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Il Corriere Della Sera 07.12.2011

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MERCOLEDÌ 7 DICEMBRE 2011 ANNO 136 - N. 290
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Giannelli Atti e parole
Il patto fiscale
Sì alla manovra
ma i no vincono
su pensioni e Ici
Il deputato-talpa
filma il suk
degli onorevoli
Garlasco
IN POLITICA
ANCHE IL TONO
FA LA MUSICA
IL SECONDO TEMPO
SALVARE
L’EURO
ORA O MAI PIÙ
Il sondaggio Inchiesta tv
Stasi assolto
anche
in Appello
di GIOVANNI BIANCONI
di ANTONIO POLITO
di RENATO MANNHEIMER
«Il deputato pdl referente nazionale dei Casalesi». La replica: chiarirò tutto
Rincari fino a 11 centesimi sui carburanti, la mini patrimoniale salirà nel 2013 allo 0,15%
Napolitano: evitata una catastrofe. Monti blinda il decreto: pochi margini per modifiche
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Alle aziende bonus sull’Irap da 10.600 a 15.200 euro
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di CLAUDIO MAGRIS
di ANGELO PANEBIANCO
di GIAN ANTONIO STELLA
Tutti gli aumenti, la benzina subito
Costerà meno il lavoro
di donne e under 35
F
orse è vero che il tempo,
come dicono non solo
poeti ma anche scienziati,
ha diverse misure; è un
contenitore elastico, le cui
dimensioni variano a
seconda di ciò che lo
riempie. Pure nella politica,
nella vita sociale e civile, si
sperimenta la diversa durata
delle ore e dei giorni.
CONTINUA A PAGINA 2
C
i sono fasi in cui
le esigenze della
economia e quel-
le della politica so-
no in armonia e altre fasi,
più frequenti, in cui sono
in conflitto. Non è detto
che ciò che sarebbe eco-
nomicamente utile o ne-
cessario risulti anche poli-
ticamente praticabile. Il
decreto Monti serve a
fronteggiare l’emergenza
e conferisce al governo
l’autorevolezza necessa-
ria per trattare da una po-
sizione di relativa forza
con i partner europei. Per
questo i principali partiti,
obtorto collo, sono co-
stretti a sostenerlo. Ma
questo momento magico
non è destinato a durare:
molto presto le esigenze
della politica torneranno
a prendere il sopravven-
to. E il governo Monti co-
mincerà a navigare in ac-
que parlamentari sempre
meno tranquille. È questa
circostanza, purtroppo, a
rendere non del tutto
plausibile la «politica dei
due tempi» che l’esecuti-
vo si è visto costretto ad
adottare.
Il decreto, oltre a un
sensibile accrescimento
(che ha di per sé effetti de-
pressivi) della pressione
fiscale sul ceto medio,
contiene una seria rifor-
ma delle pensioni e qual-
che buona misura a favo-
re delle imprese. Ma il
grosso degli interventi
pro crescita è rinviato a
un secondo tempo. Sono
rinviate quasi del tutto le
liberalizzazioni. E non si
parla per ora di privatizza-
zioni. È rinviata la rifor-
ma della disciplina del la-
voro. Sono rinviati gli in-
terventi più incisivi sui co-
sti della politica. Manca-
no infine provvedimenti
volti a colpire la palla al
piede rappresentata dalla
inefficienza della macchi-
na amministrativa.
Il governo Monti ha
avuto sicuramente ottime
ragioni (soprattutto, i
tempi troppo stretti) per
adottare questa strategia.
Ma resta che tale scelta,
per quanto necessitata,
porta con sé due inconve-
nienti. Il primo riguarda
il segno e la qualità del de-
creto Monti. Se le misure
rinviate fossero state pre-
senti nel decreto ci ò
avrebbe sicuramente ri-
dotto il disagio dovuto al-
l’ accrescimento della
pressione fiscale. Gli effet-
ti depressivi sarebbero
stati ampiamente com-
pensati dalla generalizza-
ta constatazione di una ra-
dicale svolta, di un irre-
versibile cambiamento.
Finalmente, sarebbe sta-
to a tutti chiaro che si sta-
vano predisponendo le
condizioni necessarie per
fare riprendere al Paese il
cammino dello sviluppo.
Il secondo e più grave
inconveniente consiste
nel fatto che in Italia la po-
litica dei due tempi, co-
me sappiamo per lunga
esperienza, è quasi sem-
pre destinata all’insucces-
so. Il governo Monti è fi-
glio di circostanze ecce-
zionali. E sono le circo-
stanze eccezionali ad aver-
ne decretato la popolari-
tà. Ma, come lo stesso
Monti ha osservato, la po-
polarità del governo è de-
stinata a ridursi a causa
della amara medicina che
esso ci deve somministra-
re.
CONTINUA A PAGINA 55
F
orse un giorno questo
dolore ci sarà utile.
Non perché possa bastare
l’austerità o perché la
salvezza dell’Italia dipenda
da quanto sudore e lacrime
verseremo: più dei nostri
compiti a casa, a decidere
sarà l’esame di maturità che
aspetta l’Europa tra domani
e venerdì. Ciò che ha fatto il
governo Monti è però una
precondizione perché tre
giocatori ben più decisivi, la
signora Merkel, il signor
Draghi e il signor Mercato,
possano fare ciò che devono.
CONTINUA A PAGINA 55
Nuova richiesta d’arresto per Cosentino
Il capo dello Stato firma il provvedimento. Il ministro Fornero apre sulla previdenza: pronti a rivedere il blocco degli adeguamenti
Con i nuovi provvedi-
menti economici costerà
meno il lavoro di donne e
giovani sotto i 35 anni. Si
raddoppia dall’anno pros-
simo il bonus Irap. L’age-
volazione, a partire dal
2012, si eleva a 10.600 eu-
ro all’anno per le imprese
del Nord e a 15.200 per le
regioni del Sud. L’Irap più
leggera vale sia per chi è
già assunto sia per coloro
che verranno assunti, ma
solo nel caso di contratti a
tempo indeterminato.
A PAGINA 12 R. Bagnoli
con il commento di Dario Di Vico
I provvedimenti (Le novità in neretto)
Estensione a tutti dal 2012 del sistema contributi-
vo. Ritiro a 66 anni per gli uomini e a 62 per
le donne. Parità uomo donna a 66 anni nel 2018.
Abolizione di quote e finestre per le pensioni
d'anzianità: si uscirà in anticipo con 41 anni e un
mese di contributi per le donne e 42 e un mese
per gli uomini. Età agganciata alle aspettative
di vita. Annunciata per il 2018 la fine delle
pensioni di anzianità. Contributo di solidarietà
dalle pensioni più ricche e, finora, niente adegua-
mento all'inflazione per quelle sopra i 936 euro
Aumento delle aliquote Iva del 10 e del 21%
di 2 punti dall’1 ottobre 2012, se non ci saranno
gli introiti previsti dal riordino delle agevolazioni
fiscali. Dall'1 gennaio 2014 altro incremento
dello 0,5%. Una tantum dell'1,5% sui capitali
rientrati con lo scudo fiscale, anche quello
del 2001. Rialzo dell'addizionale regionale Irpef
dallo 0,9 all'1,23%. Il bollo in conto titoli esteso a
qualsiasi investimento finanziario: prelievo dello
0,1% per il 2012 e dello 0,15% per il 2013, con
un minimo di 34,2 euro e un massimo di 1.200
Tassa per le auto superiori a 185 kilowatt
di potenza (20 euro per ogni kilowatt
eccedente), sulle barche sopra i 10 metri,
su elicotteri e aerei privati in base al peso
Arriva l'imposta municipale unica (Imu). Si pagherà
anche sulla prima casa. Previsto un 60% di
rivalutazione degli estimi catastali. Aliquote dello
0,4% sulla prima casa e dello 0,76% per le altre
Salgono subito le accise su benzina e diesel
per un aumento, rispettivamente, di 8,2
centesimi e 11,2 centesimi al litro. Nel caso
del gpl l'aumento sarà di 2,6 centesimi al litro.
Abolizione delle giunte provinciali e riduzione
dei consiglieri a dieci. Calo dei membri delle
Authority da 50 a 28. Accorpamento di Inpdap
e Enpals nell'Inps
Deliberato un insieme di liberalizzazioni
per la vendita di farmaci (quelli di fascia C
con obbligo di ricetta e solo nei Comuni sopra
i 15 mila abitanti), per i trasporti e per gli orari
degli esercizi commerciali
Rafforzamento del fondo di garanzia per le
imprese, con un credito di oltre 20 miliardi.
Ricostituzione dell'Istituto per il commercio estero.
Agevolazioni fiscali per gli utili reinvestiti, che
rafforzano il capitale d'impresa. Infrastrutture:
sblocco di 3,8 miliardi per le opere strategiche
Le imprese potranno dedurre 10.600 euro
per ogni donna o giovane sotto i 35 anni
assunti a tempo indeterminato. Lo sconto
sale a 15.200 euro nelle regioni del Sud
Tracciabilità fiscale per i pagamenti oltre mille
euro. Lo Stato non pagherà più di 500 euro
in contanti: per le somme eccedenti bisognerà
dotarsi di conto corrente a costi agevolati
FISCO FISCO
BENI DI LUSSO BENI DI LUSSO
CASA CASA
LA BENZINA LA BENZINA
COSTI DELLA POLITICA COSTI DELLA POLITICA
LIBERALIZZAZIONI LIBERALIZZAZIONI
CRESCITA CRESCITA
BONUS IRAP PER DONNE E GIOVANI BONUS IRAP PER DONNE E GIOVANI
NO AL CONTANTE NO AL CONTANTE
PENSIONI PENSIONI
Per la quota sopra il milione, il Tfr dei
manager si sommerà al reddito complessivo
tassato con l’aliquota Irpef massima del 43%
LIQUIDAZIONI MILIONARIE LIQUIDAZIONI MILIONARIE
D
ue italiani su tre dicono
sì alla manovra
anticrisi del governo Monti.
Secondo il sondaggio, sono
contrari all’aumento
dell’età pensionabile 6 su
10. Bocciata l’Ici sulla
prima casa. A PAGINA 21
«N
icola Cosentino
era il referente
del clan dei Casalesi». Il
tribunale di Napoli chie-
de di nuovo l’arresto del
parlamentare del Pdl ed
ex sottosegretario all’Eco-
nomia, il cui nome ricom-
pare in un’inchiesta della
Procura antimafia di Na-
poli sulla camorra casale-
se. Secondo l’inchiesta,
Cosentino era «il politico
che comanda a Casal di
Principe». Martedì la Ca-
mera deciderà sull’auto-
rizzazione. Indagato an-
che il presidente della
Provincia di Napoli, Luigi
Cesaro. Cosentino si di-
fende: «Chiarirò tutto».
A PAGINA 37 Bufi
Q
ualche sanguisuga, un
po’ di somari e una
talpa: c’è anche questo, a
Montecitorio. È il quadro
desolante che esce da un
micidiale reportage girato
per la prima volta dentro
l’aula. CONTINUA A PAGINA 27
Alberto Stasi è stato
assolto anche in appello
dall’accusa di aver
ucciso la fidanzata
Chiara Poggi a Garlasco
nel 2007. È stata dunque
confermata la decisione
presa dal giudice due
anni fa, quando Stasi
fu assolto per la prima
volta. La madre di
Chiara: non mi arrendo.
A PAGINA 35
Camasso, Di Stefano, Fasano
Il presidente della Repubblica
firma il decreto salva Italia, la
manovra economica anticrisi va-
rata dal governo Monti.
I rialzi. Dal testo affiorano alcu-
ne novità. Tra l’altro, arriva l’au-
mento della benzina: rincari fi-
no a 11 centesimi. La mini patri-
moniale salirà nel 2013 a quota
0,15%. Il premier blinda il decre-
to: pochi i margini per modifi-
carlo, o così o stipendi a rischio.
Welfare. Nuovo intervento, in-
tanto, di Giorgio Napolitano: è
stata evitata una catastrofe. Il mi-
nistro del Welfare, Fornero,
apre intanto sul fronte della pre-
videnza: siamo pronti a rivedere
il blocco degli adeguamenti.
DA PAGINA 2 A PAGINA 21
italia: 515249535254
Codice cliente:
ROMA — Silvio Berlusconi
amava arrivare all’ultimo minu-
to, Mario Monti invece appro-
da in via Teulada 75 minuti pri-
ma della diretta. Non tanto per
marcare la discontinuità, quan-
to per incontrare i vertici Rai. E
una volta seduto sulla poltron-
cina bianca di Porta a Porta il
premier ricorda il Cavaliere per
un istante soltanto. Quando si
rivolge al padrone di casa con
un «se mi permette, dottor Ve-
spa...» seguito da un brusco
«non sono qui per fare un pia-
cere a lei». Per il resto, il para-
gone è impossibile. Lontani i
tempi del «contratto con gli ita-
liani», il premier è venuto a di-
re ai cittadini — in prima sera-
ta e in un format tv ideato do-
po le polemiche che hanno pre-
ceduto l’intervista — che senza
«i sacrifici pesanti» il treno Ita-
lia sarebbe deragliato. «L’alter-
nativa era il rischio Grecia, il
non poter pagare stipendi e
pensioni».
Monti non cerca l’applauso e
nemmeno lo trova. Il momen-
to è cruciale e le misure propo-
ste «non fanno piacere a nessu-
no», tantomeno a lui. «Gli scio-
peri? Capisco le reazioni». Arri-
vando in Rai gli avevano chie-
sto se era emozionato. E lui:
«No». Gessato grigio e cravatta
a pallini biancocelesti, incappa
subito nel bello della diretta.
«Normalmente io guardo lei?»,
domanda a Vespa in fuorionda.
E il conduttore: «Me e le teleca-
mere, aiuta la conversazione».
E quando il giornalista gli fa no-
tare che ha perso «solo» nove
punti di gradimento, il premier
si sbilancia: «Dovevo farla più
pesante, la manovra?». I partiti
lavorano agli emendamenti,
ma Monti avverte che il decre-
to è pressoché blindato. In Par-
lamento terrà «occhi e orec-
chie spalancati», perché le for-
ze che lo sostengono non provi-
no a cambiare troppo i conte-
nuti pur tenendo fermi i saldi:
«Il tempo è poco e il margine
di flessibilità è pochissimo».
Metterà la fiducia? «È prematu-
ro affermarlo, ma le ho spiega-
to qualcosa di più importante
— e qui il "prof" bacchetta lo
studente Vespa — cioè che
non modificheremo la struttu-
ra».
La cosa che più lo ha fatto
«soffrire» è aver dovuto tocca-
re le pensioni più basse. «Ci sia-
mo sentiti molto in difficoltà
—ammette —. Lì ci siamo con-
vinti che era il caso di chiama-
re a contribuire anche chi ave-
va usufruito dello scudo fisca-
le». La ministangata «sarà fat-
ta», lo dice Monti e lo ribadisce
Grilli a Ballarò, aggiungendo
che gli «scudati» che non verse-
ranno la tassa dell’1,5 per cen-
to perderanno l’anonimato. Sul-
l’Ici il viceministro apre a una
proroga per le prime case e, sul-
le pensioni, Elsa Fornero spera
che, se si troveranno i soldi, si
possa «alzare il tetto per garan-
tire l’indicizzazione» agli asse-
gni più bassi.
Per due volte Monti loda la
sua «piccola squadra» e pro-
mette una futura ribalta anche
a quei ministri rimasti in om-
bra, «fiero e orgoglioso» com’è
di aver scelto uomini e donne
«di straordinaria qualità». Re-
spinge le critiche dei cattolici
per i mancati sgravi alla fami-
glia, fa capire quanto sia arduo
dover fare «equilibrismo» tra
Pd e Pdl e conferma che non al-
zerà l’Irpef. Scherza su Vespa
«ministro dell’Economia» e ri-
vendica di aver riportato l’Ita-
lia «nel salotto buono» del
mondo. Quanto ai costi della
politica «siamo solo all’inizio»,
prepara nuove sforbiciate Mon-
ti. E annuncia una «task force
aperta anche ai contributi dei
giornalisti».
Solo sul finale concede uno
squarcio della sua vita privata.
La mamma lo ammoniva a «te-
nersi alla larga dalla politica» e
la moglie lo rimprovera ogni se-
ra per essere rientrato tardi nel-
l’appartamento presidenziale:
«Non credo sia interamente
contenta per gli orari che fac-
cio». È forse l’unico sorriso,
l’unico momento in cui Monti
si rilassa dopo aver tenuto, per
mezz’ora, i gomiti puntati sui
braccioli della poltroncina.
Monica Guerzoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ministro a Ballarò
Il ministro del Welfare Elsa Fornero, ieri sera, a
«Ballarò», su Raitre ha affrontato il tema della
riforma previdenziale: «Se non si partiva
dalle pensioni non si poteva
raggiungere l’obiettivo
di salvare il Paese»
SEGUE DALLA PRIMA
Ne sono passati appena venti, di giorni, da quando l’Italia
ha un nuovo governo e il tempo che li precede appare
lontano, perduto nel passato. Le noiosissime e sguaiate
serate televisive che imperversavano sino a tre settimane
fa con le discussioni sulle nipoti di Mubarak, su vere o
presunte notti brave, sui metri quadrati di appartamenti
di onorevoli e altre spiritosaggini sembrano remote,
improbabili commedie degli anni Cinquanta che nessun
cinema oggi manda in sala. Come ha detto l’ex presidente
del Consiglio commentando la sanguinosa fine di un
potente leader, «sic transit gloria mundi». Non solo la
gloria, anche la spazzatura. È cambiato pure il linguaggio
politico, quel linguaggio rissoso, quelle facezie, quel
turpiloquio, anch’essi remoti come le scurrilità di quando
facevamo il servizio militare. Il nuovo governo presieduto
da Mario Monti sarà giudicato a tempo debito in base al
suo operato in questa situazione così difficile. Ma bisogna
già essergli molto grati per aver restaurato — con
naturalezza, come se fosse la
cosa più ovvia e doverosa del
mondo, e infatti lo è — la
civiltà dei rapporti, il rispetto
tra avversari, quel tono
signorile e civile che non è
formalità, ma un modo di
essere, di comportarsi, di
vivere con gli altri. È il tono
che fa la musica. Se è vero
che una mela bacata guasta le altre, per fortuna è vero
pure il contrario; anche il rispetto e la misura sono
contagiosi. Le aspre contrapposizioni e gli aspri conflitti
tra le diverse parti politiche non sono certo scomparsi —
ed è giusto che non lo siano — ma gli scontri si
esprimono in altra forma, e la forma non è mai solo tale.
L’altra sera, vedendo e ascoltando la presentazione del
programma di governo, si avvertiva che lo stile con cui
esso veniva esposto — fermo e insieme talora
lodevolmente e compostamente commosso — restituiva
la decenza cara a Montale e così spesso oltraggiata. Ma
dopo un attimo non ci si accorgeva quasi più di tale
novità; ci si sentiva — a prescindere dall’eventuale
opinione sull’uno o sull’altro punto del programma —
semplicemente a casa, coinvolti in un’alta lotta politica in
cui è in gioco il destino della Polis, della comunità cui si
appartiene, e non in una rissa da Suburra, quasi senza più
ricordarsi di tante indecenze, ormai patetici lazzi del
tempo che fu. Certo, tutto è in precario equilibrio, tutto
può sparire e ritornare. Ma intanto...
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il decreto? Non è iniquo, è odioso
Roberto Maroni, Lega Nord
«Ritocchi? Minimi». Ma la Fornero apre sulle deindicizzazioni
Rapporti civili
ANCHE IN POLITICA
È IL TONO
CHE FA LA MUSICA
Le frasi
Il governo Il premier
Istantanee
Le proteste
Gli scioperi?
Francamente
devo ammettere
che capisco
molte delle
reazioni
di protesta
❜❜
Si giudicherà il
governo per l’operato
ma ha già restaurato
rapporti civili
di CLAUDIO MAGRIS
Gli orari
Mia moglie non
credo sia
contenta per gli
orari che faccio
e che faccio
fare ai miei
colleghi...
Le auto blu
Ci sono troppe
auto blu. Presto
una task force
aperta anche ai
giornalisti che
più si occupano
di questi temi
❜❜

❜❜
❜❜
Monti debutta nel salotto tv
«Ocosì o stipendi a rischio»
2 Primo Piano
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
I
l capo dello Stato, Giorgio Napolitano, avverte che
Mario Monti è arrivato «giusto in tempo» per evita-
re la catastrofe; e che la scelta è caduta su di lui nel-
la speranza di aprire «uno spiraglio migliore per il
Paese». E il premier, poche ore dopo, conferma che
la manovra ha assunto contorni di una durezza estrema
perché non esisteva alternativa. Come il Quirinale, il pre-
sidente del Consiglio capta l’allarme e le inquietudini
presenti nell’opinione pubblica. Per questo ieri sera è ap-
parso in tv per un «dovere di spiegazione verso i cittadi-
ni»; ma anche con la convinzione che «capiranno».
Monti ha ribadito l’esigenza di rispondere a mercati
finanziari «feroci» che hanno messo sotto tiro l’Italia e
insieme l’euro. Ed ha evocato uno scenario catastrofico,
ammonendo che senza i «du-
ri sacrifici» richiesti esisteva
il rischio concreto che l’Italia
non fosse neppure in grado
di pagare stipendi e pensioni:
vittima di una «sindrome gre-
ca» destinata a portarla rapi-
damente al fallimento.
Il pericolo sembra argina-
to, sebbene gravi un’incogni-
ta sull’intera Europa; e co-
munque, al prezzo di colpire
chi ha redditi già bassi; e cre-
ando un disagio nel premier e nei ministri. Ma non solo
in loro. Nel Pdl e nel Pd il malessere non rientra. E l’Udc
di Casini, deciso a sostenere Monti senza esitazione, lo
rileva. Eppure, non esistono rischi di defezioni nella mag-
gioranza trasversale che puntella il governo dei tecnici.
Silvio Berlusconi conferma l’appoggio; e lo stesso fa Pier
Luigi Bersani per il Pd.
Solo che entrambi debbono assorbire le proteste sia
contro le tasse sulla prima casa, sia in tema di pensioni.
Premono enti locali, pezzi di elettorato, sindacati. Il tenta-
tivo di temperare alcuni provvedimenti è già in atto. E la
richiesta di alcuni esponenti del Pdl di far pagare l’Ici an-
che al Vaticano sugli edifici che non sono adibiti al culto,
dice quanto la manovra apra crepe mai emerse nel passa-
to. Ma nonostante le apparenze, i margini per cambiare
rimangono molto stretti.
Un negoziato ritarderebbe l’approvazione della mano-
vra. L’intenzione di Palazzo Chigi, invece, è di presentar-
si lunedì, all’apertura dei mercati, con in tasca un primo
consenso del Parlamento; e di ottenere il «sì» finale pri-
ma di Natale. Per questo, l’ipotesi di non chiedere la fidu-
cia appare poco verosimile, a dispetto della cautela di
Monti. Significherebbe spezzare la tregua fra centrode-
stra, centrosinistra e Udc; e favorire spinte elettorali che
oggi, più che mai, appaiono irresponsabili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
DAL NOSTRO INVIATO
MANTOVA — Ha firmato il decreto
«salva Italia» poco prima di lasciare Ro-
ma per un minitour in Lombardia. E, an-
che se l’accoglienza che la gente (a parte
rari e timidi contestatori della Lega) gli
riserva al pomeriggio nella tappa di Man-
tova è calorosissima, Giorgio Napolitano
sa bene che nel Paese — oltre che nel
mondo politico — stanno montando un
malessere e un’insofferenza sempre più
acuti verso la manovra. Così, anche se ri-
pete il proposito di «mantenere la distan-
za» sul pacchetto di provvedimenti e di
non voler esprimere giudizi «di merito»
che competono al Parlamento, un segno
di rispetto per «l’impegno, l’attenzione
morale e la fatica del governo» lo vuole
dare. E lo dà attraverso un memorandum
molto esplicito. In cui mostra di com-
prendere le ansie degli italiani, lanciando
loro, però, un estremo avvertimento.
«Quando certe riforme, certe decisio-
ni, certe misure arrivano in ritardo, allo-
ra è maggiore l’impatto di insoddisfazio-
ne, di preoccupazione o di dissenso...».
Oggi, aggiunge, «dobbiamo dirci in tutta
franchezza che stiamo arrivando giusto
in tempo per evitare sviluppi veramente
in senso catastrofico della situazione». In-
somma, riconosce che la terapia prescrit-
ta dall’esecutivo di Mario Monti per aiuta-
re l’Italia a uscire dalla crisi è amara e ma-
gari avvilente dal punto di vista psicologi-
co, comunque lo scenario è per lui tale da
non ammettere cure diverse. Nel senso
che le alternative consentirebbero solo
un ingannatorio effetto placebo. Che ci
condurrebbe alla rovina. Alla «catastro-
fe», appunto.
Il presidente parla alla platea di sindaci
e autorità che affollano il settecentesco
Teatro del Bibiena e, per quanto il suo di-
scorso sia irrigato da un severo realismo
(l’evocata «franchezza»), gli applausi
non mancano. «Abbiamo di fronte un
compito duro», spiega. Ma, aggiunge,
per non essere troppo ansiogeno, «sono
convinto che tutti insieme riusciremo a
farcela con senso di giustizia, responsabi-
lità e...», sillaba con tono grave senza pe-
rò commuoversi, com’è accaduto al mini-
stro Elsa Fornero, «sacrifici per salvaguar-
dare il futuro dei giovani».
Una missione ardua e complessa come
quella toccata a lui. Che, racconta, si è
«trovato in un momento di particolarissi-
ma, straordinaria difficoltà, in un mo-
mento di difficile transizione». Infatti,
spiega, «ho creduto di dover fare, nei li-
miti che la Costituzione mi impone, una
scelta che aprisse uno spiraglio migliore
per il Paese, affidando a Monti l’incarico
di formare questo governo».
Ecco il punto politico di queste ore
d’assedio per l’esecutivo: il capo dello Sta-
to, respingendo certe critiche del centro-
destra per come si è giunti al cambio del-
la guardia a Palazzo Chigi, rivendica an-
che un ruolo quasi da Lord Protettore nei
confronti dell’esecutivo. A suo avviso
l’unico, in questa crisi drammatica, in
grado di traghettarci oltre l’emergenza.
Di più: quando Napolitano cita il «ritar-
do» con cui si è arrivati a «certe rifor-
me», è impossibile non cogliere una recri-
minazione per le colpevoli inerzie di tan-
ti governi che si sono succeduti e di quel-
lo Berlusconi in particolare (basta pensa-
re all’intemerata presidenziale d’agosto,
a Rimini, contro chi aveva «nascosto la
gravità della crisi», accompagnata dall’in-
timazione a parlare finalmente «il lin-
guaggio della verità»).
È a questo snodo che il presidente si
riferisce a Mantova, durante una celebra-
zione per i 150 dell’Unità (che qui si ri-
chiama ai Martiri di Belfiore), in nome
della «nostra appartenenza alla grande e
comune patria europea» e in nome del-
l’Italia migliore. Ad esempio, quella di
Quintino Sella, «tra i più venerati costrut-
tori dello Stato», che nel 1875 dovette af-
frontare difficoltà analoghe al nostro pre-
sente, raggiungendo poi l’obiettivo del
pareggio di bilancio. Situazioni «familia-
ri», purtroppo. Tuttavia, conclude esorta-
tivo, «se allora si riuscì a portare a compi-
mento quell’impresa, sono convinto che
riusciremo a portare a compimento an-
che l’impresa che abbiamo davanti, a cui
ha dedicato la sua energia il governo».
Marzio Breda
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Appoggerei il governo Monti anche se mi facesse
perdere voti Pier Ferdinando Casini, Udc
La manovra contiene aspetti nuovi di equità sociale ma ci
sono aspetti che cercheremo di correggere Massimo D’Alema, Pd
I sacrifici
Napolitano firma la manovra: misure a impatto forte perché arrivate in ritardo
La Nota
Quintino Sella
❜❜ ❜❜
di Massimo Franco
«Quintino Sella
nel 1875
dovette
affrontare
difficoltà
analoghe,
raggiungendo
poi il pareggio
di bilancio»
Settembre 2000 Giuliano
Amato premier in trasmissione
«Porta a Porta»
Gennaio 2000 Massimo
D’Alema premier da Vespa
A Mantova Giorgio Napolitano parla con Emma Marcegaglia. Al centro, monsignor Busti
Maggio 2001 Silvio Berlusconi
firma il contratto con gli italiani
Settembre 2007 Romano
Prodi premier a «Porta a Porta»
Un premier convinto
di dover rassicurare
un’Italia preoccupata
❜❜
I precedenti
«Siamo
consapevoli
che sono
necessari
dei sacrifici
per
salvaguardare
il futuro
dei giovani»
«Catastrofe evitata appena in tempo»
Il presidente del Consiglio
Mario Monti ieri ha
partecipato alla trasmissione
tv «Porta a Porta», su Rai1.
Nella foto, il premier in studio
mentre interviene sulla
manovra economica appena
approvata dal governo,
intervistato dal conduttore
del programma
Bruno Vespa
Quirinale
e Palazzo Chigi
uniti nell’additare
lo scampato
pericolo
A Mantova Il presidente spiega di aver aperto con la scelta del professore «uno spiraglio migliore per il Paese»
3 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
#
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4
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Vademecum
La guida completa
2011
S
P
E
C
I
A
L
E

M
A
N
O
V
R
A
3,8
Famiglie, contribuenti, imprese: dentro le novità del decreto
Grilli: l’acconto di dicembre per gli immobili potrebbe slittare
11
16,4
14
500
2,1
2,1
miliardi. I risparmi attesi, in
termini di minor spesa
pensionistica al lordo del
fisco, sono 3,85 miliardi nel
2012 e 6,7 miliardi
rispettivamente nel 2013 e
2014, oltre 6,6 miliardi
nel 2015.
miliardi il gettito che produrrà
il pacchetto di misure sulla
casa (9 miliardi andranno allo
Stato e 2 miliardi ai Comuni).
Per quanto riguarda l’Ici-Imu
sulla prima casa, le entrate
attese ammontano a 3,8
miliardi.
miliardi. Dall’aumento di
due punti delle aliquote Iva
del 10 e del 21% a partire
dal mese di settembre del
prossimo anno, lo Stato
incasserà un maggior
gettito che a regime, nel
2014, sarà di 16,4 miliardi.
miliardi. Il gettito derivante
dall’aumento delle accise
sui carburanti (benzina e
gasolio) sarà pari
a 4,8 miliardi nel 2012 e a
circa 14 miliardi nel triennio
2012-2014.
I rincari sono già in vigore.
milioni dalla tassa sui
mezzi di trasporto di
lusso. Che riguarda
l’addizionale sul bollo auto
(limitatamente alle vetture
con cilindrata superiore ai
185 Kw), sulle imbarcazioni
e sugli aerei.
miliardi. Il gettito atteso
dall’aumento
dell’addizionale Irpef delle
Regioni a statuto ordinario.
Il valore della componente
base dell’addizionale
passerà già da quest’anno
dallo 0,9% all1,23%.
miliardi. Dall’imposta dell’1,5%
sulle attività rimpatriate o
regolarizzate con lo scudo
fiscale il governo prevede di
incassare almeno 2,19 miliardi
(sulla base dei dati relativi alle
attività emerse, pari a circa
182,5 miliardi).
ROMA — Un salasso da 11
miliardi all’anno. Tanto coste-
ranno agli italiani le tasse sul-
la casa appena introdotte dal
governo Monti. L’avvio dell’I-
mu garantisce da solo più di
un terzo della manovra (30
miliardi di cui 20,1 per assicu-
rare il pareggio di bilancio
nel 2013), ma un forte contri-
buto lo daranno anche l’au-
mento delle accise e la rifor-
ma delle pensioni. Il rincaro
di benzina e gasolio porterà
4,8 miliardi l’anno, mentre
dalla previdenza arriveranno
3,8 miliardi già nel 2012 con
il blocco dell’indicizzazione
degli assegni, anche se a regi-
me il risparmio garantito dal-
la nuova riforma sarà di ben
20 miliardi all’anno.
Altra voce di peso nella ma-
novra è il nuovo bollo titoli
che frutterà 2,1 miliardi nel
2012 e 3,8 dal 2013, mentre
la «tassa-bis» sullo scudo fi-
scale assicura 2,1 miliardi (e
chi non paga perderà l’anoni-
mato). A pesare sulle tasche
dei cittadini saranno anche
le addizionali regionali Irpef,
che l’anno prossimo coste-
ranno 2,2 miliardi. Per non
parlare dell’Iva, che potrebbe
essere alzata a settembre
2012. Non è detto che l’au-
mento di due punti delle ali-
quote del 10 e del 21% scatti,
ma in bilancio l’incasso è già
previsto: 3,3 miliardi per il
2012. In alternativa c’è il ta-
glio delle detrazioni fiscali:
dall’una o dall’altra parte, in
ogni caso, dovranno arrivare
13,1 miliardi nel 2013 e 16
nel 2014. Il pacchetto cresci-
ta vale poco più di 4 miliardi,
di cui 3 assorbiti dagli sgravi
Irap. Nel decreto, però, c’è an-
che il finanziamento di nuo-
ve spese, come le missioni di
pace all’estero e i fondi per il
trasporto locale.
A
Authority — Vengono snelli-
te negli organi di amministra-
zione, ridotti in genere a tre
membri, ma rafforzate nelle
funzioni. L’Antitrust, ad esem-
pio, potrà intervenire anche
contro la pubblica ammini-
strazione se un atto viola le
leggi sulla concorrenza.
B
Benzina — La sorpresa forse
più amara svelata dal testo de-
finitivo del decreto. Per cor-
reggere i conti scatta un au-
mento delle accise su benzina
e gasolio, che saliranno di 8,2
e 11,2 centesimi di euro al li-
tro. Da subito.
C
Casa — Tra Imu e nuovi mol-
tiplicatori delle rendite cata-
stali, le imposte sugli immobi-
li fanno la parte del leone nel
decreto. La tassa sulla prima
casa costerà 3,8 miliardi, quel-
la su seconde e terze case com-
porterà un aggravio di 7,2 mi-
liardi rispetto all’Ici attuale, il
cui saldo per il 2011 (atteso
entro il 16 dicembre) potreb-
be slittare all’anno prossimo,
dice il viceministro dell’Eco-
nomia, Vittorio Grilli. Una
boccata d’ossigeno ai consu-
mi natalizi.
D
Donne —Forse le più penaliz-
zate dalla riforma delle pen-
sioni. Nel privato, dal 2012,
dovranno lavorare almeno fi-
no a 62 anni. In compenso, sa-
rà più facile per loro l’ingres-
so sul mercato del lavoro, gra-
zie all’aumento delle specifi-
che deduzioni Irap a favore
delle imprese.
E
Ecobonus — Entrato nell’ulti-
mo decreto del governo Berlu-
sconi in forma "leggera", poi
sparito del tutto, l’incentivo fi-
scale per la riqualificazione ener-
getica delle abitazioni è riemer-
so nel primo decreto Monti. Lo
sgravio fiscale resta del 55%e sa-
rà godibile in dieci anni. Confer-
mato anche il bonus del 36%sul-
le ristrutturazioni edilizie.
G
Garanzia — Tutti si augurano
che non ce ne sia bisogno, ma
il governo mette le mani avan-
ti ed assicura alle banche, in li-
nea con gli accordi europei, la
garanzia statale sui finanzia-
menti ricevuti dalla Banca
d'Italia, fino al giugno 2012,
per fronteggiare eventuali
«gravi crisi di liquidità».
I
Irap — Uno sgravio fiscale
doppio per le imprese, desti-
nato a premiare l’occupazio-
ne. Dal 2012, infatti, le azien-
de potranno dedurre dall’im-
ponibile Ires e Irpef la quota
dell’Irap relativa al costo del la-
voro. E nello stesso tempo au-
mentano le deduzioni forfetta-
rie per chi occupa le donne ed
i giovani con meno di 35 anni.
L
Liquidazioni — Dolori acuti
per i supermanager a fine car-
riera, in attesa di buonuscite
spesso milionarie. Per loro, la
quota del Tfr che supera il mi-
lione di euro non sarà più sot-
toposta a tassazione separata,
ma finirà nell’Irpef. E ci si pa-
gherà un’imposta del 43%.
M
Maxiyacht — La nuova tassa
sui ricchi colpirà l’uso di mo-
toscafi e grandi barche, ma an-
che il possesso di areoplani da
turismo e automobili di gros-
sa cilindrata, a partire da 185
kw. Per le barche si pagherà
una tassa di stazionamento
nei porti, commisurata alla
lunghezza dell’imbarcazione.
P
Pensioni — L’incubo, avvera-
tosi, di parecchie generazioni
di italiani. Dal 2012 tutti in
pensione con almeno 42 anni
e un mese di contributi (41 e
un mese per le donne), oppu-
re con un minimo di 66 anni
di età, che scendono a 62 per
le donne nel privato. Stop an-
che alla rivalutazione per l’in-
flazione di tutti gli assegni su-
periori a 935 euro mensili, an-
che se il governo, ha detto ieri
sera il ministro Elsa Fornero,
potrebbe aumentare la soglia.
R
Regioni — I governatori, a
differenza del solito, protesta-
no poco contro la manovra.
Non ci sono per loro grandi ta-
gli in vista (anche se Sicilia e
Sardegna dovranno fare forti
sacrifici, come le altre Regio-
ni a statuto speciale), ed anzi
arrivano soldi in più. Il livello
massimo delle addizionali Ir-
pef viene elevato dallo 0,9 al-
l’1,24%. Il che significa, per i
contribuenti, altri 2,2 miliardi
di tasse in più da pagare.
T
Trasparenza —La nuova bat-
taglia della guerra contro
l’evasione parte da lì. Con
l’uso della carota, insieme a
quello del bastone: chi accette-
rà i pagamenti tracciabili avrà
sconti e semplificazioni fisca-
li non indifferenti.
Z
Zero — Sono le riforme che
non costano nulla al bilancio
dello Stato, ma sono anche
quelle sulle quali il governo
scommette di più per rilancia-
re la crescita. La liberalizzazio-
ne degli orari degli esercizi
commerciali, della vendita
dei medicinali di fascia "C",
delle professioni e dei loro Or-
dini, del trasporto locale.
Mario Sensini
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PENSIONI, ICI E PATRIMONIALE
ECCO QUANTO CI COSTERÀ
Tutti i conti
5 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
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Il Fisco
Le misure
11,2 1,23 8,2
centesimi, l’aumento dell’accisa
che scatta da oggi su ogni litro
di gasolio e che alla pompa,
considerando anche l’Iva del 21%,
sarà pari a 13,6 centesimi
centesimi al litro, la maggiore accisa che
a partire da oggi si paga sulla benzina
verde. Ma il rincaro alla pompa sale a 9,9
centesimi, sommando «l’effetto Iva», che
con l’aliquota attuale è del 21%
Gli effetti
Iva e accise
Il rischio vero
è una potente
spinta all’inflazione
Il prezzo sale di 8,2 e 11,2 centesimi. L’aumento dell’1,23% dell’addizionale regionale
E per lo Stato
mai più contante
oltre 500 euro
ROMA —Aumento immediato per le acci-
se sul carburante che in tre anni porteranno
allo Stato nuove entrate per circa 14 miliar-
di. Si comincerà a pagare da gennaio prossi-
mo invece, l’addizionale Irpef regionale de-
stinata a finanziare la spesa sanitaria che al-
trimenti sarebbe stata tagliata.
Rincari alla pompa. Scatta subito, e non
da gennaio come si era pensato in un primo
momento, l’accisa sulla benzina che aumen-
ta a 704,20 euro per mille litri, mentre quel-
la sul gasolio auto arriva a 593,20 euro. Dal
1 gennaio 2013 ci sarà un ulteriore balzello
su benzina e gasolio auto di 0,5 euro per mil-
le litri. L’aumento immediato sulla benzina
sarà di 8,2 centesimi al litro, quasi dieci con-
siderando anche l'effetto Iva, circa 4 euro
per un pieno; mentre l’impatto sul gasolio
usato come carburante sarà di 11,2 centesi-
mi al litro, 13,6 centesimi compresa l’Iva.
Già dal prossimo anno lo Stato potrà inca-
merare un maggiore gettito di 4,8 miliardi.
Così anche questo governo è ricorso a
uno degli strumenti più gettonati per fare
cassa. Basti pensare che da aprile a oggi so-
no stati ben cinque gli aumenti delle accise
decisi dall'esecutivo Berlusconi per far fron-
te a necessità più o meno immediate. A apri-
le per finanziare il Fondo unico per lo spetta-
colo, a giugno per l’emergenza immigrati, a
luglio ancora per il Fus, il cinema e altri in-
terventi culturali e poi a novembre scorso
per l'alluvione in Liguria e Lunigiana. Que-
st’ultimo, secondo quanto affermato dal pre-
mier Mario Monti, «era indispensabile an-
che per esigenze come il trasporto pubblico
locale» che così ha riottenuto i fondi che era-
no stati tagliati dalla precedente manovra.
Addizionale Irpef. E si ispira sempre alla
necessità di aiutare gli enti locali, evitando
ulteriori tagli, questa volta alla sanità, la
nuova addizionale regionale Irpef che scatta
già a decorrere dall’anno d’imposta attuale
L’aliquota passa dallo 0,9% all’1,23%
(+0,33%). L'incremento determina un mag-
gior gettito di 2.085 milioni di euro, cui cor-
risponde una riduzione di pari importo del-
la compartecipazione Iva destinata al finan-
ziamento del fabbisogno sanitario.
La norma si applica anche alle Regioni a
Statuto speciale e alle Province autonome di
Trento e Bolzano con effetti positivi per la
finanza pubblica di 860 milioni di euro. Con
le medesime procedure le Regioni Valle
d'Aosta e Friuli Venezia Giulia e le Province
autonome di Trento e di Bolzano assicurano
un concorso al Bilancio di altri 60 milioni an-
nui da parte dei Comuni ricadenti nel pro-
prio territorio. Infine il maggior gettito del-
la regione Siciliana, pari a 130 milioni, deter-
mina una riduzione del fondo sanitario na-
zionale per pari importo e quindi un corri-
spondente miglioramento dei saldi di finan-
za pubblica.
Effetti della tassazione. La
maggiorazione all’1,23% è però la parte di
addizionale manovrata dallo Stato, cui van-
no aggiunte quelle decise dalle singole Re-
gioni che possono sommarvi al massimo
uno 0,50%. Se poi si tratta di Regioni che pre-
sentano un deficit sanitario possono aggiun-
gere un ulteriore 0,30%.
E’ il caso di alcune Regioni del Sud, come
la Calabria, la Campania e il Molise: qui al-
l’attuale aliquota che è già all’1,7 (0,9+0,8) si
potrà sommare la nuova maggiorazione del-
lo 0,33%, portando il totale al 2,03%. L’au-
mento si fermerà all’1,23% in cinque Regio-
ni in cui oggi l’aliquota è quella base dello
0,9%: Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Valle
d’Aosta e Veneto e le Province di Trento e
Bolzano. In mezzo si trovano Regioni come
il Lazio e la Sicilia, all’1,7%.
Come già detto, i primi a assaggiare il
nuovo aggravio del balzello saranno i lavora-
tori dipendenti e i pensionati, sin dal mese
prossimo. Per i lavoratori autonomi si tratte-
rà di aspettare l’autotassazione tra maggio e
giugno prossimi.
Antonella Baccaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
per cento, l’addizionale Irpef che le
Regioni potranno applicare a partire
dal 2012. Il maggior prelievo potrà
essere utilizzato anche per finanziare
i deficit della sanità
di STEFANO AGNOLI
Compensi e pensioni
I primi a sentire il nuovo
aggravio saranno i lavoratori
dipendenti e i pensionati
sin dal mese prossimo
A
lla fine si arriva sempre lì: al
prezzo della benzina. Per ogni
genere di entrate, ordinarie e
straordinarie. Un mese fa l’aumento
era stato di un centesimo al litro per
poter finanziare gli aiuti agli
alluvionati liguri e toscani.
Sacrosanto. Ora si tratta di «salvare
l’Italia» e quindi l’incremento sarà di
8 centesimi (e di 11 per il gasolio).
Altrettanto sacrosanto. Ma non
finisce qui: l’aggravio scatterà da
subito. Vuol dire che all’asettica
tabellina della relazione tecnica, che
prevede che per il 2012 si incassino 4,8
miliardi, bisognerà aggiungere una
«cresta» di quasi 400 milioni di euro,
quanto cioè frutterà dicembre 2011.
Ancora: quando si ritocca l’accisa
(un’imposta sul prodotto) lo Stato
ottiene automaticamente anche un
maggior incasso Iva. Ogni governo
conosce benissimo quell’effetto di
«tassa sulle tasse» ma non ha mai
voluto eliminarlo, mentre ai
cittadini-consumatori risulta
particolarmente odioso. Sul piatto,
però, non ci sono solo recriminazioni
in buona parte già ascoltate, che
potrebbero essere ritenute fuori luogo
in un momento eccezionale come
questo. L’economia e la società
italiana continuano ad andare per
larga parte a petrolio, che copre il 40%
dei consumi di energia. Il 55-60% di
ogni barile importato si trasforma
nella benzina e nel gasolio che sono
necessari per i trasporti. Ovvero per le
merci e i passeggeri che si devono
forzatamente muovere. Toccare
pesantemente i carburanti significa
insomma scatenare un effetto
perverso: si riduce il potere d’acquisto
dei cittadini e si aumentano i costi
delle imprese, soprattutto le piccole,
mentre contemporaneamente si dà
una mano all’inflazione. A novembre
l’Istat scriveva che «effetti di sostegno
al tasso d’inflazione derivano dagli
aumenti congiunturali dei prezzi dei
beni alimentari non lavorati (+1,5%) e
dei beni energetici non regolamentati
(1,0%)». Cioè benzina e gasolio, che da
soli in dodici mesi sono saliti di più
del 16%. Non c’è molto da
aggiungere.
http://energia.corriere.it
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SCATTA IL RINCARO DI BENZINA E GASOLIO
La manovra riduce il limite per la
tracciabilità dei pagamenti da 2.500 a
1.000 euro. Ma per la pubblica
amministrazione la soglia scende a 500
euro. La manovra dispone, infatti, che
«lo stipendio, la pensione, i compensi
comunque corrisposti dalla pubblica
amministrazione centrale e locale e dai
loro enti, di importo superiore a 500
euro, debbono essere erogati con
strumenti diversi dal denaro contante
ovvero mediante l’utilizzo di strumenti
di pagamento elettronici bancari o
postali, comprese le carte di
pagamento prepagate». In generale la
riduzione del limite della tracciabilità
ha l’obiettivo di rafforzare i
meccanismi di prevenzione
dell’utilizzo del sistema finanziario a
scopo di riciclaggio di proventi illeciti
nonché favorire l’emersione di base
imponibile.
6 Primo Piano
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7
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
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Laprevidenza
Le misure
Ritiro a 66 anni dal 2018, nel 2050 quota 46. Niente aumento per il 76%
2013 2%
Pensione di anzianità dopo 42 anni, con
l'abolizione delle cosiddette quote e pensione
di vecchiaia a 66 anni per gli uomini e a 62
per le donne, già a partire dal 2012. Per il re-
sto, sì al contributivo «pro rata» per tutti dall'
anno prossimo, abolizione delle finestre di
uscita (i 12 mesi di attesa), e blocco per due
anni dell'adeguamento all'inflazione, ad ecce-
zione dei trattamenti più modesti (sino a 936
euro al mese). Queste, in estrema sintesi, le
misure più significative del pacchetto previ-
denziale nella manovra.
Età di vecchiaia
La lenta equiparazione dell’età pensionabi-
le delle donne con quella degli uomini e poi
con i 67 anni per tutti è stata accelerata, e in
maniera per niente soft. Dal primo gennaio
2012 l'età sale a 62 anni (uno scalone simile a
quello messo in atto dalla riforma Maroni,
che però non ha mai visto la luce) e sarà ulte-
riormente elevata a 63 anni e 6 mesi nel 2014,
a 65 anni nel 2016 e a 66 a partire dal 2018.
Per le lavoratrici autonome (commercianti, ar-
tigiane e coltivatrici dirette), invece, lo scalo-
ne del 2012 è di 3 anni e 6 mesi (l’età sale da
60 a 63 anni e mezzo). Soglia che sale ulterior-
mente a 64 e 6 mesi nel 2014, a 65 e 6 mesi nel
2016, sino a raggiungere i 66 anni dal gennaio
del 2018. L’elevazione dell’età ci sarà anche
per gli uomini, i quali a partire dal 2012 po-
tranno ottenere la pensione di vecchiaia dopo
aver compiuto 66 anni. Per loro in sostanza
non cambia nulla, in quanto sino a oggi pote-
vano averla sì a 65 anni, ma comunque dove-
vano aspettare un ulteriore anno (in pratica i
66) per poterla riscuotere.
Addio anzianità
Da circa 20 anni nell’occhio del ciclone, il
pensionamento anticipato con 40 anni, a pre-
scindere dall’età anagrafica, stavolta non è ri-
masto in piedi. A partire dal 2012 per ottenere
la pensione prima dell'età della vecchiaia oc-
corrono 42 anni ed un mese per gli uomini e
41 anni ed 1 mese per le donne, requisiti, an-
che qui, parametrati alle speranze di vita a par-
tire dal 2013. Tali requisiti sono comunque au-
mentati di un ulteriore mese per il 2013 e di
un ulteriore mese a decorrere dal 2014. Que-
sto, in sostanza, significa che nel 2013, ad
esempio, anno in cui si comincia ad elevare
tutti i parametri anagrafici sulla base delle co-
siddette speranze di vita, il minimo di contri-
buti richiesto per il pensionamento anticipa-
to sarà di 42 anni e 5 mesi per gli uomini e 41
anni e 5 mesi per le donne (42 o 41 anni e due
mesi più i tre mesi di aumento per via delle
speranze di vita). Ma non è finita qui. Al fine
di disincentivare il pensionamento anticipato
rispetto a quello di vecchiaia, è stata introdot-
ta una misura di riduzione. Qualora, infatti, si
chieda la pensione di anzianità prima dei 62
anni di età, l’assegno verrà corrisposto, per la
quota retributiva, con una riduzione pari al
2% per ogni anno di anticipo. Se, ad esempio,
si richiede la pensione, dopo aver raggiunto i
42 anni (e rotti), all’età di 60 anni, si riscuote-
rà, per la quota di pensione calcolata con il si-
stema retributivo, un assegno decurtato del
4%. Il pensionamento anticipato sarà possibi-
le anche per i giovani, coloro cioè che hanno
cominciato a lavorare dopo il 31 dicembre
1995. Per ottenerlo, dovranno aver compiuto
63 anni di età e poter far valere un minimo di
20 anni di contribuzione effettiva. Vi sono
inoltre due altre condizioni: bisogna cessare
l’attività lavorativa e l'importo del trattamen-
to deve almeno raggiungere un minimo pari a
2,8 volte l'assegno sociale (1.200 euro di og-
gi). Addio anche alle finestre.
La vita si allunga
La manovra di luglio ha anticipato al 2013
(doveva partire dal 2015) l’adeguamento, che
dal 2019 avverrà con cadenza biennale (e non
L’anno da cui parte l’adeguamento
della spettanza di vita, che dal 2019
avverrà con cadenza biennale (e non
più triennale, come era in origine) in
base ai dati forniti dall’Istat
la riduzione dell’assegno
(per la quota retributiva) per ogni
anno di anticipo qualora si chieda
la pensione di anzianità prima
dei 62 anni di età
Da gennaio
aumenti per
12 e 24 euro
COME CAMBIANO LE PENSIONI
LA RIVOLUZIONE ETÀ PER ETÀ
Gli assegni previdenziali e l’inflazione
La perequazione per le pensioni fino a
due volte il minimo, cioè 935 euro, verrà
pagata dall’Inps puntualmente a gennaio.
L’adeguamento all’inflazione sarà pari al
2,6%, cioè a 12 euro in più al mese su una
pensione al minimo (467,42 euro). «Con
uno sforzo straordinario ci siamo già
adeguati al decreto del governo», dice il
direttore generale dell’Inps, Mauro Nori.
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8 Primo Piano
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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Codice cliente:
più triennale, come era in origine) in base ai
dati forniti dall'Istat. La riforma Monti stabili-
sce che in assenza dell’incremento dato dalle
variazioni demografiche, a partire dal 2021
l'età del pensionamento non può avvenire co-
munque prima di 67 anni di età.
Chi si salva
Le nuove regole sulle pensioni non si appli-
cano a tutti coloro che hanno raggiunto o rag-
giungono i requisiti (età e contributi) entro
questo mese. Peraltro ben il 76% delle pensioni
esistenti saranno interessate dal provvedimen-
to che congela l’indicizzazione per due anni. E
le nuove regole sul ritiro si applicano anche al-
le donne, fino però al 2015, che opteranno per
il calcolo interamente contributivo, anche per
l’anzianità maturata prima del gennaio 1996,
che possono ottenere la pensione di anzianità
sulla base di 35 anni di contributi e 57 anni di
età (58 anni le lavoratrici autonome); ai lavora-
tori collocati in mobilità, sulla base di accordi
sindacali stipulati prima del 31 ottobre 2011 e
che maturano i requisiti per il pensionamento
entro il periodo di fruizione della mobilità; ai
lavoratori collocati in mobilità lunga; ai lavora-
tori che al 31 ottobre 2011 sono titolari di pre-
stazione straordinaria a carico dei fondi di soli-
darietà di settore (esuberi bancari, assicurativi,
ecc.); lavoratori che, antecedentemente alla da-
ta del 31 ottobre 2011, siano stati autorizzati
alla prosecuzione volontaria.
Contributivo per tutti
Il passaggio al contributivo per tutti sarà
pro-rata. E cioè riguarderà la sola contribuzio-
ne versata dopo il 31 dicembre 2011. Nel decre-
to una clausola di salvaguardia precisa che l'im-
porto del trattamento calcolato con il pro-rata
non può comunque superare quello che sareb-
be scaturito dal calcolo tutto retributivo.
Domenico Comegna
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I sacrifici più pesanti
Restano tre domande
di ENRICO MARRO

H
a proprio ragione il demografo Gianpiero
Dalla Zuanna che ieri, sul Corriere, ci ha
spiegato che dopo questa riforma
cambierà il nostro modo di vivere e la visione
stessa della vita. Non eravamo preparati, è
inutile nasconderlo. Non credevamo possibile la
cancellazione delle pensioni d’anzianità;
l’aumento dalla sera alla mattina di 5-6 anni
dell’età per andare in pensione; dover lavorare
fino a 70 anni; subire il taglio della pensione se si
va via prima di 62 anni, pur avendo più di 42
anni di contributi. Fino a ieri ciascuno di noi ha
visto parenti, amici e conoscenti andare in
pensione a 55-58 anni e anche prima. Non erano
preparati i singoli, cioè i lavoratori e le loro
famiglie, ma neppure le imprese, che hanno
ottenuto una riforma più severa di quanto loro
stesse abbiano mai chiesto.
Mettiamo pure che tutto ciò fosse inevitabile.
Resta il fatto che da ora in poi chi andrà in
pensione pagherà il conto di un regalo più o meno
generoso che è stato fatto finora a milioni di
lavoratori andati in pensione a età troppo basse e
con un sistema di calcolo, il retributivo, che
restituiva spesso molto di più rispetto ai
contributi versati: dai baby pensionati, mezzo
milione dei quali ancora in pagamento, a tutti i
55enni-58enni che riceveranno l’assegno per
almeno 25 anni. Alcune domande sembrano
allora obbligate. La prima riguarda il passato.
Per un governo tecnico, in nome dell’equità,
sarebbe stato improponibile chiedere un sacrificio
a chi ha ricevuto questo regalo, cioè un modesto
contributo, escludendo ovviamente gli assegni
bassi, come è stato deciso per i soli pensionati dei
fondi speciali (elettrici, telefonici, volo, dirigenti)
che verseranno tra lo 0,3% e l’1% dello stipendio?
Altre due domande toccano il futuro. Se le
aziende dovranno tenere i lavoratori fino a 66-70
anni d’età o 42-46 anni di contributi, subiranno
di regola un aumento dei costi, in termini di
retribuzioni e di minore produttività.
Probabilmente reagiranno dichiarando più spesso
esuberi. Che strumenti si intendono mettere in
campo per evitare ai lavoratori che dopo aver
detto loro che devono produrre fino a 70 anni, a
60-65 vengano buttati fuori perché non servono
più? In quel caso chi e come li risarcirà?
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9 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
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Codice cliente:
Lacasa
Le misure

La lettera
❜❜
Nessun effetto su Irpef e passaggi di proprietà. Restano i vecchi vani
L’
imposizione immobilia-
re si basa su criteri del
tutto casuali: la corri-
spondenza tra valori fiscali e re-
ali dei beni non si riscontra
quasi mai e se nella maggioran-
za dei casi la differenza è a tut-
to vantaggio dei contribuenti,
nel senso che il Fisco valuta
l’immobile assai meno del mer-
cato, non di rado si verifica il
contrario. Non si poteva pensa-
re che in pochi giorni il gover-
no Monti potesse far quello
che per almeno una decina
d’anni non si è fatto nonostan-
te le promesse e cioè una revi-
sione attendibile dei valori del
catasto, e così tutte le anticipa-
zioni della vigilia sulla progres-
sività dei tributi immobiliari in
funzione del numero di beni
posseduti, del loro valore o del
patrimonio del proprietario si
sono scontrati con la realtà: la
via più breve per fare cassa è
prendere i parametri già esi-
stenti e aumentarli in maniera
lineare, con il risultato che si
fanno crescere gli introiti per
l’Erario ma si aumentano an-
che le sperequazioni.
È quanto succederà per l’Im-
posta municipale unica, che
manderà in pensione anzitem-
po l’Ici e che, contrariamente a
quanto previsto dal decreto sul
federalismo municipale del-
l’esecutivo Berlusconi, sarà ap-
plicata anche sulla prima casa,
l’abitazione cioè dove il pro-
prietario ha la residenza.
Per quanto riguarda gli im-
mobili residenziali si è deciso
di innalzare i valori catastali
del 60% e su quelli applicare le
aliquote del tributo: e a questo
proposito dobbiamo ribadire
che l’aumento degli estimi cata-
stali vale ai soli fini del nuovo
tributo comunale, ma non ri-
guarda né l’Irpef né le imposte
per il passaggio di proprietà.
Nella tabella cerchiamo di
dare un’indicazione di massi-
ma di quanto potrà costare
l’imposta per i proprietari di
prima casa nelle principali cit-
tà italiane. Per il calcolo ci sia-
mo basati sui valori fiscali me-
di per vano catastale aggiorna-
ti dall’Agenzia del territorio al
31 dicembre 2010. E già il fatto
che si debba ragionare su una
categoria, come quella del va-
no, che non ha nessuna aderen-
za con il mercato reale, la dice
lunga sull’attendibilità del si-
stema impositivo: un vano in-
fatti può essere di 10 come di
20 metri quadrati a seconda
delle caratteristiche dell’immo-
bile; il problema è che sul mer-
cato 10 metri non valgono co-
me 20.
Il secondo problema nasce
dai criteri di attribuzione delle
categorie: soprattutto in gran-
di città come Roma o Milano si
verifica spesso che case d’epo-
ca centrali e magari ristruttura-
te magnificamente siano consi-
derate dal catasto alla stregua
di case economiche o popolari
perché vecchie mentre caser-
moni periferici ma recenti ab-
biano valori fiscali più elevati,
quando il mercato direbbe
l’esatto contrario.
Il calcolo della tabella per le
categorie A2, A3, A4, ed A7 ipo-
tizza che i Comuni adottino
l’aliquota del 4 per mille sul va-
lore catastale rivalutato e appli-
chino una detrazione di 200 eu-
ro (il minimo previsto dalla leg-
ge) sull’importo. Come si vede
per le case popolari di catego-
ria A4 il tributo sarà o nullo o
comunque irrilevante mentre
nella categoria A3, quella delle
case economiche, si spenderan-
no in media tra i 200 e i 300 eu-
ro nelle città del Nord, molto
meno al Sud. Nelle case A2, ca-
tegoria nella quale di fatto rien-
trano la gran parte delle case
costruite dagli anni Ottanta in
poi in edilizia libera, Bologna e
Torino registrano i valori medi
più elevati, battendo nettamen-
te Roma e Milano che pure han-
no prezzi delle case sicuramen-
te più alti. La Capitale e la me-
tropoli lombarda hanno invece
il più alto valore imponibile tra
le case indipendenti.
In tabella sono considerati
anche alloggi signorili e hanno
valori catastali molto più eleva-
ti delle altre case; inoltre gli im-
mobili in queste categorie non
sono stati mai esentati dall’Ici.
Sono tipologie piuttosto rare:
per fare un solo esempio, a Mi-
lano di A8 ce ne sono solo 88.
La nuova imposta si prospetta
molto elevata, sui valori medi
si superano i tremila euro a Mi-
lano e si sfiorano i 4.000 a Ro-
ma e Napoli.
Infine in tabella compaiono
anche due tipologie non resi-
denziali: gli uffici e i negozi,
per i quali la legislazione preve-
de il calcolo degli estimi per
metri quadrati e non per vani. I
valori qui considerati non appa-
iono insostenibili ma bisogna
considerare che abbiamo ipo-
tizzato l’adozione dell’aliquota
media prevista dal decreto
Monti e cioè il 7,6 per mille. Le
amministrazioni possono ele-
vare il prelievo di altri tre mille-
simi e se così facessero gli im-
porti da noi indicati andrebbe-
ro aumentati del 40% circa.
Gino Pagliuca
© RIPRODUZIONE RISERVATA
60%
11%
Caro direttore,
quasi al termine di quella che generalmente vie-
ne definita «luna di miele» conosciamo i contenu-
ti della manovra, che stante le cose, sarebbe me-
glio tornare a chiamarla «stangata» non crede?
Però ci è stato detto che la nave sta affondando
e quindi, quando ciò accade, non si sta tanto a
guardare per il sottile. Purtroppo, e credo non sia
solo un’impressione di Bückler, se questi sono i
provvedimenti, qualcuno continuerà beatamente
a gozzovigliare in prima classe, con orchestra an-
nessa, mentre altri dovranno fare i soliti duri sacri-
fici per tenera a galla la baracca. Mi sto riferendo
naturalmente alla lotta all’evasione.
Un’analisi veloce.
Immobili d’epoca
Il rialzo
dei valori catastali
applicato solo ai fini
ex Ici: su questi sono
state applicate
le aliquote del tributo
L’aumento
dell’ex Ici rispetto
al 2007 per
gli immobili medio
signorili (A2). A Roma
e Milano l’incremento
sarebbe del 27%
Quattro spiccioli
chiesti agli evasori
Il resto pagato
dai soliti noti
A Roma o Milano si
verifica spesso che case
d’epoca centrali siano
considerate dal catasto
alla stregua di case
economiche o popolari
LE RENDITE AUMENTANO SOLO PER L’ICI
Tambour Regat a
Cronograf o aut omat i co LV Cup creat o i n Svi zzera negl i At el i ers Horl ogers Loui s Vui t t on
In vendi t a uni cament e nei negozi escl usi vi Loui s Vui t t on e su l oui svui t t on. com. Tel . 800 30 89 80
10 Primo Piano
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
ROMA — A scanso di equivoci, Teodoro
Buontempo ha voluto mettere le mani avan-
ti: «Se venisse reintrodotta l’Ici, anche le ca-
se popolari tornerebbero a essere tassate». E
questo, ha aggiunto allarmato «er pecora»,
come viene soprannominato l’ex deputato
missino presidente della Destra e assessore
alla casa della Regione Lazio, «rappresente-
rebbe un gravissimo danno per le Ater».
Il fatto è che l’abolizione dell’Ici sulla pri-
ma casa era stata una mano santa per gli ex
Istituti autonomi delle case popolari, per i
quali l’Imposta comunale sugli immobili era
sempre stata una spina nel fianco. E che spi-
na. Prendiamo il caso dell’Ater di Roma, che
gestisce l’enorme patrimonio di case popola-
ri della Capitale, al cui vertice è stato colloca-
to sette mesi fa come commissario straordi-
nario l’ex consigliere regionale aennino ed
ex assessore della precedente giunta di cen-
trodestra Bruno Prestagiovanni, 53 anni: per
inciso, titolare di vitalizio regionale oltre che
di una retribuzione lorda mensile di 6.741
euro mensili.
Per l’azienda affidata alla sua gestione l’Ici
arretrata rappresenta un problema spavento-
so. Il Comune di Roma vanta infatti un credi-
to nei confronti dell’Ater di circa 650 (seicen-
tocinquanta) milioni. Dei quali ben 300 di so-
li interessi. Una situazione che ha provocato
non pochi problemi. Come quando la Gerit,
un giorno di giugno del 2008, ha bloccato i
conti correnti dell’Ater, che non ha potuto
rinnovare i contratti di manutenzione. Con
il conseguente blocco degli ascensori e le ine-
vitabili clamorose proteste degli inquilini.
Troppo facile capire il perché, sapendo
che secondo il bilancio del 2008 il canone
medio pagato per ogni alloggio era di 111 eu-
ro al mese. Con pigioni minime di 7 euro e
65 centesimi. E questo a fronte di un affitto
medio di mercato pari a 945 euro. Va da sé
che con incassi simili il conto economico
non possa non risentirne. In quel 2008 i con-
ti dell’Ater di Roma, che gestiva 52.592 ap-
partamenti nei quali abitavano 108.099 per-
sone, di cui 33.780 pensionati, si sono chiusi
in rosso per 46 milioni di euro. I soli 459 di-
pendenti costavano più di 20 milioni. Fra il
2008 e il 2009, inoltre, l’ex Iacp romano ha
fatto 110 nuove assunzioni.
Ma i problemi con l’Ici non riguardano, co-
m’è intuibile, soltanto la Capitale, anche se
le cifre romane sono assolutamente inarriva-
bili. Nel 2006 le Ater del Lazio hanno dovuto
pagare 22,1 milioni. E non tutte ovviamente
sono riuscite a far fronte alla tassa. Nel 2008
l’Ater di Frosinone ha proposto al Comune
di Ceprano di pagare in natura una quota dei
quasi 400 mila euro di imposta arretrata.
Cioè cedendo al municipio un immobile.
Il paradosso è che mentre gli ex istituti
delle case popolari devono pagare l’Ici sulla
prima casa, visto che per tutti gli inquilini
assegnatari è quella l’abitazione principale,
dall’imposta continuano a essere esentati al-
tri soggetti. Per esempio, sindacati, partiti
ed enti religiosi. I benefici accordati dalla leg-
ge italiana agli immobili della Chiesa aveva-
no originato, lo scorso anno, una indagine
della Commissione europea per verificarne
la compatibilità con le regole sugli aiuti di
Stato. Secondo i dati dell’Agenzia ricerca eco-
nomico sociale, nel 2006 l’esenzione dall’im-
posta per gli enti ecclesiastici valeva per il so-
lo Comune di Roma qualcosa come 26 milio-
ni di euro. E mentre la Chiesa non deve paga-
re l’Ici, per assurdo che possa sembrare le
Agenzie fiscali invece sono tenute a farlo. De-
manio compreso.
Sergio Rizzo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I rischi per il mercato
Il colpo agli istituti degli alloggi popolari
CONDONI: La prima misura è in pratica una
non misura. I condoni escono dal lessico politico.
Bene, ma non dimentico che la stessa frase è stata
pronunciata da tutti i governi che si sono succedu-
ti negli ultimi 40 anni.
TRACCIABILITÀ: Ritengo l’asticella a 1.000 euro
ancora relativamente alta. Più giusto sarebbe sta-
to scendere a 300 eliminando definitivamente, co-
me già fatto in altri Paesi, la circolazione delle ban-
conote da 500 euro. Prima di dire che è sbagliato
qualcuno pensi al grado di corruzione (stimata in
60 miliardi l’anno) che ha ancora questo Paese.
Nemmeno la frase pronunciata dal viceministro
Grilli per spiegare il provvedimento mi soddisfa.
Non basta dire «è intenzione del governo sollecita-
re il mondo bancario e i provider a una revisione
delle commissioni per i pagamenti elettronici».
Era meglio subordinarlo allora, visto che non ci
devono essere, in questo caso, commissioni di
qualsivoglia.
SCUDO FISCALE: Si chiedono 2,1 miliardi agli
evasori e il resto ai soliti noti. Se proprio bisogna-
va rompere i patti, tanto valeva romperli del tutto
con una richiesta superiore.
GRANDI PATRIMONI: Testualmente da Monti.
«Con i ministri avevamo pensato di dichiarare
che mettiamo subito all’opera dei meccanismi co-
noscitivi nuovi che ci permetteranno tra due anni
di avere un’imposta come quella francese sulle
grandi fortune: avremmo ottenuto forse tra due
anni un po’ di gettito, ma oggi avremmo avuto un
po’ di fuga...». Che dire. Mi sembra chiaramente
una resa di cui avremmo sinceramente fatto a me-
no.
IRPEF: Non aumenterà. A parte un aumento di
quella regionale che passerà dallo 0,90 all’1,23%.
Ci dicono che servirà a compensare il mancato get-
tito Irap relativo all’assunzione di giovani e don-
ne. Della serie, io do una cosa a te, tu dai una cosa
a me, ma sempre tra i soliti. Noti purtroppo.
COSTI DELLA POLITICA: Cosa c’entra col Fisco?
Niente. Tanto non c’è altro da aggiungere.
Caro direttore, vero che questa manovra andrà
valutata nel suo complesso. Vista la situazione e il
futuro già scritto (leggi aumenti Iva, Imu, Ici, acci-
se e quant’altro) direi che il lavoro necessario a
tenere a galla la nostra nave sia appena comincia-
to. Credo però, e Bückler lo ripeterà finché avrà
fiato, non è giusto che, mentre qualcuno cerca di-
speratamente di tapparle una volte per tutte ste
benedette falle, qualcun altro se ne stia comoda-
mente sdraiato in cabine di prima classe a sorseg-
giare champagne.
Un caro saluto e a presto.
Johannes Bückler
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’esenzione per la Chiesa
L
e tasse almeno per metà dovrebbero essere
come le sorti leopardiane: se non proprio
magnifiche almeno progressive.
L’introduzione anticipata dell’Imposta
municipale decisa dal governo Monti non ha
nemmeno la seconda caratteristica: a pagare
saranno soprattutto coloro che di casa ne
hanno una sola, quella in cui abitano, e
quindi per definizione se non i meno abbienti
certo non i più ricchi, mentre l’incasso
complessivo sulle seconde case, poiché l’Imu
ingloba anche la quota prima pagata a titolo
di Irpef, rischia di non essere di molto
superiore a quello conseguito in precedenza
con la somma delle due imposte; inoltre,
siccome l’Irpef si paga a scaglioni di reddito
mentre l’Imu è un’imposta secca, avranno più
svantaggi i contribuenti con reddito minore.
Siccome gli introiti poi saranno divisi tra
Comuni e Stato, i primi, per fare cassa,
tenderanno presumibilmente a tenere alte le
aliquote. Risultato finale: un mercato già
ingessato di suo, non solo perché i prezzi sono
cresciuti troppo rispetto ai redditi, ma anche
perché le banche non danno credito ai
giovani, vedrà sempre meno compravendite a
meno che i prezzi non registrino un vero e
proprio crollo. Meno case vendute significa
anche meno incassi per l’Erario. Siamo
proprio sicuri che il new look dell’Ici così
com’è congegnata sia proprio un eccellente
affare?
G. Pa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LA TASSA-GIUNGLA
TRA STANGATE
E ZONE FRANCHE
Secondo i dati dell’Agenzia
ricerca economico sociale,
nel 2006 l’esenzione per gli enti
ecclesiastici valeva per il solo
Comune di Roma qualcosa
come 26 milioni di euro

collezione CASHMERE
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Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Lacrescita
Le misure
Sale a 15.200 euro al Sud. La soglia dei 35 anni
1 miliardo
1,6 miliardi
Un primo passo
Adesso più franchigia
L’esclusione massima prevista fino al
2014 per il patto di stabilità delle Regioni
per le spese di cofinanziamento nazionale
degli interventi con fondi strutturali Ue
le risorse per finanziare nel 2012 il
bonus Irap per favorire il posto di
lavoro a giovani e donne, secondo
la relazione tecnica della manovra
di DARIO DI VICO
L’
Irap è considerata dagli imprenditori
una tassa odiosa tanto che in qualche
assemblea dei Piccoli il nome viene
storpiato in «Iraq». È odiosa perché
tassando il lavoro la si paga a prescindere
dal risultato economico. Con il paradosso che
le aziende che, causa recessione, chiudono in
rosso devono comunque mettere mano al
portafoglio in ragione dei dipendenti che
hanno. La decisione del governo di concedere
un bonus di agevolazione fiscale alle imprese
che hanno in forza donne o giovani con meno
di 35 anni è sicuramente una misura utile,
per gli effetti di riduzione del costo del lavoro
che produce nel breve (diminuisce il
cosiddetto cuneo fiscale) e perché incentiva le
aziende ad assumere donne e giovani. Ad
avvantaggiarsene sono immediatamente le
grandi imprese più che le piccole. La
speranza è che si arrivi in tempi non lunghi
alla completa deducibilità dell’Irap dalle
imposte dirette. O che si risolva una volta
per tutte l’ambiguità sul pagamento dell’Irap
da parte delle partite Iva. Oggi in virtù di
una formulazione poco trasparente succede
di tutto, c’è chi paga e chi no, chi subisce
l’accertamento e chi vince il ricorso. La
strada maestra per tagliare la testa al toro è
quella di allargare la franchigia Irap dai
9.500 euro attuali a 30 mila. Aspettiamo
fiduciosi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA — Si raddoppia dall’anno
prossimo il bonus ai fini Irap per i
giovani sotto i 35 anni e per tutte le
lavoratrici. L’agevolazione dal 2012
sull’imponibile si eleva a 10.600 euro
all’anno per le imprese del Nord e a
15.200 per le regioni del Sud. Sull’Ir-
pef più leggero verrà calcolata l’ali-
quota Irap del 3,9% che vale sia per i
dipendenti già assunti sia per quelli
che lo saranno ma solo nel caso di
contratti a tempo indeterminato.
Con una serie di esclusioni, per favo-
rire le piccole e medie aziende, che
vanno dalle imprese che lavorano in
concessione, ai settori dei trasporti,
dell’energia, delle telecomunicazio-
ni, delle poste. Per il Sud (Abruzzo,
Molise, Basilicata, Calabria, Campa-
nia, Puglia, Sardegna e Sicilia) l’esclu-
sione si allarga a banche e assicura-
zioni. Le risorse per finanziare que-
sto forte stimolo economico per il
mondo del lavoro, da quanto emerge
dalle tabelle allegate alla relazione
tecnica della manovra, ammontano a
circa 1,6 miliardi per il 2012, a 3,5 mi-
liardi nel 2013 e a 3 miliardi nel 2014.
Secondo i calcoli dei tecnici del Te-
soro viene stimato che questa norma
sia applicabile a una platea di circa
3,9 milioni di lavoratori dipendenti
dei quali 2,8 donne e 1,1 uomini en-
tro i 35 anni d’età.
Il raddoppio del bonus Irap ha sor-
preso perfino Confindustria che, in
un primo tempo, pensava fosse riser-
vato ai nuovi assunti. Il direttore ge-
nerale di viale Astronomia Giampao-
lo Galli ha ammesso che nella mano-
vra di Mario Monti «ci sono misure
fondamentali per fare crescita». Ol-
tre alla misura di cui sopra figura an-
che «l’incentivo fiscale alla ricapitaliz-
zazione delle imprese, la ricostituzio-
ne dell’Istituto per il commercio con
l’estero (Ice) e il potenziamento del
fondo di garanzia crediti» rifinanzia-
to per 400 milioni.
Altro provvedimento cruciale per
ridare ossigeno alle aziende più inno-
vative riguarda l’agevolazione fiscale
per aumentare la capitalizzazione. Si
tratta del ritorno semplificato della
vecchia Dit (Dual income tax) ora de-
nominata Ace (Aiuto alla crescita eco-
nomica) che consente una riduzione
del carico fiscale del 3% per i primi
tre anni di imposta sui redditi che de-
rivano dal finanziamento con capita-
le di rischio. Una misura strategica
per ridurre lo squilibrio del tratta-
mento fiscale tra imprese che si fi-
nanziano ricorrendo all’indebitamen-
to e quelle che preferiscono utilizza-
re risorse degli azionisti. È evidente
che l’intenzione del legislatore è sta-
ta di favorire il rafforzamento patri-
moniale delle imprese italiane che og-
gi si mostrano sui mercati troppo fra-
gili e sottocapitalizzate. Le risorse de-
stinate a questo provvedimento sono
state stimate in un miliardo per l’an-
no fiscale 2011, 1,5 per il 2012 e 3 mi-
liardi per il 2013.
Nell’articolo 3 si prevede anche di
escludere dal patto di stabilità delle
Regioni una cifra annua entro il mi-
liardo di euro fino al 2014 relativa al-
le spese sostenute a titolo di cofinan-
ziamento nazionale degli interventi
realizzati con il contributo dei fondi
strutturali europei. «Con questo
provvedimento — ha spiegato ieri in
commissione Bilancio il ministro per
la Coesione nazionale Fabrizio Barca
— si è cercato di intaccare un’altra
delle criticità esistenti». «In questi
giorni — ha detto ancora il ministro
— stiamo trattando con le Regioni
per convincerle a disamorarsi di alcu-
ne cose, se insistono ci saranno ri-
schi per il Paese».
Roberto Bagnoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IRAP, BONUS GIOVANI E DONNE
UNO SCONTO DI 10.600 EURO
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Le opere pubbliche
Le misure
VIA LIBERA A MOSE E ALTA VELOCITÀ
IL CIPE SBLOCCA E ASSEGNA 3,8 MILIARDI
Liberalizzazioni: Autorità dei Trasporti, negozi senza vincoli d’orario, riforma delle professioni
I cantieri (da aprire)
e la corsa a ostacoli
Manager e Fisco Le buonuscite «d’oro» formeranno reddito
ROMA — Il governo riavvia il motore dei
lavori pubblici, con l’assegnazione da parte
del Cipe (Comitato interministeriale pro-
grammazione economica) di circa 3,8 miliar-
di a nuovi lotti e il recupero di 4,8 miliardi
della Legge Obiettivo che erano stati cancel-
lati dalla manovra estiva. Intanto si chiarisco-
no le nuove norme sulle liberalizzazioni, a
partire dalla introduzione di un’Autorità dei
Trasporti.
Lavori in corso. Come annunciato dal
ministro delle Infrastrutture, Corrado Passe-
ra, la prima seduta del Cipe dell’era Monti
ha ricondotto risorse per 4,8 miliardi, che
erano state rastrellate dall’esecutivo prece-
dente, riportandole sulla Legge Obiettivo e
confermandone la destinazione a un pro-
gramma di opere che il Cipe aveva definito
nel 2008.
Dal Fondo infrastrutture, pari a 4,9 miliar-
di, sono stati invece prelevati nuovi finanzia-
menti: 1,1 miliardi per il secondo lotto della
linea Alta velocità Milano-Genova, 919,05 mi-
lioni per il secondo lotto della linea Alta velo-
cità Treviglio-Brescia, 600 milioni per la no-
na tranche del Mose, il sistema di paratie
contro l’acqua alta a Venezia. Inoltre, sono
stati assegnati 598 milioni per il Contratto di
programma Anas 2010-2011. Mentre è rima-
sto al livello di esame quello 2007-2011 di
Rfi, la società che gestisce la rete per le Ferro-
vie, per 600 milioni.
