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Corso di Progetto di Strutture - a.a.

2010/11

dott. ing. Isaia Clemente

6. ELEMENTI STRUTTURALI IN
CEMENTO ARMATO PRECOMPRESSO

Aprile 2011 v. 5.0

- Pag. 6.1 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.1. Generalit
Le strutture in Cemento Armato Precompresso, dette comunemente in c.a.p., sono caratterizzate
dalla presenza permanente di particolari coazioni, azioni artificiali esterne di compressione, oltre
ai carichi esterni applicati.
Uno stato di coazione per definizione uno stato di sollecitazione interno al quale non
corrisponde alcun sistema di forze esterno.
Esempi di coazioni applicate su strutture sono certamente:
- Distorsione termica impedita: si prenda una trave incastrata ai due estremi soggetta ad una
variazione di temperatura uniforme T. Poich la trave incastrata la deformazione risulta
essere impedita con la conseguente nascita di forze interne, che possono essere facilmente
determinate immaginando prima di deformare la trave e poi di ripristinare la congruenza,
riportando la trave nella posizione originale. Questultima operazione comporta
lapplicazione di una forza normale che annulla completamente lallungamento L dovuto
alla variazione di temperatura.
- Il ritiro del calcestruzzo: nelle travi in cemento armato tale fenomeno, se impedito,
produrrebbe uno stato di coazione simile ad una diminuzione di temperatura con
conseguente nascita di uno stato di trazione.
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Nel Cemento Armato Precompresso c.a.p. le coazioni artificiali impresse hanno lo scopo di
migliorare il comportamento della struttura in fase di esercizio, contenendo la deformabilit ed
impedendo (o limitando) la fessurazione della trave. Infatti, la presenza di una sollecitazione
artificiale di segno opposto a quello dovuto ai carichi applicati comporta tensioni risultanti
minori di quelle che si avrebbero se ci fossero solamente carichi applicati.
Generalmente la coazione una compressione permanente che permette di ottenere una sezione
resistente completamente reagente, di rigidezza mediamente doppia di una sezione fessurata. Lo
stato di coazione viene impresso mediante acciai di elevate caratteristiche meccaniche.

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Quando la pressollecitazione induce nella sezione solo tensioni di compressione


(precompressione completa) il calcolo allo stato limite di servizio diventa molto semplice, in
quanto i metodi di calcolo da adottare sono quelli classici della Scienza delle Costruzioni, cio
con sezione interamente reagente. In questa condizione vale la sovrapposizione degli effetti: la
precompressione ed i carichi esterni si sommano per ottenere lo stato di sollecitazione finale.
La verifica in generale consiste in:   p  adm
Occorre osservare per che mentre la sovrapposizione degli effetti del tutto lecita, il principio
di proporzionalit viene meno.

1
E
2
21   2  1  21
E

1  1 

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1  0
E
2  0
21
21   2  1
E

1  1 

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In tal senso il metodo delle T.A. non pu essere considerato valido anche ai fini della verifica a
rottura.
Nel cemento armato precompresso occorre effettuare le verifiche in ogni fase della vita della
struttura e poter valutare singolarmente ogni contributo agli sforzi interni, facilita tali operazioni.
Vantaggi:
-

disponendo i cavi nella posizione opportuna si riesce ad annullare o quanto meno a ridurre
notevolmente gli effetti dei carichi esterni;

si ha lannullamento o la riduzione delle tensioni di trazione nel calcestruzzo. Questo fa si


che tutto il materiale reagisca permettendo cos sensibili riduzioni di sezione a parit di
carichi esterni rispetto a travi in c.a ordinario;

gli sforzi di compressione vengono anchessi notevolmente ridotti per la presenza di


maggiore area resistente a compressione;

sensibile riduzione delle tensioni principali di trazione dovute al taglio;

sensibile riduzione degli effetti del ritiro. Daltronde il fenomeno del ritiro tende a diminuire
lo stato di compressione contribuendo a diminuire il benefico effetto della precompressione;

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un elemento o una struttura in c.a.p. nelle varie fasi di costruzione sottoposto di fatto a
severi collaudi che garantiscono lopportuna resistenza anche livelli di tensione che
normalmente non vengono mai pi raggiunti in fase di esercizio ma comunque presenti
nelle fasi intermedie (ad esempio nella fase di precompressione);

la tecnica della precompressione pu essere applicata anche ad altre tipologie costruttive,


quali le strutture miste acciaio-calcestruzzo e le stesse strutture metalliche.

Svantaggi:
-

malgrado la semplicit concettuale dei calcoli, la progettazione delle opere in c.a.p. richiede
consapevolezza e senso di responsabilit ancora maggiori rispetto alle normali opere in c.a.;
la tecnica della precompressione richiede un alto livello di specializzazione delle imprese
costruttrici e delle maestranze. Si pensi alle operazioni di messa in trazione dei cavi,
operazione che richiede luso di martinetti idraulici o alle operazioni di ancoraggio dei cavi
che richiede particolari tecnologie che verranno esaminate in seguito;

le costruzioni in c.a.p. devono essere realizzate con materiali pi resistenti e dunque pi


costosi, infatti lacciaio utilizzato deve essere in grado di sviluppare grandi deformazioni
(allungamenti) in campo elastico, cio possedere un elevato limite elastico.

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Lazione precompressione del cls dovuta allallungamento delle barre di


pressollecitazione che, una volta rilasciate, creano un accorciamento del calcestruzzo:
maggiore la contrazione del cls, maggiore la tensione di compressione nello stesso.
In realt non viene sfruttato tutto lallungamento imposto alle armature, in quanto una
buona parte viene persa per effetto dei seguenti fenomeni:
- ritiro del calcestruzzo;
- deformazione viscosa del cls: in condizione di carico
costante, scontata una prima deformazione elastica, si
ha anche una deformazione viscosa (aumento della
deformazione nel tempo a carico costante); questo
fenomeno avviene in un periodo temporale di qualche
mese;
- rilassamento delle armature di pressolecitazione:
diminuzione nel tempo della forza necessaria a
mantenere una determinata deformazione, cio
diminuzione del modulo elastico. Al contrario della
deformazione viscosa, il fenomeno avviene nei primi
giorni.
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Queste perdite vengono dette Perdite Differite di pressollecitazione e vengono ridotte


imponendo elevate deformazioni elastiche iniziali dellacciaio.

In conclusione per ottenere un certo effetto bisogna tirate pi del previsto, per scontare tutte
le perdite.

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6.2. Materiali
6.2.1. Il calcestruzzo
Il calcestruzzo impiegato nelle strutture in c.a.p. si differenzia da quello usato nel c.a. solamente
per una resistenza pi elevata, ci perch deve essere associato ad acciai di elevata resistenza e
perch nella fase di pressollecitazione i livelli di tensione raggiungibili possono essere
estremamente elevati.
Secondo il D.M. 14/01/2008, la classe minima di resistenza per le strutture in c.a.p. C28/35,
mentre per il D.M.1996 era il Rck=30 MPa (max Rck=55)

A differenza del c.a., nelle strutture in c.a.p sono ammesse le trazioni (precompressione limitata),
a patto di prevedere idonea armatura diffusa in grado di riprendere tale trazione.
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Resistenza a compressione a lungo termine in esercizio (SLE):


Le massime tensioni normali di compressione c, in esercizio a cadute di tensione avvenute,
devono rispettare la seguente limitazione (D.M.2008):

c
0.60f ck per la combinazione caratteristica (rara)
c
0.45f ck per la combinazione quasi permanente
fck  resistenza caratteristica del cls a 28gg
Per spessori di calcestruzzo inferiori a 50mm, i valori vanno ulteriormente ridotti del 20%.
Resistenza a compressione iniziale in esercizio (SLE):
Allatto della tesatura, quindi della precompressione, le massime tensioni normali di
compressione c, iniziale, devono rispettare la seguente limitazione (D.M.2008):

c
0.70f ckj

f ckj  resistenza caratteristica del cls al j-esimo giorno

Solo nella zona di ancoraggio delle armature si possono tollerare compressioni locali c prodotte
dagli apparecchi di ancoraggio pari a:
c
0.90fckj
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Valutazione della resistenza cilindrica nel tempo:


Per la valutazione della resistenza cilindrica del cls allatto della precompressione, che avviene in
genere per un tempo diverso dai 28gg di maturazione richiesti dalla norma, si pu adottare la
seguente formulazione (Ceb-Fip Model Code 1990):

f cm (t)  f cm (28gg)  e


28gg
s 1

t 


dove:
-

120

un coefficiente che dipende dal


tipo di cemento:
s = 0.20 per cls a presa rapida ed
alta resistenza
s = 0.25 per cls a resistenza normale
e a presa rapida
s = 0.38 per cls a presa lenta

100
90
80
70

60
50
40
30
20

10

il tempo di carico;

gg

0
0

28 gg

fcmj / fcm

110

10

15

20

25

30

35

40

45

50

fcm(28gg) la resistenza cilindrica a 28 giorni

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Resistenza a trazione a lungo termine in esercizio (SLE)::


Nel nuovo D.M. 14/01/2008 non viene citata la resistenza a trazione, mentre le precedenti
normative (D.M. 2005 e D.M. 1996) riportavano:
In ambienti moderatamente/poco aggressivi, sono ammesse tensioni normali di trazione t, in
esercizio a cadute di tensione avvenute, che devono rispettare la seguente limitazione:
t
0.07f ck D.M. 1996

t

f ctk
 m,c

D.M. 2005 con  m,c riportato in Tab 5.1-XII

Resistenza a trazione iniziale in esercizio (SLE)::


Analogamente, le precedenti normative (D.M. 2005 e D.M. 1996) riportavano:
sono ammesse tensioni di trazione fino a 0,10 fckj fermo restando l'obbligo di disporre armature
metalliche che assorbono l'intera risultante delle trazioni.
Nelle travi ad armature pretese sono ammesse tensioni di trazione iniziali pari a 0,05 fckj, senza
aggiunta di armatura sussidiaria, purch l'armatura pre-tesa sia ben diffusa nella zona soggetta a
trazione. In fasi intermedie e transitorie della costruzione consentito superare nel conglomerato
cementizio il limite a trazione innanzi stabilito, purch le fasi successive provochino
l'annullamento dello stato di trazione.
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6.2.2. Gli acciai da precompressione


Per il cemento armato precompresso vengono utilizzati acciai ad alta resistenza (acciai
armonici), che presentano pertanto elevati valori di allungamento al limite elastico, necessari per
contenere le perdite. Essi presentano comportamento altamente fragile caratterizzato da una
elevata resistenza in assenza o quasi di snervamento.
Per tale motivo si adotta la
convenzione di utilizzare il
Acciaio
valore della tensione allo
da c.a.p.
0.2% di deformazione
residua o all1% di
deformazione sotto carico
in
sostituzione
della
tensione di snervamento.
Acciaio
da c.a.
Tale tipologia di acciai pu
arrivare
a
resistenze
dellordine di 1500-1800
MPa.

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Confrontando questi valori con quelli dellacciaio da c.a. (540 MPa circa), si osserva una
resistenza superiore di 23 volte. Tale aumento di resistenza si ottiene principalmente con i
seguenti provvedimenti:
- aumento della percentuale di carbonio (circa 0.6% contro i 0.2% delle barre da c.a.);
- aggiunta di elementi, quali manganese, silicio, vanadio o cromo;
- incrudimento mediante lavorazione a
freddo (trafilatura): nel caso dei fili si
opera una trafilatura che prevede tensioni
longitudinali di trazione e trasversali di
compressione;
- trattamenti termici di tempra seguiti da rinvenimento.
In realt spesso questi trattamenti vengono combinati assieme per far triplicare la resistenza, ci
fa comprendere il perch questi acciai non sono saldabili, sono molto sensibili alle alte
temperature di un incendio, sensibili alla corrosione.

