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R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002.

Capitolo 2
FORME DI STATO

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Cap. 2 - Par. 1
FORMA DI STATO e FORMA DI GOVERNO

FORMA DI STATO: Il rapporto che corre tra le autorit dotate di potest dimperio e la societ civile nonch linsieme dei principi e valori a cui lo Stato ispira le proprie azioni A seconda dellobiettivo principale che esso si pone si hanno differenti forme di Stato: Stato assoluto Stato liberale Stato a democrazia pluralista Stato totalitario Stato socialista

FORMA DI GOVERNO: I modi in cui il potere suddiviso tra gli organi principali di uno Stato-apparato e linsieme dei rapporti che intercorrono tra di essi

A seconda del tipo di distribuzione dei poteri tra gli organi costituzionali abbiamo differenti forme di governo: Governo parlamentare Governo neoparlamentare Governo presidenziale Governo semipresidenziale Governo direttoriale

ATTENZIONE: Le applicazioni reali presentano spesso caratteri diversi dalle tipologie qui indicate.
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SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO

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Cap. 2 - Par. 2
LEVOLUZIONE DELLE FORME DI STATO

1 - LO STATO ASSOLUTO
E stata la prima forma assunta dagli Stati moderni. Sorge tra la fine del XV secolo e il XVI secolo. il potere sovrano accentrato nelle mani della Corona (funzione legislativa + funzione esecutiva) il potere giudiziario esercitato dalle Corti di nomina reale Elementi caratterizzanti la volont del Re la fonte primaria del diritto (quod Principi placuit legis habet valorem) il potere del Re legibus solutus

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Cap. 1 - Par. 2 2
LEVOLUZIONE DELLE FORME DI STATO

2 - LO STATO LIBERALE
Nasce come conseguenza del declino dello Stato assoluto (secc. XVIII e XIX). In seguito allaffermazione dello Stato liberale, si svilupparono due tendenze giuridiche.

Codificazioni costituzionali: i principi fondanti e organizzativi dello Stato sono consacrati in una Carta costituzionale

Codificazioni civili: viene creato un codice sistematico di regole aventi carattere di generalit (sono riferibili a tutti gli individui, uguali di fronte alla legge) astrattezza (sono applicabili ripetutamente nel tempo) certezza (sono riunite in un corpo normativo unitario)

Il primo codice civile fu il codice napoleonico, introdotto nel 1805.


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Cap. 2 - Par. 2 1
LEVOLUZIONE DELLE FORME DI STATO

Elementi caratterizzanti dello Stato liberale


1- Finalit politico-costituzionale garantistica: lo Stato concepito come lo strumento per tutelare i diritti e le libert individuali 2- Concetto di Stato minimo: lo Stato liberale deve intervenire solo per garantire i diritti individuali

in campo economico, si afferma la dottrina del laisser faire


3- Principio di libert individuale: lo Stato riconosce le libert fondamentali (personale, privata, contrattuale, di pensiero, di religione, di domicilio) 4- Principio di separazione dei poteri: il potere politico suddiviso tra soggetti istituzionali diversi

5- Principio di legalit: la tutela dei diritti affidata alla legge. Per questo motivo, lo Stato liberale si configura come Stato di diritto: ogni limitazione alle libert individuali deve essere stabilita dalla legge.
Il principio di legalit si basa su 2 pilastri: - la legge deve essere generale ed astratta - la legge deve essere approvata dai rappresentanti della Nazione. 6- Principio rappresentativo: con lo Stato liberale sorgono le Assemblee legislative che rappresentano lintero popolo. Nonostante ci, il corpo elettorale (che le elegge) ancora molto ristretto. proprio per questo si parla di Stato monoclasse (la base sociale dello Stato liberale coincide con la borghesia).
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Cap. 2 - Par. 3
LO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA

3 - LO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA


A seguito dellallargamento della base sociale, lo Stato liberale si trasforma in Stato pluriclasse. Tale processo si sviluppa grazie al progressivo ampliamento del corpo elettorale e si conclude con laffermazione del suffragio universale. Le trasformazioni interne allo Stato liberale provocarono la nascita degli Stati di democrazia pluralista: 1- Affermazione dei partiti di massa: i partiti degli Stati pluriclasse si distinguono nettamente dai partiti operanti allinterno degli Stati liberali: - hanno una solida struttura organizzativa - sono strumenti di mobilitazione popolare - fungono da collegamento tra istituzioni e societ civile. 2- Gli organi elettivi si configurano come luogo di confronto tra interessi diversi: i vari partiti rappresentavano settori differenti della popolazione. Ci ha trasportato allinterno dei Parlamenti le contrapposizioni esistenti nella societ. 3- Riconoscimento delle libert positive: accanto alle tradizionali libert negative, le Costituzioni delle democrazie pluraliste riconoscono e tutelano i diritti sociali (salute, istruzione, lavoro, assistenza sociale) Gli Stati intervengono per ridurre le disuguaglianze esistenti tra i cittadini.
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Cap. 1 - Par. 2 2 3
LO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA

Con il passaggio dallo Stato liberale allo Stato sociale, si sono sviluppate varie forme di intervento pubblico nelleconomia e nella societ. Lo Stato sociale, con i suoi interventi, corregge le disuguaglianze create dalleconomia di mercato per tutelare le classi economicamente pi deboli, integrandole nella societ.

Lintervento pubblico dello Stato rappresenta un fattore fondamentale di coesione sociale.


E compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert e leguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese. (art. 3 comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana). Nonostante molti elementi comuni, si possono notare differenze tra gli Stati di democrazia pluralista: ruolo dei partiti politici livello di condivisione dei valori fondanti dello Stato modalit di intervento dello Stato

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Cap. 1 - Par. 2 2 3
LO STATO DI DEMOCRAZIA PLURALISTA

Elementi caratterizzanti dello Stato di democrazia pluralista


1- Principio di tolleranza: lesistenza del suffragio universale e del pluripartitismo si collega con la presenza di una pluralit di interessi e idee, spesso in contrasto reciproco. Il principio di tolleranza garantisce che il dissenso non pu essere represso (almeno finch non assuma caratteri antisistema, cfr. XII Disposizione della Costituzione Italiana)

2- Principio di pluralismo: di idee, di formazioni sociali, di gruppi politici. Connesso con tale principio, le Costituzioni degli Stati di democrazia pluralista tutelano le libert essenziali (associazione, formazione dei partiti, libert sindacale, libert di culto).
3- Riconoscimento dellesistenza di un politeismo di valori: non esiste un unico interesse generale perch spesso ai valori sono connessi interessi reciprocamente confliggenti.

Necessario prevedere forme di bilanciamento.


4- Consolidamento di una sfera pubblica che garantisca il confronto: in essa si formano le idee, le opinioni e i programmi che poi si svilupperanno allinterno del sistema politico-istituzionale. membri politici Per garantire un equilibrato confronto tra opinioni diverse fondamentale prevedere forme di tutela del pluralismo del sistema informativo
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leader dopinione
Sfera pubblica intellettuali gruppi di pressione sistema dei mass-media
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Cap. 1 - Par. 2 2 3
LO STATO DI DEMOCRAZIA LO STATO PLURALISTA

4 - LO STATO TOTALITARIO
E una forma di Stato affermatasi storicamente a causa di crisi interne agli Stati liberali e di democrazia pluralista. Tale forma di Stato si pot affermare in quei Paesi nei quali ancora scarsa era laccettazione dei valori di pluralismo e di tolleranza da parte delle forze politiche esistenti e nei quali non esistevano adeguate garanzie a tutela del sistema democratico. sistema monopartitico: lunico partito esistente diventa un vero e proprio organo costituzionalizzato dello Stato. Elementi caratterizzanti negazione del pluralismo politico e culturale attributo della totalitariet: la collettivit nazionale si integra totalmente nello Stato, che interviene in tutti gli aspetti della vita sociale ed individuale.

Esempi: lo Stato fascista italiano e lo Stato nazionalsocialista tedesco.