Il Comitato ha anche assegnato 123,3 mi-
lioni per piccoli e medi interventi in Sicilia e
Calabria. In più, sono stati recuperati 440 mi-
lioni dal Fondo per lo sviluppo e la coesione
e assegnati per 200 milioni all’Alta velocità e
per 220 alla manutenzione ferroviaria.
Quanto al ponte sullo Stretto, non è stata
presa alcuna decisione: «Siamo a disposizio-
ne del governo per attuare le decisioni sulle
infrastrutture che riguardano l’Anas», ha
detto l’amministratore unico della società,
Pietro Ciucci.
Un’Autorità per i Trasporti. Se ne parla
da molto tempo dell’Autorità dei Trasporti,
soprattutto in Parlamento dove un’indagine
della relativa commissione ne ha appurato
la necessità. La disposizione, si spiega nella
relazione tecnica alla manovra, «mira a risol-
vere le difficoltà incontrate dal processo di
liberalizzazione nel settore del trasporto fer-
roviario, aereo e marittimo nella prospettiva
di migliorare le condizioni di offerta e la qua-
lità dei servizi, anche alla luce delle infrazio-
ni comunitarie cui è sottoposta l’Italia per il
mancato o non corretto recepimento delle
direttive di settore».
Allo scopo di contenere le spese, il gover-
no ha scelto la strada di assegnare le relative
competenze a un’Autorità già esistente, di
cui nel decreto non si fa il nome. Secondo
indiscrezioni, dovrebbe trattarsi di quella
dell’Energia.
Il nuovo soggetto non ha solo potere di
intervenire sulle concessioni, richiedere do-
cumentazioni, ordinare la cessazione di con-
dotte in contrasto con la regolazione, ma ha
anche capacità sanzionatorie. Il finanziamen-
to dell’Autorità è a carico dei gestori delle in-
frastrutture e dei servizi, in misura non supe-
riore all’uno per mille del fatturato.
Negozi sempre aperti. La finalità della
nuova norma, introdotta dal decreto, è quella
di rendere permanente ed estendere a tutto il
territorio nazionale la liberalizzazione degli
orari degli esercizi commerciali attualmente
prevista, in modo sperimentale, per i Comuni
a vocazione turistica. Viene inoltre introdot-
to, come principio generale dell’ordinamen-
to, la libertà di apertura di nuovi esercizi com-
merciali sul territorio senza contingentamen-
ti, limiti territoriali o altri vincoli. Le Regioni
e gli enti locali devono adeguare i loro ordina-
menti a questo principio entro tre mesi.
Vendita dei farmaci. La novità per i
consumatori sta nella facoltà di acquistare i
farmaci della fascia C, quelli con obbligo di
ricetta non rimborsati dallo Stato, non solo
nelle 17.800 farmacie private e comunali, ma
anche nelle parafarmacie (oggi sono circa 3
mila) e negli angoli appositamente allestiti
dalla grande distribuzione (oggi circa 300).
La norma, che interviene su un mercato del
valore di 2,5 miliardi, non è applicabile nei
Comuni sotto i 15 mila abitanti. Inoltre, vie-
ne ampliata la possibilità di aprire nuove far-
macie: una ogni 4 mila abitanti e un’altra se
l’eccedenza rispetto a 4 mila supera le 2 mila
unità.
Ordini professionali. Allo scopo di
rafforzare la soppressione delle limitazioni
all’esercizio delle attività professionali, vie-
ne introdotta una norma catenaccio: l’abro-
gazione automatica, alla scadenza del termi-
ne del 13 agosto 2012, delle norme vigenti su-
gli ordini, in caso di mancata adozione dei
previsti regolamenti che facilitano l’accesso
alle professioni. Inoltre, viene stabilita la ri-
duzione a 18 mesi dei tempi del tirocinio per
lo stesso accesso.
A coronamento di queste norme c’è il po-
tenziamento delle prerogative dell’Antitrust,
legittimata ad agire in giudizio contro gli at-
ti amministrativi generali, i regolamenti e i
provvedimenti di qualsiasi amministrazione
pubblica che violino la concorrenza.
Antonella Baccaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La novità
La manovra pone
fine al regime di
tassazione
separata per
l'indennità di fine
rapporto degli
amministratori
eccedente 1
milione
I casi
Nuova tassazione
per Guarguaglini
(ex ad di
Finmeccanica,
foto), Passera (ex
ad Intesa), Geronzi
(ex presidente
Generali)
Terzo valico e Brescia
di CARLO CINELLI
ROMA — Tra i penalizzati ci sa-
ranno l’ex amministratore delega-
to di Intesa Sanpaolo e attuale mi-
nistro dello Sviluppo e delle Infra-
strutture, Corrado Passera, l’ex nu-
mero uno di Finmeccanica Pier
Francesco Guarguaglini e l’ex pre-
sidente di Generali, Cesare Geron-
zi: non potranno più beneficiare
interamente del regime di tassa-
zione agevolata sulla liquidazio-
ne. La manovra del governo Mon-
ti prevede infatti che tale regime
continui ad applicarsi solo per gli
importi fino a un milione di euro.
Per le buonuscite più elevate, co-
me quelle dei tre casi citati, sulla
parte eccedente il milione si fini-
sce in tassazione ordinaria. Que-
ste stesse somme entrano quindi
nell’imponibile Irpef, soggette al-
l’aliquota marginale più elevata,
quella del 43%. La norma ha effet-
to retroattivo, stabilendo che si ap-
plica su tutte le indennità di fine
rapporto il cui diritto alla perce-
zione è sorto a decorrere dal pri-
mo gennaio 2011.
La relazione tecnica al decreto
stima in 200 le persone che do-
vrebbero subire la penalizzazio-
ne. Si tratta di 200 supermanager
che hanno percepito una liquida-
zione pari in media a 1,5 milioni
di euro.
Calcolando la parte eccedente
il milione (500 mila euro moltipli-
cato 200) si ottiene una base im-
ponibile di 100 milioni. Sui quali
questi ex dirigenti pagheranno in
media un 3% in più di Irpef rispet-
to a quanto avrebbero versato in
regime di «tassazione separata»
(un meccanismo complicato se-
condo il quale l’imposta è dovuta
sulla base dell’aliquota media sop-
portata nei cinque anni preceden-
ti la cessazione del rapporto di la-
voro). Il gettito aggiuntivo di base
è stimato quindi in 3 milioni di eu-
ro all’anno ai quali si sommano le
addizionali regionali e comunali
per un totale di circa 16 milioni
nel triennio 2012-2014.
Dalla tagliola resta fuori l’ex am-
ministratore delegato di Unicre-
dit, Alessandro Profumo, che era
uscito nel 2010 con circa 40 milio-
ni. Si aggira invece sui 5,6 milioni
la liquidazione di Guarguaglini e
sui 16 milioni quella di Geronzi.
Enrico Marro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Scure sulle super liquidazioni
Tasse al 43%oltre 1 milione
Finanziato con 1,1 miliardi il
Terzo valico ferroviario
Milano-Genova. Per la tratta
Treviglio-Brescia 919 milioni
È
stata la settima riunione del Cipe
quest’anno, la più importante. Per entità
degli stanziamenti, i 5 miliardi e mezzo che
accompagnano, nella forma di interventi per
opere pubbliche strategiche e altre spese,
una manovra di lacrime e sangue. E perché
da qui il nuovo governo sembra voler partire
per dare sostanza al secondo pilastro della
sua azione, la crescita. Ma non è certo la
prima volta che i finanziamenti per lavori e
grandi opere vengono sbloccati per poi
perdersi in autorizzazioni negate, veti locali,
lentezze e inefficienze. Sarà questa, per
Corrado Passera, la grande sfida cui lo
stesso premier ha accennato domenica
scorsa a manovra appena licenziata: riuscire
a dimostrare che la struttura oggi guidata
dall’ex banchiere è capace di organizzarsi in
una vera cabina di regia per la ripresa.
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Le regole
13 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
14
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Il risparmio
Le misure
MILANO — La mini patrimoniale
ha preso forma. E numeri. Nel 2012
tutti coloro che hanno un investi-
mento finanziario — un conto tito-
li, un fondo, una polizza e così via
— pagheranno all’Erario l’uno per
mille del valore di mercato del loro
patrimonio. Una tassa che sostitui-
sce ed estende il superbollo inventa-
to quest’estate da Giulio Tremonti e
applicato fino a oggi solo al deposi-
to titoli. Un prelievo progressivo
nella formulazione e nel tempo, vi-
sto che dal 2103 salirà (stabilmen-
te) all’1,5 per mille.
Nulla cambia invece per i conti
correnti tradizionali e i conti di de-
posito che non sono considerati
strumenti finanziari ma utensili per
la gestione della liquidità e che con-
tinueranno a pagare, esattamente
come oggi, il solito bollo da 34,2 eu-
ro.
Ma che cosa succederà in pratica?
Facciamo qualche esempio. Con
10.000 euro di Btp non cambia nul-
la. Si pagavano 34,2 euro in passato
e si continueranno a pagare, perché
la nuova tassa (da cui sono esenti
solo le posizioni che valgono meno
di mille euro) ha un minimo. Se
l’un per mille è pari a meno di 34,2
euro, si pagano comunque 34,2 eu-
ro. Quindi, se si applica l’aliquota
del 2012, il plafond oltre cui si co-
mincia a pagare di più è 34 mila eu-
ro.
Se consideriamo invece 50 mila
euro, oggi un conto titoli con depo-
sitato questo capitale paga 34,2 eu-
ro, mentre nel 2012 la sua mini pa-
trimoniale vale 50 euro e nel 2013
arriverà a 75. E così via pagando (ve-
di tabella). La tassa ha anche un
massimo, a 1.200 euro: se l’un per
mille (o l’1,5 per mille in futuro) su-
pera questa soglia, si pagherà non
più di questo importo. Prendiamo
un patrimonio molto consistente,
da 900 mila euro: nel 2013 il prelie-
vo sarebbe stato di 1.350 euro, ma
non se ne pagheranno più di 1.200.
Nella tabella a centro pagina il pa-
ragone tra oggi e domani è fatto
considerando la vecchia tassa sul de-
posito titoli. Ma la maggior novità
della mini patrimoniale è appunto
l’allargamento della base imponibi-
le a strumenti finanziari (come fon-
di comuni e polizze) che, non aven-
do obbligo di conto titoli, fino alla
fine del 2011 non pagheranno nes-
sun tipo di bollo.
Facciamo allora un altro esem-
pio: se invece di guardare il conto
titoli prendiamo quote di fondi co-
muni o una polizza vita da 100 mila
euro, oggi vediamo costi e tasse sui
rendimenti, ma non il bollo. Mentre
il titolare di un deposito con titoli
di Stato per un analogo importo ver-
serebbe anche 70 euro all’Erario per
la supermarca. Domani tutti e tre
(conto titoli, polizza e fondo), pa-
gheranno la mini patrimoniale vesti-
ta da bollo pari a 100 euro nel 2012
e a 150 nel 2013.
Secondo le stime del governo e di
Banca d’Italia il provvedimento ri-
guarda una platea di 1.900 miliardi,
da cui si potrà ricavare un gettito di
2,6 miliardi per cassa il primo anno
e di 4,7 nel 2013. Un portafoglio
piuttosto vasto che rappresenta cir-
ca la metà delle ricchezze finanzia-
rie delle famiglie italiane, quantifica-
bile in oltre 3 mila miliardi. Altri
mille miliardi abbondanti, infatti,
sono parcheggiati sui conti correnti
tradizionali (circa 750) e sui conti di
deposito vincolati a vario titolo
(500 miliardi).
L’altra novità introdotta dalla ma-
novra (che modifica un provvedi-
mento del 1972) è il metodo per
conteggiare la consistenza del capi-
tale. Ora si parte dal valore di merca-
to e, solo in mancanza di un prezzo,
si ricorrerà al valore nominale o di
rimborso.
Il superbollo, invece, faceva riferi-
mento in primis al valore nominale,
aprendo la strada a clamorose omis-
sioni (alcune azioni hanno un valo-
re nominale vicino a zero) o ad al-
trettanto ingiuste penalizzazioni
per chi si sarebbe visto conteggiare
i Btp a 100 in un anno dove i prezzi
sono scesi ben sotto 90. Dalla versio-
ne finale del provvedimento è spari-
to invece l’innalzamento della so-
glia di esenzione da mille a 5 mila
euro (che faceva capolino dalla pri-
ma bozza), mentre è rimasta la pre-
cisazione che i fondi pensione (cioè
gli strumenti di previdenza integra-
tiva) e i fondi sanitari (le polizze per
la salute) sono esclusi dalla mini pa-
trimoniale. La tassa — come il vec-
chio bollo e come il super bollo na-
to quest’estate e già pensionato —
si applica alla comunicazione perio-
dica (in genere annuale) che gli in-
termediari inviano ai clienti.
G. Marv.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
miliardi Il governo
si aspetta dalla
mini patrimoniale
un gettito pari a
circa 7 miliardi di
euro in due anni:
2,6 nel primo, il
2012, e 4,7 nel
2013. A regime
dovrebbe poi
valere circa 3
miliardi l’anno
miliardi
L’ammontare degli
investimenti che
saranno coinvolti da
questa mini
patrimoniale. Questa
cifra rappresenta più
della metà delle
ricchezze mobiliari
delle famiglie
italiane, pari a oltre
3 mila miliardi
50
7
1.000
1.900
Bollo dello 0,1% su tutti gli strumenti finanziari, dalle polizze ai fondi comuni
20% 1.250
Il prelievo? È già
cambiato tre volte
Conti reali
per cento La
manovra concede
alle banche, che
devono versare
un acconto del
75% sul bollo
entro fine
novembre, una
riduzione
dell’anticipo al
50% per il 2012
L’aliquota unica
che verrà
applicata agli
investimenti
finanziari (esclusi i
titoli di Stato, che
restano al 12,5%)
dalla riforma delle
rendite in
partenza da
gennaio 2012
euro La soglia
minima
dell’esenzione
dalla nuova tassa
è rimasta fissata a
mille euro, il livello
già previsto dalla
vecchia legge per
non applicare il
bollo da 34,2 euro
al deposito titoli
Lo scalino
di GIUDITTA MARVELLI
I conteggi verranno fatti
sul valore di mercato: il
Fisco conta di incassare
2,6 miliardi l’anno
prossimo e 4,7 nel 2013
MINI PATRIMONIALE, SI PAGA FINO A 1.200 EURO
miliardi Sui conti
correnti (750
miliardi) e sui conti
di deposito vincolati
(500 miliardi) è
parcheggiata
questa cifra, che
paga il bollo da
34,2 euro e che non
viene considerata
dalla nuova tassa
Il prelievo sulle attività
finanziarie salirà allo 0,15%
dal 2013. Nel 2012 si ferma
a 34 euro per attività fino a
34 mila euro
U
n bollo, tre leggi diverse in un solo
anno. Nel 2011 l’impellente
necessità di trovare soldi per far
fronte alla crisi ha prodotto una sorta di
accanimento fiscale su questa tassa
antica e dal sapore vagamente monarchico
applicata anche al deposito titoli. Le
prime marche da bollo in Italia
cominciarono a circolare nel 1863. Nell’era
di Internet e della finanza globale il bollo
sul conto di deposito non è un rettangolino
color pastello: le banche a fine anno
schiacciano un bottone per stampare il
rendiconto del deposito titoli. E, su quella
carta, il Fisco si portava a casa, fino al 6
luglio del 2011, quei famosi 34,2 euro. Un
bollo uguale per tutti, ricchi e meno ricchi.
Nel tourbillon della manovra estiva il
governo Berlusconi ha deciso di alzare la
posta del gioco, o meglio della marca. Ma
il parto è stato difficilissimo. Dopo un
lungo balletto di cifre il 16 luglio si è
arrivati alla definizione (in vigore fino al
31 dicembre) che va da 34,2 a 680 euro.
Ma nei dieci giorni di interregno — quelli
trascorsi tra la prima formulazione del
decreto e la conversione — valgono le
regole della prima versione, che aveva
alzato a 120 euro per tutti il vecchio bollo
da 34,2. Morale: per il 2011 gli italiani con
conto titoli pagheranno il bollo uno e
trino, che sarà il risultato della vecchia
legge, del breve interludio di metà luglio e,
infine, del provvedimento che ha
introdotto gli scaglioni e il superbollo.
Per banche e intermediari, questa volta, i
bottoni da schiacciare saranno forse più
di uno. Per gli investitori, invece, la voce
tassa sul deposito titoli sarà meno
prevedibile di quella del 2010.
E dal primo gennaio si cambia ancora.
Arriva quella che è stata (finalmente)
chiamata col suo nome:
mini-patrimoniale. Il governo che ha
spostato il traguardo delle pensioni per
tutti, in questo caso è vittima di un
piccolo contrappasso: ha pensionato un
bollo che aveva solo sei mesi di vita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

15 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Il credito
Le misure
MILANO — Non c’è solo l’ultimo scudo nel mirino della manovra
del governo Monti. Ad essere assoggettati all’«imposta straordinaria»
dell’1,5% sono anche i vecchi scudi fiscali varati dai governi Berlusconi:
il primo, del 2001, portò allo Stato 1,6 miliardi con una tassazione del
2,5% e il secondo, del 2003, che rese al Fisco 500 milioni (con il 4%).
Con lo scudo del 2009-2010, tassato al 5-6-7%, sono stati reintrodotti in
Italia circa 104,5 miliardi, con 5,6 miliardi di incasso per lo Stato. In
totale la base imponibile per l’imposta straordinaria è stimata in 182,5
miliardi. Secondo la relazione tecnica della manovra, «considerando
prudenzialmente una riduzione del gettito potenziale del 20% per
tenere conto di soggetti nei cui confronti la disposizione potrebbe non
trovare applicazione», la stima del gettito è di 2,19 miliardi.
A effettuare il prelievo, in due rate entro il 16 febbraio 2012 e il 16
febbraio 2013, saranno gli intermediari finanziari (banche o fiduciarie)
che hanno curato il rimpatrio. Ieri diversi operatori sollevavano
perplessità sulla norma, in particolare su come fare a recuperare i soldi
visto che «l’imposta è dovuta anche per le attività attualmente
dismesse o che sono state prelevate (in tutto o
in parte) dal rapporto di deposito,
amministrazione o gestione acceso per effetto
della procedura di emersione». Ciò può
succedere perché i soldi scudati sono stati
impiegati in attività illiquide come
un’assicurazione o usati per comprare una
casa o versati in azienda. In questi casi, se il
cliente non fornisce «la provvista»
all’intermediario, questi dovrà «segnalarlo
all’Agenzia delle Entrate»: addio segretezza,
dunque. «Potrebbero porsi questioni di
legittimità costituzionale, per esempio visto
che si va a colpire anche un’operazione ormai ultradecennale»,
argomentavano ieri alcuni fiscalisti, «E c’è un problema di capacità
contributiva: se quei soldi il cliente non li ha più? E se nel frattempo è
morto, gli eredi devono pagare?». Ma ieri il presidente del Consiglio,
Mario Monti, è stato netto sulla riuscita del prelievo straordinario: «È
possibile recuperare (le somme, ndr) perché chi ha fatto rientrare i
capitali è anonimo ma ci sono banche e istituzioni finanziarie, abbiamo
fatto un’analisi attenta». E il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli,
ha rincarato la dose: «Mentire al fisco da adesso è reato: Prima erano
previste sanzioni amministrative, ora la sanzione è penale e scatta
anche nei processi di accertamento. Inoltre dal primo gennaio gli
intermediari dovranno inviare tutti i movimenti degli italiani e
l’Agenzia delle Entrate dovrà verificare». Il segnale è chiaro, e qualcuno
comincia già a muoversi: «Oggi (ieri, ndr) mi ha chiamato un cliente
che aveva scudato», racconta sotto anonimato l’amministratore
delegato di una fiduciaria di un grande gruppo bancario, «mi ha detto
che è pronto a pagare e voleva sapere come fare, perché vuole evitare di
essere segnalato all’Agenzia delle Entrate».
Fabrizio Massaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
400
200
Potenziato fino a 20 miliardi il fondo per le piccole imprese
ROMA — E’ un pacchetto di inter-
venti deciso in sede europea per favo-
rire il sostegno degli Stati alle banche
che hanno grossi problemi di liquidi-
tà e che quindi stringono le condizio-
ni del credito alla clientela. Danno
cioè meno finanziamenti e a tassi più
alti rischiando di strozzare l’econo-
mia che di per sé già arranca. Le misu-
re varate dal governo Monti prevedo-
no in primo luogo la garanzia dello
Stato sulle obbligazioni emesse dalle
banche, sia quelle prive di garanzie,
sia quelle — i covered bond — che
hanno invece rapporti creditizi sotto-
stanti garantiti, mutui o prestiti alle
publiche amministrazioni. L’obietti-
vo è di favorire il collocamento dei ti-
toli sul mercato e quindi il reperimen-
to delle risorse necessario alla attivi-
tà. Ma, soprattutto, di fornire alle ob-
bligazioni bancarie il bollino blu del-
lo Stato necessario per ottenere i fi-
nanziamenti dalla Bce, che per forni-
re al sistema liquidità chiede la garan-
zia dei cosiddetti collaterali, cioè tito-
li di buona qualità, come quelli pub-
blici. Titoli che in questa fase comin-
ciano a scarseggiare rispetto alle esi-
genze di liquidità che pure Euro-
tower è disponibile ad offrire in ab-
bondanza. La garanzia «incondiziona-
ta e irrevocabile» è a disposizione di
tutte le banche a cui è richiesto solo il
lasciapassare della Banca d’Italia a cui
spetta verificare l’adeguatezza del pa-
trimonio e della redditività.
Il ministro dell’Economia potrà
concedere fino al 30 giugno 2012 il
«timbro» dello Stato sulle passività
delle banche, con scadenza da tre me-
si fino a cinque anni o, a partire dal
gennaio 2012, a sette anni per le ob-
bligazioni garantite nell’ambito di
operazioni di cartolarizzazioni. Sem-
pre che si tratti di strumenti solo in
euro, a tasso fisso, non strutturati e
derivati, che rappresentino un debito
non subordinato né nel capitale né
negli interessi e che soprattutto non
siano computabili nel patrimonio di
vigilanza. Di cui in ogni caso non pos-
sono superare l’ammontare. Le ban-
che che ricorrono agli interventi non
devono «abusare» del sostegno rice-
vuto per «conseguire indebiti vantag-
gi». In particolare non possono citare
la garanzia statale nelle comunicazio-
ni commerciali rivolte al pubblico
che volesse sottoscrivere le obbliga-
zioni. Il bollino del Tesoro si paga per-
ché alle banche costa all’incirca lo
0,60%per i covered bond e lo 0,75 cir-
ca per gli altri. La spesa prevista per
questi interventi è di 200 milioni di
euro annui per il periodo 2012-2016.
Ma non basta. Monti ha previsto
anche un altro intervento, peraltro
già consentito con la stessa formula-
zione nella legge anti-crisi di fine
2008 cioè la garanzia dello Stato alle
erogazioni discrezionali al sistema
creditizio da parte della Banca d’Ita-
lia, la cosiddetta Emergency Liquidi-
ty Assistance (Ela) prevista dalla Bce
come strumento di ultima istanza. Fi-
nora non utilizzata in Italia (ma da Ir-
landa e Grecia sì) — se si eccettuano
due operazioni di prova, due anni fa
— anche perché per le banche è più
costosa del finanziamento della Bce e
soprattutto è un meccanismo penaliz-
zante per l’immagine sul mercato. La
Banca d’Italia la può utilizzare, a vale-
re sui suoi fondi, con l’obbligo di co-
municarlo a Francoforte sopra i 500
milioni.
Alle banche, ma anche alle assicu-
razioni e alle finanziarie, è destinato
poi un altro articolo del decreto della
manovra, quello che vieta agli ammi-
nistratori o comunque ai titolari di ca-
riche negli organi gestionali, di sorve-
glianza e di controllo di assumere o
esercitare cariche in imprese o grup-
pi di imprese concorrenti». E ciò per
migliorare la concorrenza evitando il
conflitto di interesse nascente dalle
partecipazioni personali incrociate
che stando ad una ricerca condotta
due ani fa dall’Antitrust riguarda
l’80% delle società tra quotate e non
quotate.
Ancora il sistema del credito potrà
beneficiare in termini di costi per l’e-
rogazione dei finanziamenti della
maggiore capacità del Fondo di ga-
ranzia per le piccole e medie imprese,
rifinanziato per 400 milioni e quindi
in grado di attivare, secondo i tecni-
ci, maggiori prestiti per 20 miliardi.
Infine la norma che obbliga il pas-
saggio nel conto corrente bancario e
postale — o il bonifico — per i paga-
menti, stipendi compresi, delle am-
ministrazioni pubbliche superiori ai
500 euro. Ne beneficerà la raccolta
delle banche oltre che delle poste, fa-
vorite anche dalle misure per la ridu-
zione dell’uso del contante e il poten-
ziamento della moneta elettronica.
Stefania Tamburello
© RIPRODUZIONE RISERVATA
2,2
milioni Il costo degli
interventi previsti per
il periodo 2012-2016
dal governo
a sostegno delle
banche, nell’ambito
del pacchetto di
misure finalizzate a
garantire stabilità al
sistema creditizio
Il caso Grilli: reato mentire al Fisco
miliardi L’incasso
dall’imposta
straordinaria
sui 182,5 miliardi
rientrati con gli scudi
secondo le stime
milioni Il valore del
rifinanziamento del
Fondo di garanzia
per le piccole e medie
imprese, e che
secondo i tecnici
dovrebbe attivare
maggiori prestiti
nell’ordine di
almeno 20 miliardi
Scudo, via l’anonimato
per chi non paga
BANCHE, PRESTITI CON GARANZIA DI STATO
16 Primo Piano
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
M
olto meglio di niente, ma non tanto
da potersi gettare alle spalle il ri-
schio mortale di una crisi di liquidità
e inondare di crediti a buon mercato l’econo-
mia boccheggiante. Con l’articolo 8 del decre-
to Salva Italia, il governo Monti offre la garan-
zia dello Stato alle prossime emissioni di cer-
tificati e obbligazioni da parte di banche con
sede legale in Italia, dunque anche, per dire,
di Bnl e Cariparma, ormai parte dei gruppi
francesi Bnp Paribas e Crédit Agricole.
Le emissioni eleggibili alla garanzia po-
tranno avere scadenze fino a 7 anni. E la ga-
ranzia, incondizionata, irrevocabile e a prima
richiesta, potrà coprire una cifra massima
per ogni banca pari al patrimonio di vigilan-
za più il patrimonio di terzo livello della me-
desima. A questo scopo, il governo ha stan-
ziato 200 milioni l’anno dal 2012 al 2016. Per
beneficiare dell’ombrello del Tesoro, le ban-
che dovranno pagare un premio dello
0,4-0,5%maggiorato attraverso formule basa-
te sui «credit default swap», polizze a valore
variabile contro il default di ciascuna banca.
Lo Stato non garantirà qualsiasi emissio-
ne, ma soltanto quelle in euro che non incor-
poreranno derivati; verranno interamente
rimborsate a scadenza e avranno un tasso fis-
so. Le banche garantite non potranno abusa-
re del sostegno ricevuto. Ma qui il testo non
è chiaro. Esemplifica l’abuso nelle «comuni-
cazioni commerciali rivolte al pubblico».
Che dovrebbero sempre essere perseguite, se
mendaci o ingannevoli. In realtà, il vero abu-
so sarebbe usare il denaro ottenuto grazie al
Tesoro per reinvestirlo in titoli finanziari a
maggior rendimento, italiani o esteri, con
l’obiettivo di migliorare i bilanci e le retribu-
zioni dei banchieri. Paventare un tale abuso
non è fare accademia, ma esercitare il dovere
della memoria su quanto è già accaduto nel
2009 a Wall Street con clamorosi profitti per
le varie Goldman Sachs, che scontavano la lo-
ro carta presso la Federal Reserve e reimpie-
gavano la liquidità in titoli ad alto rendimen-
to dei Paesi emergenti. Un gioco che, senza
aiuti pubblici, hanno tentato anche Bpm e
Monte dei Paschi indebitandosi a breve per
reinvestire in Btp, salvo perderci a causa del-
l’inversione imprevista dei tassi. Alla Vigilan-
za è dato il potere di segnalare gli abusi (an-
che questi?) al ministero dell’Economia il
quale potrà escludere i furbetti da ulteriori
garanzie. Ma, alla fine, il punto vero sono le
quantità.
Intesa Sanpaolo, tanto per fare un esem-
pio, ha un totale di attività pari a circa 600
miliardi di euro per due terzi impegnate in
crediti alla clientela. Con la garanzia totale
dello Stato potrebbe emettere obbligazioni fi-
no a 47 miliardi, tale è il limite patrimoniale
fissato. Con una garanzia del 50%, potrà sfio-
rare il centinaio. È un salvagente per un ma-
re in tempesta, ma non per la tempesta per-
fetta. Funziona a patto che la crisi di liquidità
sia solo parziale. E poi c’è la questione del ra-
ting. Quello della Repubblica italiana, negli
ultimi tempi, è talvolta scivolato sotto quello
di Intesa o di Mediobanca. Ora c’è Monti.
Che è un economista di rango, ma non un Re
Taumaturgo. È probabile, dunque, che la ga-
ranzia serva più che altro a riattivare il merca-
to interbancario e poi andare ciascuno a scon-
tare la nuova carta alla Banca centrale euro-
pea.
Con il decreto Salva Italia, le imprese incas-
sano tre provvedimenti, utili in particolare al-
le aziende di credito: la parziale deducibilità
fiscale degli aumenti di capitale; lo sconto
sull’Irap relativa al costo del lavoro; la possi-
bilità di conteggiare come capitale le impo-
ste differite attive in caso di perdita. Tutto be-
ne. Ma qui termina la politica interna. E non
riesce a nascondere la sua fragilità di fronte
all’esigenza che, per mettere in sicurezza dav-
vero il sistema, la Bce dovrebbe poter sconta-
re tutti gli attivi tipici dei bilanci bancari, e
non solo quelli ottimi o presunti tali.
Il gioco vero, dunque, comincia domani e
dopodomani in Europa, mentre diventa ogni
giorno più incomprensibile. Con la manovra,
le banche avranno un po’ di ossigeno nei li-
miti del Consiglio europeo del 26 ottobre e
Mario Monti si è guadagnato il diritto di pa-
rola. Che venga davvero ascoltato dipende
dall’idea che la cancelliera Angela Merkel si
sarà fatta sulla posizione del suo Paese rispet-
to al Titanic sul quale il resto dell’Europa sa
già di viaggiare: se finalmente capirà, ottenu-
ta la prova di disciplina dalla discola Italia,
che anche la Germania è a bordo ed è meglio
aiutare il transatlantico a virare o se, invece,
continuerà a credere di trovarsi al caldo sullo
Stockholm.
Massimo Mucchetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
9%
26
15,2
Una risposta (veloce)
per aziende e famiglie
Gli interventi e il rischio credit crunch
di SERGIO BOCCONI
E ALLA LIQUIDITÀ
ORA PENSI LA BCE
il coefficiente patrimoniale di base
(core Tier 1), cioè la quota di risorse
proprie, sicure, non a rischio,
indicato dall’Eba (European
Banking Authority) come limite
insuperabile per gli istituti di credito
ottobre La data in cui
il Consiglio europeo ha varato
le misure del «pacchetto
banche» per irrobustire le
aziende di credito attraverso
ricapitalizzazioni per 106 miliardi
miliardi La richiesta di aumenti
di capitale per quattro banche
italiane (Unicredit, Mps, Banco
Popolare Ubi) effettuata
dall’Autorità di vigilanza
europea (Eba)

G
aranzia di Stato sulle passività
bancarie, rifinanziamento del fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese,
Irap. La manovra spinge in modo chiaro le
banche in una direzione: sostenere
l’economia.
Il «bollino blu» statale, concesso agli istituti
dopo una verifica di Bankitalia sul loro
«merito di credito», e cioè sulla solidità
patrimoniale e sulla capacità reddituale,
dovrebbe concorrere a ridare fiducia e quindi
a superare le difficoltà di funding, cioè di
raccolta, che oggi preoccupano gli istituti più
delle esigenze patrimoniali, rispetto alle quali
sono sotto pressione da parte di Basilea 3 e
dell’Eba, l’Autorità europea di sorveglianza.
Le banche potranno collocare bond con il
«salvagente» pubblico e accedere con più
asset alla liquidità della Bce. E potranno
utilizzare queste risorse per aumentare gli
impieghi alle imprese. Lo stesso discorso vale
per il rifinanziamento del fondo di garanzia
che permette un credito di oltre 20 miliardi
alle piccole e medie imprese che altrimenti
non avrebbero accesso ai prestiti. L’obiettivo
dei provvedimenti è dunque chiaro. Ora sta
alle banche rispondere alla sollecitazione
concreta che arriva dal governo. Nell’interesse
di tutti, banchieri compresi, perché i loro
bilanci, in Italia più che in altri paesi europei,
dipendono dall’attività tradizionale, classica:
finanziare imprese e famiglie.
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17 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
18
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
I beni di lusso
Le misure
Sconto sull’imposta per le barche di Venezia
Se la patrimoniale
è davvero «mini»
Tassa
anche
per aerei
ed elicotteri
privati
I
n una maximanovra, è davvero minimo il ruolo
interpretato dalle norme antievasione e da quelle
che colpiscono le ricchezze mobili. Perché su
quelle immobiliari invece il colpo è stato forte con il
ritorno dell’Ici, trasformata in Imu, e l’aumento
della base imponibile del 60% per le abitazioni. Va
dato atto al governo di avere onestamente spiegato
che sono state varate delle mini patrimoniali. Come
quella che colpisce i titoli finanziari e quella sui beni
di lusso (auto, aerei, barche). Le possiamo
interpretare solo come un primo segnale di
inversione di tendenza: meno tasse sui redditi, più
sui beni. Il sentiero d’altra parte era stretto, perché
tartassare di punto in bianco le ricchezze finanziarie
sarebbe stato forse un errore. I risparmiatori,
infatti, hanno gambe da lepre se devono esportare
capitali. E da tartaruga se li devono far rientrare.
Qualcosa in più però si poteva fare. Specie nella
lotta all’evasione. La norma più forte sembra quella
della riduzione a 1.000 euro della soglia ammessa
per l’uso del contante, l’obbligo per la pubblica
amministrazione di pagare con bonifici, assegni,
carte di pagamenti, le disposizioni sulla
tracciabilità. Diventerà più facile anche effettuare
controlli sulla base dei dati bancari. Viene prevista
una maggiore interazione tra Inps e Fisco, l’Isee
diventerà il passaporto unico per le agevolazioni
fiscali. Davvero poco. L’evasione, però, non si
combatte solo con norme restrittive. Ma anche, se
non soprattutto, restaurando un clima di fiducia tra
Stato e cittadino. È questa la sfida che il governo
deve vincere. La salvezza dell’Italia passa da qui.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
di MASSIMO FRACARO
COLPITE SOLO LE SUPER AUTO:
SI PARTE DA 185 KILOWATT

ROMA — Sarà «super» il prelievo ag-
giuntivo sui beni di lusso. A cominciare dal-
le vetture immatricolate negli ultimi tre an-
ni. Dall’1 gennaio 2012 per queste auto scat-
terà un’addizionale sul bollo di venti euro
per ogni kilowatt di potenza che superi —
ma questa è una novità del testo definitivo,
perché nella bozza si parlava di 170 ki-
lowatt — il limite di 185 kilowatt. Dai dati
presenti in anagrafe tributaria, le auto che
superano questa potenza sono circa 212 mi-
la. Applicando un’addizionale di 20 euro a
quelle di potenza compresa tra i 185 e i 225
Kw e di ulteriori 10 euro a quelle di poten-
za superiore ai 225 Kw — rispetto ai 10 eu-
ro già previsti dalla normativa già vigente
— si perviene a un maggior gettito, pari a
168 milioni di euro nel 2012, poi decrescen-
te fino a 164,8 milioni di euro nel 2014 (a
motivo dei decrementi di Ires e Irap in ca-
po alle imprese).
L’articolo 16 della manovra «salva Italia»
colpisce anche aerei ed elicotteri privati im-
matricolati in Italia (in base al peso) e impo-
ne una supertassa per lo stazionamento
giornaliero nei porti nazionali per le bar-
che di lunghezza superiore ai 10 metri. So-
no 147.000 i posti barca censiti, di questi
110.000 saranno soggetti al pagamento del-
la tassa (da un minimo di 1.825 euro per le
imbarcazioni da 10,01 a 12 metri fino a un
massimo di 256.595 euro per gli oltre i 64
metri). Considerando solo l’importo mini-
mo annuo (1.825 euro), la nuova misura
comporterà un maggior gettito complessi-
vo di 200 milioni di euro annui nel 2012.
«Le violazioni saranno punite con una san-
zione amministrativa dal 200 al 300% del-
l’importo non versato, oltre all’importo del-
la tassa dovuta».
La tassa invece verrà dimezzata per i pro-
prietari di barche fino a 12 metri residenti
a Venezia che le usano come proprio mezzo
di trasporto. Per quanto riguarda gli aerei
privati, invece, il meccanismo di tassazio-
ne prevede 1,5 euro al kg per i velivoli con
peso massimo fino a una tonnellata per ar-
rivare ai 7,55 euro al kg per i jet che superi-
no le 10 tonnellate. Paga chi «risulta dai
pubblici registri essere proprietario, usu-
fruttuario, acquirente con patto di riserva-
to dominio, ovvero utilizzatore a titolo di
locazione finanziaria dell’aeromobile». Gli
elicotteri pagheranno il doppio degli aerei
dello stesso peso, mentre alianti e areostati
pagheranno un forfait di 450 euro l’anno. Il
maggior gettito complessivo sarà di 85 mi-
lioni di euro l’anno.
M. Antonietta Calabrò
twitter@maria_mcalabro
©RIPRODUZIONE RISERVATA
19 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Le misure
UN INGEGNERE
I soldi già versati
Sono un ingegnere insegnante nato nel
1952. Sarei dovuto andare in pensione nel
2012 avendo maturato nello stesso anno
oltre 37 anni di anzianità contributiva
ottenuta ricongiungendo a titolo oneroso 4
anni e sei mesi di servizio da Inarcassa
all’Inpdap. Per la ricongiunzione sono stati
trasferiti 19 mila euro da Inarcassa e da un
anno pago mensilmente all’Inpdap la
somma di 1.370 euro mensili. Mi
rimangono ancora da pagare 15 rate di
pari importo mentre mi accorgo che tutto
questo non servirà a niente poiché andrò
comunque in pensione a 66 anni. E se
smetto di pagare perderò i soldi versati.
Penso che smetterò di pagare lo stesso
chiedendo subito la restituzione delle rate
versate direttamente e della quota
Inarcassa rivalutata, al raggiungimento
dell’età di vecchiaia. «Ci sarà pure un
giudice a Berlino».
Patrizio Tofanelli
LA DIRIGENTE LICENZIATA
Ancora in attesa
Sono stata licenziata nel 2006 per una
«riorganizzazione aziendale», senza
alcuna protezione in quanto Dirigente, e
poiché avevo 54 anni non ho più trovato
un lavoro anche se ho operato una vasta
ricerca. Avrei dovuto ricevere la pensione
di vecchiaia ad aprile 2012, ma già una
legge precedente aveva spostato la data di
un anno. Adesso il governo ha nuovamente
colpito i pensionati e dovrò attendere
almeno altri quattro anni! In questo Paese
perdono sempre i più deboli.
Rita Pisoni
CHI È GIÀ IN PENSIONE
Un contributo di solidarietà
La manovra lascia da una parte i
fortunati, che fino al 31 dicembre 2011
potranno andare in pensione con 40 anni
di versamenti contributivi, anche a 55 anni
d’età e senza alcuna penalizzazione;
dall’altra invece i tapini, per i quali
saranno richiesti oltre 42 anni di
versamenti, in aggiunta alla riduzione
della pensione dovuta alla penalizzazione
del 2% per ogni anno di età che mancherà
ai fatidici 66. Non volendo o potendo
concedere quella che considero una
doverosa progressività di applicazione
delle nuove regole ai pensionandi, sarebbe
il caso di prevedere almeno una
penalizzazione sulla pensione di coloro che
hanno lasciato il lavoro negli ultimi 10
anni, a condizioni molto più favorevoli e a
un’età spesso inferiore ai 60 anni. Tale
penalizzazione potrebbe materializzarsi
sotto forma di un contributo di solidarietà
del 2% per ogni anno di differenza tra,
quanto meno, i 60 anni e l’età effettiva di
pensionamento (salvaguardando
ovviamente le pensioni inferiori). Questo
atto di giustizia si tradurrebbe in un
gettito tutt’altro che trascurabile,
attenuando almeno un poco l’amarezza di
quelli che non possono altro che
considerarsi i babbei incolpevoli solo per il
fatto di essere nati o avere iniziato a
lavorare un giorno dopo.
Osvaldo Mattion
I PASSATI GOVERNI
Le responsabilità
Ho trovato poco elegante da parte del
presidente del Consiglio, addebitare agli
italiani, a noi tutti, la responsabilità dello
Stato dei conti pubblici. Io nel corso degli
anni ho cercato di orientare, spostandolo,
il mio voto in funzione di ciò che potesse,
in prospettiva non remota, assicurare, con
una sana gestione della cosa pubblica,
benessere, prosperità per la collettività. Ho
dovuto constatare che, almeno da
trent’anni in qua, i governi succedutisi
nulla hanno realizzato in tal senso.
Quanto alla supertassazione degli
immobili mi domando come potranno
provvedere i moltissimi che, pur
proprietari, oggi versano in precarie
condizioni economiche perché privi di
redditi da lavoro, titolari di esigue
pensioni ecc. Per non parlare di
addizionali e altro.
Stefano M. de Mitri
L’INSEGNANTE
Paghi anche la «casta»
Accetto, obtorto collo, sia l’introduzione
dell’Imu che il blocco biennale
dell’adeguamento della mia pensione di
insegnante con 41 anni di contributi
versati perché comprendo i difficili
momenti della mia Patria, ma non accetto
che la «casta» continui a mantenere i
propri benefici. È uno schiaffo che milioni
di pensionati e di lavoratori dipendenti
non meritano. Basta con i privilegi dei
parlamentari che devono essere i primi a
dare il buon esempio e ricordare che la
pazienza dei cittadini non è infinita.
Aspetto fiduciosa che Monti prenda i
dovuti provvedimenti per una vera riforma
equa.
Maria Giulia Latini
CLASSE 1952
Noi presi di mira?
Sono stufo di pagare perché sono nato nel
1952. Ho 38 anni di contributi e compio 60
anni a febbraio 2012 e pensavo di andare
in pensione nel 2013 anche per riscuotere
la liquidazione oramai già tutta ipotecata.
Per me la pensione diventa una chimera e
anche il matrimonio di mia figlia. Mi
chiedo perché siamo stati presi di mira in
tutte le manovre fiscali, cosa abbiamo di
diverso da quelli nati prima di noi e da
quelli che sono riusciti a maturare i
requisiti un mese prima?
Antonio
CONTRIBUTI VOLONTARI
L’aumento imprevisto
Nel 2009 la società dove ho lavorato per 37
anni mi ha lasciato a casa perché mi
mancavano solo 3 anni per arrivare alla
pensione di anzianità, convincendomi con
un piccolo incentivo a versare di tasca mia
i contributi volontari per arrivare ai
sospirati 40 anni. Me ne mancava ancora
uno ma ora diventano due che per me,
ormai disoccupata, senza alcun reddito e
senza essere a carico di nessuno, vuol dire
pagare 16-18 mila euro in un anno!
Danila Rana
LOTTA ALL’EVASIONE
Le norme esistenti
Nella manovra del governo non c’è
l’indicazione per una più incisiva lotta
all’evasione fiscale. Forse per una volta è
giusto: in Italia di regole e leggi ne esistono
anche troppe. Forse stavolta senza
anticiparne di nuove, che come al solito
fatta la legge trovato l’inganno, si
metteranno in campo risorse umane e
tecnologiche in misura adeguata per potere
così far rispettare le norme già in essere.
Roberto Galieti
LA PRIMA CASA
Tasse e mutui
La manovra finanziaria del governo Monti
reintroduce l’irritante tassa sulla prima
casa. Nessuna detrazione è prevista per
coloro che su quella casa pagano un mutuo
con grandi sacrifici. Tuttavia, ci sono
risparmi sulle seconde case per i redditi
alti.
Nuccio Bizzarro
CRITERIO MANCATO
Il reddito personale
Con l’introduzione dell’Imu anche sulla
prima casa di abitazione si è rinunciato
ancora una volta a tenere conto del reddito
personale del contribuente. Così, a parità
di metratura, l’industriale e l’indigente che
ha la fortuna di possedere almeno il bene
primario della casa continueranno a
pagare esattamente uguale. E dire che gli
strumenti, ovvero le dichiarazioni dei
redditi, sono già in possesso dello Stato, il
che fa di questa imposizione una misura
profondamente iniqua e sbagliata, che
graverà di più sui ceti meno abbienti. Era
questa l’equità promessa?
Francesco Andreini
UNA PROPOSTA
Part time e giovani
La riforma del sistema previdenziale era
necessaria, ma risolve (forse) solo le
questioni finanziarie e aggraverà invece la
situazione occupazionale dei giovani.
Azzardo una proposta bizzarra: forzare
uomini e donne dal compimento del 60˚
anno d’età al part time con contestuale
assunzione a tempo indeterminato di un/a
giovane al di sotto dei 34 anni sempre part
time. Non si perderebbero professionalità
già acquisite e si consentirebbe ai giovani
di iniziare il proprio progetto di vita. I
giovani poi costano anche meno e quindi si
avrebbe un’immediata riduzione del costo
del lavoro.
Plinio G. Guerreri
NON VALUTATO
Il quoziente familiare
Mi domando dove sia l’equità nel
concedere la perequazione all’inflazione a
un pensionato, senza carichi di famiglia,
che percepisce una pensione di 936 euro
mensili e «congelarla» invece al
pensionato con coniuge e (in molti casi
anche) figli a carico, soltanto perché
riscuote una pensione di una somma di
poco superiore e pari a 1.100/1.200 euro al
mese. Allora il governo, in merito, non
avrebbe dovuto valutare anche il quoziente
familiare?
Giovanni Papandrea
EUROPA E MERCATI
Interventi necessari
Bravo Monti! È riuscito nell’impresa dove
la politica ha fallito. Però, se guardiamo
con occhio distaccato, questi
provvedimenti indicati nella manovra
erano già previsti e invocati dall’Europa e
dai mercati. Berlusconi ci aveva provato
ma per una serie di no sia da parte interna
al governo sia esterna dell’opposizione non
si è fatto niente. Ora per incidere di più sui
costi della politica e arrivare a economie di
scala a livello nazionale dobbiamo
accorpare i piccoli Comuni per ridurre le
spese correnti.
Gio Batta Benetti
IN FUTURO
Mitigare i costi
Fermo restando il saldo alla manovra
salva-Italia di Monti sarebbe utile, per una
pace sociale equa, attutire i costi dell’Imu
sulle case di proprietà, limitare l’ennesimo
aumento delle accise sui carburanti e, da
settembre 2013, ridurre al minimo (o
ancora meglio annullare) l’aumento
dell’Iva che ostacolerebbe pesantemente i
consumi e la ripresa del mercato; invece
sarebbe necessario intervenire con più
vigore nel ridurre l’enorme costo del mondo
della politica e dell’amministrazione
pubblica e, se non bastasse, si potrebbero
anche attuare prelievi fiscali sugli
emolumenti e sulle liquidazioni più esose.
Renato Invernizzi
Le lettere
«A UN PASSO DALLA META
ORA ASPETTERÒ PER ANNI»
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20 Primo Piano
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
C
on il varo del pacchetto di misure «Sal-
va-Italia», il governo Monti ha, per la pri-
ma volta, affrontato il giudizio dell’opinione
pubblica su azioni e provvedimenti concreti
e non solo sull’immagine percepita. Nel com-
plesso, l’esito di questa prima prova appare
più che positivo per l’esecutivo. Il grado di fi-
ducia espresso nei confronti del presidente
del Consiglio rimane molto alto (64%), pur
subendo una flessione, forse inevitabile, ri-
spetto al livello raggiunto prima della mano-
vra (73%). E anche la valutazione complessi-
va sull’operato del governo mostra come la
netta maggioranza degli italiani (61%) apprez-
zi quanto, nell’insieme, l’esecutivo ha fatto
sin qui. Si tratta di un livello di giudizi positi-
vi per il governo che, data anche l’ampiezza
dello schieramento che lo sostiene, risulta su-
periore a quanto ottennero Berlusconi e Pro-
di a inizio mandato. Ma non è solo il consen-
so in Monti a essere relativamente elevato:
l’avvio del suo governo ha coinciso con una
crescita complessiva del supporto verso mol-
te altre istituzioni, tanto che l’indice sintetico
Ispo di fiducia nei confronti delle istituzioni
del nostro Paese si è incrementato di un pun-
to da ottobre a oggi. Naturalmente, il giudi-
zio positivo verso il presidente del Consiglio
varia in relazione all’orientamento politico. È
massimo tra gli elettori del centrosinistra
(88%nel Pd), assai elevato tra quelli di centro
(76% nell’Udc), e costituisce la maggioranza
relativa (48%) tra chi vota Pdl. Ma persino tra
gli elettori della Lega, che pure è all’opposi-
zione, il 47% esprime una valutazione positi-
va nei confronti di Monti (a fronte del 50%
che gli nega il suo consenso). E il premier è
«promosso» anche dal 61% di chi è indeciso
su cosa votare o tentato dall’astensione.
A questa sostanziale approvazione com-
plessiva dell’operato di Monti si affianca un
giudizio più articolato e contraddittorio sugli
specifici provvedimenti annunciati domeni-
ca. Buona parte delle misure incontra l’appro-
vazione dei cittadini. È così, ad esempio, per
la più pesante tassazione sui beni di lusso (au-
to, barche, aerei) che vede un’approvazione
del 93%, superiore a quella per la diminuzio-
ne dei costi della politica, con la riduzione de-
gli organi delle Province (82%). Ancora, in-
contrano il favore della popolazione (81%) il
varo degli sconti fiscali per gli imprenditori
che reinvestono gli utili in azienda, la tanto
discussa tassazione dei capitali rientrati dal-
l’estero con lo scudo fiscale (73%) e il divieto
dell’uso dei contanti oltre i 1.000 euro (70%).
Più contenuto, ma sempre espresso dalla
maggioranza della popolazione, è il consen-
so per il passaggio al sistema contributivo
nel calcolo della pensione (61%) e per la tas-
sazione di tutti i depositi finanziari (57%).
Come era lecito attendersi, si riscontrano
viceversa giudizi più critici nei confronti dei
provvedimenti più dolorosi. Ad esempio, so-
lo poco meno del 40% approva l’aumento del-
l’età pensionabile. Ma questo dato non è che
la media tra atteggiamenti diversissimi nel-
l’elettorato dei vari partiti. Infatti, la maggio-
ranza (57%) degli elettori del centrosinistra
si dichiara favorevole a questa misura, men-
tre la gran parte (70%) dei votanti per il Pdl e,
ovviamente, per la Lega, esprime la propria
contrarietà. Lo stesso orientamento critico
(39%di giudizi positivi) si rileva nei confron-
ti del mancato adeguamento all’inflazione
per le pensioni superiori a 936 euro, anche in
questo caso come risultato di orientamenti
opposti tra l’elettorato di centrosinistra e
quello di centrodestra. Altrettanto severa
(mediamente 35% di approvazioni) è la valu-
tazione sulla reintroduzione dell’Ici sulla pri-
ma casa: in questo caso le differenziazioni tra
l’atteggiamento negativo degli elettori di Pdl
e Lega (81% di disapprovazione) e quelle dei
votanti per il centrosinistra (52% di approva-
zione) sono ancora più evidenti.
Malgrado queste aree di dissenso, l’insie-
me dei provvedimenti è approvato dalla po-
polazione: se si calcola la media dei giudizi
positivi sulle singole decisioni, si ottiene un
valore pari al 66%, che mostra come vi sia
consenso diffuso, anche se assai differenzia-
to tra l’elettorato del centrosinistra (85%) e
quello del centrodestra (59%). Questo sup-
porto generalizzato è rafforzato dall’impres-
sione, manifestata dal 68%dei cittadini (anco-
ra una volta assai più nel centrosinistra), di
una crescita di credibilità nel contesto inter-
nazionale dell’Italia, grazie anche alle prime
iniziative del governo. Insomma, malgrado il
prevedibile rifiuto delle misure più dolorose,
l’esecutivo pare mantenere il favore dell’opi-
nione pubblica. Non solo —e, forse, non tan-
to — grazie ai provvedimenti intrapresi,
quanto a seguito dell’immagine complessiva
di forte impegno personale («per la salvezza
dell’Italia», per usare le parole del presidente
Monti) e di serietà manifestati sin qui.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il sondaggio
Le misure
La fiducia nel premier scende dal 73 al 64 per cento tra prima e dopo il decreto
di RENATO MANNHEIMER
Il voto sui provvedimenti
MANOVRA, SÌ DA DUE ITALIANI SU TRE
BOCCIATA L’ICI SULLA PRIMA CASA
Il consenso alla tassazione sui
beni di lusso è al 93%, superiore
a quello per la riduzione degli
organi delle Province (82%)
Contrari all’aumento
dell’età pensionabile
sei elettori su dieci. Monti
piace al 47%dei leghisti
21 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Austerity
approvata
tra le proteste
DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES —La cancellie-
ra tedesca Angela Merkel
non ha dato peso all’agenzia
di rating Usa Standard & Po-
or’s, che ha annunciato il pos-
s i bi l e de c l a s s a me nt o
dell’affidabilità massima
AAA del debito della Germa-
nia e della Francia nell’ambi-
to di revisioni al ribasso per
15 dei 17 Paesi dell’Eurozo-
na. In dubbio S&P ha messo
anche la tripla A del fondo
salva Stati, istituito per frena-
re la speculazione sui titoli in
euro. Ma dal governo france-
se di Nicolas Sarkozy, dalle
istituzioni comunitarie e da
altri Paesi membri hanno re-
plicato con simili critiche e
distacco. L’Europa punta sul-
le importanti decisioni anticri-
si attese nel vertice dei capi di
Stato e di governo, che inizia
domani sera a Bruxelles. Lì la
Merkel intende presentare la
proposta di rafforzamento del
controllo comune dei bilanci,
annunciata insieme a Sarkozy
lunedì scorso. Prevede sanzio-
ni quasi automatiche e una
specie di «commissariamen-
to» per i governi dell’Eurozo-
na con i conti pubblici fuori
controllo. Francia e Germania
tenteranno un accordo a 27.
Ma, se Regno Unito o altri Sta-
ti esterni all’Eurozona doves-
sero frenare, intendono proce-
dere solo per i 17 Paesi della
moneta unica.
«Quello che fa un’agenzia
di rating è sua responsabili-
tà», ha tagliato corto la Me-
rkel rinviando alle decisioni
del summit per «stabilizzare
l’Eurozona e ristabilire la fidu-
cia». Il premier francese
François Fillon ha definito
«esagerata e inopportuna» la
valutazione di S&P. Il gover-
natore della Banca di Francia
Christian Noyer ha ventilato
«manovre politiche» e ha ri-
cordato le turbolenze sui mer-
cati nel 2008 «quando le agen-
zie di rating sono state moto-
re della crisi». Il direttore del-
la Banca d’Italia Fabrizio Sac-
comanni ha parlato di «anali-
si semplicistiche, talora su-
perficiali». Vari leader politici
sospettano un «complotto»
perché le agenzie di rating
hanno entità attive nella spe-
culazione tra i loro proprieta-
ri e clienti paganti.
Il presidente stabile del
Consiglio dei governi, il bel-
ga Herman Van Rompuy, ha
annunciato per il summit
una proposta in linea con l’as-
se franco-tedesco. L’ha con-
cordata con i presidenti della
Commissione europea e del-
l’Eurogruppo, il portoghese
José Manuel Barroso e il lus-
semburghese Jean-Claude
Juncker. Si richiama al fiscal
compact (patto
per la disciplina
di bilancio) sol-
lecitato la setti-
mana scorsa dal
presidente della
Bce Mario Dra-
ghi. Includereb-
be la sospensio-
ne del diritto di voto per chi
non rispetta le regole Ue nei
bilanci. Van Rompuy e Barro-
so intendono insistere sulle
emissioni di eurobond e sul
potenziamento del fondo sal-
va Stati. La Merkel si oppone
per non mettere in comune
debiti dei Paesi meno virtuo-
si con quelli con tripla A. L’ap-
poggio di Sarkozy alla propo-
sta tedesca di «Unione per il
controllo dei bilanci» potreb-
be però generare aperture di
prospettiva su eurobond e sal-
va Stati, gradite dalla Francia.
Anche il segretario del Te-
soro Usa, Timothy Geithner,
inviato dal presidente Barack
Obama in Germania, Francia
e Italia per tre giorni di incon-
tri sulla crisi, dopo il collo-
quio con il ministro delle Fi-
nanze tedesco Wolfgang
Schäuble ha appoggiato la
proposta di patto di bilancio
e ha detto: «Siamo incoraggia-
ti dai progressi delle ultime
due settimane in Europa».
Praticamente alle valutazio-
ni di S&P è seguita solo una
frenata delle Borse europee,
che erano ripartite dopo l’an-
nuncio di Merkel-Sarkozy sul
rafforzamento del governo
comune delle politiche econo-
miche dell’Eurozona e la dura
manovra del premier Mario
Monti. A Milano l’indice Mib
ha perso lo 0,49%. Il Cac di Pa-
rigi è sceso dello 0,68%. Il
Dax di Francoforte ha chiuso
a -1,27%. Lo spread, che indi-
ca la differenza tra i tassi dei
titoli di Stato italiani decenna-
li e quelli del bund tedesco,
ha continuato l’assestamento
calando intorno a 368 punti
base ed è sempre più lontano
dai preoccupanti picchi del
novembre scorso.
Ivo Caizzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ipotesi di declassamento frena le Borse europee
-0,49%
La crisi L’Europa
ATENE — Il Parlamento
greco ha approvato ieri
sera la manovra
finanziaria che prevede
pesanti misure d’austerità
mentre duemila giovani,
tra liceali e universitari,
sfilavano nelle vie centrali
di Atene per manifestare
contro le misure imposte
dal governo e per
commemorare il terzo
anniversario della morte
di un adolescente per
mano di un agente a
Exarchia, il «quartiere
anarchico» della capitale
ellenica. Dopo i tafferugli
in piazza Syntagma, di
fronte al Parlamento, tra
dimostranti e agenti in
assetto anti sommossa, un
gruppo di incappucciati
ha aggredito i poliziotti
con pietre e molotov (foto
Reuters). Gli agenti hanno
risposto con lacrimogeni e
caricando i dimostranti
L’appuntamento
-1,27%
La Borsa di Milano
Piazza Affari ieri ha chiuso la
seduta con un calo moderato
dello 0,49% dell’indice Ftse
Mib a 15.848 punti, in linea
con le principali Borse europee
in attesa che l’Eurozona adotti
misure anticrisi
I mercati
L’Unione punta sulle decisioni
anticrisi attese nel vertice
che inizia domani a Bruxelles
La Borsa di Francoforte
ha registrato ieri il maggior
calo tra le piazze europee,
cedendo l’1,27% dell’indice
Dax a 6.028,82 punti. Per gli
analisti la reazione al possibile
declassamento della
Germania è stata «contenuta»
Grecia
L’Ue dopo il monito di S&P
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22 Primo Piano
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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23 Primo Piano
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES —A volte ritornano, co-
me ammoniva Stephen King. E questa
volta, è tornato Bernard Jenkin. Il con-
servatore i ngl ese che nel 1992
capeggiò i «ribelli di Maastricht» con-
tro la firma dell’omonimo trattato,
nonché il deputato nudista più famo-
so di Gran Bretagna, si è rifatto sentire
non appena si sono zittite le voci di An-
gela Merkel e Nicolas Sarkozy, o i mo-
niti severi delle agenzie di rating. E ha
profetizzato che il primo ministro Da-
vid Cameron dovrà per forza convoca-
re un referendumnazionale, se dall’im-
minente vertice di Bruxelles uscirà un
nuovo Patto dell’Unione Europea: «Bi-
sogna che il popolo si esprima». E se il
presunto nuovo Patto riguarderà solo
i 17 Paesi dell’Eurozona, di cui la Gran
Bretagna non fa parte? Anche in quel
caso, insistono i conservatori più in-
flessibili, ci vorrà un referendum, per-
ché le novità nel campo dell’euro cam-
bieranno, o stravolgeranno, gli equili-
bri nei rapporti con il Regno Unito. Ca-
meron si è finora difeso argomentan-
do che le prerogative britanniche non
vengono messe in discussione dai ne-
goziati in corso: dunque, almeno per
ora, nessun referendum. Ma anch’egli
sa bene che niente, di quel che succe-
de «di là», può restare senza conse-
guenza in terra britannica (che concen-
tra sulle nazioni Ue il 60% delle sue
esportazioni). E comunque assicura:
«Non firmerò un Trattato che non con-
tenga protezioni necessarie per la
Gran Bretagna».
Ma anche in Polonia, o in Danimar-
ca, è lo stesso: e così in tutti gli altri 10
pezzi d’Europa che non partecipano al-
la moneta unica, e tuttavia ne vivono i
sussulti sulla propria pelle. I moniti
dell’agenzie di rating e la nuova Euro-
zona che (forse) si delinea a Bruxelles
tengono in ansia tutti. Anche quelli
che più si sforzano di non darlo a vede-
re. La frase non detta è «non lasciateci
soli». La Polonia, per esempio, locomo-
tiva che nell’ultimo trimestre ha visto
il suo Pil crescere del 4,2%, lancia mes-
saggi che vogliono essere rassicuranti
ma hanno anche il tono dell’emergen-
za: «Il nostro Paese — ha detto ieri il
suo primo ministro Donald Tusk —
non solo ha deciso di non ostacolare
gli sforzi compiuti per la zona euro,
ma al contrario di sostenere tutti quei
tentativi che ne accelerino il salvatag-
gio, perché è questo l’obiettivo supre-
mo». E proprio questo, dice ancora Tu-
sk, si può fare «attraverso un nuovo
Trattato, cosa che noi preferiremmo,
ma anche con un accordo internazio-
nale, che può sembrare meno vantag-
gioso ma d’altro canto più rapido». In
ogni caso, è importante «ritrovare la
credibilità della zona euro»: e qualun-
que nuova soluzione escogitata dai 17
o dai 27 leader a Bruxelles «non deve
escludere i Paesi fuori dalla zona euro
che desiderino partecipare a questo
processo».
A Londra, invece, tutta la discussio-
ne sulla necessità o meno di un refe-
rendum ruota intorno all’«EU Act», o
Atto dell’Unione Europea. È il docu-
mento annunciato dalla Regina nel
2010 e che, come spiegano i testi uffi-
ciali del Foreign Office, «assegna al po-
polo un maggior controllo sulle deci-
sioni prese in suo nome dal governo o
dalla Ue». Più precisamente, «l’EU Act
assicura che se in futuro vi sarà un
cambiamento ai Trattati europei che
trasferisca un potere o un settore della
politica dal Regno Unito alla Ue, allora
il governo dovrà ottenere il consenso
del popolo britannico in un referen-
dum nazionale, prima che quell’atto
possa essere concordato». In questo
modo, «vi sarà sui Trattati Ue un luc-
chetto-referendumdi cui solo il popo-
lo britannico avrà in pugno la chiave».
Margareth Thatcher, nel 1992, disse
quasi lo stesso con le parole pronun-
ciate dal collega Disraeli, 120 anni pri-
ma: ciò che solo conta è «la salvaguar-
dia delle nostre libertà costituzionali,
delle istituzioni democratiche, e della
responsabilità del Parlamento davanti
al popolo britannico». Ai tempi di Di-
sraeli la Ue non c’era, ma lo spirito na-
zionale non è forse cambiato molto.
Luigi Offeddu
loffeddu@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli occhi del mondo intero sono puntati verso l’Ue. Siamo incoraggiati dai segnali che arrivano
e da quanto è stato fatto nelle ultime due settimane in Europa Timothy Geithner, segretario al Tesoro Usa
❜❜
Perplessi
Cameron: «Non firmerò senza garanzie»
Retroscena Da Londra a Varsavia cresce l’agitazione degli «extra euro»
368
David Cameron
(a sinistra)
chiede garanzie
per il mercato
unico e per i
servizi finanziari
inglesi. Il polacco
Donald Tusk (a
destra) chiede
che non siano
esclusi i Paesi
che desiderino
partecipare al
processo
Lo spread Btp/Bund
Calo di 7 punti base a 368 per lo
spread tra Btp decennali e Bund
ieri al termine degli scambi.
Il differenziale si è mosso tra
356 e 386 punti base.
Il rendimento dei Btp a 10 anni
si è attestato al 5,87%
Le manovre degli «esclusi»
contro il Trattato a 17
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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ROMA — Il mal di pancia
non passa, e l’amarissima me-
dicina prescritta da Mario
Monti lo fa perfino peggiora-
re. Diventa quindi uno sfoga-
toio l’ufficio di presidenza del
Pdl — non troppo affollato a
dire il vero — convocato da
Silvio Berlusconi per tenere a
bada il malumore dei suoi in-
canalandolo nell’unica dire-
zione possibile: il voto positi-
vo sulla manovra, qualunque
cosa contenga, perché «que-
sta non è la nostra manovra,
è vero, noi l’avremmo scritta
diversamente, troppo facile
varare un provvedimento tut-
to tasse, e anche sullo svilup-
po si sono limitati a riprende-
re le cose che avevamo previ-
sto noi nel nostro decreto svi-
luppo... Questa è la manovra
del governo Monti e deve es-
sere chiaro a tutti. Se sarà pos-
sibile cambiare qualcosa su
Ici e pensioni ci proveremo,
ma alla fine sarà meglio che
pongano la fiducia, è la cosa
migliore per tutti: siamo un
partito responsabile e non ci
tireremo indietro», il succo
del discorso dell’ex premier.
Sono quindi rimasti nel-
l’aria i tanti lamenti per una
manovra che «alza solo le tas-
se», che «mette imposte terri-
bili pure su benzina e titoli»,
che in fondo ha fatto calare lo
spread «ma non così tanto», e
via di seguito con i dubbi e le
proteste dei tanti che hanno
preso la parola. Fra i quali De-
nis Verdini, che in verità ha
spostato l’obiettivo su uno
dei punti più spinosi della ma-
novra: «Se fosse per me, che
sono un laico, metterei l’Ici
sulla Chiesa, o meglio su una
parte di beni della Chiesa de-
dicati ad usi commerciali e
non religiosi». Proposta che
viene sostanzialmente lascia-
ta cadere dal cardinal Tarcisio
Bertone: «Il problema dell’Ici
è un problema particolare, da
studiare e approfondire».
Alla fine, comunque, Ange-
lino Alfano ha sintetizzato co-
sì su Facebook l’atteggiamen-
to del suo partito: «È troppo
dura la botta su casa e pensio-
ni. Noi avremmo voluto una
manovra un po’ diversa. Que-
sta è la manovra economica
del governo Monti. Stiamo la-
vorando per migliorarla».
Ma, nella sostanza, si torna al-
le parole di un Berlusconi ras-
segnato: serve «la fiducia»,
inutile farsi illusioni, grandi
cambiamenti non ne arrive-
ranno.
D’altra parte, l’idea che la
maggioranza possa agire co-
me se fosse tale — ovvero in-
sieme, proponendo pochi ma
chiari emendamenti comuni
alla luce del sole —, divide il
Pdl tra possibilisti e contrari.
«Noi — ha avvertito Berlusco-
ni — non vogliamo le larghe
intese», e dunque attenzione
a muoversi dando l’impressio-
ne che ci siano rapporti ano-
mali tra partiti avversari. Per
questo, dicono nel Pdl, i tecni-
ci che lavoreranno agli emen-
damenti (coordinati da Cic-
chitto e Gasparri) avranno
certo rapporti con i colleghi
del Pd «come sempre avviene
quando si lavora in commis-
sione», ma nulla di struttura-
to sul genere del coordina-
mento dei gruppi proposto
da Casini.
Anzi, semmai l’aria tra i du-
ri del Pdl (soprattutto del-
l’area ex An) è di prendere an-
cora più nettamente le distan-
ze dal governo Monti. Mentre
Berlusconi — che ha sponso-
rizzato l’idea di aprire un tavo-
lo sulla legge elettorale — as-
sicurava che dalla nascita del
governo lui ha guadagnato 8
punti di consenso e il Pdl è
tornato «primo partito con il
28%, il che vuol dire che pos-
siamo vincere le elezioni, ri-
cordatevi che abbiamo già ri-
montato a Prodi 13 punti,
dobbiamo rilanciare il partito
organizzandolo come una
grande azienda, sviluppare In-
ternet, modernizzarlo», l’ex
ministro Matteoli ha criticato
chi — come Claudio Scajola
—ha dato giudizi «troppo po-
sitivi» su Monti. Critica molto
condivisa nell’ufficio di presi-
denza.
Sullo sfondo, restano le dif-
ficoltà del rapporto con la Le-
ga. Berlusconi ha confidato
che non crede ad una Lega che
rompe davvero le alleanze, ma
piuttosto che abbaia per lucra-
re consensi. Immediata la re-
plica stizzita di Speroni, altret-
tanto immediata la smentita:
«Berlusconi non ha mai pro-
nunciato quelle parole».
Paola Di Caro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA — Gli aggiustamenti
al testo pubblicato dalla Gazzetta
ufficiale, se ci saranno, dovranno
essere minimi e anche concorda-
ti in anticipo tra i partiti che so-
stengono la maggioranza altri-
menti il governo si opporrà.
Quindi, oltre ai saldi invariati e
all’equilibrio generale, gli emen-
damenti alla manovra dovranno
essere condivisi: magari grazie al-
l’opera di quel coordinamento
tra i gruppi parlamentari evocato
in Aula da Pier Ferdinando Casi-
ni che, in queste ore, con modali-
tà del tutto informali, avrebbe
preso contatto con Angelino Alfa-
no e Pier Luigi Bersani per prepa-
rare un pacchetto di emendamen-
ti comuni da sottoporre al mini-
stro Piero Giarda e al vicemini-
stro Vittorio Grilli. Saranno loro,
infatti, a vigilare in Parlamento e
a riferire al presidente del Consi-
glio.
I tempi sono strettissimi: si
inizia oggi alla Camera, con le au-
dizioni nelle commissioni con-
giunte V (Bilancio) e VI (Finan-
ze) che poi avranno tempo fino
a venerdì per raccogliere gli
emendamenti. Sabato ci sarà il
voto per andare in Aula lunedì o
martedì, con un probabilissimo
voto di fiducia sul maxiemenda-
mento agganciato al testo della
commissione, in modo da conse-
gnare il pacchetto Monti al Sena-
to entro il 16 dicembre. L’appro-
vazione della manovra, ha pro-
nosticato il presidente della Ca-
mera Gianfranco Fini, «avverrà
in tempi brevi, prima di Natale».
E seguendo un gioco di calenda-
ri a incastro, che il Quirinale
avrebbe caldeggiato non poco, il
presidente del Senato Renato
Schifani ha stabilito con i capi-
gruppo che il ddl costituzionale
per l’inserimento del pareggio di
bilancio in Costituzione vada in
Aula a Palazzo Madama a partire
dal 13 dicembre. In altre parole,
la tabella di marcia prevede en-
tro Natale il varo della manovra
e il via libera al secondo passag-
gio della riforma messa in cantie-
re dal governo Berlusconi che
già a marzo potrebbe affrontare
il terzo voto alla Camera.
Sulla manovra restano da
chiarire alcune modalità del-
l’iter procedurale. Ancora ieri se-
ra non era certo che fossero in-
vestite tutte e due le commissio-
ni competenti, la V e la VI, con
relativi relatori: mentre circola-
va il nome di Pier Paolo Baretta
del Pd per la V commissione, il
Terzo polo e il Pdl ancora non
avevano scelto tra Nino Lo Pre-
sti (Fli) e Gianfranco Conte
(Pdl) che della VI è il presiden-
te.
Tutti i giochi, dunque, si svol-
geranno in commissione. In Au-
la il testo emendato arriverà
blindato e il voto di fiducia sul
maxiemendamento che uscirà
dalle commissioni, più che al go-
verno, fa tirare un sospiro di sol-
lievo ai partiti. Nel Pdl, infatti, si
segnalano feroci mal di pancia
tra gli ex ministri mentre nel Pd
si temono gli emendamenti del-
la Lega e dell’Idv che potrebbero
ricalcare vecchie proposte legi-
slative dei democratici. Per dirla
con Sergio D’Antoni (Pd), i parti-
ti dovranno almeno dimostrare
di «aver provato a rendere più
equa questa manovra da 30 mi-
liardi». Invece la Lega prepara
solo 15 emendamenti per l’Aula
in modo da «non offrire alibi al
voto di fiducia».
Dino Martirano
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Vado a occuparmi di possibili modifiche alla manovra: l’Ici sulla
prima casa dovrebbe tener conto del fattore famiglia Maurizio Gasparri, Pdl
E su Twitter
scoppia la lite
tra Sarubbi
e la Carfagna
L’ok di Bertone
«Sacrifici equi
e inevitabili»
281
L’ex premier ha
sponsorizzato l’idea
di aprire un tavolo
sulla legge elettorale
L’ex premier frena i malumori su Ici e pensioni: ma questa non è la nostra manovra
Pareggio di bilancio
Il percorso Giarda e Grilli accetteranno solo emendamenti condivisi
❜❜
Leader
e delfino
I sì al governo Monti, compresi i voti
di Pdl e Pd, per la fiducia al Senato
del 17 novembre. I no sono stati 25
L’apertura
Politica
In un gioco a incastro,
gradito al Quirinale, sul
pareggio di bilancio si vota
al Senato dal 13 dicembre
Ritocchi minimi e concordati
Sì con fiducia prima di Natale
«Firma per la presenza e se ne va». «Non conosci le regole»
La Chiesa
Berlusconi al Pdl: siate responsabili
MILANO — Rissa su Twitter, ieri, tra Andrea Sarubbi e Mara
Carfagna. Il deputato pd accende la miccia: «Se vi dicessi che un ex
ministro viene in commissione Affari Sociali, firma presenza per la
diaria e se ne va, would you believe it? È la Carfagna». Replica piccata
dell’ex ministra delle Pari opportunità: «C’è un deputato che passa il
suo tempo a fare gossip in rete. Non esiste la diaria giornaliera. E poi
il problema non è essere presenti o meno fisicamente. Il problema è
avere qualcosa da dire». Lui, gelido: «È più dignitoso finirla qui. Per
te, dico. Vai sul mio blog e prendi qualche idea». © RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Piena fiducia a
Monti da parte del
Vaticano. Il segretario di
Stato Tarcisio Bertone
difende la manovra — «I
sacrifici fanno parte della
vita» — e auspica lo stesso
impegno per lo sviluppo.
L’intervento arriva dopo
che il responsabile della
Cei per lavoro e giustizia,
il vescovo Bregantini,
aveva espresso dubbi
sull’«equità» delle misure.
La posizione della Cei,
comunque, è stata ribadita
ieri da un editoriale a
favore del governo firmato
dal direttore di Avvenire
Marco Tarquini poi
rilanciato nell’edizione
di ieri persino
dall’Osservatore romano:
la manovra è «inevitabile»
e, «bisogna pur dirlo, non
liquidabile sotto il segno
dell’iniquità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Silvio
Berlusconi
e Angelino
Alfano
ascoltano
il presidente
del Consiglio
Mario
Monti che
illustra la
manovra
(Foto
Lingria/
Photoviews)
L’incontro All’ufficio di presidenza il segretario Alfano ammette: botta dura su casa e previdenza, proviamo a migliorare il testo
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Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
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L’intervista «Basta con l’atteggiamento del tipo "ci sono ma fingo di non esserci"»
ROMA — Il «concorso di bellezza» va annullato,
chiedono in parecchi. «Guarderò il dossier con
grandissima attenzione» risponde Corrado Passera. Non
si tratta di miss ma di frequenze televisive. Assegnate
con il meccanismo del beauty contest, ovvero vince la
gara il soggetto che meglio risponde a certe
caratteristiche richieste. E che è alla base
dell’assegnazione dei 5 multiplex rimasti. A titolo
gratuito. Nelle casse dello Stato non entrerebbe un euro.
Secondo i calcoli di alcuni esperti, 1 megahertz di banda
tv avrebbe un valore intorno ai 50 milioni. Contrario a
questa forma di omaggio ai colossi della tv, Walter
Veltroni si appella al governo Monti perché «sia indetta
una nuova asta, senza regalare nulla a Rai e Mediaset». E
perché in un momento in cui ai cittadini vengono
chiesti sacrifici «le risorse così ottenute siano utilizzate
per fronteggiare la correzione della deindicizzazione
delle pensioni». Ancora più duro è Antonio Di Pietro
che, qualora ci fosse, è pronto a negare la fiducia sulla
manovra «se in Parlamento non si potranno introdurre
tagli alle spese militari e la vendita all’asta delle
frequenze tv sul digitale». Il leader dell’Italia dei Valori è
convinto che «i soldi si possono trovare senza far
piangere i pensionati e tanti altri italiani in grande
difficoltà. In Germania l’asta ha portato allo Stato 4,4
miliardi di euro, negli Usa 20 miliardi di dollari». L’ex
ministro per le Comunicazioni Paolo Gentiloni (Pd)
informa che «nessun ostacolo giuridico impedisce al
governo di azzerare il beauty contest con il quale delle
frequenze tv dal valore
miliardario verrebbero
regalate ai soliti noti». A suo
avviso poi la scelta di questo
tipo di asta «non sarebbe in
grado di chiudere la procedura
di infrazione europea, al
momento congelata». La
commissione che deciderà,
nominata appena un mese fa
(composta da Giorgio d’Amato, Vincenzo Franceschelli e
Francesco Troisi), a quanto pare non prevede però
alcuno stop. La scelta dovrebbe essere formalizzata entro
la fine dell’anno. E questo nonostante le emittenti locali
abbiano presentato ricorso al Tribunale amministrativo.
E nonostante il clamoroso ritiro di Sky, in polemica con
il duopolio Rai-Mediaset. «Caro Monti, non ci deluda,
promuova un’asta regolare per assegnare le frequenze,
usi quei soldi per le fasce più deboli, non si fermi anche
lei di fronte ai santuari della conservazione e del
conflitto di interessi», si legge sul sito dell’associazione
Articolo 21. È troppo tardi per ripensare il beauty
contest, aveva spiegato, pochi giorni fa, il presidente
dell’authority Agcom, Corrado Calabrò: «Oggi che con la
crisi si raschia il barile, viene più di un dubbio pensando
che stiamo dando gratuitamente le frequenze, anche se
questo avviene in tutta Europa. Tuttavia il bando è ben
avviato e poi l’Italia rischierebbe un’altra procedura di
infrazione da parte dell’Unione Europea». In serata, a
Porta a Porta, il ministro allo Sviluppo economico
Corrado Passera promette «grandissima attenzione»:
«Non ho ancora avuto tempo di guardare il dossier. In
una settimana non c’è stato tempo». In gara restano
Prima Tv, Canale Italia (per i lotti A2 e A3), Telecom
Italia Media Broadcasting (per i lotti B1, B2 e C1),
Elettronica Industriale (per i lotti B1 e B2), Europa Way
(per il lotto A1), Elettronica Industriale (per il lotto A2) e
la Rai (per i lotti B1 e B2).
