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LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO

(di Matteo Marrone)


RIASSUNTO
1. Il diritto romano e le sue fonti
2. Il processo
3. Gli atti negoziali
4. Le cose
5. Le obbligazioni
6. Le donazioni
7. Le successioni mortis causa
(2007) DonaR
LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)
CAPITOLO 1: il diritto romano e le sue fonti

Varie definizioni di diritto:
Diritto: 2 diverse concezioni normativa: diritto = regola, norma
istituzionale: diritto = ordinamento giuridico
Diritto oggettivo: norma agendi (es. diritto romano, diritto privato)
Diritto soggettivo: facultas agendi (aspetto attivo della posizione giuridica
del soggetto; la pretesa di un soggetto garantita dal diritto oggettivo, cui
corrisponde il dovere di soddisfare quella pretesa.
Posizioni soggettive attive:
Potest o diritto potestativo : il titolare esercita un potere su altri
soggetti indipendentemente dalla loro volont
Facolt : sono le possibilit riconosciute e garantite al soggetto in
virt di un diritto soggettivo
Posizioni soggettive passive:
Obbligo : il dovere di fare o non fare in relazione al diritto soggettivo
altrui
Soggezione : situazione in cui un soggetto deve sottostare ad altrui
potest
Onere : il sacrificio che il diritto soggettivo addossa ad un
individuo affinch possa conseguire un risultato
Diritto Romano: diritto di quella collettivit politica organizzata che fece
capo allantica Roma; dura per oltre 1300 anni:
Origine: Roma VII secolo a.C., 745 a.C.
Termine: morte di Giustiniano 565 d.C. (Corpus iuris civils)
Il diritto romano tra i diritti dellantichit classica lunico che fu
scientificamente elaborato e solo Roma ebbe veri giureconsulti
(giuristi, esperti di diritto)
la matrice di molti sistemi privatistici di molti paesi mondiali e del
nostro Diritto Privato, il vigente Codice Civile.
IUS: corrisponde alla comune parola diritto.
Uso termine : diritto oggettivo (ius civile, ius gentium); diritto
soggettivo ( ius utendi); significato di potest.
Anticamente : indicato come il luogo del giudizio
Et postclassica : indicava globalmente la giurisprudenza classica.
Significato pi usato : situazione giuridica soggettiva di un rapporto
giuridico:
Attiva : diritto soggettivo
Passiva : corrispondente obbligo.
Diritto Privato: diritto che regola i rapporti tra individui (ius privatum)
Diritto Pubblico: regola lorganizzazione e il funzionamento della collettivit
e degli interessi pubblici (ius publicum)
Periodi della storia del diritto romano:
1 Et arcaica 1 Et preclassica
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1 Et classica
1 Et postclassica
1 Et giustinianea
+ ET ARCAICA:
1 Periodo : da 754 a.C. a met del III secolo a.C.
1 Regime costituzionale : prima monarchico (rex, senato, assemblee
popolari), poi repubblicano (senato, magistratura, assemblee popolari),
espansione di Roma, potenza militare e grandi attivit commerciali
1 Caratteri IUS : il diritto romano un diritto povero di strutture, formalistico
per una societ rurale , un diritto vero e proprio per i soli cittadini romani
1 MORES : il diritto dellet arcaica era basato sulla consuetudine: il diritto
era fondato sui mores che erano i costumi giuridici dei MAIORES ( antichi
romani)
1 LEGES : provvedimenti normativi; erano 3 tipi:
a. Legge delle XII Tavole: lex data, scritte su tavole di bronzo distrutte
nellincendio di Roma nel 387 a.C.
b. Leges rogatae: proposte dal magistrato che rogava(interrogava) il
popolo in assemblea. Lassemblea poteva:
i. Approvare la proposta: il testo veniva rettificato dal
Senato e prendeva il nome di LEX + nome magistrato
proponente.
ii. Rifiutare la proposta: no LEX
c. Mores : fonte principale del diritto romano
1 Pontefici: avevano la conoscenza e linterpretazione del diritto; erano i
primi giuristi romani; atmosfera di segretezza.
1 Il diritto dellet arcaica si qualifica:
o Prima: ius Quiritium
o Dopo: ius civile
1 Ius Quiritium : diritto dei quirini, una delle prime collettivit romane.
Venivano riconosciute le posizioni giuridiche soggettive assolute, cio
posizioni di potere su cose o persone. Tale potere si espresso nel tempo
come:
o Prima: ex iure quiritium (questa cosa mia)
o Poi: dominium (dominio)
o Successivamente: proprietas (propriet)
1 Ius civile : riguarda solo i cives (cittadini) romani; le fonti erano: mores,
leges e interpretatio pontificale; comprende lo ius Quiritium, ma pi
ampio; vennero riconosciute nuove posizioni giuridiche: le obbligazioni.
Lobbligatoriet che ha il debitore verso il creditore espressa con il verbo
oportere.
ET PRECLASSICA:
1 Periodo : III secolo a.C. a 27 a.C.: apice e crisi della repubblica. Ha inizio
con le guerre puniche (264 a.C.). Roma si estende.
1 Caratteri IUS : riconoscimento e tutela dei nuovi negozi giuridici per
esigenze di commercio; tali negozi erano utilizzati anche dai non cittadini
(peregrini) ; il diritto dellet preclassica perde la povert della struttura tipi
dellet arcaica.
1 FONTI: mores, leges, plebisciti (deliberazione presa dallassemblea della
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plebe), leges rogatae.
1 Pontefici: persero il monopolio della conoscenza e interpretazione del
diritto. Maggiore ruolo del pretore e della giurisprudenza laica.
1 Giurisprudenza : i pareri espressi dai giuristi erano considerati ius, o
meglio fonte del ius civile. Giurista oggi: privato che interpreta una norma,
ma la sua opinione non vincolante. I primi giuristi furono i pontefici; poi
vennero i laici con attivit consultiva, insegnamento e opere giuridiche
(vocabolario tecnico). Giuristi pi noti: Giunio Bruto, Publio Mucio,
Manio Manilio (fondarono lo ius civile). Nellet preclassica si affianca
allo ius civile e si contrappone il diritto onorario.
1 Ius civile : maggiore importanza allo ius civile: tutela giudiziaria ed
efficacia giudiziaria a nuovi negozi giuridici compiuti dai cittadini romani e
dai peregrini. Il giudice doveva valutare la bona fides: il giudice chiamato a
decidere su una lite insorta tra le parti doveva valutare secondo la buona
fede i doveri del debitore.
1 Ius gentium : erano i negozi giuridici compiuti dai cittadini romani e dai
peregrini. Era parte integrante del ius civile.
1 Ius Honorarium : diritto risultante dallattivit creativa di alcuni organi
giurisdizionali (pretori urbani e peregrini, edili curuli, governatori delle
province, magistrati con carica annuale).
o Pretore urbano : (367 a.C.) magistrato cum imperio; compiti:
dicere ius
o Pretore peregrino : (242 a.C.) istituito pi tardi per aumento
traffici commerciali; compito: dicere ius tra cittadini romani e
stranieri (peregrini) o tra stranieri. Pari dignit pretore urbano.
o Edili curuli : magistrato incaricato della cura dei templi e degli
edifici pubblici. Magistrati sine imperio; compito: cura annonae e
poteri di vigilanza sui mercati e relativa giurisdizione.
o Governatori provinciali: attivit giurisdizionale delle province dei
territori di Roma.
o Magistrati: attivit edittale. Editto: ordinanza emanata da una
pubblica autorit.
Quindi ius honorarium = ius pretorio: da pretore urbano che emanava un
editto con durata di 1 anno (come la sua carica) con un programma che
indicava le promesse di strumenti giudiziari e i provvedimenti che
avrebbe emanato. I pretori successivi confermavano leditto del
precedente pretore, creando gradualmente un nucleo edittale che si
trasmetteva: fu ledictum tralaticium.
ET CLASSICA
1 Periodo :. Dalla fine della repubblica romana e allavvento del principato di
Ottaviano Augusto (27 a.C.) inizia let classica. Termina con labdicazione di
Diocleziano (305 d.C.). Aspetto costituzionale: no repubblicano e no
monarchico, sopravvivono formalmente organi repubblicani cui si
contrappongono princeps e i suoi funzionari. Espansione di Roma e societ
romana.
1 FONTI:
aumento delle fonti: senatoconsulti e costituzioni imperiali
estinzione attivit legislativa del popolo
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il pretore perde il carattere innovativo del ius
1 Editto perpetuo : 130 d.C., Salvio Giuliano, su incarico dAdriano, fa il
testo definitivo delleditto pretorio editto perpetuo
1 Giurisprudenza : i giureconsulti raggiungo il pi alto grado di importanza;
let classica fu caratterizzata da 2 tipi di scuole (sectae) di giuristi:
Sabiniani: capostipite Ateio Capitone, ma il nome fu preso da Masurio
Sabino.
Proculiani: capostipite Marco Antistio Labeone, giureconsulto; la scuola
prese il nome dal successore di Labeone, Procuro.
ET POSTCLASSICA
1 Periodo :. Dal 312, con lascesa di Costantino si parla di et postclassica.
1 Aspetto costituzionale : non pi un principato, ma un impero suddiviso in
2 parti:
a. pars occidentis:con capitale Roma: a capo 1 imperatore
b. pars orientis: con capitale Bisanzio, divenuta Costantinopoli: a
capo 1 imperatore
Per motivi interni ed esterni:
a. fine impero romano dOccidente: Romolo Augusto sconfitto
dal re ostrogoto Odoacre. Limpero doccidente non sar pi
ricostruito.
b. sopravvivenza impero romano dOriente: Giustiniano
imperatore doriente.
1 Diritto : il diritto privato in decadenza; lunica fonte del diritto
limperatore. Lo studio del diritto sopravvive : Codice Teodosiano, era una
compilazione delle costituzioni imperiali da Costantino a Teodosio II. Dal V
secolo maggiore impulso agli studi giuridici che nel VI secolo Giustiniano pot
adottare la compilazione della giurisprudenza classica e delle costituzioni
imperiali che oggi porta il nome di Corpus iuris civils : le differenze tra ius
civile e ius honorarium furono diminuite.
FONTI DI COGNIZIONE DEL DIRITTO ROMANO
1 Corpus Iuris Civilis :
Principale fonte di cognizione del diritto romano
La denominazione indica: iura (giurisprudenza classica) + leges
(costituzioni imperiali di Giustiniano)
diviso in 4 parti:
1. Institutiones : divisa in 4 libri; sono la parte pi breve e semplice
della compilazione; sono scritte in forma di discorso diretto;
hanno funzione didattica.
2. Digesta : divisa in 50 libri; la parte di maggior pregio e
grandezza del Corpus Iuris. unantologia giuridica.
3. Codex : diviso in 12 libri ; contiene le costituzioni di diritto privato
di Giustiniano
4. Novellae : sono le costituzioni di Giustiniano raccolte dopo la sua
morte.
1 Fonti di cognizione pregiustinianee:
o Istituzioni di Gaio : scoperte a Verona nel 1816 e sono formate da
4 libri (cose, persone, azioni)
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o Codice Teodosiano : fatte nel 438 da Teodosiano II; diviso in 16
libri; conteneva le costituzioni imperiali ordinate per materia da
Costantino a Teodosio II.
LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)
CAPITOLO 2: il processo
PROCESSO PRIVATO E DIRITTO SOSTANZIALE
1 Processo privato : complesso delle attivit volte allaccertamento e alla
realizzazione di diritti soggettivi o posizioni giuridiche soggettive attive.
Procedimento:
Il singolo soggetto privato d limpulso per laccertamento ed
interviene un organo pubblico, lorgano giudiziario.
1 Diritto sostanziale : norme primarie che regolano i rapporti tra uomini
nella vita associata.
1 Azione : potere di promuovere in giudizio per far valere le proprie ragioni.
Il titolare di quella pretesa ha il potere di dare avvio ad un processo per far
valere le sue ragioni. Questo strumento si chiama Azione, actio. Ad ogni
azione corrisponde un diritto soggettivo. Le actiones erano tipiche.
1 Tipi di processo nellevoluzione giuridica romana:
A ) Le legis actiones dellet arcaica
B ) Il processo formulare
C ) Le cognitiones extra ordinem dellet classica
D ) Il processo postclassico e giustinianeo.
A)LE LEGIS ACTIONES
1 Caratteristiche :
o Unico processo privato utilizzato dai cittadini romani nellet arcaica
o In verit erano 5 riti processuali tra loro diversi ma per caratteristiche
comuni:
Dichiarative : sacramenti, per iudicis arbitrive postulationem,
per condictionem.
Accertamento di situazioni giuridiche incerte o
controverse
Esecutive : per manus iniectionem , per pignioris capionem.
Realizzazione di posizioni giuridiche certe.
Caratteristiche comuni :
C La denominazione: legis actio
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C Solo per i cittadini romani
C Oralit
C Rigido formalismo (si esigeva la pronunzia di certe parole:
certa verba)
C La presenza di ambedue i litiganti
C Partecipazione del magistrato con iuris dictio (responso).
Questo ruolo fu sostituito in seguito dal pretore.
Procedimento :
o Il pretore aveva il potere di emanare alcuni
provvedimenti
o I due contendenti dovevano essere presenti davanti al
pretore e doveva essere cura dellattore assicurare la
presenza dellavversario
o Chiamata in giudizio in ius vocatio: atto privato
nel quale una parte ingiungeva allaltra di seguirla
dinanzi al magistrato. Non era possibile sottrarsi alla
chiamata in giudizio: laltra parte era autorizzata ad
usare la forza per trascinarlo in giudizio.
Le legis actiones dichiarative avevano il procedimento
suddiviso in 2 fasi:
1. In iure: aveva luogo davanti al magistrato; venivano
fissati i termini giuridici della lite. In questa fase i
contendenti potevano invocare dei testimoni. Il pretore
alla fine nominava un giudice (iudicem dabat) perch le
parti potessero procedere alla fase apud iudicem.
2. Apud iudicem: tale fase si svolgeva davanti al giudice,
spesso un privato cittadino, come giudice (iudex) o
arbitro (arbiter), il quale raccoglieva prove e emanava
la sentenza.
Le legis actiones pi antiche furono:
1. legis actio sacramenti: dichiarativa
2. legis actio manus iniectionem: esecutiva
LA LEGIS ACTIO SACRAMENTI
1 Legis dichiarativa utilizzata con largo impiego perch considerata
generale. Poteva essere:
Legis actio sacramenti in rem: era impiegata per il
riconoscimento e la tutela delle posizioni giuridiche soggettive assolute,
dette vindicationes. Con tale legis, il proprietario perseguiva la cosa
che affermava appartenergli.
Procedimento:
Fase in iure
1. era necessaria la presenza di entrambi i contendenti
dinanzi al magistrato giusdicente (in iure)
2. doveva essere presente anche la cosa della
controversia
3. una parte che aveva preso liniziativa della lite con in
mano una bacchetta (festuca) affermava solennemente
che gli apparteneva
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4. laltra parte compiva gli stessi gesti.
5. alla vendicatio di una parte seguiva la controvendicatio
dellaltra
6. il pretore interveniva ordinava ai litiganti di depositare
la cosa (mittite ambo rem).
7. i 2 contendenti obbedivano, ma si dovevano sfidare al
sacramentum: scommessa di pagare allerario
8. prestato il sacramentum, il pretore emanava un
provvedimento (vindicias dicebat) con il quale
assegnava il possesso provvisorio della cosa
controversa a quella delle parti in lite che assicurasse
lintervento di garanti (praedes) ritenuti pi idonei.
Questi garanti in caso di perdita della parte alla quale il
magistrato aveva assegnato il possesso provvisorio
della cosa, avrebbero garantito la restituzione della
cosa avversario insieme con i frutti maturati durante il
processo.
Fase apud iudicem
1. entrambe le parti dimostrano che la cosa gli appartiene
2. il giudice raccolte le prove doveva pronunziare su quali
dei due sacramenta fosse:
a. iustum (conforme a ius): il sacramentum di chi
fosse risultato essere proprietario della cosa
b. iniustum (non conforme a ius): il sacramentum
dellaltro contendente
c. il soccombente perdente avrebbe pagato
allerario limporto del sacramentum.
Legis actio sacramenti in personam:
Con tale legis si agiva per la tutela di posizioni giuridiche
soggettive relative, in particolare i crediti.
Procedimento:
Fase in iure
1. il creditore insoddisfatto agisce contro il debitore
affermando (in iure) ci che gli doveva
2. il debitore poteva:
a. ammettere: confessio in iure, con conseguente
interruzione del processo
b. negare: le parti si sfidavano reciprocamente al
sacramentum (stesso procedimento del
sacramentum)
3. nel caso in cui il debitore persisteva con
linadempimento, il creditore avrebbe esercitato la legis
actio per manus iniectionem.
LA LEGIS ACTIO MANUS INIECTIONEM
Tale legis aveva carattere esecutivo
Con essa si agiva per la realizzazione di posizioni giuridiche soggettive per le
quali una legge vi avesse fatto espressamente rinvio.
Poteva essere attuata per lesecuzione di un giudicato (secondo le XII Tavole di
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Gaio)
Manus iniectio iudicati: il creditore che aveva a suo favore una sentenza
(iudicatum) poteva dare esecuzione contro lavversario ritenuto debitore di una
somma di denaro. Con manus iniectio si procedeva sempre quando il debitore
(iudicatus) dopo 30 gg dalla sentenza non avesse ancora pagato.
Iudicatus: era il confessus, colui che aveva ammesso il proprio debito
(confessus pro iudicato est).
Con la manus iniectio si procedeva anche in situazioni riconosciute certe a
priori:
Manus iniectio pro iudicato
Manus iniectio pura
Procedimento:
davanti al magistrato dovevano presentarsi creditore e debitore
il ruolo attivo inizialmente era del presunto creditore
Il creditore pronunciava, adottando un formulario rigidamente
predeterminato (certa verba) , indicando limporto e dichiarava la
manum inicere, afferrando il debitore.
Il debitore poteva indicare un vindex (garante, difensore), grazie al
quale:
Lo avrebbe sottratto dalla manum iniectio
Poteva negare il debito.
Se il debitore non avesse dichiarato nessun vindex, o nessun
vindex venuto in suo favore, il pretore pronunziava:
Laddictio del debitore in favore del creditore
Il creditore avrebbe potuto trascinare presso di s laddictus e
tenerlo in catene per 60 gg.
LE ALTRE LEGIS ACTIONES
1. Legis actiones per pignoris capionem: esecutiva, no presenza
magistrato e avversario, il creditore con pronunzia certa verba e
prendeva in pegno le cose appartenenti al debitore
2. Legis actiones per iudicis arbitrive postulationem: dichiarativa, per
crediti nascenti da stipulatio e per divisione di eredit e per divisione di
beni comuni
3. Legis actiones per condictionem: dichiarativa, per crediti aventi ad
oggetto:
a. una determinata forma di denaro (certa pecunia)
b. cose determinate diverse dal denaro (certa res)
B IL PROCESSO FORMULARE
Nel processo per legis actiones sono tutelate le situazioni giuridiche
riconosciute:
dallo ius civile
erano ammessi solo i cittadini romani
Con lintensificarsi delle relazioni commerciali tra romani e stranieri, vi era
lesigenza di strutture processuali diverse. La figura del pretore urbano
consentiva ed imponeva agli interessati di litigare per formulas, cio nasce il
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processo formulare che si realizza in forza dei poteri del pretore (iuris
dictio e imperium).
Dinanzi al pretore urbano si pot litigare:
o per legis actiones
o per formulas
Ma un solo pretore non bast e venne istituito un secondo pretore, il praetor
peregrinus (242 a.C.), con il compito di dicere ius tra:
o cittadini romani e stranieri
o anche solo tra stranieri.
Abolizione delle legis actiones:
C Le legis actiones andarono sempre pi a manifestarsi inadeguate, e quindi
soppresse
C Il processo formulare and a sostituire le legis actiones
C Il processo formulare divenne il processo privato ordinario per tutta
let classica.
C Il processo formulare fu applicato a Roma, in tutto il territorio italico e buona
parte delle province.
I caratteri del processo formulare:
+ Il processo formulare aveva carattere unitario: aveva un solo procedimento
per qualsiasi actiones.
+ Per ciascuna actiones era previsto nelleditto una diversa formula.
+ Il procedimento, aperto ai cittadini romani e non, era diviso in 2 fasi:
In iure
Apud iudicem.
+ Le due fasi con funzioni analoghe al processo per legis actiones, ma con una
differenza:
Nel processo per legis actiones, le parti erano ammesse ad
esprimere le loro ragioni solo nella fase apud iudicem
Nel processo formulare, sia nella fase in iure sia nella fase apud
iudicem.
+ Introduzione della scrittura nel processo formulare.
La chiamata in giudizio ( ius vocatio):
C Per assicurare la presenza dellavversario si provvedeva con il ius vocatio.
C Era un atto privato
C Compiuto dallattore il quale invitava laltra parte a seguirlo dinanzi al
magistrato
C Nel processo formulare, se il vocatus si rifiutava di seguirlo in giudizio,
lattore non poteva far ricorso alluso della forza, ma era infatti compito del
pretore esercitare la coazione indiretta contro il vocatus che non avesse
seguito lattore.
C Pi avanti venne usato il vadimonium, che fece decadere in ius vocatio.
C Nel vadimonium era lo stesso convenuto a promettere allavversario di
comparire dinanzi al magistrato nel giorno concordato.
La fase in iure:
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+ Venivano fissati i termini giuridici della lite
+ Presenza attore, convenuto e magistrato iuris dictio.
+ Il magistrato con la datio actiones approvava il testo della formula (detta
anche iudicium azione giudiziaria, causa, processo) concordata tra le parti
e concedeva lazione richiesta.
+ La FORMULA: era un breve documento scritto dove cera
il nome del giudice
la futura sentenza
termini della controversia determinanti per la decisione
+ I magistrati giusdicente erano:
Pretore urbano
Pretore peregrino
Edile curule
Governatori provinciali
Tutti coloro che esercitavano giurisdizione sulla base delleditto
(maggiore importanza, leditto del pretore urbano)
+ Dinanzi al pretore le parti manifestavano le proprie ragioni
+ Lattore indicava allavversario la formula dellazione che intendeva
promuovere facendo riferimento allalbo pretorio (editio actionis) che
riproduceva leditto, dove erano indicati i diversi modelli delle formule.
+ Faceva seguito la postulatio actionis che era rivolta al pretore, nella quale
lattore chiedeva che si procedesse con lazione indicata. (lattore indicava
la sue pretese)
+ Se il convenuto non ammetteva: dibattito informale tra le parti con la
partecipazione del pretore.
01 ) Denegatio actionis: quando il pretore ritenesse infondata o iniqua la
pretesa dellattore. In questo caso la parte attrice rimaneva
impregiudicata perch la denegatio non era una sentenza.
02 ) La formula e la datio actionis: spesso per il pretore dava lazione;
con la datio actionis dava il via al procedimento.
03 ) La litis contestatio: una volta che il pretore fosse stato daccordo sul
testo della formula compiva la datio actionis: la iudicium dabat, dava
cio lazione richiesta autorizzando il procedimento sulla base della
formula.
a. Lattore recitava il contenuto: iudicium dictabat
b. Il convenuto accettava: iudicium accipiebat
c. Erano tutti degli atti volontari che costituivano la litis
contestatio:
i. Dare iudicium del pretore
ii. Dictare iudicium dellattore
iii. Accipere iudicium del convenuto
d. La litis contestatio:
i. Presupposto indispensabile per dare un giudizio di merito
ad una questione controversa
ii. Aveva effetto preclusivo: non poteva essere ripetuta
iii. Aveva effetto conservativo: qualunque evento
successivo non lavrebbe pregiudicata
04 ) Lindefensio: quando il convenuto assumeva un atteggiamento
passivo di non collaborazione allistituzione della lite (indefensio), il
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pretore minacciava sanzioni diverse.
La litis contestatio chiude la fase in iure.
La fase apud iudicem :
+ Avveniva davanti al giudice che aveva deciso la controversia.
+ Il giudice non era un pretore ma un cittadino privato, infatti, era scelto dalle
parti in comune accordo con il magistrato.
+ Il nome di tale giudice compariva allapertura della formula: Titius iudex
esto (Tizio sia giudice)
+ Il giudice poteva essere :
una persona singola (iudex unus)
organi collegiali (recuperatores) : erano 3 al max; giudicavano nei
giudizi di libert e alcuni delitti pi gravi (rapina e iniuria offesa,
ingiuria)
+ Nel processo formulare valeva il principio indicato nelle XII Tavole: se una
parte era assente oltre mezzogiorno del giorno fissato per ludienza apud
iudicem, il giudice avrebbe dovuto decidere in favore nella parte presente.
Se erano presenti entrambi le parti, il procedimento si svolgeva senza alcun
formalismo.
+ Ciascuna parte esponeva le proprie ragioni:
Lattore lonere di provare la propria pretesa
Il convenuto negare la pretesa.