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Gli acciai da c.a.p. sono disponibili sotto forma di fili, trecce, trefoli e funi generalmente forniti
in rotoli o bobine, barre in fasci.
I fili
I fili, o vergella, sono un prodotto laminato si sezione piena,
generalmente fornito sottoforma di rotoli.
I fili possono essere tondi o di altre forme; vengono individuati
nom = 210mm
mediante il diametro nominale e non presentano snervamento.
Non consentito limpiego di fili lisci nelle strutture precompresse ad
armature pre-tese. Ciascun rotolo di filo liscio, ondulato o con
impronte deve essere esente da saldature.
Le trecce
Una treccia costituita da 2 o 3 fili avvolti ad elica intorno al loro
comune asse longitudinale; passo e senso di avvolgimento dellelica
sono eguali per tutti i fili della treccia;
I Trefoli
Un trefolo costituito da pi fili avvolti ad elica intorno ad un filo
rettilineo completamente ricoperto dai fili elicoidali.
Il passo ed il senso di avvolgimento dellelica sono uguali per tutti i fili
di uno stesso strato.
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Le Funi
Le funi sono costituite da un gran numero di fili organizzati in vario
modo.
Le funi sono generalmente utilizzate per gli apparecchi di
sollevamento, come ascensori, montacarichi ed impianti a fune, e non
per il cemento armato precompresso.
Le Barre
La barra da c.a.p. un prodotto laminato di sezione piena,
forniti soltanto in forma di elementi rettilinei e piuttosto
rigidi. Le barre possono essere lisce, a filettatura continua
o parziale, con risalti; vengono individuate mediante il
diametro nominale.

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Gli acciaio da c.a.p. devono presentare le seguenti caratteristiche meccaniche secondo il D.M.
14.01.2008:

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Resistenza a trazione in esercizio (SLE)::


La tensione massima sp in esercizio a perdite avvenute di una armatura da c.a.p. di tipo pre-teso
o post-teso, tenendo conto di tutte le sollecitazioni agenti, pari a:

sp
0.80  (f p,(0.1),k ; f p,(1),k ; f p,y,k )
dove:
fp,(0.1),k
fp,(1),k
fp,y,k

la tensione di trazione caratteristica allo 0.1% di deformazione residua;


la tensione di trazione caratteristica al 1% di deformazione;
la tensione di trazione caratteristica allo snervamento;

La tensione massima iniziale spi allatto della tesatura di una armatura da c.a.p. di tipo pre-teso,
pari a:
0.90(f p,(0.1),k ; f p,(1),k ; f p,y,k ) 
spi
min 
 pre-teso
0.80  f p,t,k

Nel caso di armatura di tipo post-teso, pari a:
0.85(f p,(0.1),k ; f p,(1),k ; f p,y,k ) 
spi
min 
 post-teso
0.75  f p,t,k

ammessa per ciascuna tipologia una sovratensione non superiore a 0.05 fp,(0.1),k
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6.3. La tecnologia della precompressione


6.3.1. Grado di precompressione
Gli elementi in cemento armato precompresso possono essere classificati in base a diversi
aspetti; una prima classificazione riguarda il grado di precompressione:
1. Cemento Armato Precompresso COMPLETO: la coazione di compressione iniziale tale da
annullare le trazioni in tutte le
configurazione di sollecitazione.
2. Cemento Armato Precompresso NORMALE:

nella configurazione di sollecitazione finale


sono presenti limitate tensione nel cls.

3. Cemento Armato Precompresso PARZIALE:

la coazione di compressione iniziale non


tale da annullare tutte le trazioni, che devono
essere riprese dalla armatura ordinaria del
c.a., detta armatura lenta.

4. Cemento Armato NORMALE:

assenza di coazione di compressione iniziale,


devono essere disposte le armature da c.a.,
per riprendere tutte le trazioni.

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6.3.2. Precompressione interna, esterna o mista


1. Precompressione INTERNA:
E la tecnica maggiormente utilizzata, la quale prevede lapplicazione della precompressione
con cavi interni, cio con cavi immersi nel getto di calcestruzzo. A seconda che il cavo sia
teso prima o dopo lindurimento del getto di cls si parla di pre-tensione o post-tensione;
2. Precompressione ESTERNA:
In questo caso il cavo passa esternamente alla sezione. Ha il vantaggio di avere cavi sempre
ispezionabili e, se il caso, possono essere ri-tesati o addirittura sostituiti. Si evita inoltre di
avere getti difficoltosi normalmente tali per le esigue dimensioni delle nervature. I cavi
esterni hanno per lo svantaggio di non avere riserve dovuta alladerenza e di essere soggette
maggiormente alla corrosione. Tale tecnica viene generalmente utilizzata in ponti a conci
prefabbricati.

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3. Precompressione MISTA:
La precompressione mista viene in genere realizzata con precompressione interna a livello di
soletta inferiore e superiore e una precompressione esterna applicata a livello delle nervature
verticali che possono essere cos progettate con spessori minori essendo il getto meno
difficoltoso. Esistono anche soluzioni con cavi interni non iniettati (protetti in stabilimento)
che hanno il vantaggio di poter essere ri-tesati e/o sostituititi.
6.3.3. Precompressione a fili aderenti o ad armatura pre-tesa
una tecnica di precompressione interna, tipica della prefabbricazione industrializzata eseguita
in stabilimento, che prevede i cavi immersi nel getto di calcestruzzo ed trasferimento della forza
per aderenza.

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Fase I: si dispongono i cavi (trecce e trefoli) di


precompressione allinterno del cassero prima
del getto nella posizione voluta, tesati con uno
o due martinetti idraulici vincolati a due
blocchi di ancoraggio solidali con il terreno;
Fase II: la trazione voluta viene mantenuta per
il tempo necessario ad effettuare il getto di
calcestruzzo e per realizzarne la presa e lavvio
del suo indurimento.
Fase III: Eseguito il getto e raggiunto cos
unopportuna caratteristica di resistenza del
cls, i fili vengono tagliati in corrispondenza
delle sezioni terminali dellelemento.
I fili non pi tesi tenderanno ad accorciarsi, fenomeno al quale si oppone il cls che di
conseguenza risulta essere luogo di uno stato di coazione (precompressione). Si osservi che a
questo punto i cavi presentano una sollecitazione di trazione inferiore a quella iniziale, perch
anchesse si sono accorciate con il calcestruzzo di 
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6.3.4. Precompressione a cavi scorrevoli o ad armatura post-tesa


Questa tecnica di precompressione pu essere sia interna che esterna e consiste principalmente
nel mettere in tensione un cavo (treccia o trefolo) libero di scorrere in una guaina allinterno o
esterno dellelemento gi gettato. In questo caso il trasferimento della forza avviene alla testata
del manufatto.
Le fasi sono le seguenti:
Fase I: si prepara la cassaforma con allinterno i cavi contenuti entro guaine (quindi liberi di
scorrere) ed i dispositivi di fissaggio; si esegue il getto del manufatto; in alcuni casi,
vengono inserite solamente le guaine, infilando in un secondo momento i cavi.

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Fase II: a getto avvenuto ed al raggiungimento delle opportune caratteristiche meccaniche del
calcestruzzo (resistenza necessaria ad assorbire in sicurezza le coazioni imposte), i cavi
vengono messi successivamente in tensione da martinetti idraulici a contrasto con
lelemento di calcestruzzo; la tesatura pu avvenire su entrambe le facce oppure una
sola dopo aver bloccato lestremo opposto.
Fase III: raggiunto il livello di tensione voluto che corrisponde evidentemente allo stato di
precompressione voluto si procede al bloccaggio dei cavi attraverso opportuni
dispositivi brevettati, solitamente a forma di cuneo; si tolgono i martinetti e si procede
con liniezione della malta di cemento nelle guaine.

Lefficacia del metodo dipende evidentemente dallefficacia degli ancoraggi terminali.


Con questa tecnica, in ogni istante si ha sempre luguaglianza fra lazione sul calcestruzzo Nc e
quella di trazione sul cavo Nsp
Al contrario del metodo precedente, il cavo pu essere tesato pi volte fin tanto ch la guaina
non viene iniettata e sigillata.
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6.3.5. I sistemi di ancoraggio


I sistemi di ancoraggio sono diversi e spesso brevettati dalle singole ditte, ma sostanzialemtne
derivano tutti dalle due seguenti tipologie:
1. Ancoraggio a cuneo (Fressinet)

Il tronco di cono centrale viene trascinato allinterno dellelemento dalla forza di trazione e
quindi premuto contro la sua sede, fino ad auto bloccarsi.
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2. Ancoraggio a testa cilindrica

In entrambi i dispositivi bisogna prestare molta attenzione alla zona di ancoraggio: infatti nel
punto di contatto e trasferimento della forza di pre-compressione si generano picchi di tensione
molto elevati. La forza di precompressione induce tensioni di compressione elevate nella
direzione del cavo, ma anche tensioni di trazioni ortogonali alle precedenti.
Per riprendere le tensioni di trazione e
contemporaneamente confinare il cls soggetto a
compressioni elevate bisogna prevedere
unarmatura trasversale molto fissa (staffe
molto ravvicinate), detta armatura di frettaggio.

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6.3.6. Iniezione dei cavi


Nei manufatti ad armature post-tesi, dopo la tesatura finale, si deve procedere alla sigillatura
della guaina al cui interno scorre il cavo. La sigillatura avviene con liniezione di miscele
cementizie (malte con inerti molto fini) o resine ad hoc.
Liniezione viene eseguita per i seguenti scopi:
- Protezione dellacciaio post-teso dalla corrosione;
- Realizzare laderenza fra il cavo e la guaina (e quindi il calcestruzzo) per migliorare le
condizioni di sicurezza a rottura. A tal fine si possono anche utilizzare guaine
opportunamente corrugate allinterno e esterno.
Dopo liniezione il cavo da pressollecitazione vale anche come armatura lenta, cio pu
riprendere le trazioni presenti nellelemento in c.a.

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6.4.

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Le Tensioni a Vuoto

6.4.1. Precompressione a fili aderenti o ad armatura pre-tesa


Maturato il getto si esegue il taglio dei fili, che tenderanno ad accorciarsi; a questo fenomeno si
oppone il calcestruzzo che di conseguenza risulta essere luogo di uno stato di coazione
(precompressione).
Si osservi che a questo punto i cavi presentano una sollecitazione di trazione inferiore a quella
iniziale, perch anchessi si sono accorciati con il calcestruzzo di 



N0 = trazione iniziale dei cavi (nota)


Nc = compressione calcestruzzo
N0-N = trazione reale cavi
Possiamo scrivere le equazioni di congruenza ed equilibrio nellincognita iperstatica N:

N c L N L

EcAc EpAp

eq. di congruenza

Ep Ap
Ap
Nc L Ep Ap

 N  N c
 Nc n
EcAc
L
Ec Ac
Ac

con
n
coefficiente
di
omogeneizzazione istantaneo
Ep/Ec

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Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

N c  N 0  N

eq. di equilibrio

N 0  N c N  N c N c n

Ap
Ac

A nA p
N 0  N c 1 n p  N c c

Ac 

 Ac

Da cui si ricava la compressione nel cls e relativa tensione c
Ac
N
Ac
N
Nc  N0
c = 0
 0
A c nA p
A c A c nA p Aid
La forza residua nellacciaio vale evidentemente Nc (per equilibrio).
La caduta di tensione pari a :
N N c n A p A c nN c
p 


 n  c
Ap
Ap
Ac

p  0  p  0  n  c
Riassumendo, la tensione nel calcestruzzo pari alla tensione iniziali N0 diviso larea ideale Aid,
mentre la caduta di tensione dovuta al rilascio dei cavi n volte la sollecitazione nel cls c.
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- Pag. 6.29 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Nel caso in cui larea dellacciaio da precompressione sia pari allun percento di Ac , si ha una
perdita di:
Nc
Ac
100


 0.93
N 0 A c nA p 100 7 1
cio la compressione sul cls pari al 93% del carico iniziale applicato al cavo (7% di perdita).

Se il cavo non fosse baricentrico, bisognerebbe utilizzare le formule della pressione eccentrica.
N
N e
c  0  0 y
A id
J id

 p  0  n  c 

N
N0
N  e2 
n 0  0

Ap
J id 
 A id

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- Pag. 6.30 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.4.2. Precompressione a cavi scorrevoli o ad armatura post-tesa


In questo caso, i cavi vengono tesati dopo la realizzazione dellelemento in c.a., agendo con
appositi martinetti alle testate del manufatto.

In ogni istante si ha uguaglianza fra lazione di trazione sul cavo e la compressione sul cls:

Nc  N p  N

c 

N
Ac

p 

N
Ap

Nel caso di cavo eccentrico, si devono utilizzare le formule della pressione eccentrica:
N Ne
N
c 

y
p 
Ac
Jc
Ap
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- Pag. 6.31 -

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6.5. Carichi Equivalenti alla Precompressione


Spesso, per semplicit, si vuole associare ad una generica precompressione, ossia ad una
possibile disposizione dei cavi, un sistema di carichi esterni equivalenti che producono nelle
struttura le stesse deformazioni e lo stesso regime tensionale; in questo modo la precompressione
viene trattata come se fosse un carico agente ed opportunamente combinato con le altre azioni:
m

j 1

i2

Fd    jgGjk pPk 1qQ1k   iq 0iQik 


Le nuove Norme tecniche D.M. 14.01.2008 fissano il coefficiente parziale di sicurezza p = 1.0,
mentre il D.M. 1996 fissava i seguenti valori:
p = 0.9
(1.2 se il suo contributo diminuisce la sicurezza)
Si noti che i carichi equivalenti sono per loro natura equilibrati, nel senso che in un sistema
staticamente determinato (isostatico) non inducono reazioni vincolari; nei sistemi iperstatici,
invece, i carichi equivalenti (e perci anche la precompressione) producono in generale reazioni
vincolari per comunque auto-equilibrate.

