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DIRITTO COSTITUZIONALE -NORMA GIURIDICA; STATO; ORDINAMENTO GIURIDICO -PLURALITA DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI -DIRITTI SOGGETTIVI E LIBERT -CORPO

ELETTORALE -PARLAMENTO -GOVERNO -PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA -POTERE GIUDIZIARIO -CORTE COSTITUZIONALE -ORGANI DI RILIEVO COSTITUZIONALE -LE AUTONOMIE DEGLI ENTI TERRITORIALI

La costituzione italiana e i suoi valori fondamentali La Costituzione intesa come insieme di norme che fondano un ordinamento giuridico di tipo statale. Essa poggia su valori metagiuridici, quali il rispetto della dignit umana e della libert dellindividuo, sentiti come principi generali di orientamento dell'azione della comunit dei cittadini. La Costituzione italiana che entrata in vigore il 1 gennaio 1948 ha voluto affermare che: il popolo italiano si voluto organizzare secondo una forma di governo di tipo repubblicano; ha ripudiato il modello autoritario-dittatoriale con cui era stato governato per scegliere un modello liberal-democratico fondato su libere elezioni, sul pluralismo dei partiti e sulla tutela dell'inviolabilit dei diritti di libert.

Con tale Costituzione l'Italia si quindi dotata di un sistema di governo pluralista di tipo democratico-occidentale. ORDINAMENTO GENERALE DELLO STATO PRINCIPI FONDAMENTALI Il diritto positivo quello posto in essere dagli organi a ci espressamente deputati nelle forme e nei modi previsti e che , inoltre, effettivamente vigente. Il diritto va rappresentato come un fenomeno unitario; non c dubbio, infatti, che essendo fine ultimo del diritto la conservazione del gruppo sociale, ogni norma predisposta per il raggiungimento di questo fine. Il fine proprio del diritto pu essere perseguito o indirettamente mediante la tutela di determinati interessi individuali; ovvero direttamente mediante la tutela di interessi pubblici. A questi 2 diversi modi di perseguire il fine del diritto si collega la tradizionale distinzione delle norme giuridiche in norme di diritto privato e norme di diritto pubblico. Posto, infatti, che fine proprio del diritto la conservazione della societ, quando una norma tutela in via diretta un interesse individuale e solo indirettamente un interesse pubblico detta norma di diritto privato. Da ci deriva che sono norme di diritto pubblico quelle che invece soddisfano direttamente un interesse pubblico. SCIENZA POLITICA: scienza che ha per oggetto lo studio di sistemi politici razionali. DIRITTO COSTITUZIONALE: diretto propriamente allo studio della Costituzione, il diritto generale dello stato presupposto a fondamento delle altre partizioni. DIRITTO PUBBLICO: complesso di regole predisposte al soddisfacimento in via diretta degli interessi comuni a tutta la collettivit e che attengono a situazioni e a rapporti in cui necessariamente implicita la presenza dello stato; regola poteri e posizioni reciproche dei governanti e le relazioni fra questi e i governati. DIRITTO PRIVATO: complesso di norme che provvedono alla cura dell'interesse generale solo in via indiretta, attraverso la tutela di interessi privati e che attengono a situazioni e rapporti in cui la partecipazione dello stato solo eventuale; regola i rapporti tra soggetti posti in situazione di

parit. BRANCHE DEL DIRITTO PUBBLICO: diritto costituzionale, amministrativo, processuale, penale, ecclesiastico. BRANCHE DEL DIRITTO PRIVATO: diritto civile, commerciale, di famiglia, ecc

FENOMENO GIURIDICO E FENOMENO ASSOCIATIVO PLURALIT DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI Luomo non pu vivere isolato ma ha bisogno di porsi in continua relazione con i suoi simili, assieme ai quali costituisce dei gruppi sociali pi o meno complessi ed articolati, pi o meno dotati del carattere della stabilit. Di tali gruppi sociali si entra a far parte o necessariamente, senza cio alcuna determinazione di volont (cos, ad esempio, ciascuno di noi fa parte del gruppo sociale Stato per il semplice fatto di essere nato da padre o madre cittadini italiani e di aver acquistato, di conseguenza, la cittadinanza italiana o i figli sono membri del gruppo sociale famiglia per il solo fatto di esservi nati); o volontariamente, quando, per libera determinazione ci si associa ad un gruppo gi costituito, ovvero assieme ad altri lo si costituisce (associazione culturale, sportiva, circolo ricreativo, partito politico, sindacato, ecc). La ragione prima per cui luomo tende ad unirsi ad altri uomini ed a costituire gruppi sociali deve rinvenirsi nella considerazione che certi interessi e certe esigenze non possono, per loro natura, essere soddisfatti dal singolo, dallindividuo isolato, bens soltanto collettivamente, attraverso la cooperazione di pi uomini. La teoria istituzionale di Santi Romano collega il fenomeno giuridico al gruppo sociale, ad ogni gruppo sociale, escludendo di conseguenza che vi sia un solo ordinamento giuridico, quello statale. Merito indiscusso della teoria di Santi Romano quello di aver sottolineato che il fenomeno giuridico non si esaurisce nel fenomeno normativo e di aver ricondotto il concetto di diritto al concetto di societ. Premesso che non c societ in senso proprio senza che in essa si manifesti il fenomeno giuridico (ubi societas ibi ius), il Romano ne trae il corollario che il concetto di diritto deve contenere lidea dellordine sociale. Secondo questa concezione, ogni gruppo sociale crea un proprio ordinamento giuridico, autonomo da quello dello Stato. S. Romano ha, quindi, da un lato giuridicizzato il concetto di istituzione (che egli considera pi largo e completo, oltre che pi intrinsecamente giuridico) ed ha sostituito questo concetto a quello di comunit, e dallaltro ha affermato che il diritto non si esaurisce in un complesso di norme, regole, precetti creati dalla comunit, ma listituzione stessa. Il diritto, prima ancora di essere norma, organizzazione, struttura, posizione della stessa societ in cui si svolge. In tal modo il concetto che appare necessario e sufficiente per rendere in termini esatti quello di diritto, come ordinamento giuridico considerato complessivamente, il concetto di istituzione. Ogni ordinamento giuridico unistituzione, e viceversa ogni istituzione un ordinamento giuridico: lequazione fra i due concetti necessaria ed assoluta. Dalla affermazione della socialit del diritto discende il corollario della pluralit degli ordinamenti giuridici. In altre parole: se vero che il fenomeno giuridico connaturato al fenomeno associativo, non si pu sfuggire alla conseguenza che gli ordinamenti giuridici sono tanti quanti sono i gruppi sociali o, se vogliamo utilizzare la terminologia romaniana, le istituzioni. Il pluralismo giuridico ha trovato, quindi, il suo massimo teorizzatore in Santi Romano. La teoria della pluralit degli ordinamenti giuridici riflette, sul piano del diritto, lopposizione allo Stato come unico centro del sistema. Il pluralismo giuridico si pronuncia contro la statualit del diritto: il diritto esso afferma non prodotto soltanto dallo Stato ma da ogni altro gruppo sociale, per piccolo e strutturalmente semplice che sia. Ecco, di conseguenza, il riconoscimento a gruppi sociali stanziati su parte del territorio della potest di darsi un proprio ordinamento le cui norme hanno la medesima natura di quelle statuali (autonomia); ad esempio, comuni, province regioni, sono, nel nostro sistema, enti territoriali diversi dallo Stato ai quali stata attribuita, in diverso grado, la funzione di predisposizione normativa, di produrre diritto. E, per restare nellambito della nostra Costituzione, lart.8 dispone che le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti; lart. 33 assegna alle universit il

diritto di darsi ordinamenti autonomi, ecc La Costituzione, insomma, non si limita a garantire, in via generale, le formazioni sociali, le autonomie locali, ed unampia libert di associazione, ma riconosce e garantisce altres, specificamente, alcuni ordinamenti giuridici diversi da quello dello Stato. Naturalmente, la molteplicit e la variet dei gruppi sociali e la conseguente pluralit degli ordinamenti giuridici deve essere ricondotta, formalmente e materialmente, allarmonia, di modo che sia assicurato un ordinato svolgimento della vita sociale. Si comprender, quindi, come si renda necessario assegnare ad uno dei possibili gruppi sociali e dei possibili ordinamenti una posizione di preminenza su tutti gli altri. Questa posizione di preminenza stata assegnata allo Stato, dato che la comunit statale la maggiore fra tutte e lunica alla quale possano riferirsi interessi veramente generali. La posizione di supremazia del gruppo sociale organizzato a Stato trova la sua principale espressione nella preminenza riconosciuta agli interessi generali (dellintera comunit) rispetto agli interessi settoriali, individuali o territorialmente delimitati. NORMA GIURIDICA: Prescrizione generale ed astratta che identifica ed enuncia gli interessi vigenti in un gruppo sociale ed appresta le procedure per la loro tutela ed il loro concreto soddisfacimento e della quale, pertanto, deve essere garantita l'osservanza; norma prescrittiva di comportamenti la cui violazione porta all'applicazione di una sanzione; specie del pi' ampio genere delle norme sociali (tra le quali norme di religione, etichetta morale)...ha sempre ad oggetto la regolamentazione di un rapporto tra 2 o pi soggetti dell'ordinamento...mira a porre vincoli per i singoli individui; obbligatoria. CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA: a) positivit b) coattivit c) esteriorit d) generalit e astrattezza a) La norma per essere giuridica deve essere positiva, vale a dire deve enunciare un interesse effettivamente vigente nella comunit o predisporre gli strumenti (organi e procedure) necessari per il suo soddisfacimento e la sua tutela. Il carattere della positivit implica che la norma sia inserita in un sistema normativo ed esprima un interesse, un valore considerato meritevole di tutela da parte dellordinamento giuridico. (Il carattere della positivit si connette strettamente a quello della effettivit, intesa come concreta efficacia della norma). b) La norma giuridica coattiva, nel senso che, qualora linteresse della comunit richieda la sua puntuale osservanza, lordinamento appresta gli strumenti (sanzioni) affinch il precetto normativo sia eseguito anche contro la volont o in assenza della volont del destinatario. c) Il carattere della esteriorit della norma giuridica consiste in ci: essa, a differenza di altre regole, disciplina la vita di relazione e ne organizza i modi di svolgimento. d) La norma giuridica, per essere tale, deve possedere anche il carattere della generalit e dellastrattezza. La generalit consiste nellattitudine della norma a regolare categorie di fatti o di comportamenti senza riferimento a situazioni o soggetti determinati. Strettamente collegata alla generalit lastrattezza, dato che la norma, proprio perch disciplina categorie e non casi concreti, finisce col disporre in via preventiva ed ipotetica e secondo uno schema logico in base al quale se si verifica levento A deve verificarsi levento B; ovvero, dato il comportamento e lo stato di fatto A, si ha leffetto B. ORDINAMENTO GIURIDICO: insieme di norme prodotte da un gruppo sociale per il perseguimento dei propri fini, lo stato un ordinamento giuridico a fini generali, indipendente ed originario, dotato di potere sovrano, nell'ambito del proprio territorio RILEVANZA GIURIDICA: quei rapporti contemplati e regolati da norme giuridiche DIRITTO COSTITUZIONALE: diretto propriamente allo studio della costituzione DIRITTO AMMINISTRATIVO: organizzazione e attivit' degli organi statali e degli enti pubblici minori inquadrati nel potere esecutivo e come diritto specifico di quel potere DIRITTO PROCESSUALE: (CIVILE PENALE AMMINISTRATIVO ECC.) concerne l'organizzazione e la funz. Amministrativa, ha per oggetto l'ordinamento giudiziario e la funz. giurisdizionale

DIRITTO ECCLESIASTICO: ramo del diritto interno allo stato dove si raccolgono le norme che riguardano il fenomeno religioso LE FONTI Il termine "fonte" viene usato per esprimere il processo produttivo di una norma o per indicare gli svariati documenti che attestano l'esistenza di una norma e dai quali se ne ha conoscenza. In presenza di una fonte del diritto dato distinguere: a) laspetto formale, vale a dire latto in quanto posto in essere secondo una determinata procedura (la legge, il decreto legge, ecc); b) laspetto sostanziale, vale a dire il contenuto dellatto, ci che con latto viene disposto (formula normativa, disposizione); c) la norma giuridica desumibile, in via interpretativa COSTITUZIONE La costituzione e' la legge fondamentale nella quale vengono racchiusi i valori primari della societa' organizzata ed i principi su cui poggia l'assetto essenziale dello stato ... non esiste stato senza una sua costituzione ...quella italiana e' : rigida lunga votata e convenzionale POTESTA' COSTITUENTE e' la capacita' di operare le scelte sull'assetto fondamentale dello stato che in un determinato momento e' riconosciuto ad una o piu' forze politiche LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE E LE ALTRE LEGGI COSTITUZIONALI anche se la cost. costituisce lo strumento piu' i mportante per realizzare la tutela e la conservazione dei principi di ispirazione della medesima , non e' detto che prescriva la sua immodificabilita' assoluta nel tempo... ... art 138 cost le leggi di revisione della costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di 3 mesi e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera nella seconda votazione ... il varo della legge e' seguito dalla pubblicazioni entro i cui successivi 3 mesi puo' essere sottoposta a referendum...nell'ipotesi che nella seconda votazione le camere approvino il testo con la maggioranza dei 2/3 non si procede a referendum....le altre leggi costituzionali sono le leggi che pur non toccando il testo costituzionale si rifanno ad esso soprattutto in quelle parti "aperte" nelle quali e' stato previsto un ambito di intervento delle

camere tramite l'approvazione di una legge costituzionale ...una legge puo' essere sia legge costituzionale che altra legge costituzionale ...la forma repubbllicana, il riconoiscimento dei diritti fondamentali dei cittadini , il principio dell'uguaglianza e della solidarieta' non puo' essere oggetto di revisione PRINCIPIO DI ADATTAMENTO AUTOMATICO AL DIRITTO INTERNAZIONALE ... art 10 Cost :l'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute ..e' percio' adattamento automatico e nasce per il solo fatto che esista una norma internazionale ...ma tali norme internazionali regolano il rapporto internazionale non quello interno ad un paese ..principio del "pacta sunt servanda"...il principio di adattamento automatico di applica anche ai trattati ......invece per quanto riguarda i singoli impegni internazionali e cioe' il diritto internazionale pattizio , il procedimento si articola in : ratifica (approvazione conclusa dai rappresentanti dello stato ..l'art 80 richiede che sia autorizzata con legge la ratifica)e l'ordine di esecuzione (che di solito e' contenuto nella stessa legge di autorizzazione della ratifica...quando non occorre legge, esso e' impartito da decreto presidenziale di ratifica) LE FONTI COMUNITARIE l'adesione dell'italia alle CEE ha comportato che nel nostro ordinamento abbiano operativita' i regolamenti comunitari e le direttive REGOLAMENTI hanno portata generale essi operano con rango almeno legislativo e si impongono in via non mediata ai destinatari ...sono in posizione superiore alle norme legislative interne LE DIRETTIVE COMUNITARIE sono indirizzate agli stati aderenti ai quali spetta poi eseguirle scegliendo la via preferita (legislativa regolamentare ecc) crea solo un obbligo comunitario di adempimento per lo stato ..ma la prassi comunitaria da loro diretta applicabilita' LEGGE COMUNITARIA ..e' legge nazionale preordinata al periodico adeguamento dell'ordinamento italiano a quello internazionale.. a tal fine il governo entro il 1 Marzo presenta

alle camere per l'approvazione un disegno di legge che contiene la legge comunitaria FUNZIONE LEGISLATIVA : potere di predisporre le norme giuridiche (norme di condotta che sono essenziali per garantire ai singoli e alla collettivita' il raggiungimento dei propri scopo) ATTO LEGISLATIVO atto attraverso cui si concreta il potere legislativo (legge costituzionale o ordinaria..in via astratta e generale .. o leggi provvedimento per casi concreti) LEGGE ORDINARIA regolata dall'art 70 e seg. Cost. LA RISERVA DI LEGGE disposizione costituzionale nella quale si prescrive che in determinate materie debba intervenire la legge per evitare che la maggioranza, tramite il governo possa disciplinare materie che esigono l'applicazione del principio di uguaglianza e contemperamento di interessi realizzabile solo dal parlamento ...La riserva rinforzata : quando una riserva di legge preveda anche il contenuto della legge

ORDINAMENTO GIURIDICO E STATO STATO: comunita' di individui stabilmente stanziata in un dato territorio e organizzata secondo un assetto sociale e politico stabile e permanente e' la risultante di tre elementi costitutivi: il popolo, il territorio, la sovranit' TERRITORIO: porzione della crosta terrestre nella quale insediato il gruppo sociale, limite di validit' e efficacia dell'ordinamento statuale (mare delimitato a 12 miglia) POPOLO: coloro che godono della cittadinanza e sono membri della comunit' statale POPOLAZIONE: insieme delle persone che in un determinato momento risiedono sul territorio dello stato CITTADINANZA : nascita e sangue (matrimonio ecc), modi di acquisto : iure sanguinis, iure soli (genitori ignoti), iure electionis (concessione da parte del pres. per chi ne fa richiesta e :risiedono in Italia da 5 anni ..coniugi di italiano e residente da 6 mesi..3 anni dal matrimonio ovvero servizio x tre anni allo stato italiano ovvero hanno reso servizi ) ovvero figli di genitori stranieri residenti da almeno 10 anni in Italia SOVRANITA' : potere esclusivo dello stato, potest' organizzata e disciplinata dal diritto ..summa potestas nei confronti di un altro soggetto o potere SEPARAZIONE DEI POTERI: tripartizione dellattivit' fondamentale dello stato e sono: LEGISLAZIONE: dove nascono le norme che costituiscono l'ordinamento giuridico e il diritto in senso oggettivo con gli aspetti precettivi e sanzionatori GIURISDIZIONE: mira a risolvere le controversie che insorgono tra i soggetti dell'ordinamento AMMINISTRAZIONE: cura concreta dei fini e degli interessi pubblici dello stato LA PERSONALIT DELLO STATO Lo Stato contemporaneo si pone quasi sempre, negli ordinamenti moderni, come soggetto di diritto, dotato di personalit giuridica. In generale, un ente pu qualificarsi come persona giuridica quando lordinamento giuridico lo considera centro di imputazione/riferimento di diritti soggettivi e di obblighi giuridici. Quindi, il requisito della personalit va ammesso o negato, per la persona dello Stato, in base allesame dellordinamento positivo. Infatti, se da tale esame risulta la diretta attribuzione di diritti e obblighi allo Stato, allora esso dovr essere considerato persona giuridica. Nel nostro ordinamento la personalit giuridica dello Stato Italiano si desume dalle seguenti norme: - dallart. 28 della Cost. che prevede la responsabilit civile a carico dello Stato; - dallart. 42 e 43 Cost. che riconoscono allo Stato la titolarit del diritto di propriet, al pari degli altri soggetti; - dalle numerose leggi che regolano lamministrazione del patrimonio dello Stato e la sua rappresentanza e difesa in giudizio; esse presuppongono che lo Stato per poter essere titolare di quei rapporti sia dotato di autonoma personalit giuridica; - dal codice penale che prevede unautonoma categoria di delitti contro la personalit dello Stato distinguendo altres tra personalitndi diritto internazionale e personalit di diritto

interno. LO STATO NELL'ORDINAMENTO INTERNAZIONALE l'ordinamento internazionale si fonda sul principio pacta sunt servanda , sull'impegno cio di rispettare gli accordi internazionali . l'organo competente a rappresentare lo stato il presidente della repubblica. lo stato acconsente che siano poste delle limitazioni alla sovranita' onde assicurare la pace e la giustizia tra le nazioni I TRATTATI INTERNAZIONALI sono accordi fra pi stati (2 o pi) (chiusi o aperti)..possono avere qualsiasi forma purche' sia scritta ....lo stato dopo aver stipulato il trattato , deve adattarvi il proprio ordinamento interno attraverso norme oppure attraverso l'ordine di osservare le norme internazionali ...ART 10 COST :l'ordinamento si conforma alle norme internazionali ...in ogni caso l'accordo deve essere convertito

ORGANISMI COMUNITARI ORIGINI, SVILUPPI, STRUTTURE. ONU: creata alla fine della seconda guerra mondiale ..scopo: mantenere la pace anche usando la forza CECA: comunita' europea carbone e acciaio EURATOM: comunita' europea per l'energia atomica CEE: comunita' economica europea (per libero scambio e protezione doganale ) FORME E CLASSIFICAZIONI DI STATI E GOVERNI Lo stato italiano si presenta come un soggetto di diritto dotato di personalit' giuridica propria che agisce per il perseguimento dei fini attribuitigli dall'ordinamento, nel rispetto delle forme e dei limiti dell'ordinamento medesimo lo stato italiano e' sorto nel 1861 (regno di Italia) ..continuazione del regno sardo STATO UNITARIO composto da un solo popolo, un solo territorio, ed un solo ordinamento giuridico STATO REGIONALE stato unitario dove sono ampliate le sfere delle autonomie locali STATO COMPOSTO O STATO FEDERALE quando il territorio si divide in pi' circoscrizioni ed enti che hanno la qualifica di stati FORMA DI STATO modo di essere dello stato STATO A REGIME PATRIMONIALE (societ' meno evolute) feudalesimo STATO MODERNO E ASSOLUTO il sovrano crea la legge e da essa e' svincolato STATO DI POLIZIA E ASSOLUTISMO ILLUMINATO (stato asburgico del 700) STATO LIBERALE borghesia che rivendica contro il clero e i nobili la partecipazione alla gestione del potere STATO DI DIRITTO principio della legittimit' del potere ..eliminare ogni possibilit' del suo agire arbitrario .. la legge limita anche le autorit' NEO LIBERALISMO (reazione allo stato liberale ) (associazionismo operaio) estensione degli interventi assistenziali verso i ceti non possidenti STATO TOTALITARIO-NAZIONALISTA (fascismo e nazismo) fine dello stato: l'interesse della nazione STATO SOCIALISTA eliminazione della propriet' privata STATO SOCIALE lo stato interviene nei rapporti sociali per favorire le classi economicamente piu' deboli FORMA DI GOVERNO caratterizzazione dello stato in base all'organizzazione del governo MONARCHIA : affidamento del potere ad un solo organo.... 1. assoluta (re sole in Francia) 2.limitata (accanto al monarca sono presenti altri organi) 3.costituzionale (la potesta' di governo e' suddivisa equamente tra il monarca e gli altri organi) REPUBBLICA regime il cui potere deriva dal popolo... 1.aristocratica (il governo aspetta ad una sola classe sociale) 2. democratica ( il governo spetta al popolo....rappresentativo o diretto) GOVERNO COSTITUZIONALE PURO / COSTITUZIONALE PARLAMENTALE: accanto al monarca c' il consiglio dei Ministri che gode della fiducia del sovrano e governa in suo nome / : parlamento bicamerale eletto a suffragio universale con funzione legislativa ..tra governo e

parlamento deve esserci fiducia altrimenti il governo deve dare le dimissioni GOVERNO PRESIDENZIALE / DIRETTORIALE il presidente della repubblica e' capo dello stato e capo del governo e leader del partito di maggioranza... nomina i ministri / (confederazione elvetica) capo dello stato a struttura collegiale (consiglio federale )i cui componenti sono nominati per 4 anni da una assemblea federale GLI ORGANI DELLO STATO E DELLE PERSONE GIURIDICHE PUBBLICHE Lo stato e' persona unitaria dotata di potest obblighi e doveri .. i poteri sono suddivisi tra diversi uffici (perch' lo stato per svolgere i propri compiti deve avvalersi delle parsone fisiche) RAPPORTI TRA PERSONA FISICA E L'ENTE non si ha un rapporto giuridico come di rappresentanza bensi' di immedesimazione in un unico soggetto tra funzionario e persona giuridica pubblica (immedesimazione organica) L'UFFICIO anche l'ufficio gode di una sua individualit organizzato per la cura di determinati interessi dell'ente CLASSIFICAZIONE DEGLI ORGANI ...1.organi costituzionali : sono posti in essere dalla stessa costituzione in assoluta parita' e assoluta indipendenza (pres.d.r. , parlamento, governo , corte cost. )....2.gli organi previsti dalla costituzione ma che non presentano le caratteristiche di cui 1 sono organi di rilevanza costituzionale ..3.organi individuali e collegiali

DIRITTI SOGGETTIVI PUBBLICI E TUTELA DEGLI INTERESSI INDIVIDUALI E COLLETTIVI Abbiamo visto da una parte: - il nesso inscindibile fra stato di democrazia pluralista contemporaneo ed il riconoscimento di diritti soggettivi pubblici - la definizione di diritto soggettivo pubblico. definizione del dir. soggettiv: un potere della volont riconosciuto al soggetto titolare in relazione ad un bene od interesse che l'ordinamento giuridico ritiene degno di tutela e in ordine al quale il titolare pu esercitare facolt e pretese. PRIVATO: riguardo a rapporti di tipo paritario; PUBBLICO : riguardo a rapporti dove si manifesta il potere di comando dello stato e degli altri enti pubblici.

Lo Statuto Albertino ha sancito il momento in cui la titolarit dei diritti in questione si estesa dai singoli alle formazioni sociali garantendone rafforzata tutela. In questo modo i diritti soggettivi pubblici si situano nell'ampio contesto degli interessi costituzionalmente protetti aventi un ruolo essenziale e caratterizzante la forma di stato. Accanto a loro nello stesso contesto: -interessi collettivi e individuali -interessi legittimi interessi individuali tutelati indirettamente mediante la tutela della legittimit della azione amministrativa ex art.103 Cost. A loro volta gli interessi collettivi ricevono tutela costituzionale attraverso: -doveri e obblighi costituzionali -limiti costituzionali ai diritti soggettivi -azioni popolari

-obblighi costituzionali imputati al legislatore ordinario Lo Spagna Musso nota poi come non possa essere accettata la teoria funzionalistica dei diritti soggettivi pubblici per cui il loro esercizio sarebbe legittimo solo se conforme ai valori fondamentali dell'ordinamento costituzionale. Immediatamente, ad una prima lettura del testo costituzionale, si nota il prevalere della previsione di interessi collettivi su quelli individuali (dunque sui diritti soggettivi). Tuttavia, sia per la generalit del linguaggio del legislatore costituente, sia altre volte per il rinvio al legislatore ordinario per la tutela effettiva dell'interesse, si sono verificate interpretazioni riduttive e deformanti soggette alle influenze politiche del momento. Ma al di l delle prevalenze numeriche per lo Spagna Musso la ns. costituzione accoglie una disciplina paritaria delle due categorie di interessi e vi pu essere "abuso del diritto" sia quando si esercita un diritto a tutela di un interesse individuale attuando una lesione della tutela giuridica di un interesse collettivo, che viceversa. Per lo Spagna Musso nell'ordinamento costituzionale italiano non si pu accettare una teoria funzionale dei diritti soggettivi pubblici per cui il loro esercizio risulti legittimo solo se conforme al contenuto dei valori costituzionali di base e quindi di quegli interessi collettivi che formano il c.d. ordine pubblico costituzionale, cio l'insieme di valori primari come tali assolutamente inviolabili. Siamo infatti in una democrazia aperta, ossia in un sistema pluralista che consente anche la sua negazione purch ci avvenga col rispetto delle procedure costituzionalmente legittime. Quindi non si pu ammettere una subordinazione dei diritti soggettivi pubblici nei confronti degli interessi collettivi costituzionalmente protetti. Invece negli stati a democrazia marxista la concezione dei diritti soggettivi pubblici in conformit all'ideologia leninista di tipo funzionale. N.B. Per il vero anche in alcune democrazie dette "democrazie protette" si pu avere funzionalit. Per esempio nella repubblica federale tedesca i partiti che seguono un indirizzo politico incostituzionale possono essere sciolti. Non cos nel nostro ordinamento.

Nei diritti soggettivi pubblici sono compresi: 1. i diritti di libert a) personale b) di domicilio c) circolazione, soggiorno... d) corrispondenza e) associazione e riunione f) fede religiosa g) manifestazione del pensiero e stampa 2. i diritti civici

3. i diritti politici e gli istituti di democrazia diretta 4. i diritti culturali 5. i diritti economici ed i diritti sociali 6. infine si parler dei patti internazionali sui diritti dell'uomo e la condizione giuridica dello straniero; ancora dei doveri costituzionali. 1. I DIRITTI DI LIBERTA' Sono diritti soggettivi pubblici che consistono essenzialmente nella facolt di disporre liberamente del bene loro oggetto e nella pretesa a che i pubblici poteri (ed i terzi in genere) non intervengano illegittimamente a turbare la sfera di libert da essi riconosciuta al titolare. La titolarit compete a tutti (indipendentemente dalla cittadinanza). Se la costituzione esplicitamente ne restringe la validit ai soli cittadini ci non vieta al legislatore ordinario di estenderla agli stranieri. Compete anche alle formazioni sociali ed ai soggetti astratti di diritto. Essi costituiscono inoltre la premessa logica di tutte le altre categorie di diritti sogg. pubblici (diritti civici e politici sono addirittura concepibili come estensione e completamento dei diritti di libert). a) libert personale intesa ex art. 13 Cost. come facolt di disporre liberamente della propria persona fisica di cui titolare ogni persona umana in quanto tale. Essa si distingue dagli altri diritti di libert che senza di essa non potrebbero attuarsi (mentre la privazione di quest'ultimi non pregiudica conseguentemente la libert personale). Limiti: quelli disposti dall'art. stesso in base ad un provvedimento dell'autorit giudiziaria nei casi e nei modi stabiliti dalla legge. L'arresto pu essere effettuato dallautorit di p.s. solo in caso di fragranza di reato (obbligatorio quando i reati comportino obbl. emissione di mandato di cattura), oppure in casi eccezionali e specifici. In tal caso il provvedimento restrittivo della libert deve essere comunicato entro 48 h. all'aut. giudiz. cui spetta il potere di convalidarlo, pena l'inefficacia. Analogamente il fermo di polizia consentito anche senza flagranza nei confronti di persone gravemente indiziate per reati per i quali vi sia obbligo di mandato di cattura e pericolo di fuga. Idem per la convalida. Limiti temporali esistono poi anche per la carcerazione preventiva. Vi sono poi limiti riguardo il divieto di ogni violenza fisica e morale e le modalit del trattamento durante la priv. della libert ( art. 27 Cost., art. 13 Cost. ).Gli art. 30 e 32 Cost. inoltre prevedono la restrizione della libert con finalit educative (assegnazione al riformatorio) o sanitarie (ricovero coattivo di alienati ed intossicati in appositi istituti). Sempre l'art. 32 Cost. prevede che per determinati trattamenti sanitari necessaria una esplicita previsione legislativa. Disposto che richiama quello dell' art. 5 c.civ. secondo cui vietato ogni atto dispositivo del proprio corpo che leda l'integrit fisica. b) Libert di domicilio

In ambito costituzionale il termine domicilio va inteso il pi ampiamente possibile, comprendendo il significato civilistico, penalistico e tributario. La sua tutela prevista dall'art. 14 Cost. che ne prevede l'inviolabilit tranne nei casi di legittimo ordine dell'autorit giudiziaria. Solo eccezionalmente per motivi di sanit, incolumit pubblica o economico-fiscali le ispezioni possono realizzarsi senza tale ordine; inoltre le autorit di polizia possono procedere a perquisizioni e a sequestri unicamente sulla base di sospetto della presenza di armi o materie esplosive. c) Libert di circolazione e soggiorno e diritti connessi Questa riservata ai soli cittadini. Mai pu essere limitata per motivi politici ma solo per ragioni di sicurezza e sanit riguardanti l'accesso ad un'area delimitata. L'ultimo comma dell'art. 16 Cost. richiama il diritto di espatrio nel rispetto degli obblighi di legge (essenzialmente limiti dovuti a ragioni giudiziarie o di prestazione del servizio militare). Connesso a tali diritti il diritto di emigrazione (per motivi di lavoro e di regola definitivo) e il divieto di estradizione per reati politici (art. 10 e 26 Cost.). Riguardo le regioni si veda art. 120 Cost. d) Libert di corrispondenza Ex art. 15 Cost. inviolabile la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione salvo legittimo atto motivato dell'autorit giudiziaria. Indipendentemente dal mezzo di trasmissione vi la pretesa nei confronti dei destinatari e delle altre persone che ne vengano eventualmente a conoscenza di non divulgarne il contenuto. Conformemente nel '74 stata abrogata la facolt degli organi di polizia giudiziaria di intercettare senza autorizzazione della magistratura conversazioni telegrafiche e telefoniche. (Da parte di taluni si parlato anche di un pi ampio ed autonomo diritto alla riservatezza per ogni attivit e manifestazione attinenti all'intimit della persona). e) Libert di riunione e associazione Ex art. 17 Cost. garantito il diritto di riunirsi liberamente nei luoghi privati, pubblici, aperti al pubblico. Luogo pubblico ogni zona di libero e pubblico transito (strade, piazze, etc.); luogo aperto al pubblico ogni luogo passibile di limitazione in ordine all'ingresso da parte di chi ne ha la disponibilit (chiese, bar, cinema, etc.). Il raggruppamento di persone deve avere carattere non stabile ne meramente occasionale. Tale diritto ha due limiti: 1. deve svolgersi pacificamente e senz'armi; 2. limitatamente alle riunioni in luogo pubblico necessario dare preavviso alla locale autorit di p.s. da parte dei promotori. Tali riunioni, per comprovati motivi di sicurezza o di incolumit pubblica, possono svolgersi con delle cautele o addirittura possono essere vietate. La Corte Costituzionale ha ritenuto illegittimi alcuni articoli del t.u.l.p.s. che estendevano il limite ai luoghi aperti al pubblico e prevedevano l'obbligo di preavviso per le riunionireligiose in luogo non pubblico. Per la libert di associazione si sa che l'art. 2 Cost. "riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit". Essa inoltre ampliamente garantita dall'art. 18 Cost. in cui si riconosce la facolt di associarsi liberamente per fini che non siano vietati ai singoli dalla legge penale. Ovviamente l'associazione differisce dalla riunione per: -temporaneit -organizzazione -Esistenza dell'atto costitutivo. Sono vietate solamente : 1. le associazioni segrete (cfr. L. n. 17 dell'82)

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2. le associazioni militari o paramilitari aventi finalit politiche. La libert di associazione poi rafforzata dalle altre (religiose, sindacali, politiche). f) Libert di fede religiosa L'art. 19 Cost. la garantisce a tutti (non solo i cittadini). Comprende la facolt di professare la propria fede, di esercitarla in forma individuale e associativa, in privato e in pubblico (libert di culto), di propagandarla. Unico limite costituzionale: la non contraririet al buon costume da intendersi come insieme di principi a tutela della morale sessuale, non dell'etica sociale concetto troppo ampio ed equivoco. Ancora l'art. 20 Cost. protegge tale libert impedendo limitazioni legislative e gravami di carattere fiscale. Tutto ci in combinazione coll'art. 3 Cost. prevedente uguale dignit sociale di tutti i cittadini... Infine ricordiamo gli art. 7 e 8 Cost. riguardanti i rapporti fra stato e chiesa cattolica e confessioni non cattoliche. Non si tratta di privilegio ma casomai maggiore considerazione per motivi storico sociali. g) Libert di manifestazione del pensiero -libert di stampa Ex art. 21 Cost. la libert di manifestazione del pensiero conferita a tutti (anche stranieri). Possibilit dunque di manifestare il proprio pensiero con la parola lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. Trattasi di un diritto, questa volta, che adempie ad una fondamentale funzione sociale negli stati a democrazia pluralista : la libera formazione della pubblica opinione che a sua volta, sotto un determinato profilo, si identifica con la volont popolare. Compresi in tale diritto anche il c.d. diritto al silenzio (di non manifestare il proprio pensiero) e la facolt ad informare (libert di informazione). Discusso invece il diritto all'informazione. Unici limiti : il buon costume, limiti desumibili dalla tutela della onorabilit, divieto di apologia ed esaltazione del fascismo. Parlando di stampa ( il legislatore costituzionale non ha preso in considerazione gli altri moderni mezzi di comunicazione di massa ) l'art. 21 Cost. prevede il divieto di ogni forma di autorizzazione preventiva e di censura mentre il sequestro degli stampati pu avvenire solo per atto motivato della autorit giudiziaria. Problemi riguardo la stampa in ordine al segreto istruttorio. Per la televisione nel '76 si abolito il monopolio pubblico purch le reti private fossero autorizzate dallo stato e non eccedenti gli ambiti locali. Infine per tutelare il c.d. diritto d'accesso ai suddetti mezzi di comunicazione di tutte le forze politiche, sociali, culturali, si istituita nel '75 una commissione interparlamentare.

