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PSICOLOGIA DELLA FAMIGLIA

La definizione di famiglia risulta interconnessa con:


1) il pi generale contesto scientifico in cui lo studio della famiglia si colloca;
2) lo spirito del tempo, ovvero linsieme delle norme e dei valori condivisi in un dato periodo.
Il contesto scientifico.
Nel 1926 Burgess propone unanalisi della famiglia come unit di persone in relazione reciproca.
In precedenza la fam era considerata solo lo sfondo, il contesto nello sviluppo individuale.
Dal punto di vista psicoanalitico la famiglia rilevante solo come istanza immaginaria e non come
realt istituzionale, dal momento che ci che diventa significativo per lindividuo in fase di sviluppo
sono soprattutto i modi e lintensit di quanto delle relazioni famigliari viene interiorizzato.
La prospettiva ambientalista, fondata sul presupposto di un bambino modellato e influenzato dal
mondo degli adulti, ha ridotto la fam al rapporto diadico madre-figlio, secondo il modello lineare
causale.
Anni 50 e 60 (Jackson 1957; Ackermann 1958; Wynne 1958; Bowen 1959; Lidz 1963)
sottopongono a verifica lipotesi dellinterdipendenza tra lo sviluppo individuale e le dinamiche di
relazione interpersonale nella famiglia.
Un contesto scientifico favorevole si venuto a formare in seguito alle revisioni delle teorie
psicoanalitiche ad opera dei neofreudiani, che propongono una contestualizzazione delle dinamiche
intrapsichiche nella societ e nella cultura in cui vive lindividuo o grazie allemergere di nuove
discipline come la cibernetica, la teoria dei sistemi dellinformazione.
Lapproccio sistemico vede la famiglia come rete di interazioni, mentre lapproccio cognitivista la
concepisce come un sistema emergente dallinterdipendenza dei processi simbolici ed interattivi.
Differenze rilevanti emergono fra chi adotta un punto di vista sincrono (fam sistema interattivo
nella dimensione del presente e chiuso dentro precisi confini) e diacronico (importanza della
trasmissione multigenerazionale). Famiglia come sistema autoregolato e autocontenuto (fuori dal
contesto), e famiglia inserita nelle dinamiche del contesto.
Contesto socio-culturale.
Pregiudizio della famiglia nucleare.
Pregiudizio dellassenza del matrimonio.
Pregiudizio dellassenza del padre.
Pregiudizio etnico (studio fam bianca).
Pregiudizio sulle coppie omosessuali.
Lo studio delle famiglie dovrebbe passare dallo studio della famiglia normale allo studio della
normalit delle famiglie, analizzata in termini di armonia e omogeneit: mantenere coesione del
gruppo e promuovere lautonomia dei singoli membri.
La possibilit di assolvere tali funzioni inoltre legata a :
1) non tanto allassenza di conflitti, bens a come questi vengono negoziati allinterno del
gruppo;
2) non tanto allassenza del disagio, ma al come il disagio e la sofferenza vengono affrontati;
3) non tanto a modelli prescritti da norme prestabilite, ma alle singolari modalit specifiche di
ogni famiglia nellutilizzare le proprie risorse.
Anni 80 determinanti per gli sviluppi teorici, metodologici e applicativi della psicologia della
famiglia (LAbate 1985, Liddle 1988). La disciplina ha ottenuto un respiro internazionale con
lavvio dellAccademia Internazionale di Psicologia della Famiglia a Kyoto nel 1990.

Il Secondo Congresso Internazionale di Psicologia della Famiglia tenuto a Padova nel 1994 ha visto
un triplice impegno dei partecipanti:
1. promuovere il confronto trasculturale sui contenuti affrontati dalla ps. Fam;
2. mettere a fuoco bisogni e risorse che la famiglia esprime nelle diverse fasi del ciclo di vita
nelle diverse culture;
3. dare risposte adeguate di intervento.

CONTENUTI DELLA PSICOLOGIA DELLA FAMIGLIA


La competenza dello psicologo della famiglia riguarda lintegrazione dei diversi approcci teorici e
delle varie tematiche allinterno del paradigma sistemico senza perdere di vista la posizione del
singolo allinterno della relazione.
Obiettivo il miglioramento della vita famigliare. A questo fine sono da affrontare due tipi di
problemi:
1. problemi di comprensione/valutazione: come operano le famiglie;
2. problemi di intervento: sviluppo, valutazione e comprensione delle procedure di intervento.
Elementi chiave:
1. componente sistemica come approccio epistemologico in grado di dare una visione organica
della vita famigliare;
2. integrazione tra approccio individuale e quello relazionale, tenendo conto della prospettiva
culturale, evolutiva e della differenza di genere;
3. visione processuale dei fenomeni, sia riferiti alla vita famigliare, sia allintervento
terapeutico, dimensione TEMPO.
Il movimento famigliare si sviluppato nellambito della psichiatria negli anni 50 come alternativa
alla psicanalisi; la terapia famigliare stata ben presto associata alle problematiche di tipo
schizofrenico.
Nel 1962 ottenne un riconoscimento ufficiale con lavvio della prima rivista nel settore della terapia
famigliare Family Process e con un gruppo di lavoro diretto da Bateson a Palo Alto, in California,
per lo studio dei modelli comunicativi dei sistemi. In Itali 1967 Mara Palazzoni Sellini nellambito
della prospettiva sistemico-relazionale, presso il Centro Studi della Famiglia a Milano e Cancrini e
Andolfi a Roma.