I 2 contendenti dovevano dimostrare linconsistenza delle prove
avversarie.
+ La fase apud iudicem si concludeva con la sentenza era definitiva:
Condanna del convenuto: era sempre espressa in denaro e dava
luogo alla obligatio iudicati.
Assoluzione del convenuto
Le parti ordinarie della formula:
+ la formula era divisa in pi partes:
1 1 Nomina del giudice (iudicis nominatio: Titius iudex esto)
1 4 ordinarie:
intentio: non poteva mancare, era la pretesa vantata dallattore;
caratterizzava la formula, indicava la natura e consentiva di
stabilire il tipo dazione. Lintentio poteva essere certa o incerta:
certa: quando la pretesa era determinata
incerta: negli altri casi
demonstratio: indicava la causa, la fonte e i fatti che avevano
dato vita alla pretesa; non tutte le formule avevano demonstratio e
cio non erano espresse; iniziava con la parola quod (poich); era
collocata prima dellintentio.
condemnatio: invitava il giudice a condannare il convenuto, se
sussistevano le condizioni nella stessa formula indicate, oppure ad
assolverlo. Perch la condanna pecuniaria non superasse certe
limiti, la condemnatio era integrata da una taxatio.
adiudicatio: era prevista solo nelle formule di azioni provvisorie (
actio communi dividundo) o azioni per il regolamento di confini
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(actio finium regundorum) e autorizzavano il giudice ad
aggiudicare ai partecipanti alla comunione o ai confini.
La praescriptio (titolo, intestazione, preambolo):
C Poteva figurare nella formula
C Era scritta prima della iudicis nominatio, con cui la formula vera e propria
iniziava: da qui la denominazione. Era un rimedio che giovava lattore.
Lexceptio (eccezione, clausola):
+ Era un rimedio a favore del convenuto
+ Nella formula era inserita:
Prima della condemnatio
Dopo lintentio.
+ Era una condizione negativa della condanna. Il giudice avrebbe dovuto:
Condannare il convenuto solo se le circostanze dedotte
nellexceptio non risultassero vere.
Assolvere il convenuto
+ Era richiesta dal convenuto stesso
+ Era inserita nella formula a richiesta del convenuto
+ Lexceptio era un rimedio pretorio, cio un mezzo dattuazione dellequit
pretoria volta a correggere lo ius civile.
+ Era diversa dalla denegatio actionis.
+ Lattore, dopo lexceptio, poteva porre una replecatio, che se fondata
avrebbe dato la possibilit al giudice di non tener conto dellexceptio.
Classificazioni delle azioni:
+ Le actiones era classificabili in categorie:
Azioni civili e azioni onorarie (spesso azioni pretorie):
Azioni civili: fondate sullo ius civile
Azioni onorarie: fondate sul diritto onorario.
Lappartenenza a quale tipo di categoria si stabiliva
dallintentio della formula, a seconda che essa la pretesa
attrice apparisse o non fondata sullo ius civile.
Erano fondate sullo ius civile:
Appartenenti allo ex iure Quiritium
Spettanti ad uno ius
Obbligazioni a carico del convenuto espressa col verbo
oportere.
Ogni altra pretesa era diritto onorario.
Il pretore:
+ Riproduceva nelleditto i modelli delle formule-tipo, sia civili che pretorie:
1 Le azioni civili: erano fondate nello ius civile e bastasse che leditto le
contemplasse
1 Le azioni pretorie: avevano fondamento in apposite clausole contenute
nello stesso editto.
+ In sintesi: ogni azione pretoria presupponeva una promessa edittale.
IUDICIA BONAE FIDEI
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+ Iudicia bonae fidei era tra le azioni civili.
+ Era unazione in personam, nella cui intentio cera scritto oportere ex fide
bona(che esprimeva lobbligazione del convenuto), in modo che il giudice
fosse invitato a stabilire secondo i criteri di buona fede.
AZIONI PRETORIE
a. Le azioni pretorie erano dei rimedi per riparare delle
lacune dello ius civile. Potevano essere:
i. Utiles (facevano rif. a ius civile)
ii. Con trasposizione di oggetti
(facevano rif. a ius civile)
iii. In factum (no riferimento: ius
Quiritium, a ius, oportere)
Actiones in rem e actiones in personam :
C Actio in rem : la pretesa attrice era nellintentio ed era erga omnes. Il
giudice doveva accertare il potere assoluto dellattore sulla cosa della
controversia. Ci un diritto verso una cosa => riguardava i diritti reali
Nellintentio: figurava solo il nome dellattore
Nella condemnatio: figurava il nome dellattore e del convenuto
C Actio in personam : la pretesa dellattore (creditore) era verso un
soggetto determinato (debitore), il quale era tenuto ad un certo
comportamento.
La pretesa dellattore ha carattere relativo e non assoluto, infatti il nome del
convenuto e dellattore erano scritti sia nellintentio che nella condemnatio.
Si parla di diritti verso una persona => diritti relativi
Entrambe le azioni avevano diverso regime processuale e diversi regimi degli
effetti preclusivi della litis contestatio.
Le azioni arbitrarie:
C Le azioni arbitrarie erano azioni la cui formula conteneva una particolare
clausola: la clausola restitutoria o arbitraria.
C Con questa clausola il giudice, dopo aver verificato lintentio, prima di
procedere alla condanna pecuniaria avrebbe dovuto invitare il convenuto a
restituire oppure a condannarlo solo in caso di mancata restituzione.
C Nel caso in cui il convenuto su invito del giudice non avesse restituito, a
stabilire limporto della condanna pecuniaria sarebbe stato lattore sotto
giuramento. Solitamente lattore avrebbe giurato una somma molto pi
elevata di quella del mercato.
C La clausola restitutoria valeva solo nei casi in cui la pretesa dellattore non
fosse in denaro (diritti reali).
Azioni penali e azioni reipersecutorie:
C Tali azioni riguardano il diritto privato.
C Azioni penali :
o Erano azioni in personam
o Poenam persequimur: il privato vittima dellillecito perseguiva
lautore dellillecito con una pena che aveva funzione punitiva.
o La pena poteva essere:
Pecuniaria: era percepita dalla stessa vittima
Corporale: veniva inflitta dalla vittima, e non ai suoi eredi; si
(2007) DonaR
comulava contro pi responsabili, era civile o pretoria.
C Azioni reipersecutorie :
o Rem persequirum: si perseguiva la res, intesa come ogni interesse
patrimoniale che si considerava leso.
o La funzione era risarcitoria.
o Le azioni reali erano tutte reipersecutorie, le azioni in personam no.
Col passare del tempo le azioni penali tendevano ad unirsi sempre di pi alle
azioni reipersecutorie, facendo in modo che nascessero azioni miste: il diritto
penale da diritto privato entra a far parte del diritto pubblico.
C Nascono poi un tipo particolare di azioni penali: actiones noxalis:
o Erano delle azioni penali che si esercitavano per gli illeciti
commessi da soggetti a potest:
Schiavi
Filis familias.
o La formula era data come noxalis contro lavente potest, dominus
o pater familias.
Actio iudicati :
C Era un actio iudicati, un actio in personam, che serviva per lesecuzione
della sentenza.
C Aveva 2 presupposti:
Condanna espressa in denaro
Il fatto che il debitore non avesse adempiuto al pagamento entro
30gg.
C Latteggiamento del convenuto che si fosse opposto negando i
presupposti dellazione costituiva la condanna al doppio in caso di
contestazione infondata.
Procedure esecutive contro il iudicatus :
C Lesecuzione contro il iudicatus poteva essere:
o Personale: quando, nel caso di mancato pagamento, lattore
poteva tenere nelle proprie carceri il convenuto finch non avesse
estinto il debito o col denaro o con il lavoro.
o Patrimoniale: si parla di bonorum venditio.
C Era lalternativa introdotta dal pretore allesecuzione personale e avveniva
cos:
o Missino in bona: il pretore immetteva il creditore nel possesso dei
beni del debitore, funzione di custodia e conservazione
o Proscriptio: con cui si dava notizia della procedura a tutti gli altri
creditori, in modo di dar loro lopportunit di intervenire. Se il
debitore, trascorsi 30 gg dalla proscriptio senza che il creditore
fosse stato soddisfatto, diventa infamis.
o Nomina di curator bonorum: nominato dal pretore per gestire
provvisoriamente il patrimonio del debitore.
o Nomina di magister bonorum: nominato dai creditori per
preparare la vendita allasta dello stesso patrimonio e stabilire
anche delle condizioni.
o Bonorum venditio: la vendita veniva fatta quando venivano
approvate le condizioni. Vinceva la gara e quindi acquistava in
blocco in tutto chi offriva di pagare la pi alta percentuale dei
(2007) DonaR
debiti: lacquirente era detto bonorum emptor.
Procedure esecutive in assenza di giudicato:
C Lactio iudicati presupponeva un precedente iudicatum.
C Si poteva in ogni caso dare luogo a procedure esecutive senza avere una
precedente sentenza di condanna.
Cessio bonorum e bonorum distractio :
C Erano procedure molto severe sia lesecuzione personale sia quella
patrimoniale.
C Esistevano delle eccezioni:
o Al debitore insolvente, la cui insolvenza giuridica non era ugualmente
imputabile linsolvenza morale, si consent la cessio bonorum, cio la
cessione volontaria di tutto il patrimonio ai creditori: era una procedura
concorsuale nella quale veniva venduta allasta e acquistati dei beni da un
bonorum emptor, ma non una proscriptio e infamia.
o Lesecuzione personale e linfamia si risparmiarono in virt di una
disposizione delleditto a taluni incapaci. In questi casi, il pretore nominava
un curator bonorum, il quale provvedeva a soddisfare i creditori con il
ricavato della vendita dei cespiti patrimoniali ereditari. Si parlava di
bonorum distractio.
I rimedi pretori:
C Nellambito del processo formulare, il pretore apprestava dei rimedi propri,
che erano:
Denegatio actionis
Exceptio
Actiones utiles
Azioni con trasposizione di
soggetti
Actiones in factum
Altri rimedi pretori furono:
1. Gli interdicta :
C Interdire: impedire, proibire.
C Interdicta: erano ordini pretori che vietavano determinati comportamenti.
C Gli interdicta erano emessi su domanda di un privato e contro un altro
privato.
C Erano di 3 tipi:
o Prohibitoria (che vietavano)
o Restitutoria (che ordinavano di restituire)
o Exhibitoria (che ordinavano di esibire)
C Gli interdicta erano tipici ed erano previsti nelleditto per singoli tipi, infatti
ogni caso diverso era precisato.
2. La in integrum restitutio :
C considerata tra i rimedi pretori come corrigendi iuris civilis gratia.
C Era il ripristino della situazione giuridica precedente allevento.
C Nel processo: era il pretore a decidere nel contraddittorio tra le parti la
sussistenza o no delle ragioni per la concessione della restitutio.
(2007) DonaR
3. Le cautiones , o stipulationes praetoriae :
C Erano rimedi pretori ai quali si ricorreva quando mancava un obbligo
giuridico al compimento di una certa prestazione e il pretore riteneva invece
giusto che quellobbligo ci fosse.
4. Le missiones in possessionem :
C Erano disposte dal pretore con decretum.
C In forza della missio linteressato era autorizzato ad immettersi in
possessionem di un bene o di un patrimonio.
C Questi rimedi pretori si davano solo se erano previsti nelleditto.
La scomparsa del processo formulare:
A. Per tutto il corso dellet classica, il processo formulare fu il procedimento
ordinario per le liti tra privati.
B. Fu abolito con lavvento dei figli di Costantino, Costanzo e Costante. (342),
ma subentrer il concorso delle cognitiones extra ordinem.
C. LE COGNITIONES EXTRA ORDINEM :
C Il primo caso si ha quando Augusto diede riconoscimento giuridico ai
fedecommessi e stabil la competenza dei consoli per le controversie
C Organi competenti a giudicare extra ordinem:
o nelle province, i governatori
o a Roma, magistrati dellordine costituzionale repubblicano e
funzionari nominati e dipendenti dal principe
C Avvio di una prassi: il Principe (princeps) interviene nei giudizi privati
C Differenze da prima:
o Chiamata in giudizio, intervento di un organo pubblico, il convenuto
che non si presentava era considerato contumace (assente)
o Non pi divisione in iure e apud iudicem, il giudizio si svolgeva
davanti ad un organo pubblico che aveva il potere di emanare la
sentenza
o No litis contestatio
o Assenza di formalismo, la difesa del convenuto era detta
praescriptio , che corrispondeva in sostanza allexceptio
formulare
o La condanna poteva essere in denaro: quindi nel caso concreto il
giudice che aveva emesso la sentenza poteva anche imporre
lesecuzione forzosa.
D. I PROCESSI POSTCLASSICO E GIUSTINIANEO:
C Il processo si unifica
C Gli organi delle circoscrizioni territoriali sono anche organi giurisdizionali
C Al vertice c limperatore che decide in ultima istanza
C Il procedimento si irrigidisce: no potere discrezionale dei giudici
C Dalla fine del IV secolo, la legislazione imperiale proibisce le carceri private,
ma lesecuzione personale per debiti non scompare.
C Scompare la figura del pretore e non c pi distinzione tra azioni civili e
azioni pretorie.
(2007) DonaR
LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)
CAPITOLO 3: Gli atti negoziali
Fatti, atti e negozi giuridici.
C Fatto giuridico: qualsiasi evento volontario o non che incide sulla realt
giuridica dando luogo a:
(2007) DonaR
o Nascita situazione giuridiche nuove
o Modifica o estinzione di situazioni giuridiche esistenti
in sostanza ogni evento produttivo deffetti giuridici.
C Fatto giuridico involontario: che si verificano indipendentemente dalla
volont delluomo.
C Fatto giuridico volontario: sono azioni umane volontarie.
C I fatti giuridici si dicono atti giuridici.
C Gli atti giuridici possono essere:
o Atti leciti: consentiti dallordinamento; la categoria pi importante
quella dei NEGOZI GIURIDICI. Sono volontari.
o Atti illeciti: vietati dallordinamento, ma anche questi fatti giuridici
sono volontari (obbligazioni)
C Negozi giuridici: manifestazioni di volont da parte dei privati dirette al
conseguimento di risultati definibili in termini di:
o acquisto
o perdita
o modificazione
Negozi giuridici.
C Sono atti leciti, consentiti dallordinamento giuridico e gli effetti che gli sono
collegati sono gli stessi voluti dallautore o autori dellatto.
C Tipicit : nelle fonti romane assente lidea del negozio giuridico, ma molti
atti e comportamenti volontari rientrano nello schema di negozio giuridico.
C Elementi : il negozio giuridico ha una struttura divisa in:
Elementi essenziali : essentialia negotii; sono gli elementi strutturali
fondamentali del negozio giuridico. esenziale la manifestazione della
volont; i soggetti devono avere la capacit di agire (capacit
intellettuale) e essere legittimati a compiere il negozio.
Elementi naturali : naturalia negotii; sono in sostanza gli effetti del
negozio giuridico pur nel silenzio delle parti.
Elementi accidentali : accidentalia negotii; sono delle clausole non
essenziali, che le parti possono, se vogliono, inserire nel negozio. In
particolare, sono elementi accidentali: condizione, termine, modus.
C Invalidit e inefficacia : il negozio si dice:
Invalido: uno dei suoi elementi ha un difetto intrinseco
Inefficace: non produce effetti veri e propri
Il negozio invalido anche inefficace, ma il negozio inefficace pu essere
valido.
Dottrina moderna : distingue 2 specie di invalidit:
Nullit: quando il negozio per difetto di uno dei suoi
elementi essenziali o per altro grave motivo, non produce i
suoi effetti (nasce morto)
Annullabilit: quando il negozio presenta vizi meno
gravi(nasce vivo ma malato). Con lannullamento, il negozio
non produce pi i suoi effetti, diventa inefficace e linefficacia
retroattiva.
Dottrina romana: nelle fonti romane il concetto il concetto di nullit
previsto, ma non quello di annullabilit. Nel diritto romano la nullit e
linvalidit sono considerati identici.
(2007) DonaR
4. Classificazioni :
1. Forma
1 Formali: la volont deve essere manifestata in una forma
determinata. La forma prescritta lelemento essenziale di tale negozio.
1 Non formali: la volont pu essere manifestata in qualsiasi forma.
2. Causa
1 Causali: la causa determina la struttura del negozio; la causa
lelemento essenziale del negozio.
1 Astratti: la causa non emerge dalla struttura del negozio. Gli effetti
del negozio sono indipendenti dalla causa del negozio.
3. Manifestazione volont
1 Unilaterali: a manifestare la volont deriva da una sola parte
(testamento)
1 Bilaterali: convergono manifestazioni di volont tra 2 parti (contratti)
1 Plurilaterali: convergono manifestazioni di 3 o pi parti (societas)
4. Le parti : ogni parte rappresenta un centro di interessi
1 Persona singola
1 Pi persone: portatrici di interessi identici
5. Titolo :
1 A titolo oneroso: ciascuna parte consegue un vantaggio dietro
corrispettivo (compravendita)
1 A titolo gratuito: una parte consegue un vantaggio senza
corrispettivo (comodato)
6. Quando si producono gli effetti :
1 inter vivos: producono effetti solo se il soggetto o soggetti sono in
vita
1 mortis causa: producono effetti solo dopo la morte dellautore del
negozio
7. Tipi di effetti :
1 Reali: trasferimento della propriet o costituzione o estinzione di
diritti reali
1 Obbligatori: nascita o estinzione dobbligazioni
5. Forme della manifestazione della volont : ogni negozio giuridico 1 o
pi manifestazioni di volont, ma deve essere manifestata. Ci sono 2 tipi
di forme di manifestazione:
A) negozi formali
B) negozi non formali
6. Negozi formali : erano come gli atti giudiziari (legis actiones), perch le
formalit erano fondamentalmente orali, richiedendo luso di parole
stabilite (certa verba).
La mancipatio : vendita, alienazione; era un negozio dello
ius Quiritium e quindi solo utilizzabile dai cittadini romani.
Era uno dei gesta per aes et libram: erano atti che si
compivano con il rame o con il bronzo (aes) e con la bilancia
(libra). Erano presenti al negozio, come testimoni, 5 cittadini
romani puberi (adolescente) e di un libripens (pesatore
ufficiale, che teneva la bilancia per la formalit della vendita)
che reggeva la bilancia e pesava i metalli.
(2007) DonaR
Le parti erano:
C Il mancipante, mancipio dans: perdita del potere su
cose o persone
C mancipio accipiens : acquisto del potere su cose o
persone.
La mancipatio era impiegata per:
C il trasferimento della propriet sulle res mancipi (beni
acquistati)
C acquisto manus di una donna (mano)
C ecc
Esempio di mancipatio: mancipazione di uno schiavo
Le parti:
il mancipante
l schiavo
5 cittadini
il pesatore ufficiale
il mancipio accipiens
Procedimento:
1. il mancipio accipiens teneva lo schiavo e diceva
dico che questuomo mio ex iure Quiritium e sia a
me acquistato in forza di questo metallo e di questa
bilancia.
2. contestualmente, il mancipio accipiens poneva sulla
bilancia il rame o il bronzo
3. il libripens provvedeva a pesare il metallo
4. il mancipio accipiens consegnava il metallo al
mancipio dans.
1. con il mancipatio, il mancipio accipiens acquista sul
servo lo stesso potere di propriet che aveva prima il
mancipante.
La in iure cessio : cessione; era un negozio dello ius civile,
fruibile solo dai cittadini romani.
Procedimento: si compiva davanti ad un magistrato o pretore;
le parti erano il cedente (chi cede un diritto) e il cessionario
(il destinatario di una cessione).
Esempio della cessione di uno schiavo:
C Il cedente intendeva trasferire al cessionario la propriet
dello schiavo
C Il cessionario tenendo lo schiavo pronunciava la formula
questo uomo mio ex iure Quiritium
C Il pretore interrogava il cedente, e in caso di consenso,
pronunciava laddictio del servo in favore del cessionario.
C La in iure cessio scomparve in et post-classica.
la stipulatio : stipulazione, contratto; negozio formale
bilaterale con effetti obbligatori.
Le parti erano:
a. lo stipulante (stipulator): chi fa con un altro un
(2007) DonaR
atto contrattuale
b. il promittente (promissor): chi si obbliga verso
terzi con una promessa unilaterale.
Procedimento: lo stipulante chiedeva al promittente se
manteneva limpegno di un determinato comportamento.
Nasceva cos a carico del promittente, divenuto debitore, e in
favore del stipulate, divenuto creditore, unobbligazione che
era sanzionata iure civili ed avente ad oggetto la prestazione
promessa.
7. Altre forme negoziali : i negozi non formali sono:
la traditio: consegna, resa; negozio bilaterale riconosciuto a Roma
per il trasferimento del possesso e della propriet.
contratti consensuali: a Roma, furono la compravendita, locazione,
societ, mandato e i patti.
8. Divergenza tra manifestazione e volont : poteva accadere che una
persona manifestasse una volont che non aveva, e perci determinava
una divergenza tra volont e manifestazione.
Bisogna distinguere tra negozi solenni dello ius civile ed altri negozi:
Negozi solenni : il compimento delle formalit richieste era
considerato necessario per la validit dellatto.
Contratti consensuali e negozi non formali : la mancanza di
volont comportava la nullit dei contratti, il negozio sarebbe
stato non produttivo di effetti giuridici.
Eccezioni:
Dichiarazioni fatte per scherzo o in ambito teatrale non venivano
considerate
Riserva mentale : era il caso in cui qualcuno dichiarava ci che
non voleva
Simulazione : era il caso in cui cera la consapevolezza di
entrambe le parti di non volere il negozio. La simulazione
portava alla nullit del negozio perch non vi era una
manifestazione della volont.
Casi di divergenze:
A) ERRORE: quando la divergenza tra dichiarato e voluto non
consapevole. Lerrore una svista, un fraintendimento, a volte
anche di lingua. Si distingue in:
i. Errore ostativo (o nella dichiarazione): era un errore che
escludeva la volont
ii. Errore-vizio: non escludeva la volont
iii. Errore di diritto: lerrore che dipende da ignoranza o
fraintendimento di norme e distituti giuridici. In questo caso
il negozio valido.
iv. Errore su elementi di fatto: nullit del negozio anche
se doveva essere al contempo scusabile (errore non
grossolano) ed essenziale (errore che investe il negozio nei
suoi aspetti fondamentali).
B) DOLO: la parola dolo assume significati diversi nel linguaggio
giuridico:
1. esprime lidea della volontariet di un comportamento
(2007) DonaR
e delle relative conseguenze per altri pregiudizievoli
(svantaggiosi)
2. il dolo si contrappone alla colpa
3. comportamento iniquo
4. significato dolo negoziale: macchinazione volta a trarre
in inganno un'altra persona facendo si che questa
compia un negozio per lei svantaggioso che
diversamente non avrebbe voluto e compiuto, oppure
avrebbe compiuto a condizioni diverse. Nel dolo si
guarda chi induce in errore e non chi cade in errore.
Nellantica tradizione giuridica, il dolo poteva non essere
rilevante, ma dallet preclassica, lo era.
Quando si parla di dolo negoziale si parla di dolus malus,
e non di dolus bonus:
dolus bonus: sono le furberie tollerate dal
costume, che vengono usate per trattare i propri affari.
Non viene preso in considerazione dal diritto.
dolus malus: la vera e propria macchinazione
per trarre altri in inganno.
In origine, in iure civili, il negozio viziato da dolo era valido
ed efficace.
Ci furono successive deroghe, in particolare nel campo dei
negozi che davano luogo a giudizi di buona fede: dolo e
buona fede si escludono a vicenda.
Nel I secolo a.C. il pretore introdusse nelleditto la clausola
che prometteva lexceptio doli (mali): era uno
strumento per invalidare i negozi dai quali nascevano
azioni che non erano in buona fede.
Lexceptio doli aveva una doppia valenza:
exceptio doli praeteriti: se il raggiro era avvenuto
prima del giudizio
exceptio doli praesentis: se il raggiro si commetteva
al momento dellazione e non era un inganno ma un
semplice comportamento iniquo.
Nel caso in cui la vittima del dolo avesse dato esecuzione
al negozio, soccorreva lactio de dolo:
A) fu introdotta per iniziativa del giurista Aquilio Gallo (tra
il 70 e 60 a.C.)
B) era utilizzato dalla vittima verso lautore del dolo:
limporto della pena corrisponde al danno subito
dallattore.
C) Lazione del dolo poteva essere esercitata contro
lautore del dolo, non contro i suoi eredi e lazione non
poteva essere fatta oltre lanno dalla commissione del
dolo.
D) Il negozio gi eseguito non veniva invalidato, ma
lingannato poteva con lactio de dolo ottenere la
condanna dellautore del dolo a una pena
corrispondente alla stima del danno subito.