2. I DIRITTI CIVICI Definizione: Sono i diritti soggettivi pubblici il cui contenuto implica l'ottenimento per i titolari di prestazioni positive da parte dello Stato e degli altri enti pubblici. Di regola sono costituzionalmente garantiti ai soli cittadini anche se il legislatore ordinario pu estenderli anche allo straniero. Molti hanno rilievo nel diritto amministrativo (es. godimento servizi pubblici) mentre solo alcuni hanno significato costituzionale. (Ma configurandosi il c.d. Stato sociale prendono sempre maggior importanza). Nella costituzione, oltre al diritto allo studio (art. 34 Cost.), con cura particolare dei meno abbienti capaci e meritevoli, - diritti culturali - troviamo anche diritti sociali come il diritto all'assistenza sanitaria, all'emigrazione , al mantenimento e all'assistenza sociale ( artt.

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32,35,38 Cost.). Ma soprattutto lo Spagna Musso si sofferma sui diritti civici attinenti all'esercizio della funzione giurisdizionale. L' art. 24 Cost. afferma il diritto di adire gli organi giurisdizionali, ossia di agire in giudizio per far valere i proprii diritti ed interessi, anche contro gli atti amministrativi (art. 113 Cost.). Ancora afferma il diritto alla difesa, e quindi, implicitamente, il principio fondamentale del contraddittorio fra le parti in condizioni di parit. Per ci previsto il diritto dei non abbienti alla tutela giurisdizionale gratuita e il diritto alla riparazione degli errori giudiziari. Un problema particolarmente dibattuto quello della c.d. autodifesa, cio della facolt della parte nel processo di difendersi da sola, senza la rappresentanza e l'assistenza di un tecnico, procuratore od avvocato, come di regola avviene. 3. I DIRITTI POLITICI E GLI ISTITUTI DI DEMOCRAZIA DIRETTA Definizione: i diritti politici sono diritti soggettivi pubblici il cui esercizio attua in via immediata il principio della sovranit popolare. Implicano nei titolari la pretesa di partecipare alla formazione della volont politica mediante gli istituti di democrazia rappresentativa o mediante istituti di democrazia diretta. Sono nel ns. ordinamento: 1.....il diritto di elettorato attivo 2.....il diritto di elettorato passivo 3.....il diritto di associazione in partiti politici 4.....i due istituti di democrazia diretta del referendum e della iniziativa legislativa popolare. Tali diritti attengono ad uno status activae civitatis e quindi competono a tutti e ai soli cittadini. 1...il diritto di elettorato attivo Conferisce al cittadino la qualit di soggetto politico dell'ordinamento attribuendogli la pretesa di esercitare il c.d. diritto di voto regolato all'art. 48 Cost. (il quale lo classifica anche come dovere civico rendendo teoricamente giustificabili sanzioni contro chi omette di esercitarlo. Spetta a chi: - cittadino italiano - maggiorenne (il legislatore ordinario stabilisce la maggiore et, oggi 18 anni); per l'elettorato attivo al Senato il limite 25 anni - non si trovi in una situazione di incapacit elettorale prevista dalla legge (interdetti e inabilitati per infermit di mente, i falliti ma non oltre i 5 anni dalla sentenza, i sottoposti a misure di prevenzione di polizia e a misure di sicurezza, i condannati a pene che importino interdizione dai pubblici uffici e per delitti infamanti specifici, i membri e i discendenti di casa Savoia). N.B. lo Spagna Musso giudica negativamente i limiti di et discriminatori 2...il diritto di elettorato passivo comporta la facolt di presentarsi quali candidati alla titolarit di un ufficio elettivo e conferisce eventualmente la pretesa di essere eletti. Mentre ex art. 56 Cost. possono divenire deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni abbiano compiuto il venticinquesimo anno, per l'art. 58 Cost. il limite di et per il Senato di quarant'anni. Sono esclusi coloro che non hanno il diritto all'elettorato attivo e i titolari di un ufficio amministrativo, di un ufficio all'estero e i titolari di cariche in imprese aventi rapporti con lo Stato.

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Tale diritto rientra nel pi ampio diritto civico -non politico- di accesso agli uffici pubblici ex art. 51 Cost. Si noti che non tutti i pubblici funzionari sono dipendenti pubblici. Per esempio i parlamentari. Solo per i dipendenti pubblici che siano pubblici funzionari vale l'art. 97. Cost. che prevede la nomina per concorso. Lo Spagna Musso nota inoltre che nell'esperienza costituzionale nostra l'esercizio effettivo dell'elettorato passivo sia stato spesso leso dal modo oligarchico e pertanto antidemocratico con cui gli organi direttivi dei partiti procedono alla designazione dei candidati agli uffici pubblici elettivi. 4...Referendum Soprattutto riguardo il referendum sorto il problema di compatibilit fra democrazia rappresentativa e singole forme di democrazia diretta, data la possibilit di alterazione del corretto funzionamento dell'ordinamento (reiterazione di referendum nel corso della legislatura con intralcio dell'attivit di governo e parlamento, cui si aggiunge il significato politico degli esiti che influenza la stabilit del governo stesso). Per ci rimesso alla disciplina del legislatore ordinario regolare le modalit di esercizio di questi istituti in modo da non snaturarne il significato integrativo. Infatti il referendum pu definirsi come atto normativo con forza legislativa conferito alla volont popolare. Lo Spagna Musso distingue: Referendum statali, referendum regionali, territoriali. I referendum statali si distinguono a loro volta in referendum abrogativi e referendum confermativi. Referendum abrogativo: ex art. 75 Cost., su richiesta di 500000 elettori o di 5 Consigli Regionali indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione parziale o totale di una legge o di un atto avente valore di legge. Non possono essere sottoposte a referendum abrogativo: - le leggi di bilancio - le leggi di amnistia e di indulto - le leggi di ratifica dei trattati internazionali - le leggi tributarie (le prime tre sono d'altra parte atti di indirizzo politico sottratti al potere legislativo). Possono parteciparvi tutti i cittadini che possono essere elettori alla camera dei deputati. Procedimento del referendum abrogativo: a)__Iniziativa per la raccolta delle firme da parte dei promotori b)__Deposito delle sottoscrizioni presso la cancelleria della corte di cassazione c)__Accertamento della legittimit della richiesta effettuato per la parte procedurale dalla stessa Corte di cassazione, per l'ammissibilit costit. da un organo denominato "ufficio centrale per il referendum". d)__Indizione della votazione, previa delibera del Consiglio dei ministri con decreto del Presidente della Repubblica. e)__Votazione e scrutinio f)__Dichiarazione del risultato. Nel caso questo sia favorevole il capo dello Stato, previa attestazione dell'ufficio centrale per il referendum, dichiara con decreto l'abrogazione delle

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disposizioni di legge oggetto del referendum. L'abrogazione decorre di regola dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto nella gazzetta ufficiale. Per ragioni di opportunit si pu far decorrere fino a massimo 60 giorni dalla pubblicazione. per quanto riguarda i rischi di intralcio del referendum nel funzionamento delle istituzioni si ovvia soprattutto con limitazioni cronologiche e impedendo pi di una convocazione all'anno. Il referendum non ha corso quando durante lo svolgimento del procedimento la disposizione relativa venga abrogata o modificata sostanzialmente. Referendum conservativo: detto anche referendum costituzionale. E' regolato dall'art. 138 Cost. e per le modalit attuative dalla legge n. 352 del 1970. E' detto confermativo perch consiste in una conferma popolare delle leggi di revisione od integrazione costituzionale approvate nella seconda votazione solo a maggioranza assoluta da parte dei componenti delle camere e non con la maggioranza qualificata dei due terzi, nel caso in cui entro tre mesi dalla pubblicazione provvisoria di dette leggi modificative ne facciano richiesta come minimo un quinto dei componenti di una camera o cinquecentomila elettori o cinque consigli regionali. Il referendum confermativo consiste dunque in un concorso popolare alla determinazione di una volont di legislazione costituzionale come aggravamento della procedura di revisione. Cos la legge di revisione costituzionale appare come un atto complesso dovuto all'incontro di pi volont normative. Percio Spagna Musso rifiuta la tesi di parte della dottrina (Mortati) che considera il referendum solo come fatto giuridico collegato a conseguenze giuridiche. Solo il referendum consultivo, in cui il corpo elettorale esprime solo un una proposta od una parere giuridicamente non vincolanti, non ha natura normativa. Esso per di regola non si riscontra a livello statale ma solo a quello regionale ed infraregionale (es. Sardegna). Per quanto riguarda il referendum regionale esso pu essere indetto per: - approvare la fusione di regioni esistenti o per la creazione di nuove regioni - per abrogare o meno leggi o regolamenti regionali (l'ammissibilit dipende dallo Statuto) -per l'istituzione di nuovi comune e il cambio delle loro denominazioni (consultivi). 4bis...iniziativa legislativa popolare Il Popolo ex art. 71 Cost. pu esercitare direttamente l'iniziativa legislativa proponendo al parlamento, tramite almeno 50000 elettori, un progetto di legge redatto per articoli e il parlamento tenuto a prendere in considerazione tale progetto. Ex art. 123 Cost. riguardo gli statuti regionali, tale iniziativa possibile anche a livello regionale con le modalit previste dagli statuti. Fra gli istituti di democrazia diretta alcuni ricordano anche il diritto di petizione popolare con cui i cittadini portano a conoscenza delle camere determinate situazioni o necessit, chiedendo alle camere stesse di esaminare tali situazioni o di provvedervi tramite lo strumento legislativo. Tale diritto facilmente esercitabile in quanto spetta a ogni i cittadini anche non iscritti nelle liste elettorali, non richiede formalit e disegno di legge. 4. I DIRITTI CULTURALI Si tratta di diritti evidentemente collegati alla libert di manifestazione del pensiero che tutelano direttamente gli interessi con la cui protezione si realizza la libert e lo sviluppo della cultura.

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In virt degli art. 34 e 35 Cost. sono quattro le fondamentali situazioni soggettive concernenti direttamente la cultura: libert di arte, di scienza, di insegnamento ed il diritto all'istruzione. Fondamentale l'art. 33 Cost. da cui si ricava i principii di libert di arte, scienza e insegnamento (comma I). Si tratta di qualcosa di pi di quanto visto all'art. 21 tant' che non si incontra, nelle manifestazioni di arte e di scienza, il limite del buon costume che invece esiste per le generiche manifestazione di pensiero. Per quanto riguarda la libert di insegnamento lo Spagna Musso rigetta quelle tesi -sostenute anche in giurisprudenza- che vedono un ulteriore diritto al III comma nella previsione che enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza oneri per lo stato. In realt non si tratta di un diritto autonomo rispetto alla libert si insegnamento in quanto non si vede come possa sussistere quest'ultima senza quel diritto. Per quanto riguarda la precisazine "senza oneri per lo stato" secondo lo Spagna Musso ci non implica un divieto assoluto alla sovvenzione statale ma solo un limite posto per evitare una disparit di trattamento a favore di particolari indirizzi politico culturali. All'art. 34 Cost. si riconosce un diritto all'istruzione (o allo studio). E' un tipico diritto civico che in quanto tale compete a tutti e soli i cittadini conferendo loro la pretesa che lo stato predisponga una organizzazione scolastica d'ogni organo e grado. Lo Spagna musso non ritiene loro assimilabile come diritto di libert (tesi di Lo Zangara) il "dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio" ex art. 30 Cost. Infatti alla nozione di diritto alla librt elaborata dalla teoria dei diritti soggetivi estraneo ogni concetto di dovere. Quali sono i mezzi con cui lo Stato protegge o garantisce gli interessi cos sanciti ? Vi sar un intervento diretto (l'istituzione di scuole statali per tutti gli ordini e gradi) ed un altro di controllo in virt del potere di dettare le norme generali sulla istruzione. In particolare si citano i due istituti della "parit" e dell' "esame di Stato". Infine alle universit, dato il loro peculiare collegamento fra ricerca ed insegnamento, conferita una speciale autonomia (autonomia universitaria). 5. I DIRITTI ECONOMICI E I DIRITTI SOCIALI Si tratta di un tema di tale importanza da essere trattato in modo unitario in apposito titolo della carta costituzionale : titolo III della parte prima. Sono garantiti: a)Diritti economici (o libert economiche) - diritto alla propriet privata - libert di iniziativa economica privata b)Diritti sociali , in particolare per i cittadini lavoratori. La disciplina costituzionale in materia espressione di un fondamentale compromesso politico raggiunto in sede di assemblea costituente che mentre concede ai cittadini di esercitare la libert di iniziativa economica e il diritto alla propriet privata, nel contempo ne subordina l'esercizio ad una direzione pubblica dell'economia. Attraverso di essa lo Stato pu intervenire a favore dei cittadini pi deboli economicamente, rimuovendo gli ostacoli economico sociali al pieno sviluppo della persona umana ed alla democraticit dell'ordinamento. si configura cos come uno stato sociale .

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Le modalit di questo intervento sono rimandate al legislatore ordinario che dovr dare significato a formule come : "utilit sociale, preminente interesse generale", etc. C' dunque uno spazio discrezionale duttile alle spinte delle forze politiche del momento. a)Diritti economici il diritto di propriet privata. E' garantito dall'art. 42 Cost. che distingue propriet pubblica e privata di cui alla legge demandato l'obbligo di garantirne la funzione sociale e l'accessibilit a tutti. Nella tutela compreso anche il diritto alla successione mortis causa. Per tutelare gli interessi collettivi sono posti : -limiti al diritto . Oltre quelli visti della funzione sociale e della accessibilit a tutti ve ne sono altri particolari. L'art. 44 Cost. prende infatti in considerazione la propriet terriera privata che con la finalit di un razionale sfruttamento del suolo e per l'equit dei rapporti sociali viene limitata (pericolo latifondo), ne promossa ed imposta la bonifica, viene aiutata la piccola e media propriet e disposti provvedimenti a favore delle zone montane. Vi sono poi limiti che danno fondamneto all'interrvento dello Stato: art. 42 Cost. riguardo la possibilit di esproprio. la Corte Costituzionale ha stabilito che l'indennizzo non deve comportare un integrale risarcimento, bens un equo contributo secondo parametri fissati dalla pubblica amministrazione senza che abbia valore puramente simbolico ed irrisorio. Ancora l'art. 43 Cost. legittima collettivizzazioni o nazionalizzazioni di imprese determinate o di loro categorie, che a fini di utilit generale e con legge si possono riservsre originariamente o trasferire (per espropriazione) allo stato, ad enti pubblici, a comunit di lavoratori o utenti, purch : 1. si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio 2. abbiano carattere di preminente interesse generale. -provvedimenti di incentivazone a favore di determinate forme di propriet. Abbiamo gi visto l'art. 44 Cost. sulla proprit terriera e vediamo l'art. 47 Cost. che prevede il favorire l'accesso del risparmio popolare alla propriet dell'abitazione, alla propriet diretta coltivatrice ed all'investimento azionario nei grandi complessi produttivi del paese. La libert di iniziativa economica. Consiste nella possibilit per ogni soggetto privato, persona fisica o soggetto astratto di diritto, di porre in essere una attivit economica organizzata al fine della produzione o scambio di beni o servizi. Anch'essa incontra limiti costuituzionali. All'art. 41 Cost. si dichiara che l'iniziativa economica non pu svolgersi in contrasto con l'utilit sociale o con forme d'esercizio che siano di danno alla sicurezza, libert, dignit. Ci giustifica l'intervento dello Stato mediante una politica di programmazione economica nelle forme e con forza di legge. Ancora riguardo i diritti economici va ricordata la tutela della cooperazione economica e dell'artigianato ( art. 45 Cost. ), del risparmio nelle sue varie forme ( art. 47 Cost. ), il riconoscimento del diritto dei lavoratori a collaborare nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi alla gestione delle aziende ( art. 46 Cost. ). Ma la cogestione aziendale , per Spagna Musso, non tanto un diritto soggettivo quanto un programma di politica economica che si traduce in un obbligo costituzionale a carico del legislatore, con varii profili di discrezionalit, e finora non realizzato perch la sua attuazione non stata sostenuta da alcuna forza politica.

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b) Diritti sociali In collegamento ai valori sanciti all'art. 3 Cost. il nostro si pu dire uno Stato sociale. 1. Il diritto al lavoro ex art. 4 Cost. E' un principio essenziale del nostro ordinamento. La dottrina concorde nel ritenere che si tratti non di un diritto in senso tecnico che da azione in giudizio per la sua soddisfazione, ma solo un orientamento programmatico imposto al legislatore che, anche ai sensi dell'art. 4 Cost., deve promuovere le condizioni per rendere effettivo tale diritto. Per lo Spagna Musso per in tale art. vengono in rilievo delle facolt e delle pretese che non richiedono l'intervento del legislatore : infatti il lavoro oggetto del diritto pu intendersi sia in senso lato come qualsiasi attivit umana tendente alla produzione di una qualsiasi utilit sociale - e in tal senso stabilit la libert di lavoro - sia come lavoro svolto in condizione di subordinazione o di inferiorit. E in questo significato non pu esistere una pretesa in senso tecnico ad ottenere un lavoro subordinato o a mantenerlo, ma solo un programma rimesso alla volont del legislatore ordinario. Un momento realizzante tale programma pi considerarsi per esempio la Legge n. 300 del 1970 sullo statuto dei lavoratori. Il diritto al lavoro ha anche per un carattere di doverosit cos che il cittadino, qualora rinunzi allo svolgimento di una attivit lavorativa in mancanza di una giustificazione oggettiva, pu essere oggetto di determinate sanzioni. 2. Il diritto all'emigrazione ex art. 35 Cost. che non un mero diritto di libert in quanto conferisce la pretesa per il cittadino che lavora all'estero di ottenere prestazioni assistenziali da parte dello stato. 3. Il diritto dei lavoratori subordinati ad una retribuzione proporzionata al lavoro svolto, al riposo settimanale ed a ferie annuali retribuite ex art. 36 Cost. 4. Il diritto della donna lavoratrice e del minore ad ottenere a parit di lavoro, parit di retribuzione ex art. 37 Cost. 5. Il diritto dei cittadini inabili al mantenimento e all'assistenza sociale ex art. 38 Cost. 6. Il diritto alla salute ex. art. 32 Cost. con particolare rilievo all apretesa all'assistenza sanitaria che deve avere carattere gratutito se trattasi di indigenti e che ex art. 117 Cost. rientra nell'ambito del potere normativo delle regioni. 7. infine il diritto di sciopero e la libert di associazione sindacale (che si vedranno poi). 6. I PATTI INTERNAZIONALI SUI DIRITTI DELL'UOMO E LA CONDIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO. La maggior parte dei diritti soggettivi pubblici tutelati direttamente dalla nostra Costituzione riceve tutela indiretta anche da Dichiarazioni od accordi di diritto internazionale ai quali il nostro paese ha aderito. la loro violazione non solo allora un illecito costituzioanale ma lo anche per il diritto internazionale. a) La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo approvata dall'assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Secondo lo Spagna Musso tale dichiaazione, non prevedendo meccanismi sanzionatori , non ha valore giuridico bens solo etico-politico. b) La Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libert fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 e i relativi protocolli addizionali prevedono una commissione europea

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per i diritti dell'uomo ed una relativa corte cui anche i singoli, pur con una complessa procedura, possono ricorrere. Essa ha dunque carattere giuridico. c) L'Italia ha poi aderito nel 1967 alla Convenzione sui diritti politici della donna adottata a New York nel 1953. d) Ancora abbiamo aderito al Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali e a quello relativo ai diritti civili e politici di new York del '66. Tale duplice tutela chiarisce quale sia la condizione giuridica dello straniero in italia. Principio fondamentale all'art. 10 Cost. che rinvia appunto ai trattati internazionali. Per quanto riguarda i diritti politici, avendo come presupposto lo status civitatis, non sono assolutamente attribuibili allo straniero. I diritti civili invece non sono costituzionalmente garantiti allo straniero ma ci non toglie che la legge ordinaria li possa ugualmente attribuire. I diritti di libert invece sono riconosciuti a tutti gli esseri umani nella nostra Costituzione. E' vero che per alcuni diritti di libert come il diritto di riunione la lettera della legge li attribuisce solo ai cittadini ma anche in questo caso di mancanza di tutela costit. la legge pu estenderli anche agli stranieri. La condizione di reciprocit disposta dall'art. 16 delle disposizioni sulla legge in generale si applica solo in caso che non contrasti con la materia costituzinale. Sono attribuiti nella Costituzione allo straniero : Il diritto di asilo politico . ex art. 10 Cost. qualora nel suo paese non possa ottenere l'effettivo esercizio delle libert democratiche garantite dalla Costituzione italiana. Il divieto di estradizione dello straniero per reati poolitici in analogia al divieto di estradizione del cittadino ex art. 26 Cost. l'unica deroga deriva dalla legge Costituzionale 21 gugno 1967 n. 1 per il delitto di genocidio. 6bis. I DOVERI COSTITUZIONALI Def. Dovere una situazione soggettiva passiva, ossia di svantaggio, in relazione alla quale il titolare vincolato ad una determinato comportamento in funzione della tutela di uno specifico interesse. Def. Sono doveri pubblici i doveri imposti ai soggetti privatiin funzone della tutela di un interesse collettivo. Si noti che a volte si usa il termine "obbligo costituzionale" come sinonimo di "dovere costituzionale". In realt il significato prevalente di obbligo costituzionale quello di specificazione da parte del legislatore ordinario di un dovere generale prevvisto dalla Costituzione. Oppure in un'altra accezione di vincolo a tenere un certo comportamento posto a carico di una autorit pubblica. Def. Esistono poi anche i cosiddetti diritti-doveri , il cui esercizio doveroso in quanto comportano una pretesa a porre in essere una pubblica funzione ( es. i diritti politici ). In questi vi quella immediata commistione fra interesse individuale e collettivo che manca nei veri e proprii doveri costituzionali.

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In ogni caso, i doveri sanciti Costituzionalmente non possono essere fatti valere direttamente dal potere esecutivo se , prima , non intervenuto il legislatore ordinario a regolare le prestazioni dovute ( ci contro il pericolo di restrizione della libert dei soggetti privati da parte del potere esecutivo ). Questo il significato dell'art. 23 Cost. dove prevede che nessuna prestazione personale o patrimoniale pu essere imposta se non in base alla legge. Innanzitutto da richiamare l'amplia formulazione pi che di natura tecnico-giuridica eticopolitica dell'art. 2 Cost. che richiede l'adempimento dei doveri di solidariet politica, economica e sociale. Trattasi di un presupposto rafforzante gli specifici doveri sanciti successivamente. Art. 52 Cost. : dovere della difesa della patria che si specifica come obbligo del servizio militare nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge. La difesa militare, secondo dottrina e giurisprudenza prevalente, non coincide con la difesa militare. Il servizio militare il modo ordinario ma non esclusivo dell'ademoimento di detto dovere. Vista la tutela dei comportamenti ispirati a convincimenti morali e religiosi ex art.2 . 19 , 21 Cost. e l' art. 52 Cost. affermante la riserva dei limiti e modi stabiliti dalla legge e l'ispirazione dell'ordinamento delle forze armate "allo spirito democratico della repubblica, sono ammissibili forme sostitutive del servizio militare, come la prestazione di un servizio di solidariet civile oppure la limitazione del servizio stesso come l'inserimento in reparti non combattenti. Art. 53 Cost. che sancisce il dovere di concorso alle spese pubbliche a carico di tutti (anche degli stranieri se possessori di beni economici nel territorio italiano) "in ragione della loro capacit contributiva". Esiste dunque un limite costituzionale alla discrezionalit del legislatore ordinario nell'imporre prestazioni patrimoniali ai sensi dell'art. 23 Cost. I contributi vanno imposti infatti non con un criterio di proporzionalit per tutti ma seguendo un paramentro di pi alta contribuzione a carico di chi possiede maggiore ricchezza. Criterio di progressivit riferibile ovviamente al sistema tributario nel suo complesso e non di necessit a ciascun tributo (in merito esistono decisioni del'66 e del '68). Tuttavia anche con tale interpretazione il criterio della progressivit per lo Spagna Musso non rispettato in quanto nel nostro sistema prevale il gettito fiscale delle imposte indirette , che colpisce il consumo di un bene per se considerato, su quello delle imposte dirette proporzionato

alla capacit contributiva dei titolari. Art. 54 Cost. : sancisce il dovere di essere fedeli alla repubblica e di osservare la costituzione e le leggi. Il secondo comma si riferisce poi in particolare a coloro cui sono affidate funzioni pubbliche.

LE FORMAZIONI SOCIALI A FINI COSTITUZIONALI Una prima definizione delle formazioni sociali : enti in posizione intermedia fra individuo e stato che aggregano titolari di interessi di varia natura secondo finalit specifiche. La costituzione

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prende atto della situazione ma non considera sufficientemente per lo Spagna Musso il problema dei rapporti fra queste e l'organizzazione dei pubblici poteri. Essa tutela in via generale l'associazionismo con l' art. 18 Cost. e prende anche in considerazione la famiglia (art. 29 e 31 Cost.) e le associazoni religiose (art. 19 e 20 Cost.) ed ancora le collettivit locali (art. 5 , 114 , 133 Cost.). Sono invece vietate per la loro essenza antidemocratica alcune formazioni come le associazioni segrete, le politiche con organizzazioni militari, il partito fascista. Altre debbono ritenersi vietate anche se non lo sono esplicitamente : gruppi di pressione e delinquenza organizzata. Preminente importanza per l'incidenza diretta sulla forma di governo hanno invece i partiti politici e i sindacati. I PARTITI POLITICI L'art. 49 Cost. dispone che tutti i cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Liberamente : l'unica limitazione al diritto di iscriversi ai partiti -a carattere peraltro facoltativo perch rimessa alla volont del legislatore ordinario- quella prevista dall'ultimo comma dell'art. 98 Cost. per alcune categorie di pubblici funzinarii. - magistrati - militari di carriera in servizio attivo - funzionarii ed agenti di polizia La limitazione stata per fatta valere solo per i funzoinarii ed agenti di polizia. Nell'art. non troviamo una definizione di partito. Esso pu considerarsi in senso lato come ogni associazione a fini politici (comprendente cos anche movimenti, leghe, comitati elettorali, etc.). In senso stretto quelle associazioni a fini politici caratterizzate da : - stabile organizzazione - particolare programma politico Nell' articolo si prla di " metodo democratico ". nasce il problema di stabilire se la democraticit riguardi solo l'azione esterna dei partiti o se invece riguarda la loro organizzazione interna e in tal caso si potrebbe persino ritenerli come organi od istituzioni pubbliche o come minimo potrebbero soggiacere ad un rilevante controllo statale. Diritto privato o diritto pubblico ? Dal punto di vista logico l'esistenza di una democraticit interna sarebbe indispensabile alla vita democratica dello stato visto che solo attraverso i partiti i cittadini possono intervenire nell'andamento del paese e non vi sarebbe uno stato democratico se lo strumento intermediario

con i cittadini non lo fosse. Tuttavia in sede costituente stato rilevante il timore di legittimare in qualche modo un potere di controllo e in realt di ingerenza ugualmente antidemocratico. Perci bisogna ritenere che il disposto costituzionale non obblighi ma solo facoltizzi il legislatore ordinario a dare una disciplina di diritto pubblico ai partiti. Essi allora si configurano attualmente come formazioni sociali che si modellano quanto a disciplina di riferimento al diritto privatistico delle associazioni di fatto, una disciplina espressione di un diritto di libert.

