Sei sulla pagina 1di 48

GLI EFFETTI DI DROGHE E ALCOOL SUL SISTEMA NERVOSO

LE DROGHE
In farmacologia per droga (dall'olandese droog, anglosassone dryg, "[pianta] secca") si intende un prodotto di origine naturale contenente principi attivi tali per cui ha riscontri terapeutici, sperimentali, psicoattivi. Si dice sostanza stupefacente se farmacologicamente attiva psicotropa, in grado di alterare lattivit mentale in grado di indurre fenomeni di tolleranza, assuefazione e dipendenza. Di seguito si tender alla comune identificazione delle sostanze stupefacenti con le droghe.

TIPI DI DROGHE ED EFFETTI


Una classificazione per effetti farmacologici, in base allattivit del SNC previa somministrazione, prevede una distinzione delle sostanze stupefacenti in: 1. psicolettiche (sedative sul SNC): ipnotici (barbiturici), tranquillizzanti (benzodiazepine, oppio), regolatori dellumore (carbonato di litio) 2. psicoanalettiche (elevano il tono psichico, eccitanti, stimolanti): caffeina, nicotina, crack, anfetamine 3. psicodislettiche (alterano o perturbano il tono psichico): stupefacenti (morfinici, cannabinoidi, cocaina), allucinogeni (hashish, marijuana, funghi, LSD), inebrianti (etanolo, etere)

ASSUNZIONE DI DROGHE
Frequenza e scopi: regolarmente (caffeina), a scopo medico-terapeutico (morfina), a scopo ricreativo o in determinati contesti culturali, sebbene vi siano anche droghe esclusivamente dannose, spesso parimenti se non maggiormente consumate. Metodi di assunzione: inalazione (cocaina, cannabis), ingerimento (ecstasy), inoculazione (eroina).

CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI DROGHE


Le droghe comportano lacquisizione di forme patologiche e/o di comportamenti devianti legati alla sostanza in senso stretto (disturbi psichici, prostituzione, criminalit) o allassunzione, specialmente per quanto riguarda patologie infettive frequenti nei consumatori di sostanze da iniettarsi (HIV, epatiti).

Lutilizzo di sostanze stupefacenti altera lequilibrio dellorganismo causando effetti strettamente correlati tra loro: Tolleranza: capacit di sopportazione della tossicit delle sostanze tale da sopportarne lincremento Assuefazione: degradazione delleffetto della sostanza per cui si deve incrementare nel tempo la dose per ottenere il medesimo effetto Dipendenza: necessit fisica (funzionamento biologico) e/o psichica di introdurre la droga per evitare crisi dastinenza

Grafico comparativo sugli effetti negativi (dipendenza e danni fisici) delle varie droghe, The Lancet.

CONSUMO DI DROGHE
Le sostanze stupefacenti vantano una diffusione universale nello spazio e nel tempo: se oggi ne possiamo affermare un uso esteso a tutto il mondo indiscriminatamente, la tradizione della pratica di assumere queste sostanze si perde nella notte dei tempi. Tuttavia mentre originariamente si prediligeva un consumo a scopo magico, terapeutico, religioso, culturale, in seguito si sottolineato laspetto ricreativo, che crescendo proporzionalmente alla sempre maggiore raffinazione e variet di droghe, ha aumentato il consumo e i danni ad esse legati. La Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia per lanno 2008, ad esempio, descrive i nuovi fenomeni emergenti, le prevalenze duso di sostanze psicoattive, le implicazioni che ne derivano a livello sanitario e sociale, gli andamenti del mercato illegale della droga nel nostro paese.

Eroina - Il numero di consumatori, in costante diminuzione dal 2001, si in generale stabilizzato. Si stima che nel 2007 almeno 3 abitanti su 1000 hanno assunto in vario modo eroina; e 1 su 1000 ne ha fatto un uso pressoch quotidiano. I numeri si alzano fra gli studenti: 4 su 1000 fanno un uso frequente di eroina, altrettanti l'hanno usata, ma non ne fanno uso quotidiano. Da evidenziare che fra gli studenti i picchi di utilizzo sono i 17 anni per i ragazzi e i 16 per le ragazze, ci permette di ipotizzare che per una quota non irrisoria della popolazione adolescenziale l'eroina non la stazione terminale della tossicodipendenza, ma un'esperienza transitoria abbandonata con la maggiore et. Dell1,5% della popolazione che ha avuto contatto con leroina almeno una volta nella vita, il 25% ha provato a 17 anni o meno, circa il 50% fra i 18 ed i 20 anni, il resto da 21 anni in poi. Cocaina Un italiano su 1000 tra i 15 e i 64 anni l'usa di frequente, ma 7, che pur non la consumano ogni giorno, ne hanno fatto uso nei 30 giorni precedenti lintervista. Come per leroina, si osservano percentuali pi alte fra gli studenti: 4 su 1000 ne fanno uso frequente e 20 su 1000 ne hanno assunto nel mese precedente. Infine il 69 italiani su 1000 ne hanno fatto uso almeno una volta. Il 25% ha iniziato a 18 anni o meno e il 30% fra i 18 e i 21 anni, gli altri pi tardi. Anche per la cocaina luso esplorativo sembra dunque quello prevalente. Cannabis - Aumenta luso di cannabis: 14 italiani su 1000 tra i 15 e i 64 anni la consuma di frequente, 70 su 1000 ne ha consumata nell'ultimo mese, 140 su 1000 ne hanno assunta una o pi volte nel 2007, 310 l'hanno sperimentata almeno una volta nella vita. Insomma, oltre un terzo della popolazione fra i 15 ed i 64 anni ha fatto uso di cannabis una o pi volte nel corso della propria vita. Il 20% l'ha provata a 15 anni o meno, il 50% fra i 16 e i 20 anni e il restante 30% dopo i 20. Stimolanti e allucinogeni - La diffusione delluso di nella popolazione generale stabile, mentre in aumento fra gli studenti. Sono 7 su 1000 gli italiani fra i 15 ed i 64 anni che fanno uso di amfetamine, ecstasy, GHB e altri stimolanti; 6 su 1000 hanno usato allucinogeni una o pi volte nei 12 mesi precedenti lintervista. Maggiore anche in questo caso la quota di studenti che usa queste sostanze: 4 su 1000 fanno uso frequente di allucinogeni e 6 di stimolanti. La fascia di et in cui maggiore lutilizzo di stimolanti tra i 15 e i 24 anni: l1,96% dei ragazzi e lo 0,77% delle ragazze ne riferisce luso. Il consumo di allucinogeni almeno una volta nella vita riguarda 33 italiani ogni 1000; il 2 per 1000 ne fa un uso pressoch quotidiano.

