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PSICOFARMACOLOGIA Prof.

Irene Messina
CPD – Aprile 2018
CATEGORIE DI PSICOFARMACI
Ansiolitici
Antidepressivi
Stabilizzatori dell’umore
Antipsicotici
Psicostimolanti
DISTINZIONI CLINICHE FONDAMENTALI
1) Farmaci con effetto rapido e momentaneo
 ansiolitici (benzodiazepine)
 psicostimolanti

2) Farmaci con azione lenta e a lungo termine


 antidepressivi
 antipsicotici
 stabilizzatori dell’umore
EFFETTI DEI FARMACI

1) PRIMARIO: riferito all’azione farmacodinamica e variabile rispetto alla sua intensità

2) SECONDARIO: determinato dalla “reazione” del soggetto rispetto all’effetto primario

3) EFFETTO PLACEBO O NOCEBO


FARMACI ANTIDEPRESSIVI Prof. Irene Messina
CPD – Aprile 2018
CONSUMO DI ANTIDEPRESSIVI IN ITALIA
(DATI DIFFUSI DA «IL SOLE 24 ORE», 2015)
STORIA DEGLI ANTIDEPRESSIVI
CATEGORIE DI ANTIDEPRESSIVI
Anti MAO o IMAO (inibitori delle MonoAmido Ossidasi)
Triciclici 2° scelta
SSRI (inibitori selettivi della serotonina) 1° scelta
NARI (inibitori selettivi della noradrenalina)
Atipici
EFFETTI ED INDICAZIONI TERAPEUTICHE
Disturbi depressivi Alcuni disturbi mediati dagli ormoni (come la
dismenorrea, vampate post-menopausa,
Disturbi dell'ansia (ansia generalizzata ed depressione post-partum o il disturbo disforico
attacchi di panico) premestruale)
Disturbo ossessivo compulsivo Deficit di attenzione e iperattività (ADHD)
Disturbi dell'alimentazione (anoressia e Abuso sostanze stupefacenti
bulimia, abbuffate patologiche)
Condizioni non prettamente psichiatriche come
Disturbo post traumatico da stress emicranie, dolore cronico, enuresi notturna,
fibromialgia.
Disturbi della sfera sessuale (come
l'eiaculazione precoce o le parafilie Disturbi del sonno.
patologiche)
MONOAMINE:
SEROTONINA, NORADRENALINA, DOPAMINA
MECCANISMI DI AZIONE IMAO
MECCANISMI DI AZIONE TRICICLICI E SSRI

https://www.youtube.com/watch?v=pGEQILM7C7Y Video azione SSRI


PERCHÉ LA LATENZA?
FASI DEL TRATTAMENTO ANTIDEPRESSIVO
1) Periodo di latenza
La risposta terapeutica degli AD si manifesta dopo un periodo di latenza di 2-4
settimane

2) Risposta terapeutica
1-2 mesi nel corso dei quali lo stato depressivo comincia a migliorare

3) Fase del consolidamento dell’effetto terapeutico


2-3 mesi nei quali il paziente appare asintomatico

4) Fase di mantenimento e sospensione


Da 4-8 mesi sino all’arco dell’intera esistenza: variabile in base a frequenza, gravità
e resistenza nella risposta
SINDROME DA SOSPENSIONE DI ANTIDEPRESSIVI
I sintomi comunemente riportati in seguito alla sospensione dall'assunzione di
antidepressivi includono sintomi:
Simil-influenzali (nausea, vomito, diarrea, mal di testa, sudorazione)
Disturbi del sonno (insonnia, incubi, sonnolenza costante)
Disturbi del movimento e sensoriali, tra cui squilibri, tremori e vertigini (sintomi
extrapiramidali).
Disturbi dell'umore come disforia, ansia o agitazione.
Disturbi cognitivi come confusione e ipereccitazione.
EFFICACIA ANTIDEPRESSIVI

Efficacia nel 65-70% dei casi di DDM, di cui:


Remissione spontanea 20-25% prime sei
settimane, 50% in pochi mesi
Placebo 30-50% nei primi due mesi
 30% effettiva risposta al farmaco

Studi di Kirsch (1998, 2005...)