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Una indipendenza dal diritto pubblico e dallo Stato che per lo Spagna Musso coerente con il divieto di mandato imperativo sancito dall'art. 67 Cost. a carico dei parlamentari nella loro attivit di rappresentanza politica, cosicch la disciplina di partito non si tramuta in obbligo costituzionale per il parlamentare di seguire necessariamente gli indirizzi politici della propria formazione politica. N.B. Il riferimento letterale ad un "metodo democratico" e non anche a finalit democratiche consente di escludere che un partito avente nel suo programma il mutamento del regime di democrazia pluralista ma rispettoso nella sua attivit esterna della legalit costituzionale possa essere legittimamente sciolto d'autorit. I Partiti nell'esperienza costituzionale : Lo Spagna Musso parla di democraza pluralista quale stato di partiti, con la quale espressione si vuole sottolineare come essi costituiscano le istituzioni portanti del sistema politico. Si pensi alle crisi di governo per deliberazione della direzione di un partito, al vincolo di fatto dei parlamentari alla volont del partito cui appartengono. Essi si presentano come delle istituzioni dotate di un proprio ordinamento giuridico indipendente da quello dello stato con statuti che ne regolano l'organizzazione. E di regola la regolano secondo un principio di democraticit, fatta eccezione per il movimento sociale italiano e per la particolare configurazione dell'ex PCI (principio del centralismo democratico). Il principio di democraticit interna implica in via conseguenziale che quasi tutti i partiti (eccezione pi rilevante quella del partito comunista) siano organizzati in correnti, ossia in parziali aggrgazioni di iscritti fondate sull'elaborazione e sul sostegno di particolari linee di indirizzo nell'ambito di quello comune. Talvolta all'interno di una singola corrente possono formarsi delle frazioni. Il prevalere di frazioni e correnti si dovrebbe, almeno teoricamente, verificare nel rispetto del principio maggioritario. Al contrario nell'esperienza si assistito ad una serie di tendenze oligarchiche collegate o alla burocrazia partitica, o al mancato ricambio della classe dirigente, oppure all'esistenza di particolari gruppi di pressione. Il finanziamento pubblico ai partiti : con la motivazione che le forme di finanziamento privato dei partiti politici implicano sempre conseguenze negative ai fini del rispetto del principio di democraticit (per i fenomeni dei gruppi di pressione, prevalenza di oligarchie interne, corruzione di istituzioni pubbliche) si approvata la legge n. 195 del 1974 con successive integrazioni e modificazioni che prevede il finanziamento pubblico ai partiti. Problemi : 1...Tale finanziamento costituzionalmente legittimo ? La costituzione che prende in considerazione il finanziamento pubblico alle scuole private per negare che sia un diritto dei privati ( art. 33 Cost. ) e ammette il controllo delle fonti di finanziamento della stampa periodica ( art. 21 Cost. ) tace completamente su questo punto. A legittimare tale finanziamento sta il fatto che i partiti, pur non essendo organi od enti dello stato ma associazioni , svolgono un ruolo essenziale e irrinunciabile per il necessario concorso dei cittadini alla determinazione della politica nazionanale. Devono allora considerarsi come istituzioni ausiliarie dello stato che, in mancanza di previsione costituzionale, possono da esso essere finanziate legittimamente. 2...Se si , un obbligo o una facolt costituzionale per lo stato ?

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Senza dubbio trattasi di una facolt perch non possibile giuridicamente richiamare l'art. 3 Cost. che impone l'obbligo allo stato di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale alla partecipazione politica. Infatti non specifica la modalit della rimozione ed anche ormai dubbio che il finanziamento dei partiti sia uno strumento veramente efficacie per eliminare i difetti antidemocratici partitici sopra visti. 3...Se si , quali sono le sue procedure compatibili con il dettato costituzionale ? Il criterio fondamentale , ovviamente , per la distribuzione dei fondi pubblici destinati ai partiti deve essere quello di non privilegiare alcuna forza politica nei confronti delle altre. La citata legge prevedeva contributi finanziarii ai singoli partiti essenzialmente in ragione della loro consistenza parlamentare. Lo Spagna Musso, gi prima dei noti avvenimenti giudiziarii in materia, notava (1992) come i controlli sul finanziamento (sottinteso illecito) dei partiti fosse " pi nominale che reale " e come non si fosse appunto riusciti ad eliminare il finanziamento privato. I SINDACATI Il termine sindacato pu essere inteso in due accezioni : quella generale comprende qualsiasi tipo di associazione mirante a tutelare gli interessi economici collettivi di coloro che svolgono una attivit lavorativa e pertanto sia le associazioni di lavoratori subordinati (od anche autonomi) sia le associazioni di imprenditori, le quali tutte indistintamente ricevono tutela costituzionale per mezzo dell' art. 39 Cost. Quella comune si riferisce esclusivamente alle associazioni dei lavoratori subordinati od autonomi. E' quest'ultima invece a potersi collegare con l'art. 3 Cost. in quanto in armonia con l'esigenza di rimuovere gli ostacoli di ordine economico sociali al pieno sviluppo della persona umana e di realizzare l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese. Art. 39 Cost. L'organizzazione sindacale libera. Ai sindacati non pu essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. E' condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalot giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti all ecategorie alle quali il contratto si

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E' subito da notare che i commi successivi al primo , rivolti a fornire ai sindacati personalit giuridica al fine di renderli idonei a stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie cui il contratto si riferisce (erga omnes), sono rimasti privi di attuazione essendo stata respinta dalle stesse forze sindacali. Sebbene la dottrina dominante ritenga che che i succitati commi costituiscano un obbligo a carico del legislatore ordinario lo Spagna Musso propende a parlare solo di facolt, vista la lettera che usa il termine potere in luogo di dovere al comma II. Tratterebbesi di disciplina avente valore di suggerimento , di proposta preferenziale da parte dell'assemblea costituente. Dunque anche i sindacati, come i partiti, vanno definiti come formazioni sociali che si modellano quanto a normativa di riferimento sulla disciplina delle associazioni non riconosciute, di fatto ( art. 36 ss. c.civ. ), prive sia di personalit giuridica che di personalit di diritto pubblico. Ne deriva che al presente la contrattazione collettiva sfocia nella stipula di un contratto collettivo di diritto privato che non applicabile erga omnes ma solo nei confronti degli iscritti alle associazioni sindacali che lo hanno stipulato. Si era cercato di ovviare a ci con la legge n.741 del 14 luglio 1959 conferendo indirettamente a tali contratti efficacia erga omnes con il recepimento delle loro clausole in decreti legislativi del governo. Tuttavia la Corte Costituzionale nel 1962 ne ha dichiarato l'illegittimit. Gli strumenti di cui i sindacati normalmente si avvalgono sono l'esercizio del diritto di sciopero e il potere di contrattazione collettiva (istituti che hanno assunto connotazioni parzialmente divergenti da quelle per cui sono stati garantiti nella carta costituzionale). 1) il diritto di sciopero. E' riconosciuto in deroga ai principi di diritto comune poich in tal modo l'astensione dal lavoro non considerata inadempienza contrattuale e non implica la risoluzione del rapporto di lavoro. La giustificazione di ci sta nella volont di correggere la posizione di diseguaglianza e di inferiorit economico sociale dei lavoratori rispetto agli imprenditori cui invece non costituzionalmente garantito il contrapposto diritto di serrata, ossia di sospensione ai fini di un conflitto di lavoro dell'attivit aziendale disposta dagli imprenditori medesimi. Pu definirsi sciopero invece ogni astensione collettiva dal lavoro dei lavoratori subordinati ai fini di tutelare i propri interessi connessi al rapporto di lavoro. L'art. 40 Cost. dispone che il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano. Tuttavia manca tuttora una legge che disciplini in via organica l'esercizio del diritto di sciopero in attuazione specifica dell'art. 40 Cost. cos che l'individuazione dei suoi limiti rimessa essenzialmente alla giurisprudenza della magistratura ordinaria e costituzionale. L si sono fatti sentire, secondo Spagna Musso, notevoli influenzamenti ideologici. Basti pensare che la carta costituzionale nell'intenzione dell'assemblea costituente voleva proteggere solamente gli scioperi aventi finalit economiche di carattere contrattuale, escludendo dalla garanzia costituzionale i cosiddetti scioperi politici e di solidariet. Al contrario la corte costituzionale dopo aver inizialmente negato la validit dello sciopero politico ne ha successivamente riconosciuto la

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legittimit a condizione che non sia diretto a sovvertire l'ordinamento costituzionale oppure ad ostacolare il libero esercizio dei poteri nei quali si esprime la sovranit popolare. Ancora la giurisprudenza della corte costituzionale ha ammesso la legittimit dello sciopero dei pubblici dipendenti con l'eccezione degli appartenenti alle forze armate e a quelle di polizia e di quanti svolgono compiti connessi a valori fondamentali quali ad esempio l'integrit della vita. Sono illeciti forme di lotta come il sabotaggio, l'occupazione, il danneggiamento dei locali di lavoro, la coartazione dell'altrui libert di lavoro, etc. In definitiva la storia sindacale italiana ha visto la trasformazione delle finalit sindacali da meramente salariali a preminentemente politiche, al di fuori delle previsioni costituzionali ma non della legittimit costituzionale. Le forze sindacali sono divenute interlocutrici costanti delle forze politiche e gli stessi governi in carica ricercano di frequente il preventivo assenso delle confederazioni sindacali al loro indirizzo politico, le quali hanno persino assunto un ruolo parzialmente concorrenziale con quello dei partiti tendente, secondo lo Spagna Musso a modificare la forma di governo stessa interferendo nella relazione elettori-parlamento-governo tipica dei regimi parlamentari. Il loro peso infine dimostrato dalla legislazione vigente che ha attribuito loro: competenze di designazione per quanto riguardo un certo numero di componenti il consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, cons. sup. pubblica amministrazione, consigli scolastici e consigli di amministrazione di enti pubblici; competenze consultive per esempio riguardo l'attivit del CIPE (comitato interministeriale per la programmazione economica ) in materia di occupazione; interventi in procedimenti normativi (nella loro fase preparatoria ) interventi in procedimenti giurisdizionali come le varie attribuzioni in tema di processo del lavoro conferite dallo Statuto dei lavoratori (Legge n. 300 del 1970).

ORGANI COSTITUZIONALI Abbiamo definito come costituzionali gli organi essenziali per la qualificazione della forma di governo di una comunit statale. Nello stato italiano sono organi costituzionali : 1. il corpo elettorale 2. il parlamento 3. il governo 4. il presidente della repubblica 5. il consiglio superiore della magistratura 6. la corte costituzionale Fra gli organi costituzionali si distinguono gli organi costituzionali di indirizzo e gli organi costituzionali di garanzia. Gli organi costituzionali di indirizzo sono quelli che mediante l'esercizio delle loro competenze concorrono a determinare l'indirizzo politico, ossia la scelta dei fini ultimi dell'attivit pubblica e realizzano gli orientamenti della volont popolare. Sono :

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- il corpo elettorale - il parlamento - il governo Gli organi costituzionali di garanzia sono quelli che nell'ambito delle loro competenze garantiscono la conformit alla normativa costituzionale dell'esercizio delle funzioni pubbliche. Sono : - il presidente della repubblica - il consiglio superiore della magistratura - la corte costituzionale N.B. Talvolta gli organi di indirizzo svolgono anche taluni atti di garanzia (si pensi alla possibilit di mettere sotto accusa il presidente della repubblica ). Non vanno confusi con gli organi costituzionali altri organi statali, pur contemplati dalla costituzione, che vengono definiti organi di rilievo costituzionale : 1. il consiglio nazizonale dell'economia e del lavoro 2. il consiglio di stato 3. la corte dei conti 4. il consiglio supremo di difesa Infine si ricordano alcuni soggetti previsti dalla costituzione ma al di fuori dell'organizzazione dello stato persona pur essendo fondamentali per la vita statale: - partiti politici e sindacati - enti pubblici territoriali

Organi costituzionali Lapparato organizzativo il contrappunto dei principi sui quali si fonda la nostra societ/il nostro ordinamento. Organi costituzionali : organi essenziali per la qualificazione della forma di governo di una comunit statale, al vertice dell'organizzazione pubblica in posizione paritaria fra loro e di supremazia nei confronti degli organi ordinari. Si tratta del corpo elettorale, il parlamento, il governo, il presidente della repubblica, il consiglio superiore della magistratura e la corte costituzionale. Si distinguono: organi costituzionali di indirizzo, quelli che mediante l'esercizio delle loro competenze concorrono a determinare l'indirizzo politico, ossia la scelta dei fini ultimi dell'attivit pubblica. Sono il corpo elettorale, il governo e il parlamento. organi costituzionali di garanzia, che garantiscono, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, la conformit alla normativa costituzionale dell'esercizio delle funzioni pubbliche. Sono il presidente della repubblica, il consiglio superiore della magistratura e la corte costituzionale.

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Ci non toglie che gli organi costituzionali di indirizzo non esercitino anche attribuzioni di garanzia (ad es. il controllo politico del parlamento nei confronti del governo, o le attribuzioni di controllo del governo nei confronti degli enti territoriali) ma ci si riferisce alla funzione prevalente. Distinti dagli organi costituzionali appena visti esistono poi anche altri soggetti costituzionali al di fuori della organizzazione dello stato persona che non possono quindi essere considerati organi di questo: partiti politici, sindacati, enti pubblici territoriali, svolgenti anch'essi un ruolo costituzionale essenziale. Vi sono allora altri organi statali costituzionalmente previsti che per non hanno un ruolo primario, detti organi di rilievo costituzionale (ma non organi costituzionali), come i precedenti: consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, il consiglio di stato, la corte dei conti, il consiglio suprema di difesa IL CORPO ELETTORALE E' la parte politicamente attiva del popolo ...requisiti : possesso della cittadinanza , maggiore eta' (per il senato 25 anni) , capacita' di agire .. limitabile solo per legge ,per motivi di incapacita' civile , per effetto di una sentenza irrevocabile o per ragioni di indegnita' morale ELETTORATO ATTIVO anche i non vedenti devono votare ed i portatori di handicap ..e' ammessa l'assistenza di un elettore di loro fiducia che tuttavia pu' espletare questo compito una sola volta per un solo elettore l'uguaglianza di voto stata interpretata da qualcuno come fonte costituzionale del sistema proporzionale ...i requisiti del voto sono :l'uguaglianza del voto , la libert' e la segretezza ELETTORATO PASSIVO motivi di incapacit' elettorale : tutti quelli dell'elettorato attivo + 25 anni per la camera 40 per il senato ...+ casi di ineleggibilit (sindaci consiglieri e deputati regionali presidenti delle giunte ecc ecc) perch' nell'art.51 ogni cittadino pu accedere alle cariche elettive in condizione di eguaglianza ... + coloro che hanno impegni in altri stati (diplomatici consoli viceconsoli ecc) + i rappresentanti di societ' o imprese legali obbligati con lo stato a seguito di contratti di opere o somministrazioni ecc. di notevole entita' economica + principio di incompatibilita' ORGANIZZAZIONE DEL CORPO ELETTORALE ciascun elettore e' incaricato in un collegio comprendente un numero di elettori variabile secondo la popolazione ..l'elettore e' chiamato a votare nel comune in cui e' iscritto ..le liste elettorali vengono continuamente aggiornate I SISTEMI ELETTORALI piu' diffusi : MAGGIORITARIO CLASSICO (dove esistono 2 partiti) il candidato che ha totalizzato il maggior numero di voti consegue l'unico seggio a disposizione nella circoscrizione MAGGIORITARIO CON BALLOTTAGGIO viene eletto il candidato che ha raggiunto il 50 % +1 dei voti validi ...se nessuno ha realizzato tale risultato viene ripetuta la votazione in data predeterminata ma soltanto tra i primi due PROPORZIONALE DI HONDT (x consigli comunali in Sicilia) PROPORZIONALE A QUOZIENTE RETTIFICATO (x elezione dei consigli regionali) PROPORZIONALE CON CLAUSOLE DI SBARRAMENTO (Germania e per l'elezione della camera dei deputati ) ELEZIONE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA : i seggi sono assegnati a ciascuna regione in base alla consistenza di ciascuna di esse ...sopra a 7 tranne Molise 2 e Val d'Aosta 1... se ne eleggono 315 .. eletto a base regionale ....tutto cio' e' previsto dalla costituzione ...il parlamento ha la facolta' di decidere sul sistema elettorale ...3/4 con sistema maggioritario...1/4 con il proporzionale (tranne Val d'Aosta e Molise che usano il solo maggioritario)..se non si appartiene ad un gruppo non si pu partecipare al proporzionale ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI n. dei componenti 630 ...metodo di ripartizione secondo la proporzione degli abitanti di ogni circoscrizione ...3/4 maggioritario 1/4 proporzionale Il referendum di modifica della legge elettorale di aprile 1999 (nullo perch non si raggiunse il

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quorum di validit: ossia il 50 per cento pi uno degli aventi diritto al voto) mirava a combattere leccessiva frammentazione del sistema politico, a ottenere uno sfoltimento dei partiti in Parlamento che uno dei primi obiettivi del sistema maggioritario, a semplificare il nostro variegato panorama politico e a consolidare/rafforzare il sistema bipolare e maggioritario. I promotori del referendum si proponevano labolizione del voto di lista per lassegnazione del 25% dei seggi. Si proponevano, quindi, di abolire la quota proporzionale a favore degli sconfitti nel maggioritario, recuperando/ripescando, cio, quel 25 per cento di seggi attribuendoli ai primi non eletti dei collegi uninominali (attraverso il recupero dei candidati sconfitti nella votazione maggioritaria e lelezione di 155 deputati tra i candidati non eletti nei collegi uninominali). Anche in caso di vittoria del s e di abolizione della quota proporzionale sarebbe stata comunque necessaria una nuova legge elettorale che, sulla scia del referendum abrogativo, razionalizzasse quel risultato. IL REFERENDUM ABROGATIVO regolato dall'art. 75 e 134 cost. disponendo su: (a).oggetto (e' indetto dal capo dello stato per deliberare l'abrogazione totale o parziale di una legge o atto avente valore di legge con esclusione di quelle leggi espresse dall'art. 75: tributarie e di bilancio (ps: il decreto legge , per la sua breve vigenza, e' da escludersi che possa essere sottoposto a referendum).....(b). la richiesta (500.000 elettori o 5 consigli regionali ...ai promotori .che devono depositare le firme e i certificati elettorali, va notificata l'ordinanza con cui l'ufficio centrale per i referendum rileva irregolarita' ..essi hanno "potere" .) ...(c)i chiamati a dare il voto (... "tutti i cittadini titolari dell'elettorato attivo per la camera") (d) condizioni per l'approvazione della proposta (prescritta la partecipazione della maggioranza del corpo elettorale ..la richiesta di abrogazione deve conseguire la maggioranza dei voti espressi) (e) rinvio alla disciplina con legge delle modalita' di attuazione IL REFERENDUM COSTITUZIONALE previsto dall'art. 138 Cost. : il procedimento approvativo delle leggi di revisione costituzionale (dove la legge deve essere deliberata due volte) puo' essere interrotto dal referendum costituzionale (entro 3 mesi dalla loro pubblicazione) qualora ne facessero richiesta 500.000 elettori , 5 consigli regionali , 1/5 dei componenti della camera ...non si richiede anche il quorum di partecipazione ...non si fa luogo a referendum se la legge e' stata approvata alla seconda deliberazione da 2/3 delle camere ALTRI INTERVENTI DEL CORPO ELETTORALE gli statuti regionali devono contenere la previsione di consultazioni popolari ...gli art.132, 133 prevedono altri atti deliberativi :per la fusione di regioni o creazione di altre (con un minimo di 1 milione di ab.)quando ne facciano richiesta consigli regionali che rappresentino almeno 1/3 della pop. interessata ..la proposta deve essere approvata con referendum dalla maggioranza della pop. stessa ..oppure ... mutamento delle circoscrizioni e creazione di nuovi comuni INIZIATIVA LEGISLATIVA l'art 71,2comma Cost. prevede la potest di 50.000 elettori di esercitare la proposta legislativa mediante progetto redatto in articoli Il corpo elettorale quale organo costituzionale di base E' detto di base o primario perch la sua volont costituisce la fonte di legittimazione del potere statale, ed costituito da tutti i cittadini aventi diritto di voto. La sua importanza si ricollega direttamente al principio della sovranit popolare ex art. 1 Cost. E' l'organo che consente la attuazione degli istituti di democrazia diretta (referendum e iniziativa legislativa popolare) e degli istituti di democrazia rappresentativa (le elezioni). Per parte della dottrina il corpo elettorale non sarebbe un organo statale ma costituirebbe una entit esterna allo stato. Per lo Spagna Musso non condivisibile l'idea della estraneit allo stato, qualche dubbio sulla possibilit di parlare di organo dell'intera comunit statale per il fatto che la qualifica di organo implica la imputazione ad un ente o persona giuridica e la comunit statale intesa globalmente come ordinamento priva di personalit. Principi costituzionali in materia di elettorato attivo Art. 48 Cost.: sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne che hanno raggiunto la maggiore et e godono dell'elettorato attivo, ossia del diritto di eleggere nelle elezioni politiche e in quelle amministrative. Elettorato passivo invece il diritto di essere eletti. Ai sensi dello art. 58 Cost.

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per per la elezione dei senatori necessario il compimento del venticinquensimo anno di et. Sempre allo art. 48 Cost. vengono fissati i principi costituzionali in materia di voto: universalit, personalit, uguaglianza, libert e segretezza. - Suffragio universale (in contrapposizione al suffragio ristretto) significa che sono elettori indistintamente tutti i cittadini. La storia di Italia conosce uno sviluppo in materia vedendo inizialmente riconosciuto un suffragio universale ristretto unicamente ai maschi con legge n. 1985 del 1918 e solo con d.l.g.t. 1 febbraio 1945 n. 23 il diritto di voto stato concesso anche alle donne. - Personalit del voto significa invece che non ammesso l'esercizio del voto per interposta persona, cio per procura. - Uguaglianza del voto implica il divieto del voto plurimo, ossia di attribuire il diritto di esprimere due o pi voti alla stessa persona (ad es. in Inghilterra fino alla seconda guerra mondiale i laureati avevano diritto ad un secondo voto). - Libert e segretezza del voto che sono principi ovvi in un ordinamento di democrazia pluralista. L'art. 48 Cost. sancisce inoltre che il diritto di voto anche un dovere civico (diritto - dovere), salve le limitazioni previste dallo art. medesimo: a)incapacit civile b)per effetto di sentenza penale irrevocabile c)nei casi di indegnit morale indicati dalla legge ordinaria (es. chi esercita i giochi d'azzardo). Si diventa componenti del corpo elettorale, acquistando la qualit di elettori, con la iscrizione nelle liste elettorali, e ai sensi del d.p.r. 20 marzo 1967 n. 223 sono iscritti d'ufficio nelle liste elettorali i cittadini che possedendo i requisiti per essere eletti non incorsi nella perdita definitiva o temporanea del diritto elettorale attivo compresi nel registro della popolazione stabile del comune in cui risiedono.

Sistemi elettorali La costituzione non indica n per le camere del parlamento n per gli organi elettivi degli enti locali quale debba essere il sistema elettorale, ossia l'insieme delle norme procedurali preordinate alla elezione dei rappresentanti il corpo elettorale. Fondamentalmente i sistemi elettorali si distinguono in sistemi proporzionali e sistemi maggioritari oltre a sistemi a carattere misto. Sistema proporzionale: esso assicura a ciascun partito un numero di seggi rapportato alla sua forza politica, cio alla distribuzione effettiva degli elettori sul territorio nazionale, consentendo una rappresentanza anche delle forze politiche minoritarie. Si tratta di un sistema che in genere si sposa con ricorso a collegi plurinominali, dai quali cio risulta eletto pi di un condidato. Fino al 1993 sono rimaste in Italia in vigore le disposizioni ex d.p.r. 30 marzo 1957 n. 361 e l. 6 febbraio 1948 n. 29 disciplinanti le elezioni della camera dei deputati e il senato rispettivamente secondo tale criterio proporzionale. Con le leggi elettorali del 4 agosto 1993, n. 276 e 277 (il primo confluito nel testo unico 533/1993) si introdotto nel nostro paese il sistema maggioritario (con correttivi in senso proporzionalistico) in linea con i modelli prevalenti su scala europea. Sistema maggioritario a maggioranza assoluta (majority) E' il sistema che richiede la maggioranza assoluta (50+1%) dei voti espressi per l'attribuzione del seggio operante in circoscrizioni uninominali (nelle quali viene eletto un solo candidato). Essendo cos possibili situazioni di stallo sono introdotti dei correttivi : in Francia previsto il doppio turno in cui si procede al ballottaggio fra quanti hanno conseguito una certa quota al primo. Sistema maggioritario a maggioranza relativa (plurality) Anch'esso si fonda su collegi uninominali nei quali per richiesta la maggioranza relativa ( sufficiente un solo voto in pi rispetto agli altri condidati). E' questa la formula attualmente

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adottata per le elezioni della camera e del senato, sia pure con delle correzioni in senso proporzionalistico. Se i sistemi maggioritari non consentono a tutte le forze politiche di essere rappresentate in parlamento e possono attribuire la maggioranza dei seggi ad un partito che, di fatto, ha riportato un minore numero totale di voti, d'altra parte, con la riduzione dei partiti in parlamento viene in teoria agevolata la formazione di governi pi stabili con il formarsi di due o tre poli politici a livello nazionale con una maggiore durata dei governi. Attualmente i 630 deputati e i 315 senatori sono eletti: per il 75% (475 deputati e 315 senatori) in collegi uninominali con il sistema a maggioranza relativa; per il 25% (155 deputati e 83 senatori) con il sistema proporzionale. Il collegio una circoscrizione territoriale chiamata ad eleggere uno o pi candidati. I collegi si dicono uninominali quando il loro numero pari a quello dei seggi da assegnare od, in altri termini, quando ogni collegio chiamato ad eleggere un solo candidato. I collegi si dicono plurinominali quando il loro numero inferiore al numero dei seggi, per cui avremo che ad ogni collegio vengono assegnati pi seggi (e, di conseguenza, ogni collegio proceder allelezione di pi candidati). Di regola, il collegio uninominale si accoppia con il sistema maggioritario ed il collegio plurinominale con il sistema proporzionale. Il ruolo costituzionale del corpo elettorale e i fattori di condizionamento. Per realizzare compiutamente la democraticit dell'ordinamento statale necessario rimuovere i fattori di condizionamento della volont dello stesso corpo elettorale, sia quelli giuridici che economici, i quali possono influire negativamente sul procedimento di formazione della volont politica. Fattori di condizionamento giuridico: 1. il modo stesso con cui si sceglie il sistema elettorale in riferimento alla situazione in cui la legge elettorale promulgata. E' considerato scorretto l'approvazione di una legge elettorale alla fine di una legislatura, in quanto la approvazione sarebbe disturbata dalla prossima lotta elettorale (avvenne nel '53 con la legge che stabiliva il c.d. premio di maggioranza poi abrogata. 2. la stessa attuale disciplina della campagna elettorale appare condizionante in quanto, fatta eccezione la regolamentazione di determinate forme di propaganda e un parziale rimborso delle spese elettorali ai partiti rappresentati in parlamento, non prevista alcuna limitazione alle spese elettorali n in via generale una uguaglianza di trattamento delle varie forze politiche nell'accesso e nell'uso dei vari strumenti di propaganda. Fattori di condizionamento sociale e socio culturali: 1. esistenza di gruppi di pressione, controllo di mezzi di comunicazione di massa, etc. 2. ostacoli economico sociali ai sensi dello art. 3 Cost. da rimuovere. Da qui il rimborso spese sostenute per l'esercizio del diritto di voto da parte del cittadino emigrato, la concessione a titolo gratuito di locali pubblici per dibattiti politico elettorali, etc. Ancora determinante per la democraticit che venga garantito ad ogni cittadino la possibilit non solo di manifestare il proprio pensiero, ma promosse le condizioni per cui tale pensiero possa formarsi, tramite i principi costituzionali della libert della cultura e del diritto allo studio da parte di tutti i cittadini.

IL PARLAMENTO Formazione e composizione del parlamento. Il parlamento ha struttura bicamerale, essendo costituito da due camere: La camera dei deputati e il senato della repubblica (art. 55 Cost.). Organi distinti, dotati delle medesime attribuzioni e di regola funzionanti in via contemporanea e separata.

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La camera dei deputati composta da seicentotrenta deputati. Possono essere eletti i cittadini elettori che al giorno delle elezioni abbiano compiuto il venticinquesimo anno di et. Per la ripartizione dei seggi si veda art. 56 Cost. Gli art. 57 ss. Cost. riguardano il senato della repubblica. Oltre alle norme costituzionali si tenga presente che fino alla legge cost. 9 febbraio 1963 n.2 il senato durava in carica 6 anni contro i 5 della camera dei deputati. Con tale modifica dell'art. 60 Cost. la durata per entrambi di 5 anni. Di fatto in precedenza si era sempre proceduto allo scioglimento anticipato del senato. All'art. 61 si dispone in merito alla prorogatio, ossia alla proroga dei poteri delle camere fino a che non sono riunite quelle nuove, il che deve avvenire non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni, tenutesi entro sessanta dalla fine delle precedenti. In caso di prorogatio la tesi prevalente che essa debbano essere convocate solo in caso di necessit e di urgenza, adottando il governo provvedimenti provvisori con forza di legge che devono essere presentati per la conversione alle camere ai sensi dello art. 77 Cost. Art. 62 Cost. Si studi ancora il II comma dello art. 55 Cost. con i richiami necessari. Si noti al proposito che non si ritiene che la seduta comune delle due camere costituisca un terzo organo del parlamento. Lo status di parlamentare. La qualit di parlamentare si acquista all'atto della proclamazione degli eletti che costituisce l'atto finale del procedimento elettorale. Tale acquisizione per ancora provvisoria in quanto subordinata alla c.d. verifica dei poteri, (art. 66 Cost.) ossia il controllo effettuato dalla stessa camera di appartenenza sulla legittimit delle operazioni elettorali e l'inesistenza di fattori di ineleggibilit e incompatibilit. Ineleggibilit si ha quando un cittadino, pur godendo del diritto di elettorato passivo, non possa essere eletto a cagione di una situazione di inopportunit indicata dalla legge e preesistente allo svolgimento delle elezioni. Vi sono tre categorie di cause di ineleggibilit: 1. la titolarit di particolari uffici pubblici. Consiglieri regionali, presidenti delle giunte regionali, i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 20.000 ab., i capi di gabinetto dei ministri, i commissari del governo presso le regioni, i prefetti o chi ne fa le veci, i vice prefetti e i funzionari di pubblica sicurezza, etc. 2. Qualora il soggetto abbia un rapporto di impiego con altri stati: addetti alle ambasciate, legazioni e consolati esteri. 3. Situazioni di vincolo economico finanziario che legano determinati cittadini allo stato. I rappresentanti, amministratori e dirigenti di societ e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo stato con sovvenzioni continuative, quando tali sussidi non siano concessi con legge dello stato.

- Vi poi il caso di ineleggibilit relativa, limitata solo ad alcune circoscrizioni elettorali. Per generali, ammiragli e ufficiali superiori delle forze armate ineleggibili nella circoscrizione del loro comando territoriale. Incompatibilit si ha quando vengono ricoperti determinati uffici pubblici e allora necessario optare fra la carica precedentemente posseduta e quella di parlamentare. Ad es. non si pu essere contemporaneamente senatore e deputato (art. 65 Cost.), parlamentare e componente del consiglio superiore della magistratura (art. 104 Cost.), parlamentare e giudice della corte costituzionale (art. 135 Cost.), parlamentare e persidente della repubblica (art. 84 Cost.).

