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Diritti umani in costituzione

La costituzione è il fondamento eccezionale del nostro vivere civile, tanto che sarà d’ispirazione e sarà,
quindi, imitata. La costituzione italiana è l’insieme delle leggi scritte che regolano la vita sociale e
determinano l’ordinamento dello stato. E’ la legge fondamentale dello stato italiano dalla quale
dipendono gerarchicamente tutte le altre norme giuridiche dell’ordinamento dello Stato.

3 concetti sono fondamentali : diritto, uomo e costituzione.

Cos’è il diritto ?

Ci sono delle condizioni per cui una persona può essere soggetta ai dei diritti cioè un diritto per essere
espresso necessità di condizioni preliminari. La premessa per poter godere di un diritto è l’essere
un soggetto. (Infatti si dice che “si è soggetto di diritto”, le persone sono diventante “oggetto di diritto”
ai tempi della schiavitù).

Un’altra condizione preliminare è l’avere in sé una possibilità espressiva.  Una macchina non ne
gode perché il suo essere è di un altro tipo (è di tipo deterministico). Per quanto riguarda le persone con
danni gravi/importanti non gode della possibilità di esprimere la propria libertà. Questa, ovviamente
,non è una situazione paragonabile a quella della macchina, perché la nascita debole è accidentale
all’essere perché per sua essenza sarebbe diverso mentre, invece, l’essenza della macchina è
determinata, è una impossibilità sostanziale/essenziale.

Il diritto è ciò che difende un bene. Il bene, che il diritto tutela, è un essere particolare. Non esiste una
realtà di male coagulata su un qualche essere, perché il male, sia secondo la tradizione cristiana che
platonica, è sempre l’assenza del bene, quindi il bene e l’essere sono posti nello stesso piano.

Si conoscono dall’ebraismo i 10 comandamenti, che rappresentano dei divieti, quindi sono dalla parte
del DOVERE. Il diritto e il dovere non sono concetti separati tra di loro, perché se si dice che la vita è
un diritto inalienabile, vuol dire che qualcuno ha il dovere di non sopprimerla. Oppure la libertà è un
diritto fondamentale, quindi, ancora una volta qualcuno ha il dovere di non segregare nessuno. Ecc.
Ogni diritto implica un dovere.

Anche l’esistenza è una condizione preliminare.

Il concetto di natura, applicato ad una persona nata con problemi rilevanti, non ha la possibilità di agire
liberamente, ma ha comunque il diritto di essere libera, anche se questa non può essere espressa ed è
molto limitata. Questo diritto è fondato/risiede sulla sua stessa natura umana. La natura umana in sé è
portatrice di diritto, perché è un bene.

Costituzione
L’idea del costituzionalismo è l’idea che un certo tipo di apparato giuridico debba fondarsi su norme
fondamentali, non ordinarie, per modificare le quali c’è bisogno di una procedura particolare. Le
norme, che regolano la vita civile, devono essere tra loro coerenti.  deve vigere il principio di
coerenza normativa.

La gerarchia delle fonti

Le fonti prescrittive di comportamenti non hanno la stessa importanza. Quindi il regolamento di un


istituzione amministrativa o pubblica non ha la stessa forza obbligante di una legga, così come la legge
non ha la stessa forza obbligante di una norma della costituzione. Deve esserci sempre un principio
logico di coerenza.
Diritti umani : libertà fondamentali (diritti inviolabili dell’uomo)

Art. 1

“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Il lavoro è così importante che fonda la repubblica democratica, non si potrebbe reggere se le persone
non lavorassero.

Lavoro da intendersi come una qualsiasi attività che contribuisca al progresso, anche spirituale.

Tema: lavoro

Art. 4

“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo
questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una
funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Anche l’articolo 4, riconosce l’importanza del lavoro. La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto
al lavoro e se le condizioni mancano vuol dire che la repubblica deve fare in modo che si siano, perché è
fondamentale. Il lavoro non è solo un diritto, ma è anche un dovere di contribuire con la propria attività
economicamente, materialmente o spiritualmente. ( Questo “dovere” è un retaggio della carta del
lavoro fascista, che lo ritrae come un dovere).