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- Pag. 6.32 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.5.1. Cavo Risultante C.R.


Si definisce Cavo Risultante (indicato come C.R.) il cavo fittizio che esercita in ogni sezione uno
sforzo uguale alla risultante delle forze di precompressione e con la stessa eccentricit, cio
genera lo stesso effetto dei cavi reali.

Se la tensione di trazione sp la medesima in tutti i cavi, il Cavo Risultante si trover nel
baricentro del sistema di cavi effettivi:
n

i 1

i 1

P    A pi  pi   p  A pi
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- Pag. 6.33 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Ai fini del calcolo del c.a.p. si ipotizza che:


1) i cavi siano assimilabili a fili e pertanto resistono solamente a trazione; inoltre si fa lipotesi
di trascurare completamente il peso proprio del cavo:
2)

M  0 (EJ=0) N  0
i cavi assumono spontaneamente la configurazione che comporta lequilibrio fra forze
interne e forze esterne;

3)

in questa fase si trascura lattrito fra cavo / struttura;

4)

un cavo con tracciato curvilineo che si appoggia su una superficie regolare, esercita su di
essa una pressione pari a:

p(s) 

P
R(s)

F 
 L

con :
P = forza di trazione nel cavo;
R(s) = raggio di curvatura della curva assunta dal cavo;
p(s) = pressione sulla superficie.

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- Pag. 6.34 -

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6.5.2. Cavo rettilineo baricentrico (post-teso)


Consideriamo una trave in c.a.p. a cavi post-tesi, con Cavo Risultante baricentrico.
In corrispondenza degli ancoraggi di estremit si ha la trasmissione delle forze dal dispositivo di
bloccaggio al cls: la trave risulta compressa con un carico P e, ad una certa distanza dal
dispositivo, le tensioni nel calcestruzzo sono uniformi:
le tensioni nel
calcestruzzo sono
costanti e pari a

c 

P
Ac

In questo caso si ha:


Cavo Risultante C.R. Linea delle Pressioni
la risultante delle forze agisce in corrispondenza del baricentro, quindi compressione centrata.
Tale soluzione si applica quando trave soggetta ad una forza esterna di trazione uniforme.
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- Pag. 6.35 -

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6.5.3. Cavo rettilineo eccentrico (post-teso)


Consideriamo una trave in c.a.p. a cavi post-tesi, con Cavo Risultante orizzontale eccentrico e.
La risultante delle compressioni P con eccentricit e equivalente ad un sistema a risultante P
centrata ed un momento pari a M = P e: in tal caso la trave soggetta a pressoflessione (P , M).
Le tensioni nel calcestruzzo
sono lineari e pari a

c 

P Pe

y
A
J

Anche in questo caso si ha: Cavo Risultante C.R. Linea delle Pressioni
Tale soluzione si applica quando trave soggetta a due momenti uguali alle estremit.
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- Pag. 6.36 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.5.4. Cavo rettilineo inclinato rispetto alla linea dasse (post-teso)


Consideriamo una trave in c.a.p. a cavi post-tesi, con Cavo Risultante inclinato di un angolo 
rispetto alla linea dasse ed eccentricit agli estremi pari a e (e1 = e2).

Per prima cosa verifichiamo che il sistema sia autoequilibrato:


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- Pag. 6.37 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

P cos   P cos   0
P sin   P sin   0
P cos   e2 P cos   e1  P sin   L  0

Eq. Traslazione H
Eq. Traslazione V
Eq. Rotazione

cos   e 2 e1   sin   L
cos   e 2 e1 
1
sin 
L
1
tan   1
tan 

I carichi equivalenti consistono in:


-

Una forza di compressione pari a


Una forza di taglio pari a
Una coppia pari a

P cos 
P sin 
Pe cos 

Anche in questo caso si ha: Cavo Risultante C.R. Linea delle Pressioni

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- Pag. 6.38 -

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6.5.5. Cavo parabolico, ancorato allestremit nei baricentri delle sezioni (post-teso)
Consideriamo una trave in c.a.p. a cavi post-tesi, con Cavo Risultante a tracciato parabolico,
simmetrico rispetto alla mezzeria, ancorato in corrispondenza dei baricentri delle sezioni di
estremit e freccia pari a f in mezzeria.
In questo caso le caratteristiche della sollecitazione dipendono dalla posizione relativa tra il cavo
e il baricentro della sezione.

Valutiamo lequazione che descrive il tracciato del cavo:

y  a  x2
xL
y

 2

y  a L

f

a=

4f
L2

4f 2
x
L2

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- Pag. 6.39 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

La funzione y(x) rappresenta leq. del cavo nel sistema di riferimento rappresentato in figura.
Poich generalmente la lunghezza L predomina sulle altre due dimensioni (elementi snelli), si
pu pensare  piccolo e quindi:
y(x) tan x
tan  sin   
cos  !
y''=1/R
In questo caso si ha:

dy 8f
d 2 y 8f
y' 
y ''  2  2
 x
dx L2
dx
L
8f L
4f
y '(L / 2)  2 
L 2
L
4f
tan   L / 2  sin   L / 2 
L
Quindi:

4f
P
L
P cos  (L/2)
P
P
8f
p(s) 
Py ''  2 P
R
L

P sin  (L/2)

Taglio pari a:
Compressione pari a:
il carico ripartito sulla superficie curva:
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- Pag. 6.40 -

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P
P

P
P

p(s) rappresenta lazione distribuita che il cls esercita sul cavo a causa della sua continua
deviazione; a sua volta il cavo esercita una pressione uguale ed opposta sul cls. Queste pressioni
radiali sono a componente orizzontale nulla (per simmetria), pertanto efficace solamente la
componente verticale p ( in modulo circa uguale a p(s) per  piccoli).

P
P
P
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- Pag. 6.41 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Scrivendo gli equilibri alla traslazione verticale, orizzontale e alla rotazione si dimostra che il
sistema equivalente equilibrato.

Eq. Traslazione H
Eq. Traslazione V
Eq. Rotazione

PP 0
4f
4f
8f
P P  P 2 L  0
L
L
L
4f
8f
L
P L  P 2 L  0
L
L
2

Affinch siano rispettate le ipotesi ( piccolo) la freccia f deve essere piccola, cio il cavo deve
essere molto schiacciato.
Tale soluzione si applica quando trave soggetta ad un carico distribuito q costante.
Il tracciato di tipo parabolico tipico della tecnologia post-tesa.

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- Pag. 6.42 -

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6.5.6. Cavo parabolico, ancorato in sezioni intermedie (post-teso)


Nelle figure seguenti sono riportati i Carichi Equivalenti alla precompressione nel caso di cavo
parabolico ancorato in sezioni intermedie allestradosso della trave.

Le linee tratteggiate tracciate nei diagrammi di sollecitazione riportano il reale andamento


delle sollecitazioni tenendo conto che, dopo lancoraggio, c una zona di transizione, nella quale
le forze interne si diffondono fino a raggiungere le  e " previste teoricamente.

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- Pag. 6.43 -

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- Pag. 6.44 -

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6.5.7. 2 Cavi parabolici, ancorati in sezioni diverse (post-teso)


Nella figura seguente sono riportati i
Carichi
Equivalenti
alla
precompressione nel caso di due
cavi parabolici ancorati in sezioni
differenti.

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- Pag. 6.45 -

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6.5.8. Cavo poligonale (post-teso)


Nella figura seguente sono riportati i Carichi Equivalenti alla precompressione nel caso di un
cavo poligonale ancorato in corrispondenza del baricentro delle sezioni di estremit.

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- Pag. 6.46 -

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6.5.9. Sistemi iperstatici


Nel caso di una struttura iperstatica il sistema di carichi equivalenti alla precompressione mostra
tutte le sue potenzialit. Invece di utilizzare i metodi classici per valutare le reazioni iperstatiche
dovute alla precompressione, si pu infatti adottare il sistema equivalente che permette di
studiare la precompressione come una serie di carichi distribuiti e concentrati trattabili al pari dei
carichi esterni. Essa per dar in generale luogo a reazioni iperstatiche che compaiono anche in
assenza di forze esterne (stato di coazione).
Si consideri ad esempio la trave a due campate con una Cavo Risultante rettilineo ed eccentricit
pari a e:

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- Pag. 6.47 -

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Si tratta di una trave iperstatica con uno sforzo normale e due coppie agenti alle estremit; per
determinare lincognita iperstatica X si fa uso del Metodo delle Forze: si rende la struttura
isostatica rimuovendo un vincolo, si impone al suo posto una forza incognita determinata con le
equazioni di congruenza

Eq. congruenza

#B  0
#B  #B  P, P  e  #B  X 

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- Pag. 6.48 -

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X  2L 
#B (X) 
48EJ

#B

 P  e  2L 
(P  e) 

16EJ

X  2L 
 P  e  2L   0
#B 
2
48EJ
16EJ
X L P  e
#B 

0
24
8
3

$ X

3 P  e
L

Di seguito si riportano i diagrammi delle caratteristiche della sollecitazione dovute solamente alla
precompressione P:
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- Pag. 6.49 -

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Anche in questo caso, i carichi equivalenti


alla precompressione sono auto equilibrati,
per fanno intervenire i vincoli.

Infatti, mentre in una struttura isostatica il


C.R. coincide sempre con la Linea delle
Pressioni L.P., in una struttura iperstatica ci
non avviene in generale:

La Linea delle Pressioni quella linea (in generale una curva) che congiunge tutti i centri di
pressione siti nelle sezioni dellelemento, cio la direzione della risultante degli sforzi di
compressione.
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- Pag. 6.50 -

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6.5.10.

Cavi Equivalenti e Cavo Concordante

Consideriamo ora diversi tracciati poligonali del C.R. con la stessa eccentricit agli estremi:

Per piccole eccentricit, si pu assumere  piccolo e pertanto si ha:

cos= 1, sin= tg

Attraverso gli equilibri alla traslazione e alla rotazione si dimostra che il sistema equivalente
ancora equilibrato, ma presenta reazioni vincolari diverse in funzione dellangolo .
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- Pag. 6.51 -

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In figura sono indicate in rosso le


reazioni vincolari espresse in
funzione di  (angolo di
inclinazione del cavo rispetto
allasse della trave).

Al variare di , NON variano le


caratteristiche della sollecitazione,
cio tutti i cavi C.R.i presentano
le stesse sollecitazioni e stessa
Linea delle Pressioni.

In una trave iperstatica si definisce famiglia di Cavi Equivalenti tutti quei cavi che presentano
- la stessa eccentricit agli estremi;
- la medesima linea delle pressioni;
- comportano reazioni vincolari diverse in funzione di tg
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- Pag. 6.52 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

In altre parole tutti i Cavi Equivalenti di una famiglia differiscono tra loro solamente per
leccentricit in corrispondenza dellappoggio intermedio e le conseguenti reazioni vincolari.
Inoltre, data una famiglia di cavi equivalenti, la loro comune linea delle pressioni si chiama
Curva Stabile delle Pressioni.
Infine, data una famiglia di cavi equivalenti, si pu passare da un cavo allaltro mediante una
Trasformazione Lineare che lascia invariate le eccentricit terminali e le curvature dei cavi,
alterando solo le eccentricit agli appoggi intermedi.
Consideriamo ora un particolare cavo equivalente tale che leccentricit in mezzeria pari a e/2:

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- Pag. 6.53 -

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Anche questo tracciato del C.R. presenta la stessa linea delle pressioni L.P. ma diverse reazioni
vincolari: pi precisamente il tracciato del cavo coincide con la L.P. e si dimostra che le reazioni
vincolari sono nulle:
in base alla geometria del cavo si ha:
e e 2 3e 2
tg    

L
L
quindi la reazione in A e in C vale:
3Pe
3Pe
3e 2
 P  tg 
P
0
2L
2L
L
la reazione in B vale:
3Pe
3Pe
3e 2
 2P  tg 
 2P
0
L
L
L

Le reazioni sono nulle, cio i vincoli non


intervengono.