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Fondamentale lo art. 67 Cost.: Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. E' vietato il c.d. mandato imperativo imponente un vincolo giuridico al comportamento del parlamentare il quale pu liberamente interpretare gli interessi degli elettori. Non vi sono dunque sanzioni giuridiche per il parlamentare che non rispetti gli impegni politici presi, caso mai le conseguenze si avranno solo in merito alla appartenenza al partito o al gruppo parlamentare. Tutto ci a difesa della indipendenza di giudizio e di comportamento del parlamentare. Contro eventuali vessazioni stato cos disposto che egli goda di una serie di guarentigie, o immunit parlamentari, prerogative in deroga al diritto comune connesse all'esercizio di pubbliche funzioni. Lo art. 68 Cost. che le prevede stato per recentemente oggetto di revisione e sostituito con Legge cost. 29/10/93, n.3. poich la vecchia disciplina aveva un senso solo quando il potere giudiziario era subordinato a quello esecutivo. Infine si ricordi che la Cost. all'art. 69 Cost. prevede che ai parlamentari sia corrisposta una indennit. Per evitare privilegi e abusi lo art. 98 Cost. dispone che i pubblici impiegati membri del parlamento non possono conseguire promozioni se non per anzianit. Organizzazione interna delle camere: i gruppi e le commissioni parlamentari. Per disciplinare la propria organizzazione interna ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei componenti ai sensi dello art. 64 Cost. La maggioranza dei componenti ex comma III detta numero legale per la validit della seduta. La maggioranza speciale ivi citata detta maggioranza qualificata (per esempio per la elezione del presidente della repubblica). I regolamenti parlamentari sono tradizionalmente considerati insindacabili all'esterno della camera che li ha adottati (principio della insindacabilit degli interna corporis). A meno che in via indiretta nel sindacare un atto che sia applicazione di loro norme si constati dalla corte costituzionale una violazione di norma costituzionale. Il regolamento parlamentare va considerato atto normativo a carattere legislativo in rapporto di separazione rispetto agli atti di legislazione ordinaria. Camera dei deputati e senato, allo scopo di realizzare nel modo pi funzionale le loro attribuzioni, si articolano in una serie di organi permanenti, sostanzialmente identici in entrambi i rami del parlamento: L'assemblea, il presidente, l'ufficio di presidenza (al senato chiamato consiglio di presidenza), i gruppi parlamentari, la conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, le commissioni permanenti. 1. L'assemblea parlamentare: essa ha la titolarit delle attribuzioni di ciascun ramo del parlamento, tuttavia data la complessit delle attribuzioni ne decentra alcune presso altri organi nell'ambito della propria organizzazione interna. 2. Il presidente della camera l'organo che la rappresenta nella sua unit garantendo imparzialit e facendo osservare il regolamento. In particolare dirige e modera la discussione, mantiene l'ordine, pone le questioni, stabilisce l'ordine delle votazioni, chiarisce il significato del voto e ne annunzia il risultato, sovrintende il funzionamento dell'ufficio di presidenza e assicura il buon andamento della amministrazione interna. Nota differenziale rispetto il presidente del senato e quello della camera che mentre il primo esercita a titolo di supplente le funzioni di presidente della repubblica quando questi non in grado di adempierle (art. 86 Cost.) il secondo presiede le sedute in comune dei due rami del parlamento (art. 63 Cost.). 3. L'ufficio di presidenza costituito in entrambe le camere dal presidente, 4 vice presidenti, 3 questori e 8 segretari. Delibera il progetto di bilancio preventivo e il rendiconto della camera predisposti dai questori, decide ricorsi circa la costituzione o la prima convocazione dei gruppi, decide i ricorsi dei gruppi sulla composizione delle commissioni parlamentari, approva il regolamento della biblioteca. Ancora nomina su proposta del presidente il segretario generale della camera, emana le norme relative alla amministrazione e contabilit interna etc. I vicepresidenti collaborando con il presidente possono essere convocati ogni volta che questi lo ritenga opportuno, sostituendolo in caso di assenza. I questori curano collegialmente il buon

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andamento della amministrazione predisponendo il progetto di bilancio e il conto consuntivo. I segretari sovrintendono alla redazione del processo verbale, che deve contenere soltanto le deliberazioni e gli atti della camera, ne danno lettura e procedono alle operazioni connesse. 4. I gruppi parlamentari: sono organi collegiali che riuniscono tutti i parlamentari aderenti alla stessa formazione politica. Alla camera dei deputati per costituire un gruppo parlamentare occorre un numero minimo di venti deputati, tuttavia l'ufficio di presidenza pu autorizzare la costituzione di un gruppo con meno di venti iscritti purch questo rappresenti un partito organizzato che abbia presentato con il medesimo contrassegno in almeno 20 collegi, proprie liste ottenendo una cifra elettorale nazionale di almeno 300.000 voti validi. Sempre alla camera dei deputati entro due giorni dalla prima seduta i deputati devono dichiarare a quale gruppo appartengono, altrimenti costituiscono un unico gruppo misto residuale. I gruppi parlamentari hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento di ciascuna camera perch fanno valere la disciplina del partito in sede parlamentare vincolando i parlamentari di ciascun partito a rispettarne le direttive politiche. Tenendo fermo il divieto di mandato imperativo l'eventuale sanzione disciplinare consiste nella espulsione dal gruppo o dal partito che pregiudica la futura candidatura alle successive elezioni. Il gruppo ha cos duplice natura (eccezion fatta per il gruppo misto): organo di una camera e organo di un partito (di regola disciplinato come tale anche nello statuto del partito) avendo cos il ruolo di istituzione di raccordo fra parlamento e partiti. Sono definiti dal Pizzorusso unione personale risultante dal conferimento alle stesse persone fisiche della titolarit di uffici appartenenti a due organizzazioni diverse. Attribuzioni: designano i componenti di altri organi parlamentari (le commissioni permanenti per es.) e mediante la conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari realizzano la programmazione dei lavori parlamentari. 5. Le commissioni parlamentari permanenti sono organi collegiali che attuano il decentramento del lavoro parlamentare mediante specifiche competenze per materia. Sono 13 sia nella camera dei deputati che nel senato della repubblica e ognuna ha competenza in determinati settori (determinati dallo art. 22 dei regolamenti stessi. Es. Affari costituzionali, Giustizia, cultura, Ambiente etc.). Oltre alle commissioni permanenti troviamo anche commissioni speciali o straordinarie istituite in via temporanea per specifiche finalit, come per es. le commissioni parlamentari di inchiesta, svolgenti indagini e accertamenti su situazioni di fatto, comportamenti di persone ed enti e possono essere miste, ossia composte sia da senatori che da deputati (interparlamentari). Possono essere interparlamentari anche commissioni permanenti come il comitato per la messa in stato di accusa del presidente della repubblica, quella per le questioni regionali (art. 126 Cost.). Sono commissioni interparlmentari permanenti anche quelle di vigilanza come la c. di vigilanza sulla radiodiffusione. Le commissioni ora viste ha dunque diverse funzioni. Si possono riunire: 1. in sede referente, allorch devono esaminare questioni sulle quali riferire alla assemblea, per es. esaminare preventivamente i disegni di legge per farne relazione alla assemblea. 2. in sede legislativa o deliberante in caso di procedimento decentrato di formazione della legge ordinaria. 3. in sede redigente in caso di procedimento misto di formazione della legge ordinaria con deferimento alla commissione del compito di redigere il disegno di legge. 4. in sede consultiva per esprimere pareri. Si tenga presente che le commissioni, nelle materie di loro competenza possono disporre indagini conoscitive senza che vengano costituite appositamente le commissioni speciali di inchiesta ex art. 82 Cost. Giunte parlamentari: sono in realt commissioni parlamentari dotate di competenze diverse dalle ordinarie commissioni permanenti con funzioni consultive ed extra-legislative. per es.: - la giunta per le autorizzazioni a procedere (composta da 21 deputati scelti dal presidente della camera al momento della elezione di questo). - giunta per il mezzogiorno e le isole, esaminante i progetti di legge per la promozione del territorio (esiste solo al senato). - giunta per le comunit europee, che fornisce pareri sull'applicazione dei trattati Cee.

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- giunta delle elezioni, che riferisce sulla regolarit delle operazioni elettorali e sui titoli di ammissione dei parlamentari. Il procedimento legislativo e le sue fasi. E' noto che il potere legislativo identificato con il parlamento, ed infatti lo art. 70 Cost. afferma che la funzione legislativa esercitata collettivamente dalle due camere. Le leggi ordinarie emanate dal parlamento nella gerarchia delle fonti sono subordinate solo alle leggi costituzionali (e quindi esse come tali sono inidonee a riformare la costituzione, anche se lo stesso parlamento a potere modificare la costituzione con opportuno procedimento distinto da quello di emanazione delle leggi ordinarie). In ogni caso ha dunque anche la c.d. competenza delle competenze ed detto allora organo sovrano. Ne consegue che deroghe alla competenza legislativa del parlamento possono essere previste solo da leggi costituzionali. Tuttavia in determinati casi il ricorso alla legge ordinaria emanata dal parlamento per la disciplina di una determinata materia esplicitamente previsto e obbligatorio per la Costituzione. Si tratta delle materie in cui sussiste una riserva di legge, che pu essere: assoluta : tutta la normativa della materia deve risultare da legge, es. la previsione di un fatto come reato. relativa : quando si consente che la legge stabilisca solo i principi fondamentali e si permette che altra normativa di dettaglio sia attuata tramite regolamento o atto sublegislativo. I FASE: INIZIATIVA LEGISLATIVA Il potere di iniziativa legislativa si esplica nella presentazione di un disegno di legge redatto in articoli ad una delle due camere del parlamento avente la conseguenza di attivare il procedimento legislativo. Si discute se il titolare dell'iniziativa abbia la pretesa di vedere la sua proposta oggetto di una deliberazione a carattere definitivo. La risposta certo positiva anche se nella pratica, per vari motivi e non solo per la mole di lavoro parlamentare, vengono attuate varie tecniche di insabbiamento costituzionalmente scorrette che vanificano tale pretesa. Titolari del potere di iniziativa legislativa sono (art. 71, 99, 121 Cost): - il governo (l'esecutivo senza tale potere non potrebbe attuare il suo programma politico) - i membri delle camere - il popolo (mediante la proposta da parte di almeno 50.000 elettori di un progetto redatto in articoli) - il consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (ovviamente con il limite delle materie di ec. e lav.) - i consigli regionali, nelle materie di interesse regionale. Si tratta cos di un sistema a titolarit diffusa (pluralit oltre governo e parlamento), aperta (organi ed enti ai sensi del rinvio ex art. 71 Cost.), integrativa (alcuni dei titolari hanno compito sussidiario e integrativo). II FASE DELL'ESAME O DISCUSSIONE Una volta presentato il progetto di legge ad uno dei rami del parlamento il presidente della camera cui sia stato presentato lo assegna alla commissione competente per materia in modo che possa riferire all'assemblea dopo un esame preliminare (la commissione si riunisce in sede referente). - Non possono per essere assegnati alle commissioni progetti di legge che riproducono sostanzialmente il contenuto di progetti in precedenza respinti se non siano trascorsi 6 mesi dalla data della reiezione. - Oltre al parere della commissione competente pu essere facoltativamente richiesto l'esame di un'altra commissione. - Sempre e obbligatoriamente l'esame spetta anche alla commissione bilancio e programmazione qualora il progetto di legge preveda entrate o spese. Le commissioni, dopo l'esame, nominano un relatore per riferire alla assemblea ed eventualmente un comitato o sottocommissione per sostenere la discussione. I gruppi dissenzienti possono designare anche propri relatori di minoranza. La discussione in

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assemblea verte sia sulle linee generali che sui singoli articoli. La discussione pu portare verso tre direzioni: 1. approvazione 2. rigetto 3. approvazione con emendamenti Emendamento ogni modifica del testo di un disegno di legge, e potere di emendamento il potere di modificare il testo mediante l'approvazione di una proposta di emendamento. Importante per distinguere: - il potere di proporre emendamenti, di porre in essere una proposta, il che compete ad ogni membro delle camere e del governo. - il potere di emendamento, dante vita ad un atto di volont legislativa e dunque spettante all'organo legislativo unitariamente considerato. L'emendamento in qualit di parziale modifica di un disegno di legge non pu essere totale e imponente una regolamentazione opposta. Questa trattasi piuttosto di iniziativa legislativa concorrente. Neppure la parte modificata pu essere in contrasto con l'intero. Nella pratica spesso gli emendamenti fatti approvare in contrasto con i principi informatori del disegno servono proprio per provocare il rigetto o insabbiamento a causa del contrasto poi nascente con le altre norme. Gli emendamenti si distinguono in: - soppressivi, aggiuntivi e sostitutivi, dal punto di vista sostanziale; - divisivi, riunitivi e traspositivi, dal punto di vista formale. Lo stesso emendamento pu essere suscettibile di subemendamento. In sede di discussione possono sorgere vari problemi (per es. proposizione di emendamenti gi respinti) sull'ammissibilit degli emendamenti, e a riguardo compito delicato di decisione spetta al presidente della camera. Si tenga infine presente che l'approvazione di emendamenti secondo Spagna Musso appartiene alla fase deliberativa e non di iniziativa legislativa per cui il parlamento pu sempre emendare una legge anche se l'iniziativa in quella materia compete esclusivamente a soggetti diversi dai membri del parlamento (es. approvazione bilanci e rendiconti consuntivi, autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali, conversione decreti legge, etc.). L'unico limite quello costituzionale ex art. 81 Cost. "con legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese". A causa della possibilit modificativa degli emendamenti sempre ammissibile il ritiro del disegno di legge da parte del o dei proponenti. Il progetto di legge approvato da una camera viene trasmesso all'altra dov' sottoposto al medesima iter procedurale al fine di pervenire ad un approvazione nell'identico testo. Qualora si abbia una approvazione anche parzialmente difforme il progetto viene ritrasmesso alla prima camera che lo ha approvato e fin che non venga approvato nel medesimo testo da entrambe le camere fa la spola da una all'altra (si dice fa da navetta con il rischio che non si pervenga ad una approvazione entro la fine della legislatura con effetto ghigliottina. Il che descrive una tecnica di insabbiamento verificantesi qualora la maggioranza non voglia assumersi la responsabilit politica di un esplicito rigetto. III FASE COSTITUTIVA Con la approvazione del medesimo progetto da parte di entrambe le camere si forma la volont legislativa del parlamento. Per le deliberazioni di approvazione sufficiente una maggioranza semplice (la maggioranza dei presenti, da qui il valore dell'astensione). Sistemi di votazione parlamentare: 1. a scrutinio palese : a) per alzata di mano, b) per divisione nell'aula, c) per appello nominale, d) con procedimento elettronico. 2. a scrutinio segreto : a) a mezzo di palline b/n, b)con deposito di scheda, c) con procedimento elettronico. IV FASI DI INTEGRAZIONE DELL'EFFICACIA DELL'ATTO LEGISLATIVO

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Perch la volont legislativa sia accertata e produca effetti giuridici occorre la promulgazione e la pubblicazione della legge ai sensi art. 73 e 74 Cost. Con la promulgazione il Capo dello Stato attesta solennemente che la legge stata approvata con regolare procedimento e la rende esecutoria. Formula: La camera dei deputati ed il senato della repubblica hanno approvato. Il presidente della repubblica promulga la seguente legge.....la presente legge munita del sigillo di stato sar pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ed inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della repubblica. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello stato. Segue la data, la firma del capo dello stato, la controfirma del presidente del consiglio dei ministri e dei ministri competenti per materia, il visto del ministro guardasigilli. La legge rimane contraddistinta dalla data dell'atto di promulagazione e dal numero progressivo ricevuto nella raccolta ufficiale. Con la pubblicazione della legge nella gazzetta ufficiale si consente la conoscenza o meglio la presunzione di conoscenza (non potr essere addotta la ignoranza della legge, a meno che, come sancito in tema di legge penale dalla Corte Costituzionale (1988) il suo contenuto non sia di complessa individuazione da parte dei destinatari). La legge entra in vigore dopo un periodo di vacatio legis dalla data di pubblicazione di solito di 15 giorni (art. 73 Cost.) Si ricordi che l'atto di promulgazione non ha natura legislativa (al contrario il Re nello statuto albertino) e quindi la promulgazione (salvo la limitata facolt di rinvio ex art. 74 Cost.) atto dovuto a meno che la promulgazione non costituisca un caso limite di attentato alla costituzione. Procedimenti di formazione della legge ulteriori a quello ordinario PROCEDIMENTO ABBREVIATO O DI URGENZA Si distinguono due casi: - Il II c. dell'art. 72 Cost. dispone che il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali dichiarata l'urgenza. Il regolamento del senato prevede la riduzione di tutti i termini a met mentre quello della camera non dispone nulla a priori. - I regolamenti di entrambe le camere prevedono facoltativamente una speciale procedura d'urgenza per il recupero dei progetti di legge sia ordinaria che di revisione costituzionale gi esaminati dall'assemblea o dalla commissione in sede referente nella precedente legislatura e decaduti per la fine della stessa. Tale procedura diversa dalla precedente pu essere attivata solo nei primi 6 mesi dall'inizio della legislatura con la presentazione di un disegno di legge identico a quello precedente e ovviamente con la richiesta di governo, di un gruppo di parlamentari o della commissione.

PROCEDIMENTO DECENTRATO In tale caso la approvazione del progetto di legge deferita alle commissioni ex art. 72 Cost. che cos si riuniscono in sede legislativa o deliberante e non referente. Si tratta di procedimento cui si ricorre per leggi meno importanti (c.d. leggine) con lo scopo di sollevare dalla mole di lavoro la assemblea. Esso inammissibile infatti per determinate materie importanti (m. costituzionale ed elettorale, di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione dei bilanci consuntivi, i disegni di legge rinviati dal presidente della repubblica alle camere con messaggio motivato). Ancora il procedimento viene rimesso alla assemblea se il governo o un decimo dei componenti della camera o un quinto di quelli della commissione lo richiedano. Si tratta di norma che attribuisce un potere decisivo anche alle forze di minoranza che con la loro richiesta di procedimento ordinario possono anche riuscire a non fare approvare la legge visto il poco tempo a disposizione e mostrano la direzione assembleare impressa alla forma di governo.

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PROCEDIMENTO MISTO I regolamenti della camera e del senato prevedono altres una quasi totale eliminazione della fase di esame del progetto in sede di assemblea, in quanto si deferisce alla commissione competente la redazione degli articoli del progetto di legge mentre la approvazione rimane compito della assemblea stessa. In tale ipotesi le commissioni si riuniscono in sede redigente ed esso ammesso solo nei casi in cui ammesso il procedimento decentrato. Le leggi di revisione o di integrazione della Costituzione: Si veda il disposto dello art. 138 Cost. Per la prima votazione si segue lo schema del procedimento ordinario. Per la seconda vi il riesame del progetto da parte della commissione competente che riferisce alla assemblea dove la discussione limiatata non potendosi chiedere emendamenti o richieste di stralcio di alcune norme e non vengono discussi gli articoli uno per uno. Al massimo pu essere richiesto un rinvio breve su cui decide inappellabilmente il presidente della camera. (In definitiva 4 approvazioni). Gli atti della cosiddetta funzione di controllo parlamentare. Si tratta di atti tradizionalmente riportati alla funzione ispettiva o di controllo in senso lato. Possono avere diverse funzioni: 1. controllare la legalit di comportamento del governo e della pubblica amministrazione; 2. verificare la corrispondenza dell'azione governativa all'indirizzo politico voluto dalla maggioranza parlamentare; 3. esprimere pi che un controllo una direttiva politica per l'azione governativa; 4. esprimere con forma di legge una autorizzazione o una approvazione per specifici atti di governo. Si tratta spesso di uno strumento giuridico di cui si avvalgono le forze di opposizione. 1. Interrogazioni: sono semplici domande rivolte al governo per avere informazioni su un oggetto determinato o per sapere se e quali provvedimenti siano stati adottati o si intendano adottare a riguardo. L'interrogante pu richiedere risposta scritta od orale e in quest'ultimo caso pu replicare per dichiararsi o meno soddisfatto. 2. Interpellanze: si tratta di domande rivolte per iscritto al governo circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta in questioni di particolare rilievo e importanza generale. Ha facolt di replica e qualora non sia soddisfatto pu presentare una mozione per promuovere un dibattito. 3. Le mozioni: sono atti con cui si promuove un dibattito nella camera su un determinato argomento ed una conseguente deliberazione a riguardo. Si tratta di un atto attinente ai rapporti camere - parlamento e non va confuso con le mozioni procedurali, per es. m. sospensiva, presentate nel corso della discussione di un disegno di legge. Ancora distinto da esse troviamo la c.d. mozione di fiducia o di sfiducia regolate dall art. 94 Cost. Il governo deve avere la fiducia di entrambe le camere e ciascuna camera pu accordare o revocare la fiducia con mozione motivata e votata per appello nominale. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della camera e non pu essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione. Nella pratica qualora sia mancata la maggioranza si sempre preferito da parte del governo presentare immediatamente le dimissioni al capo dello stato evitando il procedimento. Talvolta lo stesso governo invece a porre la questione di fiducia al parlamento, in genere si tratta di una minaccia di dimissioni fatta per fare approvare un articolo di un disegno di legge. Come strumento di pressione sono stati sollevati dubbi sulla sua legittimit ma dalla costituzione non emerge alcun elemento per la sua inammissibilit. 4. Le risoluzioni, secondo i regolamenti delle camere, sono atti contenenti direttive politiche per il governo votate normalmente in sede di commissione e si distinguono dalle mozioni per il fatto che non sono idonee a portare a un dibattito parlamentare ma piuttosto lo seguono come conseguenza 5. Ancora compito delle camere l'esame dei decreti registrati con riserva dalla corte dei conti. (art. 100 Cost.). Questa infatti esercita un controllo preventivo di legittimit sugli atti del governo per accertarne la compatibilit con la normativa vigente e in caso di disaccordo pu non

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apporre il visto e rifiutare la registrazione. Ma se il governo, con deliberazione del consiglio dei ministri decide di dare ugualmente esecuzione agli atti controllati chiedendone la registrazione con riserva, la corte li trasmette ogni quindici giorni ad entrambe le camere per il loro esame e la valutazione politica. Ugualmente le camere esaminano la relazione della corte dei conti sul rendiconto generale dello stato e le relazioni sulla gestione degli enti sovvenzionati con contributi statali. Esame e controllo da parte del parlamento rimasto nella pratica inattuato. 6. Le inchieste parlamentari consentono ai sensi dellart. 82 Cost. di procedere ad indagini ed esami, con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della autorit giudiziaria, su materie di pubblico interesse. Vengono effettuate da apposite commissioni speciali nominate con composizione proporzionale all'entit dei gruppi parlamentari di una o entrambe le camere. Si distingue fra le inchieste a fini politici (accertamento di responsabilit di titolari di uffici pubblici o politici) e a fini legislativi (acquisizione di conoscenze ai fini della funzione legislativa). Possono essere disposte sia con legge che con atto non legislativo (se l'inchiesta disposta da un solo ramo del parlamento occorre la delibera di quella camera). Di regola con legge (es. mafia in Sicilia, criminalit in Sardegna). L'esame delle petizioni e le indagini conoscitive sono invece attivit conoscitive. 7. Esame delle petizioni: l'esame delle richieste individuali o collettive dei cittadini alle singole

camere (art. 50 Cost.). In pratica un reliquato storico. 8.Indagini conoscitive che prendono talvolta la forma di udienze in cui si ascoltano le persone in grado di riferire elementi utili ai fini della indagine. Si distinguono dalle inchieste parlamentari perch non vi qui lo stesso potere d'inchiesta della autorit giudiziaria e ci si deve affidare alla volont collaborativa degli interessati. Ma vi sono altri atti di controllo e di indirizzo politico esercitabili dal parlamento. Si tratta: L'aministia e l'indulto. Art. 79 Cost. L'amnistia estingue il reato. L'indulto tutte o parte delle pene connesse a determinati reati. Sono concesse dal presidente della repubblica su legge di delegazione anomala delle camere (ovviamente non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla proposta di delegazione). L'autorizzazione della ratifica di determinati trattati internazionali costituisce una legge di autorizzazione (rimuove un limite posto all'esercizio della competenza di uno specifico organo). Il trattato, infatti, dopo la firma dei negoziatori deve essere ratificato dal capo dello stato. Ma se si tratta di materie particolarmente importanti (natura politica, arbitrati, regolamenti giudiziari, variazione del territorio) la ratifica deve essere preventivamente autorizzata (art. 80 e 87 Cost.). Per l'efficacia nel territorio dell'ordinamento occorre poi una legge successiva alla ratifica (raramente l'ordine di esecuzione nella legge di autorizzazione stessa). La deliberazione dello stato di guerra ex art. 78 Cost. Non chiaro dalla costituzione se le camere debbano prendere tale deliberazione con legge ma certo questa necessaria di delegazione per conferire al governo i poteri necessari a farvi fronte. Le leggi di approvazione del bilancio (art. 81 Cost.) consentono un particolare controllo politico attraverso la materia finanziaria. Con esse si approva il bilancio preventivo di competenza, ossia il prospetto contabile dal quale risulta la previsione delle future entrate e spese. In teoria la approvazione dovrebbe precedere l'esercizio finanziario (l'anno solare). Se ci non avviene si approva l'esercizio provvisorio non > di 4 mesi. Certo che con tale legge non si possono stabilire nuovi tributi o spese. Per altro ogni legge che importi spese deve indicarne la fonte. Alla fine dell'esercizio invece approvato il rendiconto consuntivo o bilancio consuntivo. Le camere intervengono per anche a medio lungo termine per esigenze di programmazione economica con la approvazione di un bilancio pluriennale (dai tre ai cinque anni), la relazione previsionale e programmatica per l'anno venturo e il disegno di legge finanziaria. Il ruolo costituzionale del parlamento

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Rispetto al modello costituzionale si manifestata una tendenza della forma di governo assembleare partitica per il prevalere del parlamento sul governo e l'importanza dei partiti al suo interno. Ci non toglie che l'importanza del parlamento non sussista gi a livello costituzionale. Alla maggioranza parlamentare compete di esprimere il governo, alla minoranza la c.d. attivit di opposizione: controllo di governo e maggioranza al fine di evidenziarne responsabilit politiche e far loro rispettare la legalit costituzionale. La tendenza assembleare si manifesta proprio quando la maggioranza di fatto, per il gioco delle regole formatesi, riesce a prevalere e invadere l'azione di governo imponendo scelte di indirizzo politico contrastanti il programma politico in base al quale fu accordata a suo tempo la fiducia. D'altra parte l'opposizione si manifesta talvolta come ostruzionismo: comportamento che facendo reiterato ricorso agli strumenti procedurali offerti dal regolamento tende a bloccare la adozione di determinati provvedimenti. Pu accadere che si realizzi persino il c.d. ostruzionismo di maggioranza per impedire la approvazione di disegni di legge. Secondo Spagna Musso molti problemi di funzionamento, e la lentezza legislativa potrebbero essere evitate sopprimendo la struttura bicamerale del parlamento che non trova pi giustificazione storica e neppure si basa su una strutturazione federale. L'esistenza di due camere ormai serve solo per rendere pi efficaci le tecniche ostruzionistiche. Altra possibilit potrebbe essere separare le funzionalit (una camera per la funzione legislativa, l'altra per quella di controllo).

IL GOVERNO

Il governo Il governo l'organo costituzionale al vertice del potere esecutivo con finalit di direzione politica e di cura degli interessi concreti dello stato. Per tali finalit ha attribuzioni sia di carattere politico che amministrativo senza alcuna subordinazione nei confronti degli altri organi statali. E' un organo: - costituzionale - complesso: costituito al suo interno da pi organi con competenze autonome. Alcuni necessari altri no. Quelli necessari sono previsti esplicitamente dallo art. 92 Cost. Quelli non necessari sono il vicepresidente del consiglio, i ministri senza portafoglio, commissari straordinari, sottosegretari di stato, comitati interministeriali, consiglio di gabinetto, conferenza permanente. La legge 23 agosto 1988 n. 400, disciplinando la attivit di governo precisa la posizione e le attribuzioni di entrambe le categorie di organi. - di parte: esprime, infatti, la volont delle forze politiche di maggioranza che lo sostengono mediante la fiducia. - ha funzioni politiche (partecipa alla direzione politica del paese attuando l'indirizzo segnato dalla maggioranza parlamentare), legislative (pu emanare leggi in senso materiale regolamenti - o formale - leggi delegate e decreti legge), esecutive (al vertice del potere esecutivo e ai singoli ministeri fanno capo tutti i settori amministrativi dello stato), di controllo (sulla attivit di tutti gli organi amministrativi). Il governo , quindi, quel complesso di organi cui affidata la funzione d'individuare e tradurre in concreti programmi d'azione l'indirizzo politico espresso dal corpo elettorale (prima) e dal Parlamento (poi) e di curare l'attuazione di tali programmi in tutti i modi in cui essa sia configurabile. II Governo, nel sistema costituzionale italiano, un organo complesso, in quanto costituito al suo interno da pi organi con competenze autonome. Alcuni di tali organi sono espressamente previsti dalla Costituzione (Consiglio dei Ministri, Ministri, Presidente del Consiglio), altri, invece non lo sono e sono disciplinati da legge ordinaria. Il Governo ha funzioni: - politiche: in quanto partecipa della direzione politica del paese, nell'ambito dell'indirizzo indicato dalla maggioranza parlamentare;

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- legislative: esso, infatti, pu emanare norme giuridiche mediante atti aventi forza di legge ex arti. 76 e 77 Cost. (decreti legislativi e decreti legge); - esecutive (o amministrative lato senso): in quanto al vertice del potere esecutivo, e ai singoli ministeri fanno capo tutti i settori amministrativi dello Stato; inoltre spetta al Governo la cd. funzione di "alta amministrazione; - di controllo: tale funzione viene esercitata sull'attivit di tutti gli organi amministrativi centrali anche se adesso con minor incisivit che in passato. Il Presidente del Consiglio La figura del Presidente del Consiglio di grande importanza in quanto ad esso affidata la funzione di coordinare e dirigere l'attivit del Consiglio dei Ministri. nominato dal Presidente della Repubblica in seguito ad una particolare procedura che consiste in una serie di consultazioni con i segretari dei partiti e i presidenti delle Camere al termine della quale viene conferito lincarico governativo. II Presidente del Consiglio a sua volta forma il Governo, nominando i Ministri e stendendo il programma di Governo. La sua posizione giuridica rispetto ai Ministri di supremazia poich egli li sceglie come suoi collaboratori e ne propone la nomina al P.d.R., ne dirige e ne vigila l'attivit, ed responsabile per tutti gli atti posti in essere dal Gabinetto. La L. 400/1988 ha rafforzato la figura del Presidente del Consiglio, non solo potenziandone le funzioni di indirizzo e coordinamento ma conferendogli anche la facolt di sospendere l'adozione di atti da parte dei Ministri competenti in ordine a questioni politico-amministrative, sottoponendoli al Consiglio dei Ministri. Le attribuzioni costituzionali del Presidente del Consiglio possono cos riassumersi: - direzione della politica generale del Governo; - mantenimento dell'unit di indirizzo politico e amministrativo del Governo; - promozione dell'attivit dei Ministri; - rapporti con il Presidente della Repubblica; - rapporti con la Corte costituzionale, con la UE, con le Regioni. Inoltre il Presidente del Consiglio convoca e presiede il Consiglio dei Ministri; presiede quasi tutti i Comitati interministeriali; dirige l'ufficio della Presidenza del Consiglio; esercita, infine, tutte le altre attribuzioni conferitegli dalla legge; pu avvalersi dei servizi di sicurezza. I Ministri I ministri possono essere scelti anche fra i cittadini non appartenenti alle Camere. Essi svolgono funzione politica, in quanto partecipano collegialmente all'indirizzo politico del governo, e amministrativa, perch sono posti a capo dei singoli ministeri. I ministri in particolare svolgono le seguenti funzioni costituzionali: 1. l'esercizio dell'iniziativa legislativa mediante la presentazione al Consiglio dei ministri dei disegni di legge da sottoporre al Parlamento; 2. la partecipazione alle riunioni e all'attivit del governo mediante le delibere del Consiglio dei Ministri. inoltre, riguardo alle funzioni amministrative, i ministri provvedono ad emanare atti amministrativi di varia natura, atti di alta amministrazione e regolamenti. Il Consiglio dei Ministri I ministri (compresi quelli senza portafoglio) e il presidente del Consiglio, unitamente al vice presidente, al sottosegretario della presidenza del Consiglio, formano il Consiglio dei ministri. Alle sedute del Consiglio, che un organo collegiale, partecipano anche i presidenti delle Regioni a statuto speciale quando si tratti di materie che riguardino le stesse. Le funzioni del Consiglio dei ministri consistono: 1. nella determinazione della politica generale del governo e dell'indirizzo generale dell'azione amministrativa. Esso delibera anche su questioni relative all'indirizzo politico fissato dal rapporto fiduciario con le Camere; 2. nelle decisioni sulla politica normativa del governo. A esso, infatti, spetta di deliberare sui disegni di legge di iniziativa del governo da presentare alle Camere, sui decreti legislativi, i decreti legge e i regolamenti governativi da emanare con decreto del Capo dello Stato; 3. nella soluzione delle divergenze politiche o dei conflitti di attribuzione fra i ministri; 4. nella decisione sulla politica del governo nel rapporto con le Regioni. Fra gli organi che costituiscono il governo in senso lato, particolare importanza assumono i comitati interministeriali, il commissario del governo, i commissari straordinari e il Consiglio di

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gabinetto. Formazione e vicende del governo La formazione di un nuovo governo nasce dalla crisi del governo in carica. Si apre la crisi quando il governo perde la fiducia del parlamento e non pi in grado di funzionare normalmente. Si parla di crisi parlamentare quando vi una esplicita mozione di sfiducia delle camere (art. 94 Cost.) o anche tacita. In genere il governo preferisce presentare subito le dimissioni qualora si renda conto della mancanza della maggioranza. Ma si parla anche di crisi extraparlamentare quando la attivit del governo si paralizza a causa di un evento straordinario e accidentale che provoca le dimissioni spontanee dell'esecutivo (es. manifestazioni di piazza contrarie o orientamento della opinione pubblica). Con la crisi il governo presenta le dimissioni tramite il presidente del consiglio al presidente della repubblica (obbligatorie nel caso di voto di sfiducia). Questi le accetta con riserva poich (1) accerta la possibilit di formare una nuova compagine ministeriale, (2)se ci non possibile: a) qualora le dimissioni non siano obbligatorie pu invitare il governo dimissionario a chiedere un ulteriore voto di fiducia, b) altrimenti non rimane che procedere allo scioglimento delle camere e indire nuove elezioni politiche. Comunque il governo, presentate le dimissioni resta in carica per la cosiddetta ordinaria amministrazione e per i provvedimenti eccedenti in caso di necessit o urgenza. Come avviene (1) l'accertamento della possibilit di formare una nuova compagine ministeriale ? Il presidente della repubblica inizia i suoi interventi per la soluzione della crisi con le consultazioni, ossia dando udienza (si tratta di prassi consolidata) ai presidenti in carica delle camere del parlamento, agli ex presidenti dell'assemblea costituente e delle camere, agli ex presidenti della repubblica, agli ex presidenti del consiglio, ai presidenti dei gruppi parlamentari e ai capi dei partiti politici. Tutto ci al fine di accertare la possibilit di conferire con successo l'incarico di formare un nuovo governo ad una persona con un programma che possa avere la fiducia. Talvolta il presidente della repubblica ha fatto ci affidando ad una determinata personalit una cosiddetta missione esplorativa o mandato esplorativo, cio affidare il compito di procedere alle consultazioni per proprio conto ma al fine di riferire allo stesso presidente della repubblica. Il capo dello stato terminate le consultazioni, se queste fanno intravvederne la possibilit, conferisce l'incarico di formare il nuovo governo ad una personalit politica che lo accetta di regola con riserva. Il presidente del consiglio incaricato (in realt per il momento rimane un solo presidente del consiglio, quello dimissionario) procede a sua volta a consultazioni e sondaggi e se trova accordo fra le forze politiche di maggioranza sul programma e la composizione del governo scioglie la riserva e sottopone al capo dello stato la lista dei ministri del nuovo gabinetto. Ai sensi dello art. 92 Cost. il presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio dei ministri e su proposta di questo i ministri, e tutti prestano giuramento I sensi art. 93 Cost. nelle mani del presidente della repubblica. Il nuovo governo si cos insediato al posto del vecchio ma in virt del rapporto fiduciario ex art. 94 Cost. dovr entro 10 giorni dalla sua formazione presentarsi alle camere per ottenere la fiducia sulla base del programma esposto dal presidente del consiglio. Nell'intervallo fra l'insediamento e la fiducia, al pari del governo dimissionario e in sua sostituzione, competente per la ordinaria amministrazione e solo per necessit ed urgenza per l'eccedente. E' possibile che la personalit incaricata alla formazione del governo rinunci all'incarico. Il presidente potr conferirlo ad un altra o altrimenti prendere atto della necessit di elezioni. - Non pu indire le elezioni se agli ultimi mesi del suo mandato perch ci potrebbe essere fatto per favorire la propria rielezione (art. 88 Cost.: c.d. semestre bianco). - Pure scorretto formare un governo di cui si sa gi che non pu ottenere la maggioranza durante

il periodo di scioglimento.

