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Aspetti teorici del rinforzo

del terreno e funzionamento


delle terre rinforzate
Prof. ing. Simonetta Cola
Dipartimento ICEA - Università di Padova

Udine – 21 ottobre 2016


Sommario

1. Perchè il rinforzo del terreno?


2. Resistenza di un terreno rinforzato
3. Fibre nel rinforzo diffuso
4. Rinforzo sotto fondazione superficiale
5. Rinforzo sotto rilevato su terreno molle
6. Terre rinforzate
Non sono le uniche forme di rinforzo. Altre sono:
chiodature o soil nailing, pali trattamenti
colonnari sotto rilevati, ecc.

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Perchè il rinforzo del terreno?

Il rinforzo del terreno è una tecnica usata fin dall’antichità e non


solo dal genere umano.

Grande Muraglia (Cina 215 a.c.) Grande Moschea (Djenné, Mali, 1250 d.c.)

Muro di Nido di
sponda romano rondine
(Tamigi, Londra I sec.) (anno?)
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Perchè il rinforzo del terreno?
La resistenza al taglio del terreno

Il terreno è aggregato di particelle solide (frammenti di roccia,


ghiaia,… argilla), dotato di resistenza al taglio per effetto
dell’attrito interno tra le particelle stesse. N

Piano di scorrimento
N
relativo o di taglio N T
T T
T
N T
N T
= σn =τ N
A A Sezione A

Lo scorrimento relativo ha luogo quando il rapporto tra la forza di


taglio T e la forza normale N applicate su una superficie raggiunge il
valore limite pari a: µ = tanφ = coefficiente di attrito
In tale caso è: Tmax = µN = N tanφ τ max = σ n tan φ
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Perchè il rinforzo del terreno?
Angolo di attrito

φ = angolo di attrito interno del terreno

detto anche ANGOLO DI NATURAL DECLIVIO o DI RIPOSO perché è


l’angolo del cono che si forma se verso un terreno asciutto su un piano.

NB: Il cono ha lo stesso φ


angolo anche se formato
per deposizione in acqua
ferma
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Perchè il rinforzo del terreno?
Angolo di attrito e coesione

Poiché spesso il terreno contiene acqua la resistenza deve essere


espressa in termini di tensioni efficaci.
Inoltre, a volte il terreno può formare pareti con inclinazione superiore
all’angolo di riposo perché dotato di coesione reale o apparente per
effetto di:
Cementazione tra i grani;
Suzione a stato di parziale saturazione (castelli di sabbia)
Maggior angolo di attrito per
incastramento dei grani con τ
τ max = c '+σ 'n tan φ
forma angolare.
In tal caso il terreno ha una
resistenza al taglio non nulla a
tensione normale nulla.
La resistenza a trazione è comunque
nulla. σ’
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Perchè il rinforzo del terreno?
Tipologie di rinforzo

I rinforzi sono inseriti nel terreno per conferire una resistenza a


trazione che il terreno non avrebbe. Ciò permette di ottenere:
maggiore resistenza del terreno
aumento della capacità portante di fondazioni superficiali
pareti a maggior pendenza e più alte con poca spesa (terre
rinforzate, terre armate, soil nailing, pareti tirantate, ecc.)
diminuzione dei cedimenti di fondazioni superficiali o di
rilevati costruiti su pali
aumento dell’efficienza di colonne in ghiaia
etc.

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TERRENO RINFORZATO CON
FIBRE DIFFUSE

Fibre di polipropilene in sabbia


(Lirer et al., 2011)

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Resistenza di un terreno rinforzato
Rinforzi in un elemento di volume

Prove triassiali drenate su una sabbia con rinforzi orizzontali

(1) (2) (3) (4) (1) (2) (3) (4)

4
4
1
1

SCIOLT DENSA
A
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Resistenza di un terreno rinforzato
Rinforzo orizzontale in un elemento di volume

σ1 τ

φ
σ3 σ3 σR

σR σR

σ3,R σ3 σ1 σ
σ1

Nel terreno non rinforzato la minima tensione orizzontale é:


σ 3 = K aσ 1 con K a = tan 2 (45 − φ / 2) < 1
Nel terreno rinforzato è: σ 3,R = K aσ 1 − σ R
ove σR è il contributo di confinamento dato dalla fibra

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Resistenza di un terreno rinforzato
Rinforzo orizzontale in un elemento di volume

Detto: σ1
σS = resistenza a trazione σR AS
della fibra τS
σS
τS = attrito all’interfaccia
∆iHv B'
terreno fibra
L'

si posso avere due tipi di


rotture:
1)Troncamento della fibra se: ∆Bi h
L
2τ s ⋅ L'B' = σ s As
2) Sfilamento della fibra se l’attrito all’interfaccia è troppo piccolo per
evitare lo scorrimento del terreno sulla fibra, pur essendo:
2τ s ⋅ L'B'< σ s As
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Resistenza di un terreno rinforzato
Rinforzo orizzontale: rottura per troncamento fibra

Nel caso di rottura per τ Inviluppo terreno


troncamento, essendo σS rinforzato φ
indipendente dalla tensione σR,max φ
normale, il contributo σR è
costante e pari a:
σ s As cR
σ R = σ R,max =
iv ⋅ i h σ3,R σ3 σ1 σ

La retta inviluppo trasla verso l’alto e i parametri di resistenza del


terreno rinforzato si ricavano da:
φR = φ σ 3,R = K aσ 1 − σ R,max = K aσ 1 − 2cR K a
da cui:
σ R ,max
cR =
2 Ka
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Resistenza di un terreno rinforzato
Rinforzo orizzontale: rottura per sfilamento fibra

Per piccole tensioni verticali la τ


fibra può sfilarsi senza φ
raggiungere σS.
σR φR φ
Il contributo di confinamento σR
cresce con la tensione verticale:
cR
σ 3,R = σ 3 − Fσ 1
σ3 σ1 σ
σ3,R
Con F = funzione del coefficiente
di attrito all’interfaccia e della geometria (interasse fibre, lunghezza,
ecc.)
Imponendo la tangenza ad una retta inviluppo passante per l’origine:

σ 1 − σ 3,R 1− Ka + F
sin φR = sin φR = φR > φ
σ 1 + σ 3,R 1+ Ka − F

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Resistenza di un terreno rinforzato
Fibre con distribuzione casuale: criterio di rottura secondo Zornberg (2002)
Per fibra orizzontale Per fibre random (Zornberg, 2002)
τ
Sfilamento
τ Sr= S+t
Troncamento φ ra
+ f i b S
φ Ter reno φ
rre no
Te
c φR
cave
R Fibra t
σ αχσ y ,f
c
αχρc i,c c
σcrit σ
σ y ,f − ρc i ,c c σf,y = tensione di snervamento della fibra
σ crit =
ρc i ,φ tan φ ρ = snellezza della fibra (lunghezza/diametro)
ci,c e ci,φ = termini coesivo e attritivo della
resistenza al taglio dell’interfaccia fibra/terreno
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Resistenza di un terreno rinforzato
Fibre con distribuzione casuale: criterio di rottura secondo Zornberg (2002)
Detti σave la tensione media attorno alle fibre (assunta pari alla tensione nel
piano), χ il contenuto volumetrico in fibre e α un coefficiente funzione
dell’orientazione e della distribuzione delle fibre nel terreno (=1 per
distribuzione casuale e omogenea, diversamente <1) si ha:

Per σave < σcrit sfilamento Per σave ≥ σcrit troncamento

τ = c + σ tanφ +
τ = c + σ tanφ + αχσy,f
αχρ⋅ (ci ,cc + ci ,φσave tanφ)
Con Con

ceq = (1+ αχρ⋅ ci ,c )c ceq = c + αχσy ,f


(tanφ )eq = (1+ αχρ⋅ ci ,φ ) tanφ (tanφ )eq = tanφ

Esistono altri modelli: Michalowski (2008), Lirer (2011), Gao e Zhao (2013).
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RINFORZI SOTTO
FONDAZIONI SUPERFICIALI

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Aumento della capacità portante
Fondazioni superficiali rinforzate