Uso combinato di droghe - Il consumo contemporaneo di pi sostanze completa lanalisi dei consumi di droghe. Tra i 22 soggetti su 1000 che nel 2007 hanno fatto uso di cocaina, 16 hanno assunto cocaina e cannabis, 2 cocaina e altre sostanze e solo 4 si sono limitati alla cocaina. I consumatori di eroina negli ultimi 12 mesi precedenti lintervista (3 su 1000) sembrano essere nettamente pi fedeli: il 55% usa solo eroina, il 33% assume anche cannabinoidi e l11% fa uso di eroina e altre sostanze. Tra i soggetti che hanno utilizzato cannabinoidi nellanno (140 su 1000), 125 usano solo la cannabis, 11 lassociano alla cocaina e 4 ad altre sostanze.

CONSUMO DI DROGA NELLA POPOLAZIONE


EUROPEA NEGLI ULTIMI DODICI MESI
Questi dati si prefiggono di analizzare il consumo di droga nella popolazione europea tra coloro che negli ultimi dodici mesi ne hanno fatto uso almeno una volta

Consumo 15-64 anni

Consumo 15-24 anni

Fra gli individui che usato cannabis negli ultimi 12 mesi, il primato spetta allItalia con il 14.3%, segue la Repubblica Ceca con l11.1% e la Spagna con il 10.6%. In fondo alla classifica la Romania con lo 0.4%. Per quanto riguarda il consumo di cocaina il primato spetta alla Spagna con il 2.7% di consumatori ma lItalia e nelle posizioni alte con il 2.1%. Nel consumo di amfetamine i Britannici conservano il loro primato con l1.1% di consumatori mentre in Italia la percentuale e dello 0.4%. Il Regno Unito si mantiene in testa anche per luso di ecstasy (1.7%) mentre lItalia si ferma allo 0.7%. Nel consumo di Lsd, Cipro assume la posizione di testa con 0.5%.

Tra i giovani under 24, il 29.5% dei giovani cechi ha fatto uso di cannabis negli ultimi dodici mesi seguiti dagli Spagnoli (23.9%) e dagli Italiani (22.3%). Per luso di cocaina il Regno Unito continua ad essere in prima posizione con il 5.7% dei consumatori under 24 mentre lItalia si ferma allo 2.5%. Gli under 24 estoni sono i primi per il consumo di amfetamine con il 3.7% mentre gli Italiani si fermano allo 0.8%. Nel consumo di ecstasy e LSD il Regno Unito si mantiene il primo con rispettivamente il 5.0% e l1.2%. LItalia si ferma all1.1% nel consumo di ecstasy mentre non sono presenti dati per il consumo di Lsd.

TREND NELLA PERCENTUALE DELLASSUNZIONE DI CANNABIS E COCAINA 1990-2010


Cannabis Cocaina

EFFETTI DELLE DROGHE SUL SISTEMA


NERVOSO
Dietro ogni droga ci sono meccanismi chimici che le permettono di agire a livello cerebrale e alterare cos le percezioni sensoriali dellindividuo, oltre allintero equilibrio dellorganismo. Aree cerebrali sensibili alle droghe: Sistema limbico (corteccia frontale,amigdala, ippocampo) Archeoencefalo (talamo, ipotalamo, ipofisi) Mesencefalo Cervelletto Midollo (allungato e spinale) Sistema nervoso periferico (placche motrici) Di seguito trattiamo ad esempio alcune sostanze stupefacenti psicolettiche (acidi barbiturici, carbonato di litio), psicoanalettiche (anfetamine e derivati), psicodislettiche (oppio e derivati, canapa e derivati, funghi allucinogeni, LSD). Una sezione a parte merita successivamente letanolo o alcool etilico.

ACIDI BARBITURICI
Origine: Gli acidi barbiturici sono farmaci sintetici che agiscono soprattutto deprimendo il Sistema Nervoso Centrale. La sintesi dell'acido barbiturico da attribuirsi a Adolph von Bayer che, nel 1864, divenne noto in tutto il mondo per aver intuito la formula del benzene. Gli effetti di questo preparato furono sorprendenti, era in sostanza un potente acido anestetico capace di deprimere una vasta gamma di funzioni vitali. Fino al 1918, in Inghilterra, l'acquisto e anche la vendita di barbiturici non erano sottoposti ad alcuna prescrizione n vigilanza. Nel 1964, negli Stati Uniti un milione di americani prendeva pillole per dormire e circa cinque milioni usavano tranquillanti e sedativi. Sia pure a fatica, il concetto della pericolosit si afferm. Nel 1960, la Commissione per gli stupefacenti dell'ONU raccomand che i barbiturici fossero assoggettati all'obbligo della prescrizione medica. Nel 1971, a seguito della Convenzione di Vienna, furono introdotti nell'elenco dei prodotti ad azione stupefacente. impiegato nellindustria farmaceutica e in quella delle materie plastiche.

Composizione chimica: un derivato della pirimidina, detto anche malonilurea, contenente 3 atomi di ossigeno. Si presenta come una Polvere cristallina, bianca, di sapore amaro. Ha le caratteristiche di un acido monobasico e si ottiene per condensazione dellurea con lacido malonico o con i suoi esteri. Aree nervose sensibili: Sostanza reticolare del ponte e del mesencefalo Sistema nervoso centrale

Meccanismi dazione: Si distinguono tre tipi di barbiturici, differenti tra loro per il tempo di azione: a) barbiturici ad azione breve, ossia gli ipnotici delladdormentamento, indicati nei soggetti che hanno difficolt a prender sonno; hanno unazione rapida (da 15 a 20 minuti) e breve (da 3 a 4 ore in media) b) barbiturici ad azione intermedia, che agiscono in 30-40 minuti e il cui effetto si prolunga in media per 8 ore c) barbiturici ad azione prolungata I barbiturici agiscono selettivamente sulla sostanza reticolare del ponte e del mesencefalo, deprimendola e modificando la reazione di risveglio. Parallelamente agiscono su tutto il sistema nervoso centrale modificandone i processi di conduzione e di eccitabilit.