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Gli organi fondamentali e secondari del governo si suddividono in: fondamentali: concorrono a determinare in via diretta la volont del governo unitariamente considerato. secondari: le loro attribuzioni sono subordinate a quelle degli organi fondamentali e non concorrono a determinare direttamente la politica generale del governo. Organi fondamentali: 1. Il presidente del consiglio dei ministri: a)dirige la politica generale del governo ai sensi dello art. 95 Cost. E' suo compito redigere il programma del governo e chiedere su di esso la fiducia, nonch porre, personalmente o a mezzo di ministro delegato, le questioni su cui il governo chiede la fiducia al parlamento (art. 5 l. 23 agosto 1988 n. 400). b) mantiene l'unit di indirizzo politico e amministrativo di tutti i ministeri fungendo da organo di coordinamento delle esigenze dei vari settori amministrativi; pu disporre l'istituzione di comitati di ministri col compito di esaminare in via preliminare questioni di comune competenza; concorda con i ministri interessati le pubbliche dichiarazioni che essi intendano rendere quando interessano la politica generale del governo (l. 400/88). c) promuove l'attivit dei ministri come organo di propulsione sollecitando i ministri ad una pronta attuazione delle decisioni del consiglio. Pu sospendere l'adozione di atti da parte dei ministri competenti sottoponendoli al consiglio dei ministri. d) controfirma gli atti presidenziali di maggiore importanza (in generale gli atti del P.D.R. devono essere controfirmati dai ministri proponenti ex art. 89 Cost. e per quelli legislativi e pi importanti occorre la controfirma del presidente del consiglio). e) pu assumere ad interim la direzione di un ministero vacante f) dirige l'ufficio della presidenza del consiglio g) pu intervenire nei giudizi di legittimit innanzi alla corte costituzionale attraverso il patrocinio della Avvocatura dello stato. h) presiede il CIPE i) ha alle dipendenze i servizi di sicurezza (Sismi e Sisde) l) presenta alle camere i disegni di legge d'iniziativa governativa m) promuove e coordina l'azione del governo relativamente alle politiche comunitarie, ai rapporti con le regioni e province autonome. Non va confusa con il presidente del consiglio la presidenza del consiglio, insieme di organi amministrativi alle dipendenze del presidente stesso, al fine di consentirgli il pi efficace coordinamento delle attivit in particolare amministrative. L'ultimo c. dellart. 95 Cost. dispone che sia la legge a disciplinare l'ordinamento della presidenza del consiglio, disciplinato solo parzialmente dalla L. 400/88. E' nominato con decreto dal capo dello stato, controfirmato dallo stesso presidente del c. nominato e dura in carica con il governo stesso. Il presidente della repubblica non pu revocarlo a meno che il presidente del consiglio non si dimetta quando mancata la fiducia in parlamento. Unici requisiti per la nomina sono la cittadinanza italiana e il godimento dei diritti civili e politici mentre non occorre l'appartenenza alle camere (art. 64 Cost.). 2. Il consiglio dei ministri: l'organo del governo che riunisce in via collegiale, unitamente allo stesso presidente del consiglio, tutti i ministri. Determina la politica generale del governo e l'indirizzo generale dell'azione amministrativa deliberando su tutti gli atti governativi. Ad es. ai sensi della L.400 delibera sulle dichiarazioni politiche e gli impegni programmatici del governo, i disegni di legge governativi da presentarsi al parlamento e il loro eventuale ritiro, le questioni internazionali, i decreti con forza di legge e i regolamenti, le richieste motivate di registrazione con riserva alla corte dei conti, gli atti di indirizzo e coordinamento della attivit amministrativa delle regioni. Nella prassi il principio di collegialit del consiglio inoperante e la nota L. n. 400/88 d facolt al presidente del consiglio di istituire un consiglio ristretto di ministri denominato consiglio di gabinetto (che per dal punto di vista tecnico giuridico rimane sprovvisto di poteri decisori). 3. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio organo secondario senza voto deliberativo.

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4. I ministri sono organi fondamentali componenti il consiglio e contemporaneamente capi di branche omogenee della pubblica amministrazione definite ministeri o dicasteri. Ex art. 95 Cost. sono responsabili collegialmente degli atti del consiglio dei ministri e individualmente degli atti dei loro dicasteri. Prima la prassi costituzionale, poi espressamente la nota legge n. 400/88 hanno previsto gli istituti del vicepresidente del consiglio e dei ministeri senza portafoglio. Il vice presidente del consiglio un ministro avente ruolo vicario nei confronti del presidente, nell'ipotesi di supplenza per assenza di quest'ultimo. In pratica tale carica serve nei governi di coalizione a sottolineare la partecipazione di una determinata forza politica. I ministri senza portafoglio sono ministri partecipanti al consiglio senza avere un dicastero anche se hanno compiti speciali (es. ministro per i rapporti con il parlamento). Per quanto attiene la responsabilit dei ministri, analogamente al presidente del c. sono sottoposti per i reati ministeriali al giudizio della magistratura ordinaria dopo autorizzazione parlamentare ex art. 96 Cost. Organi secondari Sono secondari gli organi del governo che non partecipano alla determinazione del suo indirizzo politico generale e conseguentemente non fanno parte del consiglio dei ministri. Per essi la costituzione non prevede alcunch. 1. I sottosegretari di stato: organi del governo addetti ad un particolare ministero, coadiuvanti il ministro (ministro segretario di stato) e suoi rappresentanti in caso di assenza o impedimento. Essi non esercitano funzioni proprie ma solo quelle delegate dal ministro: sono organi vicari. Sono nominati con decreto del capo dello stato su proposta del presidente del consiglio di concerto con il ministro interessato e dopo avere sentito il consiglio dei ministri (la legge la solita). Non stabilito un numero fisso e quindi esso materia di strategia politica per gli equilibri dei governi di coalizione (da qui il numero spesso eccessivo). 2. Gli alti commissari sono organi eventuali preposti alla direzione di un settore omogeneo della pubblica amministrazione che non ha l'importanza e la qualifica di ministero, oppure nominati per incarichi speciali (per il disastro del Vajont o il terremoto del Friuli). Ad es. nei periodi in cui si voluto scorporare una branca amministrativa dalla organizzazione di un ministero per darle una certa autonomia, eventualmente in vista della creazione di un apposito ministero, stato preposto ad essa un alto commissario (ci stato fatto per l'igiene e la sanit, per il turismo). Non vanno confusi con i commissari del governo presso le regioni che sono organi della pubblica amministrazione alle dipendenze del governo ma non sono organi del governo stesso. 3. I comitati interministeriali o comitati di ministri sono organi collegiali costituiti da pi ministri ed anche eventualmente esperti al fine di predisporre e coordinare gli atti del governo che nell'attendere a settori omogenei si ricollegano alla competenza di pi docasteri. Essi non sono organi fondamentali perch per lo pi fungono da meri organi di ratifica di ci che stato stabilito dai ministri o svolgenti attivit preparatorie delle deliberazioni del consiglio dei ministri. Proprio per il suo carattere immediatamente decisorio sono stati sollevati dubbi di costituzionalit sul Comitato interministeriale prezzi (C.I.P.) ma ammissibili perch le sue deliberazioni sono pur sempre subordinate all'indirizzo politico generale del consiglio dei ministri. Un ruolo di particolare autonomia ha il comitato interministeriale pi importante: il Comitato interministeriale per la programmazione economica (C.I.P.E.) che predispone le linee programmatiche della politica economica nazionale nonch il bilancio preventivo dello stato, coordina l'attivit di tutte le istituzioni pubbliche in materia economica fornendo direttive ad altri comitati interministeriali (come quello per il credito e il risparmio e il cip). Esso organo del governo di direzione politica in materia economica e il problema dei rapporti con il consiglio dei ministri non si pone neppure in quanto presieduto dal presidente del consiglio, con vice presidenza del ministro per il bilancio e la programmazione e avente come membri tutti i ministri interessati alla politica economica.

Le attribuzioni governative

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Il governo per realizzare le sue finalit connesse allapprovazione del suo programma politico da parte del parlamento, si avvale di una serie di attribuzioni che sono: 1. competenze di indirizzo politico come ad esempio l'approvazione dei disegni di legge d'iniziativa del governo, l'approvazione dei bilanci per la loro presentazione al parlamento, le proposte di scioglimento dei consigli regionali, l'impugnativa delle leggi regionali davanti alla corte costituzionale o davanti al parlamento per contrasto di interessi, le deliberazioni in tema di trattati internazionali e di politica estera. 2. competenze amministrative normalmente attribuite ai ministri eccetto quelle di cosiddetta alta amministrazione per la loro importanza politica che vengono devolute al consiglio dei ministri (es. nomina di ambasciatori, prefetti, consiglieri di stato o della corte dei conti). Ma sono anche di alta amministrazione le deliberazioni compiute dai comitati interministeriali. 3. competenze normative che possono essere a livello legislativo o subordinato alle leggi ordinarie del parlamento. Si avranno in generale decreti presidenziali formalmente emanati dal p.d.r. anche se il contenuto deliberato dal consiglio dei ministri o dai singoli ministri e sottoposti a registrazione da parte della corte dei conti, decreti ministeriali o interministeriali emanati dai ministri. A livello legislativo: l'art. 70 Cost. attribuisce l'esercizio della funzione legislativa collettivamente alle due camere ma in determinati casi, in deroga a ci, agli art. 76 e 77 Cost. si prevede che il governo possa porre in essere decreti aventi forza di legge ordinaria attraverso pur sempre un controllo parlamentare ex ante o ex post. Si distinguono: DECRETI LEGISLATIVI O LEGGI DELEGATE che possono definirsi ordinanze giuridiche aventi efficacia di legge formale emanate dal governo in base ad una delega del parlamento nei limiti stabiliti dall'art. 76 Cost. La delega del parlamento conferita con legge formale ordinaria che conferisce la competenza al consiglio dei ministri. Lo art. 76 Cost. pone limiti all'esercizio della potest delegata: a)temporali, deve essere fissato nella legge di delega il termine entro il quale la legge delegata pu essere emanata. Ai sensi della l. n.400/88 se il termine finale eccede i due anni il governo deve chiedere il parere delle camere sugli schemi dei decreti delegati; b)di competenza, salvo l'eccezione prevista all'art. 79 Cost. (amnistia e indulto) la legislazione delegata pu essere esercitata unicamente dal governo; c)di contenuto, l'oggetto della delegazione deve essere specificamente determinato nella legge di delega; d)di finalit, occorrendo che nella legge di delega siano specificate le linee e i principi generali che debbono guidare il governo nel disciplinare la materia oggetto di delegazione; e)formali, perch i decreti legislativi sono emanati con decreto del presidente della repubblica. La legge n.400/88 ha imposto la menzione nella premessa dell'art. 76 Cost. e della legge di delegazione ai fini di differenziare questi provvedimenti che hanno forza di legge dai decreti che rivestono la stessa forma ma hanno valore di regolamento. Al pari delle leggi del parlamento inserito nella raccolta ufficiale di esse e pubblicato ai fini della entrata in vigore nella gazzetta ufficiale. Il motivo per cui si ricorre al decreto legislativo evidentemente quello di legiferare con rapidit. Vi si ricorre in genere per es. in materia di predisposizione di codici per determinate materie e per la redazione di testi unici. Occorre distinguere dai decreti legislativi: IL DECRETO LEGGE O ORDINANZA DI NECESSITA' Ai sensi dell'art. 77 Cost. il governo, in caso di necessit o di urgenza, adotta sotto sua responsabilit provvedimenti provvisori aventi forza di legge che devono essere presentati alle camere il giorno stesso per la loro conversione in legge. A tale fine le camere vengono convocate e si riuniscono entro 5 giorni (anche se sciolte). I decreti legge perdono efficacia ex tunc, fin dal momento della loro entrata in vigore, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla pubblicazione. A tutela dei cittadini evidentemente le camere possono regolare con legge e rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti. Il decreto legge deliberato dal consiglio dei ministri ed emanato dal capo dello stato e deve inoltre contenere la indicazione della necessit e della urgenza che lo hanno causato e la clausola della presentazione al parlamento per la conversione in legge.

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I decreti legge, come i decreti legislativi non possono essere emanati per tutte le materie. E' vero che gli art. 76 e 77 Cost. non pongono limiti ma questi si evincono indirettamente da altri disposti costituzionali: non sono ammissibili in materia costituzionale, per l'approvazione dei bilanci, per la ratifica di trattati internazionali e la deliberazione di stato di guerra. ALTRI CASI DI EMANAZIONE DI ATTI CON FORZA DI LEGGE - Il governo grazie all'attribuzione di competenza effettuata dagli statuti delle regioni ad autonomia speciale (statuti approvati con legge costituzionale) legittimato a porre in essere decreti legislativi (diversi dalle leggi delegate ora viste) contenenti norme per la attuazione degli statuti stessi (fatta eccezione per la Valle d'Aosta). Nel caso eccezionale in cui sia stato deliberato lo stato di guerra da parte delle camere queste conferiscono al governo i poteri necessari ex art. 78 Cost. e quindi pu legiferare con decreti legislativi senza delegazione specifica. In tale caso anche la autorit militare dipendente dal governo pu porre in essere bandi militari con forza di legge nei modi e limiti stabiliti dalla legge che conferisce tale potere. Ancora una serie di norme del t.u. di sicurezza pubblica da ritenere per lo Spagna Musso costituzionalmente illegittime laddove permettono al governo o ad altri di derogare alla legge vigente, in contrasto con la attribuzione del potere legislativo alle camere. Ai sensi del t.u. di sicurezza pubblica in casi di pericolo di disordini pu essere dichiarato con decreto ministeriale lo stato di pericolo pubblico e qualora tale pericolo si estenda a tutto il territorio dello stato il ministro dell'interno pu emanare ordinanze anche in deroga alle leggi vigenti nelle materie attinenti all'ordine pubblico e alla p. sicurezza. Addirittura ai sensi di tale t.u. pu essere dichiarato lo stato di guerra interno con decreto ministeriale (diverso dallo stato di guerra ex art. 78 Cost.) con facolt delle autorit militari di emanare ordinanze anche con forza di legge. A livello sublegislativo: in primo luogo gode della potest regolamentare. POTESTA' REGOLAMENTARE: potere di porre in essere atti formalmente amministrativi ma a contenuto normativo e con forza innovativa a livello subordinato alla legge e avente come fine quello di regolare l'esecuzione delle leggi stesse, l'organizzazione dei pubblici uffici oppure l'esercizio di facolt di competenza del potere esecutivo in quanto tale esercizio non sia regolato dalla legge. Si distinguono: regolamenti esecutivi, quando presuppongono una legge cui dare attuazione; regolamenti di organizzazione, che disciplinano l'ordinamento dei pubblici uffici; regolamenti indipendenti, disciplinanti una materia non regolata dalla legge; regolamenti dellegati o rectius autorizzati, che disciplinano una materia gi regolata o regolabile da disposizioni legislative, in virt di una legge che autorizza a derogare con disposizioni regolamentari alla disciplina legislativa; I regolamenti del governo sono deliberati dal consiglio dei ministri, udito il parere del consiglio di stato, e sono emanati con decreto del presidente della repubblica. Sono sottoposti al controllo della corte dei conti, inseriti nella raccolta ufficiale, pubblicati sulla gazzetta ed entrano in vigore di regola dopo una vacatio di 15 gg. Vi sono per anche regolamenti emanati dal presidente del consiglio e dai singoli ministri (regolamenti ministeriali). Non hanno invece carattere normativo le circolari, ossia ordini di servizio interno che vincolano solo i dipendenti gerarchicamente subordinati e non i terzi estranei alla pubblica amministrazione. Governo e pubblica amministrazione L'amministrazione statale costituita dal complesso di uffici dello stato aventi al vertice il governo come organo costituzionale di indirizzo. A sua volta la amministrazione statale rientra nella categoria della amministrazione pubblica comprendente tutti gli uffici di altri enti pubblici territoriali o meno. Esistono dei principi costituzionali in tema di amministrazione pubblica e anche dei rapporti fra cittadini e amministrazione stessa che caratterizzano il nostro stato come stato di diritto in cui in materia amministrativa valgono i principi della organizzazione per legge dei pubblici uffici, delle autonomie locali e del decentramento, dellimparzialit dell'amministrazione.

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Per quanto concerne i titolari di uffici pubblici l'art. 97 Cost. sancisce che agli impieghi della pubblica amministrazione si accede mediante concorso tranne nei casi stabiliti dalla legge; l'art. 28 Cost. sancisce la diretta responsabilit dei funzionari e dipendenti dallo stato e degli enti pubblici per gli atti compiuti in violazione dei diritti con corresponsabilit civile dello stato e degli enti pubblici. Contro gli atti della pubblica amministrazione poi sempre possibile la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi senza esclusioni o limitazioni per determinate categorie di atti. Non per Spagna Musso sostenibile che il ns. ordinamento ponga il principio della democraticit della pubblica amministrazione. Questa contrasterebbe con la subordinazione al governo e implicherebbe invece una autodeterminazione. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Il presidente della repubblica, con la corte costituzionale ed il consiglio superiore della magistratura, uno degli organi costituzionali di garanzia contemplati dalla costituzione italiana. Note storiche: attraverso la scelta del popolo italiano con referendum istituzionale 2 giugno '46 della forma repubblicana l'assemblea costituente poteva propendere per una repubblica presidenziale o per una repubblica a forma di governo parlamentare. Si scelse la II per timore di involuzione autoritarie del governo presidenziale. Questo per non implica che il ruolo del presidente della repubblica sia solamente formale. Il sistema di elezione del presidente della repubblica disciplinato in modo da garantirne il pi possibile la imparzialit: ai sensi dell'art. 83 Cost. eletto da un organo collegiale costituito dal parlamento in seduta comune e da tre delegati per ogni regione (la Valle d'Aosta 1) designati dal consiglio regionale. L'elezione si ha con scrutinio segreto a maggioranza di 2/3 nei primi tre scrutini e a maggioranza assoluta nei successivi. L'art. 84 Cost. dispone i requisiti per essere eletti : cittadinanza italiana, 50 anni di et, godimento dei diritti civile e politici, con incompatibilit con qualsiasi altra carica ed sancita riserva di legge per determinare l'assegno e la dotazione di cui gode. La durata della carica ex art. 85 Cost. di sette anni decorrente dal giuramento. Trenta giorni prima che scada il termine di durata, il presidente della camera dei deputati convoca in seduta comune il parlamento e i delegati regionali per eleggere il nuovo capo dello stato. Se le camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione la elezione ha luogo entro 15 gg. dalla riunione delle nuove e nel frattempo sono prorogati i poteri del presidente in carica. Una maggioranza cos estesa richiesta per l'elezione evidentemente giustificata dal fatto che il presidente deve essere espressione non di una maggioranza ma dell'intero parlamento a garanzia della imparzialit mentre la durata pi lunga rispetto al parlamento ha ratio nel fatto che cos l'eventuale rielezione non avviene grazie alla stesso parlamento nei confronti del quale il presidente sar pi facilmente obiettivo. Ai sensi dello art. 86 Cost. in caso che il presidente della repubblica non possa adempiere alle sue funzioni la supplenza spetta al presidente del senato. In caso di impedimento permanente, di morte o dimissioni il presidente della camera dei deputati indice la elezione del nuovo presidente entro 15 gg. (o pi se le camere sono sciolte o manca meno di tre mesi alla loro cessazione). Le attribuzioni presidenziali Le attribuzioni presidenziali si possono distinguere in due fondamentali categorie: I) una categoria che si estrinseca in atti formalmente del capo dello stato ma sul piano del contenuto imputabili alla volont del governo; II) in un'altra categoria costituita invece da competenze che sono del presidente della repubblica non solo sul piano formale ma anche sostanziale e dunque esprimono esclusivamente la sua volont. I CATEGORIA: si comprende considerando che il capo dello stato rappresentante dellunit nazionale. Ora, poich gli atti del governo (dunque delle forze politiche di maggioranza) una volta

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formatisi sono atti dell'intera comunit statale, chiaro che se il loro contenuto dipende dal governo, per sottolineare il rapporto con l'intera comunit statale formalmente sono riferiti alla volont del presidente della repubblica rappresentante di tale comunit. Per cui gli atti di tale categoria sono posti in essere dal presidente della repubblica su proposta dei ministri competenti che ne assumono la responsabilit politica e giuridica: atti formalmente del capo dello stato ma sostanzialmente del governo: decreti di nomina dei funzionari dello stato, i decreti aventi forza di legge e i regolamenti emanati dal presidente, gli atti di scioglimento dei consigli regionali, etc. Il presidente della repubblica non pu rifiutarsi di porre in essere atti che sono sul piano sostanziale governativi a meno che cos non si realizzi l'ipotesi limite di un attentato alla costituzione. II CATEGORIA: sono atti manifestazione di competenze effettive e non formali del presidente della repubblica e si distinguono in: - atti vincolati o dovuti dal presidente della repubblica, tenuto ad attuarli quando ricorrano determinati presupposti: indire le elezioni delle nuove camere e fissarne la prima elezione; indire il referendum popolare nei casi previsti dalla costituzione; dichiarare lo stato di guerra deliberato dalle camere; ratificare i trattati internazionali; autorizzare la presentazione dei disegni di legge governativi; promulgare le leggi, etc. atti o attribuzioni discrezionali del presidente della repubblica : l'invio di messaggi alle camere; la nomina dei cinque giudici della corte costituzionale; la convocazione in via straordinaria delle camere del parlamento, la nomina di cinque senatori a vita , il potere di scioglimento anticipato di una o entrambe le camere del parlamento, il potere di concedere grazia e di commutare le pene, etc. Vi sono poi attribuzioni necessariamente presidenziali, legate anche alla sua posizione di imparzialit: la presidenza di organi collegiali quali il consiglio supremo di difesa e il consiglio superiore della magistratura. Secondo parte della dottrina esiste una terza categoria di atti presidenziali: quelli con contenuto a determinazione mista perch non posti in essere dal presidente a titolo di competenza effettiva ed esclusiva e neppure con competenza puramente formale, bens in concorso con la volont di altri organi dello stato. Per esempio: il decreto di scioglimento anticipato delle camere, il decreto di nomina del presidente del consiglio dei ministri, il decreto di concessione dell'amnistia e dell'indulto previa legge di delegazione del parlamento, etc. Secondo Spagna Musso per la contitolarit di regola solo apparente. In realt manca la coodeterminazione, del resto anche la promulgazione di una legge ordinaria, pur inserendosi in un procedimento di formazione della legge di competenza parlamentare, in se stessa atto del presidente. Cos imputato in via esclusiva al capo dello stato il potere di scioglimento anticipato delle camere come si desume dalla lettera stessa dello art. 88 Cost., ma anche dallo stesso equilibrio fra i poteri per cui non pu ritenersi di competenza dell'esecutivo lo scioglimento stesso, infine che nella stessa prassi, qualora vi sia motivo (incapacit del governo di esprimere una maggioranza o presunzione di sopravvenuta disformit fra orientamenti parlamentari ed orientamenti del corpo elettorale, etc.) si possono dare luogo a scioglimenti anticipati senza che il decreto presidenziale di scioglimento sia posto in essere con formale richiesta del presidente del consiglio dei ministri. A proposito dello scioglimento dunque vero che vi pu essere una formale proposta di scioglimento da parte del governo ma pur sempre il presidente della repubblica che deve farla propria con valutazione del tutto autonoma, dopo di che la controfirma del presidente del consiglio un atto dovuto (salvo violazione costit.). Anche il potere di nomina del presidente del consiglio dei ministri esclusivo del capo dello stato anche se il suo esercizio condizionato dalla necessit di una maggioranza parlamentare a favore del nuovo governo (la controfirma dell'atto di nomina da parte del nominato stabilitasi nella prassi ha valore di dichiarazione di assenso).

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Il decreto ministeriale di concessione della amnistia e dell'indulto appare invece effettivamente un atto codeterminato dal presidente della repubblica e dal parlamento in virt della legge di delegazione che lasciava un margine di discrezionalit al presidente, nulla per vietando che tale margine non sussistesse. E' possibile una ulteriore classificazione degli atti del presidente della repubblica in ordine ai poteri fondamentali dello stato (esecutivo, legislativo, giurisdizionale) cui hanno riguardo: 1. in ordine al parlamento il presidente della repubblica indice le elezioni delle nuove camere fissando la prima riunione; convoca in via straordinaria le stesse camere; promulga le leggi costituzionali e ordinarie (potendo chiedere prima della promulgazione una nuova deliberazione (art. 74); pu inviare messaggi alle camere per esternare il suo orientamento riguardo a problemi sociali e politici; pu procedere allo scioglimento anticipato di una o entrambe le camere; pu nominare 5 senatori a vita. 2. in ordine al governo e agli organi dipendenti da questo autorizza la presentazione alle camere di disegni di legge di iniziativa governativa; emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti; nomina nei casi indicati dalla legge i funzionari dello stato; ha il comando delle forze armate e presiede il consiglio supremo di difesa; nomina il presidente del consiglio e su sua proposta i ministri; ;accredita e riceve i funzionari diplomatici, ratifica i trattati internazionali previa quando necessaria l'autorizzazione delle camere. 3. in ordine al potere giurisdizionale presiede il consiglio superiore della magistratura; pu concedere grazia e commutare le pene; nomina 5 giudici della corte costituzionale. Tutto ci non identificandosi con i singoli poteri ma rimanendo estraneo e al di sopra, non gerarchicamente ma per la sua dignit formale di organo rappresentante la unit nazionale. Ma sono possibili altre classificazioni anche in ordine alle finalit degli atti (di controllo e di freno dell'attivit di specifici organi, di nomina di componenti degli stessi, di impulso alla realizzazione della costituzione). Irresponsabilit politica del capo dello stato e sua responsabilit per alto tradimento o attentato alla costituzione. La responsabilit del presidente della repubblica disciplinata agli art. 89 e 90 Cost. cui si rinvia. In tali norme la non responsabilit va interpretata innanzitutto come non responsabilit politica nel senso che il parlamento non pu esprimergli la fiducia, imporne le dimissioni o altrimenti censurarlo perch l'eventuale responsabilit politica sempre governativa. Analogamente non sussiste responsabilit giuridica civile o penale salvo nei casi estremi di altro tradimento o attentato alla costituzione che si traducono rispettivamente nell'agire in intesa con rappresentanti di altri stati a danno della integrit territoriale dello stato o nell'attivit preordinata a modificare in modo illegale il regime politico (es. colpo di stato). Non invece responsabile per semplici violazioni della costituzione che non portino ai casi ora citati. Bisogna per distinguere: - gli atti del presidente posti in essere su proposta dei singoli ministri in cui la controfirma degli stessi sancisce il trasferimento della responsabilit politica e giuridica, per il fatto che ha valore di determinazione del contenuto, dal presidente al ministro. - gli atti del presidente della repubblica da lui posti in essere senza proposta ministeriale, dove la controfirma del ministro assume il significato di controllo di legittimit costituzionale e in caso di violazione della costituzione il ministro non deve apporla rendendo l'atto presidenziale inefficace. IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA ED IL POTERE GIUDIZIARIO La Magistratura La Magistratura costituita dal complesso degli organi civili, penali ed amministrativi che, nel loro insieme, costituiscono il potere giudiziario che titolare della funzione giurisdizionale. Per la Costituzione i giudici sono completamente indipendenti e sono sottoposti soltanto alle leggi dello Stato. Essi svolgono l'importantissimo compito di realizzare concretamente l'applicazione delle norme all'interno della vita quotidiana dei cittadini. I magistrati interpretano le norme (ma la loro interpretazione non ha valore vincolante) e le adattano alle singole situazioni

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concrete, decidendo a chi spettano determinati diritti, chi deve essere tutelato, chi deve essere punito per un comportamento contrario alle regole generali di convivenza. Principi costituzionali concernenti il potere giudiziario Il consiglio superiore della magistratura un organo costituzionale di garanzia con la finalit di tutelare l'indipendenza della magistratura ordinaria disciplinato nel titolo IV della seconda parte della carta costituzionale, ossia nell'ambito della normativa concernente la magistratura. Quali i motivi della indipendenza della magistratura? - E' noto che la funzione giurisdizionale costituisce un modo stesso di attuazione dell'ordinamento come manifestazione immediata della sovranit dell'ordinamento stesso. Dalla sovranit deriva la necessit di indipendenza. - L'indipendenza deriva anche dall'accoglimento del principio della distinzione dei poteri che meglio tutela la libert dei cittadini e garantisce contro il pericolo di degenerazioni di tipo autoritario (art. 104 Cost.). - ancora porta alla indipendenza e autonomia della magistratura il fatto che il nostro un cosiddetto stato di diritto: lo stesso stato deve essere sottoposto al diritto e di conseguenza la sovranit autolimitata e gli organi statali non godono di una posizione privilegiata rispetto alla applicazione della legge. Da ci deriva non solo la necessit di indipendenza ma anche la tendenza ad abolire organi di giurisdizione straordinaria la cui idiendenza sarebbe difficilmente tutelabile. L'indipendenza viene tutelata sotto un duplice profilo: I) tutelando l'indipendenza dell'organizzazione giudiziaria in cui il magistrato inserito nei confronti di tutte le altre organizzazioni dello stato; II) garantendo l'indipendenza di ciascun magistrato nei riguardi di tutti gli altri magistrati appartenenti alla organizzazione medesima. Quali gli istituti pi importanti predisposti a garanzia del singolo magistrato? il principio della sottomissione del magistrato solo alla legge (art. 101 Cost.) i principi della inamovibilit del magistrato e la distinzione fra loro solo per diversit di funzioni 1 con la conseguente abolizione di ogni rapporto di subordinazione gerarchica (art. 107 Cost.) il principio della indipendenza del pubblico ministero (art. 107 e 108 Cost.) la riserva di legge per la disciplina dell'ordinamento giudiziario (art. 108 Cost.) e il divieto di istituzione di magistrati straordinari o speciali (art. 102 Cost.) o per lo meno, si noter, la limitazione della loro ammissibilit in relazione alla peculiarit della materia e al fatto che siano sempre precostituiti rispetto al giudizio il principio garantistico del giudice naturale (art. 25 Cost.) in base al quale nessun soggetto pu essere sottratti alla competenza del giudice precostituito per legge, cio istituito in via antecedente a quel particolare giudizio e naturalmente competente in via automatica per la legittimazione operata dalla legge precedente al giudizio stesso: ci importa in altri termini la precostituzione dell'organo e la precostituzione della composizione del medesimo.

1. 2.

3. 4.

5.