LA VALUTAZIONE DELLA FAMIGLIA


Valutazione della famiglia: processo conoscitivo che abbraccia assessment e diagnosi ponendosi ad
un livello meta.
Lassessment un processo formale di intervista e somministrazione di specifici strumenti oggettivi
e/o proiettivi che richiedono un punteggio.
La valutazione un processo di giudizio molto pi globale che include le osservazioni soggettive
dellesaminatore e le impressioni ottenute attraverso lintervista.
Per diagnosi si intende la definizione di una famiglia secondo la diagnosi psichiatrica data al
portatore del sintomo, cio Questa una famiglia schizofrenica operando una generalizzazione
dal sintomo al portatore del sintomo e quindi allintera famiglia.
Unaltra forma di diagnosi sta nel caratterizzare lintera famiglia con unetichetta, come caotica,
disorganizzata. Tutte le etichette hanno il significato di definire la famiglia in base a una
caratteristica emergente. Pericoli di queste etichette di diagnosi.
2

LA PROSPETTIVA PSICOLOGICA NELLA COMPRENSIONE DELLA FAMIGLIA


Prospettive teoriche utilizzate nellapproccio alle famiglie:
1. strettamente psicologica e include la scuola umanista, cognitiva e comportamentale, in essa
lindividuo il centro della realt famigliare a livello di spiegazione e intervento.
Importanza del contributo del singolo.
2. basata sulla metafora dei sistemi, ogni membro influenza ed influenzato da ogni altro
membro della famiglia. Famiglia emerge come totalit.
Gli individui sono sia il risultato sia gli attori delle relazioni intime interdipendenti.
Prospettiva sociologica, o teoria dei sistemi, privilegia le transazioni al di l dellinfluenza dei
singoli.
Prospettiva psicologica attenta al contributo dei singoli allintero sistema famigliare.
Prospettiva terapeutica sottolinea la natura dialettica di capire le famiglie, si avvale di impressioni,
mentre la psicologia della famiglia vede anche il bisogno di basarsi su una posizione empirica e
dimostrabile. Entrambe sono importanti per la valutazione.
Funzionalit delle famiglie
Nella comprensione della famiglie sono importanti due aspetti:
1. giudizio sul livello di funzionalit/disfunzionalit
2. come la famiglia funzionante o disfunzionante
OGGETTO di interesse: le relazioni non solo tra i membri, ma tra questi e lambiente esterno, la
comunit.
Il comportamento esterno dei membri della famiglia si estrapola da come si relazionano
allesaminatore e da ci che si ottiene ponendo loro domande, situazioni, test e compiti. Si ipotizza
che il modo in cui una famiglia reagisce al processo conoscitivo permette di capire come quella
famiglia si relaziona al suo interno e al suo esterno.
Cosa fa s che una famiglia funzioni in quanto famiglia?
Due assunti di base:
1. natura della causalit: condizione o evento storicamente antecedente che ha determinato,
almeno in parte lattuale comportamento=variabile indipendente. Equifinalit : molteplicit
di antecedenti sono alla base di un singolo comportamento. Equipotenzialit: una singola
causa ha prodotto una variet di risultati diversi.
2. direzionalit del comportamento: come sono influenzate le interazioni famigliari dai
singoli membri. Esistono effetti multidirezionali continuamente ricorsivi fra i membri di una
famiglia. Compito dello psicologo della famiglia comprendere e descrivere le relazioni
bidirezionali e multidirezionali che le fam mettono in atto. Questi effetti multirelazionali
sono chiamati feedback loop, che fa riferimento al fatto che qualunque cosa detta o agita
nella famiglia ritorni alla famiglia in un modo o nellaltro.
3. gerarchia di personalit interagenti: la famiglia composta da varie prestazioni di ruoli e
compiti, influenzate dalla qualit della comunicazione allinterno di essa. La famiglia
organizzatore centrale di costrutti, ambiti, atteggiamenti e fantasie condivise riguardanti il
mondo sociale. La capacit di cambiare dipende dalla prospettiva temporale.

Sulla base di questi assunti LAbate costruisce una teoria evolutiva delle relazioni famigliari
condensata nei seguenti concetti:
1. il continuum sentire dentro- esprimere;
2. i livelli di analisi;
3. i livelli di interpretazione;
4. il continuum di somiglianza e gli stili nelle relazioni intime.

IL CONTINUUM SENTIRE DENTRO- ESPRIMERE


Questo concetto riguarda il modo in cui le informazioni sono ricevute sul versante del far
esperienza (input) per poi essere espresse (output).
Sentire significa incorporare, sia a livello individuale sia a livello famigliare le informazioni
ricevute. Questo input viene elaborato e poi eventualmente fatto uscire attraverso le parole,
azioni o scritti (output). Parte della comprensione di una famiglia dipende dalla comprensione di
come e di quale tipo di informazioni sia permesso nella famiglia e come queste sono elaborate
ed espresse. Es info sessuali trattate come tab, la famiglia pu sviluppare modi logici o
inconsistenti o anche contradditori, flessibili o rigidi, per poter trattare qualsiasi info proibita. La
valutazione pu cos essere effettuata sulla dimensione fondamentale del continuum sentire
dentro- esprimere. La gran parte delle informazioni permesse ed elaborate basata sui
sentimenti. Qualunque cosa venga permessa o proibita in famiglia il risultato di un processo
selettivo di scelte pi facilmente basate sullemotivit che sulla razionalit. Limportanza del
modo in cui lemotivit viene ricevuta, elaborata ed espressa deriva dal fatto che le fam sono
formate e funzionano sulla base dei sentimenti e delle emozioni.
Il funzionamento della famiglia pu essere valutato dal modo in cui affronta o evita eventi e le
situazioni emotive, e come reagisce agli eventi esterni che possono produrre crisi emotive.
Le risposte relazionali ( Modello ERAAwC)
Una volta che le info sono state recepite, vengono gestite lungo un continuum sentire dentroesprimere. LAbate (2000) propone per questa gestione un modello che comprende 5 modalit
lungo questo continuum. Queste modalit emergono da come uno si sente e dalla recezione
degli eventi (E=input), da come questi eventi sono elaborati(R= throughput), da come essi sono
pi o meno espressi (A=output) con consapevolezza e dalle info di ritorno (Aw= meccanismo di
cambiamento) riguardanti il contesto storico e situazionale (C).
1. emotivit: competenza della fam di trattare i sentimenti, indicata dal modo in cui i suoi
membri provano ed esprimono i propri sentimenti ed emozioni. Lemotivit dice quanto i
membri sono vicini o distanti lun laltro. Emotivit in relazione con gli attaccamenti,
dipendenze, allontanamenti e rifiuti.
2. razionalit:riguarda luso da parte della famiglia delle proprie competenze cognitive e
logiche per elaborare lemotivit; comprende una dimensione di controllo definita dagli
estremi delle tendenze di agire subito- dilazionare.
3. attivit:quanto una fam attiva o passiva nellesprimere ci che ha ricevuto.
4. consapevolezza:modalit correttiva di cambiamento determinata dal livello di conoscenza e
di ammissione circa ci che la fam disposta e capace di rivelare. Questa modalit include
la capacit di riflessione, introspezione, e uso di ci che stato appreso dal comportam
precedente. Implica la consapevolezza dellerrore personale (insight).
5. contesto:modalit attraverso cui la fam interpreta direttamente il problema andando da un
estremo di colpa di tutti caricando lintera fam della responsabilit, allestremo tutta
colpa di Gli estremi illustrano sia il rifiuto sia la mancanza di consapevolezza del
4