(2007) DonaR
C) METUS:
un altro vizio della volont
il timore generato da altrui violenza(vis = forza, violenza)
la minaccia di provocare un male se il minacciato non
compie un certo negozio: una violenza morale, la c.d. vis
compulsava o vis animo illata.
la minaccia di un male genera timore (metus = timore, paura)
il metus una minaccia grave, in quanto la vittima, dovendo
scegliere tra la minaccia e il compimento del negozio, sceglie
questultimo. La minaccia comunque doveva essere seria ed
ingiusta
in principio, il negozio estorto (ottenuto con violenza)
compiuto per metus era iure civili valido ed efficace.
ma nel I secolo a.C. il pretore contempl nel suo editto
lexceptio quod metus causa, o exceptio modus, in virt della
quale la persona convenuta per ladempimento di un negozio
estorto con la violenza avrebbe ottenuto lassoluzione.
D) CAUSA:
i. la ragione dessere oggettiva del negozio.
ii. Ogni negozio compiuto dal suo autore per una causa: la
causa la funzione che si intende realizzare attraverso gli
effetti che il negozio andr a produrre.
iii. Esempi:
1. la causa negoziale sar lo scambio di cosa
contro prezzo nella compravendita
2. la realizzazione di un prestito nel mutuo
iv. la causa determina la struttura del mutuo: rappresenta
lelemento costitutivo: in questi casi si parla di negozi
causali.
v. Negozi astratti: la causa non espressa; tali negozi
potranno essere compiuto per cause esterne diverse.
vi. In principio per i negozi astratti, erano e restavano validi pure
se la causa mancasse o fosse illecita, poi, con let preclassica,
si ammise il ricorso:
1. alla condictio : rimedio civilistico per la restituzione di
quanto gi prestato
oppure
2. allexceptio : rimedio pretorio per lannullamento degli
effetti che derivavano dal negozio astratto.
vii. CONDICTIO:
1. fu la versione formulare della legis actio per condictionem
2. con essa si perseguivano crediti per cui lattore
pretendeva sussistere a carico dellaltra parte un
obbligo di dare, con il verbo oportere.
3. si trattava di unazione civile, in personam
4. la condictio presupponeva che lattore avesse in
precedenza trasferito al convenuto la propriet di una
(2007) DonaR
res.
5. il convenuto soccombente aveva lobbligo di trasferire
allattore la propriet:
della stessa cosa ricevuta: se si trattava di una
cosa individuata nella specie
equivalente: tantundem, se si trattava di denaro
o di altre cose fungibili.
6. La condictio era impiegata anche come rimedio contro
il difetto di causa nei negozi astratti di trasferimento.
Esempio:
Se una persona avesse trasferito la propriet di
qualcosa nellerronea convinzione di esservi
obbligato (solutio indebiti) , il falso creditore
sarebbe stato perseguibile con la condictio
(condictio indebiti), e avrebbe dovuto restituire o la
stessa cosa o tantundem.
9. Gli elementi accidentali nel negozio giuridico : possibile aggiungere ai
negozi giuridici delle clausole diverse a seconda che si voglia modificare o
integrare gli effetti negoziali.tali clausole sono espressamente incluse dalle
parti nel negozio. Le pi comuni sono:
a. Condizione:
i. una clausola che indica un evento futuro ed incerto, da cui
dipendono gli effetti del negozio
ii. Indica sia la causa che levento in s
iii. Erano di 2 tipi:
1. sospensive: sospendono gli effetti del negozio (il negozio
non produce effetti fino al verificarsi dellevento)
2. risolutive: risolvono gli effetti del negozio (il negozio
produce i suoi effetti, ma cessano automaticamente con il
verificarsi dellevento)
iv. actus legitimi: erano dei negozi che non prevedevano
laggiunta di condizioni. Nel caso venivano inserite, comportava
linvalidit del negozio. Tali negozi erano:
1. la mancipatio
2. la in iure cessio
3. lacceptilatio
4. la manumissio
vindicta
erano tutti i negozi che si compivano mediante la pronunzia
di certa
verba ( e perci detti legitimi)
v. condicio iuris: gli effetti di taluni atti erano subordinati al
verificarsi di certi eventi
vi. condiciones in praesens vel in praeteritum conlatae:
facevano dipendere gli effetti da eventi attuali o passati: no
futuri o incerti.
vii. Condizioni impossibili: levento poteva essere
materialmente o giuridicamente impossibile. Se accadeva ci, il
negozio era invalido, perch non avrebbe mai potuto produrre i
suoi effetti.
viii. Condizioni illecite: il negozio era nullo se la condizione era
(2007) DonaR
illecita (contra legem, turpis, contra bonos mores)
ix. Condizioni positive e negative, potestative, casuali e
miste:
1. positive: gli effetti sono subordinati al verificarsi
dellevento
2. negative : gli effetti sono subordinati al non verificarsi
dellevento
3. potestative: sono quelle condizioni che dipendono da un
atto volontario di una persona interessata
4. casuali: le condizioni si avverano o dal caso o dalla
volont di terzi
5. miste: le condizioni si avverano da una persona
interessata, dal caso o dalla volont di terzi.
x. Condicio pendet, deficit, exstitit:
1. condicio pendet: la condizione pendente: non si
verificata la condizione ed incerto se si verificher. Il
negozio valido ma non si sa quando si produrranno gli
effetti.
2. condicio deficit: la condizione viene a mancare: il
negozio non avr mai effetti.
3. condicio exstitit: la condizione si verificata: il negozio
comincer a produrre i suoi effetti
xi. condizioni risolutive: si fecero ricorso raramente, era
eccezioni.
b. Termine:
i. elemento accidentale del negozio giuridico;
ii. riguarda un evento futuro, ma certo che esso si verificher
e dalla quale dipendono gli effetti del negozio.
iii. riguarda sia la clausola che levento in s.
iv. dies: era la parola romana per indicare il termine; poteva
essere una data o un evento certo.
c. Modus (onere):
i. Imposizione al destinatario di un atto di liberalit di adottare un
comportamento ed era volontario.
ii. Il negozio modale immediatamente efficace ed efficace
rimane a prescindere dalladempimento del modus.
10. Imputazione degli atti negoziali :
gli effetti del negozio sono imputati solitamente in via diretta ed esclusiva
alle parti facenti parte il negozio.
Il nuntius: messaggero; un semplice portavoce il quale riferisce quanto
stato invitato a riferire. Non dichiara la propria volont ma quella dellautore
del negozio. A Roma non potevano essere compiuti tramite nuntius negozi
formali e solenni. Si a contratti consensuali.
La rappresentanza organica:
a. Sono delle persone fisiche che concludono negozi come organi
di quelle collettivit riconosciute come soggetti giuridici.
b. Questi rappresentanti legali esprimono una propria volont, ma
(2007) DonaR
gli effetti ricadono direttamente in capo allente.
rappresentanza :
a. un soggetto giuridicamente capace, detto rappresentante,
conclude un negozio in nome per conto di un terzo soggetto, detto
rappresentato, con effetti in via immediata in capo al
rappresentato.
b. La rappresentanza pu essere:
i. Volontaria: quando i poteri del rappresentante sono conferiti
dal rappresentato con un suo atto volontario
ii. Legale: negli altri casi, es. nel caso del tutore
c. Rappresentanza indiretta: concludere un negozio per conto
altrui ma in nome proprio. Gli effetti si imputano al dichiarante, ma
sar dovere di costui trasferire al terzo per conto del quale ha
concluso il negozio i diritti e gli obblighi acquisiti dal negozio.
(2007) DonaR
LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)
CAPITOLO 4: le Cose
1. Le res: ha significati molteplici, entit materiale, porzione limitata del
mondo, esterno, beni in generale. Classificazioni:
res corporales : termini utilizzati dai giuristi romani per indicare le
entit materiali, intendendo proprio le res quae tangi possunt [le cose
che si possono toccare]. Solo le cose corporales erano suscettibili di
possesso.
res incorporales : si contrappongono alle res corporales, in quanto sono
res quae tangi non possunt [che non si possono toccare]. I giureconsulti
utilizzarono questa espressione per indicare: eredit, usufrutto
cose in commercio : erano oggetto di propriet privata, di rapporti
giuridici patrimoniali.
cose fuori commercio : non erano oggetto di propriet privata. Erano
fuori dal commercio:
o le res divini iuris [le cose di diritto divino]: in particolare
erano:
res sacrae: altari, templi, santuari
res religiosae: luoghi utilizzati per la sepoltura
res sanctae: le porte e le mura della citt.
o le res humani iuris : si contrapponevano alle res divini; [era il
diritto umano] ; potevano essere:
pubbliche: res publicae: appartenevano allo Stato
populus Romanus - , erano fuori commercio se erano
destinate alluso pubblico (strade, piazze, teatri,) oppure
in commercio se lo stato ricavava un reddito o unutilit.
private: res privatae, erano in commercio.
res mancipi : erano i fondi su suolo italico (terreni, edifici), gli schiavi, gli
animali e le servit rustiche. Erano le cose di maggior pregio, e per il loro
trasferimento di propriet si chiese il rito del mancipatio e
successivamente in iure cessio.
res nec mancipi : erano tutte le altre. Il trasferimento di propriet dei
res nec mancipi era sufficiente la traditio.
Le classificazioni delle res mancipi e res nec mancipi furono soppresse
da Giustiniano
beni mobili : sono gli animali e gli oggetti trasportabili e quindi amovibili
(mobili); nel diritto romano, anche gli schiavi.
beni immobili : il suolo insieme a ci che vi allinterno stabilmente
Le classificazioni dei beni mobili e immobili acquisirono un gran
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significato, a riguardo del passaggio di propriet, in et postclassica
perch vi era lobbligatoriet della scrittura per le donazioni e le vendite
immobiliari.
beni fungibili : sono le cose che si rivelano in rapporto a peso, numero,
misura, sono cose alle quali rappresentabile un equivalente
(tantundem);
beni infungibili : che non sostituibile con altra cosa, fine a se stessa
nella sua individualit.
cose di genere : sono in sostanza le cose fungibili; riguarda
lappartenenza ad una categoria (genus): es. un pallone.
cose di specie : sono le cose infungibili; si fa riferimento a cose
perfettamente individuate: es. il pallone di Tizio.
cose consumabili : suscettibili di una sola consumazione perch si
consumano per il semplice fatto che vengono usate (ipso usu
consumuntur) [es. gli alimenti]
cose inconsumabili : consentono un uso continuato [es. il terreno, un
edificio].
cose divisibili : suscettibili di essere materialmente divise senza perire e
apprezzare giudizio economico
cose indivisibili : il contrario delle cose divisibili
cose semplici : una unit naturale [es. schiavo, pietra]
cose composte : costituite da cose semplici congiunte tra loro
artificialmente [es. edificio, nave, armadio]
cose collettive : costituite da cose semplici non congiunte ma
considerate unitariamente [es. un gregge, la biblioteca]
i frutti :
o i Romani consideravano i frutti i frutti naturali delle piante e
degli animali.
o Punto di vista del diritto: erano frutti quando venivano separati
dalla cosa madre, perch prima della separazione erano
considerati partes e non erano giuridicamente autonomi.
o Erano considerati frutti le attivit lavorative dei servi (operae
servorum)
2. I diritti reali :
Sono i diritti soggettivi su una cosa, hanno carattere assoluto e sono
quindi opponibili contro terzi (erga omnes)
I terzi devono avere un comportamento negativo verso un diritto reale
su cosa altrui, nel senso che devono astenersi da azioni che possano
essere in contrasto con quel diritto.
Diritto di credito: un diritto patrimoniale relativo tra 2 parti:
i. 1 o pi creditori
ii. 1 o pi debitori
iii. la parte debitrice tenuta in favore dellaltra
alladempimento di una prestazione che consiste in un
comportamento positivo.
Diritto di propriet:
i. Diritto reale per eccellenza
ii. Tale diritto attribuisce al proprietario un potere generale e
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illimitato al godimento e alla disposizione del bene che ne
oggetto.
Diritti reali su cosa altrui [iura in re aliena]:
i. Quando su una stesa cosa possono gravare e coesistere altri
diritti reali
ii. Sono i diritti reali di godimento e di garanzia
1 LA PROPRIETA
o Diritto soggettivo di natura reale per questo al proprietario, ch
titolare, si riconosce sulla cosa che n oggetto una signoria
generale.
o La propriet ha dei limiti:
limitazioni legali: limitazioni imposte dallordinamento
giuridico
limitazioni volontarie: ad opera del proprietario, attraverso la
concessione di diritti reali limitati di godimento (servit,
usufrutto,)
una volta estinti tali limiti, la facolt di godimento del
proprietario ritornano a espandersi fino alla pienezza della
cosa.
o Il diritto di propriet non si perde di per s, ma solo se si verifica un
fatto che ne determini lestinzione (es. vendita della cosa).
o Di norma il proprietario anche il possessore della cosa, ma pu
non essere il possessore e restare proprietario.
o La propriet non si perde per un non uso ( un diritto
imprescrittibile)
1. La propriet e le propriet del diritto romano:
o Il concetto di propriet e del suo uso ci deriva a partire dalla fine
dellet arcaica, in quanto vi era lidea del possesso come stato
di fatto non suscettibile e dellappartenenza (questa cosa
mia). Da ci si pose la base per il concetto di propriet.
o Alla fine dellet repubblicana compare unespressione pi
incisiva per indicare la propriet romana: dominium ex iure
Quiritium. Dominus sindic il proprietario.
o Luso di proprietas e proprietarius avviene nellet classica.
o La nuova terminologia non comport labbandono della vecchia:
si continu ad esprimere la propriet in termini dappartenenza
anche nel Corpus iuris giustinianeo.
2. Il dominium ex iure Quiritium :
o Era solo per i cittadini romani
o Ad oggetto potevano esserci le res corporalis, che potevano
essere sia mancipi sia nec mancipi, sia mobili sia immobili.
1 Le origini della propriet privata immobiliare a Roma:
Alla formazione della citt di Roma, le terre appartenevano
alla collettivit ed erano adibite al pascolo; non
riconoscevano insomma la propriet privata sui beni
immobili.
Le terre erano le ager publicus.
Queste terre venivano lasciate in buona parte in
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godimento esclusivo a provati.
Nel periodo dellet regio alcune ager publicus venivano
assegnate a carattere definitivo, divenendo tali beni propri
dei privati ex iure Quiritium.
Per lassegnazione delle ager publicus si procedeva
mediante limitatio, che era un rito con connotazioni sacrali
e che si compiva con lintervento di un magistrato e di un
agrimensore (gromaticus):
Si tracciavo sul suolo parallele e perpendicolari per
determinare i confini e venivano lasciati 5 piedi
attorno ad ogni appezzamento perch non poteva
essere usucapito. Tale spazio era chiamato limes o
iter limitare.
2 La rappresentazione del dominium ex iure Quiritium
come potere assoluto e limitato:
Il dominium ex iure Quiritium poteva avere come oggetto
sia un bene mobile sia un bene immobile.
Per quanto riguarda i contenuti, il dominium era
rappresentato come un potere assoluto e illimitato: da qui
lidea della propriet [ius utendi et abutendi re sua diritto
di usare ed abusare della propria cosa ].
La propriet civile immobiliare era esente dai tributi (solo
con Diocleziano nel 292).
Il dominio quiritario sugli immobili si estendeva
illimitatamente sia in altezza sia in profondit: Sino alle
stelle e sino agli inferi [usque ad sidera, usque ad inferos].
Come la limitatio tra fondi contigui, anche in casi di edifici
(aedes) contigui appartenenti a proprietari diversi, era
necessario uno spazio chiamato ambitus di 5 piedi di
larghezza, e neanche questo non poteva essere acquistato
per usucapione.
In et repubblicana, il rito della limitatio incominci a
scomparire.
1 Limitazioni legali:
Cera la possibilit di interferenze reciproche tra immobili
appartenenti a proprietari diversi, di cui alcune di esse
dovevano essere tollerate. (fumi, acqua,)
Le limitazioni legali riguardano la propriet (vedere pi
avanti).
2 I modi di acquisto:
dominium ex iure Quiritium si acquistava in relazione al
tipo di cittadino:
romano
oppure peregrino(non cittadino romano)
furono qualificati come:
ius civile
ius gentium
i modi di acquisto possono essere:
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a titolo originario: prescindono da ogni relazione
tra chi acquista e il precedente proprietario, perch
possono avere ad oggetto una cosa di nessuno o una
cosa altrui. (occupazione, accensione,
specificazione).
A titolo originario, il diritto di propriet si determina
sulla base dellacquisto in se.
a titolo derivativo: il modo di acquisto dipende
dalla trasmissione che ne fa il titolare, cio c una
concessione tra chi trasmette (dellautore auctor
dante causa) e chi acquista (avente causa).
(mancipatio, in iure cessio, traditio, legato per
vindicationes, adiudicatio, pagamento della litis
aestimatio)
usucapione: n a titolo originario, n a titolo
derivativo
A titolo derivativo, il diritto di propriet viene
acquistato cos come era presso il precedente
proprietario.
Nessuno pu trasferire ad altri pi di quanto egli
stesso non abbia [nemo plus iuris ad alium transferre
potest quam ipse haberet].
C Occupazione: occupatio
Era un modo di acquisto originario della propriet
Consisteva nella presa di possesso di cose che non
appartenevano a nessuno (res nullius) ed erano:
Animali selvatici
Cose trovate sulla riva del mare
Le cose che i privati avevano sottratto al
nemico in stato di guerra
Lisola emersa dal mare
Lisola formatasi nel letto di un fiume
Le cose abbandonate (res derelictae) perch
res nec mancipi (delle res mancipi il
proprietario manteneva il dominio finch un
eventuale occupante ne fosse divenuto egli
stesso proprietario per usucapione)
Tesoro. Denaro e preziosi seppelliti in un fonda
da epoca tanto remota da non determinare
una data: tale tesoro spettava prima al
proprietario del fondo, ma limperatore
Adriano, se rinvenuto da persona diversa dal
proprietario del fondo, il tesoro spettasse per
met al dominus fundi (proprietario del
fondo) e per laltra met a chi lavesse
scoperto.
C Accessione: accessio
Quando una cosa corporale (detta cosa principale)
subisce un incremento per laggiunta di unaltra
cosa, (detta cosa accessoria) appartenente a diverso
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proprietario
Unione organica : unione di cose di qualit diversa ma
che si ha ununione organica: la cosa accessoria
diventa un tuttuno con la cosa principale. (semina
propria in terreno altrui)
Incrementi fluviali:
lalveo abbandonato (letto di un fiume
abbandonato alveus derelictus)
isola affiorata in un fiume (insula in flumine
nata),
ecc
La inaedificatio : costruzione di un edificio con
materiale appartenente a persona diversa del
proprietario del suolo che diventava
automaticamente proprietario anche delledificio.
C Specificazione:
Modo di acquisto a titolo originario della propriet
Si intende la trasformazione di una cosa altrui
(aliena) sino a farne altra cosa che nel comune
apprezzamento appare nuova (es. uva in vino)
Et classica: teoria di chi avrebbe ottenuto la
propriet per specificazione:
Specificazione reversibile: il dominus materiae
ne manteneva la propriet (vaso ricavato da
una massa dargento)
Specificazione non reversibile: lo specificatore
acquistava la propriet res nova (uva
trasformata in vino)
La mancipatio e la in iure cessio :
La mancipio e in iure cessio trasferivano la propriet
civile sulle res mancipi (avevano quindi effetti reali)
ma comportavano anche il passaggio di possesso
solo quando si trattava di beni mobili. Per i beni
immobili, si esigeva che lalienante ne facesse
ulteriormente traditio. Erano dei modi di acquisto
derivativo.
Traditio: consegna
Era un negozio bilaterale che si compiva con la
consegna di una cosa mobile o immobile e trasferiva
comunque il possesso. Modo di acquisto derivativo.
Riguardava soltanto le res corporales perch
trasferiva solo il possesso
Quando erano oggetto le res nec mancipi, la traditio
trasferiva anche la propriet: aveva quindi effetti
reali.
La consegna:
Era considerata traditio ogni comportamento
che facesse conseguire allaccipiens la
disponibilit della cosa, anche se non era una
materiale consegna.
(2007) DonaR
La traditio poteva essere:
o symbolica : es. la consegna delle merci
contenute nel magazzino che si ritiene
compiuta mediante consegna delle
chiavi dello stesso magazzino
o longa manu: es. si ritiene valida la
consegna del fondo con lindicazione dei
confini dallalienante allacquirente
o brevi manu: es. si realizza quando
lacquirente teneva gi la cosa che
lalienante gli trasmetteva
la traditio riguardava solo i casi in cui chi
riceveva la consegna acquistava il possesso;
quindi no:
o custodia o deposito
o locazione
La volont nella traditio :
Con la traditio di res nec mancipi il dominus
trasferiva al contempo propriet e possesso
Per il passaggio di possesso era necessaria la
concorde volont di tradens e accipiens di fare
acquistare allaccipiens una posizione
indipendente in ordine alla cosa che veniva
consegnata.
La iusta causa traditionis :
Era la ragione per la quale si procedeva alla
traditio, e che giustificava lacquisto della
propriet.
La iusta causa poteva essere:
o causa vendendi: il venditore consegnava
la cosa venduta al compratore
o causa donandi: il donante che consegna
la cosa donante al donatario
o causa solvendi: il creditore che
adempiva unobbligazione di dare
Legato per vindicationes :
era un modo di acquisto derivativo
era un atto mortis causa
era una disposizione testamentaria con la quale il
testatore attribuiva direttamente una cosa propria
ad un terzo, detto legatario.
Una volta morto il testatore e il testamento divenuto
efficace, il legatario acquisiva la propriet civile di
quel bene.
L adiudicatio : assegnazione
Pronuncia del giudice formulare che traeva
fondamento nella della formula pure essa detta
adiudicatio e che riguardava i giudizi divisori e per il
regolamento di confini.
Il giudice assegnava con ladiudicatio a ciascuna
(2007) DonaR
parte una o pi res (o porzioni) delloggetto della
divisione.
La litis aestimatio :
Una condanna pronunciata dal giudice formulare
doveva essere espressa in denaro
Limporto della condanna pecuniaria (litis
aestimatio) corrispondeva al valore della cosa
rivendicata.
Con lofferta di pagare la litis, il convenuto
manteneva il possesso della cosa rivendicata e se
era nec mancipi anche la propriet .
Usucapione: usucapio
Oggi detta prescrizione acquisitiva
Fondamento nelle XII Tavole
Comportava lacquisto del dominium ex iure
Quiritium
Era riservata ai cittadini romani
I requisititi dellusucapione erano:
res habilis : erano usucapibili tutte le cose
suscettibili di dominium ex iure Quiritium. Non
erano res habilis le res furtivae (cose rubate) e
le res vi possessae (impossessate con la
violenza) anche in buona fede.
titulus o iusta causa: era la ragione che
stava alla base dellacquisto del possesso per
giustificare lacquisto della propriet per
possesso continuato per il tempo stabilito. Il
titolo pi comune era titulus pro emptore: tale
titolo era posseduto dal compratore quando il
venditore avesse trasmesso il possesso della
cosa venduta ma non la propriet.
fides : con let repubblicana si richiese anche
la buona fede (bona fides): il possessore
doveva essere convinto di non recare danni
con il proprio possesso ad altri. La buona fede
doveva sussistere al tempo dellacquisto del
possesso.
possessio : il possesso era solo di colui che
teneva la cosa come propria (animus domini)
tempus : lusucapione si compiva:
o 2 anni immobili
o 1 anno altre cose
o possederla in modo continuo ed
interrotto
o et preclassica: alla morte del
possessore il tempus usucapionis
continuava con lerede: iniziava quindi
dal defunto e terminava con lerede.
Lusucapio pro herede:
Chi ha possesso una o pi cose ereditate purch
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appartenente ad eredit giacente, trascorso 1 anno
acquista leredit nel suo complesso, anche in difetto
di titolo e in mala fede.
3 La difesa della propriet quiritaria:
La rei vindicatio:
La rei vindicatio era la rivendica, ed era utilizzata
per la difesa del dominium ex iure Quiritium.
La rei vindicatio si rivolgeva contro il possessore non
proprietario e tendeva far conseguire al proprietario
il possesso.
Il pretore attribuiva alluna o allaltra parte il
possesso della cosa controversa durante il processo,
e su ognuna di esse gravava lonere di fornire la
prova dellappartenenza a se della cosa stessa.
Lonere della prova: onus probandi
A carico dellattore
Difficile provare la propriet soprattutto in acquisto
a titolo derivativo, ma bastava lusucapione perch
lattore dimostrasse di aver posseduto la cosa.
Spese:
Sono a carico dellattore prima della restituzione a
patto che fossero necessarie ed utili
Legittimazione passiva:
La rivendica era diretta contro il possessore
Furti e danni:
Il convenuto per lassoluzione doveva restituire i
frutti percepiti e risarcire i danni arrecati
Usucapione del bene rivendicato:
Il possessore che ha usucapito dopo la litis
contestatio deve trasferire allattore la propriet.