Si definisce Cavo Concordante C.C. quel Cavo Risultante C.R. appartenente ad una famiglia di
Cavi Equivalenti tale che, in una struttura iperstatica, non fa reagire i vincoli; ci avviene quando
il cavo coincide con la Linea delle Pressioni L.P.
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- Pag. 6.54 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Riassumendo:
-

nelle strutture isostatiche:

Cavo Risultante C.R. Linea delle Pressioni

nelle strutture iperstatiche, in genere:

Cavo Risultante C.R. Linea delle Pressioni

nelle strutture iperstatiche, quando un Cavo Risultante coincide con la Curva (Linea) delle
Pressioni non provoca reazioni vincolari e viene detto Cavo Concordante
nelle strutture iperstatiche:

Cavo Concordante C.C. = Linea delle Pressioni

dato un Cavo Concordante si pu dedurre una famiglia di Cavi Equivalenti mediante


trasformazioni lineari.

OSS:
In generale si cerca di progettare un tracciato del cavo che eviti la formazione di reazioni
iperstatiche senza per alterare il sistema equivalente (Cavo Concordante).
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- Pag. 6.55 -

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6.6. Perdite di Precompressione


Dopo aver analizzato la tecnologia della precompressione, i materiali utilizzati ed esposto alcuni
casi semplici per determinare i carichi equivalenti, necessario analizzare tutti quei fenomeni
che tendono a ridurre leffetto della precompressione.
Le perdite della precompressione si classificano in:
-

PERDITE ISTANTANEE, cio che si verificano nel momento stesso in cui si introducono
le forze di pressolecitazione:
% Perdite al martinetto (pre-teso e post-teso)
% Perdite agli ancoraggi (pre-teso e post-teso)
% Perdite per attrito tra cavi, tra cavi e guaine (post-teso)
% Perdite per deformazione elastica istantanea (pre-teso e post-teso)

PERDITE DIFFERITE, cio che si verificano dopo un certo lasso di tempo, pi o meno
lungo:
% Perdite per ritiro del calcestruzzo
% Perdite per deformazione viscosa del calcestruzzo
% Perdite per rilassamento dellacciaio da precompressione

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- Pag. 6.56 -

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6.6.1. Perdite istantanee


6.6.1.1. Perdite istantanee al martinetto ed agli ancoraggi
Queste perdite sono intrinseche del sistema di precompressione adottato (brevettato) e la stessa
ditta specializzata in fase di esecuzione adotta una serie di correzioni della tesatura.
Generalmente la trazione imposta dal martinetto
leggermente maggiore proprio per assorbire la perdita del
dispositivo di serraggio (solitamente cunei tronco-conici):
affinch i cunei blocchino il cavo ci deve essere un minimo
rientro del cavo.
Queste perdite sono presenti sia nella tecnologia pre-tesa a
fili aderenti, sia in quella a cavi post-tesi.

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- Pag. 6.57 -

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6.6.1.2. Perdite istantanee per attrito


Le perdite per attrito appartengono esclusivamente al sistema post-teso in cui i cavi vengono
tesati dopo il getto del manufatto e scorrono allinterno di apposite guaine.
Le perdite avvengono ovviamente nel tratto curvo, per effetto del cavo appoggiato sulla
superficie interna della guaina che preme a sua volta su quella in calcestruzzo generando attriti;
ma anche nei tratti rettilinei, dovuti essenzialmente al serpeggiamento in pianta del cavo
(ondulazioni della guaina allatto della messa in opera ed alle imperfezioni delle superfici interne
delle guaine).
Generalmente il cavo viene teso da un solo lato con una forza N1 nota, mentre il lato fisso
soggetto ad un forza N2 (incognita) inferiore a causa delle perdite: N2 = N1 - N
Perdite per attrito in curva
Sul generico tratto curvo del cavo agiscono le seguenti forze:
Ni = forza di trazione nel cavo allestremo i;
p(s) = forze di deviazione [F/L]
"(s) = forze dattrito [F/L]
dP = risultante delle forze di deviazione [F]
dT = risultante delle forze di attrito [F]
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- Pag. 6.58 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

posto  piccoli:
ds  Rd

sin

d
2

d
2

cos

d
1
2

Eq. di equilibrio dir.y


d
d
dP  N
  N dN 
0
2
2
d
dP  2N
0
dP  Nd
2
dP pds  pRd
N
p
forza di deviazione[F/L]
R
Eq. di equilibrio dir.x

N dT   N dN   0
dT  dN
in situazione di attrito (scorrimento incipiente) dT  f c  dP

con fc coefficiente di attrito

ma dP  Nd
dT  dN  f c  Nd  f c  N

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ds
R
- Pag. 6.59 -

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dN
 f c  d
N

Lequazione differenziale:

integrata fra i limiti N1 e N2 fornisce la seguente soluzione:

N1
 efc 
N2
N 2  N1e  fc

N1 & N 2
(incognita)

per  piccoli ( < 30) pu essere sviluppata in serie approssimando a:


N 2  N1 1  f c  

N
 fc
N1

con  in radianti

Generalmente si ha H / L = 1/15 pertanto,


nel caso di cavi ancorati alle estremit si ha  !'()*(
nel caso di cavi ancorati allestradosso si ha  )*(+*(
Per il coefficiente di attrito fc, in assenza di dati sperimentali, si possono assumere i seguenti
valori in funzione del tipo di guaina e superficie di appoggio:
cavo su calcestruzzo liscio
cavo in guaina metallica

fc = 0.50
fc = 0.30

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- Pag. 6.60 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Perdite per attrito in rettilineo


Queste perdite dipendono essenzialmente dalla cura posta nella disposizione dei cavi allinterno
del cassero prima del getto, cercando di evitare il serpeggiamento in pianta.
La perdita di tensione in rettilineo dipende linearmente da carico di trazione applicato e dalla
lunghezza del tratto considerato:
N  N1  f L  x

N 2  N1 1  f L  x 
N
 fL  x
N1

Per il coefficiente di attrito fL, in assenza di dati sperimentali, si possono assumere i seguenti
valori in funzione del tipo di superficie:
calcestruzzo liscio
guaina metallica

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fL = 5x10-3
fL = 3x10-3

- Pag. 6.61 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Perdite per attrito lungo la trave


Se un cavo ha un tracciato curvilineo si dovranno sommare i due contributi, tenendo in
considerazione lattrito in rettilineo nel tratto lineare (in pianta), ma anche nel tratto di cavo
curvo (in prospetto): nella lunghezza rettilinea x sono inclusi sia i tratti lineari sia quelli in curva,
cio tutta la lunghezza del cavo in pianta.

In conclusione, la tesatura da un solo lato particolarmente svantaggiosa: per tale motivo, se non
possibile la doppia tesatura, in fase di esecuzione bene prevedere almeno una tesatura
alternata dei cavi, cos da ottenere una sollecitazione di precompressione sufficientemente
uniforme.
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- Pag. 6.62 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Esempio
Si consideri un cavo da precompressione lungo 30m, bloccato allestremo E e teso dal
martinetto allestremo A con una tensione di 1000 MPa.

20(,
 0.349 rad
180(
A  1000 MPA
  20( 

f c  0.30

f L  3x103

B  A  A f c    A f L x  1000  1000  0.3  0.349  1000  0.003  10  865 MPa


C  B  Bf L x  865  865  0.003  5  852 MPa

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- Pag. 6.63 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

D  C  C f L x  852  852  0.003  5  839 MPa


E  D  D f c   D f L x  839  839  0.3  0.349  839  0.003 10  726 MPa
Quindi in totale:

A  1000 MPa

E  726 MPa

  1000  726  274 MPa


cio pari a 27.4%

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- Pag. 6.64 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.6.1.3. Perdite per deformazione elastica istantanea


Armatura post-tesa
Negli elementi ad armatura post-tesa la precompressione viene impressa in generale attraverso un
certo numero N di cavi tesi non contemporaneamente.
Quando si parla di perdite per deformazione elastica istantanea non ci si riferisce
allaccorciamento del calcestruzzo dovuto alla tesatura del cavo teso in quellistante, ma
allaccorciamento dei cavi tesi in precedenza, infatti la messa in tiro delln-esimo cavo provoca
una caduta di tensione negli N-1 cavi tesati in precedenza.
Supponiamo di avere N cavi: alla tesatura del secondo cavo, il primo, gi tesato, subir una
perdita pari a:
c
c
p,1  E p -p,1  E p -c
-c 

Ec
N  Ec
dove:
-c
c
c

laccorciamento del cls (fibra baricentrica) dovuto alla tesatura di un solo cavo;
tensione di compressione nel cls dovuta alla tesatura di un solo cavo;
tensione di compressione nel cls finale dovuta alla tesatura degli N cavi.

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- Pag. 6.65 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

p,1  E p
p,i  n

c

n c
N  Ec
N

p,i rappresenta la perdita parziale di un cavo alla


tesatura del successivo.

c
N

Complessivamente, si osserva che il primo cavo subisce (N-1) perdite, il secondo (N-2). il
penultimo (N-(N-1)) perdite e ovviamente lultimo cavo NON subisce perdite.

La perdita di tensione media negli (N-1) cavi risulta pari a:

p,media 

 N  1 n c
2

Generalmente lincidenza di questa perdita modesta, allincirca il 2% della tensione iniziale


dellacciaio.

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- Pag. 6.66 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Armatura pre-tesa
Nei sistemi ad armatura pre-tesa il fenomeno diverso: infatti non corretto pensare che
laccorciamento del cls produca una perdita di coazione.
Nel momento del trasferimento della pre-tensione al calcestruzzo questo subisce un
accorciamento, come il cavo, ma lenergia potenziale totale di deformazione rimane invariata e
laccorciamento indispensabile per mettere in coazione il cls.
In altri termini, la diminuzione di tensione nellacciaio la manifestazione del trasferimento
dellenergia di deformazione elastica dallacciaio (immagazzinato in fase di tesatura al banco) al
calcestruzzo che si accorcia. Questa diminuzione di tensione essenziale per avere la
precompressione dellelemento.

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- Pag. 6.67 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.6.2. Perdite differite


6.6.2.1. Perdite per ritiro del calcestruzzo
Il ritiro la propriet del calcestruzzo di variare nel tempo il proprio volume, quindi di
deformarsi, senza lintervento di carichi esterni o tensioni applicate. Il ritiro presuppone una
diminuzione di volume legata perdita dacqua per evaporazione. Se la struttura vincolata (quasi
sempre) la diminuzione di volume impedita, quindi nascono necessariamente delle trazioni e
conseguenti fessure nellelemento.
La deformazione da ritiro in un provino di calcestruzzo, risulta pari alla somma di due contributi:
ritiro totale = ritiro da essiccamento + ritiro autogeno

-cs  -cd -ca

il ritiro da essiccamento -cd (drying shrinkage) dovuto essenzialmente al processo di


diffusione dellacqua presente nella pasta di cemento verso lambiente esterno:
- si sviluppa lentamente e per molto tempo;
- dipende dalla quantit dacqua e del rapporto a/c;
- dipende dalla qualit degli inerti e la loro capacit di assorbire acqua;
- dipende dallumidit relativa dellambiente;
- pu essere ridotto utilizzando additivi fluidificanti.

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- Pag. 6.68 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Il valore medio del ritiro da essiccamento a tempo infinito (D.M.14/01/2008) dato da:
-cd.  k h -c0
-c0 pu essere valutato mediante le seguenti tabelle in funzione della resistenza caratteristica a
compressione, dellumidit relativa e del parametro h0:

h0 [mm]
kh
100
1.00
200
0.85
300
0.75
500
0.70
per valori intermedi dei parametri indicati consentita linterpolazione lineare.
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- Pag. 6.69 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Lo sviluppo nel tempo della deformazione -cd (t) pu essere valutato come:

-cd  t   /ds  t, t s  -cd.  /ds  t, t s  k h  -c0


/ds  t, t s  

h 30

/ds  t, t s  $ 1

ts $ .
dove:
t

 t  ts 
 t  t s  0.04

let del calcestruzzo nel momento considerato (in giorni);

ts

let del calcestruzzo a partire dalla quale si considera leffetto del ritiro da
essiccamento, normalmente il termine della maturazione, espresso in giorni;

kh

un coefficiente che dipende dalla dimensione fittizia h0;

h0

la dimensione fittizia (in mm) pari al rapporto 2Ac / u , con:


Ac larea della sezione in calcestruzzo;
u

il perimetro della sezione in calcestruzzo esposto allaria.