G. Ca.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Se la manovra resta questa non possiamo votarla e così, se
venisse posta la fiducia, non la voteremmo Leoluca Orlando, Idv
ROMA—La fotografia di Va-
sto si è strappata: è il primo ef-
fetto del governo Monti nel
centrosinistra. L’alleanza a tre,
Bersani-Vendola-Di Pietro, in-
fatti vacilla. Era inevitabile nel
momento in cui il Pd è entrato
in una maggioranza di cui fan-
no parte il Pdl e il Terzo polo,
mentre Sel, fuori dal Parlamen-
to, si schiera con la Fiom e la
Cgil, e l’Idv, pur avendo dato il
via libera parlamentare a Mon-
ti, annuncia che se verrà mes-
sa la fiducia non voterà la ma-
novra economica.
Ma è soprattutto tra Bersani
e Di Pietro che volano accuse
pesanti come mazzate. Il casus
belli sono le parole pronuncia-
te dall’ex magistrato nei con-
fronti del governo: «Prende i
soldi ai poveri cristi. Finita
l’emergenza bisogna andare a
votare, già in aprile». Dichiara-
zioni, queste, che non sono pia-
ciute a Bersani, che vi ha letto
l’evidente intento di mettere
in difficoltà il Pd con il proprio
elettorato e con la sinistra. «So-
no affermazioni che non condi-
vido — spiega al Tg3 —. Se
questa è la posizione di Di Pie-
tro, andrà per la sua strada. A
noi non interessa vincere sulle
macerie del Paese, l’Italia pri-
ma di tutto. Se uno vuole met-
tere i suoi interessi personali
prima dell’Italia, credo che ci
saranno dei problemi nei rap-
porti». In (ritrovata) sintonia
con Bersani, Casini: «Chi parla
di elezioni è matto da legare».
Di Pietro non tarda molto a
reagire all’attacco di Bersani.
Lo fa con parole ancora più du-
re: «Stupisce l’atteggiamento
intimidatorio e ricattatorio del-
l’amico Pier Luigi, lontano an-
ni luce dal paese reale che sof-
fre. Dal governo Monti gli ita-
liani si aspettavano misure
eque, giuste e non norme detta-
te da banchieri, speculatori e
proprietari dell’industria belli-
ca. Invece di attaccare noi, pro-
vi a interpellare i suoi elettori e
vedrà che è lui a rischiare l’iso-
lamento dall’Italia reale». Con
queste frasi Di Pietro scopre il
suo gioco: in ballo ci sono i
consensi del popolo del centro-
sinistra. E la cosa ovviamente
mette in difficoltà il segretario
del Pd, che ha già i suoi guai a
rassicurare elettori e militanti.
Hanno parlato anche di questo
problema nella riunione del co-
ordinamento che si è tenuta
l’altro ieri a tarda sera. E per ov-
viare ai malumori della base,
Bersani, in quel consesso, ha
invitato i dirigenti del partito a
«ricordare ogni volta nelle no-
stre dichiarazioni che se si è ar-
rivati a questo è per colpa del
governo Berlusconi». Dopodi-
ché il segretario ha spiegato
che i margini di manovra sono
quelli che sono e che il Pd do-
vrà votare la manovra anche
se non vi saranno significativi
cambiamenti: «So che sono mi-
sure durissime, ma gli italiani
capiranno che è giusto fare sa-
crifici». Infine, un altro sugge-
rimento ai colleghi parlamenta-
ri: «Dobbiamo però dire con
onestà quello che non va in
questa manovra e dobbiamo
farlo anche in futuro ogni vol-
ta che ci sarà un provvedimen-
to che non ci convince».
Per il resto, il gruppo diri-
gente del Pd dà l’impressione
di avere le mani legate. Anche
se c’è chi scalpita. Ieri sera sia
Stefano Fassina che Cesare Da-
miano hanno annunciato che
aderiranno allo sciopero indet-
to dalla Cgil. È stato l’unico ve-
ro momento di tensione della
riunione. Paolo Gentiloni e
Franco Marini hanno criticato
con durezza questa presa di po-
sizione. «È una follia», ha det-
to il primo. E l’ex presidente
del Senato ha spiegato che il
Pd «non può appoggiare il go-
verno e scendere in piazza con-
tro la manovra». Era un atteg-
giamento che si poteva avere
fin tanto che c’era Berlusconi a
Palazzo Chigi, ma ora sarebbe
incomprensibile.
Insomma, per una parte del
Pd non si può pensare di tratta-
re questo come un governo
amico: «È il nostro governo».
Una tesi che trova perfettamen-
te d’accordo Sergio Chiampari-
no, che in mattinata spiega a
qualche collega: «Dobbiamo la-
vorare, mattone per mattone,
non metterci da una parte a
guardare da una certa distanza
quello che fa Monti, altrimenti
il rischio è quello di rimanere
isolati e di regalare questo go-
verno a Berlusconi».
M. T. M.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
❜❜
Il motivo di maggior
malcontento nel Pdl è
la reintroduzione dell’Ici
sulla prima casa,
eliminata dal governo
Berlusconi nel 2008:
il tema è stato al centro
della discussione che si
è svolta ieri
a palazzo Grazioli. Il Pdl
ha delegato cinque
esponenti del partito
a preparare
emendamenti al testo
del governo
L’ex pm replica: stai tradendo chi ti ha eletto
La manovra può essere segnata da maggiore equità, ma noi
non verremo meno al senso di responsabilità Anna Finocchiaro, Pd
Per il Pdl, uno dei motivi
di soddisfazione è il
fatto che la manovra
non tocchi l’Irpef.
Inoltre, la tracciabilità
dei pagamenti non
riguarda, come nella
previsione iniziale, le
transizioni al di sopra
dei 300 euro: la soglia è
stata stabilita a 1.000
euro. L’assenza di una
patrimoniale è
considerato un
successo del partito
Uno dei provvedimenti
accolti con maggior
soddisfazione nel Pd è
stato la tassazione
(1,5%) dei capitali che
avevano beneficiato
dello scudo fiscale, e
anzi la proposta è
quella di aumentare
tale percentuale. In
generale, il segretario
pd Bersani ha detto di
puntare a modifiche
«nel segno dell’equità»
La critica più netta
espressa dal Pd nei
confronti della manovra
riguarda la mancata
indicizzazione delle
pensioni più basse:
secondo il partito occorre
innalzare almeno a 1.500
euro il tetto al di sopra
del quale non scatta
l’adeguamento
all’inflazione. Altra critica,
la scarsa progressività
per l’innalzamento
dell’età pensionabile
No al ritorno
dell’Ici
Ok il mancato
ritocco Irpef
Sì al contributo
dagli «scudati»
Pensioni basse
penalizzate
Democratici e Idv
uniti sulle frequenze tv
«Si faccia un’asta vera»
❜❜
556
Un cittadino che legga Letta
e Fassina trae l’impressione
che il nostro sia un partito
né carne né pesce. Seguiamo
tutti lo sforzo di Bersani
Le divisioni nel Pd
Fassina e Damiano
aderiscono allo
sciopero Cgil. Marini
e Gentiloni: è una follia
I sì al governo Monti, compresi i voti
di Pdl e Pd, per la fiducia alla Camera
del 18 novembre. I no sono stati 61
Visioni
diverse
❜❜
Veltroni
ROMA — Onorevole Fioroni, il Pd criti-
ca la manovra economica, ma poi la vota.
Il responsabile economico Stefano Fassi-
na, per esempio, boccia due terzi del de-
creto.
«Indubbiamente un problema di meto-
do c’è. Il governo Monti è un governo di
persone serie e perbene che stanno facen-
do il massimo dello sforzo per salvare l’Ita-
lia e la politica deve assumersi le proprie
responsabilità. Il Pd deve fare la sua parte
fino in fondo: questo atteggiamento del ti-
po "faccio finta di non esserci", "ci sono ma
non mi faccio vedere", è profondamente
sbagliato. Io credo che il Partito democrati-
co debba scegliere una linea, quella di met-
terci la faccia, e portarla avanti fino in fon-
do, aiutando il governo».
A proposito di linea. Qual è quella del
Pd? Enrico Letta sul Sole 24 ore plaude al-
la manovra, Stefano Fassina sul Corriere,
invece, la critica.
«Già. Io penso che non possiamo più
permetterci il lusso di dire tutto e il contra-
rio di tutto. Un cittadino italiano che legga
il Corriere e il Sole 24 ore trae l’impressio-
ne che il nostro sia un partito né carne né
pesce. Il segretario Bersani sta facendo il
massimo sforzo in questo frangente e i diri-
genti del Pd devono conformarsi».
Nel Pd tanti la pensano come Fassina.
«Quando si fa un intervento d’urgenza
su un malato che sta morendo l’obiettivo è
salvargli la vita, non disquisire sul tipo di
bisturi. Noi non possiamo più permetterci
di continuare a fare come il sor Tentenna e
continuare a ripetere "vorrei ma non pos-
so"».
Il governo Monti metterà la fiducia.
Ma il Pd non si pronuncia in maniera
esplicita su questa prospettiva.
«Anche qui ci vuole chiarezza. Facciamo-
la finita una volta per tutte con i giochini. È
ovvio che se la manovra è urgente il gover-
no debba mettere la fiducia».
Insomma, secondo lei i partiti devono
accettare una manovra «prendere o la-
sciare» e stare zitti?
«Non ho detto questo. I partiti con uno
sforzo congiunto possono fare opera di mo-
ral suasion per ottenere dei piccoli cambia-
menti nel maxiemendamento da sottopor-
re al voto di fiducia. Per esempio, si può
pensare di far pagare un contributo alle
pensioni e agli stipendi pubblici d’oro.
Quel contributo e uno 0,5 per cento in più
della tassazione dei capitali scudati posso-
no essere utilizzati per indicizzare le pen-
sioni di chi guadagna 1.200 euro al mese.
Ci sarebbe poi il capitolo costi della politi-
ca. Il finanziamento pubblico, per esempio,
va ridotto: i soldi dei cittadini non possono
essere usati per pagare gli stipendi dei fun-
zionari dei partiti. Dopodiché l’unico stru-
mento che c’è è la fiducia: non raccontia-
mo che non sappiamo se ci sarà o meno».
Intanto, i sindacati hanno annunciato
due scioperi distinti.
«A questo proposito mi preme dire che
la concertazione serve. Nessuno può pensa-
re di non coinvolgere le parti sociali, in lar-
ga parte pronte ad assumersi le proprie re-
sponsabilità, per costruire una finta unità
fondata sulle proteste. Spero solo che que-
sta volta nel Pd si eviti lo spettacolo pieto-
so del chi aderisce a che. Mi auguro, cioè,
che non ci si divida tra chi aderisce a uno
sciopero e chi a un altro. Anche perché non
ci capirebbero nemmeno quelli che sciope-
rano. Non possiamo fare la parte di quelli
che stanno in maggioranza per sbaglio,
non possiamo lanciare il sasso e nasconde-
re la mano, appoggiare la manovra e fare
finta di essere contrari. Assumiamoci tutti
le nostre responsabilità e i rischi che esse
comportano».
Maria Teresa Meli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ora il Pd deve metterci la faccia»
Fioroni: sì a piccoli cambiamenti ma il governo va sostenuto
Il no a «regali» a Rai e Mediaset
«Il ricavato
eviterebbe la
deindicizzazione
delle pensioni»
Bersani sfida Di Pietro
contrario al governo
«Vai per la tua strada»
Partito democratico
Al segretario
del Pd Pier
Luigi Bersani
non sono
piaciute le
parole del
leader dell’Idv
Antonio
Di Pietro:
«Il governo
prende i soldi
ai poveri
cristi. Ad
aprile si vota»
Popolo della libertà Centrosinistra Anche Vendola boccia la manovra
italia: 515249535254
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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SEGUE DALLA PRIMA
Tutto questo grazie a un deputato
che si è prestato a registrare, con
una micro-telecamera, le conversa-
zioni con alcuni colleghi. Che sem-
brano avere un’ossessione: il vitali-
zio. Per il quale sono disposti a tut-
to.
Apartire, ovviamente, dalla vendi-
ta del proprio voto.
Potete scommettere che, alla vista
della puntata di stasera de «Gli in-
toccabili», il programma su La7 con-
dotto da Gianluigi Nuzzi, c’è chi farà
un putiferio. Scatenando la caccia al
deputato «traditore» che ha consen-
tito di girare in presa diretta le chiac-
chierate che comunemente si svol-
gono, tra una votazione e una parti-
ta a carte sull’iPad, nel cuore stesso
di Montecitorio, l’emiciclo dove sie-
dono i rappresentanti del popolo.
C’è chi dirà che certo, il «tempio
della democrazia» dal 1871 ad oggi
ne aveva già viste, come scrive Sabi-
no Labia nel libro «Tumulti in aula /
Il presidente sospende la seduta», di
tutti i colori. Dal cosiddetto «discor-
so del bivacco» di Benito Mussolini
(«potevo fare di questa Aula sorda e
grigia un bivacco di manipoli...») al-
le scazzottate come quella che vide i
commessi portare via un Francesco
Storace urlante: «Quella checca di
Paissan mi ha graffiato con le sue un-
ghie laccate di rosso, io non l’ho toc-
cato! Vi sfido a trovare le mie impron-
te digitali sul suo culo!». Mai, però,
era accaduto che un deputato regi-
strasse, segretamente, i colloqui con
i colleghi là, nel luogo più protetto,
dove i fotografi che stanno nelle gal-
lerie sono obbligati a sloggiare appe-
na c’è un tafferuglio perché «non sta
bene» che gli italiani vedano quanto
i loro delegati possano abbassarsi fi-
no alla mischia da angiporto.
Non è stato, da parte di quel depu-
tato, un gesto «onorevole»? Può dar-
si. Ogni censura è legittima. Ma
guai se ancora una volta si guardas-
se il dito e non la luna. Perché le con-
versazioni «rubate» sono solo una
parte del quadro ricostruito per «Gli
Intoccabili» dall’inchiesta di Gaeta-
no Pecoraro. C’è la copia di un mo-
dulo fatto firmare a un deputato del
Pd che «si impegna a versare la som-
ma di euro 50.000 quale contributo
alle spese che il partito sostiene per
la campagna elettorale». C’è un’in-
tervista al deputato di Futuro e Li-
bertà Aldo Di Biagio, che racconta di
come una collega lo con-
tattò per farlo rientrare
nel Pdl: «Mi ha detto:
"Noi ci aspettiamo coeren-
za da te. Ti consigliamo di
aprirti una fondazione e ti
faremo avere un contribu-
to di un milione e mezzo
da Finmeccanica o da
un’altra società"». C’è la ri-
costruzione di come il di-
pietrista Antonio Razzi
avrebbe contrattato la sua
fiducia al governo Berlu-
sconi, determinante in
quel 14 dicembre 2010 di
svolta nella legislatura,
chiedendo tra l’altro l’isti-
tuzione del consolato onorario di Lu-
cerna, finito poi a un suo amico. O
ancora la rivelazione del finiano Lui-
gi Muro: «L’onorevole Verdini mi
ha detto: "Dimmi cinque cose che
possono interessarti, cinque deside-
ri e poi ragioniamo"». Meglio del ge-
nio della lampada di Aladino.
Ma certo, lo scoop sono le parole
«rubate». Ed ecco un deputato, con
la voce sfalsata e il volto oscurato
elettronicamente per impedirne
l’identificazione, sbuffare: «Sono
l’unico che qui di benefit non ne ha.
Pensione non ce l’ho, non c’ho un
cazzo... Sono l’unico vero precario».
Ecco una conversazione fra due
«gentiluomini» illuminante:
«Ormai è tutto... Tutto una tariffa,
qua. È solo tariffa».
«La tariffa tua quant’è?».
«Al vostro buon cuore».
«No, no, la tariffa la devi fare tu».
«Al vostro buon cuore...».
Ed ecco, agganciata dalla talpa,
un’altra chiacchierata tra una san-
guisuga e un somaro centrata sull’a-
sfissiante richiamo alla pensione, il
vitalizio. Così piena di parolacce, ol-
tre agli strafalcioni, che dobbiamo
chiedere scusa ai lettori:
«Ma riuscite a fare tirare avanti
questo governo? Ce la fate fino alla
scadenza? Meglio anche per te. Così
pigli pure tu la... Adesso devi fare
quattro anni, sei mesi e un giorno.
Perciò fatti nu poco li cazzi tua e
non rompere più i coglioni a... E an-
diamo avanti. Così anche tu ti man-
ca un anno...».
«Meno di un anno!».
«Meno di un anno e ti entra il vita-
lizio. Tu che cazzo te ne fotte, dico
io? Tanto questi sono tutti malviven-
ti. A te non ti pensa nessuno. Te lo
dico io, caro amico. Che questi, se ti
possono inculare ti inculano senza
vaselina nemmeno».
Una sola cosa ha in testa, qualcu-
no che magari davanti ai microfoni
giura di fare politica «al servizio dei
cittadini»: non uscire da quel guscio
dorato. Anche perché, a volte, senza
quella poltrona e quella possibilità
di alzare il prezzo del suo voto, sa-
rebbe rovinato: «Sono un reietto.
Me ne sto da solo. Sono contento
perché... Cioè, mi dispiace per la si-
tuazione economica dell’Italia che è
andata così... Però... Per me sono
contento perché il 14 dicembre c’è
stato questo scombussolamento de-
gli ex di An perché se non c’era que-
sto scombussolamento io finivo
qui. Cioè, basta, finito. Probabilmen-
te finisco così lo stesso, però... Io ho
bisogno di un posto di lavoro».
«Perché, non hai nessun lavo-
ro?».
«Faccio il disoccupato».
«E quindi qui ti eri sistemato...».
Scambi di battute:
«Lavori troppo, tu».
«Eh, lavoro troppo».
«Tu fai pure tu come Berlusconi?
Otto a notte te ne fai?».
«No, io me ne faccio di più!».
Sfoghi lamentosi come quello di
un deputato, par di capire, eletto dal
Carroccio: «Però non è giusto che
tutti i partiti prendono i soldi dai
parlamentari. Non va bene così.
Non è una cosa corretta. La Lega è
diventato un partito d’affari. Fanno
quello che fanno tutti. E ti fanno fir-
mare un contratto eh? Ti fanno fir-
mare l’impegnativa. Hanno voluto
un assegno post datato di 25.000 eu-
ro...». Conclusione: «Ma piuttosto
voi quanto gli date, di pizzo, ogni
mese?».
No, non può essere quello, il Par-
lamento. Ci rifiutiamo di accettare
che sia «solo» quello. Sarebbe una
schifezza. Un insulto alla democra-
zia. Un oltraggio alla politica perbe-
ne, generosa, nobile. A tutti quelli, a
destra e a sinistra, che ci credono
sul serio. Buttateli fuori, quei depu-
tati insaziabili interessati solo a se
stessi. Fuori. E ricominciamo da ca-
po.
Gian Antonio Stella
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Video choc sulla presunta compravendita di voti alla Camera
Un parlamentare registra i colleghi con la telecamera nascosta. Il materiale stasera a «Gli Intoccabili», la nuova trasmissione di Nuzzi su La7
«Qui è solo tariffa». «La tua quant’è?»
Una talpa nel suk degli onorevoli
Inchiesta tv
Cancellieri: la disperazione può alimentare il rischio eversione
ROMA — È il tasto che batte con
più forza, quello che provoca
maggiori preoccupazioni. Perché
secondo il ministro dell’Interno
Anna Maria Cancellieri «le cause di
disperazione sociale e di marginalità
possono prestarsi a strumentali
forme di sovversivismo o, peggio,
alimentare mai del tutto sopite
tentazioni eversive». Non ci sono
segnali specifici, ma la titolare del
Viminale è consapevole di quanto la
manovra economica varata dal
governo guidato da Mario Monti
influirà sul bilancio delle famiglie e
dunque sottolinea la necessità «di
fronte alla difficile congiuntura che
stiamo vivendo, di avere un
atteggiamento vigile e una grande
attenzione alla prevenzione». A
tenere in fibrillazione i responsabili
della sicurezza sono soprattutto le
manifestazioni di piazza. E il primo
appuntamento a rischio viene
ritenuto quello di domani in Val di
Susa perché i «No Tav» hanno già
annunciato nuove proteste e il
timore è che ci possano essere
assalti e incidenti come accaduto
nei mesi scorsi. Ma anche che i
gruppi più violenti possano
scendere a valle e cercare di
effettuare blocchi stradali. I segnali
arrivati negli ultimi giorni grazie al
monitoraggio della rete internet e i
controlli effettuati negli ambienti
più radicali assicurano che
l’obiettivo è quello di dimostrare
che «la mobilitazione forte non si è
affatto fermata, perché a fermarsi
dovranno essere i cantieri». Quello
dell’ordine pubblico è un problema
che il ministro vorrebbe affrontare
«con un nuovo modello di sicurezza
che faccia perno sugli uomini, e per
il quale occorrono professionalità
diverse che sappiano affrontare le
nuove sfide», pur con la
consapevolezza che «le risorse sono
scarse e vanno utilizzate al meglio,
per esempio avvalendosi di giovani
hacker che ci possano aiutare a
contrastare fenomeni nuovi, come
quelli dei "Black Bloc" e dei "No
Tav" che volano sulla rete». La
delega in materia di prevenzione e
polizia è già stata affidata al
sottosegretario Carlo De Stefano,
che in passato ha guidato l’Ucigos
ed è grande esperto del settore.
Quella per l’immigrazione è stata
assegnata a Saverio Ruperto, mentre
l’ex procuratore di Roma Giovanni
Ferrara si occuperà soprattutto dei
Vigili del Fuoco. Di fronte alla
commissione Affari Costituzionali,
Cancellieri espone il suo piano
programmatico, conferma come le
organizzazioni mafiose «vanno
colpite non solo sul piano militare,
disarticolandone la struttura, ma
anche e soprattutto
nell’accumulazione dei profitti
illeciti e nella costituzione di
provviste finanziarie illegali che
alimentano fenomeni corruttivi,
sottraggono ingentissime risorse
all’erario e avvelenano l’economia».
Poi affronta il tema degli stranieri e
annuncia che «intendo utilizzare al
meglio il Fondo europeo per
l’Integrazione per consentire ai
cittadini provenienti da contesti
economici, sociali, culturali e
religiosi e linguistici diversi, di
integrarsi più facilmente all’interno
del Paese». Per quanto riguarda
l’organizzazione sul territorio, il
ministro — che è stata prefetto in
numerose città e poi commissario a
Bologna e Parma — annuncia di
voler «rilanciare le prefetture quale
unico riferimento statale a livello
decentrato».
F. Sar.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
945
Il programma
«Gli Intoccabili»,
programma
condotto da
Gianluigi Nuzzi,
va in onda
stasera su La7
Il tema
La puntata
parlerà della
compravendita
dei parlamentari.
In studio Antonio
Di Pietro, dell’Idv
I servizi
Tra i servizi c’è
l’intervista al
finiano Aldo Di
Biagio, che
racconta di come
provarono a farlo
tornare al Pdl: «Ti
consigliamo di
aprire una
fondazione, ti
faremo avere un
contributo di 1,5
milioni da
Finmeccanica...».
Si vedrà anche il
modulo fatto
firmare a un
deputato pd che
si impegna a
dare 50.000 euro
«di contributo
alle spese che il
partito sostiene
per la campagna
elettorale»
L’ossessione del vitalizio
il numero dei parlamentari
da cui sono composte le Camere
(630 deputati e 315 senatori)
L’offerta di Verdini
«Meno di un anno e ti entra
il vitalizio... Tanto questi sono
tutti malviventi. A te non ti
pensa nessuno. Te lo dico io»
L’allarme del Viminale
Il finiano Luigi Muro ricorda
l’offerta di Verdini: «Dimmi
cinque cose che possono
interessarti, poi ragioniamo»
Il saluto
Il ministro
dell’Interno
Anna Maria
Cancellieri saluta
il predecessore
Roberto
Maroni alla
presentazione
del calendario
della Polizia
di Stato, ieri a
Roma: fra i volti
del calendario ci
sono anche Lino
Banfi, Fiona
May, Paolo
Bonolis
e Raul Bova
Timori per le proteste dei No Tav
L’idea: hacker contro i reati online
In onda Un frame del video nel
quale un deputato ha registrato
alcuni colleghi. Uno di loro dice: «Mi
spiace per la situazione economica
dell’Italia, ma per me sono contento.
Senza lo scombussolamento del 14
dicembre finivo qui...»
La scheda
27 Politica
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
28
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Garimberti: cda straordinario lunedì
500
5.200
La vicenda
Mozione
di Bossi jr:
«Governo
centrista»
O centralista?
ROMA — La restituzione dei
soldi non è servita. Augusto
Minzolini è stato rinviato a giu-
dizio per peculato e il processo
inizierà l’8 marzo. «Sono indi-
gnato», protesta il direttore del
Tg1. Ce l’ha «con la Procura,
che non ha verificato le proce-
dure» adottate in viale Mazzini.
Ma soprattutto con l’ex dg: «In
questa vicenda Mauro Masi è
stato un pusillanime». Minzoli-
ni è convinto che l’inchiesta ab-
bia lo scopo di farlo cacciare:
«La Rai mi ha richiesto il dena-
ro due settimane prima del 14
dicembre 2010, il giorno in cui
sarebbe dovuto cadere Silvio
Berlusconi». E una delle denun-
ce, ricorda il direttore, «è stata
presentata da Antonio Di Pie-
tro».
Nell’udienza davanti al gup
Francesco Patrone il procurato-
re aggiunto Alberto Caperna ha
accusato il giornalista di aver
speso 65.341,33 euro di troppo
tra luglio 2009 e novembre
2010. Non per le trasferte, auto-
rizzate da Masi, ma per i risto-
ranti, frequentati in Italia e al-
l’estero anche nei giorni di ripo-
so. La Rai, che ieri ha partecipa-
to solo come parte offesa, ha an-
nunciato che al processo si co-
stituirà parte civile «per il dan-
no di immagine e per i residua-
li profili di danno non patrimo-
niale».
Minzolini si difende. Sostie-
ne di non aver rubato nulla poi-
ché, in base a una circolare ema-
nata nel 2003 dall’allora dg Fla-
vio Cattaneo, i direttori dei tele-
giornali non sono tenuti a rive-
lare l’identità degli ospiti: è suf-
ficiente come giustificativo
«pranzo privato». «Ho manda-
to le ricevute fin dall’inizio e
per due anni non è successo
nulla — sottolinea il giornalista
—. L’amministrazione Rai è un
po’ confusa, perciò quando mi
hanno richiesto i soldi li ho re-
stituiti senza fare nemmeno un
controllo». Il gesto non è servi-
to a evitargli il processo consi-
derato che, dal punto di vista
giuridico, il reato era stato già
commesso. Però il giornalista
rivendica la sua buona fede:
«Avevo un tetto di 5.200 euro al
mese con la carta di credito e
non l’ho mai superato, a volte
non ci sono arrivato neanche».
Per i difensori, gli avvocati
Franco Coppi e Carlo Pandiscia,
«l’accusa di peculato è infonda-
ta». I legali ritengono che al pro-
cesso potranno dimostrare
«l’insussistenza in fatto e l’im-
possibilità» del reato contesta-
to «in punto di diritto». Intanto
la restituzione del denaro «an-
cora prima che si avesse notizia
dell’esistenza del procedimen-
to penale» ha convinto la Corte
dei Conti ad archiviare l’azione
contabile: «Si è così riconosciu-
to — osservano gli avvocati —
l’inesistenza di qualsiasi danno
per l’azienda».
Il rinvio a giudizio di Minzoli-
ni divide la politica. L’ex opposi-
zione gli chiede di dimettersi,
l’ex maggioranza lo difende.
Tra gli altri, il senatore del Pd
Vincenzo Vita ritiene ormai «an-
cora più inopportuno» che il
giornalista resti alla guida del
Tg1: «Siamo di fronte all’ultima
pagina di un lungo libro fatto
di débâcle editoriali, crolli di
ascolto, faziosità da Mincul-
pop», sottolinea il parlamenta-
re. Anche Antonio Di Pietro so-
stiene che «ragioni di opportu-
nità, di buona creanza e di ri-
spetto delle regole dovrebbero
imporgli di farsi da parte». Al-
trettanto brusca Flavia Perina
(Fli): «Ci aspettiamo una lettera
di dimissioni entro poche ore».
Al contrario, per Fabrizio Cic-
chitto, Pdl, «è evidente il tenta-
tivo di eliminare Minzolini dal-
la direzione del Tg1 ricorrendo
allo strumento giudiziario». Il
giornalista sarebbe vittima di
una manovra ideata, sostiene
Maurizio Gasparri, «da chi nel
centrosinistra ha cercato in
ogni modo di farlo fuori».
Lavinia Di Gianvito
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Accusa di peculato. Rai parte civile. La difesa del Pdl
Milioni di euro
il buco
dei conti della
Rai che ogni
anno viene
provocato
dall’evasione
del canone
al 26,9%
ROMA —Lunedì il consiglio di am-
ministrazione Rai si riunirà con una
convocazione straordinaria voluta
dal presidente Paolo Garimberti sul
caso Minzolini. Non se ne parlerà og-
gi perché tecnicamente non è all’ordi-
ne del giorno. E con ogni probabilità
lunedì il direttore generale Lorenza
Lei proporrà al cda di nominare l’at-
tuale direttore del Tg1 corrisponden-
te Rai da New York: è ancora libero il
posto lasciato da Antonio Di Bella
quando venne nominato direttore di
Raitre (prima ancora c’era Giulio Bor-
relli, ex direttore del Tg1).
Sul tavolo, Lorenza Lei ha l’articolo
3 della legge n. 97 del 27 marzo 2001:
se un dipendente pubblico «o di enti
a prevalente partecipazione pubbli-
ca» (la Rai) viene rinviato a giudizio
per peculato, va trasferito a incarico
diverso «con attribuzione di funzioni
corrispondenti, per inquadramento,
mansioni e prospettive di carriera».
NewYork è sede occupata da ex diret-
tori, e per la Rai è una nomina in li-
nea con la legge. Dice già Antonio Ver-
ro, consigliere di amministrazione di
area Pdl: «Prendo atto delle decisioni
della magistratura e attendo di valuta-
re le proposte del direttore generale».
Nessuna difesa a tutti i costi della di-
rezione Minzolini al Tg1 che parla di
«operazione per farmi saltare dalla di-
rezione». Nonostante la solidarietà di
Angelino Alfano, segretario Pdl: «Min-
zolini ha sempre svolto con compe-
tenza e linearità il suo lavoro, chiaren-
do prontamente la sua posizione alla
direzione generale della Rai». Alla Rai
tira un’aria diversa, soprattutto dopo
che Lorenza Lei ha deciso che l’azien-
da si costituirà parte civile contro
Minzolini. Atto non dovuto ma inten-
zionalmente scelto per dare un segna-
le inequivocabile all’intera Rai.
Chi sarà il nuovo direttore del Tg1?
Verro immagina «una soluzione inter-
na, e credo sarebbe difficile accettare
il contrario». Nel centrodestra circola-
no i nomi di Antonio Preziosi, diretto-
re del Giornale Radio, Alberto Macca-
ri, ora alla Tgr e fino a ieri a un passo
dalla pensione: le nuove regole previ-
denziali lo restituiscono al suo lavo-
ro. E Fabrizio Ferragni, vice di Minzo-
lini. Nel caso di scelta esterna, si parla
di Mario Sechi, direttore de Il tempo.
Ma nel centrosinistra, Nino Rizzo Ner-
vo contesta: «Inaccettabile una suc-
cessione automatica "di area", il Tg1
dopo questa crisi merita una soluzio-
ne di altissimo profilo».
Ieri il presidente Paolo Garimberti
e il direttore generale Lorenza Lei han-
no parlato per 45 minuti con Mario
Monti a via Teulada, prima di «Porta
a Porta». Con ogni probabilità avran-
no discusso di conti, soprattutto del-
l’evasione del canone al 26,9% che
provoca ogni anno un buco di 500 mi-
lioni di euro che potrebbero, anche in
quota molto ridotta, ripianare i 360
milioni di euro di indebitamento con
cui la Rai chiuderà il 2011.
Paolo Conti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Verso la successione I nomi di Preziosi, Maccari e Sechi
Ipotesi sede di New York
E si apre la corsa al Tg1
In Lombardia
Minzolini rinviato a giudizio
«Indignato, Masi pusillanime»
euro Il tetto mensile della
carta di credito aziendale
di Augusto Minzolini, che
spiega: «A volte non ci
sono neanche arrivato»
Peculato
Augusto Minzolini, direttore del Tg1, è accusato di peculato per
spese effettuate soprattutto al ristorante in Italia e all’estero
con la carta di credito Rai (sopra, l’ex dg Mauro Masi)
La difesa
Minzolini ha reso la cifra contestata e ricorda la circolare del
2003 dell’allora dg Cattaneo secondo cui per i pasti, con ospiti,
dei direttori dei tg basta come giustificativo «pranzo privato»
MILANO — Centrista?
Centralista? È la stessa
cosa. O, almeno, è la tesi
di Renzo Bossi e dei
consiglieri regionali
lombardi. Il figlio del
leader leghista ha infatti
presentato una mozione
che impegna la giunta
lombarda a verificare la
volontà del governo
Monti a proseguire l’iter
del federalismo fiscale.
Sennonché, nel testo
messo a punto dal
«Trota» la politica del
governo Monti viene
definita «centrista»,
utilizzando il termine
come sinonimo di
«centralista». Lo ha subito
ripreso il consigliere
dell’opposizione
Alessandro Alfieri (Pd),
che ha chiesto con
qualche ironia se il testo
fosse frutto di «un
refuso». Il gruppo padano
è intervenuto in coro a
difesa del figlio del leader:
«È la stessa cosa». E
tuttavia, nella versione
definitiva della mozione,
il termine è stato corretto:
le politiche del governo
sono «centraliste». In
ogni caso, il testo è stato
approvato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In studio
Il direttore
del Tg1
Augusto
Minzolini nello
studio dove
va in onda
il telegiornale
della prima
rete Rai
Il caso A marzo via al processo: 65 mila euro (poi restituiti) di spese non autorizzate
29 Politica
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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DAL NOSTRO INVIATO
DURBAN — Dall’incontro bi-
laterale con la delegazione cine-
se, il capo negoziatore statuni-
tense, Todd Stern, è uscito ieri
mattina con la faccia di un gio-
catore di poker che ha appena
smascherato il bluff dell’avver-
sario: «Non ho l’impressione
che ci sia stato alcun cambia-
mento nella posizione della Ci-
na», informa lapidario. La con-
ferenza stampa, iniziata con ol-
tre un’ora di ritardo, lasciava
sperare in un annuncio diver-
so, in una svolta storica nel
braccio di ferro fra i due colossi
più inquinanti della Terra, im-
pegnati a studiarsi come due
lottatori di sumo. Niente di fat-
to, invece. Durban, sulla costa
sudafricana dell’Oceano India-
no, si approssima a diventare la
tomba di molte speranze degli
esperti di clima riuniti da dieci
giorni alla 17esima Conferenza
delle Parti per trovare un accor-
do globale nella lotta alle emis-
sioni di biossido di carbonio
(CO2). Strano, perché sarebbe
nell’interesse di tutti evitare
che la febbre del pianeta salga
ancora di oltre 2 gradi Celsius,
il tetto massimo per evitare la
catastrofe ambientale.
È una partita complicata, che
si gioca in diverse categorie: i
Paesi industrialmente già svi-
luppati, responsabili dei gas a
effetto serra scaricati nell’atmo-
sfera negli ultimi 200 anni; i Pa-
esi in via di sviluppo, che spes-
so sono quelli che maggiormen-
te soffrono delle conseguenze
di quelle emissioni e dei cam-
biamenti climatici (sotto forma
di siccità, carestie o, all’oppo-
sto, inondazioni e uragani), ma
che ancora dipendono dai car-
buranti fossili per consolidare
le loro economie. Poi c’è il giro-
ne infernale dei Paesi poveri,
che non hanno possibilità con-
crete di guadagnare altro che
miserie dal riscaldamento glo-
bale, se le nazioni più ricche
non mettono mano al portafo-
gli per creare il Fondo Verde
per il clima. E in campo ci sono
anche gli Stati che aderiscono
al Protocollo di Kyoto, in sca-
denza tra un anno, quelli che
l’hanno firmato, ma non ratifi-
cato (come gli Stati Uniti) e
quelli che vogliono uscirne al
più presto, come il Canada. Sen-
za contare quelli che vogliono
disperatamente un Kyoto 2, co-
me le Nazioni Unite e l’Unione
Europea.
La posizione italiana è espres-
sa dal ministro dell’Ambiente,
Corrado Clini: «Così com’era, il
Protocollo di Kyoto è finito.
Nessun Paese firmatario inten-
de prorogarlo. E il passo indie-
tro degli Usa non fa che indebo-
lirlo ulteriormente. Kyoto 2 po-
trebbe essere un’ipotesi di tran-
sizione di 2-3 anni, in vista di
un accordo globale, una strada
che ci aiuti a uscire dai guai in
cui ci ha messo la Conferenza
di Copenaghen». Ma Clini è a
Durban soprattutto per la Cina.
Questa mattina incontrerà il ca-
po delegazione di Pechino: «Ri-
lanceremo la cooperazione Ita-
lia-Cina — annuncia —per raf-
forzare la piattaforma tecnologi-
ca energetica tra Europa e Cina,
in particolare sulle fonti rinno-
vabili, ma anche tra Europa e
Brasile».
Mancano tre giorni scarsi al-
la conclusione della Conferenza
e l’ombra di un fallimento atter-
risce il segretario generale del-
l’Onu, Ban Ki-moon, che ieri se-
ra ha quasi implorato i 15 mila
partecipanti, a vario titolo (ne-
goziatori, delegati, osservatori,
organizzazioni non governati-
ve, scienziati): «Senza esagera-
re possiamo dire che il futuro
del nostro pianeta è in gioco».
La Cina ha dimostrato di im-
pegnarsi nel frenare le sue emis-
sioni, quasi il 24%di quelle pro-
dotte annualmente da tutto il
pianeta, e glielo riconosce an-
che la pagella annuale di Ger-
manwatch e di Climate Action
Network Europe. Ed è pure ve-
ro che, a livello individuale, un
cinese inquina molto meno di
uno statunitense: mediamente
5,5 tonnellate di anidride carbo-
nica all’anno contro 23,4 all’an-
no. Quindi Pechino è pronta ad
accettare vincoli internazionali
sol ament e se pri ma l o f a
Washington (e viceversa), men-
tre non ha bisogno del permes-
so di nessuno per rafforzarsi co-
me la nuova potenza dell’econo-
mia e della produzione tecnolo-
gica «verdi». Prima che sia l’In-
dia a prenderle il posto.
Elisabetta Rosaspina
© RIPRODUZIONE RISERVATA
5,5
23,4
Indagine
Scontri e arresti a Mosca
Truppe speciali in azione
Putin: «Abbiamo perso consensi, era inevitabile»
La conferenza A Durban Pechino per la prima volta ammette la necessità di limitare i gas serra
MOSCA — Due giorni dopo
le elezioni che hanno visto un
netto calo dei consensi per Rus-
sia Unita, Vladimir Putin se ne
fa una ragione: «Abbiamo per-
so consensi, ma questo è inevi-
tabile per chi ha da più anni la
responsabilità del potere». Lo
stesso vale per le manifestazio-
ni che anche ieri hanno visto
qualche centinaio di oppositori
in piazza e numerosi arresti.
«Nei Paesi che hanno econo-
mia e situazione sociale ben
più stabile della nostra sono
milioni quelli che a volte van-
no in piazza». E l’accusa al par-
tito del Cremlino di essere una
combriccola di «ladri e truffato-
ri»? Il primo ministro non ha
dubbi: «E’ un luogo comune; lo
dicono dappertutto di chi è al
potere».
Ma le cose non sembrano de-
stinate a continuare come pri-
ma, visto che già ieri il presi-
dente Dmitrij Medvedev ha an-
nunciato che nei prossimi gior-
ni si incontrerà non solo con
gli esponenti dei partiti entrati
in parlamento, ma anche con i
leader delle forze che sono ri-
maste fuori. Questo vuol dire,
probabilmente, i partiti che si
erano presentati e non hanno
superato lo sbarramento del
7%. Gli altri, per ora, puntano
sulla piazza, anche se i risultati
non sono granché. Trecento
manifestanti a San Pietroburgo
e forse duemila a Mosca, sulla
piazza Triumfalnaya dove ne
sono stati arrestati 300. Tra lo-
ro l’ex vicepremier (ai tempi di
Boris Eltsin) Boris Nemtsov, il
presidente di Yabloko Sergej
Mitrokhin e il vicepresidente
dell’associazione Memorial
Oleg Orlov. Intanto gli arrestati
di lunedì sono finiti davanti al
giudice: 15 giorni di prigione
per il blogger Aleksej Navalny
e per l’esponente di Solidar-
nost Ilya Yashin. Accanto alla
polizia antisommossa, anche le
unità delle forze speciali, in par-
ticolare della divisione d’elite
Dzerzhinski, sono state mobili-
tate per garantire l'ordine pub-
blico a Mosca.
Per caso (?) ieri proprio a
piazza Triumfalnaya era stata
convocata una manifestazione
dei giovani putiniani che han-
no reso difficile la vita agli op-
positori: «Non cederemo nean-
che un palmo di strada», era lo
slogan ripreso da quello della
guerra, «neanche un palmo di
terra». C’erano Nashi e Stal (ac-
ciaio, la stessa radice da cui de-
riva Stalin). Già in mattinata
avevano portato quindicimila
giovani in piazza Revolutsii.
A sostegno delle opposizioni
si è espressa nuovamente Hil-
lary Clinton a Vilnius: «Gli elet-
tori russi si meritano una in-
chiesta completa sulle frodi».
Medvedev ha risposto indi-
rettamente annunciando una
indagine che però sarà svolta
dalla commissione elettorale
accusata a sua volta dagli osser-
vatori Osce di essere troppo vi-
cina al partito del potere. Ma
questa, secondo il presidente
russo, «è una questione di com-
petenza delle nostre forze poli-
tiche e non degli osservatori.
Altrimenti finiranno anche col
dettarci una nuova costituzio-
ne».
Intanto, fatti i conti, Russia
Unita conferma la sua maggio-
ranza assoluta dei seggi (238
su 450). Sarà forse sempre un
caso, ma assieme al partito Rus-
sia Giusta (64 deputati) arriva
giusto al di sopra della maggio-
ranza costituzionale dei due ter-
zi. Durante la campagna eletto-
rale, Russia Giusta ha criticato
ferocemente Russia Unita (ma
mai Putin e Medvedev). Però è
bene ricordare che il presiden-
te del partito è Sergej Mironov,
ex speaker del Consiglio della
Federazione e uomo di fiducia
di Putin. E tutti hanno sempre
detto che Russia Giusta è stata
creata nei corridoi del Cremli-
no come «copertura» a sini-
stra.
Fabrizio Dragosei
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Esteri
Tonnellate di CO2 l’anno:
l’inquinamento medio di un
cinese
Clima, la Cina «apre» sulle emissioni
Smog Un furgone trasporta bottiglie di plastica usate sull’autostrada di Pechino (Afp/Liu Jin)
Tonnellate di CO2 l’anno:
inquinamento medio di un
americano
Sarà la commissione
elettorale ad esaminare
le accuse di brogli. L’Osce:
«Troppo vicina al potere»
Arrestato
Boris Nemtsov,
ex vicepremier (ai
tempi di Boris
Eltsin),
ora leader
dell’opposizione,
circondato da
poliziotti: è stato
arrestato ieri ad
una protesta non
autorizzata in
piazza
Triumfalnaya, a
Mosca. Almeno
300 i fermi di ieri,
mentre sono finiti
davanti al giudice
i manifestanti
arrestati lunedì,
tra cui il blogger
Aleksej Navalny,
condannato a
15 giorni di
prigione (Afp)
Le proteste Migliaia di dimostranti fronteggiano i giovani pro Cremlino
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S
e l’indecifrabilità e l’impertur-
babilità fossero una colpa, Al-
berto Stasi sarebbe stato con-
dannato in prima istanza. Passano
gli anni (quattro da quando è diven-
tato, suo malgrado, un personaggio
pubblico), ma è sempre uguale a se
stesso. Anche ieri. Unico scarto ri-
spetto al passato, una frase dell’avvo-
cato Giarda: «Alberto ha pianto con
me». A cui si aggiunge la dichiarazio-
ne dell’imputato: «È giusto così».
Di lacrime, per la verità, non se ne
sono viste. Stasi è sempre lui, in
ogni circostanza: indecifrabile. Dopo
la sentenza di assoluzione, il massi-
mo della sua capacità espressiva è
un sorrisino contento ma contenuto,
quasi una smorfia sul viso diafano e
spigoloso. Gli occhi di ghiaccio sono
già diventati troppe volte un onere a
suo carico, ma dietro le lenti in real-
tà sono quasi invisibili. Il taglio dei
capelli biondo cenere a sfumatura al-
ta è quello di sempre, così come i pul-
lover colorati sulla camicia e sui
jeans impeccabilmente portati. An-
che il gesto di sfiorarsi con le dita le
aste degli occhiali l’abbiamo visto
un sacco di volte. E pure l’abbraccio
rapido con gli avvocati, come un gio-
catore abbraccia i compagni in un fi-
ne partita scontato su un campo trop-
po facile. Niente di patetico, niente
di eccessivo. 110 senza lode, come il
voto di laurea ottenuto alla Bocconi
con una tesi sulle im-
poste delle compa-
gnie di assicurazio-
ne.
Dopo i l pr i mo
pianto, a dirotto, du-
rante i funerali del
18 agosto 2007, non
una lacrima visibile,
quasi avesse impara-
to prestissimo a do-
minare i propri senti-
menti davanti ai fo-
tografi. Il resto è una
sequenza di profili identici tra loro,
pressoché inespressivi. Che esca dal
carcere o che entri in udienza, che
sia in attesa della sentenza o che ne
esca prosciolto. Persino nelle intervi-
ste, la voce non ha sbalzi o impenna-
te, così come la sua sintassi pulita e
il lessico sempre adeguato al conte-
sto. Dopo la sentenza di primo gra-
do, intervistato a «Matrix» da Ales-
sio Vinci, la compostezza lombarda
medio-borghese non l’ha mai tradi-
to, e per più di un’ora ha parlato co-
me un libro stampato evocando
«metodiche», «modalità», «dichia-
razioni testimoniali», «collegi peri-
tali». Una precisione senza cedimen-
ti, come quando telefonò al 118 per
comunicare il ritrovamento di
Chiara: «Credo che abbiano ucci-
so una persona ma non sono sicu-
ro, forse è viva…». Domanda dalla
centrale: «Ma lei cosa vede?». Rispo-
sta: «Adesso sono a casa mia». Do-
manda: «Ma è una sua parente?». Ri-
sposta: «No, è la mia fidanzata». Do-
manda: «Quanti anni ha?». Rispo-
sta: «Ventisei».
Stessa identica voce dell’intervi-
sta televisiva, neanche incrinata da
un minimo di emozione percepibile.
Colpì la lucida prontezza con cui l’ex
studente, figlio di un venditore di
autoricambi molto fiero del suo Al-
berto, rispose a Vinci che gli doman-
dava che cosa provò durante i fune-
rali: «Ci sono cose che non si posso-
no commentare, è la vita che va con-
tro la vita e non te ne puoi fare una
ragione». Non si trovano più nel suo
comportamento le sbavature e i bal-
bettii degli sms e delle mail che Ta-
to, Tatino, Tatissimo, Cuchi, Cuchis-
simo inviava da Londra alla sua fi-
danzata Tata, Tatina, Tatissima per
dirle che era andato a procurarsi «ga-
dgettini» erotici in attesa di incon-
trarla o che era passato dal quartiere
delle «prosti». È scomparso il ragaz-
zino incerto che si faceva correggere
la tesi dalla sua Cuchi, alla quale toc-
cava pure mettere gli spazi bianchi
tra una parola e l’altra. Il Tato che ri-
spondeva con un tiepido 8 quando
la Tata gli chiedeva: «Quanto mi
manchi da uno a 10». Per poi correg-
gersi goffamente: «Ma solo perché
sono a londra... se già fossi a milano
11... alla fine il tato vuole benisssss-
simo alla tata». O il Cuchissimo che
di fronte ai rimproveri di lei («Ti sei
comprato un sacco di cose e niente
per me») sembrava chinare il capi-
no biondiccio biascicando: «Ma sei
sempre nervosa». E nell’accuratezza
perbene e lievemente narcisista del
suo abbigliamento e nei modi distin-
ti del bocconiano orgoglioso di es-
serlo, non c’è neanche traccia della
voracità con cui, dicono, consultava
giorno e notte siti pedo e porno
(156 mila file sono un’ossessione
pressoché maniacale).
Fatto sta che la doppia sentenza di
assoluzione dice, tra l’altro, che ogni
tentativo di decifrare l’indecifrabilità
e di interpretare l’imperturbabilità
pubblica di Alberto Stasi ai fini del-
l’inchiesta risulterebbe un esercizio
vano. Indecifrabile o no, impassibile
o no, freddo o emotivo, calmo o furio-
so, Alberto Stasi fino a prova contra-
ria non è l’assassino della sua fidanza-
ta Chiara Poggi. Punto.
Paolo Di Stefano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il difensore: ha pianto con me
Il giovane imputato in aula
E il bocconiano
strinse l’avvocato
«È giusto così»
Il personaggio
MILANO — Alle otto della sera di una giornata lunghissima
mamma Rita è davanti ai fornelli. La voce stanca del marito Giu-
seppe risponde al telefonino che da due ore non ha ancora
smesso di suonare: «Guardi, francamente vorremmo riprender-
ci la nostra vita...», corre il suo pensiero ad alta voce. E anche
mamma Rita, dopo tanto lottare in questi ultimi quattro anni,
dopo tanto credere, sperare e aspettare, oggi sembra una donna
diversa, svuotata. Di certo Rita Poggi è una mamma delusa. «È
stata una giornata molto difficile —confessa, —. Ma, nonostan-
te tutto, io non mi arrendo. Credo nella giustizia, ci devo crede-
re, non ho altra scelta, perché è solo attraverso la giustizia che
posso trovare chi ha ucciso mia figlia». Una frase che sembra
aprire lo scenario quasi naturale del ricorso in Cassazione per
opporsi alla sentenza di ieri. Un ricorso che, comunque, ai croni-
sti che li avevano fermati all’uscita del Tribunale di Milano i
genitori di Chiara avevano prospettato come una «possibilità»,
da valutare «dopo la lettura delle moti-
vazioni della sentenza». Come sempre
da quando, un paio di mesi dopo l’omi-
cidio di Chiara la diffidenza si fece so-
spetto, mamma Rita non riserva una
parola per Alberto, quel ragazzo che
«era quasi un altro figlio» e che anche
ora, per questa mamma, è come se re-
stasse un imputato, nonostante non lo
sia più per la giustizia. In aula gli
sguardi di Rita, del marito Giuseppe e del figlio Marco non han-
no incrociato quello di Alberto. Occhi che non si sono guardati
per cinque udienze di fila e che sono rimasti lontani anche ieri,
persino quando la lettura del dispositivo emesso dai giudici ha
spinto Alberto ad abbracciare i suoi legali. «Non ho guardato
nessuno — ha spiegato ai giornalisti la mamma di Chiara —.
Ho provato solo tanta emozione e basta. Non ho visto nessu-
no...». A casa Poggi, in via Pascoli a Garlasco, la cena è quasi
pronta. A tavola, Rita, Giuseppe e Marco siedono accanto all’as-
senza di Chiara. In qualche modo, da qualche parte, c’è anche
lei. C’è la Chiara che non ha ancora giustizia dopo quattro anni
di indagini, processi, perizie e controperizie.
Erika Camasso
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La signora Poggi
❜❜
Le macchie di sangue
Una delle immagini presentate
al processo per l’omicidio. Nella
casa la scientifica ha trovato
macchie di sangue concentrate
soprattutto nel corridoio e nella
scala che porta alla cantina
Mamma Rita delusa
«Ma non mi arrendo»
I funerali e l’arresto
Il 18 agosto si svolgono i
funerali di Chiara. Alberto
siede in prima fila con i parenti
più stretti. Due giorni dopo
verrà indagato per omicidio
volontario (sotto, l’arresto)
La telefonata al 118
Credo che abbiano ucciso una
persona ma non sono sicuro,
forse è viva…non è una parente,
è la mia fidanzata...
La vittima
Chiara Poggi, stagista di 26
anni, abitava a Garlasco
(Pavia). Viene trovata morta
nella villetta di famiglia il 13
agosto 2007 dal suo ragazzo,
il 24enne Alberto Stasi (Ansa)
La reazione
MILANO — Ieri come il 13
agosto del 2007. Chi ha ucci-
so Chiara Poggi? Siamo anco-
ra fermi a quel pomeriggio, al-
la villetta di Garlasco, alle
scie di sangue che portano in
cantina, a quella ragazza con
la testa sfondata. Chi l’ha mas-
sacrata?
Non è stato Alberto Stasi,
questo ha stabilito la Corte
d’assise d’appello di Milano
confermando la decisione del
giudice delle indagini prelimi-
nari Stefano Vitelli che a di-
cembre di due anni fa decise
di assolverlo per la prima vol-
ta. Una seconda assoluzione,
un sospiro di sollievo che si
scioglie in un abbraccio per
gli avvocati, un sorriso che di-
venta pianto. Alberto è arriva-
to davanti ai giudici con il ri-
schio di passare in carcere i
suoi prossimi 30 anni, è usci-
to dall’aula da uomo libero e
innocente. Sa bene che la par-
tita non è ancora chiusa, la
possibilità di una nuova tappa
in Cassazione è già quasi una
certezza ma adesso è tempo di
tornare nell’ombra, lontano
dai riflettori, come fece dopo
la sentenza di primo grado.
Da sempre «il biondino di
Garlasco», come fu battezzato
fin dai primi giorni, è stato il
solo sospettato, indagato, im-
putato, di questa storia. Al-
l’epoca del delitto era il fidan-
zato di Chiara, laureando alla
Bocconi. Aveva 24 anni, Chia-
ra ne aveva due più di lui. «La
verità è che questo processo
si è chiuso quattro anni fa con
la decisione della dottoressa
Pravon» ha detto il professor
Angelo Giarda, uno dei suoi
avvocati. Il giudice delle inda-
gini preliminari di Vigevano,
Giulia Pravon, lo scarcerò do-
po quattro giorni di prigione:
perché «gli indizi sono insuffi-
cienti» stabilì. Fu la prima vit-
toria sul piano giudiziario.
Poi l’udienza preliminare,
le nuove perizie, quella decisi-
va sul computer che confer-
mò ciò che lui aveva sempre
sostenuto: nella fascia oraria
che il pmRosa Muscio indica-
va come quella del delitto «io
ero a casa mia, stavo lavoran-
do alla tesi di laurea». Dal-
l’omicidio alla prima senten-
za passarono 857 giorni. Ne
sono passati quasi altrettanti
per la decisione d’Appello e
ne serviranno altri novanta
prima che venga depositata
la sentenza e quindi le moti-
vazioni di questo secondo
verdetto.
«Faremo quel che ci sarà da
fare quando avremo letto le
motivazioni» è stato il solo
commento dell’avvocato della
famiglia Poggi, Gian Luigi Tiz-
zoni, che aveva chiesto ai giu-
dici di approfondire alcuni
dettagli del caso con nuove pe-
rizie. In aula, assieme a lui e ai
genitori di Chiara, c’era anche
Paolo Reale, consulente infor-
matico di parte civile ma an-
che cugino della ragazza ucci-
sa. «Ce l’abbiamo messa dav-
vero tutta per cercare la verità
senza preconcetti, peccato che
non abbiano voluto guardare
più a fondo».
Il professor Giarda torna col
pensiero al giorno in cui accet-
tò di assistere Alberto: «Ho cre-
duto all’innocenza di questo
ragazzo fin dal primo istante e
come ho sempre detto se aves-
si avuto un solo dubbio non
l’avrei mai difeso. La ricerca
del colpevole passa attraverso
l’assoluzione di Alberto».
Giusi Fasano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’accusa chiedeva 30 anni per l’omicidio di Chiara
I legali della famiglia
Cronache
Dopo il delitto Alberto
Stasi fotografato
nel novembre 2007
nelle vie della movida
milanese in compagnia
di alcuni amici
«Ce l’abbiamo messa
tutta per cercare la
verità, non hanno voluto
guardare più a fondo»
«Credo nella
giustizia, voglio
sapere chi ha
ucciso mia figlia»
Garlasco, non c’è il colpevole
Nuova assoluzione per Stasi
L’abbraccio Alberto Stasi soddisfatto dopo la sentenza di assoluzione della Corte d’appello (Olycom)
Tribunale
Rita Poggi,
la madre
di Chiara,
al Palazzo
di giustizia
di Milano
durante una
delle udienze
in Appello
(Fotogramma)
La storia
Milano Sentenza d’Appello: la Corte non concede le ulteriori perizie
35
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
MILANO — Otto inviti a
comparire in Procura, per
interrogatori fissati subito
la settimana prossima, so-
no stati notificati ieri sera
dalla Guardia di Finanza ad
altrettanti indagati di aggio-
taggio e insider trading nel-
l’inchiesta che il pm Euge-
nio Fusco sta svolgendo sul-
le asimmetrie informative
che avrebbero marcato la
cessione in marzo da parte
di tre fondi azionari esteri
ai francesi di Lactalis del
15,3%di azioni Parmalat de-
terminanti per il controllo
del gruppo di Collecchio
(poi perfezionato con l’Opa
lanciata da Lactalis): blitz
che portò i francesi al 29%
(già sufficiente per la gover-
nance) e azzerò le velleità
di Intesa di aggregare una
ventilata cordata italiana
per Parmalat.
L’ipotesi di aggiotaggio è
contestata a quattro nuovi
indagati, tutti rappresentan-
ti legali dei fondi esteri Ze-
nit, Skagen e Mackenzie; a
Massimo Rossi, candidato
dei fondi nella lista presen-
tata il 18 marzo per il rinno-
vo del Cda di Parmalat; e al
banchiere Carlo Salvatori
(ex presidente di Unicredit
e già vicepresidente di Me-
diobanca) quale presidente
di Lazard Italia, advisor dei
tre fondi azionari.
Per l’accusa i fondi, che
ufficialmente affermavano
al mercato di non avere al-
cuna intenzione di cedere
le proprie quote in Parma-
lat, quantomeno dal 15 feb-
braio avrebbero invece co-
municato a Intesa la dispo-
nibilità a vendere il proprio
pacchetto, il 22 marzo cedu-
to in blocco (15,33%) a
Lactalis.
Insider trading è l’ipotesi
di reato per Fabio Canè, re-
sponsabile dei progetti spe-
ci al i nel l ’ i nvest ment
banking di Intesa San Paolo
(ad esempio tra i manager
più impegnati nell’operazio-
ne Cai-Alitalia); e per Patri-
zia Micucci, responsabile
dell’investment banking
per l ’ I t al i a di Soci ét é
Générale, l’advisor di Lacta-
lis che strutturò gli equity
swap usati dai francesi per
scalare il gruppo di Collec-
chio e poi curò la cessione a
Lactalis da parte dei tre fon-
di esteri del decisivo 15,3%.
Canè e Micucci sono ma-
rito e moglie, e per un certo
periodo si sono dunque ri-
trovati su fronti opposti nel-
l’affare, rappresentanti di
due cordate concorrenti da-
vanti al medesimo vendito-
re (i fondi). Ma se l’ipotesi
di reato è la stessa, due e di-
stinte sarebbero state le con-
dotte a integrarlo.
Per ora si riesce ad afferra-
re quella di Canè, che per il
pm tra il 18 e il 21 marzo
avrebbe passato alla moglie
informazioni sul prezzo al
quale Intesa era disposta ad
arrivare per rilevare il 15,3%
di Parmalat dai fondi esteri:
così avrebbe permesso ai
francesi di Lactalis, in quel
momento coadiuvati appun-
to dalla SocGen per la quale
lavorava sua moglie, di for-
mulare un’offerta a un prez-
zo appena superiore a quel-
lo ipotizzato da Intesa.
«Rimaniamo convinti che
non ci siano stati comporta-
menti che hanno leso il no-
stro interesse», aveva com-
mentato in maggio l’allora
amministratore delegato di
Intesa, Corrado Passera,
quando l’inchiesta era inizia-
ta con le perquisizioni nella
banca, in SocGen, al Crédit
Agricole, in Lazard, e nelle
società Brunswick e Image
Building che si erano occu-
pate della comunicazione
dei fondi esteri e di Lactalis.
Luigi Ferrarella
lferrarella@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La strage di Novi Ligure
Suicida a Lugano
il legale arrestato
Storie di chi paga
il pizzo a Milano
15,3%
Indagati
Inviti a comparire per aggiotaggio e insider trading
LUGANO (Svizzera) — È stato trovato
morto nella sua casa di Lugano
Daniele Borelli, l’avvocato elvetico
coinvolto nell’inchiesta della
Direzione Distrettuale Antimafia di
Reggio Calabria perché sospettato di
essere il tramite — con il collega di
Como Vincenzo Minasi — della cosca
Gallico per depositare nei paradisi
fiscali il denaro sporco della
’ndrangheta. L’uomo, 47 anni, si
sarebbe sparato un colpo di pistola
alla testa. La scorsa settimana, a
Borelli era stato notificato il fermo
della Dda di Reggio Calabria. (a.cam.)
Roberto Pecoraro
aveva un ristorante
vicino alla vecchia
Fiera di Milano. Non
andava male. Ma
vennero i debiti e la
banca disse no: finì
nelle mani della
’ndrangheta.
Martino Codispoti
aveva aperto più di
un negozio,
fatturava tanto, ma è stato rovinato da
due aguzzini (ora in carcere). E adesso
si nasconde in una casa popolare. Storie
di uomini che pagano il pizzo. Le ha
raccolte Sette, in edicola domani (foto).
Il sindaco Giuliano Pisapia ha detto che
a Milano un commerciante su cinque
paga il pizzo.
Le azioni
cedute a
Lactalis da tre
fondi azionari
esteri per il
controllo di
Parmalat
sotto indagine
L’inchiesta
Nell’inchiesta sulle
asimmetrie informative
dietro la cessione di tre
fondi azionari esteri ai
francesi di Lactalis del
pacchetto di azioni
Parmalat sono accusate
di aggiotaggio sei persone,
tra le quali il manager
Massimo Rossi (foto a
sinistra). Insider trading è
l’ipotesi di reato a carico di
Fabio Canè (a destra) e della
moglie Patrizia Micucci
’Ndrangheta
Domani su «Sette»
Erika De Nardo, la ragazza condannata a sedici anni per l’omicidio della
madre e del fratellino nel 2001 a Novi Ligure, ha trascorso ieri le sue
prime ore di libertà in compagnia del padre, l’ingegnere Francesco De
Nardo. Poi alle 18.30 è ritornata nella comunità Exodus gestita da don
Mazzi, nel Bresciano.
Per la scalata a Parmalat
otto manager sotto accusa
Erika libera
dal papà
Milano Convocati agli interrogatori dirigenti di Intesa, SocGen e Lazard
KITON.IT
Qualità. Quando la trovo, l’involucro è superfluo.
Gerard Darmon, Parigi
36 Cronache
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
GENOVA —Ha abbassato la sara-
cinesca del suo negozio, sotto l’inse-
gna stinta «Commestibili e vino», la
stessa da sessant’anni, e con il suo
borsone ben stretto in mano lunedì
mattina è andato a prendere il treno
nella stazione di Alessandria. Nel
borsone, Giuseppe Mariani, aveva
stipato 750 milioni di lire in banco-
note sgualcite, umidicce «come se
fossero state sepolte» e alquanto
malridotte, come le descrivono i te-
stimoni, ma ben raccolte in mazzet-
te. È sceso a Genova e in pochi mi-
nuti ha raggiunto la sede della Ban-
ca d’Italia trovandola affollata da de-
cine di persone come lui, con i capel-
li grigi come lui, che di anni ne ha
67, molte donne con una borsa un
po’ più grande del solito: tutti arri-
vati in banca con lo stesso scopo.
Cambiare urgentemente le lire che
ancora conservavano in casa, in eu-
ro, spinti dal decreto Monti che an-
nulla «da subito» la convertibilità
della vecchia moneta e la incamera
all’Erario. Giuseppe Mariani si è se-
duto in attesa del suo turno («C’era
parecchia gente e c’era coda agli
sportelli» raccontano i presenti), si
è avvicinato all’impiegata addetta al-
le informazioni, si è tolto il pesante
giaccone e nel ripiegarlo gli è cadu-
ta dalla tasca una pistola. Panico. Ha
cercato di spiegare che i soldi, lui,
in banca era andato a portarli e non
a prenderli, mentre la Beretta 765
giaceva lì, sul pavimento decorato e
lucidato a piombo. Sono intervenu-
ti i carabinieri che sorvegliano la
Banca (priva di metal detector) e
Giuseppe Mariani è finito in manet-
te accusato di porto illegale d’arma
da fuoco perché quella Beretta di
quarant’anni fa non è registrata.
«L’ho comprata a Rimini anni fa —
ha detto ai carabinieri — e l’ho por-
tata per difesa personale perché ho
viaggiato in treno con tutti quei mi-
lioni nel borsone... I soldi? Sono un
piccolo commerciante, sono i rispar-
mi di una vita». La Beretta era cari-
ca, con il colpo in canna, il cane ab-
bassato, pericolosissima: «Non oso
pensare cosa poteva succedere se
qualcuno nella ressa della stazione
l’avesse spinto e lui avesse pensato
male...» confida un carabiniere.
«Scontroso, solitario, scorbuti-
co», e anche atten-
to al centesimo, co-
sì lo definiscono a
Borgo San Giulia-
no, il paese vicino
a Alessandria dove
Mariani vive e lavo-
ra, sempre solo in
casa (ma ha un fratello che abita nel-
la frazione vicina) e ancora solo die-
tro il banco del suo «Commestibili e
vino», un negozio di campagna do-
ve si vende un po’ di tutto compresi
i quotidiani che oggi racconteranno
la storia del signor Giuseppe. In ca-
sa, nascosti, i carabinieri gli hanno
trovato 320 mila euro. Sequestrati
anche quelli come i milioni di lire
nel borsone e 3.500 euro che Maria-
ni aveva in tasca. Le indagini sulla
Beretta hanno già portato all’identi-
ficazione dell’armaiolo di Rimini
che l’aveva avuta dalla casa di pro-
duzione ma adesso bisogna risalire
ai probabili diversi proprietari, Ma-
riani dice di averla acquistata una
decina di anni fa ma non l’ha denun-
ciata. Le banconote saranno sotto-
poste ad analisi e a comparazione
dei numeri di serie. Alla fine, l’uo-
mo che veniva da Alessandria con la
valigia e la pistola potrebbe aver det-
to la verità e tutto potrebbe essere
una banale storia di evasione fisca-
le. Nel suo piccolo emporio il signor
Giuseppe per quarant’anni ha scor-
buticamente incassato in contanti e
messo sotto il mattone. La paura di
perdere il gruzzolo, con le disposi-
zioni del decreto Monti, l’ha spinto
all’avventura. Finita male. Per lui.
Erika Dellacasa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Banconote sepolte per anni, in banca con borsone e pistola
L’uomo con la valigia che voleva cambiare 750 milioni di lire
DAL NOSTRO INVIATO
NAPOLI — «Se lui diventa sindaco, per entrare nel suo ufficio non
dobbiamo più bussare. Aprimm’ a porta e facimm’ e padroni». Così si
sentì dire il camorrista latitante Emilio Di Caterino quando bisognava
appoggiare Cipriano Cristiano alle elezioni comunali di Casal Di
Principe. Cristiano fu eletto e rimase sindaco fino al 2010, ieri è stato
arrestato con l’accusa di concorso in associazione di stampo
camorristico. Quando diventò primo cittadino, Gomorra di Roberto
Saviano era già un successo, ma tutto continuava come prima. Anche
nei rapporti tra il clan dei Casalesi e la politica. Secondo il pentito
Luigi Diana «Cipriano Cristiano è stata una creatura di Nicola
Cosentino», e l’altro collaboratore di giustizia Roberto Vargas
aggiunge che la sua candidatura «proveniva da due diverse sponde»;
una sponda era la «famiglia Russo», una fazione del clan, l’altra quella
«costituita da Nicola Cosentino, il politico che comanda a Casal di
Principe». L’ex camorrista lo dipinge così: «Nicola Cosentino è
persona molto accorta, direi è una volpe, e pur essendo il politico da
sempre portato dal clan dei Casalesi, non si è mai incontrato, per
quanto mi risulti, con esponenti del clan, se non con Francesco
Schiavone "Sandokan", con cui aveva un rapporto speciale». Il giudice
che ha nuovamente chiesto l’arresto
dell’ex sottosegretario all’economia nel
governo Berlusconi spiega che
l’indagine ha messo in luce «un
rapporto patologico» tra
l’organizzazione criminale e la raccolta
del consenso politico, attraverso «un
sistema elettorale intrinsecamente
corrotto». Che funziona prima con la
mobilitazione elettorale in favore dei
candidati «organici» al gruppo camorrista e poi — al momento del
voto — con i trucchi che arrivano fino alla cabina elettorale. Per
esempio il gioco della «scheda ballerina». Basta ottenere, «attraverso
la compiacenza di qualche di qualche presidente di seggio,
rappresentante di lista o scrutatore», una scheda elettorale bianca,
completa di timbri e firme. La si compila col voto a favore del
candidato sindaco e la si consegna a un elettore, che la infila nell’urna
e porta fuori quella che gli hanno consegnato; i camorristi la
riempiono e la consegnano a un nuovo elettore che fa la stessa cosa, e
la catena va avanti con tutti i votanti comprati. Pagati fino a 100 euro,
o con i ticket delle mense scolastiche. Altri metodi: presentarsi al
seggio con documenti falsificati a nome di persone iscritte nelle liste
elettorali ma certamente non votanti, come i malati di mente, persone
che vivono all’estero o i testimoni di Geova. L’acquisto dei voti,
accusa il giudice, è «governato in prima persona dal clan e in alcuni
casi gestito direttamente da politici camorristi; e non si è trattato di
un fenomeno isolato a una tornata elettorale, ma di un dato costante
e reiterato rilevato dal 2007 al 2010, alle elezioni comunali come a
quelle provinciali». E il «referente politico nazionale» di chi ha
organizzato e gestito questo sistema di inquinamento della politica,
resta Nicola Cosentino, che il giudice vorrebbe in carcere in quanto
coi suoi comportamenti ha finito per rafforzare il potere criminale sul
territorio. E dunque è «socialmente pericoloso».
Giovanni Bianconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il 67enne è stato arrestato: ha perso l’arma davanti allo sportello. «Serviva per difendermi. Il denaro? Anni di lavoro». In casa altri 320 mila euro La storia
Le preferenze
«Così ho denunciato il funzionario del Comune»
L’indagine
NAPOLI — Il nome di Nico-
la Cosentino ricompare in
un’inchiesta della direzione
distrettuale antimafia di Na-
poli sulla camorra casalese, e
nei confronti del potente coor-
dinatore del Pdl campano —
e a lungo sottosegretario al-
l’economia durante l’ultimo
governo Berlusconi —il tribu-
nale emette per la seconda
volta un’ordinanza di custo-
dia cautelare in carcere, e toc-
cherà ancora alla Camera deci-
dere se autorizzarne o meno
l’applicazione. Nella preceden-
te occasione, con il parlamen-
tare accusato di concorso
esterno in associazione mafio-
sa, reato per il quale è attual-
mente sotto processo a Santa
Maria Capua Vetere, l’autoriz-
zazione fu negata. Martedì
prossimo comincerà in giun-
ta l’esame del nuovo provve-
dimento, poi, entro trenta
giorni, dovrebbe essere chia-
mata a votare l’aula di Monte-
citorio.
Cosentino è accusato di
concorso in falso, violazione
della normativa bancaria e re-
impiego di capitali («chiede-
rò di essere interrogato e chia-
rirò tutto», dice lui), e per gli
stessi reati è indagato un al-
tro parlamentare del Pdl: il
presidente della Provincia di
Napoli Luigi Cesaro, per il
quale, però, non è stato emes-
so (né richiesto dalla Procu-
ra) alcun provvedimento cau-
telare.
I nomi dei due esponenti
del centrodestra compaiono
nell’ambito di una in-
dagine che ha portato
all’emissione di 57 or-
dinanze di custodia
cautelare (55 quelle
eseguite l’altra notte
dai carabinieri e dalla
Dia), quasi tutte nei con-
fronti di personaggi che
il procuratore aggiunto
Federico Cafiero de Raho ha
definito «appartenenti alla
borghesia mafiosa». Non capi-
clan o killer ma politici locali,
come l’ex sindaco di Casal di
Principe Cipriano Cristiano o
il consigliere provinciale di
Caserta Sebastiano Ferraro, ol-
tre a un assessore e vari consi-
glieri di piccoli Comuni. E poi
imprenditori, un avvocato,
un ingegnere, un architetto,
tecnici comunali, funzionari
di banca. Cioè quel vasto mon-
do che la camorra di France-
sco Schiavone e Francesco Bi-
dognetti ha saputo far cresce-
re intorno a sé per potersi
espandere sempre di più in
settori dove reinvestire in atti-
vità lecite gli enormi capitali
di cui può disporre. Delle co-
sche casalesi Cosentino è defi-
nito dal giudice delle indagini
preliminari Egle Pilla — che
ha firmato le ordinanze su ri-
chiesta dei pubblici ministeri
Antonello Ardituro, France-
sco Curcio, Henry John Woo-
dcock, Giovanni Conzo, Catel-
lo Maresca e Cesare Sirignano
— «il referente nazionale».
E in questa veste sarebbe in-
tervenuto, quando era ancora
sottosegretario, per sbloccare
un’apertura di credito per 5
milioni e mezzo di euro chie-
sta alla Unicredit, presentan-
do una falsa fidejussione, dal-
l’imprenditore Nicola Di Cate-
rino, cugino di due capi stori-
ci della camorra casalese co-
me i fratelli Giuseppe e Massi-
mo Russo. Il finanziamento
serviva per la realizzazione —
grazie a una licenza edilizia ir-
regolare — di un centro com-
merciale alla periferia di Casa-
le, e all’operazione i clan casa-
lesi tenevano particolarmente
perché aveva un duplice sco-
po: riciclare danaro sporco e
consentire di distribuire su-
bappalti e posti di lavoro che
significano allargamento del
consenso. Ma la pratica si era
arenata, sia per la documenta-
zione falsa, sia perché la socie-
tà che faceva capo a Di Cateri-
no non offriva alcuna garan-
zia. Ecco allora il ricorso al
«referente nazionale», che al-
l’incontro con i funzionari del-
l’Unicredit (il 7 febbraio del
2007) si fece anche accompa-
gnare da Cesaro. Ci sono im-
magini raccolte dagli investi-
gatori nelle quali i due parla-
mentari si vedono arrivare al-
l’appuntamento a piedi e poi
andarsene via in taxi. Dopo
quell’incontro il finanziamen-
to in favore di Di Caterino eb-
be il via libera.
Fulvio Bufi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La Beretta
MILANO — «La Blumarine non paga
mazzette. Punto e basta. Appena ho saputo
della richiesta da parte del funzionario del
Comune di Milano ho deciso di rivolgermi
all’Arma dei carabinieri e alla
magistratura, in cui ripongo grande
fiducia». Gianluca Tarabini, figlio di Anna
Molinari, è l’amministratore della griffe di
moda famosa in tutto il mondo che ha
denunciato la richiesta di tangente da
parte del geometra dell’ufficio edilizia del
Comune di Milano arrestato lunedì scorso
dai carabinieri. «Della prima richiesta di
denaro, il 24 novembre scorso, giorno in
cui il nostro geometra, spaventato, ha
fatto il giro dei bancomat di Milano per
racimolare la somma e pagare, non ne
sapevo nulla. Il resto è chiaro. Ora mi
interrogheranno. La corruzione è un
tumore che si divora l’Italia, ognuno deve
fare la sua parte. A noi imprenditori spetta
denunciare». (bi. mars.)
Tangenti a Milano
Blumarine
Gianluca Tarabini
650
Il sistema
Chiesto di nuovo l’arresto del parlamentare del Pdl. Lui: chiarirò tutto
Mila Gli euro che
all’incirca l’uomo dice
di aver accumulato
Il metodo
Ognuna era pagata
fino a 100 euro o
con i ticket delle
mense scolastiche
Il trucco della scheda
per votare gli «amici»
«Cosentino referente dei Casalesi»
Colpo in canna e cane
abbassato è caduta sul
pavimento scatenando il
panico. L’uomo ha dovuto
spiegare che non era un
rapinatore: i soldi li aveva lui
Il metodo
Emesse 57 ordinanze di
custodia cautelare:
politici locali, imprenditori,
avvocati e ingegneri
Napoli Il gip: sbloccò un credito di 5,5 milioni per un centro commerciale. Indagato il presidente della Provincia Luigi Cesaro
Accusati
Sopra,
il deputato
pdl Nicola
Cosentino
(Insidefoto).
A fianco
Luigi
Cesaro
(Contrasto)
La pellicola
Nel 1993 Gabriele
Salvatores gira il film
«Sud» con Claudio Bisio e
Silvio Orlando
La «ballerina»
Come nell’inchiesta anche
nel film si parla della
«scheda ballerina»: i
sostenitori di un
candidato portano fuori
una scheda bianca dove
viene segnata la
preferenza. Il foglio va a
un altro elettore che la
inserisce nell’urna, ma
porta fuori la sua scheda
bianca che verrà poi
segnata con la stessa
preferenza. Il sistema si
ripete fino a quando serve
37 Cronache
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
MILANO - VIA SIRTORI, 26 (P.TA VENEZIA) - Tel. 02 204 91 34 - DOMENICA APERTO
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38
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Fa caldo in questo pazzo ini-
zio d’inverno, ma in montagna
si scia lo stesso.
Anzi proprio le bizzarrie del-
la colonnina di mercurio fini-
scono per offrire opportunità
in più ai turisti che si appresta-
no a vivere, con il classico pon-
te invernale di inizio dicembre,
la prima sciata di stagione.
Intanto gli sciatori possono
tirare un respiro di sollievo. Se
i fiocchi caduti sono stati po-
chi, le piste aperte sono per for-
tuna molte: 210 km e 124 im-
pianti nelle nove valli del Dolo-
miti Superski; oltre 100 km a
Cervinia pari all’85% degli im-
pianti con neve naturale dai
2.500 m di Plateau Rosa ai
3.800 del Piccolo Cervino; sulla
Via Lattea sono accessibili 42
km su un totale di 320; disco
verde per dieci piste del com-
plesso Adamelloski e per una
parte dei comprensori di Made-
simo, della Val Malenco e di
Bormio; si scia a Livigno, dove
nella ski-area di Mottolino so-
no stati aperti cinque impianti,
che sommati a quelli della
«sponda» opposta, garantisco-
no un’ottima sciabilità in un pa-
norama innevato; anche a Ma-
donna di Campiglio le aree del
Grosté e dello Spinale sono tut-
te aperte con ottima neve.