Numerosi modelli fisici o numerici Qu or Qur


(Yetimoglu et al., 1994; Mitchell &
u
Collins, 1997; Sharma et al. 2009; El h d
Sawwaf & Nazir, 2011; ecc.) hanno
mostrato che l’efficienza BCR=Qu/QuR
di una fondazione superficiale B or D
rinforzata (RSF) dipende da: b Sabbia

1.Profondità del primo rinforzo (u) (u/B)opt = 0.2÷1 (medio 0.45)


2.Spaziatura verticale (h) (h/B)opt = 0.15÷1.5 (medio 0.50)
3.Larghezza del rinforzo (b) (b/B)opt = 1.5÷5 (medio 3.7)
4.Numero dei rinforzi (N) (N)opt = 2÷4 (medio 3)
5.Spessore rinforzato (d = u+(N-1)x) (d/B)opt = 1.25÷1.5 (medio 1.25)
6.Resistenza e rigidezza del rinforzo
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Aumento della capacità portante
Meccanismi di rottura
a) Modello a 2 strati con resistenza molto diversa Punzonamento e rottura del
terreno sottostante

Modello idoneo x
terreni coesivi

b) Modello a 1 strato (se la resistenza non è molto diversa) Rottura del terreno
rinforzato

Modello idoneo x
terreni granulari Sharma et al. (2009)
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Aumento della capacità portante
Rottura strato inferiore (Meherhof & Hanna, 1978)

Per fondazione quadrata


4ca d 2 2Df  K s tan φt 4∑i =1,..N Ti tan δ
quR = qu + + 2γ t d 1 +  + − γ td
B  d  B B

quR = capacità della fondazione rinforzata


qu = capacità della fondazione non rinf.
γt = peso di volume del terreno rinforzato
Df = piano di posa della fondazione
Ks = coefficiente di punching che dipende dall’angolo di attrito del terreno e dalla
capacità portate per il terreno rinforzato e non rinforzato
φt =angolo di attrito del terreno rinforzato
ca = componente coesiva della resistenza lungo il lato della fondazione
Ti = resistenza a trazione di ciascun rinforzo
δ = angolo di inclinazione della spinta passiva sul lato della fondazione
(Meherhof & Hanna, 1978)
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Aumento della capacità portante
Rottura strato rinforzato (Sharma et al., 2009)

Per fondazione quadrata


N
Ti [u + (i − 1)h]rT
quR = qu + 12∑ 2
(Sharma et al., 2009)
i =1 B

u + (i − 1)h π φ  B π φ 
rT = 1 − 2 tan −  se u + (i − 1)h < tan + 
B  4 2 2  4 2
1 u + (i − 1)h B π φ 
rT = − se u + (i − 1)h ≥ tan + 
2 2H f 2  4 2

Hf = profondità del piano di rottura


φ =angolo di attrito del terreno non rinforzato

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Aumento della capacità portante
Rottura strato rinforzato (Sharma et al., 2009)

Confronto con altri modelli teorici e misure


sperimentali
q
BCR = uR
qu

Modello

Sperimentale

(Sharma et al., 2009)

BCR può raggiungere anche valori di 2.5-3 a seconda dei geosintetici utilizzati
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RINFORZI ALLA BASE
DI RILEVATI SU
TERRENI MOLLI

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RILEVATO RINFORZATO ALLA BASE
Possibili schemi

1 – Rilevato
2- Rinforzo (geosintetico)
3 – Terreno molle
4 – Materasso di drenaggio
5 – Dreni verticali
a) Rinforzo alla base 6 – Materasso in pietre
7 – Pulvino
8 – Pali
9 – Substrato rigido

1 2

b) Rinforzo alla base + dreni

7
3
8
9
c) Materasso in pietre d) Rinforzo + pali
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RILEVATO RINFORZATO ALLA BASE
Possibili SLU
(a)
Instabilità
a) Instabilità del paramento paramento

b) Instabilità globale coinvolgente una


porzione rilevato + terreno + rinforzo
c) Stabilità generale coinvolgente tutto il (b)
Rilevato
rilevato Instabilità rilevato
+ terreno + rinforzo
d) Estrusione di terreno di fondazione o
Squeezing
e) Scorrimento lungo interfaccia rilevato-
(d)
rinforzo

(c)

(e)
Rilevato

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RILEVATO RINFORZATO ALLA BASE
Intabilità globale rilevato + terreno + rinforzo

L’analisi si esegue con il Metodo dell’Eq. Limite o agli Elementi finiti.


