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“Medicina delle Dipendenze: principi e concetti base“

Uso e disturbi da uso di sostanze: che fare? Serd-Cafè

a cura del Dott. Luciano Carraro e della Dott.ssa Anna Franceschini


revised by Prof. Fabrizio Schifano

I CANNABINOIDI

I CANNABINOIDI SINTETICI
I cannabinoidi sintetici sono un gruppo di diversi composti chimici che agiscono come agonisti
puri, super agonisti o agonisti parziali dei recettori CB1 e CB2; furono inizialmente sviluppati
all'interno della ricerca scientifica volta a studiare il sistema endocannabinoide e/o a produrre
farmaci attivi nella terapia del dolore o per altri usi clinici.
Da metà degli anni 2000 prima in Europa e poi negli USA laboratori clandestini hanno
cominciato ad immettere nel mercato illegale grandi quantità di cannabinoidi sintetici, venduti
per lo più mescolati (spruzzati) a diverse miscele vegetali, definite anche “herbal mixture” o
“herbal blend”. I consumatori spesso ritengono di assumere dei prodotti naturali simili alla
cannabis, mentre in realtà la loro attività psicotropa è dovuta alla presenza di molecole di
sintesi. Alla fine del 2008, il fenomeno è esploso in Europa con le molecole JWH-018 e il JWH-
073, la cui attività farmacologica in vitro risulta essere superiore a quella del δ9-THC. I
cannabinoidi sintetici sono stati rilevati in Italia a partire dal 2010. Attualmente esisterebbero
alcune centinaia di molecole di cannabinoidi sintetici reperibili sul mercato.
Sono venduti via Internet o in negozi specializzati (smart shop), sotto nome diversi (Spice, K2,
Kush, Poutpourri ecc) o come incensi. Trattasi per lo più di bustine dai nomi commerciali
diversi contenenti un trinciato vegetale, variabile per presenza e concentrazione dei principi
attivi e che viene generalmente fumato.
I cannabinoidi sintetici non sono riscontrabili nelle indagini tossicologiche urinarie
standard utilizzate e ci sono limitate informazioni cliniche rispetto al loro effetto e
alla loro tossicità.
Dal punto di vista psichico sono riportati casi di persone con agitazione psicomotoria, spunti
paranoidi, ansia, attacchi di panico, confusione mentale, sonnolenza, allucinazioni visive, e
quadri psicotici veri e propri (‘spiceophrenia’). Il quadro può risolversi in 3-6 ore; è riportato
uso efficace di terapia con lorazepam e.v. Possibili tachicardia o bradicardia prolungata,
sindrome coronarica acuta, ipertensione arteriosa, iperglicemia, cefalea e insufficienza renale
acuta.
Sono sempre più i Paesi Europei che hanno intrapreso azioni legislative per bandire o
controllare la loro diffusione, anche se l'immissione nel mercato clandestino di sempre nuove
molecole rappresenta una sfida per l'aggiornamento normativo, che richiede in Italia il loro
inserimento nelle Tabelle delle sostanze stupefacenti e psicotrope allegate al Testo Unico DPR
309/90 (Tabella I).

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