contesto. La maggior parte delle fam disfunzionali deve opportunamente credere che il
sintomo sia il risultato di qualcosa di cattivo e sbagliato nel paziente designato, incluse le
cause organiche.
Ciascuna prospettiva teorica sottolinea una particolare modalit in questo continuum.
La visione umanistica sottolinea limportanza dellaspetto recettivo dellesperienza
fenomenologica, come appare nellemotivit (E).
La psicoanalisi sottolinea limportanza di elaborare lesperienza emotiva in schemi di pensiero
razionale e logico ( R).
La prospettiva comportamentale sottolinea limportanza dellesprimere ci che ciascun membro
dice o fa , la loro attivit, senza badare a ci che la persona pensa o prova ( A).
La Gestalt d importanza alla consapevolezza come modalit correttiva (Aw).
La sistemica sottolinea come il comportam di ciascun membro influisca direttamente o
indirettamente, attraverso feedback positivo o negativo, sul comportam degli altri membri (C).
Il continuum aiuta a comprendere le famiglie specialmente quelle disfunzionali.
Funzionalit significa attivazione delle cinque modalit in modo appropriato senza luso esclusivo
di una a scapito di unaltra.
Disfunzionalit invece significa uso eccessivo di una particolare modalit.
Ci possono essere differenze nel modo in cui ciascun membro della fam reagisce a situazioni
dolorose e stressanti. Nelle fam funzionali queste situazioni avvicinano i membri e che condividono
ci che stanno provando. Questa condivisione del dolore indica la presenza di intimit. Nelle
famiglie disfunzionali queste situazioni generano esitamento e allontanamento con oscillazioni
contraddittorie che dipendono dal modo in cui il sentimento del dolore viene elaborato.
Il continuum ci permette inoltre di verificare se il processo di elaborazione nelle famiglie segua la
stessa sequenza o se ne discosti.

LIVELLI DI ANALISI
Per comprendere le relazioni famigliari abbiamo bisogno di diversi livelli di analisi (Howells 1971):
1. individuale: come ciascun membro funziona e come influenza e influenzato dagli altri,
come partecipa alla costruzione dellunit famigliare;
2. interpersonale, diadico: si analizzano le relazioni tra i componenti;
3. sociale: si analizzano le relazioni che il gruppo fam intrattiene con e nellambiente sociale;
4. livello parentale, valutazione della famiglia di origine e di quella attuale;
5. comunit, rapporto con lesterno
Lanalisi dei processi individuali, interpersonali e sociali, pu essere condotta attraverso la
considerazione della dimensione strutturale e/o interattiva (ruoli, confini, comportamenti),
oppure della dimensione simbolica (significati, credenze, rappresentazioni).
Dimensioni

Livelli

Strutturale/interattiva

Individuale

Comportamenti,
ruoli
dei
singoli
membri
che
si
combinano e connettono nel
gruppo famigliare
Processi interattivi, gerarchie,
confini, stili comunicativi

Interpersonale
Sociale

Simbolica

Rappresentazioni e sistemi di
credenze personali che si
coordinano nelle interazioni
famigliari
Rappresentazioni e sistemi di
credenze condivisi da tutti i
componenti della famiglia
Condizione socio-economica, Rappresentazioni
sociali,
rapporti della famiglia con stereotipi, pregiudizi, ideologie
lambiente sociale, rapporti di
potere

LIVELLI DI INTERPRETAZIONE
Nellambito degli studi familiari prevalente la concezione della natura multidimensionale del
comportamento nella famiglia, distinguendo tra livelli descrittivi e esplicativi.
Il livello descrittivo ci che possiamo osservare, registrare e anche misurare direttamente,
attraverso i nostri occhi o con mezzi meccanici o elettronici. Questo suddivisibile in due
sottolivelli:
1. di presentazione, riguarda come una famiglia presenta se stessa al mondo, la facciata sociale
o gestione delle impressioni. Si indaga attraverso lintervista.
2. fenotipico, come funzionano realmente le famiglie. Si indaga attraverso test o compiti
Il livello esplicativo ci che usiamo per rendere ragione di ci che avvenuto a livello descrittivo.
ipotizzato a partire da alcuni costrutti:
1. genotipico, rappresenta la costruzione interna di come la famiglia vede se stessa. Si indaga
attraverso test proiettivi, disegni.
2. storico, rappresenta gli eventi generazionali, intergenerazionali, individuali, diadici e
famigliari che avvennero nel passato e che possono influire sul funzionamento famigliare
presente.

LA FAMIGLIA COME INSIEME DI PERSONALITA INTERAGENTI


.
La personalit individuale deriva dalle interazioni famigliari a partire da come una famiglia
definisce se stessa secondo le modalit di essere, fare e avere: tre modalit relazionali che
rappresentano ci che viene continuamente scambiato tra i membri della famiglia.
Essere significa come la famiglia attribuisce importanza o meno ai suoi membri e quanto questi
siano intimi tra loro.
Questo senso di importanza fondamentale per lautodefinizione di ognuno.
Con fare si intende quante informazioni e servizi vengono scambiati in famiglia. Alcune fam sono
estremamente attente a ci che pu assorbire ed erigono forti barriere. Altre sono molto permissive.
Per servizi si intende qualsiasi lavoro necessario per assicurare sopravvivenza e benessere alla
famiglia.
Per avere si intende come il denaro e i beni sono procurati e tenuti in famiglia.

Essere sottolinea limportanza della presenza. La combinazione di fare e avere definisce come il
potere negoziato e usato in famiglia.

