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RASSEGNA STAMPA AD USO INTERNO

FRIULIA Spa
11 DICEMBRE 2014

INDICE GENERALE

Il Piccolo pag. 2
Primo piano
Il Piccolo pag. 2
Primo piano
Il Piccolo pag. 3
Primo piano
Il Piccolo pag. 10
Economia
Il Piccolo pag. 13
Regione
Il Piccolo pag. 14
Regione
Il Piccolo pag. 15
Regione

Fondi pensione al 17%. Niente local tax

Il Messaggero Veneto pag. 2


Primo piano
Il Messaggero Veneto pag. 3
Primo piano
Il Messaggero Veneto pag. 3
Primo piano
Il Messaggero Veneto pag. 10
Regione
Il Messaggero Veneto pag. 10
Regione
Il Messaggero Veneto pag. 10
Regione
Il Messaggero Veneto pag. 12
Regione
Il Messaggero Veneto pag. 12
Regione
Il Messaggero Veneto pag. 12
Regione
Il Messaggero Veneto pag. 25
Udine cronaca
Il Messaggero Veneto pag. 30
Udine provincia
Il Messaggero Veneto pag. 31
Udine provincia
Il Messaggero Veneto pag. 31
Udine provincia

Lo scalo congelato
ma gli stipendi no
Cinque domande a Tondo: cosa ha fatto
per evitare il degrado?
I grillini: sostituite al pi presto i dirigenti

Non facciamo sciopero


ma Renzi cambi la manovra
Governo battuto dalla fronda del Pd
Banca Profilo, Arpe si dimette
Infuria la battaglia sul cda dellaeroporto
Unioni dei Comuni:
aut aut della Regione
Disciplina flessibile per tutelare Trieste

Blindare 125 milioni la missione di


Autovie per la terza corsia
Terzo Lotto.Il 22 gennaio ludienza al
Consiglio di Stato
Cortei a Udine e Pordenone
contro il Jobs Act di Renzi
Friuli addio, giovani in fuga
Pi opportunit allestero
Lallarme dei sindacati: per la Spav
bisogna fare presto
Liverani nominato nuovo ceo
di Generali Deutschland
Frode fiscale milionaria
Il broker al contrattacco
Smascherato
mago delle truffe
Distinto e preparato,
in Veneto gi a processo
caduto nella trappola tesa
dallex assessore Fabbro
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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 2
Primo piano
Il Gazzettino pag. 2
Primo piano
Il Gazzettino pag. 3
Primo piano
Il Gazzettino pag. 4
Primo piano
Il Gazzettino pag. 9
Attualit
Il Gazzettino pag. 14
Nordest
Il Gazzettino pag. 18
Economia
Il Gazzettino pag. 18
Economia
Il Gazzettino pag. 18
Economia
Il Gazzettino pag. 18
Economia
Il Gazzettino pag. 19
Economia
Il Gazzettino pag. 19
Economia
Il Gazzettino pag. 5
Udine cronaca
Il Gazzettino pag. 6
Udine cronaca
Il Gazzettino pag. 8
Regione

Monito di Juncker:
riforme o avrete guai
Spread sopra quota 140, Borse in
fibrillazione
Le Regioni frenano: vanno
approvate le nostre modifiche
Governo battuto,
stop ai senatori a vita
Rapine in valle, terrore a casa Stefanel
Il ministro Lupi precetta i ferrovieri
Generali.Liverani capo in Germania
Stefanel cede a Dusseldorf
Intesa Sanpaolo.Cristanelli guida lestero
Ferrari allestero, Fca a picco
La friulana Pilosio costruir scuole
innovative con terra e ponteggi per i
profughi in Giordania
Fondi Ue, scalda i motori
la "macchina" del Veneto
Truffe alle aziende, preso
Banca di Cividale sul podio
Troppi ritardi, pendolari infuriati
disertato il vertice con la Regione

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11 DICEMBRE 2014

Il Piccolo pag. 2
Primo piano

Rinviata la riforma sullaccorpamento di Imu e Tasi. Nel pacchetto fiscale del governo
previsto un alleggerimento dellIrap

Fondi pensione al 17%. Niente local tax


ROMA Cominciano a delinearsi le nuove modifiche che avranno il timbro di Palazzo
Madama alla legge di Stabilit. Diversi ritocchi saranno pescati tra i 3800
emendamenti presentati dai senatori ma altrettanto nutrito sar il pacchetto che sta
mettendo a punto il governo. Una lunga riunione con Matteo Renzi servita a fare un
punto con gli staff di Palazzo Chigi e Tesoro almeno sulle grandi questioni. E
sembrerebbe tramontare definitivamente lidea, caldeggiata in un primo momento dallo
stesso premier, di usare il veicolo della manovra per la riforma delle tasse locali sulla
casa. Niente local tax, insomma, nonostante la discussione nel governo sia stata aperta
fino allultimo. Ma dopo il lungo confronto del pomeriggio, il cui argomento principale
sarebbe stata proprio la revisione di Imu-Tasi, anche lo staff di Palazzo Chigi si sarebbe
convinto dellopportunit di rinviare la riforma ad un provvedimento ad hoc. Allinterno
del governo sarebbe invece maturata, ma una decisione definitiva sar presa oggi, la
convinzione dellopportunit di abbassare la tassazione sui fondi pensione che al
momento la manovra prevede passare dall11 al 20%. Lasticella si dovrebbe fermare al
17% (poco pi di un centinaio di milioni di copertura). Dallesecutivo arriver, come
assicura il viceministro dellEconomia Enrico Morando, un ritocco alle norme sui
giochi anche in risposta ai rilievi della Ue. Sul tavolo ci sarebbero alcune modifiche
tecniche alle norme per la regolarizzazione della zona grigia, per rendere pi solide
agli occhi di Bruxelles le entrate previste. Mentre potrebbe saltare laumento del Preu (il
prelievo su slot e videolotteries), tema rimandato al decreto giochi della delega fiscale,
sostituito da una riduzione dellaggio per il comparto (un risparmio certo, questultimo,
che dovrebbe attestarsi attorno a 300 milioni). Sempre in emendamenti del governo si
dovrebbero tradurre gli accordi con Regioni (per rimodulare i tagli) e Province (per
risolvere il problema della mobilit del personale), cos come sar lesecutivo a
modificare il pacchetto fiscale su minimi, macchinari imbullonati e Irap. Ritocchi, su
questultima voce, per venire incontro alle piccolissime aziende, mentre il ministro
dellEconomia Pier Carlo Padoan rivendica la bont dellintervento che consentir un
alleggerimento complessivo dellIrap del 30%. Altri nodi su cui preme il Parlamento
sono le Fondazioni, il rifinanziamento per il collocamento dei disabili, il taglio ai
patronati, il credito dimposta per la ricerca anche per le reti di imprese e lallargamento
della platea che potr beneficiare degli sgravi Irap che arriverebbe anche a stagionali e
lavoratori agricoli.

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11 DICEMBRE 2014

Il Piccolo pag. 2
Primo piano

Non facciamo sciopero


ma Renzi cambi la manovra
di Marco Ballico wTRIESTE Annamaria Furlan ricorda che il popolo cislino di oltre
quattro milioni di persone. E dunque il timore dellisolamento non ci tocca. Il tema
quello dello sciopero generale di domani cui la Cisl non partecipa. Noi abbiamo scelto
altri strumenti: per contribuire a fare uscire il paese dalla crisi non serve un giorno solo,
ma una mobilitazione continua sulle proposte, ed quello che stiamo facendo, dice la
segretaria della Cisl che oggi sar al Kinemax di Monfalcone dove, dopo una
conferenza stampa in programma alle 9.45, parteciper ai lavori di fine anno del
consiglio generale allargato del sindacato del Friuli Venezia Giulia dove si far il punto
sulla situazione economica e occupazionale e sulle politiche della giunta regionale.
Quali proposte state facendo? Una sul tema Europa e fiscal compact, da riformare e
sospendere, una seconda sulla previdenza, con lobiettivo della pensione anticipata, una
terza sulla partita fiscale, che non pu pi penalizzare il lavoro. Quale sistema fiscale
suggerisce la Cisl? Riteniamo in primis che sia giusto non far pagare la tassazione sulla
prima casa per quegli edifici modesti che si possono permettere lavoratori dipendenti e
pensionati e tassare invece progressivamente i grandi patrimoni immobiliari, oggi in
mano a imprese, banche, assicurazioni, grandi centri finanziari. E poi va alleggerito il
fisco sulle buste paga e le pensioni. Come intervenire concretamente in tempi brevi?
Cambiando innanzitutto alcune parti della legge di Stabilit. Penso al taglio dei
patronati, alla maggior tassazione sui fondi della previdenza integrativa e, soprattutto,
alla mancata risposta alle legittime richieste dei lavoratori pubblici che vedono il loro
contratto fermo da sei anni, e dei pensionati. Inaccettabile in particolare che i dipendenti
dei diversi settori pubblici abbiano perso in questo periodo dai 2 ai 4mila euro. Lo Stato
intervenga nel ruolo di datore di lavoro. Lei ha parlato sin dal suo insediamento di
patto sociale. Che cosa intende? la base per creare qualcosa che va al di l di una
Finanziaria. Quello che serve al Paese un forte accordo che veda assieme lavoro e
parti sociali, oltre ai governi di tutti i livelli. Solo con una convergenza su obiettivi e
strumenti sconfiggeremo la crisi. Il Jobs Act prosegue il suo iter speditamente. Che cosa
vi convince e che cosa no? Il vero confronto si far sui decreti attutativi. Noi vogliamo
che il contratto a tutele crescenti assorba tutto questo falso lavoro autonomo che in
realt vero lavoro subordinato mal pagato e mal tutelato. Il riferimento, soprattutto tra
i giovani, a pi di un milione di lavoratori invisibili che sono le finte partite Iva, i finti
associati, i finti co.co.co. e co.co.pro. La novit sar tale se servir ad annullare le tante
precariet presenti sul mercato. Ma il governo vi consentir il confronto? un suo
dovere sedersi al tavolo con chi rappresenta il lavoro se si parla di materie regolatorie.
La nostra competenza imprescindibile in questo genere di trattativa. Le pare che, pi
in generale, il governo stia dando risposte adeguate alla situazione? partito con una
caratteristica importante: la discontinuit rispetto al passato. Si rivolto ai giovani, al
mondo del lavoro, ha dato segnali di cambiamento. Ma le azioni sin qui avviate sono
insufficienti. Che cosa manca? Per uscire dalla crisi serve una volont comune con la
partecipazione di tutti. Nessuno pu pensare di fare passi cos significativi in solitaria.
Su questo il governo in grave ritardo. In Friuli Venezia Giulia si sta pensando di
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11 DICEMBRE 2014

reintrodurre il reddito di cittadinanza. Come lo declinerebbe? Attendiamo la proposta


della giunta. Sin dora la nostra contrariet va per al salario minimo, che abbasserebbe
ulteriormente gli stipendi. Semmai possiamo discutere di salario minimo in riferimenti
ai tabellari di chi oggi ha dei contratti atipici. Quelli che, peraltro, speriamo di vedere
superati al pi presto. RIPRODUZIONE RISERVATA

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11 DICEMBRE 2014

Il Piccolo pag. 3
Primo piano

Voto in commissione: stop ai senatori di nomina presidenziale. Lira del premier:


Fanno i giochetti ma non mi conoscono

Governo battuto dalla fronda del Pd


di Nicola Corda wROMA Il patto del Nazareno scivola sui senatori nominati dal
Quirinale. Nella commissione affari Costituzionali della Camera scatta il primo blitz da
una fronda trasversale. Ieri stato approvato un emendamento che cancella i senatori di
nomina presidenziale, in carica per sette anni, previsti dal testo originario. La modifica
passa grazie ai voti della minoranza del Pd, di Sel, del Movimento 5 Stelle e di un
ribelle di Forza Italia, Bianconi. Dura la reazione del presidente del consiglio: Pensano
di intimidirci - ha dichiarato in serata Renzi - ma non mi conoscono: credono di
mandarci sotto per far vedere che esistono, anche a costo di votare con Grillo e Salvini.
Ma noi andiamo avanti, c un Paese da cambiare, oggi abbiamo lavorato sullIlva, altri
preferiscono giochetti parlamentari. Non si vota contro il partito e il proprio governo
ha detto irritato il responsabile riforme Emanuele Fiano, cui evidentemente sfuggito il
controllo della commissione. La minoranza del partito impallina il governo accusa
Roberto Giachetti, fedelissimo del premier che come sempre in questi casi agita lo
spettro del voto anticipato. Pi soft il ministro Maria Elena Boschi che smorza e dice di
non avere nessun timore, rimandando alla possibilit di un ritorno al testo originario
con il voto dellaula, dove la maggioranza pu contare su numeri pi vantaggiosi.
Quello sui senatori di nomina presidenziale (non pi a vita come prevede lattuale
Carta) non certo un punto cardine della nuova Costituzione allesame del Parlamento,
ma rappresenta un segnale dallarme per il governo e per la tenuta della maggioranza su
tutto il pacchetto delle riforme. Voto tecnico, non politico si difende il bersaniano
DAttorre ma nel partito serpeggiano nuovamente i malumori proprio quando i Dem
avevano trovato un percorso condiviso sulla legge elettorale in discussione nella
commissione gemella del Senato. La riforma del bicameralismo paritario procede
comunque a tappe forzate con lobiettivo dichiarato di arrivare per il 16 dicembre
allesame dellaula. Restano molti punti ancora insidiosi come lattribuzione di alcune
funzioni legislative (gran parte delle quali assegnata alla sola Camera come la
dichiarazione dello stato di guerra) e il quorum per lelezione del presidente della
Repubblica. In un clima meno teso comincer la prossima settimana lesame della legge
elettorale. Oggi nella commissione presieduta da Anna Finocchiaro, scatta il termine per
la presentazione degli ultimi emendamenti e ieri la coincidenza con il blitz sulla riforma
del Senato, ha voluto che si materializzasse una nuova clausola di salvaguardia
depositata proprio dai renziani. LItalicum entrer in vigore nel 2016 ma nel periodo
transitorio dallapprovazione della legge elettorale alla sua effettiva validit, viene
ripristinato il Mattarellum. Un sistema misto poco gradito a Forza Italia ma anche alla
minoranza del Pd che continua a temere la minaccia di un voto anticipato, nonostante
dallo staff di Matteo Renzi continuino a smentire in maniera assoluta.
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11 DICEMBRE 2014

Il Piccolo pag. 10
Economia

Banca Profilo, Arpe si dimette


Matteo Arpe si dimesso dall'incarico di presidente e amministratore delegato di Banca
Profilo a seguito della conferma della Cassazione lo scorso 5 dicembre alla condanna
per la vendita delle acque minerali Ciappazzi a Parmalat. All'epoca dei fatti Arpe era il
direttore generale di Capitalia a fianco del presidente Cesare Geronzi.