PUBBLICAZIONE SELETTIVA DEI TRIAL CLINICI
(TURNER ET AL., 2008 NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE)

Su 74 RCT di fase II e III registrati all’FDA, il 31% non è


mai stato pubblicato.

37 studi, il cui esito era stato valutato come positivo


dall’FDA, sono stati pubblicati.

Tra gli studi giudicati come sfavorevoli, 22 non sono stati


pubblicati e 11 pubblicati con modalità tali da fare
sembrare positivi i risultati.

 Considerando solo ciò che è pubblicato in letteratura, il


94% degli studi riporta esiti positivi, rispetti ad una
percentuale del 51% se si considera la globalità degli
studi in possesso dell’FDA.
ADERENZA ALLA TERAPIA ANTIDEPRESSIVA

30% soggetti che assumono AD in modo continuativo


e appropriato
50% soggetti sospende terapia nei primi 3 mesi
70% soggetti sospende terapia nei primi 6 mesi

Peveler et al., 1999


RISCHIO DI RICADUTA
Ricadute entro 1 anno nel 65% dei
soggetti che abbiano interrotto il
trattamento
I disturbi depressivi sono ricorrenti.
Probabilità di ricaduta dopo 36 mesi
dalla risoluzione dell’episodio depressivo:
1° EPISODIO 50%
2° EPISODIO 70%
3° EPISODIO 80%
4° EPISODIO 90%

(Le Lay et al., 2003)


PSICOTERAPIA VERSUS FARMACOTERAPIA
Rispetto alla farmacoterapia efficacia simile
o superiore:
psicoterapia cognitivo-comportamentale Minori ricadute
(Dobson et al., 1989; DeRubeis et al., 2005)
76% ricadute paroxetina
psicoterapia psicodinamica (Burnand et al.,
2002; Jonghe et al., 2001) 31% ricadute psicoterapia
(Hollon et al., 2005)
psicoterapia interpersonale (Elkin et al., 1989;
Schulberg et al., 1996)
EFFETTI COLLATERALI DI TUTTI GLI ANTIDEPRESSIVI
EFFETTI COLLATERALI SPECIFICI IMAO:
CHEESE REACTION
Grave crisi
ipertensiva con
cefalea pulsante e
occasionalmente
emorragia
intracranica dovuta
all’ingestione
contemporanea di
farmaci IMAO e
amine (TIRAMINA)
contenute in alcuni
cibi.
EFFETTI COLLATERALI: SINDROME SEROTONINERGICA

Sindrome serotoninergica
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gli antidepressivi interferiscono con la fertilità direttamente e indirettamente.
Gli antidepressivi passano la barriera placentare e vengono escreti con il latte
materno.
L’utilizzo di antidepressivi nel primo trimestre di gravidanza può causare
malformazioni fetali.
Dopo il primo trimestre: casi di sofferenza neonatale associata all’utilizzo di
antidepressivi da parte della madre, sono comunque rari e con sintomi transitori.
In caso di gravidanza, l’assunzione del farmaco va sempre ridotta in forma
graduale.
In caso di trattamento della depressione post-partum l’allattamento al seno deve
essere sospeso.
INTERAZIONE CON ALTRE SOSTANZE
Aumentano la sedazione di sostanze sedative (alcool, antistaminici, ecc.)
Effetti anticolinergici possono sommarsi a quelli di altri farmaci (antiparkinsoniani,
farmaci usati in ambito urologico)
Ok associazione con benzodiazepine
Difficile associare più antidepressivi (es. IMAO + Triciclici)
Associazione con antipsicotici, possibile ma da valutare
Ok associazione con Sali di litio (preferibili i triciclici per il disturbo bipolare)
EFFETTI COLLATERALI: AUMENTO RISCHIO SUICIDIO
EFFETTI COLLATERALI A LIVELLO RELAZIONALE E
SOCIALE
Attrazione sessuale
Amore romantico
Attaccamento
Fertilità/genitorialità
EFFETTI PSICO-SOCIALI DEGLI ANTIDEPRESSIVI
Dopamina = amore romantico
Testosterone = desiderio e attivazione sessuale