GLI STILI INTERATTIVI DELLA FAMIGLIA


Come avviene il processo di formazione della personalit entro il contesto del flusso continuo di
relazioni famigliari. Come ciascuna persona apprende a moderare le variabili delle risposte
relazionali e limportanza di s/altri.
Modello di somiglianza relazionale. Le origini teoriche del modello stanno nella teoria del
confronto sociale, nei concetti di imitazione, identit, differenziazione e nella teoria della
differenziazione del s. Il bambino sviluppa il senso di identit di s e acquisisce la capacit di
socializzare, almeno in parte, attraverso il confronto con gli adulti che si prendono cura di lui,
prendendo a modello e imitando il loro modo di relazionarsi. Lo sviluppo sar quindi positivo o
negativo a seconda del comportam delle persone che si prendono cura di lui.
La somiglianza operazionalizzabile secondo un continuum. LAbate nel suo modello di
somiglianza relazionale individua sei aree distribuite secondo un continuum a campana: simbiosi
(io sono te), identit ( sono come te), somiglianza (sono un po come mio padre un po come
mia madre), differenziazione(sono un po diverso dai miei genitori in quanto), opposizione
(sono completamente lopposto di mio padre), alienazione ( non sono, non esisto). Simbiosiautismo sono le modalit estreme e pi disfunzionali, identit-opposizione rappresentano la gamma
semifunzionale, mentre somiglianza-differenziazione sono le modalit pi funzionali.
Da qui derivano tre stili di relazioni intime che vanno dallestremo di dipendenza (relazioni
simbiotiche-autistiche), al rifiuto della dipendenza vs iperdipendenza (identit-opposizione),
allinterdipendenza sentirsi uniti, ma autonomi.
Gli stili famigliari possono essere definiti:
1. stile abusivo-apatico (trascuratezza, maltrattamento. Incapacit di rispondere in modo
appropriato, sono presenti esagerazioni caotiche nelle risposte, ritrattazioni, aggressioni
esplosive, atti di violenza. Annullamento dei sentimenti, degli atteggiamenti e dei
comportam.)
2. stile reattivo-ripetitivo ( rigida modalit autoritaria o permissiva del va bene qualunque
cosa, no regole oppure rigide che non sono discutibili. Questo stile caratterizzato
dallimmediatezza difensiva, rifiuti, recriminazioni vendicative e risposte dispettose. Logica
dicotomica oo. Forma di maltrattamento verbale con grande quantit di affermazioni di
biasimo rivangando il passato, svalutazioni, ricatti emotivi e manipolativi. Intimit
sporadica, di breve durata e superficiale.
3. stile creativo-collaborativo, i membri rispondono reciprocamente con modalit
positivamente efficaci e di sostegno reciproco. Viene instaurata interdipendenza autonoma
dove ognuno conta per le proprie opinioni, comportam, sentimenti. Alti livelli di intimit.
Famiglia come sistema: una precisazione metodologica
La famiglia assume un ruolo centrale come contesto di crescita fisica e psicologica dei figli, nonch
come ambito dapprendimento di competenze sociali ed emotive indispensabili per la gestione delle
relazioni interpersonali.
Gli studi sulla famiglia e gli adolescenti [Gecas e Seff, 1990] hanno evidenziato unevoluzione del
paradigma teorico, poich si passati da una visione in cui la famiglia era un contenitore o sfondo
dei processi dinterazione tra i soggetti [Scabini, 1995], quindi da una visione individualista dello

sviluppo, ad una prospettiva che considera le interazioni tra i soggetti e il contesto sociale in cui
avviene questo sviluppo.
Adottando la concezione che esamina la famiglia come un gruppo, caratterizzato da
unorganizzazione specifica, si pu analizzare la famiglia e le influenze che esercita sui suoi
membri, attraverso il modello della teoria dei sistemi.
Dalla prospettiva dei sistemi, la famiglia pu essere considerata uninsieme composto dai singoli
membri e dalle relazioni che si stabiliscono tra loro.
Essa possiede caratteristiche peculiari che facilitano la comprensione delle dinamiche del suo
funzionamento.
Le caratteristiche possono essere cos riassunte [Scabini,1995]:
1. Non- sommativit: la famiglia un insieme diverso dalla somma delle sue parti ed la
risultante dellinterconnessione dei suoi membri.
2. Causalit circolare: le azioni e le comunicazioni dei familiari esercitano uninfluenza
diffusa, cio non unidirezionale. Ogni azione il risultato di una precedente e causa a sua
volta, una reazione. Questo sottolinea limportanza delle influenze reciproche.
3. Equifinalit: le condizioni iniziali di un sistema non determinano necessariamente certe
conseguenze. Da condizioni iniziali simili, la situazione si pu evolvere in modi diversi,
proprio perch variabili diverse entrano in gioco ed influenzano il processo.
4. Comunicazione: ogni comportamento, messo in atto allinterno della famiglia, costituisce un
messaggio esplicito od implicito che regola le reazioni dei membri.
5. Regole familiari: queste, solitamente implicite, garantiscono stabilit, identit alla famiglia,
stabilendo i paradigmi familiari.
6. Morfostasi: indica il processo di costante cambiamento attraverso le interazioni familiari, in
funzione del mantenimento di stabilit ed identit del sistema, entro un range doscillazioni,
per evitare cambiamenti drastici e disadattivi.
7. Morfogenesi: la famiglia possiede anche la capacit di evolvere verso livelli di stabilit
nuovi, sulla base di sollecitazioni provenienti sia dallesterno, sia dallinterno del sistema.