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11 DICEMBRE 2014

Il Piccolo pag. 13
Regione
Dressi: La giunta ha suggerito a Danese di dimettersi. Lo sostituisca subito. Peroni:
Procederemo con le forme di rito

Infuria la battaglia sul cda dellaeroporto


di Marco Ballico wTRIESTE Le dimissioni di Dario Danese? Mi risulta le abbia
suggerite la giunta. Adesso provveda alla sostituzione. Il giorno dopo laudizione in
quarta commissione, Sergio Dressi tira dritto. Il presidente dellAeroporto Fvg vuole
vedere ripristinato il cda a cinque, decimato dal passo indietro di Danese, da quello
annunciato di Francesca Zennaro e da qualche defezione per motivi di salute (del
vicepresidente Adriano Ceccherini e del consigliere Lorenzo Oggianu). Sarebbe
controproducente per tutti costringerci al mancato numero legale per questioni di
antipatia personale nei miei confronti. Dressi stato costretto a rinviare la seduta
odierna, ma ribadisce lintenzione di convocare il consiglio entro fine anno: Lo impone
il rispetto del cronoprogramma del polo intermodale. A fronte di investimenti della
Regione e con contributi in arrivo anche dallEuropa, non possiamo perdere tempo
nelliter di pubblicazione del bando. Sarebbe grave che, per farmi un altro dispetto, si
congelasse lattivit in una fase in cui dobbiamo pure deliberare un investimento di
centinaia di migliaia di euro per la sicurezza dellarea arrivi. Immediata, dunque, la
richiesta alla giunta di sostituire Danese. E, se arriveranno anche le dimissioni di
Zennaro, di provvedere ugualmente. Chieder immediatamente che mi venga dato un
nominativo, incalza Dressi. Una prima risposta arriva dallassessore regionale alle
Finanze Francesco Peroni: Le dimissioni di un consigliere danno luogo
necessariamente a un procedimento di sostituzione. Pertanto, si proceder con le forme
di rito. Siamo alla guerra di nervi. Da una parte il presidente dello scalo regionale
attender il dopo Danese a stretto giro di posta, dallaltra la giunta aspetta che Ronchi
rimedi sul fronte della trasparenza dei compensi, a partire dalla mega-indennit del
direttore generale Paolo Stradi. Comunicheremo i dati entro domani (oggi per chi
legge), fa sapere Dressi. Nel frattempo ho fatto apportare alcune modifiche al nostro
sito precisa in maniera tale che le tabelle compaiano sia l che nel portale della
Regione. Laudizione? Ho spiegato tutto dopo 19 mesi di oblio da parte della giunta.
Mi sarei aspettato, se non cordialit, almeno pi educazione, la stessa che ho sempre
mostrato anche con i miei avversari politici. Da parte di M5S e Sel arrivano intanto
critiche molto dure alla gestione Dressi. Mentre il deputato Aris Prodani evidenzia il
ruolo dello scalo per lo sviluppo turistico, la capogruppo grillina Ilaria Dal Zovo parla
di ennesima delusione. Vista la gravit della situazione, ci saremmo aspettati di
percepire una seria volont di cambiamento e invece abbiamo assistito a una penosa, al
limite dellimbarazzante, incapacit di reazione. I vertici di Aeroporto Fvg vanno
sostituiti al pi presto per dare il via a una fase di rilancio. Il coordinatore regionale di
Sel Marco Duriavig se la prende invece con le richieste di riservatezza di Renzo
Tondo e Alessandro Colautti: Il ruolo dei consiglieri, tanto pi di opposizione,
dovrebbe essere quello di controllare l'amministrazione della cosa pubblica, non di
essere i primi conservatori delle sue storture. RIPRODUZIONE RISERVATA
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11 DICEMBRE 2014

Il Piccolo pag. 14
Regione

La legge introduce il potere sostitutivo per accelerare le aggregazioni


Serracchiani: Niente alibi, si deve cambiare. Panontin: Svolta culturale

Unioni dei Comuni:


aut aut della Regione
di Maddalena Rebecca wTRIESTE La sfera di cristallo non esiste. Nemmeno a Palazzo.
Difficile quindi dire quanto tempo impiegheranno sindaci e amministratori del Fvg a
comprendere, metabolizzare e rendere operative fino in fondo tutte le linee dazione che
compongono la riforma degli enti locali, quella che spinge sulle aggregazioni tra
Comuni, prepara il terreno alla scomparsa delle Province e riorganizza a tutti i livelli la
macchina amministrativa. Debora Serracchiani e Paolo Panontin, per, una certezza ce
lhanno. Laddove i territori, chiamati a partecipare come protagonisti e non da
semplici comparse, a questa rivoluzione culturale, non dovessero rispondere
adeguatamente, interverr la Regione. Lo far in nome di uno dei principi cardine della
legge: il potere sostitutivo. Un meccanismo per cui, in presenza di indecisioni o
resistenze, sar la Regione stessa a imprimere laccelerazione richiesta. Formula che
scatter solo nei casi in cui lautodeterminazione dei territori non dovesse individuare
soluzioni, ma che comunque, nellidea della giunta, toglier ogni alibi. Perch questa
volta - chiarisce la presidente - bisogna cambiare. E bisogna farlo bene. Gli strumenti
Per invogliare gli amministratori a seguire la direzione tracciata, la riforma mette in
campo gioca anche unaltra carta di peso: la leva finanziaria. Abbiamo deciso,
volutamente forzando un po, di assegnare i trasferimenti ordinari non pi ai singoli
Comuni bens alle loro Unioni - spiega lassessore alle Autonomie -. Chi rimarr fuori
dalle aggregazioni, dunque, avr delle penalizzazioni sullordine del 30% dei fondi
attesi. Fondi peraltro - ricorda la governatrice - sensibilmente superiori rispetto a
quelli assegnati ai Comuni delle Regioni a statuto ordinario: in media, secondo quanto
certificato dalla Corte dei conti, pi alti del 18%. chiaro quindi che finch ricevono
risorse abbondanti, i territori stanno sufficientemente bene da non avvertire lesigenza di
unirsi. Ma nel momento in cui le risorse calano, e inizi ad essere avvertita lesigenza di
rivedere i contratti, ridurre le spese e riorganizzare i servizi, a quel punto mettersi
insieme diventa una necessit. Il riassetto Fare squadra con altri Municipi affini per dar
vita alle Unioni dei Comuni (che, come noto, dovranno contare una popolazione non
inferiore ai 40mila abitanti, e saranno obbligatorie per le realt sotto i 5milabitanti in
pianura e 3mila in montagna), secondo la giunta avr poi un altro tipo di vantaggio.
Abbiamo eliminato tutte le criticit della norma precedente, la cosiddetta legge Iacop,
che si era rivelata non efficace - continua Panontin -. Prima erano previste forme
convenzionali libere su base volontaria, che dipendevano in tutto e per tutto dalle scelte
del Comune capofila. Un sistema che portava i piccoli a sentirsi penalizzati, e il
grande a guardare gli altri con sospetto. Ora invece lUnione un ente locale a tutti
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11 DICEMBRE 2014

gli effetti con personalit giuridica, in cui ogni Municipio da un lato mantiene identit e
autonomia, dallaltro guadagna in economia di scala, efficienza dei servizi e snellimento
amministrativo. Le ricadute sui cittadini I vantaggi che dallaggregazione trarranno i
sindaci, arriveranno a caduta anche sui cittadini. Con effetti sempre pi evidenti man
mano che loperazione, per usare le parole di Serracchiani, entrer nella carne viva
dellattivit dei Comuni. Cosa cambier allatto pratico per i residenti? Un solo
esempio: la standardizzione delle procedure amministrative. Oggi - precisa la
governatrice - un cittadino che si rivolge a uno sportello, si sente chiedere cose diverse a
seconda dei Municipi: da uno la dichiarazione di inizio attivit, dallaltro una semplice
raccomandata; qui le pratiche si evadono in 60 giorni, l in 90 e via dicendo. Con la
riforma queste schizofrenie - , particolarmente evidenti se si pensa al modo in cui due
Comuni confinanti gestiscono in maniera opposta questioni come il posizionamento
delle antenne o la creazione di discariche -, non ci saranno pi. Anche perch la
Regione, a differenza di quanto avveniva prima, dar un indirizzo comune a tutti. I
risparmi A regime, poi, la riforma porter i Comuni a gestire in maniera condivisa
servizi come la raccolta rifiuti, i trasporti, la polizia locale ma anche la programmazione
e la pianificazione territoriale (funzioni che la legge elenca in maniera puntuale,
stabilendo anche i tempi delloperativit, anche alla luce del progressivo trasferimento
delle competenze delle Province ormai vicine alladdio), con contenimento dei costi,
vista la possibilit di rivedere contratti e forniture a prezzi pi vantaggiosi, e
efficientamento dei servizi. Ma a questi risparmi micro, se ne aggiungeranno altri
macro, che si faranno sentire sullintero sistema regionale. Dal progetto sperimentale
del centro paghe unico per lintero comparto pubblico contiamo di risparmiare 1,6
milioni. Altri 4,5 milioni di risparmio arriveranno dalla Cuc, la centrale unica di
committenza, che assicurer acquisti e forniture a tutti gli enti locali, come accadr nella
sanit - aggiunge Panontin -. Il taglio delle spese per le indizioni delle elezioni
provinciali vale poi 530mila euro lanno per cinque anni, mentre la definitiva abolizione
degli enti intermedi, con il venir meno delle loro funzioni generali di gestione,
amministrazione e controllo, ne vale addirittura 22,6. In termini finanziari insomma,
assicurano Serracchiani e il suo assessore, loperazione sar conveniente. Oltre che, del
resto, inevitabile. Perch non potevamo pi stare a guardare - conclude la presidente mentre tutto il resto del Paese, su questo fronte, sta cambiando. RIPRODUZIONE
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11 DICEMBRE 2014

Il Piccolo pag. 15
Regione

Soluzioni ad hoc per le realt associate sopra i 100mila abitanti: Larea giuliana sfrutti
lopportunit

Disciplina flessibile per tutelare Trieste


TRIESTE Sullarea giuliana sono stati presentati negli ultimi anni uninfinit di progetti
chiamati con nomi pi vari: da area metropolitana a zona vasta a citt metropolitana. La
passata amministrazione regionale aveva anche commissionato uno studio
allUniversit di Trieste (costo 20mila euro) proprio sulla formula citt metropolitana
ipotizzata, in una delle proposte, da Muggia a Monfalcone. Di tutti questi studi lattuale
governo regionale, per, ha fatto carta straccia, prevedendo di fatto per larea giuliana
una disciplina particolare. Proprio per quanto riguarda i comuni della provincia di
Trieste, del resto, la gestazione della legge sugli enti locali non stata affatto
semplice viste le tante specificit del territorio: una provincia in cui vige la legge di
tutela della minoranza, con cinque comuni carsici in cui la maggioranza dei residenti
di lingua slovena e, soprattutto, con amministrazioni municipali che non avevano
accolto di buon grado lUnione con il Comune di Trieste, temendo di perdere la propria
identit. Ma nulla di tutto questo succeder. Lo hanno detto chiaramente la presidente
Debora Serracchiani e lassessore Paolo Panontin padre della riforma degli enti locali.
Certamente quella giuliana una situazione complicata, difficile - afferma Panontin -.
Non solo problematico mettere insieme il capoluogo con la periferia, ma anche trovare
punti di incontro tra i cinque enti del Carso. Di qui la scelta di puntare su
unarticolazioni particolarmente attenta. Abbiamo stabilito che le Unioni territoriali
che contano pi di 100mila abitanti - soglia in cui ricadono appunto Trieste a Udine e
forse Pordenone, in caso di aggregazione con uno dei Comuni confinanti -, avranno una
sorta di disciplina particolare. Pi precisamente stato stabilito che, in caso di
aggregazioni composte da aree urbane sopra quella soglia di popolazione, la gestione
delle funzioni sar differente perch il Comune pi popoloso potr gestirne alcune
separatamemente. Il messaggio quindi - precisa Panontin - questo: create lUnione e
date vita ad una programmazione e auna pianificazione del territorio, unica, ben
sapendo per che alcune delle altre funzioni pensate per la forma associata, potranno
essere affrontate in maniera autonoma. il caso, particolarmente sentito a Trieste, dei
servizi scolastici e allinfanzia. Su questo specifico problema -, ha aggiunto Panontin inseriremo una norma flessibile per dare tempo e modo di differenziare lofferta. Una
flessibilit che, stato precisato, va letta come un segnale di attenzione verso un
territorio che pu trarre grandi benefici dalla riforma. LUnione di Comuni della
provincia di Trieste rafforzer le opportunit per questarea - afferma Serracchiani -.
Importante cercare di farlo senza paura o guardando dallo specchietto retrovisore.
Questo territorio da piccolo pu diventare una grande opportunit per tutta la regione.
(fe. vi.)