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Cap. 1 - Par. 2 2 3
LO STATO DI DEMOCRAZIA LO STATO PLURALISTA

5 - LO STATO SOCIALISTA
La principale esperienza storica di questo tipo di Stato rappresentata dallUnione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, dalla quale si poi diffusa negli Stati dellEuropa orientale. Il principio basilare dello Stato socialista la dittatura del proletariato, mediante la quale si doveva sconfiggere la classe borghese e, in un secondo momento, instaurare una societ senza classi, in cui i conflitti sociali erano assenti. abolizione della propriet privata: Elementi caratterizzanti

propriet statale dei mezzi di produzione


economia collettivistica in alternativa alleconomia di mercato:

A seguito della dissoluzione dellURSS, la forma di Stato socialista entrata in crisi. Gli Stati in cui era applicata hanno adottato nuove Costituzioni basate sui principi della democrazia pluralista.

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Cap. 2 - Par. 4
RAPPRESENTANZA POLITICA

Concetto di RAPPRESENTANZA POLITICA:


Allinterno della nozione di rappresentanza politica si possono individuare due significati distinti.

Rapporto diretto tra rappresentante e rappresentato: in questa accezione, esiste un preciso legame tra i due soggetti, basato su un mandato esplicito e vincolante.

Il rappresentante dispone di una situazione di potere autonomo: in questa accezione, non esiste alcun rapporto diretto tra rappresentante e rappresentato.

Si parla anche di Rappresentanza di interessi: tipica dei Parlamenti medievali, nei quali il rappresentante tenuto ad agire nellinteresse del soggetto rappresentato con cui corre un rapporto basato su un mandato imperativo.

Nozione di origine liberale basata sul cosiddetto divieto di mandato imperativo, comparso nella Costituzione francese del 1791. Tale divieto tuttora espresso dallarticolo 67 della Costituzione italiana.
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Cap. 2 - Par. 4
RAPPRESENTANZA POLITICA

RESPONSABILITA POLITICA:
E un concetto strettamente connesso con la rappresentanza politica: un soggetto dotato di potere politico dovr rispondere ad un altro soggetto per il modo in cui ha esercitato il potere di cui investito e, in caso di giudizio negativo, perder il potere politico. Il concetto di responsabilit politica chiaramente basilare nelle democrazie pluraliste, nelle quali il corpo elettorale chiamato periodicamente a dare un giudizio (mediante le elezioni) sui propri rappresentanti. Legittimazione democratica e governabilit: Negli Stati di democrazia pluralista si ben presto presentato il problema di riuscire a garantire la legittimazione democratica dello Stato basata sul consenso popolare, al tempo stesso assicurando al sistema la capacit di decidere (la cosiddetta governabilit). Per riuscire a salvaguardare questi due pilastri degli Stati moderni, necessario far convivere i due aspetti della rappresentanza politica.

Rappresentanza come rapporto con gli elettori: per garantire la legittimazione del sistema.
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Rappresentanza come situazione di potere autonomo: per scongiurare il pericolo di una paralisi decisionale
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Cap. 2 - Par. 4
RAPPRESENTANZA POLITICA

Storicamente si sono affermati diversi modelli per risolvere il problema di coniugare legittimazione democratica e governabilit:
A - Lo Stato dei partiti: sono sistemi basati sulla doppia virt dei partiti: strumento di collegamento con gli elettori (vedi art.49 Costituzione italiana) Realizzano una partecipazione permanente del popolo alla vita politica garanzia di sintesi politica degli interessi particolari dei vari gruppi presenti nella societ civile. Permettono al sistema di superare i contrasti e di decidere. Tuttavia, in una simile situazione, c il rischio concreto che lo strapotere dei partiti allinterno delle istituzioni finisca per limitare, di fatto, leffettivit del divieto di mandato imperativo. Infatti, i rappresentanti dei cittadini devono spesso sottostare alla disciplina di partito. B- il rafforzamento del Governo e linvestitura popolare del premier: Introducendo norme di investitura popolare diretta del potere esecutivo si ottiene il risultato di tutelarlo dalle pressioni immediate dei vari gruppi. Esso in tal modo legittimato a governare nellinteresse generale.Esempio estremo di questo sistema rappresentato dal presidenzialismo statunitense. In sistemi siffatti, i due aspetti della rappresentanza gi ricordati sono divisi: il Parlamento lo strumento di collegamento con gli elettori. lEsecutivo lo strumento di sintesi degli interessi particolari.
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Cap. 2 - Par. 4
RAPPRESENTANZA POLITICA