Litis aestimatio:
Il convenuto che non avesse restituito la cosa
rivendicata sarebbe stato condannato a pagarne il
valore
Le azioni negatorie:
Date al proprietario possessore contro chi
esercitasse illegittimamente servit o usufrutto
Lactio aquae pluviae arcendae:
Era lazione data al proprietario di un fondo rustico
contro il vicino il cui fondo fosse stato alterato dallo
scorrere naturale delle acque piovane. Si tratta di un
actio in personam ed ha la clausola restitutoria: il
convenuto era invitato dal giudice a restituire le cose
in ripristino.
La legis actio e la cautio per il danno temuto :
danno temuto: cio un fondato timore che un
edificio potesse cadendo recare danni al fondo
vicino. Per questo timore venne utilizzato una delle 5
legis actiones (non si sa quale) ma venne preso
(2007) DonaR
soppressa dalla cautio damni infecti.
La cautio damni infecti era una promessa fatta dal
proprietario del fondo da cui si temeva il danno al
proprietario del fondo minacciato che, in caso si
verificasse il danno, lavrebbe risarcito.
Loperis novi nuntiatio:
Era un ricorso effettuato dallinteressato nel caso in
cui sul fondo del vicino erano in corso opere di
costruzione o di demolizione che si ritenevano lesive
di un proprio diritto (es. servit di passaggio).
In caso doperis lintimato doveva sospendere
lopera.
Gli effetti sospensivi delloperis novi nuntiatio
cessavano dopo 1 anno.
Linterdictum quod vi aut clam:
Il proprietario del fondo avrebbe ottenuto la
rimozione della costruzione che taluno avesse
realizzata vi (nonostante il suo divieto) o clam
(clandestinamente) sul fondo dello stesso attore.
Lactio finium regundorum:
Si ristabilivano i confini tra due fondi rustici
modificati da forze naturali o altro.
4 Lazione Publiciana :
Era unazione che, il pretore Publicio la propose nel suo
editto, tutelava i possessori in bona fede e cum iusta causa
di una cosa suscettibile dessere usucapita.
Lazione era in rem e con causa arbitraria e come nella
rivendica ad essa si ritiene passivamente legittimato il
possessore attuale.
5 La propriet pretoria:
tutela relativa: il possessore ad usucapionem legittimato
dallazione Publiciana, godendo di tale tutela, prevaleva di
fronte ai terzi, ma non contro il proprietario civile
tutela giudiziaria assoluta: il possessore ad usucapionem
era legittimato anche contro il proprietario civile. Il diritto
del proprietario civile fu qualificato come nudum ius
Quiritium, mentre il possessore ad usucapionem teneva la
cosa in bonis. Gli studiosi moderni la chiamano propriet
pretoria, ma nel linguaggio dei classici, propriet
bonitaria.
6 La propriet provinciale:
Le terre romane erano organizzate in province e furono
lasciate nelle disponibilit dei privati che le tenevano
gi ma gravati da imposta (stipendium o tributum) :
Dominium populus romanus: propriet delle province
senatorie
Dominium dellimperatore: propriet delle province
imperiali
I privati su queste terre avevano un potere qualificato
come possessio.
(2007) DonaR
Tale possessio era qualificata come quella del
dominium ex iure Quiritium sui fondi italici perch:
Era trasmissibile mortis causa e con atti inter vivos
Era tutelata con unactio in rem.
Modi dacquisto: i fondi provinciali rientravano tra le res
nec mancipi e si trasmettevano tramite traditio. Non si
acquistavano tramite usucapione.
7 La propriet nel diritto postclassico e giustinianeo:
Et postclassica: nella cultura giuridica nasce il fenomeno
della volgarizzazione dei concetti giuridici nel settore dei
diritti reali. Ci perch:
Venuto meno la figura del pretore come organo
giurisdizionale
Abolite le formule
Distinzione meno netta tra propriet e possesso
Et giustinianea: con Giustiniano si torn alla concezione
classica:
Distinzione pi netta tra propriet e possesso e altre
posizioni giuridiche reali.
Trasferimento:
modi di acquisto:
scomparsa in iure cessio e mancipio
viene meno la distinzione tra negozi astratti di
trasferimento e le relative causae
furono considerati cause e atti causali di
trasferimento: la vendita e la donazione.
Con Giustiniano: no mancipatio, ma traditio.
Usucapione e la longi temporis praescriptio :
Costantino istitu una longissimi temporis
praescriptio per 40 anni opponibile dal possessore di
un immobile.
Giustiniano ne ridusse il termine a 30 anni e distinse:
Usucapione: beni mobili (3 anni)
Longi temporis praescriptio: beni immobili (10-
20 anni)
Rivendica:
Rimane lazione fondamentale per la difesa della
propriet (rei vindicatio)
1 Il consortium ercto non cito : Come una compropriet: si
traduceva con dominio non diviso; si costituiva:
Automaticamente: morte del pater familias tra le
heredes sui
Tra estranei: mediante il ricorso a una legis actio.
Questo consorzio era caratterizzato da:
Ciascun consorte avrebbe potuto senza il concorso di
altri consorti a gestire / fruire /alienare e disporne per
lintero ma con effetti verso tutti gli appartenenti al
consortium.
Era in sostanza una propriet plurima
(2007) DonaR
integrale: ogni partecipante alla comunione era
considerato proprietario dellintero.
2 La communio di propriet:
Altro tipo di compropriet: era la comunione dei beni che
poteva essere:
Volontaria: costituita per volont degli stessi
comproprietari
Incidentale: prescinde dalla volont dei partecipanti
alla communio (communio incidens)
Diverge dalla consortium perch:
Ciascun partecipante (socius) era titolare di
una quota del bene; era una frazione del
diritto di propriet (pars pro indiviso) e non
dellintero bene.
Ogni socius poteva alienare/usufrutto/pegno
senza il consenso degli altri comproprietari
solo la propria quota e nulla di pi.
Ogni socius partecipava alle spese nella
misura della propria quota e di conseguenza
anche i frutti e i danni provocati a terzi erano
rapportati.
Ius prohibendi: diritto di proibire; in caso di
innovazione della cosa comune spettava a ciascun dei
contitolari il diritto di veto (ius prohibendi)
Ius adcrescendi: diritto di accrescimento; tale diritto
comportava che se un socius avesse rinunziato alla
sua quota, questa si sarebbe accresciuta agli altri soci:
a ciascuno in proporzione del suo diritto sulla cosa
comune.
Manumissio del servo comune : liberazione dello
schiavo. Non rende libero il servo ma d luogo
allaccrescimento in favore di altri comproprietari: lo
schiavo avrebbe acquistato la libert solo se tutti i
comproprietari avessero compiuto latto di
affrancazione (liberazione)
Lactio communi dividundo: era il rimedio per la
divisione dei beni comuni.
3. Le servit prediali :
C Tra i vari diritti soggettivi, il diritto romano conobbe diritti reali limitati su
cosa altrui: tra questi, il diritto di godimento chiamato servit prediale.
C Nelle servit prediali, il proprietario di un fondo pu esigere dal proprietario
di un fondo vicino un comportamento determinato di tolleranza o omissione
(pati- tollerare- o non facere)
C Le servit prediali riguardano soltanto i beni immobili:
Fondi rustici
Fondi urbani.
C Le servit prediali spettano al proprietario in quanto tale di un fondo
C Nelle servit prediali ad essere obbligato il proprietario in quanto tale di
un fondo vicino.
(2007) DonaR
C La servit segue i due fondi sia sul lato attivo sia su quello passivo.
C I 2 fondi, dominante e servente, devono appartenere a proprietari diversi.
C Utilitas : come nella citata definizione codicistica: un peso sopra un altro
fondo per lutilit di un altro fondo appartenente a diverso proprietario; la
servit deve essere utile al fondo dominante e i terreni se non contigui
almeno vicini.
C Servitus in facendo consistere nequit : la servit non pu consistere in
un fare, ma di tollerare e di non facere.
C Servit positive e negative :
o Positive: il comportamento attivo del proprietario del fondo
dominante (pati per fondo servente)
o Negative: no attivit del fondo servente e quindi il non facere di tale
fondo.
C Indivisibilit : le servit non sono divisibili
C Origini : dopo la legge delle Dodici Tavole
C Servit rustiche e urbane :
o Servit rustiche: appartenenti ai fondi rustici [iura praediorum
rusticorum]
o Servit urbane: appartenenti ai fondi urbani [iure praediorum
urbanorum]
C Fondi italici e fondi provinciali : si dissero servit solo i servizi tra fondi
relativi a fondi italici essendo di dominium ex iure Quiritium. Nellet
postclassica avvenne lestensione anche ai fondi provinciali.
C Costituzione : le servit si costituivano mediante negozi con effetti reali:
o Con mancipatio: le servit rustiche che erano res mancipi
o Con in iure cessio: tutte quante, rustiche e urbane.
o Pactio e stipulatio: per la costituzione della servit nei fondi provinciali
o Exceptio servitutis: quando il proprietario di due fondi nellalienarne
uno mediante mancipatio, daccordo con laltro costituiva tra essi
servit.
o Adiudicatio: rientra tra i poteri del giudice stabilire servit tra i fondi
che con la divisione venivano assegnati a comproprietari o coeredi
diversi.
o Legato per vindicationem: legatario proprietario di un fondo
C Estinzione : le servit si estinguevano per:
o Confusione: i due fondi appartenevano allo stesso proprietario
o Rinuncia
o Non usus : mancato esercizio continuato per 2 anni.
C Tutela giudiziaria : a difesa della servit cera la vindicatio servitutis: sar
detta nellet classica lactio confessoria.
4. Usufrutto : usus fructus
C LUSUFRUTTO la posizione giuridica soggettiva che i Romani
consideravano come un diritto reale limitato di godimento su cosa altrui.
C In sostanza era ed : un diritto soggettivo reale di usare e percepire i frutti
di una cosa altrui senza alternarne la destinazione economica.
C Il titolare del diritto reale detto usufruttuario
C Il proprietario della cosa gravata detto nudo proprietario
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C Origini :
lusufrutto era un diritto per esigenze legate alla diffusione dei
matrimoni sine manu, cio la donna non entrava a far parte della
familia del marito.
Ma nacque 2 problemi: in caso di morte del pater familias
o Da una parte: la moglie sui iuris cadeva nellindigenza (in
povert)
o Dallaltra: se il marito lavesse istituita erede, i beni da lei
acquistati ex testamento dal marito alla di lei morte
sarebbero andati alla famiglia della moglie e non ai figli.
Soluzione: per assicurare il patrimonio ai figli e e assicurare al
contempo una dignitosa vita alla vedova, a partire dalla met del II
secolo a.C. si diffuse la prassi di legare alla moglie lusus fructus di
determinati beni in modo tale che la vedova ne godesse durante
la vita e la propriet restasse ai figli che venivano istituiti eredi.
C Lusufrutto come servit personale :
Con Giustiniano lusufrutto insieme allusus fu qualificato servitus
Alle servit prediali inerenti ai fondi si contrapposero le servit
personali: usufrutto e uso.
Nelle servit prediali: un fondo era assoggettato ad altro fondo
Nellusufrutto e uso: un bene mobile o immobile era assoggettato a
una persona.
C Oggetto :
oggetto dellusufrutto poteva essere:
o cose mobili o immobili
o mancipi o nec mancipi
o inconsumabili e fruttifere
o res corporales
o il testatore poteva legare lusufrutto a tutti i propri beni
(omnibus bonorum)
C Uso, godimento e manutenzione :
Lusufruttuario poteva usare la cosa gravata da usufrutto (res
fructuaria) e percepirne i frutti
I frutti diventavano di propriet dellusufruttuario dal momento
delleffettiva percezione (perceptio)
Lusufruttuario doveva a sue spese curare la manutenzione
ordinaria della cosa, e che non perisse o si deteriorasse. E non
poteva mutare la destinazione della cosa.
C La cautio fructuaria :
La cautio fructuaria era una stipulatio pretoria nella quale
lusufruttuario prometteva al nudo proprietario sia la restituzione
del bene una volta estinto lusufrutto, sia un uso della cosa con
criteri del bonus vir buon padre - (arbitratu boni viri)
C Carattere personale:
Lusufrutto aveva carattere personale: era inalienabile (invendibile)
e intrasmissibile agli eredi.
Lusufruttuario poteva cederne lesercizio, ma sarebbe rimasto
lusufruttuario e direttamente responsabile verso il nudo
proprietario e lusufrutto si sarebbe estinto con la sua morte.
Lusufrutto aveva durata limitata nel tempo essendo destinato ad
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estinguersi con la morte dellusufruttuario.
Se erano costituite da persone giuridiche, si ritenne estinto
lusufrutto non oltre 100 anni dopo la sua costituzione.
C Modi di costituzione dellusufrutto:
Lusufrutto si poteva costituire tramite:
o Legato per vindicationem
o In iure cessio
o Adiudicatio
o Deductio
o Pactio et stipulatio
o Longi temporis praescriptio
C Modi di estinzione dellusufrutto :
Lusufrutto si estingueva per morte dellusufruttuario
Ma poteva estinguersi anche prima della morte dellusufruttuario:
o Con lavveramento della condizione risolutiva
o Scadenza del termine finale contemplato nellatto costitutivo.
o Per perimento della cosa
o stata mutata la destinazione economica (mutatio rei)
o Per rinuncia
o Per consolidazione: quando il proprietario acquistava
lusufrutto o quando lusufruttuario acquistava la propriet
o Per il non usus: 1 anno beni mobili, 2 anni beni immobili
C Tutela giudiziaria:
A difesa dellusufruttuario impedito dellesercizio del suo diritto
stava la vindicatio usus fructus, che era unazione con struttura
simile a quella della vindicatio di servit.
5. Il quasi usufrutto :
un senatoconsulto riconobbe come possibili oggetti di usufrutto tutte le cose
che a quel patrimonio appartenessero e quindi:
denaro
altre cose consumabili
delle cose consumabili il legatario avrebbe acquistato la propriet.
Questo si chiama: quasi usufrutto.
6. Lusus :
Lusus un altro diritto reale di godimento su cose altrui.
Riguardava da prima per le cose infruttifere, ma ben presto anche alle altre
Il titolare, lusuario, avrebbe avuto il diritto di usare direttamente e
personalmente la cosa, ma non percepirne i frutti.
Es.: usuario di animali: utilizzarne lattivit lavorativa ma non i suoi frutti
usuario di un edificio: avrebbe potuto abitarvi solamente.
A differenza dellusufrutto, lusus non era divisibile: ma pi usuari avrebbero
esercitato indivisamente (non pro quota) e sullintero bene.
I modi di acquisto, di estinzione e tutela giudiziaria erano uguali a quelli
dellusufrutto.
Usufrutto e usus erano qualificati come servit personali.
7. Il diritto di superficie :
+ Superficies: tutto ci che stava organicamente sopra il suolo: il proprietario
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di un terreno non poteva essere o non essere anche il proprietario della
superficie.
+ Il caso pi comune era quello della costruzione su suolo altrui (inaedificatio
costruire sopra)
+ Nulla impediva che lo stesso dominus (proprietario) potesse dare in
locazione o vendere la superficie, ma in questi casi sorgeva solo un diritto di
credito di godimento delledificio gi esistente o costruito dal superficiario.
+ Aumentarono i casi di locazione o vendita delle superfici, tanto che
portarono il pretore ad intervenire in et classica con unazione reale in
factum, che pu essere configurata come un diritto reale limitato di
godimento su cosa altrui.
+ Il corrispettivo annuale fisso o canone che era tenuto non necessariamente
il superficiario era chiamato solarium.
+ Era trasmissibile per mortis causa e inter vivos.
8. Gli agri vectigales :
+ Le terre pubbliche che erano date in concessione ai privati erano dette agri
vectigales, dal nome vectigal (imposta, tassa), che era il canone periodico
che i concessionari erano tenuti a pagare come corrispettivo.
+ I concessionari furono chiamati possessores ed erano tutelati con
interdicta.
+ Le concessioni erano a termine: 5 anni quelle censorie; 100 anni le altre
+ Le concessioni erano revocabili (annullabili) per mancato pagamento del
canone.
+ Il pretore riconobbe tramite azione reale (in factum) per il recupero del
possesso: si parl di ius in agro vectigali.
+ Era trasmissibile per mortis causa e inter vivos.
9. Lenfiteusi :
In et postclassica, vennero meno le concessioni di agri vectigales, ma si
svilupparono altri tipi di concessioni di terre pubbliche:
Ius perpetuum
Ius emphyteutitcum
Tali concessioni vennero unificate da Zenone, che le dichiar enfiteusi. La
materia fu ripresa da Giustiniano.
Lenfiteuta, era tenuto a migliorare il fondo e obbligato a pagare un canone
annuo, avrebbe potuto vendere il fondo enfiteutico ma avrebbe dovuto a
parit di condizioni preferire il concedente. Il concedente, che lasciava
alienare il fondo a terzi, gli era dovuto il 2% del prezzo o del valore del
fondo.
Estinzione dellenfiteusi:
mancato pagamento del canone o dellimposta fondiaria per oltre 3
anni.
Per alienazione del fondo a terzi, senza soddisfare gli adempimenti
verso il concedente
Per confusione, cio per la riunione nella stessa persona di di
proprietario e concedente.
un diritto reale di godimento su cosa altrui.
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10. Pegno e ipoteca :
Noi classifichiamo pegno e ipoteca tra i diritti reali di garanzia, che
attribuiscono al creditore il diritto di rivalersi su cosa altrui in caso di
inadempimento. Bisogna distinguere:
1 Datio pignoris: era il pegno manuale: era cio la consegna di
una cosa al creditore in modo che la tenesse finch il credito non
fosse soddisfatto.
2 Conventio pignoris: era un accordo/patto tra creditore e
proprietario di una cosa (solitamente il debitore) con cui i due si
accordavano che nel caso in cui il debitore fosse inadempiente, il
creditore ne avrebbe preso possesso e lavrebbe tenuta fino
allestinzione del debito.
Tutela giudiziaria:
Con la datio pignoris e conventio pignoris, il creditore
pignotratizio acquistava sulla cosa il possesso
Il pretore intervenne in materia: nella met del I secolo a.C. era
previsto nelleditto il possesso del creditore pignoratizio contro il
conduttore dio fondi rustici che non avesse pagato la mercede
(retribuzione) convenuta.
Interdictum de migrando: proibitorio ; spettante al conduttore di
immobili urbani (inquilinus) contro il locatore che gli impedisse
di portare via dallalloggio le cose ivi immesse:
Pegno e ipoteca:
Pegno: pignus [parola di derivazione greca]
Ipoteca: hypotheca.
Actio hypothecaria per indicare lazione Serviana
Legittimazione:
Il pegno che aveva ad oggetto cose corporali, era validamente
costituito da chi avesse la cosa in bonis (proprietario quiritario e
proprietario pretorio)
I poteri del creditore pignoratizio:
Il creditore pignoratizio, una volta possessore della cosa
pignorata, avrebbe avuto solo il possesso ma non il godimento e
il semplice uso.
In caso di uso: avrebbe commesso un furto
Il creditore tratteneva la cosa finch il debito non si fosse
estinto.
Il patto commissorio e il ius vendendi :
Patto commissorio: in caso di inadempimento del debitore, il
creditore avrebbe acquistato la propriet del bene pignorato.
Costantino lo viet.
Patto ius vendendi: si dava la facolt al creditore di vendere la
cosa, soddisfarsi col ricavato e restituire al debitore quanto
eventualmente sopravanzato. Era il pi praticato e a fine et
classica si ritenne tacitamente stabilito in ogni dazione
(consegna) e convenzione di pegno.
In caso di vendita della cosa pignorata, il terzo, cui la res fosse
stata venduta, avrebbe acquistato:
o La propriet quirinaria delle res nec mancipi
o Il possesso ad usucapionem
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o La propriet pretoria in caso di res mancipi
Pluralit di creditori ipotecari:
Conventio pignoris o hypotheca
Non comportava il passaggio immediato del possesso al
creditore
La stessa cosa poteva essere convenuta in pegno (ipoteca) a pi
creditori, in tempi diversi e per obbligazioni diverse
Si stabiliva tra i creditori un elenco di precedenze in base al
principio prior in tempore potior in iure [precedente nel tempo,
maggiore nel diritto].
Estinzione:
Il pegno si estingueva con:
o lestinzione del debito
o per effetto delladempimento
o per perimento della cosa che ne era oggetto
o per confusione
o per vendita
o per inadempimento
o rinuncia del creditore
11. Il possesso :
C La genesi:
Le terre pubbliche (ager publicus) erano lasciate in principio ai
privati, poi con speciali concessioni ad opera dei cessionari dietro
corrispettivo, diventarono ager vectigales.
o I cessionari erano chiamati possessores
o Il potere dei cessionari sulle terre era chiamato possessio
o Lesercizio di tale potere era chiamato possidere
Fine et arcaica: il pretore cominci a proteggere i possessores di
agri publici contro molestie e ben presto anche a tutti coloro che
erano creditori pignoratizi, usus per usucapionem, ecc tutti questi
ottennero la tutela giudiziaria e furono qualificati in modo generico
possessores.
C Gli interdetti possessori:
I soggetti ai quali si riconosce la possessio erano tutelati mediante
interdicta.
Gli interdetti possessori potevano essere volti a:
o Conservare il possesso (retinendae possessionis):
o Recupero del possesso (reciperandae possessionis).
Linterdictum uti possidetis :
o Il pi antico
o Riguardava gli immobili e serviva a far cessare turbative e
molestie
o Doveva essere attuato entro lanno da queste
o Prevaleva quello dei due litiganti che possedeva la cosa in
modo non violento (vi), non clandestino (clam), non precario
(precario dans) rispetto allavversario; costui insomma
possedeva limmobile senza vizi.
o Il precario era un comodato nel quale non era stabilito il
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termine di scadenza, e prevedeva che il bene dato in
godimento possa essere richiesto in restituzione in qualsiasi
momento dal concedente (chi d in affitto un fondo).
Linterdictum utrubi :
o Si applicava a schiavi, animali, e altre cose mobili
o Prevaleva non tanto il possessore attuale (come
nellinterdictum uti possidetis) ma chi tra i 2 litiganti che
aveva posseduto la cosa per maggior tempo durante lultimo
anno.
Linterdictum unde vi :
o Riguardava solo i beni immobili
o Si dava entro lanno alla persona che avesse subito spoglio
violento del possesso ed era volto al recupero del possesso
perduto.
o Era restitutorio.
Linterdictum de vi armata :
o Era restitutorio e senza limiti di tempo
o Spettava alla vittima di uno spoglio violento contro chi lo
spoglio avesse commesso avvalendosi di una banda armata.
12. Possesso e propriet :
Tra i possessori legittimati allesercizio degli interdetti a difesa del
possesso vi furono coloro che tenevano la cosa uti domini, come se
fossero proprietari.
Il possessore uti dominus era protetto con gli interdetti possessori:
Sia che fosse effettivamente proprietario della cosa posseduta sia
che no
Era protetto contro terzi sia contro lo stesso proprietario se fosse
stato lui a violare con spoglio o turbative il suo possesso.
13. Possessio ad usucapionem e possessio ad
interdicta :
1 Il possesso dava luogo anche ad un altro significato: lusucapione
2 Lusucapione:
Non riguardava tutti i possessori, ma solo i possessori uti domini,
cio coloro che tenevano la cosa come propria, con animus domini
I possessori uti domini, col decorso del tempo, se non proprietari, lo
sarebbero diventati per effetto dellusucapione. Si parla a riguardo
di possesso ad usucapionem (chi cura e chi trascura i propri
affari).
La tutela possessoria interdettale chiamata possesso ad
interdicta (mantenimento ordine sociale).
I possessori uti domini: possedevano sia ad interdicta sia ad
usucapionem
Gli altri possessori (concessionari agri publici, precaristi, creditori
pignoratizi, sequestratari) avevano solo la possessio ad interdicta.
La possessio ad usucapionem era tutelata con lazione Publiciana e
viene detta nelle fonti possessio civilis.
Alla possessio civilis si contrappone la possessio naturalis che
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riguardava i detentori cui non si riconosceva una possessio
qualificata (n ad interdicta, n ad usucapionem)
o Corpus possessionis e animus possidenti :
I giuristi romani individuarono nel possesso:
Un corpus possessionis: si riconosce a chi aveva: 1) un
contatto materiale con la cosa; 2) navesse leffettiva
disponibilit; 3) avesse il controllo. erano ad esempio:
creditori pignoratizi, sequestratari,
Un animus possidenti: intesa come intenzione di tenere la
cosa per s, nel proprio interesse, proprio nomine. Erano ad
esempio: chi teneva la cosa uti domini (proprietari)
14. Acquisto, conservazione e perdita del possesso :
o Acquisto: il possesso di una res si acquistava dal momento in cui una
persona, con lanimus possidenti, aveva la possibilit di disporne (quindi
anche il corpus). Si poteva acquistare tramite traditio.
o Conservazione: finch, la disponibilit di disporne (corpus), perdurava
senza smettere lanimus.
o Perdita: quando veniva meno la possibilit di disporne della cosa
(corpus) e lanimus possidenti, o anche soltanto luna o laltra.
o Interversione del possesso: nemo sibi ipse causam possessionis
mutare potest [nessuno pu mutare a se stesso la causa del possesso] :
in altre parole, chi ha iniziato a tenere la cosa in forza di un titolo, di una
causa, non pu pretendere di possederla ad altro titolo per avere mutato
da s il proprio animus. Ci significa che non ha effetto di interversione
del possesso (non pu cambiare la detenzione in possesso).
