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Materie plastiche e norme tecniche

A cura di Claudio Celata – Presidente UNIPLAST

dossier
Da metà del secolo scorso, l’impiego delle dall’attività normativa di UNIPLAST - ente fe- ISO, che molte volte è all’origine delle norme
materie plastiche si è andato via via affer- derato all’UNI - quei riferimenti prestazionali italiane ma richiamando l’attenzione anche
mando e sempre più ampliando in tutti i setto- univoci essenziali per valutare, verificare e sulle originalità dei lavori di UNIPLAST, in am-
ri dell’industria, del commercio e dell’agricol- confrontare le caratteristiche dei principali biti in cui il nostro Paese si è finora dimostra-
tura. manufatti. to più sensibile alle finalità normative.
Inizialmente, la plastica è stata considerata Così la storia e lo sviluppo di UNIPLAST ha Va citato, in proposito, l’esempio della serie
un succedaneo di alcuni dei principali mate- coinciso, dagli anni ’50 a oggi, con il crescen- di norme UNI che classifica le cosiddette
riali tradizionali, dalla pelle al legno, venendo te numero di applicazioni della plastica, nei materie prime secondarie, derivanti dal recu-
classificata spesso (e malvolentieri, dagli vari comparti merceologici. pero e riciclo delle materie plastiche post-
operatori del settore) come finta-pelle o finto- Per far fronte alle richieste pervenute col consumo, fornendo così all’industria quei ri-
legno. Con il passare degli anni, però, i diver- passar degli anni da produttori e utenti, l’atti- ferimenti tecnici che risultano essenziali per
si polimeri e le loro leghe hanno conquistato vità di UNIPLAST si è articolata in un numero definire le caratteristiche e le prestazioni dei
sempre più spazio, in tantissime, sempre cre- sempre più grande di sottocommissioni spe- materiali che affrontano una “seconda vita”
scenti applicazioni non soltanto di uso comu- cialistiche, che hanno operato con l’apporto consentendo un risparmio di materie prime
ne ma anche in quelle per le quali si chiedo- di tecnici ed esperti aziendali e, spesso, dei vergini.
no prestazioni tecniche e funzionali tipiche funzionari di enti e autorità utenti finali, che In conclusione va anche fatto un accenno al
degli acciai, del vetro ecc.. hanno contribuito, su base volontaristica, fatto che, purtroppo, molti utenti intermedi
Una recente campagna pubblicitaria, appar- all’attività normativa con il coordinamento non conoscono (o preferiscono non cono-
sa sui principali quotidiani italiani, ha posto ai della direzione di UNIPLAST. scere?) le norme e questo penalizza sia l’im-
lettori una domanda dalla risposta univoca: In questo dossier si è cercato di fornire al let- piego dei materiali e dei manufatti plastici,
che cosa sarebbe del mondo moderno senza tore una panoramica significativa, anche se sia l’utenza finale che, quasi sempre a sua in-
le materie plastiche? non del tutto esaustiva, sull’attività del nostro saputa, ha a disposizione prodotti che non ri-
In un quadro d’insieme così ampio e com- ente grazie all’apporto redazionale di alcuni spondono alle norme tecniche elaborate da
plesso, gli utenti dei semilavorati e dei pro- dei responsabili di alcune sottocommissioni, UNIPLAST e, di conseguenza, non offrono
dotti finiti in materie plastiche e i consumato- dando in diversi casi riferimenti alla normati- garanzie di uso e durata al momento del loro
ri finali, privati e pubblici, hanno potuto avere va internazionale, sviluppata in sede CEN e/o impiego.

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Premesse generali semestre 2011 su un complesso di 44 norme, SC16 MANUFATTI DI MATERIE PLASTICHE
si è raggiunto il 43% di pubblicazioni origina- RINFORZATI CON FIBRE
UNIPLAST - Ente Italiano di Unificazione li italiane. Sono seguiti i lavori del CEN TC 249/WG15”Fi-
nelle Materie Plastiche federato all'UNI - La Commissione Tecnica UNIPLAST è attual- bre-reinforced composites”,del CEN TC
venne costituito il 3 ottobre 1950, con lo spe- mente articolata in 17 sottocommissioni: 210”GPR tanks and vessels” e dell’ ISO TC
cifico scopo di provvedere allo studio, all'e- SC1e SC2 PROVE MECCANICHE E FISICO- 61/SC13”Composites and reinforcement fi-
laborazione e redazione della norme di unifi- CHIMICHE bres”
cazione delle diverse materie plastiche e re- Sono seguite le attività dell' ISO TC 61”Pla- SC17 LAMINATI PLASTICI DECORATIVI 2011
sine sintetiche e per la determinazione dei stics” e del CEN TC 249”Plastics” sui metodi Si seguono i lavori del CEN TC 249/WG4"De-
corrispondenti metodi di prova. di prova. corative laminated sheets based on thermo-
Prima iniziativa di UNIPLAST fu il congresso SC3 TERMINOLOGIA setting resins", del CEN TC 134/WG9 "Lamina-
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svoltosi a Torino, pochissimi giorni dopo, dal Sono seguite le attività dell’ ISO TC 61/SC1”Ter- te floor covering" e del CEN TC
9 al 13 ottobre, nel quadro delle manifesta- minology” focalizzate sulla ISO 472”Plastics 249/WG17”Wood Plastics Composites (WPC)”.
zioni promosse dalla Mostra degli Scambi – Vocabulary” e dell’ ISO 1043-1” Plastics -- SC19 APPLICAZIONE DI MATERIE PLASTICHE
con l'Occidente, con il patrocinio dell'UNI, Symbols and abbreviated terms -- Part 1: Ba- IN AGRICOLTURA
sul tema “I metodi di prova delle materie sic polymers and their special characteristics” Sono sviluppate norme per applicazioni spe-
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plastiche”. SC4 INVECCHIAMENTO E RESISTENZA AM- ciali in campo agricolo e in particolare il pro-
L'inizio delle attività dell'UNIPLAST coincise BIENTALE getto E13.19.D06.0"Materiali termoplastici bio-
anche con la costituzione del comitato tec- Sono seguiti i lavori dell'ISO TC 61/SC6 "Ageing, degradabili per uso in agricoltura ed orticoltura
nico ISO TC 61”Plastics” e soltanto due set- chemical and environmental resistance" e dell’ - Film per pacciamatura-Requisiti e metodi di
timane dopo la data di fondazione, preso at- Ad Hoc Group “Lamps”del CEN TC 249”Pla- prova"
to della decisione dell'ASA (American Stan- stics" SC21 APPLICAZIONI DI MATERIE PLASTICHE
dard Association) di assumere la segreteria SC6 MATERIALI TERMOINDURENTI NEGLI IMBALLAGGI
del nuovo comitato tecnico ISO, venne assi- Sono monitorati i lavori dell'ISO TC 61/SC12 Sono seguite le attività del CEN TC 261"Pac-
curata l’adesione dell’Italia e l'Ente italiano “Thermosetting materials” e del CEN TC kaging" e della CEN TC 261/SC5 "Primary pac-
organizzò la prima riunione operativa nell'ot- 249/WG15”Fibre-reinforced composites” kaging and transport packaging" e dell'ISO TC
tobre del 1951, a Torino, in occasione del SC8 TUBI, RACCORDI, VALVOLE ED ACCES- 122”Packaging”.
"Congresso delle Materie Plastiche" in con- SORI SC23 REAZIONE AL FUOCO
comitanza con il Salone della Tecnica. Sono seguite le attività del CEN TC 155 e di tut- Sono monitorati i lavori dell'ISO TC 61/SC4"Bur-
Nei primi anni '50, UNIPLAST concorse alla ti i suoi gruppi di lavoro per i settori scarico ning behaviour" e del CEN TC 127"Fire safety
costituzione presso l'Istituto di Chimica In- nei fabbricati, fognature, adduzione d'acqua in building".
dustriale del Politecnico di Milano, del “La- e distribuzione di gas combustibile, sistemi di SC25 RECUPERO DELLE MATERIE PLASTICHE
boratorio Prove delle Materie Plastiche” e tubazioni per acqua calda e fredda, sistemi di Sono seguiti i lavori del CEN TC 249/WG11"Pla-
poi alla fondazione dell’Istituto Italiano dei tubazioni di GRP. stic recycling"
Plastici che andrà ad occuparsi del marchio SC9 FOGLIE E FILM SC26 SERBATOI INTERRATI DI PE PER LO
di qualità per valorizzare le materie plasti- La SC9 monitora le attività dell' ISO TC STOCCAGGIO DI IDROCARBURI
che. 61/SC11/WG3"Plastics film and sheeting" e Sono monitorati i lavori del CEN TC 266 "Ther-
A partire dalla metà degli anni '50 UNIPLAST quelle del CEN TC 249/WG14 "PVC-P swim- moplastic static tanks".
si struttura in organismi di studio per quanto ming pool liners". UNIPLAST inoltre partecipa attivamente ad
possibile paralleli alle sottocommissioni e ai SC10 LASTRE alcune commissioni miste.
gruppi di lavoro dell'ISO TC61, facendo in Sono seguite le attività del CEN TC Sottocommissione Mista:
modo che fossero i delegati italiani nel mag- 128/SC9/WG3 "Prefabricated accessories for UNI SALDATURE(IIS)/UNIPLAST -
gior numero a presiedere o a tenere la se- roofing – Translucent plastic sheets" SALDATURA DELLE MATERIE PLASTICHE (SMP)
greteria dei gruppi di studio sulle norme in- SC11 SUPPORTI RIVESTITI Sono seguiti i lavori del CEN TC 249/WG16
ternazionali. Sono monitorate le attività del CEN TC "Thermoplastic welding"
In tempi successivi, l'Ente ha costituito altre 248/WG4" Coated fabrics" GL MISTI CIG – UNIPLAST 2011
sottocommissioni orientate verso le princi- SC12 MATERIALI CELLULARI Il gruppo di lavoro GIG- D2GL1 – con l’apporto
pali applicazioni delle materie plastiche, Sono seguiti i lavori dell'ISO TC 61/SC10 "Cel- di esperti UNIPLAST – si occupa della revisio-
quali interfacce nazionali di altri comitati lular plastics", dell'ISO TC 45/SC4/WG8 "Flexi- ne della UNI 9034 “Condotte di distribuzione
ISO ( TC 138 e TC45) e dei comitati tecnici ble and semi-rigid cellular material" e del CEN del gas con pressione massima di esercizio mi-
del CEN (il Comitato europeo di formazione, TC 249/WG8 "Cellular plastics". nore o uguale 0,5 MPa (5 bar) - Materiali e si-
istituito nel 1961). SC15 APPLICAZIONI DI MATERIE PLASTICHE stemi di giunzione”. Inoltre, sono seguiti i la-
Inoltre, nei primi anni '60 UNIPLAST era arti- NELL'EDILIZIA vori del CEN TC 234/WG2 “Gas supply systems
colato in due commissioni tecniche speciali Sono seguite le attività del CEN TC 163 "Sani- up to and including 16 bar and pressure testing”.
in collaborazione con l'Istituto Superiore di tary appliances – Structure" per le vasche da Un nuovo gruppo di lavoro misto CIG-UNI-
Sanità: Tossicologia e Microbiologia. bagno e le cassette di contenimento dell'ac- PLAST sta sviluppando un rapporto tecnico su
Attualmente le norme di diretta competenza qua per uso sanitario, del CEN TC 33 "Doors, “Usi del polietilene nelle condotte per il tra-
UNIPLAST sono circa 900, buona parte delle windows, shutters, building hardware and cur- sporto e la distribuzione del gas. Tecnologie ri-
quali sono recepimenti di norme EN; negli tain walling – Structure" per i profili finestra conosciute e applicabili”
ultimi anni, è sensibilmente aumentato il nu- ed il CEN TC 249/WG5 "Thermoplastic profiles
mero delle norme nazionali e, a titolo di for building applications" per i profili usati per Gianluigi Moroni
esempio, va segnalato che nel solo primo applicazioni in edilizia. Direttore UNIPLAST

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biettivo del TC61 è lo sviluppo in tempi op-
portuni e il successivo mantenimento di me-
todi di prova e documenti di riferimento nor-
mativo per i materiali e per i prodotti semi-
finiti. Tali documenti sono destinati all’indu-
stria delle materie plastiche a livello globa-
le, devono essere aggiornati al migliore li-
vello tecnico e devono rispondere alle ne-
cessità e agli interessi del mercato.”
Data la ampiezza delle aree di competenza
coinvolte, l’attività del TC61 dell’ ISO si arti-

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cola necessariamente in un elevato numero
di sottocomitati (SC) e gruppi di lavoro (WG).
Come istituzionalmente avviene in ISO, il la-
voro è organizzato e condotto dai membri
dell’ ISO, cioè dagli enti normativi dei paesi

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associati. Ciascuna delle segreterie (quella
del TC61 e quelle dei singoli Sottocomitati) è
assegnata a un Ente nazionale.
Gli enti nazionali stessi poi individuano, nei
propri paesi, esperti che accettano di parte-
cipare al lavoro tecnico in ISO. Poiché tutti
gli enti normativi nazionali sono sostenuti,ol-
tre che dai governi, anche dalle imprese
operanti del proprio paese, di regola gli
esperti che si incontrano nei gruppi di lavoro
sono tecnici che lavorano alle dipendenze di
industrie attive nel settore delle plastiche.
Non di rado però partecipano anche rappre-
sentanti di istituzioni universitarie che nella
propria attività di ricerca trovano interes-
sante il lavoro di standardizzazione, come
occasione di applicazione dei risultati di la-
boratorio e di confronto con l’industria. Par-
tecipanti attivi sono anche tecnici di istitu-
zioni nazionali di ricerca e metrologia quali
NPL (Gran Bretagna) NIST (Stati Uniti) o NI-
TE (Giappone), e rappresentanti delle azien-
de che producono apparecchiature di te-
sting.
Le caratteristiche internazionali e strutturali
del comitato ISO TC61 lo rendono una sede
di scambio e confronto internazionale unica
nel suo genere. Il contesto è quello tipico
delle attività di standardizzazione, orientato
al mercato ed agli interessi industriali, ma la
effettiva e reale globalità dei partecipanti
rende importanti anche aspetti diversi e di
interesse generale.
Esempio di questo è la presenza di un grup-
po di lavoro (TC61/WG2), direttamente allo-
cato al TC (e non, come di solito, ad un SC),
il cui tema è “Guidance on environmental
provisions in plastics standards”. La costitu-
L’ambito internazionale eccezione delle gomme (per le quali esiste il zione di tale gruppo è relativamente recente,
dell'ISO/TC61 Plastics TC 45 Rubber and rubber products). ed esso risponde alla necessità, ormai uni-
Gli obiettivi dell’attività del TC61 sono ben ri- versalmente sentita, di tenere nel dovuto
Il TC61 Plastics dell’ ISO è il più generale e il assunti nel Business Plan del comitato1: conto le esigenze dell’ambiente.
più grande dei comitati ISO che trattano ma- “Lo scopo del TC61 è la standardizzazione È chiaro quanto questo aspetto sia oggi im-
teriali polimerici e si occupa della definizio- della nomenclatura, dei metodi di prova e portante nel campo della produzione, dell’u-
ne di standards internazionali su tutti i mate- delle specifiche applicabili ai materiali e ai so, del riciclo e dello smaltimento dei mate-
riali polimerici e i relativi semi-lavorati, ad prodotti nel campo dei materiali plastici. L’o- riali plastici.