La Costituzione, quindi, ha voluto assicurare ai magistrati ordinari, che costituiscono lordine giudiziario, espressione equivalente a potere giudiziario, una posizione di autonomia e di indipendenza nei confronti degli altri poteri dello stato ed, in particolare, del potere esecutivo, sottraendo i giudici ad ogni forma di dipendenza dal ministro di grazia e giustizia. Vari sono gli istituti mediante i quali questa autonomia e indipendenza si realizza. Innanzitutto il Consiglio Superiore della Magistratura, cui spetta in via esclusiva di deliberare tutti i provvedimenti relativi allo stato giuridico dei magistrati. Dispone, infatti, lart.105 della Cost. che Spettano al CSM, secondo le norme dellordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati. Limportanza di tale norma si pu comprendere a pieno ove si rifletta che, nel passato ordinamento, questi provvedimenti erano assunti con decreto reale su proposta del ministro di
1sarebbe

legittimo sia un sistema di promozioni per esami che per anzianit. Si preferito i II.

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grazia e giustizia e, dunque, dal potere esecutivo, mentre la citata disposizione costituzionale, assegnandoli alla competenza del Consiglio, ha assicurato lautogoverno dei giudici (anche se i magistrati ordinari rappresentano solo la maggioranza dei componenti il Consiglio e se la legge istitutiva del Consiglio ha attribuito al ministro di grazia e giustizia il potere di richiedere detti provvedimenti). Si tratta di una forma di autogoverno che secondo la giurisprudenza della C. Costituzionale non piena. Altre attribuzioni del CSM sono la nomina e la revoca dei vice pretori onorari, dei giudici di pace, nonch dei componenti estranei alla magistratura delle sezioni specializzate; la designazione per la nomina a magistrati di Corte di Cassazione, per meriti insigni, di professori ordinari di universit in materie giuridiche e di avvocati che abbiano 15 anni desercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori; la nomina delle commissioni per le assunzioni in magistratura. Il Consiglio, inoltre, pu fare proposte al ministro di grazia e giustizia sulle modificazioni delle circoscrizioni giudiziarie. Di conseguenza, le attribuzioni residue del ministro di grazia e giustizia sono le seguenti: 1) pu formulare richieste in ordine ai provvedimenti inerenti allo stato giuridico dei magistrati (assunzioni, assegnazioni di sedi e di funzioni, trasferimenti e promozioni, sanzioni disciplinari); 2) ha facolt di chiedere ai capi delle Corti informazioni circa il funzionamento della giustizia e di fare al riguardo le comunicazioni che ritiene opportune; 3) esercita tutte le altre attribuzioni demandategli dalla legge sullordinamento giudiziario e in genere riguardanti lorganizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia; ecc A norma dellart. 104 Cost., il Consiglio superiore presieduto dal presidente della Repubblica e ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per 2/3 da tutti i magistrati ordinari fra gli appartenenti alle varie categorie e per un terzo dal Parlamento in seduta comune fra professori ordinari di universit in materie giuridiche ed avvocati dopo 15 anni di esercizio. La legge istitutiva aveva fissato il numero dei membri elettivi in 21 (14 + 7), per cui il Consiglio era composto di 24 membri (3 di diritto e 21 elettivi). Sia la composizione che il sistema elettorale sono stati modificati da una legge del 1975 che ha elevato il numero dei componenti elettivi da 21 a 30: 20 eletti dai magistrati ordinari e 10 dal Parlamento in seduta comune: per cui il Consiglio risulta composto, complessivamente, da 33 membri. Il Consiglio rappresenta, senza dubbio, un organo indefettibile del nostro sistema, nel senso che, se esso non ci fosse, verrebbero meno (o sarebbero di gran lunga ridotte) le garanzie di indipendenza e di autonomia che la Costituzione ha voluto assicurare al potere giudiziario nel suo complesso ed ai singoli magistrati nei confronti degli altri poteri dello Stato. Lautonomia e lindipendenza della magistratura sono assicurate, oltre che dal CSM, anche, ed in via diretta, da alcune norme costituzionali. Cos lart.101 Cost. dispone che I giudici sono soggetti soltanto alla legge, nel senso che essi devono godere di una assoluta autonomia di giudizio, senza che il loro convincimento possa essere determinato o influenzato da altro se non dalla loro coscienza e dalla loro preparazione professionale; questa norma va, infatti, integrata con quella contenuta nellart. 107, secondo la quale i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversit di funzioni e il cui fine quello di sottrarre i giudici a rapporti di tipo gerarchico, da superiore ad inferiore, che ne intaccherebbero lautonomia. Una disciplina particolare vige per il pubblico ministero che, a norma dellart. 107, gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme dellordinamento giudiziario: in attuazione di tale disposizione il p.m. esercita le sue funzioni non pi sotto la direzione del ministro di grazia e giustizia, bens sotto la sua vigilanza. Non di meno poich rimasto vigente il principio della unit ed indivisibilit del p.m., allinterno di ogni ufficio il capo dellufficio esercita un potere gerarchico sui componenti dello stesso, nello svolgimento del quale pu avocare a s le indagini preliminari, sostituire un determinato magistrato con un altro, esercitare direttamente le funzioni assegnate allufficio. Ci porta a dubitare della natura giuridica dellorgano e della sua inclusione fra gli organi giurisdizionali (proprio perch lordinamento gerarchico dellufficio escluso per gli uffici giudiziari mentre distingue quelli amministrativi). Unaltra garanzia dellindipendenza degli appartenenti al potere giudiziario (gi prevista nellordinamento statutario) stata ulteriormente precisata ed arricchita dalla Costituzione la

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quale ha disposto che I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio n destinati ad altre sedi o funzioni, se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dallordinamento giudiziario o con il loro consenso (art. 107) ovvio che i magistrati possono essere trasferiti di sede o destinati ad altre funzioni su loro domanda. A norma dellart. 106 Cost. le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso: in tal modo, mentre da un lato si assicura la selezione dei migliori, si sottraggono dallaltro i magistrati ad influenze che potrebbero derivare da altri sistemi di designazione allufficio (ad es. lelezione). Lo stesso art. 106, a parziale deroga della regola sopra enunciata, dispone che La legge sullordinamento giudiziario pu ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli. A tale norma stata data attuazione con la legge del 91 n. 374 che ha istituito i giudici di pace (nominati con decreto del Presidente della repubblica, previa deliberazione del Consiglio superiore della magistratura), i quali esercitano la giurisdizione in materia civile e penale e la funzione conciliativa, con una competenza circoscritta nel campo civile, alle cause che non superino un determinato (e limitato) valore e, in campo penale, sui reati puniti con la pena della multa. Si ricordi, inoltre, che, su designazione del Consiglio superiore della magistratura, possono essere chiamati allufficio di magistrato di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di universit in materie giuridiche o avvocati che abbiano 15 anni di esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori. Infine, a norma dellart. 109 Cost. Lautorit giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria. Le autorit di pubblica sicurezza adibite alla repressione dei reati (e che costituiscono la polizia giudiziaria) sono, dunque, alle dipendenze dirette della magistratura, che pu disporne indipendentemente dagli organi del potere esecutivo, dai quali tali autorit continuano a dipendere sotto laspetto organizzativo e disciplinare. Il problema degli organi di giurisdizione speciale e l'identificazione del potere giudiziario con la sola magistratura ordinaria Alcuni organi giurisdizionali speciali fuoriescono dalla organizzazione giudiziaria ordinaria e solo quest'ultima di concretizza come potere autonomo nei confronti degli altri poteri dello stato, e solo nei confronti di questa prevista la competenza del consiglio superiore della magistratura, specifico istituto di autogoverno competente a porre in essere tutti i provvedimenti concernenti la attivit professionale e composto in maggioranza da componenti designati dagli stessi magistrati. Tuttavia nel nostro ordinamento sussiste una pluralit delle giurisdizioni, oltre a quella ordinaria, quella costituzionale e quella speciale a sua volta distinguibile in amministrativa, contabile, militare: - il consiglio di stato (art. 103 Cost.) - i tribunali amministrativi regionali (art. 125 Cost.) - la corte dei conti (art. 103 Cost.) - i tribunali militari (art. 103 Cost.) - altri come il tribunale superiore delle acque pubbliche, i commissari regionali per la liquidazione degli usi pubblici e le commissioni competenti a giudicare i ricorsi in tema di tributi, legittimati dallart. 103 Cost. laddove si parla accanto al consiglio di stato di altri organi di giustizia amministrativa. Come ci si concilia con il disposto dello art. 102 Cost.: Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono solo istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie? Tale norma va intesa come: - relativa: non possono istituirsi nuovi tribunali speciali - proibente organi giurisdizionali giudicanti una determinata controversia posteriormente al suo sorgere

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- rimane possibile istituire organi giurisdizionali speciali che siano la trasformazione in modo costituzionalmente legittimo di quelli esistenti ma non conformi alla costituzione 2 Importante a proposito della indipendenza della magistratura dal potere esecutivo ricordare la delimitazione fra le competenze del ministro guardasigilli e l'autorit giudiziaria. Quest'ultima dispone direttamente della polizia giudiziaria (art. 109 Cost.) mentre al ministro della giustizia sono riconosciute solo la organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia (art. 110 Cost.) e la facolt di promuovere l'azione disciplinare (art. 107 Cost.) senza alcuna subordinazione fra loro. Ultimo problema che affrontiamo quello della posizione dei magistrati (art. 106 Cost. le nomine hanno luogo per concorso) come dipendenti pubblici. Ci si chiede fondamentalmente se: se i magistrati possano iscriversi ad associazioni politiche: il costituente avrebbe potuto vietarlo ma si limitato a riconoscere solo la facolt ma non l'obbligo al legislatore ordinario di vietare la iscrizione (art. 98 Cost.: si possono con legge stabilire limitazioni al diritto di iscriversi a partiti politici per i magistrati) se i magistrati possano esercitare il diritto di sciopero: a riguardo la costituzione tace ma sebbene in generale sia ammesso con limitazione lo sciopero dei dipendenti pubblici non pu ritenersi in questo caso ammissibile in quanto la attivit dei magistrati, compartecipando alla sovranit dell'ordinamento, costituisce uno dei poteri dello stato e non sarebbe neppure concepibile uno sciopero dei parlamentari o dei componenti del governo.

Il cosiglio superiore della magistratura e la sua composizione Ai sensi dello art. 104 Cost. il consiglio superiore della magistratura presieduto dal presidente della repubblica. Altri componenti: - il primo presidente e il procuratore generale della corte di cassazione (di diritto) - 2/3 dei componenti sono eletti fra e da i magistrati ordinari 3 - 1/3 dei componenti eletto dal parlamento in seduta comune 4 fra professori e avvocati dopo 15 anni di esercizio. Il consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal parlamento. I membri elettivi durano in carica 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili. Ai sensi dello art. 104 Cost. non possono durante la carica essere iscritti negli albi professionali n fare parte del parlamento o dei consigli regionali o ancora titolari di imprese commerciali o fare parte dei consigli di amministrazione di societ commerciali. Ai sensi della Legge 22 dicembre 1975 n. 695 i membri sono 33.

Attribuzioni del consiglio superiore della magistratura assunzioni, assegnazioni e trasferimenti , promozioni e i provvedimenti disciplinari dei riguardi dei magistrati (art. 105 Cost.) secondo le norme dell'ordinamento giudiziario;

2la

giurisprudenza della corte costituzionale ha posto nel nulla tutta una serie di orgai speciali, es attribuzioni giurisd. al ministero della marina nercantile, dei cconsigli comunali e provinciali in materia elettorale. 320 magistrati: 4 della cassazione, 2 di appello, 4 di tribunale e altri 10 indipendentemente dalla categoria di appartenenza. L'elezione avviene con collegio unico nazionale a sistema proporzinale a liste concorrenti. Si tenga presente che i magistrati sono attualmente divisi in pi associazioni e correnti. 4nella seduta comune l'elezione avviene a scrutinio segreto con la maggioranza dei 3/5 dell'assemblea nelle prime due votazioni e dei votanti nelle successive (ma la necessit di maggioranza qualificata non prevista costit. pu ritenersi illegittima).

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pu chiamare all'ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari in materie giuridiche e avvocati che abbiano 15 anni di esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori (art. 106 Cost.); pu fare proposte al ministero di giustizia sulle modificazioni delle giurisdizioni giudiziarie e su tutte le materie riguardanti organizzazione e funzionamento dei servizi relativi alla giustizia; d pareri al ministro sui disegni di legge concernenti l'ordinamento giudiziario, l'amministrazione della giustizia e ogni altro oggetto comunque attinente alle predette materie. Il ministro guardasigilli pu intervenire alle adunanze del consiglio quando ne richiesto dal presidente oppure per fare dichiarazioni. Tuttavia non pu essere presente alle deliberazioni. Tutti i provvedimenti riguardanti i magistrati sono adottati in conformit alle deliberazioni del consiglio superiore con decreto del presidente della repubblica controfirmato dal ministro guardasigilli, oppure, nei casi stabiliti dalla legge con decreto dello stesso ministro. Contro i succitati provvedimenti ammesso ricorso al T.a.r. e al consiglio di stato solo per motivi di legittimit. In particolare per i provvedimenti in materia disciplinare ammesso il ricorso alle sezioni civili della corte di cassazione con effetto sospensivo del provvedimento impugnato. In definitiva il consiglio superiore della magistratura organo costituzionale di autogoverno del potere giudiziario non subordinato ad altro organo dello stato. Esso rappresenta il vertice organizzativo come la corte di cassazione il vertice funzionale. PROBLEMA DELLA POLITICIT DEL GIUDICE Per sua stessa natura la funzione giurisdizionale non entra a comporre alcuna delle fasi in cui si articola lindirizzo politico. Le decisioni dei giudici, per, incidono sulla fase attuativa dellindirizzo politico. Se vero che la decisione del giudice non creativa o attuativa dei fini politici che la societ persegue, da essa pu dipendere se il momento finale della fase attuativa dellindirizzo politico, vale a dire il momento della produzione delleffetto, abbia luogo o no, abbia luogo in un modo anzich in un altro, ovvero se leffetto continui o no a prodursi. E poich la produzione delleffetto dipende dallapplicazione della legge e, a sua volta lapplicazione della legge dipende dal modo in cui essa viene interpretata non in astratto, bens in relazione al fatto di cui si controverte, ecco che il giudice immesso nella realt sociale in cui vive ed opera, diventa egli stesso un operatore politico. Non esiste un indirizzo politico dei giudici (o della magistratura), ma esistono i giudici quali operatori politici, in quanto istituzionalmente chiamati ad incidere sulla realt sociale. La qualit di operatore politico non lo qualifica come strumento attivo del processo politico al quale egli non partecipa. Con questa sostanziale differenza fra il giudice e gli altri operatori politici: che mentre questi agiscono sempre come parti, il giudice, invece, non portatore di un particolare interesse, ma valuta interessi altrui e tutela quello fra essi che riconosce conforme alla Costituzione e al diritto obiettivo. Il magistrato, quindi, se da un lato partecipe della societ in cui vive ed opera, dallaltro si pone super partes ed amministra la giustizia. Per cui il giudice devessere libero da ogni influenza, suggestione o, peggio ancora, comando che possono pervenirgli da altri organi o poteri e, in particolare, dal potere esecutivo. La soggezione solo alla legge nella quale soprattutto si concreta lindipendenza del giudice non importa, per, la sua neutralit politica, dal momento che proprio nella interpretazione della legge che egli esprime giudizi di valore, che altro non sono se non manifestazione della sua cultura, delle sue convinzioni, della sua ideologia o, riassuntivamente/sinteticamente, della sua condizione umana. LA CORTE COSTITUZIONALE Il carattere rigido di una costituzione richiede che le sue norme vengano garantite contro possibili violazioni operate dal legislatore ordinario. In regime di costituzione rigida, infatti, il legislatore

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incontra precisi limiti (formali e materiali) nella emanazione delle leggi che non possono essere in contrasto (sia riguardo al loro procedimento di formazione, sia riguardo al loro contenuto) con la costituzione. Al contrario le costituzioni flessibili possono essere modificate (meno che nei loro principi fondamentali) da una legge ordinaria. Ne consegue/deriva che le costituzioni rigide prevedono, di regola, alcuni strumenti mediante i quali possibile controllare la legittimit costituzionale delle leggi, al fine di togliere ogni efficacia a quelle che risultino essere in contrasto con una disposizione costituzionale. Ecco che, per effettuare il controllo di legittimit costituzionale delle leggi, la nostra Costituzione ha previsto un organo ad hoc, che presenta dei caratteri propri ( quanto alla sua composizione e alle sue funzioni) che ne fanno un tipo a s: appunto la Corte Costituzionale (artt. 134 e ss.), alla quale stato affidato, oltre che il giudizio sulle controversie relative alla legittimit costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge dello Stato e delle regioni, anche il giudizio sui conflitti di attribuzione fra i poteri dello stato, fra lo stato e le regioni e tra le regioni, il giudizio sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica ed, infine, il giudizio sullammissibilit del referendum abrogativo. Finalit e composizione della corte costituzionale E' un organo costituzionale di giustizia e di garanzia richiesto dalla stessa rigidit della costituzione per garantire il rispetto delle norme costituzionali. L'esistenza di un unico organo di giustizia costituzionale - sistema di giurisdizione costituzionale accentrata - coerente con la necessit di ottenere presto una decisione definitiva pi che il c.d. sistema di giurisdizione costituzionale diffusa (come per es. negli Stati Uniti dove tale competenza di ogni tribunale). E' evidente la importanza della composizione della corte costituzionale vista la delicatezza giuridica e politica delle competenze e la necessit della sua indipendenza. La c.c. composta in modo diverso a seconda che giudichi sulle controversie di legittimit costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge, sui conflitti di attribuzione e sullammissibilit del referendum abrogativo ovvero sulle accuse mosse al Presidente della Repubblica. Nei primi tre casi la Corte composta da 15 giudici. Ai sensi dello art. 135 Cost. la composizione ordinaria di 15 giudici nominati per 1/3 dal presidente della repubblica ed eletti: - per 1/3 dal parlamento in seduta comune (a scrutinio segreto con maggioranza dei 2/3 dei componenti ma negli scrutini successivi al III sufficiente la maggioranza dei 3/5)) - per 1/3 dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa (ossia 3 dalla corte di cassazione, 1 dal consiglio di stato, 1 dalla corte dei conti); (elezione con maggioranza assoluta nella I votazione e relativa poi); Qualunque sia l'organo che li nomini, i giudici della corte sono scelti tra i magistrati, anche a riposo, delle giurisdizioni superiori ordinaria e amministrativa, tra i professori ordinari di universit in materie giuridiche e tra gli avvocati dopo venti anni di esercizio professionale. Sono nominati per 9 anni decorrenti dal giorno del giuramento senza potere essere nuovamente nominati. Il Parlamento elegge cinque giudici a scrutinio segreto con la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti nei primi tre scrutini e dei tre quinti nei successivi . La magistratura ordinaria elegge tre giudici all'interno di un collegio composto dai magistrati della Corte di cassazione; i consiglieri di Stato ne eleggono uno, mentre il quinto viene eletto dai magistrati della Corte dei Conti. Nell' attuale composizione della Corte non prevale alcuno dei poteri, Presidente della Repubblica, Parlamento, Magistratura, ma tutti partecipano in una situazione di equilibrio. Come stato sottolineato da Amato e Bassanini, nel disegno costituzionale la composizione della Corte mirava ad equilibrare apporti tecnici e apporti politici , mettendo la Corte in grado di comprendere posizioni e orientamenti diversi per renderla idonea a garantire il rispetto della Costituzione , senza imporre indirizzi politici di parte a quelli liberamente emergenti dal gioco democratico che si svolge fra le forze politiche nel Parlamento e nel Paese. In un articolo comparso nel 1972 sulla rivista "Politica del diritto", intitolato "La Corte costituzionale, un istituto da riformare" Amato e Bassanini sostengono la necessit di intervenire sulla componente dei magistrati per la ristrettezza del corpo elettorale, il quale limitato ai giudici

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di pi alto livello. Essi sostengono che la frammentazione politico-organizzativa avvenuta all'interno del corpo giudiziario ha reso discutibile la soluzione legislativa in base alla quale i cinque giudici che dovrebbero essere espressione del tecnicismo giudiziario, sono eletti dalla sole "toghe di ermellino" della Cassazione e dagli alti magistrati del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. Le toghe di ermellino non rappresentano la magistratura e non ne interpretano gli orientamenti in modo imparziale, anzi spesso ne costituiscono la parte politicamente pi conservatrice. I cinque giudici eletti dalla magistratura, per poter rappresentare l'intero corpo di essa, dovrebbero essere eletti da tutti i magistrati senza distinzione di grado e di funzione, in un collegio unico nazionale e garantendo il rispetto delle minoranze. Esiste inoltre la propensione delle giurisdizioni ordinaria e amministrativa a eleggere alla carica di giudice costituzionale soltanto persone che ricoprono la funzione di magistrati, anzich scegliere fra tutte le componenti eleggibili a norma dell'art. 135 comma 2 Cost. Gustavo Zagrebelsky, nel suo manuale sulla giustizia costituzionale, critica la tendenza della magistratura a "scelte tutte interne". E' interessante rilevare la prassi distorta, protrattasi per oltre trent'anni e terminata soltanto nel 1988, che ha portato a non eleggere alla carica di Presidente della Corte magistrati eletti da magistrati, cos mettendo in atto una discriminazione non accettabile nell'ambito di un organo di giustizia costituzionale. Del resto la presidenza della Corte non fu mai attribuita ad un giudice eletto dal Parlamento su proposta dell'opposizione. Negli ultimi anni, inoltre, alla composizione della Corte sono state mosse alcune critiche per quanto riguarda la elezione dei giudici da parte del Parlamento e il potere di nomina da parte del Capo dello Stato, ai quali si imputa una eccessiva politicizzazione della Corte. La rappresentanza degli orientamenti politici e partitici dovrebbe essere assicurata dalla elezione parlamentare di un terzo dei giudici della Corte: ma la rappresentativit dei giudici eletti dal Parlamento spesso indebolita dai compromessi cui le forze politiche devono giungere per ottenere le larghe maggioranze imposte dalla legge costituzionale. Vorrei ricordare che la presenza di giudici nominati da organi politici generale a tutte le Corti costituzionali, a partire dalla pi antica e prestigiosa, la Corte Suprema degli Stati Uniti, i cui membri sono tutti nominati dal Presidente in carica, sia pure con il necessario consenso degli organi rappresentativi. La Corte italiana ha la pi alta percentuale di magistrati, cio di componenti pi strettamente "tecnici" scelti da magistrati. In Germania i sedici membri sono nominati da organi politici, anche se otto sono scelti tra i giudici delle Supreme Corti di giustizia; in Spagna dieci su dodici sono eletti da organi politici; in Portogallo dieci su tredici; in Francia tutti i membri del "Conseil Costitutionnel " sono di nomina politica. Sotto il profilo della composizione stato constatato un problema, venuto aggravandosi negli ultimi tempi, connesso alla mancanza di tempestivit nella elezione, da parte del Parlamento, dei giudici in sostituzione di altri scaduti . Ormai ogni sostituzione, che per legge deve essere effettuata entro un mese dalla cessazione del mandato dei giudici eletti dal Parlamento, richiede tempi molto lunghi. E' stato giustamente osservato durante le lezioni di giustizia costituzionale dall ' onorevole Ugo Spagnoli , ex giudice della Corte costituzionale, che dietro l'inerzia del Parlamento potrebbe nascondersi l'intento di alcune forze politiche di mantenere a lungo la Corte incompleta e con una formazione incline a emettere sentenze pi convenienti. Egli ha inoltre avvertito il rischio che un ostruzionismo finisca per paralizzare l'attivit della Corte. Il problema pi importante relativo alle modalit di elezione dei giudici riguarda gli effetti dell'introduzione del sistema maggioritario. Il quorum necessario per l'elezione di un giudice costituzionale quello dei due terzi dei componenti delle due Camere riunite in seduta comune, ridotto a tre quinti a partire dal quarto scrutinio. L'elevatezza del quorum fu voluta per creare l'esigenza di un accordo fra i partiti , che facilitasse l'elezione anche dei giudici di orientamento diverso rispetto ai partiti della maggioranza di governo.

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La situazione si ora modificata, sia per l'introduzione del sistema maggioritario, che consente al vincitore delle elezioni politiche di disporre di una forza parlamentare superiore al sessanta per cento dei componenti del Parlamento, sia perch il sistema maggioritario stimola i vincitori ad occupare tutte le cariche disponibili, senza riguardo all'esigenza di presenza di rappresentanti di aree di opposizione, o comunque di persone sostenute da consensi pi ampi di quelli espressi dalla maggioranza. Il rischio che i giudici di provenienza parlamentare siano tutti espressione della maggioranza: ci significherebbe annullare ogni garanzia di pluralismo e agevolerebbe la formazione, all'interno della Corte, di uno schieramento di maggioranza composto dai giudici eletti nell'aula parlamentare. Cos verrebbe depotenziata la funzione della Corte di controllo sulle leggi volute dalla maggioranza di Governo, e di conseguenza sarebbero compromessi la giurisprudenza e gli indirizzi della Corte. In proposito scrive Spagnoli : "il problema riguarda la modifica del quorum per la elezione dei giudici costituzionali, che a mio avviso dovrebbe essere mantenuto per tutti gli scrutini, al livello dei due terzi di componenti del Parlamento, al fine di rendere necessari gli accordi tra le forze politiche diretti ad evitare il predominio assoluto della maggioranza tra i giudici eletti dal Parlamento. Il quorum avrebbe dovuto essere modificato subito dopo il referendum Segni, ma purtroppo nessuno se ne preoccupato, ed esso rimasto invariato". Altro problema interessante riguarda i modi di scelta dei candidati da sottoporre al voto del Parlamento. In passato il candidato veniva scelto dai vertici del partito e dei gruppi parlamentari cui il giudice spettava secondo una ripartizione convenuta dalle forze politiche. Questa prassi ha condotto alla "concezione patrimoniale della nomina", in base alla quale l'indicazione del candidato avanzata da un partito o da una corrente doveva essere accolta e votata senza discussione dalle altre forze. Ora lo schema saltato e le elezioni sono divenute pi difficili per l'assoluta mancanza di regole. E' stato detto che in questo momento importante che il candidato abbia una rilevante personalit e un indiscusso prestigio, che il suo nome non emerga solo dai conciliaboli di partiti o gruppi parlamentari, ma anche da consultazioni con ambienti scientifici e culturali, e che anche nelle sedi politiche egli goda di ampio consenso per seriet, correttezza e preparazione. La scelta dei giudici di nomina presidenziale completamente rimessa alla discrezionalit del Capo dello Stato . La Costituzione attribuisce al Capo dello Stato un potere di notevole rilievo affinch egli lo eserciti con la imparzialit che propria del suo ruolo. Tuttavia i Presidenti della Repubblica spesso non hanno saputo spogliarsi delle loro opinioni politiche. Questo stato previsto dalla Costituzione, la quale ha negato al Presidente il potere di assumere decisioni politiche definitive. Soltanto nel caso della nomina dei giudici costituzionali la Costituzione ha attribuito ad esso il potere di compiere in via definitiva una scelta di grande importanza politica , quale la possibilit di designare un terzo dei componenti di un organo costituzionale che, se vuole, pu esercitare un importante ruolo politico. I senatori a vita, nominati dal Presidente della Repubblica, rappresentano una frazione troppo piccola delle due Camere per avere un peso politico determinante. E' stato scritto che i giudici di nomina presidenziale non possono pi essere espressione di una scelta assolutamente libera del Capo dello Stato. Occorre che il suo consenso sia integrato dalla volont di altri organi costituzionali. Amato e Bassanini hanno proposto che la scelta del Capo dello Stato sia effettuata all'interno di una rosa di candidati proposta dagli organi che meglio e pi significativamente rappresentano la articolazione territoriale del nostro Stato: i Consigli Regionali. Nel momento in cui scrivo in atto un processo di riforma della Costituzione, il quale interessa anche la composizione della Corte . Infatti l'art. 135 del progetto di legge costituzionale proposto dalla Commissione Bicamerale disegna una Corte composta sempre da quindici giudici, di cui cinque sono nominati dal Presidente della Repubblica; quattro sono nominati dalle supreme magistrature ordinaria e

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amministrativa; tre sono nominati dal Senato della Repubblica e tre dalle Regioni , secondo modalit stabilite con legge costituzionale . Credo sia troppo presto per fare delle riflessioni ; bisogna aspettare di veder terminato il cammino del progetto di legge costituzionale in Parlamento. I giudici costituzionali sono nominati per nove anni ,decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati ; alla scadenza del termine il giudice cessa dalla carica e dallesercizio delle funzioni . Nel testo dell'art. 135 predisposto dalla Commissione Bicamerale stato introdotto per il giudice costituzionale il divieto di ricoprire, nei successivi cinque anni dalla scadenza della carica, incarichi di governo, cariche pubbliche elettive o di nomina governativa o presso Autorit di garanzia o di vigilanza. Gi da molto tempo veniva auspicata una riforma in questo senso. Stefano Rodot ha scritto che" la Presidenza della Corte costituzionale italiana, a differenza di quanto accade negli altri paesi, appare stabilmente inserita in un cursus honorum pubblicopolitico , di cui non costituisce il punto terminale, ma una delle tappe. " Spagnoli ha affermato che oggi le insidie alla indipendenza del giudice costituzionale provengono dalla prospettazione di aspettative di vantaggi, di benefici e di cariche per il periodo successivo alla funzione di giudice. Infatti i giudici che hanno rivestito la funzione di presidente della Corte vengono chiamati , a breve distanza dalla fine del mandato, a ricoprire cariche istituzionali di alto rilievo, incarichi che spesso richiedono l'iniziativa , l'appoggio e il consenso dei partiti politici. La corte elegge fra i suoi membri, a maggioranza assoluta, un presidente che rimane in carica 3 anni (ferma la scadenza di 9) ed rieleggibile. L'ufficio incompatibile con quello di membro del parlamento o di consigliere regionale, con l'esercizio della professione di avvocato e altre cariche e ruoli ai sensi della Legge 11 marzo 1953 n.87 (per es. non pu svolgersi attivit in associazioni o partiti politici). Per garantire ulteriormente lindipendenza dei giudici sono state previste prerogative similari a quelle dei parlamentari e spetta sempre alla corte accertare l'esistenza dei requisiti soggettivi di ammissione deliberando a maggioranza assoluta dei componenti. La corte ha invece una composizione allargata allorch debba giudicare sulle accuse nei confronti del presidente della repubblica. Nei giudizi sulle accuse contro il Presidente della Repubblica, la composizione ordinaria della Corte viene integrata con laggiunta di altri 16 membri (giudici aggregati). Si aggiungono, quindi, 16 giudici aggregati estratti/tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per la eleggibilit a senatore, compilato dal parlamento in seduta comune ogni 9 anni, mediante elezione con le stesse modalit stabilite per lelezione dei 5 giudici ordinari (art. 135). Le attribuzioni della corte; in particolare il sidacato di legittimit costituzionale Le attribuzioni della corte costituzionale ai sensi dellart. 134 Cost. consistono nel giudicare: 1. sulle controversie relative alla legittimit costituzionale delle leggi o degli atti aventi forza di legge 5 ; 2. sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello stato, su quelli fra lo stato e le regioni nonch fra le stesse regioni; 3. sulle accuse promosse contro il presidente della repubblica a norma della costituzione (ossia nell'ipotesi di alto tradimento o attentato alla costituzione ex art. 90 Cost.). Ancora la corte costituzionale, ai sensi dello art. 127 Cost. e della legge 11 marzo 1953 n. 87, ha attribuzione nel giudicare:
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legislativi sottoposti a controllo di legittimit costituzionale sono: a)le leggi ordinarie dello stato e anche le leggi costituzionali dal punto di vista formale; b) gli statuti regionali e le leggi regionali e delle provincie di Trento e Bolzano; c) gli atti aventi forza di legge (decreti legge e legislativi del governo); d) i decreti deliberati dal governo ed emanati dal presidente della repubblica contenenti norme di attuazione degli statuti delle regioni speciali; e) i bandi militari e tutte le leggi conseguenti alla proclamazione dello stato di guerra. Non sono invece oggetto di sindacato di legittimit gli atti normativi a carattere regolamentare (contro Mortati).