15. Loggetto del possesso :
Il possesso di una cosa composta non comporta possesso anche delle
singole partes che la compongono.
Il possesso riguardava le res corporales, e non le res incorporale: si
possedeva la res e non leventuale ius (usufrutto o servit) sulla stessa res.
Il diritto di propriet non fu concepito come ius:
Il diritto di propriet si identificava con la cosa che ne era oggetto
Chi teneva la cosa come propria (uti dominus), possedeva
direttamente la cosa stessa.
16. La quasi possessio :
Chi esercitava usufrutto o servit non furono ritenuti possessori : non
possedevano la cosa perch il possesso restava al nudo proprietario ( in
caso di usufrutto) e al proprietario del fondo servente ( per quanto
riguarda la servit). Tali erano chiamati quasi possessio.
(2007) DonaR
LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)
CAPITOLO 5: le obbligazioni
1. Il concetto d obligatio :
Obligatio= obbligazione: vincolo per cui un soggetto, detto debitore,
tenuto ad un determinato comportamento nei confronti di un altro
soggetto, detto creditore.
Il comportamento cui tenuto il debitore e che il creditore pu
pretendere la prestazione.
Il dovere giuridico del debitore il debito.
Il diritto soggettivo del creditore il credito.
Possono esserci pi debitori o pi creditori.
Il diritto di credito del creditore un diritto relativo (non assoluto
come il diritto reale) perch sono obbligate 1 o pi persone determinate
ed individuate. Sono anche determinate le persone del creditore o
creditori.
Lazione che si d al creditore/i contro debitore/i un actio in personam.
La prestazione del debitore consiste spesso in un comportamento
positivo.
Il debitore inadempiente, se ladempimento a lui imputabile, cade in
responsabilit.
2. Genesi e storia dell obligatio :
Nacque a Roma nellambito degli atti leciti, ma assunse rilievo con gli atti
illeciti.
(2007) DonaR
Atti illeciti :
Agli inizi, la vendetta fu lunica azione ammessa contro taluni
comportamenti ritenuti lesivi.
Loffensore doveva essere punito.
La poena (pena, punizione, vendetta) era corporale (nei casi pi
gravi il colpevole poteva essere ucciso) ed era inflitta dal pater
familias del gruppo familiare offeso.
Loffeso poteva rifiutare la vendetta se loffensore offrisse di pagare
una composizione pecuniaria (un accordo pecuniario il cui
importo doveva seguire certi criteri). Ci divenne in seguito un
obbligo per loffeso accettare la composizione pecuniaria.
Si evitava cos la pena corporale.
La somma di denaro che loffeso riscuoteva al posto della pena
corporale fu detta anchessa poena.
Si trattava di un riscatto, in sostanza di un onere.
Lidea dellobbligazione nacque per dagli atti leciti.
Il nexum : impegno, obbligazione del debitore
Era un atto gestum per aes et libram, cio era un atto che si
compiva con lintervento di 5 testimoni romani puberi e di un
libripens con la bilancia.
Riguardava i prestiti di denaro o metallo usato come merce di
scambio.
Il creditore e il debitore dovevano essere presenti:
o Il creditore: con parole solenni affermava il suo potere
sullaltra parte
o Il debitore: diventato nexus, pur restando persona libera e
non serva, era assoggettato al creditore, il quale:
lo teneva presso di s
esercitava su di lui materiale coercizione
poteva sottoporlo a punizioni corporali
lo utilizzava per attivit lavorative
tutto ci finch il nexus non avesse scontato con il suo
lavoro o col pagamento il debito
o il nexum fu abolito nel 326 a.C.
Praedes e vades : garante e ?
Sono le figure di garante pi antiche
Praedes: si ricorreva nella legis actio sacramenti in rem, per
garantire che la parte cui il pretore avesse assegnato
provvisoriamente il possesso della cosa controversa la restituisse
allavversario insieme ai frutti in caso di soccombenza (cedere).
Vades: si faceva ricorso nelle legis actiones, per garantire la
ricomparsa in giudizio della parte convenuta quando ludienza era
rinviata ad altro giorno.
Praedes e vades nei rapporti privati scomparvero nellet
preclassica.
Lo sponsio : promessa solenne, obbligazione
il negozio pi antico
la struttura dellobligatio classica
Il prototipo della stipulatio
(2007) DonaR
Tutelata dalle XII Tavole
Vi partecipano un interrogante e un promittente:
o Il promittente restava vincolato alla promessa ed era
responsabile in caso di mancato adempimento.
Lulteriore evoluzione :
La struttura dello sponsio si estese anche ad altri rapporti leciti, che
al riguardo si parl dobligatio.
Nellet repubblicana il fenomeno interess anche gli atti illeciti,
quindi:
o La pena pecuniaria, sorta come riscatto per liberare
loffensore dallassoggettamento, fu configurata come una
prestazione, alla quale era tenuto lautore dellillecito
(debitore) in favore della vittima (creditore).
o Il creditore pretendere il pagamento dal debitore della
prestazione.
A partire dagli inizi del principato, il termine obligatio venne
impiegato in relazione a rapporti che avevano la loro causa in atti
illeciti (quelli leciti erano gi considerati)
Agli inizi, con le legis actio per manus iniectionem : il responsabile
era esposto al rischio dellassoggettamento personale al potere del
creditore;
Poi, venute meno le legis actiones : rimase lesecuzione personale,
ma il creditore avrebbe potuto procedere a esecuzione patrimoniale
Con landare del tempo: allesecuzione personale si dovette far
ricorso solo contro i debitori del tutto privi di mezzi patrimoniali.
Termine obligatio: ob + ligatio (legatura, fasciatura), antico vincolo
materiale
Solvere: sciogliere
Solutio: scioglimento
3. Obbligazioni civili e onorarie:
Per indicare il vincolo giuridico che nasceva dalla sponsio si parl subito
di oportere, facendo riferimento alla necessit per lobbligato di
adempiere alla prestazione.
A differenza di altri diritti reali, il punto di vista non fu quello dellattore
che affermasse per s un proprio diritto, ma quello del convenuto-
debitore gravato da un obbligo nei confronti dellavversario-creditore.
E neppure loportere era qualificato ex iure Quiritium.
Da et preclassica il pretore and concedendo azioni in factum.
La qualifica di obligatio fu in un primo tempo riservata ai rapporti
sottostanti alle azioni in personam in ius.
Per i rapporti di diritto pretorio o onorario sottostanti ad azioni in factum
si disse semplicemente che la parte obbligata era tenuta in virt di
unazione: si parl di actione teneri.
4. Obbligazioni naturali:
A ogni obligatio corrispondeva unactio in personam
Ma i classici parlarono do obligationes facendo anche riferimento a
rapporti non sanzionati da azioni: li qualificarono come obligationes
naturales.
Le obbligazioni vere e proprie per contrapporle a quelle naturali furono
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dette civili perch sanzionate da actiones.
Nellet classica si fecero rientrare nelle obbligazioni naturali le
obbligazioni assunte dal pupillo senza lauctoritas del tutore.
Nelle obligationes naturales c lesistenza di doveri morali e sociali
degni di essere presi in considerazione dallordinamento giuridico, e con
riguardo a questi che ancora oggi si discorre di obbligazioni naturali. (art.
2034 cod. civ. )
5. I possibili contenuti della prestazione:
La prestazione poteva avere ad oggetto:
o Un dare: il contenuto della prestazione doveva essere il
trasferimento della propriet o costituzione di altro diritto reale.
Quindi il creditore doveva acquietare la propriet. Il debitore
sarebbe stato inadempiente se se avesse compiuto latto senza
essere proprietario della cosa. Ai fini delladempimento
dellobbligazione di dare, il creditore doveva avere sia la propriet
che il possesso del bene.
o Un facere: ogni comportamento diverso del dare; vi rientra il non
facere.
6. I requisiti della prestazione:
Carattere patrimoniale:
o La prestazione doveva essere suscettibile di valutazione in denaro,
cio a carattere patrimoniale.
o Il principio della patrimonialit della prestazione naque nel
processo formulare nel quale la condanna non poteva non essere
espressa in denaro.
o In una stipulazione penale (stipulatio poenae), nella stipulatio si
prometteva una certa somma di denaro, appunto poena, per
leventualit che la prestazione non venisse effettuata nel tempo
convenuto.
La promessa del fatto altrui:
o Fu negata lefficacia ai contratti in favore di terzi
o Invalidit di assunzione di un impegno che un terzo estraneo al
negozio tenesse un determinato comportamento
Possibilit:
o La prestazione doveva essere possibile (impossibilium nulla
obligatio est)
o Era nullo il negozio nel quale la prestazione cui era dovuto il
debitore era impossibile: sia impossibilit sopravvenuta sia
impossibilit iniziale.
o La prestazione poteva essere impossibile:
Materialmente (es. consegnare un edificio gi distrutto da
incendio)
Giuridicamente (es. trasferire la propriet di un uomo libero,
oppure trasferire al creditore la propriet di cosa gi sua)
Liceit:
o La prestazione doveva essere lecita, pena nullit.
o Era illecita la prestazione contro il buon costume.
(2007) DonaR
Determinabilit:
o La prestazione poteva essere determinata o determinabile.
Ab heredis persona obligatio incidere non potest:
o Antica regola : unobbligazione non pu avere inizio dalla persona
dellerede.
o Era nullo il negozio che fosse stato strutturato in maniera che la
relativa obligatio nascesse direttamente in capo allerede di una
delle due parti. (sia dal lato attivo sia dal lato passivo)
o Es.: era nulla la stipulatio per la quale il promittente assumesse
limpegno di adempiere allerede dello stipulante o dopo la sua
morte. In questi casi, i giuristi classici, fecero ricorso alla figura
delladstipulator (v. pi avanti)
o Alla fine Giustiniano abol lantica regola.
7. Le obbligazioni indivisibili:
La prestazione pu essere:
o Frazionabile: obbligazioni divisibili. Erano obbligazioni di dare
o Non frazionabile: obbligazioni indivisibili. Erano obbligazioni di
facere.
Obbligazioni di dare erano divisibili quando la prestazione aveva ad
oggetto:
o Una somma di denaro
o Altre cose fungibili
o Una cosa individuata nella specie
o Anche una cosa di per s indivisibile (es. una quota di un coerede)
Obbligazioni di dare erano indivisibili solo quando avevano ad oggetto:
o Servit
o Diritto reale di usus
Le obbligazioni indivisibili non potevano essere adempiute parzialmente:
infatti si applic a tali obbligazioni, quando la prestazione era dovuta a
pi persone o da pi persone ( pi eredi, pi creditori, pi debitori), il
regime delle obbligazioni solidali elettive (v. pi avanti).
8. Le obbligazioni alternative:
Ad ogni obligatio corrispondeva solitamente 1 sola prestazione.
Le obbligazioni alternative erano obbligazioni con due o pi prestazioni,
in cui il debitore era liberato con ladempimento di una.
La scelta (electio) tra le due prestazioni spettava di regola al debitore. Se
invece era espressamente scritto nellatto costitutivo dellobbligazione
spettava al creditore.
Con limpossibilit sopravvenuta di una delle prestazioni, di regola
lobbligazione alternativa cessava di essere tale e diveniva unica, e il
debitore era tenuto ad adempiere alla prestazione ancora possibile.
9. Le obbligazioni generiche:
La prestazione poteva avere ad oggetto:
o Obbligazioni generiche: quando erano cose individuali per
lappartenenza ad una categoria, o genus (un fondo, un servo)
o Obbligazioni specifiche: quando erano cose determinate,
individuate nella specie (il servo Tizio)
(2007) DonaR
Le obbligazioni specifiche non davano luogo a particolari problemi,
mentre le generiche si.
10. La responsabilit contrattuale:
Responsabilit contrattuale : il debitore che non adempie la
prestazione, se ladempimento a lui imputabile, cade in responsabilit.
Impossibilit sopravvenuta della prestazione :
o linadempimento della prestazione poteva dipendere
dallimpossibilit sopravvenuta della stessa prestazione.
o il debitore ne era responsabile se limpossibilit fosse stata a lui
imputabile
o i criteri per stabilire se era imputabile o meno al debitore si
andarono stabilendo in via di interpretazione ad opera della
giurisprudenza .
il factum debitoris : nelle obbligazioni di dare cose determinate, il
debitore rispondeva dellimpossibilit sopravvenuta della prestazione se
essa fosse stata conseguente ad un suo comportamento positivo e
cosciente (factum debitoris) non importa se voluto o no.
La custodia : quando il debitore teneva a proprio vantaggio una cosa
altrui che avrebbe dovuto poi restituire (es. il contratto di comodato) il
debitore rispondeva per custodia. Era una responsabilit nella quale il
debitore era liberato solo se:
o La cosa periva
o La prestazione diveniva impossibile: per caso fortuito o forza
maggiore
o Per eventi non controllabili dal debitore (forze naturali)
o Loggetto dovuto fosse stato rubato
Il dolo : contratto di deposito: il depositario non rispondeva per custodia
ma per dolo. Non era inganno e neppure un comportamento iniquo. Per
dolo si intendeva la volontariet del comportamento dannoso da esso
provocato. Per esempio nel caso del depositario, commetteva dolo se
avesse volontariamente provocato il perimento della cosa depositata.
Il dolo e la colpa :
o Colpa : comportamento negligente o imprudente
o Nellet postclassica si and a sviluppare nel diritto della
compilazione delle gradazioni diverse alla culpa:
Culpa lata: la colpa grave nella quale incorre il debitore, e
per quanto riguarda gli effetti, viene equiparata al dolo.
Culpa levis: consiste nel non adoperare la diligentia propria
delluomo medio (bonus pater familias). Viene anche detta
culpa in abstracto.
Culpa in concreto: la colpa di chi non cure le cose altrui
come proprie, della quale si rimprovera il debitore quando
non impiega la diligenza nelle cose proprie.
o In et classica avviene un ulteriore processo evolutivo: alla colpa
vengono assimilati i criteri del factum debitoris e della custodia. In
sostanza si perviene ad un regime ancorato su dolo e colpa: il
regime del nostro diritto moderno.
Esonero, limitazione e aggravamento della responsabilit :
(2007) DonaR
o Ai criteri di imputazione dellinadempimento si poteva derogare
(violare) con patto contrario: sarebbe stato possibile per esempio
estendere alla forza maggiore la responsabilit di ogni debitore.
o Sarebbe stato nullo il patto che esonerasse il debitore in caso di
dolo.
Il periculum :
o Periculum : il rischio che dipende da un evento pregiudizievole e
non imputabile a nessuno.
o Nel caso di perimento della cosa (res) la regola era che esso fosse
a carico del proprietario (res perit domino)
o Ma in presenza di rapporti obbligatori il periculum era solitamente
a carico del creditore, non importa se proprietario o non della cosa
perita.
La perpetuatio obligationis :
o Nel caso in cui al debitore fosse stata imputata limpossibilit
sopravvenuta della prestazione e fosse quindi ritenuto
responsabile, contro di lui il creditore avrebbe potuto esercitare
lazione propria del rapporto tra le parti come se la prestazione
fosse stata ancora possibile. Per giustificare tale soluzione, i giuristi
adottarono la perpetuatio obligationis cio lobbligazione si
continua fino allestinguersi divenuta impossibile per causa
imputabile al debitore.
11. La mora:
Mora : ritardo colpevole nelladempimento della prestazione. Poteva essere:
o Mora del debitore: mora solvendi
o Mora del creditore: mora accipiendi
La mora del debitore :
o Il debitore cadeva in mora quando non adempiva al proprio
debito.
o Si diffuse la prassi di invitare il debitore ad adempiere. Si parl di
interpellatio.
o Dallet classica questa prassi divenne regola giuridica: il debitore
sarebbe caduto in mora dal momento dellinterpellatio .
o La posizione del debitore in mora era la pi gravosa rispetto a
quella di ogni altro debitore: il debitore moroso era infatti
responsabile per limpossibilit sopravvenuta della prestazione
qualunque ne fosse stata la causa.
o Il periculum sarebbe stato a carico del debitore.
o Eccezione alla regola: il debitore moroso sarebbe stato liberato se
avesse provato che eseguita tempestivamente la prestazione la
cosa sarebbe perita ugualmente. Regola usata ancora nel nostro
cod civ.
o Il debitore moroso avrebbe dovuto corrispondere al creditore:
I frutti: della cosa dovuta dal momento in cui fosse caduto in
mora
Gli interessi moratori: in caso di debiti pecuniari da
liquidare ad opera del giudice.
(2007) DonaR
o Fine della mora: quando il debitore avesse scontato offrendo di
eseguire la prestazione.
La mora del creditore :
o Il creditore cadeva in mora se rifiutava la prestazione che il
debitore gli offriva.
o Con la mora del creditore, il debitore sarebbe stato responsabile
solo del dolo. Ma se queste perivano perch il creditore non le
accettava, il debitore era liberato
o In caso si obbligazioni pecuniarie: non potevano perire
o Se il debitore avesse avuto cura di depositare in luogo pubblico la
pecunia dopo averla absignata (?) sarebbe cessato il corso degli
interessi.
o Con Diocleziano: il debitore, nelle stesse condizioni, sarebbe stato
liberato dal suo debito.
o Fine della mora: quando il creditore manifestasse concretamente
la disponibilit a ricevere la prestazione.
12. Le fonti delle obbligazioni:
I giuristi romani qualificarono le fonti delle obbligazioni in categorie:
Se derivavano da contratto: contractus
per contratti si intesero gli atti leciti con effetti obbligatori.
Se derivavano da delitto: delictum o maleficium
per delitti si intesero gli atti illeciti sanzionati da azioni penali.
Ma nelle fonti il termine contratto assume un significato diverso: sono
contratti non tutti gli atti leciti obbligatori ma solo i negozi giuridici
bilaterali nei quali vi un accordo tra le parti volto a far nascere
unobbligazione.
13. I contratti:
Tipicit : i contratti erano tipici perch erano tipiche le azioni che le
sanzionavano:
Erano a numero chiuso
Ognuno con proprio regime giuridico
Ognuno con actio o actiones proprie
Ovviamente cerano delle eccezioni
Effetti obbligatori : i contratti del diritto romano aveva solamente
effetti obbligatori e soltanto quelli . Gli effetti reali furono riconosciuti
ad altri negozi giuridici bilaterali come mancipatio, in iure cessio, traditio
che non furono mai qualificati contractus .
Contratti unilaterali e bilaterali: i negozi giuridici si distinguono in
Contratti unilaterali: le obbligazioni sorgono a carico di una sola
parte (stipulatio e mutuo)
Contratti bilaterali: le obbligazioni sorgono a carico di entrambe
le parti (compravendita e locazione)
Contratti bilaterali imperfetti: ad essere obbligata in ogni
caso una sola parte, ma eventualmente pu nascere lobbligazione
a carico dellaltra (deposito, comodato)
(2007) DonaR
Caso a s: la societas.
Contratti consensuali :
consensu contrahitur obligatio
il consenso manifestato era necessario e sufficiente
esempi: compravendita, locazione, societ, mandato
Contratti reali:
re contrahitur obligatio
gli effetti obbligatori si producevano con la consegna della cosa
(res)
il consenso non poteva mancare ma non era sufficiente
esempi: mutuo, pegno, deposito, comodato, fiducia
possono essere accostati i contratti innominati.
Contratti verbali e letterali:
Contratto verbale Contratto letterale
verbis contrahitur obligatio litteris contrahitur obligatio
Contratto per eccellenza :
stipulatio
Contratto per eccellenza: nomina
transscripticia
Lobbligazione nasceva con la
pronuncia di parole determinate
(certa verba)
Lobbligazione nasceva con la
materiale registrazione per iscritto
di certe operazioni contabili.
Il consenso: tramite certa verba Il consenso: mediante scriptura
14. Il mutuo:
Il mutuo quel contratto reale unilaterale in forza del quale un soggetto,
m utuante , che d una cosa fungibile (olio, frumento, sementi,..) o una
somma di denaro ad un altro soggetto, mutuatario, perch questo si
impegni a restituire al mutuante altrettanto dello stesso genere.
Era un negozio causale che realizzava un prestito di consumo.
Con la consegna (traditio) il mutuatario acquistava la propriet del
denaro o delle altre cose che gli venivano consegnate (che erano res nec
mancipi): si trattava di un datio.
Lobbligazione nasceva soltanto a carico del mutuatario , che avrebbe
dovuto restituire lequivalente di quanto ricevuto e perci compiere egli
stesso una datio-traditio.
Tutto ci che il mutuatario avesse ricevuto in prestito ne avrebbe potuto
disporne liberamente e il rischio ( periculum) sarebbe stato a suo carico
(res perit domino)
La Datio il trasferimento della propriet delle cose fungibili
Per la restituzione, per cui le parti pattuivano un termine, il creditore
mutuante avrebbe agito con la condictio: era lazione per la restituzione
del dato. Se aveva ad oggetto:
o Una somma di denaro: actio certae creditae pecuniae
o Cose fungibili: condictio certae rei
La condictio :
o Era unazione in personam e in ius
o La formula: era astratta, nellintentio cera un dare oportere a
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carico del convenuto .
o Era un istituto dello ius civile
o Era riconosciuto e tutelato anche nei confronti dei peregrini (ius
gentium)
o Il debitore era tenuto a restituire lequivalente di quanto ricevuto,
nulla di pi. Non era tenuto al pagamento degli interessi (usurae).
Se voluti si faceva ricorso ad un distinto contratto, la stipulatio, o
meglio, la stipulatio usurarum.
o Et repubblicana : stabilirono un limite massimo degli interessi,
pena la nullit: si arriva cos al fenus unciarium (fenus = tasso
dinteresse) delle XII Tavole che era pari a 1/12 (uncia) del capitale
per ogni mese (100% su base annua), ma successivamente con
leggi successive si arriva a tassi minori.
o Fine et repubblicana : venne fissato il tasso massimo al 12%,
corrispondenti al 1% mensile (usurae centesimae).
o Giustiniano lo ridusse al 6% annuo.
o Fu vietato lanatocismo (usurae usurarum): il patto per cui gli
interessi non pagasti avrebbero prodotto altri interessi.
o Fenus nauticum : era un prestito marittimo utilizzato nel diritto
romano e dalla prassi commerciale mediterranea di varie citt
greche. Erano somme di denaro date in prestito per operazioni
commerciali doltre mare con tassi dinteresse elevati, anche oltre i
limiti legali.
15. Il deposito:
Contratto reale bilaterale imperfetto
Era il contratto per cui una parte, il deponente, consegnava allaltra, il
depositario, una o pi cose mobili, con lintesa che
o il depositario la custodisse gratuitamente
o il deponente doveva ricevere a semplice richiesta la restituzione
Con la consegna, il depositario acquistava la detenzione della cosa
depositata.
Il depositario non avrebbe potuto usarla: avrebbe commesso furtum usus
(furto)
Il depositario rispondeva solo per dolo al deterioramento e perimento
della cosa
Il deponente era tenuto a rimborsare al depositario eventuali spese che
questi avesse erogato su quanto depositato
Il risarcimento dei danni, che lo schiavo o un animale ad esempio
avessero provocato, era a carico del deponente: ecco la qualifica di
contratto imperfetto
Il contratto di deposito era gratuito e laccordo per un compenso avrebbe
snaturato il rapporto facendolo rientrare nella locatio operis
Il sequestro : particolare tipo di deposito secondo i classici. Veniva
utilizzato quando vi era una controversia tra due o pi persone riguardante
lappartenenza della cosa e queste preferivano affidarla ad un terzo, il
sequestratario (sequester), perch la custodisse e con lintesa che
lavrebbe restituita a quello tra i deponenti che ne fosse stato riconosciuto
proprietario. Quindi doveva essere riconosciuto uno dei due il dominus.
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Differenza dal deposito: il sequestratario acquistava la possessio ad
interdicta. Contro il sequestratore che non voleva restituire la cosa vi era
lactio sequestrataria. Per spese e danni, il sequestratario aveva la stessa
tutela del depositario.