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Tra le pubblicazioni di cui è responsabile le versioni di uno stesso materiale messe in siano corredati di un “Precision statement”,
questo gruppo di lavoro è lo standard ISO vendita da produttori concorrenti. cioè di un capitolo che riporti valutazioni
15270: 2008 Plastics -- Guidelines for the re- E’ interessante citare un caso particolare, sperimentali della ripetibilità e della riprodu-
covery and recycling of plastics waste. Il ri- nel quale ISO TC61 ha ottenuto, riguardo al cibilità del metodo, ottenute attraverso prove
ciclo delle materie plastiche è un tema com- tema della confrontabilità dei dati, un risul- interlaboratorio (Round Robin tests). Inoltre,
plesso e delicato, che evidentemente coin- tato originale che non era stato prima realiz- esiste nel comitato un gruppo di lavoro dedi-
volge difficili problemi gestionali e organizza- zato da nessun altro ente di standardizzazio- cato ai metodi statistici (TC61/SC5/WG21, v.
tivi e richiede, a livello normativo, interventi ne. Si tratta della caratterizzazione delle pro- fig.1), che ha tra gli altri il compito di definire
misurati sulle necessità locali: un organismo prietà meccaniche dei materiali termoplasti- e uniformare i criteri e i metodi matematici
globale come l’ISO non può certo definire re- ci, in cui le misure (trazione, flessione, resi- per la valutazione quantitativa della precisio-
gole dettagliate, ma lo standard citato vuole stenza all’urto ecc.) vengono effettuate su ne delle misure.
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costituire una guida generale di riferimento, provini che possono essere ottenuti per Un altro argomento “caldo” in ISO TC61 è
come è dichiarato nel documento stesso: stampaggio ad iniezione. quello della biodegradabilità delle materie
ISO 15270:2008 - Scope I criteri base per gli standard ISO in questo plastiche. Anche in questo caso esiste un
“Questo Standard Internazionale fornisce campo specifico sono storicamente derivati gruppo di lavoro specifico, il TC61/SC5/WG22
una guida per lo sviluppo di standards e spe- dai più diffusi standards preesistenti, tipica- Biodegradability. Come ci si può attendere,
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cifiche riguardanti il recupero dei rifiuti di mente quelli ASTM, sviluppati negli Stati Uniti, dati l’interesse e l’attualità del tema, il grup-
materie plastiche, ivi incluso il riciclo. Lo e i DIN, sviluppati in Germania. In tutti i casi, si po è uno dei più frequentati, con partecipanti
standard stabilisce le diverse opzioni per il trattava di metodi di prova in cui venivano de- provenienti da molti paesi diversi.
recupero dei rifiuti di materie plastiche pro- finiti con precisione i parametri geometrici Chi parteciperà alle riunioni dei gruppi di la-
venienti da fonti a monte e a valle del consu- (forma e dimensioni) dei provini, ma non veni- voro dell’ISO TC61 avrà modo di rendersi
matore finale, come illustrato con il dia- vano fornite indicazioni, se non del tutto gene- conto dall’agenda di riunione come i docu-
gramma nell’ Appendice A. Lo standard defi- riche, sui processi di trasformazione attraver- menti in discussione possano essere identifi-
nisce anche i requisiti di qualità che dovreb- so cui i provini potevano essere realizzati. cati da sigle diverse quali ISO/CD o ISO/DIS.
bero essere tenuti in considerazione durante Poiché, trattandosi di materiali termoplastici, Si tratta di stadi diversi dello sviluppo di uno
tutte le fasi del processo di recupero, e sug- è naturale (e di solito conveniente) conside- standard, che quando viene definitivamente
gerisce raccomandazioni generali che, in- rare tra i processi possibili lo stampaggio ad approvato e pubblicato assume la denomina-
cluse negli standards di designazione dei iniezione, ogni laboratorio si trovava di fronte zione ISO xxxxx:yyyy (xxxxx è il numero che
materiali, nei metodi standard di prova e ad un problema tipico dei materiali polimerici identifica lo standard, e yyyy l’anno di pubbli-
nelle specifiche di prodotto, possano agevo- termoplastici: le proprietà meccaniche misu- cazione).
lare il processo di recupero. Conseguente- rate su un provino stampato ad iniezione di- Gli stadi successivi di sviluppo di un nuovo
mente le fasi di processo, le raccomandazio- pendono dal materiale, ma dipendono anche documento normativo sono: NWIP (New
ni e la terminologia presentate in questo dalle condizioni di processo, che inducono Work Item Proposal); CD (Committee Draft);
Standard Internazionale sono intese avere nel provino orientamenti molecolari, tensioni DIS (Draft International Standard) e FDIS (Fi-
una applicabilità generale.” residue, variazioni morfologiche delle etero- nal Draft International Standard). Per ogni
Argomenti recenti all’ordine del giorno nel fasi eventualmente presenti, ecc. stadio, il documento viene distribuito ai
TC61/WG2 sono un aggiornamento degli ob- Di fatto, modificando il disegno dello stampo membri (Enti normativi nazionali) della Sotto-
biettivi del WG per includere i concetti di e le condizioni di stampaggio è possibile, per commissione che esprimono il proprio voto
“Sostenibilità” e “Sviluppo sostenibile”, e uno stesso materiale, realizzare provini con (approvazione, opposizione o astensione) ac-
una proposta di documento riguardante la proprietà meccaniche sensibilmente diffe- compagnato da eventuali commenti tecnici.
valutazione della “Carbon footprint” dei ma- renti. Il progresso e la durata dello sviluppo di ogni
teriali plastici. Il contributo originale del comitato ISO TC61 nuovo documento vengono controllati co-
Un altro tema, più strettamente tecnico ma di è stato quello di riuscire a definire (in un in- stantemente dall’ ISO Central Secretariat:
interesse generale, affrontato con particola- sieme di documenti normativi tra loro coordi- oggi, se una nuova proposta di standard non
re attenzione in ISO TC61 è quello della con- nati) non solo la geometria dei provini, ma progredisce e non raggiunge la pubblicazio-
frontabilità dei dati ottenuti in laboratorio sul- anche il disegno dello stampo, le condizioni ne definitiva entro quattro anni circa, viene
la base dei metodi di prova standardizzati. generali di impostazione del ciclo di stam- cancellata dal programma di lavoro.
L’esigenza di disporre di dati confrontabili, paggio ad iniezione e, per ciascuno dei più Tutti gli standards pubblicati vengono auto-
cioè di metodi di misura tali per cui i valori di importanti materiali termoplastici, le condi- maticamente sottoposti a revisione ogni cin-
una stessa proprietà, misurati in laboratori zioni specifiche di stampaggio (temperature, que anni (questo è il motivo per cui, come
indipendenti su un dato materiale, risultino velocità di flusso, ecc.). Grazie a ciò si è otte- nell’esempio sopra riportato, all’ordine del
equivalenti (o, più precisamente, uguali entro nuto un importante risultato: almeno per al- giorno delle riunioni compaiono oltre a docu-
un margine noto di confidenza statistica), ri- cuni materiali, i provini stampati, secondo menti in sviluppo, anche standards già pub-
sponde alle necessità di un utilizzo “evoluto” ISO, in laboratori diversi sono risultati tra lo- blicati).
dei materiali, in cui esistano progettisti che ro equivalenti, cioè tali da fornire lo stesso Spesso l’attività del TC61 nel campo dei me-
devono poter effettuare una selezione dei valore delle proprietà meccaniche, entro la todi di prova determina revisioni o innovazio-
materiali sulla base di valori credibili delle riproducibilità delle misure (v. p. es. ref. 5). ni importanti nelle procedure di test e nelle
proprietà. In questo senso, il concetto di Rimanendo nel tema della confrontabilità dei apparecchiature stesse. L’internazionalità
confrontabilità supera l’ utilizzo più elemen- dati, va sottolineato come oggi nell’attività di del comitato suscita in questo caso un forte
tare e strettamente commerciale dei dati di ISO/TC61 l’argomento sia considerato di inte- interesse da parte delle aziende produttrici
caratterizzazione, in cui i valori delle proprie- resse generale. Obiettivo dichiarato del co- di apparecchiature di laboratorio, in quanto
tà servono sostanzialmente per confrontare mitato è che tutti i metodi di prova pubblicati la inclusione negli standard ISO di tecnologie

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o strumenti innovativi per le misure è condi- L’importanza di UNIPLAST per il stata riconosciuta dal legislatore nazionale
zione importante per la loro diffusione com- settore della trasformazione ed europeo che attraverso opportune dispo-
merciale. delle materie plastiche sizioni normative intende favorire il loro uti-
Anche l’ambiente scientifico guarda con in- lizzo in diverse applicazioni e tra queste gli
teresse all’ attività del TC61 sulle tecniche di UNIONPLAST, l’Associazione facente parte imballaggi, il settore delle costruzioni, il set-
laboratorio. Metodologie nuove, oggetto di di Federazione Gomma Plastica, rappresen- tore di trasporti.
ricerca e di pubblicazione scientifica, trova- ta in Italia l’Industria trasformatrice di mate- IPPR, Istituto per la Promozione delle Plasti-
no infatti naturale sbocco, quando sufficien- rie plastiche, settore industriale che conta a che da Riciclo, collabora con UNIONPLAST
temente validate e consolidate, nella stan- livello nazionale su circa 5.600 imprese, per consentire un adeguato supporto all’atti-
dardizzazione internazionale. 7.150 stabilimenti, 125.000 addetti e che ha vità normativa in ambito UNIPLAST riguar-
Un tipico esempio è nel campo delle proprie- registrato nel 2010 un fatturato di 17.750 mi- dante la caratterizzazione di questi materiali

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tà meccaniche di resistenza alla frattura e lioni di Euro. e le loro utilizzo. Il marchio Plastica Seconda
alla fatica, settore di cui si occupa il gruppo Le politiche associative di sostegno alla quali- Vita creato dall’Istituto per promuovere l’uso
di lavoro TC61/SC2/WG7 Fracture and fatigue tà, alla sicurezza, alla valenza ambientale dei dei materiali riciclati prevede non solo la ri-
properties. manufatti in materie plastiche, proprie di spondenza del contenuto di riciclato definito
Molti dei documenti elaborati da questo UNIONPLAST, richiedono una efficace attivi- dalla normativa sulla fornitura degli appalti

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gruppo sono sviluppati grazie ai collegamenti tà tecnico normativa e la disponibilità di nor- pubblici (di cui al Decreto n. 203/03 e alla
esistenti tra questo gruppo e gli esperti di me che costituiscono il necessario riferimen- successiva circolare del Ministero dell’Am-
meccanica della frattura dei materiali poli- to per le imprese produttrici, gli utilizzatori e biente 4 agosto 2004 ) ma anche la conformi-
merici in tutto il mondo. In particolare, l’atti- le istituzioni. Da qui l’importanza dell’operato tà delle materie plastiche di riciclo ai requisi-
vità scientifica della European Structural In- di UNIPLAST e la necessità di supportate le ti previsti dalle UNI 10667 con riferimento alla
tegrity Society (ESIS), che nel suo gruppo attività tecnico normative svolte dall’Ente. parte specifica applicabile al materiale og-
TC4 Fracture of Polymers, Composites and L’UNIPLAST vede il coinvolgimento significa- getto di certificazione.
Adhesives raccoglie contributi scientifici e tivo delle imprese associate ad UNION- Oltre ad assumere il significato di regola tec-
organizza congressi sull’argomento, ha dato PLAST favorito dalla presenza in ambito as- nica le norme redatte in ambito UNIPLAST
origine a molti degli standards ISO oggi pub- sociativo di gruppi merceologici rappresen- costituiscono un importante supporto alle
blicati sulla frattura dei materiali plastici 6. tativi di particolari settori della trasformazio- imprese per quanto riguarda:
La valenza globale dei documenti pubblicati ne delle materie plastiche. • l’applicazione delle disposizioni tecniche e
da ISO ha determinato un legame molto Attraverso i gruppi le imprese vengono coin- legislative di interesse. Non di rado il tra-
stretto con il Comitato Europeo di standardiz- volte nelle attività normative dell’Uniplast e sformatore si trova infatti nella necessità
zazione CEN. sono raccolte le attese per lo sviluppo di di poter disporre di indicazioni e modalità
L’opportunità di avere standards equivalent nuovi progetti di norma ritenuti necessari per operative su come adempiere a quanto
in ISO e in CEN è particolarmente evidente promuovere la qualità, la sicurezza, il corret- previsto da una determinata normativa. In
per le norme tecniche di nomenclatura, me- to utilizzo dei prodotti di proprio interesse. questo contesto si colloca, ad esempio, la
todi di prova e specifiche di prodotti, come è Le norme redatte in ambito UNIPLAST non proposta presentata in ambito UNIPLAST
il caso dei documenti prodotti dall’ ISO TC61. solo costituiscono il riferimento qualitativo di redigere una linea guida per l’esecuzio-
Il Vienna Agreement è, quindi, in questo ca- per l’attività di ogni impresa ma assumo si- ne del challenge test previsto dal decreto
so, molto utile ed efficace. Non solo, la mag- gnificato e riferimento nel contesto applicati- 18 maggio 2010, n. 113 che ha introdotto la
gior parte degli standards pubblicati da ISO vo della legislazione comunitaria ed europea possibilità d’uso del PET di riciclo per la
TC61 è stata recepita dal CEN, ma un gran che interessa i manufatti plastici. produzione di bottiglie per acqua minerale;
numero dei nuovi standard in fase di sviluppo Sotto questo punto di vista, determinanti ed • la stesura di capitolati di fornitura. Si se-
vengono elaborati simultaneamente nei due importanti per il settore sono le attività norma- gnala a questo proposito la presentazione
Enti, con procedure di votazione parallela tive svolte nell’ambito della sottocommissione di una linea guida per la stesura di un ca-
codificate appunto nel Vienna Agreement. 25 dell’UNIPLAST che si occupa di recupero pitolato di fornitura di film poliolefinici;
di materie plastiche: tali attività hanno porta- • La codifica di procedure mirate a favorire
Leonardo Castellani to alla pubblicazione di 18 norme UNI (norme la corretta posa e utilizzo dei manufatti in
Polimeri Europa UNI 10667) che assumono il significato di re- plastica un funzione della destinazione
gole tecniche nel contesto applicativo della d’uso. L’attenzione posta dalla azienda ver-
Bibliografia legislazione afferente la gestione dei rifiuti. so questo campo normativo è crescente e
1
ISO TC61 “Plastics” – Business Plan; Le materie plastiche di riciclo conformi alle giustificato dall’importanza che assume
2
http://www.iso.org/iso/home.htm; norme UNI 10667 rispondono alla definizione una corretta posa e utilizzo del manufatto
3
Plastics- the Facts 2010 – Plastics Europe (www.pla- di sottoprodotti e come tali non sono assog- in materie plastiche per il mantenimento
sticseurope.org); gettabili alle disposizioni previste per la ge- delle sue caratteristiche qualitative e fun-
4
http://www.uniplast.info/pagine/index.asp; stione dei rifiuti. zionali.
5
L.Castellani, P.B.Keating, H. Mittnacht, P.Y. Roze, J.R. Il corposo numero di norme, ancora oggi in L’attività normativa promossa e sostenuta dai
Travis "Injection moulding of test specimens accor- fase di aggiornamento e ampliamento con ri- trasformatori in ambito UNIPLAST non può
ding to ISO/DIS 294: a CEN Round Robin Test on styre- ferimento alle provenienze alle destinazioni prescindere da un sostegno all’attività di
nic polymers" Polymer Testing 14, 97-110 (1995); d’uso, dimostra l’esistenza sul territorio na- certificazione che vede nell’IIP (Istituto Ita-
6
“Fracture mechanics testing methods for polymers, zionale di un importante settore produttivo ri- liano dei Plastici) l’istituto di riferimento.
adhesives and composites”, D.R. Moore, A. Pavan and guardante il riciclo delle materie plastiche e
J.G. Williams eds.; ESIS publication 28; Elsevier Scien- il loro utilizzo. Marino Lamperti
ce and ESIS, 2001. La valenza ambientale di questi materiali è UNIONPLAST