Per una valutazione a favore di sicurezza, si
mette in conto un contributo del rinforzo al
momento resistente pari a:

M gys = Ty

Coefficiente di sicurezza Forza nel rinforzo

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RILEVATO RINFORZATO ALLA BASE
Sollecitazioni nel rinforzo per Squeezing

Terreno molle
coesivo

Pp + RT + RB ≥ Pa con RT = αcuo L e Rb = cub L

1   1 
 γ f D + 2 cum  D + (α c uo + c ub )L ≥  γH + q + γ f D − 2c um  D
2   2 

D = spessore strato molle cuo, cub e cum = resistenza al taglio


γf = peso di volume del terreno molle non drenata alla base del rinforzo,
α = coefficiente di attrito alla base dello strato molle e
all’interfaccia terreno rinforzo media

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RILEVATO RINFORZATO ALLA BASE
Sollecitazioni nel scivolamento di parte del rilevato
Il rinforzo deve anche contrastare la spinta attiva della parte sopra il rinforzo

h
Pa

1 2
Tds = Pa = γh K a + qhK a Inoltre, tenendo conto di un carico
2 crescente sulla lunghezza LE, questa
Dato che squeezing e scivolamento si lunghezza deve essere:
possono verificare insieme, la trazione
nel rinforzo deve essere: LE ≥
(γh + 2q )K a No scivola-

RT + Tds ≤ Td No rottura γα tan φ ' mento

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TERRE RINFORZATE

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Terre rinforzate
Tipologie di rinforzo

I rinforzi possono essere:


Discontinui nel piano del rinforzo: Barre o nastri metallici,
strisce plastiche;
Continui nel piano del rinforzo: Geosintetici (geotessuto,
georeti, ecc).
Nelle opere di sostegno sono sempre abbinati ad elementi di
contenimento (pannello in c.a. prefabbricati o metallico, rete,
gabbioni, ecc.) che costituiscono la parete a vista.

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Terre rinforzate
Tipologie di rinforzo

Inclusioni flessibili inestensibili (strisce metalliche)


Terre Armée®

Inclusioni flessibili estensibili


(geotessuti, geogriglie e georeti)

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Terre rinforzate
Elementi di parete

Terra armata (Terre Armée®) Terra rinforzata

Terra rinforzata Rock wall (Segmental wall)


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Terre rinforzate
Esempi di applicazioni: manufatti di spalla
Parete verticale o inclinata portante Pareti verticali non portante

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Terre rinforzate
Esempi di applicazioni: protezione di pendii

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Terre rinforzate
Esempi di applicazioni: barriere antirumore e paramassi

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Terre rinforzate
Esempi di applicazioni: elementi di arredo urbano

(Huesker,
2008)

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Procedura costruttiva down-top

Sottofondo
rullato e
(1) (4)
compattato

Cassero a
perdere in
rete elettr.
Granulare compattato Terreno vegetale

Griglia

Rete antierosione (2) (5)


Rete antierosione Risvolto griglia

Sovrapposi-
zione 30 cm

Griglia

Tirante (3) (6)


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Procedura costruttiva down-top

Idrosemina

(7)
Geogriglie
Cassero a
perdere
Idrosemina a
spessore

Rete antierosione

Geodreno

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Vantaggi e svantaggi

VANTAGGI SVANTAGGI
Economicità Richiede uno sbancamento
Velocità di installazione fino alla fondazione
(garantendo un’opportuno
Eseguibile anche su approfondimento del piano di
pendenze elevate e luoghi posa)
poco accessibili
Richiede esperienza ed
Facile da abbinare ad altre attenzione ai dettagli
strutture
Richiede utilizzo di terreni di
Limitato impatto riempimento di buona qualità
ambientale

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Comportamento dei diversi componenti
Resistenza a trazione dei geosintetici
Prova di trazione a breve termine su banda larga (ISO 10319): TR0 (kN/m)

L
W W = 200 mm
L ≥ 100 mm

Materiali plastici sensibili agli effetti del


tempo: viscosità, invecchiamento, attacco
chimico, biologico e da raggi UV.