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- Pag. 6.70 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

il ritiro autogeno o chimico -ca (outogenous or endogeneous shrinkage) corrisponde ai


cambiamenti in volume associati alle reazioni chimiche della pasta di cemento durante il
processo didratazione e non influenzato dalle dimensioni dellelemento strutturale:
- si sviluppa nei primi giorni dopo il getto
- aumenta al diminuire del rapporto a/c
- aumenta allaumentare della densit della pasta di cemento
- per cls normali rappresenta mediamente solo il 5% del ritiro da essiccamento
- per cls alta resistenza fornisce valori confrontabili con il ritiro da
essiccamento

Il valore del ritiro autogeno a tempo infinito cos valutato:

-ca,.  2.5  fck  10  106

con fck in MPa

Lo sviluppo nel tempo della deformazione -ca (t) pu essere valutato come:
-ca  /as  t   -ca,.

/as  t   1  exp 1  0.2t 0.5 


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con t espresso in giorni


- Pag. 6.71 -

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Secondo la normativa precedente D.M. 1996, la deformazione finale da ritiro -cs(tx,t0) si valuta
con le seguenti tabelle:

dove:
t0


let del calcestruzzo a partire dalla quale si considera leffetto del ritiro, espresso in
giorni;
la dimensione fittizia (in mm) pari al rapporto 2Ac / u , con:
Ac larea della sezione in calcestruzzo;
u

il perimetro della sezione in calcestruzzo esposto allaria.

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Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Nel caso della precompressione, il D.M.1996 semplifica ulteriormente imponendo (4.3.4.8):


-r = 0.0003 (=0.3)

se la struttura viene precompressa prima di 14gg di stagionatura

-r = 0.00025 (=0.25) se la struttura viene precompressa dopo 14gg di stagionatura


Per strutture particolarmente sottili si dovranno adottare valori maggiori.

In conclusione, la caduta di tensione nellarmatura di precompressione dovuta al ritiro ,


nellipotesi che tale deformazione sia uniformemente distribuita, valutabile semplicemente in:

rit  E p -rit
Esempio:
si considera una struttura precompressa prima dei 14gg:

-r  0.0003  -c  - p
p  E p -p  210000  0.0003  63 MPa
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perdita di tensione nellacciaio


- Pag. 6.73 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.6.2.2. Perdite per deformazione viscosa del calcestruzzo


Lo scorrimento viscoso del calcestruzzo, detta viscosit, fluage o creep consiste nellaumento
della deformazione nel tempo sotto lapplicazione di un carico costante (diverso da zero) oppure
variabile. La viscosit del calcestruzzo stata scoperta da Hatt nel 1907 e pu essere rilevata
mediante la prova di creep, cio registrando la deformazione di un provino sottoposto, a partire
da un certo istante t0 , ad uno stato di tensione monoassiale costante nel tempo c (t0) .

-c (t)  -el - visc 

c c
2 (t, t 0 )
Ec Ec

t 3 t0

2 (t, t 0 )  funzione di viscosit


-v

- el

N=cost
-el+ -v

-c (t) 
E*c 

01 2(t, t 0 )1  c
c
01 2(t, t 0 )1  c
Ec
Ec
E*c

Ec
01 2(t, t 0 )1

modulo elastico ridotto

La deformazione di origine viscosa dipende essenzialmente dalla tensione applicata al


calcestruzzo e dallistante della sua applicazione.
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- Pag. 6.74 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Per livelli tensionali nel calcestruzzo inferiori a 0.45 fck lecito considerare le deformazioni
viscose lineari con le tensioni, parlando di viscoelasticit lineare. In tal caso vale il principio di
sovrapposizione degli effetti, che permette tra laltro di sommare le deformazioni viscose dovute
a due o pi carichi differenti applicati in tempi differenti:


-c (t)  c,1 01 2(t, t1 ) 1 c,2 01 2(t, t 2 ) 1
t 2 3 t1
Ec
Ec
Annullando le tensioni applicate c=0 (allo scarico), si osserva il recupero istantaneo della
deformazione elastica, un lento recupero di una aliquota della deformazione viscosa in tempi
lunghi, ma permane un residuo di deformazione plastica: a tempo infinito permane una
deformazione non pi recuperabile.

Anche in questo caso si possono distinguere due meccanismi che determinano la viscosit del
calcestruzzo (Neville nel 1981 ha introdotto una nomenclatura usata ancora oggi):
1.

si definisce basic creep la deformazione dipendente dal tempo che si determina quando il
calcestruzzo viene sollecitato in assenza di scambio di umidit con lambiente (provini
sigillati);

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- Pag. 6.75 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

2.

si definisce drying creep la deformazione aggiuntiva rispetto al basic creep che si osserva
quando lo stesso calcestruzzo viene sollecitato in ambiente che consente lessicamento. A
differenza del basic creep, il drying creep dipende dalle dimensioni e dalla forma
dellelemento strutturale per linfluenza che esse hanno sullo sviluppo del processo
dessiccamento.

I fattori che influenzano il comportamento viscoso sono i seguenti:


-

la deformazione aumenta in ambienti a bassa umidit relativa (aria secca - elevata


evaporazione);

durata del carico e dalla sua eventuale ciclicit;

diminuisce allaumentare della stagionatura del calcestruzzo nel momento di


applicazione del carico;

dipende dal rapporto a/c;

aumenta allaumentare della superficie esposta allambiente;

dipende dalla temperatura ambientale.

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- Pag. 6.76 -

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Secondo il D.M. 14/01/2008, la viscosit del calcestruzzo pu essere valutata attraverso le


seguenti tabelle, a patto che se lo stato tensionale del calcestruzzo, al tempo t0 = j di messa in
carico, non superiore a 0,45fckj, (h0=2Ac/u dimensione fittizia gi definita in precedenza)

per valori intermedi dei parametri indicati consentita linterpolazione lineare.


Nel caso in cui sia richiesta una valutazione in tempi diversi da t = del coefficiente di viscosit
questo potr essere valutato secondo modelli tratti da documenti di comprovata validit (EC2).
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- Pag. 6.77 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Secondo il D.M. 1996, la viscosit del calcestruzzo pu essere valutata attraverso le seguenti
tabelle, a patto che lo stato tensionale del calcestruzzo, al tempo t0 = j di messa in carico, non sia
superiore a 0,30fckj, (= 2Ac/u dimensione fittizia gi definita in precedenza)

per valori intermedi dei parametri indicati consentita linterpolazione lineare.


Ai fini della precompressione, il D.M. 1996 fissa la deformazione viscosa pari a:

2 volte deformazione elastica (-visc = 2 -el) se il carico applicato dopo i 14gg dal getto;

2.3 volte deformazione elastica (-visc = 2.3 -el) se il carico applicato prima dei 14gg dal
getto.
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- Pag. 6.78 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

In conclusione, la caduta di tensione nellarmatura di precompressione dovuta alla viscosit del


calcestruzzo valutabile semplicemente in:

visc  Ep-visc  2(., t 0 )  n c


con -visc = la deformazione viscosa della fibra di calcestruzzo posta al livello dellarmatura Ap;
n = 6 rapporto reale fra i moduli elastici dellacciaio e del calcestruzzo
Esempio:
si considera una stato tensionale nel calcestruzzo dovuta alla precompressione pari a c=10 MPa

- visc 

c
2(., t 0 )
10
2(., t 0 ) 
2(., t 0 ) 
Ec,28
30000
300

si considera una struttura precompressa prima dei 14gg:


10
- visc  2.3  -el  2.3
 7.66x103
30000
visc  E p - visc  2.1x105  7.66x103  161 MPa
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2(,t0) =2.3
perdita di tensione nellacciaio

- Pag. 6.79 -

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6.6.2.3. Perdite per rilassamento dellacciaio da precompressione


Gli stessi meccanismi che producono la viscosit nel calcestruzzo generano il rilassamento
dellacciaio (fenomeno duale alla viscosit), che corrisponde ad una variazione dello stato di
tensione nel tempo, quando lo stato di deformazione rimane costante e diverso da zero.
Lacciaio sollecitato da una tensione superiore al 50% della sua
resistenza manifesta un comportamento viscoso. Nelle
applicazioni correnti lacciaio da precompressione sollecitato ad
una tensione pari al 50%-80% della sua resistenza, pertanto se un
tirante (cavo da precompressione) viene allungato (teso) ed
ancorato a due punti fissi, la deformazione si mantiene costante
nel tempo mentre le tensioni decrescono progressivamente (pari a
1020% del valore iniziale) a seguito della viscosit del
materiale. Questo rilassamento delle tensioni di trazione
determina le perdite di tensione nei cavi da precompressione
I fattori che influenzano il rilassamento dellacciaio armonico sono i seguenti:
rapporto fra tensione di trazione iniziale e tensione di snervamento p / fpk;
-

temperatura ambientale elevate.

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- Pag. 6.80 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Secondo il D.M. 14/01/2008, la caduta di tensione pr dovuta al rilassamento dellacciaio al


tempo t, ad una temperatura di 20C pu essere valutata attraverso le seguenti:

dove:
pi
41000

5
fpk
t

la tensione iniziale nelli-esimo cavo;


la perdita per rilassamento (in %) a 1000 ore dopo la messa in tensione, a 20C e a
partire da una tensione iniziale pari a 0.70 fp del campione provato;

= pi/fpk
la tensione caratteristica dellacciaio da precompressione;
il tempo misurato in ore (h) dalla messa in tensione.

Le prime due espressioni si applicano, rispettivamente, ai fili, trecce e trefoli a normale


rilassamento ed a basso rilassamento. La terza espressione si applica alle barre laminate a caldo.
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- Pag. 6.81 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Secondo il D.M. 1996, la caduta di tensione pr dovuta al rilassamento dellacciaio a tempo
infinito (t=), ad una temperatura di 20C e per una tensione iniziale di 0.75 fptk, pu essere
valutata attraverso la seguente tabella:

Esempio:
si considera una tensione di trazione in una treccia da precompressione pari a p=1000 MPa

pr  0.20 1000  200 MPa

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- Pag. 6.82 -

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6.6.2.4. Perdite di tensione lente totali


La caduta totale di tensione per i fenomeni differiti nel tempo nel calcestruzzo e nellacciaio non
la somma delle cadute nel calcestruzzo (ritiro e viscosit) e di quelle dovute al rilassamento
nellacciaio: a causa del ritiro e della viscosit, le travi in c.a.p. si accorciano gradualmente verso
un valore limite e con esse si accorciano le armature, diminuendo le perdite per rilassamento (i
valori da normativa sono ricavati da prove di laboratorio a deformazione costante).

reale 6 rit visc ril


Secondo il D.M. 1996, per tener conto dellinfluenza reciproca fra le tre cadute di tensione, si
definisce una caduta per rilassamento ridotta *pr, cos valutata (4.3.4.3.):

2.5  rit visc 


*pr,.  pr,. 1 



spi


con spi tensione iniziale al tiro.
La caduta di tensione totale data dalla:
tot  rit visc *ril
*ril  *rp,.
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- Pag. 6.83 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Esempio:
Considerando gli esempi precedenti si ha:
rit = 63 MPa
visc = 161 MPa
ril = 200 MPa

2.5  rit  visc 

2.5  63 161
*pr,.  pr,. 1 
 200 1 

 200  0.44


1000

spi




*pr,.  88 MPa
 tot  63 161 88  337 MPa
 tot 337

 33.7%
spi 1000
Le cadute di tensioni lente si aggirano attorno al 30 % del tiro iniziale; a queste vanno aggiunte le
perdite istantanee, per un totale in generale di circa 40% spi.
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- Pag. 6.84 -

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LEurocodice 2 , riporta la seguente espressione per tenere conto delle cadute di tensione lente
(ritiro, viscosit e rilassamento):

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- Pag. 6.85 -

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- Pag. 6.86 -

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dott. ing. Isaia Clemente

6.7. Verifiche in esercizio


6.7.1. Scopi della precompressione
La Precompressione del Cemento Armato ha lo scopo di migliorare il comportamento della
struttura in fase di esercizio, contenendo la deformabilit ed impedendo (o limitando) la
fessurazione della trave. Infatti, la presenza di una sollecitazione artificiale di segno opposto a
quello dovuto ai carichi applicati comporta tensioni risultanti minori di quelle che si avrebbero se
ci fossero solamente carichi applicati.
Generalmente la precompressione una coazione permanente che permette di ottenere una
sezione resistente completamente reagente, di rigidezza mediamente doppia di una sezione
fessurata.