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 2


Primo piano
Laeroporto ci coster 120 mila euro se i vertici non molleranno la poltrona
Oggi Dressi potrebbe rinviare il Cda, dopo le dimissioni di due consiglieri

Lo scalo congelato
ma gli stipendi no
di Maurizio Cescon wUDINE La societ Aeroporto Spa, di fatto, congelata. Dopo le
dimissioni, una formalizzata e laltra annunciata dei consiglieri Dario Danese e
Francesca Zennaro e lo scontato forfait (per ragioni di salute) del vice Adriano
Ceccherini, nominato in quota Lega, oggi il presidente Sergio Dressi non potr che
rinviare la seduta del consiglio. Prover a riconvocare il Cda in unaltra data, entro
dicembre, ma non detto che la situazione possa cambiare. Ci sono norme e procedure
da rispettare. Compete allAzienda verificare se sussistono le condizioni per una
agibilit del Cda. In mancanza delle condizioni vi sono norme che assistono il
procedimento di reintegrazione del Cda. In sostanza, fatta la tara al burocratese,
dovrebbe essere lo stesso presidente, una volta preso atto che il numero legale non c
pi, a rassegnare le dimissioni. Ma lo stesso Sergio Dressi, non pi tardi di 48 ore fa,
davanti ai consiglieri regionali della Quarta commissione, ha sostenuto che lui
comunque vuole andare avanti e concludere il suo mandato, che scade ad aprile 2015,
con la presentazione del bilancio 2014. Ma lostinazione dei vertici di Aeroporto Spa
non gratis. Infatti ai friulani e a tutti i residenti tra Pordenone e Trieste, i primi quattro
mesi del 2015 di presidente Dressi e del direttore generale Stradi costeranno circa 120
mila euro lordi. Una bella sommetta, per una societ che concretamente non potr
decidere un bel niente. E soprattutto si tratta di soldi pubblici, visto che la Regione
lunico socio. Senza contare che, come ha candidamente ammesso lo stesso Dressi
davanti alla Commissione, se il Cda non potr approvare i bandi di gara per il polo
intermodale, unoperazione da 17 milioni di euro, i cantieri non potranno partire nei
primi mesi dellanno prossimo, come era stato auspicato. E cos altri ritardi si
sommeranno, e andranno ad aggravare una situazione ormai allo sfacelo. Ci sono da
definire pure le strategie commerciali per lo scalo, che il presidente non ha voluto
rivelare perch altrimenti faremmo un favore alla concorrenza. Se Venezia sa che noi
vogliamo una rotta per la Spagna, poi magari provano a tenersela loro. Tutto vero, in
questi casi le trattative devono essere condotte nella massima riservatezza. Ma chi potr
portarle avanti, se presidente e super dirigente sono sfiduciati dalla Regione? Si tratta di
argomenti, non pi rinviabili, vista la continua emorragia di passeggeri di Ronchi, il
taglio delle rotte da parte di Alitalia e Ryanair, la situazione di degrado dello scalo
(infiltrazioni nelle aree partenze e bagni molto vecchi che lasciano a desiderare), i prezzi
dei voli spesso non concorrenziali, visto che per andare a Monaco di Baviera, appena
unora di viaggio, si possono spendere anche oltre 600 euro. Tutte cose che linchiesta
del Messaggero Veneto ha messo in luce dal 16 novembre in avanti, con decine e
decine di articoli, dati e tabelle. Intanto da oggi, come ha promesso Dressi, dovrebbero
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11 DICEMBRE 2014

diventare di dominio pubblico i dati riguardanti lo stipendio di Paolo Stradi, 54 anni, da


14 direttore generale dello scalo ronchese. Stradi, come ha rivelato il Messaggero
Veneto per primo e come stato ripreso anche dal Corriere della Sera guadagna,
grazie ai suoi vari incarichi e competenze specifiche, 255 mila euro, ben pi del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e circa 120 mila euro lordi in pi
rispetto al tetto massimo imposto dalla Regione per gli alti dirigenti. Su tale questione
Dressi, sempre in audizione, ha detto che Stradi pronto a rinunciare alle numerose
deleghe che fanno lievitare il suo stipendio. Da semplice direttore generale guadagner
135 mila euro lordi, entro la soglia stabilita. Ma le deleghe delle quali oggi si fa carico
Stradi, dovranno essere distribuite ad altri funzionari, con un sicuro aggravio di costi, da
parte dellamministrazione regionale. Ottempereremo dall11 dicembre alla
pubblicazione sul sito Internet dellAeroporto e della Regione, con una pagina speciale,
dove saranno riportati gli emolumenti anche di altri dirigenti della societ. Certo non
pensavamo che lalto commissario anti corruzione Cantone trovasse il tempo di
chiamare, pare di notte, la ministra Madia, per informarla dellaeroporto del Friuli
Venezia Giulia. Noi pensavamo che Cantone si occupasse pi di corruzione che di
trasparenza. Laudizione del numero uno dellAeroporto ha suscitato un ampio
dibattito. A difenderne loperato il centrodestra compatto, mentre la Regione,
rappresentata dallassessore alle Finanze Peroni, ha ribadito la sua linea. Come noto
stato per primo il vice presidente Bolzonello a chiedere, formalmente, le dimissioni del
Cda, durante lassemblea per il bilancio svoltasi nel giugno scorso. Richiesta caduta nel
vuoto. Almeno fino a ieri. RIPRODUZIONE RISERVATA

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 3


Primo piano

La situazione dello scalo era nota anche alla sua giunta


Invece lex governatore ha criticato la campagna di stampa

Cinque domande
a Tondo: cosa ha fatto
per evitare il degrado?
UDINE Cinque domande allex presidente della giunta regionale Renzo Tondo. Cinque
domande allattuale leader dellopposizione di centrodestra, ma che dal 2008 al 2013 ha
avuto la responsabilit di governo del Friuli Venezia Giulia. E il tema non poteva che
essere laeroporto regionale, alla luce dellaudizione di marted dei vertici della societ
e del dibattito che ne scaturito. S perch Tondo, assieme a Colautti del Nuovo
Centrodestra, ha difeso a spada tratta Sergio Dressi e la sua gestione, ma ha pure
stigmatizzato il ruolo della stampa, in particolare quello del Messaggero Veneto, che dal
16 novembre sta pubblicando uninchiesta, ricca di dati, dettagli, notizie inedite, storie
curiose, proprio sul degrado dellAeroporto. Uninchiesta che, nonostante le numerose
puntate e la scivolosit dellargomento e delle sue implicazioni, non ha mai ricevuto
alcuna precisazione da parte dei diretti interessati, n tantomeno qualche smentita.
Eppure Tondo, davanti ai commissari riuniti sotto la presidenza di Vittorino Boem, ha
affermato che serviva riservatezza, mica una fuga di notizie. La campagna stampa ha
fatto male allaeroporto. Adesso tanti politici preferiscono partire da Venezia piuttosto
che da Ronchi per andare a Roma. Ecco allora che da oggi in poi pubblicheremo
queste cinque domande e ne chiederemo risposta allex numero uno in Regione. Lo
faremo ogni giorno, finch Tondo non fornir le risposte del caso. Abbiamo pensato di
domandare a Tondo se non si ritiene responsabile, lui e la sua giunta, dei mali
dellaeroporto, visto che ha governato per cinque anni prima di Serracchiani. Se non
pensa che andava fatta prima lalleanza strategica con Venezia. Se non ritiene che la
battaglia per la trasparenza di maxi stipendi pubblici non dovesse essere portata avanti
dalla sua giunta e non sollecitata perfino dal commissario anti corruzione Raffaele
Cantone. E ancora se non ritiene che le dimissioni di Dressi, a questo punto, siano
inevitabili e dei motivi delle accuse al Messaggero Veneto. Sul ruolo del nostro giornale
su questo tema interviene il segretario regionale di Sel Marco Duriavig. Decisamente
imbarazzanti - spiega - sono le dichiarazioni dei consiglieri Tondo e Colautti che
attaccano la stampa per il ruolo svolto nel far emergere lattuale gestione. Invece di
ringraziare chi ha permesso a tutta lopinione pubblica di venire a conoscenza della
situazione paradossale di una presidenza dellaeroporto strapagata, ma artefice di una
gestione in perdita, il centrodestra si lamenta dicendo che serviva pi riservatezza. Per
fare cosa? Per lasciare agire indisturbata lattuale dirigenza? Per fare passare ancora una
volta lidea che sia pagata profumatamente solo la posizione e non la capacit di
raggiungere i risultati? Il ruolo dei consiglieri, tanto pi di opposizione, dovrebbe essere
quello di controllare lamministrazione della cosa pubblica, non di essere i primi
conservatori delle sue storture.
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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 3


Primo piano

La consigliera Dal Zovo: un declino pericoloso. I liberali: gestione dei compensi


inammissibile

I grillini: sostituite al pi presto i dirigenti


UDINE Ancora reazioni allaudizione in Quarta commissione dei vertici dellAeroporto
Spa. M5s e Pli sono tutti molto critici verso Dressi e gli altri dirigenti. stata
lennesima delusione laudizione sullAeroporto di Ronchi alla presenza del presidente
Dressi e della dirigenza - dice la consigliera del M5s Ilaria Dal Zovo - . Vista la gravit
della situazione, ci saremmo aspettati di percepire una seria volont di cambiamento e
invece abbiamo assistito a una penosa, al limite dellimbarazzante, incapacit di
reazione. Abbiamo visto dirigenti ben pagati, che hanno gestito a tutto tondo finora la
struttura di Ronchi dei Legionari, arrivare con il cappello in mano a chiedere un aiuto in
termini di idee per il rilancio dello scalo. Abbiamo assistito alla impossibile quanto
assurda autodifesa supportata da penose scuse, perch qualsiasi argomento non pu
certo giustificare il costante declino dello scalo. Questa classe dirigente avrebbe dovuto
occuparsi seriamente dello sviluppo commerciale del nostro aeroporto che di propriet
al 100% della Regione. Questi dirigenti avrebbero dovuto chiedere aiuto prima,
mettendosi a disposizione per cooperare e cercare di costruire un progetto serio per far
crescere e rendere appetibile questo scalo. Noi del Movimento 5 Stelle siamo stati gli
unici, nel corso degli ultimi 12 mesi, a chiedere dati e maggior chiarezza su alcuni
aspetti della gestione dellAeroporto perch avevamo il sospetto che il declino
commerciale dello scalo stesse entrando in un vortice pericoloso - ricorda la portavoce
M5S. Arrivati a questo punto riteniamo pertanto che i vertici di Aeroporto Fvg debbano
essere sostituiti al pi presto. E un insulto allintelligenza la deriva presa dalle
vicende dei vertici dellAereoporto di Ronchi dei Legionari - spiega il segretario
regionale del Pli Maurizio Facchettin -. Una vergogna peraltro i costi della livrea di un
solo velivolo e della totale inefficace promozione. Chiunque infatti abbia dato il
benestare a quellingiustificata spesa di denaro pubblico dovrebbe essere chiamato a
rispondere per danno alla comunit. Non ci sono scuse che tengano. Inammissibile
anche la gestione stipendiale, come si fa a dare una retribuzione di quelle proporzioni al
direttore generale? Vengono inoltre appositamente nominate dalla politica delle figure
di gestione e poi vengono meno i controlli che valutino questi sprechi? ora di
finirla..non pu essere giustificato in alcun modo il modus operandi di strutture che
utilizzano soldi pubblici. Nel contempo dispiace constatare la totale mancanza di
trasparenza con la cittadinanza costretta a finanziare inerme questi scempi.