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Comportamento dei diversi componenti
Resistenza a trazione dei geosintetici

TR0 = resistenza a trazione (ISO 10319)


Resistenza a trazione del rinforzo T

Tref = resistenza
Danneggiament a trazione a
o lungo termine

Durabilità

Tfield =
resistenza a
Td = resistenza a trazione di progetto trazione a lungo
termine in sito

log t tu = vita di
progetto

La trazione di progetto per il rinforzo è: Td =TR0 /γgsy


Con: γ gsy = γ creepγ danγ chγ biol γ junctionγ M
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Comportamento dei diversi componenti
Resistenza a trazione dei geosintetici

Normative:
Germania EBGEO (2009):
γ gsy = γ creepγ danγ Junction γ chγ biol γ M = 12.6 ÷ 55

UK- BS8006-1 (2010, 2011): γ gsy = RFCR RFID RFW RFchfs


con richiamo alla ISO/TR 20432 (2007)
norma che racchiude le indicazioni per testare i materiali

Francia NF P94-270 (2007): γ gsy = γ M / ρ end ρflu ρ deg = 4.5 ÷ 24

USA: GRI Standard Practice GT7 (2012):

γ gsy = FS ⋅ RFdesign
RFdesign = RFID RFCR RFCD RFBD RFJNT = 12.9 ÷ 15.8

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Comportamento dei diversi componenti
Attrito di interfaccia
N
(a) ROTTURA O
SFILAMENTO DEL
RINFORZO PR

Prove(a)
di sfilamento
Pullout test o pull-out
(b) SCORRIMENTO
TERRENO-RINFORZO N 300x300mm
Tilt test

Prove
(b)diDirect
scorrimento diretto
shear test
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Comportamento dei diversi componenti
Attrito di interfaccia

Sia PR = la forza di pull-out per unità di sviluppo, il coefficiente


di attrito terreno-rinforzo (attrito apparente) è:
PR
µS / GSY = α tan φ =
2Leσ v
Test monotonico
α = 0,6÷1 a seconda del
tanφ
geosintetico
= 0,6÷0,8 per geotessuti
= 0,8÷1 per geogriglie Test ciclici

Prove di pull-out su geogriglia (Moraci)


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Dimensionamento e verifica di una terra rinforzata
Meccanismi di possibile rottura
(a)
• Rottura interna Superfici di
rottura che tagliano:
sv (a) tutti i rinforzi
(b) parte dei rinforzi
sh
• Scivolamento di base
superficie di scivolamento
sotto/sopra il primo rinforzo (c)

(b) (c)

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Dimensionamento e verifica di una terra rinforzata
Meccanismi di possibile rottura

(d)
Capacità portate del terreno
di fondazione (d)

Ribaltamento (e)

Stabilità globale (f)

(e) (f)

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Dimensionamento di una terra rinforzata
Evidenze sperimentali

Si dimensiona per evitare rottura interna e scivolamento alla base.

Osservazioni sperimentali su terre rinforzate a parete verticale indicano


una superficie di rottura interna assimilabile con una spirale logaritmica
che intercetta il piano orizzontale a D= 0.3 H
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Dimensionamento di una terra rinforzata
Calcolo della tensione orizzontale sulla parete

Il profilo verticale della tensione orizzontale in presenza di carico al


p.c. e paramento con inclinazione θ > 63° (Laba e Kennedy, 1986):
2q
σ req = γzKa + M (β − sin β cos 2α )
π
con: b’ b a
a + b + b' b + b' q
β = arctan − arctan
z z
b + b' α Sv
α = arctan + β /2 z
z β
H
0.4b σreq
M = 1.4 − ≥1
0.14H
θ
b' = z / tan θ

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Dimensionamento di una terra rinforzata
Tensione verticale
La tensione verticale alla profondità z in presenza di carico al p.c. e
paramento con inclinazione θ > 63°:
γzL + q ' (L − x )
σ v ,ave = per L-x ≤ a’ b' b a
L
q
γzL + q ' a'
σ v ,ave = per L-x > a’ 1
L
z 2
L = lunghezza dei rinforzi σv
H
b’=z/tanθ x z/2
Sv
a’=a+z
θ
q’=qa/a’
x = b+b’-z/2≥0