«Uno sforzo economico im-
menso — spiega Gerhard Vanzi
di Dolomiti Superski — che ab-
biamo voluto compiere per
non deludere i turisti». Gli fa
eco da Livigno Marco Rocca di
Mottolino: «Per innevare il
comprensorio dobbiamo pro-
durre un milione di metri cubi
di neve, che costa 2,5 euro al
metro cubo. Hanno lavorato
ininterrottamente una settanti-
na di cannoni, impegnando un
centinaio di persone. La gente
viene in montagna per sciare e,
costi quel che costi, le piste de-
vono essere aperte, indipenden-
temente dalle bizze del meteo».
Ma dove le basse quote o le
alte temperature non hanno
consentito di «sparare»? Nes-
sun timore: la vacanza inverna-
le sarà ugualmente piacevole. A
Courmayeur le funivie mettono
a disposizione salite gratuite fi-
no a Plan Chécrouit, per ammi-
rare il Monte Bianco, compien-
do escursioni nei boschi e sui
pascoli, a piedi o con la moun-
tain bike.
Anche nel comprensorio
Monte Rosa Ski a Gressoney ri-
salite gratuite nei giorni del
ponte per effettuare escursioni
verso i magnifici abitati Walser:
da non perdere quello di Masco-
gnaz, né il trekking lungo il pa-
noramico Ru Curtot, un canale
di irrigazione che si snoda in
piano fra i pascoli in vista dei
ghiacciai del Monte Rosa.
Passeggiate in quota fino a ol-
tre duemila metri a Cogne nel
cuore del Parco nazionale del
Gran Paradiso, per ammirare
stambecchi e camosci, che si so-
no abbassati verso valle in vista
dell’inverno.
Sulle Alpi Centrali gli impian-
ti di Temù e di Pontedilegno sa-
ranno in funzione solo per i pe-
doni: si potranno raggiungere i
tre rifugi in quota per degusta-
re qualche piatto tipico. A Ma-
donna di Campiglio è aperta in-
vece la telecabina dello Spinale
per consentire di ammirare
uno dei più famosi panorami
delle Dolomiti di Brenta, anche
lì con l’inevitabile risvolto ga-
stronomico in rifugio. A San
Martino di Castrozza del tutto
sgombra di neve è la Val Canali,
dove a piedi o in carrozza si
può compiere una passeggiata
addentrandosi fra le cime più
famose delle Pale di San Marti-
no care a Dino Buzzati.
Sulle Dolomiti attendono un
po’ dovunque i mercatini di Na-
tale, ma Cortina ha in serbo un
programma più mondano con
il Long fashion weekend, che
dall’8 all’11 dicembre mette a
disposizione un centinaio di
proposte fra happening, aperiti-
vi, cene ed eventi legati alla mo-
da. Fra le più singolari l’asta di
33 alberi di Natale disegnati dai
big della moda italiana, il cui ri-
cavato verrà devoluto a un’asso-
ciazione che si occupa dei bam-
bini in difficoltà. L’inverno con-
tinua a farsi desiderare, ma la
grande giostra della vacanza in-
vernale è ripartita. Con o senza
la neve.
Franco Brevini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
ROMA —Era stata una del-
le tante decisioni del ministro
Mariastella Gelmini che ave-
vano mandato su tutte le fu-
rie gli insegnanti. Uno stipen-
dio in più ai professori giudi-
cati migliori dai loro colleghi,
una sperimentazione partita a
fatica viste le tantissime scuo-
le che avevano detto no. Ma
adesso viene fuori che lì dove
il meccanismo è stato prova-
to i risultati sono stati buoni,
tutto sommato condivisi.
Ogni 10 insegnanti premia-
ti 7 sono stati votati all’unani-
mità dalla commissione, com-
posta dal preside più due do-
centi eletti. E la lista dei vinci-
tori è stata promossa anche al-
l’esterno: nella maggioranza
delle scuole le persone che
hanno giudicato corretti quei
nomi sono state più numero-
se di chi invece li ha conside-
rati sbagliati. Un ok arrivato
nell’87% delle scuole per i ge-
nitori, nel 75% per gli studen-
ti, nel 61% per i docenti. Non
era scontato, perché uno sti-
pendio in più non è poco per
le magre buste paga degli in-
segnanti italiani, per di più in
tempo di crisi. E perché un
meccanismo del genere, la co-
siddetta reputazione profes-
sionale, alimenterebbe invi-
die, sospetti e feroci vendette
in ogni luogo di lavoro.
I risultati della sperimenta-
zione sono stati analizzati dal-
la Fondazione per la scuola
della Compagnia di San Paolo
insieme al l ’ associazione
TreLLLe che da anni si occupa-
no di educazione. E il corposo
rapporto sarà presentato oggi
a Roma al nuovo ministro del-
l’Istruzione Francesco Profu-
mo, che dovrà decidere se ar-
chiviare il progetto oppure ri-
peterlo ed eventualmente am-
pliarlo, visto che l’anno scor-
so ha riguardato solo 33 scuo-
le. Ma se il giudizio complessi-
vo è buono, alcune cose non
hanno funzionato.
«È frequente l’opinione
che esistano altri insegnanti
meritevoli tra i non premia-
ti» si legge ad esempio nel
rapporto. Per questo Fonda-
zione per la scuola e TreLLLe
propongono di ripetere la spe-
ri ment azi one
nell’anno scola-
stico in corso
ma con alcune
modi fi che. I l
premio dovreb-
be di vent are
pi ù corposo:
non una sempli-
ce una tantum ma almeno
due stipendi da ripetere per
tre anni di seguito. Lasciando
però le scuole libere di parte-
cipare oppure no, magari in-
formandole di più e speran-
do di raccogliere un maggior
numero di adesioni.
Lorenzo Salvia
lsalvia@corriere.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Donazione di organi
campagna a Roma
Uno scuolabus
per i bimbi di Aulla
Più pagati
Piste aperte con la neve artificiale, passeggiate e mercatini
Alla moda
Scuola Test «promosso». Oggi si valuta la proroga
In carrozza
A Cortina da domani
all’11 c’è il «Long
fashion weekend» con
un centinaio di iniziative
Solidarietà Alluvione
Pagelle ai prof migliori,
quasi tutti scelti all’unanimità
Ai «vincitori» uno stipendio in più.
L’associazione TreLLLe e Fondazione
per la scuola vogliono replicare
Nella Val Canali si può
fare una passeggiata
in carrozza fra le cime
più famose
Sugli sci nonostante il caldo
Galà al Teatro Capranica di Roma, per
l’associazione Amici del trapianto di fegato a
sostegno della donazione di organi, dedicata
al 17enne Luca Paolillo. Premiati Giampaolo
Letta, ad di Medusa, Emmanuele Emanuele
(Fondazione Roma), Federico Finozzi,
vincitore dei Giochi mondiali dei trapiantati.
Tra gli ospiti Luca di Montezemolo e Andrea
Zappia, ad di Sky Italia.
Uno scuolabus per gli studenti delle
elementari di Aulla. Michele Manzarri,
governatore del Distretto 108 Toscana dei
Lions, l’ha consegnato al sindaco Roberto
Simoncini. Alla cerimonia c’erano
anche il presidente del Lions Club
Pontremoli Lunigiana, Mauro Zavani,
e il coordinatore distrettuale Gmt
Gianluca Rocchi.
Il ponte in montagna Il Dolomiti Superski garantisce 210 chilometri di impianti, il Cervinia oltre 100
39 Cronache
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
APPROFONDIMENTI
Testi e immagini
su www.corriere.it
Il pianeta
gemello
della Terra
di Giovanni
Caprara
Pirelli mette a nudo la natura
Gessato e moquette
«The Cal 2012» ambientato in Corsica
Per la prima volta l’autore è italiano
DAL NOSTRO INVIATO
MARANELLO (Modena) —
Lavorazioni a taglio vivo, velluti,
cachemire, persino denim, ma
giapponese, cioè il migliore. Il
«su-misura», pallino fisso dei si-
gnori più eleganti, stavolta non
si indossa, ma si «guida». Si
chi ama «Ferrari tai -
lor-made» ed è la nuova
dimensione del lusso na-
ta a Maranello, sulla scia
vintage degli anni ’60,
quando i clienti comincia-
rono a farsi ritagliare tessu-
ti, pelli e ebanisterie per
personalizzare la propria
«Rossa».
Il rosso non manca nep-
pure stavolta, ma c’è anche
molto di più: tinte Ingrid tri-
plo strato (un innesto tra gri-
gio e nocciola, omaggio a In-
grid Bergman, alla quale Ros-
sellini regalò una Ferrari in
quel colore ideato proprio per
lei), Blu Scozia (ma opaco), ac-
costamenti inconsueti come il
«rosso-racing» e il blu Nart de-
gli interni della 458 Spider, ispi-
rata alla 250 Testa Rossa vendu-
ta all’asta di Pebble Beach per la
cifra record di 16,4 milioni di dol-
lari. Nell’azienda dove i dipen-
denti ricevono gratuitamente i li-
bri scolastici per i figli, premiata
nel 2007 dal Financial Times con
il riconoscimento del «Best place
where to work» (e che quest’an-
no chiuderà con un bilancio di
7.300 auto prodotte), ieri il presi-
dente Luca Cordero di Monteze-
molo ha presentato il nuovo fio-
re all’occhiello. «Oramai il 100%
delle nostre automobili è perso-
nalizzato dal cliente e da oggi,
chi lo desidera, avrà a disposizio-
ne un personal designer per assi-
curarsi quell’unicità che cerca»,
ha precisato Montezemolo, af-
fiancato da Andrea Perrone ex
a.d. di Brioni ora nella scuderia
Ferrari, Flavio Manzoni, respon-
sabile del design, e Lapo Elkann,
consulente d’eccezione. «L’obiet-
tivo era dare il meglio, e per que-
sto siamo andati a vedere da vici-
no il mondo del "su misura", sfo-
gliato gli archivi e osato con il
jeans più prezioso», ha spiegato
Lapo. Il «tailor-made, un misto
tra lusso, moda, design e herita-
ge», secondo la definizione di
Montezemolo, è declinato in tre
diverse collezioni. Nella gamma
«Scuderia», ispirata al mondo
delle corse, si può scegliere tra fi-
bre di carbonio, tessuti sportivi,
pelli scamosciate o gommate al-
l’alcantara, mentre chi punta sul-
l’«Inedita» si avventura nel cam-
po della sperimentazione: pelli
di arredamento sgargianti, tessu-
ti d’abito, tecnici e, appunto, il
denim, trattato in maniera tecno-
logica e dunque a prova di sicu-
rezza. «Negli anni Novanta i fra-
telli Marciano, creatori del mar-
chio Guess, mi chiesero una Fer-
rari con gli interni in jeans, e al-
l’epoca non fu possibile accon-
tentarli», ha raccontato Monteze-
molo.
A soddisfare l’intransigente
dna ferrarista, ci sarà la linea
«Classica», con colori pastello
del passato, interni in lana, cache-
mire, velluto, certi dettagli di cu-
citura e la rinascita di un’icona in
chiave moderna: la FF ispirata al-
la 250 Europa, in colore Ingrid,
con i sedili rivestiti in gessato e
baule ricoperto in teak, realizza-
to dagli stessi artigiani delle bar-
che Riva.
Michela Proietti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dodici mesi
con la Polizia
Ritorno alle origini
Può ospitare la vita
Tecnologie
Maranello Tre collezioni di sartoria per le auto «su misura». Montezemolo: un mix tra lusso e design. La versione di Lapo Elkann
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK — L’inglese Kate
Moss, sopra una roccia al sole e l’ita-
liana Margareth Madè (Tamara Mac-
carrone all’anagrafe) appoggiata a
un rigoglioso albero. E ancora: la
russa Natasha Poly in piedi davanti
a una grotta, l’olandese Saskia de
Brauwrannicchiata in posizione fe-
tale in riva al mare e la lituana Edita
Vilkeviciute distesa su un fianco, i
piedi a mollo nell’acqua.
Sono alcune delle nove modelle e
tre attrici (molte 30enni, cinque
mamme) immortalate dal veterano
del nudo nella moda Mario Sorrenti
nel Calendario Pirelli 2012: 18 scatti
in bianco e nero e 7 a colori presen-
tati ieri a Manhattan nella severa
cornice di The Armory, un’ex caser-
ma sulla Park Avenue da tempo tra-
sformata in nuovo tempio newyor-
chese della moda.
Napol et ano di nasci t a ma
newyorchese di adozione, il 40en-
ne Sorrenti (primo italiano nella sto-
ria di un calendario nato per mecca-
nici e camionisti e poi diventato un
esclusivo oggetto cult, a tiratura li-
mitata e non in vendita) ha scelto la
Corsica e i suoi aspri paesaggi per
dare corpo a ciò che la bibbia della
moda Usa Women’s Wear Daily de-
finisce «la fantasia di ogni maschio
eterosessuale» e «un’esclusiva colle-
zione delle più belle donne del mon-
do trasformate in pin-up nude».
«Nonostante Sorrenti sostenga il
contrario — puntualizza il New
York Magazine — le sue sono foto
estremamente sexy».
Sorrenti ripercorre il sentiero
inaugurato nel 1964 da Robert Free-
man, fotografo ufficiale dei Beatles
e poi segnato da luminari come Ri-
chard Avedon, Bruce Weber, Herb
Ritts, Patrick Demarchelier e Mario
Testino che, sullo sfondo di scenari
esotici, dall’Africa alla Cina, hanno
immortalato leggendarie bellezze
quali l’allora 72enne Sophia Loren
(nel 2007) e Naomi Campbell (nel
1987, aveva 16 anni).
Sorrenti ha voluto imprimere
una svolta naturista alla 39sima edi-
zione di «The Cal», in sintonia con
la nuova era di recessione e indigen-
za. Le sue muse — tra cui Isabeli
Fontana, Milla Jovovich, Rinko
Kikuchi, Malgosia, Joan Smalls, La-
ra Stone, Guinevere Van Seenus —
non hanno bisogno di abiti costosi
(Demarchelier nel 2008), trucchi
scenici (Karl Lagerfeld l’anno scor-
so) o umilianti decapitazioni (An-
nie Leibovitz nel 2000).
«Ho posto i corpi a diretto contat-
to con la natura che li accoglie co-
me fossero un suo prolungamento
— teorizza Sorrenti — volevo ribel-
larmi contro il materialismo esteti-
co e la venalità che hanno corrotto
moda, musica e cinema. Tornare al-
l’era di Edward Weston e Bill Bran-
dt, quando c’erano solo il fotografo,
la modella e la natura».
La scelta delle modelle? «Solo
mia. Sono ragazze che conosco da
dieci, alcune venti anni» ribatte il
fotografo, ex di gioventù di Kate
Moss, che non ha esitato a usare
Photoshop per cancellare cicatrici,
brufoli e smagliature («Nessuno sa
quanto insicure, persino brutte,
possiamo sentirci noi modelle e at-
trici che il mondo considera bellissi-
me», ha confessato la Madè) e non
si dispera per il «no» di Angelina Jo-
lie («Non voleva spogliarsi e preten-
deva tutto il calendario per sé»,
scherza).
A difendere «The Cal» dalle pun-
tuali accuse delle femministe è la
scrittrice femminista Rebecca
Walker, secondo cui «è un esempio
molto interessante di arte pop che
col tempo si è evoluta per riflettere
le sensibilità delle varie epoche».
Alessandra Farkas
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non ci sono più dubbi. Il
pianeta Kepler-22b è il
primo finora a mostrare le
condizioni ideali per ospitare
la vita. La temperatura in
superficie è gradevole (circa
22 gradi) consentendo lo
scorrere dell’acqua, l’anno è
un po’ più breve del nostro
(290 giorni terrestri) e la
distanza dalla stella-madre
Kepler-22 della stessa specie
del Sole, è leggermente
inferiore (del 15 per cento)
di quella che ci separa dal
Sole. Insomma è proprio nel
mezzo di quella «fascia
abitabile» dove un gemello
del nostro pianeta azzurro
può spuntare. Distante 600
anni luce si trova nella
direzione della costellazione
del Cigno sulla quale è
puntato il telescopio orbitale
Keplero della Nasa che l’ha
scoperto. Per il momento si
sa che è 2,4 volte più grande
della Terra ma si ignora se la
sua natura sia del tutto
rocciosa. Kepler-22b non è,
però, il solo candidato ad
ospitare la vita. Ben 54
pianeti sono scandagliati per
trovare conferme fra i quasi
duemila ormai individuati
intorno ad altre stelle. A
passi rapidi, dunque, ci
avviciniamo al ricercato
gemello celeste.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Scienza
Denim e carbonio
Sedili anche in jeans, arriva la Ferrari personalizzata
Roma

Lapo Elkann, consulente del
progetto, con la Ferrari
California colore Blu Scozia
opaca, personalizzata con pelle
in tinta carta di zucchero, denim
ed ebanisterie in carbonio blu
È stato presentato ieri
il calendario della Polizia
di Stato per l’anno 2012.
Alla cerimonia erano presenti
il ministro dell’Interno
Anna Maria Cancellieri,
il suo predecessore Roberto
Maroni, il capo della Polizia
Antonio Manganelli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il presidente Luca Cordero di
Montezemolo con la nuova FF
ispirata alla 250 Europa: colore
Ingrid, sedili rivestiti in gessato,
tappeti in moquette grigia
e baule ricoperto in teak
Sulla riva La modella
olandese de Brauw e,
a sinistra, il fotografo
Sorrenti con le sue muse
Le muse
Per Mario Sorrenti hanno posato
nove modelle e tre attrici. Sopra,
la top model inglese Kate Moss;
a destra, la russa Natasha Poly
Calendario
Gli scatti di Sorrenti
presentati a New
York: «Cerco la
semplicità ma uso
Photoshop»
41 Cronache
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
TRIBUNALE CIVILE DI ROMA SEZIONE FALLIMENTARE
Fallimento n. 1/2011 della “Holding dell’Arredo in liquidazione S.p.A.”
Giudice Delegato: Dott. Francesco Taurisano
Curatore: Avv. Luca Gratteri
COMUNICAZIONE
PER L’ACQUISIZIONE DI MANIFESTAZIONI DI INTERESSE PER L’ACQUISTO
DI N. 122.400 AZIONI ORDINARIE, RAPPRESENTANTI IL 29.78%
DEL CAPITALE SOCIALE DI EMMEEMME S.P.A.
Il Curatore Avv. Luca Gratteri è stato autorizzato dal G.D. Dott. Francesco Taurisano
ad acquisire manifestazioni di interesse per l’acquisto di n. 122.400 azioni ordinarie,
rappresentanti il 29.78% del capitale sociale di Emmeemme s.p.a..
La documentazione, nonché ogni informazione necessaria per l’eventuale presentazione
dell’offerta sarà a disposizione degli interessati previa sottoscrizione di apposito impegno
di riservatezza. Per informazioni, tel. 06.39377281/83, e-mail legale@dgsassociati.it.
La presente comunicazione non comporta vincolo alcuno per la curatela, né costituisce
offerta al pubblico ex art. 1336 c.c., né sollecitazione del pubblico risparmio ex art. 94 e
ss. del D.Lgs. n. 58/1998.
La presente comunicazione e le eventuali offerte vincolanti non obbligano, in alcun modo,
la procedura fallimentare a dare corso alla vendita dei marchi e dei nomi di dominio
della Holding dell’Arredo S.p.A.
Il presente annuncio è sottoposto alla legge italiana e per ogni controversia ad esso
attinente sarà competente in via esclusiva il Foro di Roma.
Il Curatore - Avv. Luca Gratteri
FONDAZIONE SIGMA-TAU
Largo Arenula, 26 - 00186 Roma - Tel. +39 06.95942405
www.fondazionesigmatau.it - biglietto posto unico: 2 euro
“LA MENTE CHE MENTE.
Cosa accade al nostro cervello quando mentiamo.
Perché lo facciamo e con quali conseguenze”
Partecipano
PAOLO FABBRI
Ordinario di semiotica dell'arte e letterature artistiche
presso l’Università di Venezia
LUCIANO GAROFANO
Biologo e Generale in congedo dell’Arma dei Carabinieri,
già direttore del R.I.S. di Parma
ALBERTO OLIVERIO
Professore di psicobiologia alla Sapienza Università di Roma
con la partecipazione di
MASSIMO POPOLIZIO
Attore teatrale e cinematografico
coordina
MASSIMO PICÀRI
Direttore generale della Fondazione Sigma-Tau
ROMA - TEATRO STUDIO
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
LUNEDÌ 12.12. 2011 - ORE 18:00
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
MAGISTRATO alle ACQUE di VENEZIA
Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche del Veneto,
Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia
BANDO DI GARA - APPALTO PUBBLICO effettuato mediante ‘PROCEDURA APERTA’ (ex PUBBLICO
INCANTO) - per l’aggiudicazione dei lavori di: “Riparazione e messa in sicurezza del banchina-
mento di Isola dei Saloni nel Porto di CHIOGGIA. Banchina Ovest della Marittima e Banchina
fronte canale Lombardo Esterno”. - Codice Identificativo Gara (C.I.G.): 362186056B - CUP:
D95I11000170001 - Classifica Gara VE 520. - Progetto esecutivo n. 2477/2 redatto dall’Ufficio del
Genio Civile delle Opere Marittime di Venezia, in data 04.11.2011 - Validazione progetto esecutivo ai
sensi dell’art. 52 del D.P.R. 207/2010 - Voto n. 171 del 24.11.2011 del C.T.M. - Determina prot. n.
490/Gab. in data 24.11.2011. 1.1) STAZIONE APPALTANTE - MAGISTRATO ALLE ACQUE - Venezia
C.F.: 80010060277 Sede legale ed indirizzo: S. Polo 19 - 30125 Venezia - telefono: 041/794360 -
041/794325 - telefax: 041/794386 E - Mail: contratti@magisacque.it. II.1) LUOGO DI ESECUZIONE,
DESCRIZIONE, IMPORTO COMPLESSIVO DEI LAVORI, ONERI PER LA SICUREZZA: II.1.7) Luogo
di esecuzione dei lavori: Comune di CHIOGGIA (VE). II.1.6) Descrizione generale degli interventi da
eseguire: - consiste nell’esecuzione di lavori e forniture necessari per un interventi di riparazione
e messa in sicurezza banchinamento, più dettagliatamente indicate nella documentazione di pro-
getto (vedi artt. 2 e 3 del Capitolato Speciale d’Appalto). II.2) Importo complessivo dell’appalto
(compresi gli oneri per la sicurezza) €uro 4.839.000,00.#, di cui a misura, soggetto a ribasso
d’asta, €. 4.747.515,00.# Categoria prevalente - opere marittime - “OG 7” Classifica Vˆ del D.P.R.
207/2010. II.2.1) Oneri per l’attuazione dei piani della sicurezza, non soggetti a ribasso
€. 91.485,00.# (art. 131 comma 3 D. Lgs. 12.4.2006 n. 163); II.2.1) Lavorazioni di cui si compone
l’intervento ascrivibili alla Categoria generale ‘OG 7’ di cui al D.P.R. n. 207/2010; IV.2) PROCEDURA
DI AGGIUDICAZIONE: Appalto Pubblico di lavori effettuato con procedura aperta, sotto soglia comu-
nitaria di cui agli artt. 121 e 122 del D. Lgs. 12.4.2006 n. 163 e s.m.i.. L’aggiudicazione sarà effettuata
secondo quanto previsto dagli artt. 53 comma 4 e 82 comma 2 lettera a) del D.Lgs. n. 163/2006 e
s.m.i., e dell’ articolo 118 del DPR 207/2010, ovvero in base al criterio del massimo ribasso percen-
tuale sull’elenco dei prezzi unitari posto a base di gara. Si procederà alla verifica delle offerte che do-
vessero risultare anomale ai sensi dell’art. 86, comma 1, del D.Lgs 163/2006 e s.m.i. e con la
procedura di cui agli artt. 87 ed 88 del medesimo D.Lgs.. IV.3.3) TERMINE DI PRESENTAZIONE
DELLE OFFERTE E DATA DI APERTURA DELLA GARA: Entro le ore 13,00 del giorno 28.12.2011 -
Seduta pubblica indetta alle ore 10,30 del giorno 29.12.2011. L’estratto del presente bando è inviato
per la pubblicazione ai sensi dell’art.122, comma 5, del D. Lgs. 12.4.2006 n. 163 a: - G.U.R.I. - Roma
in data 28.11.2011, altresì il bando di gara ed il disciplinare di gara - (parte integrante del bando di
gara) viene inviato all’Osservatorio LL. PP. Regione Veneto; - viene pubblicato sul sito informatico di
questo Istituto - Stazione Appaltante -; - viene pubblicato sul sito informatico del Ministero delle In-
frastrutture; - viene pubblicato per estratto sulla Gazzetta Aste e Appalti Pubblici; - viene pubblicato
per estratto sul Corriere della Sera; - viene pubblicato per estratto sul Corriere della Sera del Veneto;
- viene esposto presso la Bacheca di questa Amministrazione.- Responsabile Unico del Procedimento:
Dott. Ing. Arch. Giampietro MAYERLE - Genio Civile OO. MM. - Rialto- San Polo n. 19 - Venezia.
Venezia, 28.11.2011
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO - Dott. Ing. Arch. Giampietro MAYERLE
COMUNE DI CAVA DE’ TIRRENI
UFFICIO GARE E CONTRATTI
Bando di gara per procedura aperta
Si rende noto che il giorno 8.2.2012, alle ore 10,00,
è indetta procedura aperta per l’appalto del servizio
di razionalizzazione ed esternalizzazione consu-
mi energetici degli impianti comunali. CIG n.
35908639E1. La gara sarà esperita con il metodo di
cui all’art. 83 del D. Leg.vo n. 163/06 e s.m. e i., con
aggiudicazione all’offerta economicamente più van-
taggiosa, valutabile secondo i criteri di cui al disci-
plinare di gara. L’importo complessivo dell’appalto
è pari ad € 22.961.721,00, oltre I.V.A., di cui
€ 918.468,80 quali oneri per la sicurezza non sog-
getti a ribasso. L’appalto ha la durata di anni venti a
decorrere dalla data di consegna degli impianti. La
scadenza per la presentazione delle offerte è fissata
per il giorno 7.2.2012, ore 12,00. Il bando di gara,
in edizione integrale, è stato pubblicato all’Albo Pre-
torio del Comune in data 1.12.2011, ed in pari data è
stato inviato alla G.U.R.I. e all’Ufficio Pubblicazioni
U.E. Inoltre è disponibile, unitamente al disciplinare
ed al capitolato d’appalto, con relativi allegati, presso
l’Ufficio Gare e Contratti, nelle ore d’ufficio, (tel.
089/682420), presso l’eliografia che verrà indicata
dall’Ufficio Ambiente (tel. 089/682164), e sul sito in-
ternet: www.comune.cava-de-tirreni.sa.it.
Cava de’ Tirreni, lì 1.12.2011
IL DIRIGENTE DEL IV SETTORE - Ing. Luca Caselli
CITTA’ di TORINO
PROCEDURA APERTA N. Procedura aperta
n. 75/2011 del 2 novembre 2011 per LA-
VORI DI MANUTENZIONE ORDINARIA
SULLE PAVIMENTAZIONI DELLE STRADE,
MARCIAPIEDI E PIAZZE DELLA CITTA PER
L ANNO 2012. Comunicazione a norma
dell’art. 65 del D. Lgs. n. 163/06. Sistema di
aggiudicazione: art. 82 e art. 86, commi 1,3,
3bis, 3ter e 4 del D.Lgs. n. 163/06 e art. 87
D. Lgs. n. 163/06. Hanno presentato offerta
n. 24 (ventiquattro) ditte. Sono risultate ag-
giudicatarie le seguenti ditte: LOTTO 1: CI-
TRINITI geom. MASSIMO, con sede in
Corso Francia, 215 10093 Collegno (TO),
con il ribasso del 28,88%. LOTTO 2: SIGMA
S.A.S., con sede in Via A. Catalani, 31-
00199 Roma (RM) con il ribasso del
38,88%. LOTTO 3: ICEF S.R.L., con sede in
Viale Giovanni XXIII, 34 - 10092 Beinasco
(TO) con il ribasso del 31,31%; LOTTO 4:
BITUX S.R.L., con sede in Regione Bor-
gnalle, 10 - 11100 Aosta (AO) con il ribasso
del 33,73%; LOTTO 5: CAMMARATA ESCA-
VAZIONI, con sede in Via Torre Alta, 20
10034 Chivasso (TO) con il ribasso del
38,87%; LOTTO 6: OVAS S.R.L., con sede
in Corso Vercelli, 212 10155 Torino (TO) con
il ribasso del 27,32%; LOTTO 7: TORO
S.R.L, con sede in Via Roma, 60 - 10050
Chiusa San Michele (TO) con il ribasso del
27,90%; LOTTO 8: MERIANO S.R.L, con
sede in Strada G. Devalle, 45 10024 Monca-
lieri (TO) con il ribasso del 31,00%; LOTTO
9: AGRIGARDEN S.R.L., con sede in Corso
Vittorio Emanuele II, 92 10121 Torino (TO)
con il ribasso del 30,05%; LOTTO 10:
PREVE COSTRUZIONI S.P.A., con sede in
Via Provinciale Boves, 12- 12018 Rocca-
vione (CN) con il ribasso del 32,8288%;
LOTTO 11: SOVESA S.R.L., con sede in
Strada Settimo, 154 - 10156 Torino (TO)
con il ribasso del 29,18%.
Torino, 18 novembre 2011
IL DIRETTORE DEL SERVIZIO CENTRALE
CONTRATTI-APPALTI-ECONOMATO
dott.ssa Mariangela ROSSATO
AERONAUTICA MILITARE
2° REPARTO TECNICO COMUNICAZIONI
e-mail secondortc@aeronautica.difesa.it
www.aeronautica.difesa.it
sezione gare d’appalto
AVVISO ESITO GARA
ai sensi dell’art. 65 del D.Lgs. n. 163/06.
PROCEDURA RISTRETTA ACCELERATA avente co-
dice - C.I.G. n. 313084897E - CPV n. 48952000-6
- Oggetto: Programma AETF-CSS - Acquisizione
sistema di diffusione sonora campale, indetta per
il giorno 10/10/2011. Avviso integrale è stato pub-
blicato sulla G.U.R.I. 5
ˆ
S.S. n. 142 del 02/12/2011.
IL CAPO SERVIZIO AMMINISTRATIVO
Col. A.A.r.a.n. Mauro BOTTA
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA
“TOR VERGATA”
Via Orazio Raimondo, 18 - 00173 Roma
Tel. 06/72592518 - Fax 06/72592524
ESTRATTO DI GARA AGGIUDICATA
ESTRATTO DI GARA: Questa Università rende
noto che è stata aggiudicata la procedura aperta
per l’affidamento del servizio di derattizzazione
e disinfestazione degli edifici dell’Università
degli Studi di Roma Tor Vergata di durata trien-
nale (CIG N. 0575761CFE). Hanno presentato
offerta n. 6 Ditte di cui n. 2 escluse. E’ risultata
aggiudicataria la Ditta SOGEA SRL. Il bando in-
tegrale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana V Serie Speciale - del
05.12.2011 n. 143 inviato all’Ufficio delle Pub-
blicazioni Ufficiali delle Comunità Europee il
23.11.2011 e sul sito Internet: http://www.uni-
roma2.it Sezione avvisi e bandi.
IL RETTORE - Prof. Renato Lauro
IRPINIAMBIENTE S.p.A.
Avviso bando di gara - CIG 363983138F
E’ indetta gara aperta per l’affidamento del ”Servizio
di trasporto e trattamento della frazione organica
proveniente dalla raccolta differenziata della
provincia di Avellino. - Ottobre 2011”, per mesi 12.
Importo: € 4.248.000,00 oltre IVA. Documentazione
disponibile su www.irpiniambiente.it - sez. “Bandi
e Gare”. Scadenza: 10.01.2012. RUP: Ing. Barbati.
F.to Gen. Francesco Russo
AVVISO DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO ESPROPRIATIVO E DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITÀ DELL’OPERA
ai sensi e per gli effetti delle seguenti disposizione di legge: artt. 11 e 16 del DPR. N° 327/2001, e s.m.i.: art.12 del Dlgs. N° 387/2003;
art.7 e seguenti della legge 7 agosto 1990 n° 241 e s.m.i., nonché della LR n° 17/2000 e LR 42/2008
Oggetto: Lavori di realizzazione dell’impianto eolico denominato “Piani di Lopa” in agro al comune di Bagaladi, provincia
di Reggio Calabria, e relative infrastrutture, autorizzato con Decreto n° 9799 del 25.06.2010.
La Regione Calabria nella qualità di Autorità Espropriante delle aree occorrenti alla realizzazione dei lavori riportati in oggetto. Vista la
domanda presentata in data 21.12.2010 prot. 20153 e in data 19.05.2011 prot. 21744 dalla società Enel Green Power Calabria srl
quale promotore dell'espropriazione, con sede in Via Padre Pio da Pietralcina - Castrovillari - (CS) iscritta nel registro delle imprese di
Cosenza al n° 03052880782, diretta ad ottenere dalla Regione Calabria Dipartimento Attività Produttive, Settore 2, Servizio 4, Energia
e fonti Alternative, l’Avvio del procedimento espropriativo per i terreni interessati ai lavori citati in oggetto. Si indica quale Responsabile
del Procedimento l’Avvocato Maria Rosaria Mesiano. Tutti gli atti relativi al progetto unitamente alla relazione descrittiva dell'opera ed
ai nulla osta, alle autorizzazioni ed agli atti di assenso acquisiti, sono depositati e potranno essere depositati presso Regione Calabria
Dipartimento Attività Produttive, Settore 2, Servizio 4, Energia e fonti Alternative, Palazzo Europa Santa Maria di Catanzaro 88100 per
giorni trenta (30) a decorrere dalla data del presente avviso, a pena decadenza gli eventuali portatori di interessi pubblici o privati indi-
viduali o collettivi, potranno far pervenire al Responsabile del Procedimento, presso il Dipartimento Attività Produttive Settore 2, Servi-
zio 4, Energia e fonti Alternative, le proprie osservazioni (idonee memorie scritte e documenti a mezzo raccomandata A.R.) che saran-
no valutate da questa Amministrazione Regionale, qualora pertinente all'oggetto del procedimento, ai sensi del comma 3 dell'art. 3 del
citato D.P.R. 327/2001, qualora gli intestatari non siano più proprietari degli immobili in esame e/o la situazione reale degli intestatari
catastali sia stata variata rispetto a quella riportata nel prospetto che segue, sono tenuti a comunicarlo allo scrivente Settore entro 30
giorni, indicando altresì ove ne siano a conoscenza, il nuovo proprietario o comunque fornendo copia degli atti in possesso utili a rico-
struire le vicende degli immobili interessati. Ai sensi del comma 11 art. 16 del DPR 327/2001 il proprietario, nel formulare le proprie
osservazioni, può chiedere che le espropriazioni riguardino anche frazioni residue di non rilevante entità dei suoi beni che non siano
stati presi in considerazione, qualora per esse risulti una disagevole utilizzazione, ovverro siano necessari considerevoli lavori per dispor-
re una agevole utilizzazione. Il presente avviso integra in fine a tutti gli effetti anche la comunicazione personale, ai sensi dell'art. 8
comma 3 della L. 07/08/90 n° 241, in quanto è stato accertato che alcuni dei proprietari dei terreni interessati alla esecuzione dell'ope-
ra risultano irreperibili. Caratteristiche tecniche: impianto eolico denominato “Piani di Lopa” in agro al comune di Bagaladi (RC), gli
aerogeneratori sono connessi tra loro mediante un cavidotto interrato in media tensione 20 Kv. All’uopo si indicano i dati catastali
degli immobili interessati dalla presente procedura individuati presso l'Agenzia del Territorio di Reggio Calabria: GATTUSO Nicola FU
VINCENZO - PAVIGLIANITI Antonino FU NICOLA: Bagaladi F. 11 P.lla 175; GATTUSO Nicola FU VINCENZO - PAVIGLIANITI Antonino FU
NICOLA Bagaladi F. 11 P.lla 176; GATTUSO Nicola FU VINCENZO PAVIGLIANITI Antonino FU NICOLA Bagaladi F. 11 P.lla 185; GATTU-
SO Nicola FU VINCENZO - PAVIGLIANITI Antonino FU NICOLA: Bagaladi F. 11 P.lla 186; GATTUSO Nicola FU VINCENZO - PAVIGLIANITI
Antonino FU NICOLA: Bagaladi F. 11 P.lla 187.
Dirigente di Servizio
Avv. Maria Rosaria Mesiano
BANDO DI GARA - FORNITURE - SETTORI SPECIALI
Ente aggiudicatore: TERNA S.p.A., Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma, Italia.
Data di invio del bando di gara alla commissione europea per la relativa pubblicazione:
25/11/2011.
Breve descrizione dell’appalto: Gara 0000014038 per la “Fornitura di sistemi di accumulo
chimico di energia elettrica” - Codici Identificativi Gara (CIG): 358088609C.
Luogo principale di consegna: Italia.
Tipo di procedura: Negoziata.
Lingua utilizzabile per la presentazione delle domande di partecipazione: Italiano.
Termine per il ricevimento delle domande di partecipazione: 16.12.2011 - Ore 16:00.
Ulteriori informazioni sul bando di gara sono disponibili presso il sito internet:
www.terna.it nelle sez. l’Azienda/E-Procurement/Bandi di Gara.
TERNA S.p.A. - Sede in Roma – Viale Egidio Galbani n. 70
Capitale sociale Euro 440.967.054 (al 31 dicembre 2010) interamente versato
Registro delle Imprese di Roma, Codice Fiscale e Partita I.V.A. n. 05779661007
R.E.A. di Roma n. 922416
Corriere della Sera - 07/12/2011
Struttura Valle d’Aosta S.r.l.
a compagine societaria unipersonale
via L. V. Col du Mont n. 28
c.p. 11100 Aosta, Italia
tel. +390165305504, fax +390165305530
berra@svda.it, www.svda.it
ESTRATTO AVVISO DI AGGIUDICAZIONE
Si rende noto che la Società in epigrafe ha aggiudi-
cato definitivamente in data 30 settembre 2011 i ser-
vizi di ingegneria ed architettura per i lavori di
riconversione dello stabilimento industriale denomi-
nato “PSM07” sito nell’area ex Illsa Viola in Pont-
Saint-Martin (AO), al raggruppamento temporaneo di
professionisti 5+1AA S.r.l. (capogruppo - mandataria)
con sede in Genova, via Interiano n. 3/11; mandanti:
S.I.T.E.C. Engineering S.r.l., Hilson Moran Italia S.p.a.,
Ing. Mascotto Marco, Studio associato Architetti
Freppaz Massimo e Marquis Pierluigi. Criterio di ag-
giudicazione: offerta economicamente più vantag-
giosa. L’entità totale del capitolato d’oneri è pari a €
489.916,10 Iva esclusa a fronte dell’importo a base
d’asta pari a € 783.865,76, al netto degli oneri previ-
denziali e di Iva. Offerte pervenute: 8, offerte escluse:
nessuna. L’avviso di aggiudicazione è stato tra-
smesso all’ufficio delle pubblicazioni ufficiali dell’U.E.
il 22/11/2011. Il testo integrale del bando di gara è
stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della R.I. - 5a
Serie Speciale - n. 65 del 03/06/2011 e nei siti internet
www.svda.it, www.serviziocontrattipubblici.it e
www.regione.vda.it. Responsabile unico del Proce-
dimento: geom. Roberto Petacchi.
CUP: C73F08000020009, CIG: 2608312F23.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
e Amministratore Delegato
geom. Livio Sapinet
CONSIP S.p.A. a socio unico
Via Isonzo, n. 19/E
00198 - Roma
Avviso per estratto
Consip S.p.A. ha pubblicato la rettifica al Bando
della “Gara a procedura aperta ai sensi del D.Lgs.
n. 163/2006 e s.m.i. per l’affidamento dei servizi di
gestione sistemi ed assistenza applicativa del
Sistema Informativo del Ministero della Giustizia - ID
1141”. Il testo integrale dell’avviso di rettifica è stato
pubblicato sulle GUUE e sulla GURI alle quali è stato
inviato il 05/12/2011 e può essere consultato sui siti
www.giustizia.it e www.consip.it.
Dott. Domenico Casalino
(L’Amministratore Delegato)
MINISTERO DELL’ECONOMIA E
DELLE FINANZE
REPARTO TECNICO LOGISTICO
AMMINISTRATIVO NAVALE
ESTRATTO BANDO DI GARA
Rif. C.I.G. [3455978B41]
Il Reparto Tecnico Logistico Amministrativo G.di
F. Uff. Amministrazione/Sez. Acquisti – Via Appia
Lato Napoli, 337/339 04023 Formia tel
0771/1903623 fax 0771/1903638 – Posta elet-
tronica: LT053006@gdf.it ha indetto una gara
per la stipula di un “accordo quadro”, a mezzo di
procedura ristretta, per l’affidamento del servizio
di assistenza logistica per il servizio navale del
Corpo impiegato in missioni internazionali. La
durata dell’accordo è pari a quattro annualità
(2012/2015). L’importo presunto massimo previ-
sto, è pari ad € 1.200.000,00 (unmilioneduecen-
tomila/00) I.V.A. se dovuta di cui € 300.000,00
(trecentomila/00) per ciascuna delle quattro
annualità a decorrere dall’anno 2012. L’importo
è meramente indicativo, in quanto gli impegni
saranno assunti dall’Amministrazione solo pre-
via ordinazione della commessa.
L’aggiudicazione avverrà ai sensi dell’art. 83 del
D.Lgs 163/2006, secondo il criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa. Il termine di
scadenza per il ricevimento delle domande di
partecipazione è fissato alle ore 24.00 del giorno
30 dicembre 2011. Modalità d’apertura delle
offerte: Seduta pubblica. Bando di gara e capi-
tolato tecnico sono disponibili sul sito
www.gdf.it, bandi e avvisi di gara, acquisizione
di beni e servizi, “decentrata”. Responsabile del
procedimento: Ten.Col. Angelo Marangi.
IL CAPO UFFICIO AMMINISTRAZIONE
(Ten.Col. Angelo Marangi)
AZIENDA OSPEDALIERA
ISTITUTI CLINICI DI PERFEZIONAMENTO
Via L. Castelvetro, 22 - 20154 Milano
Estratto bando di gara
E’ indetta gara secondo procedura aperta, ai sensi dell’art. 55
del D.Lgs. 163/2006, per l’affidamento della “Fornitura quin-
quennale dei gas medicali e tecnici e gestione degli impianti di
distribuzione presso i Presidi Ospedalieri e i Poliambulatori
dell’A.O. Istituti Clinici di Perfezionamento. CIG n.
3484164715.”. L’importo a base di gara è di € 3.900.000,00,
oltre ai costi per la sicurezza relativi alle interferenze non sog-
getti a ribasso, pari a € 6.320,00, I.V.A. esclusa. Aggiudicazione:
Offerta economicamente più vantaggiosa in base ai criteri indi-
cati nel capitolato d’oneri. Termine scadenza offerte:
09/01/2012, ore 12:00. Gli interessati potranno visionare il
bando integrale sulla G.U.U.E. - Supplemento n. S228 del
26.11.2011, sulla G.U.R.I. n. 142 - V Serie Speciale Contratti
Pubblici - del 02/12/2011 e tutta la documentazione di gara sul
sito internet aziendale www.icp.mi.it.
IL DIRETTORE GENERALE - dott. Alessandro Visconti
REGIONE CALABRIA
AZIENDA OSPEDALIERA
“Bianchi-Melacrino-Morelli”
REGGIO CALABRIA
ESTRATTO BANDO DI GARA
Con delibera n. 967 del 17.11.2011 è indetta
“Procedura aperta per l‘affidamento per
mesi sei del servizio di pulizia, disinfezione
e sanificazione degli immobili dell’azienda
Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli”
comprensivo di prelievo, raccolta, evacua-
zione e smaltimento dei rifiuti sanitari di
cui al D.P.R. 254/2003” - Codice CIG:
362899663B. Termine ricezione offerte:
giorno 23.01.2012 ore 12.00 a pena di
esclusione. Valore di durata dell’appalto:
€ 1.250.000/00 oltre oneri IVA - mesi 6 dal-
l’aggiudicazione dell’appalto. Criterio aggiu-
dicazione: prezzo più basso. Data seduta
pubblica prima fase: giorno 30.01.2012 ore
10.00. Il Bando di Gara, il Capitolato Speciale
di Appalto ed il Disciplinare di Gara sono
reperibili sui siti: www.fareonline.it
e www.ospedalerc.it. Responsabile del
Procedimento: Geom. Giuseppe Romeo
Tel. 0965/397518 - Fax 0965/397529.
Data di invio del Bando alla CEE: 05.12.2011.
Il Direttore UOC Acquisizione Beni e Servizi
(Avv. Angelo Rabotti)
Il Direzione Generale
(Dr. Carmelo Bellinvia)
E.S.T.A.V. SUD-EST
(Azienda USL7 di Siena; Azienda USL8 di Arezzo; Azienda
USL9 di Grosseto, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese;)
Piazza Carlo Rosselli, 24 - 53100 SIENA
Estratto bando di gara
E’ indetta procedura aperta ai sensi del D.Lgs. n.
163/2006, per la fornitura triennale in locazione “inclusive
service” di sistemi analitici per la ricerca del sangue
occulto, da destinare alle Aziende USL7 Siena, USL8
Arezzo, USL9 Grosseto e all’Azienda Ospedaliera
Universitaria Senese (spesa prevista complessiva: €
495.000,00 IVA esclusa) (CIG: 358764062E). Le offerte,
corredate come previsto dal bando di gara pubblicato
sulla G.U.R.I. n. 140 del 28/11/2011, dovranno pervenire
entro e non oltre le ore 13,00 del giorno 20/01/2012
all’indirizzo in epigrafe. Gli atti di gara sono scaricabili
sul sito www.estav-sudest.toscana.it. Per informazioni
(Tel. 0577/769401; Fax 0577/769912; e-mail: r.randi-
si@estav-sudest.toscana.it).
Il Direttore Dip.to Appalti - Dr. Riccardo Randisi
42
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
MILANO—Si profila un ter-
remoto nei consigli di banche,
assicurazioni o finanziarie? Nel-
la manovra c’è un norma, l’arti-
colo 36, che vieta di ricoprire
contemporaneamente incarichi
di vertice in imprese o gruppi
fra loro concorrenti che opera-
no nel credito, nelle assicurazio-
ni e nella finanza. Una pratica in
Italia un tempo «sovrana», ma
che negli ultimi anni è stata atte-
nuata anche da interventi regola-
tori e Antitrust. Ora arriva il di-
vieto per legge. Una novità mol-
to significativa, visto che nel go-
verno siedono il premier Mario
Monti, che per anni è stato il re-
sponsabile dell’Antitrust euro-
peo, e il sottosegretario alla pre-
sidenza Antonio Catricalà, fino
a ieri numero uno dell’analoga
authority italiana.
In pratica ciò significa che dai
board di Mediobanca, Generali,
Intesa, Unicredit o Montepaschi
dovranno uscire amministratori
o presidenti che sembrano rien-
trare in questo divieto? Dieter
Rampl, presidente di Unicredit,
dovrà lasciare Mediobanca? E
Giovanni Bazoli, presidente di
Intesa Sanpaolo, dovrà dimetter-
si da Ubi? E soprattutto: da quan-
do si applicano le nuove regole?
Trattandosi di un decreto l’attua-
zione dev’essere immediata o
gli eventuali avvicendamenti po-
trebbero aver luogo in occasio-
ne del rinnovo delle cariche? Do-
mande alle quali è ora difficile ri-
spondere e che renderanno ne-
cessari approfondimenti.
L’articolo 36 dice anzitutto
che «è vietato ai titolari di cari-
che negli organi gestionali, di
sorveglianza e di controllo e ai
funzionari di vertice di imprese
o gruppi di imprese operanti nei
mercati del credito, assicurativi
e finanziari di assumere o eserci-
tare analoghe cariche in imprese
o gruppi concorrenti». La secon-
da parte del testo specifica che
«si intendono concorrenti impre-
se o gruppi fra i quali non vi so-
no rapporti di controllo» ai sensi
della legge 287 del ’90, cioè della
legge Antitrust, e che «operano
nei medesimi mercati del prodot-
to e geografici». Dunque, niente
incarichi incrociati in società
concorrenti, che operano nello
stesso settore, mentre sono am-
messi all’interno dello stesso
gruppo e in società che svolgo-
no mestieri diversi, come una
banca e un’assicurazione. Ma, vi-
sto che si parla di gruppi, cosa
succede in un istituto di credito
che controlla una compagnia?
Un particolare importante del-
l’articolo è la definizione di con-
trollo, che fa riferimento alla
normativa Antitrust. Che preve-
de «la possibilità di esercitare
un’influenza determinante sulle
attività di un’impresa» anche
«congiuntamente». Quindi attra-
verso patti di sindacato, sebbe-
ne non sia condiviso da tutti il
fatto che questi rappresentino
una forma di controllo congiun-
to. Inoltre va considerato che,
secondo una comunicazio-
ne della Commissione
europea, in un patto
una singola società
esercita controllo con-
giunto se dispone di
potere di veto sulle
decisioni.
E qui scattano subito
interrogativi importanti.
Unicredit, che detiene l’8,6%
di Mediobanca e partecipa al
patto che ne vincola il 44%
del capitale, «controlla» o no
Piazzetta Cuccia? Se la rispo-
sta è negativa, il presidente di
Unicredit Dieter Rampl non po-
trebbe far parte del board di Me-
diobanca, così come il vicepresi-
dente Fabrizio Palenzona. Si trat-
ta solo di uno dei casi più rile-
vanti. Senza dubbio dell’articolo
36 si parlerà molto nei prossimi
giorni.
Sergio Bocconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’
economia è recessiva se
la guardiamo
dall’Europa ma non lo è se
la si considera dal Far East,
dagli Stati Uniti o da parte
dell’America Latina. Nicola
Greco, amministratore
delegato di Permasteelisa,
gruppo multinazionale
produttore di involucri
architettonici basato a
Vittorio Veneto ma «leader
mondiale del settore», ha
spiegato così il senso
strategico dell’acquisizione,
completata ieri, di tutto il
pacchetto azionario per
circa 575 milioni di euro da
parte della giapponese Lixil:
«L’appartenenza a una
società di tali dimensioni ci
permetterà di aumentare in
maniera significativa il
nostro fatturato». Nel
curriculum del gruppo di
Vittorio Veneto c’è la
realizzazione di alcune delle
più note opere
architettoniche del mondo,
dall’Opera House di Sydney
al Museo Guggenheim di
Bilbao. Mentre è in corso la
costruzione della seconda
delle tre torri che
prenderanno il posto del
World Trade Center a New
York. Un altro gioiello
italiano che se ne va? «La
collaborazione tra le due
società sarà massima — ha
spiegato Toshimasa Iue,
presidente della Global
business company di Lixil —
per raggiungere gli obiettivi
che ci siamo prefissati».
Ovvero un fatturato
complessivo di 3 miliardi di
euro entro il 2015. Un
traguardo stimolante per
Permasteelisa, il cui
fatturato annuo è di 1,2
miliardi.
Francesca Basso
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cftc vieta l’acquisto
di titoli di Stato Ue
MILANO — I 7,5 miliardi dell’aumento
di capitale di Unicredit «li metteremo in
Italia, perché l’Italia crescerà come e più
di altri Paesi». La precisazione è di
Federico Ghizzoni, amministratore
delegato della banca, alla presentazione
del Rapporto Censis alla fondazione
Corriere della Sera. «Tutto il capitale
sarà utilizzato per far crescere il sistema
Italia». E ha ribadito che «nei prossimi
quattro anni destineremo 33 miliardi di
credito aggiuntivo alle pmi e 39
miliardi per le famiglie». L’aumento è il
dossier su cui è più concentrato: dopo
un roadshow di una settimana in Usa
(«l’accoglienza del piano mi sembra sia
stata positiva») Ghizzoni sta
incontrando i soci più rilevanti. Quello
di lunedì con la fondazione Crt «è
andato molto bene. Stiamo incontrando
non solo le fondazioni ma diversi soci
storici e investitori. Gli azionisti storici
hanno confermato la disponibilità a
partecipare all’aumento. Dovremo
ringraziare gli azionisti privati e le
istituzioni, che a volte vengono
maltrattate un po’ troppo. Le richieste
di capitalizzazione sono continue e
crescenti: il capitale costa il 12,5%
mentre la media delle banche
commerciali europee rende meno del
4%». Circa l’azionariato post aumento
comunque «non mi aspetto
cambiamenti particolari». Anche la
Libia ha manifestato «interesse per
partecipare all’aumento», e Ghizzoni si
attende lo scongelamento dei fondi
«prima dell’aumento». Il banchiere ha
anche difeso la garanzia pubblica sui
prestiti delle banche introdotta in
manovra: «Non è tanto un aiuto ma la
realtà dei fatti. La questione dei
debiti sovrani ha bloccato
completamente la liquidità, necessaria
per tornare a fare credito». Infine
Unicredit «sta valutando» la possibilità
degli affrancamenti fiscali, strada
seguita già da altre banche per
sostenere gli utili.
F. Mas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Unicredit
L’articolo 36
della manovra
prevede il
divieto «ai
titolari di
cariche negli
organi
gestionali, di
sorveglianza e
controllo e ai
funzionari di
vertice di
imprese o
gruppi» del
credito,
assicurativi e
finanziari «di
assumere o
esercitare
analoghe
cariche
in imprese
concorrenti»
La «Cftc» (l’autorità che vigila
sui futures e derivati
americani) ha deciso di
vietare alle 123 società
registrate in America che
operano sui futures,
l’acquisto di titoli di Stato
europei con somme e per
conto dei clienti.
Da Intesa a Mediobanca, che cosa può cambiare nei consigli
Economia
La lente
L’applicazione
Ghizzoni:
«Le risorse
dell’aumento?
In Italia»
L’autorità Usa
IL MADE IN ITALY
DEI GIAPPONESI
(AZIONISTI)
DI PERMASTEELISA
Un interrogativo
riguarda il timing, e cioè
se la nuova regola si
applica subito nei board
Banche e compagnie, alt ai doppi incarichi
Indici delle Borse Cambi FTSE MIB La settimana Banco Popolare La settimana
FTSE MIB 15.848,21 -0,49%
FTSE It.All Share 16.581,97 -0,46%
FTSE It.Star 9.581,38 -0,79%
Dow Jones 12.150,13 0,43%
Nasdaq 2.649,56 -0,23%
Londra 5.568,72 0,01%
Francoforte 6.028,82 -1,27%
Parigi (Cac40) 3.179,63 -0,68%
Hong Kong 18.942,23 -1,24%
Tokio (Nikkei) 8.575,16 -1,39%
1 euro 1,3394 dollari -0,35%
1 euro 104,1500 yen -0,62%
1 euro 0,8565 sterline -0,31%
1 euro 1,2388 fr. sv. 0,07%
1 euro 9,0552 cor.sve. 0,10%
S&P 500 1.258,47 0,11% Madrid 8.712,80 0,08% 1 euro 1,3640 dol.can. -0,02%
Titoli di Stato
Btp 09-01/07/12 2,500% 98,56 4,81
Btp 10-15/12/12 2,000% 96,87 4,94
Btp 02-01/02/13 4,750% 99,35 4,78
Btp 08-15/12/13 3,750% 96,67 5,08
Btp 10-01/11/13 2,250% 94,27 5,23
Btp 11-01/04/14 3,000% 94,44 5,25
Btp 04-01/02/15 4,250% 95,21 5,45
Btp 10-15/04/15 3,000% 91,26 5,59
Btp 11-15/04/16 3,750% 91,98 5,43
Btp 06-15/09/17 2,100% 83,02 7,95
Btp 96-01/11/26 7,250% 105,09 5,91
Btp 11-15/09/26 3,100% 76,91 7,86
Btp 05-01/02/37 4,000% 72,61 5,60
Btp 07-01/08/39 5,000% 80,90 5,84
Cct 07-01/12/14 3,400% 91,65 8,19
Cct 08-01/09/15 1,220% 87,55 8,52
Cct 09-01/07/16 1,140% 85,79 8,49
Ctz 10-31/12/12 - 95,42 4,49
Titolo Ced. Quot. Rend. eff.
06-12 netto %
Titolo Ced. Quot. Rend. eff.
06-12 netto %
La norma
Antonio
Catricalà
Piazza Affari Scatta il divieto di partecipazione nei board di aziende concorrenti nello stesso settore
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Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:
PRESIDENZA
Direzione generale Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna
E’ indetta procedura aperta di gara, da aggiudicare con il criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa, per l’affidamento del servizio relativo allo
“Studio di dettaglio del quadro conoscitivo della pericolosità e del rischio da
frana relativo al Sub - Bacino 3 Coghinas - Mannu -Temo; progetto di variante
generale e di revisione del Piano stralcio di bacino per l’Assetto idrogeologico
della Regione Autonoma della Sardegna di cui all’art. 37, comma 1, delle vi-
genti Norme di attuazione” CIG 3577782F17 - CUP E22G1100006002. Importo
a base d’asta € 245.000,00 Iva esclusa. Il bando integrale è disponibile sul
sito www.regione.sardegna.it. Termine per il ricevimento delle offerte: entro
le ore 13.00 del 14.02.2012. Le offerte dovranno essere spedite, in plico sigil-
lato, a Regione Autonoma della Sardegna - Presidenza - Direzione generale
agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna - Servizio Difesa del
Suolo, Assetto Idrogeologico e Gestione del Rischio Alluvioni - Via Mameli
n.88, 09123, Cagliari. Data di trasmissione degli atti di gara alla GUCE
23.11.2011. Informazioni ai recapiti mail giuvacca@regione.sardegna.it;
aboy@regione.sardegna.it, oppure al n. fax 070 6067071.
Il Direttore del Servizio - Ing. Roberto Maurichi
ESTRATTO DI BANDO DI GARA
CIG 3557376789
CUP B14I11000040004
Amministrazione aggiudicatrice: Comune di
Volta Mantovana - via Beata Paola Montaldi 15
- 46049 Volta Mantovana (MN). Oggetto: Ap-
palto del servizio energia per gli impianti di pro-
prieta del Comune di Volta Mantovana (MN).
Importo a base di gara: Importo totale stimato
a base d'asta E 1.320.000,00 + IVA per il pe-
riodo contrattuale di anni 12, di cui: importo
soggetto a ribasso E 1.022.208,00 + IVA, oneri
per la sicurezza non soggetti a ribasso E
42.240,00 + IVA, costo del personale non sog-
getto a ribasso E 255.552,00 + IVA. Procedura
di aggiudicazione: criterio dell'offerta econo-
micamente più vantaggiosa. Termine ricezione
offerte: 09/01/2012. Il bando integrale e la do-
cumentazione complementare sono disponibili
sul sito del Comune: www.comune.volta.mn.it.
Il Responsabile - Arch. Dario Vincenzi
Autorità Portuale di Salerno
(Legge
1
n. 84/94; D.P.R. 23/06/00
in G.U. n. 175 del 28/06/00)
L’AUTORITA’ PORTUALE DI SALERNO
rettifica il bando per il “Servizio di Direzione dei la-
vori e di Coordinamento della Sicurezza per i la-
vori di realizzazione nel porto commerciale di
Salerno di un sistema di accosto e ormeggio e di
prolungamento e consolidamento Moli” - CIG
3473281227 e, pertanto, riapre i termini per la pre-
sentazione delle offerte fino al 26.01.2012 ore
12.00 come da avviso pubblicato sulla G.U.R.I. n.
143 del 05.12.2011. Informazioni ai numeri:
tel.089/2588111, www.porto.salerno.it.
IL PRESIDENTE
On. Avv. Andrea Annunziata
GIUNTA REGIONALE
AVVISO DI APPALTO AGGIUDICATO
Giunta Regionale Lombardia - Piazza Città
di Lombardia, 1 - 20124 Milano; 2. Proce-
dura negoziata; 3. Oggetto: Ripetizione del
contratto di appalto del servizio di “Call
Center di Regione Lombardia per gli anni
2011/2013 - Codice GECA n. 20/2011; 4.
Data aggiudicazione 26.10.2011; 5. Offerte
ricevute: 1; 6 Aggiudicatario: Gepin Con-
tact SpA 00153 Roma - Italia; 7. Importo
aggiudicazione: €. 1.164.833,00 (IVA
esclusa); 8. Data invio avviso GUCE:
24.11.2011; 9. Avviso pubblicato su GUCE
e sito www.regione.lombardia.it al link
“BANDI”.
Il Dirigente della Struttura Acquisti
Contratti e Patrimonio
Michele Colosimo
Sul foglio inserzioni della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 144 del
07.12.2011 è pubblicato l’avviso relativo agli appalti aggiudicati relativo a:
Oggetto: Sigla MI 15/10 - Descrizione - S.S. 42 “del Tonale e della Mendola”.
Lavori di costruzione della Tangenziale sud di Bergamo da Zanica a Stezzano.
Codice CUP F16G06001170001- Codice CIG 06889950A9;
Criterio di aggiudicazione: Offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi degli
artt. 81 e 83 del D.Lgs 163/2006 e s.m.i.; Offerte ricevute: n. 24;
Aggiudicatario: Impresa CARENA S.p.A. con un importo offerto di € 9.170.934,48,
comprensivo di € 654.000,00 per oneri relativi alla sicurezza non soggetti a ribasso e
di € 147.750,00 per spese di progettazione, assoggettate a ribasso.
L’avviso integrale è stato inviato alla GUCE in data 05.12.2011, pubblicato
sull’albo della sede legale di Roma e sul sito internet www.stradeanas.it e sul sito
www.infrastrutturetrasporti.it.
Roma, lì 07.12.2011
IL DIRIGENTE RESPONSABILE GARE E CONTRATTI
Avv. Daniele Tornusciolo
ANAS S.p.A.
DIREZIONE GENERALE
VIA MONZAMBANO, 10 - 00185 ROMA
Tel. 06/44461 - Fax 06/4454956 - 06/4456224 • sito internet www.stradeanas.it
AVVISO RELATIVO AGLI APPALTI AGGIUDICATI
PROVINCIA DI COMO
AVVISO DI GARA
OGGETTO DELL’APPALTO: AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI ASSICURAZIONE A COPERTURA DEI RI-
SCHI IN CARICO ALLA PROVINCIA DI COMO, PER IL PERIODO DAL 31.3.2012 AL 31.12.2014 DIVISI
IN CINQUE LOTTI. CIG 346574466B - IMPORTO COMPLESSIVO: € 499.125,00. REQUISITI TECNICO
ORGANIZZATIVI ED ECONOMICO-FINANZIARI DI AMMISSIBILITA’ PER LA PARTECIPAZIONE ALLA
GARA: vedasi disciplinare di gara:. PROCEDURA E CRITERIO D’AGGIUDICAZIONE: procedura aperta
ex art. 83 del D.Lgs. 163/06 e ssmmii con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa va-
lutata da una commissione giudicatrice nominata dalla Stazione Appaltante ex art. 84 D.Lgs 163/06
mediante l’assegnazione di un punteggio come meglio specificato nel disciplinare di gara RESPONSA-
BILE DEL PROCEDIMENTO: Dott. Marco Testa. TERMINE DI RICEZIONE DELLE OFFERTE: 10 gennaio
2012 - Ore 12:00. APERTURA OFFERTE: 12 gennaio 2012 - Ore 10.00. DOCUMENTAZIONE DA ALLE-
GARE ALL’OFFERTA: dichiarazioni e documenti indicati nel Disciplinare di Gara, in pubblicazione sui
siti internet www.provincia.como.it, https://osservatorio.oopp.regione.lombardia.it a cui si rinvia.
Tutte le informazioni inerenti la procedura in oggetto possono essere richieste all’ Ufficio Gare
Tel:031/230462 - Fax 031/230827 infogarecontratti@provincia.como.it. Data invio bando alla GUCE:
29.11.2011 - Data di pubblicazione bando sulla GURI: 05.12.2011.
Como, 05.12.2011
IL DIRIGENTE DEL SETTORE AFFARI GENERALI - Dott. Matteo Accardi
PROVINCIA DI CREMONA
AVVISO DI GARA PER PUBBLICO INCANTO
(ESTRATTO)
ENTE APPALTANTE: Provincia di Cremona - Corso
Vittorio Emanuele II n. 17 - 26100 CREMONA. OG-
GETTO: AFFIDAMENTO DEI SERVIZI ASSICURA-
TIVI PER I COMUNI DEL TERRITORIO DELLA
PROVINCIA DI CREMONA MEDIANTE CONVEN-
ZIONE APERTA. PERIODO 2012 - 2016. LOTTO 1:
Polizza Multirischi CODICE UNIVOCO IDENTIFICA-
TIVO GARA (C.I.G.): 3615394D7F. LOTTO 2: Polizza
Rc Patrimoniale CODICE UNIVOCO IDENTIFICA-
TIVO GARA (C.I.G.): 3615470C37. LOTTO 3: Polizza
Tutela Legale CODICE UNIVOCO IDENTIFICATIVO
GARA (C.I.G.): 3615510D39. TERMINE PRESEN-
TAZIONE OFFERTE: 27/01/2012 ore 12.00. BANDO
INTEGRALE: presso l’Ente Appaltante e sito internet
http://www.provincia.cremona.it; sarà altresì dispo-
nibile agli indirizzi: https://osservatorio.oopp.re-
gione.lombardia.it, www.serviziocontrattipubblici.it.
GUUE: data di invio: 01/12/2011.
IL DIRIGENTE - Avv. Rinalda Bellotti
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
DAL NOSTRO INVIATO
NEWYORK—L’inseparabile maglion-
cino nero? Non è un vezzo, né il marchio
scelto da un manager celebre e un po’
istrione per rendersi riconoscibile ovun-
que. Sergio Marchionne adesso lo descri-
ve come una nuova divisa «monastica e
monocromatica»: quella del «busines-
sman» sempre in movimento che ha ri-
nunciato a occuparsi della propria perso-
nale eleganza. Serata di gala alla Public
Library di New York per la consegna del
premio Dwight Eisenhower al manager
dell’anno. Marchionne, appunto. L’am-
ministratore delegato di Fiat e Chrysler
sale sul palco, presentato dall’indiano
Lakshmi Mittal, capo del più grande
gruppo siderurgico del mondo. Tra i ta-
voli lo scrittore Gay Talese mormora in-
fastidito: «Perché noi siamo dovuti veni-
re a questa cena in "smoking" per festeg-
giare lui, e lui che è il premiato arriva in
maglione? Che modo di fare…»
«Sergiiio», come lo chiamano gli ame-
ricani, capisce che il suo abbigliamento
può provocare irritazione e, prima di
pronunciare il suo breve discorso, spie-
ga la sua scelta. Ma, anziché cavarsela
con la battuta iniziale («non mi sento
fuori luogo perché nell’invito c’è scritto
"black tie" o abito nazionale e questo è il
mio»), enuncia una vera e propria filoso-
fia del maglioncino nero. Arrivando per-
fino a proporlo come nuovo «dress co-
de» per i manager internazionali più in-
daffarati: «Se hai molti impegni e viaggi
di continuo, non puoi sprecare ore lavo-
rative sulla tua personale eleganza. Pren-
detelo come il prezzo del vagabondag-
gio di un manager "homeless", di un
"battilamiera" giramondo».
Parole che suscitano applausi, ma an-
che i sorrisi un po’ tirati di centinaia di
manager americani che, avendo passato
la serata a infilarsi nei loro «tuxedo» im-
peccabili, adesso riflettono sulle loro
giornate lavorative evidentemente non
abbastanza intense.
Poi Marchionne passa ad alcune rifles-
sioni sul tema della «leadership», otte-
nendo applausi assai più convinti. Il ma-
nager parla ancora una volta della rina-
scita di Fiat e Chrysler, della loro integra-
zione («un mosaico, non una fusione
nella quale un gruppo prende il soprav-
vento sull’altro») ma ragiona soprattut-
to sulle sfide di un’era nella quale, dice,
le parole pronunciate da Eraclito 2.500
anni fa, «tutto scorre, nulla permane»,
sono più vere che mai: «I punti di riferi-
mento che abbiamo accumulati nei de-
cenni del Dopoguerra sono stati demoli-
ti dall’applicazione errata, o almeno ina-
deguata, di due rivoluzioni: quella della
"deregulation" finanziaria condotta so-
prattutto dagli Usa e quella della moneta
unica concepita dall’Europa, insieme al
mercato unificato, per porre fine a secoli
d’instabilità e di conflitti».
Sono stati fatti molti errori e ora ri-
schiamo l’«Armageddon». Come uscir-
ne? Marchionne confessa di non avere
una ricetta, ma afferma che nel mondo
d’oggi l’unico modo per sopravvivere è
quello di non farsi sorprendere dal flus-
so continuo dei cambiamenti. Certo, vi-
viamo in un modo nel quale si sono ac-
centuate le disparità. Come comprimer-
le prima che esplodano devastando i cor-
pi sociali? Il manager si limita a evocare
un problema di leadership «che non è so-
lo della politica e delle imprese ma an-
che di ognuno di noi: leadership come
spinta etica che deve portarci tutti a fare
cose utili per costruire il futuro».
Applausi. La serata celebrativa è fini-
ta. Appena fuori dalla Public Library tor-
nano le domande sgradevoli: «Come
mai la Cinquecento non sta vendendo
negli Usa come era nelle previsioni?».
«Ma se stiamo ancora costruendo la rete
dei concessionari!», è l’irritata risposta
di Marchionne. Che se ne va, infastidito.
Mimetizzandosi, col suo maglioncino ne-
ro, nella tiepida notte newyorchese.
Massimo Gaggi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Al via un piano di investimenti per
un miliardo di euro. 3 Italia accelera
sul mobile broadband, dando il via a
un piano biennale per il
potenziamento della sua rete.
L’obiettivo è ampliare la copertura e
aumentare la velocità di
trasmissione.
Ferrari: oltre sette mila auto
prodotte. È a quanto conta di
chiudere il 2011 il presidente Luca
Cordero di Montezemolo.
Bestinver compra ancora De
Benedetti. Gli spagnoli di
Bestinver Gestion (nella foto José
Maria Entrecanales) hanno
comprato a novembre due pacchetti
di azioni Cir per 87
mila euro e un
pacchetto di azioni
Cofide per oltre 44
mila euro.
A fine novembre
Bestinver deteneva
rispettivamente il
10,999% circa del capitale di Cir e il
15,826% del capitale di Cofide.
Valtur: quattro in gara per il
salvataggio della società insolvente
dal 21 ottobre. I potenziali
acquirenti sono Stefano Coen,
Daniele Discepolo e Andrea Gemma.
Falck assolto perché «il fatto non
sussiste». Così ha deciso la Corte
d’appello di Milano per Federico
Falck: ribaltata la condanna per
dichiarazione dei redditi infedele
connessa al suo ruolo di presidente
del cda della società e firmatario
della dichiarazione modello unico
della Falck spa.
Nuovo contratto, Torino tratta
MILANO — Obiettivo: chiudere presto, probabilmente già in settimana. Fiat e
sindacati — Fiom esclusa — da ieri lavorano al testo del nuovo «contratto collettivo di
primo livello» per gli oltre 80 mila dipendenti italiani del gruppo. Continueranno oggi.
Senza reali intoppi. Alle accuse Fiom — che anticipa al 12 dicembre, e lo farà coincidere
con le proteste antimanovra della Cgil, lo sciopero di otto ore dei metalmeccanici
contro — il fronte del sì replica che «la trattativa è vera». I punti che Fim, Uilm, Fismic,
Ugl e Associazione Quadri discutono toccano la flessibilità, l’organizzazione del lavoro,
l’assenteismo, le rappresentanze. E soprattutto straordinari e premio di risultato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ingresso
Nel 2009 Fiat
entra in
Chrysler con un
20% «a costo
zero». Nel
gennaio 2011
arriva la prima
delle tre
acquisizioni a
titolo gratuito,
ciascuna del
5%, legate al
raggiungimen-
to di precisi
obiettivi
aziendali. In
aprile Fiat
aggiunge un
altro 5%. Il 24
maggio sale dal
30 al 46% con
l’acquisizione di
un altro 16%.
Fiat ha
attualmente il
53,5%, cui
aggiungerà il
terzo 5% con
la realizzazione
del Terzo
performance
event
Al manager il premio Eisenhower. «Serve leadership»
Il piano di «3»
per la rete veloce:
un miliardo
Quell’incontro a Ginevra
Il negoziato con le sigle sindacali
Panorama
Sergio Marchionne riceve il premio Eisenhower da Lakshmi Mittal, ceo della Arcelor Mittal
«Quando John Elkann
mi chiese una mano
davanti a una grappa»
Marchionne: Fiat-Chrysler?