Sintomatologia ed effetti: I barbiturici, in quanto depressivi del Sistema Nervoso Centrale, rallentano il ritmo cardiaco e riducono l'ampiezza della respirazione; provocano altres il calo della pressione arteriosa. Psicologicamente i barbiturici, che appartengono alla categoria delle sostanze sedativo-ipnotiche, inducono indifferenza agli stimoli esterni e determinano il sonno. Questultimo, quando indotto da barbiturici, caratterizzato dalla contrazione o soppressione delle fase REM, durante le quali normalmente si verifica l'attivit onirica; ne consegue un sonno meno ristoratore, con risvegli a volte sgradevolmente segnati da emicrania e malesseri. Il reiterarsi di episodi simili pu condurre a seri disturbi psichici. L'assunzione di barbiturici pu causare convulsioni, delirio e allucinazioni; comporta inoltre reazioni individuali piuttosto variabili tra le quali: repentini sbalzi di umore, depressione, spossatezza. I barbiturici, inoltre, determinando vasodilatazione, sono responsabili della perdita del calore corporeo.

Conseguenze:

A dosi alte i barbiturici danno fenomeni tossici (barbiturismo), seguiti spesso da morte; hanno importanza medico-legale, perch causa frequente di avvelenamenti e di suicidio; varia la resistenza individuale alle dosi tossiche. L'uso ripetuto e protratto di queste sostanze espone al fenomeno della tolleranza e all'instaurarsi di una fortissima dipendenza. In tali condizioni il livello di intossicazione cronica si manifesta con tremori, stati confusionali, amnesie, perdita di coordinazione della muscolatura volontaria (atassia), deficit della capacit di concentrazione e di giudizio. Non sono rare affezioni polmonari, quali bronchiti e polmoniti; possono altres determinarsi effetti tossici sui tessuti nervosi. La sindrome di astinenza da barbiturici molto pi intensa e pericolosa di quella conseguente all'uso di oppiacei. Inizia a manifestarsi tra le 8 e le 16 ore dall'ultima assunzione con stati d'ansia, insonnia, vertigini, nausea, convulsioni; in seguito possono verificarsi episodi deliranti, allucinazioni angosciose e profonde alterazioni psichiche di tipo paranoico e schizofrenico.

CARBONATO DI LITIO
Origine: Il litio l'elemento chimico della tavola periodica che ha simbolo Li numero atomico 3. un catione (+) monovalente appartenente al gruppo 1 (metalli alcalini). Il litio, nella sua forma pura, un metallo soffice color argento, che si ossida rapidamente a contatto con l'aria o l'acqua. il pi leggero degli elementi solidi. Le maggiori riserve di carbonato di litio attualmente conosciute (2009) si trovano in Cile, Bolivia, Cina, Brasile e Stati Uniti. Il carbonato di litio (o litio carbonato) uno dei componenti anodici principali nelle batterie agli ioni di litio comunemente utilizzate per la carica di telefoni cellulari e computer portatili. Il carbonato viene comunemente estratto da depositi salini e quindi raffinato a produrre il litio metallico usato nelle batterie. In medicina il carbonato di litio un farmaco (antipsicotico) stabilizzatore dell'umore; impiegato soprattutto per la cura di sindromi bipolari. Composizione chimica: Il carbonato di litio il sale di litio dell'acido carbonico (Li2CO3). A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore. un composto nocivo, irritante.

Carbonato di litio
Caratteristiche generali Formula bruta o Li2CO3 molecolare Massa molecolare (u) 73,89 g/mol Aspetto solido bianco Numero CAS [554-13-2] Propriet chimico-fisiche Densit (g/cm3, in c.s.) 2,1 (20 C) Solubilit in acqua 13 g/l (20 C) Prodotto di solubilit a 298 8,15 10-4 K Temperatura di fusione 993 (720 C) (K) Indicazioni di sicurezza Simboli di rischio chimico attenzione Frasi H 302 - 319 Consigli P 262 - 305+351 - 338

Aree nervose sensibili: Meccanismi dazione, sintomatologia ed effetti:

Neuroni

Lesatto meccanismo dazione del Li+ come stabilizzante dellumore rimane attualmente sconosciuto, sebbene siano state caratterizzate numerose azioni a livello cellulare. Sono riscontrabili tre diversi tipi di effetti:
1.

Effetti elettrofisiologici:

Parziale perdita di K+ intracellulare e parziale depolarizzazione della cellula. Sostituisce il Na+ nel sostenere il potenziale dazione nella cellula nervosa, ma non costituisce un substrato ideale per la pompa Na+/K+-ATPasi. Conseguentemente se ne ha laccumulo in cellula.
2.

Effetti modulatori sulla trasduzione del segnale:

Alterazione rilascio neurotrasmettitori: noradrenalina, dopamina, serotonina. Modulazione attivit delle proteine G (proteine con funzione trasduttiva). Diminuzione della funzionalit di proteine chinasi (enzimi determinante lattivazione di altre proteine tramite addizione di gruppi fosfato; ricoprono, per questo motivo, un ruolo centrale nel processo di trasduzione del segnale e delle risposte).
3.

Effetti neuroprotettivi

Incremento dellespressione della proteina antiapoptotica (lapoptosi indica una forma di morte cellulare programmata) Bcl-2 (B-celllymphocyteprotein-2). Inibizione della glicogeno sintasichinasi 3b (GSK-3b) che regola lattivazione di fattori di trascrizione proapoptotici

Effetti collaterali: Il carbonato di litio, regolatore dellumore, presenta alcuni effetti collaterali: Disturbi di natura neurologica: debolezza muscolare, atassia (mancanza di coordinazione dei movimenti muscolari volontari) Aumento transitorio dellescrezione di idrossicorticosteroidi, Na+, K+ e acqua: aritmie e ipotensione Inibizione dellazione dellormone antidiuretico (ADH) sulladenilciclasirenale: poliuria (formazione ed escrezione di un'eccessiva quantit di urine in assenza di un contemporaneo aumento dell'assunzione di liquidi) Interferenza con la iodurazione della tiroxina: compromissione della funzione tiroidea.