Associazione negativa con serotonina inibizione amore romantico

Inoltre, impatto su erezione, attivazione sessuale, orgasmo interferiscono con:


- l’abilità di individuare segnali psicologici e genetici dell’affinità tra gli individui
- valutazione e selezione dei partner
- mantenimento di legami di coppia.
ADEMETIONINA
Amminoacido fisiologicamente presente nell’organismo
 Implicato nella formazione monoamine che
intervengono nel metabolismo dei neurotrasmettitori
implicati nella depressione
«Blanda» azione antidepressiva che si manifesta entro
5 - 7 giorni di trattamento in assenza di effetti
collaterali gravi.
ADEMETIONINA
Effetti collaterali comuni: gastrointestinali (dolore addominale, diarrea, nausea),
cefalea, ansia, insonnia, prurito.
Gravidanza e allattamento: l’assunzione di elevati terapeutici di ademetionina in
donne durante gli ultimi mesi di gravidanza non ha comportato alcun evento avverso.
È consigliabile somministrare ademetionina nei primi tre mesi di gravidanza e
nell’allattamento solo se assolutamente necessario.
Interazione: compatibile l'associazione con qualunque altro farmaco antidepressivo,
tuttavia aumenta rischio sindrome sertoninergica
Prof. Irene Messina
STABILIZZATORI DELL’UMORE CPD – Aprile 2018
STABILIZZATORI DELL’UMORE
 Sali di litio

Antiepilettici
IMPORTANTI PRECISAZIONI DIAGNOSTICHE
Disturbi depressivi: assenza in anamnesi di episodi maniacali, ipomaniacali o
misti
Disturbo bipolare I: alternanza episodi depressivi ed episodi maniacali
Disturbo bipolare II: alternanza episodi depressivi e ipomaniacali
Episodi misti: simultanea presenza di sintomi depressivi e sintomi espansivi
Ciclotimia: episodi di flessione timica ad episodi di eccitamento si parla di
ciclotimia
TRATTAMENTO DELLA FASE DEPRESSIVA
I farmaci antidepressivi sono ugualmente efficaci nel ridurre la sofferenza
depressiva.
Tuttavia:
rischio di viraggi in fase espansiva (elevato con i triciclici, minimo con gli SSRI)
rischio induzione cicli rapidi

non continuare l’antidepressivo a lungo termine


Disturbo bipolare I: trattare l’episodio depressivo direttamente con
stabilizzatori dell’umore
TRATTAMENTO FASI ESPANSIVE E MANTENIMENTO
Trattamento di prima scelta per Episodi Maniacali o Misti gravi:
Litio + antipsicotico
Valproato + antipsicotico
Trattamento di prima scelta per gli episodi meno gravi:
Monoterapia con Litio
Monoterapia con valproato
Un antipsicotico atipico
Mantenimento: almeno 2 anni dopo un episodio e almeno 5 anni
per pazienti con forti rischi di ricaduta
STABILIZZATORI DELL’UMORE:
MECCANISMI D’AZIONE
Litio: interferisce con le funzioni degli altri ioni:
•Aumento livelli di GABA
•Facilita il rilascio presinaptico del GABA
•Regola i recettori post-sinaptici del GABA