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Il panorama europeo in materia può essere contestato in nessun paese po fa sulla rivista “L’industria meccanica”,
di tubazioni membro della Comunità Europea. organo ufficiale della Federazione
Molto importante è stato all’inizio dei lavori A.N.I.M.A., che fa riflettere su tutta la situa-
Nel momento in cui si parla di direttive e l’interfaccia creatosi tra la Comunità Euro- zione presente e anche quella futura del set-
normative europee è necessario immediata- pea (CE) e l’Ente di Normazione Europeo tore delle tubazioni ma anche di altri settori
mente cercare di capire il diverso significato (CEN) infatti la Comunità Europea ha affidato del mondo industriale. Nell' articolo veniva
che intercorre tra direttive (che vengono al CEN, tramite i mandati relativi alle diretti- spiegato come le aziende abbiano investito
emesse dalla Comunità Europea) e norme ve o regolamenti, il compito di elaborare le molte risorse per rispettare le regole impo-
(che vengono emesse dagli stati membri norme di prodotto armonizzate (hEN) e i me- ste dalle direttive europee in un processo
della Comunità Europea): todi di prova. lento ma inesorabile di abrogazioni di norme
L’Unione Europea ha concepito strumenti Le suddette norme armonizzate (hEN) avran- nazionali contrastanti per fare spazio ai re-
dossier

originali ed innovativi per eliminare gli osta- no una notevole importanza poiché non ga- quisiti essenziali stabiliti dalle direttive del
coli alla libera circolazione delle merci: le di- rantiranno l’alta qualità del prodotto ma ga- nuovo approccio.
rettive. Tra essi un posto d’onore va riserva- rantiranno solamente il superamento dei re- Inoltre negli ultimi vent’anni il mondo indu-
to al nuovo approccio alla regolamentazione quisiti minimi essenziali e grazie al soddisfa- striale, attraverso la partecipazione diretta o
dei prodotti e all’approccio globale, alla va- cimento di questi requisiti il prodotto può es- per il tramite delle Associazioni di categoria
Materie plastiche e norme tecniche

lutazione, alla conformità; il tratto distintivo ser immesso sul mercato con la marcatura “si è impegnato per sostenere questo cam-
di questi tipi di strumenti è il fatto che viene “CE”. biamento, nella speranza che effettivamente
ridotto all’essenziale l’intervento pubblico e In proposito, si pongono in evidenza i rischi le cose migliorassero e, soprattutto, le
lasciata inoltre all’industria la più ampia della attuale situazione. aziende meno serie, non avvezze a rispetta-
scelta possibile delle modalità per soddisfa- Un importante rischio si può sintetizzare re le regole, venissero finalmente eliminate.
re gli obblighi pubblici che le incombono. traendo spunto da un articolo apparso tem- Purtroppo le cose non sono andate esatta-
I principi di questa strategia sono:
1. L'armonizzazione legislativa si limita ai
requisiti essenziali che i prodotti immessi
nel mercato nella Comunità devono ri-
spettare per poter circolare liberamente
all'interno della Comunità stessa;
2. Le specifiche tecniche dei prodotti, che
rispondono ai requisiti essenziali fissati
nelle direttive, vengono definite in norme
armonizzate;
3. L'applicazione di norme armonizzate o di
altro genere rimane volontaria e il fabbri-
cante può sempre applicare altre specifi-
che tecniche per soddisfare i requisiti
previsti;
4. I prodotti fabbricati nel rispetto delle nor-
me armonizzate sono ritenuti conformi ai
corrispondenti requisiti essenziali.
Le norme, quindi, sono specifiche tecniche
per definire le caratteristiche (dimensionali,
prestazionali, ambientali, di sicurezza, di or-
ganizzazione ecc.) di un prodotto, processo
o servizio, secondo lo stato dell'arte e sono
il risultato del lavoro di decine di migliaia di
esperti in Italia, in Europa e nel mondo.
Un’importante differenza tra direttive e nor-
me è il fatto che le prime possono prevedere
dei controlli (per esempio su prodotti, pro-
cesso, sistema ecc) da parte di organismi
notificati al contrario dei controlli standard
effettuati dagli enti di certificazione; la diffe-
renza è molto importante perché, nel caso di
enti di certificazione, la loro validità è limita-
ta al territorio nazionale e ogni paese avrà il
proprio ente di certificazione che potrà ri-
chiedere anche differenti prove e caratteri-
stiche per ammettere un prodotto a compe-
tere sul mercato nazionale, mentre l’ente
notificato ha validità generale quindi ciò che
viene deciso da parte di questo ente non

34 U&C n.8 ottobre 2011


mente come speravamo.” stemi di tubazioni e canalizzazioni in plasti- In questo caso le norme di prodotto citate in
Infatti “in Europa le leggi vengono solamen- ca ed ha sviluppato negli ultimi anni alcuni precedenza hanno codificato una serie defi-
te scritte, non vi sono autorità in grado di standard di installazione (per esempio: nita di classi di applicazione (a seconda del-
farle rispettare. La responsabilità dell’appli- ENV12108 per installazioni di acqua calda e le temperature di esercizio e della relativa
cazione delle direttive spetta a ogni Stato fredda all’interno degli edifici ed ENV1046 durata) ed una serie di pressioni di progetto,
membro ed ecco quindi che si ricade nel per installazioni di tubazioni all’esterno de- già inserendo nella norma stessa tutti gli
caos: quelli più fortunati possono contare su gli edifici), nonché numerosi standard di strumenti, per poter dimensionare corretta-
autorità nazionali ben organizzate, ma quelli prodotto per le applicazioni di pertinenza. mente la tubazione.
più sfortunati devono fare i conti con realtà Fra i principali, quelli per adduzione gas ed Lo sviluppo di soluzioni sempre più innovati-
ben diverse”. acqua per condotte in polietilene (EN1555 ve e con tecnologia multistrato, ha reso ne-
“In questa situazione viene spontaneo do- ed EN12201), per adduzione acqua calda e cessaria però una deviazione da tale ap-

dossier
mandarsi che fine fanno le regole per un fredda negli edifici (in polipropilene - EN proccio. Questi tipi di tubazione non hanno
mercato migliore, o meglio, che fine fa l’U- ISO 15874, in polibutene - EN ISO 15876, in quasi mai sezioni con struttura dei diversi
nione Europea se queste regole non sono polietilene reticolato - EN ISO 15875, in strati predefinita, quindi le norme di perti-
uguali per tutti”. PVC-C - EN ISO 15877, in PERT - EN ISO nenza sono diventate norme unicamente
Questo perché bisogna ricordarsi che i Pae- 22391, in multistrato - EN ISO 21003 e molte prestazionali dove è lasciato libero campo

Materie plastiche e norme tecniche


si più organizzati, quelli con l’ufficio prepo- altre). per quanto riguarda la progettazione della
sto, le regole le fanno rispettare, aggiungen- Per gli scarichi, si ricordano la EN1401 per i tubazione.
do però dei piccoli “paletti” per salvaguar- sistemi in PVC, la EN13476 per i tubi a parete Un esempio di tale approccio è dato dalla
dare il mercato nazionale senza considerare strutturata, la EN1852 per i sistemi in poli- EN ISO 21003 per sistemi di tubazioni multi-
i principi del libero mercato. propilene non caricato e numerose altre. strato per trasporto di acqua calda e fredda
A questo punto, dopo avere speso tempo e La maggior parte delle norme di prodotto all’interno degli edifici e dalla ISO 21004 per
risorse per diffondere i concetti legati alle contiene tutte le specifiche per dimensiona- il trasporto da acqua fredda all’esterno degli
nuove direttive europee, le Associazioni di re un sistema di tubi aventi le prestazioni ri- edifici. Le norme non danno alcuna indica-
categoria devono fare in modo che le Auto- chieste dall’applicazione, in relazione alle zione di tipo dimensionale (diametri e spes-
rità prendano atto della situazione e delle caratteristiche della materia prima selezio- sori adottabili) e per quanto riguarda i mate-
segnalazioni che ricevono e comincino se- nata. In proposito, va precisato che per i tubi riali lasciano le porte aperte a diversi tipi di
riamente a pensare ad adottare un sistema costruiti con una materia prima già adegua- materiali impiegabili. Queste norme classifi-
di controllo nel rispetto di chi alle regole ha tamente caratterizzata e classificata in base cano due tipologie di tubazioni multistrato, e
effettivamente creduto. a curve di regressione, mediante un sempli- cioè totalmente plastiche o metallo-plasti-
E non solo quanto detto suscita grande ce esercizio di calcolo risulta facile ottenere che con uno strato di alluminio all’interno
preoccupazione, in quei settori manifatturie- il corretto dimensionamento del tubo in fun- dello spessore di parete. In questo caso è
ri dove l’Italia ha prodotti di eccellenza: il fu- zione delle condizioni di esercizio che si vo- lasciato l’oneroso compito di caratterizzare
turo Regolamento (quindi di applicazione im- gliono ottenere. il tubo, non al produttore della materia pri-
mediata una volta approvato!!!) sui prodotti E’ tanto più semplice per i tubi operanti a ma, bensì al produttore del tubo stesso, me-
a contatto con l’acqua per consumo umano temperatura ambiente (per esempio quelli diante curve di regressione reali sul manu-
si baserà sui lavori di quattro Stati Membri di sistemi in HDPE per trasporto acqua – fatto. Unica eccezione avviene per tubi mul-
(4MS) - Francia, Germania, Olanda e Gran EN12201) dove il PN (pressione nominale) è tistrato plastici costruiti con polimeri già tutti
Bretagna - che elaboreranno le liste positive dato da: caratterizzati da curva di regressione e rela-
dei prodotti consentiti. tivo MRS; in questo caso infatti, la prestazio-
Questi 4MS basano i loro studi sui risultati PN = (20 x MRS)/[ C x (SDR-1) ] ne del tubo viene ottenuta mediante somma-
dei loro laboratori nazionali riconosciuti dai toria pesata sugli spessori dei contributi dei
loro ministeri preposti. dove vari materiali (vedasi ISO17456).
E l’Italia perché non c’è? MRS = Minimum Required Strength (valore Tutte le norme di prodotto definiscono i
Non c’è perché non abbiamo nessun labora- caratteristico delle material prima ottenuto parametri ed i metodi di prova per effettuare
torio nazionale riconosciuto a livello ministe- dalla curva di regressione) le verifiche qualitative del prodotto finito,
riale (Ministero della Salute o Ministero del- C = fattore di sicurezza (codificato per le va- della materia prima e del sistema nella sua
lo Sviluppo Economico o, in seconda battu- rie applicazioni – es: per acqua fredda = 1,25) interezza.
ta, Istituto Superiore della Sanità); non lo ab- SDR = Standard Dimensional Ratio (Rapporto L’insieme dei requisiti e dei metodi di prova
biamo, ma soprattutto c’è da chiedersi se, dimensionale tra diametro e spessori nomi- offre una solida base per una corretta ed
realmente, esiste la volontà di averlo a livel- nali del tubo). univoca valutazione del prodotto da parte
lo istituzionale. Per tubi che trasportano acqua calda, inve- degli enti di certificazione di qualunque sta-
ce, si deve applicare un particolare metodo to membro, dando la possibilità di semplifi-
Walter Moretti di calcolo, detto “regola del minatore” per care moltissimo la caratterizzazione dei beni
FIP modellare correttamente le possibili combi- da certificare.
nazioni di temperatura/tempo caratteristici Purtroppo, questo obiettivo, assolutamente
delle condizioni operative per ogni tipo di condivisibile e strategico è in questo momen-
Un focus nel settore delle applicazione (per esempio: acqua calda sa- to parzialmente disatteso. Ci sono ancora
tubazioni in materiale plastico nitaria per una permanenza a 50 anni a 60°C; paesi che, giocando sui cavilli delle definizio-
oppure acqua calda per riscaldamento ad ni, evitano di ritirare norme nazionali sovrap-
Il TC155 con cui si interfaccia la sottocom- alternanza delle temperature coerentemen- ponibili a norme EN pubblicate o che, tramite
missione SC8 di UNIPLAST si occupa di si- te con i cicli stagionali). l’adozione di linee guida emesse da enti na-