Immagine: il disturbo bipolare prevede unalternanza di episodi (ipo)maniacali e depressivi, che il carbonato di litio tende a regolarizzare, approssimando cos il quadro clinico alla normalit

ANFETAMINE
Origine: Sono stimolanti del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso simpatico. Le pi note sono lamfetamina e la metamfetamina. Provocano assuefazione e il loro uso sottoposto a restrizioni legislative. Data la loro origine chimica, la storia delle anfetamine piuttosto recente. Sono state scoperte pi di 100 anni fa, nel 1887, ma sono state brevettate solo nel 1924 dopo la scoperta casuale da parte di Gordon Alles, chimico statunitense, nel corso di alcune ricerche per individuare un sostituto sintetico dell'efedrina, un principio farmacologico naturale della pianta Efedra, molto efficace nella cura dell'asma, ma di difficile estrazione. Negli anni 30, fu introdotta sul mercato - con il nome commerciale di Benzedrine - un nuovo inalatore per trattare la congestione nasale (per gli asmatici, persone affette da febbre del fieno e raffreddore): era la prima anfetamina ed era disponibile senza prescrizione medica. Dopo alcuni anni fu resa necessaria la ricetta medica, ma il consumo e labuso non ne risentirono. Le anfetamine, nel corso degli anni successivi, trovarono impiego soprattutto in 3 campi: nellesercito, tra gli studenti e gli sportivi, come farmaci dimagranti.

Composizione chimica: Lanfetamina basica e poco solubile in acqua; si scioglie meglio in etanolo ed etere etilico. I sali sono invece facilmente solubili. Viene infatti generalmente prodotta e commercializzata sotto forma del suo sale solfato racemo. Come tale si presenta come una polvere cristallina bianca.

Anfetamina Nome IUPAC

(RS)-2-ammino-1-fenilpropano
Nomi alternativi ()--metilfenetilammina benzedrina desossinorefedrina Caratteristiche generali Formula bruta o molecolare C9H13N Massa molecolare (u) Aspetto Numero CAS SMILES Propriet chimico-fisiche Densit (g/cm3, in c.s.) Temperatura di ebollizione Dati farmacologici Categoria farmacoterapeutica 135,20622 solido biancastro [300-62-9] CC(CC1=CC=CC=C1)N

0,913
203 C (476 K) Psicofarmaco - Inibitori delle catecolamine

Indicazioni di sicurezza Simboli di rischio chimico

Frasi H Consigli P

331 - 311 - 301 [1] --

Effetti:

Agendo sul sistema nervoso simpatico, le anfetamine provocano aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dilatazione delle pupille. Invece sul sistema nervoso centrale hanno un effetto psicostimolante: diminuiscono le sensazioni di fatica e di appetito, rendono euforici, provocano iperattivit psicomotoria, irrequietezza e insonnia. In ogni caso leffetto psicostimolante seguito da un rimbalzo negativo, con depressione psichica e fisica. Gli effetti delle anfetamine sono numerosi, sia a livello di sistema nervoso centrale che a livello dei sistemi cardiocircolatorio e respiratorio. Si registrano inoltre effetti a livello di metabolismo corporeo. A livello del sistema nervoso centrale, l'assunzione di anfetamine permette di ridurre la percezione della fatica, si registra un incremento delle capacit intellettive (aumentano sia l'attenzione che la concentrazione), il soggetto avverte un notevole senso di benessere, euforico e sprezzante del pericolo. A livello dei sistemi cardiocircolatorio e respiratorio si registrano tachicardia, aumento della pressione arteriosa e incremento del ritmo della respirazione.

Usi: Per alcuni dei loro effetti "benefici" (riduzione del senso di fatica e diminuzione del senso di fame), le anfetamine vengono utilizzate (illegalmente) sia in ambito sportivo che in ambito dietetico; tali benefici sono per temporanei a causa di una rapida assuefazione; occorre pertanto aumentare le dosi, aumenta per anche il senso d'eccitazione per bloccare il quale si deve ricorrere ai barbiturici che a loro volta danno dipendenza. Basta aver presente questo quadro perch un soggetto normale si astenga da questa forma di doping.

OPPIO
Origine: Loppio una sostanza stupefacente ottenuta dal Papaver somniferum, unangiosperma della famiglia delle Papaveracee dalle propriet narcotiche. Loppio grezzo la sostanza lattiginosa secreta dalla capsula seminifera del Papaver, incisa quando immatura. Si lascia poi rapprendere allaria. Molto utilizzato nelle culture orientali e mediorientali per scopi terapeutici e rituali, era gi noto presso i Sumeri, gli Egiziani, i Greci e i Romani. Grandissimo consumo se ne fece in Cina (guerre delloppio) e nel XIX secolo in Europa a partire dai potes maudits. Loppio viene assunto in quanto tale ma possiede anche altri numerosi derivati, distinguibili secondo origine: Alcaloidi fenantrenici naturali: Morfina,Codeina,Tebaina Isochinolinici: Papaverina, Noscapina Molecole sintetiche: Difenil-metanici: Metadone, Propossifene, Destromoramide; Fenil-piperidinici: Meperidina, Difenossilato, Fentanile; Morfinani: Levorfanolo, Butorfanolo

Morfina

Composizione chimica:

L'oppio ricco di sostanze alcaloidi: di queste, quelle di origine fenantrenica (morfina, codeina e tebaina) sono analgesiche, costipanti ed euforizzanti, mentre quelle di origine isochinolinica (papareina, noscapina, narceina) sono solo spasmolitiche. L'azione analgesica ed euforizzante, sfruttata in medicina e a scopo ricreativo dai tossicodipendenti, dovuta soprattutto alla morfina.
Nome IUPAC 5, 6) -7,8-didehydro4,5-epossi-17-metile morphinan -3,6-propandiolo Caratteristiche generali Formula bruta o molecolare C17H19NO3 Massa molecolare (u) 285.34 g/mol Numero CAS [57-27-2] Codice ATC N02AA01 PubChem 5288826 CID 5288826 DrugBank DB00295 Propriet chimico-fisiche Solubilit in acqua 149 mg / L (60 mg / mL per il sale di solfato) Temperatura di fusione (K) 255oC (sale di solfato) Dati farmacocinetici Biodisponibilit ~ 25% (per via orale), 100% (IV);

Principi attivi:

I principi attivi delloppio si suddividono chimicamente in:


derivati fenantrenici (morfina, codeina, tebaina) isochinolinici (papaverina, noscapina).