Il deposito irregolare : laffidamento ad altri di denaro contante
(pecunia numerata) era considerato deposito, nel quale laccipiente
(accipiens),il ricevente, divenutone proprietario, avrebbe potuto mescolare
come il proprio ed utilizzare e a richiesta avrebbe dovuto restituire
lequivalente. Ha molte somiglianze con il mutuo, ma la differenza che:
Il mutuo era un prestito di consumo sollecitato dal mutuatario,
esempio:
mutuante : banca
mutuatario : il cittadino
la banca consegna al cittadino
Il deposito irregolare liniziativa era del deponente che desiderava
che il suo denaro venisse custodito, esempio:
Deponente : cittadino
Depositario : banca
il cittadino consegna alla banca, i ruoli sono invertiti.
Il deposito irregolare del diritto romano corrisponde allodierno deposito
bancario.
16. Il comodato:
Contratto reale bilaterale imperfetto:
Una parte, il comodante, consegna allaltra, il comodatario, una o
pi cose mobili, con limpegno del comodatario di restituire la stessa
cosa.
Il comodatario acquisisce solo la detenzione della cosa e non la
propriet.
Il comodatario poteva usare la cosa comodata senza rendere per luso
alcun compenso. In caso di compenso il rapporto sarebbe rientrato
nella locatio rei.
Per perimento e deterioramento della cosa comodata rispondeva il
comodatario.
Al comodatario erano dovuti rimborsi per eventuali spese erogate
sulla cosa e il risarcimento per eventuali danni che la cosa avesse
provocato.
17. Il pegno:
Diritto reali di garanzia: quel rapporto obbligatorio che per effetto
della datio pignoris si istituisce tra chi d la cosa in pegno
(oppignorante), che era solitamente il debitore, e il creditore che la
riceve.
I ruoli delle parti:
Il creditore pignoratizio: riceve la cosa in pegno ma
assume la veste di debitore perch estinto il debito sar tenuto alla
restituzione della res pignorata.
Il debitore pignoratizio: assume il ruolo di creditore perch
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estinto il debito potr pretendere la restituzione della cosa.
In sostanza un contratto reale bilaterale imperfetto: loppignorante
a garanzia di un debito consegna al creditore una cosa con
lintesa che estinto il debito la stessa cosa venga restituita.
Il creditore pignoratizio acquista il possesso ma non pu utilizzarla. Per
perimento e deterioramento risponde per custodia. Rimborso spese e
risarcimento eventuali danni.
18. La fiducia :
La tutela processuale di deposito, comodato e pegno risale allet
repubblicana.
In precedenza si faceva ricorso alla fiducia: una parte, il fiduciante,
trasferiva allaltra, il fiduciario, la propriet di una cosa, solitamente res
mancipi, mediante mancipio o in iure cessio che verificate determinate
condizioni la stessa cosa sarebbe stata ritrasferita in propriet al fiduciante.
La fiducia poteva essere:
Cum creditore: il passaggio di propriet era a garanzia di un credito
del fiduciario (la causa era quindi la stessa del pegno) che sarebbe
stato dopo lavvenuta estinzione del debito che il creditore-fiduciario
avrebbe dovuto ritrasferire al fiduciante la propriet della res fiduciae
data.
Cum amico: la causa poteva essere la custodia (come nel deposito): il
fiduciario avrebbe pertanto ritrasferito la propriet allaltra parte a
semplice richiesta.
Una volta riconosciuti pegno deposito e comodato, la fiducia continu a
trovare applicazione, ma scomparve i et postclassica insieme a mancipatio
e in iure cessio.
La fiducia non mai stata classificata come uno dei contratti reali.
I CONTRATTI VERBALI
19. La stipulatio :
La stipulatio fu uno dei contratti verbali che ebbe un ruolo importante
nella dottrina e nella prassi del diritto privato romano.
Lampia gamma di possibili applicazioni della stipulatio dipese anche dal
fatto che era un contratto tipico nella forma ma non nei contenuti.
La stipulatio:
Contratto verbale
Il consenso doveva essere espresso verbis (certa verba?)
Secondo uno schema di interrogazione dello stipulante e congrua
risposta del promittente
Il promittente assumeva limpegno di compiere la prestazione indicata
dallinterrogante.
Stipulante Promittente
Promittis mihi dari
centum?
(prometti di darmi cento)
Promitto
(prometto)
(2007) DonaR
Era un contratto astratto e unilaterale perch lobbligazione nasceva
solo a carico del promittente.
La forma: la risposta alla domanda doveva essere data con lo stesso
verbo usato nella domanda, esempio:
Spondes? Spondeo
Promittis? Promitto
Presenza di entrambe le parti perch la risposta doveva essere data in
un tempo molto breve: unitas actus.(atto unico)
Il prototipo della stipulatio fu la sponsio (con il verbo spondere
promettere spondes? Spondeo), ed nella sponsio (promessa
solenne) che va individuata lantica fonte di obligatio.
La sponsio era riservata ai cives e dava luogo a effetti dello ius civile.
La stipulatio era invece un negozio dello ius civile solo per gli effetti,
ma per la fruibilit era ius gentium, in quanto potevano accedere
anche i non cittadini (peregrini)
Ladiectus solutionis causa : (aggiunto ai fini delladempimento)
I soggetti della stipulatio erano:
o Interrogante e Promittente (doveva adempiere allo
stipulante-interrogante)
Linterrogazione poteva essere formulata che laltro promettesse
di adempiere o allo stipulante o a un terzo. Il terzo sarebbe stato
un adiectus solutionis causa. Ma il promittente, nel caso in cui
nellinterrogazione la promessa era di adempiere o allo
stipulante o al terzo, avrebbe potuto adempiere
indifferentemente o allo stipulante o alladiectus.
Ladstipulator :
Era un secondo interrogante che avendone avuto incarico dal
primo vi si affiancava rivolgendo pure lui al promittente linvito a
compiere in suo favore (idem mihi dari spondes? prometti di
darmi la stessa cosa?) la stessa prestazione gi promessa
allaltro.
Con la risposta positiva del promittente si dava luogo cos a 2
stipulationes, con uguale oggetto e due distinti creditori
Il promittente era liberato con una prestazione soltanto: in
favore di uno o dellaltro creditore.
Ladpromissor :
Al promittente si affiancavano uno o pi adpromissores, che
promettevano di prestare quanto gi promesso allo stipulante da
altro promittente.
Nascevano pi stipulationes, con uguale oggetto e pi debitori.
Promittente
Interrogante
1
Adstipulator (interrogante
2)
Promittente 1
(2007) DonaR
Lactio ex stipulatu :
Era lazione dello stipulante contro il debitore inadempiente.
Dotis dictio e promissio iurata liberti :
Erano dei contratti verbali
A differenza della stipulatio, dove la pronunzia di verba doveva
essere fatta da una e dallaltra parte, questi due tipi di contratti
si compivano con verba pronunziata dalla sola parte che si
obbligava.
Erano dei contratti unilaterali.
La dotis dictio non trova pi riscontro nel diritto giustinianeo.
20. I contratti letterali:
Nei contratti letterali lobbligazione nasceva litteris sulla carta - ( per il
fatto in s della scriptura) che presupponeva gi da prima il consenso
delle parti.
Il solo contratto letterale che riguard i cittadini romani fu il nomen
transscripticium.
Loperazione contabile eseguita dal pater familias nel codex accepti et
expensi (libro della contabilit domestica) poteva essere:
transscriptio a re in personam : il pater familia gi creditore di
una somma di denaro daccordo con il proprio debitore registrava
sul codex accepti la somma come se lavesse incassata, mentre,
nel codex expensi, registrava la stessa somma come se lavesse
data a mutuo allo stesso debitore. Si estingueva il credito nascente
da altro titolo e si costituiva una obligatio litteris perch sarebbe
stato pi facile provare lesistenza del debito e del contratto.
Esempio:
Pater familias: Caio
CODEX CAIO
ACCEPTI EXPENSI
Data 23/02/2007
500,00 incassato da Tizio
Data 23/02/2007
500,00 mutuo a Tizio
transscriptio a persona in personam : il pater familia, dietro
delega del proprio debitore e dintesa con un terzo indicato dallo
stesso debitore, segnava sul codex accepti la somma come se
lavesse incassata, e registrava nel codex expensi la stessa somma
come se lavesse data a mutuo a un terzo. Si estingueva il debito
verso luno e nasceva, litteris, unobbligazione a carico dellaltro.
Esempio:
Pater familias: Caio
CODEX CAIO
ACCEPTI EXPENSI
Data 23/02/2007 Data 23/02/2007
Interrogante
Promittente 2
Promittente 3
(2007) DonaR
500,00 incassato da Tizio 500,00 mutuo a Mario
A fini probatori, nel codex accepti et expensi del/dei debitore/i dovevano
essere registrate le operazioni contabili contrarie e simmetriche rispetto
a quelle del creditore che eseguiva nel proprio codex.
Verso la fine del III secolo non vennero pi usati i nomina trasscripticia.
21. La compravendita:
Nellet arcaica la compravendita si realizzava con la mancipatio, cio lo
scambio immediato di cosa contro prezzo.
Dallet classica la compravendita nel diritto privato romano (emptio
venditio) pu essere definita come un contratto consensuale in cui:
una parte, il venditore ( venditor ) si obbliga a far conseguire
allaltra, il compratore ( emptor ), il pacifico godimento di una cosa
(merx ),
mentre il compratore si obbliga a pagare al venditore un
corrispettivo in denaro ( pretium ) nella misura convenuta.
Erano obbligate entrambi le parti: per questo qualificato come
contratto bilaterale.
Era fruibile sia dai cittadini che dai peregrini, ed era ius gentium.
Il consenso :
Il consenso doveva essere manifestato
Solo per esigenze probatorie che si us redigere per iscritto un
documento (instrumentum) che attestasse laccordo concluso e le
condizioni di vendita. In et postclassica tale strumento divenne
obbligatorio in caso di vendita di immobili.
Era possibile fare ricorso ad una caparra (arrha) cio una somma
di denaro col solo valore di conferma del consenso prestato.
Loggetto :
Loggetto della vendita era detto merx.
Spesso erano cose corporali: res mancipi, res nec mancipi, mobili,
immobili
Ma la vendita poteva avere ad oggetto anche: eredit, superficie,
ius in actio vectigales, enfiteusi, servit, usufrutto, crediti.
Era ammessa anche la vendita di cose future
Il prezzo :
Il prezzo doveva essere espresso in denaro contante (pecunia
numerata)
La misura del prezzo era quella liberamente concordata tra le parti.
Diocleziano stabil per la prima volta che il prezzo doveva
corrispondere al valore della cosa venduta. Infatti, se il prezzo fosse
stato inferiore alla del valore reale della cosa:
1 Il venditore avrebbe potuto rescindere dalla vendita
(2007) DonaR
1 Oltre alla restituzione della cosa dietro rimborso del prezzo
pagato al compratore.
Lobbligazione del compratore :
Il compratore era tenuto a pagare il prezzo con monete e fare
conseguire al venditore la propriet di queste.
Il compratore doveva anche gli interessi moratori se avesse
ritardato il pagamento.
In caso di inadempimento del compratore, il venditore avrebbe
esercitato la ctio venditi .
Lobbligazione del venditore :
Il venditore era tenuto a far conseguire al compratore il pacifico
godimento della merx.
In caso di inadempimento del venditore, il compratore avrebbe
esercitato la ctio empti .
Se la merce non consegnata allo stesso momento della vendita e
periva, il venditore rispondeva per custodia.
In caso che la cosa perisse accidentalmente o per forza maggiore, il
compratore sarebbe stato ugualmente tenuto a pagare il prezzo.
Levizione :
Una responsabilit del venditore poteva sorgere se il compratore
subiva evizione ( un terzo che rivendicasse con successo presso il
compratore la cosa venduta)
Vizi occulti :
Sono i vizi o difetti materiali della cosa (nel caso dello schiavo,
alcuni vizi morali) non manifestati al compratore allatto della
vendita
Il venditore che avesse ammesso con stipulatio che la cosa venduta
possedeva certe qualit o era esente da certi vizi, il compratore si
sarebbe potuto avvalere dellactio ex stipulatio se le cose
dichiarate risultassero false.
Negli editti di edili curuli e magistrati in ambito dei mercati fecero
obbligo ai venditori di schiavi (mancipia) e di animali (iumenta
animale da tiro o da soma, es cavallo, bue - ) esposti in vendita di
dichiarare in modo anticipato al compratore i vizi degli schiavi o
degli animali in vendita. In caso in cui il venditore avesse taciuto i
vizi, il compratore poteva avvalersi dellactio redhibitoria con la
quale il compratore avrebbe riavuto il prezzo dietro restituzione del
servo o dellanimale.
Patti aggiunti :
Il regime della vendita poteva essere integrato o modificato
mediante patti aggiunti.
I patti a cui si fecero maggiore ricorso furono:
1 Il patto commissorio: a favore del venditore;
1 Lin diem addictio: a favore del venditore;
1 Il pactum displicentiae: a favore del compratore;
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Tali patti prevedevano che al verificarsi di una certa condizione la
vendita non doveva considerarsi avvenuta:
1 Il patto commissorio: la condizione era che il compratore
non pagasse il prezzo entro il termine convenuto;
1 Lin diem addictio: la condizione era che il venditore entro
un certo termine ricevesse una migliore offerta;
1 Il pactum displicentiae: la condizione era che nel termine
convenuto il compratore dichiarasse di non aver trovato la cosa
di suo gradimento;
22. La locazione :
La locazione, locatio conductio, era un contratto consensuale bilaterale
con lesplicita previsione di un corrispettivo, la mercede (merces), in cui
una parte, il locatore (locator), si impegna a mettere a disposizione
dellaltra, per un periodo di tempo limitato e con uno scopo preciso, una
cosa mobile o immobile, e allaltra parte, il conduttore (conductor), si
impegna a prenderla in consegna, per poi restituirla una volta scaduto il
termine convenuto o raggiunto lo scopo previsto.
Le parti erano sanzionate da:
o Actiones locati (in favore del locatore)
o Actiones conducti (in favore del conduttore)
Tipi di locatio:
o Locatio rei :
corrisponde alla locazione del nostro codice civile (art. 1521)
poteva avere ad oggetto cose mobili o immobili
il locatore assumeva lobbligo di consegnare la cosa e di
assicurare al conduttore il godimento
il conduttore assumeva lobbligo di pagare la mercede in
denaro alle scadenze stabilite, di mantenere la cosa nelle
condizioni in cui gli era stata consegnata e di restituirla alla
scadenza.
Il conduttore acquistava la detenzione e non il possesso ed
era responsabile per custodia nel caso di perimento e
deterioramento della cosa locata.
Per il mancato godimento della cosa da caso fortuito o forza
maggiore:
Il locatore non era responsabile
Il conduttore sarebbe stato liberato dallobbligo di
pagare la mercede.
o Locatio operis :
poteva avere ad oggetto cose mobili o immobili
il locatore si obbligava a consegnare una cosa
il conduttore si obbligava ad esercitare autonomamente ma
nellinteresse del locatore una certa attivit in moda tale da
raggiungere il risultato convenuto, per poi restituirla al
(2007) DonaR
locatore
ad esempio: il locatore consegnava al conduttore una cosa; il
conduttore doveva assumersi limpegno di consegnarla,
trasportarla, custodirla, ecc oppure il conduttore orefice
assumeva limpegno di ricavare anelli dalloro del locatore,
ecc..
la mercede comunque era dovuta al locatore
il conduttore avrebbe acquistato detenzione e non possesso
il conduttore sarebbe stato responsabile per custodia se la
cosa periva o si deteriorava
per cattiva esecuzione dellopera, il conduttore rispondeva
per imperitia, equiparata alla culpa, tranne che per
impossibilit sopravvenuta dipendente da caso fortuito o
forza maggiore il conduttore sarebbe stato liberato.
La lex Rhodia de iactu : era un regime speciale della locatio
operis che riguardava le merci trasportate per mare. Nel caso
in cui per difficolt di navigazione si era costretti a gettare in
mare parte delle merci locate per il trasporto, tale legge
indicava che il rischio sarebbe stato diviso proporzionalmente
tra tutti i locatori delle merci che erano state imbarcate sulla
stessa nave.
o Locatio operarum :
Un uomo libero assumeva limpegno di mettere la propria
attivit lavorativa (operae) alle dipendenze di un altro
soggetto, il quale si obbligava a pagare come corrispettivo
una certa mercede.
Il lavoratore era il locatore e il datore di lavoro era il
conduttore
Il periculum era a carico del datore di lavoro, che avrebbe
dovuto pagare la mercede anche se il lavoratore non avesse
prestato le opere per cause a lui non imputabili.
pi o meno il nostro contratto di lavoro subordinato
23. La societ :
La societ (societas) era un contratto consensuale bilaterale o
plurilaterale, per cui 2 o pi persone, detti socii, decidevano di mettere in
comune beni e attivit di lavoro al fine di conseguire un lucro per tutti
previa divisione di profitti e perdite.
Era un contratto iuris gentium perch tutelato anche nei confronti dei non
cittadini.
Il grado di responsabilit del socio per inadempimento era diverso a
seconda delle situazioni e circostanze: dolo, colpa e custodia. Ma il
criterio generale sempre stata la culpa in concreto.
La forma pi antica di societ stata la societas omnium bonorum,
dove i soci convenivano di mettere in comune i loro beni, presenti e
futuri.
Scioglimento societ:
o Reciproco dissenso
(2007) DonaR
o Se uno dei soci voleva recedere dal contratto
o Esaurimento dello scopo
o Impossibilit di raggiungere lo scopo
o Per morte di un socio
o Per capitis deminutio di uno dei soci (diminuzione di capitale)
o Se uno dei soci avesse subito una procedura esecutiva per
insolvenza.
I profitti e le rendite andavano divisi in parti uguali se nulla era convenuto
in proposito.
Era valido un patto: per cui un socio partecipasse agli utili e non alle
perdite
Era nullo un patto: per cui solo un determinato socio partecipava alle sole
perdite (c.d. societas leonina famosa favola di Federo)
24. Il mandato :
Contratto consensuale bilaterale imperfetto: una parte, il mandante,
conferisce un incarico ad unaltra, il mandatario, che si impegna ad
eseguirlo.
Al mandatario non era dovuto nessun compenso
Il mandato poteva essere solo nellinteresse del mandante (mandatum
mea gratia) o anche nellinteresse di terzi (mandatum aliena gratia)
Il mandatario era obbligato ad eseguire fedelmente lincarico e trasferire
al mandante beni, diritti e crediti acquistati in relazione allincarico
espletato.
Contro il mandatario si dava lactio mandati directa.
Il mandante era obbligato ad rimborsare al mandatario le spese e
risarcire i danni occorsi e i debiti del mandatario assunti
nellespletamento dellincarico.
Contro il mandante si dava lactio mandati contraria.
Il mandatario rispondeva solo per dolo in caso di inadempimento o
cattiva esecuzione del mandato.
Le azioni mandati spettavano anche contro e a favore dei peregrini.
Estinzione mandato:
Revoca del mandante
Rinunzia del mandatario
Per morte di una delle due parti
Reciproco dissenso
Termine dellincarico
25. I contratti innominati:
Prima et classica : si riconobbe valore obbligatorio a certe convenzioni
atipiche, non identificabili con un nome, ma che vennero qualificate
negotia: ciascuna parte era obbligata o di un dare o di un facere.
Do ut des Do ut facias Facio ut des Facio ut facias
Io do affinch tu dia Io do affinch tu
faccia
Io faccio affinch tu
dia
Io faccio affinch tu
faccia
Il dare inteso nel senso di trasferire la propriet: si compie una
prestazione in vista di unaltra prestazione.
(2007) DonaR
Et classica avanzata : le convenzioni divennero vere e proprie fonti di
obligationes, le stesse convenzioni poterono essere qualificate
contractus. Giustiniano chiam tali convenzioni contratti innominati:
oggi noi li chiamiamo contratti unilaterali, perch ad obbligarsi una sola
parte, la stessa che riceve la prestazione.
26. I patti:
I patti (pacta) erano convenzioni, accordi, in qualsiasi forma manifestata
che non rientravano nello schema di alcun contratto tipico.
Dapprima, ai patti non venne riconosciuto alcune effetto, ma nellultima
et repubblicana, ebbe ampia portata nelleditto pretorio de pactis , con
cui il pretore promise che avrebbe tutelato i patti che dovevano essere
concordati senza dolo e non contrari a leggi. I patti non davono luogo ad
obbligazioni
I patti aggiunti:
o Ebbero veri e propri effetti obbligatori
o Furono considerati parte integrante del contratto, del quale
avrebbero potuto modificare e integrare il contenuto tipico.
Compromissum :
o Con Giustiniano si diede efficacia obbligatoria al patto
(extragiudiziario) con cui 2 parti convenivano di rimettere
allarbitrato di un terzo la decisione di una controversia tra loro.
Ciascuna parte prometteva allaltra una pena pecuniaria se non si
fosse poi adeguata alla pronunzia dellarbitro. Questo il
compromissum.
27. Gli atti leciti non contrattuali:
Gli atti illeciti non contrattuali si distinguono in:
o La negotiorum gestio : era la gestione di affari altrui. Aveva
effetti obbligatori ed era senza mandato, intrapresa con la
convinzione che si trattasse appunto di affari altrui non rilevando
se poi lesito fosse stato utile o meno.
o La tutela, la communio incidens , la coeredit :
Tutela : cessata la tutela, il tutore dellimpubere doveva
rendere conto allex pupillo della gestione tutelare e lex
pupillo era obbligato a rimborsare allex tutore le spese e a
sollevarlo dai debiti e oneri assunti per la gestione. Le
rispettive obbligazioni erano sanzionate:
Contro il tutore: actio tutelae directa
Contro il pupillo: actio tutelae contraria.
Per gestione della cosa o eredit comune : nascita di
diritti e doveri reciproci tra comproprietari ed eredi: al
pareggio dei conti si provvedeva in sede di divisione o tra
comproprietari o tra coeredi.
o I legati obbligatori e i fedecommessi: i legati per
damnationem e sine modo davano luogo ad obbligazioni tra erede
e legatario. Lobbligazione a carico dellerede nasceva una volta
che morto il testatore il testamento avesse acquistato efficacia:
(2007) DonaR
legato per damnationem : il testatore mediante luso di certa
verba obbligava lerede di compiere una prestazione di dare
o di facere in favore del legato.
legato sine modo : il testatore mediante luso di certa verba
obbligava lerede di non facere in modo tale da consentire al
legatario di prendere con s una cosa o ereditaria o
personale dellerede.
Ai legati possono essere accostati i fedecommessi. Giustiniano
equipar legati e fedecommessi.
28. I delitti:
Obligationes derivavano pure dai delicta, o maleficia, che erano gli atti
illeciti.
I delitti vennero identificati come comportamenti determinati che
lordinamento per distinguerli dallinadempimento delle obbligazioni,
chiamarono atti illeciti extracontrattuali.
Lobligatio derivava dai delicta ed era rappresentata da un vincolo
giuridico tra offensore e offeso per cui luno era tenuto verso laltro al
pagamento di una pena pecuniaria perseguibile con unazione penale
nellambito del processo privato.
Le fonti giuridiche tendono a riservare la qualifica di delicta agli illeciti
civili. Tant che Gaio, nel dire delicta come fonti di obbligazioni, vi
annover appunto solo illeciti civili: furto, rapina, damnum iniuria datum
e iniuria.
Il dolo era il criterio generale per limputabilit del delitto al suo autore,
cio il delitto si imputava al suo autore se commesso col proposito di
provocare alloffeso il pregiudizio.
Ma spesso il dolo era implicito nel comportamento delloffensore. Si
arriv a parlare di colpa e non di dolo, imputando cos il danneggiamento
anche a chi lavesse provocato per negligenza e imprudenza.
A fronte dei delicta cerano i crimina: erano dei comportamenti pi
direttamente lesivi degli interessi della comunit; andarono assumendo
una connotazione propria e qualificati crimina e sanzionati con pene
anche molto pi gravi dalla pena capitale alla multa repressi
nellambito di iudicia publica (giustizia pubblica).
Il furto:
o Tra i delicta il furto uno dei pi antichi.
o Antica nozione : ogni comportamento doloso che provocasse ad altri
una perdita o anche solo uno svantaggio relativamente ad una
cosa, mobile o immobile.
o Nozione originaria che coincide con quella moderna : sottrazione
illecita di una cosa mobile altrui
o I genera furtorum :
Per furto manifesto si intende il furto commesso dal ladro e
catturato dal derubato sul fatto
o Sanzioni:
XII Tavole: il fur manifestus (lautore di furtum manifestum)
(2007) DonaR
poteva essere fustigato e poi sarebbe divenuto servo del
derubato (addictus) dal magistrato al derubato.
Se il furto commesso di notte o se il ladro avesse tentato di
difendersi con le armi, il derubato, invocato la testimonianza
dei vicini (endoploratio), avrebbe potuto ucciderlo.
Molto presto queste misure non furono pi adottate, e furono
sostituite con lactio furti manifesti, azione penale pretoria
mediante la quale il derubato perseguiva il quadruplo del
valore della cosa rubata.