C- gli assetti neocorporativi:


Nei sistemi corporativi classici, i rappresentanti delle categorie economiche e professionali erano riuniti in unassemblea che sostituiva il Parlamento tradizionale (elettivo). Un esempio tipico era rappresentato dalla Camera dei Fasci e delle Corporazioni che sostitu il Parlamento nellItalia fascista (legge 129/1939). Nei sistemi democratici, gli assetti neocorporativi: non si sostituiscono ma si affiancano agli organi rappresentativi elettivi sono composti da organizzazioni autonome si costituiscono spontaneamente allinterno della societ. Il governo, spesso, cerca di concertare le decisioni mediante periodiche consultazioni con le associazioni di categoria (es: sindacati dei lavoratori e associazioni di imprenditori). D- la rappresentanza territoriale: sono sistemi basati sulla creazione di un ramo del Parlamento composta da rappresentanti degli enti territoriali. Esempio classico costituito dal Bundesrat tedesco, in cui siedono rappresentanti direttamente nominati dai vari Land che costituiscono la federazione tedesca. E- la sottrazione della decisione al circuito rappresentativo: In questo caso si affida il controllo e la cura di interessi inerenti particolari settori ad autorit amministrative indipendenti, autonome rispetto al circuito democratico-rappresentativo.
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Cap. 2 - Par. 4
RAPPRESENTANZA POLITICA

DEMOCRAZIA DIRETTA E DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA:


In tutti i sistemi di democrazia rappresentativa permangono alcuni istituti di democrazia diretta. Questi strumenti affidano al corpo elettorale la possibilit di prendere direttamente le decisioni riguardanti lordinamento statale. iniziativa legislativa popolare: si possono presentare proposte di legge in Parlamento se sono firmate da un numero congruo di cittadini. Principali strumenti di democrazia diretta petizione: i cittadini possono in tal modo avanzare richieste agli organi istituzionali con lobiettivo di sensibilizzarli su determinati argomenti referendum: una consultazione che coinvolge lintero corpo elettorale ed produttiva di effetti giuridici.

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Cap. 2 - Par. 4
RAPPRESENTANZA POLITICA

La Costituzione italiana e il referendum:


La Costituzione repubblicana prevede espressamente tre tipi di referendum

Referendum di revisione costituzionale: (art. 138 Costituzione) Pu essere inserito nellambito di un procedimento di revisione costituzionale. Ha carattere eventuale.

Referendum abrogativo: (art. 75 Costituzione) Pu essere indetto per abrogare una legge o un atto avente forza di legge, gi in vigore. Ha carattere eventuale e successivo.

Referendum consultivo: (art. 132 e 133 Costituzione) Deve essere indetto in caso di modificazione territoriale di Regioni, Province e Comuni.

Alle tre tipologie di referendum previste dalla Costituzione italiana, si pu affiancare un quarto tipo: i referenda abrogativi o consultivi su leggi e provvedimenti amministrativi delle Regioni.

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Cap. 2 - Par. 5
SEPARAZIONE DEI POTERI

LA SEPARAZIONE DEI POTERI:


Il principio di separazione dei poteri un prodotto del costituzionalismo liberale (Montesquieu, Lo Spirito delle leggi, 1748). Tradizionalmente si soliti indicare tre poteri:

potere legislativo potere esecutivo potere giudiziario A ciascun potere associata una funzione pubblica delineata e distinta dalle funzioni degli altri poteri.