Nessuno domina, è un mosaico
Le tappe
Il Lingotto «Il golf nero è efficiente. Non posso sprecare ore per l’eleganza»
45 Economia
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
AcomeA SGR - numero di tel. 800.89.39.89
info@acomea.it
AcomeA America (A1) 05/12 EUR 11,483 11,355
AcomeA America (A2) 05/12 EUR 11,574 11,444
AcomeA Asia Pacifico (A1) 05/12 EUR 3,033 3,018
AcomeA Asia Pacifico (A2) 05/12 EUR 3,045 3,029
AcomeA Breve Termine (A1) 05/12 EUR 11,017 10,913
AcomeA Breve Termine (A2) 05/12 EUR 11,034 10,929
AcomeA ETF Attivo (A1) 05/12 EUR 3,618 3,586
AcomeA ETF Attivo (A2) 05/12 EUR 3,626 3,593
AcomeA Eurobbligazionario (A1) 05/12 EUR 12,000 11,800
AcomeA Eurobbligazionario (A2) 05/12 EUR 12,024 11,824
AcomeA Europa (A1) 05/12 EUR 8,440 8,326
AcomeA Europa (A2) 05/12 EUR 8,484 8,368
AcomeA Globale (A1) 05/12 EUR 7,640 7,541
AcomeA Globale (A2) 05/12 EUR 7,737 7,636
AcomeA Italia (A1) 05/12 EUR 12,655 12,212
AcomeA Italia (A2) 05/12 EUR 12,717 12,271
AcomeA Liquidità (A1) 05/12 EUR 7,454 7,390
AcomeA Liquidità (A2) 05/12 EUR 7,454 7,390
AcomeA Obbligaz. Corporate (A1) 05/12 EUR 5,446 5,396
AcomeA Obbligaz. Coroprate (A2) 05/12 EUR 5,465 5,414
AcomeA Paesi Emergenti (A1) 05/12 EUR 5,674 5,666
AcomeA Paesi Emergenti (A2) 05/12 EUR 5,699 5,690
AcomeA Patrimonio Aggressivo (A1) 05/12 EUR 2,998 2,958
AcomeA Patrimonia Aggressivo (A2) 05/12 EUR 3,016 2,975
AcomeA Patrimonio Dinamico (A1) 05/12 EUR 3,907 3,855
AcomeA Patrimonio Dinamico (A2) 05/12 EUR 3,923 3,871
AcomeA Patrimonio Prudente (A1) 05/12 EUR 4,633 4,576
AcomeA Patrimonio Prudente (A2) 05/12 EUR 4,647 4,590
AcomeA Performance (A1) 05/12 EUR 15,857 15,637
AcomeA Performance (A2) 05/12 EUR 15,904 15,682
AKROS ABSOLUTE RETURN 31/10 EUR 462941,790 463959,843
AKROS DYNAMIC 31/10 EUR 431129,741 430016,413
AKROS MARKET NEUTRAL 31/10 EUR 474875,407 475323,591
AKROS LONG/SHORT EQUITY 31/10 EUR 475224,538 471176,523
Sol Invictus Absolute Return 01/12 EUR 99,258 97,411
Enea Invictus Absolute Bond Fd 05/12 EUR 99,958 99,911
Enea Invictus Commod. & Forex Fd 05/12 EUR 99,897 99,844
Enea Invictus Emerging Market Fd 05/12 EUR 99,952 99,911
Enea Invictus European Equity Fd 29/11 EUR 99,961 99,911
Enea Invictus Far East Fd 05/12 EUR 99,897 99,857
Enea Invictus Macro Fd 05/12 EUR 99,880 99,839
Enea Invictus Money Market Fd 05/12 EUR 99,826 99,794
Enea Invictus U.S. Equity Fd 05/12 EUR 99,942 99,917
Amundi Absolute 29/11 EUR 5,091 5,104
Amundi Azioni QEuro 02/12 EUR 10,715 10,570
Amundi Breve Termine 02/12 EUR 7,306 7,312
Amundi Corporate 3 anni 29/11 EUR 89,292 89,711
Amundi Corporate Giugno 2012 29/11 EUR 4,879 4,887
Amundi Dynamic Allocation 21/10 EUR 5,083 5,078
Amundi Equipe 1 02/12 EUR 5,186 5,177
Amundi Equipe 2 02/12 EUR 5,102 5,094
Amundi Equipe 3 02/12 EUR 5,005 4,998
Amundi Equipe 4 02/12 EUR 4,676 4,667
Amundi Eureka Brasile 2016 29/11 EUR 4,281 4,312
Amundi Eureka BRIC 2017 29/11 EUR 4,400 4,370
Amundi Eureka BRIC Ripresa 2014 29/11 EUR 5,228 5,218
Amundi Eureka China Double Win 29/11 EUR 5,392 5,372
Amundi Eureka Cina 2015 29/11 EUR 4,526 4,527
Amundi Eureka Cina Ripresa 2015 29/11 EUR 4,847 4,841
Amundi Eureka Crescita Az. 2017 02/12 EUR 4,688 4,447
Amundi Eureka Crescita Cina 2017 02/12 EUR 4,714 4,431
Amundi Eureka Crescita Fin. 2015 29/11 EUR 3,758 3,628
Amundi Eureka Crescita It. 2015 29/11 EUR 4,115 4,083
Amundi Eureka Crescita Set.I.2017 02/12 EUR 4,720 4,473
Amundi Eureka Crescita Val. 2017 02/12 EUR 4,903 4,637
Amundi Eureka Doppia Opp 2014 29/11 EUR 4,694 4,691
Amundi Eureka Double Call 29/11 EUR 5,157 5,123
Amundi Eureka Double Win 29/11 EUR 5,378 5,278
Amundi Eureka Double Win 2013 29/11 EUR 4,559 4,486
Amundi Eureka Dragon 29/11 EUR 6,369 6,350
Amundi Eureka Europa Em.Ri. 2017 29/11 EUR 4,098 4,130
Amundi Eureka Materie Prime 2015 29/11 EUR 5,206 5,215
Amundi Eureka Oriente 2015 29/11 EUR 4,771 4,773
Amundi Eureka Prog.Im.Verdi 2017 02/12 EUR 5,124 4,890
Amundi Eureka Ripresa 2014 29/11 EUR 5,077 4,984
Amundi Eureka Ripresa 2016 29/11 EUR 4,743 4,627
Amundi Eureka Ripresa Due 2014 29/11 EUR 4,705 4,608
Amundi Eureka Settori 2016 29/11 EUR 4,543 4,575
Amundi Eureka Sviluppo En. 2016 02/12 EUR 4,674 4,407
Amundi Eureka Svi. Ma.Pri.2016 02/12 EUR 4,959 4,850
Amundi Eureka Sviluppo USA 2016 02/12 EUR 4,746 4,514
Amundi Eureka USA 2015 29/11 EUR 4,959 4,948
Amundi Europe Equity 02/12 EUR 3,924 3,922
Amundi For. E. Eq. Op. 2013 29/11 EUR 4,398 4,319
Amundi For. E. Eq. Op. Due 2013 29/11 EUR 4,412 4,334
Amundi For. Em.MktEq.R.2014 29/11 EUR 5,018 5,022
Amundi For. Gar. Hi. Div. 2014 29/11 EUR 4,924 4,924
Amundi Form Gar.E.Mk.Eq.R 2013 29/11 EUR 5,049 5,047
Amundi Form Gar.Eq.R.DUE 2013 29/11 EUR 5,042 5,037
Amundi Form Gar.Eq.Recall 2013 29/11 EUR 4,982 4,979
Amundi Form Gar.Mer.Emergenti 29/11 EUR 5,755 5,754
Amundi Form Garantita 2012 29/11 EUR 5,051 5,046
Amundi Form Garantita 2013 29/11 EUR 4,982 4,976
Amundi Form Garantita Due 2013 29/11 EUR 5,036 5,031
Amundi Form Priv.Div.Opportunity 29/11 EUR 5,011 5,010
Amundi Global Emerging Equity 02/12 EUR 4,814 4,779
Amundi Global Equity 02/12 EUR 4,187 4,175
Amundi Liquidità 02/12 EUR 9,001 8,999
Amundi Obbligazionario Euro 02/12 EUR 5,164 5,158
Amundi Più 02/12 EUR 5,579 5,566
Amundi Premium Power 02/12 EUR 4,972 4,963
Amundi Private Alfa 2007 29/11 EUR 4,796 4,785
Amundi QBalanced 02/12 EUR 8,167 8,153
Amundi QReturn 02/12 EUR 5,473 5,439
Amundi Soluzione Tassi 02/12 EUR 4,718 4,716
Amundi Strategia 95 02/12 EUR 4,841 4,842
Unibanca Plus 02/12 EUR 5,119 5,115
Numero Verde 800 255783
info@animasgr.it - www.animasgr.it
Anima America 05/12 EUR 3,991 3,937
Anima Asia 05/12 EUR 5,733 5,698
Anima Convertibile 05/12 EUR 5,751 5,717
Anima Emerging Markets 05/12 EUR 9,678 9,634
Anima Europa 05/12 EUR 3,726 3,689
Anima Fondattivo 05/12 EUR 13,349 13,242
Anima Fondimpiego 05/12 EUR 17,742 17,688
Anima Fondo Trading 05/12 EUR 12,105 11,967
Anima Liquidità 05/12 EUR 6,520 6,499
Anima Obbligaz Euro 05/12 EUR 6,617 6,567
Anima Obiettivo Rend. 05/12 EUR 5,283 5,267
Americhe 05/12 EUR 9,592 9,565
Corporate Bd 05/12 EUR 6,592 6,541
Emerging Markets Bd 05/12 EUR 6,663 6,638
Emerging Markets Eq 05/12 EUR 6,489 6,456
Europa 05/12 EUR 12,087 12,001
Iniziativa Europa 05/12 EUR 6,097 6,039
Italia 05/12 EUR 12,247 11,976
Monetario 05/12 EUR 11,434 11,415
Pacifico 05/12 EUR 4,704 4,691
Pianeta 05/12 EUR 10,354 10,353
Risparmio 05/12 EUR 7,121 7,094
Sforzesco 05/12 EUR 9,764 9,718
Tesoreria 05/12 EUR 6,722 6,705
Valore Globale 05/12 EUR 19,379 19,164
Visconteo 05/12 EUR 33,693 33,519
Capitale Piu' C.Azionario 05/12 EUR 4,466 4,430
Capitale Piu' C.Bilanc. 15 05/12 EUR 4,992 4,966
Capitale Piu' C.Bilanc. 30 05/12 EUR 4,697 4,667
Capitale Piu' C.Obbligaz. 05/12 EUR 5,236 5,222
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
AZIMUT SGR - tel.02.88981
www.azimut.it - info@azimut.it
Azimut Bilanciato 02/12 EUR 21,882 21,738
Azimut Formula 1 Absolute 02/12 EUR 5,896 5,895
Azimut Formula 1 Conserv 02/12 EUR 6,114 6,107
Azimut Formula Target 2013 02/12 EUR 6,204 6,190
Azimut Formula Target 2014 02/12 EUR 5,711 5,689
Azimut Garanzia 02/12 EUR 11,948 11,935
Azimut Prev. Com. Crescita 02/12 EUR 8,898 8,853
Azimut Prev. Com. Equilibrato 02/12 EUR 10,369 10,339
Azimut Prev. Com. Garantito 02/12 EUR 9,585 9,566
Azimut Prev. Com. Protetto 02/12 EUR 11,381 11,381
Azimut Reddito Euro 02/12 EUR 14,814 14,769
Azimut Reddito Usa 02/12 EUR 5,867 5,814
Azimut Scudo 02/12 EUR 7,005 6,970
Azimut Solidity 02/12 EUR 7,239 7,219
Azimut Strategic Trend 02/12 EUR 4,787 4,741
Azimut Trend America 02/12 EUR 9,115 9,094
Azimut Trend Europa 02/12 EUR 10,124 10,054
Azimut Trend Italia 02/12 EUR 11,835 11,638
Azimut Trend Pacifico 02/12 EUR 6,179 6,138
Azimut Trend Tassi 02/12 EUR 8,453 8,427
Azimut Trend 02/12 EUR 19,900 19,668
AZ FUND MANAGEMENT SA
AZ F. Active Selection 02/12 EUR 4,572 4,543
AZ F. Active Strategy 02/12 EUR 4,720 4,713
AZ F. Alpha Man. Credit 02/12 EUR 4,877 4,864
AZ F. Alpha Man. Equity 02/12 EUR 3,875 3,860
AZ F. Alpha Man. Them. 02/12 EUR 3,092 3,079
AZ F. American Trend 02/12 EUR 2,336 2,331
AZ F. Asset Plus 02/12 EUR 5,095 5,085
AZ F. Asset Power 02/12 EUR 4,736 4,720
AZ F. Best Bond 02/12 EUR 4,949 4,923
AZ F. Best Cedola 02/12 EUR 5,109 5,090
AZ F. Best Equity 02/12 EUR 4,911 4,891
AZ F. Bond Target 2015 02/12 EUR 4,860 4,838
AZ F. Bond Trend 02/12 EUR 5,123 5,100
AZ F. Bot Plus 02/12 EUR 5,093 5,089
AZ F. Cash 12 Mesi 02/12 EUR 5,025 5,024
AZ F. Cash Overnight 02/12 EUR 5,019 5,019
AZ F. Cat Bond 30/11 EUR 5,016 5,016
AZ F. CGM Opport Corp Bd 02/12 EUR 4,978 4,955
AZ F. CGM Opport European 02/12 EUR 5,209 5,166
AZ F. CGM Opport Global 02/12 EUR 5,490 5,484
AZ F. CGM Opport Gov Bd 02/12 EUR 4,944 4,922
AZ F. Commodity Trading 02/12 EUR 4,745 4,755
AZ F. Conservative 02/12 EUR 5,258 5,232
AZ F. Corporate Premium 02/12 EUR 4,585 4,577
AZ F. Dividend Premium 02/12 EUR 4,751 4,741
AZ F. Emer. Mkt Asia 02/12 EUR 5,322 5,282
AZ F. Emer. Mkt Europe 02/12 EUR 3,459 3,453
AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. 02/12 EUR 5,764 5,714
AZ F. European Dynamic 02/12 EUR 4,295 4,268
AZ F. European Trend 02/12 EUR 2,513 2,496
AZ F. Formula 1 Absolute 02/12 EUR 4,309 4,308
AZ F. Formula 1 Alpha Plus 30/11 EUR 5,390 5,385
AZ F. Formula Target 2014 02/12 EUR 4,034 4,020
AZ F. Formula Target 2015 02/12 EUR 4,913 4,888
AZ F. Formula 1 Conserv. 02/12 EUR 4,530 4,526
AZ F. Income 02/12 EUR 5,282 5,258
AZ F. Institutional Target 02/12 EUR 4,820 4,822
AZ F. Italian Trend 02/12 EUR 2,411 2,373
AZ F. Macro Dynamic 02/12 EUR 5,223 5,217
AZ F. Opportunities 02/12 EUR 3,584 3,575
AZ F. Pacific Trend 02/12 EUR 3,596 3,575
AZ F. Qbond 02/12 EUR 4,922 4,921
AZ F. QProtection 02/12 EUR 4,790 4,790
AZ F. Qtrend 02/12 EUR 4,471 4,469
AZ F. Renminbi Opport 02/12 EUR 5,041 5,042
AZ F. Reserve Short Term 02/12 EUR 5,994 5,993
AZ F. Solidity 02/12 EUR 4,965 4,950
AZ F. Strategic Trend 02/12 EUR 4,420 4,382
AZ F. Trend 02/12 EUR 4,374 4,328
AZ F. US Income 02/12 EUR 5,783 5,749
Carige Azionario Europa 05/12 EUR 5,016 4,982
Carige Azionario Internazionale 05/12 EUR 6,773 6,693
Carige Azionario Italia 05/12 EUR 4,270 4,176
Carige Bilanciato 10 05/12 EUR 5,354 5,291
Carige Bilanciato 30 05/12 EUR 4,974 4,916
Carige Bilanciato 50 05/12 EUR 5,600 5,514
Carige Corporate Euro 05/12 EUR 6,364 6,344
Carige Total Return 1 05/12 EUR 5,010 4,999
Carige Total Return 2 05/12 EUR 4,306 4,295
Carige Liquidita Euro 05/12 EUR 6,368 6,363
Carige Monetario Euro 05/12 EUR 11,621 11,597
Carige Obblig Euro 05/12 EUR 10,912 10,853
Carige Obblig Euro Lungo Termine 05/12 EUR 5,698 5,656
Carige Obblig Globale 05/12 EUR 6,009 5,974
Fondo Pensione Aperto Carige
Difesa Classe A 30/11 EUR 13,523 13,764
Difesa 30/11 EUR 13,317 13,558
Obiettivo TFR Classe A 30/11 EUR 10,838 11,032
Obiettivo TFR 30/11 EUR 10,686 10,881
Rivalutazione Classe A 30/11 EUR 10,080 10,218
Rivalutazione 30/11 EUR 9,731 9,871
Valorizzazione Classe A 30/11 EUR 12,495 12,714
Valorizzazione 30/11 EUR 12,207 12,426
Num tel: 178 311 01 00
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Bluesky Global Strategy A 05/12 USD 1238,793 1234,164
Bond Euro A 05/12 EUR 1155,378 1154,426
Bond Euro B 05/12 EUR 1126,244 1125,352
Bond Risk A 05/12 EUR 1076,812 1070,986
Bond Risk B 05/12 EUR 1042,621 1037,021
CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. A 05/12 EUR 1331,637 1328,404
CompAM Fund - Em. Mkt. Corp. B 05/12 EUR 1294,012 1290,917
European Equity A 05/12 EUR 1098,459 1093,548
European Equity B 05/12 EUR 1053,476 1048,817
Multiman. Bal. A 02/12 EUR 101,466 101,130
Multiman. Bal. M 02/12 EUR 103,171 102,827
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 30/11 EUR 62,157 60,642
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 30/11 EUR 63,813 62,250
Multiman.Target Alpha A 30/11 EUR 100,872 100,925
DB Platinum
Agriculture Euro R1C A 02/12 EUR 71,900 72,020
Comm Euro R1C A 05/12 EUR 131,440 132,780
Comm Harvest R3C E 05/12 EUR 98,300 97,420
Croci Germany R1C A - EUR - -
Currency Returns Plus R1C 05/12 EUR 944,520 943,090
Dyn Aktien Pl R1C A 05/12 EUR 98,440 97,720
DB Platinum IV
Croci Euro R1C B 05/12 EUR 82,770 82,030
Croci Japan R1C B 05/12 JPY 5718,980 5716,850
Croci US R1C B 05/12 USD 109,900 108,690
Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A 05/12 EUR 97,370 97,210
Dyn. Cash R1C A 05/12 EUR 101,580 101,580
Dyn. ETF Selector 3 R1C A 02/12 EUR 97,540 97,480
Dyn. ETF Selector 6 R1C A 01/12 EUR 83,530 83,260
Dyn. ETF Selector 8 R1C A 02/12 EUR 101,560 101,340
Paulson Global R1C E 30/11 EUR 6697,250 6283,250
Sovereign Plus R1C A 05/12 EUR 103,570 103,440
Systematic Alpha Index R1C A 30/11 EUR 10098,540 10207,670
Tel. 02/88219.1 - direzione@gruppoesperia.com
www.gruppoesperia.com
Duemme Sicav
Asian Equities C 05/12 JPY 5163,000 5094,000
Bond Euro Area C 05/12 EUR 131,310 131,160
Bond Inflation Linked C 05/12 EUR 94,550 94,160
Corporate Bond Euro C 05/12 EUR 113,460 113,070
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Dynamic Equity 05/12 EUR 67,670 67,250
Efficient 05/12 EUR 94,510 94,270
Equity Opportunity C 05/12 EUR 101,150 100,210
Euro Equities C 05/12 EUR 74,040 72,890
Euro Investments C 05/12 EUR 93,550 92,780
Flexible Strategies C 05/12 EUR 89,290 89,090
Glob. Tactical Asset All. 05/12 EUR 104,950 104,710
Global Convertible Plus 05/12 EUR 91,470 91,380
Global Equity 05/12 EUR 83,960 83,260
Gov Bond Euro Medium Term C 05/12 EUR 112,070 112,090
High Dividend Euro 05/12 EUR 71,680 70,540
Money Market C 05/12 EUR 105,570 105,530
Private Equity Strategies C 05/12 EUR 83,160 81,620
Systematic Diversification C 05/12 EUR 96,610 96,440
Strategic Portfolio C 05/12 EUR 79,390 78,220
Total Return C 05/12 EUR 94,090 94,060
US Equities C 05/12 USD 104,920 104,650
Usa Short Term C 05/12 USD 110,450 110,430
Duemme Sgr
Duemme Hedge Dynamic 30/09 EUR 383558,828 405980,878
Duemme Hedge Performance 30/09 EUR 552860,479 570661,683
Duemme Hedge Protection 30/09 EUR 538494,100 568719,560
www.eurizoncapital.it
tel. 02 88101
Eurizon Az Asia Nuove Econom. 02/12 EUR 9,937 9,897
Eurizon Az Area Euro 02/12 EUR 21,180 20,932
Eurizon Az Energie Mat Pr 02/12 EUR 8,935 8,903
Eurizon Az Internazionale Etico 03/12 EUR 5,271 5,291
Eurizon Az Salute E Amb 02/12 EUR 14,163 14,215
Eurizon Az Teconol Avanz 02/12 EUR 4,136 4,135
Eurizon Azioni America 02/12 EUR 9,013 8,991
Eurizon Azioni Europa 02/12 EUR 7,397 7,318
Eurizon Azioni Finanza 02/12 EUR 14,514 14,220
Eurizon Azioni Internazionali 02/12 EUR 7,082 7,044
Eurizon Azioni Italia 02/12 EUR 9,496 9,373
Eurizon Azioni Pacifico 02/12 EUR 3,639 3,616
Eurizon Azioni Paesi Emergenti 02/12 EUR 8,225 8,188
Eurizon Azioni PMI America 02/12 EUR 21,256 21,131
Eurizon Azioni PMI Italia 02/12 EUR 3,692 3,634
Eurizon Azioni PMI Europa 02/12 EUR 7,448 7,379
Eurizon Bilanc Euro Multiman 02/12 EUR 33,250 33,114
Eurizon Diversificato Etico 02/12 EUR 7,668 7,647
Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 02/12 EUR 4,569 4,571
Eurizon Focus Gar 06/2012 02/12 EUR 5,039 5,038
Eurizon Focus Gar 09/2012 02/12 EUR 4,980 4,984
Eurizon Focus Gar 12/2012 02/12 EUR 4,955 4,961
Eurizon Focus Gar 03/2013 02/12 EUR 4,939 4,946
Eurizon Focus Gar II Sem 06 02/12 EUR 5,214 5,213
Eurizon Focus Gar I T 07 02/12 EUR 5,095 5,092
Eurizon Focus Gar II T 07 02/12 EUR 5,066 5,065
Eurizon Focus Gar III T 07 02/12 EUR 4,920 4,922
Eurizon Focus Gar IV T 07 02/12 EUR 5,087 5,084
Eurizon Liquidita' A 02/12 EUR 7,250 7,243
Eurizon Liquidita' B 02/12 EUR 7,455 7,448
Eurizon Obbligazioni Etico 02/12 EUR 5,288 5,282
Eurizon Obbligazioni Euro Corp 02/12 EUR 5,414 5,394
Eurizon Obbligazioni Euro Corp BT 02/12 EUR 7,403 7,395
Eurizon Obbligazioni Cedola 02/12 EUR 5,855 5,838
Eurizon Obbligazioni Emergenti 02/12 EUR 12,120 12,098
Eurizon Obbligazioni Euro 02/12 EUR 13,559 13,509
Eurizon Obbligazioni Euro BT 02/12 EUR 14,832 14,815
Eurizon Obbligazioni Euro HY 02/12 EUR 6,986 6,966
Eurizon Obbligazioni Internazionali 02/12 EUR 9,045 9,013
Eurizon Obiettivo Rendimento 02/12 EUR 7,861 7,780
Eurizon Profilo Conservativo 02/12 EUR 5,357 5,348
Eurizon Profilo Dinamico 02/12 EUR 5,122 5,106
Eurizon Profilo Moderato 02/12 EUR 5,226 5,214
Eurizon Rendimento Assoluto 2 A 02/12 EUR 5,141 5,137
Eurizon Rendimento Assoluto 3 A 02/12 EUR 5,210 5,201
Eurizon Team 1 02/12 EUR 5,899 5,888
Eurizon Team 2 02/12 EUR 5,571 5,561
Eurizon Team 3 02/12 EUR 4,631 4,619
Eurizon Team 4 02/12 EUR 3,920 3,906
Eurizon Team 5 02/12 EUR 3,725 3,708
Eurizon Tesoreria Dollar 02/12 EUR 12,370 12,335
Eurizon Tesoreria Euro A 02/12 EUR 7,670 7,664
Eurizon Tesoreria Euro B 02/12 EUR 7,743 7,737
Eurizon Tesoreria Dollar $ 02/12 USD 16,614 16,616
Eurizon Rendita 02/12 EUR 5,853 5,844
Eurizon Soluzione 10 02/12 EUR 6,606 6,596
Eurizon Soluzione 40 02/12 EUR 5,864 5,841
Eurizon Soluzione 60 02/12 EUR 22,827 22,770
Eurizon Strategia Prot III Trim 11 02/12 EUR 5,257 5,259
Passadore Monetario 02/12 EUR 7,108 7,107
Teodorico Monetario 02/12 EUR 7,475 7,469
Unibanca Azionario Europa 02/12 EUR 5,388 5,326
Unibanca Monetario 02/12 EUR 5,719 5,713
Unibanca Obbligaz Euro 02/12 EUR 5,712 5,706
ABS- I 31/10 EUR 6745,992 6956,029
BOND-B 31/10 EUR 503781,272 501713,582
EQUITY- I 31/10 EUR 480478,236 449210,795
Tel: 848 58 58 20
Sito web: www.ingdirect.it
Dividendo Arancio 05/12 EUR 37,640 37,290
Convertibile Arancio 05/12 EUR 50,520 50,360
Euro Arancio 05/12 EUR 53,830 53,590
Bilancio Arancio 01/03 EUR 48,380 48,320
Borsa Protetta Agosto 30/11 EUR 54,350 52,940
Borsa Protetta Febbraio 30/11 EUR 49,160 45,440
Borsa Protetta Maggio 30/11 EUR 51,840 49,360
Borsa Protetta Novembre 30/11 EUR 53,450 52,210
Inflazione Più Arancio 05/12 EUR 47,860 47,250
Mattone Arancio 05/12 EUR 32,960 32,930
Profilo Dinamico Arancio 05/12 EUR 50,640 50,450
Profilo Equilibrato Arancio 05/12 EUR 50,510 50,370
Profilo Moderato Arancio 05/12 EUR 49,890 49,820
Top Italia Arancio 05/12 EUR 37,360 36,310
La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia
è disponibile sul sito www.invesco.it
Invesco Funds
Asia Balanced R 06/12 USD 9,290 9,350
Asia Balanced E 06/12 EUR 11,980 12,020
Asia Consumer Demand R 06/12 USD 8,330 8,410
Asia Consumer Demand E 06/12 EUR 7,890 7,950
Asia Infrastructure R 06/12 USD 8,070 8,160
Asia Infrastructure E 06/12 EUR 9,460 9,540
Balanced-Risk Allocation A 06/12 EUR 13,210 13,240
Balanced-Risk Allocation R 06/12 EUR 10,920 10,940
Balanced-Risk Allocation E 06/12 EUR 13,060 13,090
Em. Loc. Cur. Debt R-Dis.M 06/12 USD 9,218 9,236
Em. Loc. Cur. Debt E 06/12 EUR 10,455 10,449
Em. Loc. Cur. Debt A-Dis.M 06/12 USD 10,374 10,394
Energy R 06/12 USD 8,150 8,020
Energy E 06/12 EUR 17,890 17,570
Euro Corp. Bond R-Dis.M 06/12 EUR 9,285 9,247
Euro Corp. Bond R 06/12 EUR 9,470 9,431
Euro Corp. Bond E 06/12 EUR 12,522 12,470
Euro Corp. Bond A-Dis.M 06/12 EUR 10,347 10,304
Euro Inflation-Link. Bond R 06/12 EUR 9,619 9,572
Euro Inflation-Link. Bond E 06/12 EUR 13,731 13,664
Glob. Equity Income R 06/12 USD 34,680 34,660
Glob. Smaller Companies Eq. R 06/12 USD 30,070 30,050
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond E 06/12 EUR 10,048 9,982
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond E-Dis. T 06/12 EUR 9,668 9,605
Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond R-Dis. M 06/12 EUR 9,314 9,254
Greater China Eq. R 06/12 USD 8,050 8,140
Greater China Eq. E 06/12 EUR 21,440 21,620
Japanese Eq. Advantage E 06/12 EUR 9,710 9,780
Japanese Eq. Advantage R 06/12 JPY 1576,000 1596,000
Pan European Eq. R 06/12 EUR 8,750 8,720
Pan European Eq. E 06/12 EUR 10,010 9,980
Pan European Struct. Eq. R 06/12 EUR 9,450 9,460
Pan European Struct. Eq. E 06/12 EUR 8,240 8,260
US Value Equity R 06/12 USD 17,180 16,990
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Per ulteriori informazioni, visitate il sito
www.invescopowershares.net
Dynamic US Market 05/12 EUR 5,884 5,854
EQQQ 05/12 EUR 42,537 42,200
EuroMTS Cash 3 Months 05/12 EUR 102,278 102,235
FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap 05/12 EUR 5,076 5,057
FTSE RAFI Dev. 1000 Fund 05/12 EUR 8,335 8,262
FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm 05/12 EUR 7,812 7,728
FTSE RAFI Emerging Mkts 05/12 EUR 6,435 6,402
FTSE RAFI Europe 05/12 EUR 6,349 6,273
FTSE RAFI Hong Kong China 05/12 EUR 12,557 12,535
FTSE RAFI Italy 30 05/12 EUR 4,103 3,978
FTSE RAFI Switzerland 05/12 EUR 6,672 6,652
FTSE RAFI US 1000 05/12 EUR 6,726 6,672
Global Agriculture NASDAQ OMX 05/12 EUR 8,276 8,293
Global Clean Energy 05/12 EUR 3,235 3,214
Global Listed Private Eq. 05/12 EUR 5,100 5,041
MENA NASDAQ OMX 05/12 EUR 7,688 7,696
Palisades Global Water 05/12 EUR 6,648 6,571
Tel: 02 77718.1
www.kairospartners.com
KAIROS PARTNERS SGR
Kairos Div. + I 31/10 EUR 510422,931 512635,519
Kairos Div. + P 31/10 EUR 504552,087 506941,964
Kairos Equity A 31/10 EUR 708939,058 709410,780
Kairos Fix. Inc. A 31/10 EUR 562745,660 565513,590
Kairos Fix. Inc. I 31/10 EUR 500312,035 502792,570
Kairos Italia A 31/10 EUR 487712,603 486912,250
Kairos Low Vol. A 31/10 EUR 704980,548 707016,178
Kairos Low Vol. B 31/10 EUR 481760,969 483370,604
Kairos Low Vol. I 31/10 EUR 490656,398 492090,996
Kairos Medium Term A 31/10 EUR 522948,281 527227,183
Kairos Medium Term B 31/10 EUR 493387,996 497870,502
Kairos Multi-Str. A 31/10 EUR 755787,566 760004,381
Kairos Multi-Str. B 31/10 EUR 539030,510 542395,616
Kairos Multi-Str. I 31/10 EUR 503880,151 506552,567
Kairos Global 05/12 EUR 5,654 5,632
Kairos Income 05/12 EUR 6,714 6,711
Kairos Small Cap 05/12 EUR 9,178 9,121
KAIROS INTERNATIONAL SICAV
KIS - Ambiente A 02/12 EUR 90,880 90,840
KIS - Ambiente I 02/12 EUR 90,930 90,890
KIS - Absolute A 02/12 EUR 85,300 84,550
KIS - Absolute F 02/12 EUR 84,600 83,860
KIS - Absolute I 02/12 EUR 85,490 84,750
KIS - Ambiente D 02/12 EUR 90,140 90,100
KIS - Ambiente F 02/12 EUR 89,810 89,770
KIS - Ambiente X 02/12 EUR 91,290 91,250
KIS - America A-USD 02/12 USD 187,630 174,600
KIS - America D 02/12 EUR 130,430 121,430
KIS - America F 02/12 EUR 131,850 122,760
KIS - America X 02/12 EUR 133,430 124,190
KIS - Asia A 02/12 EUR 109,880 104,690
KIS - Asia D 02/12 EUR 109,430 104,280
KIS - Asia F 02/12 EUR 108,830 103,710
KIS - Bond A 02/12 EUR 105,020 104,870
KIS - Bond A-USD 02/12 USD 105,660 105,670
KIS - Bond D 02/12 EUR 104,040 103,900
KIS - Bond F 02/12 EUR 104,610 104,470
KIS - Bond I 02/12 EUR 105,390 105,250
KIS - Dynamic A 02/12 EUR 115,750 115,690
KIS - Dynamic A-USD 02/12 USD 121,410 121,520
KIS - Dynamic D 02/12 EUR 114,520 114,460
KIS - Dynamic F 02/12 EUR 115,520 115,460
KIS - Dynamic I 02/12 EUR 115,940 115,870
KIS - Dynamic X 02/12 EUR 116,940 116,880
KIS - Global A 02/12 EUR 77,740 77,630
KIS - Global D 02/12 EUR 75,070 74,970
KIS - Global F 02/12 EUR 77,140 77,040
KIS - Global I 02/12 EUR 77,810 77,700
KIS - Global X 02/12 EUR 78,880 78,780
KIS - Income A 02/12 EUR 105,890 105,880
KIS - Income D 02/12 EUR 103,920 103,900
KIS - Income I 02/12 EUR 106,750 106,730
KIS - Income X 21/06 EUR 107,500 107,500
KIS - Multi-Str. UCITS A 02/12 EUR 103,250 102,480
KIS - Multi-Str. UCITS D 02/12 EUR 101,980 101,220
KIS - Multi-Str. UCITS F 02/12 EUR 102,840 102,080
KIS - Multi-Str. UCITS I 02/12 EUR 103,330 102,550
KIS - Multi-Str. UCITS X 18/11 EUR 104,520 105,250
KIS - Selection A 02/12 EUR 108,160 107,770
KIS - Selection F 02/12 EUR 107,620 107,220
KIS - Selection I 02/12 EUR 108,290 107,890
KIS - Sm. Cap A 02/12 EUR 86,520 86,280
KIS - Sm. Cap D 02/12 EUR 85,540 85,300
KIS - Sm. Cap F 02/12 EUR 86,120 85,880
KIS - Sm. Cap I 02/12 EUR 86,730 86,480
KIS - Sm. Cap X 02/12 EUR 87,900 87,650
KIS - Target 2014 X 02/12 EUR 102,910 102,830
KIS - Trading A 02/12 EUR 77,970 76,840
KIS - Trading D 02/12 EUR 76,740 75,630
KIS - Trading F 02/12 EUR 77,520 76,400
KIS - Trading I 02/12 EUR 78,140 77,010
KIS - Trading X 13/09 EUR 78,120 77,500
KIS - Trend A 02/12 EUR 97,290 98,960
KIS - Trend F 02/12 EUR 96,890 98,570
KIS - Trend I 02/12 EUR 97,450 99,120
ASIAN OPP CAP RET EUR 05/12 EUR 7,805 7,772
DYNAMIC GROWTH RET EUR 05/12 EUR 833,314 833,910
FLEX DUR CAP RET EUR A 05/12 EUR 1075,973 1076,053
FLEX QUANTITATIVE HR6 A EUR 05/12 EUR 95,323 95,136
FLEX STRATEGY RET EUR 05/12 EUR 95,115 95,017
HIGH GROWTH CAP RET EUR 05/12 EUR 64,124 62,701
ITALY CAP RET A EUR 05/12 EUR 17,392 17,151
SHORT DURATION CAP RET EUR 05/12 EUR 893,205 892,202
www.newmillenniumsicav.com
Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475
NM Augustum Corp Bd A 05/12 EUR 143,870 142,340
NM Augustum High Qual Bd A 05/12 EUR 123,030 121,160
NM Augustum Pan European Eq A 05/12 EUR 66,000 65,060
NM Euro Bonds Short Term A 05/12 EUR 125,950 124,660
NM Euro Equities A 05/12 EUR 34,130 33,740
NM Global Equities A 05/12 EUR 52,870 52,760
NM Inflation Linked Bond Europe A 05/12 EUR 98,420 97,660
NM Large Europe Corp A 05/12 EUR 112,850 112,710
NM Previra World Cons A 05/12 EUR 114,920 114,050
NM Q7 Active Eq. Int. A 05/12 EUR 68,250 68,310
NM Q7 Globalflex A 02/12 EUR 98,890 100,280
NM Total Return Flexible A 02/12 EUR 113,550 113,340
Numero verde 800 124811
www.nextampartners.com-info@nextampartners.com
Nextam Bilanciato 05/12 EUR 5,392 5,343
Nextam Flessibile 05/12 EUR 4,006 3,974
Nextam Obblig. Misto 05/12 EUR 5,719 5,686
NEXTAM PARTNERS SICAV
AAM Pro Select A 05/12 EUR 4,479 4,410
AAM Pro Select I 05/12 EUR 4,539 4,469
BInver International A - EUR - -
BInver International I - EUR - -
Citic Securities China A - EUR - -
Citic Securities China I 25/11 EUR 5,016 -
Fidela A 05/12 EUR 4,732 4,718
Fidela I 05/12 EUR 5,055 5,041
Income A 05/12 EUR 4,916 4,915
Income I 05/12 EUR 4,926 4,925
International Equity A 05/12 EUR 5,156 5,124
International Equity I 05/12 EUR 5,159 5,126
Italian Selection A 05/12 EUR 4,553 4,465
Italian Selection I 05/12 EUR 4,584 4,495
Liquidity A 05/12 EUR 5,286 5,284
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Liquidity I 05/12 EUR 5,327 5,326
Multimanager American Eq.A 05/12 EUR 3,432 3,423
Multimanager American Eq.I 05/12 EUR 3,539 3,530
Multimanager Asia Pacific Eq.A 05/12 EUR 4,102 4,087
Multimanager Asia Pacific Eq.I 05/12 EUR 4,215 4,199
Multimanager Emerg.Mkts Eq.A 05/12 EUR 4,136 4,132
Multimanager Emerg.Mkts Eq.I 05/12 EUR 4,221 4,217
Multimanager European Eq.A 05/12 EUR 3,271 3,251
Multimanager European Eq.I 05/12 EUR 3,360 3,338
Strategic A 05/12 EUR 4,256 4,227
Strategic I 05/12 EUR 4,379 4,349
www.oysterfunds.com
Absolute Return EUR2 02/12 EUR 145,680 145,390
Asia Opport. EUR2 02/12 EUR 121,720 121,260
Asia Opport. USD2 02/12 USD 123,810 123,410
Credit Opport. EUR2 02/12 EUR 155,190 156,040
Diversified EUR 02/12 EUR 219,470 218,990
Dynamic Allocation EUR 02/12 EUR 128,460 126,720
Emerg. Mkts Dynamic EUR2 02/12 EUR 92,600 92,520
Emerg. Mkts Dynamic USD2 02/12 USD 98,310 98,260
Euro Liquidity EUR 02/12 EUR 151,455 151,435
Europ. Corporate Bds EUR 02/12 EUR 193,310 192,920
Europ. Fixed Income EUR 02/12 EUR 189,370 188,980
Europ. Opport. EUR 02/12 EUR 254,560 253,350
Europ. Opport. EUR2 02/12 EUR 143,080 142,400
Europ. Small Cap EUR 02/12 EUR 232,970 230,540
ForExtra Yield (EUR) EUR 02/12 EUR 147,120 145,560
Global Convertibles EUR2 02/12 EUR 181,150 181,230
Global Convertibles USD2 02/12 USD 178,350 178,450
Italian Opport. EUR 02/12 EUR 22,540 22,280
Italian Value EUR 02/12 EUR 164,660 163,260
Japan Opport. EUR 02/12 EUR 106,580 105,860
Japan Opport. JPY 02/12 JPY 10247,000 10178,000
LatAm Opport. EUR2 02/12 EUR 135,710 134,970
LatAm Opport. USD2 02/12 USD 138,790 138,080
Market Neutral EUR 02/12 EUR 146,980 146,910
Multi Strat. Ucits Altern. (EUR) A 30/11 EUR 954,770 947,830
US Dollar Bds USD 02/12 USD 316,910 316,160
US Dynamic EUR 02/12 EUR 103,350 103,170
US Dynamic USD 02/12 USD 108,220 108,080
US Small Cap USD 02/12 USD 179,950 178,770
US Value EUR 02/12 EUR 127,720 128,100
US Value USD 02/12 USD 130,070 130,490
World Opport. EUR 02/12 EUR 131,880 131,680
World Opport. USD 02/12 USD 271,310 270,960
Tel: 0041916403780
www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com
PS - Absolute Return 06/12 EUR 92,500 92,080
PS - Absolute Return B 06/12 EUR 97,280 96,850
PS - Aliseo A 06/12 EUR 89,320 87,440
PS - Best Global Managers A 06/12 EUR 98,220 97,160
PS - Best Global Managers B 06/12 EUR 99,780 98,700
PS - Best Gl Managers Flex Eq A 06/12 EUR 93,650 93,320
PS - Bond Opportunities 06/12 EUR 132,970 132,230
PS - Bond Opportunities B 06/12 EUR 98,520 97,960
PS - EOS 06/12 EUR 95,200 90,890
PS - Inter. Equity Quant A 06/12 EUR 92,360 92,040
PS - Inter. Equity Quant B 06/12 EUR 92,960 92,640
PS - Liquidity 05/12 EUR 119,130 119,070
PS - Opportunistic Growth 06/12 EUR 90,520 90,320
PS - Podium Flex A 06/12 EUR 90,230 90,260
PS - Podium Flex C 06/12 USD 89,740 89,750
PS - Soprarno Global Macro A 06/12 EUR 0,000 0,000
PS - Soprarno Global Macro B 06/12 EUR 100,250 100,290
PS - Soprarno Relative Value A 06/12 EUR 89,830 89,900
PS - Soprarno Relative Value B 06/12 EUR 90,010 90,080
PS - Strategic Colibrì 05/12 EUR 72,040 71,290
PS - Titan Aggressive 29/11 EUR 85,660 86,810
PS - Titan Conservative 06/12 EUR 92,970 91,820
PS - Valeur Income 06/12 EUR 97,560 97,320
PS - Value 06/12 EUR 91,220 88,650
PS - Value B 06/12 EUR 92,610 90,000
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Strategic Trend Inst. C 02/12 EUR 101,960 101,880
Strategic Trend Retail C 02/12 EUR 101,140 101,060
Numero Verde 800-533377 - www.schroders.it
Schroder International Selection Fund SICAV
Asia Pacific Property Sec. A 05/12 USD 110,250 110,100
Asian Bond Abs.Re. A 05/12 USD 12,130 12,120
Asian Convertible Bd A 05/12 USD 98,530 98,520
Asian Equity Yield A 05/12 USD 19,070 19,080
Asian Smaller Companies A 05/12 USD 136,290 136,290
BRIC (BR,RU,IN,CH) A 05/12 EUR 130,440 129,910
BRIC (BR,RU,IN,CH) A 05/12 USD 175,480 175,450
China Opportunities A 05/12 USD 204,370 203,770
Currency Absolute Ret EUR A 05/12 EUR 98,980 98,910
Em. Eur. Dbt Abs. Ret. A 05/12 EUR 17,460 17,460
Emerging Asia A 05/12 EUR 16,640 16,560
Emerging Asia A 05/12 USD 22,400 22,370
Emerging Europe A 05/12 EUR 19,690 19,720
Emerging Markets A 05/12 EUR 8,710 8,670
Emerging Markets A 05/12 USD 11,750 11,730
Emerging Mkts Dbt Abs Ret A 05/12 USD 26,050 26,060
EURO Active Value A 05/12 EUR 22,170 21,960
EURO Bond A 05/12 EUR 15,580 15,500
EURO Corporate Bond A 05/12 EUR 15,490 15,440
EURO Credit Duration Hdg 05/12 EUR 89,560 89,090
EURO Equity A 05/12 EUR 17,840 17,740
EURO Government Bond A 05/12 EUR 8,740 8,670
EURO Liquidity A 05/12 EUR 121,950 121,930
EURO Short Term Bond A 05/12 EUR 6,690 6,670
European Allocation A 05/12 EUR 17,770 17,740
European Defensive A* 05/12 EUR 9,250 9,220
European Dividend Max. A 05/12 EUR 70,290 69,750
European Equity Alpha A 05/12 EUR 32,990 32,670
European Equity Focus A 05/12 EUR 86,930 86,220
European Equity Yield A 05/12 EUR 10,770 10,680
European Large Cap A 05/12 EUR 142,740 141,650
European Smaller Comp A 05/12 EUR 17,340 17,160
European S&M-Cap Value A 05/12 EUR 90,550 89,490
European Special Sit A 05/12 EUR 92,690 92,020
Frontier Markets Equity A 05/12 USD 83,330 82,880
Glb Emer Mkt Opps A 05/12 USD 12,480 12,460
Glb Emer Mkt Opps EUR A 05/12 EUR 11,990 11,920
Global Bond A 05/12 USD 11,320 11,310
Global Convertible Bd A 05/12 USD 100,100 100,040
Global Clim.ChgeEq.A 05/12 USD 8,210 8,170
Global Corporate A 05/12 USD 8,660 8,630
Global Credit Duration A 05/12 EUR 101,410 101,120
Global Demo Opp A hdg 05/12 EUR 93,080 93,070
Global Div.Maximiser A 05/12 USD 7,300 7,260
Global Energy A 05/12 USD 33,790 33,560
Global Equity A 05/12 USD 13,750 13,700
Global Equity Alpha A 05/12 EUR 85,260 84,640
Global Equity Alpha A 05/12 USD 114,850 114,470
Global Equity Yield A 05/12 EUR 78,530 77,840
Global Equity Yield A 05/12 USD 105,650 105,150
Global High Yield A 05/12 USD 29,830 29,660
Global Infl Linked Bond A 05/12 EUR 27,130 27,150
Global Managed Currency A 05/12 USD 102,020 102,090
Global Prop Securities A 05/12 USD 107,220 106,730
Global Resources Equity A 05/12 EUR 94,620 94,260
Global Smal Companies A 05/12 USD 112,890 112,440
Greater China A 05/12 USD 32,800 32,830
Indian Equity A 05/12 USD 104,560 105,410
Italian Equity A 05/12 EUR 18,440 18,140
Japanese Equity A 05/12 JPY 498,080 500,970
Japanese Large Cap A 05/12 JPY 678,040 681,380
Japanese Smal Companies A 05/12 JPY 48,010 48,080
Latin American Fund A 05/12 EUR 34,900 34,670
Latin American Fund A 05/12 USD 47,240 47,110
Middle East A 05/12 USD 7,520 7,490
Nome Data Valuta Quota/od. Quota/pre.
Pacific Equity A 05/12 EUR 7,580 7,550
Pacific Equity A 05/12 USD 10,220 10,220
QEP Global Quality A 05/12 EUR 95,140 94,610
QEP Global Quant Act Val A 05/12 EUR 95,390 94,590
QEP Global Quant Act Val A 05/12 USD 129,410 128,840
Strategic Bond A 05/12 USD 129,700 129,490
Swiss Equity A 05/12 CHF 23,650 23,490
Swiss Equity Opps A 05/12 CHF 95,530 94,960
Swiss Small & Mid Cap A 05/12 CHF 18,590 18,370
UK Equity A 05/12 GBP 2,910 2,890
US All Cap A 05/12 USD 100,430 99,950
US Dollar Bond A 05/12 USD 19,420 19,370
US Dollar Liquidity A 05/12 USD 105,050 105,040
US Large Cap A 05/12 EUR 50,380 49,970
US Large Cap A 05/12 USD 67,890 67,610
US Small & Mid-Cap Equ A 05/12 EUR 110,490 109,820
US Small & Mid-Cap Equ A 05/12 USD 149,520 149,190
US Smaller Companies A 05/12 USD 73,800 73,550
Dal giorno 1/1/2012 la pubblicazione dei prezzi della SICAV
Schroder International Selection Fund sarà sospesa. I prezzi
di tutti i fondi delle SICAV Schroders sono sempre
consultabili sul sito www.schroders.it
www.sorgentegroup.com
Fondo Donatello-Michelangelo Due 30/06 EUR 53001,059 54575,179
Fondo Donatello-Tulipano 30/06 EUR 50528,340 49811,098
Fondo Donatello-Margherita 30/06 EUR 29275,904 28627,386
Fondo Donatello-David 30/06 EUR 58093,677 57372,027
Fondo Donatello-Puglia Uno 30/06 EUR 55674,536 55416,101
Caravaggio di Sorgente SGR 30/06 EUR 2904,499 2981,761
Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi
Tel: 800/614614
Bim Az. Small Cap Italia 05/12 EUR 5,930 5,782
Bim Azionario Europa 05/12 EUR 8,018 7,886
Bim Azionario Globale 05/12 EUR 3,466 3,416
Bim Azionario Italia 05/12 EUR 5,725 5,591
Bim Azionario USA 05/12 EUR 5,693 5,587
Bim Bilanciato 05/12 EUR 20,937 20,759
Bim Corporate Mix 05/12 EUR 5,467 5,460
Bim Flessibile 05/12 EUR 3,588 3,584
Bim Obblig. Breve Term. 05/12 EUR 6,465 6,444
Bim Obblig. Globale 05/12 EUR 6,061 6,034
Bim Obbligazionario Euro 05/12 EUR 6,884 6,846
Sicav Asia Flessibile 05/12 EUR 5,797 5,753
Sicav Azionario Euro 05/12 EUR 4,556 4,466
Sicav Azionario Italia 05/12 EUR 8,727 8,518
Sicav Bil.Equ. Italia 05/12 EUR 5,081 5,038
Sicav Fortissimo 05/12 EUR 2,192 2,145
Sicav Europa Flessibile 05/12 EUR 4,521 4,470
Sicav Monetario 05/12 EUR 7,448 7,432
Sicav Obblig. Area Europa 05/12 EUR 9,399 9,384
Sicav Patrimonio Globale 05/12 EUR 4,846 4,798
Sicav Patrimonio G. Reddito 05/12 EUR 6,976 6,952
Synergia Azionario Europa 05/12 EUR 4,941 4,866
Synergia Azionario Globale 05/12 EUR 5,303 5,229
Synergia Azionario Italia 05/12 EUR 4,758 4,648
Synergia Az. Small Cap Italia 05/12 EUR 4,665 4,550
Synergia Azionario USA 05/12 EUR 5,913 5,807
Synergia Bilanciato 15 05/12 EUR 5,108 5,086
Synergia Bilanciato 30 05/12 EUR 5,166 5,136
Synergia Bilanciato 50 05/12 EUR 5,200 5,159
Synergia Monetaria 05/12 EUR 4,998 4,989
Synergia Obbl. Corporate 05/12 EUR 5,395 5,390
Synergia Obbl. Euro B.T. 05/12 EUR 4,959 4,942
Synergia Obbl. Euro M.T. 05/12 EUR 5,128 5,102
Synergia Tesoreria 05/12 EUR 5,055 5,048
Synergia Total Return 05/12 EUR 4,986 4,952
Symphonia MS Adagio 05/12 EUR 5,645 5,607
Symphonia MS America 05/12 EUR 3,887 3,854
Symphonia MS Asia 05/12 EUR 4,925 4,897
Symphonia MS Europa 05/12 EUR 4,942 4,901
Symphonia MS Largo 05/12 EUR 5,283 5,244
Symphonia MS P. Emer. 05/12 EUR 12,382 12,311
Symphonia MS Vivace 05/12 EUR 4,847 4,805
Tel. 02 - 430241
www.ubipramerica.it
UBI Pr. Active Beta 05/12 EUR 4,511 4,504
UBI Pr. Active Duration 05/12 EUR 5,521 5,494
UBI Pr. Alpha Equity 05/12 EUR 4,914 4,916
UBI Pr. Azionario Etico 05/12 EUR 4,357 4,310
UBI Pr. Azioni Euro 05/12 EUR 5,082 5,033
UBI Pr. Azioni Europa 05/12 EUR 5,221 5,187
UBI Pr. Azioni Globali 05/12 EUR 4,388 4,358
UBI Pr. Azioni Italia 05/12 EUR 4,063 3,988
UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. 05/12 EUR 10,272 10,240
UBI Pr. Azioni Pacifico 05/12 EUR 6,257 6,241
UBI Pr. Azioni USA 05/12 EUR 4,215 4,181
UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. 05/12 EUR 5,625 5,596
UBI Pr. Euro B.T. 05/12 EUR 6,537 6,502
UBI Pr. Euro Cash 05/12 EUR 7,227 7,211
UBI Pr. Euro Corporate 05/12 EUR 7,533 7,502
UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. 05/12 EUR 6,740 6,692
UBI Pr. Obblig. Dollari 05/12 EUR 5,473 5,484
UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. 05/12 EUR 9,438 9,399
UBI Pr. Obblig. Globali 05/12 EUR 6,131 6,115
UBI Pr. Obblig. Globali Corp. 05/12 EUR 7,162 7,145
UBI Pr. Portafoglio Aggressivo 05/12 EUR 4,983 4,946
UBI Pr. Portafoglio Dinamico 05/12 EUR 5,464 5,441
UBI Pr. Portafoglio Moderato 05/12 EUR 5,919 5,909
UBI Pr. Portafoglio Prudente 05/12 EUR 6,123 6,119
UBI Pr. Privilege 1 05/12 EUR 5,362 5,339
UBI Pr. Privilege 2 05/12 EUR 5,319 5,294
UBI Pr. Privilege 3 05/12 EUR 5,194 5,170
UBI Pr. Privilege 4 05/12 EUR 4,844 4,817
UBI Pr. Privilege 5 05/12 EUR 4,536 4,510
UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A 05/12 EUR 4,963 4,945
UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B 05/12 EUR 4,993 4,975
UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico 05/12 EUR 4,702 4,701
UBI Pr. Total Return Prudente 05/12 EUR 10,500 10,470
www.vitruviussicav.com
Asian Equity B 05/12 EUR 70,770 70,500
Asian Equity B 05/12 USD 98,210 97,830
Emerg Mkts Equity 05/12 USD 386,540 386,040
Emerg Mkts Equity Hdg 05/12 EUR 381,860 381,370
European Equity 05/12 EUR 194,190 193,560
Greater China Equity 05/12 EUR 74,670 74,580
Greater China Equity 05/12 USD 105,200 105,090
Growth Opportunities 05/12 USD 55,060 54,390
Growth Opportunities Hdg 05/12 EUR 61,110 60,370
Japanese Equity 05/12 JPY 82,400 81,930
Japanese Equity Hdg 05/12 EUR 109,730 109,100
Swiss Equity 05/12 CHF 91,220 91,060
Swiss Equity Hdg 05/12 EUR 69,040 68,920
US Equity 05/12 USD 105,090 104,420
US Equity Hdg 05/12 EUR 116,890 116,150
Tel 0332 251411
www.ottoapiu.it
8a+ Eiger 05/12 EUR 4,143 4,113
8a+ Gran Paradiso 05/12 EUR 5,267 5,277
8a+ Latemar 05/12 EUR 4,964 4,943
8a+ Matterhorn 25/11 EUR 479815,412 499669,631
8a+ Monviso 28/10 EUR 5,019 5,022
Legenda: Quota/pre. = Quota precedente; Quota/od. = Quota odierna 132DF66B
46
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
Piazza Affari
LE BANCHE RESISTONO
GIÙ FINMECCANICA E PIRELLI
M
entre si avvicina il vertice
europeo di venerdì, le Borse
tornano nell’incertezza, lasciandosi
subito alle spalle l’exploit della
vigilia. A frenare gli entusiasmi è
stata ieri l’intenzione di Standard &
Poor’s di tagliare i rating di ben 15
Paesi europei. La notizia ha condizionato l’andamento
di tutti i listini, anche se alla fine i danni sono
risultati limitati. Piazza Affari ha ceduto (indice Ftse
Mib) soltanto lo 0,49%, grazie all’ulteriore
ridimensionamento dello spread Bund-Btp, sotto i
370 punti. Il comparto creditizio ha mantenuto nel
complesso le posizioni conquistate lunedì. Anzi, le tre
migliori performance nel paniere delle blue chips
sono state realizzate da altrettanti titoli bancari:
Monte Paschi (+1,44%), Banca Popolare dell’Emilia
Romagna (+1,34%) e Ubi Banca (+1,06%). Ha invece
perso terreno la Popolare di Milano (-3,28%).
Contrastati anche gli industriali: a fronte del leggero
recupero di Campari (+0,77%) si registrano i forti
arretramenti di Finmeccanica (-4,83%), Fiat (-2,82%)
e Pirelli (-2,55%). Le perplessità dell’Isvap sui piani
finanziari annunciati in questi giorni dalla compagnia
di Ligresti hanno infine penalizzato Fonsai (-4,30%).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A.S. Roma .....................(ASR) 0,443 -1,62 -58,00 0,443 1,249 60,5
A2A.......................................(A2A) 0,763 -2,37 -23,94 0,717 1,178 2405,4
Acea......................................(ACE) 5,470 -2,41 -36,17 5,025 8,580 1177,1
Acegas-Aps...........................(AEG) 3,286 +0,98 -9,41 3,228 4,640 179,0
Acotel Group * ......................(ACO) 21,310 -4,87 -51,56 19,710 44,140 91,9
Acque Potabili .......................(ACP) 0,750 +4,10 -47,77 0,649 1,477 27,4
Acsm ....................................(ACS) 0,656 — -39,43 0,626 1,192 51,5
AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) 9,200 -8,00 -15,05 8,555 12,500 83,0
Aedes * ...................................(AE) 0,070 -0,14 -63,78 0,050 0,231 50,8
Aedes 14w *.....................(WAE14) 0,012 -4,17 -72,55 0,007 0,049 —
Aeffe *...................................(AEF) 0,600 -3,07 +18,11 0,477 1,477 64,4
Aicon * ...................................(AIC) — — — — — —
Alerion ..................................(ARN) 4,074 -0,92 -22,91 3,270 5,820 177,4
Amplifon...............................(AMP) 3,326 -1,31 -12,01 3,100 4,502 736,0
Ansaldo Sts *.........................(STS) 7,320 -1,15 -20,26 5,385 9,600 1021,0
Antichi Pell ..............................(AP) 0,241 -3,91 -48,89 0,241 0,596 11,0
Apulia Pront...........................(APP) 0,222 +3,44 -37,00 0,171 0,384 51,9
Arena ....................................(ARE) 0,006 -4,76 -76,56 0,006 0,029 9,6
Arkimedica...........................(AKM) 0,098 +18,60 -78,30 0,075 0,453 8,0
Ascopiave *...........................(ASC) 1,251 -1,57 -20,87 1,250 1,718 293,2
Astaldi * ................................(AST) 5,085 -0,88 +2,62 3,638 5,960 503,0
Atlantia ..................................(ATL) 11,920 -1,00 -19,15 9,365 16,095 7525,7
Autogrill ................................(AGL) 7,795 +0,58 -26,81 7,280 10,970 1973,9
Autostrada To-Mi .....................(AT) 7,615 +1,74 -25,42 6,630 11,400 661,0
Autostrade Mer. ................(AUTME) 17,210 -4,02 -24,52 16,400 24,380 75,5
Azimut..................................(AZM) 6,270 -1,72 -7,18 4,390 8,461 894,5
B&C Speakers ...............(BEC) 2,994 +0,20 -20,37 2,500 4,080 32,9
Banca Generali .....................(BGN) 8,055 +3,27 -12,06 6,265 11,560 886,6
Banca Ifis *...............................(IF) 3,972 -1,14 -24,91 3,892 5,585 214,1
Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) 6,070 +1,34 -36,11 4,590 9,895 1522,0
Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) 6,550 +0,46 +5,65 4,922 6,600 1992,7
Banco Popolare .......................(BP) 1,020 -1,45 -58,62 0,809 2,753 1804,1
Banco Popolare w10.........(WBP10) — — — — — —
Basicnet................................(BAN) 2,098 +1,35 -25,07 1,854 3,100 128,1
Bastogi......................................(B) 1,100 — -28,34 0,940 1,660 19,8
BB Biotech *............................(BB) 47,700 +1,02 -1,85 39,300 55,000 —
Bca Carige............................(CRG) 1,540 -0,32 -1,91 1,240 1,812 2457,6
Bca Carige r........................(CRGR) 2,012 -2,24 -27,50 1,860 2,780 353,4
Bca Finnat * ..........................(BFE) 0,272 +0,55 -45,11 0,258 0,522 100,1
Bca Intermobiliare .................(BIM) 3,000 — -28,23 2,950 4,388 462,9
Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) 1,240 -2,29 -59,34 1,087 3,210 93,4
Bca Pop.Milano......................(PMI) 0,295 -3,28 -65,85 0,258 1,025 774,2
Bca Pop.Milano 13w.......(WPMI13) 0,200 -0,05 -83,35 0,140 1,254 —
Bca Pop.Spoleto....................(SPO) 1,783 -0,17 -48,24 1,783 3,455 53,0
Bca Profilo ............................(PRO) 0,265 -1,12 -39,77 0,248 0,440 177,5
Bco Desio-Brianza ................(BDB) 2,958 -2,05 -26,96 2,700 4,120 348,5
Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) 2,410 — -35,08 2,294 3,750 31,2
Bco Santander ....................(SANT) 5,975 +0,59 -24,18 5,090 9,300 —
Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) 3,580 -3,24 -62,12 3,210 9,950 23,8
Bee Team..............................(BET) 0,310 +0,03 -22,79 0,256 0,541 21,2
Beghelli ...................................(BE) 0,442 -1,30 -35,66 0,412 0,732 88,4
Benetton Group.....................(BEN) 3,448 -5,79 -31,04 3,066 5,725 641,8
Beni Stabili ...........................(BNS) 0,355 +4,38 -44,62 0,295 0,765 672,2
Best Union Co......................(BEST) 0,990 — -28,26 0,940 1,450 9,2
Bialetti Industrie *...................(BIA) 0,279 +2,12 -21,24 0,235 0,425 20,1
Biancamano *.......................(BCM) 1,298 -1,67 -1,67 1,286 2,012 44,7
Biesse * ................................(BSS) 3,254 -2,69 -39,52 2,300 7,810 88,8
Bioera.....................................(BIE) 0,420 — -58,50 0,400 1,012 14,9
Boero Bart.............................(BOE) 21,000 — +5,00 20,000 21,000 91,1
Bolzoni *................................(BLZ) 1,760 +2,33 -17,47 1,550 2,350 45,6
Bon.Ferraresi ...........................(BF) 20,000 -1,72 -32,04 19,550 31,430 112,1
Borgosesia..............................(BO) 0,928 +4,39 -28,12 0,828 1,349 41,7
Borgosesia rnc......................(BOR) — — — — — —
Brembo * ..............................(BRE) 7,140 -1,99 -8,99 6,075 10,310 476,4
Brioschi ..................................(BRI) 0,079 -2,84 -43,43 0,070 0,173 63,1
Buone Società .......................(LBS) 0,300 +5,19 -23,13 0,280 0,755 3,0
Buongiorno *.........................(BNG) 1,046 -1,32 -10,14 0,737 1,460 112,4
Buzzi Unicem........................(BZU) 7,045 -1,47 -18,88 5,655 10,760 1171,6
Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) 3,496 +0,06 -35,85 2,950 6,090 142,6
Cad It * ..........................(CAD) 3,150 -3,90 -23,08 2,720 4,447 28,3
Cairo Comm. *........................(CAI) 2,968 +0,68 +9,42 2,464 3,290 232,0
Caleffi....................................(CLF) 1,520 -1,75 +31,37 1,120 1,547 19,0
Caltagirone ..........................(CALT) 1,430 +0,42 -19,16 1,269 2,118 171,7
Caltagirone Ed.......................(CED) 1,090 +0,93 -36,59 1,020 1,945 135,3
Camfin .................................(CMF) 0,250 -1,81 -33,07 0,229 0,429 167,3
Camfin 09-11 w ............(WCMF11) 0,005 -18,97 -92,89 0,002 0,083 —
Campari ................................(CPR) 5,245 +0,77 +7,59 4,438 5,935 3033,9
Cape Live ................................(CL) 0,037 — -85,29 0,036 0,411 1,9
Carraro ...............................(CARR) 1,888 -0,58 -51,43 1,800 4,468 86,8
Cattolica As.........................(CASS) 15,290 -0,91 -20,16 13,580 20,310 824,7
CDC......................................(CDC) 0,959 -0,05 -41,59 0,902 1,939 11,4
Cell Therap...........................(CTIC) 0,834 +1,09 -49,18 0,739 1,932 —
Cembre * .............................(CMB) 5,375 -3,67 -13,45 5,375 8,715 92,2
Cementir *............................(CEM) 1,674 -0,95 -20,76 1,329 2,340 263,7
Cent. Latte Torino * ................(CLT) 1,700 — -30,61 1,700 4,100 16,7
Ceram. Ricchetti .....................(RIC) 0,162 +1,51 -36,04 0,150 0,305 13,0
CHL.......................................(CHL) 0,079 -1,98 -40,11 0,070 0,150 12,9
CIA.........................................(CIA) 0,265 — -10,54 0,238 0,340 24,0
Ciccolella ................................(CC) 0,336 +1,51 -48,39 0,310 0,777 60,3
Cir..........................................(CIR) 1,308 -0,38 -4,73 1,163 1,789 1032,0
Class Editori ..........................(CLE) 0,292 -1,45 -35,21 0,263 0,520 31,3
Cobra * .................................(COB) 0,318 -2,60 -65,45 0,303 0,999 12,9
Cofide ...................................(COF) 0,585 +0,09 -13,21 0,532 0,784 414,4
Cogeme Set ..........................(COG) 0,046 — -87,62 0,033 0,371 2,7
Conafi Prestito' .....................(CNP) 0,593 -2,87 -40,63 0,586 1,070 27,8
Cred. Artigiano ......................(CRA) 0,765 +0,20 -41,10 0,670 1,461 247,6
Cred. Bergamasco...................(CB) 19,400 +1,09 -5,73 18,200 24,770 1190,4
Cred. Emiliano.........................(CE) 3,050 -0,97 -34,72 2,622 5,505 1023,3
Cred. Valtellinese .................(CVAL) 1,891 -0,32 -42,91 1,619 3,695 512,5
Cred. Valtellinese 10w ....(WCVA10) — — — — — —
Cred. Valtellinese 14w ....(WCVA14) 0,081 -9,80 -64,16 0,070 0,281 —
Crespi ...................................(CRE) 0,032 +8,93 -67,22 0,028 0,161 5,1
Csp .......................................(CSP) 0,765 -0,26 -28,90 0,700 1,295 25,7
D'Amico *........................(DIS) 0,438 -2,78 -55,72 0,401 1,000 67,2
Dada * ....................................(DA) 2,160 +3,35 -55,83 1,912 5,020 35,0
Damiani *.............................(DMN) 0,899 -1,69 +7,02 0,819 1,260 74,3
Danieli ..................................(DAN) 17,710 -0,11 -26,82 14,340 24,580 723,5
Danieli rnc..........................(DANR) 9,170 -0,65 -30,37 7,705 13,690 371,7
Datalogic * ............................(DAL) 5,770 -1,70 -4,86 5,420 6,540 338,6
De'Longhi .............................(DLG) 7,860 -2,06 +34,59 5,820 9,300 1180,1
Dea Capital *.........................(DEA) 1,343 +0,60 +16,78 1,125 1,600 403,5
Diasorin *...............................(DIA) 21,200 -1,07 -32,81 20,890 36,090 1182,2
Digital Bros *..........................(DIB) 1,257 — -17,84 0,936 1,573 17,8
Dmail Group * ......................(DMA) 1,250 -1,65 -57,12 1,026 3,265 9,5
DMT * ..................................(DMT) 16,770 +2,63 +9,04 14,750 23,510 190,6
Edison ............................(EDN) 0,815 -0,73 -5,78 0,736 0,959 4206,5
Edison r ..............................(EDNR) 0,797 -1,06 -34,73 0,797 1,287 89,2
EEMS * ...............................(EEMS) 0,636 -1,85 -51,75 0,540 1,539 27,9
El.En. * ..................................(ELN) 9,750 -3,37 -22,99 8,550 15,140 46,9
Elica * ...................................(ELC) 0,840 +0,96 -41,67 0,790 1,768 53,1
Emak * ...................................(EM) 0,473 +0,87 -67,01 0,469 1,494 13,2
Enel.....................................(ENEL) 3,222 -0,56 -14,65 2,842 4,832 30209,2
Enel Green Pw....................(EGPW) 1,641 -0,79 +4,39 1,492 2,048 8205,0
Enervit ..................................(ENV) 1,884 -1,77 +51,45 1,217 2,398 33,5
Engineering * ........................(ENG) 23,000 -1,92 +7,03 19,270 24,320 287,2
Eni .........................................(ENI) 16,230 +0,50 -1,16 12,170 18,420 65169,2
Erg........................................(ERG) 9,310 -0,32 -10,05 7,900 10,440 1399,9
Ergy Capital...........................(ECA) 0,268 -0,85 -44,93 0,267 0,498 25,4
Ergy Capital 11w................(WECA) 0,001 — -97,97 0,001 0,029 —
Ergy Capital 16w............(WECA16) 0,090 — -32,33 0,070 0,143 —
Esprinet * ..............................(PRT) 2,808 -0,35 -50,39 2,282 6,275 147,5
Eurotech * .............................(ETH) 1,644 -2,03 -12,09 1,559 2,440 58,8
Exor ......................................(EXO) 15,900 -0,62 -36,22 13,440 25,760 2546,2
Exor prv.................................(EXP) 14,570 +0,07 -22,50 12,510 21,300 1112,1
Exor risp................................(EXR) 13,050 -1,95 -30,21 10,850 20,100 121,6
Exprivia *...............................(XPR) 0,658 -1,13 -30,99 0,570 1,155 35,0
Falck Renewables * .........(FKR) 0,848 -1,45 -49,37 0,686 1,758 244,6
Ferragamo...........................(SFER) 11,290 -0,88 — 8,705 13,700 1909,9
Fiat............................................(F) 3,994 -2,82 -43,15 3,312 8,050 4400,8
Fiat Ind. priv............................(FIP) 4,658 -1,40 -25,47 2,610 7,415 483,8
Fiat Ind. risp ...........................(FIR) 4,912 -0,57 -20,52 2,738 7,395 393,6
Fiat Industr................................(FI) 6,750 -1,82 -25,00 4,888 10,660 7428,4
Fiat prv....................................(FP) 3,460 -1,87 -34,59 2,530 6,385 358,4
Fiat rnc....................................(FR) 3,606 -2,28 -31,77 2,582 6,375 290,9
Fidia * ...................................(FDA) 2,774 +0,87 -24,77 2,400 4,140 14,4
Fiera Milano * .........................(FM) 3,690 +0,93 -15,17 3,422 4,916 153,1
Finarte C.Aste .......................(FCD) — — — — — —
Finmeccanica........................(FNC) 3,390 -4,83 -60,63 2,910 9,865 1997,0
FNM.....................................(FNM) 0,329 +2,30 -34,91 0,321 0,515 79,7
Fondiaria-Sai .........................(FSA) 1,134 -4,30 -68,96 0,988 4,366 425,2
Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) 0,581 -3,57 -77,45 0,499 2,941 74,3
Fullsix....................................(FUL) 2,054 +0,69 +86,73 1,071 3,262 23,0
Gabetti Pro.S. .................(GAB) 0,056 — -74,59 0,050 0,245 14,2
Gabetti Pro.S. 13w.........(WGAB13) 0,016 -0,62 -83,71 0,014 0,098 —
Gas Plus................................(GSP) 5,700 -2,23 +44,30 2,230 7,150 261,8
Gefran * ..................................(GE) 2,880 -3,16 -35,71 2,628 5,250 41,6
Gemina ................................(GEM) 0,677 -1,60 +25,37 0,532 0,766 993,3
Gemina rnc ........................(GEMR) 0,845 +0,66 -11,11 0,790 1,170 3,2
Generali ....................................(G) 12,720 +0,79 -11,67 10,650 16,990 19710,6
Geox .....................................(GEO) 2,472 -3,81 -28,19 2,220 4,950 648,1
Greenvision ............................(VIS) 4,958 — +5,55 4,290 5,410 28,8
Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) 1,225 -2,47 -28,40 1,094 2,104 507,4
Gruppo Minerali M...............(GMM) 4,008 +0,05 -10,34 2,900 4,490 24,0
Hera ...............................(HER) 1,083 -2,52 -30,13 1,020 1,760 1205,3
I Grandi Viaggi..................(IGV) 0,699 +2,79 -14,70 0,640 1,080 31,5
IGD *......................................(IGD) 0,884 +0,17 -39,86 0,800 1,755 272,4
Il Sole 24 Ore ........................(S24) 0,848 +1,80 -39,21 0,750 1,510 36,4
Ima * .....................................(IMA) 12,750 -2,30 -14,83 12,570 15,200 470,9
Immsi ....................................(IMS) 0,572 -3,05 -31,08 0,531 0,910 199,2
Impregilo................................(IPG) 2,288 -1,63 +6,67 1,520 2,462 931,9
Impregilo rnc........................(IPGR) 7,900 — +1,94 7,050 8,200 12,5
Indesit....................................(IND) 3,846 -2,88 -53,07 3,368 9,015 439,7
Indesit rnc ...........................(INDR) 4,114 — -40,25 3,800 7,340 2,1
Intek.......................................(ITK) 0,370 +2,64 -6,10 0,271 0,540 47,6
Intek 11w..........................(WIT11) 0,000 -77,78 -99,20 0,000 0,029 —
Intek r ................................(ITKRP) 0,720 -0,69 +5,11 0,660 0,815 4,0
Interpump * ..............................(IP) 5,170 +1,87 -9,85 3,880 6,175 501,5
Interpump 12 w * ..............(WIP12) 0,480 +6,67 -28,04 0,360 0,874 —
Intesa Sanpaolo......................(ISP) 1,337 -0,82 -30,63 0,868 2,429 20826,0
Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) 1,031 -1,06 -38,53 0,766 2,087 964,0
Invest e Sviluppo ....................(IES) 0,450 +18,11 -63,71 0,371 1,870 5,2
Invest e Sviluppo 09w......(WIES12) 0,003 +3,85 -6,90 0,002 0,007 —
Irce *......................................(IRC) 1,857 +1,53 +16,87 1,528 2,708 51,6
Iren ........................................(IRE) 0,745 -1,97 -40,72 0,687 1,407 879,3
Isagro * ..................................(ISG) 2,726 +1,79 -21,61 2,292 4,034 47,1
IT WAY * ................................(ITW) 1,185 -2,31 -53,97 1,090 2,764 9,2
Italcementi................................(IT) 4,826 -3,48 -26,88 4,090 7,650 858,6
Italcementi rnc .......................(ITR) 2,070 -1,43 -43,25 1,742 3,886 215,6
Italmobiliare...........................(ITM) 16,540 -2,71 -35,74 14,430 29,900 372,3
Italmobiliare rnc...................(ITMR) 10,270 -0,29 -42,59 9,720 19,730 167,7
Italy 1 Invest w...................(WIT1) — — — — — —
Italy 1 Invest. ..........................(IT1) 9,700 -0,72 — 8,768 10,080 144,2
Juventus FC..................(JUVE) 0,597 -1,89 -37,45 0,485 0,986 121,3
K.R.Energy......................(KRE) 0,019 -2,60 -69,50 0,018 0,065 18,2
K.R.Energy 12w..............(WKRE12) 0,006 — -72,68 0,003 0,024 —
Kerself ..................................(KRS) 1,530 -0,39 -56,00 1,242 3,700 26,8
Kinexia..................................(KNX) 1,066 -5,16 -50,07 1,066 2,135 23,3
KME Group ...........................(KME) 0,296 -2,24 -10,41 0,248 0,391 133,4
KME Group 09w.............(WKME09) 0,001 +20,00 -96,61 0,000 0,021 —
KME Group 11w.............(WKME11) 0,000 — -98,59 0,000 0,017 —
KME Group rnc ...................(KMER) 0,543 -1,09 -6,62 0,511 0,724 23,8
La Doria *..........................(LD) 1,662 -0,12 -11,22 1,468 2,068 52,9
Landi Renzo *..........................(LR) 1,110 +1,65 -62,78 1,020 3,015 123,9
Lazio .....................................(SSL) 0,567 -1,82 -25,49 0,410 0,910 38,4
Lottomatica ...........................(LTO) 11,800 -1,67 +25,40 8,925 15,440 2055,1
Luxottica ...............................(LUX) 21,340 -1,30 -6,85 18,730 23,490 10006,9
Maire Tecnimont ..............(MT) 1,087 -1,00 -67,72 0,560 3,638 348,5
Management e C. .................(MEC) 0,204 +1,29 -4,76 0,198 0,230 96,1
Marcolin ...............................(MCL) 3,612 -3,22 -20,92 3,226 5,470 226,5
MARR * ..............................(MARR) 7,045 +0,21 -19,39 6,785 9,460 465,5
Mediacontech ......................(MCH) 1,500 — -36,17 1,400 2,470 27,7
Mediaset ................................(MS) 2,252 -1,66 -50,45 1,841 4,923 2658,9
Mediobanca............................(MB) 5,085 -0,88 -24,78 4,326 8,010 4343,5
Mediolanum.........................(MED) 2,822 -0,28 -9,77 2,218 4,084 2054,7
Meridiana Fly........................(MEF) 0,040 -2,20 -11,28 0,034 0,092 56,2
Meridie...................................(ME) 0,090 -3,76 -73,83 0,073 0,358 4,5
Meridie 11w....................(WME11) 0,001 — -97,21 0,000 0,018 —
Mid Industry Cap ...................(MIC) 9,970 +4,95 -0,30 9,110 10,730 37,9
Milano Ass. ..............................(MI) 0,260 -1,52 -65,82 0,220 0,895 504,1
Milano Ass. rnc......................(MIR) 0,239 -1,24 -69,34 0,201 0,868 24,3
Mirato * ................................(MRT) — — — — — —
Mittel .....................................(MIT) 1,693 -0,82 -44,85 1,624 3,197 120,1
MolMed ...............................(MLM) 0,516 +0,98 +26,01 0,381 0,767 108,2
Mondadori ..............................(MN) 1,328 -4,73 -50,72 1,254 2,868 331,0
Mondo HE.............................(MHE) 0,508 -0,49+220,30 0,157 0,720 10,3
Mondo Tv * ...........................(MTV) 3,050 +12,88 -35,42 2,060 7,200 13,3
Monrif ..................................(MON) 0,300 -4,58 -25,28 0,285 0,460 44,9
Monte Paschi Si. ................(BMPS) 0,309 +1,44 -57,38 0,238 0,859 3355,2
Montefibre..............................(MF) 0,110 +2,04 -27,10 0,103 0,175 15,0
Montefibre rnc....................(MFNC) 0,197 -4,38 -33,39 0,180 0,330 5,2
Monti Ascensori ....................(MSA) — — — — — —
Mutuionline *........................(MOL) 3,450 -0,81 -30,03 3,448 5,579 136,6
Nice *............................(NICE) 2,500 -1,73 -17,83 2,330 3,400 290,1
Noemalife .............................(NOE) — — — — — —
Novare....................................(NR) — — — — — —
Olidata ............................(OLI) 0,310 -1,34 -48,79 0,275 0,670 10,4
Panariagroup * ...............(PAN) 0,971 -0,31 -36,74 0,915 1,622 43,7
Parmalat ................................(PLT) 1,496 -1,32 -27,73 1,405 2,640 2636,0
Parmalat 15w ................(WPLT15) 0,498 -4,21 -52,88 0,413 1,554 —
Piaggio...................................(PIA) 2,250 -0,35 -7,12 2,060 3,000 829,8
Pierrel ...................................(PRL) 0,922 +0,16 -72,22 0,880 3,813 13,8
Pierrel 12w.....................(WPRL12) 0,087 — -60,37 0,040 0,245 —
Pininfarina............................(PINF) 2,742 -1,58 -28,78 2,262 7,100 82,9
Piquadro .................................(PQ) 1,698 -2,64 -12,02 1,638 2,910 85,1
Pirelli & C. ...............................(PC) 6,875 -2,55 +12,06 4,912 7,675 3287,1
Pirelli & C. rnc .......................(PCP) 4,690 +1,12 -17,72 3,898 6,310 57,6
Poligr. S.Faustino *.................(PSF) 4,470 +3,95 -50,80 4,000 10,110 5,3
Poligrafici Editoriale...............(POL) 0,327 +2,25 -33,18 0,312 0,495 43,1
Poltrona Frau.........................(PFG) 0,897 -0,22 -7,43 0,780 1,468 124,6
Pop Emilia 01/07.............(BPER15) — — — — — —
Pramac .................................(PRA) 0,849 -0,99 -18,37 0,720 1,205 25,7
Prelios...................................(PRS) 0,110 -1,52 -75,85 0,079 0,593 92,5
Premafin Finanziaria ................(PF) 0,150 +3,52 -80,38 0,136 0,792 61,6
Premuda .................................(PR) 0,399 -0,28 -46,99 0,350 0,766 73,2
Prima Industrie * ....................(PRI) 6,615 -0,68 -8,76 5,880 10,030 57,7
Prima Industrie 13w *......(WPRI13) 1,450 — -8,17 0,981 2,973 —
Prysmian...............................(PRY) 10,390 -1,42 -19,46 9,250 15,950 2223,8
R. De Medici * ..................(RM) 0,149 -0,73 -37,17 0,149 0,249 56,7
R. Ginori 1735.........................(RG) 0,281 -1,92 -38,62 0,210 0,584 13,0
R. Ginori 1735 11w..........(WRG13) 0,007 -9,33 -49,63 0,005 0,027 —
Ratti ......................................(RAT) 1,654 -3,27 -11,36 1,576 2,420 46,2
RCF.......................................(RCF) 0,645 +5,74 -23,80 0,607 0,887 19,8
RCS Mediagroup ...................(RCS) 0,790 -1,06 -24,62 0,635 1,354 576,2
RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) 0,520 -1,33 -28,37 0,495 0,880 15,3
RDB * ...................................(RDB) 0,295 -1,67 -85,47 0,275 2,078 13,4
Realty Vailog............................(IIN) — — — — — —
Recordati *............................(REC) 5,675 -1,13 -19,96 5,350 7,805 1188,3
Reply * ..................................(REY) 16,150 -0,37 -18,31 14,860 21,490 148,5
Retelit .....................................(LIT) 0,350 -0,28 -1,41 0,279 0,607 55,3
Retelit 11w......................(WLIT12) 0,091 -0,55+107,05 0,031 0,183 —
Risanamento...........................(RN) 0,093 -0,64 -57,94 0,088 0,293 76,2
Rosss....................................(ROS) 0,803 — -42,35 0,730 1,392 8,8
Sabaf S.p.a. * .................(SAB) 12,060 -1,23 -52,31 11,850 25,300 138,3
Sadi .......................................(SSI) 0,302 +0,33 -8,62 0,235 0,400 29,0
Saes *.....................................(SG) 6,585 +4,52 -3,16 5,290 8,800 95,1
Saes rnc *.............................(SGR) 4,188 +2,15 -15,39 3,520 6,180 30,4
Safilo Group...........................(SFL) 5,400 +0,93 -60,64 4,310 13,720 305,3
Saipem.................................(SPM) 33,660 -0,21 -10,67 23,550 38,520 14879,5
Saipem risp........................(SPMR) — — — — — —
Saras ....................................(SRS) 1,138 -1,90 -28,88 0,849 2,022 1094,7
Sat ........................................(SAT) 9,220 +2,84 -7,98 8,770 10,700 88,0
Save....................................(SAVE) 6,400 -2,29 -15,46 6,100 8,100 354,3
Screen Service......................(SSB) 0,340 -0,61 -46,60 0,280 0,640 47,1
Seat PG...................................(PG) 0,030 -2,58 -62,99 0,028 0,095 58,4
Seat PG r ..............................(PGR) 0,810 +3,85 -1,22 0,725 1,700 0,6
Servizi Italia * .........................(SRI) 4,700 -3,09 -21,01 4,562 7,350 75,7
Seteco International * ............(STC) — — — — — —
SIAS .......................................(SIS) 5,905 -0,42 -18,66 5,025 8,780 1335,9
Sistemi ....................................(SII) 1,205 +12,62 -77,48 1,070 5,350 1,1
Snai ......................................(SNA) 1,601 -2,97 -39,47 1,601 2,773 186,4
Snam Gas .............................(SRG) 3,392 -1,22 -8,76 3,182 4,286 12139,2
Sogefi *...................................(SO) 2,214 -2,38 -11,62 1,930 2,950 260,5
Sol ........................................(SOL) 3,902 -2,21 -21,17 3,896 6,050 352,8
Sopaf.....................................(SPF) 0,022 -7,08 -70,85 0,019 0,096 10,0
Sorin.....................................(SRN) 1,364 -0,44 -20,47 1,250 2,102 652,0
Stefanel * ............................(STEF) 0,360 +4,65 -26,53 0,302 0,660 30,2
Stefanel risp * ...................(STEFR) — — — — — —
STMicroelectr. ......................(STM) 4,636 -0,94 -42,34 4,028 9,645 —
Tamburi ...........................(TIP) 1,430 -0,35 +1,85 1,400 1,590 194,5
Tamburi 13w ...................(WTIP13) 0,072 -24,11 -67,23 0,071 0,473 —
TAS .......................................(TAS) 0,680 +27,22 -0,37 0,358 1,450 28,4
Telecom IT..............................(TIT) 0,864 -0,06 -11,98 0,725 1,144 11645,8
Telecom IT Media .................(TME) 0,174 -1,14 -27,19 0,145 0,240 251,5
Telecom IT Media rnc .........(TMER) 0,200 -0,30 -37,95 0,200 0,400 1,1
Telecom IT rnc......................(TITR) 0,728 -0,55 -11,38 0,656 1,025 4417,1
Tenaris ..................................(TEN) 14,230 -0,42 -23,08 9,055 18,510 —
Terna ....................................(TRN) 2,668 -1,48 -16,36 2,424 3,476 5380,1
TerniEnergia *........................(TER) 2,500 -4,58 -31,51 2,096 3,780 71,4
Tesmec * ...............................(TES) 0,390 — -39,77 0,341 0,712 42,3
Tiscali.....................................(TIS) 0,040 +0,77 -50,69 0,036 0,090 73,2
Tiscali 14w......................(WTIS14) 0,001 — -43,48 0,001 0,003 —
Tod's.....................................(TOD) 68,300 -1,87 -7,54 61,050 96,550 2086,8
Toscana Fin .............................(TF) — — — — — —
Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) 5,945 -2,14 -45,26 5,165 11,340 421,5
TXT e-solution *.....................(TXT) 14,140 +0,28+161,85 5,360 14,140 38,6
UBI Banca .......................(UBI) 3,238 +1,06 -47,92 2,200 7,374 2883,3
Uni Land ...............................(UNL) — — — — — —
Unicredit ...............................(UCG) 0,825 -1,32 -47,92 0,651 1,997 15966,8
Unicredit risp ......................(UCGR) 1,110 -1,25 -42,04 1,010 2,150 26,5
Unipol ....................................(UNI) 0,286 +2,80 -38,89 0,242 0,548 601,5
Unipol 13w......................(WUNI13) 0,009 +2,38 -63,56 0,007 0,024 —
Unipol prv ............................(UNIP) 0,202 +0,80 -44,25 0,172 0,419 260,6
Unipol prv 13w...............(WUNP13) 0,009 -6,59 -63,04 0,007 0,025 —
Valsoia............................(VLS) 4,100 — -1,86 3,950 4,780 42,9
Vianini Industria......................(VIN) 1,252 -0,63 -4,72 1,150 1,520 37,3
Vianini Lavori .........................(VLA) 3,540 +1,14 -11,50 3,224 4,640 152,6
Vittoria Ass. *.........................(VAS) 3,190 -0,25 -11,02 2,594 4,110 215,1
Yoox *...........................(YOOX) 9,680 -4,44 -2,32 8,150 13,320 522,8
Zignago Vetro *.................(ZV) 4,662 -0,60 -3,63 4,350 5,690 372,9
Zucchi ...................................(ZUC) 0,131 +0,85 +17,57 0,107 0,420 3,2
Zucchi 11/14 w..............(WZUC14) 0,014 -8,55 — 0,010 0,017 —
Zucchi rnc...........................(ZUCR) 0,250 +8,70+200,91 0,077 0,280 0,8
B.O.T.