NB: in presenza di acqua, si deve valutare la tensione efficace


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Dimensionamento di una terra rinforzata
Trazione nel singolo rinforzo e lunghezza di ancoraggio

Detti sv e sh gli interassi verticale e orizzontale dei rinforzi (sh =1m per
geosintetico), la trazione nel generico rinforzo i-esimo sarà:
Ti = σ req sv sh ≤ Td

Nelle terre rinforzate in genere è sv = 50-60 cm.

La lunghezza di ancoraggio Lbi deve essere:

Lbi = Ti /(2Wr σ v α b tan φ ' )

essendo:
Wr = larghezza longitudinale del rinforzo (=1m per elementi continui)
σv = tensione verticale media (normale al piano del rinforzo)
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Dimensionamento di una terra rinforzata
Lunghezza totale e di risvolto

La lunghezza di ancoraggio è quella nella zona resistente. Si deve


aggiungere la porzione interna al cuneo di spinta (zona attiva) Lci.
H −z
Lci =
tan(45 + φ ' / 2) Lri

La lunghezza totale è:
Li = Lbi + Lci
Lci Lbi
Nelle terre rinforzate con geosintetici,
la lunghezza del risvolto è: 45°+f’/2

Lri = Ti /( 4Wr σ v α b tan φ ' )

Con un valore minimo suggerito di 1 m.


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Dimensionamento di una terra rinforzata
Scivolamento alla base

La lunghezza del rinforzo di base LR, deve essere verificata per l’instabilità
per scivolamento di base,
base considerando l’equilibrio alla traslazione
orizzontale.

Pa
Pa ≤ LRsbτ sb LRsb ≥
σ vbα sb tan φ '

q
τsb = sforzo di taglio sulla
superficie del rinforzo
σvb = tensione verticale alla
base della terra rinforzata
H Pa
αsb = coefficiente per
scorrimento diretto del
terreno sul rinforzo
τsb

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Dimensionamento di una terra rinforzata
Carico in superficie

Nella zona superiore le spinte diminuiscono (in assenza di carico al piano


campagna si annullano).
Si preferisce tener conto di una spinta orizzontale σmin pari alla σcomp
indotta dalla compattazione del terreno durante la posa:

0.45 γQ ≤ σ comp ≤ 0.9 γQ


Con Q = carico dinamico del compattatore (kN/m).
Si suggerisce σcomp = 10-30 kPa.

Verifiche
Le verifiche di capacità portante, ribaltamento e stabilità globale sono
quelle caratteristiche delle opere di sostegno. In questo caso tutto
l’insieme terreno+rinforzi è un grosso muro.
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Verifica della stabilità interna e/o globale
Metodo dell’equilibrio limite

L’equilibrio limite di un cuneo nel


DM88 si esprimeva come: W cosθ
W θ W sinθ
S c' L + N tanφ '
FS = =
W sinθ W sinθ S

c' L + W cosθ tanφ '


FS =
W sinθ N
θ
Passando alle NTC (2008):
c' L tan φ '
+ W cos θ
Rd γ c' γ tan φ '
E d ≤ Rd Uf = ≥1 Uf = ≥1
Ed γ R ⋅ W sinθ
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Verifica della stabilità interna e/o globale
Metodo dell’equilibrio limite

Cuneo con rinforzo che esplica una trazione T fissa


Nel DM88
c ' L + (W cos θ + T sin β ) tan φ ' S
FS =
W sinθ − T cos β Tcosβ
β
Tsinβ
W
Nel NTC2008
T

c' L  T  tan φ '


+ W cos θ + sin β 
γ c'  γT  γ tan φ ' ≥ 1 N
Uf = θ (a)
 T 
γ R ⋅ W sinθ − cos β 
 γT 
Questa idea è implementata nei codici di analisi con il metodo dei conci, tenendo
conto di T variabile con la porzione in zona passiva e delle altre eventuali forze
agenti sul cuneo (Sovraccarico, forze pseudostatiche, ecc.).
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