U&C n.8 ottobre 2011 35


zionali privati, riconoscono marchi di prodot- fornisce interessanti spunti per il progettista una fase specifica sui controlli dei materiali
to nazionali non basati su norme Europee. che vuole inquadrare la propria attività in utilizzati durante la fabbricazione e sulla
Anche gli enti di certificazione, per i quali il una prospettiva più ampia. Anche in questo ispezione delle saldature svolte. Durante
“testing” significa “business” spesso non caso possiamo enumerare norme che tratta- questa fase divengono aspetti critici il saper
collaborano nel riconoscere i risultati di test no di prodotti, di sistema e di formazione del individuare e riconoscere i criteri di accetta-
accreditati ed ispezioni fatti da altri enti di personale, nel proseguo ne analizzeremo, bilità delle saldature e per fare ciò, il proget-
certificazione, attribuendo questa impossibili- senza entrare nel dettaglio, alcune e vedre- tista dovrebbe aver interpretato i contenuti
tà alla necessità di effettuare il “sampling” in mo come esse sono in grado di stimolare della norma UNI 11024 precedentemente
prima persona e di non poterlo delegare. l’attività di ricerca tecnica e scientifica. analizzata.
Purtroppo, gli "individualismi" nazionali, so- La norma UNI 9736 enumera le caratteristi- È da sottolineare, a questo punto, che le nor-
no ancora presenti in Europa ed abbastanza che tecniche di un particolare prodotto, det- me tecniche hanno una doppia identità. Da
dossier

forti. L’Europa normativa dovrebbe veramen- to raccordo di transizione, che permette il un lato esse rappresentano lo stato dell’arte,
te iniziare ad operare come un corpo con passaggio da un materiale ad un altro (dal mentre dall’altro sono il punto di partenza da
una sola testa; superare queste onerose so- metallo al polietilene, per esempio). In essa cui sviluppare, con esperimenti e prove, nuo-
vrapposizioni nazionali e dare così una ri- sono elencati i materiali con cui detto pro- vi prodotti e campi d’applicazione, esse de-
sposta forte al business ottimizzando e ridu- dotto deve essere realizzato ed è ricca di ri- scrivono, in poche parole, i requisiti minimi di
Materie plastiche e norme tecniche

cendo ulteriormente i costi della circolazio- ferimenti normativi dedicati a ciascun mate- progetto. Per questo motivo sono, innegabil-
ne delle merci all’interno della Comunità Eu- riale coinvolto, oltre al polietilene, il rame, mente, un trampolino di lancio, uno strumen-
ropea. Non è un obiettivo semplice ma lo si l’acciaio, la ghisa, ecc. Per le applicazioni in to scientifico che, se utilizzato correttamen-
può raggiungere …. gas, stabilisce alcune prove aggiuntive che te, permetterà lo sviluppo tecnologico del
In che modo? Con un Marchio di Qualità Eu- hanno lo scopo di aumentare il livello di si- settore.
ropeo, la vera unica testa che si muove con curezza del prodotto (prova di resistenza S’inquadra in questa definizione la specifica
lunghe braccia su tutto il territorio, magari elettrica del rivestimento). Il progettista tro- tecnica sperimentale UNI/TS 11344 relativa
proprio sfruttando i numerosi istituti di certi- verà in questa norma lo stimolo per la ricer- alle tubazioni di poliolefine multistrato per
ficazione esistenti. ca dei giusti prodotti in funzione del tipo di gas combustibili.
impianto con cui si trova ad operare. Sarà In ultimo per ciò che attiene al mondo del
M. Roberta Brusi necessario, ad esempio stabilire la pressione gas, citeremo la norma UNI 9737 relativa alla
Nupi Geco d’esercizio dell’impianto per individuare la formazione e qualificazione dei saldatori di
giusta tipologia di tubo d’acciaio e di polieti- tubazioni in polietilene. A differenza della
lene per il relativo lato della transizione, ecc.. norma europea la nostra fornisce, oltre le
Le norme per la progettazione La norma UNI 11024, che è una linea guida, è modalità di qualifica del personale, un elen-
degli impianti del gas e un vero caposaldo della qualità della costru- co di requisiti che i centri di formazione de-
dell’acqua zione saldata, in essa il progettista, ma an- vono avere allo scopo di garantire una certa
che l’impresa di costruzione, può trovare uniformità di contenuti nei corsi. Questa uni-
L'Italia è forse uno dei paesi d'Europa che molti spunti e suggerimenti idonei a ridurre i formità è un elemento molto importante, non
ha il maggior numero di norme tecniche (e rischi di una progettazione che non tenga presente nella norma europea che ha l’in-
non di specifiche private) emesse da un En- conto, come a volte avviene, dell’attività di grato compito di non dover entrare nello
te di Normazione riconosciuto secondo la cantiere. La persona esperta di qualità vedrà specifico perché la sua applicabilità deve te-
Direttiva 98/34/CE del Parlamento Europeo e nella UNI 11024 un importante aiuto per la nere conto delle differenti realtà formative
del Consiglio del 22 giugno 1998 che preve- definizione dei requisiti minimi di una salda- presenti nei diversi paesi dell’Unione Euro-
de una procedura di informazione nel setto- tura e dell’intero sistema che deve assistere pea. La norma italiana, invece, fornisce ai
re delle norme e delle regolamentazioni tec- il fabbricante per tenere sotto controllo il centri di formazione un programma minimo,
niche, che sostengono ed aiutano il lavoro processo speciale. La norma mette in evi- completo di indicazione oraria per le diffe-
dei progettisti e delle imprese di installazio- denza il complesso delle operazioni di salda- renti attività di formazione teorica e pratica.
ne nell'ambito degli impianti per il gas e di tura che il progettista deve prevedere nel Da quanto fin’ora esposto ci pare chiaro che
quelli idrici. suo progetto e può essere utilizzata anche l’universo delle tubazioni in polietilene ha,
Il motivo di tale impiego è da ricercarsi an- nella fase di redazione di un capitolato d’ap- nella galassia italiana del gas, una serie di
che nel lavoro instancabile svolto da UNI- palto per la valutazione di un fornitore che si stelle che brillano come un riferimento pola-
PLAST che ha sempre garantito le necessa- accinge a compiere un’attività, la saldatura, re per chi opera in questo mercato.
rie competenze tecniche per le differenti ap- che, per definizione, è un procedimento spe- Nondimeno interessante è il panorama rela-
plicazioni a cui le tubazioni sono destinate. ciale e quindi non valutabile tout-court. tivo alle tubazioni in polietilene che convo-
Inoltre e non di rado l’apporto dell'Ente ita- Di rilevante importanza la norma UNI 10761. gliano acqua in pressione. Anche in questo
liano è stato rilevante per l’emissione delle Essa descrive le competenze tecniche che il caso le norme europee seguono lo schema
norme europee da parte del CEN. personale, preposto all’attività di coordina- già visto per il mondo del gas, abbiamo nor-
Le norme europee che sono relative al mon- mento della saldatura in cantiere, deve avere me di prodotto, di sistema e di formazione
do del gas e che interagiscono con il polieti- per poter assolvere con successo ai propri del personale [EN 12201-1; EN 12201-2; EN
lene sono quelle relative ai prodotti, al siste- compiti. Questa norma fornisce, tra l’altro, in- 12201-3; EN 12201-4; EN 12201-5; EN 12201-7;
ma ed alla formazione del personale [EN dicazioni sui metodi di formazione e di atte- EN 805; EN 806; EN 13067].
1555-1; EN 1555-2; EN 1555-3; EN 1555-4; EN stazione del livello di qualità raggiunto da Ricorderemo che quasi tutte le norme UNI
1555-5; EN 1555-7; EN 12007-2 e EN 13067]. detto personale. L’attività di formazione del viste fino a questo punto hanno una doppia,
Tuttavia, nel nostro Paese, che ha recepito personale destinato al coordinamento della e in alcuni casi anche più, applicabilità. Le
dette norme, l’attività normativa prosegue e saldatura può prevedere, tra le altre cose, norme UNI 9736, UNI 9737, UNI 10761 e UNI

36 U&C n.8 ottobre 2011


11024 possono essere utilizzate dai progetti- toposti all'azione combinata di calore (≥ Le emissioni dei composti organici volatili e
sti e dalle imprese anche in ambito acque- 120°C) e alta pressione specifica (≥ 7 MPa) di formaldeide degli HPL sono ridotte e vici-
dottistico, in più e a differenza del mondo del in speciali presse multivano. La policonden- ne alla soglia di rilevabilità degli strumenti di
gas ove le norme di costruzione sono di sazione delle resine termoindurenti crea un controllo.
competenza del CIG (Comitato Italiano Gas), materiale omogeneo e non poroso ad alto Non ci sono migrazioni, pertanto gli HPL so-
abbiamo una norma, la UNI 11149, che tratta peso specifico (≥ 1,35 g/cm3). no approvati per il contatto con i generi ali-
degli aspetti costruttivi e di collaudo delle In generale, più del 60% degli HPL è costitui- mentari.
tubazioni utilizzate per il trasporto dell’acqua to da carta o fibre cellulosiche e il restante Poiché le superfici decorative sono resi-
potabile, o in pressione in genere. Oltre a 30-40% da resine sintetiche termoindurenti stenti a tutti i comuni solventi e prodotti chi-
fornire chiarimenti su molti aspetti relativi polimerizzate: resine a base fenolica per gli mici domestici e sono disinfettabili con ac-
alla posa in opera essa si sofferma su un strati interni del pannello e resine amino pla- qua calda, vapore e i comuni prodotti igie-

dossier
punto assai critico per le tubazioni in polieti- stiche o acriliche per la superficie decorati- nizzanti, gli HPL non necessitano di alcuna
lene, il collaudo. Così come già la norma eu- va. ulteriore protezione superficiale e sono ap-
ropea EN 805, la norma italiana evidenzia il Durante il processo di polimerizzazione, le plicati ove la pulizia e l'igiene sono impor-
comportamento visco-elastico della materia resine fluidificano e reagiscono in modo ir- tanti.
prima e punta il dito sulla pericolosità della reversibile formando legami chimici tridi- I laminati HPL si incendiano difficilmente e

Materie plastiche e norme tecniche


normale procedura di collaudo, descritta nel mensionali così che gli iniziali e distinti strati hanno proprietà che ritardano la propaga-
D.M. 12.12.85 Norme tecniche relative alle di cellulosa diventano un tutt’uno, con otte- zione delle fiamme, prolungando in tal modo
tubazioni e che prevede una pressione di nimento di un materiale stabile, inerte e non il tempo di evacuazione e per i fumi sono in
collaudo pari a 1,5 la pressione d’esercizio, reattivo, aventi eccellenti caratteristiche fi- grado di fornire le migliori prestazioni tra i
che può portare allo snervamento dei tubi sico-meccaniche, chimiche ed estetiche. materiali da rivestimento organici. Ove si ri-
prima del loro effettivo utilizzo. Nella norma Gli HPL vengono forniti sotto forma di pan- chieda una resistenza al fuoco particolare, il
UNI 11149 è descritta una prova di collaudo nelli di varia grandezza, spessore e finitura laminato HPL può essere trattato con additi-
che non compromette le caratteristiche superficiale. vi privi di alogeni per renderlo difficilmente
meccaniche della tubazione e quindi la du- I laminati HPL sono classificati come mate- infiammabile.
rata dell’impianto. Anche in questo caso l’u- riale non pericoloso, quindi non richiedono Avendo un elevato potere calorifico (da 18 a
tilizzatore può utilizzare la norma come pun- una particolare etichettatura o identificazio- 20 MJ/kg), gli HPL sono ideali per il recupero
to di partenza ed investigare sulle qualità ne né in fase di stoccaggio né in fase di tra- energetico negli appositi impianti autorizzati.
meccaniche e fisiche del prodotto allo sco- sporto. Gli scarti degli HPL costituiscono rifiuto non
po di divenire un esperto del settore e con-
tribuire allo sviluppo scientifico-tecnologico
del mercato.
In ultimo vorrei sottolineare come l’attività di
UNIPLAST si giovi dei positivi contatti che
ha con altre commissioni tecniche dell’UNI,
in particolare non possiamo dimenticare le
“liasons” con il già citato Comitato Italiano
del Gas, CIG, e con la Sottocommissione Mi-
sta della Saldatura, che fa capo all’Istituto
Italiano della Saldatura (I.I.S.). In entrambi i
casi i gruppi di lavoro portano avanti attività
tecniche che produrranno, in ultima analisi,
delle nuove norme per il mercato che po-
tranno stimolare la curiosità degli utilizzatori
permettendo lo sviluppo tecnico e scientifi-
co dei prodotti e degli impianti.

Pierpaolo Frassine
Plasson Italia

I laminati decorativi ad alta


pressione

I laminati decorativi ad alta pressione (HPL)


sono pannelli con spessori da 0,5 a 30 mm
ampiamente utilizzati da quasi cento anni
per la realizzazione di mobili, arredi esterni e
interni, rivestimenti di pareti e pavimenti in
edilizia, trasporti ferroviari, navali e su stra-
da. Sono costituiti da strati di fibra di cellulo-
sa, impregnati in resine termoindurenti, sot-

U&C n.8 ottobre 2011 37


EN 438 parti
1 2 3 4 5 6 7 8 9
Guida e informazioni generali ●
Metodi di prova ●
Costruzioni-edilizia (interno) ● ● ● ●
Costruzioni-edilizia (esterno) ●
Transporti ● ● ● ●
Mobili ● ● ● ●
Rivestimento di pavimenti ●
Marcatura CE per costruzioni-edilizia (interno e esterno) ●
dossier

Classificazione XYZ
lettere XY significato EN 438 parte
H Horizontal grade – HPL per applicazioni orizzontali 3
C Compact laminate – HPL con spessori ≥ 2 mm 4, 8, 9
Materie plastiche e norme tecniche