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
Nome Titolo Tel. Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz
Rif. Rif. 03-01-2011 Anno Anno (in milioni
(euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)
15.12.11 7 99,962 -
16.01.12 39 99,625 3,27
15.02.12 69 99,208 3,99
15.03.12 98 98,806 4,23
16.04.12 130 98,271 4,68
15.05.12 159 97,909 4,63
15.06.12 190 97,528 4,59
16.07.12 221 97,057 4,53
15.08.12 251 96,655 4,63
14.09.12 281 96,293 4,46
15.10.12 312 95,777 4,68
15.11.12 343 95,396 4,34
Borsa Italiana Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia
Valuta al 08-12-11 Monete auree
06 dic Denaro Lettera
Sterlina (v.c) 309,87 339,31
Sterlina (n.c) 310,94 340,81
Sterlina (post.74) 310,94 340,81
Krugerrand 1.143,95 1.363,19
Marengo Italiano 232,94 253,01
Marengo Svizzero 231,38 252,05
Marengo Francese 231,37 250,51
Oro
06 dic Mattino Sera
Oro Milano (Euro/gr.) 41,75 41,43
Oro Londra (usd/oncia) 1.720,00 1.708,00
Argento Milano (Euro/kg.) — 803,47
Platino Milano (Euro/gr.) — 37,97
Palladio Milano (Euro/gr.) — 16,09
1 sett. 0,896 0,908
1 mese 1,205 1,222
2 mesi 1,307 1,325
3 mesi 1,472 1,492
4 mesi 1,539 1,560
5 mesi 1,617 1,639
6 mesi 1,705 1,729
7 mesi 1,759 1,783
8 mesi 1,821 1,846
9 mesi 1,874 1,900
10 mesi 1,931 1,958
11 mesi 1,986 2,014
12 mesi 2,040 2,068
Euribor
Periodo T. 360 T. 365 Periodo T.360 T.365
Tassi
Italia 1,25 1,25
Euro 17 1,25 1,25
Canada 1,00 0,00
Danimarca 1,00 1,00
Finlandia 1,25 1,25
Francia 1,25 1,25
Giappone 0,30 0,10
G.B. 0,00 0,50
USA 0,75 0,25
Svezia 2,00 2,00
Sconto Interv Sconto Interv Scadenza Giorni Pr.Netto Rend. Scadenza Giorni Pr.Netto Rend.
* Titolo appartenente al segmento Star.
A
B
C
E
G
R
S
T
U
L
M
V
Z
F
Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano
D
P
Y H
J
K
O
N
I
(pa.pic.) A pochi giorni dall’arrivo del nuovo capo azien-
da Enrico Cucchiani, e in attesa di capire se e come il mana-
ger milanese di stanza a Monaco di Baviera riporterà sulla
scena europea la «banca per il Paese», il consiglio di gestio-
ne di Intesa Sanpaolo stringe sulla riorganizzazione dei ter-
ritori, secondo il piano industriale varato il 5 aprile scorso
da Corrado Passera. La semplificazione interessa i marchi
della Banca dei territori e i presidi operativi nella gran par-
te delle regioni italiane, dalla Toscana in giù. Una struttura
più snella e, almeno nelle intenzioni, più vicina a imprese
e famiglie nei durissimi tempi a venire. Ma la recessione la
superbanca che in un tempo nemmeno troppo lontano par-
lava francese con gli alleati del Crédit Agricole, cercherà di
contrastarla tornando ad alzare lo sguardo oltre confine,
verso la vecchia Europa. E forse la vicina Germania.
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Torno e il sequestro per i crediti
(l.fer.) Il valore del sequestro operato ieri dal Nucleo di
polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano, 90 mi-
lioni di euro, in teoria potrebbe quasi coprire a beneficio
dei creditori gran parte del passivo di 120 milioni sotto il
quale è schiacciata la Torno, una delle più importanti socie-
tà italiane di costruzioni, passata dai fasti del passato (lo
stadio di San Siro, Eurodisney, il viadotto di Le Havre) al
quasi crac attuale, per il quale la Procura di Milano indaga
nell’ipotesi di concorso in bancarotta. L'indagine dei pm
Luigi Orsi e Stefano Civardi, sfociata ieri nel sequestro di-
sposto dal gip Andrea Salemme di titoli obbligazionari in-
corporanti crediti vantati dalla Torno per appalti anche
pubblici eseguiti, ritiene di aver individuato gravi anoma-
lie nella gestione aziendale precedente alla dichiarazione
di fallimento della società. Anomalie legate soprattutto a
due operazioni di cartolarizzazione avvenute tra il 2007 ed
il 2010. Attraverso queste operazioni, alle quali fu interes-
sata anche Jp Morgan, sarebbero stati distratti grossi credi-
ti verso la banca d'affari e altre società riconducibili al
gruppo argentino che fino a qualche mese prima gestiva di
fatto, in una continua turbolenza con gli altri soci, la socie-
tà in fallimento.
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Banca delle Marche, prove di welfare
(s.rig.) Focus sull’economia reale: dopo la sbornia di fi-
nanza si torna a coniugare i tempi del verbo fare. Le ban-
che, che sono state aiutate, devono aiutare? Non v’è dub-
bio. Banca delle Marche osa di più: 100 milioni per favori-
re le start up e le reti di impresa, per creare nuove aziende
da parte di giovani, allargando il concetto anagrafico ai 35
anni. Fin qui l’iniziativa è assimilabile ad altre. Dove l’isti-
tuto presieduto dall’avvocato Michele Ambrosini va oltre è
nell’allargare il target a «nuove imprese, di qualunque set-
tore, gestite da donne, senza limite d’età, o da soggetti, sen-
za limiti d’età, anche beneficiari di ammortizzatori sociali
o ex lavoratori, cioè disoccupati e cassintegrati». «Ci piace-
rebbe coinvolgere le reti di categoria e il sistema dei Confi-
di», ha dichiarato il direttore generale di Banca delle Mar-
che, Massimo Bianconi.
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Il posto barca? All’estero
(s.rig.) Prima ancora che il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano emanasse il decreto legge che dava so-
stanza al progetto presentato dal governo Monti per salva-
re l'Italia, c'era chi — a una certa Italia — lanciava una
ciambella di salvataggio. Un centro nautico di Lignano,
provincia di Udine, che sta a Nord anche dell'ipotetica Pa-
dania ha lanciato un'irresistibile offerta a tutti i contatti
della sua mailing list: «Nuove tasse sulla tua barca? — si
sono chiesti con spirito pratico e piglio imprenditoriale i
responsabili del centro legnanese — Possiamo gestire il
trasferimento della tua barca in Slovenia e in Croazia, tro-
vare un posto barca, effettuare manutenzioni, installazioni
di sistemi di videosorveglianza e curare al 100 per cento la
tua barca». Insomma, non era ancora diventata legge la
proposta di elevare le tasse sullo stazionamento in banchi-
na che già si prospettava la fuga oltreconfine. Il dottore
arriva sabato? Troverà la sua barca vicino alla riva, ma lon-
tano dagli ormeggi a pagamento. Il caso di Lignano è pron-
to a fare scuola. La Liguria, in fondo, è a un passo dalla
Francia. E che dire della Sardegna, soprattutto di quella Co-
sta Smeralda da dove in un attimo ci si trova in Corsica? La
prima sfida a Monti, arriva dal mare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
di GIACOMO FERRARI
Sussurri & Grida
indici
MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-12 var.%
Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 304,80 -0,10
Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . 110,88 -1,19
Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2086,05 -1,48
DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 228,66 -0,63
DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2356,71 -0,54
DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 241,92 -0,34
DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2323,33 -0,06
FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2076,09 -0,26
Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 18942,23 -1,24
Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 28707,63 -0,32
Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5568,72 +0,01
Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . . 8712,80 +0,08
Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 357,16 +0,68
Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 2749,24 -0,61
Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4321,59 -1,32
Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 12081,25 -0,31
Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 1868,71 -0,17
Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 5767,93 +0,49
selezione
FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 06-12 var.%
Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 80,21 -0,53
Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,04 -1,27
Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,86 -0,84
Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56,07 -0,25
Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 1,40 -2,85
Deutsche Bank n. . . . . . . . . . . . . . 29,66 -1,92
Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 11,07 -0,63
Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . . 9,15 -0,46
Dt Lufthansa Ag . . . . . . . . . . . . . . . 9,48 -2,31
Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 61,00 -1,39
Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31,86 -13,86
Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45,23 -0,01
Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75,60 -0,13
Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . 112,70 -0,70
PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-12 var.%
Air France. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4,35 -3,40
Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92,15 +0,16
Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25,83 -2,84
Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11,26 -
Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,05 -0,33
Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27,32 -1,37
Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19,00 -6,31
Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65,28 -1,42
Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 59,35 -0,18
Crédit Agricole . . . . . . . . . . . . . . . . 4,90 -3,16
Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48,02 -0,71
France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 12,70 +0,04
Havas. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,10 -0,77
L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79,21 -0,40
Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,78 -1,73
Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 13,94 -3,66
Renault . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,61 -0,34
Saint-Gobain. . . . . . . . . . . . . . . . . 31,81 -1,20
Sanofi-Synthelab. . . . . . . . . . . . . . 51,81 +0,88
Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 20,27 +0,62
Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 52,52 +0,08
Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,65 -0,30
NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-12 var.%
Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 191,99 -2,17
American Express . . . . . . . . . . . . . 48,56 -0,45
Apple Comp Inc. . . . . . . . . . . . . . 390,95 -0,52
At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,17 +0,07
Bank of America . . . . . . . . . . . . . . . 5,78 -0,17
Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70,87 -0,31
Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34,11 -0,15
Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . . 95,96 -0,92
Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 18,73 -0,32
Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . 29,75 -0,27
Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 66,68 +0,56
Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 90,54 +0,13
Dow Chemical . . . . . . . . . . . . . . . . 28,05 +0,21
DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,94 -0,08
Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 80,82 +0,46
Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11,05 -0,54
General Electric. . . . . . . . . . . . . . . 16,72 +2,39
General Motors . . . . . . . . . . . . . . . 21,68 +0,42
Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 101,16 +1,34
Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 28,18 +0,21
Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54,60 -0,18
Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 192,94 +1,10
Industrie Natuzzi Sp . . . . . . . . . . . . . . . - -
Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25,35 +1,36
Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 63,49 +0,21
JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,23 -0,84
Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 77,91 -0,26
Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 28,58 -0,76
McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 96,01 +0,69
Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 35,40 +0,40
Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25,66 -0,16
Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 72,32 +2,79
Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 16,58 +0,06
Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . . 96,25 -0,36
Occidental Pet . . . . . . . . . . . . . . . . 97,16 -1,08
Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20,23 +1,97
Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 64,84 -
Texas Instruments . . . . . . . . . . . . . 30,42 +0,63
Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,56 +1,11
Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 28,27 -0,84
Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,83 -0,30
Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49,07 -1,37
Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8,33 -0,36
Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,84 -0,31
LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-12 var.%
3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 189,90 -0,47
Anglo American . . . . . . . . . . . . . 2481,10 -0,82
AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 2930,82 +0,77
B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 769,00 +1,38
Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 190,04 -0,84
BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 467,24 +0,20
British Airways . . . . . . . . . . . . . . 276,46 -2,14
British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 190,11 +0,80
Burberry Group . . . . . . . . . . . . . 1264,51 -0,59
Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1422,06 +1,61
Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 318,01 -3,34
Pearson Plc. . . . . . . . . . . . . . . . 1139,55 +0,05
Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 649,00 -
Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 715,55 +0,22
Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 108,13 -0,62
Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 22,81 +0,18
Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1396,41 -0,89
Unilever Plc. . . . . . . . . . . . . . . . 2114,09 +0,10
Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 174,47 +0,82
ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 06-12 var.%
Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51,50 +0,49
Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 50,25 +1,25
Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11,47 +0,61
Borse Estere
A NewYork valori espressi in dollari, a Londra
in pence, a Zurigo in franchi svizzeri
Intesa riordina i territori, aspettando Cucchiani
47 Economia/Mercati Finanziari
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
«Z
efiro continuava ad esser-
ci propizio con l’aiuto di
un po’ di Garbino, ma un
altro giorno era passato
senza scoprire terra. Il terzo giorno, all’al-
ba delle mosche, cioè a dire sul mezzodì,
apparve un’isola triangolare che somiglia-
va moltissimo, per forma e posizione, al-
la Sicilia. Si chiamava Isola delle Parente-
le».
Così François Rabelais racconta, nel
suo irresistibile Gargantua et Panta-
gruel, la scoperta di quell’isola in cui (...)
tutti «erano parenti e insieme collegati, e
se ne vantavano». Non è chiarissimo
quanta malizia mise il grande scrittore
francese nello scegliere come paragone
la Sicilia. (...) Ridurre il fenomeno a una
dimensione solo siciliana o meridionale
(Clemente Mastella si spinse a teorizzare
che «la raccomandazione è un peccato ve-
niale che per molto tempo è servito a rie-
quilibrare le ingiustizie Nord-Sud») sa-
rebbe un errore.
Basti ricordare alcuni dei casi finiti sui
giornali in questi anni. Come quello del-
l’avvocatessa padovana Elisabetta Casella-
ti, berlusconiana della prima ora, che do-
po essersi insediata come sottosegretario
alla Sanità scelse quale capo della sua se-
greteria, con uno stipendio doppio rispet-
to a un funzionario del nono livello con
quindici anni di anzianità, sua figlia Lud-
ovica. Oppure quello, leggendario, di
Claudio Regis, detto «Valvola» perché in
gioventù era stato un provetto elettrici-
sta, piazzato dalla Lega Nord ai vertici del-
l’Enea, l’Ente per le nuove tecnologie,
l’energia e l’ambiente dove arrivò a dare
del somaro al premio Nobel Carlo Rub-
bia: «Nessuno mette in discussione le
sue competenze sulle particelle, ma quan-
do parla di ingegneria è un sonoro incom-
petente». Giudizio avventato, se non al-
tro per uno che, nonostante il decreto di
nomina di Letizia Moratti lo definisse
«Ing.» e nonostante scrivesse sulla rivista
online «Kosmos» articoli firmati «Clau-
dio Regis, ingegnere Enea», non era affat-
to laureato. (...)
Né si può dire che si tratti di un feno-
meno recente. (...) Ce lo ricordano mera-
vigliosi aneddoti come quello attribuito
al senese Enea Silvio Piccolomini, diven-
tato papa nel 1458 con il nome di Pio II e
subito assediato da questuanti affamati
di ruoli e prebende: «Quand’ero solo
Enea / nessun mi conoscea / ora che so-
no Pio / tutti mi chiaman zio».
Proprio per questo, però, servirebbe-
ro regole rigide. (...) Da noi, come spiega
Antonio Merlo, direttore del dipartimen-
to del Penn Institute for Economic Rese-
arch a Filadelfia, la selezione si è via via
specializzata nello scegliere sulla base
non della preparazione ma della fedeltà:
«L’Italia è una Repubblica fondata sulla
mediocrità, una "mediocracy". Cioè un si-
stema che seleziona e promuove scienti-
ficamente una classe dirigente di basso
profilo che non è funzionale al Paese ma
al partito. Al leader. Al segretario».
E a mano a mano che i costi della poli-
tica si gonfiavano e la politica tracimava
uscendo dai suoi alvei tradizionali per oc-
cupare ogni spazio della società, ogni ruo-
lo è diventato una poltrona con cui «fare
politica». (...) A che serve, ormai, il curri-
culum? A niente, rispondono casi clamo-
rosi come quello (...) di Clemente Marco-
ni, archeologo, dottorato di ricerca alla
Normale, tra i massimi esperti mondiali
di Magna Grecia, che inutilmente cercò
per anni, come ha raccontato al «Giorna-
le di Sicilia», di restare in patria: «Arriva-
vo sempre secondo».
Il giorno in cui prese possesso della
cattedra vinta alla Columbia University
di New York, ricevette una lettera dalla
Regione Sicilia: «Gentile collega, siamo
giunti alla conclusione che Lei non pos-
siede i requisiti accademici per entrare
nel nostro staff. La sua domanda per un
posto da archeologo ai Beni culturali sici-
liani viene pertanto respinta, cordiali sa-
luti».
Va da sé che quando Paolo Casicci e Al-
berto Fiorillo hanno deciso di scrivere
Scurriculum. Viaggio nell’Italia della de-
meritocrazia, hanno trovato un mucchio
di storie esemplari. Storie che dimostra-
no in modo inequivocabile come l’attua-
le sistema, ignobile e suicida, mortifichi i
più bravi costringendoli spesso a regala-
re la loro intelligenza, la loro preparazio-
ne alle università, alle aziende, ai Paesi
stranieri. E premia al contrario quanti
hanno in tasca la tessera «giusta» o nel
cellulare il telefono del deputato «giu-
sto». I quali utilizzano sistematicamente
le aziende statali o comunali «come sfo-
gatoio per i trombati o premio per i fede-
lissimi». O ancora per agganciare vistose
signorine dai curriculum estrosi.
Quanto possa essere perdente la diffu-
sione di questi meccanismi perversi or-
mai è sotto gli occhi di tutti. Peggio, ne
abbiamo già fatto esperienza in passato.
Lo ricorda, ad esempio, Ludovico Incisa
di Camerana nel libro Il grande esodo sul-
la storia delle migrazioni italiane nel
mondo. Dove si racconta che, grazie alle
imprese pionieristiche del padovano Gio-
vanni Battista Belzoni e all’amore per l’Ita-
lia di un viceré d’origine albanese, il che-
divè Mohammed Ali, l’Egitto, in coinci-
denza con il Risorgimento, spalancò le
porte agli italiani: «Durante il suo regno
(1801-1849) e quello dei suoi successori,
Abbas e Said (1849-1863), l’amministra-
zione interna è in gran parte affidata agli
italiani; italiana è egualmente l’ammini-
strazione delle poste, create su iniziativa
italiana, dei servizi sanitari, della sicurez-
za pubblica...». (...) E insomma «la lingua
italiana era così diffusa nel Paese che po-
teva considerarsi quale la sua seconda lin-
gua tanto che, fino a tutto il regno di
Mohammed Ali, la nostra era la lingua di-
plomatica dell’Egitto e la sola usata dal
governo egiziano nei rapporti internazio-
nali».
Un’occasione unica, straordinaria, irri-
petibile per il nostro ruolo nel Mediterra-
neo. Sapete come fu buttata via? Lo scri-
ve nel 1905 Giuseppe Salvago Raggi,
agente diplomatico presso il sultano e
console generale al Cairo... (...) «L’Agen-
zia d’Italia oppressa dalle numerosissi-
me raccomandazioni rinunciò in pratica
a ottener buoni impieghi per gli italiani
e si contentò di impiegarne molti. In tal
modo si venne applicando la regola che
le alte posizioni vennero occupate da
francesi (...), da alcuni austriaci, da po-
chi inglesi e da pochissimi tedeschi,
quelle più umili da italiani e le infime da
greci». (...)
Quanto lo stesso errore possa infetta-
re la società italiana, rendendola sempre
più debole e incapace di stare al passo di
un mondo che cambia a velocità immen-
samente superiore alla nostra, è dimo-
strato da questo libro passo dopo passo.
A partire dalla contraddizione fra le paro-
le, le promesse, i proclami, e la pratica
quotidiana. Valga per tutti il caso di Mas-
simo Zennaro, il portavoce del ministro
dell’Istruzione Mariastella Gelmini nomi-
nato direttore della Comunicazione a via-
le Trastevere e autore dello stupefacente
comunicato che rivendicava al merito
della sua datrice di lavoro, dopo la sco-
perta della velocità dei neutrini, la costru-
zione di un tunnel di settecento chilome-
tri dal Gran Sasso a Ginevra. Sciocchezza
planetaria liquidata da migliaia di inter-
nauti con una battuta: settecento chilo-
metri e neanche un autogrill!
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Italia si fonda sulla demeritocrazia. Contano le amicizie, non i titoli
Se trionfano
i candidati
dal cognome
famoso
Le ricadute negative
Cultura
Usa Perché non siamo (tradotti) nella «Best European Fiction»
Il regno dei raccomandati
dal nostro corrispondente
ALESSANDRA FARKAS
di GIAN ANTONIO STELLA
Senza sussidi, niente antologia
Inchiesta su una cattiva abitudine
Malcostume Paolo Casicci e Alberto Fiorillo denunciano la mortificazione dei più capaci e la conseguente fuga dei cervelli all’estero
Questo andazzo infetta
la società rendendola debole
e incapace di stare al passo
di un mondo che cambia
NEW YORK — C’è l’ungherese Zsófia Bán, la
francese Marie Darrieussecq, lo spagnolo Agu-
stín Fernández Paz, l’olandese Sanneke van
Hassel, il ceco Jirí Kratochvil, il tedesco Cle-
mens Meyer, l’irlandese Gabriel Rosenstock, il
portoghese Rui Zink, il norvegese Bjarte Brei-
teig, lo svizzero Arno Camenisch e la russa Da-
nila Davydov. Ma nella terza edizione dell’anto-
logia della narrativa europea appena pubblica-
ta in America da Dalkey Archive Press (titolo
ufficiale: Best European Fiction 2012) manca
un Paese: l’Italia. «Siamo molto interessati a
pubblicare narrativa contemporanea italiana e
sappiamo che molti vostri scrittori importanti
non sono ben rappresentati nella traduzione
inglese», teorizza l’assistant editor della casa
editrice Aaron Kerner, «ma Dalkey è un edito-
re non profit che dipende dalle sovvenzioni
dei governi esteri per finanziare le traduzio-
ni», precisa, «e negli ultimi anni questo tipo
di sussidio dall’Italia non è venuto».
Il volume, curato ancora una volta dallo
scrittore di origine bosniaca Aleksandar He-
mon contiene 34 racconti organizzati per te-
ma (amore, arte, guerra, musica, famiglia) e
firmati da 31 autori di ben 26 Paesi. Il successo
delle precedenti edizioni (elogiate da «New
York Times», «Time Magazine» e «Wall Street
Journal») ha indotto la casa editrice a chiede-
re per la prima volta a un autore americano —
Nicole Krauss — di curarne la prefazione.
In un Paese dove meno del 5% di tutti i libri
pubblicati ogni anno sono tradotti, l’antologia
è diventata un appuntamento d’obbligo per
scuole e book club. Nonostante l’inclusione,
in passato, di due autori italiani —Marco Can-
dida nel 2011 e Giulio Mozzi l’anno prima —
Best European Fiction da noi non è mai usci-
ta. «L’abbiamo venduta in Cina e siamo in trat-
tativa con numerosi altri Paesi», afferma Ker-
ner, «comunque speriamo di poter presto
ospitare altri autori italiani».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Anticipiamo in questa pagina la
prefazione scritta da Gian
Antonio Stella per il saggio di
Paolo Casicci e Alberto Fiorillo
Scurriculum. Viaggio nell’Italia
della demeritocrazia (Aliberti,
pagine 215, e 15), in libreria da
domani. Si tratta di una
inchiesta a largo raggio sulla
cattiva abitudine italiana di
attribuire incarichi pubblici a
persone incompetenti o
inadeguate, ma dotate di
raccomandazioni derivanti da
appartenenze di partito o
parentele illustri, con effetti
deleteri sull’efficienza dello
Stato e degli enti locali. Gli
autori sono due giornalisti:
Casicci lavora al «Venerdì di
Repubblica», mentre Fiorillo è
portavoce di Legambiente.
Un’immagine simbolica di analisi dettagliata dei «curriculum» inviati ai datori di lavoro (Archivio Corsera)
49
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Socialismo senza rivoluzione
In prima linea per il riscatto del Mezzogiorno
Gaetano Salvemini non abbandonò mai l’obiettivo
di cancellare la miseria con un’azione riformatrice
N
el 1954, tre anni prima della fine, Gae-
tano Salvemini si provò a incastonare
tutta la sua opera precedente in un
breve giro di frasi. E fu allora che
l’ideale socialista, da molti dato per scompar-
so, ricomparve, e più caro ancora perché ac-
compagnato dal sentimento di non averlo
mai perduto. «Sono — disse — un socialista
democratico all’antica».
«Socialismo» (e peggio se «antico») è però
di quelle parole fosforescenti che spiegano
tutto e non dicono niente. Per cui bisogna in-
nanzitutto fermare quell’unico tra i mille pos-
sibili socialismi che Salvemini carezzava (con-
tropelo) dei suoi favori. Ora, per andare subi-
to al centro delle cose, diremo così: il sociali-
smo di Salvemini, ancorché adattato alle con-
dizioni italiane, era lo stesso socialismo affer-
matosi con la socialdemocrazia della Seconda
Internazionale, fondata nel 1889. Da lì gli veni-
vano molti insegnamenti. Gli veniva, intanto,
l’opzione riformistica e quindi l’idea che il ri-
scatto degli umili dovesse rifluire nell’alveo di
una democrazia compiuta e moderna, che per
essere moderna e compiuta doveva di necessi-
tà estendere il diritto di voto a tutti, ma pro-
prio a tutti, compresi evidentemente gli anal-
fabeti. Donde la campagna per il suffragio uni-
versale che lo urtò ferocissimamente con mol-
ti dei suoi stessi compagni di partito, troppo
uncinati alle loro piccole comodità per lascia-
re che pure i «trogloditi» del Mezzogiorno de-
cidessero dei verdetti elettorali.
Sempre l’impostazione «secondointernazio-
nalistica» assisteva Salvemini in una convin-
zione che gli si era fitta in mente assai presto
e che lo accompagnò per sempre; prima, du-
rante e dopo la sua militanza nel Partito socia-
lista; lo confortava cioè nella convinzione che
i ritrovati democratici fossero altrettanti stru-
menti asettici, neutrali, che proprio perché
neutrali riuscivano buoni per qualunque fine,
non ultimo l’abolizione del mercato e della
proprietà privata: «Non vi è alcuna necessità
— scriveva nel 1937 — di supporre che la de-
mocrazia politica sia logicamente congiunta
con l’iniziativa privata».
Ancora nel 1949, nell’introduzione a L’età
giolittiana di WilliamSalomone, ancora lì Sal-
vemini martellava sul punto: «Si può concepi-
re un regime democratico… anche senza la li-
bera concorrenza economica». Ma dalla sa-
pienza socialdemocratica egli derivava soprat-
tutto una certa concezione della storia, e preci-
samente quella concezione secondo cui alle vi-
cende umane presiede la legge della continui-
tà, per cui il socialismo non sarebbe stato,
non avrebbe potuto essere, il conato di una
volontà rivoluzionaria, intesa la rivoluzione
come l’atto (uno solo) risolutivo e conclusivo
che tronca di netto col mondo precedente: so-
cialismo sì, come precisava Salvemini nel
1944, ma socialismo che si produce per accu-
mulo di riforme progressive. Rivolgendosi al-
l’esecutivo di un partito che si voleva «rivolu-
zionario», Salvemini in quell’occasione prose-
guiva così: «Voi intendete lavorare a un rinno-
vamento sociale totale, cioè all’abolizione del
regime capitalista. Nello stesso tempo, voi ri-
conoscete che la lotta per quel rinnovamento
deve essere condotta da uomini liberi col me-
todo della libertà». Tanto posto, veniva al-
l’obiezione: «Io non vedo perché la politica di-
retta a promuovere una trasformazione totale
attraverso un processo graduale debba essere
chiamata "rivoluzionaria"… Voi non avete nes-
sun bisogno di chiamarvi rivoluzionari. Do-
vrebbe bastare di chiamarsi "socialisti"».
Con il che ritorna l’antico, l’antica idea che
gli fu diletta fin dalla giovinezza, l’idea cioè
che nessun obiettivo fosse interdetto ai socia-
listi purché conseguito gradualmente e col
metodo della democrazia. Ritorna l’antico e
rincula il moderno, dove all’opposto si dà per
acquisito che il socialismo, quando voglia ri-
manere democratico, può proporsi alcune fi-
nalità, non altre; che tra queste finalità incon-
ciliabili con la democrazia c’è proprio il «rin-
novamento sociale totale». Quando invece,
sotto il fungo del vecchio, spunta il nuovo, co-
me cambia colore il socialismo di Salvemini!
Da questo punto di vista fa testo una liberissi-
ma lettera a una amica torinese dove egli si
confida, e confidandosi procura al socialismo
quel particolare fermento che è proprio il re-
spiro delle cose vive. «Io — scriveva — ho rag-
giunto gli 82 anni; da sessant’anni sento parla-
re di rivoluzione; ma una rivoluzione non l’ho
mai vista. Invece ho visto una evoluzione: len-
ta, frammentaria, continuamente interrotta,
eppure visibile. C’è oggi in Italia meno mise-
ria che nel 1890, quando io avevo diciassette
anni. Queste conquiste sono state l’opera di
persone come Lei e — se mi consente di ag-
giungere — come me, che abbiamo sofferto
all’idea di coloro che stavano peggio di noi.
Nel 1947, quando tornai dall’America dopo 22
anni di assenza, mi misi a conversare con una
donna di servizio, intelligentissima e squisita-
mente buona. Lei mi disse che era stata sem-
pre socialista e aveva sessant’anni. Le doman-
dai: "Perché sei stata sempre socialista?". Mi
rispose: "Perché penso che ci deve essere un
po’ di bene per tutti". Questo, cara amica, è il
socialismo».
Dal «rinnovamento totale» a un «po’ di be-
ne per tutti»: la distanza è tanta! Ecco: dall’ini-
zio alla fine Salvemini fu conteso da entrambe
le aspirazioni e a tutte e due disse di sì. Sic-
ché, volendo tornare da dove eravamo partiti,
diremo che egli aveva ragione quando a tarda
età ci tenne a dirsi «socialista riformista»: que-
sta è la verità, la verità vera. Con una postilla:
che sotto la copertura di quell’unico lemma
— socialismo, appunto — egli riuniva in uni-
tà due movimenti, l’antico e il moderno, che
non fanno centro l’uno nell’altro. E allora: so-
cialista Salvemini? Senz’altro. E fino all’ulti-
mo. Ma un socialista un po’ particolare: antico
e moderno insieme. Un socialista percorso da
sensibilità moderna e un moderno che aveva
ancora attivo il ricordo dell’antico. Questo fu
Salvemini. Noi non sappiamo se il moderno
fosse più grande dell’antico. Certo ce lo sentia-
mo più vicino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I maestri del pensiero democratico
di GAETANO PECORA
Suffragio universale
Le iniziative del Corriere
Laici cattolici
Nell’antologia La sinistra e la questione
meridionale, che il «Corriere della Sera» manda in
edicola domani con prefazione di Giovanni Russo,
si riflette l’impegno di Gaetano Salvemini
(1873-1957) per il riscatto del Sud, forse la più
importante battaglia da lui intrapresa nella sua
lunga attività politica. Si tratta della sesta uscita
della collana «Laicicattolici. I maestri del pensiero
democratico», in vendita ogni giovedì con il
«Corriere della Sera» al prezzo di e 1,50 più il costo
del quotidiano. Nato a Molfetta e poi emigrato a
Firenze, dove si afferma come valido studioso di
storia, Salvemini aderisce al Partito socialista e
cerca di spostarlo su posizioni riformatrici più
sensibili ai problemi del Mezzogiorno. Esige che il
Psi dia la priorità a temi come il suffragio
universale, lo sviluppo delle autonomie locali, la
riforma agraria. Ma non trova ascolto e alla fine
lascia il partito per continuare il suo impegno
attraverso la rivista «L’Unità». Sarà favorevole
all’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale e
poi combatterà a viso aperto il fascismo, che lo
costringerà all’esilio. Ma ai problemi del Sud
continuerà a dedicare attenzione, anche dopo il
ritorno in patria, in un’Italia repubblicana di cui
però non sarà mai soddisfatto. Nella serie del
«Corriere» questo volume è seguito da un’opera di
un altro riformista, il filosofo torinese Norberto
Bobbio, del quale il 15 dicembre esce Quale
socialismo?, con prefazione di Michele Salvati.
La collana Ogni giovedì in edicola al prezzo di euro 1,50 più il costo del quotidiano
Maestro di libertà
Quando era iscritto al Psi polemizzò
con i compagni che non si battevano
per il diritto di voto agli analfabeti
Antifascismo Gli ideali dell’esule che contrastò instancabilmente i propagandisti e gli ammiratori di Mussolini nei Paesi anglosassoni
Qui sopra: Gaetano Salvemini (1873-1957)
pose instancabilmente al Partito socialista il
problema del Sud. Nella foto in alto, donne
braccianti nella piana del Sele, in provincia di
Salerno (www.quasimezzogiorno.it)
50 Cultura
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
C
uriosa, coraggiosa ini-
ziativa editoriale quel-
la intrapresa da Don-
zelli con la pubblica-
zione di questo Schiaccianoci
(pp. 254, e 23,90): unire carat-
teristiche fondamentali dei li-
bri per l’infanzia, come il gene-
re fiabesco e la presenza di illu-
strazioni, con una scelta che ap-
parirebbe raffinata, se non ad-
dirittura esoterica, in un volu-
me destinato agli adulti, di ac-
costare cioè due differenti ver-
sioni dello stesso racconto, in-
vitando implicitamente il letto-
re a prestare attenzione non so-
lo alla trama ma anche e soprat-
tutto allo stile, alle soluzioni
formali, alla tecnica narrativa.
Le illustrazioni si devono al-
la matita elegantissima di Au-
rélia Fronty; le due versioni del-
la fiaba sono quella originaria
scritta nel 1816 da Ernst Theo-
dor Hoffmann e la rielaborazio-
ne compiuta da Alexandre Du-
mas padre nel 1845. Un mae-
stro del romanticismo, dun-
que, esperto nello scandagliare
sulla pagina tutte le pieghe del
«perturbante», e uno dei più
abili e fortunati autori di ro-
manzi d’avventura; un tedesco
imbevuto di atmosfere goti-
che, e un francese per il quale
quelle stesse atmosfere diven-
tano tocco esotico, «colore lo-
cale» da proporre al lettore
con divertito distacco.
Ma nonostante tutte le diffe-
renze, e nonostante l’abisso
che separa la genialità bizzarra
dell’uno dalla disinvoltura un
po’ corriva dell’altro, un tratto
accomuna i due scrittori: la sa-
pienza istintiva e infallibile nel
creare perfetti congegni lettera-
ri. Entrambi sono «maestri oro-
logiai», come quel padrino
Drosselmeier che vediamo
comparire all’inizio della storia
portando ai bambini, tra gli al-
tri doni di Natale, il prodigioso
schiaccianoci.
Questo personaggio tra il
buffo e il sinistro è il deus ex
machina che muove l’intera vi-
cenda e insieme l’ironica con-
trofigura dell’autore, anzi, de-
gli autori. Lo vedremo assiste-
re, grottescamente appollaiato
sulla pendola del salotto, al-
l’epica battaglia tra i soldatini e
l’esercito dei topi; sentiremo
dalle sue labbra la storia della
principessa Pirlipat, nella qua-
le egli svolgerà il duplice ruolo
di narratore e personaggio; e
quando il vertiginoso intreccio
tra la dimensione fantastica e
la realtà borghese della fami-
glia Stahlbaum avrà toccato il
culmine, toccherà a lui condur-
re la vicenda a uno scioglimen-
to ragionevole presentando al-
la figlioccia l’ex schiaccianoci
ed ex sovrano del regno delle
bambole sotto le sembianze fi-
nalmente umane del proprio
nipote di Norimberga.
Una rassicurazione che non
inganna il lettore, né tantome-
no la piccola protagonista, or-
mai consapevole che il mondo
apparentemente prosaico nel
quale si trova a vivere fa tut-
t’uno con il mondo della fiaba
e che vi abbondano le cose più
splendide e meravigliose,
«sempre che, certo, si abbia-
no gli occhi per vederle». Con
queste parole Hoffmann con-
clude il suo racconto e Dumas
le riprende alla lettera, come
un traduttore fedele; occorre-
rà attendere circa mezzo seco-
lo perché un’altra e assai più
libera «traduzione», operata
da Cajkovskij attraverso la mu-
sica, porti alla fama questa in-
tricata favola natalizia facendo
dello Schiaccianoci il classico
del balletto che ben conoscia-
mo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le versioni di Hoffmann e Dumas
«Battaglia di Anghiari», concluse le ricerche
Concetti e istituzioni, economia e politica
Tutto il pensiero liberale dalla A alla Z
dal nostro corrispondente
LUIGI OFFEDDU
Elzeviro
❜❜
Come trovare la parola «giusta» nell’epoca del digitale
BRUXELLES — E se la libertà
digitale fosse tutta una leggen-
da? E se gli ebook, i libri digita-
li che corrono per le praterie di
Internet portando a tutti cultu-
ra e sogni, fossero anch’essi
trappole commerciali piazzate
online da venditori smaliziati?
Vecchi dubbi si riaccendono
davanti a poche righe diramate
ieri dalla Commissione euro-
pea, servizio Antitrust che vigi-
la sulla libertà di concorrenza e
di mercato: un’indagine forma-
le è stata infatti aperta dallo
stesso servizio sull’esistenza di
un sospetto «cartello» di prez-
zi e accordi commerciali fra cin-
que editori internazionali di
ebook, operanti nell’area eco-
nomica europea. Sotto la lente
di ingrandimento, solitamente
non molto indulgente, del com-
missario europeo alla Concor-
renza Joaquin Almunia, sono fi-
niti Hachette Livre, Harper Col-
lins (gruppo Murdoch), Simon
& Schuster, Penguin (gruppo
Pearson) e il gruppo tedesco
Verlagsgruppe Georg von Hol-
tzbrinck, i quali avrebbero —
secondo l’ipotesi dell’«accusa»
— agito con l’aiuto di Apple.
Proprio qui sta uno dei punti
più delicati dell’indagine, se
non il più delicato: Bruxelles
vuole appurare se l’impresa
fondata da Steve Jobs e oggi di-
retta da Tim Cook, quando lan-
ciò i suoi iBookstore nel 2010
— i negozi online dove i letto-
ri-navigatori possono compra-
re e scaricare i testi preferiti su
applicazioni come iPad e iPho-
ne — abbia aiutato i 5 editori
ad alzare illegalmente i prezzi
degli ebook (cioè in modo ille-
galmente concertato: con un
«cartello», appunto). L’inchie-
sta di oggi si muove indiretta-
ment e s ul l a s ci a di una
«class-action», una causa col-
lettiva avviata tempo fa negli
Usa sullo stesso tema: e natural-
mente, ha come cornice più va-
sta lo scontro di mercato fra Ap-
ple e la sua rivale Amazon, gui-
data da Jeff Bezos, proprio nel
campo degli ebook.
La parola «cartello», qui, va
intesa esattamente come la si
intende quando si parla di case
farmaceutiche o di prodotti pe-
troliferi: presunti patti stipulati
in barba o ai margini della leg-
ge, con l’obiettivo di diminuire
o impedire la concorrenza, pre-
sunti patti fra gli stessi editori,
o con i rivenditori, o con le
agenzie degli autori.
In libreria, come su Internet,
ci si può naturalmente mettere
d’accordo su tutto: sul prezzo,
la distribuzione, i tempi di di-
stribuzione, i calendari delle
uscite. Il problema nasce quan-
do questi accordi impediscono
ad altri editori, rivenditori o au-
tori, di competere ad armi pari.
E quando dunque si viola po-
tenzialmente uno degli articoli
più importanti e più noti del
Trattato europeo, quel 101 che
tutela appunto la libertà di con-
correnza all’interno dello spa-
zio economico della Ue.
La natura di Internet, la gran-
de Rete le cui maglie accolgo-
no tutti e tutti lasciano circola-
re, sembrerebbe escludere a
priori questo pericolo: ma può
non essere così, almeno secon-
do l’ipotesi da cui è partita l’in-
dagine di Bruxelles. Gia nel
marzo scorso, e sempre su ini-
ziativa dell’Antitrust europeo,
una serie di ispezioni senza pre-
avviso era stata condotta in di-
versi Paesi europei. Ora uno de-
gli editori sotto inchiesta, Pear-
son, precisa che l’apertura del-
l’indagine non implica alcun
concetto di colpevolezza. «Non
crediamo di aver infranto alcu-
na legge, continueremo a colla-
borare pienamente e aperta-
mente con la Commissione Eu-
ropea». Altri, come Apple, non
hanno ancora commentato e
probabilmente lo faranno nelle
prossime ore. Ma intanto, quel
sogno degli ebook liberi e alati
sulla Rete, almeno un po’ si è
incrinato.
loffeddu@corriere
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Bruxelles Cinque editori sospettati di pratiche monopolistiche. Sullo sfondo la competizione con Amazon
di PAOLA CAPRIOLO
Le illustrazioni
affidate alla matita
di Aurélia Fronty
di ALDO GRASSO
N
on si fa altro che parlare di digi-
tale. Sembra anzi che le nuove
frontiere della comunicazione
coincidano solo con il digitale.
Ormai le pellicole fotografiche, i long
play, la tv senza decoder (tre esempi di
veterotecnologia) sono un ricordo lonta-
no, quando il modello di rappresentazio-
ne della realtà era lo specchio, simbolo
aureo del rapporto analogico. Con il
computer, lo smartphone, l’iPad siamo
entrati nell’era del digitale. Fine dell’ana-
logico.
Che senso ha, allora, un dizionario
analogico? L’uscita del Dizionario Analo-
gico della Lingua italiana di Donata Fe-
roldi e Elena Dal Pra (Zanichelli) ci solle-
cita a qualche riflessione. Intanto, che
cos’è un dizionario analogico? È un’ope-
ra lessicografica basata su criteri partico-
lari, diversi da quelli dell’usuale diziona-
rio. Nella prefazione del Vocabolario no-
menclatore di Palmiro Premoli, pubbli-
cato nel 1909, si legge: «Il V.N., dopo
spiegata la parola (l’unica funzione spe-
cifica di tutti gli altri vocabolari), mette
intorno ad essa non solo i sinonimi, le
frasi, le locuzioni, i proverbi — utile
scorta per la ricchezza e la vivacità dell’e-
loquio — ma tutta una legione, una ple-
iade di altre parole, che, con quelle aven-
do relazione, affinità, analogia, concor-
rono a completare il corredo linguistico
necessario, tanto per ben conoscere una
cosa nel suo complesso e nelle sue par-
ti, quanto per esprimere in vari modi —
nelle loro gradazioni, nelle loro sfumatu-
re — affetti, idee, sentimenti, ecc. Dun-
que, un metodo, e procedente per mez-
zo dell’analogismo». La rivincita del-
l’analogico parte proprio da qui: il voca-
bolario analogico è un prezioso arnese
di lavoro per trovare la parola giusta. Co-
me opera? È una specie di social
network delle parola che cerca di favori-
re la loro vita di relazione attraverso ca-
tene nomenclatorie.
Facciamo un esempio. Non ricordo
più come si chiama tecnicamente la par-
te del libro dove sono date di solito noti-
zie sull’autore. Ce l’ho sulla punta della
lingua, ma proprio non ricordo. Vado al-
la voce libro e trovo tutti i sinonimi
(non ci siamo), trovo i tipi di libro (non
ci siamo ancora), trovo le caratteristiche
(non ci siamo, anche se l’elenco è lun-
ghissimo), trovo le parti e… «custodia,
fodera, sovraccoperta, risvolto». Che sia
risvolto? «Ribaltina, aletta, bandella…».
Ecco è la bandella, finalmente ho trova-
to la parola che cercavo! Quasi per ma-
gia siamo entrati dentro a un universo
ordinato per concetti e non per parole,
quindi, per buona sorte, aperto a ogni
incongruenza. Ma questo è il bello di
ogni dizionario: l’inaspettato, cercare
una cosa e trovarne un’altra.
Ma ha ancora senso un analogico al-
l’epoca di Internet, quando affidiamo al
computer ogni ricerca lessicografica?
Non siamo ormai prigionieri, più o me-
no coscientemente, di nuovi paradigmi
operativi e cognitivi che rendono obsole-
ti i cari dizionari? Cosa ne direbbe quel
personaggio de La grande sera di Giu-
seppe Pontiggia che, affascinato dal mi-
stero delle parole, sfogliava il dizionario
come un libro cult? Le due autrici si di-
fendono così: «È un dizionario organiz-
zato a partire dai cosiddetti campi se-
mantici — ossia, intuitivamente, dagli
insiemi formati da termini ed espressio-
ni appartenenti ad ambiti di esperienza
e di conoscenza avvertiti come omoge-
nei — intorno a parole che ne costitui-
scono il centro o la chiave d’ingresso,
l’equivalente dei nodi nelle rete di un
ipertesto». Rete? Ipertesto? Ma certo, il
dizionario analogico, che si estende con
i suoi legami, i suoi link, secondo una
modalità reticolare e che si sviluppa a va-
ri gradi di profondità è l’invenzione del-
la Rete prima della Rete.
Mentre il dizionario tradizionale ha
come funzione principale quella di for-
nirci la definizione del significato delle
parole che raccoglie, quello analogico
permette una ricerca lessicale attraver-
so una fitta rete di rimandi. Ripetiamo:
serve per trovare una parola che non si
conosce o non si ricorda a partire da
un’altra parola che è invece nota e che
ha un significato collegato alla parola ri-
cercata. Proprio come si fa con Google.
La fitta rete di rimandi lega le parole affi-
ni e consente di avere una visione più
ricca e completa delle parole che sono
«legate» tra di loro. A ben vedere, l’ana-
logia non è altro che una forma di cono-
scenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
R Il volume: Donata Feroldi e Elena Dal
Pra, Dizionario analogico della Lingua ita-
liana, Zanichelli editore, volume con
CD-Rom per Windows e Mac, pagine
960, e 59
Ebook, indagine europea sul cartello Apple
La polemica a Firenze
Un’opera pubblicata da Rubbettino
(
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UNOSCHIACCIANOCI
ESOTICOE GOTICO
Quel dizionario sembra Google
Due protagonisti:
sopra, Jeff Bezos;
sotto, Tim Cook
Si è conclusa la fase di ricerca sulla
Battaglia di Anghiari di Leonardo a Palazzo
Vecchio a Firenze, condotta con l’utilizzo di
una sonda endoscopica sul sovrastante
affresco di Giorgio Vasari. La
soprintendente, Cristina Acidini, ha inviato
una relazione al Ministero su questa prima
fase, che si è fermata a 6 dei 7 buchi
autorizzati, sui 14 chiesti dal direttore dei
lavori, l’ingegner Maurizio Seracini. Intanto
l’assessore Giuliano da Empoli ha definito
«demagogiche» le polemiche sulla ricerca
mosse da Legambiente e il Comitato
nazionale per la valorizzazione dei beni
storici, presieduto da Silvano Vinceti, si è
schierato dalla parte di Seracini.
Finalmente si colma una lacuna. Ai numerosi dizionari del fascismo, della
Resistenza, del comunismo, del movimento cattolico, se ne aggiunge uno
dedicato agli ideali professati dall’originaria classe dirigente dell’Italia
unita. È appena uscito infatti il primo tomo del Dizionario del liberalismo
italiano, edito da Rubbettino (pp. 1063, e 48) e promosso da un comitato
composto da diversi studiosi: Giampietro Berti, Dino Cofrancesco, Luigi
Compagna, Raimondo Cubeddu, Elio d’Auria, Eugenio Di Rienzo,
Francesco Forte, Tommaso Edoardo Frosini, Fabio Grassi Orsini, Giovanni
Orsina, Roberto Pertici. Questo volume è dedicato a concetti, istituzioni,
soggetti politici e vicende storiche; ne seguirà un secondo con le biografie
dei protagonisti del liberalismo. L’arco temporale preso in considerazione
va dal Congresso di Vienna (1815) agli anni Novanta del XX secolo.
Strumenti II nuovo «analogico» Zanichelli: un classico con i meccanismi del social network
51 Terza Pagina
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
52
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera
Q
uando fu aperta la prima
cassa, poi la seconda e infi-
ne tutte le altre, un’emozione
scosse i cur i osi che dal
Pont-Neuf seguivano lo scari-
co delle antichità Borghese. I
Romani, pensavano, erano tor-
nati in Gallia. Questa volta non
sotto le insegne di Giulio Cesa-
re, né come conquistatori, ma
con le aquile d’oro di Napoleo-
ne. Venivano a insediarsi sulla
Senna gli dei di marmo dell’an-
tica Roma e dell’antica Grecia,
abbagliante dono dell’impera-
tore dei Francesi alla splendi-
«Pezzi» di pregio
0a ogg| al 9 aprile
2012, a||a Galleria
Borghese di Roma,
saranno |n mos|ra
| capo|avor| dc||’ar|c
an||ca appar|cnu|| a||a
Collezione Borghese.
la Sopr|n|cndcn/a
spcc|a|c pcr ||
pa|r|mon|o s|or|co
ar||s||co cd
c|noan|ropo|og|co
c pcr || Po|o musca|c
d| Roma prcscn|a
qucs|a cccc/|ona|c
co||abora/|onc dc||a
Ca||cr|a con || musco
dc| louvrc, nc||a
mos|ra I Borghese
e l’antico, cura|a
da Anna Co||va,
Har|c-lou labrcga
0ubcr|, !can-luc
Har||nc/ c Har|na
H|no//|. Sessanta
opere chc |ornano
a||a Ca||cr|a dopo
ducccn|o ann|,
v|s||ab||| da| mar|cd|
a||a domcn|ca, da||c 9
a||c l9. l| catalogo c
pubb||ca|o da S||ra,
3O/ pag|nc, 5O curo.
Per informazioni.
|c|. OG|328lO,
www.ticketeria.it,
www.mondomo-
stre.it, |a
prcno|a/|onc c
obb||ga|or|a
Sopra, Isabella d’Este
in un carboncino
di Leonardo e, a lato,
Faustina Maggiore
Sfilata di capolavori
da Raffaello a Bernini
I
l monumentale Vaso Borghese troneg-
gia al centro della sala d’ingresso della
Galleria fatta costruire nel 1613 dal cardi-
nale Scipione per ospitare l’imponente
collezione di opere di pittura e scultura.
Per collocare il grande cratere di scuola
neoattica, gli organizzatori della mostra
hanno dovuto sfrattare la Paolina del Ca-
nova nella stanzetta adiacente. Vi resterà
per quattro mesi, per tutto il tempo del-
l’esposizione che ha visto tornare a casa,
dopo duecento anni, sessanta delle 695
opere che nel 1807 Camillo Borghese, ma-
rito di Paolina, accettò di vendere al co-
gnato Napoleone Bonaparte. All’epoca, la
raccolta iniziata da Scipione contava
2.200 pezzi: una foresta di statue, come
l’aveva definita Bernini. Il trasloco della
principessa valeva la pena, perché adesso
quelle sculture hanno ripreso all’interno
del museo il posto che occupavano dalla
fine del Settecento, quando l’architetto
Antonio Asprucci rielaborò l’allestimento
della collezione su incarico del principe
Marcantonio IV.
Asprucci dispose i maggiori capolavori
della raccolta al centro di ogni sala, raccor-
dando l’intero tema decorativo dell’am-
biente, dalle pareti alla volta, all’iconogra-
fia del gruppo scultoreo. Così ora si può
ammirare, con una certa emozione, il Va-
so decorato con scene dionisiache al cen-
tro di un girotondo di statue che raffigura-
no Livia, Tiridate, Pertinace, Achille (det-
to Ares Borghese), Adorante. E un Mercu-
rio con la testa rifatta da Agostino Penna,
secondo il gusto dell’epoca che imponeva
di integrare le parti mancanti dei reperti
archeologici. Così nell’Ermafrodito dor-
miente, replica romana di un originale
greco, si possono osservare tre diverse
mani di artisti in tre tempi diversi. La ma-
no antica che scolpì la figura dell’Erma-
frodito; quella del Bernini che fu incarica-
to di creare il materasso di marmo su cui
adagiare la statua rinvenuta tra il 1617 e
il 1618 durante i lavori promossi dal car-
dinale Scipione nel monastero di Santa
Vittoria; quella del restauratore Vincen-
zo Pacetti che nel ’700 scolpì le due sfingi
alate che sorreggono il letto. Il dormien-
te giace nella Sesta Stanza, che è un po’
il cuore hard della mostra, a causa del-
l’altro Ermafrodito, detto Stante, per-
ché eretto, anche sotto le vesti che
femminili che solleva fino alla vita, in-
clinando il corpo all’indietro. Ritrova-
to nel 1781 nella vigna Pasqualoni a
Monte Porzio e considerato troppo
sconcio per essere mostrato, viene ora
esposto davanti all’armadio in cui Marcan-
tonio lo teneva nascosto «per decenza».
Tra i capolavori del pianoterra, da non
perdere la Stanza del Moro, dove è torna-
ta la statua da cui prende il nome. Amatis-
simo da Scipione, a lungo esposto a Ver-
sailles, questo Moro antico in marmo ne-
ro e alabastro orientale era considerato
prezioso per la grande abilità dimostrata
nel lavoro dei marmi policromi, durissi-
mi. Hanno riottenuto i propri capolavori
anche la Stanza delle Tre Grazie e la Stan-
za del Centauro, al primo piano del Mu-
seo. Nella prima, le giovani ancelle di Ve-
nere dialogano con la Madonna del Botti-
celli e con le donne di Raffaello. Nella se-
conda, il Centauro cavalcato da Amore
sembra librarsi in volo, preda della palpi-
tante leggerezza delle alucce del putto.
Le sessanta opere arrivano dal Louvre,
dove è esposto il resto della collezione
venduta da Camillo all’imperatore per tre-
dici milioni di franchi. La stima venne fat-
ta da Ennio Quirino Visconti, antiquario
famoso, che in un primo momento calco-
lò il valore commerciale dei pezzi in sei
milioni. L’incremento del prezzo, che rad-
doppia in meno di un anno, si deve al fat-
to che Camillo non aveva alcuna fretta di
vendere e in più doveva mettere in conto
i lavori di restauro della Galleria che dopo
la rimozione delle opere era ridotta a un
cantiere. Alla fine però furono versati so-
lo 8 milioni della somma pattuita, il resto
venne parzialmente coperto dalla cessio-
ne al principe Camillo del feudo di Luce-
dio, presso Vercelli, lo stesso dove il suo
figlioccio, Camillo conte di Cavour, si
eserciterà un paio di decenni più tardi co-
me agricoltore.
Lauretta Colonnelli
lcolonnelli@corriere.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Eventi
di CARLO BERTELLI
Intrighi Cos| nacquc |a |u|c|a dc| bcn|
Tornano a casa dopo
due secoli le statue
vendute a Napoleone
I marmi
ritrovati
La cessione Cam|||o d|cdc a|
cogna|o 8onapar|c |a co||c/|onc
pcr l3 m|||on| d| |ranch|
M
olti dei capolavori della Galleria
Borghese non potranno mai essere
prestati per mostre all’estero: sono
troppo delicati, troppo grandi o su
supporto troppo fragile per spostarsi.
Si è deciso così di far conoscere queste
opere allestendo a Roma delle mostre
(il progetto ne prevede dieci) che le
presentino accompagnate da altri
capolavori dello stesso autore
provenienti dall’estero e dal racconto del
contesto in cui l’artista operò. Il primo
evento, inaugurato nel maggio del 2006,
è stato dedicato a Raffaello. Il 2007 è
stato l’anno di
Antonio Canova.
«Correggio e
l’antico» è stata la
mostra del 2008.
Dal 2 ottobre 2009
sono stati messi
per la prima volta
a confronto due
pittori
«maledetti»:
Caravaggio e Francis Bacon. «Cranach.
L’altro Rinascimento» è stata
l’esposizione presentata per l’anno 2010
(nella foto, «Ritratto di una giovane
dama» di Lucas Cranach, quadro
presentato a Roma e proveniente dallo
Statens Museum for Kunst di
Copenaghen). A «I Borghese e l’antico»,
sesta mostra della serie, seguiranno le
esposizioni dedicate a Tiziano (2012),
Dosso Dossi (2013), Domenichino (2014)
e Bernini (2015).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Un progetto in dieci tappe
Quando gli dei
dell’Olimpo
videro la Senna
UNA MOSTRA
A ROMA
Borghese
L’appuntamento lc||a Ca||cr|a
dc||a cc|cbrc |am|g||a GO pc//|
r||rovano |a d|spos|/|onc or|g|na|c
La guida
italia: 515249535254
Codice cliente:
53 Eventi
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
A sinistra, papa Giulio
II e sopra il Laocoonte,
tra le più belle sculture
della sua collezione
Personaggi Sopra,
papa Alessandro
Farnese e, a destra,
l’Ercole Farnese
da capitale dell’impero.
Era il 1807. L’occupazione di
Roma sarebbe avvenuta nel
1808; il Papa sarebbe stato im-
prigionato due anni dopo. Suo
custode sarebbe stato un giova-
ne principe romano, Camillo
Borghese. Il mondo cambiava
con fretta impetuosa, travol-
gendo ogni principio e ogni re-
liquia del lungo passato, men-
tre il futuro si cercava un mo-
dello nell’antica Roma.
Dalle barche scendevano
meraviglie mai viste e in una
quantità impensata: 154 sta-
tue, 160 busti, 170 bassorilievi,
30 colonne, tantissimi vasi. Un
solo cratere scolpito di marmo
greco era alto più di 2 metri. In
tutto, 344 pezzi.
Questo tesoro sterminato
non era preda di guerra. Napo-
leone l’aveva acquistato per la
Francia dal principe Camillo
Borghese, che dal 1796, ovvero
dal tempo della campagna d’Ita-
lia, si era messo al servizio del-
la Francia e da poco era stato
promosso guardia imperiale.
Nel 1803 il principe aveva spo-
sato Paolina Bonaparte, sorella
dell’imperatore. Così vendere
la collezione non fu forse per
lui una decisione troppo dolo-
rosa. Si sarebbe rifatto con altri
scavi in Italia e, un giorno, in
Egitto.
Ma la vendita apparve scan-
dalosa, e contro questa grave
perdita, per Roma e per l’Italia,
si schierò apertamente Anto-
nio Canova, lo scultore che ave-
va immortalato Paolina nuda
come una dea.
Il risultato del comporta-
mento spregiudicato del princi-
pe fu per contrasto il matura-
re, da noi, della concezione dei
beni culturali come beni collet-
tivi, presto ritenuti identitari
di una nazione. Occorre dire
che la vendita Borghese non
era stata la prima. Nel 1720 era-
no stati venduti i marmi della
collezione Giustiniani, nel
1724 il re di Spagna poté acqui-
stare a Roma la collezione del-
la regina Cristina di Svezia,
quattro anni dopo fu venduta
la collezione Chigi, mentre il re
di Polonia acquistò 30 pezzi
della collezione Albani. Occor-
reva correre ai ripari e nel 1733
l’editto del cardinale Annibale
Albani fermò la vendita di 400
sculture della collezione di fa-
miglia che suo fratello Alessan-
dro si accingeva a vendere in
Inghilterra. Due anni dopo lo
stesso cardinale emanava un
ulteriore editto contro gli scavi
clandestini. Si formava così un
cerchio virtuoso, dai divieti di
scavi non autorizzati al blocco
delle vendite all’estero.
Si era intanto aperto uno
spregiudicato mercato interna-
zionale dell’arte, cui non si po-
teva resistere senza leggi pro-
tettive dei singoli stati italiani.
La svolta decisiva si verificò
nello Stato pontificio, quello
più ricco di archeologia e d’ar-
te e crudamente spogliato dal-
le guerre napoleoniche.
Era il 7 aprile 1820, quando
fu pubblicato l’editto del cardi-
nale Bartolomeo Pacca, in asso-
luto la prima legge organica di
tutela dei beni artistici e ar-
cheologici. Da quell’atto di-
scendono le leggi italiane di tu-
tela, la Bottai del 1939, il «Codi-
ce dei beni culturali e del pae-
saggio» (il «Codice Urbani», de-
cretato il 22 gennaio 2004).
Nel lungo periodo, anche la
coscienza internazionale è
cambiata. Agli egoismi nazio-
nali, incuranti dell’integrità
culturale dei Paesi meno ric-
chi, è subentrata, o sta suben-
trando, una consapevolezza
globale. È nato il concetto di
«patrimonio dell’umanità».
Anzi è proprio di questi ultimi
giorni (29 ottobre) il varo a Ro-
ma del Joint Heritage Europe-
an Program (Jhep), che si pro-
pone la collaborazione tra gli
Stati europei alla conoscenza,
alla tutela e alla promozione
del patrimonio culturale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
di FRANCESCA BONAZZOLI
L’arte eterna del potere temporale
La strumentalizzazione politica delle opere antiche scandisce la storia
A
nsioso di ricevere
da Roma i marmi
antichi dei Borghe-
se, il direttore dei
musei imperiali Vivant Denon
ricordava al generale Bonapar-
te che doveva essere «il primo
sovrano d’Europa» e che «il se-
colo di Napoleone deve essere
il secolo delle belle arti come
è quello degli eroi». Denon
non faceva altro che ripropor-
re l’uso dell’antico come pre-
stigiosa patente di legittima-
zione del potere già praticato
dagli stessi imperatori romani
che importavano da Atene le
statue greche e ne ordinavano
copie per nobilitare la loro au-
toritas, così come Virgilio ave-
va fatto risalire la nascita di
Roma al greco Enea.
Salvo la parentesi dell’alto
Medio Evo (e quella dei nostri
tempi), l’uso politico dell’arte
antica non ha mai conosciuto
interruzioni. Dopo la febbre
della Roma imperiale, la ma-
nia antiquaria riesplose nel
Quattrocento, quando vedia-
mo Isabella d’Este impegnata
«in recogliere cose antique
per honorare el mio studio».
Già all’epoca, però, non era fa-
cile procurarsi i marmi che si
scavavano per lo più a Roma e
avevano prezzi alti: per strap-
pare al Mantegna il busto del-
la Faustina che l’anziano pitto-
re, oppresso dai debiti, si tro-
vò costretto a vendere, alla
marchesa servirono sei mesi
di mercanteggiamenti. Fu allo-
ra che cominciò la fortuna dei
copisti come Pier Jacopo Alari
Bonacolsi, detto l’Antico pro-
prio perché gettava copie in
bronzo in scala ridotta degli
originali antichi.
Anche a Firenze Cosimo de
Medici «aveva avuto di Roma
molte anticaglie» e suo nipote
Lorenzo aveva collocato nei
portici e nel giardino del palaz-
zo le statue su cui si formò il
giovane Michelangelo. Le rac-
colte cominciavano a ingran-
dirsi e, sul modello degli anti-
chi horti e atria, i collezionisti
allestivano nuovi spazi che,
collocati all’esterno, conferiva-
no lustro al proprietario. An-
che l’allestimento diventava
importante e spesso affidato a
nomi prestigiosi come quello
di Michelangelo che, per il pa-
lazzo Farnese, pensò ad appo-
siti spazi che enfatizzassero i
capolavori antichi come il To-
ro e l’Ercole Farnese che la fa-
miglia raccoglieva per pro-
muovere la romanità del casa-
to.
A sua volta, nel 1503, Giulio
II aveva incaricato Bramante
di progettare un cortile desti-
nato ad accogliere le statue
più celebrate nell’intera Euro-
pa: l’Apollo, la Cleopatra, il
Commodo-Ercole, l’Ercole e
Anteo, il Laocoonte, il Tevere,
il Nilo, il Torso, la Venus felix.
Nelle mani dei papi finiva il
meglio di tutto quello che si
rinveniva nell’Urbe, come ap-
punto il Laocoonte, scavato
nel 1506 in una vigna vicino a
Santa Maria Maggiore da tale
Felice de Fredis. La scoperta fe-
ce subito il giro del mondo
nelle corrispondenze degli am-
basciatori e fu considerata ec-
cezionale perché vi si riconob-
be l’originale greco di cui Pli-
nio aveva scritto nella Natura-
lis Historia affermando che si
trovava nella villa dell’impera-
tore Tito. Nemmeno il re di
Francia Francesco I, che pure
si era affrettato ad avanzare of-
ferte, riuscì a spuntarla sul Pa-
pa il quale, per non offender-
lo, gli concesse una copia in
marmo, la prima in scala al ve-
ro di una grande statua antica
che però Clemente VII decise
di tenere per sé. E proprio le
repliche delle statue del corti-
le del Belvedere che si trovava-
no in tutti i più ricchi palazzi
d’Europa dimostrano l’uso po-
litico dell’antico che si serviva
dell’esibizione di alcune sta-
tue esemplari, consacrate da
una catena di prestigiosi pos-
sessori. Le stesse di cui Luigi
XIV, quando trasferì la corte a
Versailles, ordinava copie così
come farà ancora Pietro il
Grande alla ricerca, per fonda-
re e dare lustro alla nuova ca-
pitale dell’Impero, dei capola-
vori più ammirati, come l’An-
tinoo del Belvedere. Nella sua
Analysis of Beauty, Hogarth
poteva così scrivere che certe
statue antiche erano ben più
conosciute di qualsiasi pezzo
moderno e nel 1875 la guida
Baedeker citava la Venere di
Milo come «il più celebrato
tra i tesori del Louvre», dedi-
candogli più spazio di quello
riservato alla Gioconda.
Poi le fortune dell’antico
cessarono. L’ultimo a subirne
il fascino fu quell’Adolf Hitler
che sognava la ricostruzione
di Berlino come una nuova
Atene: dopo un intero anno di
insistenze e rifiuti, nel 1938
Galeazzo Ciano gli vendette fi-
nalmente il Discobolo, copia
romana dell’originale greco di
Mirone, scoperta nel 1871 sul-
l’Esquilino, un simbolo del-
l’antichità con cui Hitler vole-
va legittimare il Terzo Reich
come l’erede del prestigioso
passato dell’Impero romano.
Per la cronaca, il Discobolo è
tornato in Italia nel ’48 e si tro-
va al Museo nazionale alle Ter-
me, molto meno visitato della
Gioconda.
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Il giovane di pietra
che incantò
il Führer nazista
Riflessi Dai fasti della Roma imperiale al sogno folle di Hitler che voleva trasformare Berlino in una nuova Atene
Antica bellezza Sopra, un particolare dell’Ermafrodito, marmo lunense del II
secolo d.C. restaurato dal Bernini e da David Larique. A destra, la Venere
marina, che risale al 160 d.C.
Reperti Sopra, la testa di Lucio Vero (180 d.C.
circa), montata su un busto moderno di Carlo
Albacini. A destra, il Vaso Borghese (I sec. a.C.)
L’affascinante Discobolo,
copia romana dell’originale
del greco Mirone, affascinò
persino Adolf Hitler.
Soggiogato dall’idea di
rendere Berlino simile alla
gloriosa Atene, insistette
affinché Galeazzo Ciano gli
vendesse, nel 1938, la
statua scoperta nel 1871
sull’Esquilino. Il Discobolo è
tornato in Italia nel 1948 e
si trova al museo nazionale
alle Terme, a Roma.
L’artefice
Fu Scipione
Borghese
(a sinistra)
l’iniziatore
della collezione
di famiglia
La protesta
Antonio
Canova
contestò la
vendita della
collezione
a Napoleone
italia: 515249535254
Codice cliente:
54
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
C’
è solo un modo, ora, per questo
governo di tecnici, di mostrare
di non essere un governicchio
come tutti i governi politici che
l’hanno preceduto. Dopo aver
presentato la manovra fiscale — che fa
fronte, nell’immediato, all’emergenza —
formulare un piano «a tappe», e da
realizzarsi entro un ragionevole lasso di
tempo, di radicale riforma dello Stato. Aver
chiesto altro sangue ai cittadini, senza alcuna
prospettiva di cambiamento, sarebbe la
riproposizione della regola che ha guidato la
politica finora: cambiare qualcosa, sempre
sulla pelle della gente, affinché nulla cambi.
Per ridurre la spesa e la pressione fiscale, e
facilitare la crescita occorre mettere mano ad
alcune cose. La Funzione pubblica,
legislativamente e burocraticamente
sovradimensionata, su quattro livelli
amministrativi — Stato, Regioni, Province,
Comuni, che generano complicazioni,
inefficienze, sprechi, corruzione —
cancellando le Province (cosa in parte già
programmata); la Giustizia civile (lenta e
inadeguata), penale (lunatica),
amministrativa (di nessuna tutela per il
cittadino); le relazioni industriali; il valore
legale del titolo di studio e il corporativismo
sociale, incarnato dagli Ordini professionali;
il diritto societario e la natura (anomala) del
capitalismo e del mercato nazionali.
A tutt’oggi, Monti e i suoi ministri hanno
dato prova di un certo delirio di onnipotenza
che neppure le lacrime del ministro del
welfare, Elsa Fornero — uno sprazzo di
umanità di fronte all’indecoroso blocco della
perequazione delle pensioni al costo della
vita — ha attenuato. L’imposizione di una
(ulteriore) tassa dell’1,5 per cento sui capitali
scudati non è un segno di equità e di
giustizia fiscale, ma un colpo alla certezza del
diritto e alla credibilità dello Stato di diritto;
che aveva fatto un patto con alcuni suoi
cittadini — per il rientro di capitali esportati
in cambio di una (lieve) tassazione — e ora
si rimangia, contravvenendo al principio
pacta sunt servanda.
La riforma della previdenza sociale, da
retributiva (e a ripartizione) a contributiva, è
una delle (poche) cose liberali finora
annunciate. Ma rivela una contraddizione. Da
un lato, prescrive che tutti i lavoratori
passino al contributivo; dall’altro, impone
loro una data per andare in pensione (come
prevedeva il sistema retributivo). Il
contributivo — che raccorda la pensione
percepita ai contributi personalmente versati
— dovrebbe consentire al lavoratore di
decidere autonomamente quando smettere
di lavorare sulla base delle proprie
aspettative di pensione rispetto ai contributi
versati.
La fissazione di un termine per andare in
pensione o è un residuo del sistema
retributivo — che, di fatto, ne perpetua il
carattere redistributivo — o è un ossimoro.
Altra contraddizione da sanare, dopo la
(re)introduzione della tassa su una casa che
spesso il contribuente sta ancora pagando
con un mutuo a lunga scadenza. Recita l’art.
47 della Costituzione: «La Repubblica
incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue
forme; disciplina, coordina e controlla
l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del
risparmio popolare alla proprietà
dell’abitazione, alla proprietà diretta
coltivatrice e al diretto e indiretto
investimento azionario nei grandi complessi
produttivi del Paese». In una «società
aperta» non c’è bisogno che lo Stato
«favorisca l’accesso del risparmio» agli
investimenti; il risparmio ci va da solo,
quando e come vuole, non si aspetta altri
«incoraggiamenti» se non quelli del
mercato. Una Costituzione che subordina
l’iniziativa privata «ai fini sociali» (art. 41) e
assegna alla proprietà una «funzione
sociale» (art. 42) o è condannata a essere
disattesa o è fonte di continui equivoci e
contraddizioni che la politica cerca di sanare
con criteri spesso incoerenti e
eccessiva discrezionalità. Più che
di riformare la Costituzione, si
tratta di ripensare criticamente la
cultura politica, statalista,
dirigista e populista che l’ha
generata.
Ma le premesse non sono
incoraggianti. Gli entusiasmi con
i quali era stato accolto il governo
tecnico e, ora, le (tiepide)
reazioni di gran parte dei partiti e
dei media alla «stangata»
riflettono, invece, più che la
capacità critica di una matura
democrazia liberale, una
provinciale soggezione alla
(personale) autorevolezza del presidente del
Consiglio e alla (supposta) competenza
tecnica dei suoi ministri. Allo stato delle
cose, non mi è parso, perciò, irriverente, nei
confronti del presidente del Consiglio che è
uomo di provata fede democratica,
immaginare una scena già vista. Il sobrio
professor Monti a petto nudo, in cima a una
trebbiatrice, fra contadini al lavoro, celebrato
da una folla di italiani osannanti.
Qualsiasi riferimento a un lontano (e
irripetibile) passato e al mai sopito vizio
nazionale di tradurre le vicende della politica
in retorica è voluto.
postellino@corriere.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una manovra con deficit liberale
se non parte la riforma dello Stato
SEGUE DALLA PRIMA
L’Europa è chiamata al suo «momento Ha-
milton», chiedono a gran voce gli investito-
ri. Il riferimento è al primo segretario al Te-
soro dei neonati Stati Uniti d’America, lea-
der dei «federalisti»: dopo una battaglia du-
rata sei mesi riuscì a risolvere la crisi del de-
bito pubblico facendo assumere al governo
federale anche quello dei singoli Stati. Però
anche allora c’era chi resisteva. Gli Stati-for-
mica, più forti e meno indebitati, erano rilut-
tanti a farsi tassare per ripagare i debiti degli
Stati-cicala. Ci volle una contropartita. In
cambio dei voti degli Stati virtuosi del Sud,
Hamilton accettò che la capitale fosse spo-
stata al Meridione, sul confine tra la Virginia
e il Maryland: fu così, per una crisi del debi-
to pubblico, che nacque Washington.
L’Europa non raggiungerà venerdì un
compromesso simile, impossibile in
un’Unione in cui si parlano 27 lingue diverse
e i nostri padri si sparavano ancora addosso
66 anni fa. D’altra parte, se consideriamo
che la capitale è in Belgio, il presidente della
Commissione viene dal Portogallo e quello
della Bce dall’Italia, bisogna ammettere che
gli Stati-cicala in Europa non hanno finora
ceduto molto. Ma la contropartita ora c’è, se-
condo l’ intesa raggiunta da Merkel e
Sarkozy: l’estensione di una ferrea disciplina
di bilancio tedesca all’intera eurozona, con
sanzioni automatiche e definitive per chi
non è diligente nel praticarla, e l’obbligo del
pareggio di bilancio scritto in Costituzione
per ogni Paese membro.
Questo la Merkel chiama «fiscal union»,
unione fiscale, e cioè di bilancio; ed è ciò
che Draghi aveva chiesto come «fiscal com-
pact», patto fiscale. Avendolo ottenuto, tutti
scommettono che ora la Bce romperà gli in-
dugi e farà capire ai mercati che, in nome
della «stabilità finanziaria», intende usare il
suo immane arsenale per garantire liquidità
a banche e governi. Dal canto suo, venerdì la
signora Merkel darà il via al processo di revi-
sione dei Trattati, che per i Paesi dell’eurozo-
na sarà un prendere o lasciare, e che forse
un giorno porterà davvero l’Europa a mette-
re in comune, oltre che la moneta, anche i
debiti, visto che per ora gli eurobond resta-
no un tabù per la Costituzione di Berlino. Ne
uscirà dunque sicuramente un’Europa più te-
desca; ma, d’altra parte, c’è alternativa? An-
che chi in Italia, come la Lega, ha accusato
fino a ieri Draghi e Monti di essere gli agenti
della Germania, ora offre addirittura la Pada-
nia all’annessione della Germania, con Tre-
monti nel ruolo di ambasciatore.
Resta da vedere che cosa farà il signor Mer-
cato. Stavolta ha voglia di fidarsi. Se già sta
allentando il nodo scorsoio dei tassi di inte-
resse sull’Italia, vuol dire che funziona il pat-
to segreto raggiunto a Strasburgo, quando la
Merkel garantì a Monti, in cambio dei «com-
piti a casa», che la Germania non avrebbe
più protestato contro gli interventi da parte
della Banca centrale. Ci sono del resto molte
cose in Europa che si possono fare ma non si
possono dire, e così sarà anche venerdì.
Ma questo è il «grande piano» che si sta
definendo in queste ore e di cui Tim Geith-
ner, inviato da Obama, verrà a controllare la
corretta esecuzione. E anche se il diavolo è
nei dettagli, e si tratta ormai del terzo o quar-
to «grande piano» che si cucina in Europa
da quando è esplosa la crisi greca, e ognuno
dei precedenti ha fallito, stavolta c’è una
grossa novità. Capovolgendo la sciagurata in-
tesa franco-tedesca di un anno fa a Deauvil-
le, la Germania ha rinunciato alla sua osses-
sione luterana secondo la quale anche i pre-
statori privati devono pagare il loro prezzo
per salvare un Paese insolvibile, poi applica-
ta al caso greco. Fu quell’haircut a mettere
in fuga gli investitori e a convincerli che era
pericoloso possedere titoli italiani e spagno-
li. Questo ripensamento è solo un surrogato
del «momento Hamilton»; ma è un modo di
promettere che l’Europa ripagherà tutti i
suoi debiti. Se il signor Mercato ci crede, al-
lora anche il nostro dolore ci sarà stato utile.
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IL CAMMINO DEL GOVERNO MONTI
UNIONE FISCALE E RUOLO DELLA BCE
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di PIERO OSTELLINO

Secoli di rivalità e scontri han-
no segnato i difficili rapporti
tra i sunniti e sciiti. Visioni contrastanti
sulla successione del profeta Maometto
sono all’origine di interpretazioni e sen-
sibilità diverse che hanno spesso posto
gli sciiti in una posizione di minoranza
perseguitata. Il giorno di Ashura, che si
celebrava ieri, ricorda appunto uno di
questi episodi, il più carico di significa-
ti: la morte di Hussein, ni-
pote di Maometto e secon-
do gli sciiti suo legittimo
successore, trucidato con
la sua scorta nel 680 d. C.