Aprile 2011 v. 5.0

- Pag. 4.87 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

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- Pag. 4.88 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Dagli esempi esposti risulta evidente il vantaggio di precomprimere lelemento in c.a., ottenendo
sezioni interamente reagenti. Per ottenere ci necessario che la risultante delle pressioni lungo
la trave (in ogni sezione) sia interna al nocciolo dinerzia, cio con asse neutro esterno alla
sezione. In altre parole, la linea delle pressioni di tutti i carichi presenti (precompressione e
carichi esterni) deve risultare in ogni sezione allinterno del nocciolo.
Complessivamente i carichi applicati attuano una traslazione della risultante delle compressioni
(generalmente P) di una quantit  pari al Mtot = P /  nel verso opposto alla precompressione.
La resistenza della trave in c.a.p. costituita
dalla massima escursione fra il punto inferiore
(in fase di precompressione) ed il punto
superiore (carichi esterni) del nocciolo; per tale
motivo le sezioni in c.a.p. presentano una forma
ideale di sezione a doppio T non simmetrico,
tale da presentare un nocciolo dinerzia pi
allungato possibile e prevedere lo spazio fisico
per alloggiare i cavi.

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- Pag. 4.89 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.7.2. Nocciolo di inerzia


Si definisce ellisse centrale dinerzia di unarea, lellisse con centro nel baricentro dellarea
stessa, i cui assi minore e maggiore sono rispettivamente i raggi giratori dinerzia massimo e
minimo della sezione. Fornisce una indicazione rapida sul comportamento flessionale della
sezione: nel problema della pressoflessione esiste una relazione di natura geometrica tra asse
neutro e centro di pressione, infatti lasse neutro lantipolare del centro di pressione rispetto
allellisse centrale dinerzia.

x 2 y2

1
2y 2x
Se scriviamo la formula di Navier per la
pressoflessione si ha:
Ny 0
N Nx 0

x
y0
A Jy
Jx

x 0 x y0 y
 2 1  0
2y
x
che rappresenta equazione della retta antipolare
del Centro di Pressione C rispetto allellisse
centrale dinerzia.
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- Pag. 4.90 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Il luogo dei centri di pressione antipoli delle rette tangenti alla sezione la frontiera del nocciolo
centrale dinerzia, insieme dei centri di pressione per i quali la sezione risulta interamente
compressa.
Detta An larea del nocciolo centrale dinerzia, la condizione per cui la sezione risulti tutta
compressa si esprime come segue:
x 0 x y0 y
 2  1  0 x, y  A n
2y
x
Nel caso di pressoflessione retta si in genere interessati ai punti del nocciolo per i quali lasse
neutro ortogonale allasse di sollecitazione ed tangente alla sezione rispettivamente al lembo
inferiore e superiore. Tali punti sono detti punti di nocciolo inferiore e superiore.
Nel caso della figura accanto, per individuare la loro
posizione basta far riferimento allequazione della retta
antipolare con la condizione che essa passi per i punti
(x=0 e y=yi) per individuare Cs e (x=0 e y=ys) per
individuare Ci :
yCi ys
W
2x

1

0

y



xs
Ci
2
x
ys
A

yCs yi
2x
W






xi
1
0
y
Cs
2
x
yi
Ac
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- Pag. 4.91 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Nel caso di una sezione rettangolare:

bh 3
2
J
12  h
2x  x 
A
bh
12
2
h
2x
h2 2 h
12
y Ci 




ys
12 h 6

h
2
2
h
2x
h2 2
h
y Cs 
 12 


h
yi
12 h
6
2
1) si determina la posizione del baricentro G:
h
s
bh  B
b s
Sn
2
2
yG 

A
bh  B
b s

Nel caso di una sezione a T:

2) si determina il raggio giratore dinerzia rispetto


allasse baricentrico (asse x):
3
bh 3 B
b s
s
h


(B
b)s(
yG ) 2
bh(
yG ) 2
J
3
2
2
2x  x  3
A
bh  B
b s
3) si determinano i punti sup. ed inf. del nocciolo.
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- Pag. 4.92 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.7.3. Verifica delle tensioni in esercizio


Ai fini della verifica in esercizio della trave in precompresso, vanno considerati i seguenti carichi
e fasi costruttive:
-

Peso proprio della trave (pp)

Carichi equivalenti alla precompressione (Pk) allo stato iniziale t0


ed a tempo infinito t

Carichi permanenti portati (Gk)

Carichi variabili (Qk)

Eventuali coazioni aggiuntive (carico termico, ritiro, cedimenti vincolari)

Analogamente alle altre tipologie costruttive, i carichi vanno combinati opportunamente a


determinare lo stato sollecitante pi sfavorevole (purch realistico).
A causa della natura dei carichi da precompressione (coazione imposta) necessario eseguire le
verifiche nelle diverse fasi realizzative della struttura.
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- Pag. 4.93 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Nei casi pi semplici necessario verificare quanto meno due situazioni:


1.

verifica delle tensioni a vuoto iniziale:


peso proprio (pp)
+ precompressione a tempo t0 (scontando le perdite istantanee) (P0)

2.

verifica delle tensioni in esercizio a tempo infinito


+ carichi permanenti (Gk)
+ carichi variabili (Qk)
+ precompressione a tempo t (scontando le perdite differite) (P)

In generale si potrebbero presentare i seguenti casi:

verifica della sola precompressione allo stato iniziale (P0) [pre-teso, prefabbricazione]
verifica del solo peso proprio
(pp) [post-teso, infrequentemente]
verifica delle tensioni a vuoto iniziale a tempo t0:
(pp) + (P0)
verifica delle tensioni a vuoto finale a tempo t:
(pp) + (P)
verifica delle tensioni a vuoto finale solo permanenti: (pp) + (P) + (Gk)
verifica delle tensioni a vuoto finale carichi totali:
(pp) + (P) + (Gk) + (Qk)

Le verifiche vanno eseguite sezione per sezione, ciascuna con la propria sollecitazione ed
aliquota delle perdite di precompressione.
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- Pag. 4.94 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

T  0  P0
T
trazione nel cavo
0  1 coeff. per le perdite istantanee
P0

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precomp. a tempo iniziale t  t 0

- Pag. 4.95 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.7.3.1. Tensioni a vuoto iniziali


Valutiamo e verifichiamo le tensioni massime in esercizio a vuoto iniziali, quando agiscono
solamente la precompressione ed il peso proprio:

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- Pag. 4.96 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

1)

Effetto della sola precompressione, scontando gi le perdite istantanee:


P P y
c  0  0 p yinf  0.70f ckj
A
J
P P0  y p
t  0

ysup   t,Rd (dipende dalla Nomartiva)


A
J

2)

Effetto della precompressione e del peso proprio:

M
yp
pp y  0.70f
P0 P0  y p
P
yinf
pp yinf  0  P0

sup
ckj
A
J
J
A
J
M
P P y
 t  0
0 p ysup  pp ysup   t,Rd (dipende dalla Nomartiva)
A
J
J
M
pp  pp chiamato "sfilamento" del carico pp
P0
c 

dove:
P0 la precompressione a tempo t=t0 (scontata delle predite istantanee)
A = Ac nel caso di cavi post-tesi (non iniettati)
A = Aid nel caso di cavi pre-tesi,
J = Jc nel caso di cavi post-tesi (non iniettati)
J
= Jid nel caso di cavi pre-tesi,
Ac e Jc possono tener conto della presenza di armatura lenta ordinaria con n=15
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- Pag. 4.97 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.7.3.2. Tensioni finali a tempo infinito


Valutiamo e verifichiamo le tensioni massime in esercizio a tempo infinito, quando si sono
scontate tutte le perdite lente e vengono applicati i carichi esterni:

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- Pag. 4.98 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

3)

Effetto della precompressione e del peso proprio, scontando tutte le perdite differite:

M
yp
pp y  0.60f
P P  y p
P

yinf
pp yinf    P
inf
ck
A
J
J
A
J
M
P P y
t  
 p ysup  pp ysup   t,Rd (dipende dalla Nomartiva)
A
J
J
c 

dove:
P
P0
T
0

la precompressione a tempo t=t (scontata delle predite differite) = P0 /


la precompressione a tempo t=t0 (scontata delle predite istantanee) = T / 0
la trazione applicata al cavo
>1 coefficiente per le perdite istantanee
>1 coefficiente per le perdite differite
T  0 P0  0  P

A = Aid nel caso di cavi pre-tesi e post tesi iniettati (con n=6)
A = Ac nel caso di cavi post-tesi non iniettati
J
= Jid nel caso di cavi pre- tesi e post tesi iniettati (con n=6)
J
= Jc nel caso di cavi post-tesi non iniettati
Ac e Jc possono tener conto della presenza di armatura lenta ordinaria con n=15
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- Pag. 4.99 -

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4)

Effetto della precompressione, del peso proprio e dei carichi permanenti:


M
M
P P y
c     p yinf
pp yinf
G yinf 
A
J
J
J
yp
pp
G y  0.60f
P
   P
inf
ck
A
J
M
M
P P y
 t  
 p ysup  pp ysup  G ysup   t,Rd (dipende dalla Nomartiva)
A
J
J
J

5)

Effetto della precompressione, del peso proprio dei carichi permanenti e variabili:
M
M
M
P P y
c     p yinf
pp yinf
G yinf
Q yinf 
A
J
J
J
J
yp
pp
G
Q y  0.60f
P
   P
inf
ck
A
J
M
M
M
P P y
 t  
 p ysup  pp ysup  G ysup  Q ysup   t,Rd (dipende dalla Nomartiva)
A
J
J
J
J
dove:
M
M
G  G , Q  Q sono chiamati sfilamento del carico permanente G , variabile Q
k
k
P
P


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- Pag. 4.100 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.7.4. Stato Limite di Fessurazione


Allinterno delle verifiche in esercizio va eseguita anche quella a fessurazione, secondo il
4.1.2.2.4. del D.M. 14/01/2008.
Nel caso di travi in c.a.p. possibile dover verificare tre distinti stati limite di fessurazione:
a)

stato limite di decompressione nel quale, per la combinazione di azioni prescelta, la tensione
normale ovunque di compressione ed al pi uguale a 0, cio la sezione sotto lazione dei
carichi previsti per tale stato limite deve restare interamente compressa. Tale stato limite di
applica evidentemente al caso di precompressione totale e deve essere verificato per ogni
tipologia di ambiente nel quale si trova la struttura (ordinario, moderatamente, molto
aggressivo). Nel calcolo la sezione viene considerata interamente reagente.

b)

stato limite di formazione delle lesioni. nel quale, per la combinazione di azioni prescelta, la
tensione normale di trazione nella fibra pi sollecitata :
f
 t  ctm
1.2
Si deve verificare che non si formino lesioni di trazione. Tale verifica prevista in
particolare in ambiente molto aggressivo e per combinazione di azioni rara.

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- Pag. 4.101 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

c)

stato limite di apertura delle lesioni. nel quale, per la combinazione di azioni prescelta, il
valore limite di apertura della fessura calcolato al livello considerato pari ad uno dei
seguenti valori nominali:
w2 = 0,3 mm
w3 = 0,4 mm
w1 = 0,2 mm
La verifica evidentemente prevista esclusivamente nel caso si adotti la precompressione
parziale.

Ai fini delle verifiche vanno considerate le seguenti combinazioni:


combinazione quasi permanente;
combinazione frequente.
Lacciaio armonico da c.a.p. classificato come sensibile.

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- Pag. 4.102 -

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6.7.5. Disposizione dei cavi e Fuso di Guyon


Nelle strutture inflesse landamento dei cavi di precompressione deve essere progettato in modo
da contrastare efficacemente, in ogni sezione e nelle varie fasi, le azioni flessionali esterne.
Al posto di eseguire una verifica analitica puntuale, si pu determinare quella posizione del Cavo
Risultante per la quale siamo certi che sotto qualsiasi carico di impiego normale le sollecitazioni
siano contenute allinterno dei valori di riferimento: molto spesso equivale ad imporre che il
centro di pressione sia allinterno del nocciolo di inerzia.
A tale scopo si consideri una trave semplicemente appoggiata a precompressione totale nella
quale per semplicit sia presente un solo cavo post teso con configurazione curvilinea:
0.

Nella condizione virtuale di sola precompressione (assenza di peso proprio), si pu definire


la posizione del centro di pressione affinch vengano rispettate le verifiche tensionali:
P P y
c  0  0 p yinf  0.70f ckj
A
J
P P0  y p
t  0

ysup  0
A
J
da cui si ricava yp massima (dalla seconda si ricava il punto estremo del nocciolo, che
spesso quello vincolante)

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- Pag. 4.103 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

1.