Antiepilettici:
Carbamazepina: rallentare il recupero dei canali al
sodio
Acido Valproico: lavora su enzimi implicati nella sintesi
del GABA
https://www.youtube.com/watch?v=0LXQnk5PdZI
LITIO: STORIA
-1917: scoperta de litio come minerale, inizia ad essere
usato soprattutto per gli effetti diuretici
-1949 da John Cade: efficacia nel trattamento della mania
(ipotesi: patologie psichiatriche correlate alla
concentrazione di acido urico).
-Anni 60’ dimostrazione efficacia (Shou e colleghi)
-1970: la Food and Drug Administration lo approva
ufficialmente come terapia elettiva degli stati maniacali
LITIO: EFFICACIA
 Episodi maniacali: dopo 1-2 settimane elimina o riduce i sintomi in circa
il 60-80%
 Effetto specifico: non causa depressione o sedazione.
 Mantenimento: pieno controllo del disturbo nel 40% circa dei pazienti e
riduzione recidive, sia depressive che espansive, in un ulteriore 45% dei
pazienti.
Attenua fase depressiva con una riduzione fino a 5 volte del rischio di
suicidio.
 Tuttavia... Bassa compliance (50%)
LITIO
Effetti collaterali dose dipendenti:
 Gastrointestinali: nausea, diarrea, crampi, aumento di peso.
 Pelle: arrossamenti, acne, psoriasi, lesioni mucose, danni alle unghie e capelli
 Tiroide: ingrossamento e ipofunzionalita’
 Reni: sete eccessiva («diabete insipido»), diuresi
 Sistema nervoso: tremori, letargia, sonnolenza, scarsa concentrazione, atassia,
eloquio farfugliante, problemi memoria
 Controindicato in gravidanza e allattamento

INTOSSICAZIONE: i sintomi si presentano in forma aggravata.


 Dosaggio accurato con necessità di controllo della litiemia
LITIO VS. ACIDO VALPROICO
L’acido valproico NON è efficace nella prevenzione degli episodi depressivi del disturbo
bipolare.
L’azione anti-maniacale dell’Acido Valproico è più rapida rispetto al Litio (1 settimana)
Valproato di Sodio risulta più sicuro rispetto a tollerabilità ed effetti collaterali.
La somministrazione contemporanea di Litio e Acido Valproico determina un potenziamento
dell’efficacia di entrambi i farmaci.
Il valproato è sconsigliato alle donne in età fertile per la potenziale dannosità a carico del
feto.
PSICOTERAPIA E STABILIZZATORI DELL’UMORE
 Il paziente in fase maniacale non è trattabile con psicoterapia in senso
stretto, solo supporto e indirizzamento curo psichiatriche

Importanza psicoeducazione in associazione a farmacoterapia


-Bassa compliance nelle fasi maniacale
-Necessità di imparare a riconoscere i momenti di viraggio

 Psicoterapia fondamentale nelle fase depressive e nel mantenimento


FARMACI ANSIOLITICI Prof. Irene Messina

(BENZODIAZEPINE) CPD – Aprile 2018


STORIA DEGLI ANSIOLITICI
1903 Barbiturici

1951 Meprobamato (Quantil)

1961 Benzodiazepine
CONSUMO DI ANSIOLITICI IN ITALIA
(AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO, 2010)
Nel 2011 circa 5 milioni di
italiani (12,8% della
popolazione) sono ricorsi a
ansiolitici, tra questi più di 3
milioni sono donne.

Media unità giornaliere per


1000 abitanti nella media
europea:
Italia 54
Francia 83
Spagna 117
Germania 10
Gran Bretagna 17
CONSUMO DI ANSIOLITICI IN ITALIA
(AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO, 2010)
FUNZIONAMENTO DELLE BENZODIAZEPINE

Aumento effetto inibitorio del


GABA

Le Benzodiazepine determinando
un aumento di frequenza di
apertura del canale e un aumento
dell'affinità del GABA al suo sito di
legame.

https://www.youtube.com/watch?v=Iggk69QMIiQ
EFFETTI ED INDICAZIONI TERAPEUTICHE
Ansia
1) Riduzione dell’ansia Disturbi del sonno
2) Sedazione Somatizzazione
3) Azione ipno-producente Sindrome da astinenza alcolica

