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Teoremi delle reti

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Linearità

Un sistema è lineare se soddisfa le proprietà di omogeneità e additività

Linearità=omogeneità+additività

Omogeneità: se l’ingresso viene moltiplicato per un fattore costante,


l’uscita risulta moltiplicata per lo stesso fattore
f(ku)=kf(u)

Additività: la risposta alla somme di più ingressi è pari alla somma delle
risposte agli ingressi applicati separatamente
f(u1+u2)=f(u1)+f(u2)

Da un punto di vista matematico, un sistema lineare è descritto da un


sistema di equazioni differenziali lineari
lineari.

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Linearità

Un circuito lineare è costituito da elementi lineari (e.g. resistori,


condensatori e induttori, generatori dipendenti lineari) e da generatori
indipendenti.

Gli ingressi di un circuito lineare sono rappresentati dai generatori


indipendenti. Le uscite di un circuito lineare sono di solito le tensioni e le
correnti.

Un circuito resistivo lineare (CRL) è costituito da resistori, generatori


dipendenti lineari e generatori indipendenti. Un CRL è descritto da un
sistema di equazioni lineari.

Per ottenere il sistema di equazioni lineari che descrive un CRL è sufficiente


applicare
li l 2 leggi
le l i di Kirchhoff
Ki hh ff e la
l legge
l di Ohm.
Oh

Esistono metodi sistematici (analisi nodale e analisi agli anelli) per ricavare
tale sistema di equazioni lineari.
lineari

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Linearità

In alternativa, la risoluzione dei circuiti lineari può essere effettuata tramite


ll’ausilio
ausilio di teoremi delle reti lineari che consentono di ridurre la complessità
del circuito da analizzare.

Teoremi delle reti lineari:


- resistenze in serie;
- resistenze in parallelo;
- trasformazione stella-triangolo
stella triangolo e viceversa;
- principio di sovrapposizione degli effetti;
- teorema di Thevenin;
- teorema di Norton;;
- teorema di Millmann.

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Sovrapposizione degli effetti

Il principio di sovrapposizione degli effetti (PSE) afferma che l’effetto


dovuto all
all’azione
azione di più cause concomitanti è pari alla somma degli effetti
che si ottengono quando ciascuna causa agisce da sola.

Il PSE coincide con la proprietà di additività,


additività pertanto è valido per i
sistemi lineari.

Il PSE per un circuito lineare: una tensione (o una corrente) in un circuito


lineare è pari alla somma delle tensioni (o delle correnti) che si ottengono
quando ciascuno dei generatori indipendenti agisce da solo.

La sovrapposizione è basata sul concetto di linearità e quindi non può


essere applicata al calcolo della potenza su un elemento (la potenza
dipende dal quadrato della tensione o della corrente).
corrente)

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Sovrapposizione degli effetti

Applicazione del PSE


1 Spegnere tutti i generatori indipendenti eccetto uno.
1. uno
2. Calcolare il valore dell’uscita (tensione o corrente) dovuto al solo
generatore funzionante.
3 Ripetere i passi precedenti per ciascuno degli altri generatori
3.
indipendenti.
4. Calcolare il contributo totale sommando algebricamente tutti i contributi
dei generatori indipendenti.

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Trasformazione di generatori

Una trasformazione di generatori è l’operazione di sostituzione di un


generatore di tensione vs in serie a un resistore R con un generatore di
corrente is in parallelo a un resistore R, o viceversa.

i
a
R i
a

vs is R
b b

vs
vs = Ris is =
R
I due bipoli risultano equivalenti in quanto hanno la stessa relazione i-v

vab = vs + Ri = Ris + Ri
La trasformazione si applica anche ai generatori dipendenti ma non si
7 applica ai generatori ideali di tensione e corrente.
Teorema di Thevenin

Il teorema di Thevenin afferma che un circuito lineare con due terminali


può ò essere sostituito con un circuito equivalente formato
f da un generatore
di tensione Vth in serie con un resistore Rth, in cui Vth è la tensione a vuoto
ai terminali e Rth è la resistenza di ingresso, o equivalente, vista agli stessi
t
terminali,
i li quando
d i generatori
t i indipendenti
i di d ti sono spenti.ti

I a
Rthh I a
+ +
Circuito Carico Carico
lineare V Vth V
- -
b b

8
Teorema di Thevenin

Calcolo di Vth

a
+
Circuito
lineare voc
-
b

Vth coincide con la tensione a vuoto del circuito ((circuito aperto


p ai terminali ab):
)
Vth =voc

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Teorema di Thevenin

Calcolo di Rth
Caso 1: il circuito non include generatori dipendenti

a
Circuito
lineare Rin
b

Rth coincide con la resistenza Rin vista ai terminali ab dopo


p aver spento
p tutti i
generatori: Rth=Rin

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Teorema di Thevenin

Calcolo di Rth
Caso 2: il circuito include generatori dipendenti
io a
a
Circuito lineare Circuito lineare +
con i generatori con i generatori
indipendenti vo indipendenti vo io
spenti spenti -
b b

v0
Rth =
i0

Rth coincide
i id con il rapporto
t ttensione/corrente
i / t aii tterminali
i li ab
b (convenzione
( i d
deii
generatori per il generatore di prova)