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4. se, in caso di dubbio, la questione di costituzionalit riguardo ad una legge regionale attiene al merito, con la conseguente competenza del parlamento, od invece alla legittimit, con competenza della stessa corte costituzionale; Infine ai sensi della legge 25 maggio 1970 n. 352 giudica: 5. sull'ammissibilit delle richieste di referendum abrogativo. Vanno poi aggiunte attribuzioni di carattere secondario conseguenza della natura di organo costituzionale della corte: competenza normativa regolamentare per la disciplina della propria organizzazione interna, competenza ad accertare i requisiti di ammissione dei propri componenti, l'amministrazione senza controlli esterni della propria amministrazione etc. L'attribuzione pi importante quella di sindacare la legittimit costituzionale degli atti legislativi dello stato e delle regioni. Essa attua: un controllo di legittimit formale: controllo di costituzionalit riguardo il procedimento di formazione della legge; un controllo di legittimit materiale: conformit del contenuto della legge con la costituzione. I vizi di legittimit costituzionale delle leggi si distinguono, quindi, in vizi formali e vizi materiali. Si ha vizio formale quando la legge approvata dal parlamento violando una delle norme sul procedimento di formazione delle leggi contenute nella Costituzione o secondo un procedimento diverso da quello prescritto. Si ha il vizio materiale quando la norma contenuta in una legge ordinaria od in un atto ad essa equiparato in contrasto con una norma costituzionale o con un principio costituzionale (anche se implicito), ovvero quando lorgano che ha emanato la legge non era competente secondo la ripartizione delle competenze legislative effettuata dalla Costituzione. Come esempio del primo tipo di vizio materiale si pu ipotizzare il caso di una legge che autorizzi la limitazione della libert di corrispondenza senza richiedere il preventivo intervento dellautorit giudiziaria. Si ha il secondo tipo di vizio materiale (o per incompetenza) quando una legge dello stato invade la sfera di competenza riservata dalla Costituzione o dagli Statuti regionali (qualora si tratti di regioni a Statuto speciale) alle regioni o quando la legge di una regione disciplina una materia non rientrante fra quelle sulle quali a norma della Costituzione o dello Statuto regionale (sempre che sia uno Statuto speciale, cio una legge costituzionale) essa pu legiferare, ovvero ancora quando una legge regionale invade la sfera di competenza riservata allo Stato o la sfera di competenza di unaltra regione. Infine, lo Stato pu impugnare innanzi alla Corte una legge provinciale (cio una legge emanata dai consigli provinciali di Trento e di Bolzano) per violazione della Costituzione, dello Statuto regionale o del principio di parit fra gruppi linguistici. I vizi materiali delle leggi si estendono anche agli atti aventi forza di legge, che sono, pertanto, sindacabili dalla c.c. tutte le volte in cui siano in contrasto con la Costituzione. In conclusione, quindi, i vizi formali attengono allatto e, pi precisamente, al procedimento con il quale latto stato posto in essere; i vizi materiali, invece, o al contenuto dellatto, vale a dire alla norma in quanto contrastante con un precetto costituz. (e avremo allora la violazione di legge costituzionale) o al soggetto che ha emanato latto legislativo al di fuori della sfera di competenza ad esso riservata dalla Costituz. (ed avremo allora lincompetenza) ovvero ancora allesercizio del potere legislativo per un fine diverso da quello assegnatogli dalla Costit. o in modo non conducente al conseguimento del fine o, ancora, non rispondente al criterio della ragionevolezza (ed avremo allora leccesso di potere). Anche le leggi costituzionali possono essere sottoposte al controllo della corte sia sotto il profilo della illegittimit formale (quando cio non sia stato osservato il procedimento di formazione previsto nellart.138 cost.) sia sotto il profilo della illeg. Materiale, se si ammette lesistenza di alcuni limiti al potere di revisione costituzionale. Nel caso che la corte emetta una sentenza di illegittimit la disposizione viziata cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione. Il ricorso in via incidentale e il ricorso in via diretta Come si pu provocare il giudizio della corte costituzionale al fine di chiedere la dichiarazione di illegittimit costituzionale?

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Vi sono 2 diverse procedure. Lillegittimit costit. delle leggi e degli atti equiparati pu farsi valere secondo due distinti procedimenti: un procedimento in via deccezione o incidentale ed uno in via dazione o per impugnativa diretta. Questo secondo procedimento pu essere adottato soltanto dallo stato per impugnare una legge regionale o provinciale o dalla regione per impugnare una legge od un atto avente forza di legge dello stato od una legge di altra regione. I. IL RICORSO IN VIA INCIDENTALE che attiene alla normalit dei casi: la questione di legittimit cost. di una legge o di un atto avente tale forza pu essere sollevata nel corso di un procedimento giurisdizionale da una delle parti o dal pubblico ministero mediante istanza o ancora dalla stessa autorit giurisdizionale competente per il giudizio. A questo punto, fatta l'istanza, per interviene il filtro dell'autorit giurisdizionale stessa che controlla il requisito della rilevanza per la decisione del caso della questione e il requisito della non manifesta infondatezza. Se tali requisiti sono soddisfatti essa emette ordinanza 6 disponente limmediata trasmissione degli atti alla corte costituzionale sospendendo il giudizio in corso. L'autorit giurisdizionale non valuta invece il merito della questione ma si limita a effettuare un filtro procedurale. Del resto l'istanza che non passa tale filtro pu essere ripresentata in un grado successivo di giudizio. La stessa questione di legittimit rigettata pu essere ripresentata alla corte costituzionale purch da parte di giudice diverso. La decisione della corte pu essere nella forma della sentenza (di accoglimento o di rigetto) o di ordinanza nel caso di manifesta infondatezza, mancanza di costituzione delle parti, riproposizione di altra gi dichiarata inammissibile. Il ricorso in via incidentale presenta il difetto che pur sempre la disposizione viziata produce i suoi effetti giuridici fino al giorno successivo a quello della pubblicazione della decisione (anche per anni). Ci non avviene nel ricorso in via diretta: II. IL RICORSO IN VIA DIRETTA esperibile soltanto dal governo nei riguardi di una legge regionale o delle provincie di Trento o Bolzano 7 o dalle regioni 8 e dalle succitate provincie contro atti legislativi statali o di altre regioni, sempre e soltanto nei casi di violazione della propria competenza. A differenza del ricorso in via incidentale, nel ricorso in via diretta il giudizio di legittimit costituzionale ha carattere preventivo e pressoch contemporaneo all'entrata in vigore della disposizione. IL RICORSO DIRETTO ALLA CORTE Una delle pi importanti proposte di riforma della giustizia costituzionale, quella dell'ammissione del ricorso diretto del cittadino alla Corte costituzionale . In base a questa proposta, presentata in Parlamento alcuni anni fa e in parte ripresa dalla Commissione Bicamerale, la Corte giudicherebbe anche sui ricorsi di costituzionalit presentati da chiunque si ritenga leso da un atto dei pubblici poteri in uno dei diritti inviolabili riconosciuti e
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cura della cancelleria la ordinanza deve essere notificata alle parti in causa, al p.m., al presidente del consiglio dei ministri o al presidente della giunta regionale (a secnoda della legge in questione). Pervenuta l'ordinanza alla corte il presidente ne dispone la pubblicazione nella gazzetta ufficiale o nel bollettino ufficiale della regione. Entro 20 gg. tutti i suddetti interessati possono prendere visione degli atti e presentare deduzioni, dopo di che avviene la nomina da parte del presindeter della corte di un giudice per l'istruzione e la relazione ed entro altri 20 gg. convocata la corte. L'eventuale sentenza di illegittimit entro 2 gg. dal deposito in cancelleria comunicata al ministro della giustizia o al presidente della giunta regionale per la pubblicazione entro 10 gg. e alle camere o alla giunta. Infine le disposizioni dichiarate incostituzionali cessano la loro efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione stessa. 7la questione pu esser proposta entro 15 gg. dalla data in cui il presidente del consiglio ha ricevuto comunicazione dal presidente della giunta che la legge stat approvata per la II volta dal consiglio regionale. 8In tal caso il ricorso del presidente della giunta deve essere notificato al presidente del consiglio entro 30 gg. dalla pubblicazione della legge. Se regione contro regione il termine per il ricorso di 60 gg. dalla pubblicazione.

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garantiti dalla Costituzione. I ricorsi sarebbero ammissibili solo dopo i vari gradi di giudizio previsti per la tutela giurisdizionale ordinaria e amministrativa. Tuttavia la Corte potrebbe decidere sui ricorsi di costituzionalit comunque presentati, se ritenuti di rilevante interesse generale, oppure se al ricorrente possono derivare gravi danni, immediati o irreparabili, durante il tempo occorrente per la tutela giurisdizionale ordinaria o amministrativa. Nello stesso progetto previsto che alla Corte siano trasmesse anche le ordinanze di manifesta infondatezza o irrilevanza emesse nelle varie sedi giurisdizionali. La Corte potrebbe cos prendere in considerazione le questioni proposte per la lesione dei diritti fondamentali. Si potrebbe anche pensare la possibilit di un ricorso da parte di una aliquota di parlamentari che contestino la costituzionalit di una legge, nell'ambito della definizione di uno "statuto delle minoranze". Durante i lavori dell'Assemblea Costituente fu manifestato vivo interesse per il ricorso diretto alla Corte, tanto vero che la discussione culmin con due proposte: la prima prevedeva, oltre al procedimento incidentale, la legittimazione a ricorrere del cittadino leso in un suo interesse, e, da parte del Governo o di un quinto dei componenti di ciascuna Camera o di tre Consigli regionali, per la lesione di un diritto generale; la seconda proponeva di rinviare la questione, molto complessa, ad una legge costituzionale da approvare successivamente entro il gennaio del 1948. Questa soluzione prevalse; ma nella legge costituzionale n. 1 del 1948 rimase in vita la sola procedura incidentale. Nel corso degli anni i sostenitori di questa riforma sono stati incoraggiati dalla introduzione del ricorso diretto non solo in Germania e in Austria, ma anche in Spagna dove stato introdotto l'amparo", con il quale tutti i cittadini possono ricorrere al Tribunale Costituzionale per la violazione, perpetrata mediante atti o comportamenti di pubbliche autorit nazionali o regionali, dei diritti di libert garantiti dagli artt. 14 e 30 della Costituzione . Importante fu l'iniziativa di "aprire la giustizia al cittadino" del Presidente Mitterand nel 1989, in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese. L'iniziativa fu bloccata in Senato dall'opposizione. L' art.1 della legge costituzionale n. 1 del 1948 dispone che la questione di legittimit costituzionale di una legge o di un atto avente forza di legge , rilevata d'ufficio o sollevata da una delle parti nel corso di un giudizio e non ritenuta manifestamente infondata , rimessa alla Corte per la sua decisione . Il sistema adottato quello del ricorso alla Corte tramite una autorit giurisdizionale e in occasione e nel corso di un giudizio . La legge costituzionale n. 1 del 1948 ha escluso un ricorso diretto alla Corte da parte di chi lamenti la lesione di una situazione giuridica soggettiva dovuta ad una legge ritenuta costituzionalmente illegittima o da un organo pubblico a ci deputato. Il ricorso diretto previsto solo per iniziativa dello Stato contro le leggi regionali e delle Regioni contro le leggi dello Stato e delle altre Regioni. La Commissione Bicamerale ha proposto all'art. 134 del progetto di legge costituzionale che la Corte giudichi sui ricorsi per la tutela , nei confronti dei pubblici poteri , dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione , secondo condizioni , forme e termini di proponibilit stabiliti con legge costituzionale . Molte ragioni sostengono il ricorso diretto alla Corte. 1) La prima la tutela pi completa ed efficace dei diritti fondamentali dei cittadini. Il ricorso diretto alla Corte, dove gi previsto come nelle Corti europee e nella Corte suprema americana, stato concepito come uno strumento particolarmente efficace per la protezione del cittadino dalla violazione dei diritti e delle libert fondamentali, che ha origine da atti o da comportamenti dei pubblici poteri. 2) La seconda ragione costituita dal fatto che l'accesso alla giustizia costituzionale mediante il solo ricorso incidentale esclude vaste ed importanti categorie di leggi dal controllo di costituzionalit: a) vi sono leggi che difficilmente sono oggetto di controversia giudiziaria, ed altre che lo sono cos poco che per anni continuano ad operare nell'ordinamento, prima che un soggetto le

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sottoponga all'attenzione del giudice in una controversia, e prima che il giudice dubiti della loro costituzionalit e sollevi il giudizio incidentale . A volte leggi molto importanti sono sottoposte a sindacato di costituzionalit in virt di un occasionale contrasto di interessi tra soggetti, che si pu verificare subito dopo la loro entrata in vigore cos come dopo molti anni. Un esempio potrebbe essere rappresentato dalla legge Mamm, che solo in occasione di un contrasto di interessi sulla posizione di privati nella classifica delle concessioni televisive stata applicata in un giudizio ordinario ,nel quale stata sollevata la questione di costituzionalit che ha provocato una sentenza della Corte di notevole rilievo. Si nota come la sorte di diritti che riguardano il delicatissimo campo dell'informazione stata rimessa all'occasionale coincidenza di una serie di eventi. b) Esiste , poi , un lungo elenco di leggi non sottoponibili, per diverse ragioni, al controllo di costituzionalit. Le pi importanti sono le leggi elettorali, delle quali eventuali aspetti di incostituzionalit non possono essere esaminati prima della applicazione delle leggi e dunque della conclusione delle elezioni . Una eventuale dichiarazione di incostituzionalit condurrebbe a conseguenze gravissime, quali l'annullamento delle elezioni. Infine l' ipotesi pi rilevante di esclusione di fatto dal controllo di costituzionalit costituita dai decreti legge. L' art. 134 della Costituzione dispone che la Corte giudica sulle controversie relative alla legittimit costituzionale delle leggi e degli atti aventi forza di legge , cio i decreti-legge e le leggi delegate . Tuttavia il decreto-legge difficilmente assoggettabile a controllo di costituzionalit poich raro che un giudizio innanzi alla Corte possa instaurarsi in via incidentale ed esaurirsi nel breve termine della sua vigenza (al massimo 60 giorni, alla scadenza dei quali il decreto-legge o viene convertito o perde efficacia ex tunc ) . Infine , a proposito di decreti- legge ,voglio ricordare che la Corte costituzionale ha posto fine alla prassi della reiterazione dei decreti legge non convertiti e l'ha dichiarata illegittima perch altera la natura provvisoria della decretazione d'urgenza, toglie valore al carattere straordinario dei requisiti della necessit e dell'urgenza, attenua la sanzione della perdita retroattiva di efficacia del decreto non convertito . Il decreto legge non convertito e reiterato , in tutto o in parte, dal governo quindi incostituzionale per violazione del''art. 77 Cost (sent 360 /1996 ). eventuale dichiarazione di incostituzionalit condurrebbe a conseguenze gravissime, quali l'annullamento delle elezioni. Atti soggetti al sindacato di legittimit costituzionale Lart. 134cost. dispone che la Corte giudica sulle controversie relative alla legittim. Costit. delle leggi e degli atti aventi forza di legge, dello stato e delle regioni. Secondo uninterpretazione restrittiva della della disposizione, soggetti a sindacato sono dunque: 1)le leggi; 2)gli atti aventi forza di legge; per cui il sindacato circoscritto non solo agli atti che sono fonti del diritto (restandone, in tal modo, esclusi gli atti materialmente amministrativi e le sentenze) ma anche, fra questi atti, a quelli che sono fonti primarie (con esclusione, pertanto, dei regolamenti). Gli atti soggetti al sindacato di costituzionalit risultano, in tal modo, essere: a) le leggi ordinarie dello stato e delle regioni, alle quali occorre aggiungere le leggi delle provincie autonome di Trento e Bolzano; Natura del sindacato di legittimit costituzionale Possiamo classificare le decisione della corte in: a. sentenze di mero accoglimento del ricorso b. sentenze o ordinanze di mero rigetto c. sentenze interpretative di rigetto o interpretazione adeguatrice, che interpretano le disposizioni legislative oggetto di sindacato in modo diverso da quello prospettato dal giudice di rinvio e ad avviso della corte costituzionalmente legittimo;

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d. sentenze interpretative o condizionali di accoglimento del ricorso con cui viene dichiarata illegittima una certa interpretazione del disposto, ossia una norma ricavata da esso illegittimamente, mentre continua a essere valido il disposto stesso. e. sentenze parziali di accoglimento che dichiarano la illegittimit di solo una parte del disposto; f. sentenze additive che non solo dichiarano la illegittimit di parte del disposto ma addirittura lo riformulano dando vita a nuove norme non contemplate dalla originaria disposizione con interpretazione creativa e sostitutiva. EFFETTI DI TALI SENTENZE La disposizione o la norma dichiarata illegittima non potr evidentemente essere applicata dal giudice di rinvio e neppure, erga omnes, per i rapporti sorti antecedentemente alla pubblicazione della decisione ma ancora pendenti. Ancora per le sentenze irrevocabili di condanna cessa l'esecuzione della norma illegittima e gli effetti penali. Non sono invece travolti dalla declaratoria di illegittimit i rapporti oggetto di sentenze passate in giudicato, ossia definitve e quelli che non producono pi direttamente effetti giuridici (es. per prescrizione). Infine la natura del sindacato di legittimit costituzionale quella della funzione giurisdizionale a carattere speciale e non pu assimilarsi, come per parte della dottrina, alla funzione legislativa abrogativa. Altre attribuzioni della corte costituzionale Ai sensi dello art. 134 Cost. devoluta alla competenza della corte costituzionale anche la soluzione dei conflitti di attribuzione fra i poteri dello stato, fra stato e regioni e fra regioni. Si tratta di controversie in merito alla attribuzione della competenza a porre uno specifico atto non di natura legislativa 9 su cui la corte interviene anche ed eventualmente con l'annullamento dell'atto emesso in violazione alla competenza conferita dalla costituzione - in caso di c.d. conflitto reale - o semplicemente circoscrivendo la competenza in caso di conflitto virtuale. Per integrarsi tale conflitto occorre un elemento soggettivo: deve sorgere fra organi di poteri diversi 10 , organi competenti a dichiarare in via definitiva la volont del potere cui appartengono; ed un elemento oggettivo: attenere ad una individuazione di competenze scaturente dalla interpretazione di norme costituzionali. es. conflitto fra governo e presidente della repubblica per la emanazione di una atto presidenziale con o senza proposta del ministro competente per materia. Dal pt. di vista procedurale per i conflitti fra poteri dello stato manca un termine di proposizione del ricorso su cui deciso in due momenti (con ordinanza sulla ammissibilit del ricorso e poi nel merito con sentenza). Per i conflitti invece fra stato e regioni e fra regioni il termine per proporre il ricorso di 60 gg. dalla pubblicazione o dalla avvenuta conoscenza dell'atto impugnato. I giudizi sulle accuse promosse contro il presidente della repubblica Occorre rifarsi agli art. 90 e 134 Cost. per la messa in stato di accusa e la competenza di giudizio della corte costituzionale. Di regola il capo dello stato penalmente irresponsabile tranne nei casi di alto tradimento o attentato alla costituzione, in pratica qualora vi sia intesa fraudolenta con organi di altri stati a danno del nostro o la partecipazione del presidente ad un colpo si stato o altra attivit rivolta a mutare incostituzionalmente il regime politico. Il procedimento di messa in stato di accusa composto in tre fasi: I FASE - IL COMITATO PARLAMENTARE BICAMERALE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA: Le denuncie, i rapporti, i referti e procedimenti gi iniziati dinanzi all'autorit giudiziaria ordinaria o militare devono essere trasmessi in ipotesi di reati ministeriali al presidente della camera dei deputati che a sua volta li trasmette al comitato parlamentare. Questo se ritiene i

9altrimenti

si rientrerebbe nel sindacato di legittimit costit. sugli atti legislativi o aventi forza di legge. 10non solo potere legislativo esecutivo e giudiziario ma anche potere di organi costituzionali quale il presidente della repubblica e la stessa corte costituzionale.

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notitia criminis manifestamente infondati deliberava l'archiviazione del caso 11 , altrimenti riferisce con relazioni al parlamento; II FASE - DAVANTI AL PARLAMENTO IN SEDUTA COMUNE: Avviene cos la relazione orale, la discussione e la votazione a scrutinio segreto. La messa in stato di accusa approvata qualora la proposta abbia maggioranza assoluta dei componenti le camere. Fra essi sono scelti dei commissari che svolgeranno il ruolo di p.m., l'accusa, davanti alla corte costituzionale; III FASE - IL PROCESSO COSTITUZIONALE PENALE DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE: La corte si riunisce a composizione integrata e non ordinaria. La sentenza qualora dopo la emissione emergano nuovi dati scagionanti, pu anche essere revocata. Il sindacato di ammissibilit delle richieste di referendum abrogativo di atti legislativi dello stato. Esso non previsto direttamente dalla costituzione ma dalla legge costituzionale 11 marzo 1953 n. 1. Come noto ai sensi dello art. 75 Cost. le richieste di referendum abrogativo non sono ammesse per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali. Tuttavia la corte costituzionale stessa, con decisione del '78 controversa in dottrina, ha ampliato i casi di inammissibilit di referendum includendovi le leggi costituzionali e le disposizioni legislative aventi contenuto costituzionalmente vincolante e ancora in generale tutte quelle mancanti di coerenza, omogeneit e intelligibilit, per cui l'elenco ex art. 75 Cost. non sarebbe tassativo. I referendum e la iniziativa legislativa popolare sono disciplinati dalla legge 25 maggio 1970 determinandone le modalit procedurali. Possono depositare memorie sulla legittimit costituzionale della richiesta i presentatori stessi, i delegati dei consigli regionali se il referendum richiesto da almeno 5 consigli regionali, e sempre comunque il governo. Se nel corso di un anno vi sono pi richieste di referendum abrogativo la corte giudica in ogni caso una sola volta l'anno nella medesima seduta di camera di consiglio. Il ruolo della corte costituzionale Il ruolo della corte in sede di sindacato di legittimit costituzionale soffre di due limitazioni: 1. Nel modo in cui disciplinato il ricorso attraverso il filtro procedurale dell'organo giurisdizionale, mentre in altri ordinamenti lo stesso cittadino, a anche uno straniero o un soggetto astratto di diritto possono ricorrere direttamente alla corte costituzionale (ad es. in Germania). In tal modo, come visto nel ricorso in via incidentale, gli effetti giuridici di disposizioni costituzionalmente illegittime si producono impunemente. 2. Gli organi giurisdizionali ordinari e speciali di fatto sono determinanti per la attuazione o inattuazione della costituzione per cui nonostante la corte costituzionale dovrebbe essere l'unico organo di giurisdizione costituzionale non riesce ad esaurire l'area della giurisprudenza costituzionale. Due esempi: - per le leggi anteriori all'entrata in vigore della costituzione e con essa contrastanti esse sono inefficaci per due ordini di motivi: a) sono da ritenersi tacitamente abrogate; b) sono costituzionalmente illegittime. Ora spesso accaduto che i giudici ordinari abbiano dimenticato che il giudizio di abrogazione (l'esistenza o meno della norma) precede quello di legittimit per cui non serve il rinvio alla corte costituzionale ma sufficiente constatare l'abrogazione e non applicare la disposizione. - in passato la corte di cassazione ha opposto resistenza alla c.d. interpretazione adeguatrice della corte costituzionale (per cui si considera il disposto in una chiave
11La

facolt di archiviazione definitiva da parte dei 4/5 della commissione sussisteva fino all'89, dopo di che con riforma si tolto ogni potere decisorio alla commissione stessa. Inoltre si con tale riforma richiesto che la maggioranza assoluta necessaria per la messa in stato di accusa del presidente della repubblica sia necessaria anche per il presidente del consiglio e dei singoli ministri.

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interpretativa che lo mantenga in vita evitando il contrasto con la costituzione). Poich tale interpretazione nel corso del giudizio costituzionale pu non sfociare in una dichiarazione di illegittimit del disposto la corte di cassazione ha spesso ignorato l'interpretazione della corte costituzionale, applicando il disposto non dichiarato incostituzionale. Ancora una ulteriore possibilit da parte degli organi giurisdizionali ordinari di estendersi in campo costituzionale nella concreta individuazione di tutta una serie di limitazioni costituzionali generiche ai diritti fondamentali (il buon costume 12 , la sicurezza, l'utilit sociale, la sanit etc.) Infine accaduto anche non solo che la corte costituzionale abbia invaso l'ambito del potere normativo del parlamento attraverso le sentenze c.d. additive ma soprattutto che il giudizio di legittimit costituzionale si sia trasformato in un giudizio sul merito, sulla opportunit della legge.

GLI ORGANI DI MERO RILIEVO COSTITUZIONALE Il consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (C.N.E.L.) Esso anche detto dalla costituzione organo ausiliario insieme al consiglio di stato e alla corte dei conti, ausiliari alle camere e al governo per le loro funzioni consultive, di controllo e giurisdizionali (non deliberative). Essi sono anche di rilievo costituzionale perch previsti dalla costituzionale pur non facendo parte della struttura governativa essenziale dello stato. Def: Art. 99 Cost. 13 Si tratta di un istituto attuante una forma di rappresentanza professionale dal momento che i suoi componenti rappresentano non indistintamente il popolo ma singole categorie di cittadini (in tal senso ha la sua radice storica nella camera dei fasci e delle corporazioni). La legge di attuazione del disposto costituzionale 3 dicembre 1986 n. 1936 prevede la sua composizione in: 111 membri, oltre al presidente, di cui: 12 esperti designati dal capo dello stato con decreto fra quelli designati dai singoli organismi di categoria e proposti dal presidente del consiglio dei ministri, 99 sono rappresentanti delle categorie produttive designati dalle organizzazioni sindacali di carattere nazionale maggiormente rappresentative. Attribuzioni: funzione consultiva nei confronti del governo e delle camere in materia di economia e lavoro con pareri mai obbligatori e mai vincolanti (le camere non hanno obbligo di chiedere il parere e non sono vincolati a quello richiesto e dato). ha il potere di iniziativa legislativa proponendo al parlamento disegni di legge redatti in articoli sempre in materia di economia e lavoro con presa in considerazione a maggioranza assoluta e deliberazione a maggioranza e con la presenza di almeno 2/3 dei componenti. pu far pervenire spontaneamente osservazioni e proposte alle camere e al governo e compiere studi e indagini di propria iniziativa o su richiesta nelle materie di sua competenza. infine pu dare pareri alle regioni su richiesta delle stesse sempre per le materie suddette. Il consiglio di stato Il consiglio di stato insieme alla corte dei conti si detto sono organi ausiliari (art. 100 Cost.) ma sono anche organi giurisdizionali (art. 103 Cost.) nell'ambito della pubblica amministrazione. La definizione del consiglio di stato la troviamo allo art. 100 Cost. come organo di consulenza giuridica e amministrativa e di tutela della giustizia nella amministrazione ( infatti diviso in 6 sezioni, tre per la attivit consultiva e tre per la giurisdizionale). Attivit consultiva:

12il

buon costume per es. come liimite della libert di manifestazione del pensiero e alla libert di culto, l'utilit sociale come limite alla libert economica privata. 13la legge cui si rinvia nel disposto costituzionale la L. 3 dicembre 1986, n. 936.

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i pareri del consiglio possono essere facoltativi per la pubblica amministrazione e in tal caso mai vincolanti; talvolta in base a norme giuridiche il parere pu essere obbligatorio ( obbligatorio chiederlo) ma la legge stessa dispone quando in tali caso esso anche vincolante. Attivit giurisdizionali: con l'istituzione dei tribunali amministrativi regionali il consiglio di stato divenuto organo giurisdizionale amministrativo di secondo grado (in sede di giudizio di appello). Oltre per alla competenza giurisdizionale di secondo grado ha mantenuto delle competenze giurisdizionali esclusive in materia di giudizio di ottemperanza (diretto ad ottenere l'uniformarsi della pubblica amministrazione alle sentenze dei giudici ordinari o amministrativi) e nei ricorsi contro gli atti dello stato riguardanti la regione sicilia non di competenza del tar siciliano. La corte dei conti Essa il massimo organo di controllo dell'amministrazione dello stato, nonch la suprema magistratura in materia di contabilit pubblica. Elemento differenziale essenziale dell'istituto la titolarit di competenze di controllo (e solo eccezionalmente di carattere consultivo) sugli atti del governo, di altri organi dello stato e di enti pubblici. Art. 100 Cost.: La corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimit sugli atti del governo e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle camere sul risultato del riscontro eseguito. Ex art. 103 Cost. essa ha competenza in materia di contabilit pubblica e nelle altre indicate dalla legge (pensioni, contenzioso contabile e ricorsi di personale dipendente). Sia la corte dei conti che il consiglio di stato 14 , pur essendo organi ausiliari, non sono in alcun modo subordinati al governo. In particolare lo stesso art. 100 Cost. assicura l'indipendenza dei due istituti e dei loro componenti di fronte al governo. Indipendenza che la legislazione vigente non tutela sufficientemente vista la nomina governativa di met dei componenti il consiglio di stato e la corte dei conti. Il consiglio supremo di difesa Contemplato allo art. 87 Cost. laddove si dispone che il presidente della repubblica presiede il consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, esso inteso come un comitato interministeriale del governo con funzioni puramente consultive e organo di collaborazione fra governo e presidente della repubblica. La legge istitutiva la L. 28 luglio 1950 n. 624. Essa dispone la competenza in materia di esame dei problemi generali e tecnici e politici attinenti alla difesa nazionale determinando criteri e direttive per la organizzazione e il coordinamento della attivit. Composizione: - capo dello stato come presidente - presidente del consiglio dei ministri - ministri per gli affari esteri, l'interno, tesoro, difesa, industria e commercio - capo di stato maggiore della difesa Si riunisce almeno 2 volte l'anno anche eventualmente con composizione allargata di esperti politici o militari. Non lo si pu ritenere organo costituzionale.

Le autonomie Il concetto di autonomia, per quel che si pu brevemente accennare, si pone in relazione a

14che

non sono organi costituzionali in quanto non incidenti sulla forma di governo

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quellinsieme di attribuzioni, riconosciute dalla legge, ad alcune formazioni sociali di carattere territoriale (Regioni, Comuni, Province, etc.). L'art. 5 della Costituzione stabilisce il principio del rispetto delle Autonomie: "La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali". Tale principio, che si pone accanto al principio del decentramento, che si potr approfondire nel Corso di Diritto Amministrativo, trova espresso riferimento agli enti locali che sono dotati, a vari livelli, di particolari autonomie. La forma di autonomia pi importante l'autonomia di indirizzo politico-legislativo riconosciuta alle Regioni. Altro tipo di autonomia riguarda l'indirizzo politico amministrativo consistente nella capacit di scelta, da parte dell'ente territoriale, dei fini verso cui orientare la propria attivit in vista del perseguimento degli interessi propri della collettivit di cui l'ente stesso rappresentativo. Le altre forme di autonomia si pongono come strumentali a partire dall'autonomia normativa (legislativa per le Regioni, regolamentare per Province e Comuni) sino all'autonomia organizzatoria che trova la massima espressione nello statuto comunale. Attraverso il riconoscimento agli enti locali di una sfera di autodeterminazione che lo Stato non pu liberamente ridurre o eliminare, si consente, in pratica, agli enti stessi di concorrere a costituire lordinamento generale basato sul concetto di pluralismo tutelato e promosso dall'art. 5 della Costituzione. LE REGIONI Le regioni, ordinarie o speciali, sono enti pubblici territoriali a carattere costituzionale con finalit di tutela degli interessi locali a livello regionale e infraregionale. Enti pubblici in quanto dotati di personalit giuridica di diritto pubblico, territoriali in quanto il territorio ne elemento costitutivo, costituzionali perch previste dalle regioni e caratterizzanti la forma di governo come Stato ad autonomie regionali. Ad es. la norma di legge pu imporre un limite all'esercizio di una competenza ma non imporre che essa sia esercitata da un organo regionale piuttosto che da un altro o da uno avente una struttura particolare. _il referendum statale pu essere solo confermativo (di legge costituzionale, prima della sua promulgazione) od abrogativo (di legge ordinaria) ma non consultivo. _Ma anche nello statuto di alcune regioni ordinarie (Emilia Romagna, Toscana) si diminuito il ruolo del presidente a favore della giunta che prende configurazione collegiale. _Tali regolamenti possono invece essere emanati dalle giunte delle regioni speciali. _in Toscana invece l'attivit della giunta a direzione collegiale e tale potere manca o molto pi debole. _non come ufficiale di governo. Solo nelle regioni speciali Sicilia, Sardegna e Trentino si riscontrano alcune funzioni in materia di sicurezza pubblica che lo configurano come ufficiale di governo. (Per il Trentino si fa riferimento ai due presidenti delle giunte provinciali di Trento e Bolzano). _per la scarsa incidenza della provincia si proposta una radicale trasformazione ma per essa, ma la sua soppressione necessita di legge costituzionale come per l'istituzione di nuove provincie e il mutamento delle circoscrizioni provinciali, ex art. 133 Cost. richiesta legge ordinaria della stato. _avente anche attribuzioni di controllo e di collegamento fra attivit statale e regionale. _Non vi possibilit di ricorrere ad alcun organo giudiziario contro quanto deciso dalla camera stessa. _decreti legislativi e decreti legge del governo art. 76 e 77 Cost. - funzione legislativa delle regioni e le provincie di T. e B. art. 117 Cost. e statuti approvati con legge costit. _da non confondere con le designazioni di componenti organi costituzionali come la nomina di 1/3 dei giudici della corte costituzionale o con atti giurisdizionali come quelli istruttori per la messa in stato di accusa del presidente della repubblica. _Non costituisce crisi di governo e non sfocia in un atto di dimissioni il c.d. rimpasto, ossia la sostituzione di uno o pi ministri dimissionari senza variazione del programma politico e dei partiti della maggioranza (altrimenti si maschera un nuovo governo in modo costituzionalmente scorretto).