Al di là di spesso vuoti
richiami ecumenici in no-
me dell’unità tra i musul-
mani, gli ultimi anni han-
no visto ovunque accre-
scersi i motivi di divisione
tra i due schieramenti. L’at-
tivismo politico dell’Iran, con la sua capa-
cità di influenza politica in Siria e Liba-
no, in attesa che l’Iraq a maggioranza sci-
ita faccia sentire la sua voce, è il fattore
determinante della crescita di influenza
dello sciismo contemporaneo. Non di
meno, una presenza sciita in aumento in
molte aree a maggioranza sunnita sta
spostando certi equilibri e spingendo gli
sciiti stessi a far sentire la loro voce.
I sanguinosi e coordinati attentati
contro gli sciiti in Afghanistan segnano
un pericoloso salto di qualità nel con-
fronto aspro con i sunniti (ieri a Kabul
una bomba contro gli sciiti ha fatto 54
morti e 160 feriti). Un attacco delibera-
to durante celebrazioni religiose così
importanti è destinato a lasciare il se-
gno in un confronto che ha visto episo-
di di sangue del genere solo in Iraq o
Pakistan, ma mai in Af-
ghanistan.
Le prime rivendicazio-
ni attribuiscono al grup-
po Lashkar-e Jhangvi le re-
sponsabilità degli attenta-
ti afghani e rimandano al-
le più sanguinose rivalità
pachistane. La penetrazio-
ne del wahhabismo saudi-
ta e i suoi prodotti come il
regime talebano e i recen-
ti trionfi salafiti, tutti aspramente anti-
sciiti, sono i fattori determinanti di un
radicalismo sunnita destinato ad accele-
rare i termini di uno scontro senza più
esclusione di colpi. E gettano benzina
sul fuoco di una rivalità tra sunniti e scii-
ti che segnerà il futuro di molti Paesi
islamici.
Roberto Tottoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
IL COMPAGNO DI STRADA BILL GATES
PER IL NUCLEARE ALLA CINESE
di ANTONIO POLITO

Caro direttore, Borsa Italiana ha
aggiornato le regole di autodi-
sciplina delle società quotate, ormai su-
perate da normativa e pratica. La nuova
versione del Codice detta utili raccoman-
dazioni soprattutto per irrobustire il si-
stema dei controlli e meglio definire i
ruoli nel governo societario. Ben venga,
in un momento in cui i valori azionari so-
no ridotti al lumicino: può aiutare a ricre-
are fiducia nel mercato. Questo obiettivo
richiede però di dar prova di come l’auto-
disciplina non sia una mera finzione, ma
una concreta riforma, che porta risultati
in termini di solidi assetti di governo.
Serie innovazioni ci sono che vanno in
questo senso. Restano alcune lacune da
colmare. Come il fatto che il comitato
che elabora il Codice è stato sì allargato a
rappresentanti di Assonime, Assogestio-
ni, Confindustria, ma a dire l’ultima paro-
la sulle regole fra i molti protagonisti del-
la corporate governance sono quasi esclu-
sivamente gli amministratori delegati,
spesso in palese conflitto d’interessi. Per
esempio, sul capitolo remunerazioni, pe-
raltro non aggiornato, dove si tira un po’
troppo diritto e non si richiede di spiega-
re con totale trasparenza componenti e
politiche delle retribuzioni e i divari fra i
top manager e gli altri dipendenti come,
invece, richiede il Dodd Frank Act ameri-
cano. Probabilmente sarà più esigente la
Consob con le sue richieste di prossima
pubblicazione.
Quel che conta è però che stavolta si
chiede alle società di fare sul serio. Sarà
la crisi, sarà che i processi innovativi ne-
cessitano di tempo. Inevitabilmente ora
serve un cambio culturale non scontato
per passare dal rispetto formale delle re-
gole ai buoni comportamenti veri. E ser-
virebbe anche il ripensamento di alcuni
postulati della governance. Il Codice ora
in apertura declina l’obiettivo dell’impre-
sa nella creazione di valore per gli azioni-
sti con l’aggiunta «nel medio-lungo peri-
odo». Aggiunta superflua perché la re-
munerazione dei fattori produttivi preve-
de di per sé la continuità nel tempo, ma
perlomeno è incentivo ad un maggior
equilibrio. Ma forse è ora di revisioni più
radicale.
Rosalba Casiraghi
presidente Nedcommunity
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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LE DIFFICOLTÀ DEL SECONDO TEMPO
CAMBIAMENTI
Salvare l’Euro (ora o mai più)
C
O
N
C
LO SCONTRO TRA SCIITI E SUNNITI
CHE INSANGUINA ANCHE L’AFGHANISTAN

La Cina costruirà nei prossimi
anni, da sola, più reattori nuclea-
ri che il resto del mondo. È la scelta di un
Paese che pretende da sé ritmi di crescita
eccezionali, da «chi si ferma è perduto».
Gli obiettivi sono, come prevedibile, ambi-
ziosissimi: a fine 2010 nella Repubblica po-
polare solo 10,8 gigawatt provenivano dal-
l’atomo e si conta di arrivare a 50 per il
2015. A Pechino, chissà se a ragione, consi-
derano Fukushima una lezione, non un in-
cubo irredimibile. Al netto del terrore e
dei comportamenti irrazionali dopo la tra-
gedia in Giappone — come l’accaparra-
mento di sale durato pochi ma caotici
giorni — le autorità cinesi hanno imposto
ai reattori sia operativi sia in costruzione
controlli eccezionali per 4 mesi. Le azien-
de americane, intanto, sono pronte ad ap-
profittare del bisogno di know-howespor-
tando sistemi di sicurezza e tecnologia
che la Cina non ha né avrà a breve.
È su questo Paese —prudente con il nu-
cleare, tuttavia motivato — che plana con
insistenza il Bill Bates filantropico del-
l’epoca post-Microsoft. Sun Qin, general
manager della Cnnc (la China National Nu-
clear Corporation, l’azienda di Stato com-
petente per l’atomo), ha rivelato che Ga-
tes tratta per sviluppare congiuntamente
un nuovo tipo di reattore. «Sta lavorando
con noi», ha scandito Sun. Gates, molto
ammirato a Pechino, si muove da presi-
dente di TerraPower, società attiva nel
campo delle nuove energie, che propone
un impianto cosiddetto Twr. Finora mai
realizzato, produrrebbe meno scorie e po-
trebbe funzionare per anni senza integra-
zioni del combustibile.
I contatti fra Gates a la Cnnc vanno
avanti dal 2009. Come notava in prima pa-
gina l’autorevole South China Morning
Post di Hong Kong, non è chiaro «se la co-
operazione con la Cnnc significa che la Ci-
na diventi il primo Paese a sperimentare
questo reattore». Fa poca differenza. Il
messaggio rimane chiaro. Il mondo di-
smette il nucleare o comunque si arrovel-
la inquieto, la Cina invece mette in mora i
propri dubbi e va avanti, decisa a non vo-
ler rinunciare all’atomo. E per questo non
c’è compagno di strada che non possa tor-
nare utile.
Marco Del Corona
leviedellasia.corriere.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA
NUOVO CODICE DELLA BORSA ITALIANA
SFORZO SERIO, MA SERVE PIÙ TRASPARENZA
SEGUE DALLA PRIMA
I partiti hanno subito il governo. Man ma-
no che la sua popolarità diminuirà, rialze-
ranno la testa. E lo faranno perché, piaccia
o meno, le regole della politica democrati-
ca lo imporranno. Sono i partiti che dovran-
no fronteggiare tra poco più di un anno, o
anche prima, il giudizio degli elettori. Sono
il Pdl e il Pd, soprattutto, che dovranno evi-
tare di farsi cannibalizzare, rispettivamen-
te, dalla Lega e dalla estrema sinistra. Disci-
plina del lavoro, liberalizzazioni, eccetera,
incidono sulla carne dei partiti. Difficilmen-
te, essi lasceranno al governo Monti, su
questi temi, le briglie sciolte e la libertà che
gli hanno lasciato nella prima fase. Il «se-
condo tempo» si svolgerà in un terreno as-
sai più accidentato di quello in cui si è svol-
to il primo.
Angelo Panebianco
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Codice cliente:
A
pensar male si fa peccato, diceva Andreotti, ma spesso
si indovina. Alcuni docenti dell’università di Tor Verga-
ta si chiedono dunque: come mai sulle recinzioni del
cantiere del nuovo rettorato «non è presente nessun car-
tello» e «tutto procede nell’anonimato»? Che sia per-
ché, suggeriscono, mette imbarazzo il nome del progettista?
Domanda maliziosa: l’autore del progetto del nuovo «cuore» del-
l’Ateneo da 98 milioni e 800 mila euro, approvato dal CdA il 28 Otto-
bre 2009, è infatti Angelo Zampolini, l’architetto della «cricca» lega-
ta al costruttore Diego Anemone, coinvolto in varie inchieste su ap-
palti pilotati, e all’ex presidente del Consiglio superiore dei Lavori
pubblici Angelo Balducci.
Di più: lo stesso architetto firma anche il «preliminare» (altri 86
milioni e 500 mila euro) della nuova facoltà di Giurisprudenza. L’uo-
mo giusto al posto giusto: pochi mesi fa ha patteggiato infatti una
condanna a 11 mesi di carcere perché secondo i pm Sergio Sottani,
Federico Centrone e Alessia Traversi «pur non avendo concorso con
Diego Anemone nel reato di corruzione di numerosi pubblici ufficia-
li (per il conseguimento di appalti pubblici in favore delle imprese
gestite, formalmente e di fatto, dallo stesso Anemone) aiutava que-
st’ultimo ad assicurare il prezzo del reato di corruzione rendendosi
disponibile a effettuare cambio di contanti con assegni circolari».
«Che c’entra? È successo tutto "dopo" le firme dei progetti», dirà
l’università. E invocherà il fatto che
la scelta dell’uomo che ha ammesso
d’avere portato il giorno della com-
pravendita i famosi 80 assegni circo-
lari messi a disposizione da Diego
Anemone per l’acquisto della casa
di Claudio Scajola al Colosseo, fu
fatta dalla «Concessionaria». Cioè
la società consortile che, legata al
gruppo Caltagirone, si occupa a Tor
Vergata di tutti i lavori, dalla proget-
tazione alla costruzione, dal lonta-
no 1987. È la concessionaria, secon-
do la convenzione, che sceglie il progettista. L’università, riconosco-
no gli stessi docenti scandalizzati da Zampolini, è chiamata solo a
dire sì ai progetti definitivi.
Ma dopo quanto è emerso dalle inchieste sul modo in cui la «cric-
ca» arrangiava gli appalti è lecito o no chiedersi come mai la scelta
fosse caduta proprio su Angelo Zampolini, subentrato addirittura a
Santiago Calatrava?
La domanda va ad aggiungersi a un’altra: come mai, dopo quello
che è emerso dalle inchieste, dopo le ammissioni negli interrogatori
e perfino dopo il patteggiamento della condanna, l’Ordine degli ar-
chitetti non è intervenuto nei confronti del suo assai disinvolto iscrit-
to? Cosa aspetta: la condanna in Cassazione? Come mai è intervenu-
to invece con rapidità supersonica per bacchettare Daniela Fastoso,
una giovane architetto colpevole di avere offerto sul sito «Groupon»
consulenze di arredamento a una tariffa troppo bassa? «La velocità
del Web impone di intervenire con rapidità», ha risposto un paio di
settimane fa al Fatto il presidente dell’Ordine romano Amedeo
Schiattarella. L’immagine degli architetti è danneggiata di più da un
iscritto che «viola» la concorrenza offrendosi per tariffe più basse o
da un altro che porta assegni circolari per conto dei faccendieri?
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R
53,4 No
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46,6
PREZZI DI VENDITA ALL'ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 6,30 (recargo envio al interior $ 0,70); Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; CH Fr. 3,00;
CH Tic. Fr. 3,00; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; CZ Czk. 61; Danimarca Kr. 18; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,50; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e
2,00; Malta e 2,00; Marocco e 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00;
Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 25; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; UK Lg. 1,80; Ungheria Huf. 550; U.S.A. USD 3,50. ABBONAMENTI: Per informazioni sugli abbonamenti
nazionali e per l'estero tel. 0039-02-63.79.85.20 fax 02-62.82.81.41 (per gli Stati Uniti tel. 001-718-3610815 fax 001-718-3610815; per il Brasile Numero Verde 0800-558503 solo per San
Paolo e 00xx11-36410991 per tutte le altre località). ARRETRATI: Tel. 02-99.04.99.70. SERVIZIO CLIENTI: 02-63797510 (prodotti collaterali e promozioni).
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PREZZI: * Non acquistabili separati, il giovedì (nella regione Sardegna la domenica) Corriere della
Sera + Sette e 1,50 (Corriere e 1,20 + Sette e 0,30); il sabato Corriere della Sera + IoDonna e 1,50
(Corriere e 1,20 + IoDonna e 0,30) . A Como e prov., non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera +
Cor. Como e 1,00 + e 0,20; gio. Corsera + Sette + Cor. Como e 1,00 + e 0,30 + e 0,20; sab. Corsera +
IoDonna + Cor. Como e 1,00 + e 0,30 + e0,20. In Campania, Puglia, Matera e prov., non acquistabi-
li separati: lun. Corsera + CorrierEconomia del CorMez. e 0,80 + e0,40; m/m/v/d Corsera + CorMez.
e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna +
CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Veneto, non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorVen.
e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna +
CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Trentino Alto Adige, non acquistabili separati: m/m/v/d
Corsera + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorTrent. o CorAltoAd. e
0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. A
Bologna e prov. non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorBo e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera +
Sette + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera + Io Donna + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67. A
Firenze e prov. non acquistabili separati: l/m/m/v/d Corsera + CorFi e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera +
Sette + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera + Io Donna + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67.
ISSN 1120-4982 - Certificato ADS n. 7100 del 21-12-2010
La tiratura di martedì 6 dicembre è stata di 642.646 copie
S.p.A.
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE
Piergaetano Marchetti
CONSIGLIERI
Giovanni Bazoli, Luca Cordero di Montezemolo,
Diego Della Valle, Antonello Perricone,
Giampiero Pesenti e Marco Tronchetti Provera
DIRETTORE GENERALE SETTORE QUOTIDIANI ITALIA
Giulio Lattanzi
FINE DELL’EURO
Effetti catastrofici
Caro Romano, ma siamo
proprio sicuri che dietro
questa speculazione contro
l'area euro non ci siano gli
Stati Uniti? In fondo se l’euro
si sfaldasse, il dollaro
tornerebbe a essere l'unica
vera valuta di riferimento in
un momento in cui anche loro
hanno grande bisogno di
investitori.
Federico Levi
levifede@gmail.com
Secondo «Le leggi fonda-
mentali della stupidità umana»
di Carlo Cipolla, tutto è possibi-
le. Ma la crisi dell’eurozona
avrebbe conseguenze catastro-
fiche per l’economia america-
na. In epoca di globalizzazione
siamo diventati tutti fratelli sia-
mesi.
DALL’ITALIA ALLA SPAGNA
Studi umanistici e crisi
Caro Romano, dopo
l’angosciosa lettura delle venti
pagine sul «decreto salva
Italia» del Corriere di lunedì,
giro pagina e nella sezione
lettere i miei occhi cadono sul
nome de Giuseppe Tucci,
l’orientalista italiano. Ecco, mi
son detto, qualcosa di
gradevole dopo tanto grigio.
Sbagliavo. Lo scritto era la
risposta a un lettore che si
lamentava della
«liquidazione» (sic)
dell’Istituto italiano per
l'Africa e per l'Oriente (Isiao).
Non riesco a crederlo. L’Italia
butta alle macerie uno dei
principali istituti
dell’orientalismo europeo?
Ancora un risparmio, questa
volta sulla cultura superiore?
Ma sì, lo scritto non lascia
dubbi: l'Isiao vien liquidato.
Come orientalista, debitore
della scienza indologica di
Tucci e di tanti altri specialisti
italiani, esprimo la mia
perplessità e la mia amarezza.
No, frau Merkel non c’entra in
questa stortezza. Purtroppo, le
arie antiumanistiche soffiano
dappertutto. Anche da noi, in
Catalogna, i presidi
dell'università minacciano gli
studi umanistici perché «non
danno redditi». L'ultimo
spenga la luce!
J. Montserrat-Torrents
Universitat Autònoma
Barcellona
SCUOLE ALL’ESTERO
Il concorso per i docenti
In questi giorni si stanno
svolgendo a Roma le prove per
selezionare i docenti nelle
scuole italiane all'estero. I
candidati sono 37.000. Le date
stabilite per il concorso sono, a
dir poco, inopportune perché
si potevano fissare a cavallo
delle vacanze natalizie con
risparmi notevoli sia per la
casse dello Stato, costretto a
pagare supplenti, sia per gli
stessi candidati in quanto
molti devono accollarsi le
spese di viaggi aerei
intercontinentali. A ciò si
aggiunga che le prove non
sono state stabilite in giorni
consecutivi della settimana,
bensì a cavallo di due
settimane costringendo molti
docenti a soggiornare a Roma
nel weekend. Senza contare
che gli albergatori hanno
raddoppiato il costo delle
camere.
Antonio Bovenzi
gerbov@inwind.it
FURTO NELL’ABITAZIONE
Risarcimento negato
Un mio parente ha subito un
furto e tra le altre cose gli sono
stati rubati oggetti di grande
valore affettivo e diverse
monete d’oro. Nonostante sia
assicurato per il furto e la
persona sia di provata onestà,
la compagnia di assicurazione
non intende risarcirlo. Ecco la
motivazione: manca lo scasso.
Morale: l’onestà non paga e
per essere risarciti bisogna
sempre comportarsi come i
delinquenti, rompendo la
serratura del cassetto e
gabbando le assicurazioni.
Rimo Dal Toso, Padova
LEGGE SULLA PRIVACY
Strani adempimenti
Nell’applicazione delle legge
sulla privacy, in mano a
burocrati privi di alcun senso
pratico, ha provocato degli
adempimenti demenziali:
milioni di fogli di carta, dal
contenuto incomprensibile, che
nessuno ha mai letto, (né chi li
sottopone alla firma, né —
tantomeno — chi li deve
firmare) ma che tutti, dalle
banche, alle assicurazioni,
sono costretti a pretendere dai
loro clienti. Che senso ha tutto
ciò? Possibile che nessuno
ritenga indispensabile
intervenire per eliminare
questo assurdo e costoso
adempimento?
Nunzia Bonvicini, Milano
4
SUL WEB
Risponde
FONDATO NEL 1876
DIRETTORE RESPONSABILE
Ferruccio de Bortoli
CONDIRETTORE
Luciano Fontana
VICEDIRETTORI
Antonio Macaluso
Daniele Manca
Giangiacomo Schiavi
Barbara Stefanelli
Interventi & Repliche
Lettere al Corriere
I sindacati (seppur
divisi) chiameranno
i lavoratori allo sciopero
contro la manovra.
Fanno bene?
Tuttifrutti
La tua opinione su
corriere.it/opinioni/
Risposte alle 19 di ieri
CONCORDATOFRA STATOE CHIESA
È STATODIMENTICATOL’ART. 1
E-mail: lettere@corriere.it
oppure: www.corriere.it
oppure: sromano@rcs.it
* Con "Sette" e 2,70; con "Io Donna" e 2,70; con "Style Magazine" e 3,20; con "Corriere Enigmistica" e 2,50; con "La grande storia" e 14,10; con "La Cucina del Corriere della Sera" e 6,10; con "I Classici dell’Arte" e 8,10; con "L’Europeo" e 9,10; con "Viaggio nella matematica" e 11,19; con "Biblioteca della mente" e 11,10; con "Corso di Fumetto" e 8,19; con "Classici dell’Avventura"
e 8,10; con "Supereroi. Le leggende Marvel" e 11,19; con "Vasco Manifesto" e 11,10; con "Un secolo di guerre" e 11,19; con "Dieci giorni" e 4,00; con "Vivere verde" e 2,20; con "Eros Ramazzotti" e 11,10; con "Giorgio Gaber" e 14,10; con "Le Grandi Fiabe" e 8,10; con "Genesis. The definitive collection" e 14,10; con "Il Mondo" e 4,00; con "Laicicattolici + Sette" e 4,20
di Gian Antonio Stella
Sergio Romano
Napolitano firma
il decreto della
manovra: «Evitata
una catastrofe».
Ha ragione?
Posso scusare l’ignoranza
della lettrice sulle ragioni
dell’esenzione dei beni
della Chiesa e di quella di
tutte le istituzioni laiche
«no profit» (piccolo
particolare dimenticato
forse scientemente dagli
anticlericali di destra e di
sinistra), ma non posso
accettare il suo, in un
certo verso, censorio
attacco alla libertà di
esponenti della Chiesa
cattolica a prendere
posizione sulla gestione
della politica nel nostro
paese. Devo forse
ascoltare come cattolico
solo i pareri delle centrali
sindacali, dei partiti o del
Pontefice romano?
Giorgio Vittorio Bossi
giorgio.bossi47@
gmail.com
Caro Bossi,
F
ra l’Italia e la Santa Sede
esi ste da pi ù di ot-
tant’anni un Concorda-
to. Quello firmato da Mussoli-
ni nel 1929 garantiva alla
Chiesa un certo numero di di-
ritti e privilegi. Quello firma-
to da Bettino Craxi nel 1984
ha tenuto conto della evolu-
zione delle sensibilità pubbli-
che, soprattutto nei due de-
cenni precedenti, e comincia
con un articolo nuovo, molto
importante, che ha il merito
di precisare meglio il princi-
pio fondamentale del docu-
mento. Secondo l’art. 1, «La
Repubblica Italiana e la Santa
Sede riaffermano che lo Stato
e la Chiesa cattolica sono, cia-
scuno nel proprio ordine, in-
dipendenti e sovrani, impe-
gnandosi al pieno rispetto di
tale principio nei loro rappor-
ti e alla reciproca collabora-
zione per la promozione del-
l’uomo e il bene del Paese».
Tradotta in linguaggio cor-
rente, questa frase significa
che ciascuno dei contraenti
s’impegna a non interferire
negli affari dell’altro. So che
non è sempre facile tracciare
una frontiera tra gli affari del-
lo Stato e quelli della Chiesa
in un Paese dove politica e re-
ligione sono purtroppo stret-
tamente intrecciati sin dalla
fine dell’Impero romano. Ma
vi sono circostanze in cui la
violazione del principio è evi-
dente. Mussolini non fu «con-
cordatario», ad esempio,
quando dichiarò guerra al-
l’Azione cattolica e cercò
d’impedire che la Chiesa aspi-
rasse alla formazione della
gioventù italiana. La Chiesa
non fu concordataria quando
la Segreteria di Stato parteci-
pò alla redazione della Costi-
tuzione rivedendo e discuten-
do i progetti dei singoli artico-
li che alcuni deputati della De-
mocrazia cristiana sottopone-
vano alla sua attenzione. E
non fu concordataria quando
il cardinale Ruini, allora presi-
dente della Conferenza epi-
scopale italiana, esortò gli ita-
liani ad astenersi dal voto nei
referendum sulla procreazio-
ne assistita.
Un caso particolare è quel-
le delle pubbliche dichiarazio-
ni del cardinale Angelo Ba-
gnasco, successore di Ruini
alla presidenza della Cei. I
suoi interventi sono spesso
stati interpretati come un in-
dice della maggiore o minore
simpatia della Chiesa per il
governo Berlusconi. Questo
non sarebbe accaduto se la
Chiesa non si fosse comporta-
ta, in alcune particolari que-
stioni, come una lobby. Quan-
do una istituzione spirituale
chiede al governo di legifera-
re o non legiferare su specifi-
ci problemi come la procrea-
zione assistita, la ricerca sulle
cellule staminali o il testa-
mento biologico, che cosa
può promettere in cambio se
non voti e consenso? Questo
rapporto nuoce allo Stato,
nuoce alla Chiesa e non è con-
cordatario. Se davvero tiene
al Concordato, la Chiesa do-
vrebbe rispettare anzitutto il
suo primo articolo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’amico della «cricca»
nella nuova Tor Vergata
@
La domanda
di oggi
Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a:
«Lettere al Corriere» Corriere della Sera
via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79
San Raffaele: l’attività di ricerca
L’articolo del 3 dicembre firmato Mario
Gerevini e Simona Ravizza conclude
affermando che: «Il San Raffaele da anni è in
testa alla classifica dei 42 istituti a carattere
scientifico che ottengono maggiori fondi
pubblici». Ciò corrisponde al vero. La
costruzione della classifica si basa su una
procedura trasparente e meritocratica con
parametri quantitativi stabiliti dal ministero
della Salute e suddivisi tra indicatori di
eccellenza scientifica e di eccellenza
assistenziale. La classifica è pubblica e i
parametri sono facilmente verificabili.
Il brand del San Raffaele è la medicina
molecolare intesa come ricerca che si
sviluppa dal laboratorio al letto del malato. Il
«prodotto» principale della ricerca del San
Raffaele è la conoscenza e lo sviluppo di
terapie d’avanguardia, che si traduce in
pubblicazioni scientifiche, brevetti e in studi
clinici innovativi. Le nostre pubblicazioni
scientifiche sono in costante crescita negli
ultimi anni. Nel 2010 i ricercatori del San
Raffaele hanno pubblicato 832 articoli
scientifici, apparsi su riviste internazionali
prestigiose, con un impact factor totale di
4.625. Attualmente il San Raffaele ha 250
brevetti attivi. 566 sono gli studi clinici in
corso con più di 10.500 pazienti arruolati. Il
San Raffaele ha finalizzato negli ultimi 10
anni 311 contratti di ricerca con aziende del
settore farmaceutico e biotecnologico e ha
importanti partnership strategiche con
aziende quali Glaxo-Smith-Kline e Merck
Serono. I ricercatori del San Raffaele sono in
grado di autofinanziare più del 70% della
propria ricerca, ricevendo quindi solo il 30%
da fondi pubblici della Ricerca Corrente del
ministero della Salute. Più del 50% dei
finanziamenti alla ricerca, che provengono
da enti pubblici e privati nazionali e
internazionali, sono erogati su base
competitiva e assegnati tramite una
valutazione di merito trasparente, il sistema
di peer-review (Revisione dei pari),
condiviso a livello internazionale. Il San
Raffaele ha oggi un portafoglio di
finanziamenti per condurre la propria ricerca
di più di 80 milioni di euro. Tutti questi
risultati, che testimoniano l’indiscutibile
qualità della ricerca prodotta dal San
Raffaele, sono stati raggiunti grazie a un
sistema capace di premiare dall’interno il
merito e le professionalità individuali. Il
meccanismo rigoroso di valutazione dei
ricercatori, dalla selezione d’ingresso alle
promozioni di carriera, ne è un esempio.
Numerosi ricercatori italiani di grande
prestigio (tra quelli più recenti Luigi Naldini,
Luca Guidotti, Matteo Iannacone, Davide
Gabellini) hanno accettato di rientrare in
Italia per lavorare al San Raffaele, dove
hanno trovato le condizioni per continuare a
svolgere la loro ricerca a livello competitivo
internazionale. Il San Raffaele si è dotato di
un organo consultivo indipendente, il
Scientific Advisory Board, composto da
scienziati stranieri di altissimo livello, tra cui
un premio Nobel, che nelle loro valutazioni
hanno sottolineato l’unicità e l’eccellenza del
nostro Istituto affermando che: «Il San
Raffaele è un "tesoro" nazionale che ha
aumentato il suo valore fino a diventare
un’operazione internazionalmente
riconosciuta e di grande rilievo in tutte le
principali aree della medicina cellulare e
molecolare». La comunità scientifica del San
Raffaele intende continuare a lavorare
secondo il modello rigoroso e trasparente di
cui si è dotata e in nessun modo si sente
responsabile degli errori che hanno portato
all'attuale crisi finanziaria dell'istituzione.
Maria Grazia Roncarolo
Direttore Scientifico
e il Comitato dei Direttori di Divisione
e Centro di Ricerca: Ottavio Alfieri, Marco
Bianchi, Emanuele Bosi, Federico
Caligaris-Cappio, Giorgio Casari, Fabio Ciceri,
Giulio Cossu, Alessandro Del Maschio, Adriano
Lazzarin, Gianvito Martino, Luigi Naldini,
Ruggero Pardi, Giorgio Parmiani, Zaverio
Ruggeri, Roberto Sitia, Elia Stupka, Carlo
Tacchetti, Flavia Valtorta
Se la procedura è rigorosa «trasparente e
meritocratica» perché allora don Verzé e
Mario Cal per ottenere soldi s’affannavano
tanto con voli a Roma, cene, pressioni sui
politici amici? (m. ger. e s. rav)
❜❜ Due progetti
milionari affidati
dall’università
all’architetto
Angelo Zampolini
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Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
V E R S I O NE
D E L U X E
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Codice cliente:
«A
bbiamo chiamato
dei lavoratori e sono
arrivate delle perso-
ne». La frase di Max
Frisch che chiude il film (prima di
una divertente codino sul «diritto al-
l’esistenza» nelle cartine geografiche
scolastiche dell’Anatolia) riassume
perfettamente lo spirito che attraver-
sa il simpatico esordio nel lungome-
traggio di Yasemin Samdereli Alman-
ya - La mia famiglia va in Germania,
che con la sorella Nezrin ha voluto re-
stituire lo spirito, tra lo straniamento
e il radicamento, dei figli degli immi-
grati turchi nati in Germania. Come
succede al piccolo Cenk, che a scuola
non può nemmeno far vedere ai pro-
pri compagni da dove è originaria la
sua famiglia (per via di un cartina del-
l’Europa che contiene solo una picco-
la parte della Turchia), che nelle parti-
te di pallone interetniche si vede ag-
gregato di forza ai tedeschi perché
«non sa una parola di turco» e che
ogni tanto torna a casa con un occhio
nero per via di qualche scontro non
proprio formale con chi ironizza sulle
sue origini.
Per fortuna c’è la simpatica e giova-
ne zia Canan che si incarica di raccon-
targli, come una specie di telenovela
a puntate, la storia di come suo non-
no Hüseyin abbia lasciato la natia
Anatolia e dopo 45 anni abbia avuto
diritto a un passaporto tedesco.
Una storia di immigrazione, di du-
ro lavoro, anche di povertà che però il
filmaffronta con il più scanzonato de-
gli spiriti, trasformando il dramma in
commedia e soprattutto adottando
l’ingenuo e folcloristico sguardo infan-
tile dei figli di Hüseyin prima e di
Cenk dopo per evitare ogni tipo di ri-
catto. Sociologico e melodrammatico.
Non siamo nemmeno un po’ dalle
parti di Benvenuti al Sud, con i luo-
ghi comuni dei ricchi sui poveri. Qui
casomai siamo all’opposto, con lo
stupore di chi viene da un paese e
una cultura che crede universali e si
trova a fare i conti con comportamen-
ti e gusti totalmente diversi. Succede
soprattutto quando il patriarca torna
a casa la prima volta e decide di rien-
trare in Germania con tutta la fami-
glia, specie per via della scarsissima
frequenza scolastica del primogenito
Veli (la prima cosa che ha imparato è
che «lì sanno far rispettare la discipli-
na»). Mentre la mamma Fatma è os-
sessionata dalla scarsa pulizia impu-
tata ai tedeschi (si siedono con il fon-
doschiena sulla tazza del cesso: pec-
cato imperdonabile per chi conosce
solo gabinetti «alla turca»!), i tre figli
Veli, Muhamed e Leyla (la futura ma-
dre di Canan) cercano di prepararsi a
un popolo che per adorare i propri
dei «va in chiesa e ne mangia la car-
ne e ne beve il sangue»: in poche pa-
role cannibali! Oppure che invece di
lasciare i cani girare liberi per la città
(il randagismo è un concetto total-
mente estraneo), li portano in giro le-
gati a una corda.
Con una simpatia e una leggerezza
che esclude qualsiasi possibile accusa
di razzismo, Almanya - La mia fami-
glia va in Germania ripercorre così
mezzo secolo di storia, da quando arri-
vò il milionesimo lavoratore immigra-
to (e naturalmente Hüseyin perse an-
che questo appuntamento con le tele-
camere, tagliando la frontiera imme-
diatamente dopo) al mo-
mento in cui i due nonni
ottengono finalmente il
passaporto tedesco (con
un sogno «premonito-
re» di lui decisamente
esilarante) alla decisione
di riportare tutta la fami-
glia nel paesino natale
per una vacanza-pellegri-
naggio. Succederanno molte cose in
questo viaggio, che serviranno anche
a rendere un po’ meno zuccheroso il
quadretto della «famiglia felice» che
sta tanto a cuore a Hüseyin, ma la
Samdereli sa raccontare tutto con un
garbo e una misura davvero straordi-
nari, fatta di passione per il Paese che
li ha accolti e naturalmente di amore
per quello da cui provengono. Dopo
aver scherzato sugli usi e i costumi di
questi «cannibali mangiamaiali»,
non ha problemi a svelare l’altro lato
della tanto decantata mascolinità tur-
ca, mescola «pregiudizi» culinari e di-
savventure sessuali, debiti culturali e
orgogli antropologici. E quando il mi-
nistero degli esteri vuole organizzare
un incontro pubblico, alla presenza
del cancelliere Angela Merkel, per
«ringraziare» i lavoratori che hanno
contribuito a fare la ricchezza del Pae-
se, Hüseyin non trova di meglio che
preparare il suo intervento con que-
ste parole: «Angela, qual è il proble-
ma? Tu viene dall’est come me. Sia-
mo entrambi orientali». Potrebbe
sembrare solo l’ennesima battuta di
un film che ne inanella
tante, ma è qualche cosa
di più vero e profondo.
Naturalmente il destino
si incaricherà di far cam-
biare oratore all’incon-
tro ma lo sguardo con
cui le sorelle Samdereli
raccontano la «loro» sto-
ria e quella dei loro com-
patrioti è proprio questo, quello di un
Paese che si è trovato ad aver bisogno
di lavoratori stranieri (in un paio di
occasioni si citano anche gli italiani)
e ha preferito accogliergli col sorriso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’immigrazione vista con la leggerezza della commedia
Spettacoli
Le stelle
★da evitare ★★interessante
★★★
da non perdere ★★★★capolavoro
Il film
Integrazione e pregiudizi
con il sorriso dei turchi
Le simpatiche disavventure di
una famiglia turca emigrata in
Germania, tra lacrime e risate
di PAOLO MEREGHETTI
Almanya
Nelle sale
La storia della Samdereli
mescola i sentimenti ambigui
nei confronti dei tedeschi e di
amore per il Paese di origine
La mia famiglia va in Germania
Il film
MEREGHETTI
del
La trama
Il film, con i toni della
commedia, è su una
famiglia turca che va
a vivere in Germania
La regista
Yasemin Samdereli è nata a
Dortmund nel 1973. Ha
iniziato a lavorare a 20 anni
come assistente alla regia
Autrice
La regista
Yasemin
Samdereli
Insieme
La famiglia
protagonista
del film: il papà
è Vedat Erincin,
la mamma Lilay
Huser poi i tre
figli, Aycan
Vardar, Aliya
Artuc e il piccolo
Kaan Aydogdu
59
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
60
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
A come Auditel
Sbancato come non succedeva da
tempo: lo show più visto del 2011
B come Baldini
Troppo spesso sottovalutato. Non
è solo una spalla, è l’unico che fa
ridere Fiorello
C come Cesare
Suo edicolante da anni, è ormai
di diritto star dello showbiz
D come Donne
Anche se ha davanti Laura
Chiatti punta alla simpatia. Forse
solo perché in sala c’è la moglie...
E come Edward
Il vampiro di Twilight che fa
impazzire Rosario. La sua
parodia lo ha consacrato nel
mondo dei teenager
F come Famiglia
Porta la sua vita privata sul
palco con amore e leggerezza
G come Giampiero Solari
Regista, autore e anima di tutti
gli show di Fiorello
H come Hiv
Importante l’intervento di Fiorello
sul profilattico: un messaggio ai
giovani per proteggersi dall’Aids
I come Ilpiùgrandespettacolo...
Sembrava un titolo presuntuoso,
(e un po’ forse lo era). Però è
stato profetico....
L come Lorenza Lei
La direttora generale della Rai
versione romagnola è irresistibile
M come Merkel
Chissà se la cancelliera tedesca
ha apprezzato il complimento...
N come Nicolas Sarkozy
Il «nano capoccione». Fiorello ha
vendicato l’Italia cantandogliene
quattro...(pure a Carlà)
O come Olivia
La figlia maggiore di Susanna,
musa delle battute sui ragazzi
P come Pischelli
D’ora in avanti adolescenti,
ragazzi, giovani sono tutti
termini desueti e inutili.
Q come quattro
La Rai gli ha chiesto la quinta
serata. E lui: no, voglio il divano
R come Revival
L’ha detto chiaro: non mi importa
innovare, voglio fare il varietà
classico e tradizionale
S come Susanna
Moglie, compagna, amica,
sempre al suo fianco
T come Twitter
Da mesi la sua passione. Twitta,
da mattina a sera. E litiga pure
U come Unità d’Italia
Ha cantato l’inno di Mameli,
versione rap, da vero garibaldino!
V come Vecchio
«Sei veeeeechio»: parodia dei
poveri genitori bistrattati dai figli
X come X Factor
Morgan e Arisa ringraziano
Z come Zalone
Il bravo comico, su Canale 5,
costretto a un confronto impari
Ma.Vo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La polemica Tanti fan delusi. Arbore lo difende: non era ancora fuori tempo massimo
Benigni e la satira su Berlusconi
Dissensi sul web: «Gag vecchie»
ROMA —Roberto Benigni è sempre Rober-
to Benigni. Lo ha confermato lunedì sera da
Fiorello: picco degli ascolti per numero di
spettatori con 16 milioni e 60 mila alle 23.10
quando è partito l’ «Inno del corpo sciolto»,
picco di share addirittura al 61.55% alle 23.17,
quando Benigni stava per chiudere. Numeri
clamorosi. Eppure, per la prima volta nella
sua storia personale di partecipazioni straordi-
narie a show di prima serata, Roberto Benigni
deve fare i conti con le contestazioni di una
parte di pubblico.
Se ne accorge «l’Unità» che sul suo sito
www.unita.it, sotto «culture», titola: «Beni-
gni, il pubblico lo stronca/Senza Berlusconi
non "buca"». Basta poi dare un’occhiata al
blog di Rai.Tv (https://rumors.blog.rai.it) per
scoprire, accanto alle lodi («Trovo vergogno-
so che il pubblico presente in sala si sia alzato
davanti a un Pippo Baudo e sia rimasto sedu-
to davanti ad un maestro come Roberto Beni-
gni!») anche molte contestazioni, legate so-
prattutto ai suoi richiami a Berlusconi, consi-
derati «vecchi» e superati: «Benigni (visto
che non cambia repertorio e non ha più idee
per mantenere il palco) poteva essere lasciato
a casa! Siamo stanchi di un uomo che vive so-
lo sull’Oscar che ha vinto», «Ma pensasse a
rinnovarsi e ad essere meno presuntuoso e
spocchioso», «BENIGNI …che grande delusio-
ne! patetico e volgare»). Stessa musica su
www.tvblog.it: «Un Benigni un po’ fiacco...
battute che ormai sembrano amarcord su Sil-
vio Berlusconi (e profetici vaticini sull’eterno
ritorno dell’ex premier)»
Ma perché Benigni è accusato di stanchez-
za se attacca adesso Berlusconi? Lo scrittore
Sandro Veronesi (premio Strega 2006 con «Ca-
os calmo», è appena uscito il suo «Baci sca-
gliati altrove», Fandango) si è ritrovato a do-
ver rispondere a questa domanda ieri a pran-
zo: «Me lo ha chiesto mio figlio di 17 anni, che
seguiva il dibattito su Twitter. Chi contesta Be-
nigni, chi lo difende...» E lei, Veronesi, che ne
pensa? «Prima di tutto penso che Benigni sia
un grande artista e un grande comico. A mag-
gio ragione è libero di parlare di ciò che vuo-
le. Questa è stata la sua prima apparizione in
tv dopo la fine del governo Berlusconi, ed era
impensabile che non ne parlasse. Detto que-
sto, ritengo anche che viviamo in una palude
in cui era prevedibilissimo lo stanco e logoro
dibattito di Benigni in tv che parla di Berlusco-
ni. Una sceneggiatura che gira in folle, la coda
di quel berlusconismo-antiberlusconismo re-
sponsabile, appunto, della stagnazione in cui
viviamo. Ho apprezzato Benigni quando,
scherzando con Mauro Mazza che stava al gio-
co, satireggiava sui potenti che si stanno smar-
cando da Berlusconi... Ecco la questione vera
dell’immediato futuro».
Analisi necessariamente diversa da quella
di un homo televisivus come Gianni Boncom-
pagni, autore di innumerevoli trasmissioni:
«Benigni ride su Berlusconi? Scontato, troppo
scontato. Se avesse parlato delle Guerre Puni-
che sarebbe stato molto più originale. Insom-
ma, da Benigni si può e si deve pretendere
qualcosa di diverso, di nuovo. Berlusconi? Ma
sì, grazie, abbiamo capito... da quasi vent’an-
ni, adesso basta». E lo show nel suo comples-
so? «Bello, indubbiamente, forse un po’ lun-
go. Fiorello in grande forma. E proprio l’iro-
nia di Fiorello, accanto a quella di Benigni, lu-
nedì sera mi ha fatto pensare a un Woody Al-
len accanto a Bombolo...»
Più affettuoso e sfumato Renzo Arbore:
«Non solo Roberto ma tutti gli intrattenitori e
i comici si sono nutriti per anni di quella man-
na che è stata Berlusconi. Benigni ha fatto sor-
ridere su un argomento ancora caldo: dicia-
mo che non era ancora fuori tempo massimo.
Ma d’ora in poi no, basta. Sarà bene cercare
altri argomenti per fare satira. Suggerirei an-
che di allontanarsi in generale dalla politica e
rivolgersi al costume italiano...» Mezza solida-
rietà a Benigni arriva da Stefano Disegni, im-
pegnato sullo stesso fronte della satira ma sul
terreno delle vignette: «Secondo me Benigni
non ha più bisogno di Berlusconi per far ride-
re. Ma parliamo di un’icona nazionale, una
specie di madonna laica dalla quale accetti
qualsiasi cosa, anche i suoi film con Nicoletta
Braschi. Però siamo tutti in una fase di transi-
zione, noi della satira. Viviamo di personaggi
forti. Monti è gelido. E stiamo tutti ancora cer-
cando un gancio al quale attaccare il nostro
lavoro...»
Paolo Conti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Un assessore lo insulta su Facebook
MILANO — Fiorello batte se
stesso, batte Sanremo, batte Ce-
lentano: «Abbiamo fatto lo stra-
botto». Tra gli show degli uti-
mi anni, l’ultima puntata de «Il
più grande spettacolo dopo il
week end», su Rai1, lunedì
scorso, è stata la più seguita,
con un ascolto bulgaro: 13 mi-
lioni e 401 mila spettatori con il
50,23% di share. E dire che la tv
è in crisi, che l’arrivo di centina-
ia di canali ha reso gli ascolti
frammentati....
Ma evidentemente di fronte
a qualità e talento, eleganza e
allegria i grandi ascolti si pos-
sono ancora fare. Lunedì poi
c’era Roberto Benigni: seppur
in tono minore, è sempre Beni-
gni e ha registrato un picco di
oltre 16 milioni.
Uno showche è stata una ve-
ra ventata di ossigeno per la
Rai. «Abbiamo voluto forte-
mente Fiorello di nuovo in Rai,
sapevamo che sarebbe stato ga-
ranzia di una tv di qualità e che
il pubblico avrebbe risposto nu-
meroso, ma gli ascolti sono an-
dati oltre ogni più rosea previ-
sione. Con il risultato di lunedì
il varietà di Fiorello entra, di di-
ritto, nella storia della Rai. Han-
no vinto Fiorello, la Rai e il ser-
vizio pubblico». Così ha dichia-
rato il direttore generale della
Rai, Lorenza Lei. Che ha ovvia-
mente concluso: «Si riposi il
giusto Fiorello, ma ritorni pre-
sto. La Rai e gli spettatori lo
aspettano a braccia aperte».
Oltre ai festeggiamenti, una
polemica. Fiorello lunedì, rife-
rendosi a un episodio dei gior-
ni scorsi (in Rai girava una
email che invitava tutti a non
usare la parola profilattico, il
primo dicembre, Giornata in-
ternazionale contro l’Aids, epi-
sodio considerato gravissimo)
aveva invece gridato e fatto gri-
dare all’intera platea la parola
profilattico, invitando i ragazzi
a usarlo per proteggersi dalle
malattie e in particolare dall’Ai-
ds. Al grido di «chiamiamolo
"Salva la vita pischelli"». Sono
arrivati elogi da parte di molte
associazioni che si occupano
di lotta al virus Hiv, ma anche
duri attacchi.
«Famiglia cristiana» titola
così un articolo: «Fiorello, fina-
le di cattivo gusto». Scrive il
settimanale dei paolini in un
corsivo di Giorgio Vecchiato
sull’edizione web: «Sull’Aids,
sulla prevenzione, sui mali del-
l’Africa (...) si discute da gran
tempo. Trasformare una simile
dialettica in cori ridanciani, in-
vitare il pubblico a sghignazza-
re, tirarla lunga con battute e al-
lusioni, scivolare sul prurigino-
so, questa non è trasgressione.
È goliardia retrodatata». Ag-
giunge il Moige: «L’ultima pun-
tata dello showdi Fiorello è sta-
ta una caduta di stile».
Maria Volpe
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Oltre 13 milioni di spettatori. Polemiche tra i cattolici per il monologo sul profilattico
MILANO — Insulti a Benigni su Facebook
da Luigi Tuccio, Pdl, assessore
all’Urbanistica di Reggio Calabria che ha
scritto sul suo profilo: «Abbiamo pagato
Benigni per fargli fare l’ennesima filippica
contro Berlusconi e la lode della mer..!
Comunista ebreo miliardario e senza
contenuti!». Un messaggio ribadito poco
dopo sempre sul social network: «Non ho
difficoltà a definire ebreo chi è miliardario
ed ostenta umiltà e parsimonia. Il fatto
che io non provi simpatia verso il popolo
ebreo, non credo sia un’offesa».
Immediate le critiche. Tuccio ha poi
chiesto scusa: «Chiedo scusa a Benigni, un
grande artista, portatore della bandiera
artistica nazionale. Chiedo anche scusa a
chi si è sentito offeso dal termine ebreo
che ho usato in maniera sconveniente ed
errata».
Le parole
La Rai
Battuta antisemita, poi le scuse
Coppia
Il dg Lei: si riposi il giusto
ma torni presto, la Rai e
gli spettatori lo aspettano
a braccia aperte
Fiorello come Sanremo, record di ascolti
Rosario Fiorello, 51 anni, e
Roberto Benigni, 59, durante lo
show che ha battuto ogni record
di ascolto nel 2011, risultando
l’ottavo nella hit di tutti i
programmi a partire dal 2001
Fiorello nella parodia di Morgan
Dall’edicolante
ai «pischelli»,
lo show-revival
Fenomeno L’ultima puntata ha superato il 50% di share. Il mattatore: «Ho fatto lo strabotto». Picco con il comico toscano
61 Spettacoli
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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la «prima» della Scala:
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MILANO — Dopo che Roberto Bolle aveva
detto di «trovare egoistico da parte di Carla
Fracci restare in organico, non solo per
l’economia dell’Opera di Roma, ma anche nei
confronti dell’arte», ieri è arrivata la replica.
La Fracci ha detto a Oggi: «Le sue critiche
sono state fuori luogo. Forse gli hanno
suggerito male, per fare notizia. Ho lavorato
per i giovani come Bolle, un grande talento.
Dovrebbe fare tesoro di quello che dico. Non
mi ha chiesto scusa e mi evita quando mi
incontra, ma continuo a volergli bene».
Su «Oggi»
Barenboime i segreti dell’opera di Mozart
Il cd di Adele
è il più venduto
del secolo
MILANO — Dal Teatro alla
Scala al Teatro di Ringhiera. Al-
la vigilia della grande prima di
Sant’ Ambrogio, Daniel Ba-
renboim va a parlare di Don
Giovanni in un teatrino della
periferia molto oltre i Navigli.
Dove la gente la Scala la cono-
sce solo di nome e il sette di-
cembre è un giorno come un al-
tro. Eppure, l’annuncio che il
grande direttore sarebbe arriva-
to proprio lì, in quello spazio
così lontano e spesso dimenti-
cato, ha elettrizzato gli abitanti
del quartiere. Che ieri sera, ol-
tre al teatro diretto con passio-
ne da Serena Sinigaglia, hanno
affollato il piazzale antistante
dove un maxi schermo riman-
dava la conversazione di Ba-
renboimcon il critico Enrico Gi-
rardi. Seguita con grande atten-
zione fino alla fine, nonostante
il freddo. A dare conforto le co-
perte, il punch caldo e il panet-
tone offerti dal Comune di Mila-
no, promotore con l’assessore
alla Cultura Stefano Boeri di
una serie d’appuntamenti volti
a coinvolgere l’intera città nel-
l’evento scaligero.
Che stasera, tra gli stucchi e i
velluti del Piermarini, vedrà sfi-
lare il consueto parterre di ga-
la, in primis il presidente Napo-
litano e il premier Mario Mon-
ti, e poi quattro ministri, Can-
cellieri, Giarda, Ornaghi, Passe-
ra, e poi tutta la mondanità di
rito. Ma il Don Giovanni mozar-
tiano che andrà in scena in
quella cornice dorata, regia di
Robert Carsen, cast stellare, sa-
rà visibile anche per moltissimi
altri spettatori. In diretta su
Rai5, Radiotre, Twitter e YouTu-
be per l’Italia (e su Sky Classica
in differita e in chiaro dalle
20.50), per l’Europa grazie ad
Arte-ZDF, oltre che in 470 sale
di tutto il mondo, 130 in Italia.
Tra cui anche il teatrino dove
ieri il maestro è stato applaudi-
to da chi prima mai aveva avuto
occasione di vederlo e ascoltar-
lo. E Barenboimha saputo parla-
re per tutti con semplicità e pro-
fondità. Sul Don Giovanni: «Cia-
scuno di noi un po’ lo è, o vor-
rebbe esserlo». Sulla seduzio-
ne: «Non è solo questione di
sesso ma anche di intelligenza
e necessità. Il bisogno di piace-
re agli altri». Mozart? «Il compo-
sitore più europeo di tutti, co-
nosceva tre lingue, compo-
neva pensando ai diversi
suoni delle parole. Don
Giovanni è opera "italia-
na" grazie anche al magi-
co connubio con il libretti-
sta Lorenzo Da Ponte». Tra
Donna Anna, Donna Elvira
e Zerlina, lei chi scegliereb-
be? «La grande lezione di Don
Giovanni è di non fare mai con-
fronti tra le signore, ciascuna
deve essere amata per sé». La
musica? «Fate attenzione all’Ou-
verture, lì dentro è anticipato
tutta l’opera, tragica e giocosa
insieme, dove la burla si accom-
pagna sempre al dramma e vice-
versa. E questa è magia e la diffi-
coltà dell’opera». Il cioccolato.
«Ai tempi un bene di lusso,
Don Giovanni lo offre per colpi-
re Zerlina. Oggi l’equivalente sa-
rebbe il caviale. Tocca al regista
far intendere che si sta parlan-
do di qualcosa di prezioso». At-
tualizzare? «La storia va raccon-
tata com’è, se si attualizza trop-
po, domani non funzionerà
più». La regia di Carsen però si
concede più di una licenza: il te-
atro nel teatro... «Un omaggio
alla Scala, porteremo questa edi-
zione al Bolshoj perché è molto
simile alla Scala. Ma a Berlino al-
la Staatsoper non sarebbe possi-
bile. Lì la regia sarà di Claus Gu-
th». E Don Giovanni che muore
ma poi riappare in scena fuman-
dosi una sigaretta le piace? Si-
lenzio. Laconica la risposta:
«Domani è la prima, vedremo».
Giuseppina Manin
© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO — Le canzoni
tristi e romantiche che
Adele (foto) canta in «21»,
hanno regalato alla
cantante 23enne il primo
posto tra i dischi più
venduti del secolo in Gran
Bretagna. Il secondo album
di Adele ha venduto 3,4
milioni di copie nel mondo,
superando così di
centomila esemplari «Back
to black» di Amy
Winehouse. Ma non è detto
che lo stacco non diventi
anche maggiore. Anzi.
Come ha sottolineato il
quotidiano britannico The
Daily Telegraph, il disco di
Adele è infatti uscito
appena dieci mesi fa contro
i cinque anni di «Back to
black», disco che ha inoltre
«beneficiato» del boom di
vendite seguite alla morte
prematura della
Winehouse. In classifica per
da settimane, «21», primo
album a vendere 1 milione
di copie su iTunes in
Europa, ha ricevuto sei
nomination per i premi
«Grammy», tra cui quello
di album dell’anno.
In Gran Bretagna
«Don Giovanni magico
E ciascuno di noi
un po’ vuole esserlo»
linasotis@gmail.com
Direttore Daniel Barenboim.
In alto Bryn Terfel e il
protagonista Peter Mattei in
una scena
del «Don Giovanni»
Oggi la «prima» Lezione del direttore in un teatro di periferia
63 Spettacoli
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011
#
italia: 515249535254
Codice cliente:

hadetto
MILANO—Carlitos Tevez ha
detto sì al Milan, ora manca so-
lo il via libera all’operazione del
Manchester City. Kia Joorab-
chian, agente dell’attaccante ar-
gentino è ripartito ieri sera per
Londra dopo aver raggiunto
con Adriano Galliani e alla pre-
senza di Giuseppe Riso, agente
Fifa, intermediario nell’affare,
un’intesa economica riguardan-
te l’ingaggio del giocatore. «C’è
l’accordo con Tevez e ora abbia-
mo mandato una email al club
inglese contenente una propo-
sta di prestito gratuito condirit-
to di riscatto a certe condizioni»
ha dichiarato ieri sera raggiante
Galliani, disposto addirittura a
rinunciare alla trasferta europea
di Champions pur di portare
avanti la trattativa per condurre
a Milano la stella argentina del
City. «Fra lunedì e martedì ho
messo qualche mattoncino per
rafforzare una squadra che cre-
do sia già formidabile» ha com-
mentatopoi alla tivùdi casa l’ad
rossoneroche ha parlatoieri po-
meriggio al telefono con il cam-
pione sudamericano. «Gli ho
detto ‘‘Carlos sei già ricco’’», ha
svelato Galliani intento a con-
vincere l’attaccante ad accettare
l’offerta rossonera. Al City il gio-
catore guadagna 8 milioni di eu-
ro più bonus, il Milan gli offre
(per quattro mesi di campiona-
to) 2 milioni come parte fissa
dello stipendio e 1 come parte
variabile (legata cioè agli obietti-
vi, al numero di gol e alle pre-
senze), mentre l’ingaggio nelle
stagioni successive ammonte-
rebbe a complessivi 5 milioni.
Il motivo per cui il City do-
vrebbe accettare una proposta
di prestito gratuito (con diritto
di riscatto fissato a 20 milioni)
lo spiega lo stesso vicepresiden-
te milanista. «Valorizzeremmo
il giocatore che ovviamente ver-
rebbe riscattato nel caso in cui
facesse bene. Ho sentito Berlu-
sconi che ha datol’ok alla tratta-
tiva dimostrando ancora una
volta di amare tantissimoi colo-
ri rossoneri. Se arrivasse Tevez,
sarebbe un grandissimo acqui-
sto per tutto il calcio italiano:
nobiliterebbe la Serie A dopo le
partenze estive di Eto’o, Pastore
e Sanchez».
Joorabchian ha lasciato la se-
de di via Turati soddisfatto:
«Ora bisogna aspettare un paio
di giorni per avere la risposta
dal City». Atteso, peraltro, stase-
ra da una sfida delicatissima di
coppa con il Bayern Monaco.
«Per noi è importante vendere
Tevez. Se ha una chance di anda-
re a giocare in Italia sono felice
per lui» ha spiegato Roberto
Mancini che ha bollato come
«stupido» il comportamento
del giocatore. «Dieci giorni do-
po quello che è successo a Mo-
nacodi Baviera l’hoinvitatoa ca-
sa mia per parlare, gli ho detto
che se avesse chiesto scusa a
me, al club e alla squadra sareb-
be potuto tornare in gruppo e
che lo avrei perdonato ma lui
mi rispose che non c’era biso-
gno di chiedere scusa a nessu-
no».
L’entourage di Tevez nel col-
loquio con il City farà leva sul
desiderio del giocatore di anda-
re solo al Milane che per conse-
guire l’obiettivosarà pure dispo-
stoa rinunciare a parte dello sti-
pendioe ai bonus che consegui-
rebbe restando a Manchester.
«Anche Cassano era felice per
l’affare Tevez. Siamo vicini, spe-
ro che il City dica sì. Ho sventa-
to qualche minaccia fra Italia ed
Europa, ma non posso dirvi
chi…. Siamo in pole position e
la nostra idea è quella di portare
Carlos a Dubai» chiude euforico
Galliani pensando al prossimo
attacco atomico: Ibra-Pato-Ro-
binho-Tevez. Nessuno in Euro-
pa avrebbe di meglio.
Monica Colombo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sport
Tevez
La visita al cuore
conforta Cassano
«Dispositivo ok»
La curiosità Non solo il City può essere eliminato: niente ottavi di finale per lo United se perde a Basilea
Milan
MILANO — (g.valt.) Le buone notizie per
Antonio Cassano arrivano direttamente da
Mario Carminati, il luminare dell’Irccs
Policlinico San Donato, che un mese fa lo ha
operato al cuore, in seguito all’ischemia che
aveva colpito il giocatore. Dopo i controlli
neurologici, Fantantonio si è recato alla
cardiologia del S. Donato: «La visita è andata
bene, l’ecocardiogramma altrettanto. E il
dispositivo nel cuore — afferma Carminati
— è posizionato correttamente». Il giocatore
ora continuerà la terapia intrapresa a base
di cardioaspirina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Marcatori: Pato 2’, Robinho 3’,
Bystron 44’, Duris 48’ s.t.
VIKTORIA PLZEN (4-3-2-1):
Cech 6; Rajtoral 6, Cisovsky 5,
Bystron 6, Limbersky 6; Jiracek
s.v. (Darida 5,5 28’ p.t.), Horvath
5,5; Petrzela 6, Kolar 6,5 (Duris
6,5 22’ s.t.), Pilar 6 (Hora s.v.
39’ s.t.); Bakos 5. All.: Vrba 6
MILAN (4-3-1-2): Amelia 6; De
Sciglio 6,5, Mexès 6, Bonera 5,5,
Taiwo 5,5 (Zambrotta s.v. 44’
s.t.); Emanuelson 5,5, Ambrosini
6, Nocerino 6 (Thiago Silva 6 39’
s.t.); Seedorf 5,5; Pato 6,5,
Robinho 6,5 (Cristante s.v. 36’
s.t.). All.: Allegri 6,5
Arbitro: Vad (Ungheria) 6,5
Ammoniti: Ambrosini, Duris,
Bakos
Recuperi: 2’ più 3’
2
2
Galliani: c’è l’accordo con lui
Gli ho detto: sei già ricco
accetta la nostra offerta
Pari col Viktoria Gol di Pato e Robinho
MILANO — Non è più la
Champions League di un tem-
po. Tira aria di golpe. Stasera,
poco prima delle 23, rischia di
restare fuori dall’Europa una
delle capitali mondiali del pal-
lone: Manchester. Il City man-
ciniano non ha trovato la stes-
sa ispirazione che lo fa volare
in Premier League (12 vittorie
e due pari): ha cominciato pa-
reggiando contro il Napoli in
casa (1-1), ha perso a Monaco
(0-2) e a Napoli (1-2), vincen-
do soltanto le due sfide con il
Villarreal (2-1 e 3-0). Ora si tro-
va nella spiacevole condizione
di dover dipendere dagli altri
(gli spagnoli), sempreché rie-
sca a battere il Bayern Monaco,
già qualificato (come primo).
L’obiettivo della stagione del
City è il titolo in Premier, che
manca dal ’68, però lo sceicco
Mansour e Mancini avrebbero
voluto un’andatura diversa in
Champions League.
Chi è ancora arbitro del pro-
prio destino è il Manchester
United (gruppo C). Obiettivo
minimo: il pareggio in casa del
Basilea per continuare l’avven-
tura in Champions League, do-
po essere arrivati in finale nel
2011 (sconfitta con il Barcello-
na a Wembley). I Red Devils
hanno perduto una sola volta
nelle ultime 25 trasferte euro-
pee (1-2 a Monaco contro il
Bayern nel 2010) e hanno in-
cassato appena un gol nelle ul-
time otto. Ha detto Alex Fergu-
son, che vorrebbe evitare l’eli-
minazione proprio dopo aver
festeggiato i 25 anni da allena-
tore dello United: «La storia ci
aiuta; negli ultimi tre anni sia-
mo stati fantastici in coppa e
ora mi aspetto una grande par-
tita. Abbiamo gli uomini giusti
per passare, ma dovremo gio-
care una grande partita».
Il Manchester United si è
complicato la vita in un girone
che sembrava facile, con due
pareggi a Old Trafford: 3-3 con
il Basilea (dopo essere stato in
vantaggio 2-0 e sotto 2-3, per i
gol dei due Frey); 2-2 con il
Benfica. «Stavolta non potre-
mo avere cali di concentrazio-
ne, perché qualsiasi errore ci
può costare l’eliminazione». È
una stagione strana per il Man-
chester United, umiliato nel
derby con il City (1-6), unica
sconfitta in Premier dove è se-
condo a cinque punti dai man-
ciniani. Il Basilea è in grande
forma, ha vinto le ultime sette
partite di campionato e stasera
è convinto di poter battere gli
inglesi. Ferguson deve fare i
conti con molte assenze in at-
tacco: Berbatov è fuori per una
distorsione alla caviglia, come
Chicharito Hernandez. Così do-
vrebbe giocare Danny Welbe-
ck, insieme con Rooney, che, a
partita finita, aspetterà a Nyon
la decisione dell’Uefa, dopo
l’appello per le tre giornate di
squalifica, che gli sono state in-
flitte come conseguenza del-
l’espulsione nella partita della
nazionale inglese contro la Ma-
cedonia.
Colpo grosso L’argentino guadagnerà meno, il Milan aspetta dal City la risposta al «prestito gratuito»
Viktoria
Plzen
2
DAL NOSTRO INVIATO
PRAGA— Bastano due minu-
ti di «se eu te pego», il ballo che
piace tanto al trio Pato-Ro-
binho-Thiago Silva (e non solo a
loro, come dimostrano i video in
rete) per far sembrare il Milan
una scuola di samba. Bastano 4
minuti per farlo ritornare co-
m’era all’inizio dell’ultima inutile
partita del girone di Champions
League: scocciato e distratto. Al-
lostadioEden, prestato dallo Sla-
via al Viktoria Plzen, finisce 2-2. I
cechi cantano felici per l’inspera-
to pareggio all’ultimo secondo,
ma avrebbero raggiunto egual-
mente lo scopo grazie ai rimasu-
gli del Barcellona che fanno il lo-
ro dovere con il Bate Borisov:
l’Europa League è conquistata.
Anche vincendo, comunque, il ra-
gionamento sul Milan sarebbe
stato lo stesso: non c’è niente da
fare, possiamo raccontarcelo, ma
noi italiani quando nonc’è inpa-
lionulla di solido, abbiamounal-
tro approccio. Giochiamo come
se fossimo la Wanda (Osiris) che
scende dalle scale con i boys che
le offrono le rose. Poi, siccome la
classe è superiore, basta uscire
dalla stanza un momento e pen-
siamo che il gioco sia fatto. Non
sempre finisce così. Prima e do-
po il pum-pum Pato-Robinho, a
parte un palo del Papero, c’è po-
co da scaldarsi. Troppa suppo-
nenza, troppa leggerezza. Tanto
da far dichiarare a un indispetti-
to Allegri, a fine partita: «Sono
molto arrabbiato, siamo stati su-
perficiali».
Il Milan gioca con eccessivo
surplace e gli errori dell’avvio si
ripresentanonel finale. C’è unrit-
mo blando (eufemismo) da par-
Il Milan distratto
si fa raggiungere
Stasera Manchester rischia di finire in fuorigioco
milioni di euro offerti dal
Milan, più 1 di bonus. Saranno
5 i prossimi anni. Ora Tevez
guadagna 8 milioni più bonus
United Alex Ferguson (Ansa) City Roberto Mancini (Afp)
Rossoneri A sinistra
Carlos Tevez, a destra
la gioia milanista per il
gol e il rientrante Mexès
(Image Sport, Reuters, Afp)
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Lille - Trabzonspor
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Manchester City - Bayern
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1 1,57
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Doppie Chances
1/X 1,10
X/2 2,18
1/2 1,17
ore 20.45
Under/Over 2,5
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Villarreal - Napoli
Risultato Finale
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X 3,80
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e responsabile amministrazione autonoma dei monopoli di stato
LE SCOMMESSE VICINO A TE
C Ca al l c ci i o o: : C Ch ha am mp pi i o on ns s L Le ea ag gu ue e
Si avvicina la fase finale
e ci si gioca il tutto per tutto!
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Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
VILA-REAL—Piùche il pove-
ro Villarreal edizione 2011-2012
— quattordicesimo nella Liga a
meno 23 dal Real Madrid, 5
sconfitte in 5 gare di Cham-
pions League — il Napoli dovrà
fare la storia contro una serie di
avversari fantasma. Enonè det-
to che siano i più semplici da
battere.
Primo: il tabù del Madrigal.
Sette squadre italiane hanno
giocato nello stadio del Sotto-
marino Giallo e sei hanno per-
duto: Torino (2-0, Intertoto
2002); Brescia (2-0, Intertoto
2003); Roma (2-0, Coppa Uefa
2004); Inter (1-0, Champions Le-
ague 2006, quarti di finale edeli-
minazione); Lazio (4-1, Europa
League 2009) e proprio Napoli
(2-1, Europa League edelimina-
zione). Solo la Fiorentina, inEu-
ropa League, il 25 ottobre 2007
ha pareggiato 1-1. Per chi ama
la legge dei grandi numeri, c’è
sempre una prima volta.
Secondo: il rendimento euro-
peointrasferta della Banda Maz-
zarri. Il Napoli ha vinto una sola
volta fuori casa (contro l’Elf-
sborg, nel preliminare di Euro-
pa League dell’anno scorso):
2-0 con doppietta di Cavani. Poi
ci sono 3 pareggi (3-3 con Ste-
aua e Utrecht, 1-1 con il Man-
chester City) e 3 sconfitte (1-3
conil Liverpool, 1-2 conil Villar-
real e 2-3 con il Bayern Mona-
co). Questo gruppo, però, è più
maturo e il presidente De Lau-
rentiis ha dato alla Champions
League la massima importanza.
I giocatori lo sanno.
Terzo: la storia. Il Napoli non
ha mai raggiunto gli ottavi di fi-
nale, neppure nelle due Coppe
dei Campioni affrontate conMa-
radona in squadra. Questa vol-
ta, però, c’è solo unultimo scali-
noda fare e, come ha detto Maz-
zarri, «le motivazioni fanno la
differenza».
Quarto: il ruolo di favorita. Il
Napoli ha quasi fatto il miraco-
lo, ma sempre da outsider. Sta-
sera ha il destino nelle sue ma-
ni, ma anche il peso del prono-
stico. Mazzarri è convinto che
sia comunque vaccinato: «Per-
ché adesso chiunque gioca con-
tro di noi festeggia anche il pa-
reggio. Siamo abituati a giocare
con un solo risultato a disposi-
zione: la vittoria».
Quinto: il fantasma dello sce-
icco. Il presidente De Laurentiis
ha fatto intendere che il Man-
chester City potrebbe dare un
premio a vincere al Villarreal. La
cosa ha indispettito molto Ro-
berto Mancini, che ieri ha repli-
cato: «Penso che siamo migliori
rispetto al Napoli, ma loro ci
hanno battuto e, se vincono in
casa del Villarreal, meriteranno
di andare avanti. De Laurentiis?
Per fortuna lo sceicco Mansour
non è italiano. Il Villarreal è un
clubserioe inChampions si gio-
ca sempre per vincere. Lo sceic-
co Mansour è una persona ri-
spettabile, non si preoccupa di
queste sciocchezze...».
Se il Napoli saprà tenere lon-
tani i fantasmi, l’impresa è vici-
nissima.
E poi siamo sicuri che il
Bayern Monaco, a Manchester,
non voglia fare fuori una rivale
come il City che, una volta pas-
satoil turno, potrebbe fare qual-
che altro acquisto boom a gen-
naio?
Luca Valdiserri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Villarreal
Così oggi ore 20.45
Napoli
Così oggi ore 20.45 Così ieri Così ieri Così oggi ore 20.45
Chelsea-Valencia 3-0
Gruppo G
Così ieri
Premium Calcio 1, Premium Calcio HD2
Così oggi ore 20.45
INTER-Cska
Gruppo C Gruppo D
Così ieri
Gruppo F Gruppo H
Tv: ore 20.45 Raiuno, Sky Sport 1, Sky Calcio 1,
Gruppo B
Benfica-Otelul Galati
Classifica
Gruppo E
Classifica
Porto-Zenit 0-0
Classifica
Arbitro: Moen (Norvegia)
Manchester City-Bayern
Classifica
Dinamo Zagabria-Lione
Classifica
Borussia D.-Marsiglia 2-3
Classifica
Viktoria Plzen-MILAN 2-2
Gruppo A
Classifica
Basilea-Manchester Utd Genk-Bayer Leverkusen 1-1 Apoel-Shakhtar Donetsk 0-2
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
VILA-REAL — La Storia mo-
derna della SSC Napoli si può
scrivere qui stasera, stadio Ma-
drigal, il campetto stretto tra le
case, le tribune che cominciano
dove finiscono i tinelli, l’aria da
grande Europa difficile da coglie-
re a 60 km da Valencia e con la
squadra locale già eliminata e in
crisi conclamata. Ma, se Vila-Re-
al non è Manchester né Monaco,
questonondeve distrarre i ragaz-
zi a un passo dal sogno. Qui c’è
in ballo «qualcosa di stratosferi-
co» (Walter Mazzarri), qualcosa
che «noi napoletani aspettiamo
da vent’anni» (Paolo Cannava-
ro). Era il 1991 quando il Napoli
giocò l’ultima partita a elimina-
zione diretta in Coppa Campio-
ni: c’era ancora Maradona e gli
azzurri uscirono ai rigori con lo
Spartak Mosca. Oggi i loro eredi,
i Mazzarri’s, possono conquista-
re il diritto a un altro den-
tro-o-fuori esaltante e impensa-
bile, considerato il girone in cui
erano capitati. Ma tant’è: affon-
dando il Sottomarino Giallo si
chiudono i conti a prescindere.
Se poi il Bayern Monaco fermerà
il Manchester City (e i tedeschi
farebbero fuori volentieri un’av-
versaria in prospettiva più peri-
colosa del Napoli), tanto meglio.
«Il City ha un potenziale pazze-
sco —osserva Mazzarri —. Ma il
bello del calcio è che stasera sia-
mo noi davanti, con la chance di
passare agli ottavi».
È proprio un’occasione enor-
me e non va sprecata anche se,
come dice retoricamente il tecni-
co azzurro, «essere qui è già un
gran successo» e «la stagione
continuerebbe» pure in caso di
flop. Oltretutto il Villarreal è allo
sbando. InChampions è out. Nel-
la Liga è 15˚. Ha perso il sorriso,
è pieno di infortuni e oggi gioca
soloper dovere, anche se l’allena-
tore Garridoha giustamente pro-
messo una prova di «orgoglio e
dignità». Per il Napoli insomma
è una situazione così ideale —ci
sono pure 20 gradi e pare prima-
vera — che nemmeno Mazzarri
può negarlo («La loro priorità è
rimasta il campionato e noi con-
fidiamo un po’ anche in que-
sto...»), salvo poi ammonire:
«Sentoaria di grande evento, eu-
foria e agitazione. Ma noi dobbia-
mo restare concentrati».
Tatticamente, la lettura del
matchè ovvia. «Nonc’è da parla-
re, sappiamo cosa fare», assicura
Cannavaro. E Mazzarri aggiun-
ge: «Loro sono organizzati e bra-
vi in attacco, e finora sono stati
molto sfortunati. Ma noi ormai
siamorodati. Dovremo fare le so-
lite cose al meglio inentrambe le
fasi, pensare a noi e non al risul-
tato di Manchester». Rischi?
Due. Uno è «volere fare qualcosa
di diverso dal solito». L’altro è
perdere lucidità sul più bello co-
me sul 3-1 contro la Juve. «Ma
ora stiamo molto meglio —assi-
cura Mazzarri —. Farei la firma
per andare ancora in vantaggio:
stavolta sapremmo come gestir-
lo». Ci penserebbero i soliti noti
(unsolodubbio: Zuniga o Dosse-
na a sinistra) guidati dal tridente
Hamsik-Lavezzi-Cavani, le riser-
ve sempre più affidabili (Pandev
sututti) e, conloro, almeno4 mi-
la napoletani in tribuna. Come
task-force per la Storia dovrebbe
bastare.
Alessandro Pasini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Classifica
Lille-Trabzonspor
Ajax-Real Madrid Olympiacos-Arsenal 3-1 Barcellona-Bate Borisov 4-0
Villarreal-NAPOLI
INTER 10; Trabzonspor 6;
Lille e Cska 5
Real Madrid 15; Ajax 8;
Lione 5; Dinamo Zagabria 0
Arsenal 11; Marsiglia 10;
Olympiacos 9; Borussia D. 4
Barcellona 16; MILAN 9;
Viktoria Plzen 5; Bate 2
1 De Sanctis
14 Campagnaro
28 Cannavaro
6 Aronica
11 Maggio
88 Inler
23 Gargano
18 Zuniga
17 Hamsik
22 Lavezzi
7 Cavani
Bayern 13; NAPOLI 8;
Manchester C. 7; Villarreal 0
SkyC7
Benfica e Manchester Utd 9;
Basilea 8; Otelul Galati 0
SkyC8
Chelsea 11; B. Leverkusen
10; Valencia 8; Genk 3
Blaszczykowski, Hummels (rig.), Remy, Ayew, Valbuena
Apoel e Zenit 9;
Porto 8; Shakhtar 5
Pato, Robinho, Bystron, Duris
3-4-2-1
Mazzarri: «C’è aria di evento, ma noi dobbiamo restare concentrati»
Vila-Real, ore 20.45
La situazione
SkyC3, PremiumC2
Rai1, SkySp1, SkyC1, PremiumC, PremiumChd2
SkySp3, SkyC2, PremiumC1 SkyC6
SkyC4, PremiumC3
SkyC5 Drogba, Ramires, Drogba
Vossen, Derdiyok
Djebbour, Torrijos, Benayoun
Adriano, Seleznyov
Roberto, Montoya, Pedro (2, 1 rig.)
Il senso della sfida di stasera
è anche in queste cifre: il Man-
chester United ha mancato gli
ottavi di finale soltanto due
volte in sedici anni: nel ’94-’95
(fuori con Goteborg e Barcello-
na) e nel 2005-2006 (fuori con
Villarreal e Benfica). Il Basilea,
invece, è arrivato negli ottavi
soltanto una volta negli ultimi
sedici anni: nel 2002-2003,
quando aveva eliminato il Li-
verpool e lo Spartak Mosca.
Per gli inglesi, comunque, la
due giorni di Champions Lea-
gue non è cominciata male:
l’Arsenal ha perso con l’Olym-
piacos, ma era già qualificato,
come primo; il Chelsea, che ri-
schiava di uscire, ha travolto il
Valencia (3-0 con doppietta di
Drogba) e si è qualificato con il
primo posto. Londra ha fatto
l’en plein; stasera i 498.800 abi-
tanti di Manchester aspettano
una risposta adeguata.
f. mo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
13 Diego Lopez
6 Angel Lopez
2 Gonzalo Rodriguez
4 Musacchio
3 Oriol
21 Bruno Soriano
19 Senna
8 De Guzman
20 Borja Valero
11 Hernan Perez
9 Ruben
Napoli si gioca una chance storica
te di entrambi i contendenti, ma
i cechi accelerano, ogni tanto.
Buona organizzazione, già vista a
San Siro, ma palleggio mediocre
e personalità scarsa. Nonchiudo-
no come dovrebbero un paio di
buoni inserimenti o sbagliano
misura quando hanno l’occasio-
ne. Da parte rossonera neanche
untiro inporta e molti errori, nei
primi 45’. Tra i meno della parti-
ta l’infortunio (piccolo fastidio al
flessore della gamba destra) di
Nocerinocostretto a cedere il po-
stoa Thiago Silva inversione cen-
trocampista.
Note positive per Allegri da
Mexès (a parte unerrore nel fina-
le): l’esordiente da titolare chiu-
de bene in più di un’occasione
con un grande recupero e in ge-
nerale è attento e non distratto
come quasi tutti i suoi compa-
gni. Discreta autorevolezza del ra-
gazzo Di Sciglio che sostituisce
Abate sulla fascia destra. Partita
da tombola natalizia, poi si sve-
gliano i ballerini brasiliani e so-
no due buone risposte: per Ro-
binho, soprattutto, si tratta del
primo gol in Champions con il
Milan. I rossoneri gigioneggiano
troppoe inquesto modoconsen-
tono al Viktoria l’incredibile pa-
reggio con Bystron e Duris (che
prende anche un palo).
Non è una sconfitta, però non
è neanche una meraviglia.
Roberto Perrone
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mancini: «Mansour è persona seria»
4-2-3-1
A rapporto
I giocatori del Napoli
ascoltano Mazzarri sul prato
del Madrigal (Reuters)
Napoli agli ottavi se:
V batte il Villarreal
V pareggia o perde
con il Villarreal
e il Manchester City
non batte
il Bayern Monaco
Battere anche i fantasmi
Dal tabù del Madrigal
ai «premi» dello sceicco
Champions Vincendo contro il Villarreal il sogno partenopeo si realizza senza aspettare «regali» dal Bayern
65 Sport
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
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Inter Cska Mosca
Premium Calcio 1
Tv: ore 20.45 Sky Sport 3, Sky Calcio 2,
Arbitro: Borbolan (Spagna)
«Moratti? Non l’ho sentito, è sereno»
4-4-2
30 Gabulov
14 Nababkin
4 Ignasevich
6 A. Berezutsky
42 Schennikov
26 Oliseh
22 Aldonin
17 Mamaev
10 Dzagoev
8 Doumbia
9 Vagner Love
Battibecco
tra Spalletti
e Ancelotti
Vucinic k.o.
Quagliarella
contro la Roma
Milano, ore 20.45
4-3-1-2
12 Castellazzi
55 Nagatomo
23 Ranocchia
25 Samuel
37 Faraoni
48 Crisetig
4 J. Zanetti
20 Obi
29 Coutinho
28 Zarate
22 Milito
MILANO — Riconoscenza e
serenità. La prima è un terre-
no troppo fragile per costruir-
ci una risalita, l’Inter dovrà li-
berarsene in fretta e Claudio
Ranieri ne è di sicuro consape-
vole. Eppure dall’allenatore ar-
riva un’ammissione interes-
sante.