Tema : lavoro

Art. 35

“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.

Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del
lavoro.

Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il
lavoro italiano all'estero”.

L’articolo 1 afferma che fonda la repubblica, l’art. 4 dice che tutti hanno il diritto al lavoro, che la
repubblica si impegna a rimuovere gli ostacoli per l’espressione di questo diritto e che il lavoro è un
dovere, l’art. 35 dice che il lavoro viene tutelato in tutte le sue applicazioni.Tema : lavoro

Art. 2

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni
sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà
politica, economica e sociale”.

L’art 2 riconosce e garantisce i diritti INVIOLABILI dell’uomo. L’espressione “diritti inviolabili” cioè
quei diritti che non possono essere violati, compare per la prima volta nell’art 2. Insieme ai diritti
inviolabili ci sono anche dei dovere che vanno rispettati.  il popolo deve esprimere il dovere della
solidarietà politica, economica e sociale. I padri costituenti hanno voluto fare in modo di garantire la
coesione sociale. (per opporsi alla dittatura un popolo deve essere coeso, e per esserlo bisogna dire a
quest’ultimo che ha il dovere di essere solidale, sia economicamente che socialmente).
Anche l’articolo 119 tratta della coesione sociale.

Art. 3

“Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di
lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Tra i diritti inviolabili c’è il principio di uguaglianza e il principio di non discriminazione. Il


principio di non discriminazione, fa parte dei diritti inviolabili ed è espresso dall’articolo 3.

L’uguaglianza di tutti gli individui difronte alla legge è indipendente dalle condizioni personali,

La legge contro l’omofobia è inclusa nella condizione personale di cui parla l’articolo 3, perché
l’orientamento sessuale fa parte della condizione personale. I padri costituenti si sono espressi in
termini generali, per poter includere tutti i casi particolari.

A specificare il diritto dell’uguaglianza davanti alla legge e anche la convenzione di Roma del 53 che
dice che “ il godimento dei diritti fondamentali non è soggetto a discriminazioni su base raziale,
religiosa ecc.”

NESSUNA CONDIZIONE PERSONALE DEROGA QUESTA UGUAGLIANZA.

*Specifica tutti i lavoratori. Il lavoro presuppone un mercato, e il mercato a sua volta presuppone una
libertà di movimento.

Tema : uguaglianza e lavoro

Art. 10

“L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente
riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati
internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite
dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite
dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici”.

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale, quindi si conforma
alla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. La costituzione esplicita, chiaramente,
che ci sono dei diritti inviolabili (art. 2) e che sono da ricollegarsi ai doveri, prima parla di quello che
secondo i padri costituenti è il diritto più importante : il lavoro. Il lavoro costruisce e non distrugge.
Art. 13

“La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra
restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi
previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica
sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore
all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e
restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva”.

La libertà non può essere limitata, se non da un giudice/magistrato. (Deroga eccezione )

(L’art 111 parla del giusto processo)

Art. 24

Nessuno può essere arrestato o privato della propria libertà personale, senza le garanzie di un processo.
Fondamento storico è la Magna Carta Libertatum.

Art. 16

Il diritto di circolazione

“Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale,
salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna
restrizione può essere determinata da ragioni politiche”

Il lavoro presuppone un mercato, e il mercato a sua volta presuppone una libertà di movimento. Ci
possono essere delle deroghe, ma è una legge (e non un altro tipo di atto) che deve stabilirle, per ragioni
di sanità o sicurezza. DEVE essere una legge perché l’articolo 1 dice che l’Italia è una democrazia e la
legge è espressione di un dibattito parlamentare, che vede coinvolti i rappresentanti dei cittadini. Ecco
perché solo la legge può derogare.