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_da non confondere con il c.d. preincarico, ormai non pi utilizzato, con il quale chi accettava il compito delle consultazioni era disponibile a costituire egli stesso il governo. La missione non va invece considerata sostitutiva dell'incarico perch altrimenti si limiterebbe incostituzionalmente la libert di iniziativa del prescelto. _Formalmente proposta ma in realt trattasi di designazione. Neppure il presidente della repubblica ha facolt di revocare i ministri, politicamente responsabili solo nei confronti del parlamento. _qualora il consiglio debba deliberare su questioni che riguardano le regioni speciali possono partecipare alle sedute con voto consultivo anche i presidenti delle regioni stesse. E' invece da ritenersi abrogata la norma dello statuto siciliano per cui il presidente della regione vi parteciperebbe con voto deliberativo. _La funzione esecutiva del governo si distingue in funzione di indirizzo politico o di governo (che mira alla determinazione dei fini ultimi dell'azione dello stato non predeterminati dalla legge e che compete al consiglio dei ministri); e funzione amministrativa (concernente la cura degli interessi concreti dello stato nell'attuazione di disposti legislativi attenendo alla organizzazione e al funzionamento dei vari settori della pubblica amministrazione e conferita a ciascun ministro nella qualit di capo gerarchico del dicastero di cui titolare). _I testi unici sono raccolte di norme derivanti da varie leggi e vengono distinti in testi unici di mera compilazione e quelli innovativi. Pacificamente la delega necessaria per i secondi mentre la dottrina non concorde per quanto riguarda i primi. _In realt nella pratica la necessit e l'urgenza stata individuata arbitrariamente e sono stati reiterati in casi di mancata approvazione nel termine. Sono utilizzati di regola per calamit naturali, imposizioni finanziarie (decreto catenaccio), turbative all'ordine pubblico. Lart. 125 Cost. dimostra la l'ammissibilit di un controllo di legittimit sugli atti in questione ma non la necessit e quindi la sua previsione rimessa alla discrezionalit del legislatore statale. Lo scioglimento del consiglio regionale: art. 126 Cost. Al n. 1) si noti che non sideve trattare di un semplice caso di illegittimit costituzionale ma un attentato alla vigente forma di governo o una serie di gravi violazioni della legalit idonea a dimostrare il contrasto col quadro normativo costituzionale. Al n. 4) ricompreso anche il caso di volont di distaccare la regione dallo stato che rientra anche nel n. 1. Il penultimo e ultimo comma riguarda la procedura che trova altres disciplina nella legge n. 62 del 1953. 3. La giunta regionale Ai sensi del III comma dello art. 121 Cost. l'organo esecutivo della regione. Essa composta da un presidente e da pi assessori (in numero variabile secondo quanto stabilito dai vari statuti regionali). Assessori : essi, nelle regioni di diritto comune , sono organi privi di rilevanza esterna, salvo per esigenze pratiche, il ricorso a deleghe del potere del presidente o della giunta stessa. Essi esauriscono il loro compito, di regola, nell'organo di cui fanno parte. Le attribuzioni della giunta sono essenzialmente di carattere esecutivo nell'attuazione del programma politico voluto dalla maggioranza consiliare esplicantisi in atti di amministrazione o di indirizzo politico (predispozioni dei bilanci e presentazione di disegni legge regionali). La giunta non pu invece porre in essere decreti legislativi o regolamenti con efficacia esterna all'amministrazione regionale. Gli statuti regionali permettono per, con eccezione della Toscana, che la giunta per ragioni di urgenza possa porre in essere atti ammiistrativi di competenza del consiglio regionale purch successivamente ratificati. L'elezione del presidente e della giunta avviene nelle modalit previste dai vari statuti con, nella pratica, un rapporto fiduciario fra il consiglio e la giunta da potere porre un parallelo con il rapporto fra il parlamento e il governo, con la mancanza per del ruolo svolto a livello statale dal presidente della repubblica (con accentuazione della dipendenza della giunta dal consilio). Cessazione della carica della giunta: 1. dimissioni volontarie

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2. fine della legislatura regionale 3. destituzione ai sensi art. 126 Cost. 4. revoca o voto di sfiducia 4. il presidente della giunta regionale Essendo scelto fra i consiglieri regionali valgono tutte le cause di ineleggibilit e incompatibilit gi viste. Si distinguono: attribuzioni nella qualit di pres. della giunta (esclusive e concorrenti) e attribuzioni nella qualit di pres. della regione. Attribuzioni nella qualit di presidente della giunta: quelle che gli competono in quanto a capo di di un organo collegiale. Esse a loro volta si distinguono in: - attribuzioni esclusive (a. poteri di convocazione della giunta, di determinazione dell'ordine del goirno, di direzione dei lavori e di eneunciazione delle deliberazioni, spettanti in quanta capo della giunta stessa; b. potere di coordinamento delle singole attivit assessoriali, come la ripartizione degli incarichi prevista dallo stauto ligure). - attribuzioni concorrenti (ossia quelle di manifestare la propria volont come componente della giunta venendo a integrare la volont dell'organo medesimo insieme, in concorrenza appunto, con gli altri assessori. In caso che sia in minoranza l'unico modo per non accettare il deciso sar di dare le dimissioni). Attribuzioni nella qualit di presidente della regione: - Egli ha la rappresentanza politica e giuridica della regione, per cui ha il potere di promulgare le leggi regionali e i regolamenti regionali (anzi ha l'obbligo di promulgare gli atti normativi e non esiste un potere di rinvio delle norme al consiglio regionale in analogia con quello del presidente della repubblica). Nelle sole regioni a statuto speciale ha il potere di indire le elezioni del consiglio regionale, il potere di prima convocazione del nuovo consiglio, di richiesta di convocazione straordinaria del consiglio medesimo, di eventuale partecipazione al consiglio dei ministri del governo della repubblica con voto consultivo. - Egli capo della amministrazione regionale (con poteri dunque di nomina dei funzionari regionali e di esternazione della volont di organi amministrativi) e dirige in quanto tale le funzioni amministrative delegate dallo stato alla regione ai sensi dell'art. 118 e 121 Cost. In definitiva le attribuzioni esercitate nella qualit di presidente della regione non richiedono una preventiva deliberazione della giunta regionale perch direttamente imputabili alla sia persona nella veste di rappresentante della regione medesima. Peculiarit della Regione Sicilia Per alcuni elementi letterali dello statuto speciale siciliano si poteva essere indotti, nella prima fase di funzionamento, a ritenere l'ordinamento siciliano come ordinamento di uno stato membro di uno stato federale: 1. la previsione di sezioni regionali del consiglio di stato e della corte dei conti, nonch di un organo speciale di giurisdizione costituzionale (l'alta corte per la regione siciliana ormai soppressa). 2. la competenza conferita al commissario dello stato di impugnare le leggi statali qualora a sip avviso violino lo statuto siciliano. 3. limiti di competenza legislativa regionale inferiori agli altri. 4. elementi formali come la definizione della giunta regionale come governo regionale e del consiglio come assemblea. Ma rimane la mancanza di potest di autorganizzazione costituzionale per cui per l'approvazione e per la revisione dello statuto richiesta una legge costituzionale. L'ordinamento siciliano non solo non originario ma anche subordinato rispetto all'ordinamento statale. Peculiarit della regione Trentino Alto Adige:

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Nell'organizzazione regionale si distinguono la organizzazione fondamentale dell'intera regione e quella delle singole province di Trento e Bolzano. Sono appunto dette province autonome dettate da esigenza di tutela di minoranze limguistico etniche tutelate dalla stessa costituzione (art. 6 Cost.). Ogni provincia ha cos un suo corpo elettorale, una giunta con presidente e un consiglio. NOTA BENE Non vanno considerati organi regionali gli organi di giustizia amministrativa di primo grado istituiti nel capoluogo di provincia di ogni regione ai sesnsi dell'u.c. art. 125 Cost. : i tribunali amministrativi regionali T.A.R. Le regioni infatti hanno organi legislativi e amministrativi ma non giurisdizionali, incompatibili con la loro natura costituzionale. La funzione normativa regionale Le leggi regionali si distinguono in tre categorie : I: Le leggi esclusive o primarie che si riscontrano solo nelle regioni a statuto speciale per la loro meggiore autonomia: nelle materie sottoposte alla loro normativa escludono le leggi ordinarie del parlamento e altri atti equiparati, subordinate nella gerarchia delle fonti solo alle norme costituzionali. II: Le leggi concorrenti o secondarie o complementari che nella materia loro oggetto concorrono con le leggi statali contenenti i principi generali della materia ai sensi art. 117 Cost., leggi statali denominate leggi quadro o leggi cornice perch stabiliscono lo spazio e il limite delle leggi regionali. III: Le leggi attuative integrative che in base all'u. c. art. 117 contengono norme di attuazione o integrazione delle norme ordinarie statali emanabili ai sensi u. c. art. 117 su rimando della legge statale stessa I limiti delle leggi regionali a carattere generale 1. Limite per materia: richiamato dallo art. 117 Cost. per le regioni di diritto comune e dagli statuti approvati con legge costituzionale per ciascuna regione speciale. L'elenco ex art. 117 Cost. tassativo ma pur tuttavia usa dizioni generiche e perci sorto un problema di interpretazione dei limiti concreti della materia (sono stati sostenuti criteri teleologici, oggettivi etc.). 2. Limiti a carattere interno identificati dalla giurisprudenza costituzionale con riguardo alla natura della regione (quale ente dotato di autonomia ma non di sovranit). Essi sono : a. la riserva di legge statale in materia di diritto privato (limite privatistico) b. la riserva di giurisdizione (la regione non pu istituire organi giurisdizionali) c. riserva di diritto penale (limite penalistico), di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria. 3. Limite del rispetto delle norme costituzionali 4. Limite (implicito) delle leggi statali di grande riforma economica sociale 5. Limite costituito dai principi generali dell'ordinamento giuridico (da non confondere con i principi fondamentali delle leggi quadro). Si tratta nel caso di norme presupposto di un intero settore della normativa statale. 6. Limite territoriale : evidentissimo 7. Limiti di diritto internazionale, affermato dalla corte costituzionale relativo sia ai trattati stipulati e ratificati che alle norme di diritto comunitario europeo. 8. Il limite di merito previsto dallo art. 117 Cost. I c.: limite dell'interesse nazionale e dell'interesse di altre regioni, ricollegato al III e IV comma dello art. 127 Cost. Risulta per immediatamente evidente che il concetto di interesse nazionale o di altre regioni pu essere concepito in modi completamente diversi dalle varie forze politiche. In tal modo con tale limite si pone una limitazione di chiusura alla legislazione regionale e importa che nel caso che la legge regionale, indipendentemente dalla sua legittimit, contrasti con l'indirizzo politico delle forze di

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maggioranza, il parlamento ha lo strumento per impedirne la entrata in vigore. (Anche se della possibilit ex art. 127 Cost. non si fin d'ora fatto ricorso). Limiti delle leggi regionali a carattere specifico La esplicita riserva di determinati oggetti di normativa alla legge dello stato: come la riserva per la disciplina delle elezioni regionali ex art. 122 Cost. e la potest di imposizione tributaria a carattere sostanziale ex art. 119 Cost.(potere di dare vita a nuovi tributi). Ancora il divieto per la regione ex art. 120 Cost. di istituire dazi di importazione esprtazione e transito o adozione di provvedimenti ostacolanti in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone o delle cose, oppure limitare il diritto ai cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro (con eccezione costituita per il Trentino Alto Adige nello Statuto dove, a tutela delle minoranze linguistiche si pone il principio della proporzionalit linguistica nella nomina dei funzionari addetti agli uffici statali aventi sede nel territorio della provincia di Bolzano. In tema di materie attribuite alla competenza delle regioni ordinarie di ricorda ancora lo art. 117 Cost. Al proposito si osserva che ivi appaiono escluse materie fondamentali come l'industria e il commercio e anche la programmazione economica globale. Mancanza dovuta al periodo storico in cui ha legiferato il costituente che vedeva una Italia fondata sull'agricoltura piuttosto che sulla industria. Per quanto attiene alla programmazione essa evidentemente deve essere coordinata con quella statale attraverso lo strumento giuridico previsto agli art. 117 e 118 Cost. con incarico o delega statale, per il compimento di atti legislativi o regolamentari secondo le indicazioni del parlamento. Il coordinamento fra le attivit poste in essere in materia di interesse comune da due o pi regioni. Se il coordinamento si limita al piano interno di ogni regione non si pongono problemi di legittimit costituzionale ben potendo le regioni avere di mira la attuazione di medesimi indirizzi coordinati fra loro. I problemi sorgono laddove si voglia estendere il coordinamento al piano esterno attraverso la realizzazione di enti interregionali, o enti comuni a due o pi regioni per potere realizzare in via unitaria finalit concordemente prescelte. Tali enti sono da considerarsi anticostituzionali in quanto violano il principio della competenza territoriale di ogni regione. Per la medesima finalit invece possibile la istituzione di organi statali la cui composizione sia integrata da contitolari designati da due o pi regioni oppure la costituzione di consorzi fra regioni (sempre da parte dello stato), allo stesso modo dei consorzi comunali. L'organizzazione e le funzioni amministrative delle regioni Esistono cinque eventuali tipi di organizzazione amministrativa regionale costituzionalmente legittimi: 1. amministrazione indiretta tramite delega alle province, ai comuni o altri enti locali in armonia col disposto ex II c. art. 118 Cost. L'ipotesi normale dunque prevista dal costituente per la amministrazione della regione quello di un tipo di organizzazione amministrativa indiretta che trova applicazione anche attraverso il ricorso alla formula della: 2. codipendenza funzionale ("valendosi dei loro uffici"): a differenza delle delega in questa altra ipotesi normale il rapporto non fra enti (regione e provincia o comune) ma fra ente e gli organi di un altro ente; Le due ipotesi appena viste sono quelle normali di disegno originario del legislatore, le altre si sono rese necessarie temporaneamente per la disfunzione dei tradizionali enti locali; 3. istituzione di enti amministrativi regionali (e di imprese regionali sottoposte al diritto privato). Possibilit ricavabile sempre dallo art. 117 Cost. ove per la I materia oggetto di competenza amministrativa regionale parla dell'ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla regione; 4. codipendenza funzionale con organi periferici dello stato, che non prevista esplicitamente da alcuna norma della carta costituzionale ma non appare in contrasto con la costituzione; 5. l'istituzione di una organizzazione amministrativa regionale a carattere diretto, organi propri della regione con proprie attribuzioni amministrative. E' ovvio che organi fondamentali della

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regione, quali il consiglio regionale, la giunta regionale, il presidente della regione, siano dotati di un apparato amministrativo che consenta loro di funzionare. E' consentita dunque solo per il funzionamento degli organi regionali a rilievo politico. L'art. 118 Cost. e la Legge n. 382 del '75 Ricordiamo gli ultimi due commi dello art. 118 Cost. : Lo stato pu con legge delegare alla regione l'esercizio di altre funzioni amministrative. La regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole alle province, ai comuni a ad altri enti locali, o valendosi dei loro uffici. La legge di delega nel caso la n. 382 del '75 (Ordinamento regionale e organizzazione della pubblica amministrazione), con trasferimento completo di funzioni, uffici e personale avutosi con d.p.r. n. 616 del 24 luglio '77. Al momento la maggiore parte delle funzioni esercitata direttamente dalla organizzazione amministrativa regionale non avendo avuto molta attuazione l'ultimo comma dello art. 118. Nelle materie indicate dal d.p.r. citato lo stato esercita in via generale la funzione di indirizzo e di coordinamento anche in relazione alle materie attinenti i rapporti internazionali e la comunit europea, la difesa nazionale e la pubblica sicurezza. Tale funzione di indirizzo e coordinamento viene esercitata dallo stato in due modi : 1. con legge o con atto avente forza di legge 2. con deliberazioni del consiglio dei ministri su proposta del presidente del consiglio in intesa con il ministro o i ministri competenti. Sorge un problema di gerarchia delle fonti nel senso che gli atti del consiglio dei ministri sono sublegislativi e non possono abrogare o derogare unatto avente forza di legge anche se ad emanarlo sia stata una regione. Dunque la legge n. 382 va interpretata nel senso che qualora la regione abbia in vigore leggi per lo stesso oggetto, interventi su di esse possono essere esercitati solo attraverso leggi o atti equivalenti, o ancora atti amministrativi del governo che per - cos la corte costituzionale - siano gi abilitati da una particolare disposizione legislativa. L'autonomia finanziaria delle regioni Ci si riferisce allo art. 119 Cost. Le regioni ordinarie non hanno potest di imposizione tributaria ma solo quella di disciplinare la destinazione dei tributi ricevuti, di gestirli secondo gli indirizzi politico amministrativi prescelti. Ma a determinare in ultima analisi l'entit dei fondi a disposizione delle singole regioni lo stato e ci si risolve senza dubbio in un limite di fatto alla attivit regionale, anzi il limite pi forte praticamente che ha fatto configurare la possibilit e il pericolo di una indiretta ma efficace compressione costituzionalmente illegittima della autonomia regionale. Un contemperamento di tale pericolo quindi effettuato attraverso la partecipazione di delegati regionali in sede di determinazione della programmazione economica globale del governo. In tema finanziario va poi ricordata la norma ex art. 81 Cost. riguardante non solo il bilancio statale ma per la giurisprudenza anche le regioni. Infine la VIII disp. trans. e fin. della Cost. prevede che nel trasferimento delle funzioni statali attribuite alle regioni queste utilizzano per la costituzione degli uffici il personale dello stato o di enti locali. Norma avente ratio nella diminuzione delle spese ma poco attuata stante la necessit per l'aggravio lavorativo dell'assunzione di nuovo personale. Province, comuni e altri enti locali Si veda la norma ex art. 128 COst. che tutelando l'esistenza di tali enti ne rinvia la disciplina al legilatore ordinario. Si tratta essenzialmente della Legge 8 giugno 1990 n. 142, Ordinamento delle autonomie locali. Provincia : l'ente locale intermedio fra la regione e il comune, con territorio costituito da pi comuni contigui della medesima regione con finalit diretta agli interessi della popolazione locale. La provincia come ente non va confusa con la circoscrizione provinciale di decentramento statale o regionale ex art. 129 Cost. che una pura e semplice delimitazione territoriale di decentramento amministrativo coincidente solo per praticit al territorio provinciale.

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Alcune particolarit nelle regioni speciali: Nel Trentino Alto Adige le province assumono una importanza particolare, le due province di Trento e Bolzano (province autonome) sono, in effetti, ordinamenti regionali interni alla regione stessa. Nella Valle d'Aosta non esiste attualmente alcuna provincia. In Sicilia lo statuto regionale dispone la soppressione (non attuata) delle province e la sostituzione con liberi consorzi di comuni. Organi fondamentali della provincia: Il corpo elettorale provinciale: elegge i consiglieri provinciali con sistema elettorale proporzionale anche se applicato a collegi uninominali. Il consiglio provinciale l'organo provinciale deliberativo che manifesta la volont dell'ente. Dura in carica 5 anni ed composto da un numero variabile di componenti secondo il numero della popolazione. La giunta provinciale l'organo collegiale esecutivo che promuove gli indirizzi amministrativi e attua le deliberazioni del consiglio e in caso di urgenza le adotta in via provvisoria con successiva ratifica. E' eletto dal consiglio provinciale. Il presidente della giunta provinciale convoca e presiede il consiglio e la giunta, rappresentando la provincia nella sua unit. Ha attribuzioni di direzione e coordinamento della giunta e di rappresentanza dell'ente nel suo insieme. Le attribuzioni della provincia - di natura normativo regolamentare o puramente amministrativa - hanno carattere limitato (in materia di viabilit, di inquinamento, di assistenza sanitaria, etc.). Ad essa pu essere delegato l'esercizio di attribuzioni regionali. Il comune l'ente locale territoriale di base o fondamentale, nel senso che non esistono altri enti locali territoriali di dimensioni pi ridotte (frazioni, borgate e circoscrizioni sono suddivisioni puramente interne). Ai sensi dello art. 133 Cost. l'istituzione di nuovi comuni, la modificazione del loro territorio e della loro denominazione deve essere effettuata, sentite le popolazioni interessate, con legge

della regione al cui territorio attengono. Organi fondamentali del comune: Il corpo elettorale comunale: competente ad eleggere i consiglieri comunali con sistema elettorale di tipo proporzionale a liste concorrenti nei comuni con pi di 5.000 abitanti, di tipo maggioritario a voto limitato negli altri. Il consiglio comunale l'organo deliberativo del comune, cui spetta di regola di manifestare la volont dell'ente. Ha durata quinquennale ed formato da un minimo di quindici ad un massimo di ottanta componenti, consiglieri comunali. La giunta comunale l'organo esecutivo che promuove gli indirizzi amministrativi del comune, attua le deliberazioni del consiglio comunale ed in caso di urgenza le adotta in via provvisoria salvo ratifica da parte del consiglio stesso. E' formata da assessori (in numero variabile) preposti alla direzione dei vari rami dell'amministrazione comunale, nonch dal sindaco che ne presidente. Il sindaco il capo della amministrazione comunale, presiede la giunta, le sedute del consiglio comunale e ha la rappresentanza legale dell'ente. Ha attribuzioni proprie di organo del comune ma anche attribuzioni statali quale ufficiale di governo, organo statale addetto per es. alla tenuta dei registri dello stato civile. Le attribuzioni del comune sono normativo regolamentari o amministrative (sanit e igiene, urbanistica, polizia locale etc.). In particolare i comuni come le provincie spesso gestiscono a vantaggio della propria popolazione servizi di interesse pubblico mediante aziende speciali distinte dalla amministrazione ordinaria quali organi comunali o provinciali sprovvisti di personalit giuridica (trasporti urbani, approvvigionamento idrico, nettezza urbana etc.).

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Enti locali non territoriali Regioni, provincie e comuni costituiscono la categoria degli enti locali territoriali in quanto (1)il territorio ne elemento costitutivo, (2)i soggetti residenti ne fanno necessariamente parte ed (3)i fini dell'ente si identificano con gli interessi della comunit locale. Esistono per anche enti locali non territoriali istituiti, secondo i casi dallo stato, dalla regione, dalla provincia o dai comuni: I consorzi amministrativi di diritto pubblico (distinti da quelli di diritto privato) costituiti da associazioni di privati o di privati ed enti pubblici o ancora di soli enti pubblici nella forma di persone giuridiche pubbliche per la realizzazione in comune di determinate finalit. Si distinguono in obbligatori e facoltativi (i primi stabiliti dalla legge statale attuata da quella regionale). Le comunit montane si possono considerare come particolari consorzi obbligatori, istituiti con legge regionale, gi riconosciuti da legge del '71 ma affermati anche dalla L. n. 142 del '90 come enti locali, con popolazione inferiore ai 5000 abitanti. La loro finalit lo sviluppo economico e sociale delle zone montane mediante l'associazione obbligatoria fra comuni costituenti un'area montana omogenea. La camera di commercio industria, artigianato e agricoltura un ente locale cui compete il coordinamento e la rappresentanza degli interessi commerciali, industriali e agricoli della provincia in cui ha sede mediante l'esercizio di particolari attribuzioni: ad es. l'accertamento degli usi commerciali, l'assunzione di iniziative di programmazione economica, la tenuta dei registri degli esercenti il commercio etc. I rapporti fra regione, provincie e comuni: a) di collaborazione vi la delegazione a favore degli enti locali da parte della regione di funzioni amministrative regionali come anche la utilizzazione diretta dei loro uffici (art. 118 Cost.). la facolt della regione di subdelegare le funzioni amministrative delegate dallo stato alle regioni, questione controversa nel passato ma affermata positivamente dalla legge n. 382 del '75. attivit degli enti locali minori inerenti alla programmazione economica regionale o al concorso della programmazione economica regionale a quella nazionale. le varie forme di partecipazione regionale al procedimento di formazione di atti imputabili agli enti territoriali infraregionali b) di controllo Il controllo della regione sugli atti delle provincie, dei comuni, e degli altri enti locali contemplato direttamente dalla costituzione (art. 130 Cost.) e dagli statuti delle regioni speciali. Lo art. 130 Cost. dispone un organo generale, detto comitato di controllo di legittimit, che ai sensi del secondo comma poteva divenire di merito, ma con legge n.142/90 tale controllo di merito venuto meno. Va per considerato che in generale l'attivit di controllo stata superficiale, atecnica o unilaterale. I rapporti fra stato e regione a) DI CONTROLLO I controlli che lo Stato esercita sulle Regioni possono distinguersi in: - controlli sulle leggi regionali, - controlli sugli atti amministrativi regionali, - controlli sui soggetti, che si esplicano essenzialmente sulla funzionalit dei singoli organi, e che si risolvono nel potere governativo di scioglimento del Consiglio Regionale (art.126 Cost.). Sia l'attivit degli organi regionali, che quella delle persone titolari di tali organi, sono sottoposte ad una serie di controlli statali, sia centrali che locali, costituzionalmente previsti. Organi statali di controllo a livello centrale sono: il governo, il parlamento, il presidente della repubblica e la corte costituzionale. Ovviamente il controllo non attivit tipica di tali organi. Ad es. l'art. 126 Cost. prevede i casi in cui il presidente della repubblica dispone con decreto motivato lo scioglimento anticipato del

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consiglio regionale, su proposta del governo e sentita una commissione interparlamentare costituita da 15 senatori e 15 deputati, competente per le questioni regionali. Ancora il parlamento delibera sulla questione di merito, per contrasto di interessi, concernente una legge regionale. Il governo ha poi il potere di rinviare al fine di una nuova approvazione una legge della regione al consiglio regionale. Organi statali di controllo a livello locale: il commissario del governo (art. 124 Cost., legge n. 400 dell'88, art. 127 Cost.), la commissione per il controllo di legittimit sugli atti amministrativi della regione (art. 125 Cost.). Il Commissario di Governo ha una sua precisa ragion dessere nellambito dei rapporti Statoregioni. Il costituente ha previsto allart.124 della Cost. la figura del Commissario di Governo, residente nel capoluogo di regione, che svolge il compito di adeguare, fin dove possibile, lamministrazione periferica statale e le sue residue funzioni amministrative agli obiettivi e ai criteri della corrispondente e prevalente azione regionale, senza comunque essere chiamato ad inserirsi nellattivit propria della Regione. Nelle intenzioni del Costituente il Commissario avrebbe, dunque, dovuto rivestire il ruolo di organo garantistico dello Stato-ordinamento per consentire la sintesi e il coordinamento dellesercizio congiunto delle funzioni amministrative statali e regionali. Il Commissario, invece, attualmente riveste il ruolo di organo burocratico locale dello Stato-persona legato da un rapporto di stretta subordinazione gerarchica al governo da cui nominato su proposta del Presidente del Consiglio. La legge 400/88 (sullordinamento della Presidenza del Consiglio) impegna soprattutto il Commissario alla ricerca di intese con il Presidente della regione in vista del coordinamento delle funzioni amministrative regionali e limita tale coordinamento ai soli fini del buon andamento della P.A. e al raggiungimento degli obiettivi della programmazione. Il Commissario, dunque, oggi costituisce solo un tramite attraverso il quale il governo impartisce le direttive per lesercizio delle funzioni amministrative delegate dallo Stato alle Regioni, nonch il canale pi diretto per la comunicazione di notizie tra organi statali e amministrazioni regionali. Il Commissario esercita le seguenti funzioni: - promuove i giudizi dinanzi alla Corte Costit., impugnando le leggi emanate dallAssemblea; - propone al Governo lo scioglimento dellAssemblea regionale per persistente violazione dello Statuto. (Nellattesa del decreto di scioglimento il Commissario di governo, che un organo statale con poteri di alta amministrazione, provvede allo scioglimento) Inoltre, sempre per quanto riguarda il commissario del governo e le sue attribuzioni, si noti quanto segue: - in relazione alla direzione e al coordinamento dell'attivit amministrativa statale con quella regionale, il commissario titolare di potest decisorie riguardanti esclusivamente attivit statale, aiutato dalla mera conoscenza dell'attivit degli organi regionali. - per il controllo sulla costituzionalit delle leggi regionali gli competono soltanto attribuzioni a carattere preparatorio ed esecutorio - riguardo al controllo sulla attivit amministrativo regionale il suo intervento si attua essenzialmente in via indiretta mediante la presidenza di un organo collegiale. Si pu valutare poi la disciplina relativa al commissario del governo nelle regioni ad autonomia speciale: In Sardegna e nel Friuli Venezia Giulia esso qualificato diversamente: rappresentante del governo presso la regione sarda e, normalmente commissario del governo in Friuli). In entrambe le regioni i commissari sono nominati con decreto del presidente della repubblica su proposta del presidente del consiglio di concerto con il ministro per l'interno, sentito il consiglio dei ministri. Ivi i commissari coordinano l'esercizio delle attribuzioni dello stato nella regione (e nella regione sarda si ricorre spesso alla delega al rappresentante del governo delle attribuzioni statali). Egli vigila inoltre sull'attivit amministrativa statale delegata alla regione: in Sardegna il presidente della giunta regionale ed i presidenti delle amministrazioni provinciali nell'esercizio delle funzioni delegate dallo stato devono trasmettere periodicamente al rappresentante del governo un elenco delle deliberazioni adottate.

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In ogni caso, sempre, il commissario rimane estraneo al controllo degli atti amministrativi regionali (che nel Friuli esercitato dalla corte dei conti con delegazioni e sezioni e in Sardegna da una sua sezione decentrata). Infine essi non hanno potest di carattere decisorio nel controllo sulla costituzionalit delle leggi regionali. Nel Trentino Alto Adige troviamo due commissari (uno per provincia), con identica procedura di nomina. Qui rilevante che provvedono al mantenimento dell'ordine pubblico del quale rispondono verso il ministro dell'interno. Il controllo sugli atti amministrativi della regione e delle provincie esercitato da una sezione della corte dei conti (con sede a Trento e ufficio distaccato a Bolzano. Nella Valle d'Aosta abbiamo il rappresentante del ministero dell'interno presso la Valle d'Aosta che presiede la commissione per il coordinamento costituita con decreto dal presidente della repubblica. Notevole che per il controllo della costituzionalit delle leggi regionali non ha solo competenze meramente preparatorie o di esecuzione bens secondo statuto se ritiene una legge approvata eccedente la competenza della regione o contrastante gli interessi nazionali o di altre regioni la rinvia al consiglio regionale nel termine fissato per la apposizione del visto. Solo se il consiglio la riapprova con maggioranza assoluta il governo legittimato a promuovere il giudizio di legittimit presso la corte costituzionale o quello di merito davanti al parlamento. Quindi il rappresentante del ministero dell'interno ha attribuzioni pi estese di quelle che di regola hanno i commissari, partecipando in via indiretta al controllo degli atti amministrativi regionali ed fornito di potest a carattere decisorio per quanto riguarda il controllo delle leggi regionali. Completamente diversa la situazione del commissario dello stato per la regione siciliana. Per il controllo della costituzionalit promuove dinanzi alla corte costituzionale (in passato davanti all'alta corte per la regione siciliana) i giudizi di legittimit sulle leggi regionali. Ha un termine breve per l'impugnazione. E' lui comunque che ha pienezza di attribuzioni di controllo di legittimit titolare della potest di impulso processuale. Ancora pu proporre al governo della repubblica lo scioglimento della assemblea regionale per persistente violazione dello statuto. Egli per non ha alcun controllo o competenza in materia di atti amministrativi della regione, neppure per il coordinamento fra attivit amministrativa statale e regionale, e in ci grande diversit con gli altri commissari. Infine si tenga presente che la nomina fatta dal governo, cos la revoca, e dunque esiste un rapporto fiduciario con il governo. Con le figure ora descritte non vanno confusi i commissari governativi a carattere straordinario investiti di funzioni temporanee, neppure i membri componenti la commissione straordinaria nominata in occasione dello scioglimento del consiglio regionale ai fini del disbrigo degli affari regionali di ordinaria amministrazione (art. 126 Cost.), ancora neppure con i commissari straordinari che possono essere nominati dal governo per esplicare pro tempore nel territorio regionale singole funzioni statali. Per concludere i cenni relativi ai commissari si ricorda che lo Spagna Musso critico verso la possibilit del commissario in alcuni ordinamenti regionali di partecipare al controllo sugli atti amministrativi regionali mentre sarebbe pi conforme a esigenze di imparzialit il ricorso alla corte dei conti, visto anche i disposti degli art. 124 e 125 Cost.

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