Il tema è quello che domina
questa fase nerazzurra che al-
terna crisi acute a un generale
clima crepuscolare, da deca-
denza dell’impero, e che suo-
na più o meno così: quanto de-
vono contare ancora i senato-
ri? Giusto continuare con lo-
ro, quando le altre grandi, co-
me Juve e Milan, hanno intra-
preso strade opposte (vedi al-
le voci Del Piero, Inzaghi, ma
anche Seedorf)? Poco corag-
gio di buttarsi sui giovani, o
nuove leve deludenti? O, ap-
punto, riconoscenza? «C’è un
po’ tutto questo, anche un sen-
so di riconoscenza, perché
no? —la confessione di Ranie-
ri —. Nel calcio non c’è mai,
però quando una squadra vin-
ce tutto quello che c’è da vin-
cere credo che debba venir ri-
conosciuto. E poi questi gioca-
tori daranno ancora molto, ne
sono convinto. In campo van-
no sempre gli stessi? Colpa
delle contingenze, con tutti
gli infortuni spesso la forma-
zione è obbligata. I giovani an-
drebbero inseriti nei momen-
ti giusti quando la squadra va
bene, io invece li devo inseri-
re anche per darci una mano».
La ricetta resterà quindi
quella proposta sin qui dall’al-
lenatore romano: ossatura di
soliti noti, con qualche inseri-
mento studiato e calcolato di
forze fresche. Stasera, però, la
sfida con il Cska potrebbe fare
eccezione. Non conta niente
(anche se Ranieri dice: «Non
abbiamo lo stress del risultato
ma dobbiamo dare una rispo-
sta a noi stessi, voglio vedere
giocatori che sanno reagire do-
po la caduta con l’Udinese. E
poi dobbiamo vincere anche
per il ranking europeo») ed è
possibile che la formazione
sia farcita di volti giovani, a
partire dal confermato Farao-
ni (una delle poche note posi-
tive della gara con l’Udinese),
retrocesso in difesa, Obi a cen-
trocampo, forse Crisetig e an-
che Coutinho (Stankovic è
convocato, ma ieri in allena-
mento ha subito una botta).
Sperimentazioni in attesa
delle partite più importanti,
perché è sabato contro la Fio-
rentina che l’Inter dovrà ne-
cessariamente far vedere se
c’è ancora qualcosa da salva-
re. La società ha già preso set-
temila euro di multa per lan-
cio di cuscini in campo nella
gara con l’Udinese, circostan-
za che non si verificava da an-
ni. Questo per dire del clima.
Un’altra caduta non sarebbe
tollerata. Per l’occasione Ra-
nieri (che sarà orfano di capi-
tano) conta di recuperare Mai-
con e Sneijder, sperando che,
dopo così tanti infortuni, ab-
biano ancora un po’ dello
smalto di un tempo. Per For-
lan, invece, ci vorrà di più:
«Lui vuole giocare da un me-
se, noi non vogliamo rischia-
re. Prima o poi mi farò convin-
cere e mi farò il segno della
croce». I nuovi acquisti saran-
no, quindi, i recuperati, Poli
compreso. Dal mercato di gen-
naio non arriveranno sorpre-
se eclatanti. Non è più tempo.
Piuttosto, se dovessero arriva-
re offerte per un big sarebbe-
ro valutate con attenzione.
Eppure nonostante tutto
(voci di cambi in società com-
presi e un Moratti più defilato
del solito), Ranieri sostiene
che all’Inter sia rimasta sereni-
tà: «La mia positività non vie-
ne scalfita, sono fatto così. Il
presidente? Non l’ho sentito,
ma c’è serenità, sappiamo che
è un anno difficile eppure re-
sto convinto che ne verremo
fuori. Vincere con l’Udinese ci
avrebbe dato entusiasmo, ma
risaliremo». L’ultima cosa da
fare è precipitare nel panico.
La riconoscenza può essere
dannosa, ma aggrapparsi alla
calma e alla serenità resta indi-
spensabile.
Arianna Ravelli
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Ranieri ammette:
«Senatori in campo?
C’è riconoscenza»
Sulla Roma
Guai Juve
In campo
Con il Cska In Champions l’Inter darà spazio ai giovani
MILANO — «Io sono stato
impallinato da tiratori
scelti. Ora non disturbo di
certo chi lavora
seriamente come Luis
Enrique». Luciano Spalletti
parla della sua ex squadra,
la Roma. Sul tema, a Sky,
ha dato vita a un
battibecco con Carlo
Ancelotti (che ha negato
di essere interessato alla
panchina giallorossa):
«Ma non eri tu che ogni
volta che giocavi contro
dicevi che saresti stato
l’allenatore della Roma,
che volevi prendere il mio
posto? — ha chiesto
Spalletti —. Ora che non
lavori che fai, rifiuti?».
Risposta di Ancelotti: «Tu
hai sempre creduto quello,
io ho solo dato qualche
risposta per stuzzicarti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TORINO — La Juve, lodata da
Andrea Agnelli durante la
cena di Natale a La Mandria
(«La strada è giusta,
continuiamo a lavorare così
anche se il traguardo è ancora
lontano» ha detto il
presidente, festeggiato in
anticipo di un giorno per i
suoi 36 anni), perde una
chiave del suo attacco: Mirko
Vucinic. Il fastidio muscolare
che l’aveva costretto ad
abbandonare anzitempo la
gara col Cesena, si è rivelato
più grave del previsto:
lesione di primo grado al
bicipite femorale della coscia
destra, 20 giorni di stop.
Niente Bologna in Coppa
Italia giovedì («La nostra
Champions: noi non
molliamo niente» ha detto
Claudio Marchisio ieri alla
presentazione del suo libro),
ma soprattutto niente
trittico
Roma-Novara-Udinese.
Quagliarella è pronto a
sostituirlo. Marchisio,
pensando al testa a testa con
il Milan per lo scudetto, non
ha paura: «Loro hanno preso
Tevez? Attaccante fortissimo.
Vorrà dire che la sfida sarà
ancora più affascinante». Poi
il centrocampista ha lanciato
un messaggio ai cugini
granata: «Il Toro? Mi manca,
per via del derby». Infine
uno sguardo interessato alla
Roma, che aspetta la Juve
all’Olimpico lunedì: «A loro
toglierei De Rossi».
Gino Minguzzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Javier Zanetti, 38 anni,
e Diego Milito, 32,
si allenano per la sfida
di oggi contro il Cska.
Il capitano nerazzurro
non giocherà
la prossima partita
di campionato dopo
l’espulsione contro
l’Udinese (Liverani)
66 Sport
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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MILANO — Franco Arese ha festeggiato i
40 anni dall’oro europeo di Helsinki ’71 nei
1.500, tornando a correre. Serviva un cambio
di passo alla Federatletica, che guida dal no-
vembre 2004 in anni di navigazione difficile e
ha messo a punto una specie di programma
per l’Italia che corre, salta, lancia e marcia. So-
no passati tre mesi dal Mondiale di Daegu e
domenica comincia la nuova stagione con gli
Europei di cross in Slovenia.
Presidente, da dove si riparte?
«Da alcune novità, che considero importan-
ti. Il calendario, ad esempio, è stato asciugato
e razionalizzato pensando all’Olimpiade. Tra-
duzione: niente Coppa Italia e i campionati as-
soluti, con programma senza lungaggini, si
svolgeranno dal 6 all’8
luglio, ultimi tre gior-
ni utili per ottenere il
minino per i Giochi.
Dovranno essere una
specie di ultima verifi-
ca olimpica. Chi non ci
sarà, salvo decisione
concordata con il c.t.,
avrà una decurtazione
economica».
Prima, durante e
dopo Daegu, si è mol-
to parlato della neces-
sità di migliorare il li-
vello degli allenatori.
A che punto siete?
«Abbiamo deciso di
indire un bando per
quattro tecnici (uno
per settore) fra i 30 e i
40 anni, che girino per
l’Europa, per capire la
nuova realtà continen-
tale e verificare le nuo-
ve metodologie di alle-
namento. E poi mag-
giore attenzione nel
rapporto tecnici/atleti.
In più per un atleta
che vince una meda-
glia a Olimpiade, Mon-
diale o Europeo ci sarà
un riconoscimento an-
che per la società e il
tecnico che lo hanno
lanciato. E ancora: i
contributi ai comitati
regionali dovranno es-
sere orientati sulla tec-
nica. Questo perché l’atletica è prima di tutto
una disciplina tecnica».
Come sono i rapporti con i club militari?
«Stiamo cercando di rendere più stretta la
collaborazione con queste società, soprattut-
to per quanto riguarda gli atleti di seconda fa-
scia. E c’è un accordo per sfruttare i centri di
allenamento di Fiamme Gialle, Fiamme Oro,
Esercito e Aeronautica».
A proposito di centri di allenamento:
qual è la situazione di Formia?
«Grazie all’intervento del Coni stanno rifa-
cendo la pista. Tra marzo e aprile, tutto do-
vrebbe essere pronto. Formia diventerà cen-
tro federale; ricostruiremo il college, com’era
una volta e lì, per alcune specialità, come ve-
locità, salti e lanci, prepareremo l’Olimpiade
e da lì si partirà per Londra».
Tagli alle federazioni. Anche a voi è tocca-
ta la riduzione del 20%. Che cosa significa
concretamente?
«Non ci lamentiamo e accettiamo la sfida
ai tagli, perché siamo i primi a capire che il
momento è difficile. È giusto guardare avanti
e non lamentarsi sempre. Quando ci sono po-
chi soldi, si lavora con maggiore impegno.
Anche per questo, il nostro ufficio marketing
sta cercando altri sponsor importanti e il set-
tore master, con i suoi 80 mila iscritti, può es-
sere un utile veicolo di pubblicità. La necessi-
tà aguzza l’ingegno. Però non dimentico che
in Francia ci sono 100 tecnici di atletica con il
distacco dalla scuola. E faccio una domanda:
che atletica vogliamo? Un’atletica che porti a
casa qualche medaglia oppure un’atletica che
sia sport di base e rappresenti la forza trainan-
te di tutto lo sport italiano?».
Come si vive con un budget tagliato?
«Sappiamo quanti soldi abbiamo a disposi-
zione e ci muoveremo di conseguenza: conte-
nere i costi, investire soprattutto sugli atleti.
In questo senso, saranno seguiti con la massi-
ma attenzione 20 atleti top e 10/15 giovani,
con prospettive importanti. Siamo molto con-
centrati in questo senso e ogni settimana il
c.t. Uguagliati riceve una relazione scritta da
parte dei capi-settori, perché non possiamo
più perdere tempo. In primavera pensiamo di
organizzare un tavolo, dove studiare, insieme
con dirigenti, tecnici e Coni, quale può essere
il futuro delle società di atletica».
Parliamo delle punte. Londra è vicina...
«Santa Antonietta (Di Martino) ci ha ripor-
tato nel medagliere del Mondiale a Daegu e
questo le darà un nuovo
entusiasmo per i Giochi.
A Daegu ho visto dirigen-
ti piangere per i suoi salti.
Schwazer si sta ritrovan-
do; Howe sta recuperan-
do dall’infortunio di lu-
glio ed è importante che
non perda la passione per
l’atletica e la tensione ago-
nistica, perché da lui ci
aspettiamo ancora grandi
cose. La Rigaudo ha fatto
un magnifico Mondiale e
può solo migliorare. Cer-
chiamo una crescita di
competitività generale e per questo abbiamo
accettato che Grenot, Licciardello e Galvan an-
dassero negli Usa. I numeri ci dicono che il
movimento cresce: nelle classifiche mondiali
juniores dei primi 100 per ogni specialità, ci
sono 84 azzurri/e. Nel 2005 erano 35. E il di-
scorso si può allargare ad allievi o under 23».
Resta il problema degli immigrati, che
aspettano la cittadinanza italiana...
«Spero che si possano accelerare le prati-
che. Il tutto nel rispetto della legge, ma con la
massima rapidità. Abbiamo tanti giovani che
non vedono l’ora di gareggiare per noi».
Ma questa rivoluzione annunciata non si
poteva lanciare prima?
«Le cose accadono quando i tempi sono
maturi».
A proposito di tempi. Nel 2013, Arese si
candiderà per un terzo mandato alla presi-
denza della Fidal?
«È possibile, la voglia c’è ancora, la passio-
ne è quella di sempre».
Fabio Monti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Accettiamo i tagli del Coni: meno soldi, ma più impegno e più idee»
Parla il presidente della Fidal: ha deciso di rompere con il passato dopo il Mondiale di Daegu: «Dobbiamo dare il massimo ai Giochi di Londra»
Arese, il patto per una nuova atletica
«È venuta l’ora di cambiare tutto»
L’intervista
La scheda
Usa ancora giganti
A Beaver vince Ligety
Cantù sogna a Bilbao
Milano in casa dell’Efes
Il giudice sportivo non ha preso nessuna decisione
a riguardo della gara fra Padova e Torino, valida
per la 18ª giornata, ratificandone semplicemente
la sospensione al 30’50’’ della ripresa a causa di un
black out elettrico. La lega di serie B ha deciso che
la prosecuzione si svolgerà mercoledì 14 dicembre
alle ore 14.30. Il Torino però farà ricorso. Nel
frattempo i tre giocatori granata squalificati per il
match contro il Padova (Basha, Parisi e Vives, ndr)
potranno regolarmente scendere in campo sabato
pomeriggio contro il Pescara.
Mentre l’Italia annaspa (Simoncelli 9˚ miglior
azzurro), nel gigante di Beaver Creek, recupero
della Val d’Isere, la Coppa è sempre più made in
Usa: vittoria dell’americano Ligety, campione
del mondo in carica, sull’austriaco Hirscher e
sul norvegese Jansrud. Nella seconda manche è
uscito Max Blardone. Intanto a Beaver Creek si
continua con i recuperi: oggi superG donne
(RaiSport1 18.30), che per la prima volta
scendono sulla terribile pista dei maschi, e
domani si chiude con lo speciale uomini (in
gara, pur acciaccato, anche Giuliano Razzoli).
Bennet Cantù ed EA7 Milano in campo stasera
per l’8ª giornata di Eurolega. La Bennet con una
vittoria a Bilbao sul Bizkaia (ore 20.30,
Sportitalia) realizzerebbe il sogno di entrare
nella Top 16. Milano, in trasferta a Istanbul con
l’Efes (ore 19, Sportitalia 2), è costretta a vincere
per sperare in una difficile qualificazione.
Domani, già promossa, la Montepaschi Siena
affronta a Istanbul il Galatasaray (ore 19,
Sportitalia). Brutta notizia per i senesi: la
Giudicante ha inibito per 16 mesi Omar
Thomas. Potrà tornare a giocare il 6 aprile 2013.
Fotofinish
Padova-Torino il 14
i granata fanno ricorso
SCI
BASKET
Franco Arese è
nato a Centallo
(Cn) il 13 aprile
’44. Sposato, tre
figli, è presidente
di Asics Italia.
L’atleta
È stato campione
europeo dei
1.500 a Helsinki
’71 (3’38’’4)
e primatista
italiano di 800,
1.500, miglio,
5.000 e 10.000
Alla Fidal
È stato eletto
presidente della
Federatletica dal
novembre 2004
ed è stato
confermato nella
carica nel 2009
SERIE B
Attacco a tre punte
Antonietta Di Martino, a sinistra, stella
della spedizione a Londra 2012. Sopra
Andrew Howe, convalescente, e sotto
Alex Schwazer (Reuters, Ansa, Omega)
67 Sport
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
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oppure 02 50956033
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Anita, Giorgio e Antonella Bernocchi ricordano
con tanto affetto
Vittorio Solbiati
e partecipano al dolore della famiglia.
- Milano, 7 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Beppe Modenese.
– Piero Pinto.
– Inge Fila Ferro e Giansevero, con rimpianto.
Elsa Albertinelli, Roberta Einaudi ricorderanno
sempre il caro vecchio amico
Vittorio Solbiati
- Milano, 6 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Giordano Cicardi.
– Giulia e Andrea Gessner.
Ampelio e Vanda sono vicini a Donatella nel
ricordo del caro amico
Vittorio Solbiati
- Milano, 6 dicembre 2011.
Tina e Bepi abbracciano con affetto Donatella
ricordando la cultura e la signorilità di
Vittorio Solbiati
- Milano, 6 dicembre 2011.
Gigio Foschi ricorda con grande affetto
Vittorio
- Milano, 7 dicembre 2011.
Ida, Maria Ludovica, Luigi e Ignazio Maramotti
sono vicini, con profondo affetto, a Donatella in
questo momento di grande dolore nel ricordo di
Vittorio Solbiati
amico stimato.
- Reggio Emilia, 6 dicembre 2011.
Il gruppo Max Mara, partecipa con profondo
cordoglio e vicinanza al grave lutto della famiglia
e di tutti i collaboratori della Michele Solbiati Sa-
sil S.p.A. per la dolorosa scomparsa del
Dott. Vittorio Solbiati
- Reggio Emilia, 6 dicembre 2011.
Da Gigi e Duda un abbraccio a Donatella ri-
cordando il carissimo
Vittorio
- Milano, 6 dicembre 2011.
Ottavio Rosita Vittorio Luca Angela Missoni so-
no vicini a Donatella ricordando con amicizia e
profonda stima
Vittorio Solbiati
- Sumirago, 6 dicembre 2011.
Giorgio Armani con Rosanna, Silvana, Roberta
e Andrea partecipa al dolore della famiglia per
la scomparsa di
Vittorio Solbiati
- Milano, 6 dicembre 2011.
Partecipa al lutto:
– Leo dell'Orco.
La Giorgio Armani S.p.A. & consociate parte-
cipano al lutto della famiglia per la scomparsa di
Vittorio Solbiati
- Milano, 6 dicembre 2011.
Giansandro e Elisabetta Bassetti sono vicini al-
la famiglia Solbiati per la scomparsa del caro
amico
Vittorio Solbiati
- Milano, 6 dicembre 2011.
Annina abbraccia Donatella nel ricordo di
Vittorio
- Milano, 6 dicembre 2011.
L'Avvocato Luigi Giacomo Scassellati Sforzolini
partecipa con profondo affetto ed antica amicizia
alla perdita di
Vittorio Solbiati
- Perugia, 6 dicembre 2011.
Gianco e Mario Boniello abbracciano Donatel-
la nel ricordo di
Vittorio Solbiati
- Milano, 6 dicembre 2011.
Un abbraccio a Donatella ricordando
Vittorio
con immenso affetto.- Donata.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Enrico Belotti è vicino a Donatella con grande
tristezza nel ricordo di
Vittorio
- Milano, 6 dicembre 2011.
Gianni Livia Bellora con Giuseppe e Lorenza si
uniscono con tutto il loro affetto a Donatella nel
ricordo del caro indimenticabile amico
Vittorio
- Milano, 6 dicembre 2011.
Partecipa al lutto:
– Giuseppe Bellora SpA.
Vittorio Solbiati
Partecipo con profondo dolore alla scomparsa di
un amico e di un compagno di lavoro.- Fredi Ro-
manin di Tessitura Majocchi Srl.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Con profonda commozione partecipiamo al
dolore di Donatella per la perdita del suo
Vittorio
Pupi e Sunny. - Milano, 6 dicembre 2011.
Ciao
Vittorio
ci mancherai.- Mirella e Mimma.
- Genova, 6 dicembre 2011.
Guido e Rossana abbracciano Donatella deso-
lati per la perdita dell'indimenticabile
Vittorio
amico di grande sensibilità, eleganza e cultura.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Tutto lo studio Moschino, pensando ai lunghi
anni di collaborazione, ricorderà sempre la pro-
fessionalità e la gentilezza del
Dott. Vittorio Solbiati
- Milano, 5 dicembre 2011.
Rossella Jardini e Piero Mocarelli abbracciano
Donatella e piangono la perdita di una persona
molto speciale
Dott. Vittorio Solbiati
- Milano, 5 dicembre 2011.
Paul Smith e il suo team porgono le più sentite
condoglianze alla famiglia Solbiati per la grande
perdita di
Vittorio
- Milano, 6 dicembre 2011.
Davide Rampello, il Consiglio di Amministra-
zione e la Triennale di Milano tutta partecipano
il dolore per la scomparsa di
Vittorio Solbiati
rimpiangendo il suo grande ingegno e la sua
squisita eleganza. - Milano, 6 dicembre 2011.
Giovanni Orsini e i dipendenti della Zibetti Or-
sini sono affettuosamente vicini alla famiglia Sol-
biati e ai collaboratori della Solbiati Sasil nel do-
lore per la perdita dell'amato
Dott. Vittorio
- Gallarate, 5 dicembre 2011.
Franca Sozzani e la Redazione di Vogue Italia
sono vicini a Donatella per la morte del marito
Vittorio Solbiati
- Milano, 6 dicembre 2011.
Angelo e Mariarita Marchesi con il personale
della pasticceria Marchesi sono vicini alla signora
Donatella, in questo momento di dolore per la
perdita dell'amato marito
Vittorio Solbiati
- Milano, 7 dicembre 2011.
Si è spento il sorriso buono di
RinaPerotti Savatarelli
di 98 anni.- I figli Umberto con Mimma, Anna,
Elisabetta con Angelo, Lucia, i nipoti ed i parenti
tutti annunciano che i funerali dell'amatissima
mamma e nonna Rina si svolgeranno in Legnano
mercoledì 7 dicembre alle ore 11 partendo dalla
chiesa parrocchiale San Domenico.- Dopo la
Santa Messa la cara salma sarà tumulata nel ci-
mitero di Castellanza.- La recita del Santo Rosa-
rio si terrà mercoledì 7 dicembre alle ore 10.45
presso la chiesa parrocchiale.
- Legnano, 6 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– La famiglia Campiglio.
– Alberto e Manuela Bertelli con Gabriele e Fe-
derica.
– La famiglia Molinaro.
– La famiglia Sanvito.
Lorenzo e Corinna, Laura e Andrea, Duilio an-
nunciano con immenso dolore la morte del loro
caro papà
AndreaBrenta
esempio di forza, passione e coraggio per tutti
noi ed i suoi adorati nipoti.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Partecipa al lutto:
– Giuseppe Laera.
Francesco, Andrea, Alberto, Nicolò ed Elena
abbracciano il loro favoloso
nonno Andrea
- Milano, 6 dicembre 2011.
La Fondazione Museo Andrea Brenta, Patriota
partecipa al lutto dei familiari per la scomparsa
del
Cavaliere di Gran Croce
dott. ing. AndreaBrenta
costruttore e progettista, pianista e compositore.
- San Fedele d'Intelvi, 6 dicembre 2011.
Patrizia, Rosangela e Mariuccia onorate di aver
lavorato con
AndreaBrenta
si uniscono al dolore della famiglia e ne ricorde-
ranno il forte senso di giustizia e le incomparabili
doti umane apprezzate in questi lunghi anni as-
sieme. - Milano, 6 dicembre 2011.
Elena Torno partecipa al dolore dei figli Loren-
zo e Laura per la scomparsa del loro caro papà
AndreaBrenta
- Milano, 6 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Paola Peri e figli.
– Mimmo e Luli Pomi e figli.
– Vanda Torno e figli.
Mario Marily con Nicoletta e famiglia si strin-
gono con affetto a Lorenzo Laura Duilio e parte-
cipano commossi al loro grande dolore per la
scomparsa del papà
Andrea
- Milano, 6 dicembre 2011.
Partecipa al lutto:
– La famiglia Lanzetti.
Alberto e Dida, con i figli Lupo e Maria, Pietro
e Gioia, piangono con Lorenzo e Corinna, Laura
e Andrea, e Duillio, la scomparsa del caro
Andrea
padre attento ed affettuoso che tanto significa
per loro. - Milano, 6 dicembre 2011.
Se ne è andato un caro amico
AndreaBrenta
Piero e Gherarda Lucchini con i ragazzi lo ricor-
dano con affetto, vicini a Laura, Lorenzo e Duilio.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Cicci, Nicoletta con Lando e Roberta sono vicini
con tanto affetto a Lorenzo e Laura per la perdita
del loro caro papà
ing. AndreaBrenta
- Milano, 6 dicembre 2011.
Grazia, Luca, Matteo Gariboldi partecipano al
dolore della famiglia per la scomparsa di
AndreaBrenta
- Milano, 6 dicembre 2011.
Cara Laura ti siamo immensamente vicini nel
dolore per la scomparsa di tuo
papà
un abbraccio forte da Luisella e Aldo, Vera e Ro-
berto, Ani, Maro e Riccardo, Malo, Maurizio e Na-
dia, Lilli e Daniel. - Milano, 7 dicembre 2011.
GianLuca e Giovanna, con Anna, Giovanni e
Beatrice si stringono commossi a Lorenzo e Laura
ed alle loro famiglie per la scomparsa dell'amato
papà
ing. AndreaBrenta
- Milano, 6 dicembre 2011.
Alberto, Francesco e Fiorenza, Maurizio e Pa-
trizia, Giovanni e Daniela, Umberto e Paola, Ni-
cola e Martina con l'amicizia di sempre abbrac-
ciano Laura e Lorenzo nel ricordo del loro amato
papà
AndreaBrenta
- Milano, 6 dicembre 2011.
Egidio Carcassi memore di trentasei anni di af-
fettuosa collaborazione nella cara Impresa Bren-
ta partecipa commosso al dolore di Lorenzo e dei
suoi familiari per la dipartita del
Dott. Ing. AndreaBrenta
- Milano, 6 dicembre 2011.
Adriano e Brigitta Cirla con Anna, Gioia, Marco
e Stefano sono profondamente colpiti per la
scomparsa del
Dott. Ing. AndreaBrenta
amico di sempre che ha saputo in ogni occasione
del nostro lungo cammino essere sempre dispo-
nibile con simpatia e riservatezza.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Giuseppe e Gemma Sena ricordano con l'af-
fetto di una lunga amicizia l'
Ing. AndreaBrenta
e con tristezza sono vicini ai figli Lorenzo e Laura.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Achille e Laura Cutrera prendono parte al do-
lore di Lorenzo, Laura, Duilio e dei familiari tutti,
ricordando con infinito rimpianto l'
Ing. AndreaBrenta
amico di una intera vita, dai primi campi di sci
alla continuativa presenza nel lavoro e negli af-
fetti. - Milano, 6 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Paolo, Nicola e Francesca.
– Lo Studio Legale Cutrera.
MarialuisaRosinaBelloni
ha serenamente concluso la sua lunghissima vita
terrena.- Ne danno l'annuncio i figli Ferdinando
con Maria Teresa, Silvio con Annalisa.- Un gran-
de affettuoso abbraccio alla nonna da Giulia e
Leon con Stella e Miranda, Gloria e Dario con
Emma, Silvia e Massimo con Federico e Gugliel-
mo.- I funerali si svolgono oggi 7 dicembre alle
ore 9 nella parrocchia di San Pietro in Sala in
piazza Wagner in Milano.
- Milano, 7 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Letizia, Ferruccio e Luisa Fontana.
Gabri con Piero, Pia, Betta addolorati piango-
no la scomparsa della cara zia
MariaLuisa
- Milano, 6 dicembre 2011.
Nel ricordo di
ziaMarialuisa
ci stringiamo a Ferdinando e Silvio.- Giulio Mas-
simo Flavia e Elvira.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Nadia, Andrea e Cristina, Miki Dario e Federi-
co, si stringono con affetto a Silvio e Ferdinando
nel ricordo della zia
MariaLuisa
- Milano, 6 dicembre 2011.
Il Presidente e il Consiglio di Amministrazione
della Fratelli Rosina SpA sono vicini al Dottor Sil-
vio Belloni e al fratello Ferdinando per la perdita
della madre
MariaLuisaRosina
- Milano, 6 dicembre 2011.
I dipendenti della Fratelli Rosina S.p.A. parte-
cipano al lutto che ha colpito il Dottor Silvio Bel-
loni per la perdita della madre
MariaLuisa
- Milano, 6 dicembre 2011.
Luciano e la figlia Alessandra sono vicini
all'amico Silvio e al fratello Ferdinando per la per-
dita della madre
MariaLuisa
- Milano, 6 dicembre 2011.
La moglie Silvana, la figlia Grazia con Egidio e
Cristian annunciano la salita al cielo del nostro
indimenticabile
Gianfranco Cornalba
di 82 anni.- Le esequie si terranno mercoledì 7
dicembre alle ore 14.30 nella chiesa parrocchia-
le di Missaglia indi la tumulazione nel cimitero
locale.- Non fiori ma eventuali offerte all'Asso-
ciazione "Fabio Sassi" - Terapia del Dolore c/c
bancario n. 19358 intestato all'Associazione Fa-
bi o Sassi Onl us I BAN:
IT70Z0558451530000000019358.
- Missaglia, 5 dicembre 2011.
I colleghi ed amici di Permira sono vicini a Ma-
ria per la scomparsa del suo papà
Vincenzo Covelli
- Milano, 6 dicembre 2011.
Il 4 dicembre è mancata all'affetto dei suoi cari,
riunendosi all'amato marito Franco
Alessandrina(Sandra)
MartaPulsoni
Ad esequie avvenute ne dà il triste annuncio la
figlia Rossella con il marito Paolo e il figlio Fran-
cesco.- Molta gratitudine a tutto il personale me-
dico e paramedico del DiMer-Neurologia, della
Riabilitazione Disturbi Cognitivi e in particolare a
quel l o del Reparto Immunol ogi a Cl i ni ca
dell'Ospedale San Raffaele per la costante sensi-
bilità e per l'alta professionalità insieme ad un
affettuoso abbraccio, con tanta riconoscenza, al-
la Dottoressa Raffaella Scotti.- Grazie di cuore a
Caty e a Pamela che in questi anni l'hanno cir-
condata di cure e attenzioni donandole molta se-
renità. - Milano, 7 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Giovanna Marta.
– Amelia Montagna Scotti.
"Non aver paura che la vita possa fini-
re.- Abbi invece paura che non possa
mai cominciare davvero".
(Beato John Henry Newman)
Ciao
nonnaSandra
grazie per tutto il grande bene che mi hai voluto,
per quello che mi hai insegnato, per quello che
hai donato a me e agli altri.- Francesco.
- Milano, 7 dicembre 2011.
Il Presidente di Unioncamere Lombardia, il Se-
gretario Generale, i dirigenti e tutto il personale
sono vicini con profonda partecipazione al dolore
della dottoressa Rossella Pulsoni, Segretario Ge-
nerale della Camera di Commercio di Lecco, per
la perdita della madre
sig.raAlessandrinaMarta
ed esprimono alla famiglia, anche a nome dei
Presidenti e dei Segretari Generali di tutte le Ca-
mere di Commercio lombarde, sentite condo-
glianze. - Milano, 6 dicembre 2011.
Ambra Redaelli abbraccia commossa l'amico
Francesco in questo momento di grande dolore
per la perdita del suo papà
Valerio Franceschetti
- Albiate, 6 dicembre 2011.
Il Comitato Regionale Piccola Industria di Con-
findustria Lombardia esprime al dottor Francesco
Franceschetti il più profondo cordoglio per la
scomparsa del suo caro papà
Valerio Franceschetti
- Milano, 6 dicembre 2011.
Delicatamente come è vissuta ci ha lasciato la
mamma
AngelaGallmann
Ne danno notizia Roberta e Serena con Tore e
Arancia.- I funerali si svolgeranno in forma riser-
vata.- Per informazioni 3773144991.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Riccardo ed Annagrazia con Michela ed Ed-
mondo sono vicini a Serena e Roberta in questo
triste momento della scomparsa di
AngelaGallmann
amica di una vita. - Milano, 6 dicembre 2011.
Gigi e Adrienne Vittadini desolati per la perdita
di
AngelaGallmann
carissima amica a cui erano legati da grande af-
fetto abbracciano Roberta e Serena.
- New York, 6 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Angelo Carla Mecca e Agostino Vittadini.
Pupa, i figli Giulio, Raffaele, Vittoria e Niccolò,
abbracciano con immenso affetto Giovanni e Ma-
ria Vittoria, e si stringono al loro dolore nel ricor-
do della meravigliosa
ziaMaria
- Deauville, 6 dicembre 2011.
Partecipa al lutto:
– Sandra con la sua famiglia con tanto affetto.
Loretta e Claudio si stringono a Nanni e Maria
Vittoria per la perdita della cara zia
MariaRepossini Lampugnani
a lei è legato il ricordo di tanti momenti felici e
spensierati della nostra vita.
- Cesano Maderno, 6 dicembre 2011.
Il Salumaio di Montenapoleone partecipa al
dolore della famiglia per la perdita di
MariaLampugnani
- Milano, 6 dicembre 2011.
È mancata all'affetto dei suoi cari, ricongiun-
gendosi al suo amato Bartolo la nostra cara
LuisellaMarelli ved. Nardi
di 86 anni.- Ne danno l'annuncio i figli Tany e
Gigi con la moglie Paola e i nipoti Bartolomeo,
Tommaso, Margherita e Francesco.- Il funerale
avrà luogo in Monza nella parrocchia di San Bia-
gio mercoledì 7 dicembre alle ore 14 indi al ci-
mitero di Brunate (Co).
- Monza, 7 dicembre 2011.
Partecipa al lutto:
– Annina con Alessandro.
Caro Gigi, abbiamo gioito insieme per tanti
momenti felici ed ora piango il tuo stesso dolore
per la perdita della tua mamma
Luisella
Il tuo amico Carlo. - Monza, 7 dicembre 2011.
Carlo e figlia con Laura, Marco e Benedetta so-
no vicini a Gigi e Tany nel ricordo della loro mam-
ma
Luisella
- Monza, 7 dicembre 2011.
La famiglia Fossati partecipa al dolore di Luigi
e Tany per la perdita della cara mamma
LuisaMarelli ved. Nardi
- Lugano, 6 dicembre 2011.
Il Presidente, i membri del Consiglio Direttivo
e i soci del Rotary Club Monza, si stringono a Gigi
Nardi nel dolore per la scomparsa della cara
mamma
LuisellaMarelli Nardi
- Monza, 6 dicembre 2011.
Partecipa al lutto:
– Emma Pirola.
Il 4 dicembre 2011 l'
Avv. Gernando Rosa
è purtroppo mancato all'affetto dei suoi amati fi-
gli Matteo, Lorenzo e Rolando; dei suoi adorati
nipoti Francesca Giada, Riccardo, Valentina ed
Alessandra; e di tutte le persone che gli vogliono
bene.- La funzione commemorativa si terrà ve-
nerdì 9 dicembre 2011 alle ore 11 nella chiesa
di Santa Maria del Suffragio di Milano, corso XXII
Marzo n. 23. - Milano, 6 dicembre 2011.
Avv. Gernando Rosa
Ciao papone!- Grazie per tutto quello che hai fat-
to per noi!- Per i tuoi preziosi consigli ed inse-
gnamenti, per l'educazione e l'eleganza che ci hai
trasmesso, per l'ironia che hai saputo infonderci
e per il profondo amore che ci hai sempre dona-
to.- Siamo stati davvero fortunati ad avere te co-
me papà!- Ti dobbiamo tutto quel che siamo ed
il tuo esempio ci accompagnerà per sempre.- Sei
il miglior papà del mondo!- Con immenso amore
e riconoscenza i tuoi eternamente devoti figli
Matteo, Lorenzo e Rolando.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Gli amatissimi nipotini Francesca Giada, Ric-
cardo, Valentina ed Alessandra abbracciano con
immenso affetto il loro mitico
nonno Gernando
- Milano, 6 dicembre 2011.
È mancato all'affetto dei suoi cari
Angelo Chiericato
di 91 anni.- Ne danno il triste annuncio la moglie
Enrica, i figli Marco con Antonella e Fabio con
Paola, le adorate nipoti Francesca ed Alessandra,
il fratello Mario e parenti tutti.- I funerali avranno
luogo in Monza venerdì 9 dicembre alle ore 14
nella chiesa di Cristo Re, indi al cimitero urbano.
- Monza, 7 dicembre 2011.
I cugini Fabrizio Elettra e Claudio Saccomanni
con le rispettive famiglie piangono la scomparsa
di
Giorgio Cattan
e abbracciano affettuosamente Stefania e i figli
Paola Giulia Tommaso con Giovanna ed il picco-
lo Giorgio. - Roma, 6 dicembre 2011.
Condomini ed Amministratore di via Andrea
Verga 4 in Milano ricordano con affetto e stima
il signor
Antonio Amodeo
unendosi al dolore dei congiunti.
- Milano, 6 dicembre 2011.
Il giorno 29 novembre 2011 a Parigi è mancato
Rodolfo Marcolini
Lo ricordano, agli amici, con il suo incanto Elisa-
betta, Ettore, Marina, Camillo, Emy, Maria Gra-
zia, Patrizia, Daniela e le famiglie.
- Milano - Fano, 7 dicembre 2011.
Il 5 dicembre 2011 è serenamente mancata
Adele Papettaved. Tediosi
Lo annunciano addolorati i figli Titta e Carlo, la
nuora Paola, il genero Giovanni, le amatissime
nipoti Alice, Erica e Federica e i parenti tutti.
- Milano, 6 dicembre 2011.
È venuta improvvisamente a mancare
VandaAmodei
Ad esequie avvenute ne dà triste annuncio il ma-
rito Mimmo Scarano.
- Roma, 6 dicembre 2011.
Pinuccia ricorda con nostalgia ed affetto la so-
rella
SandraCasè
i genitori
Giuseppina
e
Francesco
il cognato
Riccardo Colia
- Milano, 7 dicembre 2011.
7 novembre 2011 - 7 dicembre 2011
Nel trigesimo in ricordo di
Stefano Besso
mamma Rosamaria e papà Aldo ringraziano l'Ar-
ma dei Carabinieri. - Bari, 7 dicembre 2011.
Maricita ricorda con immenso affetto l'amatis-
simo papà
Antonio Borlotti
nel venticinquesimo anniversario della scompar-
sa. - Verona, 7 dicembre 2011.
Silvana Coveri, con i figli Massimo, Gianna e
Francesco Martini, ricorda il fratello
Enrico Coveri
nell'anniversario della sua scomparsa.
- Firenze, 7 dicembre 2011.
Nel decimo anniversario della sua scomparsa
Rudi, Lucyna, David e i nipoti ricordano la loro
cara e amatissima
Maria(Mariuccia) Assuntino
- Roma, 7 dicembre 2011.
La nostra adorata
Betti Pinto
ci ha lasciato già da quattro anni.- La ricordiamo
con immutato affetto e rimpianto.- Pina, Isetta e
Manlio. - Milano, 7 dicembre 2011.
68
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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Dopo la serata record di Fiorello
(«Perché tante critiche?») la
videorecensione di Aldo Grasso
sull’esibizione del comico.
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Politica da ridere: la videorubrica
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Dalla Canalis, alla Began,
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ospiti, i
dimostranti.
BARI 35 54 41 3 15
CAGLIARI 2 46 9 47 7
FIRENZE 74 88 49 24 14
GENOVA 71 89 63 11 78
MILANO 21 46 88 66 19
NAPOLI 12 71 14 81 19
PALERMO 37 80 32 55 16
ROMA 26 31 77 71 80
TORINO 89 20 4 22 74
VENEZIA 84 61 87 71 50
NAZIONALE 72 83 60 81 20
Aosta
Milano
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Genova
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Trento
Venezia
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Trieste
Ancona
Perugia
L’Aquila
ROMA
Campobasso
Napoli
Potenza
Bari
Catanzaro
Palermo
Cagliari
Sole Nuvolo Coperto Pioggia Rovesci Temporali Neve Nebbia Debole Moderato Forte Molto forte Calmo Mosso Agitato
MARE VENTO
Primo quarto Piena Nuova Ultimo quarto
Sorge alle
Tramonta alle
OGGI
LE PREVISIONI
IL SOLE LA LUNA
LE TEMPERATURE DI OGGI
IN EUROPA
IN ITALIA
Bari Palermo Bologna Firenze Torino Napoli Roma Milano Genova Venezia
DOMANI
R. Calabria
Catania
Palermo
Alghero
Cagliari
Olbia
Aosta
Torino
Milano
Trento
Venezia
Trieste
Genova
Bologna
Firenze
Perugia
Ancona
L’Aquila
Roma
Campobasso
Napoli
Bari
Potenza
Catanzaro
LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA
min max
Ancona
Aosta
Bari
Bologna
Bolzano
Brescia
Cagliari
min max
Campobasso
Catania
Crotone
Cuneo
Firenze
Genova
Imperia
L’Aquila
Lecce
Messina
Milano
Napoli
Olbia
Palermo
Parma
Perugia
Pescara
Pisa
Potenza
R. Calabria
Rimini
Roma
Torino
Trento
Trieste
Udine
Venezia
Verona
min max min max min max
S = Sereno P = Pioggia N= Nuvoloso T = Temporale C= Coperto V = Neve R= Rovesci B= Nebbia
a cura di
www.skiinfo.it
Altezza
neve
Impianti
aperti
Km piste
aperti
Antagnod-Monterosa Ski
Brusson-Monterosa Ski
Cervinia
Champoluc-Monterosa Ski
Champorcher
Cogne
Courmayeur
Gressoney La Trinitè-Monterosa Ski
Gressoney St Jean-Monterosa Ski
La Thuile
Pila
Torgnon
Alagna Valsesia-Monterosa Ski
Artesina - Mondolè Ski
Bardonecchia
Limone
Lurisia
Pontechianale
Prato Nevoso - Mondolè Ski
San Giacomo di Roburent
Via Lattea
Aprica
Bobbio Valtorta
Bormio
Chiesa-Valmalenco
Colere
Foppolo - Carona - Brembo Ski
Livigno
Madesimo
Montecampione
Ponte di Legno - Adamello Ski
Presolana - Monte Pora
San Simone - Brembo Ski
Santa Caterina
Temù - Adamello Ski
Alba - Ciampac
Alpe Cermis
Andalo - Fai della Paganella
Campitello/Mazzin - Col Rodella
Canazei - Belvedere
Folgaria
Folgarida - Marilleva
Ghiacciaio Presena - Adamello Ski
Lavarone- Rivetta
Madonna di Campiglio
Moena - Alpe Lusia
Monte Bondone
Pampeago - Predazzo - Obereggen
Panarotta 2002
Passo del Tonale - Adamello Ski
Passo Rolle
Passo San Pellegrino-Falcade
Pejo
Pinzolo
Pozza di Fassa - Aloch-Buffaure
San Martino di Castrozza
VAL D’AOSTA
PIEMONTE
LOMBARDIA
TRENTINO
Vigo di Fassa - Pera - Ciampedie
Alpe di Siusi
Alta Badia
Alta Pusteria
Belpiano
Carezza
Corno del Renon
Funivie Speikboden
Gitschberg - Maranza
Klausberg
Ladurns
Merano 2000
Obereggen
Plan - Val Passiria
Plan de Corones
Plose - Bressanone
Racines
San Vigilio
Solda
Trafoi
Val d’Ultimo
Val Gardena
Val Senales
Vallelunga
Watles
Arabba Marmolada
Altopiano di Asiago
Auronzo Misurina
Comprensorio Civetta
Cortina d’Ampezzo
Falcade
Lessinia
Monte Baldo
Nevegal
San Vito di Cadore
Sappada
Ravascletto/Zoncolan
Sella Nevea
Tarvisio
Abetone
Campo Felice-Rocca di Cambio
Cimone
Corno alle Scale
Monte Amiata
Ovindoli
Passo Lanciano
Roccaraso
Terminillo
Chamonix Mont-Blanc ( F )
Montgenèvre ( F )
St.Moritz - Corviglia ( CH )
Wengen ( CH )
Kitzbühel ( A )
Sölden ( A )
St.Anton ( A )
ALTO ADIGE
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
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APPENNINO
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SABATO
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25 nov. 3 dic. 10 dic. 17 dic.
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7:35
16:27
I profondi vortici nord-atlantici attivi
sul Nord Europa estenderanno la
loro influenza a gran parte dei
settori centro-orientali.
Tempo perturbato e
ventoso con clima più
freddo. Stabile e più
mite sul comparto
Mediterraneo
occidentale.
Per oggi e domani Italia interessata da venti nord-occidentali
sostenuti con addensamenti sulle zone esposte. Molte nubi con
rovesci tra Calabria e Sicilia tirreniche come sulle Alpi di
confine con neve sotto i 1000 m. Altrove asciutto con
transito di nubi stratificate e foschie. Nel corso del
weekend peggiora al Centronord con piogge sparse,
più probabili su Liguria, Toscana e Friuli.
Spruzzate di neve sui relativi rilievi.
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Dalla Scala
69
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
Codice cliente:
Teleraccomando
Serata in costume dove
l’ambientazione e l’epoca
sono ricostruite con
precisione e accuratezza. Il
film del 2008 diretto da
Julian Jarrold — basato
sull’omonimo romanzo di
Evelyn Waugh del 1945 — si
svolge nel 1925 a Oxford. Il
giovane aspirante pittore
Charles (Matthew Goode,
nella foto a destra) incontra
Sebastian Flyte (Ben
Whishaw a sinistra), gay,
trasgressivo, dedito all’alcol,
e pure nobile. I due ragazzi
diventano amanti ma la
sorella di Sebastian
s’innamora di Charles.
Succederà di tutto. Nel cast
anche Emma Thompson.
PER SOGNARE
di Maria Volpe
Belén e Ruffini
salutano
Ritorno a Brideshead
Rai2, ore 21.05
Amici, amanti
infine lontani
Ultima sfida per Ilenia,
Luisa e Spyros in lizza per il
titolo di primo MasterChef
d’Italia. In giuria — come è
noto ormai — i due chef
stellati Carlo Cracco e
Bruno Barbieri insieme al
famoso ristoratore
italo-americano Joe
Bastianich. Grande
successo perché? Perché è il
primo vero talent sulla
cucina, con grande ritmo,
poche parole, zero
discussioni. È molto
piaciuta l’inventiva che ogni
concorrente doveva mettere
in campo. Ammirazione e
rispetto hanno suscitato i
tre giudici (foto). Si aspetta
la seconda stagione.
PER DISTRARSI
Documentario
sugli autisti dei tir
Ultima puntata per lo show
comico con Belén e Ruffini.
Ospiti Salvo Sottile che si
esibisce con Gigi e Ross nella
parodia di «Quarto
Cologrado», e Tessa Gelisio.
Colorado
Italia 1, ore 21.10
Masterchef Italia
Cielo, ore 21
Aspiranti chef
c’è il gran finale
Film e programmi
Documentario «Corri bisonte
corri»: testimonianze sulla
vita degli autisti dei tir, e
un’inchiesta sui rischi di
questo mestiere, fatto di orari
impossibili e lunghi viaggi.
Tracce
Rai2, ore 23.30
Grace (Brenda Blethyn, foto
con Craig Ferguson) alla morte
del marito scopre di essere
sommersa dai debiti. Coltiva
piante di marijuana da vendere
agli spacciatori di Notting Hill.
L’erba di Grace
La7, ore 21.10
Dall’anno scorso, Rai5
trasmette la prima della Scala.
Stasera c’è Don Giovanni di
Mozart, con la direzione di
Daniel Barenboim (foto) e la
regia di Robert Carsen.
Prima alla Scala
Rai5, ore 17.45
Tv in chiaro
Marijuana per
pagare i debiti
Prima della Scala
Barenboimdirige
Rai1
rai.it
Rai2
rai.it
Rai3
rai.it
Rete4
mediaset.it/rete4
Italia1
mediaset.it/italia1
Canale5
mediaset.it/canale5
La7
la7.it
MTv
mtv.it
20.00 TELEGIORNALE.
20.30 CHAMPIONS LEAGUE:
Villarreal - Napoli.
Calcio
22.45 90° MINUTO
CHAMPIONS.
Rubrica sportiva
TG1 60 SECONDI.
23.30 PORTA A PORTA.
Attualità
20.30 TG 2 20.30.
21.05 FILM RITORNO A
BRIDESHEAD.
(Drammatico,
Gb/Italia/Marocco,
2008). Regia di
Julian Jarrold. Con
Matthew Goode,
Patrick Malahide,
Hayley Atwell.
20.00 LA CRISI. IN 1/2 H.
Attualità. Con Lucia
Annunziata
20.20 BLOB. Attualità
20.35 UN POSTO AL SOLE.
Soap
21.05 CHI L’HA VISTO?
Attualità. Con
Federica Sciarelli
23.30 BORIS. Telefilm
20.30 WALKER TEXAS
RANGER. Telefilm
21.10 VITE
STRAORDINARIE.
Documentario
23.25 SPECIALE - VIAGGIO
A MEDJUGORJE.
Documentario
0.20 I BELLISSIMI DI RETE
4. Attualità
20.00 TG 5.
20.30 STRISCIA LA NOTIZIA
- LA VOCE DELLA
CONTINGENZA.
Tg Satirico
21.10 BACIATI
DALL’AMORE.
Telefilm. Con
Giampaolo Morelli,
Pietro Taricone
20.20 C.S.I. - SCENA DEL
CRIMINE. Telefilm.
Con Marg
Helgenberger
21.10 COLORADO. Varietà
1.00 POKER1MANIA.
Varietà
1.50 STUDIO APERTO - LA
GIORNATA.
2.05 HIGHLANDER. Tf.
20.00 TG LA7.
20.30 OTTO E MEZZO.
Attualità
21.10 FILM L’ERBA DI
GRACE. (Commedia,
Gb, 2000). Regia di
Nigel Cole. Con
Brenda Blethyn,
Craig Ferguson,
Martin Clunes.
15.30 GINNASTE: VITE
PARALLELE. Varietà
16.00 MADE. Varietà
17.00 TEEN MOM. Varietà
18.00 DISASTER DATE.
Varietà
19.00 MTV NEWS.
19.05 GINNASTE: VITE
PARALLELE. Varietà
19.30 GINNASTE: VITE
PARALLELE. Varietà
20.00 I SOLITI IDIOTI.
Varietà
20.30 I SOLITI IDIOTI.
Varietà
21.00 BABY HIGH. Varietà
22.00 16 ANNI E INCINTA.
Varietà
23.00 SPECIALE MTV NEWS.
23.30 SOUTH PARK.
Cartoni
SERA
15.00 THE FLOW. Musicale
15.55 DEEJAY TG.
16.00 POPCAKE. Musicale
17.30 ROCK DEEJAY.
Musicale
18.30 DEEJAY TG.
18.35 PLATINISSIMA
PRESENTA: GOOD
EVENING. Musicale
20.00 LOREM IPSUM.
Musicale
20.20 VIA MASSENA 2.
Serie
21.00 JACK ON TOUR 2.
Musicale
22.00 DEEJAY CHIAMA
ITALIA. Varietà
Deejay TV
Rai4
rai.it
Rai5
rai.it
Rai
Storia
rai.it
Rai
Movie
rai.it
Rai
YoYo
rai.it
Rai
Gulp
rai.it
Boing
boingtv.it
La7d
la7.it
10.30 BROTHERS AND
SISTERS III. Telefilm
11.15 ALIAS V. Telefilm
11.55 LOST WORLD. Serie
12.40 MEDIUM. Serie
13.25 DESPERATE
HOUSEWIVES III.
Serie
14.10 BROTHERS AND
SISTERS III. Telefilm
14.50 ALIAS V. Telefilm
15.35 APPUNTAMENTO AL
CINEMA. Attualità
15.40 90210 III. Serie
16.20 ONE TREE HILL III.
Serie
17.00 BEING ERICA III.
Serie
17.45 LEGEND OF THE
SEEKER. Serie
18.30 LOST WORLD. Serie
19.20 DOCTOR WHO
SPECIAL IV. Serie
20.25 SUPERNATURAL IV.
Serie
21.10 FILM LARGO WINCH.
(Avventura). Regia
di Jérôme Salle.
22.50 BREAKING BAD III.
Serie
10.20 COOL TOUR. Attualità
10.50 GORDON RAMSAY’S
F-WORD. Doc.
11.50 LES NOUVEAUX
EXPLORATEURS.
Reportage
12.50 DINASTIE.
Documentario
13.50 TOP 5. Attualità
14.05 PASSEPARTOUT.
Attualità
14.35 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
15.25 COOL TOUR. Attualità
15.55 DREAMS ROAD.
Reportage
16.50 GORDON RAMSAY’S
F-WORD.
Documentario
17.45 SERATA INAUGURALE
TEATRO ALLA SCALA.
Musica
21.15 SCIENCE OF CRIME.
Documentario
22.10 ICONE.
Documentario
22.40 QUESTA NON È UNA
PIPA. Attualità
23.10 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
17.00 MILLE PAPAVERI
ROSSI. Attualità
17.05 L’ITALIA VISTA DAGLI
AMERICANI. Attualità
18.00 RESEARCH: L’UOMO
CHE ARRESTÒ
MUSSOLINI. Attualità
19.00 RES GESTAE FATTI.
Attualità
19.05 ALMANACCO - LA
SPIA E L’ATTACO A
PEARL HARBOUR.
Attualità
19.20 ALLA CORTE DI
MUSSOLINI -
ACHILLE STARACE.
Attualità
19.50 LE CITTA DEL JAZZ -
LOS ANGELES.
Attualità
20.00 VIAGGIO IN ITALIA.
Attualità
21.00 RAI 150 ANNI.
Attualità
21.05 DIXIT FATTI -
ROTOCALCO.
Attualità
22.00 DIXIT FATTI -
ROTOCALCO.
Attualità
6.30 IL GIORNO IN CUI
NIENTE SUCCESSE.
Cortometraggio
6.55 FILM UN BUON
PREZZO PER
MORIRE.
8.40 FILM CIAO CIAO
BIRDIE.
10.30 APPUNTAMENTI AL
CINEMA. Attualità
10.35 FILM VA’ DOVE TI
PORTA IL CUORE.
12.20 FILM OPERAZIONE
SAN GENNARO.
14.05 FILM L’UOMO DI
VETRO.
15.50 FILM FANTASMI A
HOLLYWOOD.
17.25 FILM CHE RESTI TRA
NOI.
19.05 FILM STAGE BEAUTY.
21.00 FILM THE GUARDIAN.
(Azione). Regia di
Andrew Davis.
0.10 LADRI DI BICICLETTE.
Attualità
0.45 FILM ELEPHANT.
(Drammatico).
Regia di Gus Van
Sant.
19.50 SUMMER IN
TRANSYLVANIA I.
Telefilm
20.10 REBELDE WAY. Tf.
21.00 SKYLAND. Cartoni
21.25 KARKU II. Telefilm
21.50 UNFABULOUS III.
Telefilm
22.10 SUMMER IN
TRANSYLVANIA I.
Telefilm
20.25 UKI. Cartoni
20.30 MUSTI. Cartoni
20.35 MUSTI. Cartoni
20.40 INSIEME A ROSIE.
Cartoni
20.50 LA STELLA DI LAURA
2. Cartoni
21.00 CIAO PRINCIPESSA
2. Cartoni
21.10 CLASSIC TALES.
Cartoni
19.25 LE NUOVE
AVVENTURE DI
SCOOBY DOO. Cartoni
19.50 SPONGEBOB. Cartoni
20.40 THE GARFIELD SHOW.
Cartoni
21.10 NINÌ. Cartoni
22.00 TAKESHI’S CASTLE.
Cartoni
22.25 JOHNNY BRAVO.
Cartoni
18.40 CUOCHI E FIAMME.
Attualità
19.40 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
20.40 TG LA7.
21.10 CROSSING JORDAN.
Telefilm
23.55 OUTRAGEOUS
FORTUNE - CRIMINI
DI FAMIGLIA.
Telefilm
Tv
2000
tv2000.it
20.55 NEL CUORE DEI
GIORNI - (TGTG).
21.20 PRESENTAZIONE
CRITICO
LETTERARIO.
21.25 FILM AVVENTURE DI
ENEA.
22.25 LA COMPAGNIA DEL
LIBRO - SERATA
LIBRI.
23.05 GOCCE DI MIELE.
La5
mediaset.it
19.55 EXTREME
MAKEOVER HOME
EDITION. Doc.
20.40 GRANDE FRATELLO.
Reality
21.00 GRANDE FRATELLO
LIVE. Reality
21.10 FILM GIÙ LE MANI
DA MIA FIGLIA.
22.55 GRANDE FRATELLO
LIVE. Reality
Cielo
cielo.it
19.00 HELL’S KITCHEN - IL
DIAVOLO IN CUCINA.
Varietà
20.00 UNO PSICOLOGO DA
CANI - DOG
WHISPERER. Doc.
21.00 MASTERCHEF ITALIA
- GRAN FINALE.
Varietà
23.00 RAPPORTO CARELLI.
24.00 CIELO TG24 NOTTE.
Iris
iris.mediaset.it
15.35 FILM FANTOZZI.
17.38 FILM TI AMERÒ...
FINO AD
AMMAZZARTI.
19.26 CRIMINAL INTENT
VII. Telefilm
20.16 CRIMINAL INTENT
VII. Telefilm
21.06 FILM TAXI DRIVER.
23.15 FILM 55 GIORNI A
PECHINO.
6.45 UNOMATTINA.
Attualità
10.55 CHE TEMPO FA.
11.00 TG 1.
11.05 OCCHIO ALLA SPESA.
Attualità.
Con Alessandro
Di Pietro
12.00 LA PROVA DEL
CUOCO. Varietà. Con
Antonella Clerici
13.30 TELEGIORNALE.
14.00 TG 1 ECONOMIA.
Attualità
TG1 FOCUS.
Attualità
14.10 VERDETTO FINALE.
Attualità. Con
Veronica Maya
15.15 LA VITA IN DIRETTA.
Attualità.
Con Marco Liorni,
Mara Venier. Nel
programma: Tg
Parlamento; Tg 1;
Che tempo fa
18.50 L’EREDITÀ. Quiz.
Con Carlo Conti
6.30 CARTOON FLAKES.
Ragazzi
10.00 TG2PUNTO.IT.
Attualità
11.00 I FATTI VOSTRI.
Attualità
13.00 TG 2 GIORNO.
13.30 TG 2 COSTUME E
SOCIETÀ. Attualità
13.50 MEDICINA 33.
Rubrica
14.00 L’ITALIA SUL DUE.
Attualità
16.10 GHOST WHISPERER.
Telefilm
16.50 HAWAII FIVE-0.
Telefilm.
Con Jack Lord
17.45 TG 2 FLASH L.I.S.
METEO 2.
17.50 RAI TG SPORT.
18.15 TG 2.
18.45 NUMB3RS. Telefilm.
Con Rob Morrow,
David Krumholtz
19.35 SQUADRA SPECIALE
COBRA 11. Telefilm.
Con Erdogan Atalay
9.50 DIECI MINUTI DI...
PROGRAMMI
DELL’ACCESSO. Att.
10.00 RAI 150 ANNI. LA
STORIA SIAMO NOI.
Attualità
11.00 APPRESCINDERE.
Talk show
12.00 TG 3.
RAI SPORT NOTIZIE.
12.25 TG 3 FUORI TG. Att.
12.45 LE STORIE - DIARIO
ITALIANO. Attualità
13.10 LA STRADA PER LA
FELICITÀ. Telefilm
14.00 TG REGIONE.
14.20 TG 3.
14.50 TGR LEONARDO. Att.
15.00 QUESTION TIME
15.45 TG 3 L.I.S.
15.55 COSE DELL’ALTRO
GEO. Varietà
17.40 GEO & GEO. Doc.
Nel programma:
Meteo 3
19.00 TG 3.
19.30 TG REGIONE.
TG REGIONE METEO.
9.40 R.I.S. DELITTI
IMPERFETTI. Telefilm
10.50 RICETTE DI
FAMIGLIA. Attualità
11.30 TG 4 -
TELEGIORNALE
12.00 DETECTIVE IN
CORSIA. Telefilm
13.00 LA SIGNORA IN
GIALLO. Telefilm
13.50 IL TRIBUNALE DI
FORUM -
ANTEPRIMA. Att.
14.05 IL TRIBUNALE DI
FORUM. Attualità
15.10 HAMBURG
DISTRETTO 21. Tf.
16.15 SENTIERI. Soap
16.35 FILM NOSTRA
SIGNORA DI FATIMA.
(Drammatico, Usa,
1952). Regia di
John Brahm. Con
Gilbert Roland
18.55 TG 4 -
TELEGIORNALE
19.35 TEMPESTA D’AMORE.
Soap Opera
8.00 TG 5 MATTINA.
8.40 LA TELEFONATA DI
BELPIETRO. Attualità
8.50 MATTINO CINQUE.
Varietà. Con
Federica Panicucci,
Paolo Del Debbio.
Nel programma:
Grande Fratello; Tg
5 Ore 10
11.00 FORUM. Attualità
13.00 TG 5.
Nel programma:
Meteo 5
13.40 BEAUTIFUL. Soap
Opera
14.10 CENTOVETRINE. Soap
14.45 UOMINI E DONNE.
Talk show. Con
Maria De Filippi
16.15 AMICI. Reality
16.55 POMERIGGIO
CINQUE. Varietà. Con
Barbara D’Urso. Nel
programma: Tg 5
minuti
18.50 AVANTI UN ALTRO.
Quiz
8.30 UNA MAMMA PER
AMICA. Telefilm
10.35 GREY’S ANATOMY.
Telefilm
12.25 STUDIO APERTO.
13.00 STUDIO SPORT.
13.40 I SIMPSON. Cartoni
14.35 DRAGON BALL.
Cartoni
15.00 BIG BANG THEORY .
Serie
15.35 NO ORDINARY
FAMILY. Telefilm
16.25 LA VITA SECONDO
JIM. Serie
16.50 GIOVANI
CAMPIONESSE.
Telefilm. Con Ayla
Kell, Peri Gilpin
17.45 DRAGON BALL.
Cartoni
18.30 STUDIO APERTO. Nel
programma: Meteo
19.00 STUDIO SPORT.
19.25 DR. HOUSE -
MEDICAL DIVISION.
Telefilm.
Con Hugh Laurie
6.55 MOVIE FLASH.
Attualità
7.00 OMNIBUS. Attualità
9.40 COFFEE BREAK.
Attualità
10.35 L’ARIA CHE TIRA.
Attualità
11.25 SOS TATA. Reality
12.25 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
13.30 TG LA7.
14.05 FILM TOTÒTRUFFA
‘62. (Commedia,
Italia, 1961). Regia
di Camillo
Mastrocinque . Con
Totò, Nino Taranto.
16.15 ATLANTIDE - STORIE
DI UOMINI E DI
MONDI. Doc.
17.25 MOVIE FLASH.
Attualità
17.30 THE DISTRICT.
Telefilm. Con Craig
T. Nelson, Roger
Aaron Brown
19.20 G DAY. Tg Satirico.
Con Geppi Cucciari
1.05 TG 1 - NOTTE.
TG1 FOCUS. Attualità
1.35 CHE TEMPO FA.
1.40 SOTTOVOCE.
Attualità.
Con Gigi Marzullo
23.15 TG 2.
23.30 TRACCE. Reportage
0.55 TG PARLAMENTO. Att.
1.05 E.R. - MEDICI IN
PRIMA LINEA.
Telefilm
24.00 TG3 LINEA NOTTE
1.00 METEO 3.
1.05 CRASH - CONTATTO
IMPATTO
CONVIVENZA.
Attualità
0.25 FILM A CIVIL ACTION.
(Drammatico, Usa,
1998). Regia di
Steven Zaillian.
Con John Travolta,
Robert Duvall
23.30 MATRIX. Attualità
1.30 TG 5 NOTTE.
2.00 STRISCIA LA NOTIZIA
- LA VOCE DELLA
CONTINGENZA.
Tg Satirico
3.40 FILM BROWN SUGAR.
(Commedia, Usa,
2002). Regia di Rick
Famuyiwa. Con
Taye Diggs, Sanaa
Lathan, Mos Def.
23.10 GLI INTOCCABILI.
Attualità. Con
Gianluigi Nuzzi
0.10 TG LA7.
0.20 (AH)IPIROSO.
Attualità
DATI DI PROGRAMMAZIONE
FORNITI DA COMPUTIME
DECENNALE MUSEO DIOCESANO
Corso di PortaTicinese, 95
20123 Milano - Tel. 02 89420019
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dai Visconti agli Sforza
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presenta presenta
70
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
Codice cliente:
«I
l delitto di Via Poma» ricostruisce la storia
dell’omicidio di Simonetta Cesaroni, uccisa
con 29 coltellate il 7 agosto 1990 per il quale
è stato condannato in primo grado a 24 an-
ni l’allora fidanzato Raniero Busco (Canale
5, martedì, ore 21,20).
Come ha sottolineato il regista Roberto Faenza, questo
delitto «è una tipica storia italiana, un caso sconcertante
dove mentono tutti, anche per
cose che non c’entrano niente
con il delitto. È un piccolo
Peyton Place dove l’unica a far-
ne le spese è la ragazza. Credo
che sia un caso che resterà irri-
solto». E infatti l’aspetto più
interessante del tv-film è la
puntigliosa ricostruzione, tra-
mite l’invenzione dell’ispetto-
re capo di polizia Niccolò Mon-
tella (Silvio Orlando), di una
lunga catena di errori d’indagi-
ne, di sciatterie, di misteri, per-
sino di depistaggi.
Difficile trovare una rispo-
sta a tanti perché. Perché il
portiere Pietro Vanacore, una
volta trovato il cadavere di Si-
monetta non avverte subito la
polizia? Cosa ci faceva nell’ap-
partamento di via Poma l’agen-
te del Sisdi la notte del ritrova-
mento? Come mai alcuni reper-
ti sono stati dimenticati per an-
ni in un cassetto? Il film di Fa-
enza ci dice due cose importan-
ti. La prima è che la miriade di
talk che si occupa di delitti irri-
solti (i plastici, la compagnia
di giro, i dissotterratori di ca-
daveri, ecc.) è una sorta di me-
tastasi televisiva nata da un’os-
sessione collettiva ma anche
dal modo con cui spesso agiscono gli inquirenti.
La seconda, molto più importante è che la fiction rispet-
to al talk si prende alcune responsabilità formali (dove
l’estetica si tramuta necessariamente in etica). «Il delitto
di Via Poma» cerca di mettere un po’ di ordine nel disordi-
ne del flusso televisivo: il suo strumento è la scrittura, il
suo scopo è di ristabilire, almeno su piano formale, la ge-
rarchia del punto di vista (nei talk si può dire tutto e il
contrario di tutto).
Ammirevole infine lo sforzo di raccontare il dramma del-
la vittima e della sua famiglia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A fil di rete
Pay Tv
L’amore di Grant
per Andie McDowell
Un single 30enne (Hugh Grant)
non è mai puntuale, nemmeno ai
matrimoni dei suoi amici. A una
cerimonia si innamora di una
americana (Andie McDowell, foto
con Grant).
Quattro matrimoni e un funerale
Sky Cinema Christmas, ore 21.10
Norton in carcere
Merita la libertà?
Affleck e Hartnett
contro i giapponesi
Gialappa’s
Band
Gialappi
doppiati da
Vespa.
Serata magra per
Canale 5, con «Grande
Fratello» e «Mai dire
Grande Fratello», con
la Gialappa’s Band:
1.224.000 spettatori,
pari al 15,4% di
share.
Via Poma, la fiction
rimette ordine
Bruno
Vespa
Trainati da
Fiorello. Bruno
Vespa sfrutta
ancora lo slancio di
Fiorello a Raiuno: per
«Porta a Porta», in onda
dopo l’ultima puntata de
«Il più grande
spettacolo dopo il week
end», gli spettatori sono
1.875.000, pari al 31%
di share.
di Aldo Grasso
Gerald «Stone» Creeson (Edward
Norton, foto) è in carcere per
concorso in omicidio. Per
ottenere la libertà, deve
convincere un agente (Robert De
Niro) di essere un uomo nuovo.
Stone
Sky Cinema Passion, ore 21
Il film sul drammatico e inatteso
attacco giapponese del 1941
alla flotta americana a Pearl
Harbor. Un fatto che cambia la
vita di due piloti (Ben Affleck e
Josh Hartnett, foto).
Pearl Harbor
Sky Cinema 1, ore 21.10
14.05 OGGI SPOSI... NIENTE SESSO Tom
Leezak (A. Kutcher) è uno speaker
radiofonico; Sarah McNerney è una
scrittrice. Tra i due scoppia l’amore.
Sky Cinema Christmas
15.25 IL CUORE DI DIXIE Alabama, anni
‘50. L’amicizia di due ragazze tra
pettegolezzi, ragazzi ma anche
impegno antirazzista. MGM
16.10 L’AMORE FUGGE Quinto e ultimo
capitolo della saga di Truffaut con
protagonista Antoine Doinel (Jean-
Pierre Léaud), alter ego del regista.
Sky Cinema Classics
17.20 ARTHUR E LA VENDETTA DI
MALTAZARD Secondo episodio della
saga in cui Arthur freme per rientrare
nel mondo dei Minimei e
ricongiungersi alla principessa
Selenia. Sky Cinema 1 HD
17.45 AMORI MIEI M. Vitti, E. M. Salerno,
E. Fenech e J. Dorelli sono i
protagonisti di un divertente ménage
a trois, diretto da Steno nel 1978.
Sky Cinema Classics
19.05 BIKER BOYZ Smoke è a capo di una
banda di motociclisiti la cui
supremazia è minacciata dal giovane
Kid. Sky Cinema Max HD
19.20 DRAGON TRAINER L’amicizia tra
Hiccup, vichingo di 11 anni, e
Sdentato, drago della specie più
pericolosa. Animazione.
Sky Cinema Family
21.00 VUOI NON SPOSARMI?
Sono anni che Charlie (E.Kerr) è
fidanzato, ma non pensa ancora al
matrimonio. Quando il fratello decide
di sposarsi, diventerà una gara.
MGM
LA FAMIGLIA Carlo (V. Gassman) è
l’ultimo patriarca di una famiglia di
cui ricostruisce la storia, dai primi
del Novecento ad oggi.
Sky Cinema Classics
TOY STORY 3 - LA GRANDE FUGA
Andy è pronto per il college e
vorrebbe portare con sé Woody ma,
per un errore, i suoi giocattoli
vengono portati via da un
netturbino... Sky Cinema Family
STONE L’agente Jack (R. De Niro)
deve decidere se concedere la
condizionale a Mabry (E. Norton), in
prigione per aver ucciso i nonni. Sky
Cinema Passion HD
21.10 PEARL HARBOR 1941, due amici
Rafe (B. Affleck) e Danny (J.
Hartnett), partecipano all’attacco di
Pearl Harbor. Oscar per i migliori
effetti sonori. Sky Cinema 1 HD
QUATTRO MATRIMONI E UN
FUNERALE Film britannico di
maggiore successo internazionale
dell’ultimo ventennio: più di 130
milioni di dollari d’incasso.
Protagonista H. Grant.
Sky Cinema Christmas
Cinema Sport
14.25 LA MIA BABYSITTER È UN
VAMPIRO Disney Channel
15.10 ‘TIL DEATH - PER TUTTA LA VITA
Fox HD
16.30 LIFE ON MARS Fox Crime HD
17.25 I MAGHI DI WAVERLY
Disney Channel
18.15 OFF THE MAP Fox Life
19.10 LIE TO ME Fox HD
20.00 POWER RANGERS SAMURAI
Nickelodeon
21.00 N.C.I.S. LOS ANGELES
Fox Crime HD
21.10 SPARTACUS: SANGUE E SABBIA
Sky Uno
21.35 BUONA FORTUNA CHARLIE!
Disney Channel
21.55 N.C.I.S. LOS ANGELES
Fox Crime HD
15.55 CASE DA INCUBO LEI
16.50 GLI SGOMMATI Sky Uno
17.00 KEEPING UP WITH THE
KARDASHIANS E!
18.25 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
18.40 GRACHI Rai Gulp
19.05 ICE LOVES COCO E!
19.10 CHEF PER UN GIORNO LEI
19.30 KENDRA E!
20.00 TAKESHI’S CASTLE
Cartoon Network
20.10 AMERICA’S NEXT TOP MODEL
Sky Uno
21.00 KHLOE AND LAMAR E!
21.35 CASE DA INCUBO LEI
22.00 THE REAL L WORD E!
22.15 SERATISSIMA - I ROBINSON K2
22.35 UNA PROSTITUTA PER IL
GOVERNATORE MGM
14.00 I PUFFI Boomerang
15.00 LEONE IL CANE FIFONE
Cartoon Network
16.10 THE GARFIELD SHOW Boomerang
17.00 HOLLY E BENJI FOREVER
Cartoon Network
18.10 POKÉMON NERO & BIANCO K2
19.15 BATMAN THE BRAVE AND THE
BOLD Cartoon Network
20.30 SPONGEBOB Nickelodeon
21.00 LO STRAORDINARIO MONDO DI
GUMBALL Cartoon Network
21.25 I FANTAEROI K2
21.30 GENERATOR REX
Cartoon Network
21.40 CUCCIOLI CERCA AMICI
Boomerang
21.55 THE REGULAR SHOW
Cartoon Network
14.15 ESPN FILMS ESPN
15.10 SEGRETI DI GUERRA
History Channel
16.00 PESCA A MANI NUDE
Discovery Channel HD
17.15 GLI EROI DEL GHIACCIO
History Channel
18.55 MEGASTRUTTURE:
HAWAII SUPERFERRY
National Geographic
20.05 INGEGNERIA ESTREMA
Discovery Science
21.00 L’ULTIMO SOPRAVVISSUTO
Discovery Channel HD
21.35 COME È FATTO Discovery Science
22.45 A CACCIA DI TESORI: UNA STALLA
PREZIOSA History Channel
22.50 GLI INDISTRUTTIBILI
National Geographic
Serie Tv Intrattenimento Ragazzi Documentari
22.50 LA BANDA DEI COCCODRILLI,
TUTTI PER UNO Per il compleanno
di Hannes, la banda dei Coccodrilli si
reca a una pista di go-kart e Frank
ha un brutto incidente... Sky
Cinema Family
23.15 IL MIO GROSSO GRASSO
MATRIMONIO GRECO Toula
Portokalos(N. Vardalos) vive in
America, ma è di origini greche. Ha
trent’annni, ma ancora senza marito.
Quando incontra Ian Miller... Sky
Cinema Christmas
0.10 PIGIAMA PARTY Un alieno è
mandato in avanscoperta sulla Terra
per preparare un attacco ma si
innamora e dimentica la sua
missione. MGM
0.15 TRAITOR Due agenti della Cia e
dell’Fbi vengono coinvolti in un
complotto internazionale di stampo
terroristico. Pellicola con G. Pearce
del 2008. Sky Cinema 1 HD
0.55 MATRIMONIO IN FAMIGLIA
Quando Lucia e Marcus decidono di
sposarsi i genitori non mascherano il
loro dissenso, impegnati a
salvaguardare i propri soldi.
Sky Cinema Christmas
1.00 JENNIFER’S BODY Needy salva
l’amica Jennifer da un incendio.
Dopo quella sera però Jennifer inizia
a commettere una serie di efferati
omicidi. Sky Cinema Max HD
14.00 CALCIO: LAZIO - JUVE Campionato
Primavera TIM. Diretta Sport Italia
15.45 SALTO CON GLI SCI: HS 138
INDIVIDUALE MASCHILE Coppa del
Mondo RaiSport 1
17.15 AUTOMOBILISMO: EP. 3 Grand Prix
Story ESPN
18.00 PALLAVOLO: BEOGRAD - PESARO
Liga Spagnola. Diretta Sport Italia
18.30 SCI ALPINO: SUPER GIGANTE
FEMMINILE Coppa del Mondo
RaiSport 1
19.15 GOLF: HONG KONG OPEN PGA
European Tour Eurosport
19.20 CALCIO: ATALANTA - INTER
06/04/08 Serie A Story ESPN
20.00 BILIARDO: OTTAVI DI FINALE
Campionato Regno Unito. Diretta
Eurosport
20.25 CALCIO A 5: ASTI - LUPARENSE
Campionato Italiano RaiSport 1
20.30 BASKET: BILBAO - CANTU
Eurolega. Diretta Sport Italia
20.40 CALCIO: VILLARREAL - NAPOLI
UEFA Champions League. Diretta
Sky Sport 1 HD
22.10 PUGILATO: TYSON - BRUNO ESPN
Boxing ESPN
22.15 WRESTLING: EP. 24 WWE Domestic
Raw Sky Sport 2 HD
23.00 CURLING: GERMANIA - SVIZZERA
Campionato Europeo Eurosport
23.10 CALCIO: ROMA - JUVENTUS
08/02/04 Serie A Story ESPN
Sky
Il terzo episodio
con Woody e Buzz
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
Vincitori e vinti
I giocattoli Woody e Buzz, al
terzo capitolo della saga a
cartoon, vengono caricati, per
errore della mamma del loro
proprietario Andy, su un camion
per essere regalati.
Toy Story 3 - La grande fuga
Sky Cinema Family, ore 21
Film
e programmi
14.17 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION
VII. Telefilm JOI
14.25 LA TAVERNA DELL’ALLEGRIA. Film
Studio Universal
15.05 STUDIO 60 ON THE SUNSET STRIP.
Telefilm STEEL
15.22 HELLBOY II - THE GOLDEN ARMY.
Film Premium Cinema
15.55 SMALLVILLE III. Telefilm STEEL
15.57 BEING ERICA I. Telefilm MYA
15.58 MONK VIII. Telefilm JOI
16.48 MIAMI MEDICAL. Telefilm JOI
17.30 INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI
SOGNI. Film Premium Cinema
17.30 STUDIO 60 ON THE SUNSET STRIP.
Telefilm STEEL
18.15 R.I.S. ROMA 2 DELITTI
IMPERFETTI. Telefilm STEEL
18.35 PACKED TO THE RAFTERS I.
Telefilm JOI
18.50 COFFEE AND CIGARETTES. Film
Studio Universal
19.18 QUALCOSA DI SPECIALE. Film
Premium Cinema
19.27 RESCUE SPECIAL OPERATIONS III.
Telefilm JOI
20.24 CLOSE TO HOME II - GIUSTIZIA AD
OGNI COSTO. Telefilm MYA
20.35 7 DICEMBRE. Film
Studio Universal
21.15 CATTIVISSIMO ME. Film
Premium Cinema
21.15 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION
VII. Telefilm JOI
21.15 UNA TATA PER NATALE. Film MYA
22.06 DR. HOUSE - MEDICAL DIVISION
VII. Telefilm JOI
22.54 COVERT AFFAIRS I. Telefilm MYA
22.57 AMERICANA. Show JOI
22.59 IMMATURI. Film Premium Cinema
23.06 V II. Telefilm JOI
23.15 FOCUS. Show Studio Universal
23.25 THE BLUES BROTHERS.
Film Studio Universal
23.43 HARRY’S LAW I. Telefilm MYA
23.55 THE BLACK DONNELLYS.
Telefilm STEEL
0.03 LEVERAGE IV. Telefilm JOI
0.42 UNITED STATES OF TARA I.
Telefilm MYA
0.50 SMALLVILLE III. Telefilm STEEL
0.52 VISITORS I. Miniserie JOI
0.59 CORRENDO CON LE FORBICI IN
MANO. Film Premium Cinema
1.17 UNITED STATES OF TARA I.
Telefilm MYA
1.40 HEROES IV. Telefilm STEEL
1.42 MIAMI MEDICAL. Telefilm JOI
1.49 UNITED STATES OF TARA I.
Telefilm MYA
Mediaset Premium
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71
Corriere della Sera Mercoledì 7 Dicembre 2011 italia: 515249535254
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72
Mercoledì 7 Dicembre 2011 Corriere della Sera italia: 515249535254
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