La divisione delle funzioni elemento essenziale per evitare il rischio dellarbitrio. Tale divisione, inoltre, ha leffetto positivo di assicurare un reciproco bilanciamento tra poteri dello Stato (checks and balances). Il principio di separazione pu avere unapplicazione pi o meno rigida. Negli USA si affermata una nettissima distinzione tra poteri, mentre in Europa lapplicazione avvenuta in modo pi moderato. Si possono ricordare due esempi:

forme di governo parlamentari: in esse, il Governo rimane in carica solo se e finch gode della fiducia del Parlamento.
casi in cui un potere esercita funzioni tipiche di un altro potere

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Cap. 2 - Par. 5
SEPARAZIONE DEI POTERI

Oltre alle tre tradizionali funzioni, nelle moderne democrazie pluraliste si affermata una quarta funzione:

la funzione di indirizzo politico.


Essa consiste nella determinazione delle linee fondamentali di sviluppo dellordinamento, della politica interna ed internazionale dello Stato. Attraverso tale funzione si vuole perseguire lobiettivo di garantire una guida coerente ed efficace alle altre funzioni. Alla funzione di indirizzo politico dedicato il primo comma dellarticolo 95 della Costituzione italiana: Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne responsabile. Mantiene lunit di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando lattivit dei ministri. Lindirizzo politico viene assicurato attraverso lutilizzo di diversi atti formali. Ad esempio: leggi del Parlamento decreti legislativi e regolamenti del Governo atti amministrativi di valenza politica stipulazione di trattati internazionali.

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Cap. 2 - Par. 6
LA REGOLA DI MAGGIORANZA

LA REGOLA DI MAGGIORANZA:
E lelemento caratterizzante il funzionamento dello Stato liberale e della democrazia pluralista. Essa assume tre significati differenti: Principio funzionale: il principio di maggioranza lo strumento per adottare le decisioni. E adottata la decisione che ottiene il maggior numero di consensi (opposto al principio di unanimit). Si possono distinguere vari tipi di maggioranza: - relativa o semplice - assoluta - qualificata Principio di rappresentanza: attiene alle modalit con cui si forma il Parlamento e si determina una maggioranza parlamentare e la relativa minoranza. Principio di organizzazione politica: connesso con una determinata concezione delle elezioni

1 concezione: le elezioni sono lo strumento per costituire una maggioranza politica stabile.

2 concezione: le elezioni sono lo strumento per fotografare il peso di ciascuna forza allinterno del corpo elettorale.

Dalla prevalenza di una delle due concezioni dipende il tipo di sistema elettorale prescelto.

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Cap. 2 - Par. 6
LA REGOLA DI MAGGIORANZA

In base al tipo di rapporti che si instaurano tra soggetti politici, si possono distinguere: DEMOCRAZIE MAGGIORITARIE: Esse sono basate sulla contrapposizione tra due partiti o due coalizioni di partiti tra loro alternative, ovvero tra due leader politici, tra loro in competizione per ottenere la titolarit - sempre temporanea e reversibile - del potere politico Esempi: USA, GB, Germania, Francia Nelle democrazie maggioritarie esiste una distinzione funzionale tra maggioranza politica (che sostiene il Governo) e minoranza politica (che assume funzione dopposizione) DEMOCRAZIE CONSOCIATIVE: Tendono a incentivare laccordo tra i principali partiti al fine di condividere il controllo del potere politico Alle elezioni, i partiti si presentano senza coalizzarsi. Non si crea la distinzione funzionale tra maggioranza e minoranza politica. Le decisioni sono frutto di negoziazioni e compromessi politici.

Principio dellalternanza
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Cap. 2 - Par. 6
LA REGOLA DI MAGGIORANZA

Le minoranze permanenti:
Accanto alle minoranze politiche (temporanee), possono esistere, allinterno delle moderne democrazie pluraliste, le cosiddette minoranze permanenti. Esse si creano sulla base di differenze stabili presenti nella societ e dovute a fattori etnici, religiosi, linguistici etc.