4) Azione miorilassante Ansia anticipatoria


Depressione lieve con
5) Azione anticonvulsivante manifestazioni ansiose
Somatizzazioni
Emivita e latenza dell’effetto Cefalea da tensione
variano nelle diverse BZD Coadiuvante iniziale tecniche di
rilassamento
EFFETTI COLLATERALI E CONTROINDICAZIONI
Effetti collaterali: stanchezza, debolezza, sonnolenza, vertigini, disorientamento, eccessiva
sedazione. Aumento peso, abbassamento pressione, reazioni cutanee, calo del desiderio
sessuale, alterazioni mestruali, facile stancabilità, sonnolenza, torpore. Aumento sintomi
depressione. Riduzione della capacità di memorizzare e rallentamento dei tempi di
reazione.
Possibilità di reazioni paradosse.
Effetti overdose 36-48 ore: sonnolenza, stupore, rigidità, aumento temperatura corporea,
contrazioni muscolare, reazioni cutanee, rallentamento respiro, abbassamento pressione.
Controindicazioni: nessuna controindicazione assoluta. Da evitare in presenza di malattie
del fegato, ipertrofia prostatica, glaucoma. Da evitare in gravidanza e allattamento.
Interazione con altri farmaci: aumenta l’effetto dell’alcool, prolunga l’effetto degli
antidepressivi triciclici, tutti i farmaci con effetti sedativi (es. antistaminici).
ASSUEFAZIONE E DIPENDENZA
Le benzodiazepine causano assuefazione (modifica delle subunità che compongono
il recettore e desensibilizzazione recettoriale)
Le benzodiazepine causano dipendenza fisica e psicologica.
Sindrome da astinenza: ansia, tensione, tachicardia, apprensività, confusione, insonnia
con difficoltà di addormentamento, mancanza di appetito, sudorazione, cefalea,
brividi. In caso di dipendenza grave: nausea, vomito, tremori, debolezza agli arti,
sensazione di freddo e di caldo, ipotensione posturale, irritabilità, senso di
depersonalizzazione e di derealizzazione.
Durata sintomi di astinenza: da 2 a 4 settimane, con culmine dopo 3-7 giorni
dall’interruzione del farmaco.
ASSUEFAZIONE E DIPENDENZA
La possibilità che si sviluppi dipendenza fisica dopo uso prolungato va seriamente considerata:
- Durata della terapia 3 settimane: dipendenza 10%
- Durata della terapia 6 mesi dipendenza 30%
- Durata della terapia 2 anni dipendenza 60%

La dipendenza e la gravità dei sintomi di astinenza dipendono da:


- Durata del trattamento
- Dosi usate
- Caratteristiche farmacocinetiche (emivita e durata d’azione) e farmacodinamiche (potenza)
- Fattori non farmacologici: personalità del paziente, gravità del quadro clinico, concomitante
assunzione di sostanze d’abuso.
PREVENZIONE DELLA DIPENDENZA DALLE BDZ
(AMERICAN MEDICAL ASSOCIATION, 1974)

1. Solo per sintomi gravi


2. Cercare di effettuare diagnosi precise prima della somministrazione
3. Evitare con pazienti tendenti all’abuso di sostanza
4. Suggerire dosi basse
5. Prevedere una graduale interruzione del farmaco
6. Rivedere periodicamente la terapia
7. Limitare la prescrizione alle dosi necessarie
8. Mettere in guardia i pazienti sui rischi legati all’assunzione di BDZ
9. Avvisare il paziente di non offrire il farmaco ad altri
10. Presentare il farmaco come una parte ristretta della strategia generale del trattamento
PSICOTERAPIA E BENZODIAZEPINE:
VANTAGGI E SVANTAGGI
Riduzione dell’attivazione ansiosa

Riduzione dell’urgenza

Riducono la prontezza dei meccanismi di reazione di lotta-fuga


FARMACI ANTIPSICOTICI Prof. Irene Messina
CPD – Aprile 2018
STORIA DEGLI ANTIPSICOTICI
Inizio anni 50’ Cloropromazina: farmaco non solo
sedativo ma capace di creare una certa
«indifferenza agli stimoli ambientali»

Nel giro di 20 anni si giunge ad identificare la


maggior parte degli antipsicotici attualmente
disponibili.