T Thin laminate < 2mm – HPL con spessori < 2 mm 8, 9


V Vertical grade – HPL per applicazioni verticali 3
E Exterior grade – HPL per applicazioni all’esterno 6
AC (da AC1 a AC6) Abrasion Class for flooring grade – HPL resistente all’abrasione per rivestimenti di pavimenti
in accordo con EN 13329 5
A Pearlescent laminate – HPL con superficie perlescente 8
M Metal laminate – HPL con superficie metallica 8
W Wood veneer laminate – HPL con superficie legno 8
B Coloured core laminate – HPL con strati interni colorati 9
R Metal reinforced core laminate – HPL con strati interni rinforzati con fogli di metallo 9
lettera Z significato EN 438 parte
G General purpose or moderate use – Laminati per impieghi generali o moderati 3, 4, 6
D Heavy duty or severe use – Laminati per impieghi intensi e severi 3, 4, 6
S Standard grade – HPL per applicazioni comuni 3, 4, 6, 8, 9
P Postforming grade – HPL formabile a caldo 3, 8
F Flame-retardant grade – HPL difficilmente infiammabile 3, 4, 6, 8, 9

pericoloso e sono smaltiti secondo quanto tecnologie di produzione, l’ampliamento della minato. A differenza di altre Commissioni eu-
previsto dalla normativa vigente in materia. gamma di prodotti, le nuove esigenze di mar- ropee, il WG4 decise anche di mantenere
keting e l’innovazione del design hanno fatto nella EN 438 una parte 7 la norma armoniz-
La norma europea EN 438 maturare la necessità di una revisione, non zata europea contenente l’Appendice ZA in
Gli HPL sono disciplinati dalla norma euro- solo per quanto stabilito nelle specifiche e conformità al mandato della Commissione
pea EN 438 e dalla norma internazionale ISO descritto nei metodi di prova, ma soprattutto Europea sotto la Direttiva Prodotti da Co-
4586. nell’impostazione della struttura complessiva. struzione (89/106/CEE). L’appendice ZA de-
La revisione 2004 della ISO 4586 non è più Nel 2005 fu pubblicata la prima revisione con scrive i requisiti essenziali di stabilità mec-
stata sostanzialmente aggiornata, anche a una veste sostanzialmente diversa. Fu una canica, resistenza al fuoco, igiene, salute e
causa di non secondari problemi organizza- scelta molto importante, quella attuata dalla protezione ambiente, sicurezza nell’impiego,
tivi e logistici dell’ISO TC 61 SC 11 WG 2, e ri- commissione CEN TC 249 WG4, di non creare protezione contro il rumore, risparmio ener-
calca l’impostazione originaria simile alla tante norme diverse quante potevano essere getico e isolamento termico che devono es-
prima EN 438. le diverse tipologie ma di realizzare un unico sere soddisfatti per ottenere la marcatura
La prima edizione della EN 438 fu pubblicata corpo di norma con la stessa esistente nume- CE, indispensabile per poter mettere in com-
nel 1991 e consisteva di due parti: la prima razione principale e composta da diverse mercio all’interno della Comunità Europea i
contenente lo scopo, i campi di applicazione parti ciascuna dedicata ad uno specifico tipo laminati HPL utilizzati nel settore costruzioni.
e le specifiche; la seconda dedicata ai me- di laminato. Questa scelta oggi è ampiamente Nel 2008 e nel 2010 vennero pubblicate due
todi di prova. premiante in quanto la nuova struttura ha il nuove parti relative nuove tipologie di lami-
Nella parte 1 erano elencati i requisiti minimi vantaggio di essere facilmente riconoscibile nati.
per gli HPL a partire da uno spessore di 0,5 e rintracciabile e di consentire l’introduzione Per distinguere le differenti tipologie di lami-
mm. Non venivano date descrizioni o distin- di ulteriori parti seguendo l’evolversi del mer- nati HPL è stato adottato un sistema di clas-
zioni sostanziali per le applicazioni da inter- cato e lo sviluppo tecnico e tecnologico, sen- sificazione a tre lettere XYZ. Nelle tabelle
no o esterno, né altre tipologie prestazionali za dover modificare l’intera norma. “EN 438 parti” e “Classificazione XYZ” sono
o produttive oltre a quelle basilari di orizzon- Nell’edizione 2005 della EN 438, la parte 1 di- riportate le lettere, il loro significato e le par-
tali, verticali, usi generici, di alto spessore, ventò una guida informativa, fu riscritta la ti della EN 438 coinvolte.
per forti sollecitazioni, postformabili e resi- parte 2 relativa ai metodi di prova portando i Dal 2010 la Commissione CEN TC 249 WG4 è
stenti al fuoco. test da 24 a 30, furono elaborate singole parti al lavoro per una nuova revisione che pro-
Nel corso degli anni il miglioramento delle dalla 3 alla 6 dedicate ai differenti tipi di la- babilmente verrà pubblicata nel 2013.

38 U&C n.8 ottobre 2011


I principali elementi di novità della revisione galleggiabilità, per poter recuperare casset- sione per i sacchetti in materiali biodegra-
in corso sono le correzioni editoriali del te- te cadute accidentalmente in mare; accata- dabili resi obbligatori da una recente norma
sto con l’aggiornamento dei riferimenti nor- stabilità; resistenza agli urti ed alle cadute. di legge.
mativi, l’adeguamento di requisiti e tolleran- Da allora, le cassette che rispondono alla
ze per le specifiche di alcune tipologie di UNI 6427 sono prodotte in HDPE con la tec- Cassette di materia plastica destinate al
HPL e le modifiche di alcuni metodi di prova. nologia dello stampaggio a iniezione. contenimento di bottiglie - UNI 8185
Da evidenziare è il miglioramento del meto- Questa norma è stata richiesta dalle aziende
do di calibrazione dell’apparecchiatura per Sacchi di LDPE per la raccolta di rifiuti soli- imbottigliatrici di acque minerali, bibite e vini
la determinazione della resistenza al graffio. di urbani - UNI 7315 per costituire un' alternativa alle cassette in
Si sta sviluppando anche un nuovo metodo Questa norma fu richiesta all'inizio degli an- legno ed alle cassette prodotte con filo me-
per la determinazione della resistenza su- ni '70 da parte dei Comuni che desideravano tallico. Si tratta di una norma che garantisce

dossier
perficiale allo sfregamento basato sul Test aver un capitolato tecnico di semplice appli- le prestazioni meccaniche con prove di ca-
Martindale, in parallelo a quanto stanno ela- cazione per valutare la resistenza e l'imper- duta e di compressione. Grazie a questa
borando le commissioni CEN TC 134 WG9 meabilità dei sacchi. Questa fu la prima nor- norma queste cassette si diffusero rapida-
“Rivestimenti di laminato per pavimenti” e ma che ammise l'uso di PE riciclato anche mente ma oggi l'impiego si è molto ridotto a
CEN TC 207 “Mobili”. perché definisce le prestazioni del sacco fi- causa della diffusione delle bottiglie di PET

Materie plastiche e norme tecniche


La parte 7 dovrà essere riesaminata in con- nito e lo spessore può essere adeguato in per acque minerali e bibite e delle bottiglie
siderazione dell’entrata in vigore dal 24 apri- relazione alle prestazioni richieste e alle ca- di vetro monouso per i vini.
le 2011 del “Regolamento Prodotti da Co- ratteristiche del materiale plastico.
struzione” 305/2011 che ha sostituito la “Di- Imballaggi parallelepipedi monouso di EPS
rettiva Prodotti da Costruzione” Sacchi di LDPE per imballaggi industriali - per prodotti ortofrutticoli - UNI 9918
(89/106/EEC). Sicuramente la problematica UNI 7642 Negli anni '90 si diffuse l'impiego dell'EPS in
della sostenibilità, della compatibilità am- Da molti anni, questi sacchi costituiscono diversi settori dell'imballaggio. Le ottime ca-
bientale, delle sostanze pericolose e dei un' alternativa interessante per la garanzia ratteristiche di leggerezza, coibenza e stabili-
Composti Organici Volatili così come solleci- di impermeabilità all'acqua e la norma che tà dimensionale delle cassette realizzate con
tato dalla Commissione europea e dalla Se- definisce le prestazioni fisico-meccaniche questo polimero espanso sono apprezzate
greteria Centrale del CEN, avranno un peso dei sacchi è ancora oggi un riferimento es- per il trasporto dei prodotti ortofrutticoli. La
relativamente importante nei futuri sviluppi senziale. stesura della norma ha contribuito a ottimiz-
di questa parte della EN 438. zare le prestazioni e ad aumentare l'apprez-
Recipienti di HDPE per trasporto e distribu- zamento dell'impiego di questo imballaggio.
Gianmichele Ferrero zione di petrolio per riscaldamento - UNI
Arpa Industriale 7643 Le norme relative al recupero
Negli anni '70 il petrolio da riscaldamento delle materie plastiche post-
(cherosene per uso domestico) poteva esse- consumo
Le materie plastiche re trasportato soltanto con taniche metalli- Il 5 febbraio1998 venne pubblicato il Decreto
nell'imballaggio e nel riciclo che. La ragione del divieto era legata al fatto Ministeriale "Individuazione dei rifiuti non
che il polimero HDPE è un materiale combu- pericolosi sottoposti alle procedure semplifi-
L'esigenza di avere norme tecniche che ga- stibile. Poi fu eseguita una sperimentazione cate ai sensi degli articoli 31 e 32 del Decre-
rantissero determinate prestazioni in funzio- da parte dei Vigili del Fuoco per confrontare to Legislativo 5 febbraio 1997 n°22". Questo
ne dell'impiego fu molto sentita da fabbri- le prestazioni dei fusti metallici con quelli di Decreto è stato poi aggiornato con il Decre-
canti e utenti fin dalle prime applicazioni HDPE in caso di incendio. L'esito della speri- to Ministeriale n°186 del 5 aprile 2006.
della plastica per manufatti monouso e plu- mentazione fu positivo poiché i fusti pieni di In questi Decreti per quanto concerne i "ri-
rimpiego. Questa esigenza nasceva da ri- gasolio in HDPE immersi in una zona incen- fiuti di plastiche" si stabilisce che l'attività di
chieste precise del mercato che aveva biso- diata si dilatavano fino a rompersi per effetto recupero per la produzione di materie prime
gno di metodi e controlli sicuri in funzione del calore e quindi bruciavano assieme al secondarie per l'industria delle materie pla-
delle prestazioni dei manufatti. cherosene. Al contrario, i fusti metallici sotto- stiche deve effettuare trattamenti per l'otte-
Per quanto si riferisce agli imballaggi può posti alle fiamme non si dilatavano ma esplo- nimento di materiali plastici conformi alle
esser interessante riferire alcuni esempi di devano provocando proiezioni di cherosene specifiche UNIPLAST-UNI 10667.
redazione di norme studiate in ambito UNI- incendiato. In seguito a questa sperimenta- Pertanto i lavori svolti dalla specifica sotto-
PLAST, richieste espressamente in funzione zione i fusti di HDPE furono omologati per il commissione UNIPLAST hanno avuto come
dell'impiego finale di tali imballaggi. trasporto e lo stoccaggio di cherosene pur- obiettivo la stesura di norme che regolamen-
ché rispondessero ai requisiti della UNI 7643 tano il recupero dei diversi tipi di plastiche
Cassette di materia plastica per il trasporto che include una serie di controlli di resisten- "post-consumo". Attualmente le norme pub-
di pesce fresco - UNI 6427 za meccanica e tenuta della chiusura a vite. blicate sono 18; le prime sono state redatte
Negli anni '60 le cooperative di pesca che nel 1998, le ultime nel 2011. Alcuni esempi:
operavano principalmente nell'Adriatico Sacchetti a bretelle di LDPE per il trasporto • UNI 10667-1 E' la Norma "ombrello" che
avevano interesse ad avere cassette plurim- dei generi distribuiti al dettaglio - UNI8055 definisce le caratteristiche minime e co-
piego per conferire il pescato ai mercati al- La norma relativa ai sacchetti largamente muni a tutta la serie di Norme relative alla
l'ingrosso. Si trattava di produrre casse che usati nei negozi e nei supermercati nacque qualità del prodotto recuperato;
avessero caratteristiche molto precise, fra negli anni '80 su richiesta della Standa. E' • UNI 10667-2 e -11 LDPE proveniente da re-
cui: costanza di peso per garantire una tara stata poi via via aggiornata e attualmente ed sidui industriali e/o materiali da pre e/o
sicura; facilità di lavaggio; indeformabilità; oggi è in corso la stesura di una nuova ver- post-consumo (2) - proveniente da foglie e

U&C n.8 ottobre 2011 39


film per agricoltura (11) destinati a impie-
ghi diversi;
• UNI 10667-3 PP proveniente dal riciclo di
residui industriali e/o materiali da pre e/o
post-consumo destinato ad impieghi di-
versi;
• UNI 10667 -4 e -5 e -6 PVC rigido prove-
niente da contenitori per liquidi (4) - pla-
stificato proveniente dal riciclo di residui
industriali e/o materiali da pre e/o post-
consumo (5) - rigido proveniente da serra-
dossier

menti (6) destinati ad impieghi diversi;


• UNI 10667 -7 e -8 e -9 e -15 PET in scaglie
proveniente dal riciclo di contenitori post-
consumo destinato a produzione di fibre
(7) - destinato a produzione dicrpi cavi (8)
Materie plastiche e norme tecniche

- destinato a produzione di lastre e foglie


(9) - destinato al riciclo chimico (15);
• UNI 10667-10 e -12 PS e HIPS proveniente
dal riciclo di residui industriali e/o mate-
riali da pre e/o postconsumo (10) EPS pro-
veniente dal riciclo di residui industriali
e/o materiali da pre eo postconsumo (12)
destinati ad impieghi diversi;
• UNI 10667-13 cariche ottenute da macina-
zione di scarti industriali e/o da postcon-
sumo di compositi di materiale termoindu-
rente;
• UNI 10667-14 Miscele di materiali polime-
rici di riciclo e di altri materiali a base cel-
lulosica di riciclo da utilizzarsi come ag-
gregati nelle malte cementizie;
• UNI 10667-16 Miscele di materie plastiche
eterogenee a base di poliolefine prove-
nienti da residui industriali e/o da materia-
li post-consumo destinate a processi di
estrusione e/o per stampaggio ad iniezio-
ne.

Oreste Pasquarelli
Presidente SC 21 e SC 25

Ruolo degli standard nel


settore dei materiali plastici
biodegradabili corrono strumenti normativi che leghino in ruolo della standardizzazione nella società e
modo chiaro le dichiarazioni, che diventano a supporto all’innovazione.
Il settore dei materiali plastici biodegradabili di fatto propaganda commerciale, con le ca-
è in grande fermento perché prodotti che, fi- ratteristiche effettive dei prodotti e coi bene- Lo standard armonizzato UNI EN
no a pochi anni or sono, erano ancora nei fici riconosciuti. Questo a difesa dei consu- 13432 ed il contesto normativo
laboratori di ricerca o venduti in mercati di matori, che devono essere messi in grado di europeo
nicchia, si stanno affacciando sul mercato fare un acquisto informato, delle industrie L’origine ed il quadro normativo di riferi-
dei prodotti di largo consumo. che competono nel mercato e che devono mento
La standardizzazione ha un ruolo fondamen- poterlo fare in quello che gli anglosassoni Lo standard UNI EN 13432 “Requisiti per im-
tale per i prodotti innovativi. La biodegradabi- chiamano “level playing field”, ossia con re- ballaggi recuperabili mediante compostag-
lità, il contenuto di sostanze rinnovabili, l’im- gole chiare, e anche degli amministratori gio e biodegradazione- Schema di prova e
patto ambientale non sono caratteristiche di- pubblici, che devono vigilare sul rispetto del- criteri di valutazione per l’accettazione fina-
rettamente percepibili dai consumatori. D’al- la salute e dell’ambiente e dei consumatori. le degli imballaggi” definisce le caratteristi-
tra parte, è proprio su asserzioni di questa Il rilevante lavoro di standardizzazione mes- che degli imballaggi (di qualunque natura;
natura che si basa il successo commerciale so in campo negli ultimi 15 anni nel settore quindi sia plastici, che di natura cellulosica,
dei prodotti alternativi. E’ ovvio quindi che, delle bioplastiche e degli imballaggi biode- che misti) che possono essere riciclati sfrut-
per garantire la trasparenza del mercato, oc- gradabili e compostabili è un esempio del tando la biodegradazione. E’ stato preparato