Di solito, le Costituzioni degli Stati democratici si premurano di tutelare espressamente i diritti, le tradizioni e lidentit di queste minoranze.
Ad esempio, leggendo la Costituzione italiana si possono osservare le seguenti norme: divieto di discriminazione razziale: larticolo 3 comma 1 recita: Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. divieto di discriminazione linguistica: oltre a quanto stabilito dallart.3, larticolo 6 recita: La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. divieto di discriminazione religiosa: oltre a quanto stabilito dallart.3, larticolo 8,comma 1 recita: Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge..

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Cap. 2 - Par. 7
STATO UNITARIO, STATO FEDERALE, STATO REGIONALE

STATI UNITARI E STATI COMPOSTI: La separazione dei poteri, principio base degli Stati liberali e delle democrazie pluraliste, pu avvenire su due livelli:

a livello orizzontale: nel rapporto tra i poteri dello Stato


a livello verticale: riguarda, in questo caso, la distribuzione del potere di indirizzo politico e delle funzioni pubbliche tra lo Stato centrale ed altri enti territoriali. In questo caso si distingue tra:

Stato unitario: Il potere attribuito solo allo Stato centrale o a soggetti periferici ad esso dipendenti (decentramento amministrativo).

Stato composto: il potere distribuito tra lo Stato centrale ed enti territoriali da esso distinti, titolari di potere dindirizzo politico e funzione legislativa in determinate materie.

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Cap. 2 - Par. 7
STATO UNITARIO, STATO FEDERALE, STATO REGIONALE

Allinterno dei cosiddetti Stati composti, si possono individuare due tipi di Stati: lo Stato federale e lo Stato regionale. STATO FEDERALE: E caratterizzato dai seguenti elementi: esiste un ordinamento statale federale basato su una Costituzione scritta e rigida e da alcuni enti territoriali basati, a loro volta, su proprie Costituzioni la Costituzione federale ripartisce le competenze tra lo Stato centrale e gli Stati membri il Parlamento ha struttura bicamerale: la prima Camera composta da rappresentanti dei cittadini, eletti direttamente, a suffragio universale; la seconda Camera composta dai rappresentanti degli Stati membri gli Stati membri partecipano al processo di revisione costituzionale.
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STATO REGIONALE: E caratterizzato dai seguenti elementi: la Costituzione statale garantisce lesistenza degli enti territoriali con un certo grado di autonomia politica e propri Statuti (non Costituzioni) la Costituzione attribuisce alle Regioni competenze legislative e amministrative non esiste una Camera rappresentativa delle Regioni le Regioni partecipano assai limitatamente al processo di revisione costituzionale

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Cap. 2 - Par. 7
STATO UNITARIO, STATO FEDERALE, STATO REGIONALE

Per comprendere a fondo il funzionamento di uno Stato composto necessario delineare una ulteriore differenza: quella fra federalismo duale e federalismo cooperativo.

Federalismo duale: E il tipo di federalismo tipico dellesperienza liberale. Esso caratterizzato da una forte divisione tra lo Stato federale e gli Stati membri. Non ci sono interferenze tra le due sfere: ognuno opera nellambito delle sue attribuzioni.

Federalismo cooperativo: si afferma con la nascita delle democrazie pluraliste, nelle quali sono andati aumentando i compiti e i settori dintervento dei poteri pubblici.

Esso caratterizzato dalla presenza di interventi congiunti e coordinati nelle medesime materie tra lo Stato centrale e gli Stati membri (o Regioni).

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Cap. 2 - Par. 8
LUNIONE EUROPEA

LUNIONE EUROPEA:
LUnione europea nata con il Trattato di Maastricht del 1992. Essa rappresenta una struttura istituzionale complessa, finora basata su 3 pilastri (la situazione destinata ad essere modificata se verr confermato il progetto di Costituzione europea elaborato dalla Convenzione):

1- Comunit europea: essa riunisce le tre Comunit nate negli anni 50: Il buon livello di integrazione politica raggiunto consente di prendere decisioni che non necessitano del consenso di tutti (maggioranza qualificata) 2- Politica di sicurezza comune (PESC)

CECA (Comunit europea Carbone e Acciaio


CEEA (Comunit europea Energia Atomica) CEE (Comunit economica europea)

3- Cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (CGAI) Negli ultimi due settori, sorti pi di recente rispetto alle Comunit, le deliberazioni possono essere prese soltanto con lapprovazione unanime degli Stati membri. La situazione stata in parte migliorata con il Trattato di Amsterdam che ha introdotto il principio delle cooperazioni rafforzate: esso consente agli Stati membri che lo desiderino di approfondire forme di collaborazione in settori specifici.