Successivamente, vengono proposti gli antipsicotici


atipici
INDICAZIONI TERAPEUTICHE
Schizofrenia
Mania
Depressione psicotica
Disturbi schizofreniformi
Disturbi psicotici brevi
Reazioni psicotiche dovute all’abuso do
sostanze psicostimolanti
Demenza
Tic (Sindrome di Tourette)
Autismo
MECCANISMO DI AZIONE FARMACI ANTIPSICOTICI
Blocco dei recettori
post-sinaptici della
dopamina

Video azione antipsicotici


CONFRONTO CON ANTIPSICOTICI ATIPICI
TIPICI VERSUS ATIPICI
ANTIPSICOTICI TIPICI ANTIPSICOTICI ATIPICI
MECCANISMO affinità selettiva verso i recettori recettori dopaminergici (in particolare i D2)
D’AZIONE dopaminergici (in particolare sul con affinità minore + alcuni recettori
sottotipo D2) serotoninergici (5HT2A e 5HT2C)

EFFICACIA Sintomi postivi Efficaci anche sui sintomi negativi (minore per i
sintomi positivi)
INDICAZIONI Gestione delle crisi acute terapie di mantenimento
EFFETTI Poco selettivi Più selettivi
COLLATERALI Elevati effetti extrapiramidali. Minore incidenza di effetti collaterali
extrapiramidali.
FASI DEL TRATTAMENTO
Fase acuta
Obiettivo: remissione dei sintomi psicotici acuti
Durata: da pochi giorni a 8 settimane

Fase di continuazione
Obiettivo: prevenzione di ricadute durante l’episodio psicotico
Durata: da 2 a 6 mesi

Fase di mantenimento
Obiettivo: Prevenzione recidive di nuovi episodi psicotici
Durata: da 6 mesi ad alcuni anni
EFFICACIA FARMACI NEUROLETTICI
EFFETTI COLLATERALI NEUROLOGICI
DISTONIA

PARKINSONISMO
Farmaci
Anti-Parkinson
ACATISIA

DISCINESIA TARDIVA

Sindrome maligna da neurolettici


Convulsioni epilettiche
EFFETTI COLLATERALI ANTICOLINERGICI
(DOVUTI A BLOCCO RECETTORI ACETILCOLINA)

Reazioni cutanee (fotosensibilizzazione)


Effetti cardiovascolari (ipotensione ortostatica)
Effetti ormonali (IPERPROLATTINEMIA): ginecomastia, galattorrea, alterazioni della libido,
incapacità eiaculatoria, ritardo ovulazione, amenorrea, anorgasmia
Ittero (blocco bile)
Agranulocitosi (effetti sui globuli bianchi)
CONTROINDICAZIONI
GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Passano la barriera placentare e vengono escreti attraverso il latte materno
Non si sono riscontrate alterazioni fetali (in ogni caso attento controllo e valutazione
medica).

INTERAZIONI CON ALTRI FARMACI:


Potenziano l’effetto sedativo di altri farmaci
Gli antiacidi possono ridurne l’assorbimento
Riducono l’effetto di anticoagulanti
Prof. Irene Messina
FARMACI PSICOSTIMOLANTI CPD – Aprile 2018
USO CLINICO
Unica indicazione «ufficiale»: Deficit di Attenzione e Iperattività nei bambini (>6 anni) e adolescenti.

Inoltre:
- pazienti adulti con ADHD (?)
- sintomatologia da postumi di traumi cranici
- Nel trattamento dell'Ipersonnia primaria o secondaria, sonnolenza diurna o narcolessia
- Sperimentalmente nella terapia di disassuefazione da abuso e dipendenza da forti stimolanti del
sistema nervoso come la mentanfetamina o la cocaina
- Sindrome da affaticamento cronico
- Come adiuvante nella terapia del dolore e nelle cure palliative
MECCANISMI DI AZIONE
Agiscono sui
trasportatori delle
monoamine
modulando la
quantità di dopamina
(e noradrenalina)
nello spazio
intersinaptico

