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SALVADOR MINUCHIN

(TERAPIA STRUTTURALE)
“Una famiglia è un sistema interpersonale
organizzato come nodo di relazioni. […] La
famiglia è la struttura elementare della
parentela che fonda l’unità simbolica e
quella biologica mantenendo strettamente
interrelati due livelli di relazione.
Il primo livello è generale perché coinvolge
le regole universali che governano
l’organizzazione familiare. Per esempio,
deve esserci una gerarchia di poteri e di
responsabilità in cui i genitori e i figli hanno
diversi livelli di autonomia […]
“Il secondo livello è specifico delle singole
famiglie perché comprende le reciproche
aspettative di tutti i componenti della
famiglia. L’origine di queste aspettative
risale ad anni di negoziati espliciti o
impliciti su quelli che in apparenza sono
definiti piccoli eventi quotidiani alla base
del mito, della storia familiare. Sovente la
natura dei contratti originari è stata
dimenticata […], ma i modelli
permangono, quasi incorporati in una
specie di pilota automatico, e sono oggetto
di reciproco adattamento e di efficienza
funzionale. Così il sistema mantiene se
stesso”.
(Minuchin, 1974)
CARATTERISTICHE DISTINTIVE

 1960-1965: dalle osservazioni compiute alla “Wiltwyck School for


Boys” individua caratteristiche comuni alle famiglie povere

- stile di interazione concreto e orientato all’azione


- presenza di ruoli maldefiniti
- presenza di un sistema di ricompense e punizioni
caotico e imprevedibile

le famiglie hanno bisogno di qualche tipo di


struttura, qualche forma di gerarchia, qualche tipo
di differenziazione tra sottosistemi
 1965: diventa direttore della “Philadelphia Child Guidance Clinic” ed
entra in contatto con famiglie eterogenee (in particolare con disturbi
infantili di tipo medico)

- presenza di un’organizzazione rigida


- necessità di una strategia terapeutica che miri a
destrutturare i modelli rigidi della famiglia e a
ristrutturarli secondo parametri più funzionali

 1972: prima formulazione sistematica del modello (“Terapia familiare


strutturale”)

- famiglia disfunzionale = famiglie invischiate versus


disimpegnate
- famiglia funzionale = non assenza di stress, conflitti e
problemi, ma efficacia di gestione

struttura e adattabilità
 Struttura familiare = modelli transazionali

- Regole di gerarchia (come tra genitori e figli) e di


interdipendenza (come tra marito e moglie)
- Complementarietà dei membri familiari (coniuge attivo
versus passivo; genitore severo versus tenero)
- Confini tra i membri familiari
- Esistenza di sottosistemi all’interno del sistema familiare

 Adattabilità familiare

- Flessibilità della struttura familiare


- Quattro stadi evolutivi: formazione della coppia, famiglie con
bambini piccoli, famiglie con figli in età scolare e
adolescenti, famiglie con figli adulti
 Modello concreto, pragmatico, facilmente trasmissibile: insegnare cose
e non teorie; mostrare e non spiegare [il supervisore sa e l’allievo non
sa]

 Terapeuta direttivo, ma “caldo”; ruolo da protagonista del terapeuta


come agente del cambiamento

attenzione alla gerarchia come tratto comune


della terapia strategica e strutturale
JAY HALEY
(TERAPIA STRATEGICA)
“La questione relativa alla diagnosi è: che
genere di situazione ha l’effetto di
provocare questo tipo di adattamento? Ad
esempio, se una persona è depressa, il
terapeuta della famiglia non si chiede
quale tipo di persona essa sia o quali
esperienze passate l’abbiano portata ad un
comportamento di questo tipo, ma quale
funzione svolga la depressione nella
situazione presente e in che modo si riveli
appropriata a ciò che sta avvenendo.”
(Haley, 1980)
 1973: pubblicazione del libro Terapie non comuni come
spartiacque (da espositore di idee altrui ad un proprio
modello originale)

 1976: crea un istituto di terapia familiare a proprio nome di


cui Cloè Madanes (la moglie) è co-direttrice

 1976: pubblica il volume La terapia del problem solving in


cui propone la prima sintesi della terapia strategica
CARATTERISTICHE DISTINTIVE

 Centralità delle relazioni di potere all’interno della famiglia


sintomo come modalità utile per controllare gli altri: paziente da
vittima a controllore (colui che detiene il potere)

 Modello gerarchico (struttura della famiglia = gerarchia) e


normativo (esiste una struttura gerarchica corretta)

sintomo come segno di sbilanciamento della normale struttura


familiare in cui i confini tra le generazioni e le gerarchie sono
sovvertiti da alleanze transgenerazionali (“triangolo perverso”)

 Stile secco, pragmatico, direttivo del terapeuta


 La responsabilità di pianificare la strategia per risolvere i
problemi spetta al terapeuta

definire il problema in modo che possa essere risolto

sei dimensioni necessarie per concettualizzare il problema:


1. comportamento involontario versus volontario
2. impotenza versus potere
3. sequenze metaforiche versus sequenze letterali
4. gerarchia versus uguaglianza
5. ostilità versus amore
6. vantaggio personale versus altruismo
 L’origine di tutti i problemi portati in terapia è reperibile nel
dilemma amore versus violenza

esistenza di 4 dimensioni dell’interazione familiare


(diverso sviluppo emotivo, problemi, stretegie ed emozioni)

l’origine di tutti i problemi è riconducibile al dilemma amore


versus violenza che determina diverse possibili dimensioni
dell’interazione familiare:
1. dominio e controllo (paura)
2. essere amati (desiderio)
3. amare e proteggere (disperazione)
4. pentirsi e perdonare (vergogna)
SOMIGLIANZE

= NEI PRESUPPOSTI
-Il comportamento dell’individuo può essere compreso solo nel suo contesto
ambientale
- Il comportamento individuale cambia al cambiare del contesto familiare
- La famiglia come sistema gerarchico governato da regole
- La famiglia come sistema normativo e in evoluzione, cioè scandito lungo il ciclo di
vita

= NELLA TECNICA
- Terapia breve
- Terapia pragmatica, mirante all’efficacia
-Terapia centrata sul presente e volta a cambiare sequenze comportamentali
ripetitive
- Il “processo” è più importante del “contenuto”
- Terapeuta direttivo
- Uso di prescrizioni e paradossi
DIFFERENZE

Terapia strategica Terapia strutturale

-Tecnica: reotroazione positiva -Tecnica: reotroazione negativa

- Focus: il sintomo -Focus: la struttura della famiglia (il


sintomo è un epifenomeno)

-Si può lavorare anche solo con un -Si lavora con l’intera famiglia
membro familiare

- Si utilizza molto quello che accade tra - Si utilizzano molto i comportamenti


una seduta e l’altra immediati e agiti all’interno della seduta

- Sensibile al contesto sociale (terapia


“sociologica”)