40 U&C n.8 ottobre 2011


dal Comitato Europeo di Normazione (CEN) compost. I rifiuti di imballaggio trattati per compostaggio in cui sono introdotti”. Que-
su Mandato1 della Commissione Europea al- produrre compost devono essere sufficien- sto è il punto chiarito dall’Allegato II.
lo scopo di permettere l’applicazione della temente biodegradabili in modo da Lo standard EN 13432, approvato all’unani-
Direttiva sugli Imballaggi e rifiuti di Imballag- • non ostacolare la raccolta separata e mità dai membri del CEN è stato poi suppor-
gio (94/62/EC). • il processo o l'attività di compostaggio in tato dalla Commissione Europea. Infatti l’ EN
Come noto per immettere sul mercato euro- cui sono introdotti. 13432 è uno standard armonizzato, ossia è
peo degli imballaggi occorre dimostrare che (3d) Imballaggi biodegradabili. I rifiuti di im- menzionato7 nella Gazzetta Ufficiale delle
soddisfino i cosiddetti "requisiti essenziali" ballaggio biodegradabili devono essere di Comunità Europee come standard di riferi-
specificati nella Direttiva europea2. La verifi- natura tale da poter subire una decomposi- mento della Direttiva Europea sugli imbal-
ca della conformità a tali requisiti viene de- zione fisica, chimica, termica o biologica laggi e rifiuti di imballaggio (94/62/EC). Come
mandata all'applicazione degli standard eu- grazie alla quale la maggior parte del com- tale fornisce presunzione di conformità ai

dossier
ropei armonizzati. Infatti la Direttiva Imbal- post risultante finisca per decomporsi in requisiti essenziali degli imballaggi per
laggi è stata preparata applicando il “nuovo biossido di carbonio, biomassa e acqua. quanto riguarda gli “imballaggi recuperabili
approccio” della Commissione Europea, che Questa differenziazione in imballaggi recu- sotto forma di compost” e gli “imballaggi
limita l'armonizzazione legislativa all'appro- perabili sotto forma di compost (3c) e Imbal- biodegradabili” in accordo con la Direttiva
vazione, mediante direttive, dei requisiti es- laggi biodegradabili (3d) presente nell’Alle- Europea e, a livello Italiano, col Decreto Le-

Materie plastiche e norme tecniche


senziali e delega poi agli organi competenti gato II ha fatto nascere l’idea che i primi gislativo 3 aprile 2006, n. 152 “Norme in ma-
per la normalizzazione industriale il compito fossero stati definiti operativamente nella teria ambientale” .
di elaborare le specifiche tecniche. EN 13432 mentre per i secondi mancasse Il contenuto tecnico
Il CEN, a seguito del Mandato, ha sviluppato uno status normativo. Ossia che esistesse lo Da un punto di vista pratico la definizione
una serie di standard sulla prevenzione3, sul spazio per degli “imballaggi biodegradabili” dei criteri di “riciclabilità organica” è molto
riuso4, sul riciclo5, sul recupero energetico6 differenti dagli “imballaggi compostabili”. importante perché materiali non compatibili
ed infine sul recupero organico dei rifiuti da In realtà il Mandato della Commissione Eu- col compostaggio o con la digestione anae-
imballaggio. In particolare il Mandato aveva ropea chiede al CEN di preparare “lo stan- robica (le plastiche tradizionali, il vetro, i
richiesto al CEN di preparare uno standard dard deputato a fornire presunzione di con- materiali contaminati con metalli pesanti,
per gli imballaggi recuperabili mediante re- formità ai requisiti essenziali riguardanti gli ecc.) possono diminuire la qualità finale del
cupero organico. La Direttiva infatti aveva in- imballaggi recuperabili in forma di compo- compost e renderlo non adatto all’agricoltu-
trodotto nel 1994 questo elemento di novità: staggio o biodegradazione” ossia in linea ra e quindi commercialmente non accettabi-
gli imballaggi possono essere anche recupe- con “l’ allegato II § 3, (c) e (d) della Diretti- le. Ossia possono bloccare il riciclaggio, che
rati mediante il “riciclaggio organico” che, va”. Ovvero, compostaggio, biodegradazio- come noto è in genere processo molto sen-
sfrutta la biodegradabilità. La definizione ne e riciclo organico sono usati come sino- sibile alle contaminazioni. La UNI EN 13432
presente nell’Articolo 3 della Direttiva enun- nimi e normati dalla UNI EN 13432 come già è attualmente un punto di riferimento per i
cia che il “riciclaggio organico è il tratta- evidente dal titolo (Requisiti per imballaggi produttori di materiali biodegradabili, le au-
mento aerobico (compostaggio) o anaerobi- recuperabili mediante compostaggio e bio- torità pubbliche, i compostatori ed i consu-
co (biometanizzazione) via microrganismi e degradazione- Schema di prova e criteri di matori.
in condizioni controllate, delle parti biode- valutazione per l’accettazione finale degli Secondo la UNI EN 13432, le caratteristiche
gradabili dei rifiuti da imballaggio, con pro- imballaggi). I rifiuti di imballaggio possono che un imballaggio “biodegradabile e com-
duzione di residui organici stabilizzati e di consistere di frazioni che sono biodegrada- postabile” deve avere sono le seguenti:
metano. L’interramento in discarica non può bili oppure no. Tuttavia la mistura dei rifiuti • Biodegradabilità, ossia la tendenza del
essere considerato una forma di riciclaggio da imballaggio devono “non ostacolare la materiale ad essere convertito in CO2 gra-
organico.” I residui organici stabilizzati è il raccolta separata e il processo o l'attività di zie ai microrganismi. Questa proprietà è
compost stabilizzato, ossia un terriccio ri-
usabile nel settore agricolo e florovivaistico.
Si tratta quindi di un vero riciclo, anche se
differente da quello “meccanico” che preve-
de la immissione sul mercato di un materiale
uguale a quello iniziale. In questo caso il pro-
dotto è completamente differente da quello
originale ma con un valore economico ed
ecologico che ne assicura un reale “ciclo”.
E’ interessante qui notare un dettaglio che
può sfuggire ma che serve a dirimere una
discussione nata recentemente sulla que-
stione degli imballaggi “biodegradabili” con-
trapposti agli imballaggi “compostabili”. In-
fatti il legislatore europeo specifica, per la
verità in modo piuttosto contorto, le intenzio-
ni per quanto riguarda il riciclo organico nei
punti 3c e 3d nell'Allegato II della Direttiva,
quando fornisce le definizioni sui requisiti
essenziali:
(3c) Imballaggi recuperabili sotto forma di Figura 1. La compostabilità è un insieme di requisiti ciascuno necessario ma non sufficiente

U&C n.8 ottobre 2011 41


misurata col metodo ISO 148558. Il livello
di biodegradazione minimo è pari al 90%
da raggiungere in meno di 6 mesi. Questo
alto valore di biodegradazione è stato a
volte considerato come indicazione che il
riciclaggio organico è in realtà un incene-
rimento “freddo” degli imballaggi compo-
stabili che così non contribuiscono in mo-
do rilevante alla formazione di compost.
Questo non è vero; si confonde il metodo
di prova di laboratorio, messo a punto per
dossier

evidenziare la biodegradabilità inerente,


con il comportamento su scala reale. Oc-
corre fare una breve digressione. La bio-
degradazione di una sostanza è una con-
versione metabolica che prevede due
Materie plastiche e norme tecniche

strade in parallelo: una (catabolica) serve


agli esseri viventi per produrre energia e
comporta la demolizione completa della
sostanza fino a CO2; la seconda (anaboli-
ca) invece comporta la trasformazione
della sostanza in massa biologica (bio-
massa) necessaria per lo sviluppo degli
organismi. Il metodo di laboratorio misura
la CO2 ma non la biomassa, ed è stato per-
tanto massimizzato il catabolismo, ossia la
conversione in CO2, proprio per arrivare
alla conferma della completa biodegrada-
zione. Non necessariamente in un impian-
to su scala reale, si otterrà la totale con-
versione in CO2, perché in condizioni reali
si avrà anche la produzione di biomassa
che va a formare il compost finale. Altra
questione emersa in questi anni di utilizzo
riguarda la domanda: perché 90% e non
100%? Rimane un residuo pari al 10%? La
risposta è che fattori sperimentali quali
l’errore nella misura e la formazione di
biomassa, rendono difficile il preciso rag-
giungimento del 100%; per questo motivo
la soglia di accettabilità è stata fissata al
90% e non al 100%.
• Disintegrabilità, cioè la frammentazione e • Bassi livelli di metalli pesanti (al di sotto di microscopici che non sono però poi total-
perdita di visibilità nel compost finale (as- valori massimi predefiniti) e assenza di mente biodegradabili non è compostabile.
senza di contaminazione visiva). Misurata effetti negativi sulla qualità del compost I limiti
con una prova di compostaggio su scala (esempio: riduzione del valore agronomi- Lo scopo dichiarato dello standard UNI EN
pilota (EN 14045 9 equivalente a ISO co e presenza di effetti ecotossicologici 13432 è identificare gli imballaggi che pos-
1692910). Campioni del materiale di prova sulla crescita delle piante). Una prova di sono essere recuperati in strutture di tratta-
sono compostati insieme con rifiuti orga- crescita di piante (test OECD 208 modifi- mento biologico dei rifiuti “comunali o indu-
nici per 3 mesi. Alla fine il compost viene cato) e altre prove analitiche sono esegui- striali”. E’ escluso pertanto il cosiddetto
vagliato con un vaglio di 2 mm. La massa te su campioni di compost dove è avvenu- "compostaggio domestico". Peraltro il com-
dei residui del materiale di prova con di- ta la degradazione del materiale di prova. postaggio domestico dei rifiuti di imballaggio
mensioni superiore a 2 mm (frazione non Non si deve evidenziare alcuna differenza non è stato preso in considerazione dal le-
disintegrata) deve essere inferiore al 10% con un compost di controllo. gislatore europeo al momento di licenziare
della massa iniziale. Anche in questo ca- Ciascuno di questi punti è necessario per la la Direttiva Imballaggi (94/62/EC) così come
so è stata permessa una tolleranza del definizione della compostabilità ma, da solo, non è stato preso in considerazione lo smal-
10% tenendo conto del tipico errore di mi- non è sufficiente (Fig. 1). Ad esempio, un timento con mezzi incontrollati (rilascio in
sura nelle analisi biologiche. materiale biodegradabile non è necessaria- ambiente o discarica). Come noto il compo-
• Assenza di effetti negativi sul processo di mente compostabile perché deve anche dis- staggio domestico è il trattamento dell’erba
compostaggio. Verificata con una prova di integrarsi durante un ciclo di compostaggio. e dei residui di potatura, ottenuti dalla ma-
compostaggio su scala pilota o su scala D’altra parte, un materiale che si frantuma nutenzione dei giardini privati in piccoli reat-
industriale. durante un ciclo di compostaggio in pezzi tori detti “compostiere domestiche”. Il "com-

42 U&C n.8 ottobre 2011


dato origine ad una fiorente attività di certifi- biodegradabili (generalmente amido, 5% in
cazione. Gli enti di certificazione più attivi peso) e, in taluni prodotti, anche con “pro-
sono stati Vinçotte (Belgio) e DINCerto (Ger- ossidanti”, ossia catalizzatori aggiunti per
mania). In Italia la certificazione che ha rag- aumentare la fotodegradazione e la termo-
giunto la più alta diffusione è quella di CER- degradazione.
TIQUALITY, supportata dal Consorzio Italia- Massima diffusione di questi prodotti si eb-
no Compostatori (CIC) e la certificazione for- be nel periodo in cui era in vigore la tassa-
nita dall’Istituto Italiano dei Plastici. zione di 100 lire per i sacchetti per l’asporto
In Italia lo standard UNI EN 13432 ha recen- merci fatti con plastica non biodegrada -
temente assunto una grande importanza con bile13. Per evitare la tassa, molti produttori di
l’entrata in vigore il 1 gennaio 2011 del divie- sacchetti si convertirono alle plastiche bio-

dossier
to di commercializzazione dei sacchi aspor- degradabili. La mancanza di definizioni e di
to merci non biodegradabili. Infatti nella metodi di misura standardizzati creò però
legge11 si stabilisce il divieto per i sacchi una notevole anarchia. I metodi che furono
che, secondo i criteri fissati dalla normativa allora utilizzati per dimostrare la biodegra-
comunitaria e dalle norme tecniche appro- dabilità delle plastiche erano in realtà stati

Materie plastiche e norme tecniche


vate a livello comunitario, non risultino bio- ideati per lo scopo opposto: ossia quello di
degradabili. Il termine “biodegradabile” ha dimostrare la refrattarietà di una plastica
dato luogo ad alcune disquisizioni per le alla crescita di muffe ed altri microrganismi
chiare implicazione di natura commerciale a non desiderati. Erano cioè metodi sviluppati
cui l’interpretazione del termine può dare per studiare e, se necessario contrastare
luogo. E' vero che da un punto di vista acca- con l’ausilio di opportuni biocidi, il deterio-
demico "biodegradabilità" è un concetto dif- ramento microbico. Particolarmente utiliz-
ferente da "compostabilità" e da "riciclo or- zato era il cosiddetto metodo di attacco fun-
ganico" (biodegradabilità è una condizione gino14, in cui spore di funghi notoriamente
necessaria ma non sufficiente della compo- attivi nei processi di degradazione sono ino-
stabilità). Ma necessariamente, nel momen- culate su campioni di film. La crescita dei
to in cui in Europa si discute di imballaggi (e funghi viene valutata qualitativamente ed è
il sacchetto asporto merci è un imballaggio) un indice della maggiore o minore suscetti-
occorre avere come riferimento normativo bilità all’attacco fungino. Nessuna crescita
la Direttiva la quale considera la biodegra- visibile significa che la plastica è resistente
dabilità come caratteristica necessaria al mentre una maggiore o minore crescita se-
recupero degli imballaggi per via biologica gnala il rischio di problemi in applicazioni in
(riciclo organico), come visto sopra. ambienti umidi. E’ chiaro che il metodo è
E’ quindi tramite l’applicazione dello stan- soddisfacente per valutare se un materiale
dard europeo armonizzato UNI EN 13432, al- è resistente alla crescita microbica ma non
la luce delle definizioni della Direttiva Imbal- può certo discriminare tra prodotti total-
laggi, che è possibile discriminare tra imbal- mente biodegradabili o “un po’” biodegra-
laggi biodegradabili (che quindi possono es- dabili. La presenza di piccole quote d’ami-
sere recuperati mediante riciclaggio organi- do o di altre frazioni biodegradabili permet-
co) e imballaggi non biodegradabili. te una chiara crescita microbica ma il re-
Occorre precisare che gli standard armoniz- stante polietilene, plastica tradizionale re-
postaggio domestico" si differenzia da quello zati (quale l’UNI EN 13432) non sono obbliga- calcitrante all’azione biologica, non subisce
industriale per due principali ragioni: 1) è un tori bensì conservano il carattere di norme alcun effetto15.
processo che avviene a bassa temperatura volontarie. Tuttavia le amministrazioni sono Ben presto questo mercato dei sacchetti
ed è quindi lento; viceversa il compostaggio obbligate a riconoscere ai prodotti fabbricati biodegradabili a base di polietilene additiva-
industriale è "caldo" (termofilo) ed è veloce; secondo le norme armonizzate una presunta to finì, quando, chiarita la reale natura dei
2) le compostiere domestiche non sono ge- conformità ai «requisiti essenziali» fissati materiali in commercio, la tassazione fu
neralmente controllate e le relative condi- dalla direttiva. Quindi la persona responsa- estesa a tutti i sacchetti sanzionando la fine
zioni possono non essere sempre ottimali; bile dell'immissione di un imballaggio sul di un progetto non andato a buon fine. In
viceversa gli impianti di compostaggio indu- mercato che usa gli standard armonizzati si questo caso il legislatore aveva anticipato i
striale sono gestiti da personale qualificato trova già nella condizione di presunta con- tempi del progresso tecnico e scientifico e
e mantenuti in condizioni ottimali di lavora- formità. Altrimenti, se non intende usare per della standardizzazione. Allora non esisteva-
zione, per assicurare alta produttività. Le qualche motivo gli standard armonizzati de- no metodi di prova standard affidabili e col-
caratteristiche definite dallo standard UNI ve dimostrare, con altri mezzi, che l'imbal- laudati per misurare la biodegradazione dei
EN 13432 non assicurano che un imballaggio laggio risponde ai requisiti essenziali fissati prodotti plastici e non esistevano definizioni
immesso in una compostiera domestica si dalla Direttiva12. condivise, necessarie per discriminare tra
composti in modo soddisfacente e secondo Conclusioni prodotti biodegradabili e prodotti non biode-
le aspettative dell’utente. Le prime plastiche messe in commercio in gradabili. Oggi lo scenario è cambiato. Esi-
L’utilizzo Italia col termine “biodegradabile”, alla fine stono metodi di prova standard e criteri per
A livello Europeo lo standard EN 13432 ha degli anni ‘80, erano prodotte con polietilene la definizione univoca della biodegradabilità
avuto una grande diffusione ed ha inoltre addizionato con piccole cariche di sostanze e della compostabilità.