Da sola, tuttavia, la morfina costituisce il pi abbondante ed efficace principio attivo delloppio.

Aree nervose sensibili:

Sistema limbico (corteccia frontale, amigdala e ippocampo) Talamo, nuclei del Corpo Striato e Ipotalamo Mesencefalo Midollo Spinale

Metabolismo 90% epatico Emivita 3-6-12 ore Escrezione 90% per via urinaria, 10% per via biliare

Meccanismi dazione: I recettori cerebrali oppioidi sono maggiormente localizzati in corrispondenza di una delle due principali vie di conduzione del dolore, la via paleo-spino-talamica (l'altra denominata neospino-talamica). Questo percorso, che termina nella formazione reticolare laterale bulbare e nel talamo, caratterizzato da molte cellule nervose interconnesse, generalmente prive della guaina mielinica isolante (quindi conduce lentamente gli impulsi). Tale via implicata nella percezione del dolore sordo, con andamento cronico e poco localizzato, che alleviato, appunto, dagli oppioidi. Le endorfine, sostanza prodotte dal cervello, agiscono essenzialmente in tre modi: come neurotrasmettitori, come modulatori della trasmissione dell'impulso nervoso e come neuroormoni. Si trovano solo in poche aree del SNC, nell'ipofisi e nelle cellule insulari del pancreas. Queste sostanze si legano fisiologicamente ai recettori cerebrali oppioidi, cui si legano anche i principi attivi delloppio, appunto, in quanto hanno affinit con le endorfine. L'attivazione dei recettori oppioidi porta, tramite un meccanismo a cascata mediato dalle proteine G, ad una riduzione dell'afflusso di calcio nelle presinapsi e ad una inibizione dei neuroni postsinaptici per lapertura dei canali del potassio.

Schematizzando il meccanismo dazione, possibile affermare che lattivazione dei recettori comporta:

Il blocco della liberazione di mediatori algogeni (Sostanza P) sulle terminazioni presinaptiche. La Sostanza P un peptide neurotrasmettitore di 11 amminoacidi, viene rilasciata dal neurone pre-sinaptico in seguito alla stimolazione nervosa e si lega a recettori post-sinaptici trasmettendo cos il segnale del dolore. I peptidi oppioidi endogeni si legano, appunto, ai recettori degli oppiacei inibendo la liberazione della Sostanza P.
Lattivazione di neuroni dei centri sopraspinali con impulsi inibitori sulle cellule del corno posteriore. La soppressione diretta dei potenziali eccitatori.

Endorfine e morfinici, come gi detto, hanno affinit recettoriale. Agendo sui recettori si ha la riduzione della conduttanza per gli ioni Ca++, attraverso la chiusura diretta dei canali stessi, laccoppiamento alla proteina G con conseguente inibizione delladenilciclasi, che causa lapertura dei canali del K+ e liperpolarizzazione della membrana. Liperpolarizzazione delle membrane dei neuroni target porta ad una riduzione delle frequenza di scarica e ad una modificazione del rilascio dei neurotrasmettitori. Linsieme di questi meccanismi porta ad un abbassamento della risposta al dolore. Parallelamente, i recettori oppioidi presenti sui terminali presinaptici delle fibre nocicettive, attivati da un agonista oppioide, inibiscono indirettamente i canali del calcio voltaggio dipendenti, bloccando il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori dalle fibre nocicettive (ad esempio glutammato, sostanza P), processo che si traduce in analgesia.

Effetti:
analgesia spinale (a livello delle corna dorsali), sovraspinale (in particolare a livello del mesencefalo, nellarea limbica e corticale); depressione respiratoria;

Luso delloppio si traduce in:

riduzione motilit intestinale, euforia per inibizione dei neuroni inibitori sul rilascio di dopamina, effetti sulla modulazione endocrina;
effetti sull'appetito con sedazione e inibizione psicomotoria, rilascio di dopamina nellarea limbica; ipotensione, depressione cardiovascolare. Conseguenze:

Gli oppiacei inducono facilmente tolleranza e assuefazione, e lastinenza pressoch immediata (i primi sintomi gi da 8 ore dopo il primo consumo). Per questo motivo la morte per overdose non una probabilit cos remota nei tossicodipendenti. Inoltre avvenendo lassunzione per inalazione ma soprattutto anche per via endovenosa (morfina, eroina) favorisce la contrazione di malattie quali setticemia, epatite, AIDS, molto frequenti, appunto, negli eroinomani.

CANAPA
Canapa

Origine:

Il termine Canapa (Cannabis) identifica genericamente delle piante a fiore (angiosperme) appartenenti alla famiglia delle Cannabinacee (Cannabaceae). La tassonomia generalmente ne distingue 3 specie:

Cannabis sativa

1.

Cannabis sativa (utile), utilizzata perlopi nel settore tessile o edile, ma contenente principi attivi tali da ricavarne sostanze stupefacenti Cannabis indica (indiana), da cui si ricavano stupefacenti Cannabis ruderalis (ruderale), di fioritura pi precoce, di minore altezza ma di maggiore resistenza climatica delle altre due.

Classificazione Cronquist Dominio Eukaryota Regno Plantae Divisione Magnoliophyta Classe Magnoliopsida Sottoclasse Hamamelidae Ordine Urticales Famiglia Cannabaceae Genere Cannabis Classificazione APG Ordine Rosales Famiglia Cannabaceae Specie Cannabis sativa Cannabis indica Cannabis ruderalis

2. 3.

