ortotropo. In questo caso, tuttavia, la formulazione matematica diviene eccessivamente pesante. Qui si propongono solo i domini di sicurezza teorici che si ottengono al variare dellangolo q, confrontati con quelli sperimentali.

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Il criterio di Mohr-Coulomb pu essere applicato anche nel caso di materiale omogeneo ed ortotropo. In questo caso, tuttavia, la formulazione matematica diviene eccessivamente pesante. Qui si propongono solo i domini di sicurezza teorici che si ottengono al variare dellangolo q, confrontati con quelli sperimentali.

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