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Il Messaggero Veneto pag. 10


Regione

Vertici della societ a Roma per le risorse nella Legge di stabilit


Confermata lopera nel piano Junker finanziato da Ue e Bei

Blindare 125 milioni


la missione di Autovie
per la terza corsia
di Anna Buttazzoni wUDINE La missione portare a casa 125,5 milioni. E poi trattare
con Bei la banca europea degli investimenti per capire quali possono essere i
finanziamenti aggiuntivi per la terza corsia dellA4. Perch il progetto stato inserito
nel piano europeo Junker per stimolare gli investimenti realizzando opere pubbliche.
Il presidente di Autovie Venete Emilio Terpin e lamministratore delegato Maurizio
Castagna stanno concentrando le proprie energie nelle due direzioni. La partita sui soldi
delicata e va seguita a Roma, perch la maggior parte delle risorse sono inserite nella
Legge di stabilit (la Finanziaria dello Stato) che allattenzione del Senato. E basta
una minima distrazione per perdere soldi. Com gi avvenuto. I 125,5 milioni da
salvare Castagna sar a Roma anche domani, perch il bottino da incassare
consistente. Oggi sono disponibili i 30 milioni garantiti con il decreto Sblocca-Italia, ma
Autovie deve produrre un elenco di documenti per dimostrare che i progetti e i lavori
sono in corso. Non difficile, perch i progetti e le opere da pagare per la terza corsia ci
sono, ma, si sa, la burocrazia materia delicata e spesso ingombrante. Il resto del
gruzzolo viene dalla Legge di stabilit dellanno scorso e di questanno e qualche
milione gi stato portato via. Quisquilie rispetto agli importi complessivi, ma il
motivo per cui lattenzione va mantenuta alta. Lanno scorso con la Finanziaria statale
sono stati promessi 30 milioni nel 2014 e 100 nel 2015. Dei 30 milioni Autovie ne ha
gi incassati 25, mentre i cinque restanti sono diventati 2,5 che vanno blindati. Cos
come vanno blindati i 100 milioni sul 2015, diventati 93, cifra sotto la quale non bene
scendere. Tra Sblocca-Italia e Legge di stabilit, quindi, Autovie deve chiudere
dicembre tornando da Roma con un assegno di 125,5 milioni. Altri soldi dallo Stato non
sono previsti, non per ora. Il piano Junker La terza corsia non solo opera prioritaria per
lo Stato, perch il Governo ha inserito lallargamento dellA4 anche nella lista dei 2
mila 200 progetti italiani candidati a entrare nei finanziamento del piano Junker,
pacchetto che per lItalia vale 40 miliardi e che stato composto da una task force di
cui fanno parte esponenti della presidenza del Consiglio, dei ministeri dellEconomia,
dello Sviluppo economico, dei Trasporti, dellIstruzione, dellAmbiente, della Sanit e
della segreteria del Cipe. Il piano si fonda su 21 miliardi di capitale pubblico, cio di
garanzie del bilancio europeo per 16 miliardi, mentre i restanti 5 vengono dalla Bei. I 21
miliardi quello lobiettivo dovrebbero produrre un effetto leva in grado di
mobilitare complessivamente 315 miliardi di investimenti. Anche da privati. Il piano
che ha come sponsor il ministro dellEconomia Pier Carlo Padoan contiene per lItalia
opere strategiche come la Torino-Lione (che da sola vale 700 milioni), il tunnel del
Brennero, assi ferroviari nazionali come la Napoli-Bari, la Messina-Catania, la Ragusa16

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11 DICEMBRE 2014

Catania, lAlta velocit Brescia-Padova, e alcuni assi autostradali nei quali rientra anche
la terza corsia. La Bei la banca delegata ai finanziamenti e quindi Autovie sta
lavorando per come e quante risorse potranno essere disponibili per lA4. I prossimi
cantieri Lobiettivo, gi dichiarato dai vertici di Autovie, ultimare entro il 2017 la
parte da Palmanova a Latisana e poi entro il 2022 quella da Palmanova a Portogruaro. In
quel modo entro il 2022 sar realizzato il 70% delle opere, divise tra Fvg e Veneto. In
ballo ci sono il prolungamento della concessione che Autovie ha ricevuto da Anas e che
scadr nel 2017. Lipotesi allungarla al 2038, ma si attende lok dallEuropa. Autovie
sta anche rivedendo il Piano economico-finanziario per la terza corsia, che devessere
limato ancora secondo le indicazioni del ministero delle Infrastrutture che non vuole un
rincaro delle tariffe. A gennaio, quindi, i pedaggi dovrebbero essere ritoccati solo
seguendo il tasso dinflazione, anche se nellultima ipotesi del Piano c un rialzo che
raggiunge il 2 per cento. Il Piano sar pronto entro fine mese e dovr essere approvato
dal ministero. E poi potranno ridecollare le trattative con le banche per ottenere i
finanziamenti. Dopo lapertura del primo tratto della terza corsia da Quarto dAltino a
San Don di Piave, aperto al traffico il 20 novembre, la priorit riservata al terzo lotto,
da Fossalta di Portogruaro a Gonars, gi aggiudicato al consorzio Tiliaventum formato
da Rizzani de Eccher e Pizzarotti. Autovie sta correndo per mettere insieme la cifra per
la totale copertura economica senza la quale non possibile firmare il contratto e quindi
aprire il cantiere. Servono circa 300 milioni, motivo per cui i 125,5 da blindare a Roma
sono essenziali. I primi lavori da realizzare saranno quelli tra il bivio di Palmanova e
Gonars, poi sar la volta del tratto dal nodo di Palmanova (cio il bivio) e il casello di
Palmanova, un tratto breve, ma complicato. Perch sul bivio pende il progetto di Rete
ferroviaria italiana per lAlta velocit/capacit e lazienda non ha ancora stabilito quale
tracciato realizzare e sta trattando con la Regione. Il prossimo cantiere da inaugurare
per sar per i lavori da Palmanova a Gonars. annabuttazzoni RIPRODUZIONE
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Regione

IL TERZO LOTTO

Il 22 gennaio ludienza al Consiglio di Stato


Il problema il tempo. Il tempo nel quale si mantiene aperta una questione che per noi
gi chiusa. Marco de Eccher, presidente del colosso friulano delle costruzioni,
sintetizza cos il caso ancora aperto dopo linterdittiva antimafia emessa nei confronti
dellazienda dalla Prefettura di Udine su indicazione della Direzione investigativa
antimafia (la Dia nazionale). Limpresa pass alle vie legali presentando un ricorso al
Tar del Fvg tribunale amministrativo regionale che, con una sentenza definita
tranciante, diede ragione a Rizzani de Eccher annullando il provvedimento della
Prefettura. Che per ha impugnato quel verdetto e presentato ricorso al Consiglio di
Stato. Unudienza si gi tenuta a Roma. Autovie Venete rappresentata dallavvocato
udinese Giuseppe Campeis, mentre lazienda difesa dal un pool di legali guidati dal
professore romano Andrea Gemma. Il Consiglio di Stato non ha concesso la sospensiva
come richiesto dalla Prefettura ed stato deciso che il 22 gennaio i giudici
entreranno nel merito del ricorso, provando cos a chiudere il caso. Rizzani de Eccher ha
formato con Pizzarotti il consorzio Tiliaventum che nel 2010 si aggiudicato in via
definitiva la realizzazione del terzo lotto della terza corsia, da Fossalta di Portogruaro a
Gonars.

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 10


Regione

Domani LO SCIOPERO

Cortei a Udine e Pordenone


contro il Jobs Act di Renzi
UDINE Sciopero con tre cortei a Trieste, Udine e Pordenone domani per Cgil e Uil. Nel
mirino di sindacato e lavoratori ci sono Jobs Act e legge di Stabilit. Domani sar un
venerd di passione con lo stop in tutti i settori, pubblici e privati. Nel frattempo il
segretario regionale Franco Belci suona la carica allindomani di Officina 2.0, uno
spazio per promuovere iniziative di politica culturale. Spero che gli esponenti del Pd
presenti a Udine non siano considerati traditori. Tre le manifestazioni per lo sciopero
di domani, con concentramento dalle 9 in piazza Goldoni a Trieste (dove sfileranno
anche i lavoratori di Gorizia), dalle 9.30 a Udine e a Pordenone, rispettivamente in
piazzale Diacono e in largo San Giovanni. La partenza dei cortei prevista per le 10,
unora dopo i comizi conclusivi, con gli interventi finali di Gianni Rinaldini (Cgil
nazionale, ex segretario generale Fiom) nel capoluogo regionale, Ferdinando Ceschia
(Uil) a Udine e Giuliana Pigozzo (Cgil) a Pordenone. Nel Jobs Act e nella
Finanziaria non c traccia del cambio di passo necessario per uscire da sei anni di crisi
pesantissima dice Giacinto Menis, segretario Fvg della Uil , aggravata da politiche
economiche sbagliate, che hanno puntato sul rigore senza pensare alla crescita e alla
ripresa. Parte dalla riforma del lavoro anche Belci, numero uno della Cgil: Sul lavoro,
cos come sul fisco e sulle pensioni, avevamo delle proposte che il premier non ha
voluto ascoltare e la riforma aumenter il precariato. Sotto accusa anche il meccanismo
delle tutele crescenti. La riforma punta da un lato ad aumentare gli sgravi contributivi
per le aziende, dallaltro a diminuire gli indennizzi per i lavoratori assunti senza articolo
18, con risparmi potenziali sui neoassunti di quasi 7 mila euro lanno.(m.z.)
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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 12


Regione

Obiettivi: lavoro e famiglia. In sei anni raddoppiati i flussi: oggi quasi 3.500
Gli under 40 lasciano soprattutto Pordenone, gli udinesi sono pi prudenti

Friuli addio, giovani in fuga


Pi opportunit allestero
UDINE La crisi economica inverte il saldo migratorio: sono quasi raddoppiati i
friulgiuliani che hanno scelto lestero fra il 2007 e il 2013 passati da 1.955 unit a
3.469 mentre gli stranieri in entrata si sono dimezzati da oltre 12 mila persone a
poco pi di 6 mila. A scattare la fotografia lIres Fvg sulla base dellindagine Istat
sulle Migrazioni della popolazione residente. Il saldo migratorio estero della sola
popolazione italiana (ossia la differenza tra gli iscritti e i cancellati da e per lestero), nel
2013 registra una perdita di oltre 1.400 unit. Si intensifica il fenomeno (di portata non
soltanto locale, ma nazionale) dellemigrazione di cittadini italiani, che spesso riguarda i
pi giovani anche con titoli di studio elevati. I dati tendono a confermare la sempre pi
diffusa percezione di una crescente emigrazione dei giovani, si tratta in prevalenza di
under 40, che cercano di realizzare allestero quelle prospettive di lavoro e di vita che
nel nostro Paese e nella nostra regione sembrano spesso precluse, spiega Alessandro
Russo, ricercatore dellIres. Nel 2013 il numero di italiani residenti in regione trasferiti
allestero ha sfiorato le 2.200 unit, circa il doppio rispetto agli anni precedenti la crisi
economica e il valore pi alto dal 1995 a oggi. Negli ultimi sette anni, pi o meno in
corrispondenza della lunga fase di crisi economica, il totale delle cancellazioni per
lestero stato pari a quasi 10.500 unit. In particolare c una forte crescita dei flussi in
uscita dalla provincia di Trieste, passati da 88 persone nel 2012 a 542 nel 2013 (+516
per cento). Seguono Pordenone con l11 per cento (557 persone nel 2013), Gorizia con
il 5,9 (217) e Udine con il 2,6 (875). I dati sottostimano sicuramente il fenomeno
precisa Russo perch danno conto esclusivamente di situazione gi consolidate da
diversi anni, che portano al definitivo trasferimento della residenza allestero. A livello
nazionale le principali mete di destinazione per gli italiani sono il Regno Unito, la
Germania, la Svizzera e la Francia. Nel loro insieme questi paesi raccolgono oltre la
met dei flussi in uscita dallItalia. Michela Zanutto RIPRODUZIONE RISERVATA

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 12


Regione
Oggi la proprieta in tribunale

Lallarme dei sindacati: per la Spav bisogna fare presto


MARTIGNACCO La Spav prefabbricati a un bivio. Concordato o fallimento? Proprio
oggi la propriet sar ricevuta dal tribunale di Udine, ma sono i rappresentanti sindacali
di Cgil, Cisl e Uil, Emiliano Giareghi, Gianni Barchetta e Massimo Minen, a rivolgere
un accorato appello ai giudici: Fate presto. Perch dal primo gennaio la riforma
Fornero cancella un anno di cassa integrazione per gli over cinquanta, la maggioranza
dei 76 lavoratori Spav che vede ora appeso a un filo il proprio posto. Il Piano di
rilancio dellazienda stato presentato il 7 novembre ricorda Giareghi , dopo oltre un
mese non abbiamo ancora una risposta. Pare che la propriet voglia andare verso un
importante taglio delle maestranze che dovrebbero scendere a 25 o 26. Altrimenti c il
fallimento. giusto che il tribunale prenda i propri tempi per decidere, ma non
vorremmo trovarci nella spiacevole situazione in cui si opta per il fallimento troppo
tardi, quando non saremo pi in tempo utile per assicurare la mobilit con le attuali
coperture. Dal primo gennaio, infatti, la cassa integrazione per gli over 50 garantita
due anni e non pi tre. Quando alla fine di settembre scoppia la bolla, le difficolt per
lazienda non sono una novit. La richiesta di prefabbricati e capannoni ai minimi
storici e pi in generale ledilizia in grave difficolt. Ma il colpo pi duro arriva dalla
revoca del subappalto per la costruzione del parcheggio di piazza Primo Maggio a
Udine. Lazienda, in passato, aveva avuto accesso agli ammortizzatori sociali, sebbene
con qualche difficolt. Ma la revoca di quellopera costringe lamministratore unico,
Roberto Turello, a fare i conti con i creditori. Da qui la richiesta di concordato in
continuit, per cui oggi si attende risposta. Lobiettivo dichiarato il ridimensionamento
dellazienda, sempre che il commissario giudiziale Giuliano Bianco lo giudichi
sostenibile. Insomma, dopo 54 anni di attivit, Spav prefabbricati ora a un bivio. Nata
nel 1960 alla periferia di Udine, nei decenni successivi ha realizzato moltissimi edifici
prefabbricati, sia in Italia sia allestero. Lo stabilimento di Martignacco sorge su unarea
di 125 mila metri quadrati e ha tre reparti di produzione con una capacit produttiva di
90 mila metri cubi di calcestruzzo lanno. Ma la crisi ha abbassato la sua mannaia anche
qui. (m.z.)