Ci sono attestazioni dellutilizzo della canapa ad uso psicotropo gi da 4000 anni fa, dallEstremo Oriente allEuropa: in Cina, presso le popolazioni Hindu in India e in Nepal, gli Hashashin (da cui Hashish) in Siria, gli Assiri in Mesopotamia, gli Sciti e i Traci nei Balcani, i Celti nellEuropa centrale. Successivamente, dove non gi presente, luomo lha portata con s (Americhe). La sua grande adattabilit a terreni poveri di sostentamento per le altre colture, nonch la sua versatilit nellimpiego contribuirono (e contribuiscono) particolarmente alla sua diffusione geografica

Gli stupefacenti derivati, ossia i Cannabinoidi, vengono preparati a partire dallessiccamento delle piante. Queste innumerevoli droghe (Hashish, Marijuana,) sono suddivise in Cannabinoidi naturali (fitocannabinoidi), endogeni (endocannabinoidi), sintetici. Lassunzione ha fini rituali ed quindi spesso collettiva, avviene tramite inalazione o ingerimento, d prevalentemente dipendenza psicologica.

Composizione chimica: La resina pu contenere a seconda dei casi fino a 60 cannabinoidi, 100 terpenoidi, 20 flavonoidi. Principi attivi: sono collocati nella parte fiorita, nelle foglie, meno nello stelo e nelle radici, assenti nei semi. Composti chimici: cannabinolo (CBN; composto chimico C21 H26 O2, costituente lessudato di resina dei fiori), cannabidiolo (CBD; composto chimico C21 H31 O2), delta 9-tetraidrocannabinolo (9THC), delta 8-tetraidrocannabinolo (8THC).

Aree nervose sensibili: Cervello, cervelletto, ipotalamo, ippocampo, sistema limbico

Meccanismi dazione:

THC: La capacit lipolifica del THC ne permette il passaggio attraverso la barriera ematoencefalica, concentrandosi nel sistema limbico e nelle strutture senso motorie del cervello. Qui avviene un meccanismo recettore da parte di recettori di tipo CB1 (prevalentemente nel sistema nervoso, ma anche in alcuni organi e tessuti, tra cui ghiandole endocrine, apparato riproduttivo, urinario, gastrointestinale) e CB2 (sulle cellule immunocompetenti). Sostanze endogene che si legano ai recettori fisiologicamente sono gli endocannabinoidi, neuromediatori capaci di interazione con i recettori, prodotti e immagazzinati in micro vescicole su domanda. Agendo il THC analogamente agli endocannabinoidi ne inibisce la produzione da parte dellorganismo, causando lastinenza quando non viene introdotto. Inoltre stimola il rilascio di dopamina come compensazione dell'effetto inibitorio dei neuroni GABA (acido -amminobutirrico GABA, principale neurotrasmettitore inibitorio nei mammiferi del sistema nervoso centrale). CBD: Modula lazione del THC prolungandone la durata dellazione e limitandone gli effetti collaterali; quindi privo di effetti psicoattivi, ma dotato di attivit antipsicotica, analgesica e antinfiammatoria.

Sintomatologia ed effetti:

Lipotalamo, regolatore della secrezione endocrina (ipofisi), dellorologio biologico e degli impulsi primari, del sistema nervoso autonomo, in quanto ricco di recettori CB1, sotto cannabinoidi mostra un aumento dellappetito; senso di distacco dal mondo, benessere, euforia; sedazione e sonnolenza; distorsione del senso del tempo, dello spazio e della visione; occasionalmente, illusioni ed allucinazioni. Lippocampo, struttura del sistema limbico che presiede ai processi di apprendimento e memorizzazione, rileva deficit intellettivi, talvolta irreversibili, probabilmente dovuti allazione neurotossica del THC, che potrebbe contribuire alla morte dei neuroni. Dal cervelletto, che insieme alle strutture senso-motorie del cervello (potenziamento della percezione visiva e uditiva) opera la progettualit del movimento, derivano rilassatezza muscolare, pesantezza degli arti, difficolt di movimento muscolare. In sintesi l'uso della canapa sembra portare una diminuzione delle prestazioni psicofisiche, nell'attenzione, nei tempi di reazione, nella coordinazione motoria, nella percezione. I cannabinoidi inoltre incidono sugli equilibri ormonali e sul sistema immunitario, con una generale inibizione.

COCAINA

Origine:

La cocaina (benzoilmetilecgonina) una droga che viene estratta dalle foglie di coca (Erythroxylum coca o Erythroxylon coca), prodotta solitamente nelle zone del Sudamerica quali Per, Colombia e Bolivia. Essa si diffuse nel mondo occidentale dopo larrivo dei Conquistadores in quelle zone, che importarono la pianta avendo appreso dagli Indios gli usi a scopo terapeutico e militare, grazie alle sua capacit di sedare la fame e la sete e sopprimere la fatica, consentendo lunghe marce. Dal 1500 in poi divenne quindi nota anche in Europa, dove nel 1800 divenne usanza farla consumare ai marinai per aumentare la resistenza nei lunghi viaggi.

Cocaina

Composizione chimica: Formula chimica: C17H21NO4

Nome IUPAC Metil (1R,2R,3S,5S)-3- (benzoilossi)-8-metil-8-azabiciclo [3.2.1]-octan-2-carbossilato

Principi attivi: Il principio attivo della coca la cocaina stessa, contenuta nelle foglie in una proporzione tra 0,35% e 0,90%.

Caratteristiche generali Formula bruta o molecolare Massa molecolare (u) Numero CAS Codice ATC PubChem DrugBank C17H21NO4 303.36 [50-36-2] N01BC01 5760 CID 5760 DB00907 Propriet chimico-fisiche 98

Temperatura di fusione (K)

Temperatura di ebollizione (K)

187 Dati farmacocinetici

Biodisponibilit Metabolismo Emivita Escrezione

orale (33%), aspirata (60-80%) epatico 1 ora renale

Meccanismi dazione:

La cocaina aumenta la velocit di produzione e di liberazione e blocca il riassorbimento della dopamina e della noradrenalina, e nel contempo impedisce la produzione dei neurotrasmettitori con effetto opposto: acetilcolina e serotonina. Tutto questo ha conseguenze sul cervello e sull'organismo in generale: il primo si eccita, e aumenta le attivit cerebrali in particolare nei circuiti gratificanti; nell'organismo si registra stimolazione cardiaca e polmonare: aumentano la pressione del polso, del respiro e la pressione arteriosa, e tutto questo sovraccarica cuore e polmoni che vanno sotto stress. L'eccessiva immissione e il mancato recupero delle catecolamine (es. dopamina e noradrenalina) portano alla mancata azione della cocaina, e quindi dopo un certo livello di assunzione la sostanza non fa pi effetto. Quando la droga viene sniffata gli effetti insorgono dopo circa 10 minuti: Si avverte una sensazione di benessere interiore e di ebbrezza, le percezioni risultano pi vivaci e si pi sensibili emotivamente. Questa fase si pu definire come della felicit in movimento: si avverte uninsolita energia e uno spiccato acume mentale e psichico, ma se le dosi sono massicce potrebbero comparire idee deliranti e fobie.