In una ricerca, J.R. Necessary e T.S. Parish [1996] hanno esaminato un gruppo di studenti rispetto a
variabili, quali il concetto di s, i giudizi dati dai ragazzi ai genitori, le valutazioni delle modalit
dinterazione figli-genitori e madre-padre.
I risultati hanno dimostrato che esistono correlazioni significative, tra i diversi costrutti indagati. Ad
esempio, il concetto di s correlato significativamente alla valutazione che i ragazzi forniscono dei
loro genitori, a come gli adolescenti interagiscono, rispettivamente col padre e con la madre e a
come i padri interagiscono con le madri.
Questo tipo di correlazione tra le variabili stato riscontrato anche per le altre aree analizzate.
Tali risultati suggeriscono che, molte relazioni familiari sono associate una allaltra e che i vari
membri della famiglia interagiscono tra loro, non solo sulla base del significato della loro relazione,
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ma sotto linfluenza del significato delle relazioni che intrattengono con gli altri componenti della
famiglia [Parish e Nunn, 1989; Parish, Dostal e Parish, 1981; Parish, 1988].
Le ricerche citate evidenziano come, nellapproccio allo studio delle relazioni familiari, utilizzare
un paradigma diadico, in cui cio si esaminano, le relazioni figlio-madre, senza prendere in
considerazione le relazioni figlio-padre, madre-padre e come esse sinfluenzano reciprocamente,
devi il discorso dal concetto di famiglia come sistema.
Tra i ricercatori che adottano una prospettiva relazionale [Youniss e Smollar, 1985; Cooper,
Grotevant e Aysers-Lopez, 1987; Marta, 1995; Holmbeck e ODonnell, 1991; Bosma, Jackson e al.,
1996], i metodi pi usati sono le interviste o questionari rivolti al singolo individuo, di solito agli
adolescenti, oppure separatamente ai genitori, oppure utilizzano osservazioni dirette dei componenti
della famiglia impegnata nella risoluzione di un problema.
Questi metodi non permettono di individuare n linterdipendenza delle relazioni tra genitori e figli,
n i significati che i vari membri della famiglia attribuiscono a tali relazioni e agli eventi critici che
caratterizzano la vita familiare.
Honnes e Lintern [1990] hanno ideato una procedura chiamata strategia delle interviste appaiate
in cui agli intervistati, in questo caso, madri e figlie, erano poste le stesse domande, il costrutto
analizzato era il conflitto, in modo da poter confrontare direttamente le risposte.
Altri studi [Zani e Cicognani, 1998; 1999] hanno cercato di cogliere la dimensione relazionale nello
studio del rapporto tra genitori e figli.
Lottica in cui stata progettata la mia ricerca sinserisce in questa prospettiva teorica relazionale,
rientra, infatti, allinterno del paradigma triadico, poich sottolinea laspetto dinterdipendenza tra i
significati, le percezioni e le dinamiche relazionali cui partecipano i membri della famiglia.
Identit familiare
Considerando la famiglia come un sistema che organizza relazioni [Scabini, 1995], queste relazioni
hanno delle caratteristiche peculiari e determinanti per la costruzione dellidentit familiare.
I legami tra i membri presentano le seguenti particolarit.
1. Sono fortemente vincolate e con limitati gradi di libert. La nascita di un figlio, ad esempio,
pu essere una libera scelta dei genitori. Il nuovo nato, per altera tutti gli equilibri esistenti
e ne stabilisce dei nuovi cui i genitori devono adeguarsi. Il vincolo pu anche rappresentare
una risorsa, in quanto pu favorire il processo dindividuazione dei membri e la costruzione
dellidentit.
2. Sono strutturate gerarchicamente. La gerarchia determinata pi dal ruolo che dal genere.
Allinterno della famiglia esistono relazioni asimmetriche tra genitori e figli e altre pi
paritarie, come quelle tra fratelli. Pu succedere che, per diversi motivi, le relazioni tra
genitori e figli si trasformino in simmetriche.
3. Sono definite da attaccamento, da cura e lealt. Scabini [1995] precisa a riguardo il
prendersi reciprocamente cura. Questa si esprime sia in caso di richiesta daiuto o di
percezione di un pericolo, sia assumendo un atteggiamento dinteresse preferenziale per
laltro. La cura familiare ha come scopo la formazione e il mantenimento di un legame. La
lealt sottolinea il carattere etico delle relazioni familiari legato al concetto di reciprocit e
dobbligo tra generazioni. Boszormenyi-Nagy e Spark [1973] definiscono gli impegni di
lealt fibre invisibili ma solide che tengono unite parti complesse delle relazioni
interattive tra i familiari. Lo scambio tra gli individui avviene a livello simbolico, ogni
rapporto consiste nel dare allaltro ci di cui si sa o si pensa abbia bisogno, nella certezza
che laltro ricambier nel momento opportuno, soddisfando con un equivalente o quasi
equivalente simbolico il nostro bisogno [Donati, 1978, p.48].

LADOLESCENTE E LA FAMIGLIA
I cambiamenti della famiglia: ladolescenza come evento critico
Come gi accennato prima, la famiglia, in ogni suo momento, il risultato di due processi
intrecciati: morfostatico e morfogenetico.
Il processo morfostatico, garantisce allidentit familiare, attraverso le pratiche quotidiane e i
sistemi di credenze condivise, continuit e stabilit, nonostante i cambiamenti ambientali [Fruggeri,
1997].
Il processo morfogenetico invece, regola le trasformazioni della famiglia sulla base di stimoli sia
interni ad essa, sia esterni [Fruggeri, 1997].
Le famiglie sono sottoposte a cambiamenti a diversi livelli: individuale, interpersonale, gruppale e
sociale.
A livello individuale, la famiglia deve affrontare le trasformazioni dovute allo sviluppo fisico,
cognitivo, emotivo dei singoli membri.
A livello interpersonale, si nota che, le relazioni tra i membri, il grado dintimit, di comunicazione
di condivisione, di conflitto, si modificano.
A livello gruppale, la famiglia si estende per lentrata di nuovi membri, si riduce e/o si ricompone.
Infine, a livello sociale, la famiglia in continua interazione anche con lambiente esterno e, i
cambiamenti socio-politico-culturali che avvengono in esso, la coinvolgono necessariamente.
La famiglia costruisce e ricostruisce i suoi equilibri sulla base di mutamenti interni ed esterni ad
essa. Questi possono essere provocati da cause prevedibili, legate cio ai processi di sviluppo
individuale e familiare oppure imprevedibili, cio inattesi come una malattia, una vincita di denaro,
ecc.
La prevedibilit di un evento determinata dalle aspettative che i singoli membri hanno riguardo al
proprio futuro.
Ladolescenza rappresenta un evento che pur essendo atteso, nel senso che si prevede la crescita dei
figli ed inevitabilmente la loro adolescenza, stravolge gli equilibri familiari come un evento inatteso
e stressante cui far fronte.
La teoria dello stress familiare [McCubbin, Sussman, Patterson, 1983; McCubbin, Figley, 1983; Mv
Kenry, Price, 1994] individua come cause dellevoluzione familiare gli eventi critici. Questi si
riferiscono ad avvenimenti improvvisi, di fronte ai quali, le capacit e le abituali modalit
dinterazione familiare risultano insufficienti ed inadeguate, creando uno squilibrio che richiede
profondi cambiamenti adattivi.
Lingresso di un membro della famiglia nelladolescenza considerato un evento critico, perch
mette in crisi il normale funzionamento familiare, necessario infatti, riorganizzare il sistema.
Due sono i movimenti antagonisti che la famiglia si trova a dover sincronizzare: la tendenza del
sistema allunit, al mantenimento della vicinanza emotiva, affettiva e al senso dappartenenza
(coesione) e la spinta dei singoli membri alla differenziazione ed autonomia (separazione).
Di fronte allevento critico, la famiglia deve ricorrere e mobilitare tutte le risorse e le sue
potenzialit creative, ridistribuire i compiti, i ruoli e le responsabilit.
La transizione innescata da un evento critico data quindi, da un processo di negoziazione tra i
membri della famiglia e tra questi e il contesto sociale con cui interagiscono e da cui possono
estrarre risorse importanti [Fruggeri, 1997].
Un altro orientamento teorico spiega levoluzione familiare attraverso la teoria del ciclo di vita
familiare, secondo cui, lo sviluppo della famiglia visto come una successione di stadi distinti da
transizioni che comportano cambiamenti discontinui, cio la rottura, labbandono di certe modalit
di funzionamento e ladozione di nuove.