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 12


Regione

Liverani nominato nuovo ceo


di Generali Deutschland
TRIESTE Giovanni Liverani sar ceo di Generali Deutschland dal primo aprile 2015 e
gi da gennaio sar nel group management committee di Generali, il comitato dei
manager del gruppo. Liverani attualmente responsabile dell'area Emea (Europa,
Medio Oriente e Africa). Lattuale ceo di Generali Deutschland, Dietmar Meister, sar
nominato presidente del consiglio di sorveglianza di Generali Deutschland, oggi in capo
a Wolfgang Kaske, che lascia lincarico dopo 16 anni. Spiega poi Generali che il nuovo
responsabile dellarea Emea sar annunciato prossimamente. Con questo passaggio di
testimone, afferma la compagnia assicurativa, Generali segna un ulteriore passo in
avanti per limplementazione del turnaround e l'integrazione del proprio business a
livello globale. Liverani vanta unampia esperienza internazionale, con un forte
orientamento all'innovazione e al cliente, nonch una profonda conoscenza delle attivit
del Gruppo. La Germania un mercato chiave dove stiamo implementando numerose
iniziative strategiche volte a migliorare la competitivit, sottolinea il group ceo
Generali Mario Greco.

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 25


Udine cronaca

Dopo aver ottenuto i domiciliari, Pierpaolo Visintin annuncia 5 contro-denunce


Lavvocato difensore: si pu ricostruire tutto con semplici accertamenti bancari

Frode fiscale milionaria


Il broker al contrattacco
Nel giorno in cui ottiene gli arresti domiciliari dopo quasi tre mesi di carcere, Pierpaolo
Visintin passa al contrattacco. Il promotore finanziario, 44 anni, accusato di avere
sottratto 4 milioni di euro e raggirato una quarantina di investitori, ammette alcune delle
responsabilit ma replica ad altre delle accuse a suo carico, annunciando tramite il suo
difensore di fiducia, lavvocato Roberto Cianci del foro di Udine, di avere gi
denunciato per calunnia ed estorsione cinque delle persone offese. Intanto, come
detto, il tribunale del Riesame di Trieste ha scarcerato il broker, pur condividendo
lintero impianto accusatorio proposto dalla procura di Pordenone e in particolare dal
pm Matteo Campagnaro. Sulla base degli interrogatori effettuati, infatti, stata integrata
la fattispecie prevista dallarticolo 166 del decreto legislativo numero 58 del 1998
(abusivismo finanziario), che aveva consentito di ammettere la misura cautelare e ai
sensi del quale si rischiano sino a 8 anni di reclusione. Tuttavia Visintin, nel chiedere la
revoca della misura o la sua attenuazione - istanza rigettata dal gip Piera Binotto a
Pordenone un mese fa - ha depositato una memoria a propria discolpa, suffragata da
riscontri documentali, nonch parzialmente riconosciuto le proprie responsabilit,
manifestando anche lintenzione di risarcire i danni sofferti dalle persone offese. Cos il
Riesame, riunito in camera di consiglio e composto dai giudici Truncellito (presidente),
Leanza (relatore) e Casavecchia, ha disposto la sostituzione della custodia cautelare in
carcere con gli arresti domiciliari, da eseguirsi al suo domicilio di Sesto al Reghena
oppure nellabitazione dei genitori a Sagrado, fatto salvo il divieto assoluto di
comunicazione con persone che non siano i familiari, anche per via telefonica e
telematica. Alla luce del tempo trascorso dallesecuzione della misura e della
conseguente attivit dindagine svolta scrive il tribunale di Trieste deve ritenersi che
lesigenza legata alla prevenzione dellinquinamento probatorio sia venuta meno. Si
dice da parte sua soddisfatto lavvocato Cianci, dellordinanza che ha accolto il
nostro appello. di rilievo laccoglimento della mia tesi, secondo cui non vi erano
dallinizio i presupposti relativi al pericolo di dispersione delle prove, in quanto tutta la
vicenda ricostruibile con accertamenti bancari concernenti conti correnti di
corrispondenza e dossier titoli di ciascuna delle persone offese e rispetto ai quali il
mio assistito non ha compiuto alcun atto dispositivo. Nella mia attivit difensiva ho
acquisito documentazione bancaria sulla scorta della quale abbiamo gi provveduto a
denunciare cinque persone offese per le ipotesi di calunnia ed estorsione. Ritengo che
la vicenda avr degli sviluppi inaspettati. (b.o.) RIPRODUZIONE RISERVATA

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 30


Udine provincia

Emilio Cavasin, 56 anni, preso in flagrante e denunciato


Millantava di essere in grado di ottenere finanziamenti Ue

Smascherato
mago delle truffe
di Luana de Francisco wOSOPPO Ai clienti si presentava come il dottor Emilio
Cavasin. Specializzazione: contributi europei. Un autentico mago nellestrarre dal
cilindro di Bruxelles finanziamenti a fondo perduto a favore degli imprenditori
nordestini. In realt, la laurea non laveva mai conseguita e con gli uffici dellUe non
aveva alcun filo diretto. Un millantatore, insomma. Uno che, con i suoi modi eleganti e
leloquio facile, riusciva a vendersi bene e a imbrogliare meglio. Lo spettacolo si
concluso ieri, a Rivoli di Osoppo. Caduto nella trappola tesagli da colei che si era illuso
sarebbe stata la sua ennesima vittima, si presentato in azienda in giacca e cravatta, si
seduto davanti agli amministratori (veri) e a un commercialista (finto) e ha recitato il
suo collaudatissimo copione. Alla fine, soddisfatto, ha intascato i 1.830 euro pattuiti per
la sua opera di consulenza, si congedato con la consueta cordialit e ha infilato la
porta. l che il palco cascato: dismessi i panni del commercialista, il comandante
della sezione di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza della Procura di Udine,
luogotenente Sergio Zucca, lo ha bloccato e smascherato. In flagranza di reato, quindi, e
con i soldi ancora caldi nella valigetta. Per Cavasin, 56 anni, di Treviso, scattata una
nuova denuncia per truffa. La prima in Friuli e lultima della lunga serie collezionate in
Veneto. Il meccanismo Di lui gli inquirenti sapevano gi molto. Esaurito lo spazio di
manovra nella sua terra dorigine, da qualche tempo aveva trasferito le proprie mire in
Friuli. Come un vero truffatore seriale, insomma. Nella valigetta, che i finanzieri gli
hanno sequestrato insieme al telefonino e al tablet, stato trovato un elenco con i nomi
e i numeri di una cinquantina di aziende. Le avrebbe contattate tutte, riproponendo lo
stesso schema: la sua intermediazione per laccesso ai fondi europei Eurizon 2020
destinati ai settori siderurgico e metalmeccanico per investimenti futuri e pregressi
nellacquisto di macchinari, in cambio di una percentuale sulle somme di volta in volta
ottenute e di una quota di iscrizione della pratica, stabilita di norma in 1.800 euro.
Quando gli riusciva, si faceva consegnare anche 2 mila euro per la perizia dei
macchinari gi presenti in azienda. Il pagamento Con la Pelfa group srl e la Lmb srl
di Buia, laffare sembrava praticamente concluso. Lincontro avrebbe suggellato accordi
presi nei giorni scorsi e si sarebbe concluso con la firma dei rispettivi mandati e con il
pagamento delle sue spettanze. Da una parte, i tre amministratori delle aziende e il
finanziere sotto le mentite spoglie del loro commercialista, dallaltra lui con la
Obiettivo Europa, la societ intestata a unimpiegata di farmacia di Treviso - risultata
estranea ai fatti -, attraverso la quale spacciava le sue finte consulenze. La trattativa
durata unora e un quarto ed filata liscia esattamente come lui aveva sperato. Unico
fuori onda, la scelta dei clienti di pagarlo non attraverso un bonifico, come Cavasin
aveva chiesto, bens con contanti e un assegno. Soldi per i quali il consulente si
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FRIULIA Spa
11 DICEMBRE 2014

premurato di rilasciare finanche una ricevuta. Le indagini Il resto lo si pu immaginare:


quando i finanzieri gli si sono parati di fronte, in tre, il volto di Cavasin sbiancato.
Inutile provare a difendersi e negare levidenza: il trevigiano si limitato a nominare un
difensore di fiducia e ha poi scelto la linea del silenzio. Su delega del pm di Udine,
Viviana Del Tedesco, gli investigatori hanno quindi proceduto alla perquisizione della
sua abitazione e di quella dellimpiegata della farmacia. Dagli accertamenti, tuttavia,
non emersa documentazione utile alle indagini. RIPRODUZIONE RISERVATA

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 31


Udine provincia

Si presentava come un consulente affidabile e prometteva somme importanti


In Friuli aveva gi imbrogliato una ditta di Tarcento. Sequestrati 4 mila euro

Distinto e preparato,
in Veneto gi a processo
di Luana de Francisco wOSOPPO A Rivoli di Osoppo Emilio Cavasin arrivato a
bordo di una Y10 presa a noleggio. E, fin dalla stretta di mano, ha dimostrato di
possedere tutte le qualit delluomo distinto e del professionista affidabile. Ben vestito,
posato, preparato. Una maschera provata e riprovata chiss quante volte. Questa,
almeno, la tesi sostenuta dalla Procura di Udine e questa anche laccusa con la quale
il consulente si trova a processo davanti al tribunale di Treviso. Nella marca, le aziende
gabbate e che hanno scelto di adire alle vie legali sono sette. Fatture alla mano, per,
quelle complessivamente truffate sarebbero almeno una quindicina. Con le sue
promesse roboanti - contributi a pioggia fino a 400-500 mila euro per imprenditore -,
Cavasin sarebbe riuscito a intascare circa 20 mila euro. Non cifre iperboliche, quindi,
ma sufficienti certamente a sbarcare il lunario senza grossa fatica e nella prospettiva di
dileguarsi a tempo debito. Ossia, allo scadere di un periodo ragionevolmente breve, per
cominciare a sospettare che quei finanziamenti non sarebbero mai stati erogati e che
della pratica per ottenerli nessuno aveva visto neppure lombra. Cos aveva fatto in
Veneto e cos ha cercato di ripetersi anche in Friuli. Prima della Pelfa, Cavasin aveva
colpito gi in unaltra azienda: una srl di Tarcento attiva nel settore della meccanica,
dove era riuscito a scucire il suo solito cachet di 1.800 euro. Contattati dagli inquirenti, i
titolari non hanno esitato a sporgere denuncia. Eppure, a vederlo, nessuno avrebbe
messo in dubbio la sua credibilit. Anche ieri, nella sua nuova performance friulana, ha
dato il meglio di s. Per ingannare le apparenze, tra una risposta e laltra ai tanti quesiti
che gli amministratori gli ponevano, ha addirittura proposto ai suoi nuovi clienti un
corso di e-learning. Sarebbe stata la sua societ a pagare liscrizione. Societ
regolarmente iscritta alla Camera di commercio di Treviso, ma intestata a una presunta
dottoressa - unignara impiegata di farmacia - che per lui, una volta, aveva
semplicemente firmato un documento. Dal conto della Obiettivo Europa, ieri, la
Guardia di finanza ha sequestrato lintera disponibilit, rappresentata da 4 mila euro.
Nella marca, la ditta con la quale si presentava risultava invece a suo nome: la Centro
dati di Cavasin Emilio. Il meccanismo per la richiesta di accesso ai fondi europei era
stato studiato fin nei minimi dettagli. Limprenditore, per riceverli, avrebbe dovuto
aprire un conto corrente dedicato a quella specifica voce. Tutti quelli aperti, va da s,
sono rimasti miseramente a secco. RIPRODUZIONE RISERVATA