Per il furtum nec manifestum gi le XII Tavole avevano
stabilito una pena pecuniaria per il doppio del valore della
cosa rubata. Tale pena fu mantenuta dal pretore e perseguita
con la penale actio furti nec manifesti.
Si nellactio furtum manifesti che nec manifesti, il derubato
era legittimato se dimostrava che aveva un interesse
giuridicamente apprezzabile che la cosa non venisse rubata:
era solitamente il proprietario.
La rapina:
o Bona vi rapta (furto)
o Lactio vi bonorum raptorum era lazione volta contro la rapina ,
che era la sottrazione di cosa altrui commessa con violenza.
o Lazione era penale e infamante: la pena era al quadruplo del
valore della cosa sottratta entro lanno e al semplice valore di essa
(simplum semplice) dopo lanno.
Il danneggiamento :
o Damnum iniuria datum
o Bisogna prendere in considerazione la lex Aquilia (cosiddetta de
damno).
o Tale lex era articolata in 3 capitoli (capita):
Primo: uccisione iniuria di schiavi e pecudes (quadrupedi da
gregge o ornamento, oggi sono i capi di bestiame)
Pena: nel maggior valore che gli schiavi o animali
avessero avuto durante lanno precedente alluccisione.
Secondo: riguardava ladstipulator il quale in frode allo
stipulante avesse estinto il credito mediante acceptilatio.
Pena: importo del credito estinto.
Cadde in desuetudine
Terzo: ferimento di schiavi e pecudes, al ferimento e
alluccisione di animali non pecudes, alla distruzione o
danneggiamento di cose appartenenti ad altrui.
Pena: nel maggior valore degli schiavi, animali e cose
inanimate nei 30 giorni precedenti levento dannoso.
o Lazione contro lautore del danno era lactio legis Aquiliae: ad
essa era legittimato il proprietario delle cose perite o danneggiate.
o Il pretore estese tale tutela a non proprietari: usufruttuari,
(2007) DonaR
possessori di buona fede,
Liniuria :
o La legge delle XII Tavole stabiliva per il membrum raptum (lesione
fisica con perdita definitiva della funzionalit di un organo) la pena
del taglione (talio: occhio per occhio, dente per dente): lautore
per si poteva sottrarre concordando con la vittima un conciliazione
pecuniaria. Al tempo delle XII Tavole, la pecunia si basava sugli
assi: 10 assi erano il valore di una pecora; 100 assi quello di un
bue.
o Ma con lavvenuta svalutazione monetaria in et preclassica, il
pretore istitu per la persecuzione degli atti dolosi e ingiusti di
violenza fisica alle persone, tutti qualificati iniuriae, lactio
iniuriarum aestimatoria.
o Per i successivi interventi pretori con lactio iniuriarum le offese
morali andarono sotto la comune denominazione di iniuria (da ci
il nostro termine ingiuriache lodierna offesa ).
o La pena era pecuniaria e di volta in volta stabilita dai recuperatores
( erano dei giudici che stabilivano la pecunia) secondo lentit
delloffesa.
o Lactio iniuriarum era trasmissibile agli eredi sia sul lato attivo che
sul lato passivo: ma morto loffeso prima di averla esercitata,
lazione non sarebbe stata attuata dagli eredi.
Altri illeciti extracontrattuali:
o Il diritto romano riconobbe molti altri delicta, o comunque illeciti
extracontrattuali, ad esempio: actiones de dolo, quod metus causa,

o Lactio de pauperie :
contemplata nella legge delle XII Tavole e mantenuta nel
Corpus iuris;
faceva riferimento ai danni prodotti da animali, in particolare
da pecudes.
Lazione si dava contro il proprietario delle bestie, il quale
poteva scegliere se risarcire il danno o di dare lanimale al
danneggiato.
29. Estinzione delle obbligazioni:
Ladempimento ( solutio ):
o Ladempimento della prestazione non era sempre sufficiente in et
arcaica a estinguere lobbligazione.
o Nellet preclassica la solutio divenne il modo pi usato per
lestinzione delle obbligazioni.
o Con la solutio lobbligazione si estingueva ipso iure.
o A compierla era quasi sempre il debitore: poteva effettuarla anche
un terzo ad eccezione delle cose di facere.
o Di regola, la solutio doveva essere fatta al creditore: ma si poteva
(2007) DonaR
adempiere per rappresentanza.
o La prestazione doveva essere adempiuta per lintero, salvo che il
creditore non accettasse un adempimento parziale.
o Datio in solutum :
Il debitore doveva eseguire esattamente la prestazione
dovuta.
Avrebbe potuto compiere unaltra prestazione solo dietro
consenso del creditore. Ci era chiamato datio in solutum
(dazione in pagamento)
o La prestazione andava adempiuta nei tempi indicati nellatto
costituivo:
Alla scadenza del termine
Avveramento della condizione
In difetto di indicazioni, la prestazione era dovuta
immediatamente.
o Il luogo delladempimento era quello risultante dallatto costitutivo,
dalle circostanze, dal tipo di prestazione. In caso che non vi sia
nessuna indicazione del luogo, la prestazione andava eseguita al
domicilio del debitore.
La remissione del debito:
o Oggi: latto con il quale il creditore rinuncia ad esigere il proprio
credito
o Per il diritto romano erano:
La solutio per aes et libram : Il rito si svolgeva cos:
1. Dinanzi a 5 cittadini romani puberi e un libripens,
anchegli civil Romanus e pubere, che reggeva la
bilancia, presente il creditore, il debitore dichiarava
solennemente seguendo un rigido schema di un preciso
formulario, di liberare se stesso dal potere del creditore
e contemporaneamente gettava sulla bilancia il metallo
(rame e bronzo) dovuto, e il libripens provvedeva alla
pesatura.
2. Con lintroduzione della moneta coniata il debitore,
pronunziata la stessa formula, percuoteva la bilancia
con una moneta, e immediatamente dopo consegnava
egli stesso in modo simbolico al creditore.
3. La solutio per aes et libram era necessaria per:
o la liberazione dei debitori dal potere dei creditori
o lo scioglimento del vincolo a carico del
condannato in un giudizio privato
o lestinzione delle obbligazioni pecuniarie da
legato per damnationem
4. La solutio per aes et libram era una atto a formalismo
interno e cadde in desuetudine e scomparve sin dalla
prima et postclassica.
Lacceptilatio:
5. era una atto a formalismo interno, un atto simmetrico e
contrario rispetto alla stipulatio
(2007) DonaR
6. la stipulatio si costituiva verbis, mentre lacceptilatio si
estingueva verbis.
7. Si estinguevano mediante acceptilatio solo quelle
nascenti da stipulatio e dalle altre nate verbis.
8. Tale atto ebbe larga applicazione e fu mantenuto nel
Corpus iuris.
Il pactum de non petendo:
9. Il creditore poteva rinunciare il debito impegnandosi
con semplice patto a non prendere ladempimento della
prestazione: pactum de non petendo.
La transazione:
o La transazione (transactio) presupponeva una lite in corso, o
anche un incertezza sui diritti e doveri tra due parti, sicch queste,
per mettere fine alla lite pattuivano reciproche attribuzioni e
rinunce.
La novazione:
o Oggi: per novazione si intende la sostituzione di una obbligazione
con unaltra: la prima si estingue e al suo posto sorge la nuova
obbligazione.
o Diritto romano: la novazione (novatio) si verificava per effetto di
una stipulatio, che avendo ad oggetto la stessa prestazione (idem
debitum), facesse riferimento al rapporto obbligatorio che con essa
si volva estinguere. Per effetto della novazione:
la prima obbligazione si estingueva ipso iure
si estinguevano le garanzie personali e reali
si interrompeva il corso di eventuali interessi
o I classici sottolinearono la necessit dellidem debitum perch per
manifestare leffetto novatio abbisognava:
aliquid novi: la nuova obbligazione doveva avere qualcosa
di nuovo rispetto a quella vecchia
animus novandi: lintenzione delle parti era di procedere a
novazione.
o La novazione poteva essere
oggettiva :se riguardava la causa, le condizioni,
termini,ecc..
soggettiva: se riguardava la persona del creditore o del
debitore.
o La stipulatio Aquiliana:
Era un caso di novazione oggettiva particolare che in
ununica stipulatio si deduceva in maniera generica il
corrispettivo pecuniario di ogni debito o comunque obbligo
del promittente verso lo stipulante, in modo che compiuta la
stipulatio, il promittente era tenuto verso lo stipulante solo in
virt della stipulatio.
o La delegatio promittendi:
Nella novazione soggettiva lelemento novo riguardava:
(2007) DonaR
10. La persona del creditore
11. oppure
12. La persona del debitore
Ad ogni novazione soggettiva faceva sempre seguito una
delegatio, che era una autorizzazione unilaterale. Tale
delegatio era chiamata delegatio promittendi che
poteva essere:
13. Delegatio promittendi attiva : il creditore, il
delegante, invitava il proprio debitore, il delegato, a
promettere con stipulatio a un terzo, il delegatario,
quel che il debitore stesso doveva al delegante:
o Si estingueva per novazione lobbligazione tra
delegante e delegato e se ne costituiva una
nuova con lo stesso oggetto tra delegato e
delegatario.
o Mutava la persona del creditore.
14. Delegatio promittendi passiva : il debitore, il
delegato, invita il terzo, il delegatario, a promettere
al creditore, il delegante, ci che egli stesso
(delegato) doveva al creditore:
o Si estingueva per novazione lobbligazione tra
delegante e delegatario e se ne costituiva una
nuova con lo stesso oggetto tra delegatario e
delegante.
o Mutava la persona del debitore.
La compensazione:
o Per compensazione si intende: se il creditore anche debitore del
proprio debitore, crediti e debiti reciproci si estinguono nella misura
in cui si concorrono.
o Esempi:
se Tizio deve 100 a Caio, ma Caio deve 100 a Tizio, si
estinguono le due obbligazioni
se Tizio deve 100 a Caio, ma Caio deve 50 a Tizio, si estingue
il debito di Caio, ma sussiste la differenza di Tizio di 50.
o Oggi la compensazione si divide tra:
Compensazione legale : lestinzione ha luogo
automaticamente
Compensazione giudiziale : lestinzione si verifica per effetto
della sentenza del giudice.
o La compensazione legale era sconosciuta nel diritto romano, era
dapprima esclusa anche quella giudiziaria. Ma dallultima et
repubblicana si fece rientrare tra i poteri del giudice la facolt di
tenere conto dei controcrediti del convenuto nelleventualit di
procedere a compensazione giudiziale e se necessario condannarlo
al pagamento della differenza. Con Giustiniano il diritto romano
riconobbe la compensazione legale.
Il concursus causarum :
ESEMPIO
DELEGANTE: Tizio (creditore)
DELEGATO: Caio (debitore)
DELEGATARIO: Mario (terzo)
Delegatio promittendi
attiva:
Caio deve 100 a Tizio
Con delegatio :
Caio promette con stipulatio di
dare 100 a Mario
1 nuovo creditore
Delegatio promittendi passiva:
Caio deve 100 a Tizio
Con delegatio :
Mario promette di dare 100 a
Tizio
1 nuovo debitore
(2007) DonaR
o Ci si riferisce allipotesi del creditore di una cosa determinata il
quale, dopo che lobbligazione sorta, acquista la stessa cosa ad
altro titolo, per altra via.
o Per essere valido entrambe le causae dovevano essere lucrative
(vantaggiose, convenienti), e non onerose (costose).
o Esempi:
Se Tizio legatario per damnationem di una certa res acquista
da terzo la stessa cosa per donazione, lobbligazione da
legato si estingue: le due cause sono lucrative.
Se Tizio legatario per damnationem di una certa res acquista
per compravendita la stessa cosa, lobbligazione non si
estingue perch la compravendita unobbligazione onerosa.
Altri fatti giuridici estintivi delle obbligazioni:
o Le obbligazioni si estinguevano per altre cause:
Per confusione (confusio): quando si riunivano nella stessa
persona le figure del creditore e del debitore
Per impossibilit sopravvenuta della prestazione non
imputabile al debitore
Per morte di una parte
I contratti consensuali se non avevano avuto inizio si
scioglievano per reciproco dissenso
Decorso del tempo: Teodosio II istitu che dopo 30 anni ogni
obbligazione si sarebbe estinta.
La cessione dei crediti:
o Solo la successione universale era riconosciuta a Roma come
successione, mentre la possibilit giuridica delle successioni di
crediti e trasferimento di debiti da un soggetto allaltro non erano
riconosciute.
o Con il delegatio promittendi attiva cambiava la persona del
creditore ma non aveva luogo una vera cessione perch il
cessionario non subentrava nellidentica posizione del cedente.
o La prassi e la giurisprudenza addottorano un altro sistema:
Il cedente avrebbe nominato cognitor o procurator ad litem
il cessionario, che avrebbe potuto cos agire in giudizio
contro il debitore con la stessa azione della quale era
titolare il cedente. Il cessionario avrebbe trattenuto quanto
ricavato. Si chiam poi procurator in rem suam
In et postclassica viene meno la figura del cognitor e si
adott la figura del procurator in rem suam.
Il trasferimento di debiti:
o Il trasferimento di debiti avveniva attraverso:
Per delegatio promittendi passiva
Il debitore nominava il terzo cognitor o procurator ad litem
Con transscriptio a personam in personam
(2007) DonaR
Le obbligazioni parziarie:
o Si dicono parziarie le obbligazioni con pluralit di creditori o
debitori in cui:
ogni creditore abbia il diritto di pretendere
o ciascun debitore il diritto di prestare
una parte soltanto alloggetto della prestazione.
o possibile ripartire tra pi creditori e pi debitori, in parti uguali o
disuguali.
Le obbligazioni solidali:
o Sono solidali le obbligazioni in cui, pi creditori hanno diritto o pi
debitori sono tenuti alla stessa prestazione, ciascun creditore pu
esigere o ciascun debitore deve adempiere lintero.
o Possono essere:
Obbligazioni solidali attive: con pluralit di creditori
Obbligazioni solidali passive: con pluralit di debitori
Le garanzie personali delle obbligazioni:
o Garanzie reali: attribuiscono al creditore il diritto di rivalersi su
una cosa altrui in caso di inadempimento
o Garanzie personali: si realizzano con lintervento di un terzo
(garante) che assume di adempiere alla stessa obbligazione del
debitore principale.
o Stipulazioni di garanzia :
1. la pi antica garanzia personale delle obbligazioni la
sponsio (garanzia obbligazione), il prototipo della stipulatio.
Si compiva con verbis (parola) ed era idonea a garantire
soltanto obligationes contratte verbis. La sponsio era
riservata ai cives Romani. Una lex Publilia stabil che contro il
debitore che entro 6 mesi non gli avesse rimborsato quanto
pagato al creditore, lo sponsor avrebbe potuto procedere
direttamente con la legis actio per manus iniectionem pro
iudicato. Successivamente abolita la legis actio pot agire
con lactio defensi.
2. successivamente alla sponsio cera la fidepromissio: era
una vera e propria stipulatio. Per essa si esigeva il verbo
fidepromittere: fidepromittis? fidepromitto (garantire, farsi
garante). Regime simile sponsio: ma era fruibile sia dai cives
che dai peregrini.
3. verso la fine della Repubblica fu riconosciuta la fideiussione
(fideiussio). Era una stipulatio accessibile dei cives e
peregrini.
o Lo sviluppo postclassico :
Et postclassica: scomparsa sponsio e fidepromissio, e le
norme e principi non comuni alla fideiussione.
(2007) DonaR
LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)
CAPITOLO 6: le donazioni
1. La donazione: concetto ed evoluzione:
In principio, per il diritto romano, non era un negozio autonomo, ma una
possibile causa di negozi giuridici astratti
La donazione aveva ogni volta effetti diversi a seconda del negozio
impiegato, es.:
Aveva effetti reali quando il donante trasferiva la propriet.
donazioni in dando
(2007) DonaR
Aveva effetti obbligatori quando il donante con stipulatio
prometteva una prestazione
donazioni in obligando
Aveva effetti estintivi quando il donante faceva acceptilatio del
proprio credito o in altro modo rimetteva al debitore il suo debito
donazioni in liberando
2. La lex Cincia :
Del 204 a.C., era chiamata de donis et muneribus(donato).
Tale lex proib le donazioni al di sopra di un certo limite (ultra modum
oltre una cera misura): era un limite che non si conosce la quantificazione
ma si sa che era basso.
Dal divieto furono esclusi i parenti entro il 6 grado e alcuni affini detti
personae exceptae(eccezione di persone).
Era una lex imperfecta:
Vietava le donazioni ultra modum tra estranei
Ma non stabiliva linvalidit di quelle effettuate contro il divieto
Non prevedeva sanzioni contro i trasgressori
Ma alla fine provvide il pretore proponendo nelleditto lexceptio
legis Cinciae (clausola, eccezione della legge Cinciae): era solo un
mezzo di difesa che giovava solo al donante solo se, in caso di
donazioni in dando o in obligando, alla donazione il donante non
avesse dato esecuzione.
In et classica, la lex Cincia, venne interpretata in modo restrittivo:
infatti i cancellieri imperiali affermarono che con la morte del
donante sarebbero venute meno le limitazioni stabilite dalla legge
(morte Cincia removetur)
Ecco che si dissero perfectae le donazioni irrevocabili, imperfectae le
altre.
3. La riforma di Costantino e la legislazione di
Giustiniano:
1 Sotto Costantino, la donazione acquista la sua autonomia di negozio causale,
venendo ad essere qualificata contractus. Per essa si esige la forma scritta, la
consegna della cosa in presenza dei vicini e la registrazione presso un ufficio
pubblico. Una volta adempiute tali formalit viene considerata perfecta e come
tale irrevocabile, in difetto invalida.
2 Con Giustiniano, che torna a legiferare in materia, richiesta la traditio per il
passaggio della propriet e si riconosce efficacia anche alle donazioni
obbligatorie, pur se realizzate con semplice patto anzich col ricorso alla
stipulatio.
4.Le donazioni tra coniugi.
1. Nei decenni successivi allemanazione della lex Cincia si afferm il
principio - probabilmente attribuito ai mores - che vietava le donazioni tra
coniugi, da mettere in relazione alla diffusione dei matrimoni sine manu;
in essi, non appartenendo marito e moglie alla stessa familia, una
donazione avrebbe comportato spostamenti patrimoniali da una famiglia
allaltra, con grave pregiudizio per gli equilibri patrimoniali delle grandi
famiglie che giocavano un ruolo politico a Roma.
(2007) DonaR
2. Vennero compreso nel divieto qualsiasi atto che comportasse
impoverimento di un coniuge e arricchimento dellaltro. Il divieto era
sanzionato con la nullit dellatto compiuto in violazione di esso. Dal
divieto furono esclusi i doni di modico valore, le donazioni mortis causa e
quella compiuta in vista del divorzio, le ultime due perch destinate ad
avere effetti definitivi dopo lo scioglimento del matrimonio.
3. Nulla vietava che il coniuge donante disponesse per testamento di
quanto dovuto in vita allaltro coniuge, da questa prassi, che ebbe
notevole diffusione, prese spunto loratio Antonini del 206, con cui si
stabil la conferma delle donazioni tra coniugi non revocate in vita dal
donante, per le quali lo stesso donate avesse mostrato in vita di non
mutare volont.
5.La donatio mortis causa .
Nella prassi romana accadeva che taluno, ritenendosi in imminente
pericolo di vita per ragioni di salute o accingendosi ad affrontare gravi
rischi, donasse ad altri una cosa propria trasferendogli la propriet. La
causa donandi si combinava con la causa mortis, pertanto si parl di
donazione mortis causa e in proposito si afferm il principio per cui il
donante avrebbe potuto pretendere con la condictio il ritrasferimento di
quanto donato una volta guarito o sopravvissuto al pericolo.
Un regime giuridico uguale si adott per lipotesi di donazione reale
anche se qualificata mortis causa, effettuata anche solo nella previsione
che il donante morisse prima del donatario, premorto il quale il donante
avrebbe potuto chiedere la ripetizione dei beni contro gli eredi.
Esistono anche testimonianze di donatio mortis causa realizzata con
laggiunta di una condizione sospensiva, per cui la propriet sarebbe
passata al donatario purch non premorto dal momento della morte del
donante.
La donatio mortis causa consentiva di raggiungere un risultato analogo a
quello dei legati, comportando per il beneficiario un acquisto a titolo
particolare; da ci la graduale estensione del regime dei legati, cui fu
parificata sotto Giustiniano.
LINEAMENTI DI DIRITTO PRIVATO
(di Matteo Marrone)
(2007) DonaR
CAPITOLO 7: le successioni mortis causa
1. Il fenomeno della successione:
1 Successio in locum, successio in ius, successio, successione, eredit:
passaggio di situazioni giuridiche soggettive da un soggetto allaltro.
2 La successione pu riguardare:
Situazioni giuridiche attive: diritti soggettivi
Situazioni giuridiche passive: doveri giuridici
In particolare: propriet, crediti e debiti
3 Dante causa: chi trasmette
4 Successore o avente causa: la persona alla quale si trasmette
(acquistava a titolo derivativo)
5 La successione pu essere:
A titolo universale: in universum ius; se il successore subentra per
lintero o per una quota di posizioni giuridiche (trasmissibili) che
faceva capo ad altri.
A titolo particolare: in singular res; se il successore subentra per
lintero o per una quota al posto di altra persona in singole e
determinate posizioni giuridiche soggettive.
6 La successione pu aver luogo:
Inter vivos: in dipendenza di un negozio tra vivi
Mortis causa: in dipendenza alla morte del titolare dei diritti e
doveri che passano al successore (a causa di morte)
7 Oggi: la sola successione universale solo quella a causa di morte.
8 Ma nel diritto romano successioni universali potevano accadere anche
inter vivos.
2. La successione universale mortis causa secondo lo
ius civile. Concetti e principi fondamentali:
1 Nello ius civile, i successori mortis causa a titolo universale erano gli
eredi (heredes).
2 Hereditas: era il complesso di situazioni giuridiche soggettive che
facevano capo al defunto (dante causa) e che passavano agli eredi.
3 Lacquisto dellhereditas da parte degli eredi presupponeva la
delazione ereditaria (era la chiamata alleredit) che coincideva con
la morte del dante causa.
4 La delazione poteva essere:
Testamentaria: in forza di un testamento valido ed efficace (ex
testamento)
Legittima: direttamente in forza di legge (ex lege): la successione
ab intestato (letteralmente, successione intestata; intestatus era
chi non aveva fatto testamento)
o Una volta deferita leredit, il chiamato diventava heres
automaticamente o a volte per accettazione (aditio azione per entrare
in possesso di una eredit)
o Una volta acquistata la qualit di erede non era possibile n perderla n
cederla.
o Intrasmissibilit della delazione ereditaria: se il chiamato alleredit
(2007) DonaR
moriva prima di aver accettato, i loro eredi non avrebbero potuto a loro
volta accettare e acquistare leredit. La regola sub in et postclassica
cambianti per ragioni di equit. Successivamente Giustiniano introdusse
la transmissio Iustinianea, riconoscendo agli eredi del chiamato di
acquistare in vece sua leredit.
o Capacit di trasmettere e acquistare di ereditando ed eredi:
Principio generale: sia lereditando che gli eredi dovevano essere
in possesso di capacit giuridica; dovevano essere persone libere,
cittadine romane e sui iuris.
Successione ad intestato: la capacit giuridica in capo:
allereditando doveva sussistere al tempo della morte
agli heredes doveva sussistere al tempo della delazione e
dellaccettazione
Successione testamentaria: era la capacit testamenti factio:
Capacit di fare testamento (testamenti factio attiva); si
richiedeva anche la capacit di agire.
Capacit di acquistare in forza del testamento (testamenti
factio passiva)
Gli eredi potevano anche essere:
Eredi schiavi
Filii familias altrui
Gli incapaci non erano chiamati alleredit n testamentaria n ab
intestato.
In caso vi era un erede incapace, veniva chiamato al suo posto il
substitutus (secondo erede o sostituto?). La quota dellincapace
andava ad accrescere leredit degli altri eredi.
Se il testatore era in difetto di testamenti factio attiva il testamento
era nullo.
o Capacitas e legislazione caducaria (abrogare):
Leges Iulia de maritandis ordinibus e Papia Poppaea: parlarono di
capacitas (diritto ad ereditare) e di capere con riguardo ai caelibes
(celibi) e agli orbi disponendo un regime tutto proprio per quanto
riguarda i beni ereditati:
Caelibes: i non coniugati in et matrimoniale
Orbi: coniugati senza figli
Ad entrambi si neg la capacit di acquistare per testamento.
La capacitas doveva esserci alla morte del testatore: ma per i
caelibes avrebbero potuto conseguirla nei 100 giorni
successivi.
Tutto ci che non era acquistato dai non capaces si accresceva in
favore dei coeredi che fossero ascendenti o discendenti del
testatore.