Nella condizione a vuoto iniziale (reale con contemporaneit del peso proprio e
precompressione), si pu definire il punto di applicazione della precompressione affinch
vengano ancora rispettate le verifiche tensionali; ai fini pratici tale punto pu essere
M pp


pp
traslato verso il basso, di una quantit
P , tale che yp-pp sia al pi coincidente con
0

lestremo inf. del nocciolo o yp+pp sia al pi coincidente con lestremo sup.:

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- Pag. 4.104 -

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2.

In presenza anche di carichi esterni (condizione in esercizio a tempo infinito), al fine di


sfruttare appieno le risorse della sezione, il centro di pressione risultante pu al pi essere
coincidente con lestremo superiore della trave e quindi il punto di applicazione della
MG Q
precompressione pu trovarsi a non meno di una distanza di G Q  P questultimo, tale


che yp+G+Q sia al pi coincidente con lestremo sup. del nocciolo:

Ripetuto questo ragionamento lungo tutta la trave e nellipotesi di trazione uniforme del cavo , si
definiscono due curve di inviluppo che delimitano la zona ammissibile per il Cavo Risultante.
Tale spazio viene chiamato Fuso di Guyon.

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- Pag. 4.105 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Si osserva che:

se il cavo risultante si trova allinterno di questo fuso, la linea delle pressioni di tutti i
carichi agenti sar sempre allinterno del nocciolo e pertanto tutte le sezioni della trave
saranno interamente reagenti;

la forma del fuso dipende:

dalla forma e dimensioni della sezione, quindi dal nocciolo di inerzia;

dalla forma del diagramma dei momenti flettenti dovuti ai carichi agenti;

dallentit della forza di precompressione P0 e P

pu essere ulteriormente ingrandito se si ammette un livello di trazione accettabile


nelle varie fasi.

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- Pag. 4.106 -

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Vediamo alcuni esempi:


1.

Carichi distribuiti - fuso ottimale

La forma delle curve inviluppo sono di tipo parabolico in analogia del diagramma del
momento flettente dei carichi applicati.
La situazione di massimo sfruttamento della precompressione, ossia di una progettazione
ottimizzata rappresentata dalla coincidenza delle curve nella sezione di massima
sollecitazione. Questa, ovviamente, rappresenta una situazione limite, difficilmente
raggiungibile. Normalmente le parabole non si toccano, lasciando maggiore libert nella
scelta del tracciato del cavo.
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- Pag. 4.107 -

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2. Carichi distribuiti e concentrati- fuso ottimale

Si ha ancora una progettazione ottimale, ma in questo caso la curva limite superiore presenta
una cuspide in virt della presenza di un carico concentrato in mezzeria.
3. Carichi distribuiti - fuso normale

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- Pag. 4.108 -

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In questo caso la progettazione stata esuberante e si ottiene un fuso con le curve non
coincidenti in un punto: significa che a tempo infinito la precompressione P stata
sovradimensionata (si comprime pi di quanto non sia necessario)

4. Carichi distribuiti - fuso non ottimale

In questo caso la progettazione non ottimale, in quanto la precompressione iniziale P0


scarsa e non in grado di compensare pienamente i momenti flettenti allatto della tesatura,
con una porzione di fuso esterno alla sezione. consigliato un aumento della
precompressione o un aumento dellaltezza h della sezione.
Inoltre la parabola viene troncata ad una distanza dmin dal bordo inferiore per ragioni
costruttive a meno di non fare una precompressione a cavi esterni.
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- Pag. 4.109 -

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5. Situazione impossibile

In questo caso le curve limite si intersecano in due punti e quindi risulta impossibile
collocare il cavo allinterno della trave; significa che la precompressione a tempo infinito
P stata mal dimensionata, le perdite sono troppo grandi: opportuno aumentare il valore
della precompressione P limitando le perdite, oppure aumentare lentit del momento
dovuto ai pesi proprio o aumentando laltezza h della trave.

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- Pag. 4.110 -

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6.8. Calcolo a rottura - SLU


La normativa vigente prevede anche per le travi in c.a.p. una specifica verifica allo S.L.U.
Nel caso delle strutture in c.a.p. le verifiche in esercizio non garantiscono una sufficiente
sicurezza nei confronti del collasso (come lo era per il c.a. normale con il Metodo delle Tensioni
Ammissibili), infatti:

in presenza di stati di coazione anche se i materiali rimangono in campo elastico le


tensioni non sono proporzionali ai carichi applicati (legame lineare ma non
proporzionale) (4.1, pag.4.4 - 4.8.1.3, pag.4.121);

nel c.a.p. superato il momento di 1a fessurazione il legame fra carichi e tensioni non pi
lineare: la sezione si parzializza e le tensioni crescono pi che proporzionalmente ai
carichi.

dalla fessurazione in poi il c.a.p. si comporta sostanzialmente come il c.a. normale: lo


stato di precompressione sparisce quasi totalmente e non influenza lo stato di
sollecitazione; si considera larmatura di precompressione come armatura resistente, al
pari dellarmatura ordinaria, ma con resistenza maggiore.

La figura seguente riporta levoluzione (carico /) di un elemento precompresso, dalla


tesatura al collasso:
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- Pag. 4.111 -

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- Pag. 4.112 -

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Tratto 0-1: applicazione della coazione di precompressione;


Tratto 1-2: aggiunta del peso proprio: nella fase iniziale il pp non modifica la tensione nei cavi;
Tratto 2-3: iniezione dei cavi e perdite lente: in questa fase si scontano tutte le perdite differite;
Tratto 3-4: applicazione dei carichi esterni: andamento lineare delle tensioni p;
Tratto 2-4 tratteggiato: evoluzione reale dei fenomeni lenti durante lapplicazione dei carichi;
Tratto 4-5: fessurazione: al raggiungimento del carico da fessurazione si nota una brusca
variazione della tensione nel cavo poich la risultante delle trazioni viene ripresa
interamente dal cavo (prima esclusivamente dal cls);
Tratto 5-6: formazione della fessura: man mano che la lesione si apre, lasse neutro si alza,
aumentando il braccio della coppia interna a carico costante con conseguente
diminuzione della risultante delle trazioni riprese dallacciaio;
Tratto 5-6: carichi a collasso: si aumenta ancora il valore del carico sino al collasso.
Il tratto tratteggiato a partire dal punto 3 rappresenta la situazione con cavi non iniettati e quindi
liberi di scorrere (non aderenti al calcestruzzo): in questo caso la tensione nei cavi meno sensibile
ai carichi esterni in quanto le deformazioni del cavo si distribuiscono lungo tutta la trave.
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- Pag. 4.113 -

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6.8.1. Calcolo del Momento Resistente agli SLU


La determinazione del Momento Resistente Ultimo di una sezione in c.a.p. si esegue in modo del
tutto analogo a quanto visto per le sezioni in c.a. normale; lunica differenza consiste nel
considerare anche lacciaio da precompressione tenendo conto della sua deformazione iniziale
impressa p scontata delle perdite.
Ipotesi di Base (D.M.14/01/2008 4.1.2.1.2.1):
conservazione delle sezioni piane;

perfetta aderenza tra acciaio e calcestruzzo;

resistenza a trazione del calcestruzzo nulla;

rottura del calcestruzzo determinata dal raggiungimento della sua capacit deformativa
ultima a compressione;

rottura dellarmatura tesa determinata dal raggiungimento della sua capacit


deformativa ultima;

deformazione iniziale dellarmatura di precompressione considerata nelle relazioni di


congruenza della sezione.

Le tensioni nel calcestruzzo e nellarmatura si dedurranno, a partire dalle deformazioni,


utilizzando i rispettivi diagrammi tensione-deformazione;
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- Pag. 4.114 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.8.1.1. Legami costitutivi


Secondo il D.M. 14/01/2008 per il calcestruzzo si considera un diagramma - di tipo parabolarettangolo identificato dai seguenti valori di tensione e deformazione:
f
f cd   cc ck
 cc  0.85
c

 c  1.5 (1.4 per produzioni continuative in regime di qualit)


Per calcestruzzi di classe inferiore a C50/60:
c2  0.2%
cu  0.35%
Per calcestruzzi di classe superiore a C50/60:

c2  0.20%  0.0085% f ck


50

0.53

 90
f ck 
cu  0.26%  3.5% 

 100 
Per sezioni o parti di sezioni soggette a distribuzioni di tensione di compressione
approssimativamente uniformi, si assume per la deformazione ultima a rottura il valore c2
anzich cu.
4

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- Pag. 4.115 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Secondo il D.M. 14/01/2008 per lacciaio da cemento armato normale (armatura lenta) di tipo
B450 si considera un diagramma - di elastico-perfettamente plastico indefinito, identificato dai
seguenti valori di tensione e deformazione:

fsd 

fsyk
s

 391.3 Mpa

fsyk  450 MPa


 s  1.15

syd 

fsd
Es

sud  0.9suk

Es  200000 MPa
suk  A gt

sud  1.0% (autolimitato)

Per lacciaio da cemento armato precompresso (acciaio armonico) si considera un diagramma  di tipo - di elastico-perfettamente plastico limitato, identificato dai seguenti valori di
tensione e deformazione:

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- Pag. 4.116 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

f pd 

f pyk

 s  1.15

s

f pyk  f pyk , f p 0.1 k , f p 1 k


 pyd 

f pd
Ep

 yud  0.9 yuk

a seconda del prodotto


E p dipende dal fornitore
 yuk  A gt  3.5%
k

 yud  1.0% (autolimitato)

Ai fini del calcolo del momento resistente il diagramma


- va traslato per tenere in considerazione la coazione
imposta, cio la precompressione della sezione in c.a.; la
traslazione pari alla deformazione p, che ha gi
scontato tutte le perdite (istantanee + differite)

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- Pag. 4.117 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.8.1.2. Calcolo del Momento Resistente MRd


La verifica agli SLU consiste nel confrontare il Momento Resistente MRdu (NEdu) calcolato in
funzione dellazione assiale NEdu con il momento sollecitante MEdu, cio:

MRdu NEdu  MEdu


Il calcolo di MRdu si esegue in modo analogo
a quanto fatto per il c.a. normale,
aggiungendo il contributo dellacciaio di
precompressione con una deformazione
iniziale non nulla pari a p:

 pyd 
 p 

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f pd
Ep

 p

P
ApEp

- Pag. 4.118 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Si ipotizza lappartenenza ad un campo di rottura, si scrivono lequazione di equilibrio rispetto


alla traslazione orizzontale e quella alla rotazione; con laiuto delle equazioni di congruenza e
delle condizioni al contorno del campo specifico (c, s, p) si determina la posizione dellasse
neutro e di conseguenza il valore del Momento Resistente.

In alternativa si pu calcolare tutto il dominio di resistenza M-N e determinare da questo il


Momento Resistente associato allo sforzo Normale Sollecitante MRdu (NEdu).

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- Pag. 4.119 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

OSS:
Se il quantitativo di acciaio da precompresso tale da portare ad una rottura in campo 2 o 3,
quindi con p=fpd, si osserva che allo SLU la pretensione ininfluente, cio non altera il
valore finale del MRd

Se il quantitativo di acciaio da precompresso tale da comportare una rottura in campo 4,


quindi con acciaio armonico ancora elastico p < fpd, si osserva che il grato di pretensione
influenza il Momento Resistente e pu essere ulteriormente incrementato (andando in
campo 2 o 3).

La pretensione dellacciaio armonico (precompressione) ha un effetto vantaggioso


soprattutto in esercizio, mantenendo la sezione tutta reagente e quindi compressa. Dopo la
fessurazione si comporta come un acciaio normale (se aderente al cls), presentando una
resistenza di calcolo assai pi elevata.

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- Pag. 4.120 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.8.1.3. Perdita della proporzionalit M-


In precedenza si detto della necessit di valutare comunque il Momento Resistente Ultimo
poich la verifica in esercizio non garantisce ad un adeguato livello di sicurezza nei confronti del
collasso, vediamo un esempio esplicativo di una sezione omogenea:

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- Pag. 4.121 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

In assenza di precompressione (Np = 0) si ha:

M es  es Wel

M es es

M y f yd

M y  f yd Wel
Con la precompressione (Np 0) si ha:

M es  M Wel  es
p Wel
M y  f yd Wel  f yd
p Wel

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M es es
p es


M y f yd
p f yd

- Pag. 4.122 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

6.9. Verifica a taglio


6.9.1. Aspetti caratterizzanti
Il comportamento flessionale e tagliante delle travi in c.a.p. molto simile a quelle in c.a. per la
presenza di fessure oblique nelle anime e per le conseguenti modalit di collasso: lo
schiacciamento dei puntoni inclinati compresi fra due lesioni e lo snervamento a trazione delle
staffe, a cucitura delle lesioni inclinate.
In realt accanto a queste somiglianze si possono mettere in evidenza 4 differenze sostanziali:
1)

la sezione risulta tutta reagente con conseguente andamento delle tensioni !