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11 DICEMBRE 2014

Il Messaggero Veneto pag. 31


Udine provincia
Oltre alla titolare della Pelfa, ad attenderlo cerano tre finanzieri in borghese
Dopo pi di unora di trattative ha ritirato 1.830 euro e allora stato bloccato

caduto nella trappola tesa


dallex assessore Fabbro
Indira fabbro Sembrava una persona per bene, poi abbiamo digitato il suo nome sul web
e abbiamo scoperto che doveva rispondere di alcune truffe
OSOPPO Fidarsi bene ma.... Lavr pensato di certo Indira Fabbro, che con il padre
Redento amministra la Pelfa group di Rivoli di Osoppo, fabbrica per la lavorazione del
ferro, quando, circa due mesi, fa ha bussato alla sua porta il trevigiano Emilio Cavasin,
rivelatosi poi un truffatore seriale e colto in fragrante, ieri, proprio nella sede
dellazienda friulana. Qui la sezione di Pg della Guardia di finanza della Procura di
Udine, in accordo con lazienda, ha teso una trappola al malvivente, colto con le mani
nel sacco mentre intascava il denaro per un mandato affidatogli dalla Pelfa. Proprio la
scoperta dei suoi precedenti ha spinto gli amministratori dellimpresa a rivolgersi alla
Finanza: Quando, allinizio di ottobre - spiega Indira Fabbro, che stata assessore
regionale per un breve periodo nellultima giunta Tondo, - venne da noi, ci fece una
buona impressione perch appariva molto preparato: si era presentato come un
consulente aziendale esperto in contributi europei. Ci avrebbe aiutato ad ottenere
finanziamenti a Bruxelles per investire su determinati macchinari in cambio di un
onorario e di una percentuale del 4% se il contributo fosse stato concesso. In tutto
1.830 euro. Ben vestito, iPad e un penna di valore in mano: tutto sembrava fare di
Emilio Cavasin una persona di cui fidarsi. Ma i dubbi si sono fatti strada nel volgere di
poco tempo. La nostra segretaria - ha spiegato ancora Fabbro - not che in un secondo
momento ci rispose con indirizzi mail diversi e in alcuni il nome delle ditta con la quale
si era presentato non risultava. Cerano altre incongruenze, a cominciare dal biglietto da
visita in cui mancavano riferimenti aziendali. Fino a che non abbiamo digitato il suo
nome su internet e abbiamo scoperto che doveva rispondere di alcune truffe in provincia
di Treviso. In pratica, il truffatore, dopo aver aggirato diverse aziende in Veneto, si era
spostato in Friuli dove pare avesse gi quindici contatti. L era sua intenzione
presentarsi. A quel punto - ha raccontato ancora la Fabbro - abbiamo parlato con i
finanzieri, che hanno capito il problema e ci sono stati accanto per organizzare le
modalit con le quali cogliere sul fatto il truffatore. Li ringraziamo e invitiamo anche
altri imprenditori a rivolgersi alle forze dellordine in casi come questi. E cos il piano
concordato con gli inquirenti andato a buon fine: ieri lappuntamento era fissato nei
locali della Pelfa, alle 10, data ultima per firmare il mandato al consulente. Ad
attenderlo, non solo Indira e il suo staff, ma anche le Fiamme gialle: un luogotenente,
che ha interpretato il ruolo del commercialista, e due finanzieri in borghese al piano di
sotto. Dopo unora di trattative, stato sottoscritto il mandato a Cavasin, il quale ha
accettato di prendere i 1.830 euro pattuiti. Un gesto sufficiente per incastrarlo. Mentre
usciva dallazienda, luomo stato fermato dai due militari e interrogato per unaltra ora
e mezza prima di essere denunciato. Piero Cargnelutti RIPRODUZIONE
RISERVATA
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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 2
Primo piano

SCONTRO Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il premier


italiano Matteo Renzi

Monito di Juncker:
riforme o avrete guai
Il presidente della commissione Ue avverte Italia e Francia. Ed scontro

Gioved 11 Dicembre 2014,


BRUXELLES - Lo scontro tra falchi e colombe in Europa pi vivo che mai, con la
Germania custode irremovibile delle regole e della disciplina di bilancio tanto che il
presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, criticato dai 'falchi' per aver
concesso credito a Italia e Francia, oggi prova a rassicurarli 'minacciando' Roma e
Parigi di spiacevoli conseguenze se le riforme resteranno solo promesse. Ma il
Governo non si spaventa, e rilancia la palla a Bruxelles: il premier Matteo Renzi spiega
che anche il Fondo monetario internazionale chiede crescita all'Europa, quindi qualche
domanda i partner Ue dovranno pure cominciare a farsela, e il ministro Pier Carlo
Padoan ricorda che le riforme le facciamo perch servono a noi e non perch ce lo
dicono gli altri.
L'avvertimento di Juncker ai due Paesi arriva, non a caso, in un'intervista al
quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung in cui il presidente sembra spostare
l'accento sul punto di vista caro ai tedeschi, cio il rispetto delle regole pena sanzioni.
Se l'Italia e la Francia non procederanno con le riforme annunciate si arriver a un
inasprimento della procedura sul deficit, e se alle parole non seguiranno i fatti, per
questi Paesi non sar piacevole, ha detto Juncker. Il presidente, per, difende anche la
posizione espressa finora, cio dare fiducia agli italiani e ai francesi perch i governi
ci hanno garantito che faranno quanto annunciato.
Ma l'uscita del lussemburghese, a pochi giorni da un attacco simile della Merkel
sempre contro Francia e Italia, e in vista del vertice europeo della prossima settimana, fa
temere un 'riposizionamento' della Commissione su un fronte pi rigido. Per l'Italia,
sarebbe inaccettabile: Se perfino il Fmi, che non una sezione del Partito Comunista a
Washington, chiede all'Europa di investire sulla crescita, qualche domanda i partner Ue
dovranno pure cominciare a farsela, ha detto il premier Matteo Renzi ai suoi
collaboratori dopo l'incontro con il direttore del Fmi Christine Lagarde. E il ministro
Padoan, secondo cui Juncker dice cose che gi sappiamo e su cui ci siamo impegnati,
lancia una frecciata in direzione Bruxelles seminando dubbi sul piano di investimenti
lanciato proprio dal presidente della Commissione: Deve essere chiarito in molte aree,
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11 DICEMBRE 2014

ad esempio sul calendario, perch serve qualcosa prima. Inoltre, bisogna chiarire
principi e criteri in base ai quali le risorse del piano, comprese quelle dagli Stati,
saranno riallocate ai progetti. Chiarimenti che la Commissione si impegna a dare,
assicura il vicepresidente Jyrki Katainen dopo la sollecitazione di Padoan.
Intanto la Francia risponde alle accuse con un pacchetto di riforme molto ampio, che
sotto il nome di 'liberare, investire, lavorare', lancia una serie di misure che vanno dalla
soppressione dei monopoli alla liberalizzazione delle professioni giuridiche,
dall'estensione a pi settori del lavoro domenicale all'apertura del mercato nei trasporti.
Sul fronte Bce invece Mario Draghi sembrerebbe deciso ad avviare il programma di
acquisto dei titoli di Stato tanto che, si legge in un'anticipazione del settimanale tedesco
'die Zeit', avrebbe telefonato al ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, per
informarlo.
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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 2
Primo piano

RISCHIO GRECIA Il timore di elezioni fa schizzare i rendimenti dei titoli ellenici.


Bene lasta Bot

Spread sopra quota 140, Borse in fibrillazione

Gioved 11 Dicembre 2014,


Borse nervose sullincertezza politica in Grecia e per lennesimo tonfo del prezzo del
petrolio sceso a 62,8 dollari al barile. Male soprattutto Tokyo (-2,25%) e Atene (1,24%), Milano e Parigi hanno perso lo 0,8%, mentre Francoforte ha chiuso poco sopra
lo zero. Proprio ieri l'Opec ha rivisto al ribasso la domanda di oro nero per il 2015,
portandola a 28,9 milioni di barili, come non succedeva da 12 anni, ed i titoli delle
compagnie petrolifere sono scivolati dell'1,88%. Hanno perso anche le banche (-0,55%),
a causa degli spread in risalita. In particolare quello italiano si attestato a 138,1 punti,
dopo aver superato quota 140 in giornata. Grazie al rialzo dei rendimenti dei titoli di
stato, il Tesoro ha fatto comunque il pieno piazzando tutti i 5,5 miliardi in Bot con
scadenza un anno. Bene anche i collocamenti in Grecia (volati per i rendimenti) e in
Germania.
Per gli analisti di Borsa la combinazione tra crisi greca e calo del petrolio crea una
miscela esplosiva proprio in prossimit delle feste di fine anno, quando il mercato pi
sottile e maggiore la volatilit ed il peso della speculazione. Con pochi scambi, infatti,
pi facile muovere un titolo o un indice di Borsa. E in molti scommettono che il
rischio contagio per altri Paesi periferici come Italia e Spagna (119 lo spread BonosBund) reale.
I timori sulla Grecia sono legati al voto per il presidente della Repubblica del 17
dicembre. Se non dovesse risultare eletto Stavros Dimas, candidato indicato dal premier
Antonis Samaras, il rischio che possa cadere l'Esecutivo di Atene ed in caso di voto
anticipato sarebbe inevitabile la vittoria della sinistra di Alexis Tsipras, vista come una
maledizione dai mercati. Il tasso d'interesse dei titoli triennali ellenici salito ieri
dell'1,12%, portandosi al 9,42%. Il prezzo dei titoli di stato con scadenza luglio 2017
sceso del 2,28%, mentre il rendimento decennale salito all'8,62%, toccando un
massimo di giornata all'8,9%, come non accadeva dal 17 ottobre. Ieri il vicepremier
responsabile per l'economia Evangelos Venizelos volato a Berlino per incontrare il
suo collega tedesco Wolfgang Schaeuble e discutere delle possibilit di Dimas. Che non
ce la far senz'altro al primo turno, visto che occorre una maggioranza dei due terzi, ma
secondo molti osservatori difficile che possa spuntarla anche al secondo e al terzo
turno, in calendario il 23 e il 29 dicembre. Un no del Parlamento porter verosimilmente
ad elezioni politiche anticipate, con lo scrutinio che potrebbe gi svolgersi il 25 gennaio,
aprendo un nuovo e difficile periodo di incertezza.
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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 3
Primo piano

LEGGE DI STABILIT

Le Regioni frenano: vanno


approvate le nostre modifiche
Chiamparino: Palazzo Chigi le sta valutando, se non
verranno accettate il giudizio sar evidentemente negativo
Gioved 11 Dicembre 2014,
ROMA - Nessuna svolta tra governo e regioni sui tagli imposti dalla legge di stabilit,
colpa anche del nodo ancora non sciolto degli addetti sovrannumerari delle Province,
i cui numeri e costi spaventano oltremodo i governatori. Quindi la Conferenza Unificata
in versione straordinaria, indetta ieri al ministero per gli Affari Regionali, non ha
portato a nessuna soluzione, facendo slittare i tempi per l'accordo ai primi giorni della
prossima settimana.
Ma intanto, come ha paventato pi di un governatore, si rischia che l'intesa con il
governo venga sancita a legge di stabilit gi approvata. Il governo ci ha chiesto di
rinviare il parere - ha rivelato il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio
Chiamparino - per conoscere l'esito di una riunione in corso a Palazzo Chigi, dove si
stanno valutando i nostri emendamenti. E con chiarezza sabauda ha fatto sapere anche
di aver sottolineato in grassetto quali sono per noi, negli emendamenti, le parti
fondamentali senza le quali non possibile sottoscrivere un accordo con il governo.
Che sono poi i tagli sul fondo sanit, lo spostamento delle risorse al trasporto pubblico
locale, il patto incentivato e il patto di stabilit. Se questi punti dovessero essere
respinti dal governo - ha sottolineato Chiamparino - il nostro parere sarebbe
evidentemente negativo. Nonostante il fronte politico sia diverso, il presidente veneto
il leghista Luca Zaia non la vede diversamente: Nella totale incapacit di punire chi
spreca e di applicare i costi standard, il governo delle tre carte estrae dal cilindro
l'ennesimo coniglio ammalato: i tagli della legge di stabilit saranno pi alti per le
Regioni con pi elevato Pil e con maggior numero di abitanti. E dunque, sia chiaro
fin d'ora che questa logica delle tre carte non la asseconderemo. Sar una battaglia che
combatteremo fino all'ultima delle nostre risorse, perch crediamo che sia una battaglia
per la democrazia.
Tranquilla invece la ministra per i Rapporti con le Regioni Maria Carmela Lanzetta,
che a fine riunione ha ricordato che la trattativa con le Regioni ancora in corso;
oggi ci hanno presentato i loro emendamenti, che saranno valutati, e un parere verr
dato di comune accordo. Ma, ha inteso precisare, la legge Delrio verr attuata in
modo completo. stato poi il presidente della Campania e vicepresidente della
Conferenza delle regioni, Stefano Caldoro, a svelare un retroscena significativo
dell'Unificata straordinaria di oggi.
Il presidente Chiamparino oggi si detto disponibile, in maniera piuttosto generosa,
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11 DICEMBRE 2014

a far assumere alle Regioni il costo dell'attribuzione delle loro funzioni, che per questo
capitolo particolare per noi riveste il 100% del problema. In pi poi - ha precisato - si
sarebbe potuto parlare anche del possibile assorbimento degli addetti, che riguarda il
15% del costo complessivo. Ma mi sembrata, ripeto, un'offerta generosa sui cui ancora
si sta parlando. Arguta come spesso accade l'analisi di Massimo Garavaglia, assessore
leghista della Lombardia e coordinatore per la Conferenza delle Regioni degli assessori
al bilancio, che con molta naturalezza ha paventato la possibilit che l'ok da parte del
governo agli emendamenti presentati dalle regioni sulla legge di stabilit possa arrivare
a legge gi approvata. Poi due stoccate al governo: mi dispiace dirlo - ha spiegato ai
giornalisti - ma sull'applicazione della legge Delrio siamo tutti ancora in alto mare. Ma
il problema vero, ha avvertito, che alla luce dei tagli imposti dal governo alcune
regioni potrebbero essere costrette ad aumentare Irap e Irpef.