Se mancavo i discendenti o gli ascendenti del testatore, il
testamento diventava caducum (la met delleredit che
perdevano gli sposati senza prole); in assenza, allaerarium populi
Romani. In et classica lerario fu sostituito dal fisco.
212-217 d.C.: limperatore Antonio Caracalla modific le leggi
augustee per incrementare il patrimonio pubblico. La quota
vacante caducum doveva essere devoluta al fisco come anche altri
privilegi degli eredi.
(2007) DonaR
Durante il Basso Impero (avvento del Cristianesimo) le legis Iulia e
Papia furono abrogate e torn in vigore lo ius antiquum (diritto
antico, il regime precedente alle leggi augustee).
o Indegnit a succedere:
Sia il senatoconsulti che le costituzioni imperiali andarono
sanzionando con lindegnit di chi si ritenessero indigni (non
meritevoli) di subentrare al defunto iure ereditario, sia ab intestato
sia ex testamento.
Gli indegni non furono ritenuti incapaci di acquistare iure ereditario
ma ci che acquistavano a questo titolo veniva rivendicato extra
ordinem dallaerarium populi Romani e, dallet classica avanza,
dal fisco.
Gli indegni:
Una volta divenuti heredes restavano tali ma non poteva
esercitare le azioni ereditarie perch erano negate dal
pretore
Erano:
o Luccisore dellereditando
o Chi avesse impedito allereditando di testare
o Chi impugnasse il testamento come falso
o I rei dadulterio (colpevole di tradimento)
o Lacquisto delleredit:
GLI EREDI NECESSARI:
Heredes necessariii
Sui e schiavi manomessi nel testamento dal dominus come
eredi
Erano necessari perch automaticamente e necessariamente
divenivano eredi con la morte dellereditando
I sui erano i familiari immediatamente soggetti alla potestas
dellereditando al tempo della sua morte; erano in sostanza:
filii e filiae familia e donne in manus.
Tali familiari avevano qualifica di sui sia nella successione
legittima sia in quella testamentaria.
Ad avere heres sui avrebbe potuto essere solo un ereditando
maschio.
Una volta divenuti eredi subentravano si nellattivo che nel
passivo:
o Se il passivo > dellattivo: rischiavano gravi
conseguenze esecutive
o Dallultima repubblica: il pretore concesse agli eredi il
beneficium abstinendi perch essi potessero evitare la
proscriptio. A volte infatti lereditando metteva nel
testamento un proprio schiavo rendendolo erede,
diventando cos servo heres necessarius.
GLI EREDI VOLONTARI:
I non sui dellereditando erano eredi volontari, detti anche
heredes extranei.
Diventavano eredi con laccettazione o con ladizione(atto
con cui lerede dichiara di accettare uneredit) aditio la
quale poteva avere luogo :
(2007) DonaR
o Mediante cretio (accettazione delleredit)
o Mediante pro herede gestio
La cretio : era un atto formale che si effettuava con la
pronunzia di parole determinate che esprimevano la volont
di accettare leredit.
La pro herede gestio : era unaccettazione tacita
delleredit che consisteva in comportamenti che mostravano
senza possibilit di equivoci la volont di accettare: erano atti
di gestione del patrimonio del defunto (es. esigere crediti,
pagare debiti ereditari)
Spar la cretio e rimase solo la pro herede gestio.
La fusione dei patrimoni: i rimedi
o Con la successione, il patrimonio ereditato si univa al
patrimonio dellerede/i.
o Quando, per, l hereditas era damnosa (il passivo
ereditario superava lattivo) gli eredi volontari si
sottraevano dalladizione. In questo modo i creditori
ereditari non avrebbero potuto agire sul patrimonio del
defunto. I classici trovarono delle soluzioni:
o L hereditas :
Secondo lo ius civile era loggetto della successione universale
mortis causa.
I giuristi romani la qualificarono hereditas universitas: complesso
unitariamente considerato
di corpora : beni di propriet
e iura: crediti e debiti
I romani concepirono l hereditas come ius avente ad oggetto la
stessa universitas e di s spettante a quanti avessero la qualit di
heres.
L hereditas comprendeva situazioni soggettive trasmissibili che
facevano capo al defunto al tempo della sua morte.
Non entravano a far parte dell hereditas ma si estinguevano con la
morte del titolare le potest familiari, tutela e curatela.
La potest sui servi si trasmetteva insieme col dominium su di essi.
o L hereditas petitio :
Lazione per la tutela dell hereditas era la vindicatio hereditatis,
detta anche hereditas petitio.
o La coeredit:
Comunione di eredit
Ha il regime giuridico simile a quello della comunione di propriet:
ogni erede era titolare di una quota ideale con diritti e doveri
analoghi a quelli del comproprietario sul bene comune.
Ius adcrescendi : diritto di accrescimento; 1 o pi contitolari in
proporzione alla propria quota in alcuni casi acquistavano
automaticamente la quota di un altro contitolare. Laccrescimento
accadeva quando uno dei chiamati alleredit per
incapacit/rinunzia / altro non divenisse coerede. Era un
procedimento automatico.
(2007) DonaR
Divisione delleredit :
* Erano esclusi debiti e crediti ereditari: perch si imputavano
direttamente ai coeredi in proporzione alla loro quota.
* Le obbligazioni:
Se divisibili: attive o passive, seguivano il regime delle
obbligazioni parziarie
Se indivisibili: regime delle obbligazioni solidali elettive
* Lazione propria per la divisione delleredit era lactio
familiae erciscundae. procedura:
Il giudice (arbiter) procedeva alla distribuzione dei fonti di
reddito (cespiti) ereditari in pi lotti, tanti quante le quote
ereditarie, e poi mediante adiudicatio li aggiudicava ai
partecipanti alla divisione, trasferendo effetti della
propriet ed altri diritti reali.
3. La successione universale mortis causa secondo il
diritto pretorio. La bonorum possessio :
Ultima et repubblicana : si svilupp a Roma un sistema di successione
universale mortis causa pretorio, che si attuava mediante la concessione
della bonorum possessio.
Tale sistema pretorio non era opposto a quello dello ius civile, ma era
volto a correggerlo, ad agevolare lapplicazione o a integrarlo, dipendeva
dalle situazioni.
La genesi :
Le origini risalgono al dicere vindicias, con cui il magistrato nella
legis actio sacramenti in rem assegnava ad una delle due parti il
possesso provvisorio della cosa in contestazione.
Anche nellet preclassica, stessa prassi, con eccezione che il
pretore vi provvedeva solo quando sorgeva la questione quale delle
due parti fosse effettivamente nel possesso delleredit. ecco allora
che il pretore in questi casi interveniva con lassegnazione della
bonorum possessio in favore della persona che riteneva pi
probabile erede o dava maggiori garanzie per la restituzione in caso
di soccombenza.
Nella tarda et repubblicana, and perdendo la sua originaria
valenza: negli editti dei pretori vennero indicati quali erano i
soggetti e il preciso ordine avrebbero dato la bonorum possessio.
Lo stato giuridico dei bonorum possessores :
Distinzione tra bonorum possessio ed erede:
Bonorum possessio: era il successore universale iure praetorio
Erede: successore universale secondo lo ius civile.
Heredes e bonorum possessores :
La bonorum possessio era spesso concessa anche a soggetti che
erano al contempo eredi iure civili . Tali soggetti avrebbero avuto
convenienza a conseguire la doppia qualifica di heredes e di
bonorum possessores perch si sarebbero avvalsi alloccorrenza
anche dei rimedi giudiziari di per s spettanti ai bonorum
(2007) DonaR
possessores. In questo caso la bonorum possessio sarebbe stata
adiudivandi iuris civilis gratia
Ma la bonorum possessio poteva essere data ai soggetti che non
erano eredi perch:
o A volte in assenza di eredi civili
o Altre volte a preferenza di essi
Il caso: supponendo che il bonorum possessor avesse preso possesso
delleredit e non avendo contemporaneamente la qualifica di erede,
quale sarebbe stato lesito del giudizio se egli fosse stato convenuto
con la petizione di eredit da un erede a sua volta privo di qualifica di
bonorum possessor? Nel conflitto, chi prevaleva l heres o il bonorum
possessor?
In un primo tempo: tali questioni furono risolte sempre in favore
dellerede civile
Poi, si distinse caso per caso apparendo ingiusto che lerede
prevalesse comunque sul bonorum possessor.
Successivamente, in favore del bonorum possessor.
La giurisprudenza us distinguere:
Bonorum possessor cum re: in caso di conflitto il bonorum
possessor prevaleva sullerede civile
Bonorum possessor sine re: in caso di conflitto lerede civile
prevaleva sul bonorum possessor
Delazione : denuncia, accusa
Anche per il diritto pretorio, la delazione era
Testamentaria: bonorum possessio secundum tabulas (secondo il
testamento)
Ab intestato: bonorum possessio sine tabulas (senza il testamento)
bonorum possessio contra tabulas (contro il testamento)
con unapposita clausola edittale, la edictum successorium, la
chiamata dei successibili (persona avente diritto ad una successione)
aveva luogo secondo criteri diversi da quelli dello ius civile:
i successibili erano chiamati per categoria come nello ius
civile, ma la delazione nel bonorum possessio era limitata nel
tempo
agli appartenenti a ciascuna categoria era assegnato un
termine per essere ammessi alla bonorum
se lavessero fatto decorrere inutilmente listanza sarebbe
stata loro vietata e alla bonorum sarebbero stati chiamati agli
appartenenti alla categoria successiva.
La collazione : collatio (paragone, comparazione, riscontro)
Ebbe origine nella bonorum possessio e si distinse in due specie:
Collatio bonorum: erano chiamati in primo luogo i liberi (sia sui
che figli emancipati); il pretore si preoccup della disparit di
trattamento che si sarebbe potuta creare tra i sui e figli emancipati.
Morto il padre, gli acquisti di sui rientrano nella massa ereditaria e
sarebbero stati divisi tra sui ed emancipati, ma gli acquisti degli
emancipati no. Il pretore addoss ai figli emancipati lonere di
procedere a collatio bonorum in modo che del loro patrimonio
personale se navvantaggiassero anche i sui che avevano
(2007) DonaR
conseguito la bonorum possessio.
Collatio dotis: era anche di origine pretoria, riguardava la figlia
cui il padre avesse costituito dote e alla quale in caso di
scioglimento del matrimonio sarebbero stati di norma restituiti i
beni dotali. La dote consiste in una o pi cose o diritti che la moglie, suo padre
o un terzo conferivano in vista o in occasione del matrimonio al marito. Viene
prevista la dote perch il matrimonio ha funzione sociale, e aveva quindi tutta una
serie di utilit. Quindi sarebbe andato tutto alla figlia. Ma il pretore stabil lonere
della collatio dotis a carico della figlia , garantendo parit di trattamenti tra fratelli e
sorelle.
Durante il periodo postclassico e giustinianeo confluirono in un
unico istituto: la collatio descendentium.
Il fedecommesso universale :
Dava luogo a successione mortis causa anche il fedecommesso
universale
Il fedecommesso: antico istituto del diritto successorio che faceva
obbligo allerede di conservare e trasmettere tutta leredit o parte di
essa al successivo erede.
La successione universale ab intestato :
In difetto di testamento valido ed efficace si apriva la successione ab
intestato.
Regola : Il momento della delazione ab intestato era lo stesso della
morte dellereditando.
Eccezione : se nella successione civile il testamento valido non
diventava efficace per mancata accettazione degli eredi volontari, gli
eredi ab intestato erano chiamati alleredit al momento della certezza
che non sarebbero venuti alla successione gli eredi testamentari.
Analogamente nella successione pretoria: i successibili pretori ab
intestato erano chiamati alla bonorum possessio secondo testamento
e si dava la possibilit di delazioni successive.
La successione universale ab intestato secondo il ius civile :
Alla successione universale ab intestato (in assenza quindi di
testamento) erano chiamati nellordine, secondo la legge delle XII
Tavole,:
1. i sui: le persone libere che al tempo della morte dellereditando
erano assoggettate alla sua potestas o manus, le stesse che in
conseguenza della sua morte avrebbero cessato di essere alieni
sui per diventare sui iuris, quindi erano:
a. figli in potestate (maschi e femmine)
b. figli nati da iusta nuptiae (matrimonio) e adottivi
c. la moglie purch in manu del marito
d. i nipoti figli del figlio premorto
e. postumi sui (non ancora nati ma concepiti al tempo della
morte del pater familias).
Ad ogni sui spettava una quota. Solo un ereditando di sesso
maschile avrebbe potuto avere sui heredes: alla successione ab
intestato delle donne erano chiamati direttamente gli agnati.
2. gli agnati: persone libere discendenti in linea maschile da un
(2007) DonaR
capostipite comune di sesso maschile. Erano in sostanza parenti
in linea secondaria e maschile. Tali persone erano chiamate alla
successione ab intestato senza limiti di grado. Le donne non
oltre il 2 grado. Se cerano pi agnati dello stesso grado,
venivano alla successione per quote uguali. Gli agnati erano
eredi volontari.
3. i gentiles: erano gli appartenenti alla stessa gens ( stirpe,
razza) dellereditando. Erano anche loro eredi volontari. I gentili
erano chiamati alleredit solo in mancanza di agnati.
La successione universale ab intestato secondo il diritto
pretorio:
Con il graduale indebolirsi della societ romana arcaica, il sistema
della successione ab intestato del ius civile apparve iniquo e
lacunoso. A correggere il sistema provvide il regime pretorio della
bonorum possessio sine tabulis, alla quale erano chiamati:
1. i liberi: era la classe rappresentata dai sui, dai figli
emancipati e dai figli dati in adozione. Se premorti, dai loro
discendenti.
2. i legitimi: sui, agnati, gentiles, patrono e parens
manumissor.
3. i cognati: era costituita dai parenti di sangue, non oltre il
6 grado.
4. vir et uxor: erano chiamati reciprocamente marito e
moglie.
Il sistema pretorio presupponeva il sistema civilistico e lo integrava
e lo correggeva.
Il senatoconsulti Tertulliano e Orfiziano :
Tali senatoconsulti migliorarono la reciproca posizione successoria
tra madre e figli. Poich, i senatoconsulti erano fonte di ius civile,
madre e figli sarebbero divenuti eredi, e come tali ammessi pure
alla bonorum possessio ab intestato nella classe dei legitimi.
Leredit vacante :
Quando nessun erede acquistava leredit, i creditori del defunto
avevano via libera per procedere ad esecuzione patrimoniale.
Nellipotesi in cui non si fosse fatto avanti nessun creditore
ereditario, la lex Iulia, stabil che leredit vacante andasse
allerario (successivamente al fisco con Caracalla)
Il testamento :
La chiamata alleredit o alla bonorum possessio poteva avere
luogo in forza di testamento, e la delazione testamentaria
prevaleva di norma su quella ab intestato.
Il testamento era:
1 Atto unilaterale
1 Mortis causa
1 Personalissimo
1 Revocabile sino allultimo istante di vita
1 Era un atto con il quale un soggetto (il testatore) disponeva
delle proprie sostanze per il tempo dopo la sua morte
(2007) DonaR
1 Poteva contenere pi negozi: istituzioni di erede, legati,
manomissioni,
1 Listituzione dellerede (heredis institutio) non poteva
mancare pena nullit del contratto.
1 Testamentum: deriva da testes, testimoni, infatti tra le
formalit richieste vi era la presenza di testimoni.
Il testamento civile :
o testamentum calatis comitiis fu il primo testamento
riconosciuto Era un atto formale che si compiva
oralmente dinanzi ai comitia curiata.
o Successivamente, vi fu il testamentum in procinctu:
per esigenze militari
o Questi 2 testamenti caddero in desuetudine e la
giurisprudenza pontificale fece ricorso a due nuove
soluzioni:

mancipatio familiae : era un negozio fiduciario


con cui il testatore trasferiva il proprio patrimonio
(familia intesa in senso patrimoniale) a persona di
fiducia, il familiae emptor. In seno alla
mancipatio, il mancipio dans affidava al
mancipatio emptor lincarico di trasferire, subito
dopo la morte dello stesso mancipio dans, i
singoli cespiti alle persone da lui indicate.
testamentum per aes et libram: la prima
giurisprudenza laica trasform la mancipatio
familiae in testamentum per aes et libram (o
testamento librale). Si trattava di un mancipatio
familiae ma il mancipatio emptor recitava una
formula contenente il vero scopo dellatto,
mentre il testatore pronunciava le sue ultime
volont con un preciso formulario. La pronuncia
orale del testatore era detta nuncupatio. Ma ben
presto la nuncupatio venne adottata solo per
enunciare le volont del testatore, mentre per
indicare le disposizioni e le persone che ne
sarebbero state destinatarie si faceva rinvio a ci
che era scritto di suo pugno nelle tavolette cerate
(tabulae ceraeque). Il testamento per aes et
libram poteva essere compiuto tutto oralmente.
Il testamento pretorio :
1 Leditto pretorio prevedeva una bonorum possessio
secundum tabulus: per essa il pretore esigeva un documento
scritto, chiuso e sigillato con il contrassegno (signum) di 7
testimoni: era il testamento pretorio.
1 Numero dei testimoni: il testamento pretorio richiamava il
testamento per aes et libram perch: 5 testimoni + 1
libripens + 1 familiae emptor.
1 Il testatore chiudeva il tabulae facendo apporre allesterno le
(2007) DonaR
firme dei 7 testimoni, in modo tale che tale testamento
sarebbe stato valido in iure civili e in iure praetorio.
1 In et postclassica il testamento civile fu assimilato a quello
pretorio.
Il testamento: invalidit e revoca
Invalidit:
1 Inosservanza delle formalit
1 Incapacit del testatore
1 Vizio di forma dellistituzione dellerede
1 Incapacit degli eredi istituiti
1 Invalidit dopo la perfezione: sopravvenuta incapacit
del testatore o degli eredi istituiti, sopravvenienza di un figlio,
revoca.
1 Sopravvenienza di figli: il testamento perdeva
validit per il venire allimprovviso di un figlio dopo il
perfezionamento del testamento; ci accadeva anche per il
sopraggiungere di un postumo (successivo alla morte).
1 Revoca: il testamento era revocabile; nello iure civile,
era revocato solo per effetto di un nuovo testamento. Il
testamento per aes et libram sarebbe stato valido anche se il
testatore avesse rotto i sigilli del tabulae ceraeque
cancellando tutto o in parte il contenuto, persino se avesse
distrutto il testamento. Pure in iure pretorio un nuovo
testamento avrebbe revocato il precedente, ma il pretore
consider la scrittura e le garanzie essenziali perch una
volta che il testatore avesse distrutto il documento o i sigilli
avrebbe dato la bonorum possessio sine tabulis ai successibili
pretori ab intestato.
La istituzione di erede:
Listituzione dellerede poteva essere contenuta soltanto nel testamento
(heredis institutio).
Fu qualificata dai giuristi caput et fundamentum totius testamenti[inizio e
fondamento di tutto il testamento]
Caput: perch il testamento doveva iniziare con la heredis institutio, ma tale
regole perse valore con Giustiniano
Fundamentum: perch nessun testamento era valido senza listituzione di
un erede
Listituzione dellerede doveva essere fatta in modo esplicito con la qualifica
di heres e con il verbo essere Titius heres est[tizio lerede]. Tale forma fu
abolita da Costanzo che dispose che la forma poteva essere qualunque purch
il testatore dichiarava in modo inequivocabile lerede.
Listituzione dellerede poteva essere:
Cum modo
Cum libertate
Cum cretione
Poteva essere istituite eredi 1 o + persone:
Unico erede: erede per intero (ex asse)
Pi eredi: eredi per una quota espressa in dodicesimi
(unciae).
(2007) DonaR
Heredis institutio ex certa re: listituzione di erede ex
certa re significava attribuire ad un erede un singolo bene
determinato. Ma sarebbe stato nullo. Dallet classica si
adott tale sistema per i casi di pi eredi per tenere maggior
conto della volont del testatore.
La sostituzione volgare: substitutio vulgaris
Era unistituzione di erede sotto condizione sospensiva che il
primo istituito fosse
premorto allo stesso testatore
non avesse accettato leredit
la sua istituzione senza effetti
il chiamato alleredit in subordine rispetto al primo istituito si
disse sostituto (substitutus)
La sostituzione pupillare: substitutio pupillaris
Tale sostituzione presupponeva che Il testatore doveva
istituire erede un discendente soggetto alla sua immediata
potestas.
Tale sostituzione consisteva nellistituzione di un erede al
pupillo qualora questi fosse morto ancora impubere (che non
ha ancora raggiunto ladolescenza) e quindi nellimpossibilit
di fare testamento.
In sostanza, il testatore nominava un erede al proprio
discendente facendo in sostanza testamento al suo posto. Era
un eccezione al principio del testamento atto
personalissimo.
I legati:
Il testamento oltre a contenere listituzione di erede poteva
contenere disposizioni a titolo particolare: tra esse i legati.
Attraverso i legati, il testatore attribuiva alle persone indicate
i legatari singoli beni o diritti sottraendoli dagli eredi. Tale
diritto fu riconosciuto dalla giurisprudenza pontificale.
I quattuor genera legatorum: i giuristi romani
individuarono 4 tipi di legati:
C Legato per vindicationem : doveva essere disposto con le
parole do lego + indicazione dell oggetto + destinatario.
Aveva effetti reali e doveva avere ad oggetto i beni propri
del testatore.
C Legato per damnationem : doveva essere disposto con le
parole heres meus damnas esto + persona del legatario +
oggetto. Il testatore faceva in tal modo carico allerede di
fare o di dare una prestazione alla persona indicata.
Potevano essere cose del testatore, dellerede o di terzi.
C Legato sinendi modo : era disposto con parole heres meus
damnas- obbligato - estointegrata con limposizione
allerede di consentire che il legatario esempio prendesse
possesso di una cosa determinata. Questo doveva
appartenere o al testatore o allerede.
C Legato per praeceptionem : era disposto con parole
(2007) DonaR
praecipito (far cadere) preceduto dal nome del legatario e
dalloggetto. Poteva essere disposto in favore di un erede e
solo cose del testatore.
Il senatoconsulto Neroniano, le riforme postclassiche e
lunificazione dei tipi di legato:
Con troppi tipi di legato e di conseguenza forme e regimi
giuridici diversi, il senato consulto di Nerone adott in larga
scala il legato per damnationem perch aveva pi
applicazioni. Ma la vera unificazione avvenne con Giustiniano
che:
riconobbe gli effetti obbligatori ai legati
riconoscimento degli effetti reali
riconoscimento doppia tutela: reale e obbligatoria.
I legatari e gli onerati:
La testamenti factio passiva si esigeva sugli eredi istituiti e
sui legatari. Lonere dei legatari gravava sugli eredi, non oltre
per lattivo ereditario. Pi eredi istituiti: il testatore avrebbe
potuto porre il legato a carico di:
1 solo
alcuni di essi
I legatari: il momento dellacquisto
I legati avevano effetti dal momento in cui lerede onerato
acquistava leredit e quindi al momento della morte del
testatore (erede necessario) o al momento dellaccettazione
delleredit (erede volontario).
Morte del testatore: dies cedens
I legatari: invalidit, inefficacia e revoca
Invalidit:
1 Regula Catoniana: il legato invalido al tempo della
realizzazione del testamento restava invalido pure se prima
della morte del testatore la causa dinvalidit fosse cessata.
1 Revoca: il legato era soggetto a revoca dal testatore; la
revoca aveva luogo con la evoca stessa del testamento;
dallet classica, la revoca del legato poteva avvenire anche
successivamente al perfezionamento del testamento.
Altre possibili disposizioni testamentarie:
Il testamento poteva contenere:
Manumissio testamento : manumissioni, il testatore
dava la libert ad un proprio servo.
Tutoris datio : il testatore nominava il tutore di un proprio
discendente (eventuale o adottivo) immediatamente
soggetto alla sua potestas.
I fedecommessi:
Il testatore poteva raccomandare informalmente allerede
di compiere una prestazione determinata in favore della
persona indicata nel testamento.
Il fedecommesso non doveva essere disposto in forma
imperativa; poteva essere disposto nel testamento, nel
codicillo, oralmente, con un cenno di assenso, in forma
(2007) DonaR
espressa o tacita
Fedecommessi di libert : mediante fedecommesso poteva
essere disposta la libert di un servo
Fedecommessi particolari : erano fedecommessi che
avevano come possibili oggetti oltre che la libert anche
prestazioni analoghe a quelle dei legati
Fedecommessi universali : si faceva carico allerede di
trasmettere ad altri dopo averla acquistata lintera eredit
o una quota di essa.
I codicilli:
Al testamento si affiancarono i codicilli, anchessi a contenere
disposizioni mortis causa.
Era un documento scritto che a differenza del testamento non
richiedeva la sua perfezione.
Potevano essere:
Codicilli confermati: il testamento ne faceva riferimento
Codicilli non confermati: non era fatto riferimento a nessun
testamento.