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Cap. 2 - Par. 8
LUNIONE EUROPEA

LORGANIZZAZIONE DELLUNIONE:
1- Consiglio Europeo: lorgano di impulso dell UE. Composto dai Capi di Stato e di Governo e
dal Presidente della Commissione, definisce gli orientamenti politici generali.

2- Consiglio dell'Unione europea: il principale organo decisionale dell'Unione europea.


l'emanazione degli Stati membri, di cui riunisce regolarmente i rappresentanti, a livello ministeriale.A seconda dei punti all'ordine del giorno, il Consiglio si riunisce in formazioni diverse: affari esteri, finanze, istruzione, telecomunicazioni, ecc. Il Consiglio svolge diverse funzioni fondamentali:

l'organo legislativo dell'Unione, esercita il potere legislativo in codecisione con il Parlamento europeo per un ampio spettro di competenze comunitarie.
Coordina le politiche economiche generali degli Stati membri. Conclude, a nome della Comunit, accordi internazionali con Stati o organizzazioni internazionali.

Condivide il potere di bilancio con il Parlamento.


Prende le decisioni necessarie alla definizione e all'attuazione della politica estera e di sicurezza comune, sulla base degli orientamenti generali definiti dal Consiglio europeo. Coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale.
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Cap. 2 - Par. 8
LUNIONE EUROPEA

3- Parlamento europeo:
Il Parlamento europeo, eletto ogni cinque anni a suffragio universale diretto, l'espressione democratica dei 374 milioni di cittadini europei. E composto, attualmente, da 626 membri. Al suo interno sono rappresentate le principali tendenze politiche dei paesi membri riunite in formazioni politiche paneuropee.

Il Parlamento svolge quattro funzioni essenziali:


Insieme al Consiglio, svolge una funzione legislativa consistente nell'adozione delle leggi europee (direttive, regolamenti, decisioni). La sua partecipazione contribuisce a garantire la legittimit democratica dei testi adottati. Condivide con il Consiglio il potere di bilancio e pu modificare le spese comunitarie. Adotta definitivamente il bilancio nella sua completezza. Esercita un controllo democratico sulla Commissione, con la quale legata da un rapporto di fiducia: esso deve approvare la designazione dei suoi membri e pu presentare mozioni di censura, che, se approvate, provocano le dimissioni della Commissione. Inoltre, svolge un controllo politico su tutte le istituzioni.

Risponde alle petizioni dei cittadini comunitari e nomina il Mediatore europeo, chiamato a indagare sui casi di cattiva amministrazione delle istituzioni comunitarie, denunciati dai cittadini europei.

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Cap. 2 - Par. 8
LUNIONE EUROPEA

4- Commissione europea:
La Commissione europea incarna e difende l'interesse generale dell'Unione. E composta da 20 membri (2 membri per Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Spagna, 1 membro per gli altri Stati) e dura in carica cinque anni. Il Presidente e i Commissari sono indicati dai Capi di Stato e di Governo e il Parlamento europeo deve votare la fiducia sia al Presidente sia alla Commissione nel suo complesso. La Commissione il motore del sistema istituzionale comunitario: dal momento che ha il diritto di iniziativa legislativa, propone i testi legislativi da presentare al Parlamento e al Consiglio. in qualit di organo esecutivo, garantisce l'esecuzione delle leggi europee (direttive, regolamenti, decisioni), del bilancio e dei programmi adottati dal Parlamento e dal Consiglio. in quanto custode dei trattati, vigila sull'applicazione del diritto comunitario insieme alla Corte di Giustizia. in qualit di rappresentante dell'Unione sulla scena internazionale, negozia gli accordi internazionali, essenzialmente in materia di commercio e cooperazione

SINTESI A CURA DI: Andrea BAROLINI - Emanuele ISONIO

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R. Bin - G. Pitruzzella Diritto Pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2002.