U&C n.8 ottobre 2011 43


Il pieno, e soprattutto duraturo, sviluppo Norme UNIPLAST e riciclo contrario il polivinilcloruro (PVC) può essere
commerciale di nuove applicazioni, quali le solamente macinato e mescolato ad altri
plastiche biodegradabili, può solo basarsi La competitività delle imprese passa attra- materiali per dare origine a prodotti finiti non
sulla assicurazione di alti livelli di qualità verso la qualità del prodotto: tale afferma- necessariamente costituiti di sola plastica
che, in questo caso, hanno valenza soprat- zione vale sempre di più anche per il com- (per esempio, le malte cementizie).
tutto ambientale. L’attività di normazione ha parto delle imprese che riciclano la plastica Le parti contemplate, anche in riferimento
quindi una importanza fondamentale nel e producono le cosiddette materie prime alla tipologia di polimero, dalla UNI 10667
campo delle innovazioni tecnologiche, come secondarie. sono le seguenti:
nel caso delle plastiche biodegradabili. Il processo produttivo delle imprese che ri- • UNI 10667-1 1998/A1 gennaio 2010 “Mate-
ciclano la plastica è tecnologicamente rie plastiche di riciclo - generalità”;
Francesco Degli Innocenti avanzato e il comparto vanta un know-how • UNI 10667-2 novembre 2010 “Polietilene
dossier

Novamont di primo livello. destinato ad impieghi diversi, proveniente


Fenomeno specifico del mercato è la con- dal riciclo di residui industriali e/o mate-
correnza che sviluppa non solo tra prodotti riali da pre e/o post consumo”;
Note similari di plastica riciclata (che siano sca- • UNI 10667-3 giugno 1998 “Polipropilene
1
M/200 Mandate to CEN for standardisation and study glie o granuli o altro), ma anche e soprattut- proveniente da residui industriali e/o da
Materie plastiche e norme tecniche

related to packaging and packaging waste http://ec.eu- to tra questi materiali e i corrispettivi di ma- materiali da post consumo destinato ad
ropa.eu/enterprise/standards_policy/mandates/data- teria prima vergine. impieghi diversi”;
base/index.cfm?fuseaction=search.detail&id=235# La concorrenza tra il riciclato e il vergine ha • UNI 10667-4 giugno 1998 “Polivinilcloruro
2
"Requisiti essenziali concernenti la composizione e la subito e subisce delle “interferenze” in proveniente da contenitori per liquidi, de-
riutilizzabilità e la recuperabilità (in particolare la ri- quanto l’Unione Europea e a seguire gli or- stinato ad impieghi diversi”;
ciclabilità) degli imballaggi" dinamenti nazionali, hanno definito percorsi • UNI 10667-5 gennaio 2000 “Polivinilcloru-
3
UNI EN 13428:2005 – Imballaggi - Requisiti specifici (poi attuati solo parzialmente) per affermare ro proveniente da applicazioni plastificate
per la fabbricazione e la composizione - Prevenzione perlomeno in quota parte la MPS in diversi diverse destinato ad impieghi diversi”;
per riduzione alla fonte settori e manufatti (in particolare della pub- • UNI 10667-6 febbraio 1999 “Polivinilcloru-
4
UNI EN 13429:2005 – Imballaggi - Riutilizzo blica amministrazione). ro proveniente da serramenti, destinato
5
UNI EN 13430:2005 – Imballaggi - Requisiti per imbal- E’ del tutto evidente che la funzione ambien- ad impieghi diversi”;
laggi recuperabili per riciclo di materiali tale, anche se con importanti risvolti econo- • UNI 10667-7 1998/A1 gennaio 2000 “Polie-
6
UNI EN 13431:2005 – Imballaggi - Requisiti per imbal- mici e sociali, influenza e determinerà sem- tilentereftalato proveniente da post-con-
laggi recuperabili sottoforma di recupero energetico pre più le scelte politiche del legislatore. sumo destinato alla produzione di fibre”;
compresa la specifica del potere calorico inferiore Il D.M. 05 febbraio 1998 come successiva- • UNI 10667-8 1998/A1 2000 “Polietilenteref-
minimo mente modificato e integrato, fornisce un’in- talato proveniente da post-consumo de-
7
O.J. of the European Communities L 190 12/07/2001 dicazione - a seconda della tipologia di re- stinato alla produzione di corpi cavi”;
p.0021-0023 cupero - dei parametri da controllare per ve- • UNI 10667-9 1998/A1 2000 “Polietilenteref-
8
UNI EN ISO 14855 Determinazione della biodegrada- rificare che il rifiuto da recuperare abbia le talato proveniente da post-consumo de-
bilità aerobica finale dei materiali plastici in condi- caratteristiche tali per poter essere sottopo- stinato alla produzione di lastre e foglie”;
zioni controllate di compostaggio - Metodo di analisi sto ai test contemplati dalle varie norme • UNI 10667-10 maggio 2000 “Polistirene
della anidride carbonica sviluppata UNI, specifiche per le MPS (Materie Prime proveniente da post-consumo destinato
9
UNI EN 14045 Imballaggi - Valutazione della disinte- Secondarie). ad impieghi diversi”;
grazione dei materiali di imballaggio nelle prove di uti- Il decreto prevede il recupero degli scarti • UNI 10667-11 dicembre 2009 “Polietilene
lizzo reale nelle condizioni di compostaggio specifi- derivanti da materiali plastici nell’Allegato 1, e copolimeri provenienti da foglie e film
cate Suballegato 1, in quanto “Recupero di mate- per agricoltura destinato ad impieghi di-
10
ISO 16929 Plastics -- Determination of the degree of ria”. versi”;
disintegration of plastic materials under defined com- Sono prescritte le tipologie dei rifiuti in pla- • UNI 10667-12 agosto 2006 “Polistirene
posting conditions in a pilot-scale test stica, la provenienza, le caratteristiche del espanso proveniente da residui industriali
11
Legge 27 dicembre 2006, n. 296 "Disposizioni per la for- rifiuto e delle materie prime secondarie con- e/o da post consumo destinato ad impie-
mazione del bilancio annuale e pluriennale dello Sta- formi alle specifiche UNIPLAST-UNI 10667 e ghi diversi”;
to (legge finanziaria 2007)" pubblicata nella Gazzetta Uf- prodotti in plastica nelle forme usualmente • UNI 10667-13 dicembre 2009 “Cariche ot-
ficiale n. 299 del 27 dicembre 2006 - Supplemento or- commercializzate. tenute da macinazione di scarti industriali
dinario n. 244 La norma tecnica di riferimento la UNI e/o da post consumo di compositi di mate-
12
“Guide to the implementation of directives based on 10667, nelle sue 18 parti, definisce i requisiti riale plastico termoindurente rinforzato
the New Approach and the Global Approach” e i metodi di prova da applicare sulle mate- proveniente da BMC e SMC”;
http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market- rie plastiche destinate ad essere utilizzate • UNI 10667-14 dicembre 2009 “Miscele di
goods/files/blue-guide/guidepublic_en.pdf come MPS. materiali polimerici di riciclo e di altri ma-
13
Legge 475 9/11/1988 G.U. 264 10/11/1988 Le specifiche da rispettare dipendono dal ti- teriali a base cellulosica di riciclo da uti-
14
American National Standard ANSI/ASTM G21-70 po di polimero oggetto della volontà di esse- lizzarsi come aggregati nelle malte ce-
“Standard Recommended Practice for determining re sottoposto al recupero e dalla MPS finale mentizie”;
resistance of synthetic polymeric materials to fungi” che si vuole ottenere. • UNI 10667-15 settembre 2008 “Polietilen-
15
Musmeci L. Volterra L. Gucci P.M.B. Semproni M. Coc- Infatti, giova precisare, come le modalità di tereftalato proveniente da post-consumo,
cia A.M. (1993) Applicabilità e limiti del metodo di Sturm recupero dei vari polimeri variano al variare scarti industriali e residui da riciclo mec-
modificato per valutare la biodegradabilità di polime- degli stessi: ad esempio il polietilene (PE) canico, destinato al riciclo chimico per
ri plastici. Ingegneria ambientale 22 :43-47 potrebbe essere “ri-estruso all’infinito”, al depolimerizzazione”;

44 U&C n.8 ottobre 2011


• UNI 10667-16 dicembre 2009 “Miscele di “stampaggio ad iniezione”, piuttosto che contributo delle quote di iscrizione dei Soci
materie plastiche eterogenee a base di “stampaggio rotazionale” o “stampaggio a (più di 50 Aziende ed Enti di ricerca), si avva-
poliolefine provenienti da residui indu- compressione”). le della collaborazione di docenti universita-
striali e/o da materiali da posto-consumo Per “composizione” si intende la percentua- ri e di professionisti e svolge attività di pro-
destinate a processi di estrusione e/o per le delle sostanze che compongono il polime- mozione della cultura dei compositi e, grazie
stampaggio ad iniezione”; ro, oltre al polimero stesso (impurezze, cari- all'adesione a Federazione Gomma Plastica,
• UNI 10667 - 17 e - 18 2011 “Miscele di ma- che e pigmenti, altri polimeri diversi). di tutela del mercato e di rapporti con le isti-
terie plastiche eterogenee a base di polio- Per quanto riguarda, invece, i “requisiti” si tuzioni.
lefine provenienti da residui industriali e/o ritiene che sia fondamentale rispettare le Assocompositi è da sempre attivamente co-
da materiali post-consumo destinate a caratteristiche chimico-fisiche, come ripor- involta nella promozione della cultura tecni-
processi di riduzione in altoforno (17) de- tate nelle schede tecniche per ciascun poli- ca dei materiali compositi anche attraverso

dossier
stinate a conversione in combustibili liqui- mero. l’organizzazione o la partecipazione a tavoli
di e/o gassosi (18)”. L’attività di grande collaborazione presso la tecnici pre-normativi sui diversi argomenti di
La verifica della MPS realizzata passa quindi SC 25 dell’UNIPLAST, cabina di regia sul re- interesse per i propri Soci. Attualmente l’As-
attraverso un analisi di conformità della nor- cupero delle materie plastiche, da parte di sociazione si trova impegnata su tre diversi
ma di riferimento. ASSORIMAP è quindi essenziale per la defi- temi: edilizia e costruzioni, saldature di tubi

Materie plastiche e norme tecniche


Indipendentemente da quale sottosezione nizione di norme sostenibili dalle imprese. in vetroresina e riciclo.
della norma (una delle 18 della 10667) si vo- Per quanto riguarda le applicazioni dei ma-
glia effettuare la verifica di conformità, de- Walter Regis teriali compositi come rinforzo esterno per
vono essere fornite le informazioni in merito ASSORIMAP la riabilitazione di costruzioni esistenti, As-
alla composizione, ai requisiti e in alcuni ca- socompositi ha partecipato alla stesura del
si per il campo di utilizzo Documento Tecnico DT 200-2004 e successi-
Il materiale di MPS viene, infatti, citato sola- Il settore dei compositi: un ve revisioni, promosso dal CNR, che ha por-
mente in alcune sottosezioni, in quanto esso approfondimento tato nel luglio del 2009 all’accettazione, da
può essere solo indicativo dell’utilizzo finale parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pub-
dello scarto recuperato (ad esempio, nel Assocompositi è l'Associazione di riferimen- blici, di un documento intitolato “Linee Gui-
campo di utilizzo del PE la sottosezione 2 in- to del settore dei materiali compositi in Italia da per la Progettazione, l’Esecuzione e il
dica come campo di utilizzo “soffiaggio cor- e tutela e promuove l’industria dei materiali Collaudo di Interventi di Rinforzo di strutture
pi cavi” e “stampaggio”, ma già nell’ambito compositi allo scopo di favorire lo sviluppo in c.a., c.a.p. e murarie in FRP” largamente
dello stesso “stampaggio” possono essere di tutte le potenzialità tecniche ed economi- ispirato al DT 200. A tale documento sono
applicate varianti di tale tecnologia, quali che di questi materiali. E’ finanziata con il poi seguite diverse circolari esplicative, l’ul-