È indifferente usare un generatore di prova di tensione o di corrente

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Dimostrazione del teorema di Thevenin

a a
Rth
+
Circuito +
i v lineare i v Vth
- -
b b
Applicando il principio di sovrapposizione degli effetti al circuito lineare

v = ∑i AiVi + ∑ j B j I j + Ci

con Vi generatori indipendenti di tensione, Ij generatori indipendenti di


corrente
L’effetto dei generatori indipendenti interni alla rete coincide con la tensione
a vuoto

∑ A V +∑
i i i j
B j I j = v i =0

pertanto coincide con la tensione di Thevenin

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∑ A V +∑
i i i j
B j I j = Vth
Dimostrazione del Teorema di Thevenin

Il parametro C si ottiene calcolando la resistenza vista tra i due terminali,


quando i generatori indipendenti sono spenti
v
C=
i Vi =0, I j =0

pertanto coincide con la resistenza di Thevenin


C = Rth

Il circuito lineare con due terminali risulta equivalente


q al bipolo
p di Thevenin
in quanto presentano la stessa relazione i-v
v = Vth + Rth i

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Teorema di Norton

Il teorema di Norton afferma che un circuito lineare con due terminali può
essere sostituito da un circuito equivalente formato
f da un generatore di
corrente IN in parallelo a un resistore RN, in cui la corrente IN è la corrente
di corto circuito ai terminali e RN è la resistenza equivalente ai terminali,
quandod i generatori
t i indipendenti
i di d ti sono spenti.ti

a
a
Circuito
lineare IN RN
b
b

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Teorema di Norton

Calcolo di IN eRN

Circuito
lineare
icc

IN coincide con la corrente di corto circuito del circuito: IN =icc

RN coincide con la resistenza di Thevenin del circuito: RN = Rth

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Dimostrazione del Teorema di Norton

i a i a

v Circuito v
lineare
RN IN
b b
Applicando il principio di sovrapposizione degli effetti al circuito lineare

i = ∑i AiVi + ∑ j B j I j + Cv
C

con Vi generatori indipendenti di tensione, Ij generatori indipendenti di


corrente
L’effetto dei generatori indipendenti interni alla rete coincide con la corrente
di corto circuito

∑ A V +∑
i i i j
B j I j = i v =0

pertanto coincide con la corrente di Norton

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∑ A V +∑
i i i j
BjI j = IN
Dimostrazione del Teorema di Norton

Il parametro C si ottiene calcolando la conduttanza vista tra i due terminali,


quando i generatori indipendenti sono spenti
i
C=
v Vi =0, I j =0

pertanto coincide con l’inverso della resistenza di Norton

1
C=
RN
Il circuito lineare con due terminali risulta equivalente al bipolo di Norton in
quanto presentano la stessa relazione i-v
v
i = IN +
RN

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Relazione tra Thevenin e Norton

Rth
a
Rth = RN
Vthh
b
Vth = RN I N

RN = Rth
a

IN RN Vth
IN =
b Rth

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Teorema di Millman

Il teorema di Millman afferma che la tensione ai capi di un parallelo di:


- generatori di tensione VAi con in serie resistenze RAi,
- generatori di corrente IBj con eventualmente in serie resistenze RBj,
- resistenze RCk,
è data
d t dal
d l prodotto
d tt di una correntet Io per una resistenza
i t Ro, dove
d Io è la
l
somma delle correnti VAi/RAi e IBj e Ro è il parallelo delle resistenze RAi e RCk.

VAi
∑i R + ∑ j I Bj
VO = RO I O = Ai
1 1
∑i R ∑ k R
+
Ai Ck

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Dimostrazione del Teorema di Millman

Trasformando i generatori di tensione VAi con in serie i resistori RAi in


generatori di corrente VAi/RAi con in parallelo i resistori RAi ed
eliminando le resistenze RBj in serie ai generatori di corrente IBj, si
ottiene il circuito equivalente

La tensione ai capi del parallelo si ottiene semplicemente moltiplicando


la somma delle correnti dei generatori di corrente per il parallelo delle
resistenze
VAi
∑i R + ∑ j I Bj
VO = Ai
1 1
∑i R ∑k R+
20 Ai Ck
Massimo trasferimento di potenza

Si ha la massima potenza trasferita al carico quando la resistenza di


carico è uguale alla resistenza di Thevenin vista dal carico (RL=Rth).
)

Rth P
a
Pmax
i 2
⎛ Vth ⎞
Vth RL p = i RL = ⎜
2
⎟ RL
⎝ th
R + RL ⎠

b
Rth RL
⎡ ( + ) − 2 RL ( Rth + RL ) ⎤ 2 ( Rth + RL − 2 RL )
⎡ ⎤
2
dp R R
= Vth2 ⎢ th L
⎥ = Vth ⎢ ⎥=0
( Rth + RL ) ⎢⎣ ( Rth + RL )
4 3
dRL ⎢⎣ ⎥⎦ ⎥⎦

Vth 2
RL = Rth pmax =
4 Rth
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