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 4
Primo piano

Governo battuto,
stop ai senatori a vita
SCONTRO SULLITALICUM Dopo il ko del governo sui senatori a vita, il ministro
Boschi: Nessun timore

Gioved 11 Dicembre 2014,


ROMA - pi o meno l'ora di pranzo quando il sottile equilibrio interno nei due partiti
contraenti del Patto del Nazareno, Pd e FI, si spezza per la prima volta nella discussione
delle riforme alla Camera. Il nodo quello dei 5 senatori di nomina presidenziale: il
voto in commissione Affari Costituzionali premia, con il decisivo aiuto del "frondista"
azzurro Maurizio Bianconi e nonostante il parere contrario del governo, la minoranza
Dem, che presenta con Sel un emendamento per la soppressione dei 5 membri. In serata
il premier Matteo Renzi a tornare a blindare il percorso: Pensano di intimidirci, ma
andiamo avanti.
Il dato politico, tuttavia, parla di una minoranza Pd che, un po a sorpresa, ritrova
compattezza su due emendamenti uguali, presentati da Giuseppe Lauricella e da Sel che
sopprimono i 5 senatori a vita di nomina quirinalizia previsti dall'art.2 del ddl. I voti
favorevoli sono 22, i contrari 20 e, sebbene anche il presidente della commissione,
Francesco Paolo Sisto (FI), dia il suo "no", il governo viene battuto. Tra i favorevoli a
cancellare la prerogativa del capo dello Stato di nominare cinque senatori , oltre a Lega,
M5S e Sel, figurano gli esponenti di tutte le minoranze Dem (da Cuperlo a Lattuca, da
Bindi a D'Attorre) pi quelli di Meloni e Naccarato. Assente, al momento della
votazione l'ex lettiano Francesco Sanna, astenuto Andrea Giorgis. Decisivo risultato il
voto di Bianconi che prima attacca il Patto del Nazareno, morte della democrazia in
Italia e poi si fa portavoce della volont di 17 suoi colleghi, lintera fronda fittiana.
Parole che riaprono tutti i nodi ancora irrisolti. Nodi che, sottolinea una fonte della
minoranza Dem, derivano anche dall'atteggiamento del governo al quale gli esponenti
della sinistra Pd avevano fatto sapere con largo anticipo la loro posizione sul punto
dei senatori a vita. Eppure - sottolineano ancora - alla fine si voluti arrivare al voto, e
la minoranza ha messo in pratica le sue intenzioni, dando anche un segnale sul fatto
che su certi punti non centrali della riforma il confronto non si possa eludere. Ma c'
un altro fronte sul quale la minoranza Pd ieri ha inviato un messaggio non di poco conto
a Renzi, presentando in commissione Affari Costituzionali al Senato emendamenti
all'Italicum forti di 30 firme contro i capilista bloccati e per una norma di
salvaguardia che leghi l'entrata in vigore della nuova legge elettorale con quella delle
riforme.
Ma se la minoranza non abdica, neanche il governo arretra. Nessun timore, il dato
politico in Aula, sottolinea il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi laddove il
premier, in serata, rincara, scagliandosi contro giochetti parlamentari. Parole a cui fa
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11 DICEMBRE 2014

da contorno l'ira dell'intera ala renziana con Roberto Giachetti che senza mezzi termini
chiede elezioni subito. In questa direzione sembrerebbe andare un subemendamento
presentato dalla maggioranza Pd al Senato che prevede il ritorno al Mattarellum come
clausola di salvaguardia in caso di urne anticipate e in attesa che, nel 2016, entri in
vigore l'Italicum.

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 9
Attualit
JESOLO Tre uomini fanno irruzione dal custode della tenuta dellindustriale e poi nella
villa vicina

Rapine in valle, terrore a casa Stefanel


Un albergatore e la compagna immobilizzati e malmenati: lui si sente male, i banditi
fuggono

Gioved 11 Dicembre 2014,


Rapina nella villa di un noto imprenditore e nell'abitazione del custode della tenuta
Stefanel. Una notte da incubo per tre persone, in due distinti episodi, avvenuti a pochi
minuti l'uno dall'altro, anche se una delle ipotesi cui starebbero lavorando gli inquirenti
che il vero obiettivo fosse la villa dell'imprenditore Giulio Schiavon e che dal custode
ci siano finiti solo per errore.
Teatro del raid, la zona di Lio Maggiore, una delle aree pi belle di Jesolo, una parte
della Laguna conosciuta anche dal gi re di Spagna, Juan Carlos, che da queste parti ci
viene di tanto in tanto per delle battute di caccia, ospite proprio dell'azienda faunistica
venatoria di propriet di Giuseppe Stefanel, industriale tessile, a capo dell'omonima casa
di moda. In quest'area le strutture destinate proprio a questo tipo di attivit, quindi la
casa occupata dal custode, un sessantenne di Chioggia, poi l'abitazione di Giulio
Schiavon. Si tratta di un imprenditore molto noto a Jesolo: 75 anni, proprietario di
alcune delle principali strutture di piazza Mazzini, ex gestore di strutture ricettive
alberghiere, ora si gode i momenti di pace e relax, soprattutto in questa splendida zona.
Sono passate da poco le 19.30 quando tre individui, con il volto coperto da
passamontagna e forse armati di coltello, fanno irruzione nella casa del custode, che in
quel momento stava guardando la televisione. Vogliono il denaro, i valori e per ottenerli
strattonano, colpiscono con calci e pugni il malcapitato. A quanto pare chiedono dov'
la moglie. E questa la prima indicazione che porterebbe a pensare che in realt
volevano colpire altrove, visto che l'uomo da solo. In fin dei conti l'area isolata,
completamente al buio: possibile che abbiano sbagliato il loro obiettivo? D'altra parte,
perch andare da un semplice custode, quando avrebbero potuto colpire subito in villa
senza farsi sentire, agendo totalmente indisturbati?
Tant'. Intanto frugano ovunque, si fanno dare quello che l'uomo ha in tasca e poi
pare chiedano indicazioni per arrivare all'altra abitazione. Uno rimane da lui, per evitare
che dia l'allarme, mentre gli altri due vanno a fare visita a Schiavon, portandosi via
una carabina ad aria compressa. In casa c' limprenditore con la compagna. Non hanno
il tempo di fare nulla, tanto rapida l'irruzione e deciso il loro incedere. Li minacciano,
li strattonano; si rivolgono in italiano, ma tra di loro parlano straniero, forse dell'Est.
Finch l'uomo si sente male e i malviventi, forse presi dal panico per la piega che sta
prendendo la rapina, fuggono, portandosi via il Rolex dell'uomo e i gioielli della donna,
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11 DICEMBRE 2014

per un valore che sarebbe sui 30mila euro. Prendono la Mercedes di Schiavon, ma il
cancello non si apre e cos devono abbandonare il mezzo. Si dileguano a piedi, poi a
bordo di un'auto lasciata poco pi avanti.
Subito stato dato l'allarme e nel territorio iniziata la caccia alla banda. stata
una cosa brutta, molto brutta. Siamo sconvolti, sono le uniche parole della donna.
Sono particolarmente vicino a loro e al custode, ha aggiunto il sindaco Valerio
Zoggia. E il governatore Luca Zaia: Ora basta, il Veneto e lItalia non possono
trasformarsi nel Bengodi per delinquenti, rapinatori, ladri e violentatori. Il territorio va
militarizzato, l'Esercito deve scendere immediatamente in strada. - dice Zaia - Governo
e Parlamento varino con la massima urgenza, se necessario per decreto, provvedimenti
che conferiscano alle forze dell'ordine e all'esercito poteri speciali per combattere una
delinquenza che sta dilagando.
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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 14
Nordest

Ferrovieri precettati,
i treni partiranno regolari
LO SCIOPERO DI DOMANI

Il ministro Lupi precetta i ferrovieri

Gioved 11 Dicembre 2014,


VENEZIA - Il ministro dei trasporti, Maurizio Lupi, ha ordinato la precettazione dei
lavoratori del trasporto ferroviario, in occasione dello sciopero generale indetto da Cgil
e Uil per domani, per evitare un pregiudizio grave ai diritti degli utenti del servizio
pubblico di trasporto ferroviario. Lo comunica il Ministero, con una nota che ricorda
come la decisione di includere nello sciopero anche i lavoratori del trasporto ferroviario
sia stata oggetto di una segnalazione da parte dellAuthority di garanzia per gli scioperi.
La decisione del Ministero riguarda solo i treni: resta quindi valida la "mappa" degli
scioperi, che per il trasporto locale fermeranno i mezzi dalle 9.30 alle 16.30 a Venezia
(sia i bus che i vaporetti), dalle 15 alle 23 lextraurbano, a Padova dalle 15.30 a fine
turno (dalle 14.30 lextraurbano Bus Italia), a Treviso e Vicenza dalle 15 alle 23, a
Belluno dalle 8.10 alle 12.09 e dalle 15.40 a fine turno, mentre a Rovigo i mezzi
Garbellini fermeranno dalle 9 alle 1 e dalle 15 a fine turno, mentre i mezzi Bus Italia
dalle 8.15 alle 12 e dalle 17.30 a fine turno. A Verona lo Stop sar dalle 10 alle 18.
Aerei a terra dalle 10 alle 18. Disagi nelle scuole, nella sanit (garantiti serivizi
essenziali) e in banca, dove a rischio il servizio Bancomat.
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FRIULIA Spa
11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 18
Economia

GENERALI

Liverani capo in Germania

Gioved 11 Dicembre 2014,


TRIESTE - Giovanni Liverani sar ceo di Generali Deutschland dal primo aprile 2015 e
gi da gennaio sar nel group management committee di Generali, il comitato dei
manager del gruppo. Lo annuncia una nota. Liverani attualmente responsabile
dell'area Emea (Europa, Medio Oriente e Afric

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FRIULIA Spa
11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 18
Economia

NEGOZI

Stefanel cede a Dusseldorf

Gioved 11 Dicembre 2014,


PONTE DI PIAVE - Stefanel cede contratto di locazione a Dsseldorf e incassa 6,8
milioni di euro che serviranno al piano di sviluppo internazionale. Un ulteriore
ammontare di euro 1,2 milioni verr incassato nei primi mesi del 2015 al rilascio dei
locali. Nellarea verranno aperti altri due negozi Stefanel.

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 18
Economia

INTESA SANPAOLO

Cristanelli guida lestero

Gioved 11 Dicembre 2014,


PADOVA - Intesa Sanpaolo: la veronese Monica Cristanelli alla guida della struttura
per internazionalizzazione imprese che ha sede a Padova e serve tutto il territorio
attraverso 2350 gestori imprese e 600 specialisti con 5 desk geografici per promuovere
la crescita. Intesa Sanpaolo allestero ha 1.400 sportelli e 8,4 milioni di clienti.

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 18
Economia

MARANELLO La sede produttiva della Ferrari non dovrebbe


spostarsi dallItalia, ma il presidente Sergio Marchionne
punta a far emigrare la base legale e fiscale

Ferrari allestero, Fca a picco

Gioved 11 Dicembre 2014,


Mentre Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene sono impegnati nella ristrutturazione
della gestione sportiva per il rilancio delle attivit in Formula 1, il piano che prevede lo
spin off di Ferrari da Fca va avanti. Ieri l'agenzia Bloomberg ha rilanciato che
l'operazione in calendario nel 2015 non si limiter allo scorporo della casa di Maranello
dalla capogruppo (che controlla il 90%), ma prevede una riorganizzazione profonda
della struttura societaria.
Il nuovo presidente del Cavallino e guida operativa di Fiat Chrysler (oltre che
presidente di CNH Industrial) ha pi volte affermato che lo schema virtuoso che ha
portato al successo l'azienda non verr toccato, le attivit industriali rimarranno nel
modenese e anche i volumi produttivi resteranno contenuti, sempre inferiori alla
domanda. Lo stesso Marchionne, per, ha sempre dichiarato che la strategia di tutte le
azienda da lui gestite (che fanno capo ad Exor) di creare il massimo valore per gli
azionisti, andando a cercare le condizioni migliori su uno scacchiere ormai globale non
solo dal punto di vista del mercato. Ecco quindi i rumor che ipotizzano per la Ferrari il
percorso gi effettuato da Cnh e Fca: sede legale in Olanda, sede fiscale nel Regno
Unito, quotazione a Wall Street. Fca ha risposto con un no comment alle voci che
prevedono l'espatrio di alcune funzioni e che hanno subito acceso polemiche in Italia.
La decisione di procedere con lo scorporo e la quotazione del 10% del pacchetto
azionario Ferrari (l'80% verr dato agli azionisti Fca, il 10% nelle mani di Piero
Ferrari) stata per annunciata a fine ottobre, dopo la quotazione a Wall Street di Fca.
da quel momento che il titolo ha iniziato a galoppare raddoppiando quasi il suo valore a
11,2 euro, mentre ieri ha incassato una perdita a Milano del 6,6% (a 9,81 euro) sospinta
da un grosso ordine di vendita giunto nel pomeriggio.
Anche se lo schema ipotizzato da Bloomberg, che peraltro Marchionne non ha mai
escluso, lo stesso degli altri due giganti della scuderia Exor, l'impatto mediatico ed
emozionale ben diverso. infatti evidente che sia Fca che Cnh sono delle vere
multinazionali che hanno l'azionista di maggioranza in Italia, ma strutture industriali,
fatturati e utili in diverse aree del globo e, soprattutto, dall'altra parte dell'Atlantico;
mentre Ferrari, che vende in numerosi mercati, uno dei simboli pi forti e virtuosi
dell'intero made in Italy. Da un punto di vista sostanziale, se l'espatrio avverr (ed
molto probabile che avvenga) non dovrebbe cambiare molto, almeno nel medio periodo.
Le tasse sulle attivit industriali e di produzione si pagano dove ci sono le fabbriche,
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11 DICEMBRE 2014

quindi in Italia, all'estero si pagherebbero quelle sui dividendi che in Gran Bretagna
sono pi vantaggiose per i soci. Ma anche vero che Ferrari nell'ultimo periodo non ha
distribuito dividendi per accumulare una corposa liquidit che ora, insieme ad altro cash
raccolto con un bond (per un totale di 2,25 miliardi), verr trasferita a Fca.