Cap. 2 - Par. 8
LUNIONE EUROPEA

5- Corte di giustizia:
La Corte di Giustizia europea assicura il rispetto e l'interpretazione uniforme del diritto comunitario. competente a conoscere le controversie che possono sorgere tra gli Stati membri, le istituzioni comunitarie, le imprese e i privati. Nel 1989 le stato affiancato il Tribunale di primo grado, le cui sentenze possono essere impugnate di fronte alla Corte stessa per motivi di solo diritto

6- Corte dei conti:


La Corte dei conti europea controlla la legittimit e la regolarit delle entrate e delle spese dell'Unione e accerta la sana gestione finanziaria del bilancio europeo.

7- Banca centrale europea:


La Banca centrale europea definisce e attua la politica monetaria europea; effettua operazioni di cambio e garantisce il buon funzionamento dei sistemi di pagamento.

8- Banca europea per gli investimenti:


La Banca europea per gli investimenti (BEI) l'istituzione finanziaria dell'Unione europea. Finanzia progetti di investimento per contribuire allo sviluppo equilibrato dell'Unione.

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Cap. 2 - Par. 8
LUNIONE EUROPEA

LUnione europea dispone, inoltre di due organi consultivi che coadiuvano il Consiglio, la Commissione e il Parlamento europeo:

7- Comitato economico e sociale:


Il Comitato economico e sociale rappresenta i punti di vista e gli interessi della societ civile organizzata dinanzi alla Commissione, al Consiglio e al Parlamento europeo. Il Comitato dev'essere consultato su questioni di politica economica e sociale e pu inoltre elaborare pareri d'iniziativa su materie che ritiene importanti.

8- Comitato delle regioni :


Il Comitato delle regioni vigila sul rispetto dell'identit e delle prerogative regionali e locali. Deve essere obbligatoriamente consultato in settori come la politica regionale, l'ambiente e l'istruzione. composto di rappresentanti degli enti regionali e locali

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Cap. 2 - Par. 8
LUNIONE EUROPEA

La Comunit europea (CE) e lUnione europea (UE) esercitano le specifiche competenze, espressamente previste dai Trattati, funzionali al perseguimento degli obiettivi in essi fissati (cosiddetto principio di tassativit): libera circolazione delle merci, lavoratori, servizi e capitali

disciplina della concorrenza


agricoltura trasporti politica economica e monetaria

occupazione
politica sociale istruzione e formazione tutela dei consumatori

tutela ambientale
industria, ricerca scientifica e tecnologica

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Cap. 2 - Par. 8
LUNIONE EUROPEA

Il principio di tassativit , per, in parte moderato in due casi: principio di autointegrazione del diritto comunitario (art.308 TCE): la Comunit europea pu esercitare i poteri necessari per realizzare gli scopi del Trattato, pur se non previsti esplicitamente. principio dei poteri impliciti (giurisprudenza della Corte di Giustizia): lattribuzione di una certa competenza comporta anche quella del potere di adottare tutte le misure utili per un suo esercizio efficace. Tuttavia, nei loro interventi, la Comunit e lUnione devono sempre fare attenzione ad effettuare interventi il meno possibile invasivi, in ossequio dei principi di proporzionalit e di sussidiariet: principio di sussidiariet (art.5.2 TCE): nel caso in cui i Trattati prevedano, per certe materie, una competenza concorrente dell UE e degli Stati membri, lintervento delle istituzioni comunitarie ammesso solo se lobiettivo non possa essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri. principio di proporzionalit (art.5.3 TCE): lUE interviene adottando misure proporzionate e non eccessive rispetto agli obiettivi da raggiungere.

Nei loro rapporti, le istituzioni europee e gli Stati membri devono sempre e comunque rispettare il principio di leale cooperazione (art. 10 TCE).

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