https://www.youtube.com/watch?v=lFO2HLPyw-s
EFFICACIA
80
68
70
60 56
Percentuale

50
40 34 MTA Cooperative Group
30 25 Arch. Gen. Psychiatry 1999
20
10
0

Trattamento CBT MED MED + CBT


standard
TRATTAMENTO
Basso dosaggio per due o quattro settimane
Effetto immediato e miglioramenti scolastici nella prima settimana
Il trattamento non richiede di essere continuato per un tempo indeterminato. Gli studi controllati
non hanno ancora fornito adeguate informazioni sulla sicurezza ed efficacia del trattamento a
lungo termine (oltre i 12 mesi).
“Drug Holidays”
Il miglioramento può permanere anche quando la somministrazione del farmaco è
temporaneamente interrotta.
Interruzione durante o dopo la pubertà.
EFFETTI COLLATERALI
Più comuni: nausea, vomito, cefalea, irritabilità/aggressività, diminuzione
dell’appetito, tic, insonnia.
Altri eventi avversi da monitorare: movimenti involontari, tossicità cognitiva
(overfocusing), disforia, dispercezioni, ritardo di crescita
Eventi avversi inattesi e rari: aritmie cardiache, insufficienza epatica, acuta,
convulsioni, ideazione suicidaria, predisposizione all’abuso di sostanze stupefacenti
Interazioni: antidepressivi, alcoolici, alcuni anestetici
Controindicazioni: storia di grave depressione, anoressia, sintomi psicotici, schizofrenia, gravi
disturbi dell'umore, ideazione suicida, mania, o disturbi di personalità. I soggetti con patologie
e disturbi cardiovascolari e cerebrovascolari.
Abuso ritalin
https://www.youtube.com/watch?v=Coo7-EF2_Hg
TRATTAMENTO DELLE DIPENDENZE Prof. Irene Messina
CPD – Aprile 2018
(NON PSICOFARMACI)
DIPENDENZA DA EROINA
METADONE: Sostitutivo dell’eroina. Effetti entro 24 ore sui sintomi di astinenza. A dosi
costanti interferisce poco con attività cognitive e motorie. Dipendenza da metadone

ANALGESICI POTENTI per il trattamento dei sintomi dell’astinenza (pentazocina,


buprenorfina, clonidina, viminol e altri)

ANTAGONISTI DEGLI OPPIACEI


- Naloxone: induce una sindrome da astinenza immediata, usato per le emergenze
- Naltrexone: neutralizza gli effetti dell’eroina in pazienti disintossicati
ALCOLISMO
DISULFIRAM (Antabuse, Etiltox)
L’alcol non si degrada in modo normale e produce
alcune sostanze tossiche simili all’acetone. Il paziente
dopo aver ingerito alcol anziché trarne piacere sentirà
una fortissima tachicardia, nausea, vampate di calore,
giramenti di testa.

ALCOVER
Aiuta a controllare la sindrome da astinenza, inducendo
effetti simili a quelli di una bevuta.
DISFUNZIONI SESSUALI Prof. Irene Messina
CPD – Aprile 2018
(NON PSICOFARMACI)
FARMACI PER DISFUNZIONI ERETTILI, DISTURBO
DEL DESIDERIO
Ormoni maschili
Vantaggi: favoriscono erezione, desiderio (anche nelle donne)
Svantaggi: bloccano la produzione di ormoni a lungo termine

Afrodisiaci tradizionali (yoimbin, cantaridina)


Svantaggi: Risultati modesti, effetti collaterali (nausea e cefalea), pericolosi ad alte dosi

Iniezioni intracavernose (papaverina, prostaglandine) per erezione meccanica


Possibili svantaggi: Difficoltà iniezione nel pene, Erezioni eccessivamente prolungate e dolorose,
possibilità di danni permanenti (indurimenti permanenti, dolore, difficoltà erezione).

Apomorfina (Ixense, Tavluvian, Uprima), stimola la produzione di dopamina.