2)

inclinazioni delle tensioni principali di trazione in funzione della compressione !

3)

effetto del controtaglio;

4)

variazione non proporzionale fra tensioni principali/taglio nei confronti dei carichi
agenti.

Analizziamo una ad una le singole differenze.


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- Pag. 4.123 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

1)

La sezione risulta tutta reagente con conseguente andamento delle tensioni


Nel caso della trave precompressa, la sezione rimane tutta reagente e questo comporta un
diagramma delle tensioni tangenziali sostanzialmente parabolico con valore massimo in
corrispondenza della fibra baricentrica:

V  Sr
J  br

Inoltre, mentre le caso del c.a. la fibra baricentrica presenta generalmente un valore nullo
delle , nel caso del c.a.p. tale fibra risulta sollecitata da una compressione m non nulla.
Questo fatto si ripercuote sullo stato tensionale dellelemento infinitesimo.
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- Pag. 4.124 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

2)

Inclinazioni delle tensioni principali di trazione


La presenza di uno stato tensionale  non nullo sul generico elemento infinitesimo della
fibra baricentrica comporta uninclinazione delle tensioni principali in generale diversa
rispetto al caso del c.a. (solo e =0, inclinazione dei puntoni a 45).
Considerando il generico elemento di trave sollecitato da  e " analizziamo il problema con
laiuto dei cerchi di Mohr:

#   y $
C% x
;0 &
' 2
(
2

# 
y $
R % x
& 
2
'
(
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2
xy

- Pag. 4.125 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Nel caso del cemento armato normale si ha:


x = y =0

C = (0 ; 0)
R= )
)
*)I | = | II | =
 = 45
Fessure e puntoni compressi inclinati a 45

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- Pag. 4.126 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Nel caso del cemento armato precompresso, con


compressione unidirezionale, si ha:
x 0

y =0

#
$
C  % x ;0 &
' 2 (
 2x
 xy 2
4
  45+
 I di trazione
R

 II di compressione
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- Pag. 4.127 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

Nel caso del cemento armato precompresso, con


compressione bidirezionale, si ha:
x 0

y 0

#   y $
C% x
;0 &
' 2
(
2

# x
y $
R %
& 
' 2 (
  45+
 I di compressione

2
xy

 II di compressione
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- Pag. 4.128 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

La rotazione delle direzioni principali di tensione comporta un variazione dellinclinazione delle


fessure a taglio e di conseguenza dei puntoni compressi. Ci impone di considerare un traliccio
resistente Mrsch ad inclinazione variabile in cui i puntoni sono disposti secondo un angolo
diverso da 45 (assunzione classica del c.a.)

Traliccio ad
inclinazione variabile

Traliccio con puntoni


inclinati a 45 e
armature trasv. a 90

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- Pag. 4.129 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

3)

Effetto del controtaglio


Nel c.a.p., quando i cavi presentano uninclinazione  rispetto allasse baricentrico della
trave, si ha una riduzione del taglio dovuto ai carichi esterni per effetto della componente
tagliante del sistema equivalente alla precompressione:

Vrid  Vpp  VG  VQ
Psin 
Analizziamo il seguente caso limite:

Se il tracciato del cavo e la forza di precompressione sono tali che 2Psin = Q, il taglio nullo.
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- Pag. 4.130 -

Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

4)

Variazione non proporzionale fra tensioni e carichi applicati


Come gi illustrato in precedenza, nel cemento armato precompresso non si ha pi la
proporzionalit fra carichi e tensioni, e questo vale anche per il taglio: si ha una variazione
non proporzionale delle tensioni principali e del taglio ridotto al variare dei carichi applicati.
Ci pu essere spiegato facendo riferimento ancora ai cerchi di Mohr: la variazione dei
carichi esterni comporta una variazione del taglio non proporzionale ad una variazione delle
 applicate, quindi le tensioni principali non variano proporzionalmente e cambia anche
linclinazione  del sistema principale.

6.9.2. Verifiche a Taglio secondo normativa


6.9.2.1. Verifiche alle Tensioni Ammissibili secondo D.M.1992
Secondo il D.M. 14/02/1992 (valido per il metodo alle T.A.) la verifica a taglio ( 3.2.6.)
consiste nel:
a) determinare le massime tensioni principali e confrontarle con valori ammissibili:
Di regola la determinazione delle massime tensioni principali si effettua
convenzionalmente in corrispondenza della fibra baricentrica della sezione trasversale. Le
tensioni principali di trazione e compressione non debbono superare i limiti fissati al punto
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3.2.5. Quando la tensione principale di trazione supera i 2/3 dei limiti sopraindicati le
tensioni principali di compressione non devono superare 0,24 Rck.
Per valori della tensione principale di trazione minori od uguali a 0,02 Rck non richiesto il
calcolo delle armature resistenti a taglio. Nella valutazione delle tensioni tangenziali
occorrer considerare la sezione trasversale depurata dei fori di passaggio dei cavi.
b)

eventuale calcolo delle armature (punto 3.2.9.):


Ferme restando le prescrizioni di cui al punto 3.2.6., le armature al taglio dovranno essere
proporzionate in ciascuna fase di costruzione e di esercizio al corrispondente valore del
taglio, tenendo conto della componente di precompressione nel piano della sezione.
Lo sforzo di precompressione sar assunto intero o ridotto a 2/3, in modo da individuare la
condizione pi gravosa.
Nella verifica a taglio delle travi la cui armatura sia ancorata per aderenza non si dovr
tener conto della precompressione nel tratto terminale compreso fra la testata ed una
sezione posta a distanza della testata stessa pari a settanta volte il maggior diametro
70,)(effettivo od equivalente) sia per i fili ad aderenza migliorata sia per trecce o trefoli.
In questo tratto, nei riguardi delle sollecitazioni tangenziali e del calcolo delle staffe e delle
eventuali armature longitudinali aggiunte, valgono i criteri adottati per le opere in
conglomerato cementizio armato normale (traliccio di Mrsch ad inclinazione variabile ).

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6.9.2.2.

Verifiche agli Stati Limite secondo D.M.14/01/2008

4.1.2.1.3.2 Elementi con armature trasversali resistenti al taglio


La resistenza a taglio VRd di elementi strutturali dotati di specifica armatura a taglio deve essere
valutata sulla base di una adeguata schematizzazione a traliccio. Gli elementi resistenti
dellideale traliccio sono: le armature trasversali, le armature longitudinali, il corrente compresso
di calcestruzzo e i puntoni danima inclinati. Linclinazione - dei puntoni di calcestruzzo rispetto
allasse della trave deve rispettare i limiti seguenti:
1 ctg - 2,5
La verifica di resistenza agli SLU si pone con
VRd VEd

con VRd = min (VRsd, VRcd)

Con riferimento allarmatura trasversale, la resistenza di calcolo a taglio trazione si calcola


con:
A
VRsd  0.9  d  sw  fsd  ctg  ctg-  sin 
s

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Con riferimento al calcestruzzo danima, la resistenza di calcolo a taglio compressione si


calcola con:
ctg  ctg-
VRcd  0.9  d  b w   c  f cd' 
1  ctg2-
dove:
d

laltezza utile della sezione [mm];

bw

larghezza minima della sezione [mm];

Asw

larea dellarmatura trasversale [mm2];

linterasse tra due armature trasversali consecutive [mm];

fsd

la resistenza di calcolo dellarmatura trasversale [MPa];

langolo di inclinazione delle armature trasversali rispetto allasse della trave;

langolo di inclinazione dei puntoni compressi;

fcd

la resistenza a compressione ridotta del calcestruzzo dellanima [MPa] pari a:

fcd'  0.5  f cd
cp

la tensione media di compressione nella sezione [MPa]

c

un coefficiente maggiorativo pari a:

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per membrature non compresse

1+

cp
f cd

1.25

per

0  cp  0.25f cd

per

0.25fcd  cp  0.50f cd

#  $
2.5 %1- cp &
per 0.50f cd  cp  f cd
' f cd (
In presenza di significativo sforzo assiale, ad esempio conseguente alla precompressione, si
dovr aggiungere la limitazione:
(ctg -I ctg -)
dove

ctg-I 

langolo di inclinazione della prima fessurazione ricavato da

e I

sono rispettivamente la tensione tangenziale e la tensione principale di trazione


sulla corda baricentrica della sezione intesa interamente reagente.

I

Le armature longitudinali, dimensionate in base alle sollecitazioni flessionali, dovranno essere


prolungate di una misura pari a
0.9  d
 ctg-
ctg  0
a
2
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6.10. Dettagli costruttivi secondo D.M.14/01/2008


4.1.8.2.1 Armatura longitudinale ordinaria
Nelle travi precompresse, anche in assenza di tensioni di trazione, la percentuale di armatura
longitudinale ordinaria non dovr essere inferiore allo 0,1% dellarea complessiva dellanima e
delleventuale ringrosso dal lato dei cavi.
Nel caso sia prevista la parzializzazione della sezione in esercizio, le barre longitudinali di
armatura ordinaria devono essere disposte nella zona della sezione che risulta parzializzata.
4.1.8.2.2 Staffe
Nelle travi dovranno disporsi staffe aventi sezione complessiva non inferiore a

Asw  1.5b [mm2 /m]

con b in [mm]

essendo b lo spessore minimo dellanima in millimetri, con un minimo di tre staffe al metro e
comunque passo non superiore a 0,8 volte laltezza utile della sezione. In prossimit di carichi
concentrati o delle zone dappoggio valgono le prescrizioni di cui al 4.1.2.1.3.
4.1.8.3 Esecuzione delle opere in calcestruzzo armato precompresso
Per quanto riguarda lo strato di ricoprimento di calcestruzzo necessario alla protezione delle
armature dalla corrosione, si rimanda al 4.1.6.1.3.: Al fine della protezione delle armature
dalla corrosione, lo strato di ricoprimento di calcestruzzo (copriferro) deve essere dimensionato
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Elementi strutturali in Cemento Armato Precompresso

in funzione dellaggressivit dellambiente e della sensibilit delle armature alla corrosione,


tenendo anche conto delle tolleranze di posa delle armature.
Nel caso di armature pre-tese, nella testata i trefoli devono essere ricoperti con adeguato
materiale protettivo, o con getto in opera.
Nel caso di armature post-tese, gli apparecchi dancoraggio della testata devono essere protetti in
modo analogo. Allatto della messa in tiro si debbono misurare contemporaneamente lo sforzo
applicato e lallungamento conseguito.
La distanza minima netta tra le guaine deve essere commisurata sia alla massima dimensione
dellaggregato impiegato sia al diametro delle guaine stesse in relazione rispettivamente ad un
omogeneo getto del calcestruzzo fresco ed al necessario sviluppo delle tensioni di aderenza con il
calcestruzzo.
I risultati conseguiti nelle operazioni di tiro, le letture ai manometri e gli allungamenti misurati,
vanno registrati in apposite tabelle e confrontate con le tensioni iniziali delle armature e gli
allungamenti teorici previsti in progetto.
La protezione dei cavi scorrevoli va eseguita mediante liniezione di adeguati materiali atti a
prevenire la corrosione ed a fornire la richiesta aderenza. Per la buona esecuzione delle iniezioni
necessario che le stesse vengano eseguite secondo apposite procedure di controllo della qualit.
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6.11. Riferimenti bibliografici essenziali


Parte dei testi e delle figure riportati nel presente capitolo sono tratti dal seguente testo:
Tecnica delle Costruzioni vol 2 E.F. Radogna Zanichelli
Altri riferimenti :
Cemento Armato Precompresso T. Antonini Masson Editore
Cemento Armato Precompresso C. Cestelli Guidi Heopli
D.M. 14/01/2008 Norme Tecniche per le Costruzioni NTC2008
D.M. LL.PP. 09/01/1996 Norme tecniche per il calcolo, l'esecuzione ed il collaudo delle
strutture in cemento armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche.
D.M. LL.PP. 14/02/1992 Norme tecniche per l'esecuzione delle opere in cemento armato
normale e precompresso e per le strutture metalliche.
EC2 UNI EN 1992-1-1:2005 Progettazione delle strutture di calcestruzzo - Parte 1-1:
Regole generali e regole per gli edifici
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