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Secondo lapproccio dello sviluppo, in ogni fase, la famiglia chiamata ad affrontare un compito
di sviluppo, la cui soluzione permette lavanzamento ad una tappa successiva.
Ladolescenza rappresenta uno di questi stadi. Essa costituisce una sfida e contemporaneamente una
risorsa per tutto il sistema familiare. Si assiste, non alla rottura dei legami preesistenti, ma ad una
loro trasformazione in una forma pi matura [Youniss, 1983; Lutte, 1987], grazie alla
rinegoziazione dei ruoli e delle relazioni pi egualitarie e reciproche [Noller e Callan, 1991].
Il compito di sviluppo, in questa fase del ciclo di vita, coinvolge tutti i membri della famiglia in un
processo di separazione reciproca, attraverso il processo dindividuazione/ differenziazione[Scabini,
1995].
Sabatelli R. e Mazor A.[1985] hanno descritto i costrutti di questi processi interconnessi.
Lindividuazione rappresenta il processo attraverso cui ladolescente cerca di rinegoziare la propria
dipendenza psicologica dagli altri. Si assiste ad un progressivo passaggio da relazioni asimmetriche
tipiche dellinfanzia, ad una reciprocit simmetrica caratterizzante le relazioni adulte.
Le variabili che indicano il successo nellindividuazione sono, ad esempio, lindipendenza
economica, la capacit di organizzare la propria vita quotidiana, lavorativa e soprattutto affettiva ed
emotiva.
La differenziazione riguarda invece, il processo di regolazione delle distanze e vicinanze tra i
membri. Ci si riferisce sia ai pattern dinterazione adottati dai componenti familiari per regolare le
distanze interpersonali, sia alla capacit di affrontare le vicinanze e lintimit. Le variabili che
suggeriscono il grado di differenziazione raggiunto sono i livelli di conflitto familiare, di intimit
sperimentato e il grado di intrusivit parentale.
Tutti questi processi sono a carico dellintero sistema familiare, poich non riguardano solo
ladolescente, ma anche i suoi genitori, essi infatti, devono riuscire a separarsi dai figli, accettare
che diventino adulti e sostenerli in questa crescita.
I genitori se da un lato devono, in quanto genitori, favorire il processo demancipazione dei figli
fornendo loro una protezione flessibile, dallaltro, come coppia, devono rivalutare il significato
della loro relazione.
La qualit della relazione tra genitori e figli determinante per la crescita delladolescente.
Come gi accennato, i genitori devono offrire una protezione flessibile ai ragazzi. Questo compito
implica il riferimento ad altre variabili essenziali, quali il conflitto, la coesione, il controllo, il
supporto e la comunicazione.
1. Conflitto e coesione. Ladolescenza, come evento critico, porta sconvolgimenti che rendono
necessarie nuove strategie di coping per farvi fronte.
Una delle conseguenze pi frequenti laumento dei conflitti tra genitori e figli.
Molti studi [ Douvan e Adelson, 1966; Offer, 1969; Rutter e al., 1976] per, hanno dimostrato che
ladolescenza non sempre un periodo tormentato e turbolento, poich molti ragazzi hanno un buon
rapporto con i loro genitori, sidentificano con loro e li stimano.
Alcuni ricerche [Bosma e al., 1994; 1996; Smetana, 1988; Montemayor e Hanson, 1985; Steinberg,
1990; Smetana e Asquith, 1994] sostengono che, il conflitto e quindi, la rivendicazione da parte
degli adolescenti della giurisdizione personale, riguardano questioni relative a come passare il
tempo, gli hobbies scelti, gli amici, il look, lorario di rientro serale, il fumo, il sesso. Per quanto
riguarda questioni pi importanti, come i valori fondamentali, lambito politico, religioso e
soprattutto scelte riguardanti il futuro lavorativo o scolastico, lappoggio e il consiglio dei genitori
anzi, ricercato.
Secondo Barnes e Farrell [1992, Farrell e Barnes, 1993], alti livelli di coesione portano ad un
migliore funzionamento familiare, ma secondo altri [Minuchin, 1974; Olson, Sprenkle e Russel,
1979], un alto grado di connessione porta allinvischiamento, in cui tutti i membri della famiglia
agiscono e pensano allo stesso modo. Tale modalit dinterazione rende impossibile lacquisizione
dindipendenza dalle figure parentali.
La famiglia deve allora, fornire livelli moderati di conflitto e coesione.
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2. Controllo e supporto. Barber [1992] suggerisce che, le posizioni estreme: ipercontrollo o