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 19
Economia

La friulana Pilosio costruir scuole innovative


con terra e ponteggi per i profughi in Giordania

Gioved 11 Dicembre 2014,


UDINE - Riuscire a fornire entro la prossima primavera le prime due scuole alle
organizzazioni umanitarie "Save the children" e "Relief international" che operano
allinterno del campo di Zaatari, in Giordania, una delle pi grandi realt che ospitano
profughi provenienti dalla tragica emergenza siriana.
questo lobiettivo che si posto la Pilosio, societ di Tavagnacco specializzata
nella realizzazione di ponteggi (un fatturato di 40 milioni, di cui l80% realizzati
allestero, dallArabia Saudita al Sudamerica, alla Russia), che gi da un paio danni sta
studiando moduli componibili, realizzati con ponteggi e materiali naturali, di facile e
rapido montaggio, per fornire un rifugio a popolazioni colpite da calamit naturali e
guerre. Le prime due scuole, basate su una struttura standard (gi brevettata) di 16 metri
di lato, consentiranno di ospitare ciascuna 100 bambini su due turni: Linstallazione di
queste strutture - spiega Dario Roustayan, amministratore delegato di Pilosio -
semplice, veloce e intuitiva. Ma il loro montaggio richiede il contributo dei rifugiati,
donne comprese, facendo in modo che si sentano partecipi del proprio destino e futuro.
La realizzazione fa parte del progetto "Shelters for refugees", presentato nei mesi
scorsi, realizzato in collaborazione con larchitetto Cameron Sinclair, co-fondatore di
unorganizzazione umanitaria per sviluppare soluzioni architettoniche e di design per
crisi umanitarie e che ora dirige la fondazione creata dagli attori Brad Pitt e Angelina
Jolie. I moduli utilizzano elementi naturali quali sabbia e ghiaia o terra combinati con i
ponteggi; i pannelli del tetto, oltre ai "muri", sono anchessi riempiti di terra e possono
anche essere coltivati per produrre generi alimentari. Un metodo semplice - sottolinea
Roustayan - che si adatta al clima locale, utilizzando materiali tradizionalmente
impiegati in quelle localit, favorendo il clima naturale della vita e prevenendo
linquinamento. Grazie alla partnership con "Save the children" la Pilosio sar inoltre
presente allExpo 2015 di Milano dove, esponendo i propri moduli allinterno dello
stand dellorganizzazione umanitaria, potr raccogliere fondi e incontrare fondazioni e
altri possibili benefattori.

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 19
Economia
FONDI UE
A febbraio partono i primi bandi del programma Interreg Central Europe della nuova
programmazione 2014-2020
Paolo Francesconi

Fondi Ue, scalda i motori


la "macchina" del Veneto

Gioved 11 Dicembre 2014,


VENEZIA - Scalda i motori la "macchina" dei bandi europei 2014-2020 in cui la
Regione Veneto ha un ruolo attivo: nei prossimi mesi si muoveranno parecchie cose.
Dei quattro grandi filoni - Cooperazione territoriale, Programma Fesr, Programma Fse,
Piano di sviluppo rurale - il primo (cooperazione) quello pi vicino allapprovazione
di Bruxelles, a gennaio. A ruota, nel febbraio 2015, partiranno le prime "gare". Se ne
parlato ieri a Venezia alla presentazione del programma Interreg Central Europe che
finanzia progetti di cooperazione tra enti pubblici e privati nazionali, regionali e locali
in materia di innovazione, energia, ambiente, risorse ambientali e culturali, trasporti.
Il programma coinvolge 9 Stati (Italia, Germania, Austria, Repubblica Ceca,
Slovacchia, Polonia, Ungheria, Slovenia, Croazia), 146 milioni di abitanti, con un
finanziamento di 300 milioni di euro (246 dalla Ue) di cui 80 milioni verranno messi a
bando in febbraio. Finora lItalia si rivelata molto interessata a questo ambito: dal
2007 al 2013, su 124 progetti approvati, 99 riguardano il nostro Paese. Con 230 milioni
di fondi sono stati generati investimenti per 2,5 miliardi di euro. In Veneto, ad esempio,
stato realizzato un progetto di Confindustria con Veneto Nanotech e lo studio di
fattibilit di un mercato rionale a Mestre fatto dal Comune di Venezia.Dato non
trascurabile il ruolo assegnato alla Regione Veneto di contact point nazionale,
"antennna" dellautorit europea per il Paese: Siamo centrali e non solo sulla carta - ha
spiegato Flavia Zuccon, direttore della sezione di cooperazione transfrontaliera - sia nel
supporto tecnico sia nella ricerca dei partner. La progettazione stata semplificata,
meno burocrazia, meno studi, e pi valore ai risultati.
Aggiunge Luca Ferrarese, direttore del Segretariato di Vienna, lorganismo Ue di
gestione e monitoraggio: Central Europe coinvolger di pi i privati, sar un volano
per limprenditoria. Larea dellEuropa centrale catalizza un forte interesse: il 95%
dellindustria dellauto l. Per regioni e territori un programma fondamentale per
approfondire problemi comuni. Priorit: cooperare per una maggiore competitivit
dellarea, riduzione delle emissioni di carbonio, crescita sostenibile nelluso delle
risorse naturali e culturali, migliori collegamenti nei trasporti.

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 5
Udine cronaca

Truffe alle aziende, preso


Laccusa: Si fingeva mediatore. Colto sul fatto mentre intascava 1800 euro

Gioved 11 Dicembre 2014,


UDINE - Si presenta in azienda come intermediario di una societ in grado di far
ottenere dei finanziamenti per l'acquisto di macchinari direttamente dai fondi europei a
Bruxelles, in parte anche a fondo perduto. Chiede di firmare un mandato e versare un
anticipo sulle spese per gestire la pratica. Ma sarebbe solo un raggiro. Emilio Cavasin,
56 anni, trevigiano, stato denunciato ieri a piede libero per truffa dalla Guardia di
finanza della polizia giudiziaria della Procura di Udine. Le fiamme gialle lo hanno
fermato all'uscita da un'azienda della Zona industriale di Osoppo a cui aveva appena
fatto firmare l'accordo. In tasca aveva ancora i contanti e l'assegno dell'anticipo, posti
sotto sequestro.
quindi scattata una perquisizione delegata dal pm Viviana Del Tedesco
nell'abitazione dell'uomo a Treviso e in altri luoghi della marca trevigiana, per capire se
la societ di cui si spacciava per intermediario fosse o meno coinvolta nella vicenda.
A dare il via alle indagini stata proprio la segnalazione fatta pervenire dalla ditta
contattata nella Ziac dell'Alto Friuli, la Pelfa Group di Buja, che si occupa di carpenteria
meccanica pesante. Siamo stati contattati in azienda a met ottobre - spiega Indira
Fabbro che stata anche assessore regionale alle Finanze -. Si presentato molto bene.
Conoscendo un p la materia so che non facile ottenere direttamente dei fondi da
Bruxelles. Ma lui ci ha spiegato che ha un'azienda di consulenza, che fa una valutazione
gratuita sulla possibilit di ottenere i contributi e poi, in caso positivo, chiede un
anticipo di 1.500 euro per il mandato e 2mila euro per il perito. Sono cifre accessibili
per contributi sull'acquisto di macchinari, fino al 70% a fondo perduto.
Ma in azienda alcune incongruenze sul numero della partita Iva e sulle mail
utilizzate per comunicare hanno fatto suonare il campanello d'allarme. bastato
digitare il suo nome su google per vedere che questa persona risultava indagata a
Treviso per un'ipotesi di truffa a sette aziende sempre su fondi europei - continua
Fabbro -. Noi non avevamo versato ancora nessun anticipo, ma abbiamo contattato la
guardia di finanza della Procura per segnalare il caso ed evitare che altre aziende
cadessero nel raggiro. stato cos organizzato l'incontro di ieri mattina in azienda,
sotto gli occhi dei finanzieri, per verificare esattamente il modus operandi e assistere
allo scambio di denaro, preventivamente fotocopiato.
Lo abbiamo fatto in modo che se altre aziende della zona sono state truffate
abbiano il coraggio di denunciare - conclude -. Il nostro intento anche far sapere agli
imprenditori che se hanno bisogno di informazioni sui fondi europei le associazioni di
categoria le supportano.
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FRIULIA Spa
11 DICEMBRE 2014

In provincia di Udine sarebbero due, secondo gli inquirenti, le societ cadute nel
tranello, ma per il momento non hanno ancora sporto denuncia. Le indagini
proseguiranno per appurare se siano state contattate anche altre societ.

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 6
Udine cronaca

LA CLASSIFICA la tredicesima in Italia per produttivit

Banca di Cividale sul podio

Gioved 11 Dicembre 2014,


UDINE - Tredicesima nella classifica generale e al terzo posto per produttivit tra i
piccoli istituti bancari. Questi i lusinghieri piazzamenti della Banca Popolare di Cividale
nella graduatoria che mette a confronto oltre duecento istituti di credito italiani,
elaborate dal dipartimento management dell'Universit di Torino e pubblicate dal
mensile BancaFinanza.
In base all'elaborazione - che prende in considerazione i principali dei bilanci 2013 le banche popolari si collocano al primo e al terzo posto nella classifica generale dei
gruppi bancari maggiori e al primo posto in quella dei grandi gruppi, mentre sette istituti
popolari si collocano nei primi quattordici posti nella classifica delle banche piccole,
che analizza i bilanci 2013 di ben 150 istituti. proprio in questa categoria che si
colloca il gruppo presieduto da Graziano Tilatti, unica banca popolare della nostra
regione, che si colloca al tredicesimo posto nella graduatoria generale e al terzo in
quella relativa alla produttivit.
Rdt

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11 DICEMBRE 2014

Il Gazzettino pag. 8
Regione

Troppi ritardi, pendolari infuriati


disertato il vertice con la Regione

Gioved 11 Dicembre 2014,


UDINE - Negli ultimi otto anni successo solo due volte. La seconda ieri sera, quando i
Comitati pendolari del treno attivi in Friuli Venezia Giulia (sono tre, uno regionale, uno
targato Alto Friuli e uno legato al Nodo di Udine) hanno deciso di disertare la riunione
con l'assessore regionale ai Trasporti, Mariagrazia Santoro. In s un incontro routinario,
ma che i Comitati hanno deciso di far diventare occasione di svolta non presentandosi e
denunciando all'unisono un servizio ferroviario sempre pi allo sbando.
L'abbandono del tavolo, ricordano, non era accaduto neppure negli epici confronti
con Sonego e Riccardi, ovvero i predecessori di Santoro. Nel mirino una Regione
sorda, per come viene descritta dalla nota diffusa congiuntamente. Nel 2014 sono state
spedite 65 mail con segnalazioni e proposte - cio 5,4 al mese, pi di una a settimana ma negli ultimi 12 mail la Regione non ha quasi mai dato riscontro. Per l'orario
invernale, nessuna delle nostre proposte stata accolta.
Trenitalia e Rfi assenti. La decisione di ieri, per, stava ormai maturando da mesi.
Con la nuova amministrazione, per esempio, al tavolo di confronto non ci sono pi i
rappresentanti di Trenitalia e Rfi. Abbiamo pi volte richiesto il coinvolgimento di
tutti i soggetti interessati in maniera che venga garantita la presenza del gestore del
servizio e dell'infrastruttura, gli unici che sono nelle condizioni di rispondere
puntualmente ai quesiti concernenti l'andamento del servizio, ricordano i Comitati.
Guerra di numeri. Tra Regione e Comitati anche battaglia di cifre su ritardi e
indici di puntualit. A quelli rilevati quotidianamente dai Comitati, la Regione risponde
con dati e percentuali nei quali chi usa i treni regionali non si riconosce. La matematica
non un'opinione, tuonano i Comitati che imputano alla Regione di raccontare la linea
15 Udine-Tarvisio come una linea modello quando la realt desolante. Nella loro
versione, infatti, tutte le linee presentano indici di puntualit ben al di sotto della soglia
dell'obiettivo contrattuale.
I ritardi. Novembre si rivelato il peggior mese dell'anno per ritardi e
sospensioni. La linea 15, quella che da Tarvisio va a Trieste via Udine e Cervignano ha
registrato 85 ritardi con pi di 10 minuti, due soppressioni su 463 treni programmati,
facendo rilevare un indice di disservizio del 18,79%. La prima settimana di dicembre
andata ancora peggio, con 28 ritardi maggiori di dieci minuti e 2 soppressioni su 122
treni programmati. L'indice di disservizio salito al 24,59%. Non possibile che fino
al 15 dicembre 2013 il servizio presentasse uno standard qualitativo accettabile disservizio al 4,5% - e quest'anno, con l'introduzione dell'orario cadenzato, ritardi e
soppressioni hanno fatto raddoppiare l'indice di disservizio schizzato al 10%.
Dirigenti. Il Comitato Alto Friuli alza il livello della protesta con una lettera aperta
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11 DICEMBRE 2014

spedita alla presidente della Regione e all'assessore Santoro in cui si dice basta ai
dirigenti tuttologi. Nel mirino, il direttore centrale Infrastrutture che, a detta del
Comitato, non si distinta per il raggiungimento degli obiettivi. Abbiamo assistito da
parte della dirigente - si sostiene - solo a un monologo di giustificazioni.

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