Vantaggi: stimola anche il desiderio sessuale (oltre che l’erezione).
Svantaggi: effetti collaterali notevoli (nausea, vomito, vertigini, sonnolenza, alterazioni pressione)
FARMACI PER DISFUNZIONI ERETTILI, DISTURBO
DEL DESIDERIO: IL VIAGRA
Vantaggi rispetto ai farmaci precedenti:
- Efficacia elevata (68% di pazienti con cause organiche, 77%
impotenza mista, 89% impotenza psicogena).
- Il viagra non funziona se non c’è stimolazione erogena.
- Scarsi effetti collaterali: mal di testa, rossore viso, capogiri, disturbi
alla vista. Raramente erezioni lunghe e dolorose.
Modalità di assunzione: Un’ora prima del rapporto sessuale, non più
di 1 al giorno, l’alcol ne compromette l’efficacia.
Controindicazioni: pochissime (uso nitroderivati e retinite pigmentosa)
ANALISI PSICOLOGICA DELL’USO DEL Prof. Irene Messina
CPD – Aprile 2018
FARMACO
ESAME FINALE CPD

«che criteri usi per stabilire la necessità di una consulenza medica?»


SIGNIFICATO SOGGETTIVO DELL’USO DEL
FARMACO
1) La persona come si rapporta al farmaco?
2) Il farmaco come si inserisce nelle relazioni familiari/sociali del paziente?
3) Il farmaco come si inserisce nella relazione terapeutica?
FARMACI E AT: STATI DELL’IO
Farmaci come «sostituto» del Genitore Affettivo
Farmaco portatore di istanze del Genitore
Normativo
Farmaco come alleato dell’Adulto
Il farmaco agisce sul Bambino, favorendo
processi di adattamento (nel bene e nel male)
FARMACI E AT: COPIONE
Domanda: l’assunzione del farmaco serve a restare nel copione o ad uscire dal
copione?

Esempi del significato dei farmaci come parte del copione:


Caso di Nadia: «vedi mamma quanto sono folle?»
Caso di Serena: «vorrei aiutarvi…ma sono così folle che prendo i farmaci»

Rischio rafforzamento di messaggi copionali:


-Ad esempio spinta «sii forte» (non cercare aiuto in altre persone)
-Ingiunzione «Non sentire» (le emozioni o i sintomi somatici)
FARMACI E AT: GIOCHI
I farmaci possono entrare facilmente a fare parte dei giochi messi in atto da paziente
e terapeuta:
«Lei ha bisogno di uno psichiatra» come risposta ai movimenti aggressivi
Competizione tra «terapeuti»
«Gamba di legno»
Farmaco come oggetto di conflitto nel sistema familiare
VALUTAZIONE DELL’EFFICACIA DEI Prof. Irene Messina
CPD – Aprile 2018
FARMACI
COME SI VALUTA L’EFFICACIA DI FARMACO:
TRIAL CLINICI RANDOMIZZATI
Gruppi di controllo:
- Liste d’attesa
- Placebo
- Altro trattamento
- Soggetti sani
COME SI VALUTA L’EFFICACIA DI UN
TRATTAMENTO: TRIAL CLINICI RANDOMIZZATI
Variabilità Variabilità del
individuale: trattamento:
COME VENGONO DIVULGATE LE INFORMAZIONI?

1) Stesura 2) Peer Review 3) Pubblicazione 3) Divulgazione


articolo in rivista fuori dalle
specializzata università
LIMITI DEL SISTEMA
1) La ricerca è «conservativa»

2) Conta più la quantità rispetto alla qualità

3) Publication bias

4) Conflitti d’interesse
CHI FINANZIA LA RICERCA? FINANZIAMENTI PUBBLICI
CHI FINANZIA LA RICERCA?
FINANZIAMENTI PRIVATI E CONFLITTI D’INTERESSE
ESEMPIO 1:
DISTURBO DISFORICO PREMESTRUALE (DSM V, APA, 2013):
Prima dell'inizio del ciclo, nella maggior parte dei cicli
mestruali e per almeno 5 anni:
1) Sentimenti di disperazione, tristezza o bassa autostima
2) Tensione o ansia
3) Labilità affettiva che include tendenza al pianto
4) Irritabilità, spesso accompagnata da aumento dei
conflitti interpersonali
5) Difficoltà di concentrazione
6) Stanchezza, letargia o mancanza di energia
7) Cambiamenti nell'appetito, forte desiderio di cibi
specifici, sovralimentazione

ESEMPIO 2:
LA CELLULITE È UNA
MALATTIA
Inventori di malattie:
https://www.youtube.com/watch?v=n8cDac_LZvY