ipocontrollo, sono associate a difficolt di crescita e devianza, mentre un controllo non coercitivo
favorisce lidentificazione con i genitori, linteriorizzazione dei valori genitoriali e la competenza
sociale [Rollins e Thomas, 1979].
Lesercizio dellautorit riguarda linsegnamento delle regole, la socializzazione ai doveri e ai
vincoli, rappresenta cio, la capacit dei genitori di costruire vincoli intorno ai figli.
Ogni regola stabilita assume il carattere dellimposizione, essenziale per lo sviluppo psicologico dei
figli. La regola infatti, costituisce un confine ideale del s, contribuisce ad identificare e
differenziare se stessi dagli altri.
gi stato illustrato come la formazione del s avvenga allinterno delle relazioni.
La gestione dellautorit genitoriale permette di creare un contesto psicologico ed affettivo, in cui i
figli possono esprimere i loro bisogni e i genitori possono prendersi cura di loro.
Il supporto un concetto diverso dalla coesione, poich, mentre questa fa riferimento ai vincoli che
legano reciprocamente i vari membri della famiglia e il grado di autonomia di ognuno di essi; il
supporto si riferisce alla cura, alla possibilit di contare su qualcuno.
chiaro quindi, che un esercizio dellautorit moderata e flessibile favorisca uno sviluppo dei figli
armonico e adattivo.
3.Comunicazione. Grotevant e Cooper [1983] hanno sottolineato la funzione supportiva della
comunicazione tra genitori e figli per il processo di formazione dellidentit e lo sviluppo dabilit
sociali dei ragazzi.
Alla base di una comunicazione adeguata, vi sarebbe la capacit da parte dei genitori di accettare e
considerare importanti le opinioni dei figli, riguardo agli eventi che incontrano durante la crescita.
I figli daltro lato, dimostrano di differenziare incisivamente la comunicazione con la madre da
quella con il padre, rispetto agli argomenti trattati, al tempo e alle modalit di discussione [Hunter,
1985; Noller e Bagi, 1985; Youniss e Smollar, 1985].
Linterlocutrice privilegiata la madre, essa considerata una buona ascoltatrice, fornisce consigli
preziosi riguardo a se stessi, al sociale, alla famiglia, alla scuola, agli amici e alla vita sentimentale.
Le femmine evidenziano maggiormente la positivit della comunicazione con la madre, rispetto a
quella col padre. Questultimo considerato molto legato allidea della figlia ancora piccola ed
incapace di coglierne i cambiamenti.
I maschi invece, non fanno distinzioni significative tra madre e padre.
Solitamente, i padri sono interpellati per questioni pratiche, mentre le madri rappresentano pi le
regole e la cura [Scabini, 1995].
Teoria dell attaccamento e adolescenza: una possibile integrazione.
L adolescenza unepoca di grandi trasformazioni. Anche i genitori devono cambiare. I nostri
adolescenti hanno bisogno di sentirsi sicuri a casa, di avere una base da cui partire per esplorare il
mondo. Nel momento in cui si avventurano alla ricerca di una nuova identit, hanno bisogno di
sapere che i genitori li amano e hanno fiducia in loro. La loro ribellione e il loro atteggiamento di
sfida sono un tentativo di separarsi da voi, una ricerca del proprio modo di essere. Ne conseguono
inevitabilmente conflitti e sofferenza, perch genitori e figli spesso si sentono incompresi e non
amati. I figli che crescono provocano a volte nei genitori un forte senso di perdita: perdita del
ruolo, dellidentit, oltre che del loro bambino. La distanza che li separa dal figlio pu sembrare
un immenso abisso. Ma proprio questo sforzo di essere diverso, distinto dal genitore, che dar poi
alladolescente la fiducia e lautostima necessarie per diventare una persona forte e creativa e per
stabilire rapporti positivi con gli altri. Incoraggiando la sua libert di crescere gli fate desiderare di
esservi pi vicino. Asha Phillips, 1999.

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La teoria dellattaccamento ( Bowlby, 1969, 1973, 1980, 1988, Ainsworth,1969, 1978 ) si basa su
due presupposti fondamentali:
-

Lesperienza di essere protetti e accuditi fondamentale per lo sviluppo individuale


La certezza di poter avere un punto di riferimento in caso di pericolo determinante per lo
sviluppo

Solo se queste due condizioni vengono soddisfatte, lindividuo pu cominciare ad esplorare il


mondo che lo circonda e diventare autonomo. Queste affermazioni non sono valide solo per lo
sviluppo dellindividuo nei suoi primi anni di vita ma lo sono anche negli anni successivi; durante
ladolescenza questi presupposti divengono indispensabili affinch possa verificarsi il processo di
individuazione, cio, come definito da Palmonari (2001), lacquisizione di una propria identit
originale superando le identificazioni con i familiari e con altre figure adulte significative. Come
affermato da Minuchin (1974): Human experience of identity has two aspects: a sense of
belonging and a sense of being separate.
Se ladolescente durante la sua infanzia ha sperimentato, e nel presente continua a sperimentare,
lesperienza di essere protetto e accudito, potr intraprendere la sua strada verso lautonomia.
Autonomia, che una volta raggiunta, diverr sfondo, cornice che gli consentir di poter continuare a
chiedere aiuto e protezione in caso di necessit. Come afferma Andreoli (1995), necessario
promuovere nella famiglia un progetto di autonomia per il proprio figlio che significa porlo nella
condizione di scegliere il distacco dai genitori in qualunque momento senza rispondere con ricatti e
colpe. I genitori devono sapere rispettare le scelte del figlio anche quando sembrano inaccettabili;
fondamentale che il figlio conosca le convinzioni dei genitori e sappia se le sue scelte sono pi o
meno condivise ma allo stesso tempo occorre che il genitore rispetti anche ci che non gli piace.
I figli devono essere liberi e devono poter sbagliare nella certezza di essere amati.
Lautonomia implica il passaggio dal legame di attaccamento di tipo asimmetrico, tipico della
relazione adulto-bambino, a quello simmetrico, caratteristico delle relazioni di tipo paritario. A tal
proposito, appaiono molto interessanti i risultati di una ricerca di Fruggeri e Mancini (2000) in cui
sono state indagate le percezioni di padri, madri e figli riguardanti le relazioni del figlio in diversi
ambiti per lui estremamente significativi: famiglia, scuola e gruppo dei pari. Dai dati emerge che i
genitori sovrastimano limportanza e la centralit che loro stessi e gli insegnanti rivestono nella vita
dei ragazzi e sottostimano il ruolo del gruppo di amici. Le percezioni dei figli, a riguardo, si situano
sul versante opposto, indice del fatto che stanno esplorando e che possono farlo perch sfuggono in
qualche maniera al controllo dei genitori che li pensano ancora molto dipendenti da loro e dagli
adulti significativi in genere. I genitori continuano ad offrire, cos, la base sicura (Ainsworth,
1967) che permette al figlio di esplorare.
La possibilit di passare, con i propri genitori, dallattaccamento asimmetrico a quello simmetrico
influenzata dalla presenza di altre relazioni dattaccamento, quali le relazioni amicali, mediante le
quali i ragazzi imparano ad essere basi sicure gli uni per gli altri. La capacit di fornire sicurezza e
supporto ad altre persone viene appresa necessariamente attraverso le relazioni esterne al nucleo
familiare; non si potrebbe acquisire questa abilit attraverso la relazione con i genitori dai quali
ancora si dipende.
Le relazioni dattaccamento, basate su intensi e duraturi legami affettivi, hanno un effetto positivo
sullautostima (Cassidy, 1988) e sulladattamento emotivo (Stroufe, Fox&Pancake,1983).
Jeffrey O Koon, in una ricerca del 1997, ha indagato lattaccamento ai genitori e ai pari in relazione
allimmagine di s in soggetti tardo adolescenti. Dai risultati emerge che lattaccamento ai genitori
continua a rimanere forte nella tarda adolescenza sia per i maschi che per le femmine.
Lattaccamento ai genitori ha una relazione significativa con gli aspetti relativi al coping e
allimmagine di s mentre lattaccamento ai pari, significativamente pi preponderante per le
femmine rispetto ai maschi, in forte relazione con limmagine di s in quelle aree che assumono