Quando l'effetto cocainico finisce, dopo venti/quaranta minuti, incomincia la fase depressiva: si pu registrare abbassamento del tono dell'umore, apatia e abulia. Questo stato di malessere fa nascere il desiderio di riassumere la sostanza per ripetere il percorso della felicit.

Effetti: A breve termine, in sintesi, gli effetti possono essere : Distorsione cognitiva e delle capacit recettive, sensazione di aumento delle percezioni Accentuazione della reattivit fisica e mentale Riduzione dello stimolo di addormentarsi, della fame e della sete Euforia (da cui l'uso passato come antidepressivo e come trattamento dalla tossicodipendenza da oppiacei) Maggiore socievolezza e facilit di relazione Infaticabilit Incremento della libido A lungo termine, lassorbimento di queste sostanze pu provocare perforazione del setto nasale, emergenze cardiovascolari o cerebrovascolari che posso portare alla morte improvvisa.

FUNGHI ALLUCINOGENI
Origine: I funghi allucinogeni, diffusi in tutto il mondo, contano circa duecento variet e ogni anno i micologi ne classificano nuove specie. Essi erano e sono tuttora tradizionalmente diffusi presso le popolazioni indigene di diverse zone dell'America e il loro uso (legato a riti sacri e fatto risalire al 2000 a.C.) si sviluppato presso le culture degli Inca, degli Aztechi e dei Maya, e sembra che fossero conosciuti, fin dall'et della pietra, anche nelle culture europee, africane e asiatiche.

Immagine: Psilocybe cubensis, probabilmente il pi consumato tra questi funghi

Principi attivi:

I funghi allucinogeni contengono psilocibina e psilocina, sostanze chimicamente affini al neotrasmettitore serotonina.

Psilocibina

Psilocina

Meccanismi dazione:
Nome IUPAC [3-(2-dimetilaminoetil)-1Hindol-4-il] diidrogenofosfato Nomi alternativi 4-fosforilossiN,N-dimetil-triptamina Caratteristiche generali Formula bruta o molecolare Massa molecolare (u) Numero CAS PubChem C12H17N2O4 P Nomi alternativi 4-idrossi-N,N-dimetiltriptamina o 3-(2-(dimetilammino)etil)1H-indol-4-ol Caratteristiche generali Formula bruta o molecolare Massa molecolare (u) Numero CAS PubChem C12H16N2O

Sotto lazione di funghi allucinogeni si registra un calo di attivit negli hub, le regioni del cervello che fungono da punti di raccordo tra aree. Questi hub vincolano la nostra esperienza del mondo e la tengono in ordine, e la disattivazione di queste regioni porta a uno stato in cui il mondo viene vissuto con stupore, come qualcosa di strano. L'intensit correlata a una diminuzione dell'ossigenazione e del flusso sanguigno in alcune parti del cervello.

284,25
[520-52-5] 10624

204,27

[520-53-6] 4980

Effetti: In seguito all'ingestione i funghi allucinogeni possono inizialmente determinare disturbi gastrici, nausea, vomito, vertigini, arrossamento cutaneo, aumento della temperatura corporea. Questi sintomi in genere hanno breve durata e sono lentamente sostituiti dagli effetti psichedelici delle sostanze che oltre alle ripercussioni sulle percezioni possono avere effetti enteogenici, ossia sensazioni di contatto profondo con la realt interiore ed esterna, atteggiamento contemplativo, disposizione alla pace interiore e, in generale, uno stato mentale altamente alterato che pu virare verso reazioni di tipo psicotico e determinare conseguenze pericolose per chiunque ne faccia uso.

LSD
Ergot

Origine:

Claviceps purpurea

Sintetizzato per la prima volta nel 1938 nei Laboratori Sandoz di Basilea da Albert Hofmann, basato sullacido lisergico, che si trova nellErgot (Claviceps purpurea), un fungo parassita della segale. Inizialmente se ne sperimentarono le capacit per uso psichiatrico e terapeutico, come per esempio per curare autismo e schizofrenia, e si diffuse la voce che i servizi segreti ne sperimentarono le potenzialit per interrogatori e altro. Principalmente, la sostanza dell LSD amplifica i sensi e distorce la realt. Rimasta prerogativa delle comunit scientifiche fino agli anni 50-60, si diffuse moltissimi presso le comunit Hippie, dalle quali si diffuse presso la popolazione.

Classificazione scientifica
Dominio Regno Divisione Sottodivisione Classe Eukaryota Fungi Ascomycota Pezizomycotina Sordariomycetes

Ordine
Famiglia Genere

Hypocreales
Clavicipitaceae Claviceps Nomenclatura binomiale Claviceps purpurea (Fr.) Tul. 1883

Sinonimi
Ergot

Meccanismi dazione: Il meccanismo d'azione dellLSD correlato, principalmente, alla sua azione sui recettori serotonergici. Tuttavia, le modalit tramite le quali lLSD sviluppa i suoi effetti non sono del tutto chiare. Una causa potrebbe essere leccitazione di alcuni neuroni nella corteccia prefrontale stimolati dallaumento dellattivit glutammatergica in quelle zone. Altre ipotesi coinvolgerebbero anche il sistema limbico. A questa stimolazione corrisponderebbe anche lisolamento sensoriale. LLSD, infatti, inibisce il rilascio della serotonina, e proprio grazie alla diminuzione dei livelli di serotonina intrasinaptica, riduce la competizione della serotonina sui recettori, riservandosi tutto lo spazio di legame recettoriale. Questo provoca una sorta di isolamento sensoriale. LLSD ha effetto su un gran numero di recettori, inclusi numerosi sottotipi di recettori della serotonina, tutti i sottotipi di recettori della dopamina e tutti i sottotipi di adrenorecettori.