U&C n.8 ottobre 2011 45


tima delle quali, discussa nell’assemblea ge- volo partecipa anche UCINA, l’ associazione
nerale del Consiglio dell’11 luglio 2011, è sta- italiana dei produttori di imbarcazioni da di-
ta istruita dal professor L. Ascione dell’Uni- porto, che ha già avviato un programma per
versità di Salerno e perfezionata grazie ad il riciclo delle attrezzature produttive (in par-
un tavolo tecnico organizzato da Assocom- ticolare gli stampi) in vetroresina delle im-
positi a cui hanno partecipato aziende e pro- barcazioni dismesse che oggi costituiscono
gettisti provenienti da tutt’Italia. un potenziale problema ambientale per i no-
Il tavolo ha affrontato il tema molto impor- stri litorali.
tante della qualificazione dei sistemi di rin-
forzo in FRP per il settore delle costruzioni e Roberto Frassine
ha prodotto un documento di proposta per Assocompositi
dossier

importanti modifiche da introdurre nella Cir-


colare esplicativa n. 617 del 2 febbraio 2009.
Questa iniziativa ha offerto a tutte le Aziende L'attività di laboratorio a
impegnate nel settore un'importante oppor- supporto della normazione
tunità per introdurre nella Circolare non solo
Materie plastiche e norme tecniche

i prodotti standard già esistenti ma anche ul- Negli Anni Cinquanta tra i lavori di ricerca dazione è il rappresentante UNIPLAST nella
teriori tipi di sistemi di rinforzo preformati e condotti nell'Istituto di Chimica Industriale commissione europea CEN/TC 249/AHG, che
tipi ex-novo per i sistemi realizzati “in situ” del Politecnico di Milano sotto la guida di sta lavorando all’emanazione di una norma
non solo per calcestruzzo e muratura ma an- Giulio Natta (premio Nobel per la Chimica – relativa ad un “metodo di invecchiamento
che per materiali lapidei, elementi metallici 1963) si andavano intensificando le ricerche alla luce accelerato mediante lampade a
e membrature il legno per elementi struttu- intese ad ottenere nuove classi di polimeri, a mercurio a media pressione”. Questo tipo di
rali che tanta importanza hanno nel costrui- studiarne la struttura e l'eventuale applica- lampade presentano dei costi di acquisto
to italiano, in particolare per il patrimonio zione nei diversi settori della vita civile ed estremamente ridotti rispetto le lampade
storico e artistico. industriale. Ne veniva, di conseguenza, la tradizionali e una durata media di 5000/6000
Le prescrizioni per i sistemi preformati, soli- necessità di procedere alla caratterizzazio- ore rispetto la durata media di 1000/1500 ore
tamente ottenuti per pultrusione, hanno ri- ne ed allo studio delle tecnologie di trasfor- di quelle tradizionali.
guardato i controlli di produzione, la rintrac- mazione dei nuovi polimeri. Per rispondere a I paesi europei rappresentati nella commis-
ciabilità dei prodotti qualificati e le procedu- tali esigenze scientifiche fu istituito il Labo- sione sono: Francia, Belgio, Olanda, Germa-
re di controllo in fase di accettazione in can- ratorio Prove sulle Materie Plastiche. nia e Italia.
tiere prima della posa in opera. Per quanto Il Laboratorio nasce nel 1953 con il compito La principale attività attualmente svolta dal-
riguarda invece i sistemi realizzati “in situ” di operare nel campo dell’attività tecnico - la commissione è stata l’effettuazione di un
la procedura di qualificazione è risultata es- scientifica per la caratterizzazione dei mate- Round Robin Test per la valutazione della lu-
sere diversa poiché deve essere applicata riali polimerici, per la ricerca e lo studio del- ce emessa da differenti lampade al mercurio
non tanto ai prodotti finiti quanto alle mate- le loro applicazioni. Nel 1990, mediante De- in commercio, poiché, come hanno poi di-
rie prime (fibre di rinforzo, resine e adesivi) creto del Presidente della Repubblica, il La- mostrato i risultati di tale test, si nutrivano
che vengono laminate in fase di posa in boratorio ha assunto la personalità giuridica dubbi circa la riproducibilità della luce
opera. In questo caso i controlli di accetta- di Fondazione e cambiato la denominazione emessa dalle diverse lampade commerciali.
zione in cantiere dovranno anche prevedere in Fondazione Laboratorio Prove Materie I risultati ottenuti sono allo stato attuale in
prove sui laminati e sugli adesivi applicati al Plastiche. discussione e valutazione da parte della
substrato di particolare interesse. commissione che in parallelo sta comunque
Il secondo tema (giunzione di tubazioni in Atleta artificiale sviluppando una bozza di tale norma che è
FRP) è stato affrontato a partire dal 2010 con Fin dalle sue origini l’attività di collaborazio- giunta alla versione “draft“ WD4.
l’organizzazione di un tavolo di lavoro che ha ne della Fondazione con UNIPLAST è sem- L’esperienza specifica nella commissione
prodotto un documento tecnico intitolato “Cri- pre stata intensa: dalla reciproca partecipa- europea CEN/TC 249/AHG, unitamente alle
teri generali per l’esecuzione di giunzioni per- zione negli organi di governo dei due enti, al precedenti esperienze del personale di Fon-
manenti testa-a-testa in tubazioni di vetroresi- supporto della commissione tecnica dell’U- dazione in diverse commissioni tecniche na-
na con il procedimento della laminazione”. NIPLAST, dove esperti della Fondazione so- zionali ed internazionali, consente una serie
Questo documento è stato quindi sottoposto no sempre a disposizione per le riunioni del- di riflessioni di seguito riportate.
alla sottocommissione SC8/GS6 di UNIPLAST le varie sottocommissioni e dei gruppi di stu- In primo luogo la durata delle procedure ne-
per la redazione di una specifica tecnica per dio, nonché per la valutazione dei progetti di cessarie all’elaborazione di una norma che,
la saldatura di tubazioni in vetroresina da pro- norma. richiedendo tempi tecnici minimi per la defi-
porre in ambito normativo nazionale. L’esperienza e le conoscenze che organizza- nizione di un “draft”, la sua discussione,
Il terzo tema al quale Assocompositi è stata zioni quali la Fondazione possono mettere a l’approvazione e la pubblicazione, è oggi re-
invitata a portare il proprio contributo tecni- disposizione agli Enti di unificazione ed in lativamente lunga e spesso poco compatibi-
co e di coinvolgimento dei propri Soci è particolare ad UNIPLAST, sono di fonda- le con le esigenze dell’industria.
quello del riciclo dei materiali compositi, che mentale importanza affinché le normative A fronte della necessità assoluta di garanti-
è oggi di estrema attualità anche a livello in- tecniche e quelle di prodotto siano realizza- re la completezza dei contenuti, questo po-
ternazionale. Su tale importante argomento te con criteri tecnico-scientifici efficaci e ne in evidenza alcuni limiti:
è stato avviato con UNIPLAST un tavolo di sostenibili a garanzia soprattutto degli utiliz- • nel caso di “norme tecniche”, dove si do-
confronto all’interno della sottocommissione zatori finali dei prodotti. vrebbe rappresentare lo “stato dell’arte”
25 per la revisione della UNI 10667-13. Al ta- Attualmente il Dirigente Tecnico della Fon- di una determinata tecnica sperimentale,

46 U&C n.8 ottobre 2011


sperimentano oggi una continua riduzione
del budget sia di tipo diretto, attraverso le ri-
duzione delle quote associative versate dal-
le aziende, che di tipo indiretto, attraverso la
sempre minore partecipazione del loro per-
sonale alle sottocommissioni o ai gruppi di
studio. In ambito internazionale si rischia
quindi di consegnare ai Paesi più attivi (at-
tualmente quelli asiatici) il monopolio nella
definizione delle caratteristiche dei prodotti,
anche a scapito delle aziende nazionali.

dossier
Il confine tra gli aspetti puramente tecni-
co/scientifici e gli aspetti tecnico/commer-
ciali rappresenta un ulteriore elemento di
criticità. Sicuramente ogni attività d’impresa
deve essere tutelata dal punto di vista del

Materie plastiche e norme tecniche


profitto e quest’ultimo deve godere della
priorità anche nelle scelte normative: parti-
colare attenzione va tuttavia posta anche al-
la definizione dei requisiti dei prodotti, in
modo che siamo salvaguardati gli aspetti
tecnici a tutela dell’utilizzatore e non si operi
un’arbitraria selezione di prodotti per scopi
commerciali o lobbistici.
I limiti evidenziati da queste considerazioni
suggeriscono l’opportunità di esaminare al-
cune possibili alternative:
• l’incentivazione all’utilizzo di strumenti
complementari alla normativa. Quest’ulti-
ma, pur mantenendo il suo carattere do-
verosamente prioritario, potrebbe, in alcu-
ni casi, essere preliminarmente e tempo-
raneamente affiancata da una “certifica-
zione a capitolato”, intesa come definizio-
ne della corrispondenza tra le proprietà
misurate di un prodotto e le caratteristi-
che del prodotto stesso stabilite in un ca-
pitolato definito di comune accordo tra il
produttore e l’ente terzo di certificazione,
che poi ne valuterà e riconoscerà la corri-
spondenza. Questo schema di certifica-
zione consentirebbe in tempi più rapidi di
poter disporre di una certificazione del
prodotto anche durante l’iter di sviluppo
della nuova normativa;
• rendere le aziende consapevoli che le
norme non sono emanate “dall’alto” ma
sono sviluppate grazie alla partecipazione
attiva di tutti i soggetti interessati, tra cui
anche e soprattutto le aziende che opera-
no nel mercato. E’ quindi fondamentale
mantenere e incentivare la partecipazione
si rischia di pubblicare norme non più ag- per l’elaborazione della norma, come ab- di esperti provenienti dal mondo industria-
giornate, che non seguono l’evoluzione biamo visto, richiede tempi tecnici di una le, al fine di garantire la pubblicazione di
degli strumenti di misura e delle cono- certa entità. Inoltre, quando la realizzazio- norme che interpretino in maniera il più
scenze tecnico-scientifiche disponibili; ne di un prodotto/manufatto è limitata ad possibile condivisa le esigenze dell’intera
• nel caso di “norme di prodotto”, la situa- una o ad un numero ristretto di realtà pro- filiera di realizzazione e commercializza-
zione risulta ancora più complicata. Al duttive, il percorso di messa a punto di zione del prodotto.
momento dell’immissione nei canali com- una norma può diventare oneroso per il
merciali di nuovi materiali/manufatti, que- soggetto richiedente. Gabriele Depinto
sti ultimi spesso non possono disporre di Oltre alla necessità di gestire questa com- Fondazione Laboratorio Prove Materie
una norma di riferimento. La procedura plessa procedura, gli Enti di normazione Plastiche

U&C n.8 ottobre 2011 47


Norme e certificazioni

L’Istituto Italiano dei Plastici (IIP) costituisce


dal 1956 una realtà riconosciuta nell’ambito
del settore dei servizi di certificazione di
prodotto, di sistemi di gestione (per la Quali-
tà, Ambiente, Sicurezza etc.) ed in generale
del conformity assessment in ambito nazio-
nale e nel panorama degli Organismi di Cer-
tificazione. La proposta di servizi di IIP è sta-
ta sempre caratterizzata da una specializza-
dossier

zione merceologica che ha riguardato in-


nanzitutto il settore delle trasformazione del-
le materie plastiche e gomma e successiva-
mente settori vicini quali quello degli imbal-
laggi in materiali vari, delle attrezzature di
Materie plastiche e norme tecniche

trasformazione, e dei servizi professionali


(es. formazione, servizi ambientali etc..). Og-
gi circa un migliaio di aziende utilizzano in
modo costante i servizi di certificazione di
sistemi, prodotto e prove di IIP con migliaia
di prodotti certificati a fronte di norme nazio-
nali ed internazionali che trovano applica-
zione principalmente dei settore dell’edilizia
ed in particolare nel settore del trasporto di
fluidi, dell’isolamento termico, dei serramen-
ti, dei prodotti da riciclo , degli imballaggi.
attività di certificazione dei prodotti la par- zione si sono aggiornati arrivando alla pub-
Accreditamenti e riconoscimenti tecipazione attiva ai gruppi di lavoro italiani blicazione della newsletter Notiziario IIP ini-
I.I.P. è accreditato, in conformità alla norma ed europei sulle norme e sul loro aggiorna- zialmente distribuito con la rivista Macplas e
UNI CEI EN ISO IEC 17021, dall’ente naziona- mento-innovazione con specifico riferimento successivamente distribuito in modo auto-
le di accreditamento (Accredia) a certificare ai settori industriali ed applicativi di signifi- nomo ad oltre 10.000 destinatari tra stazioni
i sistemi aziendali di gestione ed i prodotti cativa presenza di I.I.P. nel mercato e di appaltanti, progettisti, aziende ed operatori
nei settori di specializzazione. prevedibile sviluppo; questa attività è in col- del settore della normazione e certificazione
Il laboratorio di caratterizzazione di I.I.P. di laborazione-coordinamento con le Istituzio- Con la diffusione di internet, il Notiziario ha
Dalmine è accreditato in conformità alla ni italiane ed europee di normazione e vede assunto la forma di newsletter periodica con
norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 da Accre- attualmente la partecipazione di I.I.P. nei cadenza quadrimestrale inserendo le notizie
dia . gruppi di lavoro UNIPLAST e CEN relativi ai presenti sul notiziario IIP (quali informazioni
In modo complementare alle attività di certi- seguenti prodotti: sulle certificazioni emesse, nuove iniziative,
ficazione, I.I.P. effettua il servizio di ispezio- • tubazioni in materiali plastici; corsi di formazione, convegni, ecc.) sul sito
ne per conto terzi (accreditata da Accredia • prodotti per isolamento termico; www.iip.it.
secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC • imballaggi; Accanto a questa attività di comunicazione
17020) di prodotti, progetti, processi di pro- • riciclo di materiali plastici. istituzionale si è affiancata quella più diretta
duzione ed installazioni nei settori merceolo- rappresentata da workshop ed incontri di-
gici dei materiali termoplastici, termoindu- Comunicazione e pubblicazioni retti con le aziende quali quelle recenti rela-
renti e degli elastomeri. Tra le finalità istituzionali di I.I.P. c’è quella di tive dei Sistemi di Gestione per la Sicurezza
Inoltre I.I.P. opera nell’ambito delle certifi- fare conoscere la normativa tecnica e la co- o per l’Energia o di prodotto nel settore degli
cazioni cogenti previsti dalle Direttive Euro- noscenza relativa alle materie plastiche nel- imballaggi.
pee ai fini della marcatura CE. In particolare le loro possibili applicazioni. Anche le pubblicazioni tecniche hanno avu-
è notificato dai Ministeri competenti (infra- A tale scopo l’attività è iniziata alcuni anni fa to una evoluzione nella forma e nei contenu-
strutture, sviluppo economico) secondo la con la pubblicazione di documenti tecnici ti aggiornati quali la guida per l’installazione
direttiva 89/106/CE sui prodotti da costruzio- relativi alla corretta scelta e utilizzazione di delle condotte in polipropilene per il settore
ne (cosiddetta CPD). manufatti plastici per diverse applicazioni, condotte di scarico interrate, sulla compati-
Infine, I.I.P., per la parte certificazione di Si- ad esempio si citano documentazioni quali bilità ambientale dei manufatti in materia
stemi di Gestione, fa parte della Federazione la Guida alla corretta installazione delle tu- plastica o come la guida alla certificazione
CISQ attraverso CISQ di IQNet, network bazioni in PE per il trasporto di fluidi in pres- dei prodotti plastici riciclati con l’etichetta
mondiale che raggruppa gli organismi di sione distribuite a utilizzatori, progettisti ed Plastica Seconda Vita.
certificazione operanti in 30 paesi. in generale a soggetti decisori quali stazioni
appaltanti, contribuendo alla diffusione della Eugenio Bestetti
La partecipazione di IIP Srl alle conoscenza tecnica relativa all’utilizzo dei Mauro La Ciacera
attività di normazione manufatti plastici. Ciro Liguori
I.I.P. ritiene requisito essenziale per la sua Nel corso degli anni gli strumenti di divulga- Istituto Italiano dei Plastici

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