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maggior importanza durante questo periodo di sviluppo: limmagine corporea, gli obiettivi
professionali per il futuro e le attitudini sessuali.
Adolescente, norme e famiglia
Fino a questo momento abbiamo discusso del binomio autonomia-protezione ma altrettanto
importante il binomio cura-controllo. Lesercizio del controllo riguarda linsegnamento delle
regole, la socializzazione ai doveri e ai vincoli, la capacit dei genitori di costruire vincoli intorno
ai figli.
Le regole sono vincoli in quanto limitano la libert personale. Ogni vincolo ha il carattere
dellimposizione, non deve essere negoziato poich una struttura, delle regole, dei limiti danno
sicurezza e sono essenziali per lo sviluppo.
Arriva per il momento, per ladolescente, in cui i vincoli e le regole genitoriali cominciano ad
essere stretti e a venire percepiti come un ostacolo verso la ricerca della propria autonomia e
identit. Le regole perdono lassolutezza e linviolabilit che le caratterizzavano quando erano gli
occhi di un bambino ad osservarle.
Le norme, da questo momento, mostrano il loro aspetto interpretativo che, come afferma Favretto,
garantisce ladattabilit dellagire ad ogni situazione stabile e regolata, permette lespressione del
disaccordo inerente il contenuto delle relazioni descritte dalle norme. Lautrice prosegue
evidenziando lesistenza costante di conflitti potenziali che hanno la possibilit di manifestarsi non
solo con la ribellione e lespressione del disaccordo ma anche attraverso tentativi di negoziazione
degli spazi di libert dazione nelle interazioni. Quanto detto appare evidente nei processi attraverso
i quali si incrementa lautonomia degli adolescenti, processi in cui lassetto delle relazioni si
modifica proprio a partire dalle modificazioni a cui sono sottoposte le norme relative agli spazi di
autonomia; e ci, frequentemente, causa di conflitti.
L autrice continua nella sua dissertazione descrivendo i possibili significati che le trasgressioni
adolescenziali possono assumere:
-

manifestazioni di disagio individuale o relazionale


volont, a volte inconsapevole, di modificare lassetto delle relazioni descritto dalle norme
attraverso la ribellione alle stesse: per esempio le trasgressioni riferite alla sfera
dellautonomia individuale nei confronti dellautorit adulta per quanto concerne luso del
tempo (orari di rientro) e dello spazio (luoghi da frequentare o non frequentare)
inadeguatezza di determinate norme alla situazione in cui si trovano applicate
desiderio di saggiare la tenuta dei confini normativi stabiliti dagli adulti e dai pari. Per
il soggetto che scavalca questi confini diviene possibile procedere ad una ridefinizione della
propria identit personale e sociale

Il conflitto non va visto, dunque, solo come manifestazione di disagio ma come modalit prevista di
trasformazione e riassetto delle norme che contraddistinguono i vari contesti relazionali.

La comunicazione familiare
Ogni famiglia ha un compito fondamentale cui dover far fronte: creare e sviluppare la modalit
relazionale pi adeguata alla fase del ciclo di vita in cui si trova coinvolta; questo significa saper
modificare di volta in volta i copioni che i vari membri della famiglia avevano appreso a recitare,
non solo nel loro contenuto ma anche nella loro forma. Le modalit con cui vengono trasmessi i
messaggi sono estremamente importanti tout court, nel periodo adolescenziale assumono una
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rilevanza ancora pi cruciale; spesso proprio la difficolt o lincapacit di comunicazione di


entrambe le parti che crea incomprensione e conflitto.
Nella fase di individuazione delladolescente la qualit della comunicazione fra i diversi
componenti della famiglia particolarmente importante per il futuro dellintero nucleo familiare
(Palmonari, 2001). La comunicazione supportiva in famiglia considerata un fattore che incoraggia
lo sviluppo di abilit sociali e la formazione di unidentit positiva negli adolescenti ( Cooper,
1983).
Grotevant e Cooper (1983) ritengono che alla base di una comunicazione adeguata, tra genitori e
figli adolescenti, vi sia la capacit parentale di accettare gradualmente le opinioni dei ragazzi e il
loro punto di vista durante le discussioni familiari.
Un tema molto dibattuto quello relativo alla differenza di genere nella comunicazione genitorifigli adolescenti. In una ricerca Malagoli Togliatti e Ardone (1993) hanno rilevato che le madri
percepiscono una maggiore apertura e problematicit nella comunicazione con i figli rispetto ai
padri, mentre gli adolescenti percepiscono una maggiore apertura nei confronti della madre ma
uguale problematicit verso entrambi i genitori. Le autrici hanno anche riscontrato un aumento
dellapertura nella comunicazione genitori- figli per gli adolescenti rispetto ai preadolescenti.
Lanz e Rosnati, in una ricerca del 1995, si sono poste lobiettivo di indagare la qualit della
comunicazione tra genitori e figli, lesistenza di differenze legate al genere delladolescente e di
analizzare levoluzione della comunicazione dalla pre alla tardo adolescenza. Dai risultati emerge
come la comunicazione madre-figlio sia considerata migliore di quella padre-figlio durante tutto
larco delladolescenza. I figli giudicano complessivamente la propria comunicazione con i genitori
pi negativamente di quanto non facciano questi ultimi. emersa lesistenza di una dimensione
familiare della comunicazione tale per cui la qualit della comunicazione allinterno di una diade
strettamente connessa a quella dellaltra diade. Le autrici hanno riscontrato anche delle differenze di
genere: gli adolescenti giudicano pi positivamente la comunicazione con i genitori dello stesso
sesso. emersa una particolare vicinanza tra madre e figlia femmina.
Landamento della comunicazione lungo larco delladolescenza significativo solo se considerato
congiuntamente alle differenze di genere: la fase centrale delladolescenza pi problematica per i
maschi sia dal loro punto di vista che da quello dei genitori. Tali difficolt si attenuano nella tardo
adolescenza.

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