Effetti: dal punto di vista clinico LSD pu indurre: perdita di consapevolezza e lucidit psico-fisiche, contrazioni uterine, aumento della temperatura del corpo, elevati livelli di zucchero nel sangue, secchezza della bocca, accapponarsi della pelle, diverse sensazioni della temperatura corporea (caldo e freddo), aumento del ritmo cardiaco, contrazione della mandibola, forte sudorazione, dilatazione delle pupille, produzione di muco, alterazioni del sonno per quanto riguarda gli effetti psicologici, essi sono principalmente: alterazione della coscienza, perdita di consapevolezza e lucidit, riduzione dei riflessi psico-fisici, alterazioni nella memoria a breve e lungo termine, impossibilit di concentrazione, difficolt nel parlare o parlata smodata, sensazione di intensa beatitudine, cambio di stato danimo con estrema facilit, euforia o depressione, allucinazioni visive e sensoriali, distorsione della consapevolezza del tempo, dello spazio e di s, percezione intensificata di suoni, colori, odori e sapori.

Gli effetti dellLSD si posso suddividere in due sottogeneri: clinici e psicologici.

(parentesi) doping, storia droghe.

METABOLISMO ALCOOLICO

Lalcol, sostanza psicoattiva tipica di tutte le bevande alcooliche, quando ingerito, assorbito rapidamente attraverso lo stomaco, lintestino tenue e il colon. Nello stomaco, la velocit di assorbimento aumenta a digiuno e anche nel caso di assunzione di bevande a pi alta gradazione alcolica. Nellintestino lassorbimento estremamente rapido e completo indipendentemente dalla presenza di cibo nello stomaco e nellintestino favorito dai carboidrati. Lalcol supera facilmente la barriera ematoencefalica e placentare per cui risulta facilmente intuibile la sua pericolosit a livello del cervello o in caso di gravidanza. Il metabolismo umano ossida circa il90-98% dellalcol assorbito. La quantit ossidata per unit di tempo proporzionale al peso corporeo ed al peso del fegato del soggetto. .Lossidazione infatti, avviene principalmente nel fegato con trasformazione dellalcol in acetaldeide ,ad opera dellenzima alcol deidrogenasi, la quale si unisce alla dopamina formando tetraidroisochinoline, oppiacei , ossia sostanze in grado di variare le corrette funzionalit cerebrali , endogeni.

ESPULSIONE DELLALCOOL

Una quota di alcol non ossidato variabile dal 2 al 10% viene eliminata principalmente attraverso reni e polmoni. La curva della concentrazione ematica caratterizzata da un primo incremento che corrisponde alla fase di assorbimento che raggiunge il suo massimo intorno ai 30-60 minuti dopo lassunzione. A questa fase ne segue una centrale di plateau in cui assorbimento ed escrezione sono in equilibrio ed, infine, vi una fase decrescente in cui prevale lescrezione. 0 In un grafico,il metabolismo alcolico, avviene nel seguente modo

EFFETTI IMMEDIATI DELLASSUNZIONE DI


ALCOOLICI

Lalcol una sostanza psicoattiva che agisce producendo modificazioni di tipo psicologico (modificando comportamento, capacit di relazionarsi con gli altri e di percepire gli stimoli esterni) e induce, come gli oppiacei, fenomeni neuro adattivi (ossia assuefazione). lalcol agisce sulle vie della gratificazione, sul sistema oppioide endogeno, rappresentando quindi un notevole stimolo motivazionale al consumo. Tale effetto pu esercitarsi in particolare sulle strutture ipotalamo-ipofisarie inducendo unalterata produzione di propiomelanocortina e interferendo su tutti i settori neuroendocrini. Ci causa una minore capacit di fronteggiare gli stress riscontrabile in chi fa uso di alcol,a causa del malfunzionamento riscontrato nella produzione di adrenalina, noradrenalina e cortisolo, ormoni fondamentali nellopera di controllo dello stress .

Lalcol fa parte dei depressori non selettivi, ossia di un gruppo di sostanze capaci di indurre, a dosi crescenti, alterazioni comportamentali progressive,fino a portare grazie al suo effetto sedativo-ipnotico, al coma. Lalcol incide poi in maniera pi o meno evidente sugli organi di senso, restringe il campo visivo, disturba la visione binoculare, diminuisce la capacit di valutare correttamente i suoni, e soprattutto compromette la capacit di giudizio portando quindi ad una condizione reale di minor attenzione, precisione e prontezza nei processi percettivi. La stessa euforia determina effetti tali a livello psicosomatico da inibire lequilibrio psicomotorio e lautocontrollo; si associano ad essa anche disturbi motori causati dalliniziale accentuazione e al successivo indebolimento dei riflessi spinali, comportanti lincertezza nei movimenti, barcollamento, fino allincoordinazione motoria

EFFETTI DELLALCOOLISMO PROLUNGATO NEL


TEMPO

Nellalcolismo si rilevano elevati livelli di endorfine, ossia di una sostanza polipeptidica di lunghezza variabile, fondamentale nella trasmissione e nella modulazione degli impulsi nervosi. Lalcol stimola la liberazione di dopamina e quando esso manca, nellastinenza, ne provoca la scomparsa, e questo effetto genera la comparsa di disforia( ossia depressione ed irritazione) Aree cerebrali sensibili allalcool :

-corteccia cerebrale (lobo orbito frontale)


-amigdala -ippocampo -

In questa immagine di risonanza magnetica encefalica, la tonalit di colore blu indica il livello di attivit cerebrale. Sul lato destro si pu vedere un cervello danneggiato. Nelle zone nere, il cervello totalmente inattivo. Si nota, inoltre, che nelle zone blu attive che funzionano ancora, c' una generale diminuzione di luminosit: anche la funzionalit dei neuroni che sono ancora attivi risulta compromessa.